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MASSA

DOMENICA 12 GENNAIO 2020 IL TIRRENO

I FATTURATI DELLE AZIENDE

Media Steel è l’impresa top delle Apuane Il gruppo che si occupa di trading di rottami ferrosi è l’unico con volume d’affari sopra i 100 milioni. Nca al secondo posto MASSA-CARRARA. La nautica

di Nca, i rottami di ferro di Media Steel, le auto di Brotini e Leauto. E il marmo di Frachi, Campolonghi & c.: la classifica delle aziende della provincia di Massa Carrara disegna un quadro composito della ricchezza e dell’economia apuane. Nella classifica redatta dal sito specializzato di Report Aziende, bisogna premettere, non ci sono due giganti dell’industria locale: Nuovo Pignone – gruppo che fattura oltre 5 miliardi di dollari l’anno – che ha qui stabilimenti importanti ma sede legale a Firenze; e la “fabbrica” di carbonato di calcio ricavato dai destri del marmo Omya (fatturato sugli 80 milioni solo per la sede italiana che è a Milano). E “straniera” anche se con sede a Massa è la regina della classifica, Media Steel, che ha 7-8 dipendenti, un ufficio (neanche troppo grande) all’Olidor e zero stabilimenti. Ma fattura 235 milioni di euro. Media Steel Srl., società che si occupa di commercializzazione di rottami ferrosi. Un’impresa di trading, in altre parole, che compra scarti di metalli e li rivende ad acciaierie ed altiforni. Creata nel 2012 da Feralpi Siderurgica e Duferco Holding, gruppi dell’acciaio leader in Italia, ha qui in zona acquisito l’impero del trattamento dei rottami una volta gestito dai fratelli Ricciardi. La seconda in graduatoria è Nuovi Cantieri Apuania di Marina di Carrara, guidata da Giovanni Costantino (in foto) dove si costruiscono super yacht di Italian Sea Group con i marchi Admiral, Tecnomar, Celi e si fa refitting di barche di lusso: 68,2 milioni di euro il fatturato del 2018. Al terzo posto la concessionaria auto Brotini , 63,7 milioni di eurofatturato. Poi, al quarto posto, ecco la Franchi Umberto Marmi, 61,4 milioni di fatturato, che guida la nutrita pattuglia di aziende del lapideo tra cui

spiccano Imerys Minerali (carbonato di calcio), con 43,1 milioni di fatturato, Campolonghi Italia 38,4 milioni ; Sagevan di Gemignani e Vanelli con 32,9 milioni. Quel che emerge nettamente, a leggere la classifica delle 140 aziende con fatturato è comunque la dimensione “nana” delle imprese del territorio di Massa-Carrara. Salta agli occhi che, esclusa Media

Il tessuto produttivo locale è “nano” ma in graduatoria non ci sono Omya e Pignone Steel, non vi è alcuna impresa con bilanci sopra i 100 milioni di euro. Per fare un raffronto, la provincia di Lucca conta ben 18 aziende con fatturati over 100 milioni (Azimut-Benetti è in testa con 728, 2 milioni di euro), mentre Pistoia ne conta sette. E ne ha altre 14 tra i 50 e i 99 milioni. Mentre sotto le Apuane sono soltanto tre le società tra i 50 e i 99 milioni di euro. Una caratteristica, quella della piccola dimensione delle imprese locali, che “segna” il sistema economico-produttivo del territorio apuano e ne evidenzia anche i limiti. E il fatto che tra le realtà più importanti per fatturato figurino molte società di tipo commerciale – oltre la stessa Media Steel e Brotini – sono nella parte alta della classifica il concessionario d’auto Rossi Leauto con 42,7 milioni, o la catena di vendita di prodotti alimentari Taras Srl di Villafranca con 29,6 milioni, conferma che nella nostra zona continua a prevalere il “piccolo è bello”. Tra le aziende top ci sono anche spedizionieri – Tirrena fattura 25,7 milioni, Danesi Cargo 17 – aziende tecnologiche come la C-Map (cartografia digitale) con 16,7 milioni; imprese della meccanica come la Prometec 16,3 milioni e la Benetti Macchine, 11,9 milioni. — C.F.

il lusso

Salvini sopra i 5 milioni Fatturato di lusso per la gioielleria Salvini di Massa. Nata negli anni 50, oggi l’oreficeria conta anche su un prestigioso negozio a Forte dei Marmi. Concessionaria Rolex, la Salvini ha registrato nel 2018 un volume di affari di 5,5 milioni.

l’altra economia

Antonini, leader nell’off-shore DelMar: il gigante del pesce E la cooperativa Di Vittorio si conferma come una delle realtà più importanti nel campo della assistenza sociale di tutta la Toscana MASSA-CARRARA. Non solo marmo (e vendita auto) nell’economia nella provincia apuana. Nella graduatoria delle imprese con volume d’affari sopra i 5 milioni troviamo, ad esempio, con 36,7 milioni di fatturato, il gruppo Antonini spa, di Mulazzo, azienda leader nel campo delle costruzioni off-shore come

fornitore di strutture e impianti tipici delle piattaforme petrolifere, punto di riferimento per le principali compagnie petrolifere di tutto il mondo. Un gruppo che si è ingrandito da quando fu creato dal fondatore Walter Antonini nella seconda metà degli anni 40 e che annovera dai 600 ai 1000 dipendenti. Da segnalare anche la performance della Europaper spa di Fivizzano, una cartiera (con stabilimenti anche in Lucchesia) specializzata nella produzione di bobine di carta: 30 milioni

di fatturato, 30mila tonnellate di carta prodotta e 9mila tonnellate riciclate. Fatturati milionari anche per il settore “food”: Le Delizie del Mare, vendita all’ingrosso e dettaglio di prodotti ittici (con nuova maxi sede in via Massa Avenza) ha avuto un giro di affari di 10,7 milioni di euro; la Fratelli Bongiorni di Massa, che vende all’ingrosso frutta e ortaggi ha fatturato 10 milioin di euro; la Ortoverde di Luciano Mosti, stesso settore, 6,3 milioni; la Taras srl che a Villafranca gestisce lo sto-

il lapideo

Utili “da sogno” per Franchi ma c’è qualche cedimento Guadagni super anche per la Sagevan Marmi di Gemignani e VanelliI In flessione Furrer e Gemeg bene la cooperativa Gioia MASSA-CARRARA. I numeri lo

confermano: le aziende del marmo apuane realizzano utili da record. Ma non tutte, e per alcune c’è anzi un calo del volume di affari. Cifre "monstrum" per la

Franchi Umberto marmi (fatturato di oltre 61 milioni di euro) che ha fatto registrare, secondo Report Aziende, un utile di esercizio di 20,57 milioni, pari cioè a un terzo del fatturato: una performance che farebbe saltare di gioia qualsiasi imprenditore. E non è la sola azienda del lapideo apuano ad avere questi risultati. La Sagevan (azienda di famiglia di Gemignani e Vanelli) ha un fattu-

rato che supera i 39 milioni di euro da cui ottiene un utile di 13,6 milioni. Marmi Carrara ha chiuso il 2018 con 30 milioni di giro di affari a cui corrisponde un utile di esercizio di 3,8 milioni: siamo comunque sopra il 10%. Non per tutte le attività del marmo è andata così, ma resta il fatto che nella graduatoria delle imprese più grandi del territorio, sono

Gli imprenditori Alberto e Bernarda Franchi

re Conad ha venduto per 29,5 milioni di euro. Ma va sottolineato anche il peso della cooperativa sociale Di Vittorio, una delle realtà più importanti del terzo settore che opera sul territorio apuano e in altre sei province della Toscana. Insomma una delle più grandi della regione. Secondo l’ultimo report la Di Vittorio ha fatturato 39 milioni di euro. Nata nel 1997 a Massa, dove mantiene la sede legale, dà lavoro a oltre 130 persone in maggioranza donne; gestisce fra l’altro la struttura residenziale psichiatrica di Sorgnano, a Carrara, in appalto con l’Asl. Nel settore anziani, poi, la cooperativa gestisce servizi assistenziali alle Rsa Ascoli e Regina Elena, il centro diurno alzheimer Pelù e tre centri diurni alzheimer in Lunigiana. —

tante le aziende lapidee presenti. Come la Gemeg della famiglia Soldati: 19,5 milioni di fatturato, in flessione però rispetto ai 21,6 milioni del 2017. Calo di fatturato, in questo caso più sensibile anche per la Furrer di Mazzi: 22,9 milioni di euro contro i 30 milioni di euro dell’anno precedente. Per la Igf Marmi di Giacomo Sacchelli il fatturato 2018 è stato di 13,4 milioni contro i 14 milioni e 741mila euro dell’anno precedente. Fanno utili ma non eclatanti, almeno nel 2018, la cooperativa di Gioia: un milione su 21,9 milioni di fatturato; e la Gualtiero Corsi per cui il report registra un utile di 1,6 milioni su un volume di affari complessivo di 17 milioni. —

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NCA tra le imprese top delle Apuane  

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