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NUNZIO SOLENDO cinque multipli


ALFONSO NAPOLITANO

NUNZIO SOLENDO cinque multipli

QUADERNI DEL MUSINF - SENIGALLIA


PER I MULTIPLI DI NUNZIO SOLENDO Quando Carlo Emanuele Bugatti mi ha chiesto di curare, nelle edizioni dei Quaderni del Musinf, il laboratorio di stampa di questo volume, dedicato ai multipli di Nunzio Solendo, ho pensato si trattasse di un ’ i mportante occasione di verifica tecnica delle molte sperimentazioni da me compiute in tema di multipli. Infatti il laboratorio comporta il confronto impegnativo con la poetica di un artista che, sin dal finire degli anni Sessanta è stato uno dei protagonisti dell ’ Arte Italiana. Quando poi Bugatti mi ha spiegato che avrei dovuto curare anche la presentazione dell ’ edizione ho compreso come ci si aspettasse da me una verifica ben più vasta di quella tecnica. Affrontando la stesura di una presentazione infatti non posso che prendere le mosse dal ricordare quanto l ’ incontro con Nunzio Solendo avesse segnato una fase del mio stesso percorso culturale, estetico e politico. Io sono stato infatti uno dei giovani anconitani che avevano seguito Bugatti a Roma, nel tentativo di costruzione di un Sindacato degli Artisti, collegato organicamente al movimento nazionale dei lavoratori. Fu lì, nelle infuocate riunioni del Direttivo Nazionale della Cgil artisti, nei cui dibattiti intervenivano anche leaders sindacali del tempo, come Lama e Scheda, che vidi in azione tanti esponenti dell ’ arte italiana i cui nomi sono ormai scritti nella storia dell ’ ar te italiana del ‘ 900, da Ernesto Treccani a Renato Guttuso, da Gastone Breddo a Xavier Bueno, da Achille Perilli a Toti Scialoja, da Fernando De Filippi ad Alfio Castelli. Ricordo che già nella prime riunioni degli artisti di area comunista Nunzio Solendo aveva proposto, ottenendone l ’ assenso, al responsabile nazionale del settore culturale del PCI, che al tempo era l ’ o n. Giorgio Napolitano, oggi Presidente della Repubblica, che fossero ascoltati alle Botteghe Oscure anche gli artisti dell ’ ar ea degli indipendenti di sinistra che, per lo più, avevano nella testimonianza critica e nelle edizioni di Bugatti il loro punto di rifer imento. Da quello start illuminato aveva preso avvio una esperienza, che mi ha consentito di vivere l ’ intera vicenda del sindacato artisti, dagli entusias mi delle assemblee, trainate dal carisma e dall ’ eloquio di Ennio Calabria, fino ad un progressivo tramonto che, a mio vedere, è stato presagio di altri e più vasti ed epocali tramonti. Nel complesso si tratta dell ’ epoca che ho raccontato nelle mie fotografie, esposte quest ’ anno a Cartacanta. L ’ es posizione, appunto, si apriva con le foto dello scultore Clementi e del pittore Calabria. Un ’ epoca, dicevo, il cui clima era ben descritto in una poesia che Bugatti aveva composto per una mostra di Vincenzo Bianchi che, negli anni successivi, sarebbe, prima, divenuto direttore dell ’ Accademia di Belle Arti di Macerata e, successivamente, titolare della cattedra di scultura dell ’ Accademia di Belle Arti di Firenze. La poesia, che ritengo opportuno riportare nelle pagine che seguono, si apriva con i versi dedicati ad un attraversamento notturno, in compagnia di Nunzio Solendo, di una Roma, sconvolta dalla contestazione, originata da una visita di Nixon, ai tempi della guerra del Vietnam. Infine, per fornire una guida alla corretta lettura della concezione grafica di Nunzio Solendo ho scelto di pubblicare un esaustivo scritto dell ’ autore. Uno scritto che è anch ’ esso un ’ opera d ’ ar te, la testimonianza di un maestro. I multipli parlano da sé e non hanno necessità di commento. Il segno ed il colore vi fanno emergere, con continuità cinematografica, cieli, frammenti di


NUNZIO SOLENDO Commento, pretesto e testo sul mio di-degno. Di-segno, designare, disegnativo, di segnatura, descrivere, delineare, pensare, progettare, signare, segnare, tracciare. Segno, in segno, il segno del disegno. Il disegno del destino dell ’ uomo. Disegnare il proprio futuro, l ’ attualità, il progetto, il pensiero creativo. Disegno infinito del segno. Segnale del segno. Idea disegnata, segnata, segno e segnali. Disegno finito. Il disegno è l ’ emanazione concreta del pensiero creativo che segna il tracciato delle parole e delle immagini. Disegno di comunicazione, progetto, tracciato di un percorso reale o futuribile, segno dinamico, tensione, for ma compiuta e visibile. Il disegno è il tutto del segno, del sogno creativo che si trasforma in forme visibili o cripte. Ogni volontà umana, creativa, razionale o utopica, singola o collettiva interviene, agisce ed opera con un disegno mentale o progettuale. Il disegno è il segno del destino. La destinazione mirata del disegno mentale, pratico o creativo che ogni individuo si propone in rapporto con altri soggetti. Il disegno è l ’ i mpalcatura definita e finita di un disegno mentale o creativo, compiuto o da compiere. Disegno quale utopia, alchemica, concreta, pragmatica creazione, creativa concisa. Il disegno del fare, comporre, definire, del finire, finito con il segno. Il disegno universale e del mondo verso l ’ u manità umana e dell ’ arte, verso l ’ unità composta dal segno segnato, sognato nel segnale del sapere, esorcizzato dal segno del messaggio disegnato. Il mio segno grafico si fa Disegno. Il segno si fa ombra, volume, for ma disegnata, disegno concreto del divenire polivalente nell ’ ar te dell ’ immaginario creativo. Il silenzio vociante del disegno della creatività, del segno di ogni giorno, segno nel sogno del disegno, tra rivolta e rivoluzione: il mio disegno che segna il tempo nello spazio delimitato, territoriale o globale. Il mio di-segno. Calligrafia del sentimento della memoria e della ragione logica e creativa. Scrittura della mente ragionata, segno progettuale e memoriale culturale e for male. In ter mini estensivi e corali, il disegno in quanto tale, fa parte della mia vita, della mia ragione, della mia esistenza creativa e di artista, della mia intensa ed estesa attività di docente nell ’ Accademia di Belle Arti. Idea disegnata con il segno del disegno, della idea delle forme e dei gesti delle cose comuni in una comunanza di segni pensati. Creatività, immagine, composizione, progetto dell ’ opera grafica, definita con il segno. La ragione creativa e progettuale che si segna, disegnata con il personale segno di Nunzio Solendo, r iferito alla idea creativa nel divenire nella superficie e nello spazio limitato nella superficie del tempo. Disegno inteso quale scrittura del segno, della mente, del sentimento, della creatività, sostenuti dalla razionalità progettuale. E ’ la calligrafia fisica e psicologica per l ’ az ione deter minata del fare disegno, per tutti i versi compatibili e possibili dell ’ ar tista. Ogni segno tracciato dalla Natura o dagli uomini, sia nell ’ ar ia, nell ’ ac qua, nella terra, nel fuoco ed in ogni luogo, oppure qualunque traccia, impronta visibile lasciata dall ’ uomo, anche quale procedimento visivo di comunicazione su un territorio o in una superficie, possono essere definiti naturalmente: disegno naturale o umano.


Ogni individuo, traccia o agisce con un segno-disegno mater iale, fisico o mentale, razionale, creativo o istintivo. Ciò dipende dalla propria specifica identità o collocazione nella società o nel territorio culturale o ideologico di appartenenza. Disegno: calligrafia del sentimento della memor ia e della ragione logica o creativa. Grafia e scrittura estesa e modulata dell ’ idea creativa compiuta, di segno in segno per disegno, segni, segnali e simboli del “ di ” : segno doppio e significativo dell ’ i mmagine di-segnata. Tutto ciò è un aspetto personale d ’ indagine esplicitata sulla dissertazione del disegno. L ’ indagine è connessa ai segni tracciati nel disegno, in funzione principalmente visiva, oltre che propositiva di un progetto, di una memor ia, di una idea , di una opera-operazione definita o da definire oltre l ’ apparenza visibile. Come dire: io in segno disegno in quanto il segno segnala il significato del di-segno. Con segno, consegno il segnale simbolico o formale dell ’ idea creativa, compiuta o da compiere ovunque e comunque, relazionata all ’ universo privato e pubblico, in for ma di messaggio, di proposta in una superficie piana, sopra un supporto determinato ed imprevisto. Risultato: una carta disegnata, nella quale emerge la calligrafia del libero pensiero creativo posto all ’ attenzione dello sguardo attento di chi intende guardare oltre la superficie di-segnata. Oltre l ’ i mmagine, il di: doppio di-segno del significato. La mia concezione del segno è universale, il concetto del disegno è creativo e libertario.


... The age demanded an image. Ezra Pound

Fu Solendo che mi consentÏ il trasbordo serale da Ariccia, Traversando una Roma notturna, che somigliava alla Roma dei quadr i di Solendo, irta di tubi innocenti, Fino alla staz ione Ter mini, presidiata come un bunker, Nell ’ attesa della v isita del presidente Nixon. In treno, dor mivegliando, consumavo l'immaginetta di Majkovskij, che si suicida per amore, insieme a quella Di un cileno tr ansfuga che vende le cinte di finto coccodrillo, Esponendole sul tavolo del bar della scuola sindacale. All'alba Anc ona mi sovvenne, Tenuemente sorgente dalle acque, con il duomo seminascosto Dai s ilos portuali, odoros i di cemento. Vertigine dell'obbedienza politica. Sulle lampadine che calpestai, senza infranger le, leggo, come In una palla di vetro, che tu Vincenzo ( 1) salir ai le colline urbinati Dentro i cieli azzurri e bianchi di Piero della Francesca. Fatti dare le chiavi delle porte d'Appennino da Paolo Volponi: Lo vidi sereno alla Ter mopile di Ur bino, mentre r ipuliva Il suo giavellotto dattiloscritto sotto gli occhi della madre, Amorosi del figlio. Vorremmo, forse, Vincenzo, la certezza di Lucio Fontana, Il gesto finale, la luce infinita e immortale. Invece il mondo D'attorno s'avvita nella sua spirale, r iapparendo sottovetro Come uno snackbar autostradale nelle tele della pop-art yankee. E' impossibile usare il doppiodecimetro che, col compasso, Portammo nel cestino della colazione: Lunghezza, lar ghezza, altezza Sono modi di non vedere il fiume continuo e inesorabile, In cui la storia è corpuscolo diafano e solubile. Come nelle tue sculture, il guerriero e il santo e il re Appaiono for me invasive nella storia di questo spazio immenso. E le tre dimensioni canoniche irraggiano misure statiche, Incommensurabilmente illegibili. La fonte cristallina sgorga nuovi linguaggi che sincronizzano l'occhio. Il parlamento venato delle idee siede in per manenza e il fine E' la rifor ma delle regole del vedere. Vincenzo, il navicello è squassato dal vento del tempo


Una tempesta minima e massima è in atto e va ripercorsa onda per onda. L'argento, l'oro, il rame, il ferro, che usi coinvolgere In questa marina avventura danno senso e corpo all ’ immagine. Ricompare alla memoria, ineffabile, il circuito dei fantasmi, Ombre di ciò che è stato in un attimo breve. Ah, la storia fronteggia inutilmente all' immenso moto che l'avvolge: Imparare infine a leggere il senso del divenire continuo, Che sprigiona dall'energia. Parmenide, Par menide è sepolto nei manuali enciclopedici. A questo punto sarebbe impossibile a chiunque Rimettere in asse il mondo, usando il doppiodecimetro, Che, insieme al compasso, portammo nel cestino della colazione. Lunghezza, larghezza, altezza sono modalità analitiche di non vedere II fiume continuo e inesorabile e in esso la storia, granulo diafano e solubile. Saltini oggi scopriva che Pasolini non sapeva scrivere E Saltini lo scriveva sull'Espresso Tra una pagina di pubblic ità dei Monopoli di Stato E una mezza pagina di scarpe di gran lusso. Il fascino dei critici borghesi non è più nemmeno discreto. Pure, Vincenzo, questo mondo di vincitori cartapatinati non vincerà. Nelle botteghe umide, povere ancora, degli artisti Circolano già, clandestini, nuovi codici. Ormai la spaccatura tra arte e scienza Crepita brunita e diafana come una plastica di Burri Chi scocca la fiamma e unisce i due tronchi sanguinanti e divisi Barbara, Celarent, Darii, Ferio. Aperto è sempre il gioco degli antecedenti e dei conseguenti E i predicamenti egocentrici non coincidono più con la res extensa. Tale è il raggio della luce che cade sullo specchio E vi rimbalza seminando un nuovo errore. Mi stupì nel vecchio Mirò, disperso negli spazi stellati, Come l'oggetto minimo contenesse il colore dell'universo E ancora in Mastroianni mi stupì l'esplodere barocco della forma In spazi enormemente pieni, In cui si disperdeva vibrante la materia. Ricordo sempre i cartoni, Allineati nei corridoi della bella villa dì Marino, Tiepida di antichi splendori, Ad un passo dalle pietre serene rampanti nello spazio, Come mi stupisce ora la tua mano che appiana e anima La materia sviscerando l'infinito di sotterranee E sottaciute molecole. La materia ha un'anima di energia, un segreto mitico: II cosmo è ovunque e si rifrange. nel minimo e nel massimo. I limiti della conoscenza sono, come dici, linguistici. Con uguale sentimento mi sovviene Ezra Pound Nella bianca vecchiezza senza parole. Era stato Franco Foschi a chiamarlo sul colle caro a Leopardi,


Seguendo un ’ idea di Cecchini, geniale ciabattino-bibliotecario di Recanati. E Pound nella luce di una tarda primavera Scontava gli spunti della IV ar mata . "How to read" restava iI problema al quale dare risposta. Anche Guidi, che incontrai giorni addietro Su balcone delle Marche, "pleroma" in senso greco, Dispande la pienezza della luce come scoperta di energia. Il suo pennello è di luce e di luce risplende. Se attorno mi guardo in questa nostra città dì poeti visionari Che raddrizzano i modi della visione, come il fabbro il ferro, In mille città ideali dispersi e perseguitati dal morso atroce della vita, Mi pare di .ravvisare un secolo intero di pellegrinanti Rivolti alla meta, lontana e disparante, di un Eldorado linguistico. Ricordi, Vincenzo, l'incontro con Orfeo Tamburi Tra le moquettes rosse e le luci, nell'odore di nuovo del museo di Senigallia? C'era nelle parole ruvide e fraterne di quel cercatore solitario, Straniero ovunque e per un giorno con una patria nuova, Pure un richiamo all'infinito massimo che appare a chi sa navigare l'immagine, Percorrendo l'infinito minimo di un muro rossastro D'una casa del paradis o ( o inferno ) urbano che si chiama Parigi E che la Baudelaire indicava come un cosmo, Scenico palco della commedia umana. Il vento che sospirava su Melissa generò Treccani e Questi volti dai tratti che diradano, stagliandosi, Ad un tempo immoti e risorgenti, sull'infinita galassia del foglio. Siamo tutti insieme a sfogliare queste carte incise nella musica del silenzio. Sappiamo che il segno dell'arte è una traccia, ombra che Non si cancella sul muro della storia. Mi attanaglia in Treccani l'immagine di un fuoco rosso in cui brucia Una figura femminile, teneramente sottile Come un pettirosso dalle lunghe gambe, Incorniciato dai legni della finestra, ondeggiante sul flebile ramo. Così la coscienza che più mai seguiremo l'ala rotonda, Volteggiante nell'aria cristallina . Sbagliando imparai che l'universo Ha primavere di gialli teneri e liquidi azzurri. Questi inferno terreno ha i mille tormenti che dice Trubbiani, Inflitti alle for me zoomorfe in un bronzeo giardino dei supplizi E mischiate ha ancora mille icone lignee. Il rosso falò che vedi lontano brucia la speranza. Un'altra ne sarà concepita nel gioco disperato della vita. Ancora, Vincenzo, in questa sera tarda d'Occidente Il guerriero e il santo e il re appaiono for me invasive e Le tre dimensioni canoniche appaiono statiche misure. Al congresso di Ariccia, dove tu Vincenzo mi accompagnasti, Mangiammo con Mastroianni sul balcone di Castelgandolfo, in bilico sul lago, Mischiando una trota in cartoccio ai reperti della cultura aborigena australiana . Mi ritrovai incommensurabilmente operaista


E incommensurabilmente maggioritario Nella notte dor mii un sonno buono, poggiando la testa sulla Ventiquattr'ore. La politica mi assonna, ma le obbedivo. Perchè mi piaceva la bella bandiera rossa che Calabria, ora è un pò canuto, Sventolava nell'assise dì Roma. L ’ ’ u nico a costatare che ormai Gli artisti avevano il pennello sospeso e che Continuando su quella via dal ventre del popolo sarebbero nate madonne. Torno alla bottega, alla penna e alla matita: di professionalità Illuministe essudo per eserciz io ormai secolare. Ho bis ogno acuto Di bagnarmi tra la gente, la massa che dalla cultura Non ha avuto niente. Quando il sindaco Orciari consegnò a Pertini il tuo apologo Sbalzato sulla democrazia, ti vidi piangere di commozione. II lavoro culturale ancora ci aspetta: un mestiere come gli altri mestieri Di questa gente che per un attimo si accende in un applauso ondeggiante. Ho qui accanto il San Sebastiano di Mascalchi, che è una grande ala Di farfalla, librata nello spazio, trapunta da uno spillone bianco. Più lo guardo e più somiglia a un autoritratto collettivo. Capita, infatti, che conservi al Musinf memoria delle mie lotte poetiche. Disposte in ordine geometrico appaiono nello stesso scaffale, dove sono Le edizioni, belle come le mie, più belle delle mie, dell ’ amico Spatola. Siamo finiti lì, insieme per merito di una qualche frusciante Stagista universitaria, che non ha sbagliato ,visto che insieme eravamo nel 1962: i due poeti d ’ avanguardia dell ’ Università di Bologna. Libri d ’ ar tista. Alla caduta del prossimo muro saremo catalogati Tra gli insorgenti scapigliati di fine Novecento. In definitiva poeti minori, eroicamente sopravvissuti a barric ate Pleonastiche, ma annessi al ciclo dei vinti dal mercato editoriale di fine ‘ 900. Per sfuggire allo spillo di precarie entomologhe. come Pasolini, A tempo debito, avremmo dovuto saper meritare nemici più feroci. Volponi mi ripeteva spesso come Pasolini, da vero protagonista di un Secolo breve e crudele, fosse morto e risorto nella luci televisive del martirio. Umiliato corpo,crocefisso corpo, Nel sangue del litorale romano, Ove a rivolo scende l ’ umanità dolente del cerchio urbano.

Carlo Emanuele Bugatti

NOTE:


NUNZIO SOLENDO è nato a Reggio Calabria il 3 marzo 1937. Vive ed opera a Roma nel rione Celio in Via Ostilia 55 –

00184 ROMA

tel./fax 06 77 07 23 32

cell. 333 20 161 25

e- mail : nunzio.solendo@libero.it

E ’ Professore Titolare della 1a Cattedra di Pittura presso l ’ Accademia di Belle Arti di Roma. Il 2 Giugno del 2004 il Presidente della Repubblica gli ha conferito l ’ O norificenza di Cavaliere al Mer ito della Repubblica Italiana. E ’ attivo esponente delle Arti visive contemporanee, in qualità di pittore, incisore, grafico e progettista. Ad iniziare dal 1953 sono state allestite sue mostre personali e partecipazioni a mostre collettive nelle principali Gallerie d ’ Arte, Enti Espositivi e Musei italiani ed esteri; sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private, sia in Italia che all ’ es tero. Recensioni, saggi e testi critici, servizi audiovideo, ecc, di: Giuseppe Appella, Vito Apulejo, Giulio Carlo Argan, Car mine Benincasa, Enzo Bilardello, Renato Barilli, Massimo Bignardi, Carlo Emanuele Bugatti, Maur izio Calvesi, Luciano Caramel, Giovanni Carandente, Enrico Crispolti, Raffaele De Grada, Giorgio De Marchis, Mario De Micheli, Antonio Del Guercio, Giorgio Di Genova, B. Drudi, Franco Farina, Patrizia Ferri, Giuseppe Gatt, Guido Giuffrè, Roberto Gramoccia, Sergio Guarino, Domenico Guzzi, Luigi Lambertini, Pietro Marino, Filiberto Menna, Elio Mercuri, Dario Micacchi, Vincenzo Perna,

Fernando Miglietta, Guido Montana, Duilio Morosini, Mario Penelope, Paolo Portoghesi, Mario Quesada, Car lo Quintavalle, Ciro Ruju,

Roberto Savi, Giuseppe Selvaggi, Giorgio Seveso, Tonino Sicoli, Franco Solmi, Tommaso Trini, Antonello Trombadori, Francesco Vincitorio, Cesare Vivaldi. Esposizioni Collettive e Mostre Personali in Italia e all ’ Es tero: 1953 Reggio Calabria , Incontri della Gioventù Mostra di Pittura - Museo Nazionale. 1954 Vibo Valentia / Catanzaro , Mostra Nazionale Agosto Vibonese – Palazzo Comunale 1955 Roma , II^ Mostra Nazionale Arti Figurative - Palazzo Barberini.


Cosenza, Incontri della Gioventù / 1a Mostra Regionale d'Arti Figurative . 1956 Cosenza , 2a Mostra d'Arte Figurativa - Palazzo Comunale. 1957 Reggio Calabria , Mostra d'Arte Città di Reggio - Palazzo S. Giorgio. Reggio Calabria , Mostra Premio Città di Reggio - Palazzo della Provincia. 1958 Villa S. Giovanni / Reggio Calabria, 3a Mostra Nazionale di Pittura Premio Villa S. Giovanni. Roma , Mostra Nazionale Arte Giovanile - Palazzo delle Esposizioni. 1960 Reggio Calabria , Nunzio Solendo - Galleria d ’ Ar te La Vespa. Villa S. Giovanni / Reggio Calabria , Mostra 5° Premio Nazionale di Pittura Villa S. Giovanni. 1961 Parigi, Jeunes Peintres du Monde à Paris - Musée d'Art Moderne. Parigi, Nunzio Solendo - Musée d'Art Moderne / Foyer Jéunesse. Parigi, Exsposition Académie Populaire d'Arts Plastiques. 1962 Seoul - Corea, 6th Contemporary Art Exhibit. Roma, Galleria d ’ Ar te L'Obelisco. 1963 Roma, Nunzio Solendo - Galleria d ’ Arte L' Obelisco. Roma, Galleria d ’ Ar te La Nuova Pesa. 1964 Roma, Galleria d ’ Ar te Il Fante di Spade. 1965 Genazzano / Roma, Mostra XIII Premio Nazionale Genazzano – Museo Civico Roma, V Rassegna Arti Figurative Roma e Lazio - Palazzo delle Esposizioni. Roma – Bologna – Ferrara - Reggio Emilia - Parma, Prospettive 1.. Roma , Grafica Internazionale - Galleria d ’ Arte Due Mondi. 1966 Genazzano / Roma, Mostra XIV Premio Nazionale Genazzano – Museo Civico Ferrara, Nunzio Solendo - Galler ia d ’ Arte Il Bulino. Bologna, Nunzio Solendo - Galleria d ’ Arte Caldarese. Bari,

Nunzio Solendo - Galleria d ’ Ar te Il Sagittario.


Salerno, Nunzio Solendo - Galleria d ’ Ar te La Seggiola. 1967 Forio D ’ Ischia / Napoli, Arti Spazi Visivi e Comunicazioni di Massa. Livorno,

Nunzio Solendo - Galleria d ’ Arte Il Fante di Picche.

Macerata, Nunzio Solendo - Galleria d ’ Ar te L'Arco. Reggio Emilia – Modena - Par ma, Mostra 3° Premio Nazionale Disegno Politico Scalarini. Roma, Mostra Manifesto Anniversario Rivoluzione d ’ O ttobre - Libreria Rinascita. 1968 Roma, VI Biennale Romana Arti Figurative - Palazzo delle Esposizioni. Milano, Mostra 6° Premio Nazionale Tettamanti - Galleria d ’ Ar te 32. 1969 Modena - Reggio Emilia – Par ma,

Mostra 4° Premio Nazionale Disegno Politico

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Progettare l'Immaginario / Architettura e Arti Visive -

Palazzo


Comunale. Taverna / Catanzaro, L'Erranza Poetica 2 - Centro Studi Mattia Preti. Roma, Humourcalcio / Rassegna Internazionale Umoris mo e Satira - Foro Italico. Roma, Museo della Memoria - Urss / Giorni del Golpe - Palazzo della Civiltà / Eur. Roma, Idee per una Collezione / Disegni e Progetti - Galleria d ’ Ar te Eralov. Buenos Aires / Argentina,

Rassegna internazionale del Disegno -

Centro Cultural

Recoleta. 1993 Roma, Della Natura - Galleria d ’ Ar te Trifalco. Roma, Anni Settanta Anni Novanta - Galleria ArteSpazio. Roma, La Donna Autrice e Ispiratrice - Galleria 39Arte. Roma, Museo della Memor ia ‑ Humour Calcio - 41a Fiera Internazionale di Roma. 1994 Roma, Rassegna Internazionale Humour Calcio / Umoris mo e Satira - PalaEur. Roma, Naturale / Arte ‑ Architettura - Galleria d ’ Arte Eralov. Padova, Ad ognuno la Sua / 84 Bandiere di Artisti Contemporanei - Galleria Civica. 1995 Roma, I Luoghi della Memoria - Associazione culturale Liberopensiero. Roma, Eco e Narciso da Ovidio - Galleria d ’ Ar te Trifalco. 1996 Roma, Centro Storico ‑ Evento Urbano / Progetto Celio. Roma, Metamorphosi Urbana / interventi - Centro Storico. Roma, Progettare l'Utopia - Centro Storico. 1997 Roma, Evento / I Luoghi della Memoria - Piazza Campo de Fiori. Roma, Per combinazioni i Cos mati / Tassellazione e Spazio - Galleria d ’ Arte BhaArt. 1998 Roma, Metamorphosi / Struttura / Installazione - Galleria d ’ Ar te BhaArt. Tolentino / Macerata, Biennale Internazionale Umorismo nell'Arte - Museo Civico. Diamante / Cosenza, Murales / Resistere per esistere liberamente - Centro Storico. Maierà / Cosenza, Al – Limite - Palazzo Ducale. Scafati / Salerno, Le Porte dell'Arte ‑ Le Porte del Tempo - Mexall'Arte. 1999 Colonnella / Teramo, Accademia / Roma Milano - Palazzo Comunale. Rocca di Cave / Roma, Rassegna Internazionale Arte Contemporanea - Festoni Drappi & Feste - Centro Storico.


2000 Naro / Agrigento, Segni grafici a Naro dal ‘ 600 ad oggi - Museo della Grafica. Diamante / Cosenza, Percorsi del ‘ 9 00 / Murales - Centro Storico. 2001 Roma, O maggio a D ’ Annunzio - Galleria d ’ Ar te Le impronte degli uccelli. 2002 Roma, Un ’ O pera per bene operare - Palazzo Altemps. Patrasso / Grecia, 1st International Sy mposium of Painting - Galleria d ’ Ar te Zervas. 2003 Roma, Schegge d ’ Autore / Artisti per il Teatro - Teatro Belli. Monterosso Calabro / Vibo Valentia, VI Biennale Calabrese d ’ Ar te Contemporanea 2003 - Palazzo Comunale. Roma, Inchiostro indelebile / Impronte a regola d ’ ar te - MACRO

Museo d ’ Arte

Contemporanea Roma. 2004 Atene,, 1st International Oly mpic Exhibition – Zervas Gallery. Amantea / Cosenza, Fuori dall ’ Acqua – Rassegna d ’ Arte Contemporanea - Chiostro Monumentale S.Bernardino. Rende / Cosenza, Arte in Calabria 1960-2000 -

MAON

Museo d ’ Ar te dell ’ O tto e

Novecento - Palazzo Vitari. Albano di Lucania / Potenza, Giochi e Giocattoli – Rassegna di Arte Contemporanea Palazzo Comunale. Firenze, Culto e/o Cultura, Esposizione Collettiva - Galleria Arte Contemporanea Studio L ’ Indiano. 2005 Atessa / Chieti, Tensioni e riflessi del Sangro – Mostra d ’ Arte Contemporanea Omaggio a Giò Pomodoro - Palazzo Ferri. 2006 Roma, DonnArt / Arte per Roma Arte per il sociale - Centro Espositivo Dipartimento Cavea / Facoltà di Architettura. Roma, Il Segno Contemporaneo Italiano - Museo Venanzo Crocetti


Nunzio Solendo