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ANNO 4 • NUMERO 6 • GIUGNO 2009 • € 3,00

Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. In L. 27/02/2004 n°46) art. 1. comma 1, DCB Milano

break

retail&food LUOGHI DI VIAGGIO • SPAZI COMMERCIALI

Dossier aeroporti Il modello Bari

Star Trek retail+food Carpisa + MyChef

• Osservatorio prezzi Outlet Village


News primae noctis

Poteri forti (e giusti)

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abrizio Palenzona è stato riconfermato presidente dell’Aiscat, l’Associazione delle concessionarie autostradali. A suo tempo il medesimo fu nominato anche, nonostante l’acrimoniosa e non disinteressata opposizione di Cesare Romiti, presidente degli Aereoporti di Roma. Questa duplice veste ha posto Palenzona in grado di proporre un’alleanza finora inedita tra gli operatori di queste due infrastrutture dei trasporti. “Serve una grande federazione che rappresenti tutti gli operatori che hanno uguali esigenze di mercato e di regole nelle concessioni”. L’idea non dispiace all’Enac di Vito Riggio, che Fabrizio Palenzona vedrebbe così spianata la strada verso la costituzione di una simmetrica Autorità per tutto il settore. L’opposizione potrebbe invece venire dalla Confindustria, che vedrebbe nascere nel suo seno un comparto particolarmente forte, e dai ministeri competenti, che vedrebbero coalizzarsi dei poteri veramente “forti”, in grado di condizionare la loro attività. Naturalmente noi “ci stiamo”: la modernizzazione delle infrastrutture non è un argomento che ci lascia indifferenti. Ed è certo che l’attuale assetto delle parti in causa non è né il più soddisfacente né il più efficiente tra quelli possibili.

EDITORIALE

L’OPINIONE Retail RE fattore di sviluppo di Mario Resca* È il retail real estate uno dei key driver per lo sviluppo del commercio moderno, in quanto si è trasformato in una vera industria che elabora progetti di fattibilità, realizzazione e gestione degli spazi con l’obiettivo di generare un sano sviluppo economico. Elementi questi Mario Resca che Confimprese persegue fin dalla sua nascita con l’obiettivo di favorire lo sviluppo delle reti di vendita e dei marchi. Tuttavia, per farlo sono necessarie condizioni particolari quali la progressiva liberalizzazione dei mercati, l’incentivazione e il sostegno dei consumi interni, la tutela della concorrenza, l’intervento sulle infrastrutture del Paese. Il retail real estate, grazie alla riqualificazione urbana, rappresenta un elemento di valorizzazione del territorio, una modalità che contribuisce a ‘fare sistema’. Per poter contare su un suo sano sviluppo è, però, auspicabile che vengano osservate alcune misure fondamentali. È necessario, in prima battuta, coinvolgere la pubblica amministrazione, che da vincolo deve trasformarsi in fattore propulsore di una visione coordinata fra pubblico e sistema privato. In secondo luogo va gestito il rapporto con il mondo della finanza: solo con una ripresa del funzionamento del mercato degli investimenti e del credito si possono stemperare le criticità, diminuire le pressioni sugli operatori, creare le condizioni di un nuovo equilibrio nei rapporti. Solo allentando la pressione sulle società che creano strutture immobiliari si possono mettere gli sviluppatori nella condizione di affievolire a loro volta la pressione sui retailer. *presidente di Confimprese

retail&food - giugno 2009 1


SOMMARIO 14 20 32

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News primae noctis - Poteri forti (e giusti)

1

l’Opinione - Retail RE fattore di sviluppo

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b&f News

4

Londra

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News dal mondo

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L'indice di retail&food

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Cosa occorre sapere per...

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Osservatorio prezzi - Outlet village: il low price si fa pagare

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Star Trek food - Destinazione MyChef

20

Star Trek retail - Destinazione Morellato

24

Speciale Eire 2009

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Parola di... Antonio Intiglietta

44

Dossier aeroporti - Il modello Bari

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A chiare lettere - Grande Nord: facciamo il punto sulle autostrade

50

Governo-Retail - La libertà non ha prezzo

53

Analisi mercato - Luogo che vai, vestito che trovi

56

Strumenti - Vendere per credere

59

Novità di mercato - Vogliamo volare charter

63

Duty Free world

66

International - Il ristorante “a casa”

67

Stazionario - On board: Wagon Lits conqusita l’Italia

68

Ferry Porti

72

Aeroporti

74

Dilemma Autogrill: tempesta o uragano?

78

La Foto - RetailMent

79

Last but not least - L’Expo Stanca

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SPECIALE EIRE 2009 Le migliori opportunità per retail e ristorazione SPECIALE EIRE

In primo piano SPECIALE EIRE Dal 9 al 12 giugno presso Fiera Milano si terrà EIRE, la manifestazione più interessante per il real estate italiano. Ampio spazio verrà dedicato al retail: nello “Speciale Eire” presentiamo, in anteprima, alcuni dei progetti più interessanti visibili in fiera.

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I

mmobiliaristi e costruttori scaldano i motori in vista di Eire 2009, la più importante manifestazione italiana dedicata al mondo del real estate che si svolge dal 9 al 12 giugno nella fiera di Rho-Pero. Tutto è ormai pronto, quindi, per la quinta edizione di un evento che si trova a dar luce (e a rappresentare) a un settore mai messo così tanto alle strette come negli ultimi 12 mesi. L’effetto di credit crunch e l’involuzione dei consumi generati dalla crisi finanziaria hanno costretto gli operatori a un netto ridimensionamento che, fortunatamente, in molti casi si è tradotto in una maggior attenzione alla qualità a discapito delle realizzazioni meno remunerative e, ne siamo certi, complessivamente meno utili alla società. In particolare il settore dei centri commerciali, che nell’offerta espositiva dei padiglioni milanesi costituisce una parte di grande interesse, ha dato segno di accusare il colpo, dimostrando però al contempo di saper stringere i denti in attesa di tempi migliori e di non rinunciare a programmare il futuro. Lo “Speciale Eire 2009” di questo numero di retail&food concede spazio a 12 progetti di shopping center che verranno costruiti in Italia da qui ai

prossimi anni. Tra le varie idee che sviluppatori e commercializzatori di centri commerciali presentano alla fiera, retail&food ha scelto le proposte più interessanti di parchi e centri commerciali, scansionandoli da nord a sud della Penisola, fornendo per ognuno di loro una breve descrizione e una scheda riassuntiva con le caratteristiche principali di ciascun centro. Per orientare il lettore all’interno della manifestazione, in ogni scheda verrà inoltre fornito numero di padiglione, stand e referente di ogni progetti. Uno strumento unico e indispensabile per avere una panoramica, sintetica e chiara, di alcune tra le migliori opportunità di sviluppo per le attività di retail e ristorazione. Per quanto riguarda la manifestazione, l’edizione 2009 dell’Expo Italia Real Estate ambisce a eguagliare i numeri dell’anno passato: i 395 espositori disposti su 35.745 mq di area fieristica e i 51 paesi partecipanti raggiunti nel 2008 hanno incrementato considerevolmente il valore attrattivo dell’esposizione soprattutto agli occhi delle numerose realtà retail internazionali. retail&food - giugno 2009 31

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r&f News NUOVO CEO PER HEINEKEN ITALIA

Heineken Italia ha annunciato di aver nominato Edwin Botterman nuovo amministratore delegato della società. Botterman, che aveva già ricoperto questa carica per la Heineken rumena, succede

La Sardegna sedotta dalle grandi firme i chiama Luxury Mall ed è il primo outlet aperto in Sardegna: 31 insegne dei più noti stilisti mondiali (da Valentino a John Galliano, da Vivienne Westwood a Ermanno Scervino solo per citarne alcuni) esporranno il meglio delle loro passate collezioni su una superficie commerciale di 2.000 mq situata nei pressi di Olbia, e più precisamente sull’incantevole strada panoramica della Costa Smeralda. Il tutto non suonerebbe così sorprendente se a monte del progetto non ci fosse Daniela Fargion: imprenditrice atti-

S

enormi stock di invenduto accumulati dalle grandi aziende della moda, con ribassi fino al 70% sul prezzo originale. Tutti i corner espositivi avranno un design comune e solo le griffe aiuteranno il cliente ad orientarsi all’interno del paradiso del “lusso alla portata di tutti”. L’energica Fargion, con un passato da produttrice televisiva, ha intenzione di esportare il format (costato 15 milioni con una previsione d’incassi di 10 milioni già nel primo anno) soprattutto all’estero, con Brasile ed Europa dell’est già in pole position. A pochi mesi

va da diversi anni nel settore della moda che è allo stesso tempo ideatrice, progettista e proprietaria del mall che spalancherà le porte dell’alta moda “low cost” ai vacanzieri in Sardegna. I turisti, stranieri e italiani, sono il target di riferimento dell’outlet e potranno comodamente raggiungere l’outlet con una navetta messa a disposizione dell’organizzazione. L’originale quanto concreta formula del Luxury Mall è quella di smaltire gli

dall’inaugurazione, avvenuta il 4 aprile, la Fargion ha avuto anche il tempo di tappare l’unica falla in un progetto che si preannuncia vincente: la Gaesar, società di gestione dell’aeroporto di Olbia, ha declinato l’incarico precedentemente assunto di gestire il bar-ristorante situato all’esterno del centro, lasciando così all’imprenditrice toscana l’onere di trovare un nuovo gestore per non lasciare a bocca asciutta i primi clienti. •

Edwin Botterman a Peter Heilbron, ceo di Heineken Italia nel 2005. Botterman, belga, 51 anni, lavora nell’azienda olandese da oltre vent’anni e nel corso degli anni ha ricoperto l’incarico di direttore generale nell’isola de la Reunion nell’oceano indiano e direttore finanziario di Heineken Spagna.

AEDES VEDE LA LUCE DOPO LA CRISI

È stato raggiunto un accordo d’investimento tra Aedes, società immobiliare attiva nel settore dei centri commerciali attraverso la consociata Agorà, e la cordata composta dal gruppo Isoldi e Amenduni Vi-Ba. L’intesa consente ad Aedes di guardare con speranza al futuro grazie alla ricapitalizzazione della società immobiliare a cui parteciperanno anche diversi istituti di credito per far fronte ad un debito che ammonta a circa 310 milioni di euro.

CREMONINI NEL CUORE DI ROMA

Lo Spazio Cremonini al Trevi, situato a Roma, a pochi metri dalla Fontana di Trevi, si arricchisce di un nuovo locale. E’ stato infatti inaugurato recentemente il nuovo ristorante “Harry’s Bar Trevi” ampliato e completamente ristrutturato, gestito dallo chef Alessio De Carolis. Il locale si estende su una superficie di 270 mq e può ospitare 85 persone.

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retail&food - giugno 2009

Roma soffre il “mal di mall”

A

ffari per molti ma non per tutti. Gli shopping center della capitale arrancano e ad aggravare la salute del commercio urbano capitolino c’è un’ancor più difficile situazione dei negozi di vicinato, in continua diminuzione anno dopo anno. A lanciare l’allarme è stata la Confesercenti locale che, attraverso un’intervista rilasciata dal presidente Valter Giammaria al quotidiano la Repubblica, ha manifestato una malcelata insofferenza per i 26 centri commerciali presenti nell’Urbe. Ma la situazione non è rosea nemmeno per gli operatori dei mall romani, molti dei quali infatti accusano turn over eccessivi e introiti dimezzati. Come nel caso della Romanina, che ormai da mesi va avanti con un intero piano commerciale chiuso al pubblico. Diversi sono i centri che vedranno la luce a Roma nei prossimi 2/3 anni, tra i più importanti il Tuscolano e il Forum Valle Aurelia, ed è naturale augurarsi che i nuovi mall abbiano le carte in regola per soddisfare non solo le esigenze di immobiliaristi e costruttori, ma anche di retailer e consumatori. •


r&f News CAMOMILLA ED HELLO KITTY INSIEME A MILANO

E’ stato recentemente inaugurato a Milano il primo flagship store Camomilla. Aperto in piazza San Babila, il pdv è il primo del legame Camomilla – Hello Kitty ed è stato studiato per rendere l’esperienza di acquisto memorabile puntando non al prezzo, che passa in secondo piano, ma a stimolare la vendita. Lo spazio espositivo è disposto su tre piani dove sono in mostra i tre barnd Camomilla, Hello Kitty e Camomilla for Hello Kitty. Il mix merceologico è vario e spazia dagli accessori trucco, all’oggettistica.

SONY IN NOMINATION AI POPAI AWARD

Sony Professional ha ottenuto una nomination ai Popai European Awards 2009 nella categoria “Digital Media Innovative Equipment” per la soluzione di digital signage attualmente in uso presso SonyStyle Store di Parigi. Dal novembre 2008 infatti, il SonyStile Store ha trasmesso diversi contenuti video gestiti in tempo reale (trailer, pubblicità ecc..) su 120 schermi installati per tutto il negozio. Dietro il bancone è stata inoltre montata una parete video composta da 9 schermi Hd per attirare l’attenzione del cliente. Tutti i contenuti sono gestiti dal software Ziris Canvas.

DECATHLON APRE IN CALABRIA

All’interno del nuovo parco commerciale Le Fontane, aperto al pubblico lo scorso 2 aprile a Catanzaro Lido, hanno trovato casa un Bricocenter, un Mediaworld e, per la prima volta in Calabria, un Decathlon. Oltre alle grande superfici, il retail park si compone di un centro commerciale che ospita 50 negozi e un ipermercato Auchan.

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retail&food - giugno 2009

Il 2008 di Gavio: meno utili, meno debiti

S

ono stai presentati lo scorso mese di aprile i risultati del 2008 della holding Aurelia di Marcellino Gavio. Lo scorso anno il valore della produzione è passato da 369,4 ai 246,4 milioni di euro (-33%). Itinera, controllata al 59,7% dalla subholding del gruppo piemontese Argo Finanziaria, presenta un utile consolidato stabile a quota 4,2 milioni, un patrimonio netto in crescita (72,7 milioni contro i 68,6 del 2007) e una riduzione della posizione finanziaria nega-

tiva, passata dai 120,7 ai 96,8 milioni dello scorso esercizio. La diminuzione dei ricavi è stata causata dall’esaurirsi di alcuni cantieri sulla Milano-Torino, la cui concessione è in mano a Gavio. Per il 2011 però è atteso un rilancio dell’Asti-Cuneo, un nuovo tracciato che verrà affidato per il 60% alla Salt di Gavio, per il 5% a Itinera e per il 35% al committente Anas. Il costo previsto per l’opera ammonta a 1,6 miliardi di euro circa.

Stock option BUY

Piquadro e i 20 stores Pronta ad una nuova espansione nel retail, dopo mesi di profitti e utili. L'azienda bolognese, per voce dell'a.d. Marco Palmieri, conferma che il punto vendita costituisce uno dei principali elementi di crescita e sviluppo. In Italia si prevede uno sviluppo del franchising e degli shop in shop.

NEUTRAL

Adr in debito col fisco Ammonterebbe a 22 milioni la cifra di Iva e imposte non pagate relative a vendite oltre i limiti al duty free di Fiumicino. L'Agenzia delle dogane si è aggiudicata il primo round, ma la società di gestione degli aeroporti romani ha già annunciato il ricorso.

SELL

Etam, annus horribilis Si è chiuso con un calo del 73,5% dell'utile netto il 2008 di Etam, la societàfrancese di intimo presente anche sul mercato italiano con numerosi punti vendita. Il colpo è stato forte, nessuna notizia sulle strategie per rimontare. Intanto però il primo trimestre 2009 fa segnare un +8,9%.

OVS Industry cresce Inarrestabile la marcia di OVS che, dopo l'acquisizione dei punti vendita Melablu, sta provvedendo al necessario restyling. Sono 16 le nuove aperture realizzate fino a maggio, con una crescita media delle vendite attestata attorno al 100%.

Catania intercontinentale Sac, la società di gestione dell'aeroporto catanese, tramite il presidente Gaetano Mancini ha fatto sapere di puntare ad acquisire rotte verso Usa, Sudafrica e Tailandia. Con l'operazione Catania non mira a divenire scalo point-to-point ma hub intercontinentale. Chi si accontenta gode, chi troppo vuole...

Autostrade per l'Italia Gli investimenti tardano, cala il traffico e aumentano i pedaggi. Certi tristi meccanismi dei peggiori mercati monopolistici sono duri a morire, nonostante il periodo di crisi e le tante difficoltà per i consumatori. Anacronismi al passo coi tempi.

Conte of Florence Tre anni per arrivare in Borsa, nel mercato Aim. Nel frattempo èin corso un riassetto azionario ma non solo. Grandi energie verranno spese per lo sviluppo internazionale del marchio. In Italia sara fatta manutenzione alla rete dei punti vendita: nuove aperture in cambio della chiusura dei meno redditizi.

Marcellino Gavio agli Orti Il patron del secondo gruppo autostradale italiano è stato avvistato nel noto ristorante milanese in compagnia della Ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini (!?) e del candidato Pdl alle imminenti elezioni per la provincia di Milano, Guido Podestà. Viste le partecipazioni di Gavio in Serravalle, se Penati dovesse perdere...

Cai che fai? Alitalia (e Airone) non trovano pace. Dopo la contestata vendita, la nascite di bad e best company, il dimagrimento di movimenti e rotte, il dehubbing di Malpensa e un aumento di alcune tariffe clou, non sarebbe lecito attendersi un miglioramento del servizio e un'alta puntualitàdei voli? No.


Il Verola Center non farà un buco nell’acqua

I

l nuovo centro commerciale Verola Center di Progetto Rem adotterà un innovativo sistema di separazione delle acque di prima pioggia mai adottato in Italia. La società Acqua Ambiente, specializzata nella raccolta, gestione e trattamento della acque di pioggia, ha realizzato un innovativo impianto utilizzando la tecnologia Nidiplast, già largamente utilizzata nei maggiori paesi europei. A causa di una falda idrica ad appena 3,24 metri di profondità, i progettisti del nuovo mall di Verolanuova hanno utilizzato dei blocchi alveolari modulari in propilene per evitare di ricorrere a consistenti interventi mirati ad abbassare il livello della falda che avrebbero comportato di conseguenza, oltre a possibili problemi tecnici, costi aggiuntivi e allungamento dei tempi di consegna. Il Verola Center, la cui apertura è prevista per l’estate 2009, si estende su una superficie di 28.000 mq.

Il “fuori casa” si conquista al bar

S

e calano i consumi nel settore away from home, l’unica soluzione è riuscire ad attrarre ancora il cliente all’interno dei punti vendita. Ed è proprio nei periodi di crisi che risulta fondamentale studiare il consumatore: per questo motivo Trade Lab, società di riferimento nelle ricerche di mercato, ha condotto un’analisi sui comportamenti d’acquisto e di consumo all’interno dei bar. L’obiettivo dello studio “in store behavior” ha l’obiettivo di fornire alle aziende uno strumento per ottimizzare gli investimenti all’interno dei bar e punti ristoro. L’azienda milanese ha presentato il proprio lavoro durante un workshop che si è tenuto a Milano il 28 aprile. Al convegno hanno partecipato anche Monica Balocco, marketing manager di Lavazza, e Serena Campana, direttore marketing di Autogrill, che hanno mostrato le innovazioni messe a punto dalle due aziende leader mondiali nel settore afh e le linee guida del rinnovamento apportato ai propri concept di vendita.

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r&f News MYAIR RINNOVA IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

L’assemblea di Myair.com Spa ha eletto il nuovo consiglio di amministrazione chiamando a farne parte anche Carlo Bernini, Vincenzo Soddu, Aldo Bianchini e Ildebrando Brollo. Il cda ha eletto Bernini presidente e Soddu vicepresidente. Il consigliere Brollo seguirà in particolare l’amministrazione e la finanza mentre Bianchini si occuperà delle relazioni esterne. Durante l’assemblea inoltre il cda ha deliberato il leasing operativo per altri due Airbus.

Palenzona nuovo presidente di Assaeroporti

L

’assemblea di Assaeroporti ha eletto Fabrizio Palenzona, già a capo di Aeroporti di Roma, presidente dell’associazione. Il nuovo presidente sarà affian-

cato da quatto vice: Fulvio Cavalleri (vicepresedente vicario), Giuseppe Bonomi (presidente Sea), Enrico Marchi (presidente Save) e Mario Fagotti (presidente Sase). Per fron-

Fabrizio Palenzona teggiare la crisi che sta investendo anche il settore aereo, Assaeroporti si impegnerà per raggiungere l’agognato adeguamento tariffario e la liberalizzazione degli aeroporti con minore traffico. A questo proposito, l’associazione intende attivare una sezione speciale che raccolga tutti gli scali al di sotto del milione di passeggeri per valorizzarli sia all’interno dell’associazione stessa che sui tavoli istituzionali. •

AL VIA LA FUSIONE TRA COOPSERVICE E CIR FOOD

Coopservice e Cir food hanno ipotizzato una possibile fusione fra le rispettive società incaricando i due presidenti Ivan Lusetti e Augusto Torreggiani di dare inizio all’iter di fusione che teminerà nel gennaio 2010 con la costituzione di una cooperativa ex novo. La nuova società potrà contare su oltre 20.000 addetti, su un fatturato consolidato superiore agli 820 milioni di euro e su un patrimonio netto che ammonta a 125 milioni di euro.

SEA PENSA POSITIVO

Sea, la società che gestisce gli aeroporti milanesi si aspetta di chiudere in positivo l’esercizio 2009, così come avvenuto per il 2008. A dirlo è stato il pre-

Burger King vuole crescere in Italia

B

urger King lancia una pro-

vocatoria e irriverente campagna marketing per spodestare il potere di Mc Donald’s: l’ultima trovata è il menù a 2,99 euro accompagnato dallo slogan “Hi Silvio, che ne pensi di questi incentivi al gusto” in riferimento al pacchetto anticrisi varato dal Governo. Per il 2009 Burger King ha pensato bene di lanciare una campagna di

L’Enac a Rapporto

L sidente della società Giuseppe Bonomi aggiungendo che, nonostante le difficili condizioni in cui il gestore opera, da inizio aprile il traffico su Malpensa è cresciuto del 10%. “E’ il primo segno positivo che abbiamo da inizio anno” ha confermato Bonomi.

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retail&food - giugno 2009

reclutamento per aumentare il numero di pdv nel nostro paese: “Entro cinque anni contiamo di arrivare a quota 200 ristoranti contro i 54 attuali, di cui due diretti. A

L’Enac giovedì 14 maggio alle 9.30 ha presentato il rapporto d’attività 2008, Enac: Autorità per l’Aviazione Civile¸ presso la Sala degli Atti Parlamentari della Biblioteca del Senato a Roma. Alla presenza del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, sono intervenuti il Presidente del Senato Renato Schifani, il Presidente dell’VIII Commissione lavori pubblici, comunicazioni del Senato Luigi Grillo, il Presidente e il Direttore Generale dell’Enac, Vito Riggio e Silvano Manera, insieme con i vertici delle principali realtà dell’aviazione civile: Rocco Sabelli (Amministratore delegato Alitalia-CAI), Pier Francesco Guarguaglini (Presidente di Finmeccanica), Olivier Jankovec (Direttore generale di ACI Europe), Bruno Nieddu (Presidente di ENAV), Fabrizio Palenzona (Presidente di Assaeroporti). Ha concluso i lavori il Ministro per le Infrastrutture e i Trasporti Altero Matteoli. Il Rapporto 2008 ripercorre il biennio 2007-2008, dalle ripercussioni della crisi finanziaria mondiale sul trasporto aereo alla soluzione della vicenda Alitalia.

conti fatti si tratta di una trentina di nuove aperture l’anno” ha dichiarato Vittorio Tuninetti, franchise sales manager di Burger King.


Nuova vita per FAS

MyChef atterra a Torino

D

al 1 maggio gli spazi di ristoro presenti nella food court (landside) dell'aeroporto di Torino Caselle, saranno gestiti da MyChef (Gruppo Elior). A fine aprile è stato siglato l'atto di compravendita del 51% della società Fas, titolare della concessione, detenuta precedentemente all'87% dal LSG Sky Chefs Italia e al 13% da CID Italia. Il nuovo azionariato prevede per MyChef con una quota del 51%, per LSG il 36% mentre CID rimane attestata sul 13%. Nel nuovo consiglio di amministrazione siederà Sergio Castelli con la carica di amministratore delegato, mentre il nuovo direttore dei punti vendita sarà Ernesto Catalano. E' previsto un completo e progressivo rinnovo dei format mentre nessuna novità riguarderà il personale. I ricavi complessivi sono stimanti in 6 milioni di euro, per circa 2 milioni di clienti l'anno. Attualmente l'offerta è molto ampia e comprende il bar caffetteriasnack, la birreria, il wine bar, il juice bar e gelateria, pizzeria, ristorante free flow, ristorante servito, la mensa dell'aeroporto e la gestione delle sale vip.

In aggiunta c'è anche il mediastore, ovvero una superficie retail di circa 600mq, con giornali, libri, complementari, dolciumi e f&b vario, abbigliamento ed accessori, articoli viaggio, ecc. Una novità per MyChef che non dovrebbe destare preoccupazioni, vista la consistente esperienza acquisita nella gestione dei market autostradali.

Bilancio positivo per Slow Fish

H

a registrato un incremento del 20% rispetto al 2007 l’edizione 2009 di Slow Fish che si è svolta alla Fiera di Genova e che ha attratto dal 17 al 20 aprile nei padiglioni liguri ben 55.000 visitatori. La manifestazione è stata organizzata da Slow Food, associazione internazionale che promuove l’educazione all’alimentazione sana e “biodifferente” contro l’omologazione dei cibi. La manifestazione Slow Fish, ormai giunta alla quarta edizione, ha il compito di sostenere il settore del marepesca che giace in condizioni precarie a causa della pesca illegale e alla mancanza di pratiche di sostenibilità ambientale. In occasione della fiera biennale, è stato tenuto a battesimo anche il nuovo padiglione B della fiera genovese progettato dall’architetto francese Jean Nouvel.

L’azienda biellese ha aperto, dopo quelli di Milano, Tokyo e New York, il suo nuovo global concept store all’Interno del Dubai Mall a Dubai. Il pdv misura quasi 500 metri quadrati e come gli altri global store, è stato progettato dall’architetto Peter Marino.

CAFFÉ FLORIAN A DUBAI

Collezioni apre a Porto e Dublino Ettore Riello

M © Ennevi - VeronaFiere

Riello nuovo presidente di VeronaFiere

L

’assemblea dei soci di VeronaFiere che si è tenuta lo scorso 20 aprile ha eletto il 53enne Ettore Riello nuovo presidente dell’ente scaligero. Riello, amministratore delegato della holding industriale Riello Group Spa, sostituirà Luigi Castelletti e rimarrà in carica fino al 2012. «Abbiamo davanti a noi alcune sfide importanti ed un contesto di mercato non semplice – ha dichiarato il neo presidente – Ma abbiamo anche la forza che ci deriva da anni di proficuo lavoro e relazioni importanti in Italia e all’estero da attivare e mettere al servizio dello sviluppo prossimo venturo».

NUOVO STORE ZEGNA A DUBAI

Ha finalmente aperto i battenti all’interno del Dubai International Financial Center di Dubai il nuovo caffè Florian, il più antico caffè italiano, aperto a Venezia, in piaz-

cArthur Glen aprirà entro la fine dell’esta-

te nuovi spazi retail negli aeroporti di Porto e Dublino. Dopo Venezia, lo sviluppatore di outlet inglese continua l’espansione del proprio concept Collezioni all’interno dei terminal europei. Oltre ai 21 negozi presenti al Marco Polo, Collezioni disporrà di 14 store di marche prestigiose nell’area delle partenze internazionali dell’aeroporto portoghese. La maggior parte delle insegne apriranno entro quest’estate, mentre i restanti negozi verranno inaugurati entro la fine dell’anno. Sempre entro l’estate verranno aperti anche sei unità all’interno del terminal 1 dell’aeroporto della capitale irlandese. Le due nuove aperture confermano la volontà del gruppo di espandere gli spazi Collezione all’interno degli aeroporti medio-grandi con le migliori perfromance di passeggeri in transito: lo scalo gestito da Ana Aeroportos de Portugal ha infatti registrato 4,5 milioni di pax nel 2008, il Dublin airport, invece, l’anno scorso ne ha contati ben 23,5 milioni.

za San Marco, nel 1720. All’interno del nuovo locale, i clienti possono trovare i prodotti dell’esclusivo merchandising Florian delle linee Lifestyle e Gourmet, che spaziano dal caffè ai vini, dalle porcellane ai profumi. Nei progetti di Florian ci sono ulteriori aperture, con la formula partnership: a luglio sarà aperto un nuovo locale al terzo piano di Harrods, nel centro di Londra.

retail&food - giugno 2009 9


r&f News VALZER DI NOMINE ALL’ANAS

È tempo di rimpasti in casa Anas, dove si prepara un giro di vite e di poltrone: dato ormai per scontato l’addio alla presidenza di Pietro Ciucci, al suo posto dovrebbe essere eletto Paolo Salvatore, 73 anni, già presidente del Consiglio di Stato. Da decidere ancora chi sarà nominato amministratore delegato. In lizza ci sarebbero quattro candidati: Maurizio Basile, ex a.d. di Aeroporti di Roma e condirettore di Anas; Angelo Balducci, ex sovrintendente alle opere pubbliche di Roma e attuale presidente del consiglio superiore dei Lavori Pubblici; Erasmo Cinque, imprenditore e Giuseppe Guglielmi, provveditore alle opere pubbliche del Lazio. In ballo anche la poltrona di direttore generale: il candidato principale sarebbe Michele Menna.

10 retail&food - giugno 2009

Vicolungo premiata da Icsc

P

remiata anche l’Italia agli European Shopping Center Awards 2009, i prestigiosi riconoscimenti assegnati ogni anno ai migliori centri commerciali europei. Durante la conferenza europea organizzata dall’Icsc, l’associazione internazionale degli shopping center, che si è tenuta a Barcellona dal 22 al 24 aprile, il Vicolungo Outlets ha ottenuto il riconoscimento nella categoria Development Specialised. Il foc di proprietà della spagnola Neinver, inaugurato nel 2004, ha infatti aperto nell’aprile dell’anno scorso una nuova area retail che ha permesso di raggiungere i 133 punti vendita. Delusione invece per gli altri candidati italiani Gran Sasso Gran Shopping di Teramo e il Campania di Marcianise. I due mall, sviluppati rispettivamente da Corio Italia e Foruminvest Italia, sono rimasti a bocca asciutta: a

conquistare gli awards nelle categorie New Developments medium e very large sono stati il centro commerciale Delta City di Belgrado e l’Istinye Park di Istanbul.

Autogrill e McDonald’s parlano francese

M

cDonald’s e Autogrill hanno firmato una

partnership esclusiva per l’apertura di nuovi fast food nelle aree di servizio autostradali gestite da Autogrill in Francia. L’accordo prevede la valutazione dell’opportunità d’ingresso del marchio McDonald’s anche negli altri canali di vendita di Autogrill in Francia, come aeroporti e

stazioni. Vincent Quandalle, direttore generale di McDonald’s Francia ha così commentato l’intesa: “L’esperienza acquisita negli anni da autogrill ci permetterà di raggiungere un importante posizionamento e livello di sviluppo sul canale autostradale, beneficiando della complementarietà dell’offerta e migliorando così il servizio al consumatore”.


Confida, risultati positivi nel 2008

C

onfida, l’associazione italiana della distribuzione auto-

matica ha appena festeggiato il trentennale dalla sua fondazione con un dibattito sul settore. Nel 2008 il numero dei distributori automatici sul territorio nazionale è cresciuto del 9,47%, passando dai 2.083.000 del 2007 ai 2.280.161 del 2008, mentre il numero delle consumazioni è rimasto più o meno stabile (+0,50%). Il fatturato ha subito una lieve flessione dello 0,33% passando da 2.723,6 a 2.714,7 milioni di euro. La diffusione dei distributori si conferma strategica in uffici e aziende (90,4%), mentre sono circa 20 milioni gli italiani che utilizzano giornalmente le vending. L’Italia si è confermata leader della produzione mondiale di macchine.

Ivs Italia acquisisce Vending System Italia

S

ofipa Sgr (Gruppo Unicredit) ha ceduto per conto del fondo mobiliare Sofipa Equity Fund il 97,05% di Vending System Italia al gruppo Ivs Italia Spa, che rappresenta il

principale operatore italiano nel settore della distribuzione automatica di cibi e bevande. Ivs, che ha un fatturato di circa 250 milioni di euro è presente, con le sue sedi, in tutta Italia e nel 2006 aveva rafforzato la sua presenta nel Sud Italia acquisendo la Italdrink, società napoletana leader nella distribuzione automatica in Campania. Con l’acquisizione di Vending System il gruppo Ivs consolida la sua posizione di leadership nel settore delle vending machine.

Apt Perugia, c’è l’intesa ’ stata finalmente firmata l’intesa per il nuovo aeroporto di Perugia Sant’Egidio che dal 2011 sarà in grado di movimentare un traffico annuale di 400mila passeggeri. La nuova aerostazione, i cui lavori

E

euro nel S.Egidio , perché è al centro di un’area importante e con prospettive di sviluppo sia per il turismo religioso che per il valore dell’ambiente” ha commentato il presidente dell’Enac Vito Riggio. Attualmente da Perugia vola la

dovranno essere finiti entro il 2010, è stata progettata dall’architetto Gae Aulenti: complessivamente l’operazione costerà circa 35 milioni di euro. “Abbiamo investito complessivamente 9 milioni di

AirAlps verso Milano, Roma, Lamezia Terme, Palermo e Londra, Belleair verso Tirana e Ryanair Verso Barcelona-Girona, ma altri vettori stanno trattando con Sase per nuove linee. retail&food - giugno 2009 11


r&f News Shopping all’inglese

RATTAZZI NUOVO PRESIDENTE DI ASSAEREO

Assaereo, l’associazione di Confindustria che rappresenta i vettori e gli operatori del trasporto aereo, ha eletto presidente Lupo Rattazzi, che succede a Fausto Cereti. Dopo la nomina, lo scorso aprile, Rattazzi ha designato vice presidente Fausto Pecci. Al termine dell’assemblea, durante la quale le compagnie aeree hanno ringraziato Cereti per l’opera svolta, è stata diffusa una nota nel quale le società hanno espresso “l’impegno unanime a dedicare le risorse più qualificate nell’ambito delle rispettive organizzazioni a supporto dell’attività associativa”.

INAUGURATO IL NUOVO MALL DI PERCASSI

Il 21 aprile ad Antegnate è stato inaugurato il nuovo centro commerciale del Gruppo Percassi. È il secodo shopping center della società aperto in provincia di Bergamo per il quale sono stati investiti 100 milioni di euro. Il centro commerciale, 42.500 mq di superficie commerciale per 90 negozi, una innovativa food-court, è stato costruito nelle vicinanze del futuro tracciato della Bre-BeMi, la direttissima MilanoBrescia il cui progetto definitivo dev’essere ancora approvato. A questa struttura sarà dedicato il “Taglio nastro” del numero di luglio/agosto di retail&food.

GENERAL GROWTH COLA A PICCO

Il secondo operatore degli shopping center made in Usa ha chiesto il passaggio in amministrazione controllata dopo aver registrato un debito di 27 miliardi di dollari. Le azioni di General Growth Properties, proprietario e gestore di circa 200 centri commerciali negli Stati Uniti, hanno perso il 97% del valore in un anno, situazione che ha portato la società guidata da Adam Metz irrimediabilmente alla bancarotta.

12 retail&food - giugno 2009

Regalare il lusso del tempo DALLA NOSTRA CORRISPONDENTE LONDRA - Entrare in un ipermercato o in un centro commerciale inglese vuol dire esporsi ad infinite possibilità di scelta. In una città dove ci sono negozi che si avvicinano in dimensioni allo stato del Lichtenstein e supermercati che superano i metri quadri di San Marino il concetto di: “Vado due minuti a comprare una cosa e torno” è pressoché impossibile. Capita, ad esempio, di andare a prendere il pane e restare bloccati per 10 minuti davanti alle milioni di scelte che invadono gli scaffali: baguette francese o baguel americano? Naam indiano o crostino toscano? Integrale, di farro, al formaggio? …Londra si vanta da sempre di accontentare i gusti di tutte le etnie che la popolano e sono molti i negozi che ci riescono. Il guaio è che tutte queste opzioni ultimamente non vengono più considerate un plus. Anzi. Perché di questi tempi non è di scarpe, gioielli o dessert sbalorditivi che la gente ha bisogno. Quel che tutti vogliono è una cosa sola: più tempo. Fare risparmiare tempo ai clienti è diventata l’ossessione di quasi tutte le attività commerciali del paese ed è il focus di gran parte delle loro pubblicità. In una città dove si può avere accesso praticamente ad ogni cosa il bene più prezioso è diventato il minuto risparmiato. La catena di supermercati Sainsbury’s, ad esempio, offre all’ingresso cartoline con idee menù. In ognuna il cliente trova le ricette, gli ingredienti e la posizione dove si trovano all’interno del negozio. Il consumatore così può andare dritto a prendere quello che gli serve e in pochi minuti riesce a portarsi a casa il necessario per la serata. Nei centri commerciali, invece, oramai è d’obbligo il personal shopper. Un tempo questi aiutanti costavano un occhio della testa e si trovavano soltanto nei negozi di lusso. Non più. Oramai il servizio lo si può avere dappertutto e il loro costo è irrisorio. Anzi, catene d’abbigliamento destinate ai ragazzi come TopShop offrono il servizio gratis e senza obbligo d’acquisto. Il personal shopper percorre chilometri a spasso tra i manichini, riuscendo a trovare le cose in metà tempo e permettendo al cliente nel frattempo di lavorare o risposarsi nella lounge.

Perfino i ristoranti si sono accorti di questa necessità. Il mitico Carluccio, ad esempio, vende nei suoi locali degli scatoloni con tutto il necessario per un picnic al parco, per una cena in casa o per una festa. All’interno ogni ingrediente è stato previsto, dallo champagne, al cibo al caffé. Perché perdere il tempo al supermercato quando Carluccio può fare la spesa per te? A Londra, anche la cultura si può avere in metà tempo. Le catene di librerie Waterstone’s e Borders riservano un intero scaffale ai consigli di lettura. Il cliente ha solo da scegliere uno stile o un argomento ed ecco che trova diversi suggerimenti proposti a volte dagli impiegati e a volte da autori locali. E se state programmando un viaggio lasciate che gli impiegati di Stanfords lo facciano per voi. Gli specialisti del negozio di Covent Garden, che ha più di 100 anni ed è una vera istituzione nella città, raduneranno mappe, guide e informazione sulla vostra destinazione per voi. Supermercati, librerie, negozi d’abbigliamento… è confortante vedere che perfino in questi tempi di crisi il tempo resta il bene più prezioso. Se state pensando in attirare dei consumatori dimenticatevi dei classici sconti o delle solite promozioni. Riuscire a regalare qualche minuto ai clienti: il segreto, credetemi, è tutto lì.

Il travel retailing visto da dentro

I

l mondo della vendita commerciale al dettaglio nei luoghi di viaggio è ancora una realtà tutta da scoprire, e da comprendere. Il volume Travel Retailing - Analisi, Strategie, Best Practices -, curato da Emanuele Sacerdote ed edito da Franco Angeli, raccoglie le esperienze sul “campo” di esperti del settore, tra i quali Andrea Belardini, direttore commerciale di Adr. per offrire a manager, consulenti, imprenditori della distribuzione, del retail, del marketing, studenti e docenti le chiavi di letture di un settore in continua evoluzione. Oltre ad entrare nello specifico dei luoghi di consumo ed acquisto del travel retail quali aeroporti, parchi a tema, hotel e factory outlet Sacerdote ha voluto focalizzare il libro sul ruolo del consumatore, sulle strategie di business da adottare ma anche sulle principali problematiche relative alle attività retail del comparto travel. Comparto che più di ogni altro dev’essere pensato e affrontato con spirito internazionale.

Nuria Perez Paredes


r&f News finanziarie dalle borse mondiali Ittierre batte cassa

Lapo Elkann

Il gruppo recentemente affidato alle cure del Commissario Stanislao Chimenti si dichiara non in grado di assicurare gli ingenti investimenti per rilanciare i propri marchi, che vorrebbe quindi vendere, Gianfranco Ferré e Malo. Su quest’ultimo esistono varie manifestazioni di interesse, in particolare da Matteo Marzotto (che però esiterebbe in quanto ha acquisito recentemente anche il marchio francese Madeleine Vionner), e da Lapo Elkann, che, soprattutto in questo momento di grande spolvero della Fiat, non penerebbe certamente a reperire le risorse finanziarie necessarie. Più difficile appare la posizione di Ferré, il cui bilancio 2008 ha registrato grosse perdite, tali da aver scoraggiato per il momento le avances dell’imprenditore nanchinese Yan Yu Ngok (Sergio Tacchini).

L’altalena delle scarpe E’ iniziato malissimo il 2009 per Adidas, che ha registrato un forte calo di vendite in tutto il mondo, ma soprattutto nelle zone fino ad ora più promettenti, Asia e Russia. L’aumento dei costi e dei debiti, nonché le difficoltà legate al rilancio del marchio Reebok recentemente acquistato, hanno fatto il resto, abbattendo del 95% il profitto nel primo trimestre. La quotazione del titolo è conseguente: dal primo gennaio ha perso oltre il 10%. Viceversa vanno le cose per Tod’s: il titolo, con un aumento del 31% dall’inizio dell’anno, vola in borsa: merito dei dati di chiusura del bilancio 2008, che vede le vendite aumentare del 10% e, soprattutto, gli utili crescere del 16%. Secondo il suo presidente Diego Della Valle inoltre, “la parte peggiore della crisi è passata, e quando tornerà il buonumore le cose andranno anche meglio”.

Luxottica chiede licenza Luxottica Group e Donna Karan International hanno annunciato il rinnovo per un periodo di altri cinque anni, e cioè fino a tutto il 2014, dell’accordo di licenza sulla progettazione, produzione e distribuzione in tutto il mondo di montature di occhiali da vista e da sole a marchio Donna Karan e DKNY. L’accordo prevede anche un’opzione per un ulteriore quinquennio.

Meno caffé da Starbucks Deutsche Bank abbassa il giudizio sui titoli della Casa americana, da hold a sell, fissando anche un target price a 7 dollari: giudizio alquanto impietoso, dato che il titolo veleggia attualmente tra i 10 ed i 13 dollari. La catena tuttavia, a giudizio di DB, sta soffrendo molto del calo dei consumi, e potrebbe essere costretto a chiudere numerosi punti vendita.

Luci ed ombre di Hugo Boss La grande maison tedesca, controllata da Permira tramite Valentino, non si sottrae al cliché già tante volte visto in questo scorcio d’anno, relativo al bilancio 2008: ricavi in progresso, anche se modesto a 1,70 miliardi di euro, ma utili in calo del 27% a 112 milioni. Il risultato però era già stato scontato dalle borse, in quanto il titolo, dall’inizio dell’anno, è aumentato del 20%.

14 retail&food - giugno 2009

La riorganizzazione secondo Autogrill Anche per il leader mondiale del retail e del foodservice il 2008 non si discosta dal cliché prevalente: ricavi in aumento, anche molto forte, del 19%, ma utili in diminuzione altrettanto forte (-17%). Entrambi i dati sono stati influenzati dalla politica espansiva di acquisizioni, Alpha Group, Aldeasa e World Duty Free. E’ partita quindi la campagna di razionalizzazione dei costi e delle strutture: in particolare sarà incisiva la manovra sul retail, che vede l’unificazione su scala mondiale di tutti i marchi acquisiti. Il mercato ha fiducia nel titolo, che è salito del 18%.

Geox si conferma superperformer Il record borsistico del maggio 2008 si chiama Geox, che registra un aumento del 50% in presenza di risultati briilanti: i ricavi sono cresciuti del 16%, mentre Ebit ed utile netto hanno conferamto i livelli dell’anno precedente, pur in presenza di un raddoppio degli investimenti, arrivati alla bella cifra di 94 milioni di euro. Confermato il dividendo di 0,24 euro per azione.

Mario Polegato


Indice retail&food2009 Investire nel R&F è un affare!

dire che gli indici nazionali performano ancora meglio di quelli del resto del mondo: insomma, esaminato il nostro mercato da tutti i punti di vista, non ci possiamo proprio lamentare... Mentre nel comparto del food è praticamente uguale il numero delle Imprese che migliorano rispetto a quello delle Imprese che peggiorano il loro indice, nel comparto del retail notiamo una massiccia maggioranza (16 su 20) di Imprese in crescita: e fra queste svettano l’italiana Geox (+ 50%, record delmese) e le francesi LVHM e PPR. Ed infine, dobbiamo con soddisfazione rilevare che questo è il terzo mese consecutivo di miglioramento: il che fa ben sperare nel prossimo futuro, anche se non possiamo ancora dire con serenità che la bufera sia passata.

T

orna decisamente il sole nei nostri due comparti. Infatti l’indice generale raggiunge quota 113,87, vale a dire che mette a segno un guadagno di quasi il 14% dall’inizio dell’anno; risultato tanto più pregevole quando si pensi che gli indici di borsa (sia lo SPMIB sia Il NASDAQ), pur positivi, si fermano entrambi poco sopra il 5%: ciò significa che il food ed il retail performano molto bene, e che anzi si evolvono ad un tasso che è quasi il triplo del resto dell’economia. Viene proprio da suggerire ai disorientati investitori di acquistare azioni nei nostri settori, ed infatti chi ha fatto così mette a segno guadagni di tutto rispetto. Dal punto di vista dell’Italia poi, dobbiamo

MERCATO HOLDING

PRINCIPALI SOCIETA'/ MARCHI POSSEDUTI

AUTOGRILL BURGER KING HLDGS DARDEN FESTAURANTS DINEEQUITY FLO GROUPE MCDONALD'S PAPA JOHN'S STARBUCKS YUM BRANDS INDICE FOOD AEFFE ADIDAS BENETTON GROUP BULGARI DAMIANI GEOX HUGO BOSS INDITEX LUXOTTICA LVHM

Hms Host, Aldeasa,Alpha Group, World Diuty Free Red Lobster, Olive Garden Applebee's, House of Pancakes Bistro romain,Hippopotamus, Maitre Kanter

KFC, Pizza Hut, Taco Bell Alberta Ferretti,Moschino, Pollini Reebok United Colors, Sisley

Valentino, Permira Zara, Pull and Bear,Massimo Dutti Louis Vuitton,Moet Chandon,Hennessy, Fendi, Dior, Zenith,Guerlain Antichi Pellettieri,Braccialini, Facco Gioielli

MARIELLA BURANI NIKE PPR RALPH LAUREN RICHEMONT SAFILO GROUP STEFANEL SWATCH GROUP TIFFANY & CO TOD'S INDICE RETAIL INDICE RETAIL&F00D SPMIB NASDAQ

Puma, Fnac, Gucci, Redcats,Conforama Polo LR, RL Watches Vacheron Constantin, Cartier, Dunhill

Omega,Longines,Tissot Valentina, Elsa Ferretti, Paloma Picasso Hogan, Fay

QUOTAZ. DI BORSA AL 08-05-09 31-12-2008 06-04-2009

Italia Nyse Nyse Nyse Francia Nyse Nasdaq Nasdaq Nyse Italia Xetra Italia Italia Italia Italia Xetra Xetra Italia Francia Italia Nyse Francia Nyse Xetra Italia Italia Xetra Nyse Italia

5,37 18,18 20,96 9,00 2,77 46,26 13,71 14,47 23,43 100,00 0,67 27,09 6,10 4,42 0,83 4,36 14,40 31,33 12,67 44,77

6,35 13,45 27,04 11,04 2,71 40,99 21,03 10,19 24,94

10,16 39,47 46,60 33,78 13,45 0,60 0,30 86,00 17,58 30,09 100,00 100,00 100,00 100,00

5,23 39,84 63,56 38,12 15,15 0,46 0,38 106,61 21,07 39,44

INDICI 118,25 73,98 129,01 122,67 97,83 88,61 153,39 70,42 106,44 102,33 100,00 90,92 101,64 99,77 132,53 150,00 120,83 104,21 125,41 135,34

0,67 24,63 6,2 4,41 1,1 6,54 17,4 32,65 15,89 60,59

51,48 100,94 136,39 112,85 112,64 76,67 126,67 123,97 119,85 131,07 117,72 113,87 105,39 105,14

L'indice Generale Retail&Food è ponderato nella misura di 1 (food) a 3 (retail) per tener conto della differente ampiezza dei rispettivi mercati. Tutte le quotazioni sono in euro. I cambi utilizzati sono: al 31/12/2008: 1 Usd = 0,779 euro; al 08/05: 1 Usd = 0,744 euro.

nel Mondo Indice food

Indice retail

Indice retail&food

0

0

0

+2,33%

-30%

+30%

-30%

+17,72%

+30%

-30%

+13,87%

+30%

in Italia

-30%

Indice food

Indice retail

Indice retail&food

0

0

0

+18,25%

+30%

-30%

+21,60%

+30%

-30%

+20,76%

+30%

retail&food - giugno 2009 15


r&f News PASSA DI MANO L’AUCHAN DI MONZA

Aperto da poco più di sette mesi e già messo in vendita. Il passaggio di mano dell’Auchan di Monza è avvenuto tra l’ex proprietario ImmobilarEruopea spa di Sergio Zancheddu, e il fondo immobiliare UniImmo, che fa capo alla tedesca Union Investment Real Estate Ag. Il colosso teutonico ha sborsato l’equivalente di circa 143 milioni di euro per aggiudicarsi, oltre allo shopping center, anche il centro polifunzionale che conterrà uffici e un albergo. Il centro commerciale brianzolo, che ha sollevato polemiche fin da quando venne progettato, sarà il secondo investimento del fondo immobiliare tedesco in Italia dopo il Carrefour di Pavia.

ELECTROLUX: NOBEL PER ECONOMIA E AMBIENTE

Si è svolta il 14 maggio la giornata dedicata a economia e sostenibilità ambientale, organizzata da Electrolux a Pordenone, alle presenza del premio Nobel Amartya Sen. Electrolux ha annunciato la riduzione del 15% del consumo di energia elettrica entro la fine del 2012 (rispetto al 2008), richiesto alle fabbriche, agli uffici e ai magazzini.

IL CC LA ROMANINA SMUSSA GLI SPIGOLI

Al via il restyling del centro commerciale La Romanina che punta ora ad un design dalle linee più morbide, arrotondate e lucenti. Una struttura metallica traforata e luminosa rivestirà infatti la superficie esterna dell’edifico. La fase di ammodernamento, che si concluderà entro il 2009, modificher�� anche gli interni: oltre ad una nuova piazza e ad un ammodernamento generale degli ambienti il centro, una volta concluso il restyle, sarà in grado di ospitare 112 negozi.

16 retail&food - giugno 2009

cosa occorre sapere per... A cura dello Studio Legale Cocuzza & Associati di Milano

La rinegoziazione dei canoni in tempi di crisi

I

n tempi di crisi come quelli che stiamo vivendo capita che i retailer e gli operatori commerciali si rechino dal proprio legale di fiducia con una considerazione ed una domanda chiara: l’attuale canone previsto dal contratto non è più sostenibile: come posso rinegoziarlo efficacemente? Da un punto di vista commerciale, come è noto, varie proprietà si stanno orientando per concedere sconti più o meno elevati sui canoni dovuti dai propri conduttori. E’ chiaro infatti che una certa flessibilità in un momento economico drammatico come è quello che stiamo vivendo presenta un vantaggio fondamentale per gli stessi proprietari: permette di scongiurare rischi di default, preservando un conduttore solvibile, il che è fondamentale nel frangente attuale. Naturalmente, la forza contrattuale degli operatori muta a seconda delle circostanze. E’ chiaro infatti che i marchi che conducono vari punti vendita in immobili facenti capo alla medesima proprietà/società di gestione potranno impostare un discorso molto più ampio, ottenendo solitamente di più, mentre i marchi con una presenza meno forte vi riusciranno presumibilmente meno. È chiaro poi che quanto più il contratto è prossimo a scadenza, quanto più facile sarà ottenere condizioni commerciali favorevoli, posto che la proprietà sia interessata al rinnovo. L’approccio in concreto seguito può contemplare, alternativamente, uno sconto sui 2 o 3 anni a venire, oppure uno sconto proporzionale su tutti gli anni residuali di durata contrattuale. Da un punto di vista legale, la riduzione del canone viene impostata diversamente a seconda dalla struttura vigente, vale a dire, rispettivamente, affitto di ramo di azienda (generalmente preferito per centri commerciali, aeroporti e stazioni) oppure locazione (spesso utilizzato per i centri storici). Per quanto concerne l’affitto di ramo di azienda,

la legge non pone vincoli al variare del canone negli anni, e infatti il canone pattuito può essere incrementato negli anni con percentuali crescenti e senza necessità che ciò risponda ad alcuna ragione particolare. Perciò sarà ben possibile, con il consenso espresso di entrambe le parti, modificare a piacimento, anche in costanza di vigenza contrattuale, l’importo dei canoni dovuti. Per quel che riguarda la locazione, le cose non sono così semplici. Infatti, la legge sulle locazioni (392/78) permette aggiornamenti del canone non superiori al 75% di quelle accertate dall’ISTAT dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati. Qualsiasi pattuizione diretta ad attribuire al locatore un canone maggiore è nulla per legge. Sarà pertanto necessario valutare attentamente, in questo contesto, una riduzione del canone avente effetto per tutta la durata residuale del contratto. In alternativa, sarà possibile una modifica, in diminuzione, anche soltanto per il numero di anni desiderato, ma dovrà essere redatta con attenzione per non incorrere nel divieto di legge. In ultimo, dal momento che sia per un tipo contrattuale che per l’altro la modifica comporta un variare della pattuizione originaria, sarà necessario, nel caso di affitto di azienda, recarsi dal Notaio per sottoscrivere una scrittura di modifica al contratto, e nel caso di locazione registrare presso l’Agenzia delle Entrate la scrittura modificativa. Avv. Alessandro Barzaghi

Nuova partnership tra Datalogic Mobile e Wincor Nixdorf

D

atalogic Mobile, grande protagonista nel mercato dei

computer portatili e leader della realizzazione di soluzioni complete di self-shopping, e Wincor Nixdorf, leader nella produzione e fornitura di servizi IT per il settore bancario e il retail, hanno annunciato di aver siglato un’intesa: secondo gli accordi, Wincor Nixdorf includerà i prodotti Datalogic Mobile nell’offerta di soluzioni a clienti effettivi e potenziali in tutto il mondo. Gian Paolo Fedrigo, amministratore delegato di Datalogic Mobile ha così commentato: “Siamo orgogliosi di promuovere questa alleanza strategica e di instaurare una costante e proficua e la collaborazione con Wincor Nixdorf. Grazie a questa partnership, Datalogic Mobile e Winxor Nirdorf forniranno ai clienti del mercato retail in tutto il mondo soluzioni complete per migliorare le loro operazioni commerciali”.


Osservatorio prezzi

L

’inedito osservatorio prezzi di questo mese è focalizzato sui foc (factory outlet center), i famosi outlet village che da qualche hanno stanno invadendo la Penisola e ora, in tempo di crisi, stanno tenendo alta la bandiera del retail grazie alla capacità svuotare gli stock di invenduto delle aziende della moda proponendoli ad un prezzo ribassato. La quasi totalità dell’offerta degli outlet ruota attorno al mondo dell’abbigliamento e proprio per questo il paniere utilizzato prende soprattutto in considerazione i capi e le calzature più significate di tre tipologie classiche di vestiario (casual, business e sportivo), ai quali viene aggiunto il tradizionale item del completo intimo femminile. Oltre agli articoli fashion, all’interno della rilevazione hanno trovato posto una ristretto campione di prodotti relegati al food & beverage: la presenza della ristorazione all’interno dei foc rimane marginale rispetto ai tradizionali centri commerciali tuttavia bar e ristoranti sono degli importanti indici di valutazione per l’elevata caratterizzazione leisure e turistica di questo canale distributivo.

Outlet village: il low price si fa pagare

Il bar a costo pieno I punti ristoro, ovviamente, non beneficiano delle politiche low cost e, in linea generale, applicano tariffe mediamente identiche a

RILEVAZIONE PREZZI AUTOSTRADE – OUTLET

ARTICOLO

VICOLUNGO OUTLETS Vicolungo (No) 131 pdv PREZZO

FOOD & BEVERAGE INTIMO CASUAL

BUSINESS

SPORTIVO

Caffè espresso Capuccino Acqua pet 50 cl Panino base Cono gelato 2 gusti Completo (reggiseno e mutande) Giacca donna Jeans donna Scarpe ballerina donna Completo uomo (giacca e pantaloni) Camicia uomo Cravatta uomo Felpa uomo Pantaloni uomo Scarpe sport uomo

0,90 1,30 1,20 3,30 2,30 10,00 30,00 15,00 9,00 169,00 36,00 22,00 19,90 29,90 19,90

SERRAVALLE DESIGNER OUTLET Serravalle Scrivia (Al) 176 pdv

MONDOVICINO OUTLET VILLAGE Mondovi (Cn) 85 pdv

FRANCIACORTA OUTLET VILLAGE Rodengo Saiano (Bs) 156 pdv

PREZZO

ESERCIZIO

PREZZO

PREZZO

Spizzico Spizzico Barbis Spizzico People Calzedonia Zuiki Zuiki Levi Strauss Del Mare 1911

0,90 1,10 1,10 3,20 1,80 5,98 29,00 19,50 27,90 99,00

Bottega del gusto Bottega del gusto Bottega del gusto Bottega del gusto Blue Bar Triumph Motivi Vs Factory Outlet Benetton Cacharel

0,90 1,30 1,00 2,50 n.d. 13,00 15,00 15,00 56,00 59,70

Del Mare 1911 Lanificio Angelico Officine Ricerca* Officine Ricerca Lotto

19,00 24,00 22,50 34,00 22,00

Cacharel David Mayer Puma Mr.Kenzy Adidas

27,30 19,00 25,00 15,00 29,90

ESERCIZIO

Prezzo più alto Prezzo più basso n.d. = non disponibile * = stesso prezzo anche nel negozio Fila ** = stesso prezzo anche nei negozi Scuderia e Sharada Cafè *** = stesso prezzo anche nei negozi Ciak Bar e Autogrill **** = stesso prezzo anche nel negozio Burger King

18 retail&food - giugno 2009

ESERCIZIO

FIDEN Fid 1

ESERCIZIO

PREZZO

1,00 1,30 1,00 3,20 1,80 Golden Point 12,80 Zuiki 39,90 Zuiki 15,00 Alviero Martini 17,00 Massimo Rebecchi 165,00

Cascina Vecchia Cascina Vecchia Cascina Vecchia Cascina Vecchia Cascina Vecchia Timecolor Zuiki Zuiki Bata Désiree

0,90 1,10 1,20 3,20 1,80 9,50 29,00 24,00 15,00 195,00

Tailor Club Tailor Club Puma Puma Fila

Feni Désiree Brooks Ltd Brooks Ltd Bata

Pizza Hop Pizza Hop** Square Bar** Square Bar**

39,90 14,00 9,90 9,90 9,00

29,90 10,00 48,50 17,50 38,00


quelle praticate dagli equivalenti bar e ristoranti presenti nei normali centri commerciali, se non lievemente maggiori in alcuni casi. Sui cinque articoli del comparto food & beverage, il panino base è quello dove si riscontra una differenza di prezzo maggiore: nei bar Square, Scuderia e Sharada cafè del Mondovicino Outlet di Mondovì è possibile mangiare un panino a 2,50 euro, un euro in Questa rilevazione è stata compita da Bds Consulting ed è stata effettuata prendendo in esame un campione di sei outlet sparsi nel nord-centro Italia: il Vicolungo Outlets di proprietà della spagnola Neinver, il Serravalle Designer Outlet firmato McArthur Glen, il Mondovicino Outlet Village promosso dal Gruppo Filea, il Franciacorta Outlet Village del fondo immobiliare tedesco Degi, il Fidenza Village sviluppato da Value Retail e il Fashion District di Valmontone.

NZA VILLAGE denza (Pr) 117 pdv ESERCIZIO

VALMONTONE OUTLET Valmontone (Roma) 193 pdv PREZZO

ESERCIZIO

Ca'Puccino Aida Ca'Puccino Ca'Puccino Aida Golden Point Motivi Quiksilver Quiksilver Ugo Colella

0,80 1,00 1,00 3,50 2,00 9,00 19,90 16,90 14,50 39,90

Squisito*** Squisito*** Fashion Caffè**** Squisito*** Fashion Caffè**** Golden Point Inverso Inverso Slam Inverso

18 Camiceria Stefanel Guess Puma Stefanel

15,00 17,00 9,90 12,40 22,00

Désiree Fellini Slam Inverso Adidas

meno rispetto ai Ciak Bar, Autogrill e Fashion Cafè del centro di Valmontone. Al contrario, proprio i punti ristoro del Fashion District romano si attestano come i più economici per i prodotti di caffetteria: cappuccino e acqua vengono venduti ad un 1 euro, mentre il caffè espresso viene prezzato a 0,80 euro, costo che al Cascina Vecchia del Franciacorta Outlet Village viene aumentato di 20 centesimi risultando così il più caro della rilevazione. Tutti i bar visitati nei restanti foc, invece, praticano il prezzo medio di 0,90 euro per l’item tazzina di caffè. L’articolo cono gelato due gusti vede invece un sostanziale allineamento a 1,80 euro (Serravalle Designer Outlet, Franciacorta Outlet Village e Fidenza Village), prezzo che diventa assai più caro al People (e al negozio della Lindt ) presente nel centro di Vicolungo (2,30 euro). Stilando un bilancio per la prima parte del paniere si denota che non esistono differenze particolarmente marcate nei prezzi tra le varie offerte. Le tariffe più alte e quelle più basse sono abbastanza sparse, anche se dal raffronto l’outlet della Neinver emerge come il meno conveniente (tre prezzi su cinque sono alti), mentre quello di Valmontone può essere definito come il più a buon prezzo.

Il valore è nella differenza Se il mondo del food offriva termini di paragoni meno netti (pochi prodotti nel paniere, minore il numero di punti vendita da rilevare), la vera e propria bagarre dei costi per quanto concerne gli outlet avviene sul loro vero terreno

di battaglia: la moda. I dieci articoli considerati dall’osservatorio prezzi hanno aiutato a comporre un quadro più completo della situazione dei prezzi nei villaggi del risparmio, i quali dichiarano di effettuare ribassi dal 30 al 70% sul prezzo originale. Nell’item completo intimo femminile si intuisce quanto possano essere differenti i deprezzamenti negli outlet: ogni foc propone un prezzo differente per l’accoppiata reggiseno-mutanda, sebbene tre negozi su sei riportano la stessa insegna. I punti di vendita Golden Point di Valmontone, Fidenza e Mondovì applicano rispettivamente l’importo di 9, 9,50 e 13 euro. Quest’ultimo, tra l’altro, è il prezzo più alto constatato per il prodotto di intimo. Il più a buon mercato, invece, risulta essere il Triumph di Serravalle Scrivia (5,98 euro). In merito alla sezione casual, nella nostra indagine Zuiki è il negozio più economico per gli articoli giacca donna (a Mondovicino) e jeans donna (a Vicolungo, Mondovicino e Franciacorta). Per entrambi i capi femminili l’insegna pratica un abbordabile prezzo di 15 euro ma, tranne che al Franciacorta Outlet il costo della giacca donna sale fino a 39,90 euro. Più del doppio rispetto all’outlet di Mondovì. Per le scarpe ballerina da donna, invece, il divario tra Vicolungo Outlet (Levi Strauss) e Mondovicino Outlet Village (Alviero Martini) sfiora i 50 euro. Differenze abissali si segnalano anche nella categoria business: per un completo uomo (giacca e pantaloni) si possono spendere dai 195 euro di Fidenza (pdv Ugo Colella) fino ai 39,90 di Valmontone (store Inverso).

Ricordando che i prezzi rilevati per ogni articolo sono i più bassi che si possono trovare nel foc, per determinati prodotti è lampante la differenziazione di offerta commerciale perseguita dagli outlet. La forbice di valore, invece, si assottiglia negli altri due articoli business: la camicia uomo “balla” tra un massimo di 39,90 euro riscontrato al centro bresciano (Feni) e un minimo di 15 euro riscontrato nel Fashion District (Désiree). Il prezzo della cravatta, invece, non varia più di 14 euro. Per quanto riguarda l’ultima sezione del paniere, il Franciacorta Outlet Village è quello che richiede meno esborso ai propri clienti: il centro di proprietà teutonica mette felpa, pantaloni e scarpe sportive a meno di 10 euro. Molto più costose le offerte del foc parmense per felpa (firmata Guess) e scarpe (by Stefanel), e i pantaloni Mr. Kenzy che si possono comprare a Serravalle. Tirando le somme, l’outlet con più negozi (sfiora i 200), e quindi con maggiori possibilità di scelta, risulta essere nella nostra indagine quello con un maggior numero di prezzi convenienti: il Valmontone Outlet registra su 15 rilevamenti sei prezzi bassi, e un solo prodotto è considerato più caro degli altri. Gli altri due colossi, Serravalle Designer Outlet (176 pdv) e Franciacorta Outlet Village (156 negozi), sembrano essere più bilanciati: il primo non spicca né per prezzi alti né per quelli bassi, il secondo ne ha in quantità entrambi. Al contrario, il Fidenza Village di Value Retail detiene complessivamente i prezzi più alti, soprattutto negli articoli d’abbigliamenM. C. to maschili. retail&food - giugno 2009 19


Star Trek food

Destinazione

MY CHEF

20 retail&food - giugno 2009


C

orreva l’anno 1990, ed un pimpante Silvio Berlusconi, non ancora entrato nell’agone politico, inaugurava a Tavagnacco, in provincia di Udine, uno dei primi centri commerciali della Standa in Venezia Giulia; tra i vari esercizi commerciali partecipanti a questa inaugurazione c’era una pizzeria al taglio appartenente al gruppo Chefitalia, che apriva

con l’insegna “Pizza Chef”. All’epoca la cosa aveva quasi il sapore di una primizia, in quanto le “pizzerie al taglio” a catena erano ancora molto rare: fino a quel momento infatti esisteva solo Spizzico dell’Autogrill, che a sua volta aveva stentato molto a decollare, e stava proprio in quell’epoca cominciando la sua espansione su scala nazionale. L’apertura del cor-

LE CIFRE CHIAVE DELL'ULTIMO TRIENNIO (in migliaia di euro) %

2006 Ricavi MOL Ris.Operativo Utile N. Personale Costo Personale Ammortamenti Ricavi/pers €

69.992 6.487 5.114 2.488 793 17.035 1.846 88.262

9,3% 7,3% 3,5% 24,3% 2,6%

RIPARTIZIONE PERCENTUALE DEI RICAVI PER CANALE

2007 86.796 9.365 7.521 3.968 887 19.170 2.308 97.853

% +24% 10,8% 8,7% 4,6% 22,1% 2,7%

2008

%

94.809 9.250 7.083 3.686 976 21.645 2.768 97.140

+9% 9,8% 7,5% 3,9% 22,8% 2,9%

tab. 2

C. Commerciali - Fiere - Stazioni 15%

STAR TREK FOOD PUBBLICATI AD OGGI Aeroporti 43%

Autostrade 42%

tab. 1

Numero

Società

1/2008 3/2008 5/2008 9/2008 1/2009 3/2009 4/2009 5/2009 6/2009

Autogrill Vera Cremonini Cigierre Sebeto Vesevo Lupo Sarni Brek Cibis My Chef

retail&food - giugno 2009 21


Star Trek food ner pizza di Tavagnacco quindi, oltre che segnalare la comparsa di un secondo competitor nel segmento, poneva anche una importante pietra nell’attività della Chefitalia, in quanto sanciva un cambio radicale delle politiche e delle strategie del Gruppo.

Una “catena” di conseguenze Chefitalia infatti fino ad allora aveva operato essenzialmente nel campo della ristorazione collettiva, ed era anzi divenuta nel tempo una delle “sei sorelle” leader di questo settore assieme a Camst, Cir, Gemeaz, Onama e Pellegrini. È vero che da parecchi anni gestiva anche delle attività di ristorazione “commerciale”, e cioè bar e ristoranti in alcuni aeroporti, in particolare a Milano e Pisa: però questa attività era vissuta come una piccola differenziazione, priva di significato strategico, in un gruppo che voleva diventare il primo nella classifica delle società di ristorazione collettiva. Ma l’apertura dell’esercizio di Tavagnacco rovesciava questa prospettiva. Innanzitutto perché per la prima volta il gruppo Chefitalia elaborava e realizzava un nuovo concept, quello della pizza al

Competizione sana e benchmark a livello mondiale Intervista a Leopoldo Resta, direttore commerciale di My Chef Spa Come giudica il mercato italiano nel quale operate? Lo giudico senz'altro ricco di opportunità, ma anche di competizione, non sempre sana. Nello specifico, mi preoccupa il comparto autostradale dove i costi sono eccessivi e le flessibilità limitate, e la committenza deve prenderne maggiormente atto: èvero che si osservano i primi segnali di sensibilitàin questo senso, ma l'impatto dovràessere maggiore, se si vuole ovviare alla degenerazione della qualità e del servizio da parte di taluni operatori. Il passaggio della maggioranza MyChef a Elior quali vantaggi ha portato? Notevoli nuove possibilità. Al di là della capacità di investimento, per un piano di crescita non solo organica, nuovi concept da portare in Italia, significative sinergie nei costi di acquisto, strumenti di gestione basati su sistemi e benchmark a livello mondiale. Come si è chiuso il 2008 e che prospettive avete per il 2009? Il 2008 ha visto soffrire soprattutto gli aeroporti, in particolare MXP, in quanto alla crisi si è sommato il passaggio AZCAI, anche se la flessibilità di gestione ha consentito di limitare l'impatto alle vendite, ovvero conservando i margini del budget. Anche il 2009 soffrirà, soprattutto nelle autostrade, dove per la prima volta nella storia si vede il traffico flettere, ed in questo caso la flessibilità di gestione è molto più limitata. Su quali canali/location state realizzando i maggiori investimenti? Abbiamo sostanzialmente concluso una stagione di grandi investimenti su tutti i nostri aeroporti. Ora si apre una fase altrettanto importante di ristrutturazione delle autostrade: ben 2 mall ed altre 6 aree di servizio da rinnovare completamente, tutto nei prossimi due anni. La realizzazione recente di cui siete più soddisfatti? Gli esempi sono senz'altro molti, mi preme ricordare l'ingresso ad Orio, con risultati immediati, d'immagine ed economici, oltre a Linate che è stato completamente rinnovato: dall'inserimento del McDonald's, di Espressamente Illy e di Arnaldo Caprai, oltre al rinnovo completo dei nostri 10 locali.

22 retail&food - giugno 2009

taglio, definendo l’ambizione di creare una “catena” di analoghi esercizi. In secondo luogo la fuoriuscita dal tradizionale canale aeroportuale segnalava la volontà del gruppo di crescere nella ristorazione commerciale, investendo in questo segmento adeguate risorse finanziarie, di attenzione e di risorse umane. Il gruppo cioè aveva capito che, al di là della somiglianza formale, in realtà fra la ristorazione commerciale e quella collettiva esistono ben poche sinergie; che in sostanza si tratta di due attività del tutto diverse, che richiedono approcci, metodi e uomini diversi. Da quel lontano 1990 il cammino percorso è stato lungo, ma deciso ed anche rapido. La prima mossa fu quella di separare le attività “commerciali” da quelle del resto del gruppo, concentrandole in una società dedicata, che è appunto l’attuale My Chef Ristorazione Commerciale.


L’espansione nei nuovi canali Si veniva così a creare una competenza specifica in un settore nel quale il know how era tutto da costruire: all’epoca non esistevano grandi catene se si eccettuano appunto Autogrill e Cremonini con i suoi Burgy (McDonald’s era ancora di là da venire, non essendo riuscito a sfondare in Italia). La nuova realtà, che all’epoca fatturava poco più di 10 milioni di euro, cominciò a svilupparsi a ritmi piuttosto sostenuti; in breve tempo My Chef inaugurò una ventina di esercizi, soprattutto corner pizza e bar ma anche grandi self service, in altrettanti centri commerciali, espandendosi anche territorialmente fino al centro Italia. Nel frattempo metteva a frutto la sua lunga esperienza in campo aeroportuale aggiudicandosi negli anni vari punti vendita in numerosi aeroporti: oltre che Milano Linate e Malpensa, anche a Roma, Genova,

Palermo, Bari, Brindisi, Pisa, Firenze e Bergamo. Nel 2003 arriva infine una grande svolta: il mercato della ristorazione nelle aree di sosta autostradali, fino a quel momento appannaggio quasi esclusivo di Autogrill, si apre: l’Autorità garante della concorrenza prescrive ad Autostrade per l’Italia di assegnare le concessioni per mezzo di gare pubbliche, e in conseguenza di ciò dà la possibilità di ingresso a nuovi player. Tra questi c’è naturalmente la My Chef, che può partecipare alle gare, pur non avendo alcuna esperienza specifica, grazie ad alcune variazioni intervenute nel frattempo nel suo capitale sociale. Infatti nell’anno precedente il gruppo francese Elior, leader nella ristorazione autostradale in Francia e Spagna, aveva assunto una partecipazione del 40% (ora è passata all’80%) in My Chef, e vi aveva apportato un notevole contributo sia di know how sia di conoscenza

e fiducia degli altri grandi player in gioco, e cioè delle Compagnie petrolifere. Fu così che My Chef poté stringere un accordo con Total, e questo accordo si rivelò di grande importanza per consentire i primi passi nel segmento delle concessioni autostradali.

My Chef e l’ “alternativa” La My Chef di oggi si presenta come una realtà piuttosto articolata. È presente in tutti i canali della concessione, come possiamo vedere nell'apposita tabella. I due canali principali, aeroporti ed autostrade, hanno oramai più o meno la medesima importanza in termini di fatturato, ma la differente ampiezza dei due mercati fa sì che la presenza nelle autostrade sia ancora relativamente debole, mentre l’attività negli aeroporti è tale da delineare una leadership condivisa con Autogrill. Il canale autostradale, tuttavia, proprio gra-

zie alla sua maggiore ampiezza, è quello destinato nei prossimi anni a crescere in misura maggiore; ma My Chef guarda anche a tutti gli altri siti della ristorazione moderna, e cioè, oltre che ai centri commerciali, anche alle stazioni ferroviarie, alle fiere, ai musei, agli stadi e così via. L’ambizione è insomma quella di affiancarsi al leader del mercato senza velleità particolari, ma offrendo una valida alternativa di gusto, di prodotto e di immagine. La ricerca dell’ “alternativa” è infatti una costante nell’attività di My Chef, una costante che l’ha portata ad elaborare, per esempio, un concept del tutto nuovo nella ristorazione autostradale, e cioè l’Antica Locanda. Questo marchio definisce un ristorante veramente “tipico” di ogni località in cui è situato, alla quale si adatta non solo con il completamento del nome (“Antica Locanda del Valico” a Roncobilaccio, “Antica Locanda della Battaglia” a Marengo, e così via ), ma anche con l’offerta di alcuni piatti tipici della zona, intesa come un’area di 20/30 chilometri attorno al sito, completata dalla possibilità di acquistare i prodotti locali intesi nello stesso senso. Chiaro allora che il concetto di “cucina regionale” viene declinata in maniera completamente diversa rispetto ai modelli precedentemente esistenti: si tratta di “cucina locale”, strettamente legata alla cultura del territorio circostante. L’analisi di questo importante competitor non sarebbe completa senza due parole sulla struttura e sulle risorse umane esistenti in seno all’Azienda, che è governata da un dinamico Direttore Generale, Sergio Castelli, coadiuvato da tre capi divisione: Luigi Jametti per gli aeroporti, Luigi Refuto per le autostrade e Paolo Rocco per gli altri canali. La direzione commerciale e marketing è affidata a Leopoldo Resta, mentre l’amministrazione e la finanza sono appannaggio di Andrea Medaglia. Il Presidente è nominato dalla Chefitalia, che attualmente è partner di minoranza con il 20% del capitale sociale, e garantisce una ideale simbiosi tra le esperienze dei due grandi gruppi associati. La Società conta circa 1200 dipendenti e gestisce circa 150 punti di ristoro in Italia. Giorgio Mirabelli

retail&food - giugno 2009 23


Star Trek retail

Destinazione L

e borse, si sa, sono una delle più grandi passioni femminili. Spesso però, nomi come Chanel, Louis Vuitton, Burberry o altri marchi del lusso sono proibitivi per le tasche di molte rappresentanti del gentil sesso. Per chi non può permettersi questi top brand oppure vuole fare shopping senza eccessivi sensi di colpa, o semplicemente desidera avere un prodotto più giovane e dinamico, viene in aiuto Carpisa, marchio di proprietà della Kuvera spa nato otto anni fa a Nola (NA), che in breve tempo è diventato uno dei brand made in Italy più apprezzati. La produzione dell’azienda napoletana è più che mai varia: borse, valige, piccola pelletteria, linee professionali e accessori di moda con tantissimi modelli soprattutto per le donne. Si va dal classico allo stile più giovane, con

24 retail&food - giugno 2009

varietà di colori, tessuti e forme con borse per tutti i gusti, a tracolla, a mano, da spalla. C’è comunque spazio anche per l’uomo con portafogli, ombrelli, borse per ufficio, trolley e valigie da viaggio. Da poco, infine, si prova a soddisfare anche i capricci dei più piccoli con le coloratissime linee baby e scuola. Il tutto in quattro collezioni stagionali. Nice price, un buon rapporto qualità/prezzo, attenzione alle tendenze della moda, collezioni ampie e ricche di proposte rivolte a un target esteso, variegato e dalle svariate esigenze, sono la ragione del fenomeno commerciale che ha reso l’azienda napoletana brand leader in Italia nel settore della pelletteria. Ma per spiegare un trend che dal 2004 al 2007 ha incrementato il valore della sua produzione del 373% con una crescita del

risultato al lordo delle imposte pari al 474% non basta un buon prodotto alla moda con prezzi ragionevoli (vedi tab. 1).

La tartaruga sprint frantuma tutti i record L’entità di tutto riguardo della crescita e soprattutto la sua progressione costante nel corso degli anni sono evidentemente una combinazione di più fattori: strategie commerciali, di comunicazione e di vendita supportate da un programma chiaro di potenziamento verticale della struttura aziendale. Fondamentale, poi, la scelta del franchising come principale forma di distribuzione, fatto che garantisce un modello flessibile e dinamico, con grandi capacità adattative. Infatti in otto anni Carpisa sviluppa un rete di oltre 450 punti vendita (di cui circa 420 nel nostro Paese, i

restanti all’estero) con negozi in franchising (la maggior parte) e a gestione diretta (ad oggi una trentina). Grazie a una massiccia campagna di aperture in questi ultimi anni l’azienda ha consolidato sempre più il brand in Italia con una predilezione per le location nei centri storici cittadini e nei centri commerciali, dove i punti vendita monomarca sono quasi la metà del totale e, proprio per la tipologia di prodotto, con anche la presenza nelle stazioni ferroviarie (Roma Termini e in queste settimane l’apertura in Stazione Centrale a Milano) e negli aeroporti (Napoli Capodichino, Torino Caselle, Milano Malpensa e Roma Fiumicino). Le insegne Carpisa sono diffuse capillarmente e ben distribuite sul territorio nazionale, con una particolare densità proprio


DATI DEL BILANCIO DI KUVERA SPA

Ricavi da vendite e prestazioni (€) Utili (€) Fatturato per dipendente (€) ROE ROI MOL su RICAVI Rapporto di indebitamento

tab. 1

31-12-2007

31-12-2006

31-12-2005

31-12-2004

31-12-2003

86.679.909

65.858.956

44.154.392

23.992.198

12.470.453

8.016.069 451,457

6.519.037 472.107

4.761.041 401.403

1.766.762 461.388

592.033 n.s.

38,2% 20,2% 18,3% 69,8%

44,6% 22,7% 18,0% 70,0%

58,8% 20,6% 18,8% 78,4%

52,9% 14,10% 13,80% 83,80%

40,1% 9,90% 11,50% 88,10%

Fonte aziendale

PUNTI VENDITA CARPISA Macroaree

Totali

Italia Estero

412 28

Regioni italiane con maggiore diffusione

180 19

Totali

Piemonte Lombardia Lazio Campania Sicilia

di cui in centri commerciali

di cui in centri commerciali

49 44 53 56 48

21 29 27 15 12

Aereoporti: Torino, Milano MXP, Roma FCO, Napoli Stazioni: Milano Centrale, Roma Termini Fonte aziendale (aggiornata ad aprile: i dati possono aver subito qualche variazione)

a bocca aperta. Già perché a leggere il trend di questi ultimi anni di Kuvera, società a cui il brand Carpisa fa capo, sembra di avere davanti un giaguaro lanciato in corsa: il 2007 si è chiuso con un fatturato di più di 86 milioni di euro (+31,61% rispetto al 2006), il risultato ante imposte è stato di 14 milioni con un +25% rispetto all’anno precedente. Ma non basta, perché nel 2007 sono stati aperti ben 69 punti vendita (di cui 8 gestiti direttamente dalla società) STAR TREK RETAIL PUBBLICATI AD OGGI Numero

Società

1/2008 7/2008 11/2008 1/2009

Autogrill Geox Calzedonia Conte of Florence Zegna Giochi Preziosi Morellato Carpisa Kuvera

3/2009 4/2009 5/2009 6/2009

nel Sud, dove la Campania e la Sicilia superano come numero di punti vendita rispettivamente il Piemonte e Lombardia, mentre il Lazio si attesta al secondo posto dopo la regione partenopea. Ma non basta: la società nolana riscuote successi anche nel mercato internazionale con più di trenta di store sparsi in Arabia, Bosnia, Cipro, Costarica, Germania, Grecia, Malta, Montenegro, Polonia, Serbia, Svizzera e Inghilterra. E’ del 2007 l’inaugurazione del flagship store londinese di Oxford Street: 500 mq su quattro livelli (tre adibiti a vendita e uno a deposito) per un investimento di 3 milioni di euro, premiato alla fine del 2007 con l'Internationalisation Business Award, premio dell'Uk Trade & Investment (Ukti), l'agenzia governativa che supporta le aziende britanniche

all'estero e favorisce gli investimenti diretti dall'estero verso il Regno Unito. Un evento che ha rappresentato un importante traguardo nella costruzione della visibilità a livello internazionale della piccola tartaruga verde e grigia, logo di Carpisa (vedi tab. 2). Ed è proprio la velocità di questa testuggine, abitualmente animaletti lenti e impacciati, nel raggiungere tutti gli obiettivi a lasciare

con una crescita del 22%. A gonfie vele anche l’espansione internazionale con l’apertura di 7 store all’estero e del prestigioso negozio a Londra. Il giro d’affari dei punti vendita franchising rimane a fare la parte del leone (72,6 milioni rispetto agli 11 delle insegne di proprietà), tuttavia sono gli store a gestione diretta a vedere crescere maggiormente i guadagni (+38% sul

+30% del franchising). Per farsi un’idea del fenomeno Carpisa bisogna comunque fare un’analisi dinamica dei dati di bilancio dell’azienda napoletana. Il giro d’affari del 2007 è pari a dieci volte quello del 2002 e gli utili da quasi 600mila euro nel 2003 sono passati a 8milioni. Una crescita che è notevole nel settore di riferimento, se consideriamo che big come Antichi Pellettieri (che fa capo a Mariella Burani Fashion Group e comprende i marchi Baldinini, Biasia, Braccialini e Coccinelle) con i suoi 330 milioni di fatturato consolidato nel 2007 ha registrato un +16,6% sull’anno prima, mentre la nostra testuggine mette a segno nello stesso anno 87 milioni e un balzo del +31,6%. Ben avanti rispetto ai dati, comunque positivi, di Furla (148 milioni di giro d’affari dello stesso anno con un +16,7%) o Mandarina Duck (87 milioni e +11%). Ma c’è dell’altro: dal 2003 al 2007 la redditività caratteristica ha registrato valori fortemente positivi (con un ROE che si attesta per il periodo su un range che va dal 40% al 60%). Inoltre, la società ha un buon equilibrio di liquidità e si dimostra sana con un indebitamento non elevato (e comunque in riduzione rispetto agli anni precedenti). Incrementi significativi anche su rapporto MOL/ricavi e una crescita notevole anche dal punto di vista dell’occupazione (+65 unità solo nel 2007 arrivando a toccare 225 dipendenti in totale a fine anno), per conseguenza sia dell’aumento dei punti vendita gestiti direttamente sia dell’aumento delle attività esercitate presso la sede centrale. Ma all’equazione di questo successo mancano due termini, utili per comprendere appieno la “cavalcata trionfale” della piccola tartaruga.

Media, sport, cultura: ovunque vai, Carpisa trovi. La prima è la comunicazione. Kuvera nel 2007 ha speso 8 milioni di euro in advertising (+26,9% sull’anno prima e poco meno di un decimo del fatturato) con un forte impegno sui media che ha consentito di rafforzare la visibilità del marchio e la sua differenziazione rispetto la concorrenza, ciò in contemporanea con il cambiamento del layout dei punti vendita. A conretail&food - giugno 2009 25


Star Trek retail FATTURATO (Euro)

tab. 3

100.000.000 90.000.000 80.000.000 70.000.000 60.000.000 50.000.000 40.000.000 30.000.000 20.000.000 10.000.000 0 2000

2001

2002

2003

2004

2005

2006

2007

MARGINE DI C/E IN % DEL VALORE DI PRODUZIONE 30 27,5 25 22,5 20 17,5 15 12,5 10 7,5 5 2,5 0 2000 Valore aggiunto

2001 MOL

2002

2003

2004

2005

2006

2007

2005

2006

2007

Risultato operativo

RAPPORTO DI INDEBITAMENTO 92,5 90 87,5 85 82,5 80 77,5 75 72,5 70 67,5 2000

2001

2002

2003

ferma del suo carattere giovane Carpisa vanta una presenza di tutto rispetto nel mondo dello sport. Quest’anno il marchio nolano appare sulle magliette del Napoli calcio femminile e del Ciss Napoli (basket in carrozzina), è sponsor della Federazione italiana nuoto, ed è legato a Diego Testa (offshore). Nel 2005/2006 è stato sponsor del Napoli basket (A1 maschile) con cui ha conquistato una Coppa Italia e dal 2002 al 2003 del Posillipo (pallanuoto maschile A1). L’azienda ha visto l’anno scorso come testimonial d’eccezione per la sua campagna pubblicitaria Federica Pellegrini, oro olimpico nel nuoto. Sempre il 26 retail&food - giugno 2009

2004

2008 è stato l’anno dell’accordo di co-marketing con Aurora Assicurazioni, per dare come ulteriore impulso all’acquisto delle sue valigie un’assicurazione per la perdita del bagaglio con qualsiasi compagnia aerea. Una valida intuizione commerciale confermata anche quest’anno. Di questi mesi, poi, lo sconto sull’acquisto di una crociera MSC in caso di acquisto di un articolo Carpisa. Non manca poi una massiccia pianificazione su riviste patinate, stampa quotidiana e grandi affissioni. Nella prima parte dell’anno è stata presente sulle reti nazionali (con il programma XFactor a febbraio) per le telepromozioni. Senza contare le sponsorizzazioni a eventi culturali come il Carpisa Neapoli festival o all’edizione di Galassia Gutenberg nel 2008, oppure ad associazioni come il FAI (Fondo per l’ambiente italiano). L’anno scorso poi l’accordo con Livingston, compagnia aerea specializzata in voli charter, che nella stagione 2008/2009 mette a disposizione di Carpisa (e della cugina Yamamay) gli spazi promozionali a bordo degli aeromobili della propria flotta, tra i quali i seat pockets, i canali di intrattenimento di bordo audio/video, l'inflight magazine, alcuni items della dotazione catering e, soprattutto, la fusoliera

degli aeromobili Airbus A330 e A321 che verrà personalizzata con l'applicazione di adesivi.

Contro la crisi l'ingegno napoletano E, infine, l’ultima, ma certamente prima per ordine di importanza, ragione di questa ascesa della piccola tartaruga: chi l’ha creata e ora la dirige. Carpisa, infatti, è un’azienda giovane, come il suo target principale, e nasce nel 2001 dall’unione delle esperienze della famiglia Carlino, da generazioni produttori di pelletteria di prestigio, con quella legata alle formule di franchising dei Cimmino. Al timone i due fratelli Carlino con Raffaele, presidente della società e designer delle collezioni e Maurizio, amministratore delegato insieme a Gianluigi Cimmino (a.d. anche della cugina Yamamay). Ai tre si aggiunge Sergio Ubaldo, incaricato allo sviluppo del retail. Cariche sociali che riflettono la struttura proprietaria con la famiglia Carlino che detiene il 70% delle quote di Kuvera (30% Raffaele, 30% Maurizio e 10% Luisa), lasciando a Sergio Ubaldo il 5%. Il restante 25% delle azioni è in mano alla Mo.Ge.Ca srl (Moderne Gestioni Commerciali), società di proprietà dalla famiglia


AZIONISTI E ORGANIRAMMA

tab. 4

Azionisti Maurizio Carlino Raffaele Carlino Luisa Carlino Sergio Ubaldo Mo.Ge.Co.

30% 30% 10% 5% 25%

Organigramma Raffele Carlino Maurizio Carlino Gianluigi Cimmino

Presidente Amministratore delegato Amministratore delegato

la conquista e il rafforzamento in mercati emergenti, anche se in questo disgraziato periodo in contrazione, come la Spagna o l’Est Europa con la Serbia e la Polonia, e, per non farsi mancare nulla, con aperture anche negli Emirati Arabi e in Costa Rica, paesi che sembrano avere un alto potenziale per la nostra pic-

cola testuggine. Infine, all’espansione distributiva, tanto per non stare con le mani in mano, sembra si affiancherà anche il rinnovamento di tutti i punti vendita, processo inevitabilmente lungo (si parla di almeno un triennio) considerato il loro numero. Un bel programma, per un’azienda che l’anno scorso si è piazzata 11° (su 800 analizzate e davanti a big come Ferragamo e

Trussardi) nella speciale classifica

stilata da Pambianco Week per le azienda della moda e del lusso che hanno le carte in regola per entrare nei prossimi 3/5 anni in Borsa. Non è dato sapere se questo sia l’obiettivo a breve del management: per ora la nostra tartaruga si accontenta di continuare a tagliare traguardi, infrangendo record, correndo ben più veloce di una lepre. David Montorsi

Cimmino, con Gianluigi che ne controlla un 1/3 (vedi tab. 4). Insomma, un bell’esempio di imprenditoria meridionale ad alti livelli, che in sette anni di corsa della loro piccola tartaruga è riuscita a sfondare nel 2008 il tetto di 103 milioni di euro, portando a casa un +16% sul 2007, che sarà anche la metà rispetto alla crescita dell’anno precedente, ma che di questi tempi di crisi globale è oro colato, soprattutto quando l’EBITDA del 2008 è balzato di oltre il 19% e l’utile netto, con un aumento del 10%, ha superato i 10 milioni. E sono proprio i programmi per quest’anno a continuare a stupire con le recenti dichiarazioni alla stampa di Maurizio Carlino che scommette su 2009 positivo per la società da lui presieduta nell’ordine di un +13% di giro d’affari e altri grossi investimenti soprattutto nella rete distributiva: per il 2009 obiettivo 500 insegne con la tartaruga stilizzata in tutto il mondo. Il che significa 50 negozi in più entro l’anno, di cui 30 nel primo semestre con aperture in Polonia, Turchia, Spagna, Svizzera, Grecia e Serbia e in alcuni importanti centri commerciali italiani come quello di Mestre, e poi a Cagliari, Padova, Venezia e Milano. Dieci in più rispetto alla quarantina di insegne inaugurate l’anno scorso. Una bella sfida in un anno in cui molti nel settore affrontano grandi difficoltà con conseguenti contrazione di negozi e personale. Questa crescita è riferibile anche alla capacità produttiva e organizzativa con l’ampliamento della sede dell’Interporto di Nola, dove già avveniva parte della produzione, mentre il resto è dislocato in Europa e in Cina: 10mila metri quadrati destinati a uffici, centro stile e spazi espositivi per un investimento di 30 milioni. Le prospettive del management sono sempre più rivolte all’espansone all’estero con programmi di investimenti per retail&food - giugno 2009 27


SPECIALE EIRE 2009

SPECIALE EIRE

Le migliori opportunità per retail e ristorazione

I

mmobiliaristi e costruttori scaldano i motori in vista di Eire 2009, la più importante manifestazione italiana dedicata al mondo del real estate che si svolge dal 9 al 12 giugno nella fiera di Rho-Pero. Tutto è ormai pronto, quindi, per la quinta edizione di un evento che si trova a dar luce (e a rappresentare) a un settore mai messo così tanto alle strette come negli ultimi 12 mesi. L’effetto di credit crunch e l’involuzione dei consumi generati dalla crisi finanziaria hanno costretto gli operatori a un netto ridimensionamento che, fortunatamente, in molti casi si è tradotto in una maggior attenzione alla qualità a discapito delle realizzazioni meno remunerative e, ne siamo certi, complessivamente meno utili alla società. In particolare il settore dei centri commerciali, che nell’offerta espositiva dei padiglioni milanesi costituisce una parte di grande interesse, ha dato segno di accusare il colpo, dimostrando però al contempo di saper stringere i denti in attesa di tempi migliori e di non rinunciare a programmare il futuro. Lo “Speciale Eire 2009” di questo numero di retail&food concede spazio a 12 progetti di shopping center che verranno costruiti in Italia da qui ai

prossimi anni. Tra le varie idee che sviluppatori e commercializzatori di centri commerciali presentano alla fiera, retail&food ha scelto le proposte più interessanti di parchi e centri commerciali, scansionandoli da nord a sud della Penisola, fornendo per ognuno di loro una breve descrizione e una scheda riassuntiva con le caratteristiche principali di ciascun centro. Per orientare il lettore all’interno della manifestazione, in ogni scheda verrà inoltre fornito numero di padiglione, stand e referente di ogni progetti. Uno strumento unico e indispensabile per avere una panoramica, sintetica e chiara, di alcune tra le migliori opportunità di sviluppo per le attività di retail e ristorazione. Per quanto riguarda la manifestazione, l’edizione 2009 dell’Expo Italia Real Estate ambisce a eguagliare i numeri dell’anno passato: i 395 espositori disposti su 35.745 mq di area fieristica e i 51 paesi partecipanti raggiunti nel 2008 hanno incrementato considerevolmente il valore attrattivo dell’esposizione soprattutto agli occhi delle numerose realtà retail internazionali. retail&food - giugno 2009 31


SETTIMO CIELO RETAIL PARK Via Cebrosa, Settimo Torinese (To)

SPECIALE EIRE

REFERENTE MALL SYSTEM: ROBERTO MARCHETTI PADIGLIONE 4 STAND G21-G23/H22-H24

PLANIMETRIA

4 “mondi” per puntare in alto

S

arà uno dei più grandi parchi commerciali d’Italia e la sua offerta spazierà dall’arredamento per la casa all’elettronica, dal “fai da te” al mondo dello sport, naturalmente senza dimenticare i negozi d’abbigliamento alla moda. Il Settimo Cielo Retail Park in costruzione a Settimo Torinese, alle porte di Torino, propone ben quattro diversi modi di fare shopping: quattro differenti strutture tematiche ospiteranno le proposte commerciali più adatte alle grandi metrature, a queste verrà affiancato un centro commerciale da quasi 37.000 mq di Gla contenente negozi di varie dimensioni, attività ricreative e servizi, un ipermercato da 7.000 mq e diversi bar e ristoranti. Oltre al vario assortimento dello shopping center, il merchandising mix del parco commerciale sarà composto da una grande superficie (con un’area di vendita da 6.000 mq) dedicata al “do it yourself”, da un secondo edificio (10.000 mq frazionati su diverse medie superfici e una di dimensioni maggiori) riservato all’elettronica e allo sport e da altre due strutture (per un totale di 13.062 mq) destinate ai retailer del fashion home e dell’household. L’area sulla quale verrà costruito il retail park si trova nei pressi dell’intersezione dell’A4 con l’autostrada Torino-Aosta, a circa 10 chilometri di distanza dal centro del capoluogo piemontese. La catchment area del parco commerciale si estende fino a raccogliere più di un milione di potenziali visitatori. Il Settimo Cielo è un progetto architettonicamente funzionale, con un ambiente ordinato e facilmente fruibile grazie ai percorsi pedonali interni e quasi cinque mila posti auto. La viabilità da e verso il parco commerciale sarà migliorata tramite un sistema di collegamenti alle maggiori arterie di traffico e un ampio numero di ingressi. Il retail park è di proprietà della Settimo Sviluppo, società per azioni partecipata dalla piemontese Euroedes e dalla francese Immobiliere Frey, mentre Promocentro e Mall System sono stati incaricati rispettivamente della promozione e commercializzazione del centro. La progettazione è stata affidata alla Building Spa.

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Dati tecnici DATI TECNICI APERTURA PREVISTA 2010 PROMOTORE PROMOCENTRO COMMERCIALIZZAZIONE MALL SYSTEM LOCALITÀ SETTIMO TORINESE (TO) LOCALIZZAZIONE EXTRAURBANA TIPOLOGIA CENTRO POLIFUNZIONALE GRANDI DIMENSIONI GLA (SUPERFICIE LORDA AFFITTABILE) 82.038 MQ PARCHEGGI 4.810 LIVELLI COMMERCIALI 2 TOTALE UNITÀ (PICCOLE, MEDIE E GRANDI SUPERFICI) 70


SNOS GALLERY CENTER Corso Mortara, Torino

SPECIALE EIRE

REFERENTE MALL SYSTEM: ROBERTO MARCHETTI PADIGLIONE 4 STAND G21-G23/H22-H24

DATI TECNICI

Molto più di un centro commerciale

U

n centro commerciale urbano che si inserisce nel più vasto piano di riqualificazione che interessa la Spina3 di Torino, l’area nei pressi del fiume Dora Riparia occupata da impianti siderurgici e stabilimenti industriali ormai dimessi. Lo Snos Gallery Center è una struttura polifunzionale costruita nel comprensorio delle Officine Savigliano: ex fabbrica di strutture metalliche (dove venne costruita la punta della Mole Antonelliana) ora pronta a divenire un complesso immobiliare dove convivranno uffici, spazi residenziali e negozi. Il proprietario del progetto, la Snon Spa (una joint venture creata dalla Finpiemonte, finanziaria della Regione, e dalla società edile Impresarosso), ha voluto trasformare il vecchio edificio industriale in una moderna galleria pronta ad ospitare circa 50 spazi commerciali di diverse metrature. Alle estremità della galleria sono posizionate le due ancore principali: la prima grande superficie, dedicata all’offerta alimentare, è occupata dall’insegna Il Gigante (già operativa), mentre il secondo spazio è destinato ad un punto vendita della catena specializzata nell’elettronica Eldo. Nei paraggi dell’ingresso principale del mall è stata predisposta anche una food court con circa otto punti di ristoro. Il team progettuale dello Snos Gallery Center, che vanta la collaborazione di Pininfarina Extra per il design, ha ideato una struttura polivalente, con servizi di sorveglianza atti-

APERTURA PREVISTA GIUGNO 2009 PROMOTORE LA POLICENTRO COMMERCIALIZZAZIONE MALL SYSTEM LOCALITÀ TORINO LOCALIZZAZIONE URBANA TIPOLOGIA CENTRO POLIFUNZIONALE PICCOLE DIMENSIONI GLA (SUPERFICIE LORDA AFFITTABILE) 13.185 MQ PARCHEGGI 1.500 LIVELLI COMMERCIALI 1 TOTALE UNITÀ (PICCOLE, MEDIE E GRANDI SUPERFICI) 49

vi 24 ore su 24 e con attività aperte per gran parte della giornata; oltre al centro commerciale l’offerta immobiliare comprende anche sei moderni edifici destinati alle aziende, altri 5.000 mq per uffici, diverse unità abitative disposte all’ultimo piano dell’edificio e parcheggi per un totale di 1.500 posti auto. Il mall avrà quindi in dote un notevole flusso di potenziali clienti dovuto alle attività interne dello stesso centro, ma il numero dei visitatori è destinato ad aumentare grazie alla vicina stazione Dora che, una volta completato il nuovo passante ferroviario, fungerà da interscambio tra l’aeroporto e la metropolitana torinese.

PLANIMETRIA

retail&food - giugno 2009 33


STRUTTURA SPORTIVA POLIVALENTE Sestri Ponente, Genova

SPECIALE EIRE

REFERENTE FORUMINVEST: MARCO COIN PADIGLIONE 2/1 STAND M41-M43/N42-N44

Genova investe: porto, stadio e 100 negozi

L

a Struttura Sportiva Polifunzionale è senz’altro il progetto più interessante che riguarda la città di Genova, non solo per le dimensioni e la localizzazione urbana, ma anche perché si inserisce in un vasto e articolato complesso che unirà commercio, sport e mobilità e che non trova precedenti in Italia. Il progetto interessa l’area adiacente l’aeroporto internazionale Cristoforo Colombo, in località Sestri Ponente, in un contesto urbano dinamico e in forte sviluppo, dalle grandi potenzialità di trasformazione. Molto importanti, in quest’ottica, il potenziamento del porto turistico, con la creazione di oltre 2.000 nuovi posti barca, e il futuro villaggio tecnologico degli Erzelli. In un’ottica polifunzionale il progetto prevederà la realizzazione di un centro commerciale di ultima generazione di 45.000 mq di GLA con circa 150 negozi e un parcheggio per circa 3.000 auto ad integrazione del polo aeroportuale, per un bacino di utenza di 660.000 persone entro i 30 minuti di macchina. Proprio l’unione dello shopping center con l’aeroporto ligure renderanno la zona di Sestri Levante una vera e propria city airport dove l’area landside dello scalo genovese si svilupperà in accordo con la realtà commerciale e le esigenze locali. La vera chicca del progetto commercializzato da ForumInvest sarà però il nuovo stadio di Genova da 35.000 posti: connesso tramite percorsi pedonali ma separato fisicamente dal mall, la realtà sportiva nascerà seguendo gli standard definiti a livello europeo dall’Uefa. La viabilità sarà uno dei punti cruciali dell’intera iniziativa anche perché, vista la complessità e la varietà delle attività previste, interesserà non solo Sestri Ponente ma tutta la parte occidentale del capoluogo ligure. A capo del progetto c’è Forum Liguria, società compartecipata dalla stessa ForumInvest e dalla San Quirico, società facente parte della famiglia Garrone. L’iniziativa della Struttura Sportiva Polivalente è nata infatti da un’idea dell’imprenditore Riccardo Garrone per costruire un nuovo stadio per la Sampdoria, squadra di cui è presidente dal 2002.

34 retail&food - giugno 2009

Dati tecnici DATI TECNICI APERTURA PREVISTA 2012 PROMOTORE FORUMLIGURIA COMMERCIALIZZAZIONE FORUMINVEST SRL LOCALITÀ GENOVA LOCALIZZAZIONE URBANA TIPOLOGIA CENTRO POLIFUNZIONALE GRANDI DIMENSIONI GLA (SUPERFICIE LORDA AFFITTABILE) 45.000 MQ PARCHEGGI 3.000 LIVELLI COMMERCIALI 2 TOTALE UNITÀ (PICCOLE, MEDIE E GRANDI SUPERFICI) 150


GLOBAL VILLAGE CENTER Via Paolo Orsi, Mori (Tn)

SPECIALE EIRE

REFERENTE CB RICHARD ELLIS: DANIELA DURANTI PADIGLIONE 2 STAND G31-G33/H32-H34

PLANIMETRIA

Go-kart e wellness per un’offerta a 360°

S

ituata in una posizione strategia, tra il lago di Garda e l’autostrada A22 del Brennero, l’area d’intervento sulla quale nascerà il Global Village Center diverrà un luogo d’attrazione unico nella provincia di Trento. Il progetto di Mori, promosso dalla locale Libero Srl e commercializzato da Cbre-Espansione Commerciale, integra in un’unica struttura cinque attività che spaziano dall’area commerciale alla ricezione alberghiera, fino ad attrattive di tipo entertainment, sportive e wellness. Il centro multifunzionale Global Village sarà strutturato su quattro piani: il pianterreno e il primo livello commerciale verranno occupati prevalentemente dallo shopping center che godrà di una vasta piazza coperta ma trasparente: un tetto panoramico con vista sulle montagne circostanti renderà l’ambiente molto luminoso. La piazza verrà percorsa ai propri lati dalle gallerie, per un totale di circa 33.595 mq di superficie lorda affittabile contenente 68 unità di piccole, medie e grandi dimensioni. L’area ovest del complesso ospiterà invece un hotel a quattro stelle che sarà dotato di diverse tipologie di alloggi in grado di fornire camere standard o suite, anche in modalità residence o motel. Al secondo piano sarà posta l’area benessere: in una posizione panoramica, accessibile dai parcheggi coperti e direttamente collegata all’hotel, verranno disposti servizi di reception, hall, lounge bar, centro estetico, abbronzatura, hair stylist, fitness, tre piscine, spa e veranda esterna adibita a solarium estivo. Un centro divertimento comprendente sale da biliardo, bowling, mini casinò, servizi di ristorazione e bar, kinderheim e il cinema multisala posizionato tra il primo e secondo piano comporranno invece l’area leisure, la quale vanterà anche una pista di pattinaggio. Assieme a gran parte dei 1.700 posti auto a disposizione del Global Village, il piano sotterrano ospiterà anche la pista di kart il cui ingresso sarà invece posizionato al piano terreno. Una volta a regime, il complesso sarà in grado di attrarre circa sei milioni di presenza annue.

Dati tecnici DATI TECNICI APERTURA PREVISTA INVERNO 2010 PROMOTORE LIBERO SRL COMMERCIALIZZAZIONE CBRE-ESPANSIONE COMMERCIALE LOCALITÀ MORI (TN) LOCALIZZAZIONE PERIFERICA TIPOLOGIA CENTRO POLIFUNZIONALE MEDIE DIMENSIONI GLA (SUPERFICIE LORDA AFFITTABILE) 33.595 MQ PARCHEGGI 1.700 LIVELLI COMMERCIALI 4 TOTALE UNITÀ (PICCOLE, MEDIE E GRANDI SUPERFICI) 68

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LE PIAZZE Via Galliera, Castel Maggiore (Bo) REFERENTE CUSHMAN & WAKEFIELD: FABIO TEDESCHI PADIGLIONE 2 STAND H31-K32

PLANIMETRIA

I nuovi portici a due passi da Bologna

A

pochi chilometri da Bologna sta sorgendo il nuovo lifestyle center di Unieco: si chiama Le Piazze e al suo interno racchiuderà negozi alla moda, attività leisure e un centro direzionale. Il centro in costruzione a Castel Maggiore sarà una struttura polivalente disposta su 21.000 mq di superficie totale e con uno spiccato orientamento allo shopping. La parte retail, infatti, occupa la maggior parte della metratura prevista: due medie superfici e un ipermercato si aggiungono alle oltre 60 unità commerciali progettate dalla società cooperativa emiliana. Stratificato su più livelli, il complesso edilizio sarà caratterizzato da vari spazi all’aperto che, proprio come delle vere piazze urbane, faranno da punto d’incontro tra le varie componenti dello shopping mall che si estenderà interamente al pianterreno. Questa soluzione permetterà ai vari tenants della ristorazione di poter usufruire di aree esterne predisposte per le attività food. Per quanto riguarda la Gdo, invece, è stato raggiunto l’accordo con Coop per la gestione dell’ipermercato da 4.000 mq che rimarrà fisicamente separato dalle gallerie commerciali. Il fatto di situarsi sulla principale via di comunicazione tra Castel Maggiore e il capoluogo di Provincia (la strada provinciale 4 denominata Galliera) rende Le Piazze facilmente raggiungibile non solo dagli abitanti della cittadina emiliana ma anche dai comuni limitrofi. Proprio il bacino d’utenza del futuro mall, stimato a circa 37 mila abitanti (entro i 10 minuti di percorrenza), è stato interessato da un costante aumento della popolazione, che ha portato gli otto comuni presenti lungo la direttrice stradale ad un aumento demografico negli ultimi anni con punte fino al 51%. Lo shopping center aspira a integrarsi con il territorio anche attraverso l’utilizzo di mezzi alternativi all’automobile: la posizione del complesso permette la realizzazione di percorsi ciclo-pedonali relativamente brevi per la connessione al centro urbano di Castel Maggior e al parco residenziale in fase di realizzazione in un’area immediatamente adiacente a Le Piazze.

36 retail&food - giugno 2009

DATI TECNICI APERTURA PREVISTA 2010 PROMOTORE UNIECO COMMERCIALIZZAZIONE CUSHMAN & WAKEFIELD LOCALITÀ CASTEL MAGGIORE (BO) LOCALIZZAZIONE EXTRAURBANA TIPOLOGIA CENTRO POLIFUNZIONALE PICCOLE DIMENSIONI GLA (SUPERFICIE LORDA AFFITTABILE) 16.300 MQ PARCHEGGI 1.500 LIVELLI COMMERCIALI 1 TOTALE UNITÀ (PICCOLE, MEDIE E GRANDI SUPERFICI) 68


PR PARMA RETAIL Strada Burla, Parma

SPECIALE EIRE

REFERENTE STORES DEVELOPMENT: CORINA GRANDIA MUÑOZ PADIGLIONE 2 STAND K51-K53/L52-L54

PLANIMETRIA

Senza iper ma con tante idee

S

arà pronto per l’autunno del 2010 il Pr Parma Retail, il nuovo shopping center firmato dalla società di commercializzazione e sviluppo Stores Development, in partnership con Cesi Boldrin. Il nuovo concept, maturato dall’esperienza dei due rinomati player e promosso da Parco srl, sarà all’insegna dello sport e del tempo libero. Privo dell’ipermercato, il Pr Parma Retail ambisce ad unire il mondo dello shopping a strutture quali palestra, piscina, pista da skateboard e pista di pattinaggio sul ghiaccio, il tutto contornato da 28.000 mq di spazi pedonali e giardini. Alle attività retail saranno destinate ben 39.000 mq di superficie di Gla per un totale di circa 90 punti vendita, 10 dei quali saranno riservati alla ristorazione. L’area dell’intervento si trova nella zona a nord del capoluogo parmense, non lontano dall’ A1 Milano-Bologna e dal casello di Parma e situata sulla strada provinciale per Mezzani. La collocazione a ridosso dell’importante arteria di comunicazione autostradale, unita alla vicinanza del centro urbano di 180.000 abitanti, rendono lo shopping center appetibile ai 590.000 residenti stimati che abitano nel bacino di utenza entro i 30 minuti di percorrenza. L’innovazione del nuovo shopping center di Stores Development non risiederà esclusivamente nell’offerta complessiva, ma anche nell’architettura che lo distinguerà dai tradizionali centri commerciali. Un design industriale, con vari riferimenti allo stile urbano e metropolitano, faranno da cornice alle piazze e gallerie commerciali che diverranno un naturale prolungamento dell’area cittadina. Lo shopping center è stato infatti concepito come un mall all’aria aperta che si articola su due piani ma con vari livelli interposti tra le due sezioni. Oltre al Pr Parma Retail, le sinergie messe in campo da Stores Development e Cesi Bodrin hanno portato alla creazione anche del Soratte Outlet Village. Dopo aver inaugurato, nell’autunno scorso, la prima parte del Foc che sorge nei pressi di Roma, è attualmente in commercializzazione la fase B.

DATI TECNICI APERTURA PREVISTA 2010 PROMOTORE PARCOR SRL COMMERCIALIZZAZIONE STORES DEVELOPMENT LOCALITÀ PARMA LOCALIZZAZIONE PERIFERICA TIPOLOGIA CENTRO POLIFUNZIONALE MEDIE DIMENSIONI GLA (SUPERFICIE LORDA AFFITTABILE) 39.000 MQ PARCHEGGI 2.500 LIVELLI COMMERCIALI 2 TOTALE UNITÀ (PICCOLE, MEDIE E GRANDI SUPERFICI) 92

retail&food - giugno 2009 37


CENTRO COMMERCIALE LATINA Strada Migliara 45, Latina

SPECIALE EIRE

REFERENTE ICC: SILVANO TOGNON PADIGLIONE 2 STAND L48-L50

PLANIMETRIA

Lo shopping sulla via del mare

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’alto tasso di ricettività turistica presente sul litorale laziale assieme ad un bacino di utenza di 218 mila abitanti hanno spinto la Polo Holding Spa e la Gruppo Ottavi a investire nei dintorni di Latina dove a fine 2010 sorgerà un centro commerciale di quasi 52.000 mq di superficie lorda affittabile. Il Centro Commerciale Latina è stato concepito non solo per lo shopping, ma anche per il divertimento e il benessere: una multisala, un’area destinata all’intrattenimento per la famiglia e al wellness completeranno l’offerta dello shopping center. Il progetto del nuovo mall, commercializzato da ICC – Italiana Centri Commerciali, è composto da una galleria esterna, dove sono previste circa 11 superfici di piccole dimensioni e la food-court con 16 punti vendita, e una interna contenente più di 60 unità di varie dimensioni e un ipermercato di circa 11.000 mq. Tutti gli spazi di vendita previsti verranno disposti su un unico livello situato a circa quattro metri da terra, mentre i 3.000 posti auto concepiti saranno collocati tutti al livello seminterrato al quale si avrà accesso direttamente da via Migliara e da via Pontina, una delle strade regionali a più alto flusso di traffico. Le facciate esterne verranno rivestite di una colorazione sfumata di verde che mitigherà l’impatto estetico della struttura. L’immagine notturna, invece, verrà garantita da una serie di fasci luminosi che comporranno una scenografia fluorescente. Nel progetto la ICC ha avuto anche un ruolo attivo nello sviluppo del concept generale, mentre a Chapman&Taylor e BEG Ingénierie Italia sono stati assegnati rispettivamente lo studio architettonico e il progetto esecutivo. Una delle carte vincenti del Centro Commerciale Latina risiede nella vicina presenza di luoghi di villeggiatura con un alto tasso di seconde case come Sperlonga, Sabaudia, Gaeta, San Felice Circeo e Terracina. Proprio nel periodo estivo, infatti, la catchment area dello shopping center aumenta considerevolmente fino a lambire le 950.000 persone.

38 retail&food - giugno 2009

DATI TECNICI APERTURA PREVISTA FINE 2010 PROMOTORE POLO HOLDING -GRUPPO OTTAVI COMMERCIALIZZAZIONE ICC LOCALITÀ LATINA LOCALIZZAZIONE EXTRAURBANA TIPOLOGIA CENTRO SINGOLO GRANDI DIMENSIONI GLA (SUPERFICIE LORDA AFFITTABILE) 51.394 MQ PARCHEGGI 3.000 LIVELLI COMMERCIALI 1 TOTALE UNITÀ (PICCOLE, MEDIE E GRANDI SUPERFICI) 100


ARCOBALENO RETAIL PARK Contrada Vibrata, Colonnella (Te)

SPECIALE EIRE

REFERENTE JLL: ALESSANDRA DIAMANTI PADIGLIONE 2 STAND G32-G36

PLANIMETRIA

Tutti i colori del retail a Colonnella

L

’Arcobaleno ha trovato casa a pochi chilometri dal mare Adriatico, e più precisamente a Colonnella dove il Gruppo Malavolta Holding Spa ha deciso di investire in un’area molto interessante dal punto di vista commerciale. Collocato a pochi metri dal casello Val Vibrata dell’autostrada A14, l’Arcobaleno Retail Park sorgerà infatti a fianco di un Castorama e di centro commerciale, tra i più frequentati del centro Italia, comprensivo di un ipermercato ad insegna Iper e di un Mediaworld. L’attrattività dell’area, inoltre, sarà incrementata da un factory outlet center tuttora in costruzione. Il complesso disporrà di 20.700 mq di Gla e la propria offerta verrà arricchita da attività destinate al divertimento e al tempo libero per la famiglia. Il parco commerciale sarà composto da due strutture collegate tra loro da una rotatoria: nel primo blocco è previsto l’insediamento di una superficie alimentare di circa 1.500 mq e diversi store di abbigliamento, calzature, sportivo e beni per la persona. Il secondo edificio, invece, disporrà di una grande superficie da circa 4.000 mq, mentre le restanti unità di varia metratura saranno riservate prevalentemente alla ristorazione e all’entertainment. Quest’ultime, situate attorno ad una area comune coperta e climatizzata, saranno direttamente collegate al vicino cinema multisala di circa 2.500 posti realizzato dal gruppo Malavolta per l’imprenditore sanbenedettese Calabresi. Attorno agli edifici si svilupperà un percorso esterno porticato lungo il quale si articoleranno gli accessi ai locali commerciali e alla food court. Oltre alla vicinanza dello svincolo autostradale che renderà visibile il parco commerciale agli automobilisti in transito, l’area commerciale gode di un bacino di utenza esteso (con oltre 240.000 residenti) e della prossimità di Villa Rosa e Alba Adriatica, località turistiche in grado di accrescere notevolmente il numero dei potenziali visitatori. L’Arcobaleno Retail Park, commercializzato da Jones Lang LaSalle, sarà inaugurato nell’autunno del 2010.

Dati tecnici DATI TECNICI APERTURA PREVISTA AUTUNNO 2010 PROMOTORE GRUPPO MALAVOLTA HOLDING SPA COMMERCIALIZZAZIONE JONES LANG LASALLE LOCALITÀ COLONNELLA LOCALIZZAZIONE EXTRAURBANA TIPOLOGIA COMPLESSO POLIFUNZIONALE MEDIE DIMENSIONI GLA (SUPERFICIE LORDA AFFITTABILE) 20.700 MQ PARCHEGGI 1.350 LIVELLI COMMERCIALI 1 TOTALE UNITÀ (PICCOLE, MEDIE E GRANDI SUPERFICI) 24

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LA CARTIERA Via Macello, Pompei (Na)

SPECIALE EIRE

REFERENTE CB RICHARD ELLIS: DANIELA DURANTI PADIGLIONE 2 STAND G31-G33/H32-H34

Pompei riqualificata: cambia tutto, tranne il nome

PLANIMETRIA

L

’area industriale dell’ex Aticarta, travagliato stabilimento di Pompei posizionato a ridosso del fiume Sarno, è stata individuata come sito strategico per il nuovo progetto di Coopsette. Il centro commerciale La Cartiera, commercializzato da CB Richard Ellis-Espansione Commerciale, sorgerà infatti nel bel mezzo del reticolo viario posto a sud della cittadina campana: il sito, posto nelle vicinanze dell’intersezione tra l’autostrada Napoli-Salerno e il cavalcavia del Sarno, rappresenta un luogo strategico per la sua vicinanza al centro storico pompeiano. Determinante per il futuro shopping center sarà anche la vicinanza alla stazione FS che dista meno di un chilometro dalla zona industriale. Inoltre, una volta completati gli interventi di viabilità urbana (tra cui i principali verranno realizzati dalla stessa Coopsette), sarà facile per gli abitanti dei comuni di Scafati, Torre Annunziata, Boscoreale e Castellammare di Stabia raggiungere il centro in meno di 20 minuti. Oltre a fungere da polo per il commercio e l’artigianato, La Cartiera svolgerà sul territorio un ruolo importante dal punto di vista occupazionale. Infatti, il progetto di riconversione prevede l’occupazione di circa 500 lavoratori, parte dei quali saranno gli ex dipendenti del vecchio stabilimento ormai dismesso. I lavori per la realizzazione del centro commerciale avranno inizio a giugno 2009 e, una volta completati nell’autunno del 2010, trasformeranno l’intero quartiere che sarà ornato da ampi spazi di verde. Lo shopping center sarà dotato di due livelli commerciali sui quali verranno disposti 112 negozi, tra cui una decina di medie superfici, sette punti ristoro e un supermercato da 4.500 mq. I circa 30.000 mq di superficie lorda affittabile progettati dallo studio Corvino e Multari dovranno reggere l’impatto di una concorrenza agguerrita presente nella zona meridionale della provincia di Napoli; qui si sfideranno infatti mall quali il Carrefour di Casoria, Le Ginestre di Volla, Le Cotoniere di Salerno e Carrefour di Pontecagnano.

40 retail&food - giugno 2009

DATI TECNICI APERTURA PREVISTA AUTUNNO 2010 PROMOTORE COOPSETTE COMMERCIALIZZAZIONE CBRE - ESPANSIONE COMMERCIALE LOCALITÀ POMPEI LOCALIZZAZIONE URBANA TIPOLOGIA CENTRO POLIFUNZIONALE MEDIE DIMENSIONI GLA (SUPERFICIE LORDA AFFITTABILE) 30.100 MQ PARCHEGGI 1.800 LIVELLI COMMERCIALI 2 TOTALE UNITÀ (PICCOLE, MEDIE E GRANDI SUPERFICI) 120


SIDICINUM Via Sette Querce, Teano (Ce)

SPECIALE EIRE

REFERENTE JLL: SIMONE BURASANIS PADIGLIONE 2 STAND G32-G36

PLANIMETRIA

Di antico c’è solo il nome

I

n località Maiorisi, a circa quattro chilometri dal centro storico di Teano, è in costruzione il nuovo shopping center di proprietà di Kent srl, società del gruppo Ciarrocchi Immobiliare. Il progetto nasce come riqualificazione di un vecchio stabile situato in un lotto di circa 75.000 mq vicino all’incrocio tra la via Appia, l’antica strada che da Roma arriva fino a Benevento, e la strada provinciale 329 che collega appunto Maiorisi al comune di Teano. Il futuro centro commerciale Sidicinum (commercializzato da Jones Lang LaSalle, società di esperienza internazionale in ambito immobiliare e retail) prende il nome dell’appellativo romano con cui veniva chiamata l’antica città casertana, anche se il nuovo mall punta ad essere un centro assolutamente moderno e innovativo. L’area d’intervento si trova in una zona pianeggiante e con scarsa presenza di costruzione, fattori che permetteranno all’insediamento commerciale di essere ben visibile agli automobilisti anche a distanza. La mancanza di diretti concorrenti nella zona va a beneficio del centro che sarà in grado di attrarre senza troppi ostacoli gli 84.000 residenti dei comuni dislocati entro i 20 minuti di percorrenza dal centro. Il progetto darà origine a un complesso commerciale di medie dimensioni, con una superficie lorda affittabile non superiore ai 20.000 mq, dei quali 12.000 sono destinate alle 6 superfici di medie e grandi dimensioni che sorgeranno ai lati della struttura e alle quali si potrà accedere dall’esterno. Nella galleria principale dello shopping center troverà spazio anche un ipermercato da circa 3.000 mq e una quarantina di negozi di vicinato. Alcuni spazi di varie metrature, invece, non saranno direttamente collegati alla galleria coperta ma avranno l’ingresso verso l’esterno del mall. Per facilitare l’accesso al centro commerciale verrà modificata la viabilità circostante attraverso un sistema di rotonde che permetterà di raggiungere i circa 1.300 posti auto disposti attorno allo shopping center.

Dati tecnici DATI TECNICI APERTURA PREVISTA SETTEMBRE 2009 PROMOTORE KENT SRL COMMERCIALIZZAZIONE JONES LANG LASALLE LOCALITÀ TEANO (CE) LOCALIZZAZIONE EXTRAURBANA TIPOLOGIA CENTRO SINGOLO MEDIE DIMENSIONI GLA (SUPERFICIE LORDA AFFITTABILE) 20.000 MQ PARCHEGGI 1.326 LIVELLI COMMERCIALI 1 TOTALE UNITÀ (PICCOLE, MEDIE E GRANDI SUPERFICI) 50

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FELIX Contrada Cubba, Misterbianco (Ct)

SPECIALE EIRE

REFERENTE CUSHMAN & WAKEFIELD: FABIO TEDESCHI PADIGLIONE 2 STAND H31/K32

commerciale svilupperà la sua capacità di attrazione su tutte le province della Sicilia orientale: un bacino di mercato estremamente ampio per la popolazione e il target di riferimento, con una catchment area che viene stimata a 463.000 abitanti nei primi 10 minuti di percorrenza dal centro e 721.000 residenti nella fascia isocrona di 20 minuti.

PLANIMETRIA

Nato per sfidare la concorrenza

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n un’area con una forte presenza di strutture commerciali situata nei dintorni di Catania verrà costruito un nuovo polo dedicato allo shopping. L'innovativa formula retail si esprime coniugando un grande parco commerciale di 40.000 mq a uno shopping center di 45.000 mq e un'area leisure di 18.500 mq con oltre 6.500 posti auto. Il centro commerciale Felix, di proprietà della società Cualbu spa e commercializzato da Cushman & Wakefield, sarà un mall di grandi dimensioni che si estenderà su un unico livello e conterrà circa 100 punti vendita tra i quali saranno presenti diverse medie superifici. Secondo il progetto, la struttura dello shopping center avrà una forma a trapezio, dove le varie metrature di vendita si affacceranno su una serie di piazze e gallerie. Una grande superficie destinata ad accogliere l’ancora alimentare sorgerà a lato del corpo centrale dello shopping center che ospiterà anche una decina di spazi dedicati ad attività food e di artigianato. Il Felix sorgerà nella parte sud del territorio comunale di Misterbianco, all'altezza dell'uscita San Giorgio della tangenziale ovest del capoluogo siciliano, a pochi chilometri dallo svincolo dell'autostrada A19 (Catania-Palermo) e a soli 10 chilometri dall'aeroporto catanese di Fontanarossa. Più precisamente, l'area confina a nord con la Strada Provinciale 54, ad est con la tangenziale ovest, a sud con il Vallone Cubba e a ovest con la strada comunale San Francesco. Avrà una posizione strategica in quanto adiacente all’importante raccordo autostradale che rappresenta la principale via di collegamento tra l'area metropolitana di Catania e le maggiori città della regione, quali Siracusa, Ragusa, Agrigento e Palermo. Ubicato in posizione privilegiata, il polo

42 retail&food - giugno 2009

DATI TECNICI APERTURA PREVISTA 2011 PROMOTORE CUALBU SPA COMMERCIALIZZAZIONE CUSHMAN & WAKEFIELD LOCALITÀ CATANIA LOCALIZZAZIONE EXTRAURBANA TIPOLOGIA CENTRO POLIFUNZIONALE GRANDI DIMENSIONI GLA (SUPERFICIE LORDA AFFITTABILE) 45.000 MQ PARCHEGGI 6.500 LIVELLI COMMERCIALI 1 TOTALE UNITÀ (PICCOLE, MEDIE E GRANDI SUPERFICI) 100


IL CASALE Contrada Bigini, San Cataldo (Cl)

SPECIALE EIRE

REFERENTE JLL: SIMONE BURASANIS PADIGLIONE 2 STAND G32-G36

PLANIMETRIA

Chi primo arriva, meglio vende

I

l Casale sarà il primo centro commerciale realizzato nella provincia di Caltanissetta. A San Cataldo, a circa dieci chilometri dal capoluogo, vedrà la luce un progetto firmato Sercom, azienda che da diversi anni sta espandendo la propria rete di shopping center in Sicilia. Il Casale avrà un aspetto sobrio ed elegante e la struttura avrà un unico livello commerciale. II mall sarà composto da due sezioni sperate poste ad altezze differenti e collegate tra loro da un corridoio mobile: sulla galleria del primo edificio, interamente coperto, si affacceranno gran parte dei circa 60 negozi previsti e l’ipermercato da 5.000 mq. La seconda struttura, invece, sarà situata in prossimità della viabilità di accesso esterna e consiste in un passaggio con copertura in vetro attorno al quale si svilupperanno le grandi superfici non alimentari e quattro punti vendita più piccoli. Il centro commerciale, realizzato esternamente con vetro e metallo, potrà contare su più di 1.400 posti auto, con parcheggi interrati e a raso terra posizionati attorno allo shopping center. Saranno complessivamente cinque i bar e ristoranti presenti: quattro troveranno posto vicino a uno degli ingressi principali formando così la food court del centro, mentre un altro punto di ristoro completerà l’area dove sono presenti le grandi superfici. L’ipermercato ad insegna Carrefour sarà gestito da GDM, player della Grande distribuzione organizzata molto affermato nelle realtà calabresi e siciliane. L’assenza di veri e propri concorrenti sul territorio e la forte attesa da parte del commercio locale per un’iniziativa di connotazione regionale sono i maggiori punti di forza di un mall che, secondo le stime, disporrà di una catchment area di 130 mila persone considerando il tempo di percorrenza di 30 minuti. Un rapido collegamento al centro viene garantito dalla vicinanza della Strada Statale 640 che unisce Caltanissetta ad Agrigento. Sempre in Sicilia è in fase di realizzazione un altro progetto Sercom: La Fortezza di Modica, anch’esso commercializzato da Jones Lang LaSalle.

DATI TECNICI APERTURA PREVISTA AUTUNNO 2009 PROMOTORE SERCOM COMMERCIALIZZAZIONE JONES LANG LASALLE LOCALITÀ SAN CATALDO LOCALIZZAZIONE EXTRAURBANA TIPOLOGIA CENTRO SINGOLO PICCOLE DIMENSIONI GLA (SUPERFICIE LORDA AFFITTABILE) 18.908 MQ PARCHEGGI 1.450 LIVELLI COMMERCIALI 1 TOTALE UNITÀ (PICCOLE, MEDIE E GRANDI SUPERFICI) 60

retail&food - giugno 2009 43


Parola di Presidente

ANTONIO INTIGLIETTA, classe 1956, laureato in Scienze politiche, nel 1985 è eletto consigliere comunale a Milano. Nel 1992 è assessore al Demanio e Patrimonio del Comune di Milano e vice Sindaco dal luglio 1992 al marzo 1993. Tra i fondatori della Compagnia delle Opere, dal 1993 al 2000 è stato presidente della Compagnia delle Opere di Milano, di cui oggi è membro del Consiglio di presidenza. Tra le altre attività, attualmente è presidente di Ge.Fi., organizzatore di Expo Italia Real Estate, ed è membro del Consiglio della CCIAA di Milano.

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Antonio Intiglietta

N

onostante alcuni timidi segnali positivi, non è facile incontrare qualcuno disposto a scommettere su una rimonta dell'economia nei prossimi mesi. Antonio Intiglietta, ragionando della prossima edizione di EIRE, si sente di poterlo fare. L'edilizia e gli investimenti immobiliari hanno risentito molto della crisi. Alcuni gruppi sono stati fortemente ridimensionati, alcuni hanno cambiato proprietà, altri sono definitivamente usciti di scena. Eppure il settore è destinato a rimontare la china. Le nostre città hanno necessità di ammodernarsi, di rendere meno difficile il complesso rapporto tra le varie funzioni, di facilitare le attività economiche, sociali, culturali così come il trasporto di persone e merci. Per capire cosa ci attende, abbiamo raccolto le considerazioni di Intiglietta, a pochi giorni dall'inizio della fiera milanese. L'evento clou per il real estate italiano. Partiamo dall'attualità economica: come vede la situazione? Dall'osservatorio di Expo Italia Real Estate notiamo alcuni segnali di ripresa. Ripresa del mercato, e delle attività. Qualche mese fa c'è stato un momento di smarrimento, a cui è seguito un periodo di attese. La nostra fiera sarà un'occasione di incontro, di verifica di opportunità, di spunti e provocazioni, di confronto sui modelli di sviluppo. Un avvenimento per ragionare oltre la ripresa economica che ovviamente, una volta iniziata, avrà bisogno di individuare e selezionare al meglio gli spunti e le occasioni che già ci sono o che stanno per nascere. In sintesi, le imprese riprendono finalmente la loro marcia dopo questo grande passaggio di smarrimento. Quindi siete soddisfatti degli espositori in arrivo? Sì, la fiera sostanzialmente si conferma. Rispetto alle scorse edizioni mancherà soltanto chi ha cessato di operare in questo settore, il resto degli operatori sarà presente in toto. In particolare c'è una bella partecipazione della realtà torinese, di quella milanese e di quella romana. Per quanto riguarda le istituzioni pubbliche invece, avremo alcune importanti rappresentanze: il sistema siciliano, una consistente presenza della realtà romana e del Nord Italia. Per quel che concerne l'estero? Naturalmente, oltre ad esserci una forte presenza italiana, ci sarà un'interessante rappresentanza internazionale, caratterizzata da alcune conferme ma anche da alcune novità significative: dalla Grecia alla Turchia, dalla Romania a Budapest, dal Montenegro fino alla presenza di alcune tra le realtà emergenti più interessanti, come il Brasile con la città di San Paolo o Panama. In generale ci sarà una presenza molto creativa, molto innovativa che toccherà vari campi: oltre al residenziale e al direzionale, saranno ben rappresentati anche il campo del retail e quello dell'hotellerie: per il RE legato al turismo ci saranno novità molto interessanti. Venendo a noi, perché gli attori del retail debbono venire in fiera? Quest'anno abbiamo fatto un lavoro in collaborazione con le due più importanti associazione del settore – Confimprese e il CNCC – per presentare, durante la fiera, opportunità molto precise e puntuali a tutti gli operatori. Per quanto riguarda gli aspetti pratici, ad esempio, sarà facile individuare gli operatori e i visitatori specializzati. Inoltre verrà data grande evidenza a tutti i piani di sviluppo presenti. Infine saranno agevolate al massimo le opportunità di incontro e i momenti di scambio delle esperienze.

A cosa si deve questa rinnovata attenzione per il retail? Riteniamo che il retail rappresenti uno dei fattori strategici di sviluppo e di ripresa. Oggi qualunque sviluppo d'area urbanistico richiede una forte ancora di retail. Vogliamo dare la massima visibilità al comparto, tanto che anche l'evento (convegno, ndr) dedicato a tutti gli operatori avrà a tema il ruolo del retail come elemento strategico di sviluppo delle attività del real estate e del territorio. Ma ci saranno ulteriori attività... seminari, eventi, attraverso cui confrontarsi. Inoltre una delle aree di ospitalità che predisporremo, sarà interamente dedicata agli operatori del retail. Se gli operatori specializzati avranno bisogno di incontrarsi, avranno a disposizione una lounge esclusiva. Credo che il lavoro di quest'anno vada nella direzione di far diventare il retail una delle dimensioni portanti di Expo Italia Real Estate. In questo senso, e concludo, sarà importante misurare le opportunità che nascono all'estero: tenuto conto che i nostri marchi sono assolutamente prestigiosi anche nei Paesi degli espositori stranieri presenti in fiera.

SPECIALE EIRE

Da Expo Italia Real Estate arriva un segnale di ripresa

Rispetto a Mapic, quali plus offre Milano? Intanto partiamo con umiltà: gli operatori italiani ed esteri possono avere in EIRE un focus sull'Italia molto più preciso, puntuale e dettagliato rispetto a quanto viene presentato al Mapic. Dunque il nostro primo obiettivo è di realizzare al meglio questo focus, così che gli operatori possano trovare nella nostra fiera tutte le opportunità italiane possibili. In secondo luogo stiamo lavorando affinché nella nostra manifestazione il retail non si trovi come ospite ma come protagonista. Dall'esperienza di quest'anno valuteremo come far crescere e sviluppare ulteriormente l'iniziativa. Prima mancava un protagonismo diretto da parte del retail, come soggetto totalmente integrato in fiera con la sua attività particolare e specifica: non un aspetto che si aggiunge alla fiera ma un elemento fondante. Quindi rispetto a Cannes... Se a Cannes esiste una fiera sul RE e una sul retail RE, noi vorremo fare una sintesi. Faccio fatica ad immaginare uno sviluppo di un piano urbanistico o di un piano d'area che non abbia nel retail uno degli elementi essenziali per farlo partire e per qualificarlo. In questo senso durante la fiera alcuni porteranno le loro best practice di come il retail si sta evolvendo non come cosa a fianco delle città ma come elemento qualificante del territorio. Non un’area a fianco della vita normale ma integrata. Tra gli espositori ci saranno anche gestori di infrastrutture? Ci sarà il più grande operatore di project financing presente in Italia, esempi di sistemi integrati di infrastrutture e servizi, i più importanti operatori dei settori della logistica. Segni che indicano esperienze, know how e capacità. Non è un caso che, come accennavo prima, dall'Italia paradossalmente si attendono proposte integrate. Grazie a Dio, nel nostro Paese, non abbiamo costruito megalopoli che comportano complicazioni verso un ritorno ad una “dimensione umana”. Noi partiamo da aree con sviluppi urbani già nella giusta dimensione. Semmai dovremmo costituire i nodi delle rete, i collegamenti tra le aree a dimensiona umana, aree logistiche funzionali e servizi. Questa è la sfida che ci A. A. attende. retail&food - giugno 2009 45


Dossier aeroporti

Il modello Lontano dai riflettori e dai più cruenti scontri di campanile, lo scalo aeroportuale pugliese sta sviluppando un modello di crescita innovativa. Spazi e servizi, attenzione all'ambiente e al territorio, sempre con “il passeggero al centro”. Tra un anno tutte le concessioni r&f andranno a gara e nel frattempo cominceranno i lavori che consentiranno un deciso ampliamento delle superfici commerciali in area airside.

D

urante la visita presso l'aeroporto Karol Wojtila di Bari lo spaesamento è stato forte. Puglia o Scandinavia? Dove è posizionata esattamente l'aerostazione più importante del Sudest italiano? Alla notizia che il 35% dell'energia solare consumata dall'aeroporto è prodotta con pannelli solari installati sui tetti, se non fosse stato per il blu dell'Adriatico all'orizzonte e per la visione degli ulivi oltre la pista, avremmo perso completamente l'orientamento. Ma l'aeroporto di Bari è saldamente inserito nel sistema di Aeroporti di Puglia che comprende anche gli scali di Brindisi, Foggia e Taranto-

Grottaglie. La Regione Puglia detiene infatti il 99,414% della società e il fatto di avere un'unica proprietà, rappresentata da un socio forte, se non fortissimo, ha garantito negli ultimi anni una possibilità di crescita armoniosa. Fattori trainanti dello sviluppo del traffico e quindi dei passeggeri, raddoppiati tra il 2000 e il 2008 e giunti a sfiorare la soglia dei 2,5 milioni (fig. 1), sono stati la “riscoperta” turistica della regione che negli ultimi anni ha vissuto un

boom e, soprattutto, l'affermarsi del fenomeno low-cost. Una crescita che la società di gestione sta guidando attraverso un progressivo ampliamento delle infrastrutture e un parallelo aggiornamento dei servizi. Nella giornata trascorsa nell'aerostazione del capoluogo pugliese, abbiamo incontrato il direttore generale, Marco Franchini, il responsabile ufficio stampa e relazioni esterne, Michele Fortunato e soprattutto Maurizia Bizzarro,

I PASSEGGERI DI BARI (2000-2009) Anno 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 (gen-apr)

Passeggeri 1.251.682 1.164.361 1.259.290 1.457.758 1.779.074 1.659.323 1.972.926 2.368.313 2.493.333 767.927

tab. 1

Variaz. % anno preced. 30,9 -7,0 8,2 15,8 22,0 -6,7 18,9 20,0 5,3 3,0 Fonte: Assaeroporti

Maurizia Bizzarro responsabile commerciale non aviation. E' con la Bizzarro che ricostruiamo la storia recente dello scalo barese, utile per comprendere su quali basi sono stati ipotizzati gli sviluppi futuri. “Nel 2004-2005 siamo passati dalla vecchia alla nuova aerostazione – racconta la responsabile commerciale – da allora abbiamo vissuto una serie di passaggi che ci hanno portato fino alla realtà attuale”. Una realtà bella da vedere e, per quel che possiamo osservare, anche bella da vivere. Molto spesso ci si dimentica che l'aeroporto non è solo un luogo di transito, attraversato quotidianamente da migliaia di passeggeri 46 retail&food - giugno 2009


tab. 2

COMPOSIZIONE RICAVI NON AVIATION 2008 26,5%

10,0% 12,0% Altre subconcessioni

distratti e frettolosi. L'aeroporto è anche un'azienda, fatta di persone che vi lavorano per anni e che passano gran parte della loro giornata tra land side e air side. Da questo punto vista Bari, può costituire un esempio: basti citare l'imminente introduzione dell'asilo nido aziendale o la realizzazione del percorso salute immerso nel verde e raggiungibile a piedi dall'aerostazione. Tornando alle attività commerciali, ritroviamo lo stesso spirito e la stessa attenzione alla persona quando la Bizzarro afferma: “Io mi occupo del passeggero a 360°, l'attesa in aeroporto deve essere piacevole e felice: a cominciare dalla sala vip resa ancor più accogliente dai fori freschi che ogni giorno cambiano per colore e qualità, passando per la zona relax con poltrone massaggio, fino alla musica di sottofondo... piccole attenzioni che dimostrano grande attenzione per chi viaggia”.

agglomerato attorno allo scalo barese una clientela ormai abituaRetail & Food ta a recarsi in aeroporParking to per fare benzina (la stazione di servizio rientra nelle attività 25,5% non avio), bere un caffè, pranzare o fare Fonte: Aeroporti di Puglia shopping. Basti pensare alla gioielleria gruppi di accompagnatori o quelli Mossa, ubicata in area arrivi che in arrivo attesi da gruppi di amici o “realizza le vendite più importanti interi nuclei familiari: aspetti non proprio con la clientela locale”. trascurabili per sviluppare un'azione commerciale corretta. Il futuro è air, Inoltre l'aeroporto di Bari ha una le opportunità retail catchment area che coinvolge Ma Maurizia Bizzarro ha una forte direttamente anche la città, con il consapevolezza che in futuro le suo centro, e numerose piccolerevenue deriveranno in gran parte medie località dei dintorni. Ma non dalle aree commerciali collocate solo, la zona aeroportuale dispone oltre i filtri di sicurezza. Una consaanche di collegamenti stradali pevolezza che è pienamente assemolto funzionali, che lo rendono condata dall'imminente ampliarapidamente raggiungibile, e di mento dell'aerostazione. Un prouna possibilità di parcheggio adegetto previsto in due fasi e che, guata. una volta concluso, aggiungerà Tutte queste caratteristiche hanno due ali esterne alla struttura attuaAdvertising

Rent a car

26,0%

Spalle al cielo, ancora per poco Analizzando l'attuale presenza delle attività r&f, appare evidente che l'aeroporto sia più orientato al land side: nonostante la nuova aerostazione sia stata inaugurata pochi anni or sono, “il progetto dello scalo è vecchio – deriva dagli anni '80 – e non tiene conto di indicazioni emerse negli ultimi anni”, dichiara la responsabile commerciale. D'altro canto a Bari, come in altri aeroporti del Sud, sono ancora numerosi i passeggeri in partenza “scortati” da nutriti

retail&food - giugno 2009 47


Dossier aeroporti le. “A settembre iniziamo i lavori di ampliamento dello scalo – racconta la Bizzarro – sul lato est. L'ampliamento, ad eccezione del 3° piano, sarà tutto rivolto all'airside. Al 3° piano ci sarà un'area conferenze con ristorante panoramico, accessibile senza passare dai controlli di sicurezza. Al piano terra – continua appassionata la responsabile commerciale – ci saranno gate a terra mentre al primo piano verranno realizzati altri due finger (per lato, ndr) per gli imbarchi. I lavori dovrebbero concludersi nel giro di due anni e, in totale, prevediamo di introdurre dodici nuove attività commerciali e quindi potremo integrare l'offerta merceologica esistente in fase di gara.

2010: concessioni in gara L'ufficio commerciale sta per essere travolto da una notevole mole di lavoro, avvertiamo un misto di preoccupazione ed esaltazione negli occhi della responsabile non avio all'idea di quello che l'attende. Tutte le attuali concessioni sono in scadenza, “durante la progettazione dell'attuale aerostazione si sono svolte gare d'appalto ad evidenza pubblica per la durata di cinque anni dal 31/03/2005, quindi con scadenza il 30/03/2010”. Sta cominciando quindi la programmazione delle attività che nel giro di qualche mese potrebbe cambiare volto all'offerta food e retail del Wojtila di Bari. Sulle procedure di gara la Bizzarro dichiara che “siamo controllati 99,9% dalla Regione Puglia, siamo a tutti gli effetti un ente pubblico

re ma l'attenzione principale sarà rivolta alle prospettive di fatturato. “Inutile farsi innovatori a tutti i costi se poi non c'è un riscontro commerciale” afferma decisa la responsabile commerciale. Sicuramente c'è la volontà di andare a coprire attuali “buchi” nel mix merceologico: oggi ad esempio c'è la necessità di avere un negozio di giocattoli e gadget.

L'importanza del food

e, per garantire a chiunque la possibilità di affacciarsi alle vetrine aeroportuali, abbiamo quindi scelto una procedura che garantisca la massima trasparenza”. Di fatto tramite le gare ad evidenza pubblica (che prevedono la pubblicazione di annunci e una notevole apertura a brand ed aziende), oggi come oggi, l'aeroporto barese dispone di una presenza tanto di realtà di rilevanza nazionale così come di qualificati operatori locali. Dunque per la gara del 2010 non verranno preparate lettere d'invito ma ci si prepara ad una gara aperta: c'è un forte desiderio di innova48 retail&food - giugno 2009

A quanto dice la Bizzarro “si potrebbe pensare che il nostro sia un passeggero tipicamente leisure concentrato in determinate stagioni. Questo è vero ma c'è anche una grossa compagine business di frequent flyer. Certo d'estate c'è il picco dei movimenti, anche grazie ai charter ma il tipico passeggero barese è business e spende soprattutto per il food e per tabacchi e giornali. Dunque il food – oggi più che mai – va bene e tira la volata alle attività commerciali. Ai due lati dell'area check-in si concentra buona parte dell'offerta: da una parte si trova l'area di Autogrill che ha un tipo di formati classici e “tradizionali”: snack bar,


free-flow ecc.; sul lato opposto invece Airest (ex Airport Elite) si contraddistingue per una proposta dedicata ad un target più alto e ricercato “in particolare da quando – nel luglio 2008 – abbiamo aperto il deCanto wine bar al posto di un negozio di articoli per bambini. L'inserimento di concept come deCanto va incontro a quello che intendiamo fare rispetto all'aeroporto: elevare il livello delle attività, diversificando l'offerta. Per questo, ad esempio, abbiamo insistito che ci fosse il sushi al DeCanto, oltre alle pizze alla gastronomia. Un'idea che è stata premiata dai risultati”. Ma l'offerta food si competa in air side con l'area di MyChef, l'unica prima dei gate, che oltre al bar accoglie anche il corner PizzaChef.

In conclusione Il non avio di Bari (fig. 2), oltre agli spazi di retail e food si compone dal rent a car (12 società, di cui un terzo operatori piccoli) che dispongono di un parking dedicato di 350 posti auto “ma l'offerta – in alta stagione – cresce notevolmente”. Ci sono poi i parcheggi e l'advertising invece è dato in subconcessione – in esclusiva – ad una a.t.i. che si occupa di tutta le affissioni fisse

interne ed esterne.La direzione di Franchini oltre ad aver imposto un'attenzione maniacale nei confronti dei clienti/viaggiatori punta molto sulla comunicazione, sfruttando il sito web, un magazine realizzato in house e curato da Fortunato, ma anche iniziative b2b o eventi culturali. Oltre ai citati progetti e all'incremento di quote di energie rinnovabili per l'aerostazione è previsto un

collegamento alla rete ferroviaria che dovrebbero migliorarne ulteriormente l'accessibilità. L'attività commerciale, nelle dimensioni attuali, è molto giovane e in prospettiva dovrebbe crescere notevolmente. Naturalmente seguiremo (e daremo conto) con curiosità i futuri sviluppi di questo lembo scandinavo in terra di Puglia. Andrea Aiello

Entrate e uscite Mentre si comincia ad immaginare la nuova area commerciale, anche in queste settimane, non mancano le novità: “da poco è andato via Body Shop, una tendenza del brand, quella di uscire dagli aeroporti. La società che gestisce anche Accessorize, sta puntando più su questo marchio. Al posto di Body Shop introdurremo un'interessante novità. E' una nostra scommessa: un negozio di orologi d'epoca, d'antiquariato”. Evidentemente un tipo di scelta diretta ad innovare ma anche ad assecondare la clientela locale, composta non solo di viaggiatori, come già abbiamo scritto. Anche “I Santi” dal 1 maggio è uscito dalle aree commerciali aeroportuali, anche se i suoi prodotti continueranno probabilmente a essere venduti dal franchisee che ne curava l'attività e che continuerà a gestire il punto vendita Robe di Kappa cui affiancherà la vendita delle calzature Superga. E infine, a completare il quadro del turnover più recente, anche Liabel è in via d'uscita perché a breve subentrerà uno shop di Benetton Intimo. Per quanto riguarda le aperture va segnalato infine che da meno di un anno è stata aperta la parafarmacia. Un'attività che sta andando molto bene e vorrebbe più spazio – non è l'unico caso – ma finché non si avrà il previsto ampliamento sarà davvero difficile ricavarlo, “non bisogna dimenticare che in aeroporto le esigenze commerciali spesso si scontrano con limitazioni tecniche” afferma con realismo la Bizzarro. retail&food - giugno 2009 49


A chiare lettere Autostrade Lombarde S.p.A.

facciamo il punto sulle autostrade Se il sistema delle autostrade lombarde dovesse raggiungere la media europea, dovrebbero anche triplicarsi la aree di servizio esistenti, con tutte le ovvie ricadute sull’indotto.

I

processi di cosiddetta «privatizzazione» e «liberalizzazione» delle strade a pedaggio attuati alla fine degli anni Novanta dai governi di Romano Prodi, Massimo D’Alema e da Giuliano Amato, non sembrano aver prodotto, fin qui, i frutti sperati. Tanto che si stanno levando, ormai, molte voci critiche, e non più solo quelle dei “comici” alla Beppe Grillo. In particolare, non sembra essersi realizzata la teoria secondo la quale la «liberalizzazione» avrebbe attratto l’investimento del capitale privato, oltre che nella mera gestione, anche nella manutenzione e nella costruzione di nuovi tratti autostradali. Infatti, dalla seconda metà degli anni Novanta ad oggi, sono stati costruiti solo cento chilometri di nuove autostrade, cosicché il nostro Paese, che con i suoi 5.677 chilometri, un tempo primeggiava nelle classifiche internazionali, ha accumulato, nel quindicennio che ci sta alle spalle, un vistoso arretramento: 113 chilometri di autostrada per ogni milione di abitanti contro i 177 della media europea. Il tutto, mentre il numero degli utenti autostradali è cresciuto, dal 1995 al 2005, del 152 percento, cioè da 80 a 220 milioni di utenti per chilometro, e la quota di merci trasportata è passata dal 58 all’82 percento. Il rilevante incremento dei traffici non si è poi neppure trasformato in un calmiere delle tariffe, le quali, come è noto, sono sempre lievitate al di sopra del tasso d’inflazione. Insomma, come spesso è stato rilevato dalle inchieste giornalistiche, lo spirito imprenditoriale in questo campo non ha brillato. Per esempio, nel gennaio del 2006, il Collegio sindacale dell’ Anas, cioè dell’ente concedente, riferendosi ad Autostrade per l’Italia, stigmatizzava gli «investimenti promessi e non realizzati» le «manutenzioni ordinarie e straordinarie non eseguite», i conseguenti «utili che si sono moltiplicati, rispetto a quelli denunciati nella convenzione» e paventava perfino «la decadenza della convenzione».

I gruppi in lizza Sul fronte della gestione, la «privatizzazione» ha dato luogo all’affermarsi di due rilevanti poli: Autostrade per l’Italia, oggi Atlantia, che fa capo alla famiglia Benetton, e le varie società e subholding controllate o partecipate dalla Argofin di Marcellino Gavio. 50 retail&food - giugno 2009

37%

89,290%

8%

IPB S.p.A

SdP Brebemi S.p.A.

TEM S.p.A.

4%

6,6%

I due gruppi gestiscoCostruttori e Concessionari no qualcosa che si avviProgettisti cina al 70 percento del chilometraggio autostradale italiano. Di sicuper ogni milione di abitanti: la metà della media ro i tratti più trafficati e quindi più lucrosi. nazionale e un terzo della media europea. Quel che rimane, cioè circa il 30 percento delle tratte, è uno spaccato di cosiddetto «socialismo Concessioni Autostradali municipale»: la mano pubblica non è più quella Lombarde dello Stato, bensì quella dei comuni, delle provinPer fronteggiare la situazione che si è fatta nel ce, degli enti pubblici o parapubblici collegati, con tempo sempre più drammatica e che non ha troil supporto del sistema bancario, segnatamente vato, sia nello Stato che nei «privati», concrete quello locale insieme all’immancabile Intesa-San Paolo. E questo è vero specialmente sulle prospettive di miglioramento, nel 2007, la Autostrade del Nord, attorno alle quali si sono Regione Lombardia, con l’assessore Raffaele tessute e si continuano a tessere fitte e confuse Cattaneo, ha cercato di percorrere una strada ragnatele di affollate partecipazioni azionarie nuova. Fino a quel momento, l’Anas era la propubbliche e parapubbliche. Le idee sono ambizioprietaria dell’hardware autostradale e l’unico se, i progetti faraonici, i mezzi scarsi e la governasoggetto abilitato a stipulare le cosiddette «conbilità accidentale. cessioni» per la costruzione, manutenzione e Cionondimeno attorno al nodo di queste infragestione delle tratte a pedaggio. Ma il 19 febstrutture si intravedono interessanti giochi di braio 2007, in ottemperanza alla “Legge finanpotere, che vanno interpretati, anche in vista delle ziaria 2007”, Infrastrutture Lombarde e Anas ricadute che avranno sull’indotto. Per dirne una, hanno dato vita, con una partecipazione paritese il sistema lombardo dovesse raggiungere la tica, alla società Concessioni Autostradali Lombarde, ossia alla Cal. Essa, oltre a possedere media europea, dovrebbero anche triplicarsi le aree di servizio, con tutto ciò che comporterebbe tutte le prerogative dell’ente concedente, si questo sviluppo in una fase in cui, tra il resto, il occuperà anche delle procedure di affidamento maggior player della ristorazione sta subendo forti per la realizzazione e per la gestione di tre condizionamenti dall’Autorità Antitrust a parteciimportanti autostrade collocate in territorio lompare alle gare per le nuove aree. bardo: Pedemontana; la direttissima BresciaIn Lombardia infatti, che è la regione più popoBergamo-Milano, detta Brebemi e la Tangenziale lata, con la struttura produttiva più consistente e Est esterna di Milano, chiamata Tem (vedi box). diffusa, esistono solo 64 chilometri di autostrade L’esempio lombardo è presto stato seguito:


- il 18 gennaio 2008, dalla Regione Molise, con la costituzione di Autostrade Molise Spa; - nel marzo del 2008, dalla Regione Lazio, che ha dato vita, con l’Anas, ad Autostrade Lazio Spa, con l’obiettivo di realizzare il corridoio Roma-Latina e il collegamento CisternaValmontone; - il 24 luglio 2008, dalla Regione Piemonte, con in programma il collegamento Biella-A4, quello Biella-A26, il collegamento di corso Marche, la tangenziale est di Torino e il raccordo Stremi-Predosa. L’obiettivo comune dovrebbe essere quello di ridurre i tempi di realizzazione, sveltire le procedure, ma soprattutto attrarre i capitali privati nel finanziamento delle opere, attraverso il cosiddetto «project financing» e coinvolgere il territorio nella delicata fase di costruzione del consenso. Ma l’affermazione della Cal comporta il ridimensionamento, se non l’azzeramento, di molti altri “comprimari”, a partire dai gruppi privati, passando dalla Provincia di Milano, dal Fondo F2I di Gamberale, e dalla pletora di Enti Locali che vorrebbero sedersi al tavolo delle infrastrutture viabilistiche, che evidentemente si suppone succulento.

Il Nord-Est Altra realtà in movimento è il sistema autostradale del Nord-Est. Infatti, F2i sembra stia manifestando un serio interesse, oltre che per la Serravalle, anche per il cosiddetto sistema del Nordest, cioè per Autobrennero, Autovie Venete e per la Serenissima, ossia la Brescia-Padova. Vito Gamberale avrebbe puntato sull'alleanza con la Cis di Bruno Tosoni, ossia quella Compagnia Investimenti Sviluppo al centro di un network di relazioni nel mondo delle infrastrutture trivenete. L'antivigilia di Natale, Atlantia ha ceduto il 5,5 percento dell'Autobrennero e 4,3 di Autovie Venete alla Infracis, subholding partecipata al 20 percento dalla Provincia di Trento, al 13,5 dall'Impresa Pizzarotti e controllata con il 63 dalla Cis di Tosoni. Questa sarebbe il primo passo del cosid-

Le nuove autostrade lombarde Brebemi: La “vecchia” Brebemi, cioè il Raccordo Autostradale Brescia Bergamo Milano, costituita nel 1999, per iniziativa delle Camere di Commercio di Brescia, Bergamo e Milano nel 2004 ha modificato la propria denominazione sociale in Autostrade Lombarde SpA. L’assetto proprietario vede la presenza di 27 soci tra pubblici e privati: 4 camere di commercio, 4 province, 4 comuni, 3 associazioni imprenditoriali, 3 concessionarie autostradali, 5 banche, 4 imprese. Tuttavia, la parte del leone la fanno 4 soci: una banca, Intesa-San Paolo, e tre concessionari autostradali, i quali mettono insieme circa il 65 percento del capitale sociale. Come si evidenzia dalla composizione degli organi di governo, l’azionista di riferimento è Banca Intesa-San Paolo con quasi il 40percento delle quote. Il nome "storico" di «Brebemi» è passato alla nuova società concessionaria, controllata da Autostrade Lombarde: la “nuova” Brebemi o Società di Progetto Autostrada Diretta Brescia Milano SpA. Quest’ultima, dal luglio 2002, è mandataria con l'86,2 percento, dell'associazione temporanea di imprese (Ati), che, nel giugno 2003, s’è aggiudicata la concessione per la costruzione dell’autostrada. Tem: Il 24 marzo scorso, un’Ati capeggiata da Impregilo, e quindi riconducibile a Marcellino Gavio e a Salvatore Ligresti, ha firmato con Concessioni Autostradali Lombarde la convenzione per l’affidamento in project financing della progettazione, realizzazione e gestione, per 50 anni a partire dalla fine dei lavori, della Tangenziale Est Esterna di Milano. Autostrada Pedemontana Lombarda: Dopo che nel 2007, al tempo del conflitto con l'allora Ministro Di Pietro, Autostrade per l'Italia vendette la propria quota, Pedemontana è controllata, al 100 percento, da Milano Serravalle–Milano Tangenziali, la quale ha, tuttavia, conferito l’incarico all’advisor «Borghesi&Colombo» per vendere una prima tranche del 32 percento delle azioni. In una nota del 23 febbraio scorso, Autostrade per l’Italia ha ribadito «il proprio interesse» a rientrare nel capitale, «legandolo però alla concretizzazione di un più ampio progetto di aggregazione delle partecipazioni lombarde (Pedemontana Lombarda, Tem, ecc.) in una holding che vedesse come azionisti i principali operatori presenti sul territorio». Sia come sia, sembra che il 32 percento di Pedemontana, messo in vendita da Serravalle, benché facesse gola al fondo per le infrastrutture F2i, guidato dall’ex amministratore delegato di Autostrade per l’Italia, Vito Gamberale, finirà a un pool bancario capeggiato da Intesa Sanpaolo. Un altro 33 percento è oggetto di una gara con quattro gruppi in lizza: Gavio, Autostrade, l'austriaca Sabag e Cooperativa di sviluppo (Legacoop). Il fondo F2i ha formalizzato un'offerta per aggiudicarsi il 4,2 percento della Serravalle messo all’asta dalla Provincia di Pavia.

detto «Progetto Arena», cioè l'acquisto, da parte di F2i, del 24 percento in un primo momento, e del 40% poi, di Infracis ceduto da Cis. Questa società avrebbe in pancia: • il 7,8 percento di Autobrennero (terzo socio e primo tra i privati dopo il 32 percento della Regione Trentino e il 7,6 della Provincia di Bolzano), • il 4,3 percento della Saav Autovie venete con la tratta Venezia Trieste della A4 (anche qui

terzo socio dopo l' 86 della finanziaria regionale Friulia e il 4,8 della Regione Veneto) • e infine il 3,3 percento della Serenissima gestita in delicato condominio da Rino Gambari e dagli enti pubblici. Resta poi tutto da vedere come questo polo, se si realizzerà, potrà convivere con il gruppo dei Benetton (Gamberale ne era Amministratore Delegato, e ne fuoriuscì con una vistosa polemica) e con la Argofin di Gavio. Vittorio Valenza

retail&food - giugno 2009 51


Nuovo incontro tra retail e Governo

non ha prezzo Il tavolo di confronto tra imprese e Governo, organizzato a Roma da Confimprese ed Esef si è focalizzato sulle principali difficoltà verso l’internazionalizzazione, la flessibilità e la produttività: sono i vincoli alle aperture e l'eccessiva burocrazia a far soffrire i retailer.

I

l mondo della distribuzione moderna non intende fermarsi davanti alla recessione e chiede una mano al Governo affinché porti avanti le politiche necessarie per non retrocedere a livello europeo e mondiale. Mai come in questo momento il settore retail sta attraversando una fase di cambiamento e perciò necessita del supporto governativo al fine di compiere quel salto in avanti che consentirebbe di recuperare le posizioni perse e rimettersi al passo con le realtà mondiali. Tante sono state le richieste e le proposte formulate dagli esponen-

ti delle imprese tra le quali più di una ha riscontrato affinità con le iniziative perseguite dal mondo politico.

Liberalizzare il mercato Una delle richieste più caldeggiate dai relatori che si sono susseguiti sul palco riguarda l’urgenza di ritornare ad un mercato che finora è stato ristretto nella sua organizzazione: tradotto in sintesi significa che le imprese chiedono autonomia nelle aperture domenicali e nei giorni festivi. La distribuzione moderna per continuare a funzionare ha infatti bisogno di adattarsi retail&food - giugno 2009 53


Nuovo incontro tra retail e Governo al cambiamento dei comportamenti di consumo che ora vive di tempi e orari impensabili fino a un decennio fa, e che assembla attività di varia natura come ha testimoniato Giuseppe Taini, ad di Fashion District, una delle principali catene di outlet in Italia. Lo stesso Taini ha poi ammesso che una delle questioni più spinose per le imprese della distribuzione risiede nella frammentazione legislativa del commercio affidata alle regioni, situazione che introduce una distorsione rispetto alla concorrenza. L’eccesso di burocrazia amministrativa che comporta alti costi di gestione e dilata senza motivo i tempi delle aperture dei nuovi esercizi per il ceo di Cremonini, Valentino Fabbian, la prima questione su cui il Governo deve impegnarsi per alleggerire la quantità di documentazione e rendere valide le autocertificazioni.

Per Dario Giambelli e Francesco Trapani, gli amministratori delegati del Gruppo Feltrinelli e Bulgari, l’innovazione del retail passa da una revisione del costo del lavoro e da una maggiore flessibilità perché l’Italia rimane un paese eccessivamente rigido contrattualmente e, così facendo, incentiva a investire all’estero. Giambelli ha poi ricordato l’assenza di un’adeguata formazione per alcuni profili lavorativi e che spesso questa ricade interamente sulle spalle dell’azienda. Secondo Giuseppe Cerroni, direttore generale comunicazioni e affari istituzionali di Autogrill, il comparto aeroportuale e quello autostradale hanno vissuto i momenti peggiori della crisi nell’ultimo trimestre del 2008 e nei primi due mesi del 2009: «Il periodo negativo sembra stia lievemente calando – ha detto Cerroni – anche se le preoccupazioni riguardano le tempistiche di ritorno ad una situazione di fiducia da parte dei consumatori». Un importante input di 54 retail&food - giugno 2009

innovazione all’insegna dell’ambiente e delle energie rinnovabili viene offerto invece da Rinaldo Cataluffi, ad di Berloni, che promuove un “green design community” in cui le imprese si rispecchino per diminuire i costi di produzione e venire incontro alle nuove ambizioni “a basso impatto ambientale” del consumatore e richiamando le istituzioni ad avere un ruolo di coordinatore per le imprese.

Alla riscoperta della filiera Diversi sono stati i politici che si sono susseguiti sul palco del Centro congressi di Montecitorio e ed è stato più volte ribadita la volontà di venire incontro alle istanze del comparto retail, anche se più di un rappresentante delle istituzioni una volta concluso il proprio intervento ha lasciato la sala senza attendere la conclusione del dibattito. Oltre ai processi di semplificazione, liberalizzazione e

defiscalizzazione che il Vicepresidente della Commissione attività produttive, commercio e turismo Raffaello Vignali ha citato quali obiettivi già prefissati dall’attuale Governo, l’internazionalizzazione e la capacità di fare sistema sono le strade sulle quali la politica punta maggiormente per rilanciare la distribuzione moderna. Molto apprezzato è stato anche l’intervento di Antonio Marzano, attuale presidente del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro che ha ricordato come per regolare il mercato non sia più sufficiente agire esclusivamente sulle politiche di prezzo, ma che esistono forze macro economiche sulle quali il Governo ha il dovere di intervenire. «Il rapporto tra domanda offerta è strettamente correlato con le ricadute che l’occupazione ha sulla domanda – ha affermato Marzano – è quindi necessario effettuare politiche di welfare adeguate, ma anche sulla qualità del prodotto e politiche organizzative comprendenti la liberalizzazione degli orari e dei saldi». L’ex Ministro alle Attività produttive ha fatto riferimento anche all’importanza di sostenere la filiera italiana, argomento che in precedenza era stato affrontato dal direttore generale di Espressamente Illy, Christophe Reale: «all’estero si trovano molti marchi italiani operanti nel food, anche se pochi servono prodotti veramente italiani – ha continuato Reale – Alla politica

e all’imprenditoria suggerisco di superare l’inutile campanilismo ancora presente in molte realtà italiane».

Ritorno al credito I cambiamenti strutturali nel retail sono quindi più che una realtà e sono destinati a influenzare profondamente l’evoluzione futura dell’intera economia nazionale. L’economista Carlo Miana, durante la presentazione del rapporto Esef, ha evidenziato come nei principali paesi industrializzati la distribuzione commerciale contribuisce per circa la metà della crescita del lavoro dell’intera economia, mentre il mercato italiano rimane l’eccezione con una quota occupazionale in diminuzione sul totale dell’economia. La tavola rotonda, oltre a sollecitare l’intervento del mondo politico, ha voluto lanciare chiari messaggi anche a banche e istituti di credito per supportare questa importante fase di traghettamento proprio come ha spiegato all’apertura del convegno Mario Resca: «Per il rilancio del retail – ha spiegato il presidente di Confimprese – è necessario il ricorso al credito. Il sistema creditizio bancario deve scendere in campo a favore delle imprese italiane per sostenerle a livello economico con finanziamenti e proposte finalizzate alla loro crescita per competere a livello internazionale». M. C.


Analisi abbigliamento

che fai, che trovi Nonostante la crescita registrata nel 2007, il settore dell’abbigliamento ha subito gli effetti della recessione ma il fashion resta comunque la categoria merceologica più diffusa nei luoghi di viaggio.

L

a crisi che sta investendo l’economia non risparmia nemmeno il settore dell’abbigliamento, che dopo le ottime performances di vendita sperimentate nel corso del 2007 seguite al rallentamento del 2006, ha subito una brusca frenata nel corso del 2008. Il trend negativo è stato confermato anche dai dati di preconsuntivo diffusi da Sistema Moda Italia: in particolare per la moda maschile italiana nel 2008 si stima un calo del giro di affari del 1,2%. Così se nel 2007 il fatturato era stato di 8.650 milioni di euro, per l’anno passato dovrebbe attestarsi a 8.547 milioni. In crescita il comparto import-export, rispettiva-

mente del 2,8 per le esportazioni e del 0,8 per le importazioni. Secondo Sistema Moda Italia inoltre, la moda femminile, anche se in contrazione rispetto al 2007, dovrebbe mettere a segno un risultato piuttosto soddisfacente pur prevedendo una contrazione del giro d’affari pari al -3,1%. Il fatturato dovrebbe comunque arrivare a quota 13.365 milioni di euro contro i 13.260 del 2007.

Stazioni sempre più… fashion! Pimkie, Benetton, Motivi, Zara, Pull&Bear, Bershka e Boggi sono

Principali marchi presenti nei centri commerciali

solo alcuni dei marchi presenti nei luoghi di viaggio e attirano ogni giorno migliaia di persone che, in attesa di un aereo o di un treno, decidono di passare il loro tempo facendo shopping all’interno di stazioni o aeroporti dove i negozi di abbigliamento sono sempre più diffusi. Il caso delle stazioni è emblematico in quanto, grazie agli interventi di riqualificazione stanno diventando sempre più luoghi di interesse per i retailers. Nei prossimi mesi ad esempio, aprirà all’interno della stazione di Padova (circuito Centostazioni) un negozio di abbigliamento, ma c’è riserbo totale sul nome del marchio prescelto. All’interno del network che comprende le 103 stazioni “minori” italiane è presente un’offerta variegata, che tocca tutte le categorie merceologiche (uomo, donna, bambino, sportivo, intimo e accessori) grazie alla presenza di brand conosciuti e diffusi anche all’interno dei centri commerciali. A Milano Garibaldi sono presenti Football Corner (abbigliamento sportivo), Tezenis e Calzedonia (Intimo), e Zerling, negozio di abbigliamento femminile fast fashion gestito da privati. A Roma Trastevere si trova RomaStore, che

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MARCHI

Benetton Motivi Oltre Fiorella Rubino Piazza Italia Nara Camicie Zara Oysho Bershka Pull&Bear Stradivarius

PRESENZE

287 186 181 100 87 73 38 33 29 23 16

vende gadget e abbigliamento sportivo. La presenza di un mix merceologico ampio è la caratteristica su cui ha puntato, durante le attività di riqualificazione, anche il circuito Grandistazioni, che gestisce gli scali ferroviari più importanti d’Italia. Il caso di Roma Termini è emblematico: già riqualificata nel 2000, all’interno della stazione si trova un’offerta di abbigliamento molto ampia. Sono infatti presenti Levi’s, Motivi, Intimissimi, 7camicie, Calzedonia, Etam, Footlocker, Nike, Golden Point, Rifle, Sasch, Sergio Tacchini, Sisley Benetton, Tie Rack e Yamamay. Per le stazio-


Store appassionati e turisti attratti

dalla griffe del celeberrimo “cavallino rampante”; con Nike, Sergio Tacchini (presenti anche nelle stazioni) e con Football Corner, multimarca che vende maglie, completi, scarpe e accessori di calcio. Punta sui luoghi di viaggio anche Tie Rack che vende accessori uomo/donna e all’interno di Roma Fiumicino, Milano Malpensa e Milano Linate. Camicie, gonne, pantaloni e giacche non si trovano però solo all’interno dei monomarca degli aeroporti: in area landside ed airside espongono e vendono numerosi abiti delle più famose griffe di alta moda italiane e internazionali.

Sfilata di brand negli shopping mall

(100). Diffusi negli shopping mall anche gli stores Piazza Italia (87) che si rivolgono a un target giovane che vuole essere sempre alla moda. Più classica l’offerta di abbigliamento disponibile all’interno dei 38 store Zara, marchio della spagnola Inditex, proprietaria anche dei marchi Oysho (33), Bershka (29), Pull&Bear (23) e Stadivarius (16). Si rivolge a un target prettamente maschile invece Celio, presente nei centri commerciali con 30 negozi, mentre per offerte variegate rivolte a uomo, donna e bambino ci sono Stefanel e Original Marines. Nel settore camiceria riscuote molto successo anche NaraCamicie che ha all’attivo 73 pdv su tutto il territorio nazionale.

Un discorso a parte meritano invece i centri commerciali dove a farla da padrona è senza dubbio la moda femminile che spazia dai brand di fast fashion come Stradivarius, Bershka, Pull&Bear

Conclusioni

e Piazza Italia ai brand medio alti come Zara, Benetton, Motivi (vedi tabella). E’ Benetton ad avere il maggior numero di pdv nei centri commerciali: gli appassionati di shopping possono trovare ben 287 negozi aperti negli shopping mall grandi e piccoli di tutto il territorio nazionale. Diffusissimo anche Motivi brand di proprietà del Gruppo Miroglio (187 pdv), già presente nei mall con i marchi Oltre (181) e Fiorella Rubino

di punta che attira i clienti alla ricerca della griffe a prezzo ribassato: questo dimostra come la quello dell’abbigliamento sia un settore in continua evoluzione, alla ricerca di canali distributivi sempre diversi. E possiamo supporre che proprio il settore dell’abbigliamento uscirà “quasi” indenne dalla crisi grazie alla sua continua capacità di reinventarsi.

Non si contano i negozi di abbigliamento all’interno degli outlet: sempre più brand aprono monomarca all’interno dei FOC, dove il fashion è il settore merceologico

ni ancora in fase di restauro come Torino Porta Nuova e Milano Centrale, si presuppone lo stesso mix merceologico: all’interno dei due scali infatti, sono state annunciate le aperture, nei prossimi mesi, di diversi negozi di abbigliamento, pdv dedicati ai fashion victims, ai pendolari e ai residenti che vogliono fare shopping anche quando i centri commerciali o i negozi di città sono chiusi, come nel caso dei giorni di festa.

Moda da prendere al volo Diverso il discorso degli aeroporti: se infatti nelle stazioni si punta a un’offerta fast fashion, conveniente ed economica, negli scali italiani è più facile trovare un’offerta più alta per quanto riguarda qualità e prezzo, rivolta soprattutto al business e a chi non vuole rinunciare al lusso nemmeno in viaggio. Trovano così posto gli abiti sartoriali di Loro Piana (5 pdv Roma Fiumicino, Milano Malpensa e Venezia Marco Polo) Boggi (6 negozi totali all’interno degli aeroporti di Roma Fiumicino, Milano Malpensa, Milano Linate e Venezia Marco

Polo), l’haute couture di Zegna (2 store a Milano Malpensa e Venezia Marco Polo) e le creazioni esclusive ed eleganti di Valentino (3 punti di vendita a Roma Fiumicino, Milano Malpensa e Venezia Marco Polo). L’abbigliamento di lusso è la punta di diamante anche di Emporio Armani e di Pal Zilieri, presenti con un solo negozio rispettivamente a Fiumicino e Venezia. Non solo: negli aeroporti c’è spazio anche per lo sport, con i 6 negozi Ferrari

Claudia Fragapane

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Le migliori tecnologie in rassegna

per credere Non è fantascienza ma realtà: la tecnologia vuole rivoluzionare il retail con soluzione sbalorditive. C'è da crederci? Intanto si possono sperimentare le soluzioni più interessanti.

S

elfscanning e self-checkout per smaltire le code, chioschi interattivi dotati di grandi touch-screen per accedere a nuovi prodotti e servizi, tecnologia contactless per effettuare i micropagamenti. Sono solo alcune delle novità destinate a rivoluzionare il rapporto tra il “merchant” e il consumatore nel mercato retail, attraversato da profonde trasformazioni. In un settore toccato come è ovvio dalla crisi (ma dove supermercati e ipermercati continuano a sfornare risultati positivi, come testimoniano i dati Nielsen), i due grandi obiettivi, perseguiti indistintamente da tutti gli operatori, sono il contenimento dei costi aziendali e la predisposizione a cogliere le nuove opportunità offerte da un mercato caratterizzato da nuovi comportamenti di acquisto, da un’offerta potenzialmente molto più ricca e articolata e dal coinvol-

gimento diretto del cliente in tutte le fasi della scelta e della transazione.

Integrare e smaterializzare “Nel mondo retail, le tecnologie abilitanti che portano automazione ed efficienza nei processi di vendita sono soprattutto i sistemi rivolti al self service”, spiega Luciano Cavazzana, direttore generale di Ingenico Italia, Svizzera, Germania e Austria, consociate del gruppo leader, nel mondo, nella progettazione e nello sviluppo di terminali Eft-Pos. “In pole position troviamo l’automazione dei sistemi di pagamento con carte sui dispensatori di prodotti e i sistemi di self-checkout che favoriscono l’eliminazione delle code, dove i clienti cominciano a farsi il conto da soli, scannerizzando i prodotti e pagandoli

anche, ove possibile, in completa autonomia. E si fanno strada i sistemi che facilitano ulteriormente la fase finale dell’acquisto, come ad esempio la firma sullo scontrino ottenuta elettronicamente e non più su supporto cartaceo”. La parola d’ordine è “smaterializzare”, a tutto vantaggio dei tempi, dei costi e anche di una maggiore precisione in fase di rendicontazione. “Esperienze in questo senso sono state avviate da noi ultimamente nel mondo dei villaggi, delle crociere e del noleggio auto”, esemplifica Cavazzana, che annuncia anche la disponibilità, per settembre, di un nuovo dispositivo targato Ingenico che integra per la prima volta, in un unico hardware, le funzioni di un palmare Windows Ce e le funzioni di pagamento certificate utili alla riscossione: “Il nostro Pay Pvr, in sperimentazione dal mese di giugno, servirà a racco-

gliere le ordinazioni e ad incassare i pagamenti nell’ambito della ristorazione”.

Un problema culturale Dal punto di vista della base installata, quando si parla di pagamenti elettronici, l’Italia è in linea con i principali paesi europei: 1 milione 200 mila ePos (i terminali di pagamento, per l’85% di marca Ingenico), a fronte di circa 40mila Atm (gli sportelli Bancomat). Laddove il nostro paese è carente è però nel numero delle transazioni effettuate elettronicamente: meno di quattro al giorno (e l’80% nella grande distribuzione) contro la media di 7/8 in Europa, con punte di 10 in Gran Bretagna: “E’ un problema culturale, che nulla ha a che fare con la disponibilità della tecnologia”, commenta Cavazzana, la cui azienda opera in partnership con i principali system integrator retail&food - giugno 2009 59


Le migliori tecnologie in rassegna attivi nel settore: da Ncr, a Wincor/Nixdorf, alla stessa Ibm, leader a livello mondiale del mercato dei point-of-sale (i Pos, intesi però come sistemi di cassa) con circa 2,6 milioni di macchine e primo player italiano con una quota di mercato del 22% (davanti a Ncr ed Epson, fonte Sirmi).

Cavalcare il cambiamento “In tempi di crisi le aziende retail non vanno a ridurre le spese sul fronte dell’It, che poco incidono sui bilanci, ma chiedono piuttosto all’informatica di recitare un ruolo diverso, aiutandole a contenere i costi e a fornire nuovi servizi alla clientela, che non si accontenta più di un’offerta standardizzata”, dice Enzo Ceruso, responsabile italiaping experience personalizzata e coinvolgente, i punti vendita fanno a gara nel proporre, oltre ai beni di consumo tradizionali, una serie di plus, che vanno dalla ricarica dei cellulari alla prenotazione/pagamento di un viaggio, dalla sottoscrizione di un certificato assicurativo all’acquisto dei prodotti parafarmaceutici, al pagamento delle bollette. La sfida dei retailer è quella di cavalcare il cambiamento e volgerlo a proprio favore. Compito nostro e dei nostri concorrenti è quello di recepire le nuove tendenze del mercato e saperle tradurre in una value proposition riconosciuta e apprezzata”. A questo scopo, non basta più costruire prodotti ad hoc che garantiscano continuità di funzionamento e affidabilità nel lungo termine anche in condizioni operative difficili come quelle di un supermercato (retail hardnet, è l’espressione usata nel gergo aziendale).

Appuntamento a Segrate

no di Ibm Retail Store Solutions, un’unità specializzata che conta 50 business partner certificati e ha 60 retail&food - giugno 2009

come mission quella di fornire al mercato soluzioni innovative per il negozio. “Per garantire una shop-

“Il rispetto dell’ambiente, favorito dall’assenza di componenti nocive e dall’impiego di imballaggi riciclabili, il risparmio energetico (fino al 60%) a partire dai sistemi entry level come il nostro SurePos 300, il

più piccolo ed efficiente sistema di cassa oggi disponibile, sono omai elementi imprescindibili, insieme ai chioschi elettronici con tecnologia touch a infrarossi (Anyplace Kiosk) e ai moduli software della Visual store suite di Essetre (un’azienda del gruppo) che gestiscono temi di grande attualità come le promozioni, le fidelizzazione della clientela o l’integrazione delle bilance con le casse all’interno dei reparti”. Ceruso ha appena presentato in Italia una soluzione di “specchio virtuale” per il settore fashion, sviluppata in Israele, che permette di provare una serie di tagli e di trucchi senza alterare materialmente il proprio aspetto. E ha un annuncio rivolto a tutti i rappresentati del mondo retail: “D’ora in poi non sarà più necessario recarsi al centro Ibm di La Gaude, in Francia, per vedere all’opera le ultime novità del settore: un centro commerciale del futuro sarà attivo dalle prossime settimane presso il centro demo del Forum Ibm di Segrate: i clienti potranno provare sul campo le soluzioni più innovative realizzate in ogni angolo del pianeta per il bar, l’aeroporto, l’area di servizio, la profumeria, il negozio specializzato o il supermercato di domani”. Paolo Crespi


Il low cost incalza ma il viaggio esotico attira

Vogliamo S

ta arrivando l’estate e, nonostante la crisi, numerosi vacanzieri si preparano ad affollare gli aeroporti di tutta la Penisola, pronti a partire per i luoghi di villeggiatura con voli di linea, low cost o charter, ovvero servizi di trasporto aereo non soggetti ad una programmazione sistematica di orari (diversamente da quanto avviene per i voli di linea). Fin dalle origine dell'aviazione commerciale, i charter hanno assunto il ruolo di voli adibiti al solo trasporto di turisti verso destinazioni esotiche: i biglietti non sono venduti dalle compagnie aeree ai passeggeri, ma da agenzie di viaggio che hanno stipulato un contratto precedente con le compagnie aeree. Infatti il volo charter è incluso in un cosiddetto pacchetto che comprende anche l’alloggio e altri servizi (rent a car, escursioni ecc). Va detto però che i voli charter non collegano soltanto le città italiane a luoghi di villeggiatura, ma spesso sono utilizzati dalle squadre sportive, per i pellegrinaggi religiosi o da aziende che organizzano eventi business. I charter, in pratica, offrono gli stessi servizi di un volo di linea, ma cambia la programmazione del

Terminal e servizi specializzati, compagnie “giovani”, alleanze con i tuor operator e azioni di co-marketing. Gli ingredienti di un mercato in flessione ma con buoni margini di ripresa.

scorso aprile il vettore di riferimento di Hotelplan per i voli a medio raggio su Mar Rosso, Kenya, Tanzania e Madagascar. La nuova collaborazione tra il vettore e il t.o prevede un impegno di 10.000 posti sui voli verso le destinazioni sopra citate.

I numeri del settore

volo: mentre quelli di linea partono ogni giorno, i charter hanno partenze programmate ad hoc, di solito il sabato o la domenica per consentire soggiorni di una settimana (da week end a week end). Un’altra differenza tra volo di linea

e charter è che quest’ultimo può fare scali intermedi per raggiungere la destinazione finale e che spesso, può subire variazioni di orario anche a ridosso della partenza. Le compagnie aeree che operano questo tipo di servizio hanno

spesso vere e proprie partnership commerciali con i tour operator o sono di loro proprietà. Ad esempio, tra le ultime nate in ordine di tempo, Neos Air, compagnia aerea specializzata nei collegamenti a lungo raggio, è diventata dallo

Il settore dei charter ha sicuramente risentito della crisi globale anche se, in alcuni casi, i numeri non sono negativi. Secondo i dati di traffico infatti, per l’inverno 2008/09 i passeggeri dei “voli a domanda” sono stati circa 9.262.595 pari al +2% rispetto all’anno precedente. Nel 2008 Malpensa è stato il primo aeroporto italiano per traffico charter: lo scalo lombardo ha totalizzato 2.027.904 passeggeri (+2,9%) rispetto al 2007, mentre Roma Fiumicino, seconda in classifica in crescita dell’ 11,3%, ne ha totalizzati 1.031.864. Secondo i rilevamenti dell’Enac inoltre, il terzo retail&food - giugno 2009 63


Il low cost incalza ma il viaggio esotico attira aeroporto italiano per traffico charter è Verona con 1.276.176 passeggeri (+5,6% rispetto al 2007). In particolare l’attività internazionale charter negli aeroporti italiani, lo scorso anno ha registrato una cifra complessiva di 8.716.537 passeggeri, in crescita del 1,6% rispetto al 2007. Sul podio si conferma ancora l’aeroporto Milano Malpensa, primo con 1.951.866 pax (+3,7%), Verona seconda con 1.233.283 pax (+6,9%) e Roma, in crescita del 11,5%, ha fatto registrare 1.905.600 passeggeri. In controtendenza i dati di traffico dell’aeroporto di Bergamo Orio al Serio: in marzo i passeggeri sono stati 528.293 (-2,5% per il calo di traffico charter). “Il calo – si legge in una nota diffusa da Sacbo – risente in parte del fatto che nel 2008 la Pasqua fu a marzo diversamente da quest’anno. L’anno scorso, inoltre, il 150° anniversario delle apparizioni creò un’intensa programmazione di charter per Lourdes”. Va detto che quello del traffico charter è l’unico dato in

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flessione per lo scalo bergamasco, che nel primo trimestre 2009 ha registrato un incremento del 0,6% nel traffico complessivo, pari a 1.452 passeggeri.

Le compagnie charter In Italia, tra le compagnie principali che operato solo ed esclusivamente collegamenti “a richiesta” ci sono Air Italy, Livingston, Neos, Blu Panorama. Neos, che appartiene ad Alpitour Spa (99,99%) e Welcome

Travel

Group

Spa

(0,01%) ha iniziato la sua attività nel 2001, fino a divenire leader incontrastata nelle tratte verso i Caraibi. Opera collegamenti charter a medio e lungo raggio anche Blue Panorama che ha fatto del “made in Italy” uno dei suoi valori portanti. La compagnia italiana opera voli charter tra gli aeroporti italiani di Bologna, Catania, Milano, Palermo e Torinoe il Messico, Cuba e Thailandia. Astro nascente del settore è Air Italy, da poco attiva anche sui voli di linea nazionali, che da qualche anno ha costruito una rete di collegamenti

verso Sud America, Caraibi, Medio Oriente, Africa e Oceano Indiano. Collegamenti a lungo raggio anche per la Livingston, fondata nel 2003, che nel corso degli anni, oltre a trasportare migliaia di turisti

verso le località turistiche più rinomate, ha stretto partnershipp commerciali con importanti players del mercato retail, ultima in ordine cronologico Giochi Preziosi: “Livingston – si legge in un comu-


nicato diffuso dalla società – e Giochi Preziosi, gruppo leader assoluto per il mercato italiano nel settore dei giocattoli, hanno siglato per il secondo anno consecutivo un accordo di co-marketing. Tale accordo permetterà a Livingston di introdurre ulteriori personalizzazioni al prodotto di bordo offerto ai passeggeri più piccoli, grazie alla distribuzione di uno zainetto contenente giocattoli, prodotto da Giochi Preziosi – in esclusiva per la

compagni aerea, utilizzando il logo e i colori istituzionali del vettore. Inoltre Livingston sarà presente nei cataloghi Giochi Preziosi, che a sua volta farà volare il proprio brand ‘ad alta quota’ a bordo di tutti gli aeromobili della flotta”. Non solo, Livingston ha stretto accordi anche con Yamamay e Carpisa per quanto riguarda la pubblicità on board. La società ha spiegato che: “L’accordo di diffusione pubblicitaria prevede che Livingston metta a

disposizione di Yamamay e Carpisa alcuni dei suoi spazi promozionali a bordo degli aeromobili della propria flotta, tra i quali i seat pockets, i canali di intrattenimento di bordo audio/video, l’inflight magazine, alcuni items della dotazione catering (lunch boxes e salviettine rinfrescanti) e, soprattutto, la fusoliera degli aeromobili A330 e A321 che verrà personalizzata, tramite l’applicazione di pellicole adesive, nell’area limitrofa alle porte, mentre Carpisa disegnerà una linea di trolleys e borse studiate ad hoc per lo staff navigante di Livingston, che sarà personalizzata con i due loghi, contribuendo ulteriormente alla riconoscibilità e alla visibilità dei brand”.

degli scali con servizi di navetta gratuita. Inoltre il passeggero può far avvolgere le proprie valigie e farle assicurare a prezzi concorrenziali rispetto ai pax dei voli di linea e può, all’arrivo a destinazione, noleggiare una macchina usufruendo di sconti studiati ad hoc. Una serie di servizi che, oltre a condizionare l'infrastruttura aeroportuale che deve prevedere flussi ingenti concentrati in momenti limitati, consente di sviluppare volumi di fatturato interessanti ai più diversi operatori aeroportuali. Il fenomeno è complesso, perché fortemente legato alla stagionalità, anche come incoming: basti pensare agli sciatori del nord Europa che, nei mesi invernali, decidono di trascorrere la settimana bianca sulle

In aeroporto e su Internet

piste italiane delle Alpi. Negli ultimi anni la qualità dei servizi offerti dalle compagnie charter è decisamente cresciuta, sfruttando anche le nuove tecnologie (per comunicare variazioni di orario, disponibilità e accesso ai servizi). La crescita della qualità e la specializzazione sul lungo raggio – che ha sfruttato il progressivo arretramento di Alitalia – sono due elementi fondamentali per un settore che è sempre più tallonato dai vettoRed. ri low-cost.

I passeggeri che scelgono di volare con i charter dispongono spesso di servizi dedicati in aeroporto: oltre all’area gruppi in cui vengono radunati per le operazioni di check-in e, a volte, di imbarco, chi prenota un charter attraverso un tour operator ha la possibilità di parcheggiare la macchina all’interno dei parking dell’aeroporto o di società private che gestiscono parcheggi in prossimità

retail&food - giugno 2009 65


International duty free world

By Kevin Rozario - London

H&M PUNTA A EST Nonostante i venti di crisi rendano ancora più “freddi” i mercati russi, la catena svedese del fashion ha deciso di spingere sul pedale dell’acceleratore per le aperture di punti vendita a Mosca. Dopo il primo, inserito nel contesto del centro commerciale Metropolis, del quale occupa quasi 3 mila metri quadrati, è arrivato il secondo, collocato nel centro Mega Khimki, alla periferia della capitale russa.

UNO STOP ALLO SCALO DI DUBAI

L’impossibilità di mettere nero su bianco termini contrattuali accettabili per entrambe le parti. Apparentemente per questa curiosa, quanto semplice ragione la joint venture edile composta da Al Habtoor, Murray & Roberts e Takenaka ha rinunciato all’incarico di costruire il concourse 3 dell’aeroporto internazionale di Dubai, rescindendo il contratto con la Dubai Civil Aviation. Il divorzio pone termine al sodalizio che aveva portato alla costruzione del terminal 2, che sarà completato entro l’aprile del 2011 e che vanta già 8 mila metri quadro di spazi destinati al retail duty free.

RISTORAZIONE VELOCE E SCONTATA

In tempi di crisi tutti devono contribuire e la catena Buca di Beppo, acquisita all’inizio dell’anno da Planet Hollywood International, sembra voler dare il suo contributo allo stato della California, pesantemente colpito dalla recessione e con un tasso di disoccupazione schizzato al 10,5 per cento contro l’8,1 della media nazionale. E’ nata così la promozione “The Great Bolognese Bailout” che garantisce a tutti gli impiegato dello stato della California e ai loro ospiti uno sconto del 20 per cento sulle cene consumate presso uno dei 21 locali della catena. Robert Earl, fondatore e general manager di Planet Hollywood è amico di vecchia data dell’attuale governatore della California Arnold Schwarzenegger.

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The luxury gap C’era una volta il lusso With the biggest economic crisis for decades refusing to budge, the duty-free business at airports is in a quandary. For the longest time it has been developed on a luxury footing: introducing more and more brands that are exclusive, that signify wealth, that consumers aspire to. Boutiques in recent new terminals in Europe and Asia for labels such as Bvlgari, Chanel, Giorgio Armani, Gucci, Hermes, and Ermenegildo Zegna merely confirm the channel’s eagerness to fill its retail avenues with glitz and glamour. But in today’s climate consumers are not digging as deep for their chic treats, especially as this recession is one that has hurt financial executives – a mainstay of the airport business market. Luxury brands are under heavy pressure; some labels like the US leather brand Coach are even developing special ranges to cater to the current demand for more inexpensive products and others, like South Koreaowned German fashion house MCM, freely admits to pushing non-leather, canvas and other lines in travel retail to maintain sales volumes. Meanwhile, fashion and accessories retail concepts such as Bijoux Terner which sells everything in its stores for $10 are booming in the airport market as passengers switch their allegiances in the direction of value. In airports that were sure-fire locations for heavy luxury spending such as Dubai and Bahrain, the beauty sector is also seeing a move away from prestige collections while lower-priced mass brands such as Revlon and L’Oreal Paris have been seeing higher volumes in the first quarter this year than in the same period in 2008. There is little doubt that, in many top airport hubs, the market has turned, and the worry for some brands is that this could be a turn which is not short-term but one that will redefine the airport shopping offer for years to come. For some time already, airports have been adding mid-market brands into their mix; the expectation is that if passenger preferences for value persist, landlords will source fewer of the luxury houses and replicate the High Street rather than Bond Street, Via Montenapoleone or Fifth Avenue, the next time they go shopping for brands to populate their latest wave of newly opened or renovated retail areas.

La crisi economica più grave degli ultimi decenni, che per il momento non accenna ad attenuarsi, si fa sentire anche nei dutyfree degli aeroporti. Per lungo tempo l’attività di questi negozi si è basata sui marchi di lusso, introdotti in quantità sempre più massicce, emblema della ricchezza e status symbol a cui aspirano i consumatori. Le boutique aperte nei nuovi terminal europei e asiatici per Bulgari, Chanel, Giorgio Armani, Gucci, Hermes ed Ermenegildo Zegna non fanno altro che confermare la volontà di questo canale commerciale di rivestire di sfarzo ed eleganza i propri punti vendita. Di questi tempi, tuttavia, i consumatori non sono più così interessati ai prodotti chic, soprattutto perché la recessione ha colpito la classe dirigente del settore finanziario minando le basi del mercato dei duty-free. I marchi di lusso stanno

subendo pesanti pressioni: alcuni, come il marchio statunitense Coach, specializzato in articoli di pelletteria, stanno sviluppando linee particolari in grado di soddisfare la domanda di prodotti più economici, mentre altri, tra cui la casa di moda tedesca MCM, di proprietà di un gruppo sudcoreano, confessano di puntare su materiali alternativi (ad esempio la tela e comunque non il cuoio), per mantenere il volume delle vendite nel canale del travel retail. Nel frattempo, negli aeroporti spopolano marchi di moda e accessori come Bijoux Terner, che vende tutto a 10 dollari, mentre l’interesse dei passeggeri si sposta decisamente sul prezzo. Anche negli aeroporti che erano una garanzia per gli acquisti di lusso, come in Dubai e nel Bahrain, i prodotti di bellezza più venduti non appartengono a collezioni prestigiose ed esclusive, ma a marchi di massa meno costosi come Revlon e L’Oréal Paris, che nel primo trimestre di quest’anno hanno registrato un incremento delle vendite rispetto allo stesso periodo del 2008. E’ fuori discussione che in molti grandi aeroporti il mercato è cambiato. Alcuni marchi temono che possa trattarsi di un cambiamento a lungo termine, che trasformerà l’offerta commerciale degli aeroporti negli anni a venire. Già da tempo gli aeroporti integrano la propria offerta con prodotti di fascia media; se i passeggeri continueranno a preferire i prezzi bassi, forse accadrà che i gestori dei negozi acquisteranno meno dalle case di moda e, invece di novelle Bond Street, Vie Montenapoleone o Fifth Avenue, si limiteranno a riprodurre le normali vie cittadine dello shopping.


IL RISTORANTE “A CASA” I

l vecchio detto “se la montagna va da Maometto, Maometto non va dalla montagna”, sembra adattarsi alla perfezione a una delle strategie che le grandi catene statunitensi di ristorazione hanno scelto di utilizzare per fronteggiare la crisi. Alleata nella sfida è, curiosamente, una storica nemica del pasti fuori casa: la grande distribuzione. Tony Roma, Starbuck, California Pizza Kitchen, TGI Friday sono soltanto alcuni dei brand che hanno deciso di sviluppare i prodotti confezionati a marchio proprio, destinandoli alla grande distribuzione. Così, quello che in passato era un canale per ricavi marginali, sta diventando un pilastro strategico importante, soprattutto per mantenere alta l’attenzione sul brand nel momento in cui i consumatori preferiscono trascorrere le serate a casa. I ricavi sono modesti, come dimostra il caso di California Pizza Kitchen il cui accordo di licensing con Kraft pesa per un insignificante 1% sui conti della catena, ma le vendita della pizza con il logo del fast food sono cresciute del 40% tra il 2007 e il 2008. La stessa Starbuck, sempre alle prese con una situazione non facilissima, ha deciso di rilanciare la

ZURIGO TIENE

N

onostante la pesantezza della crisi lo scalo svizzero è riuscito a garantire un atterraggio morbido ai conti del mese di marzo in ambito retail e food. Dalla comparazione anno su anno dei risultati del mese di marzo si rileva che a fronte di una perdite di passeggeri pari all’8,9 per cento, le vendite commerciali sono scese del 6,6%. La cadute delle vendite è stata essenzialmente determinata dagli esercizi airside che hanno sofferto della combinazione negativa “meno passeggeri con meno propensione alla spesa e una valuta che si è rafforzata come il franco svizzero”. Storia ben diversa, invece, quella degli esercizi commerciali landside che nei primi tre mesi del 2009 hanno visto un incremento delle vendite pari al 10,1 per cento. Se poi si considera nel conto anche la parte food & beverage la crescita è pari all’11,8 per cento nel mese di marzo e del 17,6 per cento se si considera l’intero trimestre.

sua linea di gelati in barattolo chiudendo un accordo con una sussidiaria della multinazionale Unilever. I gusti sono ovviamente in linea con l’offerta Starbuck, quindi è possibile gustare il gelato “caramel macchiato” e “Mocha Frappuccino”.

NUANCE CRESCE IN EUROPA

Lo scorso aprile Nuance ha celebrato una doppia apertura nel Vecchio Continente. Prima attraverso Duty Free Paris, la joint venture con Aeroports de Paris: tre punti vendita Attitude nel terminal 2A dello scalo parigino Charles De Gaulle per un totale di 295 metri quadrati di superficie commerciale utile; poi un monomarca Hugo Boss, il più grande punto vendita del brand nella città svizzera, presso l’aeroporto di Zurigo. In particolare la prima operazione riveste una notevole importanza anche perché, secondo quanto ha affermato il presidente di Aeroports de Paris: “entro la fine dell’anno il concept multibrand Attitude troverà spazio anche nell’altro scalo della capitale francese”.

FRANCHISING CALIBRATO

La catena di yogurt gelati Red Mango sembra ignorare la crisi e sotto la spinta del James Frank, nuovo vice presidente con la delega per le attività di franchising, ha lanciato un imponente piano di sviluppo che dovrebbe portare all’apertura di 550 nuovi punti vendita nei prossimi 5 anni. I primi obiettivi dell’operazione che dovrebbe decuplicare i punti vendita Red Mango, sono Dallas, con un’apertura prima della fine dell’anno, e soprattutto New York, con almeno 10 locali nel breve periodo. L’idea di Frank, per supportare la crescita è quella di proporre formule contrattuali “ad hoc” a secondo che il potenziale franchisee sia un imprenditore già attivo oppure un “debuttante”.

ARLANDA PUNTA SUI GIOCHI

Con il rinnovo del terminal 5, l’aeroporto di Arlanda ha deciso di ampliare anche l’offerta retail aprendo uno spazio dedicato ai giocattoli ispirati alla tradizione favolistica svedese. Il punto vendita Koffer è espressione di un imprenditore locale che, partendo dalle zone agricole a della Svezia del Nord, ha sviluppato il concept fino a sbarcare nel centro di Stoccolma dove ha aperto un punto vendita nel 2004. Come ha spiegato la portavoce dello scalo della capitale svedese “la tipologia di pdv selezionata offre una combinazione molto originale abbinando i giocattoli e gli articoli regalo”. Oltre ai giocattoli il terminal 5 ospiterà una libreria, un negozio specializzato in fotografia in bianco e nero, poster e foto d’arte, un outlet, e un punto vendita dedicato ai casalinghi di design.

INFLIGHT DUTY FREE IN CRISI

S

etur Service Turistik e Turkish Airlines hanno rescis-

so il contratto che li legava dal 2001. Secondo quanto affermato dalla linea aerea la decisione è stata dettata da una revisione complessiva dei servizi offerti a bordo per elevare gli standard qualitativi. Il portavoce di Setur Service ha detto che l’operatore non è molto turbato dalla fine del contratto in quanto “la linea aerea aveva cambiato le sua strategia e i ricavi derivanti dall’inflight duty free si erano pesantemente ridimensionati. A pesare sul risultato sia il cambio di mix di passeggeri, derivante dall’ingresso in Star Alliance, sia la decisione di Turkish Airlines di introdurre a bordo un nuovo operatore food & beverage fortemente orientato al catering”.

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STAZIONARIO STAZIONARIO

On board: conquista l'Italia La società, legata al gruppo francese Accor, si è aggiudicata entrambi i lotti in gara per la gestione della ristorazione a bordo dei convogli di Trenitalia. Cremonini, leader in Europa, esce dal mercato italiano. Rientrerà con la NTV di Montezemolo? VALORI ANNUI PER LOTTO

S

i è conclusa con la vittoria della Compagnie des Wagons-Lits (CWL) la combattutissima gara di appalto indetta dal Gruppo Ferrovie dello Stato per la gestione della ristorazione a bordo dei treni italiani. La

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notizia non avrebbe nulla di sensazionale se che il concorrente diretto (e non si pensa unico) di Wagons-Lits era Cremonini, leader europeo della ristorazione ferroviaria on board e storico “monopolista” sui convogli italiani.

Lotto

Lotto 1 Lotto 2

Stima fatturato vs clientela

Stima corrispettivo “benvenuto a bordo” base asta

18.700.000,00 10.900.000,00

12.988.000,00 n.a.

Contributo da TI base asta

5.662.000,00 9.098.000,00


abbia tentato un coinvolgimento di altri soggetti. Molto dibattuta la questione del “benvenuto a bordo”, previsto sui treni AV, uno degli onerosi servizi destinati alla clientela attualmente più interessante per Trenitalia che presto dovrà vedersela con la concorrente “Nuovo Trasporto Viaggiatori” (NTV) di Montezemolo e soci. Interessante capire, a questo punto, se Cremonini riuscirà a tor-

nare a sfrecciare sui binari nostrani, proprio tramite la compagnia di trasporto privata, partecipata da SNCF con cui il gruppo di Castelvetro di Modena collabora a bordo dei treni francesi. Infine, per quanto concerne l’offerta di ristorazione, CWL sottolina che questa sarà basata su “...concept e tendenze culinarie particolarmente innovativi e rispettosi dei principi etici e ambientali,

sviluppati in collaborazione con esperti riconosciuti del settore quali Slow Food e Risteco. Nel quadro della politica di valorizzazione di marchi commerciali della CWL (...). Sarà il marchio Tanto&buono – conclude la nota – che veicolerà l’offerta di servizi di ristorazione a bordo dei treni, in collaborazione con CAMST, uno dei leader italiani della ristorazione fuori casa”. •

Fig. 1 Royalties a TI base asta

-561.000,00 -327.000,00

Valore stimato prestazione

36.789.000,00 19.671.000,00 Fonte: Trenitalia TI

Wagons-Lits ha partecipato alla gara (divisa in due lotti), vincendo il lotto 1 riguardante, come riportato sul bando pubblicato da Trenitalia (Gruppo Ferrovie dello Stato), “Benvenuto a bordo, ristorante gourmet con servizio al tavolo, ristorante classico con servizio al tavolo, bar, bar mobile (opzionale)” e il lotto 2 che prevede la gestione di “ristorante classico con servizio al tavolo, tavola calda, bar, bar mobile”. Così Wagons-Lits gestirà il servizio di ristorazione a bordo di tutti gli Eurostar Av, Eurostar, Eurocity, Euronight, EurostarCity, Intercity e Intercity Plus a partire dal 1 luglio 2009. Il contratto avrà durata triennale e, secondo i calcoli di Trenitalia, consentirà di realizzare un fatturato annuo di oltre 50 milioni di euro (vedi fig. 1). La gara in questione, oltre a decretare un esito clamoroso, ha avuto vita lunga e travagliata. Partita più di un anno fa e contraddistinta da una lunga serie di rinvii e modifiche, nella versione finale ha previsto una ridefinizione dell'assegnazione in due lotti, rispetto ai tre iniziali. Come accennato, i partecipanti sono stati soltanto due nonostante - secondo fonti di mercato - fino all'ultimo Trenitalia

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ANCHE GLI STATES PUNTANO SULL’AV

L’alta velocità sbarca oltreoceano: il governo statunitense avrebbe infatti destinato 8 miliardi di dollari in due anni per lo sviluppo della nuova linea ferroviaria AV. Il piano prevede tratte in Texas, Florida, nell'area di Chicago, Nord Carolina e Louisiana. "Abbiamo bisogno di creare un sistema di trasporti ecologico, che risolva i problemi di traffico e che crei nuovi posti di lavoro", ha detto il presidente Obama, rammentando il ritardo degli Usa rispetto a Francia, Spagna, Cina e Giappone. Altri 5 miliardi di dollari andranno agli Stati che investiranno nell'alta velocità.

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Trenitalia pronta per la Milano-Parigi

L

’Italia sfida la Francia sull’alta velocità: Trenitalia avrebbe infatti concorso per l’assegnazione di quattro tracce sulla tratta Milano-Parigi presso il Reseau Ferrè de France, l’ente che gestisce la rete transalpina. Secondo quanto riporta Les Echos la società avrebbe avanzato alle autorità francesi la richiesta di operare sul mercato d'Oltralpe in vista della liberalizzazione del traffico internazionale stabilita dalle autorità francesi dal 13 dicembre. Trenitalia avrebbe depositato la domanda insieme a un'altra compagnia europea per la circolazione sulla rete francese dal 2010. •

2008 positivo per Fnm

F

errovie Nord Milano Spa ha chiuso il 2008 registrando una cre-

scita dei ricavi pari al 7,33%, passando dai 294,05 milioni del 2007 ai 315,60 milioni di euro. Il patrimonio netto invece è cresciuto del 3,52% nel 2008 attestandosi a 229,09 milioni di euro, con un incremento degli investimenti che passano da 213,70 a 267,10 milioni di euro. L’assemblea degli azionisti della società controllata dalla Regione Lombardia, ha approvato il bilancio al 31 dicembre 2008, chiuso con un utile netto di 5,62 milioni di euro. L’assemblea ha infine eletto Norberto Achille presidente della società.


AI FERRY PORTI GRIMALDI LINES PUNTA SULLE AUTOSTRADE DEL MARE

Nuovo traghetto per Grimaldi Lines, che si rafforza sulle rotte da e per la Sicilia grazie alla nuova motonave “Catania”. Il ferry, che è operativo dallo scorso aprile, trasporta merci e passeggeri verso l’isola: la frequenza, da e per la Sicilia è passato dalle 3 alle 5 partenze settimanali. Il traghetto “Catania”, che può ospitare fino a 830 passeggeri, ha una capacità di carico di 2.230 metri lineari e 160 automobili ed è dotato di 93 cabine e 64 poltrone. Grazie a questa nuova motonave il gruppo Grimaldi si conferma leader sulle rotte delle auto-

all’UE il progetto di privatizzazione

I

l Governo ha ufficializzato a Bruxelles lo scorso aprile il progetto di privatizzazione di Tirrenia, proponendo tempi brevi e confermando l’intenzione di dare in gestione le rotte regionali delle quattro società controllate (Caremar, Siremar, Saremar e Toremar) alle regioni di riferimento. Palazzo Chigi ha inoltre inviato a Bruxelles una lettera con la richiesta di prorogare al 31 dicembre 2009, e solo temporaneamente, le convenzioni tra la compagnia di navigazione e lo Stato.

restaura la Mega

È

strade del mare: “Con il sostanziale raddoppio della linea Civitavecchia Catania e il nuovo servizio fra Genova, Tunisi e Tripoli - ha commentato Manuel Grimaldi, a capo del gruppo - dimostriamo ancora una volta il nostro impegno a supporto dell’economia e dei commerci in questo momento di crisi. Rafforzare le Adm e i collegamenti con la sponda meridionale del Mediterraneo significa dare alle aziende italiane l’opportunità di aprire nuovi mercati con una modalità di trasporto economica, veloce e amica dell’ambiente”.

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stata presentata a maggio nel porto di Savona la nuova Mega Express Five di Corsica Sardinia Ferries, che navigherà nei prossimi mesi sulla rotta tra il porto ligure e Bastia alternandosi con Mega Smeralda e Mega Express Four. La nuova unità di Corsica Sardinia Ferries, che torna a solcare il mare dopo un restyling durato più del previsto a causa di controversie con i cantieri che ne hanno curato il restauro, può accogliere 2000 passeggeri e 550 auto e raggiunge una velocità di crociera di 26 nodi. Gli ospiti potranno prendere posto nelle 280 cabine (standard e lusso, dotate di terrazzino vista mare) e nelle 230 poltrone della sala confort. Per il food sono disponibili un ristorante à la carte, una pizzeria, una spaghetteria oltre al bar e al self-service, mentre per l’intrattenimento sono attive un’area giochi con videogames, una piscina e le boutique per lo shopping. Euan Lonmon, amministratore delegato della compagnia di navigazione, ha così commentato: “Siamo lieti di presentare questo nuovo ingresso nella flotta delle navi gialle. La nave è in linea da questa primavera con ottimi risultati e offre standard molto elevati di qualità e comfort della traversata in linea con le politiche di sviluppo della compagnia”.

La lettera rilancia inoltre la necessità di razionalizzare le rotte regionali della compagnia verso le isole, laddove le linee sono servite da privati e mantenendo le sovvenzioni per quelle gestite direttamente dalla compagnia statale, respingendo così l’ipotesi di tagli sulle linee. La telenovela di Tirrenia va avanti, cercando di scongiurare il pericolo fallimento sulla scia di quanto era successo ad Alitalia. Non resta che aspettare, e vedere che cosa accadrà.


Nuove partnership per Msc

M

sc Crociere ha firmato con Europ Assistance un accordo per

Moby punta sulla Corsica

D

iventare leader sulle tratte da e verso la Corsica: è questo uno degli obiettivi che si è prefissata la compagnia di navigazione di Vincenzo Onorato per il 2009. Moby, forte dei risultati positivi ottenuti in termini di traffico pax nel 2008 intende rafforzarsi ancora di più sulla rotta Livorno - Bastia – Livorno: “Una rotta di grande successo – ha spiegato la direttrice commerciale della compagnia Eliana Marino - Da quando abbiamo intensificato la nostra presenza su questa linea, i risultati si sono subito visti. I collegamenti trisettimanali anche nei mesi invernali – operati con due unità di punta della nostra flotta, - sono solo il primo segnale di questa nostra strategia d’attacco”. Nel 2008 Moby ha trasportato circa 600.000 passeggeri, 40.000 in più rispetto al 2007, con un incremento percentuale del +7,3%. Secondo le stime le partenze sulla linea Livorno-Bastia-Livorno saranno circa 2.000.

implementare programmi personalizzati per i viaggi internazionali. L’accordo consentirà di offrire a tutti i clienti una gamma completa di opzioni per scegliere l’assicurazione di viaggio migliore alle proprie esigenze. La compagnia di crociere ha inoltre stretto una partnership con Carpisa: grazie all'operazione “La Crociera è di moda” fino al 31 agosto, tutti coloro che spenderanno un importo minimo di 39 euro fino a un massimo di 179 euro avranno uno sconto pari al valore dello scontrino emesso sull’acquisto di una crociera Msc (lo sconto è applicabile alle partenze entro il 31 marzo 2010 ad esclusione di giugno, luglio e agosto 2009). Gianluigi Cimmino, amministratore delegato di Carpisa ha espresso la soddisfazione dell’azienda, per aver portato a termine un accordo così importante: “Due realtà di diverse dimensioni, ma entrambe di Napoli - sottolinea Cimmino -, accomunate anche dal fatto di essere attive, e in crescita, in due comparti che crescono nonostante la fase di crisi".

retail&food - giugno 2009 73


AEROPORTI

Lazio-Italia: chi vuole volare

DATI DI TRAFFICO PASSEGGERI ANNO 2008 (primi 30 aeroporti) Aeroporto

mission impossible U

n utile ripassino, per iniziare. Gli aeroporti in Italia sono 108, aerostazione più aerostazione meno. Ma appena quarantasei quelli che nel 2008 hanno registrato almeno un barlume di traffico. Il numero si riduce drasticamente se si osserva che dei circa centotrenta milioni di passeggeri che hanno viaggiato in aereo in Italia sempre nel 2008, il 90% si concentra su quindici scali, che

considerato, in Europa, un asset fondamentale per un Paese. Vale a dire che il sistema italiano è imperniato su cinque aeroporti, i poli di Milano e Roma, seguiti da Venezia, Catania e Napoli, attorniati da una manciata di aeroporti nani, che vivacchiano appena al di sopra dei due milioni di passeggeri annui e poi il resto. Che due milioni di passeggeri per un aeroporto siano pochini lo

assistenza al volo, servizio antincendio, rifornimento carburante, pontili di imbarco, controllo radiogeno dei bagagli, controlli di security, eccetera eccetera. Eppure pochi sono quegli assessori, sindaci, governa-

Passeggeri Numero Var. % 2007

1 ROMA FIUMICINO 34.815.230 2 MILANO MALPENSA 19.014.186 3 MILANO LINATE 9.264.561 4 VENEZIA 6.848.244 5 BERGAMO 6.462.591 6 CATANIA 6.020.606 7 NAPOLI 5.594.043 8 ROMA CIAMPINO 4.778.059 9 PALERMO 4.424.867 10 BOLOGNA 4.124.298 3.940.490 11 PISA 12 TORINO 3.402.047 3.366.766 13 VERONA 14 CAGLIARI 2.924.805 2.461.958 15 BARI 16 FIRENZE 1.926.837 17 OLBIA 1.739.619 18 TREVISO 1.697.720 19 LAMEZIA TERME 1.495.421 20 ALGHERO 1.383.296 21 GENOVA 1.170.163 22 BRINDISI 964.438 23 TRIESTE 776.757 24 FORLI 772.078 25 TRAPANI 528.968 26 REGGIO CALABRIA 491.302 27 RIMINI 417.879 28 ANCONA 406.292 29 PESCARA 395.989 30 PARMA 285.409

7,2 -19,8 -6,7 -2,6 13,0 -0,4 -2,2 -11,3 -1,4 -3,0 6,2 -2,4 -2,8 10,4 5,1 0,9 -0,1 10,3 3,4 6,2 5,8 4,7 5,6 8,4 4,6 -10,5 -13,7 -15,1 8,8 100,4

Elettromotrici in servizio regolare sulla ferrovia Roma-Viterbo scendono a dodici se raggruppiamo il polo di Roma (Fiumicino e Ciampino) e quello di Milano (Linate, Malpensa, Orio al Serio). Di questa magnifica dozzina sono solo cinque le destinazioni (Milano, Roma, Venezia, Catania e Napoli) che nel 2008 erano al di sopra della fatidica soglia dei cinque milioni di passeggeri, quella superata la quale un aeroporto è 74 retail&food - giugno 2009

si desume da un facile calcolo. Divideteli per i giorni dell’anno (365) e quindi per le ore di apertura di un aeroporto (almeno 15 al giorno), e avrete il volume di traffico di una stazione dove passa un pullman ogni venti minuti e scarica sessanta passeggeri caricandone altrettanti. Una fermata d’autobus con un corollario di aerostazione, piste, torre di controllo, sistemi di

tori, deputati, ministri disposti a rinunciare agli eroici furori del localismo. Altro che effetto Nimby: non c’è politico che non cerchi consensi sfoggiando nel proprio portfolio un aeroporto, da costruire possibilmente sotto casa. E’ risaputo. L’Italia delle cento città aspira ad avere cento università senza studenti ma con tanti professori, cento porti e connessi interporti

senza navi, cento comunità montane sul livello del mare, e, dato che cento già ci sono, duecento aeroporti - per non scontentare nessuno.

Il caso Lazio Ecco il contesto nel quale situare il dibattito sul sistema aeroportuale del Lazio. Con piglio militante gli si è imbastita attorno una querelle,


tra Viterbo e Frosinone. L’aria che tira è quella di una finale per il terzo e quarto posto di un torneino di beneficenza. Fra i pochi punti fermi in una girandola di rivendicazioni (tra viterbesi e frosinati, ma anche fra viterbesi pro e viterbesi contro l’aeroporto, nonché fra maggioranze e opposizioni locali non sempre coincidenti in toto con gli equivalenti di rango nazionale) c’è l’Atto di intesa programmatica firmato il 10 settembre 2008 dal Presidente dell’Enac Vito Riggio e dal Presidente di ADR Fabrizio Palenzona. Su delega del Ministro Altero Matteoli l’Enac si attivava per favorire, secondo le proprie competenze e nel rispetto della normativa comunitaria, la rapida delocalizzazione funzionale da Ciampino a Viterbo. La gestione veniva affidata senza gara europea ad ADR, in virtù di una norma del nuovo codice della navigazione, che nel caso della delocalizzazione funzionale prevede che l’affidamento della concessione della gestione aeroportuale è sottratto al regime della gara europea. Ciò per non penalizzare la società che già gestisce un aeroporto interessato da un processo di delocalizzazione funzionale verso un altro sito aeroportuale di nuova costituzione. Individuata con squisita metodologia kantiana, cioè a priori, la futura società di gestione del terzo scalo del Lazio, l’Enac metteva in capo ad ADR la redazione di tutta una serie di documenti fra il preliminare, il valutativo e il consultivo. A carattere “fortemente programmatorio” per dirlo con Francesco Dalia, assessore alla mobilità della regione Lazio.

Il caso Viterbo In primis uno studio di pre-fattibilità tecnico-operativo per l’aeroporto di Viterbo che tenga conto degli aspetti aeronautici e di traffico e definisca le dimensioni del sedime aeroportuale. Quindi un rapporto ambientale preliminare. Poi uno studio sulla capacità ambientale di Ciampino per ridimensionarlo. Poi Il Master plan aeroportuale che preveda - contestualmente al ridimensionamento di Ciampino l’avvio delle operazioni su Viterbo, con il relativo studio di impatto ambientale. ADR dovrebbe inoltre dire dove

prende i soldi per realizzare l’aeroporto, individuando le risorse proprie e quelle eventuali esterne. Deve infine valorizzare con un “adeguato approccio” le attività non-aviation all’interno e all’esterno dell’aeroporto e definire un sistema di infrastrutture di trasporto idoneo ad assecondare il flusso di traffico generato dal nuovo scalo. Ed ecco il primo vero ostacolo. Viterbo non è collegata a Roma. Non c’è una rete stradale e ferroviaria degna di questo nome, come sanno i pendolari che si affidano a trenini con tempi di percorrenza di quasi tre ore per 120 chilometri e strade provinciali fisiologicamente intasate. La cabina di regia del governo Prodi aveva già previsto il raddoppio della tratta ferroviaria Roma-Viterbo, che passa da Cesano e Bracciano, e il potenziamento della Cassia-bis che, sia detto en passant, attraversa il parco archeologico di Veio per agganciarsi a un raccordo anulare saturo malgrado la terza corsia.

Conti, costi e tempi Lo scorso 8 maggio alla seduta del Cipe si è tornati a parlare in sede istituzionale dell’aeroporto di Viterbo. In attesa dell’approvazione definitiva nella prossima seduta, il Ministro Matteoli si è limitato a un’informativa sulla realizzazione dell’aeroporto. ADR presenterà entro maggio il progetto di massima di integrazio-

ne dell’aeroporto militare esistente con uno civile da costruire. E’ previsto uno stanziamento di 812 milioni di euro di cui 550 a carico dello Stato. I finanziamenti pubblici saranno impiegati per la realizzazione dell’aeroporto (250 milioni), per i collegamenti ferroviari (100 milioni), per le opere stradali (200 milioni). I restanti 260 milioni serviranno alla realizzazione dei servizi di assistenza al volo, all’adeguamento della pista e ad altri interventi sull’air-side. Ma ancora una volta si tratta di un piano di investimenti fortemente programmatico, affiorato in modo non impegnativo in una seduta del Cipe in clima pre-elettorale. La delibera Cipe è là da venire e successivamente le risorse dovranno essere reperite. C’è da vedere, progetto di ADR alla mano, se 812 milioni di euro saranno sufficienti e per che cosa. Ma soprattutto quando sarà operativo l’aeroporto di Viterbo? Fino a poco tempo fa si parlave del 2011, 2012 al massimo. Nel 2020 ha dichiarato il 29 marzo scorso al Sole 24 ore il Deputy Ceo di Adr Emanuele Ludovisi. Il nuovo scalo “entrerà in esercizio entro il 2020 con una capacità valutabile in 10 milioni di passeggeri, ma destinato a potenziarsi sino 20 milioni entro il 2044 quando la capacità complessiva dei tre scali romani tenderà ai 140 milioni annui dopo aver superato i 100 milioni nel 2031”. Il

tutto supportato da un piano di investimenti da oltre 10 miliardi di euro.

Gli ostacoli Peccato che Adr sotto il peso della congiuntura abbia rallentato e ridotto gli investimenti per il 2009 a meno di 80 milioni, per lo più destinati a opere di mantenimento. E che nel medio termine punti risolutamente sull’ampliamento di Fiumicino: nel 2021 la costruzione del Molo C aumenterà la capacità dello scalo di sei milioni di passeggeri, senza contare gli interventi sul Terminal C e sul Molo AA. Di chiusura di Ciampino neanche a parlarne, come confermato al Sole 24 ore ancora dal responsabile delle strategie di Adr, Ludovisi: “Ciampino diventerà un city airport con traffico compreso fra i 2 e i 3 milioni di passeggeri”. L’effettiva necessità di un aeroporto a Viterbo sembrerebbe allontanarsi, così come la prospettiva della sua effettiva realizzazione. Comprensibile la preoccupazione del “viterbese volante”, come lo chiamano con affetto i suoi, l’assessore all’aeroporto Giovanni Bartoletti. Che il 5 maggio ha affidato i suoi crucci a una lettera al Ministro Matteoli sui troppi punti nodali da sciogliere per la costruzione di “uno dei principali scali aeroportuali del sistema Europa”. Adolfo Marino

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AEROPORTI

LET’S PIZZA ARRIVA A MALPENSA E PALERMO

Grazie a un accordo commerciale con MyChef, Let’s Pizza sbarca, con il suo distributore automatico di pizza, negli aeroporti di Milano Malpensa e Palermo Punta Raisi. L’obiettivo è quello di offrire ai passeggeri un sistema di ristoro pratico e comodo, soprattutto nelle ore di punta e durante la notte: i viaggiatori potranno infatti acquistare presso i distributori quattro tipi diversi di pizza, impastata e cotta al momento, preparata con ingredienti di provenienza nazionale.

NUOVO NETWORK ONLINE PER I PARCHEGGI IN AEROPORTO

Sagat (Aeroporto di Torino), Sea (Aeroporti di Milano), Sacbo (Aeroporto di Bergamo) e Aeroporti Sistema del Garda (Verona e Brescia) hanno siglato un accordo per promuovere il servizio di parcheggio gestito dalle società aeroportuali. I passeggeri potranno prenotare il loro posto auto attraverso un portale internet dove sono illustrate tutte le tariffe, i servizi aggiuntivi e le informazioni sulle varie tipologie di parcheggio.

SACBO PUNTA SULLA CINA

Nel futuro di Sacbo, la società che gestisce l’aeroporto di Bergamo Orio al Serio, c’è la Cina: a breve infatti, una delegazione dell’aeroporto farà un viaggio nella regione cinese dello Shandong, gemellata da anni con la provincia di Bergamo. L’obiettivo è quello di collegare il paese asiatico a Bergamo e alla Lombardia, dove la comunità cinese onta oltre 30mila presenze per offrire un collegamento rapido alle comunità di stranieri che vivono nel nostro paese. Nella nostra regione, in particolare, sono 6.000 le imprese gestite dai cinesi, mentre gli italiani sbarcati con le loro aziende nel Sol Levante sono circa 2000.

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Tante opportunità in Italia e all'estero

Gli aeroporti hanno fame di retail

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resce la voglia di espandere le attività retail e duty free in molti aeroporti europei. Sembrano ormai alle spalle i mesi neri in cui il calo di passeggeri rendeva impossibile programmare espansioni in land e air side. Già perché negli ultimi tempi è all’ordine del giorno parlare di gare e metri quadri da destinare al commercio posizionato tra gate e banchi del check in. In Italia, ad esempio, Aerdorica (gestore del terminal di Falconara) ha in progettazione l’ampliamento dei propri spazi retail. L’aeroporto di Ancona, infatti, si doterà presto di attività collegate al settore della telefonia, accessori, abbigliamento e intimo. La scelta dello scalo marchigiano favorirebbe strategicamente non solo i passeggeri in transito ma anche i residenti dell’area circostante l’aeroporto. Alle sub-concessioni in chiave duty free stanno pensando da tempo anche in Svizzera: il Governo federale elvetico sta meditando sulla possibilità di aprire alla vendita di prodotti duty free shop anche nei settori arrivals, facendo cadere il privilegio degli acquisti privi d’imposte riservato finora ai passeggeri in partenza. Invece un po’ più a nord, in Germania, c’è grande fermento attorno al futuro mega aeroporto di Berlin Brandenburg: il nuovo scalo tedesco, che aprirà nel 2011, raggrupperà i voli da e per la capitale teutonica ora smistati su tre aeroporti differenti. La Berliner Flughafen ha bandito una gara per la gestione di quattro duty-free stores (per un totale di quasi 3.200 mq) e per gli spazi food & beverage situati nei vari terminal. Le circa 150 unità retail (120 in airside e le restanti 30 nella parte non-aviation) verranno invece messe al bando entro agosto. Bandi di gara in arrivo anche in Irlanda e Spagna. Nel 2010 verrà inaugurato il terminal 2 del Dublin

Airport (undicesimo scalo europeo per movimento passeggeri nel 2008) e le opportunità per gli spazi commerciali e di ristorazione sono molte, tant’è che il nuovo terminal ospiterà 9.000 mq di superficie destinata a store e duty free/paid. Le unità previste varieranno dai 20 fino ai 1000 mq a seconda del prodotto e della tipologia di vendita. L’aeroporto irlandese, tra l’altro, aprirà entro quest’estate uno spazio Collezioni di Mc Arthur Glen contenente diversi luxury brand store. Ben 14 aeroporti spagnoli, invece, cambieranno gestore in materia travel retail: Aena, la società pubblica che controlla gli aeroporti iberici, avrà il compito di rinnovare le concessioni commerciali su 130 punti vendita che in precedenza erano stati assegnati ad Aldeasa, società del gruppo Autogrill, la quale avrà comunque in concessione fino al 2012 le attività presenti al Madrid-Barajas. In lizza per aggiudicarsi la “partita” spagnola (nonostante il calo di traffico pax registrato ad inizio 2009 in tutti gli aeroporti spagnoli) ci sono la stessa Aldeasa, The Nuance Group, Dufry e Aelia.

Nuove basi in Italia per Ryanair?

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yanair punta sull’Italia. Lo ha dichiarato il vicepresidente della compagnia irlandese, Michael Cawley illustrando i risultati ottenuti nel nostro paese: “L’Italia oggi è il secondo mercato dopo il Regno Unito e rappresenta per noi un grande business, cercheremo di farlo diventare il numero uno”. La compagnia low cost che per quest’anno stima di raggiungere i 67 milioni di passeggeri totali, in Italia opera da 22 aeroporti ma è in trattativa per raggiungere anche Crotone, Catania e Napoli: “Siamo interessati a volare da tutti gli aeroporti – ha proseguito Cawley – ma servono operazioni più efficienti e costi minori. La proposto per entrare a Malpensa è stata fatta più di un anno fa, ma poi la trattativa è

stata abbandonata per i costi troppo alti dei due aeroporti”. Il vicepresidente di Ryanair ha inoltre dichia-

rato che per il momento, lo scalo di Orio al Serio è il più efficiente degli altri aeroporti milanesi. •


Eurofly rinnova il cda

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’assemblea degli azionisti di Eurofly ha approvato il bilancio dell’esercizio al 31 dicembre scorso. Il 2008 si è chiuso con ricavi per 368,378 milioni di euro, in aumento del 14,3% rispetto al 2007 e con una perdita netta di 18,438 milioni (in calo di 3,2 milioni di euro rispetto all’anno precedente). A fine dicembre inoltre il patrimonio netto era pari a 28,438 milioni e la posizione finanziaria netta positiva per 5,557 milioni di euro. Durante l’assemblea, la compagnia aerea controllata da Meridiana ha eletto il nuovo consiglio di amministrazione, che sarà in carico per un anno e che sarà composto da 9 membri, compreso il presidente Marco Rigotti. Eurofly ha inoltre confermato Gianni Rossi amministratore delegato. •

Ancora guerra tra Save e Benetton

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on si placa lo scontro tra Autogrill e Save: l'ultima “battaglia” in ordine di tempo se l’è aggiudicata Benetton. Airport Elite (oggi Airest) del gruppo Save, aveva vinto la gara di appalto per la gestione della ristorazione all’interno dell’aeroporto di Palermo e Benetton aveva prontamente contestato l’esito. Secondo Autogrill infatti, la società concorrente non può partecipare a gare pubbliche perché ha tra i soci una lunga lista di enti pubblici. L’autorità di vigilanza a cui i Benetton si sono rivolti ha stabilito che effettivamente Save non può partecipare per il motivo contestato da Autogrill e perché, visto che tra i suoi soci ci sono effettivamente degli enti pubblici, Save non può svolgere attività “extra moenia”. La decisione non disturba più di tanto Save, che non sembra avere la minima intenzione di arrendersi: “In un’analoga vicenda su servizi relativi alla rete autostradale abbiamo vinto – ha commentato il presidente Enrico Marchi – la situazione è scandalosa e viola la libertà d’impresa. Siamo pronti a ricorrere alla Corte Europea”. •

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Tondato si attende un 2009 difficile

Dilemma tempesta o uragano? Q uasi due mesi fa, nell’incontro annuale con tutta la business community internazionale, GianMario Tondato da Ruos, il numero uno di Autogrill, un manager tradizionalmente taciturno e refrattario ai clamori della stampa, ha sorpreso il mercato. Il 2009, ha detto senza

l’industria pesante ormai in declino e il terziario (cui Autogrill appartiene) che domina, si può tranquillamente sostenere che quel che va bene per Autogrill va bene al mondo. Nei dodici anni dalla priva-

dovessero le cose andare veramente male, la tempesta si trasformerà in un “uragano”. Tanta fantasia linguistica, e trasparenza imprenditoriale, ha stupito gli addetti ai lavori: sapere se nel 2009 Autogrill dovrà navigare in mezzo alla tempesta o in un uragano non è secondario. Negli anni '80, riadat-

GianMario Tondato da Ruos

troppi giri di parole l’uomo che da anni guida la multinazionale della ristorazione e dei duty free, sarà una “tempesta” per il gruppo o,

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tando al nostro Paese un famoso adagio americano, si diceva che quello che andava ben per la Fiat andava bene per l’Italia. Oggi, con

tizzazione che portò i vecchi panettoni di Stato Pavesi-MottaAlemagna sotto la proprietà della famiBenetton, glia Autogrill, soprattutto sotto la guida di Tondato, è passata da un’azienda italiana (in forte odore di conflitto d’interesse visto che le concessioni autostradali sono affidate da Atlantia, altra società posseduta dai Benetton) a un gruppo di dimensioni mondiali, fortissimo negli Stati Uniti, presente in 43 Paesi, e primo operatore nel settore del

retail in aeroporti, stazioni e autostrade. Così oggi l’azienda è una cartina di tornasole per capire l’andamento dei consumi globali e le dinamiche dell’industria dei trasporti. L’anno scorso il gruppo ha spiazzato il mercato quando, lasciata da parte la storica cautela, si è gettato nella maxi acquisizione, costata un miliardo di euro, della britannica Wdf-World Duty Free e la parte che ancora non possedeva della spagnola Aldeasa. Dopo aver perso la gara per aggiudicarsi il colosso mondiale Ssp (e visti i prezzi pagati dal private equity, col senno di poi è stata una fortuna per Autogrill aver perso quella gara e si è rivelata una mossa saggia non aver strapagato un’acquisizione troppo cara), il mercato si aspettava però una contromossa da Autogrill. E Autogrill d’altro canto aveva bisogno di fare il salto dimensionale per proiettarsi nell’Olimpo dei maggiori operatori nelle concessioni. Il salto è avvenuto grazie a Wdf, ma il prezzo da pagare non è stato basso perché con la recessione che incombe i consumi sono calati mentre con la gelata sul credito, il debito di cui Autogrill si è fatta carico è divenuto un pesante onere. Per questo Tondato di altri salti in avanti sul mercato non ne farà e da qui al 2010 si concentrerà alla ristrutturazione interna. Sperando nella tempesta piuttosto che nell’uragano. Simone Filippetti “Opinionista”


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La foto

RetailMent Retail ed Entertainment al Sunway Pyramid Kuala Lumpur (Malaysia)

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r&f Last but not least Il 2015 si avvicina ma nulla si muove

Stanca Da mesi l’organizzazione dell’Expo 2015 è diventata una farsa: ritardi e litigi a sfondo politico stanno mettendo seriamente a rischio la realizzazione della manifestazione internazionale. Ultimo intoppo in senso cronologico la disputa sulla sede. A queste condizioni, è veramente il caso di continuare?

E

xpo a passo di gambero. Le sorti dell’evento internazionale sembrano sempre più orientate al caos piuttosto che ad un gestione seria e proficua. Dopo il nodo sulla nomina dell’amministratore delegato della Soge (la società organizzatrice dell’Expo che ha richiesto quasi un anno di trattative per essere fondata e svariati mesi di inoperatività), ora l’attenzione si sposta sull’individuazione del quartier generale e proprio su questo punto, il neo-a.d. Lucio Stanca punta i piedi. L’impasse sulla sede della Soge riguarda proprio l’ex Ministro berlusconiano che tanti problemi doveva risolvere: Stanca vuole uno spazio nel cuore di Milano, per una questione di rappresentanza e prestigio. Il costo è di 1,150 milioni di euro annui, quelli necessari, secondo una stima dell’Agenzia delle Entrate, per affittare i circa 2.000 mq restaurati da poco all’interno del centralissimo Palazzo Reale.

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Lucio Stanca Tanti, troppi soldi se paragonati alla proposta del presidente della Provincia milanese, Filippo Penati, che già da tempo avrebbe prestato a titolo gratuito Villa Schleiber per ospitare la sede di Expo 2015. Il problema starebbe proprio nella

localizzazione della prestigiosa villa, l’edificio in questione infatti si trova a Quarto Oggiaro, quartiere periferico del capoluogo lombardo che certo non brilla per fama mondana ma che sarebbe utile perché situato a metà strada tra i padiglioni della fiera di Rho-Pero e il centro di Milano. Il caso è scoppiato durante la seconda seduta del secondo cda, quando il dibattito sulla sede da assegnare all’Expo si infiamma e i consiglieri Leonardo Carioni (quota Lega Nord-Ministero del Tesoro) ed Enrico Corali (rappresentante della Provincia di Milano) lasciano la sala davanti all’aut aut dell’ex Ministro per l’Innovazione e le Tecnologie: o Palazzo Reale o mi dimetto. Ma i conflitti, ovviamente, non finiscono qui perché sulle contrapposizioni LegaFormigoni e Letizia Moratti-Governo (con il sindaco di Milano che ha dovuto accantonare l’idea di piazzare il suo braccio destro Paolo Glisenti alla guida della Soge) si è scritto e si scriverà ancora molto. Inutile dire quanto abbiamo visto con favore l'opportunità Expo, una chance di sviluppo per Milano e per i settori economici che seguiamo con tanta attenzione. Ma le risorse messe in campo dal Governo sono a tutt’oggi teoriche e rimangono poco più di cinque anni per mettere in piedi qualcosa che sulla carta potrebbe essere memorabile per Milano mentre di indimenticabile, al momento, c'è solo l'infinita serie di scontri e disaccordi che sta caratterizzando il rapporto tra i protagonisti della vicenda, peraltro (quasi) tutti appartenenti allo stesso schieramento. Viste le tristi difficoltà riscontrate fino ad oggi nel dar vita a una manifestazione internazionale degna di questo nome, a questo punto viene da chiedersi se non sia più conveniente per il Paese rimettere nelle mani del Bie l’onere organizzativo e dedicarsi a faccende più utili e urgenti. Un'amara M. C. riflessione.

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Anno 4 numero 6 giugno 2009 Direttore responsabile Andrea Aiello Hanno collaborato Alessandro Barzaghi, Francesca Biagi, Giuseppe Bonomi, Massimo Colzani, Giulia Comparini, Paolo Crespi, Gianfilippo Cuneo, Luigi De Montis, Simone Filippetti, Fulvio Fassone, Claudia Fragapane, Walter Galbusera, Vito Gamberale, Paolo Prota Giurleo, Antonio Intiglietta, Paolo Lombardi, Pietro Malaspina, Adolfo Marino, Giorgio Mirabelli, David Montorsi, Giorgio Moroni, Luca Neri, Enrico Pazzali, Nuria Perez Paredes, Mario Resca, Vito Riggio, Kevin Rozario, Vittorio Valenza, Mario Vigo Foto Archivio Gesto Editore, Flickr, Fotolia, Imagoeconomica Segreteria Silvia Pizzi Pubblicità Alberto Sitia Tel. 02 8051511 alberto.sitia@retailfood.it Progetto grafico e impaginazione Giò Salvioni Stampa A.G.F. – Peschiera Borromeo (Mi) Redazione via Mercato, 28 20121 – Milano info@retailfood.it Prezzo di una copia € 3,00 – Arretrati € 5,00 Abbonamento € 30,00 C/C PT 13590203 Registrazione Tribunale di Milano N° 550 del 06/09/2006 Iscrizione al Registro degli operatori della comunicazione n° 15972 Tutti i diritti di riproduzione degli articoli e/o foto sono riservati. Manoscritti, disegni, fotografie, supporti audio e video anche se non pubblicati non saranno restituiti. Per le fotografie e le immagini per cui, nonostante le ricerche eseguite, non sia stato possibile rintracciare gli aventi diritto, l’Editore si dichiara disponibile ad adempire ai propri doveri.

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