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editoriale

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"Indignarsi sì, ma per realizzare il bene”

D

Giorgio Groppo Presidente CSV Società Solidale

a qualche mese i giornali e le televisioni riportano notizie e fatti su un nuovo movimento “gli indignati” e come succede spesso nel nostro Paese, a persone convinte e motivate sulla bontà dell’iniziativa , giusta o sbagliata che sia, si affiancano quelle che non ne capiscono le origini, i motivi e le ragioni, per abbandonarsi al moto di protesta puro e semplice. Il 20 ottobre dello scorso anno (il 2010), esce in Francia un piccolo libro di poco più 20 pagine “Indignez-vous!“ (Indignatevi !) di Stéphane Hessel che ha venduto nella sola Francia più di 700.000 copie a gennaio 2011, divenendo un vero e proprio caso editoriale e politico (stampato in Italia nel mese di febbraio 2011 per i tipi della Add Editore di Torino). Il libretto ha avuto grande successo in tutto il mondo contribuendo anche al movimento giovanile degli Indignados. In tale libro così conclude il suo appello all’indignazione “(…) continuiamo ad invocare una vera e propria insurrezione pacifica contro i mass-media, che ai nostri giovani come unico orizzonte propongono il consumismo di massa, il disprezzo dei più deboli e della cultura, l’amnesia generalizzata e la competizione a oltranza di tutti contro tutti. A quelli e quelle che faranno il XXI secolo, diciamo con affetto <creare è resistere.Resistere è creare>” Le insurrezioni non mi sono mai piaciute ed anche quelle pacifiche spesso ( ne è prova quello che è successo nell’ottobre scorso alla manifestazione di Roma ), portano inconsapevolmente alla violenza, mentre preferisco abbandonarmi alla mitezza ed al lavoro, creando senza resistenza, ovvero con il lavoro sciogliendo la resistenza ed abbattendo i muri che elevano l’ignoranza e l’arroganza da un lato ed a volte la rassegnazione dall’altra. Spesso ho affermato che non bisogna solo pensare agli ‘esclusi’ ma anche agli ‘inclusi’ di questa nostra società, perché altrimenti si elevano muri difficili da abbattere, costruiti molte volte con convinzione, ma spesso anche per paura dell’ignoto e di ciò che non si conosce bene. Il lavoro dei volontari non può rispondere a tutte queste necessità, ma ciò non ci deve scoraggiare, “(…) Né dovremmo lasciarci sedurre da ideologie che vogliono cambiare il mondo secondo una visione puramente umana. Il poco che possiamo riuscire a fare per alleviare i bisogni umani può essere considerato come il buon seme che germoglierà e recherà molti frutti (…) È questa la natura della testimonianza che voi, in tutta umiltà e convinzione, offrite alla società civile. Sebbene sia dovere dell’autorità pubblica riconoscere e apprezzare questo contributo senza distorcerlo, il vostro ruolo di cristiani consiste nel prendere attivamente parte alla vita della società, cercando di renderla sempre più umana, sempre più caratterizzata da libertà, giustizia e solidarietà autentiche“ ha ricordato recentemente Benedetto XVI all’incontro dei volontari cattolici europei in occasione dell’Anno europeo del Volontariato. Quest’anno ricorrono anche i 150 anni dall’unità d’Italia ma poche volte si è riflettuto fino in fondo sui nostri valori e sulla nostra ricchezza , che sono quelli di una Nazione con un grande cuore , perché ci si divide spesso per delle sciocchezze, per il calcio, per la politica, con toni alle volte molto aspri, ma che nel momento del bisogno ritrova l’unità e ridiventa un popolo che crede nella fratellanza e nella solidarietà. Lo testimoniano tante opere di volontariato, lo testimonia la recente alluvione che ha colpito la Liguria dove i volontari, sono accorsi da ogni parte, organizzati, professionali, preparati, mentre altri , puri e semplici cittadini, si sono presentati senza essere chiamati e lo hanno fatto per puro senso civico, ed allora quando vedo queste cose, riesco solo ad indignarmi quando le persone non si sentono chiamate ad una cittadinanza attiva, ad un dovere civico, ad un senso del dovere verso tutti, non solo verso il proprio vicino. Ed allora all’indignazione di Stéphane Hessel, preferisco l’esortazione di Robert Kennedy che diceva “Certi uomini vedono le cose come sono e dicono: "Perché". Io sogno cose mai esistite e dico: "Perché no?". società solidale N. 5/2011 - 3


Società Solidale

IN QUESTO NUMERO Editoriale

Periodico d’informazione del Centro di Servizi per il Volontariato della Provincia di Cuneo Pubblicazione registrata presso il Tribunale di Cuneo: n. 564 del 6/05/2003

Direttore Editoriale Giorgio Groppo Direttore Responsabile Giorgia Barile Direzione Amministrazione Redazione Società Solidale Via Mazzini, 3 – CUNEO Tel. 0171-605660 Fax 0171-648441 E-mail: redazione@csvsocsolidale.it

Progetto Grafico e Stampa: AGA Grafica - Cuneo

Sommario Scrivilo a Società Solidale Chiedilo a Società Solidale Presentazione del Bilancio Sociale Convegno: il Volontariato nel panorama europeo Mostra “Un’amicizia all’opera”

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Il corso “Mio nonno è un supernonno”

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Alluvione di Genova. “Non vi lasceremo soli”

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Incontro con le OdV per programmare il 2012 L’Assemblea soci Csv

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“Doniamo”: promuovere il volontariato al cinema

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Il libro “Il Risorgimento della Carità” La giornata “Ehi tu..hai midollo? Nuova sede della Lilt a Mondovì

Hanno Collaborato: Cinzia Allocco Barbara Bedino Serena Bersezio Manuela Biadene Mara Garelli Elisa Girardo Paola Isaia Clara Napoli Danilo Paparelli Paolo Roasio Susanna Ruffino Debora Sattamino Samanta Silvestri Alice Susenna Noemi Tallone

La rivista è stampata in 4600 copie e viene inviata gratuitamente Questo numero, settembre-ottobre 2011, è stato chiuso in redazione il 14 novembre 2011

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Intervista a Ubi Banca Gioco & Solidarietà Volontariato in piazza Formazione volontariato di Protezione civile Muri di cartapesta Progettare nel sociale Notizie dal Csv In ricordo di Giancarlo e Luciana Marcia della Pace Scuola e Volontariato Sguardo no profit News dalle Associazioni Il documento: il discorso del Papa alla GMG 2012 Appuntamenti solidali Comunicare nel sociale Libri Solidali

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“Scrivilo a Società Solidale” è una rubrica di dialogo diretto tra redazione e Organizzazioni di Volontariato, uno spazio aperto per riflessioni, commenti, esigenze ed informazioni. Per inviare il proprio contributo: redazione@csvsocsolidale.it.

“Complimenti per la preparazione che date alle Associazioni” Spett.le Centro Servizi per il Volontariato “Società Soldiale”, mia chiamo M.B. e sono di Alba, porgo i mei più sinceri complimenti per la preparazione seria che date alle associazioni di volontariato, e ai loro volontari. Ho seguito diverse iniziative tra

cui “Muri di cartapesta”, molto bello. Ho avuto la necessità di rivolgermi a due associazioni per la mia famiglia e un mio parente e devo farvi veramente i complimenti specialmente per la serietà con cui gesticono le situazioni. Una è l’associazione Acat di Alba, Langhe e Roero che ha aiutato con pazienza, costanza, tolleranza mio cognato a uscire definitivamente dall’alcol da oltre 5 anni. L’altra un’associazione che si

“Il mondo si può cambiare con i giovani” Cari amici, cari giovani, ho imparato a volervi bene ad uno ad uno. Il "ti voglio bene, vi voglio bene" oramai è attaccato al mio modo di pensare e di vivere e ogni volta che vi sento o vi penso mi esce dal cuore. "Ti voglio bene, vi voglio bene" per me non è mai un'abitudine o un modo di dire, è la sintesi del mio pensiero: Dio mi ama, ama ognuno di noi, ama ogni uomo e donna ovunque sia, da sempre a sempre e questo Suo amore mi riempie di una gioia profonda. La gioia diventa stupore perché Dio Padre non ci vuole sottomettere, ma amarci ostinatamente. Gesù ci ama ad uno ad uno, ci stima, conta su di noi, ci rassicura. Gesù ha detto: "Voi potete fare le cose che faccio io anzi, il mio amore per te è talmente vero e smisurato che tu giovane puoi fare cose più grandi di me e io ne sarò felice, non sarò geloso, ma orgoglioso di te". Dietro al mio "ti voglio bene" c'è il desiderio di avvicinarmi di più a questo Dio che attraverso Suo Figlio Gesù punta sui giovani e affida nuovamente tutto il creato, tutta l'umanità, al loro sì. Dio è felice quando i giovani superano la misura dell'amore. Noi siamo abituati a pensare che solo i grandi che conosciamo - Madre Teresa, Dom Luciano… fanno cose grandi, ma

Dio sa - e io ne sono un modesto testimone - che giovani sconosciuti hanno detto un sì che ha superato la misura della propria paura, delle proprie gracilità ed è rimasto fedele. Giovani di cui conosco il volto, la storia, la vita, giovani normali che hanno desiderato un sì per sempre, pieno d'amore, da vivere 24 ore su 24. Credo che ognuno possa sentire questo amore se entra nel silenzio, se si mette faccia a faccia con Dio amore. Ognuno può vivere questo momento in una chiesa, nella sua auto, quando viaggia in pullman, in aereo o a piedi, quando cammina tra gli uomini, se fa diventare questo suo incontro una cella di silenzio dove io e Dio ci guardiamo, ci contempliamo, ci perdiamo l'uno negli occhi dell'altro. Sento che Dio ci dice: "Io, Dio, mi perdo nel tuo sguardo, mi perdo nel sì di un ragazzo, di una ragazza che si arrende a me, che vive in me, che non ha paura di niente perché ha trovato in me il suo tutto". Come si fa a non essere innamorati di un Dio che si fa guardare in faccia, di cui possiamo non avere paura? Un Dio che solo a guardarlo, ci rassicura instancabilmente: "Non temere, non temere, non temere… Io sono con te!". La più grande passione di Dio siamo noi. Lui ci ha lasciato liberi e non sempre la libertà ha portato frutto, ma la Sua pazienza non si è arresa, la Sua pazienza è ancora e sarà sempre speranza e sarà sempre porta aperta. Cari amici, queste parole sono per prepararci all'incontro con il Santo Padre. Canteremo per Lui, porteremo alcune nostre storie ma gli porteremo prima di tutto la nostra certezza che il mondo si può cambiare e parlerà soprattutto il nostro atteggiamento, la decisione di dire no alla droga, all'alcool,

occupa sul fronte del disagio giovanile, Gruppo Volontari Monteacutese (quell’angelo di ragazza) che per due anni è stata vicina a mia figlia, veniva anche di notte, fino a condurla in una comunità. Avevo perso mia figlia per colpa della droga. C’è bisogno di associazioni così. E ancora complimenti da una mamma e da cognata che dirà che il volontariato funziona!! B.M

a ogni tipo di sballo e di dipendenza, perché questo modo di vivere ci allontana dall'amore di Dio e del prossimo. Al Papa diremo che qualunque cosa faremo nella vita: operai, politici, economisti, giornalisti, sacerdoti, padri o madri, testimonieremo, con l'esempio e la preghiera, l'incontro con Gesù e la fedeltà ai suoi insegnamenti. E gli diremo che in ogni scelta faremo l'impossibile per combattere l'egoismo, l'avidità e l'odio che stanno portando la civiltà verso il declino. Ci impegneremo a parlare di Dio con una vita intensa di carità continua e serena, come una goccia che trabocca da un vaso pieno di solidarietà e condivisione con chi soffre la fame, l'ingiustizia e le tragedie della guerra. Il mondo passato ci ha lasciato una sfida apparentemente impossibile da superare: fame, guerre, malattie, violenze sui bimbi… Noi queste sfide vogliamo affrontarle a tu per tu, con coraggio, con la passione per gli uomini, con Dio nel cuore, con Dio nei nostri atteggiamenti, con Dio che custodisce le nostre labbra e il nostro sì. Vogliamo far passare al Papa un tempo dove il silenzio sarà più forte delle parole e dove le parole non saranno in contrasto con il silenzio. Con il nostro atteggiamento ringrazieremo anche il nostro Vescovo, Padre e Amico Cesare Nosiglia che ha chiesto personalmente al Santo Padre di riceverci. Quello del prossimo anno non sarà un grande evento fine a se stesso, una semplice giornata da ricordare, ma l'inizio e la continuazione di una nuova vita costruita sulla convinzione che il mondo si può cambiare, in meglio. Ernesto Olivero fondatore Sermig Torino, 4 ottobre 2011, festa di San Francesco d'Assisi alla presenza del Vescovo, Cesare Nosiglia ricordando Guido a 44 giorni dalla sua morte. società solidale N. 5/2011 - 5


Nell’ottica di privilegiare gli strumenti di dialogo, che anche una rivista cartacea può adottare, si propone la rubrica “Chiedilo a Società Solidale”. Il CSV raggruppa i quesiti più ricorrenti nel periodo di riferimento e lo staff del Centro Servizi provvede, di volta in volta, a rispondere. Su questo numero la redazione di “Società Solidale” propone come argomento il patrimonio mobiliare di una OdV. Riportiamo il parere dell’avvocato Cinzia

Alesiani, consulente del CSV “Società Solidale”, a seguito di un quesito in merito posto da un’associazione interessata raccolto dallo staff del CSV.

QUESITO:

Il Patrimonio mobiliare di una OdV

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l codice civile non disciplina le modalità di gestione del patrimonio delle associazioni non riconosciute mentre, al contrario, sia per le fondazioni sia per i comitati prevede una responsabilità personale degli amministratori per la conservazione dei fondi e la loro destinazione allo scopo sociale. Al contrario, la legge 11/08/1991, n. 266, legge quadro sul volontariato stabilisce che le OdV nell’atto costitutivo o nello statuto devono espressamente prevedere l’assenza di fini di lucro e ancora nel-

l’art. 5, II comma, che in deroga agli artt. 600 e 786 c.c. le OdV possono accettare donazioni o lasciti testamentari ma devono destinare i beni ricevuti e le loro rendite esclusivamente al conseguimento delle finalità previste dagli accordi, dall’atto costitutivo e dallo statuto. Appare a chi scrive che la ratio legis sul volontariato voglia il patrimonio come strumento per l’attuazione dei fini sociali attraverso una gestione oculata e attenta dello stesso, senza alcun scopo di lucro.

Si ricorda, inoltre, che il CSV Società Solidale mette a disposizione delle Organizzazioni di Volontariato un apposito servizio di CONSULENZA FISCALE fornita da professionisti di settore. Le consulenze fiscali offerte dagli esperti necessitano spesso di più incontri ed esigono un’attenzione particolare al singolo caso. Per questi motivi, si prevede, a seguito della richiesta presentata dall’Organizzazione di Volontariato, l’accordo con il professionista per uno specifico appuntamento che può avvenire: presso la Sede CSV di Cuneo (la disponibilità, previa prenotazione, è di due volte al mese il mercoledì pomeriggio). Per informazioni e prenotazioni: 0171-605660. Presso le Sedi CSV di Alba (un martedì pomeriggio al mese da concordare previa richiesta) e di Bra (un lunedì pomeriggio al mese da concordare previa richiesta). Per informazioni e prenotazioni: 0173-366901.

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- società solidale N. 5/2011

Ciò premesso, direi che pur tralasciando l’ipotesi di una volontà lucrativa del Presidente, è difficile pensare che l’investimento in borsa, soprattutto in questo periodo, rispecchi una gestione attenta e oculata del patrimonio sociale destinato per sua natura esclusivamente al raggiungimento degli scopi sociali. Ovviamente diverso è il caso di un conto corrente o di un libretto di risparmio che riconoscano gli interessi sul denaro depositato, pacifica infatti la mancanza di speculazione e di rischio di perdita. Escluderei, pertanto, la legittimità del comportamento di un Presidente che “giochi” in borsa il patrimonio della propria OdV. Avv. Cinzia Alesiani

Si ricorda che il CONSULENTE LEGALE è disponibile presso la Sede CSV di Cuneo (Via Mazzini 3) ogni primo martedì del mese, dalle ore 15 alle ore 18, su appuntamento, per rispondere ai quesiti ed alle richieste di informazioni legali delle OdV. Per richiedere un appuntamento con l'Avvocato è necessario presentare al CSV una richiesta scritta. Accolta la domanda, il CSV provvederà a comunicare la data e l'ora dell'appuntamento. Per informazioni: 0171-60.56.60.


UN ANNO DI FATTI CONCRETI A FAVORE DEL VOLONTARIATO Presentato il Bilancio sociale e di Missione 2011 del CSV Società Solidale

I

l Centro Servizi per il Volontariato “Società Solidale” di Cuneo martedì 11 ottobre, nella Sala conferenze di Palazzo Taffini d’Acceglio, a Savigliano, ha presentato il Bilancio Sociale e di Missione edizione 2011. Nel corso della serata, dopo i saluti delle autorità e delle Fondazioni di origine bancaria presenti, Giorgio Groppo, Presidente del CSV “Società Solidale”, ha introdotto gli interventi dei rappresentanti degli stakeholder (portatori di interesse) del Centro Servizi. Giorgio Groppo, Presidente

del CSV Società Solidale: “Steeve Jobs è di recente scomparso. È un esempio per tanti giovani e per tutti noi. Mi piace citare un suo discorso agli studenti in cui diceva che la vita è troppo breve, bisogna viverla fino in fondo, e per viverla fino in fondo bisogna fare quello che abbiamo a cuore. Dobbiamo fare bene il nostro lavoro e cercare, ogni giorno, di perfezionarlo. Ho voluto citare Jobs, perché sono convinto che non debba mai mancare la passione di aiutare il prossimo senza finzioni e senza inganni. Tutti noi dob-

I NUMERI E I SERVIZI DEL 2010: 18

corsi di formazione,

17

corsi specifici per le associazioni,

148

progetti promozionali finanziati,

9792 consulenze erogate alle Associazioni negli sportelli e 221 servizi di Centro stampa

biamo continuare a credere che un futuro migliore sia possibile, perché se si perde la speranza per il domani diventeremo una società di persone depresse e insoddisfatte. Nel futuro forse avremo meno soldi ma saremo felici di aver regalato alle persone un sorriso in più”. Ha aperto gli interventi Silvio Magliano, Presidente del VSSP di Torino e di CSV Piemonte.net, che ha spiegato come in questo momento di difficoltà sia importante che si creino dei sistemi virtuosi tra l’ente pubblico, i Centri di Servizio e le associazioni stesse. “Diventa necessario - ha continuato Magliano - che i Centri di servizio, come già stiamo

cercando di fare a livello regionale, inizino a dialogare tra di loro, a fare sistema, in quanto un sistema di centri più forte innanzitutto permette di codificare la nostra attività per le associazioni in modo più facile e soprattutto ci rende interlocutori più credibili.” La serata è proseguita con l’intervento di Carlo Vimercati, Presidente della Consulta nazionale Co.ge., che ha voluto sottolineare l’importanza che riveste la redazione del Bilancio sociale in quanto è uno strumento che permette di far conoscere ai propri stakeholder il lavoro svolto. Vimercati ha quindi messo in evidenza i punti forti del Bilancio sociale di Società Solidale che è orsocietà solidale N. 5/2011 - 7


mai collaudato, è giunto quest’anno alla 6^ edizione, e che, con un linguaggio semplice diretto e chiaro, mette in primo piano i dati. Raffaella Vitale, Direttore Assessorato Regionale Politiche sociali Regione Piemonte, ha invece posto l’accento su quanto il mondo del volontariato nel sistema di welfare del Piemonte sia sicuramente la forza più viva e più capace di raccogliere la sfida del cambiamento che stiamo vivendo . Nell’immediato futuro è necessario che si crei una sorta di collaborazione tra le organizzazioni di welfare pubblico e il vasto mondo del volontariato perché per uscire dalla crisi è necessaria una grande opera educativa. Questa rieducazione sarà possibile proprio grazie a persone che volontariamente e liberamente si mettono a fianco di chi è in difficoltà per illustrare il senso della loro vita e per chiedergli di cambiare, di assumersi le proprie

responsabilità per diventare cittadini migliori. Ha concluso gli interventi Antonio Miglio, Vicepresidente nazionale Acri (Associazione Di Fondazioni e Casse di Risparmio), che ha evidenziato come negli ultimi due anni si sia favorita una conoscenza reciproca tra Fondazioni bancarie e Centri di Servizio cercando di creare le condizioni affinché il sistema possa continuare a funzionare al meglio. Miglio ha spiegato quali potranno essere gli scenari a cui si andrà incontro nei prossimi mesi, cercando di mantenere, nonostante il grave momento di difficoltà che ci si trova a vivere, una vena ottimistica. “ Lo stato non può però - ha concluso Miglio – smettere di occuparsi dei diritti primari dei cittadini. Non può scaricarli sulla società o sul volontariato, deve trovare, attraverso riforme, le risorse per i più deboli.” Elisa Girardo

2º Premio

PREMIAZIONE DEL CONCORSO FOTOGRAFICO “I GESTI QUOTIDIANI E SILENZIOSI DEL VOLONTARIATO”. Nel corso della serata sono stati premiati i vincitori del quinto concorso fotografico Bilancio Sociale CSV “I gesti quotidiani e silenziosi del volontariato”

Menzione speciale

1° PREMIO: Insieme si può 2 Ass. AITF Alba 2° PREMIO: “Grazie” Verardo Alberto Ass. San Biagio e Maria Vergine Miroglio 3° PREMIO: “Ginnastica all’aperto” Ass. Volontari dell’Annunziata Busca MENZIONE “Asti 21 maggio 2010 – Atletica” SPECIALE Ass. Sportiamo

BILANCIO SOCIALE CSV Copie del Bilancio sociale e di missione CSV sono disponibili presso la sede e gli sportelli territoriali. È possibile inviare proposte, segnalazioni e critiche compilando il questionario scaricabile sul sito www.csvsocsolidale.it, sezione “Chi siamo/Bilancio sociale”. Si possono richiedere informazioni all’indirizzo e-mail bilancio: Sociale@csvsocsolidale.it.

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3º Premio


1º Premio

I SERVIZI OFFERTI DAL CSV SOCIETÀ SOLIDALE NEL CORSO DEL 2010: AREA FORMAZIONE: 18 corsi di formazione che hanno coinvolto 275 volontari e 17 corsi specifici per le Associazioni suddivisi per Aree Tematiche AREA PROMOZIONE DEL VOLONTARIATO: oltre agli eventi organizzati direttamente dal CSV quali la Fiera del Volontariato, la Giornata nazionale del donatore di sangue, la Festa dei Popoli, Muri di Cartapesta, la Festa della solidarietà, sono stati finanziati 148 progetti promozionali delle Associazioni. Inoltre, il CSV ha fornito 221 servizi di Centro Stampa a 155 Associazioni di Volontariato, per un totale di 163.771 tra manifesti e locandine e 245.395 tra pieghevoli, inviti e cartoline.

Per quanto concerne la promozione del volontariato nelle scuole il CSV ha organizzato direttamente 7 progetti Scuola e 6 progetti scuola in collaborazione con Sportello Scuola e Volontariato oltre a 23 progetti scuola di concerto con le Associazioni. Riguardo alle Consulenze erogate gratuitamente tramite la sede di Cuneo e gli Sportelli territoriali di Alba, Bra, Mondovì, Fossano, Saluzzo, Savigliano, Ceva, Ormea e Garessio sono state servite 1436 Associazioni con oltre 9792 consulenze.

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“Il volontariato è la forza propulsiva che ci aiuterà ad uscire dalla crisi” Per tre giorni Cuneo capitale del Volontariato

Il Convegno “Il volontariato nel panorama europeo” si è chiuso con un messaggio di speranza: il valore della gratuità può rilanciare il mercato e gettare le basi per una nuova “buona economia”. Dal 28 al 30 ottobre si è svolto a Cuneo “Il volontariato nel panorama europeo”. La tre giorni è stata organizzata, nell’ambito dell’Anno europeo del Volontariato, dal Centro Servizi per il Volontariato “Società Solidale” di Cuneo in collaborazione con Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, ACRI (Ass. di Fondazioni e di Casse di Risparmio), CSVnet e CSV Piemonte.net, con il patrocinio di Regione Piemonte, Provincia di Cuneo, Comune di Cuneo, Euroregione Alpimediterraneo, Regione Valle d’Aosta e Regione Liguria. La 1° sessione aveva come titolo “Il contesto socio economico e il valore economico della gratuità e della responsabilità sociale” ed è stata moderata da Francesco Sansone (Università di Pisa). Sono intervenuti: Gianpaolo Gualaccini (Comitato di Presidenza CNEL), Raffaella Vitale (Direttore Assessorato Politiche sociali Regione Piemonte) Mauro Battuello (Presidente Co.Ge. Piemonte).

L

a crisi finanziaria del sistema di welfare, che ciclicamente attraversa il mondo occidentale e, quindi anche il nostro Paese, ci pone

in questo momento di riduzione delle risorse pubbliche di fronte alla necessità di affrontare il difficile tema di come continuare a garantire interventi e prestazioni assistenziali a persone anziane e disabili o prive di un reddito adeguate e, contestualmente, se questi modelli soddisfano in termini di efficacia effettivamente il bisogno delle fasce più deboli. Innanzitutto bisogna dire che il sistema di welfare italiano è caratterizzato da due debolezze strutturali, vecchie di almeno 50 anni: la compresenza di diversi soggetti istituzionali nella gestione ed organizzazione dei servizi e delle prestazioni

In questo numero riportiamo gli interventi di Raffaella Vitale e Mauro Battuello, che hanno parlato durante la prima sessione. Nei prossimi numeri di Società Solidale verranno pubblicati gli interventi dei restanti relatori della 1° sessione e delle altre quattro seguenti.

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sociali: da un lato, lo Stato centrale con i trasferimenti monetari alle famiglie (disoccupazione, invalidità civile, assegni di accompagnamento, integrazioni al minimo delle pensioni) e dall’altro gli enti locali con un ulteriore mix di interventi monetari (si pensi agli interventi economici a sostegno della domiciliarità) e di interventi professionali, quali l’assistenza domiciliare, residenziale a favore di anziani e disabili, che sono in questo momento quelli più a rischio di riduzione. Lo sviluppo della crisi sociale ed economica in corso dal 2007 non prevede, infatti, una rapida soluzione: sotto certi punti di vista, alcune modifiche di composizione del tessuto sociale e produttivo dell’Occidente avanzato appaiono irreversibili (in particolare il finanziamento dei sistemi di Welfare statali tramite il disavanzo del Bilancio pubblico) e comporteranno, nelle democrazie rappresentative quali l’Italia, una rigida selezione degli obiettivi di tutela delle famiglie, degli anziani, dei poveri e dei soggetti fragili in genere e un indubbio alleggerimento delle sovrastrutture burocratiche, po-

ste in capo alla produzione dei servizi stessi. In particolare, nel Piemonte, la progressiva deindustrializzazione (anche legata alla probabile delocalizzazione dell’industria dell’auto) e la sempre più ampia terziarizzazione, abbinata alla progressiva ed indispensabile introduzione del modello federalista, imporranno una sempre maggiore autosufficienza nel sistema finanziamento-produzione – funzionamento – fruizione dei servizi alla persona, con una indispensabile razionalizzazione delle risorse. Il percorso di realizzazione del Federalismo fiscale vede, peraltro, a partire dal 2011 e per i prossimi anni una progressiva trasformazione del modello di finanziamento a favore delle Politiche Sociali, dipendenti sempre di meno dai trasferimenti statali ed una progressiva crescita della responsabilità regionale (sia in relazione alle risorse proprie sia per quelle trasferite dallo Stato per il funzionamento del servizio sanitario) e degli enti locali nell’individuazione non solo delle risorse da destinare all’erogazione delle prestazioni socio-sanitarie e sociali, ma anche nella definizione delle prestazioni di welfare da assi-


curare alla comunità regionale. Attualmente il sistema di welfare regionale assorbe più di 560 milioni di Euro di spesa pubblica, cui vanno aggiunti circa € 490 milioni per interventi a carico del servizio sanitario nell’area dell’integrazione socio-sanitaria, ponendo il Piemonte tra le Regioni con una spesa pro-capite per questi servizi superiore alla media nazionale. Queste risorse sostengono una varietà di servizi e prestazioni con livelli differenziati tra le diverse aree del Piemonte, creando talvolta situazioni troppo diversificate, per non essere anche inique. In questo generale contesto di riduzione delle risorse disponibili sia a livello regionale che locale e di ridefinizione delle priorità di intervento del sistema dei servizi di welfare regionale una particolare attenzione va posta al tema della riorganizzazione del sistema pubblico delle risposte ed alla valutazione delle modalità non solo più efficienti (sotto il profilo del rapporto tra risorse impiegate, umane e finanziarie, e risultati conseguiti), ma soprattutto più efficaci nei confronti di bisogni, che da tempo si mostrano sempre più dematerializzati ed attinenti alla vita relazionale della persona. La Regione Piemonte fin dall’inizio di questa nuova legi-

slatura è impegnata in un difficile sforzo di programmazione dei servizi, da conciliare con una progressiva riduzione delle risorse disponibili per il loro trasferimento ai soggetti pubblici e privati impegnati nei servizi alle persone in difficoltà. Con il bilancio 2010 e 2011 sono state individuate delle priorità di intervento: famiglie e minori, persone disabili ed anziani non autosufficienti, cui sono state indirizzate e convogliate le risorse regionali e statali disponibili, sia nel bilancio della Direzione Politiche sociali e della famiglia sia nel bilancio della Direzione Sanità. Contestualmente l’accento è stato posto, anche, sulle infrastrutture pubbliche deputate all’erogazione delle prestazioni socio-sanitarie e sociali nell’intento di valutare attentamente come nuovi modelli di organizzazione pubblica potessero consentire risparmi da destinare al mantenimento dei livelli quantitativi di risposta offerta ai cittadini. E’ questo il senso della riflessione condotta sulla soppressione dei consorzi di funzione tra enti locali e sulle risorse impegnate per il loro funzionamento, circa il 10% dell’intero consolidato destinato ai servizi socio-assistenziali della Regione Piemonte. Tuttavia va anche detto che qualcosa deve cambiare an-

che nella modalità con cui i servizi attivi nella nostra regione e destinati alle persone in difficoltà, perché anziane malate o disabili o prive di reddito adeguato si svolgono. Si tratta di iniziative importanti ed anche utili, ma, come qualcuno di voi avrà sperimentato, non sempre offrono la soluzione e, spesso, gli operatori non riescono a creare veramente quel legame di aiuto, che possa mettere in condizioni la persona di superare il proprio problema in maniera definitiva. Forse possiamo dire che la stagione dei diritti riconosciuti alla persona perché cittadino abbia fatto il suo tempo e che oggi, ove le difficoltà non sono la sola mancanza di reddito o la sola malattia, ma l’intrecciarsi di queste con la solitudine e l’assenza di relazioni significative, gli aiuti dati dai servizi pubblici debbano muoversi in un paradigma diverso: quello della responsabilità. Far crescere la responsabilità di chi riceve aiuti, sostegni, prestazioni, perché questi alimentino la capacità di cura verso sé stessi e verso la società e le persone, che li hanno offerti. La relazione di aiuto non si svolge solo all’interno di un setting professionale è un dono e non può che essere reciproca, tra chi aiuta e chi chiede, ed alimentare una corrente di cambiamento nei comporta-

menti e nella vita, altrimenti sussidi, pensioni, indennità sono solo momenti assistenziali e paternalistici, che creano dipendenza e solo raramente autonomia. Ciò richiede che i sistemi di dono e di relazione basate su solidarietà corte e legami di tipo comunitario, come quelle che da sempre realizzano le organizzazioni di volontariato e no profit, debbano trovare nuova forza di crescita ed espansione nell’area del sistema pubblico di welfare, contrariamente all’idea, a lungo egemone nelle scienze sociali, che l’espansione dell’azione pubblica, soprattutto con l’affermazione del welfare state, ne avrebbero reso residuale, o quantomeno compresso, la funzione sociale. La reificazione delle organizzazioni del Terzo Settore a mero strumento del sistema di welfare pubblico o a mero soggetto erogatore di interventi ad integrazione di quelle erogate dal sistema pubblico deve lasciar posto ad un nuovo protagonismo sociale di questa vasta ed inesauribile fonte di energia e di vitalità creativa. Questa riscoperta del mondo della solidarietà sociale libera e gratuita va in gran parte contestualizzata, da un lato, considerando il cambiamento qualitativo della domanda di servizi sociali, e, dall’altro, sostenuta con forza, non solo, perché funzionale al superamento della crisi finanziaria ed organizzativa dei sistemi di welfare di molti paesi europei, ma perché essenzialmente funzionale ad alimentare nuovi processi di responsabilizzazione umana, personale e sociale tra le persone e nelle comunità. In Italia come in Piemonte l’esternalizzazione e la commercializzazione dei servizi sociali è avvenuta attraverso il consolidamento e l’ampliamento della partnership tra istituzioni pubbliche e organizzazioni nonprofit, consolidando anche forme dirette da parte del cosiddetto Terzo Settore di organizzazione ed erogazione dei servizi sociali e società solidale N. 5/2011 - 11


socio-sanitari, richiesti dai cittadini e messi a carico della spesa pubblica. La rilevanza economica del settore nonprofit, non solo in termini di servizi erogati ma anche dal punto di vista della creazione di occupazione e del prodotto interno lordo, è pertanto una risorsa a disposizione perché il nuovo sistema dei servizi sanitari e sociosanitari trovi nelle imprese del Terzo Settore e nelle organizzazioni di volontariato, di cui è ricca la Regione, un nuovo soggetto promotore di iniziative ed erogatore di prestazioni, per garantire lo sviluppo e la crescita delle attività nell’area della cronicità, ove bisogno di salute e bisogno di senso e relazione umana si integrano nella prestazione, superando il semplice paradigma professionale. In quest’ottica il ribaltamento dei rapporti tra Stato e Terzo Settore rappresenta una sfida per la rivitalizzazione e la sostenibilità economica del sistema di welfare regionale, laddove come nel nuovo piano socio-sanitario si attribuisce un ruolo attivo di tutela delle fasce deboli alle organizzazioni pubbliche (vedi ASL, unioni di Comuni e Comuni) e quello di produzione delle prestazioni e degli interventi alle organizzazioni del Terzo Settore (organizzazioni di volontariato e imprese non-profit). Certo in questo difficile momento saranno le imprese noprofit, purchè di adeguate dimensioni aziendali, più dotate di progettualità e capacità di rilevazione dei bisogni a

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riassumere su di sé il ruolo di gestore ed erogatore diretto delle prestazioni sociali e socio-sanitarie. Al mondo delle odv spetta in qualche modo trovare una nuova collocazione ed un nuovo protagonismo, che tenga conto delle dimensioni organizzative e di altre caratteristiche. Da una recente ricerca del CNEL emerge, infatti, come le istituzioni attive nei settori della filantropia, della sanità e della tutela dei diritti impiegano in media un numero di volontari superiore alle 30 unità, mentre in quelle operanti nell’ambito delle relazioni sindacali, dello sviluppo economico, dell’istruzione/ricerca e della ricreazione il numero di lavoratori volontari è inferiore alle 20 unità. Inoltre, è bene osservare che il numero di volontari è correlato con le risorse economiche e dunque con una maggiore complessità e strutturazione organizzativa. Difatti, il valore medio di volontari è pari a 12 nelle organizzazioni con entrate inferiori ai 2,5 mila euro, mentre supera le 20 unità tra quelle con un bilancio superiore ai 30 mila euro. Il tratto sociale più rilevante che identifica i volontari è il capitale culturale, concetto da intendere, nella forma più neutra, come uno stile di vita caratterizzato dal consumo di prodotti culturali e dall’elevata formazione scolastica, ma anche come un fattore di differenziazione sociale che garantisce potere e status a chi lo possiede in maggiore misura (Bourdieu, 1986). Inoltre, per quanto riguarda

l’associazione tra partecipazione religiosa e pratica del volontariato, in letteratura ricorre di frequente la tesi che la religione, intesa come sistema simbolico, fornisca dei frame cognitivi e normativi che facilitano l’attivazione e la mobilitazione in diverse forme di partecipazione sociale (Wilson & Janosky, 1995). La relazione tra la probabilità di svolgere un’attività di volontariato e la frequenza ai riti religiosi ha un andamento monotono crescente, nel senso che la disposizione verso il volontariato cresce all’aumentare del livello di partecipazione ai riti di culto, monotonia che si osserva anche rispetto alla frequenza con cui si incontra gli amici. In genere, durante una giornata media, si dedicano al volontariato organizzato circa 2 ore e 36 minuti e al volontariato spontaneo e un’ora e 46 minuti (tab. 7). E’ interessante, poi, osservare che il tempo dedicato al volontariato organizzato è più elevato nei contesti urbani metropolitani (superiore alle 3 ore) rispetto ai comuni di piccole e medie dimensioni. Per concludere: piccole dimensioni organizzative e finanziarie, elevato capitale umano e passione operativa fanno di questo mondo una fonte inesauribile di ricchezza per il sistema di welfare e per un welfare in crisi. E’ un mondo, da valorizzare, che attende, libero da vincoli e lacciuoli di poter progettare in maniera autonoma ed indipendente dalle centrali pubbliche del sistema di welfare interventi di tutela ed assistenza fortemente caratterizzati dalla vicinanza e dalla prossimità alla persona umana in difficoltà,. Alle politiche pubbliche, anche regionali, e alle il compito di sostenerlo e valorizzarlo, per renderlo un pilastro centrale nell’ottica di fare di questa nostra comunità una comunità di persone che cresce e si prende cura di tutti i suoi cittadini, soprattutto di quelli più in difficoltà. Raffaella Vitale

L’

argomento relativo al valore economico della gratuità e della responsabilità sociale nell’azione del Volontariato, ed in particolare del Volontariato organizzato, è un tema per molti aspetti stimolante, che contribuisce a fornire una ulteriore chiave di lettura al fenomeno del Volontariato nella nostra società. Non è un caso che si stiano sviluppando studi e ricerche sull’argomento, poiché è naturale che quando un “movimento” viene ad assumere un ruolo importante nella vita sociale si cerchi di indagarne le dimensioni anche da un punto di vista dell’impatto economico. Se si prende a riferimento il recente studio del CNEL in merito, riferito alla valorizzazione del lavoro volontario nel settore del non profit in Italia, emergono dati che dimostrano l’ampiezza del fenomeno nella nostra società, dati che giova riportare per sottolinearne la significatività: la quantificazione del valore economico di tale attività in Italia viene stimata in 7.779 milioni di euro, che in termini relativi, corrisponde allo 0,7% del PIL e, se sommata al valore totale della produzione delle organizzazioni non profit, porta a quantificare la ricchezza prodotta nella nostra nazione dall’intero settore nel 4% del PIL. Ritengo sia positivo, quando si parla di Volontariato, poter fare riferimento anche a tali aspetti di quantificazione economica dell’apporto del “lavoro” volontario, poiché è anche attraverso l’adozione di concetti e unità di misura più “familiari” al comune sentire che è possibile divulgare informazioni su tale fenomeno e renderlo più comprensibile; anche se ritengo non facilmente immediato, per chi si occupa di studiarne le caratteristiche, applicare tali strumenti di misura ad una realtà tra le più variegate e dinamiche della nostra società. Nonostante sia certamente utile ricorrere a strumenti di valutazione economica per fornire un’ulteriore dimensione al fenomeno, ritengo che possa, sulle prime, apparire inconciliabile


associare concetti e strumenti di misurazione economica ad un’attività che ha tra i suoi valori fondanti la gratuità. Occorre in proposito evidenziare che la gratuità che sta alla base dell’azione del Volontariato, come evidenziato da diversi commentatori, non è da intendersi solo come assenza di remunerazione e fine di lucro, oppure di rendite di posizione e vantaggi diretti o indiretti (come tra l’altro sancito dalla Carta dei Valori del Volontariato), ma attiene alla sfera del dono. La dinamica del “donare” insita nell’azione volontaria fa sì che si sviluppi un nuovo tipo di legame sociale, che generalizza le relazioni associative ed amicali nei confronti di persone “terze”, proiettandosi nel futuro ed instaurando un circuito basato

renza sul Volontariato di Venezia, il Volontariato, inteso come espressione della propensione solidaristica spontanea, fa parte integrante della tradizione italiana ed ha origini molto antiche e trasversali a tutte le culture (cattolica, socialista, liberale). E’ stato in ogni caso un passo fondamentale che il “volontariato” sia entrato a far parte del dibattito economico e sociale in Italia e che sia stato dato un riconoscimento anche giuridico al fatto che il Volontariato è una forma di partecipazione sociale che contribuisce alla crescita della società stessa. Pertanto, da un lato vi è una tradizione di interventi insita nella nostra società (e persino, come sottolineato dal Prof. Vittadini, nella natura stessa dell’uomo);

sulla fiducia. Il Volontariato consente pertanto al singolo di esprimere la propria personalità nella realizzazione del “bene comune”, al di fuori di logiche di profitto economico. Non bisogna però incorrere nell’equivoco di ritenere che l’attività svolta dal Volontariato, poiché gratuita secondo tutte le accezioni sopra evidenziate, debba ritenersi avulsa dalle necessità di supporto anche di natura materiale ed economica per lo sviluppo della sua azione concreta. Questo ancor più se si considera che il Volontariato è stato individuato come uno degli attori e degli interlocutori più importanti nella realizzazione delle politiche sociali. Come ben evidenziato anche nel corso della recente Confe-

dall’altro, norme giuridiche che sanciscono il principio di solidarietà e che riconoscono che la presenza di un’azione sociale già esistente e libera, con le sue forme ed i suoi fini (cfr Art. 1 L. 266/91, “La Repubblica italiana riconosce il valore sociale e la funzione dell’attività di volontariato come espressione di partecipazione, solidarietà e pluralismo, ne promuove lo sviluppo salvaguardandone l’autonomia e ne favorisce l’apporto originale per il conseguimento delle finalità di carattere sociale, civile e culturale individuato dallo Stato, dalle regioni, dalle province autonome di Trento e di Bolzano e dagli enti locali”). La Legge quadro sul Volontariato n.266 del 1991, inoltre, nel

fissare le condizioni generali entro cui un’iniziativa solidaristica è ammessa all’interno della sfera pubblica, definendo così i requisiti per lo status di “Organizzazione di Volontariato”, mostra di preoccuparsi anche del sostegno economico all’azione solidale svolta nella forma di Organizzazione di Volontariato (OdV). Ed infatti, all’Art. 12 prevede la costituzione di un apposito fondo per il finanziamento di progetti presentati dalle OdV, ed all’Art. 15 prevede la costituzione del Fondo Speciale per il Volontariato presso ogni regione, alimentato dalle Fondazioni di origine bancaria e destinato all’istituzione di Centri di Servizio per il Volontariato a disposizione delle OdV e da queste gestiti; il successivo Decreto applicativo dispone che i Fondi Speciali siano amministrati da organismi appositi, i Comitati di Gestione, che svolgono, tra le altre, funzioni di controllo di legittimità sull’attività dei Centri di Servizio. Da quanto più sopra brevemente introdotto, il Volontariato appare un attore che ricopre un importante ruolo all’interno della società, sia per la significativa mole di attività messa in atto dai Volontari e testimoniata anche in termini economici dalla quantificazione del loro lavoro, sia in termini qualitativi per la capacità del Volontariato di produrre beni relazionali e per la caratteristica di sensore dei bisogni emergenti nella società; ed infatti, il legislatore ha riconosciuto tale ruolo anche a livello normativo, ponendolo come uno degli attori che concorrono a realizzare il principio di sussidiarietà. E’ pertanto significativo che siano state previste ed adottate modalità di sostegno al lavoro del Volontariato, ad ulteriore comprova del riconoscimento di tale ruolo; tra le molte politiche che, a livello nazionale e locale vengono messe in atto per supportare il Volontariato, mi è impossibile non annoverare i Fondi Speciali per il Volontariato; per effettuare le considerazioni che seguono mi riferirò in particolare all’esperienza piemontese.

I Centri di Servizio per il Volontariato (CSV) sono strutture che hanno la specifica funzione di sostenere e qualificare l’attività delle OdV, così come definite dalla normativa; sono realtà relativamente recenti, poiché nate dal 1997 in poi, e, ad oggi, presenti su tutto il territorio nazionale. In Piemonte, sono presenti in tutto nove CSV, uno per ogni provincia ad eccezione di quella di Torino, nella quale ne sono stati istituiti due. Ogni CSV, pur in presenza di caratteristiche comuni, svolge la propria attività attraverso percorsi che rispecchiano le specificità dell’area territoriale di riferimento: fatto, questo, positivo, visto che la loro caratteristica irrinunciabile è la capacità di saper rispondere in modo mirato alle esigenze delle OdV del territorio; il tutto, nell’ambito delle disposizioni normative in merito. Al fine di perseguire la loro mission di sostegno e qualificazione delle OdV, i CSV erogano prestazioni sotto forma di servizi potenzialmente a favore di tutte le OdV presenti sul territorio di riferimento. A completamento di tale ruolo dei CSV, sono state inoltre previste forme di sostegno di progetti di intervento delle OdV (c.d. progettazione sociale). Il Comitato provvede a ripartire tra i CSV esistenti in regione il Fondo Speciale disponibile per una data annualità, importo in base al quale i CSV elaborano il proprio programma di attività, che viene poi esaminato ed ammesso a finanziamento dal Comitato stesso. Il Comitato, tra l’altro, ha da tempo previsto che la programmazione venga definita, nell’ambito delle prestazioni ammesse dalla normativa, con il coinvolgimento delle OdV locali e sulla base dell’analisi dei bisogni rilevati; quanto precede al fine di sviluppare gli interventi sulla base delle effettive necessità riscontrate. Al fine di fornire una quantificazione del Fondo Speciale piemontese, evidenzio che, a partire dalla costituzione del “sistema” ex Art. 15 L. 266/91 in Piemonte nell’anno 1996 sino società solidale N. 3/2011 - 13


all’attuale esercizio 2011 è stato reso disponibile per lo sviluppo della programmazione dei CSV un importo di poco superiore a 126 milioni di euro; nell’attuale esercizio 2011 è stato potenzialmente reso disponibile un importo di più di 8 milioni di euro. I CSV piemontesi pubblicizzano i servizi erogabili e richiedibili dalle OdV in appositi documenti (Carta e/o Regolamento dei servizi), ove riportano sia il “catalogo” dei servizi offerti sia le modalità e le limitazioni connesse ad ogni servizio potenzialmente richiedibile. La gamma dei servizi che i CSV piemontesi possono offrire è molto vasta, e non si ha qui la pretesa di effettuare una disamina esaustiva sull’argomento; nello stesso tempo, può essere utile presentare una panoramica generale di tali tipologie di interventi, sviluppati sulla base delle 4 macro-aree esplicitate dalla normativa (promozione, consulenza/ assistenza, formazione, informazione/ documentazione). Un’ampia quota delle risorse assegnate annualmente ai CSV viene utilizzata dagli stessi per offrire servizi e supporti connessi alla realizzazione di iniziative di promozione del Volontariato e della cultura della solidarietà su temi di interesse per le OdV. Un’altra importante funzione dei CSV a supporto delle OdV è l’attività di consulenza, che comprende “l’erogazione” di prestazioni professionali offerte a sostegno e qualificazione del Volontariato nello sviluppo delle sue attività ordinarie e progettuali; si tratta di attività di consulenza sia su temi più “ordinari” nell’ambito dell’attività delle OdV sia su temi più specialistici, relativi a tematiche complesse o di non frequente trattazione. Importanti risorse vengono altresì destinate ad iniziative di assistenza, che comprendono tutti quei servizi attinenti alla “logistica” ed ai servizi “di base” (copisteria, mesa a disposizione di locali, automezzi e attrezzature). Con riferimento ai dati relativi ai consuntivi di esercizio

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2010 dei CSV piemontesi, ben due terzi delle risorse utilizzate dagli stessi CSV per l’erogazione di servizi sono relative ad interventi nell’ambito della promozione e della consulenza/assistenza. Circa un quarto di tali risorse viene invece impiegato per offrire servizi nell’area di informazione/ documentazione; in quest’ambito, i CSV si occupano ad esempio di offrire informazioni e notizie su tematiche di interesse per le OdV ed altresì di informare la cittadinanza sugli eventi promossi dal Volontariato o nei quali il Volontariato è coinvolto. La restante parte delle risorse viene utilizzata per soddisfare le esigenze formative delle OdV, attraverso l’organizzazione di corsi, convegni e seminari formativi. Un’ulteriore importante modalità di supporto all’attività delle OdV è data dal supporto alla c.d. progettazione sociale, ovvero dal sostegno ai progetti di intervento delle OdV stesse. In Piemonte, i CSV hanno da tempo sviluppato, accanto all’attività ordinaria di erogazione di servizi, modalità di sostegno alla progettazione sociale delle OdV, con l’obiettivo di rispondere in maniera diversificata e sempre più efficace alle esigenze emergenti dalle OdV stesse. In tale tipologia di sostegno sono anche ricomprese iniziative di finanziamento diretto a progetti delle OdV di norma più complessi e strutturati, possibilità resa possibile dal Comitato di Gestione sin dall’anno 2003. Complessivamente, per quanto concerne l’attività di sostegno diretto alla progettazione sociale delle OdV nel periodo 2003 – 2009, sono stati ammessi a finanziamento 217 progetti per ammontare di circa 3,2 milioni di euro.. Nel 2010, il “sistema” piemontese ha provveduto a recepire le indicazioni di cui all’Accordo nazionale tra ACRI, Consulta Nazionale dei Comitati di Gestione, Convol, Forum terzo Settore, Consulta del Volontariato e CSVnet che, tra l’altro, prevede che parte delle risorse assegnate ad ogni regione a partire dal-

l’esercizio 2011 sia vincolato al sostegno della progettazione sociale. In Piemonte, a seguito dei lavori della Commissione Regionale di Coordinamento della progettazione sociale (tavolo di concertazione previsto dalle Linee Guida applicative dell’Accordo predetto che si occupa di definire gli aspetti concernenti tale ambito di intervento dei CSV), sono state individuate tre tipologie di Bando per il sostegno alla progettazione sociale; l’importo disponibile per lo sviluppo di tali forme di sostegno ammonta a circa 2,5 milioni di euro.

Ad oggi, tutti i CSV hanno provveduto a pubblicare il Bando a Scadenza Unica (obbligatorio per tutti i CSV), ed anzi per tale Bando risultano per la quasi totalità dei CSV scaduti i termini di presentazione dei progetti; sono altresì stati pubblicati o sono in fase di emissione i Bandi di 5 CSV relativamente alle altre tipologie di Bando individuate. L’obiettivo in ogni caso è procedere all’ammissione a finanziamento ed alla conseguente pubblicazione di tutti i Bandi entro il corrente anno. Tale forma di sostegno ai progetti delle OdV può ritenersi complementare a quanto i CSV già ordinariamente svolgono e rappresenta un’ulteriore importante possibilità offerta al Volontariato per sviluppare la propria azione. Da quanto sopra sommariamente illustrato, l’attività dei CSV assume pertanto un importante rilievo nel sostegno all’azione del Volontariato, sia in termini di qualità e differenzia-

zione dei servizi e dei sostegni attivati sia in termini di risorse impiegate. Peraltro, è da tenere presente che la panoramica sopra esposta illustra unicamente l’esperienza piemontese, ed è quindi solo parziale rispetto alla intera situazione italiana. In conclusione, emerge come l’attività dei CSV contribuisca e sia funzionale ad offrire strumenti per la crescita del Volontariato, nell’ottica di una maggiore qualificazione, efficienza ed efficacia della sua azione; in tal modo il Volontariato può maturare e divenire sempre più consapevole del suo ruolo nell’ambito dell’attuazione delle politiche sociali sul territorio. Nella misura in cui tale processo di qualificazione si verifica, le risorse (come quelle dei Fondi Speciali) impiegate a sostegno del Volontariato non possono essere viste come meramente “assistenziali” nei confronti di tale movimento, ma rappresentano un vero e proprio “investimento” che viene rivolto al Volontariato proprio riconoscendone l’alto valore sociale. Rappresentare in termini economici il “ritorno” alla società del lavoro volontario può pertanto costituire una delle chiavi di lettura per verificare se tale “investimento” sia stato o meno fruttuoso. Ritengo che i dati presentati contribuiscano a dare una risposta affermativa in tal senso. In presenza di un Volontariato che, nell’assumere appieno il ruolo di attore ed interlocutore nell’ambito dell’azione sociale, sia in grado di non perdere di vista la sua visione ideale, che lo contraddistingue ed in qualche modo lo valorizza rispetto ad altri attori, non vi è contraddizione nel riconoscere un valore economico alla gratuità dell’azione volontaria. Del resto in conclusione, basterebbe chiedersi: e “se i volontari per un giorno non facessero i volontari cosa succerebbe?” quindi teniamoceli stretti, valorizziamoli, riconosciamone il valore economico ma soprattutto rispettiamone la libertà. Mauro Battuello


Un’amicizia all’OPERA La santità piemontese nella Torino dell’Unità La Mostra è stata visitabile fino all’8 novembre nella Sala Mostre della provincia di Cuneo

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artedì 25 ottobre, nella Sala Falco del Centro Incontri della Provincia a Cuneo è stata presentata la mostra “Un’amicizia all’opera. La Santità Piemontese nella Torino dell’Unità”. L’incontro, organizzato dal Centro Servizi Volontariato “Società Solidale” in collaborazione con il Centro culturale il portico di Salomone, è stata l’occasione per spiegare i contenuti della Mostra e le motivazioni che hanno spinto i promotori della stessa a dedicarla a sette Santi sociali che hanno svolto la loro opera di carità in Piemonte. Nel corso della serata, dopo l’introduzione del Presidente del CSV Società Solidale Giorgio Groppo e del Presidente del Centro Culturale il Portico di Salomone Paolo Delfino è

intervenuto il Vescovo della Diocesi di Cuneo e Fossano Mons. Giuseppe Cavallotto che ha sottolineato quanto, in questo momento di profonda crisi economica sia importante ricordare questi grandi uomini che si sono prodigati per il vangelo amando infinitamente gli ultimi e restando sempre dalla parte dei poveri e delle persone in difficoltà. La serata è proseguita con l’interveto di Michele Rosboch, professore all’Università degli studi di Torino e Presidente del Centro culturale Pier Giorgio Frassati, che ha sottolineato come questa mostra rappresenti il modo di andare a fondo dei 150 anni dell’Unità d’Italia in maniera non scontata e non formale. I sette Santi protagonisti della Rassegna, ha aggiunto, sono personaggi

straordinari, capaci di leggere il proprio tempo e di andare oltre capendo i bisogni reali e trovando le modalità operative per dare risposte concrete andando oltre a quello che le istituzioni potevano fare. Ha concluso gli interventi Paolo Gardino, curatore della mostra, che ha spiegato come tutti i protagonisti della mostra, all’inizio della loro opera non avevano alcun progetto, nessuna previsione sociologica in merito alla realtà che sarebbero andati ad affrontare. Le loro

azioni sono state spinte dalla provvidenza e da una Caritas Christi che li ha sempre portati ad amare gli altri come Dio fa con ognuno di noi. Questi Santi, ha concluso Gardino, hanno anticipato ciò oggi è un fatto acquisito: la dignità di ogni persona in ogni sua forma. Elisa Girardo La Mostra, promossa dal Centro Servizi per il Volontariato Società Solidale di Cuneo con il Centro culturale “Il portico di Salomone e il Centro culturale Pier Giorgio Frassati e con il sostegno di Consorzio beni culturali Italia, Italia 150, Compagnia di San Paolo, Fondazione CRCuneo e Regione Piemonte, è stata visitabile gratuitamente fino all’8 novembre 2011 in Sala Mostre della Provincia di Cuneo (Corso Nizza angolo Corso Dante) tutti i giorni dalle 17.00 alle 19.30.

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Il mio nonno è... un SUPERNONNO

L’

Associazione Smilab (laboratorio del sorriso) di Cherasco, in collaborazione con il Centro Servizi Volontariato “Società Solidale”, ha ideato e proposto il corso di formazione “Il mio nonno è un super nonno”. Durante le lezioni del corso, che prende vita da un’idea di Don Silvio Mantelli (Mago Sales), i nonni volontari tornano allievi per imparare come giocare, dialogare, interagire e divertirsi con i propri nipoti e come entrare in punta di piedi nel loro mondo, essere accettati come compagni di gioco e diventare così con facilità dei veri Super Nonni per i nipoti e anche per i loro amici. Giorgio Groppo, Presidente

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CSV “Società Solidale”: “Nella nostra società c’è una grande emergenza educativa, per questo il CSV investe da sempre in progetti di sensibilizzazione scolastica al volontariato nelle scuole di ogni ordine e grado. È necessario e importante aiutare i giovani a maturare, avvicinandosi gradualmente a fare volontariato. La maturazione deriva dall’età, dagli anni di esperienza e dagli esempi, per questo abbiamo accolto con entusiasmo la proposta di Don Silvio Mantelli. Siamo convinti che i nonni siano i volontari per eccellenza e che sia fondamentale specializzarli nella loro quotidiana azione di volontariato.”

La scuola per nonni/e organizzata da Smilab di Cherasco in collaborazione con il CSV Società Solidale

Don Silvio Mantelli, Mago Sales: “Sovente succede di vedere pensionati seduti sulle panchine dei giardini pubblici a dar da mangiare ai colombi o accanirsi nel gioco dello scopone scientifico in una sala oratoriana. Per molti la solitudine è di casa. E dire che questi poveri vecchi sono ancora utili, magari a finanziare, con a loro pensione, le spese dei figli già sposati, che sempre più faticano a chiudere in pareggio il bilancio di fine mese. Ci sarebbero i nipotini, ma questi, il più delle volte vengono lasciati soli davanti alla televisione o al computer. L’ennesimo video di cartoni animati giapponesi ha finito di mettere in pensione i nonni per la seconda volta.

Per questo abbiamo pensato di organizzare a Cherasco, nella sede dello Smilab una vera e propria scuola per i nonni che si propone di insegnare come giocare, dialogare, divertirsi con i propri nipoti, diventando con facilità un vero beniamino. Un Super Nonno.” Carlo Faggi, Presidente Circoli magici della Lombardia, formatore del corso: “Durante il corso daremo ai nonni una serie di mezzi per divertire e stupire il nipote. Abbiamo escluso la tecnologia perché non meraviglia più i bambini, li si meraviglia ad esempio con un aeroplano di carta o con dei giochi di prestigio. L’obiettivo è fare in modo che il nonno


giochi con il nipote. Tutte le settimane si dedica un pomeriggio a un gioco, ad esempio la costruzione di un plastico del treno o la casa delle bambole. È un gioco mani nelle mani, il nonno insegna al nipote a fare delle cose, si coinvolgono anche gli amici dei nipoti; i nonni diventano animatori. Costruiamo dei bambini che avranno delle certezze anche quando saranno grandi. Cercheremo di insegnare ai nonni ad entrare in punta di piedi facendosi accettare dal bambino come compagno di giochi.” Il primo appuntamento si è tenuto domenica 2 ottobre, in occasione della Festa dei nonni a Cherasco con la giornata “I nonni? = Angeli senza ali” a partire dalle ore 10.30 con la celebrazione della Messa e alle 11.30 al Teatro Salomone per lo spettacolo dei nonni con i nipoti. Tutte le lezioni del corso di formazione, completamente gratuite, “Il mio nonno è un supernonno”, con cadenza settimanale, si svolgono presso lo Smilab a Cherasco. Per informazioni: Mago Sales presso SMILAB (Laboratorio del sorriso), tel. 335-47.37.84, sales@sales.it, www.smilab.it www.sales.it www.magosales.com. Elisa Girardo

La redazione di “Società Solidale” ha posto alcune domande a don Silvio Mantelli, ideatore del corso. Don Silvio com’è andato il corso per super nonni? Il corso per i nonni è stato un “super corso”. Ha avuto un successo al di là di ogni previsione. Fin dalla prima lezione erano presenti ben 38 nonni e nonne (un numero non aspettato per una cittadina come Cherasco), tanto è che si è subito deciso di dividere i partecipanti in due corsi paralleli. Si è capito che tutti i partecipanti erano fortemente interessati a portare a casa strumenti di animazione e idee da proporre ai propri nipotini. Quando si sono svolte le lezioni e quanti sono i neo super nonni? Le lezioni sono state quattro ed hanno visto la partecipazione, come docenti, di Carlo Faggi, mago, animatore e presidente del Circolo magico Lombardo, di Guerino Biscàro, volontario presso il Comune di Milano, per quanto riguarda l’animazione di bambini dell’infanzia e di don Silvio mantelli, il Mago Sales. Quali risultati si sono ottenuti con questo corso? Il corso è stato preceduto dalla celebrazione della Messa il 2 ottobre (festa dei nonni) presieduta da don Silvio, presso la parrocchia San Pietro di

Cherasco, dove erano presenti, in maggioranza, nonni e nipoti. Molto commuovente è stato il momento delle preghiere di alcuni nipotini rivolte ai propri nonni. Al pomeriggio una cinquantina di persone (nonni, genitori, educatori) hanno assistito alla conferenza di don Ezio Risatti, Rettore dell’Università di Psicologia salesiana. Hanno partecipato, in modo preponderante i cheraschesi, con alcune presenze dei comuni di Bra, Alba e Cuneo. Ad ogni partecipante è stato consegnato un sussidio in cui erano descritti dettagliatamente i vari giochi insegnati e sperimentati durante il corso. I risultati sono stati sorprendenti. Lo dimostra il numero dei partecipanti e la continuità delle presenze a tutte le lezioni. Si è subito creato un clima di collaborazione e forte amicizia, che ha reso gradevole e un po’ indimenticabile l’intero corso. Tant’è che, a richiesta generale, si è deciso di continuare le lezioni per altre settimane. Ci si incontrerà ogni quindici giorni: lunedì 7 novembre una lezione di origami (stelle di natale con addobbi vari e preparazione di un presepio di carta colorata). La lezione sarà tenuta da un amico di Torino del Mago sales: Enzo Latella. Il successo più grande si è avuto nelle singole famiglie, a detta dei nipotini e dei compagni

dei nipotini, che hanno invitato i propri nonni a frequentare il corso. Sarà ripetuto in futuro? E quindi, sicuro, una nuova proposta in un prossimo futuro, non solo a Cherasco. Solo oggi ho ricevuto l’invito di proporre il corso presso l’associazione di Unitre a Cuneo. Una parrocchia di Torino, avendo saputo di questa esperienza, ne ha fatto formale richiesta. Si può dire che il volontariato nasca in famiglia, dall’esempio dei nonni ai nipotini? Senz’altro il volontariato nasce in famiglia, tra le mura domestiche e a tenerlo a battesimo sono stati proprio i più piccoli: i nipoti, che hanno invitato i propri nonni a iscriversi al corso. La pubblicità non è quindi venuta dalla televisione o dal computer, ma da un canale “primordiale”, in uso da millenni. Il “passa parola” dei nipoti verso i propri nonni nelle singole case domestiche. Il mago Sales ha poi iniziato una scuola di magia per i piccoli (alcuni dei quali sono nipoti dei Super Nonni/e). In questo caso i piccoli si sono rivelati più che mai interessati e fanno ben presagire in una nuova società in cui volontari si nasce e si diventa… con l’esempio, indispensabile, dei nonni. Giorgia Barile società solidale N. 5/2011 - 17


ALLUVIONE IN LIGURIA Il presidente del Centro Servizi per il Volontariato Groppo scrive al collega di Genova: “Non vi lasceremo soli”

“I volontari sono il motore propulsore della rinascita: lavorano, aiutano, porgono una mano senza lamentarsi mai”

propulsore della rinascita e sapranno portare conforto alle tante persone colpite che con fiducia stanno reagendo.

Caro Stefano, a seguito dell’alluvione cha ha colpito la Vostra Città e tutto il territorio ligure, ritengo importante farTi giungere il mio affetto e la mia vicinanza. La vicinanza del Consiglio Direttivo, delle collaboratrici e di tutti i volontari della Provincia di Cuneo e per il Tuo tramite vorrei che fosse trasmesso a tutti i Vostri Volontari. La nostra gente, ha ancora negli occhi i tragici eventi che colpirono la nostra Provincia nel ‘94, l’alluvione che spazzò via strade case, paesaggi interi, contando ogni giorno mori e devastazioni. Ma la nostra gente trovò la forza di rialzarsi per continuare a vivere e sperare in un futuro migliore quando tutto era distrutto e non avevano più niente, neppure le lacrime per piangere.

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Molte persone ci aiutarono da tutta Italia, perché la nostra è una grande Nazione che si divide per delle sciocchezze ma nel momento del bisogno ritrova l’unità e ridiventa un popolo che crede nella fratellanza e nella solidarietà. Così sarà ora per Voi, non vi lasceranno e non Vi lasceremo soli, perché la speranza non morirà mai finché ci saranno persone con l’orgoglio e la volontà di non abbattersi mai, finché ci saranno i Volontari i quali con il coraggio, la generosità e la dignità che li contraddistingue, saranno ancora il motore

Loro, sono accorsi da ogni parte, organizzati, professionali, preparati, altri si sono presentati senza essere chiamati ed in questi giorni i mezzi di informazione, oltre alle terribili immagini delle devastazioni, ci fanno vedere indirettamente i volontari che lavorano, che aiutano, che porgono una mano, un pò di conforto, senza lamentarsi mai e sempre con il sorriso: guardando loro, siamo confortati, perché una società solidale è un sogno che vale ancora la pena di essere sognato”. Il presidente del Csv Società Solidale di Cuneo, Giorgio Groppo

Stefano Tabò Presidente CSV Genova


Il CSV ha incontrato le OdV per programmare il 2012

Costruiamo insieme il nostro futuro

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artedì 27 settembre il CSV Società Solidale ha incontrato le Organizzazioni di Volontariato della provincia di Cuneo per condividere la costruzione del Programma previsionale anno 2012. Il documento, in seguito, va sottoposto all’esame del Comitato di Gestione del Fondo Speciale per il Volontariato piemontese e all’approvazione dell’Assemblea dei soci CSV. Il Programma previsionale, per un Centro di Servizi, ha un’importanza strategica in quanto descrive le azioni che si intendono realizzare e ne indica le risorse necessarie. Nell’ottica di rendere il programma maggiormente partecipato e condiviso con tutti, prima di portarlo all’Assemblea dei Soci per la discussione ed approvazione finale, il CSV ha organizzato

un incontro con tutte le Associazioni della provincia di Cuneo al fine di cogliere idee, proposte e suggerimenti per il

nuovo anno. Ciò ha consentito di individuare insieme obiettivi e priorità e di poter essere, così, anche nel 2012, al fianco

delle OdV per contribuire, in maniera efficace, alla realizzazione delle loro attività e dei loro progetti.

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Si è tenuta giovedì 3 novembre l’Assemblea dei soci del CSV “Società Solidale”

SOCIETÀ SOLIDALE programma il 2012 Il Programma previsionale 2012 Quota Servizi è approvato. Tutti concordi, nessun astenuto. Così si sono espressi il 3 novembre al Centro Incontri della Provincia di Cuneo i rappresentanti delle 321 Associazioni che aderiscono a Società Solidale durante l’Assemblea sociale, presieduta da Sergio Giraudo, Presidente dell’Associazione Lilt di Cuneo.

L’

attività del Centro Servizi per il Volontariato “Società Solidale” in programma per il 2012 è stata ampiamente presentata dal Presidente Giorgio Groppo che ha in via preliminare delineato il quadro economico sociale in cui Società Solidale (e più in generale il sistema CSV e il sistema Volontariato) si trova ad operare in questo delicato momento storico. Quindi un primo punto è stato posto sulle risorse disponibili: in ragione della crisi economica ormai tangibile, i fondi a disposizione per i CSV sono stati praticamente dimezzati e il Centro Servizi per il Volontariato “Società Solidale” è passato da un’erogazione di 1.877.730,04 euro per il 2010 ad una erogazione

di 895.524,21 euro per il 2012 - quota servizi. Ha sottolineato il Presidente Groppo: “Società Solidale ha sempre cercato di amministrare i fondi a disposizione con parsimonia pur garantendo tutti i servizi richiesti alle Associazioni; questo ci consente, anche in questi anni in cui i fondi messi a disposizione dei CSV si sono notevolmente ridotti, di guardare al prossimo triennio con fiducia e di garantire tutti i servizi alle Associazioni”. Grazie alle economie maturate in anni precedenti, quindi, anche per il 2012 le Associazioni di Volontariato delle provincia di Cuneo potranno usufruire di tutti i servizi fino ad ora erogati, compreso il Bando di Promozione che ser-

virà a tamponare anche per il 2012 l’attesa per i Bandi afferenti all’area Progettazione Sociale. Questo il secondo importante punto sottolineato dal Presidente. L’Accordo Nazionale per la Progettazione Sociale, sulla base del quale sono nati nel 2011 il Bando a Scadenza Unica e il Bando di Co Progettazione, sembra troverà attuazione per il 2012 nuovamente a partire dalla seconda metà dell’anno (con Bandi rivisti e resi più agevoli per le OdV); la possibilità quindi di poter mantenere nel Programma Servizi il Bando di Promozione consente al CSV di assicurare alle Associazioni una continuità delle proprie iniziative. In ragione del momento storico particolare, il Programma Previsionale 2012 è stato particolarmente condiviso con le Associazioni ed il territorio; il Presidente ha quindi ricordato i passaggi della costruzione del documento: 1)incontri con le OdV sul ter-

ritorio provinciale durante tutto l’anno 2)incontro con le OdV in seduta plenaria il 27 settembre (articolo a pagina 19) 3)incontro con i Sindaci della provincia il 4 ottobre (si veda il servizio alle pagine 31 e 32) 4)Commissione di Indirizzo interna al Consiglio Direttivo il 5 ottobre (la Commissione ha predisposto una bozza di Programma sulla base di quanto emerso dagli incontri sul territorio) 5)presentazione del Programma Previsionale 2012 in Consiglio Direttivo e sua approvazione. Questo iter laborioso, reso necessario però dall’obiettivo di realizare una maggiore aderenza dell’offerta di servizi rispetto ai bisogni manifestati dal territorio, ha dato vita al Programma Previsionale 2012 – Quota Servizi che soddisfa quanto richiesto in ogni Area Obiettivo su cui possono lavorare i CSV. Manuela Biadene


Promuovere il VOLONTARIATO al CINEMA Si prevede che lo spot potrà essere visionato da 110/120.000 spettatori. Questa tipologia di pubblicità permette di raggiungere un numero elevato di persone e sarà una buona opportunità per incentivare i cittadini alla scelta consapevole della donazione degli organi. Segnaliamo che chiunque fosse interessato ad utilizzare il cortometraggio in altri contesti può contattare telefonicamente la Delegazione (cell. 33873.56.758) oppure inviare una email di richiesta al seguente indirizzo: aitf.cuneo@libero.it

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ell’ambito dell’attività per la sensibilizzazione alla donazione organi la Delegazione di Cuneo “Giorgio Boggione e Regina Vaniglia” dell’Associazione italiana trapiantati di fegato – Aitf, ha terminato la realizzazione dello spot cinematografico dal titolo “doniAMO”. L’idea grafica e gli slogan sono stati ideati dalle ragazze/i della classe 5ª D (anno scol. 2010/11) dell’ Istituto Piera Cillario Ferrero di Alba nell’ambito di un progetto di collaborazione con l’associazione. L’agenzia Grafic by Kynoi Animazion di Torino ha curato il montaggio filmico. Il progetto di promozione del volontariato “DoniAMO” è stato realizzato in collaborazione con il Centro Servizi Volontariato “Società Solidale” di Cuneo. Lo spot sarà proiettato nelle sale cinematografiche della provincia di Cuneo, con il seguente programma:

AITF L’Aitf Associazione italiana trapiantati di fegato Onlus – Delegazione di Cuneo “Giorgio Boggione e Regina Vaniglia” ha sede ad Alba. Gli scopi fondamentali sono: • fornire informazioni di aiuto completo prima, durante e dopo il trapianto di fegato. • Promuovere attività di studio, formazione e ricerca.

DAL 2 DICEMBRE 2011 AL 5 GENNAIO 2012: Cinelandia Fiamma Cinelandia Borgo Cine4 Cityplex Multisala Impero A.M multisala Cinecittà Cine Teatro I PORTICI

Cuneo Borgo S. Dalmazzo Alba Bra Saluzzo Savigliano Fossano

sale 1 e 2 sale 9 e 10 tutte le sale tutte le sala tutte le sale tutte le sale tutte le sale

• Sensibilizzare l’opinione pubblica riguardo la carenza di donatori, in collaborazione con le altre associazioni di volontariato. • Favorire e mantenere i rapporti con le famiglie dei donatori di organi.

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Il risorgimento della CARITÀ

Presentato il libro che narra vita e opere di uomini e donne di fede in occasione dei 25 anni dell’Associazione Gruppo volontari parrocchia San Giovanni Battista di Bra

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artedì 8 novembre a Bra, nel Salone della Parrocchia di San Giovanni Battista è stato presentato il libro “Il risorgimento della carità” - Vita e opere di uomini e donne di fede. L’incontro - a cui erano presenti due dei tre autori del volume - è stato organizzato dal Centro Servizi Volontariato “Società Solidale” in collaborazione con l’Associazione Volontari S. Giovanni Battista e con il patrocinio del comune di Bra ed è stato l’occasione per mettere in evidenza come ci sia un altro risorgimento, sicuramente meno conosciuto che è quello dei Santi. La serata, che è stata moderata dal giornalista Claudio Puppione, è iniziata con i saluti del Presidente CSV Società Solidale Giorgio Groppo, dell’Assessore alla cultura del comune di Bra Biagio Conterno, del Presidente dell’Associazione Volontari S. Giovanni Battista Giuseppe Tibaldi e del Parroco della Parrocchia San Giovanni B. Don Gilberto Garrone. Ha aperto gli interventi Domenico Jr Agasso coautore del volume che ha spiegato come l’altissima concentrazione di figure canonizzate o beatificate, le cui vite e opere si sono intrecciate nello stesso periodo e nella stessa zona, in particolare a Torino, sia unica. Questi Santi, le cui storie sono narrate all’interno del volume Il risorgimento della carità, hanno pensato a strategie, hanno compiuto battaglie, hanno soccorso migliaia di persone. Si tratta di individui che si sono adoperati per dare speranza, dignità e un futuro, attraverso l’istruzione, la preparazione al lavoro, la creazione di case

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editrici, di biblioteche, di scuole in una Torino che viveva una situazione di degrado spaventoso. Renzo Agasso, uno dei due altri autori del volume, ha invece raccontato alla platea, con motivazione ed entusiasmo, come il libro sia una raccolta di storie dell’altro Risorgimento. I santi sociali non hanno pensato di costruire gli Italiani, sono arrivati a grandi risultati semplicemente facendo con impegno e dedizione il loro mestiere. Il Risorgimento è stato fatto da un concorso di persone di vario credo che, senza saperlo, hanno fatto nascere il concetto di comunità. I politici dal punto di vista geografico, i santi dal punto di vista della storia. Queste figure hanno fatto da collante senza fare politica, ma hanno aiutato a crescere il concetto di solidarietà. Se provassimo a immaginare l’Italia senza la loro vita – ha concluso Renzo Agasso le loro opere e le persone che li hanno seguiti il nostro paese sarebbe senz’altro più povero. Elisa Girardo

GLI AUTORI

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l libro è scritto a tre mani da tre generazioni di scrittori e giornalisti della stessa famiglia: nonno, padre e figlio. Si tratta di Domenico, Renzo e Domenico Jr. Agasso di Carmagnola. Ognuno ha curato la storia dei “propri santi”. Domenico Agasso ha diretto “Epoca”, “Espansione”, “Il Nostro Tempo”, è stato redattore capo di «Famiglia Cristiana» e autore di una ventina di libri. Renzo Agasso ha pubblicato 21 libri, in gran parte biografie di personaggi storici e contemporanei, dirige il mensile “Camilliani”, collabora a “Il Nostro Tempo”. Domenico Agasso jr è autore di cinque libri, scrive su “La Stampa”, “Il Sole 24 ore”, “Il Nostro Tempo”, “La Voce del Popolo”, ha curato per “Famiglia Cristiana” l’opera in tredici volumi “I Santi nella Storia”.


L’Associazione Gruppo Volontari S. Giovanni B.

L’

Associazione Gruppo Volontari S. Giovanni B. opera dal 1986 in campo socio-assistenziale. Quest’anno, dunque, ha festeggiato i 25 anni di attività a fianco delle persone bisognose del territorio. Il sodalizio diversi ambiti di intervento: • sostegno verso nuclei familiari e singole persone che si trovano in condizione di disagio; • una iniziativa chiamata l’Adozione di Vicinanza;

• animazione liturgica e accompagnamento presso le R.S.A. le Case di Riposo locali, ovvero Montepulciano, i Glicini e la Residenza Francone; • servizio di integrazione di persone diversamente abili con il progetto FreeWay che è realizzato in Parrocchia e nella città e con la presenza presso il centro diurno Il Girasole di Narzole con Volontari e Volontarie oltre che di Bra anche di Narzole, Cherasco e Novello; • curatela e di amministrazione di sostegno;

• partecipazione ai lavori della Consulta Comunale del Volontariato che raccoglie oltre 40 gruppi ed associazioni impegnate nell’attività di servizio alla persona; • la partecipazione alle attività del CSV “Società Solidale”; • adesione alla Scuola di Pace di Bra; adesione al Banco Farmaceutico ed a quello Alimentare; adesione all’attività della Cooperativa La Tenda di Fossano sul disagio abitativo. Sede legale/operativa presso Parrocchia San Giovanni Battista, Via Vittorio Emanuele II, 107 12042 Bra. Tel. 0172-41.21.85 email: giobat1986@libero.it. Iscrizione Registro Regionale Organizzazioni Volontariato D.P.G.R. n. 5549 del 28 dicembre 1992.

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GRANDE SUCCESSO di ADMO e VIP ITALIA: 180 nuovi donatori nella sola giornata di sabato 24 settembre “Ehi tu hai midollo?”: i volontari delle Associazioni erano presenti in Piazza Savona ad Alba e in Piazza Statuto a Mondovì

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abato 24 settembre ad Alba, in piazza Savona e a Mondovì, in Piazza Statuto, durante la Giornata Nazionale sotto il Patrocinio del Ministero della Salute, i volontari ADMO Piemonte Onlus e i clown di Corsia VIP Italia Onlus, hanno vissuto una meravigliosa giornata di sensibilizzazione e tipizzazione per la donazione di midollo osseo. Grazie alla presenza dei Medici Responsabili dei Servizi Trasfusionali degli Ospedali Locali e delle autoemoteche

presenti durante tutta la giornata, centotrentacinque persone tra i 18 e 40 anni, tra cui moltissimi giovani, si sono rese disponibili, con un semplice prelievo di sangue, ad entrare nel Registro dei Potenziali donatori di midollo osseo/cellule staminali per poter, un giorno, permettere ad un paziente oncoematologico di poter tornare a vivere. Quarantacinque persone hanno formalmente promesso di recarsi al più presto presso il Centro trasfusionale degli ospedali di Alba, Mondovì o

DATI ADESIONI DONATORI GRAZIE ALL’INIZIATIVA 183 fra Alba e Mondovì 719 tot piemontesi 2.832 in tutta Italia

Si ringrazia per il successo dell’iniziativa Alba: Sindaco e Amministrazione Comunale di Alba Musicanti delle vecchie brughiere (musica occitana), Avis, Medici ed Infermieri del Centro Trasfusionale dell’Ospedale di Alba, Banca d’Alba, Centro Servizi per il Volontariato “Società Solidale”, Ferrero SpA, O.S.T. Cartoleria di Alba, associazione L’arcobaleno VIP e tutti i collaboratori per la splendida avventura.

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Mondovì: Sindaco e Amministrazione Comunale di Mondovì Croce Rossa di Mondovì e Comitato provinciale CRI di Cuneo, Centro Servizi per il Volontariato “Società Solidale”, Akoostic Trio di Mondovì, Ferrero SpA, I Medici Centro Trasfusionale dell’Ospedale di Mondovì e dell’Ospedale di Cuneo, LPM Pallavolo Mondovì, associazione MondoVip e tutti i collaboratori per la splendida avventura


VIP a “Ehi tu hai midollo”

i

l 24 Settembre 2011 ad Alba in Piazza Savona durante la Giornata Nazionale ADMO, 150 donatori hanno concesso un prelievo di sangue per essere inseriti nella Banca del Registro Nazionale Donatori di Midollo Osseo/Cellule Staminali. Un enorme successo che pone Alba al 3° posto della graduatoria fra tutte le città d'Italia. Costoro, che hanno compiuto un gesto così nobile e importante, potranno forse un giorno salvare una vita e in questa eventualità li chiameremo “EROI” a tutti gli effetti. Cuneo per completare l’iscrizione. “Una giornata memorabile - è stato il commento degli organizzatori -, perché tanti donatori tutti insieme non si erano mai visti, un successo inaspettato grazie soprattutto all’entusiasmo con il quale i Clown di Corsia VIP hanno aderito, creduto e sostenuto il progetto di incrementare la banca dati dei potenziali donatori.” I volontari hanno fornito tutte

le informazioni sulla donazione insistendo sulla differenza fra midollo osseo – cellule staminali residenti nelle ossa lunghe e piatte del corpo- e midollo spinale, in quanto vengono molto spesso confusi generando false paure e ingiusti pregiudizi su questa tecnica terapeutica indispensabile nella cura di gravi patologie, come leucemie talassemie, linfomi e mielomi.

L'associazione L'Arcobaleno VIP Alba-Bra Onlus è lieta di aver collaborato alla riuscita della manifestazione ed è orgogliosa soprattutto della fiducia che i donatori hanno concesso ai clown che cercavano di sensibilizzarli sull'importanza del gesto, un caloroso grazie pertanto a tutti e un arrivederci alla prossima occasione Il presidente Sergio Campigotto

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NUOVA SEDE

L’inaugurazione si è svolta il 26 ottobre nei nuovi locali in Corso Italia 21

LILT

foto Piergiorgia Oderda

per la di MONDOVÌ

L

unedì 26 ottobre si è svolta l’inaugurazione dei nuovi locali della sezione Lilt di Mondovì che si trovano in corso Italia 21. Alla cerimonia era presente anche il sindaco di Mondovì Stefano Viglione che ha affiancato negli interventi il presidente della sezione provinciale Sergio Giraudo; i locali sono stati benedetti da don Gianpaolo Laugero. La delegazione di Mondovì è composta da 39 volontari che operano gratuitamente in diversi settori, attività e compiti. Un gruppo di volontari è presente negli uffici in Mondovì (corso Italia 21) dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 12 e nei giorni di martedì e giovedì dalle 15 alle 17. Tutti i mesi, al martedì, una dottoressa specializzata si dedica alle visite di controllo nei. Nel mese di ottobre 2011 per le donne sono previste visite senologiche gratuite da parte di una dottoressa esperta in oncologia; tale impegno denominato a livello nazionale come “Nastro rosa” è pubblicizzato in Mondovì con la suggestiva colorazione della fontana “Goj d’esse a Mondvì” (i bambini in girotondo) di corso Statuto. Durante l’anno si organizzano corsi antitabagismo, con lo scopo di aiutare psicologicamente

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tutti coloro che intendono smettere di fumare. Un secondo gruppo si dedica al delicato compito del trasporto di pazienti oncologici, utilizzando due pulmini propri nei vari ospedali della provincia, Cuneo, Mondovì, Savigliano, Fossano e fuori provincia a Candiolo, al San Luigi di Orbassano, al Cto e all’ospedale Valdese di Torino per radioterapie e chemioterapie; i pazienti vengono prelevati nei Comuni di loro residenza e trasportati e assisiti dai volontari nei vari ospedali di destinazione. Un terzo gruppo di volontari in maggioranza donne si prestano all’assistenza diretta e indiretta di pazienti oncologici e loro famigliari presso il Day Hospital oncologico di Mondovì tutte le mattine dalle 8.30 alle 12.30 dal lunedì al venerdì; verso le 10 i volontari offrono caffè, te, biscotti a tutti i pazienti presenti dell’ospedale in quanto la sezione può utilizzare una cucina attrezzata che la direzione ha messo a loro disposizione. Altri volontari nel periodo Natalizio si interessano dei mercatini per la vendita di panettoni e altri oggetti e durante il mese di marzo di ogni anno alla vendita di olio commestibile, attività che ha come scopo il funzionamento delle numerose attività. Una

persona molto importante per l’attività della sezione è la psicologa che con i suoi consigli è di grande aiuto nello svolgimento del volontariato. Volontari Lilt della delegazione di Cuneo e di Mondovì sono presenti dell’Hospice di Busca, struttura ospedaliera cha accoglie e assiste i malati terminati di tumore. Dal mese di maggio 2011 il primo e terzo lunedì del mese dalle 14.30 alle 18 presso il l’ufficio di Corso Italia 21 opera lo sportello del diritto al malato. Inoltre nel 2010-2011 la sezione ha svolto un importante e apprezzato ruolo nel cosiddetto “Percorso della salute”: è un progetto di prevenzione proposto dalla LILT provinciale e destinato ai bambini della Scuola dell’Infanzia e primaria, a famiglie e insegnanti. Il percorso della salute ha impegnato i volontari, dopo aver seguito un percorso di formazione specifico per gli interventi con i bambini in modo che la prevenzione sia presentata in termini semplici e chiari attraverso un fumetto animato. Il percorso ha interessato 55 alunni delle classi terze delle primarie di Breo e di Carassone del 1° circolo di Mondovì, 106 alunni della Primaria di Ceva di cui tre terze e due quarte, 43 alunni della terza, quarta e quinta di Frabosa Sottana e inoltre 78 alunni della scuola materna di Franosa Sottana e Soprana e Carassone. Il percor-

so verrà ripetuto anche per l’anno scolastico 2011-2012 con la possibilità di crescere e entrare in tante classi, portando ai bambini e alle loro famiglie l’alleato forte su cui si può contare per il futuro: la prevenzione che è lo scopo della Lilt. Come avviene il finanziamento L’attività della Lilt ha un costo (carburante mezzi trasporto, affitto ufficio riscaldamento telefono luce): si finanzia semplicemente con le donazioni da parte di Enti (istituti di credito), da singoli cittadini che purtroppo hanno avuto in famiglia o tra amici dei problemi oncologici e, da alcuni anni, con la donazione del 5 per mille sulle denuncie dei redditi. Inoltre, grazie a spettacoli teatrali che si organizzano con ingresso a offerta libera, dai soci volontari che versano un piccolo contributo per le tessere di appartenenza all’associazione. A tutti i volontari per il grandissimo impegno profuso ogni giorno va un grazie sincero per la loro gratuita attività. Questo grazie viene anche dai purtroppo numerosi pazienti che ogni giorni assistiamo: persone splendide i nostri volontari che dedicano molto del loro tempo libero per aiutare altri meno fortunati e bisognosi di un sostengo morale e materiale. La sezione Lilt Mondovì

DATI L’attività della sezione di Mondovì si riassume in questi dati relativi al 2010: Tessere rilasciate ai soci: 963 Visite nei: 829 Visite senologiche ottobre 2010: 117 Pazienti trasportati più volte nei vari ospedali 82 con 43.714 km percorsi con i nostri mezzi Volontari del traporto impegnati: 17 889 ore che i 10 volontari della sezione hanno prestato nel Day Hospitale oncologico di Mondovì per un totale di 254 mattinate

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INTERVISTA A UBI BANCA

Fare BANCA per bene Finanza e volontariato sono due binari paralleli oppure esistono dei punti di incontro? È una domanda che la redazione di “Società Solidale” pone ai protagonisti del mondo bancario. Continua la carrellata di approfondimenti sulle proposte finanziarie delle principali banche italiane e sugli strumenti ideati per andare incontro alle esigenze del mondo non profit. Su questo numero si approfondisce l’offerta di Ubi Banca. La redazione di “Società Solidale” ha intervistato il dottor Guido Cisternino, Responsabile Enti, Associazioni e Terzo Settore di UBI.

Ubi Banca parla di responsabilità sociale: che cosa si intende con questo concetto? “Fare banca per bene”, il motto che abbiamo adottato per la nostra comunicazione istituzionale e commerciale, è la migliore definizione della nostra idea di responsabilità sociale: fare bene il nostro lavoro di banca e farlo come persone per bene. Perciò certamente il rispetto della normativa, che è il requisito minimo, ma anche il rispetto di una serie di valori e principi etici che sono nel nostro DNA di banca popolare cooperativa e devono caratterizzare l’azione di tutte le nostre Banche sul territorio. Vuol dire, per esempio, rispettare sempre gli interessi dei clienti dedicando attenzione anche alle esigenze dei più deboli, preoccuparci dell’ambiente di lavoro per i nostri dipendenti e dell’ambiente naturale e sociale di cui siamo parte. Insomma, creare valore sostenibile nel tempo per i nostri soci e azionisti e per tutti gli stakeholder. Quali sono le applicazioni pratiche? Il progetto UBI Comunità è solo l’ultima, in ordine di tempo, di una serie di iniziative di responsabilità sociale, che vanno dall’adozione di policy per disciplinare attività delicate (es. vendita di prodotti derivati) o in settori critici (es. armi e materiali d’armamento), allo sviluppo di particolari prodotti e servizi (es. microcredito, finanziamenti “verdi”, prodotti di risparmio “etici”) alle attività di marketing (es. in partnership con CESVI per progetti di solidarietà internazionale o con WWF per iniziative in campo ambientale), fino alle attività di customer satisfaction orientate a rilevare anche l’immagine e la reputazione della Banca percepite dai clienti (Progetto Ascolto). Tutto ciò in ambito commer-

ciale, ma scorrendo il Bilancio Sociale di UBI Banca si vede come in tutte le attività del Gruppo, sia interne che esterne, c’è un segno concreto di responsabilità sociale. Ubi banca ha assegnato alla funzione Enti, Associazioni e Terzo Settore, costituita nell’ambito della Macro Area Commerciale di Capogruppo, una specifica responsabilità di presidio e sviluppo di un modello di servizio e di un’offerta commerciale dedicata. Quali sono in concreto le attività di questa funzione? La funzione di Capogruppo Enti, Associazioni e Terzo Settore si occupa del presidio strategico del comparto del non profit ed in particolare dello sviluppo della gamma dei prodotti e dei servizi riservati alle diverse tipologie di organizzazioni che ne fanno parte nonché di tutti gli interventi necessari a supporto dell’operatività delle Banche del Gruppo. Nell’ambito delle strutture centrali di Banca Regionale Europea e delle altre Banche del Gruppo UBI vi sono presidi commerciali a supporto dell’attività delle filiali. Qual è la Vostra offerta commerciale per il non profit in generale e per il volontariato in particolare? Il Gruppo UBI si è posto l’obiettivo di allestire per il mondo non profit un’offerta di qualità con cui rispondere in modo specifico alle particolarissime necessità del non profit, anche di natura creditizia. L’offerta, oltre a comprendere prodotti e servizi per la gestione dell’operatività bancaria quotidiana, prevede una ampia scelta di linee di credito per supportare sia esigenze di liquidità nell’ambito dell’attività ordinaria sia esigenze di investimento in sostegno di nuove iniziative, anche di natura progettuale. società solidale N. 5/2011 - 27


In particolare, per il mondo del volontariato, il Gruppo UBI mette a disposizione, nell’ambito dei prodotti e servizi per l’operatività quotidiana, soluzioni che includono la possibilità di scegliere – a spese contenute - tra un conto tradizionale comprensivo di un forfait di operazioni annuali gratuite o un conto con operazioni illimitate su internet, per le associazioni che privilegiano l’operatività bancaria a distanza; ad entrambi i conti sono abbinati altri prodotti e servizi a condizioni agevolate (ad esempio carte di pagamento e servizio Pos, anche integrato sul sito internet dell’associazione). E’ inoltre prevista la possibilità di accedere ad un check-up assicurativo per individuare le coperture assicurative più idonee, sottoscrivibili a condizioni personalizzate. Per le associazioni di volontariato interessate ad anticipare contributi attesi o maturati (anche relativi al 5x1000) ed altre entrate o che realizzano iniziative progettuali, è a disposizione una gamma di soluzioni finanziarie. Le Organizzazioni di Volontariato della provincia di Cuneo possono accedere alle Vostre offerte? Si, l’offerta “UBI Comunità” è disponibile per le associazioni di volontariato della provincia di Cuneo così come in generale per quelle ubicate nei territori di insediamento di Banca Regionale Europea e delle altre Banche del Gruppo UBI; naturalmente, l’accesso alle soluzioni creditizie dipende dalle esigenze dell’associazione ed è soggetto ad una istruttoria creditizia da parte della Banca. Come si può fare per contattarVi? Le associazioni interessate all’offerta dovranno semplicemente recarsi in filiale e contattare il Responsabile di Filiale che è a disposizione per individuare i prodotti e servizi meglio rispondenti alle specifiche esigenze. Giorgia Barile

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Gioco e Solidarietà La rubrica di “Società Solidale” propone il legame tra gioco e solidarietà, accomunabili da valori, chiavi di lettura e modelli: la creatività, lo spirito di squadra, il superamento degli schemi. Questo numero riportiamo tre vignette di Danilo Paparelli: "Mano nelle tasche degli italiani" è tratta da Braoggi, "Ideologia" dalla rivista Idea e "Castagna d'india" da La Guida Inoltre pubblichiamo un disegno di Paolo Roasio che celebra le 300 donazioni di Franco Cordasco volontario dell’Avis di Savigliano.

Per inviare giochi, disegni, barzellette, rompicapo, test è possibile contattare la redazione di “Società Solidale”: redazione@csvsocsolidale.it. società solidale N. 5/2011 - 29


VOLONTARIATO in

PIAZZA nelle città della provincia Quest’anno la Regione ha delegato ai CSV il compito di creare un logo per promuovere le manifestazioni che raggruppano il mondo del volontariato. L’iniziativa risulta in linea con la tradizione, ideata appunto dalla Regione, di individuare ogni anno un logo o un’immagine che accomunasse tutte le iniziative di “Volontariato in piazza” realizzate dai Comuni e dalle associazioni dei vari paesi. La prossima manifestazione che si svolgerà nell’ambito di questa cornice, in collaborazione con il CSV “Società Solidale”, sarà a Dronero sabato 26 e domenica 27 novembre.

VOLONTARIATO IN PIAZZA A DRONERO SABATO 26 NOVEMBRE • Ore 11, Palazzo Allodi, Sala del Consiglio: consegna, alla presenza del Sig. Prefetto, della Litografia di Garibaldi (scoperta in occasione del restauro di una pergamena) alla Città di Dronero. Cerimonia aperta a tutti i cittadini e alle scolaresche. • Ore 20.30, Cinema Teatro Iris: Presentazione dell’Anno Europeo del Volontariato, Relatore Olivero dr. Roberto. • Ore 21, Cinema Teatro Iris: La Compagnia Instabile di Pratavecchia presenta la commedia “Il ritorno del simpatico zio parroco, Monsignore ma non troppo”. DOMENICA 27 NOVEMBRE • Ore 09.30, Parrocchia SS. Andrea e Ponzio: S.Messa con le Associazioni di Volontariato, sfilata per le vie del centro fino ai gazebo presenti su Piazza Martiri. • Dalle ore 10, Sede Associazione Incontro (Via Roma 15): proiezioni cicliche a cura delle varie associazioni. • Ore 10.30, Piazza Martiri: Pompieropoli, presentata dai Vigili del Fuoco. • Ore 11, Piazza Martiri: aperitivo in piazza offerto dalla Pro-loco. • Ore 14.30, Piazza Martiri: simulazione di salvataggio congiunta tra Vigili del Fuoco, Croce Rossa, Soccorso Alpino e Protezione Civile. • Dalle ore 14.30 alle ore 15.15, Ex Tripoli:

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presentazione Associazione Voci del Mondo. • Dalle ore 15.15 alle ore 16, Ex Tripoli: lezione sul commercio equo e solidale a cura della Bottega del Mondo. • Ore 16, Piazza Martiri: Pompieropoli, presentata dai Vigili del Fuoco. Cinema Teatro Iris • Ore 17: le associazioni Caffè Alzheimer, Cuore di Maglia, Armadio della Solidarietà, Associazione Familiae e Raffaela Rinaudo presentano le loro attività. • Ore 17.10: introduzione musicale con Anna Astesano (arpa) e Veronica Ramonda (flauto traverso) • Ore 17.30: il Teatro La Rana presenta un’animazione dell’opera “Il Principe Felice”, di Oscar Wilde • Ore 18.45: gli alunni della Scuola Primaria di Dronero concludono la festa con “Canti Solidali” Durante il pomeriggio della domenica l’evento sarà rallegrato da artisti di strada (Mago Trabuk, Mago Albi, Trucca Bimbi e Nasi Rossi) e, ai punti, saranno distribuite bevande calde e degustazioni varie.


Un incontro di condivisione per la costruzione del Programma Previsionale del Csv Società Solidale

Formazione e progettazione per il volontariato di Protezione civile Riportiamo l’intervento dell’assessore provinciale alla Protezione civile STEFANO ISAIA Uno dei connotati distintivi del sistema di protezione civile italiano è senza dubbio costituito dal pieno coinvolgimento non soltanto dello Stato, ma anche, secondo una logica di decentramento, delle Regioni e degli Enti Locali, con l’importante contributo della società civile attraverso le attività del volontariato. Il contenuto fondamentale dell’azione di protezione civile si concretizza in un’attività di coordinamento tra amministrazioni pubbliche, sia nella fase di emergenza sia in quelle, altrettanto importanti, della previsione e della prevenzione. In un sistema così complesso

particolare rilevanza è assunta dalla precisa individuazione dei compiti e delle responsabilità assegnate a ciascun attore, in particolar modo a quelli istituzionali: Presidente della Regione, Prefetto, Presidente della Provincia e Sindaco. Il sistema di protezione civile è impostato sul principio di sussidiarietà. Il primo responsabile della protezione civile in ogni Comune è il Sindaco, che organizza le proprie risorse secondo piani prestabiliti per fronteggiare i rischi specifici del suo territorio. Qualora le risorse locali non siano sufficienti, si mobilitano i livelli provinciali, regionali e, nelle situazioni più gravi, anche il livello nazionale, integrando le forze disponibili in loco. Sulla base di tale strutturazione è possibile identificare da su-

Il 4 ottobre al Centro Incontri della Provincia il Csv ha organizzato una serata con i sindaci della Granda al fine di cogliere idee, proposte e suggerimenti per il nuovo anno. Infatti il Csv Società Solidale ha avviato l’iter progettuale per la costruzione del nuovo Programma previsionale di attività 2012 che entro l’autunno presenta al Comitato di Gestione del Fondo Speciale per il Volontariato piemontese. Durante la serata è stata, inoltre, illustrata l’attività formativa e progettuale rivolta al volontariato di Protezione civile chiarendo compiti e competenze da parte dei vari componenti del sistema (Enti Locali e Volontariato). Erano presenti: gli assessori provinciali alla Protezione civile Stefano Isaia e al Volontariato Giuseppe Lauria nonché il presidente del Comitato di Gestione Mauro Battuello, il presidente del Csv Giorgio Groppo e l’avvocato Cinzia Alesiani. bito le autorità che devono assumere il coordinamento delle operazioni: è infatti evidente che una situazione di emergenza richiede in primo luogo che sia chiaro chi decide, chi sceglie e chi si assume la responsabilità degli interventi da

mettere in atto. Nell’ambito del processo di riforma dell’ordinamento amministrativo, la Regione Piemonte, attraverso la Legge Regionale 44/2000 e la Legge Regionale 7/2003, quest’ultima definita per disciplinare appositamente la materia

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Considerate le aspettative dei Comuni sulla formazione dei Volontari di PC, nella formazione del Programma Previsionale del CSV abbiamo pensato di dedicare a loro un’intera serata per accogliere idee e proposte e pensando ad un grande interessamento dell’iniziativa, abbiamo pensato di prenotare la Sala B della Provincia capace di ospitarli tutti. Come evidenzia la foto, su 250 sindaci, erano presenti in 10 oltre ai rappresentanti dei coordinamenti di volontariato e ci ha lasciato l’amaro in bocca. Criticare è facile, informarsi è doveroso, proporre è sempre difficile.

di protezione civile, ha ribadito tale organizzazione ed espressamente individuato i Presidenti delle Province ed i Sindaci quali autorità di protezione civile ed assegnato loro precise competenze. Compete alle Province l’organizzazione dei servizi di protezione civile nell’ambito territoriale di competenza attraverso la predisposizione ed attuazione del programma di previsione e prevenzione dei rischi, del piano di emergenza, la costituzione degli e l’organizzazione degli organi e delle strutture di protezione civile (Comitato provinciale di protezione civile ed Unità di Crisi provinciale) e l’istituzione, di concerto con la Prefettura dei COM (Centri Operativi Misti) a cui spetta anche l’attivazione e la gestione in emergenza. Il Sindaco espleta le funzioni relative alla direzione e coordinamento degli interventi necessari per fronteggiare eventi nel proprio territorio e, quale autorità di protezione civile, può adottare provvedimenti contingibili e urgenti al fine di prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumità dei cittadini. Per ottemperare a tali competenze, il Sindaco predispone il piano comunale di protezione civile ed istituisce il centro operativo comunale (COC) composto da un sistema di comando e controllo. Come inizialmente accennato, un’importante risorsa nella gestione del sistema di protezione civile è rappresentato dalle organizzazioni di volontariato, le quali forniscono all’autorità competente, ogni possibile e

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fattiva collaborazione nelle attività di previsione, prevenzione, soccorso e superamento dell’emergenza. Al proposito la Giunta Provinciale, nell’ottica di razionalizzare e garantire l’efficacia di intervento, ha individuato nel “Coordinamento provinciale volontari di protezione civile” la struttura di coordinamento del volontariato di protezione civile, con la quale rapportarsi in maniera privilegiata per dare attuazione agli obblighi di legge. Al di fuori delle attività di prevenzione ed emergenza, il Dipartimento Nazionale della Protezione Civile si è nel tempo espresso distinguendo nettamente la materia di protezione civile da quella dell’ordine pubblico e della sicurezza. Per quanto attiene le attività in emergenza, l’individuazione dei compiti delle organizzazioni di volontariato deve essere previsto e regolamentato all’in-

terno dei piani di protezione civile ai vari livelli (comunale, provinciale e regionale). Sia per le operazioni in emergenza che per la programmazione delle attività esercitative, sono riconosciuti al volontariato, se preventivamente autorizzati dal Dipartimento, i benefici di legge per il rimborso delle spese sostenute e l’eventuale rimborso ai datori di lavoro. Per eventi diversi dalle attività addestrative e non rientranti in quelle emergenziali, che tuttavia presentino carattere di prevedibilità come ad esempio eventi periodici nelle comunità locali (mostre, sagre, manifestazioni comunque pubbliche), le Autorità di protezione civile possono ritenere necessario il concorso dei volontari a supporto delle forze istituzionali, determinandone quindi la formale attivazione.Sempre al riguardo del volontariato, ed in riferimento alla nuova normativa in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro per il volontariato di protezione civile, vorrei concludere l’intervento illustrando brevemente una proposta progettuale che l’Amministrazione Provinciale sta delineando. Al proposito occorre premettere che il prossimo 8 gennaio entrerà in vigore il Decreto 13 aprile 2011 che disciplina l’applicazione delle disposizioni in materia di sicurezza anche ai volontari di protezione civile. Il Decreto equipara la figura del volonta-

rio a quella di lavoratore esclusivamente per le attività previste nell’ambito degli scenari di rischio di protezione civile individuati dalle autorità competenti e per queste deve ricevere formazione, informazione ed addestramento. L’osservanza di tali obblighi è posta in capo al legale rappresentante dell’associazione di volontariato ed al volontario è richiesto di essere dotato di attrezzature e dispositivi di protezione individuale idonei per lo specifico impiego e di essere adeguatamente formato e addestrato al loro uso. L’Assessorato provinciale ritiene opportuno, anche per adempiere agli obblighi previsti in materia di sicurezza dei volontari, fare riferimento al Coordinamento. Il Servizio provinciale di protezione civile valuterà quindi a breve la possibilità di procedere alla formazione di un gruppo ristretto di volontari appartenenti al Coordinamento, i quali, in possesso delle necessarie abilitazione, potranno svolgere e certificare le attività richieste dal decreto in materia di formazione, informazione, addestramento. Questa impostazione potrebbe essere sviluppata all’interno di un progetto pilota in materia di sicurezza, anche con il sostegno della Regione Piemonte, ed attraverso l’indispensabile concorso del CSV, della Provincia e degli Ordini professionali.


Muri di Cartapesta La 9ª edizione della manifestazione

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omenica 18 settembre in Piazza Seminario a Cuneo si è svolta la 9ª edizione di Muri di cartapesta, la manifestazione, organizzata dal CSV Società Solidale in collaborazione con il Consorzio Socio assistenziale del Cuneese e il comune di Cuneo, che abbatte le fragili barriere dei pregiudizi per mettere al centro la disabilità. Un giorno senza barriere lo slogan della giornata che rappresenta un’occasione di incontro e di confronto per riflettere sul tema della disabilità e per festeggiare tutti i disabili. Giorgio Groppo, Presidente del CSV Società Solidale: “Siamo giunti alla nona edizione di Muri di Cartapesta, manifestazione nata nel 2003, sulla scia dell’anno europeo della disabilità e che abbiamo continuato ad organizzare per sensibilizzare al tema della disabilità, abbattere le diffi-

denze e mettere in luce che chi ha un handicap è una persona come noi che gioisce, piange, ride e ama. Ringrazio tutti i volontari ma anche tutti gli operatori del settore perché vivono il loro lavoro come una missione e sanno unire passione, dedizione ad un surplus di anima, permettendo, con il loro quotidiano impegno, di migliorare la qualità della vita di chi ha avuto meno di noi”. Una giornata di festa che ha alternato momenti di musica e di intrattenimento ad occasioni di riflessione e confronto. Sono intervenuti il Presidente del CSV “Società Solidale”, Giorgio Groppo, l’Assessore alle politiche sociali del comune di Cuneo Erio Ambrosino, la Presidente del Consorzio socio assistenziale del cuneese, Maria Gabriella Aragno e il Presidente del Consiglio comunale di Cuneo Giuseppe Tassone.

Grande afflusso di pubblico in tutti i momenti della giornata dedicata al mondo della disabilità

PARTECIPANTI A MURI DI CARTAPESTA Amico Sport Centro Mater Amabilis Menteinpace Univoc Casa Arcobaleno di Beinette Avc Cn Orizzonti Genitori Pro Handicap Alice Centro Mauro Chiusa Pesio Voci Libere Centro Down Cuneo Voci libere Alice Cuneo Onlus Teatro Terapia Clp – Centro ou Bourg – Cascina Ambrosino Centro Mistral Comunità Aurora Una nona edizione riuscitissima che ha visto un massiccio afflusso di visitatori durante tutto il corso del pomeriggio. Ampia partecipazione per il saggio di ginnastica ritmica dell’Associazione Amico sport e per l’esibizione del coro dell’Associazione Voci libere, novità di questa nona edizione.

Grande momento di festa l’esibizione della street band Prismadanza che ha coinvolto con musica e danze tutti i presenti. Il buffet offerto ai partecipanti dagli organizzatori ha permesso di concludere insieme e con allegria una bellissima giornata di festa. Elisa Girardo

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di Paola Isaia

SOMMARIO

La rubrica “Progettare nel sociale” vuole essere una finestra sulle attività che le Organizzazioni di Volontariato svolgono sul territorio. Il Centro Servizi per il Volontariato mette a disposizione delle OdV un servizio di affiancamento nella fase di attuazione dei progetti, seguito dalla Dottoressa Paola Isaia. È possibile contattarla via e-mail all’indirizzo monitoraggio@csvsocsolidale.it o telefonicamente al numero 339-76.20.960. Un’interfaccia, dunque, tra il CSV e le Organizzazioni di volontariato finalizzata a creare un lavoro di rete sul territorio della provincia di Cuneo, monitorando le varie tappe e documentando le attività effettuate con fotografie ed articoli. In tal modo si condividono le risorse e le idee, per un volontariato sempre più integrato e diffuso.

CAV “Ti ascolto... ancora” Fossano

Ti ascolto… ancora

S

i sta avviando alla conclusione il progetto “Ti ascolto…ancora”, nato nell’ambito del bando ex comunicazione Turco 2007 da un’idea dell’Associazione Cav di Fossano in collaborazione con il Centro Servizi per il Volontariato. Le volontarie ci spiegano i motivi dell’intervento: «Il Centro di Aiuto alla Vita di Fossano affianca il tradizionale lavoro in favore di donne che abbiano scelto di affrontare la gravidanza o la maternità nonostante il contesto familiare e sociale ad un intenso lavoro rivolto alle fasce giovanili e finalizzato alla proposta di occasioni di discussione e riflessione su temi quali l’affettività, la relazione con l’altro sesso, la stima e il rispetto di sé e degli altri, la sessualità. Le ricerche del 2002 nelle scuole superiori e del 2005 nelle scuole medie inferiori, promosse dal Comune di Fossano, hanno evidenziato un accentuato malessere nei ragazzi e posto l’attenzione sulle difficoltà relazionali e sul bisogno di conferme in campo affettivo. La scelta di rivolgere un progetto educativo sull’affettività e la sessualità alla fascia adolescenziale nasce dalla consapevolezza che questo periodo della vita rappresenta un momento critico in cui si definiscono molti elementi della sfera sessuale adulta». Tali stimoli hanno portato alla proposta dapprima del progetto “Ti ascolto” (bansocietà solidale N. 5/2011 - 35


P ROGETTARE

NEL

S OCIALE • P ROGETTARE

do di servizio 2006) e successivamente del progetto “Ti ascolto… ancora”, finalizzati a promuovere interventi diversificati e a fornire risposte alle richieste dei giovani, degli insegnanti ed animatori e delle famiglie. Gli obiettivi di quest’ultimo progetto sono riassumibili in due settori fondamentali: Per l’area “Giovani gruppi formali e informali” • aumento della capacità di auto-progettazione e realizzazione di attività ricreative-culturali per il tempo libero nel proprio territorio; • miglioramento della gestione del proprio tempo libero e potenziamento degli spazi di aggregazione giovanile; • aumento della partecipazione e frequenza dei giovani a attività del tempo libro promosse all’interno del

territorio; • incremento del numero di attività ed iniziative; • attuazione di una nuova modalità operativa secondo la quale la “figura educativa” esce dagli spazi istituzionali e va ad incontrare i giovani nei luoghi dell’informalità e nella strada; • creazione di una equipe di lavoro mista educatore più volontario delle associazioni coinvolte nel progetto; Per l’area “Scuola” • aumento della consapevolezza e conoscenza dei problemi dei ragazzi; • attivazione di progetti mirati nel mondo della scuola; • coinvolgimento di Dirigenti scolastici ed insegnanti nel Tavolo di progettazione di un “piano di lavoro per i giovani”.

NEL

S OCIALE

Sono state coinvolte le scuole della Cnos (9 classi a Fossano e 3 a Savigliano); la 3ª classe della media statale (9 classi) e il Liceo scientifico (5 classi). Nelle classi è stato dapprima somministrato un questionario (raggiungendo più di 500 alunni), successivamente si sono svolti degli incontri formativi con i ragazzi: uno con la ginecologa sulla fisiologia del corpo umano, sull’uso intelligente della sessualità, sulla gravidanza, sull’aborto e sulle malattie infettive e l’altro con la psicologa, che ha approfondito il tema delle emozioni e dei sentimenti correlati all’affettività e alla sessualità. Al Liceo è stato proposto anche lo sportello psicologico per gli studenti che hanno seguito gli incontri, in collaborazione con l’insegnante di religione. A conclusione degli interventi si è svolto un incontro di restituzione con gli insegnanti. Gli esperti si sono detti soddisfatti del risultato raggiunto, così come le volontarie del Cav: «Questo è un progetto sperimentale, con aspetti innovativi e speriamo sia replicabile in altre realtà. Pensiamo di aver superato gli obiettivi che ci eravamo prefissati ed essere andati oltre i compiti normalmente svolti dal Cav: abbiamo parlato di educazione alla sessualità e non di aborto, in un’ottica di prevenzione del disagio. Abbiamo valorizzato le capacità dei ragazzi di fare le scelte giuste e vogliamo continuare a puntare in tale direzione, perché sarebbe bello che in futuro il Cav potesse chiudere per assenza di richieste». Per informazioni sulle attività dell’associazione o sul progetto è possibile telefonare al numero 0172-63.41.64 o scrivere una e-mail a cavfossano@alice.it. Paola Isaia

CHE COS'È IL CENTRO DI AIUTO ALLA VITA?

È

un’organizzazione di volontariato che aiuta moralmente e materialmente nuclei familiari, giovani coppie, donne sole, mamme in difficoltà. Oltre a valorizzare la vita sin dal suo concepimento, i volontari del CAV offrono gratuitamente e con riservatezza ascolto, colloquio, sostegno morale ed economico alle famiglie, in particolar modo alle mamme preoccupate per una gravidanza inaspettata, aiutandole a mettersi in contatto con enti e persone specializzate per ottenere consulenza medica, legale e assistenziale. Da anni l’associazione si impegna a informare e educare all’accoglienza di una nuova vita e a non lasciare le don-

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ne nella solitudine perché “da una vita perduta un’altra può rinascere”. Al Centro di Aiuto alla Vita le donne possono trovare dei volontari con cui parlare dei propri problemi, oltre a medici, avvocati, psicologi, ostetriche, assistenti sociali. Il CAV pensa anche al bambino che deve nascere, cercando di facilitargli i primi passi nella vita e non abbandonando la mamma dopo la nascita. È possibile chiedere aiuto o un consiglio all’associazione di persona o per telefono. In caso di emergenza si può contattare il numero verde SOS VITA 800-81.30.00: la chiamata è gratuita e la risposta è a viva voce 24 ore su 24.


NOTIZIE dal CSV LE TARIFFE POSTALI PER L’EDITORIA NON PROFIT TORNERANNO AGEVOLATE Andrea Olivero, portavoce del Forum del Terzo Settore ha annunciato che le tariffe postali per l’editoria non profit torneranno a livelli più vantaggiosi. Dall’aprile 2010, infatti, le tariffe applicate al terzo settore risultano addirittura superiori a quelle per il settore profit. Nell’ultimo incontro di una serie di tavoli di lavoro con la Presidenza del Consiglio del Ministri in cui erano presenti i rappresentanti del Forum del Terzo settore, associazioni non profit e alcune associazioni di categoria (USPI e FISC). Alla presenza di dirigenti delle Poste Italiane, i rappresentanti del Governo ed in specie del Ministero dello Sviluppo Economico hanno assunto l’impegno di consentire l’applicazione delle tariffe agevolate previste dal DM 22/10/2010 (quelle applicate alla editoria profit) anche al mondo del non profit, che dal 01/04/2010 paga la tariffa piena. Si tratta di un passaggio a 0,18 euro a copia anziché le precedenti 0,28 euro. Questo dovrebbe avvenire a brevissimo attraverso un apposito atto governativo. Da tutte le parti è stata dichiarata la disponibilità a continuare il lavoro del tavolo. Fonte: Forum del Terzo Settore.

a cura di Giorgia Barile

rendicontazione delle somme, usano termini differenti in merito alla natura delle somme e alla rendicontazione delle stesse; nel 2008 si parla di rendicontare “l’effettivo impiego delle somme percepite”, mentre nel 2009 si legge di “destinazione delle somme ad essi (enti) attribuite”, concetto ribadito nel DPCM 23.4.10, valido anche per il 5 per mille 2011; si ritiene che gli enti iscritti alle liste del 5 per mille ai quali siano stati comunicati gli importi delle somme assegnate dai contribuenti (comprensive dei cd “resti”) possano sostenere costi relativi alle attività generali o progettuali, specificando che saranno sostenuti dal 5 per mille di cui hanno già conoscenza dell’importo (che pertanto è stato agli enti già attribuito, come riporta il DPCM 3.4.09) chiedendo anticipazioni bancarie per detti importi utilizzando fondi propri e rendicontare pertanto detti costi attraverso il modello proposto dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. RISPOSTA La risposta a questo quesito può essere trovata alla pagina 5 delle Linee guida, nel paragrafo intitolato “Voci di spesa del fac-simile di rendiconto”.Nel primo capoverso il Ministero ha inteso precisare che: il rendiconto in questione riguarda esclusivamente i costi sostenuti con la quota del 5 per mille dell’Irpef; tali costi possono derivare anche da obbligazioni che il soggetto beneficiario abbia assunto prima di aver riscosso il beneficio, ossia in qualsiasi momento anteriore a quello in cui il soggetto sia entrato nella materiale disponibilità della somma (quindi, anche prima della pubblicazione della lista dei beneficiari con i relativi importi da parte dell’Agenzia delle Entrate). QUESITO B - Utilizzo di somme oltre il termine dell’anno dal loro ricevimento Presso i Centri di Servizio, si è riscontrato che vi sono organizzazioni che temono di non riuscire ad utilizzare (spendere) le somme ricevute entro il limite stabilito per la rendicontazione. Le ragioni di queste difficoltà sono: 1. i tempi non certi di saldo delle quote del 5 per mille 2. la volontà di molte organizzazioni di non accedere ad anticipazioni bancarie e comunque di non avere debiti 3. l’evenienza che le somme destinate dai contribuenti siano - rispetto al normale flusso di entrate dell’ente - particolarmente significative, e pertanto vi sia necessità di destinarle a progetti speciali la cui formulazione e realizzazione richiede un lasso di tempo maggiore all’anno. In considerazione di dette necessità, si chiede al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali di inserire nelle istruzioni la possibilità per le organizzazioni di utilizzare una proroga di un ulteriore anno: a. stabilendo l’obbligo da parte delle organizzazioni che intendono chiedere una proroga di comunicare detta richiesta al Ministero; b. ridefinendo le ipotesi di sanzioni definite nelle linee guida alla rendicontazione; c. proponendo eventualmente una modifica dei DPCM ove statuiscono l’obbligo di rendicontazione entro un solo anno dalla loro percezione, considerando peraltro che il Ministero della Salute ha previsto, andando evidentemente oltre i termini del DPCM, una rendicontazione preventiva e una a consuntivo da inviare “entro il 31 gennaio dell’anno successivo a quello di conclusione di ciascun progetto”. RISPOSTA Nell’elaborare le Linee guida il Ministero si è posto il problema contenuto in questo quesito e ha rivolto richiesta di parere all’Ufficio Legislativo.

NOTIZIE FISCALI

RENDICONTAZIONE: IMPORTANTI NOVITÀ Come noto Infocontinua di CSVNet è stata la sede, la scorsa primavera, di un forum online dedicato al confronto su alcuni temi riguardanti la rendicontazione del 5 per mille che fin dai primi mesi sono apparsi, dai ritorni ricevuti dalle organizzazioni, tra i più discussi e di complessa interpretazione. CSVnet ha sottoposto al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali l’elaborato sintesi della discussione fra gli operatori e i consulenti dei Centri di Servizio. Il 10 ottobre il Ministero ha risposto con una comunicazione in cui si forniscono una serie di risposte. Si avvisa che, alla fine del testo contenente i quesiti e le risposte ministeriali, è presente un’importante nota di approfondimento del primo quesito in cui si definisce, in modo inequivocabile, il periodo entro cui è legittimo rendicontare i costi sostenuti connessi con la quota del 5 per mille. 1 - FORMAZIONE DEL RENDICONTO a. Sono rendicontabili i costi sostenuti successivamente alla comunicazione degli importi da parte dell’Agenzia delle Entrate, ma precedentemente all’incasso del 5 per mille? b. Se non si riesce a spendere l’intero importo nell’anno di tempo, quali sono le conseguenze? E’ plausibile che si possa chiedere al Ministero l’inserimento nelle istruzioni di una procedura di proroga? QUESITO A - Rendicontazione dei costi sostenuti prima del saldo del 5 per mille In considerazione dei seguenti fatti: 1. i tempi di saldo delle quote del 5 per mille da parte dei ministeri competenti sono ad oggi abbastanza dilatati e non certi, 2. le banche considerano la pubblicazione delle liste con gli importi una sorta di titolo di credito a favore delle organizzazioni iscritte, 3. anche i professionisti (commercialisti e revisori) li considerano tali e invitano le organizzazioni a riportare le somme o come crediti verso lo Stato o nei conti d’ordine, 4. la fungibilità del “bene denaro”, come richiamata da ultimo anche da Corte di Cassazione 546/2011, concetto che riduce le somme a qualsiasi titolo incassate su un conto corrente di un ente possano essere usate indistintamente dalla loro provenienza, anche in presenza di un vincolo di destinazione precedentemente imposto, 5. i testi dei DPCM relativi ai 5 per mille 2008 (19.3.08) e 2009 (3.4.09), negli articoli concernenti l’obbligo di

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NOTIZIE dal CSV 2 - IN QUALI VOCI INSERIRE DETERMINATE SPESE In merito all’attribuzione dei costi alle singole voci proposte dal Ministero due aspetti risultano di maggiore controversia a. dove collocare le collaborazioni a progetto b. come meglio definire l’ambito 5, quello delle erogazioni ad enti terzi QUESITO A - Collaborazioni a progetto Si è convenuto che le collaborazioni a progetto possano essere collocate: 1. nella voce di costo 1, nel caso siano legate ad una funzione continuativa dell’ente 2. nella voce 5, nel caso dette collaborazioni siano riconducibili ad un progetto particolare QUESITO B - voce 5, altre voci di spesa Si ritiene che la rubrica della voce 5 dovrebbe essere meglio esplicitata, in quanto non pare essere per nulla “residuale”. Dalla lettura della vita delle organizzazioni e delle Linee Guida, sembrerebbero ricadervi: a. progetti b. erogazioni di borse di studio c. acquisto di beni da destinare a favore di altri soggetti (enti pubblici o altri enti non profit). RISPOSTE Il fac-simile predisposto dal Ministero intende essere un modello di rendiconto per tutti i soggetti tenuti alla sua formulazione ed in particolare per quelli che non abbiano alcuna esperienza di rendicontazione delle proprie attività e costi ad un soggetto esterno: con il “modello” si intende pertanto fornire un esempio relativamente sia al contenuto del documento che alla organizzazione in esso delle informazioni, dal quale, tuttavia ci si può discostare per esigenze di chiarezza e completezza senza incorrere in alcuna conseguenza di carattere sanzionatorio. Arrivando al primo punto del quesito, i Centri di servizio hanno dato una corretta indicazione suggerendo di collocare diversamente la voce di spesa in questione a seconda dell’ambito di attività in cui è stato collocato il rapporto di lavoro. Quanto al secondo punto del quesito, si deve precisare che la voce di spesa intitolata “Altre voci di spesa riconducibili al raggiungimento dello scopo sociale” viene definita nelle Linee guida “residuale” rispetto a quelle che la precedono: nel modello di rendiconto, infatti, le prime tre voci fanno riferimento a quei costi per lo svolgimento delle specifiche attività legate allo scopo sociale, previste dallo statuto. Pertanto, nella voce di spesa in questione potranno essere inseriti i costi non solo delle attività indicate nel quesito ma anche di altre. Inoltre, si precisa che la mancanza di un elenco dettagliato di attività i cui costi sono da inserire nella voce in questione discende dalla volontà di non ingenerare l’idea che si tratti di una enunciazione tassativa. 3 - APPROVAZIONE ED INVIO DEL RENDICONTO Le questioni poste sono state: a. chi approva il rendiconto b. l’invio per posta elettronica certificata è obbligatoria o, in sua mancanza, la documentazione può essere inviata con raccomandata a/r QUESITO A - Approvazione del rendiconto L’organo competente all’approvazione del rendiconto è il Consiglio Direttivo (o Consiglio di Amministrazione), l’organo quindi cui è delegato il compito di amministrazione. È opportuno che i revisori verifichino il resoconto prima della presentazione dello stesso all’organo di amministrazione. Si è anche suggerito, per dare data certa alla delibera e “provare” la sua approvazione nei termini, di registrare l’atto o di farselo timbrare presso un qualsiasi ufficio postale. QUESITO B - Invio per PEC Chi è obbligato ad inviare la documentazione al Ministero, po-

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trebbe avere difficoltà a gestire una PEC. Per ovvie ragioni di praticità il Ministero preferisca acquisire i dati in formato elettronico, e al tenore letterale delle istruzioni alla rendicontazione, dato che a pagina 7 si legge “si raccomanda la trasmissione per posta elettronica ...”, si ritiene che ciò sia un auspicio. La frase peraltro prosegue con “...che deve avvenire dall’indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) del rappresentante legale ...”; da ciò si comprende che se un ente intende inviare i dati in formato digitale deve usare la PEC. Ciò che non si comprende è la ragione per cui non sia previsto un eventuale intermediario, o altro soggetto cui venga data delega all’invio da parte del rappresentante legale. Se lo si prevedesse, le organizzazioni sarebbero certamente più favorevoli ad inviare la documentazione in formato digitale. RISPOSTE Il rendiconto circa la destinazione delle quote del 5 per mille dell’Irpef non costituisce un documento contabile al pari del bilancio, secondo la disciplina contenuta negli articoli 2423 e seguenti del c.c., e, pertanto, ai fini della sua validità non è richiesta alcuna particolare forma di approvazione. Nelle Linee guida si raccomanda l’utilizzo della posta elettronica certificata per la trasmissione del rendiconto e, al fine di garantire l’identità del mittente, secondo la normativa in materia, si richiede che il titolare dell’account sia il rappresentante legale. Tuttavia, pur se non precisato, ugualmente valida è la trasmissione dell’account di posta elettronica certificata dell’ente (si procederà appena possibile a specificarlo nelle Linee guida). NOTA IMPORTANTE Come si sarà riscontrato dalla lettura del testo, su alcuni dei punti trattati risultano auspicabili ulteriori approfondimenti. In particolare il riferimento è a uno dei nodi fondamentali e più dibattuti, ovvero quello relativo al primo quesito sulla “formazione del rendiconto lett. a)” in merito a cui restava da accertare se, oltre alle obbligazioni assunte precedentemente all’erogazione della quota del 5 per mille, possano essere rendicontate anche le spese sostenute prima dell’erogazione del 5 per mille. Su questo tema ci giunge ulteriore comunicazione scritta del medesimo Ministero, il quale conferma che le organizzazioni possono rendicontare anche le spese sostenute nel periodo che va tra la data di pubblicazione degli elenchi dei benificiari e l’erogazione del contributo. Il Ministero riferisce, infine, di prevedere di riportare questo ed ulteriori elementi di chiarimento in successive specifiche comunicazioni di carattere ufficiale. FONTE: infocontinua CSVNet SOLIDARIETÀ, ACCORDO AGENZIA DELLE ENTRATE E COMITATO UNORA: DONARE UN’ORA DI LAVORO A 5 ONLUS CON SEMPLICITÀ E TRASPARENZA Riceviamo e pubblichiamo Roma, 6 ottobre 2011. I dipendenti dell’Agenzia delle Entrate mettono in moto la solidarietà: anche grazie ad una sola ora del proprio lavoro oggi possono promuovere e sostenere importanti progetti di solidarietà internazionali, di assistenza a persone disabili e di ricerca scientifica. È stato siglato infatti l’accordo tra l’Agenzia delle entrate e il Comitato italiano UNORA – si chiama così il Comitato fondato da ACTIONAID, AISM-Associazione Italiana Sclerosi Multipla, AMREF, INTERSOS e Lega del Filo d’Oro, per promuovere la cultura del “payroll living” in Italia - che permetterà agli oltre 33.000 dipendenti dell’Agenzia, di partecipare ad una rete di solidarietà a sostegno di 5 Onlus di rilevanza nazionale, impegnate in cause sociali fondamentali. Dal mese di ottobre per i dipendenti della Agenzia delle Entrate sarà possibile aderire a UNORA. I dipendenti dell’Agenzia delle Entra-


te potranno dare il proprio contributo benefico firmando un modulo di adesione disponibile presso i propri uffici del personale, e la donazione si tradurra in una trattenuta mensile dalla busta paga a partire da una somma corrispondente ad un’ora dello stipendio. La donazione, come prevede la legge, è deducibile: l’accordo prevede che la deduzione fiscale della donazione effettuata dai dipendenti sara gestita in automatico dall’Agenzia stessa. Il Payroll Giving è un’iniziativa che apre nuovi canali di sostegno alla solidarieta in Italia e all’estero. È rivolto ai dipendenti di aziende pubbliche e private, e consiste in una donazione libera, trattenuta mensilmente dallo stipendio, a favore delle cause sociali, il cui importo equivale ad una o piu ore di lavoro. Un modo economico e che qualifica positivamente le attivita di Responsabilita sociale delle imprese e delle istituzioni pubbliche perché diventa una fonte concreta di sostegno continuativo e quantificabile alle organizzazioni non profit, e consente di programmare nel lungo periodo gli interventi di lotta contro la poverta e le malattie, per una maggiore efficacia nell’attuazione dei programmi. Il Comitato UNORA assicura la trasparenza delle donazioni aggiornando i dipendenti dei risultati raggiunti grazie ai finanziamenti, fornendo costante comunicazione sull’andamento delle risorse spese e delle attività di solidarietà intraprese. Il servizio offerto ai dipendenti delle Entrate è un’occasione stimolante per prendere parte attivamente al sostegno di cause sociali fondamentali che sono rappresentate dalle missioni delle Onlus aderenti ad UNORA: la solidarietà internazionale cosi come la ricerca scientifica o l’assistenza a persone con disabilita. Partecipare ad una rete di solidarietà insieme a un numero significativo di colleghi crea senso di comunita e responsabilizza le aziende e le istituzioni a promuovere condotte etiche. UNORA è il Comitato italiano fondato da ACTIONAID, AISM – Associazione Italiana Sclerosi Multipla, AMREF, INTERSOS e Lega del Filo d’Oro per promuovere la cultura del payroll giving in Italia e per sostenere con questo sistema innovativo le cause sociali che esse perseguono. UNORA fornisce alle aziende il supporto organizzativo per la promozione interna e per la rendicontazione dei fondi raccolti. Per contatti e informazioni: UNORA: www.unora.org Ufficio Stampa UNORA Paola Amicucci stampa.unora@gmail.com STEFANO TABÒ È IL NUOVO PRESIDENTE DI CSVnet Sul prossimo numero di “Società Solidale” saranno intervistati sia il neo Presidente che lo storico predecessore Marco Granelli. Con 20 voti su 35 Stefano Tabò è stato eletto presidente di CSVnet, il Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato. Cinquant’anni, genovese, già fondatore e presidente del Celivo – il CSV di Genova - Tabò è attivo nel mondo del volontariato già dagli anni settanta, svolgendo attività in più associazioni nel campo educativo, nel settore della protezione civile, nell’ambito dell’assistenza sociale sanitaria. Inoltre, dal 1998, è direttore della Fondazione Auxilium di Genova, che opera nei settori della grave marginalità. Con lui è stato eletto anche il Comitato Esecutivo, che vede la presenza di ben quattro donne su nove componenti: Francesca Danese (CSV Lazio), Elisabetta Bonagiunti (CSV Verona), già membro del precedente esecutivo, Francesca Coleti (CSV Salerno) e Giuditta Petrillo (CSV Palermo). Riconfermato anche Luciano Squillaci (CSV Reggio Calabria), che affiancherà Tabò, insieme a Francesca Danese (nominata vicepresidente vicario) e Giuditta Petrillo alla vicepresidenza. I restanti componenti del Comitato Esecutivo sono: Lino Lacagnina (CSV Milano), Enrico Marcolini (CSV Marche) e Silvio Magliano (CSV Torino), il più giovane componente del Comitato (trentuno anni). “Abbiamo bisogno di riscoprire un’appartenenza al Coordinamento Nazionale improntata su valori rigenerati ed ampie vedute. Mezzi, capacità, intelligenze

devono essere messe a disposizione per consolidare CSVnet e i suoi organi, per la diffusione di convinzioni e saperi, per la produzione di risultati tangibili e misurabili”. Il tutto guardando alle difficoltà attuali che il nostro Paese sta vivendo e al ruolo che il Volontariato è chiamato ad interpretare “CSVnet e i CSV devono porsi come luoghi di supporto degli autonomi processi di espressione del mondo del volontariato, come soggetti che possano agevolare la crescita qualitativa e quantitativa del volontariato stesso” prosegue il neo presidente. La vera sfida – conclude – è quella di mettere a frutto la grande opportunità rappresentata dal contributo economico delle Fondazioni bancarie, anche se soggetti ad un vistoso ridimensionamento. Anche per questo i CSV devono collaborare di più mettendo insieme competenze e risorse economiche ed umane, convinti di creare così valore aggiunto”. Il nuovo presidente di CSVnet è stato eletto venerdì 4 novembre dal nuovo consiglio direttivo, a sua volta nominato dall’assemblea del 21 e 22 ottobre scorsi: 36 rappresentanti provenienti dai CSV di tutte le regioni italiane, rinnovato per il 50% dei suoi componenti. A Tabò e ai nuovi organi sociali spetta il compito di coordinare le azioni dei prossimi anni del sistema dei CSV: 75 su 78 in tutta Itala che aderiscono al CSVnet, con una rete complessiva di soci di oltre 20mila organizzazioni di volontariato. FONTE: CSVnet CORSI DI FORMAZIONE CSV I corsi sono rivolti ai volontari delle Associazioni di Volontariato della Provincia di Cuneo operanti in base alla L. 266/91. Per iscrizioni e/o informazioni contattare la Referente della Formazione Susanna Ruffino: 0171-60.56.60 – 339-76.23.653, formazione@csvsocsolidale.it. Ultimi corsi in programma nel 2011: Elementi di Primo Soccorso per le Associazioni di Volontariato Sede: MONDOVÌ c/o Sede Croce Rossa Italiana Date: Giovedì 17 novembre 2011 (orario indicativo: 19.30–23.30) Sabato 19 novembre 2011 (orario indicativo: 9-13 / 14-18) • Associazioni di Volontariato & Aspetti amministrativi-contabili Sede: BRA c/o Sportello CSV Società Solidale – Via Magenta, 35 Data: Sabato 19 novembre 2011 (orario indicativo: 9-13) • Associazioni di Volontariato & Reclutamento – motivazione Volontari Sede: ALBA c/o Sportello CSV Società Solidale – C.so Europa, 92 Data: Sabato 26 novembre 2011 (orario indicativo: 9.3013.30/14.30-17.30) XIV QUADERNO DI “SOCIETÀ SOLIDALE” Il CSV Società Solidale ha pubblicato il quattordicesimo quaderno intitolato “Il Volontariato all’interno della Pastorale della Salute” di Giorgio Groppo. Copie del volume sono disponibili, su richiesta, presso la sede e gli sportelli del CSV.

FIOCCO ROSA AL CSV Mara Garelli, collaboratrice del CSV “Società Solidale”, referente degli Sportelli di Mondovì, Ceva, Garessio e Ormea giovedì 20 ottobre alle 15.40 ha dato alla luce la primogenita Greta. Alla neo mamma ed alla piccola, i più cari auguri da parte di tutto il CSV e della redazione di “Società Solidale”. società solidale N. 5/2011 - 39


In ricordo di Giancarlo e Luciana 11/10/2011

Al nostro più caro

Giancarlo Quando perdiamo qualcuno che amiamo, sembra che il tempo si ferma. Cosa si muove attraverso di noi è un silenzio, una tristezza tranquilla, il desiderio di un altro giorno, ancora una parola, un tocco in più, noi non possiamo capire perché hai lasciato questa terra così presto, o perché hai lasciato prima, non eravamo pronti a dire addio, ma a poco a poco, iniziamo a ricordare non solo che sei morto, ma che avete vissuto. E che la tua vita ci ha dato ricordi troppo belli da dimenticare. Per vivere nei cuori ci lasciamo alle spalle che sei ancora vivo e presente fra noi. Dio ti ha visto pronto ad incontrarlo in paradiso, così ha messo le braccia intorno a te e sussurrò "vieni a me". Con gli occhi pieni di lacrime preghiamo tutti giorni. Anche se ti abbiamo amato, non siamo riusciti ottenere da Dio la tua presenza ancora fra noi. Un cuore d'oro ha smesso di battere, mani laboriose a riposo. Dio ha rotto i nostri cuori per dimostrare a noi, che Dio chiama solo i buoni che lo hanno amato sinceramente. Siamo profondamente addolorati per la tua morte. A noi non tramonterà mai i ricordi del tuo sincero amore per noi bambini abandonati, Orfani, bambini di strade e bambini violentati tempi che abbiamo trascorso insieme. Ti diciamo prega per noi perché altri buoni come te ci assistano ancora perché siamo piccoli bisognosi di voi. Il tuo ricordo vivrà ogni giorno nei nostri cuori, la tua anima ci sarà sempre accanto e ci renderà più vicini a Dio. A noi che restiamo, il compito di rendere vivo il tuo ricordo nelle nostre preghiere. E' nel momento del dolore che la Fede in Dio ci rende più forti. La vita terrena non è altro che un passaggio per poter accedere alla Luce Eterna. Il dolore è immenso, affidiamo a Dio. Solo Lui Può aiutarci La vita è eterna, e l'amore è immortale, e la morte è solo un orizzonte e un orizzonte è nulla, salvo il limite della nostra vista. Ti vogliamo tanto tanto bene Giancarlo e adesso sei con noi più vicino. Addio Addio Addio Sr Peris, le suore (Piccole Figlie di San Giuseppe e tutti i bambini di Casa Maria (Centro di Don Giuseppe Baldo Ndaragwa – Kenya)

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GIANCARLO BURDESE È RITORNATO ALLA CASA DEL PADRE Ci ha lasciati dopo una malattia con la quale ci scherzava su, con ironia, come il suo solito, per sdrammatizzare. Eppure questa volta non ce l’ha fatta. Gli avevo telefonato qualche giorno prima per andarlo a trovare ma mi aveva detto che non era ancora andato a farsi bello… ed aveva ancora tutti i tubicini che gli uscivano da ogni parte, ma che gli avrebbe fatto piacere di vedermi e quindi di non tardare oltre qualche giorno… Ha vissuto una vita che gli ha dato tante gioie ma anche tanti dolori e il Rotary era per lui una seconda casa: socio fondatore, in quest’anno rotariano era Vice Presidente ma era per tutti la persona di esperienza, il punto di riferimento perché a tutti voleva bene ed a tutti prestava attenzione. Era un generoso e l’ultima parte della sua vita, era dedicata agli affetti ed ai valori. Dopo la perdita della sua adorata Annalisa, dedicava tutto se stesso ai nipotini ed all’Associazione “Ruota Amica” nata dal Rotary per il progetto di cooperazione internazionale “Casa Maria” per dare un tetto ai bambini abbandonati dell’Africa. Credeva molto nell’esperienza del CSV ed era la persona che lo testimoniava meglio di tutti in ogni occasione, perché rendeva sempre merito a quelli che lavoravano e sudavano per gli altri. Questa società non gli piaceva più, ma loro, i bambini, erano l’unica cosa che alla fine della sua esistenza, riuscivano a farle brillare ancora gli occhi ed a farlo gioire, a farlo stare bene. È facile abbandonarsi alla retorica ed allora voglio chiudere qui, ringraziandolo per la sua ironia, la sua umanità e la sua difesa ostinata e caparbia degli ultimi e di quanti soffrono, ma tutti, non solo loro, gli esclusi ma anche gli inclusi di questa società, sentiranno la mancanza di questo uomo perbene, senza finzioni e senza inganni. GG


ASSOCIAZIONE DI VOLONTARIATO LA CORDATA Gruppo di amministratori di sostegno, tutori e curatori di Bra

parti del mondo. Alcuni degli ultimi impegni, sono il progetto per l’eliminazione delle barriere architettoniche nella nostra città, è stato l’ideatore ed estensore del progetto “il filo d’Arianna”: sostegno e aiuto alle persone con difficoltà psicologica.

Ieri ci è arrivata la tragica notizia del decesso del nostro amico Dott. Giancarlo Burdese. Avere una persona come lui vicino a noi era troppo importante, ora ci è difficile accettare questa verità. Nelle riunioni era la persona più attiva, sempre pronto a cercare una soluzione alle varie problematicità che si incontravano nella serata ed era quello che in prima persona si impegnava ad assolvere quanto era approvato dai membri del direttivo. Giancarlo è stato uno delle prime persone a formare il gruppo di Amministratori di sostegno, tutori e curatori e in seguito alla costituzione della associazione. Nel mese di settembre dello scorso anno l’associazione ha organizzato un convegno dal titolo “L’amministrazione di sostegno, un esempio di cittadinanza attiva” dove Giancarlo ha avuto il ruolo più importante: quello di interpellare e invitare il Professor Paolo Celdon che è stato l’estensore della legge sulla amministrazione di sostegno. Sono tante le attività di volontariato che Giancarlo ha ideato a Bra e in altre

Grande dolore hai lasciato tra noi, ti portiamo nel nostro cuore, ti facciamo nostro maestro, la tua voglia di fare, la vogliamo trasmettere ad altre persone che siano buone come te perché sempre di più ci sono dei fratelli che ci chiedono aiuto, che ci stendono la mano. Tu lo hai fatto, hai dato la tua mano, tutti i giorni andavi a trovare le persone che amministravi con tanto amore, ora anche loro sono disperati. Grazie per tutto quello che ci hai donato, siamo certi che il Signore ti ha accolto con grande trionfo, non come volevi te che volevi passare inosservato. Il nostro dolore si unisce a quello della sua famiglia, ai nipotini che tanto amava. A tutti loro esprimiamo le nostre più sentite condoglianze. Bra, 11-10-2011 Per l’Associazione “La Cordata” Giuseppe Stra

COMMEMORAZIONE FUNEBRE DI LUCIANA

CRISTORE

Parrocchia di Caraglio - Lunedì 7 novembre 2011 ccade a tutti, prima o poi, di doversi confrontare con il “percorso di fine vita” di una persona cara. Talvolta ci si trova perplessi e disarmati. Diventa allora particolarmente difficile trovare parole e gesti che rendano possibile un sereno e consolante commiato. Così è anche oggi che salutiamo Luciana che ritorna alla casa del Padre. Com’è strana la vita, alle volte ci offre delle prove troppo dure per essere sopportate, eppure il dolore ci fortifica e proprio quando questa viene a mancare, ci fa ritornare a pensare ai grandi valori della vita, l’amore, gli affetti, quello per cui merita veramente vivere o morire. Se il seme muore, porterà frutto, e l’Avis di Caraglio è in buone mani. Guido e Luciana ci hanno lasciati ma è nato Ettore il figlio, Sabrina che è succeduta a loro nella guida della Sezione. Non ci è dato di conoscere quale disegno ha riposto Dio su di noi, e quindi non capiamo perché dopo Guido, abbia chiamato anche Luciana alla Casa del Padre, però ci è di conforto il Salmo 27 “Il Signore è mia luce e mia salvezza, di chi avrò timore?/ Il Signore è difesa della mia vita: di chi avrò paura?” ed il Salmo 91 “Non temerai il terrore della notte, né la freccia che vola di giorno; /la peste che vaga nelle tenebre, lo sterminio che devasta a mezzogiorni” “Egli per Te darà ordine ai suoi Angeli di custodirti nelle Tue vie“

tenzioni del caso. Non provava invidia per nessuno ed anzi gioiva per i successi degli amici e quando ricevevo un incarico importante, era la prima a telefonarmi per complimentarsi, ricordandomi però di agire sempre con correttezza, per poter guardare le persone negli occhi, senza doverli abbassare mai, ed oggi pensando a quei giorni, mi viene in mente quello che Kant fece scrivere sulla sua tomba “il cielo stellato sopra di me, e la legge morale dentro di me” che potrebbe andare bene anche a Lei, anche se forse, non ha scritto una parola. Amava la vita fino in fondo ed era molto gelosa dei suoi affetti, Luciano e la sua adorata mamma e negli ultimi anni, prima del male, ogni cosa bella che le succedeva, la dedicava a loro o era per Lei merito loro. Ed allora Luciana che oggi lasci questa vita terrena, vorrei ringraziarTi per tutto quello che sei stata e per l’amicizia che ci hai donato a tutti e ad ognuno.

Non voglio ricordare tutto quello che Luciana ha fatto per l’Avis, perché non voglio abbandonarmi alla retorica e a lei non sarebbe piaciuta, ed anzi si sarebbe schernita. Vorrei invece ricordare la Sua amicizia. Era una persona molto schietta e buona. Non contemplava le mezze misure, era forte e dura di fronte ai torti e disprezzava l’ingiustizia ma nello stesso tempo diventava dolce quando aveva un amico vicino dedicandogli tutte le at-

Tu ci lasci l’essenziale, che è l’amore.

A

Vorrei ricordarTi con le parole semplici di un poeta mistico Angelo Silesio: “O uomo, diventa essenziale! Poiché quando il mondo passa, passa tutto ciò che è provvisorio. Solo l’essenziale resta”.

Perché quando renderemo i conti anche noi scopriremo, se non lo abbiamo già fatto in tutti questi anni di impegno, che quello che di più bello e di più vero rimane della nostra vita, sono le nostre speranze, o se preferite, i nostri sogni. Giorgio Groppo Presidente Provinciale Avis

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MARCIA della PACE PERUGIA-ASSISI: la partecipazione di tanti volontari

Il 25 settembre scorso si è svolta la Marcia della Pace da Perugia ad Assisi “per la pace e la fratellanza dei popoli” 50 anni dopo la prima edizione. Riportiamo due testimonianze di volontari che hanno partecipato.

secondo piano lasciando posto ad un senso di unione e di condivisione. Si perché è anche una piacevole occasione di scambio di idee di confronto e di conoscenza Alessia Ferrando

U S

i respira un clima che definirei vario. La marcia della pace segue un motto unico ma allo stesso tempo ricco di sfaccettature. Il principio della Pace viene espresso e vissuto differentemente dai partecipanti. C’è chi ne trae un significato di fratellanza con una qualche riconduzione ad un cammino di tipo religioso-spirituale. Per altri questa manifestazione è un occasione di rivendicazione di diritti, di protesta pacifica e di sostegno delle più disparate cause che hanno a cuore. Altri ancora, anche se contro i presupposti neutralisti del evento, vi individuano un valore politico come buon pretesto per fare propaganda. Non manca chi la vive come un sfida personale come alcuni diversamente abili che coraggiosamente hanno intrapreso e concluso il lungo percorso. Ed infine chi vi vede semplicemente un momento di amicizia e di sport. In sintesi ogni uno la vive a modo suo. Ciò no-

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nostante lo sfondo pacifico rimane vivo e condiviso per tutti i 24 km che separano Perugia da Assisi. Già il percorso è stato lungo e la giornata calda non ha facilitato l’impresa, ma in alcuni ponti di visuale più ampia osservando avanti e dietro di sé la lunghissima fiumana colorata ed animata dalle bandiere colorate sventolanti a ritmo di cori, musica e canti, la fatica è passata in

n gruppo di volontari, in rappresentanza dell’associazione Volontari Centro Don Mario Destefanis, ha partecipato alla cinquantesima “Marcia della pace e fratellanza fra i popoli Perugia-Assisi”. Insieme a un centinaio di cittadini di Alba e dintorni, abbiamo percorso i 25 chilometri che separano Perugia dalla splendida Assisi. Decine di migliaia di persone hanno invaso il percorso come un lungo fiume tranquillo e colorato e hanno espresso in molti modi la volontà di pace e di giustizia, l’opposizione alla guerra, alle folli spese militari, alle gravi ingiustizie che continuano a provocare violenza nel

mondo e nel nostro paese. Si spende per aggredire, bombardare e distruggere (ufficialmente per proteggere i civili), mentre si taglia su aiuti umanitari e spese sociali. È difficile accettare che il governo italiano spenda 27 miliardi di euro in armi, mentre taglia 8 miliardi alla scuola e ai servizi sociali. Tutto questo è illogico per chi guarda il mondo dal basso e non dalle stanze del potere. Speriamo che i responsabili politici non restino sordi alle buone ragioni che hanno spinto tanta gente a mettersi in cammino. Queste motivazioni ci hanno esortato a portare anche la nostra testimonianza da Ricca - San Rocco ritornando a casa con il ricordo di un’esperienza emozionante e coinvolgente, di buon auspicio per un’eventuale prossima nostra partecipazione con un gruppo più numeroso. Volontari Centro don Mario Destefanis


a cura di Alice Susenna PERCORSI ALTERNATIVI ALLE SANZIONI DISCIPLINARI

A

nche quest’anno, per il secondo anno consecutivo, il Centro di Servizi “Società Solidale” in collaborazione con il Forum Interregionale del Volontariato propone agli Istituti d’Istruzione Superiore della Provincia di Cuneo il Progetto “Percorsi alternativi alle sanzioni disciplinari”. Obiettivo specifico del progetto è stato quello di proporre ai giovani un’ alternativa alla classica sospensione scolastica attraverso un’esperienza di volontariato nelle OdV del territorio. Il progetto, nato dall’esperienza sul territorio torinese alcuni anni fa, ha riscosso parecchio successo anche sul nostro territorio: i percorsi attivati lo scorso anno sono stati 14 per un totale di

64 giorni di attività. I ragazzi/e che sono stati coinvolti nel progetto avevano ricevuto la sospensione scolastica in seguito a problemi comportamentali o relazionali. L’incontro con le OdV è stato in tutti e 14 i casi molto positivo. Tutti i ragazzi coinvolti hanno potuto sperimentarsi in un contesto di solidarietà, dove accolti da volontari hanno prestato il loro servizio facendo emergere competenze, impegno e responsabilità. Alcuni dei ragazzi hanno poi continuato la loro attività di volontariato anche terminato il percorso. Si coglie l’occasione per ringraziare i volontari e le Associazioni che hanno messo a disposizione tempo, impegno

Il Progetto Scuola e Volontariato del CSV “Società Solidale” è un percorso educativo finalizzato a stimolare attività di collaborazione tra studenti e volontari, rafforzare e diffondere esperienze di promozione del volontariato per e CON i giovani nella provincia di Cuneo. Le Organizzazioni di Volontariato interessate a candidarsi come partners per progetti o a proporne altri sono invitate a contattare il CSV per valutare percorsi e intrecciare risorse e competenze.

e risorse per inserire i ragazzi nelle loro attività; le OdV sono state positivamente colpite dai ragazzi che si sono avvicinati

attraverso il progetto come testimonia l’articolo seguente di Gigi Garelli dell’OdV “Orizzonti di Pace”.

locali resesi disponibili ad accogliere alcuni allievi nell’ambito delle proprie attività. Anche il Doposcuola dei Tomasini, per le caratteristiche del servizio che offre da anni in città, è stato individuato come possibile partner in questo progetto e ha accettato dal

canto suo di aprire le proprie porte a questa iniziativa. “Sapevamo che il Doposcuola si avvaleva da qualche anno della collaborazione di studenti volontari – spiega Alice, del Centro Servizi – e abbiamo pensato che l’inserimento di qualche studente

“C’ERA UNA VOLTA LA SOSPENSIONE...”

C’

era una volta la sospensione. Era lo spauracchio per gli allievi indisciplinati, l’ultima spiaggia per l’insegnante disarmato di fronte a comportamenti pesanti e ripetuti, una sorta di minaccia il cui nome evocava allontanamento dalla comunità scolastica con conseguenze gravi. Una punizione della durata di pochi giorni, è vero, ma pur sempre un provvedimento di esclusione e un’emarginazione di fatto. I tempi, si sa, sono cambiati, e da alcuni anni sulla scorta di quanto già dovrebbe accadere nel mondo penitenziario, si è andata affermando la ne-

cessità di affiancare al valore punitivo della pena la possibilità di un momento redentivo. Ed è così che è nata in molte scuole la pratica di impegnare in attività socialmente utili gli allievi colpiti da provvedimenti disciplinari, grazie ad apposite convenzioni stipulate con associazioni di volontariato, consorzi e soggetti in qualche modo titolati a gestire in modo qualificato azioni di impegno sociale. A Cuneo l’avvio di questa buona pratica è stato promosso dal Centro Servizi per il volontariato “Società Solidale” che ha fatto da intermediario con le associazioni

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nell’ambito di questo progetto mirato avrebbe potuto essere costruttivo. Poteva essere positivo l’incontro con coetanei che hanno scelto di dedicare il proprio pomeriggio due volte al mese per aiutare nei compiti ragazzini di elementari e medie; poteva esser costruttivo sentirsi responsabilizzati nel farsi carico delle difficoltà di bambini più piccoli; o ancora poteva essere motivante il sentir valorizzato il proprio ruolo all’interno di un’attività strutturata e continuativa. E così

abbiamo chiesto ai responsabili del San Tomaso l’adesione al progetto, che ci è stata data con grande disponibilità. Al termine dell’anno scorso il bilancio è stato positivo, così abbiamo pensato di riproporre l’iniziativa anche quest’anno, e siamo contenti che possa proseguire proficuamente”. Durante tutto l’anno scolastico passato sono stati accolti studenti provenienti dalle scuole più disparate, chiamati a prestare il loro servizio per periodi più o meno lunghi

a seconda di quanto concordato con i loro insegnanti-tutor. “Fin dall’inizio è stata evidenziata la necessità di progettare e curare passo passo l’inserimento degli studenti sospesi – precisano Nadia e Simona, referenti del Doposcuola – concordando con gli insegnanti Alice Susenna del CSV “Società Solidale” le modalità dell’intervento affinché fossero delineate il più possibile in modo personalizzato e rispondente alle specificità delle diverse situazioni. In effetti la collaborazione è stata

veramente produttiva, e il bilancio che tracciamo è molto positivo. Una sola considerazione può essere emblematica: alcuni dei ragazzi che sono stati obbligati dai loro insegnanti a prestare servizio durante l’anno scolastico hanno poi deciso spontaneamente di continuare anche durante l’estate, dandoci una mano per l’attività di estate ragazzi. E questo è stato il più bel risultato della collaborazione avviata, che ci spinge a proseguire con entusiasmo”. OdV Orizzonti Di Pace

Referente del Progetto Scuola e Volontariato del CSV Società Solidale: ALICE SUSENNA cell. 339-76.21.756, scuola.alba@csvsocsolidale.it oppure presso la Sede di Cuneo (0171-60.56.60).

Foto della Scuola dell’Infanzia di VALLE TALLORIA

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UNO SGUARDO SOLIDALE SUL MONDO GLOBALE E LOCALE Società Solidale allarga il proprio sguardo anche sulla globalità della solidarietà passando in rassegna ciò che riguarda la situazione internazionale, nazionale, regionale e provinciale. OLTRE 20 LE ASSOCIAZIONI ADERENTI ALLA FIACCOLATA IN RICORDO DI JOY Serata commovente, quella organizzata il 22 ottobre scorso di fronte alla stazione di Mondovì per ricordare Joy, ragazza nigeriana finita in strada quando non era ancora maggiorenne e trovata morta annegata in un torrente di Novara. Aveva 21 anni e stava cercando di uscire dal racket. Le volontarie dell’Associazione Liberazione e Speranza hanno letto una lettera toccante rivolta proprio a lei, in cui chiedevano ‘scusa’ per non essere riuscite a salvarla. Ma sono loro a dover chiedere ‘scusa’? La morte di Joy ha un valore simbolico su cui tutti sono chiamati a riflettere: sono decine le ragazze che come lei, in Provincia di Cuneo, vivono una situazione a rischio. La loro storia è stata ripercorsa attraverso la presenza e la testimonianza di alcune persone che ‘ce l’hanno fatta’ grazie all’aiuto di chi si è attivato di fronte alla loro sofferenza. Oltre 150 fiaccole sono state accese per riflettere sulla morte di Joy, mentre si raccoglievano sciarpe e guanti da portare in strada alle ‘sorelle’ che sono ancora lì. La stessa sera, un piccolo nucleo di volontari ha infatti incontrato le ragazze che ‘battono il marciapiede’ nei dintorni di Cuneo. Sono almeno 50 in

un territorio compreso tra Pianfei e Madonna dell’Olmo. Davvero nel 2011 dobbiamo accettare che una persona venga crocefissa su un marciapiede attraverso un vincolo maledetto, sottoscritto attraverso un vile “patto con il Diavolo”, il voodoo che tanto temono? I loro visi di bambina chiedono una risposta immediata: non si può tollerare che giovani donne schiavizzate trascorrano notti intere sedute su un po’ di brace mentre le macchine sfrecciano loro accanto, fermandosi solo per chiedere ‘quanto’ e ‘come’. Su alcuni dei nostri striscioni campeggiava la scritta ‘Noi non chiediamo ‘quanto vuoi’ ma quanto soffri’ e ‘La prostituzione non è il mestiere più antico del mondo ma lo ‘sfruttamento’ più antico del mondo’. Le oltre 20 associazioni presenti si sono unite per dire il proprio forte ‘NO’ di fronte ad una situazione in cui i diritti umani vengono calpestati e il rispetto della dignità femminile pare un’utopia. L’appello rivolto alle istituzioni e a chiunque possa e voglia far qualcosa è quello di attivarsi subito! Ci auguriamo che questo piccolo evento, partito da una città che ha saputo dare l’esempio con un’ordinanza esemplare, possa essere l’inizio di una ribellione da parte di tutti: uniti per dare una mano a chi ne ha

L’attenzione di Società Solidale spazia nell’universo Non profit, passando dal globale al locale, raccogliendo le notizie e gli avvenimenti che riguardano il territorio regionale. davvero bisogno, e non può essere abbandonato a se stesso solo perché ‘è difficile’ sradicare questo squallido fenomeno. Le Associazioni che hanno partecipato: Libera Mondovì, Mondoqui, Papa Giovanni XXIII, Liberazione e Speranza onlus Novara, Cielo in Terra, Il Granello di senape, Mai+sole, L’Anello forte, Caritas, Anpi, Arci, Acli M.vì, Edo State Association M.vì, Amali M.vì, Associazione Costa d’Avorio M.vì, Associazione di Promozione Sociale kerigma; Educativa di Strada di Mondovì e di Savigliano; Centro famiglie e Ludoteca di Savigliano; Noi con Voi; Cooperativa sociale Caracol; Gruppo Penelope M.vì; Eglise de la reconciliation M.vì (Chiesa africana), insieme alla Chiesa Ortodossa di Mondovì, le Parrocchie di Mondovì e la Parrocchia di Sant’Andrea e San Pietro di Savigliano. Il Comitato promotore della fiaccolata “LA POVERTÀ BUSSA AL CENTRO D’ASCOLTO CARITAS” Dall’Osservatorio Povertà e risorse della Caritas diocesana di Cuneo giungono, relativamente alle persone che sono arrivate al Centro d’ascolto per la prima volta, alcune rilevazioni inerenti il periodo gennaio-giugno 2011. Eccone alcune, in sintesi. Cresciuta l’utenza femminile, dal 26% al 30. Aumentata di 4 punti percentuali la disoccupazione. Diminuiscono i problemi economici più gravi (le persone prive di reddito), ma crescono di quasi 7 punti percentuali le difficoltà economiche legate all’insufficienza del reddito. Ciò che però connota maggiormente il periodo in questione, è la lievitazione delle difficoltà abi-

tative e familiari. Le prime sono cresciute senza sosta negli ultimi due anni ed ora siamo al 20%. Si tratta soprattutto di sfratti per morosità e di persone senza dimora. L’aumento dei problemi familiari è preoccupante. Nella gran maggioranza dei casi (48%) si tratta di conflitti all’interno della coppia. Il problema del lavoro che manca è sempre più grave e porta con sé ristrettezza economiche che gettano famiglie e singoli in gravi difficoltà. E di qui nascono i debiti poi le fatiche relazionali, spesso le dipendenze (ancora sommerso in gran parte, ma già grave, è il problema del gioco). Crollano i legami più forti e i punti di riferimento fondamentali. Nella lotta quotidiana per restare a galla in una società che priva del diritto al lavoro, si stanno sgretolando molti dei pilastri che tenevano in piedi le generazioni precedenti. La mancanza e l’instabilità del lavoro, soprattutto il suo perdurare, unito all’impossibilità di trovare di adeguate risposte al proprio problema, mina poco a poco la struttura della persona e delle sue relazioni. Per info e contatti: gbusso@diocesicuneo.it (Osservatorio povertà e risorse. Scheda dettagliata e grafici su: http://www.caritascuneo.it GEMELLAGGI TRA SCUOLE: costruiamo ponti di solidarietà tra italia e sud del mondo Quest’anno i bambini delle scuole italiane possono farsi nuovi amici in tutto il mondo, conoscerli attraverso foto, disegni e messaggi, capire come si vive nei Paesi più poveri e imparare in aula anche il valore della solidarietà. È il “gemellaggio solidale”, proposta che la Fondazione “aiutare i bambini” società solidale N. 5/2011 - 45


rivolge a tutte le scuole primarie d’Italia per l’anno scolastico 2011/2012. Le classi aderenti all’iniziativa potranno scegliere una scuola sostenuta da “aiutare i bambini” in Africa, Asia, America Latina o Est Europa. Durante l’anno riceveranno e invieranno alla scuola i propri lavori, anche attraverso i tanti volontari della Fondazione che periodicamente vanno in visita alle scuole all’estero per fare concrete esperienze di aiuto ai bambini. “L’iniziativa – racconta Alessia Gilardo della Fondazione “aiutare i bambini” – si inserisce nell’ambito del nostro “Progetto Scuole”, con cui per il quarto anno consecutivo ci proponiamo di avvicinare gli studenti italiani al mondo della solidarietà attraverso proposte educative pensate appositamente per loro. Da semplici giochi e video studiati per divertire e sensibilizzare i più piccoli, a percorsi di approfondimento sul lavoro minorile per gli studenti delle scuole superiori: le proposte sono molte e continua con successo anche la possibilità di un vero e proprio gemellaggio tra scuole”. Il “Progetto Scuole” prevede anche kit didattici per gli insegnanti, mostre fotografiche, laboratori di Educazione allo Sviluppo per educatori e volontari, incontri di sensibilizzazione con le testimonianze di chi ha visitato i progetti nel mondo. Possono aderire tutti gli insegnanti che desiderano strumenti per responsabilizzare bambini e ragazzi sul tema della cittadinanza mondiale. Oltre alle scuole, le attività sono rivolte anche a centri di aggregazione giova-

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nile, oratori, associazioni, gruppi d’incontro, biblioteche. La descrizione dettagliata di tutte le proposte del “Progetto Scuole” è consultabile alla pagina www.aiutareibambini.it/scuole. Per maggiori informazioni si può contattare direttamente la Responsabile: Alessia Gilardo, tel. 02 70.60.35.30, alessia.gilardo@aiutareibambini.it. “aiutare i bambini” è una Fondazione laica e indipendente, nata nel 2000 per aiutare e sostenere bambini poveri, ammalati, senza istruzione, sfruttati ed emarginati, con la realizzazione di progetti sanitari, di educazione, di emergenza, di accoglienza e di adozione a distanza. In undici anni di attività la Fondazione ha aiutato più di 770.000 bambini, finanziando oltre 800 progetti di aiuto in 69 Paesi del mondo. “aiutare i bambini” verifica direttamente l’effettivo avanzamento di ciascun progetto, tramite l’invio di esperti e di volontari sul campo che possono toccare con mano i risultati raggiunti grazie alla solidarietà. Il Bilancio della Fondazione è pubblico e certificato. Fondazione “aiutare i bambini” Onlus www.aiutareibambini.it

cercando ballerini e ballerine, attori e attrici, acrobati, ma anche giovani senza esperienze artistiche che vogliano partecipare a un evento importante per la città: un FLASH MOB per l’intercultura! La data della performance resterà segreta fino all’ultimo momento, ma chi vorrà partecipare dovrà iscriversi immediatamente recandosi alle audizioni. Per maggiori informazioni, telefonate o scriveteci, è un’occasione che non potete perdervi! Per maggiori informazioni giovani.intercultura@gmail.com tel. presso LVIA: 011/7412507 - 377 70 86 891 Facebook: GenerAZIONE Intercultura Piemonte www.lvia.it _ Blog “Giovani e Intercultura”: www.lvia.it/blog La Direzione Artistica del flash mob è a cura dell’Associazione Tedacà. Il progetto “Giovani e Intercultura: un anno di dialoghi”è promosso da LVIA in collaborazione con il Centro Studi Sereno Regis, il partenariato di CEM Mondialità e il finanziamento del Dipartimento per la Gioventù della Presidenza del Consiglio dei Ministri. GenerAZIONE Intercultura Piemonte

L’ITALIA SEI ANCHE TU, MUOVITI DI PIÚ Entra a far parte della GenerAzione Intercultura: un flash mob a Torino per l’intercultura e la cittadinanza attiva. Nell’ambito del progetto “Giovani e Intercultura: un anno di dialoghi” l’Associazione di solidarietà e cooperazione internazionale LVIA, in collaborazione con il Centro Studi Sereno Regis, invita a partecipare ad una meravigliosa opportunità! Dall’1 ottobre sono inziate le audizioni per la creazione di una coreografia di massa che promuoverà pari diritti, dialogo interculturale, cittadinanza attiva e la Campagna “L’Italia sono anch’io” (www.litaliasonoanchio.it). Scopo della Campagna è riportare all’attenzione dell’opinione pubblica e del dibattito politico il tema dei diritti di cittadinanza e la possibilità per chiunque nasca o viva in Italia di partecipare alle scelte della comunità di cui fa parte. Stiamo

“CAPRO ESPIATORIO: FORME PRATICHE STORICO ANTROPOLOGICHE” Il 21 e il 22 ottobre si è svolto il convegno “Capro espiatorio: forme pratiche storico – antropologiche” con la finalità di indagare la genesi e gli sviluppi di un fenomeno definibile come universale, che si è tenuto del Roero (Montà d’Alba) e di Langa (Gallo Grinzane). L’approccio che si intende adottare prevede un atteggiamento da una parte scientifico in modo da analizzarne gli aspetti storici e antropologici e dall’altra attento agli aspetti più legati alla

memoria e alle tradizioni del territorio. La notorietà e, soprattutto, le competenze scientifiche dei relatori rendono il tema valido, coinvolgente ed interessante per un ampio pubblico con differenti preparazioni. Alla conferenza stampa di presentazione sono intervenuti la prof.ssa Michela Zucca, antropologa e il prof. Donato Bosca. PULIAMO IL MONDO Gli alunni di 4° e 5° elementare e 1° e 2° media hanno partecipato a “Puliamo il Mondo”, iniziativa promossa a livello nazionale da Legambiente e patrocinata dal Comune di Caramagna Piemonte. 130 bambini muniti di guanti e sacchi, accompagnati dai docenti, hanno intrapreso una passeggiata didattica e pulito accuratamente alcune aree del concentrico. I ragazzi delle scuole elementari si sono occupati dei giardinetti e delle aree verdi in centro al paese mentre gli alunni delle scuole medie hanno operato in zona cimitero e impianti sportivi. A questi ultimi, terminate le operazioni di pulizia, è stata offerta acqua microfiltrata della nuova fontana comunale che permetterà di ridurre notevolmente il volume di bottiglie di plastica procapite. “La partecipazione delle scuole è stata importante perché ha permesso di avvicinare ad alcune problematiche ambientali i giovanissimi - sostengono l’assessore Marco Osella e il consigliere Dario Colombano coordinatori dell’iniziativa - che hanno così potuto trascorrere una mattinata all’aperto contribuendo a mantenere pulito il proprio paese”. “Un ringraziamento particolare va agli insegnanti – concludono gli organizzatori - per la loro disponibilità indispensabile per la buona riuscita di questa e delle prossime edizioni”.


dalle ASSOCIAZIONI

L’AVIS DI CEVA ALLA CAMMINATA SETTEMBRINA Il gruppo Avis di Ceva domenica 25 settembre ha preso parte alla Camminata Settembrina, una corsa non competitiva lungo le stradine e i boschi cebani. Tutti i donatori iscritti hanno potuto indossare la maglietta promozionale Avis realizzata in collaborazione con il Centro Servizi per il Volontariato Società Solidale di Cuneo. “E’ ormai da 7 anni che in occasione della Camminata Settembrina – spiega il presidente Beppe Tomatis – realizziamo queste magliette. L’intento è quello di farci conoscere e promuovere la nostra Associazione. Il nostro gruppo si è distinto con la maglietta colorata Avis e siamo felici che tanti iscritti si sono uniti a noi”. Contestualmente è stato assegnato il 15° Trofeo Avis al miglior classificato tra le varie Associazioni di donatori (Avis, Avas, Fidas, Aido, Admo..ecc..). Gli iscritti Avis sono attualmente 430, mentre i donatori effettivi nel 2010 sono stati 370. D.S.

11 novembre nuovamente presso il Teatro Baretti, dove la dott.ssa Mara Staffiero con proposto l’argomento “Lo sviluppo del bambino dalla prima infanzia all’età scolare”. Tante sono state le iscrizioni alla Scuola, ma, grazie all’opportunità di fare l’incontro nel teatro, quindi in una bella sala comoda e molto capiente, possiamo invitare anche tutti coloro che vorranno iscriversi in questi giorni o la sera stessa. E per lavorare sul nostro ruolo educativo e diventare via via sempre più consapevoli, ecco anche i prossimi appuntamenti della Scuola genitori: 10/02/2012 Aggressività e condotte prepotenti in età scolare, Dott. Elisa Stagni Brenca 23/03/2012 Genitorialità: suggerimenti comunicativi per mantenere la comunicazione empatica con i figli, Dott. Luca Avellis 20/04/2012 Le dinamiche psicologiche dell’adolescenza, Dott.ssa Cathia Adelghi Sara Gonella

GENITORI OGGI... SI DEVE!! Erano più di 300 le mamme e i papà che martedì sera 11 ottobre al Teatro Baretti si sono fermati a riflettere sul loro ruolo educativo. Dopo la presentazione della serata da parte della presidente dell’AGe (sez. di Mondovì) Sara Gonella e il saluto del sindaco Stefano Viglione, Ezio Aceti, esplosivo come non mai, ha dato a tutti una buona pista di riflessione. Fanciulli o adolescenti che siano i nostri figli non devono essere lasciati soli in questa società complessa dove, accanto ad opportunità impensabili anche solo fino a 20 anni fa, convivono fatiche e grandi insidie per la loro crescita. Non dobbiamo avere paura, ma dobbiamo anche sapere che c’è tanto da imparare, prima di tutto sul modo in cui “funzionano” i bambini e poi i fanciulli e i ragazzi. Il dott. Aceti ha dato il via alla Scuola genitori; il prossimo appuntamento è avvenuto venerdì società solidale N. 5/2011 - 47


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“FA CHE IL CIBO SIA LA TUA MEDICINA” “Alimentazione, riporta il dizionario, è il mezzo attraverso cui l’uomo introduce ed assimila i nutrienti e l’energia di cui ha bisogno”. Individuare, allora, i prodotti giusti, privilegiando ciò che è naturale, cibarsi di alimenti che non soddisfino solo il palato e la vista, ma che siano sani e di qualità, è un primo, ineludibile, passaggio che, unitamente ad un corretto stile di vita, agisce in modo incisivo nella possibilità di evitare lo sviluppo di malattie, di controllarne l’evoluzione o, al contrario, di provocarne l’insorgenza. L’argomento è stato affrontato a Torino il 9 settembre ed ha visto coinvolti in un pubblico incontro esperti di diversa formazione e competenza, riuniti da ALICe Piemonte, l’Associazione per la lotta all’ictus cerebrale. Sono intervenuti nell’occasione il dr. Paolo Binelli, presidente nazionale ALICe Italia, il prof. Roberto Sterzi, Primario Emerito dell’Ospedale Niguarda di Milano, la dr.ssa Paola Michelini, responsabile Certificazioni Qualità di Coop Italia il dr. Vincenzino Siani del Centro studi e ricerche della Fidal – Federazione Italiana Atletica Leggera, il dr. Paolo Cerrato, responsabile Unità Ictus dell’Ospedale Molinette di Torino, il dr. William Liboni, Presidente della Fondazione “Un passo insieme”, agricoltura sociale. Ha concluso l’incontro Giuseppe Cornacchia della Cia nazionale- Confederazione Italiana Agricoltori.“Fa che il cibo sia la tua medicina” diceva già il grande medico Ippocrate, quasi 2.500 anni fa. La gente spera che la ricerca scientifica un giorno possa trovare la cura di tante malattie, quali l’ictus, e si dimentica che la scienza stessa ha già scoperto il modo per evitare che insorga: nutrirsi in maniera corretta, non fumare, fare attività fisica. ALICe - ha informato il presidente nazionale dr. Paolo Binelli - finalizza una gran parte della sua attività “investendo” sulla “prevenzione” e per far questo ritiene importante il coinvolgimento dei cittadini affinché diventino consumatori consapevoli dei principi della sana alimentazione. Il dibattito a più voci è proseguito con le relazioni del dr. Cerrato e del prof. Sterzi, i quali hanno spiegato che le abitudini alimentari svolgono un ruolo importantissimo nelle pato¬logie vascolari e che frutta e verdura, in primo luogo, aiutano a mantenere il cuore in salute ed a bloccare la formazione delle placche aterosclerotiche. Anche il vino, in dosi misurate, è in grado di favorire una pulizia delle arterie abbassando il colesterolo cattivo che in eccesso si deposita sulle pareti aumentando la capacità del nostro organismo di espellere le sostanze tossiche. Non per niente si usa affermare che “il vino fa buon sangue”. La dr.ssa Michelini ha informato che i fornitori Coop Italia, per potersi fregiare del marchio, devono superare test qualitativi severissimi a tutela della salute del consumatore e a garanzia del rispetto dell'ambiente. La Coop stipula precisi accordi di produzione e predispone verifiche e controlli su tutte le fasi del processo di trasformazione, dalla materia prima al prodotto finito. Il dr. Vincenzino Siani ha evidenziato che la corretta nutrizione dovrebbe seguire l'equilibrio indicato nella piramide alimentare, non limitandosi però all'assunzione di sostanze nutritive (carboidrati, grassi, proteine ecc.) essenziali per la crescita e per il mantenimento della salute e della capacità funzionale del nostro corpo, ma sviluppando pure una cultura dell’esercizio fisico quotidiano che influisce positivamente sulla nostra salute e sul nostro benessere. Il dr.William Liboni, presidente della Fondazione “Un passo Insieme Onlus”, ha illustrato le straordinarie iniziative realizzate in Val della Torre (Torino): strutture Socio Terapeutiche ed Educative ed una Serra Pedagogica destinate a persone con disabilità.Giuseppe Cornacchia, responsabile Nazionale Dipartimento sviluppo agroalimentare della Cia, ha ricordato che la Confederazione Italiana Agricoltori, da sempre, oltre che per garantire un

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reddito adeguato agli agricoltori, opera per la sicurezza alimentare, per valorizzazione delle produzioni agricole italiane di qualità e prodotti agroalimentari sicuri ai consumatori con un giusto rapporto qualità prezzo. Garantire una sana alimentazione, significa offrire ai consumatori cibi sicuri, freschi e di stagione, che esaltano le caratteristiche del nostro territorio sono fonti di vitamine, di proteine, di sali minerali, di liquidi preziosi per mantenere il nostro organismo in efficienza. ALICe Cuneo ha partecipato all’evento in misura massiccia: in diverse auto, tra cui la monovolume messaci cortesemente a disposizione dal CSV cuneese, oltre 50 associati che, dopo il Convegno, hanno visitato gli stands della Festa ed organizzato una cena sociale nel ristorante della kermesse agricola. ALICe Onlus

ALICE CUNEO INCONTRA LA FUNDACIO’ ICTUS A BARCELLONA Nella sua veste di rappresentante di ALICe Italia in SAFE, l’ente che riunisce tutte le associazioni europee di pazienti colpiti da ictus e loro familiari, il dr. Giuseppe Bonatto, presidente di ALICe Cuneo Onlus ha, periodicamente, l’opportunità di entrare in contatto con associazioni consorelle ed apprendere quanto di interessante svolgono nei loro Paesi. La conoscenza nel 2010 delle attività degli Stroke Club di Londra portò l’anno scorso una delegazione di 25 persone, pazienti e familiari cuneesi, a Londra per un gemellaggio tra le due associazioni e da quell’incontro è derivato un progetto, che verrà illustrato nel mese prossimo, per dar vita a Cuneo ad un Circolo di ALICe, primo in Italia, sulla falsa riga di quanto realizzato nel Regno Unito. Ai primi di ottobre di quest’anno analoga iniziativa vedrà una trentina di pazienti e familiari della provincia di Cuneo andare ad incontrare gli amici della “Fundaciò Ictus” a Barcellona. “In particolare – riferisce il Presidente Bonatto – avremo incontri con la dr.ssa Carmen Ferrer, presidente nazionale ed il dr. Esteban Pons e potremo scambiare esperienze con l’associazione consorella, anch’essa senza scopo di lucro che, come ALICe Cuneo, ha il fine esclusivo di integrare le attività del sistema sanitario pubblico con quelle rivolte alla conoscenza, alla prevenzione della malattia e di fornire sostegno ed informazione ai pazienti che hanno sofferto, e soffrono, di questa patologia. Abbiamo in programma altresì l’incontro con la struttura dei GAM di Barcellona. I GAM (Grupos de Ayuda Mutua) sono gruppi di persone (malati, badanti, familiari) che, insieme, condividono lo stesso problema di salute e situazione simile familiare, al fine di aiutare se stessi a migliorare l’impatto sociale del paziente dopo l’ictus. Questo gruppo fornisce supporto sia nel condividere informazioni ed esperienze, sia nello svolgere attività sociali con i pazienti, così come intendiamo realizzare anche noi a Cuneo. I GAM sono molto attivi a Barcellona dove costituiscono una risorsa della comunità ed una fitta rete di partecipazione sociale. Ci tengo ad informare che le nostre spese di partecipazione al viaggio sono interamente a carico dei partecipanti”.


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LA SQUADRA ANTINCENDI BOSCHIVI A.I.B. DI MONTÀ

Domenica 23 ottobre la sezione Aib di Montà ha inaugurato i mezzi e la nuova sede. Il programma ha previsto il ritrovo in piazza San Michele dove si è anche tenuto un rinfresco per tutti; poi è avvenuta la benedizione dei mezzi. Tutti i presenti si sono poi trasferiti presso la nuova sede Aib per un momento di interventi. La mattinata si è conclusa con il pranzo al ristorante La Capannina adiacente alla sede Aib.

SOLID ROCK CON PICCOLI PASSI ONLUS Ventiquattro settembre. Parco “La finestra sul castello”. Genola. A volte tornano. E non sempre è un male, anzi... il popolo rock ringrazia! Al termine degli anni ’90 una delle manifestazioni

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musicali con più seguito in zona era “Solid Rock”, che riempiva di chitarre distorte e voci graffianti il parco Graneris di Savigliano, con un ottimo seguito di pubblico. Ora, a distanza di un decennio abbondante, “Solid Rock” torna a far sentire la propria voce, e lo fa con una tripla e robustissima motivazione. 1) La presentazione di “Acerbo.” primo ep (minialbum, con 6 brani) dei “Those Of The Cellar”, fortissima ed emergente band di giovani musicisti felicemente dediti ad un sano alternative rock. 2) Il ritorno su un palco “come si deve” dopo quasi un anno dei grandi “AlcoolicA”, una delle prime cover band dei Metallica a calcare le scene italiane. 3) Con una piccola aggiunta “Solid Rock” diventa... Solid-ale. A “Piccoli Passi Onlus” servivano soldi per completare la costruzione di alcune cisterne per l’acqua alla Scuola Materna di Selembao (Kinshasa – Congo)? Ed ecco il rock che risponde “presente”! Le suore missionarie di San Giuseppe di Cuneo, che gestiscono la scuola, saranno felici di ricevere tramite “Piccoli Passi” le offerte raccolte durante la serata che è ad ingresso libero e che prevede, anche, una interessante mostra fotografica. Gli amici della “Cittadella Sociale” di Genola hanno volentieri messo a disposizione lo splendido parco attrezzato di tutto punto occupandosi anche della ristorazione durante la serata, il negozio di abbigliamento “28 Via Torino” di Savigliano ha preparato una graditissima sorpresa, la Banca Cassa di Risparmio di Savigliano ha dato una graditissima “mano”, e “Solid Rock” ha il supporto di Comune di Genola e Provincia di Cuneo. Il “C.S.V. Società Solidale” di Cuneo ha stampato i volantini e TRS Radio 104.800 è media partner (aspettatevi succose interviste ai protagonisti!). Il tutto è iniziato sabato 24 settembre alle 21,30, con ingresso libero, nel parco “La finestra sul Castello”, per una serata tutta... “Solid Rock”. Ha presentato Doriano Mandrile. Gli AlcoolicA sono una delle prime band in assoluto, in Italia, a proporre un vero tributo ai Metallica.

SETTIMO CONVEGNO SU DIVERSABILITÀ E SOCIETÀ L’Associazione Kairòn ha proposto il settimo Convegno su diversabilità e società svoltosi sabato 5 novembre ad Altavilla, nell’ambito del progetto di promozione del volontariato “In cammino” realizzato in collaborazione con il Centro Servizi per il Volontariato “Società Solidale”. Il Convegno si propone come importante momento di incontro e confronto, occasione in cui si trovano a riflettere uniti genitori, insegnanti, operatori socio sanitari, dirigenti scolastici e studenti. Proprio in un periodo come quello attuale, che offre poche speranze e prospettive per il futuro, in cui invece di crescere nei servizi pubblici e migliorarli si taglia per ridurre gli “sprechi”, assume un ulteriore significato l’affermare alcuni punti cardine sull’integrazione scolastica e sociale e dare voce a chi è testimone diretto di tali frutti. La volontà è quella di diffondere la cultura dell’inclusione, anche alla luce della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità e delle linee guida previste nella Strategia Europea per la disabilità 2010-2020. Si è parlato di diversabilità e per dirla con le parole di Claudio Imprudente, relatore che presenzierà al convegno, si cercherà società solidale N. 5/2011 - 49


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MISERICORDIA SANTA CHIARA DI ALBA ALLA FIERA DEL TARTUFO Domenica 23 ottobre, durante la Fiera Nazionale del Tartufo, la nostra Misericordia “S. Chiara” di Alba ha confezionato, con la cucina campale e le proprie attrezzature, pasti a piccolo prezzo per i turisti, per gli albesi, per gli amici e per chi ha voluto sostenere la nostra giornata di autofinanziamento, finalizzata alla raccolta di fondi per poter ultimare un dormitorio mobile (16 posti letto) su semirimorchio da utilizzare nelle emergenze ed eventualmente come servizio socio.assistenziale. Con gran soddisfazione, nonostante un tempo un po’ fresco, il nostro ristorante all’aperto ha servito circa 500 pasti. Novità di quest’anno, è stata la collaborazione con gli studenti dell’APRO settore alberghiero: 5 ragazzi di cucina e 5 ragazze di sala coordinati dalla loro insegnante Tiziana Ciofanin, che ringraziamo in modo particolare. Con il loro solerte lavoro e la loro simpatia hanno dato un importante aiuto pratico ed hanno colorato di una piacevole allegria la nostra giornata. Ringraziamo tutti coloro che sono stati con noi.

di narrare come “può un geranio diventare un educatore”. Il convegno ha visto alternarsi i seguenti relatori: - Gian Paolo Sandri, dipendente ASO Santa Croce e Carle di Cuneo, membro della Commissione Barriere Architettoniche, volontario U.O. Neuropsichiatria di Cuneo, autore del libro “Cammino da seduto”; - Claudio Imprudente, presidente del Centro Documentazione Handicap di Bologna, direttore editoriale della rivista Accaparlante, dottore “honoris causa” in Scienze della Formazione, ideatore del Progetto Calamaio; - Salvatore Nocera, avvocato, vicepresidente F.I.S.H. (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), esperto di legislazione per l’integrazione scolastica; - Anna Maria Rastello, informatica, mamma e affidataria, camminatrice; - Marcella Cernicchiaro, studentessa universitaria in psicologia; - Riccardo Carnovalini, regista, fotoreporter, camminatore; - Silvana Garello, neuropsichiatra infantile. In conclusione, nel riprendere le parole di Gian Paolo Sandri “i genitori non vanno lasciati soli ed è responsabilità di ogni persona non fermarsi all’indignazione”, siamo convinti che i cambiamenti avvengano grazie alla partecipazione e al contributo di ognuno, ricordando che ogni scelta ricade su un individuo, non si gioca solo con i numeri, ma si tratta di decidere che cosa una persona potrà fare o raggiungere nella sua vita, e forse un’opportunità in più o in meno sarà decisiva. L’associazione Kairòn

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L’AIDO BRA: SPAZIO FISSO SU TARGATOCN

Grazie alla collaborazione con la Testata Giornalistica "TargatoCN" e con il prezioso e generoso supporto del Direttore Editoriale l'amico Enrico Anghilante da poche ore il Gruppo dell'AIDO di Bra è presente sul sito citato con un proprio banner che varierà in tre differenti versione per una durata temporale di ben due mesi. Una buona opportunità di visibilità che ci auguriamo possa portare all'AIDO nuove, generose e preziose adesioni e perché no anche qualche "spicciolo" per le nostre "magre" o meglio ancora "azzerate" casse "sociali". Un saluto ed un GRAZIE a tutti. AIDO Gruppo di Bra Gianfranco Vergnano

QUANDO LA RUOTA GIRA CONTROVENTO Quando la diversità della vita diviene conoscenza Sabato 12 novembre a Saluzzo, presso il Cinema Teatro Don Bosco (Via Donaudi, 36) alle 20.45 è andato in scena lo spettacolo “Quando la ruota gira controvento”, rappresentazione teatrale ideata e realizzata dall’Associazione Terapia d’arte con attori professionisti e persone diversamente abili. La serata, a ingresso gratuito, è stata organizzata dall’Aido provinciale in collaborazione con l’Aido gruppo intercomunale di Saluzzo “Marco Demaria”, il Centro Servizi Volontariato Società Solidale e con il patrocinio del Comune di Saluzzo. L’iniziativa apre le celebrazioni per il 35º anniversario di fondazione dell’Aido Provinciale costituitosi nell’anno 1976.

29° CORSO DI FORMAZIONE PER NUOVI VOLONTARI OSPEDALIERI E’ in corso di svolgimento il corso di formazione per nuovi volontari ospedalieri organizzato dall’associazione Avo di Cuneo in collaborazione con il Centro Servizi “Società Solidale” di Cuneo. Le lezioni sono partire lo scorso 7 novembre e termineranno il 5 dicembre presso il salone di rappresentanza dell’ospedale Santa Croce Carle di Cuneo in via Coppino 26. 8 le lezioni. Tra gli argomenti trattati: “La discrezione:arte delicata di praticare la carità” a cura di don Carlo Vallati cappellano dell’ospedale di Cuneo, “Ospedale istruzioni per l’uso” a cura del dottor Paolo Pellegrino, “Le mie e le sue emozioni” con lo psicologo Aldo Lamberto, “Il volontario Avo vicino ai malati in ospedale: aspetti relazionali e pratici” a cura delle caposala Olivia Cerrina e Carla Ramonda, “Aiutare se stessi e gli altri” con la psicologa Tiziana Isaia, “La Forza interiore del volontariato, spunti di riflessione” a cura dello psicologo Edoardo Tallone, infine il corso si concluderà il 5 dicembre con un confronto e testimonianze con i volontari. Per informazioni 0171-69.67.29 oppure 0171-67.038.

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A SSOCIAZIONI

DONA UN LIBRO PER SCAMPIA L'associazione Familupi's di Alba partecipa al progetto di raccolta libri per infanzia e adolescenza Dona un liro per Scampia, in collaborazione con l'associazione di promozione culturale Voci.di.Scampia. Ognuno può donare il libro che ritiene più bello per la nascente biblioteca di Scampia, quartiere nella periferia nord di Napoli, scrivendo la motivazione per cui vale la pena leggerlo. I punti di raccolta ad Alba sono elencati nella locandina allegata. L'associazione Familupi's si occuperà della consegna all'associazione Vo.di.Sca dei libri raccolti. Per informazioni: 333-83.81.335, 338-11.72.627.

PRESEPI ARTIGIANALI NEL SANTUARIO DI MONSERRATO Borgo San Dalmazzo –“Presepi Artigianali nel Santuario di Monserrato”: è questa la nuova iniziativa con cui l’Associazione Santuario di Monserrato di Borgo San Dalmazzo, in collaborazione con la Parrocchia di Borgo San Dalmazzo, il Comune e l’Ente Fiera Fredda, intende promuovere il Santuario che si erge proprio sopra il centro borgarino. Si tratta della prima edizione della mostra. “Sarà un’occasione - dicono i volontari dell’Associazione - per solennizzare il S. Natale e avere ulteriori aperture straordinarie dell’edificio sacro anche nel periodo invernale”. Dall’8 al 18 dicembre nei pomeriggi di sabato e domenica (dalle 14,30 alle 17,30) sarà possibile visitare la mostra di Presepi realizzati artigianalmente da privati ed Enti. La partecipazione alla mostra è gratuita. Gli interessati dovranno far pervenire la propria richiesta di esposizione compilando direttamente on-line il modulo di partecipazione presente sul sito www.santuariodimonserrato.it

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Incontro con i volontari della GMG, alla nuova fiera di Madrid (IFEMA)

Viaggio apostolico di Sua Santità Benedetto XVI a Madrid (Spagna) in occasione della XXVI Giornata Mondiale della Gioventù (18-21 agosto 2011) ari volontari, nel concludere questa indimenticabile Giornata Mondiale della Gioventù, ho desiderato fermarmi qui, prima di tornare a Roma, per ringraziarvi vivamente per il vostro prezioso servizio. E’ un dovere di giustizia ed una necessità del cuore. Dovere di giustizia, perché, grazie alla vostra collaborazione, i giovani pellegrini hanno potuto avere una cordiale accoglienza ed un aiuto in tutte le loro necessità. Con il vostro servizio avete dato alla Giornata Mondiale della Gioventù il volto dell’amabilità, della simpatia e della premura per gli altri. La mia gratitudine è anche una necessità del cuore, perché non solo siete stati attenti ai pellegrini, ma anche al Papa. In tutti i momenti ai quali ho partecipato, voi eravate lì: alcuni visibilmen-

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te, altri in secondo piano, rendendo possibile l’ordine richiesto perché tutto andasse bene. Non posso neppure dimenticare lo sforzo della preparazione di questi giorni. Quanti sacrifici, quanto amore! Tutti, ciascuno come sapeva e poteva, di volta in volta, avete intessuto con il vostro lavoro e la preghiera il meraviglioso quadro multicolore di questa Giornata. Grazie per la vostra dedizione! Vi sono grato per questo profondo gesto di amore. Molti di voi hanno dovuto rinunciare a prendere parte in modo diretto nei vari atti, perché occupati in altri compiti dell’organizzazione. Tuttavia, questa rinuncia è stata un modo molto bello ed evangelico di partecipare alla Giornata: quello dell’attenzione agli altri di cui parla Gesù. In un certo modo, avete realizzato la parola

Il Santo Padre Benedetto XVI si congeda dalla Nunziatura Apostolica e raggiunge in auto la nuova Fiera di Madrid (IFEMA). Nel Padiglione 9 del quartiere fieristico, alle 17.30 il Papa incontra i circa 12 mila volontari della XXVI Giornata Mondiale della Gioventù. Introdotto dai saluti del Card. Antonio María Rouco Varela, di un volontario e di una volontaria, il Santo Padre pronuncia il discorso che riportiamo di seguito:

del Signore: «Se uno vuole essere il primo, sia l’ ultimo di tutti e il servitore di tutti» (Mc 9,35). Sono certo che questa esperienza come volontari vi ha arricchito tutti nella vostra vita cristiana, che è fondamentalmente un servizio di amore. Il Signore trasformerà la vostra stanchezza accumulata, le preoccupazioni e il peso di molti momenti in frutti di virtù cristiane: pazienza, mansuetudine, gioia nel donarsi agli altri, disponibilità a compiere la volontà di Dio. Amare è servire e il servizio aumenta l’amore. Penso che questo sia uno dei frutti più belli del vostro contributo alla Giornata Mondiale della Gioventù. Ma questo frutto non lo raccogliete solo voi, ma la Chiesa intera, che, quale mistero di comunione, si arricchisce con l’apporto di ognuno dei suoi membri. Nel tornare ora alla vostra vita ordinaria, vi incoraggio a conservare nel vostro cuore questa gioiosa esperienza e a crescere ogni giorno di più nel dono di voi stessi a Dio e agli uomini. E’ possibile che in molti di voi si sia manifestata timida o con forza una domanda molto semplice: Che cosa vuole Dio da me?

Qual è il suo disegno sulla mia vita? Cristo mi chiama a seguirlo più da vicino? Non potrei spendere tutta la mia vita nella missione di annunciare al mondo la grandezza del suo amore attraverso il sacerdozio, la vita consacrata o il matrimonio? Se è sorta questa inquietudine, lasciatevi guidare dal Signore e offritevi volontariamente al servizio di Colui che «non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti» (Mc 10,45). La vostra vita raggiungerà una pienezza insospettata. Forse qualcuno sta pensando: il Papa è venuto a ringraziarci e ora sta chiedendo. Sì, è così. Questa è la missione del Papa, Successore di Pietro. E non dimenticate che Pietro, nella sua prima lettera, ricorda ai cristiani il prezzo con il quale sono stati riscattati: quello del sangue di Cristo (cfr 1Pt 1,1819). Chi valuta la sua vita da questa prospettiva sa che all’amore di Cristo si può rispondere solo con amore, e questo è ciò che vi chiede il Papa in questo congedo: che rispondiate con amore a colui che per amore si è consegnato per voi. Ancora grazie e che Dio sia sempre con voi.


APPUNTAMENTI SOLIDALI ABIO MONDOVÌ IN PIAZZA PER LA 7° GIORNATA NAZIONALE Si è volta nei migliori dei modi a Mondovì la settima Giornata Nazionale Abio. Molte persone sensibili e generose si sono fermate al gazebo dei volontari della Pediatria e hanno acquistato il cestino delle “pere più buone”. Questa Giornata Nazionale per l’occasione sostenuta da Fondazione Coca-Cola è diventata anche il piacevole incontro con tutti gli amici Abio sparsi nel nostro territorio. Perché nei primi 10 anni in cui Abio è presente a Mondovì molta gente ha avuto modo di apprezzare l’opera dei volontari accanto ai bambini in ospedale. Li ha osservati giocare, ridere, coinvolgere i piccoli pazienti e i loro genitori. E soprattutto hanno colto il significato profondo della loro missione che attraverso il gioco si riconduca il bambino ammalato, la sua famiglia, con i medici e gli infermieri curanti, tutti sul grande palcoscenico della fiducia, fuori dalle paure. I proventi della 7° Giornata Nazionale Abio verranno utilizzati per la formazione di nuovi volontari oltre che per l’acquisto di attrezzature ludiche.

SAN BIAGIO MARIA VERGINE I 150 ANNI DELL’UNITÀ D’ITALIA Le celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, avviate in anticipo con la presenza a Miroglio nello scorso autunno del Gruppo rievocativo Storico in abbigliamento garibaldino “A-Storia” di Savona, che hanno allietato fa festa del ringraziamento per i frutti della terra, proseguita a marzo con la festa della bandiera e dell’inno nazionale, celebrata il 25 aprile 2011 alla Cappella di San Marco alla presenza di Autorità civili e religiose, ha avuto la sua naturale conclusione in una serata rievocativa molto partecipata, nella quale i presenti hanno potuto vedere una videoproiezione appositamente elaborata sulla storia della bandiera nazionale dalle origini ai giorni della Repubblica ed assistere alla proiezione di un filmato sulla nascita dell’Inno nazionale. Nella sua semplice genuinità la serata è stata molto apprezzata, al punto che altre realtà vicine, venutene a conoscenza con il passa parola, hanno chiesto di poter replicare la serata presso di loro. Anche le Grotte del Caudano, che cinquant’anni orsono hanno vissuto un importante momento di notorietà legato all’esperienza delle “700 ore in Grotta” condotta da tecnici e studiosi dell’Università di Torino in collaborazione con il CAI UGET, sono state oggetto di una interessante serata che ha visto la presenza a Miroglio del Responsabile Regionale del Gruppo Tutela Ambiente Montano del CAI, Francesco Musso. Più emotivamente coinvolgente e legato alla quotidianità, l’intrattenimento svolto dal dott. Giovanni Comino sulla vita ed il lavoro dei montanari di un tempo lontano, ma sempre presente nella memoria quando non nella stessa quotidianità dei valligiani più stagionati che numerosi sono accorsi ad ascoltare, vedere e rivivere il loro passato, che ha illustrato con grande coinvolgimento, facendone emergere il significato non solo apparente, i più significativi oggetti presenti all’interno del Museo della Montagna e della sua Gente che ha sede a Miroglio. Partendo dagli approfondimenti sul bosco e sul lavoro che da esso scaturiva, ha sviluppato il tema della campagna nei suoi vari aspet-

ti e del lavoro con o per gli animali, per poi giungere alle attività artigianali; ma non solo lavoro era la vita dei nostri avi che cercavano svago in attività che, molto semplicemente, servivano a rasserenare lo spirito e ad accantonare, seppure per brevi momenti, la fatica e la durezza del loro agire. Interessante e commovente l’illustrazione degli ambienti domestici, in particolare quella del luogo di gioia e di dolore, di sofferenza e di amore per la vita: la camera da letto. Un tempo che fu; un tempo che, come recita la scritta sul prospetto di ingresso del Museo, che non dimentica fatiche, sacrifici, speranza, gioie, dolori, pazienza, fantasia, povertà, che hanno scandito la vita, gli affetti ed il lavoro di un passato neppure tanto remoto. Tra cultura e fede la “lectio magistralis” svolta con grande competenza e dovizia di particolari, del Signor Cancelliere della Curia Diocesana di Mondovì, nonché Parroco e Canonico della Cattedrale, Don Beppe Bongiovanni su un medaglione di bronzo di dodici centimetri di diametro, presente sulla prima colonna a sinistra dell’ingresso della Parrocchiale di San Biagio. È la “croce delle indulgenze” collocata in molte chiese nel 1901 come ricordo del Giubileo del 1900 e come benedizione sul nuovo secolo che iniziava, concessa da Papa Leone XIII° su istanza del fondatore dell’Azione Cattolica Italiana, Giovanni Acquaderni. Alberto Verardo

LA FESTA PATRONALE CELEBRATA DALL’ASSOCIAZIONE SAN BIAGIO MARIA VERGINE L’addio all’estate, Miroglio di Frabosa Sottana, lo dà tradizionalmente con l’antica festa patronale del Nome di Maria che si svolge, com’è consuetudine, la seconda domenica di settembre. In questa occasione la Parrocchia e l’Associazione San Biagio e M.V. si integrano totalmente per offrire alla Comunità la possibilità di testimoniare anche esteriormente la fede che ciascuno dei presenti coltiva nel suo animo. Anche quest’anno, alla scadenza prevista, con un giorno di anticipo sul calendario liturgico, le celebrazioni hanno avuto il loro svolgimento. La festa è iniziata con la celebrazione religiosa della santa Messa alla quale è seguita la processione con la cassa lignea della Madonna ed è poi proseguita con i festeggiamenti civili. Grande la partecipazione, in particolare di Residenti e Villeggianti tornati per l’occasione, nonché di mirogliesi che sempre partecipano a questo particolare momento comunitario che trova la sua origine in tempi oramai lontani e che, come festa liturgica, fu promossa da Papa Innocenzo XI con una bolla pontificia, che dispose che tutta la Chiesa celebrasse il Nome di Maria come ringraziamento per l’intercessione avuta per la storica vittoria riportata dai cristiani europei a Vienna, nel 1863, contro i turchi. Un clima mite ha accolto i numerosi fedeli che hanno, prima, gremito la Parrocchiale di San Biagio, e dopo, partecipando alla processione cui ha aderito una rappresentanza della Confraternita di San Bartolomeo di Fabbriche – località dell’entroterra di Voltri nel Comune di Genova – con uno dei suoi Cristi portati a spalla, e l’accompagnamento musicale della Società Filarmonica di Villanova, fondata nel 1882. Prima che la cerimonia si sciogliesse, i portatori del Cristo ligneo (di 105 chilogrammi di peso) della Confraternita, hanno intrattenuto i società solidale N. 5/2011 - 53


A P P U N TA M E N T I S O L I DA L I • A P P U N TA M E N T I S O L I DA L I presenti eseguendo con essa alcune coreografie sulle note di marce eseguite dalla Filarmonica, che ha anche intrattenuto il pubblico nel pomeriggio, con un concerto che ha riscosso consenso e successo. Se i giochi pomeridiani degli adulti sono stati quelli classici, i giochi dei bambini sono stati imperniati sul cimento individuale nella rottura delle “pentolacce” e nel lancio della palla da indirizzare in punti precisi di una porta. Giornata intensa quella vissuta domenica dalla Comunità di Miroglio che ha manifestato con entusiasmo e devozione la sua fede, gustato il prezioso valore della speranza, condiviso il dono della carità. Alberto Verardo

FESTA SOCIALE DELLA CROCE BIANCA FOSSANO IN ATTESA DELL’ESERCITAZIONE DI PROTEZIONE CIVILE La Croce Bianca di Fossano, aderente ad Anpas (Associazione nazionale pubbliche assistenze) il 2 ottobre ha celebrato l’annuale festa sociale. Dopo la funzione religiosa presso il Santuario di Cussanio (Fossano) si è tenuta la benedizione delle autoambulanze. A seguire, il pranzo sociale. Il presidente della Croce Bianca di Fossano, Giovanni Della Valle ha annunciato un importante evento, l’esercitazione di protezione civile in programma da venerdì 28 a domenica 30 ottobre. «L’esercitazione di protezione civile di fine ottobre – ha affermato il presidente Giovanni Della Valle – coinvolge le Pubbliche Assistenze Anpas della provincia di Cuneo e l’Associazione Seirs Croce Gialla di Parma, anch’essa aderente all’Anpas e da oltre un decennio gemellata con la Croce Bianca di Fossano. «Una simulazione di maxiemergenza – prosegue Della Valle – organizzata dal Coordinamento provinciale delle Associazioni Anpas in collaborazione con i diversi Enti impegnati nel settore dell’emergenza oltre all’Associazione Nazionale Carabinieri in congedo, ai Cinofili dei Carabinieri e all’Associazione Radioamatori. Sono state tre giornate ininterrotte di formazione utili a testare capacità, tempi di risposta, tecniche di soccorso, catena di comando e responsabilità per essere pronti ed efficienti in caso di necessità». In questi giorni la Pubblica Assistenza di Fossano è inoltre impegnata nella ricerca di giovani volontari e volontarie, dai 18 ai 28 anni, da avviare al Servizio civile nazionale per attività di trasporto socio sanitario non di emergenza. Alla Croce Bianca di Fossano sono disponibili 4 posti. La Croce Bianca di Fossano, aderente all’Anpas (Associazione nazionale pubbliche assistenze), annualmente, grazie ai suoi 171 volontari, di cui 41 donne, e 14 dipendenti svolge oltre 13mila servizi fra interventi di emergenza 118 e trasporti socio sanitari con una percorrenza di circa 637mila chilometri. Il parco automezzi è composto da sette autoambulanze, quattro mezzi per trasporto disabili e sei autoveicoli per trasporti socio sanitari.

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L’Anpas Comitato Regionale Piemonte rappresenta oggi 81 associazioni di volontariato con 10 sezioni distaccate, 8.656 volontari (di cui 2.986 donne), 7.932 soci, 346 dipendenti e 172 ragazzi e ragazze in servizio civile che, con 399 autoambulanze, 114 automezzi per il trasporto disabili, 195 automezzi per il trasporto persone e di protezione civile, 5 imbarcazioni e 15 unità cinofile, svolgono annualmente 395.314 servizi con una percorrenza complessiva di quasi 13 milioni di chilometri. Luciana Salato Ufficio stampa ANPAS

300 DONAZIONI PER FRANCO CORDASCO La giornata “tipo” di un donatore di sangue è perfettamente uguale alla giornata di ognuno di noi, anche perché il donatore di sangue non è un superman ma una persona assolutamente normale. Una volta ogni tanto, però, il donatore si sveglia, non fa colazione, arriva al centro trasfusionale, compila un questionario, viene visitato da un medico, che misura anche la pressione, si siede in una comoda poltrona e porge il braccio. Rimane lì una quindicina di minuti (per la donazione “normale”) o una cinquantina di minuti (per il plasma), riceve (se serve) il foglio giustificativo per la giornata lavorativa, si siede ad una tavola per la robusta colazione offerta e torna... alla vita civile. Franco Cordasco, ha fatto questa “semplice” operazione per ben 300 volte fino ad ora, e noi siamo andati ad assistere alla sua trecentesima donazione per intervistarlo. Com’è andata? Giornalisticamente parlando malissimo! Nessuna dichiarazione roboante, nessun eroismo sbandierato, nessun racconto tremendo di donazioni in situazioni caotiche, nessun salvataggio all’ultimo minuto come nei kolossal americani con tanto di elicotteri nel cielo e colonna sonora wagneriana! La semplice e meravigliosa realtà di chi si è messo a disposizione (per 300 volte, però!) del prossimo, dello sconosciuto, di chi ha bisogno... Franco Cordasco è saviglianese, dipendente Alstom, è nato nel 1957 ed ha iniziato a donare il sangue a 18 anni, invitato dal fratello Pasquale che era già donatore ed iscritto all’Avis, associazione che vede Franco nel direttivo della sezione di Savigliano. Le prime 50 donazioni sono state normali, con una frequenza di 3 – 4 presenze all’anno, poi la possibilità di donare il plasma (che può essere dato addirittura ogni 14 giorni) e la scelta di presentarsi in ospedale una volta al mese con il traguardo tagliato delle 300 donazioni! Alla domanda qual’è stato il momento più bello della sua carriera da donatore... risponde senza esitazione «ricevere l’Oscar della Generosità Avis, come simbolo di una cosa che faccio volentieri ma, voglio ricordarlo, che chiunque sia in salute può fare tranquillamente. Non sono un eroe, solo una persona che si mette a disposizione!». E, infatti, come ci conferma il medico Giovanni Delfino


A P P U N TA M E N T I S O L I DA L I • A P P U N TA M E N T I S O L I DA L I del Centro Trasfusionale, non ci sono ripercussioni sul fisico, ed è sufficiente stare bene per poter donare. «Ed è anche una leggenda metropolitana – specifica il dott. Delfino – che se uno dona il sangue e poi smette ne avrebbe ripercussioni sulla salute!». Prima di uscire dal Centro trasfusionale ci viene incontro Michele Cavaglià, attivissimo presidente della sezione Avis di Monasterolo che ci presenta Katarina Cermakova, splendida e simpaticissima 32enne di Bratislava, ora residente a Saluzzo. Cos’ha di particolare Katarina? E’ alla sua prima donazione! Campionessa di ippica in Slovacchia, motociclista, appassionata di immersioni subacquee, lavora nel marketing alla “Bertolotto Porte” di Torre San Giorgio ed è proprio il titolare, Claudio Bertolotto, donatore egli stesso, che l’ha avviata alla donazione di sangue presentandogli Michele Cavaglià che, come suo solito, non si è lasciato scappare l’occasione di accogliere una nuova donatrice (la tessera n° 417 dell’Avis di Monasterolo). Abbiamo seguito passo per passo la trecentesima donazione di Franco e la prima di Katarina. Nessun problema per nessuno dei due, un po’ di emozione in più per Katarina, assolutamente giustificata, ma la prova provata della normalità della donazione di sangue. Tutti e due sperano di poter continuare a farlo (per Franco il possibile traguardo è la donazione numero 500!) e che altri possano seguire il loro esempio. Brava Katarina, bravissimo Franco. E grazie! Doriano Mandrile

CONCORSO DI PITTURA ACUMAR ONLUS “Il Cammino nelle Stagioni della Vita” Il concorso di pittura organizzato dall’ACUMAR onlus, dal titolo “Il Cammino nelle Stagioni della Vita” che si e’ tenuto a Cuneo presso il Seminario Vescovile sabato 17 e domenica 18 settembre, ha riscosso un grande successo per la numerosa partecipazione degli artisti e della popolazione. I volontari promotori dell’iniziativa sono più che soddisfatti, poiché lo scopo principale della manifestazione cioè informare e sensibilizzare l’opinione pubblica sulle malattie reumatiche e sull’attività’ svolta dall’associazione e’ stato pienamente raggiunto. I vincitori del concorso sono: Domenico Moraglio (primo premio con “Il Vecchio e il mare” per aver coniugato l’arte pittorica con il tema del concorso), secondo per Valter Dotto (“Visione Metafisica degli spazi”, meta’ tra pittura e scultura, per l’impatto emozionale e la scelta dei materiali adottati), Silvano Marro (terzo premio con “Il viaggio” per aver figurato in visione surreale lo slancio tra vita e sofferenza; premio della critica a Ferruccio Ghielmetti con Cuore infranto” (l’uso della pittura e della materia quale centro di vita. Quel cuore che oltre a consegnarci la vita , talvolta sembra sottrarcela). Premio per l’originalità a Marina Falco con l’opera “Lux et calor” (per la molteplicità della tavolozza non disgiunta del senso cromatico e del messaggio inviato). Sono stati poi consegnati premi per l’esposizione delle opere presso la casa rurale e artigiana di Boves: Roberto Tibaldi, Giuseppe Oliva, Maurizio Oddenino, Silvana Riberi. Il presidente Ilaria Dalmasso

IN ARRIVO LE NUOVE INIZIATIVE DELL’AVIS DI BRA E’ arrivato l’autunno, tempo di ripartenze per la scuola, il lavoro, gli impegni ed anche l’Avis Bra, oltre a continuare l’ininterrotta attività di raccolta sangue, riprende a formulare nuove iniziative ed ad offrire servizi volti alla salute, all’intrattenimento ed al divertimento. In primis l’Avis di Bra ritorna ad offrire uno spazio di ascolto gratuito di sostegno e consulenza psicologica al quale potranno accedere le singole persone e le famiglie che stanno vivendo una situazione conflittuale o che stanno attraversando un momento di disagio legato ad un particolare momento della vita: lutto, perdita del lavoro, difficoltà nelle relazioni famigliari…., un luogo di attenzione e rispetto che possa agevolare, attraverso il dialogo, l’analisi di problemi emergenti nel vivere quotidiano su tematiche personali, non specificatamente legate al piano psicologico, ma riguardanti vari settori della vita individuale e sociale delle persone. In questi casi confrontarsi con un professionista, neutrale e non giudicante, può diventare una risorsa e uno specchio fedele cui fare riferimento nei momenti di confusione. Grazie a questo servizio è possibile anche essere orientati circa le risorse da attivare per la risoluzione di un problema che riguarda sé o la propria famiglia. Questo servizio, gratuito per il donatore, verrà gestito dalla dott.ssa Ester Moroni vice presidente dell’Associazione Me.Dia.Re. all’interno della sede braidese, P.zza Conti Guerra del Grione 21. La D.ssa Ester Moroni, psicologa e specializzanda alla scuola di psicoterapia dell’individuo, della coppia e della famiglia, ha maturato la sua grande esperienza presso un centro di diagnosi e cura delle tossicodipendenze, presso il centro Adolescenti dell’Asl 2 di Torino e soprattutto nei sei anni di esperienza presso i Servizi Gratuiti di Ascolto e Mediazione dei Conflitti che l’Associazione Me.Dia.Re. gestisce a Torino, Collegno e Verbania, finanziati dai Comuni, Circoscrizioni e da Fondazioni Bancarie. È opportuno precisare nuovamente che la riservatezza delle comunicazioni sarà tutelata nella maniera più assoluta. Per informazioni o per prendere appuntamento occorre chiamare la D.ssa Ester Moroni al n. 338-11.66.438. Invece per non dimenticare troppo in fretta l’estate e per cercare di organizzare nuove occasioni di incontro, l’Avis Bra, grazie alla fervida immaginazione del consigliere Sergio Provera, ha deciso di promuovere per il prossimo inverno una serie di serate aperte a tutti, donatori e non, con cadenza indicativamente mensile in cui ritrovarsi in compagnia e discutere su argomenti a tema. Potranno essere interventi di amici medici ma anche comici, musicisti, imprenditori, ecc... che metteranno in comune le loro esperienze, consigli, professionalità. Ma non si tratterà di conferenze o noiosi monologhi; piuttosto saranno occasioni di confronto e condivisione in semplicità e spontaneità che chiameremo gli incontri degli “Amici di Benny”. Il primo incontro è avvenuto venerdì 21 ottobre presso il centro polisportivo di S. Michele. Il nostro consigliere Sergio Provera ha presentato un racconto parlato e filmato della nostra gita avisina in Croazia dopo una succulenta polenta e cinghiale preparata dall’avisino Mario Dellaferrera. Stefania Cassine società solidale N. 5/2011 - 55


A P P U N TA M E N T I S O L I DA L I • A P P U N TA M E N T I S O L I DA L I VAR VOLONTARI AMBULANZA ROERO AVIS DI CEVA: PREMIATI DI DONATORI FESTEGGIA IL 29° ANNIVERSARIO DI FONDAZIONE CON LE BENEMERENZE 2011 La Pubblica Assistenza Var Volontari Ambulanza Roero, aderente all’Anpas (Associazione nazionale pubbliche assistenze), sabato 17 settembre, ha festeggiato i 29 anni di attività. Il programma della giornata ha previsto la funzione religiosa nella parrocchia cittadina di San Vittore e alle 20 la cena sociale presso la sala “La Torre” a Canale. Nel corso della cena sono stati consegnati i riconoscimenti ai soci benemeriti con maggiori anni di servizio. Sono stati premiati per i 25 anni di servizio: Natale Molino, Michele Bornengo, Remo Gambone, Aldo Gallarato. Per i 20 anni: Giulia Faccenda, Matteo Campo. Le benemerenze per i 15 anni andranno a: Lorenzo Gianolio, Pier Carlo Burzio, Franco Morone. Per i 10 anni: Guido Saglietti, Giovanni Valsania, Roberto Abbà, Sebastiano Marsero, Leonardo Radosta, Natale Menegotti, Romano Basso, Margherita Costa, Dorotea Barbero, Tiziana Mo, Maria Cavallo. Infine, Stefano Fantino, Rosangela Battaglino, Maria Teresa Giordano, Francesco Cardinale, Pietro Mario Gianolio e Giulio Bracco hanno ricevuto il riconoscimento per 5 anni di servizio all’interno dell’Associazione. La presidente del Var di Canale, Annamaria Nuzzi, ringrazia tutti i volontari e le volontarie che negli anni si sono dedicati alla solidarietà, all’attività del soccorso e dell’assistenza sanitaria prestando servizio a favore della comunità. «La scorsa primavera – ha affermato Annamaria Nuzzi – per far fronte alla crescente domanda di servizi abbiamo dato il via a una campagna di sensibilizzazione per la ricerca di nuovi volontari. Sono lieta di comunicare che abbiamo riscontrato interesse e disponibilità, soprattutto tra i giovani. Infatti, al momento stiamo portando a termine un corso per volontari soccorritori emergenza 118, i nuovi arrivati completeranno la formazione con il tirocinio pratico protetto a bordo dei nostri mezzi di soccorso. Il prossimo grande appuntamento sarà tra un anno quando festeggeremo il trentesimo anniversario, speriamo con ancora nuovi soci». L’Associazione Volontari Ambulanza Roero, grazie ai suoi 165 volontari svolge annualmente oltre 5mila servizi. Si tratta di trasporti di emergenza 118, prestazioni convenzionate con le Aziende sanitarie locali, servizi d’istituto con una percorrenza di circa 213mila chilometri. Il parco automezzi è composto da cinque autoambulanze, tre autoveicoli attrezzati per trasporto disabili e due mezzi per servizi socio sanitari.

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La sezione Avis di Ceva domenica 26 ottobre ha celebrato la festa sociale. Dopo la messa in duomo i tanti donatori presenti si sono ritrovati all’oratorio Borsi per le premiazioni e le consegne delle benemerenze 2011. Presenti alla cerimonia il sindaco di Ceva e la sua giunta e il consigliere regionale Mino Taricco. Hanno inviato il loro messaggio impossibilitati a essere presenti per altri impegni il presidente provinciale Avis Giorgio Groppo e il cappellano della sezione cebana don Aldo Galleano. Il presidente Beppe Tomatis, coadiuvato dal segretario Mario Barra e dai vice presidenti Giovanni Seno e Massimo Sasso, ha condotto la premiazione, salutando i presenti con un breve intervento di benvenuto attraverso il quale ha effettuato un piccolo bilancio. “A tutto settembre – ha spiegato Tomatis - le donazioni di sangue e plasma hanno visto un lieve decremento rispetto allo stesso periodo del 2010 e 2009. Piccole variazioni ma che potrebbero riservarci una altro anno senza crescita della raccolta sangue della nostra sezione: sarebbe la prima volta dopo molti anni, ma abbiamo ancora tempo a recuperare questo divario negli ultimi mesi del 2011 anche perché i nuovi donatori sono in aumento e alcuni devono ancora compiere la loro prima donazione. Si tratta di piccoli scostamenti che potranno essere verificati a conclusione dell’anno


A P P U N TA M E N T I S O L I DA L I • A P P U N TA M E N T I S O L I DA L I e analizzati nella prossima assemblea. Ritengo comunque che la nostra sezione con un indice donazione superiore a 2 contro 1,7 del valore nazionale, sia sempre stata in grado di rispondere a uno dei doveri primari dell’associazione ovvero avere donatori periodici pronti e controllati per avere sangue sempre disponibile in quantità e qualità e sicurezza nelle trasfusioni e produzione di emoderivati. Vista la responsabilità che il donare si è assunto proprio nei confronti dei tanti ammalati, dei soggetti più deboli e indifesi e stante il fabbisogno di sangue superiore alla disponibilità rivolgo l’invito a tutti noi per un maggiore impegno della ricerca di nuovi donatori, a proseguire nell’attività associativa, avendo particolare attenzione alle chiamate alle donazioni”. Sono stati premiati molti soci con 8 donazioni. Poi il premio a coloro che hanno effettuato 16 donazioni: Renato Antibo, Alessandro Basso. Walter Baudino, Massimiliano Bergero, Laura Berruero, Stefano Bertone, Germano Berutti, Germano Braida, Davide Calmarini, Bruno Corneglio, Piero Costantino, Ugo Gallesio, Claudio Galliano, Marco Gallo, Francesca Ghigliano, Soave Giacosa, Vincenzo Giordano, Davide Giugale, Guido Grosso, Luca Leone, Alessandro Merlino, Bruno Michelis, Maurizio Nicolino, Mario Odasso, Simona Peirano, Alfred Prette, Sandro Sciandra, Fabio Silvestri, Sergio Tamagnone, Massimo Tarò, Laura Tarrini, Marco Torrello e Alex Viglione. Poi i riconoscimenti a chi ha raggiunto il traguardo del distintivo argento dorato per 25 donazioni: Fabio Armellino, Amalia Barattero, Laura Basso, Roberto Beltramo, Massimo Bertola, Giovanna Bresciano, Marco Canavese, Giovanni Canova, Tiziano Cola, Massimiliano De Marco, Davide Devalle, Giovanni Ghigo, Gianfranco Martini, Giorgio Paolino, Ezio Pastorino, Enrico Pennino, Fulvio Pesce, Marco Plassio, Massimo Quaglia, Simone Ricca, Arrigo Rosso, Domenico Santamaria, Alberto Saulo e Massimiliano Uberti. Poi sono seguiti i riconoscimenti per le donazioni più longeve. Distintivo d’oro per 50 donazioni a Corrado Barbiero, Alberto Defilippi, Domenica Docetto e Alessandro Trinello. Distintivo d’oro con rubino per 75 donazioni a Marco Carena, Davide Cassetta, Gianpiero Polpetta. Per le 100 donazioni distintivo in oro con smeraldo a Marino Adami. Infine la sezione ha voluto consegnare targhe di riconoscenza per coloro che sono iscritti dall’associazione da 25 anni e per cessate donazioni: Domenico Adamo, Giovanni Cinabro, Lidia Gazzano e Rodolfo Raimondi. Tutti si sono poi recati presso il monumento del donatore al Filatoio; a seguire hanno partecipato al pranzo sociale al ristorante di Beinette “La Ferriera-Da Nona”. D.S.

FESTA ANNUALE AIB DI CEVA Domenica 11 settembre nella chiesa dei Cappuccini si è svolta la festa annuale della squadra Aib di Ceva. La messa è stata celebrata da padre Francesco il quale ha ricordato l’impegno dei volontari per la salvaguardia del patrimonio boschivo. Al termine Padre Francesco ha benedetto i mezzi operativi allineati sul piazzale antistante la chiesa. Erano presenti i volontari della squadra di Ceva, il vice ispettore provinciale Aib Alessandro Merlino, il consigliere Onorario Emanuele Sevega, storica presenza dell’Aib Ceva, motore della nascita della squadra ed ora consigliere con anni ed anni di esperienza sul campo, la dottoressa Cecilia Tucci commissario capo Forestali di Cuneo, gli agenti del Comando Stazione Forestale di Ceva, gli agenti del Nos (Nucleo Operativo Forestale), la rappresentanza della Squadra Aib di Garessio, il sindaco Alfredo Vizio, gli assessori Paolo Penna, Giorgio Raviolo e Andrea Mozzone, il Comandante Area di Base Aib Tiziano Gonella, i familiari dei volontari e tanti amici che hanno voluto presen-

ziare alla festa. Il pranzo sociale si è tenuto al ristorante “Liliana“ di Perlo, dove il sindaco Vizio ed il Caposquadra Paolo Ferrero hanno ringraziato i volontari per la loro dedizione sempre puntuale e competente. La squadra Aib Ceva può contare ora su nuovi arrivi, giovani volontari che, effettuati i corsi di preparazione, avranno compiti operativi sul territorio. Si tratta di: Manuel Avico, Matteo Cajro, Felice Defilippi, Davide Orsi, Matteo Raimondi, che affianca il segretario nello svolgimento delle documentazioni necessarie per il buon funzionamento amministrativo della squadra. “Grazie alla disponibilità dei volontari – spiega Giorgio Gonella volontario Aib - si sono potuti effettuare vari servizi di Protezione Civile, oltre ad essere attivi sugli incendi, come l’ultimo intervento effettuato a Lesegno. La squadra è stata attiva durante lo svolgimento dello spettacolo pirotecnico a Ceva sabato 17 settembre, ed anche nella notte, per controllare l’allestimento della mostra del fungo. Domenica 25 la squadra è stata operativa in occasione della 34° edizione della Camminata settembrina, classica corsa in amicizia organizzata dall’Oratorio”. Paolo Ferrero: “Per quanto concerne gli impegni di rappresentanza, una nutrita delegazione Aib ha presenziato all’inaugurazione della caserma scuola forestale “Galliano” sabato 17 ed alla inaugurazione della 50° edizione della Mostra del Fungo. All’inaugurazione della caserma erano presenti anche i vertici AIB, l’Ispettore Generale Remo Bigando e l’Ispettore Regionale Sergio Pirone”. Le iscrizioni alla squadra Aib Ceva sono sempre aperte e chi desidera entrare come volontario nella squadra può riferirsi al Caposquadra Ferrero Paolo, uno dei fondatori della squadra di Ceva, sempre reperibile alle chiamate. D.S.

X GIORNATA NAZIONALE A.I.D.O. DI INFORMAZIONE Sabato 8 e Domenica 9 ottobre si è svolta la decima giornata nazionale di informazione e autofinanziamento, promossa dall’Associazione italiana per la donazione di organi, tessuti e cellule (A.I.D.O.) con l’adesione del Presidente della Repubblica. I volontari dell’A.I.D.O. sono stati presenti in oltre 1.400 piazze per incontrare i cittadini, dare loro informazioni sull’importanza della donazione come valore sociale e come opportunità per salvare la vita a chi non ha altre possibilità di sopravvivenza, offrire una piantina di Anthurium andreanum. Le offerte ricevute saranno finalizzate a ulteriori campagne informative e alla ricerca sui trapianti. È stato inoltre possibile sottoscrivere la dichiarazione di volontà positiva alla donazione di organi e tessuti. Il presidente nazionale Vincenzo Passarelli, nel presentare la manifestazione ha dichiarato che: “Questa iniziativa, voluta 10 anni fa dall’A.I.D.O., rientra nel quadro delle numerose attività informative che l’Associazione porta avanti da oltre 38 anni. L’obiettivo è sviluppare il senso civico e la partecipazione che sono alla base della cultura della donazione. Dopo società solidale N. 5/2011 - 57


A P P U N TA M E N T I S O L I DA L I • A P P U N TA M E N T I S O L I DA L I 11 anni di crescita il numero dei donatori si è stabilizzato (18.4 donatori per milione di popolazione), a fronte di un continuo aumento delle iscrizioni alle lista di attesa. Per ridurle, accanto a un sistema efficiente e di qualità, è necessaria la donazione. Senza questo atto di “partecipazione civile” non ci può essere trapianto. Attualmente in Italia 9.001 persone sono in attesa di un trapianto e i trapianti previsti alla fine di quest’anno saranno 2.908. Dichiara il Presidente provinciale Aido Giorgio Groppo “A.I.D.O. continuerà a dare il suo contributo, al fianco delle Istituzioni, sia sul piano culturale (da 38 anni svolge lavoro di informazione e formazione) che su quello logistico con la presenza di oltre 1.300 Gruppi attivi su tutto il territorio nazionale e 40 nella sola Provincia di Cuneo” INTERVISTA DI ANNA MIRONE ALLA SIGNORA CARMELA R., MAMMA DI UN DONATORE E TRAPIANTATA DI FEGATO Signora, nel 1995 Lei ha avuto un grande dolore; può dirci che cosa è successo? La sera del 21 novembre del 1995, giunse a me e a mio marito una telefonata dal Pronto Soccorso dell’Ospedale C.T.O. di Torino, con la quale ci avvertivano che il nostro primogenito Claudio aveva avuto un incidente. Ci recammo subito al P.S. e il medico di turno ci accolse nel suo studio e ci spiegò che Claudio era stato investito da un’auto che gli aveva provocato un grave trauma cranico. Purtroppo dopo vari e vari esami e controlli, avevano accertato che il suo cervello non dava più segni di attività, quindi avevano diagnosticato la morte cerebrale. Durante le sei ore di osservazione da parte del collegio medicolegale il suo respiro era mantenuto artificialmente e, nonostante la nostra speranza, Claudio non si è più ripreso. Quali emozioni, quali reazioni ha provato quando Le hanno chiesto di acconsentire al prelievo di organi e tessuti dal cadavere di Suo figlio per dare vita e salute a tante persone malate? Nessuna emozione, ma solo una reazione di rabbia e di rancore verso quel medico che aveva fatto quella richiesta che ci toglieva ogni speranza, cioè il consenso al prelievo degli organi e dei tessuti di mio figlio a scopo di trapianto. Risposi d’impulso che in quel momento non mi importava proprio nulla di aiutare persone malate a vivere o a fare una vita migliore, ma volevo che si facesse qualsiasi cosa per salvare la vita di mio figlio Claudio, che aveva solo 25 anni e una gran voglia di vivere. Non era giusto che la sua vita fosse spezzata per sempre. Qual’è stato il pensiero dominante che l’ha portata ad acconsentire al prelievo? Premetto che in famiglia non avevamo mai affrontato un discorso sulla donazione degli organi dopo la morte, anche perché non avevamo mai immaginato che potesse capitarci una simile tragedia. Non conoscendo quale sarebbe stato il parere di mio figlio Claudio, dovetti fare mente locale e ripensare ai suoi 25 anni di vita trascorsi: ricordando il suo carattere dolce, la sua bontà, il suo altruismo e la sua voglia di dare tanto e molto a tutti, senza chiedere nulla in cambio. Tutti questi ricordi di Claudio mi fecero dire di sì al prelievo dei suoi organi e tessuti, salvando così 5 persone, con la donazione di due reni, due cornee e il fegato. Quando ha saputo di avere il fegato malato e di aver bisogno di un trapianto, che cosa ha pensato? La mia malattia è iniziata nel 1995, subito dopo la scomparsa di mio figlio Claudio, anche a seguito del grande dolore e del forte dispiacere. Non mi alimentavo più correttamente, trascorrevo le mie giornate al camposanto, con qualsiasi intemperie. Ai primi di luglio del 1997 fui ricoverata d’urgenza in ospedale

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per forti dolori addominali, accompagnati da febbre e vomito. Dopo vari accertamenti, la diagnosi fu “cirrosi epatica”. Ricordo perfettamente le parole del medico: “signora, lei ha bisogno di un trapianto di fegato”. Il mio primo pensiero è stato: “questa è una lezione di vita, perché quando mi è stato chiesto il consenso al prelievo degli organi di mio figlio la mia prima reazione è stata molto egoistica!”. Da qual momento ho capito che possiamo essere sia donatori che riceventi: ricevere, quando hai bisogno, è una fortuna grande; ma riuscire a donare, anche nel momento del dolore, ti fa sentire in pace con te stesso e con il mondo. Com’è cambiata la Sua vita dopo il trapianto di fegato? La mia vita: dopo il trapianto di fegato, avvenuto il 10 settembre del 1998, è molto migliorata. Ho riacquistato la forza fisica che avevo perso durante gli anni della sofferenza e della malattia; quindi sono tornata a svolgere la mia attività di casalinga, di moglie, di madre (ho altri due figli) e, soprattutto, di nonna. Ringrazio sempre nelle mie preghiere il mio donatore e la sua famiglia per la vita che mi hanno donato. Devo un grazie riconoscente anche al carissimo dottor Mauro Salizzoni e a tutta la sua equipe medica e infermieristica; un grandissimo grazie a mio marito Franco e ai miei figli che mi sono stati vicini con tanto amore e comprensione. Ma mi fa piacere pensare che questa vita ritrovata sia merito anche di mio figlio Claudio, che di lassù continua a proteggermi. Che cosa si sente di dire alle persone in buona salute, che non conoscono i problemi delle donazioni e dei trapianti di organi e tessuti? Alle persone in buona salute, che non conoscono i problemi delle donazioni e dei trapianti di organi e tessuti, mi sento di dire innanzitutto di informarsi da fonte competente e poi di fare la loro scelta per scritto. Inoltre, consiglio di parlarne in famiglia per comunicare la propria decisione e conoscere quella dei propri cari; così se si dovesse presentare un giorno, il più lontano possibile, un problema simile al mio sono preparati ad affrontarlo. E’ già molto difficile sopportare il dolore per la perdita di una persona cara, ma è ancora più difficile dover prendere una decisione senza conoscere il suo parere circa il consenso al prelievo di organi e tessuti per aiutare persone malate.

UN CALCIO ALLE DIFFERENZE

Un bellissimo pomeriggio di sole e allegria, quello di sabato primo ottobre intitolato “Un calcio alle differenze”. Al campo Madonna dei Fiori si è svolta la prima edizione del triangolare di calcio tra le squadre del Torino F.D., del Monaco F.D. e con la partecipazione straordinaria delle Vecchie Glorie dell’Inter. Un grazie ai nostri Assessori Gianni Fogliato e Massimo Borrelli che sono sempre presenti in ogni occasione e hanno organizzato que-


A P P U N TA M E N T I S O L I DA L I • A P P U N TA M E N T I S O L I DA L I sto avvenimento a favore di Sportiamo e dell’associazione di Saluzzo ”Il sorriso del bambino”. Un grazie di vero cuore alle persone che sono intervenute. Purtroppo il pubblico presente era davvero poco, ma siamo abituati: la disabilità fin che non ti tocca è un mondo che non ti appartiene. Il Presidente Tortone Francesca. ASD SPORTIAMO ONLUS BRA

FESTA IN CASA DI RIPOSO CON I BAMBINI E I VOLONTARI DELL’ANNUNZIATA Sono venuti in Casa di Riposo, i ragazzi della 3ª elementare accompagnati dai rispettivi insegnanti. 84 voci hanno allietato con un breve concerto i nonni e più in generale gli anziani partecipanti e poi hanno distribuito le caldarroste sapientemente realizzate dai volontari nella mattinata. Una sorpresa in più per i ragazzi è stata la vetrina dell’autunno che MIno & C. hanno preparato: castagne con ricci, meliga, prodotti dell’autunno con i classici funghi: amanite, porcino e uno strano intruso: IL fungo pietroso! E non è mancato l’asino Bartolomeo.... una bella squadra! Da guardare le foto dei preparativi e della giornata! Martedì sera è invece iniziato il corso di Decoupage & idee diverse.... ci stiamo preparando per il 26 novembre quando inaugureremo la Mostra di Natale. Ivana dei Volontari dell’annunziata

UNA GIORNATA ALLA SCOPERTA DELLA PROTEZIONE CIVILE Sabato 24 settembre 2011, si è svolta a Fossano sulle rive del fiume Stura un’interessante esercitazione di Protezione Civile che ha coinvolto, insieme ad oltre 50 volontari, una ventina di ragazzi disabili. “L’idea di questa giornata – spiega Roberto Gagna – presidente del Coordinamento Provinciale dei Volontari di Protezione Civile di Cuneo e vice presidente Regionale – è nata dal desiderio dei bambini dell’Associazione Pro Handicap Cuneo di scoprire le attività della Protezione Civile vivendo una giornata insieme ai volontari”.

Per offrire un’ampia panoramica di quelle che sono le funzioni e le professionalità del Coordinamento sono state coinvolte le tre unità cinofile di Protezione Civile, il gruppo Argos di Grinzane Cavour, Le Fiamme di Centallo e I Lupi di Alba che hanno simulato operazioni di ricerca dispersi anche con l’ausilio di un “bloodhound”, cane specifico per la ricerca molecolare. Su richiesta del Coordinamento Provinciale, l’operazione di ricerca dispersi è stata ripresa da una telecamera montata su un “esacottero”, velivolo radiocomandato progettato da Massimo Perotti e Luca Camollo, consulenti esterni in studio e progettazione di dispositivi innovativi da utilizzare nelle emergenze, invitati dal Coordinamento, insieme a Michele Errico, collaudatore e conduttore. “L’esacottero – spiega Massimo Perotti – è un velivolo radiocomandato con enormi potenzialità che attualmente può essere utilizzato per la ricerca di persone, per il rilievo di strutture pericolanti o in occasione di incendi ma che, con le dovute migliorie di cui ci stiamo occupando, potrà essere impiegato anche in occasione di fughe di gas o di rischio radioattivo”. Per far anche conoscere una parte del materiale in dotazione alla Protezione Civile, una decina di volontari ha montato alcune tensostrutture poi utilizzate con funzione di ufficio operativo, punto di osservazione e area mensa. A fine esercitazione è seguito un piacevole momento conviviale al termine del quale i ragazzi ospiti hanno avuto la possibilità di avvicinare gli amici a 4 zampe insieme ai loro conduttori. Alla giornata hanno partecipato i ragazzi dell’Associazione Pro Handicap Cuneo insieme agli insegnanti dell’Istituto Superiore “Vincenzo Virginio” ed i ragazzi del gruppo “Le Nuvole” dell’Associazione Teatro e Terapia di Savigliano Tra le autorità presenti: la Dott.ssa Marinella Rancurello, Viceprefetto di Cuneo, l’Assessore Provinciale Anna Mantini, il Dott. Gianni Mariano, funzionario responsabile dei Vigili del Fuoco, il Cavalier Zocchi, delegato alla Protezione Civile dell’Ispettorato ANC Piemonte e Valle d’Aosta e vari delegati della stessa Associazione, del Soccorso Alpino e dell’A.I.B.. Emanuela Savio

ESERCITAZIONE “MEDIO TANARO 2011” 112 squadre, 35 cantieri, 800 volontari operativi e 50 volontari addetti alla logistica, questi i numeri dell’esercitazione “Medio Tanaro 2011” organizzata dal Coordinamento Provinciale dei Volontari società solidale N. 5/2011 - 59


A P P U N TA M E N T I S O L I DA L I • A P P U N TA M E N T I S O L I DA L I CASTAGNE …MA NON SOLO ALLA SAGRA DI FRABOSA

di Protezione Civile di Cuneo in collaborazione con i Comuni di Niella Tanaro, Cigliè, Rocca Cigliè, Bastia, Clavesana, Carrù, Piozzo e Farigliano che si è svolta sabato 8 ottobre 2011. “Questo delicato intervento di prevenzione sul Tanaro – spiega Roberto Gagna, presidente del Coordinamento Provinciale dei Volontari di Protezione Civile di Cuneo e vice presidente Regionale – è nato dalla necessità di rimuovere il materiale arboreo presente sulle sponde e negli alvei in prossimità dei ponti per evitare esondazioni durante il periodo delle piogge”. Grazie all’ausilio di motoseghe, potatori, decespugliatori e al supporto di macchine operatrici quali Merlo con pinza, trituratori, trattori con rimorchio e frese, gli oltre 800 volontari sono riusciti a ripulire le aree a rischio e, con l’ausilio di cippatori – biotrituratori, macchine appositamente progettate per la triturazione di rami, residui di potature e sterpaglie, hanno trasformato tutti gli scarti legnosi in un prodotto uniforme idoneo al compostaggio, questo per porre la giusta attenzione all’aspetto ecologico dell’intervento. “Sono particolarmente colpito dall’efficienza che hanno dimostrato le squadre del Coordinamento in questa delicata ed importante operazione di prevenzione – dichiara Roberto Ravello, Assessore Regionale alla Protezione Civile – e desidero complimentarmi con tutti i volontari”. “Sono fiera ed orgogliosa – dichiara Gianna Gancia, Presidente della Provincia di Cuneo accompagnata da Stefano Isaia, Assessore Provinciale alla Protezione Civile – di vedere all’opera oltre 800 volontari che si contraddistinguono per l’eccellente preparazione e per l’ottimo lavoro di squadra, qualità che portano il Coordinamento ai vertici italiani per operatività, organizzazione ed efficienza”. La presenza di numerosi consiglieri regionali e provinciali ha sottolineato l’importanza dell’esercitazione e la delicatezza degli interventi, fondamentali per evitare tragedie come quella che ha colpito le stesse aree nel 1994. Un particolare ringraziamento per la presenza va al Dott. Guido Bessone, Vice Presidente dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo. Emanuela Savio

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Anche quest’anno l’Associazione San Biagio di Miroglio di Frabosa Sottana ha partecipato, con un proprio punto informativo, alla Sagra autunnale della castagna, che annualmente si ripete nel Capoluogo con sempre crescente successo. Allestito nel pomeriggio di sabato 8 ottobre, la struttura è rimasta attiva sino alla sera del giorno dopo ed è stata visitata da numerose persone che, oltre ad apprezzare l’iniziativa divulgativa e quanto messo in mostra all’interno dello spazio assegnato dall’Organizzazione, si sono interessate all’attività ed agli scopi dell’Associazione. Costantemente presidiato dai volontari, il chiosco è stato arredato con immagini fotografiche che mostravano alcune delle molteplici iniziative promosse ed organizzate nel corso dell’anno e con oggetti realizzati nell’appena trascorsa estate dai numerosi bambini presenti che, con il loro entusiasmo, hanno vivacizzato il Borgo per tutto il periodo. Tra quanto esposto, particolare successo hanno avuto le pietre dipinte e lo spaventapasseri, che sembrava accogliere grandi e piccini al loro ingresso e porgere il suo benvenuto a coloro che percorrevano la via. Il risultato conseguito dall’Associazione con la presenza alla Sagra del punto informativo è stato sicuramente rilevante anche perché, coloro che si sono avvicendati al suo interno, hanno avuto modo di dialogare con i visitatori, non solamente a riguardo di quanto viene attuato ma anche sul significato del termine volontariato e sul ruolo che esso sottende. In questo modo, forse fin troppo semplice, ma certamente ricco di significato e di auspicio per il prosieguo, anche l’Associazione San Biagio ha cercato di dare il suo piccolo contributo all’Anno europeo del Volontariato, indetto dalla UE, in concomitanza con le attività promosse dall’ONU in occasione del decimo anniversario dell’Anno internazionale dei Volontari. Agli Organizzatori della Sagra della Castagna, che hanno concesso gratuitamente lo spazio espositivo, il doveroso quanto gradito ringraziamento dell’Associazione per la sensibilità e la disponibilità avuta. La Sagra è anche stata l’occasione per spargere ulteriori semi di solidarietà e di condivisione di ideali nello spirito più ampio del volontariato, anche oltre il territorio della Val Maudagna dove l’Associazione San Biagio opera. Infatti, come fu fatto lo scorso anno con la formale consegna alla Signora Sindaco di Collobrières – Comune gemellato con Frabosa Sottana – del primo documento di stampa dell’opuscolo “I nostri piccoli artisti disegnano Miroglio e la Val Maudagna” contenente le riproduzioni dei disegni realizzati dai bambini residenti e villeggianti nella località, è stato inviato in dono un piccolo segno di amicizia: una “pietra dipinta” realizzata in agosto dal gruppo dei bambini. Alberto Verardo


COMUNICARE NEL SOCIALE a cura di Giorgia Barile

È la rubrica dedicata alla comunicazione sociale, una navigazione nel mondo dei mass media locali, nazionali e internazionali, dal punto di vista della solidarietà. Ciò che qua e là, dunque, il Volontariato propone attraverso i diversi mezzi di comunicazione di massa. CARCERE. Presentato il codice deontologico per chi scrive di carcere A settembre a Milano, gli Ordini dei giornalisti della Lombardia e dell'Emilia Romagna hanno presentato la “Carta del carcere e della pena”, per un codice deontologico dedicato a chi scrive di condannati, detenuti, delle loro famiglie e del mondo carcerario in genere. All’incontro sono statti presenti alcuni detenuti che hanno collaborato alla stesura della carta. FONTE: www.caritascuneo.it

Cambiare il mondo con il web La rivista Focsiv “Vps – Volontari per lo sviluppo” ha presentato l’iniziativa “Ong 2.0 Cambiare il mondo con il web”, un programma di informazione / formazione on-line a 360° sugli effetti, le potenzialità e i rischi delle nuove tecnologie della comunicazione per la cooperazione internazionale e il no profit. L’obiettivo è di dar vita a una nuova generazione di Ong e associazioni no profit che siano capaci di "vivere il Web", comunicare, collaborare e coordinarsi in rete, realizzando la cooperazione in modo totalmente innovativo sperimentando le nuove straordinarie opportunità già disponibili in rete. Per informazioni: 01189.93.823, ufficiostampa@volontariperlosviluppo.it.

Quali scatti si ricordano meglio Lo ha definito uno studio condotto da un gruppo di neuroscienziati del Mit – Massachussets Institute of Technology, guidato da Philip Isola e dalla professoressa Aude Oliva. La ricerca rivela che le immagini che rimangono maggiormente impresse nella memoria sono quelle in cui compaiono per-

sone. I paesaggi e la natura lascerebbero soltanto un flebile ricordo. Nello studio sono stati coinvolte centinaia di volontari a cui sono state sottoposte circa 10mila immagini a computer, alcune anche ripetute. Il gruppo di scienziati è riuscito ad individuare

Nel mondo della

SOLIDARIETÀ attraverso i MEDIA alcune caratteristiche oggettive in base alle quali una foto rimane impressa più di un’altra, arrivando a sviluppare un algoritmo al computer capace di ordinare le immagini in base al “tasso di memorabilità”. Possibili sviluppi di questo studio potrebbero essere

nuovi test clinici che riescano ad individuare quali aspetti della memoria visiva risultino carenti in persone con specifici disturbi oppure giochi per allenare la memoria. FONTE: BeSide n. 8, agosto 2011, Open source journalism DeaMadre.

BANDO 2011 DEL CSV SOCIETÀ SOLIDALE “GIORNALI DEL VOLONTARIATO”

I

l CSV “Società Solidale“ offre servizi gratuiti alle Associazioni di Volontariato. Le OdV rilevano un crescente bisogno di diffondere la cultura del volontariato e di sensibilizzare la popolazione. Il Bando CSV per la stampa dei “Giornali del Volontariato” intende valorizzare l’informazione sul volontariato mediante la carta stampata ed incentivare il lavoro comune tra le OdV, sollecitate a confrontarsi nel contesto tempo e spazio locale. Tra le richieste pervenute al CSV “Società Solidale” nel 2011 ne sono state ammesse sette che pubblicheranno altrettanti giornali tematici di settore sul volontariato. Sono ideati e realizzati in collaborazione tra associazioni richiedenti ed il Centro Servizi per il Volontariato “Società Solidale”. Di seguito l’elenco dei progetti ammessi:

L’Antenna Missiomondo di Mondovì, partner con l’Associazione Piccoli Passi di Savigliano e con l’Associazione Mondovip di Mondovì con il giornale “Dalla Strada alla vita” per sensibilizzare sul mondo del volontariato internazionale, sulle situazioni di disagio sociale in Italia e nei Paesi in via di sviluppo e sulle forme di aiuto ai progetti di solidarietà sul territorio. Cielo in terra di Savigliano, partner con le Associazioni CAV Savigliano e Movimento per la Vita di Cuneo con il giornale “Più vita per tutti” per sensibilizzare i giovani al rispetto della vita e dell’integrità fisica e psicologica; promuovere la cultura del rispetto, del dono e dell’accoglienza; educare ad uno stile di vita sano e responsabile; prevenire i fenomeni di disagio giovanile e dell’interruzione volontaria di gravidanza; reclutare nuovi volontari CRAS di Bernezzo, partner con Circolo Legambiente di Cuneo, Associazione Pronatura di Cuneo e LIDA di Cuneo per il giornale “ABC” che ha lo scopo di presentare alla provincia le attività di Volontariato, di ricerca, di didattica, di valorizzazione

dell’ambiente e di sensibilizzare e avvicinare un numero sempre maggiore di persone alla difesa e alla protezione dell’ambiente. Mosaico di Bra, partner con l’Associazione Voci del Mondo di Dronero e Orizzonti di Pace di Cuneo per il giornale “Di tutti i colori” che racconta chi sono e cosa fanno nei vari territori della provincia le persone, le associazioni, le istituzioni coinvolte nella migrazione ed è strumento di dialogo tra migranti e italiani. AVO di Mondovì, partner con le Associazioni Mente in pace di Cuneo e Diapsi di Fossano per il giornale “Muffin” che promuove le attività svolte dalle associazioni della provincia sulla tematica specifica e sensibilizza l’opinione pubblica sui temi della salute mentale e dei suoi risvolti sociali. Condividere di Fossano, partner con le Associazioni OBA di Fossano, Giari ‘n tussià di Manta ed il Cerchio di Savigliano per il giornale “Volontariamente. Il taccuino delle buone notizie” che promuove la messa in rete delle Organizzazioni del territorio sollecitandole a confrontarsi nel contesto tempo e spazio locale; promuove tra i giovani la realtà della condivisione diretta e del sostegno dei bisognosi; aumenta la visibilità delle associazioni e dei loro progetti; fa acquisire ai volontari maggiori competenze nel campo della comunicazione sperimentando in prima persona la produzione di un giornale. Magau di Cuneo, partner con l’Associazione Ellisse Cultura per il Territorio di Carrù e Associazione Amici di Carrù per il giornale “Confronti e Dialoghi nella Provincia Granda” che intende dar maggiore visibilità agli eventi, alle mostre ed agli incontri proposti dalle tre OdV; creare sinergia tra le tre OdV; fissare storicamente le attività, i progetti, gli studi, restauri di opere, gli approfondimenti dei tre sodalizi. società solidale N. 5/2011 - 61


LIBRI SOLIDALI dal

Centro di documentazione CSV

A cura di Susanna Ruffino

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Il Centro di documentazione dedicato al non profit è disponibile presso la sede del Centro Servizi per il Volontariato “Società Solidale” con un’ampia scelta. I libri si possono consultare o richiedere in prestito. Per informazioni: 0171-60.56.60. La Biblioteca è consultabile anche on line nell’apposita sezione sul sito www.csvsocsolidale.it. miti di questa straordinaria esperienza che è insieme individuale e sociale; ci fa capire com’è fatto il variegato mondo delle associazioni volontarie, come sono strutturate, come operano, e quale funzione sociale assolvono. Ma soprattutto riesce a trasmetterci il senso del «dono» di sé alla base della solidarietà volontaria.

Costanzo Ranci

IL VOLONTARIATO Società editrice Il Mulino, Bologna 2006 pp. 120 - € 8,80 Cosa può spingerci ad aprire una relazione d’aiuto con un «altro» del tutto lontano dal nostro mondo, dai nostri pensieri e dai nostri rapporti quotidiani? Quali sono le motivazioni di un impegno per definizione disinteressato e gratuito? Esperienza spontanea, diretta, facilmente realizzabile, ma con a monte una decisione personale complessa, il volontariato – un fenomeno celebrato dai media e promosso dalle autorità religiose e civili – di fatto occupa uno spazio crescente nella tutela dei soggetti deboli, e può arrivare dove l’ufficialità delle istituzioni non è presente. L’autore esplora la complessità, la ricchezza, ma anche i li-

Claudio Imprudente e Flavia Corradetti

C’E’ ANCORA INCHIOSTRO NEL CALAMAIO! Lettere e messaggi per educarsi alle abilità diverse Edizioni Erickson, Gardolo 2006 pp. 108 - € 13,00 «Nel mondo delle diversabilità è necessario costruire tanti camerini, ovvero tanti spazi in cui potersi reinventare, in cui “giocare” con i ruoli per cambiare la percezione di noi stessi e riappropriarci della ricchezza insita nella nostra personalità. Trent’anni fa io avevo un unico ruolo, quello del disabile; oggi ne ho molti: giornalista, scrittore, formatore, conferenziere». Dieci lettere inviate a Claudio Imprudente dai suoi lettori e dieci risposte divertenti, pungenti e coraggiose. Con il suo tipico stile diretto e ironico, Imprudente mette in luce alcuni aspetti del mondo della

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L’Autore Costanzo Ranci, insegna Sociologia e Politica sociale al Politecnico di Milano. Si occupa di volontariato e di terzo settore in relazione ai problemi del disagio sociale e del welfare state. Ha pubblicato per il Mulino «Le nuove disuguaglianze sociali in Italia» e «Politica sociale. Bisogni sociali e politiche di welfare».

Indice Introduzione I. L’evoluzione storica - II. Il dono - III. Perché volontari? - IV. Il volontariato come partecipazione - V. L’organizzazione della solidarietà - Per saperne di più

disabilità troppo spesso sottovalutati e svalutati, come la seduzione, l’accettazione della propria diversabilità, la visibilità nei mass media, la dignità del diversabile,il coraggio di scendere i piazza. Un libro che invita disabili timidi e insicuri e «normodotati gravi» a guardare al di là delle etichette e delle paure e a mettersi in gioco nella relazione e nell’incontro con l’altro. Un libro che non lascerà indifferenti.

Gli Autori Claudio Imprudente è uno dei fondatori di Maranà-tha, una comunità di famiglie per l’accoglienza, ed è presidente del Centro Documentazione Handicap di Bologna. Ha ideato il «Progetto Calamaio», che propone al mondo della scuola e del lavoro percorsi formativi sulla diversità. Attraverso di esso ha realizzato, in dieci anni di attività, più di tremila incontri con i ragazzi delle scuole italiane. E’ inoltre scrittore, giornalista e direttore della rivista «HP-Accaparlante» e al vertice di un’équipe di formatori sul tema della diversità. Per le Edizioni Erikson ha pubblicato Il Principe del Lago e Una vita imprudente. Flavia Corradetti. Laureata in Scienze della Comunicazione, collabora con la Cooperativa Accaparrante, dove si occupa dell’ufficio stampa e della redazione di articoli.

Indice Introduzione Che sponsor ha la disabilità? – La diversità abolita? – Un elicottero per volare oltre i pregiudizi – Ci vediamo in TV: riflessioni sulla «disabilità mediatica» - La fiaccola dell’integrazione – Dalla parte di Tex Willer – Relazionando s’impara – Attori, camerini e trucchi di scena – Pirati e corsari – La pesca-noce: tutto quello che non avete mai saputo sulla seduzione – Messaggi nel calamaio - Postfazione



Rivista Società Solidale n. 5