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Acceleration

Chi sono? Cosa faccio? Dove sto andando? Sono dietro a rimuginare queste domande cercando affannosamente di svolgere il compitino che mi sono incautamente assegnato: preparare il business plan a 3 anni della società. Prendo tempo, non sapendo andare avanti, cercando di governare, nell’attesa, il senso di sotterranea ribellione che mi viene dal non trovare ragione a rischiare ipotesi e previsioni, nella convinzione che tutto il mondo sotto i miei occhi stia traballando in preda a uno spasimo incomprensibile e ingovernabile. Ma insisto a cercare di disegnare scenari plausibili, fino a confondere, in un gioco di rimandi, storia personale e strategie societarie, fino a smarrirmi in un labirinto di paure e speranze. Quando ormai lo sconforto è al colmo, mi giunge in soccorso una mano esperta e amica che, mossa a compassione, mette in campo l’antica sapienza di consumato manager da multinazionale americana.

Esagero come mio solito, così cerco di tornare con i piedi per terra focalizzando l’attenzione su “i punti di forza”, “gli obiettivi”, “le strategie”, cose concrete che mi danno la consapevolezza di dover scegliere, anche se ciò significa non sapere mai bene fino in fondo perché lo si fa. Eppure non è possibile non fare, non è possibile privarsi della conoscenza. Non è possibile non perseguire il vero e il bene anche a costo - uso un’espressione dura e definitiva - di accettare che non ci sarà ritorno e nemmeno possibilità di recupero, come recita implacabile il capitolo finale dedicato agli “aspetti finanziari”. In un business plan c’è la ricerca, il desiderio di migliorare e conoscere e trovare; c’è l’aggregazione di più persone, ci sono le Colonne d’Ercole, il Graal, irraggiungibile e proibito. Dalle due paginette della virtuosa bozza arrivo così a stilare un sudato documento di 7 pagine (il che, vien da

Non può lingua né umano intelletto dire la mia gratitudine a tanto benevole maestro che, in due sincere e ammiccanti paginette, mi offre la traccia di quanto ho da portare a compimento e, in due parole, mi induce a ragionare su quanto sia “giudizioso” immaginare. Amico mio, mi metto all’opera. Definisco la “mission”, tratteggio e quantifico “il mercato di riferimento” e “il target dell’offerta”, mi spendo a dettagliare “la situazione competitiva”, eppure continuo ad avere la sensazione che, nelle azioni umane, ci sia sempre qualcosa che sfugge, e che è chiaro solo alla mente di Colui che tutto pensa.

dire, appare quasi “volgare”). Ciononostante davanti ai miei occhi, nero su bianco, ora c’è la nova terra, la meta da raggiungere. Ci sono le illusioni cui sono destinate a seguire le delusioni (perché, come si sa, la navicella dell’umana volontà diviene spesso preda di forze incommensurabilmente più grandi di lei). Perché comunque la vita è veglia dei sensi, è curiosità da soddisfare, è suoni da ascoltare, panorami da vedere, conoscenze da acquisire e cumulare. È ingegno che corre dietro a una stella che, forse, neanche c’è.

Stefano Lavorini

LA STELLA CHE NON C’È

The inexistant star Who am I? What am I doing here? Where am I going? I am mulling over these questions striving to finish the task I rashly assigned to myself: prepare a 3 year business plan for the company. I take time, not knowing how to proceed, in the meantime trying to govern the sense of subterranean rebellion that arises in me from not finding reason to hazard hypotheses or forecast, in the conviction that the whole world under my gaze is teetering, stricken by an incomprehensible and uncontrollable spasm. But I doggedly try to draw up plausible scenarios, to the point of confusing, in a play of allusions, personal history and company strategies, up to losing myself amidst a maze of fear and hope.

At the point where discouragement has reached its height, an expert, friendly hand, drawn on by compassion comes to my rescuing fields the timeworn wisdom of the accomplished manager of an American multinational. There is no language nor human intelligence that can express my gratitude for this supremely benevolent maestro who, in two sincere and beguiling short pages, offers me a trace of what I have to carry out and, in but a few words, induces me to reason on what I might “judiciously” imagine. My friend, I get down to work. I define the “mission”, sketch out and quantify the “principal market” and the “product target”, I render “the competitive situation” in detail, all the same I continue to have the

sensation that in human actions, there is always something that slips our grasp, and that is only clear to the mind of He who thinks of all. I exaggerate as is my wont, so I try and get back down to earth focussing my attention on the “strongpoints”, “objectives”, “strategies”, concrete matters that make me aware that I am forced to choose, even if this means deep down not knowing why one does so. All the same not doing is impossible, one cannot deprive oneself of knowledge and awareness. One cannot avoid pursuing the truth and good even at pains of - I use a hard and definitive expression accepting that there will be no turning back and not even a possibility of recovery, as implacably stated in the final chapter dedicated to “financial matters”. A business plan comprises the

search for, the desire to improve, to know and find; there is the aggregation of several people, there are the Columns of Hercules, the Grail, unattainable and forbidden. I strenuously turn the two small pages of virtuous outlines into a full 7 page report (that I might say appears almost “vulgar”). Notwithstanding, before my eyes, black on white, lies the nova terra, the goal to be reached. There are illusions that are destined to be followed by disillusions (because, as is known, the vessel of the human often falls prey to forces incommensurably larger than she is). Because at any rate life is the wakefulness of the senses, it is curiosity to be satisfied, sounds to be heard, views to be seen, knowledge to be acquired and accumulated. It is ingeniousness that pursues what may turn out to be an inexistent star.

Italia Imballaggio 03_08  

ItaliaImballaggio: rivista per gli utlizzatori e produttori di materiali, macchine, attrezzature e componenti per l'imballaggio (Marzo 2008)