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insieme mensile di attualità e cultura dell’Agro

Anno VI - n. 09 Ottobre 2011 € 2,00

Camminiamo insieme “Urge una spiritualità ordinaria della gioia” Mons. Giuseppe Giudice


Foto di copertina Salvatore Alfano

Sommario

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ottobre 2011

Comunicare la tradizione

La foto di copertina è stata scattata nella concattedrale di Episcopio durante la Celebrazione per il 25° anniversario di sacerdozio di Mons. Giuseppe Giudice

Parte la III edizione del concorso scolastico promosso da Insieme

Editoriale

La bacheca

05 Assisi culla della pace

Le rubriche 59 Spazio consulenza

50 I nostri auguri

di Silvio Longobardi

di Carolina Rossi

a cura della Redazione

Spazio Scuola

60 Congregazione Suore di S. Giovanni Battista

In diocesi

14 Il Vescovo scrive agli studenti

51 Uffici diocesani e associazioni a cura della Redazione

a cura di Mariangela Giudice

di Carmine Giordano

61 Il legale risponde a cura dell’avv. G. Severino

Cultura

Vita nell’Agro 20 Notizie dall’Agro-nocerino

58 Libri, storia, arte, film e Musica a cura della Redazione

a cura di Salvatore D’Angelo

Ultima fermata 62 Gioco d’azzardo, una piaga sociale di Peppe Iannicelli

PRIMO PIANO

Vita ecclesiale 31 La nota

di Antonietta Abete

News dalle parrocchie 33 Notizie dalle parrocchie

06 La chiesa di Nocera 08 “Mi vuoi bene?” 11 Insieme... dalle radici alla chioma

In parrocchia

13 “Guardiamo in alto”

41 Pagine parrocchiali

insieme Mensile di attualità e cultura dell’Agro Espressione della comunità ecclesiale nocerino-sarnese Registrato presso il Tribunale di Nocera Inferiore n. 624/06 del 16 giugno 2006. Iscritto al R.O.C. n. 14248 dal 28/07/06. Membro Federazione Italiana Settimanali Cattolici, Associato Unione Stampa Periodica Italiana

Editore Associazione Editrice Insieme Luciano Vastola (presidente) Direttore Responsabile Andrea Annunziata

Direttore Editoriale Silvio Longobardi Redazione Salvatore D’Angelo, Mariangela Giudice Coordinatrice Antonietta Abete Segreteria di redazione Maria Luisa Franco Marketing Sofia Russo Amministrazione don Gaetano Ferraioli Hanno collaborato P. Pietro Lombardi, Giuseppe Calabrese, Gabriella Calenda, Francesco Li Pira, Salvatore prof. D’Angelo, Giuseppe Citarella, Maria Ermelinda Di Lieto, Danilo Sorrentino, Gruppo Scout Angri 2, Marcello Carmine Pappacena, Giuseppe Robustelli, Matilede Ippolito, Rosa Cammarano, Francesco Silvestri, don Aniello

Mario Carillo, Sergio Velardo, Michele Raiola, Fabio Senatore, Maria Sessa, Carlo Attanasio, don Gaetano Ferraioli, Martina Nacchio, Donatella Ferrara, Guido Caringi, don Piercatello Liccardo, Giuseppe Contaldo, Edoardo Tafuto, don Natalino Gentile, Giuseppe Ianniello, Carolina Rossi, Giovanni Severino, Carmine Giordano, Peppe Iannicelli, Giuseppe Della Morte

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EDITORIALE di Silvio Longobardi

Assisi culla della pace

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l Papa torna ad Assisi, vi giunge come pellegrino e mendicante. Ha chiesto agli altri leader religiosi di unirsi a lui per invocare la pace. Non ci sono colloqui di pace, non vengono disegnate road map. Assisi è luogo di preghiera. Questo semplice gesto, il più umile che l’uomo possa fare, è una profezia, ricorda al mondo che la pace è dono di Dio e che i credenti sono in prima fila nel tessere i fili della convivenza che unisce tutti i popoli in un abbraccio che non annulla la diversità. I cristiani si sentono chiamati a stare in prima fila. Nel Novecento hanno pagato un altissimo tributo di sangue ai regimi totalitari che volevano cancellare la fede e ancora oggi sono le prime vittime di una violenza che troppo spesso è fatta in nome di Dio. All’inizio del Novecento molti erano convinti che il cristianesimo aveva imboccato la strada del declino. Una visione scientifica e razionale del mondo avrebbe in breve tempo destituito quella religiosa. Questa fosca previsione era solo una proiezione ideologica. Alla fine del secolo il cristianesimo appare più vivo che mai e capace di partecipare da protagonista allo sviluppo di un mondo più umano. Era questa l’idea che ha guidato il pontificato di Giovanni Paolo II. Papa Wojtyla aveva sperimentato nella sua patria la forza sociale del cristianesimo. L’incontro mondiale di Assisi, celebrato nel 1986, si inserisce nel solco di una più ampia strategia volta a ridare fiato ad una presenza attiva della Chiesa sulla scena mondiale. Agli inizi degli anni ’80 c’era ancora la guerra

fredda. Stati Uniti e Unione Sovietica si guardavano con sospetto, Quegli anni, segnati dall’attentato a Giovanni Paolo II, trovarono proprio in lui un coraggioso leader capace di tessere una trama per ridare all’umanità speranze di pace. Il primo passo fu quello di incanalare la contestazione degli operai polacchi nella via di una protesta non violenta. Il secondo fu la consacrazione dell’umanità al Cuore Immacolato di Maria, avvenuta il 25 marzo 1984 durante l’Anno della Redenzione. Il terzo fu l’incontro di Assisi. In queste mosse vi è una precisa strategia che chiama tutti a costruire la pace: la società civile, i governi nazionali, le religioni. Tutto questo sotto lo sguardo del Cielo e della Vergine Maria alla quale Papa Wojtyla non si stancava di affidare le sorti dell’umanità.

Solo stando insieme, senza perdere la legittima diversità, le religioni possono diventare il motore della pace

L’incontro di Assisi segna un punto di non ritorno, papa Wojtyla raccoglie e sviluppa l’intuizione di Paolo VI che nel 1967 volle istituire una Giornata Mondiale di preghiera per la pace, confermando, se mai ce ne fosse bisogno, che il cristianesimo è impegnato a costruire la pacifica convivenza tra i popoli. Ma Giovanni Paolo II dice qualcosa in più, ad Assisi egli invita tutti i leader religiosi, quella convocazione, che tanto ha urtato mons. Marcel Lefebvre, indicava con chiarezza la strada da percorrere: solo stando insieme, senza perdere la legittima diversità, le religioni possono diventare il motore della pace e contribuire così a realizzare quella convivenza plurale in cui ciascuno può liberamente realizzare se stesso secondo il criterio enunciato da Paolo VI: “Nessuno sia costretto a credere. Nessuno sia costretto a non credere”. Il Papa polacco aveva forse intuito le avvisaglie di quella nuova e più aspra conflittualità tra i popoli che oggi domina lo scenario mondiale, uno scontro che, non poche volte, trova alimento proprio nella visione religiosa di un Islam che fatica a liberarsi dalla zavorra della sua storia e ad accettare di dialogare alla pari con tutti. Assisi ricorderà a tutti che l’incontro fraterno è la via della pace. Insieme - Ottobre 2011

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IN PRIMO PIANO di Antonietta Abete

LA CHIESA DI NOCERA Ecco le scelte del Vescovo

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on è difficile tratteggiare l’immagine di Chiesa che emerge nelle prime scelte compiute dal Vescovo Giuseppe. Sono passati poco più di cento giorni dal suo insediamento sulla cattedra di san Prisco, pochi in apparenza, eppure bastano per inquadrare la personalità del Pastore e i sentieri sui quali egli vuole camminare, insieme a tutto il popolo di Dio che vive in questa terra benedetta e martoriata. Provo a raccogliere spunti, si tratta a volte solo di impressioni, desidero consegnarle a tutti con la libertà del cronista che non cerca solo di raccontare gli eventi ma anche di leggere tra le righe. Nella sua prima omelia come Vescovo ha disegnato il volto di una Chiesa missionaria, una Chiesa non preoccupata solo di custodire il gregge dei fedeli ma anche di andare in cerca delle pecore smarrite, una Chiesa che esce dal sacro recinto e per-

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corre i vicoli della storia, entra nelle case dove la gente vive e soffre, porta a tutti la bella notizia. L’annuncio deve tornare ad essere una priorità, un dovere che riguarda tutto il popolo di Dio, presbiteri e laici. Per questo, a giudizio del Vescovo, c’è bisogno di una semplificazione della struttura curiale, una sostanziale diminuzione degli uffici al fine di garantire una maggiore dinamicità dell’azione pastorale e una più stretta sinergia tra i vari ambiti. In questi mesi anche lui si è messo in cammino, visitando le comunità della diocesi, partecipando a diversi campi estivi organizzati dalle parrocchie, incontrando adulti, giovani e famiglie. Il Vescovo è inviato a tutto il popolo di Dio, è chiamato a stare in mezzo alla gente. Ma deve anche costruire un legame privilegiato con i preti: sono i suoi primi collaboratori. È un tema che sta particolarmente a cuore al nostro Pastore. Fin dall’inizio ha scelto di vivere con alcuni presbiteri, una piccola co-


Foto Salvatore Alfano

Dalla lettera ai presbiteri Il tempo nel quale il Signore ci ha posti può essere definito con le categorie della complessità, della frammentazione e dispersione. Tutto ciò, a volte, crea sfiducia, disimpegno, rinuncia e la coscienza di essere inutili, inascoltati, inadeguati, fuori luogo e fuori tempo. Sentiamo il bisogno di recuperare l’essenziale, la semplicità, l’unitarietà, l’autenticità, la verità, la bellezza, la gioia di essere preti. “La luce del Vangelo rischiara il panorama del mondo: le ombre sono là, terribili e forti. Ma dovunque quella luce si posa, il riflesso di Dio risalta” (Paolo VI, Parole sulla fede).

La Concattredrale di Episcopio gremita di gente durante la Celebrazione del 25° anniversario di sacerdozio del Vescovo Giuseppe

munità che egli chiama “la famiglia del Vescovo”. Ai preti dedica la sua prima visita pastorale, ha scelto di incontrarli uno ad uno, ciascuno nel luogo dove vive e svolge il suo ministero. Un gesto delicato di attenzione che dice la sua paternità. Prima di stilare piani pastorali, ai preti chiede una vita santa. È la necessaria premessa per dare il giusto valore alle parole e alle opere. Ha scelto di predicare lui stesso – solo per quest’anno, ha aggiunto – gli esercizi spirituali al clero diocesano. Si è impegnato a far emergere la testimonianza di santità di quei preti che hanno lasciato un profumo di Vangelo: don Enrico Smaldone e don Gaetano Ficuciello.

Accogliendo la testimonianza di Giovanni Paolo II, il Vescovo Giuseppe ha fatto capire che i giovani non sono un ambito della pastorale ma il cuore della comunità ecclesiale. Per questo ha voluto incontrare i giovani della diocesi prima ancora di fare il suo ingresso ufficiale ed ha sperimentato l’abbraccio caloroso di mille e più ragazzi che hanno riempito la storica Badia di Cava. Nel primo mese del suo ministero episcopale, con geniale intuizione, ha istituito il Consiglio Episcopale dei Giovani, un piccolo gruppo di dodici giovani, due per ogni forania, che aiutano il Vescovo a vedere la realtà con gli occhi e il cuore dei giovani. E che portano nei diversi luoghi la parola e i desideri del Pastore. Una scelta chiara che avrà non poche conseguenze sul piano pastorale. Il Vescovo Giuseppe desidera una Chiesa dove la comunione diventa dialogo rispettoso e cordiale e assume lo stile

Dall’Omelia del 4 giugno Vorrei uscire dalla Chiesa cattedrale e raggiungere tutti coloro che sono lontani, distratti, che forse si sentono esclusi da questo nostro convenire. Vorrei andare ai crocicchi delle strade, nelle famiglie, nei negozi, nei bar, nei luoghi di ritrovo e di sofferenza, davanti ai monasteri e nei pressi delle case religiose e invitare ognuno, sussurrando specialmente alle orecchie dei giovani, dicendo: Venite, venite alla festa! Vieni, senza di te c’è un posto vuoto!

della sinodalità. Una Chiesa che impara a camminare insieme. Una meta ambiziosa che egli ha voluto presentare fin dall’inizio. Di qui l’istituzione delle unità sinodali, comunità parrocchiali che sono legate da vincoli di carità. Nella Chiesa di Dio il Vescovo esercita con autorità il suo ministero. È questo il suo peculiare carisma. La paternità si manifesta nell’accoglienza ma anche nel discernimento e nelle decisioni. Alcuni pensano che il Vescovo debba ascoltare tutti e poi decidere. Il nostro Pastore, invece, almeno così mi pare di poter dire leggendo i primi gesti, ritiene suo dovere indicare con chiarezza la strada. È vero che egli ha l’ultima parola, ma la familiarità con lo Spirito gli impone di dire anche la prima parola, quella che sveglia una comunità assopita e mette in cammino verso orizzonti inediti. Ad alcuni forse questo modo di fare sembra troppo decisionista, difficile trovare una linea che accontenta tutti. Il Vescovo non vuole decidere da solo ma non può rinunciare ad essere una guida autorevole del popolo che Dio gli ha affidato. “In questi mesi avete cominciato a conoscere i miei difetti”, ha detto il Vescovo ai presbiteri. Sì, ma abbiamo anche imparato a conoscere il tuo amore per la Chiesa e il desiderio di consumare la tua vita per questa terra, sicut Christus. Questo ci basta. Silvio Longobardi

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“Mi vuoi bene?” Solenne Celebrazione eucaristica per il 25esimo anniversario di sacerdozio di Mons. Giuseppe Giudice

Mons. Mario Vassalluzzo legge il messaggio augurale, dando voce a tutta la Chiesa

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iù volte lo sguardo si sofferma a contemplare il fiume di gente che riempie la Concattedrale di San Michele Arcangelo. «Grazie a ciascuno di voi, non per ciò che fate, ma per ciò che siete» aveva detto il giorno prima Mons. Giuseppe Giudice, a conclusione del convegno diocesano Insieme… dalle radici alla chioma. Ed ora quello sguardo che indugia, che scruta i volti attento e premuroso, mentre rende grazie a Dio per il suo sacerdozio racconta, più delle parole, l’amore per la gente a cui desidera annunciare il Vangelo della gioia. Chissà quante volte nel corso della Celebrazione eucaristica il suo cuore è ritornato al 27 settembre del 1986, quando disteso sul pavimento della Chiesa di San Pietro Apostolo ha pronunciato il suo Eccomi e ha chiesto al Signore “manda me!”. Sono passate da poco le 19,00 quando la solenne processione varca la navata centrale del Duomo, ad accoglierla un’assemblea numerosa ed emozionata: i familiari del Vescovo, i religiosi e tanta gente accorsa per rendere grazie a Dio, insieme al suo pastore, per il dono del sacerdozio. In un clima denso di silenzio e attesa, risuona vigorosa la parola di Dio. Il Vangelo di

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Alla scuola del Maestro

E, in seminario, mi sono rimesso in cammino alla scuola dell’unico Maestro. Mi sono fatto di nuovo discepolo, anzi, mi sono fatto “pecora”, per essere cercato dal buon Pastore e diventare a mia volta pastore. Dall’omelia di Mons. Giudice

Foto Salvatore Alfano (3)

Il Giubileo sacerdotale


Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?

Mons. Illiano consegna al suo successore l’anello e la croce pettorale avute in dono a conclusione del Sinodo diocesano nel 2001, perché il Sinodo resti un passaggio indelebile nel cammino pastorale della diocesi e un invito a camminare insieme

(Gv 21,15) GIUSEPPE, FIGLIO DI ANGELO E REGINA, MI AMI TU PIÙ DI COSTORO? Sorelle e fratelli, la prima volta la domanda di Gesù è risuonata sul lago della mia vita nel tempo della giovinezza. Ed io ho risposto, forse senza comprendere la vera portata della domanda: Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene. E Gesù: Pasci i miei agnelli. Agnelli da pascere sono stati per me i fanciulli della scuola elementare, affidati alle mie cure di maestro unico. Quante cose ho imparato alla loro scuola, apprendendo una metodologia che ha segnato la mia vita pastorale. Mi hanno insegnato lo stupore, la semplicità, la gioia, l’affidamento, la vita che si fa gioco, la capacità di ricominciare (…) Dall’omelia di Mons. Giudice

Il vescovo ha ringraziato suor Sabina, del monastero di santa Chiara a Nocera, che ha cantato il Gloria durante la Celebrazione. Mons. Giudice ha espresso gioia per questa presenza, ricordando che i due monasteri di clausura sono una ricchezza per la nostra Diocesi

Giovanni, al capitolo 21, ci riporta sul lago di Tiberiade. Gesù, risorto da morte, si manifesta ai discepoli che avevano pescato invano per tutta la notte. Insieme consumano il pasto, poi la domanda di Gesù a Pietro, ripetuta per ben tre volte: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami tu più di costoro?». A partire da questo fondamentale interrogativo, quello a cui ciascuno cerca timidamente di rispondere con la propria esistenza, il vescovo Giuseppe, utilizzando un registro narrativo, ha riletto la sua vita, ricordando gli episodi in cui quella stessa domanda è risuonata nella sua vita. Ha rievocato gli anni della giovinezza, quando ha amato Gesù attraverso il suo lavoro di maestro unico e seguendo i ragazzi dell’Azione cattolica in parrocchia. Ha rinnovato il suo eccomi in semi-

nario, negli anni della formazione, prima a Napoli e poi a Roma, negli impegni pastorali, diocesani e regionali, fino a giungere alla chiamata episcopale. Il Vescovo ha rammentato come nel tempo il Signore gli ha chiesto sempre di più, ed egli ha potuto rispondere di sì perché “da Lui ha sempre ricevuto un di più”. All’inizio e alla fine della sua riflessione, il Vescovo ha ricordato i suoi genitori: «Giuseppe, figlio di Angelo e Regina, mi ami tu più di costoro?». Nel giorno del suo giubileo sacerdotale, Mons. Giudice ha messo al primo posto la mamma e il papà. Questa scelta ci aiuta a comprendere l’affetto per le sue radici, l’attaccamento alla sua terra e ai sacri affetti che gli hanno donato la vita e insegnato a pronunciare le prime parole della fede. Insieme - Ottobre 2011

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Foto Salvatore Alfano (2)

Ecco, Sorelle e Fratelli, ora che abbiamo atteso anche il più piccolo che era nei campi (cfr. 1 Sam 16,11); ora che nella gratitudine abbiamo raccolto ogni frammento di vita donata; ora, sulla mensa nei segni sacramentali, viene nuovamente Colui che sempre ci chiede: Mi ami tu? E ci accorgiamo che tutta la nostra vita è un pallido tentativo di rispondere a questa domanda fondamentale, l’unica, ognuno secondo il proprio carisma. Sorelle e Fratelli, aiutatemi voi a rispondere sempre al Maestro con più coscienza, con più generosità, con più prontezza. Rispondiamogli insieme nella fede di Pietro e della Chiesa: Tu solo hai parole di vita eterna! (Gv 6,68). Dall’omelia di Mons. Giudice

Il vangelo racconta che Gesù per tre volte interroga Pietro, egli ha aggiunto una quarta chiamata: «Giuseppe, figlio di Angelo e Regina, mi ami tu più di costoro? Nella sera della vita, deposti la mitra e il pastorale, segni del servizio - ha detto il Vescovo - con la voce ormai flebile, con il corpo consumato nell’amore alla mia Chiesa, spero di poter ancora rispondere, gioioso nel cuore: Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene! E l’Amen sfocerà nell’Alleluja della Compieta». Un Pastore che volge lo sguardo al futuro, non solo a quello più vicino ed immediato, egli si spinge oltre, fino a tessere lo scenario della chiamata più importante, quella che conduce al cospetto di Dio e della sua misericordia. Il Vescovo ha donato a tutti i presbiteri un copricalice. I sei vicari foranei lo hanno ricevuto dalle mani del pastore per affidarlo ai sacerdoti della forania. «Ha scelto un segno eucaristico – ha spiegato – così quando nell’Eucaristia pronuncerete il mio nome ricorderete che vi voglio bene, che vi porto nel cuore e insieme costruiamo la Chiesa di Nocera Inferiore-Sarno». La bella e solenne celebrazione si è conclusa con un gesto profondo e delicato. Il Vescovo emerito Mons. Gioacchino Illiano, dopo aver letto il suo messaggio di auguri, ha regalato al suo successore l’anello e la croce pettorale avuti in dono a conclusione del Sinodo diocesano nel 2001, “perché il Sinodo resti un passaggio indelebile nel cammino pastorale della diocesi”. Un applauso lungo e pieno di affetto si è levato dall’assemblea, che ha manifestato l’affetto e il calore per una Chiesa che cammina insieme nel segno dell’unità. Antonietta Abete

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Il taglio della torta insieme a Mons. Angelo Spinillo, vescovo di Aversa e Mons. Mario Vassalluzzo

Non è mancato all’importante appuntamento don Salvatore Sanseverino, delegato ad Omnia della diocesi di Teggiano – Policastro che ha condiviso con il Vescovo lo sbocciare della vocazione, l’ordinazione sacerdotale, la chiamata e la consacrazione episcopale. Erano presenti il vescovo emerito Mons. Gioacchino Illiano, Mons. Angelo Spinillo, vescovo di Aversa, Mons. Orazio Soricelli, arcivescovo di Amalfi-Cava e Mons. Ciro Miniero, novello vescovo della diocesi di Vallo della Lucania.


Foto Salvatore Alfano (2)

IL CONVEGNO

Lo scorso 26 settembre, nella Cattedrale di Nocera Inferiore, la Chiesa diocesana si è riunita per il Convegno diocesano

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Insieme… dalle radici alla chioma

n convegno per fare il punto della situazione della nostra Chiesa particolare, rievocando il cammino sinodale e le idee-guida che ci hanno accompagnato nell’ultimo decennio, prima di partire per il prossimo anno pastorale e investire ogni palpito del cuore in “una evangelizzazione nuova”. Gli eventi su cui soffermarsi erano numerosi ed importanti. Quest’anno, infatti, si festeggia-

no i 25 anni della fusione delle due Diocesi di Nocera dei Pagani e Sarno; ricorre il X anniversario della conclusione del Sinodo diocesano e della beatificazione di Alfonso M. Fusco e Tommanso M. Fusco. A tessere i fili della storia, alla presenza del vescovo diocesano, c’erano Mons. Carmine Citarella e Mons. Francesco Alfano, Vescovo dell’Alta Irpinia. Ha moderato la serata don Silvio Longobardi.

L’INTERVENTO DI DON CARMINE CITARELLA

“COMINCIÒ DI NUOVO A INSEGNARE”

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ons. Citarella ha ricordato che il 30 settembre 1986, mentre il Vescovo Nuzzi compiva nel segreto la sua via crucis, l’ex Diocesi di Nocera de’ Pagani e l’ex Diocesi di Sarno, in seguito alla ristrutturazione delle Diocesi in Italia, sono state unite in una sola Diocesi con la nuova denominazione: Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno. Lentamente le due attuali foranie di Sarno e S. Valentino Torio sono entrate nell’idea dell’unità, grazie anche alla prudenza pastorale e alla strategia della gradualità adottate per 23 anni dal Vescovo Illiano che proprio allora, di lì a qualche mese, faceva il suo ingresso in Diocesi con il motto e l’impegno “ut unum sint”. Grazie al Sinodo – ha continuato don Carmine – tutti gli steccati sono stati definitivamente abbattuti. Proprio negli anni della preparazione al Sinodo la sciagura della

«Ricominciare – ha ricordato ad apertura del convegno don Silvio Longobardi – è un verbo che lega il passato e il presente. Ricominciamo mettendoci in ascolto della Parola». Giovanna Abbagnara, sposa e madre, ha offerto una lectio sul brano evangelico di Marta e Maria (Lc 10,38 - 42). Nella sua voce risuonava anche quella di suor Chiara Cristiana, Badessa del Monastero delle Clarisse di Nocera Inferiore. Così, nella riflessione si sono intrecciate la dimensione monastica e quella domestica.

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Foto Salvatore Alfano

frana del 5 maggio 1998, che portò la città di Sarno alla triste ribalta della cronaca, unì le due ex compagini ecclesiali nel segno della solidarietà e della carità. Il X anniversario della conclusione del Sinodo diocesano Il Sinodo fu voluto dal Vescovo Illiano per promuovere in Diocesi una più completa attuazione del Concilio: per non fermarsi solo a una riforma liturgica, ma proseguire in un rinnovamento pastorale di tutta la vita e l’opera della Chiesa. Si colse l’occasione della preparazione al Grande Giubileo del 2000 per dire anche a Nocera-Sarno “convertiamoci con tutta la Chiesa a una nuova pastorale, capace di affrontare le nuove sfide del mondo che cambia”. Il Sinodo si concluse ufficialmente il 10 giugno 2001 allo Stadio S. Francesco di Nocera, nella solennità della SS. Trinità. Tuttavia la conclusione vera e propria con la firma, da parte del Vescovo e del Segretario Generale, del Libro del Sinodo, avvenne nella Messa conclusiva del I Congresso eucaristico della unita Diocesi di Nocera Inferiore - Sarno il 21 ottobre di quello stesso anno. X anniversario della Beatificazione dei Fusco Questo evento, che ebbe luogo in Piazza S. Pietro il 7 ottobre 2001 con il Beato Giovanni Paolo II, ha dietro di sé sia la sollecitudine pastorale del Vescovo Iolando e del Vescovo Gioacchino, sia il lavoro instancabile delle Congregazioni religiose che i nuovi Beati hanno fondato. Don Carmine ha sottolineato come la glorificazione di questi due sacerdoti, dallo spirito profondamente missionario, attenti ai segni dei tempi e alle povertà del proprio territorio, è stata un forte richiamo per i sacerdoti. Senza il “motore ecclesiale” del clero, infatti, nessun rinnovamento è possibile.

L’INTERVENTO DI MONS. FRANCO ALFANO

LE RADICI DI UN PROGETTO

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on Franco, sempre emozionato quando ritorna nella sua diocesi di origine, ha chiarito fin dalle prime battute che il suo intervento aveva lo scopo di andare alle radici del Sinodo, un compito non semplice perché le radici sono complesse e spesso sovrapposte. Egli ne ha individuate tre: L’ecclesiologia di comunione, il fondamento teologico della pastorale e la corresponsabilità. Sono tre linee di fondo da tener sempre presente quando si parla del Sinodo. Poi c’è la linfa che è la Parola di Dio. Per il Sinodo, la linfa è stata il brano di Isaia 58, consegnato dal vescovo Gioacchino fin dai primi passi. Ecclesiologia di comunione Don Franco ha ricordato i primi versetti del capitolo 58 di Isaia. Il profeta è inviato a gridare ad alta voce, la sua è una parola di denuncia, perché la relazione con Dio non era vissuta in modo autentico, tragicamente separata dal rapporto con gli altri e la

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Nel corso della serata, Alfio Liotta, doppiatore professionista, speaker e attore, accompagnato dal suono melodioso di una chitarra, ha letto due poesie di Mons. Giudice: A forma di croce e Emmaus. Un caloroso applauso si è levato dall’assemblea. I testi sono stati pubblicati nel libro Frammenti di Luce, con una divisione tematica che aiuta il lettore a rileggere il percorso esistenziale di don Peppino, oggi Vescovo di Nocera – Sarno, che fin da ragazzo ha usato la poesia per raccogliere le riflessioni che nascevano dalla vita e dalla preghiera. Per info, contattare la redazione allo 081 513 45 04

dignità del fratello era spesso calpestata. La prima radice, l’Ecclesiologia di comunione – ha ricordato don Franco – prima di riversarsi nel Libro del Sinodo, è stata anzitutto una forte esperienza di Chiesa». Ha ricordato l’indagine presinodale, voluta da Mons. Illiano che aveva chiesto il discernimento comunitario. «Per collocare la nostra esperienza di Chiesa dentro la storia, nella realtà nella quale vivevamo, c’era il bisogno di capire: grazie all’indagine abbiamo coinvolto tutti, anche enti cristianamente non ispirati, perché ci stava a cuore tutto l’uomo. Vorrei anche ricordare che abbiamo cercato di vivere e pensare la nostra Chiesa attraverso la triplice ripartizione delle aree: l’area della Celebrazione, quella dell’Annuncio e della Testimonianza, seguendo le indicazioni del convegno delle Chiese italiane a Palermo». La pastorale «Volevamo rileggere e rilanciare la pastorale, andando a cogliere il suo fondamento teologico. La pastorale ordinaria rischia di insistere sulle iniziative e sui risultati, dimenticando il fondamento teologico. “Quale digiuno vuole Dio?”, ci siamo chiesti. Abbiamo compreso che bisognava percorrere il sentiero della giustizia e della liberazione degli oppressi, accogliere chi bussa e non è accolto nella sua dignità. Ecco, dunque, il desiderio di una pastorale audace, capace di annunciare ad ogni uomo il Dio che salva. Un’altra scelta qualificante è stata il primato della testimonianza della carità. Com’è possibile giungere alla carità senza partire dalla carità? In principio c’è l’Amore, ma come posso annunciarlo se non mi nutro di lui? Ecco la decisione di ripartire dagli ultimi, che i Vescovi negli anni 80 avevano già individuato nella famiglia, nei giovani e nel mondo del lavoro». La Corresponsabilità «Il Sinodo ci ha ricordato - ha continuato Mons. Alfano - che la Corresponsabilità non è un diritto, è un dovere. Come si vive la Corresponsabilità? Agendo da battezzati e rilanciando gli organi di partecipazione, dai consigli pastorali agli Uffici diocesani, ristabilendo la centralità della parrocchia. Si parlò anche di coordinamento foraniale, cioè di collaborazione con le comunità vicine».


“Guardiamo in alto” L’intervento di Mons. Giuseppe Giudice

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Guardiamo avanti: Mi fu rivolta questa parola dal Signore: “Che cosa vedi, Geremia?”. Risposi: “Vedo un ramo di mandorlo” (Ger, 1,11) «Abbiamo bisogno di uno sguardo profetico, di speranza, contro la tendenza, che fu già di Geremia di lamentarsi. Vedo un ramo di “mandorlo”: non solo guardare, ma vedere con lo sguardo nuovo e profetico. “La lampada del corpo è l’occhio, perciò, se il tuo occhio è semplice, tutto il tuo corpo sarà luminoso” (Mt 6,22). Questo sguardo per noi Chiesa ha il nome di una virtù teologale: la Speranza. Ho l’impressione - ha ammonito il Vescovo - che stiamo vivendo, non solo nella nostra Chiesa ma in generale, un grave deficit di Speranza». Guardiamoci attorno: “Perché i campi già biondeggiano per la mietitura” (Gv 4,35) «Guardiamoci attorno - ha continuato - ci accorgiamo che la pastorale non può dimenticare la geografia e la storia: l’oggi di Dio richiede sempre un hic et nunc. Abbiamo bisogno di immergerci in questa storia. Lo sguardo intorno non esclude lo sguardo dentro, nella coscienza, nell’anima, dove il sì va detto e celebrato per poi diventare testimonianza. È sempre un bene ricordare il rapporto tra pagliuzza e trave (cfr. Mt 7,3) nel discernimento pastorale». Guardiamo in alto: “Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto (Gv, 19,37) «Non siamo chiamati a contemplare le radici senza le quali l’albero non regge, ma la chioma. Lo sguar-

Foto Salvatore Alfano

chiudere il convegno è stato il Vescovo Giuseppe a cui sta a cuore ricominciare una evangelizzazione nuova in questa terra dell’Agro. Insieme, ha ricordato il Vescovo, è la traduzione ecclesiale della comunione trinitaria che intercorre tra le tre diverse persone: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. E ha invitato la Chiesa affidatagli dal santo Padre, ad avere un triplice sguardo. do in alto, al trafitto, ci ricorda il dinamismo spirituale dell’opera evangelizzatrice. Guardare in alto significa esser uomini e donne spirituali, significa, nel paradosso cristiano, che non siamo ancorati alla terra ma al cielo. Non ci può essere dimensione orizzontale, senza slancio verticale. Urge una spiritualità ordinaria della gioia. Guardiamo in alto, al Signore che è nostra meta e nostro conforto e che ci custodisce sempre sotto il suo sguardo misericordioso. Chiediamo lo sguardo di Gesù - ha concluso - nella culla, dal basso verso l’alto, vede la Madre. Sulla croce, dall’alto verso il basso, vede la Madre. A Lei noi chiediamo, Stella dell’Evangelizzazione, il canto del Magnificat».

L’APPUNTAMENTO Una messa per I GENITORI che hanno perso un figlio L’appuntamento è per il 18 novembre, nella Concattedrale di Sarno, alle 18,30 Nel mese in cui ricordiamo i defunti, Mons. Giuseppe Giudice celebrerà una Messa per le famiglie che hanno perso un figlio, giovani vite spesso strappate all’affetto dei genitori da tremende malattie o incidenti stradali. «La Celebrazione eucaristica - ha ricordato il Vescovo - è un modo per accompagnare le famiglie che sono state visitate da un grande dolore». Un’Eucaristia, dunque, per fare memoria, per pregare e riflettere insieme sul mistero della morte.

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SPAZIO SCUOLA a cura di Mariangela Giudice

Il Vescovo

scrive Foto Salvatore Alfano

agli studenti

Mons. Giudice ha inviato un messaggio in vista dell’apertura dell’anno scolastico Carissimi Studenti, il Vescovo, nel primo giorno del nuovo Anno Scolastico, vuole accompagnarvi e venire a scuola con voi. So che avreste voluto prolungare le vacanze, ma è tempo di ricominciare il vostro lavoro. La scuola è, nonostante le difficoltà, una grande palestra, dove ci si allena per la grande partita della vita. E voi siete sportivi! Ma senza regole, si è sleali, e non si vince. Saluto i Dirigenti, i Docenti, il Personale tutto; saluto i genitori, che investono molto nella scuola e saluto innanzitutto voi, studenti. Saluto te, che cominci con il grembiule che odora di nuovo, e fai fatica a staccarti dalla famiglia. Saluto te, che quest’anno concluderai e già pensi al domani. E saluto tutti voi, che avete un lungo tratto ancora da percorrere. A scuola si impara non solo “a leggere, a scrivere e a far di conto”, ma si cresce insieme, e spesso sui banchi di scuola nascono le amicizie più belle, che durano tutta una vita. A scuola si va per studiare – con passione e metodo – per entrare nel mondo affascinante del conoscere e dell’approfondire, per guardare alla vita con occhi

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intelligenti. Non facciamo della scuola il luogo del nulla! Buon Anno, fanciulli, ragazzi, adolescenti, giovani! Ogni giorno, un po’ al giorno, tutti i giorni, appassionatevi allo studio serio per crescere umanamente ed anche spiritualmente. Ditevi: a me sta a cuore la mia vita! Il Vescovo vi benedice, si siede accanto a voi, vicino al vostro banco per suggerirvi una parola di incoraggiamento, di fiducia, di speranza. In  classe, vogliatevi bene, rispettatevi e rispettate l’ambiente. Fate della scuola – con l’aiuto di tutti – una Comunità educante dove ognuno si senta accolto, dove si impara il rispetto per ogni uomo, per ogni cultura, per tutti. E, approfondendo la Religione Cattolica, ricordate che Gesù viene a scuola con voi per farvi crescere “in sapienza, età e grazia” (Lc 2,52). Buon Anno e… se sarete impegnati non vi accorgerete che, fra pochi giorni, suonerà la campanella e l’Anno sarà finito e voi sarete cresciuti. Nocera Inferiore, 3 settembre 2011 Vi benedico † Giuseppe Vescovo


Un gesto salutato positivamente. Ciò fa capire quanto sia ancora tenuta in considerazione la figura del Vescovo nel suo ruolo di guida. Mons. Giudice, con poche ma efficaci parole, tocca molti argomenti ritenuti importanti dagli alunni, dagli insegnanti, dai genitori.

Si è fatto nostro compagno «“Ditevi: a me sta a cuore la mia vita”, questa frase mi ha subito colpita perché l’ho sentita come mia. In queste parole del vescovo ho ritrovato tutti gli insegnamenti di mio padre: avere rispetto di me stessa e degli altri, poiché rispettare gli altri significa rispettare anche se stessi. Per questo la Scuola rappresenta per me un luogo da amare, sia per il bagaglio culturale che ci fornisce, sia perché ci prepara al mondo del lavoro. Il Vescovo, attraverso queste semplici parole, ha compiuto un gesto molto significativo: si è fatto nostro compagno di percorso. È importante che noi giovani possiamo sentirlo vicino, poiché spesso ci manca una guida in tal senso. Ci auguriamo che continui a guidarci anche in futuro». Miriana, studentessa

Foto Salvatore Alfano

I commenti

Dai giovani agli adulti: un messaggio che orienta verso i giusti valori il percorso scolastico

Ha richiamato l’attenzione sul valore dell’istruzione Fa eco il papà: «Mi trovo sulla stessa lunghezza d’onda del vescovo. Alcune parole le ripeto io stesso ai miei figli. Trovo importante il riferimento “In classe vogliatevi bene, rispettatevi e rispettate l’ambiente”. Non è scontato che i ragazzi lo facciano, noi genitori per primi dovremmo dare l’esempio, consapevoli che l’ambiente è tutto il contesto non solo materiale che ci circonda. Passando attraverso il rispetto ai docenti e all’ambiente scolastico, si arriva al rispetto di sé e si contribuisce a migliorare la società. Spero che prossimamente il vescovo si rivolga in particolare anche ai docenti, che devono accogliere, capire, aiutare i ragazzi nel percorso di crescita». Carlo, papà

Il vescovo ha colto nel segno «Il vescovo ha colto nel segno quando ci fa capire che la scuola non è solo un luogo in cui devi assimilare nozioni. Infatti, di tutto il messaggio, io vorrei sottolineare questa frase: “A scuola si impara non solo a leggere, a scrivere e a far di conto, ma si cresce insieme, e spesso sui banchi di scuola nascono le amicizie più belle, che durano tutta una vita”. Per me è così, la scuola è innanzitutto un luogo di relazioni». Emanuele è prossimo alla maturità, al grande scoglio dell’esame di stato. «Colpisce che il vescovo si riferisca a tutte le fasce d’età

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e, con sintesi, a tutti veramente. Come, ad esempio, quando si rivolge ai ragazzi che quest’anno concluderanno, ma già pensano al domani: con poche parole ha disegnato tutte le ansie e le inquietudini della nostra situazione. Molti di noi sono indecisi sul proprio futuro o, peggio ancora, sono scoraggiati e disillusi. Io so già che il percorso di studi che vorrei intraprendere all’università mi porterà a penare tantissimo per inserirmi nel mercato del lavoro, ma di certo non posso addentrarmi in un ambito lavorativo che svolgerei controvoglia. Sentire il vescovo vicino, che si interessa a noi, forse non migliora la situazione, ma ci fa sentire meno soli e ci riporta ad una giusta visione della vita». Emanuele, studente

Ha dato sostegno a noi genitori Elena è madre di due figli che ha sempre incoraggiato a raggiungere i migliori risultati a scuola, sostenendoli anche con sacrifici. In lei c’è una fiducia incrollabile nel confronti della cultura: «Sicuramente la scuola come istituzione è molto in crisi, ed è importante che il vescovo abbia richiamato l’attenzione sul valore e sull’importanza dell’istruzione. Mio marito ed io abbiamo sempre incoraggiato i nostri figli su questa strada, sicuri che li possa ripagare, nonostante sia lunga e difficile. Ma le famiglie da sole non ce la fanno, c’è bisogno del sostegno di altre istituzioni, quindi ben venga il vescovo con le sue parole, che spronano i

ragazzi a non perdere il loro tempo tra i banchi!». Elena, mamma

Si rivolge a tutti Don Vincenzo Buono, oltre ad aver divulgato il messaggio nella comunità parrocchiale, l’ha affidato anche ad alcune insegnanti e Dirigenti scolastici che frequentano assiduamente la parrocchia, affinché diffondessero il messaggio nelle scuole. «È innanzitutto compito dei sacerdoti di diffondere le parole del Pastore, bisogna sostenere questo desiderio del vescovo di parlare, di farsi vicino alle varie categorie umane e sociali. Specialmente in un settore così importante che riguarda i giovani». Don Vincenzo Buono, parroco

Attraverso i giovani ha parlato anche agli insegnanti «Attraverso le parole che ha rivolto ai giovani, ha chiamato in causa anche noi insegnanti. È principalmente nostro compito rendere la scuola un luogo di crescita e formazione, accogliente e umano, una palestra dove ci si allena per la grande partita della vita. Se i ragazzi sono gli sportivi, noi siamo gli allenatori, e il vescovo ci richiama a mettere impegno per rendere i nostri ragazzi dei campioni!». Un insegnante


Comunicare la tradizione Al via la terza edizione del concorso promosso da Insieme per le scuole. Quest’anno i nostri ragazzi proveranno a rendere attuale il patrimonio di tradizioni della nostra cultura

BANDO DI CONCORSO La Redazione di Insieme, mensile di attualità e cultura dell’Agro Nocerino-Sarnese e voce dell’informazione diocesana, presenta la terza edizione di Insieme per le scuole – Concorso di comunicazione. Il tema scelto quest’anno è la TRADIZIONE.

La tradizione Dal latino traditio, nel diritto romano indicava la trasmissione di un bene, mobile o immobile, dalla mano di un soggetto che lo dava alla mano di un soggetto che lo riceveva. Nel corso dei secoli, il termine ha acquisito significati più profondi delle semplici accezioni giuridiche. La tradizione è la radice della nostra storia, la nostra memoria storica e collettiva, quella che influenza la nostra crescita e getta le basi del nostro divenire. Rappresenta inoltre un’efficace trasmissione di saperi che permette di non dimenticare le proprie origini. Sono molti, infatti, i tesori che vanno perduti, perché persi nell’oblio della frenesia della nostra società e spesso diventa difficile mantenere e riconoscere la propria identità.

La tradizione è quindi ogni forma di trasmissione di valori, norme, credenze, stili, atteggiamenti e comportamenti, che avviene tra individui o gruppi che normalmente appartengono a generazioni successive.

Comunicare la tradizione Come si può comunicare la tradizione? La diffusione del patrimonio culturale era anticamente affidata alla trasmissione orale, che per secoli ha rappresentato la memoria delle società occidentali, e non solo. Oggi “tradizione” vuol dire anche, semplicemente, ricordare ciò che i nostri nonni da bambini facevano. Le poesie, le filastrocche, le preghiere in vernacolo, i giochi. Ma anche ricordare gli strumenti di lavoro di una volta, come svolgevano i lavori di casa le mamme dei nostri nonni, le ricette “tradizionali”. Ai fini del nostro concorso, si può comunicare la tradizione attraverso elaborati scritti, racconti, fumetti, disegni, raccolte fotografiche, plastici che rappresentano utensili o strumenti di lavoro tradizionali. Ma anche, perché no, utilizzare le nuove tecnologie per raccontare, filmare e registrare i ricordi dei nostri nonni.

REGOLAMENTO Art. 1: Finalità Questo concorso ha l’obiettivo di stimolare negli studenti la ricerca e l’amore per il passato, rivalutando gli antichi saperi che sono alla base della nostra storia personale, culturale e sociale. Contestualmente, il concorso ha l’obiettivo di esortare gli studenti allo studio delle diverse tecniche e dei diversi mezzi di comunicazione. L’intento è offrire stimoli per rinnovare la tradizione e sperimentare l’innovazione. Il tema del concorso a cui ispirarsi è “Comunicare la tradizione”. Il modo di comunicare nella nostra società si avvale di molteplici canali. Non solo quelli legati alle tecnologie. I partecipanti potranno trasmettere la personale visione di tradizione utilizzando tutti gli strumenti di comunicazione che reputano utili ed efficaci. Immagini, disegni, raccolte fotografiche, elaborati poetici o narrativi, storie reali o inventate, elaborati musicali, elaborati audiovisivi, creazione di spot pubblicitari televisivi/ radiofonici/stampa, ecc… Ogni mese, da novembre 2011 a gennaio 2012, Insieme pubblicherà suggerimenti, indicazioni e consigli nello spazio dedicato alle scuole.

Art. 2: Modalità di iscrizione Sono due le modalità e due le quote di iscrizione: - intero istituto, quota € 100,00. Con questa modalità di iscrizione, tutti gli alunni e/o gruppi di alunni di un istituto possono partecipare al concorso, ognuno con un elaborato. Ogni istituto riceverà mensilmente, per tutta la durata del concorso, 5 copie della rivista Insieme, per poter consultare liberamente le informazioni di cui si necessita. - singolo alunno e/o gruppo, quota € 25,00. Con questa modalità potranno partecipare tutti gli alunni e/o i gruppi di alunni appartenenti ad istituti che non partecipano nella loro interezza al concorso. Ogni ragazzo e/o gruppo riceverà mensilmente, per tutta la durata del concorso, 1 copia della rivista Insieme, per poter consultare liberamente le informazioni di cui si necessita. Il versamento dovrà essere effettuato sul c/c postale 77164507, intestato ad “associazione EDITRICE INSIEME, Via Adriana, n°18, CAP 84012, Angri (Sa)”. Le iscrizioni sono aperte dal 15 settembre 2011 al 31 gennaio 2012.

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Per iscriversi basta compilare IN STAMPATELLO i moduli di iscrizione. L’allegato “A” deve essere compilato in caso di iscrizione dell’intero istituto, mentre bisogna compilare l’allegato “B” in caso di iscrizione del singolo alunno e/o gruppo, dove per gruppo può intendersi anche un’intera classe. L’allegato, completo in tutte le sue parti, e la ricevuta del versamento dovranno essere inviati via fax allo 081 513 45 04, in alternativa potranno essere spediti: - per posta, mezzo raccomandata all’indirizzo “EDITRICE INSIEME, Via Adriana, n°18, CAP 84012, Angri (Sa)”; OPPURE - con una e-mail all’indirizzo redazioneinsieme@alice.it; Per l’invio tramite posta elettronica è ammessa la scansione della ricevuta. Gli allegati possono essere richiesti presso le segreterie delle scuole, oppure è possibile farne richiesta tramite il nostro contatto di Facebook o per posta elettronica. Art. 3: Modalità di partecipazione Il concorso è aperto a tutti gli studenti delle scuole elementari, medie e superiori dell’Agro Nocerino - Sarnese. Gli studenti possono preparare il loro elaborato individualmente o in gruppo ed inviarlo entro il 29 febbraio 2012 alla redazione della rivista: - per posta, mezzo raccomandata all’indirizzo “EDITRICE INSIEME, Via Adriana, n°18, CAP 84012, Angri (Sa)”; - con una e-mail all’indirizzo redazioneinsieme@alice.it; - consegnarlo direttamente in redazione dal lunedì al venerdì, dalle 9:30 alle 13:30, all’indirizzo sopra riportato. Gli elaborati inviati non saranno restituiti. Tutti gli elaborati devono essere inviati in DUPLICE COPIA, se possibile, completa di scheda tecnica, da redigere in forma libera, contenente le seguenti indicazioni: o nome, cognome e recapiti del/degli autore/i: telefono, indirizzo, e-mail, ecc.. (contatti Facebook o Msn facoltativi); o nome e grado della scuola; o classe e/o insegnante di riferimento; o motivazioni che hanno ispirato l’elaborato. Art. 4: Categorie di premiazione I vincitori del concorso saranno tre, uno per ogni grado di istruzione: un vincitore tra tutti gli elaborati pervenuti dalle scuole elementari; un vincitore tra tutti gli elaborati pervenuti dalle scuole medie inferiori; un vincitore tra tutti gli elaborati pervenuti dalle scuole medie superiori. Art. 5: I premi I premi sono di due tipi:

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- VISITA EDUCATIVA-CULTURALE ALLA SCOPERTA DEI LUOGHI IN CUI NASCE LA COMUNICAZIONE DI MASSA, ovvero visita guidata in sedi preposte alla produzione di informazione (centri di produzione, sedi audio-televisive, redazioni) se a vincere sarà un elaborato preparato in gruppo o da una classe (n.b. a partecipare alla visita saranno esclusivamente gli autori dell’elaborato). La meta sarà comunicata il giorno della premiazione e la scelta sarà fatta tenendo presente la categoria dei vincitori; - IN AZIONE SUL CAMPO, un giorno da protagonista in una vera realtà in cui si lavora per la comunicazione, in base alla natura dell’elaborato, se a vincere sarà un elaborato preparato da un singolo. Inoltre verrà conferito il Premio Speciale “Vincenzo Vastola” all’istituto che presenterà più elaborati, consistente in un PACCO LIBRI del valore di 300,00 euro. Sul numero di marzo 2012 di Insieme sarà indicata la data e il luogo della cerimonia di premiazione, che avverrà all’interno del Convegno sulla Comunicazione, giunto alla sua settima edizione ed organizzato in collaborazione con l’Ufficio Comunicazioni Sociali e con l’Ufficio diocesano per il Progetto Culturale. Durante il Convegno saranno esposti gli elaborati pervenuti e comunicati i nomi dei vincitori. Art. 6: Criteri di valutazione I progetti che arriveranno in redazione saranno trasmessi all’attenzione della giuria di valutazione, composta da esperti del campo della comunicazione. La giuria valuterà le opere sulla base dell’effettiva congruenza dei progetti rispetto alle finalità, agli obiettivi, ai soggetti coinvolti e all’originalità. Art. 7: Diffusione del bando Il bando del concorso verrà pubblicato sul numero di ottobre 2011 della rivista Insieme e sulla bacheca di Facebook della “Redazione Insieme”, da aggiungere ai contatti tramite la mail redazioneinsieme@live.it. Inoltre il bando verrà consegnato ai dirigenti di tutte le scuole elementari, medie e superiori dell’Agro nocerino-sarnese. Art. 8: Disposizioni finali Ai sensi del D.lgs. 196/03, tutti i dati personali saranno utilizzati solo per quanto attiene i concorsi e le attività collegate. I dati raccolti non verranno in alcun modo comunicati o diffusi a terzi per finalità diverse da quelle del concorso. La partecipazione al concorso comporta l’accettazione di tutte le norme contenute nel presente bando. La non accettazione anche di una sola di queste, annulla la partecipazione al concorso. È facoltà dell’organizzazione del concorso abbinare iniziative promozionali, in tempi e modi da stabilirsi. L’organizzazione si riserva altresì il diritto di far riprendere lo spettacolo della premiazione da emittenti televisive locali o nazionali. L’esibizione dei partecipanti è da intendersi gratuita. I concorrenti autorizzano la pubblicazione degli elaborati presentati, nelle forme e nelle quantità stabilite dagli organizzatori del concorso, a titolo gratuito.


VITA NELL’AGRO a cura di Salvatore D’Angelo

ICI E CHIESA Ritorna spesso d’attualità la polemica sul pagamento dell’Ici da parte della Chiesa, nonché le perplessità sull’8xmille. Attraverso l’opinione di giornalisti ed esperti abbiamo cercato di fare un po’ di chiarezza

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apita spesso che si accusi la Chiesa e lo Stato Vaticano di godere di privilegi a discapito dei cittadini italiani. Per questo, sporadicamente ma non troppo, ritornano di attualità le polemiche sul rapporto tra istituzioni religiose e tasse. I contestatori, esponenti di sinistra e radicali che imperversano anche in rete, chiedono che sia cancellata l’esenzione dall’Ici e dall’Ires per la Chiesa Cattolica e di eliminare l’8xmille. Anche se è bene ricordare che la Chiesa paga già l’Ici, per gli immobili dati in affitto e le strutture alberghiere, e che all’8xmille non concorre da sola, ma insieme alla Tavola Valdese, l’Unione Italiana delle Chiese Avventiste del Settimo Giorno, le Assemblee di Dio in Italia, l’Unione del comunità ebraiche italiane, la Chiesa evangelica luterana in Italia. Infine c’è un settimo soggetto a cui può essere destinato l’8xmille, ed è lo Stato italiano. Scrive Patrizia Clementi su Avvenire: «Si presentano le agevolazioni come se riguardassero solo gli enti ecclesiastici e non anche un’ampia platea di enti appartenenti al mondo del cosiddetto non profit». Rispetto al pagamento dell’ICI è sempre Clementi a precisare: «La norma contestata è quella che esenta gli immobili nei quali gli enti non commerciali svolgono alcune specifiche e definite attività di rilevante valore sociale. Non è vero che l’esenzione sia destinata a favorire solo gli enti

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appartenenti alla Chiesa cattolica, dal momento che si applica a tutti gli enti non commerciali, categoria nella quale gli enti ecclesiastici rientrano esattamente come molti altri soggetti del mondo non profit come, ad esempio, le associazioni sportive dilettantistiche e quelle di promozione sociale, le organizzazioni di volontariato e le onlus, le fondazioni e le pro-loco, le organizzazioni non governative e gli enti pubblici territoriali, le aziende sanitarie e gli istituti previdenziali. Un’ulteriore inesattezza riguarda la delimitazione della tipologia di immobili oggetto di agevolazione: l’esenzione non riguarda tutti gli immobili di proprietà degli enti non commerciali, ma solo quelli destinati – per intero – allo svolgimento delle attività che la legge prevede. In tutti gli altri casi (librerie, ristoranti, hotel, negozi e per le abitazioni concesse in locazione) l’imposta è dovuta». Un analogo discorso può essere fatto a proposito della riduzione dell’Ires (l’imposta sui redditi delle persone giuridiche. Sulla questione si sono espressi in tanti. Umberto Folena, sempre di Avvenire, ha anche scritto un interessante libro “La vera questua” (2007) ed è intervenuto per esempio sui cosiddetti alberghi super lusso gestiti da congregazioni religiose: «Scrivono che Chiaravalle, alle porte di Milano, è un resort cinque stelle a 300 euro a botta, ma sanno bene che Chiaravalle è un normale monastero cistercense che per una celletta della foresteria e tre pasti frugali al dì chiede


un’offerta di 40 euro, ma se uno non li ha, pazienza». Addirittura c’è pure chi avanza una revisione del Concordato e dei Patti Lateranensi. Prova a spiegare l’impossibilità di tali affermazioni la professoressa Lorenza Violini, che in un’intervista a ilsussidiario.net afferma: «È del tutto pretestuoso pensare che gli accordi tra Stato italiano e Santa Sede su questo argomento, cioè il pagamento dell’Ici e l’incasso dell’8 per mille, siano qualcosa contrario all’ordinamento costituzionale. Qui stiamo parlando di accordi sanciti costituzionalmente tra Governo italiano e Santa Sede. Ciò che è entrato nell’ordinamento con legge e per di più in forza di un accordo tra Stato e Santa Sede è ben difficile possa essere considerato contrario alla costituzione che prevede proprio questa procedura per regolare i rapporti tra Stato e Vaticano». Una normativa che secondo Violini non è possibile modificare per via parlamentare oppure referendaria. Le cose, insomma, non sono mai come qualcuno vuole far credere. Da ciò il suggerimento di Francesco Anfossi su Famiglia Cristiana: «Meditate, amici laicisti e un po’ tafazisti,

meditate. Prendetevela con la chiesa adorante dei “fedeli del nero”, del mancato scontrino e della fattura che non c’è. Non guardate il dito che indica la luna. Guardate la luna». Infine, bisogna considerare che la rinuncia al gettito da parte dello Stato (o dei comuni nel caso dell’Ici) non costituisce una privazione per la collettività, ma il sostegno a una meritoria opera i cui benefici ricadono innanzitutto sulla stessa comunità e che i bisogni a cui gli enti non riuscirebbero più a dare risposta dovrebbero essere, in un modo o nell’altro, soddisfatti dall’ente pubblico. Una cosa che ad oggi apparirebbe davvero impossibile. Salvatore D’Angelo

Ecco le edicole dove puoi trovare Insieme! INDIRIZZO

CITTA’

Via dei Goti, 11 Via dei Goti Piazza Doria C.so Vitt. Eman. 42 Via M. Nonio Balbo Piazza Amendola, 17 Via Roma, 79 Via Loria, 31 Via Russo Piazza Zanardelli Via Cesarano Via Caduti di Superga, 5 Via G. Marconi Via Ugo Foscolo, 34 Via Gramsci C.so Umberto I, 11 Via Roma, 50 Via Roma, 85-87 Via Dante Alighieri

ANGRI ANGRI ANGRI NOCERA INFERIORE NOCERA INFERIORE NOCERA INFERIORE NOCERA INFERIORE NOCERA INFERIORE NOCERA INFERIORE ROCCAPIEMONTE PAGANI PAGANI PAGANI S. EGIDIO DEL M. ALBINO SAN MARZANO/SARNO SAN VALENTINO TORIO SARNO SARNO POGGIOMARINO


L’ESPERIENZA

Il “miracolo” di un incontro

speciale Alcuni volontari insieme ai pellegrini

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n pellegrinaggio con il treno bianco della P.U.A.C.S., incontro a Maria. Questo viaggio, che ha contribuito a vedere con occhi diversi la sofferenza che pure vive sulla sua pelle, lo ha vissuto una ragazza originaria di Salerno. Ha 33 anni la protagonista di questa storia, si è laureata da qualche tempo all’Università di Salerno, dove continua a lavorare come collaboratrice, è cresciuta in Azione Cattolica ed oggi vive l’esperienza del CVS, Centro volontari della sofferenza. È diversamente abile, la sua esistenza è sulla carrozzina, ma di certo non ha perso la voglia di vivere e lo stimolo ad essere vicina al prossimo. A Lourdes è andata con la madre ed alcune amiche. Non aveva messo in conto questo viaggio eppure, davanti all’invito delle amiche ad andare presso la grotta di Massabielles, non ha saputo dire di no. Probabilmente aspettava solamente che qualcuno la invogliasse e quel qualcuno è arrivato. Certo, non sono mancate le difficoltà. Muoversi in carrozzina non è facilissimo, ma la fede e la voglia di incontrare la Vergine hanno vinto. A fare da tramite in questo pellegrinaggio tra il terreno ed il divino sono stati i volontari della P.U.A.C.S. di Pagani, la cui presenza è stata definita dalla giovane pellegrina «accogliente, attenta e gioiosa». «Siete in tanti – scrive – ma ciascuno di voi è stato per me un compagno di viaggio importante». La giovane salernitana ringrazia per «il sorriso ricevuto» da chi ha solo incrociato, fino «alle grandi emozioni condivise con chi

Una giovane pellegrina scrive ai volontari che l’hanno accompagnata a Lourdes lo scorso agosto: «Non sapevo cosa aspettarmi e nemmeno cosa cercavo, sono però tornata davvero trasformata e con una carica in più» è stato posto al mio fianco in treno, in albergo e nelle varie giornate». Tra questi Maria Grazia: «Il mio angelo custode personale». «Il vostro entusiasmo spontaneo e contagioso e l’attenzione costante nelle grandi e piccole cose hanno sciolto la mia timidezza e i timori che avevo prima della partenza», scrive la protagonista della nostra storia, che si augura di essere stata capace di accogliere i gesti di amore che i volontari le hanno continuamente rivolto. «Grazie per gli sguardi, i sorrisi, i gesti e le parole con cui mi avete accompagnato e guidato, nel cammino e nella preghiera, nel silenzio e nell’allegria, nei canti e nelle chiacchierate, nella stanchezza e nei momenti di entusiasmo. Il sorriso che vi ha contraddistinto sempre, anche nella fatica, e le emozioni che trasparivano dai vostri volti sono stati davvero per me la più bella testimonianza della gioia e della forza che dà un’esperienza di servizio e di amicizia vissuta nel nome di Gesù». Che ricompensa, dunque, per le decine di giovani che anche quest’anno hanno deciso di trascorrere le proprie vacanze sul treno bianco, al servizio dei sofferenti. Tanti volti sconosciuti che hanno rallegrato la vita di chi costantemente deve confrontarsi con la malattia. E la gioia che si respira nelle parole della pellegrina potrebbe essere considerata come un primo miracolo: «Con gioia ringrazio il Signore e la Madonna per avermi donato in voi incontri e amicizie così speciali!». Salvatore D’Angelo


Musica e solidarietà L’associazione Agro…polis finanzia l’acquisto di apparecchiature mediche all’“Umberto I”

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razie ai fondi raccolti con la seconda edizione del Memorial di beneficenza “Tutti insieme per Clorinda“ l’Associazione SocioCulturale “Agro…Polis” è riuscita a raggiungere diversi obiettivi. Tra questi c’è stato l’acquisto, su richiesta del direttore della pediatria, dottor Giovanni Amendola, di un Otoscopio da parete completo di Kit di Testine a Fibre Ottiche. Il dottor Amendola e tutto il personale medico

e paramedico hanno gradito la donazione, ringraziando l’associazione “Agro…Polis” per aver consentito di completare l’attrezzatura dell’Ambulatorio di Emergenza – Urgenza, permettendo di offrire ai piccoli utenti una migliore e più qualificata assistenza. Il sodalizio nocerino, intanto, è già al lavoro per l’organizzazione della terza edizione del memorial “Tutti insieme per Clorinda” che si terrà il prossimo dicembre.

Il pronto soccorso c’è Ha aperto finalmente i battenti il pronto soccorso dell’ospedale “Umberto I”. All’interno della struttura si trovano la shock room dedicata al trattamento dei pazienti critici, una saletta chirurgica, una sala per l’isolamento dei casi infettivi, un’astanteria. Il Pronto Soccorso, inoltre, è collegato direttamente ed internamente con laboratorio, radiologia e rianimazione.

Obesità e minori

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uello dell’obesità infantile è oggi un vero e proprio allarme. Un fenomeno che, è stato stimato, colpisce un bambino su quattro e rischia di diventare un problema di enorme rilevanza sociale. Alla base del fenomeno vi sono varie cause, che spesso interagiscono fra loro: dalla eccessiva e cattiva alimentazione alla mancanza di attività fisica, da fattori genetici o familiari ad alterazioni ormonali. In tale ambito educare il bambino alle corrette abitudini alimentari e ad uno stile di vita sano è di fondamentale importanza. Le regole sono poche e semplici. Si parte da una corretta colazione al mattino, un momento troppo spesso trascurato, che però è essenziale. Marmellata, yogurt, latte, frutta e cereali sono alimenti sani, nutrienti e sempre vari. A metà mattina e nel pomeriggio bisogna fare uno spuntino, magari a base di frutta. A pranzo e a cena mangiare verdura, e scegliere un solo alimento fra la pasta, il pane e le patate. Altrettanto importante è invogliare il bambino a praticare almeno uno sport (il nuoto è quello più adatto, ma in generale vanne bene tutti gli sport), inducendolo anche al movimento spontaneo (scale a piedi, passeggiate etc.). L’ideale sarebbe che il bambino evitasse di stare seduto per ore davanti al televisore o al computer: è infatti documentato il rapporto diretto tra sovrappeso ed ore passate in questo modo. L’obesità è quindi il prodotto di vari fattori, per questo più che parlare di “dieta” bisogna aiutare il bambino a modificare il proprio stile di vita, all’insegna del binomio “movimento-corretta alimentazione”. Bisogna, inoltre, far leva su un cambiamento dello stile di vita che deve coinvolgere tutta la famiglia: fare colazione insieme, verdure crude e cotte sempre presenti ai pasti principali, organizzazione di “macedonia party”, più tempo dedicato dai genitori al movimento con i propri figli. Tutto diventa uno stimolo positivo per il ragazzo che sperimenta così percorsi nuovi evitando anche problemi psicologici quali depressione, disagio e isolamento. Giuseppe Calabrese (Si ringrazia il dr. Basilio Malamisura, dirigente responsabile Unità Operativa di Pediatria dell’ospedale di Cava de’ Tirreni)


La precedenza a chi? Sotto osservazione per l’ennesima volta le rotonde. Una segnalazione arriva per quella tra via Badia e via Ardinghi ad Angri. Il problema resta la mancata precedenza

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i ritorna a parlare di rotonde. La prima volta fu proprio al debutto della rubrica “Strade sicure”. È passato qualche mese, ma le difficoltà a rapportarsi con queste “sconosciute” sono sempre tante. Le regole più difficili da capire, probabilmente, riguardano la precedenza. Passare o lasciare passare, per alcuni, è un dilemma. Il minimo errore rischia di sfociare in sinistro stradale. È quello che racconta il signor Franco Silvestri che, in una lettera alla redazione, mette sotto accusa la nuova rotonda realizzata ad Angri tra via Santa Lucia, via Badia, via Ardinghi e via San Leuci. Il nostro lettore segnala sopratutto la mancanza della segnaletica stradale, scarsa e poco visibile, in via San Leuci, «nel tratto che dalla nuova rotonda innesta via Dante Alighieri e termina, senza sbocco, alle spalle di via Santa Lucia». Nei pochi mesi di vita dell’opera stradale, inoltre, «si sono già registrati diversi incidenti» scrive Silvestri, «alcuni imputabili esclusivamente alla guida, gli altri

www.angri.info

Angri, un incidente alla rotonda di Via Badia

da imputare alla mancanza di conoscenza delle norme che regolano la precedenza nelle rotonde e alla mancata osservazione dei segnali che pur sono ben visibili». Il problema precedenze, comunque, riguarda anche altre rotonde da molto più tempo presenti sul territorio dell’Agro nocerino-sarnese. Un esempio arriva da Pagani, alla rotonda tra via De Gasperi e via Mangioni, nei pressi del mercato ortofrutticolo, l’ingorgo è continuo e le regole del codice della strada sembrano non esistere. Stesso avviene in piazza Lago a Sarno, ma qui la rotonda deve essere ancora realizzata. Il fenomeno mancata precedenza non si rileva più, o quanto meno è limitato, alla rotonda tra via Villanova e rampe di Chivoli a Nocera Inferiore, in questo caso l’inserimento di uno stop è stato salva vita. Stando ai fatti occorrerebbe ritornare tutti a scuola guida per imparare, o quanto meno avere una rinfrescata, delle nozioni relative alla precedenza in concomitanza delle rotonde.

CONOSCIAMOLI MEGLIO Questioni di precedenza… DARE PRECEDENZA Questo segnale si trova a breve distanza dalla strada che ha il diritto di precedenza. In particolare non può essere a una distanza superiore ai 25 metri fuori dai centri abitati e a non più di 10 metri nei centri abitati. Fuori dai centri abitati è preceduto dal segnale di “Preavviso di dare precedenza” integrato da un pannello che indica la distanza dall’incrocio. Che cosa fare? È importante rallentare o, in caso di necessità, fermarsi e dare la precedenza ai veicoli provenienti da destra e da sinistra e poi superare l’incrocio velocemente. Nella zona interessata dall’incrocio è vietata la sosta e il sorpasso. Chi è in bici dovrebbe fermarsi sempre e attraversare la strada solo quando c’è la certezza che la strada sia libera.

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STRISCIA DI PRECEDENZA Questa segnalazione orizzontale è costituita da una serie di triangoli bianchi con la punta rivolta verso il basso. Indica al conducente che ha l’obbligo di dare la precedenza.

Che cosa fare? Se non ci sono veicoli in vista è possibile non fermarsi. Nel caso in cui si debba dare la precedenza è obbligatorio fermarsi in corrispondenza dei triangoli e rispettare le regole previste dal segnale.


redazionale a cura dell’uff. stampa del Comune di Sarno

Addio campane verdi Salvaguardia dell’ambiente e “stop” alle discariche a cielo aperto: anche il vetro sarà prelevato “porta a porta”

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itiro a domicilio dei contenitori in vetro e similari, un ulteriore passo nel sistema di raccolta differenziata introdotto il primo luglio 2007. L’eliminazione delle campane ha l’obiettivo di risolvere il problema dell’abbandono di scarti indifferenziati, con rivalutazione ambientale e riduzione dell’impatto. Tra le finalità delle nuove disposizioni vi è il recupero dei rifiuti che, al pari dello smaltimento, non deve comportare alcun pericolo per la salute dell’uomo né l’utilizzo di metodi o procedimenti che possano arrecare pregiudizio all’ambiente. È stata avviata una nuova politica di gestione del territorio e delle risorse, rivolta alla valorizzazione delle materie prime presenti nei rifiuti e non ancora esaurite completamente. L’azione dell’amministrazione comunale è rivolta a sensibilizzare l’utilizzatore nel razionalizzare l’uso dei materiali e, soprattutto, nel conferimento degli scarti che non devono subire l’inquinamento da parte di altri prodotti per poter essere riciclati. Il processo di recupero/riciclo costituisce un fattore determinante per la riduzio-

ne dell’impatto ambientale, soprattutto nel caso dei rifiuti speciali che, qualora smaltiti senza prendere in considerazione un simile processo, comportano in ogni caso un depauperamento irreversibile delle risorse ambientali che si ripercuote inevitabilmente sull’uomo, la fauna e la flora. Il sindaco, Amilcare Mancusi, con il gruppo amministrativo, ha avviato una nuova campagna di sensibilizzazione. «La raccolta differenziata a Sarno partita nel luglio 2007 – ha spiegato il primo cittadino – ha consentito al Comune di conseguire una formidabile perfomance con il sistema porta a porta». Nell’ottobre 2009, per esempio, la città di Sarno è stata premiata ottenendo il titolo di “Comune Riciclone” nel corso della manifestazione organizzata da Legambiente, alla presenza delle istituzioni provinciali, regionali e dirigenti di consorzi ed associazioni. «Il sistema organizzato – ha aggiunto

Mancusi – ha dato i suoi frutti anche per quanto concerne la salvaguardia dell’ambiente. Tutto questo è stato possibile attraverso la piena collaborazione dei cittadini. Così facendo, l’emergenza rifiuti non ha mai lambito le nostre strade, la nostra città non ha mai sofferto quello che è stato per i comuni limitrofi. Tali risultati sono stati raggiunti seppur in assenza della piattaforma ecologica, in fase di completamento nell’area Pip di via Ingegno, che andrà ad integrare ulteriormente il sistema». Per quanto attiene la raccolta differenziata, fermo restando la buona percentuale che tocca il 53 per cento di materiale diversificato per tipo, occorre precisare che una più attenta diversificazione del materiale per tipo, comporterebbe una maggiore possibilità di riciclaggio dello stesso. Da qui la riduzione dell’impatto ambientale con la rimozione delle campane per il vetro ed il successivo ritiro di tale materiale “porta a porta” come già avviene per altri materiali. «Stiamo organizzando una nuova campagna di sensibilizzazione e di informazione – ha chiosato il sindaco – auspicando una collaborazione sempre più attiva e fattiva del cittadino sulla spinta di senso civico e di responsabilità».

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redazionale a cura dell’Unità Operativa Complessa Comunicazione, Formazione e Innovazione del Comune di Angri

Il Sindaco Pasquale Mauri all’inaugurazione del nuovo anno scolastico

Inaugurazione del nuovo anno scolastico dell’asilo nido comunale e della sezione “Primavera”

Ad Angri si investe sui bambini

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o scorso settembre, il Sindaco di Angri Pasquale Mauri e l’Assessore alle Politiche Sociali Annamaria Russo hanno inaugurato il nuovo anno scolastico dell’asilo nido comunale e della sezione “Primavera”. L’Amministrazione comunale ha investito molto sul miglioramento di questi fondamentali servizi, intervenendo sia sulla qualità delle prestazioni erogate all’utenza, sia sull’informazione alla cittadinanza. Ciò ha portato al conseguimento di un importante obiettivo: rispetto allo scorso anno, infatti, il numero di iscritti è aumentato sorprendentemente. Si è passati, per l’asilo nido, da 10 a 26 unità, e per la sezione “Primavera”, da 8 a 15 utenti. «Siamo orgogliosi – ha dichiarato l’Assessore Russo - di poter offrire alle famiglie angresi un servizio dagli elevati standard qualitativi. Anche io sono una mamma, e so bene quanto sia importante avere la possibilità di affidare i propri figli ad una struttura scolastica sicura, pulita e gestita da personale qualificato. L’asilo nido comunale è una realtà caratterizzata dalla competenza e dalla specializzazione di chi vi lavora, e soprattutto monitorata costantemente dall’Amministrazione comunale perché non si verifichino problemi o disfunzioni. Inoltre, l’accorpamento della gestione dell’asilo nido comunale e della sezione “Primavera” ha comportato per l’Ente comunale una netta riduzione dei costi, nonché un miglioramento nell’offerta della prestazione. È così possibile offrire al bambino una continuità nella metodologia didattica, dai primi mesi di vita sino al compimento dell’età consona per accedere alla scuola materna. Ricordo, infine, che la cooperativa che gestisce il servizio ha provveduto ad acquistare per questo nuovo anno scolastico giochi e materiale didattico, e ad arredare con uno

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stile vivace e colorato gli ampi locali della scuola. Porgo a tutti, mamme, bambini e maestre i più sentiti auguri per l’inizio di un brillante e proficuo anno».

Le parole del sindaco Ha espresso soddisfazione anche il Sindaco di Angri Pasquale Mauri: «I miei complimenti vanno agli operatori del servizio e all’Assessore Russo, che attraverso un’azione mirata tesa al miglioramento complessivo della prestazione comunale, sono riusciti ad incrementare il numero di iscritti. In qualità di Sindaco, verrò spesso in questa struttura per incontrare il personale specializzato e le mamme perché ne sia garantito sempre il buon andamento e la piena funzionalità. I bambini dovranno crescere ed essere educati nel migliore degli ambienti scolastici. Tuttavia il nostro impegno non finisce qui, lavoreremo ancora a lungo per venire incontro quanto prima a tutte le esigenze di cui i genitori si faranno portatori». Il Presidente della cooperativa Sol.Co.Agro, che gestisce il servizio per conto del Comune ha dichiarato: «Siamo felici della presenza e della vicinanza di questa Amministrazione, così premurosa e attenta alle nostre richieste. Ringrazio personalmente il Sindaco Mauri e l’Assessore Russo per il lavoro di miglioramento costante e continuo che stiamo portando avanti insieme. Questo approccio sinergico di partecipazione e collaborazione ci aiuta a svolgere il nostro lavoro nel migliore dei modi e ad apportare continui arricchimenti alla nostra metodologia didattica. Ricordiamo, infatti, che quest’anno sarà introdotto il nuovo approccio bilingue italiano-inglese, perché i bambini sin dalla tenera età possano familiarizzare con quella che ad oggi è considerata la lingua universale».


redazionale a cura dell’uff. stampa del Comune di San Valentino Torio

Una città in fermento Eventi religiosi e folkloristici, concorsi di bellezza e spettacoli: San Valentino Torio è stata visitata da centinaia di persone lungo tutto l’arco dell’estate appena trascorsa

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a città degli Innamorati anche quest’anno ha mietuto un grosso successo di pubblico per i grandi eventi promossi. Come non ricordare il grande successo dell’evento “Miss e Mister San Valentino Torio 2011”. Lo scorso 28 agosto, in mezzo alla splendida e luminosa fontana della Villa Comunale, con una scenografia da far invidia, 27 ragazze e 8 ragazzi hanno sfilato sotto le stelle. La serata, allietata da comici napoletani e non solo, ha di-

Scuole in prima linea

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a Giunta comunale, con delibera n. 162 del 27/09/2010, ha approvato il progetto concorso denominato “LE(g)ALI AL SUD: UN PROGETTO PER LA LEGALITA’ IN OGNI SCUOLA”, proposto dalla Scuola Secondaria di primo grado “Don Lorenzo Milani”. Il Progetto finanziato dal Fondo Sociale Europeo, con la compartecipazione della scuola e del Comune, è stato attuato presso l’istituto di via Terrazzani a partire dal mese di maggio coinvolgendo nelle discussioni sulla legalità anche il sindaco Felice Luminello e l’assessore all’istruzione Nunzio Giudice. L’iniziativa proseguirà anche durante l’anno scolastico 2011/12. Il nuovo corso è stato aperto dalla visita alla città di Ferrara. I partecipanti al progetto sono stati ospiti della città d’arte italiana, lì sono stati accolti dal primo cittadino, poi hanno avuto modo di visitare i palazzi delle istituzioni e le bellezze artistiche ferraresi.

vertito il pubblico numeroso arrivato da ogni parte della regione. C’è poi stata la festa della Madonna iniziata sul finire di agosto e conclusasi il giorno 6 settembre. Tanti i momenti religiosi e spettacolari vissuti con grande intensità: il concerto dell’artista napoletana Martina Stella e la solenne processione con il Vescovo della diocesi, Monsignor Giuseppe Giudice. Grande successo anche per l’Infiorata 2011. Lo sforzo sostenuto dalla piccola comunità della frazione di Casatori per la realizzazione dei tappeti floreali è stato premiato. Durante le tre serate dedicate all’evento più colorato della Campania, sono arrivati migliaia di turisti che hanno ammirato con stupore e gioia l’arte e la maestria degli infioratori locali e non solo. Soddisfatto ed entusiasta per la riuscita degli eventi il sindaco Felice Luminello che tiene a ringraziare «l’amministrazione comunale, le forze dell’ordine, i parroci don Alessandro Cirillo e don Gaetano Ferraioli, e tutti i cittadini di San Valentino Torio che si adoperano per la buona riuscita degli eventi, nonché il pubblico giunto dai paesi vicini». Ed il primo cittadino promette che «l’amministrazione continuerà a lavorare per i cittadini del territorio, infatti, anche nel periodo autunnale ed invernale non mancheranno eventi ed iniziative importanti per piccoli e grandi». L’estate sanvalentinese si è conclusa lo scorso 1 e 2 ottobre, quando la villa comunale si è trasformata in tempio del benessere. La città degli innamorati ha accolto l’evento “Sud Salus 2011”, salone del benessere organizzato dall’Associazione Azimut direzione.

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“Arte Fatto” Dipinti in mostra nel convento di Santa Maria degli Angeli

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gli inizi di agosto si è inaugurato l’interessante percorso artistico “Arte Fatto”. Una personale dell’architetto nocerino Basilio De Martino, specializzato in Bioarchitettura presso l’INBAR, che da alcuni anni ha esposto, con esiti felici a Roma ed a Milano. Dipinti polimaterici tra kentie e essenze odorose, che coniugano e fondono insieme fanie pittoriche e materiali dal quotidiano. Sulle tavole campite di colore, De Martino, sperimenta appli-

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cazioni di chiodi o legni, relitti naturali e oggetti recuperati tout court dal vissuto. La fantastica ansa lunare del golfo di Napoli, campito d’azzurro, si carica di due civettuoli archetti dorati, saccheggiati ad una cornice d’antan. Il dipinto sublima una delle visioni più note dell’imaginerie collettiva. Il pittoresco abusato dall’arte di ogni tempo viene recuperato, in maniera felice ed incantata dalla memoria visiva dell’artista. Credo che il titolo sia “Visione dal castello”, laddo-

ve forse il novello pictor voglia intendere il castello Fienga. Le opere esposte si snodano lungo due bracci del chiostro barocco e fanno da temporaneo contrappunto; alla magnificenza delle Historiae legate a Francesco d’Assisi ed alle vicende conventuali - una sorta di racconto tra girali e serti fioriti - i dipinti di De Martino segnano, anche se solo per qualche giorno, il filo rosso che lega l’antico con gli esiti dell’arte contemporanea. Teobaldo Fortunato

Premio San Gennaro

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uovo riconoscimento per il giornalista Raffaele Mezza, per anni attento osservatore delle vicende diocesane. Il cronista partenopeo, che ha raggiunto il traguardo dei 50 anni di carriera giornalistica, è stato insignito di una targa speciale in occasione del Premio San Gennaro istituito per riconoscere le personalità che con la loro attività contribuiscono a valorizzare Napoli e la Campania. Raffaele Mezza, primo laico laureatosi in teologia presso la Pontificia facoltà teologica dell’Italia meridionale, nella sua carriera ha collaborato con la Rai, ma anche con il Corriere della Sera, il Roma ed Il Mattino.


Su il sipario a Pagani

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tto spettacoli per la seconda edizione della rassegna teatrale organizzata dal Comune di Pagani e dal Teatro Pubblico Campano all’Auditorium “Sant’Alfonso Maria de’ Liguori”. Si parte sabato 19 novembre con Peppe Barra e “La Musica dei Ciechi”. Il 7 dicembre in scena Luigi De Filippo con “A che servono i quattrini”. Si prosegue il 30 dicembre con il Teatro delle Arti in “Vita D’artista”. Doppio appuntamento, invece, per Vincenzo Salemme. Lo spettacolo “Astice al veleno” sarà portato in scena il 24 e 25 gennaio. L’11 e 12 febbraio tocche-

rà a Carlo Buccirosso con “Napoletani a Broadway”. Domenica 11 marzo Nino D’Angelo ed il suo “C’era una volta…un jans e una maglietta”. Il 31 marzo sarà la volta di Maurizio Casagrande con “Quanti amori”. Chiusura sabato 14 aprile con Sal Da Vinci ed “Il Mercante di Stelle”. Il costo dell’abbonamento è di euro 250,00 (per gli associati Cral 230,00). «Nonostante le tante difficoltà attraversate – ha dichiarato il sindaco Fabio Petrelli – abbiamo deciso di puntare, ancora una volta, sulla cultura e sullo spettacolo, convinti che essi contribuiscano,

Una crocchetta al giorno di Gabriella Calenda*

Attenti alla Leptospirosi

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mici degli animali in questo numero continueremo a parlare delle vaccinazioni. Come accennato numerose volte, è una delle prime pratiche più importanti per salvaguardare la salute del vostro cane. Trattiamo in particolare la Leptospirosi, patologia causata da un microrganismo appartenente al genere della Leptospira, questo penetra nella cute integra oppure nelle mucose per poi riversarsi nel sangue, diffondendosi in tutti gli organi e causando febbre, leucocitosi, anemia transitoria. Il cane affetto da tale patologia può apparire abbattuto, può presentare vomito e difficoltà nella minzione, ittero e respirazione con affanno. Gli organi più colpiti sono il rene ed il fegato, mentre, i soggetti maggiormente predisposti sono i giovani e quelli di sesso maschile. Nelle nostre zone come può un cane infettarsi? La maggior parte delle volte attraverso l’ingestione di urina di topi o altri animali malati presenti sul suolo o bevendo in pozzanghere. È bene, quindi,

fare molta attenzione quando si porta a passeggio fido. Soprattutto voglio ricordare l’importanza del guinzaglio, da molti visto come tortura, mentre è davvero un mezzo utile per tenere sotto controllo il cane ed evitare brutti inconvenienti! *Medico veterinario (gabriella_calenda@hotmail.it)

in maniera determinante, alla crescita di una comunità. Il mio ringraziamento va alla giunta, all’Assessore alla Cultura ed ai dirigenti del Teatro Pubblico Campano». «Pagani - ha continuato il Direttore Artistico Claudio Tortora - torna a scommettere sulla cultura e sul teatro con questa rassegna di otto appuntamenti di grande spessore». «Eravamo convinti - ha concluso il Dirigente del Tpc Alfredo Balsamo - che a Pagani anche quest’anno si sarebbe fatta la rassegna teatrale. Dopo l’importante successo della passata stagione, non potevamo sciupare questa importante occasione».

Le torri romane ed il calcio!

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eggendo il titolo si potrebbe rimanere stupiti, ma state tranquilli! Esplorando la zona di Pareti si notano perfettamente conservate tracce delle antiche mura e delle torri che cingevano e proteggevano Nuceria Alfaterna. Ed alle spalle di un frequentato campetto di calcio – ecco il riferimento – si può ammirare nella sua maestà e semi-completezza ciò che rimane delle torri difensive che, seppur sommariamente, furono analizzate da Johannowsky qualche decennio fa. Le torri, come a Pompei, si datano, almeno nel loro nucleo originale, al II sec. a.C. e sono costruite in opus incertum a grossi caementa in cruma lavica e, solo nella parte più alta delle torri più antiche, in pietra di Sarno; la parte superiore, probabilmente, aveva altri due piani sopra il camminamento di ronda e un tetto a doppia falda. Il rivestimento era d’intonaco con decorazione di primo stile pompeiano, con alto zoccolo liscio e falso bugnato sino alla trabeazione, terminando, secondo prototipi greci, con un frontone. Insomma, davvero interessanti da vedere. Tornando al gioco del calcio, per visitare le torri pochissimi vi sapranno indicare la strada, ma tutti vi sapranno accompagnare al campetto che gli si erge di fronte! Francesco Li Pira

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Beep-beep Da Sorocaba a Nocera ecco Diego Da Silva Farìas, l’asso nella manica di Auteri

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complimenti fanno sempre piacere, ma se a questi venissero aggiunti punti preziosi in classifica, sarebbero ancor più ben accetti. La prima parte della stagione per la Nocerina sta scivolando via così, con una pacca sulle spalle e mani piene di polvere. La formazione di Gaetano Auteri avrebbe meritato qualcosa in più dell’attuale posizione in classifica. Gioco spumeggiante e veloce, dopo l’iniziale assaggio e rodaggio con la nuova categoria il gruppo in rossonero è tornato ad esprimere il calcio offensivo con il quale aveva dominato il torneo di Lega Pro. Ma se il gruppo base sta confermando quanto di buono fatto in passato, è una delle poche novità arrivate a Nocera a deliziare il pubblico molosso. Parliamo dell’attaccante brasiliano Diego Da Silva Farìas, proveniente dal Chievo

Verona, uno dei primi tasselli inseriti dal direttore sportivo Ivano Pastore nella rosa del trainer di Floridia. Seguito minuziosamente l’anno scorso quando giocava con il Foggia, Farìas ha confermato di avere le caratteristiche giuste per diventare un “craque” della prossima sessione della campagna acquisti-vendite. Il suo italiano è perfetto, parla piano, con un filo di voce, è single e pare non avere nessuna intenzione di metter su famiglia. Nativo di Sorocaba, ha iniziato, come quasi tutti i giocatori brasiliani, dando spettacolo con il futsal, il nostro calcio a 5, affinando le sue doti tecniche sulle spiagge di San Paolo. «Sì, ho iniziato con il calcetto. È una scuola che ha grande valore per imparare a dribblare nello stretto, a giocare in velocità, con scambi rapidi da effettuare con i com-

pagni. Per molti calciatori brasiliani – dice Farìa – è innanzitutto un divertimento, una passione, perché l’obiettivo principale è arrivare poi a calcare l’erba degli stadi più importanti del mondo. Il mio idolo? Mi ispiro a Robinho, ma Ronaldo era un grande». Inizio subito positivo in rossonero per il genietto Farìas, ribattezzato per la sua velocità nel gioco di gambe “Beep Beep”, il road runner del famoso cartone animato della Warner Bros: «È un nomignolo che mi piace, azzeccato, spero di riuscire a sfuggire sempre ai coyote di turno, cioè i difensori, ma soprattutto di migliorare la mira sottoporta». I numeri, due per ora i gol firmati, dicono che rispetto alle occasioni avute la sua capacità realizzativa è certamente ridotta, ma non bisogna dimenticare i pali e le traverse colpite. «Voglio migliorare, ma l’importante è che la squadra faccia bene, ottenga punti. Se poi arrivano anche i miei gol, tanto di guadagnato». Diego Farìas Da Silva: un talento che vuole arrivare in alto. Giuseppe Della Morte


VITA ECCLESIALE

LA NOTA

La morsa della crisi Ecco come la Chiesa italiana suggerisce di affrontare la profonda crisi economica e sociale che sta minando il nostro paese, attraverso le parole del cardinale Bagnasco, che invita a non farsi prendere dallo sconforto

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on si era capito, o forse non avevamo voluto capire, che la crisi economica e sociale, che iniziò a mordere tre anni or sono, era in realtà più vasta e potenzialmente più devastante di quanto potesse di primo acchito apparire. E avrebbe presentato un costo ineludibile per tutti i cittadini di questo Paese. Spetta ad altri dar conto degli scenari che si presentano sul versante economico-sociale; per parte nostra siamo specialmente in apprensione per le pesanti conseguenze sulla vita della gente e gli effetti interiori di questa crisi che, a tratti, sembra produrre un oscuramento della speranza collettiva. Se ne vede traccia in certa perplessità trascinata e stanca, in una amarezza dichiarata, in un risentimento talora sordo, in un cinismo che denuncia una sconfortata rassegnazione. Circola l’immagine di un Paese disamorato, privo di slanci, quasi in attesa dell’ineluttabile. Ebbene, in quanto Vescovi non possiamo essere spettatori intimiditi; nostro compito è proporci come interlocutori animati da saggezza, interessati a «rompere questo determinismo dell’immanenza o, meglio, aprirlo alla concezione cristiana della storia e del tempo» (Giandomenico Mucci, Il discernimento dei segni dei tempi, “La civiltà cattolica”, 7 maggio 2011). Né indignati, né rassegnati: questo suggeriva qualche confratello Vescovo spagnolo ai giovani della sua nazione, ed è quello che anche noi suggeriamo ai giovani del nostro Paese, perché si pone in questa direzione il passo efficace per contribuire a superare la crisi che pure ci coinvolge, e farlo in modo creativo e non distruttivo. Crescere senza ideali e senza limiti, in balia di un falso concetto di libertà, significa ritrovarsi insicuri, impacciati nel giudicare secondo razionalità, affidati a mere emozioni. Non possiamo non inco-

raggiare fortemente i giovani a essere protagonisti di un cambiamento spirituale e culturale, senza il quale nessuna soluzione tecnica può reggere.

Risposte concrete

Più volte e da varie parti la popolazione del Nord del mondo era stata avvertita e sensibilizzata sul fatto che l’Occidente viveva al di sopra delle proprie possibilità. Ed era ragionevole pensare che la crisi esplosa tra il 2008 e il 2009 avesse indotto non solo a tamponare le falle che si erano infine aperte, ma a introdurre elementi virtuosi per raddrizzare progressivamente il sistema dell’economia mondiale. Ma così non è stato. E quando infine si sperava di cominciare a vedere la luce, la crisi ha dato segnali di inequivocabile persistenza e per alcuni aspetti di pericolosa recrudescenza. La globalizzazione resta non governata, e sempre più tende ad agire dispoticamente prescindendo dalla politica. La Chiesa pellegrina in Italia non intende sottrarsi alle attese e alle responsabilità che le competono. Negli ultimi anni, in coincidenza col dispiegarsi della crisi, essa ha intensificato la propria capillare presenza, a cerniera tra il territorio e i bisogni della gente. Le iniziative molteplici e straordinarie delle diocesi e quella stessa – «Il prestito della speranza» – promossa dalla Conferenza Episcopale Italiana, si sono aggiunte alla fitta rete di vicinanza e di solidarietà quotidiana; e testimoniano la partecipazione sincera della comunità credente alle ansie comuni. Nel frattempo, anche il moltiplicarsi di impegni a favore delle popolazioni più colpite e quelle più derelitte del mondo documenta la tensione che ci pervade, e ci ha indotti a operare ogni risparmio e potare poste di bilancio consolidate per concentrarci sui fronti oggi più esposti. Insieme - Ottobre 2011

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Diocesi in festa per i suoi seminaristi “La vocazione è la storia di un lavoro che Dio fa con ogni uomo”, questi ragazzi ne sono i frutti visibili

Il primo ottobre tre giovani compiono un altro passo nel cammino vocazionale

Da sinistra: Giuseppe Pironti, Alfonso Giordano e Ciro Zarra

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orse è questione di ritmo, di armonia, di cuore. Quello di Dio, che chiama ognuno al tempo opportuno. E quello dell’uomo che gli risponde. Tre giovani seminaristi: Ciro Zarra, ammesso tra i candidati all’ordine del diaconato e del presbiterato, Alfonso Giordano e Giuseppe Pironti, che hanno ricevuto il ministero dell’accolitato, sono ai piedi del Vescovo, nella solenne atmosfera della Cattedrale, per impegnarsi in qualcosa forse più grande di loro. Perché? “Perché Dio, come un vignaiolo, compie un lavoro su di noi, viene a cercarci e scommette su di noi”. Prendendo spunto dalla liturgia, e ricordando la vocazione di S. Teresina di Gesù Bambino (della quale ricorre la memoria liturgica), mons. Giudice ci invita ad avere sempre l’inquietudine costruttiva dei santi, che non hanno mai smesso di chiedersi: “Qual è il mio posto nella Chiesa?”. E il suo augurio di pastore diventa speranza per tutta l’assemblea: “In questo mondo in cui sembra tutto difficile, voi siete la testimonianza di una giovinezza che si mette nelle mani di Dio, che freme, che cresce, che dice al Vignaiolo: lavorami ancora perché possa portare più frutto”. Sì, giovinezza, vede bene il vescovo, quando dice che si tratta di una “celebrazione giovane, per i giovani e con i giovani”. Nonostante sia sabato sera, nonostante la partita del Napoli, molti sono i giovani presenti in Chiesa, perché l’amicizia è più forte di tutto. Bellissimo il gesto degli educacuori della parrocchia di S. Sisto, che si sono presentati con le magliette segno del loro impegno, perché “noi abbiamo conosciuto Alfonso così, e così gli vogliamo dimostrare il nostro affetto”. Testimonianza importante, segno di quanto ognuno di loro già stia faticando, seminando, nella vigna del Signore. Mariangela Giudice

I candidati all’accolitato vengono chiamati all’altare. E subito risuona il loro: “Eccomi!”

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Mons. Giudice durante l’omelia ci chiede: “Qual è il nostro posto nella Chiesa?”

Il ministero dell’accolitato consiste nel servizio all’altare, ed all’Eucaristia. E dalla liturgia deve trasformarsi in vita vissuta

Primi cambiamenti in Diocesi

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ascono le “unità sinodali”. Il Vescovo Giuseppe ha chiesto ad alcune parrocchie di camminare insieme. Si tratta delle parrocchie Santa Maria Maggiore di Nocera Superiore - qui diventa parroco don Antonio Adinolfi San Giovanni Battista di Pucciano e San Bartolomeo Apostolo di Pareti, con amministratore parrocchiale don Andrea Amato, collaborerà il seminarista Ciro Zarra. Una seconda unità sinodale riguarda la città di Pagani dove sono state invitate a “camminare insieme” le parrocchie San Sisto II e San Francesco di Paola, con parroco don Andrea Annunziata e vice parroco don Salvatore Fiore, e Santa Maria delle Grazie, con parroco mons. Alfonso Desiderio, collaborerà anche il seminarista Alfonso Giordano. Al cancelliere diocesano don Salvatore Fiocco è stato chiesto di collaborare con don Michele Fusco, parroco di San Giovanni Battista a Striano. Don Roberto Tortora, infine, ha lasciato la parrocchia nocerina di Santa Maria Maggiore per passare come cappellano nell’Ordinariato militare. Salvatore D’Angelo


NEWS DALLE PARROCCHIE a cura di Mariangela Giudice Foto Emilio Daniele

Da sinistra: il presidente M. Albarella, mons. M. Ceneri e la presentatrice N. Tortora

loro opera, anche se tra tante difficoltà ed incomprensioni, la crescita spirituale, morale, sociale e culturale della popolazione sarnese, con viva riconoscenza il Circolo dell’Amicizia”. Salvatore prof. D’Angelo

Il nuovo parroco, p. Maurizio Buonocore

San Francesco

Sarno

San Michele Arcangelo Sarno

Il nuovo parroco è padre Maurizio junior

Teatro Festival e 150° dell’Unità d’Italia

Le comunità di Foce e S. Francesco hanno un nuovo parroco

Targa d’argento alla Chiesa e al Comune di Sarno

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ella comunità dei frati minori di Sarno-Foce, dopo appena un anno, c’è stato un cambio. Domenica 4 settembre, in S. Maria della Foce, il nostro vescovo mons. Giudice, a seguito delle dimissioni di p. Domenico Discepolo, trasferito al convento di Lustra Cilento, ha nominato il nuovo parroco delle chiese francescane di Foce e Sarno nella persona di padre Maurizio Buonocore, un giovane trentenne alla sua prima esperienza parrocchiale e ben animato ad affrontare il non facile compito. Padre Maurizio è stato ordinato sacerdote a S. Maria degli Angeli di Nocera nel 2005 e proviene da questo convento, dove era incaricato di dar man forte al cappellano fra’ Luciano nell’assistenza ospedaliera, e a condurre la trasmissione televisiva “Umanopiù” (sabato e domenica) in onda su Telecolore news di Salerno. Entrato subito nella sua nuova carica a Sarno, già dai primi contatti, i fedeli hanno apprezzato la sua umiltà e la disponibilità a seguire, in questa città, il plurisecolare apostolato francescano. Salvatore prof. D’Angelo

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ul Terrazzo S. Michele di Episcopio, dal 3 al 18 settembre, ha avuto luogo il “XVI Teatro Festival Episcopio”: sei brillanti serate con due Compagnie amatoriali: l’Anspi Oratorio “S. Michele” con il Recital “Lolek” sul giovane Wojtyla e Il Poligono con lo spettacolo “Mo! Te faccio ’o show”; tre serate di cabaret con i noti comici C. Cerruti e C. Villano, Angelo Di Gennaro e Michele Caputo di “Zelig”; ed infine, domenica 18, l’Omaggio in Musica all’Italia Unita con il complesso diretto dal M° Costantino Gigi e due bravi artisti: il soprano Gloria Mazza ed il tenore Mario Todisco. Spettatori plaudenti ed ottima la presentazione della giovane Nancy Tortora. Nella ricorrenza del 150° dell’Unità d’Italia il Circolo dell’Amicizia, promotore del Teatro Festival, ha offerto una targa d’argento sia alla Chiesa che al Comune di Sarno. Ѐ stato il presidente del Circolo, Michele Albarella, a consegnare la targa a mons. Mario Ceneri con la seguente motivazione: “1861-2011: 150° dell’Unità d’Italia. Alla Chiesa di Sarno, avendo considerato il proficuo apostolato e i meriti dei vescovi, dei parroci, del clero e dei fedeli della nostra Chiesa locale, i quali, in questi ultimi 150 anni, hanno favorito e determinato con la

Foto di gruppo: don Andrea, gli animatori e gli acierrini

San Matteo Apostolo Nocera Inferiore

La tua storia nella mia storia Campo scuola ACR dal 30 giugno al 3 luglio

“T

u sei importante per me”, a chi non farebbe piacere sentirsi rivolgere queste parole? Eppure, ancora oggi, quanto è difficile riuscire a creare dei legami forti e autentici con l’altro. Questo era l’obiettivo del campo ACR, tenuto presso l’Ostello dei frati minori del Santuario di Santa Maria della Libera a Castellammare: dare l’opportunità concreta ai nostri acierrini di avere un incontro speciale, sia con i loro amici, sia con un amico speciale che è Gesù. Ragazzi dai 6 ai 12 anni hanno ripercorso insieme il viaggio che il popolo d’Israele ha affrontato dalla liberazione dalla schiavitù d’Egitto fino alla Terra Promessa. Catapultati nel passato, hanno intrecciato le loro storie con alcuni personaggi di quel tempo, come Mosè e Giosuè, che hanno risposto alla chiamata del Signore senza pensarci su due volte.

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NEWS DALLE PARROCCHIE Il clima di festa e di gioia, insieme ad un’attenta riflessione sulle varie tappe del viaggio con laboratori e giochi, ha contribuito a far sì che ogni ragazzo potesse donare un po’ di sé. Fondamentale la preghiera che, grazie al prezioso aiuto del nostro caro assistente don Andrea Amato, ha dato ritmo alle nostre giornate, diventando punto di partenza e di arrivo di ogni tappa. E se i ragazzi sono tornati a casa con qualcosa in più, anche gli educatori hanno vissuto un momento di grazia e di crescita sia spirituale sia di formazione personale. Giuseppe Citarella

del popolo di Israele che, guidato dal Profeta Giosuè, ha vissuto l’esperienza di salvezza ed alleanza con Dio. L’incontro con Dio nella Parola e nei Sacramenti permette loro di “essere luce” nei tanti luoghi che ogni giorno abitano, e di “dare sapore” alla vita quotidiana, fatta di incontri, di scelte, di ostacoli, di gioie e di traguardi. A conclusione della straordinaria esperienza spirituale, che ha visto i ragazzi impegnati a cercare “ciò che conta di più” nella loro vita, ci auguriamo di poter vedere negli occhi e sui sorrisi dei piccoli che la Chiesa ci affida, la gioia di chi si è lasciato stupire dalle meraviglie che il Signore ha compiuto nella storia del popolo di Israele, e può ora dire di essere pronto a “fare grandi cose” con Lui, nella sua vita. Maria Ermelinda Di Lieto

Momento di catechesi immersi nella natura

S. Maria M. in Armillis Sant’Egidio del M. Albino

“Insieme pronti a grandi cose” Strepitoso successo per la II edizione del “Campo scuola estivo”

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ncoraggiati dalla prima entusiasmante esperienza dello scorso anno alla “Casa del Giovane” don Orione di Monte Faito, quest’estate, dal 22 al 28 agosto, i vari gruppi parrocchiali hanno partecipato numerosi alla II edizione del “Campo scuola estivo” a Barrea (Aq), nel cuore del “Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise”. Ospiti presso la panoramica “Casa del Pellegrino” delle Suore Oblate del S. Cuore di Gesù, ragazzi, catechisti, educatori e animatori, guidati dal vivace p. Massimo Staiano, hanno spiritualmente ripercorso l’esperienza

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Gesù Risorto Madonna di Fatima Pagani

1986-2011: i nostri primi 25 anni Tre giorni di festeggiamenti per le due parrocchie paganesi

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o stesso parroco: don Antonio Guarracino. La stessa zona: la periferia paganese. La stessa data di nascita: 1986. Sono le parrocchie Gesù

Don Luigi La Mura con il gruppo scout

Risorto e Madonna di Fatima che da circa dieci anni, ossia da quando si sono ritrovate sotto la stessa guida spirituale, incarnano perfettamente l’insegnamento degli Atti degli Apostoli di essere un cuor solo ed un’anima sola. Ad ottobre le due comunità festeggeranno i primi 25 anni di parrocchia. Lo start ai festeggiamenti è stato dato ufficialmente da mons. Giudice, che il 5 ottobre ha presieduto alla Celebrazione eucaristica presso la parrocchia Gesù Risorto. Il 6 ottobre, il vescovo è stato, invece, a Madonna di Fatima per tenere una riflessione/discussione sul tema “Parrocchia Famiglia delle famiglie: Comunità accogliente e dialogante”. Il giorno successivo le due comunità hanno partecipato ad un evento sentito per tutta la diocesi, in particolar modo per la forania di Pagani, ossia la Celebrazione, presso la chiesa Corpo di Cristo, per i 10 anni della beatificazione di Tommaso M. Fusco. Il momento culminante c’è stato l’8 presso la chiesa Gesù Risorto, quando p. Paolo Saturno e il suo coro hanno tenuto un concerto, intervallato dalla proiezione di un videoclip per ricordare i 25 anni delle due comunità, al quale è seguito un momento di festa. Per tutti e quattro i giorni è stata aperta una mostra fotografica presso la parrocchia Gesù Risorto, con tutte le immagini più emblematiche di questo venticinquennio. Perché è così bello sentirsi piccole tessere di un grandissimo mosaico! Danilo Sorrentino


NEWS DALLE PARROCCHIE questa preghiera-poesia. La sera, poi, attorno al fuoco, l’allegria sconfiggeva la stanchezza della giornata: intorno a quel fuoco si elevava la preghiera, cantata, per poi ritornare, in tenda, al meritato riposo. Da questa insolita esperienza del fare un campo scout in un parco di una città abbiamo capito che importante non è il luogo ma i contenuti di un’esperienza. Reparto Fiamme Libere Gruppo Scout Angri 2 La statua di Sant’Anna circondata dagli ex-voto nel tosello

Gruppo Scout Angri 2

Il campo scout del Reparto Fiamme Libere Angri 2 In Umbria per questa entusiasmante esperienza

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adonna degli Scout ascolta t’invochiam, concedi un forte cuore a noi che ora partiam”, sulle note di questo suggestivo canto si è aperto il campo estivo 2011 Reparto Fiamme Libere del Gruppo Scout Angri 2. La meravigliosa location è stata Cannara, un paesino alle porte di Assisi. Lo scenario che ci ha accolti è stato un po’ diverso dal solito, in quanto siamo stati ospitati nel parco della città (cosa insolita per uno scout che è abituato a montare le tende ad alte quote tra faggeti e querceti). Forte e toccante è stata l’esperienza vissuta nella città di san Francesco e santa Chiara. Ad ospitarci è stato il vescovo di Assisi, mons. Sorrentino, a cui va il nostro ringraziamento per aver messo a nostra dispozione un salone, nel quale abbiamo disteso in nostri sacchi a pelo per una notte. Uno dei momenti più significativi è stato quando un frate francescano ci ha illustrato il Cantico delle Creature, così da farci apprezzare

fatto con un carro addobbato fino ai santuari più rinomanti del nostro territorio meridionale. Ed è in questo contesto, una specie di location ideale, che la sorpresa si è concretizzata. Dalla Pro Loco di Pagani, un trio eccezionale (Gerardo Sinatore, voce narrante, Luigi De Simone, con tammorra, e soprattutto la voce splendida di Vincenzo De Simone che si accompagna con la sua tammorra) fa la sua apparizione. Si crea un’atmosfera a dir poco emozionante: vibrano le pelli di tamburi, ma soprattutto i cuori. Davvero grazie a chi ha preparato la sorpresa, nella speranza di poter vivere gli stessi momenti, per un viaggio più lungo. Sal. D’An. Don Enzo Califano (al centro) con il gruppo di giovani coppie

Sant’Anna Casali di Roccapiemonte

Tammurriata per Sant’Anna Solenne processione che perpetua la tradizione in onore di S. Anna

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avvero una bella sorpresa. È appena terminata la solenne processione di Sant’Anna, di cui Casali va fiera da sempre. Nelle litanie della Santa c’è un’invocazione particolare che ha dato il titolo ed il tema al tosello che ogni anno il parroco, mons. Carmine Citarella, prepara solennemente in un angolo della chiesa: “Sant’Anna, avvocata delle cause disperate”. Su questo filone si svolge il significato del grande apparato che vede, intorno alla splendida immagine di S. Anna che regge sul braccio Maria bambina, la serie di ex-voto. Non mancano elementi folkloristici come tamburi, tamburelli, altri strumenti musicali che accompagnavano i pellegrini durante il percorso

Santa Maria delle Grazie Lavorate di Sarno

Giovani coppie in cammino L’esperienza delle giovani coppie durante il cammino prematrimoniale

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lcune coppie di fidanzati unite ad altre della parrocchia San Michele Arcangelo di Episcopio di Sarno, a termine del percorso prematrimoniale, hanno dato inizio ad un nuovo percorso formativo, finalizzato all’approfondimento dei valori di etica cristiana e alla promozione di nuovi stimoli rivolti alle emergenti generazioni, affinché vi sia una maggiore partecipazione alle attività parrocchiali. Di comune accordo hanno condiviso Insieme - Ottobre 2011

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NEWS DALLE PARROCCHIE scopi ed obiettivi, individuando delle specifiche attività che caratterizzeranno la vita del gruppo, tra queste: la spiritualità di coppia nel matrimonio e nella famiglia; pregare insieme, come coppia e come famiglia per sostenersi e camminare sulla strada che conduce al Padre; costituire idealmente un punto di riferimento a livello foraniale, capace di generare idee e risorse per la crescita delle comunità parrocchiali; incidere sulla comunità: animando celebrazioni, feste, gite, pellegrinaggi, ritiri spirituali o altro; aiutare le coppie in difficoltà. Le singole coppie, grazie all’esperienza vissuta, derivata dalla loro assidua presenza nel frequentare il corso prematrimoniale, hanno riscoperto, oltre al piacere dei momenti aggregativi, il valore cristiano che li ha aiutati a riconoscere i propri doni ed i propri carismi. Così potranno mettersi al servizio della comunità, offrendosi di collaborare nelle diverse attività esistenti nelle proprie parrocchie. Marcello Carmine Pappacena

L’icona della Madonna ribattezzata “del viandante”

San Biagio San Marzano sul Sarno

Lo splendore della “Marunnella” Ritorna all’antico splendore l’icona di Maria Materdomini

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a sacra immagine è stata restaurata e riportata alla luce grazie all’impegno di alcuni privati e dei tanti devoti che si ritrovano, da qualche anno, a festeggiarla nella piazzetta

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I nostri partecipanti al raduno scout internazionale

Jamboree 2011 39mila scout di 160 Nazioni a Rinkaby in Svezia, dal 27 luglio al 7 agosto. C’erano anche dalla nostra diocesi

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n mondo visto da una tenda, un villaggio globale, reso vivo da 39mila rappresentanti scout di 160 nazioni. Accompagnati da don Luigi La Mura e da Luigi Sorrentino, caporeparto dell’Angri 2, eravamo in 8: 3 dall’Angri 1, 3 dall’Angri 2 e 2 dal Nocera Inferiore 1. È un appuntamento quadriennale che coinvolge adolescenti di tutto il mondo scout, in età compresa tra i 14 e 15 anni. Accomunati dall’unica Promessa e Legge Scout, la diversità di razze, idiomi, religione, culture, è diventata armonia di

vicina all’edicola votiva. Quest’anno tra i promotori della festa c’è stato Biagio Barba, che ha coordinato l’intera iniziativa. L’affresco è stato ritrovato sotto alcune maioliche che riproducevano la stessa immagine. La cosiddetta “Marunnella”, così la chiamano i cittadini di San Marzano, è un punto di riferimento per i devoti della Materdomini. Lo era già nel Cinquecento, quando venne fatto realizzare un primo affresco con l’immagine solennemente incoronata nel 1512. Verso la metà dell’Ottocento l’opera, deteriorata, venne fatta

speranza per un mondo migliore. Attraverso il gioco e l’avventura, universale metodologia, sempre attuale ed efficace, abbiamo vissuto, senza alcun disagio, questi meravigliosi giorni. Siamo andati a rappresentare i nostri gruppi, la nostra Italia, insieme ad altri 1.740 fratelli e sorelle scout, provenienti dalle altre regioni, riportando il nostro zaino riempito d’intense ed articolate esperienze, da dover comunicare e partecipare al Gruppo. Tra quattro anni, il Jamboree si terrà in Giappone. Mentre già si accendono i sogni e le attese di quelli che potranno parteciparvi, in noi resta il ricordo di un evento che ci ha fatto crescere. I protagonisti

ricoprire da un fedele marzanese che, ritornando dal santuario nocerino con un nuovo santino della Vergine, diede mandato ad un pittore di rinfrescare il dipinto esistente. Nel 1861, poi, il tutto venne ricoperto da una maiolica colorata raffigurante la Vergine con il bambino. Ora quel tesoro nascosto da mattonelle è ritornato alla luce e da qualche anno, alla fine del mese di maggio, si fa festa per la Madonna ribattezzata “del viandante”. Giuseppe Robustelli


NEWS DALLE PARROCCHIE Veduta esterna della cappella di Imiga

L’ampliamento di una cappella in Burkina Faso L’Ufficio missionario diocesano ha portato a termine il progetto di ampliamento di una cappella nella parrocchia di Zorgho in Burkina Faso

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ra le tante attività missionarie delle varie realtà della nostra diocesi, una delle ultime, in ordine di tempo, è l’allargamento della cappella di Imiga nella parrocchia di Zorgho, nell’Arcidiocesi di Koupela in Burkina Faso. Il progetto è stato eseguito tra il gennaio e il febbraio del 2011, finanziato dall’Ufficio missionario della nostra diocesi, e consiste in due saloni antistanti la cappella, l’impianto di una porta metallica, di 4 finestre, di 20 banchi e di un telaio. Dopo l’allargamento della cappella, la capacità di accoglienza della stessa è passata da 600 a 800 persone. Così: «Durante le ordinarie celebrazioni

domenicali – scrive l’abbé Marcel Sébastien Compaore, parroco di Zorgho – non vediamo più i partecipanti sedersi sugli alberi». E nella lettera di ringraziamento scrive: “Cari amici, noi speriamo di poter contare ancora su di voi per l’avvenire, per eventuali piccoli progetti che potranno contribuire al buon andamento di tutta la parrocchia. Vogliamo esprimervi il nostro sincero e fraterno riconoscimento nel Signore Gesù. Che vi ricolmi di tutte le sue benedizioni. I Cristiani di Imiga pregano per voi. Vogliate voi ricevere, cari amici, l’espressione della nostra profonda gratitudine”. Mariangela Giudice

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La vecchia cappella di Imiga


NEWS DALLE PARROCCHIE

L’icona della Vergine Addolorata

Confraternita dell’Addolorata Pagani

Processione della Beata Vergine Addolorata Il 17 settembre la Confraternita dell’Addolorata ha perpetuato questa antichissima tradizione

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Pagani c’è una grande devozione alla Beata Vergine Addolorata, la cui preziosa statua del XVIII secolo si trova nella Confraternita a lei dedicata. Ogni anno i confratelli e le consorelle, guidati dal priore in carica, (attualmente l’avv. Matteo Baselice), organizzano un triduo di preghiere culminante in una solenne processione per le strade limitrofe alla Congrega. Durante il triduo, il sacerdote officiante, il Redentorista p. Giovanni Vicidomini, si è soffermato ad analizzare i Sette dolori di Maria che corrispondono ad altrettanti episodi narrati nel Vangelo e dal testo di S. Alfonso Le Glorie di Maria. Il triduo si conclude, come sempre, con la processione, durante la quale la statua della Madonna viene portata a spalle per le strade circostanti la chiesa dell’Addolorata. La partenza, quest’anno, è stata dalla chiesa del Corpo di Cri-

sto e l’accompagnamento del parroco don Flaviano Calenda e del redentorista p. Giovanni Vicidomini. Tale usanza risale al 26 agosto 1693, al vescovo diocesano Gregorio Scalfati. Il sacro simulacro viene accompagnato in processione dai confratelli che rivestono l’abito proprio dell’Ordine e dalle consorelle che indossano uno scapolare con lo stemma dell’Ordine e l’immagine della Madonna Addolorata, il cui volto è rigato da lacrime. La Madonna Addolorata è per i confratelli e le consorelle la guida, pertanto ci insegna a sopportare le nostre sofferenze e ci invita a comprendere quelle del nostro prossimo. Consorella Matilde Ippolito

San Teodoro Sarno

In onore di San Teodoro Dai giovani agli adulti, in patria ed in trasferta, guidati da San Teodoro sulla via della santità

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er il secondo anno la nostra comunità si è unita a quella brindisina e alle altre presenti per celebrare il suo Santo Patrono, che ogni anno, il primo sabato di settembre, vie-

Il parroco con il gruppo di pellegrini a Brindisi

ne festeggiato insieme a S. Lorenzo da Brindisi, compatrono della città. Le loro statue e spoglie giungono dal mare con una solenne e suggestiva cerimonia. La domenica abbiamo partecipato alla S. Messa Pontificale, durante la celebrazione, per corroborare ancor di più il legame che ci unisce all’Arcidiocesi di Brindisi, abbiamo offerto in dono una lampada votiva che arderà all’altare del Santo. Il secondo evento si è svolto il giorno 25 con la prima visita del nostro vescovo Giuseppe alla comunità. Attraverso le sue parole abbiamo visto un padre che guida i suoi figli e dispensa loro amore e fiducia. Inoltre, il vescovo, ha benedetto i restaurati locali della parrocchia, che permetteranno una maggiore confortevolezza, funzionalità ed accoglienza. Abbiamo anche festeggiato due importantissime ricorrenze: il primo anniversario dell’arrivo della reliquia di S. Teodoro, donataci dall’Arcidiocesi di Brindisi. Ed infine, ma non meno importante, la ricorrenza del secondo anno della venuta nella nostra comunità di don Vincenzo. Il Signore ci ha donato Teodoro che significa “dono di Dio”, e possiamo affermare con certezza che i doni che continua a farci, anche grazie all’ intercessione del nostro Patrono, sono meravigliosi. Rosa Cammarano


NEWS DALLE PARROCCHIE Foto di gruppo dei partecipanti al campo Questa sezione contiene le notizie e le attività delle parrocchie della nostra diocesi. Per dare voce a tutti, la redazione si riserva il diritto di sintetizzare il materiale ricevuto.

S. Maria di Costantinopoli Angri

“Insieme pronti a grandi cose” Dopo il campo scuola, i ragazzi hanno organizzato anche una festa per consolidare le emozioni vissute

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o scorso 6 settembre presso l’oratorio “S. Giovanni Bosco – Beato Alfonso Maria Fusco” in Angri, il gruppo dell’Azione Cattolica della parrocchia si è riunito per riassaporare i momenti più belli del campo estivo dal titolo “Per il mio popolo, insieme pronti a cose grandi”, svoltosi presso l’Istituto delle Suore Compassioniste di Solofra. I ragazzi, accompagnati da Giosuè, sono stati chiamati a rivivere l’alleanza del popolo d’Israele con Dio; sono stati messi alla prova, fino a comprendere che è necessario fidarsi ed affidarsi a Lui! È pur vero che la storia della salvezza può sembrare remota nel tempo, ma ogni ragazzo si è calato nella quotidianità dell’epoca assaporando i sapori antichi e cucinando biscotti tipici di quei tempi lontani, vestendosi come loro, ballando sulle loro note, arricchendo ogni attività con la spensieratezza degli anni, ma anche con la criticità di chi si affaccia ad un mondo che a volte può far paura! Hanno costatato con stupore che così come il popolo di Israele, ciascuno di loro, ciascuno di noi, è chiamato per nome dal Signore e che tutti insieme dobbiamo essere pronti a cose grandi. Francesco Silvestri Presidente di AC

Restauro della chiesa della Madonna del Carmine Sul numero di settembre di Insieme, a pag. 41 abbiamo pubblicato un articolo sulla Chiesa della Madonna del Carmelo in Sarno dal titolo “Tanti fedeli alla Madonna del Carmelo per P. Berardo”. Nel testo era riportata la seguente espressione: «da alcuni anni, dopo un buon restauro effettuato da un gruppo di giovani volontari, questo appuntamento con la Madonna del Carmine è stato rinvigorito…». Mons. Aniello Mario Carillo ci ha inviato un comunicato per rettificare e soprattutto integrare la frase: “Premessa la nostra riconoscenza a quanti gratuitamente hanno collaborato con offerte e prestazioni lavorative per realizzare alcune opere, tuttavia, unicamente, per i motivi di lealtà pastorale e trasparenza amministrativa riteniamo opportuno e doveroso comunicare quanto segue: il restauro interno del sacro edificio della Madonna del Carmine al Castello, il nuovo impianto idraulico, elettrico ed illuminazione effettuato a norma è stato realizzato da ditte qualificate, a totale carico economico della parrocchia San Matteo. Tanto si comunica a quanti possa interessare per competenze o per motivi devozionali e si fa divieto di raccogliere offerte senza il consenso esplicito del parroco, legale rappresentante pro tempore”. Don Aniello Mario Carillo


FISC


IN PARROCCHIA

A cura della comunità parrocchiale San Giacomo Maggiore Apostolo San Valentino Torio

Ai piedi di Maria

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La festa di Maria SS. della Consolazione ha coinvolto molte persone e si è svolta senza grosse spese, per rispettare il difficile momento che l’Italia sta vivendo. Le offerte raccolte serviranno per il restauro della Cappella

Mons. Giudice insieme al parroco don Alessandro e al sindaco Felice Luminello

i sono conclusi lo scorso martedì 6 settembre i festeggiamenti in onore di Maria SS. della Consolazione. La tre giorni si è svolta all’insegna dell’austerity. Il parroco, don Alessandro Cirillo, ha chiarito: «Ci troviamo in una fase negativa della congiuntura economica, sento tanta gente lamentarsi per la grave situazione che viviamo, per il futuro incerto e tutto questo alimenta un forte senso di scoraggiamento e paura. Io non ho ricette per il futuro, ai giovani e agli adulti dico che solo nella comunione di intenti, di spirito e nella carità potremmo superare questi momenti difficili. Per questo abbiamo deciso, di comune accordo con il Comitato festa, di svolgere i festeggiamenti senza grosse spese per poter destinare le offerte devolute dai fedeli al restauro della Cappella della Madonna della Consolazione, che presto tornerà al suo antico splendore».

Grande partecipazione La manifestazione è stata comunque bella ed ha richiamato una grande affluenza di pubblico, grazie anche all’amministrazione comunale che ha offerto il concerto della cantante Valentina Stella. Tanti gli appuntamenti civili e religiosi che si sono alternati. Domenica 28 agosto si è svolta, per le strade della parrocchia, la processione del simulacro di Maria SS. della Consolazione, la serata del 3 settembre è stata arricchita da una Celebrazione eucaristica con tutti i ragazzi che hanno ricevuto la Prima Comunione nel 2011 e al termine sono state assegnate 3 medaglie d’argento con l’immagine della Madonna, offerte dalla Gioielleria Vastola. Poi dalle 23.00 alle 1.00 c’è stata un’emozionante Veglia notturna di preghiera e adorazione eucaristica presso la Villa Comunale: “Una notte di stelle, con Maria, stella del mattino” organizzata per tutta la nostra comunità ed in particolare per i lavoratori del settore autotrasporti. Lunedì 5 settembre, alle ore 19.30, la Celebra-

zione eucaristica è stata presieduta da don Marco Ricci, parroco di S. Maria della Consolazione in Ercolano (NA). La chiusura religiosa è giunta il martedì 6 con la solenne processione del simulacro di Maria SS. della Consolazione presieduta dal nuovo Vescovo di Nocera Sarno, Sua Eccellenza Mons. Giudice. Per il programma civile ricordiamo domenica 4 settembre, il concerto itinerante per le strade cittadine della “Banda musicale Città di Sarno”; in serata, in Piazza Amendola la “XIV Sagra dei dolci e sfizi vari” ed il Musical in due atti “Napule…”, presentato dall’Associazione Culturale “Il Cavaliere”. Il giorno seguente, 5 settembre, si è esibita la cantante napoletana Valentina Stella, la voce antica di Napoli, che nutre anche la passione per il teatro, ma vanta anche tanti lavori televisivi. Il concerto, come detto, è stato offerto dall’amministrazione comunale. I fuochi pirotecnici, infine, offerti dagli abitanti di via Porto, alle 23.30 di martedì 6 settembre hanno chiuso questi solenni festeggiamenti. Sergio Velardo

Nella sezione IN PARROCCHIA vi sono le pagine di quelle parrocchie che hanno scelto la rivista diocesana come strumento per comunicare con la propria comunità parrocchiale. Queste pagine sostituiscono giornali parrocchiali o fogli di collegamento. Se desideri anche tu prendere uno spazio fisso o in occasione di un evento particolare, contatta la segreteria di redazione allo 081 513 45 04 o manda una mail a redazioneinsieme@alice.it

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a cura della comunità parrocchiale San Sisto II Pagani Coordinatore della redazione parrocchiale Michele Raiola

Regalare un sorriso Lo scorso 18 settembre, l’associazione “Papa Charlie” ha festeggiato con una solenne Celebrazione eucaristica, presieduta da Mons. Giudice, il ventennale della fondazione

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l 17 settembre 2011, l’associazione di volontariato “Papa Charlie” ha festeggiato il ventennale della sua fondazione. 20 anni di sostegno gratuito a chi vive uno stato di pericolo grave, dagli incendi sulle montagne alla ricerca di persone scomparse, dai servizi di assistenza durante gli eventi alla partecipazione alle grandi emergenze nazionali ed internazionali. Tra le manifestazioni per festeggiare questo anniversario importante, c’è stata lo scorso 18 settembre una solenne Celebrazione eucaristica nella parrocchia san Sisto II, presieduta dal Vescovo Mons. Giuseppe Giudice. La Chiesa era gremita all’inverosimile, tantissimi i volontari presenti, ma anche molta gente comune, accorsa per ringraziare il Signore per il dono del volontariato. «Noi facciamo il nostro lavoro – ha detto Lucio De Martino, presidente dell’Associazione – con una forma di egoismo, perché aiutare gli altri significa stare bene con noi stessi, soprattutto quando si aiuta il prossimo senza troppi clamori, ma in silenzio. Non potevamo che affidare a Voi la ricorrenza

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dei nostri venti anni di attività – ha aggiunto rivolgendosi al Vescovo – per avere da Voi il conforto e la spinta ad andare avanti». Mons. Giudice ha sottolineato la straordinaria coincidenza tra l’evento che si festeggiava e la Parola di Dio ascoltata durante la Celebrazione eucaristica: la “chiamata” al lavoro nella vigna del Signore. Chiamata che avviene a qualsiasi ora del giorno, in qualunque periodo della nostra vita. La “vigna” non è altro che il mistero dell’Amore dove si celebra la bellezza del “dono”, della “gratuità”, è il luogo dove ognuno può dare una dimensione spirituale alla propria vita. Allora, “Grazie Signore, perché con il volontariato ci fai scoprire il significato profondo della gratuità; grazie, se nella nostra Comunità si vive il dono della gratuità; grazie Signore, perché per mezzo del volontariato possiamo rivedere l’aurora!”. Ha posto il suggello alla celebrazione la preghiera del volontario di protezione civile, che recita così: “Signore, fa’ che i nostri attrezzi siano strumenti per una vita migliore”. Michele Raiola


Alcuni momenti della Celebrazione eucaristica

L’Unità Sinodale

È stata costituita la prima Unità Sinodale della nostra diocesi, “San Sisto II - San Francesco di Paolo - Santa Maria delle Grazie”. A colloquio con don Andrea Annunziata per comprendere meglio la natura di questo organismo pastorale

Che cos’è l’Unità sinodale? L’espressione è figlia del Sinodo diocesano celebrato dalla nostra Chiesa e significa “camminare insieme”. Le unità sinodali sono parrocchie che camminano insieme, sotto la guida di un parroco “moderatore” il quale, in comunione con gli altri sacerdoti e i diaconi, valuta le esigenze della zona pastorale e coinvolge le Comunità in un cammino comune. Per adesso stiamo procedendo con le Comunità di San Sisto e di San Francesco.

zione giuridica delle Unità Sinodali, ogni diocesi segue criteri propri per definire le Unità e stabilirne i compiti e le competenze, ma noi (e il Vescovo, a cui sta molto a cuore la nascita di questa nuova entità) abbiamo idee abbastanza chiare in merito, maturate dopo un’attenta riflessione.

Ci sono indicazioni specifiche che il parroco moderatore deve seguire? Non mi pare che esista attualmente una formalizza-

Allora, non resta che formulare gli auguri per un buon lavoro. Grazie, ne abbiamo proprio bisogno!

In quali settori si camminerà insieme? In alcuni settori-chiave della pastorale: la formazione, il catechismo, la Caritas, i campi…

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a cura della comunità parrocchiale Maria SS. di Costantinopoli Nocera Superiore Coordinatore della redazione parrocchiale Carlo Attanasio

“Radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede!”

Il campo scuola

La festa post-campo

Grande emozione per la festa post-campo che ha coinvolto bambini, giovani e adulti

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d un mese dal Campo Scuola unitario organizzato dall’Azione Cattolica parrocchiale, l’entusiasmo e la carica che ci hanno accompagnati non si sono ancora spenti! Sabato 17 settembre, infatti, si è tenuta la ormai tradizionale Festa post-Campo a cui hanno preso parte bambini, giovani e adulti che hanno vissuto l’esperienza del Campo Scuola a Rionero in Vulture (PT), ma anche tanti altri che sebbene non si siano potuti unire a noi alla trasferta lucana, ne hanno sentito parlare con tanto entusiasmo che hanno voluto verificare di persona… E non sono certamente rimasti delusi! La serata ha visto sfidarsi tra loro le diverse fasce d’età che hanno partecipato al campo per aggiudicarsi il titolo di “I migliori anni”. Le squadre degli anni ’70, ’80, ’90 e 2000 si sono scontrate a ritmo di musica, con balli, canti e recital di successo di quegli anni.

Immancabile, poi, la proiezione del video del campo, con i momenti più belli ed emozionanti che hanno strappato lacrime e sorrisi e la consegna della foto di gruppo, fatta insieme al Vescovo Mons. Giuseppe Giudice. Insieme alla foto, abbiamo consegnato a ciascuno una copia del discorso che il Santo Padre avrebbe dovuto tenere durante la veglia di preghiera della Gmg di Madrid e che, poi, fu interrotto dalle avverse condizioni del tempo. Quella sera del 20 agosto, anche noi al campo eravamo riuniti in preghiera con i giovani a Madrid e aspettavamo trepidanti il discorso del Papa. Il campo, infatti, ha ricalcato lo stesso tema della Gmg: i vari gruppi dell’A.C. - i giovanissimi, i giovani e gli adulti - hanno approfondito l’espressione di San Paolo per imparare a rimanere “radicati” come tralci alla vite di Cristo, “fondati” sulla roccia della Parola di Dio e “saldi” come Giovanni fin sotto la croce. Fabio Senatore

Cristo, guida sicura! Dal 23 al 28 agosto, il Gruppo Nocera Superiore 1 ha vissuto il campo scout nel Parco nazionale del Matese

“A

bbiamo organizzato il campo sul rispetto delle leggi, proponendo Cristo come guida sicura”. Queste le parole di Francesco Sessa, responsabile del Gruppo Scout Nocera Superiore 1, attivo nella parrocchia Maria SS. di Costantinopoli. Dal 23 al 28 agosto, teatro di quest’esperienza unica è stato Cusaro Mutri, località immersa nel Parco Nazionale del Matese.

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«In questo eden – continua il capo scout – abbiamo ricreato l’ambiente del Far West, come se le leggi fossero continuamente scavalcate dalla prepotenza. Abbiamo ricostituito un accampamento indiano nei minimi particolari, i ragazzi si sono divertiti ed è cresciuta la sintonia e la comunione tra loro. Momento forte e intenso è stato l’Hike: ogni ragazzo veniva fatto allontanare dal campo base


Con i Madonnari il mondo a Nocera Superiore Finalità e obiettivi della Federazione Internazionale Eventi Madonnari

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a ormai spiccato il volo la FIEM, Federazione Internazionale Eventi Madonnari, nata nel maggio del 2010 da un’intuizione di alcuni componenti dell’Associazione per il Concorso Internazionale dei Madonnari “San Pasquale Baylon”. La F.I.E.M. è costituita da enti pubblici, privati ed ecclesiali che per statuto organizzano e gestiscono eventi di arte sacra madonnara. La sede istitutiva della Federazione è presso l’Associazione per il Concorso dei Madonnari in Nocera Superiore. Tra gli aderenti, il Centro Nazionale dei Madonnari di Grazie di Curtatone (MN) – Raduno Nazionale dei Madonnari, la Parrocchia S. Quirico di Bolano di Fisciano, Zaragoza y Costiticiòn Centro Kalos di Monterrey (Messico), Santa Barbara Mission di Santa Barbara (California - USA) – Italian Street Painting Festival.

Tra gli obiettivi della F.I.E.M. vi è la conoscenza reciproca delle diverse realtà che operano nel campo dell’arte sacra madonnara in ogni parte del mondo, la divulgazione dell’arte dei Madonnari nel tempo e nello spazio, la valorizzazione dei Madonnari come artisti di arte sacra, l’organizzazione di convegni, studi, dibattiti sull’arte sacra. Un’importante realtà che valorizzando i Madonnari porta Nocera Superiore ad essere una capitale dell’arte nel mese di maggio, nello scintillio dei colori del Concorso Internazionale dei Madonnari, e tutto l’anno come punto di riferimento di questi artisti e degli organizzatori degli eventi a loro dedicati. Maria Sessa

Da Nocera Superiore al Brasile Un altro importante riconoscimento per il poeta Sabato Laudato

D per trascorrere un’intera notte nel bosco, portando con sé solo il sacco a pelo e il Vangelo, così da stabilire un contatto diretto con il Signore, unica guida». Al campo hanno partecipato sia i Lupetti (8-12 anni) che il Reparto (12-16 anni), nel segno della continuità e per consentire il passaggio di esperienze tra le due fasce d’età. Carlo Attanasio

opo la medaglia d’argento del Presidente della Camera dei Deputati ritirata lo scorso maggio, nell’ambito del 33° Premio Letterario Internazionale “Città di Avellino”, organizzato dalla Casa Editrice Menna, è arrivato un altro importante riconoscimento per il poeta Sabato Laudato: il I posto nella sezione poesia in lingua portoghese al Concurso Litarário International “Maria Cristina Drese”, svoltosi nell’agosto scorso a Taquari nello Stato di Rio Grande do Sul (Brasile). All’evento letterario ideato dalla poetessa argentina Maria Cristina Drese e organizzato dalla Insanity Produções

di Taquari, hanno partecipato poeti e scrittori oltre che dall’Italia e dal Brasile, anche dall’Argentina, dal Venezuela, dall’Uruguay e dal Portogallo. Sempre in Brasile, nel 2005 il poeta Sabato Laudato si classificò al VI posto al Prêmio Missões di Roque Gonzales – RG. Inoltre, lo scorso maggio, ha ricevuto un riconoscimento per la letteratura al Prêmio Literário International de Araúcaria di Campos do Jordão – San Paolo. L’impegno dedicato alla poesia da parte di Sabato Laudato, specialmente in Brasile ed Argentina, è piuttosto florido, tanto da fargli raggiungere notevoli consensi in campo letterario. Carlo Attanasio

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a cura della comunità parrocchiale Santa Maria delle Grazie Casatori di San Valentino Torio

Signore

da chi andremo?

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razie…, a quelli venuti da lontano o dai paesi vicini, a quelli che hanno tagliato i fiori, a chi li ha contati e capati, a chi ha tracciato i disegni e a chi li ha stampati, a chi ha caricato le cassette di fiori e a chi le ha ordinate e anche scaricate, a chi ha montato il trono per il tappeto verticale, a chi si è arrampicato e a chi passava i fiori, a chi ha danzato, suonato, cantato... insomma grazie a chi è stato FORZA e chi è stato MENTE di questa stupenda realtà lunga 16 anni. Un ringraziamento particolare al vescovo Mons. Giuseppe Giudice che ha presieduto la Celebrazione eucaristica e il passaggio regale della Madonna sui fiori. Il vescovo parlando dell’amore per la Vergine ha sottolineato il legame indissolubile che c’è tra l’amore e il dolore. Nella gioia e nel dolore, affidiamoci alla Madre di Gesù che ha pianto ai piedi della croce e ha anche gioito per la sua resurrezione dalla morte. Arrivederci all’Infiorata 2012! Don Gaetano Ferraioli, L’Associazione Culturale “Le Vie dei Colori”

Grande successo per la XVI Infiorata di Casatori e la XIII edizione del Festival delle Infiorate

La Vergine Addolorata nel suo Trono di Fiori

Ad arricchire la manifestazione, c’erano gruppi provenienti dal Belgio, dalla Spagna e da diverse cittadine italiane. Riportiamo l’esperienza dei maestri infioratori di Noto

Sentirsi a casa

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a Città di Noto è stata rappresentata dall’Associazione “Maestri Infioratori di Noto” che, per l’occasione, ha realizzato il bozzetto infiorato dal titolo “Maria”, dipinto dell’800 di autore ignoto, raffigurante un’imponente Madonna Rinascimentale. Lo splendido volto è avvolto da un velo che corre lungo la schiena e lascia scoperto un ciuffo di capelli. Gli elementi barocchi, che completano il disegno, si riferiscono a ornamenti barocchi del territorio di Noto. Bellissima l’accoglienza ricevuta dalla parrocchia S. Maria delle Grazie, dall’Associazione “Le Vie dei Colori”, ma anche da tutte le persone che ci sono state vicine. I preparativi e l’entusiasmo dei ragazzi

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Il passaggio della Vergine sui tappeti

Ospiti dalla Sardegna con Don Getano e il Sindaco

Un’emozione unica L’esperienza del gruppo sardo

D Il tappeto Floreale Ospiti di Noto (Sicilia)

e di tutti i cittadini, che hanno lavorato per la riuscita dell’evento, si è triplicato rispetto alle edizioni passate. Molto toccante anche la processione religiosa e il regale passaggio della venerata immagine della Madonna sui tappeti di fiori presieduta da Sua Eccellenza Monsignor Giuseppe Giudice, vescovo diocesano, di don Gaetano Ferraioli e di Autorità civili e militari. Immancabile il giro turistico della Costiera Amalfitana con dei ciceroni di tutto rispetto, che ci hanno guidato e svelato tutti gli angoli nascosti e viziato con le delizie dei posti visitati. La partecipazione a Casatori è stato un momento di aggregazione anche per gli studenti dell’Istituto Melodia di Noto che hanno partecipato alla

XIII edizione “Piccoli Infioratori”. Con l’uso di migliaia di petali e le innocenti mani di questi ragazzi, i bozzetti hanno preso forme e colori. Il loro entusiasmo nel realizzare il tappeto, ha confluito, in tarda serata, in quello che è stato il momento più divertente della manifestazione: la “Battaglia dei fiori”. Un particolare e doveroso ringraziamento agli amici dell’Associazione “Le Vie dei Colori”, Valeria, Pasquale, Aldo, Elvira e, naturalmente, al “grande” don Gaetano, che ci hanno sostenuti non solo moralmente ma anche fisicamente durante tutta la nostra permanenza. Il Presidente Associazione Maestri Infioratori di Noto Oriana Montoneri

escrivere le emozioni che ci ha regalato la Vergine Addolorata è impossibile. Essere catapultati in un turbine di emozioni dense, di amore verso la Madonna e di grande fratellanza è stata una inaspettata e piacevolissima rivelazione. Sebbene nella nostra comunità i giovani non siano così partecipi alla vita religiosa, per noi è stata un’emozione unica, che ci ha fatto riflettere su certi valori. Abbiamo materialmente sentito cosa significa per questa comunità l’attaccamento viscerale alla Vergine, che con il suo grande amore smuove una grande moltitudine di persone e sentimenti che per noi (e non solo) si sono tradotti in un senso di ospitalità commovente, nel solco di un’amicizia autentica. Il momento più toccante è stato il lento procedere della Vergine in processione, ogni anima era raccolta nella più segreta e profonda preghiera personale, momento di abbandono completo, filiale e remissivo nelle braccia della Vergine Madre: abbiamo avvertito la silenziosa implorazione di consolare ogni dolore. Il momento dell’Infiorata ha generato una divertentissima voglia di stare insieme, di imparare cose nuove ed è stata un’ottima occasione per fare amicizia con i ragazzi del posto, scambiandoci pareri, emozioni e culture reciproche. Ringraziando ancora infinitamente la comunità di San Valentino Torio e di Casatori, ci auguriamo che il seme di questa meravigliosa esperienza diventi col tempo un magnifico giardino da coltivare in tante altre occasioni. Associazione gruppo folk Busachi bella Mia

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a cura della comunità parrocchiale Santa Maria del Carmine Pagani

Scelta universitaria,

che dramma!

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La scelta della Facoltà universitaria segna un passaggio importante e delicato nella vita dei ragazzi. Tra tanti dubbi e paure, si inizia a tracciare il proprio futuro

d un certo punto della vita, dopo aver percorso una strada rettilinea e comoda, gran parte per mano con i propri genitori, il percorso cambia. Ci si trova davanti ad un vero e proprio incrocio costituito da infinite vie, così strette da poter essere percorse solo se si cammina da soli. Quale strada intraprendere significa scegliere cosa nella vita si “vuole essere” o “cercare di essere” e questo comporta decidere quale Facoltà universitaria si vuole frequentare.

Seguire le proprie passioni o adattarsi a ciò che la società richiede? Accondiscendere alle preferenze dei propri genitori o far prevalere la propria idea, accettando le responsabilità che ne conseguono? Non è cosa da poco prendere questa decisione, anche perché è la prima e davvero difficile che si trova ad affrontare un ragazzo poco più che maggiorenne. Al giorno d’oggi la maggior parte delle Facoltà universitarie è a numero programmato. Le più accreditate sono sicuramente quelle ad indirizzo scientifico perché offrono maggiori possibilità lavorative dopo la laurea; una tra le più ambite è la Facoltà MEDI-

Informa-parrocchia Gli appuntamenti Sabato 1 ottobre: festa dell’oratorio presso la scuola di danza in via Carmine (h. 17.00) Martedì 4 ottobre: inizio catechesi gruppo giovani (h. 20.00) Giovedì 6 ottobre: inizio catechesi gruppo giovanissimi (h. 20.00) Giovedì 6 ottobre: catechesi biblica per adulti (h. 20.00) Venerdì 7 ottobre: inizio prove di canto, gruppo cantori (h. 20.00) 21-23 ottobre: Pellegrinaggio a Loreto, Todi, Collevalenza, San Gabriele dell’Addolorata

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CINA E CHIRURGIA, nonostante sia considerata una sorta di meta irraggiungibile a causa della rigidità della selezione: in media, uno studente su dieci che si presenta ai test d’ingresso entra a farne parte. Inverosimile è una tale affluenza ad una Facoltà che comporta il doppio degli anni di studio rispetto alle altre (undici) e un lavoro con un carico di responsabilità notevole. Non tutti scelgono queste Facoltà per amore verso il prossimo, visto che così tanto ne manca nella vita quotidiana, taluni lo fanno per sfida o anelando a futuro prestigio. Quest’anno un’altra Facoltà particolarmente gettonata è PROFESSIONI SANITARIE, scelta da tanti studenti poiché offre sbocchi lavorativi molto richiesti. Tra le Facoltà a numero aperto spicca INGEGNERIA (di cui fa eccezione Edile-Architettura, il cui test è selettivo) costituita da moltissimi rami diversi: da elettrica a informatica, da meccanica a gestionale, da aerospaziale a biomedica. A numero non programmato sono, poi, quasi tutte le Facoltà ad indirizzo umanistico come Lettere e Filosofia (di cui fanno eccezione alcuni indirizzi di Laurea come ad esempio Scienze della Comunicazione ed Editoria e Pubblicistica) e Scienze della Formazione, per accedere alle quali è comunque necessario fare un test valutativo. Insomma, le Facoltà universitarie sono davvero tante, molto più di quelle sopra citate e questo comporta varietà di scelta ma allo stesso tempo molti dubbi nel capire quale delle tante sia su misura per ognuno. Altra scelta difficile è il luogo in cui si vuole frequentare l’Università; lo spirito di molti neodiplomati è quello di voler lasciare il luogo in cui si abita, soprattutto se questo è un paesino che non offre molte opportunità ai giovani, come Pagani; la maggior parte comunque decide di rimanere nei paraggi, scegliendo un’università facilmente raggiungibile e continuando ad abitare a casa propria. Insomma la scelta universitaria non è cosa facile e bisogna effettuarla con giudizio e convinzione, e portarla avanti con caparbietà, sperando che questa società offra ai noi giovani la possibilità di realizzare i nostri sogni e diventare quello che davvero vogliamo essere. Martina Nacchio


a cura della comunità parrocchiale Maria SS. delle Tre Corone Sarno

Don Antonio durante un viaggio missionario. In basso una bambina a cui è consentito studiare grazie alle adozioni a distanza

“Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”

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osì recita l’evangelista Matteo, con un’implicita volontà a sottolineare la necessità sempre crescente nelle comunità cristiane della solidarietà tra tutti i suoi membri. L’hanno compreso a pieno i fedeli della parrocchia Maria SS. delle Tre Corone che realizza numerose iniziative di solidarietà nei confronti

Una parrocchia missionaria a 360 gradi delle popolazioni meno fortunate. Dall’arrivo di don Antonio Mancuso in parrocchia, la comunità effettua la raccolta di generi di prima necessità che sono poi spediti ad una missione in Africa che il nostro parroco ha personalmente conosciuto negli anni passati. Durante il periodo estivo, don Antonio utilizza il tempo del riposo

per portare il Vangelo in quei luoghi dove la presenza di Dio è meno tangibile. È un’esperienza d’amore e di fede senza precedenti, che permette di toccare con mano, nel concreto, la parola di Dio. Un’altra ammirevole iniziativa è l’adozione a distanza che coinvolge alcune persone della comunità. Con un gesto concreto sostengono famiglie, e

soprattutto bambini, che vivono situazioni di grave povertà garantendo loro a possibilità di studiare. Con la speranza che queste numerose iniziative incontrino sempre il favore dei fedeli, auguriamo a don Antonio e a tutti i membri della nostra comunità un fervido cammino missionario. Donatella Ferrara Guido Caringi


IN BACHECA a cura della Redazione foto Salvatore Alfano

Auguri di buon compleanno a:

Buon anniversario di ordinazione sacerdotale a:

Don Marco Limodio (SS.ma Annunziata, Angri) l’8 ottobre, don Piercatello Liccardo (Maria Immacolata, Nocera Inferiore) l’11 ottobre, don Salvatore Fiocco (Cancelliere diocesano) il 16 ottobre, don Raffaele Ferrentino (S. Matteo apostolo, Nocera Inferiore) il 18 ottobre. Perché l’armoniosa danza dei giorni che passano porti gioia e santità alle vostre vite. Auguri!

Don Andrea Amato (S. Giovanni Battista e S. Bartolomeo, Nocera Sup.), don Vincenzo Buono (S. Teodoro, Sarno), don Raffaele Ferrentino (S. Matteo apostolo, Nocera Inferiore), don Salvatore Fiore (San Sisto e S. Francesco, Pagani) e don Marco Limodio (SS.ma Annunziata, Angri) il 3 ottobre; don Vincenzo Califano (S. Maria delle Grazie, Sarno) il 6 ottobre; don Ciro Galisi (S. Maria del Presepe, Nocera Inferiore) e don Antonio Guarracino (Gesù Risorto e Madonna di Fatima, Pagani) il 7 ottobre; don Antonio Mancuso (Tre Corone, Sarno) il 26 ottobre; don Giovanni Padovano (Cappellano del Cimitero di Pagani e rettore del Santuario Madonna delle Galline) il 30 ottobre. A voi che non avete esitato a dire Sì alla chiamata di Dio, va il nostro grazie e la nostra preghiera perché possiate essere custodi, guide e modelli per noi. Don Andrea Amato

Don Salvatore Fiocco

Una augurio speciale a: Il 3 ottobre mons. Illiano ha festeggiato l’anniversario dell’ordinazione episcopale. Per lui si eleva la nostra affettuosa preghiera di ringraziamento a Dio, che per tanti anni ce l’ha donato come pastore. Il nostro augurio è che possa continuare a custodire la nostra Chiesa e la nostra Terra con la saggezza, la sem- Mons. plice presenza e soprattutto la Gioacchino Illiano fervente preghiera. Auguri!

L’appuntamento: Venerdì 21 Ottobre ore 16.30 al Circolo Sporting Via Nicotera 14, Nocera Inferiore Si terrà l’incontro-dibattito organizzato dall’AMCI e dall’ANF sul tema: “Diritto e Libertà – tematiche giuridiche e bioetiche” Interverranno: Avv. Vincenzo Sirica (Segretario ANF – Ata di Nocera Inf.) Dott. Mario Ascolese (Presidente AMCI – Sez. “S. Giuseppe Moscati”) Moderatore Avv. William Nocera Relatori Dott. Giovanni Murante (Segretario AMCI – Sez. “S. Giuseppe Moscati”) Avv. Cira De Feo Dott. Argyrios Dourvas (Sociologo – formatore)

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Auguri di buon onomastico a: Don Rosario Ingenito (S. Anna a Fiano, Nocera Inferiore) e don Rosario Villani (S.S. Simone e Giuda, Nocera Inferiore) il 7 ottobre, don Gerardo Coppola (S. Antonio di Padova, Orta Lo- Don Rosario Villani reto) e don Gerardo del Pezzo il 16 ottobre. Che la vostra vita sia modellata ad immagine del Vangelo e dei santi, per custodire il gregge che il Buon Pastore vi ha affidato.

Il più piccolo dei “Giovannielli” È Vincenzo Alfonso Odoroso, il bambino più piccolo dei “Giovannielli” di Cicalesi, dalla parrocchia di S. Giovanni Battista a Nocera Inferiore. Gioia e orgoglio della famiglia Odoroso-Mortella!


IN DIOCESI a cura dell’ufficio per la Pastorale Giovanile foto Antinio Cerruto (3)

Mi vuoi bene?

foto Cuore di Luisa Rescigno (6)

I giovani della diocesi si sono ritrovati intorno al vescovo per fargli festa in occasione del suo 25° di sacerdozio

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n’esplosione di gioventù, colori, musica ed emozioni ha caratterizzato il primo appuntamento delle celebrazioni per il giubileo sacerdotale di monsignor Giuseppe Giudice. La chiesa parrocchiale San Giovanni Battista di Nocera Inferiore ha accolto la festa curata dal Consiglio Episcopale dei Giovani. I “dodici” chiamati dal vescovo per aiutarlo a guardare la Chiesa dell’Agro con occhi giovani hanno messo su un concerto/testimonianza sul tema «Mi vuoi bene?» estrapolato dal capitolo 21 del Vangelo di Giovanni. Con l’aiuto di video e canzoni, il tema dell’amore è stato declinato sotto molteplici aspetti: amore per Dio (vocazione), amicizia, amore di coppia, amore per il lavoro, amore per l’altro (carità), amore per lo sport. Grazie al complesso Passaparola, al coro Jubilate – Voci dal cuore, alla Compagnia del sorriso, al seminarista Giuseppe Pironti, alle ragazze del progetto Policoro di Poggiomarino o ai fidanzati Luca e Mariacarmela, a Giuseppe e Marianna del Centro Buon Samaritano o al calciatore Riccardo Bolzan si è fatto un viaggio nel mondo dell’Amore. Un excursus culminato con l’intervento di monsignor Giudice, preceduto da un video realizzato dai giovani della parrocchia Sant’Anna di Sala Consilina che ha mostrato immagini inedite del vescovo di Nocera Inferiore-Sarno. Il Consiglio Episcopale dei Giovani Insieme - Ottobre 2011

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Il Congresso eucaristico nazio Questo mese la nostra rubrica liturgica lascia spazio al XXV Congresso Eucaristico Nazionale

Nelle immagini alcuni momenti del Congresso

Carissimi fratelli e sorelle! Sei anni fa, il primo viaggio apostolico in Italia del mio pontificato mi condusse a Bari, per il 24° Congresso Eucaristico Nazionale. Oggi sono venuto a concludere solennemente il 25°, qui ad Ancona. Ringrazio il Signore per questi intensi momenti ecclesiali che rafforzano il nostro amore all’Eucaristia (…)

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uesto importante evento ecclesiale, svoltosi ad Ancona lo scorso settembre, ha visto un’ampia partecipazione di Chiesa. Anche la nostra Diocesi era presente alle giornate congressuali e ha vissuto i momenti più significativi del programma proposto dal comitato organizzatore. Cercherò di delineare la cornice di questo evento, per lasciare spazio alla parola del Papa e alle testimonianze. Un primo aspetto che ha colpito la delegazione diocesana è stata la grande partecipazione di popolo. Il Congresso eucaristico non è rivolto a studiosi o a teologi, ma al popolo di Dio. Perché l’Eucarestia è alimento per la Chiesa, è occasione di preghiera e permette di maturare nella fede. Le catechesi proposte sono state davvero interessanti. Ogni giornata congressuale cominciava con la preghiera e una intensa catechesi. Questo momento formativo e di approfondimento si è rivelato molto utile per comprendere il rapporto tra Eucarestia e vita della Chiesa e per entrare nel tema di ogni giornata congressuale.

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I due momenti celebrativi più significativi, escludendo ovviamente la celebrazione con il Santo Padre, sono stati la Via Crucis e la processione eucaristica. Eventi intensi e suggestivi, sia per la preparazione che per la partecipazione. Piacevoli anche i diversi momenti culturali organizzati in città. Uno su tutti, il concerto del Maestro Allevi che si è esibito con l’orchestra filarmonica marchigiana. Questi “eventi nell’evento” hanno creato un clima di piacevole distensione al termine di giornate intense. C’è stato poi lo straordinario incontro con il Santo Padre, le parole dell’omelia conclusiva - in queste pagine trovate qualche estratto - e quelle pronunciate all’incontro con i sacerdoti e le famiglie rappresentano un tesoro da mettere a frutto per il prossimo futuro della Chiesa italiana. Incastonate come gemme nel percorso tracciato dai vescovi negli orientamenti per il decennio, sono un punto fermo e nel contempo una interessante chiave di lettura della realtà e del ruolo che la Chiesa in essa deve assumere. Piercatello Liccardo

“Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?” (Gv 6,60). Davanti al discorso di Gesù sul pane della vita, nella Sinagoga di Cafarnao, la reazione dei discepoli, molti dei quali abbandonarono Gesù, non è molto lontana dalle nostre resistenze davanti al dono totale che Egli fa di se stesso. Perché accogliere veramente questo dono vuol dire perdere se stessi, lasciarsi coinvolgere e trasformare, fino a vivere di Lui (…) “Questa parola è dura!”; è dura perché spesso confondiamo la libertà con l’assenza di vincoli, con la convinzione di poter fare da soli, senza Dio, visto come un limite alla libertà. È questa un’illusione che non tarda a volgersi in delusione, generando inquietudine e paura (…). Dall’omelia di Benedetto XVI, a conclusione del XXV congresso eucaristico


a cura dell’Ufficio Liturgico Diocesano

nale, un’esperienza di Chiesa L’esperienza

“La famiglia è viva, evviva la famiglia” Una delegazione diocesana del Rinnovamento nello Spirito ha partecipato all’incontro con le famiglie e alla messa conclusiva del Congresso

(…) Nutrirsi di Cristo è la via per non restare estranei o indifferenti alle sorti dei fratelli, ma entrare nella stessa logica di amore e di dono del sacrificio della Croce; chi sa inginocchiarsi davanti all’Eucaristia, chi riceve il corpo del Signore non può non essere attento, nella trama ordinaria dei giorni, alle situazioni indegne dell’uomo, e sa piegarsi in prima persona sul bisognoso, sa spezzare il proprio pane con l’affamato, condividere l’acqua con l’assetato, rivestire chi è nudo, visitare l’ammalato e il carcerato (cfr Mt 25,34-36). Papa Benedetto XVI

«Nessuna vocazione è una questione privata, tantomeno quella al matrimonio, perché il suo orizzonte è la Chiesa intera». Con queste parole il Santo Padre Benedetto XVI si è rivolto alle famiglie, in occasione dell’incontro loro dedicato dopo la solenne Celebrazione eucaristica che ha concluso il XXV Congresso Eucaristico Nazionale di Ancona. Siamo anche noi persuasi che nessuna vocazione, nessun carisma, nessun ministero ecclesiale possa procedere isolato, tradendo lo spirito eucaristico che regna e fonda la Chiesa. Forti di questa visione, ci siamo portati numerosissimi ad Ancona, come popolo di Dio dal volto familiare, una famiglia di famiglie composta da nonni, genitori e figli. Desidero esprimere un sincero grazie a quanti hanno voluto testimoniare la bellezza e la bontà del Vangelo della Famiglia. Grazie ai cardinali e ai vescovi che numerosi si sono resi presenti confermandoci nella fede. Grazie al Movimento dei Focolari, al Cammino Neocatecumenale, all’Associazione Famiglie numerose che si sono fatti nostri compagni di viaggio lungo uno dei tratti dei “sette misteri” del Rosario della Famiglia. Grazie alle sorelle e ai fratelli che hanno prestato servizio, per lo spirito di sacrificio e di amicizia che ci hanno regalato. E grazie a ciascuna famiglia presente ad Ancona: quelle neonate e quelle navigate, quelle provate e quelle momentaneamente risparmiate dalla prova, quelle unite e quelle divise, quelle dal cammino di fede consolidato e quelle che stanno riscoprendo Gesù come Signore della famiglia. «Attingete sempre dalla Celebrazione e dall’Adorazione Eucaristica energie nuove per camminare in unità di amore e di vita e cooperare all’edificazione della comunità ecclesiale e civile». Questo Messaggio del Papa Benedetto XVI, fatto giungere a firma del Card. Tarcisio Bertone ai partecipanti al IV Pellegrinaggio Nazionale delle Famiglie per la Famiglia, si faccia ora missione carismatica, impegno comunitario, causa di nuovo afflato spirituale. Il nostro pellegrinaggio prosegue. Altre tappe, altre mete ci attendono. Giuseppe Contaldo Insieme - Ottobre 2011

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a cura della Caritas Diocesana

L’inquietudine per il Vangelo La missione nasce dalla passione di comunicare a tutti, senza distinzioni di sorta, la bella notizia

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ell’omelia della Messa pro eligendo pontifice  Benedetto XVI disse: «Dobbiamo essere animati da una santa inquietudine: l’inquietudine di portare a tutti il dono della fede, dell’amicizia con Cristo», e nella celebrazione eucaristica del 24 aprile ha ripetuto: «La santa inquietudine di Cristo deve animare il pastore... Per lui non è indifferente che tante persone vivano nel deserto». Dunque, sottrarsi al compito missionario significherebbe per la Chiesa venir meno alla ragione per cui essa esiste. Essere cristiani non è una condanna, ma un immenso privilegio. L’incontro con Cristo è una fortuna: anzi, è la fortuna della vita. Perché la fede è innanzitutto l’esperienza di un’amicizia con Cristo, che riempie di gusto e di senso l’esistenza. Di qui la responsabilità: chi ha ricevuto questo dono immeritato e  gra­tuito non può che testimoniarlo. La missione nasce dalla passione di comunicare a tutti, senza distinzioni di sorta, la bella notizia di un Amico venuto a visitare l’uomo una volta per tutte. Una passione che non è iniziativa propria, ma espressione di un debito di gratitudine. Troppo spesso le nostre comunità tendono a chiudersi in se stesse come se i “tutti” a cui comunicare

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Parafrasando il Beato Giovanni Paolo II, vorrei gridare a tutti: «Non abbiate paura! Aprite, anzi spalancate le porte ai fratelli “diversi” e “più piccoli”, il Signore vi premierà!» la “bella notizia” si esaurissero nelle poche decine di persone che frequentano le nostre aule liturgiche. Per troppi fratelli il “mondo” da evangelizzare si riduce al solo territorio parrocchiale, magari epurato da presenze straniere che ingenerano in noi paure e sospetti.

L’animo missionario Certo esiste il “terzo mondo”, esistono le terre di missione, ma quelle sono luoghi remoti che interpellano più le nostre tasche che i nostri cuori, la nostra emotività più che la nostra mente. Ogni tanto un personaggio noto si propone come sponsor di iniziative di aiuto e tutti siamo chiamati a “commuoverci” con immagini che rivelano i drammi ma non le storie, che ci fanno conoscere le sofferenze ma non le persone ed i popoli. Allora tutti siamo pronti a condannare le stragi operate in Somalia, ma nessuno di noi è disposto ad accogliere un fratello somalo che cerca ricovero, scappando dalla guerra.

Missionari santi la Chiesa ne ha avuti e ne ha ancora, ma non possiamo accontentarci di questo; non si può essere cristiani “per delega”, e la Chiesa tutta deve essere missionaria: ognuno di noi. Essere missionario significa semplicemente essere investito di una missione: della missione dell’Annuncio. Dire a tutti, specialmente agli ultimi del mondo, che c’è un Dio che li ama; e questo è un annuncio reso credibile solo dalla testimonianza concreta dell’Amore divino. Solo riconoscendo in tutti i popoli, di ogni etnia, razza e religione, dei fratelli figli dell’Unico Padre, amati fino alla morte, potremo testimoniare veramente il dono immeritato e gratuito ricevuto: la fede. Ma per amare è necessario conoscere: non ci fermiamo alle varie collette a favore di questo o quel paese, questo o quel missionario, ma informiamoci ed impariamo a conoscere le diverse culture che mai come oggi cominciano a raggiungerci perfino nel nostro piccolo mondo “parrocchiale”. Edoardo Tafuto


a cura dell’Ufficio per la Dottrina Sociale e la Pastorale del Lavoro Commissione diocesana Pastorale del Lavoro e della Solidarietà Commissione diocesana “Giustizia e Pace”, salvaguardia del Creato ed educazione alla mondialità

Coraggio e speranza! di umanità e di ingegno, cui deve corrispondere una rinnovata volontà di dedizione e un più convinto impegno. (…) Una mentalità inoperosa e rinunciataria può rivelarsi un ostacolo insormontabile allo sviluppo, più dannoso della mancanza di risorse economiche e di strutture adeguate.

Riscoprire il senso cristiano

È l’ora del riscatto. Questa la lettura dei vescovi italiani sul meridione attraverso il documento «Per un Paese solidale: Chiesa italiana e Mezzogiorno»

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iunti alla conclusione, noi Vescovi rivolgiamo un invito alla speranza alle comunità ecclesiali del Paese, in particolare del Mezzogiorno, e a tutti gli uomini di buona volontà. Contro ogni tentazione di torpore e di inerzia, abbiamo il dovere di annunciare che i cambiamenti sono possibili. Si tratta di sostituire alla logica del potere e del benessere la pratica della condivisione radicata nella sobrietà e nella solidarietà. Proprio per dare ragione della speranza che ci guida, noi, Pastori del gregge di Cristo, ci siamo fatti carico di una valutazione della situazione sociale ed ecclesiale che caratterizza oggi, tra luci e ombre, la condizione delle genti del Sud. La consolazione che ci viene dalle Scritture (cfr Rm 15,4) e la consapevolezza di essere Chiesa ci donano, nonostante tutto, uno sguardo fiducioso, perché siamo certi che Dio ha a cuore progetti di vita e di crescita per tutti. Sappiamo anche che l’amore di Cristo ci spinge a ricercare il bene comune, nel rispetto della dignità di ogni persona, senza cedere a paure ed egoismi che alimentano miopi interessi di parte e mortificano la nostra tradizione solidaristica. Vorremmo consegnarvi quel tesoro di speranza e di carità che è già all’opera per la potenza dello Spirito nelle nostre Chiese, contrassegnate da una ricchezza

Per le comunità cristiane e per i singoli fedeli un atteggiamento costruttivo rappresenta lo spazio spirituale entro cui progettare e attivare ogni iniziativa pastorale per crescere nella speranza. Svelare la verità di un disordine abilmente celato e saturo di complicità, far conoscere la sofferenza degli emarginati e degli indifesi, annunciando ai poveri, in nome di Dio e della sua giustizia, che un mutamento è possibile, è uno stile profetico che educa a sperare. Occorre però che il senso cristiano della vita diventi fermento e anima di una società riscattata da ritardi e ingiustizie, capace di stare al passo del cammino economico, sociale e culturale del Paese intero. Ci rivolgiamo, perciò, alle comunità ecclesiali italiane, affinché accrescano la coscienza condivisa della responsabilità di tutti nei confronti di ciascuno e di ciascuno nei confronti di tutti. Consapevoli che la pratica della solidarietà, lungi dall’impoverire, arricchisce e moltiplica, dobbiamo adoperarci perché chi è rimasto indietro si adegui al passo degli altri. Il nostro non è un ottimismo di facciata, ma una speranza radicata nel segno sacramentale dell’Eucaristia. La predicazione profetica di Gesù suscitava stupore perché annunciava un’esistenza degna, diversa, rinnovata, una moralità più giusta e praticabile, attivando energie altrimenti trascurate e sprecate, innescando l’attesa di una trasformazione possibile. p. Pietro Lombardi

Bisogna attivarsi! Gli uomini e le donne del Sud devono comprendere che non possono attendere da altri ciò che dipende da loro e che va contrastata ogni forma di rassegnazione e fatalismo.

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CULTURA

Le tele lacerate

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i trovano spesso, soprattutto in case private e dove meno te lo aspetti, immagini lacerate. È il gioco degli antiquariati disonesti che, di fronte a tele di grandi dimensioni, pensano bene di dividerle in tanti piccoli lacerti. Si può immaginare il danno artistico procurato all’opera d’arte, ma questo non è l’interesse primario dei mercanti senza scrupoli. Tanti piccoli pezzi si vendono con più facilità ed il risultato economico è assicurato. A questo punto scattano le indagini dei Carabinieri, preposti alla tutela ed al recupero dei beni trafugati. A volte si può essere fortunati, ma nella maggior parte dei casi i pezzi smembrati difficilmente ritorneranno a formare l’opera. Spesso si notano i carabinieri, quasi sempre in borghese, girare per i mercatini, entrare nei negozi di antiquariato, scattare foto, chiedere informazioni… Almeno che l’opera non sia talmente importante e riconoscibile, è impossibile ricomporre il puzzle. Quando non si arrivi all’assurdo, come nel caso di un Caravaggio andato a finire in una porcilaia! Ed ecco allora spuntare il quadretto con gli angeli svo-

Arte... rischi di don Natalino Gentile

lazzanti che spesso accompagnano la Vergine o i Santi, quello con la testa dell’apostolo quasi fosse un ritratto a sé, l’altro con l’immagine della Madonna Addolorata dietro cui si intravede una croce, una Maddalena piangente dalla lunga chioma, proveniente magari da un Compianto sul Cristo morto, un paesaggio che potrebbe essere lo sfondo di una scena: tutti pezzi originali, come assicurano i commercianti. E, purtroppo, dicono la verità. Occorre, ancora una volta, prudenza ed attenzione, soprattutto nelle chiese dove sono collocati sugli altari i quadri di grandi misure. Anche se, come minor male, preferiamo che magari il pezzo vada all’estero, ma intero.

Nepo’... vire che te dico

Paraustielli di Giuseppe Ianniello

…da dimenticare

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uesta volta voglio raccontarvi di quanto nonno desiderasse che io avessi un pensiero libero, non influenzato dalle mode o da decisioni altrui.

È megl’ a ess’ cap’ ‘e saraca che cora ‘e cefalo (Meglio essere testa di sardina che coda di cefalo) Il suo monito lo indicava chiaramente! Meglio essere testa (pensante), anche se di piccole dimensioni e poco seguito, piuttosto che coda di cefalo, ovvero seguace acritico della pubblicità, della moda o di coloro che assumevano comportamenti poco consoni solo perché il divo del momento lo imponeva! Il maggiore dei miei cugini, che condivide con nonno nome e cognome (Domenico Veneziano), medico per vocazione e amante della storia e dell’arte per passione, mi propone un’esegesi diversa del detto precedente. Secondo Mimì jr esso deriva da una ci-

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tazione di Giulio Cesare fatta durante la conquista della Gallia: Malo hic esse primus quam Romae secundus (Plutarco,Vita di Cesare, 11, 4) (Meglio essere il primo qui [un modesto villaggio barbarico] piuttosto che il secondo a Roma) Diverso, quindi, il messaggio sotteso: sii il primo, anche se in un contesto piccolo piuttosto che seguace di un altro in un contesto più allargato! In comune sottolineo, comunque, la necessità di un pensiero autonomo, di non essere al seguito di nessuno! Pensiero libero sì… ma senza agire mai d’istinto! Nonno me lo sottolineava dicendo: A cap’ che nun penz’ è na cocozza l’omm’ che nun s’ cunsigl’ è nu fesson’ (La testa che non pensa è una zucca [vuota] l’uomo che non chiede consiglio è uno stupido) Non solo ragionare ma, all’occorrenza, riferirsi a chi ha maggiore esperienza per chiedere consiglio sul da farsi.


PAGINE DELLA NOSTRA STORIA di Silvio Longobardi

Una luce nell’inferno del male San Massimiliano Maria Kolbe (1894-1941)

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ndare ad Auschwitz è come “scendere nell’inferno”, diceva il cardinale Martini. Qui il male si è espresso nella sua forma più brutale, come un pianificato tentativo di annientare l’uomo. Non solo gli ebrei ma ogni uomo che tentava di opporsi al potere. Negli anni successivi tanti si sono domandati come sia stato possibile tutto questo, come ha potuto l’uomo disegnare un disegno così aberrante e tradurlo in pratica con una tenacia che, a distanza di anni, suscita ancora sgomento e incredulità. I campi di sterminio non furono solo il luogo del male ma anche quello dell’amore. La memoria dei sopravvissuti ci ha lasciato una serie impressionante di storie che hanno qualcosa di eroico, sono la chiara testimonianza che il male non è riuscito ad annientare il desiderio di bene presente nell’uomo. Sì, molti hanno tradito la loro umanità, hanno soffocato la coscienza, per convinzione o per convenienza. Tanti altri, invece, hanno conservato i valori umani più profondamente radicati nel cuore dell’uomo, sono rimasti integri anche in mezzo alla mattanza, come ha ben documentato, tra gli altri, Andrea Riccardi nel suo volume Il secolo dei martiri. Tra i grandi testimoni della carità la Chiesa annovera Massimiliano Maria Kolbe. Era nato nel 1894, in Polonia. Nell’adolescenza accolse la chiamata alla vita religiosa e scelse di seguire le orme di san

Francesco. Compie gli studi teologici durante la prima guerra mondiale e nel 1917, proprio mentre la violenza sconvolge l’Europa, insieme ad alcuni amici fonda la Milizia dell’Immacolata per la conversione e la santificazione di tutti gli uomini. Nel solco di una secolare tradizione francescana egli fa della consacrazione alla Vergine Maria il cuore di una vita tutta consumata per il Vangelo. Era un uomo dalle mille iniziative: nel 1922 fondò Il cavaliere dell’Immacolata, una rivista che nel 1938 stampava più di un milione di copie. Cinque anni più tardi fondò un convento che volle chiamare Niepokalanow, Città dell’Immacolata, dotato di una moderna tipografia, che divenne un grande centro editoriale. Fu arrestato nel febbraio del 1941 per le sue aperte critiche al nazismo, qualche mese dopo deportato ad Auschwitz. Alla fine di luglio offrì la sua vita per salvare quella di un altro compagno di sventura, scelto per essere ucciso come rappresaglia per la fuga di un prigioniero. Lui che aveva tante volte dichiarato che voleva impegnarsi per la felicità di tutti gli uomini, si sentì chiamato a liberare quell’uomo dalla paura della morte. Contro ogni aspettativa, la sua disponibilità fu accolta. Fu rinchiuso con altri nove nel bunker della fame, condannato a morire di fame e sete, fu poi ucciso il 14 agosto con un’iniezione di acido fenico. Il suo corpo fu bruciato e le ceneri disperse. Una storia agghiacciante e tuttavia gloriosa. L’amore ha vinto. Giovanni Paolo II lo ha proclamato santo nel 1982 come “martire della carità” e lo ha definito “patrono del nostro difficile secolo” In quell’occasione disse che padre Kolbe “non morì, ma diede la vita”, la offrì per amore, seguendo le orme di Gesù. L’umanità, che guarda con orrore quello che è accaduto ad Auschwitz, non può che restare ammirata e commossa dinanzi al gesto di san Massimiliano. Un raggio di speranza nell’oscurità più fitta dell’odio.

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SPAZIO CONSULENZA di Carolina Rossi

La grande avventura della scuola L’inizio della scuola è un tempo delicato sia per i figli che per i genitori. Il distacco è sempre doloroso, ma è la strada maestra per la crescita sana di ogni bambino

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ono passati solo dieci giorni dall’inizio dell’anno scolastico e Monica, la mamma di Chiara, è già entrata “in panico” e mi ha contattato per una consulenza. È il primo anno di esperienza scolastica per la sua bambina e lei si sente disorientata. Parla di sé come di una mamma inadeguata ad affrontare i cambiamenti cui sta andando incontro la sua bimba. Sia lei che suo marito hanno preparato Chiara a questa esperienza, raccontando con entusiasmo - forse per preparare un po’ anche se stessi - che sarebbe iniziata la scuola, un posto dove tutti i bambini possono giocare insieme. Adesso Monica pensa che sua figlia, forse, non era pronta per affrontare le responsabilità e l’impegno della scuola, soprattutto non era pronta ad affrontare la separazione da lei.

La mamme a tempo pieno devono “reinventarsi” Chiara è figlia unica e non si è mai separata dalla mamma, tranne in pochissime occasioni durante le quali è restata con i nonni. Monica, a supporto di questa sua idea, racconta dei pianti di Chiara sul ciglio della porta della scuola, che poi, a detta delle insegnanti, terminerebbero non appena la mamma varca l’angolo del cancello e sparisce dalla visuale di Chiara.

Ho chiesto a Monica se, dal suo punto di vista, fosse più difficile per Chiara stare lontana dalla mamma o per la mamma pensare e ripensare la propria vita senza la costante presenza di Chiara! Eh sì, perché in fondo, l’inizio dell’esperienza scolastica ha il significato di una vera e propria esperienza di cambiamento. Chiara, che fino ad oggi era stata mamma a tempo pieno e aveva un compito ben preciso, con ritmi e tempi scanditi, ora si ritrova a dover impiegare il proprio tempo e le proprie risorse diversamente. Deve “ripensarsi” come donna e come madre in una nuova progettualità a partire anche dall’acquisizione della maggiore autonomia cui sta andando incontro la propria bambina!

Il pianto dei bambini durante i primi giorni di scuola Certo, non possiamo sottovalutare la criticità e l’emotività che accompagnano questi momenti di crescita. Per chi ha focalizzato completamente la propria vita sull’accudimento di un figlio non è mai facile separarsi e il distacco diventa più complesso anche per i figli che percepiscono le preoccupazioni genitoriali. A chi si domanda perché i bambini piangono durante i primi giorni di scuola, diamo qualche rassicurazione: se da una parte, per i bambini avviarsi a nuove esperienze è profondamente costruttivo e arricchente soprattutto se si tratta di contesti di socializzazione, d’altra parte c’è un prezzo che, a fronte delle nuove acquisizioni, pagano sia i genitori che i figli. È il prezzo della sofferenza per la separazione, ma anche il prezzo delle risorse da investire nel passaggio dal mondo noto, con regole già chiare e caldi affetti, al mondo del nuovo e dell’ignoto, con regole da acquisire e nuove relazioni affettive e sociali da costruire. Ma per la buona crescita di ogni bambino, e del bambino che è dentro ogni genitore, posso assicurare che è un prezzo che, con le dovute attenzioni, vale sempre la pena pagare!

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Congregazione delle Suore di San Giovanni Battista Casa Madre e Casa del Padre Associazione “Granello di Senapa” Onlus

Al servizio della persona di Carmine Giordano

L’Associazione “Granello di Senapa” collabora con le parrocchie angresi per rispondere ai bisogni del territorio

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a qualche tempo l’Associazione “Granello di Senapa Onlus” ha attivato una proficua collaborazione con i gruppi Caritas di alcune parrocchie di Angri per offrire servizi sempre più qualificati alle numerose persone in difficoltà che chiedono aiuto. Da anni la Caritas, a tutti i livelli, chiede che l’assistenza alle famiglie bisognose non si limiti alla semplice consegna del “pacco”, ma sia integrata da servizi atti a promuovere una crescita autentica delle persone. Troppo spesso il “pacco Caritas” diventa una schiavitù per la persona/famiglia che lo riceve, che si

“accomoda” nella certezza di un aiuto mensile. L’associazione, invece, con il prezioso contributo dei volontari parrocchiali, desidera che il “pacco” sia un aiuto momentaneo: grazie al servizio di ascolto e di consulenze specifiche che i nostri esperti mettono a disposizione delle parrocchie gli utenti sono spronati a rivedere la propria situazione e a rilanciare la propria vita per ritrovare stima e dignità. Per accedere ai servizi dell’Associazione basta rivolgersi ai volontari della propria Caritas parrocchiale, che valuteranno insieme alla persona il percorso migliore per una vita nuova!

Comunità di Casa del Padre

Da Madrid ad Angri I giovani di Angri si sono ritrovati per fare festa e ripartire

I giovani che hanno partecipato alla festa di inizio anno foraniale

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enerdì 16 settembre, i giovani delle varie parrocchie angresi si sono ritrovati presso la Casa del Padre delle Suore Battistine per la consueta festa di inizio anno foraniale. Quest’anno lo spunto dell’incontro è

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partito dalla GMG di Madrid: i ragazzi si sono incontrati per ricordare, attraverso le foto, i momenti vissuti in Spagna e per ringraziare il Signore per quanto ricevuto. A seguire, la condivisione delle specialità preparate dai giovani.

Comunità di Casa Madre

In missione con te! Le opere missionarie compiute dalla Casa Madre di Angri

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e suore di Casa Madre sentono profondamente l’urgenza della missione e si attivano in diversi modi. Una delle attività principali è rappresentata dalle adozioni a distanza, le nostre famiglie sostengono i bambini africani e, attraverso la mediazione delle suore, comunicano intensamente con i ragazzi adottati. Non mancano attività di finanziamento a favore di opere urgenti nelle missioni: la raccolta di fondi avviene sia attraverso mercatini in collaborazione con le parrocchie angresi e sia con il riciclaggio dei tappi in plastica. Infine, negli ultimi anni, alcuni bambini che si preparano a ricevere la Prima Comunione rinunciano alle bomboniere per inviare l’equivalente in denaro ai bambini meno fortunati. Operare per le missioni è un’azione privilegiata della Chiesa che desidera allargare sempre più il Regno di Dio sulla Terra attraverso l’impegno di ogni cristiano per il prossimo.

L’esperienza della GMG ha rafforzato il cuore dei giovani presenti e li ha caricati per affrontare un nuovo intenso anno da “Testimoni della Fede”, con la certezza che ogni volta che ci sarà bisogno, Casa del Padre è un

punto fisso dove pregare e ritrovare le forze. Nel mese di ottobre, dedicato alle missioni e a Maria, le suore di Casa del Padre attendono i giovani ogni lunedì alle 20,00 per recitare il rosario insieme.


IL LEGALE RISPONDE

Il ricorso al Giudice di Pace Dallo scorso mese di luglio, per ricorrere al Giudice di Pace bisogna pagare una tassa di 37,00 € che erode il diritto dei cittadini a difendersi e rimpingua le casse dello Stato Caro avvocato, sono un persona diversamente abile; sono andato a Roma con la mia auto e, al momento di parcheggiarla, non sono riuscito a trovare nessun posto, per cui ho parcheggiato negli stalli riservati al carico-scarico merce e sono stato multato, secondo me ingiustamente, con una sanzione di € 48,00 che vorrei contestare. Quali strade ho per far valere i miei diritti senza il patrocinio legale? Antonio Caro Antonio, esistono due possibilità per opporsi ad una multa ritenuta ingiusta: il ricorso al Prefetto e quello al Giudice di Pace competente per territorio. Se la multa ti è stata inflitta dalla Polizia Municipale di Roma, competente per territorio è la Prefettura di Roma oppure, il Giudice di Pace di Roma. È sempre possibile, in alternativa al ricorso al Prefetto, il ricorso al Giudice di Pace del luogo in cui è stata commessa la violazione al Codice della Strada. Ricorso che va presentato entro 60 giorni dalla contestazione della multa su strada o dalla notifica (che deve avvenire a pena di decadenza entro 90 giorni dalla violazione), sempre che non sia stato effettuato il pagamento in misura ridotta nei casi consentiti.

Tempi e modalità del ricorso Il ricorso al Giudice di Pace può essere proposto anche dopo l’esito negativo del ricorso al Prefetto, ma in questo caso il termine è di 30 giorni dalla notifica dell’ordinanza ingiunzione. Il ricorso, in carta semplice, va depositato (originale più quattro copie) presso la cancelleria del Giudice di Pace oppure può essere inviato per posta raccomandata, sempre nei termini sopra indicati, allegando la multa o l’ordinanza ingiunzione in originale. Innanzi al Giudice di Pace non è necessaria l’assistenza di un avvocato, ma occorre, ai fini della notificazione degli atti, la dichiarazione di residenza o l’elezione di domicilio nel territorio di competenza del Giudice. Occorre anche precisare che si apre una “causa” vera e propria, regolata dalle norme del Codice di Procedura Civile; il ricorrente può far valere le proprie ragioni anche personalmente, senza l’assistenza di un avvocato, ma dovrà attentamente seguire le regole processuali sopra accennate. Nella maggioranza dei casi, l’autorità che ha emesso il provvedimento contro cui si ricorre sarà assistita da un legale: è un elemento di cui occorre tenere conto sia per l’elaborazione delle argomentazioni a sostegno del ricorso, sia per la previsione delle possibili spese in caso di sconfitta

nella causa. Il Giudice di Pace accoglie il ricorso quando non vi sono prove sufficienti della responsabilità del ricorrente, può anche accoglierlo solo in parte, modificando, ad esempio, l’entità della sanzione. Respinge invece il ricorso quando accerta la responsabilità del ricorrente. In questo caso, il ricorrente deve pagare la sanzione determinata dal l Giudice, le spese del procedimento e l’onorario dell’ avvocato della controparte. Sebbene sul punto esista al momento un “discreto” grado di incertezza, le sentenze del Giudice di Pace, dal 2 marzo 2006 sono “appellabili” in Tribunale (art. 23 L. 689/81 così come modificato dal Dlgs n. 40/2006), mentre in passato era possibile solo il ricorso in Cassazione.

Il contributo di 37 euro Desta stupore l’ultima modifica legislativa del luglio scorso, con la quale è stata introdotta una tassa di € 37,00 (contributo unificato che arricchisce le casse dello Stato) per poter presentare ricorso dinanzi al Giudice di Pace. Pertanto, nel tuo caso ed in quelli simili non conviene proporre ricorso giurisdizionale perché, in caso di rigetto, la sanzione raddoppia. Lo Stato italiano, che è composto da politici molto furbi, così facendo, non solo evita di garantire a tutti i cittadini il proprio diritto alla difesa, ma rimpingua sempre di più le proprie casse! Avv. Giovanni Severino

L’avv. Severino Giovanni è laureato in Giurisprudenza ed è iscritto all’albo degli avvocati di Nocera Inferiore. Ha uno studio a Pagani (Sa), in Via Taurano, tel. 081 91 59 56 e uno a Mercato San Severino (Sa), in via Ferrovia n.44, cell. 328 94 92 322

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ULTIMA FERMATA di Peppe Iannicelli

Gioco d’azzardo, una piaga sociale

Bisognerebbe chiudere tutte le sale da gioco e gli erogatori di grattini per arginare questa emergenza sociale. Pericolose anche le partite di poker e le scommesse on line

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ropongo la chiusura totale e definitiva di tutte le sale gioco, sale scommesse, bingo, erogatori di grattini e grattoni, siti per scommesse e partite di poker on line. Propongo, insomma, una moratoria sine die per stroncare la piaga sociale del gioco d’azzardo diventata una vera e propria emergenza sociale. Qualcuno potrebbe sorridere a questa mia proposta proibizionistica e ritenere esagerati i miei timori in relazione ad una pratica, come quella del gratta e vinci, che sembra così innocua. Sfido questi semplicioni a perdere cinque minuti alla cassa di un bar o di una rivendita di sale e tabacchi. Non esiteranno poi a darmi ragione. Un fiume di giocatori inconsapevoli azzarda le proprie esigue risorse con la complicità di cassieri e gestori che evidentemente lucrano la loro bella percentuale sulle giocate d’azzardo. Sì! Lo definisco gioco d’azzardo perché di altro non si tratta! Milioni di puntate ogni giorno, ad ogni età ed per ogni ceto sociale. Scommettono i ragaz-

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zini, scommettono gli anziani a reddito minimo, scommettono le casalinghe ed i disoccupati, scommettono ad ogni ora del giorno e della notte. E la cosa più drammatica sono i sontuosi incassi che lo Stato allibratore lucra da questa tassa sulla stupidità che diventa balzello ancora più pesante in tempi di crisi economica, quando l’unica effimera speranza di migliorare la propria vita diventa una grattatina, una tirata di maniglie, una bolletta scommessa. Ho visto con i miei occhi grattini da dieci euro consumati disinvoltamente sorseggiando un caffè durante una sosta in autogrill; e se qualcuno era distratto ci ha pensato la cassiera in divisa a ricordargli la possibilità di vincere facile, cambiare la propria vita, andare in vacanza per sempre. Ho visto pensionati ritirare i contanti ed infilarsi nella sala bingo. Ho visto baby gang rubare giubbini, telefonini e scarpe griffate per andarsi a giocare il ricavato del maltolto in una sala giochi con il gestore incosciente e distratto.

Che dire poi dell’imbonitura televisiva (e lo chiamano servizio pubblico) su lotto e super enalotto con i telegiornali impegnati a ricordare l’aumento del jack-pot. Ho visto con i miei occhi un bel cinema di quartiere, dove si riunivano i giovani e le famiglie, trasformarsi in una sala bingo per forsennati del gioco. L’unica maniera per arginare il subdolo dilagare dell’azzardo è chiudere tutto! Poi, dopo qualche anno, contingentare le sale giochi e sottoporle a severi controlli proibendo sempre e comunque a bar e tabaccherie di vendere grattini. Chi gioca d’azzardo deve poterlo fare solo in luoghi controllati ed avendo ben chiara la consapevolezza dei rischi ai quali va incontro. Costui va tesserato e controllato affinché giochi in proporzione alle sue effettive possibilità. Soltanto in questo modo si potrà evitare la rovina di tante famiglie; cosa credete ci sia alla base di tante disgregazioni familiari, di tanti suicidi o delitti domestici efferati? Provate a verificare… Spesso ci sono i soldi perduti al gioco!


Ia partire fatti…

dalla Parola

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Insieme - Ottobre 2011  

Mensile della Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno. In questo numero: XXV sacerdozio di Mons. Giudice; Lettera del Vescovo agli studenti; Conve...

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