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TRIESTE PHOTO DAYS 2019 promosso da

dotART Sede legale: via del Veltro 30 - 34137 Trieste Sede operativa: via San Francesco 6 - 34133 Trieste Tel. +39 040 3720617 - info@dotart.it - www.dotart.it C.F. 90125960329

in collaborazione con

Comune di Trieste Servizio Musei e Biblioteche Servizio Promozione Turistica, Eventi Culturali e Sportivi Segretariato regionale del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo per il Friuli Venezia Giulia

con il contributo

Regione Friuli Venezia Giulia Fondazione Benefica Kathleen Foreman Casali

main partner

Install.Pro Unicusano Trieste

fondatori

Stefano Ambroset, Roberto Fermo

direttore artistico

Angelo Cucchetto

foto del visual

Patrik Zélis

grafica

Studio grafico Stefano Ambroset

si ringraziano

Giorgio Baiutti, Alba Basezzi, Piero Camber, Daniela Costantin, Riccardo Crevatin, Manuela Declich, Nino Evola, Elvira Fulco, Roberto Furlan, Alessandro Ledda, Giulia Venus Livia, Jeannette Muller, Marisa Paoli, Ester Pertegato, Massimo Premuda, Massimiliano Pusich, Stefano Radin, Francesca Saia, Alessandro Sarti, Massimo Tabasso, Sergio Tracanelli

© Tutte le foto appartengono ai rispettivi autori


Il Festival Trieste Photo Days è un festival italiano interamente dedicato alla fotografia urbana. Una rassegna che esplora la contemporaneità attraverso tutte le forme di fotografia ambientate nel tessuto cittadino. Un contenitore creativo crossmediale che riunisce mostre di artisti italiani e stranieri, workshop, proiezioni, contest, presentazione di libri, incontri, letture portfolio e altri eventi collegati alla fotografia. Un luogo d’incontro e scambio tra il pubblico e i fotografi. Denominatore comune è la Città, l’ambiente urbano e l’umanità che lo popola: la vita quotidiana delle metropoli e dei piccoli centri abitati, i contrasti e le contraddizioni della città e della provincia, gli scorci artistici, le geometrie architettoniche, i frammenti di colore che spezzano il grigiore cittadino. Obbiettivo del festival è promuovere un tipo di fotografia portatrice di valore artistico, documentale, etnografico e sociologico, che offra testimonianza dell’oggi. Uno spaccato di contemporaneità urbana in grado di parlare dei cambiamenti sociali che avvengono nella grande città come nel piccolo villaggio. L’ambizione è di dare vita a una manifestazione internazionale con cadenza annuale, che miri a diventare un punto di riferimento in Italia e in Europa.

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Spazio alle Istituzioni Il Servizio Musei e Biblioteche del Comune di Trieste, in collaborazione con l’Associazione dotART, per il secondo anno consecutivo, propone una serie di esposizioni/occasioni volte a indagare l’interazione tra la fotografia contemporanea e i luoghi museali. Nell’ambito del sesto Trieste Photo Days - Festival di Fotografia Urbana, il rapporto tra i due soggetti si è ulteriormente consolidato, proponendo delle esposizioni in cui la fotografia storica della Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte dialoga con quella contemporanea, vagliata dall’art director del Festival Angelo Cucchetto e dal presidente dell’Associazione dotART, Stefano Ambroset. Nella mostra dedicata a Porto Vecchio viene proposto, presso la Sala Selva di Palazzo Gopcevich, un excursus curato da Claudia Colecchia, responsabile della Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte, in cui la fotografia storica si confronta con le fotografie contemporanee dei professionisti Eugenio Novajra e Graziano Perotti e con quelle di Marino Ierman, fotografo della Fototeca. Tutte insieme offrono un’accattivante puzzle della stratificazione storica di una porzione grandemente significativa della città, il Porto per l’appunto. Gli sguardi dei fotografi spaziano in libertà dalle vedute a singoli elementi, abbandonati o vitali, proponendo molteplici e inediti punti di osservazione e lettura. Al Civico Museo d’Arte Orientale, protagonisti dell’esposizione fotografica sono invece i mercati del pesce di Tokyo e di Trieste che, narrati in qualità di luoghi della memoria, mostrano ai nostri occhi valori umani, culturali e storici, diversi e trasversali al tempo stesso, a dispetto della distanza geografica. Foto storiche della Pescheria triestina, selezionate da Claudia Colecchia, unitamente a opere d’arte giapponesi, a tema ittico, individuate da Michela Messina, conservatore delle collezioni del Museo, dialogano con le foto contemporanee scattate a Tokyo da Nicola Tanzini, proposte e commentate da Benedetta Donato. Nell’ambito di una rosa suggerita dagli organizzatori del Festival, ho personalmente selezionato, insieme a Claudia Colecchia, i vincitori del Premio Musei Civici. Gli scatti dei fotografi prescelti sono esposti al Civico Museo Sartorio: Lorenza Resciniti, che ne è il conservatore, ha collaborato alla realizzazione dell’evento. Nell’elegante villa triestina, in cui la gravità del tempo pare essersi dissolta, si propongono luoghi d’arte e d’industria che lentamente evaporano mentre nuovi mondi avanzano. L’olandese Roman Robroek racconta le nobili macerie di luoghi italici trascurati, a dispetto della presenza di affreschi o sculture. Il francese Francis Meslet descrive, con la curiosità di un bambino, una fabbrica abbandonata. Michele Andreossi propone i contrasti paesaggistici e umani di Dubai, mentre Maria Pansini indugia nella descrizione di Tarlabasi, il ghetto urbano della minoranza curda di Istanbul. Ulteriori occasioni di confronto saranno ospitate nella sede della Fototeca, in particolare, nella Sala Bobi Bazlen di Palazzo Gopcevich, mentre al Museo Revoltella sarà reso omaggio al grande fotografo inglese Martin Parr, cui viene dedicata una mostra personale. Laura Carlini Fanfogna direttore del Servizio Musei e Biblioteche del Comune di Trieste 7


Spazio alle Istituzioni Pensare in grande, anche se con la saggezza dei passi misurati, porta lontano quando ci sono passione, determinazione, sinergie. è quello che sta dimostrando Trieste Photo Days, definito dagli organizzatori un contenitore creativo internazionale di eventi legati alla fotografia e che in pochi anni ha assunto la caratura d’un vero e proprio festival in grado di disseminarsi nel territorio regionale, facendone un luogo diffuso d’incontro e di scambio per fotografi professionisti e amatoriali, per artisti, per appassionati e semplici curiosi: l’aeroporto di Ronchi dei Legionari, Cividale, Aquileia, Cormons, tracciano un itinerario che, insieme con la miriade di sedi dislocate ovunque nel capoluogo, dal 22 ottobre al 10 novembre mette in mostra 1700 fotografie che ci rendono partecipi della loro relazione con il mondo urbano, del loro sguardo sul paesaggio contemporaneo, la vita collettiva, le interazioni sociali, le armonie, le contraddizioni, le dissonanze. Scatti visivi che innervano giornate intense di esposizioni, proiezioni, workshop, letture, conferenze e progetti, come quello multidisciplinare dedicato alla città ideale di Leonardo da Vinci per celebrare, a 500 anni dalla morte, anche il genio del grande architetto/urbanista, e dal quale usciranno utili elementi di riflessione. Ma anche eventi di grande impatto come gli incontri con Maestri della fotografia della grandezza di Martin Parr, già presidente della Magnum, e Nick Turpin a cui si deve il primo collettivo internazionale di fotografi di strada. Due personalità enormi, con biografie di grande suggestione. Convintamente il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia sostiene l’iniziativa anche in questa edizione che cresce per contenuti avvalendosi di ulteriori patrocini, a conferma che la strada intrapresa dai promotori è impegnativa ma feconda. Siamo grati all’Associazione culturale dotART per aver avviato in Friuli Venezia Giulia questa grande avventura incontro e dentro la fotografia di strada, conquistando un numero crescente di street photographer che con i loro obiettivi diventano testimoni dei cambiamenti della società, ci raccontano per immagini il suo divenire e ci fanno vedere come ci mostriamo agli altri. Un vivace serbatoio di spunti per interessanti riflessioni sociologiche oltre che un formidabile contributo allo sviluppo di una cultura fotografica che in questa forma espressiva arruola sempre nuovi adepti. Piero Mauro Zanin Presidente del Consiglio Regionale Friuli Venezia Giulia

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Spazio alle Istituzioni La presenza attiva, nella manifestazione Trieste Photo Days, del Ministero per i beni e le attività culturali e il turismo (MiBACT) grazie all’opera del “Centro integrato di promozione e comunicazione” recentemente costituito dai tre istituti ospitati in Palazzo Economo (Segretariato regionale, Soprintendenza Archeologia Belle Arti Paesaggio e Polo museale), è prova tangibile dell’interesse che il Ministero riserva alle espressioni artistiche contemporanee e in particolare alla fotografia, che quest’anno festeggia i 180 anni dall’annuncio dell’invenzione di Daguerre. Acquisita pienamente come bene culturale a livello normativo da soli vent’anni (1999) – un riconoscimento ribadito nel Codice dei beni culturali del 2004 – la fotografia si è presto imposta anche in Italia come tema di ricerca, oltre che come linguaggio artistico privilegiato dalle nuove generazioni, che impegna fortemente le istituzioni e che in particolare in Friuli Venezia Giulia ha dato molti frutti e raggiunto risultati lusinghieri. Per il Ministero, in ambito locale, si tratta di una nuova frontiera e di una sfida alla quale non intendiamo sottrarci, e che nel prossimo futuro ci vedrà sempre più impegnati in progetti di valorizzazione e promozione, come nel caso di questa importante manifestazione alla quale abbiamo convintamente aderito. Roberto Cassanelli Segretario regionale del MiBACT

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Sei anni di grande fotografia a Trieste Io fotografo la vita così com’è, se le foto vi sembrano grottesche è perché pensate che lo sia la vita. è così? Ognuno di noi è bello e brutto nello stesso tempo, piacevole e spiacevole. Così è fatto il genere umano. Martin Parr Partiamo da una citazione di Martin Parr per almeno due buoni motivi. Il primo è che Martin Parr è uno dei due super ospiti della sesta edizione del Trieste Photo Days: l’altro è Nick Turpin. Entrambi Inglesi, sono quasi due miti nel settore della fotografia; Martin Parr è uno degli autori viventi più conosciuti e discussi: Henri Cartier-Bresson (che faceva parte della categoria degli estimatori) di lui diceva che “veniva da un altro pianeta. “Quando si cerca di rinchiudermi in una categoria, cerco immediatamente di uscirne” disse Martin in un’intervista, ed in effetti il suo stile ironico e dissacratore, spesso quasi grottesco, attrae moltissimo ma fa anche discutere. Nick Turpin ha fondato nel 2000 In-Public, il primo collettivo dell’era moderna di Street Photography, riprendendo un genere in voga negli anni “dell’istante decisivo” di Bressoniana memoria, probabilmente figlio della più antica “straigh Photography”, locuzione che compare per la prima volta nel 1904 sulla rivista fondata da Alfred Stieglitz Camera Work. L’altra considerazione che ci viene dalla citazione di Martin è relativa all’interpretazione attuale della bellezza in fotografia. Per me, ed in modo assolutamente personale, la fotografia odierna dev’essere potente, onirica, incisiva e, per molti versi, “sturbante”, andando oltre le regole “classiche” tecniche e di composizione per colpirci al cuore e alla pancia, emozionarci e proiettarci nel mondo dell’autore e del linguaggio da lui usato. In tal senso cerco di dare il mio contributo al Festival TPD, chiamando Autori e selezionando lavori che abbiano insiti tali attributi, in un modo o nell’altro. Ecco perché, aldilà dell’enorme mole di belle immagini legate al Premio URBAN che il festival presenta, compaiono in questa edizione lavori anche “strani” e contradditori, soprattutto nelle mostre degli Autori Italiani scelti. Ecco quindi Giorgio Galimberti con la personale Milano, la città che sale, Graziano Perotti con le sue visioni del Porto Vecchio di Trieste, i particolari Ritratti dalla Strada di Salvatore Matarazzo, il poetico reportage Tornare di Mariagrazia Beruffi (progetto vincitore del TPD Portfolio 2018), l’onirico My Town Siófok II dell’ungherese Marietta Varga, le immagini di Beyond Tsukiji di Nicola Tanzini in contrapposizione con quelle della vecchia pescheria di Trieste, la potente City of Flies di Riccardo Bononi e la personale La via della bellezza di Umberto Verdoliva. Quest’anno al Festival vengono anche presentati molti progetti collettivi frutto di varie call lanciate nei mesi scorsi, iniziando dal grande libro omaggio a Martin Parr Short Street Stories con mostra presentata in sala Veruda, al progetto con mostra e libro La città ideale di Leonardo a cura del prof. Edoardo Villata, al volume Immigrantopolis a cura della ricercatrice polacca Anna Fin e a quello Trieste in Bianco & Nero, prodotti dalla piattaforma internazionale Exhibit Around. 10


Terza edizione anche per il TPD Book Award e seconda edizione del TPD Portfolio, con una squadra di lettori di tutto rispetto capitanata dal grande Fulvio Merlak, anima istituzionale della fotografia Italiana e motore propulsivo di Portfolio Italia. Cresce anche fino a diventare maturo il Fringe, il “fuori Salone” che quest’anno conta ben 28 sedi espositive per oltre 580 foto in mostra, presentando in locali ben selezionati progetti espositivi autoriali, allargando a tutta la città la presenza di un festival che si dipana ormai su oltre tre settimane di eventi continui. In programma anche una nuova cornice di eventi che si svolgono fuori città: il Photo Days Tour. Protagoniste le migliori foto e progetti tratte dai Semifinalisti del contest URBAN 2019 Photo Awards, che saranno esposte in quattro grandi collettive presso sedi espositive istituzionali ad Aquileia (Sala Consiliare), Cividale del Friuli (Teatro Ristori e Monastero di Santa Maria in Valle – sito UNESCO) e Cormòns (Museo del Territorio). Fondamentale per la crescita che la manifestazione ha fatto in questa edizione è stato il contributo delle Istituzioni locali, il Servizio Musei e Biblioteche del Comune di Trieste e il Segretariato regionale del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo per il Friuli Venezia Giulia, con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia e della Fondazione Benefica Kathleen Foreman Casali, la main partnership di Install.Pro e Unicusano Trieste. Un Grazie ritengo infine sia doveroso riservarlo in primis al Servizio Promozione Turistica, Eventi Culturali e Sportivi del Comune di Trieste che ci hanno concesso spazio prestigiosi – dal Museo Revoltella al Museo Sartorio, il Museo d’Arte Orientale, la sala “U. Veruda”, Palazzo Gopcevich con spazi espositivi e di presentazione - ed agli enti privati che hanno offerto ospitalità al Festival come la sala Xenia, l’Accademia Scaglia, lo spazio espositivo DoubleRoom ed il circolo fotografico Fincantieri-Wärtsilä, oltre che a tutti gli sponsor che con fedeltà ci sostengono. Angelo Cucchetto Art Director Trieste Photo Days

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#TPD2019 ► GLI OSPITI

MARTIN PARR

© Martin Parr / Magnum Photos Benidorm, Spain, 1997

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Martin Parr è uno dei più famosi fotografi documentaristi della sua generazione. Con oltre 200 libri pubblicati a suo nome e 30 in veste di curatore, la sua eredità fotografica è già consolidata. I suoi progetti fotografici lanciano uno sguardo intimo, satirico e antropologico su aspetti della vita moderna, in particolare sulle classi sociali dell’Inghilterra e, più in generale, sulla ricchezza del mondo occidentale. Parr ha curato due festival di fotografia, Arles nel 2004 e Brighton Biennial nel 2010. Più recentemente ha curato la mostra Strange and Familiar presso il Barbican Centre di Londra, il più grande centro teatrale d’Europa. Dal 1994 Parr è membro dell’agenzia Magnum Photos, una delle più importanti del mondo, e ne è stato Presidente dal 2013 al 2017. Nel 2013 Parr è stato nominato visiting professor di fotografia all’Università dell’Ulster. I lavori di Parr sono esposti alla Tate Modern, al Pompidou e al Museum of Modern Art di New York. Nel 2017 Parr ha dato vita alla Martin Parr Foundation. www.martinparr.com


Š Martin Parr / Magnum Photos - Margate, Kent, England, 1986

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Š Martin Parr / Magnum Photos - Kalkan, Turkey, 1994

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Š Martin Parr / Magnum Photos - New Brighton, England, 1983-85

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Š Martin Parr / Magnum Photos - Porthcurno, Cornwall, England, 2017

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Š Martin Parr / Magnum Photos - St Ives, Cornwall, England, 2017

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#TPD2019 ► GLI OSPITI

NICK TURPIN Nick Turpin è uno street photographer con base a Londra. Nel 2000 ha fondato il collettivo internazionale iN-PUBLiC, che ha svolto un ruolo significativo nella moderna rinascita di interesse per la fotografia di strada intesa come approccio. Nick è direttore artistico del festival STREET LONDON e ideatore dell’iniziativa #canpubphoto per identificare la fotografia “candid” online. Nick è anche un esperto fotografo pubblicitario, di design ed editoriale, con alle spalle importanti campagne per marchi come IBM, Toyota, Barclays Bank e Jaguar. Il suo recente libro “On The Night Bus” esplora le vite dei pendolari dei bus di Londra che viaggiano nei mesi invernali. Nick ha insegnato Street Photography alla Tate Gallery, alla Sony World Photography Organization, a Discovery Channel e ad Apple. nickturpin.com

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Nick Turpin

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Nick Turpin

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Nick Turpin

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Nick Turpin

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Nick Turpin

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Short Street Stories / Giedo Van Der Zwan - Pink Monday

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short street stories Omaggio collettivo a Martin Parr Sala “U. Veruda” Ideato dall’associazione culturale dotART, Short Street Stories nasce come ambizioso omaggio collettivo allo stile sardonico di Martin Parr, Nick Turpin e dei collettivi fotografici In-Public, Un-posed e Burn My Eye. Foto e progetti rigorosamente street, che gettano uno sguardo umoristico e satirico sulla società contemporanea. Fotografia “antropologica” dal taglio ironico e scanzonato, in grado di raccontare attraverso una nuova prospettiva il mondo moderno, le differenze sociali e i cambiamenti in corso. Un progetto corposo, unico nel suo genere, che si compone di un prestigioso volume fotografico e di una mostra collettiva internazionale. Sono coinvolti ben 173 autori da tutto il mondo, selezionati tra gli oltre 530 che si sono candidati all’open call lanciata da Exhibit Around nel dicembre del 2018. Oltre a loro, un ospite davvero speciale: Nick Turpin in persona, che ci ha concesso l’onore di aprire il volume di Short Street Stories con alcune sue immagini. È la quadratura del cerchio: il maestro assieme ai continuatori della sua opera. Gli autori di Short Street Stories dimostrano di aver imparato la lezione dei grandi street photographers e la reinterpretano secondo la propria sensibilità e cifra stilistica. Short Street Stories giunge all’apice nell’ottobre del 2019, al festival Trieste Photo Days, dove viene inaugurata la mostra collettiva di oltre cento foto presso la Sala “U. Veruda” del Comune di Trieste e presentato ufficialmente il volume alla presenza (non casuale) degli ospiti d’onore Martin Parr e Nick Turpin, proprio i due artisti che il progetto vuole omaggiare.

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Short Street Stories / Eric Davidove - Sad Teddy

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Short Street Stories / Roland Groebe - Meathall

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Short Street Stories / Never Edit

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Short Street Stories / Mathias Wasik - Untitled

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Short Street Stories / Kae Young Lee - Familiar Scenery

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short street stories Gli autori del progetto Adam Riley Adria Paez Forteza Adriano Nicoletti Alessandro Secondin Ambra Mariani Andrea Comino Andrea Scirè Anil Purohit Anna Martynenko Annu Esko Antonino Orlando Barbara Francoli Barry Gilbert-Miguet Bartek Busz Beppe Castellani Birgit Lu Mazen Carla Cosenza Mormile Carla Fiorina Carlo Pellegrini Carolina Ardi Cecilia Luevano Guerrero Christophe Vandon Claudio Aresi Colin Page Cristina Morettini Damian Milczarek Dan Fenstermacher Daniele Dal Pozzolo Dariusz Madzinski Darran Roper David Legreve Dean Forbes Douglas Ljungkvist Edward Emmett Elisa Tomaselli Eltaj Zeynalov Emanuele Vincenzi Enrico La Bianca Enza Verzì Eric Davidove Fabio Castellani Fabrizio Picca Flaviano Ettore D’Erasmo Francesca Chiacchio Francesca Gernetti Francesco Centore Georg Worecki Gerardo Aguilar Giancarlo Staubmann Gianni Olivetti

Giedo Van Der Zwan Giorgio Martinale Giulia Coppetti Giuliana Mariniello Giulio Bonivento Giulio Fabbri Giuseppe Sabella Guillermo Franco Hal Padgett Hans Franz Hiroyuki Matsumoto Ilan Burla Iren Janosi Ivan Paniotov Jessica Di Benedetto Jonas Grauel Josh Putt Juan Rodríguez Morales Julian Rovagnati Kae Young Lee Karl Dedolph Katarzyna Urbanek Kevin O’Connell Kip Harris Krisztian Tota Liliana Ranalletta Lorenzo Fasola Lorenzo Giaccone Lorenzo Grifantini Lorenzo Leone Luca Gaidano Luca Iacono Luca Lorenzi Luca Paccusse Lucas Sanchez Luis E. Marin Małgorzata Mikołajczyk Mara Scampoli Marci Lindsay Marcin Maziej Marcin Piekalkiewicz Marco Criniti Marco Di Noia Marco Espertini Marco Forcina Marco Parenti Maria Ricossa Marijon Walter Marsha Guggenheim Massimiliano Camellini

Massimiliano Maddalena Massimo Della Latta Massimo Marchetti Massimo Nardi Massimo Tabasso Massimo Tamberi Mathias Wasik Matt Roberts Matthias Gödde Mattia Pasini Maureen Miller Max Sturgeon Meletios Vasileiou Merethe Wessel-Berg Michael Kofteros Michael Kowalczyk Mikhail Kapychka Natascha Auenhammer Natawut Onra-In Nathanaël Fournier Never Edit Nicola Paccagnella Nick Turpin Nino Evola Olah Laszlo-Tibor Orietta Masala Paolo Cossich Patrick Dreuning Patrick Zélis Patrizio Broggi Paul Kessel Peer Heesterbeek Pericles Loucopoulos Pia Parolin Pierre Marino-Smette Pygmalion Karatzas Radek Kozak Radosław Surowiec Radu Patrascu Rebecca Wiltshire Reimund Schmidt-De Caluwe Ricardo Pareyon Aveleyra Rob Krauss Robbi Montgomery Roberta Ferranti Roberto Macagnino Roland Groebe Ryan Hardman Salvatore De Rosa Samuel Dossi

Sandra Hernández Sebastien Durand Sergey Medvedchikov Sergio Perez Simone Mestroni Stefano Paganini Stefanos Chronis Svetlin Yosifov Thibaut Goarant Thomas Dryden-Kelsey Tomasz Kaczorek Uli Kaufmann Valentina Bassi Valentina Bollea Valentina Di Mauro Vedrana Devic Viet Van Tran Waldemar Ostrowski Warun Siriprachai Ximena Echague Yeadon Yeadon Yuro De Iuliis Zbigniew Brzozowski

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URBAN 2019 Photo Awards / Giancarlo Staubmann - Summer On The Lake

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URBAN 2019 PHOTO AWARDS Mostra dei vincitori e Cerimonia di Premiazione Sala Xenia Il concorso URBAN Photo Awards è uno dei principali “serbatoi culturali” di Trieste Photo Days. Giunto alla decima edizione, il contest ricerca talento e qualità sia tra i fotografi professionisti che amatoriali, offrendo loro un palcoscenico internazionale da cui farsi notare. URBAN vede ogni anno migliaia di foto in gara e centinaia di partecipanti da tutto il mondo. È un contest di respiro internazionale in continua crescita, uno dei pochi a “varcare i confini” del web offrendo ai fotografi una reale visibilità attraverso decine di mostre fotografiche in giro per il mondo. Oltre ai premi e ai riconoscimenti, URBAN offre la possibilità ai migliori fotografi classificati di entrare a far parte di un circuito di mostre itineranti, che rappresentano il reale valore aggiunto di questo concorso. Dal 2011, infatti, URBAN ha allestito più di 100 mostre tra Polonia (Cracovia, Lodz, Raciborz e Varsavia), Ungheria (Budapest, Pècs e Miskolc), Cipro (Limassol, Paphos e Nicosia), Lettonia (Riga), Slovenia (Capodistria), Slovacchia (Bratislava), Germania (Berlino e Amburgo), Croazia (Fiume e Parenzo), Ucraina (Sumy), Serbia (Belgrado), Colombia (Bucaramanga) e Italia (Milano, Venezia, Trieste e Roma). Cominciato l’1 marzo, URBAN 2019 ha visto in gara ben 6.049 foto e 346 portfolio per oltre 1.257 partecipanti da tutto il mondo. Il concorso culmina a Trieste Photo Days 2019 dove viene svelato in anteprima il podio finale e il presidente della giuria Martin Parr, super ospite del festival, incorona il vincitore assoluto. www.urbanphotoawards.com

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URBAN 2019 Photo Awards Marcin Giba City Swimming Pool

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URBAN 2019 Photo Awards / Ovi D Pop - Dead Or Alive

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URBAN 2019 Photo Awards / Jaume Escofet - Politician

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URBAN 2019 Photo Awards / Alain Schroeder - Kim City

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URBAN 2019 Photo Awards / Denis Buchel - After Work

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URBAN 2019 Photo Awards / Md Enamul Kabir - Coexistence

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URBAN 2019 Photo Awards Sergio Baseggio Stesso Punto Di Vista

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URBAN 2019 Photo Awards / Dina Goldstein - The Last Supper East Vancouver

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#TPD2019 ► GLI OSPITI

EDOARDO VILLATA Professore Associato di Storia dell’Arte Moderna presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Laureato in Lettere e Filosofia - Indirizzo artistico-letterario presso l’Università degli Studi di Torino discutendo una tesi in Storia dell’arte medievale su Macrino d’Alba e i suoi principali committenti (relatore Prof. Giovanni Romano). Nel 1997 consegue il Diploma di Specializzazione in Storia dell’Arte medievale e moderna presso la Scuola di Specializzazione in Storia dell’Arte e delle Arti minori dell’Università Cattolica di Milano, discutendo una tesi in Storia dell’arte del Rinascimento dal titolo I”l San Giovanni Battista di Leonardo: storia, fortuna, iconografia”. Con un’appendice sul San Giovanni-Bacco (relatore Prof. Pietro Marani). Nel 2004 consegue il dottorato di ricerca in Storia delle arti in Lombardia dal Medioevo all’età contemporanea presso l’Università Cattolica di Milano, discutendo una tesi dal titolo “L’attività giovanile di Gaudenzio Ferrari” (tutor Prof.ssa Maria Luisa Gatti Perer †).

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LA CITTà IDEALE DI LEONARDO Omaggio fotografico collettivo DoubleRoom - Spazio espositivo Omaggio fotografico a Leonardo Da Vinci, a 500 anni dalla morte del grande artista. Il tributo verte attorno al Leonardo architetto/urbanista e alla sua “Città Ideale”. Opere fotografiche su soggetti esistenti dell’architettura Leonardesca e opere liberamente ispirate al tema della Città Ideale. Tre le aree tematiche: “La Città e l’Acqua”, “Geometria & Prospettiva” e “Fotografia Aerea”. Il progetto multidisciplinare comprende una mostra fotografica collettiva di 30 artisti selezionati da Massimo Premuda, allestita presso lo spazio espositivo DoubleRoom; un volume fotografico supervisionato da Edoardo Villata, professore di Storia dell’Arte Moderna presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, che curerà anche l’introduzione; una conferenza sulla Città Ideale di Leonardo a cura del prof. Villata e con la partecipazione di Angelo Cucchetto, Art director del Festival, che si svolge domenica 27 ottobre 2019 presso l’Auditorium del Museo Revoltella, nell’ambito di Trieste Photo Days. Dall’introduzione del prof. Edoardo Villata: “Nell’occasione centenaria che contraddistingue il corrente anno, difficilmente un concorso fotografico di alto livello poteva sottrarsi alla tentazione, o forse al dovere, di proporre una call ispirata a tematiche leonardesche. Tra le molte possibili si sono scelte quelle legate all’urbanistica, al paesaggio e in particolare alla veduta aerea, all’acqua.” Partecipano al progetto i fotografi Alessandro Trevisin, Antonino Orlando, Antonis Giakoumakis, Brut Carniollus, Clarissa Cervantes, Cristina Paveri, Daniele Rossi, Danilo Susi, Francesco Lantino, Francesco Viceconti, Franco Luigi Beretta , Giovanni Ferioli, Guilherme Bergamini, Ionela Hamz, Larry Silver, Marcin Giba, Marco Forcina , Maria Kremneva, Massimiliano Maddalena , Maurizio Sartoretto, Michelangelo Flammia, Mimma Livini, Nathan Gentry, Ovi D Pop, Paola Bet, Patrizio Broggi, Pier Luigi Mariotti, Pygmalion Karatzas, Ricardo Reis, Sandro Tedde, Selina Bressan, Simonetta Rossetti, Slavica Isovska.

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La cittĂ ideale di Leonardo Alessandro Trevisin Untitled

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La cittĂ ideale di Leonardo / Simonetta Rossetti - Triestesottosopra

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La cittĂ ideale di Leonardo / Larry Silver - Da Vinci

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La città ideale di Leonardo / Mimma Livini - Giochi d’Acqua - Alzaia Naviglio

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La cittĂ ideale di Leonardo / Francesco Lantino - Viaggio Nella CittĂ  Contemporanea

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La cittĂ ideale di Leonardo / Pygmalion Karatzas - Amanzoe

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#TPD2019 ► GLI OSPITI

GRAZIANO PEROTTI Graziano Perotti è nato a Pavia nel 1954 dove tuttora risiede. In veste di fotoreporter ha pubblicato oltre 200 reportage (di viaggio, cultura e sociale) sui più importanti magazine, ottenendo 25 copertine e prodotto foto per importanti campagne pubblicitarie “Grand foulard Bassetti”, Alpitour-Francorosso, Hotelplan, Brunello di Montalcino della Fattoria dei Barbi per citarne alcuni. Di lui hanno scritto e pubblicato lavori su riviste specializzate di fotografia e sui maggior quotidiani italiani i più noti critici. Numerose sono le sue mostre personali e partecipazioni a collettive con grandi fotografi in rassegne di livello internazionale. Recentemente Pio Tarantini lo ha inserito nel suo libro “Fotografia. Elementi fondamentali di linguaggio, storia, stile” tra fotografi contemporanei più significativi. Ha vinto importanti premi in Italia e all’estero “Destino Madrid”, “Scatti Divini”, “Il genio Fiorentino” e sue fotografie sono in importanti collezioni private, fondazioni e musei. è il Photo Editor del magazine CITIES, prodotto da ISP - Italian Street Photography. www.italianstreetphotography.com/collaborators/graziano-perotti

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Vedute e visioni di Porto Vecchio

negli scatti della Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte e dintorni Palazzo Gopcevich - Sala Selva Excursus fotografico curato da Claudia Colecchia, responsabile della Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte, comprende le foto storiche di Giuseppe Wulz, Anna Scrinzi, Alois Beer, Giornalfoto, Adriano de Rota, Ugo Borsatti e le foto più recenti di Gabriele Basilico, del fotografo della Fototeca Marino Ierman, Eugenio Novajra custodite nella Fototeca dei Civici Musei oltre a quelle del fotografo Graziano Perotti che partecipa all’esposizione in occasione del Trieste Photo Days. Una selezione delle foto realizzate nell’ambito dell’Instameet di Porto Vecchio, organizzato con l’Assessorato alla Comunicazione, saranno proposti in mostra. La scelta di esporre nella Sala Selva di Palazzo Gopcevich non è casuale: oltre a ospitare la Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte, che conserva quasi 3 milioni di beni fotografici dal 1840 a oggi, non si può non ricordare che il Porto Vecchio si estende dallo sbocco del Canale di Ponte Rosso, su cui il palazzo ha un affaccio privilegiato, sino a Barcola. Comprende cinque moli originari, la diga foranea risalente al 1875, la Centrale idrodinamica, la Sottostazione elettrica di riconversione, magazzini, hangars, banchine di carico e scarico merci. Il percorso espositivo si concentra principalmente su quella porzione di Porto Vecchio che oggi sta rinascendo a nuovi usi, e si articola in più sezioni. La quantità e qualità delle fonti iconografiche dedicate al Porto, dalla sua nascita a oggi, offrono un percorso narrativo attraverso le immagini, testimone anche dell’evoluzione delle tecniche fotografiche: dalle origini sino alle più recenti fotografie digitali d’autore per arrivare a quelle postate nel social network Instagram. L’esposizione è completata da una selezione degli scatti realizzati in occasione dell’Instameet svoltosi a Porto Vecchio, nel marzo scorso, nell’ambito della manifestazione della Settimana dell’Amministrazione, promossa dagli assessorati alla Cultura e alla Comunicazione in collaborazione con gli Igers FVG e Pasocial. In questo caso, si tratta di testimonianze visive condivise in modo ubiquo, orizzontale e simultaneo che, al di là del valore estetico, posseggono un valore documentale perché, come sostiene André Gunthert, consentono alla fotografia amatoriale di contribuire alla costruzione del racconto dell’attualità e alla sua preservazione. Tutte insieme offrono un accattivante puzzle del volto e della stratificazione storica di una partizione grandemente significativa della città: molteplici sguardi spaziano in libertà dalle vedute a singoli elementi, vitali o abbandonati, proponendo punti di vista inediti. 51


Vedute e visioni di Porto Vecchio / Eugenio Novajra

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Vedute e visioni di Porto Vecchio / Marino Ierman

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Vedute e visioni di Porto Vecchio / Graziano Perotti

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Vedute e visioni di Porto Vecchio / Graziano Perotti

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#TPD2019 ► GLI OSPITI

NICOLA TANZINI Nicola Tanzini (Pisa, 1964) è un imprenditore e fotografo da oltre trent’anni. La sua ricerca si ispira prevalentemente al movimento della fotografia umanista, ponendo al centro i comportamenti, le situazioni quotidiane appartenenti alla natura umana, in quello che l’autore definisce il proprio ambiente naturale: la strada. Ha fondato Street Diaries, un progetto itinerante e in costante evoluzione sulla fotografia di strada, che si alimenta grazie ai numerosi viaggi compiuti dall’autore intorno al mondo e che finora ha visto protagonisti luoghi, quali: Londra, Dublino, San Francisco e molti altri ancora. Tokyo.Tsukiji è la sua prima pubblicazione editoriale. www.nicolatanzini.com

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Tsukiji a Tokyo e la Pescheria di Trieste: dismissioni a confronto Civico Museo d’Arte Orientale Le foto storiche della Pescheria triestina della Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte, accompagnate da alcune ceramiche giapponesi a tema ittico dalle collezioni del Civico Museo d’Arte Orientale, dialogano con le foto contemporanee scattate a Tokyo da Nicola Tanzini, commentate da Benedetta Donato. Selezione a cura di Claudia Colecchia, responsabile della Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte, e di Michela Messina, conservatore del Civico Museo Orientale, per la sezione triestina. Protagonista dell’esposizione fotografica è il mercato del pesce, anzi i mercati del pesce di Tokyo e di Trieste, oramai luoghi della memoria che, a dispetto della distanza geografica, mostrano ai nostri occhi valori umani, culturali e storici, diversi e trasversali al tempo stesso. Le recentissime foto scattate a Tsukiji da Nicola Tanzini descrivono la fase di pre-chiusura della struttura: indugiando sugli istanti che precedono la conclusione di una giornata di lavoro, eco e riverbero del tramonto del giorno che precederà una nuova alba, in cui il luogo conosciuto sarà sostituito da un altro manufatto con le medesime finalità. Le foto che hanno per protagonista la Pescheria triestina documentano invece l’intero svolgimento della giornata lavorativa nel percorso di quasi un secolo di vitalità: dalle prime aste, alla vendita al minuto, sino alla fase dei controlli e della contabilità.

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Tsukiji a Tokyo e la Pescheria di Trieste / Ugo Borsatti - Pescheria Centrale: acquirenti Ante settembre 1959 - 3 lotto, 4 parte P3a Sez. numero S3698S_7 ProprietĂ della Fondazione CRTrieste, in deposito presso la Fototeca CMSA

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Tsukiji a Tokyo e la Pescheria di Trieste Pietro Opiglia Fototeca CMSA

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Tsukiji a Tokyo e la Pescheria di Trieste / Nicola Tanzini - Beyond Tsukiji

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Tsukiji a Tokyo e la Pescheria di Trieste / Nicola Tanzini - Beyond Tsukiji

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Premio “Civici Musei� / Michele Andreossi - Ai Piedi Dei Grattacieli

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urban 2019 photo awards mostra-PREMIO “Civici musei” di trieste Civico Museo Sartorio In mostra progetti di Roman Robroek (Paesi Bassi), Francis Meslet (Francia), Michele Andreossi (Italia) e Maria Pansini (Italia), selezionati da Laura Carlini Fanfogna, direttrice del Servizio Musei e Biblioteche del Comune di Trieste, da Claudia Colecchia, responsabile della Fototeca e della Biblioteca dei Civici Musei, allestiti con Lorenza Resciniti, conservatore del Museo Sartorio. Abandoned Art In Decay – Roman Robroek (Paesi Bassi) Un progetto focalizzato sull’“arte abbandonata” in Italia: edifici in rovina ma ancora ricchi di bellezza decadente, impreziositi da affreschi, sculture o finiture che li rendono vere e proprie opere d’arte. Silent Screams Of Oblivion – Francis Meslet (Francia) Una serie di archeologia industriale in cui rivivere la curiosità di un bambino che s’intrufola in una fabbrica abbandonata e resta stupito dagli odori, i colori, la luce. Ai Piedi Dei Grattacieli – Michele Andreossi (Italia) Dubai, controversa metropoli in continua evoluzione che divora il deserto che la circonda metro per metro con i suoi denti d’acciaio e cemento, quasi a voler cancellare per sempre ciò che era. Tarlabasi - Behind The Scenes Of Istanbul – Maria Pansini (Italia) Il vecchio quartiere di Tarlabasi a Istanbul, ghetto urbano per la minoranza curda, è solo una delle tante zone che scompare dalla città, per lasciare spazio alla modernità, con una furia di costruzione che giorno dopo giorno copre il tradizionale panorama sotto spessi strati di cemento.

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Premio “Civici Musei” / Roman Robroek - Abandoned Art In Decay

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Premio “Civici Musei” / Roman Robroek - Abandoned Art In Decay

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Premio “Civici Musei” / Francis Meslet - Silent Screams Of Oblivion

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Premio “Civici Musei” / Francis Meslet - Silent Screams Of Oblivion

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Premio “Civici Musei� / Maria Pansini - Tarlabasi - Behind The Scenes Of Istanbul

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Premio “Civici Musei� / Maria Pansini - Tarlabasi - Behind The Scenes Of Istanbul

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Premio “Civici Musei� / Michele Andreossi - Ai Piedi Dei Grattacieli

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Premio “Civici Musei� / Michele Andreossi - Ai Piedi Dei Grattacieli

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#TPD2019 ► GLI OSPITI

GIORGIO GALIMBERTI Giorgio Galimberti nasce a Como il 20 marzo 1980. Complice una famiglia legata all’arte e alla creatività si avvicina alla fotografia a sviluppo istantaneo in giovane età, sfruttando le possibilità che la pellicola permette, sperimentando tecniche di manipolazione affrontandola come un gioco, con consapevolezza e padronanza dello strumento. Circondato dalla presenza e conoscenza di grandi Maestri, Giorgio carpisce e fa suo un certo tipo di visione che, nel momento di riprendere la macchina in mano, gli consente di definire una propria cifra stilistica chiara e ben delineata. Intorno ai trent’anni le sue esperienze e conoscenze si trasformano in una consapevolezza di linguaggio che gli permette di affacciarsi al mondo autoriale con maturità tecnica e compositiva. I suoi riferimenti hanno sicuramente influito nella definizione del proprio linguaggio: Robert Frank, Robert Doisneau e Mario Giacomelli su tutti. Le sue immagini esulano dai soliti canoni fotografici, unendo diversi generi, partendo dalla street photography, declinata in una visione incentrata su contrasti ed un uso della luce moderno e attuale. www.giorgiogalimberti.it

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milano, la città che sale Giorgio Galimberti Sala Fenice Giorgio Galimberti torna al Trieste Photo Days con una personale sulla sua città natale. Figure senza volto che animano i nuovi spazi architettonici, e volti di architetti che costruiscono la Milano del presente e del futuro. Queste le due anime della mostra “Milano, la città che sale”, realizzata in collaborazione con Panasonic: le inquadrature geometriche e le sfumature metafisiche della fotografia in bianco e nero di Giorgio Galimberti. I 20 scatti del progetto fotografico di Giorgio Galimberti hanno per protagonista la torre Allianz di Milano. Scrive Giorgio Galimberti: “Il bianco bruciato e il nero assoluto si uniscono narrando le architetture cubiste di questo edificio Milanese, persone trasformate in silhouette diventano attori inconsapevoli, trasformati in personaggi surrealisti, immagini smaterializzate, paesaggi a volte quasi lunari… Geometrie, luci, riflessi, bianchi e neri assoluti ne descrivono gli ambienti, alterandone a volte il contenuto stesso, mantenendo comunque la sincerità’ del mio modo di vedere e di raccontare. Un Mondrian in bianco e nero, volumi e strutture che fanno pensare a De Chirico, inquadrature ispirate alla ” Città’ che sale ” di Umberto Boccioni. Una Città diversa, un luogo metafisico, un luogo che porterò sempre nei miei ricordi più’ belli, un luogo che anche solo per poco o forse per sempre e’ stato mio, nel mio sguardo, nel mio immaginario, nelle mie emozioni. La mia G9 ha scandito gli spazi, il tempo, insieme abbiamo fatto nostro questo capolavoro di Milano, la Città che sale.”

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Giorgio Galimberti - Milano, la cittĂ che sale

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Giorgio Galimberti - Milano, la cittĂ che sale

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#TPD2019 ► GLI OSPITI

RICCARDO BONONI Laureato in due distinte branche delle scienze sociali (psicologia e antropologia), dal 2010 è ricercatore e docente di Antropologia Visuale presso Irfoss di Padova, dal 2015 entra a far parte dell’agenzia fotografica Prospekt Photographers. Dal 2018 insegna presso il Master in Death Studies dell’Università degli Studi di Padova e dal 2019 direttore è artistico di IMP Festival – International Month of Photojournalism. La scelta di associare la fotografia alla sua attività di ricerca sul campo lo ha portato a lavorare in Africa, Sud America, Sud Est asiatico, India, Europa e Stati Uniti. Dal 2006 ha cominciato a lavorare come antropologo in Madagascar, dove sta ancora portando avanti un progetto a lungo termine su importanti tematiche sociali, raccolto nel libro di recente pubblicazione “Une belle vie, une belle mort”. Le sue immagini sono state pubblicate su numerose testate nazionali ed internazionali ed esposte a Londra, Parigi, Berlino, Lodi, Pechino, Bologna, Ascoli, Bucarest, Roma. Il suo lavoro sulla lucha librefemminile in Bolivia gli è valso il primo premio ed il titolo di “Miglior Fotografo dell’Anno” (categoria Professional, sport) ai World Photography Awards 2015, il suo lavoro in Madagascar è stato recentemente premiato con il “Premio Fotografia Etica” per l’impegno dimostrato sul campo al Festival Della Fotografia Etica di Lodi. Nella sua visione, la fotografia documentaria è la base per un linguaggio universale, un ponte tra popoli e luoghi diversi capace di superare i confini invisibili tra culture. www.riccardobononi.com

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city of flies Riccardo Bononi Accademia Scaglia Antananarivo, capitale del Madagascar, ospita una delle più grandi discariche del continente africano, attiva sin dagli anni ‘60. La discarica, che oggi ha superato i 20 acri di superficie, è in costante espansione e ogni giorno riceve tra le 350 e le 550 tonnellate di nuova spazzatura. Nel cuore delle colline di rifiuti, alte anche 10-15 metri, arde un fuoco perenne e il paesaggio alieno è avvolto tutto l’anno da un fumo tossico. Circa 3.000 persone attualmente vivono e lavorano qui raccogliendo plastica, metalli, ossa e carbone. Attirati in città dalla speranza di un lavoro e di una vita migliore, ora si sono trovati ad abitare nel luogo al mondo con il maggior numero di casi di Peste bubbonica e polmonare. Molti tra gli abitanti sono bambini orfani o abbandonati, i più fortunati tra i numerosi feti e neonati indesiderati le cui piccole tombe sono disseminate in tutta la discarica. I residenti della capitale chiamano questo luogo “Ralalitra”: la città di mosche.

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Riccardo Bononi - City of Flies

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Riccardo Bononi - City of Flies

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#TPD2019 ► GLI OSPITI

UMBERTO VERDOLIVA Umberto Verdoliva è nato a Castellammare di Stabia (Napoli) nel 1961. Ha iniziato ad occuparsi di fotografia nel 2006. Nato a Castellammare di Stabia in provincia di Napoli nel 1961 – vive a Treviso dal 2004, cura laboratori e approfondimenti sulla street photography. È stato membro dal 2010 al 2018 del collettivo internazionale “VIVO”. Principali pubblicazioni Il Fotografo, La Repubblica.it, Foto Up, Fotografia Reflex, Progresso Fotografico, ISP magazine, Le Journal de la Photographie, ViEWORLD magazine, L’Oeil de la photographie, Camera Pixo magazine, Rinse magazine, APF magazine, kwerfeldein magazine, LensCulture, Fotocult. www.umbertoverdoliva.it

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la via della bellezza Umberto Verdoliva Accademia Scaglia Perché viene spontaneo raccogliere sulla spiaggia del mare le conchiglie e i sassolini più belli? È lo stesso processo mentale che metto in atto con la fotografia; raccogliere semplici attimi dal quotidiano per conservarli nel tempo con la speranza che qualcun altro veda con i tuoi occhi. Una lunga passeggiata incantato da volti, gesti, forme, luci che attraverso una fotocamera, mi piace trasformare in armonia, fascino, poesia. La via della bellezza è una questione di sguardi, è il potere degli occhi che tentano di vedere fuori il riflesso di ciò che è dentro per spiegarlo a sé stessi, forse la bellezza come celebrazione della vita dove un pensiero unico e costante sottrae attimi al divenire rendendoli inattaccabili e resistenti al tempo stesso che li ha generati. «Io non credo nella rivoluzione politica, credo nella re-evoluzione poetica, perché la poesia è essenziale per l’essere umano, perché l’essere umano non può arrivare alla verità, il massimo a cui può arrivare è alla bellezza, e la bellezza è lo splendore della verità.» Alejandro Jodorowsky

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Umberto Verdoliva - La via della bellezza

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Umberto Verdoliva - La via della bellezza

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#TPD2019 ► GLI OSPITI

MARIETTA VARGA Marietta Varga è nata nel 1992 in Ungheria. Ha completato i suoi studi in fotografia presso l’Università di Moholy-Nagy di Arte e Design tra il 2013-2016. Attualmente vive e lavora tra Budapest e Siófok. Il suo mondo visivo è descritto come semplice e pulito ed equilibrato, con composizioni dirette con precisione. La sua sensibilità nell’uso dei colori e la consapevolezza spaziale contribuiscono a creare l’atmosfera unica del suo mondo visivo. Le sue immagini hanno spesso un forte simbolismo in cui gli spettatori possono ritrovarsi in uno strano sogno surreale. www.mariettavarga.com

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My Town Siófok Marietta Varga Sala Xenia “Raramente qualcosa nella realtà sembra lo stesso dei nostri ricordi. Questa mattina è stata la prima volta in tanto tempo che sono stata in grado di vedere la mia città natale esattamente come esiste nella mia mente. La piccola città in cui sono cresciuta si chiama Siófok, in Ungheria, e si trova proprio sulla riva del lago di Balaton, il più grande lago dell’Europa centrale. È spesso chiamata la capitale estiva del paese a causa della sua posizione turistica, con 25.000 abitanti che in estate salgono spesso di sette volte. Per la maggior parte delle persone Siófok è noto solo come luogo di villeggiatura, con il lago blu e i felici momenti estivi, tuttavia chi cresce qui può vedere la città in un modo completamente diverso. I luoghi e le cose importanti per me sono totalmente diversi da quelli che sono piaciuti e ricordati dai turisti, e sento che è così che dovrebbe essere. Ho lasciato questo posto 10 anni fa e ogni volta che torno provo una profonda nostalgia. Penso che crescere qui, ed essere un locale, sia una situazione fortunata in quanto mi permette di mostrare questo posto in un contesto insolito e inaspettato.”

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Marietta Varga - My Town Siรณfok

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Marietta Varga - My Town Siรณfok

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#TPD2019 ► GLI OSPITI

MARIAGRAZIA BERUFFI Vivo tra Brescia, città natale, e Trieste. Dopo un periodo di insegnamento di lingue straniere ho iniziato un percorso di grafica che mi ha avvicinato alla fotografia. Da subito il mio interesse si è rivolto non tanto alla tecnica quanto all’atto fotografico come esperienza di vita. La mia è una fotografia del reale ma molto istintiva, imprevedibile e soggettiva. Nasce spesso da incontri casuali che, pur nella loro fugacità, si tramutano in condivisione di sogni, sentimenti ed emozioni. www.mariagraziaberuffi.com

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tornare

Mariagrazia Beruffi Sala Xenia “Sono confuso, non so se sono gli occhi che guardano il mio paese fermo nel quadro o se è la mente che insegue l’immagine che ho dentro, indelebile”. Così dice mentre guarda un quadro appeso in trattoria dove facciamo una sosta. è una giornata speciale quella in cui Aldo ha deciso di tornare alla sua casa. Tutto è stato lasciato così a Strugnano da quel febbraio del 1947 in cui l’Istria è stata ceduta alla ex Yugoslavia e con Bianca, sua moglie, se ne è andato per sempre. Una finestra rotta, un cortile, il muro di fronte, niente più ha le sembianze di casa. Flash di memoria riportano alla mente l’infanzia e la giovinezza vissute tra quelle pareti piene di crepe e di ragnatele. Ma anche le sparizioni, le foibe e la paura che li spinse alla fuga verso un futuro incerto. Rivivono in silenzio il loro passato, perchè il racconto non può coinvolgere emotivamente chi non ha visto, sentito e pianto. “ È un ricordo, quello dell’Istria, destinato a sopravvivere, nell’animo di chi più non vi risiede, per il fuggevole momento di una sola generazione, l’ultima rimasta”. (Eugenio Scalfari dalla prefazione al libro di Gianni Giuricin “ Istria maledetta”) Tradurre in immagini le loro memorie è stato un po’ come profanare i loro sentimenti più intimi e per questo ringrazio Bianca e Aldo Paoli per la grande disponibilità a rivivere quei momenti che sono appartenuti anche ad altri 300 mila esuli istriani sparsi in tutto il mondo.

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Mariagrazia Beruffi - Tornare

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Mariagrazia Beruffi - Tornare

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#TPD2019 ► GLI OSPITI

SALVATORE MATARAZZO Salvatore Matarazzo (Viareggio, 1980) è un fotografo di strada contemporaneo, la sua ricerca è caratterizzata da ritratti molto espressivi che simboleggiano le manie e le ossessioni del nostro tempo. Dopo aver studiato fotografia ha iniziato a lavorare come fotoreporter per il quotidiano “Il Tirreno” e per alcune agenzie di settore, pubblicando le sue foto nelle maggiori testate giornalistiche nazionali. Interessato alla vita di strada e agli spazi pubblici, nella sua fotografia Salvatore usa il flash in modo istintivo e non convenzionale, va molto vicino alle persone e le fotografa, cogliendo con un pò di ironia, espressioni e momenti unici e irripetibili. La fotografia di strada ha giocato un ruolo fondamentale nella produzione di Salvatore: inizialmente come modo per documentare notizie, reportage ed eventi; poi, nel 2012, ha scelto di lasciare il fotogiornalismo per dedicarsi ad una forma di espressione priva da qualsiasi condizionamento, il suo nuovo punto di vista lo ha portato a varie pubblicazioni nelle migliori riviste fotografiche, tra queste, International Street Photography, Photo Magazine, Street Photography Magazine e The Huffigton Post. Nel 2013 Salvatore diventa parte del collettivo internazionale Elephant Gun. Dopo diverse esposizioni personali e collettive, nel 2014 pubblica il suo primo libro, “Carnival”, dedicato a Viareggio, la sua città natale. Nello stesso anno è selezionato tra i finalisti del Miami Street Photography Festival, obiettivo che ha ripetuto nel 2015. Nel 2016 il suo progetto Darwin is “Street” vince il terzo premio nel concorso internazionale TIFA categoria PRO nello stesso anno il Darwin viene esposto durante il Pasa Futura Festival in Sud Corea a Suwon. Nel 2017 entra a far parte del collettivo internazionale di Street Photography, Full Frontal Flash. www.salvatorematarazzo.com

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Ritratti dalla Strada Salvatore Matarazzo Sala Xenia “Fermo! Voglio farti una foto” Esclamo con voce forte e decisa prima di fare un “Ritratto Dalla Strada”. Non lascio il tempo di ragionare al soggetto, è questione di istanti, finchè lo tengo in una situazione tra indecisione curiosità e sorpesa posso permettermi di guidare la situazione. Un istante dopo è troppo, il soggetto potrebbe alzare la maschera e non sarebbe più un “Ritratto Dalla Strada” I miei soggetti sono persone comuni ma spesso stravaganti. Mi piace il fascino del rischio e del voyeurismo implicito nell’atto di fotografare. Osservo fra mille volti e ne scelgo alcuni, per me la strada è un Reality Show, i social e la tecnologia hanno liberato la fotografia da tanti antichi e arcaici stereotopi, ogni persona è pronta ad esibirsi e essere fotografata basta una piccola spinta e può avvenire con un complimento, un apprezzamento o anche solo: “Fermo lì” e arrivano subito i “15 minuti di celebrità”, loro non sanno chi sono e mi guardo bene dal dirlo, potrei essere un regista che deve girare un film, oppure un procacciatore di volti nuovi che li renderà famosi. Ma non uso l’inganno, sfrutto semplicemente i tempi attuali, i media ma sopratutto la televisione e ultimamente Internet danno la percezione globale che da un momento all’altro tutti possono diventare famosi. Mi colloco qui fra realtà e fantasia e non svelo mai chi sono fin dopo lo scatto. Si tratta del mio continuo sperimentare azioni e reazioni al fotografo e alla fotografia in un modo secco, repentino e audace, amo far notare che il soggetto sa che sta per essere fotografato. I Ritratti Dalla Strada potrebbero essere un esperimento sociale, una sorta di “specchio nero” dove l’osservatore può cercarsi nel volto di qualcun’altro, trovare delle somiglianze e confrontarsi. Immagini ciniche che raccontano il contemporaneo, senza troppi giochi e inganni ma con una visione nichilista e cinica che riesce a creare un estetica tutta sua.

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Salvatore Matarazzo Ritratti dalla Strada

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Salvatore Matarazzo Ritratti dalla Strada

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#TPD2019 ► GLI OSPITI

ANNA FIN Sociologa, Ricercatrice presso il Dipartimento di sociologia della cultura pedagogica dell’Università di Cracovia, in Polonia; ha svolto un sostanziale sostegno al progetto “Immigrantopolis”. È specializzata in sociologia della migrazione, sociologia urbana e ricerca di cultura e arte. Svolge ricerche su: migrazioni contemporanee dei polacchi negli Stati Uniti (con particolare attenzione all’immigrazione a New York), processi di migrazione dall’Europa agli Stati Uniti, relazioni tra gruppi di immigrati e processi di creazione e trasformazione di quartieri degli immigrati.

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immigrantopolis In collaborazione con il in collaborazione con il Dipartimento di Sociologia di cultura pedagogica dell’Università di Cracovia (Polonia) Nella prima metà del XX secolo, Andreas Feininger, il fotografo noto come “l’architetto dell’immagine”, mentre vagava per le strade di Lower Manhattan, riuscì a cogliere la vita quotidiana di immigrati concentrati nella zona, tentando di ricostruire la propria comunità. Le enclave degli immigrati – proprio come i grattacieli – sono entrate nel paesaggio di New York, diventando un fenomeno urbano. Seguendo le orme di Feininger, abbiamo pensato al progetto fotografico Immigrantopolis. Gli immigrati sono stati a lungo gli attori della scena urbana. In generale: si stabiliscono principalmente nelle città, costruiscono le proprie comunità etniche in queste città, creano infrastrutture etniche nello spazio urbano, entrano nel paesaggio urbano, lo trasformano costantemente e infine diventano parte della memoria collettiva locale / urbana. Gli immigrati creano la storia e la realtà sociale contemporanea delle città. È impossibile delineare e catturare l’immagine della città contemporanea senza catturare i contesti degli immigrati. Il Progetto Immigrantopolis mira a visualizzare l’esistenza e la presenza di immigrati nello spazio urbano. Il progetto tenta di trovare nuovi modi di esporre e discutere il presente e il futuro degli immigrati come fenomeno urbano. Al progetto collaborano studiosi, curatori, fotografi ed è “ospitato” da dotART con il supporto sostanziale di Anna Fin dell’Università del Dipartimento di Sociologia della Cultura Pedagogica di Cracovia, in Polonia.

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Immigrantopolis / Larry Silver - Bronx Street Scene, NYC 1952

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Immigrantopolis / Mariolino Laudati - Brooklyn

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Immigrantopolis / Carlo Barberio - Thank God For My Life

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Immigrantopolis / Marco Biancardi - Cucina Cinese Di Strada

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Immigrantopolis / Luigi Avantaggiato - Where The West Sets

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Immigrantopolis / Graziano Perotti - Escape From Homs

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Immigrantopolis / Guido Caltabiano - Felix from Nigeria

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IMMIGRANTOPOLIS Gli autori del progetto

Alba Papandrea Alexander Pfeiffer Andrey Pronin Antonino Clemenza Beppe Castellani Carlo Barberio Carlo Silva Christine Osinski Claudia Bouvier Calderone Daniel Hoffman Daniele Dipaola Daniele Ficarelli Eric Davidove Eugenio Novajra Fabrizio Liuzzi Federico Wilhelm Foughali Meryem Gainluca Aggi

Gerry Atkinson Giorgio Galli Giorgio Martinale Giuliana Conte Graziano Perotti Guido Caltabiano Hormoz Ignasi Raventos Iwona Biedermann Javier Céspedes Jeannette Muller Jim Gielier John Sevigny Juan Carlos Marzi Judi Bommarito Larry Silver Lucilla Loiotile Luigi Avantaggiato

Marco Biancardi Maria Pansini Maria Pansini Mariolino Laudati Maryna Kornilevska Massimo Tabasso Mattia Vacca Michele Andreossi Michele Cirillo Michele Ginevra Michele Paggetta Miyuki Okuyama Nadezhda Ermakova Nathanaël Fournier Never Edit Nino Evola Ogulcan Arslan Paola Fiorini

Pericles Loucopoulos Rachel Harpaz Riccardo Moretti Roberto Gregori Ross J. Deane Rossella Giacomelli Sara Fusini Serge Bouvet Shahab Naseri Simon Beraud Stefanos Chronis Stepan Rudik Tahir Ün Tobia Marengo Tomasz Cwiertnia Valentina Bollea Valeria Ferraro Zoltan Toth

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TPD Book Award 2019 / Ilya Shtutsa - Not only grey

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not only grey Ilya Shtutsa

Il fotografo russo Ilya Shtutsa è il vincitore del TPD Book Award 2019, call gratuita per la selezione di un progetto fotografico autoriale da produrre come Libro. L’obbiettivo è dare la possibilità al fotografo vincitore di produrre e promuovere a livello internazionale il proprio progetto fotografico, che verrà pubblicato come volume cartaceo da dotART. La prima edizione del premio, nel 2017, è stata vinta dal giapponese Tadashi Onishi con “Lost in Shinjuku”, mentre nel 2018 ci sono stati due vincitori ex aequo: il greco Zisis Kardianos, con il progetto “InLimbo” e il giapponese Hiro Tanaka con “Around 42nd and 7th”. “Il fotografo russo Boris Savelev diceva che diverse tonalità di grigio sono sorprendenti. Ho capito cosa intendeva solo dopo aver trascorso due inverni a San Pietroburgo. In questa fredda e maestosa città del nord, quando fa buio, tutti i colori sfumano nel grigio grigio, diventando letteralmente “diverse sfumature di grigio”. Per molto tempo, San Pietroburgo ha dipinto il grigio per me, e anche in estate, scattando foto colorate, ho pensato al grigio. Poi ho iniziato a cercare i colori e ho scoperto una cosa ovvia: che la città grigia diventa colorata quando arriva l’ora magica del crepuscolo.”

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TPD Book Award 2019 / Ilya Shtutsa - Not only grey

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TPD Book Award 2019 / Ilya Shtutsa - Not only grey

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URBAN unveils vol. #05 / Ali Nejatbakhsh - Final Shoot

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urban unveils the city and its secrets - vol. 05 Presentato in anteprima a Trieste Photo Days, URBAN Unveils the City and its Secrets è una pubblicazione curata da dotART che ha l’obiettivo di offrire al lettore una serie di storie narrate attraverso la street photography. Per il quinto volume di questo progetto editoriale sono state selezionate immagini di 173 fotografi tratte dall’edizione 2019 del concorso fotografico URBAN Photo Awards. Foto accomunate da un elemento, a volte evidente, altre appena accennato, che tutte insieme compongono un collage organico che “svela la Città e suoi segreti.​” Dall’introduzione: “La street photography è la forma d’arte che racconta al meglio la contemporaneità. Il termine “street” indica un luogo generico segnato dall’attività umana, e in questo volume si è scelto di soffermarsi in particolare sulla Città, in quanto luogo in cui convergono gli innumerevoli aspetti dell’oggi. La Città, le sue strade, i suoi edifici, i suoi spazi, portano con loro ampie testimonianze di storia, cultura “alta” e popolare, interazioni sociali e contraddizioni. La fotografia di strada riproduce attimi di assoluta realtà, ai quali ogni fotografo imprime una propria cifra artistica. La street photography è un genere in grado di rivelare le infinite sfaccettature del tessuto urbano e le vite che lo popolano. Spesso questi istanti visivi raccontano più di ciò che mostrano: aspetti inediti della società, attimi di vita vissuta, angoli segreti della Città, contrasti e contraddizioni della modernità, celebrazioni della bellezza o narrazioni del degrado urbano. La tecnica della street poggia quasi interamente sull’occhio, sul tempismo e la sensibilità personale dell’autore, che gli permettono di essere lì, nel posto giusto, al momento giusto, per comporre l’inquadratura che restituisce quel fugace frammento di quotidianità. Il fotografo di strada mette in risalto l’inosservato, rende speciale e unica la normalità. La fotografia di strada congela in un istante senza fine attimi di assoluta realtà, unici, irripetibili e contrassegnati dal graffio anch’esso unico e irripetibile dell’artista. Piccole storie quotidiane condensate in una frazione di secondo possono raccontare un intero periodo storico. Scatti talvolta ricchi di pathos, talvolta in apparenza banali ma ricchi di spunti di riflessione.“ www.urbanphotoawards.com

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URBAN unveils vol. #05 / David Clapp - Humayan’s Tomb

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URBAN unveils vol. #05 Luca Vegetti Structura

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URBAN unveils vol. #05 / Colmar Wocke - The Two Swans

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URBAN unveils vol. #05 / Harry Giglio - Untitled

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#TPD2019 ► GLI OSPITI

Giedo van der Zwan Sono nato ad Amsterdam, Paesi Bassi, nel settembre del 1967. La fotografia è stata una parte di ciò che sono e il modo in cui vedo il mondo dall’età di 12 anni. Dall’inizio del 2017 il mio obiettivo si è spostato completamente sulla street e da allora è stato un ottovolante completo ogni volta che mi ritrovo a girare con fotografi di strada nella mia città e nelle città di tutto il mondo, scoprendo le opportunità dei social media, incontrando nuove persone con una passione condivisa e iniziando i miei progetti. La sfida è di scattare con un solo obiettivo (e soprattutto una sola fotocamera, una Fuji X100F o una Leica Q). Mi piace fotografare da vicino, a colori. Uso il flash per aggiungere colore e contrasto. Mi piacciono le composizioni formali e gli scatti puliti, ma cerco di aggiungere un elemento in più che non è sempre in bella vista: preferibilmente qualcosa di bizzarro, umoristico, o qualsiasi cosa che renda speciale una scena. Non voglio essere invisibile come fotografo. Mi piace connettermi Ci si sente bene e talvolta offre una possibilità ancora migliore di realizzare lo scatto che sto puntando. www.giedovanderzwan.com

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Pier to Pier Giedo van der Zwan

Duecento anni fa furono costruiti i prini stabilimenti balneari sulla spiaggia di Scheveningen, una città costiera vicino a L’Aia, nei Paesi Bassi. Hanno segnato l’inizio della moderna cultura balneare locale. Tuttavia, in quegli anni, Scheveningen era principalmente un povero villaggio di pescatori. Il mio cognome “Van der Zwan” è famoso a Scheveningen. Qui mio nonno aveva una pescheria e mio padre è cresciuto qui. Le storie che ho ascoltato da loro hanno delineato un’immagine completamente diversa della spiaggia e del mare, che era piena di pericoli. Inoltre, il fratello di mio padre annegò vicino al molo da pesca da bambino subito dopo la guerra. È stata questa contraddizione che mi ha fatto decidere di approfondire con la mia macchina fotografica la Scheveningen di oggi. Continuavo a tornare sulla spiaggia, sul viale e sul molo per visualizzare la “cultura balneare” locale. “Pier to Pier” parla di tutto quello che accade sui 2,5 chilometri di spiaggia e viale tra il molo settentrionale dei pescatori e il molo panoramico di Scheveningen. È qui, su questi “terreni di caccia”, che mi piace catturare in modo sorprendente il flusso quasi inesauribile di escursionisti. Con molto colore e flash, e preferibilmente un elemento in più; qualcosa di riconoscibile o qualcosa di strano. Che sia sorpresa, piacere, tenerezza o indignazione, voglio liberare le emozioni nelle persone che guardano le mie immagini.

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Giedo van der Zwan - Pier to pier

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Giedo van der Zwan - Pier to pier

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#TPD2019 ► GLI OSPITI

ALAIN schroeder Alain Schroeder è un fotoreporter belga nato nel 1955. Nel 1989 ha fondato Reporter, una nota agenzia fotografica in Belgio. Ha illustrato oltre trenta libri dedicati a Cina, Iran, Rinascimento, Roma antica, Giardini d’Europa, Tailandia, Toscana, Creta, Vietnam, Budapest, Venezia, Abbazie d’Europa, Siti naturali d’Europa, ecc. Tra i libri pubblicati in Belgio, “Le Carnaval de Binche vu di 30 fotografie”, e “Processions de Foi, Les Marches de l’Entre-Sambre-et-Meuse”. Le pubblicazioni includono National Geographic, Geo, Paris Match. Ha vinto numerosi premi internazionali tra cui un premio Nikon Japan per la serie Who Will Save the Rohingya, il premio TPOTY (fotografo di viaggio dell’anno) con due serie: Living for Death e Kushti, World Press Photo 1st Prize Sport Stories per la serie Kid Jockeys e ha partecipato a numerose mostre in tutto il mondo. https://alainschroeder.myportfolio.com

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KIM CITY

e altri progetti di Alain Schroeder Taekwondo North Korea Style. L’arte marziale nazionale coreana, il Taekwondo, nata nell’attuale Corea del Nord, ha come idea quella di sviluppare una specifica arte marziale per dimostrare al mondo esterno lo spirito e la saggezza della nazione coreana. Il Taekwondo è estremamente popolare in Corea del Nord. Viene insegnato in ogni scuola e fa parte della routine quotidiana di sport e salute di tutti i cittadini della RDPC. Miracle Mud. Techirghiol, derivato dal lago (turco) di Tekir, è una piccola città rumena sul Mar Nero famosa per il fango terapeutico scoperto da un vecchio turco e dal suo asino. Il fango nero denso (sedimento altamente concentrato ricco di materia organica) che si trova sul fondo del lago è particolarmente efficace nel trattamento di artrite, disturbi muscoloscheletrici, disturbi cutanei e disintossicazione, e benefico per il benessere generale. All’inizio del XX secolo, quando le proprietà curative del fango sono state riconosciute dalla comunità scientifica, Techirghiol si è affermata come città termale con strutture organizzate per l’estrazione e la cura del fango. Kim City. La Repubblica Democratica Popolare di Corea (RPDC) rimane una delle nazioni più isolate e segrete del mondo. Dalla sua creazione nel 1948, il paese è stato governato da tre generazioni della dinastia Kim. Ai festeggiamenti in onore del 70° anniversario della creazione della Corea del Nord il 9 settembre 1948 la Guida Suprema, Kim Jung-un, è presente. Mentre il paese è generalmente off limits per i media stranieri, questo evento è accessibile sia alla stampa che ai turisti. Ai visitatori viene mostrata solo un’area confinata di Pyongyang, uno dei moderni grattacieli nei quartieri di recente costruzione della città. Le visite ai monumenti nazionali della città sono una parte obbligatoria dell’itinerario prestabilito e inflessibile. Accompagnato e sorvegliato da due guide ufficiali del governo in ogni momento è una pratica standard per i visitatori stranieri. Vi viene detto cosa fare, cosa guardare o meno e cosa fotografare. Grandma Divers. L’isola di Jeju, nota per la sua caratteristica roccia vulcanica basaltica, si trova al largo della Corea del Sud. È la patria delle famose Haenyeo o delle donne di mare che si tuffano liberamente al largo delle rive nere di Jeju per raccogliere le prelibatezze dal mare. Indossando abiti di gomma sottili e occhiali di vecchio stampo, questo gruppo di donne anziane viene celebrato come un tesoro nazionale e iscritto nella lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO, ma la tradizione sta lentamente svanendo man mano che sempre meno donne scelgono questa professione estremamente pericolosa. Oggi, la maggior parte delle Haenyeo ha più di 50 anni e molte hanno più di 70 anni. 121


Alain Schroeder - Taekwondo North Korea Style

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Alain Schroeder Miracle Mud

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Alain Schroeder Grandma Divers

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Alain Schroeder - Kim City

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#TPD2019 ► GLI OSPITI

Federico Arcangeli Nasce a Rimini nel 1983. Si avvicina alla fotografia all’età di 30anni, grazie ad una vecchia Pentax a pellicola del padre. Nasce in lui, sin da subito, una passione per la street photography. Riguardo alla sua fotografia dice: “amo la gente e la sua imprevedibilità, avvicinarmi al soggetto, studiarne i movimenti, rimanere nascosto oppure intervenire nella scena. Uscire a scattare è come andare a teatro, la gente interpreta se stessa e la strada è il palcoscenico”. Fonda il blog People_Are_Strangers e diviene membro selezionato del sito World Street Photography e membro del collettivo Romagna Street Photography. Finalista nel 2016 del “London Street Photography”, “San Francisco Street Photography” e “Miami Street Photography Festival”. Scatta solamente a pellicola. www.federicoarcangeli.com

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Pleasure Island Federico Arcangeli

Rimini è una piccola città sul mare Adriatico situata sulla costa est Italiana. Rinomata località turistica, è da sempre considerata la capitale della vita notturna e delle discoteche. Con i suoi 150.000 abitanti residenti, in estate si trasforma in una piccola metropoli capace di ospitare più di 2.500.000 di persone. è stata musa ispiratrice di grandi artisti che la descrissero attraverso i propri occhi, come il fotografo nativo del posto Marco Pesaresi ed i suoi scatti in bianco e nero, od il grande regista Federico Fellini, grazie al quale ,negli anni ’70, la rese famosa in tutto il mondo con il suo film Amarcord (io mi ricordo). Una pellicola che racconta la vita degli abitanti di una Rimini onirica, continuamente sospesa tra i sogni dell’infanzia e i turbamenti dell’adolescenza. Fu negli anni ’80 che le discoteche ed i locali vissero il loro periodo d’oro, le grandi affluenze , i vip e l’ostentazione del lusso sfrenato, sfociando poi negli anni ’90 dove il lusso e le severe selezioni all’ingresso lasciarono il posto alla sperimentazione, gli after, ed alla ricerca musicale. Nonostante i tempi siano cambiati e molti locali storici siano ormai irrimediabilmente chiusi , Rimini sa ancora incantare quel popolo della notte che tanto brama la trasgressione. Questo progetto di Federico Arcangeli, prende vita un po’ per caso. Nato inizialmente più come diario fotografico delle serate passate in discoteca tra amici, diventa uno spaccato di un’era non molto lontana dai fasti di un tempo. Attraverso la sua lente e le sue immagini, ci trasporta in quei locali, attraverso quell’atmosfera sognante che solo “la riviera” (la costa della Romagna) sa offrire. Grazie ai suoi scatti rincontriamo i personaggi felliniani, in situazioni grottesche e divertenti, troviamo coppie che ballano e si stringono, in rituali amorosi che durano il tempo di una notte svanendo all’alba, ed eterni giovani, che come in una piccola isola che non c’è, non invecchiano mai. Il quadro che viene dipinto della città è quello di un paese dei balocchi, sexy, seducente ed affascinante, dove lasciarsi tentare.

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Federico Arcangeli - Pleasure Island

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Federico Arcangeli - Pleasure Island

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Viaggio Fotografico / Roberto Gabriele - Baku

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viaggio fotografico Simone Ottolenghi e Roberto Gabriele

Simona Ottolenghi e Roberto Gabriele, fotografi, viaggiatori instancabili, compagni nella vita, e nelle avventure professionali. Nel 2103 fondano Viaggio Fotografico.it, un’idea di viaggio allora pionieristica, appositamente studiata per le esigenze di ripresa di chi ama fotografare, così diverse da quelle di un normale turista. I loro programmi di viaggio sono particolarmente rivolti alla fotografia urbana, sociale ed antropologica, privilegiando tutti quei contesti in cui la città e le persone che la abitano siano il focus principale dei loro itinerari. In particolare per l’intervento a Trieste hanno preferito raccontare la città in contesti completamente avulsi e inaspettati. Con Roberto si volerà a Baku, in Azerbaijan, la città del fuoco per via del gas naturale che brucia fuoriuscendo da una collina fin dai tempi antichi, e poi a Sagsai in Mongolia una città deserta che si popola di nomadi. Simona invece ci porterà nella città sacra di Varanasi, in India, in cui è in corso un grosso progetto di demolizione delle case del centro storico per valorizzare gli antichissimi Templi in esse inglobati, e poi voleremo in America, nel Delta del Mississippi dove, per varie vicissitudini, città un tempo fiorenti sono ora città fantasma che si animano solo in occasione di festival Blues. Simona Ottolenghi è architetto, fotografa e viaggiatrice di professione, la fotografia è il suo linguaggio di comunicazione principale. è tra i due la mente pensante, quella che preferisce approfondire i progetti, sviscerarne la parte culturale. Si occupa della cura delle mostre e della scelta di artisti ed opere da esporre presso OTTO Rooms: la guest House a Roma che ha al suo interno un vero e proprio spazio espositivo. Roberto Gabriele è fotografo da quasi 30 anni, viaggiatore di professione, e antropologo per passione, ama scoprire il mondo ogni giorno. È il braccio operativo, preferisce sempre trovare nuove strade e itinerari per cercare nuovi stimoli, piuttosto che tornare in luoghi già noti. Si occupa soprattutto dello sviluppo dei viaggi su destinazioni inesplorate.

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Viaggio Fotografico / Simona Ottolenghi - Mississippi

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Viaggio Fotografico / Simona Ottolenghi - Varanasi

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#TPD2019 ► GLI OSPITI

ANGELO CUCCHETTO Event planner, comunicatore, critico e promotore fotografico, da agente di fotografi ha gestito negli anni ‘80 e 90 con due aziende di proprietà il lavoro di grandi professionisti italiani e stranieri nei settori moda e pubblicità. Nel 1999, colpito dalle potenzialità del web, ha aperto la Starring, web agency rivolta allo sviluppo di business legati alla fotografia sul web, lanciando subito il sito photographers, instaurando partnership con diverse realtà del mondo fotografico italiano. Per quattro anni ha curato la comunicazione web del Photofestival, è stato docente di un corso di Marketing Fotografia allo IED Milano e di un corso all’Istituto Italiano di Fotografia. Ha tenuto seminari e conferenze sullo stesso tema in iniziative come Photoshow, Photofestival e Turin Photo Festival. E’ CEO e curatore dei progetti Italian street photography e ShootFood. Da settembre 2016 è l’Art Director del Trieste Photo Days e il consulente, giurato dal 2017, per il premio internazionale URBAN Photo Awards Contest. Presente a diversi Festival di fotografia come Lettore Portfolio e giurato, collabora anche con il festival Corigliano Fotografia di cui è lettore Portfolio e partner progettuale. Da due anni si occupa del progetto Cities, Magazine semestrale dedicato alla Fotografia Urbana, a cui dal 2019 si aggiungono speciali dedicati come il volume Back to the Past e lo speciale Wedding Time lanciato a giugno 2019. www.italianstreetphotography.com

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CITIES

a cura di Angelo Cucchetto Cities è un progetto editoriale dedicato alla Fotografia Urbana, con un magazine semestrale dedicato alla fotografia urbana con particolare focus sulla Street e una collana di volumi cartonati Autoriali dedicati a diversi focus. Introduzione e presentazione a cura di Angelo Cucchetto in dialogo con Enrico Scaglia del progetto editoriale Cities e visione Cities 5. è in preparazione il sesto numero della rivista, che presenterà un radicale cambiamento: le tradizionali Isp Experience, workshop di produzione condivisa con numerosi fotografi, cessano di essere il core del magazine, che diventerà più autoriale. Cities 6, che uscirà a marzo 2020, sarà composto esclusivamente da Storie incisive in ambito urbano di Autori riconosciuti per il loro talento, da articoli di focus su alcuni Autori e da portfolio selezionati da Mentori su temi assegnati.

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Cities / Adam Riley

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Cities / Alex Coghe

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Trieste in Bianco & Nero / Corrado Enea Crevatin - Topolini

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trieste in bianco & nero Progetto collettivo

Progetto lanciato dalla piattaforma Exhibit Around nell’aprile del 2019. Si compone di foto e portfolio rigorosamente in bianco e nero che gettano uno sguardo originale e insolito su Trieste. A giugno 2019 è stata allestita una grande collettiva diffusa in un circuito di locali selezionati del centro città. Contemporaneamente, viene stampato il catalogo della rassegna con le foto dei 49 autori del progetto: Alessandro Ledda, Alessandro Sarti, Andrea Valenti, Antonella Fassio, Christian Stahl, Corrado Enea Crevatin, Cristian Deklic, Elena Oliosi, Eligio Verazzi, Elisa Moro, Elisabetta Chinellato , Enrico Mika Crevatin, Enrico Viezzoli, Ester Cecchin , Fabrizio Degrassi, Federico Rotondo, Gabriele Altin, Giacomo Basile, Giacomo Pozzecco, Gian Piero Deotto, Giorgio De Zan, Giulia Cargnelli, Giulio Tarantino, Gyula Salusinszky, Jeannette Muller, Lisa Andreatta, Lorenzo Feurra, Loretta Fonio, Luca Lamanna, Małgorzata Mikołajczyk, Matteo Michelutti, Matteo Pentassuglia, Mattia Pasini, Mauro Varagnolo, Michela Porta , Michele Andreossi, Mimma Livini, Miriam Cechet, Monica Ravalico , Niccolò Corvini, Pablo Ritossa, Paola Bet, Rajini Poselli, Riccardo Crevatin, Roberto Furlan, Roberto Miceli, Valentina Bollea, Valentina Picinin, Yamil Vidal.

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Trieste in Bianco & Nero / Alessandro Ledda - Capodanno? No, Giro d’Italia

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Trieste in Bianco & Nero / Roberto Furlan - Battiti di ali nella notte di luna piena

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Trieste in Bianco & Nero / Andrea Valenti - Trieste From a Plane

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Trieste in Bianco & Nero Giacomo Basile Neve in bianco e nero

Dida

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#TPD2019 ► GLI OSPITI

fulvio merlak Nato a Trieste nel 1948, Fulvio Merlak si occupa di Fotografia fin dall’etá giovanile. Presidente di un’Associazione Fotografica triestina, negli anni Ottanta e Novanta é stato Delegato Provinciale e poi Regionale della FIAF. Dal 1991 svolge attivitá di operatore culturale nell’ambito della comunicazione visiva. Ha coordinato la realizzazione di molti festival e di tantissime rassegne, promuovendo nel contempo numerosi seminari e corsi avanzati di lettura dell’immagine ed ha curato la pubblicazione di alcuni volumi fotografici. Dopo essere stato Consigliere, Vicepresidente e (dal 2002) Presidente della “Federazione Italiana Associazioni Fotografiche”, nel 2011 é stato nominato Presidente d’Onore della stessa Federazione e Direttore del “Centro Italiano della Fotografia d’Autore” di Bibbiena. All’inizio dello stesso anno é entrato a far parte del Comitato Scientifico del “Centro di Ricerca e Archiviazione della Fotografia” di Spilimbergo. www.fiaf.net/didattica/fulvio-merlak

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TPD PORTFOLIO 2019 Trieste Photo Days 2019 lancia il secondo TPD Portfolio, una selezione fotografica gratuita basata su letture di Portfolio aperte al pubblico. A disposizione di tutti i fotografi interessati una squadra di lettori portfolio composta da: • Lorella Klun (Critica di Fotografia e Fotografa) • Orietta Bay (Critica di Fotografia, Docente di Fotografia e Fotografa) • Tullio Fragiacomo (Critico di Fotografia e Docente di Fotografia) • Monica Mazzolini (Storica della Fotografia) • Graziano Perotti (fotoreporter internazionale) L’Autore del Portfolio più apprezzato riceverà in omaggio un libro fotografico e avrà la possibilità di esporre il suo progetto durante l’edizione 2020 di Trieste Photo Days.

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TPD Portfolio / Fulvio Merlak durante l’edizione 2018

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TPD Portfolio / Tullio Fragiacomo durante l’edizione 2018

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Photo Days Tour 2019 / Massimiliano Vecchi

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photo days tour 2019 Aquileia / Cividale del Friuli / Cormòns / Trieste Airport Una nuova cornice di eventi che si svolgono fuori città: il Photo Days Tour. La prima edizione vedrà protagoniste le migliori foto e progetti tratte dai Semifinalisti del contest URBAN 2019 Photo Awards, che saranno esposte in tre grandi collettive presso prestigiose sedi espositive istituzionali ad Aquileia, Cividale del Friuli e Cormòns, più una quarta collettiva presso il Trieste Airport di Ronchi dei Legionari. Un vero e proprio festival nel festival, reso possibile grazie al patrocinio dei Comuni di Aquileia, Cividale del Friuli e Cormòns, e alla partnership con Trieste Airport. Una rassegna diffusa con oltre 480 foto per 175 autori da tutto il mondo in mostra presso le più importanti realtà museali del territorio regionale, dalle mura settecentesche di Palazzo Locatelli di Cormòns ai tesori storici di Aquileia passando per il celebre Tempietto Longobardo di Cividale del Friuli (sito UNESCO). Denominatore comune delle quattro mostre sarà la street photography, tratto distintivo del concorso URBAN Photo Awards sin dalla prima edizione. Un percorso a immagini che accompagnerà il pubblico nel mondo dei fotografi, narratori dell’ordinario reinterpretato attraverso l’obiettivo della macchina fotografica. Storie urbane raccontante con reportage, progetti e storytelling. Le mostre del Photo Days Tour 2019 saranno tutte visitabili durante la settimana d’apertura di Trieste Photo Days (22-27 ottobre 2019): un’occasione imperdibile per i visitatori di ammirare, oltre al capoluogo, anche le principali città della regione. Ideatore delle mostre, del concorso URBAN e del festival Trieste Photo Days, è dotART, associazione culturale che dal 2009 promuove, sul territorio e all’estero, iniziative orientate a dare supporto e visibilità ai fotografi professionisti e amatoriali. www.triestephotodays.com/tour2019

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Photo Days Tour 2019 / Giovanni Paolini - Urban Vision

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Photo Days Tour 2019 / Maria Francesca Bertoli - The Soul Flies

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Photo Days Tour 2019 / Antonio Salaverry - Symbiosis

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photo days tour 2019 Gli autori in mostra Abigail Gossage Adriano Nicoletti Aldo Trozzi Alena Kakhanovich Alessandro Aggio Alessandro Pellican Allan Syphers Andrea Falcon Andrea Misurova Andrea Rosti Andrea Scirè Andrew Szatmari Anna Domaneschi Anna Pizzoccaro Anna Reeves Antonella Pellegrino Antonella Platania Antonello Vito Antonio Presta Antonio Salaverry Antonio Trogu Arnab Sarkar Augusta Calandrini Barbara Ebner Barbara Lei Beatrice Giannitelli Birgit Lu Mazen Carla Cosenza Mormile Carlos Jose Freitas Mesquita Carlos Sauvageot Carolina Chacon Cortes Cesare Augello Claudia Nicolini Clive Eariss Colin Page Consuelo Sala Coralie Maneri Cristian Ribichini Cristina Capellino Cristina Guernieri Cristobal Cassinello Daniela Figna Daniele Bellucci Daniele Dal Pozzolo Daniele Ferretti Daniele Mantovani Davide Canali Davy Liger Denis Marinello Diletta Cordeschi

Dimitar Bogdantsaliev Domenica Pinto Dominika Koszowska Elisabetta Merlo Emanuele Bissoli Emmanuel Monzon Enrica Ridolfi Federico Dessardo Filipe Bianchi Filippo Ferraro Filippo Gobbato Florent Perroud Francesco Baroni Francesco Ciardullo Franco Luigi Beretta Frederic Ducos Gabor Hegyi-Kovacs Gabriele Altin Gabriele Calamelli Georg Worecki Gianluca Gasparini Gigi Chung Giorgio De Zan Giovanni De Pasquale Giovanni Paolini Giuseppe Pitino Giuseppe Ulizio Gloria Galovic Hansa Tangmanpoowadol Haragas Ioana Harry Giglio Heinz Poeschko Hubert Michel Ingrid Gielen James Sinclair Jasmine Cattai Jeannette Müller Jens Kruse Jessica Richardson Joao Coutinho John Culbertson Jorge Ivan Macias Mejia Jose Gaston Barriga Jose Roberto Bassul Kevin Pierrat Lena Meder Luca Iacono Lucilla Floreancig Lukas Zietara Maarit Latvala

Małgorzata Mikołajczyk Marcin Giba Marco Brendolini Marco Della Pasqua Marco Lambardi Margrieta Jeltema Maria Francesca Bertoli Maria Pansini Mariateresa Crisigiovanni Marijon Walter Mario Fazio Marisa Paoli Marketa Cermak Massimo Tabasso Matteo Garzonio Matteo Giuseppe Romanato Mattia Pasini Maurizio Sartoretto Maurizio Ugolini Maurizio Zanetti Mauro Case Mauro Ottonelli Mauro Pinotti Max Sturgeon Nanni Schiffl Niccolò Corvini Nicola A. Saracchini Nicolas A. Saracchini Nik Brezginov Nina Caspari Noor Dawod Orna Naor Paola Rizzi Patricia Richards Patrick Jacquet Patrizia Pezzino Patrizio Broggi Peter Cech Pia Parolin Piekalkiewicz Marcin Pierre Neret Piotr Nalewajka Poeschko Heinz Pygmalion Karatzas Radek Kozak Raluca Butnaru Ramon Cabello Ricardo Pareyon Aveleyra Riccardo Crevatin Riccardo Saccotelli

Rob Krauss Roberta Grubelli Roman Robroek Rouben Alaverdian Samantha Degrassi Sandro Tedde Sara Casto Sergey Tesker Sergio Perez Shunsuke Matsunaga Silvia Pugliesi Simone Mantia Stefano Spigolon Stephen Geer Suzette Bross Thijs Van Den Burg Tomas Loukota Umberto Cenedese Umberto Lucarelli Valeria Baldoni Ventura Formicone Viraj Bunnag Waldemar Ostrowski Wojciech Zagorski Ximena Echague Yamil Vidal Dos Santos Zbigniew Brzozowski

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Trieste Photo Fringe 2019 / John Culbertson - Train Station Cherub

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Trieste photo fringe 2019 Locali del centro città Il “festival diffuso” di Trieste Photo Days. Si svolge in un circuito selezionato di locali del centro città e racchiude mostre di autori da tutto il mondo. Gli eventi del Fringe completano il programma e arricchiscono la città anche oltre il periodo ufficiale del festival. Quest’anno il curcuito Fringe conta ben 28 sedi espositive per oltre 580 foto in mostra. www.triestephotodays.com/fringe2019 I locali del Fringe 2019 Adoro Cafè Via di Cavana 8

Caffè Tommaseo Piazza Tommaseo 4

Hops Beerstrò Via di Cavana 11-15

PanPacor Kafé Via Giusto Muratti 1

Al G Meeting Point Piazza Venezia 6/A

Corte Cafè Piazza San Giovanni 5

Joia Riva Tommaso Gulli 4/A

Pa’Pi Via Machiavelli 24

Aqvedotto Caffè Viale XX Settembre 37/C

Draw Via Torino 26

La Preferita Viale XX Settembre 29

Pier Molo Venezia 1

Bar Arc’OR Piazza del Barbacan 5

Eppinger Caffè Via Dante Alighieri 2

Le Bollicine P.zza Sant’Antonio Nuovo 2

Puro Via Torino 31

Bar Buffet Borsa Via Cassa di Risparmio 4

Gran Bar Unità Piazza Unità d’Italia 3

Lettera Viva Viale XX Settembre 31/B

Sircelli Via Giacinto Gallina 2

Birreria Forst Via Giorgio Galatti 11

Hop & Rock Via Machiavelli 10

Mimì e Cocotte Via Luigi Cadorna 19

Sircelli Via Genova 21

Café James Joyce Via Roma 14

Hop Store Pub Via Felice Venezian 21

Mushroom Bar Via S. Maurizio 4/B

White Cafè Via Genova 21/A

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Trieste Photo Fringe 2019 Daniele Gussago Pripijat

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Trieste Photo Fringe 2019 Martine Michaud Urban Myopias

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Trieste Photo Fringe 2019 Daniel Heilig Tiger And Turtle Mountain

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Trieste Photo Fringe 2019 / Soemyint Winn - Walking

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Trieste Photo Fringe 2019 / Radek Kozak - Little Saviour

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Trieste Photo Fringe 2019 / Harry Giglio - Untitled

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Trieste Photo Fringe 2019 / Francesco Licandro - Selfie Quasi Perfetto

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trieste photo fringe 2019 Gli autori in mostra Adriano Nicoletti Ailis d’Osualdo Alberto David Fernàndez Alessandro Aggio Alessandro Lucia Alessandro Pellican Alexander Graybar Amadeusz Jackiewicz Andrea Barbuto Andrea Maggini Andrea Misurova Andrea Pozzoni Andrea Sabbadin Andrea Torrei Anil Purohit Anna Reeves Antonella Pellegrino Antonello Vito Antonino Orlando Antonio Cunico Antonio Perrone Antonio Presta Antonio Salaverry Antonio Tartaglia Antonio Trogu Arnab Sarkar Avarino Caracò Barbara Ebner Barbara Lei Birgit Lu Mazen Bohdan Lesiv Carla Cosenza Mormile Carlos Sauvageot Carolina Cantore Carolina Chacon Cortes Chiara Croce Clark Perkins Claudio Chiappetti Cleber Greco Clive Eariss Colin Page Consuelo Canducci Coralie Maneri Corrado Enea Crevatin Cristian Ribichini Cristina Capellino Cristina Guernieri Daniel Heilig Daniele Dal Pozzolo Daniele Esposito

Daniele Gussago Daniele Mantovani Daniele Pollice Daria Orlianska Dario Zambello Davide Canali Davide Gatti Davy Liger Diego Stellino Diletta Cordeschi Domenica Pinto Dominika Koszowska Don Kline Douglas Ljungkvist Elena Santucci Elie L’Hoyest Elisabetta Gatti Elisabetta Merlo Emanuela Bristot Emanuele Bissoli Enrica Ridolfi Enrico Galoppi Enzo Fornione Ester Pertegato Eugenio Novarjra Fabien Jakob Floren Perroud Francesco Baroni Francesco Gaia Francesco Licandro Franco Luigi Beretta Frederic Ducos Fulvio Frioli Gabby Griggs Gabriele Altin Gerhard Wagner Giacomo Festa Gianni Olivetti Gigi Chung Giorgio De Zan Giorgio Negro Giovanni De Pasquale Giovanni Paolo Stalloni Giovanni Polizzi Giuliana Mariniello Giulio Bulfoni Giuseppe Riccardi Gloria Galovic Harry Giglio Ignasi Raventos

Ingrid Gielen Istvan Mezo Ivan Caceres Javier Aranburu Jeannette Müller Jens Kruse Jessica Richardson Joao Coutinho John Culbertson Jose Gaston Barriga Jose Gaston Barriga Joseph Smith Julia Cody Karl Dedolph Keyur Rathod Kristina Koroleva Laurens Bon Leonardus Depari Lorendana Armao Lorenzo Aimo Lorenzo Giaccone Lorenzo Mini Lu Furne Luca De Rossi Luca Lorenzi Luca Valenta Luca Vasconi Luca Vegetti Lucilla Floreancig Lukasz Zietara Maicol Baiana Małgorzata Mikołajczyk Marcello Terruli Marcellus Ruben Winastwan Marco Amarù Marco Bianchini Marco Brendolini Marco Della Pasqua Marco Espertini Marco Immediata Margherita Di Ciolo Margrieta Jeltema Maria Francesca Bertoli Maria Kremneva Mariano Iorio Marijon Walter Marina Franci Mario Bianchini Mario Fazio Marisa Paoli

Marketa Cermak Martina Libralato Martine Michaud Massimiliano Vecchi Massimo Faralli Massimo Ferrero Massimo Russo Massimo Tabasso Matteo Garzonio Matthias Ley Mattia Pasini Maurizio Sartoretto Maurizio Ugolini Mauro Marass Merethe Wessel-Berg Michael Kofteros Michel Guillet Michela Bari Michele Paggetta Mimma Livini Min Jun Kim Monica Dentoni Nadia Vicentini Nathanael Fournier Neva Martelanc Niccolò Corvini Nicola Terreri Noor Dawod Paolo Bullo Paolo Davide Manina Paolo Mazzanti Paolo Salmaso Pasquale Cotugno Patricia Richards Patrizia Pezzino Peter Cech Philippe Sarfati Pia Parolin Pierre Neret Radek Kozac Radek Kozak Raffaella Di Lieto Raluca Butnaru Ramòn Cabello Rebeka Legovic Renzo Donati Ricardo Pareyon Aveleyra Riccardo Crevatin Riccardo Moretti Riccardo Saccottelli

Riccardo Sacotelli Richard Shears Robert Ebner Roberto Furlan Roberto Giovetti Roberto Malagoli Roberto Martinez Duarte Roberto Pestarino Roman Robroek Rosella Tapella Rouben Alaverdian Samantha Degrassi Samuel Di Luca Samuel Dossi Sara de Canta Sebastiano Ciancio Sergey Tesker Sergio Perez Shansuke Matsunaga Shinya Itahana Shunsuke Matsunaga Silvia Pugliesi Simona Nobili Soemyint Winn Stefano Agnello Stefano Claudi Stefano Spigolon Sylwia Ciszewska - Peciak Tiberio Sorvillo Tomasz Zaj Tomasz Zajac Tommaso Fossati Tonino Corso Tullia Diena Ugo Garzia Umberto Cenedese Umberto Lucarelli Valentina Bollea Vincenzo Errico Viraj Bunnag Volodymyr Demkiv Waldemar Ostrowski Wei Jian Chan Wojciech Zagorski Yamil Vidal Dos Santos Yhanthan Brioschi

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01 Sala Xenia Riva 3 Novembre ang. Via Mazzini SEDE PRINCIPALE / INFO POINT

PHOTO DAYS TOUR Aquileia Cividale del Friuli Cormòns Trieste Airport

07 Palazzo Economo MiBACT Piazza della Libertà 7

02 Sala “U. Veruda” Pal. Costanzi Piazza Piccola 2

08 DoubleRoom spazio espositivo Via Antonio Canova 9

03 Museo Revoltella Via Armando Diaz 27

09 Accademia Scaglia Via Cecilia de Rittmeyer 7

04 Civico Museo Sartorio Largo Papa Giovanni XXIII 1

10 Sala Mostre Fenice Galleria Fenice 2

05 Civico Museo d’Arte Orientale Via S. Sebastiano 1

11 ITIS Via Pascoli 31

06 Palazzo Gopcevich Sala Bazlen / Sala Selva Via Gioacchino Rossini 4

Adoro Cafè 12 Via di Cavana 8

Hops Beerstrò 26 Via di Cavana 11-15

Al G Meeting Point 13 Piazza Venezia 6/A

Joia 27 Riva Tommaso Gulli 4/A

Aqvedotto Caffè 14 Viale XX Settembre 37/C

La Preferita 28 Viale XX Settembre 29

Bar Arc’OR 15 Piazza del Barbacan 5

Le Bollicine 29 P.zza Sant'Antonio Nuovo 2

Bar Buffet Borsa 16 Via Cassa di Risparmio 4

Lettera Viva 30 Viale XX Settembre 31/B

Birreria Forst 17 Via Giorgio Galatti 11

Mimì e Cocotte 31 Via Luigi Cadorna 19

Café James Joyce 18 Via Roma 14

Mushroom Bar 32 Via S. Maurizio 4/B

Caffè Tommaseo 19 Piazza Tommaseo 4

PanPacor Kafé 33 Via Giusto Muratti 1

Corte Cafè 20 Piazza San Giovanni 5

Pa’Pi 34 Via Machiavelli 24

Draw 21 Via Torino 26

Pier 35 Molo Venezia 1

Eppinger Caffè 22 Via Dante Alighieri 2

Puro 36 Via Torino 31

Gran Bar Unità 23 Piazza Unità d’Italia 3

Sircelli 37 Via Giacinto Gallina 2

Hop & Rock 24 Via Machiavelli 10

Sircelli 38 Via Genova 21

Hop Store Pub 25 Via Felice Venezian 21

White Cafè 39 Via Genova 21/A

35

1

31 03

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Sede principale INFO POINT 25 » 26 » 27.10.2019

24 34 10 29

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20 33 37

22 23 02 05

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25

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08 32

15 11


CON IL CONTRIBUTO DI

IN COLLABORAZIONE CON

Segretariato regionale Friuli Venezia Giulia

PATROCINIO PHOTO DAYS TOUR

COMUNE DI CIVIDALE DEL FRIULI

MAIN PARTNER

MEDIA PARTNER

COMUNE DI CORMÒNS


PARTNER

VENUES


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Trieste Photo Days 2019 - Catalogue  

Official catalogue with the best from the festival. Photos by Martin Parr, Nick Turpin, Adam Riley, Alain Schroeder, Alessandro Ledda, Aless...

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