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moderna

poesia visiva

concetto

giovane

matura

interpretazione interdisciplinare contemporanea

materia

accademia regola

racconto

espressione individualitĂ 

film

strumento

strumento

biennale

relazionale

psicologia

semiotica

storia

passato

pittura

anarchia

scultura critica

letteratura antica

semiologia

ispirazione medioevale

preistorica

poesia

colore

video

tradizione

ideologia

teatro

esperienza

decontestualizzazione estetica arte è il tutto filosofia

linguaggio

tragedia

intelletto

orinatoio

tecnologia intenzione

artefatto

concetto performativa

presente

classica

danza

studio

eloquenza

sociologia

mettila da parte

piedistallo

artigianato

ellenica

discussione cultura

antropologia

copia

quadro

ars

rifessione

zeitgeist

monumento

testimonianza

fotografia

disegno religione

ragione

tipografia

didattica

tecnica museo

collettivitĂ 

capacitĂ 

abbigliamento

codice

culto

architettura

emozione

messaggio

epifania

intrattenimento design

cucina

futuro

feticcio inconscio collettivo

valore

evento

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Comune di Molfetta

Regione Puglia

Provincia di Bari

Università degli Studi di Bari “A. Moro”

a cura di Gaetano Centrone e Ignazio Gadaleta

26 LUGLIO - 14 AGOSTO 2010

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MOSTRA COORDINAMENTO ORGANIZZATIVO

Associazione Culturale III Millennio DIREZIONE TECNICA

Ing. Enzo Balducci UFFICIO STAMPA

Cosimo De Gioia, Michela Bado

CATALOGO TESTI

Gaetano Centrone, Ignazio Gadaleta TRADUZIONI

Giulia Masci (per Ignazio Gadaleta) GRAFICA ED IMPAGINAZIONE

Michelangelo Marra – NSN997 FOTOGRAFIE

Matteo Girola STAMPA

La Nuova Mezzina – Molfetta (BA)

CON IL CONTRIBUTO DI

Comune di Molfetta Provincia di Bari Network Contacts RINGRAZIAMENTI

Pietro Centrone SPONSOR TECNICI

Gadaleta Express Antonio d’Agostino 4 page


Comune di Molfetta

Regione Puglia

Provincia di Bari

Università degli Studi di Bari “A. Moro”

LUCIA BARBAGALLO COSTABILE DUERAMA MATTEO GIROLA a cura di Gaetano Centrone e Ignazio Gadaleta

SALA DEI TEMPLARI CHIESA DELLA MORTE DAL 26 LUGLIO AL 14 AGOSTO 2010

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Il Sindaco Antonio Azzollini inaugura la mostra accendendo l’Artificio del fuoco, progetto di Duerama

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patrocinio

Comune

introduzione

Sala cultura

La bussola dell’arte contemporanea indica direzione Molfetta. Qui, nel centro storico, nei luoghi più carichi di storia e suggestione, l’evento espositivo è ha innescato un percorso creativo nuovo nel coinvolgimento diretto e fisico attraverso gli itinerari della città. Le azioni, le immagini, le opere firmate da artisti giovanissimi e talentuosi come Lucia Barbagallo, Costabile, Duerama e Matteo Girola sono state portatrici di una creatività capace di completarsi con i luoghi stessi che l’hanno ospitata. I giovani autori hanno stabilito relazioni con il reale che c’era attorno, e così hanno amplificato le profondità e le dimensioni del loro linguaggio artistico. Quella qui proposta è dunque arte che diventa tutt’uno con l’ambiente, ma è anche il racconto della realtà attraverso l’uso di nuove forme. La mostra, curata da Gaetano Centrone e Ignazio Gadaleta, attraverso una collaborazione stimolante fra critico-curatore e artista-docente, ha reso possibili sottili approfondimenti nella dialettica delle complementari diversità di approccio e di appartenenza generazionale. Questo è solo l’inizio di un cammino che sarà scandito da altri incontri con l’arte.

Il titolo di questa rassegna nascente, Incontri d’arte a Molfetta, è l’affermazione della volontà della nostra città di tornare ad essere ancora protagonista nel promuovere l’arte che si trasforma e rinnova per mezzo di esperienze emergenti e visioni inedite. Molfetta vuole essere particolarmente attenta alla lettura di quei pensieri che tutte le opere d’arte portano e ispirano. L’intreccio fra tradizione e modernità è lo spazio-tempo attraverso il quale la nostra bussola ci fa navigare, verso quelle direzioni aperte che ognuno può perseguire per provare a coniugare felicemente la conoscenza del passato con il progetto del futuro.

Sen. Antonio AzzoLlini Sindaco di Molfetta

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keywords

ricerca

DELLA GIOVANE ARTE AI TEMPI DELLA CRISI

mutamento

ON YOUNG ART IN TIME OF CRISIS

Ogni stagione – ché nella frenesia della contemporaneità di stagioni si può parlare, e non più di epoche come in un passato ormai remoto – è caratterizzata da alcune parolechiave, la cui autenticità e capacità di descriverla sarà confermata dalla storia. L’attuale ha senza dubbio una parola che la contraddistingue e che la vede di gran lunga trionfante su tutte le altre possibili parole-chiave: crisi. Una crisi che è ormai cronica e sistemica, e che anche lo spettatore meno attento percepisce come globale e onnicomprensiva. Una crisi mondiale si dirà, ma che in realtà colpisce particolarmente la vecchia e malandata Europa e quegli Stati Uniti che venivano percepiti nella coscienza collettiva come il migliore dei mondi possibili. La crisi della mitologia dell’uomo bianco, del fallocentrismo occidentale di derridiana memoria. A modo suo l’arte ha interpretato questo mutamento del mercato globale – e delle sue debolezze – , proponendo forze e espressioni nuove da continenti e paesi

Every generation – for in the frenzy of contemporaneity one no longer refers to ages, but to generations, as in a past distant by now – is marked by certain keywords whose genuineness and ability to describe it will be confirmed by history. The current generation is undoubtedly characterized by a word that prevails over all other possible keywords: crisis. A chronic and systemic crisis that is by now perceived as global and all-embracing, even by the less attentive spectator. The word crisis, which mostly affects an old, lagging Europe and the United States, once perceived by the collective consciousness as the best possible world. The crisis of white man mythology, of derridian western phallocentricity. In its own way, art has interpreted this change in the global market – and its weaknesses – proposing new forces and expressions from once marginal countries and continents, like Asia, Eastern Europe and South

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un tempo marginali, come Asia, Europa dell’Est e Sudamerica. Una ricerca del nuovo e dell’esotico a volte sincera, a volte posticcia, sull’onda di effimere infatuazioni. In questa rincorsa affannosa verso nuovi stili e rinnovate multimedialità, il nostro Paese continua a non fornire prestazioni memorabili. La vecchiaia della classe dirigente, economica, politica e imprenditoriale, si rispecchia pienamente in

Lucia Barbagallo SW90LA ID, 2010 fototessera per passaporto, cm. 29,7 x 21

America. A sometimes sincere, sometimes artificial search for new and exotic, on the wave of ephemeral infatuations. In this exhausting run up towards new styles and renewed multimedia, Italy still doesn’t supply memorable performances. The antiquated financial, political, entrepreneurial ruling class is fully reflected in the field of art, at least in the official one. At the Biennale et similia, through an association of ideas, the


occidente impegno

Gaetano centrone

ambito artistico, quantomeno quello ufficiale. A Biennale e dintorni, per associazione di idee, dai cassetti della mente vengono fuori le parole restaurazione e dittatura. Ma probabilmente non siamo così brutti e cattivi (o lindi e pinti) come ci raccontiamo e dipingiamo. In siffatti scenari, di “commedia messa in scena dal teatro parrocchiale dell’arte italiana” come dice una degli arti-

Lucia Barbagallo, DID YOU ENJOY YOURSELF TODAY? 2008-2009 (particolare) diaproiezione, cm. 29,7 x 21

words “restauration” and “dictatorship” come out from memory. But we’re probably not as bad and ugly (or neat and tidy) as we tell ourselves and portray ourselves to be. As per one of the artists present, the exhibition Incontri d’arte a Molfetta was born and took shape in such scenario, of “comedy put on the stage by the parish theater of Italian art”. è represents the first chapter of what is desired to be an annual meeting. The

sti qui presenti, nasce e prende forma la rassegna Incontri d’arte a Molfetta, di cui è rappresenta il primo capitolo, per un appuntamento che si vuole a cadenza annuale. I quattro artisti invitati, esponenti della nuovissima arte italiana, si sono formati sulla scena milanese, ma hanno diverse provenienze, geografiche ed esistenziali. Cosa li accomuna e in che misura la crisi può influire sul loro operare? In primis c’è una comunanza generazionale, essendo i quattro nati negli anni Ottanta, il decennio delle ricchezze fatue e del disimpegno per eccellenza. Ma da queste ricchezze e disimpegno sono stati soltanto sfiorati, essendo cresciuti e avendo preso una prima coscienza del mondo nel momento di crisi che stiamo vivendo. Paradossalmente, per quel che riguarda l’orizzonte formativo, tale crisi puo’ rappresentare un fattore positivo, facendo dimenticare loro qualunque ipotesi di successo e affermazione economica istantanei, e facendoli concentrare su una crescita cultura-

four artists invited, exponents of the latest in Italian art, were trained in Milan but they have different geographical and existential origins. What do they share and how to what extent can the crisis affect their work? First of all there’s a generational commonality because they were all born in the Eighties, the decade of vacuous wealth and of disengagement par excellence. But they just missed this wealth and disengagement, having grown up and taking first understanding the world in the critical moment in which we’re living. Paradoxically, for what concerns their formative years, this crisis may represent a positive factor, making them forget every immediate hypothesis of success and economic achievement and making them concentrate on an honest, genuine, cultural growth at an adequate speed. The other common background is the iconographic repertoire of the society in which they’ve grown up – and

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successo domande

network

immagini

le onesta, autentica, ad una consona velocita’.L’altro terreno comune è il repertorio iconografico della societa’ in cui sono cresciuti – e ancora crescono: non più la società delle immagini, ma ormai la società dell’orgia di immagini, del delirio hi-tech che tutto fotografa e tutto videoriprende. In un mondo in cui tutti conquistano i quindici minuti di celebrità, e si espongono su youtube e social network, l’unica via possibile da percorrere è quella di lavorare per sottrazione, rarefazione dell’immagine. Operazione quanto più lontano possibile dai dadaismi vari. Lucia Barbagallo si muove tra diverse tensioni, e qui a Molfetta ne mette in campo almeno un paio: la sua personalissima vis polemica e la sua lirica anticlassica. Della prima si ha piena manifestazione in opere come SW90LA ID, provocatoria fototessera in cui la stessa artista indossa un passamontagna che cela qualunque possibilità identificatoria davanti all’autorità costituita; e prosegue in Did you

they’re still growing up in: no longer a society of images, but a society of an orgy of images, a hi-tech delirium that photographs and videotapes everything. In a world in which many seek their fifteen minutes of fame and upload their image on youtube and other social networks, the only possibility is to work by subtracting or rarefacting the image. Lucia Barbagallo is pulled in many directions in her work and here in Molfetta she shows at least two of them: her strongly personal vis polemica and her anticlassic lyric. There’s a clear display of the first in works such as SW90LA ID, a provocative ID photo in which the artist herself wears a balaclava, hiding any possibility of identification for the legal authority; and she goes on with Did you enjoy yourself today?, a projection of slides in which she shows tout court a typical English questionnaire, submitted to the artist herself in a London hostel, in

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rarefazione

enjoy yourself today? diaproiezione in cui si mostra tout court un tipico questionario british, che all’artista è stato sottoposto in un ostello di Londra, e in cui si fanno domande di carattere religioso, etnico e di orientamento sessuale agli avventori, entrando a gamba tesa sulla loro privacy. Della seconda forniscono ampia documentazione i suoi trekking, percorsi fotografici che non hanno alcuna matrice narra-

Costabile, Ingredienti per sculture dal futuro incerto, 2010 opera ambiente per Scultura 1, Chiesa di San Carpoforo, Milano acrilico spray su carta Rosaspina, dimensioni ambiente

which overwhelmingly personal questions about religion, ethnic group and sexual orientation are asked to the customers. There is a vivid example of the anticlassic lyric in her trekkings, photographic routes without any narrative and documentary origin; contrarily, they are overwhelmed with this anticlassic antiaulic lyric force and, by contrast, find their noumenon in their prosiness, in their incipient urbanization which forever


london

incerto

privacy

futuro

Duerama, Artificio del fuoco a Molfetta 2, 2010 (in corso d‘opera) fuochi d’artificio modificati su cartone naturale, cm. 216 x 103

trekking

tiva né documentaria, ma che al contrario sono pervasi appunto da questa tensione lirica anticlassica e antiaulica, che per contrasto trovano il proprio noumeno poetico nella loro prosasticità, nel loro urbanesimo incipiente che ha modificato per sempre la nozione di paesaggio. L’occhio dell’artista riconduce a sé e rende simili i sobborghi londinesi e gli angoli di Molfetta, dove per l’occasione ha realizzato il trekking 70056, dal codice postale della città. Costabile pone e si pone il problema del destino della pittura, ormai difficilmente riconducibile all’esiguo e storicamente abusato spazio della tela, ma ancora in cerca di una sistemazione. Nell’intervento molfettese spicca Pittura dal futuro incerto + Ingredienti per sculture dal futuro incerto, un’audace opera ambiente realizzata nella storica Chiesa della Morte: sopra l’altare sono disposti gli ingredienti, tanti “frantumi” di scultura in attesa di una mano chiarificatrice, mentre appena sopra domina una pala d’altare postmo-

modifies the notion of landscape. The artist’s eye is turned inward and draws attention to similarities between the London suburbs and Molfetta corners where, for this occasion, she completed the trekking 70056, whose title comes from the post code of the town. Costabile questions the problem of the future of painting, now ascribable to the meagre and historically over used space that is the canvas, but still looking for its place. An audacious environment completed in the historic Chiesa della Morte, Pittura dal futuro incerto + Ingredienti per sculture dal futuro incerto , stands out among the works done in Molfetta. The ingredients, many fragments of sculpture waiting for an illuminating hand, are posed on the altar above which sits the dominant postmodern altar piece, a wooden panel covered with little specks of paint, as in a sort of contemporary pointillisme Duerama, L’artificio del fuoco, 2009 scatola di fuochi d’artificio modificati, cm. 12 x 12 x 8

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consacrato carta

sog ambiente kit

frantumi

derna, pannello in legno rivestito dei pezzettini di pittura, come in una sorta di pointillisme contemporaneo che non porta ad alcuna figurazione. La pala non è fissata, ma solo appoggiata sull’altare per una duplice ragione, una sorta di rispetto dell’ambiente già consacrato, e la testimonianza tangibile della condizione di precarietà dell’artista. Le Nuvole invece rappresentano già un marchio del giovane artista, costruzioni di carta, bianca o colorata, che offrono un’altra possibilità di fuga della pittura dalla bidimensionalità, capacità di sognare che si traduce in Testa fra le nuvole. La crisi della pittura tradizionalmente intesa è anche al centro della riflessione e dell’opera di Duerama, partito dalla realizzazione di grandi tele di matrice segnica, e oggi approdato ai suoi Artifici del fuoco. «Stendo il mio filo per uscire dal labirinto bianco del foglio vuoto. […] Fuoco, fumo, scintille. […] Ecco! Il segno del fuoco». Le sue polveri piriche mescolate ai pigmenti vengono fatte esplodere su

cartoni naturali appoggiati per terra, per disegnare serpentine irregolari di colore che vanno a comporre l’opera, e che a prima vista possono apparire di vaga matrice orientaleggiante. L’artista-artifex mette in esposizione anche il kit con i fuochi, per invitare il fruitore ad avere parte attiva nella realizzazione dell’opera, memore delle utopie interventiste dei passati decenni. Staccata rappresenta d’altra parte la sua ipotesi di evoluzione della pittura in senso plastico, che può adagiarsi su una vecchia sedia in legno o divenire opera ambiente per interagire in questo caso con lo spazio della Chiesa della Morte. La pittura, anche con l’apporto sacrale del fuoco, rappresenta per lui l’unica possibilità di salvezza. La luce, che investe frontale, alla fine del labirinto. Il vento del nord soffia sulle opere di Matteo Girola, che ha respirato a pieni polmoni le atmosfere del contemporaneo olandese, rielaborandole e rivivendole in modo assolutamente personale. Tali input si posso-

that doesn’t lead to any figure. The altar piece is not fixed, it just leans on the altar for two reasons: as a sort of respect for the already consecrated place, and as the tangible testimony of the artist’s precariousness. Instead, the Nuvole already represents a mark of the young artist: constructions in white or coloured paper, which offer a new possibility for painting to escape from bidimensionality, the ability to dream translated into Head in the clouds (Testa fra le nuvole). The crisis of traditional painting is also the heart of the reflection and work of Duerama, who began with huge canvas with a sign origin and now brings us to his Artifici del fuoco. “I spread out my thread to get out of the white maze of the empty sheet. […] Fire, smoke, sparks. […] Here it is! The sign of fire”. His gunpowder mixed with pigments are set off on natural cardboards leaning on the ground in order to draw

irregular coloured winding marks that make up the entire work that at first sight might recall Oriental roots. The artist-artifex, mindful of the interventionist utopia of the past decades, also shows his fireworks kit, inviting the spectator to play an active role in the realization of the work. On the other hand, Staccata represents the possibility of a plastic direction in the evolution of painting, where the artist can lay a piece on an old wooden chair to become an environment, or in another case to interact with the space in the Chiesa della Morte. Painting, with the sacred help of fire, represents for him the only way to salvation. Light breaking into the maze. The Northern wind is blowing on Matteo Girola’s work, who deeply breathed in the ambience of contemporary Dutch art, revising and reliving it his very personal way. This influence is noted in the series Vicini più prossimi, in which he reworks

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gnare

spazio

concetto

irregolare realtà

no notare nella serie Vicini più prossimi, fotografie scattate in diverse città del Nord Europa, e successivamente rielaborate. In queste foto c’è lo spiazzante isolamento di persone ritratte di spalle in primo piano, mentre all’orizzonte il paesaggio, urbano o di natura, è pixelato. Questa galleria di immagini ha solo la base fotografica, ma profonda costruzione pittorica dal sapore concettuale, che crea una atmosfera carica di attesa per un evento cui si può solo assistere impotenti. Ancor più costruite teoricamente sono le opere della serie Spazio Libero, che ironicamente offrono allo sguardo una serie di spazi contaminati solo dai cartelli recanti tale scritta. Il suo ultimo approdo è rappresentato dalle Epiclissi, che affrontano con riflessione ancor più profonda ed elaborata l’eterno dilemma realtà/finzione, instillando il dubbio sulla fallacia delle percezioni sensoriali, del mondo che si presenta ai nostri occhi, senza sottotitoli né note a margine.

Matteo Girola, Spazio libero #3, 2008-9 stampa lambda su alluminio, cm. 30 x 20 x 1,5

pictures taken in several Northern European cities. In the foreground of these pictures people taken close up from behind are stunningly isolated, while at the horizon the urban or natural landscape is pixelated. With photography as only a starting point, this collection of images is a deep pictorial construction with a conceptual taste; this creates an atmosphere full of expectation for an event to be witnessed helplessly. The series Spazio Libero is even more theoretically constructed and ironically shows an empty sky, except for a sign reading “free space”. His landingstage is exemplified by Epiclissi, in which he faces, in a deeper and more elaborated way, the eternal reality/fiction dilemma, instilling doubt about the fallaciousness of sensory perception, of the world before our eyes, with no subtitles or marginal notes.

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fluido realtà limite

essere autentici, interrogare il presente

spazio

BEING AUTHENTIC, QUESTIONING THE PRESENT Voce del verbo essere, tempo presente, terza persona singolare. Il titolo della mostra rivela in modo sostanziale la realtà delle ricerche poste in atto dai giovani artisti proposti. La mostra è, così come l’opera di ognuno di loro. L’arte esiste in tutta la sua fondatezza, oltre ogni contingente incertezza collettiva. L’immaterialità di pensiero si fa progetto concretizzandosi nella necessaria consistenza del dispositivo-opera. Un’opera che non è semplice risultato oggettuale, ma è invece materializzazione di un processo, è azione tangibile e percepibile in tutta la sua estensione. Un processo che non ha collocazione definita nello spazio e nel tempo perchè è difficile individuarne esattamente l’inizio e la fine. L’esistere è il valore fondamentale dell’opera di ogni artista vero, ossia autentico, in contrapposizione all’apparire e al fingere. L’esperienza del presente connota i lavori in corso autentici di Lucia Barbagallo, Costa-

Verb to be, present tense, third-person singular. The title of the exhibition substantially reveals the reality of research brought forth by young artists here presented. The exhibition is, just like each of their art pieces. Art exists in all its nature, surpassing all the uncertainty of a collective contingent. The immaterialness of thought becomes project in the necessary consistency of the art piece. An art piece that is not a simple object, but the materialization of a process, tangible and perceptible action in all its extent. A process that has no precise position in space or time because its beginning or end are hard to find. Being, existing, is the fundamental value of the art piece that belongs to a true artist, an authentic artist, in juxtaposition to appearing and pretending. Experiencing the present characterizes the authentic work in progress of Lucia Barbagallo, Costabile, Duerama and Matteo

bile, Duerama e Matteo Girola. Essi attivano processi (di pensiero, di azione), che possono evolvere in opera, che quasi mai si concludono definitivamente. Volontariamente effettuano una serie di passaggi per prolungare l’atto, per mantenere alto più a lungo il livello di eccitazione sensibile, come estrema virtuale possibilità di vitalità spinta oltre ogni limite. Essi non inseguono «mode & modi» e nemmeno attuano strategie ma, con

Lucia Barbagallo, SW90LA trekking#1, 2009-2010 Stampa digitale su alluminio, cm. 24 x 45

Girola. They activate processes either of action or of thought that can evolve into art pieces, that almost never are ended permanently. Willingly they follow a series of passages with the intention of prolonging the experience, and thus maintaining the high level of sensitive excitement, as if pushing the extreme possibility of vitality over all limits. They

collettività

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temporalità

indefinito

Ignazio Gadaleta

intermedialità

estrema naturalezza, praticano l’espressività visuale come urgenza di comunicazione d’esistenza. Si sono formati studiando l’esperienza diretta del fare pittura. Nell’urgenza di superamento del mezzo non ne propongono la negazione assoluta, piuttosto attuano una intermedialità linguistica che della pittura mantiene le radici. La radicalità pigmentaria si dissolve così in diverse procedure che comprendono pure l’adozione disinvolta di

Costabile, In fondo sottofondo, 2010, spray su acetato e carta bianca lucida, cm. 100 x 100

don’t pursue trends and way and don’t ponder over strategy but, with great naturalness, they practise visual expression as an urge to communicate their existence. All of these students have learned through the direct experience of painting. In the need to surpass the medium they don’t deny it completely, on the other hand they create an intermedia language that has

tecniche e tecnologie avanzate. A partire dalla bidimensionalità fisica propongono processi di trasformazione verso realtà tridimensionali che non si riferiscono solo alla consistenza plastica degli esiti, ma anzi tendono ad estendere interferenze con la spazialità ambiente e con la temporalità del vivere, «dal processo all’opera, dall’opera al processo». Lucia Barbagallo vive lo spazio delle sue relazioni ponendo attenzione a ciò che manca. Memorizza situazioni, registra momenti entro la fluidità di percorsi esperienziali. Nel corso dei suoi trekking fissa sguardi fotografici inconsueti e antiretorici. Con lucido controllo indirizza l’insorgere intensamente poetico di sensibili cromie che evocano anche nostalgia diffusa. Adotta le tecnologie avanzate ma anche le tecniche e le strumentazioni desuete (come la diaproiezione), non lasciandosi incantare dalle lusinghe dell’hi-tech. La sua espressi-

its roots in painting. The pigmental radicality dissolves itself in different procedures that include the adoption of advanced technologies and techniques. Starting from the physical bi-dimensional world, they propose a transformation process that moves towards tri-dimensional realities, not only referring to the plastic consistency of the outcome, but tending to extend their interferences with the environment and life’s time course, «from the process to the art piece, from the art piece to the process». Lucia Barbagallo lives the space of her relations, paying attention to what is missing. She memorizes situations, records moments inside the fluidity of empirical ways. During her trekkings she fixes uncommon and anti rhetorical photographs. With conscious control she creates poetic waves of colour that

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ingredienti

memoria

identità

miriade

simbolo

vità si articola su molteplici livelli linguistici, mentre lo spazio dell’opera è aperto all’assunzione di materiali e oggetti più diversi, densi di valenza simbolica e caratterizzanti fattori identitari di persone e luoghi. I temi appaiono diversi ma rivelano nella permanenza memoriale tutta la loro costanza, il loro comune denominatore. Costabile avvia processi di costruzione dell’opera a partire dalla ricognizione degli ingredienti originanti l’opera, come esibizione del potenziale formale e cromatico. Riconduce alla materialità docile della carta (spesso dipinta) le possibili tecniche di strutturazione di complessi dispositivi plastici che dalle logiche profonde della pittura traggono origine, per strappi controllati, piegature, conseguenti estroflessioni ed intrecci multipli. Moltiplica miriadi di elementi unicellulari che costellano gli spazi di riferimento, li dirada o li aggrega, dispiegandoli non solo sulle superfici ma anche in

evoke strong nostalgia. She uses advanced technologies just as much as ancient instruments (as dia-projection), not letting herself be charmed by high-technology. She expresses herself on different levels of languages, while the environment of the art piece is open to new and ever changing objects, thick with symbolic meaning and characterized by the identity of people and places. The themes seem different but deep down they reveal the thread of conscious memory that unites them. Costabile creates building processes of the art piece starting from the original ingredients, as if showing its formal and chromatic potential. The possible constructing of complex plastic creations uses paper as its medium, that through profound logic of painting creates multiple weavings, artfully ripped and folded. He multiplies unicellular elements that cover the known environment, clustering or dispersing them

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Costabile, Q: Quanto Costa? C: Non preoccuparti, te lo regalo, 2010 acrilico spray su cartone vegetale, cm. 50 x 50 x 20

carta


regalo

nuvola pittura

staccata

forma di cumuli o di nuvole. Le sculture dal futuro incerto hanno formalità fluida e soggetta alle modificazioni che ognuno di noi potrà facilmente imprimere. Il suo lavoro sfugge alla catalogazione e anche alle logiche di mercato perchè alla domanda «quanto costa?» lui risponde: «non preoccuparti, te lo regalo». Duerama professa in dimensione processuale l’oltre della pittura. Già autore prolifico di dipinti di grandi misure, sedi di svolgimento di fenomenologie segniche organizzate in matasse e grovigli germinanti articolazioni formali, oggi distacca quelle pennellate dalla tela e le stende direttamente nello spazio ambiente. La sua pittura staccata estende le possibilità di sensibilizzazione di spazi reali. Si attacca ovunque riproponendo grovigli di segni fuori del quadro, nell’estensione della dimensione ambientale, in risultati non definitivi e sempre soggetti a possibili modificazioni. L’accadimento è ulte-

Duerama, 200 metri, 2009 (in corso d’opera) opera ambiente per in aula 1, Accademia di Belle Arti di Brera, Milano acrilico su PVC, misure variabili

not only as a layout but also as if they were clouds. The sculptures from the uncertain future have a fluid formality that all of us can easily understand and remember. His work is beyond etiquette and economy, when asked how much the piece is he answers: «Don’t worry, it’s a gift». Duerama has the intention of going beyond painting. In the past he has been a prolific author of wide scale paintings where bundles and clusters of paint created formal articulations. Today his painting detaches and stretches those bundles in the environmental space. His staccata painting extends the possibility of becoming sensible toward real spaces. It latches itself anywhere proposing clusters of traces outside the painting, extending itself in the environmental dimension, producing not very defined results that are always mutating. Through the use of fire, recalling his festive Neapolitan origin,

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energia

eleganza

pigmento

fotografia

sguardo

processo

riormente messo in atto con l’artificio del fuoco, un congegno d’arte che riprende con efficacia la pirotecnica festosa napoletanità, anche valorizzando l’originarietà campana. L’energia del fuoco fissa i pigmenti in accensioni cromatiche cui ogni fruitore, dopo aver ricevuto un agevole kit appositamente predisposto dall’artista, è chiamato a partecipare attivamente. Matteo Girola opera esperimenti analizzando le logiche percettive che fondano i processi della visione in connessione con le possibilità di registrazione dell’atto del vedere. In apparenza è la fotografia il suo mezzo espressivo, in realtà la sua operatività è più complessa. Le immagini risultanti, raffinate ed eleganti, sono ad alta definizione ma non intendono definire. Egli, specie adottando la formalità del libro, ne impedisce la visione unitaria e definitiva affidandosi a libere successioni temporali. Attiva procedimenti che hanno carattere

the artist fixes the pigments and invites the spectator to do the same in an active process. Matteo Girola operates experiments analyzing logical perceptions that give birth to sight and the possibilities of recording the act of seeing. Apparently photography is his medium, but in reality his work is more complex. The resulting images, refined and elegant, are in high definition but don’t intend to define. They don’t permit a unifying vision but create through the succession of time. His active processes have a ritual twist and are spiritual exercises for sight. He is creating a liturgy of light (where things are either visible or invisible). A direction of research well explained in the last epiclissi, sum of «epiclesi» and «eclipse»: apparently a hiding that is revelation only to those with an attentive vision, evoking the supreme process of sublimation from matter to spirit. These

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Matteo Girola, Misurare la luce, 2009 stampa lambda, cm. 30 x 30


epiclissi

autenticità

rituale come esercizi spirituali per lo sguardo. Ciò che pone in atto è una liturgia della luce (che rende visibili o invisibili le cose). Una direzione di ricerca esplicitata ulteriormente con l’apparizione dell’ultima epiclissi, sintesi di «epiclesi» ed «eclissi»: apparente occultamento che è rivelazione solo per sguardi attenti, evocazione del processo supremo di sublimazione della materia in spirito. Questi artisti avviano percorsi che affidano agli altri, a tutti noi. La loro rinuncia al controllo finale è un dato di apertura che rende rintracciabile una comune poetica della flessibilità. E’ questa la realtà del nostro presente (fluido, dinamico, cangiante) caratterizzato dallo spazio-tempo delle reti? Nel tempo della «modernità liquida» anche i magnifici quattro propongono la certezza del loro autentico essere.

artists begin processes that are then passed on to us. Their renunciation of final control is a common trait that creates a poetic of flexibility. Is this the reality of our present (fluid, dynamic, ever-changing) created by the web? In the time of «modern fluidity» even the fabulous four propose a certainty of their authentic being.

Matteo Girola, Spazio libero #1, 2008-9 stampa lambda su alluminio, cm. 30 x 20 x 1,5

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OPERE WORKS LUCIA BARBAGALLO C O S T A B I L E D U E R A M A MATTEO GIROLA

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Lucia Barbagallo SW90LA I love London, 2010 opera ambiente per è – Incontri d’arte a Molfetta, Sala dei Templari 2 stampe digitali su alluminio e plexiglass, cm. 30 x 40 ognuna, quaderno degli appunti, cm. 20 x 20, guanti bianchi S-M-L, pietra assunta dalla Prima Cala di Molfetta 22 page


Lucia Barbagallo SW90LA I love London, 2010 (particolare)

opera ambiente per è – Incontri d’arte a Molfetta, Sala dei Templari quaderno degli appunti, cm. 20 x 20, guanti bianchi S-M-L, pietra assunta dalla Prima Cala di Molfetta

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Lucia Barbagallo 70056, 257km est, trekking#4, 2010 stampa digitale

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Lucia Barbagallo 70056, 257km est, trekking#4, 2010 stampa digitale

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Lucia Barbagallo 70056, 257km est, trekking#4,2010 stampa digitale

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Lucia Barbagallo 70056, 257km est, trekking#4, 2010 stampa digitale

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Costabile Pittura dal futuro incerto + Ingredienti per sculture dal futuro incerto, 2010 (particolare)

opera ambiente per è – Incontri d’arte a Molfetta, Chiesa della Morte acrilico spray su carta Rosaspina, dimensioni ambiente

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Costabile Pittura dal futuro incerto + Ingredienti per sculture dal futuro incerto, 2010 opera ambiente per è – Incontri d’arte a Molfetta, Chiesa della Morte acrilico spray su carta Rosaspina, dimensioni ambiente 29

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Costabile Pittura dal futuro incerto + Ingredienti per sculture dal futuro incerto, 2010 (particolare)

opera ambiente per è – Incontri d’arte a Molfetta, Chiesa della Morte acrilico spray su carta Rosaspina, dimensioni ambiente

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Costabile Nuvole, 2010 carta Arches 300 g/m², 4 elementi originati da fogli cm. 35 x 50

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Costabile Nuvole, 2010 carta Arches 600 g/m², 2 elementi originati da fogli cm. 50 x 70

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Costabile Testa fra le nuvole, 2010 carta Arches 600 g/m², 2 elementi originati da fogli cm. 100 x 120

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Duerama Artificio del fuoco a Molfetta 1, 2010 (in corso d’opera) fuochi d’artificio modificati su cartone naturale, cm. 216 x 103

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Duerama Artificio del fuoco a Molfetta 1, 2010 fuochi d’artificio modificati su cartone naturale, cm. 216 x 103 35

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Duerama Artificio del fuoco a Molfetta 2, 2010 fuochi d’artificio modificati su cartone naturale, cm. 216 x 103 36 page


Duerama con Antonio Azzollini Artificio del fuoco a Molfetta 3, 2010 fuochi d’artificio modificati su cartone naturale, cm. 216 x 103 37

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Duerama Staccata, 2009 acrilico su PVC, misure variabili 38 page


Duerama Staccata 50 x 4, 2010

opera ambiente per è – Incontri d’arte a Molfetta, Chiesa della Morte acrilico su PVC, misure variabili

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Matteo Girola Dimostrazione di un libro teorico, 2010 (particolare) libro d’artista, chiuso: cm. 30,5 x 26 x 5, aperto: cm. 30,5 x 57 x 5

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Matteo Girola Dimostrazione di un libro teorico, 2010 opera ambiente per è – Incontri d’arte a Molfetta, Sala dei Templari libro d’artista, DVD 1’ 17”, scrivania storica degli uffici comunali di Molfetta 41

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Matteo Girola Vicini pi첫 prossimi (London), 2009 stampa lambda, cm. 30 x 45

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Matteo Girola Vicini pi첫 prossimi (Camper Duin, Noord Holland), 2009 stampa lambda, cm. 30 x 45

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Matteo Girola Spazio libero #2, 2008-9 stampa lambda su alluminio, cm. 30 x 20 x 1,5 44 page


Matteo Girola Epiclissi #1, 2010 stampa lambda, cm. 46 x 70

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Lucia Barbagallo

Costabile

Lucia Barbagallo nasce a Lecco il 22 marzo 1987. Vive e opera ovunque, dove capita. Formazione: 2009/2010 - LLP Erasmus, Camberwell College of Arts, Londra; 2010 – Pittura I livello, Accademia di Belle Arti di Brera, Milano, dove studia Pittura II livello. Mostre: 2009 - Studiare fotografia a Milano, MostraMi Photofestival, Milano; 2 video, undo.net, Milano; Soppalcare, Accademia di Belle Arti di Brera, Milano; Gap, in archivo web Art Hub (www.arthub.it); 2010 - Showdesk, Isola Art center, Milano; Fat Tim House Party, Flat Time House, Londra; Il mondo a Brera, Villa Borromeo Visconti Litta, Lainate (MI).

Costabile (Piccirillo) nasce a Napoli il 6 marzo 1985. Vive e opera a Milano. Formazione: 2009 - Pittura I livello, Accademia di Belle Arti di Brera, Milano, dove studia Scultura II livello. Insegnamento: 2009 e 2010 - Accademia estiva, Blieskastel (Germania). Mostre: 2009 - L’universo dentro, Accademia di Belle Arti di Brera, Milano; Sguardi irrequieti, Castello dell’Abate, Castellabate (SA); Priorità dello spazio necessità del tempo, La Defénse, Minori (SA); Il Mondo di Brera, Rocca di Cento (FE); Pittimoda, Fortezza da Basso, Firenze; Premio Nazionale delle Arti 2008/09, Le Ciminiere, Catania; Dialogo e identità, Istituto Italiano di Cultura, Innsbruck; Salon Primo 2008/09, Chiesa di San Carpoforo, Milano; 2010 - Brer@ Lugano, Laboratorio Kunsthalle, Lugano; Premio Zingarelli, Rocca delle Macìe, Castellina in Chianti (SI); Il risparmio con gli occhi degli artisti, Palazzo Mezzanotte, Milano.

Lucia Barbagallo was born in Lecco on March 22, 1987. She lives and works everywhere, the place doesn’t matter. Education: 2009/2010 – LLP Erasmus, Camberwell College of Arts, London; 2010 – Undergraduate in Painting, Accademia di Belle Arti di Brera, Milan where she is actually attending the Postgraduate in Painting. Exhibitions: 2009 - Studiare fotografia a Milano, MostraMi Photofestival, Milan; 2 video, undo.net, Milan; Soppalcare, Accademia di Belle Arti di Brera, Milan; Gap, in archivo web Art Hub (www.arthub.it); 2010 - Showdesk, Isola Art center, Milan; Fat Tim House Party, Flat Time House, London; Il mondo a Brera, Villa Borromeo Visconti Litta, Lainate (MI).

Costabile (Piccirillo) was born in Naples on March 6, 1985. He lives and works in Milan. Education: 2009 – Undergraduate in Painting, Accademia di Belle Arti di Brera, Milan where he also Postgraduate in Sculpture. Teaching activity: 2009 and 2010 - Summer Academy in Blieskastel (Germany). Exhibitions: 2009 - L’universo dentro, Accademia di Belle Arti di Brera, Milan; Sguardi irrequieti, Castello dell’Abate, Castellabate (SA); Priorità dello spazio necessità del tempo, La Defénse, Minori (SA); Il Mondo di Brera, Rocca di Cento (FE); Pittimoda, Fortezza da Basso, Florence; Premio Nazionale delle Arti 2008/09, Le Ciminiere, Catania; Dialogo e identità, Istituto Italiano di Cultura, Innsbruck; Salon Primo 2008/09, Chiesa di San Carpoforo, Milan; 2010 - Brer@Lugano, Laboratorio Kunsthalle, Lugano; Premio Zingarelli, Rocca delle Macìe, Castellina in Chianti (SI); Il risparmio con gli occhi degli artisti, Palazzo Mezzanotte, Milan.

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Duerama

Matteo Girola

Duerama (Michelangelo Marra) nasce a Napoli il 22 maggio 1983, vive e opera tra Milano e Padova. Fin dall’età di tredici anni, per i disegni in strada, assume un nome d’arte per trasformazione del suo cognome secondo la seguente sequenza: MA-RRA, RRA MA, 2RA MA, duerama. Formazione: 2010 – Pittura I livello, Accademia di Belle Arti di Brera, Milano. Mostre: 2007 - Kaibak 2007 - interferenze, Ass. Kaibak, Castione della Presolana, (BG); Il gioco del tessile, Ministero Affari Esteri, Pechino, Istambul, Los Angeles; 2009 - Salon Primo 2008/2009, Chiesa di San Carpoforo, Milano; Sguardi Irrequieti, Castello dell’Abate, Castellabate (Salerno); Sempre la stessa cosa, Artre, Biblioteca Comunale Valvassori Peroni, Milano, (personale); 2010 - Brer@Lugano, Laboratorio Kunsthalle, Lugano; Premio Zingarelli, Rocca delle Macìe, Castellina in Chianti (SI).

Matteo Girola nasce a Milano il 14 agosto 1983, dove vive e opera. Formazione: 2007 - Pittura I livello; 2009 - Fotografia II livello, Accademia di Belle Arti di Brera, Milano. Mostre: 2005 - Emulsioni-impressioni, Studio D’Ars, Milano; Hype Gallery Milano, Assab One, Milano; 2007 - In tasca il tempo, Museo Arte Tempo, Clusone (BG); L’immagine in tasca, Raas Gallery, Milano; 2008 - InContemporanea Due, Triennale, Milano; Toni&Guy Italia Photographic Contest 2008, Milano (1° premio); Made in Brera, Salon Primo - Design, Chiesa di San Carpoforo, Milano; Premio Nazionale delle Arti, Le Ciminiere, Catania; 2009 - Foto in Altri Tempi, Corte Manlio, Cormano (mostra personale); L’ Universo dentro, Accademia di Belle Arti di Brera, Milano; 2010 - Archive Generation, Civico Archivio Fotografico, Castello Sforzesco, Milano.

Duerama (Michelangelo Marra) was born in Naples on May 22, 1983, he lives and works in Milan and Padua. His professional name derives from the name used to signed his street drawings at the age of thirteen following the sequence: MA-RRA, RRA MA, 2RA MA, duerama. Education: 2010 – Undergraduate in Painting, Accademia di Belle Arti di Brera, Milan. Exhibitions: 2007 - Kaibak 2007 - interferenze, Ass. Kaibak, Castione della Presolana, (BG); Il gioco del tessile, Ministero Affari Esteri, Beijing, Istambul, Los Angeles; 2009 - Salon Primo 2008/2009, Chiesa di San Carpoforo, Milan; Sguardi Irrequieti, Castello dell’Abate, Castellabate (Salerno); Sempre la stessa cosa, Artre, Biblioteca Comunale Valvassori Peroni, Milan, (solo exhibitions); 2010 - Brer@Lugano, Laboratorio Kunsthalle, Lugano; Premio Zingarelli, Rocca delle Macìe, Castellina in Chianti (SI)

Matteo Girola was born in Milan on August 14, 1983 where he lives and works. Education: 2007 – Undergraduate in Painting; 2009 – Postgraduate in Photography, Accademia di Belle Arti di Brera, Milano. Exhibition: 2005 - Emulsioni-impressioni, Studio D’Ars, Milano; Hype Gallery Milano, Assab One, Milano; 2007 - In tasca il tempo, Museo Arte Tempo, Clusone (BG); L’immagine in tasca, Raas Gallery, Milano; 2008 - InContemporanea Due, Triennale, Milano; Toni&Guy Italia Photographic Contest 2008, Milano (1° award); Made in Brera, Salon Primo - Design, Chiesa di San Carpoforo, Milano; Premio Nazionale delle Arti, Le Ciminiere, Catania; 2009 - Foto in Altri Tempi, Corte Manlio, Cormano (solo exhibition); L’ Universo dentro, Accademia di Belle Arti di Brera, Milano; 2010 Archive Generation, Civico Archivio Fotografico, Castello Sforzesco, Milano.

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Ignazio Gadaleta e Gaetano Centrone, nel 2005, nella Galleria Nazionale d’Arte Moderna, ritratti da Mena Stelitano davanti all’opera Solare Irradiante dello stesso Gadaleta, nel giorno dell’inaugurazione della XIV Quadriennale di Roma

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Gaetano Centrone

Ignazio Gadaleta

Gaetano Centrone (Molfetta 1978) è critico d’arte e curatore. Appassionato studioso della contemporaneità, si occupa in particolare di arte, letteratura e rock ‘n roll. In ambito artistico ha approfondito lo studio dei maestri dell’Arte Povera e della nuovissima arte italiana. Nel 2009 ha curato a Molfetta la mostra Mimmo Rotella - Artypo 1966-1975. Dal 2005 al 2007 ha collaborato con La Gazzetta del Mezzogiorno, scrivendo di Cultura e Spettacoli. Dal 2008 al 2010 ha insegnato Lingua e Cultura Italiana alla University of Michigan, USA. Ha vissuto e maturato esperienze in Portogallo, Spagna, Regno Unito e Stati Uniti.

Ignazio Gadaleta (Molfetta 1958), pittore, è docente di Pittura nell’Accademia di Belle Arti di Brera in Milano (di cui è stato Vice Direttore) dove ha anche insegnato Linguaggi artistici e contesti ambientali. Alcune mostre: XI e XIV Quadriennale di Roma, nel Palazzo dei Congressi e nella Galleria Nazionale d’Arte Moderna (Fabbri Editori, 1986 ed Electa, 2005); Colore-Struttura. Una linea italiana 19451990 a Prato e Todi (Giunti, 1990); Arte italiana. Ultimi quarant’anni. Pittura Aniconica nella Galleria d’Arte Moderna di Bologna (Skira, 1998). Un titolo: L. Caramel, E. Crispolti, Ignazio Gadaleta. Irradiazioni, Mazzotta, Milano, 1990.

Gaetano Centrone (Molfetta, 1978) is an art critic and curator. Passionate scholar of contemporaneity, he especially works on art, literature and rock’n’roll. He studies in depth the masters of Arte Povera and of the latest Italian art. In 2009 he curated the exhibition Mimmo Rotella – Artypo 1966-1975 in Molfetta. From 2005 to 2007 he wrote about culture for La Gazzetta del Mezzogiorno. From 2008 to 2010 he taught Italian Language and Culture at University of Michigan, USA. He lived and gained experience in Portugal, Spain, United Kingdom and USA.

Ignazio Gadaleta is Professor of Painting at Accademia di Belle Arti di Brera in Milan, where he has also been deputy headmaster. He has also taught Artistic languages and enviromental contexts. Some of his shows: XI e XIV Quadriennale di Roma, in Palazzo dei Congressi and in Galleria Nazionale d’Arte Moderna (Fabbri Editori, 1986 and Electa, 2005); Colore-Struttura. Una linea italiana 1945-1990 in Prato and Todi (Giunti, 1990); Arte italiana. Ultimi quarant’anni. Pittura Aniconica in the Galleria d’Arte Moderna di Bologna (Skira, 1998). A title: L. Caramel, E. Crispolti, Ignazio Gadaleta. Irradiazioni, Mazzotta, Milano, 1990.

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GRAZIE A

Passion to Care

finito di stampare nel mese di settembre 2010 presso i tipi La Nuova Mezzina - Molfetta

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è - incontri d'arte a molfeta