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In caso di mancato recapito inviare al CMP di Milano Roserio per la restituzione al mittente previo pagamento resi

L’ORAFO ITALIANO 9 2012

€ 5,00

ANNO LXVI SETTEMBRE 2012

€ 5,00

Bracciali: il cerchio perfetto Bracelets: the perfect circle Il favoloso mondo animalier The fabulous animalier world Indagine: i giovani snobbano il gioiello? Research: do young people look down on jewelry?

Crieri


Cin Cin e buon App! Cheers! ...and enjoy your App!

Ci ritroviamo dopo l’estate di fronte a un cammino in salita ma che vogliamo riprendere con energie nuove e positive. Energie che non possono che nascere da progetti, idee e, perché no, anche dai sogni, per guardare avanti con ottimismo. Siamo giunti all’ultimo quadrimestre di questo difficile 2012 e abbiamo davanti a noi mesi importanti, che vo-

gliamo affrontare con fiducia. Ed è per questo che abbiamo deciso di inaugurare Settembre con due novità di rilievo. La prima è la nuova grafica de L’Orafo Italiano: un look fresco, colorato e accattivante che renderà più piacevole leggere gli articoli e apprezzare i servizi dedicati ai gioielli, agli orologi, ai personaggi, alle aziende e alle iniziative che interessano il nostro settore. La seconda novità è un importante passo avanti per rendere la rivista sempre più a portata di mano dei nostri lettori, ovunque essi siano: da Settembre, infatti, grazie all’app “L’Orafo”, da scaricare gratuitamente da iTunes Stores e Android Market, si potranno acquistare singole copie o abbonarsi alla rivista e scaricarla sul proprio iPad, iPhone, smartphone e tablet Android. Festeggeremo le novità della rivista con i nostri clienti e amici in occasione di VicenzaOro Fall e a tutti i nostri lettori che non potranno esserci dedichiamo un “cin cin” virtuale, accompagnandolo con i migliori auguri di buon lavoro. n Summer is over and we enter the new season facing an uphill struggle, but with renewed and positive energy. This is the kind of energy we draw from new projects, ideas and, why not, dreams, in

order to look ahead with optimism. This has been a difficult year for many of us, but we can still move forward into the next four months with confidence. That is why we have decided to mark the issue of September by launching two major initiatives. The first one involves the new graphics of “L’Orafo Italiano”: a fresh, coloured and captivating look aimed at making our articles more enjoyable to read, so that you will better enjoy our reports on jewellery, watches, personalities, companies and initiatives related to our field. The second innovation is a major breakthrough that will make the review available to a wider range of readers from all over the world: as of September, thanks to “L’Orafo” app, available to download for free from the iTunes Store and Android Market, you will be able to buy single issues or subscribe to the magazine and download it on your iPad, iPhone, Android smartphone and tablet. We will celebrate the magazine’s innovations with our clients and friends in the occasion of VicenzaOro Fall. Here’s a virtual “cheers” to all our readers who will not be able to be there with us, with our best wishes for a good working season.

Editorial

Editoriale

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Sommario

In copertina / Cover Crieri Servizio clienti Customer Service Tel. +39 0131 955583 crieri.it@hotmail.it Linea Safari. Bracciale in oro con pavé di diamanti bianchi e neri. Safari Line. Bracelet in gold with white and black diamond pavé.

tendenze/trends 28 Tendenze autunno - inverno 2012 Autunm - winter 2012 trends Mixing Colors / Punk Chic / Easy Sport Wear by Andrea Barra close up 36 Il cerchio perfetto The perfect circle by Marina Morini 52

Summary

Artwork and photo by Close up Studios

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Il favoloso mondo animalier The fabulous animalier world by Antonella Garello

flash penne/flash pens 66 Omaggio ad Amerigo A tribute to Amerigo

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comunicazione/communication Longines / Audemars Piguet / Oris / Richard Mille

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i personaggi de L’Orafo/people Sergio Squarcialupi by Marina Morini

l’intervista/interview 78 Concetta Carestia Lanciaux by Sonia Sbolzani

extravaganza 62 Citizen: la danza della luce Citizen: the dance of light

storia d’impresa/case history 80 Marco Bicego by Antonella Garello

flash orologi/flash watches 64 Prima le signore Ladies first

ricerche/research 82 È proprio vero che i giovani snobbano il gioiello?


Is it true that young people look down on jewellery? by Vittorio Montieri norme e leggi/rules and laws 92 Carta d’identità per i gioielli Made in Italy by Claudio Tomassini marketing 96 Gli italiani e l’amore per lo shopping by Daniela Saibene

104 L’Orafo Italiano Club selezionati per voi corsi/courses 110 Amin Luxury & HRD: formazione continua Amin Luxury & HRD: constant training illuminazione/lighting 114 La luce che esalta il gioiello The light that enhances the jewel 116 news

on show 103 I prossimi appuntamenti Forthcoming events

L’Orafo top style 122 A Villa Abbazia il lusso è nei dettagli by Alessandra Piubello 124 english translation People: Sergio Squarcialupi / Research / Case History: Marco Bicego / Gems / News 127 questo mese abbiamo parlato di... This month we talked about...

Summary

gemme/gems 100 Grandi delusioni rosa e piccole delusioni blu Big pink disappointments and small blue disappointments by Luigi Costantini

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SETTEMBRE 2012 editore direzione generale

redazione direttore responsabile

Edifis S.p.A. Viale Coni Zugna, 71 - 20144 Milano MI Ph. +39 02 3451 230 Fax +39 02 3451 231 info@edifis.it - www.edifis.it orafo@edifis.it Marina Morini - marina.morini@edifis.it

redazione

Antonella Garello - antonella.garello@edifis.it

collaboratori

ASI - Analisi e Studi Industriali, Enzo Andreis, Andrea Barra, Mauro Caneschi, Luigi Costantini, Valerio Faccenda, Saskia Geebelen, Vittorio Montieri, Fabrizio Patti, Alessandra Piubello, Daniela Saibene, Sonia Sbolzani, Claudio Tomassini.

foto traduzioni progetto e grafica stampa

Close up Studios Promo-Est Claudio Rossi Oldrati Presservice Ottanta S.r.l. - Seriate BG

Iscrizione Roc n. 6090 del 29/08/2001 ___________________________________________________________ pubblicità traffico pubblicitario eventi e convegni prezzo per copia prezzo copia arretrata abbonamenti abbonamenti annuali

dircom@edifis.it Libera Carlini - libera.carlini@edifis.it convegni@edifis.it € 5.00 € 10.00 abbonamenti@edifis.it Italia € 45.00 IVA inclusa outside Italy € 90.00

abbonati online con PayPal www.edifis.it conto corrente postale n. 36640209 intestato a: Edifis S.p.A. Viale Coni Zugna, 71 - 20144 Milano ___________________________________________________________ partner di

___________________________________________________________ Testata associata Agente esclusivo per la distribuzione all’estero: A.I.E. - Agenzia Italiana di Esportazione S.p.A. Via Manzoni 12, 20089 Rozzano (MI) ph. 02 5753911 - fax 02 57512606 Tutti i diritti di riproduzione degli articoli e/o foto sono riservati. Manoscritti, disegni, fotografie e supporti audio e video anche se non pubblicati non saranno restituiti. Ai sensi della legge 196/2003 l'Editore garantisce la massima riservatezza nell'utilizzo della propria banca dati con finalità redazionali e/o di invio del presente periodico. Ai sensi degli artt. 7 e 10 i destinatari hanno facoltà di esercitare il diritto di cancellazione o rettifica dei dati, mediante comunicazione scritta al responsabile del trattamento presso EDIFIS S.p.A. - Viale Coni Zugna 71 20144 Milano, luogo della custodia della banca dati medesima. Il responsabile del trattamento dei dati raccolti in banche dati ad uso redazionale è il direttore responsabile a cui, presso la sede della redazione, Viale Coni Zugna, 71 Milano, ci si può rivolgere per i diritti previsti dal D.Lgs 196/3.


Tendenze Autunno-Inverno 2012

UnoAerre

Trends by Andrea Barra

Mixing Colors Si conferma l’uso dei colori nella tendenza MIXING COLORS, che gioca in libertà con total look tono su tono, grafiche bicolori, abbinamenti anche azzardati. Si va dagli abiti eleganti monocromatici alle tinte lavorate assieme su stampe o maglieria. n The MIXING COLORS trend confirms the use of colours, playing freely with total look, tone on tone, bicolour graphics, and even daring combinations. They range from elegant monochromatic clothes to shades worked together on prints or knitwear.

32 Manoush


Misuraca

Philipp Plein

Polello

Victor Meyer

Pasquale Bruni

Jucca

33 Frankie Morello

HTC

L'Autre Chose

Marni


Tendenze Autunno-Inverno 2012

Giorgio Visconti

Punk Chic Ancora una volta esce allo scoperto l’anima dark di molte fashion victims: PUNK CHIC è una tendenza ciclica, che questa volta si presenta con un po’ di eleganza in più. Borchie, strappi, guaine sono sempre protagoniste, ma è il colore, talvolta fluo, meno brillante, a legare tutta la tendenza. Trasandate in cachemire, rivestite di metallici punti luce, lamé, leggings, le donne interpretano il punk come mix and match di pezzi forti, per un look aggressivo ma sempre con una punta di glamour! n The dark soul of many fashion victims came out into the open again: PUNK CHIC is a cyclical trend, and this time it showed up with a little more elegance. Studs, rips and girdles always play a central role, but the colour, sometimes fluorescent, less brilliant, runs throughout the whole trend. Dowdy with cashmere, covered with bright metal studs, tinsel and leggings; women interpret punk as a mix and match of strong pieces, for an aggressive look with a touch of glamour!

34 Frankie Morello


Bikkembergs

Dimensione Danza

Dark Level

Antonini Gioielli

Marni

Zagliani

Iceberg Angelos Frentzos

Joybijoux

35 Ottaviani


Tendenze Autunno-Inverno 2012

Demaria

Easy Sport Wear EASY SPORT WEAR: ovvero i classici elementi del guardaroba da casa trasformati per uscire ed essere fashion: protagonisti cappotti vestaglia, oversize sofisticati, maglieria. Oppure l’opposto: dettagli rubati al mondo dello sport - numeri, bordi rigati, silhouette segnate, piccoli pezzi da esibire in colori e tessuti inusuali. Insomma look comodi ma sofisticati, che prevedono tute magari in velluto di seta, per fare una passeggiata, ma con stile! n EASY SPORT WEAR: typical casual clothes have been turned into fashionable items. The protagonists are robes, sophisticated oversize clothes, knitwear. Or even the opposite, details stolen from the world of sports - numbers, striped edges, silhouettes, small pieces – to be shown off in unusual colours and fabrics. A comfortable yet sophisticated look, perhaps with silk velvet tracksuits, to take a walk with style!

36 Jucca


L'Autre Chose

Vianna

Marni

Misuraca

Baccarat

HTC

37 Baccarat

Iceberg

Custo Barcelona


Close Up

Il cerchio perfetto The perfect circle Collezione Tat첫. Bracciale in argento brunito e zirconi. n Tat첫 collection. Bracelet in

burnished silver and zircons.

Close Up by Marina Morini

Barberis & Prati

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Close Up

Blanche Silver Collection by Marroni Design. Linea Sfaccettata: argento laccato nei colori autunnali. Collezione A/I 20122013. n Sfaccettata Line: silver laquered in the colours of Fall. A/W 2012+2013 Collection.

Argenti eGioielli Italia Schiava in ceramica e acciaio, disponibile anche in ceramica nera. n Bangle in ceramic and

steel, also available in black

Close Up

ceramic.

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Alisei Bracciali elastici in argento e zirconi in diversi colori.

Passavinti Bijoux

n Elastic bracelets in silver

and zircons in different

Bracciali rigidi in bronzo

colours.

elettroformato con bagni galvanici in rodio e oro rosa anticato. n Electroformed bronze

rigid bracelets, rhodium and rose gold electroplated

Close Up

with antique finish.

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Close Up

Ponte Vecchio Gioielli Collezione Iside. Bracciali in oro giallo e rosa con diamanti bianchi, brown e champagne. n Iside Collection.

Bracelets in yellow and rose gold with white, brown and champagne diamonds.

Fope Collezione Flex’it Vendôme. Bracciali flessi*bili interamente realizzati in oro bianco, giallo e rosa, con pavé di diamanti. n Flex’it Vendôme

Close Up

Collection. Flexible bracelets entirely made of white, yellow and rose gold, with diamond pavé.

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Davite & Delucchi Bracciale in oro bianco e diamanti. n Bracelet in white gold

and diamonds.

Borsari Collezione PlissÊ. Bracciale tessuto con fili d’argento 925 e incastonato con pietre. n PlissÊ Collection.

Bracelet woven with sterling silver thread and set with stones.

Crieri Bracciali tennis in oro bianco,

gold, red gold and diamonds.

Close Up

oro rosso e diamanti. n Tennis bracelets in white

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Close Up

Athena Gioielli Legami. Bracciale della Collezione Primavera/Estate 2012, in argento naturale 925. n Bracelet of the 2012

Close Up

Spring/Summer Collection in natural sterling silver.

50


1AR by UnoAerre Bracciale in ottone con charms in tre colori. n Brass bracelet with charms

Close Up

in three colours.

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Close Up

Via Condotti Bracciale in argento dorato, corallo, lava e conchiglia bianca e nera. n Gold-plated silver bracelet

with coral, lava, white and

Ti Sento Milano

black shell. Collezione Leading Lady New York. Bracciale in pelle arancio con pietra idrotermale e pavĂŠ di zirconi. Chiusura a incastro in argento 925 rodiato. n Leading Lady New York Collection. Bracelet in orange leather with hydrothermal stone and zircon pavĂŠ. Rhodium-plated

Close Up

sterling silver snap clasp.

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Manifattura diDomodossola Serie di bracciali disponibili in una vasta gamma di colori, in rame smaltato e chiusura in ottone argentato. n Line of bracelets available

in a vast range of colours, in enamelled copper and a silver-plated brass clasp.

Trollbeads Trollbeads per il Malawi. Lise Aagaard, fondatrice del marchio, ha creato un laboratorio in Malawi dove insegna a 12 artigiani l’arte della lavorazione del vetro. I beads s’ispirano ai tessuti, ai frutti e ai fiori d’Africa. n Trollbeads for Malawi. Lise Aagaard, the brand’s founder, has created a workshop in Malawi, where she is training 12 craftsmen in the art of glass-making. Beads are inspired by African

Close Up

fabrics, fruits and flowers.

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Close Up

ititoli Collezione Diamond XL. Bracciale in oro bianco e diamanti XL: la percezione visiva del diamante è del +50% grazie alle particolari tecniche utilizzate. Modello brevettato a livello internazionale. n XL Diamond Collection.

XL diamond white gold bracelet: the diamond’s visual appearance is +50% due to the special techniques used. The model is patented worldwide.

Davide Stroili Oro

Linea di bracciali tubo superleggeri in oro bicolore lucido e satinato.

Bracciale elastico in oro

n Line of superlight tube

bicolore.

bracelets in polished and

n Bi-colour gold elastic

satin-finished two-tone gold.

bracelet.

Laura Bellini Close Up

Bracciale in argento 925 rosato, con iolite. n Rose sterling silver

bracelet with iolite.

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Falcinelli Italy Collezione Sunflower. Bracciali in oro bianco e diamanti con elementi in cuoio nero incrociato. n Sunflower Collection.

Bracelets in white gold and diamonds with interwoven

Close Up

black leather elements.

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Close Up

Graziella Collezione Magliamarina. Linea Diamonds. Bracciale con smalto brown e pavĂŠ di diamanti.

Mannucci Gioielli Bracciali in bronzo con particolare trattamento di superficie, galvanizzati in oro giallo e oro invecchiato 18 kt, e cristalli taglio brillante. Design by Marco Mannucci. n Bronze bracelets with

special surface treatment, finished with yellow and antique gold plating (18kt), and brilliant cut crystals.

Close Up

Design by Marco Mannucci.

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n Magliamarina Collection.

Diamonds Line. Bracelet with brown enamel and diamond pavĂŠ.


Artlinea Collezione Colors. Bracciali in argento, smalti e cristalli Swarovski. n Colors Collection.

Bracelets in silver, enamels and Swarovski crystals.

Aucella Collezione Paint Your Life. Bracciale in pelle galuchat montato in argento bianco rodiato. E’ prodotto in 10 colori differenti e in una varietà di soggetti. n Paint Your Life Collection.

Galuchat leather bracelet mounted in rhodium-plated white silver. Available in 10 different colours and

Close Up

a variety of designs.

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Specializzata nella selezione, certificazione e vendita di diamanti sciolti, accompagnati da propri certificati o da certificazioni IGI, GIA o HRD, di gemme singole e di lotti, di perle sciolte e astucciate, la E-motion di Marcianise ha messo a punto un sito nuovissimo (www.emotions.it), di facile utilizzo, una sorta di “motore di ricerca” dedicato alle gemme che unisce competenze tecniche, fruibilità e praticità commerciale. Con un semplice click, infatti, il cliente di E-Motion ha oggi accesso diretto al vastissimo stock di diamanti, gemme, montature, gioielli e perle del gruppo Minieri e ha modo di conoscere immediatamente i prezzi di vendita dei diamanti, risparmiando tempo ed evitando errori. Ampia la gamma dei servizi più tradizionali offerti: l’incastonatura di pietre, la prototipazione e la realizzazione di gioielli finiti, la valutazione, la certificazione e il taglio di pietre, l’incisione a laser, i tagli personalizzati. Il sito ospita anche una sezione educational. “Abbiamo voluto arricchire l’azienda di contenuti, servizi e prodotti, per poter affrontare al meglio le sfide di questo difficile periodo e offrire ai nostri clienti una gamma ancora più vasta di informazioni e servizi rapidi e di alta qualità” sottolinea Sergio Sorrentino (nella foto), titolare dell’azienda e vicepresidente GemTech. E-Motion partecipa alle fiere del Tarì Mondo Prezioso, VicenzaOro e Sicilia Oro.

Informazione promozionale

E-motion

E-motion

Le gemme in un click Gems in a click

Specialising in the selection, certification and sale of loose diamonds - accompanied by their own certificates or IGI, GIA or HRD certifications - individual gems and lots, loose and boxed pearls, E-motion, from Marcianise, has developed a brand new, easy to use website (www.emotions.it), a sort of “search engine” dedicated to gems combining technical expertise, usability and commercial practicality. With a simple click, E-Motion customers now have direct access to vast stocks of diamonds, gems, mountings, jewellery and pearls of the Minieri group and can immediately know the selling prices of diamonds, saving time and avoiding mistakes. An extensive range of more traditional services is also provided: the setting of stones, the prototyping and production of finished jewellery, the evaluation, certification and cutting of stones, laser engraving, customised cuts. The website also features an educational section. “We wanted to enrich the company with contents, services and products to better address the challenges of this difficult period and offer our customers an even wider range of information as well as quick, high quality services” said Sergio Sorrentino (photo), owner of the company and GemTech vicepresident. E-Motion participates in Tarì Mondo Prezioso, VicenzaOro and Sicilia Oro trade shows in Italy.


Close Up

Il favoloso mondo animalier

“Cigni che spiccano il volo”, scultura in porcellana di Debon Salvador per Lladrò. n “Swans take flight”, a porcelain sculpture by Debon Salvador for Lladrò.

Close Up by Antonella Garello

The fabulous animalier world

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Close Up

Aaron Shum Jewelry Orecchini in argento 925, oro 18 carati e pietre Swarovski. Dalla collezione Gemtique “Made with Swarovski Gemstones”. n Earrings combining ster-

ling silver, 18 carat gold and Swarovski stones. From the Gemtique “Made with Swarovski Gemstones” collection.

Oro Trend Parure Blue Dolphin: anello e pendente in oro bianco brunito, con pavé di diamanti e zaffiri azzurri.

Close Up

n Blue Dolphin set:

burnished white gold ring and pendant, with diamond and blue sapphire pavé.

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Nite Dalla collezione Fauna, pendente a forma di polpo in oro bianco, diamanti e smalto. n From the Fauna Collection,

octopus-shaped pendant in white gold, diamonds and enamel.

Chantecler Le meduse sono disponibili

Rota e Rota

girasole e opale rosa; i tenta-

Pendente della collezione

coli, chiusi da zaffiri, sono in

Octopus, in oro bianco con

pavĂŠ di diamanti, smeraldi,

diamanti neri e occhi in bril-

zaffiri. Collezione Marinelle.

lante: disponibili anche le

n Jellyfish are available with

versioni con diamanti bianchi,

turquoise, sunflower yellow

diamanti brown o spessartite.

quartz, and pink opal body;

n Pendant from the Octopus

the tentacles, closed by sap-

collection, in white gold with

phires, are paved with dia-

black diamonds and dia-

monds, emeralds and sap-

mond eyes. Also available

phires. Marinelle collection.

in versions with white diamonds, brown diamonds or spessartite.

Close Up

con corpo in turchese, quarzo

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Close Up

Masriera Splendida spilla-pendente in oro 18 carati con brillanti, tanzanite taglio a goccia da 3.3 carati, 5 tanzaniti taglio rotondo e smalto a fuoco. n A splendid 18 carat gold

pendant brooch with brilliant cut diamonds, a pear cut tanzanite stone of 3.3 carats, 5 round tanzanite stones

Close Up

and fired enamel.

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Santo Spirito Firenze Collezione Printemps: collana multifilo con rosario in corniola; libellula in argento e pietre. n Printemps collection:

multistring necklace with carnelian beads rosary, stones and silver dragonfly.

Vianna Brasil Spilla in oro rosa con rubellite e diamante. Collezione Renda-se (ph. Rogerio FrancoŠ). n Rose gold brooch with

rubellite and diamond. Renda-se collection

Close Up

(ph. Rogerio FrancoŠ).

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Close Up

Belfiore Nature Bijoux

Gemelli in oro giallo, con smeraldi e rubini cabochon e brillanti. n Yellow gold cufflinks,

Orecchini Forêt Enchantée, in

with cabochon emeralds

agata, conchiglia, semi di Ipil

and rubies and diamonds.

Ipil, diaspro, giada e un vero scarabeo sotto resina. n Forêt Enchantée earrings,

agate, shell, Ipil Ipil seeds, jasper, jade and a real beetle in resin.

Baccarat Collier Papillon, in argento e cristallo chiaro, dalla collezione Riviera. n Papillon collier, silver and

clear crystal, from the Riviera

Close Up

collection.

72


Pinomanna Preziosissimo il ragno in oro bianco e brillanti. Collezione Natural Chic. n Precious white gold and

diamond spider. Natural Chic

Close Up

collection.

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Close Up

Mario Buzzanca Gioielli Collezione Owl of Wisdom: pendente in oro rosa, diamanti bianchi e cognac, perla

Ottaviani

barocca australiana South Sea da 24 mm.

Collana in argento 925

n Owl of Wisdom collection:

e zirconi, dalla collezione

rose gold pendant, white and

Ottaviani Gioielli.

cognac diamonds, 24 mm

n Sterling silver necklace

Australian South Sea

with zircons, from the Otta-

baroque pearl.

viani Gioielli collection.

Argenti e Gioielli Italia Bracciale in cuoio, con elementi in argento a forma di rondini.

Close Up

n Leather bracelet with

silver elements in the shape of swallows.

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Gianni Lazzaro Pendente in oro giallo, con citrino madera, diamanti cognac e smeraldi cabochon. n Yellow gold pendant,

embellished with madera citrine, cognac diamonds and cabochon emeralds.

Barbara Uderzo Blob Ring: anello in argento, plastiche varie, anatra in vetro fuso, perla d’acqua dolce. n Blob Ring: silver ring with

plastic, molten glass duck and a freshwater pearl.

Close Up

(ph. Studio Maraboli)

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Close Up

Alcozer & J Collana della collezione Classic, in ottone dorato con perle, rubini, smeraldi e cristalli. n Classic Collection necklace,

in gold-plated brass with pearls, rubies, emeralds and crystals.

Zannetti Anello in oro bianco, diamanti, rubini cabochon. Collezione Curious Frog. n Ring in white gold,

diamonds, cabochon rubies.

Close Up

Curious Frog collection.

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Paolo Piovan Gemelli Coccodrillo, realizzati in platino. n Crocodile cufflinks, made

of platinum.

By Simon Linea Strega-o-Fata: bracciale in ottone placcato oro rosa, dalla particolare lavorazione a corteccia. Il coccodrillo è rivestito di zirconi. n Strega-o-Fata line: rose

gold plated brass bracelet, with a special bark finish. The crocodile is covered with cubic zirconia.

Mvee by Aspire Design Anello della collezione Wild at Heart, in oro rosa e oro bianco, con importante opale brown da 17.89 carati. Il serpente è in pavé di diamanti, con occhi in tsavorite. n A ring from the Wild at

Heart collection, in rose gold portant 17.89 cts brown opal. The snake features a diamond pavé and tsavorite eyes.

Close Up

and white gold, with an im-

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Close Up

Govoni Gioielli Dalla collezione Sweet Dog, pendente in oro bianco, con diamanti bianchi e diamanti neri. n From the Sweet Dog

collection, white gold pendant with white and black diamonds.

March Anello in oro rosa, con pavĂŠ di diamanti e due rubini. n 18 K rose gold ring, with

diamond pavĂŠ and two

Close Up

rubies.

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Sicis Collana Savane, in oro bianco,

gold, with diamonds, rubies,

diamanti, rubini, zaffiri,

sapphires, lapis lazuli

lapislazzuli e micromosaico.

and micro-mosaic.

n Savane necklace, in white

Dodo Dodo Rainbow: ciondolo in oro rosa, con zaffiri gialli e brillanti neri. n Dodo Rainbow: rose gold

pendant with yellow sapphires and black diamonds.

Angry Anello in oro bianco, con pavĂŠ di diamanti bianchi n White gold ring, with

white and black diamond pavĂŠ.

Close Up

e diamanti neri.

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Close Up

Loroetu Dalla collezione Monkey City Jungle, orecchini in argento 925 con trattamento galvanico in oro giallo light: d’effetto il contrasto tra le foglie sabbiate e le scimmie glossy. n From the Monkey City Jun-

gle collection, sterling silver earrings with light yellow gold galvanic treatment, creating an attractive contrast between sandblasted leaves and glossy monkeys.

Oliver Weber È interamente rivestito di un pavé di cristalli Swarovski l’anello a forma di panda, in metallo rodiato. n Panda-shaped ring entire-

ly paved with Swarovski crys-

Close Up

tals, in rhodium plated metal.

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Flash penne

Omaggio ad Amerigo

Flash pens

A tribute to Amerigo

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Nel 500° anniversario della morte di Amerigo Vespucci, un’edizione limitata di Visconti - 500 penne in bronzo, 50 in oro 750 - rende omaggio al grande navigatore fiorentino, che per primo riconobbe nell’America la ‘quarta parte della terra’. Fu in onore di Vespucci che il cartografo Waldeseemuller, di-

segnando nel 1507 la prima carta del nuovo continente, utilizzò il nome America. La penna commemorativa di Visconti, in resina avorio, presenta cappuccio e fusto lavorati con la tecnica scrimshaw, portata a livelli d’eccellenza, per riprodurre i simboli dell’impresa di Vespucci. Il pennino è in palladio dreamtouch 23 kt. La confezione, in legno inciso, riproduce un astrolabio, strumento utilizzato da Vespucci per la sua impresa. n For the 500th anniversary of Amerigo Vespucci’s death, Visconti created a limited edition of 500

bronze pens and 50 pens in 750 gold as a tribute to the great Florentine sailor, who first recognised that America was the “fourth part of the earth”. Waldseemuller, the cartographer who drew the first map of the new continent in 1507, used the name America in honour of Vespucci. The cap and barrel of Visconti’s commemorative ivory resin pen are worked using the scrimshaw technique, improved to very high levels, to reproduce the symbols of Vespucci’s undertaking. The nib is made of 23 kt palladium dreamtouch. The carved wood box depicts an astrolabe, an instrument used by Vespucci in his voyages.


Extravaganza

La danza della luce The dance of light Eco-Drive Nova, di Citizen. Orologio da donna, disponibile nella versione nera o bianca. Dotato di display di luce brillante e vetro zaffiro. n Eco-Drive Nova, by Citizen. Ladies watch, available in black or white. Equipped with bright light dis-

Extravaganza

play and sapphire crystal.

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Ricorda il nome di una stella il nuovo orologio Citizen Eco-Drive Nova, che racchiude in un design elegante e minimalista la filosofia dell’azienda - fondere tecnologia e bellezza - e anni di ricerca e sviluppo. La particolarità dell’orologio si basa su una tecnologia all’avanguardia che trasforma la luce in energia. EcoDrive, infatti, è un’energia pulita, in linea con una politica ambientale attenta cui Citizen è da sempre sensibile. La caratteristica distintiva dell’orologio sta nell’essere azionato dalla luce e nell’emettere luce dal quadrante, con un effetto magico e affascinante. È come leggere l’ora su un cielo stellato. n The new Citizen Eco-Drive Nova watch is reminiscent of the name of a star, enclosing the company’s philosophy - combining technology and beauty - and years of research and development in a sleek,

minimalist design. The peculiarity of this watch is based on cutting edge technology that turns light into energy. In fact, EcoDrive is clean energy, in line with Citizen’s careful environmental policy. The distinctive feature of the watch is to be driven by light and have a glowing dial, which creates a charming, magical effect. It is like reading the time on a starry sky.


Comunicazione

AUDEMARS PIGUET

Communication

LONGINES

90

Il claim di Longines “Elegance is an attitude” si addice perfettamente a Simon Baker, attore australiano diventato famoso soprattutto grazie al suo ruolo nella serie televisiva “The Mentalist”. Longines l’ha scelto per rappresentare il marchio in qualità di Ambasciatore Internazionale dell’Eleganza, carica che gli è stata conferita in occasione del concorso ippico Prix de Diane Longines a Chantilly, in Francia. n Longines’ claim “Elegance is an attitude” is perfectly suited to Simon Baker, Australian actor who became famous mainly for his lead role in the television series “The Mentalist”. Longines has chosen him to represent the brand and appointed him as International Ambassador of Elegance at the Prix de Diane Longines horse show in Chantilly, France.

Audemars Piguet è orgogliosa del suo ambasciatore, il campione di basket LeBron James, che ha vinto con la sua squadra - Miami Heat - il primo titolo NBA contro i Thunder di Oklahoma City, e il titolo individuale MVP (Most Valuable Player). Un perfetto testimonial della filosofia della Maison: “Per rompere le regole, devi conoscerle”. n Audemars Piguet is proud of its ambassador, basketball champion LeBron James, who won the first NBA title against the Oklahoma City Thunder with his team Miami Heat and the individual MVP (Most Valuable Player) award. A perfect testimonial of the brand’s philosophy: “To break the rules you must first master them”.

ORIS

RICHARD MILLE

Bruno Senna, ambasciatore Oris, ha presentato il nuovo modello Oris TT1 Chronograph, un orologio ispirato alle strumentazioni, ai colori e alla passione che contraddistingue il mondo delle auto da corsa e, in particolare, della Formula Uno. Pilota brasiliano del Team Williams, Bruno è nipote dello scomparso campione Ayrton Senna. n Bruno Senna, Oris ambassador, unveiled the new Oris TT1 Chronograph model, a watch inspired by the instrumentation, colours and passion that characterise the world of cars and racing, especially Formula One. Bruno, Brazilian driver of the Williams Formula One Team, is the nephew of the late champion Ayrton Senna.

Non sembra, ma quello di Rafael Nadal (in basso) è il ritratto della felicità: ha infatti appena sconfitto Novak Djokovic agli Internazionali di Francia. Al polso l’orologio Richard Mille RM 027 Tourbillon, estremamente leggero, creato appositamente per Nadal, in modo da testarne la tecnicità, le prestazioni e la resistenza agli shock. n You would not think so, but Rafael Nadal’s photo (below) is the picture of happiness, as he just beat Novak Djokovic at the French International championship. He is wearing the Richard Mille RM027 Tourbillon watch, extremely lightweight, designed specifically for Nadal, to test its technical features, performance and shock resistance.


Flash orologi

Prima le signore Ladies first Nuovi e superfemminili gli orologi per lei: morbidi nel design e nelle nuance di colore, preziosi nei dettagli giocati tra gemme, smalti e madreperla. n New, superfeminine

ladies watches: soft design and colour shades, with fine details playing with gems, enamel and mother-of-pearl.

é Eberhard Gilda Floral

ç Tag Heuer

Flash watches

å

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Gagà Milano Napoleone Lady Acciaio Movimento al quarzo, cassa in acciaio, quadrante in madreperla con numeri colours e cinturino in cocco lilla. n Quartz movement, with stainless steel case, mother-of-pearl dial with colours numbers and purple crocodile strap.

Link Lady Movimento al quarzo, cassa in acciaio inossidabile lucidato da 29 mm., lunetta con 47 diamanti. Quadrante argenté, guilloché a onde concentriche e 11 diamanti. Cinturino in acciaio inossidabile con maglie a “S”. Impermeabile a 100 mt. n Quartz movement, 29 mm polished stainless steel case, bezel set with 47 diamonds. Silvered dial, with a concentric wavepattern guilloché and 11 diamonds. Stainless steel strap with S-shaped links. Water-resistant to 100 m.

- Edizione Speciale Disponibile solo su ordinazione. Movimento al quarzo, cassa in acciaio ellittica: sul fondo, è inciso un motivo floreale. Lunetta con 12 zaffiri blu su quadrante madreperla con motivo floreale in applique di zaffiri blu. Bracciale su misura, in zaffiri e diamanti. n Available to order only. Quartz movement, elliptical stainless steel case. A floral motif is engraved on the back. Bezel set with 12 blue sapphires on a mother-ofpearl dial with floral motif set with blue sapphires. Tailor-made sapphire and diamond bracelet.


è Van Cleef & Arpels

Alhambra Talisman Movimento al quarzo svizzero, cassa in oro bianco, quadrante in madreperla con motivo Alhambra™, 52 diamanti e bracciale in satin con chiusura in oro bianco. n Swiss quartz movement, white gold case, mother-of -pearl dial with Alhambra™ pattern, 52 diamonds and satin bracelet with white gold clasp.

ê

Corum Admiral’s Cup Legend 38 Fiance ́e Edizione limitata a 50 esemplari. Movimento automatico. Cassa di 38 mm dodecagonale in acciaio con lunetta impreziosita da 72 zaffiri rosa della Thailandia. Quadrante in madreperla rosa con 9 diamanti. Cinturino in satin rosa. n Limited edition of 50 items. Automatic movement. 38 mm dodecagonal steel case, bezel set with 72 pink sapphires from Thailand. Pink mother-of-pearl dial with 9 diamonds. Pink satin strap.

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I personaggi de

Sergio Squarcialupi il coraggio d’essere imprenditori

People by Marina Morini

Per il distretto orafo aretino l’amministratore delegato di Unoaerre Industries è l’uomo del momento.

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mprenditore di successo con Chimet, salvatore della UnoAerre contro le mire degli stranieri, presente sulle prime pagine dei quotidiani: ma lei come si sente nelle vesti dell’uomo del momento? “Chimet e UnoAErre sono due entità ben diverse e tali dovranno rimanere. Alla UnoAErre devo molto, per questo ho pensato di darle una mano. Adesso bisogna realizzare quello che ci siamo prefissati di fare affinché questa azienda possa tornare a dire la sua sul

mercato. Dobbiamo fare i conti con una situazione economica difficile e tante altre variabili. Certo, ho tante preoccupazioni perché non sarà un’impresa facile”. Ha recentemente messo sul piatto 2 milioni di Euro per il rilancio dell’azienda: dove e come saranno investiti? “Il piano industriale si basa sul recupero e la valorizzazione delle competenze interne (ricerca, innovazione di prodotto e di processo) ed esterne. Gli investimenti saranno principalmente di tipo produttivo e infatti sono già stati acquistati

nuovi macchinari, perché sono le tecnologie avanzate che fanno la differenza”. Quando il lavoro in azienda le lascia del tempo libero, a cosa preferisce dedicarlo? “Senza dubbio ai mie nipotini”. Quali sono, secondo lei, le doti oggi fondamentali per fare l’imprenditore? “Considerata la situazione attuale serve soprattutto avere tanto, tanto coraggio”. È vero che lei è un appassionato cacciatore? Attendere con pazienza il momento giusto per poi colpire la preda è solo uno sport o anche una filosofia di vita? “Di solito preferisco non attendere la preda ma andare a cercarla e, naturalmente, nella caccia è indispensabile l’aiuto di un buon “setter”. Nel mondo del lavoro questo significa avere collaboratori efficienti e di grande professionalità”. English translation: see page 154


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L’intervista

Il lusso? un sogno di tutti che non avrà mai fine

Interview by Sonia Sbolzani

Concetta Carestia Lanciaux, grande nome del luxury business, parla delle caratteristiche e del futuro della gioielleria italiana.

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oncetta Carestia Lanciaux, italiana d’origine, può annoverarsi tra i pionieri assoluti del luxury business, sorretta da ideali forti che l’hanno portata tra il 1985 e il 2007 ad affiancare Bernard Arnault nella creazione del primo e più grande colosso mondiale del lusso (LVMH). A lei si devono strategie innovative nello sviluppo del mercato dell’alto di gamma, concepite con un’at-

tenzione particolare agli aspetti del design e alla valorizzazione del talento manageriale. Membro di prestigiosi board (tra cui Fendi), Lanciaux è oggi una delle più esperte consulenti del fashion system, specialmente dei top brand, spesso invitata in qualità di relatore ad importanti convegni ed eventi in tutto il pianeta. Eletta nel 2001 dal Wall Street Journal Europe tra le 30 professioniste più influenti in Europa, è anche autrice di libri e articoli. L’abbiamo intervistata in riferimento al settore della gioielleria. Quali chances restano da cogliere per l’industria italiana del lusso e, in particolare, per la gioielleria? Non essendo più competitiva in termini di prezzi e costi di produzione, soprattutto se paragonati a quelli dei mercati emergenti, la sfida della gioielleria italiana è di puntare sul “Made in Italy” sviluppato nel suo significato più completo, ma non solo. Se è vero che l’alta artigianalità e il design sono valori chiave del lusso,

l’artigianalità, la qualità, la creatività non sono più, e già da 30 anni, sufficienti. Non bisogna dimenticare che i Paesi emergenti hanno anch’essi artigianalità e ottima produzione. Il valore aggiunto dei marchi di lusso è l’espressione di valori storici, artistici, qualitativi che hanno radici nell’arte e nella storia, nelle tradizioni familiari di qualità, che ne fanno dei marchi e non soltanto dei prodotti. Si tratta ovviamente di “heritage” e valori autentici, marchi i cui prodotti possono conservarsi al di là della propria vita. I mercati emergenti infatti aspirano alla cultura e al riconoscimento propri dei marchi di lusso. Non comprano solo prodotti, ma quello che i prodotti significano in termini di arricchimento culturale e storico, che conferisce uno stato sociale. I Paesi emergenti hanno, anche loro, bravissimi artigiani e quindi prodotti, ma non hanno marchi, cioè storia, cultura, qualità, immagine sviluppata con autenticità. L’eccezionale sviluppo dei marchi di lusso, inclusa la gioielleria, in


messo lo spettacolare sviluppo del lusso accessibile - premium, aspirational e così via. Vi ritroviamo gli stessi elementi, ma in proporzioni diverse e inversamente proporzionali: creatività e ancora piu innovazione, abbinati al massimo di qualità possibile per rimanere in una fascia di prezzo accessibile. Ci sono noti esempi di successo in Italia in questo settore.

Concetta Carestia Lanciaux

Francia, dal 1985 in poi, è il risultato di una scelta strategica degli industriali francesi: comprando piccole aziende ad alta artigianalità, hanno deciso di trasformarle in marchi, con caratteristiche uniche e identificabili, al fine di poterli globalizzare, cioè venderli sui mercati internazionali. Questo ha segnato l’entrata del marketing nei beni di lusso. Concorda con l’analisi secon-

do cui il futuro del settore orafo italiano sarà la specializzazione nell’alta gamma? Con la conseguente marginalizzazione di centinaia di aziende… No, non concordo. È vero che l’alta gamma per definizione richiede gli elementi del “lusso”, in primis l’alta artigianalità, la qualità, la creatività. Ma l’aspirazione al lusso, elemento caratterizzante del consumatore a fascia bassa-media, ha per-

Quali sono oggi i fattori maggiormente condizionanti le dinamiche del mercato del lusso? Dazi, barriere non tariffarie, crisi economico-finanziarie, movimenti come “Occupy” o sostenitori della decrescita... da chi o da cosa è maggiormente minacciato il lusso? Niente minaccia il settore lusso - ma parliamo del lusso autentico… Perché risponde ad una aspirazione fondamentale e universale di riconoscimento sociale antica come il mondo. Mentre l’arte ha conosciuto periodi bui, il lusso è sempre esistito, anche se in certi periodi confinato solo alle élites.

prendere un’efficace politica di internazionalizzazione. Come si superano gli ostacoli iniziali sia concretamente sia psicologicamente? Psicologicamente basta immedesimarsi nel fatto di essere italiani e di ricordarsi che l’internazionalizzazione è nei geni degli italiani. Gli italiani da generazioni hanno percorso il mondo per avventura o bisogno economico e hanno creato minicittà italiane all’interno di tutte le grandi città del mondo. Concretamente, internazionalizzare l’azienda vuol dire struttura, management, processi, e questo richiede di credere o sviluppare una visione di marchio e non solo di prodotto; significa definire il proprio DNA, i propri codici, i propri valori e sentirli profondamente, in modo da volerli condividere con il resto del mondo. Concretamente, vuol dire poi far entrare nell’azienda persone che hanno già fatto questa esperienza.

Molte imprese italiane faticano a intraPomellato

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L’intervista

Su quali leve del marketing è preferibile agire per i marchi di lusso? In particolare, quanto è critico l’aspetto della distribuzione? Nei marchi di lusso, gestiti preservando l’autenticità, il marketing permette di definire il DNA e i codici, impliciti per l’orafo, quindi di riprodurli per rendere riconoscibile il prodotto; permette anche di stabilire i processi di merchandising e comunicazione che consentono ai consumatori di percepire il prodotto come l’espressione di un marchio e non solo di un’alta artigianalità, pur rimanendo questo un elemento essenziale. E permette di sviluppare l’immagine, fermo restando che non è la pubblicità che fa il marchio, ma il marchio che fa la pubblicità. L’aspetto distribuzione è fondamentale per trasmettere il marchio in maniera efficace, in modo da comunicare anche i suoi valori, quando questi esistono. Il business della gioielleria in Italia ha sempre mostrato qualche remora e diffidenza nei confronti della manage-

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rializzazione delle aziende, a causa soprattutto della natura familiare di gran parte di esse. Quanto ha pesato questo atteggiamento sulle performances competitive e reddituali? È stato dimostrato che le aziende condotte da nuclei familiari sono più produttive sul lungo termine. Il settore gioielleria non ha ancora completamente scelto di passare dallo stadio di alta artigianalità alle strategie di marchio; è quindi normale che non abbia sentito il bisogno di “managerializzare” l’azienda. Il management è necessario per gestire i processi e questi sono necessari per sviluppare i marchi e distribuirli a livello internazionale.

non solo in termini di prodotti di consumo ma come portatori di valori storici e culturali, come fu il caso nel nostro Ri-

magine, il tutto espressione di una visione autentica: a cui bisogna aggiungere marketing e merchandising per esprimerla a livello globale.

I paesi emergenti sognano brand ricchi di storia

Come si può aumentare e diffondere più pervasivamente la “cultura del lusso”, il gusto per i beni di qualità, curati nei dettagli, belli e ben fatti? Prendendo coscienza di quanto i mercati emergenti siano pronti a pagare per i marchi simbolo di sviluppo e di riconoscimento. L’emergenza di raggruppamenti di aziende in gruppi economici aiuterebbe certamente a riaffermare questi valori, nel quadro di una visione del lusso

nascimento. Questi valori sono intangibili, ma osserviamo come siano comprati ad altissimi tangibili multipli di EBiDTA nel quadro di acquisizioni. Cos’è per Lei il lusso? Qual è la Sua visione oggi? Il lusso è l’aspirazione ad una qualità di vita. Gli ingredienti del lusso sono sempre stati e sempre saranno una storia autentica, l’alta artigianalità, la qualità, la consistenza, l’im-

Quali consigli strategici in generale può offrire alle nostre imprese? Di rivalorizzare la propria storia e artigianalità, di diventare marchi, di innovare cioè evitare i prodotti me-too, di non vendere quello che è stato prodotto ma produrre quello che è stato venduto, di associarsi con altri marchi per sviluppare le sinergie ed estenderli a livello internazionale… In sintesi, di fare marchio e strutturarsi per venderlo: il me-too e la solitudine oggi non ripagano più.


Storia d’impresa

Case history by Antonella Garello

Creatività, tradizione e quel pizzico d’incoscienza Marco Bicego l’azienda M

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del lusso “senza tempo”.

archio giovane e dinamico, dallo stile inconfondibile fatto di innovazione, artigianalità, tradizione e spirito contemporaneo, Marco Bicego si è imposto nel mondo tra gli alfieri più apprezzati della gioielleria “Made in Italy”.

L’azienda di famiglia, fondata a Trissino dal padre Giuseppe nel 1958, Marco Bicego l’ha rivoluzionata con intelligenza nel 2000, lanciando il nuovo marchio che ormai è famoso in tutto il mondo, reinterpretando senza tuttavia rinnegare l’importante espe-

rienza familiare: “Ho voluto portare avanti le tradizioni che mi ha tramandato mio padre, come il bulino e la lavorazione a corda di chitarra, entrambe identificative del mio marchio, e ci ho aggiunto il mio personalissimo tocco”, sintetizza l’imprenditore. Gia, perché quello che rende uniche le creazioni Marco Bicego è un mix di ingredienti in perfetto equilibrio tra tradizione e novità: l’armonia delle forme, l’evidente qualità della lavorazione, le gemme dalle diverse sfumature, personalmente selezionate da Marco Bicego e accostate con gusto squisito, le atmosfere dell’oro lavorato a


Marrakech

Marco Bicego

corda di chitarra, inciso con l’antica tecnica del bulino. Le collezioni nascono da intuizioni del momento più che da uno studio a tavolino: “Ho viaggiato e viaggio tuttora moltissimo, tutte le persone che incontro, le località che visito, sono una continua fonte di ispirazione”. Curiosità intellettuale, spirito im-

prenditoriale, l’impegno costante nei confronti del team, dei clienti e dei consumatori hanno portato risultati eccellenti: oggi il brand è presente in tutti i mercati esteri consolidati - i prossimi impegni riguardano Cina e Russia - e conta su oltre 1000 punti vendita nel mondo, ai quali offre una serie di servizi privilegiati: è stato da poco messo a punto anche un dipartimento dedicato alle personalizzazioni delle vetrine e allo sviluppo di eventi speciali per i clienti. Nel 2008 è stata inaugurata la nuova sede, firmata dall’architetto Marco Tiberio, una “scatola magica” in vetro, ferro, acciaio accostati a elementi naturali come il legno, la pietra e la vegetazione, che circonda ed è parte integrante dell’edificio. I segreti di tanto successo secondo Marco Bicego? “Ho sempre ascoltato ciò che il mercato mi suggeriva, ho fatto degli investimenti importanti in termini di struttura interna e, sì, sono anche stato un po’ incosciente!”. In queste pagine: Marco Bicego; la sede aziendale a Trissino; gioielli dalle collezioni Marrakech e Jaipur Sunset. English translation: see page 154

Jaipur Sunset

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Ricerche

È proprio vero che i giovani snobbano il gioiello?

Research by Vittorio Montieri

300 ragazzi tra i 18 e i 24 anni hanno risposto a questa indagine sul gioiello. I risultati sono confortanti, quasi ottimistici.

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È

vero che i giovani snobbano il gioiello? Se così fosse, quando anche venissero me no i motivi contingenti che creano grandi difficoltà al settore, il distacco - chiamiamolo culturale

- tra le prossime generazioni di consumatori e il prodotto prezioso non offrirebbe comunque agli operatori del settore grandi prospettive di recupero o di crescita: nell’ipotesi più nera sarebbe una specie di articolo “ad esaurimento”, sop-

piantato da categorie di prodotto più attuali e originali. Per questo c’è voluto un bel coraggio per fare questa ricerca. Il timore era che confermasse con dati e dichiarazioni in prima persona la sensazione diffusa e poco confortante di una cre-


Breil

scente disaffezione dei giovani verso la gioielleria. Così invece non è stato. L’appeal è intatto ma il fattore prezzo... La buona notizia, quasi uno scoop, è che i giovani non disdegnano affatto il gioiello, anche di valore; anzi, il suo appeal e i suoi significati sono rimasti intatti. Semplicemente, il fattore prezzo sembra escluderlo dall’agenda dei desideri, in maniera non poi così differente da quanto accadeva con i giovani di generazioni passate; semmai, essendo le prospettive economiche meno ottimistiche e fiduciose che in passato, il timore è che l’inaccessibilità del gioiello sia destinata a restare tale anche nell’età adulta, che finisca col diventare cronica non per una preclusione, ma solo per il cartellino con troppi zeri. Ma andiamo con ordine riassumendo le risposte date alle 23 domande del questionario. Prima domanda: che grado di attrazione assegnate al gioiello tra i vostri desideri di acquisto e di consumo? In una scala da una 1 a 5, la valutazione media delle giovani donne è stata di 2,9: in pratica il punteggio medio, non esaltante ma nemmeno allarmante come nelle più pessimistiche previ-

sioni, a metà strada tra l’indifferenza e le massime aspirazioni dello shopping. Come spesso accade nelle statistiche, la media non corrisponde a una distribuzione uniforme dei voti, che sono stati invece piuttosto polarizzati verso l’alto o il basso: un terzo delle intervistate si è dichiarato poco attratto dal gioiello (voto: 2), mentre un terzo abbondante si è detto molto tentato (voto: 4). Scarso invece, com’era facile prevedere nonostante gli sforzi degli ultimi tempi, l’appeal verso i consumatori maschi: la valutazione media, 1,5, è la metà rispetto a quella espressa dalle donne. Le stesse posizioni si riscon-

Cartier

trano rispetto alla rilevanza e all’emozionalità del prodotto (grafico 1). Per le femmine, al contrario dei maschi, il gioiello è un elemento tutt’altro che futile e trascurabile e soprattutto in grado di trasmettere ancora una buona dose di eccitazione. Il modello, il prezzo, e infine la marca Tra i valori di cui un gioiello è portatore (grafico 1), la qualità estetica, cioè il fatto che è bello e rende transitivamente più belli, prevale nettamente su ogni altra considerazione, seguita a ruota dall’intramontabile componente affettiva. Molto

meno essenziali risultano il portato di sex-appeal e il fattore moda, che pure sono il leit-motiv di buona parte della comunicazione di categoria, mentre appare del tutto irrilevante, per le ragazze ma non altrettanto per i maschi, il concetto di gioiello come status symbol. L’importanza del design si riflette nelle motivazioni che influenzano e regolano l’acquisto, tra le quali la marca, malgrado vent’anni di branding

å

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Ricerche

Tiffany & Co.

intensivo, è il fanalino di coda. Un po’ meno della metà del campione dichiara inoltre di non avere una marca di riferimento, mentre poco più della metà manifesta una preferenza di marca consolidata. Tra le firme più in auge risplende Tiffany (17%), il cui eclettismo nell’affascinare target anagraficamente lontanissimi non finisce di stupire; poi ci sono Breil e Morellato (7%), Miluna, Pomellato e Cartier (5%). Qualche menzione anche per Brosway, Swarovski, Nomination, Bulgari e Damiani. Comunque sia, la marca la si prende in considerazione solo dopo aver valutato attentamente il binomio modello-

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prezzo, e in misura minore il materiale di cui è fatto l’oggetto. Tra i modelli, Il solitario è sempre il più ambìto (15%), meglio se di Tiffany o Damiani, ma vanno forte anche i cuoricini in argento, sempre di Tiffany, l’ormai classico Trilogy e la collana col punto luce (5%), di qualunque marca sia. Non male etnici e vintage, mentre brilla per la bramosia smodata il sogno di quella ragazza che vorrebbe possedere “un paio di orecchini a cascata di diamanti di Van Cleef”. Eccezioni a parte, si coglie una netta propensione verso i modelli informali, con il 50% delle preferenze, mentre il 18% si orienta verso modelli

più tradizionali in oro e pietre e un buon 38% afferma di gradire senza distinzioni entrambe le gamme di prodotto. A nessuna giovane, e sottolineiamo nessuna, non piace nessuna varietà di gioiello. Altrettanto chiara risulta la graduatoria per tipo di ornamento: prima l’orecchino (39%), poi la collana (27%) e a seguire bracciale (20%) e anello (14%); spille e altri ammennicoli non pervenuti. Tra i materiali la perla piace in modo particolare, o come direbbe un ventenne, “spacca” (10%). Il prezzo, dunque, è di fatto la principale barriera all’ingresso nell’universo dei preziosi.

La maggioranza considera il gioiello un oggetto ‘cool’ Alla domanda “Quali sono i principali freni all’acquisto/regalo di un gioiello?” (grafico 2) il prezzo è stato infatti indicato come il maggiore ostacolo da oltre il 90% delle intervistate. Il che da un lato può sembrare tautologico, dall’altro, considerato che tutte le altre ragioni per non comprare un gioiello non arrivano al 50%, è un sollievo. Forse per merito degli innovatori che nell’ultimo decennio hanno insistentemente strizzato l’occhio agli under 30, solo una giovane su 50 pensa che il gioiello non sia “cool”, e dunque sorpassato ed estromesso dai trend dl consumo, com’era invece nei peggiori presentimenti; solo un 15% non approva lo stile dei prodotti disponibili perché mal si concilia col proprio, solo un 25% sente il gioiello come troppo “impegnativo” rispetto al proprio codice di vestiario (le percentuali maschili sono più uniformi, ma sostanzialmente rispettano la stessa gerarchia di priorità). Certo non mancano le critiche verso una produzione un po’ troppo barocca e una comunicazione stereotipata e ingessata. Si rimprovera ad esempio l’insistenza su linee “troppo sofisticate e da signora”, con


creazioni “difficili da indossare con disinvoltura”, a volte decisamente “kitsch”; al loro posto s’invocano collezioni “più sobrie” e “semplici”, o “più innovative” e “stravaganti”. Anche la possibilità di personalizzare il prodotto incontra un discreto numero di favori (il 43% delle ragazze e il 25% dei ragazzi). Sdrammatizziamo un po’ la pubblicità! Al tempo stesso, alla pubblicità si chiede di scendere dal piedistallo, sdrammatizzando il sovraccarico emozionale che la caratterizza con situazioni “più divertenti” e più rappresentative della quotidianità. Tuttavia, alla domanda aperta “ritenete ci siano aspetti negativi nell’immagine del gioiello

presso il pubblico giovane”, la metà dei rispondenti replica con un secco e incoraggiante “no”, mentre il principale appunto che l’altra metà muove al prodotto di gioielleria è ancora una volta, e di gran lunga, quello di essere “fuori dalla portata economica” di un giovane; il che, evidentemente, esprime una condizione pratica più che un rifiuto ideologico. Tanto è vero che alla successiva domanda su come sia possibile rendere il prodotto più desiderabile dai giovani, la risposta nettamente più ricorrente è stata “abbassando i prezzi”, o meglio ancora, con una straordinaria ingenuità di marketing, “abbassando i prezzi e mantenendo la stessa qualità”. Poi c’è qualcuno che ha capito tutto e risponde “non è possibile, è già desiderabile!”: musica per le orecchie degli orafi.

117 Christian Louboutin

Chanel


Ricerche

La campagna De Beers alla Grand Central Station di NY

Quelli che inducono in tentazione Dove invece si avverte una maggiore pressione è nella concorrenza che proviene da prodotti di altre merceologie alternative più o meno voluttuarie: un 40% ammette di essere indotto in tentazione. Tra i gadget di consumo che possono dirottare la scelta verso altre destinazioni ci sono nell’ordine l’abbigliamento, le borse (possibilmente “di Chanel”), i gadget tecnologici, i prodotti di bellezza, le scarpe, i profumi, gli orologi e anche una vacanza o un semplice weekend. Nessuno stranamente ha citato il tatuaggio. Tra i sostituti del gioiello specificamente come simbolo affettivo si distinguono i libri, la musica, la fotografia. Solamente l’8% si ricorda dei fiori, l’acerrimo nemico di De Beers, contro il quale alcuni

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anni fa la holding del diamante mise in atto la più colossale operazione di comunicazione non-convenzionale del settore, facendo appassire un’installazione di 25000 rose alla Grand

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Central Station di New York. Qualcun altro ripiega sui pelouche, mentre un rotondo 10% dichiara spontaneamente che niente può rimpiazzare un gioiello come simbolo romantico.

Per dovere di cronaca annotiamo che due intervistati, al posto del gioiello, suggeriscono di regalare un animale, preferibilmente un cane. Al di là delle intenzioni, di fatto nell’ultimo anno un buon 70% delle giovani dichiara di aver ricevuto un gioiello e più o meno la stessa percentuale di averlo regalato (8% e 33% le rispettive quote maschili), cifre che scendono al 13% e al 5% quando si parla di gioielli di valore. Confortanti anche i dati relativi all’auto-acquisto. Il 43% delle giovani intervistate afferma di aver comprato “spesso” gioielli per se stessa, il 40% “a volte” e solo il 18% “mai”, quota che guarda caso sale ver-


tiginosamente al 93% quando si tratta di gioielli di valore. Il 55% aumenterà gli acquisti in gioielleria Anche i propositi per il futuro sono piuttosto ottimistici: nessuna giovane donna prevede di acquistarne o regalarne in misura minore rispetto a oggi. Al contrario, il 55% pensa di aumentare la spesa in gioielleria e il 20% di mantenerla ai livelli attuali; il restante quarto “non sa”. Più incerto il panorama sul fronte maschile, che pronostica un aumento nel 42% dei casi, il mantenimento dello status quo nel 25% e una diminuzione nel 17%, stessa percentuale degli agnostici. Ricevuti in dono o comprati autonomamente, i gioielli sono fatti per essere esibiti: solamente una ventenne su dieci non li indossa, mentre quasi

l’80% li porta “abitualmente” e poco più del 10% unicamente nelle “occasioni speciali”. Diverso anche qui il discorso per i gioielli di valore in oro e pietre preziose: le habitué scendono al 13%, mentre le restanti si dividono in parti uguali tra chi non li mette mai e chi nelle “occasioni speciali”. Il gioiello in Rete non raccoglie consensi La nostra gioventù non ha mancato di sorprenderci anche rispetto al rapporto con i media e la comunicazione di marca, mostrandosi tutto sommato molto più conservatrice di quanto ci si potesse aspettare. Alla domanda “quali mezzi ritenete più adatti per far conoscere ai giovani marche e prodotti di gioielleria?” (grafico 3) la maggior parte ha

barrato la casella “vetrina”. Incredibile! Il mondo fisico si prende la rivincita su quello virtuale e proprio a casa di quelli che dovrebbero essere i suoi fan più accaniti. Dimostra coerenza con le risposte precedenti sull’importanza del design e molto buon senso: nessuna riproduzione può rendere conto della materia e della forma di un oggetto quanto la sua percezione diretta; e poi, fino a prova contraria, il gioiello va indossato sul nostro corpo fisico e non sul nostro avatar. La strada insomma batte la Rete. Non a caso a una specifica domanda riguardante l’interesse verso l’acquisto online il 75% delle femmine e dei maschi si è detto sfavorevole e quasi tutti i restanti hanno ammesso di non

avere un’opinione in merito. Se a questo si aggiunge che gli altri mezzi pubblicitari privilegiati sono la vecchia cara televisione, i periodici cartacei e le affissioni “on the road”, mentre i social network, i banner, i siti, i motori di ricerca e i cellulari seguono a debita distanza, forse bisogna prendere atto che lo slittamento nella fruizione e nella reputazione dei media è molto, ma molto, meno radicale di quanto possa sembrare e va accolto con equilibrio e gradualità. Chi ama sfogliare le pagine di questa rivista ha di che rallegrarsene. Intervistati: 300 Età: 18-24 anni (femmine: 77%; maschi: 23%) Sedi: Milano, Roma, Padova, Bari. Data: Dicembre 2011-Gennaio 2012 English translation: page 154

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Norme e leggi

Esteso al settore orafo-argentiero il Sistema di Tracciabilità volontario delle Camere di Commercio

Carta d’identità per i gioielli Made in Italy

Rules and laws by Claudio Tomassini

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Qui sopra: sopra, l’etichetta di tracciabilità per il settore dei metalli preziosi e sotto, l’etichetta di tracciabilità utilizzabile nel caso in cui tutte le fasi sono state realizzate nello stesso Paese.

Giovanni Tricca, 64 anni, Presidente di Unionfiliere e della Camera di Commercio di Arezzo, è soddisfatto: “La scommessa fatta giusto un anno fa, quando dalla fusione di Assicor e ITF (gli organismi del sistema camerale rispettivamente per il settore orafo-argentiero e per quello della moda - ndr) è nata Unionfiliere, con il duplice ambizioso obiettivo di ampliare ad altre filiere del made in Italy il modello sperimentato e di creare sinergie positive tra i diversi comparti manifatturieri, sta dando i primi risultati, dopo l’inevitabile periodo di rodaggio e di messa a regime”.

Quali sono le filiere a cui Unionfiliere intende estendere l’esperienza maturata con Assicor e ITF? “La nostra idea è quella, col tempo, di replicare il modello per tutte le filiere manifatturiere del Made in Italy. Oggi, dopo un solo anno, sono lieto di poter annunciare che sono in fase di costituzione, dopo quelli Oro e Moda, i Comitati di filiera per la nautica e per l’edilizia sostenibile. È questo un chiaro segnale che la strada intrapresa è quella giusta e trova rispondenza all’interno del sistema camerale”. Lei accennava alla creazione di sinergie tra i diversi settori: può farci qualche esempio?


produzione ma può decidere di applicarlo a una o a più delle sue tipologie di prodotto)”.

Giovanni Tricca

“Uno su tutti: l’estensione di “TF - Traceability and fashion”, il sistema di tracciabilità volontario che ITF aveva già promosso per le filiere della moda (tessile/abbigliamento, calzature, pelletteria e pellicceria), anche al settore dei metalli preziosi”. Sistema di tracciabilità volontario? Ci spieghi come nasce questa iniziativa e quali sono le sue caratteristiche. “Il sistema di tracciabilità volontario delle Camere di Commercio Italiane nasce dalla volontà di qualificare e valorizzare i settori del fashion, attraverso la creazione di uno schema certificativo volontario in grado di garantire al consumatore la massima trasparenza rispetto ai luoghi di lavorazione

delle principali fasi del processo produttivo. Le sue principali caratteristiche sono la volontarietà (l’impresa decide liberamente se aderirvi o meno), la condivisione (lo schema di tracciabilità è stato elaborato in collaborazione con le principali Associazioni nazionali dei settori interessati), la compatibilità con altri schemi certificativi (il modello è perfettamente compatibile con qualsiasi altro schema) e la modularità di applicazione (l’azienda che intende aderire al sistema di tracciabilità non è tenuta a certificare l’intera

Quali sono i vantaggi per le imprese che aderiscono al Sistema? “L’adesione al Sistema di tracciabilità presenta vantaggi per tutti gli attori della filiera: per un produttore, perché dà identità a un’offerta che, sia sul mercato interno che su quelli internazionali, è spesso confusa e difende il vero “Made in Italy”; per un marchio commerciale, perché ne esalta la possibilità di promozione e rappresenta anche un efficace strumento di lotta alla contraffazione; per un terzista, perché identifica un insieme di imprese che, all’interno di una filiera, condividono l’impegno alla trasparenza e, dotando di una “carta d’identità” i prodotti tracciati, garantisce che questi non siano mai “clandestini”; per un distributore, perché qualifica l’offerta commerciale e fornisce al consumatore finale un’informazione chiara, completa e trasparente”.

Intervista al Presidente di Unionfiliere Giovanni Tricca

Quali sono i requisiti che deve avere l’impresa per poter aderire al Sistema? “Per aderire al Sistema, l’impresa deve disporre di un sistema organizzativo e documentale che consenta di risalire ai Paesi dove si sono svolte le fasi di lavorazione del prodotto e assoggettarsi a controlli (in fase di prima verifica e, successivamente, periodici), superandoli con esito positivo”.

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Norme e leggi

E quali sono gli impegni economici a carico dell’impresa che intendesse aderire? “I costi di ingresso e mantenimento della certificazione sono contenuti (parliamo di poche centinaia di euro), sicuramente alla portata della generalità delle piccole imprese. In ogni caso, in questa prima fase, il sistema camerale si sta facendo carico di tali costi e, pertanto, ottenere la certificazione risulta essere del tutto gratuito per le imprese”.

etichetta recante il marchio “TF – Traceability and Fashion” e la dizione “tracciabilità controllata dal sistema delle Camere di Commercio italiane”. In tale etichetta è riportata l’indicazione dei Paesi in cui hanno avuto luogo le diverse fasi di lavorazione o, qualora tutte le fasi (compreso il design) siano state realizzate nello stesso Paese, la dicitura “ideato e realizzato in” seguita dal nome del Paese. Sull’etichetta, inoltre, è presente un codice identificativo univoco che consente, attraverso l’interrogazione

Il marchio del Sistema di tracciabilità volontario delle Camere di Commercio italiane.

Mettiamoci nell’ottica del consumatore. Cosa gli offre il Sistema di tracciabilità? “Un prodotto tracciato racconta la propria storia al consumatore: grazie al Sistema questi può, infatti, conoscere dove sono state effettuate tutte le fasi di lavorazione, avendo così tutti gli elementi per effettuare un acquisto pienamente consapevole. Inoltre il Sistema, come già detto, coinvolge tutti gli attori della filiera, fornendo ai prodotti una loro “carta d’identità” e garantendo, in tal modo, che questi non siano “clandestini”. Le imprese che si certificano, infatti, assumono un impegno alla trasparenza, sottoponendosi volontariamente a controlli e verifiche”. E come può il consumatore riconoscere un prodotto tracciato? “Le imprese che aderiscono al Sistema possono apporre sui prodotti un’apposita

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di un database consultabile su internet, di risalire alle aziende coinvolte nella lavorazione del prodotto”. Sono previste iniziative per far conoscere il Sistema e il marchio TF? “Il Sistema si inserisce tra quegli strumenti volontari che le Camere di Commercio mettono a disposizione dei sistemi produttivi dei distretti e delle filiere per favorirne la crescita. Al fine di diffonderne la conoscenza, è stato realizzato un apposito sito internet (www.tfashion.camcom.it) con due sezioni: una dedicata alle imprese e una ai consumatori. Inoltre, pur spettando alle imprese, nell’ambito delle singole strategie di comunicazione e di marketing, decidere come “valorizzare” questo strumento verso il consumatore finale, Unionfiliere e le Camere di Commercio saranno

sempre al loro fianco con iniziative di comunicazione e promozione. In quest’ottica, sono già stati realizzati degli incontri con buyers e giornalisti a Mosca (17 aprile 2012), Berlino (23 aprile 2012) e New York (26 aprile 2012), mentre è già in programma, per la seconda metà di novembre, un incoming di operatori provenienti da quegli stessi paesi. Questa iniziativa sarà riservata alle aziende già certificate o in fase di rilascio della certificazione”. Il Sistema è volontario. Quali sono le eventuali sanzioni previste per chi faccia un uso “improprio” della certificazione? “Il Sistema prevede un rigoroso sistema sanzionatorio che, oltre alla sospensione o alla revoca della certificazione, contempla l’applicazione di sanzioni pecuniarie per le aziende che dovessero fare un uso improprio o fraudolento della certificazione e del relativo marchio di Unionfiliere. A queste sanzioni, inoltre, può aggiungersi l’obbligo di far pubblicare su un quotidiano o una rivista specializzata l’estratto del provvedimento disciplinare”. Presidente, concludendo possiamo dire che aderire al Sistema di tracciabilità per un’impresa vuol dire dotare i propri prodotti di un passaporto? “Sì, la tracciabilità è un vero e proprio “passaporto” del prodotto che serve a fornire al consumatore l’indicazione del luogo dove è avvenuta la lavorazione delle fasi principali del prodotto che sta acquistando. Mi consenta di chiudere con quello che è lo slogan del nostro sistema: ‘Ogni prodotto ha la sua storia. TF la racconta’”.


Marketing

Nei consumatori, seppur pigri e distratti, è più che mai viva la voglia di sentirsi belli e amati.

Gli italiani e l’amore per lo shopping

Marketing by Daniela Saibene

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ontinua la riflessione relativa al cliente finale, con la consapevolezza che è inevitabile un’evoluzione della relazione del punto vendita col mondo esterno visto il cambio dei desideri, della capacità di spesa e dei bisogni individuali del cliente italiano.

zazione di un’attività retailing più avvolgente e al tempo stesso più incisiva. È necessario concentrarsi su questi due bisogni (voglia di sentirsi belli e amati) costanti e in crescita del cliente italiano, senza dimenticare che l’italiano medio ama lo shopping, oggi naturalmente vissuto e praticato con logiche nuove e magari più complesse.

È vero, lo scorso numero ci siamo soffermati su un cliente pigro e distratto da altri prodotti e servizi: ma il fascino e la voglia di sentirsi belli e amati sono sempre presenti in noi e nei nostri clienti. Questo aspetto non è trascurabile e deve suggerire ai dettaglianti orafi nuove letture riguardo al cliente e quindi nuovi pensieri strategici sulla realiz-

I desideri sono sempre presenti nella mente del cliente. Il cliente che abbia appena soddisfatto un bisogno/desiderio è spesso colto da nuovi desideri da soddisfare. Questo atteggiamento - il famoso “non essere mai contenti, desiderare sempre di più” - rappresenta un naturale desiderio di miglioramento.


Tutto questo non è una novità, tuttavia sempre più spesso la domanda di partenza non è “cosa vorrei avere che ancora non ho?”, bensì “cosa vorrei provare che ancora non ho provato?” Parallelamente il punto vendita più che porsi la domanda “come far sì che il maggior numero di persone compri il nostro prodotto?” ”dovrebbe chiedersi: “come far sì che il maggior numero di persone acceda all’utilizzo del mio prodotto?” I migliori clienti di una gioielleria hanno quasi tutto; quante volte il gioielliere si domanda: “Che cosa posso vendere alla signora Verdi che ancora non ha?”. Non è facile - nulla è facile oggi: paradossalmente proporre come servizio il noleggio continuo del prodotto di fascia media, quello che oggi stenta ad uscire dai negozi, potrebbe rispondere a quelle parole antiche di Aristotele “C’è più ricchezza nell’uso Giovanni Tricca che non nel possesso”. Negli Stati Uniti la logica del prestito e della condivisione del bene già esiste, ma la risposta unani-

me è “noi non siamo americani”. Infatti si tratta ovviamente di una forzatura, di un paradosso, ma vale la pena riflettere sulle tendenze e sui servizi che potrebbero rispondere ai trend in atto: desideri sempre presenti, livello di possesso molto alto, tendenza al prestito e non all’acquisto. Tutti avvertono l’esigenza di cambiare “lo stato delle cose”, ma la confusione regna sovrana e talvolta si preferisce lasciare tutto com’è o come si conosce perché alla fine “tutto funziona” – anche se magari a regime ridotto - e il modello di business è collaudato. Beneficio di processo o di relazione? Da tempo si legge e si sente dire che nella vendita sono importanti l‘empatia, la relazione e la shopping experience. Uno studio di McKinsey ha indicato una serie di trend

e uno di questi riguarda i “benefici di successo e di relazione”. In molti settori di vendita, i benefici funzionali dei prodotti stanno assumendo ruoli secondari rispetto ai benefici di processo e relazione. I benefici di processo influiscono nell’atto di vendita o transizione del prodotto, rendendo il tutto più semplice, veloce e soddisfacente. I benefici di relazione offrono un vantaggio al cliente che rivela le proprie abitudini all’acquisto. Entrambi gli strumenti eliminano stress, complicazioni e perdita di tempo e spesso diventano la discriminante d’acquisto. Attenzione al proprio target quindi, anche nel breve periodo potrebbe avere cambiato gusti e abitudini… Un chiaro esempio è rappresentato da Amazon.com, col suo sistema “one-click ordering” (ordinare con un solo click) e le segnalazioni

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Marketing

personalizzate dei libri.

dobbo” di se stessi. Tale consumo, infatti, tende sempre più ad acquisire senso in rapporto al piacere e all’auto-gratificazione che il soggetto percepisce attraverso la fruizione fisica, sensibile ed estetica dell’oggetto. Il consumatore post-moderno è bricoleur del proprio piacere nel consumo, e il bricolage diventa la forma predominante della sua creatività post-moderna. Il successo di alcuni marchi lo dimostra. Anche tutta la sfera emotiva e romantica si complica, le tappe fondamentali della vita si rivestono di nuovi significati, ancora più forti e coinvolgenti, dove il gioiello ha ormai numerosi competitor ma continua a giocare un ruolo da protagonista.

I clienti: da decodificare e percepire. Tra i clienti, giovani ma non solo, all’interno degli stili di vita e di consumo contemporanei, emergono con sempre maggior visibilità alcune tendenze essenziali che si possono definire post moderne. In particolare, accanto alla famosa “democratizzazione dei consumi del lusso”, ormai in parte già superata, si osserva la creazione di un nuovo rapporto ludico tra soggetto e oggetto, attraverso la necessità emergente di un contatto fisico tra il cliente e il prodotto dei desideri attraverso il coinvolgimento di tutti i sensi. Il bene di lusso - e il gioiello indubbiamente resta un prodotto di lusso complica l’orizzonte del proprio consumo: oggi non è più possibile pensare al godimento del lusso solo in termini di ostentazione di status, né di un narcisistico “ad-

Essere nel posto giusto al momento giusto. Il cambiamento d’epoca che stiamo vivendo conduce chi, come il gioielliere, deve vendere emozioni, piacere, gratificazione e servizio a una rivalutazione dei concetti di velocità, semplicità e lettura e analisi dei trend. Per il venditore, il concetto di velocità è fondamentale ma con dinamiche sicuramente riviste e più sofisticate: un acquisto, un servizio può essere veloce ma anche profondo e intenso, all’insegna della tempestività - altra parola chiave nell’ottica di “essere al posto giusto al momento giusto”, cogliendo l’occasione propizia e facendo così la famosa differenza, dando felicità al cliente, che è la chiave dell’impresa di successo. Ancora una volta un esempio pratico viene dal mondo extra-settore, precisamente

distributori automatici EasyLens Aeroporto di Malpensa

Cosa vorrei avere che ancora non ho?

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dai distributori automatici, un business che in Italia sta raccogliendo risultati importanti, risolvendo la domanda e i desideri del clienti nei luoghi di attesa e in situazioni di snodo urbano come aeroporti e stazioni. Oggi i distributori automatici non vendono più solo prodotti di prima necessità, ma anche generi più ricercati, come le calze a Linate. Ecco confermata sempre più fortemente l’esigenza da parte del venditore di uscire dal negozio con una logica del mercatino esclusivo, del porta a porta di classe, per essere “nel posto giusto al momento giusto”. Si tratta evidentemente di una ricerca di semplicità nella soddisfazione del bisogno da parte del cliente al quale il venditore, l’azienda devono rispondere dando dignità, personalità e valore a formule commerciali che favoriscono la tempestività senza perdere di vista la sofisticazione del cliente. È ovvio che il posto e il momento giusto nella maggior parte dei casi coincidono col negozio, ma questo, come si può notare dai trend, non è più solo. L’importante è capire che nell’ultima decade del terzo millennio sono accadute più cose di quante ne siano accadute nel 50 anni precedenti e che questo ha contribuito a un cambiamento radicale del cliente e del suo approccio all’acquisto. In Italia questo grande cambiamento non sempre ha sradicato vecchie logiche di retail e del processo generale di vendita, tanto che ormai è opinione diffusa che il nostro sia un paese per vecchi, con una distribuzione tradizionale che non risponde ai cambiamenti sopravvenuti. Spetta anche al settore orafo capovolgere questa opinione e dar prova della capacità di innovazione del retail italiano.


Gemme

Argyle Pink Jubilee

La triste storia di pietre eccezionali e di sogni infranti.

Grandi delusioni rosa e piccole delusioni blu

C Gems by Luigi Costantini

i son rimasti tutti male, ma d’un male che non vi dico. Già si leccavano i baffi, alla miniera di Argyle - regione dell’East Kimberley, Australia Occidentale - per quei 10 milioni di dollari che il bel rarissimo diamantone rosa da 12,76 carati (al grezzo) - colà portato alla luce lo scorso Febbraio - avrebbe loro convogliato in saccoccia.

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Alla Rio Tinto, compagnia mineraria al timone di Argyle, lo davano già come il più grande e il più costoso del genere mai sinora rinvenuto sull’intero globo terracqueo. Ahimè, rio destino, vallo a tagliare, il diamantone, e che ne esce? Ne escono sì fuori

non trascurabili 8,00 carati, ma i 12 milioni di dollari si squagliano come il gelato al solleone non appena appaiono a vista, ben evidenziate dal taglio, inclusioni a go-go ivi compresa una non meglio descritta “internal fault line” - che ti fanno precipitare il

Elisabetta II con il Williamson Pink


la miniera di Argyle

prezzo neanche si trattasse dei sirtaki bonds all’apertura delle Borse il lunedì mattina. Ma cos’aveva di così devastante quell’ “internal fault line”, quella “linea di faglia interna” (da leggersi come linea di geminazione o piuttosto linea di separazione, ovvero una bella piumazza, alias sfaldatura o frattura mostruosa?) da afflosciare così miserrimamente ogni velleità? Pensate un po’, lo avevano già battezzato: “Argyle Pink Jubilee” sarebbe stato l’augusto appellativo. E con questa designazione di casata avrebbe dovuto costituire, per il futuro prossimo, l’attrazione fatale in tutte le esposizioni d’asta internazionali indette per la vendita dei rosa di Argyle. Insomma, un pezzo eccezionale, qual mai s’era visto nei 26 anni di vita di “mamma” Argyle, dal cui ventre scaturisce più del 90% della produzione mondiale di diamanti rosa e pure un pezzo qual mai si sarebbe potuto verosimilmente vedere nei restanti probabili 10 anni di vita dell’Argyle. Un pezzo unico nella storia, capace di far le scarpe anche al regale “Williamson Pink”, regale perché finito in una spilla regalo di nozze alla molto regale Regina Elisabetta II. E poi, vogliamo dircela tutta? Da Christie’s - che è Christie’s possono vantare d’aver battuto, nei loro

Kiri Vehera stupa di Kataragama

244 anni di storia, solamente 18 diamanti rosa al di sopra dei 10 carati, mica quisquilie. Ora, da mettersi in conto, sono pure i due mesi di studio e di pianificazione del taglio da parte del provetto tagliatore a cui è stata affidata la non facile incombenza, col risultato che s’è visto. Per farla breve, la Rio Tinto s’è risolta alla fine a fare dell’ “Argyle Pink Jubilee” un gentile omaggio al Victoria Museum di Melbourne, Australia. Mi viene da riflettere: ma faceva poi così schifo questo monstre rosa? Che jella! Va bene che, come dice il proverbio, “meglio un diamante con brutte inclusioni che un ciottolo senza” ma a me scappa quasi da piangere lo stesso, pensando a quel che si sarebbe potuto citare, nei testi di gemmologia, nei giorni a venire. E questa era la storia della grande delusione rosa. Ma ve n’è una, di delusione, piccola e blu. Mai sentito parlare di Kataragama, Sri Lanka, prima d’ora? Da scommettersi che il nome non vi dice niente. Poco male. Forse ne sentirete parlare, negli anni a venire, forse no. Eh già, perché lì pare siano stati rinvenuti bellissimi zaffiri d’un blu intenso che più blu non si può, e pure ben

zaffiri blu intenso

cristallizzati per sovrappiù. C’è stata una transumanza di minatori ai siti, con tutti i problemi sociali e logistici annessi e connessi. Il solito Governo s’è affrettato, visto che i rinvenimenti sono avvenuti per lo più in demanio dello Stato, a porre in vendita le concessioni, tramite le solite “Authorities”, chiamate rispettivamente Sri Lanka’s National Gem & Jewellery Authority e Forest Conservation Department. Si sono così rastrellati dagli investitori nientepopodimeno che 2,25 milioni di dollari. Fatto sta che un amico che vive ed opera a Bangkok m’ha riferito che sinora, di questi bei cristalli grandi e trasparenti (puliti dentro) se ne sono visti ben pochi, e quei pochi - a che prezzo! - neanche appartenessero al Tesoro del Santo Graal. L’unica cosa certa, al momento, è che si tratta d’una piccola delusione per chi s’attendeva fieno per le mucche da latte, fatte salve le Authorities, che di fieno in tramoggia ne hanno messo ad abundantiam. Qualcuno ci ha pure perso di tasca, nella sarabanda, e si confida ora in Buddha, affinché la disillusione blu, se di disillusione si deve trattare, sia piccola. English translation: see page 157

Mai sentito parlare di Kataragama?

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On show

I prossimi appuntamenti Forthcoming events å Arezzo

On show

Sono due gli eventi autunnali organizzati da Arezzo Fiere e Congressi. “Incontri d’Autunno”, dal 16 al 18 Ottobre, prevede una serie di incontri programmati tra selezionati buyer internazionali e le aziende espositrici di Oroarezzo. Gli appuntamenti vengono richiesti sulla base del catalogo della fiera dagli stessi buyer, provenienti tanto da mercati consolidati quanto da mercati emergenti. Il 4 e 5 Novembre è invece in programma la seconda edizione di Last Minute, fiera orafa basata sulla modalità

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cash & carry rivolta a dettaglianti e grossisti in vista del periodo natalizio. In contemporanea si svolgerà anche Bi-Jewel, manifestazione dedicata al bijou e al gioiello fashion: per questi utimi due eventi è stato organizzato un servizio di navette gratuito da Bologna, Roma, Napoli e Bari, prenotabile entro il 25 Ottobre 2012. n There are two autumn events organised by Arezzo Fiere e Congressi. “Incontri d’Autunno”, from October 16 to 18, includes a series of scheduled meetings involving selected international buyers and Oroarezzo ex-

hibitors. Events are requested by buyers themselves, coming from both established and emerging markets, on the basis of the trade fair catalogue. The second edition of Last Minute, a jewellery trade fair based on the cash & carry model aimed at retailers and wholesalers in view of the Christmas period, is scheduled on November 4 and 5. Simultaneously there will also be Bi-Jewel, an event dedicated to fashion and costume

jewellery. For these last two events a free shuttle bus has been organized from Bologna, Rome, Naples, Bari, bookable by October 25, 2012. info: www.arezzofiere.it

ç Valenza Valenza Gioielli, mostra internazionale di gioielleria e oreficeria, si svolgerà dal 27 al 30 Ottobre presso il Centro Espositivo Expo Piemonte. In contemporanea avrà luogo anche V-Plus 2012, evento dedicato al mondo del design e della tecnologia. n Valenza Gioielli, international jewellery show, will take place at the Expo Piemonte Exhibition Centre from October 27 to 30. V-Plus 2012, an event dedicated to the world of design and technology, will take place simultaneously. info: www.expovalenzagioielli.com

é Londra In Autunno la Goldsmiths’ Fair festeggia il suo 30° anniversario. La manifestazione, fiore all’occhiello della Goldsmiths Company, ospita oggi 180 tra gioiellieri, argentieri, designers, che si alternano nelle due settimane previste, dal 24 settembre al 7 Ottobre: lunedì 1° Ottobre giorno di chiusura, per consentire appunto il turnover. n The Goldsmiths' Fair is celebrating its 30 anniversary next Autumn. The event, a flagship of the Goldsmiths Company, is hosting 180 exhibitors including jewellers, silversmiths and designers, who will alternate in the two week period from September 24 to October 7; Monday 1st October will be a closing day to allow for the turnover. info: www.thegoldsmiths.co.uk


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rosegue l’iter formativo che Amin Luxury, in collaborazione con HRD Antwerp, offre ai suoi migliori clienti. Tra l’azienda fiorentina - leader nella commercializzazione dei diamanti e pietre preziose - e il dipartimento di formazione dello HRD - Alto Consiglio del Diamante di Anversa - si è sviluppata una partnership utile per dare ai dettaglianti la possibilità di aggiornarsi sulle ultime novità in campo gemmologico, in particolare nel complesso mondo dei diamanti. La capacità di individuare le nuove tecniche di imitazione e di contraffazione del diamante, infatti, deve ormai far

P

parte del bagaglio degli operatori del prezioso. A fine corso, poi, è prevista la consegna del Diamond Grader Certificate ai partecipanti. Dopo il successo degli incontri di Bologna e Roma (nelle foto), altri appuntamenti saranno organizzati da Amin Luxury e HRD nel prossimo futuro. n Amin Luxury is offering its best customers a training course, in cooperation with HRD Antwerp. Amin Luxury, a company based in Florence and a leader in the sale of diamonds and gemstones, has developed a partnership with the training department of HRD - Antwerp Diamond High Council - useful to enable retailers to keep up-to-date with the latest developments in the gemmological field, especially in the complex world of diamonds. The ability to identify the new diamond imitation and forgery techniques must now be developed by anyone involved in the jewellery world. A Diamond Grader Certificate is awarded to all participants upon completion of the training. Following the successful meetings held in Bologna and Rome (see pictures), Amin Luxury and HRD will be organising other events in the near future.

‘Leggere’ il diamante ‘Reading’ the diamond Ecco un’interessante iniziativa di Amin Luxury per i suoi concessionari: quando viene fatto un ordine di pietre incise, l’azienda regala al cliente finale un dispositivo (vedi foto) che permette di leggere qualsiasi scritta incisa sulla corona della pietra. Un dono originale per il cliente, un utile strumento di marketing per il dettagliante. n Here is an interesting initiative launched by Amin Luxury for its dealers: when an order for engraved stones is placed, the company gives its final customer a device as a present (see picture) allowing to read any inscription on the crown of the stone. An original gift for customers, a useful marketing tool for retailers.


Illuminazione

Lighting

La luce che esalta il gioiello 142

The light that enhances the jewel


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enti anni di attività e di esperienza e oltre 150 prodotti per l’illuminazione, specifici per il mondo delle gioiellerie: questo il biglietto da visita di Progetto Luce con sede nel valenzano, a Pomaro Monferrato. L’azienda, che collabora con prestigiosi nomi del settore orafo (foto a lato, lo stand della Sicis, a Basilea), presenta la nuova

V

ç

versione del sistema d’illuminazione RotorLed: un modello più sofisticato, con rotazione invisibile - che quindi non distrae l’osservatore - e dotato di telecomando. Il nuovo RotorLed si distingue, in particolare, per la capacità di valorizzare al massimo la luce dei diamanti e delle pietre, così come le colorazioni dell’oro e dei metalli, grazie ad una perfetta miscela delle luci, risultato della composizione di led freddi e caldi, e di alcuni led colorati posti al centro (foto 1). RotorLed non scalda gli oggetti, è semplice da installare (foto 2-3) e ha consumi bassissimi: con 46 watt, infatti, produce luce per quasi 400 watt. RotorLed non è invasiva: profonda solo 9 cm, prevede comunque, in tutte le sue versioni, un modello per il quale è sufficiente applicare la struttura diretta-

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mente al soffitto, collegandola alla tensione di rete (foto 4). Progetto Luce fornisce RotorLed con due tipi di garanzia: una, di 5 anni, per i led, e una, di 15 anni, sull’intera struttura. n Twenty years of business and experience and over 150 lighting products, specifically designed for the jewellery world. This is the calling card of Progetto Luce, based in Pomaro

La nuova versione di RotorLed Monferrato, in the area of Valenza. The company, working with prestigious names in the gold sector (on the page alongside, the stand of Sicis, Basel), is presenting the new version of the RotorLed lighting system: a more sophisticated model, with invisible rotation - so that it does not distract the observer

è - with remote control. The new RotorLed stands out, in particular, for its ability to maximise the light of diamonds and stones, as well as the colours of gold and metals, thanks to a perfect mixture of lights, as a result of the combination of warm and cold LEDs, and some coloured LEDs in the middle (photo 1). RotorLed does not heat objects, it is easy to install (photos 2-3) and has very low power consumption. With only 46 watts, it produces light to nearly 400 watts. RotorLed is not invasive. It is only 9 cm deep and provides, in all its versions, a model that can be directly applied to the ceiling, connecting it to mains voltage (photo 4). Progetto Luce provides RotorLed with two types of guarantee: a 5-year guarantee for the LEDs, and a 15-year guarantee on the entire structure.

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News í˘ą

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Federpreziosi parla con una sola voce Federdettaglianti è diventata Federpreziosi - Federazione Nazionale delle Imprese Orafe Gioielliere Argentiere Orologiaie - Confcommercio Imprese per l’Italia. La Federazione, aperta a tutte le categorie del mondo orafo rappresentate in Confcommercio, parlerĂ con una sola voce a istituzioni governative, autoritĂ , enti, associazioni e sindacati, a livello nazionale ed internazionale. Giuseppe Aquilino è stato confermato presidente, mentre il Consiglio Direttivo è composto da dettaglianti, fabbricanti, artigiani, banchi metallo, commercianti in pietre e rappresentanti. See page 157 í˘ą

News

Le esperienze di Fischler all’AWDC

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Stephane Fischler, 54 anni, è il nuovo presidente dell’AWDC. Terza generazione della Fischler Diamonds, di cui uno dei fondatori è stato presidente dello HRD e della World Federation of Diamond Bourses, Fischler può vantare importanti esperienze nel settore: figura tra

l’altro come presidente del centro ricerche dell’HRD, fondatore del World Diamond Council, direttore generale dell’International Diamond Council. í˘˛

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fondata nel 1915. Dopo aver seguito Caran d’Ache tra Ginevra e New York, Carole ha lavorato con Swatch Group, come consulente e partner sempre nell’ambito di marchi del lusso. í˘ł

Caran d’Ache: di Hubscher in Hubscher

Barberis: la svolta dell’AOV

Carole Hubscher, 45 anni, è stata nominata alla presidenza del Consiglio d’Amministrazione di Caran d’Ache, manifattura d’eccellenza di strumenti di scrittura di alta gamma e per le Belle Arti. Prende il posto del padre, Jacques Hubscher, ed è la prima donna a capo della Maison

Francesco Barberis, 36 anni, amministratore delegato dell’azienda Carlo Barberis, è il nuovo presidente, dopo Bruno Guarona, dell’AOV per il triennio 2012-2014. Barberis è anche Presidente di Valenza Expo Events e Consigliere di Expo Piemonte. L’organigramma dell’associazione comprende Gilberto Preda, vice-presidente; Paolo Valentini, segretario; Nicola Spalla, tesoriere; il Collegio dei Revisori dei Conti è composto da Marco Borsalino, presidente, Gian Piero Bianco e Giulio Cresta. See page 158


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III Convegno di Gemmologia Scientifica IGI Anversa ospite a Napoli A Settembre (15 e 16, e poi 21, 22 e 23), si terrĂ a Napoli, presso il Polo Orafo Napoletano, il corso IGI Anversa, frutto della collaborazione tra l’Istituto belga, Gem-tech e il Consorzio Antico Borgo Orefici, dedicato all’Analisi qualitativa e valutazione del diamante, alle imitazioni e ai piĂš importanti esempi di certificazione. Ai partecipanti sarĂ  rilasciato il “Diamond Grading Program Certificateâ€? IGI Anversa. Per informazioni: www.gemtech.it í˘´

Gli orafi di Trapani promuovono il Museo Un protocollo d’intesa della du-

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Il III Convegno Italiano di Gemmologia Scientifica CIGES 2012 si terrĂ a Firenze, presso l’Istituto degli Innocenti, il 24 e 25 Settembre. Organizzato dal Museo di Storia Naturale e dal Dipartimento di Scienze della Terra dell’UniversitĂ  degli Studi di Firenze, dall’UniversitĂ  degli Studi di Bari, dall’UniversitĂ  degli Studi di Roma La Sapienza, con il contributo della Camera di Commercio di Firenze, il convegno verterĂ  sul tema “Gemme: Ricerca, Tradizione e NovitĂ â€?. Il programma, suddiviso in tre sessioni scientifiche, prevede interventi di esperti italiani ed internazionali, e una tavola rotonda con interventi degli operatori e di esponenti politici che si sono occupati di tematiche gemmologiche. Per informazioni: www.gemmologiascientifica.uniba.it See page 158

rata di due anni è stato siglato tra l’Associazione Orafi Gioiellieri di Trapani, presieduta da Danilo Gianformaggio e socia Federpreziosi, e il Museo “Agostino Pepoliâ€?, diretto da Valeria Patrizia Li Vigni (nella foto con Gianformaggio). L’obiettivo è promuovere le attivitĂ del Museo per quanto riguarda l’oreficeria e le arti applicate, attraverso progetti didattici, studi, ricerche e iniziative culturali, e col supporto

dell’Assessorato e del Dipartimento dei Beni Culturali e dell’IdentitĂ Siciliana. Il Museo ospita molte opere in corallo, oro e argento, settori nei quali Trapani ha primeggiato fin dal 1600. í˘ľ

A New York Cavalieri parla di formazione

diversi settori industriali debbano provvedere alla formazione e all’educazione dei giovani, per prepararli ad un mercato del lavoro in evoluzione ed estremamente competitivo, e dar loro modo di sperare nel futuro. í˘ś

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Gaetano Cavalieri, presidente di Cibjo, ha partecipato all’annuale High Level Segment dell’Economic and Social Council delle Nazioni Unite a New York, che quest’anno ha affrontato il tema della crisi del lavoro a livello mondiale e dell’importanza di creare lavoro per sradicare la povertà . Nel suo intervento, alla presenza di oltre 500 delegati, Cavalieri ha parlato di come i

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News

1° Iberian Conference guarda al futuro Successo della prima edizione dell’Iberian Jewelry Conference, che si è tenuta a Viana do Ca stelo, in Portogallo. 140 persone circa, da scuole, universitĂ , associazioni e aziende hanno preso parte all’incontro, organizzato da Filipe Samuel Silva, professore associato e direttore del Dipartimento di Ingegneria Meccanica dell’UniversitĂ  del Minho. Importanti relatori, provenienti da diversi Paesi, sono intervenuti alla conferenza su temi quali le nuove tecnologie dei materiali, il design e le tendenze. í˘ˇ

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svolgerà a Mumbai, in India, dal 14 al 17 Ottobre. L’evento ospiterà contemporaneamente il World Federation of Diamond Bourses e l’IDMA - International Diamond Manufacturers Association.

pietre di proprietĂ oppure nuove. Larimonta offre un sito user friendly, dotato di software moderni, CAD, renderizzazioni 3D per realizzare un progetto che verrĂ  poi trasformato da esperti artigiani di Valenza. See page 158 í˘¸

Larimonta: una vera sartoria orafa online Bell&Ross sceglie Un’idea semplice e utile per Corvo per l’Italia recuperare le pietre di valore dei gioielli e realizzarne di nuovi. Lanciata nel 2012 da Carlo Buttini, orafo valenzano, Emanuela Buttini in Broggian e Fabio Sangiovanni, Larimonta (www.larimonta.it) è, secondo la definizione degli ideatori “la prima sartoria ora-

Dal 1° Giugno scorso è la SocietĂ Corvo & C. il nuovo agente commerciale di Bell&Ross (nella foto: Vintage BR 126 Sport) per il mercato italiano e maltese, dove si occuperĂ  di ottimizzare i punti vendita del marchio e il posizionamento sul territorio. í˘š

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News

WFDB a Mumbai in Ottobre

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Il World Diamond Congress, che si tiene ogni due anni, si

fa online� in Italia e in Europa. Sul sito si può scegliere la configurazione e i materiali, e realizzare un gioiello con

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100 negozi Morellato in Cina nel 2013 Per conquistare la Cina Massimo Carraro vorrebbe raggiungere i 100 negozi in Cina entro i primi mesi del 2013: Morellato & Sector, infatti, sta ottenendo ottimi risultati sul mercato cinese grazie agli attuali 75 punti vendita, cui sommare altri quattro a Hong Kong e uno a Macau. Carraro sarebbe intenzionato a cedere quote di minoranza del Gruppo ad investitori cinesi, a patto che questi siano in grado di dare un valore aggiunto al progetto dell’azienda di Padova.


Top Style

A Villa Abbazia il lusso è nei dettagli Nelle foto, aluni scorci dell’elegante Relais & Châteaux Villa Abbazia di Follina, Treviso,

L’Orafo Top Style by Alessandra Piubello

e lo chef Ivano Mestriner.

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‘Ricevuti a corte’, verrebbe da dire quando si varca la soglia del Relais & Châteaux Villa Abbazia, nella Marca Trevigiana. L’ospitalità perfetta, l’accoglienza raffinata, gli spazi eleganti, tutto qui mette in evidenza gli sforzi fatti da una grande famiglia, entrata a pieno titolo nell’albergheria di eccellenza, che si avvale di uno chef giovane e coraggioso, ma già ben affermato, Ivano Mestriner. Figlio di un macellaio, fin dall’infanzia sogna la toque: esperienze in pizzeria, poi da Gualtiero Marchesi, da Aimo Moroni e via. Talento di rara classe, Ivano è un cuoco vero: la sua vita è per la cucina e nella cucina. La sua gastrosofia? “Dare etica al prodotto, pur interpretandolo con la mia sensibilità. Sono io che mi adatto alla materia prima e non

viceversa, comprendendola per estrarne l’anima”. Vent’anni di lavoro in cucina alle spalle, Mestriner accetta nel Maggio di quest’anno una nuova corte per il suo talento. Un viaggio che lo porta al Relais & Châteaux Villa Abbazia di Follina, nelle sale affrescate del ristorante La Corte. La famiglia Zanon, proprietaria della struttura, lo corteggiava da tempo. Le strade del dotato chef e dei quattro fratelli Zanon si incrociano dunque nello sposalizio di un palazzo nobile del XVII secolo e di una villa Liberty dell’Ottocento, circondati da un lussureggiante giardino di profumati limoni, colorate ortensie, pervinche, rododendri, magnolie, nel quale troneggia un antico pozzo. Ma qual è la storia della famiglia Zanon? Giovanni e le sorelle Ivana, Maria

Giovanna e Rosy non nascono albergatori. Ereditano la struttura e con molta passione, passo dopo passo, la trasformano nell’attuale dimora di lusso. Partono con un bar, poi con una boutique di antiquariato e brocantage, successivamente decidono di aprire l’albergo iniziando con quattro stanze (che sono arrivate a diciotto, di cui sei nella villa, aperta solo nel periodo estivo), per poi creare il ristorante. Nel 2003 entrano nelle cinque C (cortesia, charme, calma, carattere, cucina) di Relais & Châteaux, l’associazione esclusiva che annovera i migliori hotel di charme e ristoranti gastronomici presenti in sessanta paesi. Ognuno di loro ha compiti diversi (Giovanni segue l’albergo e la cantina vini, Ivana supervisiona con passione l’andamento ge-


nerale, Maria Giovanna lavora nel negozio, Rosy si occupa della caffetteria e della sala), ma con un fil rouge che li accomuna: classe, profondo senso dell’ospitalità, impegno sincero, savoir faire. Ivana ha curato personalmente gli arredi delle stanze, creando un ambiente diverso per ognuna di loro, in un modo personalissimo, originale, unendo stili ed epoche differenti, con grande attenzione ai ricercati tessuti e all’armonia dei colori. Dagli Zanon si respira un lusso fatto di molteplici dettagli, si varca la soglia di un fiabesco e ovattato mondo in perfetto equilibrio fra familiarità e intimità, tra formalità e affabilità e soprattutto, coccolati da molte premure, si vive la confortante sensazione di ‘casa’. Courtesy of Artù

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English translation PEOPLE Italian version: see page 102

Sergio Squarcialupi: the courage to be entrepreneurs

but go and look for it, and, of course, hunting requires the help of a good “setter”. In business, this means having an efficient and very professional staff ”. _________________________________________

by Marina Morini

English translation

CASE HISTORY

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For the Arezzo gold district, the CEO of Unoaaerre Industries is the man of the moment. A successful businessman with Chimet, rescuer of Unoaerre against the aims of foreign buyers, on the front pages of many newspapers; but how do you feel as the man of the moment? “Chimet and Unoaerre are two very different entities and should remain as such. I owe a lot to UnoAerre, so I thought I'd give them a hand. Now we need to accomplish what we set out to do, so that the company can return to have its say on the market. We have to deal with a difficult economic situation and many other variables. Of course, I have many concerns because it will not be an easy task”. You recently laid out 2 million Euro for the relaunch of the company. Where and how will they be invested? “Our business plan is based on the recovery and development of internal and external expertise (research, product and process innovation). Investments will be primarily productive. In fact, we have already purchased new equipment because advanced technologies do make the difference”. What are, in your opinion, the essential qualities for an entrepreneur today? “Given the current situation, it mainly takes lots and lots of courage”. Is it true that you love hunting? Waiting patiently for the right moment and then hitting the prey is just a sport or even a life philosophy? “I usually prefer not to wait for the prey,

Italian version: see page 108

Marco Bicego: creativity, tradition and a bit of recklessness by Antonella Garello A young and dynamic brand, offering a unique style combining innovation, artisanal craftsmanship, tradition and contemporary spirit, Marco Bicego is among the world’s most highly regarded “Made in Italy” jewellery designers. In 2000, Marco Bicego successfully transformed the family business, started by his father Giuseppe in 1958 in the town of Trissino (Vicenza), launching the new brand that has become world-famous, without denying, yet reinterpreting, his important family experience: “I wanted to carry on the traditional techniques passed down to me by my father, such as the bulino (hand-engraving) and the “hand-woven coil” technique (“lavorazione a corda di chitarra”), which are both characteristic of my brand, while adding my personal touch”, summed up the entrepreneur. Too true, because what makes Marco Bicego’s creations unique is a mix of ingredients striking the perfect balance between tradition and innovation: the harmony of shapes, the high manufacturing quality, the use of gems in different tones, personally selected by Marco Bicego and arranged with exquisite taste, the atmospheres created by coils of handwoven gold, engraved with the ancient bulino technique. His collections are guided by intuition, rather than accurate research: “I have travelled and still travel a

lot, I am constantly inspired by the people I meet, and the places I visit”. His intellectual curiosity, entrepreneurial spirit, passionate commitment to his team, clients and consumers have led to excellent results: today the brand is sold in all established foreign markets - next targets are China and Russia - and is available in over 1000 stores worldwide, where a range of special services are offered: a new department has recently been created to offer customised shop fronts and develop special events for clients. The new headquarters, designed by the architect Marco Tiberio, was opened in 2008: a sort of “magic box” made of glass, iron, steel, as well as natural elements such as wood, stone and vegetation that surrounds and is part of the building. What is the secret of so much success according to Marco Bicego? “I have always considered what the market required, I’ve made significant investments in terms of internal structure and, well, I’ve also been a bit reckless”! In the following pages: Marco Bicego; the company headquarters in Trissino; jewellery from the Marrakech and Jaipur Sunset collections. _________________________________________

RESEARCH Italian version: see page 114

Is it true that young people look down on jewellery? by Vittorio Montieri Is it true that young people look down on jewellery? If that were the case, even once the contingent reasons that are creating great difficulties to the sector disappeared, the “cultural” gap between the next generations of consumers and precious products would not offer any bright prospects for recovery or growth


to industry professionals. At worst, it would be a sort of item available “while stocks last”, superseded by more fashionable and original product categories. This is why it took a lot of courage to carry out this survey. The fear was that it confirmed with data and personal statements the widespread, uncomfortable feeling that young people are less and less interested in jewellery products. However, this was not the case. The good news, almost a scoop, is that young people do not disdain jewellery at all, including precious jewellery. On the contrary, its appeal and meanings have remained intact. Quite simply, the price factor seems to exclude it from their wish list, just like what happened with young people from past generations. If anything, since the economic outlook is less optimistic and confident than in the past, the fear is that jewellery is destined to remain inaccessible well into adulthood, ending up being chronically avoided not because of a prejudice, but only due to a price tag with way too many zeros. But first things first, let’s summarise the answers given to 23 questions. First question: what degree of attraction would you assign to jewellery in your purchase and consumption choices? On a scale from 1 to 5, the average rating of young women was 2.9; it is basically an average rating, which is not exciting but not even alarming as in the most pessimistic forecasts, somewhere between indifference and the highest shopping ambitions. As it often happens in statistics, the average does not correspond to a uniform distribution of votes, which were rather biased upwards or downwards: one third of respondents said they were not very attracted by jewellery (rating: 2), while a good third of them said they were very tempted (rating: 4). Predictably, despite recent efforts, the product did not really

appeal to male consumers: the average rating, 1.5, is half that of women. The same positions are found with respect to product emotionality and importance. For women, unlike men, jewellery is far from being banal and negligible, and it can still convey a good dose of excitement. With regard to the values expressed by jewellery (figure 1), aesthetic quality, i.e. the fact that it is beautiful and makes people more beautiful, clearly prevails over any other consideration, closely followed by an enduring emotional component. Sex-appeal and the fashion factor turned out to be much less important, although they are the leitmotif of much of the industry’s communication, while the concept of jewellery as a status symbol is entirely insignificant for girls, but not so for men. The importance of design is reflected in the motivations that influence and regulate the purchase, among which the brand is the back of the pack, despite decades of intensive branding. A little less than half of the sample also stated that they did not have a preferred brand, while just over half of them expressed a strong brand preference. The most popular brands include Tiffany (17%), which is still able to charm very different age groups; then Breil and Morellato (7%), Miluna, Pomellato and Cartier (5%). Some also mentioned Brosway, Swarovski, Nomination, Bulgari and Damiani. However, the brand is considered only after careful evaluation of the model-price ratio, and to a lesser extent of the material the product is made of. As for models, solitaire rings remain the most popular ones (15%), better if by Tiffany or Damiani, followed by silver hearts, again by Tiffany, classic Trilogy rings and necklaces with diamond pendant (5%), no matter the brand. Ethnic and vintage jewellery had some success, while the dream of a girl who would like

to have “a pair of diamond cascade earrings by Van Cleef ” stands out for its unbridled lust. Apart from these exceptions, we perceived a clear tendency towards informal models with 50% of preferences, while 18% go for more traditional gold and gem models and a good 38% say they like both product ranges without distinction. No young woman claims not to love any variety of jewellery. The ranking by type of ornament is equally clear: earrings first (39%), then necklaces (27%), followed by bracelets (20%) and rings (14%); no information about brooches and other trinkets. Regarding materials, pearls are especially popular, or “they rock” (10%), as a twenty year old would say. Price is therefore the main barrier to the world of jewellery. Over 90% of respondents mentioned the price as the main obstacle in response to the question “What are the main obstacles to buying/giving jewellery as a present?” (figure 2). While on the one hand this may seem tautological, on the other, given that all other reasons for not buying a piece of jewellery barely reach 50%, it gives us some relief. Perhaps thanks to innovators who persistently appealed to young people under 30 during the last decade, only one young woman on 50 thinks that jewellery is “uncool”, i.e. outdated and excluded from consumption trends, as it was according to the worst forebodings; only 15% do not approve the style of the products available because they do not fit their own, only 25% feel that jewellery is too “formal” compared to their dress code (male ratings are more uniform, but basically follow the same priority hierarchy). Certainly, there has been no lack of criticism towards products that tend to be too baroque, as well as fossilised, stereotyped communication. For example, they criticise the insistence on lines that are “too sophi-

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English translation

English translation

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sticated, ladylike”, with creations that are “difficult to wear naturally”, sometimes definitely “kitsch”; in their place, they call for collections that are “more simple”, or “more innovative” and “extravagant”. The ability to customise products also meets with general approval (43% of young women and 25% of young men). At the same time, they ask of advertising to get off its high horse, downplaying its typical emotional overload with situations that are “funnier” and more representative of everyday life. However, half of respondents answered the open question “do you believe there are any negative aspects in the image of jewellery among young people” with a resounding, encouraging “no”, while the main criticism made by the other half of respondents on jewellery products is once again, and by far, that they are “out of the financial reach” of young people, which clearly expresses a practical condition rather than an ideological rejection. So much so that when asked the next question on how products can be made more desirable by young people, the most common answer was “by lowering prices”, or better yet, with extraordinary marketing naivety, “by lowering prices and keeping the same quality”. Then there’s someone who understood everything and said “impossible, it is desirable already!”, music to the ears of jewellery professionals. There is however a higher pressure from the competition of other product categories, including more or less luxury goods: 40% of respondents admit they are led into temptation. The consumer gadgets that may guide choices towards other products include clothing, bags (preferably “by Chanel”), technological gadgets, beauty products, shoes, perfumes, watches and even holidays or a simple weekend off. Strangely, no one mentioned tattoos. The alternatives to jewellery as a symbol

of affection include books, music, photography. Only 8% mentioned flowers, De Beers’s bitter enemy, against which the diamond holding company put in place the greatest non-conventional communication campaign in the industry a few years ago, making an installation of 25000 roses wither in New York’s Grand Central Station. Some make do with stuffed animals, while a round 10% spontaneously said that nothing can replace a gem as a romantic symbol. For the record, we note that two respondents suggested giving an animal as a present, preferably a dog, instead of a piece of jewellery. Apart from intentions, a good 70% of young women claimed they received a piece of jewellery in the last year and more or less the same percentage said they gave one (8% and 33% is the respective proportion of young men); these figures drop to 13% and 5% when it comes to luxury jewellery. The data relating to self-purchases are also encouraging. 43% of young women said they “often” bought jewellery for themselves, 40% “sometimes” did, and only 18% “never” did, a figure that happens to soar to 93% when it comes to luxury jewellery. Intentions for the future are also quite optimistic: no young woman is planning to buy or give less jewellery products than today. In contrast, 55% is planning to increase their spending on jewellery products and 20% to maintain the same spending levels; the remaining fourth “does not know”. As for young men, the scene remains more uncertain, predicting an increase in 42% of cases, the same status quo in 25% and a decrease in 17%, the same percentage of agnostics. Whether it was received as a gift or bought for oneself, jewellery is meant to be shown: only one twenty-year-old woman out of ten never wears it, while almost 80% “usually” wears it and just

over 10% only in “special occasions”. Again, things are different for luxury jewellery made of gold and precious stones: regular users fall to 13%, while the remainder is equally divided into those who never wear them and those who wear them in “special occasions”. Our young people did not fail to surprise us even with respect to the relationship with media and brand communication, proving to be much more conservative than might be expected. When asked “what media do you think to be more suitable to make young people aware of jewellery products and brands?” (figure 3) most of them checked the “shop window” box. Unbelievable! The physical world is taking its revenge on the virtual one, precisely with those who should be its most devoted fans. This shows some consistency with the previous answers on the importance of design and good judgement: no reproduction can account for the material and shape of an object as its direct perception. Besides, until proven otherwise, jewellery is worn on our physical body and not on our avatars. In short, the road beats the Net. Not surprisingly, with regard to a specific question on their interest in buying online, 75% of females and males said they were against it and almost all the remainder that they did not have an opinion on the matter. If we add to this that other preferred advertising media are dear old television, paper magazines and “on the road” billboards, while social networks, banners, websites, search engines and mobile phones follow them at a safe distance, we should perhaps realise that the difference between the use and reputation of media is far less radical than it sounds and should be accepted gradually and with some common sense. Those who love to leaf through the pages of this magazine have something to rejoice about.


TABLES 1 - Values and decision-making factors in the purchase of jewellery: appearance – emotional factor 2 - Barriers to the purchase of jewellery: alternative products – too formal – inappropriate style – uncool 3 - Most appropriate jewellery communication media: word of mouth advertising Respondents: 300. Age: 18-24 years old (women: 77%; men: 23%) Locations: Milano, Rome, Padua, Bari Date: December 2011- January 2012 _________________________________________

GEMS Italian version: see page 132

Big pink disappointments and small blue disappointments by Luigi Costantini They all felt let down, unbelievably down. They were already smacking their lips, at the Argyle diamond mine – East Kimberley region, Western Australia – for the $ 10 million that the beautiful, rare 12.76 carat (rough) pink diamond unearthed last February would bring them in. Rio Tinto, the mining company that owns Argyle, was already passing it off as the largest and most expensive diamond of its kind ever found on the entire terraqueous globe. Alas, evil fate, guess what was left of the huge diamond after the cutting process? There were indeed a good 8.00 carats, but the $ 12 million melted like icecream in a hot sun as soon as plenty of flaws appeared at sight, well highlighted by the cutting - including one major “internal fault line” - making the price drop more than Greek bonds when stock markets open on Monday mornings. But what was so devastating with that “internal fault line” (to be read as twinning line or

separation line, that is to say a fine feather, aka monstrous fracture or cleavage?) to destroy any ambition so miserably? Just think that it had already been given the august name of “Argyle Pink Jubilee”. And with that noble family name it should have become, in the near future, the fatal attraction of all international auctions held for the sale of Argyle pink diamonds. In short, an exceptional piece, which had never been seen in the 26 years of life of “mom” Argyle, whose womb produces more than 90% of the world’s pink diamonds, and also a piece which would probably never be been seen in Argyle’s likely remaining 10 years of life. A unique piece in history, which could oust even the royal “Williamson Pink”, royal because it ended on a brooch that was given as a wedding gift to the very royal Queen Elizabeth II. And to tell the truth, Christie’s – which is Christie’s – knocked down only 18 pink diamonds above 10 carats in its 244 years of history, quite a big deal. Now we must also take into account the two months of study and planning of the cutting process by the skilled cutter who was assigned the difficult task, with the result that we have seen. Long story short, Rio Tinto finally decided to donate the “Argyle Pink Jubilee” to Museum Victoria in Melbourne, Australia. It makes me think, was that pink monster so disgusting? Hard luck! To be sure, as the saying goes, “better a diamond with a flaw than a pebble without one”, but it still makes me want to cry thinking of what could have been mentioned in gemology books, in the days ahead. And this was the story of the great, pink disappointment. But there is also a small, blue disappointment. Ever heard of Kataragama, Sri Lanka, before? I bet that this name means nothing to you. No harm done. Maybe you will hear about in the years to come, or maybe

not. Yep, because apparently some beautiful blue sapphires, bluer than the bluest blue and even well crystallised, were found there. There was a migration of miners to these sites, with all the related social and logistical problems. Since the discoveries occurred mostly in State Property, the Government was quick to put up mining concessions for sale through the usual “Authorities”, respectively called Sri Lanka’s National Gem & Jewellery Authority and Forest Conservation Department. They therefore raked up no less than 2.25 million dollars from investors. The fact remains that a friend of mine who lives and works in Bangkok told me that so far they have seen very few of those beautiful large, clear crystals (clean inside) - and those few at such a high price! As if they belonged to the Treasure of the Holy Graal. Right now, the only thing certain is that it was a little disappointing for those who were expecting hay for dairy cows, except for the Authorities, which did put plenty of hay in their hopper. Some even ended up out of pocket in the hustle and bustle, and now trust in Buddha, so that the blue disillusionment, if disillusionment it is, may be small. _________________________________________

NEWS Italian version: see page 146

Federpreziosi speaks with one voice Federdettaglianti, Italy’s Federation of jewellery retailers, became Federpreziosi Federazione Nazionale delle Imprese Orafe Gioielliere Argentiere Orologiaie - Confcommercio Imprese per l’Italia. The Federation, open to all jewellery categories included in Confcommercio, will speak with one voice to Government Institutions, Authorities, Bodies, Associations and Trade Unions,

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English translation both on a national and international level. Giuseppe Aquilino was re-elected president and the Executive Council is made up of retailers, manufacturers, craftsmen, precious metal recovery companies, gemstone dealers and agents.

Barberis: a turning point in the AOV Francesco Barberis, the 36-year-old CEO of the Italian company Carlo Barberis, replaced Bruno Guarona as president of the AOV (Associazione Orafa Valenzana) for the 20122014 period. Barberis is also President of the Valenza Expo Events and Council Member of the Expo Piemonte. The association’s organization chart includes Gilberto Preda, vicepresident; Paolo Valentini, secretary; Nicola Spalla, treasurer; the Board of Auditors is made up of Marco Borsalino, president, Gian Piero Bianco and Giulio Cresta.

The Third Scientific Gemmological Conference The third Italian Scientific Gemmological Conference (CIGES 2012) will be held at the Istituto degli Innocenti in Florence, on September 24-25. The conference, whose theme will be “Gemstones: Research, Tradition and Innovation”, has been organised by the Natural History Museum and Earth Sciences Department of the University of Florence, by the University of Bari and the University of Rome “La Sapienza”, in conjunction with the Chamber of Commerce of Florence. According to the programme, divided into three scientific sessions, the speakers include national and international experts, and a round table discussion involving all participants from the gemmological and political fields. Info: www.gemmologiascientifica.uniba.it

Larimonta: an online specialist in tailor-made jewellery A simple and useful idea to remove precious stones from your jewellery and create a bespoke piece tailored personally for you. Launched in 2012 by Carlo Buttini, a goldsmith from Valenza (Alessandria), Emanuela Broggian née Buttini and Fabio Sangiovanni, Larimonta (www.larimonta.it) is “the first online specialist in tailor-made jewellery” , according to the authors’ definition, in Italy and Europe. You can choose the shape and materials you like on the website, in order to create a piece of jewellery with your own or new gemstones. Larimonta provides a user-friendly website, equipped with modern software solutions, CAD tools, 3D views to develop a project, which will then be turned into reality by skilled artisans from Valenza.

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68 76 47 129 140 79 35 134 46, 74 132, 133 57 146 147 50 57 90 146 37, 72 75 45 72 148 46 49 115 106 77 146 115 117 69 147 147 88 93 148 49 54 49 118 36 79 92 55 146 48 92 75 34 134 78 56 140 148

IGI ANVERSA 147 ITITOLI 54 JOYBIJOUX 35 LARIMONTA 148 LAURA BELLINI 54 LLADRO’ 67 LONGINES 90 LOROETU 80 LVMH 104-106 MANIFATTURA DI DOMODOSSOLA 53 MANNUCCI GIOIELLI 56 MARCH 78 MARCO BICEGO 108, 109 MARIO BUZZANCA GIOIELLI 74 MASRIERA 70 MORELLATO & SECTOR 148 MVEE BY ASPIRE DESIGNS 77 NATURE BIJOUX 72 NITE 69 OLIVER WEBER 80 ORIS 90 ORO TREND 68 OTTAVIANI 35, 74 PAOLO PIOVAN 77 PASQUALE BRUNI 33 PASSAVINTI BIJOUX 47 PINOMANNA 73 POLELLO 33 POMELLATO 105 PONTE VECCHIO GIOIELLI 48 PROGETTO LUCE 142, 143 RELAIS & CHATEAU VILLA ABBAZIA 150, 151 RICHARD MILLE 90 RIO TINTO 132, 133 ROTA E ROTA 69 SANTO SPIRITO FIRENZE 71 SICIS 79, 142 STROILI ORO 54 TAG HEUER 92 TI SENTO MILANO 52 TIFFANY & CO. 116 TROLLBEADS 53 UNIONFILIERE 124-126 UNOAERRE 32, 51, 102, 103 VALENZA GIOIELLI 134 VAN CLEEF & ARPELS 93 VIA CONDOTTI 52 VIANNA BRASIL 37, 71 VICENZAORO FALL 2012 21 VICTOR MAYER 33 VISCONTI 86 WORLD DIAMOND CONGRESS 148 WORLD FEDERATION OF DIAMOND BOURSES 148 ZANNETTI 76

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65 4-145 84-85 40 29-31 127 131 59 7-9 149 28 17 158 18-19 60 113 2-3 94 III copertina 107 27 139 IV copertina 58 4 42 12-13 121 83 152-153 100-101 135 24 120 II copertina-1 30 112 44 41-43 20 111 138 98-99 61/64 38-39 81 10-11 95 6 66 4 96 122-123 160 82 5 144 25 110 141 14-15 4 87-89-91 8 26 97 16


L'Orafo Italiano 2012 09  

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