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SANTUARIO CUORE IMMACOLATO DI MARIA

L’ECO DE LA ROSSA Anno LVI - 2009 - N. 4 bim. - 21/10/2009 Sped. in abbonamento postale - art. 2 comma 20/C legge 662/96 filiale di Ancona

PERIODICO BIMESTRALE D’INFORMAZIONE E CULTURA

Contributi per sostenere il periodico CCP n. 14236608 intestato Parroco Santuario Cuore Immacolato di Maria 60049 Serra San Quirico Staz. (Ancona) Tel. (0731) 86030 Via A. Moro, 4

w w w. e c o d e l l a r o s s a . i t

Messaggio del Papa per la Giornata Missionaria Mondiale

V a n g e l o In questa giornata, dedicata alle missioni, mi rivolgo innanzitutto a voi, fratelli nel ministero episcopale e sacerdotale, e poi anche a voi, fratelli e sorelle dell’intero popolo di Dio, per esortare ciascuno a ravvivare in sé la consapevolezza del mandato missionario di Cristo di fare “discepoli tutti i popoli” (Mt 28,19), sulle orme di S. Paolo, l’apostolo delle genti. “Le nazioni cammineranno alla sua luce” (Ap 21,24). Scopo della missione della Chiesa infatti è di illuminare con la luce del Vangelo tutti i popoli nel loro cammino storico verso Dio, perché in Lui abbiano la loro piena realizzazione ed il loro compimento. Dobbiamo sentire 1’ansia e la passione di illuminare tutti i popoli, con la luce di Cristo, che risplende sul volto della Chiesa, perché tutti si raccolgano nell’unica famiglia umana, sotto la paternità amorevole di Dio. È in questa prospettiva che i discepoli di Cristo sparsi in tutto il mondo operano, si affaticano, gemono sotto il peso delle sofferenze e donano la vita. Riaffermo con forza quanto più volte è stato detto dai miei venerati Predecessori: la Chiesa non agisce per estendere il suo potere o affermare il suo dominio, ma per portare a tutti Cristo, salvezza del mondo. Noi non chiediamo altro che di metterci al servizio dell’umanità, specialmente di quella più sofferente ed emarginata, perché crediamo che “l’impegno di annunziare il Vangelo agli uomini del nostro tempo... è senza alcun dubbio un servizio reso non solo alla comunità cristiana, ma anche a tutta l’umanità”, che “conosce stupende conquiste, ma sembra avere smarrito il senso delle realtà ultime e della stessa esistenza”(Redemptoris missio, 2). L’umanità intera in verità, ha la vocazione radicale di ritornare alla sua sorgente, che è Dio, nel quale troverà il suo compimento finale mediante la restaurazione di tutte le cose in Cristo. L’inizio nuovo è già cominciato con la resurrezione e l’esaltazione del Signore Gesù… La missione della Chiesa è quella di “contagiare” di speranza tutti i popoli. Per questo Cristo chiama, giustifica, santifica e invia i suoi discepoli ad annunciare il Regno di Dio, perché tutte le nazioni diventino Popolo di Dio. È solo in tale missione che si comprende ed autentica il vero cammino storico dell’umanità. La missione universale deve divenire una costante fondamentale della vita della Chiesa. Annunciare il

Profeti del nostro tempo

s e n z a c o n f i n i Vangelo deve essere per noi, come già per l’apostolo Paolo, impegno impreteribile e primario. La Chiesa universale, senza confini e senza frontiere, si sente responsabile dell'annuncio del Vangelo di fronte a popoli interi. Essa, germe di speranza per vocazione, deve continuare il servizio di Cristo al mondo. La sua missione e il suo servizio non sono a misura dei bisogni materiali o anche spirituali che si esauriscono nel quadro dell’esistenza temporale, ma di una salvezza trascendente, che si attua nel Regno di Dio. Questo Regno, pur essendo nella sua completezza escatologico e non di questo mondo (cfr Gv 18,36), è anche in questo mondo e nella sua storia forza di giustizia, di pace, di vera libertà e di rispetto della dignità di ogni uomo. La Chiesa mira a trasformare il mondo con la proclamazione del Vangelo dell'amore, “che rischiara sempre di nuovo un mondo buio e ci dà il coraggio di vivere e di agire e... in questo modo di far entrare la luce di Dio nel mondo” (Deus caritas est, 39). La missione della Chiesa, perciò, è quella di chiamare tutti i popoli alla salvezza operata da Dio tramite il Figlio suo incarnato. È necessario pertanto rinnovare l’impegno di annunciare il Vangelo, che è fermento di libertà e di progresso, di fraternità, di unità e di pace… In questa Giornata dedicata alle missioni, ricordo nella preghiera coloro che della loro vita hanno fatto un’esclusiva consacrazione al lavoro di evangelizzazione. Una menzione particolare è per quelle Chiese locali e per quei missionari e missionarie che si trovano a testimoniare e diffondere il Regno di Dio in situazioni di persecuzione, con forme di oppressione che vanno dalla discriminazione sociale fino al carcere, alla tortura e alla morte. Non sono pochi quelli che attualmente sono messi a morte a causa del suo “Nome”. La partecipazione alla missione di Cristo, infatti, contrassegna anche il vivere degli annunciatori del Vangelo, cui è riservato lo stesso destino del loro Maestro. “Ricordatevi della parola che vi ho detto: Un servo non è più grande del suo padrone. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi” (Gv. 15,20). La Chiesa si pone sulla stessa via e subisce la stessa sorte di Cristo, perché non agisce in base ad una logica umana o contando sulle ragioni della forza, ma seguendo la via della Croce e facendosi, in obbeSegue a pag. 8

INSEGNACI, SIGNORE Insegnaci, Signore, a condividere il nostro pane. Il pane bianco dei nostri sogni. Il pane nero dei nostri limiti. Il pane bello dei nostri doni. Il pane duro delle sconfitte. Il pane forte della speranza. Con ogni essere umano sulla Terra.

Retaggio preziosissimo

Don Carlo Gnocchi Il prossimo 25 ottobre a Milano, verrà proclamato Beato don Carlo Gnocchi, un uomo consacrato a Dio, definito da Giovanni Paolo II “seminatore di speranza”. Dopo l’ordinazione sacerdotale, il suo primo incarico è quello di assistente di oratorio nelle popolose parrocchie dell’interland milanese. Poi, nel 1936, viene nominato assistente spirituale all’Istituto scolastico “Gonzaga” di Milano e negli anni della guerra (1940-1944) si unisce ai suoi allievi ed ai soldati italiani come cappellano militare. Rientrato miracolosamente dal fronte russo concepisce l’idea di fondare un’istituzione a favore dei mutilati di guerra, si mette alla ricerca dei familiari dei caduti per portare loro aiuto morale e materiale e si adopera per proteggere molti partigiani e perseguitati politici. In seguito alla tragica esperienza bellica matura l’intento di salvaguardare l’integrità spirituale dei ragazzi, vittime della guerra con mutilazioni nel corpo. Non di meno bisogna ricordare Don Carlo come un grande costruttore di pace; nel suo celebre libro-testimonianza “Cristo con gli alpini” così si esprime: “La guerra è un momento di distacco dell’uomo da Dio, come legge morale, e un momentaneo abbandono degli eventi storici alla logica inflessibile dell’errore”. Forse in guerra non c’è nulla di facile, ma certo una delle cose più ardue è parlare del Vangelo con le armi in pugno. L’unico Dio crocifisso è presente anche laddove i suoi figli sono pronti ad odiarsi. Questa sua volontà di ricostruire la persona umana con la forza redentrice del dolore è tutta affidata alla sofferenza innocente dei bambini. In una memorabile pagina, dalla forza letteraria, pari ad una narrazione manzoniana, egli descrive quei bambini in un cadenzare incessante per le strade d’Europa: “Quanti ne ho visti, di bimbi, nel mio triste pellegrinaggio di guerra. Tragico fiore sulle macerie sconvolte e insanguinate d’Europa… …e i bimbi d’ Albania…neppure un sorriso malato sapevano offrire alla loro terra squallida e ambigua… …alacri e fieri i bambini del Montenegro, dai costumi fantasiosi come se fosse sempre festa… …poveri bimbi di Grecia con lo stupore della fame e della sconfitta nel viso scarnito… …mirabile frotta di fanciulli jugoslavi che aspettavano avidi e silenziosi la distribuzione degli avanzi di cucina e un po’ di rancio dei soldati… …voci dolenti di bimbi, per le strade deserte della Polonia, che invocavano pane… …poveri esserini attaccati disperatamente al seno esausto delle madri immote, piangenti nelle case deserte, atterriti e sobbalzanti ad ogni rumore di guerra… Poveri bimbi della mia guerra, miei piccoli amici di dolore, dove sarete oggi e che sarà di Voi? …Eppure soltanto da voi ci è dato di cogliere qualche gesto di dolcezza e di sapienza in così orribile tragedia di odi e di sangue, … nel fanciullo si riconciliava e rinasceva la vita infranta della guerra”. Queste riflessioni maturano in don Carlo quello che sarà il suo testamento spirituale, in gran parte riportato nel suo ultimo lavoro “pedagogia del dolore innocente”: il dolore innocente è quello sop-

portato dai bambini, che non hanno le colpe e le responsabilità dei grandi: “la sofferenza dei piccoli serve anche per la purificazione e la salvezza dei loro fratelli. Di tutta questa massa di dolore innocente, così intima , così pura e così vasta quanta parte è andata a Cristo e all’umanità? E quanta parte al contrario è andata perduta, perché nessuno si è curato adeguatamente di indirizzarla verso la meta naturale, che è Cristo?” Per don Carlo quindi la “lotta e la vittoria contro il dolore è una seconda generazione che riesce a ridonare ad un bimbo la sanità, l’integrità, la serenità della vita”. Non bisogna dimenticare il suo gesto sublime di carità con cui, poco prima di morire, donò le sue cornee perché due suoi ragazzi potessero riacquistare la vista. L’attuale legislazione sui trapianti non esisteva; egli era stato premonitore di un’esigenza estrema della carità: donare parte del proprio corpo. Don Carlo raccolse per l’Italia migliaia di mutilatini che avevano riportato menomazioni e amputazioni di vario genere a causa

della guerra, successivamente si occupò di altrettanti bambini sfortunati vittime della poliomielite. La sua opera più grande di carità fu la “Fondazione pro juventute” che nei primi anni del secondo dopoguerra raccolse migliaia di bambini in difficoltà restituendo loro, cure, formazione spirituale e garantendo anche un’adeguata istruzione. Oggi l’opera di Don Carlo continua, sia in Italia che in vari paesi poveri, con lo spirito del fondatore al servizio della persona umana della sua dignità e individualità. Oggi l’idea di donna e uomo che ci viene trasmessa è quella della prestanza fisica, della bellezza, dei corpi profumati, ben modellati, ben vestiti, puliti, sorridenti; questo è un elemento che non ci aiuta a cogliere ciò che veramente siamo. La sofferenza è relegata, isolata, è un episodio, un fatto che non si deve vedere. Le istituzioni, sia pubbliche che private, laiche o cattoliche devono farsi carico delle fragilità umane con particolare impegno non tanto per rimuoverle o emarginarle, ma piuttosto per accoglierle ed amarle nella concretezza di un conforto che accoglie e non lascia soli. Sarebbe bene rispondere alla crisi della politica e della democrazia che sta attraversando il nostro paese con un nuovo impegno sociale, specialmente nel volontariato e nelle istituzioni no profit, con una nuova vitalità del fare, perché la carità senza le opere non esiste. Tutta la vita di don Carlo fu testimonianza al vangelo della carità intesa non come elemosina, ma apertura di cuore e slancio interiore per aiutare a migliorare la vita dei sofferenti. L’amore è dunque, la lezione che don Gnocchi ci lascia come sintesi della sua esperienza di uomo e sacerdote. E’ una lezione di cui il nostro tempo ha estremo bisogno. tratto dalla tesi di Laura Zannotti

Riportiamo, senza commenti, lo scritto di un padre di famiglia profondamente cristiano, trasmesso postumo ai figli da un notaio Grande sarà, carissimi figli, la vostra sorpresa nel ricevere un messaggio del vostro padre, la cui salma avete tumulata pochi giorni fa: dico “messaggio” e non “testamento” dal momento che parecchi mesi prima della mia ultima malattia tutti i miei beni mobili ed immobili sono stati da me equamente ripartiti tra di voi, e ciò a sostegno delle vostre bellissime famiglie, che essendo giovani, vi causano molte spese. Considerate, perciò, questo mio scritto come un testamento spirituale. Se i beni materiali che avete già ricevuto da me vi risulteranno graditi ed utili, è mia umile speranza che i miei consigli paterni lo saranno ancora di più. Innanzitutto tenete presente che la vostra attuale dimora, dove cioè si svolge la vostra vita quotidiana, non è quella definitiva. Presto, forse molto presto ognuno di voi sarà sparito dalla faccia della terra – come lo sono ormai anch’io, che pochi giorni fa ero ancora in mezzo a voi- e quando sarete fisicamente rimossi dallo sguardo degli altri, non tarderete molto ad essere tolti pure dai loro pensieri e ricordi. Non si tratta di freddezza o ingratitudine o scarsa considerazione da parte dei vostri cari figli, parenti e amici: significa solo che ogni uomo o donna che seppellisce i suoi cari, rimanendo di conseguenza superstite, rimane altresì distolto dalle sollecitudini incalzanti della vita quotidiana, distratto, e generalmente incapace di concentrare con regolarità la propria attenzione su quanto, peraltro, ritiene con convincimento vitale, davvero importante. Badate, perciò, non tanto al vostro avvenire sulla terra, che d’altronde non siete neppure sicuri di avere, ma piuttosto al vostro futuro eterno, vivendo ogni giorno come se fosse l’unico e l’ultimo. Se considererete la morte sempre in agguato, come effettivamente lo è, non solo sarete meglio preparati ad andare incontro al Creatore, ma anche giudicherete i possedimenti e le conquiste temporali, desiderati dalla maggior parte dei vostri coetanei smodatamente per non dire freneticamente, sullo sfondo della vostra partenza più o meno

imminente, con più distacco, con più libertà interiore. Beato l’uomo, beata la donna, che si sforza con spirito di fede e con risolutezza, a divenire ed ad essere sin da questa vita, ciò che vorrà essere trovato nel momento della morte. Posso assicurarvi che colui, o colei, che si trova steso sul letto di morte e ben consapevole della prossima fine, ragiona molto diversamente dall’uomo sano che è coricato per fare un pisolino. Agli occhi dell’agonizzante, non c’è valore che in quel tremendo momento non venga drasticamente ridimensionato: prestigio personale, possedimenti, stima degli altri, e perfino lo stesso amore. Tutto appare inesorabilmente deprezzato e svilito, per non dire frivolo, fatuo, futile. Vi auguro di cuore di non attendere fino alle vostre ultime ore sulla terra per accorgervi dell’illusorietà delle cose temporali. Non lasciatevi abbindolare neppure dall’insidiosa tentazione del prolungamento dei vostri giorni. Dio ha promesso bensì misericordia e perdono ad ogni peccatore sinceramente pentito; a nessuno invece ha promesso il domani. D’altronde se ognuno di voi non è adeguatamente sollecito ora per la salvezza della propria anima, c’è da sperare che lo sarà in seguito? Si tratta di un compito che non si può dare in appalto, e anche se ciò fosse possibile a chi si potrebbe affidare? E con quale speranza di successo? Quasi istintivamente ognuno si augura una vita lunga e generalmente sta attento a promuoverla. Non è necessariamente vero, tuttavia, che la longevità renda l’uomo più virtuoso e più gradito a Dio. A che pro vivere a lungo se il cumulo di anni altro non facesse che aumentare la nostra colpevolezza e moltiplicare le malvagità? Chi invece si sforza di mantenere la rettitudine delle proprie intenzioni e l’integrità di coscienza non deve affatto temere la morte. E’ tale rettitudine, carissimi, e la santità che ne consegue che vi augura il vostro padre affettuoso, che al tempo stesso si raccomanda alle vostre fervide preghiere. Pregate Dio che ci dia la grazia di trascorrere insieme l’eternità in paradiso, anche in compagnia della vostra cara madre che ci ha preceduto. Vi ho sempre amato e vi amerò sempre! Papà


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VITA DEL SANTUARIO N E I D I ’ D E L L A F E S TA Nei quartieri

Preghiera multietnica: provenienti dall’Argentina, Perù, Roma, Milano, Caserta ...

Partenza della processione automobilistica

Festa giovani

Nel riproporre l’annuale festa della nostra parrocchia, serpeggiava una realistica paura che la crisi economica in atto si abbattesse inesorabile anche su questa iniziativa la cui organizzazione ogni anno sembra diventare sempre più impegnativa. Già il calo sensibile nelle offerte degli “sponsors” (che comunque ringraziamo di cuore) non faceva presagire nulla di buono. Invece con grande soddisfazione si è vista partecipare tanta gente, anche più del solito, forse perché, spiega qualcuno, molte famiglie non potendosi permettere vacanze fuori hanno aderito a queste feste locali, creando così una presenza insperata. La ricchezza del programma proponeva anche quest’anno un insieme di momenti forti sia sotto il profilo religioso che civile: il solito parroco “brontolone” dirà che sono stati più partecipati i “secondi” che i “primi”, ma è pur vero che –lo ripetiamo convinti- tutta la festa diventa un momento di vita comunitaria in cui le varie componenti (adulti, ragazzi, giovani, si pure loro!...) si ritrovano, collaborano, ognu-

Pesca di beneficenza

no magari nel suo ambito preferito, per formare l’ insieme armonico di una comunità che crede nel valore dello stare e lavorare insieme, del sano divertimento, del bello, della solidarietà, della presenza nascosta, misteriosa ma vera di Dio che illumina e dà speranza a questo sforzo comune... Insomma ci si ritrova a far festa, per mostrare l’ideale (mai pienamente raggiunto) di una comunità di fratelli: e non solo per guadagnare…! Che poi i soldini servano e fa piacere poter disporre di qualcosa per migliorare le nostre strutture, a servizio dell’intera realtà sociale, è ovvio, ma non è tutto. Presto allora desideriamo offrire un momento di incontro con tutti i collaboratori della festa per esprimere il più sentito ringraziamento e per mettere al corrente anche dei risultati economici, che speriamo abbastanza positivi. Sarà l’occasione per esporre francamente le nostre osservazioni su questa importante iniziativa parrocchiale, nel desiderio di migliorare sempre più. (d.Michele)

Hobbystica di casa nostra

Motoraduno al traguardo

Concerto d’organo in onore della Madonna

Ferragosto serrano

La mia chiesa, eretta più di cinquanta anni fa, in pietra asciutta, bianca, stanotte si è illuminata… Per meglio vederla esco di casa e riscopro il passato, mi abbandono al ricordo, volti familiari, sguardi amichevoli mi seguono tra gli alberi che circondano il sagrato. Qui mi riconosco, dichiaro mio questo luogo nel cui cielo di giorno volano incrociate le rondini e di notte le cicale, cantando tra i pini…ricordo serate d’estate sugli scalini della chiesa a giocare a carte..Neno, Gelsomina,…ed tutti i nostri figli: Guido, Giuliana, Giannina, Rosalba, Bianca, Luca, , Adriana, Tarcisio: sotto il gelso, tutti a ricordare…Già sotto il gelso i nostri sogni hanno rischiarato le notte, i sogni dei nostri figli delicati

hanno cercato realizzazione. Che Dio ci rifaccia il tempo, che torni la giovinezza, l’infanzia e che si possa tornare a giocare…! Ora quell’ albero “storico” per noi, non c’è più o meglio, è agonizzante; lo hanno colpito, bruciato, lasciato alla polvere. E bruciato con lui anche il nostro tempo. L’amaro della vita oggi stinge, anche l’amore e ogni possibilità di felicità. Piango. Dio, dove sei? La terra è inaridita, secca e brucia come quell’ albero amico; per questi luoghi vo camminando sola, afflitta, stanca, vecchia, pensierosa e…zoppicante. Ancora una volta, tutto corre indietro veloce… si stancano i numeri degli anni che sono volati senza posa, il calcolo del tempo non sempre torna. Caro il mio gelso, sotto le tue ombre, si misurava il tempo estivo, qui ci riparavamo per nasconderci, qui il nostro rifugio d’amore, sorrisi, lacrime, pensieri… E’ scivolata via la vita e se vogliamo ora ricordarla non possiamo più…il luogo è stato violato. Le radici spente, arse, hanno lasciato la terra e quel troncone svuotato pare come un vecchio saggio che aspetta la fine di uno stato crudele fatto di distacco e solitudine. Chi ha osato violentare così la natura non sa certo cogliere l’anima delle cose…Tu che hai osato, guardati bene il palmo della mano violenta, bollente…è vuoto! Lucia S.

SPOSE DOC BAMBINI ALLA RIBALTA

Bambini dei ricchi Non sanno nulla della sporcizia, di retrogusti amari, di cucine povere e buchi chiamati casa, dietro vite da cassa integrati! Vivono da signori serviti nelle ville eleganti! Hanno solo fame di vita e divertimento, destreggiandosi nell’alta società, cresciuti all’ombra del “papi” portafoglio pieni di privilegi e facilitazioni si sentono i padroni del mondo perché hanno il denaro, pensando che la povertà sia reato!! Già giovani guidano auto potenti… ma vanno fuoristrada… a gran velocità! Ora i bambini son tutti uguali, poveri e ricchi, ora non servono più portafogli gonfiati, così vite giovani si sciolgono come la neve marzolina… Al suo cospetto saremo tutti uguali, sia poveri che i ricchi che si credono immortali!

OTTAVARIO DEI DEFUNTI Dal 2 all’8 novembre ore 18.00 nel Santuario

Tornati alla Casa del Padre

Keller Christine

Benedizione degli zainetti

BREGA GIULIANA n. 30-12-1931 † 28-4-2009

GIORGI ELDA ved. BUCARI n. 18-6-1920 † 28-8-2009

MARINELLI SANTA n. 1-11-1913 † 1-9-2009

SPADINI GINA n. 12-3-1912 † 20-9-2009

Non dimentichiamoli ...

3 Euro al mese per le mense di Lima 3 ottobre - “Perché crescano in sapienza, età e grazia”


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ATTIVITA’ PASTORALI IN PERU’: ESPERIENZA FORTE

Tutto il gruppo alla casa parrocchiale

Da molto tempo avevo pensato di ritornare in Perù e finalmente l’occasione è arrivata quando dalle varie parti della diocesi si è costituito un piccolo gruppo di undici persone pronto ad affrontare questo viaggio. La motivazione della partenza per ognuno di noi è stata senz’altro diversa: per don Michele e don Italo, già “fidei donum” in quella realtà (cioè sacerdoti diocesani inviati in missione) incontrare le comunità e verificare il lavoro che svolgono le assistenti sociali, per don Giuseppe Scuppa, al suo quarto viaggio, visitare la scuola materna (la “cuna S.Josè”) che sostiene con la sua parrocchia e per don Luigi Cardarelli soddisfare un sogno, da tanto tempo cullato nel cuore. Per gli altri: Gabriele di Sarnano, Donatella e Giulio di Serra San Quirico, la loro cugina Nazzarena (serrana in Costarica), Antonia di Macerata, Annalaura di Jesi conoscere la realtà di un paese lontano attraverso il lavoro dei nostri missionari. Per me, nella mia prima esperienza del 2003, c’era stata davvero una grande scoperta: riconoscere il volto di Cristo in quei poveri che in questa parte del mondo mancano di tante cose, ma allo stesso tempo possiedono una ricchezza di fede grandissima. Cristo sulla croce è il loro alleato, anche lui ha sofferto come loro, può comprenderli: in Lui è la loro unica speranza di un futuro diverso. Nei nostri primi giorni di permanenza a Lima abbiamo incontrato il gruppo di assistenti che continuano la meravigliosa opera di pastorale sociale che i nostri sacerdoti don Mario, don Francesco e don Cherubino hanno iniziato nel lontano 1976. La zona dove lavorano ora conta circa 150.000 persone che vivono sulle brulle colline circostanti, in case con un unico locale dove le condizioni igieniche sono precarie, anche perché molto spesso manca anche l’acqua corrente. Yerbateros, è il quartiere centrale, dove si trova la chiesa parrocchiale “Nostra Signora del Cammino”, al lato della grande strada ( “la carretera central”) che sostiene tutto il traffico che dalla costa va verso la Sierra; poi Cerro el Pino,

Valdiviezo, Sancta Mary, la Gruta, 7 de Octubre, Cataratas sono le altre comunità sparse tra le colline polverose che circondano la città di Lima dove sono si vede quasi mai il sole. Alcune chiese di queste comunità, sono state ricavate in locali ad uso abitativo e non hanno molti arredi, ma per sentirsi figli di un unico Padre non servono affreschi, tappeti o calici d’oro. La lode al Signore così profonda del popolo festosamente riunito ci trasportava al di là dell’ambiente. L’accoglienza che ci hanno riservato queste comunità è stata straordinaria: la nostra presenza considerata una benedizione perché per chi si sente ultimo in questo mondo prova gioia a vedere che qualcuno si interessa di lui. Ogni celebrazione è una vera festa: alla fine della Messa non si torna a casa alla spicciolata, ma ci si parla, si tenta di conoscersi anche con le difficoltà della lingua, ci si abbraccia, perché anche il contatto è un modo per sentirsi accettati. Ogni comunità è stata felice di rivedere don Italo e don Michele: file interminabili per poterli salutare, per una carezza, una parola, un consiglio o soltanto uno sguardo affettuoso. Nei giorni trascorsi a Lima, abbiamo fatto visita anche ad un amico conosciuto nel precedente viaggio, Claudio Ratti, missionario laico di Cantù sposato con 4 figli, che ha costruito una grande scuola e sette piccoli asili (“casita”) nelle zone periferiche più disagiate della città. Con lui, le parrocchie di Serra San Quirico, hanno attuato un piccolo gemellaggio attraverso i ragazzi della Cresima. Così siamo stati a visitare le piccole “casite” di legno, che accolgono tanti bambini che diversamente rimarrebbero per la strada. Qui abbiamo trovato una grande professionalità nel lavoro delle insegnati, ma soprattutto una grande gioia: le aule sono modeste ma i bambini sono felici. A casa il disagio famigliare è notevole: padri che si ubriacano, tanti i fratelli con cui dividere il poco della tavola, ma proprio per questo l’asilo diventa un piccolo paradiso e la maestra un angelo custode. Dopo quasi una settimana

siamo partiti per il Cuzco, antica capitale dell’impero degli Inkas, una visita ad una delle meraviglie del mondo il Machu Pichu e poi verso Calapuja a 3500 metri nella missione di don Gianni Gnaldi, un sacerdote amico di Città di Castello, da 25 anni in Perù. Qui lo scenario cambia totalmente: dalla nebbia della capitale si passa ad un cielo azzurro e un sole piacevolmente caldo. Le Ande, maestose e brulle, si presentano coperte di piccoli ciuffi, cibo primario per la sopravvivenza dei lama. A questa altezza ti rendi conto che è stata davvero la mano di Dio a creare un paesaggio così stupendo. Se guardi più attentamente scorgi anche piccolissimi villaggi fatti di case in mattoni rossi e tetti di paglia, devi avvicinarti un po’ per scoprire che ci vivono intere famiglie. Sono vuote e silenziose perché durante il giorno i membri della famiglia sono al pascolo con i greggi, unica fonte di sostentamento. Viaggiando sul nostro pulmino abbiamo incontrato uomini e donne sperdute nell’immensità di questi altopiani. Chissà quanti chilometri percorrono a piedi, quanta

fiocchi anche ad oltre 4000 metri. Ma la cosa straordinaria di queste comunità è il senso dell’unità fra loro, l’aiuto reciproco che sanno donarsi, la profonda conoscenza del Vangelo che illumina la loro vita e li rende speciali. Anche con loro abbiamo vissuto intensi momenti di preghiera: il mercoledì sera nella “piccola scuola biblica”, ci siamo ritrovati con tanti piccoli e giovani a commentare San Paolo. Riuniti attorno alla Parola i giovani, attenti a don Italo, hanno commentato la Lettera ai Galati con semplicità. Che diversità dai nostri incontri di catechismo, dove dobbiamo adoperare tutta la pazienza possibile per far star zitti i nostri ragazzi e cercare di attirare la loro attenzione! I giorni sono volati anche qui e siamo ritornati a Lima dove prendendo per gli spostamenti i bus di linea, è passata sotto i nostri occhi una folla immensa e diversa, quella parte di umanità che, per chi vive nei piccoli paesi come noi, è quasi sconosciuta. Dieci milioni di persone in una città umida, polverosa dove il sole non riscalda quasi mai, ma che sa nascondere piccole comunità

La nostra estate

Anche quest’anno noi ragazzi di Mergo: Anastasia, Caterina, Elisa, Francesca, Giacomo, Luca e Silvia, abbiamo avuto la possibilità e la fortuna di partecipare dal 4 all’8 agosto al campo diocesano dell’A.C.G. (Azione Cattolica giovanissimi) a Macereto. Sono stati cinque giorni stupendi in cui abbiamo avuto la possibilità di conoscere tanti

altri ragazzi della nostra diocesi , confrontarci, parlare delle nostre esperienze, divertirci insieme e sentirci tutti più vicini a Gesù. Importantissima per noi è stata la presenza di don Antonio Napoleoni, di suor Gina, degli educatori e del Vescovo che è stato con noi negli ultimi due giorni. Francesca Galassi

Agosto: nostri giovani verso la Tendopoli di S. Gabriele

Don Michele e i suoi numerosi figli ...

fatica dietro ai sorrisi e ai saluti che ci hanno regalato; le donne avvolgono in una mantella colorata (la “manta”) i bambini più piccoli e li portano con loro; inconsciamente cominciano subito ad abituarsi a quella che sarà la loro vita futura, non li senti mai piangere stanno bene li vicino alla loro mamma, ovunque li porti. Il nostro punto di appoggio è stata la parrocchia di Calpuja: don Gianni era in Italia, ma siamo stati accolti dalla signora Leo e dal marito Norberto che sono stati per tutto il nostro soggiorno a disposizione. E’ una famiglia campesina che si occupa della parrocchia e non solo per le cose pratiche, ma si impegna con la catechesi anche nei villaggi più lontani. Ci siamo sentiti subito in famiglia. Leo è stata come una sorella per noi, ci ha sempre fatto trovare cene calde e abbondanti e durante le nostre escursioni ci ha organizzato un pic nic coi

che risplendono alla luce del Vangelo. Don Mario Lesti, don Francesco Vitali, don Cherubino Giardini, don Italo Scoccia e don Michele Giorgi, i cinque sacerdoti della nostra diocesi che si sono succeduti dal 1976 al 2000, hanno acceso con pazienza, sacrificio e dedizione, per tutti la luce della speranza, che non ci fa mai sentire soli e ci insegna che ogni passo della vita, se percorso a braccetto con altri, non cancella ma sa superare le difficoltà. Il lavoro dei nostri sacerdoti “fidei donum” e di tutti i missionari nel mondo non deve essere dimenticato, la loro vita e il loro esempio brillano ancora come testimonianza della vicinanza di Gesù ai poveri e agli ultimi. Anche noi possiamo essere al servizio degli altri, con tutto noi stessi e senza riserve: il Vangelo è davvero la “lieta notizia” per il mondo intero.

30 agosto: lassù in cima al Monte Murano

Donata Cattaneo

5 settembre - anniversari gloriosi: 50 anni di professione di Madre Cristina e 60 anni di Suor Francesca

Donatella e Giulio: versione “peruana”

MESSE AL CIMITERO DI SERRA Domenica 1 novembre ore 15.00 Lunedì 2 novembre ore 8.30 - 15.00 Domenica 8 novembre ore 15.00 Domenica 15 novembre ore 15.00 Claudio Ratti con i suoi bambini

13 settembre: Benny e Shaila del Kerala (India) che abitano a Serra danno la loro testimonianza al Forum Migrantes di Apiro organizzato da don Elvio Sforza


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LA VOCE DI SAN QUIRICO Novità a Madonna delle Stelle

La tradizionale Festa di Madonna delle stelle, a Ferragosto, si è arricchita quest’anno di un piacevole novità: la chiesina romanica è situata, com’è noto, al confine del territorio di Serra con quello di Mergo, allora le due nuove amministrazioni co-munali si sono accordate per ridare all’iniziativa, un po’ del lustro antico, quando dai paesi circostanti la gente veniva, magari a piedi, per vivere in allegria la “festa dei cocomeri” e poter assaggiare il gelato, che il gelataio in bicicletta recava per la gioia di grandi e piccoli, che potevano finalmente gustare, una delle poche volte all’anno, il gustoso e prezioso cono, pagato poche ma sudate lire. “N ’tarcordi?”, diceva il simpatico volantino, “quan-no…quanno …anche le cose più semplici avevano un valore”. Così oltre alla processione notturna della vigilia, con partenza da Trivio, che ormai da vari anni vede un numerosa partecipazione ed oltre alle tre celebrazioni del giorno dell’Assunta, con la chiesa sempre piena, si è voluto proporre, per la sera del 15 agosto, una cena all’aperto nel prato adiacente la chiesa. La risposta è

stata sorprendentemente positiva, complici forse la novità dell’iniziativa e il bel fresco che si gode da questo incantevole poggio, a mitigare la calura estiva. Al suono di una simpatica orchestrina che ha allietato la serata, circa 120 persone hanno accettato l’invito della cena: anche i due neo-eletti sindaci, Massimo Cantiani e Giuseppe Corinaldesi, ci hanno onorato della loro attiva presenza, come si può vedere…Le solite brave cuoche sono state all’altezza della loro fama e meritano, al pari degli zelanti organizzatori, il più sentito ringraziamento. Un gruppo di volontari delle due parrocchie (Serra e Mergo) si è riproposto, anche partendo dal piccolo attivo accumulato (tra offerte e residuo attivo della cena euro 442,00, a cui si deve aggiungere il promesso contributo, euro 150x2, dei due Comuni) di operare qualche miglioria nell’ambiente e nell’organizzazione della festa. La gioia di ritrovarsi insieme, con la semplicità ed il gusto di un tempo è un valore da non disperdere: grazie a chi ci crede e lavora per conservarlo e proporlo agli altri. (M.G.)

Primi voti per Marco

Solenne chiusura della mostra “Pasqualino Rossi” Domenica 13 Settembre 2009, si è avuta presso la Chiesa di S. Lucia, la solenne chiusura della mostra che, apertasi l’1 marzo 2009, ha consentito al grande pubblico di conoscere un pittore finora poco apprezzato. Protagonista della cerimonia conclusiva è stata, accanto alla pittura di Pasqualino Rossi (16701720), la musica del Seicento. Dopo i saluti delle autorità e dei curatori della mostra Anna Maria Ambrosini Massari e Angelo Mazza, il M° Simonetta Fraboni ha introdotto il concerto di musiche sacre e profane eseguito dal Coro “Francesco Tomassini” di Serra de’ Conti diretto dal M° Mirco Barani e dall’organista M° Giovanna Franzoni, del Conservatorio “G.Rossini” di Pesaro. Il programma del concerto ha previsto, tra l’altro, musiche di G. Frescobaldi, J. Arcadelt, L. Da Viadana, J. K. Kerll, A. Scarlatti e si è concluso con una selezione di episodi tratti dal “Festino, nella sera del giovedì grasso avanti cena” di Adriano Banchieri, un monaco olivetano che ha composto nel 1608 un madrigale rappresentativo ispirato ad episodi della commedia dell’arte, connotati da uno spirito popolaresco che ben si sposa alle scene di genere del pittore Pasqualino Rossi. Nel Festino si ha mescolanza di canto e recitazione, in un susseguirsi di

il cui nome è stato ritrovato inciso, in occasione del restauro concluso nel 2007, sull’anima della canna centrale. Il prospetto dell’organo Testa di Serra San Quirico, unico esemplare rimasto di una famiglia di organari attivi anche come manutentori degli organi di San Pietro a Roma, con le canne di facciata distribuite in tre campate, ciascuna con canna centrale “a tortiglione”, è uno dei più belli degli oltre 700 organi storici delle Marche. L’organista M° Giovanna Franzoni, docente di Organo presso il Conservatorio “G.Rossini” di Pesaro, ha eseguito una “Toccata” di Frescobaldi , una “Passacaglia” di Kerll, e due composizioni di Alessandro Scarlatti. A corona delle sezioni rispettivamente di musica “sacra” e di musica “secolare” sono stati eseguiti due brani composti in epoche successive. Si tratta del brano “Insalata Italiana” del compositore tedesco Richard Genée, imbastito su un testo che snocciola con ironia le espressioni musicali, italiane appunto, che infarciscono le partiture musicali: piano, forte, fortissimo.. con espressione, recitativo ecc. Un momento di particolare tensione emotiva è stato infine offerto dall’esecuzione del brano “Ubi caritas” del compositore contemporaneo, presente all’esecuzione, il M° Giancarlo

“Io accolgo te ... per sempre”

TOBIA LUCA e GLORIA PICCIONI 10-5-2009

MAIOLATESI ALESSANDRO e DUCA LUCIA 29-8-2009

NOZZE D’ORO

BRUSCHI OLINDO e LIDIA 26-9-2009

OTTAVARIO DEI DEFUNTI Da lunedi 2 NOVEMBRE a sabato 7 NOVEMBRE ore 17.00 a S. Quirico

Tornati caricature e imitazioni di personaggi: vecchietti, villanelle, amanti, animali e festanti, in una fusione tra parodia e raffinatezza compositiva. Si incontrano anche raffinate liriche di Rinuccini, lo scrittore dei testi di Monteverdi, accanto a grida popolaresche da mercato bolognese, buffi dialoghi in veneziano e - il brano più celebre dell’opera - un’imitazione di animali che improvvisano un contrappunto “bestiale”, appunto, su “cantus firmus”. In alternanza al coro, che ha eseguito ‘a cappella’ brani di Arcadelt, Marcello e Da Viadana, si è potuto ascoltare l’organo Giuseppe Testa, uno dei più antichi delle Marche, costruito nel 1676 dall’organaro romano

Aquilanti, nato a Jesi, ma attivo presso la Stanford University in California. Il brano, pubblicato nel 2008, è rientrato nella classifica dei venti brani più belli scritti per coro negli Stati Uniti e vede nel Coro “Tomassini” di Serra de’Conti il suo primo interprete italiano. E nella notte, come sua abitudine, è arrivato anche il noto critico d’arte Vittorio Sgarbi, che ha voluto visitare la mostra, la chiesa di S. Lucia e le altre bellezze artistiche del Paese, come la chiesa parrocchiale e la S.Spina, complimentandosi per la bellezza dei luoghi e la cura delle opere.

alla Casa del Padre FRANCESCO SORCI n. 31-3-1908 † 16-8-2009 “Con amore mi guardi mentre annaspo nel caso della vita. Ogni minuto, ogni istante, ogni ora della giornata mi prendi per mano affinché non cada, ogni mattina mi sveglio con un solo pensiero ... se solo sapessi quanto ti amo ...”. Ciao mamma

Simonetta Fraboni

PINA ROMAGNOLI n. 19-3-1948 † 30-7-2009

Dopo un lungo anno passato a San Zenone degli Ezzelini (TV) nel convento dei frati passionisti, è finalmente giunto il giorno della mia prima professione: l'8 settembre 2009, davanti ad una ventina di sacerdoti e ad un centinaio di fedeli convenuti, ho espresso il mio “sì” davanti a Dio impegnandomi per un anno, con i classici 3 voti di povertà, castità ed obbedienza più il voto specifico della mia congregazione di ricordare e promuovere la memo-

ria della Passione del Signore. Giunto a questa prima tappa del cammino entro ufficialmente a far parte della congregazione dei frati passionisti, fondata da San Paolo della Croce nel 1720, e pieno di gioia ringrazio il Signore e la mia parrocchia di Serra San Quirico, mia parrocchia di provenienza, che ha sostenuto questo evento di grazia con le sue fervorose preghiere. Marco Staffolani

GIOVANNA COTICA ved. EVANGELISTI n. 2-9-1923 † 27-8-2009 Nella vita sempre insieme a babbo. L’hai seguito in poco tempo anche nella morte. Siete di nuovo insieme! Da lassù Sgarbi in visita a Serra S. Quirico

vegliate su tutti noi. Vi avrò sempre nel cuore.

6° anniversario di don Mauro

Elda

A mio nonno

Il ponte Al di là del ponte potrei vedere stelle chiare a grappoli nel fiume galleggiare. Il ponte, antico di voci, antico di passi e di passato: quanti giorni portati via dall’acqua. Sotto il ponte altri si rincorrono, speranze uniscono le rive amiche sospese tra cielo, acqua e sassi. Il ponte sa ascoltare, nella verde valle a tutti tende la mano. Come l’arcobaleno tutti unisce: fiume terra acqua e cielo. Mirella Ortolani

27 settembre 2009 - “Tu ci spingevi tutti a far sempre meglio”

EUGENIO LUCHETTA n. 25-10-1926 † 1-9-2009

C'è un grande vuoto nella nostra casa da quando Tu ci hai lasciato. Mi sembra ancora di sentirti salire le scale a passo lento per poi bussare discretamente e darci un saluto. Mi sembra ancora di vederti nel tuo amato orto, o camminare nel vialetto di casa per andare in piazza e prendere posto nel tuo prezioso ufficio. Anche la piazza è vuota senza di te Nonno. Con Te se n'è andata una persona onesta, generosa, dai grandi insegnamenti e come eri solito dire tu, "la questione" è che c'è un grande vuoto nei nostri cuori. Con affetto. Sheila


L’ECO DE LA ROSSA

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L A VO C E D I AVAC E L L I Notizie di famiglia

Non è vero che tutto va peggio ...

Piccole news

* Da una revisione dello “stato d’anime” della parrocchia, risulta che la frazione di Avacelli sta CALANDO DI NUMERO di presenze: non sono solo le persone defunte che decidono tutto sul numero in calo: c’è anche il fenomeno, anche se piccolo, delle partenze dei giovani che trovano sistemazione e lavoro in altri paesi limitrofi sia per sempre sia per considerevoli periodi dell’anno. Si potrebbe con un po’ di fantasia e di volontà politica fermare questa tendenza, questa emorragia che toglie al paese vitalità giovanile e futuro con una nuova visione e gestione del parco, della zona montana e una nuova politica della casa da parte del comune, al fine di poter garantire alle giovani coppie tre cose essenziali: una casa a basso costo, un posto di lavoro e servizi essenziali. Si può. * Anche nella comunità cristiana in Avacelli, c’è l’urgenza di riprendere con gioia e interesse il cammino di fede, anche attraverso gli INCONTRI CON LA PAROLA DI DIO, da cui nasce la nostra fede. Questi avranno inizio a partire dal 15 OTTOBRE ALLE ORE 21, presso le due sedi stabilite. E questo per tutto l’anno sociale che ci aspetta. E’ una proposta che viene sempre indirizzata a tutti i cercatori di Dio o/e di un senso della vita e del limite umano.

* La compagnia teatrale “Fusi & sfusi” di Avacelli che ha presentato questa estate testi dialettali di Dario Fo si sta organizzando per una piccola tournee nei teatri di Serra dé Conti e Arcevia (4 dicembre e 20 febbraio). Per informazioni: Enrico 3357651483 o Laura 3398959612. 10 agosto Spettacolo teatrale

Qual è il prete vero? * ADSL ... anche ad Avacelli, entro breve, sarà più facile viaggiare su Internet. - BIBLIOTECA in AVACELLI… si porta a conoscenza che ad Avacelli c’è una biblioteca che offre libri di ogni genere. E’anche una biblioteca molto aggiornata con le ultime novità letterarie. E accessibile alle singole persone, alle associazioni, alle scuole di ogni grado. E’ aperta tutti i venerdì dalle 17 alle 19,30; ma per informazioni contrattare Antonella 3339146110; o Francesca 339 1584479.

* Per NATALE 2009 le associazioni di Avacelli pensano di promuovere iniziative varie per piccoli e grandi. * Nei giorni 25-27 settembre si è svolta ad Arcevia la 56° edizione della FESTA DELL’UVA: Tutte le associazioni intervenute si sono cimentate nella preparazione di piatti tipici del panorama culinario locale. Anche Avacelli vi ha partecipato con un gruppo di persone, per la gioia di tanti estimatori dei piatti offerti dalla loro locanda (tagliatelle all’asparago di montagna, pizza con prodotti “a Km 0”, biscotto di mosto…) Una menzione speciale ha ricevuto la locanda di Avacelli per la presentazione del piatto povero: “’l pangotto” (pan cotto). Altra caratteristica dello stand avacellano è stata la scelta di distribuire i prodotti culinari in piatti, bicchieri, posate di materiale biodegradabile (LEGNO E MAIS): una scelta intelligente per diffondere la mentalità e la prassi del riciclo. F. P.

E’ il titolo di un libro uscito recentemente di Michele Dotti e Jacopo Fo, seguito dal sottotitolo: “Come e perché il mondo continua a migliorare, anche se non sembra”. Gli autori si dilungano nell’elencare una serie di situazioni più internazionali che di casa nostra, che, secondo loro, manifestano un cammino positivo progressivo della nostra realtà umana, sociale, economica… Allora perché il presente e il futuro immediato li vediamo a tinte fosche? Gli autori sostengono che “ il grande inganno prodotto dai media (TV-stampa..), dai governi, dagli apparati militari e di sicurezza, dalle grandi multinazionali, sforna a getto continuo una delle emozioni più potenti:la paura”. E’ una operazione “scientifica”, studiata a tavolino: e questo perché tutto cambi per non cambiare niente; anzi per consolidare, con l’aiuto dei media con ruolo di fumogeni o di anestetico, le condizioni favorevoli ai gruppi di potere e non certo dei cittadini. “Ma la paura non costruisce futuro”.

Gli autori sostengono anche che “comunque vada, la crisi aiuta la pace”…”insegna qualcosa e costituisce un argomento necessario per fare nuove scelte economiche e politiche da far ingoiare ai poteri forti, che muovono il grande inganno”. Affermano anche che oggi il “popolo” ( parola molto cara, in questi tempi, ai potenti nostrani) “ha acquisito una coscienza collettiva che non tollera più il perpetuarsi di certe situazioni negative per l’umanità intera”. Ma se si guarda la nostra realtà italiana, non si può confermare in modo significativo questo risveglio di coscienza vigile e di consapevolezza reattiva di fronte al riemergere di antiche e nuove logiche di potere e filosofie di vita che in passato hanno fondato e sostenuto regimi di violenza, di guerra, di eliminazione del “nemico”, di delegittimazione del diverso, di miseria della gente. Quando nei media (TV..) dai poteri forti si manda a dire, in tutte le salse, che tutto ciò che è politica è un intralcio; che il “fine

Festa dell’uva: sorridenti avacellane invitano a “berci sopra”

EMMA FRANCESCANGELI 15-4-1916 † 8-8-2009

PATRIZIA PIERAGOSTINI e MARCO CACCIAMANI - 30-8-2009

giustifica ogni mezzo”; quando l’etica diventa merce di scambio tra poteri e la “ragion di stato prevale sull’etica”: e tutto questo diventa cultura e prassi presso tutte le categorie sociali, allora sorge la domanda: “Dov’e il colpo di reni? Dove sta il discernimento dello spirito che sa cogliere la verità delle cose? Dov’è la reazione di chi sente antievangeliche, perché contro l’umano, queste logiche proposte come ineluttabili e salvifiche?” Abbiamo bisogno più che mai di profeti ( e la Chiesa è una comunità di profeti) che non si schierino mai dalla parte sbagliata e si ricordino che nella logica della croce si è vincitori, non quando si sbattono i pugni per affermare i propri diritti (vecchia storia: il potere a servizio del vangelo!!), e che infine ci informino che non si possono combinare affari col demonio, naturalmente a vantaggio del regno di Dio! Il Signore non priva mai il suo popolo di profeti, ma oggi dove sono ? M.C.

VARIE ... VARIE ... VARIE ... Appuntamento con il medico

CROCE VERDE Informazioni flash 1 Dal 1° ottobre la nostra Associazione non può più avvalersi della collaborazione dei ragazzi del Servizio Civile in quanto il progetto presentato da ANPAS Marche non ha raggiunto il punteggio necessario. I continui tagli dei posti disponibili, solo 26.000 nel 2009, in tutta Italia, hanno avuto effetti drammatici per le piccole Associazioni come la nostra che non riescono più a garantire una serie di servizi a favore di cittadini in difficoltà. Le aspettative di tanti giovani in attesa di iniziare questa nuova esperienza sono andate deluse. 2 Cerchiamo urgentemente: centralinisti e automobilisti. Da diverso tempo ci siamo accorti di non riuscire più a rispondere a tutte le chiamate telefoniche che arrivano in sede: questo avviene perché spesso la postazione rimane sguarnita di personale, a causa della carenza di militi e alla contemporanea uscita dell’equipaggio del 118. Per colmare questa grave lacuna, invitiamo le persone di buona volontà a farsi avanti e prendere contatti con la segreteria dell’Associazione (0731.86789); stabiliremo insieme l’orario di servizio senza alcun vincolo per il volontario. Abbiamo bisogno anche di persone che, guidando un automobile, sappiano raggiungere gli ospedali di Fabriano e Jesi. Per l’assistenza al paziente trasportato pensiamo noi: chiediamo solamente la disponibilità di qualche ora, anche qui senza alcun vincolo. 3 Il Consiglio Direttivo dell’Associazione nella seduta del mese di giugno, ha deciso all’unanimità di acquistare una nuova ambulanza. Le norme in vigore stabiliscono che chi effettua un servizio di emergenza avanzato deve essere dotato di un mezzo che non abbia oltre 5

anni di vita. Il nostro parco macchine è carente; a fine anno un’ambulanza non potrà più effettuare emergenza quindi rimarrà solamente l’ultima acquistata nel 2006. Il costo complessivo si aggira intorno ai 70.000,00 euro. Il Presidente ed i suoi più stretti collaboratori sanno di non avere denaro disponibile per l’acquisto ma vogliono fortemente assicurare a tutti i cittadini questo indispensabile servizio. L’invito unanime è: OGNUNO FACCIA LA SUA PARTE 4 Fiocco rosa in Croce Verde. Dopo una lunga attesa il nostro dipendente Lorenzo Bastianelli è diventato papà di Giulia, una bellissima bambina dal peso di kg 4,160. A Giulia, Selene e Lorenzo giungano i migliori auguri dall’intera famiglia della Croce Verde di Serra San Quirico. 5 Nelle prossime settimane la nostra Associazione organizzerà, per quanti lo desiderano, un corso di primo soccorso. Tutte le persone interessate devono dare la loro adesione presso la segreteria dell’Associazione o direttamente al responsabile della formazione Andrea Torbidoni. 6 Come di consueto, la Croce Verde tra qualche settimana inizierà la distribuzione dei calendari 2010 nel territorio. Abbiamo bisogno di personale volontario che aiuti nella consegna porta a porta. Chi volesse partecipare all’iniziativa è pregato di comunicarlo a Santino Frantogli.

Lascia la presidenza Fra qualche settimana Emiliano Spaccia, attuale Presidente della Croce Verde di Serra San Quirico, lascerà l’incarico per fine mandato (che non potrà per regolamento essere rinnovato) assunto con grande coraggio 3 anni fa. Enormi erano state le difficoltà per formare un Direttivo capace di guidare un’Associazione che ha un compito di primaria importanza: garantire sul vasto territorio l’emergenza 118 per 24 ore giornaliere e per tutto l’anno oltre ai trasporti sanitari: ricoveri, dimissioni ospedaliere, trasferimenti in altre strutture, accesso al day hospital o per prestazioni ambulatoriali di diagnostica strumentale, cura e riabilitazione, verso gli ospedali di Fabriano, Jesi, Ancona, Perugia, Bologna, Roma, Milano. 130 erano i soci chiamati a pronunciarsi ma formare un Consiglio Direttivo con nove elementi come prevede lo Statuto, è stata un’impresa, che sarebbe risultata vana se Emiliano Spaccia non avesse accettato di assumere la grande responsabilità che comporta la carica di Presidente. Insieme ai suoi più stretti collaboratori ha elaborato un progetto, da attuare nel triennio, che prevedeva di: a) Garantire l’emergenza sanitaria 118 sul territorio. b) Effettuare servizi di trasporto sanitari per pazienti in difficoltà. c) Offrire con continuità ai cittadini tutte le informazioni sanitarie necessarie. d) Collaborare attivamente con medici e personale infermieristico. e) Formare costantemente con corsi i militi per avere efficienza e qualità nei servi-

zi. f) Cercare con caparbietà nuovi volontari da inserire nell’organico. g) Potenziare e rendere efficiente e sicuro il parco macchine. h) Acquistare nuove strumentazioni e dotarsi di attrezzature sanitarie idonee. i) Controllare sempre la situazione finanziaria ed agire con scelte oculate. j) Favorire un continuo rapporto con le direzioni sanitarie presso gli ospedali offrendo collaborazione e disponibilità. Il programma stabilito è stato attuato nel migliore dei modi possibili, anche per la caparbietà messa in mostra continuamente dal nostro Presidente che ha sempre lavorato lontano dai riflettori. Il suo motto “Lo dobbiamo fare per tutte le persone malate” non trova rispondenza positiva nella collaborazione in tanti altri che dicono di non avere tempo a disposizione per chi, impotente, chiede aiuto. Prima o poi ci fermeremo tutti e tanti di noi invocheranno aiuto, forse allora ci sarà tempo per una riflessione. Grazie Emiliano Elvio Evangelisti Direttore responsabile: Michele Giorgi Redattori: Donata Cattaneo Laura Corinaldesi, Teresa Giorgi Eva-Edvige Martorelli Lucia Scarabotti Autorizzazione Tribunale di Ancona n. 122 dell’8-5-1952 Stampanova - Jesi (AN) Via Abruzzetti, 12 Telefono (0731) 211639-211694 Fax (0731) 211694

a cura della Dottoressa EDWIGE RIPANTI MIFEGYNE (Francia), MIFEPREX (U.S.A.), mifepristone, ovvero RU 486, ovvero aborto medico. È arrivata qualche settimana fa l’approvazione a maggioranza del CDA dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) per la commercializzazione su tutto il territorio nazionale della pillola abortiva. Già dal 2006/2007 le regioni Piemonte, Trentino, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Puglia ne permettono l’uso negli ospedali pubblici. Il mifepristone è un ormone prodotto in laboratorio e utilizzato sotto forma di compressa per indurre l’aborto nei primi due mesi di gravidanza, in alternativa all’atto chirurgico. Rispetto ai metodi tradizionali, per aspirazione o raschiamento, non implica il ricovero ospedaliero, reso obbligatorio, però, in alcuni paesi. Può essere assunto da solo o in associazione ad altre sostanze che aumentano le contrazioni uterine, la perdita ematica, l’eliminazione della mucosa e dell’embrione. Il buon esito del trattamento è strettamente legato all’epoca gestazionale. Non deve essere somministrato in donne con alterazioni ormonali a carico delle ghiandole surrenali e nelle gravi forme di asma. Durante il trattamento possono verificarsi interazioni con altri farmaci, come il cortisone, gli antimicotici, eritromicina e rifampicina (antibiotici), erba di San Giovanni od iperico, antiepilettici. Evitare il succo di pompelmo. Effetti collaterali: abbondante sanguinamento con necessità, talora, di emostasi chirurgica e di trasfusioni, contrazioni uterine o crampi nelle ore successive all’assunzione; infezioni batteriche, nausea, vomito, diarrea, cefalea, vertigini, febbre. L’AIFA ne raccomanda l’uso entro la settima set-

timana di gestazione; superato questo termine aumentano le complicanze e queste diventano sovrapponibili all’aborto chirurgico; trombosi, embolia polmonare, sepsi (infezione generalizzata in tutto l’organismo), emorragie infrenabili, casi di morte sopravvenuta rapidamente in soggetti giovani ed in buona salute, sebbene eseguita “correttamente” la procedura abortiva. Questo metodo è opzione offerta alla donna da parte del Servizio Sanitario di molti paesi. Il farmaco è stato inserito nell’elenco dei farmaci essenziali per la salute riproduttiva da parte dell’OMS nel marzo 2006. Attualmente è in uso in tutti gli stati dell’Unione Europea, eccetto la Polonia, la Lituania e l’Irlanda. Il mifepristone non va confuso con la “pillola del giorno dopo”, che deve essere somministrata entro le 48-72 ore dal rapporto sessuale a rischio di gravidanza. La RU 486 potrà essere utilizzata in Italia solamente in ambito ospedaliero, come prevede la legge 194 per l’interruzione volontaria di gravidanza (IVG). Sono in corso, nei laboratori, ulteriori studi, approfondimenti, sperimentazioni sugli animali. E, perché no, anche la ricerca della verità scientifica sulle reali proprietà e “benefici” della RU 486 di recente avvento.


L’ECO DE LA ROSSA

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LA VOCE DI MERGO Nuovo Anno Pastorale Cari amici, siamo all’inizio di un nuovo anno pastorale; come in ogni inizio siamo chiamati dal Signore a riprendere con più lena il nostro cammino di fede, sia singolarmente, sia come Comunità. Io aggiungo un accorato appello a serrare le file non solo perché anche la nostra Comunità parrocchiale sembra avvertire un crescente affievolirsi della pratica religiosa e della stessa fede, ma anche perché il vostro Parroco avverte sempre più la pesantezza degli anni. Come più volte ripetuto, è indispensabile la collaborazione di tutti i volenterosi perché la nostra Parrocchia possa progre-

dire in una vita sempre più cristiana. Gli impegni principali che ci attendono sono: anzitutto il catechismo parrocchiale, in particolare la preparazione alla Prima Comunione e alla Cresima. La casa parrocchiale con il teatrino, l’oratorio e il Circolo attendono non solo i bambini e ragazzi del catechismo, ma in particolare i giovani. Voglio ancora raccomandarvi la frequenza alla Santa Messa sia dei grandi che dei piccoli! Con l’aiuto del Signore e sotto lo sguardo della Madonna della Misericordia AVANTI! Il Parroco

Ricordiamo i nostri morti SABATO 31 OTTOBRE: Ore 17,30 S. Messa Prefestiva - Casa di Riposo DOMENICA 1° NOVEMBRE: Festa di tutti i Santi Ore 10,00 S. Messa - Angeli Ore 11,15 S. Messa - Chiesa Parrocchiale Ore 15,15 S. Messa - Chiesa Cimitero LUNEDI’ 2 NOVEMBRE: Memoria dei Defunti Ore 8,15 S. Messa - Chiesa Cimitero Ore 17,30 S. Messa - Chiesa Casa di Riposo Ore 18,30 S: Messa - Chiesa Angeli DA MARTEDI’ 3 NOVEMBRE A VENERDI’ 6 NOVEMBRE Ore 17,30 S. Messa – Casa di Riposo Ore 18,30 S. Messa – Chiesa Angeli SABATO 7 NOVEMBRE Ore 17,30 S. Messa Prefestiva – Casa di Riposo DOMENICA 8 NOVEMBRE Ore 10,00 S. Messa – Chiesa Angeli Ore 11,15 S. Messa – Chiesa Parrocchiale Ore 12,00 Omaggio ai caduti – Monumento DA LUNEDI’ 9 NOVEMBRE A LUNEDI’ 30 NOVEMBRE Ore 17,30 S. Messa – Casa di Riposo Ore 18,30 S. Messa – Chiesa Angeli DOMENICA 15 NOVEMBRE FESTA DI SAN MARTINO Ore 10,00 S. Messa – Chiesa Parrocchiale Ore 11,15 S. Messa – Chiesa Angeli – San Martino

... Dammi una mano! Domenica 6 settembre u.s., come ogni anno, a Recanati si è tenuto il XXIII° congresso missionario sul tema “Quarant’anni. Una ricca eredità”. E’ stato un incontro di festa tra benefattori e missionari: alcuni di loro ora si trovano in Italia per un periodo di meritato riposo. Il responsabile delle missioni in terra d’Africa Mons. Rodrigo Mejia e mons. Marinozzi, vescovo emerito, hanno salutato i presenti ed hanno ricordato la nascita della missione (1969) sottolineando l’affetto ricevuto in terra straniera e la collaborazione per soddisfare, almeno in parte, il bisogno primario di quella popolazione: i pozzi d’acqua. Anche don Lauro Cingolani, uno dei pionieri della missione in Africa, ora novantenne, ha testimoniato la sofferenza della gente per tale mancanza e per le ovvie conseguenze. Altri missionari hanno dato la loro testimonianza sulle opere realizzate con l’aiuto dei benefattori concludendo: “noi possiamo operare grazie alla vostra generosità, quindi siete voi i primi missionari; noi stendiamo le braccia come il

buon samaritano per raccogliere il ferito”. Oggi si contano settemila bambini adottati che hanno cibo, cure mediche, frequentano la scuola grazie ai genitori adottivi, ma le necessità per la sopravvivenza di altri bambini sono ancora molte. Significativa è stata la testimonianza della sig.ra Bonanni, aquilana;le persone che condividono gli stessi ideali di adozione a distanza nonostante il disagio causato dal terremoto del 6 aprile u.s. con le lacrime agli occhi per la perdita dei loro cari, della casa, hanno ugualmente fatto la loro offerta generosa. La concelebrazione Eucaristica animata dal coro dei bambini e il pranzo conviviale servito dagli amici del circolo culturale”San Francesco d’Assisi” hanno concluso la giornata. Ci siamo lasciati rinnovando il nostro proposito di “adozione a Natale” e di far partecipare più parrocchiani possibile. La nostra fede diventa più forte se sappiamo donare con gioia “c’è più gioia nel donare che nel ricevere”. Rosanna

Nati alla grazia

Inizio catechismo parrocchiale

DOLCIOTTI GEMMA - 15-8-2009

Chiesa Angeli

GRAMACCIONI FEDERCO e PARADISI AURORA - 13-9-2009

Teatrino parrocchiale

BORGHESI BENEDETTA 20-9-2009

Tornati alla Casa del Padre

AMERICO ANGELONI n. 11-11-1919 † 8-7-2009

ARISTEA PASTORI n. 10-2-1918 † 27-7-2009

ERSILIA AVENALI ved. CARBINI n. 2-8-1917 † 1-8-2009

ELIO STEFANINI n. 18-9-1919 † 1-8-2009

TERESA DOLCIOTTI n. 7-2-1915 † 7-8-2009

PARROCCHIA DI S. LORENZO Tel. 0731/814866 cell. parroco 333 7206497

SERVIZI RELIGIOSI: - Messe festive ore 10,00 - ore 11,15 - Messa prefestiva ore 18,30

Volontariato AUSER Nel ringraziare la redazione de “l’eco de la rossa” per l’opportunità dataci, ci vorremmo presentare in modo particolare a quelle famiglie che ancora non ci conoscono. Siamo un’Associazione di Volontariato denominata AUSER Alta Vallesina ONLUS costituitasi di recente (22 nov. 2008) operiamo nel settore del volontariato sociale ai senzi della l.266/91 e della L.R. 48/95 ed è operativa nei Comuni di Serra San Quirico e Mergo dove si occupa principalmente di garantire, soprattutto agli anziani,che sono i maggiori beneficiari di questo servizio,il trasporto presso ospedali,poliambulatori e farmacie. Interveniamo quando questi servizi non sono assicurati gratuitamente dal Servizio Sanitario Nazionale, inoltre, in conformità e alle finalità istituzionali dell’associazione ci occupiamo di trasporto scolastico per diversamente abili, accompagnatrici scuolabus, manutenzione verde leggero, apertura e chiusura locali, custodia dei beni publici. Il 25 luglio u.s.è stata inaugurata la sede rinnovata grazie al generoso contributo di alcune ditte locali nell’acquisto di nuovi arredi che la rendono più funzionale. Il circolo AUSER, attivo nei nostri territori sin dal 2004, oggi conta 42 volontari in larga parte giovani e presenti alla vita del circolo ed alle attività di volontariato (più di mille interventi di trasporto sociale nel primo semestre 2009). Con l’occasione si è presentata la nuova auto (fiat punto) acquistata dai Comuni di Serra San Quirico e Mergo per l’utilizzo del trasporto stesso. Alla cerimonia hanno presenziato, Roberto Paolucci Presidente p.t. del circolo AUSER di Mergo,Paolo Pittori Presidente AUSER Marche, Paola Fimmano’ Presidente AUSER Provinciale, Luigi Silvestrini vice Presidente AUSER Provinciale, Giuseppe Corinaldesi Sindaco di

Mergo, Carlo Zampetti vice Sindaco del Comune di Serra San Quirico,con delega ai servizi sociali, Carlo Anastasi Ass. ai servizi sociali di Mergo e Carlo Cocilova, ass. del Comune di Mergo. Erano anche presenti, l’ex Sindaco Gianni Fiorentini con l’ex Ass. Gilberto Sorci (Serra San Quirico) e l’ex Sindaco di Mergo Ferdinando Tiberini e i carabinieri di Castelplanio. Il parroco di Mergo Don Giovanni Piccioni, oltre alle splendite parole pronunciate in favore del volontariato ha impartito la benedizione alla sede, alla nuova auto per il trasporto sociale,ai volontari e a tutti i presenti. La preziosa attività svolta dall’AUSER Alta Vallesina è resa possibile grazie alla sensibilità delle Amministrazioni Comunali, ma soprattutto dall’impegno del tutto disinteressato e gratuito dei soci volontari,che sono la vera risorsa dell’Associazione; uomini e donne, giovani e meno giovani, che sanno dedicare agli altri un po’ del loro tempo. Diventare volontari AUSER non solo è un modo di rendersi utili a chi ne ha bisogno, ma è anche una bella esperienza di crescita personale. Se anche tu vuoi dedicare un po’ del tuo tempo per gli altri contattaci, la sede AUSER Alta Vallesina ,si trova ad Angeli di Mergo, in Via R.Sanzio 9/c nell’edificio che ospita anche l’asilo nido e l’ambulatorio medico. Per informazioni e prenotazione del servizio di trasporto sociale l’ufficio è aperto nei giorni di lunedì , mercoledì e venerdi dalle ore 10,00 alle ore 12,00 , telefonando al numero 0731-817042. Cordiali saluti a tutti i lettori de “l’eco de la rossa” dai volontari AUSER Alta Vallesina. Il Presidente p.t. AUSER Alta Vallesina Roberto Paolucci

MARIA PAOLUCCI n. 26-8-1932 † 29-8-2009

GIANCARLO RIGUCCI n. 31-10-1946 † 6-9-2009

BICE LOPEZ n. 17-12-1917 † 31-8-2009

Vogliamo ricordare la tua storia Come un insieme variopinto di colori, quelli che fanno brillare gli occhi, che aprono il cuore ai sentimenti, che ci portano a guardare in alto per ammirare il tuo arcobaleno: quel tuffo nell’azzurro cielo che circonda tutti come in un abbraccio, con la certezza di portarti sempre e ovunque con noi. Ciao Giancarlo e grazie!


L’ECO DE LA ROSSA

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NOTIZIARIO DI CRONACA Memorial Giancarlo Fava Allo stadio comunale di Serra San Quirico Paese nelle serate del 24/25/26 luglio si è svolto il 1° TORNEO DEI TIFOSI “MEMORIAL GIANCARLO FAVA”. Organizzato dallo Juventus Club doc “SERRA 2008” il torneo ha ricevuto larghi consensi. Nei colori Milan-Juventus-Inter-Roma hanno giocato ragazzi di ieri e di oggi divertendosi e facendo divertire. Il pubblico, sempre numeroso nelle tre serate, ha partecipato calorosamente permettendoci anche di raccogliere 433,00 destinati all’A.I.R.C. (Fondazione per la Ricerca sul Cancro). Abbiamo ricordato, insieme alla sua famiglia, il nostro caro amico Giancarlo con un minuto di silenzio. Attimi di commozione e raccoglimento in ognuno di noi. La Juventus si aggiudica il trofeo, seconda arriva l’Inter, terzo il Milan e quarta la Roma. Un caloroso ringraziamento va alla terna arbitrale composta da Antonio Stigliano, Cardoni Flavio, Impiglia Giuseppe ed anche Cola Barbara che ci ha supportati nella sera della finale. Il premio quale migliore giocatore del torneo è andato a Montesi Samuele, premio offerto dall’amministrazione comunale di Serra San Quirico rappresentata dall’assessore allo sport Cocilova Carlo. Infine è stato

premiato Bini Mauro quale giocatore più longevo del torneo. Ha allietato e divertito la cronaca delle partite il nostro vice presidente del Club Angelo, ormai conosciuto da tutti con il suo soprannome: Pitta DJ. La manifestazione è riuscita anche per la grande collaborazione della Società Sportiva Serrana 1933: doveroso un ringraziamento particolare. Ricordiamo anche le società Junior Mosaico e Calcio Vallesina. Noi del Club Juventus siamo veramente soddisfatti per la riuscita della manifestazione ma ancora di più per lo spirito di partecipazione, di cordialità, di stare insieme in allegria e nel divertimento. I complimenti pervenuti da tanti ci rendono orgogliosi ed entusiasti, con la promessa di ripeterci il prossimo anno. È giusto ricordare gli sponsor e i numerosi collaboratori che si sono prodigati durante le tre serate, grazie di cuore. Un caloroso ringraziamento va a Ballerini Raul, titolare della Pianella, che ci ha ospitato nel suo ristorante gratuitamente regalandoci una bella serata. Un abbraccio a voi tutti dal direttivo con entusiasmo. Il presidente Elda Evangelisti

Un saluto al nido per l’infanzia “Esiste sempre un momento nell'infanzia quando si aprono le porte e il futuro entra”…Questa citazione dello scrittore Inglese Graham Greene, calza a pennello sull’idea che in questi due anni mi sono fatto del nuovo Nido per l’Infanzia dei Comuni di Serra S. Quirico e Mergo. Ora che la prima, importante avventura del mio piccolo Marco è terminata, mi piace l’idea che a sintetizzarla sia l’immagine suggerita da questa frase. Marco è stato il primo bimbo in assoluto a mettere piede nel nuovo Nido: ha aperto per primo le porte, ed ha lasciato che il futuro entrasse. Non è stato facile: ricordo le ansie di noi genitori, che non sapevamo fino agli ultimi giorni se il Centro ce l’avrebbe fatta in tempo ad aprire; tutto era nuovo, per noi come per le Amministrazioni comunali. All’inizio anche la mobilia era ridotta all’osso. Poi, a poco a poco questo “piccolo mondo” ha iniziato a definirsi sempre meglio: sono arrivati nuovi giochi, nuovi mobili, i giochi per l’esterno. Ora la struttura è sufficientemente completa, ma sono sicuro che sarà continuamente ottimizzata in futuro. Ma il Nido, non è solo Struttura ed Amministrazione. Il Nido è soprattutto Gestione, da parte della Cooperativa AssCoop che detiene con

assoluta professionalità l’appalto, ma soprattutto, e tengo a sottolinearlo, il Nido è il personale che quotidianamente fa vivere questa meravigliosa realtà. Voglio ringraziare di cuore le educatrici: Cristina (con tanti auguri per la prossima maternità), Marzia, e Miriam, che sono state anch’esse le pioniere del Centro, Gloria, la cuoca Luisella, verso la quale tutti noi nutriamo una sana invidia, visto che perdiamo sempre il confronto quando siamo a tavola, Simonetta, Pino il Vigile di Mergo, i dipendenti del Comune di Mergo Fiore e Stefano, che sono stati parte integrante della crescita della struttura, Annarita , la responsabile della AssCoop, gli ex- Sindaci di Mergo e Serra S. Quirico, Ferdinando Tiberini e Gianni Fiorentini, i vice-Sindaci, gli assessori di competenza, e tutti quanti si sono adoperati alla realizzazione di questo importante servizio sociale. Mi scuso con chi non è stato direttamente citato: per forza di cose non ho potuto conoscere tutti, ma ringrazio, ovviamente, anche voi. Mancherete tutti a Marco, come, ne sono sicuro, anche Marco mancherà un po’ a voi…..in fondo è stato il primo “Uccellino”, ora ha imparato a volare ed è tempo che vada alla conquista del mondo (l’asilo dei “grandi”)…. Giorgio Perini

Dal New York Times ... Navigando nel web ho provato, come si dice ora, a “gloogare” (scrivere nel motore di ricerca) partendo dalla parola “Serra San Quirico” e da lì cliccando fra i vari “link” mi sono imbattuta in un articolo nel New York Times del 26 aprile scorso. Mimi Sheraton, il noto critico di ristorazione che dagli anni 70 scrive per quel famoso quotidiano, parla dei suoi viaggi “di cucina” per il mondo, e scrive che in Italia solo 2 o 3 ristoranti gli sono rimasti impressi. La traduzione forse non sarà perfettissima ma il senso dell’articolo è il seguente: “Due dei miei entusiasmi gastronomici vivono in Italia nelle Marche, regione tra l'Emilia Romagna e l'Abruzzo. Mi piace la provincia in sé con le sue comodità, borghese ma raffinata. Il mangiare marchigiano è profondamente soddisfacente e rassicurante, con sapore e presentazione casereccia. (….) Dove il Symposium eccelle in raffinatezza sofisticata è La Pianella, su nella foresta sopra a Serra San Quirico: offre serenità, cibo rustico e cordialità.

Un discepolo del Mangiar Lento è Raul Ballarini che con le sue quattro incantevoli figlie guida i nuovi arrivati alle specialità artigianali come salumi e molte erbe locali conservate sott'olio (d'oliva). Il tutto seguito da taglioni di grano di farro con porcini e baciotti, un’ ampia pasta con cinghiale. Proseguendo, ho assaggiato l'arrosto di maiale con finocchio selvatico e il brasato “satinato” (?) di vitello in una ricca salsa “marrone” (?), con il locale vino Rosso Conero. Ambedue i piatti beneficiano di patate arrosto cotte sotto la cenere”. Dire che Raul sia caduto dalle nuvole è poco! A quanto pare il giornalista americano è stato uno dei tanti turisti di passaggio, ed è rimasto anonimo perchè non si è qualificato nemmeno dopo aver pranzato. Se vi va di leggere l’intero articolo andate su: http://travel.nytimes.com/2009 /04/26/travel/26personal.html?sc p=1&sq=ballarini%20italy&st=cs e S. P.

“LG2 Vallesina Twirling” È stata costituita legalmente a metà settembre la nuova società sportiva di ginnastica e di twirling a Moie . Le due storiche insegnanti Loredana Guerro e Laura Gramaccioni hanno fondato una nuova società sportiva la “LG2 vallesina twirling” alla quale hanno aderito anche gli assistenti tecnici federali Alice Ceccacci e Marta Brega. Attualmente sono iscritte circa trenta bambine e venti ex atlete che per anni hanno praticato twirling con il tecnico Loredana e che intendono ricominciare con lei ad allenarsi per un campionato amatoriale federale. Gli allenamenti in palestra sono iniziati da tempo e già le giovani atlete e le loro allenatrici si cimentano in nuovi esercizi da portare al campionato amatoriale, agonistico e a manifestazioni insieme alla Banda Esina, e per far conoscere ancora meglio questo sport completo e affascinante. La “LG2”, nata con il sostegno e l’appoggio di molti genitori di atlete, può vantare la preparazione e l’esperienza decennale – trentennale per quanto riguarda la Guerro – di Gramaccioni e delle sue preparatrici atletiche. Laura Gramaccioni è molto orgogliosa del “clima sereno di partecipazione e confronto costruttivo in cui le giova-

ni atlete, le insegnati e i genitori si trovano a lavorare con umiltà e sacrificio come dovrebbe essere nello spirito dello sport, quello pulito, che fa crescere” e risponde Loredana Guerro “Questo bel clima esiste perché si condivide tutto e le scelte sul programma annuale, si fanno tutti insieme, genitori e tecnici, senza prevaricazioni ne sopraffazioni di nessun tipo. Il nostro motto “meglio poco, ma fatto bene”. La palestra è anche un luogo educativo, e in questo noi crediamo molto. Per chiunque volesse maggiori informazioni: ci ritroviamo il lunedì e venerdì presso la palestra scuole medio di Moie, e potete telefonare allo 0731.867373388547344.

Riceviamo e pubblichiamo:

S. Maria delle Grazie ... libera

ci e tranquillizzandoci nel merito. All’alba del 28 agosto il ripetersi dell’inconveniente ci ha riportato a Fabriano dalla medesima dottoressa Sturzi che ha risolto il problema illuminandoci ampliamente e cortesemente sul caso e sul da fare nell’evenienza di ulteriore recidiva. Per mia, nostra soddisfazione, nonché loro e vostra desidero far presente l’ottima assistenza avuta, il professionale trattamento e “il garbo” che ha contraddistinto il rapporto. Ancora grazie con i più cordiali saluti. Roberto Iacobelli

Tra storia e musica

Si è tenuta nel pomeriggio di Domenica 4 ottobre a Serra San Quirico (AN) la “Giornata di Studio tra Storia e Musica”. L’occasione della festa di San Francesco ha catalizzato due eventi culturali di notevole spessore quali la presentazione del pregevole volume “Presenze francescane nel camerinese” edito da Maroni su committenza del Lions Club di Camerino Alto-Maceratese e il concerto di sopranista, violino barocco e organo dedicato ad Haendel nel 250° dalla morte. Il pomeriggio ha preso avvio nella Chiesa di San Francesco, spazio polifunzionale che ha funto da cassa armonica per i saluti del Sindaco Massimo Cantiani, il Presidente del Lions Club prof.Dino Jajani, il Parroco Don Michele

Marche. Ad attendere l’appassionato pubblico nello splendido edificio seicentesco, gioiello artistico della regione Marche, c’era il Trio Barocco costituito da Angelo Bonazzoli, sopranista, Riccardo Bottegal, violino barocco e Giulio Fratini che si è esibito sia all’organo storico che al clavicembalo di sua costruzione, copia di uno strumento Grimaldi del 1703. Il concerto, dedicato a Georg Friedrick Haendel nel 250° anniversario della morte, ha visto l’esecuzione di Cantate sia sacre che profane, composte da Haendel e da suoi contemporanei quali Georg Philpp Telemann e Matteo Marchetti la cui Cantata Non posso credere a speme lusinghiera è stata eseguita in “Prima esecuzione in epoca moder-

Giorgi e Pietro Valeriani, curatore del progetto editoriale. La presentazione della pubblicazione è stata invece affidata alle relazioni di due raffinati studiosi: la Prof. Francesca Bartolacci dell’Università di Macerata, che, unitamente a Roberto Lambertini, ha coordinato il lavoro scientifico degli autori dei vari capitoli e il prof. Fabio Marcelli dell’Università di Perugia che ha invece intrattenuto il pubblico su aspetti più specifici della storia e della committenza artistica dei francescani. La seconda parte dell’evento culturale ha trovato spazio nella limitrofa splendida chiesa di Santa Lucia, dove è ospitato un organo seicentesco di scuola romana restaurato nel 2007. Esso è ad oggi l’unico strumento superstite dell’autore Giuseppe Maria Testa che aveva a Roma una bottega in società coll’organaro Giuseppe Catarinozzi, autore di un altro celebre organo conservato nel Duomo vecchio di San Severino

na” in quanto si tratta di una scoperta degli stessi esecutori, attivi anche in campo musicologico. La parte musicale della manifestazione è stata curata dalla Associazione Organistica Vallesina, una associazione che si occupa da oltre un decennio del recupero e valorizzazione del patrimonio organario della Vallesina ed è stata resa possibile dal contributo della parrocchia di S. Quirico, dall’Amministrazione Comunale, dalla fondazione CARIFAC, dal Parco Naturale Gola della Rossa, e dagli Sponsor Gruppo Cava Gola della Rossa e Industrie Togni. La Mostra di Pasqualino Rossi, un protagonista del barocco, la cui chiusura era stata rimandata di alcune settimane, consentendo a tutti gli intervenuti di dare un ultimo sguardo alle opere esposte, ha costituito il terzo polo di attrazione dell’interessante pomeriggio culturale di Serra San Quirico. M° Simonetta Fraboni

Grazie

La nuova Amministrazione rispetta le promesse. In data 11 settembre, rimuove i 4 cassonetti della raccolta differenziata che erano stati posizionati proprio davanti la chiesa, di S. Maria delle Grazie, da

poco restaurata. Con questa precisazione si desidera chiarire quanto apparso in un articolo del Corriere Adriatico del 19.08, che riportava dichiarazioni non corrette.

Asl: ottima assistenza La notte del 25/26 agosto u.s. nella mia casa in Serra San Quirico, mia moglie Alda Maria Casati fu colta da copiosa epistassi e pochi minuti dopo aver telefonato al locale pronto intervento notturno fummo raggiunti dalla dott. Fausta Moscone che, con lodevole capacità, vista la quantità del sangue che non diminuiva, riuscì poi a tamponare le radici. Il mattino dello stesso giorno, recatici all’Ospedale di Fabriano ci siamo rivolti al reparto otorino ove mia moglie è stata subito visitata dalla dott. Chiara Sturzi che ha fatto la sua diagnosi, consigliando-

4 ottobre

Maggio: gita a Capri del Centro Anziani

Nella vita quotidiana di Francesco le difficoltà sono molte e con la crescita sempre nuove , l’aiuto primario viene da tutta la nostra famiglia che in questo caso richiede l’attenzione anche degli zii e delle zie, che amorevolmente cercano di sollevare Massimiliano e Claudia dai tanti impegni. Francesco , come i bambini della sua età ama l’acqua, così parlando con la dott. Fiona di Torrette ci è stato suggerito, per sopperire alle terapie invernali, l’acquisto di un “sollevatore mobile per

piscina”. Specificatamente si tratta di un sollevatore con un gancio che permette a Francesco di entrare in acqua dove può muoversi liberamente. Trovato dove poterlo acquistare , la cifra richiesta però per noi è risultata troppo elevata e così abbiamo cominciato con coraggio a chiedere aiuto, convinte veramente che l’attrezzo fosse importante per Francesco, perché per lui il riposo scolastico doveva essere una vera e propria vacanza. Con l’ aiuto di molti, fra cui: la famiglia Giacometti, Togni, la B.B.C. OSTRA VETERE , i Vigili del Fuoco di Fabriano,la Parrocchia di Serra San Quirico, noi zie Marilena e Roberta e tanti stupendi amici siamo riusciti ad acquistarlo. La solidarietà che ci è stata mostrata ci ha davvero commosso e il nostro semplice GRAZIE esprime la grande gratitudine per questo gesto meraviglioso. Francesco al campeggio di Senigallia, tutti i giorni ha potuto con gioia fare il bagno e il suo sorriso ha reso i nostri cuori tanto felici. Zie Marilena e Roberta


L’ECO DE LA ROSSA

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LA VOCE DI CASTELLARO RICORDI

FESTOSI

PARROCCHIA DI S. LORENZO Tel. e Fax 0731/86030 cell. parroco 339 3012867

SERVIZI RELIGIOSI: - Messa festiva ore 11,00 - Messa prefestiva invernale ore 17,00

Fontegeloni Domenica 9 agosto si è conclusa la 44° Edizione della “Sagra del Coniglio in porchetta” che quest’anno ha fatto registrare un forte incremento di partecipanti, vuoi per il grande impegno di un comitato giovane e dinamico, vuoi perché il tempo è stato dalla nostra parte... Il risultato è stato un successone! Non dimentichiamo che il calendario prevedeva un ventaglio di intrattenimenti per tutti i gusti: dalla discoteca con Dj Asha, al liscio con Joselito, al concerto delle Bollicine, passando per le varie gare di briscola, morra e … rutto libero! Il tutto “condito” dalle specialità del nostro menù, che, modestia a parte, si è confermato tra i migliori di tutti quelli proposti dalle feste dei dintorni. Calato il sipario sulla sagra, i festeggiamenti non sono mica finiti! Lunedì sera, 10 agosto, in ricorrenza del nostro patrono San Lorenzo,

la piazza si è animata con il “Dolce della Solidarietà”, manifestazione il cui ricavato è stato interamente devoluto in beneficenza. Dunque divertimento si, ma anche un pensiero a chi è meno fortunato! Ma i castellaresi, si sa, sono gente che non disdegna stare in compagnia. Per questo, sabato 5 settembre , abbiamo salutato l’estate cenando tutti insieme (eravamo quasi 200) con tanta buona musica e … da leccarsi i baffi! Un ringraziamento speciale a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questi eventi, e in particolare agli organizzatori, ai quali va il nostro augurio ed incoraggiamento a fare sempre meglio, proseguendo su questa strada che si è rivelata vincente! Arrivederci al prossimo anno con altre novità. Gloria Paciarotti

Vangelo senza confini Segue da pag. 1

dienza filiale al Padre, testimone e compagna di viaggio di questa umanità. Alle Chiese antiche come a quelle di recente fondazione ricordo che sono poste dal Signore come sale della terra e luce del mondo, chiamate a diffondere Cristo, Luce delle genti, fino agli estremi confini della terra. La missio ad gentes deve costituire la priorità dei loro piani pastorali. La spinta missionaria è sempre stata segno di vitalità delle nostre Chiese. È necessario, tuttavia, riaffermare che l’evangelizzazione è opera dello Spirito e che prima ancora di essere azione è testimonianza e irradiazione della luce di Cristo da parte della Chiesa locale, la quale invia i suoi missionari e missionarie per spingersi oltre le sue frontiere. Chiedo perciò a tutti i cattolici di pregare lo Spirito Santo perché accresca nella Chiesa la

passione per la missione di diffondere il Regno di Dio e di sostenere i missionari, le missionarie e le comunità cristiane impegnate in prima linea in questa missione, talvolta in ambienti ostili di persecuzione. Invito, allo stesso tempo, tutti a dare un segno credibile di comunione tra le Chiese, con un aiuto economico, specialmente nella fase di crisi che sta attraversando l’umanità, per mettere le giovani Chiese locali in condizione di illuminare le genti con il Vangelo della carità. Ci guidi nella nostra azione missionaria la Vergine Maria, stella della Nuova Evangelizzazione, che ha dato al mondo il Cristo, posto come luce delle genti, perché porti la salvezza “sino all'estremità della terra” (At 13,47). A tutti la mia Benedizione. Benedetto XVI

Le conigliette ... “in porchetta”

74 anni insieme

Venditrici adulte

Montesi Elio e Ciampichetti Elisa

Dolci ... Ande Dopo un viaggio in pulmann di quasi 6 ore, toccando uno dei valichi più alti ( 4335 metri), il nostro gruppo di 11 pellegrini italiani in Perù è giunto nella regione di Puno. Gli altipiani della Sierra fanno da cornice a questo paesaggio immenso dove lo sguardo si perde lontanissimo. Scendiamo sulla strada principale, all’ingresso del piccolo paese di Calapuja, che ci appare alle quattro del pomeriggio deserto. Gli abitanti sono circa 500 nel piccolo centro e 15 mila disseminati sull’altopiano dove vivono in case isolate o a piccoli agglomerati: sono persone abituate a lottare per la sopravvivenza, che dipende da 12 ore di lavoro al giorno per tutti, dai bambini ai vecchi, per strappare un po’ di sostentamento e un vestito da indossare, indispensabile, quando nella notte la temperatura scende di molti gradi sotto lo zero. Eppure qui qualcosa si sta muovendo. Già qualche anno fa, sempre con l’iniziativa del Dolce della solidarietà abbiamo sostenuto il progetto di un gruppo di circa 20 donne "di lana, tessuti e colori". Si trovavano ogni giorno sul piccolo sagrato della Chiesa, dopo che avevano portato gli animali al pascolo e avevano mandato i figli a scuola. Molte avevano sulle spalle un fagotto con dentro un bambino di pochi mesi. Avevano con sé i ferri del mestiere: si sono specializzate nella produzione di piccoli indumenti di lana, cappelli, sciarpe, calze,

guanti, maglioni, trovando la forza di progettare un pezzo di futuro. Chiedono che i loro lavori siano valorizzati, desiderano avere una sede dove incontrarsi, poter disporre di telai per tessere. Il loro sogno si è in parte avverato perché questa volta la raccolta di Euro 300.00 (ricavati dal “Dolce della solidarietà” di quest’anno) servirà per completare l’attrezzatura del loro negozio. L’impresa che sembrava impossibile sta volgendo al termine: con vari aiuti dall’Italia le donne artigiane (“las mujeres artesanas”) hanno finalmente la loro struttura, che sorge proprio sulla strada principale. Il piccolo negozio è quasi tutto arredato e loro stanno lavorando a gran ritmo per preparare la merce da esporre. Il complesso sarà fornito anche di cinque stanze, davvero dignitose, con tanto di servizi igienici interni, per il passaggio dei turisti che cominciano a transitare anche qui. La Signora Leo con il marito Norberto ci mostrano l’ampio edificio orgogliosi di questa impresa che permette loro di sognare un domani migliore per sé e le proprie famiglie. Credono che si possano creare le condizioni per impedire che i propri figli, diventati adolescenti, un giorno salgano su un pullman e spariscano, attratti dal sogno amaro e senza speranza della grande metropoli. Grazie ancora a tutti: la dolcezza del vostro gesto ridona il sorriso e la speranza. Donata

Meloni Fabiano, Mergo; Navarreta Maria, Serra Paese; Ortolani Alvaro, Milano; Paglioni Luciano, Sasso; Papi Erino, Castelplanio; Pietrini Camillo, Roma Ostia Antica; Pinti Santino, Canada; Pinti Solesa, Mergo; Rigucci Renato, S. Elena; Rosati Paolo, Viareggio; Rosetti Elena, Cupramontana; Santilocchi Laura, Fabriano; Santini Argia, Stazione; Sbrega Remo, Roma Pontegaleria; Sconocchini Anita, Ancona; Serini Nanda, Serra Paese; Struzzi Lucia, Roma; Venanzi Leondina, Mergo; Zampetti Arnaldo, Roma Pontegaleria.

Catechismo al via

1 NOVEMBRE - 2 NOVEMBRE

S. MESSA AL CIMITERO ore 15,30 OTTAVARIO DEI DEFUNTI

OFFERTE (fino al 15 ottobre) Abbatelli Luciano, Serra Staz; Balducci Ecla, Roma; Biagioli Maria Elisa, Roma; Bocci Filiberto, Serra Paese; Borri Montenovo Anna, Milano; Brega Claudio, Ancona; Brocanelli Dino, Serra Staz; Cenci Laura, Mergo; Chiavelli Fabio, Serra Staz; Correrella Archetti Rosalma, Serra Staz; Cuicchi Strozzi Amilde, Serra Staz; Duca Stefano e Angela, Serra S. Quirico; Duca Ernesto; Serra S. Quirico; Ferretti Furio, Mestre; Gennaretti Nino, Falconara; Grotta Nicola, Alizia; Impiglia Pierina, Roma; Lucarelli Secondo, Germania; Mazzolani Aldino, Serra Staz;

e piccine ...

Da martedì 3 NOVEMBRE a sabato 7 NOVEMBRE ore 17.30

Tornati alla Casa del Padre

Struttura delle donne artigiane ... con cambio di uomo

PASQUINI EVA n. 19-10-1926 † 28-8-2009

CIMARELLI RICCARDO n. 27-5-1922 † 3-10-2009

4/2009 eco della rossa  

bimestrale di informazione, cultura e religione di Serra san Quirico e dintorni

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