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Il liutaio The violin maker

La vita e le opere del maestro bolognese Life and work of the maestro from bologna

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A mia moglie Anna e ai miei figli Marzia e Mirco To my wife Anna, my daughter Marzia and my son Mirco


Il liutaio The violin maker

PIETRO TRIMBOLI La vita e le opere del maestro bolognese Life and work of the Maestro from bologna

© Damiani 2011 © Fotografie / Photographs Claudio Mazzolari - Linea Tre (Cremona) © Testi / Texts Adriano Cavicchi, Federico Grandi , Marzia Trimboli, Pietro Trimboli, Artemio Versari Tradotto da /Translated by Gloria Venceslau - Criss D’Guerra Foto/Photo Claudio Mazzolari - Linea Tre (Cremona) Contributi di/Contributions by Adriano Cavicchi, Federico Grandi, Mariarosa Pollastri, Marzia Trimboli, Artemio Versari, Francesco Michelangeli, Roberto Regazzi, William Bignami. Un ringraziamento ai musicisti e collezionisti che hanno prestato il loro strumento per il reportage fotografico. Special thanks to the musicians and collectors who have allowed us to photograph their instruments for use in this book.

Damiani editore via Zanardi, 376 40131 Bologna t. +39 051 63 56 811 f. +39 051 63 47 188 info@damianieditore.it www.damianieditore.com Grafica / Layout Gianni Grandi Coordinamento editoriale / Editorial coordination Eleonora Pasqui Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte di questo libro può essere riprodotta o trasmessa in qualsiasi forma o con qualsiasi mezzo elettronico, meccanico, incluse copie fotostatiche, copia su supporti magnetico-ottici, sistemi di archiviazione e di ricerca delle informazioni, senza l’autorizzazione scritta dell’editore. All rights reserved. No part of this publication may be reproduced or transmitted in any form or by any means, electronic or mechanical-including photocopying, recording or by any information storage or retrieval system­-without prior permission in writing from the publisher. ISBN 978-88-6208-198-6 Stampato in settembre 2011 da / Printed in September 2011 by Grafiche Damiani, Bologna, Italy


Il liutaio The violin maker

La vita e le opere del maestro bolognese Life and work of the Maestro from bologna


Piccolo excursus sulle origini della liuteria bolognese

Brief excursus on the origins of Bolognese violinmaking

L’arco di tempo definito periodo classico della liuteria copre i tre secoli che vanno dall’inizio del Cinquecento alla fine del Settecento. Bologna nel Cinquecento costituiva un mercato ricco ed un punto di riferimento per studenti ed artigiani stranieri, fu per l’appunto la vivacità culturale a farne uno dei centri di vita musicale più importanti dell’epoca moderna. Tale ambiente favorì lo sviluppo dell’artigianato liutario che oltre alla vendita degli strumenti fabbricati su ordinazione gestiva in genere anche il commercio del materiale accessorio. Dalla metà del XVII sec. alla fine del XVIII sec. la liuteria classica bolognese espresse il meglio di sé, i maggiori rappresentanti in assoluto furono i Tononi, Giovanni Fiorino Guidanti e Don Nicola Amati. Oltre a questi grandi nomi merita senz’altro una citazione Giovanni Antonio Marchi (1727-1807), nella storia della liuteria hanno infatti grande importanza il suo manoscritto sulla liuteria del 1786 e la sua corrispondenza con il conte Cozio di Salabue. All’inizio dell’Ottocento quello bolognese era un mercato che poteva contare su di un’autorevole tradizione storica e sull’ottimo vivaio di musicisti prodotto dal Liceo Musicale cittadino nel quale aveva preso corpo una delle maggiori scuole italiane di violino grazie all’attività didattica di Felice Alessandro Radicati (1775-1820), allievo del celebre Pugnani. Fu appunto un docente del Liceo, Carlo Verardi, ad attivarsi per designare un liutaio di fiducia che fornisse e riparasse gli strumenti ad arco degli allievi rivolgendosi a Raffaele Fiorini (1828-1898) il quale, da quel momento, con la sua bottega costituì un importante punto di riferimento affermandosi come caposcuola della liuteria bolognese. Dalla bottega del Fiorini uscirono principalmente violoncelli, violini e qualche contrabbasso. Oggi restano pochi violini ma molti violoncelli,

The classical period of violin-making spans three centuries: from the beginning of the sixteenth century to the late eighteenth century. Bologna in the sixteenth century was a prosperous market town and a focal point for foreign students and artisans. It was precisely this cultural energy that made it one of the most important centres of musical life in the modern era. Such an environment favoured the development of violin-making as well as the trading of accessory products. From the mid seventeenth century to the late eighteenth century, Bolognese violin making was at its peak and its most prominent representatives were Tononi, Giovanni Fiorino Guidanti and Don Nicola Amati. In addition to these famous figures it is worth mentioning Giovanni Antonio Marchi (17271807). His 1786 manuscript on violin-making and his correspondence with Count Cozio Salabue are major contributions to the history of string instruments. At the beginning of the nineteenth century Bologna was a market that could rely on its important historical tradition and its role as an excellent breeding ground for musical talent. Bologna Music School had become one of the most celebrated schools for violin playing in Italy, thanks to the teaching of Felice Alessandro Radicati (1775-1820), a pupil of the famous Pugnani. One of the school’s teachers, Carlo Verardi, seeking a luthier to repair the students’ string instruments turned to Raffaele Fiorini (1828-1898). From that moment on, the luthier’s workshop became a reference point for musicians and Fiorini established himself as head of the Bolognese Violin Making School. Fiorini mostly made cellos, violins and some basses. Today only a few violins remain, but there is an abundance of cellos, recognizable by their characteristic reddish brown varnish and the

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riconoscibili dalla caratteristica vernice rossobruno e dal legno utilizzato per i fondi (per la maggior parte alberaccio). Oltre ad un premio all’Esposizione internazionale di musica di Arezzo del 1882 ed alla medaglia d’argento all’Esposizione di Torino del 1894 ottenne consensi ed elogi anche per i restauri (apprezzati in molti paesi europei). L’importanza di questo maestro risiede soprattutto nel ruolo strategico di caposcuola dal momento che a lui fa capo tutto l’albero genealogico della liuteria bolognese del Novecento.

wood used for the backs (for the most part of modest quality). In addition to a prize at the International Music Fair in Arezzo in 1882 and the silver medal at the Turin Exhibition in 1894, Fiorini earned acclaim and praise for his restoration work and was highly respected in many European countries. The importance of this master violin-maker lies primarily in his strategic role as leader of the movement since it was from him that the Bolognese Violin-Making School of the twentieth century stemmed.

Bologna, ottobre 2010

Bologna, October, 2010

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Piazza di Porta Ravegnana negli anni ‘10 - Bologna Porta Ravegnana Square in the 1910’s - Bologna

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Pietro Trimboli, maestro liutaio bolognese

Pietro Trimboli, master Bolognese violin-maker

Pietro Trimboli discende direttamente da quel filone della scuola bolognese che attraverso Augusto e Gaetano Pollastri arriva ad Otello Bignami, uno dei due capiscuola attivi a Bologna nel secondo Novecento. Nato a San Costantino Calabro (VV) nel 1939, affina fin da giovanissimo la sua naturale predisposizione per la lavorazione del legno entrando a soli 9 anni nella bottega di un importante ebanista dove costruisce, tra le altre cose, mobili in miniatura. Nel 1954, a 15 anni, si trasferisce a Bologna dove incontra Otello Bignami che, notando la sua abilità, lo assume come apprendista. Lavorando a fianco del maestro impara le tecniche di costruzione, verniciatura e restauro e nel contempo ha occasione di conoscere anche la bottega di Gaetano Pollastri, maestro a sua volta di Bignami il quale si reca frequentemente a trovarlo portando con sé l’allievo. All’età di 25 anni inizia a lavorare in proprio mantenendo un rapporto affettivo e di reciproca stima col maestro che durerà fino alla morte di quest’ultimo avvenuta nel 1989. Nel corso della carriera ha occasione di conoscere anche Ansaldo Poggi per il quale nutre grande rispetto e ammirazione che a sua volta ne elogia le qualità artistiche e la grande manualità. Nel 1972 partecipa per la prima volta al concorso di liuteria di Bagnacavallo dove ottiene una medaglia d’argento mentre nell’anno successivo (1973) ottiene il Diploma Stradivari alla V Biennale degli Strumenti ad Arco di Cremona. Nel 1976 Giuseppe Ferrari, primo violoncello dell’orchestra della Rai di Torino ed amico di Rostropovich, gli commissiona un violoncello ed in seguito un quartetto. Nel 1980 ottiene una medaglia d’oro al concorso di Bagnacavallo dove poi nel 1984 replica col Premio Speciale con medaglia d’oro nella sezione violoncelli. Questi successi sono senz’altro dovuti anche alla insaziabile curiosità nello studio di tutti

Pietro Trimboli is a direct descendent of the line of Bolognese violin-makers that stretches from Augusto and Gaetano Pollastri to Otello Bignami, one of the two heads of the Bolognese school in the late twentieth century. Born in San Costantino Calabro (VV) in 1939, Pietro’s natural gift for working with wood became apparent at an early age. At just nine years old, he started working at a major cabinet maker’s shop, where, among other things, he made miniature furniture. In 1954, when he was fifteen, he moved to Bologna, where he met Otello Bignami. The violin-maker noted Pietro’s talent and hired him as an apprentice. Working alongside his teacher Pietro learned the techniques of construction, painting and restoration, and also had the opportunity to meet Gaetano Pollastri. Bignami had studied under Pollastri, and he took Pietro along on his frequent visits to his master. At the age of 25, Pietro started his own business, though the strong and mutually respectful bond with his teacher remained, until Bignami’s death in 1989. During his career he had occasion to meet Ansaldo Poggi, whom he greatly admired and respected. Poggi, in turn, praised Trimboli’s artistic talents and craftsmanship. In 1972 he entered his first violin-making competition, in Bagnacavallo, and won a silver medal. In the following year (1973), he was awarded the Stradivari diploma at the Fifth Biennial of Bowed String Instruments in Cremona. In 1976, Giuseppe Ferrari, principal cellist for the RAI orchestra in Turin and friend of Rostropovich, commissioned a cello and then a quartet. In 1980 he obtained a gold medal in the Bagnacavallo competition and, in 1984, he was awarded the Special Prize and gold medal in the cello category. These achievements are undoubtedly due in part to his insatiable curiosity about

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the models of the Bolognese school, starting with the models of his immediate predecessors, such as Augusto and Gaetano Pollastri, and the models of more recent violin-makers, such as Giuseppe Fiorini and Ansaldo Poggi. Although the characteristics of Pietro Trimboli’s works vary from instrument to instrument, one common element regards his use of varnish to enhance the beauty of his works, something he learned from Otello Bignami. In 1986, again in Bagnacavallo, he received the “Gold Violin”, the highest recognition a violinmaker can aspire to. Subsequently, he continued his quest to improve the sound of his instruments by collaborating with renowned soloists. He also refined the shape of his instruments to the point that experts could easily recognize his customised models. It is no coincidence that his varnish is reddish-brown on a golden yellow ground, which reflects the tradition of the Bolognese school. From 1968, when he placed his initials on his first violin, to the present, he has made 306 violins, 72 cellos, 50 violas and 16 double basses. He is proud of the range of his production.

i modelli della Scuola Bolognese a partire da quelli dei suoi predecessori più diretti, come Augusto e Gaetano Pollastri, fino a quelli di Giuseppe Fiorini ed Ansaldo Poggi. Gli strumenti di Pietro Trimboli possiedono caratteristiche di autori spesso assai differenti tra loro che vengono ulteriormente valorizzate dalle vernici grasse derivate dalle conoscenze apprese da Otello Bignami. Nel 1986, sempre a Bagnacavallo, ottiene il “Violino d’Oro”; il riconoscimento più alto a cui un liutaio possa aspirare. In seguito continua la sua ricerca per ottenere sempre migliori risultati sonori avvalendosi della collaborazione di affermati solisti; perfeziona le forme dei propri strumenti fino a raggiungere una personalizzazione che li rende riconoscibili a vista da parte degli esperti. Non a caso la sua vernice è di un colore rosso-bruno con riflessi giallo ambrati che rispecchia la tradizione della Scuola Bolognese. Dal 1968, anno in cui firmò il suo primo violino, ad oggi, ha costruito 306 violini, 72 violoncelli, 50 viole e 16 contrabbassi. Un particolare motivo di orgoglio è costituito dalla completezza della sua produzione, infatti pochi altri liutai

Pietro Trimboli - Foto del laboratorio di Rastignano, aprile 2011 Pietro Trimboli - Photo of the laboratory of Rastignano, April 2011

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sono stati così produttivi su tutta la gamma degli strumenti della liuteria tradizionale. Anche per quanto riguarda i contrabbassi Pietro Trimboli ha raggiunto una maturità artistica e acustica apprezzata da importanti musicisti fra i quali il primo contrabbasso dell’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna. Le ottime caratteristiche acustiche sono un punto di forza di tutti i suoi strumenti che vengono richiesti ovunque, prima di tutto in Italia ed Europa, in USA, Taiwan, Singapore, Corea e Giappone. A differenza dei suoi predecessori, Trimboli, forse a causa del carattere poco incline ai compromessi, non ha mai avuto apprendisti (ad eccezione dei due figli, Mirco e Marzia) che lo aiutassero nel proprio lavoro; solo da pochi anni a questa parte, precisamente dal 2005, ha deciso di trasmettere il proprio sapere ad un unico allievo, Federico Grandi, che frequenta assiduamente il suo laboratorio. La conoscenza degli strumenti antichi e la sua continua attività di restauro hanno indotto il Tribunale di Bologna a conferire a Pietro Trimboli la qualifica di Perito Esperto di strumenti musicali e oggetti d’arte.

In fact, very few luthiers have produced so many diverse string instruments. Pietro Trimboli has even made beautiful and fine sounding double basses that have been appreciated by leading musicians, including the first double bass of the Orchestra del Teatro Comunale of Bologna. Their excellent acoustic qualities represent the strength of his instruments, which are in demand all over the world, especially in Italy and Europe, but also in the USA, Taiwan, Singapore, Korea and Japan. Unlike his predecessors, Trimboli - perhaps due to his fairly uncompromising nature - has never employed any apprentices to assist him in his work, with the exception of his two children, Mirko and Marzia. However, in 2005 he decided to pass on his knowledge to just one student, Federico Grandi, who is a steady visitor to his workshop. His knowledge of antique instruments and his work in restoration led the Tribunal of Bologna to honour him with the title of Expert in Musical Instruments and Objet D’Art.

Il laboratorio di liuteria. The laboratory of lutherie.

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Vorrei esprimere la mia gratitudine a: I wish to express my gratitude to the following people: ???

Bologna, 2000 - Pietro Trimboli - Foto del laboratorio di via Remorsella. Bologna, 2000 - Pietro Trimboli - Photo of the laboratory of via Remorsella.

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Rastignano, 2011 - Pietro Trimboli nel suo laboratorio di liuteria. Rastignano, 2011 - Pietro Trimboli in his laboratory of lutherie.

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Pietro Trimboli, Pietro Trimboli, il primo allievo Otello Bignami’s di Otello Bignami first student Quando conobbi Otello Bignami nel lontano 1954 avevo 15 anni ed ero appena arrivato a Bologna in cerca di lavoro, già dall’infanzia mi ero cimentato nell’ebanisteria in un laboratorio del mio paese d’origine, San Costantino Calabro (VV). Fui subito attratto dalla sua bottega di restauro di antichità e iniziai a frequentarla assiduamente, mi trovai immediatamente a mio agio in quel luogo dove c’era un’atmosfera per me molto ospitale. Dopo qualche tempo, data la familiarità dei nostri rapporti, dovuta senz’altro a storie di vita simili (famiglie di origine non troppo agiate ed esperienze artigianali), Otello mi mostrò il suo laboratorio di liuteria. Quel luogo mi aprì un mondo, lì infatti ebbi modo di apprezzare il suono del violino e ne potei inoltre imparare tutte le fasi della costruzione. Io e Otello trascorrevamo insieme molto tempo, tra noi si era creato un legame molto profondo che sarebbe durato per il resto della nostra vita. Successivamente ebbi anche l’onore e la fortuna di conoscere Gaetano Pollastri il maestro di Otello e pilastro della liuteria bolognese. Lo ricordo come una persona gentile e disponibile nella sua bottega a San Lazzaro di Savena (Bologna) dove Bignami mi portò in occasione di alcune visite. Quando morì lasciò in noi un enorme senso di vuoto e ora, data la recente ricorrenza del cinquantesimo anniversario della sua morte, vorrei cogliere l’occasione per ricordare anche suo figlio Cesare Federico (1925 - 1998), a sua volta liutaio allievo del padre, che con i suoi lavori e le sue testimonianze ha contribuito a valorizzare l’operato della propria famiglia e la liuteria bolognese. Dopo il servizio militare ripresi a lavorare con Otello che nel frattempo aveva lasciato l’antiquariato per dedicarsi interamente alla liuteria, nel suo laboratorio ho potuto conoscere un gran numero di musicisti che andavano a trovarlo, in particolare, mi è rimasto impresso l’incontro con David Oistrach che da lui acquistò un violino.

When I met Otello Bignami in 1954, I was 15 years old and I had just arrived in Bologna in search of work. As a boy I trained as a cabinet maker in a workshop in my native village of San Costantino Calabro (VV). I was immediately attracted to Bignami’s workshop, where he restored antiques, and I began to visit it regularly. I felt immediately at ease there as the atmosphere was very hospitable. After some time, thanks to the familiarity of our relationship and our very similar life stories (we both came from not very well-off families, and we were both trained as artisans), Otello showed me his violin making workshop. That place opened up a new world for me. I learned to appreciate the sound of the violin and I also learned how to make one. Otello and I spent a lot of time together and we formed a deep bond that would last for the rest of our lives. Later, I also had the honour and good fortune to meet Gaetano Pollastri, Otello’s teacher and a pillar of violin-making in Bologna. When Otello went to visit him in his workshop in San Lazzaro di Savena (Bologna) he took me along sometimes, and I remember the great teacher as being a kind and generous person. When Pollastri died, he left a huge void. Now, given the recent commemoration of the fiftieth anniversary of his death, I would also like to take this opportunity to pay tribute to his son Cesare Federico (1925 - 1998). He too was a violin-maker and a student of his father and his efforts and testimony contributed towards promoting his family’s legacy and violin-making in Bologna. After being discharged from national service I resumed working with Otello. In the meantime he had given up his work with antiques in order to devote himself entirely to stringed instruments. Many musicians visited the workshop and I felt very fortunate to meet them. But, most of all, I remember the visit from David Oistrach,

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Non posso fare a meno di ricordare l’incredibile generosità del mio maestro che pur essendo diventato un caposcuola apprezzato da grandi musicisti, a volte non chiedeva alcun compenso per i propri lavori se capiva di avere a che fare con persone di scarsi mezzi economici. Egli, inoltre, non rifiutava mai di trasmettere il proprio sapere a quanti avessero la sensibilità per apprezzarlo. Negli anni Settanta, quando ero ormai sposato e avevo avviato insieme a mio fratello una bottega di restauro, andavo spesso a trovarlo nelle lunghe estati che trascorreva a Chiesina di Vidiciatico, un minuscolo paese dell’Appennino bolognese dove egli si dedicava in prevalenza alla verniciatura degli strumenti. La sua scomparsa nel 1989 l’ho vissuta con immenso dolore, per me è stato un secondo padre e un maestro di vita che ricordo con affetto ogni giorno.

Bologna, 1988 - Da sinistra, Pietro Trimboli con il Maestro Otello Bignami. Bologna, 1988 - From left, Pietro Trimboli with the Maestro Otello Bignami.

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who bought an instrument from Otello. I will never forget the incredible generosity of my teacher, a leading figure in Bolognese violin-making and much sought-after by great musicians. Sometimes he did not even ask people of limited economic means to pay for his services. Moreover, he was always willing to share his knowledge with those who would benefit from it. In the 1970s, when I was already married and had opened up a restoration workshop together with my brother, I often went to visit him in Chiesina di Vidiciatico, a tiny village in the Bolognese Apennines, where he spent his time varnishing instruments. His death in 1989 was a painful experience. He was a second father to me. He was also my master and mentor, whom I fondly remember every day.


Cenni sulla Vernice

Notes on the varnish

Pietro Trimboli fabbrica personalmente le proprie vernici partendo direttamente dalle sostanze di base che le compongono, avvalendosi di antiche ricette ereditate dal proprio maestro, Otello Bignami, il quale a sua volta le aveva ereditate da Gaetano Pollastri. Si tratta di vernici costituite da resine naturali, oli grassi, oli essenziali e balsami sciolti insieme nell’alcool attraverso un procedimento piuttosto complesso. L’uso esclusivo di sostanze naturali, anche per quanto riguarda i coloranti impiegati, rende queste vernici capaci di formare un corpo unico con lo strumento e di modificarsi insieme ad esso nel corso del tempo, cosa impensabile per le vernici sintetiche che si trovano facilmente, già pronte, sul mercato. Pietro Trimboli è sempre stato convinto del fatto che una buona vernice, oltre a personalizzare uno strumento rendendolo unico, debba essere viva ed invecchiare nel corso del tempo formando quella meravigliosa “patina”che caratterizza gli strumenti antichi. Le sue vernici infatti cambiano colore nel corso degli anni lasciando gradatamente affiorare il colore naturale del legno che invecchiando si arricchisce incredibilmente sposandosi perfettamente con le varie tonalità di rosso che compongono gli strati superiori del rivestimento. Il risultato è che già in strumenti di 30 anni si può ammirare una ricchezza cromatica eccezionale, caratteristica della migliore tradizione bolognese. Per quanto riguarda le caratteristiche meccaniche, questa vernice è davvero unica, infatti essa non diventa mai troppo secca o troppo dura rischiando di staccarsi nel corso del tempo ma, al contrario, rimane sempre eccezionalmente morbida ed elastica per il suo alto contenuto di oli grassi ed essenze, inoltre la totale solubilità in alcool la rende sempre lucidabile a spirito, donandole di fatto un’eterna giovinezza. Simili risultati non possono sicuramente essere il frutto del lavoro e delle ricerche di un solo maestro, al contrario, derivano dalle esperienze dei liutai più significativi che si sono succeduti nel corso degli

Pietro Trimboli makes his own varnish. He starts with the basic ingredients and uses ancient formulas handed down from his teacher, Otello Bignami, who, in turn, learned them from Gaetano Pollastri. These varnishes are made from natural resins, oils, essential oils and balms dissolved in alcohol applying a rather complex process. The exclusive use of natural substances, including the pigments, allow these varnishes to become one with the instrument, so that they both metamorphose over time, a characteristic that is unthinkable for synthetic varnishes that are easy to find ready-made. Pietro Trimboli has always been convinced that, in addition to customising an instrument and making it unique, a good varnish must be alive and age over time, forming that wonderful “patina” which features in antique instruments. In fact, his varnish changes colour over the years, gradually allowing the natural colour of the aged wood to appear and blend perfectly with the various shades of red that make up the upper layers of the coating. Thus, instruments made over thirty years ago already display this exceptional colour shading, a characteristic of the finest works in the Bolognese tradition. With regard to the structural properties, the varnish is unique in that it never becomes too dry or so brittle that it chips off over time. On the contrary, it remains exceptionally soft and elastic due to its high content of rich oils and essences. In addition, it is completely soluble in alcohol, making it easy to polish with spirits and endowing it with the appearance of eternal youth. Such a quality varnish is unlikely to be the result of the work and experimentation of a single violin-maker. Instead, it draws on the experiences of the most important violin-makers who succeeded one another over a period of many years, starting from the early days of violin-making in Bologna.

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anni a partire dagli albori della liuteria bolognese. Pietro Trimboli non si è limitato a sfruttare ciò che i suoi predecessori gli hanno tramandato ma, al contrario, ha cercato sempre di perfezionare ed innovare le proprie ricette, alla ricerca di risultati sempre migliori sia dal punto di vista estetico (trasparenza e profondità del colore) che sonoro, tanto da rendere i propri strumenti riconoscibili al primo sguardo.

Pietro Trimboli has not confined himself to taking advantage of the information his predecessors passed down to him. Instead, he has sought to improve and innovate their formulas in order to achieve better results, both in terms of aesthetics (transparency and depth of colour) and acoustics. Those results have been so significant they have made his instruments instantly recognizable.

Le resine naturali, gli oli e i balsami per la produzione della vernice. The natural resins, the oils and the balsams for the production of the varnish.

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Raffaele Fiorini

Raffaele Fiorini

Caposcuola della liuteria bolognese e la sua discendenza

Founder of Bologna violin-making and what came after

Nato a Musiano di Pian di Macina di Pianoro (Bologna) il 15 Luglio 1828 e morto a Bologna il 18 Ottobre 1898. Personalità rinnovatrice della liuteria contemporanea bolognese, pioniere della rinascita dopo la breve crisi post-napoleonica, Raffaele Fiorini è stato oggetto di numerosi contributi biografici che ne hanno esaltato romanticamente la volontà e la naturale inclinazione all’arte (fu pittore all’acquarello ed abile suonatore di violino). Figlio di un mugnaio, Petronio Fiorini, e di Orsola Dozza, accanto al padre impegnato nella professione di famiglia, si trasferì a Bazzano, al Mulino della Sega, dove trascorse la prima giovinezza. All’età di quarant’anni Raffaele si trasferì dunque in città con la famiglia, ed avviò la sua attività nell’affascinante ambientazione di Palaz- Raffaele Fiorini (1828-1898). zo Pepoli, non lontano dal Liceo Musicale. Erano anni importanti per lo sviluppo della musica nel nostro paese e Fiorini seppe in breve guadagnarsi un posto di rilievo nel suo nuovo ambiente, attirando a sé un certo numero di apprendisti di talento, incluso il figlio Giuseppe che, ad appena 9 anni di età, riusciva già a scolpire i ricci per i violini del padre. Dalla storica bottega uscirono principalmente violoncelli, violini e qualche contrabbasso; oggi restano pochi violini, ma diversi violoncelli, riconoscibili dal modello classico e dalla vernice ad olio rosso-bruna.

Raffaele Fiorini was born on July 15, 1828 in Musiano di Plan di Macina di Pianoro (Bologna), and died in Bologna on October 18, 1898. He is considered to be the father of contemporary Bolognese violin making as he pioneered its rebirth after the brief Napoleonic crisis. He was the subject of numerous biographical articles that romantically extolled his natural inclination towards the arts. He also painted watercolours and was a talented violinist. Not only did his workshop become popular amongst string players, but it also served as a training ground for a host of young violin makers. Raffaele was the son of Petronio Fiorini and of Orsola Dozza. The family eventually moved to Bazzano and he spent his childhood there, assisting his father in his milling trade. Then, at the age of 40, Fiorini moved to the city with his family and set up business in Palazzo Pepoli, a famous and historic building not far from the city’s music school. He quickly became successful in his new surroundings and drew some of the most talented apprentices to his workshop. One of those he recruited was his son Giuseppe who, at nine years of age, was already able to sculpt scrolls for his father’s instruments. The production of this work-shop was mainly cellos, violins and some double basses. Today only a few violins remain, but several cellos still survive, recognizable by their characteristic shape and reddish brown oil varnish.

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Augusto Pollastri (1877/1927)

Gaetano Pollastri (1886/1960)

Otello Bignami (1914/1989)

Pietro Trimboli (1939-viv.)

Cesare Candi (1869/1947) Oreste Candi (1865/1938) Raffaele Fiorini (1828-1898)

Giuseppe Fiorini (1861/1934)

Ansaldo Poggi (1893/1984)

Armando Monterumici (1875/1936) Carlo Carletti (1873/1941)

Augusto Pollastri (1877-1927).

Gaetano Pollastri (1886-1960).

Margherita Bignami, Otello Bignami (1914-1989).

da sinistra, Pietro Trimboli, Otello Bignami e Ansaldo Poggi. from left, Pietro Trimboli, Otello Bignami and Ansaldo Poggi.

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Esperienza di Vita

An Experience of a Lifetime

di Marzia Trimboli

by Marzia Trimboli

Dal 1995 al 2000 ho avuto la possibilità e soprattutto la fortuna di lavorare, nel laboratorio di mio padre. Visto il legame di sangue che ci unisce e l’amore che provo nei suoi confronti, temo che risulti troppo facile e scontato il mio elogio in tutto e per tutto. Quello che vorrei commentare non è tanto l’uomo; chiunque abbia avuto ed abbia, tuttora, la fortuna di conoscerlo sa di cosa io stia parlando: la sensibilità, la genuinità e la correttezza, che lo contraddistinguono, saltano all’occhio, già al primo incontro. Ma è sull’Artista che voglio soffermarmi, nel raccontare quella che è stata la mia esperienza. Lavorando al suo fianco, giorno dopo giorno, ho potuto toccare, con mano, sia l’abilità tecnica del gesto manuale sia la facilità, con la quale è in grado di effettuare operazioni, che all’occhio dell’osservatore appaiono difficilissime, con una semplicità innata. Il tutto, senza dimenticare la continua ricerca, lo studio, l’umiltà e la voglia di migliorarsi che lo contraddistinguono: qualità, del resto, imprescindibili, per ogni persona di successo. La sua grande abilità l’ha dimostrata, durante la costruzione e verniciatura degli strumenti e nel risultato sonoro. Contestualmente e con pari maestria, si è dedicato al restauro degli strumenti antichi, operazione tutt’altro che priva di difficoltà, e che possiamo considerare come un’altro ramo della sua professione. Ricordo ancora l’espressione e la soddisfazione, ben visibili sul viso dei suoi clienti, quando si presentavano a ritirare il loro strumento, dopo un lavoro di restauro e messa a punto del suono: una volta appoggiato l’arco sulle corde, sin dal primo ascolto, si trovavano di fronte, con grande gioia, ad uno strumento rinato, esattamente come lo avrebbero voluto. Infatti ho sempre riconosciuto in mio padre una grandissima sensibilità nell’individuare le doti specifiche di ogni musicista, al fine d’aiutarlo

From 1995 to 2000 I had the opportunity and, above all, the good fortune to work in my father’s workshop. Given the blood ties that bind us and the love I feel towards him, I am afraid my whole-hearted praise may seem all too easy and predictable. What I want to comment on is not so much the man as anyone who has had and still has the good fortune to know him knows what I am talking about. His sensitivity, authenticity and honesty are immediately apparent. In recounting my experience I would like to talk about my father as an artist. Working side by side day after day, I gained firsthand experience of both his technical ability and the facility with which he was able to do the most apparently difficult things with innate simplicity. Not to mention his continual hard work, study, humility and constant desire to improve, distinguishing characteristics he shares with other successful people. His immense skill was apparent during both the construction and varnishing phases. He was able to achieve exceptional results in terms of sound and he was a fine restorer of antique instruments, another equally challenging branch of the profession. I remember the look on the faces and the satisfaction of his customers when they picked up their instruments after they had been restored or tuned. As soon as they placed the bow on the strings they found, to their immense joy, that their instruments had been restored to their original splendour and sounded exactly as they wanted them to. I have always been aware of my father’s great ability to identify the specific gift of each and every musician with the purpose of helping him coax out the desired sound from the instrument. He would spend hour after hour labouring tirelessly in his workshop with the certain knowl-

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edge and peace of mind that he would achieve the results requested of him. I could go on for hours sharing anecdotes that fill me with amazement and pride. I remember well-known collectors turning up in our workshop carrying instruments, not in cases, but in plastic bags, shattered into a thousand pieces, the result of an inheritance or found abandoned in an attic. My father, always smiling in the face of a challenge, would immediately get down to restoring the instrument to its former glory. He felt joy and satisfaction in finally hearing the sound of the instrument and then seeing the expression on the customer’s face, a mix of incredulity and happiness. This is the magic that I experienced for five years and that I am still fortunate to experience whenever I visit him. My awareness of his unique talent led us to part ways on a professional level. But working with him gave me the chance to get to know a great artist, regardless of the fact that he was my father.

a tirar fuori dallo strumento il suono che meglio lo rappresentasse: ore ed ore di prove, nel suo laboratorio, senza mai stancarsi, con la sicurezza e la tranquillità che alla fine avrebbe raggiunto il risultato, a lui richiesto. Potrei raccontare per ore con orgoglio e con mio stesso stupore, di episodi verificatisi all’interno dell’ambiente in cui ricevevamo i clienti: di noti collezionisti che si presentavano con lo strumento racchiuso, non in una normale custodia, ma in una busta di plastica, rotto in mille pezzi: o risultato di un’eredità o di un fortunato ritrovamento, in chissà quale soffitta. Mio padre, sorridente come sempre nell’affrontare qualsiasi sfida, immediatamente si metteva all’opera, onde ridare allo strumento quella vita che, da tempo aveva perso. Alla fine, la gioia e la soddisfazione nel sentire finalmente il suono e nel vedere, in un secondo momento, l’espressione sul viso del committente quasi incredulo, ma allo stesso tempo felice. Questa è la magia che ho respirato, per cinque anni e che, tuttora, ho la fortuna di ritrovare, ogni qualvolta vado a salutarlo. La consapevolezza di un talento, difficilmente ripetibile, ha fatto sì che le nostre carriere professionali si dividessero, dandomi comunque la possibilità di conoscere un artista immenso; e in questo caso poco importa il legame di sangue.

Bologna, October 25th, 2010

Bologna, 25 ottobre 2010

Rastignano, 1995 -Marzia Trimboli.

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Pietro Trimboli visto da Artemio Versari

Artemio Versari talks about Pietro Trimboli

Collezionista ed esperto di strumenti ad arco antichi e moderni.

Collector and expert of ancient and modern string instruments.

Ho conosciuto Pietro Trimboli agli inizi degli anni sessanta a Bologna. Ci incontrammo grazie alla passione per gli strumenti ad arco che ci accomunava. Lo trovai immediatamente simpatico, cordiale e disponibile, ma soprattutto un artefice capace e appassionato della sua arte. Ho percepito subito in lui il talento e il gusto che sono dati indispensabile per un liutaio di valore e ne previdi facilmente il successo professionale. Era inevitabile che nascesse tra di noi una fraterna amicizia ed una frequentazione che dura ancora oggi. Pietro Trimboli erede della grande scuola Bolognese, in gioventù è stato allievo di Otello Bignami che fu a sua volta allievo di Gaetano Pollastri discendente della prestigiosa scuola di Raffaele Fiorini. Nei suoi strumenti si possono cogliere le caratteristiche di questa grande scuola Regionale del Novecento Italiano. La sua produzione è permeata dal gusto Bolognese con la cui genialità e genuinità Pietro ha perpetuato fino ai giorni nostri con efficacia e costanza. Molti sono gli strumenti del quartetto d’archi che sono usciti dalla sua bottega e, circostanza che suscita in me sempre un vivo apprezzamento, non ha mancato di confrontarsi con la costruzione di ottimi contrabbassi. La sua produzione incontra il favore dei musicisti Italiani, ma spesso valica i confini nazionali e trova sostenitori in diversi paesi Europei ed extraeuropei “Giappone, Cina, Corea”. Una delle motivazioni del suo successo oltre a quello di essere cresciuto nel fertile ambiente della liuteria bolognese, è la continua sperimentazione di modelli e vernici che ha operato e una ricerca costante e assidua che lo ha portato a maturare forti convinzioni ed eccellenti risultati

I met Pietro Trimboli in the early 1960s in Bologna due to our shared passion for string instruments. I found him immediately likeable, friendly and helpful but, above all, a skilled craftsman who was passionate about his art. I immediately sensed in him the talent and taste that are essential for a successful career. The affectionate friendship that grew between us and that we continue to enjoy was inevitable. Pietro Trimboli, heir to the great Bolognese school, was a student of Otello Bignami, who was, in turn, a pupil of Gaetano Pollastri and a descendant of the prestigious school of Raffaele Fiorini. Pietro’s instruments capture the characteristics of this great regional Italian school in the twentieth century. His production is imbued with Bolognese style, whose genius and authenticity Pietro has effectively and consistently immortalised to this day. Many instruments belonging to the string quartet family have come out of his shop, but he has also made fine double basses, an aspect of his work that I value immensely. His work is popular with Italian musicians, as well as with musicians throughout Europe and in Asia, especially Japan, China and Korea. One of the reasons for his success, in addition to having been nurtured in the fertile environment of Bolognese violin making, is his continual experimentation with models and varnish. His unwavering pursuit of perfection has led him to produce excellent results in terms of both acoustics and

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sia sul piano acustico che estetico. Non stupisce quindi che abbia riscosso nel tempo riconoscimenti in competizioni e mostre Liutarie. Aver progettato e realizzato una pubblicazione che celebra e testimonia i risultati di Pietro mi sembra una iniziativa appropriata che premia un artefice la cui produzione lascerĂ un segno nella tradizione Liutaria Italiana. Bologna, 31 ottobre 2010

aesthetics. It comes as no surprise that he has received awards in violin making competitions and exhibitions over the years. A book that celebrates and bears witness to Pietro’s contributions seems to me a worthy project, one that rewards an artist whose production will leave its mark on the Italian violin making tradition. Bologna, October 31th, 2010

Rastignano, 1994 - Trimboli e Artemio Versari nel giardino di Pietro. Rastignano, 1994 - Trimboli and Artemio Versari in the Pietro’s garden.

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Testimonianza di Adriano Cavicchi

Testimony of Adriano Cavicchi

Docente di storia della musica presso il conservatorio G.B. Martini di Bologna e critico musicale del quotidiano “ Il Resto del Carlino” .

Music history professor at the G.B. Martini conservatory in Bologna and music critic for “il Resto del Carlino” newspaper.

Chissà per quale antica e recondita ragione l’arte del costruttore di strumenti musicali ad arco, la liuteria, deriva dal liuto, uno strumento caduto in disuso da oltre due secoli. Senza dubbio sarà quell’aria di mistero e di segreti tramandati da maestro ad allievo a rendere enigmatica e da iniziati la sottile e nobile arte del liutaio. Ho conosciuto il maestro Pietro Trimboli nella arcana e anomala bottega di un grande celebre “maestro da strumenti”: Otello Bignami.

Who knows why or for what obsolete and obscure reason the art of making string instruments – violin-making – derived from the lute, an instrument that fell out of fashion more than two centuries ago. It was undoubtedly the air of mystery and secrets handed down from teacher to pupil that began to make the subtle and noble art of violinmaking seem so enigmatic and the preserve of initiates. I met Master Pietro Trimboli in the

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esoteric and bizarre workshop of famous “Master of Instruments” Otello Bignami. Art expert, sophisticated music lover and connoisseur of Bolognese terracotta of the baroque period, Otello earned a reputation for being an elegant “sculptor” of instruments as well as for possessing an exceptional talent for producing “beautiful sound”. As a pupil of such a master, Trimboli too, an expert and impeccable restorer of antique furniture, learned to combine elegant aesthetics with the ability to produce “beautiful sound”. This lovely sonority is best captured in his cellos and double basses (although his violins and violas are no less interesting), whose surprisingly sweet and mellow sound could be heard as soon as they were strung. One of the most well-kept secrets of all violinmakers is varnish. Trimboli is an expert on “beautiful varnishes”. As his instruments age they become all the more beautiful.

Esperto d’arte, fine musicofilo e conoscitore delle terrecotte bolognesi del periodo barocco, Otello si era creato la fama di elegantissimo “scultore” di strumenti ma, allo stesso tempo, insuperabile nell’ individuazione del “bel suono”. Erede di tanto maestro, anche Trimboli, esperto e raffinato restauratore di mobili antichi, seppe mettere a frutto tutte le qualità dell’artigiano di elegante cultura estetica con la capacità di realizzare il “bel suono”. In particolare la riuscita delle belle sonorità Trimboli la realizzò nei violoncelli e nei contrabbassi - non che violini e viole fossero meno interessanti - i quali, appena terminati, avevano una resa acustica sorprendente per dolcezza e maturità sonora. Uno dei segreti più difesi da tutti i liutai è sempre stato quello delle vernici, Trimboli è stato un cultore particolare delle “belle vernici”, infatti i suoi strumenti invecchiando diventano sempre più belli.

Bologna, November 18th, 2010

Bologna, 18 novembre, 2010

Articolo estratto dal quotidiano “Il Resto del Carlino” del 22/05/1999. Section from the daily paper“Il Resto del Carlino” of the 1999/22/05.

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Giuseppe Ferrari

Giuseppe Ferrari

Primo violoncellista RAI di Torino e insegnante al Conservatorio Paganini di Genova.

First cellist at RAI in Turin and teacher at Conservatorio Paganini in Genoa.

Giuseppe Ferrari fu un grande estimatore degli strumenti costruiti da Pietro Trimboli. Nel 1974 gli commissionò un violoncello e nel 1976 un quartetto con il quale fece concerti in tutta Italia.

Giuseppe Ferrari was a great admirer of the instruments made by Pietro Trimboli. In 1974 he commissioned him to make a cello and, in 1976, a quartet of instruments which he played in concerts held all over Italy

Bologna, ottobre 2011

Bologna, October, 2011

Giuseppe Ferrari (1912-2000).

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1974 - Giuseppe Ferrari cartolina di auguri con dedica (fronte e retro). 1974 - Giuseppe Ferrari greetings card with inscription (front and back).

Genova, 1976 - Concerto con quartetto d’archi del liutaio Pietro Trimboli. Genoa, 1976 - Concert with string quartet created by violin-maker Pietro Trimboli.

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Dennis Burkh Michigan, Stati Uniti

Dennis Burkh Michigan, Stati Uniti

Direttore d’Orchestra e violoncellista

Orchestra conductor and cellist

Direttore d’Orchestra e violoncellista dell’ East Lansing ( Michigan). Ha commissionato a Pietro un violoncello nel 1982.

Orchestra conductor and cellist from East Lansing ( Michigan). He commissioned Pietro to make him a cello in 1982.

1982 - Cartolina inviata da Dennis Burkh, fronte e retro. 1982 - Postcard from Dennis Burkh, (front and back).

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Minneapolis, Minnesota, Stati Uniti

Minneapolis, Minnesota, Stati Uniti

Nel mese di maggio del 2000, Pietro con la moglie Anna e il figlio Mirco si recano a Minneapolis nel Minnesota (USA) in visita alla violoncellista Sandra Haines la quale suona un violoncello costruito da Pietro. Con l’occasione ha fatto visita ad alcuni Liutai del luogo con i quali ha potuto confrontarsi e creare collaborazioni durature.

In May 2000, Pietro and his wife Anna and son Mirco travelled to Minneapolis in Minnesota (USA) to visit cellist Sandra Haines, who plays a cello made by Pietro. On that occasion Pietro visited some local violin-makers, with whom he compared notes and established lasting partnerships.

Minneapolis, 23 maggio 2000

Minneapolis, May 23th, 2000

Minneapolis, 30 maggio 2000 - Pietro Trimboli nel laboratorio del Liutaio John R.Waddle con la violoncellista Sandra Haines. Minneapolis, May 30th 2000 - Pietro Trimboli in the laboratory of lutherie of John R.Waddle with cellist Sandra Haines.

Minneapolis, 23 maggio 2000 - Pietro e Mirco Trimboli nella casa della violoncellista Sandra Haines. Minneapolis, May 23th - Pietro and Mirco Trimboli at cellist’s Sandra Haines home.

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Minneapolis, 27 maggio 2000 - Pietro Trimboli nel laboratorio della Liutaia Jennifer Becker. Minneapolis, May 27th 2000 - Pietro Trimboli in the laboratory of lutherie of Jennifer Becker.


Vibo Valentia

Vibo Valentia

Nel Dicembre del 2001 Pietro Trimboli ha la grande gioia e soddisfazione nell’organizzare una personale di Liuteria nel suo paese natale ed esattamente a Vibo Valentia (VV). La sua presenza ha creato un grande clima di riconoscenza ed entusiasmo in tutta la cittadinanza coinvolgendo sia l’Amministrazione Provinciale, L’Associazone Musicale “Relax”, la gente comune e i bambini delle scuole che hanno potuto avere da Pietro una lezione sulle varie fasi della costruzione del violino. Il Concerto di chiusura ha visto partecipare musicisti del luogo che hanno suonato con strumenti di Pietro Trimboli.

In December 2001, to his immense joy and satisfaction, Pietro Trimboli organised a solo exhibition of violin-making in his home town of Vibo Valentia (VV). His presence created a great atmosphere of appreciation and enthusiasm in the town, involving the local government, musical association “Relax”, ordinary members of the public and children from schools, who were given the chance to attend a lesson taught by Pietro on the various steps involved in making a violin. The final concert saw local musicians taking part and playing with Pietro Trimboli’s instruments.

Vibo Valentia, 8 dicembre 2001

Vibo Valentia, December 8th, 2001

Pietro Trimboli e la moglie Anna. Pietro Trimboli and his wife Anna.

Tratto dal quotidiano di Vibo Valentia del 08/12/2001. Mostra personale a Vibo Valentia Dicembre 2001. Section from the daily paper of Vibo Valentia of the 2001/12/08. Personal Exhibition to Vibo Valentia December 2001.

Pietro con uno dei violinisti che hanno suonato al concerto di chiusura. Pietro with one of the violinists who performed at the closing concert.

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Le targhe che ha ricevuto il Maestro durante il periodo della Personale. The plates Master received during the Solo exhibition.

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L’Arte Liutaria Pietro Trimboli’s di Pietro Trimboli Violin-Making Art Particolari

Details

Il Maestro Pietro Trimboli ha utilizzato dal 1975 ai giorni nostri per la costruzione dei violini, sia la forma interna che esterna. I violini, le viole, i violoncelli ed i contrabbassi, dal 1977 riportano il timbro a fuoco con le iniziali, nel tallone e nel capo cordiera.

From 1975 to today Master Pietro Trimboli has made string instruments in all their parts. Since 1977 his violins, violas, cellos and double basses have carried his initials branded on the heel and on the tailpiece.

2a etichetta utilizzata dal 1975 ai giorni nostri. 2a label used from 1975 until today.

1a etichetta utilizzata dal 1968 al 1975. 1a label used from 1968 to 1975.

Timbro a Fuoco nel capo cordiera. Initials branded on the tailpiece.

Timbro a fuoco nel tallone. Initials branded on the heel.

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Forma esterna. External shape.

Forma interna. Internal shape.

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Indice Contents Violino “Marzia” 1975

34 - 35

Violino 1993

36 - 37

Violino 1996

38 - 39

Violino “Mirco” 1996

40 - 41

Violino “Anna” 2001

42 - 43

Violino 2008

44 - 45

Violino 2009

46 - 47

Violino 2009

48 - 49

Violino 2009

50 - 51

Violino 2009

52 - 53

Violino 2010

54 - 55

Viola 1975

56 - 57

Viola 1996

58 - 59

Viola 2004

60 - 61

Viola 2009

62 - 63

Violoncello 1990

64 - 65

Violoncello 1992

66 - 67

Violoncello 2000

68 - 69

Violoncello 2001

70 - 71

Violoncello 2009

72 - 73

Contrabbasso a cinque corde 1994

74 - 75

A B C D E F G H I L M

-


Violino “Marzia” 1975 L’Etichetta interna è la prima delle due utilizzate dal Maestro Pietro Trimboli, riporta lo stemma della città di Bologna. Vernice color giallo bruno di eccezionale trasparenza. Modello ispirato a Gaetano Pollastri ed Otello Bignami. Lo strumento venne commissionato nel 1974 da Arnaldo Zanetti, primo violino dell’Orchestra RAI di Torino. Lo strumento viene personalizzato dal maestro Pietro Trimboli e denota, anche se costruito in giovane età, una grande ricerca e raffinatezza dei particolari e della vernice. Oggi trascorsi 36 anni si può apprezzare ancor meglio la trasformazione che solo il tempo può regalare. Lo strumento fa parte della collezione privata della figlia Marzia Trimboli.

The internal label is the first of two used by Master Pietro Trimboli, it shows the coat of arms of Bologna. Brownish yellow varnish of exceptional transparency. Model inspired by Gaetano Pollastri and Otello Bignami. The instrument was commissioned in 1974 by Arnaldo Zanetti, first violin of the RAI Orchestra in Turin. Master Pietro Trimboli customised the instrument and, although he made it at a young age, it is skilfully constructed in terms of both the details and the varnish. Thirty-six years on one can admire the transformation that only time can bring about. The instrument belongs to the private collection of Trimboli’s daughter Marzia.


A B C D E F G H I L M

35,6 16,9 11,4 20,8 19,5 4,1 3,1 3,1 11 4,2 2,8

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Violino 1993

Vernice color giallo vellutata con rosso ambrato. Il violino si ispira al modello di Giuseppe Fiorini Personalizzato. Per il piano armonico il Maestro ha utilizzato una tavola di 200 anni. SonoritĂ Eccellente. Di proprietĂ  della Famiglia Mattei.

Velvety yellow coloured varnish with shades of amber red. This violin is a customised Giuseppe Fiorini model. Master Trimboli used two-hundred-year-old wood for the belly. Excellent sonority. Owned by the Mattei family.


A B C D E F G H I L M

35,8 16,7 11,4 21,1 19,5 4,1 3,1 3,1 11 4,2 2,8

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Violino 1996 Vernice rosso rubino con trasparenza molto profonda. Raffinato strumento ispirato al modello di Giuseppe Fiorini - Stradivariano personalizzato, a fondo intero. Per il piano armonico il Maestro Pietro Trimboli ha utilizzato una tavola di 200 anni la quale fornisce allo strumento un’eccellente sonorità . Di proprietà della Famiglia Paolo Pederzini (con dedica interna agli amici Paola e Paolo Pederzini).

Highly transparent ruby red varnish. Elegant instrument based on a customised Giuseppe Fiorini - Stradivarius model. Master Pietro Trimboli used two-hundred-year- old wood for the belly, which endows the instrument with excellent sonority. Owned by the Family Paolo Pederzini (inside the instrument there is an inscription to friends Paola and Paolo Pederzini).


A B C D E F G H I L M

35,6 16,9 11,4 20,8 19,5 4,1 3,1 3,1 11 4,2 2,8

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Violino “Mirco” 1996

Vernice rosso su fondo dorato ambrato. Modello stradivariano secondo i canoni di Giuseppe Fiorini, fu prodotto dal Maestro Pietro Trimboli utilizzando una tavola di 200 anni per il piano armonico. Sonorità eccellente. Il violino fa parte della collezione privata del figlio Mirco Trimboli.

Red varnish on a golden amber base. A Stradivarius model according to the rules of Giuseppe Fiorini. Master Pietro Trimboli made the instrument using two-hundred-year-old wood for the belly. Excellent sonority. The violin belongs to the private collection of Trimboli’s son Mirco.


A B C D E F G H I L M

35,7 16,7 11,5 21 19,5 4,1 3,1 3,1 11 4,2 2,8

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Violino “Anna” 2001

Vernice ambrata con sfumature di rosso. Lo strumento è una copia del violino Guarneri del Gesù del 1742 ora conservato al Museo di Genova. Il legno utilizzato per la sua tavola armonica è di 200 anni che fornisce allo strumento un’eccezionale sonorità. Collezione privata della Famiglia Trimboli con dedica interna alla moglie Anna.

Amber coloured varnish with shades of red. The instrument is a copy of the 1742 Guarneri del Gesù violin on display at the Museum of Genoa. The wood used for the belly is two hundred years old and endows the instrument with exceptional sonority. Belongs to the private collection of the Trimboli family. There is a dedication to his wife Anna on the inside.


A B C D E F G H I L M

35,6 16,9 11,4 20,5 19,5 4,1 3,1 3,1 11 4,2 2,8

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Violino 2008

Vernice color giallo ambrato. Strumento di eccellente sonorità che s’ispira ai classici della liuteria bolognese. Di proprietà del violinista Federico Grandi.

Amber yellow coloured varnish. An instrument with excellent sonority inspired by classical Bolognese violin making. Owned by violinist Federico Grandi.


A B C D E F G H I L M

35,8 16,9 11,6 21,2 19,5 4,1 3,1 3,1 11 4,2 2,8

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Violino 2009

Vernice ambrata con riflessi rosso-bruno. Strumento ispirato ai modelli di Giuseppe Fiorini, personalizzato, ha le linee classiche della liuteria bolognese, è un esempio della sua maturità di liutaio. Di proprietà del Concertista Bolognese Markus Placci.

Amber coloured varnish with brownish red glints. Customised model inspired by Giuseppe Fiorini. It’s classical lines are inspired by Bolognese violin making. This is an example of Trimboli’s mature skill as a violin-maker. Owned by Bolognese concert violinist, Markus Placci.


A B C D E F G H I L M

35,7 16,9 11,6 21,2 19,5 4,1 3,1 3,1 11 4,2 2,8

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Violino 2009

Vernice grassa molto trasparente, dal color dorato con venature rosso-bruno. Modello di ispirazione bolognese con un’eccezionale sonorità . Fa parte della collezione privata della Famiglia Trimboli.

Varnish made of drying oils, golden coloured with shades of brownish red. Model inspired by Bolognese making; has an excellent sonority. Belongs to the private collection of the Trimboli family.


A B C D E F G H I L M

35,7 16,8 11,7 20,8 19,5 4,1 3,1 3,1 11 4,2 2,8

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Violino 2009

Modello ispirato ai classici Bolognesi. Per il piano armonico è stata utilizzata una tavola di 200 anni la quale fornisce allo strumento un’eccellente sonorità. Vernice colore rosso ambrato. Di proprietà della violinista Martina Vittoria Noacco.

Model inspired by classical Bolognese violin-making. The instrument was made using two-hundred-year-old wood for the belly. The instrument has excellent sonority. Amber red coloured varnish. Owned by violinist Martina Vittoria Noacco.


A B C D E F G H I L M

35,6 16,6 11,1 21 19,5 2,9 3 3 11 4,2 2,3

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Violino 2009

Modello ispirato alla scuola Bolognese. Personalizzato. Colore giallo rosso ambrato. SonoritĂ eccellente. Di proprietĂ  della violinista Maria Vittoria Verna.

The instrument is inspired by the Bolognese school. Customized. The varnish is yellow amber in colour with shades of red. Excellent sonority. Owned by the violinist Maria Vittoria Verna.


A B C D E F G H I L M

35,6 16,6 11,1 21 19,5 2,9 3 3 11 4,2 2,3

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Violino 2010 Vernice composta da resine grasse, di eccezionale trasparenza, dal colore giallo ambrato rosso bruno. Modello personalizzato dal maestro Pietro Trimboli, sempre ispirato ai classici bolognesi. SonoritĂ eccellente. Lo strumento fa parte della collezione privata della famiglia Trimboli.

The varnish is made from exceptionally transparent oily resins; it is yellow amber in colour with shades of brownish red. Customised by Master Pietro Trimboli the instrument was once againinspired by the classical Bolognese school. Excellent sonority. The instrument belongs to the private collection of the Trimboli family.


A B C D E F G H I L M

35,7 16,8 11,7 21,2 19,5 4,1 3,1 3,1 11 4,2 2,8

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Viola 1975 Vernice color giallo bruno con venature rosse. Modello ispirato al maestro Otello Bignami, il quale rappresenta la tradizione della scuola bolognese. Già in questa prima fase di maturità, Pietro Trimboli dimostra le sue grandi capacità di trattare il legno e le vernici, giungendo ad un risultato finale di ottima linea estetica ed acustica oggi ancor più rafforzato dal tempo trascorso. Di proprietà del violista Giancarlo Ferri.

Brownish yellow varnish with shades of red. Model inspired by Master Otello Bignami, who represents the tradition of the Bolognese school. Even at this early stage of his mature phase Pietro Trimboli demonstrates his immense skill in working the wood and in varnishing. The resulting excellent aesthetics and acoustics have only been further enhanced with the passing of time. Owned by violist Giancarlo Ferri.


A B C D E F G H I L M

41 19,6 13,3 24,5

59


Viola 1996

Vernice color giallo rosso bruno. Viola 41 cm. Lo strumento s’ispira alla grande scuola bolognese. Ottima scelta del materiale di costruzione che rende un’eccezionale sonorità . Collezione privata famiglia Mattei.

Yellow red brown varnish. Viola 41 cm. The instrument is inspired by the great Bolognese school. The excellent choice of materials it is made from endows the instrument with exceptional sonority. Belongs to the private collection of the Mattei family.


A B C D E F G H I L M

41 19,4 13 24,4 22

61


Viola 2004

Vernice color giallo ambrato con sfumature rosso bruno. Il maestro Pietro Trimboli riesce sempre a personalizzare i suoi strumenti, pur mantenendo un legame forte con la liuteria tradizionale bolognese. Collezione privata Famiglia Trimboli.

Amber yellow coloured varnish with shades of brownish red. While maintaining close ties with the violin-making tradition of Bologna, Master Pietro Trimboli always succeeds in customising his instruments. Belongs to the private collection of the Trimboli family.


A B C D E F G H I L M

42 19,6 13,3 25 22,2

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Viola 2009

Vernice molto elastica con una grande trasparenza, di color giallo ambrato con venature rosso bruno. Come in tutte le sue viole, Pietro Trimboli rende lo strumento molto elegante e di eccezionale sonoritĂ anche attraverso la scelta dei materiali utilizzati. Collezione privata Famiglia Trimboli.

Highly elastic and transparent varnish, amber yellow coloured with shades of reddish brown. Due also to the materials he chooses to work with Master Pietro Trimboli’s violas are extremely elegant and outstandingly sonorous and this instrument is no exception. Belongs to the private collection of the Trimboli family.


A B C D E F G H I L M

41,1 19,4 13,3 24,5 22 4,1 3,1 3,1 11 4,2 2,8

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Violoncello 1990

Vernice rosso bruno Lo strumento è dedicato dal maestro Pietro Trimboli ad Otello Bignami è stato costruito un anno dopo la sua scomparsa. Lo strumento s’ ispira alla scuola bolognese ed è di eccellente sonorità. Di proprietà della Famiglia Mattei.

Brownish red varnish. Master Pietro Trimboli inscribed this instrument to Otello Bignami and made it a year after his death. The model is inspired by the Bolognese school and is endowed with excellent sonority. Owned by the Mattei family.


A B C D E F G H I L M

75 34,4 24,3 43,4 40,2

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Violoncello 1992 Vernice color giallo rosso bruno. Lo strumento s’ispira alla scuola bolognese ed è stato costruito dal Maestro per il violoncellista Massimo Godoli (riporta dedica interna), il quale fu concertino del teatro comunale e insegnante presso il Conservatorio G.B.Martini di Bologna. Attualmente di proprietà della violoncellista Zingerle Ingrid.

Brownish red yellow varnish. The instrument was inspired by the Bolognese school and made by Master Trimboli for musician Massimo Godoli (it has an inscription on the inside), who was a soloist in the orchestra of the Teatro Comunale and a teacher at the G.B.Martini Conservatory in Bologna. Currently owned by cellist Ingrid Zingerle.


A B C D E F G H I L M

75 34,4 24,3 43,3 40,2

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Violoncello 2000

Vernice molto trasparente dal color giallo ambrato con venature rosso bruno. Modello personale del 1990 risultato di una grande ricerca estetica ed acustica per raggiungere un’ottima rotondità ed equilibrio di suono su tutte le corde. Lo strumento si ispira alla grande liuteria bolognese. Collezione privata della Famiglia Trimboli.

Highly transparent amber yellow varnish with shades of brownish red. This instrument, which Trimboli made for personal use in 1990, is the result of a careful study of aesthetics and acoustics that aims to produce a full and balanced sound across all four strings. The instrument is inspired by the great Bolognese violin-making school. Private collection of the Trimboli family.


A B C D E F G H I L M

75 34,3 24,5 43,4 40,2

71


Violoncello 2001

Vernice grassa colore giallo ambrato. Modello bolognese di grande equilibrio estetico e di eccellente sonorità . Lo strumento è dedicato internamente al violoncellista Enrico Ferri, il quale lo suona dal 2001 con grande soddisfazione.

Varnish made of drying oils, amber yellow in colour. This Bolognese model is harmonious to the eye and has excellent sonority. Inside the instrument there is an inscription to cellist Enrico Ferri, who has played it since 2001 to his immense satisfaction.


A B C D E F G H I L M

75 34,9 25,2 44,7 40,2

73


Violoncello 2009 Vernice giallo ambrato molto trasparente. Lo strumento s’ispira all’opera del maestro Raffaele Fiorini. Il Maestro Pietro Trimboli in questo strumento ha modificato il modello delle “effe” per dare più slancio ed eleganza al piano armonico. Il suono risulta rotondo e vicino al classico Bolognese. Collezione privata della Famiglia Trimboli.

Highly transparent amber yellow coloured varnish. The instrument is inspired by the work of Raffaele Fiorini. Master Pietro Trimboli modified the shape of the “f-holes” to give the belly more dash and elegance. This produces a sonority which resembles that of the classical Bolognese school. Private collection of the Trimboli family.


A B C D E F G H I L M

75 35,3 25,3 45,1 40,2

75


Contrabbasso a cinque corde 1994 Vernice grassa dal colore giallo rosso ambrato. Modello ispirato ai classici bolognesi e personalizzato da Pietro Trimboli. Questo strumento fu commissionato nel 1994 dal prof. Paolo Taddia, contrabbassista e Professore d’orchestra del Teatro Comunale di Bologna. Riporta dedica interna dell’autore.

Varnish made of drying oils, yellow red amber in colour. Model inspired by the classical Bolognese school and customised by Pietro Trimboli. This instrument was commissioned in 1994 by Paolo Taddia, double-bass player and member of the orchestra of the Teatro Comunale of Bologna. The instrument is inscribed on the inside.


A B C D E F G H I L M

110 47 36,2 66 59

77


I Filarmonici del Teatro Comunale di Bologna Le prime esperienze del complesso risalgono al periodo 1966-1969. Nel 1970, il Teatro Comunale di Bologna decide di istituzionalizzare il gruppo come proprio strumento di promozione culturale e di prestigio artistico ed assume il nome di “I Filarmonici del Teatro Comunale di Bologna”; oggi conosciuto sia in Italia che all’estero. Pietro Trimboli ha voluto inserire l’Orchestra da camera nella sua pubblicazione in tributo ai Professori che ne fanno parte ed alla città di Bologna.

Massimo Godoli Concertino dei Violoncelli del Teatro Comunale di Bologna. Insegnante del Conservatorio G.B. Martini di Bologna. Grande Amico ed estimatore del Maestro Pietro Trimboli, nel 1992 gli ha commissionato un violoncello. Professor of Music History at the G.B. Martini Conservatory in Bologna and music critic on “Il Resto di Carlino” newspaper. Cello soloist who played for the orchestra of the Teatro Comunale of Bologna. A great friend and admirer of Master Pietro Trimboli, he commissioned him to make him a cello in 1992.

The first experiences of the group date back to the years 1966-1969. In 1970 the Bologna Community Theatre decided to institutionalize the ensemble in order to promote its cultural and artistic value and named it “ The Bologna Community Theatre Philharmonic”; today known worldwide. Pietro Trimboli has mentioned the “The camera orchestra” in his book to pay tribute to its musicians and to the City of Bologna.

Bologna, 2000 - “I Filarmonici del Teatro Comunale di Bologna”. Bologna, 2000 -”The Bologna Community Theatre Philharmonic”.

Massimo Godoli (1943-1993).

78


Premi e Riconoscimenti

Prizes and Recognition

...all’arte del maestro Liutaio Pietro Trimboli

…for the skill of Master violin-maker Pietro Trimboli

Il Maestro Pietro Trimboli nella sua carriera ha partecipato a vari concorsi di Liuteria, ottenendo da subito grandi successi, fino ad arrivare al 1986 quando vince il “Violino d’Oro”: il più alto riconoscimento al quale un Liutaio possa aspirare.

During his career Master Pietro Trimboli has entered various violin-making competitions and won prestigious awards. In 1986 he was awarded the “Violino d’Oro”, the highest recognition a violin-maker can aspire to.

Bologna, giugno 2010

Bologna, June, 2010

Bagnacavallo, 1986 “ Il Violino d’Oro” - 10 Premio Assoluto Citta’ di Bagnacavallo. Il Riconoscimento più alto a cui un Liutaio possa aspirare. Bagnacavallo, 1986 “ Il Violino d’Oro” - 10 Ultimate Reward of Town of Bagnacavallo. The highest recognition for a Violin-maker.

79


Bagnacavallo, 1980 - 9a Rassegna Nazionale di Liuteria Artistica Moderna. Una violino ed un viola premiati con medaglia d’oro. Bagnacavallo, 1980 - 9a National Festival of Modern Artistic violin-making. One violin and one viola were awarded with a gold medal.

Bagnacavallo, 1984 - 11a Rassegna Nazionale Liutaria Artistica e Moderna. Un Violoncello, Premio Speciale Salvatore Rignani, medaglia d’oro. Un violino, quarto premio, medaglia di bronzo della Pro-Loco. Bagnacavallo, 1984 - 11a National Festival of Modern Artistic violin-making. One cello, Special Prize Salvatore Rignani, gold medal. One violin, 4th prize, bronze medal from the town of Bagnacavallo.

80


Bagnacavallo, 1972 -Sagra della Liuteria Italiana citta’ di Bagnacavallo. Due violini ed una viola premiati con una medaglia d’Argento e premio Avv. Azzolina. Bagnacavallo, 1972 -Festival of Italian Violin-making in the town of Bagnacavallo. Two violins and one viola were awarded with a silver medal and the reward Adv. Azzolina.

Bagnacavallo, 1986 XIIa Rassegna Nazionale di Liuteria Artistica Moderna. Un violoncello premiato con il secondo premio Medaglia d'argento. Bagnacavallo, 1986 XIIth National Festival of Modern Artistic violin-making. One cello awarded with a second prize Silver medal.

Cremona, 1973 - 5a Biennale degli strumenti ad Arco, Diploma “Antonio Stradivari”. Cremona, 1973 - 5a Biennal of stringed instruments, Certificate “Antonio Stradivari”.

81


Bologna, 1980 - Il Maestro Pietro Trimboli, olio 50 x 70, del pittore bolognese Eugenio Amadori. Bologna, 1980 - The Master Pietro Trimboli, oil 50 x 70, of the bolognese painter Eugenio Amadori.


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Pietro Trimboli - Liutaio  

Pietro Trimboli erede della grande scuola Bolognese, in gioventù è stato allievo di Otello Bignami che fu a sua volta allievo di Gaetano Pol...

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