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Anno II - N° 14 www.LaVocedelNordEst.it

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Direttore Christian Zurlo

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News crossing

Agosto 2009

il quotidiano online del triveneto LaVocedelNordEst.it - Quotidiano indipendente di informazione - Reg. Tribunale Trento n. 1352 del 15.02.2008

Te s t a t a

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Dalla Gente una Lezione alla Politica In Trentino la mozione proposta dal consigliere provinciale verde, Roberto Bombarda, sullo storico collegamento impiantistico San Martino Rolle, riesce a dare uno scossone al progetto arenato da oltre 20 anni. Accantonata la prima proposta, ora ci sono 90 giorni per ripensare l’opera.  P 3

■ Colbricon,

Eppure il Vento soffia ancora...

La soluzione è la cremagliera? Su questa ipotesi gli Impiantisti sono scettici. Le società intanto fanno i conti con le perdite accumulate e i politici si interrogano sulla pesante battuta d’arresto. Il 30 Agosto gli Ambientalisti organizzano il «Genius Loci della vittoria» al Colbricon. I Commenti dal nostro Blog.  P 4

ViviNordEst - Gli Appuntamenti per l’Estate 

P.14

di Christian Zurlo

Primiero (Trento) – Se chiudi gli occhi e ascolti, poco oltre i laghetti del Colbricon, ti accorgi subito che il vento non soffia solo da Nordest. Anzi, il più delle volte arriva proprio dal fondovalle: di mattina da Imèr, quando la montagna si scalda, partorisce vortici che non ti aspetti. E’ una strana sensazione in un’estate bizzarra per i trentini, fatta di attacchi alla politica, di indagini e inquisizioni, di amarezze e di profonda voglia di cambiare le dinamiche del confronto tra istituzioni e cittadini. C’è un’aria nuova – E’ una brezza frizzante, è un vento che soffia ancora, ma nasce più lontano da questo paradiso incantato. Questa volta è proprio il Colbricon ad unire feltrini e primierotti, trentini e veneti, tanto restii a condividere le stesse battaglie: da Lamon all’Autonomia. In questi mesi, tra una frecciata e l’altra, abbiamo visto più volte il governatore veneto, Galan, sotto braccio con il trentino Dellai e talvolta con il tirolese Durnwalder. Quando mai si è visto però anche il governatore Tondo dal Friuli Venezia Giulia? Ci chiediamo perché non possa esistere una vera amicizia che costruisca un Triveneto di collaborazione, che vada però oltre la politica romana e le dinamiche dei partiti? Nella sua disfatta, il San Martino Rolle c’è riuscito: il giorno prima della discussione della mozione del consigliere provinciale Roberto Bombarda, sotto il palazzo della Regione a Trento, c’erano pochi irriducibili a manifestare, dal Primiero e dal Feltrino, pronti a battersi per la stessa causa: il collegamento impiantistico che divide da più di 20 anni. Poche sere dopo la manifestazione di Trento, gli stessi irriducibili si ritrovano a parlare di amianto, cave, coltivazioni e problematiche ambientali nel vicino Bellunese. E per fortuna c’è ancora chi ci pensa. Il successo della politica? – La Comunità di Primiero si interroga perplessa dopo l’approvazione della mozione del verde Bombarda in Consiglio provinciale a Trento. Segue a pagina 3

En giro par i filò... Tonadico (Trento) - 11/16 Agosto 2009 INSERTO SPECIALE P. 7/10 ■ Da Marostica a Pedavena, Il patto tra Dellai e Galan  di Corrado Raspati  P 2 ■ Tutte le regole sul Contratto di Apprendistato P 12 Nuova

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■ Oltre i Misteri del Santo Graal di Renato Cerutti P 11 ■ Selezioni e Concorsi 

■ La Piazza del Nordest P 12

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Primo Piano

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Dopo Marostica, a Pedavena presentato il 5 agosto il programma triennale degli interventi dei territori di confine con i rappresentanti di Trentino e Veneto

A Marostica, Galan e Dellai calano gli scacchi di Corrado Raspati Nordest - Nel Castello di Marostica riunione tra i presidenti della Provincia di Trento, Lorenzo Dellai e della Regione Veneto, Giancarlo Galan per il Programma triennale degli interventi 2008/2010. Le sferzate di Galan a Dellai - Più che di una partita a scacchi si è trattato di un incontro per rinverdire l’amicizia - non senza frecciae - nata proprio negli anni scorsi tra i due governatori. Lo scorso anno, Galan arrivò a Trento in piena campagna elettorale per sostenere proprio Dellai e presentare il suo libro con Durnwalder. In attesa del federalismo fiscale, questo è il miglior risultato possibile, ha ironizzato con il suo classico sorriso il governatore veneto. «Certo - ha aggiunto - non si colmano le differenza di trattamento tra i cittadini, che lo Stato opera per chi viva aldilà e al di quà del confine con il Trentino-Alto Adige, perchè tutto questo non viene annullato». L’incontro - Si è trattato di un momento di bilancio al termine del primo biennio di attività previste nell’ambito dell’Intesa che la Regione del Veneto e la Provincia di Trento hanno tra loro sottoscritto il 4 luglio 2007 a Recoaro Terme (VI) per favorire la cooperazione tra i rispettivi Comuni di confine. Argomento principale posto all’ordine del giorno della Commissione – insediatasi il 18 dicembre 2007 – è stata la discussione e conseguente adozione di alcune modifiche al Piano Operativo relativo all’annualità 2009, limitatamente ad uno degli interventi ammessi a finanziamento, e al Programma Triennale degli interventi. Le modifiche sono state predisposte in entrambi i casi dal Gruppo Tecnico che riunisce i Dirigenti delle Amministrazioni veneta e trentina, del quale la Commissione si avvale per le proprie attività. Il Programma Triennale degli interventi viene modificato per alcuni aspetti di carattere tecnico-procedurale, in parti-

Da Bassano a Marostica, Dellai e Galan di nuovo assieme colare nella parte che contiene le linee di indirizzo, le direttive e le priorità da seguire nella realizzazione di progetti di intervento riguardanti lo Sviluppo economico, progetti che potranno concorrere a definire l’ultimo dei Piani operativi annuali previsti dal Programma Triennale, quello per il 2010. Nel Programma si precisa che per l’anno 2010 saranno ritenute prioritarie proprio le proposte riguardanti il settore «Sviluppo economico», sempre che presentino il necessario carattere transfrontaliero, incidendo contemporaneamente sul territorio trentino e veneto, a favore delle aree maggiormente svantaggiate. Il potenziamento del settore dedicato alle attività economiche – settore peraltro già contemplato dal Programma Triennale del giugno 2008 tra le aree di intervento dell’Intesa – è stato individuato quale misura idonea per affrontare gli effetti della attuale crisi finanziaria, in particolare il generalizzato rallentamento della crescita economica che aree già svantaggiate, come quelle di confine tra Veneto e Trentino, soffrono con maggiore intensità. De Bona fa il punto sui progetti - L’assessore regionale Oscar De Bona, delegato dal presidente Giancarlo Galan a presiedere per parte veneta ai lavori della

Commissione per la gestione dell’Intesa tra la Regione Veneto e la Provincia autonoma di Trento, fa il punto della situazione dei progetti che riguardano la provincia di Belluno. Nella seduta di Marostica, infatti, il gruppo tecnico incaricato dei piani operativi ha presentato la relazione sullo stato di attuazione di 8 progetti Belluno-Trento per l’ammontare complessivo (finanziato con contributo dell’Intesa e con cofinanziamento) di 15 milioni di euro. Riguardo la realizzazione dell’acquedotto interregionale per la fornitura di acqua alle frazioni lamonesi nonché la sistemazione della strada che da Lamon porta a Celado Baja in comune di Castello Tesino, per il costo ammonta a 3 milioni e 260 mila euro, il progetto è nella fase preliminare. Intanto, nel mese scorso, sono stati avviati i rilievi tecnici per l’assegnazione definitiva dell’opera. Per la chiusura della dorsale di distribuzione est della rete di fibra ottica dal Trentino attraverso il collegamento con i comuni confinanti di Belluno e Vicenza, il livello di progettazione è preliminare. Ora si è in attesa della sottoscrizione dell’accordo di programma sulla base della conferenza di servizi del 18 febbraio scorso. Il costo è di 5 milioni. E’ sottoposto allo studio di fattibilità il

progetto per i lavori di costruzione e di allargamento di tratti della strada provinciale della Val Senaiga in comune di Lamon per il costo di 3 milioni. Sempre nel settore delle infrastrutture, è in fase preliminare il progetto per realizzare un collegamento viario-ciclabile, con relative strutture di supporto e ippovia interregionale, sui territori dei comuni di Sovramonte e di Lamon e sul comprensorio del Primiero. Il costo è di un milione e 745 mila euro. Nell’ambito dei servizi pubblici, il progetto per migliorare l’offerta di trasporto a favore degli studenti attraverso l’aumento delle tratte nei territori confinanti attualmente è in fase di modifica in quanto il nuovo soggetto attuatore è la Dolomitibus in sostituzione di Trentino Trasporti. L’importo è di 287.952 euro. Ai servizi socio sanitari, assistenziali e sanitari dell’Ulss 2 di Feltre, per i quali è previsto un intervento di 520 mila euro, è destinato il progetto che prevede la creazione di ulteriori 3 moduli di assistenza nell’ambito della struttura di residenzialità extra ospedaliera denominata Hospice, già operativa dal 2006 con quattro unità di assistenza. Nel medesimo settore rientra anche il

A Velden forum Alpe Adria Il 15 settembre 2009 nel moderno centro congressi a Velden è indetto invece il Forum Comunale Alpe Adria con l’obiettivo di stabilire una rete di contatti duraturi fra i comuni e le imprese, creare basi per cooperazioni future e offrire delle soluzioni pratiche. Al margine delle conferenze il Forum offrirà anche delle opportunità di dialogo durante gli intervalli e nell’arco del programma serale. progetto per i sistemi di pronto intervento con la costruzione del secondo stralcio dell’eliporto per l’atterraggio notturno ad Arabba, compreso il potenziamento ed il miglioramento dei sistemi tradizionali di soccorso. Per questo si prevede la spesa di 420.643 euro. Per la salvaguardia dell’ambiente c’è il progetto preliminare per la valorizzazione dell’altopiano delle Pale di San Martino attraverso il potenziamento dell’offerta turistica nelle valli di Gares, di San Lucano e del Primiero. E’ prevista anche la costruzione di un rifugio ai piedi del balcone del Marùcol a quota 2340 m. Il costo complessivo dell’intervento è quantificato in 750 mila euro.

La famosa partita a scacchi di Marostica Marostica è un comune di 12.845 abitanti della provincia di Vicenza. È nota in tutto il mondo per la partita a scacchi che si svolge ogni due anni (anni pari) con personaggi viventi nella piazza cittadina, nel weekend della seconda settimana di settembre: è una tradizione avviata nel 1923 e che si vuole ispirata ad un evento del 1454, sebbene non vi siano prove storiche (vedere sotto alla voce «Manifestazioni»). Per questa storica manifestazione la cittadina vicentina viene anche soprannominata la città degli scacchi. La partita a scacchi di Marostica narra dell’avvincente storia di due nobili (Rinaldo d’Angarano e Vieri da Vallonara) che si contendono la mano della figlia del castellano di Marostica: la bella Lio-

nora. All’epoca Marostica era sotto il dominio della Serenissima Repubblica di Venezia, dove erano stati proibiti gli scontri a sangue (duelli con la spada); i due contendenti decisero allora di disputare una partita a scacchi: il vincitore avrebbe sposato Lionora mentre il perdente sarebbe diventato il marito della sorella del castellano marosticense.

Periodico di informazione gratuitamente distribuito a Trento città e centri commerciali, Bolzano Città, Valsugana e Centri commerciali, Primiero e Vanoi, Tesino, Lamon, Sovramonte, Feltrino, Bellunese, Trevigiano e nelle filiali di Banca Sella Nord Est Bovio Calderari. Direttore responsabile Christian Zurlo Editore/Proprietario Vanoi GlocalNews Factory Reg. Tribunale Trento n. 1352 del 15.02.2008 Iscrizione al R.o.c (Registro Operatori di Comunicazione) n° 17361

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Il Primiero che Verrà ■ Colbricon, Eppure il

Vento soffia ancora... Segue dalla prima

Non si può certamente parlare di successo per gli amministratori di Primiero, visto che il progetto iniziale è stato accantonato e i politici che lo davano per scontato ieri, oggi si gettano a capofitto sull’ipotesi della cremagliera, proposta dal vice governatore Alberto Pacher. Il merito di questo scossone in salsa provinciale va ai primierotti, che hanno saputo manifestare poco per volta – su sollecitazione degli ambientalisti (PrimieroViva su tutti!) – un malcontento generale che è cresciuto e che in pochi a livello locale hanno realmente ascoltato. Un vento nuovo, insomma. Bombarda non ha fatto altro che portare in Consiglio questo malessere. Ci chiediamo perché nessuno l’ha fatto prima di lui, meglio ancora se prima della firma del Protocollo con il governatore Dellai? Anche la patata bollente della ricapitalizzazione Nuova Rosalpina e la fusione con Siati sarebbero state affrontata diversamente. Oggi si corre, alla vigilia di Ferragosto, per salvare il salvabile. La Cremagliera non basta - Si deve ripensare e attuare al più presto, proprio a Primiero il progetto di mobilità alternativa proposto da Dellai in campagna elettorale. La cremagliera avrà senso solo se inserita in un collegamento di più ampio respiro: dal fondovalle di Primiero a San Martino e da qui a Rolle, per guardare poi alla Val di Fiemme. E la fondovia lago di Calaita - San Martino, collegata al progetto di Rolle, perché non può essere realizzata in tempi più brevi? O farà la stessa fine del Colbricon? La Svizzera insegna in questo campo, se vogliamo percorrere questa strada, valorizzando il nostro territorio turisticamente, con una vera promozione che si dimentichi finalmente delle attuali e ormai superate Apt locali.

Impianti come stimolo alla Politica? TRENTO – Oltre venti anni di attesa e la Provincia si prende altri novanta giorni per decidere. In molti si chiedono se basteranno per risolvere definitivamente la questione, che sembra ancor più intricata! Mesi di tentennamento della politica locale e degli amministratori primierotti, non sono serviti a molto. Lo scossone definitivo arriva dal Consiglio provinciale di Trento, che ha approvato all’unanimità la mozione proposta da Roberto Bombarda (un successo per gli ambientalisti, non per chi lo ha cavalcato senza risultati per mesi). Il documento di Bombarda, impegna la Giunta a sospendere «l’iter progettuale per la realizzazione del collegamento San Martino-Passo Rolle». Respinta invece la premessa della mozione con 10 voti favorevoli, 10 contrari e sei

Ricominciamo ad ascoltare la gente - A nostro parere quindi – da questa vicenda la politica primierotta ne esce a mani vuote, ancora una volta senza una strada precisa da seguire, ma quel che è peggio, senza sogni! Per questo in più occasioni abbiamo sollecitato la necessità di rilanciare in autunno gli Stati Generali di Primiero. Tradotto, significa ricominciare a dialogare, chiedendoci dove vogliamo arrivare tra dieci anni? Nessuna propaganda tranquilli, ma fatti concreti: se ci sarà chi avrà voglia di collaborare, in autunno il nostro giornale proporrà una serie di incontri/laboratorio di Comunità, in ogni Comune del Primiero, con interlocutori che ci possano aiutare a crescere e a confrontarci realmente. Fino ad oggi la politica locale non ci è riuscita. Nonostante i buoni auspici, la Comunità di valle è nata nell’assenza più totale di confronto (con una lista blindata) e con le polemiche che sono seguite, ma non dobbiamo smettere per questo di sognare una Valle diversa. Il Reame in Trentino? – Ironia della sorte, proprio a Imér nella sala dove Dellai teneva a battesimo la sua UpT nel 2008, un anno dopo è il presidente delle Acli trentine, Arrigo Dalfovo a lanciare bordate alla politica trentina. «A volte ci sembra di essere parte di un copione – ha ricordato Dalfovo dal palco - quasi in un piccolo reame dove ci sono sudditi e comandanti. Siamo stufi di essere consultati a cose fatte. La democrazia non si fa con la fretta, ma è fatica, sapendo ascoltare tutti prima di decidere». Dai siti inquinanti in Valsugana e nel Nordest («Nessuno sapeva nulla, servivano le intercettazioni per scoprirli?»), al buco finanziario di Aeroterminal. A luglio 2008, Dellai parlava a Imèr di «Autonomia come antidoto alle solitudini», mentre oggi le Acli sottolineano che è importante: «Difendere l’autonomia con ciò che facciamo - ha rimarcato Dalfovo - non con ciò che diciamo». Il governatore trentino, un anno fa parlava di «più equità, con filiere formative sul territorio, ambiente come casa comune e cittadini come soci e non utenti». «Serve invece più sobrietà nella politica - secondo Dalfovo - e più vicinanza alla gente e ai giovani». E infine sul San Martino Rolle ha concluso il presidente delle Acli: «Va bene, solo se serve a valorizzare e coinvolgere una Comunità, ma riflettiamoci!». A questo punto, l’importante è crederci davvero. astenuti. In sintesi, il testo sostitutivo della parte finale e più significativa della mozione, concordato con l’assessore Alberto Pacher, prevede che entro tre mesi, la Provincia verifichi la possibilità tecnica di adottare una soluzione alternativa sostenibile tanto dal punto di vista ambientale quanto sul piano economico, al progettato attraversamento funiviario dell’area dei laghetti del Colbricon. Intanto, giovedì 13 agosto alle 17, nella sala Congressi di palazzo Sass Maor, si terrà l’assemblea della Nuova Rosalpina spa. All’ordine del giorno della parte straordinaria, le comunicazioni del presidente Pierleonardo Bancher e la modifica dello statuto per consentire alla società di essere guidata anche da un amministratore unico. Quindi, le dimissioni del Cda e la nomina dell’amministratore unico con il riassetto della spa, che dovrebbe proseguire la propria attività per andare alla fusione con Siati srl,

Trotter: «Abbiamo strumenti per decidere il nostro futuro»

Primiero (Trento) - «Per evitare che proposte in tal senso assumessero soltanto valenze «propagandistiche», mi sono impegnato nei primi mesi di vita del nuovo Ente sovracomunale, e con me l’intero Esecutivo della Comunità, a mettere a punto una proposta programmatica» «Caro Direttore, Leggo sempre con estremo interesse i Suoi ficcanti commenti sull’andamento delle questioni di attualità che interessano la nostra Valle. Così come leggo con attenzione gli interventi sul blog da Lei proposto sullo specifico argomento del cosiddetto «collegamento Rolle - San Martino». Come sempre accade in queste ocGentile Presidente, La ringrazio per la sua replica che certamente rende ancor più costruttivo e di livello, il nostro dibattito. La tranquillizzo sulla virata - che pur da pilota di passione - non intende debordare dal ruolo di giornalista e di informatore. Anzi, non crede che proprio per un giornalista, sia doveroso segnalare situazioni ambigue, diventando parte e soggetto attivo del dibattito civico locale? Oppure i giornalisti devono scrivere e fare silenzio, tenendo gli occhi chiusi, passando solo le «veline»?

forte delle sottoscrizioni raccolte a tempo scaduto. L’iniziezione di capitale vedrebbe circa un milione e mezzo da fonte privata, mentre il resto arriverebbe da Cassa rurale e Acsm. Un finanziamento però, che molti soci della rurale locale non avrebbero apprezzato. *Pubblichiamo una sintesi dei Commenti più interessanti, che riteniamo utili per il dibattito innescato dal collegamento San Martino Rolle, sul futuro di Primiero, degli Impianti e del turismo in montagna. 22 febbraio Kirone27 ha detto... Ma se ben pochi sono d’accordo perchè insistere e voler spendere per un impianto che non serve ne d’inverno ne d’estate. I soldi servono per aggiornare San Martino e dotare il paese di in-

casioni, l’importanza del tema in sé assume maggiore ed ulteriore amplificazione alla luce degli avvenimenti di giornata. Da ultimo, la discussione della proposta di mozione, ben nota a tutti, in seno al Consiglio provinciale. Nel Suo ultimo intervento direttamente sul blog lanciato dal Suo giornale, tuttavia, mi pare di cogliere una certa Sua più decisa virata dal ruolo di giornalista e di informatore verso proposte che si confanno a chi voglia rivestire anche il ruolo di soggetto attivo del dibattito politico e civico locale. Per tale ragione - e soltanto in tali termini - mi permetto di intervenire interloquendo con Lei direttamente, sugli argomenti evidenziati, con preghiera di pubblicazione. Lei affronta un argomento veramente serio e a me caro. La necessità di dare il via ad una iniziativa di ampio confronto locale sul nostro futuro, indicando alcune tematiche di evidente generale interesse per la collettività: turismo, sanità, viabilità, lavoro, economia. Non le sarà certamente sfuggito che ormai da tempo, in più occasioni e in sedi istituzionali (non da ultimo vari interventi in assemblea comprensoriale in occasione di dibattiti di programma e sui bilanci degli ultimi due anni), ho posto la questione della necessità di individuare delle nuove modalità di confronto pubblico su tali problematiche (credo di aver usato anch’io in qualche passaggio la definizione di stati generali). Mi pare che la realtà odierna parli da sola. Il dibattito di questi giorni sugli Impianti e sulla Comunità di Valle a Primiero, insegna che è giunto il tempo di pensare ad un nuovo percorso... da condividere assieme. Il nostro giornale è disponibile ad un confronto a tutto campo - lo ha dimostrato in questi mesi - per creare una vera Comunità che sappia crescere e criticare - se necessario - con razionalità! Se in pochi mesi abbiamo contribuito a creare un nuovo dibattito e questo potrà stimolare una nuova e più sensibile «anima locale», non possiamo che esserne soddisfatti. Gli Stati Generali abusando di un «pa-

frastrutture a livello internazionale e aggiornate nel 2009 ! E lasciate il Passo Rolle alla bellezza attuale. .................................................................... Ferro ha detto... Cari amici trentini... preparate una bella manifestazione... verranno in tanti anche da oltre confine! ................................................................... 27 febbraio Patetica questa ricerca di fondi a tempo scaduto! I patti sono patti e anche chi ha firmato ha ora il diritto di ritirarsi in buon ordine. Prendano finalmente atto che Primiero non vuole la fune e che la maggioranza che ha sottoscritto lo ha fatto perchè minacciata. .................................................................... 11 maggio Pierluigi ha detto… Il collegamento mi vede contrario, perchè oltre a voler proprio passare per il Parco non è sostenibile

Sono convinto tuttavia che l’istituto della partecipazione diffusa alle decisioni pubbliche sia cosa molto delicata e che potenzialmente può assumere aspetti ambivalenti: di protesta (disgregante), di assunzione di responsabilità (unificatrice). Ebbene, proprio per evitare che proposte in tal senso assumessero soltanto valenze «propagandistiche», mi sono impegnato nei primi mesi di vita del nuovo ente sovracomunale, e con me l’intero esecutivo della comunità, a mettere a punto una proposta programmatica, basata in gran parte proprio sugli argomenti del confronto e della partecipazione sui grandi temi di interesse pubblico. Proposta che sarà oggetto di dibattito in seno alla assemblea entro brevissimo termine. Posso aggiungere che ora, ma soltanto ora e in connessione alla nascita della comunità, abbiamo anche gli strumenti giuridici necessari per «decidere»il nostro futuro. Sono certo che lei, e con lei i molti nostri concittadini che evidenziano forti e giuste propensioni ad «esserci», troveranno tempi e luoghi idonei per esprimere ed esprimersi. Auspicabilmente senza maschera e senza anonimato». Con Stima, Cristiano Trotter (Presidente Della comunità di Primiero) rolone», o meglio le «vitamine per la mente» rubando una definizione tanto cara ad un suo Assessore, sono la scommessa che ci aspetta per il prossimo autunno. Mettiamoci al lavoro e saremo tutti più liberi e più capaci di guardare oltre lo Schenèr! O meglio, oltre il passo Rolle in questo caso...

Con stima, - Christian Zurlo -

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economicamente e non lo dicono, ma lo sostiene chi dice che senza collegamento Nuova Rosalpina non può fare utili. Ma perchè rifinanziarla ora? Per far cadere gli errori altrui su altri? Si faccia azione di responsabilità su chi ha lavorato male. Ora è innegabile che il progetto va abbandonato e creato un turismo moderno. Non lo vuole il turismo moderno San Martino, lo terrà in considerazione il Vanoi. Investiamo su ciò che realmente ha un futuro e iniziamo a non chiedere tutto al pubblico. .................................................................... 21 maggio Pierluigi Fabbris ha detto… Ma basta ! Che razza di testoni siete ! Ma non avete capito che noi non vogliamo questo impianto a fune ? Che ci opporremo con tutte le forze ? NON LO VOGLIAMO!! Intanto si perde tempo e denaro preziosi. Per avviare uno sviluppo turistico serio e vero,


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non questi colpi di testa inutili ! In questa valle avete contribuito a rovinare i rapporti umani e quelli tra categorie lavorative, dove anche a causa di questa «pensata»i rapporti sono tesi. La trovata delle fidejussioni e «firme»varie è buffissima. Da ridere, se non fosse per la pericolosità dell’operazione. Scusate ma, se il «patto»che hanno fatto firmare è scaduto il 30 aprile, com’è che siamo ancora qui a parlare di questa sacrosanta boiata? Non è lecito che chi ha firmato, visto che la data proposta è passata, sia in diritto di stracciare il suo «pagherò»? Per me dovrebbero farlo tutti: gli altri seguano pure i lungimiranti progettisti del collegamento, che forse li salvano da una morte certa, quale è stata prospettata a chi non ha firmato. Quando verranno a chiedervi il conto, stracciate la promessa e ditegli che i tempi sono SCADUTI! Chiaro? ..................................................................... 17 giugno Pierluigi ha detto… Il fallimento è il male minore. Sento sempre che si parla di soci che devono mettere i soldi ma di azioni di responsabilità verso chi ha fatto il disastro? Non se ne sente parlare. Si parla sempre di un pubblico che deve salvare e anche di una comunità che deve pagare errori altrui è giusto? Io vorrei sapere il nome anche dell’operatore turistico perchè veramente vorrei riunire alcuni operatori per parlare di turismo. Anche l’Apt dimostra di non avere un’idea al di là di ciò che forniscono impianti, ma è futuro questo? Fatemi sapere che vorrei avere un incontro con Voi. Il problema del confronto politico è un grosso problema pare che sia mancato. pierluigi.fabbris@ email.it .................................................................... 4 luglio :DTM. ha detto... La politica in Primiero non c’è perchè i suoi abitanti l’hanno sempre appaltata ad una cricca di furbetti del quartierino che hanno garantito impunità e favori a tutti in cambio di soli voti. Il problema è che adesso i «vertici»si sono montati la testa e spacciano profezie senza un confronto vero con la realtà, che di per sè è deludente. Così come lo è l’assemblea della Comunità di valle, che rappresenta solo se stessa (e l’araldica comunale). Ci vorrebbe l’umiltà di ammettere che non siamo affatto «i più fighi del Trentino»ed il coraggio di cercare le condizioni per un progetto di futuro, condividendolo anche con le teste di legno... siamo infatti così pochi che non ci possiamo permettere di escludere nessuno. .................................................................... 8 luglio The observer ha detto... Quale futuro? Intanto la si smetta di spostare nel tempo il fallimento di Rosalpina. La si faccia fallire. Mi complimento con te!!! Finalmente qualcuno che dichiara la realtà dei fatti! È ora che il cda della nuova Rosalpina prenda atto del suo mal operato! Non serve cambiare il presidente... per continuare a mal amministrare! Grazie al baratro del curatore fallimentare in arrivo si cerca di coprire le malefatte non certo per bene della Valle! I membri del cda hanno paura di perdere la faccia e non solo! Questa volta la vallata del Primiero scoprirà una verità difficile da digerire!Oppure il cda riparerà alle sue malefatte?! Caro direttore se rispetti il diritto della libertà di pensiero, parola, sancito dalla Costituzio-

Sabato 29 Agosto Genius Loci ai Bellotti (BL) - Domenica 30 Agosto ai Laghetti di Colbricon (TN) - Info: genius@alpz.net

ne Italiana pubblica questo post! ..................................................................... QUANTE CHIACCHERE INUTILI. GLI IMPIANTI PIU’ NUOVI DEL COMPRENSORIO AVRANNO PIU’ DI DIECI ANNI, MENTRE IN ALTO ADIGE DOPO DUE O TRE ANNI SOSTITUISCONO SEGGIOVIE E/O CABINOVIE, E I PREZZI IN GENERALE SONO INFERIORI. COME CREDETE DI INCREMENTRE IL TURISMO, FACENDO COGLIERE LE MARGHERITE AI TURISTI? TIRATE FUORI I SOLDI E FATE QUALCOSA DI SERIO SE NON VOLETE TORNARE A MANGIARE POLENTA E TOSELA COME AI BEI TEMPI ! E’ ORA DI FINIRLA CON LE INVIDIE,CON LE PROMESSE E CON LA PAURA CHE L’ERBA DEL VICINO SIA LA MIGLIORE SE SI CONTINUA COSI’ NON CRESCERA’ PIU’.SPERO CHE CI SIA QUALCUNO CHE CONDIVIDE IL MIO PENSIERO. ..................................................................... Antonio ha detto... C’è qualcuno di voi che sia capace di archiviare l’oramai «archiviato»collegamento per i laghi di Colbricon e di guardare avanti tenendo presente che siamo sull’orlo del baratro le cui responsabilità, che continuate a dare ora alle amministrazioni locali, ora alla provincia, ora all’apt, ora alla Comunità di valle (e chi ne ha più ne metta) sono di tutti noi, nessuno escluso? Non mi piacciono gli anonimi e sarei tentato di firmarmi, ma non mi piace nemmeno essere bersagliato gratuitamente dal primo pinco pallino quindi mi firmerò con un nome di fantasia, tanto non ci vuole molto per capire chi sono! .................................................................... 9 luglio Stefano ha detto… Alla domanda «Quale futuro per il Primiero?» Io risponderei:NERO. Sono una persona che di turismo vive. Se si continua cosi dal mio punto di vista non ci sono sbocchi, fintanto che non si riuscirà a fare un’autocritica sugli sbagli fatti e non ci si siederà e si discuterà su come risolvere i problemi ascoltando il parere di tutti. Approvando le soluzioni più condivise. .................................................................... 10 luglio Fallisce la Rosalpina? E allora? Tanto meglio. Vedrete che qualcuno rileverà in tempi rapidi ( se si sbrigano a dichiare fallimento allora si salva la prossima stagione ) tutti i beni e ripartirà da 0 con capitali freschi. Ho dato un’occhiata ai bilanci. Con 2 milioni non ci farebbero un tubo se non far perdere 2milioni di meno alla cassa rurale e guadagnare qualche anno di sopravvivenza, dove però non avrebbero un euro da investire per migliorare l’offerta (esattamente come negli ultimi 10 anni ). Pompare denaro in una società così indebitata vuol veramente dire «buttarli». .................................................................... 11 luglio Anonimo veneziano ha detto... Avverto l’odio viscerale che traspare nei commenti di qualche anonimo, che non ha mai portato e mai porterà a nulla di buono. Il mio timore è che arrivi un altro «palazzinaro», come ai tempi dell’albergo Cimone e farà il bello ed

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© gambeinspalla.org il cattivo tempo. La storia non ha insegnato proprio nulla? Non credo che i capitali freschi arrivino senza pagare dazio. Non credo che ci sarà un Bancher di turno disposto a sparare neve a novembre (in perdita) pur di consentire agli alberghi di aprire le proprie strutture. Chi non ammette queste cose sa di essere in cattiva fede. ..................................................................... Alessandro Bazzan ha detto... A suo tempo il compianto Alexander Langher, allora deputato europeo, si impegnò per impedire lo scempio ambientale che sarebbe stato causato dal collegamento tra gli impianti di Passo Rolle con quelli di San Martino. Allora il Parco era ancora in embrione, poi concluso il processo creatico del Parco Paneveggio-Pale di San Martino, ho pensato siamo salvi. Mi sbagliavo, la speculazione e l’ignoranza erano sempre in agguato. Speculazione, perchè i soldi facili fanno gola a molti, ignoranza per l’incapacità di saper valutare quanto più produttivo, nel medio e lungo periodo, sia l’impegno per un turismo rispettoso dell’ambiente. Spero che l’impegno dell’amministrazione provinciale sia sostenuto dalla popolazione locale e dai turisti che, come il sottoscritto, amano la montagna e soprattutto le Pale di San Martino. Un grazie a coloro che già lo stanno facendo. ..................................................................... Riccardo - Val di Fiemme ha detto... Caro direttore, Le sono vicino quando leggo che ha ricevuto telefonate dai politici «indispettiti». E’ la solita pagliacciata all’italiana, dove il politico è intoccabile. Dove il giornalista che fa il suo lavoro è visto come sovversivo, bugiardo e soprattutto polemico. Ne abbiamo a centinaia di esempi di questo tipo a livello nazionale. Scrivo da Fiemme ma sono comunque per diversi motivi legato al Primiero (anzi, soprattutto al Vanoi). Sono felice che si sia trovata un’alternativa allo scempio del Colbricon. Nessuno si accorge che, ormai, San Martino e Fiera sono popolati da un turismo stanco, pressoché totalmente nazionale e soprattutto (ahimé) vecchio? Nessuno si accorge che San Martino non compete più seriamente con nessun’altra meta Regionale? (Fassa, Merano, Stelvio, Alta Val di Sole, Pusteria). Non si vedono più auto targate Svizzera, Austria o Germania. Crisi loro? Spostiamoci di qualche km più a nord e vedrete che non è affat-

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to crisi. Ci si accontenta di quello che si ha. Della solita minestrina. Dei soliti turisti stufi, stanchi, demotivati e qualitativamente scarsi (brutto da dire, ma rende l’idea). .................................................................... Guardando bilanci di Rosalpina ( perchè questo è il tema all’ordine del giorno ) non si può che prendere atto che è morta. 2 milioni servirebbero a prolungarne l’agonia di qualche stagione, e con essa l’agonia di San Martino. E fra 3 o 4 anni ci si ritroverebbe allo stesso punto. Solo con impianti + vecchi che necessiterebbero di costose revisioni (ricordarsi le revisioni 15ali e 20ali, che costano circa il 20-25% di un’impianto nuovo e non godono di contributi). Il cash flow generato dalla gestione ( pre ammortamenti ) è a malapena di 200k €. Non ci paga neanche gli interessi sul mutuo. Figurarsi la quota capitale. Ma se oggi fallisse innanzitutto verrebbe nominato un curatore, che avrebbe l’obbligo, nel tutelare i creditori, di affidare la gestione e la manutenzione degli impianti a qualcuno, in attesa dell’asta ( perchè altrimenti nel frattempo diventano ferro vecchio ). La gestione operativa è comunque attiva. Per cui ci sono i margini per avere un nuovo gestore nell’immediato. Se la Rosalpina ( o meglio futura Rosalpina ) non avesse debiti potrebbe anche ripartire ad investire. Per completare l’offerta di quella zona servono almeno 10ml€. C’è da sistemare ed allargare le piste, potenziare l’innevamento, sostituire un paio di impianti. Solo un operatore esperto può farla ripartire. E gli attuali vertici di Rosalpina hanno dimostrato di non essere all’altezza. .................................................................... Anonimo ha detto... Tanta carne al fuoco, vedo ! 1) Riccardo Val di Fiemme: Apprezzo il tuo sforzo nell’intervenire, ma se non si conosce è meglio tacere. Non puoi neanche minimamente paragonare le due realtà. Fiemme è molto più omogenea, senza differenze. Da sempre. Qui passi dai 600 mt. dei Masi d’Imèr ai 2250 della Segantini e Val Venegia(che usate sempre nei vostri prospetti turistici...). Da realtà economiche come San Martino e Fiera all’estremo opposto come il Mis o Ronco Costa. Da 10.000 abitanti (noi)ad olte 23.000 (voi). Da una «influenza urbana»ascrivibile tra Trento e soprattutto Bolzano (voi), ad una protesa per motivi geografici verso Feltre e area Padano/Veneta (noi). Prima di parlare di trafori di Sadole, completiamo la sicurezza e la scorrevolezza dello Schener. Ti garantisco che a noi primierotti interessa molto, molto di più che non una via verso Fiemme. Trovarmi in pochi minuti a Cavalese non è esattamente (per noi) come trovarsi nel cuore del nord-est, ne converrai che è preferibile la seconda opportunità ! Fiemme vuole utilizzarci per salvare il suo ospedale forse ??... Ti ricordo, giusto per rivangare la storia, che il «cordone ombelicale»con Feltre non è mai stato reciso, nemmeno quando esisteva un Valico Internazionale, quindi....Se volete collaborare cominciate a concederci di installare delle segnalazioni stradali di adeguate dimensioni nei vostri territori, come invece concede, ad esempio, Feltre. E a non utilizzare immagini del nostro territorio per la vostra pubblicità, o almeno a citarci nelle vostre pubblicazioni. Facile parlare, miei cari ! ....................................................................

Operatore di Rolle ha detto... PARLANDO DI FUTURO DEL TURISMO: Da più di trent’anni conosco il turismo a Passo Rolle. Posso dire di amare molto più il turismo estivo, più facile, prevedibile, genuino e sincero. Il turismo invernale negli anni è cambiato molto e da quello che vedo credo che in futuro non sarà centrato soltanto sullo sci. Sarà basato su una moltitudine di attività sulla neve che comprenderano ANCHE lo sci. Come già oggi succede il futuro sarà di signore a passeggio, sarà di bambini sugli scivoli e sui giochi sulla neve, sarà di snowboard e snowpark, sarà di ciaspole e nordic walking, sarà di sdraio, sarà di sci alpinismo ecc. Il frazionamento delle attività sulla neve è inevitabile. Una volta si sciava e basta perchè c’era lo sci e basta. Ora si possono fare molte più cose ed è giusto permettere al turistsa di far emolte più cose. In quest’ottica il progetto del collegamento sopra il Colbricon era pazzesco e fallimentare già in partenza. Sarebbe andato ‘bene’ soltanto agli sciatori.. La cremagliera permetterebbe un turismo più pratico, semplice e genuino ed adattabile alle esigenze di tutti. Appoggerò sempre la cremagliera! Anche per il turismo estivo sarebbe una soluzione fantastica, l’importante è che parta dal centro di san martino ed arrivi al centro del rolle e che sia così un vero mezzo di unione per sciatori e per chiunque altro. Spero davvero che si realizzi! .................................................................... Alfredo Paluselli ha detto... Credo che lo sci come lo si è inteso fino ad ora sia vicino alla sua data di scadenza. La schiera di appassionati resterà fedele allo sci ma la grande massa dirotterà i propri risparmi su altre attività più economiche ed adatte ad un turismo breve, da pochi giorni e via. La logica della conta dei migliaia di passaggi deve cambiare, soprattutto da noi che non siamo più competitivi sotto gli aspetti tecnici e non lo saremo mai più. Ma il futuro, se ci si prende la briga di guardare la montagna con altri occhi ci può essere ugualmente; e basterebbero gli esempi della grande diffusione dello sci alpinismo, dello sci di fondo, del nordic walking e dei vari snowpark per rendersene conto. Attività poco costose, semplici da imparare e che non necessitano di impianti da fantascienza ma solo di strutture pratiche pensate per il trasporto di persone da una località all’altra, magari con fermate intermedie. Sempre tenendo conto dell’ambiente e della stagione estiva che degli impianti ideati solo per gli sciatori ne soffre solamente. La cremagliera o strutture simili possono essere il futuro, il resto è il passato. .................................................................... Anonimo ha detto... Sulla cremagliera… L’idea del trenino che risale la valle del Cismon, per quanto affascinante, è quantomeno datata. Impianti a cremagliera non se ne fanno più da un secolo almeno, ed oggi forse non si saprebbe neanche dove sbattere la testa per trovare chi possa farla. Per non parlare dei costi e tempi infiniti di percorrenza. Se l’assessore Pacher riferendosi a cremagliera forse voleva dire «funicolare», per quanto più semplice, e fattibile, anche questo tipo di impianto è assai raro oggi costruito ex-novo. Le uniche realizzazioni «nuove»oggi sono fatte in galleria. Ma solamente perchè su quei tracciati impianti aerei sono improponibili. Costruito fuori terra avrebbe un notevole impatto sul territorio, con massicci movimenti terra ed occupazione permanente dei boschi. Inoltre il turista medio generalmente non gradisce gli impianti sotterranei. sarebbe quantomeno bizzarro per un turista andare sulle dolomiti per godersi il panorama e poi finire sottoterra. Inoltre questo tipo di impianto genera apprensione nell’utilizzatore, dopo i 200 e più morti a Kaprun qualche anno fa ( infatti a Kaprun è stato definitivamente chiuso al pubblico ). L’impianto più semplice, più economico, meno impattante e più gradito, sarebbe uno o più impianti tradizionali monofune ad ammorsamento automatico, che riprendano più o meno il vecchio tracciato della seggiovia. I movimenti terra necessari sarebbero ridicoli. Il tracciato non occuperebbe il suolo. E se fra 20, 30 o 40 anni non servisse più si smonta e si manda in fonderia. In pochi anni il bosco riprenderebbe il suo posto e dell’impianto non ne resterebbero che vecchie foto. COMMENTI INTEGRALI SU: www.lavocedelnordest.blogspot.com


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Anno II - N°14 www.LaVocedelNordEst.it

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Ambiente e Politica

Tavole a Nordest

Montagna, Le Pale rubate

Un luogo assai gentile: il ristorante Scabar a Trieste

di Alessandro Firpo TRIESTE - Il posto è molto bello. Molto bello ma, senza il navigatore, un posto del tutto irraggiungibile dal viandante di passaggio che cerca ristoro, collocato com’è al fondo di una erta (Erta Sant’Anna, per l’appunto) e stretta salita che conduce, fortunatamente, a un ampio parcheggio interno. Insomma un posto dedicato principalmente ai triestini e celato ai «forestieri». (Ma poi, si sa, coloro che per primi progettarono un navigatore satellitare pensarono a tante categorie di persone ma, tra le prime, certamente avevano in mente proprio i gourmet, così di frequente sperdutisi al fondo di oscuri vicoletti nel corso delle loro affannose ricerche). Le sale sono ampie, un bellissimo terrazzo d’estate vi accoglie aprendosi con potente dolcezza ad uno dei tanti indimenticabili panorami che la città è in grado di offrire a chi la frequenta, i tavo-

li sono bene distanziati e squisitamente apparecchiati. Se c’è molto lavoro e il locale è affollato la patronne è sovente in cucina, a dirigere l’orchestra. Poco male perché il patron è persona davvero squisita, cui devo attribuire (si fa per dire!) un solo neo: la sua competenza sui vini della zona è di tale ampiezza e profondità che, pur dopo una vita dedicata ad approfondire l’argomento, mi fa sentire poco più di un verme, un allievo scioperato, un sostanziale dilettante. Se sarà invece la padrona di casa ad accogliervi, nel suo un po’ ruvido, simpaticissimo tratto di ospitalità, molto triestino, vi troverete subito in un ambiente cordialissimo e familiare. E – soprattutto – vi accorgerete subito di essere in presenza di una personalità non banale, amante del suo lavoro e certamente, anche lei, di grandissima competenza. Secondo me le fa davvero piacere depositare al tuo cospetto i suoi suggerimenti, è veramente lieta di offrirti il meglio del mercato e la creatività della sua cucina, sorride con complicità alle tue così evidenti debolezze, alla tua mancanza di nerbo e carattere, ti corrompe con divertita felicità e si compiace se se la tua scelta è stata ben fatta, insomma: ti appoggia, in tutto e per tutto ti appoggia. E quando ti porta il tuo piatto, quello che probabilmente lei stessa ti ha consigliato e che dunque, avendolo ideato, ben conosce, te ne sa annunciare da lontano – solo annunciare, s’intende (ma è comunque miracoloso!) – una pur lieve traccia del suo profumo, un leggerissimo sentore della sua consistenza, un’ombra, quasi solo un lontano abbozzo del suo stesso sapore. Ma come è possibile questo evento paranormale che, peraltro, a me è sempre accaduto quando sono andato da Scabar? In che forma, in che modo avviene? La spiegazione è molto misteriosa ma semplice allo stesso tempo: l’annuncio del piatto viene dalla stessa padrona di casa che, col suo particolare portamen-

to, diverso da piatto a piatto, con il suo incedere variegato, mutante da portata a portata, col suo sorriso diversamente evocativo, appena ti si para davanti agli occhi inizia a raccontarti, a parlarti, a trasmetterti quelle flebili, ma pur sempre avvertibilissime, sensazioni di cui dicevo. Fatto sta che quando trovi davanti a te, finalmente servito, il piatto che attendevi con crescente curiosità, l’hai già capito, l’ha già letto, ne conosci la trama. Sai insomma che d’ora innanzi non te ne resterà altro che il puro piacere. E non ho vergogna a dire che se tutte le volte che sono stato da Scabar quel piccolo miracolo si è compiuto non può essere un caso. E allora? E allora la mia spiegazione risiede nella così percepibile passione della patronne, nella sua forte determinazione a offrire qualità e solo qualità, cultura e sapienza e, soprattutto, tanto della sua vivida intelligenza, a piene mani. Nel generalmente squallido panorama della ristorazione triestina Scabar, al mio palato, è un vero faro. Per la qualità delle materie prime impiegate, per la grande competenza e la perfetta professionalità con cui siete ricevuti e, naturalmente, per la cucina che, deliziati, assaggiate. Una cucina ricca di vera innovazione, di una innovazione seria e sostanziale, direi quasi sostanziosa, nient’affatto eterea e inconsistente come si usa in troppi luoghi. Da Scabar naturalmente bisogna parlare soprattutto di pesce, che ho sempre trovato di qualità strepitosa: cotto e crudo, elaborato o appena scottato. La cantina, come si conviene a un posto del genere, è di primissima classe (e, come già ho detto, arricchita da una sterminata bibliografia vivente). Ah, dimenticavo: se non mi credete, fateci una capatina. Non solo mangerete e berrete benissimo ma, per di più, entrerete anche voi in quel piccolo mondo paranormale che vi ho annunciato: entrambe le cose non capitano tutti i giorni!

Primiero (Trento) - E’ la nuova presa di posizione del neo Assessore comprensoriale al turismo di Primiero, Luca Gadenz (nella foto a destra). Con una precisa nota alle Amministrazioni comunali di Primiero ha ribadito come il territorio sia da tutelare in termini di immagine e con azioni concrete. La proposta - Un progetto di studio e di predisposizione di un disciplinare per uso da parte di terzi, a titolo commerciale, delle immagini del territorio di Primiero, Vanoi e Mis. Una iniziativa di promozione e di tutela turistica in particolare. Le Pale da tutelare - «L’ingresso pro quota anche delle Pale di San Martino, parte importante delle Dolomiti, nel patrimonio dell’Umanità, proclamato recentemente dall’U.N.E.S.C.O.- scrive l’Assessore -, rende ancor più attuale - il già attuale tema della necessità di tutelare, sotto qualunque forma possibile, il nostro patrimonio naturale e ambientale».

«Silenzio e sottomissione»

«Da molto tempo è in atto, nel nostro perdurante silenzio e «sottomissione», l’uso da parte di terzi soggetti, per scopi eminentemente commerciali, delle immagini del nostro territorio (montagne, vallate, passi, sassi, pascoli), raffigurate qua e là in vari spot o slogan pubblicitari. Appare doveroso intraprendere, tutti assieme, - conclude Gadenz - un percorso condiviso di tutela e di regolamentazione, non certo di divieto, di tale dilagante fenomeno. Ciò può avvenire, ad esempio, con la predisposizione di un disciplinare d’uso da divulgarsi, poi, all’esterno, secondo le più adeguate forme di pubblicità». Alcuni scatti dalle Pale di S. Martino

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LaVocedelNordEst.it Agosto 2009 Figura 1: Schema semplificato della piattaforma Oil free zone

Un viaggio all’interno di un territorio «oil free» In partenza la piattaforma di ACSM per eliminare l’uso del petrolio nella valle di Primiero «A Cura di Michele Gubert, recentemente laureatosi con una tesi di laurea sul progetto oil free zone»

L’inizio del viaggio Pensiamo per un momento di fare una prova: immaginiamo di partire per un breve viaggio all’interno del territorio delle valli di Primiero e Vanoi. Un percorso tra gli impianti di produzione di energia elettrica e di calore di ACSM, per una visita e con lo scopo di conoscere il nostro futuro. Va però chiarito un punto prima di procedere. Il viaggio di cui si sta parlando, si snoda sulla piattaforma del progetto denominato «Oil free zone«. Progetto territoriale che ACSM, dopo averlo condiviso con le Amministrazioni Locali, ha lanciato ufficialmente nel Settembre del 2008, in un convegno pubblico con altri partner, tra cui il prestigioso Centro Ricerche Fiat di Trento. Questo progetto delle Comunità Locali ha l’ambizione di rendere il Primiero indipendente dall’uso del petrolio come fonte energetica. La locale azienda municipalizzata, utilizzando un mix di fonti alternative e reperibili sul territorio, propone infatti nell’arco del prossimo decennio di sostituire progressivamente in alcuni territori della valle il petrolio ed i suoi derivati.

Alla scoperta della piattaforma Dovremmo considerare la Oil free zone come una piattaforma progettuale simile ad un mosaico, in cui ogni tassello è una precisa tecnologica di produzione del settore energetico. Le

due fonti primarie da cui il territorio di Primiero si approvvigiona da secoli sono acqua e legno. Inizieremo quindi il nostro percorso da queste due fonti «ultracentenarie». Proviamo per un momento a ricordare la storia di Primiero. A partire dal Medioevo, nell’alta valle, alcuni torrenti vennero incanalati per sfruttare la potenza idraulica generata dall’acqua. Pensiamo alla zona del Forno o del Fol di Transacqua, già nel nome si nota il significato ed il destino di quelle due frazioni. In questo piccolo distretto produttivo valligiano erano le ruote dei mulini, le vere centrali che facevano funzionare le macchine per la cardatura della lana, le lame delle segherie ed i piccoli mantici nei forni per la fusione del metallo. Nel diciottesimo secolo, invece, la mancanza di carbone in valle non promosse la rivoluzione industriale, iniziata in terra inglese con Watt e con l’invenzione della locomotiva a vapore di Stephenson. La società agricola del tempo però non si preoccupò più di tanto. Si utilizzava in abbondanza la legna: per riscaldarsi, per costruire ed isolare le abitazioni e in tutti gli oggetti della vita quotidiana, dai rastrelli ai mobili compresi. Alla fine dell’Ottocento, però, l’elettricità iniziò la sua ascesa, creando nei primi anni del ventesimo secolo, un vero e proprio cortocircuito nell’economia di questa vallata alpina. Un salto dettato dall’innovazione che si ripercuoterà fino ai giorni nostri. Era precisamente il 1901 quando l’Azienda Elettrica di Primiero iniziava per la prima volta la produzione dalla centrale dei Boaletti. L’acqua trovava così nuova vita nell’energia elettrica. Le aziende locali poterono crescere e le attività imprenditoriali moltiplicarsi

in numero e per volume d’affari anche in settori industriali prima d’ora mai esplorati. Il lettore attento si chiederà a questo punto, qual’è la fonte primaria dell’energia elettrica a Primiero? La risposta sembra quasi scontata - è come il cane che si morde la coda - ma è sempre l’acqua. La nuova piattaforma Oil free zone, a quanto pare, non è niente di nuovo se si guarda la realtà con gli occhi dello storico. Oil free zone, utilizzerà però acqua e legno ed altre risorse rinnovabili per promuovere un nuovo mix energetico locale. Vorrei ricordare quello che è già stato fatto con il teleriscaldamento di San Martino di Castrozza, in particolare grazie alla società Ecotermica. Una grande centrale funziona con gli scarti triturati del legno (cippato), si riscalda l’acqua da far girare poi in un circuito di condotte sotterranee. Le abitazioni e gli alberghi sono allacciati alla rete ed ogni unità dispone di uno scambiatore di calore. Questo apparecchio riesce a trasferire, per conduzione, il calore dell’acqua proveniente dalla centrale di Ecotermica, all’acqua dell’impianto di riscaldamento casalingo. Il teleriscaldamento era il piccolo passo verso l’indipendenza dal petrolio, iniziato nel 2003, ma i passi che verranno fatti in futuro vogliono chiudere un cerchio ben più ampio. Acsm vuole coordinare gli sforzi di gestione per creare una nuova soluzione al problema della fornitura di energia, anche attraverso l’utilizzo di diverse risorse naturali e vettori energetici, senza dimenticare l’importanza che i rifiuti rivestono oggi nell’economia complessiva. Ci sarebbe tanto materiale su cui lavorare, perchè siamo ancora agli inizi di un processo di cambiamento,

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convegni e tavole rotonde potrebbero essere utili strumenti per agevolare questo passaggio. I temi che incrocia il progetto Oil free zone, sono infatti per la maggior parte presenti in nuove branche di studio come: la logistica inversa (reverse logistic), il design for enviroment (Dfx), la gestione olistica del ciclo dei rifiuti (waste management system) e la catena chiusa del valore (close loop supply chain). Le aziende più sensibili, sotto questo ultimo punto di vista, sono quelle del settore legno. Esse potrebbero conferire gli scarti all’impianto di teleriscaldamento come materia prima seconda. Meno rifiuti, più trasporti a pieno carico e produzione che segue efficientemente il mercato e le esigenze del cliente.

Le tecnologie nella piattaforma Fino a questo punto, ho cercato di associare i temi che in questo momento possono sostenere la tesi del progetto di ACSM e che possono «far saltare la storia»- come dice l’economista Thaleb nel suo libro, il Cigno Nero – ancora una volta come successe cent’anni fa. Il lettore di questo articolo si aspetterà ora di avere una descrizione chiara del progetto e per facilità ho preparato uno schema semplificato della piattaforma Oil free zone (v. fig. 1). Come ho detto in precedenza, acqua e legno sono le risorse principali del progetto, perchè possono assicurare stabilità di produzione nel lungo periodo oltre che essere facilmente reperibili nel nostro territorio. L’acqua viene già utilizzata per la produzione di energia idroelettrica, ma potrebbe in futuro ancora rappresentare l’elemento chiave. Dal processo di elettrolisi, la separazione dell’acqua tramite corrente elettrica, si ricava ossigeno puro ed idrogeno. Il primo viene utilizzato dalle imprese del settore metallurgico per il taglio dei metalli. Mentre l’idrogeno, se considerato come vettore energetico, diventerebbe un nuovo combustibile al pari di gas metano, benzina e diesel.

Nel progetto Oil free zone, un altro tassello è quello della mobilità urbana effettuata con le celle a combustibile, meglio conosciute come fuel cell. In futuro si viaggerà a bordo di piccoli mezzi ecologici costruiti con bio-materiali leggeri e resistenti. Nel 2020, secondo le previsioni della CEE, ci saranno sul mercato modelli di vetture con alimentazioni alternative a diesel e benzina, e precisamente: gas naturale (6%) (già in presente), biocombustibili (8%) ed idrogeno (5%). Seguendo lo schema in senso orario, ho indicato con rifiuti e scarti zootecnici un secondo punto nevralgico della piattaforma energetica primierotta. Se dall’acqua ricavo energia elettrica ed idrogeno, e dalla biomassa legnosa ricavo cippato per il calore; dai rifiuti organici della raccolta differenziata e dagli scarti zootecnici ricavo biogas e biometano. Questi due combustibili originati da fonte rinnovabile, verrebbero utilizzati in maniera diversa. Con il biogas si produce calore, come dal teleriscaldamento, mentre il biometano si utilizza associato all’idrogeno in veicoli che utilizzano una particolare miscela (idrometano). Nello schema ho considerato anche il sole, quale fonte inesauribile di energia. I pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica in masi e stalle di alta quota, non sono più una novità e l’applicazione di questi pannelli sta crescendo anno su anno. Dal sole si ricava inoltre preziosa energia termica per la produzione di acqua calda sanitaria. Le quattro fonti di energia combinate assieme faranno perno sulla piattaforma Oil free zone del Primiero. Privati, aziende e pubblica amministrazione potranno beneficiare di investimenti a lungo termine nella filiera dell’energia rinnovabile. Se il mercato degli scarti zootecnici, del legno e dei rifiuti crescerà, lo stimolo a passare ad un sistema no-oil sarà economicamente più efficace garantendo al contempo un futuro ambientalmente sostenibile. I territori potranno altresì qualificarsi dal punto di vista turistico come area ad elevata qualità ambientale avendo notevoli ritorni di immagine.

Sui prossimi numeri: le attività, i progetti e l’organizzazione del gruppo ACSM S.p.A.


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Inserto staccabile «En giro par i filò»

Programma Tonadico - Centro storico e Lisièra Nella settimana di Ferragosto a Tonadico rivive il magico mondo dei filò, i ritrovi serali dove le donne accudivano all’arcolaio o ad altri lavori femminili, mentre gli uomini sgranavano pannocchie o intagliavano in legno, raccontando vecchie storie e leggende. Le botteghe ospitano seggiolai, calzolai, cestai, restèleri, scultori, ricamatrici, tessitrici e tanti altri artigiani ed artisti.

Programma 18^ Edizione En Giro Par i Filò

Martedì 11 agosto: Anteprima «I vèci mes-ceri»con il gruppo «I Ruspanti»di Bassano del Grappa. Rievocazione de «I rosari dei Boschieri». A Tonadico presso il centro storico dalle ore 20.30 alle ore 23.00 circa. Mercoledì 12 agosto: Apertura della manifestazione con sfilata ed esibizione dei gruppi folcloristici di Mezzano, Cesiomaggiore e Carano (Centro Storico); apertura delle botteghe dalle ore 20.30 fino alle 23. Giovedì 13 agosto: Apertura delle botteghe ore 17-19 e 20.30-23; spettacolo di burattini «Pentola, pentoletta, pentolaccia»(ore 17 - Piazza Piubago); concerto di canti popolari con Grazia De Marchi e Nuovo Canzoniere Veronese (ore 21 - Piazza Piubago). Venerdì 14 agosto: Apertura delle botteghe ore 17-19 e 20.30-23; concerto del corpo musicale folkloristico di Primiero (ore 21 -Piazza Piubago) e Rievocazione dei «Coscritti»(dalle ore 21 -Centro Storico) Sabato 15 agosto: Apertura delle botteghe ore 10-12.30 e 17-23; Gran concerto di Ferragosto con il «Caffè Concerto Strauss»(ore 21 - Piazza Piubago) Domenica 16 agosto: Apertura delle botteghe ore 10-12.30 e 17-23; spettacolo con il gruppo «Trio Adriatica»(ore 20.45 - Piazza Piubago); gran finale con i fuochi artificiali (ore 22.45). Visite guidate Tonadico è stato definito il paese «pinacoteca»in quanto il centro storico è ricco di numerosi affreschi popolari che vanno dal XV al XX secolo. Da diversi anni il Circolo Culturale «Castel Pietra», nell’ambito di questa manifestazione, propone la rievocazione dei «frescanti»con la realizzazione di affreschi che hanno lo scopo di rievocare i tempi passati. Durante la visita guidata sarà possibile visitare gli affreschi del centro storico, Palazzo Scopoli e la Chiesa di San Vittore. Per le visite guidate si rimanda al programma.

Corso di «campanò» L’avvento dell’elettrificazione ha mandato «in pensione»i campanari che puntualmente e con passione si dedicavano a questo mestiere molto importante per la vita della comunità. Una tradizione che particolarmente merita ricordare è il suono del campanò che veniva e viene eseguito in occasioni di particolari festività e nelle processioni; veniva usato anche per avvisare della morte di un bambino appena nato. Nel Primiero la tradizione del campanò suonato manualmente resiste ancora. A Tonadico troviamo infatti gli ultimi campanari: Tullio Bonat con l’aiutante Luigi Zagonel che suonano in coppia da oltre 10 anni. Per tenere viva questa antica tradizione viene proposto un «mini corso»di campanò che si terrà nel periodo dal 12 al 16 agosto. Il suono del «campanò»si potrà ascoltare sabato 15 agosto e domenica 16 agosto a partire dalle ore 16.30.

Rievocazione de «I rosari dei Boschieri» Un tempo una delle occupazioni più diffuse nel Primiero era quella del boscaiolo che aveva una vita faticosa ed anche molto pericolosa. Alla sera, dopo la cena, c’era sempre un anziano della compagnia dei boschieri che chiamava tutti a raccolta nella baracca ed intonava il canto religioso. I Rosari dei boschieri sono una lunga collezione di preghiere, invocazioni e litanie musicate. Non se ne conosce l’origine, probabilmente derivano da qualche antica forma liturgica della Curazia di Mezzano.

Subito dopo la IIa Guerra Mondiale i reduci di Mezzano si impegnarono di cantare i Rosari tutti gli anni davanti al monumento dei caduti come ringraziamento per essere ritornati a casa sani e salvi. Questa «tradizione durò fino al 1953: da allora i Rosari si sono conservati nella memoria di quei pochi che li hanno intonati o sentiti recitare. Martedì 11 agosto 2009 - ore 21.00 – Centro Storico Rievocazione dei «Coscritti» I giovani diventavano coscritti con il giorno di Santo Stefano precedente all’anno della visita di leva. Primo loro rito era quello di regalare a quelli della classe precedente le «sìgare de Verginia», come atto di riconoscimento, di sottomissione; e ottenevano il diritto di portare in processione le varie Madonne. I coscritti abili alla visita militare, venivano chiamati anche «gègheri». Questi facevano il giro di tutte le osterie cantando col cappello ornato di fiori e lustrini e infilati nel nastro

alcuni sigari di Virginia e il certificato della commissione di leva. Attorno al collo portavano un gran fazzoletto di tela bianca e smerli, dono della morosa che vi aveva ricamato in rosso, oltre alle «cape», qualche fiore e cuore e talora il suo nome. Mercoledì 14 agosto 2009 ore 21.00 – Centro Storico


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«Filovagando...»

TONADICO (TN) - Da ormai 18 anni il Circolo Culturale «Castel Pietra» di Tonadico propone ai residenti delle Valli di Primiero, Vanoi e Mis ed ai numerosi turisti che le frequentano, la manifestazione «En giro par i filò». Un viaggio alla riscoperta delle proprie origini e radici, una rievocazione dei tempi passati, con i suoi usi e costumi. La manifestazione, in questi anni, ha ottenuto sempre grandissimo successo e i visitatori, provenienti anche da fuori provincia, sono aumentati di anno in anno. A dire il vero, questa proposta culturale era nata con molto «scetticismo»e con l’intenzione di proporla ogni due anni; i risultati ottenuti, però, ci hanno spinto a volerla ripetere annualmente considerato il numero di visitatori in continua crescita. Nell’autunno del 1995 l’Associazione Commercianti di Faenza (RA) ci ha invitati a portare nella loro città la manifestazione, anche se in «formato»ridotto, dove ha ottenuto grande successo. In questi anni, «En giro par i filò»è diventato uno dei più importanti appuntamenti

estivi del Comprensorio di Primiero. «Te recorditu, ‘na volta?»..... Una finestra aperta sul passato capace di suscitare, soprattutto nelle persone anziane, tanti e poi tanti ricordi; un cammino a ritroso che fa riscoprire l’immagine di coloro che hanno vissuto nel passato una vita costellata dal sacrificio e prove dolorose e fondata sulla fede e valori profondi, dove ci si accontentava di quello che il lavoro e le condizioni del tempo potevano offrire. Ma se per le persone di una certa età questa manifestazione ravviva tanti ricordi, per i giovani ed i bambini diventa uno spaccato di storia di vita quotidiana raccontata dal vivo, dove si possono vedere direttamente l’esecuzione di tanti lavori che oggi sono scomparsi o hanno lasciato il posto a nuove tecnologie. Quest’anno la manifestazione, che viene promossa dal Circolo Culturale «Castel Pietra», si svolgerà dall’11 al 16 agosto 2009. Il visitatore avrà modo di entrare nel mitico e magico mondo del filò, dove le donne accudivano all’arcolaio o ad altri lavori femminili,

mentre gli uomini fumavano o sgranavano le pannocchie, oppure intrattenevano gli altri raccontando leggende, cantando vecchie canzoni o suonando qualche tenera melodia. Ci si potrà immergere anche nel magico mondo artigiano, quasi di fiaba, di oltre 80 anni fa: nelle botteghe dei careghete, calzolai, cestai, fabbri, lavoratori del legno; vedere l’abilità artistica delle donne nell’arte del ricamo, dell’uncinetto, della tessitura... e tantissime altre attività. Come di consueto, l’itinerario si snoda attraverso le vie del centro storico di Tonadico, lungo le quali sono stati ricavati, da avvolti - stalle e fienili, le botteghe degli artigiani, mostre od esposizioni e la ricostruzione del «filò». Il programma, inoltre, prevede un ricco calendario di manifestazioni di contorno. Diverse sono le novità proposte per l’edizione di quest’anno. Certamente, una delle soddisfazioni più grandi che ci ha dato questa manifestazione è stata la riscoperta del proprio paese dagli stessi suoi abitanti; la riscoperta di un paese da parte degli abitanti della valle e dei numerosi turisti presenti in valle o venuti appositamente da fuori. Durante la settimana di ferragosto, Tonadico si trasforma in un grande «formicaio»con migliaia di visitatori al giorno. Non bisogna dimenticare, poi, il valido e insostituibile apporto dato dal volontariato, senza il quale non sarebbe possibile realizzare questa proposta culturale. Dobbiamo dare atto anche della grande collaborazione e partecipazione dell’intero paese che risponde sempre con grande entusiasmo a questi stimoli culturali. Per concludere, vogliamo sin d’ora ringraziare tutti coloro che a qualsiasi titolo danno la disponibilità per la buona riuscita della manifestazione.

Circolo Culturale «Castel Pietra»

«Te recorditu? - Immagini fotografiche di Tonadico» Il libro è una documentazione storico-fotografica di Tonadico dalla fine del 1800 fino al 1960 circa. E’ suddiviso in nove capitoli che presentano i momenti più importanti della vita quotidiana di un tempo. Questa pubblicazione vuole essere una finestra aperta sul passato, un vecchio album di famiglia da sfogliare, capace di suscitare, soprattutto nelle persone anziane, tanti e poi tanti ricordi.

«I filò – tra passato e presente a Tonadico»(Videocassetta) Da 18 anni a Tonadico viene proposta la manifestazione «En giro par i filò»che vuole essere la rievocazione dei tempi passati: un viaggio nel tempo alla ricerca delle proprie origini, usi e costumi. Grazie alla disponibilità degli abitanti del paese è stato possibile animare un percorso espositivo all’interno di caratteristici locali, quali stalle, fienili, cantine, avvolti… Inizialmente proposta per rievocare i vecchi mestieri, nelle edizioni successive si è arricchita di varie presenze espressive ed artistiche amatoriali.

«Le cartoline del filò» Nel 2005, in occasione del ventennale di fondazione dell’associazione, è stato predisposto l’annullo postale e per l’occasione sono state stampate tre tipi di cartoline che riproducono alcune immagini significative di questa manifestazione.


ESPOSITORI 2009 1. Petiva Alberto «Laorar el metal» 2. Zeni Giuseppe «Far codèri» 3. Kovacova Gabriella «El telèr - Filàr la lana» 4. Cecco Fernando «Laoràr el legn» 5. Pavani Luisa «Laoràr el curam» Zanona Giovanni «Far fiori» 6. Tecnolegno Vanoi «Far cosini» 7. Orler Pietro «La miel» 8. Cusinato Emidia «Decoràr» 9. «Ostaria del filò» 10. Sbardella Giuseppina «En s-ciànt de tut» 11. Canello Silvia «Laoràr el legn» 12. Carletto Luigi «Far subiòi» 13. Bressan Pietro «El careghéta» 14. Castro Mariano «Laorar el metal» 15. Il feltro «Laoràr la lana» Degiampietro Renzo «Laoràr el legn» 16. Pfeifhofer Karolina «En s-ciànt de tut» 17. Sanson Roberto «Laoràr el legn»

18. 19. 20. 21. 22. 23. 24. 25. 26. 27. 28. 29. 30. 31. 32. 33. 34.

Laboratorio Sociale Bettega Caterina «Pizi e ricami» Palazzo Scopoli – Mostra di pittura di Narciso Simion Meneghel Romano «Laoràr el legn» De Bortoli Raffaella «El telèr - Filàr la lana» Club Unesco Agordino «Laoràr el legn» Svaizer Roberto «Laorar el metal» Moz Ernestina «Decoràr» Pollingher Leonia «Piatèi decoràdi» Bonmassar Katia «Retài de péze» Zortea Primo «El restelèr»(solo nelle ore serali) Fey Sabine «Fiori dei campi» Tommasi Giuseppina «Ricamàr» Parco Naturale Paneveggio-Pale di San Martino Levi Guido «Retài de viero» Angolo del mercatino solidale Pradel Angela «El pitór»– mostra di icone Degustazione prodotti tipici di Primiero

35. «El filò»

= frescanti

= informazioni

Ci scusiamo per eventuali cambiamenti che si verificassero, non dipendenti dalla nostra volontà.


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Oltre il Codice Da Vinci

Gli interrogativi sono molti e tutti senza risposta di Renato Cerutti

(Prosegue dal numero precedente)

Maria Maddalena e l’olocausto dei Catari Quale è l’origine di tutti questi misteri e di tutte queste reticenze? Cosa è che proprio adesso all’inizio del terzo millennio ha risvegliato questa sete di occultismo religioso e di esoterismo? Dobbiamo andare alle origini del Cristianesimo quando i Vangeli non erano ancora stati scritti e la storia della Cristianità era agli albori.In una zona remota della Francia meridionale ebbe origine un Cristianesimo diverso da quello cattolico: crebbe una leggenda, se cosi vogliamo chiamarla: la leggenda della Santa Maria Maddalena. Quando, nel 70 DC in seguito ad una ribellione, gli Ebrei furono cacciati dai Romani e dispersi in tutto il mondo ed ebbe inizio il famoso esodo, molti fuggirono via mare ( E’ un grossolano errore ritenere che i grandi esodi siano avvenuti esclusivamente via terra), la Santa Maria Maddalena approdò in Linguadoca vicino ai Pirenei, e questo spiegherebbe almeno in parte la presenza in quella regione di molte chiese dedicate al culto della Santa. Ma per il popolo Cataro che vi abitò fino al 1200 e cioè finche non fu sterminato, Maria Maddalena sarebbe stata la sposa di Gesù Cristo e da questi avrebbe avuto

dei figli. Da questa leggenda nasce l’eresia catara che si spinge oltre affermando che da essi avrebbe avuto origine la dinastia Merovingia di sangue reale ( fu quello il «Santo Graal» o «Sang Real»?) aspirante al trono di Francia ( La visita di Giovanni d’Austria a Rennes-le-Chateau ebbe forse lo scopo di accertarsi in questo senso). Il tutto ha il sapore di una pura leggenda, di una deviazione dal Credo dei Vangeli. Ma i Catari o Albigesi perché originari della città di Albis in Linguadoca, furono perseguitati dalla Chiesa di Roma quali eretici e nel 1209 Papa Innocenzio III promosse una crociata contro questa popolazione inerme che aveva l’unico torto di essere cristiana in modo diverso da quello di Roma. I Catari erano essenzialmente dualisti cioè ammettevano l’esistenza di un Dio del Bene costituito da puro spirito e di un Dio del Male costituito dalla materia e chiamato: «Rex Mundi». Questo dualismo potrebbe spiegare la presenza di raffigurazioni demoniache nelle chiese catare come in quella di Rennes-le-Chateau. I Catari negavano i Sacramenti della Chiesa cattolica e l’unico loro Sacramento era il «Consolamentum»che veniva somministrato ai «Parfaits»cioè Devoti ed in ultimo a tutti nel letto di morte. Il pensiero cataro aveva trovato proseliti anche fuori della Francia e particolarmente in Italia dove tutt’oggi lo attestano molte chiese con il culto di Maria Maddalena ed altri segni esoterici. Ma tutto questo non può giustificare un genocidio. Dovevano passare 700 anni perché avve-

nisse un altro genocidio di grandi proporzioni e cioè quello degli Ebrei eseguito nei campi di sterminio nazisti. Fu un esercito di 30.000 crociati comandati da Simone di Montfort che piombò dal nord sulle terre dei Catari. Ad una ad una caddero tutele città della Linguadoca e tutti gli abitanti furono passati a fil di spada senza distinzione di età e di sesso. Quando un comandante crociato chiese al legato pontificio se dovevano essere uccisi indiscriminatamente tutti quanti, quello rispose: «Uccideteli tutti, Dio riconoscerà i suoi». Città molto popolose come Beziers, Marbonne, Perpignano, Carcassonne e Tolosa furono soggette ad un eccidio

Gruppo Banca Sella, Accordo con Sace per sostenere le Pmi sui mercati internazionali Un plafond di 20 milioni di euro per prestiti da 100 mila a 1,5 milioni di euro con garanzia Sace fino al 70% dell’importo richiesto. Tra le attività finanziabili anche le misure a tutela del Made in Italy In Trentino, Veneto e Friuli Venezia Giulia il Gruppo è presente con Banca Sella Nord Est Bovio Calderari Il Gruppo Banca Sella e Sace, la società italiana leader nel settore del credit management e dell’assicurazione del credito, hanno firmato un accordo per sostenere le piccole e medie imprese che vogliono crescere ed investire sui mercati internazionali. Grazie all’accordo, infatti, viene rilanciato Sella Export, un finanziamento dedicato alle PMI che guardano anche ai mercati d’oltre confine, già sperimentato a partire dall’anno scorso ed ora riproposto per contribuire a sostenere l’internazionalizzazione delle imprese italiane e la tutela del Made in Italy nel mondo, in un momento non facile della congiuntura economica globale. In Trentino, Veneto e Friuli Venezia Giulia il Gruppo è presente con Banca Sella Nord Est Bovio Calderari.

spaventoso con l’eliminazione di tutti gli abitanti. Nelle sola città di Beziers furono «giustiziate» 15.000 persone colpevoli unicamente di aver una fede cristiana diversa da quella di Roma. In questi giorni si sta facendo gran caso per un killer che nel «Il Codice da Vinci» uccide una persona, ma un esercito di 30.000 killers, non essendo attuale, ci lascia indifferenti. Forse fra qualche anno anche l’olocausto hitleriano sarà finito nell’oblio. Eppure il genocidio dei Catari fu effettuato con indicibile crudeltà, a quei tempi non esistevano camere a gas e forni crematori, esistevano soltanto le spade, quei grossi spadoni medioevali che con un solo fendente staccavano di netto una testa, a meno che ai Catari non fosse riservato il particolare trattamento di cui «beneficiarono»gli ultimi strenui difensori della fortezza di Montsegur, ultima rocca-

Trentino -Vacanze D'Estate

Sella Export prevede un nuovo plafond di 20 milioni di euro e la garanzia Sace fino ad un massimo del 70% dell’importo richiesto. Il finanziamento è destinato alle piccole e medie imprese con fatturato non superiore a 250 milioni di euro di cui almeno il 10% rivolto ai mercati esteri, che mantengono in Italia la sede legale, la direzione commerciale, l’attività di ricerca e sviluppo e una parte sostanziale delle attività produttive. Il finanziamento consiste in un mutuo della durata massima di otto anni, per importi da 100 mila euro a 1,5 milioni di euro con tasso d’interesse pari all’euribor a tre mesi più uno spread differenziato in base al rating. Il prestito può essere finalizzato ad investimenti quali costi di impianto ed ampliamento, brevetti e marchi, acquisto di immobili, terreni e attrezzature, acquisizione di partecipazioni, realizzazione di joint ventur, costi promozionali e pubblicitari, spese per tutelare il Made in Italy, concessioni, licenze, riqualificazioni impianti e macchinari ed altre attività.

forte catara caduta nel 1244, i quali colpevoli di non aver abiurato la loro fede furono rinchiusi in un recinto colmo di legna da ardere e bruciati vivi. Ma da Montsegur i Catari, prima di arrendersi, riuscirono a salvare qualcosa , non certo un tesoro difficile da trasportare ma «qualcosa»di particolare ma con tutta probabilità dei documenti con la prova incontrovertibile della loro fede. Furono queste le pergamene che Bérenger Saunière rivenne nel pilastro della chiesa di Rennes-le-Chateau? Ci troviamo di fronte ad uno dei misteri del più tenebroso Medioevo, molti sono gli interrogativi senza risposta ed oggi, dopo oltre settecento anni rivivono nell’immaginario collettivo in un libro che, inaspettatamente per l’epoca in cui viviamo, ha avuto un successo inspiegabile.

(Termina nel prossimo numero)

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LaVocedelNordEst.it Agosto 2009

Sportello Lavoro Contratto di lavoro part-time Il contratto di lavoro a tempo parziale (part-time) si caratterizza per un orario ridotto, che si svolge con modi e tempi prefissati e che può essere instaurato sia nei rapporti di lavoro a tempo indeterminato che determinato. TIPOLOGIE DI CONTRATTO PART-TIME: •ORIZZONTALE quando la riduzione d’orario è riferita al normale orario giornaliero • VERTICALE quando la prestazione è svolta a tempo pieno ma per periodi predeterminati nella settimana, nel mese e nell’anno • MISTO quando il rapporto di lavoro a tempo parziale è articolato combinando le modalità orizzontale e verticale CARATTERISTICHE DEL CONTRATTO: • deve essere stipulato in forma scritta ai fini della prova e deve contenere puntuale indicazione: • deve contenere indicazione delle mansioni a cui è adibito il lavoratore • deve contenere indicazione della durata della prestazione lavorativa • deve contenere indicazione dell’orario di lavoro, con riferimento al giorno, alla settimana, al mese e all’anno

TRATTAMENTO ECONOMICO: per quanto riguarda il trattamento economico e normativo il lavoratore part-time non deve essere discriminato rispetto al lavoratore a tempo pieno: • ha diritto alla stessa retribuzione oraria del lavoratore a tempo pieno, anche se la retribuzione, l’importo dei trattamenti economici per malattia, infortunio e maternità vengono calcolati in maniera proporzionale al numero di ore lavorate. • ha diritto allo stesso trattamento normativo dei lavoratori assunti a tempo pieno sotto tutti gli aspetti quali la durata del periodo di ferie annuali, la durata del congedo di maternità e del congedo parentale, il trattamento della malattia e infortunio ecc. Rispetto alla precedente disciplina,

il Dlgs 276/2003 prevede maggiore flessibilità nella gestione dell’orario di lavoro e minori vincoli per la richiesta di prestazione di lavoro supplementare, lavoro straordinario e per la stipulazione di clausole flessibili o elastiche. Per applicare le clausole elastiche occorre consenso del lavoratore, formalizzato da accordo scritto anche contestuale all’accordo di lavoro iniziale. Viene introdotto la possibilità di variare in aumento la durata della prestazione Iavorativa. I contratti collettivi devono stabilire i limiti, le causali (per il lavoro supplementare), le condizioni e modalità (per il lavoro elastico e flessibile) e le sanzioni legati al ricorso al lavoro supplementare, elastico e flessibile. In assenza di contratti collettivi, datore di lavoro e lavoratore possono concordare direttamente l’adozione di clausole elastiche.

La Piazza del NordEst

Vendo, Compro, Cerco, Messaggi personali e Iniziative

In ogni caso: • LAVORO SUPPLEMENTARE: è prestato oltre l’orario di lavoro stabilito nel contratto di lavoro part-time orizzontale (anche a tempo determinato), ma entro il limite del tempo pieno; quando il tempo pieno non sia stato raggiunto è ammissibile anche nel part-time verticale o misto. Non è più necessario rispettare il limite massimo del 10% delle ore lavorate e in caso di superamento dei limiti è stata abolita la sanzione legale della maggiorazione del 50%. In attesa che i contratti collettivi stabiliscano altri limiti massimi, è necessario il consenso del lavoratore. La mancanza del consenso non costituisce mai un giustificato motivo di licenziamento. I contratti collettivi stabiliscono anche il trattamento economico per le ore di lavoro supplementare • LAVORO STRAORDINARIO: è il lavoro prestato oltre il normale orario di lavoro full time. È ammissibile solo nel rapporto di lavoro part-time di tipo verticale o misto anche a tempo determinato • LAVORO ELASTICO: è prestato per periodi di tempo maggiori rispetto a quelli definiti nel contratto

Rubrica a cura di Maddalena Marcolini

di lavoro part-time verticale o misto a seguito della stipulazione di clausole elastiche • LAVORO FLESSIBILE: è prestato in periodi di tempo diversi rispetto a quelli fissati nel contatto di lavoro part-time di tutte e tre le tipologie a seguito della stipulazione di clausole flessibili. Il lavoro a turni non integra una clausola flessibile.

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Ogni fine settimana sul nostro giornale online gli appuntamenti aggiornati per il weekend

LaVocedelNordEst.it Agosto 2009

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08/08/2009 Monte Cauriol - Caoria, Valle del Vanoi PELLEGRINAGGIO AL MONTE CAURIOL con S. Messa presso i resti della chiesetta del «Campigol de fero»a Caoria. Il ritrovo è presso il Rifugio Refavaie ............................................. 10/8/2009 Canal San Bovo Mercatini sotto le Stelle dalle 19 prodotti tipici locali con animazione di strada. ............................................. dal 11/08/2009 al 16/08/2009 Tonadico - Centro storico e Lisièra En Giro Par i Filò ............................................. 12/08/2009 alle ore 17:30 Sala Congressi Incontro con l’autore Salvo Sottile (TG5) che

presenterà il suo libro dal titolo «Più scuro di mezzanotte» ............................................. 15/8/2009 Palestra di Roccia - Passo Rolle dalle 10 Festa delle Guide Alpine ............................................. 21/08/2009 Passo Cereda (Primiero – TN) NOMADI IN CONCERTO Prevendite e Info: www.passocereda.eu ............................................. 6/09/2009 Centro storico Imèr (TN) Terza festa dei Canederli

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Segnalate i vostri eventi e le vostre iniziative a: redazione@lavocedelnordest.it

Informazioni per i mercatini e per la manifestazione: Tel. 0439 / 67016 VENETO

il 15/08/2009 Recoaro Terme (VI) Festa dell’acqua ............................................. dal 12/08/2009 al 15/08/2009 Conco (VI) 58° Festa del Ciclamino ............................................. dal 07/08/2009 al 16/08/2009 Cison di Valmarino (TV) Artigianato Vivo ............................................. dal 12/08/2009 al 16/08/2009 Vò di Brendola (VI) Sagra dell’Assunta ............................................. dal 11/08/2009 al 17/08/2009 Saonara (PD) Sagra dell’Assunta ............................................. dal 07/08/2009 al 19/08/2009 Scorzè (VE) XXVII Festa dello sport .............................................

dal 12/08/2009 al 23/08/2009 Melara (RO) Festa della Zucca ............................................. dal 29/08/2009 al 30/08/2009 Roverè Veronese (VR) 9^ Festa del ‘Baito’ ............................................. FRIULI VENEZIA GIULIA

il 09/08/2009 Latisana (UD) Calici di Stelle - 2009 ............................................. il 10/08/2009 - Corno di Rosazzo (UD) Calici sotto le stelle ............................................. il 11/08/2009 Barcis (PN) Festival del Folklore Aviano ............................................. il 15/08/2009 Forni di Sotto (UD) Festa di borgata a Tredolo ............................................. il 15/08/2009 Lignano Sabbiadoro (UD) Spettacolo pirotecnico .............................................

di Florian Walter & C.

Successo per il 29° Rallye di San Martino, il 12 settembre ritornano le Storiche San Martino di Castrozza (TN) - Archiviato con successo il San Martino 2009 e in attesa di festeggiare alla grande i 30 anni nel 2010, si è assistito alla vittoria di Elwis Chentre ed Erica Pogliano su Citroen Xsara WRC. Sul nostro giornale online le classifiche in dettaglio e le ottime prestazioni dei piloti locali. Intanto a settembre va in scena la quarta edizione del Revival Rallye di San Martino. La San MartinoCorse Autostoriche, dopo otto anni di regolarità classica e tre di autoraduno, ha «finalmente»deciso che era giunta l’ora di dare più valore al nome che la sua gara porta in dote dando vita ad una REGOLARITA’ SPORT!!! Il 12 settembre prossimo, con un percorso interamente rinnovato le cui prove ricalcheranno alcuni tracciati del mitico Rallye degli anni ’70, riparte l’avventura del Rallye di San Martino. www.rallysanmartino.com/ autostoriche

Di Tavernaro Walter

FerramenTa - Casalinghi - Colori deTergenTi indusTriali - ForniTure alberghiere Pozza di Fassa (TN) - str. di Bagnes,1

Bassano del Grappa Cell. 333 9000286

Tel 0462 76 33 61 - Fax 0462 76 37 26

w w w. f l o r i a n p o z z a . i t - i n f o @ f l o r i a n p o z z a . i t

*SPECIAL THANKS:

- Scuderia San Martino Corse per l’ottima organizzazione e al presidente Christian Marin con i suoi collaboratori - Miki Biasion - Stazione AGIP di Luciano Brugnolo

- BRUNET HOTELS - HOTEL PRIMIERO - Team Autocar (Feltre) - Autodemolizioni BUSCHE - Hotel Sass Maor - Rifugio ai FONTEGHI

*RALLYE SAN MARTINO 2009

Il pilota Walter Tavernaro, dopo una splendida esperienza ai piedi delle Pale, desidera ringraziare chi ha permesso questa emozionante avventura. Michele Piccolotto e i suoi collaboratori: Alberto, Nicola, e Marco per la partecipazione al San Martino, con gli amici della Hawk Racing Club. Un grazie anche al presidente della Scuderia Filippo Alessandro Bordignon e all’amico Walter Florian che ha sponsorizzato questa gara. Arrivederci al prossimo Rallye di San Martino 2010 con la stessa squadra di professionisti guidati da Michele Piccolotto.


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Redazione 0439.725.106

-La Ricetta del Mese-

dello Chef Alessandro Bettega Chicchi d’orzo perlato con bocconcini di salsiccia e verdurine miste d’orticello Ingredienti per 4 persone: 1 salsiccia- 1 cipolla 1 carota 2 gambi di sedano mezzo peperone 100 gr di radicchio rosso 100 gr di melanzana 1 zucchina 200 gr trentin grana sale e pepe q.b. 1,5 litri brodo un bicchiere vino bianco Far soffriggere la salsiccia a pezzettini nella cipolla tritata con una foglia di alloro. Mettere poi le verdure tagliate a julienne assieme al soffritto e aggiungere l’orzo. Sfumare con il vino bianco; quando il liquido è ben asciugato aggiungere il brodo poco alla volta e cucinare per una quarantina di minuti . Mantecare poi con il Trentin Grana e aggiustare di sale e pepe. Vino consigliato: Teroldego Rotaliano Tempo di esecuzione: 50 min alessandrobettega@hotmail.it

Anno II - N°14 www.LaVocedelNordEst.it

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«OGNI MESE UNA STORIA » «Agosto, moglie mia non ti conosco» E’ il detto per eccellenza del mese che fa rima con «Stessa spiaggia e stesso mare», delle vacanze e della voglia di trasgredire. Agosto è l’ottavo mese dell’anno secondo il calendario gregoriano, consta di 31 giorni e si colloca nella seconda metà di un anno civile. Il mese fu così chiamato (Augustus mensis) dai romani in onore dell’imperatore Augusto, da cui prende il nome anche il ferragosto (feriae Augusti). Il Ferragosto è una festività tipicamente italiana, assente negli altri paesi europei, che cade il 15 agosto. Tradizionalmente dedicata alle gite fuori porta, è spesso caratterizzata da lauti pranzi al sacco e, data la calura stagionale, da rinfrescanti bagni in acque marine, fluviali o lacustri. Molto diffuso anche l’esodo verso le località montane o collinari, in cerca di refrigerio. Il termine Ferragosto deriva dalla locuzione latina feriae Augusti (riposo di Augusto) indicante una festività istituita dall’imperatore Ottaviano Augusto nel 18 a.C. che si aggiungeva alle esistenti e antichissime festività cadenti nello stesso mese, come i Consualia, per celebrare i raccolti e la fine dei principali lavori agricoli. L’antico Ferragosto, oltre agli evidenti fini di autopromozione politica, aveva lo scopo di collegare le principali festività agostane allo scopo di fornire una adeguato periodo di riposo, anche detto Augustali, necessario dopo le grandi fatiche profuse du-

rante le settimane precedenti. Nel corso dei festeggiamenti, in tutto l’impero si organizzavano corse di cavalli e gli animali da tiro, asini e muli, venivano dispensati dal lavoro e agghindati con fiori. Tali antiche tradizioni rivivono oggi, pressoché immutate nella forma e nella partecipazione, durante il «Palio dell’Assunta»che si svolge a Siena il 16 agosto. Nell’occasione, i lavoratori porgevano auguri ai padroni, ottenendo in cambio una mancia: l’usanza si radicò fortemente, tanto che in età rinascimentale fu resa obbligatoria dai decreti pontifici. Coincide con la festa cattolica della dormizione e assunzione di Maria (madre di Gesù). Esiste un parallelo tematico tra il rapimento delle vergini sabine e quello della Vergine in cielo.

IL SITO DEL MESE : www.comefarea.com

347/9782326

La miglior fantasia in cucina, è il proprio gusto personale Dai biscotti della nonna, all’aereo di carta, è il sito giusto per non dire mai:«Non lo sapevo»

IL VIDEO DEL MESE :

Su www.lavoce.tv il primo atterraggio di un piccolo aereo sportivo a Primiero.

Il rifugio dispone di 18 posti letto in camere arredate finemente in legno. Fiore all'occhiello del rifugio è il ristorante che propone tutti piatti tipici, e rivisita la cucina tradizionale locale con gustose elaborazioni di vecchie ricette. Imperdibili le comode passeggiate attraverso i boschi abitati da caprioli, cervi, camosci e tanti altri animali. In estate e autunno tutti i dintorni sono un paradiso per gli amanti della raccolta dei funghi. Si praticano anche la mountain bike su innumerevoli percorsi e la pesca sia nei torrenti che al lago. I più esigenti potranno esplorare le nostre cime in compagnia delle guide alpine lungo itinerari più o meno difficili.

Rifugio B. Boz - Uno dei principali itinerari raggiungibili dal Rif. Fonteghi

Oroscopo di Agosto Agosto è un altro mese a voi favorevole: cogliete gli stimoli positivi che saprete cogliere dall’ambiente nuovo che state frequentando e sappiate trarne il giusto vantaggio senza approfittarne

Toro Per voi un agosto tutto in discesa: nuovi stimoli per quanto riguarda le vostre faccende sentimentali ed una salute davvero invidiabile. Cercate di rilassasarvi il più possibile. Non trascurate la famiglia.

Gemelli agosto 2009 è un mese a voi favorevole per quanto riguarda l’amore: dedicatevi ad esso senza trascurare del tutto il resto: ricordatevi che lo svago non è infinito!

Cancro l’aria di vacanza inizia a farsi sentire prepotentemente: cercate di non farvi distrarre in momenti che nonostante le circostanze vacanziere, potrebbero rivelarsi davvero utili. Attenzione alle scottature.

Leone state vivendo un periodo disincantato e di completo svago. Approfittate di questo agosto 2009 per riacquistare le forze che avete speso durante questo anno, sappiate fare le giuste conoscenze.

Vergine un periodo davvero movimentato: cercate di rimanere con i piedi per terra e di saper vedere con lucidità eventi che potrebbero sembrarvi più positivi del reale.

La biblioteca dei morti Glenn Cooper - Nord Editore

Val Noana - MEZZANO (TN) telefono +39 0439 67043 Cell. 3488744685 - www.rifugiofonteghi.com - info@rifugiofonteghi.com

ARIETE

FRESCO DI STAMPA Da leggere sotto l’ombrellone

Bilancia Ci saranno in questo periodo persone che vi vorranno bene e ve lo dimostreranno e altre che saranno solo interessate a vantaggi che potrebbero avere da voi: non sarà sempre facile distinguerle!

Scorpione è giusto il momento di dimostrare a voi stessi la vostra tenacia e il vostro orgoglio: agosto 2009 sarà il mese ideale per farlo. Nuove conoscenze e una forma smagliante saranno i mezzi del vostro successo.

Sagittario questo agosto 2009 sarà un mese frizzante e brioso: sappiate cogliere tutti gli impulsi positivi che arriveranno in questo periodo per trasformarli in piccoli e grandi successi personali e non solo.

Capricorno avete affrontato periodi non proprio brillanti in questi mese, e questo agosto 2009 è il mese che vi darà l’occasione per riscattarvi: non perdete questo momento favorevole.

ACquario un periodo, nonostante le vacanze, ricco di impegni e di lavoro, che verrà portato con voi ovunque. Dovete cercare di rimanere calmi e non perdere le staffe anche nei momenti più difficili, che in fondo non saranno poi così tanti.

Pesci non sprecate il vostro impegno e concentratevi. Potrete scegliere in questo periodo fra relax e impegno: sicuramente meglio sarà che vi rilassiate per riprendere tutti i vostri impegni nel prossimo mese.

Questo romanzo comincia nel dicembre 782 in un’abbazia sull’isola di Vectis (Inghilterra), quando il piccolo Octavus, accolto dai monaci per pietà, prende una pergamena e inizia a scrivere un’interminabile serie di nomi affiancati da numeri. Un elenco enigmatico e inquietante. Questo romanzo comincia il 12 febbraio 1947, a Londra, quando Winston Churchill prende una decisione che peserà sulla sua coscienza sino alla fine dei suoi giorni. Una decisione atroce ma necessaria. Questo romanzo comincia il 10 luglio 1947, a Washington, quando Harry Truman, il presidente della prima bomba atomica, scopre un segreto che, se divulgato, scatenerebbe il panico nel mondo intero. Un segreto lontano e vicinissimo. Questo romanzo comincia il 21 maggio 2009, a New York, quando il giovane banchiere David Swisher riceve una cartolina su cui ci sono una bara e la data di quel giorno. Poco dopo, muore. E la stessa cosa succede ad altre cinque persone. Un destino crudele e imprevedibile. «Questo romanzo è cominciato e forse tutti noi ci siamo dentro, anche se non lo sappiamo. Perché non esiste nulla di casuale. Perché la nostra strada è segnata. Perché il destino è scritto. Nella Biblioteca dei Morti.»


Numero 14 agosto 2009  
Numero 14 agosto 2009  
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