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approfondimento: piano d’azione del bio la natura sotto casa: l’inverno degli insetti il gesto quotidiano: regali fatti in casa green generation: Anna, tra etica ed estetica

COD 1009

numero 10 novembre/dicembre 2016

la natura rinnova i suoi colori

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sommario 3

editoriale

#insieme per la terra 4

il lunario

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news dal mondo bio

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le storie de Le Terre di Ecor

scelte consapevoli, portate avanti con passione 10 dall’orto con amore

energia in autunno

22 i nostri progetti

adotta un albero

25 il mondo bio

40 consigli per orto e terrazzo

quando due minuti ti stravolgono la vita 26 scelti e assaggiati

una chiacchierata autunnale nella città partenopea 28 oggi leggiamo... 29 homemade in cucina

12 approfondimento

cos’è la biodinamica 13 speciale Natale

il calore di un dono speciale 14 azienda del mese

cocco: il sapore del sole 16 il gesto quotidiano

regali fatti in casa 19 approfondimento

piano d’azione del bio 20 notizie dalla Fattoria Di Vaira

un’esperienza in campo

38 i nostri progetti

il riso

una crema dolcemente equilibrata 30 oggi in cucina

noodles delle feste 32 storie di altri mondi

nuovi orizzonti del bio: la Serbia 35 l’esperto in cucina

vellutata di zucca e mandorle 36 oggi in cucina con lo chef Martino Beria

ravioli allo zafferano con broccoli e tempeh

come posso proteggere il mio orto e le mie piante dal freddo?

Editore: EcorNaturaSì SpA via De Besi 20/c, Verona tel 0458918611 Direttore responsabile: Benedetta Frare

42 salute e benessere

prepariamoci ad affrontare la stagione fredda

Stampato da Mediaprint (Vr) su carta ecologica riciclata con inchiostri a base vegetale

44 green generation

Pubblicazione bimestrale registrata presso il Tribunale di Verona in data 30/12/2003 n. 1575

Anna, tra etica ed estetica 46 la natura sotto casa

l’inverno degli insetti

www.naturasi.it

47 con te davanti allo scaffale

cioccolata che passione!

Scarica la nuova app naturasi.it/app

48 l’angolo degli animali

strani comportamenti animali 49 notizie da Baule Volante

c’era una volta… il futuro che vogliamo 50 news dal mondo bio

San Lazzaro di Savena, Bologna Samuele 2 anni

Alce Nero Baby è il cibo vero della generazione bio La linea di prodotti biologici per l’infanzia realizzati solo con le migliori materie prime italiane dei nostri agricoltori. Da sinistra: biscotti di farro, camomilla, olio extra vergine di oliva fruttato leggero e omogeneizzati Scopri tutti i prodotti su alcenero.com

Alce Nero. Agricoltori biologici dal 1978

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editoriale

chi siamo

#insieme per la terra

la redazione: Giò Gaeta Silvia Valentini Sophie Meneghelli Mariagiovanna Bornia Jlenia Nicol Fedrigo

Ogni idea, che non diventa per te un ideale, uccide una forza della tua anima; ogni idea, invece, che diventa un ideale, crea in te forze vitali. Rudolf Steiner

Alcune persone, in modo pionieristico, circa trent’anni fa hanno dato vita ai primi movimenti impegnati nello sviluppo e nella diffusione di un modo diverso di fare agricoltura, riconoscendo in questo impulso la possibilità di recuperare l’antico legame tra uomo e natura. Anche noi facciamo parte di quei pionieri e portiamo ancora dentro quel “sacro fuoco” che ci ha dato nel tempo la forza di continuare a essere “un bio per vocazione”. Verso la fine degli anni ‘80 con tanti ideali comuni, molti sogni e, a volte, poca esperienza, furono fondate numerose aziende agricole biologiche e biodinamiche e organizzati i primi gruppi d’acquisto, alcuni dei quali sono diventati poi negozi biologici e attività artigianali di trasformazione. Quello che ci univa era l’intento di creare una rivoluzione ambientale, cominciando da un’agricoltura rispettosa della natura, impegnata a mantenere una terra fertile e a garantire la produzione di cibo sano per l’uomo. Era un periodo in cui nell’agro alimentare non bio si parlava di sofisticazioni e di sostanze chimiche di sintesi usate spesso non solo in campo. Ma nonostante questo, eravamo indicati come “ambientalisti catastrofisti, un movimento d’idealisti destinato presto a scomparire”. Nel corso degli anni questi valori, che sembravano di pochi ma che in realtà albergavano negli animi di molti, sono stati condivisi, risvegliati e portati avanti da un numero sempre maggiore di persone, che nel tempo si sono aggiunte durante il nostro cammino trentennale. Si sono formati nuovi pensieri in seno ad antichi stili di vita, recuperati dalla tradizione contadina italiana e un biologico

coltivato spesso su terreni abbandonati dai genitori e recuperati dalle nuove generazioni. Certo, arriva da lontano la nostra biodiversità agricola e di esseri umani, ma è rimasta la stessa nonostante il mercato sia cresciuto e si sia fatto interessante anche per altri. Molti agricoltori, trasformatori, fornai, artigiani, negozianti e anche clienti, stanno ancora percorrendo la nostra stessa strada condividendo con noi ideali e valori, dandoci la forza ancora oggi per continuare a fare bene il nostro lavoro, a non abbassare la guardia, a non accettare compromessi che possano mettere a rischio tutto il mondo del biologico, a essere cauti per meritarci la fiducia di tanti. Per questo, come EcorNaturaSì, oggi abbiamo 266 aziende agricole biologiche e biodinamiche seguite e controllate, per un totale di 6.000 ettari, 10 tecnici agronomi che garantiscono e supportano tutte le fasi delle coltivazioni, con circa 1.000 analisi effettuate sul campo, 16 persone dell’Ufficio Qualità che garantiscono il prodotto e 900 analisi effettuate nel 2015. Inoltre 4 milioni di euro nel 2016 sono stati destinati al sostentamento delle aziende agricole per consentire un biologico di alta qualità e un giusto prezzo a chi produce. Tutti insieme rappresentiamo il bio per vocazione, e ognuno di noi ha bisogno dell’altro per non perdere gli obiettivi iniziali, per darci forza reciprocamente nei momenti di difficoltà, per dare voce a chi non viene ascoltato, per rinnovarci recuperando ciò che fa parte del nostro passato. Lavorando insieme per la Terra. Un augurio di Buone Feste da tutta la redazione, da tutti i collaboratori e da chi, attraverso il racconto della propria storia, ci aiuta a rendere ancora più autentico il vostro/nostro Magazine.

hanno collaborato a questo numero: Serena Federici di Ecocomunicazione progetti di comunicazione ecologica www.ecocomunicazione.it Benedetta Frare giornalista pubblicista, direttrice responsabile della rivista e autrice della rubrica il Gesto quotidiano Michela Airoldi per la rubrica Notizie dalla Fattoria Di Vaira Carlo Triarico per la rubrica Approfondimento di p.19 Carlo Murer per la rubrica I nostri progetti di p.22 Chiara Frascari per la rubrica Homemade in cucina Sabrina Scicchitano fotografa e food stylist per la rubrica Oggi in cucina di p. 30 Giorgio Zaretti chef del Ristoro delle Cascine Orsine per la rubrica L’esperto in cucina Martino Beria chef e co-fondatore de www.veganogourmand.it per le foto e i testi della rubrica Oggi in cucina di p. 36 Giovanni Buccheri per la rubrica I nostri progetti Paolo Pistis esperto di agricoltura biodinamica, per la rubrica Consigli per orto e terrazzo Gianumberto Accinelli docente di entomologia applicata, per la rubrica La natura sotto casa Elena Meglioranzi per la rubrica Davanti allo scaffale Antonella Carteri medico veterinario, per la rubrica L’angolo degli animali Serena Gallorini fotografa, per le rubriche I nostri consigli Filippo Chiesa per la direzione della fotografia della rubrica Le Terre Di Ecor Metalli Lindberg per la direzione artistica www.metalli-lindberg.com Mediaprint per la stampa

Giò Gaeta 3


il lunario La luna, passando davanti alle costellazioni zodiacali, trasmette alla terra forze che si manifestano nel comportamento degli organismi viventi. In agricoltura biodinamica, le stesse favoriscono i tempi di semina, lavorazione e raccolta. Agiscono in modo analogo sul corpo umano, in particolare sulla crescita di capelli e unghie. Ogni nove giorni circa la luna, nel medesimo trigono di forze, favorisce o “ostacola” alcune parti della pianta o del corpo.

legenda Luna piena nuova

In cucina:

a cura dell’Associazione Culturale La Biolca

novembre IN CUCINA

dicembre CURA PERSONA

PIANTE DI CASA

IN CUCINA

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il pane

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lo yogurt

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le conserve

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Cura della persona:

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taglio ritardante capelli/unghie

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massaggi

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attività fisica

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giornata di relax

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Piante di casa:

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rinvaso

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potatura

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concimazione

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CURA PERSONA

PIANTE DI CASA


news dal mondo bio Ripartiamo dal Sud: le nuove frontiere dell’Agroecologia Dal 10 al 12 novembre si tiene a Napoli il XXXIV Convegno Internazionale di Agricoltura Biodinamica, dedicato quest’anno all’Agroecologia. L’iscrizione al convegno è gratuita e può essere fatta online dal sito www.convegno.biodinamica.it Sabato 12, nella splendida cornice di Capua, si continua con la Festa della Biodinamica, dove potrai visitare un’azienda agricola biodinamica, partecipare a degustazioni e passeggiare tra stand biodinamici. Domenica 13, invece, è possibile prenotarsi per la visita alla Reggia di Carditello a San Tammaro. Per informazioni: www.biodinamica.org L’evolversi dell’anima attraverso le arti Dal 19 al 22 gennaio 2017 alla Zelata di Bereguardo si svolgerà il tradizionale corso di antroposofia organizzato dall’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica in collaborazione con le Cascine Orsine. Per scoprire il programma degli interventi e delle attività www.biodinamica.org www.cascineorsine.it

messaggio promozionale

in cucina con Disanapianta Per diffondere una maggior consapevolezza alimentare, l’associazione Disanapianta di Reggio Emilia organizza anche corsi di cucina naturale. Siete pronti a cimentarvi tra i fornelli? Novembre: • sabato 5 e domenica 6: introduzione alla cucina naturale • martedì 8 e venerdì 11: secondi senza carne • sabato 19: funghi e alghe per il sistema immunitario • sabato 26: cinque oli essenziali in cucina • martedì 29 e mercoledì 30: menù settimanale, corso di cucina in due serate con cena Dicembre: • sabato 10: dolci per le feste Per informazioni: www.disanapianta.net

in evidenza Festa delle Lanterne e Bazar di Natale Il giorno 11 Novembre nelle scuole Waldorf si celebra la ricorrenza di San Martino con la Festa delle Lanterne, che vede impegnati alunni, genitori e insegnanti nella preparazione di particolari lanterne create utilizzando materiali di origine diversa: vetro, cartone, carta e addirittura ortaggi o frutta. Una candela accesa all’interno, ed ecco che la luce si rivela in un momento di condivisione, delicato e profondo, che vuole ricordare il gesto caritatevole del cavaliere Martino, che donò a un povero uomo vestito di stracci parte del proprio mantello per ripararsi dal vento e dal gelo. Ogni anno si rinnova questa leggenda, e l’Estate di San Martino si manifesta in alcune giornate soleggiate che solitamente rappresentano una pausa dal freddo.

un autunno tutto bio a Cosenza! Al negozio NaturaSì di Cosenza un autunno ricco di appuntamenti dedicati al mondo del bio. Si parte il 12 novembre con la conferenza sulla storia dell’agricoltura biologica e biodinamica in Italia tenuta dal nostro presidente Fabio Brescacin, seguita, il 1° dicembre, da un incontro sui pionieri del biologico e del metodo biodinamico in Calabria. Se ami stare tra i fornelli, il 17 novembre partecipa alla prima lezione di bio pasticceria e preparati a stupire parenti e amici con squisiti dolci delle feste. A gennaio il secondo incontro, dedicato ai dolcificanti alternativi, e la conferenza su alimentazione e gravidanza.

bio 2.0 Vuoi essere sempre aggiornato su prodotti, promozioni e negozi Cuorebio? Visita il sito web www.negozicuorebio.it, ricco di informazioni e di approfondimenti. E NaturaSì? A dicembre il sito web si rinnova! Vieni a scoprirlo! www.naturasi.it

Dopo la Festa delle Lanterne, nel mese successivo e prima dell’Avvento, in tutte le Scuole Waldorf viene organizzato il consueto Bazar di Natale. Durante la giornata è possibile partecipare a laboratori creativi realizzando lavori natalizi, come la corona dell’Avvento, sculture e giochi in legno, bambole di stoffa, dipinti e ricami e assistere a piccoli spettacoli, canti, incontri e momenti ludici. Ma anche degustare e acquistare buoni prodotti della terra o frutto del lavoro manuale di mamme, papà e bambini della scuola, come torte, biscotti e pane. Scopri sul sito www.rudolfsteiner.it la scuola Waldorf più vicina a te.

la vostra casa ha bisogno di un restyling? Fate come noi! Nei nuovi negozi NaturaSì e Cuorebio utilizziamo le tinte KEIM, preparate con pigmenti minerali e silicato di potassio liquido, nel pieno rispetto della natura. A ispirare l’operato dell’azienda dal 1800 è proprio il concetto di sostenibilità ambientale, uno dei principi del fondatore Adolf Wilhelm Keim. www.keim.it

zaino in spalla Camminare aiuta a ritrovare il contatto con se stessi e con quanto ci circonda. È un modo per rallentare e misurare le distanze con i nostri passi. Camminare è salute: aiuta a respirare, alzare lo sguardo e osservare. Scegliere di intraprendere un “cammino” vuol dire vivere tutto questo. In tal senso, la Compagnia dei Cammini, associazione no profit dedita a diffondere la cultura del camminare, offre moltissime opportunità di viaggio. Per conoscerle tutte visita il sito: www.cammini.eu

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le storie de Le Terre di Ecor #insiemeperlaterra

scelte consapevoli, portate avanti con passione 6

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A pagina 6 la foto dei castagneti dell’Azienda Agricola Sambruceto. In questa pagina, immagini dell’Azienda Agricola Agrilatina: qui sopra Pasquale Falzarano e Giovanni Amoriello nel loro frutteto di kiwi. A sinistra, l’allevamento di vacche di razza Marchigiana.

Il nostro viaggio alla scoperta dei produttori de Le Terre di Ecor prosegue verso la Toscana e il Lazio. In quest’ultima tappa dell’anno, abbiamo visitato alcuni produttori storici, con molte cose da raccontare e, come altri agricoltori del nostro progetto, anche tanta esperienza “in campo”. Le condividiamo con voi lettori, così quando sceglierete i frutti del loro lavoro, nel reparto ortofrutta dei negozi bio, vivrete un’esperienza di conoscenza diretta ricordando le loro parole. Sicuramente, ciò che metterete in tavola avrà un altro sapore. Azienda Agricola Sambruceto L’azienda agricola Sambruceto inizia l’attività nel 2002 con due piccoli castagneti, ricchi di piante plurisecolari. La zona è quella tipica del “marron buono di Marradi”, in provincia di Firenze. Il biologico si configura subito come l’unica scelta possibile per un castagneto situato a circa 8 km dalla prima strada e al quale si può accedere solo a piedi. Fin dall’inizio Daniele Baruffaldi, fondatore dell’azienda, si è occupato alla cura del territorio, nel pieno rispetto dell’ambiente naturale circostante. Daniele ha lasciato questo mondo, improvvisamente, nel settembre 2015. Ora sono la moglie e il figlio a portare avanti con grande forza d’animo l’azienda

e i castagneti (la cui estensione oggi è di circa 10 ettari), sempre con il metodo biologico e con lo stesso amore che Daniele aveva per la terra. Vogliamo utilizzare le parole con cui Daniele, durante il nostro ultimo incontro, raccontava il suo “bosco”: “Nel castagneto si arriva solo a piedi. Qui non entra nulla, l’unico corpo estraneo sono io! La coltivazione secondo natura, la raccolta a mano, la novena dopo la raccolta: tutto è fatto come nel passato e come la natura richiede, se si vuole avere dei buoni marroni di Marradi. Come vedete, i sentieri sono sempre puliti: qui passano cinghiali, caprioli, ghiri, scoiattoli e istrici. È un posto di cui sono innamorato. Ogni anno innesto nuove piante che però daranno i loro frutti in futuro, per chi verrà dopo di me. Faccio questo perché sono convinto che nel medio e lungo periodo, l’alta qualità dia più soddisfazione: anche solo quella d’avere fatto qualcosa d’eccellente”. Lo ricordiamo a voi lettori con molto affetto. Azienda Agricola Sambruceto Via Marradi Sambruceto 7 Marradi (FI) Azienda Agricola Agrilatina Nel cuore della biodinamica: a raccontarci la storia di Agrilatina, azienda agricola nei pressi del lago di Fogliano (LT), all’interno del Parco nazionale del Circeo, è Pasquale

Falzarano, il fondatore e responsabile tecnico della società. La sua è una storia d’amore per la terra, passione e impegno. Sin da piccolo, assieme a fratelli e sorelle, aiutava il padre nella piccola azienda agricola di famiglia. Nonostante papà volesse tenerlo lontano dal duro lavoro nei campi, Pasquale capisce presto qual è la sua strada: “L’amore per la natura, la terra e le piante, già a 18 anni mi spinse a continuare il lavoro di campagna di mio padre”. L’azienda, inizialmente piccolissima, si estende oggi per oltre 170 ettari (parte in proprietà e parte in affitto); è stata convertita da convenzionale a biologica nel 1987, per poi abbracciare il metodo biodinamico nel 1993. Ruolo fondamentale hanno avuto, sul finire degli anni ‘80, l’incontro con Francesco Garofalo di Suolo e Salute e la lettura delle Bioguide edite da Giunti, esperienze poi seguite dall’incontro con Alex Podolinsky, massimo esperto australiano di biodinamica, e dal viaggio-studio per visitare le aziende biodinamiche australiane con il cugino Giovanni Amoriello, ora socio in Agrilatina. Da allora molto è cambiato e le difficoltà sono bilanciate da profonde soddisfazioni: evidente miglioramento della qualità dei suoli, oggi ricchi di vita e sostanza organica, prodotti di alta qualità e l’appartenenza ad un progetto più grande, per la salute degli uomini e della Terra, nel rispetto e in collaborazione con il creato. Tutto ciò attraverso un impegno portato avanti ogni giorno con dedizione, cura e tanto amore. Il risultato si deve anche all’adozione di sovesci multi-essenze, all’impiego dei preparati biodinamici e all’uso del composto biodinamico prodotto con il letame della propria mandria di vacche di razza marchigiana, allevate in purezza e nutrite unicamente al pascolo e con fieno. L’azienda, certificata Codex e Demeter, offre una grande varietà di ortaggi, frutta ed erbe aromatiche: batata rossa e viola, kiwi rosso e giallo, daikon, germogli di bambù, prezzemolo, asparagi, lattughe e cavolo rapa. Oggi in Agrilatina collaborano attivamente agli scopi aziendali molte persone, tutte assunte regolarmente, retribuite equamente e molto motivate, un traguardo di cui Pasquale e Giovanni sono molto fieri. Agrilatina organizza anche conferenze, visite didattiche e corsi per consumatori, agricoltori e scuole nonché l’iniziativa annuale “Seminare il Futuro!”. Dal 2006 ha iniziato una collaborazione con un villaggio nella giungla del sud del Sudan: è il progetto “Amici di Rimenze”, che sostiene la conduzione di una scuola e di un’azienda agricola locali. Azienda Agricola Agrilatina Via Litoranea 8128 04100 Latina (LT) (Località Fogliano) www.agrilatina.com 7


Azienda Agricola Salvatore Ferrandes Salvatore Ferrandes ne è convinto: il biologico è l’unico metodo sostenibile. Ha intrapreso questo percorso oltre 25 anni fa, insoddisfatto di come andavano le cose nell’agricoltura convenzionale. Certo, i primi tempi non sono stati facili, tra molte attività e raccolti andati in fumo; tuttavia, dopo qualche anno, ad affiancare i problemi sono arrivate le soddisfazioni e la consapevolezza che, senza il ricorso alla chimica di sintesi, si ottengono prodotti buoni. “Come in tutte le cose, quando inizi, la strada è in salita, anche perché si affrontano problematiche nuove: poi, pian piano si impara e, anche se non è facilissimo, si riesce. Magari non si ottengono grandissime produzioni, ma sono buone” spiega Salvatore e aggiunge: “Quando si decide di fare una scelta, la si deve portare fino in fondo, non ci si può tirare indietro alle prime difficoltà. E ciò vale anche per chi sceglie di fare agricoltura biologica, sapendo che una volta andrà bene e un’altra male. Ma è la vita, e sono soddisfatto della mia professione e della mia scelta”. Fondamentali sono l’esperienza e l’osservazione della natura. Dice Salvatore: “Col tempo abbiamo capito che le piante hanno bisogno della loro naturalità, di ambienti e di metodi dolci. Non subendo forzature, hanno bisogno di più tempo per crescere, ma così danno anche frutti più saporiti, che durano di più e che hanno delle caratteristiche migliori. Un prodotto biologico ha qualcosa in più”. Salvatore è l’erede di una tradizione agricola di famiglia: fu il padre a decidere di trasferirsi per fare l’agricoltore a Latina dall’isola siciliana di Pantelleria: “Questa è una zona vocata dal punto di vista agricolo”, spiega infatti, “La terra è 8

molto fertile e ricca, il mare è a due passi e quindi non fa mai troppo caldo né troppo freddo”. Inizialmente, l’azienda coltivava un vigneto che, in seguito, Salvatore ha trasformato in frutteto e orto. Oggi, oltre a kiwi, patate americane e cicorie, disponibili nei mesi di novembre e dicembre, coltiva tutto quel che serve per le rotazioni a sovescio di leguminose, graminacee e prati da rinnovo, tecnica alla base della conduzione di un’azienda con il metodo biologico. Con la sua estensione di circa 30 ettari tra proprietà e affitto, l’azienda dà lavoro ai numerosi membri della famiglia, ai quali, nei periodi più intensi, si aggiungono una decina di collaboratori. Salvatore vede il suo lavoro in un’ottica di miglioramento continuo: “Credo che nessuno possa ritenere di aver raggiunto l’apice: bisogna cercare di migliorarsi e di fare cose nuove che porteranno a sviluppare positivamente la situazione. Tra qualche anno m’immagino l’azienda ancora viva. A me piace coltivare e sperimentare cose nuove”. Il suo è un lavoro tosto e impegnativo, lo sa bene, ma ha cercato di trasmettere la sua passione per l’agricoltura ai figli, che conta, in futuro, manderanno avanti il suo progetto. Azienda Agricola Salvatore Ferrandes Via Zì Maria 2123 04100 Latina (LT) www.bioferrandes.it

In questa pagina Salvatore Ferrandes e, a destra, la fertile terra delle coltivazioni della sua azienda agricola.

Le Terre di Ecor è una rete di aziende agricole indipendenti, unite da un rapporto speciale con la terra e da un impegno profondo nei confronti della natura, delle persone e della qualità del prodotto. Il progetto, mantenendo l’identità e la storia di ogni singolo produttore, ha come obiettivo quello di unire le aziende agricole, condividendone esperienze e modalità di lavoro, oltre alla certificazione biologica. Lo scopo è avere prodotti di qualità da aziende di eccellenza ed economicamente sostenibili nel tempo. EcorNaturaSì si impegna ad acquistare i prodotti de Le Terre di Ecor a un prezzo che remuneri adeguatamente l’impegno degli agricoltori e la qualità dei loro prodotti, e a proporli con trasparenza ai consumatori, in modo che possano effettuare scelte consapevoli. Se vuoi conoscere meglio queste aziende visita il sito ecor.it/leterrediecor #perunaterrafertile In ogni numero di questo Magazine puoi trovare le storie delle aziende agricole che fanno parte del progetto. Un modo per entrare in contatto e conoscere meglio le donne e gli uomini che portano avanti ogni giorno con passione e impegno il loro lavoro.


consigli per la spesa AMBROSIAE

BERCHTESGADENER L AND

Überbar crunchy

yogurt alla vaniglia con palline di cioccolato colorate

Le nuove Überbar crunchy sono barrette 100% vegetali, senza glutine, a base di grano saraceno germogliato e superfood. Lavorate sotto i 42°, sono disponibili in 3 golosi gusti: cacao cocco goji, mulberry (more di gelso) chia vaniglia, limone e mandorle attivate, queste ultime sottoposte a un processo di ammollo ed essiccazione per renderle ancora più nutrienti.

Una novità golosa: lo yogurt del Nanetto delle Alpi! A base di latte fresco bio delle Alpi bavaresi e al gusto di vaniglia, è arricchito con palline di cioccolato colorate esclusivamente con estratti vegetali di origine naturale.

BIOVEGAN

cuoricini al cioccolato Piccoli cuori a base di farina di riso integrale e mais, ricoperti di cioccolato. Ottimi per guarnire torte, per decorare dolci da forno, yogurt e gelato, donano un tocco di fantasia e rallegrano feste e compleanni.

NATUR ATTIVA

ISOL A BIO

bevanda di soia light

bevanda di sorgo senza glutine

Bevanda di soia delicata e leggera, a ridotto contenuto di grassi (1,1%). Senza zucchero aggiunto, senza lattosio e senza glutine, è perfetta da bere al mattino con cereali e biscotti oppure come fresca merenda. Con pratico tappo richiudibile, va conservata in frigorifero dopo l’apertura.

Per la giusta carica a colazione ecco la bevanda vegetale a base di sorgo, pianta erbacea appartenente alla famiglia delle graminacee. Priva di glutine e di zuccheri aggiunti (contiene naturalmente zuccheri), è adatta per accompagnare cereali e muesli e per inzuppare i biscotti al mattino.

ALCE NERO

linea omogeneizzati Sono preparati con verdure, frutta, carne e pesce di provenienza italiana, con materie prime 100% bio. Sono disponibili nelle varianti: manzo, pollo, tacchino, trota-verdure, vitellone, frutta mista, mela, pera, pera-yogurt, prugnamela, prugna-mela e biscotto, legumi e verdure e verdure miste.

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dall’orto con amore

energia in autunno Dall’Asia ai nostri giardini. Conosciamo meglio la pianta di cachi Il cachi, kaki, Diospiro (Diospyros kaki L.) oppure, in gergo, “il caco”, è una pianta appartenente alla famiglia delle Ebanacee. Originario dell’Asia orientale, la sua coltivazione, che risale a circa duemila anni fa, si è diffusa gradualmente dalla Cina alla Corea e al Giappone, per sbarcare nelle Americhe e nel Vecchio continente nella seconda metà dell’Ottocento. In Italia sembra che venisse inizialmente apprezzato e coltivato per finalità ornamentali, soprattutto in zone caratterizzate da clima caldo e temperato, che, con alcune differenze varietali, il cachi generalmente predilige. Le principali zone di produzione sono la Campania, la Romagna e la Sicilia. 10

La pianta, se lasciata libera di crescere, può raggiungere i quindici metri; si distingue per foglie grandi di colore verde scuro, ovali e lucenti, caduche e poco appuntite, chioma folta di aspetto piramidale o tondeggiante e corteccia grigia e rugosa, solcata da numerose fessure. Le foglie, prima di cadere, si tingono di giallo, arancione e rosso, colorando così il nostro autunno. Gli alberi allevati per il frutto presentano unicamente fiori femminili che sbocciano a maggio; la fioritura tardiva mette quindi al riparo la pianta dalle gelate che possono verificarsi a marzo e ad aprile. Rimedio efficace da adottare, in caso di temperature molto basse, è la copertura del fusto della piantina giovane e delicata con fasci di paglia; contro il vento si consiglia invece di adoperare sostegni adeguati

e contro alcuni parassiti o funghi può esser utile una soluzione a base di aglio e peperoncino. Il cachi è una pianta piuttosto longeva: generalmente vive, infatti, tra i trenta e i quarant’anni. Frutti dolcissimi Il frutto, dolce, con o senza semi e, a seconda delle varietà, cremosissimo e dalla buccia quasi impalpabile (varietà Loti di Romagna) oppure dalla polpa soda, quasi croccante (varietà Persimon), può avere forma tondeggiante o leggermente allungata. Caratteristico è il colore arancione, tendente al rosso e al bruno, che richiama il rovente sole estivo. Le piante cominciano a produrre i frutti dopo il quarto anno di vita. Raccolti nei mesi di ottobre e novembre, vengono poi riposti in cassette


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la ricetta ricetta per 4 o 5 coppette ingredienti • 2 cachi maturi • 300 ml di succo di clementine (circa 10 clementine spremute) • 1 pizzico di cannella in polvere • 1 pizzico di vaniglia bourbon in polvere • 1 cucchiaio di concentrato di dattero • 3 g di agar agar in polvere procedimento 1 Lavare e asciugare i cachi, eliminare la buccia e ridurre in crema la polpa servendosi di un frullatore a immersione. Aggiungere la cannella e la vaniglia. 2 Spremere le clementine, filtrare il succo, trasferirlo in una piccola pentola e sciogliervi l’agar agar. Portare delicatamente a bollore. Aggiungere il concentrato di dattero,

a maturare, accanto a delle mele: l’etilene rilasciato naturalmente da queste ultime favorisce e accelera il processo di maturazione. Se il cachi è di un colore arancione intenso e la sua polpa tenera, il frutto è sovramaturo (o ammezzito), e quindi pronto per essere gustato. Un consiglio: abbiate cura di non conservarlo per più di tre/cinque giorni fuori dal frigorifero. Proprietà e benefici Cremoso o croccante che sia, il cachi, ricco in acqua e zuccheri, è una fonte naturale di vitamina A che contribuisce alla normale funzione del sistema immunitario e del metabolismo del ferro, e al mantenimento di capacità visiva, pelle e membrane mucose normali. È adatto a tutti, o quasi: a causa dell’elevato tenore zuccherino, il cachi non è raccomandato solamente a chi soffre di diabete e di sovrappeso. Nessun problema, invece, per chi, a dieta, vuole concedersi di tanto in tanto qualcosa di dolce e per le donne in gravidanza. Non dimentichiamo poi i benefici del cachi per la nostra pelle: secondo la tradizione con la polpa potete preparare una freschissima maschera di bellezza schiacciandola direttamente con una forchetta e tenendola in posa una quindicina di minuti.

A tutto gusto! Il cachi può essere consumato tale e quale oppure sotto forma di confetture, magari da spalmare su una fetta di pane fragrante, come farcitura per deliziose crostate e come base per torte, budini, semifreddi e bavaresi. Frullato oppure ridotto in purea, si trasforma in dolcissime mousse e squisite creme per ricche colazioni e merende; aggiunto a pezzi, colora centrifughe di frutta e macedonie. Lontano da noi, in Giappone, è impiegato anche per la preparazione di particolari vini e sakè. Alcune curiosità sul cachi In virtù delle sue caratteristiche e proprietà, così come suggerisce l’etimologia del nome scientifico, il cachi è chiamato anche grano di Zeus e cibo degli dei; oltre a mela d’oriente e loto del Giappone è ricordato come albero della pace: sembra infatti che solamente alcuni alberi di questo frutto sopravvissero all’esplosione atomica di Nagasaki del 1945. Se al momento dell’acquisto il cachi è ancora giallo e piuttosto duro, fatelo maturare mettendolo vicino a delle mele e conservatelo poi in un luogo caldo, asciutto e possibilmente buio.

mescolare con cura e dopo due minuti spegnere la fiamma. 3 Versare la preparazione ancora calda sulla crema di cachi, mescolando continuamente durante l’operazione. 4 Suddividere nelle coppette e lasciar raffreddare a temperatura ambiente per far rassodare, ottenendo una consistenza morbida e gradevolmente compatta. 5 Trasferire le coppette di mousse in frigorifero per un paio d’ore e servire guarnendo a piacere con le clementine o con una leggera spolverata di vaniglia. Ricetta di Disanapianta www.disanapianta.net Foto di Chiara Frascari

Azienda agricola La Fontanazza L’azienda agricola La Fontanazza si trova sulle colline di Montenovo (FC) e si estende per undici ettari, suddivisi tra frutteto, vigneto e uliveto. Oltre a fornirci dolcissimi cachi, Rita e Stefano, assieme ai figli Nicolò e Francesco, producono ciliegie, albicocche, susine e pesche biologiche. Grazie a un corso organizzato nell’ambito de Le Terre di Ecor, la famiglia si è avvicinata negli ultimi tempi al metodo biodinamico, aumentando i sovesci e nutrendo il terreno con i preparati. Anche agli inizi del loro percorso, quando a disposizione avevano solamente un ettaro di terra, Rita e Stefano non avevano dubbi sul metodo giusto per fare agricoltura, quello biologico, senza l’utilizzo di veleni. Per Stefano, nonostante il duro impegno quotidiano “Alla sera, quando hai finito la giornata di lavoro, mentalmente si sta benissimo. La fatica non pesa”.

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mousse di cachi e clementine

ecor.it/leterrediecor #perunaterrafertile

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approfondimento di Carlo Triarico

cos’è la biodinamica La Biodinamica è un metodo agricolo nato dalle ricerche di Rudolf Steiner nei primi anni Venti del Novecento e divulgate in un ciclo di conferenze nel 1924. Rudolf Steiner è stato un filosofo con interessi in ambito scientifico e il fondatore dell’antroposofia. Mirava a un rinnovamento culturale e scientifico, attraverso una filosofia della libertà, avviando studi e applicazioni pratiche in vari campi della scienza e dell’arte e preoccupandosi di dare risposta ai problemi sociali e ambientali connessi all’emergere dell’agricoltura industriale. Obiettivo principale del metodo biodinamico è aver cura della terra e dell’uomo, creare una sana vita agricola e fornire alimenti di alto valore nutrizionale.

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L’azienda agricola è organizzata come un’individualità e un organismo vivente: se è in equilibrio è in salute. Si accresce la fertilità della terra lavorando sull’humus, il suo fattore fondamentale. Le principali pratiche sono le lavorazioni dolci del suolo, l’uso dei preparati biodinamici, di compost e di sovesci per aumentare la fertilità, l’applicazione agli alberi di pasta per i tronchi, la cura e il rispetto per gli animali, le piante e i suoli. Il metodo ha strumenti tecnici precisi, tesi a sostenere l’evoluzione e il miglioramento del pianeta. È vietato l’uso di pesticidi di sintesi; in orticoltura biodinamica non si utilizzano alcune sostanze naturali pur ammesse in agricoltura biologica, come i sali di rame, ammesse solo per le colture perenni.

L’agricoltura biodinamica è un nuovo approccio alla conoscenza, sviluppato a partire dalle opere scientifiche di Goethe. È una prospettiva ecosistemica, non ipotizza teorie, ma osserva e compara i fenomeni, le loro trasformazioni e le idee su di essi. Studia tutto come un fenomeno oggettivo, partendo dal presupposto che per conoscerlo nella sua interezza va visto in relazione con gli altri e con l’ambiente. Per rispondere più nel dettaglio e per aiutare agricoltori e cittadini, l’Associazione Biodinamica organizza corsi teorico-pratici d’introduzione al metodo biodinamico e offre consulenze. Le aziende sono soggette al sistema di controllo europeo per l’agricoltura biologica e ricevono anche le ispezioni dell’associazione Demeter, che rilascia il proprio marchio. Il convegno organizzato dall’Associazione per l’agricoltura biodinamica a Napoli dal 10 al 12 di novembre sarà a carattere fortemente pratico e costituirà un’occasione per sperimentare il metodo biodinamico. Realizzeremo insieme compost, sovesci, lavorazioni, gestione dei preparati raccolta e poi degusteremo i prodotti. È una full-immersion pensata proprio per approfondire lo stretto legame tra qualità alimentare e salute umana, una verità che obbliga a fare scelte quotidiane su quanto consumiamo.


speciale Natale

il calore di un dono speciale Il Natale si avvicina e con esso l’opportunità di vivere un momento sempre magico per tutti, indipendentemente dall’età. Come non cedere al fascino dell’atmosfera natalizia: mercatini tipici, luci e decorazioni colorate, nasi rossi sotto le sciarpe di lana, aria frizzantina, cioccolata calda o vin brulé dopo la messa di mezzanotte. E, per i più fortunati, una bella nevicata coi “fiocchi” a ricoprire tutto di bianco. Lo scambio dei regali ha un enorme significato, perché evidenzia il tipo di relazione tra chi dà e chi riceve. Lo si comprende sin dall’etimologia. Il termine regalare ha un’origine particolare; alcuni riportano la derivazione da “rex” e “gala” che significa “vivere da re”, o anche “fare festa come si conviene a un re”, altri da “regalia”, cioè i diritti che il re

poteva concedere ai sudditi come ricompensa dei loro servigi. L’altra parola che usiamo invece, soprattutto a Natale, è dono, che deriva dal verbo dare, e indica “ciò che si dà senza attesa di ricompensa”. Qui troviamo il significato più profondo, l’accezione più intima, il gesto di affetto che implica la gratuità del dare, il piacere di comunicare un’attenzione per qualcuno con cui vogliamo entrare in relazione. Se vogliamo essere veramente alternativi, questo Natale, preoccupiamoci, quindi, non solo della qualità dei “regali”, ma anche del riconoscerli come “doni”: fanno sentire amati, soprattutto se vengono scelti con affetto, se portano con sé un pensiero, una cura, l’attenzione per i desideri e i bisogni dell’altro. Consideriamo il donare

come un mezzo per comunicare, quando con altri modi non si è capaci o preparati, ma si desidera dimostrare di aver a cuore il destinatario. Per farlo, quindi, non acquistiamo qualcosa tanto per non arrivare a mani vuote. Spesso è gradito anche un oggetto che ci appartiene, ma che alla persona cara è sempre piaciuto, oppure qualcosa preparato con le proprie mani. Come una marmellata speciale, un liquore con frutta o erbe, sciarpa e calzetti di lana rossi, una maglietta con una citazione significativa scritta da noi o una raccolta di poesie scritte a mano sui fogli di un piccolo quaderno. O la promessa, riservata e dedicata, di un dono/azione per l’anno seguente: offrire il proprio tempo per preparare un piatto o un menù in un’occasione particolare, qualche ora di babysitteraggio o di compagnia alla nonna, aiuto nell’orto dell’amico contadino e... “chi più ne ha ne metta”! Ma è possibile trovare il dono più adeguato anche cercando tra gli scaffali dei negozi biologi. Oggetti prodotti da cooperative sociali, gruppi solidali, agricoltori, società e imprese familiari che hanno posto come fondamento della loro attività e della propria produzione criteri di ecologia e di rispetto del pianeta, metodi di coltivazione e di raccolta di materie prime rigorosamente bio e il sapiente lavoro delle loro mani. L’importante è che sia fatto con il cuore.

thebridgebio.com

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azienda del mese

Rapunzel Naturkost

cocco: il sapore del sole dalla spiaggia dei Caraibi Il cocco Rapunzel L’aroma tropicale del cocco ci riporta subito ai ricordi della vacanza. All’interno di un guscio duro si nasconde una preziosa bontà sia per piatti caldi che freddi. Il cocco Rapunzel proviene dal programma aziendale di commercio equo e solidale HAND IN HAND nello Sri Lanka. Responsabile della piantagione di cocco è la famiglia Wijeyasena da oltre 20 anni partner di Rapunzel, che l’ha affiancata nel conseguimento della prima certificazione biologica della regione. Da allora tanti altri coltivatori di cocco ne hanno seguito l’esempio. Un altro partner HAND IN HAND che fornisce cocco a Rapunzel è Serendipol, che lavora nel proprio frantoio olio di cocco extra vergine. Questo viene imbottigliato in loco, aggiungendo valore alla provenienza, prima di essere esportato in Europa. Il progetto coinvolge 770 aziende nel sud est dello Sri Lanka.

messaggio promozionale

Cosa rende il cocco così prezioso? Il cocco occupa una posizione speciale tra tutti i tipi di noci. Il suo contenuto di grassi è solo del 37%, più basso rispetto alle altre noci, con una predominanza di acidi grassi saturi Buoni motivi per scegliere i prodotti a base di cocco Rapunzel • provengono da coltivazione biologica controllata; • sono senza additivi ed emulsionanti; • sono conformi alla normativa europea sul biologico; • non sono idrogenati, ossigenati né raffinati; • i rapporti con i fornitori sono diretti e trasparenti, dal campo fino allo scaffale; • le materie prime provengono dai partner del programma equo e solidale HAND IN HAND, fornitori di lunga data di Rapunzel; • contribuiscono a migliorare le condizioni di vita e il reddito dei coltivatori di cocco con prezzi giusti, redditi più alti rispetto 14

i prodotti del mese

cocco per tutti i gusti

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1 Olio di cocco 2 Olio di cocco deodorato - per natura contengono prevalentemente acidi grassi saturi - molto resistenti alle alte temperature - ideali per arrostire, friggere e per prodotti da forno - non spruzzano e non schiumano nella padella - l’olio di cocco è un prezioso prodotto naturale per la cura della pelle e dei capelli. Differenze: l’olio di cocco ha un delicato aroma di cocco, l’olio di cocco deodorato ha un sapore neutro. Come viene prodotto? L’olio di cocco proviene dal nostro partner commerciale equo e solidale HAND IN

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HAND Serendipol nello Sri Lanka. Dopo il raccolto il cocco viene liberato dal guscio fibroso, il guscio duro viene frantumato e la polpa estrapolata. Questa viene lavata, grattugiata e seccata. Dopo l’essicazione è spremuta a freddo, in modo esclusivamente meccanico. 3 Latte di cocco - per pietanze calde e fredde - dona cremosità a minestre e curry indiani - nello yogurt, per dolci e Piña Colada Caratteristiche: Il latte di cocco non è omogenizzato, per cui il grasso si separa dal contenuto acquoso. Una volta riscaldato oppure frullato diventa molto

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cremoso. La cremosità deriva anche dall’alto contenuto di polpa: ben 67%. 4 Purea di cocco - 100% polpa da noce di cocco macinata - per arricchire curry indiani e pietanze asiatiche, per prodotti da forno, come crema spalmabile, come base per salse e minestre, per frullati, dessert e gelato. Caratteristiche: L’olio del cocco si può depositare in superficie, perché Rapunzel non usa additivi. Dai 25 °C in poi la purea diventa prima morbida, poi liquida. Prima dell’utilizzo metterla a bagnomaria in acqua bollente e mescolare bene.


Ricetta semplice: riso al cocco

alla media nazionale, alloggi gratuiti, assicurazione sociale per tutti i collaboratori, condizioni di lavoro dignitose, sicure e senza lavoro minorile, sostegno di progetti di sviluppo sociale in loco; • mantengono e incrementano la fertilità del suolo e la biodiversità attraverso una coltivazione sostenibile (palme in colture miste per l’aumento della biodiversità, nessun utilizzo di fertilizzanti minerali, riutilizzo dei gusci fibrosi del cocco, ricco di potassio, come elemento di fertilità).

Preparazione: Mescolare 200 ml d’acqua calda con la purea di cocco. Far sciogliere l’olio di cocco in un pentolino. Cuocere il riso con la purea di cocco sciolta nell’acqua, l’olio di cocco, l’acqua restante e il sale. Aggiungere lo zucchero di canna mescolando bene. Far bollire il riso per 15-20 minuti. Togliere dal fuoco e far riposare.

Rapunzel significa: • piú di 40 anni di esperienza • azienda familiare e indipendente • 100% qualitá biologica garantita • acquisto delle materie prime con contatto diretto e personale presso fornitori di lunga data • programma di commercio equo e solidale HAND IN HAND • programma aziendale di coltivazione biologica in Turchia da oltre 30 anni • catena del valore leale per tutti i partecipanti • impegno per un futuro più ecologico, giusto e senza organismi geneticamente modificati. Wir machen Bio aus Liebe!

RAPUNZEL NATURKOST GMBH Rapunzelstraße 1 87764 Legau www.rapunzel.de/it

Pionieri nel biologico dal 1974

100 % biologico e equo! Per Rapunzel la coltivazione biologica e il commercio equo e solidale sono strettamente legati tra di loro. Il programma aziendale HAND IN HAND si fa garante di:

› Prezzi equi, sopra il livello dei prezzi mondiali per i coltivatori, in aggiunta premio bio e premio HAND IN HAND › Rapporti di fornitura diretti e di lunga data, con garanzia di accettazione delle materie prime › Assistenza e consulenza da parte di esperti in materia per i nostri partner www.rapunzel.de/it

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Ingredienti: • 100 g di purea di cocco Rapunzel • ca. 800 ml di acqua • 1 cucchiaino di olio di cocco Rapunzel • 200 g di riso basmati bianco • ½ cucchiaino di sale marino • 1 cucchiaino di zucchero di canna grezzo

Il pioniere biologico dell’Allgäu (Baviera) Rapunzel Naturkost fa biologico con amore da oltre 40 anni. L’azienda è stata fondata nel sud della Germania nel 1974 da Joseph Wilhelm e Jennifer Vermeulen. Grazie al loro impegno l’azienda si sviluppò presto da comunità autosufficiente con un piccolo negozio biologico ad azienda che opera sul mercato mondiale.

› Alti standard sociali durante la coltivazione, il raccolto e la lavorazione, no lavoro minorile › Condizioni di lavoro dignitose, salubri e sicure per tutti gli interessati

Wir machen Bio aus Liebe. 15


il gesto quotidiano di Benedetta Frare

regali fatti in casa Ogni anno lo stesso dilemma: cosa regaliamo a Natale? Eh già, anche noi siamo “vittime” della festa più consumista dell’anno, quando i negozi del centro pullulano di persone in cerca affannosa di qualcosa di più o meno utile per dare un segno d’affetto a familiari e amici. C’è chi riesce a fuggire da questo condizionamento, ma noi in casa prendiamo invece la palla al balzo per pensare a tutte le persone a cui ci sentiamo legati, amici vecchi e nuovi, i parenti più stretti, coloro con cui davvero abbiamo condiviso qualche momento particolare. Dalla zia che ci ha aiutato a confezionare le tovaglie, ai nonni che ci sono vicini con tanti piccoli e grandi servizi e con il loro affetto, agli amici con cui abbiamo passato tanti momenti piacevoli di condivisione...

Alla fine la lista è sempre lunga. Ci prepariamo per tempo, addirittura dall’estate. Sì, perché solo nella bella stagione è possibile raccogliere la frutta matura dagli alberi, dalla primavera all’autunno, per iniziare a preparare i nostri regali: da qualche mese le confetture di fichi, gocce d’oro, albicocche e pesche raccolte nel frutteto della nonna troneggiano nella nostra dispensa e aspettano solo di essere confezionate. I bambini e io ritagliamo i pezzetti di stoffa di vecchi canovacci o fazzoletti e ricopriamo con questi scampoli i coperchi dei vasi. Mia figlia grande ha preparato eleganti etichette con la sua bella scrittura. All’inizio dell’estate c’è stata anche la raccolta e l’essiccazione delle erbe aromatiche della nostra aiuola, che in quel periodo

esprimevano i loro migliori profumi: menta, timo, basilico, elicriso, dragoncello, valeriana, rosmarino, salvia e tante altre essenze, che abbiamo collocato in sacchetti di carta riposti in un punto alto del garage, in un posto buio, ma ben ventilato. Passati due mesi, abbiamo deposto le foglie secche nel mortaio e le abbiamo pestate fino a ridurle a una polvere fina e dal profumo intensissimo. Mescolate con del sale (bastano 50 grammi di erbe per un chilo) e della curcuma, che ne aiuta la conservazione, danno vita a un sale profumatissimo, adatto ad aromatizzare verdure, piatti di carne e di pesce. Confezionato in piccoli vasetti di vetro, è sempre un regalo gradito. Dalla vacanza in Sicilia abbiamo infine “ereditato” la ricetta del limoncello: l’abbiamo preparato nei giorni grigi d’autunno, quando la pioggia ci ha costretto in casa: porterà il profumo dell’estate e la fragranza degli agrumi nelle nostre case nelle fredde e lunghe sere d’inverno.

Benedetta Frare è la direttrice responsabile del nostro magazine nonché autrice di questa rubrica. Giornalista pubblicista, da sempre si occupa di comunicazione sociale e ambientale, con una passione per il biologico. È mamma di due bambini e vive a Treviso.

Crackers Ecor Con olio extravergine d’oliva e senza olio di palma, sono ideali come gustosi snack salati, oppure a tavola, come croccanti sostituti del pane. Provali con formaggi e salumi oppure spalmati con salse a base di proteine vegetali. Scegli il tuo preferito: al sesamo e rosmarino, al pomodoro e origano e senza lievito aggiunto al kamut® o al farro.

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consigli per la spesa BIO PAN

feta greca Formaggio tipico di latte di pecora e di capra allevate con metodo biologico. Dopo la salatura a secco, matura nella sua salamoia, dalla quale prende il caratteristico sapore acidulo. Ottimo da mangiare fresco nell’insalata greca, può essere anche cotto sulla piastra o grattugiato sulla pasta.

CANSIGLIO

latte intero e parzialmente scremato

PONTE REALE

mozzarella di bufala campana DOP senza lattosio (lattosio <0,1%) Filata a mano, secondo le più antiche tradizioni casearie campane, è senza lattosio (lattosio < 0,1%). Per assaporarne al meglio il caratteristico gusto di latte, si consiglia di immergere la confezione in acqua tiepida per 20-25 minuti prima del consumo.

I soci del Centro caseario allevatori del Cansiglio allevano le vacche sul verde altopiano a 1000 metri s.l.m. offrendo loro libertà di pascolo in estate e la protezione della stalla d’inverno, nutrendole con foraggio di montagna che regala al latte aromi inconfondibili.

ECOR

lenticchie verdi e lenticchie piccole Le lenticchie verdi e le lenticchie piccole di Filiera Ecor, gustose e nutrienti, non necessitano dell’ammollo. Ideali per molte ricette e simbolo dei giorni di festa, possono essere utilizzate per preparare squisiti purè e crocchette; aggiungetele anche all’insalata e al riso per un piatto completo.

ANDECHSER NATUR

burro di capra

Burro a base di crema di latte biologica di capra, pensato per chi ama provare gusti nuovi e sapori decisi. Lo trovate nel banco frigo, in panetto da 125 grammi. Da provare anche spalmato su pane e crostini per gustosi antipasti.

BIO VITAGR AL

farina taragna per polenta istantanea La polenta è un piatto tipico della cucina del nord Italia; quella taragna, in particolare, è una specialità della Valtellina. La nostra proposta, preparata con farine di mais e di grano saraceno, permette di preparare un’ottima polenta in soli 5 minuti.

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consigli per la spesa CUCINA BIOLOGICA

BIONATUR AE

crocchette di ceci bianchi e neri

orzo con legumi Hai poco tempo ma desideri una zuppa fumante? Ecco qui il mix con orzo, piselli, ceci e fagioli rossi da agricoltura biologica, coltivati nel pieno rispetto degli equilibri naturali. Perfetto per una pausa pranzo nutriente, è 100% vegetale e quindi indicato anche per vegani.

Per gustare queste deliziose crocchette è sufficiente dorarle per qualche minuto in padella con un filo d’olio extravergine. Ricche di fibre e prive di glutine, le trovate nella pratica confezione monoporzione. Sono perfette per un antipasto originale, per un pasto veloce e nutriente, da sole o accompagnate con verdure di stagione.

TAIFUN

tofu affumicato Affumicato con legno di faggio, è ottimo freddo, tagliato a dadini nelle insalate, oppure a fette per farcire panini. È squisito saltato in padella con le verdure e anche come condimento per riso, pasta e cereali. Non resta che provarlo!

Baule Volante

BIOL AB

polpettine al sorgo

mini rubatà

Dorate e appetitose, sono croccanti polpettine a base di sorgo, un cereale antico, e arricchite da tofu e verdure. Pronte in pochi minuti, sono perfette come antipasto e ideali come secondo piatto da abbinare a verdure di stagione.

Bastoncini di frumento ispirati all’antica tradizione torinese, sono preparati secondo una ricetta senza lieviti e con olio extravergine d’oliva. Confezionati in piccoli sacchetti monoporzione, sono uno snack comodo da portare sempre con sé, croccante e dal sapore sfizioso.

BIO APPETÌ

burger lenticchie e cipolla Nati dal delizioso accostamento con lenticchie e cipolle, questi burger a base di seitan sono una fonte di proteine vegetali. Veloci da preparare: basta dorarli qualche minuto in padella e sono pronti per un gustoso panino veg.

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approfondimento di Carlo Triarico

piano d’azione del bio Lo scorso 20 aprile il ministero delle Politiche Agricole ha varato il Piano strategico nazionale per lo sviluppo del sistema biologico. È un evento storico: per la prima volta l’agricoltura biologica e biodinamica entrano nella programmazione statale in Italia. L’Associazione per l’agricoltura biodinamica ha attivamente partecipato alla stesura del piano che il MiPAAF ha costruito insieme a tutta la filiera del biologico sin da EXPO. L’agricoltura biodinamica ha ricevuto per la prima volta un pieno riconoscimento giuridico in Italia. Nella premessa del documento è precisato: “Piano strategico nazionale per lo sviluppo del sistema biologico, ivi compresa l’agricoltura biodinamica”, che con ciò viene valorizzata: appartiene alla grande famiglia dell’agroecologia, ma le si riconosce la peculiarità di metodo e culturale. Con questo documento programmatico il Ministero si è posto una serie di obiettivi di crescita del settore entro il 2020, attraverso un set di azioni specifiche. In termini di mercato interno si propone di raggiungere i 5 miliardi di fatturato, in termini di superficie agricola biologica l’obiettivo è un aumento del 50%.

Tutto il sistema biologico è considerato strategico “non solo per rafforzare la convenienza di impresa, la redditività aziendale in zone spesso marginali e il rafforzamento dell’occupazione in agricoltura, ma anche per gli effetti esterni positivi come il contrasto ai cambiamenti climatici, la riduzione dell’inquinamento di suolo e risorse idriche e la salvaguardia della salute degli agricoltori e dei consumatori”. Il piano prevede dieci azioni: 1. Uniformare le modalità di applicazione della misura di sostegno all’agricoltura bio prevista dai Piani di sviluppo rurale (PSR) tra le diverse Regioni italiane e indirizzare a favore del settore anche altre azioni previste dai PSR con particolare attenzione alla formazione specifica per diffondere l’approccio agro-ecologico. 2. Favorire l’aggregazione del mondo della produzione e le relazioni stabili con gli altri attori del comparto: trasformazione, distribuzione e commercio, attraverso la realizzazione di specifiche forme associative. 3. Valutare l’opportunità dell’introduzione di un segno distintivo e promuovere il biologico Made in Italy attraverso il piano di internazionalizzazione dell’agro-

alimentare. 4. Stimolare l’utilizzo dei prodotti biologici nella ristorazione ospedaliera e nelle mense scolastiche, così come l’applicazione del metodo biologico nella gestione del verde pubblico. 5. Favorire la semplificazione della normativa di settore, anche sulla base delle novità legislative Ue, coinvolgendo anche le Amministrazioni regionali. 6. Istituzione di percorsi formativi sull’agricoltura biologica e biodinamica in ambito universitario e corsi di aggiornamento per i docenti anche nelle scuole superiori. 7. In linea con quanto previsto dal piano Agricoltura 2.0, sviluppare il Sistema informativo biologico (SIB), per favorire la connessione delle banche dati utili per il settore con l’obiettivo di semplificare le procedure per gli operatori. 8. Migliorare l’efficacia del sistema di controllo e certificazione a garanzia sia delle imprese biologiche che dei consumatori. 9. Intensificare le attività di controllo del prodotto biologico importato da Paesi extraeuropei, anche con un maggiore coinvolgimento delle Dogane e con l’utilizzo di strumenti informatici evoluti per favorire un rapido scambio di informazioni. 10. Predisporre un piano nazionale per la ricerca e l’innovazione in agricoltura biologica e biodinamica, costituendo un comitato permanente di coordinamento per la ricerca con gli organismi scientifici del MiPAAF, il coinvolgimento delle Regioni e delle rappresentanze del settore. L’Agricoltura biodinamica è esplicitamente menzionata in diversi obbiettivi strategici ed è indicata fra le priorità. Tra le più interessanti, l’azione 6.1 per un “Tavolo di confronto con MIUR per la definizione di programmi in agricoltura biologica e biodinamica e sperimentazione in due atenei” e l’azione 10.2 con la “Costituzione di un comitato permanente di coordinamento per la ricerca in agricoltura biologica e biodinamica”. A partire da settembre sono iniziati i lavori per concretizzare questo documento programmatico in azioni che incidano sul nostro tessuto economico.

Per chi desidera approfondire l’argomento, può consultare il documento integrale alla pagina: www.agricolturabiodinamica.it/ wp-content/uploads/2016/04/Piano-Strategico-Nazionale-AB.pdf

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notizie dalla Fattoria Di Vaira

un’esperienza in campo In questo numero raccontiamo la Fattoria Di Vaira attraverso le parole di Michela Airoldi, nuova direttrice marketing di EcorNaturaSì, rientrata da poco da un’esperienza formativa di due settimane presso l’azienda. “Confesso che il giorno della mia partenza ho pianto. La mia esperienza all’azienda agricola Di Vaira è stata intensa: ho vissuto la vita di chi ogni giorno la conduce con grande passione, apprezzandone le gioie e intuendone le fatiche, scoprendo i ritmi della natura. Le sconfinate distese di colture e di colline (ben 550 ettari) mi hanno immediatamente colpito per la loro bellezza, ma mi hanno anche reso consapevole dell’enorme impegno e della fatica necessaria per coltivare la terra e i suoi frutti, per arrivare a cono20

scere ogni singola pianta, ogni singola foglia. Ho anche capito che è la natura a “comandare” e che l’uomo, in confronto, è piccola cosa. L’attività agricola, infatti, dipende molto dal tempo meteorologico: anche un singolo evento, come un brutto temporale, può compromettere un intero raccolto di pomodori. Oltre all’inestimabile patrimonio naturale e alla biodiversità presente alla Di Vaira, mi ha colpito molto la “famiglia” della Fattoria. Grazie a quest’esperienza ho conosciuto persone splendide e uniche, il vero cuore pulsante della nostra azienda; già dopo un paio di giorni mi sono sentita perfettamente integrata in questa comunità: sono persone speciali, dai valori forti, per loro la vita è lavoro e viceversa. Paola, Fabrizio, Vincenzo, Sileno, Pasquale, Matteo,

Giovanni: solo alcuni degli uomini e delle donne con cui ho trascorso le mie giornate e condiviso esperienze. Per me hanno sempre avuto un sorriso, spronandomi a dedicarmi completamente alle attività quotidiane. Sveglia prima dell’alba, lettura e commento di un passo di Steiner, tutti in cerchio (proprio tutti, anche il cane Jack!); dopodiché ognuno si recava alla propria attività assegnata da Paola la sera prima: in agricoltura non puoi programmare per settimane e mesi, il più delle volte devi organizzarti day by day, in base alla situazione meteorologica. Ho passato i primi giorni tra file di peperoni con Marco e la sua squadra, poi in stalla con Fabrizio: nonostante le levatacce e la fatica fisica, andare a raccogliere l’erba per le vacche (nutrite solamente con erba fresca e fieno biodinamico), accudirle, pulirle e accogliere il veterinario, sono stati momenti intensi, ancora vividi nella mia memoria. Fabrizio fa questo lavoro da quarant’anni e conosce le 280 vacche di razza bruna alpina una per una, sa come stanno e distingue le dinamiche comportamentali all’interno della stalla. A proposito di vacche: ce n’era una che non sopportavo, che spostava dispettosa il fieno alle altre! All’esperienza in stalla è seguita quella in caseificio con Sileno, con cui mi sono cimentata nella produzione di scamorze e ricotta. A vedere lui, con la passione che ci metteva, sembrava tutto facilissimo; ho provato e posso assicurare che non è affatto così! Manuela con la ricotta ha poi preparato una pasta squisita: quando assapori gusti così veri e senti proprio il latte fresco è veramente tutta un’altra cosa! Pasquale, che segue anche l’oliveto, mi ha poi accompagnata tra i filari delle viti: lì ho capito l’importanza della potatura verde per la corretta maturazione del grappolo d’uva. Con Matteo, Giovanni e Ilaria (nuovo capoarea EcorNaturaSì) ho seguito la lavorazione del preparato biodinamico 500; con Olivier e Katia ho partecipato al recupero di alcune serre da dedicare al progetto delle sementi non ibride in collaborazione con Sativa e, con Katia e Ilaria, ho raccolto i semi di insalata prima e di cipolla poi. E sono stati proprio i semi di cipolla, la cui raccolta è decisamente laboriosa, ad avermi fatto capire quanto anche le cose più piccole siano meravigliose e preziosissime. A queste esperienze ne sono seguite molte altre: la raccolta delle foglioline di basilico per la passata, il confezionamento delle zucchine gialle, l’assaporare i pomodori cogliendoli dalla pianta. E poi i pranzi assieme, con gli squisiti manicaretti delle cuoche (non ho mai mangiato così bene in vita mia!), le riunioni e le serate passate all’agriturismo a conoscere e a confrontarsi con persone nuove. Tra queste, ricordo


con affetto i molti giovani e i colleghi che si trovavano all’agriturismo per trascorrervi qualche giorno di vacanza. Trovo che sia proprio questo il bello della nostra azienda, conoscere persone che hanno scelto di dedicare la propria vita al benessere proprio, altrui e della terra”. Se andate a visitare la Fattoria Di Vaira mandateci le vostre foto, i vostri video e il racconto della vostra esperienza.

La Fattoria Di Vaira offre diverse tipologie di formaggi a base di latte crudo vaccino: ricotta, scamorza, caciocavallo e caciotta, prodotti unicamente con il latte biodinamico proveniente dall’allevamento aziendale. La linea delle mozzarelle (trecce, treccine, bocconcini e mozzarella tonda) è invece affidata al caseificio Iannone, piccola realtà locale. Le vacche crescono in un contesto di benessere e vengono nutrite esclusivamente con foraggio ed erba fresca: ecco spiegato il caratteristico colore tendente al giallino dei formaggi stagionati della Di Vaira.

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Nella foto qui sotto Michela, terza da sinistra, con il gruppo della Fattoria Di Vaira. Nella pagina a fianco, Paola Santi durante l’incontro mattutino per la suddivisione dei lavori.

I formaggi della Fattoria Di Vaira

Le nostre composte Le composte Alce Nero sono prodotte con più del 100% di frutta biologica, senza l’aggiunta di pectina e con zucchero d’uva. La lavorazione delicata permette di ottenere una composta dalla consistenza morbida e non altera il buon sapore di frutta. La gamma si completa con le composte di fichi e limoni, prugne, frutti di bosco e la crema di marroni.

Alce Nero. Agricoltori biologici dal 1978

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i nostri progetti di Carlo Murer

il riso: dalla lotta biologica contro le infestanti alla creazione di una comunità Il riso: che storia… ! Già 15.000 anni fa il riso selvatico, raccolto in natura (non coltivato), rappresentava la base dell’alimentazione per le popolazioni di alcune regioni asiatiche corrispondenti alle attuali Corea, Vietnam, Cina, Tailandia e di alcune isole del sud-est asiatico, aree che si ritengono essere i luoghi d’origine delle varietà di riso arrivate a noi e attualmente coltivate. Le più antiche tracce della coltivazione del riso risalgono a 7.000 anni fa e provengono dalle zone dell’attuale India nord-orientale e Cina orientale. In Italia si registrano usi del riso a scopo prevalentemente terapeutico o come “spezia” fin dalla fine del XIV secolo, mentre per la sua coltivazione in Lombardia dobbiamo attendere circa un secolo, fino alla fine del XV secolo. La coltura del riso prende piede velocemente nelle acquitrinose regioni della pianura padana grazie alla sua buona produttività. Il riso presenta un legame ancestrale con l’acqua; in Asia ancora oggi specie selvatiche crescono in zone umide o paludose. Questo legame con l’acqua distingue nettamente il riso dagli altri cereali comunemente coltivati (frumento, orzo, farro, ecc... ).

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L’evoluzione ha dotato la pianta di accorgimenti morfologici per adattarsi alla sommersione dell’apparato radicale, come parenchimi aeriferi che ne assicurano l’ossigenazione anche sott’acqua. Alcune peculiarità nelle tecniche di coltivazione si basano proprio sulla predisposizione della pianta di riso alla vita in sommersione. È risaputo che la presenza dell’acqua nelle risaie assolva almeno a tre funzioni fondamentali per la coltivazione: il soddisfacimento di un elevato fabbisogno idrico, la termoregolazione della parte basale della pianta sommersa dall’acqua (l’acqua attenua gli sbalzi termici) e la limitazione di alcune erbe infestanti, che nell’acqua non riescono a sopravvivere. È proprio il controllo delle erbe infestanti uno dei principali temi su cui oggi la risicultura biologica e biodinamica italiana si confronta, ricerca e lavora per l’affinamento di tecniche per il controllo sostenibile. La ricerca scientifica Quest’anno si è così costituito un gruppo di lavoro e ricerca che vede la partecipazione di una decina di aziende agricole biologiche di Lombardia e Piemonte, del professor Bocchi dell’Università di Milano e di EcorNaturaSì. Tutto è partito grazie all’impulso di Rosalia Caimo Duc, titolare dell’azienda Terre di Lomellina, storica produttrice di riso per EcorNaturaSì, già insignita del titolo “Le Terre di Ecor” come azienda d’eccellenza per EcorNaturaSì. Rosalia, tra i primissimi a sperimentare nuove tecniche per la produzione biologica del riso, è riuscita a raccogliere attorno a sè aziende agricole che si stavano dedicando seriamente alla scoperta di metodi che, rispettando i regolamenti europei sull’agricoltura biologica (quindi senza prevedere input chimici), fossero efficaci per la lotta alle infestanti. Il professor

Stefano Bocchi, del dipartimento di Scienze agrarie dell’Università di Milano, sta strutturando l’attività di sperimentazione e ricerca per far tesoro delle esperienze di ogni agricoltore coinvolto, guidando e calibrando le pratiche agronomiche per gli anni a venire. Lo studio del bagaglio di esperienza accumulata negli anni e delle risposte ottenute dalle nuove sperimentazioni permetterà la definizione e l’affinamento di un pool di tecniche per la produzione biologica del riso nel futuro. L’integrazione di filiera verso la creazione di una comunità La partecipazione di EcorNaturaSì al gruppo concretizza l’obiettivo di creare una comunità tra tutti i soggetti impegnati nella filiera, favorendo la relazione tra il produttore e il consumatore. Lo scopo è permettere la reciproca comprensione, perseguendo il principio che esorta chi si accinge ad acquistare qualcosa a considerare innanzitutto le conseguenze sul produttore di ciò che si acquista (J. Ruskin 1860; Unto this Last). Va in questa direzione anche il lavoro avviato da EcorNaturaSì per il calcolo di un giusto prezzo da corrispondere al produttore, che tenga conto degli effettivi costi di una virtuosa produzione biologica. Un prezzo non sufficiente a coprire i costi di produzione indebolirebbe l’equilibrio economico dell’azienda, ostacolandone lo sviluppo se non spingendola ad adottare forzature del metodo biologico, che invece è interesse comune mantenere non solo assolutamente integerrimo, ma anche in continuo miglioramento. “Produrre o ottenere una merce è un processo che coinvolge molte vite e molte mani, così il mercante diventa, nel corso del suo lavoro, maestro e direttore di molte masse di uomini (…).


Gran parte delle responsabilità per il tipo di vita che essi conducono ricade sulle sue spalle; non dovrà soltanto stare attento al modo in cui si produce ciò che vende, che sia nelle forme più pure ed economiche, ma sarà sua responsabilità rendere più benèfici gli impieghi che off re agli uomini di cui si serve nelle diverse occupazioni della produzione o dello scambio di beni.” John Ruskin in Unto di Last 1860 Un pool di tecniche affidate alla sensibilità del risicoltore “La risicoltura biologica non può prescindere dall’identificazione di un insieme di tecniche, la cui scelta permetta di affrontare con successo la moltitudine di situazioni che, anno dopo anno, la risaia biologica può presentare”, spiega Rosalia Caimo Duc. Non esiste una sola tecnica di risicoltura biologica che vada bene sempre, tutti gli anni e in qualsiasi tipo di azienda. La sensibilità dell’agricoltore biologico per i precari equilibri tra le forze naturali gli permette di capire quali tecniche utilizzare in un determinato anno e come trarre vantaggio dalle interazioni tra gli esseri viventi presenti nella risaia, usando a proprio vantaggio la biodiversità della comunità di piante ad animali che vi prosperano. La biodiversità, nelle mani di agricoltori sensibili, rappresenta una potenzialità enorme. Le tecniche di contenimento delle erbe infestanti allo studio del gruppo di lavoro sono riconducibili fondamentalmente a tre gruppi: • tecniche di semina del riso su prati, limitando o evitando le lavorazioni del terreno e traendo giovamento dalle interazioni positive tra le piante di riso e quelle che costituiscono il manto erboso su cui si va a

seminare, a sfavore delle specie infestanti che cercherebbero di prendere il sopravvento sul riso; • uso dell’erpice strigliatore pre e postsemina su risaia asciutta, estirpando meccanicamente le infestanti in germogliamento durante le prime fasi di sviluppo della piantina di riso, limitandone nelle fasi successive la competizione per luce e nutrienti; • uso di altri attrezzi meccanici (rotolame o erpici particolari) in presemina su risaia allagata, con lo scopo di creare un substrato fangoso che inibisca la germinazione delle infestanti, pur permettendo la germinazione del riso. L’attenzione alle micro-differenze “La risicoltura biologica”, racconta Rosalia, “si basa sulla sensibilità del risicoltore per le micro-differenze: micro-differenze nelle epoche di germinazione del riso rispetto alle infestanti, nella risposta a determinati stimoli derivanti dalle interazioni tra piante di specie diverse (allelopatia), di reazione delle diverse specie vegetali all’immissione dell’acqua nella risaia ad un determinato momento, e così via. Si tratta di una sensibilità che, nella produzione del riso con il metodo convenzionale, non viene esercitata e che per lo più è andata persa”. Esercitata nelle aziende biologiche, sta dando ottimi frutti non solo in termini di produzione, ma anche di tutela ambientale, con la ricomparsa nelle terre di Lomellina di una specie protetta di felce, la Marsilea quadrifolia, considerata estinta nell’areale risicolo di Piemonte e Lombardia dopo 40 anni d’uso smodato di diserbanti chimici.

“Produrre o ottenere una merce è un processo che coinvolge molte vite e molte mani, così il mercante diventa, nel corso del suo lavoro, maestro e direttore di molte masse di uomini (…). Gran parte delle responsabilità per il tipo di vita che essi conducono ricade sulle sue spalle; non dovrà soltanto stare attento al modo in cui si produce ciò che vende, che sia nelle forme più pure ed economiche, ma sarà sua responsabilità rendere più benèfici gli impieghi che offre agli uomini di cui si serve nelle diverse occupazioni della produzione o dello scambio di beni.”

Nella pagina a fianco riso che spunta su cotico di loietto (foto di Mario Valsesia). In questa pagina Enrico Fregnan, Rosalia Caimo Duc e Carlo Murer tra le risaie. Qui sopra Marsilea quadrifolia. 23


consigli per la spesa LE BIO DELIZIE

L A BUONA TERR A

rotolino di bresaola stagionata di fesa di tacchino

grissini tipo torinese con farina di tipo “2” Grazie alla farina di tipo “2”, questi grissini senza lievito sono fragranti e gustosi. Insaporiti con olio extravergine d’oliva italiano, sono perfetti per accompagnare i vostri aperitivi e a tavola in alternativa al pane. Confezionati in cinque pratiche monoporzioni.

Senza nitriti aggiunti, questa bresaola stagionata di fesa di tacchino ha un gusto delicato e leggermente aromatico. Già affettata in fette morbide e compatte, è ottima per pasti leggeri, per farcire pane, sandwich e tramezzini.

ANTICO MOLINO ROSSO

mix per pizza

Antico Molino Rosso lavora e trasforma esclusivamente materie prime certificate biologiche, con macinazione a pietra. Il mix per pizza da agricoltura biologica, nel formato da 1 kg, viene prodotto da Antico Molino Rosso da ben 12 anni. Con questo mix di farine bio e lievito madre essiccato si ottiene una pizza fragrante, ben lievitata in mezza giornata.

Baule Volante

LE BIO DELIZIE

wurstel di pollo e di tacchino

lievito di birra e lievito madre

Pratici e sfiziosi, sono ottimi bolliti, alla griglia oppure in microonde. Preparati con carne italiana biologica di pollo e tacchino, vengono proposti in formato da 160 grammi, in confezione da due pezzi, già pelati e pastorizzati. Non contengono glutine né latte.

Semplici da usare, si mescolano direttamente alla farina prima di aggiungere l’acqua o altri liquidi e ingredienti. Il lievito di birra secco attivo è ideale per pane e pizza ed è senza glutine; il lievito madre essiccato dona gusto e aroma agli impasti e, grazie all’aggiunta di lievito di birra come starter, consente una lievitazione in 2/3 ore.

WILD OCEAN

bastoncini di pesce A base di merluzzo dell’Atlantico, questi filettini dalla leggera impanatura sono da dorare in padella con un filo d’olio extravergine. Accompagnati con verdure di stagione, possono rappresentare un piatto completo per tutta la famiglia.

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il mondo bio

co, tutto quello che poteva essere tolto dalla casa, mobili, stoviglie, arredi, abiti, masserie è stato stivato in un paio di container comprati appositamente da Nunzio e fatti arrivare dal porto di Jesi. Ad oggi la stima dei danni è di 1,7 milioni di euro. L’agriturismo “Il Margine” deve rinascere, e tutti noi possiamo liberamente contribuire effettuando un bonifico di donazione sul conto corrente che Nunzio ha aperto appositamente. Cifre grandi e piccole saranno anche il modo per stringersi intorno ad una famiglia e aiutarla a non sentirsi abbandonata in una situazione di emergenza così emblematica.

Il modo più immediato e semplice per dare un contributo è attraverso una libera donazione al seguente IBAN: IT55H0103038580000000184134

quando due minuti ti stravolgono la vita Nunzio Dell’Orso è un fiero contadino umbro, figlio di agricoltori di Norcia dove si trova l’azienda agricola con annesso agriturismo. Ai piedi dei monti Sibillini, appena fuori dalle mura della città che diede i natali a San Benedetto, coltiva cereali e leguminose bio, e alleva pecore e maiali. La notte del 24 agosto il tremendo terremoto che ha squassato la terra e distrutto centri come Amatrice e Accumoli è arrivato anche qui, ad una ventina di chilometri dall’epicentro. E la vita di Nunzio, della sua famiglia, così come di altri abitanti del territorio, ha preso una piega tanto inaspettata quanto difficile e incerta. Gli effetti delle scosse hanno infatti reso del tutto inagibili stalla, casa e agriturismo che dovranno essere abbattuti e ricostruiti. Nel frattempo la famiglia, con nonna e zii, abita nelle tende in attesa di ricevere i moduli prefabbricati che saranno la casa per i prossimi anni. La vita non si arresta, come, in queste prime settimane di autunno, nemmeno le scosse dello sciame sismico, che rimbombando cavernose dal sottosuolo destabilizzano di giorno e di notte la superficie della terra e l’animo dei suoi abitanti. Quanto ancora deve durare?

Il conto, aperto presso l’agenzia di via Mazzini 11 della filiale del Monte dei Paschi di Siena di Norcia, è intestato a “Agriturismo il Margine Dell’Orso”. L’Agriturismo “Il Margine” è a Norcia (PG), località Case Sparse 300 A, sul versante della conca di Norcia che porta sui Monti Sibillini dove passa la faglia del terremoto.

Nel 1978 il papà di Nunzio diede inizio ai lavori di costruzione della casa, che oltre ai nuclei abitativi della famiglia aveva posto per quattordici posti letto e un ristorante per ventotto coperti. Accanto all’abitazione, che aveva passato indenne i terremoti del ’79 e del ’97, c’era la stalla che fino a qualche anno fa ospitava anche una sessantina di mucche col cui latte venivano prodotti formaggi presso il locale caseificio sociale. Dismessa questa attività, diventata purtroppo improduttiva, oggi ospita settanta pecore e cinquantotto maiali per i quali oggi è necessario trovare un nuovo tetto. Gli ottantanove ettari, esclusa la parte boschiva, vengono coltivati a farro autunnale e primaverile, ceci, cicerchia, roveja, lenticchie. Quando i due figli tornano da scuola, dislocata in tende, mangiano insieme al padre, alla madre e alla famiglia allargata in una tenda adibita a sala da pranzo, dove con ironia e umorismo vengono intrattenuti anche amici e altri commensali occasionali. La tenda di fianco è la stanza dello zio che Nunzio ha portato “a casa” dall’ospedale, e che, essendo costretto a letto, viene imboccato a pranzo e a cena. Col supporto e l’autorizzazione dei solerti vigili del fuo-

Nella foto principale una delle tende dove abita Nunzio con la famiglia. Sul retro la casa, che dovrà essere demolita. Qui sopra uno dei due container in cui sono stipati i mobili e le masserie che erano in casa e un container-abitazione in attesa del prefabbricato. 25


scelti e assaggiati

una chiacchierata autunnale nella città partenopea

L’accoglienza di Ciro, Isabella, Sasà e dei ragazzi che lavorano all’interno del negozio, Cristina, Nicola e Salvatore, è stata calorosa. La mattinata è stata intensa e vivace: domande e curiosità hanno fatto la parte del leone. I nostri clienti sentono, a volte, l’esigenza di essere sostenuti e rassicurati nelle loro scelte. Quali enti certificano i prodotti bio? Quali sono le tutele per noi consumatori? Posso davvero fidarmi? Questi alcuni dei quesiti più frequenti ai quali cerchiamo di dare risposta attraverso le pagine del nostro magazine. Quello di Napoli è stato un incontro che è via via diventato un convivio, uno scambio di impressioni e idee in un’atmosfera amicale. Al di là di questo, abbiamo fatto conoscere alcune ultime novità, adatte ai più diversi gusti ed esigenze. Per citarne alcuni: i muesli Vitakorn classic, frutta e frutti rossi di Allos, la gamma di creme di Ecor, la Falanghina della Terra dei Briganti, la tisana Golden Curcuma di Pukka, il pecorino fresco con 26

peperoncino e quello con pistacchio di Bronte proposto da Dinolfo e il sidro di mele di Melchiori. I principali protagonisti della degustazione sono poi stati, in ordine di apparizione: Cascine Orsine Formaggio Latteria Zelata: il latte utilizzato proviene dall’allevamento aziendale condotto con metodo biodinamico. Viene pastorizzato e coagulato con caglio animale a 35°, previa aggiunta di fermenti lattici. È un formaggio con crosta, semistagionato, a pasta compatta, elastica, con leggera occhiatura, di color crema, che diventa paglierino con l’invecchiamento. Ha sapore dolce e burroso, lievemente acidulo. Vivoo Tarte di cioccolato crudo - goji e semi di lino, nocciole, menta e anacardi: queste dolci e golose novità, sono un cioccolato cremoso da frigo con cacao raw. Sono buonissime come piacevole snack, ma si prestano bene anche a essere proposte come raffinato dessert. Ecor gamma di cioccolato fondente: disponibile nelle varianti extra-fondente 72%, extra-fondente 85%, extra-fondente 85% con fave di cacao ed extra-fondente 85% con zenzero. Le fave di cacao utilizzate sono coltivate dagli agricoltori della Cooperativa Conacado, nella Repubblica Dominicana, che riconosce ai propri soci un giusto prezzo per il loro lavoro, tutela l’ambiente e supporta le attività locali rivolte allo sviluppo sociale e culturale.

Flores Farm Alchechengi Physalis: questa frutta secca ha un aroma fresco, fruttato e leggermente aspro. Originario del Sud America, viene essiccata a una temperatura non superiore ai 45°. Ottimi da consumare così come sono, i Physalis possono essere aggiunti anche ai muesli, alle barrette o utilizzati per preparare dolci. Sono gustosi anche ricoperti di cioccolato. Non importa quanto diverse fossero le istanze che hanno spinto i nostri ospiti a partecipare all’evento e quanto distanti siano le realtà in cui si trovano a operare e vivere ogni giorno. Ciò che portiamo a casa, ancora una volta, è il piacere di appartenere tutti a una comunità solida, multiforme e in continuo divenire, oltre allo stimolo a fare sempre di più, ascoltando con attenzione le esigenze di chi, attraverso le proprie scelte quotidiane, ci sostiene e contribuisce alla diffusione del biologico. Arrivederci alla prossima puntata di Scelti e Assaggiati. Nella foto di questa pagina: Ciro, Nicola e Salvatore.

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Il tour di Scelti e Assaggiati, iniziativa nata dalla volontà di incontrare i nostri consumatori per rispondere alle loro domande, presentare le ultime novità sugli scaffali e raccogliere sempre nuovi stimoli su idee e prodotti, ha fatto scalo nella splendida città partenopea. Napoli, con le sue luci, la sua incontenibile vivacità e la solarità dei suoi abitanti, è stata la cornice ideale per l’ultimo appuntamento dell’anno. Tra i quattro negozi presenti in città ci siamo fermati in questa puntata in quello di via Colli Aminei, 515. Non mancheremo di organizzarci per il prossimo anno per farvi conoscere anche gli altri tre.


Alessia e Isabella

Zahira

Maririta

Alessia, la più giovane della mattina (in questa foto con Isabella, uno dei soci del negozio), si è concessa una piccola pausa dalla lettura dell’ultimo libro di Harry Potter, per accompagnare la mamma, Laura, al nostro incontro. “I muesli sono ottimi, ma mi piacerebbe aggiungere anche qualche goccia di cioccolato. Le creme di cioccolato crudo sono davvero buonissime”, ci ha raccontato.

Laura Vegana, si è avvicinata al bio per motivi legati alla salute. “È importante capire la logica che c’è dietro l’acquisto di un prodotto e arrivare alla trasparenza dei metodi produttivi. Nel prossimo incontro mi piacerebbe venisse approfondito il tema dell’agricoltura biodinamica”.

Accompagnata all’incontro dalla sua simpaticissima mamma, ha scelto di mangiare bio ormai da diversi anni. “I prodotti che mi hanno colpita maggiormente sono stati la tarta di Vivoo con menta e anacardi, gli Alchechengi Physalis di Flores Farm e il sidro di mele”.

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Fiammetta e Salvatore Genitori di tre ragazzi, si sono avvicinati al mondo del biologico e hanno iniziato a prestare sempre maggiore attenzione a ciò che “mettono nel piatto” dopo aver visto un video di Franco Berrino. “Cos’abbiamo amato di più? “Il sidro. Un’idea davvero ottima da proporre per un aperitivo sfizioso!”.

Impiegata e mamma di Alessia, tra la spesa e i frutti dell’orto che coltiva con l’aiuto della famiglia, consuma quasi esclusivamente prodotti bio. “Ho apprezzato l’iniziativa anche perché è un’occasione di socializzazione, un modo per avere più fiducia in ciò che si acquista e creare un legame più profondo con le persone”. Cosa le è piaciuto di più? I tapas burger di Taifun! 27


la meravigliosa vita della api GIANUMBERTO ACCINELLI Pendragon

lo puoi trovare in libreria

Per poter assistere a un grande spettacolo, che dura da milioni e milioni di anni, è sufficiente passeggiare per un parco, per un bosco o semplicemente visitare un luogo dove l’erba fa capolino e i fiori riescono a farsi breccia tra il cemento. Lo spettacolo è quello della vita, in cui sono messe in scena intricate vicende e trame oltremodo complesse, ma sempre originali e creative. Come tutte le storie che si rispettano anche quello della vita ha degli “attori” protagonisti e altri secondari. Grazie alla capacità dei singoli individui

di collaborare, l’ape è riuscita a fare grandi cose. Ora, se la Natura è cosi profumata e colorata, se le ricette che portiamo in tavola sono così ricche e varie, gran parte del merito va proprio a lei, alla laboriosa e misteriosa ape. Questo insetto, grazie alla sua chirurgica precisione nell’impollinare la maggior parte delle piante superiori (tra cui moltissime di quelle coltivate), ha dato vita alla costellazione di colori, forme e profumi, portando frutta e verdura sulle nostre tavole. Il libro “La meravigliosa vita delle api” racconta le vicende di questa protagonista e fornisce una chiave per “leggere” e capire come si sono sviluppati i colori e i profumi dei fiori. Svela anche una parte di natura che ci è invisibile, perché i nostri

Burger lenticchie e cipolla Subito pronto, perfetto nel classico panino farcito in versione bio veg o come secondo appetitoso e nutriente.

Scopri tutti i burger BioAppetì sul sito www.bioappeti.it

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sensi non riescono a captarla, ma che agli organi percettivi dell’ape risplende e si disvela. Il libro ci accompagna lungo i corridoi di cera dell’alveare perennemente immersi nella più totale oscurità e ci svela i segreti e i tesori contenuti in questa piccola città d’oro. Il libro supera anche tanti pregiudizi che l’uomo ha proiettato all’interno dell’alveare: vedremo che la regina non è il capo dell’alveare e che le operaie assomigliano ben poco ai lavoratori del mondo degli esseri umani… E poi ci sono tante storie che raccontano di quando l’ape ha viaggiato nello spazio, di quando si è alleata con i pirati dei caraibi e altre mille avventure che hanno ronzato insieme a questi preziosi amici dell’uomo.

ALTO CONTENUTO DI PROTEINE VEGETALI

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oggi leggiamo...


homemade in cucina

la ricetta Ingredienti 500 ml di bevanda d’avena 50 g di zucchero di canna (dose minima, indicativa) 40 g d’amido di mais 1 punta di curcuma in polvere 1 punta di vaniglia naturale 1. Miscelate in un ampio tegame lo zucchero, l’amido, la curcuma e la vaniglia. 2. Versate a filo la bevanda d’avena, mescolando con una frusta pian piano, in modo da evitare la formazione di grumi. 3. Quando è tutto ben amalgamato, ponete il tegame sul fuoco basso e fate scaldare lentamente, sempre mescolando. 4. Appena comincerà a sobbollire, vedrete la crema addensarsi. Dopo un minuto potrà essere tolta dal fuoco.

una crema dolcemente equilibrata morbida e voluttuosa, ma nel contempo leggera e non stucchevole... un accompagnamento perfetto per il pandoro o altri dolci da ricorrenza Come terminare un pasto di festa senza esagerare e appesantirsi troppo? E senza rinunciare a qualcosa di dolce? Il segreto di questa crema è negli ingredienti, tutti vegetali: l’assenza di uova e di latte o panna vaccini la rendono più leggera e delicata, un’adeguata conclusione di pranzi o cene in compagnia. È poi adatta a tutti i commensali, anche a chi per intolleranze, allergie o scelte

alimentari non consuma latticini e uova. La sostituzione della farina con l’amido rende la ricetta utilizzabile anche da chi non può consumare glutine. Consigliamo quella d’avena come bevanda vegetale di partenza, per la sua densità media e il gusto abbastanza neutro. Ma potete scegliere a seconda delle esigenze, tenendo conto del fatto che le bevande a base di soia o di mandorla rendono la crema piuttosto corposa, ma hanno un gusto caratteristico e più marcato; la bevanda di riso dona una nota più dolce alla crema, ma ha meno struttura e quindi dà un risultato meno viscoso. In ogni caso, meglio partire da bevande che abbiano una lista d’ingredienti minima: evitate quelle che in etichetta presentano zuccheri aggiunti, aromi, addensanti e altri additivi, perché il risultato finale non sarebbe lo stesso. Nella colonna a fianco trovate la ricetta.

5. Intiepidite la crema a bagnomaria, sempre mescolando, in modo che non si formi la pellicina superficiale. 6. Servitela tiepida insieme a fettine di pandoro o altri dolci natalizi. Fredda potete utilizzarla come crema da farcitura, poiché si addenserà leggermente. Nota: la dose di zucchero indicata nella ricetta è volutamente minima, dato che le bevande vegetali hanno un gusto naturalmente dolce e la crema è pensata come accompagnamento per altri dessert. Se il vostro palato è abituato a sapori molto dolci potete aumentarla, assaggiando la miscela prima di metterla sul fuoco e considerando che se servite la crema tiepida la nota zuccherina sarà più marcata, mentre verrà percepita di meno se la gustate fredda. Trascorse le feste, conservate questa ricetta: vi tornerà utile per preparare in cinque minuti un dessert gustoso: servito in piccoli bicchierini, decorati con frutta fresca, granella di frutta secca, biscotti sbriciolati o cacao amaro, si trasforma in un dolcino da fine pasto perfetto, in una merenda golosa o in un finger food per cene e feste di bambini. Oppure, potete utilizzare la crema per farcire pan di spagna o crostate, aumentando leggermente la dose di amido per renderla più soda.

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oggi in cucina

ingredienti • 250 g di udon • 4 funghi shiitake • 1 cucchiaino di alghe wakame istantanee • 200 g di broccoli • 2 scalogni (compresa l’estremità verde) • olio extravergine d’oliva

noodles delle feste

Per il condimento: • 2 cucchiai di tamari • 2 cucchiai di genmai su

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ARCHE

udon

wakame istantanee

Gli udon sono una varietà di noodles tradizionalmente spianata che nell’aspetto ricorda i nostri vermicelli. Molto utilizzati nella cucina giapponese, si possono servire asciutti, oppure nelle zuppe tipiche della tradizione orientale, ad esempio quella di miso.

Le wakame sono delle alghe brune giapponesi appartenenti alla varietà Undaria pinnatifida. Già sminuzzate, aggiungetele direttamente alle zuppe della tradizione orientale per dare un tocco aromatico e leggermente piccante.

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ARCHE


ricetta e foto di Sabrina Scicchitano

• 2 cucchiaini di sciroppo di riso o altro dolcificante a scelta • 1 cucchiaino di succo di zenzero fresco grattugiato • 1 cucchiaino di olio di sesamo Lasciate in ammollo i funghi shiitake in acqua fredda per almeno un’ora; dopo averli fatti scolare per bene in un colino, tagliateli a listarelle sottili. Preparate le alghe wakame sciacquandole in un colino con acqua fredda e lasciandole a mollo in acqua tiepida per un paio di minuti, quindi scolatele. Cuocete gli udon in acqua bollente per una decina di minuti,

ARCHE

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tamari Il tamari è una salsa di soia a fermentazione naturale, dal gusto forte e deciso, che arricchisce le pietanze con un tocco unico e speziato. Insaporisce piatti a base di verdure e zuppe di miso: sostituitelo al sale e ai dadi da brodo per apprezzarne il sapore.

scolateli e raffreddateli con acqua fredda: per evitare che si attacchino aggiungete un filo d’olio. Tagliate lo scalogno in striscioline sottili e i broccoli in cimette (se non avete quelli freschi usate pure quelli surgelati, andranno benissimo), lessate quindi i broccoli in acqua salata per uno o due minuti. In una piccola ciotola amalgamate tutti gli ingredienti per preparare il condimento. Scaldate l’olio extravergine d’oliva in padella o nel wok e aggiungete i funghi shiitake soffriggendoli finché non saranno croccanti; aggiungete le cime di broccoli, lo scalogno e l’alga wakame e cuocete per un altro minuto. Rimuovete quindi la padella dal fuoco, aggiungete gli udon e il condimento, mescolate et voilà: ecco pronto un piatto

dal sapore delicato e dal profumo che richiama l’Oriente, perfetto per una cena speciale, come quella della vigilia di Natale.

Arche Naturküche Azienda tedesca leader nella produzione di alimenti della tradizione macrobiotica, Arche propone un vasto assortimento di specialità preparate secondo le secolari tecniche in uso in Giappone. Gli ingredienti di questa ricetta sono 100% vegetali e preparati con materie prime certificate biologiche.

ARCHE

olio di semi di sesamo tostato

È uno tra gli ingredienti più apprezzati della cucina macrobiotica ed è tradizionalmente impiegato in quella asiatica. Prodotto con semi di sesamo tostati e pressati, arricchisce marinature, zuppe e insalate con un delicato sapore di noce.

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storie di altri mondi

nuovi orizzonti del bio: la Serbia 32


Esiste un biologico anche oltre il confine del nostro Paese. Fatto di agricoltori biologici e biodinamici e consumatori attenti a stili di vita alternativi, alla difesa dell’ambiente e alla salute dell’uomo e degli animali. Ci è sembrato interessante, quindi, inserire nel nostro magazine una nuova rubrica che, allargando gli orizzonti del bio, potesse farci sentire tutti più vicini. Ecco quindi il racconto diretto di chi il biologico lo sta costruendo: pur parlando lingue diverse, comunichiamo gli stessi valori. In questo numero condividiamo la storia di Maša Vučurević dell’azienda serba Univerexport, che si occupa della distribuzione di prodotti bio in Serbia per la vendita al dettaglio. Il biologico in Serbia “Nel mio Paese il biologico è conosciuto da circa una quindicina d’anni, anche se l’attenzione nei suoi confronti e verso una sana alimentazione è cresciuta in particolare negli ultimi. Circa 6 anni fa la mia azienda è stata tra le prime a introdurre in assortimento qualche referenza, il cui numero è andato via via aumentando. Così ora il consumatore attento può scegliere tra prodotti nazionali e d’importazione, tutti rigorosamente certificati. Il biodinamico è meno conosciuto, anche se tramite l’associazione biodinamica di Vršac in Vojvodina, si sta facendo molta attività di formazione e consulenza ai produttori.

Stili di vita ecologici In Serbia c’è ancora molto da fare per quanto riguarda le tecnologie di riciclo, recupero e smaltimento dei rifiuti: basti sapere che la raccolta differenziata non è ancora obbligatoria. C’è quindi la necessità di sviluppare maggiormente la sensibilità nei confronti della difesa dell’ambiente, che poi è il nostro territorio. Ci sono però importanti segnali da parte del governo, come l’obbligo di separare almeno i rifiuti che contengono sostanze tossiche (come mercurio, olio dei motori, prodotti chimici nocivi contro insetti e roditori). Non è molto, ma è un inizio!

Chi certifica il bio Il governo serbo sostiene la produzione agricola biologica con incentivi che sebbene siano in aumento, non sono così elevati da indurre a una larga adesione al biologico. Pur non facendo parte dell’Unione europea (sono in corso i negoziati per l’adesione), l’UE ha autorizzato alcuni organismi di controllo a certificare le produzioni biologiche serbe sulla base delle normative europee: il biologico serbo è ufficialmente del tutto equivalente a quello UE. Gli organismi di controllo autorizzati da Bruxelles sono il nostro Organic Control System, i tedeschi Abcert, Agreco, Ceres, Kiwa BCS, Lacon, OkoP, il francese Ecocert, l’olandese Control Union Certifications, l’italiano Bioagricert e il bosniaco Organska Kontrola.

Sviluppo del settore Negli ultimi anni la nostra azienda si è impegnata molto per sostenere i produttori agricoli biologici, investendo risorse per la formazione e la consulenza, incentivando la produzione di colture che, in virtù di una domanda in crescita, meritano di essere valorizzate. Grazie all’ampliamento continuo dell’assortimento bio nei nostri negozi e alla loro promozione mediante campagne pubblicitarie ad hoc, abbiamo raggiunto risultati molto positivi nelle vendite, attirando l’interesse di un numero crescente di consumatori.

Chi sceglie il biologico I consumatori stanno diventando nel tempo sempre più consapevoli dell’importanza di un’alimentazione che sia sana e rispettosa dell’ambiente. Il biologico sta contribuendo anche a creare nuovi posti di lavoro, nuove professioni. I giovani sono molto interessati e mai come adesso è necessaria molta formazione per preparare gli agricoltori e tutti coloro che vogliono far parte di questo mondo. Un ruolo chiave spetta anche alle istituzioni che devono lavorare molto per educare i cittadini e inserire nuovi programmi nelle scuole.

Che cosa preferiscono i consumatori serbi Soprattutto prodotti lattiero-caseari (latte, yogurt, formaggi e tutto ciò che è a base di latte), poi cereali e fiocchi di cereali, olio, frutta e verdure biologiche. Ma questo è dovuto anche alle abitudini alimentari e gastronomiche del nostro Paese. A scegliere il bio per la propria spesa quotidiana sono soprattutto i giovani, con un buon livello di istruzione e un’educazione ai principi di una corretta nutrizione sin dalla tenera età, ma ci sono anche persone meno giovani che, per motivi di salute, adottano uno stile di vita sano partendo dall‘alimentazione. Maša e la sua azienda Il comparto bio della nostra azienda è giovane e fatto da giovani: dai 30 ai 35

anni. Siamo molto motivati e condividiamo ideali e valori legati alla nostra antica tradizione, ma assolutamente innovativi. Insieme stiamo facendo crescere anche nel nostro Paese una nuova coscienza e attenzione soprattutto nei confronti di una produzione alimentare industriale ormai massificata. Per noi l’agricoltura biologica dovrebbe essere parte di un progetto globale di sviluppo ecologicamente e socialmente sostenibile, abbracciato da ogni Nazione. Pochi anni fa la nostra azienda ha avviato una linea di prodotti biologici a marchio “Organa”, composta per ora solamente da olio di semi girasole spremuto a freddo, ma già da quest’anno per ampliare la gamma introdurremo fagioli, miglio, farina integrale di grano e pane integrale di frumento. Futuro La nostra azienda cerca di restare in contatto continuo con gli altri Paesi, in particolare ci ispiriamo a Italia e Austria. Facciamo in modo di stimolare anche i nostri collaboratori a visitare i negozi biologici italiani, primi tra tutti NaturaSì e Cuorebio. Da noi il bio è ancora a livello di corner o di piccoli reparti nella grande distribuzione o in negozi misti, ma sono sicura che tra qualche anno, anche in Serbia riusciremo a offrire, a chi sceglie il biologico, negozi in cui trovare tutti i prodotti, dal cibo alla cosmesi e ai prodotti per la casa. Ci impegneremo sempre di più per portare avanti quest’idea, investendo tutte le nostre energie e le nostre risorse”. Nella foto a sinistra (da sinistra a destra): Vesna Vidić – assistente personale del Presidente del gruppo e del Direttore Generale; Maša Vučurević – Direttore dei processi aziendali. Qui sopra (da sinistra a destra): Maša Vučurević – Direttore dei processi aziendali; Vesna Vidić – Assistente personale del presidente del gruppo e del direttore generale; Branislava Ćurčić – Responsabile delle operazioni finanziarie; Anrijeta Anđelić Responsabile del Dipartimento Management, spazi commerciali; Zoran Stojanov – Responsabile del dipartimento di gestione delle categorie; Uroš Vučurević – Responsabile di azienda agricola; Dejan Pejin – Manager di categoria I. 33


consigli per la spesa ALCE NERO

PIÙ BENE

linea risi

fusilli di piselli verdi e sedanini di lenticchie rosse

La gamma comprende riso Arborio, riso Basmati, riso Baldo, riso integrale, riso Nerone e riso Rosa Marchetti, raccolti in Piemonte e Lombardia, su terreni coltivati secondo i criteri dell’agricoltura biologica. Varietà nuove e antiche, ideali dai primi piatti ai dolci. Potete trovarli in comodi sacchetti da 500 grammi.

Due specialità a base di legumi che, oltre a esser senza glutine, sono ricche di proteine: i fusilli di piselli verdi sono fonte di ferro, mentre i sedanini di lenticchie rosse hanno un alto contenuto di fosforo, ferro, zinco e manganese. Scopri le ricette per gustarli al meglio sul retro della confezione!

SAPORI DALL A NATUR A

dadi vegetali per brodo a basso contenuto di sale Ecco un dado vegetale per brodo delicato, gradevole e a basso contenuto di sale (0.24 g di sale per 100 ml di brodo). Può essere usato anche in cottura come sostituto al sale o per esaltare i sapori di tanti piatti della tua cucina.

L A FONTANINA

Amarone della Valpolicella DOCG e Valpolicella DOC Due vini rossi secchi tipici della Valpolicella, ottenuti dalle uve autoctone Corvina e Rondinella. Il primo, rosso rubino con rifl essi violacei, deve essere conservato in orizzontale, in ambienti bui e asciutti, e stappato qualche ora prima. Provate ad abbinarli con i primi piatti della tradizione.

BIONATUR AE

ragù di tofu Un classico condimento della tradizione gastronomica italiana rivisitato in versione vegana, a base di pomodoro fresco e tofu, arricchito da spezie e verdure. È ideale con la pasta, per preparare le lasagne al forno e per condire gustose bruschette e crostini.

BIOL AB

veg-ragù di soia alla bolognese Il veg-ragù di soia alla bolognese Biolab, proposto nel nuovo formato da 250 grammi, è perfetto per due persone. Indicato per condire la pasta, si presta a preparazioni creative: basta scaldarlo 2 minuti in padella a fuoco moderato ed è già pronto per essere utilizzato a piacere.

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l’esperto in cucina

vellutata di zucca e mandorle Ingredienti per sei persone Per la vellutata • 1 zucca butternut media • 1 porro • 250 ml di latte di mandorle • 1 pugno di mandorle pelate grezze • olio extravergine d’oliva q.b. • 6 foglie di alloro • 3 rametti di rosmarino • 1 mazzetto di timo Per il brodo • 1 l di acqua • sale q.b. • semi e parti filamentose della zucca • barba e parti verdi del porro • 3 foglie di alloro

Cominciamo mettendo a bollire l’acqua per il brodo e accendendo il forno a 180°. Foderiamo una teglia con carta da forno e disponiamo i pezzi di zucca precedentemente “massaggiati” con gli aromi, il sale e l’olio e inforniamo per 20 minuti.

rino e frulliamo con un mixer a immersione. Aggiungiamo il latte, facciamo sobbollire e aggiustiamo di sale e densità. Va servito con mandorle tritate, timo e un filo di olio a crudo. Buon appetito da Giorgio e da Alessandro del Ristoro delle Cascine Orsine

Auguri di buone Feste dal team del Negozio e Ristoro in Cascine Orsine

Stufiamo a fuoco lento la parte bianca del porro con 2 cucchiai d’olio, mezzo pugno di mandorle tritate grossolanamente, 3 rametti di rosmarino. Sfumiamo con 2 bicchieri di brodo e copriamo con un coperchio. Quando la zucca sarà cotta e intiepidita, con un cucchiaio separiamo la polpa dalla buccia direttamente nella casseruola del soffritto, copriamo la zucca con il brodo, leviamo il coperchio, i rametti di rosma-

piubenebio.it

Teff, quinoa, miglio e riso sono naturalmente senza glutine. Questi nuovi prodotti, ottimi per la colazione e la merenda, fanno parte della linea senza glutine Più Bene e non contengono olio di palma. 35


oggi in cucina con lo chef Martino Beria

ingredienti per 50 ravioli

ravioli allo zafferano con broccoli e tempeh semi di canapa decorticati senza glutine I semi di canapa sono fonte di proteine e di fibre e si prestano agli utilizzi più svariati: possono essere aggiunti a insalate, frullati e impasti di pane e grissini.

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per la farcia • 200 g di broccoli • 150 g di tempeh al naturale • 20 g di semi di canapa decorticati

FILIER A ECOR

farina di grano tenero tipo “2” Dal campo alla tavola con la filiera Ecor: scoprite la farina di grano tenero tipo “2”, semintegrale e più ricca di fibre rispetto alla “0” e “00”. Macinata a pietra, è perfetta per la pasta fatta in casa e per la panificazione.

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ECOR

per la pasta fatta in casa • 200 g di farina tipo “2” • 40 ml d’acqua • 1 bustina di zafferano • sale q.b.


ricetta di Martino Beria. Foto di Arbo Vegan Consulting

• olio extravergine d’oliva q.b. • sale q.b. per guarnire • olio extravergine d’oliva • semi di canapa decorticati • scorza grattugiata di 1/2 limone • pepe Preparate l’impasto per la pasta fatta in casa mescolando alla farina il sale e la polvere di zafferano e poi aggiungendo l’acqua poco a poco, impastando con le mani fino a ottenere una palla.

BIO APPETÌ

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tempeh L’usanza orientale di consumare la soia dopo un processo di fermentazione, così da renderla più digeribile, è arrivata anche nella nostra cucina. Il tempeh al naturale può essere utilizzato per la preparazione di ripieni, di stufati oppure cucinato saltandolo in padella.

Lasciate riposare l’impasto in frigorifero per almeno 20 minuti, avvolto in un foglio di pellicola trasparente. Nel frattempo, lavate e tagliate il broccolo a piccoli alberelli che spadellerete in una padella antiaderente con olio e sale. Tagliate il tempeh a pezzettini e, come avete fatto con il broccolo, fatelo saltare in padella con olio e sale fino a che non si sarà dorato. In un mixer, frullate assieme il broccolo, il tempeh e un cucchiaio abbondate di semi di canapa, a velocità bassa per 1 minuto o fino a che non otterrete una farcia densa e ben amalgamata. Togliete l’impasto dal frigo, tagliatelo a pezzi e stendete la pasta ottenendo una sfoglia rettangolare di circa un millimetro.

Posizionate al centro della sfoglia un cucchiaino di impasto, distanziando ogni pallina di farcia 2-3 centimetri dall’altra. Coprite con una seconda sfoglia, premete leggermente intorno alla farcia e poi ritagliate i ravioli con l’aiuto di uno stampo o di una rotella. Cuocete i ravioli in acqua bollente salata per 2 minuti, scolateli per bene e serviteli condendoli con olio extra vergine d’oliva, una macinata di pepe nero, la scorza di limone grattugiata e una pioggia di semi di canapa decorticati. Un piatto semplice ma originale, adatto anche per il menù delle Feste.

SIRISSI

zafferano italiano macinato Lo zafferano, ossia i preziosissimi stimmi rosso scarlatto del piccolo e fragile crocus sativus, è largamente impiegato in cucina per arricchire e dare un tocco di colore a primi piatti, salse e ripieni. Già macinato, è pronto per essere utilizzato.

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i nostri progetti

adotta un albero A Cortellazzo (VE) sta nascendo un organismo agricolo dalle caratteristiche molto peculiari e distintive. Si tratta infatti di un progetto nato dalla volontà di concentrare in un corpo unico le attività che “la San Michele”, l’azienda agricola nata nel 1987 nei pressi di Conegliano Veneto su impulso di alcuni dei fondatori di EcorNaturaSì, nel corso dei decenni ha dovuto sviluppare nei territori compresi tra Manzana, Spresiano, Breda di Piave. Il sito di Cortellazzo, invece, permette di affiancare all’attività agricola biodinamica - comprensiva di colture a pieno campo e serre, così come di stalla e di pascolo - attività di vera e propria formazione e di fattoria didattica, di vendita di prodotti agricoli e di visita per chi, come i turisti nella stagione estiva, arriva in quei luoghi. Tutto questo prefigura al contempo lo sviluppo di una 38

vera e propria oasi dove trovare l’habitat naturale per tante e diverse specie vegetali e animali. Un’azienda biologica e biodinamica ricopre anche il ruolo di modellatore del paesaggio, di cui ne tutela la biodiversità e l’ecologia. In questi primi due anni l’azienda agricola ha vissuto il passaggio di conversione al biologico, con l’aiuto della pratica del sovescio, adatta a disintossicare il suolo dalle pratiche dell’agricoltura convenzionale e a recuperarne la fertilità. Contemporaneamente, sui 143 ettari sono stati recuperati i canali di irrigazione e sono in corso lo scavo di un bacino idrico e la costruzione della stalla; sono stati inoltre messi a coltura i primi ortaggi e le patate. L’attività è quindi in continuo avanzamento, e non mancano le occasioni di coinvolgimento della comunità, come la

bella giornata di “Porte Aperte” che nel mese di giugno ha consentito a centinaia di visitatori di camminare per i campi, e di poter quindi toccare con mano la nascita del nuovo organismo agricolo, che coincide con la ripopolazione di piante e di insetti o animali che tornano a dimorare questo luogo. E pensare che siamo solo agli inizi! Allo sguardo di chi oggi, come i partecipanti all’iniziativa di giugno, arrivasse alla San Michele a Cortellazzo, si presenterebbe lungo fino all’orizzonte un viale di pini affiancato, da un lato e dall’altro, da campi. Un’impressione a cui siamo abituati, ormai, ma che è il risultato di decenni di colture intensive che hanno eliminato tutto quanto era “superfluo” come gli alberi e le siepi che circondavano i campi. Un paesaggio quindi atipico che non si concilia con gli intenti di un’azienda biodinamica che, nella fattispecie, ha elaborato anche un piano per il recupero della biodiversità della fauna e della flora locale. In altri termini, questo significa piantumare ventimila tra siepi e alberi che formeranno filari, barriere frangivento, boschi e boschetti; lungo tutto il perimetro degli appezzamenti, l’azienda ha già messo a dimora numerose varietà vegetali con, appunto, finalità ecologiche e ambientali. Durante la primavera si susseguiranno fioriture di vari colori che favoriranno anche la presenza ed il lavoro delle api. Nelle siepi si alternano crespino (Berberis vulgaris), sanguinella (Cornus sanguinea), corniolo (Cornus mas), nocciòlo (Corylus avellana), Cotinus coggygria, olivello spinoso (Hippophae rhamnoides), fusaggine (Euonymus europeaus), ginepro (Juniperus communis), ligustro comune (Ligustrum vulgare), ciliegio canino (Prunus Mahaleb), phillyrea angustifolia, nota con il nome comune di ilatro sottile, prugnolo selvatico (Prunus spinosa), spino cervino (Rhamnus cathartica), rosa canina (Rosa canina), frangola (Rhamnus frangula), salice rosso (Salix purpurea), sambuco comune (Sambucus nigra), tamerice comune (Tamarix gallica), viburnum lantana, viburnum opulus, salicone (Salix caprea). Molto deve essere ancora fatto, e qui entri in gioco tu! Adottando un albero potrai avere in azienda “il Tuo Amico Albero”, vederlo crescere, fiorire e produrre i suoi frutti selvatici. Con 10 euro potrai scegliere di contribuire alla creazione di boschetti dove troveranno posto l’ippocastano (Aesculus hippocastanum), il carpino bianco (Carpinus betulus), l’acero campestre (Acer campestre), il bagolaro (Celtis australis), il frassino meridionale o frassino ossifillo (Fraxinus angustifolia), il gelso bianco o moro bianco (Morus alba), il gelso nero (Morus nigra), il pioppo bianco (Populus alba), il


leccio (Quercus ilex), la farnia (Quercus robur), il salice bianco (Salix alba), il tiglio nostrano (Tilia platyphyllos), l’olmo campestre (Ulmus minor). Un albero accoglie forme di vita vegetali, offre dimora, riparo e cibo per piccoli insetti, api, uccelli ed altri mammiferi; col suo legno si riscaldano e si costruiscono case e manufatti. Donare un albero significa, molto concretamente, renderne possibile la piantumazione e la pacciamatura, la copertura del terreno con uno strato di materiale organico per impedire la crescita delle malerbe, mantenere l’umidità nel suolo, proteggere il terreno dall’erosione e dall’azione della pioggia battente, evitare la formazione della cosiddetta crosta superficiale, diminuire il compattamento e innalzare la temperatura del suolo; aiutarlo e proteggerlo nei primi cicli del suo sviluppo con opportuna concimazione e con apposite reti protettive; partecipare attivamente alla creazione e alla cura di un paesaggio in cui armonicamente si alternano campi, siepi, fossi e stagni. I boschi e tutte le aree naturali sono infatti parte dell’organismo agricolo come le colture stagionali, diversificate e a rotazioni. Un albero è un patrimonio, è vita: ne hanno bisogno la San Michele, gli esseri della natura e tutti noi!

Perché l’albero ha un costo di 10 € Per consentire tutto il processo, dalla ricerca della pianta alla sua cura, la San Michele ha provveduto a: - preparare il terreno in cui metterlo a dimora; - rendere fertile il terreno con il compost e i preparati biodinamici; - seminare un’area di terreno con delle essenze erbacee che si consociano con quelle arboree; - selezionare l’albero tra quelli certificati ed approvati tra le specie autoctone adatte al territorio; - metterlo a dimora e irrigarlo; - preparare la pacciamatura con materiale organico per difenderlo dalle infestanti; - potarlo e difenderlo da tutte le avversità La San Michele è di proprietà della Libera Fondazione Antroposofica Rudolf Steiner, che non ha scopo di lucro e che reinveste in attività agricole ed educative i suoi proventi.

Segui l’iniziativa su www.biodinamicasanmichele.it e adotta anche tu un albero: è un gesto con cui puoi contribuire all’evoluzione ecologica di una piccola parte del nostro grande pianeta!

i nostri consigli

RAAB Maca in capsule La maca, nota anche come Ginseng andino, è una pianta tipica delle Ande peruviane, le cui radici venivano utilizzate dalla popolazione contadina in occasione dei riti nuziali. Importate in Europa dagli spagnoli nel XVI e XVII secolo, sono conosciute per la loro azione tonica e di sostegno metabolico. Questo integratore è preparato con concentrato in polvere di radici di maca provenienti esclusivamente da coltivazioni biologiche controllate ed è adatto ad una dieta vegana. Si consiglia l’assunzione di 3-5 capsule al giorno, con un sorso d’acqua. RAAB Rodiola in capsule La rodiola rosea è un arbusto che cresce in ambienti gelidi e terreni duri, conosciuta anche come “radice d’oro”. È una fonte naturale di vitamina C, che contribuisce al normale funzionamento del sistema nervoso e immunitario. Si consiglia l’assunzione di due capsule al mattino, a stomaco vuoto e con abbondante acqua. RAAB Curcuma in compresse La curcuma, detta anche zafferano delle Indie, è utilizzata da centinaia di anni nella medicina ayurvedica per le sue

proprietà benefiche. È una fonte naturale di curcumina, sostanza vegetale che conferisce alla pianta il caratteristico colore giallo-arancio acceso. Si consiglia l’assunzione di questo integratore alimentare nella dose di 10 compresse al giorno, con un sorso d’acqua. GIARDINO BOTANICO DEI BERICI Curcuma in polvere Tra le specie di curcuma esistenti, quella più conosciuta ed utilizzata è quella detta longa o domestica, pianta appartenente alla famiglia dello zenzero e del cardamomo. È largamente impiegata nella cucina orientale per la preparazione del curry e per colorare piatti tipici. Il suo aroma ricorda il pepe, l’arancia e lo zenzero. VALVERBE Tisana echinacea Una tisana ideale da gustare nella stagione invernale, grazie all’echinacea, una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Composite, nota sin dall’antichità per le sue proprietà. Oltre alla radice di Echinacea angustifolia, questa tisana è preparata con scorze di limone, radice di altea, cinorroidi di rosa canina, fiori di karkadè e sambuco in frutti, piante utili per favorire le fisiologiche difese immunitarie.

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consigli per orto e terrazzo di Paolo Pistis

come posso proteggere il mio orto e le mie piante dal freddo? Se piove troppo cosa devo fare? In questi ultimi anni le temperature medie si sono alzate e abbiamo potuto inserire nelle campagne, negli orti e nei giardini delle piante che in passato non avrebbero superato l’inverno come l’agave o la fejoia. Capita ancora, però, che le temperature scendano al di sotto dello zero. Questo è molto importante, perché la terra e l’ecosistema ne beneficiano, ma ci impone anche di trovare delle soluzioni per proteggere le nostre piante più sensibili, come ortaggi, piante ornamentali o da frutto.

Nell’orto possiamo allestire una serra, piccola o grande che sia, oppure, se abbiamo pochissimo spazio, coprire alcune piante con una cassetta di legno a sua volta ricoperta di un telo plastico. Questo ci permetterà di raccogliere un po’ più tardi, ma anche di seminare anticipatamente a fine inverno. In una serra di dimensioni contenute, per esempio, poniamo con un colmo di 180 cm e una lunghezza di 200 cm, possiamo introdurre delle taniche d’acqua che assorbiranno il calore del giorno e lo rilasceranno lentamente durante la notte, impedendo che

la temperatura scenda troppo. Per le piante da giardino o per alcune piante da frutto si potrà fare una pacciamatura consistente con la paglia, intorno ai 40 cm, che manterrà protette le radici in cui durante l’inverno si concentrano le forze vitali delle piante. Altre piante di dimensioni contenute potranno essere coperte con il “tessuto non tessuto”. Nel periodo autunnale, particolarmente tra fine ottobre e metà novembre, le precipitazioni sono molto intense. È il momento in cui si percepisce che la stagione cambia e l’elemento dell’acqua diventa

Tofu natur

Per offrirti un tofu delizioso, abbiamo selezionato, con l’aiuto di cento agricoltori biologici in Germania, Austria e Francia, una soia dalle preziose caratteristiche. Il progetto, frutto dell’importante e sinergica collaborazione con i produttori che ci conferiscono la soia, è fondato sulla collaborazione e sul rispetto reciproco.

Soia origine Europa

DE-ÖKO-007 EU-Agricoltora

Life Food GmbH ‡ Bebelstr. 8‡79108 Freiburg / Germania ‡ZZZWDLIXQWRIXLW

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preponderante, le riserve idriche si riempiono e la terra si gonfia dell’acqua del cielo. È molto importante che questo accada: porta equilibrio alla siccità dell’estate. Il nostro orto, però, dovrà essere pronto ad accogliere queste grandi quantità d’acqua e, soprattutto, a farne scorta. Ciò potrà avvenire se il terreno è soffice e non ha zone compattate dove l’acqua non riesce a penetrare. Scavando gallerie, i lombrichi aumentano molto la permeabilità del suolo, sarà quindi importante averne in abbondanza. Per fare scorta d’acqua dovremo avere humus nel suolo: l’acqua sarà una benedizione se avremo lavorato bene. L’unico problema saranno gli schizzi e il danno che si crea al suolo con la pioggia battente. Potremo ovviare con una buona pacciamatura che frena l’acqua e la fa scendere lentamente nel nostro suolo ben lavorato, ricco di lombrichi e di humus.


consigli per la spesa ECOR

ACHILLEA

panettone senza uvetta e scorze di agrumi canditi, farcito con crema al cioccolato Dorato e morbido, questo panettone è frutto di una lenta lievitazione naturale, con pasta madre acida. Reso goloso da una deliziosa crema al cioccolato fondente, non può mancare nei momenti di festa e come gustoso dono natalizio.

succobene goji

Ottenuto dalla spremitura di bacche coltivate prevalentemente nella zona dell’Himalaya e nelle regioni del Tibet, è un succo dal gusto lievemente aspro e aromatico, piacevole e dissetante. Viene proposto in bottiglia da 330 ml in vetro scuro, con tappo a vite.

R APUNZEL

tahin – crema di sesamo Disponibile nei due formati da 250 e da 500 grammi, è preparata con sesamo in purezza. Ottima spalmata sul pane, arricchisce le preparazioni della cucina asiatica e mediorientale, insaporendo verdure e salse come, ad esempio, l’hummus.

MULINI REALI

pane azzimo senatore cappelli È preparato senza aggiunta di lievito, utilizzando la farina di grano duro Cappelli coltivato con metodo biologico in zone incontaminate del Sud Italia. A tavola è ideale per accompagnare verdure e formaggi, ma si presta anche a utilizzi più elaborati: provatelo per preparare lasagne e millefoglie salate.

PERL AGE

Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG “Col di Manza” extra dry millesimato Di colore giallo paglierino, con intensi rifl essi verdolini, è un prosecco 100% da uva Glera. Si abbina perfettamente a minestre di legumi, primi piatti conditi con sughi delicati, frutti di mare e formaggi freschi. Si consiglia di servirlo a 8-10 °C.

SCHREDER

pane di segale integrale Profumato e aromatico, è preparato con farina di segale, un cereale tipico della tradizione gastronomica del Nord Europa e delle regioni montane. È un pane rustico, dal gusto intenso e particolare. Già tagliato a fette, è ottimo con marmellata, miele o formaggio, salumi o affettati vegetali.

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salute e benessere a cura di Weleda

prepariamoci ad affrontare la stagione fredda Durante il periodo invernale, quando le giornate si accorciano, bisogna assicurare un adeguato apporto di luce all’organismo. In inverno, infatti, le nostre giornate sono caratterizzate da lunghe ore di studio, di lavoro o di gioco, con una minore attività all’aria aperta, a contatto con la natura. La vita quotidiana, in questo periodo, è caratterizzata da un alacre affaccendarsi accompagnato spesso dall’affanno di riuscire a farcela con tutto. Se siamo colti da un improvviso raffreddamento, possiamo ricorrere ai semplici rimedi della tradizione come una tisana di fiori di tiglio e miele, un pediluvio con acqua calda e coprirci con una coperta di lana. Possiamo anche supportare il nostro organismo con l’olivello spinoso. Questo arbusto, dalle piccole bacche arancioni, ha immagazzinato forze di

luce, concentrate anche grazie all’intensa vitalità delle sue radici, che affondano e si diramano in terreni poveri e ghiaiosi in cerca di acqua. Assunto quotidianamente diluito in acqua, in forma di succo o di sciroppo, l’olivello restituisce quanto aveva interiorizzato durante la maturazione dei suoi frutti aspri che adornano i rami spinosi. Prospera alla luce e al calore del sole, concentrando nel succo delle bacche vitamina C in grande quantità, per le sue caratteristiche diventa quindi riserva e fonte di calore e energia luminosa. È ottimo anche da dare ai bambini per aiutarli ad affrontare meglio i rigori invernali. Siamo abituati a parlare di sistema immunitario e sappiamo di doverlo sostenere in modo mirato: le risorse per la difesa dagli agenti esterni sono localizzate nel

tessuto linfatico delle tonsille all’ingresso delle vie respiratorie e lungo le pareti dell’intestino. La cura dell’alimentazione, con una cottura dei cibi che li renda di qualità adatta all’assimilazione, agirà dal basso, mentre dall’alto influirà in modo prevalente la qualità degli ambienti dove trascorriamo le giornate o dormiamo la notte. Non possiamo, né vorremmo, esimerci da una vita sociale che spesso si svolge in ambienti in cui trascorriamo la maggior parte del nostro tempo, ben curati ma non particolarmente favorevoli alla nostra salute, con luce artificiale e riscaldamento inadeguato. L’Echinacea angustifolia è una pianta ben conosciuta, prima che da noi, dagli Indiani d’America che la usavano per guarire ferite e curare infezioni. È una pianta adatta a risvegliare il sistema immunitario perché sia vigile e pronto a percepire gli attacchi esterni, provvedendo così a dare un’efficace risposta immunitaria. Esistono compresse a base di echinacea, calendula e camomilla che possono aiutare l’organismo ad affrontare le conseguenze degli sbalzi climatici. La combinazione di queste tre piante, infatti, favorisce la fisiologica funzionalità

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La Pasta senza glutine biologica Leila ® natura e sapore, è senza emulsionanti trafilata al bronzo ed essicata lentamente realizzata in differenti formati e ricette: 100% mais, riso e mais, grano saraceno.

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della mucosa orofaringea e delle prime vie respiratorie. Per i bambini è sufficiente mezza compressa triturata tra due cucchiaini: l’apprezzeranno particolarmente. Non conosco un bambino nel mio studio che rifiuti una di queste compresse balsamiche. Dopo un primo mese di assunzione insieme allo sciroppo o al succo di olivello spinoso, di solito consiglio di alternare un mese solo con l’uno ed il successivo con l’altro prodotto. Insieme aiutano l’organismo non solo a prepararsi ai rigori dei raffreddamenti, ma anche a rispondere agli attacchi ripetuti dall’esterno, durante il corso dell’anno. L’ambiente intorno a noi ci è anche estraneo e non sempre ne teniamo conto, invece ogni cosa che entra dobbiamo farla nostra, persino un sorso d’acqua. Anche un colpo di freddo o piedi rimasti troppo a lungo freddi possono farci ammalare e così germi, virus o batteri attecchiscono, provocando sintomi irritativi: le mucose si arrossano, la gola brucia e arriva anche la tosse. I Licheni, vegetali di grande vitalità sono un ottimo rimedio e un supporto in caso di tosse: essi, infatti, esprimono la capacità di utilizzare in grande equilibrio le qualità di acqua, aria, luce e terra, elementi vitali di alghe e funghi. L’eco di queste qualità risuona nelle funzioni dell’apparato respiratorio dove acqua, aria, luce e terra si incontrano. I Licheni restituiscono alle vie respiratorie la capacità di ben regolare la produzione di muco, il giusto equilibrio tra fase acquosa e fase solida, grazie alle proprietà benefiche degli acidi lichenici. Di solito, in caso di tossi catarrali, consiglio uno sciroppo a base di miele e contenente ben quattro diversi tipi di Licheni: Cetraria islandica, Cladonia rangiferina, Usnea barbata, Lobaria pulmonaria. È sufficiente diluire da 2,5 a 5 ml in una bevanda calda (acqua o tisana) e di assumerlo 3 volte nell’arco della giornata. I bambini lo apprezzano molto, grazie anche al gusto dolce del miele. È importante, in generale, rispettare sempre dei ritmi adeguati in modo da favorire la ripresa. Il sonno, i pasti, una buona digestione, le funzioni del nostro corpo, che si svolgono normalmente quando stiamo bene, vanno particolarmente curate nella malattia e durante la convalescenza.

Dr.ssa Laura Borghi Medico antroposofo, Presidente della Società Italiana di Medicina Antroposofica (SIMA); Membro del Consiglio Direttivo dell’International Federation of Anthroposophic Medical Associations (IVAA).

i nostri consigli

DR. HAUSCHKA Crema detergente La crema detergente, a base di calendula, camomilla, iperico, antillide e mandorla deterge la pelle del viso delicatamente e in modo accurato. Una pulizia delicata con la crema detergente è il rituale di detersione per la mattina e per la sera, indicato per ogni condizione di pelle: aiuta a preservare il suo naturale film idrolipidico e la prepara alle fasi successive del trattamento, lasciando l’incarnato roseo, fresco e luminoso. BENECOS Deo spray aloe vera Il deodorante spray all’aloe vera della Linea Natural Care è a base di ingredienti deodoranti naturali, tra i quali l’acido citrico e la salvia. Privo di cloruro d’alluminio, lo trovate nel pratico formato spray ed è adatto ad ogni tipo di pelle. La miscela di estratti vegetali vi manterrà freschi a lungo. VILLA LODOLA Shampoo e balsamo Lucens Lo shampoo e il balsamo della linea Lucens sono particolarmente indicati per i capelli colorati, prolungando la brillantezza del colore. Lo shampoo deterge delicatamente, lasciando i capelli lucenti e corposi grazie agli agenti condizionanti; il balsamo apporta nutrimento e luminosità, rendendo i capelli più facilmente pettinabili.

VALVERBE Tisana rilassante A base di fiori di tiglio, foglie e fiori di biancospino e scorza di arancio dolce, questa tisana è perfetta per favorire un fisiologico effetto rilassante in tutte le situazioni di stress psico-fisico. Per beneficiare di tutte le sue proprietà, se ne consiglia l’assunzione due volte al giorno, preferibilmente nel pomeriggio e alla sera. VALVERBE Tisana frutti rossi Una tisana perfetta per riscaldarsi nelle fredde giornate invernali o per iniziare al meglio la vostra giornata. Nasce dalla combinazione di rosa canina, karkadè, bacche di sambuco, foglie di fragola, di lampone e di ribes nero, piante provenienti da coltivazioni di alta montagna e da raccolta spontanea nei boschi.

Consigli per una domenica di relax: • una tisana ai frutti rossi per iniziare la giornata • un’accurata pulizia del viso • una buona cura dei capelli • una passeggiata con passo spedito • al rientro rinfreschiamoci con l’aloe • distesi sul divano godiamoci una tisana rilassante assieme ad una buona lettura.

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Foto di momaphotographers

green generation

Abbiamo incontrato Anna Fiscale in una pausa dai suoi numerosi impegni. Nonostante il molto lavoro è riuscita a dedicarci qualche ora parlandoci di sé e della sua affascinante attività. Di lei colpiscono subito la pacatezza e la semplicità con cui si pone con le persone e il parlare sempre al plurale, quasi che l’“io” si sia fuso già da tempo con il “noi”. Studio, passione e tanta creatività Un percorso approfondito di studi in economia e diverse esperienze a Bruxelles, in India e ad Haiti: di sicuro un bel curriculum! Ma Anna ha anche una seconda passione, la moda. “Già da quando ero piccola”, ci racconta, “personalizzavo i 44

miei jeans, magari acquistati in una bancarella, dando loro nuova vita: un disegno, un colore o un inserto. Et voilà il gioco era fatto”. Da una semplice passione alla realizzazione del sogno il passo è stato breve. Il Progetto Quid: bello e buono A soli 28 anni Anna è a capo del Progetto Quid, fresco e innovativo, che lega l’aspetto imprenditoriale, le finalità sociali e il tema della sostenibilità ambientale. Non a caso quel “quid” in più che tiene uniti i vari mondi è racchiuso nel logo: una semplice molletta. “Il progetto è nato dalla volontà di creare qualcosa di bello a Verona nell’ambito sociale”, inizia a raccontare, e, visti i traguardi raggiunti, si

può dire che ci sia proprio riuscita. Mettendo insieme tutte le sue conoscenze ed esperienze, assieme ad alcuni amici, ha creato un progetto il cui obiettivo principale è quello di aiutare persone in difficoltà e svantaggiate. Così comincia l’avventura di Anna e del Progetto Quid. Inizialmente con l’intento di trovare capi invenduti, valorizzarli e rivenderli; in seguito prevedendo il recupero di tessuti di fine serie e con piccoli difetti (dei grandi nomi della moda) per creare e vendere capi unici a prezzi accessibili. Grazie agli aiuti e ai contributi iniziali di importanti aziende e fondazioni, nel 2012 il progetto ha preso vita come associazione di promozione sociale, per

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Anna, tra etica ed estetica


poi trasformarsi, nel 2013, nella cooperativa sociale Quid. Oggi, grazie al lavoro di una quarantina di persone, per la maggior parte creativi locali e donne anche dal passato travagliato (sfuggite alle tratte umane e lavorative, al mondo della droga e dell’alcolismo, alcune con invalidità, ex-detenute o rifugiate politiche), vengono realizzate due collezioni all’anno, affiancate da collaborazioni con importanti aziende di moda, del biologico/ecologico e del commercio equosolidale. I capi vengono venduti presso lo store di Verona, in Via Mazzini, in quello di Vallese di Oppeano (VR) e in una quindicina di altri corner in Italia e a Zurigo. Ma Quid punta a diventare “il braccio etico” delle aziende italiane che vogliono dedicarsi ad attività con finalità sociali. Le persone prima di tutto Anna spiega quanto sia stato fondamentale bussare alle porte delle imprese per farsi conoscere e per costruire reti sociali: nonostante i molti “no” e i “riprovi domani”, diversi imprenditori “illuminati” hanno creduto in Quid e hanno permesso al gruppo di crescere. Anna non potrebbe essere più contenta: “Il bene autogenera bene e tante porte chiuse si aprono. Lo fai non per te, per fatturare di più, ma perché hai sulle spalle e nel cuore le storie di tante persone”.

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Anna dei miracoli A livello locale, Quid è stato da subito recepito bene, anche perché, come ci dice Anna, “probabilmente il territorio aspettava qualche progetto nuovo, innovativo e fatto da giovani”. Anche l’Europa attendeva un progetto come il loro, al punto da conferire, nel 2014, il Premio europeo per l’innovazione sociale. Qualificano Quid anche le iniziative correlate, come il progetto “Yeah”, portato avanti da un gruppo di ragazzi che condivide i valori e le tematiche sociali e che, attraverso incontri e corsi di formazione e consulenza, vuole dare ad aziende e privati gli strumenti per gestire al meglio la disabilità propria o altrui. Un’altra iniziativa intrapresa da Quid è il progetto con le detenute della Casa circondariale di Verona-Montorio. Questa volta il “quid” è rappresentato dalla volontà di creare un ponte tra l’interno e l’esterno del carcere, in modo che “le ragazze più motivate, una volta scontata la pena, possano rivolgersi a Quid e abbiano un’opportunità di lavoro nel nostro laboratorio”. Valorizzare i propri talenti Parlando delle donne che lavorano come sarte, racconta di storie di “bellezza e fatica”, ma anche di come si ritenga molto fortunata, soprattutto perché può investire le sue giornate lavorative e la sua vita in un progetto “buono”, in cui esprimere

A pagina 44: al centro Anna Fiscale con le creative dell’ufficio stile di Quid, Cristina Lavezzari e Valeria Valbusa. In questa pagina: in alto parte del laboratorio produzione con esposta la collezione. Sullo sfondo gli uffici amministrativo e commerciale.

al meglio valori e talento, mettendoli a servizio delle comunità e delle donne con cui lavora. “Avrei faticato molto con un lavoro fine a se stesso, senza dei valori e senza dare la possibilità alle persone di realizzarsi. Non solo di portare a casa un salario per la loro famiglia, ma anche di creare un progetto di vita”. Ecco, questa è Anna e questa la sua storia. Se vuoi avere maggiori informazioni sulla sua attività o acquistare i prodotti di Quid, puoi scrivere ad Anna all’indirizzo info@progettoquid.it

Sotto, in primo piano, Silvia Avesani addetta alle confezioni e nello sfondo una collega nel laboratorio produzione. Qui sopra lo staff degli uffici commerciale e amministrativo. Partendo da sinistra Marta Bergamini (uff.commerciale Italia), Valeria Valbusa (ufficio stile), Giorgia Cameraria (back office). Prima da destra Ilaria Coltro (sviluppo/formazione del personale negozi), Anna Fiscale (Presidente), Cristina Lavezzari (ufficio stile), Lisa Guerra (uff.commerciale estero).

www.progettoquid.it 45


la natura sotto casa di Gianumberto Accinelli

illustrazione di Marco Trevisan

l’inverno degli insetti

Il grande cerchio della vita ha ormai esaurito le sue luminose giornate di sole e ci ha condotto nella stagione delle lunghe notti e dell’aria tagliente. Le magliette sono riposte nel cassetto mentre i maglioni e le giacche pesanti ingombrano i nostri appendiabiti. La nostra specie, l’Homo sapiens sapiens, affronta la stagione fredda con la tecnica ed è riuscita, in questi ultimi anni, a far splendere all’interno delle sue case un’eterna primavera artificiale. Mentre fuori urla e fischia la tormenta, noi, sprofondati nelle poltrone, ci godiamo il tepore dei termosifoni. Gli altri organismi viventi, legati in modo indissolubile al clima, sono costretti a subire l’alternanza delle stagioni e, proprio in questo periodo, devono fronteggiare il freddo e il gelo. In realtà, le specie che si sono evolute nei nostri climi non si fanno spaventare dalle basse temperature, in quanto hanno 46

passato milioni e milioni di inverni, munendosi, anno dopo anno, di idonee strategie per superarli in modo egregio. Prendiamo, per esempio, le farfalle: esse passano la fredda stagione protette nell’involucro spesso e duro della crisalide (lo stato intermedio tra il bruco e la farfalla). Le farfalle notturne fanno addirittura di meglio: la crisalide attende il sole della primavera chiusa in un caldo bozzolo di seta. Protette da queste strutture, le farfalle entrano in “diapausa” – il letargo degli insetti – un processo che rallenta il metabolismo e consente di non nutrirsi per lunghi mesi. L’eccezione che conferma la regola esiste anche nel mondo delle farfalle e prende il nome di “vanesse dell’ortica”. Questi lepidotteri, infatti, trascorrono il rigido inverno come adulti immobili e nascosti in qualche anfratto, come il folto di una siepe, una cantina poco frequentata oppure una vecchia casa ormai abban-

donata. L’inverno, però, concede talvolta delle tregue: il cielo si apre, il sole fa capolino tra le nuvole e l’aria tersa si riscalda. Il profumo di primavera anticipata sveglia le vanesse che escono dai loro ripari per sgranchirsi le ali. Le coccinelle affrontano le avversità invernali riunendosi in gran numero sotto dei massi, oppure in anfratti vicini agli infissi o, ancora, nel buio di qualche stanza chiusa da tempo. Il senso di questi raggruppamenti risiede nell’arma più efficace posseduta da questi insetti: il colore. In pratica il rosso è un messaggio che le coccinelle lanciano ai loro potenziali predatori e il suo significato è: “attenzione, pericolo, sono velenosa!”. Il corpo delle coccinelle, infatti, è velenoso (vedi magazine di settembre-ottobre). Riunite in gruppo, esse riescono ad amplificare la loro “voce” ottenendo un risultato repulsivo maggiore. In pratica, usano lo stesso meccanismo di un coro di voci umane che, unendo tanti singoli, aumenta il volume del canto. Questi insetti non usano solo il raggruppamento per affrontare l’inverno, ma anche la diapausa, grazie alla quale eliminano la necessità di alimentazione. Talvolta può succedere che qualche coccinella esca dal coro per farsi tentare dalla primavera artificiale delle nostre case. In pratica s’intrufola nelle nostre stanze con la speranza di passare i mesi invernali al caldo. Contrariamente a noi, che siamo capaci di vivere in un mondo parallelo a quello naturale, la coccinella non può disobbedire alle leggi del bosco. Chiusa nelle nostre case, essa non entra in diapausa e quindi sente lo stimolo della fame. Fame ovviamente insaziabile, dato che non c’è cibo per lei nella nostra dispensa. Quindi quando trovate una coccinella disobbediente entrata di soppiatto nel nostro mondo fatele un favore: liberatela fuori al freddo e al gelo. La natura intelligente saprà occuparsi di lei. Passiamo ora agli insetti che sfidano l’inverno nel migliore dei modi: le figlie del sole, le api. Quando la temperatura si abbassa, la famiglia delle api si raduna nel punto più profondo dell’alveare e forma un ammasso, chiamato glomerulo, al cui centro risiede la regina. Le singole operaie contraggono i forti muscoli toracici rilasciando energia sotto forma di calore. Grazie all’azione coesa di ogni singola ape, la temperatura interna all’alveare rimane stabile intorno ai 24 °C. Le api producono calore grazie alla loro capacità di immagazzinare la primavera sotto forma di miele. Così come la nostra specie “mette nel vaso” i frutti della bella stagione attraverso le conserve, allo stesso modo l’ape preleva il nettare dai fiori che sbocciano durante i mesi caldi e lo trasforma in miele. Quando la natura si prende una pausa e ritrae i suoi colori dai campi, il miele saprà donare un’eterna primavera alla famiglia delle api.


con te davanti allo scaffale

cioccolata che passione! Scusi, posso farle una domanda? Quando si fa la spesa tra una corsia e l’altra, nascono sempre interrogativi. Per rispondere ad alcuni di questi,s abbiamo chiesto a Elena, che da molti anni lavora in un negozio biologico, di raccontarci le conversazioni che avvengono davanti agli scaffali. In questo numero parliamo di cioccolata. D. Che differenza c’è tra il cioccolato che conosco e il cioccolato crudo? R. La differenza sta nel fatto che, per produrre il cioccolato crudo, le fave di cacao non vengono tostate. In questo modo le proprietà nutrizionali rimangono intatte. D. Ma il sapore è diverso? R. Il gusto cambia. Il cioccolato crudo è meno forte, ma molto più persistente in

bocca. È un alimento prezioso. Naturalmente non va usato in cottura, va proprio gustato crudo, abbinato a un buon caffè, aggiunto a scaglie su un’insalata di radicchio e avocado, oppure su una zuppa di zucca per dare un tocco davvero originale. E poi, ovviamente può diventare la decorazione sui nostri dolci. Nei nostri negozi trova un buon assortimento di tavolette, la granella, la polvere, il burro di cacao e le fave. L’offerta è ampia. Tanti tipi di cioccolato, anche con aggiunta di mandorle, nocciole, frutti rossi; al gusto di arancia, menta, vaniglia. E poi quello di Modica... D. Già! Com‘è fatto quello di Modica? R. Anche questo è un cioccolato lavorato a freddo, così lo zucchero aggiunto non si scioglie, rendendo granulosa e friabile la

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tavoletta. Caratteristici sono quelli speziati alla cannella, zenzero, peperoncino, vaniglia... D. Viene voglia di assaggiarli tutti! Le chiedo ancora una cosa. Mi consiglierebbe un dolce per accontentare dei bambini golosi? R. Le posso dire cosa preparo io con le tavolette di cioccolata; è un dessert semplice e veloce, dal successo garantito. Faccio sciogliere due tavolette di cioccolato. Aggiungo tre uova, 80 g di zucchero di canna, 150 g di farina semintegrale di tipo “2”, 250 g di ricotta, tre cucchiai di olio extravergine di oliva e una bustina di lievito per dolci. 45 minuti in forno e il gioco è fatto! In vista delle prossime festività le ricordo che può arricchire il pandoro o il panettone con una facile crema a base di mascarpone (che può tranquillamente sostituire con quello senza lattosio o con i prodotti a base di soia) alla quale aggiungere del cacao amaro. Grandi e piccini faranno festa, glielo garantisco. Auguri di Buone Feste e di un Felice Anno Nuovo da tutti noi dei negozi biologici. Arrivederci alla prossima domanda. D: domanda R: risposta

I FRUTTI DI UN VIAGGIO

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Quando dieci anni fa abbiamo fondato Flores Farm, è iniziato un viaggio destinato a durare ancora a lungo. Il nostro percorso ci ha condotti in molti paesi sulla Terra – sempre alla ricerca di frutta in guscio e frutta secca di varietà particolari. Ora potete trovare „i frutti di questo viaggio“ nel nostro assortimento, tutti di qualità bio e superiore. Noi diamo particolare importanza a processi di trasformazione delicati, per preservare l‘integrità degli acidi grassi termolabili e di altri pregiati componenti e per poter offrire la maggior parte del nostro assortimento in qualità idonea all‘alimentazione raw food.

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PREMIUM . BIO . FAIR . RAW Flores Farm GmbH . Filderstraße 45 . 70180 Stuttgart . www.floresfarm.com . E-Mail: contact@floresfarm.com . Telefon: +49 (0) 711 901 10 88-0 . DE-ÖKO-005

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l’angolo degli animali di Antonella Carteri, medico veterinario

strani comportamenti animali La comunicazione è fondamentale per la sopravvivenza di tutti gli esseri viventi e avviene per lo più mediante la trasmissione di segnali di tipo visivo, acustico e chimico (feromoni). Cani e gatti sono dotati di un gran numero di strutture per la produzione di feromoni. Nel cane assume una particolare importanza la presenza delle ghiandole sebacee poste nel solco intermammario. In entrambe le specie rivestono questa funzione le ghiandole periorali (diffuse nell’area del mento, delle labbra, della cute, del muso nei pressi delle vibrisse e delle guance), le ghiandole

ceruminose poste nel padiglione auricolare, le ghiandole della zona anale, le ghiandole poste sotto e sopra la coda e le ghiandole podali (diffuse nei cuscinetti plantari e nella cute della regione interdigitale). Il “grattamento” del suolo effettuato con le zampe anteriori e soprattutto posteriori in seguito a una marcatura urinaria o fecale, comporta la deposizione di feromoni secreti dalle ghiandole interdigitali. Le ghiandole podali possono secernere feromoni di allarme in situazione di stress. Anche l’urina contiene feromoni diversi a seconda dell’attività sessuale. Questa premessa è

necessaria per spiegare alcuni strani comportamenti dei nostri animali. Graffiatura Tipica del gatto, aiuta a rimuovere gli astucci cornei esterni delle unghie, a mantenere efficace il sistema di estensione e ritiro dell’artiglio e a marcare, lasciando così indizi visivi e chimici sul territorio. Quando un gatto domestico graffia ripetutamente un oggetto, può indicare uno stato di insicurezza o il bisogno di attirare l’attenzione del proprietario. Meglio abituare i gattini sin dall’età di 5-6 settimane all’utilizzo di un graffiatoio.

Se il graffiatoio viene posto lungo i percorsi abitualmente utilizzati, i gatti gradiranno la sua presenza; se, invece, si trova in un angolo della casa che a loro non è consono, può accadere che non lo utilizzino. Rincorrere la propria coda Gioco abituale nel gatto, è normale nel cucciolo, ma è patologico in età adulta, soprattutto se diventa un comportamento ossessivo-compulsivo. Di solito è tipico di cani ansiosi, soli e annoiati, o che non hanno socializzato da piccoli. Può caratterizzare, inoltre, cani allergici o essere causato da infestazioni massive di pulci. A seconda della causa, sarà utile: mantenere pulito e trattato adeguatamente il mantello, la compagnia di un altro cane, dedicare tempo al gioco. Poichè l’argomento è piuttosto corposo, l’articolo continua nel prossimo numero.

Dal cuore verde della Baviera un gusto tutto naturale

Dal cuore verde della Baviera, due golosi dessert. La confezione è divisa in due parti: una con yogurt cremoso al gusto naturale o vaniglia e l‘altra con crunchy, naturali o al cioccolato. Ideali per dare la giusta carica a colazione o per una deliziosa merenda.

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notizie da Baule Volante

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c’era una volta… il futuro che vogliamo Per raccontare questa storia bisogna partire un po’ da lontano. È il 1987 e nasce, a Bologna, una piccola impresa familiare che distribuisce in Italia i prodotti biologici Rapunzel. Al noto marchio tedesco si ispirerà anche per la scelta del proprio nome, che, con la rapida crescita dell’azienda, si farà conoscere ben presto nel mondo italiano del bio. Baule Volante è un luogo in cui si incontrano idee, principi e persone per incoraggiare scelte alimentari e di vita, basate sui valori del biologico. È un baule magico che contiene cose buone e preziose: il legame con la tradizione, lo

studio e la ricerca per ideare prodotti innovativi, la volontà e l’impegno per portare in tavola il miglior prodotto possibile. Per questo non ha mai smesso di crescere e rivoluzionarsi, di cambiare rimanendo in un certo senso sempre se stessa, fedele ai suoi intenti più profondi. Oggi l’azienda è alla vigilia dei suoi trent’anni, un traguardo al quale si avvicina percorrendo ancora una volta la strada del cambiamento. Col desiderio tanto di esprimere meglio la propria “personalità”, quanto di avere un dialogo ancora più vero con i consumatori, Baule Volante rinnova la veste grafica

dei suoi prodotti. Si tratta di una nuova identità visiva, che evoca gli elementi della natura e del paesaggio agrario, combinandoli con quelli della vita quotidiana, dei suoi momenti più genuini, in una composizione grafica suggestiva, ricca di dettagli. Le prime a rinnovarsi nel look sono le Fette Biscottate, storico prodotto a marchio, ma il nuovo packaging vestirà anche i nuovissimi Cereali soffiati senza glutine, amaranto, quinoa e grano saraceno, anche questi protagonisti della prima colazione, e i dolci natalizi, originali anche nella ricetta con Zucchero di Foresta,

dolcificante vegetale impiegato per progetti d’importanza ecologica e sociale e via via tutti i prodotti. Ricette tradizionali, quindi, e ricette nuovissime, o rivisitate per ottenere prodotti sempre migliori, tutti caratterizzati, ora da un linguaggio visivo più vicino alle persone e più coerente con l’immagine che l’azienda vuole dare di sè. Si tratta di un segno grafico semplice, come sono semplici i valori più significativi che Baule Volante vuole condividere e comunicare, ma accurato, con particolari che incantano chi ama “guardare” e raccontano molte storie che, intrecciandosi, disegnano la speranza sincera e concreta di un futuro sostenibile. New! Baule Volante vince il premio SANA Novità 2016, categoria Alimentazione biologica, con i biscotti Granomela.

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news dal mondo bio Le Cascine Orsine vi aspettano! Nei mesi di novembre e dicembre il Negozio e il Ristoro in Cascine Orsine hanno pensato per te un fitto calendario di eventi e incontri! Dove? A Bereguardo in provincia di Pavia. Si inizia il 6 novembre con il workshop dedicato al mondo delle erbe aromatiche: scopri come riconoscerle, coltivarle e utilizzarle. I formaggi sono la tua passione? Il 3 dicembre, durante l’orario del negozio, vieni alla degustazione gratuita dei formaggi delle Cascine, abbinati al “Farmer cocktail”, preparato con estratti di verdure bio. La giornata, organizzata dall’Associazione Infinitiform, prevede anche laboratori per bimbi con speciali capacità di apprendimento. Il 4 dicembre vieni a scoprire in negozio tutti i segreti di germogli e germogliati col workshop dedicato e, dal 10 dicembre, si entra in piena atmosfera natalizia con la degustazione di dolci e bevande

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bio delle feste seguita, il 16 dicembre, dall’assaggio in negozio di cibi e ingredienti low cost: stupirai tutti i tuoi amici e parenti! Vuoi rallegrare i tuoi pranzi e le tue cene con sfiziosi cocktail bio? L’11 e il 18 dicembre preparati a shakerare con noi! E durante le feste? •23 dicembre: Cena di Natale seguita dallo spettacolo teatrale alla Cascina Pirola; •25 dicembre: Natale in Cascine; •26 dicembre: Santo Stefano con ‘menù depurativo’; •31 dicembre: Veglione con cena e musica alle Cascine e alla Bio Risotteria. La Bio Risotteria è il nuovo spazio all’interno dell’Agri Hotel De La Ville di Bereguardo, a due passi dal Parco del Ticino, dove, dal venerdì alla domenica, potrai degustare i formaggi e il riso delle Cascine, cucinato per te da mani esperte. Il menù prevede un bis di risotti, una piccola degustazione di formaggi e acqua al costo di 19 euro. Inoltre verrai accolto con un bicchiere di vino biologico della zona. Per prenotare, chiama al numero

0382 930542 oppure scrivi a bereguardo1@naturasi.biz, specificando “per risotteria”. Siamo aperti durante le feste di Natale, vieni a trovarci! Non dimenticare, inoltre, i consueti appuntamenti del weekend: ogni sabato e domenica, dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 17, continua la mostra-mercato dell’orto; accompagnata dal mercato sull’aia nelle seconde domeniche del mese.

Bio Life 2016 Dal 10 al 13 novembre al quartiere fieristico di Bolzano torna anche quest’anno “Biolife”, la fiera dell’eccellenza biologica regionale. Ospitata all’interno della Fiera d’Autunno e abbinata a Nutrisan, il salone della corretta alimentazione e della salute, rappresenta un’occasione unica per entrare nel cuore del biologico. Perché andare? Per il fitto calendario di convegni, incontri con i produttori (ben 260!) e per le dimostrazioni pratiche dedicate a cuochi e chef amanti della qualità garantita. Tutte le info su: www.fierabolzano.it/biolife


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#insiemeperlaterra

naturasi.it/gift

regala un Natale bio un regalo che fa bene, alle persone a cui vuoi bene La Gift Card* è disponibile alle casse degli oltre 200 supermercati NaturaSì. Puoi scegliere di caricarla con un importo minimo di 25 euro fino a un massimo di 500 euro e ha validità di 12 mesi. La Gift Card NaturaSì può essere anche l’idea regalo per collaboratori e clienti della tua azienda. Scrivi a giftcard@ecornaturasi.it per maggiori informazioni. *La Gift Card in versione natalizia sarà disponibile nei supermercati dal 21/11/2016.

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NaturaSì Magazine | NOVEMBRE 2016 | NUMERO 10  

Il magazine dei negozi NaturaSì

NaturaSì Magazine | NOVEMBRE 2016 | NUMERO 10  

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