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LE GOMME INVERNALI VINCONO LA RUBBER VALLEY MESCOLE ACM IMT

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MENSILE DEGLI ELASTOMERI E DEGLI ALTRI POLIMERI RESILIENTI

GENNAIO | FEBBRAIO 2009 - NUMERO 1

ANTEPRIMA PLAST 21-09-2004

9:32

Pagina 1

Mensile - Spediz. in abb. postale - 45% - Art. 2, comma 20/b Legge 662/96 - Filiale di Milano - ISSN 0019-7556

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MILANO 24/28 MARZO 2009 SALONE INTERNAZIONALE DELLE MATERIE PLASTICHE E DELLA GOMMA INTERNATIONAL EXHIBITION FOR PLASTICS AND RUBBER INDUSTRIES

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MILANO 24/28 MARZO 2009 SALONE INTERNAZIONALE DELLE MATERIE PLASTICHE E DELLA GOMMA INTERNATIONAL EXHIBITION FOR PLASTICS AND RUBBER INDUSTRIES

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SOMMARIO | ANNO 53 • 565 - GENNAIO | FEBBRAIO 2009 • N. 1

gomma (uso questo termine “generico” per praticità e per indicare ogni t vulcanizzazione).

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MA

RI TEP

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L’originale comprensorio del Basso Sebino

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TUTTO IL MONDO DELLA GOMMA A PLAST 09

PNEUMATICI INVERNALI E SI VA SUL SICURO

Sotto osservazione il comportamento dei pneumatici invernali e di quelli estivi nelle tipiche condizioni invernali senza neve: netta la superiorità di primi

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TRA BRESCIA E BERGAMO UN MONDO DI … GOMMA

La storia, i successi, i problemi e le prospettive di un polo industriale di eccellenza, la Rubber Valley del Sebino, nel brillante racconto di un testimone

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INTRODUZIONE ALLE MESCOLE A BASE DI ACM IMT

Una famiglia di prodotti a base gomma acrilica con eccezionali caratteristiche di resistenza al calore e bassi valori di compression set ad alte temperature

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QUALITÀ E SERVIZIO PER BATTERE LA CONCORRENZA

Gli articoli con essa prodotti non sarebbero stati destinati solo ad un me

i settori di riferimento, erano rivolti anche a clienti europei e soprattutto t

Una rassegna delle principali novità che verranno presentate alla grande rassegna milanese

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ELASTICA: SOMMARIO

| L'INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA |

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• febbraio 2009 n. 565

consistente vocazione all’esportazione delle aziende che sarebbero ma

Per i macchinari adatti allo stampaggio si potevano facilmente trovare s Nicola Pizzoli, direttore commerciale uso per le resine (ricordiamo i bottoni) o plastiche di allora. Si trattava di di Eurorubber, spiega la ricetta Mapelli, BM, Rutil o la bresciana MIR, che sarebbero entrate a far parte avrebbero messo soluzioni via via più innovative. Anche vincente di una società chea disposizione ha esteso problemi: il retroterra artigiano del settore era già specializzato e prepar la sua attività di ricerca produzione numerico (ee successivamente CAD/CAM), suggerire e progettare stamp comportamento delle gomme. dalle mescole per la ricostruzione dei pneumatici a quelle per una vasta gamma di articoli tecnici

L’INNOVAZIONE E IL MADE IN ITALY DANNO UNA MANO AD AFFRONTARE LA CRISI

La Comerio Ercole istalla nuove attrezzature e apre le porte dello stabilimento di Castellanza

TACCUINO

• Autovetture e commerciali leggeri: previsioni preoccupate per il 2009 • Engel annuncia un simposio tecnologico • Corsi Fondimpresa per le aziende gomma e plastica • Wickert consegna le prime presse in Italia • Open house RMP per le aziende della Rubber Valley • Ricordo di Gianfranco Carutti

CALENDARIO

Mostre, convegni, rassegne in programma per i prossimi mesi

INDICE DELL’ANNATA 2008

Gli argomenti trattati dalla rivista lo scorso anno


Mensile degli elastomeri e degli altri polimeri resilienti con il patrocinio della Federazione Gomma Plastica Assogomma

tipologia di mescola adatta alla

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L’INDUSTRIA DELLA GOMMA ELASTICA Comitato di redazione: Giuseppe Cantalupo, Emilio De Tuoni, Antonino Di Pasquale, Eugenio Faiella Direttore responsabile: Eugenio Faiella

GLI inserzionisti

ercato nazionale ma inevitabilmente, dato

ACQUATI

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ALFA STAMPI

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BAGIGI

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C2

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tedeschi, evidenziando fin da allora una

an mano sorte.

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soluzioni tra i produttori di presse, già in

i aziende essenzialmente italiane, come

e della filiera del comparto e che

e per gli stampi non sussistevano

rato ad utilizzare macchine a controllo

COLMEC

pi con una certa competenza sul

I COP.

DE GRANDI

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DESMA

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DOLDER MASSARA

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EICO SPECIALTIES

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ENGEL ITALIA

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EURORUBBER

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FACCIANO

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GIBITRE

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GUTECH

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HEXPOL COMPOUNDING

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IMCD

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IMG

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INDUSTRIAL FRIGO

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MAPLAN

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OMYA

II COP.

Redazione, amministrazione, pubblicità: GESTO EDITORE srl - via Mercato, 28 - 20121 Milano Tel. +39 028051511 r.a. - Fax +39 0289013553 gomma@gestoeditore.it www.gestoeditore.it Diffusione e servizi informatici: Mariella Salvi Grafica e impaginazione: Mariella Salvi Direttore marketing: Luciano Boldrini Pubblicità: Gian Franco Donini Traffico: Silvia Pizzi Prezzo di una copia: Italia € 10 - estero € 11 Abbonamento annuo: Italia € 90 - estero € 100 (via aerea €130) c/c postale 13590203 intestato a GESTO EDITORE srl Spediz. in abb. postale - pubbl. inf. 45% - art. 2, comma 20/b Legge 662/96 - filiale di Milano Registrazione Tribunale di Milano n. 4275 del 1.4.1957 Registro degli operatori di Comunicazione numero 6002 La direzione non assume responsabilità per le opinioni espresse dagli autori degli articoli e dagli estensori dei testi delle inserzioni pubblicitarie. GARANZIA DI RISERVATEZZA Il trattamento dei dati personali riguardanti gli abbonati viene svolto nell’ambito della banca dati dell’editore e nel rispetto di quanto stabilito dal D.L.vo 196/2003 sulla tutela dei dati personali. I dati non saranno comunicati o diffusi a terzi se non per le procedure inerenti la spedizione della rivista e gli interessati potranno chiedere in qualsiasi momento la modifica o la cancellazione al direttore responsabile, che è il responsabile del trattamento.

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PLASGOMMA

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Il responsabile del trattamento dei dati raccolti in banche dati per uso redazionale è il direttore responsabile cui ci si potrà rivolgere per i diritti previsti dal D. L.vo 196/2003.

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Stampa: Arti Grafiche S. Pinelli srl Milano

POMINI

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PRODICON

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RUTIL

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SATTEC

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TECNOPOLIMERI

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TOVO GOMMA

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WACKER CHEMIE

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ZEON

IV COP.

Z-LAB

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elastica |

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elastica Comitato di redazione: Fausto Casa, Emilio De Tuoni, Giampaolo Giuliani.

SOMMARIO Gli sponsor di Elastica.................................................................................................................. 6 - 7 Abbiamo letto per voi........................................................................................................................8 Gomma naturale contenete fibre vegetali di Isora ◊ Il processo di preparazione della E-SBR ◊ Chimica della bound rubber ◊ Nanotubi di carbonio ◊ Elastomeri caricati con nero di carbonio rivestito magnetizzabile ◊ Zeosil Premium a grande area superficiale per pneumatici ◊ L’ossido di zinco ◊ La scienza del prodotto e del processo passa per l’Asia ◊ Modeling Fem per coppa superiore di tenuta dei motori ◊ Sviluppo di nanotecnologie nei pneumatici “nano” delal Nexen ◊ Pneumatici colorati Nuove vie per la confezione di mescole elastomeriche Allegato XIV Reach; sostanze al nastro di partenza di Beatrice Garlanda.....................................................................17

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gennaio • febbraio 2009 n. 565e |in sacchi grandi e piccoli. Consegne tempestive di carbon black in silo-veicoli


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elastica


ELASTICA | ABBIAMO LETTO PER VOI

materie prime

nella mescola non contenente sistema di attacco diretto si nota, seppure con effetto molto più moderato, tendenza ad esercitare resistenza al calore da parte delle fibre di Isora. L’effetto di miglioramento di resistenza al calore viene notato in modo equipollente anche nei riguardi della ritenzione della resistenza alla lacerazione e del modulo. Appare inoltre un effetto di miglioramento di resistenza in ozono, riportato come aumento del numero di ore in cui iniziano a comparire le screpolature superficiali, nonché un effetto di miglioramento graduale, in funzione del contenuto di Isora, della ritenzione del carico di rottura dopo esposizione alle radiazioni.

GOMMA NATURALE CONTENENTE FIBRE VEGETALI DI ISORA

L. Mathew, R. Josef (e-mail: lovely. mathew@gmail.com) (Newman College-Kerala, India); Gummi Fasern Kunststoffe (GAK); 61/9-561-2008. Rif. E2609.

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l lavoro qui recensito proviene da istituti universitari indiani di Kerala e di Kochi (Kerala) e si riferisce a una conferenza della Rubber Division dell’American Chemical Society (Cleveland, 16-18 Ottobre 2007). Isora è una specie vegetale che presenta interesse nel campo dei materiali di rinforzo impiegabili nell’industria della gomma almeno tanto quanto la juta, ove però la Isora è dotata, oltre che di pari resistenza a rottura, di migliore durata. L’autore ne vede la possibilità di impiego proficuo sia in articoli di gomma naturale che in articoli di materia plastica (poliestere). Egli è particolarmente attento ai fattori che determinano i più diffusi aspetti dell’invecchiamento degli elastomeri, cioè l’azione dell’ossigeno e dell’ozono, puntualizzando che l’ossigeno determina un invecchiamento lento concomitantemente con il quale ha forte influenza il calore; inoltre puntualizzando che per contro l’ozono, già a temperature moderate favorisce un invecchiamento veloce, che su polimeri insaturi, in presenza di deformazione meccanica del vulcanizzato, si manifesta con la formazione di screpolature superficiali orientate perpendicolarmente rispetto alla direzione della forza deformante stessa. L’autore si propone quindi di esaminare l’effetto della azione termica del calore, della azione distruttiva di microonde (raggi gamma) e della azione dell’ozono su vulcanizzati di gomma naturale caricati con fibre di Isora, Le fibre di Isora hanno natura chimica di lignin/cellulosa con rapporto cellulosa/lignina 75/23, con carico di rottura a trazione 500÷600 MPa, con densità 1,35 g/cm3 e, nel lavoro qui descritto, con lunghezza 10 mm. Sulle fibre di Isora vengono sperimentati diversi tipi di trattamento: trat-

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| L’INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA |

tamento con alcali, trattamento con silani (Silano 150), trattamento con raggi gamma (0,1 Megarad/h con Co60). Viene esposto un programma di prove, che prevede la preparazione sistematica di mescole di NR, contenenti 2phr di antinvecchiante chinolinico TDQ, additivate o non additivate di sistema di attacco diretto resorcina/formaldeide/silice e contenenti diverse concentrazioni di fibre di Isora non trattate o trattate con i diversi agenti sopranominati. Gli invecchiamenti applicati sui vulcanizzati sono: invecchiamento al calore di 3h o di 5h a 100°C, invecchiamento di 36h a 40°C in atmosfera contenente 50 parti di ozono per 100 milioni di parti di aria (50 pphm), invecchiamento a radiazioni per esposizione a sorgente di cobalto 60 con irraggiamento di 0,3413 Mrad/h. Nella prova in ozono non viene purtroppo dichiarato direttamente l’allungamento a cui sono sottoposti i provini, ma viene indicato soltanto che l’apparato impiegato è MAST Modello 700/1 e che la metodologia seguita è quella prevista da ASTM D 518 met.B. Viene mostrato che all’aumentare della concentrazione di Isora, nella mescola contenente anche il sistema dei componenti di attacco diretto resorcinico, la ritenzione del carico di rottura dopo invecchiamento termico passa rapidamente già con 5phr di fibra dal 70% al 100% dopo 3d a 100°C e dal 70% al 90% dopo 5d a 100°C. Anche

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prodotti e processi IL PROCESSO DI PREPARAZIONE DELLA E-SBR

S. Suryanarayan-(Vice President Reliance Industries Ltd-India); Rubber Asia; 46-LugAgo 2008. Rif. E2610.

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iene riportata la descrizione del processo di produzione della SBR polimerizzata in emulsione (E-SBR). L’autore evidenzia il fatto che il meccanismo del processo appare molto chiaro e lineare, ma che in realtà esso, per i chemicals impiegati e per i controlli necessari, è un meccanismo difficile da condurre. Il processo di polimerizzazione in emulsione presenta comunque molti vantaggi: le condizioni applicate sono abbastanza blande, i tempi di reazione permettono buone tolleranze, la bassa viscosità dell’emulsione rende facile il controllo, le richieste speciali si limitano a prescrivere di lavorare in assenza di ossigeno. Le aree in cui si svolge il processo sono tre: polimerizzazione, ricupero del materiale non reagito, conversione in materiale solido del polimero ottenuto come lattice in mezzo acquoso. Nel processo di polimerizzazione in emulsione i monomeri da polimerizzare (butadiene e stirene) sono dispersi in mezzo acquoso insieme ai vari componenti della ricettazione (iniziatori, ten-


Abbiamo letto per voi | ELASTICA

sioattivi, modificanti, terminatori di catena). La polimerizzazione, dal punto di vista chimico avviene in tre stadi, secondo il seguente schema, nel quale M ha significato di monomero. Inizializzazione con formazione di radicali: ROOH ---> RO• RO• + M---> ROM• propagazione della radicaizzazione: ROM• + y(M) ---> RO(M)yM• terminazione, che consiste di una fase di ricombinazione ROM(M)yM• + •M(M)xMOR ---> ROMM(M)y+xMMOR e di una fase di disproporzionamento ROM(M)yM• + •M(M)xMOR ---> ROM(M)yMH + M=(M)xMOR L’inizio della reazione avviene ad opera di un sistema redox costituito da Fe(II)-EDTA + ROOH ---> Fe(III)EDTA + RO• + OH• (=Fe bivalente + acido etlendiamminotetracetico) in presenza di un riducente (SFS = solfossido di sodioformaldeide). Il polimero in crescita P viene radicalizzato ad opera di un modificante mercaptanico e, allorché la grandezza molecolare ottenuta è quella desiderata o quanto meno quando circa il 60% di monomeri stirene e butadiene hanno reagito formando il polimero, viene “terminato” per azione di una alcossi idrossilammina: P• RNOH ---> PH + RNO Al termine del processo il lattice residuo viene pompato in appositi serbatoi, viene riscaldato in modo da far

evaporare il butadiene, che viene recuperato, indi dal lattice viene estratto lo stirene mediante stripping con vapore acqueo.

materie prime CHIMICA DELLA BOUND RUBBER

R. K. Maji- Hasetri, India; Rubber India; LVIII9 Settembre 2006-33- 2006. Rif. E2611.

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ound rubber esprime la porzione di gomma, che, da un impasto di gomma contenente nero di carbonio, non viene materialmente estratta a temperatura ambiente per azione di solventi (toluene), in quanto, dopo l’operazione di mescolazione, risulta soggetta ad una interazione dipendente dal nero di carbonio stesso. La bound rubber è uno dei parametri che esprimono il potere rinforzante di un nero di carbonio, perché ne definiscono l’entità della possibilità di reattività con l’elastomero. La bound rubber tuttavia viene considerata dipendente da diversi fattori: assorbimento fisico, assorbimento chimico, interazione meccanica. La bound rubber si forma sia per influenza di deboli forze di van der Waals, sia per influenza di trasformazioni chimiche, che nascono da interazioni tra agenti che hanno sede sul nero di carbonio e/o sull’elastomero. Agenti sul nero di carbonio sono ad esempio gruppi funzionali come –CO, -OH, ecc. o Idrogeni aromatici; agenti sull’elastomero sono posizioni radicaliche derivanti dalla struttura dell’elastomero o dall’influenza di una degradazione meccano-chimica causata dal lavoro di mescolazione. È stata interpretata sensibilmente a fondo la formazione di bound rubber, arrivando anche a sabilire una legge quantitativa (equazione di Meissner). B = Mw*c*(P/AO)*NA ove B=bound rubber, Mw=peso molecolare medio ponderale dell’elastomero, P=area superficale specifica del nero di carbonio, AO=area superficiale del particolare sito reattivo, NA=numero di Avogadro. AO ha so-

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stanzialmente significato di parametro che esprime l’attività superficiale. È riportata la procedura operativa per la determinazione di bound rubber su un impasto suddiviso in pezzi di 1 mm3 immersi per 10 giorni a temperatura ambiente in 25 ml di solvente. Il calcolo viene eseguito applicando la seguente formula. B= { (W fg *W*[m f / (m f + m p )] / W*[mf / (mf + mp)] } * 100 dove Wfg è il peso del nero+gel, mf è il peso del polimero nell’impasto, W è il peso del campione. I campioni rigonfiano circa 40 volte il loro volume originario e contengono tutto il nero e dal 5% al 60% dell’elastomero originario. I campioni vengono centrifugati 5 volte a temperatura ambiente lavando di volta in volta con il solvente e quindi essiccati a 105C, prima in aria fino a peso costante, poi sotto vuoto. L’autore accerta che il contenuto di bound rubber per unità di area superficiale nell’impasto in esame diminuisce all’aumentare dell’area superficiale del tipo di carica. Inoltre accerta che a parità di area superficiale i neri ad alta struttura danno più alto contenuto di bound rubber. Nell’articolo compare anche un grafico che mostra la dipendenza lineare del contenuto di bound rubber in SBR in funzione dell’assorbimento di cetiltrimetilammoniobromuro

• febbraio 2009 n. 565 | L’INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA |

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ELASTICA | Abbiamo letto per voi

(CTAB), ovvero in funzione dell’area superficiale, ove però non è facile leggere i valori per le piccole dimensioni dei caratteri.

materie prime NANOTUBI DI CARBONIO

Dr. Samir Majumdar – e-mail: smajumdar501234@yahoo.co.in; Rubber India; LIX Aprile 2007-27- 2007. Rif. E2612.

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n un articolo non recente, ma di sorprendente chiarezza e semplicità descrittiva, l’autore descrive le proprietà fisiche, strutturali, desiderabili, evidenti, remote, di una categoria di materiali nati per ottenere esclusivamente effetti speciali, che l’industria va ricercando in campi applicativi: in

questi non sono necessariamente volute prestazioni viscoelastiche, ma tuttavia non vengono escluse. Tali materiali sono i “nanotubi di carbonio”, che sono costituiti da materiali rigidi, così come lo il nero di carbonio: come quest’ultimo infatti, i nanotubi sono praticamente costituiti soltanto da carbonio. Mentre però il nero di carbonio si è affermato subito come agente indispensabile per accompagnare proprietà meccaniche vincenti nel settore degli articoli viscoelastici, i nanotubi 10

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di carbonio si affermano mano mano sempre più in settori di articoli rigidi, ritrovando e coniando proprietà fisiche nuove e remote nel campo della elettrologia, dell’elettronica, dell’ottica, senza tuttavia escludere un vistoso successo anche nel campo della meccanica. La struttura dei nanotubi di carbonio consiste di reticolati esagonali di atomi di carbonio organizzati in strati piani di dimensioni nanometriche avvolti su se stessi secondo forme cilindriche con diametro di 10^-9 metri, dando luogo a un solo strato oppure anche a più strati. Uno dei più vistosi effetti della struttura risultante è l’aspetto liscio e brillante della superficie, dato dalla interazione tra le nanoparticelle che riduce l’evidenza di irregolarità superficiali; inoltre, anche l’aspetto liscio e brillante dato dalla compattezza dello strato composto da decine di milioni di particelle per metro. Proprietà tipiche dei nanotubi sono la elevata conducibilità elettrica e termica, l’elevato carico di rottura, la elevata flessibilità meccanica. I campi più importanti di applicazione dei nanotubi di carbonio sono nella preparazione di film di materiale termoplastico con proprietà ingegneristiche, in master di colori, in particolari per funzionamento sotto vuoto, in circuiti elettrici, in applicazioni biomediche, in applicazioni di assorbimento di radiazioni, in compositi strutturali, in fibre. Sono citate molte applicazioni specifiche dei nanotubi di carbonio nel settore elettrico e elettronico, nelle quali viene particolarmente sfruttata la elevata conducibilità elettrica. Sono presentate anche applicazioni in display, in articoli di materia plastica conduttivi, in connessioni di apparecchiature elettroniche, in foglie per uso aeronautico e aerospaziale dotate di elevata trasparenza e di elevata conducibilità elettronica, in celle solari con ferrocene come materiale donatore di elettroni, in pannelli donatori di elettroni, in materiale per elettrodi in batterie e in capacitori, in elementi per elettrodi in ceramica resistenti all’urto.

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materie prime ELASTOMERI CARICATI CON NERO DI CARBONIO RIVESTITO MAGNETIZZABILE

E. Ürögiova, G. Heinrich, N. Probst, E,Grivel - (e-mail: gheinrich@ipfdd. de); Kautschuk Gummi Kunststoffe (KGK); 61/9-455-2008. Rif. E2613.

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ell’articolo viene presentato uno studio di valutazione del nero di carbonio E250G della ditta Timcal (Svizzera) e di due tipi di nero di carbonio sperimentali apprestati dalla stessa Timcal, denominati MM209 e MM210. Il marchio E250G è già noto per il nero Ensaco 250G presentato nel 2003 dalla Erachem ad opera degli stessi autori N. Probst e E. Grivel come nero a larga particella ad altissima struttura

dotato di elevata conducibilità elettrica, assieme al nero Ensaco 350G, nero superconduttivo a piccolissima particella (cfr. KGK-56/9-460 recensito con rif. Elastica E2064 in IG 519 del Giugno 2004) . Nell’articolo qui recensito gli autori illustrano le proprietà ottenute con i neri sperimentali, che presentano proprietà di MCCB (Metal Coated Carbon Black), cioè di essere ricoperti da uno strato metallico. Gli MCCB vengono preparati in due tempi, idrolizzando sulla superficie un complesso metallico dapprima deposto sulla superficie del


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nero, creando in tal modo un precursore, e quindi eseguendo una idrogenazione. MM209 risulta ricoperto con 56,9% di Fe, MM210 risulta ricoperto con 32,4% di Fe e con 37,5% di Ni. I neri sopra citati vengono studiati separatamente in ragione di 5, 10, 15% in volume in mescole di NR e in mescole di S-SBR (SBR polimerizzata in soluzione) con sistema vulcanizzzante S/ CBS 1/1 phr in NR e S/CBS/DPG phr in S-SBR. Nello studio, le caratteristiche a trazione determinate sulle mescole di NR contenenti nero E250G (15%) e sulle mescole di NR contenenti nero MM209 (15%) e nero MM210 mostrano rispettivamente carico di rottura 31 MPa, 25 MPa, 26 MPa; le caratteristiche a trazione sulle mescole di S-SBR mostrano invece corrispondentemente carico di rottura 15 MPa, 8,3 MPa, 8,3 MPa. I risultati, soprattutto quelli in S-SBR, sono in accordo sia con i più bassi valori di bound rubber riscontrati con la S-SBR rispetto a quelli riscontrati con la NR, sia con i più bassi valori di bound rubber riscontrati sul nero MM209 rispetto a quelli riscontrati sul nero E250G, provocati in questo caso dalla presenza dello strato metallico. Con NR, 15% di nero M250G rivela bound rubber 50,43%, 15% di nero MM209 rivela bound rubber 22,2%, 15% di nero MM210 rivela bound rubber 26,1%; con S-SBR, 15% di nero M250G rivela bound rubber 36,5%, 15% di nero MM209 rivela buond rubber 16,4%, 15% di neroMM210 rivela bound rubber 17,9%. Le proprietà più caratteristiche dei neri MCCB non sono però quelle meccaniche, ma sono quelle magnetiche. I rivestimenti metallici dei neri MCCB hanno caratteristiche ferromagnetiche, cioè sono contraddistinti da blocchi magnetici “soft” a spin paralleli separati da divisioni facilmente rimovibili da campi magnetici, in contrapposto a magneti di tipo hard, contraddistinti da blocchi magnetici separati da divisioni, basate su strutture con distribuzioni a spin antiparalleli meno facilmente rimovibili da campi magnetici, in quanto caratterizzati da elevata rimanenza magnetica, ovvero da elevata coercitività, cioè da elevata energia necessaria per eventualmente ri-

muovere la magnetizzazione. Per i rivestimenti metallici dei neri MM209 e MM210 viene segnalata una magnetizzazione di saturazione Ms rispettivamente di 80,8 emu/g e di 47,9 emu/g, ove 1 emu=10^-3 A/m^2. Inoltre viene segnalata una coercitività magnetica Hc di 33,4 Oe (Oersted) per il nero MM209 e di 55,3 Oe per il nero MM210. [per definizione 4π*10^-3 Oe=1A/m]. La maggiore magnetizzazione di saturazione Ms del nero MM209 è dovuta al diversi tipi di metallo presenti e alla maggiore quantità di ferro. Vengono riportate ed esaminate anche le caratteristiche dinamiche. Appare che sia la componente reale del modulo dinamico G’ sia la componente viscosa del modulo dinamico G” risultano tanto più elevate quanto più elevata è la quantità di nero di carbonio introdotta, tuttavia appare che in presenza di rivestimento metallico, sia con mescola a base di NR che con mescola a base di SBR, l’influenza sui valori di tali parametri dinamici risulta molto ridotta. La temperatura di transizione vetrosa Tg, data dal picco di tandelta a bassa temperatura, risulta di -49°C per le mescole a base di NR e di -7°C per le mescole a base di SBR, senza mostrare particolare dipendenza dal tipo e dal contenuto di carica impiegato. L’articolo è interessante perché riporta caratteristiche ottenute con tipi di neri di carbonio molto particolari, mirati all’ottenimento di caratteristiche magnetiche. (L’articolo è in lingua inglese)

materie prime ZEOSIL PREMIUM A GRANDE AREA SUPERFICIALE PER PNEUMATICI

Bruce Meyer (Rubber and Plastics New Staff – e-mail: bmeyer@crain. com); European Rubber Journal; 190/4-22-LugAgo 2008. Rif. E2614.

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uropean Rubber Journal riporta un articolo, nel quale si dichiara che la Rhodia SA - Rhodia Silcea ha introdotto una nuova generazione di

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silice precipitata a larga area superficiale, adatta per produzione di pneumatici dotati di caratteristiche di risparmio di energia. Secondo Rhodia, la nuova silice, denominata Zeosil Premium, accoppia la elevata area superficiale con una nuova morfologia, dovuta a una favorevole combinazione delle caratteristiche degli aggregati e quelle intrinseche delle particelle elementari, che condiziona anche una più efficiente interazione con l’elastomero. Alle caratteristiche morfologiche della nuova silice consegue una facile mescolabiità e un favorevole impatto con le proprietà rinforzanti, che permettono di incrementare la durata dell’articolo finito. Zeosil Premium migliora il grip del 5%÷10% e la resistenza al rotolamento del 25%. Secondo quanto dichiarato da Bruce Meyer, presidente di Rhodia Silcea, in Nord America occorreranno 18÷24 mesi prima che l’impiego di Zeosil Premium venga concretizzato su larga scala. Tale tempo è infatti necessario per l’accettazione da parte del mercato, per condurre le prove necessarie e per poter notare l’effettivo uso del prodotto. Ciò è presumibile, perché, mentre in Europa tutto il mercato dei pneumatici vettura è ora orientato verso le produzioni con silice, negli USA l’introduzione è ancora un fatto alquanto nuovo: si pensa pertanto che l’evoluzione in USA possa ripetere lo stesso andamento. La silice viene già impiegata nei pneumatici

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ELASTICA | Abbiamo letto per voi

anche in USA, ma la diffusione dell’impiego di silice nei green tyres viene stimata in circa un terzo. I consumatori in USA non sono infatti ancora arrivati a conoscere l’effettiva utilità dei green tyres. La Rhodia Silcea gestisce nel mondo sette impianti per la produzione di silice precipitata e negli ultimi cinque anni ha vissuto un aumento globale di produzione del 10% nel mondo, suddiviso in 7% per quanto concerne l’Europa, in 12÷13% per quanto concerne il Nord America, in 20% per quanto concerne l’Asia. La Rhodia Silcea sta per ultimare nel 2009 un secondo impianto in Cina a Quingdao. Purtroppo nell’articolo non vengono citati dati tecnici recenti sui tipi di silici precipitate di sviluppo attuale.

materie prime L’OSSIDO DI ZINCO

Dr. Samir Majumdar; Rubber India; LIX5 Maggio 2007-27- 2008. Rif. E2615.

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’ossido di zinco è il principale attivatore degli acceleranti che si impiegano nelle mescole di gomma per pilotare la reattività chimica tra il carbonio degli idrocarburi e lo zolfo che serve per la reticolazione dei polimeri elastomerici. L’ossido di zinco (ZnO) è pressoché insolubile in acqua, ma è solubile in acidi ed in alcali. Es-

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so cristallizza nel sistema esagonale e, ad esempio nelle mescole elastomeriche non nere, presenta il vantaggio di formare dei derivati solforati sensibilmente chiari. L’ossido di zinco ha poi utilità come vulcanizzante (reticolante) in mescole elastomeriche a base di polimeri alogenati, per la sua reattività diretta. A parte tutto questo, l’ossido di zinco ha poi importanza come pigmento bianco come fautore di numerose proprietà utili nell’industria della gomma, talvolta non note: come ausiliario dà luogo a ritenzione di tack superficiale (appiccicosità) sui crudi, stabilizza la ritenzione di colore chiaro dei crudi, protegge la trasparenza dei semilavorati di poli(clorofluoroetilene), protegge il polietilene dall’azione distruttiva dei raggi ultravioletti, aumenta la fotoconducibilità, regolarizza le proprietà dei semiconduttori, riduce il coefficiente di espansione termica, protegge dalla formazione di opacizzazioni dovute a stress, migliora il potere isolante, è utile in composizioni di saponi e in composizioni di prodotti antifiamma. L’ossido di zinco viene prodotto con processo diretto, nel quale i minerali vengono calcinati in ambiente riducente e susseguentemente il residuo viene bruciato (= ossidato) in aria, oppure viene prodotto con processo indiretto, in cui zinco metallico viene purificato per sublimazione e quindi viene bruciato (= ossidato) in aria. Nella prima parte della preparazione viene applicato un processo “americano”, nel quale i minerali o i residui vengono ossidati e quindi, allo stato di vapore vengono ridotti a metallo con carbone e ossidati a ossido di zinco; oppure viene applicato un processo “francese”, nel quale dello zinco metallico viene vaporizzato e in tale fase ossidato. Il processo “francese” fornisce uno ZnO più puro del processo “americano”. Sullo ZnO prodotto sono parametri importanti la finezza (residuo nullo a 240 mesh), tenore di Pb ≤ 0,01%, tenore di Fe ≤ 0,0005%. Oltre alla attività nei rapporti con la attivazione della vulcanizzazione, lo ZnO trova con gli elastomeri varie e sostanzialmente non meno importanti applicazioni. Dal punto di vista biochimi-

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co lo ZnO preserva dalla decomposizione i lattici di gomma naturale, in quanto blocca degli enzimi specifici e inibisce la crescita di funghi. Dal punto di vista elettrico lo ZnO migliora la resistenza dei vulcanizzati di gomma agli effetti di alte differenze di potenziale, come pure all’azione distruttiva di effetti corona. Dal punto di vista fisico generale lo ZnO favorisce la resistenza al calore e la resistenza alla luce. Una importante funzione ricordata dall’autore è l’utilità dello ZnO nelle mescole di attacco all’ottone durante la vulcanizzazione: ciò è dovuto alla formazione di un sale di zinco-rame sulla superficie dell’ottone stesso, che arriva a interreagire anche con l’elastomero, legandolo chimicamente. L’autore ricorda poi numerose altre proprietà, che rendono lo ZnO molto appetibile nei più svariati rami dell’industria, ad esempio in quella della realizzazione di particolari elettromagnetici basati su ferriti impiegati in antenne e in apparati radiotelevisivi.

prodotti e processi LA SCIENZA DEL PRODOTTO E DEL PROCESSO PASSA PER L‘ASIA

B. M. Secchi, R. J. Keegan, M.Boiocchi; Rubber Asia; Vol. 22/3-18- MagGiu 2008. Rif. E2616.

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ubber Asia è una rivista edita in India e ha collegamenti molteplici nel mondo, tra questi in USA (Baltimora), in Cina (Haidiian-Beijng), in Giappone (Tokio), a Singapore, in Sri Lanka (Colombo), in Australia (Melbourne). Naturalmente non mancano in essa riferimenti ad industrie della gomma europee: ad esempio, anche nel volume considerato nella presente recensione, Lanxess AG con segnalazioni riguardanti i suoi ben noti chemicals, il suo polibutadiene e la sua gomma butilica (e alobutilica). Ma proprio nel volume qui recensito compaiono anche tre importanti presentazioni, che testimoniano sia l’occhio attento di Rubber Asia nel cogliere il significato industriale nei nuovi eventi, sia l’intuizione nei riguar-


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di della validità delle personalità di individui, che indubbiamente hanno effetto traente nelle loro attività di ricerca e di sviluppo nell’ambito dei contatti umani nella scienza. Si tratta di presentazioni non a firma, compilate dalla redazione di Rubber Asia, che portano alla ribalta significati di ricerche attraverso il carisma del ricercatore. Barbara M. Secchi, “La forza innovativa nella Bridgestone”. Barbara ha meritato il premio “Tire Manufacturer of the Year Award” per l’innovazione e l‘eccellenza alla TireTech Expo 2008 di Köln. Con la sua attività manageriale nel Centro Tecnico Europeo di Roma, nato come Firestone International nel 1973 divenuto Bridgestone nel 1988, e con la sua prestazione per l’impianto in Ungheria completamente automatizzato, nel settore dei pneumatici Barbara “ha consolidato l’operato della Bridgestone nel mondo”, inserendosi anche nel grandioso progetto dei pneumatici dell’Airbus A380. Robert J. Keegan, chairman alla Goodyear. La sua attività finanziaria appare strettamete legata con una filosofia di lavoro, cui forse poche persone possono ambire. Infatti Robert appare padrone di attività fredde, non appassionanti, forse anche pericolose, come possono essere quelle di orientamento degli azionisti in momenti difficili, sopportabili soltanto se si riesce con la propria personalità a superare con freddezza eventi inesorabili. Finalmente Maurizio Boiocchi. Maurizio è sempre stato un giovane dinamico, mai disgiunto dalla dinamicità e dalla sistematica necessaria per intraprendere un lavoro di ricerca, preoccupandosi soprattutto di non sbagliare la rotta già all’inizio. Maurizio è nell’articolo descritto come Vice President and Director of R&D in attività di sviluppo riguardanti i pneumatici presso la Pirelli, cioè in una industria che non lo abbandona e che giustamente ha seguito i tempi, assegnando alla R&D, come qui si dice, il 3,5% del fatturato. Maurizio presiede una attività esistita sostanzialmente da sempre, cioè una attività basata su “Tyre Pressure Monitoring System” (TPMS). Anche Maurizio ha seguito i tempi, cercando opportunità a 360 gradi nell’ambito dell’impiego di

sensori elettronici, che vanno al di là della mera scienza applicativa dell’articolo, esplorando con determinazione le piste che egli ha evidentemente sempre seguito, quella della performance, della progettazione innovativa, della qualità e della sicurezza. Il traguardo più prossimo di Maurizio è la nuova generazione del pneumatico intelligente, inquadrato nella volontà di ridurre l’emissione di biossido di carbonio, di ridurre il consumo di carburante, di migliorare la sicurezza e comunque basato sulla sperimentazione coadiuvata da una informatica intelligente: è il “cyber tyre”

prodotti e processi MODELING FEM PER COPPA SUPERIORE DI TENUTA DI MOTORI

Michael Anderson, David Nash (Dana Sealing Products), Y.Charles Lu (University of Kentucky); European Rubber Journal; 190/4-28-Luglio 2008. Rif. E2617.

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a progettazione di articoli elastomerici soggetti ad applicazioni dinamiche in ambienti chimici particolari presenta difficoltà, perché gli elastomeri sono caratterizzati da risposte viscoelastiche non lineari e perché il loro modulo dinamico aumenta all’aumentare della frequenza di sollecita-

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zione per influenza delle caratteristiche isteretiche. La coppa della testa dei cilindri è un coperchio, che riunisce sia le funzioni di guarnizione di tenuta di una camera a combustione interna, sia le funzioni di protezione di rumori e vibrazioni. Lo studio delle funzioni coinvolte in tali applicazioni ha interessato non solo i materiali rigidi, ma anche i materiali elastomerici, che, per l’apprezzamento nei riguardi del loro effetto smorzante basato sul comportamento isteretico, hanno indotto la necessità di creare modelli matematici di interpretazione e di progettazione. Nell’articolo qui recensito viene considerato come base un modello geometrico costituito da una copertura della testata di cilindri accoppiata con un anello di tenuta (grommet), ove gli elementi che esercitano la tenuta hanno proprietà viscoelastiche e ove il modello geometrico è basato su un modello di Yeoh. La coppa oggetto dell’esposizione qui presentata è fatta di materiale composito termoindurente, le guarnizioni di tenuta sono fatte di gomma poliacrilica e gli anelli di tenuta sono fatti di gomma siliconica. Per il programma di calcolo, eseguito con programma Abaqus, guarnizioni ed anelli vengono considerati bidimensionali, ma vengono ipotizzati come elementi separati, indi vengono introdotti nel calcolo generale. Nell’articolo vengono indicate rispettivamente, oltre all’equazione che descrive il modello di Yeoh, anche le equazioni mediante le quali si deducono le coincidenze degli andamenti delle caratteristiche di stress-strain in esercizio relativamente al materiale poliacrilico e al materiale siliconico. I dati calcolati servono per definire le dimensioni delle guarnizioni e degli anelli e le loro localizzazioni nel blocco rigido della coppa superiore. Inoltre vengono impiegati anche per verificare l‘effetto di vibrazioni e di sviluppo di rumore. Mediante una procedura di analisi statica condotta sull’intero articolo ipotizzando una deformazione a compressione, che porta le guarnizioni di gomma acrilica e gli anelli di tenuta in

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ELASTICA | Abbiamo letto per voi

gomma siliconica in totale compressione nelle loro sedi, vengono verificati gli effetti provocati da tale deformazione imposta, che si propone di riprodurre la siuazione durante l’assemblaggio dei componenti. Mediante una procedura di analisi vibrazionale, che viene eseguita sotto l’azione ipotizzata o reale di eccitazioni applicate attraverso otto elementi di tenuta della coppa, si valuta in termini di m/s^2 l’effetto delle accelerazioni imposte al motore stesso. Un grafico riportato nel testo evidenzia l’entità della diminuzione dell’altezza dei picchi vibrazionali dovuta agli otto elementi di tenuta (grommet) in gomma siliconica. Viene interpretato anche l’andamento della trasmissibilità delle vibrazioni dovute alla coppa di tenuta superiore. A 1000 Hz la trasmissibilità delle vibrazioni si riduce a zero, mostrando quindi il totale isolamento acustico della coppa stessa. Il procedimento descritto nell’articolo presenta molto interesse, perché può essere applicato allo studio di vari articoli finiti. L’articolo è corredato da una significativa bibliografia pertinente con lo studio delle vibrazioni.

prodotti e processi SVILUPPO DI NANOTECNOLOGIE NEI PNEUMATICI “NANO” DELLA NEXEN

le vendite all’estero della Nexen Tire Corporation e direttore della Nexen Tire Europa GmbH, ha reso una segnalazione ufficiale degli investimenti compiuti nell’area della ricerca e sviluppo. Oltre allo sviluppo di progammi di ricerca orientati alla realizzazione di risparmi di carburante, Nexen intraprende applicazioni nel campo della nanotecnologia, partendo dall’esperienza acquisita nel corso degli studi eseguiti per introdurre in Corea i “Nano Tyres”, là coperti da brevetto, per realizzare anche in Europa la relativa tecnologia. Rispetto ai pneumatici ordinari, i Nano Tyres presentano maggiore durata, maggiore resistenza all’abrasione, maggiore carico di rottura, con minore conducibilità termica e minore permeabilità all’aria. La Nexen vuole sottolineare che ciò si risolve in maggiore efficienza e in minore probabilità di rischio di incidenti. Il dipartimento R&D della Nexen sviluppa in modo particolare anche lo studio della riduzione del rumore generato dal pneumatico sulla strada. Gli studi vengono eseguiti su base ingegneristica computerizzata e a quanto dichiarato sono arrivati a limitare di circa il 50% lo sgradevole effetto del rumore durante la marcia. La R&D della Nexen ha presentato alla fiera di Essen un pneumatico denominato N6000 appositamente studiato per il mercato europeo, che ha particolari

PNEUMATICI COLORATI

David Shaw, ERJ Staff – (dshaw@ crain.com); European Rubber Journal; 190/4-13-LugAgo 2008. Rif. E2619. uropean Rubber Journal riporta una intervista alla ditta SweetskinZ di Bala Cynwyd (Pennsylvania, USA). Questa ha messo a punto una tecnologia per ottenere articoli di gomma colorati, prodotti applicando sulla superficie esterna del crudo una foglietta ottenuta con una adatta mescola e vulcanizzando alla fine l’articolo con processo di stampaggio. La riuscita del processo si deve al know how della SweetskinZ nel campo degli inchiostri, particolarmente studiati anche per non essere danneggiati dalle temperature e dalle pressioni necessarie per la vulcanizzazione. Il processo permette di realizzare

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a Nexen Tire Corporation, industria coreana, ha aperto una sede commerciale in Germania con ragione sociale Nexen Tire Europa GmbH per incentivare la diffusione dei propri pneumatici in Germania e, anzi, per creare un centro Nexen in Europa. Nexen ha già un ramo in Europa (UK) e intende creare altri uffici in Spagna, in Italia e in Francia. Con l’occasione la Nexen, nelle persone di David Sul e di John-Bosco Kim, rispettivamente direttore del-

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prodotti e processi

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chriss.antony@tyrepress.com; Tyres & Accessories; 7-60-Luglio 2008. Rif. E2618.

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doti di tenuta di strada specialmente su strada bagnata, anzi, a quanto dichiarato, “in ogni circostanza”. L’articolo comprende anche altre informazioni commerciali riguardanti le capacità di distribuzione, assicurate dall’esistenza a Yang-San (Corea) di capaci magazzini a funzionamento automatico, che funzionano già per la distribuzione di 15÷16 milioni/anno di pneumatici. L’articolo qui recensito ha importanza più che altro commerciale, ove però può nascere anche un interesse tecnico dato dalla presenza, brevettata, di nanostrutture nell’oggetto trattato. Purtroppo in merito non viene rivelato alcunché. Rimane comunque già interessante il fatto che in Corea tale tecnologia sia già esistente in un oggetto di grande consumo come è un pneumatico. Ora però con la nascita in Germania della Nexen Tire Europa GmbH un approfondimento si impone. A firma dell’articolo qui recensito dalla rivista Tyres & Accessories ISSN: 0041 – 4859 del luglio 2008 compare soltanto un indirizzo e-mail dell’intervistatore: chris.anthony@tyrepress.com

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Abbiamo letto per voi | ELASTICA

sulla superficie esterna della foglietta, di spessore circa 1 mm, la stampa dei caratteri distintivi prescritti dalle normative. Vic Rollins, vice Presidente delle vendite, si mostra entusiasta del successo ottenuto con la nuova tecnologia che ha permesso l’applicazione alla produzione dei pneumatici, anche se rileva che nella riproduzione dei caratteri stampati occorre realizzare caratteri scritti in “grassetto”. La nuova tecnologia è stata applicata alla produzione di pneumatici per bicicletta, ma in tale settore si sono verificate alcune resistenze alla introduzione di colori chiari. Diversa e più entusiasta è stata invece l’accettazione nel campo di pneumatici per vettura e perfino nell’ambito di pneumatici per autocarro. Vic Rollins ammette comunque che talvolta occorre riformulare la ricettazione delle mescole dello stesso pneumatico, non solo con sostituzione degli antinvecchianti, ma con modifiche nella scelta dei neri di carbonio. European Rubber Journal riporta anche i riferimenti riguardanti le differenze di costo conseguenti all’applicazione del processo recentemente introdotto. Vic Rollins ammette in partenza che nella applicazione nel settore dei pneumatici bisogna accettare un “premium” adeguato, che però il mercato, visto il successo, non rifiuta. Viene addirittura dichiarato che il venditore accetta la situazione, perché anzi un aumento del prezzo arriva anche a giustificare maggiori margini. Si parla di aumenti da 3,14 $ a 5 $: in definitiva, afferma Vic quasi con candore, di un aumento inferiore a 10 $. Va considerato che un pneumatico colorato esige anche una cura maggiore nel trasporto e un tipo diverso di imballaggio, magari anche pensando ad un bendaggio protettivo. A parte l’entusiasmo della SweetskinZ, European Rubber Journal non ha mancato di discutere il progetto con l’industria produttrice di articoli sportivi, nella fattispecie con l’industria produttrice delle calzature, inoltre con l’industria produttrice di indumenti protettivi di lavoro.

La SweeskinZ è pronta sia a concedere licenze per l’impiego dei propri inchiostri per l’applicazione delle tecnologie da lei messe a punto, sia a produrre foglie crude prestampate su ricettazione del cliente.

prodotti e processi NUOVE VIE PER LA CONFEZIONE DI MESCOLE ELASTOMERICHE

H. Keuter, M. Kny, A. Limper, M. Rinker (Harburg-Freudenberger); Gummi Fasern Kunststoffe (GAK); 61/8-509-2008. Rif. E2620.

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a alcuni anni vanno acquisendo diffusione nelle mescole elastomeriche materiali eterogenei come legno, canapa, lino, con funzioni di riempimento o talvolta anche di rinforzo, magari anche come alternative a fibre di vetro. Il fenomeno ha come riflesso anche il fatto che i costruttori di macchinario introducono nuovi concetti per favorire la lavorazione dei tipi di materiali sorgenti (WPC=Wood Plastic Composites). I processi che nascono non prevedono comunque operazioni dirette, ma per opportunità prevedono procedimenti in due tempi, iniziando dalla mescolazione con estrusori bivite, con mescolatori planetari, con estrusori ad anello, e procedendo soltanto in un secondo tempo con i metodi classici di estrusione e di stampaggio a iniezione. In tale ottica si incontra innanzitutto la necessità di provvedere un adeguato essiccamento iniziale dei materiali fibrosi: le fibre di legno ad esempio possono contenere fino a 50% di acqua! Perché l’operazione di essiccamento sia possibile bisogna anche prevedere un adeguato procedimento di macinazione delle fibre. Viene indicata una sequenza EAE UWG (Einschnekenaustragsextrud er=estrusore monovite) – (Unterwa ssergranulierung=granulazione sotto acqua) eventualmente seguita da un nastro trasportatore fino al portello del mescolatore interno. Con gli elastomeri termoplastici TPE TPV, se durante la lavorazione

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devono venire additivati di carica o quanto meno di elastomero (in genere EPDM), o di plastomero (in genere polipropilene), vengono consigliate sequenze di lavorazione opportune, preoccupandosi soprattutto di mescolare adeguatamente in estrusore bivite la fase vulcanizzata con la fase elastomerica cruda. Viene riportato e commentato un grafico che descrive la lavorazione in mescolatore interno GK 190E di un elastomero termoplastico vulcanizzato TPE-V basato su una poliammide 6.6. Viene indicato l’andamento della temperatura, dell’assorbimento di potenza, del numero di giri applicato facendo notare per esso il suo abbassamento durante l’aggiunta del vulcanizzante. Indi viene descritta la continuazione della storia termica durante il passaggio in estrusore bivite combinato con una pompa ad ingranaggi e durante la granulazione. Gli autori si inoltrano quindi in un lungo e difficile esame delle caratteristiche della mescolazione continua in estrusore bivite, rispetto alla mescolazione discontinua in mescolatore chiuso. Quest’ultimo apparato richiede investimenti maggiori, per cui la produzione di mescolanze a base di sistemi monofasici, che sono prevalentemente costituiti da materie plastiche, si orienta facilmente all’impiego di estrusori. Una delle spiegazioni va anche ricercata nel fatto che negli estrusori il traferro in lavorazione è

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ELASTICA | Abbiamo letto per voi

certamente più sottile, permettendo in molti casi una mescolazione efficiente. Viene però osservato che con ciò la mescolazione in un estrusore bivite risulta ideale nei riguardi della mescolazione in senso radiale, ma soffre nei riguardi della mescolazione in senso assiale. A ciò si aggiunge che la

mescolazione con estrusore bivite risulta poco vantaggiosa nelle situazioni in cui la composizione della mescolanza deve essere variata impiegando materiali diversi o anche con rapporti diversi soprattutto delle quantità relative di plastificanti. Per tali ragioni quindi gli autori si orientano a pre-

ferire la mescolazione discontinua in mescolatore chiuso e, per mescolanze caratterizzate da basso tenore di polimero, in mescolatore chiuso con rotori a geometria compenetrante, che assicura un favorevole effetto della superficie raffreddata sulla massa della mescola.

SCHEDA PER LA RICHIESTA DI ARTICOLI DELLA RUBRICA “ABBIAMO LETTO PER VOI” Federazione Gomma Plastica (Stefania Vicario) - Tel. 02.43.92.81 - Fax 02.43.54.32 Desidero ricevere copia del testo in lingua originale. Numero di riferimento e titolo......................................................................................................................... Segnalati nella sezione “abbiamo letto per voi” apparsa nel numero......................................................... di “L’industria della Gomma /Elastica”. Nome e Cognome............................................................................................................................................ Azienda............................................................................................................................................................ indirizzo............................................................................................................................................................ Cap.....................Città...............................................................................Prov................................................ Data.................................Timbro................................................Firma.............................................................

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Normativa | ELASTICA

Allegato XIV Reach: sostanze al nastro di partenza di Beatrice Garlanda

Il 28 ottobre 2008 l’ECHA (Agenzia europea per le sostanze chimiche) ha inserito 15 sostanze nella lista di quelle candidate ad essere incluse nell’allegato XIV del regolamento Reach (sostanze soggette ad autorizzazione). Tale lista, che riportiamo nella tabella, è stata pubblicata lo stesso giorno sul sito dell’Agenzia e sarà regolarmente aggiornata.

1° giugno 2011. Per quelle incluse nella lista dei candidati, il 1° dicembre 2010 o dopo tale data, la notifica deve invece essere presentata entro sei mesi dall’inserimento.

La procedura d’autorizzazione Sostanze candidate

L’

ECHA rileva che, già dal 28 ottobre, sono scattati obblighi per le imprese connessi all’inclusione delle sostanze nella lista dei candidati. Tali obblighi concernono sia le sostanze in quanto tali sia i preparati e gli articoli che le contengano. In particolare dalla data sopra indicata: • i fornitori UE o SEE di articoli contenenti una delle 15 sostanze di cui sopra, in concentrazione superiore allo 0,1% (p/p), devono fornire informazioni sufficienti ai loro clienti e, su richiesta, ai consumatori entro 45 giorni dalla data della richiesta stessa. Tali informazioni devono garantire l’uso sicuro dell’articolo e, come minimo, includere il nome della sostanza; • i fornitori di ciascuna delle 15 sostanze in oggetto devono fornire una scheda di dati di sicurezza a loro clienti; • i fornitori UE o SEE di un prepara-

to, non classificato come pericoloso ai sensi della direttiva 1999/45/CE, devono fornire ai loro clienti, su richiesta degli stessi, una scheda di dati di sicurezza se il preparato contiene almeno una delle sostanze candidate in concentrazione uguale o superiore allo 0,1% (p/p) per i preparati non gassosi ed in concentrazione uguale o superiore allo 0,2% in volume per i preparati gassosi. Dal 1° dicembre 2011, ai sensi dell’art.7 del Regolamento Reach: • i produttori o gli importatori di articoli devono notificare all’ECHA se il loro articolo contiene una sostanza candidata. Tale obbligo scatta se la sostanza è presente in misura superiore allo 0,1% e la sua qualità negli articoli prodotti/importati è superiore ad una tonnellata/anno per impresa. Per le sostanze sopra citate incluse, prima del 1° dicembre 2010, nella lista delle sostanze candidate, le notifiche dovranno essere presentate al più tardi il gennaio

A completamento di quanto detto sopra, dobbiamo spendere qualche parola sulle norme, relative all’autorizzazione, introdotte dal regolamento Reach (titolo VII e allegato XIV). Esse hanno lo scopo di garantire il buon funzionamento del mercato interno e, nello stesso tempo, di mettere in moto un processo tendente alla sostituzione delle sostanze maggiormente pericolose e ad una migliore gestione dei rischi derivanti o correlati a specifici utilizzi. Ai sensi dell’art.56, un fabbricante, importatore o utilizzatore a valle non può immettere sul mercato una sostanza destinata ad un determinato uso e non può utilizzarla egli stesso se tale sostanza è presente nell’allegato XIV (attualmente vuoto), salvo se: a) l’uso o gli usi di tale sostanza, come tale o come componente di un preparato o incorporata in un articolo, per i quali la sostanza è immessa sul mercato o per i quali egli stesso la utilizza siano stati autorizzati a norma del regolamento Reach

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ELASTICA | Normativa

b) l’uso o gli usi di tale sostanza, in quanto tale o come componente di un preparato o incorporata in un articolo, per i quali la sostanza è immessa sul mercato o per i quali egli stesso la utilizza, siano stati esentati dall’obbligo d’autorizzazione di cui all’allegato XIV c) la data di scadenza di cui all’art.58 non sia ancora trascorsa d) la data di scadenza sia trascorsa ma il fabbricante/importatore abbia presentato una domanda d’autorizzazione almeno 18 mesi prima di tale data e non sia stata ancora resa una decisione in merito e) nel caso in cui la sostanza sia stata immessa sul mercato, sia stata rilasciata un’autorizzazione per tale uso all’utilizzatore situato immediatamente a valle. Alle disposizioni di cui sopra sono previste deroghe. Si fa presente che, ai sensi dell’art.57, possono essere inserite

nell’allegato XIV: a) le sostanze che rispondono ai criteri di classificazione come sostanze cancerogene, categoria 1 e o 2, ai sensi della direttiva 67/548/CEE b) le sostanze che rispondono ai criteri di classificazione come sostanze mutagene, categorie 1 o 2 a norma della direttiva 67/548/CEE c) le sostanze che rispondono ai criteri di classificazione come sostanze tossiche per la riproduzione, categoria 1 o 2, ai sensi della direttiva 67/548/CEE d) le sostanze che sono persistenti, bioaccumulabili o tossiche secondo i criteri di cui all’allegato XIII del regolamento Reach e) le sostanze che sono molto persistenti e molto bioaccumulabili, secondo i criteri di cui all’allegato XIII del regolamento Reach f) le sostanze come quelle aventi proprietà che perturbano il sistema endocrino o quelle aventi proprietà

persistenti, bioaccumulabili e tossiche o molto persistenti e molto boaccumulabili, che non rispondono ai criteri di cui alle lettere d) o e) per le quali è provata la probabilità di effetti gravi per la salute umana o per l’ambiente che danno adito ad un livello di preoccupazione equivalente a quello delle sostanze di cui alle lettere da a) a e). L’individuazione delle sostanze di cui all’art.57 è aggiornata tramite una lista delle sostanze candidate all’eventuale inclusione nell’allegato XIV. Tale elenco è definito su proposta dell’ECHA e delle autorità degli Stati membri, attraverso la predisposizione di appositi fascicoli a norma dell’allegato XV. Infine si segnala che la decisione sull’inclusione nell’allegato XIV di una sostanza è assunta dalla Commissione UE, con l’assistenza da un Comitato, ai sensi dell’art.133 del Regolamento Reach. 

Sostanze candidate all’inclusione nell’allegato XIV

Antracene

204-371-1

4,4’-Diaminodifenilmetano Dibutilftalato Dicloruro di cobalto Diarsenico pentaossido

202-974-4 201-557-4 231-589-4 215-116-9

Motivi per l’identificazione come sostanza estremamente preoccupante per la salute Persistente, bioaccumulabile e tossica Cancerogeno, cat.2 Tossico per la riproduzione, cat.2 Cancerogeno, cat.2 Cancerogeno, cat.2

Diarsenico triossido

215-481-4

Cancerogeno, cat.1

Sodio bicromato

234-190-3 (7789-12-0 10588-01-9)

Cancerogeno, cat.2 Mutageno, cat.2 Tossico per la riproduzione, cat.2

5-ter-butil-2,4,6-trinitro-m-xilne (muschio xilene)

201-329-4

Molto persistente e molto bioaccumulabile

Bis(2-etilesile)ftalato (DEHP)

204-211-0

Tossico per la riproduzione, cat.2

Nome della sostanza

N° CE (N° CAS)

247-148-4 e 221-695-9 Esabromociclododecano (HBCDD) e tutti i principali diasterioisomeri Persistente, bioaccumulabile (134237-50-6, 134237-51-7, individuati (alfa-HBCDD, beta-HBCDD, gamma-HBCDD) e tossico 134237-52-8) DL-fenilalanina C9H11NO2 150-30-1 Alcani, C10-13, cloro (paraffine clorurate a catena corta)

287-476-5

Persistente, bioaccumulabile e tossico Molto persistente e molto bioaccumulabile

Bis(tributilstagno)ossido (TBTO)

200-268-0

Persistente, bioaccumulabile e tossico

Idrogenoarsenato di piombo

232-064-2

Cancerogeno, cat.1 Tossico per la riproduzione, cat.1

Benzil-butil-ftalato

201-622-7

Tossico per la riproduzione, cat.2

Arseniato di trietile

427-700-2

Cancerogeno, cat.1

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| L’INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA |

gennaio

• febbraio 2009 n. 565


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Anteprima

Tutto il mondo della gomma a Plast 09 Dal 24 al 28 marzo Milano diventa la capitale della gomma e delle materie plastiche. Costruttori di macchine, produttori di materie prime, trasformatori di tutti settori si confronteranno sugli ultimi sviluppi offerti dalla scienza e dalla tecnologia. Quest’anno il tradizionale appuntamento triennale di Plast assume una importanza particolare, perché consentirà di verificare sul campo le dimensioni reali della crisi che l’economia mondiale sta attraversando e quali sono i tempi prevedibili della ripresa. Dalla rassegna che pubblichiamo in queste pagine emerge un dato di fatto importante: la ricerca e l’innovazione tecnologica non si sono fermate e tutte le aziende che operano nel settore del macchinario e delle materie prime si sono impegnate a produrre novità che chi lavora nel campo dei semilavorati e dei prodotti finiti non potrà non apprezzare. È una testimonianza di fiducia nel futuro e una concreta dimostrazione della volontà di lavorare per ridare al nostro settore quello slancio che ne ha fatto una delle colonne portanti dell’economia del nostro paese.

Un’ampia gamma di prodotti per l’industria

D

older Massara (Pad. 20, Stand C17) è il distributore in Italia di materie prime e chemicals di un gran numero di produttori. Accanto ai prodotti dei suoi partner storici, ossia Ags, Akzo Nobel, Arakawa, Daiso, Dupont P&IP, EuroYser, Flexsys, Grace, Kraton, Nitriflex, Petrokemija, Polykemi, Tramaco e Wittemburg, la società di Bollate presenterà anche i prodotti di numerosi altri nuovi produttori di cui ha assunto la rappresentanza. E cioè: i compound termoplastici vulcanizzati (TPV) della Elastron; le resine idrocarboniche solide e liquide della Neville; i fluoro elastomeri e gli additivi fluorurati della AGC; gli ossidi di ferro ed i pigmenti organici della Cathay; le resine fenoliche della Fenoresinas; i coagenti di reticolazione polibutadienici della Nippon Soda e quelli acrilati della AGI; i ben noti TPU Huntsman per adesivi; i caolini della Imerys e l’ossido di ferro micaceo della Bayraktar.

A wide product range for industrial uses

D

older Massara (Hall 20, Stand C17) is the italian distributor of raw materials and chemicals from a number of producers. Besides the products from its historical partners, such as Ags, Akzo Nobel, Arakawa, Daiso, Dupont P&IP, EuroYser, Flexsys, Grace, Kraton, Nitriflex, Petrokemija, Polykemi, Tramaco and Wittemburg, the italian subsidiary of Dolder AG will show also the products from its several new partners. That’s to say: vulcanized thermoplastic compound (TPV) from Elastron; liquid and solid hydrocarbon resins from Neville; fluo-elastomers and fluo-additives from AGC; one of the widest iron oxides and organic pigments product programs from Cathay; phenolic resins from Fenoresinas; polybutadienic curing co-agents from Nippon Soda and acrylic curing co-agents from AGI; well known TPU for adhesive production from Huntsman; Imerys’ caolins and Bayraktar micaceous iron oxide.

Un nuovo impianto per il riciclaggio di materiali di scarto

L

a Comerio Ercole (Pad. 18, Stand C09) proporrà per la prima volta, a livello mondiale, una nuova tecnologia per il riciclaggio di materiali di scarto e il loro riutilizzo in una nuova lavorazione per ottenere nuovi manufatti. Il nuogennaio

vo impianto, denominato Modello ETP, combina una “Matrice” di un polimero termoplastico (per esempio, EVA) con una “Carica” costituita dal materiale da riciclare, che potrebbe essere, per esempio, gomma in granuli ricavata da pneumatici di scarto. Sostanzialmente, consiste in uno speciale estrusore monovite provvisto di una camera di mescolazione brevettata, in cui la carica e la matrice vengono perfettamente amalgamate. Questo sistema permette di mantenere le caratteristiche originarie della carica. Le applicazioni dei prodotti finali sono molteplici e possono andare, per citarne alcuni, dalla pavimentazione alle superfici sportive, dall’arredamento ai supporti per tappeti, dall’auto alla calzatura. La gamma degli impianti prevede sei modelli, con una produzione che va dai 200 ai 1100 Kg/ora. Essendo, ovviamente, impossibile trasferire il macchinario in fiera, la Comerio Ercole organizzerà un servizio navetta di collegamento ‘stand – sede operativa di Busto Arsizio’ per quanti volessero vedere da vicino un Modello ETP pilota in funzione. Per la precisione, l’impianto sarà il modello con capacità di 450 Kg/ora circa. Basta semplicemente prenotarsi, inviando una mail a: saleitaly@comercole.it.

A new plant for scrap material recycling

C

omerio Ercole (Hall 18, Stand C 09) will be proposing for the first time, on a worldwide scale, its new recycling technology dedicated to scrap materials reutilization in a new production process designed to give useful articles again. The current product range, including machinery and plant for the rubber industry, is going to be integrated with this new technology, that expresses the company’s way of thinking about production as an “ecologically correct” matter. Substantially, the new plant, so called ETP Model, combines a “Matrix”, that could be a thermoplastic element (EVA for example), with a “Filler”, the material to be recycled: rubber crumbs coming from waste tyres, for example. The machine is a special single-screw extruder equipped with a patented mixing chamber where the filler and the matrix are perfectly blended. This new system allows maintaining the original features of the filler.

• febbraio 2009 n. 565 | L’INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA |

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Anteprima

The main applications of the final products are various: from flooring and roofing to sport mats, from furnishings to carpet coating, from automotive to footwear. The production range include six models, with a capacity of 200 Kg/hour to 1100 Kg/hour. As it is not possible to run the plant at the company’s stand, Comerio Ercole will organize a “shuttle bus” from its booth to its factory in Busto Arsizio, where it will possible to look a pilot plant in whole production reaching a productivity of 450 kg/hour. Interested visitors are kindly requested to take a reservation in advance by mail at: salerubber@ comercole.it.

Il nuovo al prezzo dell’usato

È

FISA

RPM

lo slogan con il quale R.P.M (Pad. 22 Stand A40) presenta una 190 ton revisionata nella quale sono state sostituite tutte le parti usurate e sono state introdotti nuovi componenti idraulici e il controllo multi processore di ultima generazione. Altra novità una vecchia 190 ton retrofittata a 270 ton nella quale l’aggiornamento, l’integrazione e nuove soluzioni tecnologiche consentono il

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| L’INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA |

passaggio da una taglia inferiore a una superiore. Infine con la nuova 290 ton, a parità di prestazioni, si sono dimezzati consumi e costi di gestione, ridotti gli ingombri del 30%, eliminate le centraline e i relativi fluidi di termoregolazione del contenitore vite.

A new press at the price of used one

U

nder this headline R.P.M. (Pad. 22 Stand A40) presents the 190 ton press rebuild by means of the replacement of worn parts and the upgrading of with the last hydraulic and controller technology. Innovative technological solutions offer also an old 190 ton retrofitted into a 270 ton one with performace and productivity of a 270 press. To parity of performace, the new 290 ton offers now consumption reduced to 50% and space dimentions reduced to 30%; the heater units and the relative fluid for the barrel heating are eliminated.

Lavaggio degli stampi con onde ultrasonore

P

er il lavaggio degli stampi Fisa (Pad. 22 Stand D24) ha messo a punto un sistema che consente l’eliminazione completa di incrostazioni, ossidi, distaccanti, grassi, depositi calcarei e residui carboniosi. Gli stampi vengono immersi in vasche di acciaio inox AISI 316; sotto l’effetto di onde ultrasonore, unite a detergenti particolari, si ottiene la pulizia anche di cavità difficilmente raggiungibili con i sistemi tradizionali, salvaguardando nel contempo le impronte dello stampo dagli effetti dei processi erosivi: non è infatti necessario l’impiego di acidi o abrasioni meccaniche. Il sistema offre inoltre la possibilità di compiere l’intera operazione di pulizia in un tempo contenuto (mediamente in 30 minuti) e soprattutto senza smontare completamente lo stampo. Costi d’esercizio sono contenuti, anche perché è richiesta una presenza solo saltuaria di personale non necessariamente qualificato.

gennaio

• febbraio 2009 n. 565

Mould cleaning by ultrasounds

F

isa (Hall. 22 Stand D24) mould cleaning system allows the elimination of the most common kind of dirt: residual rubber, grease, metallic oxides and release agents. The treatment improve a specific technology based upon ultrasounds (the alveolar magnetostrictor). Moulds are immersed in stainless steel tanks. Under both actions of ultrasound and chemical products even the most recessed hollows are thoroughly cleaned. This cleaning technique protects the impressions, seal surfaces, knock-outs and mould cores from erosion, and avoids the use of acids or any mechanical abrasive procedure. The system assures a quick cleaning of the moulds. Such an advantage lowers costs to a great extent and ranks the process above traditional systems. In addition to the proper cleaning of the moulds, this treatment keeps the tools well protected until they are back on the press again.

Una macchina innovativa per articoli piccolissimi

I

nnovazioni tecnologiche sul fronte delle macchine per l’industria tecnica arrivano dalla Desma Tec (Pad. 18, Stand E02), divisione della Desma Schuhmaschinen. La casa tedesca presenterà due macchine di colata a bassa pressione e due macchine a iniezione micro per iniezioni di pezzi di dimensioni minime. Notevole l’innovazione delle macchine a bassa pressione: consentono l’aggiunta, in colatura, di un granulato di dimensioni fino a 3 mm direttamente nella camera di miscelazione, senza, cioè, che sia più necessario premiscelarlo col poliolo. Importanti i vantaggi per l’utilizzatore in termini di costi e resa di produzione: poliolo sempre pulito, nessun problema di abrasione di pompe, tubazioni e valvole, nessun bisogno di lavaggi con solventi aggressivi. In dettaglio, al Plast 09 la Desma Tec presenterà: - una testa di colatura a bassa pressione guidata da robot, con una portata tra 20 e 200 g/sec; - una seconda macchina sempre a bassa pressione per l’utilizzo in produzioni continue con colatura su nastro


con una portata da 500 a 1000 g/sec e possibilità di aggiunta fino al 30% di granulato. Desma Tec presenterà, inoltre, la prima e unica macchina a iniezione per 2 componenti in quantità piccolissime: dai 10 ai 400 milligrammi!

Innovative machine for smallest shot weights

G

DESMA

ood news about technological innovations in the field of machines for the technical industry comes from Desma Tec (Hall 18, Stand E02), a division of Klöckner Desma Shoe Machinery. The german producer will show two low pressure pouring machines and two micro injection machines for smallest shot weights. Relevant the low pressure machines innovation: they are able to mix granulates up to 3 mm corn size direct in the head. That means that it is not necessary to preblend the fillers in the polyol tanks. This has a lot of advantages for users: the polyol stays all the time clean, there are no abrasion problems in pumps, pipelines and valves, the machine doesn’t have to be flushed with aggressive solvents. More in details, on Plast 09 Desma Tec will present: - a standard solid filler mix head, guided on a robot with an output range between 20-200 grams/second; - a second low pressure machine, predestinated for continuous production on conveyers. This

13 Stand B38) dedicato alla soluzione dei problemi di depallettizzazione dei pani in gomma. La macchina è costituita essenzialmente da: - un robot cartesiano realizzato con struttura a carroponte in acciaio al carbonio verniciato che supporta le guide lineari motorizzate a 3 gradi di libertà dell’organo di presa della macchina. La localizzazione del materiale da prelevare è affidata ad uno scansionatore ottico, montato in posizione centrale sull’organo di presa, che individua sempre la prima balla utile da prelevare, qualunque sia la posizione sul pallett; - una testata di presa con funzione di prelevare il materiale dal pallet e di depositarlo sul trasportatore a nastro. - un trasportatore a nastro che trasferisce le balle di gomma alla lavorazione successiva, in questa fase il materiale viene correttamente orientato mantenendo il lato più lungo della balla parallelo all’asse longitudinale del nastro.

special machine is able to feed 30% of fillers by an output range of 500- 1000 grams/second. Additionally, DESMA TEC will present the first and only 2 component micro injection machine for smallest shot weights. Shot sizes between 10-400 milligrams are no problem.

Un depallettizzatore automatico per gomma

I

l depallettizzatore automatico DEP 01 è un brevetto Arisi (Pad.

DEP 01 è estramente flessibile: è in grado di operare con 2 stazioni di carico a cicli continui oppure alternati, le balle di gomma possono essere eventualmente rivestite da un film protettivo, trasparente o colorato, i pallet possono essere completi oppure parzialmente depallettizzati. La potenzialità della macchina si aggira mediamente attorno alle 80 - 100 balle/ora.

gennaio

ARISI

Anteprima

An automatic depalletizer for rubber

T

he automatic Depalletizer DEP 01 is licen-

sed under Arisi (Hall 13 Stand B38) and is dedicated to the solution of the depalletizing process of rubber. The main feature are: - a cartesian robot designed with a very unique and flexible structure, constructed of both solid steel and carbon supporting linear guides with 3 degrees of liberty on catching tool. An optical device detects the localization of the material to be handled, it always pick up the first chunck available, wherever it might be on the pallet. - a moving arm graspsing the different rubber chunks with three tools that grip the material in a most secure and safe way. - conveyor belt enabling the rubber chunks to be transferred to the next manufacturing phase, in this phase material is always oriented in parallel with longitudinal axis. DEP 01 is extremely flexible: it can operate with two loading stations and pick up cycles can be continuous or alternate on the two stations, rubber chunck might be covered with a transparent o stained film, pallet can be complete or partially depalletized. The machine can work an average of 80 -100 chunks per hour.

Piani magnetici per alte temperature

P

rima azienda italiana a sviluppare una gamma completa di piani magnetici per alte temperature (fino a 240°C in funzionamento continuo) la Rivi Magnetics s.r.l. di Sassuolo (Pad. 22 Stand B16) è leader nel settore dei

• febbraio 2009 n. 565 | L’INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA |

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I movImentI logIcI

I movimenti logici permettono la completa integrazione di movimenti logici addizionali nel ciclo della macchina con un incredibile rapporto tra prezzo e valore. I movimenti logici sono liberamente configurabili e completamente integrati all’interno della configurazione del ciclo e la diagnostica. Se sei interessato a questa funzione, vieni a visitarci al Plast di Milano. In aggiunta mostreremo gli ultimi sviluppi esibendo macchine ad iniezione per la gomma sia orizzontali che verticali.

MAPLAN Maschinen u. techn. Anlagen Planungs- u. Fertigungs- Ges.m.b.H. A-2630 Ternitz, Schoellergasse 9 Tel. ++43/2630/357 06-0 Fax ++43/2630/354 08 sales@maplan.at www.maplan.at State of Art Technologies Francesco Valsecchi Via Pianera, 1 I-25039 Travagliato (BS) Tel. +39 030 345 3215 Fax +39 030 686 3553 f.valsecchi@satechsrl.eu

Milano, 24/28 Marzo 2009 Padiglione 24, Stand Nr. C06

mAPlAn, Il voStRo PARtneR nello StAmPAggIo AD InIeZIone DellA gommA


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GIBITRE

sistemi di ancoraggio magnetici per lo stampaggio degli elastomeri, con brevetto internazionale. Una costante ricerca ha portato allo sviluppo di piani magnetici completi di sistema di riscaldamento integrato e termoregolazione, caratterizzati da minori tempi di “start-up” in virtù della minor inerzia termica e da una maggiore omogeneità della distribuzione della temperatura grazie alla possibilità di suddividere il riscaldamento in zone alimentate e controllate separatamente.

temperature (up to 240°C in continuous working), Rivi Magnetics s.r.l., Sassuolo, MO (Hall 22 Stand B16) is leader in the sector of magnetic clamping systems for elastomers molding, the only one with international patent. A continuous research led to the development of magnetic platens complete with integrated heating system and thermal regulation. Those systems have shorter start-up time due to the minor heat inertia and to a bigger homogeneity of the temperature distribution thanks to the opportunity of sharing the heating in separately fed and controlled zones. For applications in which a small maximum temperature change is requested, it is possible to supply the systems with Isobar elements installed between the heating components and the magnetic poles, which allow to obtain reduced ΔT up to 1.5°C by acting as temperature compensators.

Nuovi strumenti per il laboratorio

G

ibitre (Pad. 16 Stand C25) presenta acuni nuovi prodotti e ser-

Per applicazioni in cui è richiesto un ridotto scarto di temperatura massimo è possibile equipaggiare i sistemi con elementi Isobar inseriti tra i corpi riscaldanti e i poli magnetici, i quali agendo come compensatori di temperatura consentono di ottenere ΔT molto contenuti, fino a 1,5°C.

Magnetic platens for high temperature

T

he first Italian company developing a complete range of magnetic platens for high

vizi. - Il dinamometro elettronico dotato di camera termica che permette di effettuare prove in trazione e compressione a temperatura controllata. - Il nuovo durometro micro-irhd dotato di sistema di centraggio laser che consente di effettuare prove di microdurezza su pezzi di piccola dimensione e con superfici non piane identificando in modo automatico il punto corretto per effettuare la misura. - Il nuovo modello di durometro multi-unità al quale possono essere applicate fino a quattro teste di misura tra quelle disponibili: Micro-IRHD, IRHD (N, H, L), Shore (A, D, A0). Lo strumento unisce i pregi dei durometri automatici Gibitre (movimentazione automatica del provino per l’esecuzione di prove in diversi punti), alla possibilità di selezionare il tipo di durezza da misurare ruotando la testa di misura nella posizione frontale. - La nuova pressa da laboratorio idraulica da 20 T controllata tramite PLC con display Touch Screen. La macchina è dotata del dispositivo opzionale per il controllo della forza di chiusura e di piani con circuito di

gennaio

raffreddamento per lo stampaggio di materiali termoplastici. La pressa permette di impostare un ciclo di prova selezionando differenti temperature e forze di chiusura nelle diverse fasi del ciclo. Tutti gli strumenti computerizzati esposti sono connessi tramite l’ultima versione del software di gestione dati Gibitre-Datagest che permette di memorizzare i dati e le curve provenienti da più strumenti in un database in formato SQL, di elaborare statistiche e di produrre report multi-strumento personalizzati. Questa versione, radicalmente rinnovata, incorpora un evoluto sistema di gestione dei dati che permette di definire le modalità di visualizzazione degli stessi ed un nuovo generatore di report che consente all’utilizzatore di personalizzare e salvare le configurazioni preferite.

New instruments for the rubber laboratory

G

ibitre (Hall 16 Stand C25) will present some new instruments that this company produces. - The new tensile tester fitted with thermal chamber for the performance of tests in traction and compression with controlled temperature. - The new micro-irhd hardness tester with automatic laser positioning system that permits to test small samples with non-plane test surface selecting automatically the correct test point. - The automatic multi-unit hardness tester that enables the mounting of up to 4 different Shore (A, D, A0) and IRHD (Normal, Hard, Soft, Micro) hardness units on the rotating hardness units’ support. The hardness unit to be used is selected by rotating the support. The test sample is placed on the automatic sample holding system. The motorized sample holding system controls the descent, ascent and rotation of the sample and makes it possible to carry out the test automatically in different points of the sample. - The new version of hydraulic laboratory press with 20 T closure force with PLC with touch screen display. The machine shown is fitted with the optional closure force control device and with plates with cooling circuit for the moulding of thermoplastics. The press permits to set an automatic moulding cycle with different set values both for temperature and closure force. All the computerized instruments are connected to the Gibitre_Datagest control software that permits to collect and store data end curves from all the instruments connected to the network in a Microsoft SQL-server database. The software permits to use the results for the calculation of tolerance limits, the processing of stati-

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Sinfonia di Polimeri.

Produrre una mescola per noi è soprattutto un atto creativo. E ci piace definire arte la capacità di rispondere con precisione alle esigenze del cliente con soluzioni innovative e su misura. Lo possiamo fare grazie a 40 anni di esperienza. Al know-how del Gruppo Marangoni. Ai grandi successi ottenuti con l’articolo tecnico. A un laboratorio tecnologico d’avanguardia. A standard qualitativi certificati fin dal 2000. E soprattutto grazie a numerosi clienti perfettamente soddisfatti di ogni nostra esecuzione.

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stics and the preparing of multi-instrument personalized test reports. The new version of Datagest program available at the show has been radically updated and includes a new data management technology that permits to store customer defined data display formats and test report configurations.

I

MG (Pad. 24 Stand C17)propone soluzioni operative che coprono sostanzialmente l’intero settore dello stampaggio: macchinari ad iniezione per lo stampaggio di termoplastici, termoindurenti ed elastomeri, con elevate performance produttive. Per quanto riguarda l’innovazione nella gamma delle presse per elastomeri serie GUM, vi è la presenza dell’inverter-pompa, che riduce drasticamente il consumo di energia e le esigenze di raffreddamento dell’olio, il controllo reale in anello chiuso di tutte le fasi di stampaggio e la possibilità di personalizzare qualsiasi macchina con dotazioni quali gruppo camera-vite specifico, insonorizzazione totale del gruppo chiusura, gruppi spazzola e ugelli aria su misura, piani di riscaldo su disegno, anche magnetici, installazione della campana del vuoto e sistemi dedicati per il carico della materia prima (silicone liquido o solido).

Moulding machines with inverter-pump

I

MG (Hall 24 Stand C27) proposes operational solutions covering the whole sector of the plastic materials moulding: injection machines for thermoplastics, thermosettings and rubber, with high productive performances. About innovation, in GUM-series of moulding machines for rubber, there is the presence of the inverter-pump, which reduces drastically the energy consumption and the requirements for oil cooling, the real control in closed ring of all the moulding phases and, as previously mentioned, the possibility of custom-making any machines with equipment, such as specific chamber-screw unit, total sound insulation of the closing unit, custom-made brush and air-nozzle units, heating planes on drawings, also magnetic, installation of the vacuum bell jar, systems dedicated to the loading of the raw material (liquid or solid silicone).

IMG

Presse con inverter-pompa

Novità nei mescolatori della serie ITM

L

a Italmec-G3 (Pad. 18 Stand F08) ha aggiunto alla famiglia dei mescolatori interni serie ITM le taglie 1,5 lt e 125 lt , denominate rispettivamente ITM 1,5 ed ITM 125; si aggiungerà invece alla famiglia dei mescolatori a cilindri serie NG la taglia Ø 750 x 2.500 mm. Inoltre, su tutta la gamma dei mescolatori a cilindri serie NG, saranno disponibili le versioni SC con supporti cilindri a cuscinetti, SIR sistema idraulico per regolazione spessore cilindri e versione CM con riduttore di comando cultidrive o CI comando principale con motori Idraulici per ottenere la velocità variabile e frizione variabile dei cilindri; sono inoltre disponibili le versioni CU e CS con riduttore di comando unidrive, semiunidrive con velocità fissa e/o variabile dei cilindri . Inoltre verrà presentato un mescolatore a cilindri serie NG tipo Ø 350 x 700 mm Compact.

New addition to the ITM mixer range

I

talmec-G3 (Hall 18 Stand F08) add to the family of internal mixers series ITM sizes 1.5 lt and 125 lt, known as ITM 1.5 and ITM 125; instead add it to the family of mixers cylinder series NG size Ø 750 x 2500 mm. Moreover, on the whole range of mixers cylinder NG series will be available versions (SC) Mount cylinder bearings, (SIR) System for Hydraulic Adjusting thick cylinders and version (CM) with reducer Command Multidrive or (CI) Command Plumbers

gennaio

main engines for the variable speed clutch and variable cylinder also available versions (CU and CS) with reducer Command Unidrive, Unidrive with half-speed fixed and / or variable cylinder. A mixer cylinder series NG type Ø 350 x 700 mm Compact will be presented too.

La pressa che lavora con blocco a canali freddi migliorato

L

a Desma Elastomertechnik (Pad. 22, Stand B22) presenterà l’ultimo modello della pressa orizzontale D 969.400 SealMaster: un condensato di innovazioni tecnologiche per lo stampaggio a iniezione di guarnizioni di tenuta che è anche l’espressione dei continui miglioramenti che la casa di Fridingen ha apportato al modello primitivo per meglio soddisfare le esigenze della clientela. La macchina ha dimensioni esterne estremamente compatte che, insieme alla rigidità della struttura, rappresentano la caratteristica distintiva della serie SealMaster, e utilizza il blocco a canali freddi, ossia il dispositivo brevettato indispensabile per il tipo di produzione che si è imposto negli ultimi due anni: lo stampaggio con due piastre contemporaneamente. Notevoli i vantaggi di questo sistema, che si riassumono in un incremento della produttività dell’80%, con un aumento dei costi di investimento solo del 20%. La pressione di iniezione è di 3500 bar e l’ugello è retraibile. La chiusura stampi è completamente idraulica, e la stabilità della struttura

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Il mixer giusto per il silicone

contro il rischio della deformazione è garantita da quattro colonne posizionate ai vertici di un quadrato. Per quanto riguarda il blocco a canali freddi, la pressa adotta l’ultimo miglioramento di questa tecnologia dello stampaggio a iniezione, il FlowControl+, anch’esso brevettato, che consente una sensibile riduzione dei tempi di riscaldamento della mescola nello stampo. Inoltre, è dotata del sistema di controllo DRC 2010.

Injection machine working with enhanced cold runner block

D

esma Elastomertechnik (Hall 22, Stand B22) is going to be presenting the latest model of the horizontal SealMaster injection machine: an ensemble of technological innovations for injection production of seals and gasket, resulting from ongoing improvements brought by Desma Elastomertechnik to the original model, in order to satisfy customer demand. The machine has extremely compact outer dimensions which, together with the rigidity of its structure, is the main feature of SealMaster series; it works with the cold runner block, a patented device of utter importance for the type of production which imposed itself on the market in the last two years: the production on moulds with two plates.This system has great advantages, resulting in a productivity increase by 80%, with an increase of investment costs by only 20%.Injection pressure is up to 3500 bar, with retractable nozzle. The moulds clamping system is fully hydraulic and the stability of the structure against risk of deformation is assured by 4 tie bars placed at the edge of a square. The machine implements the latest improvement of injection production with cold runner block technology, i.e. the FlowControl+, also patented, which sensibly reduces the heating times of the rubber in the mould. It is also equipped with the DRC 2010 control system.

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The right mixer for silicone rubber processing

C

olmec (Hall 18, Stand C03) has recently developed and patented a new mixer specifically designed for silicone and, in general, low viscosity materials compounding. This is the Conical Twin Mixer (CTM), the 50th unit of which has just been sold, and the main important advantages it provides the compounder with are: strongly reduction of the manual intervention of the operator during the ingre-

gennaio

COLMEC

DESMA

L

a Colmec di Busto Arsizio (Pad. 18, Stand C03) ha sviluppato e brevettato di recente un nuovo mixer appositamente studiato per la compoundazione del silicone e dei materiali in genere a bassa viscosità. È il mescolatore bivite conico CTM (Conical Twin Mixer), di cui l’azienda ha appena consegnato il 50° esemplare. Numerosi e importanti i vantaggi offerti da questa apparecchiatura. I principali: ridotto all’essenziale l’intervento manuale dell’operatore durante l’incorporazione degli ingredienti mescola, che è indispensabile, invece, e gravoso nella lavorazione su mescolatore a cilindri per ottenere l’omogeneità e il grado di plasticità voluti in batch anche di 120 Kg; alla fine del ciclo di mescolazione, cambiando la testa, si trasforma in preformatore; infine, accoppiata con una pompa a ingranaggi e una testa di filtraggio, permette di filtrare la mescola nella stessa fase di preparazione del compound. La gamma presenta un’ampia varietà di tipi, da 5 l/batch a 400 l/batch, dotati tutti di un sistema di controllo computerizzato.

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dients blending compared with that one required by the mill mixing system, where “crossing” the batch on the cylinders many times to achieve the required plasticity and homogeneity is essential; simply by changing the mixing head with an extrusion one at the end of the mixing process, the CTM works as a preformer and discharges the product already shaped as required in the final application; finally, the machine allows the compound filtering during the discharge operation by matching it with the proper gear pump. A wide range of CTMs is available, with size from 5 to 400 l/batch.

Detergenti, distaccanti, prodotti di manutenzione

C

hem Trend (Pad. 20, Stand E10) presenta la sua ampia gamma di prodotti Lusin per il settore termoplastico, l’industria della gomma e del poliuretano e numerose altre industrie manifatturiere, quali auto, imballaggio, elettronica, giocattoli, medicale, edilizia, arredamento, eccetera. Alcuni esempi, tra i principali prodotti dei settori che rappresentano il core business dell’azienda, ossia polimeri detergenti industriali, distaccanti e lubrificanti, sono: nel campo dei detergenti, uno degli ultimi prodotti sviluppati, il granulato specifico per PC che, al pari degli altri prodotti del settore, garantisce una pulizia veloce e efficace di stampi, presse, estrusori, macchine per soffiaggio. Questo settore annovera polimeri detergenti re-


Anteprima

Purging compounds, release agents, maintenance products

C

hem Trend (Hall 20, Stand E10) presents ist ample Lusin product range for thermoplastic sector, rubber and polyurethane industry and a variety of other manufacturing industries, such as automobile components, electronics, packaging, toys, medical, building, furnishings, etc. Some examples, among the main products that are the company’s core business, it’s to say industrial purging polymers, releasing agents and lubricants, are the following: in purging compounds sector Chem Trend mentions one of the latest developments, a specific granular product for PC that, just like the other ones in the same field, guarantees fast and efficient purging of moulds, extruders, moulding injection machines, blow-moulding equipments. This sector includes also purging polymers even resistant to temperatures above 400°C and NSF-approved products for the food industry. As far as release agents are concerned, Chem Trend offers a variety of silicone and silicone-free formulations suited to provide easy release to highly engineered resins such as ABS, PC, PEEK and PA. Relevant in this sector some new special semipermanent products for EPDM peroxide. Also this product line includes a comprehensive range of NSF approved products, available for food packaging applications. In addition, all of Lu-

sin releasing agents come in CFC-free aerosols. In lubricants field the company proposes its Lusin series products, suitable to any moving part, even at high temperature. Noteworthy are Lusin brand protectors (greases, pastes and sprays) that supply dies, molds and other parts with long-term protection against corrosion. Also the Lusin® line of protective agents includes products for food applications.

Revisionato garantito

P

er C2 (Pad. 18, Stand E09) non esistono problemi nella revisione di qualunque tipo di macchina utilizzata nell’industria della gomma: mescolatori interni, mescolatori a cilindri, calandre, trafile, presse, taglierine, raffreddatori, eccetera. Per C2 non c’è differenza, e le macchine revisionate vengono consegnate con garanzia e certificato CE. Sono 30 anni che C2 opera nel settore e, pertanto, è in grado di apportare anche sostanziali miglioramenti alle apparecchiature, per esempio con l’inserimento di PLC o l’applicazione di nuove tecnologie. L’esperienza accumulata consente, inoltre, all’azienda di Vigevano anche di sviluppare nuove apparecchiature, come l’operatore automatico che, applicato ai mescolatori a cilindri, facilita notevolmente la lavorazione delle mescole particolarmente difficili e appiccicose, oppure il mescolatore a cilindri per laboratorio con doppio motore a velocità variabile con inverter, uno per cilindro, in modo da regolare anche la frizione in funzione del prodotto da testare.

two engines (one for each cylinder) that allow to adjust the rotation speed to the particular product to be tested.

Nuove presse per lo stampaggio a iniezione

L

a Dr Boy GmbH (Pad. 24, Stand B05, rappresentata da State of Art Technologies), fabbricante tedesco di presse per lo stampaggio a iniezione con forza di chiusura stampi fino a 1.000 kN, presenterà le sue ultime tre novità del settore: la Boy 55 E, la Boy 12 A e la Boy 35 M. La Boy 55 E (chiusura stampi 550 kN) è il risultato delle ultime innovazioni tecnologiche, tra cui l’azionamento pompa servo-assistito che consente un risparmio energetico fino al 50%. A questo vantaggio sono da aggiungere, ancora, una riduzione della rumorosità del 20% e un incremento della velocità del ciclo a vuoto del 10%. La macchina, che impegna uno spazio di soli 3.60 m2, verrà mostrata in funzione, impegnata nella produzione di capsule per siringhe per insulina con uno stampo a 16 cavità. La Boy 12 A verrà mostrata mentre produrrà microingranaggi del peso di appena 1 mg. Questi microprodotti di plastica saranno poi raccolti dallo stampo a due cavità da un mec-

C2

sistenti anche a temperature superiori ai 400°C e prodotti omologati NSF, idonei al contatto con alimenti. Nel settore dei distaccanti Chem Trend dispone di tutta una serie di prodotti Lusin adatti anche a resine tecniche, quali ABS, PC, PEEK e PA, accanto a recenti sviluppi, tra cui i distaccanti semipermanenti per EPDM perossidica. Anche la linea dei polimeri detergenti comprende una serie di prodotti omologati NSF, adatti per l’utilizzo nell’industria alimentare. Naturalmente, tutti i distaccanti Lusin non contengono CFC. Nel campo dei lubrificanti l’azienda propone i suoi prodotti della linea Lusin adatti alla lubrificazione di qualunque parte in movimento in una macchina, anche ad alte temperature. Di rilievo anche gli agenti protettivi della serie Lusin (grassi, paste e spray) che assicurano la protezione a lungo termine di filiere, stampi e altre parti meccaniche contro la corrosione. Prodotti omologati per l’industria alimentare sono presenti anche in questa serie.

Overhauling with guarantee

N

o problems for C2 (Hall 18, Stand E09) in overhauling any type of machine for the rubber industry: internal mixers, cylinder mixers, calenders, drawing machines, presses, cutters, cooling systems, etc. Any overhauled machine has her own guarantee and CE Cerificate. As a consequence of a 30 year experience, C2 is also able to improve equipments substantially, for example by connecting systems under overhauling with a PLC or with new technological applications, as well as to develop new solutions, such as the automatic operator, that makes it easier to process difficult and sticky compounds, and laboratory cylinder mixers equipped with

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Evviva! La qualità ha una nuova sede Una nuova sede, pensata per poter contenere molte più idee, agevolare il flusso produttivo, migliorare il dialogo. Ci siamo trasferiti in un nuovo insediamento più spazioso, moderno, funzionale.

Proprio quello che ci voleva per contenere tutto il nostro know-how e l’eccellenza dei nostri strumenti. Venite a trovarci saremo orgogliosi di mostrarvelo. Per programmare la visita: quality.tour@gibitre.it

Padiglione 16 - Stand C25

Gibitre Instruments s.r.l. - Strumenti da laboratorio per il controllo di gomma e plastica Via Dell’Industria, 73 - 24126 Bergamo - Italy - Tel.: +39 035 460.146 Fax +39 035 460.687 - www.gibitre.it info@gibitre.it


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New injection moulding machines

D

r Boy GmbH (Hall 24, Stand B05, represented by State of Art Technologies), one of the leading worldwide manufacturers of injection moulding machines with a clamping force below 1,000 kN, will show its latest three injection moulding machines: the Boy 55 E, the Boy 12 A and the Boy 35 M. The Boy 55 E ((550 kN clamping force) presents the servo-motor pump drive technology, that results in a 50% energy saving, combined with a noise level reduction by 20%, and is furthermore 10% faster in dry cycle run. This machine, that requires a floor area of only 3.6 m², will be shown while producing safety caps for insulin syringes on a 16-cavity mould. The Boy 12 A will produce micro gear wheels with a part weight of only 0.001 g. The minute plastic parts will be collected from the 2-cavity mould with a servo-drive integral picker and then deposited according to cavity. The highlights of this application are the 12 mm plasticizing unit, that has been optimized particularly for micro injection moulding, and the new Procan ALPHA control, that guarantees a high level precision. The Boy 35 M, especially equipped for rubber processing, will produce O-rings. A counterrotating brushing unit will demould the moulded components. The control function of the brushing unit is interfaced within the reliable Procan MD control.

Chemical, filler ed altro ancora

C

aldic Italia (Pad. 20 Stand B08) ha incrementato la gamma dei suoi prodotti per il settore gomma/ plastica. Le novità principali riguardano prodotti come i distaccanti della Lotrec, particolarmente indicati per la produzione di tubi e per lo stampaggio di articoli di difficile estrazione

dagli stampi, caolini silanizzati e caolini calcinati della società Soka, nonché le ultime novità nella gamma degli antiossidanti e acceleranti per gomma. Un’attenzione particolare è posta alla gamma dei polimeri Zeon.

Chemical, filler and more

C

aldic Italia (Hall 20 Stand B08) has increased product range for rubber and plastics sector. The principal novelty regard products like mould release agent by Lotre, particularly indicated for hoses production and for very difficult rubber goods mould release, silanized and calcined clays by Soka, and all novelty in rubber chemicals and antioxidants. A particular look will be dedicated to Zeon’s polymers.

Prodotti chimici eco-compatibili

E

ico Novachem (Pad. 20 Stand D 27) propone una nuova gamma di prodotti ecologici e prevede presentazioni e dimostrazioni sulla funzionalità dei nuovi prodotti a basso impatto ambientale. Ecco in breve le novità: eco zinco per ridurre la quantità di metalli in mescola, reticolanti per resine epossidiche, diciandiammidi e uroni, mescole prereticolate a base di fluoro elastomeri, acceleranti base per gomma e reticolanti per materie plastiche, promotori di adesione gomma-tessuto; ed ancora acceleranti nitrosammine free (adatti per lunghi tempi di vulcanizzazione), cariche inorganiche come le wollastonite, silicati, antiossidanti per alte temperature, distaccanti a base acqua biodegradabili. Per quanto riguarda la gamma dei prodotti della rappresentata Schill+Seilacher, propone speciali chemical come ad esempio i proces-

sing aid senza zinco (ecocompatibili), plastificanti a base adipati per gomme nitriliche idrogenate e molto altro ancora. Eico Novachem è distributore ufficiale Croda Uniqema per prodotti quali l’acido stearico e oleochimica per l’industria della gomma e della plastica.

Environmentally-friendly products

E

ico Novachem (Hall 20 Stand D27), will present the functionality of the environmentally-friendly products. Among the products which will be shown, there will be: Eco Zinc to reduce the presence of metals in the compounds, crosslinking agents for epoxy resins, dicyandiamide and urons, compounds for pre-crosslinked products- fluoroelastomer based, base accelerators for rubber and crosslinking agents for plastic raw materials, promoters of rubber-fabric adhesion. Besides these products, Eico Novachem will also present nitrosamine-free accelerators for long vulcanizing time, along with fillers such as Wollastonite, silicates, antioxidants designed to resist to high temperature. Other key products such as release agents and water-based, biodegradable release agents will be presented. The extensive range of Schill+Seilacher chemicals includes zinc-free environmentally-friendly processing aids, plasticizers adipate based for hydrogenated nitrile rubber and much more. Eico Novachem is the official distributor of Croda Uniqema of stearic acid for elastomer and plastic industry.

I nuovi predispersi per applicazioni speciali

L

a Business Unit Rhein Chemie di Lanxess (Pad.16 Stand D19,

EICO NOVACHEM

canismo servo-assistito. Le novità della macchina sono la piccolissima unità di plastificazione di 12 mm, appositamente studiata per lo stampaggio a microiniezione, e il nuovo sistema di controllo Procan ALPHA, che garantisce una elevata precisione nelle operazioni. La Boy 35 M, infine, strutturata per lo stampaggio della gomma, produrrà O-ring. Al termine dello stampaggio, i pezzi prodotti saranno scaricati dallo stampo da una spazzola controllata dal sistema Procan MD.

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Anteprima

The predispersed for special applications

T

he Business Unit of Rhein Chemie of Lanxess Group (Hall 16 Stand D19, Brenntag) will present the new predispersed Rhenogran P91-40 and Rhenogran AFP 40, a polymer bound aramid short fiber pulp. The main applications are automotive, hoses, belts, profiles, seals, moulded parts, rollers, membranes, cables, tires. They are suitable for use in mixtures of the common polymer types such as NR, IR, BR, SBR, EPDM, CR, NBR, HNBR to make high-quality technical rubber goods. They give high mechanical properties, high temperature, cut, tear and chemical resistance to the vulcanized item.

Il risultato è una macchina compatta e versatile che ha quali caratteristiche principali: elevata velocità di preparazione dei vari formulati (un formulato al minuto), realizzazione di più ricette in contemporanea, precisione nelle pesate, processo di dosatura in regime di qualità, predisposizione per il collegamento all’aspirazione generale o sistema di depolverazione autonomo. Il modello base ha 16 elementi ed è ampliabile fino a 28, variando la sola lunghezza del gruppo. L’impianto base può essere ampliato utilizzando accessori come il carico pneumatico da terra fattibile sia prelevando direttamente dal sacco che da una tramoggia mobile in cui il sacco è stato svuotato.

No more problems with microdosing system

“L

ottobrina” has been designed by Solmec (Hall 18 Stand D18) to solve the problem of the preparation of small ingredients recipes to add to main materials. The result is a compact machine; its main characteristics are: high speed to prepare recipes (1 minute), preparation of several recipes simultaneously, high accuracy weighing, quality system dosage processing, connections to existing suction group or independent system and much more. The range of models starts from 16 elements and goes up to 28 elements, varying only the group length. The base model can be enlarged using different accessories.

Filtrazione automatica con i cambiafiltri

M

“L

ottobrina” è la macchina progettata e messa in commercio da Solmec (Pad. 18 Stand D18) per risolvere il problema della realizzazione di ricette di piccoli ingredienti da aggiungere ai componenti principali nella macchina di processo.

aag Pump Systems (Pad. 13 Stand C33) per quanto riguarda il delicato processo del riciclaggio, offre un cambiafiltro a due pistoni che viene di preferenza impiegato nei processi in continuo con polimeri fusi fortemente contaminati. L’utente ha a disposizione diverse misure con una portata fino a

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gennaio

Non più problemi con il microdosaggio

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MAAG

Brenntag) presenterà i nuovi predispersi della serie Rhenogran P91-40 e Rhenogran AFP 40; si tratta di un composito a base di polpa aramidica predispersa in matrice polimerica per applicazioni speciali quali: automotive, tubi e manicotti, cinghie, profilati, guarnizioni, ruote, rotelle, membrane, cavi, pneumatici, rulli trasportatori ed altro ancora. Sono costituiti da fibra aramidica (Twaron) e un legante polimerico come EPDM, NR, HNBR, CR, NR, SBR. Le fibre predisperse di Rhein Chemie sono formulate per essere utilizzate in tutte le comuni tipologie di mescole a base di NR, IR, BR, SBR, EPDM, CR, NBR, HNBR, per la produzione di articoli con elevati standard di qualità. Rhenogran P91-40 e Rhenogran AFP 40 conferiscono all’articolo finito proprietà meccaniche elevate, maggior resistenza alle alte temperature, al taglio, alla lacerazione cosi come all’aggressione da agenti chimici.

16t/h. La struttura della superficie di ritenzione fa sì che il 95% della superficie filtrante venga usata in modo continuo. Poiché la quantità e la dimensione delle particelle di corpi estranei variano in misura notevole, il processo di filtrazione deve avvenire in modo variabile. Un rapido cambio degli elementi filtranti è indispensabile. Questi sofisticati requisiti sono soddisfatti con il cambiafiltri a due pistoni CSC/BF-4F e con il suo filtro autopulente. Il necessario processo di risciacquo viene avviato mediante i comandi maax BF. All’aumentare della presenza di impurità aumenta anche la pressione davanti al filtro. Non appena viene superato un determinato valore inizia automaticamente il processo di risciacquo. In questa fase, ogni pistone portafiltro si porta nella posizione di risciacquo e per ognuno dei pistoni portafiltro viene deviata una piccola quantità di materiale filtrato. In questo modo si pulisce il relativo filtro. Durante questo processo gli altri tre filtri continuano a filtrare il materiale.

Automatic filtration using screen changers

M

aag Pump Systems (Hall 13 Stand C33) offers a double-piston screen changer for sensitive recycling processes, which is primarily used in continuous applications processing stron-


Anteprima

Impianti tailor made

R

odolfo Comerio (Pad.18 Stand B18) offre una gamma completa di macchine progettate e costruite in funzione delle esigenze del cliente. L’attuale produzione si concentra su differenti tipologie di impianti che permettono la produzione dei seguenti materiali: tessuti metallici per OTR (Off-The-Road) dove lo spessore del filo metallico da gommare può raggiungere i 5 mm di diametro con la garanzia di una larghezza utile del tessuto gommato di 1000mm, tessuti tessili gommati, tale gommatura è impiegata nell’industria per la fabbricazione di pneumatici, nastri trasportatori, tubi ecc., tessuti metallici gommati, tale gommatura viene utilizzata per la produzione di pneumatici e nastri trasportatori, tessuti tessili e metallici gommati con impianti combinati, produzione di assemblati complex, profilatura per riempimento cerchietti, produzione sottostrati per profili battistrada, tessuti tessili gommati e fogliette gommate, produzione di fogliette elastiche goffrate.

Tali prodotti sono ottenibili con linee di calandratura dotate di calandre da 2 a 5 cilindri, alle quali si affiancano le macchine roller-head, le profilatrici, le calibratrici e le innerliner.

Tailor made plants

R

odolfo Comerio (Hall 18, Stand B18) offers a complete range of custom-made machines. The production is concentrated mostly on plants allowing the production of the following materials: OTR steel cord (Off-The-Road) where thickness of the steel wire to rubberize can reach a diameter of 5mm with the guarantee of 1000mm working width of rubberized fabric, rubberized textile cord, such rubberizing is employed in the industry for the manufacture of tires, conveyor belts, pipes, etc., rubberized steel cord used for tire and conveyor belt production, rubberized textile and steel cords with combined plants, production of complex liners, profiling for bead filler, cushions production for tread profiles, rubberized textile cord and rubberized plies, embossed elastic plies production. Such products can be obtained by calendaring lines with 2 to 5 rolls calendar, with the addition of roller-heads, shaping, calibrating and inner liner machines.

Strumenti da laboratorio

D

GTS (Pad.16 Stand B02) commercializza apparecchiature per prove da laboratorio per la caratterizzazione delle proprietà fisico-meccaniche dei materiali. Molte sono prodotte da case estere, mentre alcune sono eredità della ditta Campana srl. A Plast propone: - apparecchiature per la preparazione dei provini da testare, presse per lo stampaggio di placche da cui fustellare i provini, fustelle e fustellatrici; - apparecchiature per prove su mescole crude come il viscosimetro, reometri ODR, MDR e multifunzione; - apparecchiature per prove su vulcanizzati, durometri IRHD e Shore, densimetro, abrasimetro. Ampia gamma di

dinamometri elettromeccanici (serie Plus ed EZ) gestiti dal nuovo software Nexygen Plus caratterizzato da facilità d’uso, versatilità nell’impostazione delle prove e facilità di gestione dei risultati. E ancora: TR Test e Gehman Test per la determinazione della capacità di recupero e della rigidità a basse temperature, stufe per l’invecchiamento di provini, strumentazione per prove di rilassamento di carico (ISO 3384 e ISO 6914) in trazione / compressione, sia in aria che in liquido, a basse e/o alte temperature.

Laboratory instruments

D

GTS (Hall 16 Stand B02) sales laboratory equipments to test rubber, plastic and metal, to investigate physical-mechanical characteristics. Many types of equipment are produced by companies that DGTS represents in Italy, others equipments are Campana’s equipments. At Plast DGTS presents: - equipments to prepare samples to be tested, presses to prepare rubber die-cutting tool bit, dinking machines and punches; - equipments to test raw compounds, viscometer, rheometer ODR, MDR and multifunction; - equipment to test vulcanized compounds or finished products, IRHD or Shore hardness tester; abrasion tester; wide range of electromechanic tensile testers (Plus and EZ series) controlled by the new software Nexygen Plus that is interesting for its extraordinary ease of use and versatility, for setting up tests, acquiring and displaying results, exporting data to other programs and reporting results; TR Test for determination of low temperature retraction; Gehman Test for determination of relative stiffness characteristics; cell ageing ovens; stress relaxation system (ISO 3384 and ISO 6914) for continuous measurement of stress relaxation in compression or tension, in air or liquid, at high or low temperatures.

DGTS

gly contaminated molten polymers. The user has the choice between various machine sizes for throughputs ranging up to 16 to / h. Thanks to the design of the retaining faces, 95 per cent of the filtration area is in operation on a permanent basis. Due to the fact that the quantity and the size of particles vary considerably, the filtration process must vary as well. Sudden changes in the process call for a quick response: a quick replacement of the filter elements is indispensable. According to the manufacturer’s information, this high standard is met by his double-piston Screen Changer type CSC/BF-4F including selfcleaning screens. The required backflush procedure is triggered by a control system type maax BF. As the amount of dirt particles increases, the pressure upstream of the screen will rise. As soon as a certain value has been exceeded, the backflush procedure will start automatically. In this procedure, the corresponding screen bearing piston remains in the backflush position, which causes a small amount of the filtered polymer to be diverted. Thus, the corresponding screen clogged with dirt particles is flushed and cleaned. During the backflush procedure, the other three screens continue to filter the polymer.

gennaio

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Anteprima

E

igenmann & Veronelli (Pad. 20, Stand C25) presenta un’importante novità, ossia la distribuzione sul mercato italiano dei distaccanti semipermanenti McLube della società americana McGee Industries, leader mondiale in questo settore grazie alla sua lunga storia di sviluppo di prodotti basati sulla tecnologia del PTFE. Per quanto riguarda le altre case rappresentate si è consolidata la presenza di Eigenmann & Veronelli sul mercato italiano come distributore esclusivo di Polimeri Europa per tutte le famiglie dei suoi elastomeri solidi. Continua inoltre la proficua collaborazione con Evonik Degussa, Hallstar, Ineos e Songwon, produttori tra i più qualificati nel settore dei materiali destinati al comparto gomma/plastica. Inoltre, dall’importante sito produttivo di Trecate vengono i prodotti Lincol (adipati e sebacati) e Polyplastol (esteri di acidi grassi) che vedono aumentare di anno in anno la gamma a disposizione degli utilizzatori.

PTFE technology for release agents

E

igenmann & Veronelli (Hall 20 Stand C25) is present t Plast with an important new situation, the distribution in the Italian market of the McLube release agents produced by the American company McGee Industries, world leader in this market segment thanks to its long history of development of products PTFE technology based. Eigenmann & Veronelli strengthened its presence in the Italian market as an exclusive distributor of Polimeri Europa for all the ranges of its solid elastomers. Moreover Eigenmann & Veronelli carries on the effective co-operation with Evonik Degussa, Hallstar, Ineos and Songwon, all companies among the most important and reliable world producers. Furthermore, it’s impossible not to mention the consolidated production of Trecate plant, where the products Lincol (adipates and sebacates) and Polyplastol (fatty acids derivatives) increase the range offered to the users year after year.

Una nuova soluzione per prove su materiali

I

nstron (Pad. 16/I Stand B25), presenta una soluzione conveniente per prove dinamometriche di materiali polimerici per il controllo in linea e/o laboratorio controllo qualità. La configurazione del nuovo dinamometro suggerita comprende il telaio 3345 completo di morsetti autostringenti, cella di carico, dispositivo di flessione, software Bluehill Lite e personal computer con schermo da 17pollici. Il sistema eguaglia o supera gli standard ASTM, EN, BS, ISO, JIS e altri standard per prove sui materiali. I modelli della serie 3345 includono l’opzione del telaio extra - altezza con un maggior spazio di prova verticale. Il riconoscimento e la calibrazione automatica dei trasduttori incrementano la produttività dell’operatore e assicurano coerenza e precisione dei dati. Il motore a CC e a coppia elevata, con sistema di regolazione digitale retro-azionato, consente di realizzare un accurato controllo della velocità della traversa, rapide accelerazioni e velocità elevata a tutti i carichi. Il sistema misura in modo costante la velocità, la posizione e la forza, assicurando la massima precisione e ripetibilità. Il sistema è privo di frizione, per una maggiore affidabilità e un numero inferiore di parti; ha coperture per le viti a ricircolo di sfere per una durata superiore e una maggiore sicurezza dell’operatore.

A new affordable polymeric testing package

I

nstron (Hall 16/i Stand B25) introduces a polymer testing package equipped for tension and flexural tests and it is ideally suited for testing on a production floor or in a Quality Control environment. This cost-effective, bundled system comes complete with a Model 3345 testing machine, tensile wedge grips; flex fixtures, personal computer with 17” LCD flat panel display and Bluehill Lite Materials Testing Software. The system meets requirements of ASTM, EN, BS, ISO, JIS and other testing standards specifically designed for polymer testing. The 3345 system contains many unique ca-

gennaio

INSTRON

I distaccanti semipermanenti

pabilities and features. Its automatic recognition, balancing and calibration of load and strain transducers increase operator productivity and ensure consistent and accurate data. A high torque DC servomotor with digital closed-loop position control provides accurate crosshead speed control, rapid acceleration and full speed performance over a wide-load range. The system constantly measures speed, position and the test force being applied, ensuring measurement accuracy and repeatability. The 3345’s no-clutch drive system increases reliability and improves load/speed performance.

Gomme siliconiche biocompatibili

L

a Wacker (Pad.16 Stand D18) presenta per la prima volta la sua nuova serie di prodotti siliconici per applicazioni in campo medico che, commercializzati con il nome di Silpuran, si distinguono in particolare per l’alto grado di purezza, per le speciali proprietà sviluppate per queste applicazioni e per la biocompatibilità richiesta in molti campi d’impiego. Un’altra particolarità del nuovo prodotto Wacker è la produzione di pezzi stampati con Silpuran 6600, la nuova gomma siliconica fluida: una volta vulcanizzata, presenta un bassissimo coefficiente di attrito, anche senza l’impiego di liquidi essudanti e oli, che facilita all’operatore il lavoro d’assemblaggio di complesse apparecchiature mediche.

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Biocompatibility silicone rubber

W

acker (Hall 16 Stand D18) presents the new silicone product range for medical applications. Marketed under the Silpuran trade name, these ultra-pure silicone products have a property profile geared to medical–sector needs such as biocompatibility. Another Wacker booth highlight will be the production of mouldings with Silpuran 6600, the innovative liquid silicone rubber. Silpuran 6600 is a liquid silicone rubber which, when cured, exhibits an extremely low coefficient of friction even though it does not contain any exudable liquids or oils this facilitates the processor’s job of assembling complex medical equipment. Wacker takes special measures to ensure that its Silpuran silicones meet the medical sector’s stringent and continuously increasing requirements. All the rubber grades are visually inspected and antistatically packaged in a clean room. Similar measures are taken for other products, such as liquid and room-temperature-curing silicone rubber grades, to ensure high safety standards for processors. Silpuran silicones do not contain organic plasticizers. They also withstand radiation and are easy to sterilize, for example with hot steam (autoclave). What’s more, all Silpuran products have been tested to meet various ISO 10993 standards and USP (United States Pharmacopeia) Class VI criteria.

Gomme nitriliche, acriliche e termoplastiche

Z

eon Italia (Pad. 20 Stand B8) presenta le sue ultime novità sulle seguenti famiglie di prodotti: - Zetpol, gomma nitrilica idrogenata - HNBR con prestazioni termiche da -45°C a 170°C, che migliora le presta-

zioni alle basse ed alle alte temperature, presenta ottima resistenza all’aggressione chimica e facilità di stampaggio; - Hytemp è una gomma acrilica utilizzata per la progettazione di componenti più avanzati per il settore automobilistico come Hytemp HT-ACM, Hytemp AR212HR per i manicotti TDI, Hytemp AR12 per guarnizioni di tenuta, Hytemp AR13FR per contatto accidentale con benzina o per applicazioni di tenuta benzina-olio. L’Hytemp è il solo HT- ACM che fornisce una superiore resistenza al calore, una migliore processabilità, grazie anche ad un tempo di scottatura maggiore (Scorch Safety); - Zeotherm è un Elastomero Termoplastico Vulcanizzato (TPV) che fornisce flessibilità, alta resistenza alle temperature fino a 175°C, resistenza ai fluidi come olio motore, fluidi di trasmissione, lubrificanti, grassi e gasolio; - Zeonex è un polimero termoplastico Poli Ciclo Olefinico (COP), questo materiale è stato ideato per applicazioni come i dispositivi per erogazione medicinali, microfluidica, micropiastre, ottica, automotive.

Una scelta di alta precisione

I

dinamometri elettronici della nuova serie AG di Acquati (Pad. 16 Stand E25) si distinguono per la loro elevatissima precisione e sono stati progettati per soddisfare le particolari esigenze del settore dei materiali elastomerici/plastomerici. I sofisticati sistemi computerizzati di controllo e l’originale software in dotazione sono un’ulteriore garanzia di qualità e sicurezza. Un sistema di assemblaggio tecnologicamente avanzato assicura una grande affidabilità e solidità all’apparecchio; inol-

Nitrile, acrilic and TPV rubbers

Z

eon (Hall 20 Stand B8) presents all its latest news on the following products families: - Zetpol, hydrogenated nitrile rubber - HNBR which performs from -45°C to 170°C. Zetpol HNBR helps to improve cold flexibility, heat and fluid resistance and easier molding. - HyTemp ACM Elastomer, when creating advanced components, always use one of the world’s most advanced polymers such as HT-ACMs Hytemp AR212HR for TDI hoses, Hytemp AR12 for gaskets and seals, Hytemp AR13FR for splash contacts with gasoline or for gasoline and oil sealing. Hytemp is the only HT-ACM providing heat resistance with improved Scorch Safety for enhanced processing; - Zeotherm is a Thermoplastic Vulcanized Elastomer (TPV); Zeotherm thermoplastic elastomers add another option for engineers designing under-hood components. Zeotherm provides flexibility with heat resistance up to 175°C and fluid resistance against hot engine oil, transmission fluids, lubricants, greases and diesel; - Zeonex Cyclo Olefin Polymer (COP), designed for applications as: medical delivery devices, micro fluidics, microwell plates, optics, automotive.

gennaio

ACQUATI

Tutte le gomme siliconiche solide Silpuran sono sottoposte ad un controllo ottico e confezionate in imballi antistatici in camera bianca. Provvedimenti simili garantiscono un alto grado di sicurezza per l’operatore anche per le gomme siliconiche fluide o reticolanti a temperatura ambiente; inoltre, tali gomme sono prive di plastificanti organici, sono resistenti alle radiazioni e facili da sterilizzare, ad esempio con vapore ad alta temperatura. Tutti i prodotti Silpuran sono sottoposti, inoltre, a diversi controlli di qualità nel rispetto della norma ISO10993 e di compatibilità con i test USP (United States Pharmacopeia) di classe VI.

ZEON

Anteprima

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Anteprima

Hardness tester and post vulcanization ovens

F

FOR LAB ITALIA

tre, tali strumenti sono conformi alle norme AFNOR, ASTM, BS, DIN, EN, ISO, SCAN, TAPPI, UNI, ecc. Per quanto riguarda le caratteristiche tecniche, si posssono riassumere così: celle di carico intercambiabili, ciascuna con 4 sottocampi di misura, oltre alla portata nominale, carico minimo 0 - 50cN, carico massimo corrispondente alla capacità di massimo carico del dinamometro utilizzando diversi tipi di celle di carico, consolle con tastiera a membrana per comando funzioni contenente il pannello per l’operatore che dà l’accesso all’impostazione dei parametri da utilizzare e all’esecuzione dei programmi (variazione di velocità, trazione, flessione, compressione, cicli di isteresi, ecc.).

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An high precision choice

A

cquati (Hall 16 Stand E25) will present a new AG series of electronic dynamometers; they are high precision units and are studied to meet the various needs in the elastomeric/plastomeric field. Computerized control systems and the particular software supplied are a further guarantee for quality and safety. This instrument, built with a modern assembling system, grants a very high fidelity and solidity ad it is performed according to AFNOR, ASTM, BS, DIN, EN, ISO, SCAN, TAPPI, UNI, etc. The technical characteristics of AG series are: inter changeable load cells, each one with 4 under measuring range, beyond max load capacity, minimum load 0-50cN, maximum load corresponding to dynamometer max peak load by changing various load cells, membrane keyboard console for function command containing operator panel allowing various parameters predisposition and execution of several programs (speed variations, traction, flexion, compression, hysteresis, etc.).

Durometro universale e forni per la post-vulcanizzazione

F

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DELIA

or Lab Italia presenterà al Plast (Pad. 16 Stand C22) le seguenti novità: - il nuovo Microdurometro Digi Test con centratore laser, prodotto dalla società tedesca Bareiss, che permette di centrare l’O-Ring su 2 punti e di misurarne lo spessore.

I dati prodotti possono essere inviati direttamente alla stampante oppure archiviati in un personal computer. Il sistema utilizza un apposito software dedicato; - i nuovi forni ecologici per la postvulcanizzazione di manufatti in gomma. Il forno è realizzato totalmente in acciaio inox, il riscaldamento è ottenuto tramite un gruppo di resistenze corazzate ad alta dissipazione (a richiesta anche con riscaldamento a gas), il motore e il circuito di ventilazione sono stati studiati per ottenere il massimo rendimento termico (risparmio di energia e di costo), il quadro elettrico è corredato di programmatore elettronico in grado di richiamare cicli di lavoro preventivamente memorizzati; il sistema permette di archiviare il diagramma tempo/temperatura su P.C., inoltre, è possibile abbinare i vari cicli produttivi all’operatore, al codice articolo ed infine al materiale. • febbraio 2009 n. 565

or Lab Italia will be present at pLAST (Hall 16 Stand C22) with the following novelties: - the new micro hardness tester Digi Test with centring laser by German company Bareiss, that can reach the O-rings on 2 points to measure the thickness. The data are sent to the printer device or PC using software to process data; - the new ovens for post vulcanization of rubber products. The oven is made entirely of stainless steel, the heating is achieved through a group of high dissipation battleships resistance (if requested with gas heaters), the engine and the ventilation circuit have been designed for maximum thermal efficiency (saving energy and cost), the electrical panel is equipped with an electronic programmer which can recall work cycles previously stored; the system allows you to store the diagram time / temperature on the PC, it is also possible to combine the various production cycles to the operator, to the part number and finally to the material.

Accessori e manipolatori per macchinari per gomma

D

elia (Pad. 22 Stand B35) propone diverse soluzioni nel settore dello stampaggio di articoli in gomma. Una è l’isola (cella) robotizzata per la produzione di particolari automo-


Anteprima

Fittings and mechanical hands for rubber processing machineries

D

elia (Hall 22 StandB35) will propose some solutions in rubber moulding sector. One is the robotized island (cell) for the production of parts for the automotive industry (rear bellows, front bellows, car door bellows). The system draws, trims and fits up the injection peduncles by means of precise, fully automatic electrical and pneumatic movements. The bellows

are being moulded by a rubber injection press equipped with a Delia 12-nozzle thermo-regulated block injection and a 12-cavity mould. A second proposal is the robotized island (cell) for rubber/plastics caps production for the automotive cooling circuit. The mechanical hand is used to draw, trim and fit up 64 rubber caps on the corresponding plastics inserts simultaneously and automatically. Through its automatism the island integrates the various production phases from moulding to the final product. A further proposal is the double thermoregulated block: a device that makes it possible to work simultaneously with two moulds on the same injection press: one on the fixed table side and the other one on the mobile table side. In fact, the compound is injected into the central point of the block, from which it flows into the various injection runners. These are maintained at a safety temperature of 60-90C° to avoid the material to scorch. Through proper nozzles, the material flows into the corresponding mould cavities. Finally, a fourth proposal is the ring fitting machine, used for the automatic fitting of plastics or metal rings into a rubber packing ring.

L’estrusore bivite co-rotante nella produzione in continuo

M

aris (Pad. 13 Stand C/D 05/06) presenta le sue soluzioni per la produzione in continuo di mescole di gomma vulcanizzabile con due tipi di processo: a due stadi e monostadio. Il processo a due stadi utilizza due estrusori: nel primo si alimentano la gomma, le cariche rinforzanti, i plastificanti e parte degli additivi; nel secondo i chemicals. Nel processo monostadio la preparazione della mescola avviene tutta in un solo estrusore. A confronto con quest’ultimo tipo di processo, quello a due stadi comporta un consumo energetico più elevato di circa il 40%, ma garantisce una maggiore flessibilità di produzione. In collaborazione con un'importante azienda internazionale, inoltre, la Maris ha anche avviato un’impegnativa

attività di ricerca per lo sviluppo di un processo in continuo per il recupero dei materiali vulcanizzati.

The co-rotating twin-screw extruder for the continuous compounds production

M

aris (Hall 13 Stand C/D05/06) will show its solutions for the production of vulcanizable blends with two types of process: the twostage and the single-stage processes. The two-stage process utilizes two extruders: rubber, reinforcing fillers, plasticizers and part of the additives are introduced into the first extruder, while the chemicals into the second one. The single-stage process uses just an extruder for the complete preparation of the blend. In comparison to the latter process, the two-stage one involves an higher energetic consumption of about 40%, but grants a widen production flexibility. Furthermore, in collaboration with an important international Company, Maris is engaged in a demanding research activity for the development of a continuous process for the recycling of vulcanised materials.

Nanougelli, valvole flottanti, canale freddo biugello

O

R.P. Stampi (Pad. 22 P Stand A34) enfatizzerà tre suoi sistemi di iniezione innovativi, che offrono la possibilità di sensibili risparmi economici, senza nulla togliere alla qualità dei pezzi stampati: l’iniezione con nanougelli, con valvole flottanti e col sistema a canale freddo biugello. L’iniezione con nanougelli in stampi di una pressa standard offre i seguenti vantaggi principali: sfrido massimo 5%, cicli costanti, qualità migliorata perché la mescola viene iniettata più vicino alla corrispon-

MARIS

tive (soffietto posteriore, soffietto anteriore e soffietto portiere). Il sistema estrae, sbava e taglia i peduncoli d’iniezione con una serie di precise movimentazioni miste, elettriche e pneumatiche, in maniera completamente automatica. I soffietti vengono stampati su una pressa a iniezione per gomma, attrezzata con un blocco termoregolato Delia a 12 ugelli di iniezione e con uno stampo a 12 vani. Una seconda proposta è l’isola (cella) robotizzata per la produzione dei tappi di gomma-plastica per circuito raffreddamento auto. Il manipolatore è utilizzato per estrarre, sbavare e montare contemporaneamente e in automatico 64 tappi di gomma su altrettanti inserti di plastica. Con il suo automatismo l’isola integra al suo interno le diverse fasi produttive, dalla pressa al prodotto finito. Una terza proposta è il blocco doppio a canali termoregolati: un dispositivo che consente di stampare contemporaneamente con due stampi situati sui due piani della stessa pressa a iniezione, quello fisso e quello mobile. La mescola, infatti, viene iniettata nel punto centrale del blocco e da questo si distribuisce nei vari canali, regolati a una temperatura di sicurezza (60-90°C) per ridurre il rischio della scottatura del materiale. Dai canali, poi, il materiale defluisce, attraverso appositi ugelli, nelle cavità corrispondenti degli stampi. Un quarto accessorio, infine, è un manipolatore utilizzato per montare in automatico degli anelli di plastica o metallo all’interno di una guarnizione ad anello in gomma.

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dente cavità del pezzo da stampare, importante riduzione costi di finitura delle parti stampate. La sofisticata tecnologia delle valvole flottanti consente un notevole risparmio di gomma, in quanto permette di far pervenire in ciascuna cavità dello stampo solo la quantità di mescola necessaria a riempirla. Inoltre, gli articoli che si ottengono sono già pronti per la consegna. Il sistema a canale freddo biugello, infine, fa arrivare la mescola contemporaneamente in due stampi, pur utilizzando una pressa con un solo ugello di iniezione. Evidenti i vantaggi: risparmio di gomma e aumento di produttività.

Nanonozzles, gate valves, twin-nozzle cold runner block

O

R.P. Stampi (Hall 22 P Stand A34) will be emphasizing three innovative injection systems, that bring major economic saving benefit within a factory process, without sacrificing the product quality: nanonozzles, gate valves and twin-nozzle cold runner block injection. Nanonozzles system utilized with a standard injection press offers the following main advantages: burr/waste reduced to a 5% max, constant cycles, higher quality out-put due to the compound being injected closer to the cavity, vast reduction of post-finishing process. The sophisticated technique of gate valves permits a sensible compound saving thanks to a precise control of the amount of compound required to fill the necessary cavity. Furthermore, the finished product is ready for despatch. The twin-nozzle injection system, an advanced Cold Runner Block, delivers the compound to two different moulds simultaneously via a ‘one nozzle’ entry point. The advantages are evident: compound saving and increase of productivity.

Macchine innovative per la mescolazione

I

principali prodotti presentati da Pomini Rubber & Plastics (Pad. 13 Stand C10), che fa parte del gruppo tedesco Possehl, sono: - il VIC (Variable Intermeshing Clearance), un mescolatore compenetrante discontinuo ad interasse variabile che combina la qualità di un mescolatore aperto con la produttività di un

mescolatore interno in una sola macchina attraverso la funzione, brevettata a livello mondiale, di modificare la distanza tra i rotori. L’azienda ricorda poi il miglioramento di questo mixer rappresentato dalla nuova serie VIC "X" a camera allargata; - il TDE (Twin Dump Extruder), un estrusore a doppia vite conica, solitamente installato sotto un mescolatore chiuso per trasformare in una striscia continua i lotti di produzione provenienti dal mixer discontinuo; - l’LCM (Long Continuous Mixer), un mescolatore continuo in grado di competere, in termini di qualità, con un mixer discontinuo. Dotato di una sezione di miscelazione supplementare rispetto ai tradizionali miscelatori continui, questo miscelatore è adatto per la produzione continua anche ad alta capacità di materiali termoplastici altamente caricati; - l’automazione e sistemi di controllo sia per singole macchine che per linee complete sono progettati internamente; - linee complete di miscelazione: la Pomini può fornire come main contractor progetti completi per linee di mescolazione e sale mescole, fornendo lay-out, ingegneria per l'installazione e tutti i servizi di installazione e start-up.

Innovative machines for rubber compounding

P

omini Rubber & Plastics (Hall 13, Stand C10), part of the German based Possehl Group of Companies, provides a portfolio of services and products for the global market of machinery rooms. Its main products are: - VIC (Variable Intermeshing Clearance), a batch intermeshing mixer that combines the quality of an open roll mill with the productivity of an internal mixer in a single machine through the patented feature of the variable distance between rotors. A remarkable improvement of this mixer has been the new VIC“X” series, with the chamber volume increased; - TDE (Twin Dump Extruder), a conical twinscrew extruder, usually installed under an internal mixer to transform the batch compound coming from the discontinuous mixer into a fully continuous strip production; - LCM (Long Continuous Mixer),a continuous

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REP

Anteprima

mixer that competes with the quality levels obtained by usual discontinuous internal mixers. It has one additional mixing section compared to the traditional continuous mixers and is suitable for continuous production even at high capacities of highly filled thermoplastic materials; - Automation & Control Systems for both single machine and complete lines are designed internally; - Complete Mixing Rooms: Pomini R&P can supply complete mixing lines and rooms, for both Master and Final Batches, as Main Contractor delivering both lay-out and installation Engineering.

Stampaggio più economico con stampi innovativi

R

EP (Pad. 24 P Stand B11) presenta tre novità importanti. La prima è una pressa a iniezione orizzontale per gomma della nuova serie H, con unità di iniezione FiFo e forza di chiusura da 300 ton. La pressa verrà presentata con un sistema di spazzolatura fornito dalla T.System di Chiuduno (BG). Lo stampo in dimostrazione è da 48 impronte per la produzione di Oring e proviene dalla OR.P. Stampi di Viadanica (BG). La particolarità di questo stampo è che riesce a separare, in fase di apertura della pressa, i

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canali di iniezione principali dal resto della stampata. La seconda pressa ad iniezione è una verticale di Generazione 9, mod. V59Y10, da 260 ton, con unità di iniezione tradizionale Rep da 1000 cc a 2000 bar. La novità tecnologica più rilevante è rappresentata dal fatto che pressa e stampo sono equipaggiati col nuovo sistema Rep Turbo-Cure, che abbina il TempInverter (sull’unità di iniezione) col FillBalancer (sullo stampo). Il risultato è una riduzione del tempo di vulcanizzazione fino al 50%. La terza macchina è una pressa per lo stampaggio a compressione sotto vuoto, con forza di chiusura di 250 ton, che mostra interessanti caratteristiche ergonomiche per stampi con tre livelli.

Moulding with innovative moulds is a more economic process

R

EP (Hall 24 P Stand B11) will show three of its latest developments. The first one is a horizontal rubber injection press from the new H series with 300 tons clamp and FIFO injection unit 1000cc/2000bar. This press will be equipped with a brush system from the Italian supplier T.System in Chiuduno (BG). The demonstration mold is 48-cavity for Orings production supplied by OR.P. Stampi in Viadanica (BG). The innovation of this mold is the separation of the main runners from the molded area during the opening of the press. The second press presented on the stand is a vertical rubber injection press from Generation 9, model V59Y10, with 260 tons clamp and Rep injection unit 1000cc/2000bar. The main technological innovation is the new Rep Turbo-Cure system consisting of the TempInverter system on the injection unit and a mould designed and tuned with FillBalancer technology. The result is a cure-time reduction up to 50%. The third machine is a vacuum compression press with 250 tons clamp demonstrating interesting ergonomics features for molds with 3 levels.

Nuovi TPV per il settore alimentare

I

mportante novità sul fronte dei polimeri idonei al contatto con alimenti. La SO.F.TER. (Pad. 20 Stand D/ E03/04) ha messo a punto l’innova-

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| L’INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA |

tivo Forprene 6FM, una famiglia di TPV (Elastomeri Termoplastici Vulcanizzati) destinata alla realizzazione di manufatti che soddisfano i requisiti imposti dalla norma FDA 177.2600. Il Forprene 6FM trova impiego sia nella realizzazione di guarnizioni o parti di robot da cucina, di macchine impastatrici o di sistemi di dosaggio per alimenti, che nella fabbricazione di articoli e attrezzi da cucina, come impugnature, guarnizioni stampate, parti di stoviglie, contenitori per alimenti, superfici antiscivolo, eccetera. Presenta ottime caratteristiche estetiche e tecniche e si presta benissimo al sovrastampaggio con i gradi alimentari della gamma Polifor, il compound di polipropilene prodotto da SO.F.TER. Inoltre, si differenzia dai TPE (Elastomeri Termoplastici) a base stirenica per uso in campo alimentare, che l’azienda già produce all’interno della gamma Laprene, poiché offre una maggiore resistenza alle alte temperature e alle sostanze chimiche.

New TPV grades for food contact

I

mportant developments in the field of polymers for food contact. SO.F.TER. (Hall 20 Stand D/E03/04) has developed in its laboratories the innovative Forprene 6FM, a new family of TPV (Thermoplastic Vulcanizates) for the production of items suitable for food contact as by the FDA 177.2600 norm. Forprene 6FM is suitable for the production of both gaskets or parts of kneaders, kitchen appliances, food dosage systems, and kitchen tools like handles, parts of kitchenware, food boxes, non-slip surfaces, etc. It has high-level aesthetical and technical features and can be co-moulded with the food contact grades of the Polifor range, which is the polypropylene compound produced by SO.F.TER. Furthermore, compared to the food contact styrenic grades produced by SO.F.TER. within its Laprene range (TPE-S), Forprene 6FM grades offer a better resistance to high temperatures and chemical substances.

Presse di ogni tipo per ogni tipo di industria

L

a Terenzio, rilevata dalla Persico SpA di Bergamo nel luglio 2008, prosegue la sua attività e sarà presente

gennaio

• febbraio 2009 n. 565

TERENZIO

Anteprima

in fiera con l’azienda di cui è entrata a far parte (Pad. 24 Stand B26) per presentare le sue principali linee di prodotto attuali, che sono: . Presse RUB a compressione per lo stampaggio anche sottovuoto di articoli, lastre e tappeti in gomma; . Presse OPERA verticali ed orizzontali per lo stampaggio a iniezione di articoli in gomma; . Presse PTFE per lo stampaggio di lastre e manicotti in PTFE; . Presse KOMPO 300-3000 tons per compositi (SMC, GMT, LFT) con controllo attivo di parallelismo PLANAR; . Presse ROBOMATIC per stampaggio automatico di particolari in urea; . Presse PA per la produzione per l’industria aeronautica.

Any type of presses for any type of industry

T

erenzio, acquired by Persico SpA in July 2008, continues its activities and will be present at the fair together with the company that it joined (Hall 24 Stand B26) to show its main product lines: - RUB compression presses for the moulding also vacuum of rubber items, sheets and mats; - OPERA presses for vertical and horizontal injection moulding of rubber items; - PTFE presses for moulding of PTFE plates and sleeves; - KOMPO presses 300-3000 tons for composites


Anteprima

(SMC, GMT, LFT) with active control of parallelism PLANAR; - ROBOMATIC presses for automatic moulding urea items; - PA presses for production for the aviation industry.

Presse oltre lo standard per lo stampaggio a compressione

L

a Wickert (Pad. 24 Stand B05, rappresentata da State of Art Technologies), fabbricante tedesco di presse per lo stampaggio a compressione di gomme, resine termoindurenti e materiali compositi con forza di chiusura da 40 a 3.000 tons, presenterà una pressa da 500 ton (5.000 kN), equipaggiata con camera per il vuoto, completa traslazione della piastra riscaldante inferiore e un’attrezzatura esterna per sollevare e ruotare la piastra centrale dello stampo. Le dimensioni delle piastre sono 600 x 600 mm. I principali vantaggi delle presse Wickert: facile accessibilità della camera per il vuoto; veloce raggiungimento del vuoto fino a 200 mbar in tre secondi; pressione minima raggiungibile nella camera 20 mbar; riscaldamento uniforme con sei zone di controllo su ogni piastra; parallelismo sotto pressione di 0,2 mm; piastra di lavoro ergonomica.

Presses beyond the Standard for compression moulding

W

ickert (Hall 24 Stand B05, represented by State of Art Technologies), today the most important manufacturer of high quality compression presses in Europe for elastomers, thermosets and composite materials moulding from 40 up to 3.000 tons, will present a compression press of 500 tons (5.000 kN) equipped with downstroke clamping, vacuum chamber, full translation of the bottom heating platen and an external device for the lifting and the pivoting of the mould middle platen. Heating platens dimensions are 600x600mm. Main advantages of WICKERT presses: vacuum chamber with easy access either on the inferior heating platen or on the top heating one; fast reaching of the vacuum up to 200 mbar in three seconds; minimum pression in the chamber of 20 mbar; distribution of the temperatures very evenly with six zones of control for each platen;

parallelism under pression of 0,2 mm; ergonomic working platen.

Novità nel settore degli additivi e delle specialità chimiche

E

ico Specialties (Pad. 20 Stand C24) presenta interessanti novità nel campo degli additivi e delle specialità chimiche per applicazioni nei settori della gomma e della plastica. Tra i principali prodotti offerti da alcune case di cui è distributrice in Italia, la società evidenzia i seguenti: della Brueggemann Chemical, una nuova gamma di stabilizzanti a base di rame legato a chelanti organici, che, rispetto ai sali inorganici e agli stabilizzanti fenolici, assicurano la stabilità dei compound di poliammidi e tecnopolimeri anche alle alte temperature; il nuovo agente riducente Bruggolite FF6 privo di formaldeide per le reazioni di polimerizzazione (SBR, acriliche, eccetera); in base ad accordi Brueggemann-DSM: il nylon ad alta purezza STAR-RIM e il nylon copolimero a blocchi NYRIM per applicazioni ad alte prestazioni; della Honeywell, il Polietilene AC (marchio Allied Signal), i copolimeri etilene/propilene modificati con anidride maleica, gli ionomeri a basso peso molecolare; nuovi Lubrificanti ad Alte Prestazioni (HPL) per migliorare il processo, la qualità e la resa dell’estrusione del PVC; nuovi additivi della famiglia Optipack per migliorare la lavorazione dei WPC (Wood Plastic Composites) e le proprietà dei prodotti finiti; della King Industries, una interessante famiglia di catalizzatori non a base stagno per la reticolazione dell’XLPE e di altre poliolefine e, per il settore gomma, i peptizzanti Bondogen, Reogen e Plastogen; della Kometra un’ampia gamma di compatibilizzanti a base di PP, PE, POE, SEBS graffati con anidride maleica o acido acrilico; gennaio

della Nanocor: nanoclays per sistemi solubili/disperdibili in acqua, per la polimerizzazione in situ della PA6 e per la compoundazione della PA6 e della PA66, e nanomaster a base di PP, PE, EVA, TPO; dalla giapponese Shinetsu, un’ampia gamma di gomme siliconiche pronte all’uso.

New additives and chemical specialties

E

ico Specialties (Hall 20 Stand C24) has been for years the distributor in Italy of additives and chemical specialties of many producers, specifically for rubber and plastics sectors. The company underlines the main developments in these fields: from Brueggemann Chemical, a new range of copper based stabilizers with copper chelated by organic agents to allow higher thermal stability in polyamides and technopolymers compared with inorganic copper salts and phenolic stabilizers; the new reducing agent Bruggolite FF6 formaldheyde-free for polymerisation reactions (SBR, acrylics, etc.); following a BrueggemannDSM agreement: the high hardness STAR-RIM nylon and the block copolymer NYRIM nylon for high performance applications; from Honeywell, Polyethylene AC (trade mark ALLIED SIGNAL), modified polyolefins such as maleic anhydride modified ethylene/ propylene copolymers for plastics sector, low molecular weight ionomers; new High Performance Lubricants (HPL) improving process, quality and yeld of PVC extrusion; new Optipack additives developed to improve WPC (Wood Plastic Composites) compounding process as well as final products properties; from King Industries, an interesting application of not tin based catalysts for XLPE and similar polyolefins curing and, for rubber sector, Bondogen, Reogen and Plastogen peptizers; from Kometra, a wide range of compatibilizers based on maleic anhidride or acrylic acid grafted PP, PE, POE, SEBS; from Nanocor: nanoclays for water soluble/ dispersible systems, for PA6 in situ polymerisation and for PA6 and PA66 compounding, andPP, PE, EVE, TPO based nanomasters; from japanese Shinetsu, a wide range of ready to use silicone rubbers.

Presse a iniezione per cinque settori industriali

L

a Engel (Pad. 24 Stand A/ B19/20) presenterà le sue ultime novità nel campo delle presse per lo stampaggio a iniezione: cinque macchine prodotte dalle sue divisioni che

• febbraio 2009 n. 565 | L’INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA |

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Anteprima

con guarnizioni in TPE, e nello stesso step il pezzo verrà anche munito di etichetta direttamente nello stampo. Infine, un’altra pressa Engel, la e-victory 80/50 LIM, si esibirà nella produzione di membrane con LSR per respiratore presso lo stand della Wacker.

Injection moulding machines for five industrial sectors

E

ngel (Hall 24 Stand A/B19/20) will be showing its latest innovative and economical injection moulding system solutions: five exhibits from its Automotive, Packaging, Teletronics, Medical and Technical Moulding divisions to cover all relevant industries. The newly developed ENGEL duo 500 pico series (500 ton clamping force) will be represented by a duo 3550/500 pico, that will be showing an automotive application. The new fullyelectric, compact and extremely economical ENGEL e-max 310/100 with a clamping force of 100 tons will be on show, demonstrating the production of an electronic component using a mould by FCI Austria (Mattighofen). An ENGEL emotion 740/180 with a clamping force of 180 tons will demonstrate that fully electric machines are perfectly suited for deployment in injection moulding for the packaging industry (high speed applications). The machine will be producing a round cup with in-mould labelling on a 2-fold mould by Hofstetter. An ENGEL e-motion 200/55 will demonstrate a further field of application for the fully electric machine: sterile production in a clean room for medical technology sector. The machine will be manufacturing COC vaccine receptacles using a mould by Köbelin/Eichstetten (D) with a 4-fold mould. As an example of the kind of technological versatility offered in technical moulding, ENGEL will be demonstrating the production of a fitting produced using two-component technology on an ENGEL combimelt machine. While injecting the polypropylene fitting with TPE seals on an ENGEL victory 500H/80W/120 combi, the part is labelled directly in the mould during the same step. Additionally, an ENGEL e-victory 80/50 LIM will be demonstrating the production of an LSR membrane for a respirator at the Wacker stand. ENGEL

coprono i principali settori industriali, ossia auto, elettronica, imballaggio, articoli medicali, articoli tecnici. La nuova serie Engel duo 500 pico (500 ton di forza chiusura stampi) sarà rappresentata dalla duo 3550/500 pico, che stamperà un articolo per il settore auto. La nuova pressa totalmente elettrica, compatta e economica, Engel e-max 310/100 (forza di chiusura 100 ton) mostrerà la produzione di un componente elettronico con l’utilizzo di uno stampo di FCI Austria (Mattighofen). I vantaggi delle macchine ‘tutte’ elettriche nel settore dell’imballaggio, in particolare l’alta velocità delle ope-

razioni, saranno dimostrati dalla Engel e-motion 740/180 (forza di chiusura 180 ton), che produrrà un contenitore circolare completo di etichetta con uno stampo a due impronte fornito da Hofstetter. Un’altra Engel e-motion, la 200/55, darà prova della capacità di una macchina tutta elettrica di lavorare anche in ambiente sterile per la produzione di articoli medicali. La pressa produrrà contenitori di vaccino COC usando uno stampo a quattro impronte di Köbelin/Eichstetten (D). La victory 500H/80W/120 combi produrrà un articolo in polipropilene

gennaio

Dai polimeri agli additivi

E

urochimind (Pad. 20 Stand D13, nel quale è presente anche Polythema come collaboratore nella distribuzione) ha innovato la sua gamma prodotti dedicati al settore della gomma. Ai prodotti tradizionalmente distribuiti, infatti, l’azienda di Torino ha recentemente aggiunto polimeri ad alto contenuto tecnico, quali ECO (omo- e co-polimero), CR e gli innovativi polimeri Vistamaxx della ExxonMobil Chemical. Anche la gamma delle cariche per elastomeri è stata integrata dal punto di vista quali- quantitativo con prodotti importanti, come i carbon black speciali ad alta purezza N7903, N8003, N1203 e N4603 e il grado specifico per estrusione N7803 della Nhumo, i caolini calcinati e silanizzati specifici per cavi e per tecnopolimeri e la silice precipitata ad alta superficie specifica. Sul fronte dei suoi chemicals, Eurochimind ribadisce l’affermazione consolidata dei coadiuvanti di reticolazione (sia metacrilici che polibutadienici) e dei perossidi Ecilink, sia predispersi in cariche minerali (in polvere o pellets) disponibili in tutte le predosature che in master di EP(D)M. Notevole, inoltre, è lo sviluppo che stanno avendo i plastificanti speciali sia per il settore della gomma che per quello del PVC, quali i trimellitati, gli adipati, i sebacati, gli antistatici e i polimerici. E in questo campo l’azienda sta registrando il particolare interesse del mercato verso il suo plastificante a base di olio di soia epossidato (ESBO) a marchio OXIPLAST.

From polymers to additives

E

urochimind (Hall 20 Stand D13, where also Polythema exhibits as Eurochimind’s collaborator in products distribution) has innovated its product range designed for the rubber sector. High technical content polymers such as ECO (homo- and co-polymer), CR, and innovative Vistamaxx polymers from ExxonMobil Chemical have recently been added with much

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success to the products traditionally distributed by Eurochimind in the rubber industry. Even the ample range of fillers for elastomers has been integrated with important products from the quali- quantitative point of view, such as special and high purity Carbon Black N7903, N8003, N1203 and N4603 and Nhumo’s grade specifically for extrusion N7803, Calcined Kaolins and specific silanized for cables and technopolymers or precipitated silica with high specific surface. As per what concerns chemicals, in addition to the consolidated reticulation cross linking agents (both metacrylic and polibutadienic), Company’s Ecilink peroxides are already well established, both predispersed in mineral fillers (powder or pellets), available in all of pre-measured doses, and on EP(D)M slabs. Particularly relevant, given the complete news, are the current developments regarding special plasticizers for the rubber and PVC sectors, such as trimellitates, adipates, sebacates, antistatics and polymerics. Furthermore, Eurochimind’s plasticizer based on expoxidised soyabean oil (ESBO) branded OXIPLAST is gathering much interest.

Additivi, polimeri e cariche per la plastica e la gomma

I

IMCD

mportanti novità per il settore della lavorazione della plastica e della gomma da parte di IMCD Italia (Pad. 16 Stand C24), un tempo nota come B.H. Schilling. Dalla rappresentata Alchèmia, società italiana, scaturisce l’offerta di additivi speciali per la trasformazione della plastica e della gomma. Si tratta di sostanze prodotte in Italia, come IMCD tiene a far sapere, e il loro nome commerciale è Niluvin. Per i primi mesi del 2009 sarà disponibile solo lo stabilizzante alla luce Niluvin 70 H, in polvere o in scaglie, ma poi la gamma si espanderà e comprenderà anche gli antiossidanti primari (Niluvin 1010 - 1076 -1098) e l’antiossidante secondario Niluvin PS802. Della Clariant la IMCD presenta gli agen-

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| L’INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA |

ti espandenti Hydrocerol. Aggiunti a resine termoplastiche e blend di polimeri quali, per esempio, PP, HDPE, LDPE-PS, ABS-PVC-PET, PETGTPE, TPU, TPR-PC-PA, questi additivi trovano impiego principalmente nel settore dell’isolamento termico e acustico. Altri prodotti presentati da IMCD Italia, ampiamente usati nell’industria della gomma, sono: il carbon black 990 MT (Cancarb), talchi Luzenac (Rio Tinto), antiossidanti (Raschig), trimetilolpropanotrimetacrilato TMPTMA e vari polibutadieni (Sartomer), poliisobutileni Indopol (Ineos), sali di litio (Chemetal) e altri ancora.

Additives, polymers and fillers for plastics and rubber

S

ome interesting new products for plastics and rubber fields are being offered by IMCD Italia (Hall 16, Stand C24),well known as B.H. Shilling in the past. From the co-operation with Alchèmia, a young and dynamic Italian company, some special additives for plastics and rubber processing produced in Italy come on the market. Their trade name is Niluvin. For the first months of 2009 the range will include the UV stabilizer Niluvin. 70 H (powder or flakes) only, but the following months it will be extended, including primary antioxidants also (Niluvin. 1010 – 1076 – 1098) and the secondary antioxidant Niluvin. PS802. From Clariant product range, IMCD will present the Hydrocerol chemical foaming agents (CFAs) for most thermoplastic polymers and blends, such as PP, HDPE, LDPE-PS, ABS-PVCPET, PETG-TPE, TPU, TPR-PC-PA. Their main application is in the thermal and acoustic insulation field, where they provide many key advantages, such as, among the most important ones, weight reduction and raw materials savings together with a higher processing yeld. IMCD Italia distributes also the following products for the rubber industry: Carbon Black 990 MT (Cancarb), Luzenac talc (Rio Tinto), antioxidants (Raschig), trimethylolpropanetrimethacrylate TMPTMA and various polybutadiens (Sartomer), polyisobutylenes Indopol (Ineos), lithium salts(Chemetal) and others more.

La termoregolazione fine dello stampo

I

ndustrial Frigo (Pad. 24 Stand D04) presenterà una unità di termoregolazione realizzata specificamente per il settore della lavoraziogennaio

• febbraio 2009 n. 565

INDUSTRIAL FRIGO

Anteprima

ne della gomma. Si tratta dell’unità “ETO” e rappresenta il risultato di un miglioramento tecnologico che, attraverso il controllo fine della temperatura dello stampo, garantisce la stabilità termica del sistema e, conseguentemente, la costanza qualitativa della produzione, la riduzione dei tempi di lavorazione e l’azzeramento degli scarti. Un’applicazione tecnica, questa, che si inserisce nell’ambito più generale dell’attenzione che Industrial Frigo rivolge ai sistemi a risparmio energetico. Tanto è vero, che anche questo settore sarà rappresentato al Plast con un Sistema “Esclusivo” Monoblocco di raffreddamento ad altissimo risparmio energetico (MAX1), espressione dell’innovazione tecnologica che Industrial Frigo è in grado di realizzare.

A precise mould thermoregulation

I

ndustrial Frigo (Hall 24, Stand D04) is presenting a thermoregulation unit especially dedicated to the rubber processing sector. This is the “ETO” unit and represents a very important technological improvement, as by means of a precise mould temperature control it ensures and guarantees the thermal stability of the system and, consequently, the constant quality of production, a sensible reduction of working times and no rejects. This application is part of the programmes of industrial Frigo in the field of Energy Saving Systems. And within this sector the C ompany will be presenting an “Exclusive” compact Energy Saving System (MAX1), that reperesents the high level of the technological innovation that Industrial Frigo is able to achieve.


Anteprima

L

ehvoss Italia (Pad. 20 Stand E12), forte dell’esperienza consolidata nel settori della gomma e dei materiali compositi, porrà maggior enfasi sulle sue proposte per il settore della plastica e per quello di pitture e inchiostri e vernici, nei quali intende ampliare la sua presenza per quanto riguarda il mercato italiano. Ai prodotti sia di sua produzione che di sue rappresentate che trovano applicazione in questi campi, come i ben noti Luvogard, Luvopor e Luvofilm per la plastica, i Luvotix e Luvogel per i rivestimenti, la società ha affiancato, infatti, prodotti anche di altre importanti case, quali ESTIChem, Plasticolors, Omega Minerals, Dianal America, Minelco, Henkel e Matsumoto.

Not only additives for rubber

L

ehvoss Italia (Hall 20 Stand E12), strong from its long experience in rubber and composite materials, will highlight more its proposals for the sectors of Plastics and Painting & Inks, where the company wants to increase its presence, as far as the Italian market is concerned. In fact, its product range, including additives coming both from its own production and from important partner companies, such as the well known Luvogard, Luvopor and Luvofilm for plastics, Luvotix and Luvogel for coatings, includes also important brands like ESTIChem, Plasticolors, Omega Minerals, Dianal America, Minelco, Henkel and Matsumoto.

Presse orizzontali e verticali per stampaggio a iniezione

L

a Maplan (Pad. 24 Stand C06) presenterà due nuove presse per lo stampaggio a iniezione di articoli in gomma: una orizzontale della nuova serie Duale, per lo stampaggio di O-ring, e una verticale della nuova serie Ergo, con iniezione dall’alto. La pressa orizzontale ha una forza di chiusura stampi di 300 ton (3000 kN) e adotta il nuovo sistema di iniezione Fifo Duale. La caratteristica fondamentale della macchina è la sua piena adattabilità agli stampi

già esistenti, ma con tutti i vantaggi della tecnologia Fifo. Numerose le caratteristiche del sistema Duale. Citiamo le principali: ugello di iniezione retraibile dallo stampo, movimento dell’ugello +/50 mm, capacità di iniezione di 130 e 400 cm3. Modelli disponibili: MHF 190E1 e MHF 300E1. La nuova pressa verticale Ergo ha una forza di chiusura stampi di 460 ton (4600 kN), adotta il sistema originale di iniezione Maplan Fifo e la chiusura stampi idraulica e presenta un piano di lavoro basso. È particolarmente adatta allo stampaggio di parti di alta precisione nella configurazione sia manuale che automatica. Inoltre, la società presenterà di nuovo il sistema per l’ottimizzazione dello stampaggio chiamato Cure che fa sì che la vulcanizzazione incominci in maniera uniforme in tutte le zone all’interno della cavità dello stampo, riducendo in tal modo la durata ciclo e migliorando la qualità del prodotto.

Horizontal and vertical injection moulding machines

M

aplan (Hall 24 Stand C06) will show two injection moulding machines for rubber: a horizontal one from the new series Duale, for O-ring moulding, and a vertical one from the new series Ergo, with top injection. The horizontal press has a clamping force of 300 tons (3000 kN) and utilizes the new injection system Fifo Duale. The main characteristic of this machine is its full adaptability to the existing moulds, but still taking the advantages of Fifo technology. Numerous are the characteristics of Duale system, the main ones being: the possibility to move the nozzle backward from the mould, +/- 50 mm movement of the nozzle, 130 and 400cm³ injection capacity. Models available: MHF 190E1 and 300E1. The new vertical machine Ergo has a clamping force of 460 tons (4600 kN), utilizes the original Maplan Fifo injection unit and the hydraulic clamping with a low working level. It is particularly suitable for the production of high precision parts both in manual and in automatic configuration. Furthermore Maplan will show again the system for the optimisation of the moulding process called Cure that allows the vulcanisation to begin evenly in all of the parts inside the cavity of the mould, reducing the cycle time.

gennaio

Nuove soluzioni per prove dinamometriche

M

TS System Corporation (Pad.16 Stand B10) ha completato la gamma della linea Insight, con l’introduzione di nuovi modelli con lunghezza e larghezza di prova maggiorata. In particolare sono ora disponibili dinamometri da tavolo da 5, 10, 30 e 50 kN e dinamometri da pavimento da 100, 150, 200 e 300 kN con lunghezza della traversa fino a 1400mm, inoltre, il modello da 5 kN è disponibile anche in versione monocolonna consentendo una riduzione dei costi su applicazioni meno gravose. La corsa maggiorata consente l’utilizzo sulle macchine di camere termostatiche di dimensioni superiori per quelle applicazioni dove gli allungamenti del provino sono molto elevati o in cui sia necessario l’utilizzo di attrezzature di prova ingombranti. Il sistema prevede l’utilizzo di un software di gestione prova “Test Works”. L’esperienza applicativa MTS, nel settore prove materiali ed un innovativo telaio di prova, consente di proporre una soluzione avanzata con un prezzo ragionevole.

New solutions for material testing

M

TS Systems Corporation (Hall 16 Standl MTS Insight ™ Electromechanical Testing Systems B10) has completed the range of Insight line introducing new models with extended height and width.

Affordable and easy-to-use platforms for performing virtually any static test

MTS

Non solo additivi per la gomma

• febbraio 2009 n. 565 | L’INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA |

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Minima altezza di lavoro. Massima ergonomicitĂ .

ENGEL elast compact. La chiusura verticale della ENGEL elast compact offre numerosi vantaggi per lo stampaggio di parti in gomma e per l’incapsulamento di inserti metallici > altezza del piano di lavoro si soli 775 mm > variazione altezza stampo completamente automatica > elevata rigidità per minimizzare le bave Sempre vicino a Voi: www.engel.info

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New table models with capacity 5, 10, 30 and 50 kN and floor models of 100, 150, 200 and 300 kN are now offered with crosshead travel of 1400mm instead of the standard 1100mm. Furthermore the 5 kN model is now available in single screw version allowing a cost reduction in less heavier applications. The extended travel allows the use of higher temperature chambers for those applications where the expected strain is very high or large fixtures are required. The Insight line of testing machines is controlled with the material testing software “Test Works”. MTS experience on many testing applications and the advanced performances of the new testing frames allow an advanced solution at a reasonable price.

Articoli tecnici in gomma ed altro ancora

N

ovotema Group (Pad. 20, Stand B09) si propone come azienda leader per l’elevata capacità nella produzione di speciali articoli in gomma. Un processo di produzione completo ed un sistema di qualità, certificato secondo la ISO TS 16949 e numerose omologhe di istituti internazionali quali DVGW, WRAS, NSF, permettono di offrire al cliente elevati standard qualitativi. L’ufficio tecnico raccoglie ed analizza le richieste del cliente, un laboratorio attrezzato controlla le caratteristiche fisico-meccaniche dei materiali con specifici strumenti (TGA, DSC ecc.), un’officina dotata di macchinari a CNC ad alta velocità produce stampi ad elevate prestazioni. Il reparto stampaggio è provvisto di numerose ed affidabili presse ad iniezione e compressione completamente automatizzate; le successive fasi di lavorazione (sbavatura, rettifica, trattamenti superficiali, cernita manuale o automatica al 100%, collaudo finale) sono completamente integrate e controllate per permettere al cliente la garanzia totale del prodotto venduto.

Rubber technical goods and much more

N

ovotema Group (Hall 20 Stand B09) presents itself as a leader company for its high

production capability of special rubber goods. A complete production process and an ISO TS 16949 certified quality system along with several other certifications granted by international bodies such as DVGW, WRAS and NSF offer high quality standards to the clients. The technical department receives and studies all customer requests, the well equipped laboratory tests the physical and mechanical features of materials using specific tools (TGA, DSC etc.), the workshop is provided with high speed CNC machinery and manufactures high performance moulds. In the moulding department you will find both injection and compression mould tools and all the next stages in the production cycle – deflashing, grinding, surface treatments, 100% hand or automatic sorting and final inspection - are completely integrated in the process and double-checked in order to give the customer full assurance of the product.

La visione artificiale

D

oss (Pad. 16 Stand D21) si presenta con due importanti novità, le nuove ET4 e Lite D. Lite D è una macchina d’ispezione per guarnizioni piane con diametro esterno fino a 90mm. Gli articoli vengono allineati singolarmente sul sistema di movimentazione che li porta in corrispondenza dei differenti gruppi di controllo ottico in base al tipo di ispezione necessaria. Il gruppo di controllo pezzi è costituito da 2 tavole rotanti, un sistema indipendente di scarto pezzi per ogni stazione di controllo, un sistema di illuminazione a basso consumo energetico, un sistema ottico con zoom manuale che permette l’ottimizzazione delle immagini, telecamere da 5 Megapixel. E’ possibile, inoltre, monitorare in qualsiasi momento l’andamento di scarti e pezzi conformi ed ottenere report dettagliati anche sulle tipologie d’errore riscontrate semplicemente consultando il menù. ET4 è uno strumento di misurazione costituito da una tavola di vetro e un obiettivo tele-centrico. L’operatore appoggia manualmente il campione da misurare (diametro interno min.1mm, diametro esterno max 124mm) sul piano in vetro translucido, poi la telecamera e l’obiettivo tele-centrico acquisiscono l’immagine senza distorsioni. gennaio

NOVOTEMA GROUP

Anteprima

I dati così rilevati (diametro interno min./max, diametro esterno min./max, corda min./max., corda media min./max.) sono resi disponibili in forma numerica all’operatore grazie all’interfaccia grafica. Questo strumento consente di misurare contemporaneamente più pezzi contenuti all’interno del campo ottico con verifica delle tolleranze impostate. E’ possibile anche misurare pezzi non circolari, dalle forme irregolari grazie a quattro righelli programmabili per la misurazione di distanze lineari sulla sagoma del pezzo. Lo strumento misura i raggi di curvatura parziale, gli interassi e i diametri interni.

Artificial vision

D

oss (Hall 16 Stand D21) presents two important novelties, the new ET4 e Lite D. Lite D is a visual inspection machine for the quality control of flat gaskets up to 90mm (OD). The parts are conveyed, one by one, to the different inspection units. The machine consists of two revolving tables, an independent sorting system for each station, a low consumption light system, a manual optical zoom for the optimization of the images and 5 Megapixel cameras. It is possible to check the flow of rejects and good parts at any time and to obtain detailed reports on the type of defects. ET4 is measuring equipment consisting of a glass table and tele-centric lens. The operator places the part to measure (min.1 - max 124mm OD) on the glass plate; the camera and the lens will acquire the image without distortions. The collected data (min. - max. ID, min.- max. OD, min.- max. Chord, average ID, OD, Chord) can be accessed by the operator through the graphic interface. The equipment allows measuring more parts placed on the plate within the framed field by comparing them with the set tolerances. It is also possible to measure non circular parts, with irregular shapes, thanks to 4 rulers that can be set for the measurement of linear distances on the part’s shape. The instrument measures also the ray of partial curving, distances between the centre and ID. 

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Inverno in sicurezza

Pneumatici invernali, e si va sul sicuro di Giuseppe Cantalupo

Ancora una serie di prove dinamiche su pista organizzate da Assogomma/ Gruppo Produttori Pneumatici e Federpneus nell’ambito della campagna “Pneumatici sotto controllo – Inverno in sicurezza”. Sotto osservazione questa volta il comportamento dei pneumatici invernali e di quelli estivi a confronto tra loro in termini di aderenza, tenuta di strada e spazi di frenata nelle tipiche condizioni climatiche invernali senza neve: bassa temperatura ambiente e fondo stradale bagnato o ghiacciato o anche semplicemente asciutto. Netta la superiorità delle gomme termiche rispetto a quelle estive.

È

opinione diffusa che i pneumatici invernali siano le classiche “gomme da neve”, da utilizzare, cioè, solo su fondo stradale innevato, al posto delle catene. E invece queste gomme si chiamano invernali proprio perché sono particolarmente indicate nella stagione fredda, nella quale “funzionano” meglio di quelle estive. Anche se non c’è neve e la strada è asciutta. La loro caratteristica fondamentale, infatti, è la maggiore morbidezza della mescola, appositamente studiata per esibire al meglio le sue prestazioni alle basse temperature in termini di aderenza in qualunque condizione di viabilità: neve, ghiaccio, strada bagnata o anche solo asciutta e fredda. Il loro grip, inoltre, è migliore di quello delle estive anche per il diverso disegno del battistrada, che presenta par-

ticolari lamelle sui tasselli. E questi, a loro volta, mostrano intagli profondi che concorrono a migliorare questa proprietà. Quando la temperatura esterna scende al disotto di un certo valore, tipicamente i 7°C, i pneumatici invernali, quindi, sono la soluzione ideale per guidare in condizioni di sicurezza, per se stessi e per gli altri. E non solo nel settentrione o, comunque, in zone normalmente innevate del nostro paese, ma praticamente in tutta l’Italia, qualunque siano le condizioni delle strade. Perché, come ha spiegato Fabio Bertolotti, Direttore Assogomma, nel suo saluto ai partecipanti ai test, “la media delle temperature minime registrate da novembre a marzo negli ultimi tre anni in diciassette città italiagennaio

ne, da Bolzano a Catania e a Cagliari, mostra che d’inverno praticamente in tutto il paese si registrano temperature inferiori ai 7°C. Anche in località dove la neve ‘non è di casa’”. I pneumatici invernali, in altre parole, sono le “calzature giuste” della vettura e dànno sicurezza quando il clima è freddo. “…Basti pensare – continua Bertolotti - che a 40 Km/h sulla neve lo spazio di frenata con pneumatici invernali arriva ad essere anche del 50% più breve di quello con gomme estive”. Appunto questa e altre ancora sono le prestazioni che intendono dimostrare i test su pista organizzati da Assogomma/Gruppo Produttori Pneumatici e Federpneus, infaticabili nel promuovere iniziative volte a sensibilizzare gli automobilisti sull’importanza del corretto equipaggiamento del proprio veicolo. D’inverno in particolar modo.

L’organizzazione delle prove Le prove si sono svolte lo scorso mese di dicembre presso il circuito Santa Monica di Misano Adriatico. Una località marittima senza neve, ma con una temperatura esterna che ha oscillato tra i 4 e i 7°C. Anche questa volta i protagonisti non sono stati esperti piloti, bensì

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Inverno in sicurezza

gli stessi ospiti delle due associazioni organizzatrici della manifestazione: è una verità naturale che toccare con mano è sempre più convincente che sentir raccontare. I pneumatici utilizzati, tutti nuovi, sia invernali che estivi, sono stati messi a disposizione dai maggiori produttori: Bridgestone, Continental, Goodyear, Marangoni, Michelin, Pirelli, Yokohama, a dimostrazione del fatto che il comportamento dei veicoli nei test, BMW e Mini, era indipendente dal marchio di fabbrica delle gomme. E prima di essere montate sotto le

per evitare un ostacolo imprevisto, la frenata in curva o su rettilineo e con l’asfalto nelle diverse possibili condizioni, e così via. Un test ha evidenziato in maniera netta la differenza tra pneumatici invernali e estivi in fatto di grip e aderenza. Alla guida di una Mini in uscita da un tornante, affrontato in seconda marcia a 25-30 Km/h, abbiamo accelerato con decisione su asfalto bagnato e raffreddato a 4°C circa con ghiaccio secco: eccezionale la tenuta di strada constatata con le gomme invernali a confronto con

Due pneumatici appena raffreddati con ghiaccio secco e pronti per essere montati.

Dopo una sterzata improvvisa la vettura con gomme invernali si controlla facilmente.

Sono state simulate le situazioni nelle quali può realmente capitare all’automobilista di trovarsi d’inverno mentre è alla guida del suo veicolo su fondo stradale non innevato, ma ghiacciato o bagnato o anche soltanto asciutto: la sterzata improvvisa

quelle estive. Altrettanto superiore è risultata, poi, nello stesso test, la direzionalità mantenuta dalla vettura con le gomme invernali anche in una curva a 90 gradi in fondo a un rettilineo percorso a velocità normale, mentre con quelle estive si è vissuto il rischio dell’uscita di strada. Le gomme utilizzate in questo test erano le Marangoni 225/45/r17 94V (invernali) e 225/45/r17 94Y (estive). La migliore resa del pneumatico invernale rispetto a quello estivo anche sull’asciutto a temperatura ambiente è stata messa in risalto da un test che ha simulato la situazione nella quale si è costretti da un imprevisto ad accelerare bruscamente mentre si è impegnati in una rotonda. Le vetture erano due Mini anche in que-

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gennaio

vetture per ciascun test, queste sono state raffreddate con ghiaccio secco. Con lo stesso sistema è stato raffreddato anche l’asfalto del circuito. Sono state riprodotte, così, per pneumatici e manto stradale, le condizioni di temperatura invernale (0÷4°C circa) che possono normalmente verificarsi in città o su pendii non di alta montagna.

I test

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sto caso e montavano gomme Pirelli 175/65/r15 84T invernali e estive. Sono state condizionate con ghiaccio secco a -6÷0°C solo le gomme dell’asse trattivo (quello anteriore), per meglio evidenziare il diverso effetto dei due tipi di pneumatici sulla trazione. Quando la vettura era a metà dell’anello, si è dato gas pieno, continuando a curvare. Ebbene, con le gomme invernali l’auto ha tenuto la strada in curva senza problemi; con quelle estive, invece, si è avuta una notevole perdita di aderenza, con conseguente ... fastidiosa sban-

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data, che ha reso piuttosto difficoltoso il controllo del mezzo. Un altro test ha messo in risalto la differenza tra gli spazi di frenata registrati con i due diversi equipaggiamenti su asfalto bagnato e raffreddato a 4°C circa con ghiaccio secco. Le vetture erano due BMW, e i pneumatici erano i Goodyear 205/50/r17 93H (invernali) e 205/50/r17 93W (estivi). Lanciata a circa 70 Km/h con gomme a temperatura ambiente, la vettura che montava le estive si è arrestata in uno spazio di 20-25 metri, mentre quella con le invernali si è fermata 6-7 metri prima: giusto lo spazio per evitare un tamponamento. Un’altra opinione ricorrente, clamorosamente smentita dalle prove,


Inverno in sicurezza

è che la sicurezza di guida in inver- zione di gomme. Al punto che, per tre 20 quintali, e la trazione integrale, no sia garantita anche dal cosiddet- non far correre pericolo agli ospiti, con equipaggiamento estivo non è rito equipaggiamento misto, con due il mezzo è stato guidato da un pilota uscito a percorrere un tratto in salita pneumatici invernali sull’asse an- esperto, mentre gli ospiti hanno solo con pendenza del 35% circa conditeriore (di trazione) e due estivi su guardato la scena da lontano. In con- zionato approssimativamente a 0°C: quello posteriore. Un test ha efficace- seguenza della sterzata improvvisa, slittava e scivolava all’indietro, collomente dimostrato che questa opinio- l’auto ha perso completamente ade- candosi pericolosamente di traverso. ne è sbagliata, perché la combinazio- renza al posteriore e ha pendolato a Di fatto, ingovernabile. Vano, natune mista di pneumatici non solo non lungo in pericolose sbandate difficili ralmente, ogni tentativo di ripartire da fermo in queste condizioni sulla garantisce affatto la sicurezza, ma è da controllare. Le gomme utilizzate in questo rampa. Con i pneumatici invernali, anche pericolosa. Tre vetture Mini equipaggiate una con tutte gomme test erano le Bridgestone 195/95/ invece, il veicolo non ha avuto pratiestive, una con tutte invernali e una r16 87H invernali e estive. Nei test camente problemi. Determinante, nel confronto tra con due invernali all’anteriore e due con equipaggiamenti omogenei (tutestive al posteriore, si sono compor- te invernali o tutte estive) sono sta- i due tipi di pneumatici, anche il test tate in maniera nettamente diversa te condizionate con ghiaccio secco della frenata improvvisa con la macnella stessa circostanza di una sterzata rapida di fronte a un ostacolo improvviso su asfalto bagnato, a 6065 Km/h. L’ostacolo improvviso era rappresentato da fitti zampilli d’acqua che si alzavano automaticamente a creare un muro d’acqua quando il veicolo era La frenata della vettura con pneumatici invernali su asfalto bagnato e freddo giunto a pochi avviene in uno spazio molto breve. metri. La vettura che montava quattro a –6°C solo quelle anteriori (asse di china lanciata su rettilineo a 80 Km/h gomme estive è andata in sottosterzo trazione), mentre nel test dimostrati- su asfalto bagnato a una temperatura piuttosto accentuato, mostrando per- vo con l’equipaggiamento misto sono di 7-8°C. La vettura era una BMW a trazione posteriore, e i pneumatidita di aderenza al posteriore e con- state raffreddate tutte. E la trazione integrale, specie se ci erano i Michelin 225/45/r17 (inseguente pericoloso effetto pendolo nella marcia, che ha reso oltremodo in un mezzo pesante, facilita in qual- vernali e estivi) sull’asse anteriore e che modo le cose su fondo ghiaccia- 205/50/r17 (invernali e estivi) sull’asdifficoltoso il controllo del mezzo. La Mini con tutti pneumatici in- to? Anche in questo caso un test ha se posteriore. Poiché la frenata scavernali ha evidenziato solo un leg- dimostrato che è solo questione di rica il peso sull’asse anteriore, sono gero sottosterzo, ma senza alcun ri- avere montati i pneumatici giusti. state condizionate solo le gomme davanti. schio di incontrollabilità del veicolo, Ossia, gli invernali. L’auto con quattro gomme estive Un SUV BMW X3, che montain quanto non c’è stata nessuna perva le gomme Continental 225/45/ ha frenato in uno spazio di 33 metri dita di direzionalità. La terza vettura, con l’equipag- r18 (invernali e estive) all’anteriore circa. Quella con gomme invernali, giamento misto, ha mostrato in tutta e 225/50/r18 (invernali e estive) al invece, mediamente in 25 metri: una la sua pericolosità questa combina- posteriore, nonostante il suo peso, ol- differenza di ben 8 metri circa, che gennaio

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Inverno in sicurezza

sono proprio quelli che possono farci evitare un incidente nel caso di una frenata d’emergenza per evitare un ostacolo improvviso e imprevisto. A questo punto, davanti all’evidenza dei fatti fornita da tante prove, anche il più scettico, ammesso che ce ne fosse stato uno, non avrebbe potuto che convincersi della superiorità delle prestazioni del pneumatico invernale rispetto a quello estivo. Ciò nonostante, gli organizzatori delle prove dinamiche hanno pensato anche a un test che fornisse il ‘classico’ dato sperimentale, registrato da uno strumento di misura, sul maggior grip della gomma invernale rispetto a quella estiva: la differenza che è alla base del diverso comportamento dei due tipi di pneumatici. Una prova ad hoc, quindi, per eliminare definitivamente ogni eventuale dubbio residuo che le condizioni di rischio vissute e viste (sbandate, testa-coda, mancata tenuta di strada con le gomme estive) potessero essere frutto di “impressioni” e non, invece, fatti reali. Una BMW con freno a mano tirato e prima marcia innestata è stata agganciata mediante una fune di traino al trattore di un TIR, con interposto un dinamometro digitale. L’asfalto, asciutto, era raffreddato a una temperatura di 4÷7°C e i pneumatici (Yokohama 225/45/r17 91H, invernali e estivi) erano raffreddati a -4÷-7°C. Poiché il traino avrebbe alleggerito l’anteriore dell’auto, spostando il carico sull’asse posteriore, sono state condizionate solo le gomme di dietro, che erano le più significative ai fini del test. La vettura con pneumatici estivi ha opposto una resistenza alla trazione, registrata dal dinamometro, di 520 Kg; con quelli invernali, invece, lo strumento ha riportato 650 Kg. Questi dati, oggettivi, dimostrano in maniera inequivocabile che in condizioni di bassa temperatura il pneu54

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matico invernale ha un grip superiore del 25% rispetto a quello della gomma estiva.

I pneumatici invernali, quindi… I test di Misano hanno inteso far toccare con mano a chi vi ha partecipato che d’inverno, anche se non c’è neve e il fondo stradale è solo bagnato oppure ghiacciato, non c’è confronto tra gomme invernali e gomme estive. Anche sull’asciutto. Altre prove dinamiche effettuate in precedenza avevano dimostra-

sotto la vettura anche per tutto l’anno e toglierle solo per cambiarle quando il consumo del battistrada lo rende necessario. Le prove dinamiche di Misano hanno rappresentato l’ennesimo evento dei tanti che Assogomma/Gruppo Produttori Pneumatici e Federpneus svolgono costantemente nell’ambito della campagna “Inverno in sicurezza” con uno scopo che è sempre lo stesso: sensibilizzare gli automobilisti sull’importanza che ha, per la loro sicurezza e per quella degli altri, montare i pneumatici giusti nella stagione fredda, quando le avverse condizioni

La vettura con pneumatici estivi su asfalto bagnato e freddo frena in uno spazio più lungo.

to l’indiscussa superiorità dei pneumatici invernali rispetto a quelli estivi sulla neve. Ne abbiamo parlato nel numero di marzo/556 della rivista, a pagina 22. La guida con i pneumatici invernali, quindi, è più sicura, e le situazioni di emergenza vengono affrontate con maggiore garanzia di tenuta di strada e di controllo del proprio mezzo. E poi, come abbiamo già detto altre volte, queste gomme risolvono ogni problema, perché rendono indipendenti dalle catene sulla neve, vanno bene su qualsiasi fondo stradale e, una volta montate, le si può lasciare gennaio

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climatiche rendono la guida più difficoltosa e più rischiosa. L’attenzione che si dedica alle gomme sulle quali si viaggia non è mai troppa, e controllarle di persona periodicamente è importante. Non costa niente ed è solo questione di qualche minuto. Come dire che basta veramente poco per viaggiare tranquilli e sicuri. È quello che da anni ripetono le due associazioni nelle numerose iniziative che intraprendono con tenace impegno nell’ambito più generale della campagna “Pneumatici sotto controllo”. 


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Un polo produttivo d’eccellenza

Tra Bergamo e Brescia un mondo di…gomma di Pierantonio Agnelli, Direttore Tecnico di TSF

Mi sento “immerso” nel connettivo di quella che viene spesso ed amichevolmente chiamata “Rubber Valley” fino dall’inizio della mia professione di ingegnere. Non ho vissuto in prima persona gli albori di questo singolare sistema produttivo (non sono così anziano), ma mi è familiare la sua storia: per questo ho raccolto dei flash da alcuni dei veri protagonisti per tentare di descriverne qui l’evoluzione fino ai nostri giorni.

Gli inizi

U

n rapporto qualificato riguardante questa realtà (tra i pochi veramente focalizzati) è uno studio promosso dall’OPES (osservatorio dei sistemi produttivi), in collaborazione con l’Unione Camere di Commercio della Lombardia ed Università Bocconi. Risale ormai al 1999: ebbe però il pregio di descrivere, anche ai non addetti al settore, la dinamica della costituzione delle prime industrie specializzate nella produzione di guarnizioni, del loro sviluppo e del singolare processo di “gemmazione”, del contesto socio-economico e delle prospettive di crescita del loro comparto, cercando di raccogliere non facili dati dalle fonti istituzionali del tempo. Non posso non partire da quella “istantanea”, per tentare un aggiornamento relativo al decennio successivo

che porta, con luci ed ombre, al giorno d’oggi ed aggiungervi qualche personale considerazione. Vi si legge: “Nato nel secondo dopoguerra a seguito dello sviluppo della gomma, il distretto industriale del Basso Sebino rappresenta oggi il maggiore produttore nazionale ed europeo delle guarnizioni in gomma...” A favorire l’iniziale sbocco “alternativo” all’innato spirito imprenditoriale degli artigiani locali (essenzialmente bergamaschi e qualche bresciano), ed alla base di questo positivo approccio alla trasformazione degli elastomeri, vi era un tessuto di imprese artigianali, competenti in meccanica, altamente specializzate nella lavorazione dei metalli, capaci di progettare sistemi, tra l’altro, per l’allora fiorente settore tessile (di cui piccolo, ma non insignificante satellite, era quello dello stampaggio dei bottoni!). gennaio

La prima fabbrica di guarnizioni, infatti, nasce agli inizi degli anni cinquanta a Sarnico: fu la Manifattura Colombo. Alla costruzione di sistemi meccanici abbinava la produzione di guarnizioni in amianto. Molto presto alcuni tecnici della ditta, intuendo che la richiesta di questi componenti di tenuta sarebbe sempre più aumentata a seguito dello sviluppo di settori quali l’automobile, l’elettrodomestico, la rubinetteria, si staccò dalla Colombo per fondare la Lanza. In entrambe le realtà cominciò ad essere sviluppato il settore dello stampaggio della gomma (uso questo termine “generico” per praticità e per indicare ogni tipologia di mescola adatta alla vulcanizzazione). Gli articoli con essa prodotti non sarebbero stati destinati solo ad un mercato nazionale ma inevitabilmente, dato i settori di riferimento, erano rivolti anche a clienti europei e soprattutto tedeschi, evidenziando fin da allora una consistente vocazione all’esportazione delle aziende che sarebbero man mano sorte. Per i macchinari adatti allo stampaggio si potevano facilmente trovare soluzioni tra i produttori di presse, già in uso per le resine (ricordiamo i bottoni) o plastiche di allora. Si trattava di aziende essenzialmente italiane, come Mapelli, BM, Rutil o la bresciana MIR, che sarebbero entrate a far parte della filiera del comparto e che avrebbe-

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gomma (uso questo termine “generico” per praticità e per indicare ogni tipologia di me vulcanizzazione).

Un polo produttivo d’eccellenza

ro messo a disposizione soluzioni via via più innovative. Anche per gli stampi non sussistevano problemi: il retroterra artigiano del settore era già specializzato e preparato ad utilizzare macchine a controllo numerico (e successivamente CAD/CAM), suggerire e progettare stampi con una certa competenza sul comportamento delle gomme.

I compoundatori La gomma, invece, proveniva da un nuovo e diverso ambito produttivo: quello dei compoundatori, che si affacciarono alla ribalta agli inizi degli anni sessanta. Anch’esso caratterizzato da notevole forza imprenditoriale legava così le proprie sorti a quelle degli stampatori. Il nucleo originale dei produttori di mescola è di derivazione “pirelliana” perché, per opera di tecnici fuoriusciti da quell’ambiente multiforme, la

tecnologia di mescolazione venne “importata” dalla Manifattura Bresciana Gomma di Paderno F.C., per produrre al mescolatore aperto gomme che al proprio interno vulcanizzava in lastre o forniva a pochi clienti, come Bridgeport, che nello stabilimento di Ponte San Pietro nella L’originale comprensorio del Basso Sebino bergamasca produceva camere d’aria e valvole per pneumatici, o algomma metallo (boccole, ammortizla nascente bresciana CF, che cercava zatori, molle) per Fiat, OM, Ferrovie di riprodurre, sulla scorta delle espedello Stato. rienze Pirelli, gli articoli e complessi Già alla fine degli anni sessanta

Gli articoli con essa prodotti non sarebbero stati destinati solo ad un mercato naziona

i settori di riferimento, erano rivolti anche a clienti europei e soprattutto tedeschi, evide Between Bergamo and Brescia a rubber …world

consistente all’esportazione delle aziende che sarebbero man mano sorte. Since the beginning of my professional life I felt and was deeplyvocazione immersed into that “connecting tissue” often nicknamed “rubber valley”. I did not personally witness the dawning of this peculiar network (I am not so old) but I am familiar with its history: for this purpose I Per i macchinari adatti allo stampaggio si potevano facilmente trovare soluzioni tra i p gathered some flash backs from several of the true actors trying to describe its evolution till nowadays.

The beginnings

A

highly qualified report (one of the few really focused) on this system is a study from OPES (Observatory of Production Systems) in co-operation with the Chamber of Commerce of Lombardy and University “Bocconi”. This report goes back to 1999: but, collecting data available at that time from official sources, duly describes, also for those not strictly involved, the dynamics of the establishment of the first industries specialized in the production of seals, their growth and increase, the social-economic environment and the development of their target market. I cannot help starting from that “snapshot” in order to try make an update and comment the subsequent ten years that carried us, with up and downs, till to day. Inside one can read: “Born in the second after-war period, following the booming of the rubber market, the industrial district of Basso Sebino can be nowadays considered the biggest national and European production site for rubber seals…”

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uso per le resine (ricordiamo i bottoni) o plastiche di allora. Si trattava di aziende esse

The initial “alternative outlet” to the in- ket but also for several European, mainly BM, Rutil o lalocal bresciana che sarebbero entrate a far German, customers: even at the earlyparte stage della filiera de nateMapelli, entrepreneurship of the craftsmenMIR, export was the key word for every new com- per gli stamp (essentially from Bergamo and some from avrebbero messo a disposizione soluzioni via via più innovative. Anche Brescia) was certainly fed by a pre-existing pany. The development of suitable moulproblemi: il retroterra artigiano del settore era già was specializzato e preparato ad utilizza network of activities highly skilled in meding machines certainly made easier by the availability of the already existing chanical works, processing of metals, enginumerico (e successivamente CAD/CAM), suggerire e progettare stampi con una cert neering of systems mainly intended to serve offer from producers of presses for resins delle gomme. at (we just spoke about buttons) and plastics. thecomportamento textiles and buttons manufacturing Italian companies like Mapelli, BM, Rutil that time flourishing in that area . The first rubber seals production (Mani- and MIR, were destined to become strong fattura Colombo) indeed started in the ear- actors of a segment supplying to the market ly fifties in Sarnico. Asbestos gaskets we- continuous innovation. Also for the moulds re internally produced for their mechanical no problems were to be considered: sevesystems. Very soon some technicians reali- ral highly specialized craftsmen were reazed the important rapid growth to be expec- dy and trained to utilize numerical control ted for seals matching the incoming boom equipments (afterwards CAD/CAM), they of automotive, household appliances, wa- were even available to suggest and design ter control systems: they left Colombo to moulds exploiting some fair competence about rubber. found Lanza. Rubber moulding (the generic term Compounders “rubber” is intentionally used to indicate Rubber was made available from a new any kind of vulcanization compound) rapi- class of producers: the compounders. These dly became an important activity in both entrepreneurs entered the arena at the earcompanies. ly 60’s adding their strong capability to that Due to their end-use the finished items of the moulders. were intended not only for the local marThe original core of the compounders is

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Un polo produttivo d’eccellenza

Manifattura Bresciana e CF, aggregandosi, diedero vita alla prima vera azienda a ciclo integrato per la produzione di componenti in gomma e gommametallo: fu la CF Gomma di Passirano-Ospitaletto. Questa, specializzandosi nella formulazione delle ricette, divenne il primo fornitore di mescole per conto terzi della zona, il punto di riferimento, cioè, della sempre più vasta schiera di piccoli stampatori, che si munivano di presse a compressione, anche di modeste dimensioni, installandole dove era loro permesso, spesso anche in qualche vecchio cascinale o nel garage di casa. La produzione di mescole passò velocemente dalla tecnologia a mescolatore aperto a quella con Banbury (a camera chiusa) consentendo una più elevata produttività, maggior possibilità di controllo e minor impatto per l’ambiente di lavoro.

I produttori di materie prime

certainly to be located in Pirelli, the spinoff of a few technicians, brought the mixing technology into Manifattura Bresciana Gomma of Paderno F.C., who produced open milled compounds to be transformed into slabs either for internal use and for some customers like Bridgeport, who in his plant located in Ponte San Pietro used to mould tyre valves. Another new entry was CF who, taking advantage of previous experience from Pirelli, aimed to replicate items and systems such as bushings, shock absorbers, springs for FIAT, OM, Public Railways. At the end of 60’s Manifattura Bresciana and CF merged into the first real fully integrated company offering full rubber components and metal bonded systems: CF Gomma of Passirano-Ospitaletto. This new entity specialized in the development of recipes/compounds to be sold on the marketplace: an increasing number of small moulders found its reference point for the availability of compounds to be transformed by compression presses, sometimes small size presses, located even in old farmsteads or garages. Compounding rapidly left the open mill to adopt the Banbury mixers (internal mixers) achieving higher productivity, better process control and less environmental impact.

Raw Material producers

L’interesse sollevato da questo complesso di attività sensibilizzò alcuni dei protagonisti del mondo della chimica del periodo, che per fortuna (cosa dovremmo dire oggi?..) portavano anche nomi italiani, come Eni, Montecatini (successivamente Montedison ed ora Solvay), Bozzetto. Riuscirono a trasferire esperienze, assecondare aspettative ed intuizioni, modificare i loro prodotti per adeguarli ad un processo trasformativo capace di passare da una fase prevalentemente manuale ad una “in automatico”. Fu il tempo della messa a punto di elastomeri per la transizione da compressione ad inietto-compressione ed infine ad iniezione diretta. Anche grandi multinazionali straniere colsero l’occasione per introdurre loro specialità e migliorarle. Fra le più importanti: Bayer, DuPont, Polysar, 3M. Questo

The interest raised from this bunch of new activities was perceived from some of the major Italian (today things are changed…) chemical players: ENI, Montecatini (after Montedison, now Solvay), Bozzetto. They were able to transfer experience, to comply with expectations and perceptions, to modify their products for processes that gradually switched from manual to automatic. This period saw the development of polymers designed to follow the transition from compression to injection-compression and finally to direct injection. Also the big multinational companies grabbed the opportunity to introduce and improve their specialties. Just to mention some: Bayer, Du Pont, Polysar and 3M. This also thanks to the fact that gaskets, o-rings, technical products made at the sides of Lake Iseo were gaining quality and competitiveness under the interested eyes of the German and European giants. The “Rubber Valley” had its initial location in the Bergamo area south the lake of Iseo (Sebino) defined by the triangle Paratico, Grumello and Adrara, including Sarnico, Villongo and Castelli Calepio: between 1970 and 1990 it saw growth and progress thanks to brilliant entrepreneurs and the emulation spirit of skilled technical–com-

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anche in virtù del fatto che le guarnizioni, gli O-ring o gli articoli tecnici prodotti sulle sponde dell’Iseo stavano conquistando per qualità e competitività anche i grandi colossi dell’industria tedesca ed europea. Inizialmente localizzata nella zona bergamasca del bacino a sud del Lago di Iseo (Sebino), in un triangolo delimitato da Paratico, Grumello ed Adrara, quindi comprendente anche i comuni di Sarnico, Villongo e Castelli Calepio, la “Rubber Valley” nel corso del ventennio 1970-1990 progrediva e si popolava, per merito di una vivace imprenditorialità e spirito di emulazione delle professionalità tecniche e commerciali cresciute nelle aziende antesignane. Le scarse barriere d’ingresso (limitato investimento iniziale, una tecnologia semplice e spesso senza veli) permisero la costituzione di un elevato numero di unità produtmercial professionals coming from the first pioneer companies. The low entry barriers (low initial investment, simple and often “open” technology”) allowed the birth of a large number of production units; as a matter of fact in the middle of 90’s they were more than 200 with over 4000 workers so that it was ranked the biggest regional production site and one of the first five on a world-wide basis. Incidentally we should, with regret, take note that this important reality was not perceived and not considered as such from the local and regional institutions. To day we can say that time did not bring any improvement from this standpoint.

The last decade To conclude the reference to the OPES report: as no data about the total turnover was available, in 1996 it considered the analysis of the turnover of the 6 biggest companies (Gapi, Argomm, Oldrati, Lanza Nuova, Tecnogomma, Ar-tex) at that time estimated to control (including their own third parties) 80% of the local market. In 1997 the turnover of the sealing market of the Sebino–Bergamo area was valued in the range of 125 million euro. If today we would re-estimate this turnover we would not find any break down from ISTAT or Rubber-Plastic Association.

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euro, già nel 1997, il giro d’affari del comparto guarnizioni del Sebino bergamasco dove milioni.

Se volessimo ricalcolare questo fatturato oggi, ancora non troveremmo da Istat o Feder dei dati “scompattati”.

Un polo produttivo d’eccellenza

Fig. 1 - Import-Export "Altri Articoli Tecnici" 1000 900 800 Valore (milioni )

tive, sì che già a metà degli anni novanta se ne potevano contare più di 200 con oltre 4000 addetti e configurare il comparto come distretto produttivo in sede regionale e, a livello mondiale, tra i maggiori cinque poli del settore. Dovremo poi constatare, con una certa delusione, che quest’importanza non era avvertita o particolarmente considerata sul piano istituzionale regionale, o addirittura locale. Cosa che non è andata migliorando nel corso del tempo.

700 600 Import

500

Export

400 300 200 100 0 2000

2001

2002

2003

2004

2005

2006

2007

Anno

L’ultimo decennio

Dati Federazione Gomma Plastica - ISTAT Fig. 2 - Andamento del saldo Export-Import di "Altri Articoli Tecnici"

Percentuale su anno precedente

Saldo (Milioni )

Figura 1 - Import-Export di “Altri Articoli Tecnici”. Per concludere il riferimento allo studio OPES: non potendo dispor400 50,0 Possiamo aiutarci assumendo come parametro di crescita l’andamento delle esportazio 48,2 re di dati circa il fatturato comples45,0 sivo del comparto, questo si rifaceva tecnici”, che riportiamo per gli ultimi sei anni in fig. 40,01 e 2. 300 ad un’analisi del gettito di quelle che 35,0 Da questi grafici notiamo che, nonostante la flessione congiunturale del 2002, nell’ultim nel 1996 erano considerate le 6 mag30,0 Saldo Commerciale giori aziende (le possiamo citare: Ga- voce, su scala nazionale, è raddoppiato. 25,0 questa 200 Scarto % su anno 20,0 pi, Argomm, Oldrati, Lanza Nuova, 16,7 precedente 15,4 15,0 Tecnogomma, Ar-tex), valutate - ad 10,3 10,0 100 allora - in grado di controllare, in5,0 3,9 sieme ai terzisti del proprio gruppo, -0,1 0,0 l’80% della produzione del distretto. -3,6 0 -5,0 Tradotto in euro, già nel 1997, il giro 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 d’affari del comparto guarnizioni del Anno Dati Federazione Gom m a Plastica - ISTAT Sebino bergamasco doveva aggirasi Figura 2 - Andamento del saldo Export-Import di “Altri Articoli Tecnici”. intorno a 125 milioni. Se volessimo ricalcolare questo cento. Ciò anche perché alcune delle che, per l’attuale differenziazione ed fatturato oggi, ancora non troveremaziende di maggiori dimensioni, che eterogeneità dei prodotti, molti sfugmo da Istat o Federazione Gomma per ragioni di controllo di processo e gono alla classificazione “altri articoli Plastica dei dati “scompattati”. di rispondenza ai canoni dei sistemi tecnici” - vedasi il caso degli articoli Possiamo aiutarci assumendo coqualità, inizialmente avevano creato aver segu per l'idrotermo-sanitario. Guardando me parametro di crescita l’andamento Potremmo quindi asserire che anche il fatturato del comparto dovrebbe all’interno un ciclo sufficientemente con gli occhi di chi vive quotidianadelle esportazioni alla voce “Altri aressere compreso tra 240 edi280 milioni di euro. Personalmente che, pe integrato, ne decentravano alcunecredo famente la filiera produttiva questo ticoli tecnici”, che riportiamooggi per gli si, come quelle relative “altri alla finitura, comparto, sono dell’avviso il loro alla ultimi sei anni in Figure 1 e 2. eterogeneità dei prodotti, molti che sfuggono classificazione articoli tecnici” o addirittura alla preparazione delle fatturato 2007 sia stato comunque suDa questi grafici notiamo che, nol'idrotermo-sanitario. Guardando di in chinuove viveaziende quotidianamente la filiera mescole esterne. periore a 300 milioni di euro. con gli occhi nostante la flessione congiunturale del Il processo di “gemmazione” che Il numero di aziende del compar2002, nell’ultimo decennio l’export di comparto, sono dell’avviso che, il loro fatturato 2007 sia stato comunque superiore aveva caratterizzato l’ambiente degli to, sorte o dislocatesi anche in comuni questa voce, su scala nazionale, è radsi ripercosse anche su al- contigui al all’originario comprensorio doppiato. Il numero contigui di aziende del comparto, sorte ostampatori dislocatesi anche in comuni tri elementi della filiera: ad oggi postra le province di Bergamo e Brescia, Potremmo quindi asserire che anprovince di Bergamo e Brescia, non è di molto aumentato nell’ultimo decennio. No siamo contare almeno una decina di non è di molto aumentato nell’ultimo che il fatturato del comparto dovrebchei convergono Non più didipendenti, quindici attual-due compoundatori be aver seguito lo stesso andamento, occupanodecennio. oltre cinquanta o tre solo oltre duecento.sul Ciò anche pe territorio, oltre venti produttori di mente occupano oltre cinquanta died oggi essere compreso tra 240 e 280 maggiori per oltre ragioni di controllo di qualificati processoanche e diall’esterispondenza ai c stampi ben pendenti, due oche tre solo i duemilioni di euro. Personalmente credo dimensioni,

inizialmente avevano creato all’interno un ciclo sufficientemente integrato, ne dece 60

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gennaio • febbraio 2009 n. 565 quelle relative alla finitura, o addirittura alla preparazione delle mescole in nuove a

Il processo di “gemmazione” che aveva caratterizzato l’ambiente degli stampatori


Un polo produttivo d’eccellenza

ro, una schiera di aziende dedicate alle operazioni di sbavatura e rettifica.

I prodotti e le tecnologie Accanto agli O-rings ed alle guarnizioni standard e di precisione, che vengono ormai stampate ad iniezione nell’intera gamma di polimeri disponibili (dai più costosi elastomeri perossidici per bassissime temperature, ai siliconi e fluorosiliconi, giù fino all’NBR, EPDM, SBR, ecc.) troviamo componenti a disegno per le più svariate applicazioni. Antivibranti, cornici, soffietti, copricandela, paraolio, membrane, oblò, isolatori e connettori ed anche … tortiere o articoli da cucina; per un insieme ormai interminabile di settori applicativi: auto e movimento terra, elettrodomestico e sanitario, idraulico e pneumatico, edilizia, gas e petrolchimico, alimentare e farmaceutico, elettrotecnico ed elettronico… Basta visitare il sito di alcune delle aziende della zona per avere una panoramica dell’enorme portafoglio e We can make a guess by assuming as growth rate the trend of the exports “other technical items” in the last 6 years reported in fig. 1 and 2. From these graphs we can see that, in spite of the downsizing in the year 2002, the last decade, on national scale, doubled its value. From this we can assume that also the turnover should be doubled until a value between 240 and 280 million euro. My personal feeling is that due to the actual differentiation and heterogeneity of the articles, many of them are not accounted under the voice “other technical items” (this is the case of the hydro-thermal market). Looking with the eyes of who daily lives the supply chain of this market I would say that the 2007 turnover exceeded 300 million euro The number of companies built or displaced in the neighbourhood of the original area between Bergamo and Brescia did not greatly increase in the last decade, No more that 15 nowadays employ over 50 workers, only two or three are over 200. This, for the biggest companies, can be explained by the need for process control and compliance with quality standards; at the beginning their structure was quite integrated but la-

potenzialità del mercato del settore. Lo stampaggio ad iniezione è oggi la tecnologia prevalente: la sua evoluzione ha portato a diverse concezioni dei sistemi pressa/stampo, iniezione chiusa/aperta, capillare, multi ugello (fino a 50 iniezioni), con stampi doppi o termoregolati, nella continua ricerca di ridurre costi di trasformazione e scarto di materiale, quindi di recuperare competitività nei confronti di una concorrenza che si sta spostando dall’Europa ai paesi emergenti dell’est. Coesistono, magari nella stessa fabbrica, anche altre tecnologie, come la compressione (ancora necessaria per chi stampa prodotti di nicchia come Aflas, perfluoroelastomero o articoli gomma metallo), l’estrusione (adottata solo da due o tre importanti ditte della zona per la produzione di trafilati e profili) o il più recente, e dedicato, sistema di stampaggio per il silicone liquido. Una svolta significativa nella fase

di ispezione finale dei prodotti, non priva d’impatto sociale, si è avuta con l’introduzione abbastanza recente di sistemi computerizzati di cernita ottica. Questi sono in grado di selezionare e separare, in base a criteri di conformità preimpostati, lo scarto di produzione, arrivando a garantire lo “zerodifetti” tanto preteso dalle case automobilistiche. Con l’adozione di questi sistemi diminuiscono i costi per non conformità, oltre che per l’operazione di cernita in se stessa, che prima richiedeva notevole manodopera, quasi esclusivamente femminile e spesso al proprio domicilio. Inevitabile conseguenza, per contro, è una leggera flessione dell’occupazione sul territorio, che comincia a fare i conti anche con queste dinamiche. Ultimamente si avverte anche la necessità di “re-integrare” nella fabbrica un’altra delle operazioni tradizionalmente subappaltate: la sbavatura/rettifica. Con piccole ed innovative

ter on some activities such as finishing and compounding were outsourced into new external companies. The “blooming” process of moulders extended to other actors of the supply chain: today we can count at least ten compounders aiming to the same territory, more than 20 mould makers well qualified even abroad, plenty of firms offering deflashing and trimming.

tronic… Just look at the website of some local firms to have an overview of the huge portfolio and capability of this market. Injection moulding is today the widest technology: its evolution brought to diversified design of the mould/press systems: closed/ open, capillary, multi nozzles (up to 50), double plates or thermo controlled moulds with the scope of achieving cost reductions and lower scraps to cope with a keen competition moving from Europe to emerging eastern countries. Sometimes, even in the same plant, you can see also other technologies like compression (necessary for niche products like Aflas, perfluoroelastomers or metal bonded items) extrusion (present only in two or three important firms to make extrusion and profiles) till the most recent, and dedicated, liquid silicone moulding process. A significant development in the final inspection step has been the recent introduction of computerized optical selection. These systems are able to select and reject scraps, on the basis of pre-set compliance criteria, in order to assure the zero-defect level strongly required from the automotive industries.

Products and technologies Besides standard and precision o-rings and gaskets that are today injection moulded from all kind of available polymers (from the high-end ultra low temperature peroxide curable FKM, silicones, fluorosilicones down to NBR, EPDM, SBR…) one can find also custom made components for many different applications .Antivibrating, frames, bellows, sparking plugs covers, lip shaft seals, diaphragms, port-holes, isolators, connectors… till baking-pans and cookware; all covering a never-ending list of articles intended for application such automotive, caterpillars, household appliances, sanitary, hydraulic and pneumatic, building, gas and oil handling, alimentary and pharmaceutical, electro-technical and elecgennaio

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Un polo produttivo d’eccellenza

postazioni dedicate a “bordo pressa”, alcune guarnizioni potranno veramente esser prodotte nell’abusato concetto di “just-in-time”.

Considero un meritevole sforzo, che conferma la dinamicità e l’acquisita maturità delle imprese del comparto, quello comune alla quasi totalità di esse a conformare la propria struttura organizzativa ed i propri processi ai sempre più gravosi sistemi di qualità. Le aziende maggiormente coinvolte nel settore automotive, ad esempio, hanno scelto di certificarsi dapprima secondo le norme ISO 9000, e quindi secondo la TS 16949, per emergere e consolidarsi nel proprio segmento. Il mantenimento di questi sistemi, e delle relazioni con il cliente ad essi collegate, ha una certa incidenza sul costo dei prodotti, ma le imprese hanno saputo compensarlo con la continua ottimizzazione dei processi e solo ora, con la globalizzazione dei mercati, ci si rende conto che il vero ritorno economico consiste nello sbarramento tecnologico alla concorrenza proveniente dall’estre-

mo oriente e da altri paesi emergenti. Va pure consolidandosi la certificazione del singolo prodotto, spesso in binomio con quella della mescola componente, soprattutto nei settori alimentari e medicali. La pratica sopperisce parzialmente al concetto di marchio, o di brevetto, non molto praticabili per la tipologia dei prodotti in gomma. Purtroppo, nemmeno a livello di comparto è mai passata l’iniziativa di dare rilevanza alle notevoli specializzazioni, promovendole in una sorta di consorzio con “marchio di origine controllata”. È migliorata nel corso degli ultimi anni la sensibilità all’ambiente: le aziende hanno adottato sistemi di protezione sempre più avanzati nella necessità di limitare residui fattori di inquinamento (emissione fumi, scarichi idrici, rumore), e di risolvere alcuni contraddittori con enti istituzionali e locali (ARPA, ASL, comuni e comunità) sempre più ipersensibili ed inclini a limitare lo sviluppo delle stesse nei territori, ad esempio considerando anche le loro aree di cernita o di stoccaggio del finito in classe di impatto A. E fu appunto degli inizi anni novan-

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I sistemi qualità e ambiente

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ta, in un contesto che da sempre vive di un singolare individualismo, forse l’unica iniziativa corporativa di un gruppo di aziende della zona (appunto denominata Associazione Produttori Guarnizioni), volta a raccogliere indicazioni per migliorare il rapporto tra produzione ed ambiente, quindi dimostrare la propria integrazione sul territorio non soltanto per la positiva influenza verso il tessuto socio-economico, ma anche per la sostenibilità dell’impatto ambientale. Ad oggi diverse imprese hanno raggiunto la certificazione ISO 14000 e lavorano in ambito EMAS per migliorare globalmente, in parallelo con le organizzazioni del lavoro, le condizioni di lavoro al proprio interno.

Nuovi spazi L’eccezionale evoluzione delle imprese è stata favorita, in una terra come la bergamasca che fa dei legami familiari un valore fondamentale, dalla coesione delle famiglie stesse intorno alla figura, a volte carismatica, dell’imprenditore. L’organigramma aziendale spesso prevede un percorso di crescita per le nuove generazio-


Un polo produttivo d’eccellenza

These new technique certainly reduced the non-quality costs for a process that was before cost intensive also for the need on manpower, indeed mainly female operatives working at home. The unavoidable consequence has been of course a slight decrease of the local level of employment that has to deal with such dynamics. Recently someone felt the necessity to recall in-house some operations previously outsourced: deflashing/trimming. With some small and innovative equipments, “by side-of-the-press”, some seals will be really produced according to the abused “just in time” concept.

Quality and environment I consider a worthy effort, confirming a dynamic and mature minded approach, what has been done from many firms to adjust their organization and processes to the more and more demanding quality requirements. The companies more involved in the automotive business, for example, firstly decided to be certified according to ISO 9000, after according to TS 16949 in order to emerge and consolidate in their competitive arena. The maintenance of these standards and of the customer relationships associated with them, certainly increases the costs but most of the firms have been able to compensate by continuous optimization of their processes: as a matter of fact, in the presence of the so called globalization, it is common opinion that the true return on investment

is the technological barrier against competitors from emerging countries. Also the certification of single products is increasing, often associated with the compound, mainly for alimentary and medical applications. This way practically replaces the concepts of Trade Mark and patent that are not easy applicable to rubber products. Unfortunately the idea to protect the high technological level by a kind of “controlled origin mark” never took place, even for the local market. In the recent years the environmental care improved: many firms implemented up to date protection systems in order to limit polluting negative impacts (fumes, liquid wastes, noise) and to settle legal issues with public authorities such as ARPA, ASL, municipalities showing bigger and bigger concerns towards these topics and prone to limit the development of new plants: this is the case of selection and warehousing areas that have been classified in the A class of environmental impact. In a market characterized by strong individualism, we can say that in the early 90’s the only co-operative action from some local industries has been the Association of Seals Producers born with the scope of facilitating the interaction between production and environment in order to demonstrate the attitude to interact positively with the local social-economic ambient for a sustainable impact. Today several firms achieved the ISO 14000 certification and work in

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the EMAS organization, together with the unions, to improve their internal working conditions.

New spaces In a country where family ties represent a strong value, the outstanding evolution of firms has been certainly fostered by the cohesion of families around the charismatic figure of the entrepreneur. The organization chart often provides a growing route for the new generations: this is certainly a plus for the business but is also one of the reasons for the individualism that does not allow much room for cooperation among different companies. Needless to say that cooperation would surely favour synergies or strengths providing additional forces to face globalization and new challenges. The figure of the entrepreneur is still “monolithic” and often gathers all decisional powers: consequence is low delegation and push towards a managerial direction capable to handle rapid developments and significant changes. Additional drawback of this approach is the lack of possibility to create a high professional basis interested in consolidating, consisting and growing inside this market. Till today the original spirit of entrepreneurship, transmitted also to the second generations, has indeed been able to make up for the risks of this peculiar individualism: the major firms opened foreign branch offices in key countries like United States or China or delocalized some productions in emerging

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Un polo produttivo d’eccellenza

ni: questo è indubbiamente un punto di forza per l’impresa, ma è insieme una delle ragioni di quell’individualismo che ancora non lascia spazi a forme diverse di collaborazione fra le aziende. Collaborazione che potrebbe favorire sinergie o forme di aggregazione in grado di rafforzarle e permettere loro affrontare la globalizzazione e le nuove sfide dei mercati. La figura dell’imprenditore, su cui si accentrano spesso tutti i poteri decisionali, è tuttora “monolitica” e, di conseguenza, in queste aziende a spiccato carattere familiare, vi è ancora poca propensione a delegare e favorire la crescita di una managerialità in grado di gestire rapide evoluzioni e significativi cambiamenti. Ne risente ovviamente anche la possibilità di dare vita ad una vera formazione di base di figure professionali interessate ad operare e rimanere nel settore. Lo spirito imprenditoriale, trasmesso anche alle seconde generazioni, ha comunque finora sopperito in modo dinamico ai pericoli di questo particolare individualismo: le maggiori aziende hanno costituito commerciali estere in paesi chiave come Stati Uniti e Cina, oppure de-localizzato alcune produzioni in paesi emergenti dell’area europea orientale, per seguire il continuo spostamento dei grandi gruppi automobilistici o dell’elettro-

domestico (in questo seguite anche da alcuni produttori di mescola). Consolidata la qualità e competitività dei propri prodotti, molte aziende, e non solo le più importanti, hanno esteso il proprio mercato e migliorato la propria risonanza in ambito mondiale anche attraverso la partecipazione ad eventi internazionali, fiere ed expo. Nonostante il livello di eccellenza a loro attribuito in sede internazionale, a mio avviso, continuano a non godere di adeguata considerazione nel contesto istituzionale e politico locale: ancora elevati sono i costi indotti dalla burocrazia e dalla scarsità di infrastrutture che gravano sulle aziende del settore, insieme ad una storica diffidenza ed ostruzionismo dei comuni. È di buon auspicio la presenza nel Consiglio Direttivo dell’Unione Industriali della Provincia di Bergamo di un giovane imprenditore “di seconda generazione” appartenente ad una delle famiglie storiche del comparto: c’è da augurarsi che proprio attraverso una maggiore partecipazione alla vita associativa, e forse anche politica, si possano garantire al comparto quelle risorse ed opportunità di crescita indispensabile per gareggiare ad armi pari con la concorrenza proveniente dai paesi emergenti e fronteggiare le

flessioni cicliche del mercato. Flessioni di mercato, crisi appunto, ne stiamo vivendo in questi mesi una completamente anomala: improvvisamente in quasi tutte le aziende del settore, dalle sei - otto settimane di “carico di produzione”, si arriva a due, poi ad una sola, poi alla necessità di produrre per scorta di magazzino, in attesa che i clienti riattivino gli ordini dei programmi annullati ad ottobre, novembre e dicembre scorsi. Qualche ditta, anche tra le più importanti, ha già fatto ricorso alla CIG (non è mai successo in cinquant’anni di storia del comparto!). Questa volta non è una delle solite striscianti, e tutto sommato modeste, crisi di settore. È tutto il comparto industriale che ha frenato e, con i mercati finanziari, tutta l’economia di questo mondo! Che sia una situazione contingente, e destinata ad assumere contorni molto meno preoccupanti, ce lo diciamo tutti con un certo solidale ottimismo; ma crisi rimane, e può rallentare qualche futuro progetto e qualche necessario investimento. È come se fosse passato qualcuno a spegnere anzitempo la luce a chi sta terminando di robotizzare l’isola di stampaggio ideale, quella che lavora 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, capace di risolvergli ogni problema di competitività. 

East European countries in the effort to follow the continuous moving of the big automotive or appliances manufacturers (in some cases even the compounders have been involved it these delocalization). Many firms, not only the big ones, once achieved the right level of quality and competitiveness ,expanded and improved their presence in the global market also by attending international expositions. Nevertheless my personal opinion is that public and political institutions have not yet given the appropriate consideration and care to this excellent results and achievements: still too high are the costs from bureaucracy and inadequate infrastructures added to the historical distrust and obstructionism from municipalities.

It is of good omen the presence, in the Directive Council of the Industrial Association of Bergamo, of a young, second generation, entrepreneur from one of the historical families involved in this kind of business: we hope that a deeper participation in the social network, possibly also in politics, will grant resources and opportunities necessary to face evenly the tough competition form emerging countries and some cyclic market drop-downs. Market drop–downs, i.e.: crisis, like that we are today facing in these last months: suddenly in most of the firms of this sector the production forecast has fallen from six-eight weeks to two, then to one, then to stock building waiting for new orders to replace previous cancellations of Oc-

tober November, December. Someone, also among the most important ones, has already asked for public social countermeasures (never happened in the last 50 years). This is not one of the usual creeping, even mild, crisis: this is a crushing, world-wide brake affecting industry as well as finance. In the spirit of an optimistic solidarity we all pretend it is a contingent event, not heavily affecting the real economy; but this is crisis negatively impacting future projects and some necessary investment. It seems like someone came and switched off the light to people working for finishing the ideal, full automatic moulding plant, intended to work all around the clock, 365 days per year, solving all competitiveness problems. 

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Elastomeri

Introduzione alle mescole a base ACM IMT di Alessandro Mannara e Carlo Nolli, PMG Group

Nel settore delle mescole a base di polimeri oleoresistenti, i laboratori PMG hanno sviluppato una famiglia di prodotti a base di gomma acrilica con eccezionali caratteristiche, come la resistenza al calore e bassi valori di compression set ad alta temperatura, dedicati soprattutto al settore automotive per quelle applicazioni sottocofano nei sistemi di tenuta che richiedono alti livelli di performance oltre ad una maggior durata.

L’

utilizzo di polimeri di ultima generazione congiuntamente allo sviluppo di sistemi formulativi specifici per le caratteristiche richieste hanno reso possibile l’ottenimento di mescole in ACM con caratteristiche prestazionali innovative. I laboratori PMG, oltre a lavorare sui fluoroprodotti, sono impegnati a sviluppare prodotti basati sulla chimica classica del carbonio ed in tal senso la strategia del gruppo è orientata a lavorare

principalmente con elastomeri ad alto contenuto tecnologico. Gli ultimi anni sono stati caratterizzati da una continua richiesta per mescole innovative posizionate immediatamenEthyl Acrylate

Butyl Acrylate

Methoxy Ethyl Acrylate

-CH 2 =CH|

CH 2 =CH|

-CH 2 =CH|

C =O

C =O

C =O

|

|

|

O_ C

2H5

O_ C

4 H9

Introduction to ACM IMT Compounds

In the field of oil resistance products, PMG has developed a family of Acrylic rubber compounds called ACM IMT with excellent properties of hot air resistance and very good values of compression set at very high temperature for this class of rubbers, mostly dedicated to the Automotive sector for under-the-hood sealing applications that require exceptional level of performances and longer term durability.

PMG research laboratories besides working on fluoroproducts are at the same time engaged in developing products

te sotto le gomme FKM secondo la classificazione ASTM D 2000 ed in tal senso PMG si sta principalmente riferendo a mescole a base ACM, AEM, HNBR. Con questa tendenza un’attenzione particolare viene riservata alle mescole a base gomma acrilica, e in questo ambito si è sviluppato una famiglia di mescole basate sullo stato dell’arte della tecnologia delle gomme a base ACM e che PMG ha denominato ACM IMT (Improved Maximum Temperature) Temperatura Massima Migliorata. Le gomme sintetiche ACM sono essenzialmente formate dai seguenti monomeri:

based on classic carbon chemistry. The company strategy is to work mainly with elastomers of high technological levels.

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O= C 2 H 4 _O_CH 3

The last few years have been characterised by continuous and innovative request for compounds placed immediately below the FKM according to the ASTM D 2000 classification. Therefore we are mainly referring to compounds based on ACM, AEM, HNBR. With this tendency particular attention is placed on the acrylic elastomer compounds and in these respect we have developed a family of compounds based on the state-of-the-art technology of ACM rubbers that we called ACM IMT,

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Elastomeri

I gruppi reattivi hanno un’importanza significativa per definire le tipologie di cross-linking da utilizzare e conseguentemente la possibilità di adattare le cinetiche di reticolazione in funzione delle esigenze applicative. Il portafoglio prodotti di mescole a base ACM è stato arricchito con la nuova serie di mescole a base ACM-IMT. Ogni mescola è il risultato di una combinazione sinergica di differenti componenti: gli effetti di un tipo di polimero ad alta prestazione combinato con l’uso di particolari cariche rinforzanti, l’ottimizzazione del sistema di reticolazione con un bilanciamento ottimale tra velocità e livello di reticolazione insieme al continuo miglioramento dei sistemi antidegradanti, ha portato il conseguimento di mescole con notevoli prestazioni ad alte temperature senza penalizzare, come mostrato in seguito, altre importanti caratteristiche come il comportamento alle basse temperature, resistenza chimica e, molto importante per il tipo di applicazioni con le quali PMG lavora, proprietà di tenuta. Il campo della temperatura di lavoro dell’ACM-IMT può essere considerata tra -40° e +180°C con possibilità di raggiungere picchi fino a 200°C.

Figura 1

La possibilità di manipolare i parametri di scorrimento all’interno di certi limiti rende le mescole IMT in grado di coprire un’ampia gamma di applicazioni. Sulle mescole colorate, tipicamente più difficili da processare a causa dell’influenza di una maggiore alcalinità data dalle cariche chiare sulle cinetiche di vulcanizzazione, tale influenza è stato ridotta al minimo ottenendo curve reometriche del tutto simili a quelle delle mescole nere.

Questo lavoro andrà ad analizzare le nuove mescole, sperimentali, caricate con carbon black e mescole con

cariche inorganiche. In Figura 1, le curve reometriche delle tre mescole, prodotte su un MDR a 180°C., una nera e due rosse, mostrano livelli diversi di viscosità. Le curve mostrano il trend caratteristico di un sistema di reticolazione basato su carbammati con valori di Ts2 nel range di 40-50 sec. e valori di T90 intorno ai 180 sec. Particolare attenzione è stata data alla viscosità mooney delle mescole, tale parametro è fondamentale per tutte quelle applicazioni dove è richiesta un’elevata capacità di scorrimento della mescola. Attraverso l’utilizzo di uno speciale pacchetto di processing aid, da un’appropriata cinetica di vulcanizzazione e da uno specifico processo di mescolazione sviluppato da PMG, si è stati in grado di ottenere prodotti con ridotta viscosità (curva verde) senza compromettere le caratteristiche cinetiche della mescola per garantire ottimali parametri di stampaggio.

Improved Maximum Temperature. ACM synthetic rubbers are essentially made of the following monomers (see previous page). The reactive groups have noticeable importance to define the cross-linking system typologies to be used and consequently the possibility to adapt the kinetics of the curing to the application needs. The ACM compounds portfolio has been enriched with the new ACM-IMT series. Each compound is the result of a syner-

gistic combination of different components. The effects at the same time of a high performance polymer type together with the use of particular reinforcing fillers, the optimisation of the curing system with optimum balance between cure state and speed and the continuous improvement in the field of antidegradants has brought the achievement of compounds with outstanding performance at high temperatures without penalizing, as shown hereafter, other important characteristics such as low temperature behaviour,

chemical resistance and, very important for the kind of applications we are working with, sealing properties. The working temperature range of the ACM IMT can be considered between -40°C and +180°C with capability to reach peaks up to 200°C.

Attività sperimentale Proprietà reometriche

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Proprietà del vulcanizzato La tabella di Figura 2 mostra le più importanti caratteristiche fisico-meccaniche delle nuove mescole ACM-IMT in confronto con mescole caricate con carbon black a base di ACM omopolimero (H) e ACM copolimero (C) standard. Non si evidenziano variazioni significative tranne per i valori di allungamento a rottura (EB%), che comunque sono da considerarsi più

Eperimental works Curing characteristics

This work will analyse new experimental compounds loaded with Carbon Black and compounds with Inorganic fillers. In


Elastomeri

che accettabiACM OLD ACM OLD li e idonei per H C la maggior parte ShA 70 71 delle applicazioSG (g/cc) 1,303 1,305 ni. Una mescola, TS (MPa) 10,8 9,8 in versione nera, EB (%) 241 208 con durezza pari a 60 shore A suTear (N/mm) 3,7 3,4 pererebbe il liTg (DSC) -17 -31 mite del 250% Figura 2 - Proprietà dopo Post Curing di 6 h a 180°C e sarebbe perciò adatta per specifiche automobilistiche come la VW 2.8.1 2007-03 C. I bassi valori di Tg (transizione vetrosa della mescola) garantiscono ottimi risultati di comportamento al freddo senza penalizzare eccessivamente la resistenza chimica. Infatti, vedremo come un leggero peggioramento nella resistenza chimica possa in realtà risultare un vantaggio.

IMT BLACK

IMT RED

IMT RED LV

72

70

68

1,301

1,585

1,565

10.8

7,5

7,1

190

240

279

4,2

5,2

5,0

-33

-30,5

-31,5

Resistenza chimica e al calore Il parametro più significativo da considerare quando si valuta la resistenza al calore è l’invecchiamento in aria calda a 150°C per lunghi periodi di tempo; a queste temperature le mescole hanno di base lo stesso comportamento (Figura 3). Quando si prendono in considerazione variazioni nelle caratteristiche fisico-meccaniche e di durezza, non ci sono differenze significative tra le mescole standard e quelle di nuova generazione; anche monitorando il compression set ad intervalli settimanali (Figura 4) non è possibile notare differenze significative l’una dall’altra. La mescola colorata Figure 1 the MDR curves at 180°C of the three compounds, one black and two red compounds at different viscosity levels are represented. The curves show the characteristic trend of a curing system based on carbamates with Ts2 value in the range of 40-50 sec and T90 at around 180 sec. Particular attention was given to the mooney viscosity of the compounds knowing it is a key parameter to prevent processing issues in those applications that

Figura 3 C. SET 150°C

Figura 4

require high-flow capabilities. Through the use of particular process aid package and by appropriately adapting the curing speed relation and by utilising a compound mixing procedure specifically developed by PMG, we were able to obtain products with reduced viscosity (green curve) without compromising the state of cure and without penalising the T90 and consequently the moulding parameters. The possibility of handling the flowing parameters within certain limits makes the IMT able to cover a wide

gennaio

range of applications. On the coloured compounds, typically more difficult to process because of the influence of the alkalinity of the fillers on the kinetics and had been reduced to the minimum that the curves have similar performances to the black compounds.

Vulcanizate Properties In Figure 2 the table shows the most important mechanical and tensile characteristics of the new ACM-IMT Compounds in comparison with black loaded compounds

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67


Elastomeri

IMT RED ha valori di compression set tipicamente più alti se confrontati con i valori prodotti dalle mescole caricate con carbon black, ma il comportamento a lungo termine che essa mostra è molto simile. Gli stessi test sono stati ripetuti ad una più alta temperatura, 175°C.

A questa temperatura le differenze diventano importanti in modo significativo prendendo in considerazione tutti i parametri. Per avere un confronto più diretto, bisogna osservare il comportamento della mescola nera IMT con la mescola a base di ACM standard caricata con gli stessi agenti

Figura 5 C. SET 150°C

Figura 6

based on standard ACM homopolymer (H) and copolymer (C). Significant variations are not shown except for the EB%, which nevertheless are in line with acceptable values and suitable for the majority of the applications. A 60 shore A black version compound would exceed the limit of 250% and be therefore suitable for Automotive specifications such as: the VW 2.8.1 2007-03C. The low Tg values guarantee very good cold performances without excessively pena-

68

| L’INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA |

lising the chemical resistance. In fact we will see how a slight worsening in the chemical resistance can in reality result into an advantage.

Heat and chemical resistance The most significative parameter to be considered when evaluating the heat resistance is ageing in hot air at 150°C for long periods of time. At these temperatures the compounds have basically the same behaviour (Figure 3). When variations in hardness and mechanical characteristics are taken into consideration, there are no

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rinforzanti perché le prestazioni complessive delle mescole contenenti cariche chiare sono inferiore. La mescola IMT caricata con carbon black mostra metà del decadimento in allungamento a rottura e una variazione in durezza significativamente minore di 10 punti (Figura 5). In Figura 6 il comportamento al compression set a lungo termine mostra una chiara e significativa differenza sin dalle prime ore di test, fino a raggiungere più di 25 punti di differenza e ciò che è più significativo, in un test a lungo termine, e che anche le mescole colorate si comportano meglio rispetto alle mescole nere a base di ACM standard. Tornando ai vantaggi che si possono vedere con mescole che offrono una migliore resistenza alle basse temperature e con resistenza chimica “ridotta”, è possibile affermare, in primo luogo, che esse offrono un più ampio range applicativo alle basse temperature, ma se si considera le esigenze di una delle specifiche automobilistiche più esigenti come la DBL 6038.20 e .22 (Figura 7) anche un miglioramento significativo dei valori di compression set testati in accordo con la specifica DBL 5555. Infatti, quando i provini del compression set, vengono liberati dalla deformazione imposta, il ritorno elastico diventa più efficace a condizione di allontanarsi dalla Tg del materiale. Questo comportamento è influenzato dalle altre caratteristiche del polimero e delle mescole, ma noticeable difference between the old compounds and new generation ones. Even monitoring the Compression Set on weekly intervals (Figure 4) it is not possible to differentiate one from the other. The IMT RED coloured compound has C. Set values typically higher when compared to those of the carbon black loaded compounds, but the long term behaviour that it shows is very similar. The same tests were repeated at the higher temperature level of 175°C. At this


Elastomeri

COMPOUND MATERIAL

ACM OLD H

ACM OLD C

ACM IMT

ACM OLD H

ACM OLD C

ACM IMT

70

71

72

DBL

6038

Physical Properties

SPEC 20

SPEC 22

Hardness Shore A

65 to 75

65 to 75

Tensile Strength Mpa

8 Min

8 Min

11,6

9,8

10,8

Elongation @ Break %

140 Min

140 Min

241

208

190

Modulus @ 100% Mpa

-

-

4,4

5,0

5,2

Trouser Tear -

2.5 Min

2.5 Min

3,7

3,6

4

ACM OLD H

ACM OLD C

ACM IMT

42

34

27

ACM OLD H

ACM OLD C

ACM IMT

-17

-31

-33

ACM OLD H

ACM OLD C

ACM IMT

Compression Set 6 mm 22+2 hours @ 150°C cooling clamped at 23°C 40% Max

40% Max

Cold temperature DSC -12°C

-30°C

Shell Helix 10W40 1000hrs @ 125°C Tensile Strength Mpa

6 min

6min

11,1

7,0

9,8

Change in Tensile Strength %

< 30

< 20

-4,3

-28,6

-9,3

Elongation @ Break %

110 min

150 min

181

105

174

Change in Elongation @ Break %

< 60

< 50

-24,9

-49,5

-8,4

Change in Hardness

< 12

< 12

13,0

9

6,0

Volume change %

-0,571

-0,143

-2,1

-0,5

2,2

Modulus @ 100% Mpa

-

-

4,4

5

5,2

Trouser Tear -

2.5 Min

2.5 Min

3,7

3,6

4

ACM OLD H

ACM OLD C

ACM IMT

42

34

27

ACM OLD H

ACM OLD C

ACM IMT

-17

-31

-33

ACM OLD H

ACM OLD C

ACM IMT

Compression Set 6 mm 22+2 hours @ 150°C cooling clamped at 23°C 40% Max

40% Max

Cold temperature DSC -12°C

-30°C

Shell Helix 10W40 1000hrs @ 125°C Tensile Strength Mpa

6 min

6min

11,1

7

9,8

Change in Tensile Strength %

< 30

< 20

-4,3

-28,6

-9,3

Elongation @ Break %

110 min

150 min

181

105

174

Change in Elongation @ Break %

< 60

< 50

-24,9

-49,5

-8,4

Change in Hardness

< 12

< 12

13,0

9,0

6,0

Volume change %

-0,571

-0,143

-2,1

-0,5

2,2

Figura 7

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69


Elastomeri

un chiaro vantaggio viene prodotto da una più bassa transizione vetrosa del polimero. Altri vantaggi si possono osservare nell’invecchiamento in oli motore ed anche se la temperatura di invecchiamento (125°C) non è il fattore determinante, mescole con un’eccellente resistenza chimica mostrano, al

considera la specifica 6038.22, la mescola ACM (C) con una Tg simile mostra un decadimento delle proprietà fisico-meccaniche più elevato rispetto alla mescola IMT. Lo stesso fenomeno si può osservare quando si valutano le proprietà di tenuta della mescola; la Figura 8 con-

netto del bilanciamento dell’estrazione di plastificante e di rigonfiamento da olio motore, una contrazione del volume, mentre le nuove mescole IMT mostrano un positivo rigonfiamento dovuto ad una più bassa resistenza all’olio. Tale comportamento è evidente quando si considera la variazione di durezza dopo invecchiamento in olio: la mescola ACM (H) standard non supererebbe la specifica. Se poi si

fronta le caratteristiche del compression set delle quattro mescole immerse in olio motore a 175°C. Le nuove mescole ACM-IMT sia nere che colorate offrono valori di compression set significativamente più bassi rispetto alle mescole standard. Sulla base dei risultati di questo lavoro si può osservare che la nuova

famiglia di mescole XP-LT può veramente raggiungere ottime prestazioni alle basse temperature e mostra allo stesso tempo una resistenza chimica migliorata se confrontata con mescole simili presenti nel mercato, permettendo così una più ampia flessibilità quando sono interessate specifiche applicazioni industriali. Questo dimostra che la famiglia delle nuove mescole XP-LT (-30°C) può veramente rispondere alle richieste sempre più esigenti di resistenza al carburante senza penalizzare una temperatura di servizio più bassa. XP-LT (-40°C) è raccomandato quando la richiesta di flessibilità al freddo è particolarmente importante ed il contatto con aggressivi chimici è moderato. La nuova famiglia di mescole ACM-IMT rappresenta un notevole passo avanti per le prestazioni delle mescole acriliche che garantiscono eccellente resistenza al calore e buona resistenza quando sono a contatto con oli motore. Le proprietà di tenuta sia all’aria sia all’olio sono influenzate positivamente, infatti, dai dati di laboratorio prodotti, in termini di comportamento in aria calda, si può affermare che l’articolo finito potrà avere una più lunga durata in esercizio. Le mescole, disponibili con differente durezza sia nere che colorate, sono progettate per rispondere alle specifiche automobilistiche più esigenti per i sistemi di tenuta. 

temperature the differences become significantly important taking into consideration all parameters. To have a more direct comparison, the behaviour of the Black IMT compound versus the ACM OLD grade loaded with the same reinforcing agents must be observed, since the overall performance of the white filled compounds are inferior. The black IMT shows half of the decay in Elongation and a variation of Hardness significantly shorter by 10 points (Figure 5). In Figure 6 the compression set behaviour at long testing time show a clear difference in performance even from the

first hours, up to obtaining over 25 point in difference and what is more significant at long period of time also the coloured compounds behave better than the black standard ACMs. Coming back on of the advantages that can be seen with compounds with better cold temperature resistance and with ‘reduced’ chemical resistance. Firstly they provide a wider applicative range at low temperatures, but if we consider the requirements of one of the most demanding Automotive specification such as DBL 6038.20 and .22 (Figure 7), also a noticeable improvement of the va-

lues of compression set tested according to DBL 5555. In fact, when the c. set clamps are released at room temperature the recovery force becomes more effective as long as you move away from the Tg of the material. This behavior is influenced by other polymer and compounds characteristics, but a clear advantage is produced by a lower glass transition temperature polymer. Other advantages can be noted in the ageing in motor oils. Even if the ageing temperature (125°C) is not the determining factor, compounds with excellent chemical resistance show, at the net balance of plasticizer extraction and

Figura 8

70

| L’INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA |

Conclusioni

gennaio

• febbraio 2009 n. 565


Elastomeri

A integrazione dell’articolo pubblicato su “L’Industria della Gomma/Elastica” N°555 - Gen/Feb 2008 sullo stesso argomento si riporta la seguente precisazione

In reference to the article published by “L’Industria della Gomma/Elastica” N°555 – Jan/Feb 2008 the following chapter is to be added

C

T

ongiuntamente allo sviluppo formulativo di mescole FKM XP-LT sono state presentati prodotti con resistenza alle basse temperature fino a -40°C, denominate XP-LT (-40°C). Esse presentano una resistenza chimica paragonabile a quella dei prodotti commerciali con TR10 di -24°C ed in alcuni casi persino migliorativa, in particolar modo per quello che riguarda la resistenza in carburanti altamente aromatici ed ossigenati come il Fuel C e il Fuel M15. I valori di rigonfiamento ottenuti, misurati a 23°C per 168 ore di immersione in carburante, sono sempre inferiori al 15%. La presenza di monomeri ossigenati particolari, per la preparazione dei polimeri, e gli accorgimenti formulativi, permettono l’ottenimento di mescole con caratteristiche uniche come la resistenza alle basse temperature fino a raggiungere valori di -40°C mantenendo, al tempo stesso, un comportamento in carburanti in linea con le richieste delle specifiche più attuali.

oil swelling, a contraction of the volume, while the new IMT Compounds show positive swelling due to a lower oil resistance. This behavior is evident when the Hardness variation after oil ageing is considered: the ACM H standard compound could not pass the request. When spec 6038.22 is considered the compound ACM C with similar Tg show a higher mechanical properties decay vs. the IMT Compound. The same phenomenon can be seen when the sealing properties of the compounds are evaluated. Figure14 compares Compression Set characteristics of the four compounds immersed in motor oil @175°C. The new ACM-IMT Compounds both black and coloured provide signi-

LE GOMME INVERNALI VINCONO LA RUBBER VALLEY MESCOLE ACM IMT

ficantly lower compression set values compared to standard compounds.

Conclusions On the basis of the results of this work we can observe that the new compound family XP-LT can really achieve very good performance at low temperatures and show at the same time an improved chemical resistance when compared to similar commercial compounds currently available in the market place, thus allowing for a wider flexibility when industrial applications are concerned. This demonstrates that the family of new compounds XP-LT(-30°C) can really meet the always more demanding requirements of fuel resistance without penali-

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zing the lower service temperature. XP-LT(40°C) is recommended when cold flexibility is the most significant requirement and there are contact with moderate aggressive fluid. The new ACM-IMT Compound family represent a noticeable step ahead for the performance of acrylic compounds that guarantee excellent hot air resistance and similar good resistance when in contact with aggressive engine oils. Both air and oil sealing properties are positively influenced and from the indication in terms of hot air behavior we can possibly predict a longer service life of the final items. Available with different hardness both in black and non-black colour, they are designed to meet the most demanding Automotive specifications for sealing systems. 

565

MENSILE DEGLI ELASTOMERI E DEGLI ALTRI POLIMERI RESILIENTI

colmecpagina

ogether with the development of FKM XP-LT compounds new products were introduced with low temperature resistance down to -40°C called XP-LT (-40°C). These products show a chemical resistance similar to those of commercially available grades with TR-10 of -24°C and in some case even improved. In the case of highly aromatic and oxygenated fuels, like Fuel C and Fuel m15, the measured swelling values tested at room temperature for 168 hours are always lower than 15%. The presence in the polymer chain of particular oxygenated monomers and some compounding peculiarities allowed the development of compounds with extremely good low temperature characteristics at -40°C, at the same time showing fuel resistance behaviour in line with the most recent specification requirements.

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Aziende in primo piano

Qualità e servizio per battere la concorrenza

Eurorubber è nata agli inizi degli anni ’70 con una specializzazione nel settore delle mescole di gomma, in particolare per la ricostruzione dei pneumatici, poi progressivamente estese anche agli articoli tecnici. Al tempo stesso è venuta l’espansione sui mercati esteri, in primo luogo la Germania. La ricetta vincente di questa evoluzione è spiegata in questa intervista dal Dr. Nicola Pizzoli, direttore commerciale della società.

Quali sono state le tappe principali dello sviluppo di Eurorubber? Eurorubber ha un’esperienza molto lunga nel settore della lavorazione della gomma in quanto è stato il suo core business fin dalle sue origini nel 1970. Successivamente, nel 1988, l’azienda entra a far parte del Gruppo Marangoni, già riconosciuto punto di riferimento a livello mondiale nel settore delle mescole e della tecnologia per la ricostruzione dei pneumatici. Contestualmente inizia anche l’attività di ricerca e sviluppo nel settore delle mescole dedicate all’articolo tecnico su cui l’azienda concentra sempre maggiormente la sua attenzione con un progressivo potenziamento della sua struttura sia del punto di vista industriale che di quello commerciale. Questa lunga evoluzione ci porta oggi ad essere organizzati dal punto di vista produttivo con una sala mescole attrezzata con due linee Banbury

principali più una minore che complessivamente hanno una capacità produttiva di oltre 120 tonnellate al giorno. Il parco macchine è completato da tre linee di trafilatura e una di calandratura. Il vero cuore dell’azienda è il laboratorio tecnologico con la sua dotazione di apparecchiature di ultima generazione: oltre alle consuete macchine per la caratterizzazione dei parametri reometrici e per le prove fisico meccaniche, siamo equipaggiati con un ozonometro per le prove di invecchiamento, di tensimetri, viscosimetri, durometri, di un microscopio elettronico e di presse e stufe per la preparazione dei campioni, oltre alla possibilità di poterci avvalere anche di ulteriori apparecchiature situate presso il laboratorio centrale del Gruppo Marangoni come ad esempio per l’ analisi chimica, le prove TGA e le proprietà viscoelastiche. Completano le attrezgennaio

zature del laboratorio un Banbury da laboratorio e un mescolatore aperto per la caratterizzazione e l’ industrializzazione delle nuove mescole. Sempre in produzione, importanti cambiamenti anche dal punto di vista organizzativo e delle risorse umane. Abbiamo inserito un nuovo direttore di produzione, un nuovo tecnico di laboratorio e per quanto riguarda la R&D di nuove mescole un responsabile con anni di esperienza specifica nel settore alle spalle. Con questa struttura il nostro team è in grado sviluppare, modificare ed ottimizzare anche ricettazioni di base già esistenti arrivando così ad un altissimo grado di personalizzazione delle mescole della nostra clientela nell’ottica di fornire un prodotto finale che si adatti perfettamente alle specifiche esigenze contingenti. Quando richiesto, di solito nei casi più complessi, possiamo perfezionare la fase di messa a punto delle nostre mescole anche nelle successive fasi di stampaggio direttamente sulle linee produttive dei nostri clienti. Non abbiamo tralasciato poi di rinforzare la parte commerciale con l’introduzione di un nuovo Direttore Commerciale e di un nuovo tecnico-commerciale per lo sviluppo delle vendite. Tutto questo per rispondere sempre

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Aziende in primo piano

meglio sia in termini merceologici che di servizio alle esigenze della nostra clientela che riconoscendo il nostro impegno sia finanziario che umano ci ha premiato tanto che oggi il fatturato delle mescole tecniche ha superato quello delle mescole per la ricostruzione. Dal punto di vista societario, l’acquisizione da parte di Marangoni Tread, non avrà assolutamente alcun impatto sulla nostra clientela in quanto si tratta di una riorganizzazione interna resa necessaria dall’attuale situazione con-

gi presenti sono, ovviamente, oltre all’Italia, la Francia e anche la Germania tramite Ellerbrock, un’altra azienda del gruppo e che si sta muovendo attivamente insieme a noi su questo campo. Abbiamo poi contatti per sviluppare altri mercati europei come Inghilterra, Turchia Spagna e Portogallo. Consideriamo separatamente il settore delle mescole e quello degli articoli tecnici. Per quanto riguarda il primo, quali tipi di gomma utilizzate

E quali mercati? I mercati principali in cui siamo og-

per le vostre produzioni in relazione alle applicazioni finali? Utilizzate prodotti di nuova generazione e in particolare materiali nanometrici? E gomme termoplastiche speciali? Per le diverse centinaia di mescole attualmente disponibili ed industrializzate utilizziamo polimeri quali: SBR, NR, NBR-NBR/PVC, CR ed abbiamo la capacità di produrre ECO, VAMAC, HNBR. Stiamo valutando per un prossimo futuro la possibilità di sviluppare anche mescole a base EPDM, sia per stampati che per trafilati. Per quanto riguarda i materiali nanometrici, attualmente non sono di nostro corrente utilizzo, ma contiamo di svilupparli proprio grazie al potenziamento dello staff che abbiamo messo in atto nella nostra struttura.

76

gennaio

Attualmente la specializzazione produttiva dell’azienda quali settori interessa? Attualmente, a parte i compounds per i pneumatici, nel settore delle mescole per l’articolo tecnico i materiali principali che forniamo alla nostra clientela vengono impiegati per produzioni in settori quali: nastri trasportatori, alcuni settori dell‘automotive (con mescole specifiche per la produzione di soffietti e manicotti complessi, tubi blow by), raschiatori, edilizia, rulli gommati, tubi idraulici.

| L’INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA |

Quanto agli articoli tecnici, è vero che le gomme tradizionali devono sempre più fare i conti con la concorrenza delle materie plastiche? Inoltre, la crisi internazionale dell’industria

Lo staff di Eurorubber: da sinistra Carlo Facciano, vendite; Massimo Laurini, laboratorio; Dr. Matteo Gaibazzi, responsabile qualità; Dr. Nicola Pizzoli, direttore commerciale; Ing. Corrado Zardi, direttore produzione.

La sede di Pontetaro, Parma.

giunturale che ci permetterà di meglio sfruttare alcune economie di scala ed essere più competitivi sul mercato.

Non siamo presenti nel settore delle gomme termoplastiche speciali perché essendo identiche sia per struttura chimico fisica che per la loro tecnologia di trasformazione alle materie plastiche, sono più utilizzate da chi già opera nella produzione di compounds termoplastici.

• febbraio 2009 n. 565

automobilistica avrà effetti negativi anche per il nostro paese? In effetti sul mercato molti utilizzatori di articoli tecnici hanno richiesto che gli stessi, prima prodotti in gomma, venissero “ riconvertiti “ in polimeri plastici o gomme termoplastiche. Ciò è avvenuto in special modo nei confronti delle gomme EPDM, sostituite da polioleifine per ragioni puramente economiche, o nei confronti del cloroprene a vantaggio di poliesteri termoplastici maggiormente resistenti in certe applicazioni. Possiamo però dire che almeno per quanto riguarda il nostro polimero di punta, la gomma naturale, non ci sono materiali che la possano facilmente sostituire. L’industria dell’auto in Italia come nel resto del mondo, è una delle la vittime principali della crisi economica, sia per


Aziende in primo piano

peso che ha nella formazione del PIL, che in Italia contribuisce per circa il 14%, sia per l’ingente numero di persone occupate in questo settore. Il drastico calo delle vendite e della produzione hanno costretto l’industria automobilistica italiana a mettere in atto un pesante piano di ristrutturazione che ha avuto evidenti ripercussioni negative su tutto l'indotto. Anche noi tocchiamo con mano questa crisi in quanto essendo fornitori di parecchie aziende che stampano componentistica per l’industria automobilistica abbiamo dovuto registrare cali di vendite consequenziali. Da un punto di vista generale, ritiene

che l’industria europea della gomma sia in grado di reggere validamente, e a quali condizioni, alla concorrenza dei paesi di nuova industrializzazione? Le industrie europee potranno reggere la concorrenza delle nuove economie solo specializzandosi in prodotti dagli elevati contenuti tecnologici e abbinando alla semplice fornitura un elevato livello di servizio. In materia di manifestazioni fieristiche, quelle attualmente esistenti rispondono in modo soddisfacente

gennaio

alle esigenze del settore della gomma? Credo che in Italia si senta la mancanza di una vera e propria fiera dedicata esclusivamente a chi opera nel settore della gomma. In molti casi il matrimonio con il campo plastico sminuisce il nostro settore e disincentiva parecchi operatori dall'essere presenti. In questo senso spero che il neonato GUTECH sia il pioniere di questo “orgoglio della gomma” e che si sviluppi sempre di più anche al di fuori dei troppo ristretti confini regionali in cui attualmente opera. 

• febbraio 2009 n. 565 | L’INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA |

77


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Open House Comerio Ercole

L’innovazione e il Made in Italy danno una mano ad affrontare la crisi di Giuseppe Cantalupo

Innovazione e Made in Italy ricette d’obbligo per affrontare la crisi economica. Ma è anche essenziale non trascurare la sicurezza sul lavoro. È il programma d’azione della Comerio Ercole enunciato da Riccardo Comerio, Amministratore Delegato della società e Presidente di Assocomaplast, nel corso di una Open House svoltasi il 1° dicembre scorso presso l’azienda metalmeccanica di Castellanza. L’occasione è stata l’inaugurazione di due nuove macchine, una alesatrice a controllo numerico e un tornio parallelo, dimostrazioni tangibili dell’attenzione che la società dedica costantemente all’innovazione tecnologica.

E

rano le star della manifestazione le due nuove macchine inaugurate alla Comerio Ercole di Castellanza lo scorso 1° dicembre. Due pezzi forti della gamma prodotti della società, che testimoniano della capacità dell’azienda di soddisfare ogni specifica, particolare esigenza della clientela. La società, infatti, non produce a lotti omogenei, standardizzati, bensì su commessa. Ogni macchina che esce dall’azienda, cioè, è diversa da quella che l’ha preceduta ed è certamente diversa da quella che uscirà dopo. I due nuovi prodotti al centro dell’attenzione sono una alesatrice fresatrice a montante mobile e un tornio parallelo. La alesatrice è il Modello Agile CS500 MECOF Gruppo DSD. È a tre assi a controllo numerico e ha la

testa di fresatura birotativa a impostazione automatica graduale di 2.5 gradi, con velocità di rotazione del mandrino di 6000 giri/min. È dotata, inoltre, di un dispositivo automatico per cambio utensili a 60 posti. Peso totale di questo portento della tecnologia moderna: 30 tonnellate. Il tornio è il Modello T.700 SNC PBR. Presenta una distanza eccezionale tra le punte di ben 7 metri e un diametro massimo rotante sul bancale di 1.43 metri. La velocità di rotazione del motomandrino è di 3000 giri/ min. Anche in questo caso il peso non è uno scherzo: 20 tonnellate. L’innovazione tecnologica, dunque, termine importante di un binomio decisivo per tenere a bada la concorrenza straniera. L’altro termine, come ha tenuto a gennaio

precisare Riccardo Comerio, è il Made in Italy: il marchio di qualità, a tutti gli effetti, che ha sempre contraddistinto e reso privilegiato il prodotto italiano sui mercati del mondo e che oggi più che mai, per le dimensioni globali assunte dalla crisi economica, va sostenuto con fermezza. “La situazione che viviamo - ha detto Comerio nel suo discorso di saluto ai partecipanti e alle numerose autorità civili e religiose intervenute alla cerimonia - è grave, e bisogna intervenire subito e con decisione, perché il tempo stringe. E ognuno deve fare la sua parte: l’industria, di sicuro; ma anche le istituzioni devono fare la loro. E devono agire in fretta, affinché la concorrenza straniera non tragga ulteriori vantaggi nei confronti delle aziende italiane da un ritardo degli interventi di supporto”. Questi i termini nei quali l’Amministratore Delegato della Comerio Ercole si è espresso a chiare lettere, rivolgendosi alle autorità nazionali e locali presenti, sulla necessità inderogabile che le aziende italiane trovino il sostegno delle istituzioni nella battaglia per fronteggiare la crisi che oggi le attanaglia. Alle istituzioni politiche, dunque, il compito di sostenere il settore manifatturiero che, come quello metalmeccanico, ha sempre rappresentato sui mercati internazionali le caratteristi-

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Open House Comerio Ercole

che portanti della produzione italiana, ossia qualità, professionalità, capacità progettuale, e che adesso è tra i più esposti alla crisi. All’industria, il compito di assicurare un livello elevato di qualità del prodotto italiano come garanzia di autenticità e, soprattutto, di superiore competitività. In una parola, la realizzazione del requisito fondamentale del Made in Italy, al quale, come Riccardo Comerio ha più volte ribadito con una certa punta d’orgoglio, la sua azienda ha sempre tenuto molto. Ne è prova, tra le altre, anche il suo export elevato, che ha raggiunto punte anche del 90% della produzione. La sua parte, quindi, la Comerio Ercole, fondata nel 1885, l’ha sempre fatta negli oltre cento anni della sua storia, specializzando la sua produzione in funzione delle esigenze dei tempi, man mano che questi cambiavano. E così, è passata dalle macchine per l’industria tessile a quelle per l’industria della gomma (nel 1918) e poi anche a quelle per la plastica (nel 1945). Oggi l’azienda conta circa 170 dipendenti e ha strutture commerciali di supporto in USA, Messico, Brasile, Russia, Indonesia e Cina. Importanti accordi in campo internazionale, inoltre, hanno suggellato l’immagine della società come produttore affermato a livello mondiale. Nel settore della plastica, Comerio ha ricordato la collaborazione con un qualificato produttore tedesco che ha dato vita alla società mista CKA GmbH, mentre in quello della gomma è operante dal 2006 un accordo con la multinazionale giapponese Kobe Steel. Il management aziendale, inoltre, ha anche fondato la Comerc Engineering Srl per la fornitura di servizi di engineering e know how e ha intensificato i suoi programmi di ricerca e sviluppo sia di prodotto che di processo. Un’attività, quest’ultima, che 80

| L’INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA |

sta “missione” con l’attenzione costantemente rivolta alla sicurezza nel luogo di lavoro e nella operatività lavorativa quotidiana. Appunto in quest’ottica si inquadrano l’organizzazione e la Alla open house è intervenuto anche l’on. Marco Sartori, Presidente realizzazione di Inail, a sinistra nella foto, accanto a Riccardo Comerio. un piano aziendale volto a informare e formare le nel 2002 ha ricevuto il riconoscimenmaestranze sulle procedure previste to ufficiale del Ministero della Ricere sensibilizzarle alla rigorosa applicaca Scientifica. zione delle stesse. Lavorare in sicuE i risultati non sono mancati. rezza significa badare alla propria viL’Amministratore Delegato della sota e a quella degli altri. E tra ‘gli altri’ cietà ricorda, per esempio, con comun posto importante lo occupa anche prensibile soddisfazione, lo sviluppo la società nella quale si lavora. della nuova linea di produzione “ReÈ in questo contesto che l’inaugucycling Technology” per il recupero razione dei due nuovi centri di lavoro e la lavorazione di materiali di scarha fornito a Riccardo Comerio l’octo, quali gomma da pneumatici, lecasione di parlare dell’importanza gno, plastiche da post-consumo, per che ha e deve sempre avere per tutil loro riutilizzo nella fabbricazione ti l’attenzione alla sicurezza. Perché, di nuovi manufatti. come dice uno slogan dell’INAIL, Impegni notevoli, quindi, ai quache lo stesso Comerio ha fatto anli la società fa fronte nell’ambito del che suo, l’attenzione è “Quella parosoddisfacimento più pieno possibila che inizia per A e finisce per salle delle esigenze della clientela in varti la vita”.  più settori. E l’azienda svolge que-

Un aspetto del capannone dove si è svolta la manifestazione.

gennaio

• febbraio 2009 n. 565


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TA C C U I N O Autovetture e commerciali leggeri: previsioni preoccupate per il 2009

C

ome previsto, il 2008 si è chiuso con un bilancio pesantemente negativo per l’industria automobilistica, non solo italiana.Con 2.160.131 immatricolazioni di vetture nuove, il nostro mercato ha subito una flessione del 13,4% rispetto al 2007, quando le unità vendute furono 2.493.106. Le marche nazionali hanno accusato una contrazione delle vendite dell’11,6%, con 691.889 immatricolazioni contro 782.308 dell’anno precedente: una flessione, quindi, inferio-

re a quella dell’intero mercato, che non ha impedito un incremento, sia pur lieve, della quota di penetrazione, salita dal 31,4% al 32,0%. Per il 2009 le previsioni sono molto incerte. Di sicuro non sono rosee. Tutto dipende, secondo Eugenio Razelli, Presidente di ANFIA, da due fattori strettamente correlati tra loro: da un lato, l’auspicabile messa in atto, da parte delle pubbliche istituzioni, di interventi a supporto del comparto; dall’altro, l’andamento che avranno le vendite nel primo quadrimestre. Perché, se in questo lasso di tempo non dovesse esserci un recupero significativo della produzione e nemmeno venissero adottate adeguate misure a sostegno del settore, anche il 2009 potrebbe essere un anno molto difficile, e le vendite potrebbero anche essere inferiori ai

2.000.000 di unità. Si tratterebbe, in questa eventualità, di un peggioramento assai grave del comparto, soprattutto a confronto della media delle immatricolazioni degli ultimi dieci anni, che è stata di 2.300.000. Un’azione tempestiva di supporto a favore del mercato, quindi, sostiene Razelli, è quanto mai necessaria. Anche perché le case automobilistiche hanno registrato nel dicembre 2008 una contrazione degli ordini del 30% (20% su base anno). E questo non lascia di certo ben sperare nella possibilità di una ripresa delle vendite nel breve termine. Situazione perfettamente analoga nel campo dei veicoli commerciali leggeri (LCV) fino a 3,5 t di ptt. Nel 2008 questo settore ha registrato 230.875 consegne, che, a fronte delle 252.737 dell’anno prima, vogliono dire una contrazione del mercato dell’8,7%. Anche in questo caso, come in quello delle autovetture, le marche nazionali hanno avuto una flessione delle immatricolazioni più contenuta rispetto all’intero mercato: -7,6%, con 124.196 nuove unità vendute, contro le 134.342 del 2007. Il che ha permesso alla quota di portarsi dal 53,2% al 53,8%. Anche se in calo del 6,4% (99.762 consegne nel 2008, 106.527 l’anno precedente), Fiat Professional conserva saldamente la leadership del mercato, con una quota del 43,2% (42,1% nel 2007). Diversa la situazione di Iveco, che, con 19.375 consegne a fronte di 22.980 nei dodici mesi precedenti, accusa una flessione del 15,7% e una discesa della quota dal 9,1% all’8,4%. Evidentemente, la casa torinese, leader nella fascia alta del mercato dei veicoli commerciali legata prevalentemente alla produzione industriale e all’edilizia, risente particolarmente della contrazione di questi segmenti indotta dall’attuale congiuntura economica. In crescita, invece, mercato e quota di penetrazione di Piaggio Veicoli Commerciali: +13,4% l’incremento delle vendite nell’anno (5.059 su 4.460) e 2,2% la quota (1,8% nel 2007). Segno evidente dell’effetto premiante prodotto dalla scelta della società di Pontedera di sviluppare motorizzazioni eco-compatibili. 

gennaio

Un simposio tecnologico alla Engel

N

on solo la presentazione delle ultime novità nel campo dello stampaggio ma anche l’occasione per un approfondimento e un confronto di opinioni sugli attuali sviluppi dell’evoluzione tecnologica. Questo il “simposio tecnologico” che il Gruppo Engel organizza per il 27 e 28 maggio nello stabilimento di San Valentin (nei prezzi di Linz, in Austria) il 27 e 28 maggio 2009. La giornata del 27 maggio sarà prevalentemente dedicata ai clienti di lingua tedesca (con presentazioni in tedesco e traduzioni in altre lingue) mentre la giornata del 28 sarà riservata ai clienti provenienti dalle altre parti del mondo, con presentazioni in inglese e traduzioni in altre lingue. Al simposio saranno esposte circa 20 macchine/ isole di produzione automatizzate per i vari settori di mercato: automotive, teletronics, medical, technical moulding e packaging. In alcuni “expert’s corners” i visitatori potranno approfondire le tematiche relative alla tecnologie applicative presentate. Inoltre vi saranno anche stand dei partners tecnologici del simposio (fornitori di stampi, materiali, accessori, attrezzature ecc). Alla manifestazione sono attesi circa 2000 visitatori provenienti dall’Europa, dall’America e dall’Asia. Saranno poi inaugurati due nuovi edifici: il nuovo Technology Centre dello stabilimento di Schwertberg (macchine sino a 400 ton) e la nuova area di montaggio di San Valentin (macchine da 500 a 6000 tonnellate). Durante la serata di gala saranno consegnati gli “HL Award”per premiate le applicazioni di stampaggio più innovative realizzate con macchine a iniezione Engel senza colonne. 

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83


Taccuino

P

Le prime presse Wickert in Italia

L

a tedesca Wickert, storica società produttrice di presse a compressione per il settore dei polimeri, ha consegnato le prime tre presse in Italia ad un’importante azienda che opera nel settore dello stampaggio di mescole a base gomma della provincia di Bergamo. Wickert, fondata nel lontano 1901 a Landau, è oggi uno dei più importanti costruttori di presse per lo stampaggio a compressione in Europa e produce presse che vanno da 40 ton a 3000 ton. per lo stampaggio della gomma, termoindurenti e compositi. La società ha un organico di 120 dipendenti ed un fatturato intorno ai 35 milioni di euro. Le presse consegnate hanno un tonnellaggio di 700 ton e di 300 ton e sono tutte dotate di campana del vuoto e ribaltamento del piano superiore. La Wickert ha fornito piani magnetici riscaldanti con 6 zone di controllo per piano ottenendo una distribuzione della temperatura di +/-1°C. Negli ultimi anni, nonostante la concorrenza del far east, questo costruttore tedesco, puntando sulla qualità del prodotto, è riuscita a mantenere ed incrementare i propri volumi produttivi. Tra i suoi cklienti storici si contano aziende come Freudenberg, James Walker, Helvoet Pharma ecc. Wickert sarà presente a Plast 09 esponendo una pressa nello stand della State of Art Technologies. 

84

| L’INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA |

Corsi Fondimpresa per le aziende gomma e plastica

er iniziativa congiunta della Federazione Gomma Plastica e del Gruppo gomma plastica di Assolombarda, con la collaborazione di Cerisie, Certiquality e Consorzio Proplast di Alessandria, è stata messa a punto una serie di corsi di formazione rivolti in modo specifico ai lavoratori dipendenti del settore gomma e plastica. I corsi sono finanziati da Fondimpresa e sono pertanto gratuiti per le aziende iscritte a Fondimpresa stessa. A carico del datore di lavoro resta la sola retribuzione dei lavoratori. La realizzazione dei corsi è affidata a Consorzio Sistemi Formativi Ucimu secondo questo schema: Settore Plastica 1. I polimeri termoplastici 2. Processi di trasformazione dei polimeri termoplastici 3. Lettura e interpretazione di un bollettino tecnico 4. Il decalogo della progettazione 5. Lo stampaggio ad iniezione

gennaio

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6. Lo stampo Settori gomma e plastica 7. Il sistema di gestione ambientale 8. Il sistema di gestione della sicurezza 9. Qualificazione di auditor interno del sistema di gestione della sicurezza Settore gomma 10. Principali prove per la caratterizzazione delle mescole 11. Le materie prime 12. Principi generali sulle mescole 13. Il processo di lavorazione mescole 14. Qualità delle mescole e materie prime Le aziende interessate a iscrivere propri dipendenti ai corsi possono rivolgersi direttamente al Consorzio Sistemi Formativi Ucimu (daniela.pellini@ probest.it) oppure possono richiedere ulteriori informazioni all’Area relazioni sindacali della Federazione Gomma Plastica (r.carboni@federazionegommaplastica.it). 


Vecchia HMG 190 = Nuova HMG 270 Analisi, progetto, integrazione ed aggiornamento tecnologico, trasformano, a costi notevolmente contenuti, una vecchia pressa obsoleta in una nuova pressa competitiva, per permettervi di affrontare con maggiore aggressività e serenità, le nuove difficili sfide dei mercato.

Taccuino

Open house RPM per le aziende della «rubber valley»

Ciao Ingegnere

Era la mattina del 29 gennaio scorso quando il 94enne Gianfranco Carutti, per tutti “l’Ingegnere”, si è spento nella sua bella casa di via Boldori nel centro di Cremona. Imprenditore di successo, mecenate dell’arte e della musica, filantropo, appassionato viaggiatore e soprattutto amico. n buon numero di imprese del distretto del Ebbi modo di conoscerlo nel 2002 in occaSebino hanno partecipato alla open house 1 Partnership Contribuire fattivamente a rispondere alle vostre esigenze. sione di un incarico affidatomi per affrontare di dicembre di RPM. alcune tematiche a carattere tecnico operaE stata l’occasione per la presentazione di al2 Know-how Non più solo usa e getta, ma gestione oculata. tivo relative ad un processo industriale della cune importanti novità come la RPM HG 290, 3 Riciclare Una 190 ton, diventa 270 ton. sua società Wonder di Cremona, un’azienda una pressa per lo stampaggio ad iniezione per che opera nel settore delle valvole per pneumatici e vanta un importante portafo4 Integrazione Nuova chiusura da 270 gomma tonnellate con con iniezione ed ingombri da 190. il settore caratteristiche innovative, glio clienti di gran classe a livello internazionale. e il retrofitting di una vecchia pressa HMG da 5 Ottimizzazione Revisione e retrofitting con qualità e performance paragonabili al nuovo. In tale occasione ho imparato ad apprezzare l’uomo per la sua intelligenza, la pas190 ton trasformata in una nuova pressa HMG 6 Competitivitàe risolvere Performance sione per il lavoro e l’entusiasmo che ancora metteva nell’affrontare le dae produttività 270 ton. della 270 ton ai costi della 190. problematiche dell’azienda. Uomo generoso ma severo, pieno di humour, Le caratteristiche dellainferiore. nuova pres7 arguto, Il nuovo di taglia superiore al prezzointeressanti dell’usato di taglia Investimento amante della vita e soprattutto attento alle persone meno fortunate. Note sono le sa, totalmente ideata da RPM, consistono in un opere nel mondo a favore di poveri e diseredati e molto ha dato alla sua Cremona, città di adozione. Uomo colto e raffinato, collezionista d’arte, grande attivista alla Fondazione Teatro Ponchielli di Cremona, socio fondatore dell’Associazione “Amici del Museo” che ha sostenuto con grande generosità; sue sono le più importanti donazioni di opere pittoriche alla Pinacoteca di Cremona. Carutti lascia sicuramente un grande vuoto sia alla città di Cremona sia alla sua amata Wonder. Ciao ingegnere, grazie per avermi dato l’opportunità di conoscerti. Antonino Di Pasquale

U

C A L E N DA R I O F I E R E

MARZO / GIUGNO 2009

PARMA

Eurostampi

20 - 23

MONTICHIARI

Gutech

SINGAPORE

IRSG World Rubber Summit

SINGAPORE

Tyrexpo Asia

MILANO

Plast 09

NORIMBERGA

European Coating Congress e European Coating Show

KIEV

Interplastica

KARACHI

Plasti & Pack

BRUXELLES

Food Contact Polymers (Second International Conference)

NEW YORK

Congresso annuale IISRP

GUANGZHOU

Chinaplas

BOLOGNA

Autopromotec

CHICAGO

NPE e MoldMaking Expo

23 - 24 24 - 26

MARzO

19 - 21

15 - 48 21 - 22 11 - 14 18 - 21 20 - 24 22-26

MAGGIO

14 - 17

GIUGNO

3/3 - 1/4

marZo • aprile

24 - 28

www.gommainitaly.it gennaio

ridotto ingombro pari a circa il 30%, facilità di accesso nell’area operativa della macchina, ridotti consumi energetici e costi di gestioni completamente dimezzati oltre a molti altri accorgimenti innovativi. La HMG 190, a sua volta, era una vecchia pressa che RPM ha saputo trasformare in una nuova con caratteristiche migliorate ma con il vantaggio di un prezzo altamente contenuto.  ERRATA CORRIGE La fotografia della CBV vacuum rubber della Pezzato s.r.l. pubblicata nel numero 562 (ottobre 2008) pagina 25 e numero 564 (dicembre 2008) pagina 48 è incompleta. La versione corretta è quella pubblichiamo qui sotto.

Pressa a compressione della nuova linea CBV vacuum rubber

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Indice dell’anno 2008

Gli argomenti della rivista trattati lo scorso anno LEGENDA

1

Gli argomenti e le note apparse nei dieci numeri del 2008 sono suddivisi nelle seguenti sezioni:

ABBIAMO LETTO PER VOI Durata ad alta temperatura di me-

scole di NR e di HNBR (555, 10)

1) ABBIAMO LETTO PER VOI

Nuove opportunità d’uso delle gomme siliconiche (555, 10)

2) ECONOMIA, MERCATI

Caratteristiche tribologiche di elastomeri contenenti PTFE (555, 11)

3) FEDERAZIONE GOMMA PLASTICA 4) FIERE, CONVEGNI, CORSI, SEMINARI 5) LIBRI, RECENSIONI 6) MACCHINE E STRUMENTAZIONI, PROCESSI E TECNOLOGIE 7) MATERIE PRIME, POLIMERI, COMPOUND, APPLICAZIONI 8) NEWS DA AZIENDE E ENTI 9) NORMATIVE, SICUREZZA, AMBIENTE 10) AUTORI 11) AZIENDE E ENTI

I riferimenti sono (tra parentesi) al numero del fascicolo e alla pagina. I numeri dei fascicoli corrispondono alle seguenti date di copertina: 555) 556) 557) 558) 559) 560) 561) 562) 533) 564)

gennaio/febbraio 2008 marzo 2008 aprile 2008 maggio 2008 giugno 2008 luglio/agosto 2008 settembre 2008 ottobre 2008 novembre 2008 dicembre 2008

In ogni sezione i riferimenti (quando non in ordine alfabetico) sono in ordine di data e di pagina di pubblicazione.

Le gomme siliconiche sono un materiale per nuove caratteristiche (555, 11) Miglioramento della resistenza al cut/chip/chunk mediante il Sulfron 3000 (555, 12) Perossido Luperox SP2 resistente alla scottatura (555, 13) Una via per avviare l’introduzione in campo gomma di nanocomposti silicatici (555, 13) Panorama dell’ossido si zinco e mercato USA (555, 14) Influenza delle cariche sulla miscibilità degli elastomeri (555, 15) Assorbimento del suono di sistemi organici in presenza di vibrazioni (555, 15) Continuous mixing per E-SBR/silice/silani (555, 16) Il significato dei criteri per il benestare per le lavorazioni successive (555, 17) Ekoprena (556, 8) Visualizzazione con TEM di parti reticolate in NR (556, 8) Caratteristiche tribologiche di elastomeri contenenti PTFE (556, 9) Tecniche di ricettazione per migliorare la lavorabilità della HNBR (556, 10) Visualizzazione di silicati nanostrutturati in film di lattice di NR prevulcanizzato (553, 10)

gennaio

Meccanismi della chimica dei silani nell’attacco gomma-metallo (556, 11) Influenza della mescolazione sulle caratteristiche delle mescole contenenti silice (556, 12) Strati nanometrici e micrometrici di polimeri conduttivi (556, 13) Exxon Mobil rivoluziona gli innerliner (556, 13) La tecnica a canali freddi è più che un risparmio di materiali (556, 14) Dosaggio dell’umidità nei polimeri secondo Karl-Fischer (556, 15) Effetto della lavorazione e dei parametri di prova sul compression set (556, 15) Recenti sviluppi sulla stabilizzazione di vulcanizzati di gomma (557, 8) Polibutadiene epossidato per interazione con le silici (557, 9) HNBR per uso in applicazioni petrolifere (557, 10) Rinforzo della gomma e sue classificazioni (557, 10) Advancure, nuovo vulcanizzante per gomme etilenacriliche Vamac (557, 11) Organosilano VP Si 363 in mescole per pneumatici caricate con silici (557, 12) Nanotubi di carbonio per applicazioni elettrodissipative ed elettroconduttive (557, 13) I nanotubi di carbonio hanno proprietà da sfruttare (557, 13) Permeabilità dei fluoroelastomeri a miscele di etanolo (557, 14) Hydrobalance, un nuovo sistema di chiusura per presse a iniezione (557, 15) Nuovi apparati di dosatura per continuous mixing (557, 15)

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Indice dell’anno 2008

Nuovi prodotti Bayer e DuPont (557, 16) Gomme HT-ACM per stampati ed estrusi per l’industria auto (558, 8) La tecnologia dei fluoroelastomeri procura innovazione (558, 8)

Nanomateriali (559, 14) Tecniche di analisi termiche sulle gomme (559, 15) Nuova generazione di HNBR per organi di tenuta (560, 8)

Vulcanizzazione della NBR con electron beam (558, 9)

AEM con buone proprietà dinamiche e buona termo-frigoresistenza (560, 8)

PO-TPE modificati con prodotti paraffinici liquidi Elevast (558, 10)

Influenza del contenuto di silice in miscele NR/CR (560, 9)

Uso del lattice di NR mediante raggi gamma e electron beam (558, 10)

Elastomeri termoplastici Thermolast di categoria TPES-V (560, 9)

Nuovo sistema accelerante binario in gomma naturale (558, 11)

Concezione di giunti elastici funzionanti a torsione (560, 10)

Nuovo disperdente Z-6173 per plastici e gomma (558, 12)

Effetti della reversione della gomma in un estrusore a vite singola (560, 11)

Effetti di nanocaolini in nanostrutture di gomma (558, 12) Poliedri oligomerici silsesquiossanici (POSS) come vulcanizzanti (558, 13)

Al K sale la diffusione dello stampaggio a due componenti (560, 12)

Polimeri e nanometri: un matrimonio per durare (561, 13) Stampaggio a iniezione di articoli bicomponenti (561, 13) Mescolazione continua della silice in estrusore bivite (561, 14) Il sistema della Desma regola la temperatura durante l’iniezione (561, 15) Emissioni da EPDM vulcanizzati con perossidi (561, 15) Nuovo EPDM della DSM (Keltan ACE) (562, 8) Funzionalizzazioni dei polimeri (562, 8) Tecniche per migliorare la lavorazione e la reticolazione degli elastomeri (562, 9) Applicazioni della NBR rigonfiabile in acqua per riparare fori (562, 9)

Progressi nella previsione dello stress softening (560, 12)

Mescole a base EPM per strati isolanti per cavi elettrici (562, 10)

Invecchiamento per deformazione sulla gomma caricata con nero (560, 13)

Il talco è un agente per la dispersione di cariche rinforzanti in gomma (562, 11)

Resistenza alla fiamma di nanocompositi polipropilenici (560, 14)

La ENR si attacca alla silice senza additivi (562, 11)

Caratterizzazione di reticoli elastomerici con NMR (560, 14)

Principi generali per l’estrusione con gomme termoplastiche (562, 12)

SBR polimerizzate in soluzione modificate (SSBR) (559, 10)

Attrito tra gomma e materiale ceramico durante una scivolata (560, 15)

Stampaggio a iniezione di articoli spugnosi (562, 13)

L’azione del Sulfron 3000 in mescole contenenti silice (559, 10)

HNBR a basso Mooney con alto contenuto di ACN (561, 8)

Silici non convenzionali Sidistar per ottimizzare articoli di gomma (559, 10)

Resistenza a carburanti e a oli con fluorosiliconi 100% F-LSR (561, 8)

Rinforzo della gomma con nanofiller (559, 12)

Mescolazione reattiva di NR/BR/ EPDM per fianchi di pneumatici (561, 9)

Riduzione del livello di ossido di zinco nelle mescole (558, 14) Lega polimerica per innerliner a base di BIMSM vulcanizzata dinamicamente (558, 14) Macchine e impianti per la produzione di tubi e profilati (559, 8) Strutture di matrici nanometriche nella gomma naturale (559, 9)

Devolatilizzazione dell’etanolo nel mescolatore interno (559, 12) Attacco di due componenti stratificati (559, 13) Miscele metallo/plastica per elevata conducibilità elettrica (559, 13) Reologia di mescole di EP(D)M con continuous mixing (559, 14) 90

| L’INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA |

Misura degli effetti del post-curing sulle proprietà dinamiche (562, 14) Valore e durata dell’attacco gommametallo (562, 14) Prove dinamiche in ozono (562, 15) Caratterizzazione della permeabilità della HNBR (563, 8)

Effetto del ferrito di bario sul polibutadiene (561, 10)

Nuovi sviluppi nelle gomme siliconiche (563, 8)

Titanati in mescole di policloroprene e di gomma naturale (561, 10)

Processi di invecchiamento termico e ossidativo degli elastomeri (563, 9)

Antifiamma a base “fosfinatica” Exolit OP (561, 11) Wollastonite (561, 12) gennaio

• febbraio 2009 n. 565

Idrossidi stratificati nanostrutturati (LDH) (563, 10)


Indice dell’anno 2008

Silice nelle gomme siliconiche per migliorare la trasparenza (563, 10) Articoli gomma-metallo con caratteristiche magnetiche (563, 11) Sistemi copertura tetti a base siliconica (563, 12) Prevenzione della formazione di bolle d’aria nella calandratura (563, 12) Dettagli sugli errori nella produzione di profilati per carrozzeria (563, 13) Laser all’itterbio (563, 13) Modifica della superficie per ridurre la quantità abrasa (563, 14) Misura della variazione di volume ad alto allungamento (563, 15) Resistenza a radiazioni ad alta energia di compositi a base di NR/CSM (564, 8) Perché la tecnologia della silice nei pneumatici esige SBR polimerizzata in soluzione (564, 8) Copolimeri SBR/Acrilonitrile e SBR/Ossipropilmetacrilato (564, 9) Gomma riciclata in mescole di FKM vulcanizzate a perossidi (564, 10) Le gomme siliconiche “Momentive” focalizzano le necessità dei clienti (564, 10) Studio con spettroscopia IR della reazione trietossipropilsilano-silice (564, 11) Legami mono

2 ECONOMIA, MERCATI

Inchiesta macchine

Un nuovo allarme di Assogomma e Federpneus - Un milione di veicoli circola con pneumatici danneggiati e non omologati (561, 27)

Mercato in crescita e prospettive (moderatamente) ottimistiche (556, 26)

Il pneumatico invernale risolve ogni problema (563, 25)

Veicoli industriali: il mercato cresce in Italia meno che in Europa (556, 46)

Apprezzamento per la Campagna Pneumatici sotto controllo (563, 37)

Inchiesta materie prime e prodotti chimici - Le incertezze del mercato non frenano l’innovazione (557, 19)

4

2007 record per il mercato auto italiano (555, 57)

In crescita del 10% la produzione di macchine per gomma e plastica (557, 41) Inchiesta mescole Si aspetta una ripresa della domanda nella seconda metà dell’anno (559, 25) La Zeon cambia rotta (559, 49) In crescita il fatturato Lanxess in Italia (559, 67) Prezzi delle materie prime e costo dell’energia problemi irrisolti che gravano sulle imprese (560, 19) Primo semestre: auto in retromarcia e bene i veicoli commerciali (561, 45) Nasce la nuova Engel duo 500 (561, 46) Previsto un calo del 13% delle immatricolazioni (564, 56)

3

e di-solfurici con difenildisolfuro (DPDS) (564, 12)

FEDERAZIONE GOMMA PLASTICA

Meno ossido di zinco mediante eteri corona (564, 12)

Accordo tra Federazione Gomma Plastica e Energit (555, 57)

Nanoparticelle silicatiche come cariche rinforzanti in siliconi (564, 12)

Inverno in sicurezza - I pneumatici invernali vincono la sfida (556, 22)

Le parafenilendiammine sono i veri cavalli da lavoro (564, 14)

Corso di formazione “La mescolazione della gomma “ (556, 40)

Impianti con roller head per la produzione di foglie di gomma (564, 15)

Tutto quello che c’è da sapere sulla mescolazione della gomma (559, 33)

Estrazione dagli stampi di mescole di EVM (Levapren) (564, 15)

Assogomma e Federpneus di nuovo in pista (560, 29)

Prezzi delle materie prime e costo dell’energia problemi irrisolti che gravano sulle imprese (560, 19) gennaio

FIERE, CONVEGNI, CORSI, SEMINARI K 2007: le macchine (555, 19) Simac in ottobre insieme a Lineapelle (555, 57) 10° Congresso Nazionale di Reologia (555, 59) La lunga strada del Cinturato Pirelli alla Triennale (555, 60) La mescolazione della gomma (556, 40) In giugno Open House Rutil 2008 (556, 46) A Lione la 5a edizione di CCG (556, 47) A Verona il futuro del laboratorio (556, 47) Corso della tecnologia della gomma al Cerisie (556, 47) Gomme termoplastiche nel programma di attività del Cesap (556, 48) Intesa per lo sviluppo tra Autopromotec e Motor Show (557, 41) Le conferenze tecniche a Caoutchouc Caucho Gomma di Lione (557, 43) L’analisi delle vendite in un convegno Z-Lab (557, 44) Un seminario sui polimeri a memoria di forma (557, 48) Cerisie Importanti novità all’assemblea annuale (558, 16) L’interessante mestiere del retrofitting (558, 29)

• febbraio 2009 n. 565 | L’INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA |

91


Indice dell’anno 2008

Prende il via la preparazione di K 2010 (558, 31)

Open House in Italtech (564, 58)

5

Risultati lusinghieri per BASF Italia nel 2007 (558, 32) Tutto quello che c’è da sapere sulla mescolazione della gomma (559, 33) Il futuro elettrico diventa presente (560, 25) Spazi più ampi per allargare gli orizzonti (560, 33) Già a quota 1000 gli espositori di Plast 09 (560, 45)

LIBRI, RECENSIONI Un dizionario delle materie plastiche (e non solo) (555, 47) Conoscere le nanostrutture (561, 41) L’offerta di gomma nelle stime di IISRP e IRSG (561, 45)

6

Plastica e gomma alla Engineering Fair di Brno (560, 45)

MACCHINE E STRUMENTAZIONI, PROCESSI E TECNOLOGIE

Open House alla Maplan in settembre (560, 46) Desma Open House 2008

K 2007: le macchine (555, 19)

L’arte dell’ingegneria per il futuro (561, 35)

Promain - È giovane, ma promette bene e procede a grandi passi (555, 36)

Biodegradabilità e bioelastomeri termoplastici (561, 47) Grandi novità al Nautico di Genova (561, 48) Gutech annuncia la seconda edizione (561, 48) Lanxess - Una strategia per fronteggiare le turbolenze del mercato (562, 33) Quattro leader presentano 40 anni di innovazione (562, 37) All’insegna del risparmio energetico (563, 27) Tutto quello che serve per il controllo dei processi industriali (563, 32) Prepariamoci alla scommessa della ripresa (564, 21) Plast ’09 Sotto il segno dell’incertezza (564, 33) Gutech 2009 - Più visibilità per le piccole e medie imprese (564, 36) Open House Desma - Innovazione tecnologica alla open house di Desma (564, 39) Simac 2008 - Di nuovo cattivo tempo per la calzatura italiana (564, 50)

92

| L’INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA |

Nuove vie nel compounding di mescole elastomeriche speciali (559, 39) Die Swell: un fenomeno complesso dalle molteplici soluzioni (559, 53) Ispezione visiva dei pneumatici utilizzando la misurazione di uniformità geometrica (559, 59) Il biopneumatico nel veicolo ecosostenibile (559, 66) Nuove linee di estrusione KraussMaffei Berstorff (559, 68) Il futuro elettrico diventa presente (560, 25) Spazi più ampi per allargare gli orizzonti (560, 33) Il signore degli anelli…di tenuta (560, 41) Dynisco acquisisce Tech Pro (560, 45)

Presentato agli operatori l’impianto Lottobrina di Solmec (555, 59)

Una macchina di marcatura cavi con laser UV (560, 46)

Clariant Masterbatches

Nuovi materiali per prodotti innovativi (561, 31)

Mescole a conducibilità elettrica: esperienze e vantaggi dei Baytubes (556, 35)

Desma Open House 2008

OR.P. Stampi

L’arte dell’ingegneria per il futuro (561, 35)

All’insegna della produttività (556, 37)

Persico - Il marchio Terenzio resta nel mercato delle presse (561, 39)

TSF

Conoscere le nanostrutture (561, 41)

Tecniche analitiche e strumentali (556, 41) Una linea TPE per profili automotive flocculati (557, 29) Stampaggio con blocco termoregolato (557, 33) Tecnologia innovativa per la produzione di stivali (557, 39) Dalla Engel la tecnologia di compoundazione-iniezione (557, 44) La micronizzazione guarda alle nanopolveri (558, 22) KraussMaffei Berstorff Nuovo sistema per la produzione di TPE-V (558, 31)

gennaio

• febbraio 2009 n. 565

Nasce la nuova Engel duo 500 (561, 46) La For Lab Italia presenta il nuovo Durometro Bareiss (561, 46) De Grandi - Mescole omogenee con la micronizzazione (562, 21) Pezzato - Fra tradizione e innovazione (562, 25) Tecnopolimeri - Dai tecnopolimeri poliolefinici alle gomme sintetiche (562, 31) Doss - Una leadership nel campo delle macchine per ispezione ottica (562, 32)


Quattro leader presentano 40 anni di innovazione (562, 37) Rep - Come ridurre il tempo di vulcanizzazione senza danneggiare la mescola (562, 50)

Mescole a conducibilità elettrica: esperienze e vantaggi dei Baytubes (556, 35) Gomme termoplastiche nel programma di attività del Cesap (556, 48)

Center Gomma - La gomma riciclata ri…solleva il mondo (562, 56) Una nuova gamma di EPDM Kektan (562, 57) Un attivatore per gomme butile standard e alogenate (562, 58)

C’è solo l’imbarazzo della scelta (563, 17)

Una nuova molecola che elimina il fenomeno di “Bad Smelling” (557, 35)

All’insegna del risparmio energetico (563, 27)

Case study (557, 36)

Nuovi sigillanti siliconici della Wacker Chemie (562, 59)

Supporti in DuPont Zytel per dispositivi di scarico (557, 46)

I vantaggi dell’ossido di zinco (563, 29)

L’importanza di chiamarsi Condor (558, 18)

Silici silanizzate per green tyre da Rhodia e Dow Corning (563, 38)

Inchiesta mescole

Prepariamoci alla scommessa della ripresa (564, 21)

Tutto quello che serve per il controllo dei processi industriali (563, 32) Prime consegne della pressa a iniezione verticale Promain (563, 37) Analisi dinamo-meccaniche ad alta precisione per polimeri (563, 38) Una nuova serie di granulatori senza griglia (563, 39)

Si aspetta una ripresa della domanda nella seconda metà dell’anno (559, 25)

Gutech 2009 - Più visibilità per le piccole e medie imprese (564, 36)

Prepariamoci alla scommessa della ripresa (564, 21)

Nuove vie nel compounding di mescole elastomeriche speciali (559, 39)

Simac 2008 - Di nuovo cattivo tempo per la calzatura italiana (564, 50)

Gutech 2009 - Più visibilità per le piccole e medie imprese (564, 36)

Die Swell: un fenomeno complesso dalle molteplici soluzioni (559, 53)

Con Hytrel più semplice la sfida di design del deflettore (564, 60)

Open House Desma - Innovazione tecnologica alla open house di Desma (564, 39)

Una nuova classe di HNBR idonei al contatto con biocarburanti (560, 37)

8

Beta Utensili ha scelto il Forprene So.F.Ter. (560, 46)

NEWS DA AZIENDE E ENTI

Nuovi materiali per prodotti innovativi (561, 31)

CO.ME.T. S.r.l. e MESGO S.p.A. firmano una lettera di intenti (555, 38)

Biodegradabilità e bioelastomeri termoplastici (561, 47)

FKV assume la rappresentanza di Lauda (555, 57)

Lagorio & Dufour - Marketing, vendita e distribuzione di gomma naturale e lattice (562, 17)

Accordo tra Federazione Gomma Plastica e Energit (555, 57)

Gibitre Instruments - Una nuova sede guardando al futuro (564, 46) Da Pezzato una serie di macchine verticali (564, 48) Simac 2008 - Di nuovo cattivo tempo per la calzatura italiana (564, 50)

7 MATERIE PRIME, POLIMERI, COMPOUND, APPLICAZIONI

For Lab Italia - I nuovi forni per la post-vulcanizzazione di manufatti in gomma (562, 19)

PMG

Multicom - Il mondo variegato delle mescole (562, 20)

FKM: polimeri speciali per applicazioni speciali (555, 31)

De Grandi - Mescole omogenee con la micronizzazione (562, 21)

Zeon Italia

OCS - L’eleganza dell’O-ring (562, 23)

TPV per applicazioni in campo automobilistico (555, 40) Eico Specialties Gli additivi: tra specialità e innovazione (555, 53) Una guarnizione speciale per chiusure a ginocchiera (555, 58) Nuovo additivo che allunga la vita dei pneumatici (555, 58) Clariant Masterbatches

Certificazione ISO 14001 per PMG Group (562, 27) DBS Gomma - Un’esperienza collaudata nell’attacco gomma-metallo (562, 29) Tecnopolimeri - Dai tecnopolimeri poliolefinici alle gomme sintetiche (562, 31) DOG - Più efficace il rinforzo con le cariche chiare (562, 43)

gennaio

A Mosca il congresso della gomma sintetica (555, 58) Una guarnizione speciale per chiusure a ginocchiera (555, 58) Nuovo additivo che allunga la vita dei pneumatici (555, 58) In giugno Open House Rutil 2008 (556, 46) Promain organizza un torneo di tennis (556, 47) La brasiliana Petroflex passa a Lanxess (557, 41) Intesa per lo sviluppo tra Autopromotec e Motor Show (557, 41) La 17a Edizione di The Synthetic Rubber Manual (557, 43) Le conferenze tecniche a Caoutchouc Caucho Gomma di Lione (557, 43)

• febbraio 2009 n. 565 | L’INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA |

93


Indice dell’anno 2008

L’analisi delle vendite in un convegno Z-Lab (557, 44)

Nuova filiale Engel in Turchia (562, 58)

Certificazione ISO 14001 per la Trelleborg (557, 46)

Nuovo impianto Ticona per la produzione di Hostaform POM (562, 59)

Un seminario sui polimeri a memoria di forma (557, 48)

Silici silanizzate per green tyre da Rhodia e Dow Corning (563, 38)

Cantalupo, G. (555, 36); (555, 47); (555, 60); (556, 22); (558, 18); (558, 32); (559, 66); (560, 25); (560, 29); (560, 33); (561, 27); (562, 43); (562, 56); (563, 25); (563, 32); (564, 39); (564, 50)

Cerisie

Franklynn Industries approda in Italia (563, 38)

Chiardola, V. (557, 36) Coscia, S. (557, 29)

Analisi dinamo-meccaniche ad alta precisione per polimeri (563, 38)

De Grandi, E. (558, 22)

Un ricercatore italiano premiato dall’IISRP (564, 55)

Dickerhoof, J. E. (555, 40)

Importanti novità all’assemblea annuale (558, 16) La Zeon cambia rotta (559, 49) Nuovo presidente dell’associazione dei produttori di gomma sintetica (559, 65) Presentato alle aziende della gomma il pacchetto Z-View (559, 65) Il biopneumatico nel veicolo ecosostenibile (559, 66) Al via un impianto di policloroprene in India (559, 66) Alla Satech la vendita e l’assistenza delle macchine Maplan (559, 67) In crescita il fatturato Lanxess in Italia (559, 67) Nuove linee di estrusione KraussMaffei Berstorff (559, 68) Dynisco acquisisce Tech Pro (560, 45) Beta Utensili ha scelto il Forprene So.F.Ter. (560, 46)

Sabic e ExxonMobil insieme per un impianto in Arabia Saudita (564, 55) Gefran rafforza la presenza in India (564, 55) Una macchina Engel riveste le capsule esplosive salva-vita (564, 55) Eurotron Instruments accreditato come Centro SIT (564, 57)

De Tuoni, E. (561, 41); (562, 50) Di Pasquale, A. (555, 19); (555, 53); (558, 16); (558, 29); (559, 33); (562, 33); (562, 37); (563, 17); (564, 46); (564, 48) Falco, F. (559, 53) Ferrari Bardile, M. (558, 22) Garlanda, B. (556, 17); (559, 17); (561, 17) Haider, J. (560, 37)

Per Persico un’importante commessa per la produzione di Nylon 6 (564, 58)

Keuter, H. (559, 39)

Open House in Italtech (564, 58)

Livraghi, M. (557, 35)

Con Hytrel più semplice la sfida di design del deflettore (564, 60)

Lorenzin, L. (557, 39)

9

Kny, M. (559, 39) Limper, A. (559, 39)

Mannara, A. (555, 31) Musci, R. (555, 40) Nevitt, M. A. (555, 40)

NORMATIVE, SICUREZZA, AMBIENTE

Pierno, S. (556, 37) Rinker, M. (559, 39)

I vincitori del torneo di tennis Promain (560, 47)

Recepita la direttiva comunitaria sull’esposizione dei lavoratori ai campi elettromagnetici (556, 17)

Festa dell’estate alla Pomini (560, 47)

Salute e sicurezza sul lavoro: il decreto 9 aprile 2008, n. 81 (559, 17)

Soddemann, M. (560, 37)

Safic Alcan distribuisce DuPont Performance Elastomers (561, 47)

Decreto 81/08: la figura del medico competente (561, 17)

So.F.teR incorpora Matrixx Europe (562, 57)

Il REACH: revisione delle esenzioni (564, 17)

Una nuova gamma di EPDM Kektan (562, 57)

10

Open House alla Maplan in settembre (560, 46)

DuPont investe nei copolimeri etilenici (562, 57) Kraiburg apre un impianto in Malaysia (562, 58) 94

| L’INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA |

AUTORI

Polleri, V. (560, 37) Saggio, F. (556, 41) Salvà, D. (560, 41) Symens, R. (559, 59) Vezzoli, M. (555, 31)

11 AZIENDE E ENTI Acquati (563, 18); (564, 53) Alges (556, 30)

Borace, S. (557, 36)

Alpha Technologies (560, 45); (563, 23)

Cail B. J. (555, 40)

Amgom (559, 25)

gennaio

• febbraio 2009 n. 565


Indice dell’anno 2008

Anvisgroup (557, 46)

Eico Specialties (555, 53); (557, 25)

Lehvoss Italia (557, 27); (564, 26)

API (561, 47)

Eigenmann & Veronelli (557, 24); (564, 30)

Lloyd Instruments (563, 18)

Automatik Plastics Machinery (562, 39)

Elastogran Italia (564, 52)

Maag Pump Systems Textron (555, 26); (562, 40)

Bareiss (561, 46); (563, 17)

Energit (555, 57)

Maffei (557, 21); (564, 29)

Basf Italia (558, 32) Bayer MaterialScience (556, 36); (564, 52)

Engel (555, 23); (556, 26); (557, 44); (560, 25); (561, 46); (562, 58); (564, 55)

Main Group Corporation (555, 23); (556, 33); (557, 39); (564, 54)

Beta Utensili (560, 46)

Engel Italia (564, 22)

Maplan (555, 24); (559, 67); (560, 46); (563, 27)

Bluestar Silicones (557, 21)

Eurochimind (557, 23)

Marbo Italia (564, 53)

Caldic (557, 20)

Eurotron Instruments (564, 57)

Marconigomma (559, 28)

Caldic Italia (564, 27)

Evercompound (559, 26)

Maris (555, 20)

Ceast (563, 22)

ExxonMobil Chemical (564, 55)

Matrixx Europe (562, 57)

Celanese (562, 59)

Fastech (562, 31)

Center Gomma (559, 29); (562, 56)

Federpneus (560, 29); (561, 27); (563, 25)

Merkel Freudenberg Fluidtechnic (555, 58)

Cerisie (556, 47); (558, 16) Cesap (556, 48) Chem-Trend (557, 28) Chem Trend Italy (564, 24) Clariant Masterbatches (556, 34) Colmec (555, 19); (556, 31) Comerio Ercole (555, 22) CO.ME.T. (555, 38) Condor’s Rubber (558, 18) Coperion (562, 38) DBS Gomma (562, 29) De Grandi (558, 22); (562, 21) Der-Gom (559, 26) Desma Elastomertechnik (555, 22); (556, 34); (561, 35); (564, 39)

Mesgo (555, 38); (559, 53)

Finproject Compounds (564, 52)

Metro Com (563, 20)

Firenze Tecnologia (557, 48)

Mettler Toledo (563, 21); (563, 38)

For Lab Italia (561, 46); (562, 19); (563, 17)

Metzeler Automotive Profiles (557, 36)

Franklynn Industries (563, 38)

Moranti (555, 27)

Gefran (563, 32); (564, 55)

MTS Systems (563, 20); (564, 22)

Gibitre Instruments (563, 18); (564, 46)

Multicom (559, 29); (562, 20)

Harburg Freudenberger (555, 19); (559, 39)

OCS (557, 34); (562, 23)

Hirtenberger Automotive Safety (564, 55) Huntsman Polyurethanes (564, 52)

Mixer (559, 27)

Novamont (559, 66); (561, 47) OR.P. Stampi (555, 27); (556, 31); (556, 37); (560, 33); (564, 28) Parker ITR (559, 30) Pegoraro (564, 58)

IISRP (555, 58); (557, 43); (559, 65); (561, 45)

Persico (561, 39); (564, 58)

IMCD Italia (557, 19)

Pezzato (562, 25); (564, 46)

DOG (562, 43)

Instron (563, 19)

Pidilite Industries Ltd (559, 66)

Doss (555, 26); (556, 28); (560, 41); (562, 32); (564, 21)

IRSG (561, 45)

Pirelli (555, 60)

K-Tron (562, 37)

PMG Group (559, 27); (562, 27)

Dow Corning (563, 38)

Kraiburg (559, 26); (562, 58)

Polimeri Europa (564, 55)

DSM Elastomers (562, 57)

KraussMaffei Berstorff (558, 31); (559, 68)

Pomini Rubber & Plastics (555, 20); (556, 34); (560, 47); (564, 31)

Lagorio & Dufour (557, 26); (562, 17); (564, 27)

Prayon (563, 29)

Lanxess (555, 58); (557, 41); (559, 67); (560, 37); (562, 33); (563, 38); (564, 28)

Prodicon International (555, 28); (556, 27); (546, 23)

Desma Schuhmaschinen (564, 53) DGTS (563, 18)

DuPont Performance Elastomers (561, 47); (562, 57); (564, 60) Durferrit (555, 26) Dynisco (560, 45); (563, 23) ED&F Man France (557, 20) Eico Novachem (557, 23); (564, 24)

Laselec (560, 46) gennaio

Petroflex (557, 41)

Prescott Instruments (563, 18)

Promain (555, 36); (556, 27); (556, 47); (560, 47); (563, 37)

• febbraio 2009 n. 565 | L’INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA |

95


Indice dell’anno 2008

Proteo International (564, 26)

SDM (557, 25)

Tenova-Pomini (560, 47)

Rapid Granulator (563, 39)

SER (557, 22)

The Poling Group (559, 59)

Rhein Chemie (557, 35); (562, 58)

S.INT.A. (557, 20)

Rodolfo Comerio (555, 22); (556, 28)

Silox (563, 29)

Thermo Fisher Scientific (563, 21)

Rep (562, 50)

So.F.teR. (560, 46); (562, 57)

Ticona (562, 59)

Rhodia (563, 38)

Solgomma (559, 28)

Tovo Gomma (559, 29)

RPM (558, 29)

Solmec (555, 59)

Rubbermax (561, 31)

Solvay Solexis (557, 25); (564, 30)

Trelleborg Engineered Systems Italy (557, 46)

Rubbersil (561, 31)

State of Art Technologies (563, 38); (564, 23)

Rutil (555, 24); (556, 29); (556, 46); (557, 29); (564, 25)

TSF (556, 41); (559, 28) Wacker Chemie (562, 59)

Safic Alcan (561, 47)

Stazione Sperimentale Carta e Cartoni (561, 47)

Safic Alcan Italia (564, 29)

Tech Pro (560, 45)

Zeon Chemicals (555, 40)

Sagitta (555, 28); (556, 29); (564, 54)

Tecniche Nuove (555, 47)

Saspol (555, 25); (556, 33)

Tecnominerali (557, 21)

Zeon Italia (555, 40); (557, 27); (559, 49)

Satech (559, 67)

Tecnopolimeri (562, 31)

Z-Lab (557, 44); (559, 65)

Franco Cataldo INTRODUZIONE ALLA CHIMICA MACROMOLECOLARE polimeri dienici • vulcanizzazione e ossidazione • polimeri etilenici e vinilici • polimeri fluorurati • polieteri • poliesteri • poliammidi e polimmidi • resine epossidiche • poliuretani • resine fenoliche, polifenilene ossido, pihq, calixareni, amminoplasti, resine chetoniche • polisulfuri e polisolfoni • polimeri inorganici • nuovi polimeri

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96

| L’INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA |

gennaio

• febbraio 2009 n. 565

Yiyang Europe (556, 32); (564, 25)


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4-02-2009

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VIC + TDE: A STEP AHEAD IN MIXING VIC (Variable Intermeshing Clearance) mixers, engineered and manufactured by POMINI since 1987, combine QUALITY of Open Mill with PRODUCTIVITY of Internal Mixers. This is the only mixer available on the market where the technologist can change the physical geometry of the mixing chamber to best suit each phase of mixing process. The possibility of changing the clearance between rotors affects all other mixing parameters making this machine the most versatile mixer actually offered in the world. This unique feature is covered by International Patent, valid worldwide.

TDE (Twin Dump Extruder), composed by an Extruder and a Roller Die, is used to produce a continuous rubber sheet out of discontinuous batches produced by an Internal Mixer. They are used in Master/Final application as well as for Carbon Black/Silica based recipes. High production capacity, optimal temperature control, no material contamination and reduced outline dimensions are the main features determining the great success of this type of machine.

VIC TDE

VIC+TDE are a combination which allows POMINI Rubber & Plastics srl Via Leonardo da Vinci, 20 21053 Castellanza (VA) Italy Phone +39 0331 743111 Fax +39 0331 743204 info@pomini-rp.com www.pomini-rp.com

POMINI's Customers to manage, in fully automatic mode, any type of recipe and mixing step with high productivity, repeatability and consistency of mixed compound.

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