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INCHIESTA MATERIE PRIME VISIONE ARTIFICIALE OSSIDO DI ZINCO

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MENSILE DEGLI ELASTOMERI E DEGLI ALTRI POLIMERI RESILIENTI

settembre 2010 - NUMERO 7

Mensile - Spediz. in abb. postale - 45% - Art. 2, comma 20/b Legge 662/96 - Filiale di Milano - ISSN 0019-7556

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SOMMARIO | ANNO 54 - 581 • SETTEMBRE • N. 7 21

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La ripresa si rafforza negli scambi mondiali, e l'Italia l’aggancia (Indici, gennaio 2008 = 100, dati in valore; soglia neutrale = 50)

Commercio mondiale Esportazioni italiane Ordini esteri globali, PMI (scala destra)

Fonte: elaborazioni CSC su dati CPB, Markit e ISTAT.

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PREOCCUPANO LA PERDITA DI COMPETITIVITÀ E IL COSTO DELLE MATERIE PRIME

UNA SOCIETÀ IN PIENO RINNOVAMENTO

La difficile situazione dell’economia internazionale ha indotto Doss Visual Solution a rivedere concetti gestionali e produttivi e a progettare una nuova gamma di apparecchiature per il controllo a visione artificiale

| L'INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA |

settembre

2010 n. 581

“VACANZE SICURE 2010”: ANCORA RISULTATI POCO INCORAGGIANTI

Sono stati presentati gli esiti dell’iniziativa promossa da Assogomma/Gruppo Produttori Pneumatici e Federpneus nel quadro della campagna “Pneumatici sotto controllo”

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ATTENZIONE A NON METTERE IN GIOCO LA RIPRESA

L’andamento congiunturale, il rinnovo del contratto di lavoro, il prezzo dei derivati del petrolio, le iniziative e i progetti della Federazione Gomma Plastica sono stati al centro del dibattito all’Assemblea annuale dei soci

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L’IMPEGNO DELLA FEDERAZIONE PER IL RILANCIO DEL SETTORE

La prima metà dell’anno ha visto prendere consistenza il ritorno della domanda. Secondo i fornitori di materie prime da noi interpellati è però necessario evitare che fenomeni che sfuggono al controllo delle imprese possano ostacolarlo

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L'intervista deL mese

Il Presidente della Federazione Gomma Plastica, Nicola Centonze, illustra lo stato del settore a metà anno e lancia un allarme per il costante sproporzionato aumento del costo delle materie prime

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ELASTICA: SOMMARIO

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COMPIE VENT’ANNI MA L’ESPERIENZA E I RISULTATI NE DICHIARANO DI PIÙ Competenza e proficuo utilizzo dell’esperienza sono le basi sulle quali Unigomma ha fondato il suo successo

UN NUOVO PRODOTTO AD ALTA AREA ATTIVA SUPERFICIALE Un particolare tipo di ossido di zinco presenta ottime proprietà di vulcanizzazione nelle mescole in gomma

60 • Auto e veicoli commerciali leggeri TACCUINO

in lieve ripresa nel primo semestre • Nuove macchine Engel victory senza colonne • Tubi italiani in Macedonia • Prysmian investe in Cina • Fusione tra Maag Pump Systems e Automatik Plastics Machinery • Per BASF Italia un 2009 influenzato dalla crisi • Migliora l’import-export di macchine nei primi quattro mesi • Le macchine tedesche puntano a una crescita elevata • Montichiari cambia: Expo Meccanica al posto di MU&AP e Gutech • Blocco a due piani della Desma

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Mensile degli elastomeri e degli altri polimeri resilienti con il patrocinio della Federazione Gomma Plastica Assogomma

L’INDUSTRIA DELLA GOMMA ELASTICA

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Comitato di redazione: Giuseppe Cantalupo, Emilio De Tuoni, Antonino Di Pasquale, Eugenio Faiella Direttore responsabile Eugenio Faiella Redazione, amministrazione, pubblicità GESTO EDITORE srl viale Coni Zugna 71 - 20144 Milano Tel. +39 023451230 - Fax +39 023451231 gomma@gestoeditore.it www.gestoeditore.it

Curve reometriche delle mescole in EDM a 170°C

Si può notare una lieve differenza di viscosità Mooney tra le mescole con ZnO RAC e French Process: quelle Segreteria di redazione contenenti l’ossido di zinco RAC sono più viscose, probabilmente a causa della maggiore area superficiale • Partnership commerciale tra Fluorten Hilenia Principe specifica. I risultati al reometro mostrano come l’ossido di Zinco RAC dia cross-link maggiori, mostrando un Δ MH-ML segreteria@gestoeditore.it di e Fridle qualche punto superiore in tutti i casi esaminati (fino ad arrivare ad un +20% a pari dosaggio in mescola).Grafica Il • Berstorff lancia una nuova linea inner-liner massimo valore di densità di reticolo lo si ottiene con 5phr di ZnO RAC. Il tempo di vulcanizzazione è infine Mariella Salvi - mariella.salvi@gestoeditore.it • Iniziativa della VDMA per la protezione leggermente ridotto, e la stabilità alla reversione (misurata al 98%) è lievemente migliore rispetto all’impiego dell’ossido standard. Pubblicità

della proprietà intellettuale

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Analisi delle proprietà meccaniche

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Traffico

I provini per la caratterizzazione fisico-meccanica sono stati ottenuti da placche vulcanizzate all’ottimo a 170°C, Silvia Pizzi - silvia@gestoeditore.it generando i risultati elencati in tabella: Caratteristiche EPDM 1 EPDM 2 EPDM 3 EPDM 4 EPDM 5 • Fiere, - ZnO French process convegni, 10 eventi - - in programma --Costo di una copia ai soli fini fiscali € 1,00 ZnO RACper i prossimi- mesi 10 6 5 4 Arretrati € 5,00 Estero € 8,00 Durezza Shore A 69 68 69 69 67 Resa Elastica 43 44 44 44 48 Abbonamento annuo Carico a Rottura (MPa) 6,4 7,3 7,3 7,5 8,5 Italia € 90 - Estero € 100 c/c postale 13590203 Allungamento a Rottura ( %) 771 800 765 755 828 intestato a GESTO EDITORE srl Modulo al 100% (MPa) 2,0 1,9 2,0 2,1 1,8 Spediz. in abb. postale - pubbl. inf. 45% - art. 2, Modulo al 500% (MPa) 4,8 4,8 5,1 5,2 5,1 comma 20/b Legge 662/96 - filiale di Milano BLUESTAR SILICONES 43 19 Compression Set 38 38 37 37

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Registrazione Tribunale di Milano n. 4275 del 1.4.1957 Registro degli operatori di Comunicazione numero 6002 La direzione non assume responsabilità per le opinioni espresse dagli autori degli articoli e dagli estensori dei testi delle inserzioni pubblicitarie. GARANZIA DI RISERVATEZZA Il trattamento dei dati personali riguardanti gli abbonati viene svolto nell’ambito della banca dati dell’editore e nel rispetto di quanto stabilito dal D.L.vo 196/2003 sulla tutela dei dati personali. I dati non saranno comunicati o diffusi a terzi se non per le procedure inerenti la spedizione della rivista e gli interessati potranno chiedere in qualsiasi momento la modifica o la cancellazione al direttore responsabile, che è il responsabile del trattamento. Il responsabile del trattamento dei dati raccolti in banche dati per uso redazionale è il direttore responsabile cui ci si potrà rivolgere per i diritti previsti dal D. L.vo 196/2003. Stampa: Pirovano srl - San Giuliano Milanese (MI)

III COP.

PMG

UNIGOMMA

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IV COP. 36

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2010 n. 581 | L'INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA |

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2010 n. 581


elastica Comitato di redazione: Fabio Negroni, Emilio De Tuoni, Giampaolo Giuliani.

SOMMARIO Gli sponsor di Elastica................................................................................................................... 6- 7 Abbiamo letto per voi........................................................................................................................8 SBR polimerizzate in emulsione modificate chimicamente ◊ Polyblend NBR/PVC usando recuperi di articoli in PVC ◊ Nuovi silani per pneumatici autocarro in NR ◊ Acceleranti alchilfenoldisolfurici in elastomeri isobutilenici ◊ Proprietà dinamico-meccaniche con oli a basso contenuto di PAH ◊ Nanocompositi a base di gomma ◊ Progressi nelle misure della struttura del nero di carbonio ◊ Il treno dello Hokkaido ◊ La tendenza è verso processi sempre più flessibili ◊ Vantaggi dei mescolatori interni per materiali di frizione ◊ Sistema ultrasonico CureSense per controllo dell’iniezione ◊ Configurazione della vite e proprietà di mescole E-SBR/silice/silani Regolamento REACH: le ultime modifiche di Beatrice Garlanda.............................................. 16

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2010 n. 581 |

elastica


ELASTICA | ABBIAMO LETTO PER vOI

materie prime

ticolarità rilevanti. L’autore conclude comunque che il tipo di copolimerizzazione più interessante sulla SBR è quello ottenuto con 3% di HPMA, perché esso permette di realizzare caratteristiche ottimali di tandelta a - 10°C, di tandelta a 60°C e di resistenza all’abrasione. L’articolo è interessante anche dal punto di vista della lettura, perché in esso vengono tratte molte deduzioni, riferendosi quasi esclusivamente a dati di viscoelasticità.

SBR POLIMERIZZATE IN EMULSIONE MODIFICATE CHIMICAMENTE

Georges Thielen (Goodyear - e-mail: georges.thielen@goodyear.com ); Rubber Chemistry and Technology; 81/4-625-2008. Rif. E2803.

C

on l’avvento del grande interesse per l’impiego della silice precipitata anche nelle mescole di SBR per battistrada di pneumatici, alla fine si è puntualizzato che molte funzionalità, che favoriscono interazioni a base di legami di Idrogeno utili con le silici precipitate, non possono essere sfruttate con il procedimento di polimerizzazione in soluzione della SBR, mentre lo possono essere con procedimenti di copolimerizzazione in emulsione. L’autore si riferisce a interessanti possibilità offerte da copolimerizzazioni con acrilati e metacrilati; inoltre a possibilità di copolimerizzazioni con acrilonitrile e con vinilpiridina, tenendo presente che combinazioni con acrilonitrile e con metacrilati ossidrilati possono portare ad abbassamenti di isteresi nella SBR polimerizzata in emulsione. Sulla base di ciò, l’autore presenta uno studio a base di ricettazioni di SBR, SBR/cisBR, SBR/NR (75/25 e 50/50) contenenti 83 phr di silice precipitata con area superficiale BET di 160 m2/g, 13,28 di TESPD al 50% in nero di carbonio (TriEtossiSililPropilDisulfano), 20 phr di olio aromatico, 2 phr di Zolfo, 1,6 phr di CBS, 1,8 phr di DPG. Lo studio comprende anche ricettazioni di SBR modificate con diversi comonomeri: piperilene, isoprene, vinilpiridina, idrossipropilmetacrilato (HPMA), acrilonitrile (ACN). Il commento ai risultati viene condotto sulla base di prove di viscoelaticità eseguite con Metravib SMD2000, prove di DSC (Differential Scanning Calorimetry), prove con Atomic Force Microscopy. Dalle prove di viscoelasticità si apprende che il valore di picco di tandelta, da -24°C della mescola di SBR come tale passa a -19°C per effetto della copolimerizzazione con acrilonitrile, e passa a -27°C per effetto della copolimerizzazione con isoprene. In concomi-

tanza si apprende che la temperatura di transizione vetrosa Tg di -36,8°C della mescola a base della SBR come tale passa a -31°C per effetto della copolimerizzazione con acrilonitrile, e passa a -38°C per effetto della copolimerizzazione con isoprene. Tra i valori ricavati alla DSC, si nota comunque una apprezzabile temperatura di transizione vetrosa Tg di -36,2°C della SBR copolimerizzata con HPMA, rispetto a -36,8 della SBR come tale. Nei tagli SBR/BR, la copolimerizzazione di SBR con piperilene (1,3-pentadiene) e con isoprene provoca un abbassamento della Tg e un aumento di miscibilità della SBR con il BR. La copolimerizzazione della SBR con vinilpiridina, con HPMA e con ACN conduce invece a una riduzione della miscibilità con la fase BR. Tuttavia nel caso della copolimerizzazione della SBR con HPMA viene fatto notare un interessante miglioramento della resistenza all’abrasione del taglio SBR/BR ottenuto. A riprova dei risultati notati con i tagli SBR/NR vengono anche riportate immagini di spettroscopia AFM, che però sono rappresentate con ingrandimento insufficiente per permettere una sicura distinzione della distribuzione delle fasi. Un contributo positivo sembra tuttavia essere apportato dalla copolimerizzazione della SBR con HPMA. Il commento continua anche descrivendo i risultati ottenuti in tagli SBR/ NR, nei quali non vengono notate par-

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settembre

| L’INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA |

materie prime

2010 n. 581

POLYBLEND NBR/PvC USANDO RECUPERI DI ARTICOLI DI PvC

Prof. Dr. Salwa L. Abd-El-Messieh (e-mail: slabdelmessieh@yahoo. com); Kautschuk Gummi Kunststoffe (KGK); 63/4-114-2010. Rif. E2804.

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copo degli autori è di valutare le possibilità di preparazione di composizioni economiche a base di NBR/ PVC adatte per realizzare articoli caratterizzati da proprietà elastomeriche nell’ambito dell’isolamento elettrico, utilizzando scarti di articoli di PVC. Data la elevata polarità del PVC, l’elastomero scelto è la gomma nitrilica NBR, che pure ha elevata polarità, per assicurare buona compatibilità di fase. Viene quindi impostato uno studio a base di mescole di NBR al 33% di ACN in tagli variabili da 89/20 a 20/80 con cascami di PVC del commercio: le mescole contengono 4 phr di anidride maleica come compatibilizzante e co-reticolante, dicumilperossido come reticolante, diottilftalato come plastificante, stearato di Ba/ Cd come stabilizzannte del PVC, nero di carbonio HAF N330 come carica rinforzante e come carica conduttiva, nonché carbonato di calcio come carica inerte, che tuttavia viene apprezzata per le sue caratteristiche isolanti. La caratterizzazione fondamentale delle miscele preparate viene eseguita soprattutto in base alla permittività dielettrica ε’ e alla perdita dielettrica ε” misurate nel campo di frequenze


Abbiamo letto per voi | ELASTICA

ad una soglia di percolazione che si manifesta con un improvviso aumento di conducibilità elettrica. Le composizioni a base di NBR/ PVC presentano caratteristiche meccaniche ottimali con contenuto di nero di carbonio N330 di 30 phr in presenza di anidride maleica, la quale accoppia chimicamente attraverso la sua molecola NBR e PVC. Uno schema del meccanismo chimico è riportato nell’articolo. (L’articolo è in lingua inglese)

materie prime

da 102 a 105 Hz. In tale campo la permittività dielettrica ε’ decresce linearmente al decrescere del tenore di NBR, presentando livelli di valori tendenzialmente più bassi in assenza di anidride maleica. La perdita dielettrica ε” invece non presenta un decorso lineare al decrescere del tenore di NBR, ma presenta un minimo alla frequenza di 10³ Hz, con tendenza a valori più bassi in assenza di anidride maleica. Le caratteristiche meccaniche delle mescole ottenute sono più elevate quanto più elevato è il contenuto di NBR soprattutto in presenza di anidriide maleica. In sistemi NBR/PVC 80/20, la presenza di calcio carbonato fino a 10 phr dà luogo a diminuzione di permittività dielettrica ε’ e fino a 20 phr dà luogo a diminuzione di perdita dielettrica ε”: oltre tali limiti dà invece luogo a sensibile aumento dei parametri citati. Conseguenza di ciò è che in sistemi di isolamento elettrico a base di NBR/PVC 80/20 è consigliabile un contenuto di calcio carbonato di 20 phr, perché esso assicura il minimo valore di perdita dielettrica ε” e un promettente valore di permittività dielettrica ε’. In sistemi NBR/PVC 80/20, l’aumento di concentrazione di nero di carbonio HAF N330 dà luogo ad aumento di permittività dielettrica ε’ e di perdita dielettrica ε”, dando luogo

NUOvI SILANI PER PNEUMATICI AUTOCARRO IN NR

P. Jiang, J. Kounavis, J. Alfonso, W. Sloan, E. Pohl, M. Stout -(Momentive Performance Elastomers); Rubber World; 240/6-40-Settembre 2009. Rif. E2805.

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-(trietossi-silanil)-3-[3(trietossisilanil)-propiltetrasulfanil]-propano, spesso indicato come TESPT, e acido octanotioico S-[3-(trietossisilanil)-propil]estere vengono usati per connettere con legami covalenti la silice con gli elastomeri. La compagine chimica elastomero-silice risultante è in grado di trasferire forze con più bassa isteresi rispetto alla compagine chimica elastomero-nero di carbonio ed è in grado di lavorare con più bassa resistenza al rotolamento nei pneumatici. Quando però si costruiscono sistemi NR-silice, la resistenza all’abrasione risultante non arriva al livello di quella ottenibile con il nero di carbonio. Occorre riuscire a migliorare l’accoppiamento della “bound rubber” alla silice e in tal caso si riesce a conferire maggiore resistenza a uno strato intermedio interfasico, con il risultato di migliorare la resistenza all’abrasione. Viene spiegato che l’efficienza del silano sotto tale aspetto viene ricercata nella possibilità di quest’ultimo di contribuire all’innesco di una reazione di sintesi del cis-poliisoprene (nell’ar-

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ticolo sono riferiti ulteriori dettagli). Vengono quindi introdotti due silani sperimentali. [2-(4-clorometil-fenil)-etil]-trietossi-silano e trietossi-(2-p-tolil-etil)silano. Viene presentato uno studio basato su due mescole di NR, l’una contenente 50 phr di nero N220 e vulcanizzata con zolfo/TBBS 1,4/1,6 phr, l’altra contenente 58 phr di Zeosil 1165MP della Rhodia e vulcanizzata con zolfo/TBBS/DPG 1,4/1,6/2 phr. Sono riportati dettagli sulla procedura di confezione, peraltro in due tempi. Sulle mescole vengono eseguite anche prove dinamiche con Rheometrics Dynamic Analyzer (ARES) valutando l’effetto Payne con ampiezza da 0,01 a 25% a 10 Hz e a 60°C in base ai valori di G’ iniziale, ΔG’, G” max, tanδ max. Vengono anche eseguite determinazioni di tanδ durante 15 minuti di oscillazioni ad ampiezza di 35% a 60°C. Vengono sperimentati anche altri tipi di silano: (4-cloro-metil-fenil)trimetossi-silano e [2-(4-clorometil-fenil)-etil]-trimetossi-silano. Lo studio è molto sistematico e viene esaminato un congruo numero di clorosilani, ove il comportamento di ciascuno di essi viene commentato. Il commento riportato non è facile da seguire, perché è basato su interazioni complicate, per le quali è consigliabile prenderne atto con semplicità. Alla fine viene dichiarato che il più elevato indice di rinforzo su mescole di battistrada in gomma naturale rinforzate con silice precipitata viene rilevato con il clorosilano [2-(4-clorometil-fenil)-etil]-trietossi-silano già segnalato in partenza (CH 3 CH 2 O) 3 Si-CH 2 CH 2 -C6H 4 CH2-Cl Quanto riportato è uno studio della Momentive Performance Elastomers e non viene dichiarato se esso trova già applicazione.

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materie prime ACCELERANTI ALCHILFENOLDISOLFURICI IN ELASTOMERI ISOBUTILENICI

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rendan Rodgers, Scott Solis, Nitin Tamba, Bharat B. Sharma (Exxon Mobil - e-mail: michael.b.rodgers@ exxonmobil.com); Rubber Chemistry and Technology; 81/4-600-2008. Rif. E2806. Gli elastomeri isobutilenici comprendono la gomma butilica (IIR), la gomma clorobutilica (Cl-IIR), la gomma bromo butilica (Br-IIR), la gomma isobutilene/parametilstirene bromurato (BIMSM ovvero EXXPRO™). Nell’articolo non viene volutamente considerata l’applicazione degli alchilfenoldisolfuri nel BIMSM, perché nel BIMSM, mancando l’isoprene, tali acceleranti hanno un meccanismo troppo lento nei confronti di quello necessario nelle mescole di fianco dei pneumatici. Gli alchilfenoldisolfuri assurgono a grande importanza nelle mescole a base di elastomeri isobutilenici in alternativa all’impiego di TMTD (tetrametiltiuramedisolfuro) e di ZMDC (zincodimetilditiocarbammato), sgraditi per l’impatto con i problemi causati dallo sviluppo di N-nitrosoammine. Nei polimeri isobutilenici le unità isopreniche, che sono quelle direttamente coinvolte nelle reazioni di vulcanizzazione, sono presenti per il 94% in forma 1-4 e per il 6% in forma 1-2. Nei polimeri isobutilenici alogenati l’alogeno tende a disporsi sull’atomo di carbonio dell’isoprene in alfa al doppio legame, eventualmente anche con una migrazione di assestamento di quest’ultimo in una catena laterale. Tale situazione dei polimeri isobutilenici rende più difficoltosa la reazione di reticolazione sulla unità isoprenica, soprattutto nei riguardi della resistenza alla reversione. Per tale ragione gli autori deducono la necessità di introdurre nel sistema vulcanizzante l’azione dei vulcanizzanti alchilfenoldisolfurici. Gli alchilfenodisolfuri, la cui struttura appare nel testo dell’artico-

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materie prime

lo, sono in realtà composti polimerici la cui energia di attivazione è di circa 106÷115 kJ/mole, ove l’energia di attivazione del TMTD, riportata per confronto, è di circa 79 kJ/mole. Essi hanno pertanto azione più blanda del TMTD. Nell’articolo compaiono diversi studi sistematici con mescole di IIR (Exxon Butyl 268) con 70 phr di nero N660 e 27 phr di olio paraffinico vulcanizzate con 2 phr di zolfo o senza zolfo, contenenti 0,5 phr di MBTS e 3 phr di diversi alchilfenoldisolfuri in alternativa a mescola analoga contenente 1 phr di TMTD in luogo dell’alchifenoldisolfuro. Nello studio con mescole di IIR senza zolfo le mescole hanno comunque caratteristiche meccaniche pressoché irrilevanti. Nello studio con le mescole contenenti zolfo, la presenza di 3 phr di alchilfenoldisolfuri in luogo di 1 phr di TMTD non arriva a conferire completamente le prestazioni meccaniche (carico di rottura 9÷10 MPa contro 11 MPa; però allungamento a rottura 800 % contro 660%). Nello studio a base di Exxon Bromobutyl 2222 non viene coinvolto il problema delle N-nitrosoammine, in quanto il sistema vulcanizzante è basato su ZnO, MBTS, S o quanto meno ZnO, MBTS, S, DPG. Una ulteriore aggiunta di alcuni alchilfenoldisolfuri dà luogo ad aumento di resistenza a lacerazione. Gli studi presentati sono svolti con indirizzo veramente sistematico, per cui comprendono una messe ingente di dati, che possono essere molto utili per consultazioni riguardanti gli andamenti delle caratteristiche delle gomme butiliche e alobutiliche. Gli alchilfenodisolfuri citati sono descritti solo dal punto di vista generale nei riguardi della costituzione chimica e sono definiti soltanto come donatori di zolfo indicandone il contenuto (da18% a 30%) e in base a nomi d’uso: V3, V5, V710, VTB710.

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PROPRIETÀ DINAMICOMECCANICHE CON OLI A BASSO CONTENUTO DI PAH

A. Kuta, Z. Hrdlićka, J. Voldánová, J. Brejcha, J. Pokornŷ, J. Plitz (e-mail: Antonin.Kuta@vscht.cz); Kautschuk Gummi Kunststoffe (KGK); 63/4120-2010. Rif. E2807.

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ulla base delle recenti regolamentazioni che riguardano i problemi dei pericoli di carcinogenicità connessi con l’impiego di plastificanti contenenti idrocarburi policiclici aromatici (PAH), gli autori dell’articolo ricordano le regolamentazioni europee REACH (Registration Evaluation Authorization of Chemicals) e puntualizzano la necessità di escludere l’impiego di 8 specifici PAH: Benzo[a]pirene (BaP), Benzo[b]fluorantene (BbFA), Benzo[e]pirene (BeP), Benzo[j]fluorantene (BjFA), Benzo[a]antracene (BaA), Benzo[k]fluorantene (BkFA), Crisene (CKR), Dibenzo[a,h]antracene (DBahA). Viene presentato uno studio in mescole a base di SBR come tale e in taglio con NR e con BR, impiegando, sia come extender della SBR sia come oli di processo in ricettazioni di mescole per pneumatici, olio DAE (Distillated Aromatic Extract), olio RAE (Residual Aromatic Extract), olio TDAE (Treated Distillated Aromatic Extract), olio TRAE (Treated Residual Aromatic Exract), olio MES (Midly Extracted Solvates), nonché olio naftenico. Come fornitori delle varie categorie di oli alternativi vengono indicati Paramo (Repubblica Ceca), H&R (Germania), Total (Francia), Shell (Olanda), Lotus Oil (Polonia), Nynas AB (Svezia), Exxon Mobil (USA), Werba OHG (Ausria). Tra gli oli della categoria RAE vengono citati il Triumph RAE dalla Paramo, il Plaxolene 50 e il Plaxolene 40 della Total, il Flavex 595 dela Shell, il Tudalen 5138 di H&R Group. Tra gli oli della categoria DAE vengono citati il Tudalen 65 di H&R Group e il Triumphf KA della Paramo. Tra gli oli della categoria MES viene citato il Paramol MES 15 della Para-


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materie prime NANOCOMPOSITI A BASE DI GOMMA

mo. Tra gli oli della categoria TDAE vengono citati il TDAE 1 e il TDAE 2 della Paramo, il TDAE della Lotus, il TDAE Vivatec di H&R Group. Tra gli oli naftenici vengono citati il Nytex 8450 e il Nytex 444 della Nynas. Nei parametri ottenuti con le mescole a base di SBR oil extended, gli sperimentatori rilevano differenze, tuttavia solo con piccole entità nei parametri dinamici (moodulo dinamico e tandelta). Si puntualizza che elevati valori del fattore di perdita a basse temperature sono favorevoli per un buon “grip” sul bagnato e che invece bassi valori del fattore di perdita ad elevate temperature sono favorevoli per una bassa resistenza al rotolamento. Tuttavia vengono notate con i diversi oli grosse differenze di tandelta a basse temperature, se queste sono prossime al valore di Tg (temperatura di transizone vetrosa). Un esempio di ciò è rilevabile con oli MES, che presentano bassa Tg. Nell’articolo sono riportati grafici che rappresentano valori e andamenti di tandelta ottenuti in mescola di SBR-oil extended a diverse temperature (da -10°C a 70°C); grafici che rappresentano gli andamenti della temperatura di transizione vetrosa (Tg) delle mescole di SBR-OE di studio ottenute usando come estensori gli oli in esame, riportandoli in funzione della Tg dell’olio; grafici che mostrano la dipendenza del fattore di perdita tandelta a -10°C e a 1 Hz in funzione della Tg di mescole di SBR-OE vulcanizzate. Inoltre viene mostrato l’andamento del modulo dinamico a torsione alla frequenza di 1 Hz determinato con RPA 2000 in funzione della deformazione applicata, facendo rilevare sensibile concordanza di risultati con i differenti oli. Gli autori si esprimono comunque in modo sensibilmente ottimistico. (L’articolo è in lingua inglese).

A. K. Bhowmick, M. Bhattakarya, S. Mitra, P. K. Maji, A. Choudhury, J. J. George, G. C. Basak, K D. Kumar (e-mail: anilkb@rtc.iitkgp.ernet. in); Kautschuk Gummi Kunststoffe (KGK); 63/5-192-2010. Rif. E2808.

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er interpretare le proprietà di lavorazione dei nanocompositi polimerici è necessario conoscerne il comportamento reologico. In tal modo si scoprono incrementi di viscosità, che derivano da variazioni strutturali dovute alla formazione o alla distruzione di strutture “intercalate” o “esfoliate”. Si scopre allora ad esempio che nelle NBR, nelle SBR e nel BR all’aumentare del gradiente di scorrimento la viscosità a taglio diminuisce. L’effetto è tanto maggiore quanto maggiore è la polarità del mezzo. Con le poliepicloridrine si nota ad esempio un comportamento particolare dovuto ad interazioni con la carica, per cui all’aumentare della concentrazione della carica il die-swell diminuisce. Strumento di indagine caratteristico è l’analisi dinamico-meccanica, con la quale si valutano la componente di perdita del modulo dinamico, la componente elastica e il rapporto fra le due grandezze (tandelta). Viene riportato un esempio di valutazione del tandelta in funzione della temperatura su miscele di fluoroelastomero e di caolino organico Cloisite 20A in diverse concentrazioni. Si legge che all’aumentare della concentrazione di Cloisite da 0 a 20 phr il valore di tandelta diminuisce e che il massimo del picco tende a spostarsi verso valori di temperatura più elevati. Nel campo dei nanocompositi un piccolo aumento della concentrazione della carica (qui della carica montmorillonitica o sepiolitica) porta ad un aumento delle caratteristiche meccaniche. L’aumento di caratteristiche meccaniche riscontrato (carico di rottura). appare però più un fatto concettuale che reale. Un parametro molto sensibile alla concentrazione di carica nell’elastomero è la permeabilità ai gas. Ad esempio

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in un elastomero poliuretanico l’aggiunta di 2% di nanocaolino riduce la permeabilità all’elio da 3,5 a 2,5 l/s/cm2 e l’aggiunta di 16% di nanocaolino riduce la permeabilità all’elio a circa 1 l/s/cm2. Vantaggi più sensibili ottenibili con piccole aggiunte di caolino organico montmorillonitico o sepiolitico agli elastomeri si riscontrano nei riguardi della resistenza termica. Nell’articolo viene accennato a risultati positivi riscontrati su SBR, HNBR, FKM Viene accennato anche a miglioramenti di proprietà di adesione ottenuti su superfici di EPDM per aggiunta di 2 phr fino a 8 phr di nanocaolino montmorillonitico Cloisite 15A o Cloisite NA. Viene segnalato aumento di peeling strenght fino a 56%. Gli autori presentano anche una formula molto complicata alla quale sono legate le proprietà generali dei caolini organici. La formula viene comunque semplificata, ma viene segnalata una dipendenza da diversi fattori: densità della carica, area superficiale specifica della carica, correlazione tra le lunghezze delle nanoparticelle, frazione volumica delle carica. L’articolo, tra quelli riguardanti le nanostrutture, può essere apprezzato perché almeno in parte si riferisce anche a caratteristiche elastomeriche, tuttavia è piuttosto deludente nei riguardi dell’entità dei parametri fisico-meccanici raggiungibili, rispetto a quanto un

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ELASTICA | Abbiamo letto per voi

tecnologo si aspetterebbe dalle nanostrutture. (L’articolo è in lingua inglese)

prodotti e processi PROGRESSI NELLE MISURE DELLA STRUTTURA DEL NERO DI CARBONIO

George A. Joice,William M. Henry, Ricky W. Magee - Columbian Chemicals; Rubber World; 240/6-27-Settembre 2009. Rif. E2809.

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a Columbian puntualizza che il vecchio termine “structure”, che ha voluto finora indicare la proprietà di aggregazione di particelle primarie di nero di carbonio, oggi viene più propriamente denominato OAN (Oil Absorption Number). Il concetto di OAN è strettamente connesso con il volume vuoto tra le particelle di un “aggregato” e nell’uso comune viene espresso dalla quantità di dibutilftalato che è in grado di colmare tale spazio. Recentemente è stata introdotta una apparecchiatura denominata DVVA 4000 per la misura di tale volume vuoto, che viene ritenuta più razionale della misura dell’assorbimento di dibutilftalato (DBP), oggi ancora in uso. Nel testo dell’articolo viene inserito uno schema del principio su cui è fondato il DVVA 4000. L’uso di questo è pur sempre basato sul riempimento di uno spazio vuoto sotto l’azione di una pressione. Viene riportato il principio su cui si basa il calcolo del parametro OAN e vengono riportati anche i simboli di altri parametri, peraltro anche normalizzati da ASTM, come ad esempio COAN ovvero Compressed OAN.. L’articolo si svolge quindi con l’esposizione di tentativi di modellizzazione (modelling) del parametro OAN in relazione al parametro “structure” ovvero “DBP Absorption” cercando di trovare una correlazione tra i valori OAN espressi in cm3/100g e i valori DBP in cm3/100g già noti per le varie categorie di nero di carbonio fino ad oggi in uso (neri di carcassa, neri di battistrada ecc) prescindendo per ora dai neri di tipo speciale. Per questi ultimi infatti intercorrono fatti indipendenti

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dalla struttura, ma ad esempio dalla microporisità. Preoccupazione degli autori è di dimostrare la rispondenza tra i valori di controllo riscontrati sulle diverse categorie di nero di carbonio e i valori previsti. Generalmente tale rispondenza esiste, soprattutto nell’ambito di confronti eseguiti su neri di carbonio provenienti da stesse linee di produzione. Da un confronto di dati di valori OAN e di valori determinati con apparecchiatura DVVA eseguito su nero N650 fluffy e nero N650 pellettizzato ha mostrato tendenza a maggior valore di volume vuoto sul nero fluffy, ovvero sul nero non ancora sottoposto a pellettizzazione. Ciò però si è verificato soltanto a pressione ritenuta bassa (circa 50 MPa). A pressione superiore a 55 MPa però il “void volume” del nero fluffy assume lo stesso valore di quello del nero pellettizzato. Gli autori esaminano quindi la situazione che potrebbe ripercuotersi su variazioni di modulo dinamico G’ e cioè su ipotetiche variazioni strutturali dei neri di carbonio sperimentati, che potrebbero avere riscontro nel comportamento dinamico durante le produzioni. L’articolo è molto nozionistico e gli argomenti trattati difficilmente interessano direttamente il tecnologo, a meno che questi, come spesso accade, non si trovi suo malgrado ad essere coinvolto in qualche operazione di contestazione commerciale su valori fisici di accettazione di materie prime.

prodotti e processi IL TRENO DELLO HOKKAIDO

Kuraray Living Company Ltd; Gummi Fasern Kunststoffe (GAK); 63/4213-2010. Rif. E2810.

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na immagine che riproduce un treno in marcia in una landa innevata e desolata attira l’attenzione e non è scevra di importanza. La landa si trova nel territorio dello Hokkaido nel nord

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del Giappone e l’immagine riproduce un treno di colore verde oscuro, soltanto parzialmente modificato con zone di colore giallastro, che non riescono a mascherare la desolazione del panorama. L’importanza è data dal fatto che nell’interno di quel treno sono installati elementi di riscaldamento realizzati per la prima volta in Giappone con nanotubi di carbonio (Baytubes CNT della Bayer Material Science). Le caratteristiche dei nanotubi di carbonio sono più volte apparse in questa rivista sia nelle recensioni con codice Elastica, sia nella corrispondenza riguardante il K2007 di Düsseldorf, nella fattispecie la produzione di masterbatch di Baytubes CNT da parte della ditta Clariant Deutschland. Finora quanto è apparso in letteratura ha riguardato soprattutto notizie su applicazioni possibili, o quanto meno su applicazioni strettamente specialistiche, che il più delle volte nessuno riesce neanche a notare. Oggi ci troviamo di fronte a una prima applicazione più che realistica di massa, che viene incontro in una situazione di vita comunissima: la sensazione di freddo. Il treno dello Hokkaido ha interessato l’umanità soltanto anni fa in occasione della esecuzione delle Olimpiadi invernali, al termine delle quali tutte le “facilities” sono state smantellate, perché evidentemente le difficili condizioni ambientali non davano luogo a pensare ad investimenti duraturi orientati allo svago. Eppure quel treno è rimasto, ed è rimasto a difesa dei pochi abitanti, che evidentemente non mancano e che evidentemente combattono da secoli con le condizioni di vita a quelle latitudini. I mezzi di riscaldamento del treno dello Hokkaido sono sostanzialmente dei tessuti “gommati” con composizioni contenenti Baytubes CNT (nanotubi di carbonio prodotti dalla Bayer MaterialScience). Per mezzo della corrente elettrica tali tessuti, realizzati dalla Kuraray Living Co. Ltd, si riscaldano sufficientemente per irradiare l’ambiente, che in quel treno arriva di regola a -20°C. La società JR Hokkaido che gesti-


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sce il “Ryuhyo Norokko”-Express ha già iniziato a sperimentare l’impiego dei tessuti gommati con Baytubes anche per il riscaldamento dei sedili. I nanotubi di carbonio tendono ad agglomerarsi causando difficoltà nell’impiego: il Prof. Dr. Bunshi Fugetsu dell’Università dello Hokkaido ha però sviluppato uno ione anfotero, con il quale viene resa possibile la preparazione da parte dello Inoac Technical Center Co. Ltd di dispersioni acquose di nanotubi di carbonio impiegabili anche a quelle temperature.

prodotti e processi LA TENDENZA È vERSO PROCESSI SEMPRE PIÙ FLESSIBILI

Dr. Andreas Giessmann (Dormagen - e-mail: coatema@coatema. de); Kautschuk Gummi Kunststoffe (KGK); 63/5-166-2010. Rif. E2811.

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a ditta Coatema si occupa della realizzazione di processi di pulitura superficiale e di pretrattamento chimico delle superfici sia di particolari degli impianti sia di prodotti. Si nota una tendenza sempre maggiore alla necessità di intraprendere produzioni particolaristiche anche di piccole entità, o quanto meno alla necessità di diversificare i processi di determinati tipi di produzione. Vengono citati diversi processi appunto inquadrati in tali tipi di trattamenti. Viene citato un processo di trattamento superficiale di nastri ad elevato carico di rottura, che sopportano trazioni fino a 3000 N su una larghezza di lavoro di 500 mm. Sono previste applicazioni di lacche su entrambe le facce per mezzo di trasporto della lacca con cilindri, nonché applicazioni di lacche su una sola faccia per mezzo di una spalmatura a coltella. È anche previsto di applicare pretrattamenti superficiali per mezzo di effetto Corona, oppure di ossidazione superficiale con una fiamma, oppure con l’applicazione di un bagno di pulitura e di sensibilizzazione. A volte risulta significativo perfino un trattamento superficiale in corren-

prodotti e processi vANTAGGI DEI MESCOLATORI INTERNI PER MATERIALI DI FRIZIONE te di azoto. A volte risulta decisiva ad esempio una teflonatura. Pertinente può risultare un trattamento superficiale su scala nanometrica per riuscire ad evitare azioni secondarie sul substrato. A volte può risultare significativo instaurare processi di essiccamento. Recentemente sono state introdotte nuove possibilità di trattamento superficiale applicabili sia su substrati di elevate caratteristiche meccaniche, sia su superfici di materiale termoplastico di basse caratteristiche meccaniche (es. LDPE), senza correre il pericolo di degradare il substrato. Tali possibilità sono oggi rese realistiche anche per la disponibilità di apparati che permettono tecniche di applicazione alternative, che consentono di affiancare alle procedure di spalmatura a coltella anche procedure di spalmatura sotto tensione meccanica, procedure di inserzione in profondità, procedure di inserzione di strati sotto pressione o con l’ausilio di getti di aria. Oggi le dotazioni sono arricchite con dispositivi più o meno sofisticati a base di congegni di dosatura, di applicazione e trasporto in loco di impasti di materiali, anche con mezzi di applicazione a bassa pressione per evitare pulverulenza. Apparati di impiego di materiali sono sempre più disponibili in versioni in cui viene considerata la protezione contro la corrosione, contro l’irruvidimento indesiderato, come pure versioni in cui vengono migliorate le nobilitazioni dei materiali, che ne permettono l’applicazione anche in settori sofisticati. A complemento di quanto dichiarato l’autore dell’articolo allega le vedute di moderne attrezzature di laccatura di film su una o su entrambe le superfici, di moderne attrezzature per trattamento su film di diverse rigidità, di moderne attrezzature per applicazione di strati di spalmatura di diversi tipi.

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Dipl Ing. Antje Schmitz (e-mail: info@ ingbuero-as.de); Kautschuk Gummi Kunststoffe (KGK); 63/4-139-2010. Rif. E2812.

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l settore più consistente dei materiali di frizione comprende quelli dell’industria automobilistica con i tasselli e i rivestimenti per i freni e con i rivestimenti dei dispositivi degli innesti a frizione. Un altro settore, quantitativamente molto più limitato, riguarda i dispositivi frenanti dei treni. Un terzo settore comprende gli organi dei freni per usi industriali, che sono caratterizzati da organi con aspetti molto diversi tra di loro, sia come principi di funzionamento, sia come aspetto degli articoli. In tale settore si annoverano infatti rivestimenti frenanti, superfici di frizioni, elementi scorrevoli, cinghie a frizione, cilindri, strisce, smorzatori, per una molteplicità di articoli dalle condizioni più diversificate, come macchine agricole, attrezzature per miniere, freni e frizioni elettromagnetici, macchine lavatrici, organi a frizione di flap aeronautici, piastre di isolamento ecc. In ogni caso le mescole dei materiali di frizione interessate sono costituite da un sistema di leganti e di componenti di carica organici e inorganici (anche fibrosi), nonché da leganti resinosi (es. resine fenoliche) o da leganti elastomerici vulcanizzabili. Le preparazioni sono di tipi fisicamente diversi. “Wet mixes”, in cui gli ingredienti vengono lavorati insieme a fasi liquide o a solventi, per cui gli ingredienti stessi risultano singolarmente solvatati. “Dry mixes”, ove gli ingredienti vengono lavorati mescolandoli a secco insieme a resine in polvere o granulate. “2 staged mixes” ove una premiscela è un wet mix e viene usata come componente di un dry mix. Nell’articolo sono simbolizzate le 3 procedure per preparare i 3 tipi di materiale sopraindicati. Sono descritti sommariamente diversi modi per usare le wet mixes, soprattutto come componenti per prepa-

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ELASTICA | Abbiamo letto per voi

rare dry mixes. Per eseguire i processo viene indicato come tipico l’impiego di mescolatore interno accoppiato con mescolatore a cilindri. Tuttavia la descrizione del processo globale è solamente accennata. Una importante osservazione suggerisce di cautelarsi di fronte a pericoli di danno agli estrusori nel caso di impiego di cariche abrasive. Nel corso dell’articolo viene enfatizzato l’impiego della geometria GKE nel mescolatore interno per ottenere forti riduzioni dei tempi di mescolazione. (L’articolo è in lingua inglese)

prodotti e processi SISTEMA ULTRASONICO “CURESENSE” PER CONTROLLO DELL’INIEZIONE

J. Lundberg (jonas.lundberg@reosense.com); Gummi Fasern Kunststoffe (GAK); 63/4-228-2010. Rif. E2813.

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argomento è già comparso in diverse recensioni, ma periodicamente viene ripreso da Jonas Lundberg (cfr. codice Elastica E2700 in I. G. 572 dell’Ottobre 2009 recensito da European Rubber Journal 191/3-4-Maggio/Giugno 2009 e codice Elastica E2753 in I. G. 576 del Marzo 2009 recensito da Kautschuk Gummi Kunststoffe (KGK) 62/10522-2009). Il sistema CureSense è stato sviluppato in collaborazione da parte della ditta Reosense AB (Lund - Svezia) e della Trelleborg AB (Sjöbo - Svezia). Il sistema CureSense si propone di determinare il raggiungimento dell’optimum di vulcanizzazione durante lo stampaggio a iniezione e di interrompere il processo di vulcanizzazione evitando perdite sopranumerarie per consumo di tempo e di energia. Il vantaggio principale del CureSense è che l’optimum di vulcanizzazione viene definito entro lo stesso stampo e che al termine della effettiva vulcanizzazione lo stampo viene aperto automaticamente sotto l’azione di un segnale ge-

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Viene annunciato che il sistema CureSense è in corso di brevettazione in sede internazionale.

nerato da un opportuno algoritmo. L’attuazione del processo è demandata alla presenza nello stesso stampo di un conduttore d’onda con bassa impedenza acustica, a contatto del quale è posto un generatore di pulsazioni ultrasonore. Queste, attraverso la massa della mescola, danno luogo ad una eco, che aumenta di intensità col procedere della vulcanizzazione fino ad un massimo, oltre il quale la vulcanizzazione risulta completata. La funzione che rappresenta la crescita di tale eco in funzione del tempo viene denominata TOF (Time Of Flight) e nasce come funzione crescente: tale rimane fino al completamento della vulcanizzazione, mostrando poi una tendenza ad andamento decrescente a partire dal tempo di completamento della vulcanizzazione stessa. CureSense registra l’andamento della TOF in funzione del tempo, ne calcola la derivata e in corrispondenza del tempo di picco di quest’ultima comanda l’apertura dello stampo. Il sistema CureSense comprende anche un computer, che permette durante la vulcanizzazione di seguire graficamente l’andamento di diversi parametri: la temperatura, la pressione, la TOF, la derivata della TOF, il tempo di vulcanizzazione. A riprova della validità del CureSense, gli autori mostrano anche la buona corrispondenza tra due sistemi di verifica della correttezza dell’optimum di vulcanizzazione determinando quest’ultimo sia mediante CureSense sia mediante misura di modulo a compressione. La verifica, positiva, viene riportata sia con dati ricavati a 155°C, sia con dati ricavati a 170°C. I dati riportati nell’articolo riguardano determinazioni eseguite durante la produzione di un antivibrante presso la Trelleborg Industrial AVS. L’applicazione del CureSense ha già avuto luogo con mescole di NR, NR/ BR, NBR, CR, EPDM con vulcanizzazione perossidica.

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prodotti e processi CONFIGURAZIONE DELLA vITE E PROPRIETÀ DI MESCOLE E-SBR/SILICE/ SILANI

J. W. G. Mani, S. Luther, R. H. Schuster, U. Görl, H. -J. Radusch (e-mail: wilfred_jj@yahoo.com); Kautschuk Gummi Kunststoffe (KGK); 63/5177-2010. Rif. E2814.

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l processo di confezione mescole con sistema continuous mixing è da preferirsi al processo di confezione mescole in mescolatore chiuso, perché fornisce semilavorati con più uniformi caratteristiche e perché richiede minore energia di mescolazione. Il processo continuous mixing richiede però materiali di forma fisica adeguata, che assicurino una alimentazione corretta. Nell’articolo qui recensito viene intrapreso uno studio impiegando materiali RFC (Rubber Filler Composites), che la Degussa AG ovvero Evonik AG ha messo a punto specificamente per l’impiego con tale sistema. Con i materiali RFC non occorre preoccuparsi della silanizzazione della silice precipitata, che è tassativa per la confezione mescole in mescolatore chiuso per correggere la polarità della silice e ottenere la compatibilizzazione con l’elastomero. Infatti gli RFC sono materiali in forma fisica di granuli “free flowing” di dimensioni da 0,5 mm fino a 3 mm già depolarizzati in modo sufficiente per poter essere mescolati direttamente. La forma fisica di tutti gli ingredienti usati deve essere curata in modo particolare. Viene indicata anche la ricettazione di massima della mescola. La confezione della mescola viene eseguita sia con il procedimento usuale in mescolatore chiuso di laboratorio, sia con il procedimento di continuous mixing, che viene realizzato in un estrusore a due viti corotanti. Gli autori si adoprano per puntualizzare la configurazione della vite, la sequen-


Abbiamo letto per voi | ELASTICA

za in essa dei blocchi di mescolazione, gli organi di dosatura degli ingredienti della mescola, la velocità della vite, la portata dell’impianto, Per l’esecuzione del procedimento di continuous mixing vengono presi in considerazione tre modelli di preparazione con tre tipi di estrusore differenti. Nel primo modello (A) la configurazione della vite è di tipo intermeshing (compenetrante) con struttura autonettante e con i blocchi di mescolazione sfasati di 45° rispetto all’asse di rotazione. Nel secondo modello (B) la configurazione della vite differisce per avere i blocchi di mescolazione sfasati di 90°. Nel terzo modello (C) i blocchi di

mescolazione sono sfasati di -45° e risultano orientati in contrapposizione. Nel primo modello si realizza una energia specifica di mescolazione di 0,28 kWh/kg. Nel secondo modello una energia specifica di mescolazione di 0,36 kWh/ kg. Nel terzo modello una energia specifica di mescolazione di 0,46 kWh/ kg. Viene quindi ricercata la configurazione in cui la posizione dei blocchi di mescolazione provoca il maggior numero di variazioni della direzione del flusso di mescolazione. Durante la mescolazione, con il Rubber Process Analyzer viene misu-

rato il valore della interazione caricacarica, che appare dalla entità della componente elastica G’ del modulo a torsione. Il criterio di valutazione dedotto è che ove appare una elevata interazione carica-carica, e cioè un valore elevato di G’, significa che il grado di dispersione della silice risulta scarso. Ciò porta a considerare che la disposizione più favorevole dei blocchi di mescolazione rispetto all’asse di mescolazione è quella corrispondente al modello (C), cioè al modello in cui i blocchi di mescolazione sono contrapposti. (L’articolo è in lingua inglese)

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Desidero ricevere copia del testo in lingua originale. Numero di riferimento e titolo......................................................................................................................... ....................................................................................................................................................................... Segnalati nella sezione “abbiamo letto per voi” apparsa nel numero..........................................................................di “L’industria della Gomma /Elastica”. Nome e Cognome.......................................................................................................................................... Azienda.......................................................................................................................................................... indirizzo.......................................................................................................................................................... Cap.....................Città...............................................................................Prov.............................................. Data............................ Firma..............................................................................................................................................................

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Regolamento REACH: le ultime modifiche di Beatrice Garlanda

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a direttiva 76/769/CEE disciplinava, nell’allegato I, le restrizioni in materia d'immissione sul mercato e d'uso di talune sostanze e preparati pericolosi. Il 1°giugno 2009 tale provvedimento- compreso l’allegatoè stato abrogato e sostituito dal regolamento 1907/2006 (Regolamento REACH) che disciplina la materia delle restrizioni nel titolo VIII e nell’allegato XVII.

Prima di esaminare le modifiche recenti apportate all’allegato XVII sopra citato, vogliamo ricordare quanto previsto dal titolo VIII del regolamento REACH. Ai sensi dell’art.67 di questo provvedimento, una sostanza, come tale o come componente di un preparato o di un articolo, per la quale l’allegato XVII del regolamento stesso prevede una restrizione non può essere fabbricata, immessa sul mercato o utilizzata se non rispetta le condizioni di tale restrizione. Sono previste delle deroghe per le attività di ricerca e sviluppo scientifici. Fino al 1° giugno 2013 uno Stato membro può mantenere in vigore eventuali restrizioni più rigorose di quelle di cui all’allegato XVII, pur-

ché siano state notificate come previsto dal provvedimento stesso. L’art.68 del regolamento REACH dispone che, qualora la fabbricazione o l’uso o l’immissione sul mercato di sostanze comportino un rischio inaccettabile per la salute umana o per l’ambiente, occorre modificare l’allegato XVII, seguendo la procedura prevista dal regolamento, tramite l’adozione di nuove restrizioni o la modificazione delle restrizioni già presenti nell’allegato medesimo. Se la Commissione ritiene (art.69) che la fabbricazione, l’immissione sul mercato o l’uso di una sostanza presentino per la salute o per l’ambiente un rischio non adeguatamente controllato e richiedano un’azione invita l’Agenzia europea per le sostanze chimiche a predisporre un fascicolo conforme alle prescrizioni dell’allegato XV. Nel caso in cui da tale fascicolo risulti che è necessaria un’azionea livello comunitario- che vada oltre le misure già adottate, l’Agenzia propone restrizioni, al fine di avviare la procedura di restrizione. Si segnala che anche uno Stato membro può notificare all’Agenzia che intende predisporre un fascicolo conforme alle prescrizioni dell’allegato XV. Il comitato per la valutazione dei rischi ed il comitato per l’analisi socio-

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Il titolo viii del regolamento reach

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economica verificano se il fascicolo inoltrato è conforme alle prescrizioni dell’allegato XV. Entro un mese dalla ricezione del fascicolo, entrambi i comitati devono comunicare all’Agenzia o allo Stato membro che propone restrizioni se il fascicolo è conforme. Nel caso non lo sia, le relative motivazioni sono comunicate in forma scritta all’Agenzia o allo Stato membro entro quarantacinque giorni dalla ricezione. L’Agenzia o lo Stato membro regolarizzano il fascicolo entro sessanta giorni dalla data di ricezione delle motivazioni comunicate dai comitati; in caso contrario la procedura di restrizione è conclusa. L’Agenzia rende pubblico il fatto che la Commissione o uno Stato membro intendono far avviare una procedura di restrizione per una determinata sostanza e ne informa chiunque abbia presentato una registrazione per tale sostanza. L’Agenzia conserva un elenco delle sostanze per le quali essa stessa o uno Stato membro intendono predisporre o stanno predisponendo un fascicolo conforme alle prescrizioni dell’allegato XV per la restrizione proposta. Se una sostanza figura nell’elenco, non è predisposto nessun altro fascicolo di questo tipo. Se uno Stato membro o l’Agenzia propongono che sia riesaminata una delle vigenti restrizioni elencate nell’alle-


Normativa | ELASTICA

gato XVII, la decisione di procedere a tale riesame è assunta secondo la procedura di cui all’art.133 del regolamento REACH. L’Agenzia pubblica sul suo sito tutti i fascicoli conformi all’allegato XV e le restrizioni proposte, indicando chiaramente la data di pubblicazione. Essa invita le parti interessate a presentare, entro sei mesi dalla data di pubblicazione: a) osservazioni sui fascicoli e sulle restrizioni proposte b) un’analisi socioeconomica, o informazioni che possano contribuirvi delle restrizioni proposte Il comitato per la valutazione dei rischi (art.70)esprime, quindi, un parere sull’adeguatezza delle restrizioni proposte, in base all’esame degli elementi pertinenti del fascicolo. Tale parere tiene in considerazione il fascicolo dello Stato membro o il fascicolo predisposto dall’Agenzia per richiesta della Commissione, nonché le osservazioni formulate dalle parti interessate Anche il comitato per l’analisi socioeconomica (art.71) deve esprimere un parere sulle restrizioni proposte. Esso predispone un progetto di parere sulle restrizioni stesse e sul loro impatto socioeconomico. L’Agenzia a sua volta, pubblica quanto prima il progetto di parere sul suo sito web. Essa invita le parti interessate a presentare le loro osservazioni su di esso, entro un termine di sessanta giorni dalla pubblicazione del progetto stesso. Il comitato per l’analisi socioeconomica adotta quanto prima il suo parere, tenendo conto delle ulteriori osservazioni giunte entro il termine fissato. Si segnala che, se il parere del comitato per la valutazione dei rischi diverge sensibilmente dalle restrizioni proposte, l’Agenzia può differire di novanta giorni al massimo il termine entro il quale il comitato per l’analisi socioeconomica esprime il suo parere. L’Agenzia deve trasmettere alla Com-

missione i pareri emessi dal comitato per la valutazione dei rischi e da quello per l’analisi socioeconomica sulle restrizioni proposte per sostanze, in quanto tali o in quanto componenti di preparati o articoli. Se uno dei comitati o entrambi non esprimono un parere, entro le scadenze indicate dal regolamento stesso, l’Agenzia ne informa la Commissione, precisandone le motivazioni. L’Agenzia, inoltre, invia alla Commissione e/o allo Stato membro, su richiesta, tutti i documenti e gli elementi probatori che le sono stati trasmessi o che essa ha preso in esame. La Commissione, se sono soddisfatte le condizioni di cui all’art.68 sopra citato, elabora un progetto di modifica dell’allegato XVII. Se questo diverge dalla proposta originaria o se non tiene conto dei pareri dell’Agenzia, la Commissione deve allegare una spiegazione dettagliata delle ragioni delle divergenze. La decisione finale è assunta secondo la procedura di cui all’art.133 del regolamento stesso.

Le modifiche all’allegato xvii Si segnala che il Regolamento 552/2009 ha apportato alcune modifiche all’allegato XVII del Regolamento REACH Inoltre, nel maggio del 2009 sono state adottate le decisioni 455/2009/CE, 2009/424/CE e 2009/425/CE rispettivamente relative a restrizioni per: a) diclorometano b) oli per lampade e liquidi accendigrill c) composti organostannici Con regolamento 276/2010 (Gazzetta UE del 1 aprile 2010) l’allegato XVII del regolamento REACH è stato ulteriormente modificato al fine di incorporare in esso le restrizioni stabilite dalle decisioni di cui sopra. settembre

Tali restrizioni, limitatamente ai composti organostannici che sono d’interesse per il settore gomma plastica, sono sintetizzate nei paragrafi che seguono.

Restrizioni relative ai composti organostannici I composti organostannici trisostituiti, come i composti di tributilstagno (TBT) e trifenilstagno (TPT), non possono essere utilizzati, dopo il 1° luglio 2010, in articoli se la concentrazione nell’articolo, o in una sua parte, è superiore all’equivalente dello 0,1% in peso, dello stagno. Gli articoli che non rispettano la disposizione di cui sopra non possono essere immessi in commercio dopo il 1° luglio 2010, ad eccezione di quelli già utilizzati nella Comunità prima di tale data. Inoltre i composti di dibutilstagno (DBT) non possono essere utilizzati dopo il 1° gennaio 2012 nelle miscele e negli articoli in vendita al pubblico se la concentrazione nella miscela o nell’articolo, o in una sua parte, è superiore all’equivalente dello 0,1% in peso, dello stagno Gli articoli e le miscele non conformi alla disposizione di cui sopra non possono essere immessi in commercio dopo il 1° gennaio 2012, ad eccezione di quelli già utilizzati nella Comunità prima di tale data. In deroga a quanto sopra, e fino al 1° gennaio 2015, si possono utilizzare e immettere in commercio le miscele ed i seguenti articoli in vendita al pubblico: - adesivi e sigillanti mono e bicomponenti vulcanizzanti a temperatura ambiente (sigillanti WARWICK 1. Come si è chiuso il primo semestre dell’anno? La ripresa di cui si è parlato nei mesi iniziali ha preso effettivamente forma? Il primo semestre del 2010 si è conclu-

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so positivamente. Il trend positivo è iniziato nel terzo trimestre 2009 e sta continuando, sintomo questo che in alcuni settori la ripresa sembra aver preso effettivamente forma. Le vere difficoltà si hanno sulla gestione degli ordini. I Fornitori, per far fronte all’aumento degli ordinativi, allungano i tempi di consegna, mentre i Clienti richiedono rese sempre più brevi. Si lavora “just in time” ed è sempre più difficile avere, e di conseguenza fare, delle programmazioni. 2. Come si è comportato il mercato italiano rispetto i principali mercati esteri sui quali operate? Noi operiamo sul mercato italiano e non ho dati di altri mercati da poter confrontare. Stando a quanto dicono i ns fornitori, il mercato italiano si muove al pari, se non meglio di altri mercati europei. 3. Che previsioni fate per i prossimi mesi e, più in là, per il 2011? Per quanto riguarda i prossimi mesi, crediamo che ci sarà una leggera flessione dovuta principalmente alla volatilità dei prezzi delle principali materie prime. La situazione è delicata, i continui aumenti applicati negli ultimi mesi, rischiano di compromettere tutto il lavoro fin qui fatto. In ogni caso non dovrebbero esserci amare sorprese come quelle avute nel settembre 2008. Stiamo lavorando per recuperare nei confronti di un 2009 che, tutto sommato, si è chiuso si con una fles-

sione ma comunque meglio delle più rosee aspettative. Per quanto riguarda il 2011 è difficile fare previsioni. Come già detto in precedenza, la situazione è delicata, contiamo però di mantenere questo trend positivo. 4. Si è parlato molto in questi mesi dell’aumento dei prezzi e, in qualche caso, anche della scarsità di materie prime. Che cosa potete dire in proposito e che previsioni fate per il prossimo futuro? Una stabilizzazione dei prezzi delle materie prime aiuterebbe sicuramente. In situazioni lavoro eccezionale, i clienti possono meglio recepire gli aumenti. Purtroppo, come già detto in precedenza, non siamo ancora in una situazione di lavoro eccezionale. Molti aumenti sono determinati da un cambio Euro/USD sfavorevole e anche dall’aumento dei noli per l’importazione delle merci dall’Asia. L’aumento delle richieste di mercato e il conseguente shortage contribuiscono a far lievitare ancora di più i prezzi; personalmente ritengo che ci sia parecchia speculazione da parte di chi vuole recuperare, in breve tempo, quanto perso durante un lungo periodo di crisi globale. 5. Ritenete che alla prossima K di Düsseldorf ci si potrà aspettare qualche novità nel campo dei prodotti che trattate? No, personalmente non credo che il K 2010 possa portare sostanziali novità nel prodotti di mio interesse. Credo

invece che avremo parecchie conferme da parte di molti attori presenti sui vari mercati mondiali. RTV-1 e RTV-2) - pitture e rivestimenti contenenti composti di DBT come catalizzatori se sono applicati su articoli - profili in cloruro di polivinile (PVC) flessibile, monoestrusi o coestrusi con PVC rigido - tessuti rivestiti con PVC contenenti composti di DBT come stabilizzanti se destinati ad applicazioni esterne - tubi, grondaie e guarnizioni esterne per l’acqua piovana, nonché materiale di copertura per tetti e facciate. I composti di dioctilstagno non possono essere utilizzati, dopo il 1° gennaio 2012, in alcuni articoli in vendita al pubblico o utilizzati dal pubblico se la concentrazione nell’articolo, in una sua parte, è superiore all’equivalente dello 0,1% in peso, dello stagno. Tra questi ricordiamo: - articoli tessili destinati a venire a contato con la pelle - guanti - calzature o parti di calzature destinate a venire a contatto con la pelle - rivestimenti per pareti e pavimenti - articoli di puericoltura - stampi ad una e due componenti vulcanizzati a temperatura ambiente (stampi RTV-2) Gli articoli non conformi alla disposizione di cui sopra non possono essere immessi in commercio dopo il 1° gennaio 2012, ad eccezione di quelli già utilizzati nella Comunità prima di tale data.

L'INDUSTRIA DELLA GOMMA / ELASTICA Periodico mensile di informazione tecnica ed economica 575

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L’INTERVISTA DEL MESE: NICOLA CENTONZE

L’impegno della Federazione per il rilancio del settore

Stiamo risalendo la china, ma la strada è ancora tutta in salita. Così il Presidente della Federazione Gomma Plastica, Nicola Centonze, fotografa la situazione del comparto a metà anno. Inoltre lancia un allarme per un aumento del costo della materie prime costante e sproporzionato (si vedano i grafici che pubblichiamo e che sono stati presentati all’Assemblea della Federazione). Per queste ragioni il Presidente sottolinea come la manovra economica dovrebbe anche incentivare le imprese al miglioramento della qualità, allo sviluppo e alla ricerca.

Il 2009 è stato un anno pesantemente negativo, in termini di produzione e di esportazioni, per il settore della gomma e della plastica. Come sono andate le cose nella prima metà del 2010? Che previsioni si possono fare per l’intero anno? È vero, il 2009 è stato un anno disastroso sotto il profilo dei volumi anche se non bisogna mai dimenticare che i settori della gomma e della plastica sono molto diversificati anche al loro interno. Nella seconda metà dell’anno 2009 i cali sono stati più contenuti rispetto alla prima ma si tratta pur sempre di cali. Edilizia, automotive e componentistica industriale in genere sono i settori che hanno più sofferto e che, in larga misura, stanno ancora soffrendo.

Il comparto plastica si è in parte salvato con la produzione di imballaggi, e particolarmente quella di imballaggi alimentari, che ha ceduto meno vistosamente e recuperato più rapidamente. Ma aver perso il 30% e riguadagnato il 10 significa pur sempre essere ancora sotto del 20%. Per quanto riguarda il primo semestre 2010 stiamo risalendo ancora un po’ la china ma la strada è ancora tutta in salita. E i trasformatori di plastica e gomma stanno facendo i conti con una domanda debole, con un portafoglio ordini corto e con un aumento delle materie prime sproporzionato e continuo e che l’utente finale non assorbe. Gli aumenti sono iniziati già alla fine del 2009 e sono ancora in corso e questo è molto, molto preoccupante. luglio

Nicola Centonze

Nella sua relazione all’Assemblea, lei indica nella bassa patrimonializzazione e nella ridotta dimensione della aziende un punto di debolezza del nostro settore. Che cosa si può fare per porvi rimedio? La bassa patrimonializzazione può essere risolta in molti modi anche diversi tra loro: io mi sono limitato a segnalare il problema non voglio e non sono in grado di dare una ricetta per tutti. La ridotta dimensione è un problema storico per tutte le imprese italiane. La scarsa propensione alle alleanze, anche quelle temporanee, ci fa perdere molte occasioni di affari.

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L’intervista del mese

INDICI PREZZI PRINCIPALI GOMME NATURALI (base dicembre 2008 = 100) Fonte: Il Sole 24Ore – Elaborazione: Federazione Gomma Plastica INDICI PREZZI PRINCIPALI GOMME NATURALI (base dicembre 2008 = 100) Fonte: Il Sole 24Ore – Elaborazione: Federazione Gomma Plastica 150,0 140,0

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Anche in questi casi si possono fare solo buone raccomandazioni: l’impresa di famiglia è un bene che si cerca di conservare per le generazioni future. Non c’è una ricetta o ingrediente magico ma ogni tanto sarebbe utile vedere come si è posizionati sul mercato e capire se possono scaturire forme di collaborazione per gruppi omogenei di imprese. Qualità, innovazione, ricerca di nuovi mercati sono state indicate da Luca Paolazzi come gli strumenti 22

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per reggere la battaglia della globalizzazione. A suo avviso nel nostro paese si fa abbastanza per attivare questi strumenti? Mi auguro che oltre a manovre economiche orientate al contenimento dei costi le aziende italiane siano anche incentivate al miglioramento della qualità, allo sviluppo e alla ricerca. La Tremonti Ter è stata un valido aiuto anche sotto questo aspetto anche se purtroppo ha cessato i suoi effetti a giugno. Le nostre Associazioni stanno fa-

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cendo quello che possono. Sia Assogomma che Unionplast stanno, per esempio, rivitalizzando il Cerisie e l’Istituto Italiano dei Plastici con l’intento di aprire per loro nuove occasioni di collaborazione con le Imprese e di dar loro miglior posizionamento e riconoscimento internazionale. Sono stati anni difficili anche per questi Enti, le Aziende hanno investito meno in ricerca, in qualità, in formazione. Noto però che su questi due laboratori l’impegno dei due VicePresidenti della Federazione è a livello personale: significa che ci credono e che la domanda di rivitalizzarli è avvertita almeno da una buona parte della base associativa. Dai costruttori di macchine e impianti è venuta la proposta di un organismo che coinvolga tutti i protagonisti della filiera, dalle macchine alle materie prime, ai prodotti finiti. Le pare una ipotesi realizzabile? E proprio con i costruttori di macchine e impianti, che hanno una forte vocazione internazionale, potremo studiare forme di collaborazione per la ricerca di nuovi mercati. Se per far questo occorra un organismo di filiera allargato o basti un tavolo di coordinamento è materia che non ho ancora affrontato e approfondito. E poi devo farlo prima di tutto con i Presidenti di Assogomma e Unionplast. E non posso dimenticarmi della nuove entrata in Federazione, Assocompositi. Poi il dibattito andrà esteso a Consiglio Direttivo e Giunta. L’ipotesi è interessante e merita di essere verificata nella sua realizzabilità. Che l’unione faccia la forza non l’ho inventato io…ci penseremo e ci penseremo molto seriamente e senza lasciar trascorrere troppo tempo. 


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Inchiesta tra i fornitori di materie prime

Attenzione a non mettere in gioco la ripresa La prima metà dell’anno ha visto prendere consistenza il ritorno della domanda. Quanto sia effetto di un processo di ricostituzione delle scorte e quanto invece di una effettiva ripresa dell’attività produttiva, è difficile dire. Su questo punto gli operatori che hanno risposto alla nostra inchiesta sono cauti, così come lo sono quando si tratta di fare previsioni per i prossimi mesi o, peggio, per il prossimo anno. Quello che sembra certo è che dopo il “disastroso 2009” (come molti lo definiscono) non sarà facile tornare ai livelli di crescita pre-crisi. Anche perché sull’andamento del prossimo futuro grava l’incognita dei prezzi delle materie prime; incognita sulla quale interagiscono diversi elementi: la domanda dei paesi in via di sviluppo, la chiusura di alcuni impianti, gli effetti del comportamento dei cambi e, da ultimo, il gioco della speculazione. Insomma gli elementi per puntare su una stabile ripresa ci sono; si tratta di evitare che a metterla in gioco ci siano fenomeni che sfuggono al controllo delle imprese.

Le nostre domande

1. Come si è chiuso il primo semestre dell’anno? La ripresa di cui si è parlato nei mesi iniziali ha preso effettivamente forma? 2. Come si è comportato il mercato italiano rispetto i principali mercati esteri sui quali operate? 3. Che previsioni fate per i prossimi mesi e, più in là, per il 2011?

4. Si è parlato molto in questi mesi dell’aumento dei prezzi e, in qualche caso, anche della scarsità di materie prime. Che cosa potete dire in proposito e che previsioni fate per il prossimo futuro?

Giovanni Arnò

Azienda Chimica Milanese 1. Segnali di ripresa ci sono, ma attendersi volumi pre-crisi sarebbe fuori luogo; il mercato dell’auto ed elettrodomestici vive una situazione non incoraggiante. 2. Non ho un riferimento diretto poiché opero solo sul territorio nazionale, inoltre alcuni gruppi si sono ristrutturati variando oltre la disponibilità di alcuni prodotti anche la rete di distribuzione. 3. Non vedo grosse sorprese, ma avremo delle novità…! 4. Le cariche aumentano sempre, alcuni minerali più di altri, ma non soffrono di volatilità dei prezzi e disponibilità.

5. Ritenete che alla prossima K di Düsseldorf ci si potrà aspettare qualche novità nel campo dei prodotti che trattate? Giovanni Arnò settembre

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Inchiesta tra i fornitori di materie prime

Azienda Chimica Milanese distribuisce cariche di origine europea, senza brutte sorprese per qualità e disponibilità. 5. Forse anche prima….ad esempio la Hoffmann Mineral sta lanciando Aktisil Q, una carica ad hoc per le mescole in gomma silicone. Inoltre ho buone notizie anche per chi ancora utilizza come antiadesivo lo stearato di zinco in polvere: è possibile avere un prodotto più pulito senza variazioni strutturali di linea; la Barbe risponde con assistenza e know-how alle esigenze più diverse con sensibilità ambientale.

Vittorio Mancin Eurochimind

1. Per quanto ci riguarda, i risultati di vendita nel primo semestre sono eccellenti in quasi tutti i settori in cui operiamo e complessivamente anche migliori se paragonati al già ottimo secondo semestre 2009. 2. Quanto al settore della gomma abbiamo registrato nel primo semestre un robusto recupero dei consumi dopo i drammatici decrementi manifestatisi a partire dall’ultimo trimestre 2008. Per quanto ci riguarda, questa ripresa è più evidente (non senza importanti eccezioni) tra i compoundatori indipendenti rispetto ai grandi gruppi internazionali, a riconferma della maggiore capacità di adattamento e dinamicità che da sempre contraddistingue le nostre imprese. 3. La storia recente impone quanto mai prudenza e responsabilità nelle previsioni. Ci auguriamo che il quarto trimestre registri un maggiore riequilibrio della domanda/offerta invece del deleterio crollo dei prezzi che molti si attendono. 4. Ovviamente le forti tensioni relative alle disponibilità di quasi tutti i poli26

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Vittorio Mancin

meri sta causando non poche difficoltà ai nostri clienti ed in particolare a quelli che operano in filiere i cui listini sono fissati da contratti per periodi medio-lunghi. La crisi mondiale dell’anno scorso ha ulteriormente aggravato i problemi strutturali che stanno dietro a molti prodotti. Mediamente nel medio periodo ci aspettiamo che la forte crescita dei mercati asiatici continuerà a fare pressione su prezzi non escludendo però forti discontinuità di domanda che potrebbero determinare ampie ed improvvise oscillazioni delle quotazioni. 5. Pur attendendoci nei prossimi mesi qualche importante novità da parte di alcuni produttori da noi distribuiti, probabilmente queste non saranno presentate al K.

Stefano Corna IMCD Italia

1. Il primo semestre dell’anno si sta chiudendo con un importante segno positivo rispetto al primo semestre 2009. Ritengo però che il fattore “ripresa” sia soltanto una delle cause dell’impennata di consumi delle nostre materie prime. È infatti sostanziale anche la questione delle scorte. Nel 2009 ogni area della filiera produttiva ha azzerato il valore del magazzino ed oggi, seppur in modo ridotto, quasi tutti lo stanno ricostituendo. settembre

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Nonostante il paragone con il primo semestre 2009 ci veda soddisfatti, non possiamo esimerci dal confrontare il 2010 con quello che realmente deve essere l’anno di riferimento, ovvero il 2008. In questo caso risultiamo ancora essere qualche punto percentuale in sofferenza ma con un sensibile trend di ripresa. 2. IMCD Italia fa parte di un gruppo internazionale e diversificato, spesso i prodotti del settore gomma/plastica in Italia non sono i medesimi che in altre nazioni e questo fa sì che i paragoni non sempre siano rappresentativi del trend di mercato. Detto questo, l’Italia si pone tra le nazioni più performanti a livello europeo e con prospettive future particolarmente rosee. 3. Assisteremo con tutta probabilità ad un assestamento del mercato a valori sensibilmente più bassi rispetto a questo primo semestre. A quel punto saremo in grado di constatare la reale ripresa di mercato e dei consumi. Previsioni per il 2011 sono moto difficili da fare; l’effetto rimbalzo del 2010 può trarre in inganno nell’ipotizzare gli anni successivi. Un 2011 in sensibile crescita rispetto al 2010 sarebbe già un buon risultato. 4. Gli aumenti di prezzo delle materie prime non sono il peggiore dei ma-

Stefano Corna


Inchiesta tra i fornitori di materie prime

li se supportate dai consumi. Detto questo, mi auguro però che non sia un aumento cieco ed indiscriminato altrimenti potrebbe fare drasticamente rallentare la ripresa stessa. La scarsità di materie prime sta purtroppo mettendo in difficoltà sia noi che i nostri clienti. 5. Abbiamo molta carne al fuoco e questo ci fa ben sperare. Il gruppo si sta muovendo in diverse direzioni sia con nuovi fornitori pan-europei che con società con le quali potrebbero nascere delle proficue ed interessanti collaborazioni.

Christian Pedone Eico Specialties

1. Il primo semestre 2010 si è chiuso con un risultato positivo, rispetto allo stesso periodo del 2009, con una notevole crescita in termini di volumi e di fatturato. Tali esiti sono il risultato di molteplici fattori quali: un reale inizio di ripresa; un lavoro svolto sull’introduzione di nuovi prodotti e su nuove formulazioni; richieste di materiali da parte di clienti abituali che avevano dato fondo alle proprie scorte. 2. La nostra società opera prevalentemente sul mercato italiano. 3. A nostro parere il consolidamento di questa ripresa è ancora da venire. Tutti gli operatori stanno in guardia e serpeg-

gia sempre un certo timore nell’attuare nuovi progetti che comportino investimenti importanti. Il fattore pagamenti rimane un punto fondamentale da affrontare. Ritengo comunque che il secondo semestre ricalcherà quello appena trascorso ed il 2011, pur rimanendo un anno di “prova”, darà risultati positivi. 4. Le multinazionali, nel 2009, hanno riorganizzato le loro strutture commerciali e produttive. Questo ha portato, in alcuni casi, a chiusure di impianti e quindi ad un ridimensionamento dei volumi prodotti. A questo va aggiunto che viviamo sempre più in un mercato globale dove paesi come la Cina, che hanno una crescita superiore, diventano recettori di grossi volumi di materie prime. Le case che rappresentiamo hanno investito, nel 2009, nella qualità e nella ricerca. Sommando tutti i fattori sopra descritti il risultato è stato un incremento dei prezzi che noi come Eico Specialties abbiamo cercato di “ammortizzare” e “contrattare” per dare l’opportunità ai nostri clienti di non dover modificare troppo il loro “prezzo prodotto finito”. Se non ci saranno grossi stravolgimenti, anche il 2011 ricalcherà quanto fin qui visto. 5. Le case che rappresentiamo hanno come “mission” la ricerca e lo sviluppo di nuovi prodotti. Questa è stata la carta vincente nel 2009/10 e sicuramente anche in previsione del K di Düsseldorf qualche nuova sorpresa non mancherà.

Luca Boldrini S.INT.A.

Christian Pedone

1. Per quanto riguarda le materie prime commercializzate dalla nostra azienda (lattici e gomme naturali), i consumi hanno segnato un deciso recupero risettembre

Luca Boldrini

spetto al medesimo periodo dell’anno scorso e si sono poi mantenuti in linea con quelli registrati durante il secondo semestre del 2009. 2. La nostra attività di vendita si rivolge esclusivamente agli utilizzatori nazionali. Le informazioni in nostro possesso ci confermano però l’attuale maggiore dinamicità del mercato italiano rispetto a quelli di altri paesi europei. 3. È prematuro a nostro avviso parlare di vera e propria ripresa, ma alcuni positivi segnali che ci pervengono da nostri clienti esportatori ci inducono a sperare in un 2011 in progresso rispetto all’anno in corso. 4. Confermiamo che i prezzi di lattici e gomme naturali hanno raggiunto in questi primi mesi del 2010 valori mai toccati in passato. Le cause sono da ricercare sia nella minor produzione che in fenomeni di speculazione che hanno molto influenzato i corsi delle materie prime in generale. Per la seconda parte dell’anno ci attendiamo un progressivo calo dei prezzi, unitamente all’aumento della produzione da parte delle piantagioni. 5. Non sono previste novità a breve riguardo alle materie prime da noi trattate.

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Inchiesta tra i fornitori di materie prime

Orazio Olivares Wacker Italia

1. Il primo semestre del 2010 si avvia a chiudere con buoni risultati, sopra le nostre aspettative. La ripresa che si evidenziava debolmente già alla fine del 2009 sembra consolidarsi diventando mese dopo mese credibile. 2. L’Italia è tra i mercati trainanti della ripresa a livello europeo. 3. È probabile un leggero rallentamento nella seconda metà del 2010, perché nel primo semestre abbiamo tutti beneficiato del ripristino degli stock. Comunque ci si aspetta un trend ancora positivo. Fare previsioni sul 2011 è veramente difficile, i mercati sono troppo volatili. 4. Gli impianti produttivi sono molto impegnati e questo potrebbe creare in qualche caso un allungamento dei tempi di consegna. Inoltre l’incremento dei costi legato all’aumento delle materie prime rispetto al 2009 è un dato di fatto con cui ci confrontiamo a partire dall’inizio dell’anno e dal quale derivano azioni di aggiustamento dei nostri prezzi, in modo differenziato a seconda dei gruppi di prodotto 5. La vetrina del K 2010 è un appuntamento importante al quale non mancheremo e le novità saranno come sempre molteplici.

Orazio Olivares

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Mauro Livraghi Roberto Finkelberg Lanxess 1. Il primo semestre del 2010 è terminato con risultati positivi, talvolta sopra le aspettative. Buono l’incremento del comparto tyres, più discreto quello dell’articolo tecnico legato all’automotive. La modesta ripresa complessiva va anche ricondotta alla parziale ricostituzione delle scorte, in considerazione dei forti rincari di molte materie prime. 2. Una ripresa, rispetto al disastroso primo semestre 2009, le aziende della gomma italiane che sono sopravvissute alla crisi internazionale l’hanno registrata, anche se, a nostro avviso, non possiamo parlare di crescita entusiasmante. L’Europa in questo contesto è probabilmente quella messa meno bene, osservando una migliore ripresa in USA e Brasile e una buona crescita da parte della locomotiva asiatica. Anche la Russia sta dando segnali positivi, dove Rhein Chemie inaugurerà a breve l’apertura di un impianto per la produzione di chemicals predispersi. 3. Mentre Asia e America continueranno anche in futuro la buona performance, in Europa la crescita sarà, secondo il nostro parere, moderatamente costante. C’è da augurarsi che i forti rincari delle materie prime non continuino a penalizzare sensibilmente la produzione e di conseguenza le vendite e l’esportazione. Lanxess è oggi una delle primarie aziende mondiali nel settore della gomma e la partnership che cerca di consolidare con i propri clienti è fondamentale in un corretto rapporto di costi/ricavi. 4. L’aumento dei prezzi delle materie prime è una conseguenza naturale legata all’aumento della domanda. La settembre

2010 n. 581

scarsità di alcune materie prime è più marcata dove più contenuti sono i relativi prezzi. L’Asia, per esempio può permettersi di pagare prezzi più alti dell’Europa, grazie a costi della mano d’opera molto più bassi e dispone di materie prime a sufficienza. C’è da augurarsi che i trasformatori del greggio non continuino a speculare sui monomeri a scapito dei produttori di materie prime e di conseguenza sui nostri clienti. 5. La K di Düsseldorf è l’occasione più importante a livello mondiale per presentare novità di rilievo agli utilizzatori della gomma e della plastica. Lanxess è molto impegnata nella ricerca e negli investimenti e sicuramente presenterà qualche novità.

Gaetano Esposito Solvay Solexis

1. Dal punto di vista delle attività commerciali di Solvay Solexis c’è stata una buona domanda di tutta la gamma dei nostri prodotti; il che conferma la ripresa che si era manifestata nell’ultimo trimestre del 2009. 2. Il mercato italiano, che per quanto ci riguarda è legato principalmente all’esportazione ed in particolare al mercato tedesco, è risultato in linea con gli altri, dimostrando una notevole vitalità. 3. La visibilità del mercato è abbastanza limitata; possiamo affermare che la domanda sarà sostenuta fino al terzo trimestre dell’anno mentre l’ultimo trimestre potrebbe registrare una lieve flessione portando il secondo semestre ad un livello leggermente inferiore rispetto al primo, principalmente in Europa. Le previsioni per il 2011 riportano un mercato abbastanza simile a quello del 2010 ad eccezione di quello asiatico che continua a mostrare una maggiore vitalità rispetto ai mercati tradizionali.


Inchiesta tra i fornitori di materie prime

Gaetano Esposito

4. La scarsità di materie prime si è evidenziata nel corso dell’anno a causa di una forte domanda, in parte imprevista e inaspettata dai maggior operatori sul mercato. La domanda continua a essere forte e ciò apre opportunità di valutazione di aumenti di prezzi per i prossimi mesi. 5. Solvay Solexis considera K di Düsseldorf una vetrina importante dove presentare i prodotti di punta della propria gamma di materie prime. L’attenzione sarà posta, tra le altre, sulle specialità perossidiche, che continuano a riscuotere notevole interesse presso i clienti. Particolare rilievo sarà dato ai prodotti utilizzati per le bassissime temperature.

Giancarlo Giambelli Torchiani

1. Il primo semestre dell’anno ha registrato una tendenza positiva per i nostri clienti in termini di fatturato e ordini rispetto al primo semestre 2009 (+10% circa). Tuttavia i notevoli aumenti registratisi per le materie prime hanno ridotto i margini già non esaltanti del 2009. 2. Noi operiamo principalmente sul mercato italiano, dove non si sono ancora registrati segnali di una ripresa significativa e costante: i nostri clienti che esportano mescole

e/o prodotti finiti, favoriti anche dal mutato cambio euro/dollaro, hanno registrato incrementi positivi nelle esportazioni, soprattutto verso mercati extraeuropei: in particolare hanno registrato aumenti di fatturato le aziende operanti nel settore farmaceutico e medicale, nell’alimentare e negli articoli tecnici. Più contenuto l’aumento per chi opera nel settore automotive e calzaturiero. 3. Vi sono ancora numerose incognite che potranno avere pesanti effetti per il secondo semestre e il 2011; i due fattori più importanti saranno le dinamiche del cambio euro / dollaro e il valore delle materie prime, ovvero gomma naturale e sintetica. Per quanto riguarda la nostra azienda, che ha incorporato da gennaio 2010 le attività nel settore dei prodotti chimici e della gomma della Baslini Trade, stiamo svolgendo una significativa azione di ricerca di nuovi fornitori nazionali ed esteri; questo anche per poter essere in grado di proporre nei prossimi mesi al mercato prodotti innovativi, cercando così di soddisfare le richieste dei nostri clienti, sempre più orientati ad utilizzare materie prime ecocompatibili e di qualità. Per raggiungere questo obiettivo abbiamo investito significativamente nella struttura aziendale, che può fra l’altro godere delle sinergie venutesi a creare fra le due organizzazioni confluite nell’attuale Torchiani s.r.l. 4. Più che a scarsità di materie prime, si è assistito ad uno spostamento della domanda verso Cina e paesi del Far East, che da esportatori sono diventati sempre più importatori di gomma naturale e sintetica (per esempio SBR e isoprenica). Per fare un esempio, paesi come la Russia, che fino al 2009 avevano come mercato di riferimento l’Europa, stansettembre

Giancarlo Giambelli

no sempre più aumentando le loro esportazioni verso Cina e Giappone. I grossi produttori di materie prime sembrano poi avere indirizzato il mercato verso aumenti più o meno programmati, annunciando chiusure per “manutenzione” di svariati impianti di butadiene in periodi dell’anno inusuali e ritardando aumenti di capacità già annunciati per il 2010 e non ancora verificatesi. Il prezzo delle gomme è così aumentato in modo considerevole nei primi mesi del 2010 e molti operatori del settore scommettono su una drastica diminuzione dei prezzi nel secondo semestre. 5. Pensiamo che K di Düsseldorf presenterà molte novità soprattutto riguardo prodotti più ecocompatibili e, nella fascia alta di mercato, novità su prodotti ottenuti attraverso le nanotecnologie, che progressivamente stanno conquistando quote di mercato. In linea con quanto indicato precedentemente, riteniamo che la fiera potrà essere fonte di ulteriori sviluppi per la nostra azienda in settori che nel medio periodo potranno rappresentare innovazioni significative per il mercato della gomma. Per quanto riguarda i prodotti ad oggi da noi trattati, dovremmo assistere ad annunci di ulteriori aggregazioni di produttori di materie prime.

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Inchiesta tra i fornitori di materie prime

Athos Negri

Warwick Italia 1. Il primo semestre del 2010 si è concluso positivamente. Il trend positivo è iniziato nel terzo trimestre 2009 e sta continuando, sintomo questo che in alcuni settori la ripresa sembra aver preso effettivamente forma. Le vere difficoltà si hanno sulla gestione degli ordini. I fornitori, per far fronte all’aumento degli ordinativi, allungano i tempi di consegna, mentre i clienti richiedono rese sempre più brevi. Si lavora “just in time” ed è sempre più difficile avere, e di conseguenza fare, delle programmazioni. 2. Noi operiamo sul mercato italiano e non ho dati di altri mercati da poter confrontare. Stando a quanto dicono i nostri fornitori, il mercato italiano si muove alla pari, se non meglio di altri mercati europei. 3. Per quanto riguarda i prossimi mesi, crediamo che ci sarà una leggera flessione dovuta principalmente alla volatilità dei prezzi delle principali materie prime. La situazione è delicata, i continui aumenti applicati negli ultimi mesi rischiano di compromettere tutto il lavoro fin qui fatto. In ogni caso non dovrebbero esserci amare sorprese come quelle avute nel settembre 2008. Stiamo lavorando per recuperare nei confronti di un 2009 che, tutto sommato, si è chiuso sì con una flessione ma comunque meglio delle aspettative. Per quanto riguarda il 2011 è difficile fare previsioni. Come già detto in precedenza, la situazione è delicata, contiamo però di mantenere questo trend positivo. 4. Una stabilizzazione dei prezzi delle materie prime aiuterebbe sicuramente. In situazioni di lavoro eccezionale, i clienti possono meglio recepire gli aumenti. Purtroppo, come già detto in precedenza, non siamo ancora in 30

| L’INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA |

una situazione di lavoro eccezionale. Molti aumenti sono determinati da un cambio euro/dollaro sfavorevole e anche dall’aumento dei noli per l’importazione delle merci dall’Asia. L’aumento delle richieste di mercato e il conseguente shortage contribuiscono a far lievitare ancora di più i prezzi; personalmente ritengo che ci sia parecchia speculazione da parte di chi vuole recuperare, in breve tempo, quanto perso durante un lungo periodo di crisi globale. 5. No, personalmente non credo che K 2010 possa portare sostanziali novità nei prodotti di mio interesse. Credo invece che avremo parecchie conferme da parte di molti attori presenti sui vari mercati mondiali.

Bruno Crippa

Dolder Massara 1. Il semestre si è chiuso in netta ripresa sia in termini di volumi che di fatturati. La richiesta da parte della nostra clientela cresce di mese in mese ed i clienti, in generale, si dicono più ottimisti e pronti ad investire sul futuro. Abbiamo inoltre riscontrato un notevole incremento delle omologazioni relative ai nostri nuovi prodotti in portafoglio. 2. Se è vero che l’Italia è uno dei paesi dove la crisi si è abbattuta più dura-

Bruno Crippa settembre

2010 n. 581

mente è anche vero che i segnali di ripresa appaiono più evidenti qui che negli altri paesi europei ove operiamo. 3. Fare previsioni è particolarmente difficile ma riteniamo che quella attuale possa essere una tendenza che si manterrà sia nel secondo semestre sia nel 2011. La crisi ha spinto tutte le aziende del settore ad ottimizzare i costi ed ad aggiornare le strategie: il 2011 sarà sicuramente un ottimo banco di prova. 4. La disponibilità di materie prime non è sufficiente a coprire la richiesta e ciò sta comportando un aumento vertiginoso e costante dei prezzi, in alcuni casi dovuto anche al cambio euro/ dollaro. Riteniamo che i prezzi potranno subire ulteriori aumenti anche nel terzo trimestre per poi stabilizzarsi verso la fine dell’anno. 5. Dolder Massara è sempre molto attenta alle novità offerte dal mercato e il K è sicuramente una delle vetrine più importanti del settore. Noi ci saremo…

Gianpaolo Brembati

Eigenmann & Veronelli 1. Bene, grazie. Ripresona direi, alla luce dei risultati numerici del primo semestre, che sono lontani anni luce (in meglio) da quelli del 2009 e si avvicinano pericolosamente a quelli del 2008. Pericolosamente, perché a questo punto tutti cercheranno di riportarsi a quei risultati, perdendo forse di vista i cambiamenti avvenuti nel frattempo. Si può quindi confermare che il mercato ha ripreso quota, concretizzando una ripresa i cui primi vagiti si facevano sentire già nel luglio 2009, sia pure con una salute malferma fino alla conclusione dell’anno, ma con una


Inchiesta tra i fornitori di materie prime

Gianpaolo Brembati

lenta convalescenza dal gennaio 2010, che sembra ora sfociare in una guarigione confortante, sempre coi numeri beninteso. 2. Il mercato italiano appare più vivace e reattivo degli altri mercati europei, ma non ho dati sufficienti per esprimere una valutazione corretta delle varie situazioni locali, per cui mi scuso col dir non le conosco (so di non essere originale con questa affermazione e vi rimando all’Aretino Pietro se avete fame di cultura). 3. E rieccoci alla solita domanda, che fa tremare le gambe a chi vive giornalmente i problemi connessi alla quadratura del cerchio (leggi bilancio in senso lato) e scatena invece la fantasia degli esperti, che sono bravissimi a costruire castelli con carta e numeri. Certo è che ascoltare poi le voci disparate di chi parla in tivvù o scrive sui giornali aiuta ad aumentare la confusione delle persone normali, che vivono seriamente il proprio lavoro e si confrontano con difficoltà di natura varia che sembrano crescere da un po’ di tempo con progressione geometrica. Sto quasi meditando sul mio futuro di pensionato (ufficialmente e definitivamente dal primo gennaio 2011) come studioso delle sfere di gomma, vulcanizzata s’intende, per ottenere previsioni da vendere a caro prezzo agli interessati. Una specie di medium del-

la gomma, con o-ring alle orecchie e profilati (ho detto profilati, non fate i furbi ad equivocare!) estrusi a cingere i capelli, ahimé sempre più radi. Chissà che non abbia più fortuna o credibilità di alcuni consulenti improvvisati, di cui sento narrare le gesta dai miei clienti inc…, pardon, arrabbiati per la pochezza delle prestazioni. In un impeto di serietà direi che, salvo rovesci di economia globale, che vola troppo al di sopra delle nostre teste, l’andamento attuale potrebbe continuare fino a dicembre e portare ad una discreta stabilità di mercato nel 2011. 4. Ah, questo è il punto più interessante ed intrigante e cercherò di controllare i miei pensieri per non scadere nel banale. Parlare di aumenti di prezzi e scarsità di materie prime è dire poco, quando quotidianamente si verifica la mancanza di alcuni prodotti e si ricevono nuovi listini dai produttori di materie prime. Il mercato più o meno si adegua ma i clienti non capiscono, io nemmeno a dire la verità. All’inizio del 2010 si è evidenziata la tendenza all’aumento dei prezzi, di pari passo con la mancanza a volte sconcertante di alcuni prodotti. Ricordo che incominciai allora a consigliare ai miei clienti di comprare un po’ più dello stretto necessario, giusto per avere qualcosa sempre disponibile a magazzino. Una volta tanto l’ho azzeccata, visto che mese dopo mese si è arrivati a una girandola di comunicazioni, da parte di quasi tutti i produttori di materie prime, riguardo alla non disponibilità di questo o quel prodotto, vuoi perché una materia ancora più prima mancava o perché un impianto si era guastato o perché uno sciopero aveva fermato alcune produzioni o… Sta di fatto che un coro quasi uniforsettembre

me di lamentazioni di produttori si è levato a giustificare la mancanza di sempre più prodotti per gli utilizzatori. In contemporanea i prezzi incominciavano a salire ed oggi si rischia di pagare anche tre volte tanto il prezzo dell’inizio d’anno. Le giustificazioni si sprecano ma, e sto sempre riportando i commenti dei miei clienti, lascia perplessi la mancanza di visibilità del futuro da parte di fior di aziende produttrici, che dovrebbero conoscere più che bene il mercato in cui operano e che invece hanno scoperto, a fronte di una ripresa della domanda, di avere i magazzini vuoti, di non avere in Europa i materiali prodotti nei loro stabilimenti nel Far East, di non avere più disponibilità di personale sufficiente a garantire un livello produttivo come in passato, addirittura, e questa è davvero la situazione più comica, di non riuscire a consegnare per mancanza di mezzi propri venduti l’anno scorso a causa della crisi (sigh!). È triste constatare, anche a questo proposito, che tante grosse ed importanti aziende produttrici strapagano manager a suon di bonus per risultati immediati, quando poi si ritrovano il giorno dopo a non essere in grado di tenere il passo di una ripresa graduale del mercato. Vuoi vedere che gratta gratta, come dice un mio cliente bresciano (solidi lavoratori questi bresciani, quasi come i bergamaschi), c’è di fatto una speculazione generalizzata che rischia seriamente di affossare l’attuale ripresa in fasce? Le solite malelingue direi…o no? 5. Penso che non ci saranno novità di rilievo, tranne il proliferare di produttori esotici di qualsivoglia materiale. Consentitemi, alla fine di tante riflessioni semiserie, e soprattutto perché è l’ultima volta che l’ho fatto, di rin-

2010 n. 581 | L’INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA |

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Inchiesta tra i fornitori di materie prime

graziare tutti i lettori arrivati alla fine del mio discorso. Mi auguro ed auguro a tutti che la recente pesante crisi stia davvero per finire, in modo tale che il lavoro di tante persone ancora in attività possa pagarmi la meritata pensione e mi permetta di dedicarmi ad attività piacevoli all’ombra delle natie vette selvagge, là dove il bel pota suona.

ne, ce ne sia abbastanza per ritenere molto difficile azzardare qualsiasi tipo di previsione. 5. Non riteniamo che da questa edizione del K ci si possa aspettare qualcosa di eclatante per il nostro settore, infatti non abbiamo ancora deciso se spendervi almeno un giorno per visitarlo.

Giovanni Gallo

Riccardo Musci

1. È stata una prima parte di anno positiva in cui, sebbene non si possa affermare che sia in atto una vera e propria ripresa, la concomitanza di molteplici fattori ha fatto sì che le vendite siano state soddisfacenti. 2. Il mercato italiano non ha sfatato la tradizione comportandosi diversamente dal resto dei paesi europei, dove la domanda è stata certamente maggiore e, soprattutto, dove i prezzi di vendita delle materie prime si sono mossi al rialzo già a partire dal primo trimestre. 3. Questi ultimi due anni ci hanno insegnato quanto sia difficile fare previsioni, i punti di riferimento usati nel passato non sempre sono validi, ve ne sono di nuovi ma dobbiamo ancora fare esperienza sulla loro interpretazione. L’unica certezza è che il mercato delle materie prime non possa più essere analizzato solo da un punto di vista localistico. 4. Rimanendo valido quanto risposto alla precedente domanda, posso aggiungere che i fattori influenzanti i prezzi delle materie prime sono diventati tantissimi e le notizie che ci pervengono, riguardanti i suddetti fattori, sono talvolta contrastanti. Con queste premesse è chiaro che, senza scomodare la solita speculazio-

1. Zeon Italia s.r.l. ha chiuso il primo semestre con un risultato positivo sia in confronto al budget 2010 sia in confronto al risultato del 2009. Non si può parlare di “ripresa” ma bensì di “recupero” rispetto al crollo economico che si è verificato nel 2009. Non pensiamo si possa parlare di ripresa fino alla fine del 2012 – 2015, ed in ogni caso e al di là di ogni previsione, finché le aziende non si avvicineranno ai valori di fatturato e volumi di vendita del secondo trimestre del 2008. 2. Il mercato italiano di Zeon Italia si è comportato mediamente bene rispetto agli altri mercati europei del settore gomma e delle specialità del settore termoplastico (COP e TPV). Questo risultato è stato ottenuto solamente e grazie ad aziende che avevano già investito nella loro internazionalizzazione o in alcuni casi alla loro globalizzazione. 3. Zeon Italia pensa di chiudere il 2010 in linea con le previsioni nonostante sia previsto un forte rallentamento dei consumi entro la fine del terzo trimestre del 2010. Per il 2011 pensiamo di migliorare il risultato del 2010 grazie al supporto dei clienti italiani ed europei che stanno crescendo nel mercato europeo ed internazionale.

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settembre

Lehvoss Italia

| L’INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA |

Zeon Italia

2010 n. 581

Riccardo Musci

4. Gli stabilimenti produttivi in Europa del gruppo Zeon Europe GmbH hanno avuto gravi problemi d’approvvigionamento delle materie prime (monomeri) nel primo trimestre del 2010 con la conseguente fermata degli stessi. Questa situazione ormai superata si è ulteriormente aggravata dall’aumento dei prezzi delle materie prime (monomeri) che hanno portato nel primo semestre ad nuovi aumenti di prezzo di alcuni dei nostri prodotti. In generale in Europa oltre agli effetti generati dai produttori locali sulle materie prime si è verificata un’ulteriore mancanza di polimeri dovuta alla crescita dei mercati emergenti dell’area BRIC, al rafforzamento delle valute di riferimento e ad altri effetti come il de-stocking e l’aumento dei costi della logistica e trasporto (noli). La situazione perdura difficile e l’unica cosa certa è che non si possono fare previsioni. La leva che può essere utilizzata per competere e sopravvivere a questo difficile momento rimane la capacità di poter operare su mercati internazionali con una visione il più “globale” possibile. 5. Zeon Europe GmbH sarà presente con un proprio stand presso la prossima K di Düsseldorf dove presenzierà una rappresentanza tecnica e commerciale di tutti i siti produttivi e commerciali Europei. Saranno presentati per la famiglia


Inchiesta tra i fornitori di materie prime

degli elastomeri nuovi prodotti con i marchi Zetpol® (HNBR), HyTemp® (ACM) e Zeotherm® per l’industria automobilistica e degli articoli tecnici. Per la famiglia dei termoplastici (COP) a marchio Zeonex® e Zeonor® saremo presenti con nuovi prodotti per sostenere la crescita dell’industria opto-elettronica, packaging e non da ultima quella automobilistica.

Daniele Girelli

EICO NOVACHEM 1. La prima metà dell’anno ha registrato un buon recupero nei volumi. La ripresa si è svolta in maniera non continuativa; a fronte di un primo trimestre molto positivo e caratterizzato da una notevole attività e crescita si è dovuto poi registrare un secondo trimestre con luci ed ombre che ha scontato il rallentamento nel settore automobilistico ed una ripresa lenta di quello dell’edilizia. 2. Operando in maniera sporadica sui mercati esteri, facciamo riferimento a quanto indicatoci dalle case mandatarie.

Daniele Girelli

L’impressione, nello scorrere dell’anno, è stata di una certa particolarità del mercato italiano. Ad un inizio anno fin troppo euforico rispetto a quanto ci si sarebbe aspettato dopo il 2009 e le previsioni di lenta ripresa, è seguito un andamento a singhiozzo. 3. L’impressione è che, pur mantenendosi una sostanziale incertezza, soprattutto per il mercato interno, il 2010 possa concludersi con un buon recupero di volumi senza però tornare a quelli registrati nel 2008. Dovremo quindi considerare il 2010 come un anno di piena transizione e ripresa lenta.

Per quanto riguarda le previsioni sul 2011 un grande interrogativo riguarda la possibilità di tenuta dal punto di vista finanziario di molte realtà piccole che caratterizzano il panorama industriale e dei trasformatori in Italia. In particolare di tutti coloro che, non specializzandosi in settori di nicchia, risentiranno maggiormente della stagnazione dei consumi che si prospetta almeno per i mercati della zona euro. 4. Di sicuro ha pesato anche un aspetto speculativo, sempre presente in momenti come questo anche se la carenza di certi prodotti sconta spesso la chiusura di impianti produttivi causata dalla drastica riduzione dei consumi registrata lo scorso anno. Da tener conto è anche l’effetto della gestione delle scorte a magazzino che tende a ridurle ai minimi termini. L’incertezza dei mercati internazionali e la ripresa che è avvenuta in modo diseguale nelle varie parti del mondo ha molto pesato sull’andamento dei prezzi delle materie prime che si è fatto sentire soprattutto a partire da maggio. Un ritorno di una certa calma sui

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Inchiesta tra i fornitori di materie prime

Mario Dufour

mercati finanziari unito ad un riallineamento del cambio euro/dollaro dovrebbe portare ad un raffreddamento della corsa all’aumento dei prezzi. Non c’è dubbio che dopo quanto successo nel 2008 è sempre più arduo fare previsioni. 5. Storicamente il K è stato una vetrina per introdurre le novità sia per quanto riguarda nuovi prodotti che modifiche di prodotti esistenti; anche se negli ultimi anni poco si è visto nel settore della gomma. Vi è da pensare che i principali produttori di additivi e di specialità possano approfittare della incombente scadenza della normativa REACH in merito alla registrazione delle sostanze ed al fatto che detta normativa, insieme ad altre recentemente introdotte ed alla sempre maggiore attenzione ai fattori di sicurezza ambientale, tenderà a far sparire alcuni prodotti dal mercato, per introdurre dei nuovi sostituti che si possano presentare come alternative “verdi”.

1. La situazione economica si è mossa in linea rispetto al secondo semestre del 2009 che aveva già dato segnali meno negativi rispetto al primo semestre che era stato disastroso. Non si può parlare ancora di ripresa, parola così lontana da sembrare del secolo passato. C’è stato sicuramente un miglioramento rispetto al fondo toccato nella prima metà 2009 e questo è un fatto molto positivo ma non possiamo dimenticare che la caduta è generalmente valutata del 25% a livello mondiale e ci vorranno anni per sperare di tornare ai livelli precedenti. Comunque la situazione è decisamente migliorata e siamo abbastanza ottimisti ma dobbiamo ancora aspettare prima di poter parlare di vera ripresa. 2. Ci sembra di poter dire che il mercato italiano abbia reagito bene e forse meglio di altri mercati occidentali. Probabilmente la struttura

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settembre

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LAGORIO & DUFOUR

2010 n. 581

Mario Dufour

basata principalmente sulla media e piccola impresa ha retto meglio rispetto alla grande impresa per vari motivi tra cui il maggior radicamento sul territorio e la maggior disponibilità al sacrificio dell’imprenditore ma anche degli addetti. La grande impresa invece spesso decide a tavolino, lontana dai luoghi di produzione. 3. Pensiamo che il 2010 sia ancora un anno di sofferenza con aumentate difficoltà per le aziende marginali; speriamo che le banche diano l’aiuto necessario. Purtroppo le coper-


Inchiesta tra i fornitori di materie prime

ture assicurative dei crediti sono diventate molto più difficili per la prudenza, spesso eccessiva, usata dalle società di assicurazione. Pensiamo e speriamo che si possa parlare di vera ripresa per il 2011. Abbiamo tuttavia ancora dei dubbi perché non sappiamo se i governi saranno capaci di imporre nuove regole alla finanza che impediscano i danni enormi prodotti con la famosa e famigerata “finanza creativa”. Non siamo neanche sicuri che il rigoroso controllo dei costi che i governi stanno tentando in Europa sia veramente la cura migliore per il timore che possa portare ad una deflazione di cui per esempio ha sofferto il Giappone per oltre un decennio. La debolezza dell’euro darà il suo apporto alla nostra competitività sui mercati esteri e la fluttuazione annunciata dello yuan cinese potrebbe porre qualche ulteriore ostacolo alle importazioni dalla Cina, anche se non crediamo molto alle promesse cinesi.

Un altro aiuto alla ripresa potrebbe venire dall’aumentata presa di coscienza della necessità di proteggere la nostra produzione con il Made in Italy e dalla lotta alle contraffazioni e alle produzioni fuori legge sul nostro stesso territorio 4. In effetti il mercato delle materie prime del nostro settore è stato ed è ancora caratterizzato dalla scarsità di materiale e dai conseguenti prezzi elevati. Per quanto riguarda la gomma naturale ciò è dovuto alle condizioni climatiche all’origine che non hanno aiutato la produzione di gomma e lattice ma soprattutto all’atteggiamento dei grossi consumatori di questi materiali che, a causa dell’incertezza dei mercati, preferiscono mantenersi corti ed acquistare il più possibile di volta in volta, sul pronto. Questo, almeno sul breve, ha creato scompensi tra offerta e domanda. Nei prossimi mesi l’offerta dovrebbe fisiologicamente migliorare e riequilibrare la situazione anche se la domanda, pur debole a livello gene-

settembre

rale, sarà sempre concentrata a breve termine. Dobbiamo inoltre considerare l’importanza dell’elemento speculativo che condiziona i mercati e ne determina la loro volatilità. Le gomme sintetiche stanno soffrendo per le difficoltà di materie prime come il butadiene monomero la cui offerta è diventata gradualmente inferiore alla domanda e questo ha comportato consistenti aumenti del prezzo. Può anche darsi che sul breve termine ci sia della speculazione, ma c’è chi teme che la situazione di scarsità durerà anche nei prossimi anni. L’uso del gas (più economico) al posto della nafta nei crackers riduce automaticamente la quantità di butadiene ottenibile dal processo e molti impianti nuovi usano il gas. Sarà interessante vedere gli effetti sul mercato di consumo di possibili prezzi bassi della gomma naturale e prezzi alti delle gomme sintetiche. 5. Per quanto riguarda la materia prima gomma non ci risultano novità particolari.

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Warwick Massa S.r.l. Warwick Italia srl

rodotti per della Gom Prodotti per l’industria l’industria della gomma e delle materie plastiche

D.O.G. – ADD EFFICIENCY

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Grillo Zinkoxid GmbH Ossido Di Magnesio

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L’Assemblea annuale della Federazione Gomma Plastica

Preoccupano la perdita di competitività e il costo delle materie prime L’andamento congiunturale, la situazione delle imprese, il rinnovo del contratto di lavoro, il prezzo dei derivati del petrolio, le iniziative e i progetti della Federazione sono stati al centro della relazione presentata dal Presidente Nicola Centonze all’assemblea del 18 giugno. La sua analisi ha trovato conferma nei dati forniti nel suo intervento dal Direttore del Centro Studi Confindustria Luca Paolazzi. Nicola Centonze

I

l Presidente Centonze ha iniziato la sua relazione ricordando come nel nostro paese la crescita misurata dal PIL sia crollata negli anni, scendendo a zero nel 2009 per poi accennare ad una modesta ripresa quest’anno. “Ma la perdita di produttività paragonata a quella dei nostri partner europei è impressionante. Per fare un esempio, il costo del lavoro per unità prodotta (il CLUP) in Germania è sceso dal 1997 al 2007 da 100 a 90, in Francia da 100 a 93, in Italia invece è aumentato da 100 a 118. Il prezzo dell’energia elettrica all’ingrosso è di ca. il 40% superiore alla media europea.

La situazione delle imprese in Italia “Ciononostante il traguardo della maggior crescita può essere raggiunto rapidamente attraverso:

1. L’innovazione di processo e di prodotto e il sistema di certificazione della qualità Un paese squisitamente manifatturiero come il nostro non può prescindere da modelli di innovazione continua di processo e di prodotto e ha bisogno di un forte presidio da parte di enti di normazione e certificazione internazionalmente riconosciuti. Nemmeno il manifatturiero più tradizionale, di cui i settori gomma plastica fanno parte a pieno titolo, sfugge a questa logica. 2. L’introduzione di nuove tecnologie Anche i settori manifatturieri classici devono puntare all’innovazione tecnologica: automazione, digitalizzazione, informatizzazione sono in continua evoluzione e il mondo manifatturiero deve tenere settembre

il loro passo. Dopo la recente crisi questa necessità si è fatta ancor più evidente ed impellente. La velocità nelle risposte al mercato è una variabile da presidiare ai più alti livelli aziendali. 3. L’istruzione e la formazione professionale Purtroppo dobbiamo rilevare che la scuola oggi non fornisce più i periti industriali di una volta. I giovani, salvo eccezioni, arrivano nelle aziende con una scarsa preparazione. In attesa di una svolta del sistema scolastico che fa parte del progetto dell’attuale Ministro dell’Istruzione e nella speranza che si raggiungano presto gli effetti desiderati, le aziende devono farsi carico oltre che della formazione specifica richiesta per l’attività che i giovani occupati andranno a svolgere, anche di quel minimo di informazioni

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L’Assemblea annuale della Federazione Gomma Plastica

generali a completamento dell’istruzione scolastica. Enti come Fondimpresa dispongono di ingenti riserve che noi, purtroppo non sappiamo sfruttare che parzialmente. Chi ritiene che attingere a queste riserve sia inutilmente complicato e burocratico avanzi proposte concrete per favorire la formazione anche agli occupati. 4. La ricerca di nuovi mercati Non so quanto renda per le nostre imprese il sistema delle missioni all’estero. Noto però che questo sistema è poco accessibile alle piccole e medie imprese: non so se esista una soluzione che consenta loro di partecipare maggiormente a questi eventi ma mi sembrerebbe giusto valutarlo con attenzione”. Ma per aiutare la crescita -ha detto il Presidente- lo Stato deve fare la sua parte. In particolare per quanto riguarda le infrastrutture (che non sono solo le grandi opere ma opere civili e industriali che devono essere tenute sotto controllo nei loro costi e nei loro tempi di realizzazione); i costi dell’energia (“occorre riportare alla competenza esclusiva dello Stato le infrastrutture di interesse generale quali la rigassificazione, le reti di importazione e quelle di stoccaggio”); i tempi della giustizia e la certezza del diritto (“i tempi lunghissimi della giustizia, le difficoltà per incassare un credito, la incertezza nell’interpretazioni di leggi e normative, si aggiungono ai nostri problemi di tutti i giorni”).

L’andamento del settore gomma-plastica Dopo aver ripercorso le vicende che hanno portato al rinnovo del contratto nazionale di settore siglato un paio di mesi fa (“un buon contratto” lo ha definito), il Presidente Centonze ha analizzato l’andamento del settore nel corso del 2009.

I nodi da sciogliere La crisi è stata severa e c’è grande timore sulla sua durata. Quello che le aziende possono fare è affrontare le sfide adottando strategie incentrate su qualità, innovazione, ricerca di nuovi mercati. Questo, in sintesi, il giudizio espresso da Luca Paolazzi, direttore del Centro Studi Confindustria, nel suo intervento all’Assemblea della Federazione Gomma Plastica. La ripresa si estende e si rafforza (anche se si tratta di una ripresa a più velocità con in testa i Luca Paolazzi paesi emergenti), ha detto Paolazzi, e l’Italia l’ha agganciata, come si rileva dall’andamento delle esportazioni e dal miglioramento delle aspettative. Tuttavia la crisi sarà ancora lunga e il futuro dello sviluppo economico resta ancora incerto. Gli elementi che alimentano questa incertezza sono parecchi. In termini di PIL l’Italia ha perso otto anni e i tempi di recupero per tornare ai livelli pre-crisi si calcolano in quattro anni e tre mesi. Per fare un confronto, la Germania e gli Stati Uniti hanno perso rispettivamente quattro e tre anni e i tempi di recupero sono previsti in due anni e nove mesi per la prima e in un solo anno per i secondi. Inoltre la disoccupazione resta alta, l’apertura di credito delle banche alle imprese flette e su tutti i paesi pesa il macigno del debito pubblico. Si pensi che in percentuale sul PIL il debito, tra 2010 e 2015, passa in Giappone da 227,1 a 250, in Italia da 118,6 a 124,7, nei paesi avanzati da 104,4 a 117,1 (mentre nei paesi emergenti scende da 37 a 32,7). Non migliora certo il quadro il fatto che i prezzi delle materie prime sono in tensione. In ogni caso sono i paesi emergenti a costituire il motore della crescita. Nel 2000 gli emergenti e i PVS rappresentavano il 22% del PIL mondiale rispetto al 78% dei paesi avanzati. Nel 2030 il rapporto cambierà così: 58% i paesi avanzati e 42% gli emergenti. Intanto emergono nei paesi emergenti i “nuovi ricchi” (individui con un PIL pro capite superiore ai 30.000 dollari ai prezzi del 2005): si tratta in totale di oltre 400 milioni di persone, con in testa la Cina a 217 milioni, seguita da India (45 milioni), Brasile (28 milioni), Russia (17 milioni). Contro la concorrenza degli emergenti l’unica arma difensiva sono le innovazioni, che creano nuova domanda e il reddito per soddisfarla. Ecco perché, come si diceva all’inizio, le imprese devono puntare su qualità, innovazione, ricerca di nuovi mercati, alleanze. Ma la loro azione non può bastare -conclude Paolazzi- se non vengono migliorate le condizioni di contesto. Le priorità delle riforme vanno alla riduzione della burocrazia, all’alleggerimento del carico fiscale, alle infrastrutture, al mercato del lavoro, all’energia meno cara.

La ripresa si rafforza negli scambi mondiali, e l'Italia l’aggancia (Indici, gennaio 2008 = 100, dati in valore; soglia neutrale = 50)

Commercio mondiale Esportazioni italiane Ordini esteri globali, PMI (scala destra)

Fonte: elaborazioni CSC su dati CPB, Markit e ISTAT.


L’Assemblea annuale della Federazione Gomma Plastica

“Il comparto gomma ha visto un calo della produzione stimato complessivamente al 25%. A due diverse velocità nel settore pneumatici che ha registrato i cali più vistosi nel settore

trasporti, sia leggeri che pesanti, avvicinandosi a un -50%, ma le difficoltà non sono mancate nemmeno nel settore auto con una riduzione che, grazie al mercato del ricambio, è stata

del 13% circa. Gli articoli tecnici hanno subito pesanti difficoltà, stimate in una perdita media anche in questo caso del 25%, ma con punte del -50%

PRODUZIONE DI ARTICOLI DI GOMMA (Rilevazione Federazione Gomma Plastica tra le Aziende associate) Tonnellate PNEUMATICI (coperture + camere) Autovettura Autocarro e autobus Agricoltura e altri Moto e scooter MATERIALE PER RICOSTRUZIONE ARTICOLI TECNICI Tubi Nastri trasportatori e cinghie di trasmissione Pavimenti Gomma spugnosa Nastri autoadesivi Altri articoli Suole, tacchi e lastre TOTALE GENERALE

2005 01.897 246.119 124.375 30.828 575 42.829 359.023 96.839 9.302 19.364 16.755 108.810 81.227 26.725 803.749

% -2 -O -5 +7 -26 -10 -O +5 -6 +3 -21 +0 +1 -8 -1

2006 % 2007 393.720 -2 385.609 249.340 +1 242.711 114.380 -8 111.164 29.495 -4 31.245 505 -12 489 44.266 +3 44.416 380.665 +6 392.922 95.839 -1 101.437 9.918 +7 10.604(*) 19.103 -1 19.999 23.854 +42 29.070 116.348 +7 115.849 86.611 +7 88.905 28.992 +8 27.058 818.651 +2 822.947

% -2 -3 -3 +6 -3 +0 +3 +6 +3 +5 +22 -O +3 -7 +0

2008 % 361.401 -9 219.754 -9 107.318 -3 33.904 +9 425 13 41.805 -6 353.743 10 92.352 -9 10.335 -3 19.545 -2 26.733 -8 109.548 -5 72.455 19 22.775 16 756.949 -8

2009 275.316 191.296 56.775 26.826 419 26.371 263.789 46.788 8.769 16.351 26.494 94.123 54.085 17.179 565.476

% -24 -13 -47 -21 -1 -35 -25 -49 -15 -16 -1 -14 -25 -25 -25

(*) Variazioni aziendali

ESPORTAZIONE DI ARTICOLI IN GOMMA (Elaborazione Federazione Gomma Plastica) Tonnellate Totale Pneumatici (Coperture + camere) Pneumatici (**) • Autovettura (H) • Autocarro e autobus (**) • Motociclo e motoscooter (**) • Bicicletta e ciclomotore (**) • Altri (avio, agricoltura, carrelli ind.li, ecc.) (**) Camere d'aria • Autovettura, autocarro e autobus (**) • Bicicletta (**) • Altre (**) Semilavorati Articoli tecnici e vari • Tubi • Nastri trasportatori e cinghie di trasmissione • Tappeti e pavimenti • Ebanite e lavori in ebanite • Gomma spugnosa • Nastri autoadesivi (*) • Articoli igienici e sanitari • Suole e tacchi • Fili, corde e filati • Altri articoli tecnici e vari Calzature • Con tomaia materie tessili • Altre TOTALE

2005 ∆% 2006 ∆% 355.694 -6 355.388 -o N.A. N.A. 204.565 -9 114.705 -5 926 +10 887 +3 34.611 +11

2007 ∆% 2008 ∆% 2009 ∆% 347.134 -2 313.247 -10 250.761 -20 N.A. - 308.874 - 248.065 -20

207.672 105.592 1.059 881 40.184

+2 -8 +14 -1 +16

206.403 101.454 930 1.046 37.301

-1 -4 -12 +19 -7

165.334 97.069 808 768 44.895

-

N.A.

-

N.A.

-

N.A.

-

4.373

-

N.A. NA NA

-

NA NA NA

-

NA N.A. N.A.

-

3.614 258 501

-

101.202 +11 105.003 441.971 -O 471.077

+4 +7

107.910 463.812

+3 102.802 -2 447.979

96.226 -2 12.437 +14 14.561 +1 1.927 -6 28.918 -1 196.846 +1 4.621 +0 6.994 +2 1.936 -6 77.505 -4

104.515 13.735 16.135 1.927 34.032 209.953 5.957 6.758 2.401 75.664

+9 +10 +11 +0 +18 +7 +29 -3 +24 -2

112.160 14.928 17.813 1.959 33.447 183.369 6.160 7.135 2.181 84.660

+7 +9 +10 +2 -2 -13 +3 +6 -9 +12

20.402 -13

21.900

+7

21.757

-1

10.987 -10 9.415 -16

11.756 10.144

+7 +8

11.611 10.146

-1 +0

-2 953.368

+4

940.613

919.269

154.794 58.359 423 665 33.824

-6 -40 -48 -13 -25

2.696 -38 2.131 195 370

-41 -24 -26

-5 79.697 -22 -3 371.857 -17

108.469 -3 13.716 -8 17.102 -4 2.180 +11 37.095 +11 174.589 -5 4.466 -28 6.767 -5 2.498 +15 81.097 -4

69.200 12.114 19.366 2.849 30.492 159.144 5.393 6.734 2.687 63.878

-36 -12 +13 +31 -18 -9 +21 -O +8 -21

21.434

23.380

+9

-1

12.917 +11 8.517 -16

-1 885.462

12.678 -2 10.702 +26

-6 725.695 -18

(*) Nastri autoadesivi. variazione base censita dal 2007. (**) Pneumatici: per gli anni precedenti al 2008 il dato comprende anche le Camere d'aria. Fonle: ISTAT

settembre

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L’Assemblea annuale della Federazione Gomma Plastica

CONSUMO MONDIALE DI GOMMA NATURALE E SINTETICA 2008 e 2009 (Rilevazione ETRMA) '000 Tonnellate

GN 138 1041 1179 357 76 141 574 33 58 68 27 200 247 134 10 82 28 17 178 8 77 91 1257 39 136 53 228 58 70 127 24 2924 881 414 878 358 469 97 398 366 6808 10154

Canada USA AMERICA DEL NORD Brasile Messico Altri paesi latinoamericani AMERICA LATINA Austria Belgio/Lussemburgo Repubblica Ceca Finlandia Francia Germania Italia Olanda Polonia Portogallo Slovenia Spagna Svezia Regno Unito Altri E.U. UNIONE EUROPEA Russia Turchia Altri Europa PAESI NON U.E. Sudafrica Altri paesi Africa AFRICA Australia Cina India Indonesia Giappone Repubblica Coreana Malaysia Taiwan Tailandia Altri Paesi Asia ASIA PACIFICO TOTALE MONDO

2008 GS TOT 163 302 1734 2775 1897 3077 481 839 149 225 213 353 843 1417 14 47 95 153 134 202 30 57 316 516 586 833 238 372 114 124 178 260 53 81 44 61 259 437 71 80 157 234 196 287 2486 3743 500 538 196 333 163 217 859 1087 70 127 49 119 119 246 50 74 3479 6404 294 1175 139 553 1138 2016 329 687 125 594 212 308 195 593 300 666 6260 13068 12619 22773

%GS 54,1 62,5 61,7 57,4 66,1 60,2 59,5 30,6 62,3 66,5 52,2 61,3 70,4 63,9 92,1 68,5 65,3 72,4 59,2 89,5 67,2 68,3 66,4 92,8 59 75,1 79 54,8 43,4 48,3 68,1 54,3 25 25,1 56,4 47,9 21 68,6 32,9 45,1 47,9 55,4

nel maggior segmento di riferimento, quello dei tubi. Per le plastiche abbiamo registrato risultati disastrosi nell’edilizia, nell’auto e nella componentistica elettrica ed elettronica. Meno pesanti i cali nel settore dell’imballaggio sorretto dall’alimentare, dal farmaceutico, dalla detergenza e dall’igiene personale”.

“Entrambi i comparti hanno però dovuto fare i conti con un vertiginoso e generalizzato aumento dei prezzi. Aumenti che il mercato non ha assorbito o ha assorbito con tempi inconciliabili per le nostre imprese. Si può però dire che lo scorso anno è stato un anno molto difficile per tutti (o quasi tutti) mentre nei primi mesi del 2010 si evidenziano alcuni

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2010 n. 581

GN 102 687 790 254 70 124 449 23 25 46 9 109 170 89 8 69 21 14 124 4 42 69 823 25 105 37 167 52 38 90 16 3669 904 404 637 330 470 91 360 372 7253 9457

2009 GS TOT 158 261 1448 2135 1606 2395 445 700 125 195 185 309 755 1204 13 37 80 106 96 142 15 24 279 387 450 620 170 258 80 88 143 213 40 61 36 50 160 284 64 68 124 166 156 225 1907 2730 445 470 173 278 127 164 746 913 58 110 36 73 93 183 35 51 4266 7935 312 1216 147 551 834 1471 278 608 130 599 212 303 232 592 292 664 6737 13990 11878 21425

%GS 60,7 67,8 67 63,5 64,1 59,8 62,7 36,3 76 67,5 63,2 71,9 72,6 65,7 91,2 67,4 65,1 71,9 56,2 93,5 74,8 69,3 69,9 94,6 62,3 77,4 81,7 52,3 48,5 50,8 69,3 53,8 25,7 26,6 56,7 45,7 21,6 69,9 39,2 43,9 48,2 55,4

deboli segnali di ripresa. Si può dire in generale che sono riprese le esportazioni che erano crollate lo scorso anno, e questo ancor prima che l’euro subisse la pressione della speculazione internazionale. La debolezza dell’euro, se si mantenesse e pur con i suoi risvolti negativi per quanto concerne i prezzi delle materie prime, sarebbe


L’Assemblea annuale della Federazione Gomma Plastica

Assemblea Federazione Gomma Plastica - 18 giugno 2010 I risultati delle votazioni per Giunta, Collegio dei Revisori e Probiviri Giunta per il settore Gomma: Astarita Paolo ..................................... Trelleborg Baessato Dario ................................... IVG Colbachini Benetti Pier Giorgio ............................ Rapisarda Industries Caylar Jean Paul ................................ Michelin Italiana Cittadini Paolo .................................... Industrie Ilpea Dalla Valle Carlo ................................. Prysmian De Alessandri Massimo ...................... Marangoni Della Lucia Stefano ............................ Sapsa Bedding D’Este Alessandro ............................. Pirelli Fontana Adriano ................................. CF Gomma Fugazza Ermanno .............................. Cooper-Standard Automotive Italy Raspone Nicola .................................. Bridgestone Italia per il settore Plastica: Baban Alberto ..................................... Tapì Bergaglio Marco ................................. Esbe Italiana Bosi Tullio ........................................... Sirea Colombo Mariateresa ........................ Macplast Gallina Dario ....................................... Dott. Gallina Iazzolino Luca..................................... Plastotecnica Minardi Paolo...................................... Obrist Miscione Fulvio ................................... Ticinoplast Mondini Francesco ............................. Sinterplast Olmo Luigi .......................................... Olmo Spagni Pietro ...................................... Petra Polimeri Zelcher Renato ................................... Crocco

Collegio dei Revisori contabili Giorgio Leone (Presidente) Sergio Donadeo, Nicola Frangi e Roberto Ornaghi (Effettivi) Ilaria Chiapparini Sacchini e Riccardo Lagonigro (Supplenti)

Probiviri Alessandro Damoli, Massimo Foggini, Maria Luisa Franzini, Omar Liberati, Sergio Rombolotti, Alberto Schiavi

un forte aiuto alle nostre esportazioni proprio nelle aree che più ci interessano e un freno alla concorrenza”. “Purtroppo ci preoccupa ormai da mesi il continuo aumento dei prezzi delle materie prime, al quale si è accompagnata, negli ultimi tempi, un’altrettanto preoccupante scarsità di alcuni materiali”. Il Presidente ha concluso questa parte della sua relazione auspicando una proroga della Tremonti Ter che è stata certamente di grande utilità per le aziende.

Iniziative e progetti messi in campo della Federazione Passando ad illustrare gli impegni e le iniziative della Federazione, il Presidente ha ricordato che “i nostri materiali, e le materie plastiche in particolare, sono oggetto di quotidiane critiche che ci devono preoccupare. Sono attacchi che vengono non solo dal fronte ambientalista ma anche dalla stampa, dalla politica, dal legislatore centrale e locale”. settembre

“Dall’inizio di gennaio abbiamo contato sei diverse proposte di legge per la reintroduzione del vuoto a rendere, una dozzina di interrogazioni parlamentari sull’obbligo di impiegare materie plastiche biodegradabili, tanti Comuni hanno anticipato la messa al bando dei sacchetti in polietilene…” L’art. 2 della proposta di legge per incentivare la diffusione di imballaggi bio-degradabili prevede l’adozione di un programma sperimentale nazionale per la progressiva riduzione della commercializzazione di imballaggi composti da plastica non biodegradabile. Il messaggio che percepisce il consumatore è quindi negativo per la plastica tradizionale. “E questo non riguarda solo gli imballaggi: in passato è stato demonizzato il PVC, pochi mesi fa la Federazione ha dovuto ricorrere per vie legali contro un provvedimento dell’ATO di Pavia che non prevedeva l’utilizzo di tubazioni per l’acqua che non fossero di ghisa precludendo qualunque impiego di polimeri, elastomeri e compositi ma anche di altri materiali che non cito non avendo titolo per farlo”. “Ancora una volta siamo alle prese con la mancanza di cultura scientifica e tecnologica anche in quei luoghi dove essa dovrebbe prevalere. “Ed è qui che la Federazione deve scendere in campo prima di tutto con gli Istituti partecipati. Mi riferisco, per esempio, ai laboratori quali il Cerisie o l’Istituto Italiano dei Plastici che devono diventare, anche verso l’esterno e in supporto alle Associazioni e alla Federazione, i testimoni di processi produttivi alla continua ricerca dell’eccellenza”. “Sia il comparto della gomma che quello della plastica sono impegnati in un rilancio di questi enti.

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L’Assemblea annuale della Federazione Gomma Plastica

Nemmeno noi associazioni o federazioni siamo esenti da responsabilità: abbiamo, negli ultimi anni, commesso l’errore di abbandonare questi enti al loro destino. I nostri settori hanno avuto forti momenti di difficoltà: le crisi petrolifere, i mercati emergenti e le fasi congiunturali negative che hanno prevalso sulle favorevoli. Non dobbiamo però dimenticare che la qualità dei nostri prodotti può, nel medio periodo, mettere a tacere anche i più accaniti detrattori. È vero, ci manca la possibilità di far conoscere in modo adeguato la nostra voce sui media, televisione, quotidiani, riviste per contrastare false informazioni che trasmettono un’immagine negativa sul lavoro delle nostre aziende”. “Abbiamo bisogno di sostenere

le nostre ragioni a livello confederale e politico e lo dobbiamo fare con le armi della tecnologia e della qualità. E siccome l’unione fa la forza, è importante la coesione tra le Associazioni della filiera. Poche settimane fa si è perfezionato un accordo per l’adesione alla Federazione di Assocompositi quindi si aggiunge un terzo comparto ai due fondatori”. C’è però ancora molta strada da fare. “Ci sono tante piccole altre organizzazioni specializzate vuoi nella qualità, vuoi nella promozione o nella difesa di questo o quel materiale che possono aggiungersi alla compagine federativa”. “Abbiamo contato, probabilmente per difetto, una dozzina di organizzazioni che mi permetto di definire “minori” senza voler urtare

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la suscettibilità di nessuno. Significa una dozzina di sedi, una dozzina di direttori o coordinatori, di svariate dozzine di funzionari e impiegati. Come possiamo lamentare il peso della burocrazia e della pubblica amministrazione se anche noi percorriamo la strada della frammentazione e della moltiplicazione dei costi? È vero questi sono, per lo più, enti e istituti privati finanziati da imprese private ma se ieri erano un simbolo dell’universo di materiali che compongono i nostri settori oggi sono simbolo di inefficienza”. Il Presidente ha concluso ricordando che anche i produttori di macchine di Assocomaplast hanno in serbo delle proposte di carattere organizzativo; le valuteremo prestissimo insieme, ha detto. 

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Una società in pieno rinnovamento di a.d.p.

La recente crisi che ha travolto l’intera economia internazionale ha portato la Doss Visual Solution a rivedere concetti gestionali e produttivi per proporne di nuovi e quindi progettare macchine per il controllo a visione artificiale che soddisfino i nuovi requisiti richiesti, come una più alta qualità ed elevate velocità di controllo produttivo.

L

a Doss Visual Solution si prepara ad affrontare un immediato futuro con nuove proposte interessanti ed innovative per il settore gomma. Il nuovo assetto societario, infatti, prevede un programma ricco di novità già a partire dal prossimo autunno in concomitanza con K 2010 di Düsseldorf. In tale occasione la società di Erbusco presenterà alcune delle novità dedicate proprio al campo della gomma. Doss ha già prodotto e consegnato ai propri clienti cinque nuove macchine che consentono di utilizzare una elevata velocità con doppio controllo esterno/interno (per Oring, anelli di tenuta ecc.) utilizzando una nuova tecnologia con l’utilizzo di una struttura elettronica che prevede l’installazione di più videocamere a 5 megapixel HD (High Definition). La nuova struttura elettronica non solo offre il vantaggio di una tecnologia avanzata già presente sul mercato, ma prevede anche di utilizzare videocamere di qualsiasi provenien-

za e tecnologia come per esempio il sistema CCD piuttosto che il CMOS oppure ancora a Raggi X. Tutte queste tecnologie si appoggiano ad una struttura informatica formata, come sempre, da un PLC per l’automazione, completato da microprocessori e da computer ed opportuni softwa-

Il direttore generale Daniel Salvà.

La sede di Doss Visual Solution.

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Visione artificiale

un elaboratore di immagini-microprocessore, che fa da cervello. I sensori utilizzati sono basati su sistema CCD o CMOS ad alta risoluzione (diversi milioni di pixel). L’immagine catturata è analizzata dal microprocessore ed un particolare software dedicato fa da interfaccia fra l’immagine ed il set di parametri/tolleranza di controllo. Il software, ovviamente, è in grado di poter effettuare tutta una serie di controlli/calcoli matematici come medie, derivate, deviazione standard (calcoli statistici), equazioni trigonometriche ecc.

I sistemi di visione artificiale Nell’impegno verso la qualità e l’efficienza della produzione aziendale, i sistemi automatici di visione artificiale sono lo strumento innovativo che semplifica le attività di misurazione e controllo degli aspetti delle molteplici fasi di lavorazione. Questa tecnologia ha consentito uno straordinario salto qualitativo nel miglioramento degli standard di verifica, classificazione e selezione dei pezzi difettosi. Tale tecnologia è applicabile nei più disparati settori produttivi come il settore gomma, plastica, ceramica, carta, vetro, metalli ecc. Tutti questi materiali hanno in comune le stesse problematiche, devono garantire elevati standard qualitativi sia in termini prestazionali sia in termini dimensionali.

Il reparto produzione.

Le nuove macchine

La serie base Lite D HD.

re per la gestione automatica del sistema. Grazie a questi nuovi sistemi è stato possibile anche aumentare la velocità della macchina per un più rapido controllo. 46

| L’INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA |

La visione artificiale La visione artificiale è una tecnologia che utilizza un sistema formato da telecamera, che fa da occhio, e da settembre

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Le macchine base sono tutte provviste di videocamere da 5 megapixel e quindi tutte offrono un’elevata velocità esecutiva. Questi tipi di macchine cosiddette leggere sono chiamate serie Lite D HD (High Definition) con controllo sul lato A e lato B del pezzo. Sono macchine di selezione automatica composta da due tavole che permettono di controllare i pezzi su entrambi i lati. I pezzi vengono caricati alla rinfusa e separati in contenitori di-


Visione artificiale

Le novità

La struttura organizzativa della società.

versi, in pezzi conformi (in tolleranza) e scarti, alla fine del ciclo d’ispezione. L’operatore imposta i parametri e le tolleranze da rispettare e la macchina rilascia un report relativo ai pezzi conformi, il dettaglio degli scarti ed il conteggio per ogni tipo. Ottima la ripetibilità e rintracciabilità dei lotti eseguiti. Su queste macchine si possono montare fino a 10 videocamere HD. La serie Lite D è la macchina base di Doss che le ha sempre consentito di competere sul mercato nonostante la crisi e che sta rilanciando la società in tutto il mondo.

Una delle novità, che poi diventeranno prodotti base, che sarà presentata a K 2010 , è la Migl II (Macchina per l’Ispezione delle Guarnizioni Lunghe). La Migl II è frutto di questa nuova tecnologia che consente di effettuare ispezioni di qualità maggiore ed alta velocità. La macchina è in grado di ispezionare guarnizioni fino ad un diametro di 500 mm e lunghezza/altezza fino ai 2 metri. Migl II utilizza la visione bidimensionale. Caratteristiche della serie: ∙ controllo qualità per guarnizioni irregolari piane con carico sia manuale che robotizzato. I pezzi devono essere puliti, liberi da polvere e/o sostanze che potrebbero alterare il profilo; ∙ tipo di Controllo Stazione 1: controllo superficiale dedicato sul lato A della guarnizione, controllo scalfitture, controllo porosità; ∙ tipo di Controllo Stazione 2: dispo-

sitivo di “ribaltamento pezzo”, controllo come in stazione 1 ma su lato B della guarnizione; ∙ tipo di Controllo Stazione 3: quattro dimensioni lineari da “apprendere” con 8 appositi righelli, controllo bave esterne/interne, controllo rotture che modificano il profilo del pezzo, controllo appartenenza al lotto, rotture. Un altro frutto di questa nuova tecnologia è quello di aver realizzato una macchina per il settore dell’edilizia per il controllo dei cappotti degli edifici che sono realizzati con piastre di diverso materiale ed altri elementi decorativi. Tutto ciò non deve mostrare difetti superficiali. Doss ha realizzato una macchina proprio per controllare tali elementi.

Il futuro della visione artificiale Il controllo a raggi X Molto si è fatto in questa direzione e la Doss ha realizzato approfonditi studi in base ai quali un sistema a Raggi X è in grado di individuare la presenza di metallo, di dimensione superiore al decimo di millimetro, incluso nel compound. La macchina opera con velocità pari a 45/50 metri/minuto per consentire un’elevata produttività. Questa applicazione colloca Doss ai vertici internazionali, non solo in Europa ma anche oltreoceano.

DUET: una macchina basata su un nuovo concetto Doss ha in corso un nuovo progetto che sarà ufficializzato alla fine del secondo semestre di quest’anno. Il progetto è basato su un nuovo concetto che aprirà la strada ad una nuova linea di prodotti in grado di ispezionare pezzi ancora oggi impossibili da controllare in modo automatico. Lo sapremo in anteprima dopo K 2010 di Düsseldorf. 

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“Vacanze Sicure 2010”: ancora risultati poco incoraggianti di Giuseppe Cantalupo

Sono stati presentati i risultati dell’iniziativa “Vacanze Sicure 2010” promossa da Assogomma/Gruppo Produttori Pneumatici e Federpneus nell’ambito della campagna “Pneumatici sotto controllo”. Anche questa volta la conclusione è poco confortante: sono ancora molti i veicoli che circolano con pneumatici non in ordine.

N

ei mesi di aprile, maggio e giugno di quest’anno gli agenti della Polizia Stradale di cinque regioni italiane (Veneto, Trentino Alto Adige, Emilia Romagna, Toscana e Puglia) hanno controllato lo stato dei pneumatici di circa 10.000 veicoli, tra nazionali e stranieri, circolanti sulle strade di queste regioni. L’iniziativa, di cui abbiamo parlato nel numero di maggio scorso della rivista, era “Vacanze Sicure 2010”, e i risultati dell’indagine, elaborati presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Firenze, sono stati presentati a Roma l’8 luglio scorso. Scopo della campagna era quello di sensibilizzare, ancora una volta, i conducenti di veicoli motorizzati sull’importanza che ha il controllo dei pneumatici come elementi primari di sicurezza attiva, e i mezzi presi in considerazione sono stati autovetture, veicoli commerciali leggeri (VAN), veicoli pesanti per il trasporto di merci e persone, rimorchi e camper.

tici lisci è risultata compresa tra il 3 e il 5%. Un buon risultato, si direbbe, specie se lo si confronta con l’810% della prima indagine condotta nel 2003: praticamente dimezzato il numero delle auto con gomme usurate. Rapportato, però, al parco cir-

PARCO CIRCOLANTE ITALIANO ANNO 2008 48 milioni di veicoli di cui Ø 36 milioni vetture Ø 6 milioni moto Ø 4 milioni autocarri e autobus Ø 1 milioni rimorchi e semi rimorchi Ø 1 milione altri mezzi Fonte: ACI

Il quadro che emerge dall’indagine non è particolarmente incoraggiante.

Profondità di scolpitura del battistrada Su 5.000 vetture controllate, la percentuale di quelle con pneumasettembre

colante italiano composto da circa 48 milioni di veicoli, questo dato non si rivela certo soddisfacente, perché se ne ricaverebbe che oltre un milione e mezzo di vetture circolerebbero con pneumatici fuori legge. Vale la pena ricordare che il codice della strada impone come limite minimo di profon-

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Pneumatici sotto controllo

tuire, singolarmente, altrettante premesse di un cedimento strutturale del pneumatico, specie in condizioni severe di utilizzo, quali sono quelle estive: macchina a pieno carico e magari con gomme sottogonfiate, temperatura elevata del fondo stradale, eccetera.

Pneumatici non omogenei

La Polstrada in azione.

dità del battistrada 1,6 mm per auto, autocarri leggeri e pesanti, camper, eccetera, e 1 mm per le moto.

Omologazione La media delle rilevazioni effettuate in Veneto, Trentino Alto Adige, Emilia Romagna e Puglia ha dato lo 0,8% come percentuale di non omologazione delle gomme nelle auto controllate. In Toscana, nel 2009, era stato registrato lo 0,5%. Un risultato, quello attuale, particolarmente importante, quindi, soprattutto se si considera che dai controlli svolti nel 2008

dalle Forze di Polizia su strade urbane e extra-urbane in sei regioni d’Italia era emerso che la percentuale delle vetture che viaggiavano su pneumatici non omologati era dell’1,7%!

Gomme con danni visibili Si riscontra un dato preoccupante: mediamente, il 3% dei veicoli, con picchi locali fino al 5%, ha le gomme in queste condizioni. Ossia, con screpolature, tagli, rigonfiamenti sui fianchi, fessurazioni dei battistrada o dei fianchi stessi. Si tratta di situazioni di rischio grave, perché possono costi-

Anche sotto questo aspetto il risultato dell’indagine è allarmante: il 4% delle vetture circola con pneumatici non identici sullo stesso asse. Ricordiamo che oltre ad avere lo stesso disegno del battistrada, i pneumatici montati sullo stesso asse devono anche essere conformi alla carta di circolazione: devono avere, cioè, esattamente le caratteristiche riportate su questo documento (misure, indice di carico, codice di velocità, eccetera).

Revisione dei veicoli Alta la percentuale di vetture non revisionate: il 4% circa quelle italiane, il 10% quelle estere. Ma in questo caso la diversità dei dati potrebbe essere dovuta all’applicazione generalizzata della normativa vigente nel nostro paese (prima revisione del veicolo dopo quattro anni dall’immatricolazione e revisioni successive ogni due anni), mentre in altri paesi potrebbero essere in vigore norme diverse.

Vetture con pneumatici invernali ancora montati

La rilevazione dello spessore del battistrada di un pneumatico di un mezzo pesante.

Particolarmente alta la percentuale dei veicoli che montavano ancora gomme invernali: 8,6% quelli italiani, 13,6% quelli esteri. E qui è opportuna una considerazione che, evidentemente, a molti sfugge. I pneumatici invernali sono così chiamati, perché sono quelli idonei a garantire una guida sicura nelle condizioni climatiche tipiche della stagione fredda, quando il fondo stradale è particolarmente insidioso. Le loro prestazioni dipendono dalla mescola particolare con la quale sono prodotti e che fa sì che essi esi-


Pneumatici sotto controllo

biscano al meglio le loro caratteristiche proprio a bassa temperatura, più specificamente quando si scende sotto i 7°C. Sono, come ha detto Fabio Bertolotti, Direttore di Assogomma, in occasione di altri eventi della campagna “Pneumatici sotto controllo”, ‘le scarpe giuste’ per il veicolo in inverno, e tra aprile e maggio devono essere sostituiti da quelli estivi. Altrimenti è come camminare, d’estate, calzando stivali o scarponi doposci. Oltre tutto, smontarli, come consigliano gli esperti, quando la temperatura ambiente si stabilizza, in risalita, intorno ai 15°C significa sfruttarne al meglio non solo le prestazioni, ma anche la durata.

Commerciali leggeri e veicoli pesanti Anche nella categoria dei veicoli commerciali leggeri (VAN), con ptt (peso totale a terra) inferiore a 3,5 tonnellate, sono state registrate situazioni allarmanti. Una percentuale rilevante di questi mezzi (tra il 4 e il 5,5%) viaggiava con pneumatici lisci, e altrettanto significativa è risultata la percentuale nell’ambito della disomogeneità: 3%, sia per gli italiani che per gli stranieri. Alta anche la percentuale dei veicoli non revisionati: 4,4% la media, con picchi anche superiori al 7%. In Emilia Romagna e in Veneto sono stati controllati un centinaio di camper. Al dato confortante della bassa percentuale di mezzi con battistrada consumati (1,6%) fanno subito seguito, però, quelli scoraggianti relativi ai pneumatici con danneggia-

menti visibili (4,8%, con una punta superiore al 7% in Emilia Romagna) e ai veicoli non revisionati (2,5% dei mezzi controllati). L’indagine ha riguardato, per la prima volta, anche i mezzi pesanti: sono state oltre 3.000 le motrici controllate (11% quelle straniere), mentre i rimorchi indagati sono stati più di 1.100. Nell’ambito delle motrici, sono stati riscontrati pneumatici lisci in meno dell’1% dei casi sul primo e sul secondo assale, mentre il dato relativo al terzo sale al 2,5% nei mezzi italiani e al 4% in quelli esteri. Sul fronte delle gomme con danni visibili, è stata registrata una percentuale del 5% sia sui veicoli italiani che su quelli di nazionalità estera. Per quanto riguarda la non omologazione, questa è stata riscontrata nell’1,3% delle motrici italiane, con una punta dell’1,8% nel Trentino Alto Adige. Praticamente assente questa inosservanza nei veicoli stranieri (0,3%). Nel caso dei rimorchi, è stata rilevata una percentuale di pneumatici con battistrada consumati relativamente bassa su tutti gli assali (dall’1 al 2%), mentre è risultata sorprendentemente alta quella delle gomme con danni visibili: oltre il 10%, il doppio di quella osservata per le motrici, con una punta del 20% circa per quelli stranieri controllati in Toscana. Sono stati controllati, infine, solo in Toscana, anche circa 200 pullman turistici, quasi tutti italiani (poco più del 92%). Sono stati riscontrati pneu-

matici lisci sul primo assale nell’1% dei casi, sul secondo assale nello 0,4% e sul terzo nel 3,9%, mentre sono stati osservati pneumatici danneggiati solo nell’1,3% dei mezzi indagati.

Quale conclusione? È una sola. “Se queste percentuali – ha affermato Bertolotti – le trasferiamo sul totale del parco circolante in Italia, la conclusione è che nel nostro paese sono milioni i mezzi che circolano con pneumatici non in condizioni di sicurezza”. E questa è una situazione certamente poco rassicurante, specie se si considera che d’estate la circolazione stradale diventa più critica e, conseguentemente, le situazioni di rischio aumentano. Di qui il suggerimento del Direttore di Assogomma di fare un’attenta manutenzione del proprio veicolo, dei “pneumatici in primis con particolare attenzione al gonfiaggio”, prima di partire per vacanze sicure. Sulla stessa lunghezza d’onda l’intervento di Roberto Sgalla, Direttore del Servizio Polizia Stradale, che sottolinea l’importanza di indagini di questo tipo sul piano della prevenzione degli incidenti: controllare lo stato dei pneumatici e le loro condizioni non è tanto o solo una questione di evitare qualche sanzione pecuniaria prevista dal codice della strada in caso di infrazioni o inadempienze, quanto di guidare badando a un interesse molto superiore, la sicurezza nostra e degli altri. 

www.gestoesitore.it

settembre

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Aziende

Compie vent’anni ma l’esperienza e i risultati ne dichiarano di più di Giuseppe Cantalupo

Competenza e proficuo utilizzo dell’esperienza. Queste le basi sulle quali Unigomma ha fondato il suo successo, frutto di una innovazione tecnologica costante e di un aggiornamento puntuale e continuo sulle esigenze del mercato.

U

nigomma nasce nel mese di settembre del 1990 a Sarnico, Bergamo, e in breve tempo si afferma come fornitore di qualità di prodotti in gomma e guarnizioni per tutti i più importanti settori industriali, dimostrandosi anche capace di sfruttare vantaggiosamente la sua favorevole collocazione geografica. La zona tra Brescia e Bergamo, infatti, ha una lunga tradizione nella produzione di guarnizioni industriali e nello stampaggio della gomma, e l’azienda, oggi a Villongo, si trova al centro di questo importante polo produttivo. Occupa una superficie di 6000 metri quadrati, di cui 4000 coperti, e impiega circa 40 dipendenti con due reparti: uno dedicato alla produzione degli O-ring, l’altro dei particolari a disegno. Il fatturato medio annuo è di 10 milioni di euro circa, e il 65% della produzione va all’estero: segno evidente dell’elevato livello qualitativo degli articoli dell’azienda, prodotti con apparecchiature all’avanguardia. I principali mercati di sbocco sono il 52

| L’INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA |

Nord Europa, gli USA e la Cina, ma i suoi prodotti sono presenti anche in India e a Singapore.

I meriti del socio fondatore Una menzione particolare va a Oliviero Fumagalli, socio fondatore della società assieme al figlio Marco e a Vittorio Calissi. E la merita tutta. Perché alla veneranda età di ottanta anni essere il decano ancora in attività della “Rubber Valley” significa aver tracciato, col proprio lavoro, una guida alla quale altri hanno impostato con successo il loro. E tutto ciò rappresenta, di certo, una impareggiabile soddisfazione, ma significa soprattutto veder riconosciuti i propri meriti e raccogliere i frutti di una lunga esperienza che ha fatto poi scuola. Incomincia negli anni ’60 come Direttore della ditta Lanza di Antonio Lanza, acquisendo le prime conoscenze, all’epoca d’avanguardia, nel campo dei fluoroelastomeri e del PTsettembre

2010 n. 581

La sede di Unigomma a Villongo.

FE. Continua, poi, nella Tosini s.p.a. e in seguito fonda, negli anni ’80, la Italian Gasket, nella quale assume il ruolo di Presidente. In Unigomma è presente oggi l’impronta marcata delle sue conoscenze trasmesse all’azienda, che hanno permesso in passato e permettono tuttora di risolvere problemi complessi e fronteggiare richieste esigenti che il produttore accorto di guarnizioni industriali deve soddisfare.

Gli articoli e i settori applicativi La produzione e la commercializzazione riguardano articoli in elasto-


Aziende

meri, fluoroelastomeri, PTFE e TPE che trovano impiego in molti campi di applicazione, dall’auto agli elettrodomestici, dall’alimentare a valvole e raccordi, dall’idraulica all’oleodinamica e alla pneumatica. Particolarmente ampia la gamma degli elastomeri impiegati: gomma naturale (NR), copolimero butadiene-stirene (gomma SBR), copolimero butadiene-acrilonitrile (gomma NBR), gomma nitrilica carbossilata (XNBR), copolimero acrilato di etile (gomma acrilica ACM), policloroprene (CR), polietilene clorosolfonato (CSM), copolimero isobutilene-isoprene (gomma butile IIR), copolimero etilene-propilene (gomma EPM), terpolimero etilene-propilene-monomero dienico (gomma EPDM), gomma fluorosiliconica (FVM/FVQM) e siliconica (VMQ/LSR), gomma fluorurata (FKM/FPM) e perfluorurata (FFKM/FFPM), polimeri poliuretanici poliesteri (AU) e polieteri (EU), poliepicloridrina (CO), politetrafluoroetilene (PTFE). Il cliente presenta la sua richiesta e l’azienda ne esamina il progetto, scegliendo, tra gli oltre 300 tipi di compound di cui dispone, quello più adatto a soddisfare i requisiti richiesti nel prodotto finale. Qualunque sia l’esigenza e qualunque sia il campo di applicazione. Qualche esempio: ∙ guarnizioni speciali (pneumatiche, idrauliche, oleodinamiche per auto e motocicli) per apparecchiature di regolazione e controllo portata di gas e liquidi, capaci di resistere ad alte e basse temperature, agli agenti chimici e all’usura; ∙ articoli e particolari a disegno in qualsiasi tipo di polimero; ∙ soffietti di qualsiasi forma e dimensione realizzati in molte gomme diverse, naturale e sintetiche; ∙ guarnizioni in gomma-metallo e gomma-plastica, in particolare per il settore automotive, ma anche per

Oliviero Fumagalli e il figlio Marco (in piedi).

quello del gas e della regolazione della portata di fluidi; ∙ membrane e otturatori capaci di assicurare una tenuta perfetta anche nelle condizioni di esercizio più spinte per valori estremi della temperatura o della pressione o per composizione chimica dei fluidi di contatto; ∙ O-ring per impianti idraulici e pneumatici in tutte le tipologie di elastomeri; ∙ valvole e manicotti, prodotti anche in materiali particolari, adatti a resi-

stere a sollecitazioni chimiche e meccaniche particolarmente severe; ∙ tenute oleodinamiche dotate di elevata resistenza chimica e resistenza all’abrasione; ∙ tappi e passacavi per la protezione elettrica e meccanica di cavi, fasci di fili e tubi; ∙ articoli in PTFE (sia tal quale che caricato) come O-ring, back-up, rondelle eccetera. Naturalmente, si tratta solo di alcune delle tante soluzioni ‘personalizzate’ che l’azienda è capace di realiz-

Controllo visivo prodotti.

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Aziende

Controllo dimensionale digitale.

zare per risolvere problematiche specifiche e soddisfare richieste speciali dell’utilizzatore. E nei più svariati settori industriali anche. Quali? Vediamoli con una carrellata necessariamente panoramica.

∙ Alimentare: è un campo particolarmente delicato e importante, perché utilizza prodotti per i quali è richiesta l’idoneità al contatto con gli alimenti e che quindi devono essere preparati con mescole apposite, spesso a base di silicone liquido, soggette a specifiche omologazioni, come FDA (USA), KTW (Germania), WRAS (Regno Unito). ∙ Automotive, motociclistico: richiede prodotti in grado di resistere a condizioni severe di esercizio per gli sbalzi di temperatura (da –60 a +300°C, per esempio) e per il contatto con fluidi aggressivi quali oli, additivi, carburanti; è anche richiesta la resistenza alla conduzione elettrica. ∙ Grandi e piccoli elettrodomestici: vi trovano impiego guarnizioni speciali, spesso anche omologate per contatto con alimenti, come quelle delle macchine per il caffè, per esempio, e capaci di prestazioni fisico-meccaniche ad alto livello sia a basse che ad alte temperature. ∙ Fotovoltaico e pannelli solari. ∙ Macchine agricole: guarnizioni speciali, adesive e armate, e accessori in gomma di tutti i tipi. ∙ Navale.

Reparto stampaggio a iniezione.

54

| L’INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA |

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∙ Petrolifero: guarnizioni per valvole a farfalla e tubazioni. ∙ Tessile: tutte le componenti in gomma per macchine di qualunque tipologia usate in questo settore.

La qualità soprattutto Unigomma utilizza presse per lo stampaggio a iniezione e compressione orizzontali e verticali di ultima generazione collegate in rete con software che permette la registrazione di tutti i parametri per ogni ciclo. “Questo è un fattore molto importante – tiene a sottolineare Marco Fumagalli, titolare dell’azienda, – perché il macchinario di moderna concezione consente di ottenere due risultati fondamentali: l’ottimizzazione della produzione e la qualità e ripetibilità degli articoli prodotti attraverso il controllo del processo di stampaggio. Le nostre presse, inoltre, sono equipaggiate di tutti gli accessori speciali, quali kit di estrazione, cilindri per silicone e estrattori, che aumentano la versatilità delle macchine e rendono possibile la lavorazione di elastomeri anche molto diversi tra loro”. L’azienda, in conclusione, è sempre all’avanguardia per fornire alla clientela prodotti e servizi di qualità, oltre che precisi e puntuali. Ne è ulteriore dimostrazione l’adozione di un software verticalizzato innovativo che consente di ottimizzare tutte le fasi di produzione, dai processi di business ai cicli di lavorazione. È da dire, a questo riguardo, che la società utilizza da sempre, sin dai primi anni di attività, i sistemi informativi. E questo impegno non ha mancato di produrre risultati importanti e significativi. Lo testimoniano ampiamente le certificazioni di qualità ISO UNI 9001:2008, ottenuta già dieci anni fa, e ISO TS 16949:2009 per il settore automotive, conseguita quest’anno. 


Ossido di zinco in EPDM e NR

Un nuovo prodotto ad alta area attiva superficiale di Luca Merlo

L’ossido di zinco RAC, prodotto dalla Brüggemann Chemical e distribuito per l’Italia dalla EICO Specialties, è un particolare tipo di ossido di zinco ad alta area attiva superficiale. È prodotto per processo di precipitazione da sali di zinco di ditionite e sulfossilati di zinco con soda caustica. Il successivo trattamento termico ne determina le ottime proprietà di vulcanizzazione nelle mescole in gomma.Le speciali proprietà sono state confrontate con quelle dell’ossido di zinco “French Process” in mescola a base di EPDM, e con quelle dello ZnO “sigillo rosso” in una mescola a base di gomma naturale.

ZnO RAC in gomma naturale La valutazione dell’efficacia dell’ossido di zinco RAC in articoli tecnici a base di gomma naturale è stata effettuata in una formulazione di riferimento contenente 5phr di ZnO sigillo rosso (Tabella 1). Tutte le ricette contengono il pacchetto vulcanizzate chiamato “SemiEV-System”, a basso contenuto di zolfo. La confezione delle mescole è stata realizzata con un mescolatore chiuso da laboratorio, premasticando la gomma naturale per un minuto, con la successiva aggiunta del nerofumo, plastificanti, ossido di zinco e protettivi. Acceleranti e zolfo sono stati aggiunti su mescolatore aperto, disperdendoli ed omogeneizzandoli in diversi passaggi.

Le viscosità Mooney delle mescole con ossido di zinco RAC (NR2-4) sono risultate leggermente più alte rispetto al riferimento con ossido di zinco sigillo rosso. Ciò è dovuto alla maggiore area superficiale attiva dello ZnO RAC. Il coefficiente di dispersione dei fillers nelle mescole con ZnO RAC tende a diminuire con il suo incremento in p.h.r., tale che la dispersione è paragonabile al riferimento con solo la metà di ossi-

Composizione delle mescole (in p.h.r.) Ingrediente SMR CV 60 Carbon Black N 772 Olio Paraffinico Ossido di Zinco RS Ossido di Zinco RAC Acido Stearico IPPD TMQ Zolfo TBzTD MBTS Mooney ML 1+4 @ 100°C Coefficiente di dispersione (%) Curing a 160°C ML (dNm) MH (dNm) Δ MH-ML (dNm) t90 (min) Reversione al 98% (min)

NR 1 100 35 2 5,0 -2,0 2,0 1,0 1,5 1,5 1,5 30,9 93,4

NR 2 100 35 2 -5,0 2,0 2,0 1,0 1,5 1,5 1,5 35,3 78,4

NR 3 100 35 2 -3,5 2,0 2,0 1,0 1,5 1,5 1,5 35,4 92,9

NR 4 100 35 2 -2,5 2,0 2,0 1,0 1,5 1,5 1,5 34,1 94,8

0,94 10,9 9,5 2,90 > 30

1,01 10,2 9,3 3,77 > 30

0,99 10,2 9,2 3,73 > 30

0,99 9,90 8,9 3,68 > 30

Tabella 1

settembre

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Ossido di

coefficiente di dispersione dei fillers nelle mescole con ZnO RAC tende a diminuire con il suo incremento in phr, tale che la dispersione è paragonabile al riferimento con solo la metà di ossido di zinco RAC in mescola. Se si assume la differenza tra MH e ML della curva reometrica (Δ MH-ML) come indice della densità di reticolo, si zinco EPDM e NR può in notare che lo ZnO RAC in mescole a base di gomma naturale crei una minore densità di crosslink, ovvero catene con ponti zolfo più flessibili. Curva reometrica a 160°C: l’ossido di zinco RAC sembra dare un t90 leggermente più lungo, ma entrambi gli ossidi non causano reversione alla mescola, come si può notare dalle curve sotto riportate:

Figura 1: curve reometriche delle mescole in NR a 160°C. Curve reometriche delle mescole in NR a 160°C

Analisi delle proprietà meccaniche Proprietà fisiche e dinamiche delle mescole in NR (mescole per articoli tcnici) Caratteristiche 1 NR 2a test fisici NRe 3meccanici, NR 4 Alcuni campioni delle 4 mescole sono stati vulcanizzati all’ottimo aNR160°C e sottoposti generando -ZnO sigillo rosso i risultati elencati in tabella: 5,0 --NR 1 NR 2- NR5,0 3 2,5 ZnO RAC Caratteristiche 3,5NR 4 ZnO sigillo rosso 5,0 - - 54 -54 Durezza Shore A 53 - 53 ZnO RAC -5,0 3,5 2,5 Resa Elastica 70 70 72 71 Durezza Shore A 54 54 53 53 Carico a Rottura Resa Elastica (MPa) 21,7 21,971 21,4 70 70 21,7 72 Allungamento a Rottura (%) 510 51521,4 518 Carico a Rottura (MPa) 21,7 21,7533 21,9 Modulo al 100% Allungamento (MPa)a Rottura ( %) 1,50 1,60518 1,50 533 5101,50 515 al 100% (MPa) 1,50 1,506,7 1,60 Modulo al 300% Modulo(MPa) 7,4 7,5 1,50 7,0 (MPa) 6,7 7,4 7,5 7,0 Compression Set Modulo al 300% Set] (48h @ 25°C - def.Compression 25%) [% 9,8 9,9 10,1 10,1 10,6 9,810,6 9,9 (48h @ 25°C - def. 25%) [%] Compression Set Compression Set 32,9 32,6 33,1 32,4 (24h @ 100°C - def. ] 25%) 32,9 32,6 33,1 32,4 (24h25%) @ 100°C[ % - def. [%] Flessometro Temperatura a compressione: Temperatura 100°C; Frequenza 30Hz, Corsa: 5,7mm, Flessometro a compressione: 100°C; Precompressione: 1,0MPa - durata max: 25min test Frequenza 30Hz, Corsa: 5,7mm, Deformazione residua [ % ] 1,3 1,2 1,3 1,3 Precompressione: 1,0MPa - durata max: 25min test Heat build-up [°C ] 8,3 6,9 8,7 8,3 Deformazione residua [ % di ] prova [min] 1,2 1,3 25 Tempo finale 25 25 1,3 25 Heat build-up Proprietà fisiche [°C ] e dinamiche delle mescole in NR - mescole per articoli 8,3tecnici 6,9 8,7 Tempo finale di prova [min] 25 25 25

1,3 8,3 25

Tabella 2

do di zinco RAC in mescola. Se si assume la differenza tra MH e ML della curva reometrica (Δ MH-ML) come indice della densità di reticolo, si può notare che lo ZnO RAC in mescole a base di gomma naturale crei una minore densità di crosslink, ovvero catene con ponti zolfo più flessibili. Curva reometrica a 160°C: l’os56

| L’INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA |

sido di zinco RAC sembra dare un t90 leggermente più lungo, ma entrambi gli ossidi non causano reversione alla mescola, come si può notare dalle curve in Figura 1.

Analisi delle proprietà meccaniche Alcuni campioni delle 4 mescole sono stati vulcanizzati all’ottimo a settembre

2010 n. 581

160°C e sottoposti a test fisici e meccanici, generando i risultati elencati in Tabella 2. Le durezze non registrano variazioni, così come le rese elastiche ed i carichi a rottura. Un lieve incremento dei moduli a medie ed alte deformazioni è riscontrabile. In riferimento ai valori di compression set a temperatura ambiente, l’effet-


Ossido di zinco in EPDM e NR

to di una concentrazione dimezzata di ZnO RAC corrisponde a quella standard di ZnO sigillo rosso. Per quanto riguarda le proprietà dinamiche, ottenute tramite un flessometro a compressione, a parità di dosaggio in mescola dell’ossido di zinco, la mescola ottenuta con la qualità RAC mostra un riscaldamento del provino inferiore ed una stabile deformazione permanente residua dopo sollecitazione dinamica.

ZnO RAC valutato in EPDM Le proprietà dell’ossido di zinco RAC sono state valutate in riferimento al comune ossido di zinco “French Process” in una mescola a base di EPDM altamente caricata di nerofumo. L’EPDM è un polimero non polare, stabile all’ossidazione perché povero di doppi legami, e generalmente noto come gomma a bassa velocità di vulcanizzazione. È

perciò una matrice polimerica assai indicata a valutare le prestazioni dell’attivante ossido di zinco. La composizione delle mescole utilizzate per lo studio è in Tabella 3. Le mescole sono state prodotte con un By da laboratorio W&P, modello GK 1,5 E, centraline a 60°C e velocità rotori pari a 50 rpm. Ciclo di confezione: masticazione dell’EPDM per 30s, seguita da aggiunta dei neri e di metà della silice assieme alla stearina e ZnO per un minuto, quindi la restante parte di silice con l’olio miscelati per altri 2,5 minuti. Addizione degli acceleranti: su open-mill modello Berstorff 150 x 350 RR, cilindri a 70°C e 16:20 rpm. Il masterbatch è passato al mescolatore dapprima per un minuto, quindi si sono aggiunti gli acceleranti e gli agenti vulcanizzanti per altri 6 passaggi aggiuntivi.

Oltre alla viscosità Mooney, si è valutata la curva reometrica delle mescole in EPDM a 170°C, temperatura standard per questo polimero. Si può notare una lieve differenza di viscosità Mooney tra le mescole con ZnO RAC e French Process: quelle contenenti l’ossido di zinco RAC sono più viscose, probabilmente a causa della maggiore area superficiale specifica. I risultati al reometro mostrano come l’ossido di Zinco RAC dia cross-link maggiori, mostrando un Δ MH-ML di qualche punto superiore in tutti i casi esaminati (fino ad arrivare ad un +20% a pari dosaggio in mescola). Il massimo valore di densità di reticolo lo si ottiene con 5phr di ZnO RAC. Il tempo di vulcanizzazione è infine leggermente ridotto, e la stabilità alla reversione (misurata al 98%) è lievemente migliore rispetto all’impiego dell’ossido standard.

Composizione delle mescole utilizzate per lo studio Ingrediente

EPDM 1

EPDM 2

EPDM 3

EPDM 4

EPDM 5

Keltan 578

100

100

100

100

100

Nerofumo N550

50

50

50

50

50

Nerofumo N990

50

50

50

50

50

Silice

80

80

80

80

80

Olio paraffinico

45

45

45

45

45

ZnO French Process

10

--

--

--

--

ZnO RAC

--

10

6

5

4

Acido Stearico

3

3

3

3

3

DTDC

1,3

1,3

1,3

1,3

1,3

CBS

0,5

0,5

0,5

0,5

0,5

ZDBP (Rhenocure TP/S)

1,6

1,6

1,6

1,6

1,6

ZBEC

1,3

1,3

1,3

1,3

1,3

MBT

0,5

0,5

0,5

0,5

0,5

Mooney ML 1+4 @ 100°C

57,5

57,3

59,4

58,8

58,3

Curing a 170°C ML

(dNm)

1,35

1,32

1,39

1,41

1,31

MH

(dNm)

8,62

10,4

10,7

10,8

9,52

Δ MH-ML

(dNm)

t90

(min)

Reversione al 98% (min)

7,27

9,05

9,26

9,41

8,21

5,54

4,94

5,25

5,19

6,00

32,9

33,3

30,7

38,2

24,8

Tabella 3

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Ossido di zinco in EPDM e NR

Figura 2: curve reometriche delle mescole in EPDM a 170°C.

Curve reometriche delle mescole in EDM a 170°C

può notare una lieve differenza di viscositàinMooney le mescole ZnO RAC e French Process: quelle Proprietà Si fisiche e dinamiche delle mescole EPDMtraper articolicon tecnici contenenti l’ossido di zinco RAC sono più viscose, probabilmente a causa maggiore area superficiale Caratteristiche EPDM 1 EPDM 2 della EPDM 3 EPDM 4 EPDM 5 specifica. --ZnO French process 10 --I risultati al reometro mostrano come l’ossido di Zinco RAC dia cross-link maggiori, mostrando un Δ MH-ML di 5 4 ZnO RAC -10 6 qualche punto superiore in tutti i casi esaminati (fino ad arrivare ad un +20% a pari dosaggio in mescola). Il Durezza Shore A 69 68 69 69 67 massimo valore di densità di reticolo lo si ottiene con 5phr di ZnO RAC. Il tempo di vulcanizzazione è infine Resa Elastica 43 44 44 44 48 leggermente ridotto, e la stabilità alla reversione (misurata al 98%) è lievemente migliore rispetto all’impiego Carico a Rottura (MPa) 6,4 7,3 7,3 7,5 8,5 dell’ossido standard. Allungamento a Rottura (%) 771 800 Modulo al 100% (MPa) 2,0 1,9 Analisi delle proprietà meccaniche Modulo al 500% (MPa) 4,8 4,8 I provini per la caratterizzazione fisico-meccanica sono stati ottenuti da placche Compression Set (48h @ 25°C - def. 25%) [%] 43 38 generando i risultati elencati in tabella: Compression Set (24h @ 100°C - def. 25%) [ % ] 52 44 Caratteristiche EPDM 1 EPDM 2 EPDM 3 Ageing 72h @ 100°C ZnO French process 10 -Variazione di durezza +2 +2 ZnO RAC 10 6 Δ CR (%) + 10,9 + 4,1 Durezza Shore(%) A 69 68 69 Δ AR - 14,9 - 19,0

Resa Elastica

43

44 7,3 800 1,9 24,3 4,8

44 7,3 765 2,0 23,6 5,1

Tabella +4 2

+2

FlessometroCarico a compressione: a Rottura Temperatura (MPa) 100°C; 6,4 Frequenza 30Hz, Corsa: 5,7mm Allungamento a Rottura ( %) 771 Precompressione: 0,5MPa

Modulo al 100%

(MPa)

Heat build-up (dopoal2min) Modulo 500%[°C ] (MPa) Heat build-up (dopo 4min) Compression Set[°C ] (48h @ 25°C - def. [%] Heat build-up (dopo 6min) [°C25%) ] Compression Set Tempo finale di test [min] (24h @ 100°C[°C - def. Heat build-up ] 25%) [ % ] Ageing 72h @ 100°C

Variazione di durezza Δ CR (%) proprietà Analisi delle Δ AR meccaniche I provini(%) per la caratterizzazione

2,0 4,8

40,3 38 49,3 9,0 44 55,2

43 52 +2

37,5 38 44,1 25,044 60,4

765 755 828 2,0 2,1 1,8 5,1 5,2 5,1 vulcanizzate all’ottimo a 170°C, 38 37 37 44 43 45

EPDM 4 -+2 5 + 5,5 69 - 16,7 44 7,5 755 2,1 23,6 5,2 36,8 37 43,0 22,7 43 58,7

+2

EPDM 5 -+2 4 + 4,0 67 - 18,3 48 8,5 828 1,8 22,9 5,1 36,1 37 42,7 25,0 45 59,7

+2 + 8,2 - 13,5

20,3 32,6 39,6 16,0 64,0

+2

+ 10,9 + 4,1 + 5,5 + 4,0 + 8,2 in Tabella 4. minore allungamento a rottura (doLe -mescole in EPDM maggiore densità 14,9 - 19,0 con ZnO - 16,7 vuta alla - 18,3 - 13,5 di reticoRAC non mostrano differenza di lazione), ed un notevole più basso Flessometro a compressione: Temperatura 100°C; Frequenza 30Hz, Corsa: 5,7mm fisico-meccanica sono stati ottenuti durezza e resa elastica rispetto al ricompression set sia a temperatura da placche vulcanizzate all’ottimo a ferimento. Invece mostrano un lieve ambiente, che a caldo, qualunque 170°C, generando i risultati elencati incremento dei carichi a rottura, un sia la concentrazione di ossido di

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Heat build-up [°C ] 55,2 60,4 58,7 Proprietà fisiche e dinamiche delle mescole in EPDM per articoli tecnici

59,7

64,0

Le mescole in EPDM con ZnO RAC non mostrano differenza di durezza e resa elastica rispetto al riferimento. Invece mostrano un lieve incremento dei carichi a rottura, un minore allungamento rotturain(dovuta maggiore Ossido diazinco EPDMalla e NR densità di reticolazione), ed un notevole più basso compression set sia a temperatura ambiente, che a caldo, qualunque sia la concentrazione di ossido di zinco RAC (come illustrato nel diagramma seguente).

Confronto Compression set delle mescole in EPDM con ossido di Zinco “French Process” e RAC

Figura 3: confronto Compression Set delle mescole in EPDM con ossido di zinco "French Process" e RAC.

zinco RAC (come messo in evidenza

con conseguente notevole incremento

attivo che ne permetta una riduzione

Le proprietà di invecchiamento mostrano significative variazioni solo per le caratteristiche a rottura (CR ed AR) dei in Figura 3). del tempo di test fino a raggiungere il del quantitativo nelle mescole, non soprovini. Le proprietà di invecchiamento limite di prova (25 min.) La mescola lo consente un risparmio di materiale, Le proprietà dinamiche deivariazioni provini sono misurate conbasso un flessometro Si diminuzione nota come dei l’ossido di mostrano significative solo state EPDM con il più contenuto di a compressione. ma anche una forte per le caratteristiche a rottura (CR ed ZnO RAC ha dato un tempo finale di metalli pesanti presenti, quale è apzinco RAC dia in tutti i casi un più basso sviluppo di calore, con conseguente notevole incremento del tempo di test AR) dei provini. prova di 16 minuti, contro i 9 minuti punto lo zinco. fino a raggiungere il limite di prova (25 min.) La mescola EPDM con il più basso contenuto di ZnO RAC ha dato un Le proprietà dinamiche dei prodel riferimento “French Process”. La salvaguardia delle proprietà fitempo finale di prova di 16 minuti, del riferimento vini sono state misurate con uncontro fles- i 9 minuti In conclusione si può “French affermareProcess”. nali della mescola, con alcuni casi di sometro a compressione. Si nota coche - in tempi di altissima attenzione incremento di prestazioni, fa dell’osme l’ossido di zinco RAC dia in tutti agli aspetti di salvaguardia dell’amdi zinco RAC un valido attivante In conclusione si può affermare che - in tempi di altissima attenzione aglisido aspetti di salvaguardia dell’ambiente  i casi un più basso sviluppo di calore, biente l’uso di un ossido di zinco di vulcanizzazione. l’uso di un ossido di zinco attivo che ne permetta una riduzione del quantitativo nelle mescole, non solo consente un

risparmio di materiale, ma anche una forte diminuzione dei metalli pesanti presenti, quale è appunto lo zinco. La salvaguardia delle proprietà finali dellaDELLA mescola, con alcuni casi di incremento di prestazioni, fa dell’ossido di L'INDUSTRIA GOMMA / ELASTICA zinco RAC un valido attivante di vulcanizzazione.

Periodico mensile di informazione tecnica ed economica 575

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ne SALUTE SBR E SICUREZZA SICUREZZA IN SOLUZIONE NEI GIOCATTOLI asio occ r FLUOROELASTOMERI SISTEMI DIRIVESTIMENTO RAFFREDDAMENTO DI O-RING ASS le in be чаю » EM cia Rub лу100 BLE ANNI A INIEZIONE DI GOMMA MESCOLE SINTETICA URETANICHE чуки о сPRESSE spe & DIF ro ires р п и кау ETTO A 2009 IRC ме me di T LOG но РТИ :P Nu й , MENSILE MEN MENSILE DEGLI DEGLI MENSILE ELASTOMERI E DEGLI DEGLI ELASTOMERI ALTRI ERESILIENTI DEGLI POLIMERI ALTRI E- DEGLI POLIMERI RESILIENTI ALTRI RESILIENTI POLIMERI2010 RESILIENTI NOVEMBRE OTTOBRE 2009 - NUMERO SETTEMbRE 2009 - NUMERO 9 2009 R 8- IM NUMEROIA7 ELASTOMERI E ELASTOMERI DEGLI ALTRI POLIMERI GENNAIO ∙ fEbbRAIO - NUMERO 1 ны ныDEGLI I GIU ьMENSILE SILE ал «Ши DE и DIZ GL ец I I EL Сп тавки AS TO INC с APPARECCHI INCHIESTA DA LABORATORIO INCHIESTA MACCHINE MATERIE PRIME M ы ER HIE в IE

Questa brutta frenata dell’economia proprio non ci voleva ma lamentarsi serve a poco. La futura ripresa premierà chi ne ha saputo approfittare per riorganizzare

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TA C C U I N O Auto e veicoli commerciali leggeri in lieve ripresa nel primo semestre

G

iugno negativo per le auto, ma positivo per i veicoli commerciali leggeri (LCV). Semestre positivo, invece, per entrambi i mercati italiani. Dai dati resi noti dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e diffusi dall’ ANFIA (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica) si ricava che le immatricolazioni delle auto sono calate, a giugno di quest’anno, del 19,1% rispetto a giugno 2009, con 170.625 unità immatricolate contro 210.972. Nel primo semestre 2010, invece, le immatricolazioni complessive di vetture nuove sono state 1.163.602, segnando una variazione positiva (+2,9%) rispetto allo stesso periodo del 2009, quando erano stati venduti 1.130.734 veicoli. Sulle previsioni per la seconda parte del 2010, però, grava una grossa incertezza, a causa dell’assenza degli incentivi alla rottamazione. Lo stesso dato di giugno, d’altra parte, è stato la prosecuzione del trend decrescente innescato ad aprile dall’esaurimento, a fine marzo, degli ordini che si erano accumulati negli ultimi mesi del 2009 per effetto dei provvedimenti che incoraggiavano a cambiare auto. Trend confermato, inoltre, dalla flessione dello stesso portafoglio ordini verificatasi nel mese (circa 150.000 contratti, con un calo del 17% su giugno 2009) e nel primo semestre 2010 (930.000 contratti, il 24% in meno rispetto a gennaio-giugno di un anno fa). Segno meno per le marche nazionali, che hanno registrato un calo di immatricolazioni sia nel mese (52.224 nuove vendite, -27,5%), con una quota di mercato del 30,6% contro il 34,2%, che nel semestre (363.397 unità a fronte di 379.629, -4,3%), con la quota scesa dal 33,6% di gennaio-giugno 2009 al 31,2% dello stesso periodo di quest’anno. Per i veicoli commerciali fino a 3,5 t di ptt non esistono ancora dati ufficiali, ma elaborazioni statistiche di ANFIA e UNRAE (Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri) di dati for60

niti dalle case costruttrici dicono che le consegne di giugno sono state 16.703: +3,7% rispetto a giugno di un anno fa. È da dire che il confronto è con un mese (giugno 2009) che aveva chiuso a –21,7% rispetto al giugno 2008. Le vendite del primo semestre dell’anno sono state 101.728, +14,8% sullo stesso periodo di un anno fa, quando erano state 88.623. Anche in questo caso il segno positivo della variazione risulta esaltato dalla flessione molto marcata di gennaio-giugno 2009 (-30%). E anche per questo comparto, in assenza di incentivi che lo risollevino, le previsioni per i prossimi mesi non sono orientate all’ottimismo. Una situazione, per di più, aggravata anche per gli LCV, come per le auto, dal rallentamento fisiologico delle vendite nel periodo estivo. A differenza del settore auto, le marche nazionali dei veicoli commerciali leggeri hanno messo a segno una variazione positiva sia nel mese (8.776 unità vendute contro 7.852, +11,8%, con una quota passata dal 48,8% di un anno fa al 52,5% del giugno di quest’anno), che nel semestre (54.432 nuove immatricolazioni contro 44.145, +23,3%), migliorando di 3,7 punti la quota (dal 49,8% al 53,5%). 

Nuove macchine Engel victory senza colonne

M

aggiore forza di chiusura e minore peso. Sono le principali caratteristiche di una nuova serie di macchine senza colonne introdotte sul mercato dalla Engel. Dotate di una forza di chiusura che è stata elevata a 1600 kN, queste victory 160 sostituiranno i modelli victory ed e-victory 150. Anche la linea è stata ridisegnata, e il tratto moderno della nuova struttura valorizza le caratteristiche di queste macchine. Distributori di forze assicurano una trasmissione della forza di chiusura perfettamente uniforme su tutta la superficie dello stampo, mentre il gruppo di iniezione è protetto da griglie di sicurezza. L’iniezione è sia idraulica, del tipo 750, che elettrica. E le possibilità di scelta di quella elettrica comprendono adesso anche il tipo 940. Anche l’aspetto energetico, particolarmente importante oggi, non è trascurato. L’esigenza di maggiore efficienza e di minore consumo di energia è soddisfatta dall’adozione del nuovo sistema servo idraulico Engel ecodrive: a differenza dei motori standard idraulici e asincroni usati in passato, il nuovo motore è servoassistito, ossia lavora solo quando è necessario, solo durante i movimenti della macchina. A pressa inattiva, la pompa è ferma. E questo comporta un risparmio sul consumo energetico che può arrivare a essere anche del 70%. 

Tubi italiani in Macedonia

I

n occasione del primo Forum economico bilaterale tra Italia e Macedonia è stato annunciato dalla società irpina Teknohose un investimento di 10 milioni di euro in 5 anni nella zona franca di Bunardzik, presso Skopje, per avviare la produzione di tubi flessibili rinforzati per applicazioni automotive. Il nuovo insediamento industriale sarà avviato nel corso del 2011, occupando inizialmente un centinaio di addetti. Il progetto è partito nel novembre scorso, con l’acquisto di un capannone industriale nella “zona di sviluppo tecnologico e industriale” di Bunardzik, dove vige un regime particolarmente favorevole per gli insediamenti produttivi delle imprese estere. Nell’area sono già presenti la statunitense Johnson Controls (componentistica auto) e l’inglese Johnson Methy (catalizzatori). Dopo aver ottenuto lo status di candidato all’UE e ammodernato le sue strutture in vista dell’adesione alla Nato, la Macedonia sta diventando un interessante mercato per le imprese italiane del settore energia e ambiente, infrastrutture e meccanica. L’interscambio dell’Italia con la Macedonia ha fatto registrare nel 2009 un aumento di circa 56 milioni di euro rispetto all’anno precedente realizzando così un surplus di 25 milioni. 

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PRESS RELEASE

Oberglatt / Grossostheim, June 7th 2010

Merger of Maag Pump Systems and Automatik Plastics Machinery Switzerland-based Maag Pump Systems AG is merging with Germany-based Automatik Plastics Machinery GmbH. This means the formation of the worldwide leading group for systems and components for manufacturing and processing plastics.

Taccuino

Oberglatt/Grossostheim, June 7th 2010 – Through the merger, Maag Pump Systems and Automatik Plastics Machinery will decisively reinforce their market position with round 460 employees and a turnover of about 100 m euros. On-site presence is being nearly doubled and now comprises over 100 countries. The group is thus is an ideal position for serving its customers

Fusione tra Maag Pump Systems e Automatik Plastics Machinery across the globe.

Maag Pump Systems is one of the largest providers worldwide for gear

pumps, filtration systems and screen changers for the plastics industry, as

Prysmian investe di giugno è stata annunciain Cina All’inizio ta la fusione tra la società svizzera

well as for chemical and industrial processes. Automatik Plastics Machinery is the leader in pelletising systems for manufacturing plastic pellets. Both

companies will appear on the market under their existing brand names for the time being. The new group is headed by Ueli

integrati completi per la lavorazione Maag Pump Systems AG e la tedesca della plastica. high-quality components and complete, Diintegrated systems for plastic processing. Plastics Machinery GmbH. ventiamo quindiWei are thus becoming the largest provider in this La Maag Pump Systems è uno dei mag- maggiori fornitori segment worldwide", explained Ueli Thürig. giori costruttori al mondo di pompe ad del settore al monThe new group is planning to increase current ingranaggi, sistemi di filtraggio e camdo”. L’obiettivo turnover by more than 50 percent by 2012. è This is to be achieved primarily biafiltro per l’industria della plastica e supposed quello di superare customer-oriented business gomma ed in generale per processithanks chi- to a new, il raddoppio dell’atmici ed industriali. Automatic Plastics tuale fatturato en- Ueli Thüring machinery è leader nel settore dei siste- tro il 2012. Il centro di produzione di Maag Pump Systems AG Automatik Plastics mi di granulazione. Grossostheim diverrà in futuro sedeMachinery GmbH Aspstrasse 12 | 8154 Oberglatt | Switzerland Ostring 19 | 63762 Grossostheim | Germany Phone: +41 44 centrale 278 82 00 Phone: +49 6026 503 - 0 L’operazione porta alla creazione di per il montaggio di sistemi Fax: +41 44 278 82 01 Fax: +49 6026 503 - 110 un gruppo con circa 460 dipendenti, completi, riparazioni ed erogazione un fatturato di circa 100 milioni di eu- di servizi. Restano comunque attivi ro e presente in più di 100 paesi. gli altri quattro centri di produzione Il nuovo gruppo sarà guidato da Ue- in Svizzera, Italia, Stati Uniti e Cina. li Thüring, CEO di Maag Pump Sy- L’impianto di montaggio di Shanghai stems, che ha detto: “A seguito del- continuerà ad essere utilizzato in vila fusione siamo in grado di offrire ai sta delle enormi potenzialità del merclienti componenti pregiati e sistemi cato cinese.  Thürig, the CEO of Maag Pump Systems AG.

L

a recente missione economica italiana in Cina ha offerto a Prysmian una ribalta per annunciare nuovi investimenti nel paese per 20 milioni di euro, che si aggiungono ai 10 milioni stanziati lo scorso anno; che portano a 120 milioni di euro il totale degli investimenti del gruppo nel paese asiatico. Il progetto riguarda il raddoppio della capacità produttiva e l’avvio di nuove tecnologie nello stabilimento di Baoying, dedicato ai cavi e sistemi altissima e alta tensione. Lo stabilimento sarà anche dotato di una seconda “torre verticale” (Vertical Continuous Vulcanization), una delle tecnologie più avanzate nel settore cavi. L’obiettivo - spiega la società - è di rafforzare ulteriormente la leadership tecnologica e la quota di mercato del gruppo in Cina, in particolare nell’offerta di sistemi fino ai 500 kV, in grado di fornire energia elettrica a intere città; tra l’altro, Prysmian è stata scelta da China State Grid per il nuovo collegamento altissima tensione a 500 kV nella provincia di Anhui. Prysmian ha anche siglato un accordo di cooperazione tecnologica con il Wuhan Institute of Technology per sviluppare ricerca e innovazione nel settore dei collegamenti energia ad altissima tensione. La Cina rappresenta oltre il 20% del mercato mondiale dei cavi. Nel paese, Prysmian fattura circa 160 milioni di euro (+28% rispetto al 2008) e occupa un migliaio di dipendenti in cinque impianti di produzione dedicati a cavi e sistemi alta tensione per la trasmissione di energia, cavi speciali per applicazioni industriali, fibre ottiche e cavi in rame per le telecomunicazioni. Fra i clienti strategici, il gruppo annovera i principali operatori di rete nazionali, quali China State Grid, Beijing PSB, Shanghai PSB, Jiangsu PSB, aziende attive nella realizzazione di wind farm - come Guo Dian United Power, Gamesa, Suzlon, SE Wind - operatori del settore dei trasporti come CRC (Chang Chun Railway Company), Beijing Metro e Alstom, oltre ad alcuni dei maggiori operatori locali di telecomunicazioni come China Mobile e China Unicom. 

"With the merger, we can offer customers

Ueli Thuerig, CEO Maag Holding

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Taccuino

Per BASF Italia un 2009 influenzato dalla crisi

L

a ripresa incomincia Andamento e prospettive a farsi sentire, ma la per la produzione chimicA europea (indice 2005=100) 110 crisi c’è ancora. È questo, al netto delle cifre, il compendio della presentazione dei risultati di 115 BASF Italia 2009 da par-11% te di Erwin Rahue, Vice Presidente e Amministra100 tore Delegato della società e Senior Vice President del Business Center Europe South. 95 Il fatturato complessivo a terzi realizzato nel 2009 nel nostro paese, compo90 sto dal business chimico e altri settori (prevalenteFonte Cefic mente Petrolio e Gas), ha raggiunto i 2.205 milioni 85 di euro, a fronte dei 3.827 2006 2007 2008 2009 2010 dell’anno prima (-42%). La causa principale della (-14%) a causa del genera- e fronteggiare la riduzione flessione è stato il sensibile le rallentamento delle ven- dei volumi, ponendo al temcalo accusato dai business dite e dei consumi che si è po stesso le basi per cogliere non chimici (-61%). Esclu- verificato soprattutto nel le opportunità offerte dalla dendo questi ultimi, Pe- mercato dell’automotive ripresa, la società ha attuatrolio e Gas, e prendendo, e delle costruzioni. to interventi organizzativi e quindi, in considerazione La situazione economica è strutturali su tre fronti: ha le vendite nel solo settore stata particolarmente diffi- accelerato, tra gli altri prochimico, il fatturato a terzi cile specie nella prima parte cessi in corso, l’integrazione è stato di 1.243 milioni di del 2009 e, come ha sotto- di Ciba; ha operato alcune euro, con una diminuzione lineato Rahue nel corso di ristrutturazioni nei settori del 10% rispetto al 2008: una conferenza stampa, ha maggiormente colpiti daluna contrazione certamen- cominciato a far avvertire i la recessione, come auto e te contenuta, se confronta- primi segnali di ripresa solo vernici industriali, per adeta con quella registrata dal nel quarto trimestre dell’an- guare capacità produttive e mercato chimico nazionale no. Per contrastare la crisi strutture di vendita alla mu-

tata situazione economica; ha portato a termine la realizzazione del Business Center Europe South, la nuova struttura con sede a Cesano Maderno derivata dalla fusione del Business Center Italy e del Business Center Iberia di cui è responsabile lo stesso Rahue e che dal primo luglio del 2009 gestisce le attività di Italia, Spagna, Portogallo, Grecia, Malta e Cipro. Al Gruppo BASF in Italia fanno capo sei società e due holding, una di partecipazione e una con la responsabilità di materie prime ad alto valore unitario, con un portafoglio prodotti che comprende prodotti chimici, vernici, poliuretani, prodotti per l’agricoltura, lastre di polistirene estruso, prodotti di nobilitazione, prodotti chimici per l’edilizia, catalizzatori e metalli preziosi per catalizzatori, e, dopo l’integrazione di Ciba, additivi per materie plastiche, materiali di rivestimento (coating effects materials), e prodotti chimici per l’industria della carta e il trattamento acque. 

Migliora l’export-import di macchine nei primi quattro mesi

N

el corso del primo quadrimestre dell’anno la caduta degli scambi con l’estero di macchine e stampi per gomma e plastica è nettamente rallentata. Secondo i dati elaborati da Assocomaplast su dati Istat le esportazioni sono diminuite dell’1,7% e le importazioni del 4% sullo allo stesso periodo del 2009, in sensibile mi-

62

glioramento dunque rispetto a quanto accaduto lo scorso anno quando le flessioni erano dell’ordine del 25%. In particolare è da rilevare il buon andamento degli stampi che hanno segnato un +1,3%, delle macchine per soffiaggio (+8,2%), delle stampatrici flessografiche (+35,3%) e delle macchine a iniezione (+8,3%).

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Il nuovo clima dei mercati è confermato dai risultati della rilevazione congiunturale effettuata a metà luglio da Assocomaplast tra i propri associati: per il secondo semestre del 2010, rispetto al primo, il 45% del campione si attende un ulteriore incremento del fatturato e il 43% si aspetta stabilità. In giugno, rispetto a maggio, la raccolta ordini è

stata in aumento per il 34% delle aziende e stabile per il 45%. Per quanto riguarda le aree geografiche, secondo gli intervistati risultano in crescita il mercato interno per il 43% del campione, quelli dell’Unione Europea per il 42% del campione e del Sud America per il 40% del campione. 


Taccuino

I

Le macchine tedesche puntano a una crescita elevata

l 2009 è stato un anno pesantemente negativo per l’industria tedesca delle macchine per la gomma e la plastica, con una caduta delle esportazioni che ha sfiorato il 28% (si veda la nota pubblicata a pagina 50 del numero di marzo della rivista). Tuttavia nell’ultimo trimestre dell’anno si è assistito a una netta ripresa degli ordini (+35%) ed ora l’associazione di categoria, la VDMA, prevede per le vendite un aumento dell’11% per il 2010 e più o meno dello stesso livello anche per il 2011. La ripresa è trainata dalla domanda estera e in particolare da quella asiatica. Commentando queste stime, il presidente Ulrich Reifenhäuser ha detto che la previsione è stata accolta con un senso di sollievo. “Comunque, ha aggiunto, niente deve far dimenticare che anche con una crescita dell’11% noi ci troveremo con una perdita del 25% rispetto al picco storico toccato nel 2008”.  Plactics and Rubber Machinery

Orders and Sales German Manufactures of Plastics and Rubber Machinery Volume, seasonally adjusted, smoothed line, Index 2005 = 100 140

140

P

Blocco a due piani dalla Desma

iù alta produttività, più bassi consumi energetici e minori scarti sono le condizioni che qualunque stampatore di articoli in gomma vorrebbe veder realizzate nei suoi impianti. Desma Elastomertechnik le rende possibili con un blocco centrale a canali freddi a due piani di lavoro. Numerosi i vantaggi resi possibili da questa tecnologia applicata alle presse per lo stampaggio a iniezione orizzontali. Per esempio: aumento della produttività anche superiore al 70%; minore consumo energetico; riduzione del livello degli scarti. Interessante, poi, il fatto che l’aumento della produzione può essere realizzato anche semplicemente montando il blocco su un impianto già esistente, in quanto le macchine Desma sono equipaggiate con un’unità di iniezione retraibile. Più del 30% delle presse orizzontali vendute dalla casa tedesca negli ultimi tempi montavano il nuovo blocco, a testimonianza del successo incontrato da questa tecnologia, che consente di utilizzare fino a 40 ugelli (20 per piano). La produzione su due piani è indicata soprattutto per macchine con forza di chiusura da 3.000 a 10.000 kN, che, a fronte dell’investimento richiesto dal sistema, sono quelle che consentono un risparmio significativo sui costi. Il nuovo blocco può essere montato anche su presse verticali, ma in questi casi si rendono necessari degli aggiustamenti a livello operatività macchina che, per l’altezza alla quale vengono a trovarsi i piani di lavoro, possono anche implicare l’installazione di automatismi. 

Index

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Sales 100

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Orders 80

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Source: VDMA

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Montichiari cambia: Expo Meccanica al posto di MU&AP e Gutech

na fiera completa per la filiera della meccanica: si chiama Expo Meccanica e si terrà al Centro Fiera del Garda di Montichiari dal 14 al 16 aprile 2011. Si tratta del punto d’arrivo dell’esperienza ventennale di MU&AP. In questo ambito troverà posto anche la filiera produttiva della gomma e delle guarnizioni, che negli ultimi hanno aveva dato vita a Gutech. Le merceologie interessate sono: guarnizioni, elementi di tenuta, stampaggio gomma, attrezzature, stampi, macchine, materie prime. 

Partnership commerciale tra Fluorten e Fridle

U

n accordo commerciale per la distribuzione di prodotti specifici per il settore oleodinamico e pneumatico è stato siglato da Fluorten e Fridle Sistemi di Tenuta. L’intesa riguarda in particolare gli anelli Slipper e i nastri Fluor S prodotti da Fluorten, un’azienda specializzata nella produzione di semilavorati e prodotti finiti in PTFE e stampaggio ad iniezione di polimeri ad alte prestazioni. Questa partnership consentirà al mercato italiano la disponibilità in pronta consegna da parte di Fridle Sistemi di Tenuta dei prodotti di Fluorten. 

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Taccuino

Berstorff lancia una nuova linea inner-liner

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pneumatici senza camera d’aria posseggono una foglietta di mescola che riveste l’interno dello stesso, resistente alla perdita d’aria, chiamata “Inner-Liner”. Una linea di produzione liner interno tipicamente consiste in differenti componenti separate, che includono una stazione di svolgimento tele di servizio, un estrusore, una calandra, un impianto a cilindri di raffreddamento ed una stazione di avvolgimento del semilavorato. KraussMaffei Berstorff, azienda di Hannover specializzata in macchinari per la gomma e plastica, ha sviluppato un sofisticato concetto modulare delle singole componenti, pronte per essere installate e collegate le une alle altre in una sorta

di moderno “plug and play”. L’estrusore da 150mm GE 150 KS completo di bocchettone rettangolare, l’unità di controllo, la calandretta roller-head e le 4 stazioni di svolgimento ed avvolgimento sono assemblate e montate su separate stazioni di supporto - con tutti i cablaggi necessari - nella fabbrica di Hannover. Prima della spedizione, tutte le connessioni tra i vari moduli sono scollegate per essere riattivate dal cliente. Il commissioning dell’inte-

ra linea risulta pertanto molto veloce, con ridotto impiego di personale tecnico. La maggior parte dei potenziali problemi di interfaccia tra i moduli sono evidenziati e risolti durante il test finale prima della spedizione, in modo veloce ed a basso costo, laddove è anche possibile per Berstorff istruire i futuri operatori e manutentori della linea. Il maggiore beneficio del concetto di ingegnerizzazione modulare risulta pertanto nella drastica riduzione del costo totale della linea, grazie all’utilizzo di moduli standard che richiedono solo una limitata customizzazione da parte degli ingegneri Berstorff secondo le esigenze specifiche del cliente. 

Iniziativa della vDMA per la protezione della proprietà intellettuale

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l fenomeno della violazione della proprietà intellettuale anche nel campo del macchinario diventa sempre più diffuso. In Germania si è calcolato che il danno provocato alle imprese si può stimare in 6,4 miliardi di euro e che i due terzi delle

aziende operanti nel campo delle macchine e degli impianti hanno subito attacchi classificabili come pirateria. Per porre un argine a queste illegalità, l’Associazione tedesca dei costruttori di macchine per plastica e gomma ha cre-

C A L E N DA R I O 2 0 1 0 8-10 settembre 8-10 settembre 13-14 settembre 21-23 settembre 22-24 settembre 2-10 ottobre 5-7 ottobre 19-21 ottobre 27 ott.-3 nov. 3-6 novembre 15-19 novembre 17-19 novembre 17-19 novembre 17-20 novembre 1-4 dicembre 1-4 dicembre

sito inter net

Shanghai China Int. Tire Expo citexpo.com.cn Kazan, Russia Plastic & Rubber www.plasticexpokazan.ru Essen Conferenza AVK sui plastici rinforzati www.avk-tv.de Cleveland Itec 20010 Int. Tire Exhibition & Conference www.itec-tireshow.com Tianjin, Cina China Injection Moulding chinaplastic.org Genova Salone nautico inter. fierage@fiera.ge.it Manchester Brityrex eci-international.com Parma SPS/IPC/Drives Italia www.sps-italia.net Duesseldorf K 2010 www.k-online.de Rimini Ecomondo www.ecomondo.com S. Giuliano Milanese Corso di base di tecnologia della gomma www.cerisie.it Mumbai Int. Rubber Conference & Exhibition www.irc2010.com Sosnowiec RubPlast Expo biztradeshows.com Donngguan China Mould Plastics and Rubber Fair www.dmpshow.com Jakarta Plastics and Rubber Indonesia biztradeshows.com Francoforte Euromold www.euromold.com

w w w. g e s t o e d i t o r e . i t 64

ato un gruppo di lavoro battezzato AG Protect. Il suo compito è quello di fornire alle aziende associate consulenza e servizi per evitare che le loro macchine o i pezzi di ricambio vengano copiati, come spesso accade, fin nei minimi particolari. 

| L’INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA |

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2010 n. 581


20 anni di prodotti in gomma e guarnizioni industriali

20 anni di prodotti in gomma e guarnizioni industriali 20 anni di prodotti in gomma e guarnizioni industriali

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L'Industria della Gomma 2010 09  

L'Industria della Gomma settembre 2010

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