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inchiesta guarnizioni rassegna stampi

mercato delle macchine

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MENSILE DEGLI ELASTOMERI E DEGLI ALTRI POLIMERI RESILIENTI

In caso di mancato recapito inviare al CMP di Milano Roserio per la restituzione al mittente previo pagamento resi

conferenza tecnica

LUGLIO ď‚­ AGOSTO 2013 - NUMERO 6


TRADE AND DISTRIBUTION OF RUBBER’S INDUSTRY PRODUCTS

AZIENDA CERTIFICATA UNI EN ISO 9001:2008 COMPANY CERTIFICATED 57123 LIVORNO - Italy - Scali D’Azeglio 20 - Tel. +39 0586888718 - +39 0586899121 - sintaleghorn@tin.it


SOMMARIO | ANNO 57 - 610 • LUGLIO  AGOSTO - N. 6 4 16

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ELASTICA: SOMMARIO

Una carrellata di grafici e tabelle che sintetizzano, con l’eloquenza dei numeri, la situazione del settore della produzione di macchine per la gomma e per la plastica. Il mercato tiene soprattutto grazie all’export, con un consumo interno che copre ormai soltanto il 50% della produzione

L’intervista del mese Anche ai tedeschi piacciono le nostre macchine

Il presidente di Assocomaplast, Giorgio Colombo, traccia, in occasione dell’assemblea generale dell’associazione, il quadro del mercato delle macchine per il settore della gomma e della plastica. Un comparto dove la nostra industria tiene egregiamente, pur dovendosi guardare dalla crescita di competitor internazionali sempre più agguerriti

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Le guarnizioni italiane tengono forte. Anche sul mercato

Quindici protagonisti del mercato raccontano le loro sensazioni dopo i primi mesi del 2013. Con indicazioni ambivalenti. Pur di fronte a situazioni tengono il passo dell’anno scorso, nessuno si sbilancia in previsioni future, neppure a breve termine. Innovazione e investimenti sono l’unica strategia per restare forti sul mercato

20 Nuove strategie

per il nostro export

Riccardo Monti e Roberto Luongo, presidente e direttore di Ice-Agenzia per la promozione all’estero e internazionalizzazione delle imprese italiane, spiegano le nuove strategie dell’agenzia, che ha ripreso l’attività da circa un anno. Investimenti mirati ma cospicui puntano ad aprire nuove strade per le nostre aziende nei mercati emergenti

Settore macchine: l’analisi del mercato

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Quattro esempi da copiare

Quattro aziende del settore stampi presentano eccellenze e strategie

speciale conferenza tecnica: Hi-tech e green economy l’opportunità che non dobbiamo perdere

Lo scorso 30 maggio L’Industria della Gomma ha organizzato, con Assogomma, la conferenza tecnica su Innovazione e Ambiente. Un evento coronato da un ottimo successo di pubblico di cui vi riportiamo in queste pagine

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speciale conferenza tecnica: Otto relazioni ricche di contenuti

Gli abstract delle relazioni tenute dalle otto aziende partecipanti alla conferenza. Con temi di estremo interesse: dalla gomma da guayule al grafene, dallo sviluppo di nuovi polimeri alle soluzioni di macchine, software, strumenti e controllo della qualità che aiutano le imprese a essere innovative e sostenibili

52 Una open house per lo stampaggio Quattro giorni di porte aperte alla ST.A.ATE

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L’INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA |

42 luglio  agosto 2013

Technologies di Calvenzano (BG) per vedere all’opera le nuove presse per lo stampaggio di Maplan e Boy


Federazione Gomma Plastica

Mensile degli elastomeri e degli altri polimeri resilienti con il patrocinio di

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Compatta, precisa e a risparmio energetico

La nuova pressa elettrica e-mac di Engel. L’abbiamo vista in prova e vi raccontiamo i suoi punti di forza

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ASSOGOMMA

L’INDUSTRIA DELLA GOMMA ELASTICA Redazione, amministrazione, pubblicità

TACCUINO Produzione e commercio, le tendenze Test sui pneumatici ad Autopromotec Paolo Cittadini presidente della Federazione Gomma-Plastica Cresce la fiducia in Lombardia Nuovo investimento Continental in Russia Hankook espande il suo stabilimento in Europa Novità nel management di Maplan Un nuovo rullo in elastomero da Automatik Plastics Machinery Una nuova soluzione per gli ammortizzatori della Punto Un bilancio di Sps ipc Drive Italia

GLI inserzionisti CALDIC ITALIA

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ELASTOMERS UNION

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GAMMA STAMPI

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Costo di una copia ai soli fini fiscali € 1,00

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I COP. 63 III COP.

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Ai sensi della legge 196/2003 l’Editore garantisce la massima riservatezza nell’utilizzo della propria banca dati con finalità redazionali e/o di invio del presente periodico. Ai sensi degli artt. 7 e 10 i destinatari hanno facoltà di esercitare il diritto di cancellazione o rettifica dei dati,mediante comunicazione scritta al responsabile del trattamento presso EDIFIS S.p.A. - Viale Coni Zugna 71 20144 Milano, luogo della custodia della banca dati medesima. Stampa: Eurgraf sas - Cesano Boscone (MI)

TARKETT 13 TOVO GOMMA UTP VISION

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luglio  agosto 2013

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luglio  agosto 2013


elastica Comitato di redazione: Fabio Negroni, Emilio De Tuoni, Giampaolo Giuliani.

SO M M ARIO Gli sponsor di Elastica...........................................................................................................................................6- 7 Abbiamo letto per voi...............................................................................................................................................8  Resistenza agli acidi di epm e epdm

 Influsso di ZnO e acido stearico sulla idrofobizzazzione della silice

 Epdm Keltan eco

 Crete di Neuburg calcinate in profilati bianchi

 Riciclo con radiazioni i materiali a base di ptfe

 Carbonato di calcio precipitato come veicolo per eseguire reticolazioni

 Le gomme siliconiche con vulcanizzazione uv dischiudono nuove applicazioni

 Il tempo come fattore centrale nello stampaggio a iniezione

 La Kraton intende sostituire con il nuovo Ir per usi

 Sito ufficiale del Malaysian Rubber Board (mrb)

medicali la nr e le gomme sintetiche

 Analisi di dati e-precision

 Gomma riciclata con processo waterjet

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Cert. Iso 9001 ACTION TECHNOLOGY ITALIA S.p.A. Via Fiandre, 19 - 20083 Gaggiano (MI) Tel. 02.9082931 - Fax 02.90829333 Produzione di mescole elastomeriche e di calandrati di precisione. Produzione di guarnizioni in gomma ed in materiali termoplastici per l'industria cosmetica e farmaceutica (valvole aerosol, pompe, dispenser, mascara). Trattamento e confezionamento in camera bianca di articoli stampati e tranciati in elastomeri destinati al settore farmaceutico. Produzione di tubi estrusi in materiale plastico per valvole aerosol, dispenser e penne a sfera.

Via Anassagora, 20 20128 Milano (MI) Italia Tel. 02.2551284 - Fax 02.2551316 www.elastec.it Produzione mescole tecniche in NBR EPDM - CR - Ebanite - Fluorurate Attacco Metallo speciali

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Sales: Parker Hannifin Italy Srl Via Privata Archimede 1 20094 Corsico (MI) Tel. +39 02 45 19 24 46 fax +39 02 36 26 39 19 www.parker.com/tecnocompounds Plant: PARKER Tecno Compounds Via Toscana 6, 8 27010 Siziano (PV) Tel. +39 0382 67 82 266 Fax +39 0382 67 82 222 infotecnocompounds@parker.com

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COMPANY CERTIFICATED 57123 Livorno - Scali D’Azeglio, 20 Tel. 0586.888.718 ric. aut. Fax 0586.899.121 e - mail: sintaleghorn@tin.it

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Certificata ISO 9001:2000 e ISO 14001:2004. | L’INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA |

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Via Mauro Macchi, 27 - 20124 Milano, Italia Tel. +39 0267141707 Fax. +39 0236680124 ziinfo@zeon.eu www.zeon.eu

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LABORAtorio per la CERTIFICAZIONE E RICERCA SUI SISTEMI ELASTOMERICI

con il patrocinio del C.N.R.

Un laboratorio specializzato al servizio dell’industria della gomma Il Cerisie

dal National Bureau of Standards U.S.A. per verificare la ripetitibilità e la riproducibilità dei risultati.

È un laboratorio costituito dall’AIRIEL (Associazione Italiana per la Ricerca nell’Impiego degli Elastomeri) e dall’ASSOGOMMA con il patrocinio del CNR.

Gli utenti

I servizi

I trasformatori di materiali elastomerici ed affini; i produttori di materie prime, macchinari e apparecchiature di prova; gli utilizzatori di prodotti finiti.

I collegamenti

Collabora con Enti di Normazione quali UNI e ISO. Partecipa a prove interlaboratoriali organizzate

Prove fisico-meccaniche, analisi chimiche, collaudi, consulenze e sperimentazioni, formulazione di mescolanze, ottimizzazione di cili produttivi, corsi di addestramento e aggiornamento, ricerca applicata.

Le agevolazioni

Sulle prove e sui servizi, i soci AIRIEL godono di uno sconto del 40% Per i soci ASSOGOMMA lo sconto è del 15%.

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| L’INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA |

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elastica


ELASTICA | ABBIAMO LETTO PER VOI

rassegna della stampa tecnica estera materie prime RESISTENZA AGLI ACIDI DI EPM E EPDM R Hornig, S.Steinhilber ElringKlinger AG - e¬mail: roy. hornig@erlingklinger.com ; Gummi Fasern Kunststoffe (GAK); 65/12760-774-2012. Rif. E3151.

L’

articolo si svolge sotto forma di un lungo lavoro di documentazione dell’effetto provocato da numerosi acidi prevalentemente di tipo organico su mescole di EPDM, di cui non viene indicata la ricettazione, ma di cui vengono riportati i moduli dal 25% al 300% di allungamento, la resistenza alla lacerazione DIN 53504 (12,50 MPa) e DIN ISO 341 A (4,2 N/mm), il compression set ISO 815 (8,5%). Gli acidi organici presi in considerazione sono 25 e su 5 di essi (acido formico, acido acetico, acido maleico, acido glicolico, acido citrico) vengono riportati valori di pH a varie concentrazioni. Valori di pH a varie concentrazioni sono riportati anche per acidi inorganici: acido cloridrico, acido solforico, acido fosforico, acido nitrico. L’articolo comprende un istogramma, in cui sono rappresentati i valori di rigonfiamento dopo permanenza di 100h a

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L’INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA |

23°C negli acidi organici e inorganici sopra citati. L’articolo contiene anche altri tipi di grafici, nei quali sono riportate le variazioni di caratteristiche meccaniche (durezza, resistenza alla lacerazione), anche in questo caso dopo permanenza di 100h a 23°C negli acidi organici e inorganici sopra citati. Da tali valori si deduce l’entità dell’attacco effettuato. Prima di passare a considerare le reazioni chimiche degli acidi, gli autori puntualizzano le differenze tra acido e base dal punto di vista della teoria di Lewis. Un legame covalente nasce dal fatto che gli acidi sono accettori di doppietti elettronici e vengono definiti elettrofili, mentre le basi sono donatori di elettroni e vengono definite nucleofile. La reazione tra acido e base avviene perché le basi catturano un atomo con carica almeno parzialmente positiva e contribuiscono a formare un legame covalente. Nell'articolo è riportata una utile tabella, nella quale sono indicati i sottogruppi di acidi di Lewis suddivisi in acidi di Lewis non metallici e acidi di Lewis metallici, a loro volta suddivisi in acidi di Lewis forti, acidi di Lewis di media forza, acidi di Lewis deboli organizzati seguendo il concetto di Lewis, cioè ordinandoli secondo la tendenza di accettare o di donare doppietti elettronici e quindi di caratterizzare la loro attività. Inoltre anche un’altra utile tabella, nella quale sono suddivisi i solventi ordinati in funzione delle loro proprietà “protiche” o “aprotiche”, cioè secondo la tendenza di donare protoni (H +) e individuando il loro grado di polarità. Dopo tali premesse gli autori interpretano meccanismi di degradazione degli EPDM ad opera di ioni H3O+ e di anioni Idrogeno-solfatici HSO4+. Gli autori mostrano anche decorsi di demolizione ad opera dell’acido solforico sulle mescole di EPDM contenenti triallilcianurato come attivatore della vulcanizzazione perossidica. L’articolo termina riportando grafici che documentano l’andamento dell’attacco dell’EPDM da parte dell’acido formico, dell’acido acetico e anche dell’acido solfo-

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rico, che appare certamente il più severo. L’EPDM resiste bene all’acido solforico a 75°C fino alla concentrazione dell’acido di 80%, ma a concentrazioni superiori l’attacco provocato raggiunge improvvisamente effetti molto severi. L’articolo, che contiene passi di interpretazione avanzata, oltre che molto lunghi, è anche notevolmente interessante.

materie prime EPDM KELTAN ECO Montserrat Alvarez Grima, Philip Hough, Daniel Taylor, Marjan van Urk - European Rubber Journal 195/2- Mar-Apr 2013-28-29-2013. Rif. E3152.

L’

articolo contiene un confronto diretto tra il Keltan 5470 prodotto con materiali derivati da feed stock petrolifero e il Keltan ECO 5470 prodotto con materiali a base di etanolo ricavato da canna da zucchero brasiliana. La ricettazione impiegata per un confronto valido ha sistema vulcanizzante a base di Zolfo e acceleranti CBS/TMTD/ZDMC/ZDBC. La mescola a base di Keltan 5470 contiene 120 phr di nero N550 e corrisponde a una formulazione per profilati solidi di uso automotive, quella di Keltan ECO ha la medesima struttura generale, ma contiene 135 phr di nero BBC500 fornito dalla “BlackBear Carbon, ottenuto per pirolisi di pneumatici. Il confronto fra le due ricettazioni avviene tuttavia anche impiegando la combinazione 70/40/70 phr di N550/N772/olio paraffinico. I polimeri Keltan 5470 e Keltan ECO mostrano diagrammi DSC soddisfacentemente equivalenti, curve di assorbimento di potenza in mescolazione e curve vulcanizzazione identiche, così come accade nei riguardi della resistenza alla scottatura, della densità di reticolazione, del grado di cristallizzazione.


ELASTICA | ABBIAMO LETTO PER VOI

Cioè per quanto concerne le caratteristiche dei polimeri, gli autori concludono che sono le medesime. In sede di preparazioni industriali, gli autori trovano tuttavia necessità di alcune correzioni, che peraltro portano all’aumento del nero di Carbonio BBC 500 da 120 phr a 135 phr come sopra indicato. Il nero di Carbonio BBC 500 non è pellettizzato e rispetto al nero N550 presenta densità apparente molto più bassa: per tale ragione il nero di Carbonio BBC 500 è caratterizzato da importanti differenze nella confezione delle mescole, che si estrinsecano con aumento del numero di aggiunte a 3 e con aumento del tempo di confezione da 4 minuti a 7 minuti. La produzione del nero BBC 500 richiede comunque minore impiego di CO2 come materia prima di partenza.

prodotti e processi RICICLO CON RADIAZIONI I MATERIALI A BASE DI PTFE T. Hoffmann, M. Heller, T. Engelhardt, A. Taeger, H. Marks, D. Lehmann - Leibniz Institute Dresden - e-mail: hoffmannthoersten@ipfdd.de ; Gummi Fasern Kunststoffe (GAK); 65/12-784-789-2012. Rif. E3153.

L

a crisi della fornitura del Politetrafluoretilene PTFE del 2010 ha acuito i problemi di approvvigionamento e ha spinto a ripristinare il PTFE dagli articoli fuori uso. Date le difficoltà di lavorazione del PTFE il problema si è mostrato difficoltoso. Si è dovuto sviluppare procedimenti della massa molecolare, la preparazione di perfluoroalchil-perossiradicali e la preparazione di derivati con gruppi funzionali -COF e -COOH. Presso l’Istituto Leibniz di Dresden la metodologia di irradiazione ad alta energia del PTFE è in uso da tempo per ricavare materiale in polvere. Anzi sono in uso anche procedure di preparazione di micropolveri di PTFE ricavandole da polimerizzazioni mirate, però il materiale ottenuto

risulta esente da radicali -COF e -COOH come pure da altri radicali. Tuttavia le micropolveri di PTFE si mostrano interessanti per lo scopo, perché possono essere introdotte in materie plastiche o possono essere disperse in preparati liquidi, ad esempio per preparare mezzi scivolanti o adatti ad ingrassare parti di articoli. Con ciò, a partire dal 1997 vengono prodotte miscele di micropolveri di PTFE accoppiate con poliammidi, che si prestano a procedimenti di irraggiamento per introdurre gruppi funzionali e radicali dando luogo a diverse forme di distribuzione fisica. Grazie a ciò è stato possibile riciclare attivamente materiale fluorurato. La base delle sunnominate preparazioni è lo Zonyl MP1100 della DuPont, che è costituito da un polimero di PTFE in emulsione irradiato elettronicamente, nel giro della fornitura del quale sono citate altre industrie tedesche: Nünchritz GmbH e Beta-Gamma-Service GmbH. Sono riportati grafici che illustrano l’entità della distribuzione superficiale di radicali e di gruppi C=O ottenuti sullo Zonyl MP1100. Inoltre sono riportate anche micro fotografie delle superfici. Le caratteristiche di persistenza della scivolosità superficiali delle zone sullo Zonyl vengono caratterizzate secondo DIN 51347-2 (Brugger-Test) e DIN ISO 7148-2. Le caratteristiche di scivolosità delle superfici dipendono dal materiale scivolante, che può essere a base di PTFE in polvere o in emulsione. La scivolosità ottenuta è migliore con PTFE in emulsione. La differenza non è molto rilevante, ma esiste e in sede di conclusioni gli autori si esprimono favorevoli all’impiego di PTFE in emulsione, che in effetti secondo i dati sperimentali di scivolosità/attrito sulla superficie fornisce valori più opportuni.

prodotti e processi LE GOMME SILICONICHE CON VULCANIZZAZIONE UV DISCHIUDONO NUOVE APPLICAZIONI B. Ganter, St. Boβhammer, U. Irner - Momentive Performance Materials GmbH - e-mail: beate. ganter@momentive.com; Gummi Fasern Kunststoffe (GAK); 66/0213-80-82-2013. Rif. E3154.

L

a Momentive ha sviluppato una nuova famiglia di gomme siliconiche vulcanizzabili con luce ultravioletta ad una temperatura inferiore di quella necessaria con reticolanti perossidici o con sistemi basati sull’azione di catalizzatori cloroplatinici. Ciò è importante, perché le gomme siliconiche spesso vengono usate a contatto con materiali sensibili, per i quali è importante che non vengano superati determinati livelli termici, Nell’articolo qui recensito viene rappresentato l’andamento a 25°C della curva di vulcanizzazione in luce UV, che mostra la realizzazione praticamente immediata della reticolazione della gomma siliconica LSR, sottolineando il fatto che il sistema di reticolazione UV qui considerato risulta largamente positivo rispetto ai sistemi correnti. Oggi i LED UV emettono luce di una determinata lunghezza d’onda e non esistono più problemi per la loro regolazione e per lo sviluppo di calore. Nell’articolo è riportato uno schema della struttura di un dispositivo per la vulcanizzazione UV con l’indicazione di dettagli riguardanti la produzione degli isolatori. Le gomme siliconiche liquide LSR presentano caratteristiche che tornano vantaggiose dal punto di vista del processo. Viene evidenziato il notevole vantaggio dell’estrusione di gomme siliconiche con vulcanizzazione in raggi UV, a temperatura ambiente, in un apparato lungo 30 cm anziché in un forno a 250°C lungo da 2m a 12m; inoltre tornano vantaggiose anche in situazioni di opportunità di accoppiamento con lavorazioni riguardanti articoli in materiale plastico. La vulcanizzazione in ambiente UV è talmente veloce, che con essa sono da escludere formazioni di bolle. La realizzazione di articoli di gomma siliconica con vulcanizzazione UV è basata sull’azione di catalizzatori platinici idrosililici, che non sviluppano prodotti di decomposizione . Viene descritta anche un’altra interessante particolarità ottenibile con le

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ELASTICA | ABBIAMO LETTO PER VOI

gomme siliconiche LSR: si tratta di una estrusione di uno strato dl led sulla parete esterna di articoli estrusi con ottenimento di effetti luminosi.

materie prime LA KRATON INTENDE SOSTITUIRE CON IL NUOVO IR PER USI MEDICALI LA NR E LE GOMME SINTETICHE Louise McHenry - ERI Staff European Rubber Journal 194/5 - Nov-Dic 2012-17-18-2012. Rif. E3155.

Richard Brennan fa notare che il prodotto a base di poliisoprene sintetico ha avuto una lunga fase di incubazione, ma che ora sta seguendo il suo ciclo. Negli USA il Kraton Cariflex (poliisoprene sintetico) mostra interesse soprattutto nello stato dello Ohio.

materie prime GOMMA RICICLATA CON PROCESSO WATERJET Barry Copping - Hungarojet European Rubber Journal 195/2Mar-Apr 2013-31-32-2013. Rif. E3156.

L

a Kraton Performance Polymers 5 anni fa ha offerto il proprio polisoprene (IR) Cariflex come sostituto di altri elastomeri nel campo medicale, ivi comprendendo anche la gomma butilica e la gomma naturale. La gomma naturale in campo medico era stata oggetto di critiche nei riguardi di problemi di allergia. Il problema riguarda in primo piano la produzione di tappi per recipienti di farmaci destinati alla inoculazione. Per tali articoli, oltre alla ineccepibilità di fronte a problemi di tossicità, è fondamentale anche la resistenza al “carotaggio” (coring resistance), che prescrive l’assenza di trucioli di materiale del tappo come conseguenza dell’azione di perforazione dell’ago. Da prove ricordate da Richard Brennan e anche dal Dr. Philippe Henderson della Kraton, il Cariflex, della stessa Kraton, nei riguardi della coring resistance si comporta di gran lunga meglio dell’IR Ziegler-Natta e della gomma butilica: l’asserto è confermato da una documentazione fotografica, riportata nel testo dell’articolo a cura della Kraton, dalla quale non appare presenza di trucioli e dalla quale si nota che i fori nel tappo provocati dall’ago dopo l’operazione sono risaldati. Nell’articolo sono riportate anche notizie riguardanti la situazione dei guanti chirurgici. Anche in tale settore il prodotto a base di poliisoprene sintetico si conferma più valido di quello di NR.

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L’INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA |

L

a gomma riciclata con sistema convenzionale partendo da macinatura meccanica presenta scarse proprietà interessanti di rivulcanizzazione. L’ungherese Barry Kopping della Hungarojet mira al progresso, per cui considera processi che danno luogo a polveri di gomma con granulometria anche dell’ordine di 50 μm (micrometri). La tecnologia ricordata nell’articolo qui recensito si basa su un metodo di attacco sul cascame basato sull’uso di acqua a pressione molto elevata (UHP - Ultra High Pressure) per estrarre la gomma e macinarla, lasciando intatte le carcasse metalliche del cascame stesso. Il progetto è orientato naturalmente al riutilizzo del materiale dei pneumatici fuori uso, ma si pensa anche al riciclo degli scarti interni delle fabbriche degli articoli di gomma. La micrografia elettrica a scansione per-

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mette di valutare le granulometrie e le caratteristiche organolettiche dei prodotti di riciclo. Viene evidenziato che i prodotti originati dall’attacco UHP mostrano particelle con contorni molto morbidi, che possono già far prevedere le possibilità del loro utilizzo. Le particelle derivate dal processo UHP presentano una morfologia a superfici concavo-convesse caratterizzate da maggiore possibilità di ottenere degli impasti rispetto a quelle originatesi da processi criogenici, derivanti da strutture fragili. Il ciclo della Hungarojet, dopo l’attacco eseguito con acqua, prevede un passaggio di asciugamento e quindi di compressione per impaccare il materiale. Hungarojet ha costruito un impianto pilota 100 km a Sud di Budapest, nel quale lavora 1000 tonnellate anno di pneumatici per autocarro. Le prime applicazioni del materiale riciclato sono avvenute presso l’Università di Budapest in mescole mirate all’estrusione e allo stampaggio a iniezione. Altre applicazioni sono avvenute alla Pannon University e alla Hungarian Oil & Gas Company per eseguire applicazioni in lavori stradali. ContiTech a Szegend (Ungheria) ha iniziato nel 2011 una collaborazione con la Hungarojet, per continuare le applicazioni. A Ghent (Gand) in Belgio la BTRC (Belgium-based Big Tyre Recyclyng Corporation) ha riciclato nastri trasportatori per uso minerario di spessore 20 mm e di larghezza 2,5 m altamente rinforzati. La polvere di gomma riciclata ha granulometria di 250 micrometri, è esente da acciaio e tessili ed è rivulcanizzabile. L’uso del riciclato qui descritto, aumentandone la concentrazione in semilavorato già contenente il riciclato stesso, ha la proprietà di non causare ulteriori peggioramenti delle caratteristiche.

materie prime INFLUSSO DI ZnO E ACIDO STEARICO SULLA IDROFOBIZZAZIONE DELLA SILICE A. Blume - Evonik Industries AG e-mail:anke.blume@evonik.com; Gummi Fasern Kunststoffe (GAK); 63/02-98-104-2013. Rif. E3157.


ELASTICA | ABBIAMO LETTO PER VOI

P

er ridurre ulteriormente la resistenza al rotolamento dei pneumatici è stato introdotto l’uso del silano VP Si 363. Nel presente articolo, per chiarire il meccanismo dell’azione di tale prodotto, si inizia a considerare l’effetto su di esso fornito da ZnO e acido stearico. Il mercaptosilano VP Si 363 ha struttura SI(OR)3-(CH2)3-SH dove R = C2H3 oppure alchilpoliestere. Accanto a ciò vengono riportate le strutture già note del TESPT (Tetrasulfano Si69), del PTEO (Propiltrietossisilano) e del VP Si 363 (trietossimercaptopropilsilano). Viene esaminato l’effetto dello ZnO e dell’acido stearico sulla idrofobizzazione della silice. Lo ZnO provoca un piccolo ritardo. L’acido stearico provoca un ritardo di idrofobizzazione di fronte al PTEO, mentre non provoca ritardo di idrofobizzazione di fronte al VP Si 363. La situazione risulta comunque la seguente. Il minore ritardo dell’inizio della reazione di idrofobizzazione dovuto all’acido stearico si ha con VP Si 363, se-

guìto da Si69, seguìto da PTEO. Il minore ritardo dell’inizio della reazione di idrofobizzazione dovuto all’Ossido di Zinco non appare chiaramente espresso. Nel rapporto presentato nell’articolo qui recensito vengono comunicati molti dati, ma sostanzialmente non viene azzardato un giudizio definitivo, che possa orientare l’utilizzatore. Però alla fine del lavoro viene sintetizzata una conclusione, nella quale vengono esposti giudizi suggeriti in un supplemento del lavoro, intitolato „Pneumatici verdi - Ultrasil 7000 - Dyanasilan PTEO“. La presenza dello ZnO, all’inizio del processo riduce la viscosità Mooney del sistema e a 170°C favorisce l’accoppiamento del silano Si69 con l’elastomero. Il VP Si 363 non esercita invece tale influenza.

Tra PTEO e Si69 esiste un conflitto: ZnO e acido stearico limitano la velocità della idrofobizzazione della silice, e l’aggiunta di ZnO riduce la viscosità Mooney. La presenza di ZnO richiede inoltre che con Si69 non venga superata la temperatura di 155°C, pena una possibile scottatura. Tali problemi non esistono invece impiegando VP Si 363: infatti ZnO e acido stearico non limitano la reazione di idrofobizzazione, l’aggiunta di ZnO all’inizio della mescolazione riduce la viscosità Mooney e nella mescolazione si possono raggiungere anche 175°C senza pericoli di scottatura. Il dott. Anke Blume, autore dell’articolo, è della Evonik Industries AG, la quale a suo tempo è scaturita dalla Degussa. Egli già nel 2011 in termini di velocità di idrofobizzazione si era espresso come Evonik Degussa GmbH a favore del Si 363 rispetto al PTEO (cfr. Codice Elastica E2937 in I.G 593 recensito da KGK 64/74-38 2011). In tal modo ora egli sembra scavalcare anche Si69 (TESPT).


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materie prime CRETE DI NEUBURG CALCINATE IN PROFILATI BIANCHI N. Holzmayr, H. Oggermüller, R. Lüttlich - Hoffmann Mineral GmbH, Neuburg - e-mail: rainer. luettlich@hoffmann-mineral.com ; - Gummi Fasern Kunststoffe (GAK); 65/12-750-754-2012. Rif. E3158.

L

e crete di Neuburg per le loro proprietà in estrusione hanno trovato da tempo impiego nelle mescole per profilati in alternativa ai caolini calcinati. Ora la

ITO RATU ZIO G I V R E UN S

Hoffmann Mineral GmbH di Neuburg, ha affiancato alle combinazioni già esistenti la produzione delle crete di Neuburg calcinate Silfit Z 91 e Aktifit VM, che sono caratterizzate dal fatto di essere esenti dal colore debolmente giallo e di essere pertanto adatte anche per profilati bianchi. Silfit Z91 è una miscela esistente in natu-

ra e sottoposta ad un trattamento termico formata da un acido silicico amorfo e criptocristallino insieme a una caolinite lamellare. Aktifit VM è formato da Silfit Z91 trattato con un vinilsilano non precisato. Nell’articolo qui recensito viene riportato uno studio in una mescola di EPDM a vulcanizzazione perossidica, a base di Keltan 778 Z cristallino oppure di Keltan 8340 A amorfo, contenente 400 phr oppure 300 phr di Aktifit VM, per confronto con una analoga mescola contenente 200 phr di caolino calcinato.

SCHEDA PER LA RICHIESTA DI ARTICOLI DELLA RUBRICA “ABBIAMO LETTO PER VOI” EDIFIS S.p.A. - Viale Coni Zugna 71 20144 - Milano - Tel. +39 023451230 Fax +39 023451231 gomma@edifis.it www.edifis.it

Desidero ricevere copia del testo in lingua originale. Numero di riferimento e titolo___________________________________________________________ Segnalati nella sezione “Abbiamo letto per voi” apparsa nel numero..........................................................................di “L’industria della Gomma /Elastica”.

Nome e Cognome.......................................................................................................................................... Azienda.......................................................................................................................................................... indirizzo.......................................................................................................................................................... Cap.....................Città...............................................................................Prov.............................................. Data................................Firma.......................................................................................................................

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L’INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA |

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ELASTICA | ABBIAMO LETTO PER VOI

Il sistema vulcanizzante perossidico consiste in un un taglio di Trigonox 29/40 + Perkadox 14/40 (3 phr/3phr) oppure (2phr/2phr). Viene fatta notare l’influenza del tipo di composizione della ricettazione sulla efficienza della estrusione, sulla deformazione permanente, sulla variazione di durezza in funzione della permanenza a bassa temperatura dopo 22 h a -10°C e sulla influenza della tonalità di colore assunta dall’estruso. L’efficienza della estrusione viene interpretata dall’esame della velocità di estrusione dei profilati Garvey. Rispetto a quanto riscontrato con caolino calcinato, l’efficienza risulta migliore con le mescole contenenti Aktifit VM, soprattutto con 400 phr di tale carica e con sistema vulcanizzante (3 phr/3phr). La resistenza alla deformazione permanente con le mescole contenenti Aktifit VM, soprattutto con 300 phr di tale carica e con sistema vulcanizzante (3 phr/3phr). Dopo 22 h a -10°C, rispetto a quanto si verifica con caolino calcinato, l’aumento di durezza minore (= migliore) riscontrato sul profilato si ottiene con EPDM amorfo contenente 300 phr di Aktifit VM, soprattutto con sistema vulcanizzante (3 phr/3phr). Rispetto a quanto si verifica con caolino calcinato, la variazione di tonalità di colore verde/rossa assunta dall’estruso risulta molto minore con Aktifit VM, sia con EPDM amorfo che con EPDM cristallino e sia con sistema vulcanizzante (3 phr/3phr) che (2phr/2phr). Con tali risultati gli autori fanno risaltare che l’uso di Aktifit VM dà luogo a diminuzione del costo mescola, a miglioramento della resistenza alla deformazione permanente e sottolineano la convenienza all’impiego di EPDM amorfo.

materie prime CARBONATO DI CALCIO PRECIPITATO COME VEICOLO PER ESEGUIRE RETICOLAZIONI R. Vogel, M. Vučak, C. Nover, L. Peitzsch - Leibniz Institut (Dresden) - e¬mail: vogel@ipfdd. de ; Gummi Fasern Kunststoffe (GAK); 65/12-754-758-2012. Rif. E3159.

G

li autori puntualizzano l’importanza di agenti chimici in forma di dry liquid che hanno le più svariate azioni: reticolanti, acceleranti, scivolanti, plastificanti, agenti antifiamma, resine funzionali. I dry liquid sono costituiti da prodotti liquidi adsorbiti su cariche inerti, che non turbano la funzionalità tecnologica dell’agente adsorbito e che nello stesso tempo ne permettono una adeguata dispersione nelle mescole realizzando l’azione desiderata. La carica inerte più usata in tale accezione è il carbonato di Calcio in forma di diversi minerali chiari come calcite, aragonite, o anche in forma di kreide, marmo, kalkstein, a volte usati anche come opacizzanti (whiting).

Il carbonato di Calcio è largamente impiegato come additivo con gli elastomeri e con le materie plastiche. Sul mercato esiste in diverse forme: macinato, caratterizzato da basso prezzo,

precipitato, e amorfo, caratterizzati da proprietà specialistiche in diversi settori. In particolare il carbonato di Calcio precipitato si distingue per l'uniformità della morfologia specialmente in

VENDESI CALANDRA Calandra di fabbricazione Rodolfo Comerio. Totalmente revisionata nell’anno 2001. E’ ora installata all’interno dello stabilimento Tarkett S.p.A. di Narni Scalo (TR). La calandra in oggetto è completamente accessoriata e dispone di: due cilindri 700 x 2300 mm installati a 45°, cross axis, doppio motore di potenza 74.3 kW, quadro comandi, pulpito di controllo, sistema oleodinamico, fascicolo tecnico marchiatura CE. Per informazioni telefonare al numero 335 7491721 o mandare una email a nazzareno.bellucci @tarkett.com.


ELASTICA | ABBIAMO LETTO PER VOI

riferimento alla distribuzione della finezza delle particelle, che condiziona poi sugli articoli anche la regolarità superficiale e la regolarità della resistenza alla degradazione. Nel lavoro qui recensito si puntualizza soprattutto l’efficacia risultante dall’impiego del carbonato di Calcio precipitato come agente di assorbimento di prodotti chimici funzionali (es. acceleranti, antiossidanti, ecc.). Viene notata la regolarità della distribuzione dell’agente rilasciato e conseguentemente l’azione generale sul prodotto finito. Nello studio si esamina l’uso del carbonato di Calcio precipitato nella preparazione e nell’impiego di diversi dry liquids in diversi processi di reticolazione. Di diversi campioni di carbonato di Calcio precipitato ne viene scelto uno costituito da calcite con costituzione platiforme e con area superficiale di finezza BET 17,2 m2/g per le sue caratteristiche di polvere fluente. Questa viene trattata con butandiolo in tetraidrofurano. Gli autori si dilungano nel descrivere numerosi e complicati passaggi secondari per arrivare a preparare un compound a base del campione di calcite sopra nominato disperso in un polietilene derivante da processo metallocenico, che dimostrasse l’avvenuta reazione silanica di reticolazione chimica del carbonato d Calcio platiforme con il polimero etilenico. Il vantaggio di essere riusciti nel realizzare il prodotto a base del carbonato di Calcio prescelto viene interpretato col fatto, che, per la piccola distanza tra le particelle ottenuta nel dry liquid con esso preparato, la diffusione dei reagenti che compongono il dry liquid stesso viene facilitata, con vantaggio nel tempo della realizzazione delle caratteristiche ottenibili. L’articolo ha una stesura complicata e purtroppo in essa non viene fatto cenno se l’interesse per il carbonato di Calcio precipitato, innegabile nei sistemi di supporto per catalizzatori e per altri agenti chimici, vada anche ad interessare in qualche modo le caratteristiche meccaniche delle mescole vulcanizzate a base dei diversi elastomeri.

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L’INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA |

prodotti e processi IL TEMPO COME FATTORE CENTRALE NELLO STAMPAGGIO A INIEZIONE T. Gebauer - Sigma Engineering GmbH - (Aachen) - e-mail: t.gebauer@sigmasoft.de; Gummi Fasern Kunststoffe (GAK); 66/02105-107-2013. Rif. E3160.

I

l tempo nello stampaggio a iniezione è un parametro chiave. Quando si riesce ad apprezzare la durata di un ciclo, i passaggi fondamentali sono la comprensione del riempimento dello stampo e quella della reticolazione. Però bisogna pensare che il ciclo racchiude anche altri concetti: i tempi correlati con le operazioni da compiere, come lo scarico dei vulcanizzati, i tempi di apertura e di chiusura dello stampo, i tempi di pulizia e quelli di assistenza allo stampo. In una figura riportata nel testo vengono illustrate anche tali operazioni. Bisogna accertarsi che tutte le operazioni avvengano con regolarità. Viene citato un esempio, in cui in uno stampo destinato al funzionamento a 180°C, la temperatura per una causa accidentale cade sotto 130°C. In tal caso bisogna accettare che il tempo di vulcanizzazione venga aumentato allo scopo di ottenere il grado di vulcanizzazione corretto. Nella pratica esistono anche accorgimenti per correggere estemporaneamente irregolarità della distribuzione della temperatura. Vengono descritti quattro casi tipici. 1) Accertamento di distribuzione irregolare della temperatura sia nella parte stampata che nello stampo. 2) Distribuzione irregolare della temperatura dovuta a riscaldamento addizionale nello stampo. 3) Distribuzione della temperatura con sonda di Rame nell’interno dello stampo. 4) Distribuzione irregolare della temperatura dovuta a variazione del processo. I fattori più significativi che caratterizzano la disomogeneità della distribuzione della temperatura dipendono dai componenti dei sistemi elastomerici, dagli inserti, e anche dalla diversità del tempo di processo. Il caso 1 mostra le suddivisioni della temperatura nello spessore dello stampo. Si riconosce qui la parte interna più fredda.

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Il caso 2, il caso 3, il caso 4 mostrano tre possibili irregolarità della distribuzione della temperatura dovute ad esempio a un corpo riscaldante nello spessore dello stampo, oppure alla presenza di una sonda di Rame rimasta nello stampo, oppure a effetto di interventi apportati allo stampo. Gli accertamenti degli effetti sopranominati influiscono naturalmente sui costi. La distribuzione irregolare della temperatura nello stampo non deve dar luogo ad alcuna variazione costruttiva. La Sigma Engineering GmbH - (Aachen) fa presente che accanto alle diverse metodologie di ottimizzazione gioca un ruolo rilevante anche l’impiego del software di simulazione Sigmasoft.

prodotti e processi SITO UFFICIALE DEL MALAYSIAN RUBBER BOARD (MRB) Faris Rassoulli Rizal Wong, Md Zaid Ahmad - ; Rubber Technology Developments 12/2012; 3-5-2012. Rif. E3161.

M

alaysian Rubber Board (MRB), che è la maggiore sorgente di informazioni sull’industria della gomma malese, divulga l’esistenza di un sito Web nel quale sono raccolte le notizie tecnologiche riguardanti l'industria della gomma. Il sito raccoglie le notizie provenienti da vari reparti dello MRB ed è condotto dal Malaysian Government Portals & Websites. Il sito è suddiviso in 4 sezioni a loro volta riguardanti molti argomenti: ad esempio Testing Services (Physical Tyre Testing, Analytical SMR Testing, Material Testing), MRB Regional Districts Offices. Inoltre riguardanti le suddivisioni e i compiti dei vari Staff ivi comprendendo quelli operativi in Webmail, Library, Client. Esiste poi anche una sezione riguardante gli Smallholders. Il sito comprende relazioni tecniche arricchite da grafici dimostrativi, dei quali sono presentate immagini arricchite da fotografie. Nell’articolo qui recensito sono riprodotte diverse immagini dimostrative riguardanti la grafica per migliorare il comfort della leggibilità.


ELASTICA | ABBIAMO LETTO PER VOI

Non mancano poi accorgimenti su diverse barre evidenziatrici per selezionare temi o per variare la grandezza dei caratteri. Il sito è accessibile direttamente dal browser indicato come http://m.lgm.gov.my. Ulteriori notizie possono essere richieste tramite e:mail: general@lgm.gov.my

prodotti e processi ANALISI DI DATI e-PRECISION Nur Salwanie Mohamed Resal, Kartini Alias, Faridah H. A. H., Nursaraliza Shamsul, Bahri And Shamheza Suhatta - ; Rubber Technology Developments 12/2012; 9-14-2012. Rif. E3162.

I

Con il sistema precedente l'invito alla partecipazione, la registrazione e la produzione del report vengono fatti manualmente. Con il sistema nuovo la registrazione viene eseguita online e il report viene evidenziato online. Con il sistema precedente sussiste una forte probabilità di errore umano per l’uso di formulazioni manuali in worksheet di excel. Con il sistema attuale l’errore umano viene minimizzato mediante il programma online di analisi dei dati, Con il sistema precedente i dati fuori limite (outliers) non possono essere utilizzati. Con il sistema attuale i dati fuori limite possono essere trattati. Secondo gli autori con il sistema precedente c’è un forte dispendio di carta. Invece con il sistema online la carta non si usa. Con il sistema precedente l’intero processo (manuale) dura 3 o 4 mesi. Con il sistema online l’intero processo (online) dura 3 o 4 settimane. Il nuovo sistema on line viene ora inserito nel marchio registrato EITPTM.

grafichetagliani.com

l sistema e-Precision è stato sviluppato dal Malaysian Rubber Board (MRB) per analizzare con un programma denominato “Proficiency Testing (PT) i dati ottenuti. Il sistema è disponbile online allo URL http://www4.lgm.gov.my/ eprecision.

Il documento oggetto dell’articolo qui recensito è un riferimento alla normativa ASTM E691 (determinazione della precisione di un test) e alla normativa ISO TR 9272 (determinazione della precisione di un metodo). I moduli sono concepiti in due tipi: per PT provider e per i partecipanti. Nel testo dell’articolo sono riportate le immagini dei singoli moduli, partendo da quello di invito ai partecipanti, quello della registrazione, quello dei dati. Quello dei dati ha due sottomenu: add data e edit data. Viene spiegato che add data contiene i dati riguardanti i partecipanti che non posseggono la posta elettronica, edit data contiene invece i dati da aggiornare in base alle variazioni spedite online. Le nuove normative introdotte, secondo gli autori dell’articolo hanno il vantaggio, che viene espresso un esame globale delle operazioni richieste e delle operazioni eseguite, considerate rispetto alle normative precedenti e rispetto alle normative attuali.

mescole / rubber compounds

lastre vulcanizzate / rubber sheets

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L’INTERVISTA DEL MESE: GIORGIO COLOMBO

Anche ai tedeschi piacciono le nostre macchine In un quadro economico generale che desta preoccupazione, il settore delle macchine per l’industria della gomma e della plastica consolida le sue posizioni, con un export in crescita del 6% nel 2012. A tracciare un bilancio del settore è Giorgio Colombo, presidente di Assocomaplast, l’associazione che raccoglie 162 aziende del comparto e che lo scorso 6 giugno ha tenuto la sua assemblea generale. La nostra tecnologia è sempre al top nel mondo, come attesta il fatto che il principale protagonista del settore, la Germania, è da oltre 20 anni il primo importatore delle macchine italiane. Ma ci sono anche segnali da non sottovalutare, tra cui la crescita a una velocità superiore alla nostra di competitor diretti come Giappone, Cina, Stati Uniti e Corea. Dal confronto potremo uscire vincenti soltanto con l’innovazione tecnologica e l’attenzione all’ambiente. Aspetti su cui, assicura Colombo, le nostre imprese sono molto attente, anche se questo impegno a volte non traspare dalle statistiche ufficiali.

Come si presenta, dal vostro osservatorio, la situazione del settore delle macchine per l’industria della gomma e della plastica? Come ho avuto modo di sottolineare anche in occasione dell’assemblea di Assocomaplast dello scorso 6 giugno, il 2012 per il comparto delle macchine e degli stampi per materie plastiche e gomma si è chiuso fra luci e ombre. I dati complessivi, soprattutto in considerazione del contesto economico italiano, non possono che essere ritenuti positivi: l’export è cresciuto del 6% circa, un risultato assolutamente degno di nota se si considera che nel 2011, a confronto con il 2010, si era registrato un +21%. Di fatto, si è tornati quasi ai livelli precrisi. Sebbene la quota export sul fatturato complessivo sia preponderante (a livello puramente statistico, si tratta del 64% ma, se si considerano tutte le attrezzature e i componenti venduti a costruttori italiani che poi li montano su impianti destinati all’estero, la quota reale è sicuramente superiore), il crollo del mercato italiano non può che pre16 |

L’INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA |

occupare. Se si escludono alcuni settori di nicchia (l’imballaggio alimentare, a titolo del tutto esemplificativo), l’industria trasformatrice nazionale sta vivendo una crisi di cui al momento non si vede la fine. Per il settore delle macchine esclusivamente dedicate all’industria della gomma quali sono le vostre evidenze? Per quanto riguarda le macchine per la lavorazione della gomma nello specifico, seppure con qualche eccezione, in linea di principio e a livello meramente statistico non è possibile fare distinzioni dalle materie plastiche. Ciò detto, mi sento comunque di confermare che il 2012 è stato un anno particolarmente positivo anche per le aziende che realizzano macchinari per la gomma. Fra l’altro, parlando con due o tre imprenditori di questo comparto, ho raccolto informazioni positive anche per l’anno in corso, in termini di ordini. È evidentemente presto per ipotizzare

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come si chiuderà il 2013, tuttavia voglio essere ottimista e ritengo che i volumi di fine anno non saranno molto distanti da quelli del 2012. Quale bilancio si può tracciare per Assocomaplast, in concomitanza con l’assemblea dei soci? Quali sono i programmi più caldi su cui sta lavorando l’associazione e quali i progetti futuri? Chiuso il 2012, Assocomaplast può tracciare un bilancio più che positivo di tutte le attività promozionali svolte lo scorso anno. Ovviamente l’associazione rivolge una particolare attenzione all’estero e quindi abbiamo partecipato a una dozzina di fiere nonché organizzato una serie di seminari tecnologici, incontri b2b, missioni ecc. per favorire la conoscenza delle imprese associate. Non voglio entrare nel merito delle singole iniziative ma, in effetti, ci siamo mossi su tutto lo scacchiere mondiale, passando dalla Cina al Sudamerica, dall’Africa all’Europa.


L’INTERVISTA DEL MESE: GIORGIO COLOMBO

Giorgio Colombo, presidente di Assocomaplast.

Mi piace ricordare in questa occasione che all’interno di Plast, lo scorso anno, è stato reintrodotto il salone Rubber, che ha avuto un grande successo ed è stato particolarmente apprezzato sia dagli espositori sia dai visitatori, che hanno potuto trovare in una location dedicata tutti i macchinari, le attrezzature, le materie prime ecc. del settore gomma. Uno degli obiettivi di Assocomaplast è quello di potenziare nel 2015 questo salone.

Circa le attività future, al di là del coordinamento delle collettive a tutte le principali manifestazioni fieristiche, stiamo osservando con grande attenzione i mercati di frontiera, penso per esempio all’Africa subsahariana, piuttosto che alla Russia asiatica e ad alcune ex repubbliche sovietiche come Kazakistan, Uzbekistan piuttosto che, volgendo l’occhio a est, i mercati che si stanno aprendo, come Myanmar e, in prospettiva, anche Laos e Cambogia.

L’associazione è particolarmente attiva sul tema del risparmio energetico dei macchinari. Quali le strade tecnologiche più interessanti per ottenere migliori performance? E qual è la posizione dell’associazione sulle tariffe energetiche in Italia, che sono tra le più elevate d’Europa? Quali potrebbero essere, dal punto di vista dell’industria del settore, i correttivi per mitigare questi costi che pesano sulla competitività delle imprese italiane sul mercato internazionale? Per quanto riguarda il tema del risparmio energetico, già da un paio d’anni a livello europeo, insieme ai colleghi tedeschi, ci siamo attivati per studiare soluzioni volte a ridurre i consumi dei macchinari. L’esperienza ci insegna che le normative che vengono applicate ai beni di consumo prima o poi arrivano anche nel settore industriale. Ecco quindi che è già stata pubblicata (scaricabile gratuitamente dal sito Euromap, www.euromap.org) una prima raccomandazione sulle macchine a iniezione, a cui seguiranno nei prossimi mesi quelle sulle macchine per soffiaggio, le linee di estrusione e le termoformatrici. L’obiettivo è da un lato stabilire una classificazione energetica (per capirci, sullo stile dei frigoriferi, con classi A, B, C, ecc.) e dall’altro definire modalità comuni univoche su come effettuare a bordo macchina le misurazioni dei consumi energetici. In questo modo sarà possibile avere confronti omogenei fra tutti i macchinari. In base agli studi effettuati, è comunque ipotizzabile una riduzione dei consumi dei macchinari nell’ordine del 20% da qui al 2020. Circa il costo dell’energia elettrica in Italia, si è già detto e scritto molto; da parte nostra, non possiamo che augurarci che il nuovo Governo, anche sulla spinta di Confindustria, con cui siamo in costante contatto per questa e altre tematiche, predisponga una serie di iniziative volte ad agevolare la ripresa economica riducendo tutta una serie di costi fra cui quello appunto dell’energia elettrica che oggi gravano oltremodo sull’industria produttiva.

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L’INTERVISTA DEL MESE: GIORGIO COLOMBO

I 10 principali mercati di destinazione dell’export italiano di macchine, attrezzature e stampi per materie plastiche e gomma (migliaia di euro) 2010

% sul totale

Δ% 10/09

2011

% sul totale

Δ% 11/10

2012

% sul totale

Δ% medio 10-12

Δ% 12/11

Germania

310.992

15,5

10,3

352.669

14,5

13,4

376.578

14,6

6,8

10,1

Francia

118.773

5,9

-3,1

156.632

6,4

31,9

173.731

6,8

10,9

12,3

Stati Uniti

112.310

5,6

40,3

119.942

4,9

6,8

159.378

6,2

32,9

25,8

Cina

121.532

6,0

52,8

147.968

6,1

21,8

138.552

5,4

-6,4

20,3

Russia

70.351

3,5

-20,0

112.686

4,6

60,2

132.765

5,2

17,8

14,7

Polonia

76.181

3,8

5,5

107.512

4,4

41,1

119.356

4,6

11,0

18,2

Turchia

71.789

3,6

6,6

96.117

4,0

33,9

89.617

3,5

-6,8

10,0

Spagna

87.456

4,3

3,9

85.845

3,5

-1,8

87.578

3,4

2,0

1,3

Regno Unito

67.472

3,4

24,4

64.595

2,7

-4,3

86.034

3,3

33,2

16,6

Messico

54.205

2,7

8,0

73.420

3,0

35,5

83.900

3,3

14,3

18,7

totale top 10

1.093.070

54,3

11,3

1.319.397

54,3

20,7

1.449.501

56,3

9,9

13,8

altri Paesi

918.995

45,7

8,0

1.110.293

45,7

20,8

1.123.965

43,7

1,2

9,7

2.012.065

100,0

9,8

2.429.690

100,0

20,8

2.573.466

100,0

5,9

12,0

mondo

Quali sono i mercati esteri di sbocco più interessanti per i produttori italiani di macchine per l’industria gomma-plastica? A livello meramente statistico, la Germania continua a essere, da ormai più di 20 anni a questa parte, il principale mercato di destinazione delle macchine per materie plastiche e gomma italiane, il che, se mi è concessa la battuta, vuol dire che i nostri principali competitor apprezzano la tecnologia italiana. Senza entrare nel merito dei dati analitici voglio ricordare come gli Stati Uniti si siano ripresi molto bene dalla crisi e, in prospettiva, vista anche l’indipendenza energetica che dovrebbero raggiungere con lo sfruttamento dei giacimenti di shale gas, possano crescere ulteriormente. Bene anche il Messico, la cui economia ha comunque degli stretti legami con quella statunitense, e la Russia, che è stato forse fra i Paesi Bric quello più lento a riprendersi ma che sta ora continuando a crescere in modo costante. La Cina mostra una flessione, sia perché l’economia del Paese sta comunque rallentando - per quanto continui 18 |

L’INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA |

ad avere una velocità per noi europei assolutamente incredibile - sia perché, pur permanendo un considerevole gap tecnologico fra i macchinari italiani (e più in generale europei) e quelli cinesi, la differenza tende progressivamente a ridursi. In Sudamerica, il Brasile ha continuato a “tirare” durante tutta la crisi e solo ora sta dando qualche segnale di rallentamento, peraltro fisiologico nel un ciclo economico di un Paese. Resta il grande rammarico sull’Iran, Paese verso il quale l’embargo europeo ha limitato in maniera considerevole le esportazioni. Vi sono poi, come ho già avuto modo di sottolineare, i mercati di frontiera, che rappresentano probabilmente il futuro da qui a qualche anno. Ambiente e tecnologia sono un binomio fondamentale per essere attivamente presenti sul mercato oggi. Qual è il livello d’innovazione delle industrie italiane del settore, rispetto a questi due specifici ambiti? E quali sono le iniziative dell’associazione per supportare o indirizzare i soci su questi temi?

luglio  agosto 2013

Tengo a sottolineare che le statistiche ufficiali su investimenti in ricerca e tecnologia delle imprese italiane sono a mio personale giudizio fuorvianti. Tutte le piccole e medie imprese ogni giorno si dedicano a innovare i propri macchinari: questa è l’unica strada per rimanere oggi competitivi sul mercato. Certo, in molti casi non si riesce a dare evidenza anche a livello statistico di ciò ma ribadisco: oggi il mercato è cosi competitivo che chi non innova ne viene in brevissimo tempo espulso. È chiaro poi che, in questo ambito, le tematiche ambientali hanno un peso considerevole. Si pensi per esempio all’utilizzo dei materiali riciclati (certamente più semplice nella plastica ma, come noto, possibile anche nella gomma), per non parlare della riduzione degli spessori a parità di prestazioni tecniche piuttosto che all’allungamento della vita media del prodotto. I benefici che ho cosi genericamente accennato sopra non possono essere ottenuti se non vi è un costante lavoro di confronto e collaborazione fra chi costruisce macchine e chi le utilizza. 


Sealings about? Think

ITALY – GERMANY – ROMANIA – THAILAND – SPAIN - USA


Commercio estero

Nuove strategie per il nostro export di Paolo Lombardi

Ripresa l’attività da circa un anno, l’ICE-Agenzia per la promozione all’estero e l’internalizzazione delle imprese italiane ha raccolto l’eredità del vecchio Istituto per il Commercio Estero nel dare supporto alle nostre aziende che mirano presidiare i mercati esteri con sempre maggiore efficacia. In quest’intervista a due voci, il presidente dell’agenzia, Riccardo Monti, e il direttore generale, Roberto Luongo, spiegano quali risorse hanno a disposizione per sostenere il “piano export”, come stanno ristrutturando gli uffici esteri, con maggiore attenzione ai paesi a crescita più elevata, e in che modo stanno studiando la crescita di paesi come la Cina per valutare le migliori opportunità di inserimento delle imprese italiane. Tra gli altri strumenti che potrebbero giocare un ruolo importante, figura anche la Export Bank italiana, il cui iter costitutivo sembra giunto agli ultimi passi.

Su quali strumenti e su quali risorse economiche l’Istituto può in concreto basare la propria azione, subito e nel medio periodo? Roberto Luongo: «Parliamo di una cifra che si aggira intorno a circa 50 milioni di euro nel 2013 per attività promozionali e di circa 73 milioni per copertura dei costi di funzionamento della struttura. A questi dovrebbero aggiungersi 50 milioni in 3 anni per la realizzazione del Piano Export Sud. Nel medio periodo contiamo su un sistematico incremento delle risorse disponibili per programmi promozionali (la media 2008-10 era di 80 milioni di euro compreso il contributo privato a carico delle imprese, nel 2010 era pari a 122 milioni di euro)». Quali sono gli obiettivi di crescita per l’export di beni di consumo fissati a tre anni? Riccardo Monti: «Per i beni di consumo il nostro Piano Export ipotizza un tasso annuo di crescita composto (CAGR) che si aggira mediamente intorno 20 |

L’INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA |

al 9% per i prossimi tre anni, con valori più elevati per il settore moda e per quello agro-alimentare». I risultati dei primi mesi dell’anno evidenziano, oltre agli ostacoli alla penetrazione nei più dinamici mercati extraeuropei, anche le difficoltà registrate nel consolidare i risultati storici in Europa, dentro e fuori la UE. Come ICE sta affrontando le peculiarità dei due macromercati? Roberto Luongo: «Intanto mi lasci dire che il Governo è molto attivo in questo settore. Il ministro dello Sviluppo Economico Zanonato e il viceministro Calenda hanno posto grande attenzione alle politiche per l’internazionalizzazione come strumento di crescita per la nostra economia, in un momento in cui la domanda interna ancora non mostra evidenti segnali di ripresa. Quello che faremo sarà intensificare l’integrazione delle diverse attività di sostegno all’internazionalizzazione, in termini di informazione, assistenza e consulenza,

luglio  agosto 2013

presidiando le principali piattaforme promozionali, soprattutto in Europa, al fine di difendere le quote di mercato nei principali mercati di sbocco delle nostre esportazioni. A tale fine, stiamo fortemente cercando di integrare i nostri sforzi e le nostre risorse con gli sforzi e le risorse degli altri attori pubblici e privati a supporto dei processi di internazionalizzazione, per evitare duplicazioni e sovrapposizioni e di ottimizzare l’utilizzo delle risorse impiegate. Dal punto di vista dell’articolazione organizzativa, è tuttora in corso una ridefinizione della presenza dei nostri uffici all’estero, privilegiando le aree geografiche a maggiore crescita potenziale della domanda ed un ridimensionamento della presenza nell’ambito dei paesi avanzati». In dettaglio su quali aree e paesi conviene investire prioritariamente per facilitare la diffusione dei beni di consumo italiani? Roberto Luongo: «Stiamo attentamente monitorando lo sviluppo


Commercio estero

A sinistra, Riccardo Monti, presidente di Ice-Agenzia per la promozione all’estero e internazionalizzazione delle imprese italiane. A destra, Roberto Luongo, direttore generale dell’ente.

della domanda interna in molti paesi emergenti in cui una quota sempre più ampia di consumatori sta superando livelli di soglia dei redditi procapite che possano assicurare l’assorbimento e quindi la penetrazione dei nostri prodotti, che si collocano su segmenti ad elevato valore aggiunto. Ad esempio, stiamo osservando con grande attenzione il previsto mutamento del modello di sviluppo della Cina, che sta passando da una crescita export-led basata sugli investimenti ad un modello sempre più orientato sulla crescita della domanda interna e sul miglioramento del livello di benessere della popolazione. In generale nei paesi Bric e nelle altre economie emergenti, il miglioramento del red-

dito, l’allargamento della borghesia urbana e la nascita di un vero e proprio ceto medio sono fattori che possono nel breve-medio periodo accelerare la penetrazione dei beni italiani». Rispetto al generale cambiamento dei mercati e delle regole degli scambi quale ruolo potrebbe giocare la costituzione della Export Bank italiana, da tempo annunciata, e a che punto è il progetto? «Sicuramente la creazione di una ExIm bank rappresenta una scelta strategica a fondamentale supporto dei processi di internazionalizzazione delle nostre imprese, tale da garantire (a costi competitivi) disponibilità di risorse, servizi finanziari e assicurazione com-

merciale per le aziende che esportano e/o effettuano investimenti all’estero. Il progetto prosegue; attualmente si è completata la fase dell’acquisizione da parte della CDP del controllo di Sace e Simest.Export Banca prevede il supporto finanziario di CDP, la garanzia di SACE e il pieno coinvolgimento delle banche nell’organizzazione delle operazioni di finanziamento alle imprese esportatrici italiane. Nel settembre 2012 CDP ha ulteriormente incrementato di 2 miliardi di euro le risorse destinate al plafond associato alla convenzione CDP-SACEABI-SIMEST sul sistema “Export Banca”, portando così il totale dello strumento a 4 miliardi di euro, di cui 1,7 già impegnati da operazioni concluse o in avanzata fase di esecuzione». 

L'INDUSTRIA DELLA GOMMA ELASTICA Periodico mensile di infor mazione tecnica ed economica

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ASSEMBLEA ASSOCOMAPLAST

Settore macchine: l’analisi del mercato

In occasione dell’assemblea annuale, Assocomaplast, l’associazione nazionale dei costruttori di macchine e stampi per materie plastiche e gomma, ha reso noti i dati aggiornati del settore, tracciando un quadro estremamente dettagliato della situazione. Il comparto, in particolare, trae il 64% del proprio fatturato dall’export, aspetto che consente parzialmente di ovviare a un mercato interno in estrema flessione. I dati sono stati raccolti per le aziende iscritte all’associazione a fine 2012. Vi proponiamo una fotografia della situazione attraverso una serie di grafici e tabelle particolarmente eloquenti.

I

l settore delle macchine e stampi per materie plastiche e gomma fa parte di quello più ampio della meccanica strumentale che, come emerge dai preconsuntivi 2012,

mantiene un ruolo trainante per la nostra economica. Complessivamente, infatti, il comparto vale l’1,8% del Pil, il 4,5% dell’export totale, il 5,5% dell’export merci e dà lavoro al 3,3% di tut-

ti gli addetti dell’industria. Le aziende del settore hanno un rapporto tra esportazioni e fatturato nell’ordine del 70%, con punte massime che sfiorano il 90%. 

Incidenza strumentale della meccanica strumentale Incidenza della meccanica nell’economia nell’economia italiana (preconsuntivi italiana2012) (preconsuntivi 2012) 5,5%

4,5%

3,3%

1,8%

Su PIL

22 |

L’INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA |

Su export totale

luglio  agosto 2013

Su export merci

Su addetti industria


ASSEMBLEA ASSOCOMAPLAST

L

Nel 2012, la bilancia commerciale ha raggiunto i 48 miliardi di euro, migliorando la prestazione del 2011 di 44 miliardi. Va sottolineato però, come evidenzia Assocomaplast, che la

a barra in rosso mostra le performance del settore macchine e apparecchi meccanici rispetto agli altri che danno sostanza all’economia italiana.

spinta verso l’export è anche la diretta conseguenza dell’estrema debolezza del mercato interno, che spinge sempre più le aziende a guardare oltre i confini nazionali. 

Saldi commerciali settoriali settoriali italiani (preconsuntivi 2012) Saldi commerciali italiani (preconsuntivi 2012)

MERCI

11

Prodotti agro-alimentari

-9,2

Abbigliamento e arredamento

28,8

Chimica, gomma

-7,4

Prodotti dell'industria estrattiva

-62,5

Macchine ed apparecchi meccanici

48

Altri prodotti dell'industria manifatturiera

13,1 -80

Q

uesta doppia tabella evidenzia la ripartizione geografica delle aziende che operano nel settore e fornisce i dati strutturali chiave. Per quanto riguarda la dislocazione delle imprese, emerge come il 56,2% si trovi in Lombardia, con una notevole prevalenza nelle due province di Varese e Milano. Anche il fatturato rispecchia grosso modo questa distribuzione, con il Veneto però che si dimostra particolarmente redditivo, perché il 12% delle aziende produce il 21,8% del fatturato e dà lavoro al 24,4% degli addetti: dato che riflette la maggiore dimensione media delle imprese in questa regione. Il fatturato nel 2012 è stato di 1.930,3 miliardi, prodotti da 7.260 addetti complessivi. 

-60

-40

-20

0

20

40

60

Ripartizione geografica Ripartizione geografica siti produttivi (%) siti produttivi (%) 2010

2011

fatturato Lombardia di cui: provincia di Varese Milano Brescia Bergamo Monza e Brianza altre

46,6

addetti 45,8

fatturato 50,1

2012 addetti 45,7

fatturato

siti addetti

49,0

45,6

aziendali 56,2

16,7 9,3 9,8 2,8 4,9

16,0 10,4 8,8 3,2 4,2

18,1 10,1 10,2 3,1 5,1

15,8 10,4 9,0 3,2 4,1

17,6 9,6 9,6 3,1 5,2

15,6 10,3 9,1 3,1 4,3

19,7 14,1 7,7 4,9 5,6

3,1

3,1

3,5

3,2

3,9

3,2

4,2

Emilia-Romagna

15,9

11,1

15,2

11,2

15,2

11,3

Piemonte e Val d'Aosta

10,7

12,1

9,8

12,7

10,2

12,5

9,2

Veneto

22,0

24,6

21,0

24,2

21,8

24,4

12,0

4,8

6,4

3,9

6,2

3,8

6,2

9,2

100,0

100,0

100,0

100,0

100,0

100,0

100,0

altre regioni totale

13,4

Dati Strutturali

Dati strutturali

2010 dipendenti fatturato media dipendenti/azienda media fatturato/azienda media fatturato/dipendente

(unità) (milioni di euro) (unità) (milioni di euro) (migliaia di euro)

rapporto medio export/fatturato

(%)

7.073 1.818,8 50 12,8 257,1 61,7

2011

2012

7.209 1.992,8 51 14,0 276,4

7.260 1.930,3 51 13,6 265,9

66,0 (*)

67,4 (*)

(*) Dei 142 Soci considerati, 84 hanno fatto registrare quote di export maggiori o uguali al 70%. Negli anni passati, 2010 e 2011 il numero di queste aziende è stato, rispettivamente, di 70 e 85.

luglio  agosto 2013

| L’INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA |

23


ASSEMBLEA ASSOCOMAPLAST

Fatturato persegmenti/tipologie segmenti/tipologie di macchine di euro) Fatturato per di macchine (migliaia di(migliaia euro)

L

e tre tabelle mostrano, in successione, quali tipologie di macchine vengono prodotte dalle aziende italiane del settore e il loro andamento in base alla dimensione, sia per addetto sia per fatturato. Come si può evincere, quasi tutti i tipi di macchine fanno segnare una flessione nei pezzi prodotti nel 2012 rispetto al 2011, eccezion fatta per le macchine per il riciclaggio e per le componenti, stampi in particolare. Il primo dato indica la sempre maggiore attenzione per l’ambiente e il riciclo delle gomme, il secondo come la produzione si differenzi sempre di più, richiedendo per esempio una maggior quantità e varietà di stampi. Le due tabelle sul fatturato per addetto mostrano come chi soffra di più per effetto della crisi siano le aziende di piccole dimensioni. 

R

ispetto alla produzione globale di macchinari per la plastica e per la gomma, l’assorbimento del mercato interno corrisponde ormai al 50%. Emerge in modo evidente,

2010

Δ % 10/09

2011

Δ % 11/10

2012

Δ % 12/11

macchine a iniezione

190.793

16,2

226.610

18,8

212.469

-6,2

estrusori e linee di estrusione e/o relative attrezzature a valle

471.502

11,3

528.460

12,1

507.226

-4,0

macchine per soffiaggio

273.670

24,4

291.428

6,5

272.325

-6,6

altre macchine (tecnologie/processi)

352.666

20,3

370.299

5,0

350.909

-5,2

macchine e impianti di recupero/riciclo

65.101

18,5

74.916

15,1

77.817

3,9

352.666

32,4

370.299

5,0

350.909

-5,2

saldatrici

52.579

10,5

49.936

-5,0

49782

-0,3

macchine per la stampa

37.960

5,7

43.447

14,5

42.600

-1,9

ausiliari e periferici

componenti di macchine; "sistemi" e stampi totale compagine Associativa

106.848

16,6

116.575

9,1

122.096

4,7

1.818.795

18,6

1.992.835

9,6

1.930.325

-3,1

RapportoRapporto fatturato/addetto per classi di addetti fatturato/addetto per classi 2010

Δ % 10/09

2011

Δ % 11/10

2012

Δ % 12/11

fino a 10 addetti (microimprese) fino a 50 addetti (piccole imprese) fino a 100 addetti (medie imprese) oltre i 100 addetti (grandi imprese)

236,5 220,9 262,2 285,3

-26,0 18,0 26,2 16,6

396,5 245,6 270,1 299,5

67,7 11,2 3,0 5,0

241,6 240,2 251,8 298,2

-39,1 -2,2 -6,8 -0,4

totale compagine Associativa

257,1

18,5

276,4

7,5

265,9

-3,8

Rapporto fatturato/addetto per classi di fatturato Rapporto fatturato/addetto per classi

L’INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA |

di fatturato

2010

Δ % 10/09

2011

Δ % 11/10

2012

Δ % 12/11

fino a 2 mln di euro (microimprese) fino a 10 mln di euro (piccole imprese) fino a 50 mln di euro (medie imprese) oltre i 50 mln di euro (grandi imprese)

118,3 177,9 267,3 355,6

-1,6 11,7 13,1 2,8

132,6 195,5 267,5 394,1

12,0 9,9 0,1 10,9

122,1 185,0 265,0 374,0

-7,8 -5,4 -0,9 -5,1

totale compagine Associativa

257,1

18,5

276,4

7,5

265,9

-3,8

Classificazione UE (migliaia di euro)

esaminando la parte all’estrema destra del grafico, come a fronte di una produzione che tra 2011 e 2012 è rimasta pressoché sullo stesso livello, il mercato interno sia sceso, anche se legger-

mente. Un’ulteriore conferma della difficile situazione di crisi dei consumi in Italia, che a lungo andare può avere effetti deteriori sul comparto produttivo. 

Evoluzione 2003-2012 della produzione e del mercato interno italiano (milioni di euro)

24 |

di addetti

Classificazione UE (migliaia di euro)

luglio  agosto 2013


ASSEMBLEA ASSOCOMAPLAST

P

er leggere questo grafico occorre tenere d’occhio le dimensioni dei due segmenti superiori delle barre, quello viola e quello verde, che indicano rispettivamente la percen-

tuale di imprese che hanno registrato una forte contrazione o semplicemente una contrazione degli ordinativi rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Preoccupa, in particolare, il notevole

ampliamento della fascia delle aziende in difficoltà nel primo trimestre del 2013, che ha fatto registrare un notevole peggioramento rispetto agli anni precedenti. 

Evoluzione maggio 2011 - marzo 2013 della raccolta ordini (mese su stesso mese anno precedente)

E

saminando i dati dell’export, che rappresenta la principale voce di fatturato per le aziende italiane del settore macchine, apparecchiature e stampi per la gomma e per la plastica, notiamo un flessione della crescita nel 2012 rispetto al 2011: due anni fa l’export era schizzato in alto di oltre il 20%, lo scor-

so anno è cresciuto del 6%. Risultato notevole, che rispecchia comunque anche un cambiamento tecnologico in atto. A fronte di un incremento di 9 punti delle vendite di estrusori e di 18 per le macchine per soffiaggio – risultati che consolidano il trend già positivo degli anni precedenti – si rileva una contrazione del 20% nel 2012 sul

2011 per quelle a iniezione, che perdono in valore la loro originaria importanza anche a causa dell’uscita dal mercato o della grande difficoltà che stanno attraversando alcune aziende storiche. Questa produzione attualmente pesa per meno del 4% sul totale dell’export di macchinari rispetto al 12% di dieci anni or sono. 

Export italiano di macchine, attrezzature e stampi per materie plastiche e gomma (vaziazione % anno su anno)

luglio  agosto 2013

| L’INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA |

25


ASSEMBLEA ASSOCOMAPLAST

L’

Europa resta il mercato di destinazione più frequentato dall’industria italiana del settore. Interes-

santi però le performance dell’Estremo Oriente e, in proporzione, ancor più del Medio Oriente, Emirati in testa, che per

la manifattura italiana si stanno rivelando un target commerciale ancora più interessante dei Bric. 

Export italiano di macchine,attrezzature e stampi per materie plastiche e gomma (per quadranti geografici )% sui totali 2010-2012)

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PARTICOLARI A DISEGNO


ASSEMBLEA ASSOCOMAPLAST

L’

Italia, come risulta da questa tabella, permane tra i 4 principali protagonisti mondiali nella produzione di macchine, attrezzature e stampi

per materie plastiche e gomma. La nostra è una posizione di assoluta preminenza, quindi, anche se, confrontando i dati dei nostri diretti concorrenti, come

il Giappone o la Cina, la nostra crescita è stata più frenata, nell’ordine del 10,9% nell’ultimo triennio, vale a dire circa un terzo rispetto a Cina e Corea del Sud. 

Esportazioni dei 10 dei principali costruttori/esportatori mondiali di macchine, Esportazioni 10 principali costruttori/esportatori mondiali di macchine, per materie plastiche eegomma (migliaia di euro)di euro) attrezzatureattrezzature e stampie stampi per materie plastiche gomma (migliaia 2010

% sul totale

Δ% 10/09

2011

% sul totale

Δ% 11/10

2012

% sul totale

Δ% 12/11

Δ% medio 10-12

Germania

4.577.458

24,4

28,9

5.838.722

26,5

27,6

5.825.433

23,4

-0,2

17,8

Cina

2.736.805

14,7

40,4

3.434.713

15,6

25,5

4.516.852

18,3

31,5

32,3

Giappone

2.682.513

14,4

42,5

3.024.810

13,8

12,8

3.629.918

14,7

20,0

24,5

Italia

2.012.065

10,8

6,5

2.429.690

11,0

20,8

2.573.466

10,4

5,9

10,9

Stati Uniti

1.560.630

8,4

9,0

1.617.420

7,4

3,6

1.906.456

7,7

17,9

10,0

Corea del Sud

1.204.651

6,4

60,8

1.413.329

6,4

17,3

1.647.509

6,7

16,6

30,0

Taiwan

1.084.409

5,8

54,7

1.202.097

5,5

10,9

1.326.369

5,4

10,3

23,7

Canada

1.042.090

5,6

22,4

1.102.788

5,0

5,8

1.304.250

5,3

18,3

15,3 10,8

Francia

853.714

4,6

7,7

904.948

4,1

6,0

1.079.528

4,4

19,3

Svizzera

923.246

4,9

36,9

1.023.063

4,7

10,8

910.960

3,7

-11,0

10,5

18.522.041

100,0

29,1 21.902.815

100,0

17,7 24.692.626

100,0

12,4

19,5

Totale


ARTICOLI TECNICI

Le guarnizioni italiane tengono forte. Anche sul mercato A pochi mesi dalla doppia rassegna sul mondo dell’impresa italiana delle guarnizioni, che abbiamo pubblicato nei numeri di novembre e dicembre dello scorso anno, siamo tornati tra i protagonisti del settore per farci indicare quali sono le ultime evidenze sul mercato. In uno scenario altamente instabile come quello attuale è infatti fondamentale verificare la tenuta delle nostre nicchie di eccellenza mondiali, come è appunto quella delle guarnizioni in gomma. Il mercato sostanzialmente tiene, e anche se si stanno perdendo le certezze di solo pochi anni fa, quando ancora le commesse erano programmate a lungo termine, sono assai più numerose le testimonianze di un trend positivo rispetto a quelle negative. Un segnale che fa ben sperare, perché è proprio dai comparti più solidi che dovrà partire la ripresa della nostra economia. E anche se per il momento è impossibile fare pronostici a fine anno, traspare, dall’attivismo delle imprese e dall’elevato tasso di innovazione, che i nostri produttori non demordono e sono fermamente determinati a mantenere la supremazia di qualità e di prezzi che rende i nostri articoli inimitabili in tutto il mondo.

Alessandro Bresciani Gamma 80 Snc

1. Nel nostro caso direi di sì, la ripresa si intravvede. Il primo trimestre 2013 ha 28 |

L’INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA |

fatto segnare livelli di fatturato pari al 2012, ma già a partire dal mese di maggio percepiamo una moderata crescita, in particolare sui clienti e sui prodotti consolidati. Le prospettive a medio termine sono positive: Gamma 80 ha seminato molto in quest’ultimo anno e potremmo già iniziare a raccogliere i primi frutti nella seconda metà del 2013 anche se, logicamente, i risultati maggiori li dovremmo vedere nel biennio 2014-2015.

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Domande 1. Alla luce di quanto avete potuto valutare in questi primi mesi del 2013, come si prospetta l’andamento dell’anno in fatto di vendite e ordinativi? Si intravvedono segnali di ripresa? 2. Dal punto di vista dell’innovazione nel vostro settore dove si concentrano le novità? Sui materiali, sui sistemi di controllo della qualità e di processo o in altri ambiti? E all’interno della vostra azienda come state affrontando il complesso tema dell’aggiornamento tecnologico?

2. Il settore risponde bene alle sollecitazioni del mercato e tutto l’indotto sta facendo la sua parte per spingere sul cruciale tema dell’innovazione. La forza di Gamma 80 è data prevalentemente da un affinato processo produttivo, grazie al quale si ottiene un prodotto che coniuga qualità e competitività ai massimi livelli. Per questo motivo i nostri sforzi attuali si concentrano prevalentemente sull’innovazione di processo: lo studio di automatismi di stampaggio che ve-


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locizzino lo scarico dallo stampo di pezzi la cui complessità renda complicata la rimozione con i sistemi tradizionali (spazzole o soffi d’aria). Inoltre, stiamo sviluppando nuovi e più performanti sistemi di finitura che ci permettano di fornire articoli con superficie lucida “da stampaggio” e forma “originale”, evitando di utilizzare lavorazioni invasive (ad esempio rettifiche e burattature) che possono alterarne la forma ed opacizzarne la superficie. 

Angelo Sala

Centro Guarnizioni Tiger Srl 1. La valutazione dell’andamento del mercato di questo semestre è alquanto negativa. Alcuni segnali di ordini qualificati ci sono, ma non di ripresa. Il problema è che la clientela ordina sempre a prodotto venduto pretendendo d’altro canto tempi molto ristretti di produzione a nostro carico. Il mio parere è che quest’anno si verificheranno minimi segnali di ripresa, che forse (ma con un grosso punto interrogativo) potranno servire per affrontare meglio il 2014. 2. La nostra azienda sta affrontando il discorso dell’innovazione da alcuni anni, continuando a investire in macchinari nuovi oppure adeguandoli alle nuove normative. Ma per quanto ci riguarda, l’investimento maggiore è di adeguare l’esigenza produttiva alla mentalità del cliente, per capire il perché di una determinata richiesta e cercare di offrire varie soluzioni in alternativa: di materiali, di fattibilità e di costi. Tutto questo per arrivare a soddisfare il cliente e permettergli di realizzare il suo prodotto. 

Dimitri Giannelli Sogimi Spa

1. Nel primo quadrimestre 2013 il Gruppo Sogimi ha registrato una leggera flessione nel volume totale della produzione di guarnizioni. A risentirne maggiormente sono stati i prodotti core, che seguono le linee di tendenza del settore industriale del mercato domestico. Buona soddisfazione stanno invece offrendo i prodotti ad alto contenuto tecnico e quelli certificati, che lavorano su commesse di mediolungo termine. Per il secondo semestre s’intravvedono nuove opportunità più

Centro Guarnizioni Tiger

Gamma 80: soffietti per tenute meccaniche frontali.

legate all’inserimento di nuove tecnologie che non a un’effettiva ripresa del mercato. 2. Il Gruppo Sogimi sta lavorando all’inserimento nel tessuto industriale di nuove generazioni di prodotto. Con la nostra rete capillare di aziende riusciamo a rendere disponibili anche alla piccola industria i prodotti più innovativi e performanti, che altrimenti sarebbero appannaggio unicamente delle aziende più strutturate. Sono previsti investimenti per l’introduzione di nuove tecnologie di taglio che possano soddisfare anche tolleranze non propriamente tipiche delle nostre linee prodotto. Abbiamo creato vari team con i responsabili delle nostre aziende per riuscire a dare le risposte più idonee a quello che il mercato richiede, e cioè personalizzazioni spinte anche su piccole serie e alta competitività sulle grandi, anche laddove ci si debba confrontare con competitor asiatici.

Sogimi: le gomme espanse Aerstop®, diffuse in tutti i settori dell’industria.


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Alessandro Scaglione Argomm Spa

1. La redditività di un gruppo familiare come Argomm, che oggi è chiamato a gestire una complessità annua da 1 miliardo di pezzi distribuiti su 2.000 codici e 350 mescole per 52 milioni di euro di fatturato, si fonda su una attenta lettura del mercato, su una accorta pianificazione strategica e su una execution con pochissimi sconti. La crisi del 2008-2009 ha avuto a livello globale due differenti evoluzioni a livello industriale e in particolare del settore più rappresentativo dell’automotive: USA e Asia hanno ristrutturato la propria capacità produttiva e sono da un paio di anni ritornate profittevoli, mentre l’Europa sconta la crisi dei debiti sovrani e il Giappone una popolazione in flessione e in forte invecchiamento, unitamente a un tasso di cambio sfavorevole. Pianificare la strategia di posizionamento sempre in anticipo ci ha garantito una progressiva e continua crescita

di fatturato e redditività, sopra la media anche negli anni post-crisi e tuttora confermata dai primi 5 mesi di un 2013 che prevediamo in crescita del 5-6%. 2. La gomma a base elastomerica caratterizza i prodotti per tenuta (cioè guarnizioni, “O-rings” e articoli tecnici) che rappresentano un mercato di secondo livello (Tier2) di dimensione di almeno due ordini di grandezza inferiore, in termini di valore, rispetto al mercato servito (Tier1, che poi serve gli OEM). Si tratta di un mercato di piccole dimensioni rispetto ai due livelli a valle eppure caratterizzato da un eccesso di attenzione che non si spiegherebbe senza il “paradosso della gabbietta”: il valore di mercato della gabbietta fermatappi della bottiglia di Champagne è di alcuni ordini di grandezza inferiore rispetto a quello del contenuto che deve proteggere, eppure senza di essa non esisterebbe la bottiglia di champagne stessa. Così le guarnizioni rispetto ai prodotti su cui vengono montate. È un mercato, a livello globale, frammentato e rappresentato sostanzialmente (a meno di due o tre multinazionali) da aziende di piccola e media dimensione, che la crisi del 2009 ha rivelato particolarmente vulnerabili e sul quale la crisi stessa ha fatto e sta facendo selezione di quelle imprese sufficientemente patrimonializzate, al passo con l’aggiornamento tecnologico e

Solgomma produce articoli tecnici e guarnizoni con compound altamente tecnologici (Viton, Fkm, Epdm, ecc.).

Argomm: ruota fonica.

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L’INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA |

competitive in termini di qualità, prezzo e performance logistica. Il fenomeno è particolarmente acuto nel settore automotive, dove Argomm è capofila del distretto del Sebino (la “rubber valley” nostrana) per la capacità di risposta che ha saputo costruire negli ultimi anni rispetto alle sfide imposte. L’aggiornamento tecnologico del settore è un derivato degli attuali paradigmi automotive, che in sintesi consistono in una forte tendenza alla standardizzazione (“megapiattaforme” per il massimo sfruttamento delle economie di scala) e riduzione delle emissioni (motori più efficienti, veicoli più leggeri e carburanti meno inquinanti, ma per questo chimicamente più aggressivi). Gli investimenti che ruotano intorno a questi paradigmi spingono sempre più gli OEM a legarsi stabilmente con i Tier1, e gli stessi Tier1 a ricercare il dominio tecnologico a garanzia del rapporto con gli OEM. Questa dinamica ha avuto come conseguenza negli ultimi anni la chiamata dei Tier2 ad un ruolo ben più strategico rispetto al passato, che ha acceso riflettori di intensità inusitata su materiali, relative performance e omologazioni da un lato (relegando a “scontate premesse” le ottimizzazioni di processo produttivo e di performance qualitativa e logistica) e dall’altro chiamando i Tier2 a intervenire sempre più a monte nel processo di concept e ingegneria di prodotto dei Tier1. Nel 2008 Argomm ha risposto alla crisi

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facendo partire un programma di investimenti – tra cui un nuovo stabilimento in Romania per consolidare il processo di internazionalizzazione in Europa e un incisivo progetto di ottimizzazione dei processi produttivi – che ha dato spinta al business fino al 2013. Dopo avere consolidato quindi i fattori “hard” – qualità e processo – stiamo oggi attuando la strategia 2013-2016 e abbiamo diretto gli investimenti all’acquisto di un’azienda in Asia, coerentemente con la globalizzazione dei principali Tier1 automotive nostri clienti. Siamo inoltre rivolti verso fattori “soft”, come la ricerca e sviluppo da un lato e, dall’altro, l’inserimento di professionalità di alto profilo a sostegno del processo di managerializzazione che la nostra crescita richiede a garanzia di una stabilità di lungo termine. Su questi fattori stiamo giocando la partita dei prossimi 3 anni del nostro piano industriale.  

Domande

Andrea Menniti Solgomma Spa

1. Nonostante le difficili condizioni sul fronte della liquidità e del credito, da una parte, e le sfavorevoli previsioni sul reddito e sull’occupazione, dall’altra, l’indagine congiunturale sull’andamento del primo trimestre 2013 ha evidenziato un apprezzabile incremento di produzione, fatturato e ordini interni. Restano favorevoli le aspettative economiche riguardo all’anno in corso.

1. Alla luce di quanto avete potuto valutare in questi primi mesi del 2013, come si prospetta l’andamento dell’anno in fatto di vendite e ordinativi? Si intravvedono segnali di ripresa? 2. Dal punto di vista dell’innovazione nel vostro settore dove si concentrano le novità? Sui materiali, sui sistemi di controllo della qualità e di processo o in altri ambiti? E all’interno della vostra azienda come state affrontando il complesso tema dell’aggiornamento tecnologico?

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2. Siamo convinti che per rilanciare la crescita sia necessario sostenere gli investimenti in ricerca e innovazione come chiave strategica per recuperare competitività sui mercati, garantire l’aumento della produttività e promuovere nuovo lavoro ad alta qualificazione. Lo scenario internazionale richiede una visione aziendale portata all’innovazione e Solgomma è da sempre a favore di un costante aggiornamento tecnologico. Abbiamo intrapreso negli ultimi tempi significative azioni per introdurre migliorie a livello tecnologico a favore di un’ottimizzazione del lavoro e per garantire un elevato standard di qualità. In particolare abbiamo introdotto un nuovo sistema di filtraggio mescole per uso interno, un nuovo sistema di rettifica con controllo numerico per il reparto rulli microfilettati, nuovi sistemi di stampaggio con canali termoregolati e nuovi materiali con cariche micronizzate per ottenere una mescola omogenea con caratteristiche reologiche costanti e una vulcanizzazione con performance migliori. 

Gecam: riporto di gomma espansa su gomma EPDM in minigonne di protezione. Assotech: profili coestrusi con inserto metallico.

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L’INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA |

Daniele Camisa Gecam Srl

1. No, segnali di ripresa non se ne vedono. Si naviga a vista, alternando periodi di lavoro molto intenso, dovuto a una commessa magari di una certa importanza con consegna brevissima, a periodi in cui il lavoro rallenta molto. In questo frangente dobbiamo produrre con anticipi di oltre due mesi rispetto alla consegna programmata, con il rischio che un ordine assunto senza garanzie di alcun tipo possa essere annullato o modificato in qualsiasi momento, mettendoci in serie difficoltà. Inoltre continuiamo a notare molti fallimenti dei nostri clienti, che causano non solo la ovvia perdita di nuovi ordinativi, ma anche il mancato pagamento di quanto già consegnato. 2. Rispondendo con ordine iniziamo col dire che le più grosse novità si concentrano nei nuovi materiali plastici, in special modo quelli espansi: resine di vario tipo abbinate tra loro o con altri materiali, un tempo completamente assenti dalla scena, che risolvono molte situazioni di fonoassorbenza e di isolamento dalle vibrazioni. Anche nel settore dell’imballaggio si affacciano questi nuovi materiali, che oltretutto sono rispettosi dell’ambiente. Nel campo della gomma compatta non abbiamo richieste di nuovi materiali, al contrario della gomma espansa, dove la continua ricerca di economicità ha portato all’abbandono delle mescole di pura gomma tradizionali a favore di mescole ottenute con l’ausilio di poli-

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meri sintetici. Purtroppo questo non è sintomo di innovazione, in quanto la ricerca punta in primo luogo a un abbassamento dei costi a discapito molto spesso delle caratteristiche tecniche. Il controllo della qualità è un altro aspetto su cui puntare, in quanto oggi, come mai in passato, le non conformità sono penalizzanti e lasciano il segno: sono oramai tante le aziende che lavorano in qualità. Diffusa è anche la pratica di fare pagare penali molto salate per ogni non conformità, sia che si tratti di pochi pezzi di valore risibile che viceversa di particolari molto costosi. Per quanto riguarda il processo abbiamo allo studio una nuova struttura aziendale, che sarà applicata da settembre 2013. Si tratterà di un’innovazione di ampio respiro su tutti i processi aziendali, che dovrebbe assicurare un’efficienza e un’efficacia del tutto ragguardevoli. Per quello che riguarda l’aggiornamento tecnologico, diciamo che il nostro ultimo investimento risale a soli 4 mesi fa: c’è tuttavia da dire che lavoriamo in un campo in cui probabilmente la tecnica ha già detto molto, se non tutto. Pertanto il compito di un’azienda si deve concentrare su una modernizzazione che riguardi anche tutto ciò che avviene prima e dopo la lavorazione, packaging in testa. 

Nicola Benincasa Assotech Srl

1. Se la congiuntura ha creato danni non indifferenti, anche a causa di speculazioni e concorrenza crudele, la produzione interna continua a risentirne, anche perché le grandi imprese accen-


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tuano la loro delocalizzazione. Quindi il prodotto subisce cali continui da ormai due anni. La Assotech si ritiene fortunata per aver intrapreso un nuovo percorso dopo avere chiuso un’epoca pochi anni fa. In questi primi mesi del 2013, il mercato si mostra sempre più turbolento e sempre meno regolato, anche nei cosiddetti paesi Bric. Tuttavia la nostra azienda insiste a proporre un impegno di squadra, che riversa tutte le forze sui prodotti di qualità e servizi ad alto valore. Fondamentale deve essere l’impegno verso l’innovazione e la ricerca. 2. La nostra è una sfida, con enormi sacrifici, per puntare su continui investimenti in prodotti di alta tecnologia, in ricerca e sviluppo, in una costante comunicazione, e per fornire risposte e assistenza rapida al cliente. Le nicchie di mercato di alcuni prodotti ci costringono a cercare sempre più

nuovi materiali, quindi qualità a 360°, con mescole aggiornate ai tempi ambientali che possano poi essere avviate al riciclo. La Assotech è una piccola realtà che continua a investire in macchinari e risorse umane per abbassare i costi di produzione. Il tutto avviene con studi e progettazione all’interno dell’azienda avvalendoci dei collaboratori più formati. La gomma per l’Assotech resterà un punto fermo per le guarnizioni di tenuta acqua, aria e chiusure in genere.  

Benvenuto Brizzi Insit Industria Spa

1. Sì, l’andamento si prospetta positivo. 2. Recentemente sono state acquistate presse ad iniezione per stampaggio guarnizioni in gomma con basso impatto ambientale legato al consumo

Domande 1. Alla luce di quanto avete potuto valutare in questi primi mesi del 2013, come si prospetta l’andamento dell’anno in fatto di vendite e ordinativi? Si intravvedono segnali di ripresa? 2. Dal punto di vista dell’innovazione nel vostro settore dove si concentrano le novità? Sui materiali, sui sistemi di controllo della qualità e di processo o in altri ambiti? E all’interno della vostra azienda come state affrontando il complesso tema dell’aggiornamento tecnologico?

le grandi idee

di GAMMA STAMPI FDS 16T Fustellatrice a doppia stazione

FDS 8t - I Fustellatrice doppia a stazioni indipendenti

FDSI 8t-ES Fustellatrice Elettrica a stazioni indipendenti

Gamma Stampi dal 1987 opera nel settore delle costruzioni meccaniche. Avvalendosi di personale qualificato e dotata di un ampio parco macchine, affinando negli anni le proprie capacità, progetta e costruisce macchine per applicazioni speciali in diversi settori. Dal 2006 costruisce e commercializza direttamente presse speciali con relativi stampi dedicate al settore della gomma. Gamma Stampi di Archetti & C. snc works since 1987 in the mechanical constructions field. During the years it has improved its abilities. Thanks to a qualified staff and a large machine fleetit plans and builds machines for special applications in different fields. Since 2006 it builds and directly sells some special presses with respective moulds in the rubber field. GAMMA STAMPI di Archetti & C. s.n.c. - Via Largo del Lavoro, 15/17 - 25040 CLUSANE D’ISEO BS - ITALY Tel. 030/9898049 Fax 030/989540  info@gammastampi.com  www.gammastampi.com  skipe: gamma-one


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energetico. Abbiamo poi attivato miglioramenti sul controllo della qualità delle guarnizioni attraverso investimenti per una macchina di misura ottica a tre assi. 

Luigi Gorgone Gerol Srl

1. Premesso che oramai il termine “ripresa” è abusato e perlopiù evocato come alibi, dal nostro punto di vista dobbiamo dire che assolutamente no, non stiamo riscontrando alcun tipo di segnale che possa far sperare in qualche buon cambiamento di rotta. Stranamente si alternano giornate all’insegna dello stress da superlavoro ad altre invece spese a inseguire ordini che non ci sono. Mediamente comunque regnano sconforto e preoccupazione, ma non tanto per come ci si deve barcamenare sul mercato, ma

per come si incancreniscono una gran quantità di problematiche come se ci fosse una volontà superiore affinché tutto diventi sempre più complicato e inesorabilmente non modificabile. Da anni ormai il trend del portafoglio ordini è in continua cura dimagrante; bene o male gli ordini poi arrivano o si acquisiscono o si strappano via a forza; a consuntivo si ritrova lo stimolo a proseguire, ma lo sguardo in avanti risulta scoraggiante: gli ordini a programma di una volta non ci sono proprio più e si vive di vere e proprie scommesse sul futuro. 2. La nostra attività è prevalentemente commerciale, al traino dei più importanti produttori nazionali di guarnizioni con i quali si condivide ogni possibile stimolo per assecondare e sviluppare al meglio le aspettative del mercato. E queste sono incentrate esclusivamente su qualità, servizio e prezzo. L’utilizzatore di guarnizioni, piccolo o grande che sia, in realtà non ha mai bisogno di una “nuova” guarnizione o di “nuovi” materiali: semplicemente può e anzi spesso deve essere solo sapientemente orientato nelle sue scelte. Non si avverte un’esigenza di innovazione: il livello della produzione nazionale di guarnizioni è davvero

L’INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA |

Paolo Bellini Ar-Tex Spa

1. I primi mesi del 2013 hanno mostrato un andamento del fatturato e degli ordini in crescita rispetto alla seconda metà del 2012. Rispetto allo stesso perio-

Gerol: O-Ring di diverse misure. L’azienda ha avviato questo tipo di produzione dal 1946.

Insit: guarnizione per il coperchio delle punterie per motori Fiat. 34 |

di eccellenza, un vero punto di riferimento mondiale e quindi ogni sforzo può e deve essere speso per mantenere questa supremazia a un livello inarrivabile da tutto ciò che non sia made-in-Italy. Il servizio è la nostra missione, ancor più oggi che viviamo a diretto contatto con un mercato che si sviluppa alla giornata, con sempre meno opportunità o volontà di programmazione. L’argomento prezzi è invece motivo inesauribile di sofferenze e sacrifici, che quasi mai si riesce a condividere con i produttori. Ma è giusto così. 

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do del 2012 il fatturato è in leggera, ma costante crescita. In particolare abbiamo beneficiato della partenza di alcuni business in serie che ci hanno consentito di continuare a crescere in un mercato dove alcuni clienti, in particolare sul mercato italiano, sono in una fase di contrazione rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. L’acquisizione di nuove commesse si sta confermando su valori importanti e questo ci consente di guardare al futuro con misurata fiducia. 2. Difficile dire dove si concentri la maggior parte delle novità in Ar-tex, visto che stiamo lavorando a 360 gradi. Il nostro fatturato è rappresentato al 90% da prodotto “customizzato” che si rivolge agli utilizzatori finali (clienti diretti) saltando quindi i distributori. Pertanto ogni prodotto nuovo che sviluppiamo è fatto solo per uno specifico cliente. Per questo ogni giorno lavo-

riamo su nuovi materiali per garantire performance migliori, visto che ogni prodotto nuovo sviluppato insieme al nostro cliente deve essere migliore di quello precedente. Il nostro ufficio sviluppo materiali è certamente sotto pressione, visto il carico di lavoro che abbiamo. Per quanto riguarda il livello di qualità, devo dire che i target che fissiamo con i nostri clienti sono sempre più ambiziosi, sintomo che ogni anno la qualità che la nostra azienda fornisce sul mercato è sempre migliore. Ciò è dovuto a una serie di attività sviluppate nella fabbrica nell’ottica del continuo miglioramento e anche ai sistemi ottici di controllo che ormai impieghiamo sulla maggior parte della nostra produzione. Tante altre cose stiamo facendo, ma non voglio scoprirmi troppo, visto che molte di queste mosse rappresentano elementi di differenziazione rispetto ai nostri competitor.  

Domande 1. Alla luce di quanto avete potuto valutare in questi primi mesi del 2013, come si prospetta l’andamento dell’anno in fatto di vendite e ordinativi? Si intravvedono segnali di ripresa? 2. Dal punto di vista dell’innovazione nel vostro settore dove si concentrano le novità? Sui materiali, sui sistemi di controllo della qualità e di processo o in altri ambiti? E all’interno della vostra azienda come state affrontando il complesso tema dell’aggiornamento tecnologico?


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Alessio Tedeschi

Giorgio Montiglio

Tedeschi Gomma Sintetica Srl

1. Nei primi mesi del 2013, grazie anche al blocco dei nostri prezzi di vendita, si conferma il discreto livello dei volumi 2012. 2. L’imperativo è estendere la razionalizzazione a ogni singolo aspetto dell’attività aziendale. 

1. Nel primo quadrimestre abbiamo notato un trend piuttosto debole sulle produzioni che abbiamo normalmente in rotazione, mentre le proiezioni sui mesi estivi di giugno, luglio e settembre appaiono decisamente più rosee, dal momento che il volume di commesse viene sostenuto dalle aziende del settore agro-alimentare che vive abitualmente, in quei mesi, il periodo di maggiore attività. Purtroppo non

Dogi Srl

Tedeschi Gomma: articoli tecnici ad alta tecnologia italiana.

Dogi: componenti di precisione su disegno.

Parker Hannifin Italy.

Sico Italia: O-Ring.

eme, possiamo la scorrevolezza. 36 garantire | L’INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA | luglio  agosto 2013 un elevata efficienza dei vostri sistemi idraulici nor impatto ambientale ed economico.

abbiamo proiezioni a così lungo termine, ma se il volume di commesse si dovesse mantenere sulla traccia del secondo quadrimestre anche per l’ultimo quadrimestre del 2013, le nostre previsioni sarebbero sicuramente ottimistiche. 2. Il maggior dinamismo che abbiamo notato in questo 2013 proviene dall’attività degli uffici tecnici dei nostri clienti, i quali hanno “scatenato” la loro fantasia sulla componentistica, lavorando molto sulla complessità delle geometrie dei pezzi: aumentando così notevolmente la difficoltà di estrazione e talvolta anche quella di iniezione. I clienti con produzioni consolidate, invece, ci hanno richiesto sviluppi e controlli di mescola molto intensi, in modo particolare sull’FKM, che è l’ unica mescola prodotta interamente nel reparto di mescolazione di Tedeschi Gomma Sintetica. Siamo così arrivati a una certificazione FDA rispondente a diversi pro-


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tocolli. Questo risultato è dovuto, oltre che allo sviluppo della mescola, anche all’acquisto di un nuovo forno a ricircolo di aria forzata, con gestione integrata delle curve di salita, mantenimento e discesa della temperatura, usato per il post curing e acquistato durante il periodo di esibizione del Plast 2012. Con grande soddisfazione l’azienda è recentemente diventata fornitore di secondo livello di una nota e prestigiosa casa automobilistica del nostro territorio. Il laboratorio di R&D ha sviluppato e messo a punto il nuovo compound Serie Fuel a base di FKM, studiato su polimeri Solvay, utilizzato per stampaggio gomma metallo, e impiegato nei condotti a depressione dell’alimentazione del carburante, fornendo anche un know-how sulle peculiarità di questo tipo di materiale nella specifica applicazione. 

turato è sceso rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Credo che sia illusorio e anacronistico aspettarsi una ripresa economica per il nostro settore e per la nostra zona geografica. 2. La nostra sopravvivenza economica dipenderà fortemente dagli investimenti in ricerca, sviluppo e innovazione. Ho riscontrato le maggiori novità nello sviluppo di nuovi elastomeri. 

2. Per Parker l’innovazione, la ricerca e lo sviluppo di nuovi materiali, sistemi di tenuta e soluzioni integrate sono elementi fondamentali e indispensabili per offrire ai clienti e al mercato le più innovative soluzioni per migliorare la qualità della nostra vita. Per esempio offrendo materiali e soluzioni che, riducendo l’attrito, migliorano l’efficienza dei componenti, minimizzando i consumi e migliorando l’ambiente che ci circonda. 

Stefano Comi

Alessandro Magri

Parker Hannifin Italy Srl

Valerio Malacarne Sico Italia Srl

1. Nel primo trimestre del 2013 abbiamo registrato un aumento di fatturato rispetto al primo trimestre dell’anno precedente, mentre nel secondo trimestre 2013 il fatTumedei Spa: articoli in gomma.

1. Il mercato Italiano sta affrontando un periodo denso di sfide, che richiedono costanti aggiornamenti e capacità imprenditoriali, uniti alla flessibilità e alla capacità di adeguarsi alle richieste dei clienti. La vasta gamma di prodotti Parker, e la sinergia degli stessi, ci consente di far fronte alle più disparate richieste, dando la possibilità ai nostri clienti di essere sempre aggiornati dal punto di vista tecnico, e affrontare e superare le difficoltà del mercato odierno. Tutto ciò ci consentirà di raggiungere anche quest’anno, il traguardo di un anno fiscale solido e stabile. Atg: specializzata dagli anni Settanta nello sviluppo di articoli in gomma e silicone.

ATG Srl

1. In considerazione dell’andamento delle vendite del primo quadrimestre 2013 possiamo evidenziare una positiva crescita e qualche segnale di ripresa. Possiamo sicuramente ritenere questi mesi molto produttivi sotto il profilo dell’attività aziendale nel suo complesso, pertanto siamo fiduciosi di poter seguire una curva dei volumi di vendita al rialzo. 2. ATG ha come concezione lo sfruttamento dei massimi livelli di tecnologia disponibili. Dall’inizio dell’anno il sistema qualità è stato potenziato con l’introduzione di attrezzature d’avanguardia e nuovo personale dedicato. Ci stiamo inoltre impegnando su nuovi progetti che stanno richiedendo studi approfonditi per l’ottimizzazione dei processi produttivi e in parallelo stiamo testando e introducendo diverse materie prime completamente nuove per le nostre produzioni. Possiamo affermare che per ATG il percorso di avanzamento coinvolge interamente sia i sistemi di controllo qualità, sia i processi, così come le strumentazioni e le materie prime, confermando i soddisfacenti livelli tecnologici raggiunti e la loro costante evoluzione. 

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RASSEGNA STAMPI

Quattro esempi da copiare Quello degli stampi si è rivelato, anche nel 2012, uno dei settori trainanti della manifattura italiana. Un comparto che rappresenta oltre un quarto delle vendite all’estero di macchine italiane per la gomma e per la plastica e che è cresciuto di ben 19 punti percentuali rispetto al 2011. In altre parole, ci troviamo di fronte a una delle tante nicchie di eccellenza dell’industria italiana, che contribuisce a sostenere la nostre economia in un momento di difficoltà grazie all’innovazione continua. In questa mini-rassegna diamo quindi voce a quattro campioni del settore per capire con quali strategie riescono a mantenere inimitabili qualità e prezzi in un mercato sempre più competitivo.

OCS cromatura e servizio di alta qualità

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ono passati ormai 15 anni da quando OCS Srl ha anticipato le esigenze e le aspettative dei propri clienti, installando presso la propria sede un impianto galvanico completo per la cromatura dura a spessore di stampi fino a diametro 1.000, con finitura lucida, opaca o satinata. Con questa scelta, l'azienda è riuscita a dare allo stampo un valore aggiunto notevole, subito apprezzato da tutti i clienti e che ancora oggi costituisce un aspetto indispensabile, di cui alcuni tipi di lavorazione non possono più fare a meno. Ci riferiamo in particolare a quegli stampi, soprattutto O-Ring a iniezione, che vengono impiegati con gomme perossidiche, siliconiche e Viton. Gomme che, essendo molto abrasive, costringerebbero gli stampatori a continui rifacimenti dello stampo per via del consumo. OCS Srl utilizza fin dagli inizi un

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L’INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA |

cromo top quality e uno speciale catalizzatore senza fluoruri per una maggiore microfessurazione e distribuzione del metallo, il cui potere coprente risulta così eccellente. L'azienda non si limita però a mettere a disposizione la massima qualità nella cromatura. Rivolge anche ai clien-

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ti la massima dedizione e attenzione durante tutto il processo, esperienza, servizio, ascolto. Il tutto si traduce in un rapporto altamente proficui, come conferma la soddisfazione dei clienti che si tramuta in una collaborazione reciproca e continua.


RASSEGNA STAMPI

ALFA STAMPI Trent’anni all’insegna dell’innovazione

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lfa Stampi è un’azienda che fin dal 1984, anno della sua fondazione, realizza stampi per guarnizioni in gomma. Pochi avrebbero puntato sulla riuscita di un progetto che partì in sordina quando i giovani Enrico Latini e Roberto Andreoli decisero di far nascere questa impresa dal nulla. A distanza di tempo si può affermare che quella scommessa è stata vinta, tanto che i due soci fondatori e tutti i lavoratori dell’azienda sono orgogliosi di celebrare l’importante traguardo di 30 anni di attività. Nel corso di decenni di lavoro, sono stati progettati e realizzati oltre 16.000 stampi, per produrre ogni genere di articolo in gomma. Anche durante questi anni di dura crisi, l’amministrazione ha investito per ottimizzare le tecnologie

dell’azienda. Nel 2013, ad esempio, si è scelto di acquistare un nuovo tornio cnc asse y e asse c, di potenziare l’ufficio tecnico con nuovi sistemi software e hardware e di assumere nuovi addetti alla produzione in vista degli am-

FRANCIACORTA STAMPI

Tecnologie per la massima precisione

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entiamo spesso parlare di ricerca della qualità nelle lavorazioni e nei prodotti finiti, di ottimizzazione delle soluzioni da adottare e di tempistiche sempre più precise. Questi sono considerati requisiti fondamentali per potersi rapportare con efficacia al mondo attuale della gomma e per far fronte alle sue sofisticate richieste e a problemi tecnici in continua evoluzione. Per far fronte a queste esigenze servono sicuramente esperienza e organizzazione, ma le persone, per concretizzare al meglio le idee e per non rendere vani gli sforzi della progettazione, hanno bisogno anche di innovazione tecnologica e di macchine all’avanguardia. I macchinari, a loro volta, comportano indubbiamente investimenti importanti, ma determinano la parte esecutiva del lavoro che nel bene e nel male diventa il biglietto da visita del risultato finale. Le capa-

cità di questi mezzi potenti di ultima generazione permettono lavorazioni, nella medesima postazione, che vanno dalla sgrossatura iniziale alla finitura ottimale delle piastre, con parametri di alta precisione e alta velocità. Questo non significa tanto maggio-

pliamenti, previsti sia nei reparti di produzione sia negli uffici commerciali. Da 30 anni quindi, una piccola azienda come Alfa Stampi, si impegna per rispondere al meglio alle esigenze del mercato.

re produzione e quantità più elevate, quanto piuttosto un notevole incremento di qualità. Le armi messe a disposizione da questi tecnologici centri di lavoro garantiscono continuità e ripetitività, facendo la differenza sia nella realizzazione di stampi semplici sia nella costruzione di attrezzature molto complesse, adatte al mercato della grande produzione. Alla ricerca della qualità appunto.

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RASSEGNA STAMPI

ORP STAMPI Pezzo finito, zero difetti

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icerca & Sviluppo è il nucleo di ogni risultato di successo, accompagnato da test e continui miglioramenti per soddisfare tutte le fasce dei richiedenti. A volte, per collegare diversi punti, luoghi, passaggi, è necessaria la giunzione, non sempre facile, dei tanti apparati, e questo avviene quasi sempre tramite “articoli in gomma stampati”. Lo stampo realizzato con la tecnologia del “Canale Freddo Integrato” è il risultato di questa ricerca/test che oggi per la ORP Stampi è uno standard quando si devono iniettare 2 mescole contemporaneamente. All’interno di questo complesso manufatto si trovano tunnel, canali, resistenze, isolanti, automatismi e, naturalmente, tanta esperienza per ottenere in automatico un pezzo con 2 mescole. Arrivare a produrre direttamente nello stampo un articolo finito composto da gomma e metallo non è un impresa facile. Un risultato del genere è frutto di un sapiente mix tra pressa, stampo e mescola in cui è opinione

condivisa che sia lo stampo a svolgere il ruolo determinante. Per manufatti di questo tipo si possono ottenere le forme più complesse mediante l’impiego di piastre di diverso tipo e inserti opportunamente accoppiati. In stampi di questo tipo adottiamo la tecnologia CFO, Canale freddo otturatore, che tramite ugelli sequenziali, delicatamente

sequenziati, consente lo scorrimento uniforme della mescola anche attraverso vari passaggi. Il tempo-ciclo è ridotto al minimo con questo sistema, grazie al perfetto accoppiamento tra stampo e CFO. Tra i risultati notevoli conseguiti con questo sistema anche la totale assenza di scarti: pezzo finito = zero difetti.

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SPECIALE CONFERENZA INNOVAZIONE E AMBIENTE

Hi-tech e green economy l’opportunità che non dobbiamo perdere di Riccardo Oldani

Il 30 maggio scorso si è tenuta a Milano la conferenza tecnica su “Innovazione e Ambiente”, co-organizzata da Edifis-L’Industria della Gomma e Assogomma. Un evento coronato da una cospicua presenza di pubblico professionale e arricchito dal contenuto tecnico delle relazioni presentate. Dagli interventi emerge la necessità, per tutto il settore, di seguire una linea rigorosa e decisa con l’obiettivo di conservare all’Italia la superiorità qualitativa e tecnologica che ora altri paesi produttori cercano di insidiarci. All’interno di questo speciale, oltre al bilancio della giornata, trovate anche gli abstract delle relazioni, scaricabili online, che riproporremo nei prossimi numeri con una serie di articoli di approfondimento.

A

mbiente e innovazione sono i due perni strategici per lo sviluppo di una nuova industria italiana della gomma. A confermarlo sono stati gli otto interventi su cui si è articolata la conferenza tecnica specificamente dedicata a questi temi, organizzata lo scorso 30 maggio a Milano da Edifis (editore de L'Industria della Gomma) e Assogomma. Il programma (le relazioni possono essere scaricate online dalla pagina web http://edifis.it/industria-dellagomma/conferenza-innovazione-eambiente) ha coperto tutti i passi della filiera, dalla produzione della materia prima ai test di laboratorio, dalla produzione e dai software di gestione ai sistemi di controllo della qualità. Pur differenti tra loro per contenuti, gli interventi hanno dimostrato come innovazione e attenzione all'ambiente siano due termini complementari e strettamente interdipendenti tra loro. Il nesso appare fortemente coerente quando si parla di gomma naturale estratta da guayule, come ha fatto Gian Tommaso Viola 42 |

L’INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA |

I due moderatori della conferenza, Antonino Di Pasquale (al centro) e Fausto Negroni del Cerisie (a destra) durante l’intervento di Gabriele Sanvito. Sopra, la sala gremita.

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SPECIALE CONFERENZA INNOVAZIONE E AMBIENTE

di Versalis, azienda che sta investendo in ricerca, con promettenti prospettive, nell’individuazione di fonti alternative all'Hevea brasiliensis.

Meno scontato collegare le istanze ambientali allo sviluppo di nuovi elastomeri pensati per le esigenze dei motori Euro 5. Eppure il nesso è parso logi-

Assogomma: innovazione attraverso la formazione La Conferenza tecnica “Innovazione e Ambiente” dello scorso maggio è stata co-organizzata da Edifis-L’Industria della Gomma e Assogomma. Idealmente è il primo di una serie di incontri che vedranno in futuro una attiva cooperazione tra casa editrice e associazione. Assogomma, del resto, ha potenziato quest’anno le attività di formazione nei confronti delle aziende, associate e no, secondo una strategia illustrata dal direttore, Fabio Bertolotti. «Le nuove direttive della giunta e della presidenza di Assogomma - dice Bertolotti - hanno previsto un forte impegno dell’associazione per promuovere un articolato programma formativo. L’obiettivo è stato quello di dare maggiore enfasi e di valorizzare la formazione degli addetti, alla base dell’innovazione e dello sviluppo nel settore. Il settore della gomma, dal canto suo, ha accolto con grande favore le nuove proposte formative e i fatti lo dimostrano: in tutti e tre i corsi organizzati dall’inizio dell’anno il numero di adesioni e richieste è andato ben oltre quanto programmato. Tutto ciò nonostante le difficoltà che oggi il mercato affronta e la necessaria oculatezza nella gestione delle risorse che ciascuna azienda è tenuta a rispettare. Il programma di formazione per il 2013 non si è concluso e nella seconda metà dell’anno avremo importanti novità che toccheranno tematiche legate al marketing, come il corso sui social network, ma anche più strettamente di tecnologia del settore gomma. Queste occasioni non solo favoriscono il rapporto tra l’Associazione e le aziende, associate e non, ma sono anche un importante occasione di “ascolto” per raccogliere suggerimenti e necessità e orientare al meglio l’azione associativa stessa». Parlando di riduzione dei costi e minor impatto ambientale, Bertolotti ha evidenziato che «in generale, la linea d’azione di Assogomma è oggi quella di affrontare le tematiche relative al business con un’attenzione particolare alla riduzione dei costi. Solo a titolo d’esempio citiamo il tema degli scarti di lavorazione e del loro recupero, per il quale è stato creato un apposito gruppo di lavoro, o più recentemente l’impegno associativo in materia di rimodulazione della fiscalità per i costi dell’energia, che ha portato a una ridefinizione del concetto di “azienda energivora” e di “intensità energetica” e che ha permesso l’accesso agli eventuali sgravi fiscali anche di alcune aziende del settore gomma, fino a oggi completamente escluse. Tutto ciò non solo facendo premio su una rimodulazione dell’attività all’interno della Federazione Gomma Plastica e di Assogomma stessa, avvenuta ormai da più di un anno fa e che ha riconsegnato la gestione completa delle tematiche riguardanti il settore ad Assogomma, ma anche avvalendosi di collaborazioni con partner d’eccellenza secondo specifici protocolli d’intesa e accordi di collaborazione».

co di fronte alle relazioni di Solvay Specialty Polymers sia Zeon Europe in Italia. Le aziende hanno presentato nuovi prodotti, diversi nella formulazione ma accomunati da un’elevata resistenza alle alte temperature e dalla resistenza alla corrosione prodotta dai residui di post-combustione dei motori Euro V. Trattenere queste sostanze consente ai nuovi propulsori di ridurre l'immissione in atmosfera di particolati e ossidi nocivi e, soprattutto, di trattare i fluidi, cosiddetti di blow-by, che si generano in uscita dalle camere di scoppio. Si tratta di liquidi altamente inquinanti, che i nuovi elastomeri contengono alla perfezione, evitandone il rilascio nell'ambiente e fornendo quindi un contributo decisivo al controllo dell'inquinamento.

Nuovi materiali e laboratorio Anche il grafene può avere un importante ruolo “green”. Il materiale del futuro, per cui l'Europa ha stanziato un miliardo di euro da investire in 10 anni, nell'ambito di una “flagship” di ricerca considerata strategica, è prodotto in Italia da un'azienda lombarda, la Directa Plus, che ha brevettato un proprio processo industriale per ottenerlo da grafite. I primi test mostrano come, usato in sostituzione del nero di carbonio, fornisca ottime performance nel settore dei pneumatici, a fronte di una ridotta quantità impiegata. Anche passando al laboratorio e alla gestione il nesso innovazione e ambiente nel mondo della gomma risulta vincente. Nuovi strumenti di misura, come quelli presentati da Mettler Toledo, consentono una formulazione sempre più precisa dei compound e un controllo di tutte le materie prime, le sostanze, i prodotti e i sottoprodotti di lavorazione: in altre parole, più scienza entra nelle industrie della gomma più innovazione abbiamo nello sviluppo di prodotti “green”, che concorrenti meno evoluti non sono in grado di sviluppare né di imitare. È su questo tavolo che si gioca la partita strategica del futuro: sfruttare know-how, velocità e sensibilità ambientale per man-

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SPECIALE CONFERENZA INNOVAZIONE E AMBIENTE

Directa Plus

Doss Visual

Mettler Toledo

Gibitre

Eni Versalis

RPM Solvay Specialty Polymers

tenere la superiorità tecnologica che ci ha arriso finora. Ecco perché diventa importante affiancare gli strumenti alla gestione dei risultati. Lo ha dimostrato Mauro Belloni di Gibitre, presentando un applicativo che consente di estrapolare, dai test di laboratorio su ogni singola mescola, report, dati, documenti ufficiali di accompagnamento, descrizioni di prodotto fondamentali non soltanto per rendere perfettamente ripetibile il processo, ma anche per garantire acquirenti e utenti finali sulla provenienza e sulla composizione di ogni singolo articolo. Anche sul fronte dei macchinari occorre perseguire costantemente un'innovazione orientata al risparmio energetico e al miglioramento delle prestazioni, che significano più profitti e meno costi. Gli esempi di cui si è avuta testimonianza durante la conferenza sono stati portati da RPM, società lombarda che ha sviluppato una pressa elettrica a iniezione pensata esclusi44 |

L’INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA |

Gli otto desk delle aziende sponsor della conferenza hanno consentito ai presenti di approfondire i temi introdotti dalle relazioni.

vamente per la gomma, e da Doss Visual Solution, che utilizza tecnologie di imaging avanzate per controllare con video e foto la qualità dei prodotti in uscita dalla linea. Anche nell’esame dei pezzi più piccoli e più complicati. Un aiuto fondamentale per ridurre le non conformità e, contemporaneamente, gli sprech i di materiale.

argomenti caldi La conferenza milanese ha riscosso un notevole successo. La sala conferenze del Grand Visconti Palace, l'hotel dove è stato organizzato l'evento, era gremita da un centinaio di professionisti ed esperti del settore. Il tema è, del resto, al centro delle attenzioni del settore, come conferma Fabio Bertolotti, direttore di Assogomma, che commentando l'evento ha sottolineato che «l’associazione considera l’innovazione e la green economy un’opportunità per le aziende che vogliono oggi operare sul merca-

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Zeon Europe

to. Ben vengano, quindi, tutte le iniziative di aggiornamento e innovazione che ci portano verso un minor impatto e una maggior sicurezza da un punto di vista ambientale o che siano indirizzate a migliorare la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro, siano esse per iniziativa privata o dettate da direttive e regolamenti comunitari e nazionali. L’innovazione non è però condizione sufficiente, infatti. Se è vero che ci diamo delle regole per il bene comune è altrettanto vero che tali regole devono essere rispettate e fatte rispettare anche grazie al fondamentale intervento delle autorità. Questo affinché il mercato nazionale e internazionale siano dei luoghi “fair” – corretti e rispettosi – nei quali competere. Ambiente e innovazione sono quindi delle opportunità aggiuntive a cui le aziende devono guardare, ma da sole non sono in grado di garantire il business e i livelli occupazionali da sempre basati sulle attività tradizionali». 


SPECIALE CONFERENZA INNOVAZIONE E AMBIENTE

Otto relazioni ricche di contenuti La cronaca della conferenza del 30 maggio sta tutta nelle relazioni tenute dagli otto esperti durante l’arco della giornata. Eccone le sintesi, elaborate dai nostri Giuseppe Cantalupo e Antonino Di Pasquale. L’interesse particolare sta nel fatto che gli interventi hanno coperto tutte le fasi della filiera, dalle materie prime allo sviluppo di elastomeri per usi specifici, dall’elaborazione di nuovi additivi alle macchine per la produzione, alle strumentazioni per il controllo della qualità, sia in laboratorio sia del prodotto finito. Ogni speaker ha evidenziato i contenuti innovativi e le ricadute positive per l’ambiente delle applicazioni e soluzioni che ha presentato. Aspetti da cui la moderna industria manifatturiera, compresa quella della gomma, non può più prescindere

Gian Tommaso Viola Versalis Elastomeri da fonti naturali: la gomma guayule

C

on questa relazione, Gian Tommaso Viola, Polymerization Chemistry Knowledge Owner di Versalis, ha affrontato il problema legato alla produttività della gomma naturale da Hevea brasiliensis sia in termini di capacità produttiva di tutte le piantagioni esistenti al mondo sia dal punto di vista dei problemi legati anche alla crescente presenza di un fungo “Salb” (South America Leaf Blight, Microcyclus ulei) che sta mettendo a rischio la vita delle stesse piante. Nel 2009 sono stati prodotti 10 miliardi di pneumatici. Nel 2011 il valore del mercato del pneumatico è stato pari a 150 miliardi di dollari; la previsione per il 2015 è di 190 miliardi. Nel 2010 la produzione mondiale di gomma naturale (NR) ha raggiunto 10 milioni di t circa (a fronte di un totale di 15 milioni di t circa di gomma sintetica), pari a un incremento del 106% rispetto al 1990. Si prevede un tasso di crescita della do-

manda di NR del 3,7%/annuo (15,4 Mt nel 2020). La gomma naturale [poli(cis - 1,4 isoprene da Hevea brasiliensis] e il suo omologo sintetico IR, insieme a varie tipologie di polibutadiene (BR) e copolimeri statistici stirene-butadiene, sono i principali elastomeri con cui sono costruiti i pneumatici. L’industria del pneumatico consuma il 70% del totale della NR. Indonesia, Tailandia, Malesia e Vietnam producono il 90% del totale di NR. India, Cina, Cambogia e Laos sono produttori marginali, India e Cina grandi consumatori. Negli ultimi 7 anni il totale della superficie coltivata a Hevea brasiliensis è aumentato del 9-10%, con effetti visibili non prima del 2016-17. La seconda parte della relazione è incentrata sul raffronto delle prestazioni e delle caratteristiche strutturali della gomma naturale da HB e del NR da Guayule. Quest’ultima probabilmente avrà un interessante sviluppo industriale poiché la sua coltivazione risulta essere più semplice e, anche se il rendi-

mento è nettamente più basso rispetto alla NR da HB, presenta una maggior versatilità produttiva grazie a sistemi automatici di raccolta e di estrazione dalla pianta del lattice di gomma naturale. Versalis ha previsto importanti investimenti nello sviluppo di tecnologie per l’estrazione di gomma da Guayule. adp

Gabriele Sanvito Solvay Specialty Polymers Fluoroelastomeri Tecnoflon: la soluzione adeguata alle nuove sfide ecologiche nel campo automotive

I

n questa sua relazione Gabriele Sanvito ha sviluppato i temi della resistenza chimica e del comportamento alle basse temperature dei fluoroelastomeri che hanno, come è noto, un andamento opposto: un miglioramento dell’una va a scapito dell’altra caratteristica. E viceversa. Il problema è particolarmente sentito nell’industria dell’automotive, specificamente nel settore dei motori moderni ad alte

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SPECIALE CONFERENZA INNOVAZIONE E AMBIENTE

prestazioni (Euro V). Oltre a valori della pressione di iniezione anche superiori ai 2.000 bar, che peggiorano la resistenza della gomma al freddo, questi motori sfruttano, infatti, anche il ricircolo

Gian Tommaso Viola

Gabriele Sanvito

dei gas esausti, le cui condense dei vapori risultano inquinanti e altamente aggressive per le guarnizioni, principalmente a causa della presenza di acidi organici e inorganici, oltre ad aldeidi e alcoli. Per non parlare dei problemi posti dai nuovi carburanti ossigenati sul fronte della resistenza richiesta ai materiali con i quali vengono a contatto. Di qui la necessità di elastomeri capaci di una superiore resistenza chimica e, al tempo stesso, anche di una maggiore resistenza alle basse temperature. I fluoroelastomeri Tecnoflon di Solvay Specialty Polymers sono la risposta giusta a queste esigenze. Nella sua relazione Gabriele Sanvito si è addentrato su alcune applicazioni dei fluoroelastomeri speciali di Solvay Specialty Polymers. Tra queste, per esempio, l’impiego nei sistemi EGR (exhaust gas recirculation), che adottano un ricircolo dei gas esausti per ridurre l’introduzione di aria fresca e controllare meglio la temperatura del propulsore, riducendo di conseguenza la produzione di ossidi di azoto. Per questo compito vengono usati da alcuni produttori manicotti in fluoroelastomeri Tecnoflon VPL, inizialmente adottati nei motori diesel e poi ora sempre più diffusi anche in quelli a benzina. Nella sua relazione Sanvito ha poi esplorato anche altre applicazioni sempre in campo automotive. gc

Massimo Groff Zeon Europe in Italia Un nuovo e innovativo elastomero HyTemp (ACM) per applicazioni resistenti all’olio e alle alte temperature

L Massimo Groff 46 |

L’INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA |

e gomme poliacriliche sono tra i polimeri più utilizzati nel settore automotive, in particolare nell’applicazioni di tubi per i sistemi di raffreddamento aria. Massimo Groff, nella sua relazione, ha esordito evidenziando come la diffusione dei moto-

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ri turbodiesel e a benzina ad alte prestazioni abbia portato a una richiesta sempre crescente, per la fabbricazione di questi manufatti, di prodotti a più alta resistenza ai fluidi e al calore, in special modo nel range di temperature tra i 160 e i 180°C: sono queste infatti le temperature alle quali è esposto il lato caldo del condotto che trasporta l’aria compressa – calda – all’intercooler e che viene perciò a contatto con severi agenti chimici – oli, carburanti e sottoprodotti della combustione – la cui aggressività è esaltata dalle elevate temperature dei fluidi di contatto. I polimeri che venivano usati una decina di anni fa in queste applicazioni oggi non sono più adatti nei motori moderni. L’alternativa è rappresentata da elastomeri come le gomme fluorurate (FKM), siliconiche (VMQ) e fluorosiliconiche (FVMQ). Queste gomme, però, se da un lato garantiscono prestazioni elevate, dall’altro presentano lo svantaggio di un alto costo. Zeon Chemicals Europe ha messo a punto e introdotto sul mercato un nuovo elastomero acrilico, l’HyTemp AR212XP della famiglia delle gomme poliacriliche per l’alta temperatura HT-ACM, che è in grado di esibire una eccellente resistenza a oli e grassi sia idrocarburici che sintetici a temperature da 160 a 180°C ed è anche meno costoso delle gomme citate prima. Realizzato per la produzione di articoli estrusi, l’HyTemp AR212XP presenta anche una velocità di estrusione fino al 50% più alta di quella dei tradizionali ACM, e gli estrusi che se ne ottengono hanno, tra le altre superiori caratteristiche, anche un miglior aspetto superficiale, una più alta resistenza alla lacerazione, un minore rigonfiamento e migliori prestazioni dinamiche. La relazione ha esplorato nel dettaglio anche alcuni test di laboratorio che hanno confrontato le prestazioni del nuovo elastomero di Zeon Europe con altri gradi. gc


SPECIALE CONFERENZA INNOVAZIONE E AMBIENTE

Mauro Belloni Mauro Belloni Gibitre Gestione integrata delle prove di laboratorio

L

e aziende che utilizzano software integrati di gestione dati sono oggi ancora molto poche. Situazione tipica è quella di un laboratorio della gomma nel quale sono attivi molti strumenti di marche e generazioni diverse, spesso collegati con un computer, che adottano sistemi operativi datati che richiedono modalità di utilizzo diverse. Molto spesso, in situazioni di questo tipo, i dati vengono inseriti manualmente in un contenitore, con evidenti svantaggi. Tra i principali certamente figurano l’alta probabilità di errori e la difficoltà di reperire dati storici da confrontare con quelli attuali. Gibitre, come ha illustrato Mauro Belloni nella sua relazione, ha affrontato il problema già da diversi anni arrivando a proporre una propria soluzione, il LIMS (Laboratory Information Management System): un prodotto che permette di correlare le informazioni contenute in un database aziendale con quelle provenienti dal laboratorio e di effettuare elaborazioni di analisi e statistiche, di produrre rapporti di prova o anche di esportare i dati in altri supporti per successive elaborazioni.

Laura Polloni e Fabio Brandolese

Alberto Fortunato

Le caratteristiche fondamentali del prodotto sono la solidità, la semplicità dell’interfaccia, la semplicità della manutenzione e dell’installazione, l’apertura verso altri sistemi, la possibilità della personalizzazione del tipo di utilizzo (sistema più o meno chiuso), il prezzo contenuto. Il sistema, inoltre, è anche multilingua (a oggi sono installate dodici lingue). Un’altra caratteristica importante è la possibilità che il LIMS offre al cliente di inserirvi i dati di altri database, anche se contenuti in strumenti datati, muniti di uscita seriale per la trasmissione dei dati. Inoltre, può essere interfacciato con un gestionale aziendale, col vantaggio, per il cliente, di non dover eseguire digitazioni manuali di dati, ma di ritrovarli tutti automaticamente nel sistema (elenco clienti, elenco prodotti, elenco ordini, specifiche di prova per prodotto o per cliente). Il che torna particolarmente utile al momento di generare un report, sia per uso interno che per uso esterno. A supporto del prodotto, Gibitre mette a disposizione della clientela anche un pacchetto di assistenza remota, incluso nel pacchetto di fornitura, per la manutenzione del database, per l’installazione di aggiornamenti, per la soluzione di problemi (software e hardware). gc

Laura Polloni e Fabio Brandolese Directa Plus Il grafene nell’industria della gomma

I

relatori Laura Polloni e Fabio Brandolese della società italiana (una start-up nata nel 2005) hanno presentato un’interessante relazione dal titolo “Il Grafene nell’Industria della Gomma”. Si tratta di una nanotecnologia mirata allo studio e sviluppo di un nano-filler (G+) derivato dalla grafite. Dopo una breve presentazione della società è stata tracciata una breve storia del grafene, individuato già nel XIX secolo e isolato per la prima volta da parte dei premi Nobel 2010 per la Chimica Geim e Novoselov. I due nel 2004 riuscirono ad ottenere il primo singolo strato di grafene per esfoliazione meccanica dalla grafite. I relatori hanno poi sottolineato come nel 2012 la Commissione Europea abbia individuato nel grafene una delle tecnologie emergenti e abbia stanziato per lo sviluppo di nuovi prodotti un miliardo di euro per i prossimi 10 anni. Nella seconda parte della relazione sono stati presentati i vari metodi di produzione del grafene per poi introdurre il processo produttivo brevettato utilizzato da Directa Plus, da cui derivano prodotti come il Basic+ (grafite superespansa), Ultra G+ (handling migliorato), Liquid G+ (con

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SPECIALE CONFERENZA INNOVAZIONE E AMBIENTE

Franco Inverardi la maggior parte dei solventi e a diversi livelli di concentrazione) ed infine il Pure G+, con la stessa struttura e morfologia del G+ Liquid ma utilizzabile come un normale filler per gomma. I relatori hanno concluso la loro presentazione descrivendo le caratteristiche peculiari di questi prodotti, come la tendenza a ridurre la permeabilità nei polimeri quando il compound contiene G+ o come il miglioramento delle caratteristiche di conducibilità termica ed elettrica. Infine, non trascurabile per il settore dello pneumatico, il miglioramento alla rolling resistance quando una piccola parte di G+ viene aggiunto al formulato per tread. adp

Franco Inverardi RPM

Alberto Fortunato Mettler Toledo L’innovazione al servizio delle Pmi: caratterizzare i materiali per migliorare la qualità dei prodotti

C

on la sua relazione, Alberto Fortunato si è posto l’obiettivo di far conoscere alle aziende del comparto gomma la versatilità della nuova gamma di strumentazioni per le analisi termiche (DSC, TGA) e per le analisi termomeccaniche e termodinamiche (TMA e DMA). Questa categoria di apparecchia48 |

L’INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA |

ture oggi è disponibile per essere utilizzata con facilità e semplicità anche dalle pmi, per effetto di costi decisamente più contenuti rispetto agli anni passati, quando l’utilizzo di tali strumentazioni era destinato alle grandi aziende che potevano permettersi investimenti importanti e risorse di elevata professionalità dedicate esclusivamente alle analisi strumentali. Oggi tale ostacolo è stato rimosso grazie alla facilità d’uso e ai costi contenuti. Le aziende del nostro settore (tutte) possono utilizzare tali strumentazioni per poter migliorare il loro controllo sia sui materiali in entrata sia sui prodotti finiti, allo scopo di ottenere uno standard qualitativo decisamente più elevato e con il vantaggio di prevenire errori produttivi per inidoneità dei materiali utilizzati (materie prime e semilavorati non conformi). Inoltre, con l’uso di strumenti come la TGA, DSC ed anche la DMA è possibile effettuare studi mirati allo sviluppo di nuovi formulati ed articoli tecnici, che rendono l’azienda altamente competitiva non solo per il mercato interno ma soprattutto con quello internazionale fortemente aggressivo e non sempre etico nei comportamenti commerciali. Il relatore ha concluso la sua presentazione spiegando la funzionalità e potenzialità analitica dei vari strumenti proposti. adp

EcoTronic. La prima pressa a iniezione elettrica pensata per la gomma

L

a diffusione della tecnologia dello stampaggio a iniezione della gomma ha rappresentato per il mercato dei macchinari per la trasformazione della mescola un’autentica rivoluzione. Soprattutto per gli innumerevoli vantaggi che questa tecnologia presenta rispetto a quella dello stampaggio a compressione, tra i quali ricordiamo, principalmente, tempi di ciclo notevolmen-

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te più rapidi e la possibilità di produrre prodotti diversi e anche più complessi. RPM è un’azienda del bresciano che si occupa della produzione di presse per lo stampaggio a iniezione degli elastomeri e della revisione e del retrofitting di presse per lo stampaggio a iniezione degli elastomeri e dei termoplastici. Come ha spiegato Franco Inverardi nella sua relazione, l’azienda ha intuito sin dalla nascita, avvenuta nel 2003, l’orientamento del mercato. In particolare, ha elaborato il progetto di una macchina completamente elettrica appositamente pensata e realizzata per la gomma. È nata così EcoTronic, una pressa dall’affidabilità e dalla precisione assoluta che garantisce le stesse prestazioni delle migliori presse idrauliche. Il primo esemplare è stato prodotto nel 2009. Compatta e tutta elettrica, EcoTronic è una macchina rivoluzionaria, perché, contrariamente alle presse per termoplastici che utilizzano una chiusura a ginocchiera, le presse per gomma richiedono un sistema di chiusura a pistone o hydroblock e, inoltre, devono sviluppare una pressione molto più alta di quella richiesta per i termoplastici. Ma, principalmente, è una macchina che soddisfa pienamente l’interesse che soprattutto oggi è di grande e pressante attualità: il risparmio energetico, che compendia in sé economia di processo e rispetto per l’ambiente. Qualche esempio, a titolo illustrativo, dei numerosi vantaggi che EcoTronic presenta a confronto con una pressa convenzionale: riduzione dei consumi energetici del 70% e del tempo di ciclo del 30%; aumento della produttività del 20%. Nello stampaggio di O-ring da mescola perossidica: tempo di iniezione 0,9 sec. contro 3,1; tempo di vulcanizzazione 18 sec. contro 28; produttività +20%; consumo energetico 6,8 kW/h contro 16. Questi dati, ha spiegato Inverardi, sono stati raccolti utilizzando una macchina test tenuta in azienda per effettuare lavorazioni su specifiche indicate da clienti, che poi hanno comparato i risultato con le macchine a loro disposizione. gc


SPECIALE CONFERENZA INNOVAZIONE E AMBIENTE

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Oscar Salvà Oscar Salvà Doss Visual Solution Fly: nuovo concetto brevettato di ispezione qualità al volo Squeezer: la sicurezza qualitativa brevettata dell’integrità nelle guarnizioni critiche

scar Salvà ha aperto la sua relazione affrontando i temi relativi all’utilizzo della visione artificiale, intesa non solo come strumento tecnologico, ma anche come opportunità di continuo miglioramento. Tecnologia e innovazione si stringono la mano: competitività, benessere generale, attenzione per l’ambiente: questi i temi trattati dal relatore per poi introdurre i concetti applicati nelle due ultime nate in casa Doss: le macchine Fly e Squeezer. Doss Visual Solution Srl si occupa da vent’anni di progettazione e sviluppo di macchine per il controllo qualità di pezzi stampati in gomma e in altri materiali. I sistemi di visione artificiale sono a valle della catena produttiva, poiché eseguono il più importante dei controlli prima della consegna al cliente finale. Ciononostante rappresentano il valore aggiunto grazie al feedback che il controllo qualità apporta in termini di informazioni utili sul processo produttivo stesso.

I sistemi di visione per il controllo qualità incarnano alla perfezione il concetto di innovazione, sia in termini di ricerca e sviluppo che di miglioramento dei processi e delle tecniche finora conosciute. Ed è con questo spirito che l’azienda lavora da anni per ricercare nuove soluzioni per affrontare le sfide che il mercato propone con particolare attenzione alla qualità, alla flessibilità ed affidabilità dei suoi prodotti nonché alle esigenze del proprio cliente. Salvà ha illustrato, avvalendosi anche di due filmati, i particolari del funzionamento delle due macchine. In sintesi, Fly è in grado, con un sistema di fotocamere, di riprendere una guarnizione o qualsiasi altro pezzo in caduta per verificarne l’integrità sia da un esame esterno sia ricavando altri parametri (per esempio dalla velocità di caduta). Squeezer è invece in grado di testare l’integrità di pezzi, come per esempi O-ring, comprimendoli per evidenziare eventuali fratture o rotture lungo tutto il perimetro. adp

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a divisione Smart Grid di Siemens e Sabic Polyolefine GmbH hanno firmato un accordo di partnership per lo sviluppo di una soluzione per la gestione dei dati energetici nei settori industriali ad alto consumo di energia. L'obiettivo è migliorare i processi petrolchimici della Saudi Basic Industrie Corporation, con sede a Gelsenkirchen, in Germania. L'azienda arabo-saudita specializzata nel settore chimico e metallurgico è leader di mercato in Medio Oriente e produce polietilene e propilene nello stabilimento tedesco. Si tratta effettivamente di termoplastiche, ma le tecnologie applicate per il risparmio energetico sono utilizzabili anche per il settore della gomma. Il sistema sviluppato da Siemens, basato sulla tecnologia Energy Automation, ha lo scopo di ridurre i costi e incrementare l'efficienza nelle fasi di approvvigionamento, conversione, distribuzione e impiego dell'energia. La soluzione di automazione energetica si baserà sulle famiglie di prodotto Siemens Siprotec e Sicam. Comprenderà la gestione dati per l’ingresso dell’energia e i valori di consumo e assicurerà l’affidabilità e la qualità richiesta del sistema di rifornimento energetico. La soluzione manterrà, inoltre, la stabilità del sistema di alimentazione dell’impianto controllando gli effetti di carico di processo. Thomas Strickling, responsabile per l’approvvigionamento energetico dell’impianto SABIC Polyolefine GmbH di Gelsenkirchen ha dichiarato: «stiamo estendendo sistematicamente la gestione energetica nello stesso modo in cui si fa con la gestione della qualità e dell’ambiente. La soluzione sviluppata congiuntamente con Siemens ci fornirà informazioni tese a migliorare la consapevolezza sull’efficienza energetica non solo a livello di processo, ma anche in tutti i nostri collaboratori».


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Una batteria ad aria e acqua per l’auto U elettrica

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hinergy, un’azienda israeliana leader nelle tecnologie ad emissioni zero, ha realizzato una batteria alluminio-aria per auto elettriche dal rendimento eccezionale: 1.600 km di autonomia con una ricarica. La tecnologia innovativa sfrutta il metallo e l’aria per produrre energia elettrica “pulita”. Gli elettrodi sono di alluminio, e l’elettrolita è l’acqua. Al catodo - l’elettrodo ad aria di alluminio poroso - il metallo reagisce con l’ossigeno assorbito dall’aria, ed è l’energia liberata da questa reazione che genera l’elettricità. La batteria, che contiene 50 piastre di alluminio e pesa 25 kg circa (molto meno di una batteria standard agli ioni litio), ha una capacità energetica di 80 kWh/ kg contro i 200 Wh/kg di quelle agli ioni litio: 400 volte superiore. Un limite della tecnologia è che la batteria non è ricaricabile, ma un produttore europeo di auto (non rivelato) ha già mostrato interesse per questo progetto, e secondo la rivista Scientific American le prime auto equipaggiate con queste batterie potrebbero incominciare a circolare nel 2017. Da innovazioni di questo tipo ci si aspetta il via libera definitivo per il boom dell’auto elettrica, che secondo gli analisti potrebbe rilanciare nei prossimi anni il mercato dell’auto anche in Occidente e ridare linfa al mercato della gomma. (g.c.)

Esosport per riciclare le suole in gomma

na rete di raccoglitori, nelle principali catene di negozi di articoli sportivi, in cui gettare le scarpe da ginnastica usate. È in questo modo che è partito il progetto Esosport – Recycle your shoes, repave your way, pensato per dare una seconda vita alle suole in gomma di queste calzature. L’idea è stata partorita da Marco Marchei, maratoneta olimpico e direttore della rivista sportiva Runner’s World Italia, e Nicolas Meletiou, maratoneta amatoriale e managing director della Eso di Opera, azienda che si occupa del trattamento dei rifiuti. E ha già avuto un risultato pratico. Lo scorso aprile a Opera, comune alle porte di Milano, è infatti stato inaugurato “Il Boschetto – Giardino di Betty”, un par-

co giochi per i bimbi con un pavimento anticaduta realizzato proprio con la prima gomma recuperata dal progetto Esosport. Le calzature vengono inviate a uno stabilimento in Abruzzo che separa la gomma dagli altri materiali. Il granulato ottenuto dal recupero viene poi utilizzato per produrre piastrelle antitrauma con proprietà di elevato assorbimento dell’impatto. Si tratta di un manufatto particolarmente indicato per le aree di svago e gioco all’aria aperta, poiché non conduce elettricità, è atossico e resiste a sollecitazioni di vario tipo. In Italia, ogni anno, vengono acquistate due milioni di scarpe sportive e dalla gomma di dieci paia è possibile ricavare circa un chilo di granulato.

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PRESSE PER L’INDUSTRIA DELLA GOMMA

Una open house per lo stampaggio di Antonino Di Pasquale

ST.A.TE Technologies ha dato vita, nella sede di Calvenzano (BG), a una open house di 4 giorni in cui ha organizzato incontri tecnici e dimostrazioni sulle presse per lo stampaggio di articoli in gomma che commercializza già da qualche anno in Italia. Si tratta di prodotti di prestigiosi marchi internazionali come Maplan e Boy. Vediamo come si è svolto l’evento

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ltre 200 persone hanno fatto visita, in quattro giorni, alla ST.A.TE Technologies, la società di Calvenzano (Bergamo) che commercializza presse per lo stampaggio in gomma di affermati marchi internazionali. Un risultato notevole, anche nell’ottica di fornire ai partecipanti un’informazione attenta e capillare attraverso i meeting tecnici previsti all’interno dell’evento, tenutosi lo scorso aprile, e le prove dimostrative realizzate con le diverse macchine in funzione all’interno del reparto espositivo. I visitatori hanno potuto constatare direttamente le performance delle singole presse in funzione, sia in rapporto ai materiali utilizzati per lo stampaggio sia nel valutare la facilità di impostazione dei parametri di processo, gestiti da un software progettato appositamente. Le presse esposte e tenute in funzione riguardavano sia il marchio Maplan sia il marchio Boy. Queste due aziende producono macchine con concetti profondamente diversi tra loro. Maplan è leader nella progettazione

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e produzione di macchine a iniezione, orizzontali e verticali, per lo stampaggio di articoli a base gomma, con una gamma di tonnellaggio di tipo standard. La sua peculiarità sta nella tecnica costruttiva e nella gestione mediante speciale software del processo produttivo. Le presse Boy, sono sempre macchine per lo stampaggio ad iniezione sia orizzontale che verticale, ma a differenza rispetto allo standard di mercato, la casa tedesca progetta e produce esclusivamente macchine di piccolo tonnellaggio, che in questo momento riscuotono un particolare interesse di mercato. In totale sono state messe in funzione e a confronto 10 macchine. Vediamo nel dettaglio quali.

LE PRESSE MAPLAN Per quanto riguarda le macchine Maplan sono stati oggetto della dimostrazione alcuni modelli della ben conosciuta serie Edition. L’azienda tedesca ha introdotto in questa serie interessanti innovazioni riguardanti il layout della macchina in sé, sviluppando

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in particolare il concetto di macchina compatta. Dopo quella a design verticale, la macchina orizzontale, prodotta in due versioni (Edition e Edition S) completa ora la gamma. Entrambe le versioni riassumono l’idea di compattezza. Se infatti la versione verticale presenta una superficie d’appoggio inferiore del 20% rispetto alle serie precedenti, la versione orizzontale richiede uno spazio di produzione del 30% inferiore rispetto ai modelli standard. Non è stato un semplice “lifting” del modello precedente, ma di una completa riprogettazione di ogni singolo dettaglio allo scopo di ottenere una ottimizzazione dello spazio. Il risultato del nuovo design è stato di ottenere una disposizione dei componenti della macchina verticalizzati a più livelli l’uno sopra l’altro. Questo significa che sotto l’unità d’iniezione/plastificazione sono collocati i termoregolatori, mentre sotto l’unità di chiusura trovano spazio le unità d’azionamento e di controllo dell’idraulica. Il serbatoio dell’olio è situato sul lato frontale, so-


PRESSE PER L’INDUSTRIA DELLA GOMMA

Una pressa Maplan della serie Edition S.

pra l’unità di chiusura, mentre tutti i componenti elettrici sono installati, nella versione standard, in un dispositivo centrale collocato sul retro della macchina. La serie Edition è disponibile in due versioni d’azionamento: la versione base è dotata di motore asincrono con numero di giri costante, pompa a portata variabile e regolatore proporzionale di quantità e portata. La versione Edition S è azionata mediante un servomotore sincrono altamente

dinamico, con numero di giri variabile combinato con una pompa interna a ingranaggi. Quest’ultima, grazie a movimenti più rapidi, offre dei vantaggi per quanto concerne i tempi del ciclo produttivo e, rispetto a un azionamento standard, consente un risparmio energetico fino al 65%. Entrambe le serie sono munite di unità d’iniezione FIFO nella realizzazione specifica di Maplan, e si contraddistinguono per l’ugello particolarmente corto, costantemente raffreddato per pres-

Una doppia unità d’iniezione in una pressa Maplan Edition.

sioni d’iniezione massime sullo stampo. Opzionale per alcuni formati è la disponibilità di una doppia unità d’iniezione, grazie alla quale l’ugello può essere staccato dallo stampo insieme all’iniettore, permettendo quindi il libero accesso anche in caso di stampo montato. Il modello Edition verticale è disponibile in quattro ordini di grandezza, con forze di chiusura tra 100 e 400 tonnellate, mentre l’Edition orizzontale presenta sette forze di chiusura che vanno da 100 a 800 tonnellate. Vale la pena sottolineare che l’Edition orizzontale 300 dispone di due varianti, la versione standard e la versione XL, con corsa di chiusura maggiorata e altezza minima dello stampo ridotta allo scopo di favorire la combinazione con le apparecchiature di automazione. In entrambe, le piastre sono dimensionate per facilitare il supporto ottimale degli stampi. Inoltre, il principale pistone idraulico di chiusura, con la sua ampia superficie di appoggio, garantisce un sostegno ideale allo stampo centrale. In paragone alla generazione precedente e in confronto con la concorrenza, le incrementate distanze tra le colonne della serie Edition consentono l’installazione di stampi con un maggior numero di cavità, oltre, naturalmente, una migliore accessibilità per quanto riguarda l’estrazione del pezzo mediante un intervento manuale o automatizzato. Il PC5000touch è il dispositivo di controllo della macchina: la sua tecnologia permette un’elevata precisione in tutte le procedure di regolazione e posizionamento e lo schermo tattile da 15,4”, a funzionamento intuitivo, facilita il lavoro sulla macchina. La versatilità della versione standard, grazie all’ampio spettro di possibilità di equipaggiamento, può essere adattata ai singoli casi di applicazione: dai sistemi d’estrazione alle zone di riscaldamento ausiliarie, termoregolatori aggiuntivi, regolazioni a 3 zone per le piastre di riscaldamento, piani di fissaggio magnetici, dispositivi di riempi-

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PRESSE PER L’INDUSTRIA DELLA GOMMA

Il PC5000touch, dispositivo di controllo delle macchine Maplan.

mento per la lavorazione del silicone e attrezzature di automazione come dispositivi di spazzolamento, movimenti piastre intermedie oppure sistemi di espulsione. La periferica esterna può per esempio essere integrata nel controllo sequenziale tramite un interfaccia “Euromap 67”. In conclusione, occorre richiamare ancora l’attenzione sul rapporto costo/prestazioni estremamente vantaggioso, ingombri ridotti e sul concetto di macchina modulare. Collettivamente il ricorso a queste macchine e la loro vasta applicabilità universale ha prodotto sostanziali miglioramenti.

LE PRESSE BOY Durante l’open day è stata posta una particolare enfasi sulle presse Boy, di cui sono stati messi in funzione una mezza dozzina di modelli, sia per lo stampaggio di materiali termoplastici che di materiali a base gomma, senza escludere la presenza di un’importante pressa dedicata al mondo del silicone liquido. Senza dilungarsi sulle caratteristiche tecniche dei vari modelli esposti è opportuno sottolineare il nuovo concetto di stampaggio con l’utilizzo di macchine Boy di piccolo tonnellaggio. L’uso di queste presse offre molti vantaggi, come subito dimostrò la prima Boy 15 quando fu introdotta sul mercato, negli anni Sessanta del secolo scorso. 54 |

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La flessibilità è un elemento vincente di questa tecnologia infatti essa permette: - un avviamento della produzione più veloce e un’elevata modularità; - un uso di più macchine piccole: se una macchina o uno stampo ha un problema, si ferma solo una parte della produzione; - allo stesso modo si possono usare materiali diversi oppure colori diversi sulle varie macchine; - produzioni parallele di pezzi da assemblare successivamente (riduzione degli stock); - una flessibilità più elevata nell’ottimizzare le macchine e gli stampi in base alle richieste produttive. Anche quando la richiesta cambia si può produrre con efficienza, perché l’aumento segue la richiesta e quindi il rischio d’investimento è drasticamente ridotto. Inoltre, si ha una migliore flessibilità con una sovrapposizione della vita del prodotto con nuovi prodotti; - ridotta richiesta di capitale nella fase di start-up; - durante la fase di espansione, step intermedi sono possibili evitando di dover investire in grandi infrastrutture come richiedono le macchine di più grande tonnellaggio. Lo spazio disponibile per la produzione può essere ottimizzato e picchi di richie-

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sta possono essere soddisfatti senza investimenti elevati in nuovi capannoni; - stampi più piccoli hanno dei tempi di consegna più veloci, - stampi pilota sono disponibili più velocemente e possono essere costruiti a costi inferiori; - macchine piccole possono essere facilmente spostate all’interno della fabbrica. A questi vantaggi si aggiungono quelli relativi ai costi di gestione, che con l’impiego di queste macchine risultano significativamente ridotti perché: - un cambio rapido dello stampo o dell’iniettore è molto più semplice senza l’ausilio di sistemi di sollevamento particolari come le gru; - le macchine piccole possono essere integrate in concetti di produzione in automatico. La manipolazione può essere semplificata e velocizzata ed in tal senso si migliora la sicurezza produttiva; - si raggiungono tempi di ciclo più veloci con movimenti della macchina più veloci e più efficienza nella regolazione della temperatura stampo; - è minore la necessità di cambio del colore dovuta alla possibilità di produzioni parallele dello stesso articolo su più macchine; - il cambio colore è più veloce grazie al volume inferiore e canali caldi più semplici; - ci sono meno cavità rispetto a macchine più grandi; - è minore anche lo spreco di materiale quando c’è il cambio colore; - macchine più grandi richiedono spesso pavimenti speciali per elevati carichi; - se si utilizzano macchine piccole, si possono effettuare prove su una macchina senza fermare tutta la produzione; - mantenere uno stock di pezzi di ricambio per macchine piccole costa meno che con macchine più grandi; - le macchine piccole possono essere più facilmente vendute nel mercato dell’usato e mantengono un valore più elevato.


PRESSE PER L’INDUSTRIA DELLA GOMMA

molto più sensibili ed economici; - pezzi tecnici con forme complicate spesso non sopportano un elevato numero di cavità; - aumento della sicurezza produttiva quando si fanno turni senza operatore; - quando si usano macchine per stampaggio di piccola dimensione, in generale il parco macchine viene aumentato per soddisfare la capacità necessaria. Con la filosofia del piccolo, si possono usare macchine più nuove e tecnologicamente avanzate dato che le macchine più vecchie si possono sostituire nel tempo con macchine nuove. In aggiunta anche il valore di mercato per una sostituzione più breve aumenta il valore di mercato del macchinario sul mercato.

CONCLUSIONI Un momento della open house con le presse Boy in dimostrazione.

Inoltre, la gestione di macchine di piccolo tonnellaggio comporta una migliore qualità produttiva grazie al fatto che: - con meno cavità si raggiunge una maggiore precisione e il processo è più accurato, ripetibile e affidabile; - nel caso di problemi qualitativi e deviazioni, questi non influenzano tutta la produzione; - i problemi possono essere risolti più facilmente e più velocemente: trova-

re un problema in una cavità è molto più semplice; - usando stampi a una cavità senza canali si può scegliere il punto ottimale d’iniezione senza l’uso dei canali caldi oppure di uno stampo con terza piastra; - gli stampi sono meno complicati e più affidabili; - le macchine piccole per stampaggio a iniezione possono essere equipaggiate con sistemi di sicurezza stampo

Uno dei seminari dell’evento, tenuto da un tecnico tedesco della Boy.

Da tutte queste considerazioni appare chiaro che presse di piccole dimensioni come le Boy offrono vantaggi in tutti quei casi in cui i volumi produttivi per tipologia di pezzi non sono molto elevati o dove occorre produrre diverse tipologie di pezzi che vanno poi assemblati o che fanno parte di uno stesso lotto. E ancora, quando è necessario stampare pezzi molto piccoli, che richiedono elevata precisione di stampaggio e di processo produttivo attraverso parametri che gestiscono in modo funzionale e preciso l’intero ciclo. Inoltre, l’utilizzo di piccoli stampi comporta minor costi e soprattutto un elevato vantaggio in termini di cicli produttivi più veloci comparati al numero di impronte utilizzate. L’esperienza di una open house come quella organizzata da ST.A.TE Technologies è un esempio riuscito di come concentrare in pochi giorni un’importante serie di contatti e di scambio d’informazioni tra i vari operatori, allo scopo di migliorare le conoscenze tecnico produttive e per affrontare con maggiore consapevolezza le continue sfide provenienti dal mercato. 

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LA NUOVA PRESSA ENGEL E-MAC 310/100

Compatta, precisa e a risparmio energetico di Giuseppe Cantalupo

Engel ha presentato in Italia la nuova pressa elettrica e-mac in una due giorni, nella propria sede di Vimercate, tappa di un tour che la macchina sta effettuando in Europa. Elevata efficienza, massima versatilità grazie a numerosi optional, ingombro ridotto, velocità e precisione sono i vantaggi principali di questa pressa, che abbina innovazione tecnologica ed economicità nello stampaggio di componenti tecnici.

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edele al suo slogan “close to the customer”, Engel ha organizzato un tour in Europa per far vedere da vicino ai clienti una pressa della nuova serie di macchine all-electric a iniezione e-mac: la e-mac 310/100. Il roadshow, che durerà fino all’estate, è incominciato in febbraio in Francia ed è continuato in Ungheria, Repubblica Ceca, Polonia e Germania. Il 15 e il 16 maggio è stata la volta dell’Italia. Poi continuerà nel Regno Unito e in altri paesi ancora. Il contatto diretto con il cliente è importante, e il roadshow fornisce al costruttore austriaco l’opportunità di conoscerne i problemi e focalizzare l’attenzione sullo studio delle possibili soluzioni che gli consentano di elevare la sua competitività. È la strategia della Engel: la vicinanza al cliente permette di conoscerne le esigenze e, quindi, anche di fare innovazione. E l’innovazione, a sua volta, permette al cliente di far fronte a nuove, particolari richieste del mer-

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cato. E di essere, quindi, più competitivo.

PRECISIONE E RISPARMIO IN POCO SPAZIO Compattezza, precisione e risparmio energetico sono i tre valori che riassumono le innovazioni tecnologiche presenti nella Engel e-mac e che sono state illustrate nel corso della manifestazione. Progettata per ogni tipo di applicazione dello stampaggio a iniezione con il massimo livello di versatilità, la e-mac lavora con estrema precisione nelle fasi di iniezione e dosaggio. E consuma anche poca energia. Gli azionamenti - da quelli dell’iniezione e plastificazione a quelli dello stampo e dell’estrattore – sono, infatti, tutti comandati da un sistema di movimentazione degli assi di tipo servo-elettrico all’avanguardia, che garantisce la massima stabilità di processo e, nello stesso tempo, ottimizza l’efficacia della macchina nel suo complesso.

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L’energia di frenata viene recuperata e reimmessa nel circuito di alimentazione, assicurando in questo modo un alto livello di efficienza energetica. I movimenti sincroni degli assi, a loro volta, consentono un’accelerazione sull’asse di iniezione di 22 m/s2 e quindi tempi di ciclo rapidi, che fanno della e-mac la pressa attualmente più veloce al mondo nel suo genere. Notevole, inoltre, tra gli altri vantaggi che la e-mac offre agli utilizzatori, la riduzione degli ingombri consentita dalla eccezionale compattezza della pressa. Un esempio - le dimensioni della e-mac 50/50 - elimina ogni dubbio: 3,7 metri di lunghezza; 1,5 di larghezza; 1,7 di altezza. Che corrispondono a un ingombro a terra di soli 5,55 metri quadrati.

IL ROBOT È INTEGRATO La compattezza della e-mac non è solo una questione di dimensioni, perché all’interno del cancello della macchina sono completamente integrati anche il


LA NUOVA PRESSA ENGEL E-MAC 310/100

La pressa e-mac 310/100 presentata da Engel durante un roadshow internazionale che lo scorso maggio ha toccato anche l’Italia.

nastro di trasporto e il robot antropomorfo multiasse Engel easix (easy six). Sviluppato in collaborazione con Stäubli, easix è un robot a sei assi che si integra perfettamente con la macchina, diventando, ai fini della governabilità, una sola cosa con la pressa attraverso il sistema di controllo CC 200 della macchina. Ciò significa che l’operatore utilizza lo stesso controllo pressa che comanda gli assi x, y e z dei robot Engel

lineari senza dover acquisire la conoscenza di una nuova unità di controllo per stabilire la sequenza dei movimenti del robot antropomorfo. Vale, cioè, l’equazione Engel “Unità di controllo robot = Unità di controllo macchina”. Che vuol dire, appunto, una sola unità di controllo e gestione unificata dei parametri, col risultato di una più alta produttività grazie alla sequenza dei movimenti sincronizzati.

CONTROLLO DEL PROCESSO E DELLA QUALITÀ Per produrre pezzi stampati di alta qualità in ogni singolo stampaggio non basta semplicemente disporre di una pressa precisa. Variazioni anche piccole della potenza elettrica durante il processo o nelle materie prime o nello stampo stesso per deterioramento possono influire negativamente sulla qualità del prodotto e richiedere di volta in volta aggiustamenti dei parametri. Grazie al nuovo sistema iQ weight control realizzato dalla Engel, questi interventi vengono effettuati automaticamente on line durante il processo appena se ne presenti la necessità. Il software “intelligente” analizza il profilo della pressione e la corsa della vite durante l’iniezione, con-

fronta i valori misurati con quelli del ciclo di riferimento inserito dall’operatore e, se riscontra deviazioni, calcola in tempo reale – inferiore al millisecondo – un nuovo set dei parametri di processo più significativi ai fini della necessaria variazione del volume e della viscosità del materiale fuso, correggendo immediatamente le impostazioni iniziali. In questo modo la velocità di iniezione viene riportata al valore ottimale all’interno dello stesso ciclo e si evita la produzione di pezzi difettosi. iQ weight control è integrato nell’unità di controllo CC 200 della e-mac come anche delle altre macchine elettriche Engel e-motion, e-max ed e-victory. La Smart valve è una valvola di non ritorno che fa parte dell’unità di iniezione e che garantisce la riproducibilità del peso di materiale stampato. La sua funzione è dovuta alla particolare geometria con la quale è realizzata, per cui essa si chiude con una rotazione in senso contrario a quello di plastificazione. È un dispositivo particolarmente indicato per velocità di iniezione ridotte o per corse di iniezione molto brevi. Inoltre, presenta una sezione di passaggio del polimero maggiore rispetto a quella dei modelli già esistenti sul mercato. Questo accorgimento evita la formazione di punti di ristagno e consente un più rapido cambio del colore di stampaggio. Oltre ai tecnici Engel Matteo Ghiglia, Francesco Restegnini e Gabriele Formenti, che hanno parlato, rispettivamente, delle caratteristiche e delle prestazioni della nuova e-mac, del robot antropomorfo easix e del sistema iQ, erano presenti all’evento anche tecnici di partner della casa austriaca. Antonio Cuttone (Stäubli Italia) ha svolto una presentazione sull’argomento “Piani magnetici per il fissaggio stampi e sistemi di connessione rapidi”, e Alessandra Bosco (HRS) ha parlato di “Raffreddamento conformale degli stampi e sistemi a canale caldo. Efficienza e sinergie”. 

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TACCUINO Valori medi unitari e volumi Aprile 2012 - aprile• mercati 2013, indici in base 2010=100 Produzione • consumi variazioni tendenziali percentuali

Produzione e commercio, le tendenze

Valori medi unitari e volumi

Aprile 2012 - aprile 2013, indici in base 2010=100 variazioni tendenziali percentuali

S

econdo i dati economici elaborati dall’Istat, aprile ha fatto registrare un piccola ripresa per quanto riguarda l’export ma un proseguimento della contrazione dei consumi interni. Rispetto a marzo, aprile registra una diminuzione dell’import dello 0,9%, e se il dato complessivo dell’export non registra variazioni, cambiano leggermente però i mercati di destinazione, con una crescita delle vendite nei paesi Ue (+2,2%) e una diminuzione verso i paesi extra Ue (-0,7%). Il dato si traduce in un dato positivo per il saldo commerciale che, al netto dell’energia, fa registrare un attivo per il nostro paese di 6,5 miliardi di euro. Crescono in particolare le esportazioni verso il Belgio, l’area del Mercosur e dei paesi Asean. I valori medi unitari dell’export in aprile sono cresciuti del 2,2%, mentre l’import è sceso dell’1 % (come mostrano i due grafici). L’indice della produzione, invece, fa registrare un calo dello 0,3% in aprile rispetto a marzo. Unendo i dati del primo quadrimestre 2013, l’Italia fa registrare inoltre un calo dell’1% rispetto al quadrimestre precedente. Rispetto all’aprile dello scorso anno, quello del 2013 ha avuto una produzione inferiore del 4,6%.

Test sui pneumatici ad Autopromotec

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Valori medi unitari Esportazioni

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Direttore Esportazioni di Stabilimento produzione mescole, Importazioni pluriennale esperienza in ambito multinazionale,

420

enutasi tra il 22 e il 26 maggio scorsi a Bologna, la venticinquesima edizione di Autopromotec, biennale delle attrezzature e dell’aftermarket automobilistico, è stata caratterizzata dalla novità dei test sui pneumatici, condotti nell’area di prova esterna, che per la prima volta in Italia hanno messo a confronto le performance delle coperture estive e invernali al salire delle temperature, cioè quando l’automobilista dovrebbe avere già effettuato il passaggio tra gomme termiche e tradizionali. I test sono stati organizzati da Assogomma e Federpneus, mettendo a confronto vari tipi di auto equipaggiati con i pneumatici delle marche associate. Sulla stessa vettura sono state para58 |

Valori medi unitari

approfondita conoscenza

0 A della M G L metodologia A S O N D Six G F Sigma M A e Lean per la gestione di progetti di miglioramento con team internazionali,

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inglese fluente

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valuta proposte

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G e-mail: L marco-tavella@libero.it A S O N D G F Linkedin: www.linkedin.com/in/marcotavella

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gonate prima le prestazioni con un treno estivo e poi con un treno invernale per la stessa marca. Dopo tante prove condotte sull’efficacia dei pneumatici invernali in inverno, questa è la prima riguardante i risultati in estate. I risultati hanno mostrato come le gomme estive forniscano in estate prestazioni più adeguate sia con l’asciutto sia con il bagnato, garantendo quindi maggiore

sicurezza. I dati raccolti sono ancora in fase di analisi da parte degli esperti, e quindi dettagli più approfonditi saranno disponibili in futuro. Vari i modelli di auto utilizzati, tra cui Maserati, Alfa Romeo e Abarth, con risultati favorevoli per le gomme estive sia per quanto riguarda gli spazi di frenata sia per i consumi di carburante, sia per l’usura delle gomme.

L’iniziativa è stata organizzata nell’ambito della campagna Pneumatici sotto controllo (www.pneumaticisottocontrollo.it,) che ha visto l’allestimento di tre punti di contatto con i rivenditori e il pubblico, tra cui un lounge per i gommisti, che hanno potuto così utilizzare un loro punto d’incontro e di relazione con le due associazioni, Assogomma e Federpneus. Lo spazio è stato animato

sai cos’è?


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da un fitto programma quotidiano di interventi ed approfondimenti tematici, dedicati ai professionisti del pneumatico, tenuti direttamente da Assogomma, dalle case rappresentate e dalla Polizia Stradale. Nello stand istituzionale è stata mostrata invece al pubblico l’attività di controllo della Polizia Stradale sui pneumatici, oltre a un filmato dedicato invece all’importanza dell’equipaggiamento invernale.

Paolo Cittadini è il nuovo presidente della Federazione Gomma-Plastica

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Paolo Cittadini, amministratore delegato di Industrie Ilpea Spa, il nuovo presidente della Federazione Gomma-Plastica di Confindustria. La nomina è stata annunciata lo scorso 25

giugno in occasione dell’assemblea generale dell’associazione. Cittadini assume il ruolo lasciato da Nicola Centonze alla normale scadenza del mandato presidenziale. Cittadini ha sottolineato, nel suo discorso di presentazione, la difficile situazione del settore, che nel 2012 ha perso il 19% della produzione rispetto al 2011. «Il problema – ha sottolineato – è di mancata competitività dell’Italia, che sconta un costo del lavoro troppo alto a causa dell’eccessiva invadenza statale. Basti pensare che su 24,7 euro di costo orario del lavoro nel settore manifatturiero in Italia, solo il 40% resta in tasca ai lavoratori. In Germania, dove il lavoro costa 23,4 euro l’ora, la percentuale che va agli addetti è del 55%». Altre diseconomie si accumulano poi per i costi di energia e trasporti e per l’eccessiva rigidità dei contratti di lavoro nazionali. Solo risolvendo questi nodi, secondo Cittadini, avremo la tanto attesa ripresa.

Cresce la fiducia in Lombardia

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n una nota del maggio 2013, Assolombarda, pur a fronte di una situazione difficile dell’economia nazionale, segnala una situazione in controtendenza per l’area milanese, dove la fiducia del manifatturiero a marzo sale sul massimo dall’autunno 2011. Il recupero è legato all’incremento della domanda estera, con previsioni sugli ordini molto positive e in crescita nei primi tre mesi dell’anno. Anche la domanda interna migliora, ma lievemente e il saldo resta negativo. C’è comunque cautela da parte delle imprese: nonostante la risalita della domanda, le scorte restano in decumulo e le previsioni di produzione scendono. Dalle prime (parziali) elaborazioni di aprile emerge un’ulteriore crescita del clima di fiducia, con domanda ancora in aumento.

Imprese • finanza

Nuovo investimento Continental in Russia

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ontinental ha deciso l’investimento di 20 milioni di euro nella costruzione in Russia, nella regione di Kaluga, di un nuovo stabilimento della sua divisione Powertrain. Il mercato dei veicoli a motore in Russia è caratterizzato da un tasso di crescita tra i più alti al mondo, ed è per questo motivo che la casa tedesca ha deciso di espandere le sue attività nella regione e diventare leader mondiale nella fornitura di componenti elettronici. Gli impianti di 60 |

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produzione del nuovo stabilimento le permetteranno, infatti, di aumentare in maniera significativa – fino a un milione di pezzi l’anno – la capacità produttiva di centraline di controllo e alimentazione motore. Il cantiere è stato inaugurato lo scorso mese di aprile. La fine dei lavori è prevista entro la metà dell’anno e l’avvio della produzione entro febbraio 2014. Il sito di Kaluga conta 400 dipendenti circa, 230 dei quali nel settore automotive, e entro il 2016 la divisione Powertrain di Continental prevede di crearvi circa 100 nuovi posti di lavoro. (g.c.)

Hankook espande il suo stabilimento in Europa

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l produttore sud coreano di pneumatici Hankook ha deciso l’espansione del suo stabilimento europeo di Rácalmás, in Ungheria. L’annuncio dell’investimento, pari a 313 milioni di euro, è stato dato ai primi di giugno congiuntamente dall’azienda e dal governo ungherese. I lavori, iniziati in giugno, dovrebbero concludersi entro la metà del 2014, e la produzione dovrebbe andare a regime entro il 2015. Con la nuova unità, la capacità produtti-

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La sede di Hankook a Rácalmaás, in Ungheria.

va della fabbrica raggiungerà i 17 milioni/anno di pneumatici, e verranno creati 950 nuovi posti di lavoro. Dal primo avviamento dell’impianto, avvenuto nel 2007, la capacità della fabbrica europea di ultima generazione di Hankook ha avuto una crescita costante negli anni: nel 2010 sono stati prodotti 6 milioni di pneumatici; nel 2011 si è raggiunta quota 9 milioni; nel 2012 si è arrivati a 12 milioni. Dallo stabilimento ungherese escono pneumatici per auto, SUV e trasporto leggero. I pneumatici OEM vengono forniti direttamente alle fabbriche europee del gruppo Volkswagen, di Hyundai e di Kia, a dimostrazione dell’elevata qualità raggiunta dai prodotti della casa sud coreana in Europa.(g.c.)


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Novità nel management di Maplan

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aplan, il produttore austriaco di macchinari per la produzione di elastomeri, ha rinnovato il poprio management, nominando come Ceo Wolfgang Meyer, 44 anni, che si avvi-

cenda al suo predecessore Dietmar L. Morwitzer. Meyer si affianca anche a Leoopold Heidegger, anch’egli 44 anni, che da dicembre è il Cfo della società controllata dalla famiglia Soulier e dalla holding Ipso-Industrie. Meyer si occuperà in particolare di vendite, progettazione, produzione, sviluppo e controllo della qualità. In passato ha già ricoperto importanti posizioni

di management in società del gruppo Starlinger, che ha un accordo di cooperazione a livello globale con Maplan. Il Cfo Leopold Heidegger si è insediato a dicembre dopo aver abbandonato l’analoga posizione occupata in Skf Economos Gmbh: le sue mansioni saranno invece maggiormente indirizzate alla parte finanziaria, controllo acquisti, IT e HR.

MATERIE PRIME • MACCHINE • PRODOTTI

Un nuovo rullo in elastomero da Automatik Plastics Machinery

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L’INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA |

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utomatik Plastics Machinery, società del gruppo Maag, ha sviluppato un nuovo rullo in elastomero appositamente progettato per soddisfare elevate richieste in termini di carichi abrasivi e termici. Questo nuovo rullo EL24 è dotato di una elevata capacità di carico ter-

luglio  agosto 2013

mico, fino a 170 C°. Offre inoltre una migliore resistenza di attrito e una migliore compressione rispetto ai rulli di traino di elastomero al momento disponibili sul mercato. Importante, soprattutto per le industrie che lavorano semiconduttori, il fatto che il rullo sia “silicon free”. I nuovi prodotti sono pensati per una vasta gamma di carico in base ai diversi materiali lavorati nei settori compound e masterbatch. I prodotti processati possono avere le caratteristiche più disparate: morbidezza, fragilità, abrasività, elevato calore. Il nuovo rullo di traino EL24 è stato progettato per garantire lunga durata, massimizzare la vita del sistema e minimizzare i costi di produzione.


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Una nuova soluzione per gli ammortizzatori della Punto

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iat adotta un tampone fine corsa ammortizzatori sul suo modello Punto che riunisce diversi componenti e offre migliori prestazioni e un risparmio sui costi. Il nuovo tampone è il frutto di un approccio integrato a progettazione, scelta dei materiali e dei processi adottato da un team di DuPont, Fiat, Insit e Ossberger. L’obiettivo era migliorare ulteriormente le dinamiche di guida ed il comfort per i passeggeri. Il componente sarà in mostra alla Fiera K di Dusseldorf (dal 16 al 23 ottobre), presso lo spazio DuPont, Padiglione 06, stand C43. «In un ambiente competitivo come quello di oggi, privilegiamo quei fornitori che con le loro idee innovative permettono di ridurre i costi e migliorare le prestazioni – dichiara un portavoce Fiat –. In questo caso, DuPont, Insit e Ossberger hanno sviluppato un nuovo approccio e fornito un eccellente supporto tecnico che ha contribuito a lanciare il prodotto sul mercato in tempi rapidi e a costi contenuti». Il tampone elastico, parte del sistema di ammortizzazione di un veicolo, è progettato per assorbire gli urti e attutire il rumore, le vibrazioni e la ruvidità di marcia (NVH) evitando che le molle in metallo vadano a fondo corsa nell’impatto con buche, cordoli, marciapiedi e oggetti presenti sulla strada. Il componente offre inoltre una funzione elastica supplementare che consente di migliorare il comportamento del veicolo in presenza di piccole buche e sull’acciottolato, negli improvvisi cambi di direzione o nelle frenate brusche. L’uso di materie termoplastiche in luogo della schiuma poliuretanica (PUR) o della gomma consente un elevato recupero elastico, eccellente resistenza a fatica e lunga durata, nonché bassa variazione della rigidità in un ampio intervallo di temperature. Il componente in Hytrel® elimina la necessità di montare anelli di rinforzo in acetalica o gomma e della coppa di contenimento in poliammide o in metallo utilizzati per con-

è stato illustrato ai visitatori il funzionamento di una serie di macchine della gamma di presse per lo stampaggio degli elastomeri prodotta da IMG. Sei i modelli che sono stati oggetto di dimostrazioni: REM 300 t orizzontale totalmente elettrica con chiusura a ginocchiera e vite punzonante; GUM 300 t orizzontale con chiusura a ginocchiera e vite punzonante; GUM 200 t verticale con tavola rotante e piano termoregolato; tenere lo spanciamento della schiuGUM 300 t orizzontale con chiusura ma poliuretanica ed aumentare così Hydroblock a vite e pistone e servol’assorbimento di energia; il compopompa ad alto risparmio energetico; nente può inoltre integrare il soffietGUM 300 t orizzontale con sisteme to parapolvere. di iniezione FIFO, servopompa ad alTecno Compounds to risparmio energetico e piani magnetici; GUM 300 t verticale con vite e pistone e con piano termoregolato a 6Tecno + 1 ugelli. Compounds a suitable solution for every chal i è tenuta tra giovedì 11 luglio e Nei pomeriggi di giovedì e venerdì Tecno Compounds sabato 13 luglio una intensa open 12 e 13 luglio tecnici dell’azienda house organizzata da IMG, Industrie hanno anche tenuto due brevi semMeccaniche Generali, nella propria inari tecnici sul tema “Studio, solua suitable solution for everydi challenge sede di Capriano del Colle, in provinzione e interventi perchallenge problemi a suitable solution for every cia di Brescia. Durante le tre giornate stampaggio”.

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Una open house sulle presse IMG

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CONVEGNI • FIERE • EVENTI

Un bilancio di Sps ipc Drive Italia

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irca 18 mila visitatori (+24% rispetto al 2011), 518 espositori (+16%), 40.000 metri quadri di fiera (+14%). Sono questi i dati dell’ultima edizione di Sps Ipc Drive Italia, la manifestazione organizzata da Messe Frankfurt alla Fiera di Parma dal 21 al 23 maggio scorsi. «I temi di SPS IPC Drives Italia – ha dichiarato Donald Wich, Amministratore delegato di Messe Frankfurt Italia - vertono su argomenti chiave quali il recupero di competitività del Made in Italy per il quale le tecnologie dell’automazione e i processi di innovazione giocano un ruolo primario». Positiva l’affluenza di pubblico anche alle tavole rotonde nelle tre giornate. Giuliano Busetto, presidente di Anie Automazione commenta posi-

tivamente: «Le aziende di Anie Automazione hanno contribuito in maniera significativa alla nascita e crescita di questa fiera in Italia. Ci fa piace-

COMPOUND IN FKM - FPM

re quindi registrarne il successo di quest’anno». La prossima edizione è programmata tra il 22 e il 24 maggio 2014.

Elastomers Union

è una società che nasce dalla fusione di esperienze decennali nel settore della gomma, principalmente strutturata per la produzione di mescole in FKM , specializzata nella realizzazione di mescole sia su formulazione dei Clienti che proprie, offrendo esperienza per soddisfare le aspettative del cliente con elastomeri tecnicamente avanzati e mescole speciali progettate per rispettare specifiche severe, proponendo sempre un rapporto costo/qualità altamente competitivo con l’attuale mercato. L’ONDA DEI CAMBIAMENTI SPINGE IL CLIENTE VERSO DIREZIONI INCERTE. È NOSTRA RESPONSABILITÀ INDICARE LA RETTA VIA OFFRENDO LA GIUSTA ASSISTENZA

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Presse verticali per materiali compositi (SMC-BMC-GMT) da 175 a 2000 tonnellate

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+ EXPERIENCE AND QUALITY + ADVANCED PROCESS TECHNOLOGIES INTERMARP opera da lungo tempo nel settore della gomma ed è specializzata nella produzione di guarnizioni di tenuta e articoli tecnici, prodotti secondo i severi parametri internazionali e sono garantiti dalla Certificazione Qualità ISO 9001:2008.

INTERMARP has been operating for a long time in the rubber and is specialized in the production of seals and technical articles which meet the demanding international requirements and are guaranteed by the ISO 9001:2008 Certification.

PRODOTTI STAMPATI / MOULDED PRODUCTS Specializzata nella produzione di guarnizioni di tenuta per le condutture di acqua potabile e di scarico, INTERMARP ha sviluppato nel tempo articoli tecnici con svariate applicazioni sia nel settore industriale che in quello civile. Membrane per vasi di espansione Guarnizioni di tenuta a labbro e a doppia durezza Guarnizione con inserto metallico Articoli tecnici La divisione stampaggio è dotata di 26 presse: 23 presse a iniezione per lo stampaggio di articoli fino a diametro interno 1200 mm e guarnizioni a doppia durezza. a compressione per lo 3 presse stampaggio di articoli di grosse dimensioni con un diametro interno di 2000 mm e un peso di 40 kg.

Specialized in the production of pipe seals for both drinking water and sewage, over the years INTERMARP has developed technical articles with various applications in both the industrial and civil sectors. Diaphragms for expansion tanks Lip and double hardness seals Gaskets with metal insert Technical articles The moulded products division comprises 26 presses: 23 injection presses to mould gaskets up to an inside diameter of 1200 mm and bi-injection presses for double hardness seals compression presses for the moulding of large seals of an inside diameter of 2000 mm and a weight of 40 kg.

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DIVISIONE MESCOLE / COMPOUNDS DIVISION INTERMARP produce una vasta serie di mescole, generiche o su capitolati forniti dal cliente e anche omologate acqua potabile secondo le norme inglesi, francesi, tedesche e olandesi.

INTERMARP produces a wide range of compounds, from generic ones to those made according to the client’s specifications and also certified as suitable for the drinking water contact in UK, Germany, France and Holland.

(EPDM, NBR, SBR, NR, CR, CIIR)

INTERMARP ITALIA S.p.A.

Via G. Matteotti 42/46, 28060 Granozzo (NO) Italy Ph. +39 0321 555 811 - Fax.+39 0321 555 800 - info@intermarp.it

www.intermarp.it


L'Industria della Gomma 2013 07-08  

L'industria della Gomma, rivista su gomma e plastica. È la rivista mensile degli elastomeri e degli altri polimeri resilienti, patrocinata d...

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