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Periodico bimestrale sul Tango • Numero 2 (nuova serie) • Marzo 2012 Con il patrocinio delle Ambasciate della Repubblica Argentina in Italia e della Repubblica dell’Uruguay

Astor Piazzolla A 20 anni dalla scomparsa parla la moglie Laura Escalada di Manuela Pelati

La Doble Hoja ospita Inserto speciale dedicato a Andrea Missè

Il tango globale nella città eterna Come e con chi Roma ha iniziato a ballare di Max Civili

Si apre il CONCORSO LETTERARIO “Volango, parole, tango e nuvole”


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LE OPINIONI DELLA DOBLE

Il porteño romano di Marcelo Alvarez

L’italiano a Buenos Aires di Pier Aldo Vignazia

SOMMARIO

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A VENTI ANNI DALLA SCOMPARSA

Astor Piazzolla Il genio che ho sposato tre volte Intervista con Laura Escalada di Manuela Pelati

In copertina: Astor Piazzolla (foto gentilmente concessa da Laura Escalada)

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CAMPIONATO ITALIANO E EUROPEO

Il Mundial del Tango di Buenos Aires sceglie l’Italia di Max Civili

14 Felix Picherna. Nastri,

cassette e valigia da 52 anni di Marcelo Alvarez

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INSERTO SPECIALE DA BUENOS AIRES

El Tangauta - Tango esencia Homenaje a Andrea Missè

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19 Eleonora Cassano. Evita, il mito a passo di tango di Manuela Pelati A pedido de los editores de La Doble hoja del Tango y en recuerdo de Andrea Missé (1977-2012) reproducimos la entrevista publicada El Tangauta • Revista Nº 184 (Febrero 2010).

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Andrea Missé (10 AGO 1976 | 2 ENE 2012) & Javier Rodríguez

Tango esencia

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Andrea Missé y Javier Rodríguez son una joven pareja artística dedicados a tango danza, con una amplia trayectoria que los distingue, en nuestro país y en el exterior. En diálogo con El Tangauta analizaron su carrera, la docencia y la magia que se esconde detrás de la técnica.

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TEXTOS: Lisandro Gambarotta • FOTOS: Gabriel Cano

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LE ORIGINI DEL TANGO IN ITALIA - 1° PUNTATA

Tango globale nella città eterna di Max Civili

24 Dino Saluzzi. Il bandoneon nell’immensità delle Ande di Max Civili

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la DOBLE HOJA del TANGO Direttore Responsabile Manuela Pelati Ideazione e commento Marcelo Alvarez In redazione Manuela Pelati, Max Civili, Pier Aldo Vignazia e Nancy Miranda (da Buenos Aires) Collaboratori Anna Maria Fabbri, Inés Guidini Grafica e impaginazione Pia ‘t Lam Stampa Edisegno srl - P.zza G. Tavani Arquati 113 - 00153 Roma Reg. Tribunale Civile di Roma N 344/2011 del 10-11-2011 di Edisegno srl Per contattare la redazione: mpelati@ladoblehoja.it, mcivili@ladoblehoja.it, malvarez@ladoblehoja.it Per prenotare la propria inserzione pubblicitaria: ladoblehoja@hotmail.com Chiuso in redazione il 18 marzo 2012

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EVENTI - IL FILM

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PRATICHE E MILONGHE

“Tanguero” L’emigrazione al contrario Donde praticar... Donde milonguear...

28 Il concorso letterario. “Volango,

parole, tango e nuvole”, II edizione

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LA DOMENICA DELL’ARTE

di Anna Maria Fabbri, foto di Mario Giannini

30 FAItango. Il gruppo

che unisce l’Italia che balla di Inés Guidini


di

Antonio Lalli

CORSO DI TANGO con Antonio Lalli e Laura Grandi TUTTI I VENERDÌ alle ORE 21.00 Viale Parioli, 162 (con parcheggio interno) OGNI 2^ E 4^ DOMENICA DEL MESE al Mitreo - via Mazzacurati, 63 (Corviale Portuense) ORE 19.30 Pratica tango ORE 20.30 Lezione di milonga ORE 21.30 Serata con Antonio musicalizador

ANTONIO LALLI Musicalizador Maestro di tango e milonga Lezioni collettive e private Stage e seminari Organizzazione eventi tangueri Tutte le informazioni sugli eventi, i corsi, gli stage e i curriculum dei maestri e degli assistenti di Tangare si possono trovare sul sito www.tangare.eu Gabriela Elias e Antonio Lalli

Telefono: 339 7177038 Facebook: Antonio Lalli e Gruppo Tangare

CORSI Corsi tenuti in collaborazione con Marco Evola Sede dei corsi: Piazza San Pancrazio n.7 (Monteverde-Gianicolo) presso il Teatro della Basilica di San Pancrazio

M A R T E D Ì : 20.00-21.15 21.15-22.30

principianti 2 (2° anno di corso) intermedi (3° anno di corso)

GIOVEDÌ :

principianti assoluti (1° anno di corso) avanzati (dal 4° anno di corso in poi)

20.00-21.15 21.15-22.30

V E N E R D Ì : 20.00-21.15 21.15-22.30

corso di milonga 1° livello (è consigliabile ballare il tango da almeno un anno) corso di milonga 2° livello (è consigliabile ballare la milonga da almeno un anno)

PRATICA LIBERA A SAN PANCRAZIO IL MARTEDÌ DALLE 22.30 ALL’1.00 Corsi di tecnica femminile con cadenza mensile un sabato al mese, lezioni individuali o per piccoli gruppi info: Paola Palaia 3397627738 • facebook: Paola Palaia • www.rosamilonga.it • palatango@tiscali.it

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IL PORTEÑO ROMANO di Marcelo Alvarez

L’evoluzione del tango e l’educazione in pista

IL PENSIERO VOLA VERSO ANDREA MISSÈ Il 2012 si è aperto con un tragico lutto per il mondo del tango: il 2 gennaio a soli 34 anni, è morta sul colpo in un incidente d’auto la ballerina Andrea Missè. La tragedia è avvenuta su una strada della Pampa in Argentina, quando era in macchina con il marito e la figlia Guadalupe di soli 2 anni, che nell’impatto hanno riportato solo lievi ferite. Andrea ballava con Javier Rodrìguez, con il quale formava una delle coppie più di talento del momento. Era venuta molte volte in Italia ed era stata chiamata a esibirsi anche in tutta Europa e in Asia. Il dolore del mondo del tango è stato immenso e per questo la Doble Hoja ospita volentieri un’intervista che El Tangauta le ha fatto qualche mese prima della tragica scomparsa. «Ho iniziato a ballare a 12 anni con i miei fratelli» dice Andrea. «L’essenza e la cultura del tango sono al di là del movimento, senza conoscerne la natura, la tecnica risulta vuota» (Manuela Pelati)

In un recente viaggio a Parigi incontro Orlando “Coco” Diaz un maestro Argentino, il governo francese gli ha dato il titolo di “cavaliere delle arti e delle danze”, merito del suo trentennale lavoro in questo paese. Insieme abbiamo parlato del tango in Europa, arrivando alla conclusione che oggi il tango sta vivendo un “passaggio”. Così come è avvenuto a Buenos Aires nei primi tempi, quando il tango originato dal “Canyengue”, è passato per il “prostibulario”, per arrivare pian piano al “Salon”. L’evoluzione ancora oggi continua sotto l’occhio vigile di alcuni maestri che trasmettono la loro esperienza e poiché fanno solo quello di mestiere, possono dedicargli oltre che l’amore il tempo per investigare e migliorare, fino a definire uno “stile”. Sicuramente c’è la buona volontà, la passione e la professionalità nel modo di insegnare il tango in Europa, ma quello che purtroppo manca ancora è l’“educazione in pista”, l’esperienza e la capacità di sapere ballare insieme. Non credo che a Buenos Aires tutti abbiano una tecnica pazzesca, ma quando vai in milonga noti che si rispetta la pista e si da importanza soprattutto a rispettare gli spa-

zi e l’ordine. Credo che molto dipenda dal fatto che qui in Europa si organizzano serate in posti molto grandi, in cui il ballerino si disorienta, non balla più “socialmente” e si ritrova a fare le tante figure. Le milonghe, i “salon de baile”, sono invece nati per il tango sociale ed è proprio in questi posti che si sono creati quei codici che è compito di chi insegna far conoscere e rispettare. Che dire dei contenuti di questo numero della rivista? Sono contento della scelta di dedicare la copertina ad Astor Pantaleon Piazzolla per ricordare, a venti anni dalla scomparsa, il musicista argentino più importante del xx secolo. E forse nessuno lo poteva fare meglio della vedova del grande compositore, Laura Escalada, impegnata a tenere viva la memoria del “genio” anche con la Fondazione a lui intitolata che ha sede in Buenos Aires. Passando, poi, dalla città dei porteñi a quella delle antichità, delle arti e della storia che è Roma, la “Doble” dedica un ampio spazio alle origini del tango nella capitale con Max Civili che intervista alcuni fondatori del nostro movimento a Roma. Come argentino sono fiero di sentire questo “ponte” tra due città che vivo e amo da anni… così simili nel sentimento verso la musica e il ballo del tango… Ho chiacchierato con il mio amico Felix Picherna e gli ho chiesto di raccontarsi: ne sono emerse alcune curiosità che ne svelano l’umanità intensa, semplice e nostalgica che sta dietro al personaggio con il cappello e i nastri nella valigia, così bravo a “scaldare” le notti in milonga con le sue scelte musicali. Ma il tango non è solo gioia e questo inizio del 2012 non è andato nel migliore dei modi. La scomparsa di Andrea Missè, ballerina e coreografa, compagna di ballo di Javier Rodriguez ha lasciato un profondo dolore nel mondo del tango. È mio desiderio ricordarla con rispetto e infinito affetto. ■

la DOBLE HOJA del TANGO | numero due

Le milonghe, i “salon de baile”, sono nati per il tango sociale ed è proprio in questi posti che si sono creati quei codici che è compito di chi insegna far conoscere e rispettare

malvarez@ladoblehojadeltango.it 5


L’ITALIANO A BUENOS AIRES di Pier Aldo Vignazia

I «piropos» di Buenos Aires tra trucco, tacco e profumo

La milonga «Sueño Porteño» di Buenos Aires

Dalla mia postazione di lavoro, la consolle della milonga «Sueño Porteño» del tanguerissimo barrio di Boedo, sono in posizione privilegiata per ascoltare e vedere cose molto interessanti. I ricordi dei vecchi «milongueros», ad esempio, come quello che la settimana scorsa si avvicinò alla cabina per ringraziarmi di avere passato una tanda di Fresedo, orchestra che ai suoi tempi non poteva permettersi di andare ad ascoltare: Fresedo infatti suonava in locali troppo eleganti e cari per le tasche di molti. Ma sono anche parecchio interessanti le reazioni degli stranieri all’atmosfera della milonga porteña, soprattutto di quelli che vengono a Buenos Aires per la prima volta. Una delle reazioni più ricorrenti, e per questo degna di chiacchierarci un po’ sopra, è quella di non poche donne italiane ai complimenti e alle avances che i porteños dedicano loro durante le pause fra un tango e l’altro. Dico italiane, perché sono quelle che, una volta conosciuta la mia nazionalità, trovano più facile farmi le loro estemporanee confidenze, ma non escludo che anche altre non argentine pensino la stessa cosa. Innanzitutto, costoro si sentono a disagio per l’abitudine tutta porteña nel non cominciare a ballare alla prima nota del tango, rubando ad esso qualche decina di secondi, per dedicarli a chiacchierare, a conoscersi, a scambiarsi notizie ed eventualmente proposte. «Ma come? Sono qua per ballare», mi dicono, «e questi vogliono rimorchiare! Possibile che pensino subito solo a quello?». Ecco, questa reazione mi mette molto in imbarazzo: si tratta evidentemente di due codici culturali che differiscono di quel tanto che non permette loro di essere percepiti come dissimili di primo acchito, mentre poi «en la cancha», come direbbero a Buenos Aires, ossia una volta scesi sul terreno di gioco, del contatto fisico (in senso sportivo, per carità!) evidenziano tutte le loro diversità. Le connazionali che mi fanno questo tipo di confidenze, come bene dicono, sono venute «a ballare», non a rimor-

chiare. Però si sono vestite con gli abiti più seducenti ed eleganti, si sono truccate e profumate, hanno indossato con voluttà scarpe che manderebbero in estasi qualunque feticista, sono venute in milonga a ballare tango, che tutti sanno essere il ballo passionale se ce n’è uno, e poi... Poi, basta: perché il gioco, per loro, sostanzialmente (e narcisisticamente) era tutto lì. Come fare capire loro che la reazione del complimento, anche esagerato, del «piropo», come si dice, da parte del maschio argentino, è prima di tutto un omaggio a tutto questo sforzo, a quest’impegno di tempo e di quattrini? È come se il milonguero dicesse «Voglio ricambiare questo tuo mostrarti femmina-femmina, mostrandomi maschio-maschio, ossia cercando prima di tutto di sedurti, altrimenti, che maschio sono?». «Lustradas», «boleos», «sacadas», «barridas» e armamentari simili non sono nati né si sono evoluti perché i maestri potessero guadagnarsi il pane quotidiano insegnandoli, ma si sono sviluppati come segnali di seduzione, che possono giustamente essere accettati o rifiutati, ma che non si possono ridurre a pura tecnica, ed hanno un loro valore nella pur breve relazione interpersonale che si sviluppa durante un ballo. Ovviamente c’è modo e modo, di proporsi come di rifiutarsi, e qui sta il divertente - e anche l’imprevedibile - del gioco della milonga, ma ridurre una serata in milonga porteña a una serie di tanghi, valses e milongas ballati nella ricerca di una perfezione ginnica che magari non si era riuscita a trovare frequentando il solito «giro» in Italia, è un errore che può costare molto caro: con un viaggio nel ruspante mondo della milonga porteña ci si può comprare ben più di una asettica e rilassante «vacanza tango» in qualche bellissimo «resort» mediterraneo! ■

la DOBLE HOJA del TANGO | numero due

Nelle milonghe porteñe la voglia di connessione si scontra con il narcisismo

vignazia.pieraldo@gmail.com

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ASTOR PIAZZOLLA «Il genio che ho

sposato tre volte» A 20 anni dalla scomparsa parla la moglie Laura Escalada

«P

di Manuela Pelati

orto nel mondo il nome di dire: questa è mia moglie. Quindi siamo andati in Astor perché ho creato la Paraguay. Ma quella è stata solo la prima volta, noi ci Fondazione Astor Piazzolla, siamo sposati tre volte» d’accordo con la famiglia». Tre volte? Laura Escalada Piazzolla, la se- «Sì, perché quando sono tornata a casa dal Paraguay con conda moglie il documento del matrimonio mia madel genio del tango, dre mi ha detto: ma non è autentico! ha vissuto, viaggiato e condiviso con Infatti il nostro, quello argentino, era lui sedici anni, dal 1976 al 1992, anno rosso mentre quello che avevo io valedella sua scomparsa. va solo fuori. Quindi ci siamo sposati Era una giornalista televisiva quando di nuovo, questa volta in Normandia, ha conosciuto quello che sarebbe diin Francia, un matrimonio molto parventato il futuro marito, giunto in traticolare. Ma anche quello non valeva smissione per un’intervista: «L’ho inrealmente. Alla fine ci siamo sposati a contrato nel programma del pomerigBuenos Aires e quella volta mia magio dove lavoravo. Quando c’era la dre è stata contenta» «La sede della Fondazione Piazzolla pubblicità veniva a parlare con me e Giravate per il mondo, avete vissuto è a Buenos Aires, tra Corboba e io ero emozionata, non lo potevo crein tante città… Paranà e lavoriamo tantissimo. Ho dere, pensavo: Astor Piazzolla viene a «Sì, Roma, Parigi, Buenos Aires, Stati fatto tutto dal niente, devo parlare con me!» Uniti. Ed è proprio in America che mi ringraziare la mia immaginazione e sono resa conto che un brano di Astor la velocità delle idee. Ho Il maestro era già molto celebre a cantato in inglese è perfetto. Ero abiorganizzato anche concorsi letterari quell’epoca… tuata a sentire il lunfardo o il castellae di pittura, tutto dedicato alla «Sì infatti, poi io ero una musicista, no, invece ho scoperto che è in inglese figura del maestro Piazzolla». sapevo valorizzare la gente di talento è fantastico» Laura Escalada viene a Roma e lui era un genio» Com’era questa vita sempre in giro? regolarmente per seguire i concerti con la musica di Piazzolla al Quando vi siete sposati? «È stata dura: lui voleva che io gli stesConservatorio di Santa Cecilia, «Era aprile, nell’ottanta e qualcosa si sempre accanto ma gli altri musicisti all’Auditorium e in tutti i luoghi non mi ricordo - era come qui che odiavano avere una donna sempre in dove si svolgono. Parla non esisteva il divorzio, Astor si era mezzo. Io dicevo “meglio che vai da perfettamente italiano e considera già sposato una volta, aveva due fisolo è più facile”, ma non voleva, lui Roma «Una città molto speciale, gli Daniel e Diana che gli avevano aveva bisogno di sua moglie sempre, soprattutto di notte quando si dato anche dei nipoti. Ma noi vivenon sapeva stare solo. E poi non era un evidenziano la sua antichità e la vamo insieme già da anni e a lui non uomo pratico, non portava neanche i sua intensità» piaceva andare in giro senza poter soldi in tasca. Una volta mi ricordo che

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Foto gentilmente concessa da Laura Escalada

«Solo dopo aver conosciuto il tango di Piazzolla, l’Europa ha scoperto anche il tango prima di Piazzolla» era andato a parlare con un giornalista ed è ritornato da faccia di uno che diceva: “perché mi guardate? non sono me furioso, io gli ho detto: “che ti è successo?” e lui: stato io”. Ma non era solo così, era una persona seria. “Niente, volevo pagare un caffè e mi sono accorto solo al- Ascoltava tutto quello che succedeva, io lo chiamavo l’ultimo che in tasca non avevo una moneta!”» “uomo spugna”, uno pensava che era distratto e invece Com’era la vita interamente dedicata lui? dopo due giorni ripeteva in maniera molto precisa le co«Io mi trovavo bene perché avese ascoltate per caso. Di solito va un grande rispetto per me. lavorava la mattina presto, scriLa melodia di Astor è Era un uomo molto raffinato veva molto fino al primo pomecon un carattere riservato, schiriggio, mai la sera» tipicamente italiana, vo, geloso della sua intimità. Lei ha lasciato tutto per lui, lo improvvisamente esplode e Non era un esibizionista e anche rifarebbe? dare una carezza in pubblico «Io rifarei tutto. Io sono una ti da un brivido: questo non gli piaceva. Gli piaceva donna felice, penso che poca è carattere italiano mangiare bene e io sono divengente può dire questo nella vita. tata un brava cuoca grazie a lui. Naturalmente abbiamo fatto coI vestiti li compravo io, lui non se difficili, Astor andava curato se ne occupava. Era un uomo molto, dal primo giorno, io non buono e delicato anche in privaho incontrato un uomo sano, to, se mi faceva un dispetto me era già malato, aveva fumato lo faceva come un bambino. Era tanto, tantissimo ed è stato queun uomo semplice nella vita, sto che gli ha provocato l’infarnon giocava, non beveva, non to. Aveva smesso di fumare da aveva vizi. L’unico vizio era un giorno all’altro, con una quello della pesca. Gli piaceva grande forza di volontà e mi diandare in mare a pescare» ceva: “Adesso sento il gusto per Molti raccontano che gli piaceil cibo e l’odore del tuo profuva scherzare, è vero? mo, che è tanto bello”. Ma era «Sì, quando era nell’orchestra di già malato, perché dopo aver Troilo, che lo chiamava “el gafumato tanto le arterie erano dito” faceva delle cose terribili, strutte» una volta nella cassa di un conParliamo del musicista, come trabbasso ha nascosto un gatto era considerato Astor all’epoca? vero! Spaventando tutti e il gat«Era un innovatore e tutto quelto per primo, poverino. Faceva tutto in silenzio e poi faceva la >>> Foto: Juan Sandoval

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ti i grandi maestri del jazz fin da bambino. La costruziolo che è “diverso” causa paura nella gente. La gente non ne del jazz è molto più difficile del tango e alla gente del capiva se era un tango “nuevo” il suo. Ma era un tango tango spesso non piace il jazz. Astor però era argentino e necessario. L’epoca del ‘40 con le orchestre numerose e la amava Buenos Aires e soffriva molto la lontananza. A me folla di gente che ballava, era finita. Negli anni ‘80 il tan- ogni tanto mi diceva “Andiamo a Buenos Aires e rimago diventa meno popolare e le orchestre si impoverisco- niamo a vivere lì”. Ma era una lotta, con tutti. E il guadano: più di un quartetto o di un quintetto non si formava, gno era insufficiente al punto che decidemmo di andare e non perché c’era la crisi ma perché era in atto un cam- a Parigi. Ma gli mancava l’Argentina e spesso mi diceva biamento. In quel periodo è arrivato il rock, la musica “Tornare a Buenos Aires e sentirne l’odore, mi fa ritrovache veniva dall’estero e il tango iniziava a “nascondersi”, re la mia vita con tutte le cose che mi danno la forza di c’era una nuova linea musicale che non era la nostra» andare avanti”» E Astor come si inserisce in questo contesto? E con l’Italia che rapporto aveva? «Astor era da ammirare per la sua integrità con la sua «Si chiamava Astor Pantalone Piazzolla, aveva già admusica. Aveva il coraggio di fare fronte a tutte le avver- dosso il nome Italiano! Era quello del nonno Pantaleone sità. A quel tempo era odiato perché accusato di distrug- nato a Trani, in Puglia, dove siamo stati tante volte e dogere il tango, ma la sua era un’avanguardia, lui ha diffu- ve lui ha suonato nella Cattedrale. Io andrò lì fra pochi so il tango in tutta Europa. Solo dopo che l’Europa ha co- giorni per un concerto, sono molto affezionata a quella nosciuto il tango di Piazzolla, ha scoperto anche il tango città e tutti sono carini con me» prima di Piazzolla» Quando venivate a Roma andaCome reagiva Astor all’accusa vate in albergo o in casa? di distruggere il tango? «All’inizio andavamo all’Hotel Astor diceva sempre: «Lui ha sempre guardato Plaza e all’Inghilterra, poi ave«A Buenos Aires tutti all’Europa, siamo sempre venuvamo un appartamentino nel ti qui. Astor diceva sempre: “A centro storico, dove ancora io dicono che la mia Buenos Aires tutti dicono che la abito quando vengo. Roma per musica non si balla e mia musica non si balla e qui in Astor rappresentava la famiglia, qui in Europa invece la Europa invece la balla tutto il gli ricordava il nonno. E così tutmondo”» ta l’Italia: venire qui era come balla tutto il mondo» E come viveva questo conflitto stare a casa, a lui piaceva tantiscon Buenos Aires? simo. Ma la vita ci ha portato a «Ne soffriva immensamente. Lui aveva bisogno di Parigi, dove c’era il lavoro più importante, quello che gli Buenos Aires. Mi aveva raccontato di un posto che si ha dato più possibilità» chiamava 676 dove lo seguiva un sacco di gente e anche Come siete arrivati a Roma? se il locale era piccolo, andava gente che lo capiva. Ma «Astor era andato in televisione, alla Rai, diverse volte. erano pochi, in radio non mettevano la sua musica. Lui Mi ricordo una registrazione di Mina quando disse: in quel periodo ha scritto “Tre minuti con la realidad”» “Finalmente oggi posso presentare un uomo, un genio al Oggi come viene vissuto Piazzolla secondo lei? quale ho chiesto tante volte di cantare un suo brano e og«È uno in più dei grandi musicisti del ventesimo secolo. gi sta qui: è il maestro Astor Piazzolla”. Aveva la barba Un artista che ha lasciato un segno per l’eternità» all’epoca, era prima del ‘76, era ancora un po’ sovrappeCome si può definire la sua musica: classica o tango? so. Mi ricordo molto bene queste parole di Mina, un’ar«Per lui è sempre stato il tango. “Io faccio la musica di tista che amo molto» Buenos Aires” diceva, “Io suono il tango”. Era il tango di una grande evoluzione musicale, quello che ha fatto il giro del mondo, ed è stato apprezzato dalla gente. Ora Astor è considerato un culto della musica ed è un personaggio di rilievo, ma lui non pensava a questo, faceva le cose che sentiva e voleva fare, non pensava agli altri e all’effetto che provocava» L’uomo e l’artista coincidono in Piazzolla? «Assolutamente, tutto. Astor era curioso e la curiosità apre le porte di tante cose che tu ignori, è come una parola che non sai che vuol dire, la cerchi nel dizionario e ti stupisce. La curiosità è la madre delle invenzioni. Tutti i brani di Astor sono indimenticabili perché è una gamma di varietà, nella sua musica senti tante emozioni diverse, la gioia la tristezza l’amore, in ogni brano c’è tutto» Astor e Mina in RAI - Studio 10 Astor è nato a Mar del Plata ma quando aveva tre anni è emigrato con la famiglia a New York, poi è tornato in Argentina e poi di nuovo in America. Lui si sentiva ar- Fu lei e poi Milva che hanno fatto conoscere Astor… gentino o americano? Lui è venuto a suonare a Roma per loro e poi Milva è ve«Argentinissimo! Amava il jazz americano e la musica nuta a Buenos Aires per cantare con Astor, un avvenicolta e stare in America gli ha permesso di conoscere tut- mento eccezionale. Milva è una grande professionista, 10


Foto: Roberto Masotti

«Milva è una grande professionista, impeccabile, molto precisa, molto esigente con sé stessa. Con Astor hanno avuto un ensemble perfetto»

Cosa c’è di italiano in Astor Piazzolla? «La melodia di Astor è tipicamente italiana, improvvisamente esplode e ti da un brivido: questo è carattere italiano. Astor era figlio unico e aveva un forte senso della famiglia che considerava sacra. Così come valorizzava i sentimenti: gioire e soffrire erano cose importanti. Per il dolore e l’intensità che questo provoca, aveva un grande rispetto» A 20 anni dalla scomparsa cosa è cambiato? «A me Astor manca sempre. Io parlavo con lui di tutto. Sento sempre un vuoto dentro di me, ma devo pensare che ho vissuto la parte più importante della mia vita con una persona che mi apprezzava e che voleva stare con me. Il suo sguardo poi era tanto speciale, tanto tenero: aveva gli occhi marroni con dei puntini d’oro, un colore incredibile. E poi il patrimonio musicale che ha lasciato è importante, è come lasciare i figli, come lasciare una famiglia. E quando fai questo, hai fatto qualcosa di grande nella vita» Si ricorda un brano più di altri? «Sì, è un pezzo che non ha mai scritto, solo suonato. Una sera a Parigi si è messo al piano e ha cominciato a suonare un brano struggente, da far piangere. Era al buio e io l’ho ascoltato in silenzio. Poi si è alzato ed è venuto verso di me, allora gli ho chiesto: “Cos’era? È tremendo, fa piangere” e lui: “è l’unica cosa che sento dopo aver visto i bambini del Biafra”. Nel pomeriggio eravamo stati a una conferenza sulla fame nel mondo. Quel brano non lo ha mai scritto, solo suonato»

Una musica che arriva diretta… come il grande successo di Libertango… «Ogni concerto che organizzo io finisce con Libertango: risolleva gli animi e fa ricominciare a vivere. Ogni anno dedico ad Astor il Festival Piazzolla di Mar del Plata che dura tutto il mese di marzo, lui era nato l’11. Il programma è ricco di appuntamenti musicali e di danza, ci sarà la serie dell’angelo con dei ballerini contemporanei» Qual è la forza di Astor Piazzolla, perché piace tanto? «Perché è autentico. Tutto quello che è autentico attira l’attenzione e commuove. Un oggetto d’arte quando lo vedi e lo puoi apprezzare, stai vedendo il lavoro di una persona che l’ha fatto con il cuore, l’amore e tutto il suo essere» Cosa pensa del tango che oggi è ballato in tutto il mondo? «Io credo che sia un fenomeno ciclico. Nel nostro paese ora si balla di meno di qui, come ad esempio a Roma. Ma non bisogna mai dimenticare l’essenza del tango. Il tango è nato con due signori che hanno ballato in un angolo di una via con una chitarra, inventando i passi. Il tango è libero non ha una struttura né codici. Queste sono cose inventate con il tempo e le esigenze pratiche nelle milonghe. Mio padre e mia madre non hanno mai avuto un insegnante e hanno sempre ballato! Non sono andati in una scuola perché il tango viene da solo. E poi non si deve fare una confusione con il sesso, con la cosa peccaminosa. Ballare è una emozione, è una cosa diversa. Se si segue questa linea si vede ballare la gente con la gioia» ■

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impeccabile, molto precisa, molto esigente con sé stessa. Con Astor hanno avuto un ensemble perfetto.

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Il Mundial del Tango di Buenos Aires sceglie l’Italia

L’

ombelico d’Italia ospiterà la priDue gli appuntamenti: a Rieti, con ma edizione del campionato il Campionato Italiano (dal 20 al 25 aprile) Italiano Tango & Festival. È a Rieti, sulle pendici del monte e a Roma, con l’Europeo (dal 1 all’8 luglio) Velino, che dal 20 al 25 aprile le coppie in rappresentanza di tutte le Regioni italiane, competeranno per aggiudicarsi il titolo italiano. L’iniziativa, organizzata su incarico esclusivo del di Ministerio de Cultura del Gobierno de la Ciudad Max Civili Autonoma de Buenos Aires dall’Associazione European Tango Society (ETS), è raccontata dal presidente Barbara Cicero. «Abbiamo scelto una città italiana rappresentativa per la sue ricchezze artistiche e cultura- vendo tantissime iscrizioni di ballerini provenienti da tutli e la sede principale del festival, il meraviglioso Teatro ta Europa. Come spesso accade gli italiani si ricordano di Flavio Vespasiano, ricorda un po’ - in piccolo - il celebre iscriversi sempre quando i termini stanno per scadere» Teatro Colon di Buenos Aires». Non solo. C’è un’altra co- sottolinea ironicamente Barbara. E comunque vale la pena sa che offre un parallelo suggestivo con l’Argentina: iscriversi: il premio finale per i vincitori consisterà in un «Rieti con i suoi percorsi sotterranei, è una città nascosta, compenso in denaro e nel viaggio A/R a Buenos Aires, segreta, tutta da scoprire. Una similitudine con il tango con un soggiorno di tre giorni, per partecipare di diritto che agli albori veniva ballato in ambienti clandestini». alle Finali del Mundial 2012. Lo stesso vale per i Il campionato segue il Regolamento Campionati Italiani, per quanto ridel Mundial di Buenos Aires, e preguarda le Semifinali del Mundial. mia i migliori ballerini italiani nelle El baile es mi vida! due categorie di Tango Salon e Nell’ambito della manifestazione è Tango Escenario. «Nella giuria ci saprevisto un omaggio al “genio” di Yo quiero bailar! ranno ballerini professionisti di Astor Piazzolla per celebrare i 20 grandissimo livello, come Claudia anni dalla scomparsa, avvenuta il 4 Maria Nieves Codega e Esteban Moreno, per ciluglio 1992. tare solo un paio di nomi». Tra gli ospiti d’eccezione A completare il cast artistico del dell’European una delle più apMaria Nieves, Festival saranno invitati – nel ruolo prezzate ballerine di sempre: Maria in questa foto di maestri di workshop, protagoniNieves. «Non è stato semplice conall’inaugurazione del Mundial sti di spettacoli ed esibizioni in mivincerla» – spiega Barbara Cicero. 2011, sarà tra gli longa – alcune coppie di artisti stra«Qualche settimana fa ero a Buenos ospiti d’eccezione al Campionato ordinari come i Campioni Mondiali Aires e sembrava filasse tutto liscio. Europeo di Roma 2011 di Tango Escenario, Max Van Poi un paio di giorni prima del mio De Voorde e Solange Acosta che ritorno a Roma, mi hanno informacon il tango “Zum” si sono assegnato che Maria aveva preso la decisioti il titolo nell’agosto scorso. ne irrevocabile di non venire più in Inoltre le coppie vincenti acquisiItalia a luglio. A quel punto le ho ranno il diritto di partecipare alle voluto parlare personalmente e ho Finali dell’European Tango scoperto che dietro al “personaggio Championship, che quest’anno si Nieves”, si cela una donna meraviterrà a Roma, dal 1 all’8 luglio. Per gliosa, dalla grande carica umana: la prima volta, dopo due edizioni a Maria a 73 anni era preoccupata di Torino, la gara giunge nella capitale fare la traversata aerea da sola e e più precisamente nel quartiere non aveva ben inteso cosa ci aspetTestaccio, presso il Museo Macro, tassimo da lei all’Europeo. Io le ho noto a molti come l’ex mattatoio. spiegato che lei potrà fare quello «Belgi, tedeschi, russi. Stiamo riceche ritiene più opportuno, anche

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MARCELO BALLONZO E ELENA GARIS

semplicemente presenziare la cerimonia d’apertura della manifestazione e le iniziative che seguiranno. A quel punto lei mi ha preso le mani e guardandomi dritto negli occhi mi ha detto: “Nena, el baile es mi vida! Yo quiero bailar!”». La Nieves racconta che prima le gare di tango si tenevano in milonga e i vincitori venivano eletti dal pubblico, la giuria non poteva esserci perché i milongueri si sarebbero arrabbiati moltissimo con i giurati. Nel 2011, il campionato europeo si è svolto a Torino ed ebbe come ospite d’onore Juan Carlos Copes, che per lunghi anni, proprio insieme a Maria Nieves, ha fatto da ambasciatore del tango in tutto il mondo dando vita a quello che oggi tutti chiamiamo “tango escenario”. Tra gli altri ospiti illustri dell’Europeo di luglio a Roma anche Carlos Perez e Rosa Forte, due milongueri porteñi che hanno fatto la storia del tango e che riceveranno un premio come riconoscimento alla carriera. «Dopo aver organizzato l’Europeo a Torino - spiega Barbara - insistiamo con l’Italia perché il nostro paese ha dato un contributo fondamentale al ballo, anche se Parigi è la prima città europea in cui il tango sbarcò, all’inizio del ventesimo secolo. L’Italia ha un numero enorme di appassionati ed è da sempre un punto di riferimento per la cultura argentina». La notizia dello svolgimento dell’Europeo a Roma è stata accolta con entusiasmo da parte dell’ambiente tanguero romano anche se qualcuno ha voluto sollevare qualche polemica contro il senso di competizione nel tango. «È sempre così: è ovvio che chi si attiva per fare qualcosa, si espone sempre a delle critiche. Bisognerebbe conoscere, invece, l’atmosfera che si vive durante i Mondiali di Buenos Aires o un’edizione dell’Europeo, perché è un’occasione assolutamente unica di scambio culturale tra gente di nazionalità diverse, tutto nel pieno rispetto dello spirito del tango» conclude Barbara. Roma città eterna e internazionale si avvia a diventare la capitale europea del tango con il festival di Testaccio. E per le informazioni e le iscrizioni si può visitare il sito www.eutango.com. ■

MAX VAN DE VOORDE E SOLANGE ACOSTA

CARLOS PEREZ Y ROSA FORTE

DANIEL MONTAÑO E NATALIA OCHOA NERI PILIU E YANINA QUINOÑES

ESTEBAN MORENO E CLAUDIA CODEGA

FERNANDO GARCIA E SOL CERQUIDES MARCO PALLADINO E GISELE AVANZI


FELIX PICHERNA

Il musicalizador porteño più richiesto in Italia

Nastri, cassette e valigia da 52 anni di Marcelo Alvarez

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Foto: Mario Giannini

loro: avevo 20 anni ed ero interessato ad altre cose, come ad esempio le ragazze! » Come sei arrivato in Europa? «La prima volta mi chiamarono in Spagna, da lì cominciò il mio giro dell’Europa. Quando tornai a Buenos Aires piovvero molte telefonate per lavorare in Portogallo, Svizzera, Grecia…» Tu hai discendenze italiane, hai conosciuto qualche parente in Calabria? «Non ho mai chiesto niente a mia madre perché mi rattrista il fatto che mio padre sia morto, ma un giorno andrò da quelle parti per risalire alle mie origini! Ho lavorato con un calabrese: Ciccio Aiello. Che bella l’Italia, che bella la Calabria! » elix Picherna, il musicalizador più famoso Oggi si può vivere con un lavoro come il tuo? delle milonghe italiane è nato a Buenos «A 75 anni, con 150 euro per notte vivo perfettamente, e Aires ma i suoi antenati erano italiani: mi posso permettere quello che non potevo fare a «Della Calabria mi disse mia madre, mio padre Buenos Aires: una buona giacca, un buon pantalone, una morì giovane... ». Felix da più di 50 anni viaggia in buona camicia e una buona cravatta…» tutta Europa prendendo il treno di notte con la valigia A Buenos Aires qual è stata la prima e l’ultima milonga piena di cassette, di quelle con i dove hai lavorato? nastri, dove sopra ci sono incise le «Il Sunderland fu la prima milonga migliori tande degli indimenticadella mia carriera e l’ultima è stata Grazie alla bella Italia bili compositori del tango. La Confiteria Ideal. Lì mi ha contatqui mi sento a casa Raggiunge le milonghe di in ogni tato uno spagnolo per andare a lalato dell’antico continente con vorare a Valencia. Il primo che mi l’immancabile cappello in testa e ha chiamato in Italia, fu Beppe mette la musica sotto un farolito che lo aiuta a girare il na- Scozzari a Torino, lo ringrazio tutt’ora della sua ospitalità». stro e a trovare la tanda giusta per far ballare. Come mai hai deciso di rimanere in Italia? «L’Italia è molto simile all’Argentina, la maggior parte Come nasce il Felix Picerna musicalizador? degli argentini sono figli di italiani, mi sento come a ca«Avevo 14 anni quando ascoltavo centinaia di brani di sa, l’Italia è il giardino d’Europa». Carlos Gardel, ma lavoravo come telegrafista. Verso i 16- Come mai il tango, adesso che ha tanta forza, non ha 17 anni ho imparato a ballare il tango, ma dato che non nuove proposte musicali? ero molto portato, mi sono dedicato ad ascoltare la mu- «Non ci sono nuove proposte poiché le nuove generaziosica. Amavo i compositori degli anni ‘40 e degli anni ‘30, ni non sono ispirate, non vivono il tango come lo vivevacome De Caro, Canaro, Firpo, Lo Muto… Dopodiché mo noi fino agli anni ‘60, adesso ci sono i computer, la quando iniziai a lavorare avevo 23 anni: era il 1958 quan- musica elettronica. Sono d’accordo che bisogna rinnodo facevo il musicalizador in un club di barrio, a Buenos varsi, ma sempre nel rispetto della tradizione. E come diAires. Da lì nacque la voglia di vivere con il tango argen- ce Borges: torniamo a Dante Alighieri! Nel tango questo tino, anche se si guadagnava poco denaro». significa tornare a Carlos Gardel, De Caro, Tanturi, De Hai conosciuto gente famosa nella tua vita? Angelis, Pugliese, Troilo, Canaro, Lo Muto… e al grande «Si, da piccolo nella calle Corrientes portavo il giornale a musicista Astor Pantaleon Piazzolla». Tito Luciardo, Anibal Troilo, Carlos Di Sarli, Tita Perchè voi milongueri non amavate Astor Piazzolla? Merello, Elena Lucena. Poi quando diventai uomo co- «Perchè la sua musica non era ballabile e a volte sovranobbi i ballerini più importanti di quell’epoca come Juan stava la qualità del tango argentino, poteva arrivare a Carlos Copes e Maria Nieves, erano gli anni ‘52-’53. Verdi, Puccini, Mozart, Beethoven... nella musica classiC’era pure Gerardo Portalea che lavorava nel cimitero ca sembrava già tutto fatto, Piazzolla s’inspirò e creò della Chacarita. Ma non ho scambiato molte parole con qualcosa di nuovo». ■


A pedido de los editores de La Doble hoja del Tango y en recuerdo de Andrea Missé (1977-2012) reproducimos la entrevista publicada El Tangauta • Revista Nº 184 (Febrero 2010).

Andrea Missé (10 AGO 1976 | 2 ENE 2012) & Javier Rodríguez

Tango esencia Andrea Missé y Javier Rodríguez son una joven pareja artística dedicados a tango danza, con una amplia trayectoria que los distingue, en nuestro país y en el exterior. En diálogo con El Tangauta analizaron su carrera, la docencia y la magia que se esconde detrás de la técnica. TEXTOS: Lisandro Gambarotta • FOTOS: Gabriel Cano EXCLUSIVOS PARA El Tangauta

¿Su estilo reúne los orígenes del tango danza con la improvisación? Javier Rodríguez: Sí, porque hoy somos bailarines profesionales, pero primero fuimos milongueros. Para que se vea cómo sos verdaderamente en la pista debe haber improvisación, es decir naturalidad. Así como te parás y bailás cuando la pista está llena, debe ser cuando es sólo para vos. Por eso no ensayamos, a lo sumo practicamos alguna secuencia. Andrea Missé: Nos alejamos de la técnica porque optamos por expresar lo que nos está pasando en el momento. ¿Cómo fue el paso de amateur a profesional? AM: Nunca me plantee “quiero ser profesional”. Empecé a bailar a los doce años con mis hermanos, al poco tiempo nos empezaron a llamar de varias milongas para hacer demostraciones y con el paso de los años empezaron a surgir propuestas cada vez más importantes. Estudié en la universidad, tuve otros trabajos, pero mi pasión siempre fue bailar. JR: Sin buscarlo, como le sucedió a ella. Comencé a bailar en la adolescencia y al tiempo me empezaron a llamar desde distintas milongas para hacer exhibiciones, incluso del interior del país y hasta del extranjero. En esa época no existía ser profesional del baile del tango, Juan Carlos Copes era un mito y Miguel Ángel Zotto y Milena Plebs, aunque más cercanos en edad, también parecían inalcanzables. Pero todo se fue dando y de repente estaba arriba de un tren que no

paraba, ocupándome la vida por completo, y llegó un momento en que ya no podía tener otro trabajo: daba clases, bailaba y seguía estudiando. Porque el tango danza te requiere tanto tiempo que terminás aceptándolo como carrera, pero tenés que darle todo, no podés estar por la mitad porque sino sale mal.

¿Qué diferencias han encontrado entre Europa y Asia? JR: Hoy los asiáticos tienen más predisposición, copian y reproducen con calidad las actividades culturales que les atraen. Hace ocho años Europa era el mejor lugar, incluso durante mucho tiempo los más ‘grossos’ del tango danza fuera de Argentina eran de Alemania, Italia y Francia. Hoy el viejo continente mantiene buenas milongas y los mejores festivales, pero el nivel de sus bailarines decayó en comparación con los asiáticos. ¿Por qué sucedió eso? JR: Para bailar tango tanto la mujer como el hombre deben sentir y pensar en quién los acompaña. Hoy hay mucho odio tapado, se reprime la relación, hay miedo. Las personas se acercan al tango por el abrazo, vienen en busca de él, pero cuando llegan a la clase prefieren una posición más abierta, donde cada uno esté en su eje, sintiéndose independiente. Quieren bailar juntos, se mueren por estar abrazados, se necesitan, pero no lo demuestran ni lo aceptan. Finalmente se cansan y se largan a la pista, pero

han pasado por un prólogo demasiado largo. AM: En cambio para nosotros empezar a bailar fue como un juego, aprendimos con hermanos, tíos, padres, madres, por lo que no tenemos esa mentalidad tan complicada.

Ustedes también dan clases, ¿cómo lo viven? AM: Lo vivo como nuestra misión. No sólo enseñar el baile sino también transmitir la esencia, lo cultural, lo que está detrás de los movimientos, que en nuestro tipo de baile tienen un significado clave, luego a nivel técnico se los puede desglosar, pero sin conocer su naturaleza resultan vacíos. Por ejemplo todo

Javier Javier Rodríguez trabajó durante muchos años con Gloria y Eduardo Arquimbau, con quienes vivió una inolvidable experiencia “Fue lo mejor, aprendí muchísimo a nivel tango milonguero mezclado con show, nunca me ocultaron nada, siempre me dieron todo, tanto a mí como a mis compañeros, nos explicaron en detalle cómo funciona un espectáculo, desde las luces pasando por el vestuario hasta los maquillajes. Fue un gran aprendizaje, me brindaron secretos imprescindibles del tango danza. Y como personas también son increíbles”.

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Andrea lo que es jueguitos de pies de las mujeres, que ahora se les dice adorno, sin un significado, un color, una actitud, son sólo movimientos de pies. Cada situación y momento es para decir algo, no para hacerlo simplemente. JR: Cuando hace años mirábamos a los milongueros bailar, atrás de lo que hacían —que podía ser fácil o difícil— había un misterio. Entonces pasa por entender la técnica, para copiar el

movimiento, pero llegando a la esencia. Si con el alumno usas menos la palabra “técnica” y más “esencia” o “sensación”, buscando que haga el movimiento desde un lugar natural, aprende más rápido que si le hablás de números, diagonales o músculos.

¿Cómo ven a las nuevas generaciones? JR: Nuestro inicio fue de la mano de legendarios milongueros, quienes nos mostraron el camino. Hoy los chicos bailan bien —a nosotros nos llevó mucho más tiempo lograrlo— pero nadie les aconseja, entonces todos lo hacen igual. Antes ser ‘grosso’ era ser diferente, ahora es bailar mejor que el otro pero haciendo lo mismo. Me da pena porque por eso la pista no tiene misterio, magia, no hay ángel en la milonga sino una masa moviéndose perfectamente. Hay grandes talentos porque está lleno de chicos que vienen de la danza clásica o contemporánea, les pasás un movimiento y lo sacan al instante, pero no tienen referentes, la tribu no tiene cacique, no hay control ni descontrol, no hay una grieta, nadie les enseña qué está bien y qué mal. Ven un movimiento en el sitio de internet youtube, lo copian y van a la milonga. •

To read English translation, please download for free El Tangauta Nº 184 (February 2010) http://www.eltangauta.com/ed_digital ANDREA MISSÉ Y JAVIER RODRÍGUEZ

THE ESSENCE OF TANGO Andrea Missé and Javier Rodriguez are a young couple of artists dedicated to Tango Danza, with an extensive professional experience that has distinguished them Argentina as well as abroad. Talking to El Tangauta, they discussed their career, their teaching and the magic hidden behind its technique. Does your style combine the roots of Tango Danza and improvisation? Javier Rodríguez: Yes, it does. Today we are professional dancers, but in the beginning we were milongueros. To be able to show on the dance floor who you really are, you need to improvise and be natural. Just as the way you hold your body and the way you dance on a crowded dance floor should be when it’s only for yourself. This is the reason we don’t rehearse; at most we practice one or another sequence. Andrea Missé: We move away from the technique, as we prefer to express what we feel in the moment. How did you turn from amateur to professional dancers? AM: I never decided to become a professional dancer. I started to dance with my brothers at the age of 12. Very soon after, we were invited by different milonga venues to dance and over the years the offers we received became more interesting. I was a student at university and I had other jobs, but my passion has always been dancing. JR: I did not search for it, it happened to me as it happened to her. I started to dance as a teenager; in time milonga organizers asked me to perform here as well as abroad. In those days, professional tango dancers did

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not exist. Juan Carlos Copes was a myth and Miguel Angel Zotto and Milena Plebs, although they were not so much older, seemed equally out of my league. However, things just happened all of a sudden, I found myself on a speeding train that would not stop and that absorbed my life so entirely that the moment finally arrived when I couldn’t imagine having a second job: I taught, danced and kept on taking classes. Tango Danza requires so much time that you end up accepting it as a career. But you have to give it your all, giving only half of it does not lead to a good result. What differences do you see between Europe and Asia? JR: These days Asians are better disposed to tango; they copy and reproduce cultural activities that they are interested in with great skill. Eight years ago, Europe was the place to be. For a long time Tango Danza celebrities outside Argentina were to be found in Germany, Italy and France. Today the old continent still offers very good milongas and organizes the best festivals. However, the level of the dancers has lowered compared to those in Asia. Why did this happen? JR: To dance tango men and women need to feel and think about the partner they dance with. Today there is a lot of hidden resentment, repressed relationships and there is fear. People are attracted by tango because of its embrace, they search for it, but once they come to class, they prefer a more open position where each dancer is in his own axis, maintaining his feeling of independence. They want to dance with each other, they are dying to be embraced, they need each other, but they neither show nor accept it. In the end they get tired of it and they throw themselves on the dance floor, but prior to that too much time has passed. AM: Whereas for us to learn how to dance was like a game, which we played with brothers, uncles, fathers and mothers; therefore we don’t have such a complicated attitude

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Los hermanos Missé son reconocidos en el ambiente del tango por su nivel y dedicación. Andrea nos cuenta su historia: “Somos cinco hermanos, tres mujeres y dos varones, yo soy la más grande. Empezamos a bailar folclore desde chicos con Santiago Ayala (alias) ‘el Chucaro’ y Norma Viola. Cuando yo tenía once años vino al estudio Carlos Rivarola, y por curiosidad empezamos a tomar clases con él, luego nos llevó al Sunderland, donde vimos en directo el baile de pista y una milonga de ambiente muy familiar, y nos apasionamos. Teniendo doce años, y mis hermanos menos, comenzamos a ir todas las noches a las milongas, nos llevaba mi mamá o mi abuela. No estaba bien visto que los chicos frecuentáramos el ambiente, pero por ir a lugares familiares se toleraba. Después a la mañana íbamos al colegio, a la tarde hacíamos la tarea y a la noche a la milonga de vuelta. Hoy todos seguimos aferrados al género: Stella también es bailarina, Mariana toca el bandoneón, Gabriel tiene su propia línea de zapatos y participó de muchos espectáculos internacionales, incluso ha sido portada del diario The New York Times varias veces y Sebastián vive en París, donde tiene su escuela de tango junto con su esposa y además participó en varios shows”.

towards it. You are also teaching, what kind of experience is this? AM: I see it as our mission. It is not only about teaching how to dance, but also about passing on the essence and the cultural aspect behind the movements. All this has an enormous significance in our dance and later it can be decoded at the level of the technique. Nevertheless, if you do not know the nature of the movement, it becomes empty. All the little games that women play with their feet, which today are called embellishments, without their meaning, the color and the attitude they are performed with, are only movements. Each situation and moment is meant to express something and is not done only for the sake of doing it. JR: When we watched the milongueros dancing years ago, we could perceive the mystery behind what they did, no matter if it was easy or difficult. Therefore, technique has to be understood first, then it can be copied, but the goal is to get to its essence. If you use the word "technique” less in class, and instead use words like “essence” or “sensation”, students can perform the movement with a more natural attitude and will learn faster than if you speak about numbers, diagonals or muscles. What do you think about the new generations? JR: We started with legendary milongueros who showed us the way. Today the young people dance well – we needed so much more time to reach what they have achieved – but there is nobody to advise them and thus everybody dances the same way. To be really “top notch” in former days meant to be different, today it means to dance better than the others, but doing the same thing. It makes me sad because there are no mysteries on the dance floor anymore; there is nothing magic nor angelic to be seen in the milonga, just a crowd moving in the same perfect way. There are huge talents because there are many young dancers who started off with ballet or modern dance. You show them a movement

and they get it immediately. However, they have no one to refer to, like a tribe without the chief, there is neither control, nor lack of control, it is all the same, nobody shows them what is good or bad. They see a movement on YouTube, they copy it and off they go to practice it in the milonga.

ANDREA MISSÉ The Missé siblings are well known on the scene due to their level of expertise and their dedication. Andrea tells us her story: “We are five siblings, three girls and two boys. I am the eldest. We started to dance folklore with Santiago Ayala (alias) “El Chucaro" (The Wild) and Norma Viola from early childhood onwards. When I was 11, we came across the school of Carlos Rivarola and out of curiosity we started to take classes with him. Later on, of course, he took us to the Sunderland Club where we got a direct impression of social dancing and we got to know a milonga with family atmosphere. We were delighted. When I was 12, I went with my younger siblings to all the milongas, accompanied by our mother or grandmother. It was not well viewed to bring kids into the scene, but in family places it was accepted. The next day we had to go to school, the afternoons we did our homework and at night, we went back to the milonga. Until today we’ve all stuck to tango. JAVIER RODRIGUEZ Javier Rodriguez worked for many years with Gloria and Eduardo Arquimbau, with whom he had an unforgettable experience. “It was just the best and I learned so much about tango milonguero mixed with show tango. They never hid anything from me, they taught me and my fellow students all they knew, they explained to us in detail how a show works. Starting off with the lighting, leading to dresses and make-up. It was a great apprenticeship; both shared essential secrets of Tango Danza with me. They are great people too".


Milongas de Buenos Aires LUN

15-20

El Arranque B.Mitre 1759 4371-6767

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ARMÁ TU NOCHE DE TANGO O SUBÍ GRATIS TUS DATOS | PLAN YOUR TANGO EVENING OR UPLOAD YOUR DATA FOR FREE: www.eltangauta.com/lqv_up.asp

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15-5137-9061 Sentimental y coqueta Alsina 2540 15-6724-7359 Rivadavia Club

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La Matinée 22 Suipacha 384 5265-8069 Mi refugio Alsina 1465 15-5963-1924 22-03

Código de Barra Scalabrini Ortiz 757 15-5860-3166 La Bruja

El Arranque B. Mitre 1759 4371-6767 Nuevo Chiqué San José 224 1º 15-5137-9061

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Lujos Riobamba 416 15-4199-5902 La Cachila La Rioja 1180 15-6724-7359

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El Abrazo Suipacha 384 4306-5800 Viejo Correo Av. Díaz Vélez 4820 4958-0364

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Club Gricel La Rioja 1180 4957-7157 La Baldosa R. L. Falcón 2750 4601-7988

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Bendita milonga Perú 571 15-6567-3334

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Parakultural S. Ortiz 1331 15 5738 3850

Rivadavia 8619 4633-1035 Cachirulo en El Beso Riobamba 416 4932-8594

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Mil. Tango Queer Perú 571 15-3252-6894 23-04 Confitería Ideal Suipacha 380 5265-8069 Porteño y Bailarín

Riobamba 416 1º 4953-2794 La Marshall Independencia 572

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La Catedral Sarmiento 2006 15-5325-1630 Metatango Asamblea 251 4921-1646

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Nvo. Salón La Arg. Bme.Mitre 1759 4371-6767 Lo de Celia Tango Club Humberto Primo 1783 15-4945-2678

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El Arranque 19:00 B. Mitre 1759 4371-6767 Mil. de los Consagrados 22-05 Humberto Iº 1462 15-5892-2056

22-04 La Mil. de Armandito Arias 4745. Saavedra 4541-1155 Nvo. Salón La Argentina 22 B. Mitre 1759 4371-6767

Mil. de las Morochas Riobamba 416 15-4938-8108 Club Gricel Rioja 1180 4957-7157

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La Mil. de Paula y Carlos Suipacha 384 15-4159-9769 20 Viejo Correo

Díaz Vélez 4820 4958-0364 La Milonguita J. Newbery 2818

4771-8827 El Beso Riobamba 416 4953-2794

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4300-3487 Milonga Ideal 23-04 Suipacha 380 5265-8069 Maldita Milonga Niño Bien Humberto Iº 1462 15-4147-8687 Tango Ideal Suipacha 384 4780-1788

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La Marshall Riobamba 416 4300-3487 La Viruta Armenia 1366 4774-6357

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El Yeite Córdoba 4175 5873 5420 Riobamba 345 15-5153-8626 Parakultural S. Ortiz 1331 15-5738-3850 Perú 571 15-6567-3334 La Viruta Armenia 1366 4774-6357 El Yeite Córdoba 4175 5873 5420 La Viruta Armenia 1366 4774-6357 Parakultural S. Ortiz 1331 15-5738-3850 Unitango Suipacha 384 4301-3723

Cachirulo Av. Córdoba 5064 23-04 15-4577-0434 La Catedral de Almagro Sarmiento 4006

15-5325-1630 Sunderland Club Lugones 3161 4541-9776

Porteño y Bailarín Riobamba 345 15-5153-8626 Buenos Tangos

Independencia 572 15-5853-8413 La Viruta Armenia 1366 4774-6357

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Esta agenda puede sufrir modificaciones luego de su publicación. Sugerimos consultar telefónicamente antes de acudir a los lugares.

Contenido © El Tangauta 1996-2012 – Directora Luz Valbuena Prohibida su reproducción sin autorización de Grupo Tangauta SRL


EVITA – LA DUARTE interpretata da Eleonora Cassano coreografia e direzione di Silvia Vladimivsky musica di Sergio Vainikoff TAPPE TOURNÉE ITALIANA MARZO 2012 ROMA:

dal 13 al 18 marzo al Teatro Olimpico al interno del Festival Internazionale della Danza dell’Accademia Filarmonica Romana

FERRARA: 20 marzo Teatro Nuovo di Ferrara

a passo di

tango

Eleonora Cassano interpreta la donna più celebre d’Argentina in uno spettacolo di danza-teatro di Manuela Pelati

L

a storia di Evita a ritmo di tango, dalla povertà al lusso, tra illusioni e caparbietà. Con il fuoco della passione tra la freddezza delle avversità. È interpretando la donna più famosa d’Argentina che Eleonora Cassano, etoile del Colon di Buenos Aires, da l’addio alla danza. «Ma non al teatro» sottolinea lei. La Cassano compie lo stesso passo di Julio Bocca, suo compagno di ballo per 20 anni, che lasciò il palcoscenico della danza nel 2007. Con lo spettacolo «Evita – la Duarte», che giunge a Roma al teatro Olimpico dal 13 al 18 marzo, la Cassano rende omaggio alla donna-mito a 60 anni dalla morte: «Quello che ammiro di lei è la grinta che aveva, la determinazione. E come riusciva ad identificarsi nel popolo che amava profondamente». Una donna amata e odiata, che ha lasciato un segno indelebile. Eva Duarte, moglie del presidente Peron, venuta a mancare a soli 33 anni per colpa di un male incurabile, che le ha tolto la vita senza levarle la celebrità, an-

Fin dagli esordi negli anni ‘80, ELEONORA CASSANO ha alternato la sua formazione di ballerina classica con spettacoli realizzati per lei, di teatro e danza contemporanea. Tra i suoi principali maestri ci sono Mirta Furioso, Karemia Moreno, Lidia Segni, Graciela Sultanik e Wilhelm Burmann. Ha avuto un ruolo da protagonista nel Teatro Colón di Buenos Aires, dove ha ballato con Julio Bocca, Carla Fracci, Ludmila Semeniaka, Ekaterina Maximova e Vladimir Vassiliev. Tra le opere interpretate ci sono «Romeo e Giulietta», «Don Chisciotte», «Giselle», «Il lago dei cigni». Tra gli ultimi spettacoli di tango giunti anche in Italia, c’è «Tango de Burdel,Salon y Calle». Gode di numerosi riconoscimenti sia in Argentina che all’estero. Nel 2007 ha ballato per la serata di addio alle danze di Julio Bocca. Il 28 febbraio Eleonora Cassano ha presentato lo spettacolo nella sede dell’Ambasciata argentina a Roma. Per l’occasione è stata visitata la stanza che ha ospitato Evita nel ‘47, che non è mai più stata cambiata.

22 marzo Teatro Nuovo di Torino

MILANO:

23/24/25 marzo Teatro della Luna, Assago - Milano

BOLOGNA: 27 marzo Teatro delle Celebrazioni, Bologna

cora oggi è un simbolo per l’Argentina. La sua immagine riprodotta in una gigantografia campeggia su un grattacielo nel mezzo della piazza dell’Obelisco, nell’avenida 9 de Julio a Buenos Aires: un disegno voluto da Cristina Kirchner, l’attuale «presidenta» argentina. Ed è proprio lì, di fronte all’obelisco, che si concluderà la tournèe di Eleonora Cassano: con uno spettacolo in piazza aperto a tutti, nel dicembre del 2012. Lo spettacolo «Evita – la Duarte», realizzato da Silvia Vladimivsky da un’idea di Lino Patalano con la musica di Sergio Vainikoff, è incentrato sul profilo emotivo della vita di Eva Peròn. Dalla precaria infanzia fino al suo culmine nel potere e nel lusso. Una donna insicura e timida che da Los Toldos va verso la grande città, Buenos Aires, con la sua piccola valigia, alla ricerca di un’identità e del suo posto. In un ambiente ostile, tra false illusioni e difficoltà, Eva scopre il corpo dell’altro e svela il suo. Un gioco di danza-teatro che esalta la personalità «umana» di una donna carismatica, evidenziandone passioni, conflitti, sessualità. Il tailleur, preferito da Evita a un abbigliamento più lussuoso, è simbolo della lotta, dell’identificazione nel popolo, fino a quel momento soffocato dalla potente classe aristocratica. Si apre così uno spazio per le donne e per la popolazione che non sapeva di avere un ruolo ed Evita, moglie del generale, sceglie l’azione e l’impegno sociale. Ma ignora la richieste del suo corpo che non sopporta tanta passione e finisce per crollare. ■

la DOBLE HOJA del TANGO | numero due

Evita, il mito

TORINO:

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Alcuni dei pionieri del tango a Roma: Antonio Lalli, Eliana Montanari, Alì Namazi, Luciano Donda e Alicia Vaccarini Le foto del servizio sono di Mario Giannini

Le foto storiche sono della collezione privata di Eliana Montanari

*** PROLOGO *** Tito era un ex-pugile grosso e, pare, cattivo. Un personaggio a metà tra il compadrito e il malevo, che vive ai margini della legge. Tito era cresciuto a Parque Patricios, il quartiere di Buenos Aires dove il tango e il futbol la fanno da padrone, nel ricordo dell’immenso poeta Homero Manzi e grazie alle gesta della squadra di calcio locale, l’Huracan. Pare che Tito fosse fuggito in Italia perché aveva avuto dei problemi con la polizia argentina. Di certo non a causa della dittatura dei militari. Viveva a Roma e si guadagnava da vivere facendo un po’ il buttafuori presso il locale latino-americano Charango, quando era ancora a piazza Zama, e un po’ “l’esattore” per alcuni cravattari che nella Roma violenta e rackettara degli anni’80 era un mestiere assai diffuso. Tito, vogliono le leggende – mai trascritte – del tango a Roma, fu anche uno tra i primi a insegnare l’arte dei tangueros. Era tanto rude quanto languido, tanto assetato di sesso quanto pronto a menare le mani: un predatore. Lasciò all’improvviso la capitale, secondo alcuni, per fuggire alla vendetta di qualche banda criminale. Oggi Tito vive a L’Avana. Forse. Ma questa è un’altra storia

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S

econdo alcuni il tango in Italia era già arrivato nei primi anni del ‘900 grazie a un barone di Milano, tale Antonio Mario De Marchi, che vedendolo ballare a Parigi da Casimiro Ain e Enrique Saborido se ne innamorò tentando di portarlo nella sua città. Ma questa storia non è ambientata nella capitale.

Venendo ai giorni nostri a Roma, andiamo alla ricerca del così detto “paziente zero”, come in un’indagine epidemiologica. Il primo paziente “portatore sano del virus del tango”, pensando al tango come a una pandemia, un morbo che si diffonde tra le genti, dovrebbe essere – stando alle dichiarazioni dei pionieri del movimento – Eliana Montanari: «Fui “infettata” dalle sonorità emesse da un giovane che cantava il ritornello di un tango, in una carrozza di un treno per Parigi, nel 1985. Ne rimasi folgorata: la successiva visione del film di Fernando Solanas “Tangos: el exil del Gardel” non fece altro che consolidare la mia iniziale infatuazione che “degenerò” ben presto in passione pura per il ballo» e che la portò ad essere presente un tutti i momenti chiave dell’evoluzione del tango a Roma. Dicevamo, 1985. In quell’epoca, a Roma, solo in pochi si erano già avvicinati alla cultura e alla musica tanguera. Nessuno, o quasi, al ballo. L’architetto innovatore Ludovico Quaroni, la scrittrice e musicista Meri Lao, la fotografa amante del Sud America Patrizia Giancotti. Tre nomi, a cui faceva da contraltare il disprezzo, quasi, per il tango, che molti confondevano con il liscio dei Casadei e che evocava ritmi e sonorità del passato, in una fase in cui il paese provava a mettere da parte, senza molto rispetto e convinzione, le “cose vecchie” per abbracciare, tra mille perplessità, il progresso.


Le origini del tango a Roma

Tango globale nella città

eterna

Tutto è partito dalla casa della cultura dell’ambasciata argentina, poi un’italiana e un iraniano si sono innamorati delle melodie rioplatensi, grazie a un’insegnante tedesca. Un carattere multietnico quello del tango nella capitale, ma non solo. I volti popolari e autentici che animano questa scena si accostano bene ad alcuni personaggi pasoliniani di Max Civili

Quella Roma, degli ultimi giorni della Banda della Magliana, delle nevicate inattese, del post-Falcao, non conosceva e non era interessata al tango. O forse ce l’aveva dentro e non lo sapeva. Qualche tempo prima in Italia, nel 1972, il duetto Mina-Piazzolla, trasmesso dalla Rai, aveva ottenuto un successo di ascolti inaspettato con una vigorosa interpretazione dal vivo del tema profondo e inquietante Balada para mi muerte, composto dal geniale bandoneonista insieme con Horacio Ferrer nel ‘68.

milongue, il suo stile si avvicinava più alla danza contemporanea e al balletto mentre le lezioni erano incentrate sulla teatralità piuttosto che sulla tecnica del ballo. Simonetta Centi, Luciana De Franco, Rosella De Salvia, Antonio Lalli e Luciano Donda erano tra gli allievi che avrebbero successivamente dato linfa vitale al movimento.

Nel frattempo al Colombre, nel quartiere Garbatella, e poco più Fui “infettata” dalle Ma il tango non aveva attecchito. tardi presso la Maggiolina, a D’altronde il suo processo di reviMontesacro, insegnava la maesonorità di un tango, sione era iniziato in Argentina sostra tedesca Helene Pede, l’altro in una carrozza di un treno lamente da pochi anni e almeno “angelo senza ali” del tango, una ventina sarebbero dovuti pas“che sapeva fare i passi dell’uoper Parigi, nel 1985 sarne prima che tornasse prepomo” e che annoverava tra i suoi tentemente, definitivamente in allievi “il paziente zero” Eliana Eliana Montanari auge. Montanari e, poco più tardi, lo A Roma, verso la fine degli anni studente di architettura prove‘80, le uniche possibilità di imparare il tango erano di an- niente dall’Iran, Ali Namazi, che successivamente, furodare ai corsi organizzati dalla Casa della Cultura argenti- ni i primi ad abbandonare le rispettive professioni per na, i primi in assoluto in Italia, tenuti da Carlos Valles e a dedicarsi interamente al tango. Ben presto Il lunedi della quelli presso il gruppo di danze folcloristiche della Fao Maggiolina divenne la prima milonga stabile di Roma. con gli argentini Marisa Martorelli e Ramon Roldan. I «Ricordo ancora perfettamente la prima volta che andai due erano noti organizzatori tra l’altro delle serate al alla Maggiolina nel 1991 e ballai con Marco Charango, spostatosi nel frattempo a un passo da San Spaziani “el duende” e Attilio Frugante (enPietro. Con loro “agivano” anche Julio De La Fuente, re- trambi maestri, oggi ndr)» – racconta centemente tornato a vivere in Argentina, e Ivana Alicia Vaccarini, attrice teatrale formaMaldonado che si diede poi alla salsa. tasi a Buenos Aires, trasferitasi a Roma proprio in quegli anni e attualmente tiNel 1989, la porteña Silvia Vladiminsky (foto) inaugu- tolare della scuola Orangotango. «Io avevo rò la sua scuola presso l’MTM del Fontanone al imparato a ballare il tango in Argentina, da Gianicolo. La Vladiminsky, uno dei due ‘angeli senza ali’ bambina, con mio padre e mio zio. Il nostro del tango a Roma, era una tanguera sui generis: odiava le >>>

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>>> era un ‘tango sociale’, nessuno avrebbe mai immaginato che raggiungesse il successo attuale. Certo, il tango è sopravvissuto a tutto, al disinteresse, alla dittatura. E si è riscoperto attualissimo, in quest’epoca in cui abbracciarsi, stabilire un contatto fisico è sempre più difficile». Ma in quegli anni la diffusione del tango avvenne anche grazie a incontri, feste, balli organizzati nelle abitazioni private, in locali improbabili (spesso anche per strada) a cui partecipavano appassionati, curiosi ed esuli dalla dittatura argentina. «Eravamo tutti genuinamente appassionati del tango e molte volte non sapevamo dove ballarlo. Così ci bastava alzare al massimo il volume dello stereo della macchina o dei registratori portatili e metterci a ballare in qualche spazio urbano aperto, come la scalinata del Palazzo Civiltà del Lavoro all’EUR, il Foro Italico oppure sulla pista di pattinaggio al Colle Oppio. Oggi si parla tanto di ‘Tango Clandestino’. Noi lo facevamo gia venti anni fa» racconta Antonio Lalli, uno dei maestri romani da anni sulla cresta dell’onda, che per una decade è stato legato alla milonga Il Giardino del Tango. Antonio, in seguito organizzò i primi stage nella capitale del leggendario Carlos Gavito, il ballerino e maestro che con l’abbraccio chiuso tipico dello stile milonguero contribuì a cambiare il modo di ballare dei tangueros romani.

Gli associati cominciarono a studiare tango privatamente con i maestri argentini fatti venire dall’Argentina e a organizzare stage con personaggi del calibro di Coco Diaz e Bibiana, Patricia e Nestor Ray, Pablo Veron, Martha Anton e Luis Grondona, e moltissimi altri. «Tutti i giovedì per più di sette anni abbiamo realizzato serate di tango, nella Milonga di San Lorenzo, in Via 22

L’associazione divenne ben presto un punto di riferimento per il crescente numero di tangueros di Roma e dintorni. A Roberta Buoni, proveniente dal mondo del balletto, e all’istrionico attore triestino Luciano Donda venne assegnato dagli associati il ruolo permanente di maestri. «Personalmente il tango coniugava Marisa Martorelli la teatralità e la danza, era come recitare una scena a due. E lo facevamo e Ramon Roldan con grande semplicità, senza bisogno erano noti organizzatori di tutti gli accessori che si usano ogdelle serate al Charango gi, del ‘vestuario’ ricercato» spiega Luciano, che da dieci anni con la sua Milonga dei Serpenti fa ballare tanti appassionati. «All’epoca non avevamo l’infinita scelta di musica che abbiamo attualmente. Ogni tanto qualcuno comprava in un autogrill sull’autostrada una cassetta o i primi cd con dei tanghi nuovi e li portava trionfante a lezione come se avesse trovato una pepita d’oro. Nè tantomeno usavamo le tandas o le cortinas nelle milongue. Fu il musicalizador Alberto Valente, se non sbaglio, uno dei primi a introdurle.»

Nel 1992 furono due i momenti propulsivi per il movimento. Su un versante, Eliana ed Ali, in collaborazione con l’ASSIA, l’associazione Italia-Argentina, che svolgeva, tra le altre cose, una grande attività di assistenza agli argentini vittime della dittatura militare, organizzarono una rassegna dedicata al Tango (musica, cultura, cinema e ballo) che, sul finire dell’anno, andò avanti per un paio di mesi. Sull’altro versante, un gruppo di allievi della Vladiminski diede vita all’associazione Tangopolis.

degli Ausoni, con ospiti speciali, incontri, performances e concerti. Memorabili rimangono alcuni stage organizzati nel periodo estivo e soprattutto il primo festival internazionale di tango del 1994, organizzato a Trevignano, non lontano da Roma. Fu un successo incredibile: vennero più di trecento persone, anche da diversi paesi d’Europa». Così Simonetta Centi, che oggi dirige la scuola Corazon Milonguero, ricorda i primi anni di attività di Tangopolis.

Nel 1994 Eliana Montanari e Ali Namazi intrapresero un percorso ancora più intimamente legato al tango, facendolo diventare la loro professione. Crearono Tango Bar, un centro esclusivamente dedicato al tango argentino con scuola e


Verso la metà degli anni ‘90, mentre il tango era ormai pronto a mettere in atto la sua ‘revancha’ dopo essersi dato una nuova identità, il movimento a Roma - e in tutta Italia – crebbe ancora grazie a due eventi in particolare. La psicanalista Luciana De Franco, che da anni gestisce con Lamberto Calvieri Il Cascabelito, una delle milongue più rispettose dei valori tradizionali del tango, ci aiuta a mettere a fuoco i due momenti in questione: «La tournee del 1994 di Miguel Angel Zotto con lo spettacolo ‘Perfumes de Tango’ e il film del 1997 ‘Lezioni di Tango’ con Pablo Veron accrebbero in maniera esponenziale la popolarità del Tango nel nostro paese. Successivamente, durante i primi anni del 2000, le cose cambiarono. Terminò l’era dell’associazionismo e iniziò la fase della commercializzazione. Cambiarono le abitudini. Una volta ci si metteva d’accordo sulle

serate in cui si organizzavano le milongue, per non creare sovrapposizioni. Poi venne il far-west». In quel periodo il numero degli insegnanti e delle milonghe crebbe vertiginosamente. Prosegue Luciana: «ci ritrovammo con corsi di tango tenuti da maestri un pò improvvisati, che fino al giorno prima erano stati degli allievi. Aumentò a dismisura la concorrenza e quindi l’offerta, probabilmente a scapito della qualità». Quello che è accaduto a Roma dall’inizio del ventunesimo secolo in poi fa parte della storia moderna del tango. In città oggi si contano circa 30 milonghe “attive”, almeno sulla carta, mentre il numero dei maestri e dei musicalizador, stando a un rapido conteggio, si aggira rispettivamente attorno ai cento e ai quaranta, con differenti gradi di professionalità. Roma è la città italiana con il numero maggiore di “affezionati” al tango e in Europa si contende il primato con Parigi. Il governo di Buenos Aires ha scelto proprio Roma (settembre 2012) per lo svolgimento dei Campionati Europei di Tango, una gara molto prestigiosa, dove i migliori ballerini del vecchio continente possono misurarsi in pista e guadagnarsi l’entrata direttamente in finale al Mundial di agosto, che quest’anno sarà alla ottava edizione. ■

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milonga annessa. «Fu una scelta coraggiosa la nostra, arrivata in un momento particolare per il nostro paese sul quale si era appena abbattuto lo scandalo di ‘Mani pulite’. La mia occupazione era piuttosto precaria, quella di Alì che lavorava in uno studio tecnico, lo divenne ben presto a seguito degli scandali che avevano paralizzato il mercato del lavoro, allora entrambi decidemmo di investire tutte le nostre energie nella nostra grande passione comune».

A TEATRO DAL 23 MARZO AL 1 APRILE

Sul palcoscenico romano l’essenza del tango “Tangorosamente” intende essere un viaggio nell'essenza del tango, espressione dell'anima del popolo argentino, incontro e fusione di genti e culture differenti. La scrittrice, regista e attrice Barbara Amodio (foto a sinistra) analizza attraverso musica, danza e parola i temi ricorrenti del ballo rioplatense sensualità, abbraccio, passione - in un'ottica tutta al femminile. La forza emozionale del tango come danza popolare che come nessun'altra raggiunge lo stesso livello di comunicazione tra corpi, di tensione tra

le anime. Lo spettacolo vede l'attrice Barbara Amodio affiancata dalle voci di Barbara Eramo, vincitrice del premio delle critica al Festival di San Remo nel 1998 e di Diana Tejera, autrice di numerosi testi per il cantante pop Tiziano Ferro, accompagnate dal violino di

Caterina Bono. Il tutto arricchito dalla presenza dei ballerini Eduardo Moyano (foto centrale) e Cinzia Lombardi (foto a destra).

Teatro Arcobaleno Centro Stabile del Classico 23 marzo -1 aprile 2012 venerdì e sabato h. 21,00 domenica h. 17,30 Via Francesco Redi, 1 Roma Tel. 06-44248154 23


DINO SALUZZI

Il bandoneon nell’immensità delle Ande di Max Civili

«Il tango non morirà e non cambierà mai, fino a quando rimarrà rispettata la sua essenza originale»

D

ino Saluzzi nasce nel 1935 in un piccolo paese del Nord dell’Argentina e già a 7 anni gli viene messo in mano un bandoneon del padre Cayetano, musicista di talento. Crescere a Campo Santo, un conglomerato rurale di poche anime ingabbiato tra l’immensità della Cordigliera delle Ande e la struggente malinconia delle pampas sconfinate, ha un effetto inesorabile sulla vena creativa del piccolo Dino. L’artista cresce con il suono drammatico del bandoneon nelle orecchie, cosa che gli permette di trasformare il rumore degli spazi in cui vive in esperienze sensoriali profondissime, che diventano musica quando da ragazzo si trasferisce a Buenos Aires. Le sonorità andine e il candombe si mescolano, nei suoi primi brani, a echi di canzoni europee e alla milonga. E al tango, naturalmente. Molti oggi lo considerano come il vero erede di Astor Piazzolla, perché come lui non si è accontentato di replicare la tradizione del tango ma l’ha intrecciata con altri stili e culture. “È vero, il tango si è emancipato, ma non dobbiamo dimenticare le meravigliose melodie del tango del periodo romantico, quello più musicale. Mi riferisco ai temi di compositori come Enrique Delfino, Julio De Caro, Augustin Bardi, quasi tutti italiani. Tutto quello che viene dopo mi sembra che manchi un po’ di un’espressione spirituale. Infatti, se oggi ancora si balla il tango lo dobbiamo a questi personaggi e alla loro musica“. Insieme a Piazzolla, Saluzzi ha “liberato” il tango dalla retorica che lo aveva tenuto al palo per almeno un trentennio, dalla fine della “decade de oro” in poi. Ma mentre Piazzolla scelse di proporre un tango rielaborato con ritmi emergenti (e vincenti) come quelli del jazz, di più facile ascolto, Saluzzi andò a sviscerare echi ancestrali della musica tradizionale andina, cercando le contaminazioni con le tendenze musicali contemporanee. Un approccio alla composizione, quello del bandoneonista di Campo Santo, tanto poetico quanto anarchico con temi che invitano a un ascolto attento, meditativo, in una sorta di rapimento onirico se non addirittura mistico. «Non è tanto importante la forma della musica quanto il suo contenuto. La musica degli anni ‘20 di Vienna, per esempio,

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era completa ma solamente accessibile a un pubblico qualificato. In quel caso il potere della conoscenza rendeva quel tipo di musica esclusivo. A me piace quando la musica diventa uno strumento di comunicazione per tutti, inclusi i dilettanti, quelli che conoscono poco o nulla della musica». E il tango ha una fortissima componente comunicativa che risiede nello spirito stesso della sua musica, spiega Saluzzi: «Il tango non morirà e non cambierà mai, fino a quando rimarrà rispettata la sua essenza originale. Però attenzione, ci sono musiche che aprono porte e spazi e musiche che ne chiudono. Il futuro del tango è nella musica stessa e nello spirito del musicista, il quale compone i suoi temi in relazione agli elementi che lo circondano, quindi al folklore. Elementi che poi lui interpreta e converte in musica». Fattosi conoscere a livello internazionale partecipando negli anni ‘70 a uno degli album più belli del sassofonista jazz argentino Gato Barbieri (Chapter One: Latino America), Saluzzi ha più tardi incontrato lungo il suo percorso artistico altri importanti jazzisti quali Charlie Haden, Charlie Mariano e Al Di Meola. Oltre che col jazz, il bandoneonista si è confrontato con la musica classica: da qui la collaborazione, ormai ben collaudata, con la violoncellista tedesca Anja Lechner. Saluzzi ha coinvolto nei suoi progetti il fratello Felix “Cuchara” Saluzzi, che, con Anja, completa il trio (foto) che ha lavorato alla produzione dell’ultimo album “Navidad de los Andes”, un’opera musicale che approderà all’Auditorium di Roma il 21 marzo (http://www.auditorium.com/eventi/5094437). «Mi sarebbe piaciuto lavorare con il compositore e direttore d’orchestra Horacio Salgan. Io amo la musica e i musicisti ma credo che in molti, forse troppi, basino la propria carriera sulla rivisitazione, la reinterpretazione dei successi altrui. Non dico che dobbiamo essere tutti creativi ma che per rispetto della musica e del lavoro degli altri, dovremmo essere più esplorativi, avere più coraggio». Saluzzi quel coraggio di esplorare spazi musicali ignoti, lo ha sempre avuto. ■


FILM

e

VENTI

Tornare a Buenos Aires alla scoperta dei sentimenti autentici del tango Affetto, tradizione, dolore e una città di appartenenza che è Buenos Aires. Il film “Tanguero” insegue le tracce dell’essenza del tango. Il ballerino di tango è in primo piano, con il suo aspetto tipicamente argentino, i capelli corvini racchiusi nel codino e la sua malinconia nello sguardo. Ma il film attraverso questa icona del tango, va a scoprire l’essenza e le origini di quello che non è solo un ballo «ma un mondo intero di sensualità e mistero» spiega il regista Emanuele Persico. Omar, il protagonista maestro di tango che vive a Bergamo, torna a Buenos Aires per rivedere l’ultima volta il padre prima della morte, ma non arriva in tempo. Il dolore gli apre una strada dalla quale non tornerà più indietro. Si ferma a Buenos Aires, vive i ricordi dell’infanzia, e nella malinconia ritrova la gioia e l’autenticità dei sentimenti verso il padre, con il quale ballava il tango in casa. Una sera, trascinato dagli amici a uscire, rivede per caso in una milonga, la vicina di casa di una volta, Veronica. Con lei il mondo del passato diventa presente e ricomincia a vivere. Omar riprende a ballare a Buenos Aires, stavolta in coppia con la donna che rappresenta l’affetto più puro e vero della sua vita. Non è più il maestro di tango che insegna in maniera “tecnica” e fredda il suo mestiere. Ora Omar compie una sfida con sé stesso, si iscrive con Veronica ai campionati Mondiali e va alla ricerca del contatto più autentico con il tango, che ha ritrovato dentro di sé. Questo percorso gli offre anche l’occasione per riscoprire gli “anziani” milongueri del mondo di Buenos Aires, personaggi di esperienza di vita più

TANGUERO (2011) Attori principali: Omar Quiroga e Veronica Palacios Sceneggiatura: Emanuele Persico e Silia Gilardi (Scuola Holden Torino) Regia: Emanuele Persico. Produzione: Pesca Production. Il film è girato a Bergamo e Buenos Aires Le date delle proiezioni: BERGAMO (ITALIA) - LA PRIMA MONDIALE DEL FILM: Sabato 02 Aprile 2011 ore 20:30, Auditorium di Piazza della Libertà. Sempre ad aprile sarà proiettato anche a Roma in data da stabilire. Per gli altri appuntamenti: www.tangueromovie.com/ita/ che di ballo. I conflitti con la famiglia si appianano e tutto sembra confluire verso una ritrovata felicità. La storia di Omar che compie un’emigrazione al contrario, cioè torna a Buenos Aires dopo essere stato anni in Europa a cercar fortuna e insegnare il “suo” mestiere del tango (come fanno tanti maestri argentini), è più una “favola” che un racconto di vita vissuta. C’è il lieto fine, i sentimenti autentici, l’umanità. È un mondo non disturbato dai conflitti dei sentimenti contrastanti, che invece il tango spesso contiene. Ma al film non importa approfondire i contenuti del tango, quanto mostrarli. Attraverso una bella regia e un’altrettanto ben studiata fotografia, le icone e i simboli del tango argentino ci sono tutti: la statua di Carlos Gardel, il porto della Boca con Caminito, il monumento agli immigrati, alcune milonghe storiche e perfino la foto di Evita Peron. Anche con poca musica il viaggio nel tango è come un abbraccio. Un racconto a immagini al quale offrono un ritmo i “grandi vecchi”, con le loro interviste di passione, di maestria, di filosofia. Le storie semplici e umane di Alberto Alfredo Dassieu, Tito Roca, Hector Norberto Pelloso, Daniel “Flaco” Dani Garcia, Eduardo “Nenè” Masci, Julio Duplaa. (Inés Guidini)

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“Tanguero”

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PRATICHE

Donde praticar

A Roma LUNEDÌ

Il Pitigliani Via Arco di Tolomei, 1 (Trastevere) orari: 21.00-23.00 contatti: emilia@emiliacerutti.net andres@bezem.c Milonga La Pulperia Via Luigi Filippo De Magistris, 91/93 (Pigneto) orari: 20.30-22.00 contatti: HulaHoop 349.31919357 Motobistrot | la Motopratica! Via Francesco Negri, 9 (Ostiense) orari: 21.30-23.00, contatti: Fernando Serrano e Silvia Colli Pratica Areatango Via Fivizzano, 27 (Pigneto) orari: 22.45-01.00 contatti: 347.3902862 Pratica del Lunedi Pino e Annamaria Via G. Galilei, 57 (Esquilino, metro Manzoni) orari: 22.30-01.00 contatti: 338.2967846 (Pino)

MARTEDÌ FABRICAndo Tango Pratica Via di Pietralata, 135, c/o Club Lanciani (Montesacro) orari: 22.30-01.00 contatti: 349.5629314 (Giuseppe) La Milonga de la Luna Defrag via delle Isole Curzolane, 75 (Montesacro, Tufello) orari: 22.15-00.30 contatti: 333.3722759 (Francesca) Pratica di Tango Traspiè Marco Evola e Paola Palaia P.zza San Pancrazio, 7 orari: 22.30-01.00 contatti: 333.1219840

MERCOLEDÌ Alicetango Via Romolo Gessi, 6 (Testaccio) orari: 11.30-14.30 contatti: angela.messina@alicetango.it Aperitangopratica Via Assisi, 33 (Tuscolana) orari: 20.30-23.00 contatti: 338.5213943 La Violeta con Giulia Zimei e maestri invitati Il cielo sopra l’Esquilino Roberto Maggiani / Gaia Leiss Via Galilei, 57 (Esquilino metro Manzoni) orari: 22.30-01.00 contatti: 347.8562152 Locanda dei Massimi via Portuense, 863 (Portuense) orari: 20.15-21.00 Elisabetta Sanna contatti: 339.2780047 Pratica di tango Roberta Buoni e Marcelo Rojas Via Ruggero Lauria, 22 contatti: 338.7440845

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Pratica Artetoiles Tango Fabiana Fusaro Via di Casal Boccone, 102\b orari: 21.00-22.30

GIOVEDÌ Parrocchia San Alberto Magno Via Emilio Zago, 1 (Vigne Nuove, Talenti) orari: 21.00-23.30 Lora Capodaglio e Fabrizio Calvieri contatti: 333.5203955 FABRICAndo Tango Pratica Via di Pietralata 135, c/o Club Lanciani (Montesacro) orari: 21.30-23.00 Oscar Beltran y Victoria Laverde di FT contatti: 349.5629314 (Giuseppe) La pratica al Mitreo F. Andreotto e S. Vincenti Via Mazzacurati, 63 orari: 22.30-00.30 contatti: 349.6594924

VENERDÌ El Practicon di Doble A Tango c/o Los Latinos Los Latinos Sabrina e Marcelo Via della Divina Provvidenza, 90 orari: 23.00 - 01.00 Pratica al Cuartito Azul Via Matteo Bartoli, 250-270 (Eur) orari: 21.30-22.30 M. Barreras contatti: 339.5398682 (Mauro) Pratica delle Ciliegie Domenico Coda Via delle Ciliegie, 42 (Alessandrino) orari: 22.30-00.00 contatti: 328.1516410 (Domenico Coda) Tanguera via degli Angeli, 146 c/o Circolo Arca (Arco di travertino / Porta furba) orari: 21.30-22.30 Rodrigo Fonti y Gabriela Perea contatti: 346.1411095 Pratica al Barrio Via di Pietralata,135 orari: 21.15-22.30 - contatti: 347.3511312

SABATO Pratica prove libere Roberta Buoni Via Assisi, 33 orari: 18.00-20.00 - contatti: 338.7440845 Casa del Tango Via dei Gordiani, 401/413 (Prenestina) orari: 18.30-22.00 Claudio, Teresa, Pino, Annalisa contatti: segreteria@casadeltango.it Mio Tango Via Filoteo Alberini, 53 (Bufalotta /Vigne Nuove) orari: 22.30-02.30 - DJ Max el Greco, ins. Angelica Grisoni - contatti: 329.9170544 TangOFFicina Via Cupa, 5 (Metro Piazza Bologna) orari: 18.00-19.30 Alex Cantarelli & Mimma Mercurio contatti: 349.2621186

DOMENICA Alpheus Via del Commercio, 36 (Piramide) orari: 19.30-20.15 Alberto Valente / Julio de la Fuente contatti: 338.3960224 Alpheus - Querer Via del Commercio, 36 (zona Piramide/Via Ostiense) orari: 20.00-22.00 Carlo Paolantoni - contatti: 348.3862271 Area 507 Via Tiburtina, 507 (Roma Centro Sud) orari: 18.00-21.00 contatti: 338.9506654 Bairestango - 1a e 3a Domenica GdT Via degli Olimpionici, 7 Roma (Ponte Milvio) orari: 18.30-20.30 Dj: Bibiana Reynoso e Mariano Navone contatti: 33.85965028 El Beso Tango Club Via Appia Nuova Km 17.800 (Ciampino) orari: 19.00-20.30 Roberto Ricciuti e Claudia Fusillo contatti: 335.7368935 El Practicon di Doble A Tango orari: dalle 16.00 Ass. Doble A Tango Sabrina e Marcelo contatti: 331.5474334/338.3263609 Freelancecafè Via A. Avoli 3/A (Stazione Monte Mario) orari: 17.30-21.00 contatti: 338.5213943 Giardino del Tango Via degli Olimpionici, 7 (Roma centro nord) orari: 18.00-20.00 contatti: Manuel & Veronica 333.5256678 La pratica dei Serpenti Via San Francesco di Sales, 14 (Trastevere) orari: 18.00-20.00 Luciano Donda e Cinzia Lombardi contatti: 339.2346185 Pratica Julia Portas Via Appia Nuova Km 17.800, Roma (Ciampino) orari: 18.00-20.00 Julia Portas - contatti: 366.7178018 Milonga Bien Portena | Mitreo Il Mitreo Via M. Mazzacurati, 63 (Portuense) orari: 20.00-21.15 contatti: 333.5300844 Pratica Francesca del Buono e Gianpiero Cantone Via Luigi Perna, 3 orari: 18.00-20.30 - contatti: 339.2737619 Orangotango via Enea, 91 (Appio/Tuscolano) orari: 17.00-20.00 Alicia Mabel Vaccarini contatti: 349.2942190 Practica libera al PRO ART LAB via Giunio Antonio Resti , 71 (Vigna Murata - Laurentina - Ardeatina) orari: 17.30-20.30 Umberto & Gigliola contatti: 338.7004211 (Umberto) Rossotango c/o Parco Schuster Antonella Mazzetti Viale di San Paolo, 1 (Ostiense Basilica San Paolo) orari: 19.30-21.30 contatti: 347.6251495


I consigli della Doble Ballare a Milano:

MARTEDÌ Milonga le Banque Via Porrone Bassano, 6 - orario: dalle 19.00 - www.lebanque.it MERCOLEDÌ E VENERDÌ La Liberty di Casa Cambalache Largo Marinai d’Italia, 1 oriario: dalle 22.30 - info Tita Firpo 333.4711727 335.5243176 titafirpo@yahoo.com DOMENICA Sentimento Gaucho c/o Il Principe Viale Jenner, 67 - info Loredana 02.69018437

LUNEDÌ Il Giardino del Tango Via degli Olimpionici, 7 - info 06-97275065 La Milonga di Areatango Via Fivizzano, 27 (Pigneto) info 347.3902862 La Pulperia c/o HulaHoop Club Via Luigi Filippo De Magistris, 91/93 (Pigneto) info 349.31919357 Mercatino di Porta Maggiore Via Sebastiano Grandis 7 info pmaggiore91@gmail.com

MARTEDÌ Elettrotango@bar @letterario Via Ostiense 95 - info 335.5913434 La Milonga de la Luna Defrag, Via delle Isole Curzolane 75 info 333.3722759 Milonga dello Scalo Via dei Volsci 159 - info 339.1467003 Milonga tradizionale Boheme Via Velletri, 13 - info Elio 347.4099140 TangOFFicina Via Cupa, 5 - info 360.602693

MERCOLEDÌ Los Latinos “La Mirada” Via della Divina Provvidenza, 90 (Boccea Aurelia) - info 06-66411175 Arena: Milonga 100% non tradiz Via di Pietralata 135, c/o Club Lanciani info 349.5629314 Cafetin de Roma Via Bordoni, 50 - info 347.6937644 Il Giardino del Tango Via degli Olimpionici, 7 - info 06-97275065 La noche romantica Via Cupa 5 - info 339.539868 L’Obscura Teatro Spazio Via Locri 42 Tango AZ Teatro Vascello Via Giacinto carini 78 (Monteverde)

GIOVEDÌ Il Giardino del Tango Via degli Olimpionici, 7 - info 06 97275065

Per le altre info sulle milonghe a Milano: http://milongheamilano.blogspot.com/

Ballare a Padova: DOMENICA Milonga Tango Viejo Relaxclub Via Ponticello 32A (San Lazzaro) info 348.3009593-366.363999 MERCOLEDÌ Milonga Medialuz Via Bernina (Stazione ferroviaria) info: 328.4156801 GIOVEDÌ Milonga Eclipses Club Via Breda, n 36 Limena Padova ovest info: Maria 348.3009593 MARTEDÌ Milonga del Geco Via Artigianato 1 (Albignasego zona industriale) - info: 349.230190 VENERDÌ Milonga Amusement Park Via Fogazzaro 8/D info: 347.9061425

VENERDÌ Artetoiles Via di Casal Boccone 102 b info 339.7429160 Barrio Arte Via di Pietralata, 135 info 349.5629314 Cascabelito via Assisi 33 (stazione Tuscolana) Elettrotango@bar al Planet Via del Commercio 36 info 335.5913434 Il Giardino del Tango Via degli Olimpionici 7 info 06 97275065 Milonga Cuartito azul Via Matteo Bartoli 250-270 info 339.5398682 Milonga del popolo via Benedetto Bordoni 50 info 333.2614214 Tanguera Via degli Angeli 146 (Arco di Travertino) info 3461411095

SABATO Elettrotango@bar al Mitreo Via Mazzacurati, 63 - info 335.591 3434 Il giardino del tango Via degli Olimpionici, 7 - info 333 1881716 Mio Tango Via Filoteo Alberini, 53 info Max 3299170544 TangOFFicina Via Cupa, 5 - info 360602693

Ballare a Caserta Milonga “Raccontango” di caserTango ultima domenica del mese orario: dalle 21.00 o dalle 21.30 Enoteca-Ristorante Ex-Libris, C.so Gran Priorato di Malta, Capua (CE) Milonguita “La Tela di Tecla” Via Cimabue a Caserta. ogni giovedì dalle 21.30 info@casertango.it La Milonguita informale del Miercoles Circolo Unificato dell’Esercito Via C. Battisti - info 338.5400470

Ballare a Salerno Milonga Federal Via Generale Salvador Allende/ SP175a (Villaggio del Sole) info 335.1990808 Milonga mi Amor Battipaglia - Centro Sociale Via Guicciardini info 338.8353799

DOMENICA Alicetango Via Romolo Gessi 6 - info 339.8780568 Alpheus Via del Commercio 36 - info 3383960224 Barrio Arte Via di Pietralata 135 - info 3495629314 El Beso Tango Club Via Appia Km. 17.800 (Ciampino) info 335.7368935 El Firulete alla Milonga Criolla via dei Reti 25 info 06 7822250 - 338 3960224 Milonga Blanca via Tuscolana 892 - info 349.2332416 Milonga de la Tarde | Mitreo Via M. Mazzacurati 63 - info 333.5300844 Tango Bar Via Macerata, 9 - info 06-70301101 TangOFFicina Via Cupa 5 - info 360602693

la DOBLE HOJA del TANGO | numero uno

A Roma

Kriminal Tango Via Selinunte 57 - info www.spartaco.it Milonga Stregata di Mme Chiffon Via Nomentana, 677 - info 335.6931526 Querer Via Ciro il Grande 10 - info 348.3862271

MILONGHE

Donde milonguear

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IL CONCORSO LETTERARIO DELLA DOBLE

Al via la seconda edizione di

«Volango, parole, tango e nuvole» In alto: Francesca Breccia, vincitrice del primo premio dell’edizione 2011 con "Tre minuti" A sinistra: sulla terrazza Caffarelli in Campidoglio (foto di Mario Giannini)

C’

è una parte del tango che è silenziosa perché viene da dentro. Passa dall’ascolto della musica e dalla vista dei movimenti del corpo, ma poi rimane nei pensieri e può diventare reale solo se trova le parole in una poesia o un racconto. È questo il tango che improvvisamente scrive il nome dei sentimenti più intensi e che offre un contatto con sé stessi. Il concorso letterario «Volango, parole, tango e nuvole» che, alla seconda edizione, prende il via a marzo ed è aperto fino a giugno 2012, è sul tema del tango ed è dedicato a tutte le persone che si emozionano con le parole. E non solo a quelli che ballano ma a tutti, anche ai semplici osservatori e appassionati. Perché il nome «Volango», che vuole evocare l’atto del volare, è una metafora dei sentimenti che si elevano e delle ambizioni che si realizzano, attraverso l’espressione artistica. I testi possono essere scritti in italiano, spagnolo e inglese. Ambasciata della Repubblica Argentina in Italia Ufficio Culturale

CORSI TRIMESTRALI DI SPAGNOLO ANNO ACCADEMICO 2012 Corsi Serali Principianti A1 Giorni di lezione:

Martedì 18.45-20.45 (durata: 30 ore) Febbraio 14-21-28 • Marzo 6-13-20-27 Aprile 3-10-17-24 • Maggio 8-15-22-29

Principianti A2 Giorni di lezione:

Lunedì 18.45-20.45 (durata: 30 ore) Febbraio 13-23 (giovedì) -27 Marzo: 5-12-19-26-30 (venerdì) Aprile: 13 (venerdì) -16-23 Maggio: 4(venerdì)-7-14-21

Principianti B1 Giorni di lezione:

Mercoledì 18.45-20.45 (durata: 30 ore) Febbraio 15-22-29 • Marzo: 7-14-21-28 Aprile: 4-11-18- 27 (venerdì) • Maggio: 2-9-16-23

Ambasciata Argentina in Italia -Ufficio Culturale Via Vittorio Veneto 7 00187 Roma (Uscita Metro Barberini) Tel. 064873866 – dalle 14.00 alle 19.00 Email: culturaliargentina@libero.it Informazioni in Segreteria

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Nell’edizione passata tra i temi trattati c’è stato il tango mentre si balla oppure mentre si pensa e rievoca il giorno dopo. E poi il ritmo e la musica, come in alcune poesie dove i versi hanno richiamato suoni o contenevano strofe di canzoni originali. Altri testi hanno affrontato la storia dei compositori di tango e delle canzoni celebri come quelle di Carlos Gardel. La maggior parte dei testi si riferivano all’amore, all’abbraccio e alla magia di ballare il tango. Non sono mancati, infine, i racconti malinconici legati alla famiglia, agli odori e ai sapori che il tango evoca a coloro che hanno parenti in Argentina (tutti i testi del 2011 si possono leggere in formato pdf sul sito www.aatango.it). Il concorso ha raggiunto 3.000 persone in tutta Italia, con qualche partecipazione anche dall’Argentina. Nel luglio 2011 con una spettacolare serata in Campidoglio, sulla Terrazza Caffarelli, il primo premio è stato assegnato alla poesia di Francesca Breccia dal titolo “Tre minuti”, dove un uomo, ormai vecchio e malato di Alzheimer, durante i tre minuti di un tango, riprende a vivere e ad amare la sua donna, per poi ricadere nell’oblio. La serata in Campidoglio dal titolo Noche de Tango y Letras ha visto la partecipazione di quasi ottocento persone tra ballerini di milonga, maestri delle scuole romane e pubblico appassionato. Alla presenza dei vice ambasciatori della Repubblica Argentina e d’Uruguay e dell’assessore alla cultura di Roma Capitale, Dino Gasperini, si sono esibiti Roxana Fontán accompagnata dal pianista dell’Orquesta Típica Alfredo Marcucci, Marco Fringuellino e dalla voce narrante di Massimo Martino. L’esibizione dei migliori maestri delle scuole di ballo romane ha aperto la milonga fino alle due di notte. La serata finale dell’edizione 2012 è una sorpresa di cui non vogliamo anticipare nulla, ma sarà nostra cura renderlo noto prima della chiusura del concorso. (Info: 331-3530356 oppure ladoblehoja@hotmail.com)

PER PARTECIPARE basta scrivere una poesia o un racconto del massimo di 3.000 battute (2 pagine), scaricare il modulo dal sito www.faitango.it e inviare tutto seguendo le seguenti modalità: 1) Compilare il modulo di iscrizione e sottoscrivere (3 firme) ove richiesto; 2) inserire il modulo in un’apposita busta insieme con la copia di un valido documento di riconoscimento; 3) chiudere la busta senza inserire lo scritto al suo interno. Apporre sul fronte della stessa busta un codice identificativo alfanumerico di otto caratteri scelto liberamente ma che non contenga alcun riferimento ai dati anagrafici del partecipante stesso; 4) riportare il medesimo codice identificativo alfanumerico all’inizio dello scritto; 5) inserire in un apposito plico anonimo: a) lo scritto, b) la busta chiusa contenente la scheda di iscrizione e la copia del documento di riconoscimento; 6) inviare la busta a: Edisegno s.r.l. Piazza G. Tavani Arquati 113, 00153 Roma, Italia. Specificare: “Concorso letterario Volango de La Doble Hoja del Tango”


LA DOMENICA DELL’ARTE foto di Mario Giannini - testo di Anna Maria Fabbri

Arte, cibo e tango: la cultura senza perdere la leggerezza

la DOBLE HOJA del TANGO | numero due

Nelle foto a sinistra e in basso alcuni scorci di Piazza Navona con la Fontana dei Quattro Fiumi del Bernini

Cultura, amicizia e condivisione di passioni. Non solo quella del tango, ma tutta quella vissuta con gusto e qualità. L’iniziativa nel centro storico della Capitale tra arte, cibo e tango inventata dall’amico milonguero Alfredo Bassoni, medico e conoscitore dei beni archeologici e promossa dalla rivista “La Doble Hoja del Tango”, è una immersione nella cultura. Una volta al mese l’appuntamento è nel centro storico di Roma la domenica mattina, punto di incontro: Galleria Sordi, di fronte a piazza Montecitorio, dove è disponibile un altro caffè prima della partenza. Dopo un’ora di delizie per gli occhi, si raggiunge a piedi il ristorante argentino Baires posto a un passo dal Senato, in Corso Rinascimento 1. Una sala tutta dedicata al gruppo di appassionati, con cibi e vini della tradizione argentina, offre la libertà di intrattenersi anche dopo il pranzo ballando qualche tango. Nel pomeriggio l’offerta è di continuare a ballare in qualche pratica o milonga e numerose sono le scelte la domenica pomeriggio nella capitale: a partire da Alicia Vaccarini, Alice Tango e altri organizzatori come Eduardo Moyano e Luciano Donda. E mentre il primo appuntamento, in gennaio, è stato alla Fontana di Trevi, il 19 febbraio si è svolto il secondo tour: era alla scoperta di Piazza Navona, in pieno Carnevale romano. Anche se pioveva, non sono mancati l’allegria e i colori della festa delle maschere, tradizione che ogni anno anima il centro di Roma con i carri d’epoca. Così gli splendori del Barocco di piazza Navona (antico stadio di Domiziano) come la Fontana dei Quattro Fiumi del Bernini e la chiesa di Sant’Agnese in Agone del rivale Borromini sono stati visitati e ammirati tra i coriandoli e la musica di Piazzolla, una tradizione degli artisti di strada che animano la piazza da decenni. Il prossimo, il 25 marzo, è alla scoperta di un’altra meraviglia architettonica: Piazza di Spagna, Trinità dei Monti e i palazzi storici che la circondano, ad aprile, in Campidoglio, il centro di potere più antico della capitale. Per info e prenotazioni: 3479217725 (Alfredo)

Nelle foto a sinistra l’interno del ristorante Baires

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Il gruppo che unisce l’Italia che balla La Federazione delle Associazioni Italiane di Tango Argentino promuove la cultura e favorisce gli scambi con i paesi del mondo. E ha fatto rivivere la voce di Ernesto Valles nel Tangopodcast

E’

una struttura che poggia su ideali romantici FAItango, la Federazione delle Associazioni Italiane di Tango Argentino. Tutela i caratteri autentici del tango, come il ballo sociale di improvvisazione e ne promuove la cultura in ogni aspetto di danza, musica, poesia e storia, favorendo i contatti e gli scambi culturali con i diversi paesi del mondo. La Federazione offre una tessera alle decine di associazioni affiliate, che al singolo socio costa 2 euro e mezzo (l’anno) e permette al tanguero di entrare nelle milonghe di tutte le associazioni, senza fare altre tessere. Un circuito simile a quello dell’Arci per intenderci. Altra cosa: FAItango è basata sul volontariato, i suoi organi amministrativi e gestionali sono composte da delegati dalle associazioni. E poi ogni decisione deve essere presa dal consiglio direttivo che si riunisce e delibera. Un sistema democratico dove il presidente è senese, Ettore Terzuoli, il responsabile culturale torinese, Mario Savella, il webmaster è il parmense Alessio Concari e Francesco Vignale, il segretario, è di Carrara. Tutti gli affiliati sono sparsi nell’intera penisola, da Aosta a Siracusa con un’adesione massima nel centro-nord Italia. Abbiamo intervistato il presidente Ettore Terzuoli per farci raccontare meglio le attività e le novità in vista dell’apertura del nuovo sito internet. Prima di tutto FAItango, la Federazione Italiana del Tango, a chi si rivolge? «Si rivolge a tangueri, associazioni e scuole e appassiona-

SALON TANGUERA "La

ti è per tutti, per il mondo del tango italiano. La parola Federazione vuol dire che chi si affilia non può essere direttamente un singolo, ma un’associazione. L’associazione è una persona giuridicamente riconosciuta dallo Stato italiano, composta da almeno due persone, è una forma di aggregazione sociale molto sentita in Italia» Cosa offre FAItango ai soci? «Prima di tutto FAItango è conosciuta per il suo sito di eventi: abbiamo circa 65mila le visite al mese. Nel sito si trovano gli appuntamenti e tutto quello che riguarda la vita del tango: la milonga, il corso, il concerto e la serata di tango. Inoltre chi vuole si collega al sito, si registra e fa anche l’inserzione gratuitamente» Quali sono le attività che sostiene FAItango? «La Federazione sponsorizza la cultura e i fatti culturali ad esempio diamo un contributo annuale al El Colectivo musicale di Buenos Aires, abbiamo sponsorizzato il film “Ad occhi chiusi”, contribuito all’iniziativa di raccolta fondi per la popolazioni alluvionate “Tango contro il fango” così come per il concorso letterario “Volango, parole tango e nuvole”. Abbiamo ridato voce a Ernesto Valles che con il suo Tangopodcast rischiava di chiudere» Le novità e i progetti per il futuro? «È in via di realizzazione il nuovo portale, con tante novità sia per gli appassionati che per gli associati: nuova grafica, sito multilingua e una versione light per smartphone e ipod. Un contributo importante in partenza sul sito è quello di Ernesto Valles con il suo tangopodcast.net, dal sito faitango.it si può accedere direttamente alle sue trasmissioni settimanali di cultura e musica del tango. La sua vasta cultura del tango spazia dalle selezioni musicali attraverso i compositori con le loro biografie, ai temi specifici legati alle ricorrenze. L’8 marzo una trasmissione ha offerto brani al femminile nella voce e nelle parole di autonomia delle donne, a partire dai tanghi del 1917. Faitango, inoltre, con il rinnovato interesse delle associazioni grandi e piccole, che hanno bisogno di ritrovarsi per avere forza e protezione, sta lavorando per offrire una convenzione con la Siae. In ogni caso un servizio utile che abbiamo già a disposizione è quello della consulenza, una persona esperta di associazionismo che aiuta a verificare la correttezza delle pratiche a cui le singole associazioni devono sottostare per legge» (Inés Guidini) FAItango!, la Federazione Italiana del Tango www.faitango.it

milonga de Osvaldo"

vi da appuntamento ogni venerdì con

FELIX PICHERNA, il custode dell’arte del tango con le sue inimitabili selezioni musicali

Salon Tanguera, via degli Angeli, 146 - Roma dalle 22.30 alle 6.00 del mattino seguente

SALON TANGUERA • via degli Angeli, 146 • Roma • Info e prenotazioni +39 346 1411095 30


Natura-Terme-Benessere con

Sabrina Amato e Marcelo Alvarez 6-9 APRILE 2012

Associazione culturale “Doble A Tango”

TANGO ALLE TERME

Per info e iscrizioni visita il sito

www.aatango.it

CORSI e PRATICHE SCUOLA ROMA SUD Info: 3315474334 33832636

SCUOLA ROMA NORD LOS LATINOS via della Divina Provvidenza 90, Boccea Info: 0666411175 3333067306

MARTEDI 20.00-21.30 corso tango principianti 21.30-23.00 corso tango avanzati

LUNEDI 20.15-21.45 corso tango principianti 21.45-22.45 corso di milonga

MERCOLEDI 20.00-21.30 corso tango intermedi 21.30-22.30 corso di milonga

VENERDI 20.00-21.30 corso tango intermedi 1 21.30-23.00 corso tango interm-avanz.

>>> a seguire serata di tango:

MERCOLEDÌ MILONGA in collaborazione con Doble A Tango DJ A ROTAZIONE

Info: 3315474334 - 33832636 DOMENICA

ogni 15 giorni EL PRACTICON 14.45 tecnica femminile-maschile 16.00 inizio pratica guidata

AGENDA DEI CORSI

Doble A Tango

corsi, workshop, lezioni a tema, pratiche, show, assoluti con DiegoDenett eJulia Rizzo, spettacoli, festival, assistenti della scuola Doble A lezioni private, vacanze tango

SABATO 18.00-19.30 corso per principianti

Info: 3315474334 3383263609 DOMENICA 21.00 milonga al Relaxclub (Padova Est) amasabrina@hotmail.com SCUOLA A PADOVA

LatinTango corsi, workshop, lezioni private Info: Maria 3483009593 mariavirginia.gurrisi@fastwebnet.it

O r a n g oT A N G O

M A R T E D Ì 20:00-21:30 CORSO INICIACIÒN (principianti assoluti) M A R T E D Ì 21:30-23:00 CORSO ROSSO (esperienza di studio da 2-3 anni) M E R C O L E D Ì 20:00-21:30 CORSO VERDE (esperienza di studio da 2-3 anni) M E R C O L E D Ì 21:30-23:00 CORSO GIALLO (esperienza di studio da 1-2 anni) G I O V E D Ì 20:00-21:30 CORSO VIOLA (esperienza di studio oltre i 6 anni) G I O V E D Ì 21:30-23:00 CORSO BLU (esperienza di studio da 3-5 anni) V E N E R D Ì dalle 21:15 NUOVO!! CORSO INICIACIÒN 2 (principianti assoluti) D O M E N I C A 17:00-20:00 PRATICA (aperta a tutti)

Foto: Simone Nunzi

Associazione Doble A Tango

PASQUA TANGUERA

nasce il 21 maggio 2002 da un’idea di Alicia Mabel Vaccarini : non solo una scuola di tango, ma un’offerta globale, uno spazio culturale aperto che, nelle intenzioni della sua ideatrice, possa costituire un ponte verso Buenos Aires e la cultura rioplatense.

Collaboratori dadattici: Michele Tufano e Matilde Beccaria

ASSOCIAZIONE CULTURALE ORANGOTANGO Via Enea, 91 Roma • www.tangoargentinoroma.it Info: segreteria@tangoargentinoroma.it Telefono: 349 2942190

www.aatango.it


La Doble Hoja del Tango  

Periodico bimestrale sul Tango

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