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Piatto, 1977 gres, decorazione graffiata Donna e uccelli, 1968 acrilico e olio su tela In copertina: Personaggi, uccelli, stella, 1978 acrilico su tela

on la mostra dedicata a Joan Miró alchimista del segno si apre la stagione dei grandi eventi culturali che il Comune di Como organizza nello splendido spazio espositivo di Villa Olmo, dimora neoclassica affacciata sulla riva del lago in un contesto di rara bellezza e armonia. Oltre 100 opere - tra dipinti, sculture, arazzi, disegni, ceramiche, litografie e calcografie - presentano l'universo lirico e la forza dirompente dell'immaginario del maestro catalano, che incide e trasfigura l'esperienza del reale attraverso il tratto inconfondibile del segno. Provenienti direttamente dalla famiglia Miró, dalle Fondazioni Joan Miró di Barcellona e Llorens Artigas di Gallifa, dal Museo della Ceramica e dall'istituto la Caixa di Barcellona, le opere sono organizzate in cinque aree tematiche dedicate alla sperimentazione creativa dell'artista. Il percorso della mostra è arricchito dalle testimonianze fotografiche dell'archivio di Francesc Català-Roca, da proiezioni video e pannelli informativi sulla vita e sul percorso artistico di Joan Miró: un’esplorazione completa, dalla straordinaria forza comunicativa, tale da sedurre un grande pubblico non solo di esperti d’arte. Joan Miró alchimista del segno esalta la natura di Como come città d'arte inserita a pieno titolo in un ambizioso programma di sviluppo culturale e turistico. Oggi, nel dare un cordiale benvenuto a tutti i visitatori della mostra, la città propone un percorso di particolare ricchezza, che partendo dalle antiche origini romane e passando attraverso l’esperienza di concittadini come Alessandro Volta, arriva fino alle grandi celebrazioni per il centenario della nascita di Giuseppe Terragni, padre del razionalismo italiano. Il 2004 si apre all'insegna dell'arte, con la forza della passione visionaria di Joan Miró


alchimista del segno. Il valore di questa grande mostra viene rafforzato ancora di più dalla precisa volontà della famiglia Miró, alla quale va un particolare ringraziamento, di concedere otto grandi arazzi mai esposti prima in Italia come segno di omaggio per la città di Como, la sua storia e la sua cultura. Stefano Bruni Sindaco di Como

Sergio Gaddi Assessore alla Cultura


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iró, mio padre È per me un grande onore poter aggiungere queste parole, nel catalogo che il Comune di Como ha pubblicato per accompagnare la mostra dedicata a mio padre. La sua opera è universalmente conosciuta e si trova esposta nelle collezioni dei musei più importanti del mondo. Da Tokyo a New York si celebra la genialità di Miró artista, ma poco si conosce di Joan, mio padre. Il suo modo di essere fu quello di una persona taciturna, distante e straordinariamente lavoratrice. Lo documentano le opere presentate qui a Como, a conferma di quanto egli sosteneva negli ultimi anni della sua vita, e cioè che invecchiando cresceva d’intensità il suo lavoro. I quadri, i disegni, le ceramiche, le sculture e gli arazzi qui esposti dimostrano l’estrema libertà con la quale lavorava. Naturalmente, in casa, gli piaceva ascoltare musica classica, leggere poesie e rimanere assorto in un mondo tutto suo. Mio padre stava in casa, parlava con me, ma nello stesso tempo era altrove, in un altro luogo, nel mondo dell’immaginario. Sempre mi hanno sorpreso la libertà, la trasgressione e l’innovazione che caratterizzavano la sua opera e il delicato, timido, metodico e introverso uomo che egli era in casa. Senza dubbio, sarebbe stato orgoglioso di questa mostra. Desidero, perciò, ringraziare il Sindaco di Como, tutte le persone che hanno reso possibile la realizzazione del progetto e i professori Luigi Fiorletta e Massimo Bignardi per l’impegno profuso in questa importante mostra. Dolores Miró Palma di Maiorca, 23 gennaio 2004


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Personaggio, 1974 scultura dipinta La strega, 1969 acquaforte, acquatinta e carborundum

a mostra Joan Miró alchimista del segno mira ad individuare quella cifra lirica che l'artista catalano, servendosi del segno, usa per ricostruire l'universo vivo dell'immaginario. È un segno che caratterizza la sua esperienza creativa dagli anni Sessanta, quando si trasferisce a Palma di Maiorca, nell'atelier progettato dall’architetto Josep Lluis Sert. La pittura, la scultura, la grafica, la ceramica o, meglio, le scritture con le quali l’artista esprime la ricchezza di una stagione nuova sono pervase da un lirico canto, misura dell'incontro con l'archetipo, con le tracce di quei resi-


Le Lézard aux Plumes d’or, realizzato da J. Royo tra il 1989-1991 lana, cotone e yuta Piastra, 1977 argilla refrattaria con incisioni e motivi a rilievo

dui arcaici che affiorano dalla sua terra mediterranea. È una stagione segnata da una tensione ideativa e costruttrice di nuove immagini, di nuovi spazi, di corpi che abitano la nostra realtà. La mostra, attraverso oltre cento opere, ricostruisce tale percorso con lo sguardo, però, rivolto sia alla pratica creativa in relazione agli arazzi, proposti per la prima volta in Italia, nella complessità dell'esperienza - recuperando una cifra tipica che tesse un rapporto diretto con la cultura


comasca, col suo primato nel mondo quale città della seta -, sia per ritrovare attraverso il confronto la luce solare intensamente evocativa, che pervade le atmosfere del celebre lago. Tessere, cioè, il fil rouge che avvicina la poesia narrata da un segno libero, carico di energia, soprattutto moderno, con le atmosfere di luoghi magici incuneati nel cuore dell'Europa, così come lo scrittore latino Cassiodòro descriveva il lago di Como. È una precisa scelta di campo cifrata


dagli arazzi che sono stati appositamente concessi dalla famiglia dell'artista, come omaggio alla città e alla sua secolare tradizione, alla sua cultura. A questo inedito nucleo di opere si affiancano alcuni rari dipinti, nonché sobreteixim che la Fondazione Joan Miró di Barcellona ha concesso unitamente ad alcune delle sue più note sculture, in parte esposte due anni fa in occasione della grande mostra allestita a Tours, e alle incisioni che danno vita al Cantico del Sole. Completano tale percorso le ceramiche provenienti dalla Fondazione Artigas di Gallifa e dal Museo della Ceramica di Barcellona. La mostra, negli intenti dei curatori Luigi Fiorletta e Massimo Bignardi, ripropone il laboratorio Miró, ossia ricostruisce il tracciato di un segno libero, della sua possibilità di aprirsi all'esperienza: un Miró guardato come una sorta di "moderno" Leonardo, disposto ad indagare, con lo spirito dell'alchimista nella materia della creatività per aprire nuovi varchi all'immaginario. Essa individua nell'ampia produzione mironiana che connota gli ultimi tre decenni di vita, dagli anni Sessanta alla morte, avvenuta nel 1983, una sorta di ordito, di materia-segno, indagata dall'artista attraverso più tecniche: la pittura, la scultura, l'incisione, la ceramica e l'arazzo. È, in definitiva, un attraversamento tra più soggetti che affiorano da questo intenso ordito, senza seguire percorsi cronologici, anzi muovendo su diversi registri, mettendo a confronto segni e figure che affiorano dall’inconscio. Un percorso costruito da ventinove dipinti, datati tra i primi anni Sessanta e il 1978, tra questi: Donna III, del 1965, La prima scintilla del giorno II, del 1966, Donna e uccelli, del 1973, Testa, del 1974, e il ben


Sobreteixim sacco numero 12, 1973 acrilico e lana su sacco Cantico del Sole, 1975 33 acqueforti e acquetinte Il Re guerriero, 1981-1983 bronzo

noto Personaggio, uccelli, stella, del 1978; da trentasette sculture in bronzo, documentando esperienze realizzate fra il 1966 e il 1981, testimoniate da opere quali Donna, del 1966, Maternità, del 1969, Costellazione silenziosa, del 1970, Personaggio, del 1980-81; da otto arazzi e quattro sobreteixim, ove il segno s’intreccia maggiormente con la tradizione, con l’anima viva della cultura catalana; da dieci ceramiche provenienti dal Museo della Ceramica di Barcellona e dalla Fondazione Artigas di Gallifa; da tredici incisioni, datate tra il 1967 e il 1969. In quest'ultima sezione trova posto il Cantico del Sole, del 1975, un libro composto da trentatré acqueforti e acquetinte, dedicato ai celebri versi di San Francesco d'Assisi. L'esposizione si apre con Personaggio, del 1974, una grande scultura alta circa quattro metri, concessa per l'occasione alla città di Como, da La Caixa di Barcellona: si tratta di un'opera appartenente al ciclo di sculture dipinte, realizzate a metà degli anni Settanta. Un percorso, dunque, disegnato dai segni, dai gesti e dai ritmi di una lirica creatività, testimoniata dalle fotografie dedicate all'artista, tratte dall'archivio di Francesc Català-Roca.


Joan Miró alchimista del segno Como, Villa Olmo 13 marzo - 6 giugno 2004 Esposizione realizzata in collaborazione con Fundació Joan Miró Barcelona Direttore artistico: Luigi Fiorletta Curatore scientifico: Massimo Bignardi Con il patrocinio di: Regione Lombardia

Con il contributo di: Provincia di Como Camera di Commercio di Como Collegio delle Imprese Edili ed Affini della provincia di Como Como Servizi Urbani Acsm Como Alitalia Casinò Lugano Credito Valtellinese Seri.co Mantero Gruppo Ferrovie Nord Milano Navigazione Lago di Como Amici di Como NewArt 2000

Orario martedì, mercoledì e giovedì ore 9.00 - 20.00 venerdì, sabato e domenica ore 9.00 - 22.00 lunedì chiuso Biglietto Intero: € 8,00 Ridotto: € 5,00 dai 6 ai 16 anni, over 65, studenti universitari, categorie convenzionate, gruppi (almeno 20 persone, gratuito per l'accompagnatore), gruppi scolastici (gratuito per due accompagnatori) Gratuito: bambini fino ai 6 anni, portatori di handicap con un accompagnatore, giornalisti con tesserino, guide turistiche con tesserino o autorizzate, militari in divisa La vendita dei biglietti viene sospesa un'ora prima della chiusura All'interno di Villa Olmo: guardaroba

bookshop Accesso e servizi per disabili Non sono ammessi passeggini, zaini o porta bambini all'interno dello spazio espositivo Visite guidate con prenotazione per gruppi fino a 25 persone: € 100,00 ridotto per scuole medie e superiori € 50,00 elementari e materne € 40,00 Catalogo Joan Miró alchimista del segno Edizioni Bianchini ISBN 88-88089-05-5 € 30,00 Per raggiungere Villa Olmo da Milano: Autostrada A9 uscita Como Monte Olimpino o Como Nord, parcheggio Tavernola, in battello fino a p.zza Cavour e in bus linee 6 - 11 Parcheggi: Ticosa Autosilo - Centrolago in bus linee 1 - 6 - 11 Per informazioni numero ripartito 848-800687 tel. 031.252402 fax. 031.252049 (for international calls +39.031.525726) Internet www.mirocomo.it e-mail info@mirocomo.it © Successió Miró, 2004 © Comune di Como, 2004 Progetto grafico: Giovanni D’Amico, D’Amico Graphic Studio, Frosinone Stampa: Bianchini, Frosinone


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Villa Olmo



Joan Miró a Como