Page 1

P O R T R A I T

CONOSCIAMO ANGELO SECCI LET’S KNOW ANGELO SECCI


P O R T R A I T

La vera finalità delle DIART tuttavia non è quella di essere stampate, ma di venire proiettate su una parete, in sequenze narrative, con sottofondo musicale. Spesso ho realizzato proiezioni DIART come scenografie per concerti dal vivo e rappresentazioni teatrali e devo dire che si tratta di una cosa molto suggestiva.

BIO Angelo Secci nasce nel 1967, vive a lavora tra Villasimius e Cagliari. Dopo aver scoperto la tecnica DIART, inizia nel 1994 con una personale ed originale ricerca espressiva che gli permette di esporre sia in Italia che all’estero.

Cosa ispira le tue opere?

Fotografia di Monica Secci

L’ARTISTA ISOLANO CHE HA SVILUPPATO LA TECNICA DIART Creatività, sperimentazione, arte. Quando hai capito che questa era la tua strada? La mia passione creativa si è manifestata molto precocemente: infatti sin da piccolo ero attratto dal mondo dei fumetti. Disegnavo abbastanza bene e crescendo ho assecondato questa passione studiando da autodidatta pittura e disegno tradizionale. Sempre in modo molto disincantato, però. Solo nel 1994 quando mi sono imbattuto per caso nella scoperta di questa tecnica che ho chiamato DIART, ho capito cosa mi mancava prima: ovvero una tecnica espressiva e un linguaggio in grado di rendere immediate e tangibili in tempo reale le mie visioni, il mondo che volevo raccontare. Da allora le mie maggiori energie creative si sono dedicate a questa forma espressiva. Puoi definire la tua arte, il tuo stile, con 3 aggettivi?

Luminosa, magico-onirica, espressionista (non) astratta. Come nasce il nome diart e in che cosa consiste esattamente questa tecnica? Ho chiamato così questa tecnica, e quindi le opere vere e proprie, pensando sia all’oggetto in sé (la diapositiva usata come supporto artistico) sia al significato originale della parola DIA (attraverso). In sostanza si tratta di creare immagini su un piccolo supporto trasparente. La luce che passa attraverso i colori e i materiali completa l’opera, proiettandola su una parete, oppure trasferendo l’immagine sulla carta fotografica. A livello pratico, oltre alle dimensioni, non c’è limite a cosa si può mettere o fare sulla diapositiva. Uso colori, tessuti, bruciature, fusioni, materia di ogni genere… il bianco totale equivale alla trasparenza completa. Il nero equivale ad uno strato di materia opaca attraverso il quale la luce non può passare. Tra questi estremi cromatici tutto il resto esiste in virtù del fatto che i colori vengono letteralmente attraversati dalla luce. Una volta creata una DIART, questa viene digitalizzata e quindi stampata come una foto, nei formati più vari. Le tratto come stampe artistiche, stampando gli esemplari in serie numerate. 54

Mi piace giocare con la creatività anche nella vita di tutti i giorni e nel lavoro (faccio di professione il webdesigner e il grafico digitale). Mi piace l’arte in tutte le sue espressioni: che si tratti di pittura, cinema, fumetto, musica, letteratura e i miei maestri ideali sono Kandiskji, Mirò, Burri, Munch, Klee, Picasso, Kubrick, Wenders, Dead can Dance, Alan Moore, Frank Miller, Bill Sienkiewicz, Franz Kafka, Milan Kundera e tanti, tantissimi altri. Il mondo stesso però, nella sua spaventosa complessità, è la mia fonte principale di stimoli ed ispirazioni, nei suoi aspetti più drammatici come nelle sue immense bellezze. Uso infatti le DIART per raccontare attraverso immagini oniriche (davvero, come se fossero foto istantanee di visioni sogni, incubi, desideri, apparizioni) tutta la storia dell’Umanità, nei suoi aspetti fondamentali, come la genesi della vita, la scoperta delle arti, la paura della morte, la guerra, il desiderio di divinità e l’amore, ovviamente. Soprattutto l’amore. Cagliari ha un sottobosco creativo molto vitale e in continua crescita, credi sia sufficiente lo spazio e la visibilità dedicati agli artisti sardi? Credo che di questi tempi chi ha qualcosa da dire può farsi ascoltare in tutto il mondo, non solo in Sardegna. C’è internet. C’è Google! Insomma, oggigiorno

è un po’ difficile restare nascosti. Per quanto riguarda Cagliari in particolare, apparentemente le occasioni per far conoscere i propri lavori non mancano. In realtà manca un minimo di attenzione ai giovani artisti locali. Avete notato che bei murales ci sono in giro per la città?! Credo che gli addetti ai lavori dovrebbero dare più spazi a chi ne ha un bisogno così vitale. Inoltre, a mio parere, servono più spazi di confronto artistico. Intendo eventi periodici a partecipazione gratuita che valorizzino eventuali talenti in erba. Per cui tutt’al più per gli artisti non è un problema di visibilità, ma di vivibilità. Recentemente è stata fatta una bella cosa per la Letteratura all’Exma: pensate cosa potrebbe rappresentare per la città di Cagliari e la Sardegna una settimana simile per l’Arte, con laboratori, artisti, lezioni di pittura e fotografia all’aria aperta... Progetti artistici per il futuro? Nell’immediato futuro parteciperò ad un progetto artistico dedicato a Vincent Van Gogh, ‘La Spina del Grano’, a cura della Compagnia d’arte Circo Calumèt. Progetto che verrà presentato, tramite una mostra-evento, al Castello di San Michele di Cagliari dal 21 Dicembre al 21 Gennaio prossimi. Contemporaneamente sto portando avanti una rilettura tramite immagini DIART della Divina Commedia. Un’opera tornata di moda oggi, ma che amo e mi ispira da sempre. Il risultato saranno delle immagini rappresentative del percorso dantesco come metafora della vita contemporanea. E’ un progetto ambizioso e richiederà molto tempo ancora. Comunque nel mio sito www.diart.it chi vuole può trovare, oltre alla galleria completa dei miei principali lavori, tutte le notizie sui prossimi appuntamenti.


P O R T R A I T

THE SARDINIAN ARTIST THAT DEVELOPED THE DIART TECHNIQUE Creativity, testing, art. When did you understand that this was your way? My creative passion revealed itself very early: In fact since I was a child I was captured by comics world. I drew well enough and growing up I followed this passion studying by myself painting and traditional drawing. But I always have been disillusioned. Only in 1994 when I discovered the technique that I called DIART, I understood what I had missed: an expressive approach and a language in order to make immediate and tangible my visions, the world I wanted to tell. Ever since the major part of my energies have been dedicated to this kind of expression. Could you describe your art, your style, with 3 adjectives? Bright, magic-dream, expressionist (not) abstract. How was the name diart born and what does this technique means exactly?

I called it like this, and so works, thinking about both to the object itself (the slide used as an artistic support) and the original meaning of the word DIA (through). It means to create images on a little transparent support. Light that gets through to colours and materials completes the work, projecting it on a wall, or transferring it on photographic paper. There are no limits not only for sizes, but also for what is possible to do on a slide. I use colours, textures, burns, fusions, materials of every kind... total white means a complete transparency. Black is equivalent to a layer of dull material through which light can’t pass. Between these extreme colours everything else exists thanks to colours that get crossed by light. When a DIART is born, this one is being digitalized and then printed as a photo, in various sizes. I manage them as artistic prints, making serial numbers. The real objective of DIART is not to be printed but projected on a wall, with narrative sequences and a background music. I often realized DIART projections to make scenographies for live concerts and plays and I think it’s a very suggestive thing. What inspire your works? I like to play with creativity both during daily life and working (I’m a web designer and graphic). I like art in all its aspects: painting, cinema, comics, music, literature and my ideal masters are Kandiskji, Mirò, Burri, Munch, Klee, Picasso, Kubrick, Wenders, Dead can Dance, Alan Moore, Frank Miller, Bill Sienkiewicz,

Franz Kafka, Milan Kundera and many others. But world itself, with its scary complexity, is my main source of prodding and inspirations, with its most dramatic aspects and its great beauties. I use DIART to tell through dream images (really, as they were photos of dreams, nightmares, wishes, visions) all the Humanity History, in its main aspects, as birth of life, discover of arts, fear of death, war, wishes of divinity, and clearly love. Especially love. Cagliari has an artistic undergrowth very potent and ever-growing. Do you thing space and visibility dedicated to sardinian artists are enough? I think that nowadays who has something to say can make his voice heard in all the world, not only in Sardina. There is Internet. Google! So, it’s difficult to remain hiddden. Regarding Cagliari, apparently opportunities to make know own works don’t miss. Actually attention to young local artists misses. Have you noticed mural paintings around the city?! I believe that insiders had to give more space to who needs it. Moreover I think more artistic spaces serve. Like periodical events, free entrance, that emphasize new talents. So for artists the problem is not visibility but how to live. Lately a good thing has been done for literature at the Exmà: think about what a week like that event, about art, could mean for Cagliari and Sardinia, with workshops, artists, painting and photography courses open air... Artistic projects for the future? Soon I will partecipate to a project dedicated to Vincent Van Gogh, ‘La Spina del Grano’, by the Art Company Circo Calumèt. This project will be presented, through an exhibition, at the San Michele Castle of Cagliari, from 21 December to 21 January 2009. At the same time I’m realizing a reading through DIART images of the Divina Commedia, a work that have become fashionable again recently, but that I love and inspire me all along. So representative images of the Dante’s path will be a life metaphor. It’s an ambitious project that needs more time. Anyway in my web site www.diart.it it’s possible to find, as well as a complete gallery of my works, all news about next appointements.

BIO Angelo Secci was born in 1967, he lives and works between Villasimius and Cagliari. After the discover of the DIART technique, he began in 1994 a personal and original expressive research thet allows him to expose in Italy and abroad.

57

Conosciamo Angelo Secci  

articolo intervista sul numero di Inside Magazine del Dicembre 2008

Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you