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in questo numero

CROnews Direttore responsabile Dr. Paolo De Paoli trimestrale 2011 - V. 5 (3) luglio 2011

notizie dell’ultima ora

Giugno 2011: un mese da ricordare per l’onco-ematologia del CRO .......p. 2 Importante studio CRO pubblicato sulla rivista scientifica “Annals of Surgical Oncology....................................................................p. 3 Archivio Arretrati CROnews ora disponibile in Internet . ............................p. 4 David Wiljer del Princess Margaret Hospital di passaggio al CRO ............p. 4

lavori in corso

Lavori di completamento, ristrutturazione e adeguamento sismico ..........p. 5

ACCREDITATION CANADA

Accreditation Canada: prende avvio il 2° ciclo .........................................p. 6

FLASH ON...

Intervista a Riccardo Spizzo . ...................................................................p. 8

HIGHLIGHTS Intervista al Direttore Generale ad un anno dall’insediamento . .................p. 10

PARLIAMO DI Il CRO vola a Tel Aviv per incontrare lo Sheba Medical Center .................p. 12

ATTIVITÀ FORMATIVA AL CRO Autunno caldo per la formazione .............................................................p. 14

L’ANGOLO DELLA BIBLIOTECA Settembre si veste di libri da scrivere e leggere insieme ...........................p. 19

RECENSIONI LIBRI DI SVAGO I libri: gli amici più pazienti . ......................................................................p. 22

VIDEOTECA Un film per stare insieme .........................................................................p. 23

AREA GIOVANI

Sofia si è diplomata in ospedale…............................................................p. 24 V Torneo di beneficenza “Francesco Tesolin”............................................p. 25 12° Memorial Dario Bobbato....................................................................p. 26

sostegno alla ricerca

Nei Suoni dei Luoghi: solidarietà e grande musica ...................................p. 27 Corso di formazione per volontari ............................................................p. 28

ORGANIZZAZIONI NO-PROFIT

Sono attive al CRO ..................................................................................p. 29

il cinque per mille alla ricerca

Sostieni la ricerca al CRO ........................................................................p. 32


notizie dell’ultima ora Giugno 2011: un mese da ricordare per l’oncoematologia del CRO Giugno 2011 lo si potrà ricordare come un buon mese per le attività di ricerca del CRO in campo onco-ematologico. Sono accaduti, infatti, proprio in quel mese d’inizio estate, almeno due eventi che hanno dato lustro ai ricercatori del nostro Istituto valorizzando i loro studi in ambito nazionale e internazionale. Giugno è, oramai storicamente, il mese nel quale ha luogo il Convegno della Società Europea di Ematologia. Tale Convegno rappresenta da tempo un appuntamento importante e irrinunciabile per ricercatori e clinici di tutta Europa che si ritrovano ogni anno in una sede europea diversa e hanno occasione di presentare i risultati delle loro ricerche su vari argomenti scientifici del vasto universo delle malattie del sangue. Orbene, quest’anno, nell’ambito delle attività del convegno 2011 che si è svolto a Londra, nell’unica sessione che si occupava degli studi biologici sulla leucemia linfatica cronica ben due ricercatori sui cinque che erano stati selezionati per presentare i risultati delle loro ricerche erano ricercatori del CRO, da anni “colonne” delle attività di ricerca dell’OncoEmatologia Clinico-Sperimentale. Uno è Michele Dal Bo, che ha presentato i risultati di uno studio multicentrico italiano, pensato e condotto per gran parte al CRO di Aviano, nell’ambito del quale si è potuto dimostrare il peso prognostico, cioè la capacità di predire l’andamento clinico della malattia, di determinate lesioni genetiche, misurate mediante una tecnica di laboratorio che



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La Dr.ssa Antonella Zucchetto durante la sua presentazione al convegno EHA a Londra

si chiama FISH. Un Laboratorio che si occupa di analizzare mediante FISH numerose aberrazioni genetiche per pazienti affetti da varie patologie onco-ematologiche (linfomi, leucemie, mielomi) è infatti da anni operativo presso l’Onco-Ematologia Clinico-Sperimentale e offre i propri servigi non solo ai reparti clinici del CRO ma anche a ospedali regionali ed extra-regionali. La seconda ricercatrice che ha avuto l’opportunità di presentare i risultati delle proprie ricerche, è Antonella Zucchetto anche lei in forze all’Onco-Ematologia Clinico-Sperimentale, che ha presentato dati atti a dimostrare l’associazione fisica tra due molecole (dette CD49d e CD38) sulla superficie delle cellule tumorali di leucemia linfatica cronica. Questi dati, anche se apparentemente “esoterici”, hanno suscitato interesse in quanto le due molecole sono entrambe possibili bersagli di terapia e potrebbero, data la loro vicinanza, essere “colpite” simultaneamente da te-

Il Dr. Michele Dal Bo, presenta i dati del suo studio al Convegno EHA

rapie mirate. Sono anche dello scorso mese di Giugno, le notificazioni ufficiali delle graduatorie del bando della cosiddetta “Ricerca Finalizzata” annuale. Il Ministero della Salute emette ogni anno dei bandi per progetti di ricerca in ambito medico e parte di tali progetti è riservata agli studi oncologici. Orbene, nel Giugno scorso la Direzione Scientifica del CRO ha ricevuto notificazione dell’approvazione del finanziamento di due progetti di argomento prettamente oncoematologico. Il primo, presenta-


to da Luigi De Marco, Direttore del Dipartimento di Diagnostica di Laboratorio del CRO, ma che vede anche la partecipazione di Moreno Mazzucato e Mariagrazia Michieli, da anni in prima fila nelle attività clinico-sperimentali dell’Istituto relative al trapianto di cellule staminali, verte su studi finalizzati alla generazione di piastrine, le particelle del sangue deputate al blocco delle emorragie, mediante procedure di laboratorio partendo da cellule staminali. Tale progetto potrà essere rilevante per la cura delle carenze piastriniche dei pazienti affetti da tumore e sottoposti a chemioterapie. L’altro progetto riconosciuto di interesse ministeriale è stato presentato da un giovane ricercatore dell’Onco-Ematologia Clinico-Sperimentale, Riccardo Bomben, che aveva proposto uno studio finalizzato ad indagare l’effetto di piccole molecole di RNA (dette micro-RNA) nella leucemia linfatica cronica con l’obiettivo di identificare nuovi bersagli a valenza terapeutica. Un plauso, quindi, alla ricerca onco-ematologica del CRO ed ai suoi protagonisti.

multimodale radio-chemioterapico e chirurgico. I risultati di questa ricerca erano stati presentati nel marzo di quest’anno al convegno della Società Americana di Chirurgia Oncologica (S.S.O.) dal Dott. Claudio Belluco, Dirigente Medico presso la Struttura Operativa Complessa di “Oncologia Chirurgica” del CRO diretta dal Dott. Francesco De Marchi. In questo lavoro sono stati analizzati i risultati in termini di sopravvivenza e recidiva locale e a distanza in 139 pazienti con diagnosi di carcinoma del retto localmente avanzato sottoposti a radio-chemioterapia preoperatoria e successiva chirurgia. In circa un terzo dei pazienti si è osservata una regressione completa del tumore dopo trattamento radio-chemioterapico (assenza totale di cellule neoplastiche residue all’esame istologico del pezzo operatorio). In questi pazienti la prognosi è stata eccezionalmente buona con una sopravvivenza del 96% a 5 anni. Inoltre, il dato interessante e innovativo emerso da questo lavoro è stata l’osservazione che nei soggetti in cui in seguito al trattamento radio-chemioterapico si è osservata una regressio-

ne completa del tumore, non vi è stata differenza nella percentuale di recidive locali, di sviluppo di metastasi a distanza e di sopravvivenza tra il sottogruppo di soggetti sottoposti ad intervento chirurgico di asportazione del retto e il sottogruppo di pazienti sottoposti ad intervento chirurgico di sola asportazione locale del tumore rettale per via trans-anale. Poiché l’intervento chirurgico tradizionale di asportazione del retto comporta la possibilità di una serie di problematiche legate alla delicata posizione anatomica con ripercussioni a livello di incontinenza alle feci e disfunzioni dell’apparato uro-genitale oltre che in alcuni casi anche la necessità di dover creare una colostomia definitiva, la possibilità di poter eseguire intereventi chirurgici di tipo “conservativo” senza compromettere i risultati oncologici apre la strada ad un approccio di tipo personalizzato a questo tipo di tumore con un impatto positivo sulla qualità della vita. Allo studio hanno partecipato l’Oncologia Chirurgica, la Radioterapia, la Gastroenterologia, l’Anatomia Patologica e l’Oncologia Medica del CRO.

Importante studio CRO pubblicato sulla rivista scientifica “Annals of Surgical Oncology” Pubblicato dalla prestigiosa rivista scientifica “Annals of Surgical Oncology” uno studio interamente prodotto presso il Centro di Riferimento Oncologico di Aviano sul significato clinico della risposta patologica completa nei carcinomi del retto localmente avanzati trattati mediante approccio

IL Dott. Claudio Belluco durante la presentazione dei dati al Convegno S.S.O.

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Belluco C, De Paoli A, Canzonieri V, Sigon R, Fornasarig M, Buonadonna A, Boz G, Innocente R, Perin T, Cossaro M, Polesel J, De Marchi F. Long-Term Outcome of Patients with Complete Pathologic Response after Neoadjuvant Chemoradiation for cT3 Rectal Cancer: Implications for Local Excision Surgical Strategies. Ann Surg Oncol. 2011 Jun 21.

Archivio Arretrati CROnews ora disponibile in Internet Anche il nostro giornale d’ora in avanti potrà usufruire di un archivio online per consultare gli arretrati. Sarà così possibile non solo “sfogliare” elettronicamente l’ultimo numero uscito ma anche consultare e leggere gli arretrati dal 2007 in poi. Il lavoro di indicizzazione è stato realizzato dalla biblioteca utilizzando il programma Refworks reso disponibile da Bibliosan, il sistema delle biblioteche degli Enti di Ricerca Biomedica. L’archivio è accessibile dalla voce di menu CROnews, archivio arretrati situata nella homepage del sito del CRO

David Wiljer del Princess Margaret Hospital di passaggio al CRO A Roma per un convegno, il professor David Wiljer del Princess Margaret Hospital (PMH) di Toronto, è salito per un “due-giorni” ad Aviano lo scorso 19 e 20 luglio 2011. Il professor Wiljer, fra gli altri incarichi, è il referente al PMH per il programma “Patient Education” e il suo passaggio ad Aviano è stao motivato dall’esigenza di dare operatività ai progetti comuni che il 2 Enti stanno portando avanti. In particolare è in fase di avvio un’Indagine sull’assistenza ai pazienti di altre nazionalità che, per una parte, sarà realizzata a Toronto e ad Aviano. Il Programma di Patient Education & Empowerment al CRO - che ha come punto centrale la realizzazione di attività di ricerca, formazione, informazione e

Febbraio 2011. Jan Geissler ospite al CRO con Ivana Sartor che ha tradotto il suo intervento

comunicazione assieme a rappresentanti di pazienti - ha conosciuto un altro importante momento di interscambio lo scorso febbraio quando ha ospitato il dr Jan Geissler, paziente e protagonista di importanti attività di tutela e rappresentanza dei pazienti a livello europeo. Tali incontri proseguono in progetti collaborativi.

(http://www.refworks.com/refshare2/ ?site=039691154923200000/ RWWEB1051309936/CROnews).

Inserendo un termine - p. es. “giovani” oppure “farmaci” oppure “pazient” oppure il nome di una persona citata nelle immagini pubblicate… - si ottengono tutti gli articoli o foto in cui tale termine è presente. Cliccando sull’icona della lente è possibile anche ottenere l’articolo a testo completo e quindi leggerlo a video, stamparlo, inviarlo ad altri, commentarlo.



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Luglio 2011. David Wiljer in visita al CRO con Ivana Truccolo, responsabile della Biblioteca Scientifica, Paolo De Paoli, Direttore Scientifico dell’Istituto e lo staff della biblioteca


lavori in corso

Lavori di completamento, ristrutturazione e adeguamento sismico

Il Centro Prelievi al piano terra

Per dicembre 2011 è previsto lo spostamento del centro prelievi dal primo piano ai nuovi locali del piano terra corpo di collegamento. Il nuovo centro sarà dotato di una più ampia sala d’attesa e di un nuovo sistema elimina code che prevede l’assegnazione del numero d’entrata direttamente dall’ufficio prestazioni nel momento del pagamento della prestazione stessa. Sono stati acquistati i nuovi arredi per la Direzione Scientifica e per l’Epidemiologia che permetteranno lo spostamento, a breve, degli uffici nella loro definitiva dislocazione al piano terra, di fronte alla Biblioteca Scientifica, nei locali appena ristrutturati. Nei mesi di novembre e dicembre, la Biblioteca Scientifica sostituirà i vecchi arredi con nuove scaffalature più funzionali. Vi sarà qualche disagio per gli utenti ma la biblioteca rimarrà funzionante. I lavori di ristrutturazione del blocco degenze, corpo centrale dell’edificio attualmente in corso al secondo piano termineranno a gennaio 2012. E a seguire verrà messo a cantiere il terzo piano. Le attività ora al terzo piano scenderanno al secondo.

Il parcheggio

Termineranno a breve i lavori del blocco degenze del primo piano. Qui verrà collocato lo sportello di distribuzione farmaci. I servizi mortuari sono stati trasferiti temporaneamente nel seminterrato del blocco centrale fino alla conclusione dei lavori di adeguamento sismico del fabbricato impianti. Il parcheggio esterno e l’area camper sono completati ed è in fase di redazione il regolamento che permetterà l’utilizzo di quest’ultima.

L’area camper

È stato presentato il progetto esecutivo del Campus che attualmente è il in fase di valutazione.

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ACCREDITATION CANADA

Accreditation Canada: prende avvio il 2° ciclo

Come riportato in precedenza (vedi CRO-News n1 – aprile/giugno 2011) il CRO ha dato avvio al 2° ciclo di Accreditamento all’eccellenza secondo il nuovo programma QMentum International proposto da Accreditation Canada, programma che si concluderà con la vista dei valutatori in febbraio/marzo 2013. Il programma si articola in varie fasi, come evidenziato sinteticamente nella figura a pag 7. Il CRO, avendo, come è noto, partecipato con successo al precedente ciclo di accreditamento di AC, ha già di fatto adempiuto alla prima fase del ciclo: Valutazione dello stato di preparazione dell’ente e relativo report. Si è passati, così, al secondo step ovvero la FORMAZIONE, che ha avuto luogo al CRO nei giorni 1923 settembre 2011 e ha visto la partecipazione, in qualità di docenti, di due qualificati referenti di Accreditation Canada, la dott.ssa Magdalena Turlesky e la dott.ssa Maria Grazia Centoni, e in qualità di discenti, nelle diverse giornate del corso, di numerosi dipendenti del CRO, rappresentativi, a tutti i livelli di responsabilità, delle diverse figure professionali che operano in Istituto.



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Hanno anche partecipato rappresentati delle associazioni di Volontariato, che operano al CRO e, anche rappresnetanti delle Istituzioni Sanitarie Regionali. Entrambi hanno potuto rendersi conto della complessa articolazione con cui si sviluppa il programma di Accreditamento canadese e soprattutto della importanza che lo stesso attribuisce alla formazione e alla diffusione massima della partecipazione, non solo tra gli operatori dipendenti ma anche alle organizzazione partner nel territorio e a tutti i “portatori di interesse” verso i servizi forniti dal CRO. Come detto il corso si è articolato in 5 giornate. La prima giornata (lunedì 19 settembre) ha visto al mattino lo sviluppo di un modulo dal titolo Leadership: la chiave per raggiungere l’eccellenza, una sessione appositamente dedicata al management direttivo dell’istituto, nella quale è stata sottolineata l’importanza del coinvolgimento dei dirigenti nel programma di accreditamento in generale e soprattutto nel Qmentum International. Nel pomeriggio si è svolto l’incontro Introduzione all’accreditamento tramite il Qmentum International. Si è trattato

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di una breve presentazione dedicata a tutti i livelli del personale, anche quello non direttamente impegnato nei team di autovalutazione/cambiamento, con la quale è stato illustrato il processo di accreditamento Qmentum International. Questo incontro era aperto anche a non-dipendenti del CRO, a rappresentati dei pazienti e delle associazioni di volontariato. La giornata del 20 settembre ha avuto quale argomento di formazione la Conduzione del processo di accreditamento Qmentum International, panoramica sul nuovo programma di accreditamento, compresi i suoi strumenti, la formazione dei team e il lavoro di gruppo richiesto ai leader dei team, per gestirne il processo. Ha visto come destinatari specifici i team leader, i coordinatori dell’accreditamento, le persone coinvolte in Istituto in attività di miglioramento della qualità. Diventare esperti Tracer è stato l’argomento della sessione del 3° giorno, sessione che ha introdotto i partecipanti alla Tracer methodology, una delle principali novità del programma Qmentum International. Tramite discussioni, esercizi di gruppo e studio di casi


reali, i partecipanti hanno identificato le competenze necessarie per condurre interviste appropriate al personale e agli assistiti, si sono esercitati a comporre una lista di domande e hanno discusso su come organizzare interviste di prova all’interno della loro organizzazione, come parte della valutazione sullo stato di preparazione dell’ente. Il giorno 22 settembre, quarta giornata del corso, è stata dedicata ad un argomento, il Miglioramento della qualità nell’assistenza sanitaria: Sicurezza del paziente, cui Accreditation Canada pone particolare attenzione. Si è trattato di una presentazione generale della relazione fra sicurezza del paziente e processo di accreditamento, comprese le cosiddette POO (Pratiche Obbli-

gatorie per l’Organizzazione) e gli strumenti per aumentare la sicurezza del paziente. I destinatari del modulo sono stati individuati nei coordinatori di accreditamento, nei team leader, in tutti i dipendenti e/o responsabili di attività, programmi, progetti, gruppi di lavoro correlati con il rischio clinico e la sicurezza paziente. Infine il corso si è concluso con il quinto modulo dedicato alla Conduzione efficace del cambiamento, un workshop interattivo che ha introdotto i partecipanti ai concetti chiave della gestione del cambiamento, illustrando i modi per prevenire e affrontare efficacemente le resistenze al cambiamento e come introdurre in una organizzazione i cambiamenti in modo strutturato. La soddisfazione espressa da

tutti i partecipanti ai diversi moduli del corso è stata elevata ed ha compensato lo sforzo di chiarezza e completezza e la disponibilità fornita dai docenti. Entrambi hanno manifestato piena soddisfazione sia della partecipazione dei discenti sia della organizzazione messa loro a disposizione. Entrambe le docenti, che conoscevano da tempo il CRO, per aver, quasi mensilmente, messo a disposizione le loro conoscenze e fornito il loro sostegno nel precedente ciclo di Accreditamento, hanno espresso il loro gradimento per avere avuto l’occasione di visitare (e per una di esse di tornare a visitare) l’Istituto consolidando un rapporto che ha ormai superato il puro aspetto istituzionale trasformandosi in vera a propria amicizia. Quali i prossimi passi? Prima di procedere alla fase di autovalutazione (strutturata con modalità diverse rispetto al precedente programma) compito della direzione e dei coordinatori dell’accreditamento sarà la composizione dei team ai quali competono, oltre alla attività di autovalutazione (analogamente al primo ciclo), anche le successive attività di cambiamento e miglioramento sulla base della roadmap generata conseguentemente alla autovalutazione. A questa fase seguiranno una ulteriore attività di formazione interna per estendere la conoscenza del programma al maggior numero di dipendenti e non dipendenti interessati, la lettura e conoscenza degli standard previsti per il CRO e quindi la fase di autovalutazione. Gli impegni non mancheranno per nessuno…! Buon lavoro a tutti…!

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FLASH ON...

Intervista a Riccardo Spizzo ... a volte tornano ....

Dott. Spizzo ben arrivato al CRO. Grazie! Il piacere è tutto mio Ci racconta qualche cosa della sua esperienza? Sono nato e cresciuto in Friuli e sono molto contento di essere tornato a casa. Dott. Spizzo, sappiamo che ha passato un periodo all’estero, qual è stato il motivo che l’ha spinta a tornare in Italia? Ho passato gli ultimi 5 anni negli Stati Uniti d’America dove ho portato a termine il mio PhD, che avevo iniziato all’Università di Ferrara. In America ho poi lavorato come PostDoc. Durante questa esperienza all’estero, sono stato sempre di più responsabilizzato dai miei capi e di certo non mi sono tirato indietro dalla sfida. Alla fine gestivo il personale, le attrezzature, e tutto quello che girava intorno al laboratorio. Avevo libertà nel proporre e nell’eseguire esperimenti, ma naturalmente, le linee di ricerca e le scelte strategiche venivano prese dal capo del laboratorio. Direi che è stato per me naturale voler gestire anche quest’ultima parte, cioè le scelte strategiche del laboratorio. A quel punto, ho iniziato a cercare possibilità in cui potessi avere maggiore libertà di azione nella mia ricerca. Per la mia compagna e ricercatrice, Milena Nicoloso, si è presentata un’occasione al CRO e per una serie di combinazioni fortuite sia-



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FLASH ON...

Il Dr. Spizzo al lavoro nel laboratorio di Oncologia Sperimentale 2 al CRO

mo riusciti entrambi a rientrare con la prospettiva di fare esattamente quello che volevamo: gestire più autonomamente la nostra ricerca. Dott. Spizzo, di che cosa si occuperà al CRO? In passato mi sono occupato dello studio degli RNA non codificanti nel tumore e ora continuerò questo filone di ricerca qui al CRO. Ci spiega brevemente di cosa si tratta? Prima devo fornire alcune nozioni molto basilari. A scuola abbiamo imparato che la cellula (la più piccola unità dell’uomo) è costruita come una casa da piccoli mattoni e questi mattoni si chiamano proteine e lipidi. Le proteine e i lipidi compongono i muri della cellula che separa l’ambiente esterno da quello interno della cellula. Le proteine hanno non solo funzioni “strutturali”, ma sono anche atti-

ve in tutti i processi che garantiscono alla cellula di sopravvivere, ad esempio sono coinvolte nella produzione dei lipidi, di energia attraverso l’impiego dei costituenti che noi assimiliamo con la dieta (zuccheri ad esempio) e nella regolazione stessa di questi processi. Si sente sempre parlare di qualcos’altro però… del DNA. Che cosa è il DNA? Tutti i processi di cui vi ho parlato devono poter essere tramandati da una cellula all’altra durante la divisione cellulare, e in senso più lato da una generazione all’altra, in modo tale che una forma di vita (nella fattispecie l’uomo) si mantenga. Per tramandare questa informazione la cellula usa una molecola diversa dalle proteine o dai lipidi che si chiama appunto DNA. In altri termini il DNA può essere pa-


ragonato al progetto o a un libro che contiene le informazioni per fare e mantenere un organismo? Direi proprio che il paragone calza. Se scendiamo più nel dettaglio, l’informazione per produrre una proteina è contenuta nell’unità fondamentale del DNA, chiamata gene. Quindi il DNA è fatto da molti geni, un gene = una proteina. Dott. Spizzo, lei ha detto che si occuperà di RNA, ma finora non ce ne ha parlato… Soddisfo subito la sua curiosità: il DNA e le proteine usano due lingue completamente diverse, hanno quindi bisogno di un traduttore, e questo compito è svolto da un’altra molecola: l’RNA. Per riassumere, il DNA (il gene) trascrive l’informazione in esso contenuto in RNA, il quale a sua volta traduce (o codifica) questa informazione in proteine. Da cui deriva il termine RNA codificante per proteine. Ma come al solito non è così semplice, vero? Purtroppo ha ragione. Infatti, oggi sappiamo leggere tutto il DNA dell’uomo, e dopo aver finito di leggere questo “libro”, noi ricercatori ci siamo accorti di una cosa: il numero dei geni (quindi delle proteine) è sostanzialmente identico tra moltissime specie animali. Mi aspettavo che organismi più complessi avessero più geni, mi sbaglio? Anche i ricercatori si aspettavano la stessa cosa. Per fare un esempio, l’uomo ha un numero di geni sostanzialmente uguale al C.elegans, un verme lungo 1 mm che si trova comunemente nel terreno. Senza nulla togliere a questo verme, mi sembra che ci manchi un pezzo di informazione…

Credo che siano evidenti a tutti le differenze tra l’uomo e il C.elegans e che ci si aspettasse che l’uomo avesse più geni. Però forse esiste un parametro migliore per misurare la complessità biologica tra diversi organismi: la lunghezza del DNA. Vuole dirci che il DNA dell’uomo è più lungo? Il DNA dell’uomo è 30 volte più lungo del DNA del C.elegans. …ma prima ci ha detto che il numero di geni è simile tra uomo e verme… non capisco. Se uno calcola il rapporto tra lunghezza dei geni e lunghezza totale del DNA, ci si accorge che nell’uomo i geni occupano l’1% del DNA totale, mentre nel C.elegans i geni occupano il 60% del DNA totale. Una bella differenza. Quindi l’uomo sembra avere più DNA che non contiene geni? Giusto! E questo ha fatto pensare che forse il DNA contiene altre informazioni oltre ai geni. Ho il sospetto che ora ci parlerà di RNA non codificante… Beh… sì! Gli scienziati hanno poi scoperto un’altra cosa: il DNA contenuto al di fuori dei geni a sua volta trascrive RNA, ma questo RNA non codifica ovvero non produce proteine, da cui il termine di “RNA non codificante proteine” o semplicemente “RNA non codificante”. Ogni giorno si accumulano prove che l’RNA non codificante ha un ruolo importante in molti processi necessari per la vita. L’RNA non codificante è importante anche nel tumore? Sì! Non dobbiamo dimenticare che il tumore origina da una cellula normale e che usa gli stessi linguaggi e strumenti di una cellula normale, ma lo fa in modo

aberrante e a proprio esclusivo vantaggio. Studiare questo linguaggio dell’RNA non codificante può offrirci nuove armi per capire meglio le differenze tra una cellula normale e una tumorale. Dott. Spizzo come è stato il rientro e come si trova al CRO? Ho iniziato a lavorare al CRO a Marzo di quest’anno. Non conosco ancora molte persone, ma posso dire che il CRO mi piace. È sicuramente un posto tranquillo, ed è una delle cose che apprezzo. A me piace avere la possibilità di fare la mia ricerca, e il CRO e l’AREA science Park (Talents for an International House) di Trieste mi stanno sicuramente dando questa possibilità e di questo sono loro infinitamente grato. Dott. Spizzo, all’inizio di questa intervista ci ha detto che il motivo per cui è tornato è per gestire più autonomamente la sua ricerca. Pensa che riuscirà a realizzare il suo sogno? Sono ottimista. Devo aggiungere che non sarà compito facile. Devo affrontare una complessità diversa da quella che ho affrontato prima, che è quella di garantire delle entrate per la mia ricerca e mantenere un buon livello di ricerca, infatti le due cose sono intimamente connesse. Ho sicuramente moltissimo da imparare. Cambiando prospettiva, ho anche imparato a capire meglio i capi di laboratorio che ho avuto in passato. Se ce la faccio, credo che le soddisfazioni saranno superiori al passato. Dott. Spizzo, la ringrazio molto per questa intervista e grazie anche per quello che ci ha insegnato… le assicuro che guarderò con occhio diverso i vermi d’ora in avanti! Buon lavoro. Grazie a lei per l’invito e per l’opportunità di presentare il mio lavoro.

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HIGHLIGHTS

Intervista al Direttore Generale ad un anno dall’insediamento

P. CAPPELLETTI Il Dr. Piero Cappelletti, Direttore Generale del CRO

Ad un anno di distanza dall’assunzione dell’incarico di Direttore Generale del CRO, chiediamo al dott. Piero Cappelletti impressioni e valutazioni del primo periodo nella “nuova” funzione. Quali sono state le prime impressioni ricevute quando è arrivato al CRO in veste di Direttore Generale? L’impressione di più alto impatto, anche emotivo, è stata l’incredibile relazione umana, curativa ed em-

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patica che si sviluppa e si rinnova di continuo tra i professionisti e i dipendenti dell’Istituto, i pazienti e i loro famigliari e più in generale il rapporto profondo e positivo tra l’Istituto e la gente, così ben rappresentato dalla ricchezza di Associazioni che sostengono l’azione del CRO. L’altra sensazione predominante è stata quella di scoprire una mole di attività e di iniziative, sanitarie e di ricerca, assai più estesa

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e feconda di quanto conoscessi, nonostante io abbia lavorato, negli oltre 25 anni di attività del CRO, a pochi chilometri di distanza. Questo mi ha fatto capire che è necessario migliorare la comunicazione delle attività sanitarie e di ricerca ben oltre i confini ristretti degli addetti ai lavori. Stiamo lavorando insieme con la Direzione Scientifica in questo senso e, a breve, ci doteremo di strumenti specifici e adeguati di comunicazione. Quali attività del CRO sottolineerebbe come esemplari? Le iniziative sanitarie e scientifiche del CRO sono così numerose che si farebbe sicuramente torto a qualcuno, tentandone un elenco. Preferisco sottolineare un aspetto generale, che attiene al modo con cui il CRO affronta la malattia neoplastica e che caratterizza l’Istituto da tempo: la multidisciplinarietà. Il paziente viene valutato da tutti gli angoli visuali diagnostici e indirizzato al tipo di terapia più appropriata, spesso ad un mix o a una successione di terapie, utilizzando razionalmente tutte le armi a disposizione: chirurgia, chemioterapia, radioterapia, immunoterapia e così via. Spesso i percorsi diagnostico-terapeutici si saldano con gli screening da un lato e con il follow-up dei lungo sopravviventi dall’altro, attuando quella presa in carico globale del paziente auspicata


dagli studiosi della materia, nonché dal Piano Oncologico Nazionale del nostro Paese. In questo percorso di cura si innesta la ormai “naturale” inclinazione del personale ad un rapporto “umano” con le persone colpite dal cancro. E ciò sviluppa molto spesso rapporti interpersonali di riconoscenza e di amicizia che si tramutano anche in sostegno esplicito e concreto al CRO, dall’oblazione alla sottoscrizione del 5 per mille. Ciononostante tutto è migliorabile e implementabile e, da questo punto di vista, siamo impegnati, in primis come Direzione Sanitaria, a sviluppare percorsi diagnostici e approcci terapeutici sempre più efficaci sotto il profilo clinico e attenti alla qualità di vita dei pazienti. Si tratta di un delicato “gioco di squadra” che dal livello clinico dovrebbe permeare sempre più tutte le espressioni dell’Istituto, anche sotto il profilo organizzativo e gestionale. Da un punto di vista scientifico, l’Istituto ha rilevanti personalità ed importanti linee di ricerca, insieme con un gruppo di giovani e preparati ricercatori. Ma anche qui preferisco ad un elenco la sottolineatura di un aspetto generale: l’internazionalizzazione del CRO. È un processo già in atto da diversi anni, iniziato e portato avanti dalla Direzione Scientifica nella persona del dott. Paolo De Paoli, e che ha avuto spinta e sostegno da parte della Regione e dell’Assessore alla Salute prof. Kosic. Accanto ai rapporti ormai tradizionali con importanti realtà nordamericane – il Princess Margaret Hospital di Toronto e la George Mason University della Virginia – sono stati sviluppati rapporti con

due grandi istituti israeliani – lo Sheba Hospital e il CTCI – e con realtà balcaniche (Romania, Albania) e nordafricane (Mauritania), rispondendo al duplice orizzonte dell’Istituto: la ricerca ai più elevati vertici occidentali e il supporto formativo, clinico ed organizzativo con le realtà in via di sviluppo del Mediterraneo. L’internazionalizzazione resta un obiettivo assolutamente prioritario nella politica del CRO. Qual è lo stato dell’Istituto e le sue prospettive? Questi ultimi anni non sono stati facili per nessuno in Italia e nella sanità in particolare. E i prossimi anni non sembrano molto migliori. A fronte delle sfide organizzative e alla limitazione delle risorse, il CRO ha risposto con la definizione di una nuova organizzazione che attende il via da parte regionale, nella quale, nonostante i limiti alle risorse umane, sono presenti gli elementi per lo sviluppo selettivo delle attività di cura e di ricerca. Nel frattempo l’Istituto è stato sottoposto, a cura delle Direzioni Sanitaria e Amministrativa, ad una sorta di “manutenzione straordinaria” degli strumenti gestionali, in parte legata anche alle nuove normative per esempio sul pubblico impiego, che consente all’Istituto di guardare ai prossimi appuntamenti organizzativi e gestionali con sicurezza e trasparenza. Sotto il profilo sanitario si stanno studiando nuovi percorsi diagnostici, in particolare per la diagnosi precoce, e “nuove” opzioni terapeutiche per rafforzare l’efficacia clinica e la tempestività dell’offerta multispecialistica del CRO. Sotto il profilo delle strutture e degli strumenti, il programma di investimenti continua, con l’imple-

mentazione di nuove tecnologie, come una nuova PET, la RNM 3 tesla, Tomografia e altre innovazioni radioterapiche, la messa a norma delle strutture edilizie e della logistica del CRO e, infine, con la progettazione del campus e delle “camere bianche”, cuore di una futura “cell factory”. Anche qui l’impegno del personale tecnico e amministrativo, al pari di quello sanitario, pur nella carenza di personale e nella numerosità delle progettazioni e appalti, ha consentito e consente di mantenere i tempi previsti. Una parte importante del futuro del CRO è legata al riconoscimento del suo ruolo all’interno del Piano Oncologico Regionale e della rete da esso disegnata. Da questo punto di vista l’Istituto è in condizioni di aprirsi alla collaborazione con le strutture oncologiche di Area Vasta e regionali, nel rispetto delle competenze e con l’obiettivo della condivisione dei percorsi diagnostico-terapeutici e delle linee di ricerca sue proprie. Dunque dopo un anno al CRO qual è il suo stato d’animo? Sono molto onorato e contento di essere qui. Sono stato accolto molto bene. Cerco con i miei collaboratori di dare il massimo contributo alla gestione e alle prospettive di una struttura già eccellente. Le difficoltà esistono e sono ben evidenti. Tuttavia, penso che, con il concorso di tutti, con il gioco di squadra, innestando talora una marcia in più e con quella creatività che non può mancare nella scienza moderna, nei prossimi anni riusciremo a rafforzare l’Istituto nei suoi compiti di cura dei pazienti e di ricerca nella malattia neoplastica.

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PARLIAMO DI...

Il CRO vola a Tel Aviv per incontrare lo Sheba Medical Center Un clima di grande cordialità e spirito collaborativo ha caratterizzato l’incontro, il 12 settembre 2011 a Tel Aviv, Israele, tra un gruppo di ricercatori del CRO di Aviano e i colleghi dello Sheba Medical Center. Organizzato dal direttore scientifico del CRO di Aviano, il dr Paolo De Paoli e dal Prof. Eitan Friedman dello Sheba Medical Center, l’incontro è avvenuto nel contesto di una più ampia collabora-

zione tra centri di eccellenza del Friuli Venezia Giulia e Israele in campo sanitario. Lo Sheba Medical Center, uno dei più grandi ospedali generali di Israele, colpisce a prima vista il visitatore per la sua estensione, il suo ordine, la cordialità degli operatori e la minuziosa organizzazione. Una forte stretta di mano del Prof. Eitan Friedman, che aveva visitato il CRO alcuni mesi prima, ci ha accolto nell’ampio atrio

tutto marmo e legno, uno stile Nord–Europeo simile, per molti aspetti, a quello che ha ispirato la costruzione del nostro istituto di Aviano. Quadri e opere d’arte adornano i lunghi corridoi che immettono nelle varie aree mediche e chirurgiche, e conducono infine all’aula convegni nell’ala dell’ospedale dedicata alla ricer-

La delegazione CRO in Israele. Da sx: Roberta Maestro, Riccardo Dolcetti, Andrea Veronesi, Alfonso Colombatti, Paolo De Paoli, Luigi De Marco, Valter Gattei e Diego Serraino

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ca traslazionale in oncologia. È questo lo scopo della visita, illustrare le ricerche con ricadute immediate sui pazienti fatte al CRO di Aviano e trovare interessi scientifici comuni con i colleghi dello Sheba Medical Center. L’incontro scientifico è stato aperto dal Prof Shlomo Noy, direttore della sezione ricerca e sviluppo dello Sheba Medical Center e dal dr Paolo De Paoli. A loro era affidato il compito di definire obiettivi e strumenti della collaborazione focalizzata sulla ricerca traslazionale in oncologia. Sono poi seguiti interventi alternati di un ricercatore del CRO e di un ricercatore dello Sheba Medical Center su argomenti simili. Ad esempio, la dott.sa Roberta Maestro, direttore della struttura Oncologia sperimentale 1 ha de-

scritto le ricerche di oncogenetica e genomica funzionale svolte al CRO, e a seguire il prof Gidi Rechavi ha illustrato quanto viene svolto allo Sheba Nedical Center su tale argomento. Lo Sheba Medical Center è famoso anche per la accuratezza della sua organizzazione sanitaria. Durante la visita, il dr Andrea Veronesi - direttore del Dipartimento Senologico del CRO - ha potuto prendere direttamente visione del funzionamento degli ambulatori di Oncologia Medica e scambiare opinioni e informazioni con i suoi colleghi israeliani. Nel complesso, sono state svolte 14 presentazioni su sette argomenti di oncologia traslazionale, epidemiologia dei tumori e progressi tecnologici sui quali l’IRCCS CRO di Aviano e lo Sheba

Medical Center di Tel Aviv possono associarsi per rendere più efficiente la ricerca in oncologia. Come può avvenire questa collaborazione? Innanzitutto, si è deciso di scegliere tre argomenti comuni e di finanziare congiuntamente, a partire dal 2012, l’avvio di tali progetti di ricerca da parte del CRO di Aviano e dello Sheba Medical Center. Questi progetti dovranno servire da volano per attivare una collaborazione più stretta, attraverso la quale poter poi competere per fondi di ricerca a livello nazionale e internazionale. Inoltre, è ipotizzabile l’attivazione di scambi di personale, soprattutto giovani delle due Istituzioni, che potrà arricchirsi di una importante esperienza internazionale.

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ATTIVITÀ FORMATIVA AL CRO

Autunno caldo per la formazione «Il valore di un’idea sta nel metterla in pratica». Thomas Alva Edison il secondo semestre 2011 si può definire proprio un “autunno caldo” per la formazione al CRO, ricco di appuntamenti e di opportunità per i nostri operatori e non solo. Il programma formativo delineato assieme ai responsabili scientifici dei vari eventi può essere presentato attraverso alcune parole chiave, che tra l’altro corrispondono a macro obiettivi già individuati nel Piano Annuale del CRO.

1. QUALITÀ E ACCREDITAMENTO A febbraio 2010 il CRO ha ottenuto lo status di ente accreditato all’eccellenza secondo il programma di Accreditation Canada International per un triennio. La Direzione Strategica del CRO ha deciso di proseguire in questo processo nel triennio 2011-2013, accettando la sfida di confrontarsi e misurarsi con un nuovo programma e dare corso ad una sperimentazione innovativa.

Qmentum International è il nuovo programma di Accreditamento già operante in Canada e che verrà ora diffuso anche a livello internazionale. Il ciclo dell’accreditamento resta sostanzialmente invariato rispetto

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a prima ma la filosofia del nuovo programma è totalmente diversa sia dal punto di vista del coinvolgimento della struttura che da quello delle modalità della visita: si focalizza, infatti, sulla gestione dei processi e dei percorsi clinicodiagnostico-organizzativi della struttura, adotta la metodologia del “tracer”, usa lo strumento dell’autovalutazione, attraverso un questionario informatizzato in relazione agli operatori coinvolti nei diversi processi/percorsi, chiama i team ad agire quali elementi di gestione del cambiamento per attuare azioni di miglioramento nei processi/percorsi rispetto alle criticità emerse dall’autovalutazione. Inoltre la visita di accreditamento si focalizza nell’analisi e nel monitoraggio della qualità del processo/percorso assieme agli operatori e ai pazienti coinvolti. La formazione alla qualità è uno degli aspetti fondamentali del processo di accreditamento per tutte le organizzazioni che lo intraprendono: pertanto tra il 19 e il 23 settembre 2011 sono stati organizzati ben 6 corsi di formazione, rivolti agli operatori del CRO e a coloro che sono coinvolti a vario titolo nei processi/percorsi analizzati: utenti, rappresentanti degli utenti, familiari, volontari, partners della comunità ecc. Durante questi corsi viene promossa la cultura della qualità e

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sottolineata la forza dell’accreditamento, di cui vengono illustrati obiettivi e vantaggi; si parlerà di leadership quale chiave del successo del processo di accreditamento e del suo ruolo e responsabilità. Sono previste lezioni ed esercitazioni per imparare a costruire e realizzare un piano per il miglioramento della qualità e per acquisire la metodologia Tracer per l’analisi dei processi e per individuare indicatori di qualità e di efficacia dei processi. Si acquisirà la capacità di delineare le strategie per il cambiamento attraverso il coinvolgimento di tutti e tenendo conto delle fisiologiche resistenze.

2. GOVERNO CLINICO E SICUREZZA Sotto questo grosso capitolo sono stati progettati numerosi eventi formativi. Innanzi tutto proseguirà lo sviluppo della competenza del


personale sanitario e non sanitario nell’ambito delle manovre di rianimazione cardiopolmonare e di defibrillazione precoce nell’adulto e nel bambino, una formazione estremamente pratica ed efficace che addestra il personale ad affrontare l’evento di morte improvvisa e ad attivare la cosiddetta “catena della sopravvivenza”. Infatti il riconoscimento tempestivo della gravità della situazione, la pronta attivazione della RCP e la defibrillazione precoce diventano fondamentali per dare delle possibilità di sopravvivenza al paziente . È quindi indispensabile diffondere fra la popolazione, ma soprattutto fra gli operatori sanitari le capacità di saper gestire eventi di questo tipo sia in ambito ospedaliero che extraospedaliero. Sempre nell’ambito del vasto tema della “sicurezza”, in dicembre con la collaborazione del Comando dei vigili del Fuoco di Pordenone, ripartiranno i corsi per la gestione delle emergenze dovute ad incendio, con l’obiettivo di:

• sensibilizzare il personale alle misure di prevenzione; • far conoscere i protocolli per l’emergenza e le modalità di chiamata dei soccorsi; • sviluppare abilità e competenze per contenere in primis la propagazione del fuoco e del fumo all’interno dei locali; • sviluppare abilità e competenze per gestire le emergenze come soccorritori soprattutto in

relazione all’evacuazione dei pazienti allettati ed autosufficienti, del restante personale, dei visitatori e in relazione alla tutela della propria incolumità. Uno strumento basilare per la corretta gestione degli incidenti sono il “piano di emergenza” e le Procedure Operative Standard, che forniscono un valido insieme di direttive tramite le quali il personale può operare efficacemente, efficientemente e con maggiore sicurezza. In mancanza di appropriate procedure un incidente diventa caotico, causando confusione ed incomprensione ed aumentando il rischio di infortuni e di morte. Verranno realizzati anche 2 eventi per la gestione sicura della catena alimentare secondo le linee guida HACCP e una serie di percorsi formativi orientati alla prevenzione dei rischi lavorativi degli operatori esposti, rischi soprattutto legati alle fonti di emanazione di radiazioni a scopo diagnostico e terapeutico. Sotto il cappello del “governo clinico” sono stati progettati e già in parte realizzati anche questi importanti eventi:

1 convegno il 30 settembre 2011 sulla Responsabilità delle professioni sanitarie, tema scottante in un momento di particolare interesse, sia per l’impatto che le modifiche legislative di fine secolo hanno determinato sulle professioni sanitarie, non più ausiliarie, sia per gli scenari professionali, ridisegnati rispetto

a un passato ancora abbastanza recente e sia per le modificate percezioni e aspettative dei pazienti, sempre più esigenti nei confronti dei “curanti”. Il corso ha la finalità di fornire ai partecipanti le conoscenze giuridiche sugli aspetti della responsabilità professionale, analizzandone le varie tipologie e approfondendo gli adempimenti a loro carico, soprattutto per ciò che concerne le innovazioni legislative sulla responsabilità disciplinare del dipendente pubblico e il rapporto tra errore e responsabilità. • 2 eventi per infermieri che trattano della riorganizzazione dell’assistenza e dell’utilizzo di metodologie organizzative innovative per la presa in carico dei pazienti e per la valutazione della loro complessità assistenziale; • 1 progetto di formazione altamente qualificata per dirigenti e quadri per sviluppare competenze nell’analisi dei percorsi clinico assistenziali che si svilupperà in 4 giornate di aula e un percorso di formazione sul campo. Ancora, il CRO è stato individuato dalla Regione quale ente organizzatore per il 2011 del corso regionale obbligatorio per operatori esposti a rischio infettivo, in particolare correlato all’assistenza di pazienti HIVAIDS. Questo evento formativo coinvolgerà più di 100 medici, infermieri e operatori socio assistenziali delle varie aziende che saranno impegnati a novembre in 36 ore di formazione pro capite. Il programma è molto ricco e si propone di formare gli operatori sugli aspetti più innovativi riguardanti la diagnosi, il trattamento e l’assistenza di questa sindrome, sottolineando l’importanza della relazione terapeutica e della lotta

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allo stigma nei confronti dei pazienti HIV-AIDS nonché delle misure di sicurezza per il personale esposto. Davvero un’occasione anche per il confronto su tematiche in primo piano al CRO, un centro di riferimento all’avanguardia per la ricerca in questo settore.

3. FORMAZIONE COMUNICAZIONE APPRENDIMENTO Continua al CRO la formazione dei professionisti della salute nell’ambito della relazione di aiuto con il paziente oncologico. Si sa che la comunicazione è un processo complesso di influenzamento reciproco, cui l’individuo partecipa con le sue emozioni, aspettative, motivazioni, ovvero con quanto attiene alla sua soggettività. In ambito sanitario, il livello di complessità della comunicazione aumenta notevolmente in relazione alla pervasività di emozioni negative – paure e ansie – collegate all’esperienza di malattia e alle difficoltà proprie del contesto – mancanza di spazi adeguati, interruzioni continue, rumori. In oncologia, in modo particolare, l’interesse per la comunicazione nasce dalla necessità di gestire la trasmissione di cattive notizie e i contenuti intensi di sofferenza e morte, esplicitamente o implicitamente presenti nell’interazione con pazienti e familiari. Il concetto di “responsabilità terapeutica” assume allora un’accezione che va oltre la “cura” della malattia organica e include il “prendersi cura” della persona malata affinché – sentendosi compresa – questa possa “curare” se stessa attraverso atteggiamenti più fiduciosi e attivi. Viene quindi rea-

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lizzato un evento formativo all’interno di un percorso pluriennale di formazione degli operatori del CRO per lo sviluppo di abilità di counselling. Altri 2 eventi formativi, uno di livello base e uno di livello avanzato, vertono invece sulla Programmazione Neuro Linguistica (PNL), un modello che spiega come elaboriamo le informazioni che ci arrivano dall’esterno e come a sua volta il nostro comportamento, i nostri stati emozionali e le nostre rappresentazioni interne ne vengano influenzati.

Le tecniche di PNL sono oggi ampiamente utilizzate nel mondo del lavoro, anche per sostenere i professionisti che si occupano del dolore e della sofferenza di altri, perché imparino a gestire le proprie emozioni e le proprie reazioni. L’utilizzo corretto di tali tecniche può dunque aiutare gli operatori della salute ad affievolire stati fisici, emotivi e mentali che fanno soffrire; amplificare stati interni desiderabili; sostituire stati spiacevoli con stati piacevoli attraverso tecniche fisiche e mentali per mezzo di processi analogici (immagini) o digitali (parole); sintonizzarsi sullo stato interiore proprio e dell’interlocutore per influenzarlo positivamente in un contesto di lavoro e/o terapeutico; saper dialogare con l’altro curando alcuni aspetti linguistici fondamentali per indurre apertura nella relazione, cambiamento verso mete desiderabili per tutte le parti in causa e infine gestire

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efficacemente e in modo assertivo la comunicazione professionale e terapeutica. La comunicazione è però anche quella utilizzata dal mondo della scienza. Comunicare la ricerca, identificare i concetti e il modo in cui presentare efficacemente la propria ricerca al pubblico, affrontare un’intervista o preparare la scaletta di una presentazione o di un’esposizione sono abilità fondamentali in un istituto di ricerca. Diviene dunque, importante conoscere i principali mezzi di comunicazione oggi disponibili (dall’articolo alla video chat, dalla mostra all’evento in piazza dal discussion game al canale YouTube) e i luoghi principali dove può avvenire il contatto con il pubblico. Inoltre, sapere chi sono gli interlocutori e che percezione pubblica vi è della scienza, sia dal punto di vista dei non esperti che delle comunità scientifiche. Attraverso attività di laboratorio a ottobre è stato realizzato un corso con lo scopo di fornire strumenti, linguaggio e tecniche con cui comunicare e innescare un contatto proficuo, far scattare l’attenzione e tenere vivo l’interesse a seconda dei diversi tipi di pubblico. I partecipanti sono stati anche guidati nella scrittura di news scientifiche, per capire quali siano i principi alla base della preparazione delle notizie sulla carta stampata e hanno imparato a condurre una discussione informata, a trattare argomenti controversi, a rispondere a domande difficili e imbarazzanti, attraverso tecniche innovative progettate appositamente per questi scopi. Insomma diventare dei buoni comunicatori della scienza per poter quindi intervenire con competenza ed efficacia nelle situa-


zioni di incontro con il pubblico, la stampa, altri operatori del settore, scienziati, decision maker, enti finanziatori ecc. In tutto ciò ci hanno aiutati i formatori della SISSA MEDIALAB di Trieste. Per il 16 settembre al CRO è stato realizzato un evento che vuole divenire un appuntamento annuale inerente la narrazione in medicina, o meglio, l’importanza del narrare di sé all’interno del processo di cura. Dice Byron J Good nel suo libro “Narrare la malattia”, Einaudi, che “…il mondo della vita è il mondo delle nostre comuni e immediate esperienze vissute... La malattia grave e con essa il lutto e altre esperienze estreme, provoca un mutamento nell’esperienza incarnata del mondo della vita e dà luogo ad una... “distruzione del mondo”. Narrare, collegare immaginativamente esperienze ed eventi in un racconto denso di significato, [è] uno dei processi fondamentali negli sforzi personali e sociali per opporsi a tale dissoluzione... Le attività diagnostiche e terapeutiche, come pure gli sforzi per costruire una narrazione efficace della sofferenza... possono essere comprese come sforzi per opporsi alla distruzione del mondo della vita.’’

Di qui l’esigenza di organizzare un evento formativo aperto al personale sanitario, ai volontari e

a laici, con l’intento di presentare esperienze e percorsi già effettuati al CRO, in una dimensione prospettica verso l’apertura di nuovi scenari. A volte le storie di vita dei pazienti diventano vere e proprie pubblicazioni che si affermano sul mercato editoriale e alcuni degli autori di tali pubblicazioni sono stati ospiti al convegno. Altre volte tali pensieri vengono affidati ai quaderni- “diari di bordo” che organizzazioni di cura, quali il CRO, mettono a disposizione di chiunque desideri lasciare un segno e vengono, in seguito, scoperti, letti da altri come in una catena… Il CRO ha una tradizione ormai decennale nel dare voce a tali testimonianze che si è concretizzata in pubblicazioni vere e proprie aventi l’obiettivo di raccogliere e diffondere i messaggi di quanti – giovani, adulti, anziani, bambini, operatori, volontari, semplici cittadini – sono passati al CRO per motivi di cura. L’obiettivo è quello di far sì che, attraverso le narrazioni dei pazienti, il personale possa acquisire le competenze per considerare gli aspetti non solo tecnici della malattia, ma anche quelli più prettamente personali, intimi ed emozionali di ogni singola persona paziente. Accanto a questo importante convegno è stato organizzato un corso per lettori volontari con lo scopo di formare un gruppo di volontari che possano prestare servizio per supportare e ampliare l’attività di lettura ad alta voce al CRO. Tale formazione è stata centrata su questi temi principali: perché leggere ai pazienti, cosa significa leggere ad alta voce e come si fa, qual è la voce che emoziona, cosa leggere ai pazienti e ai loro familiari. Il tutto

in un contesto speciale quale è quello di “Leggimi… al CRO”, un servizio che già da anni viene offerto nel nostro Istituto e che ora si intende qualificare ulteriormente ampliando anche la rosa delle persone che volontariamente e generosamente vorranno dedicarsi a questa attività. Infine un evento formativo sulla … “formazione”. L’Educazione Continua in Medicina, che è costituita dall’insieme di attività educative che perseguono il mantenimento, lo sviluppo e l’aumento di conoscenze, abilità e prestazioni, accanto alla formazione tradizionale in aula prevede la realizzazione di eventi di Formazione sul Campo (FSC).

Quest’ultima è una metodologia formativa che avviene direttamente sul posto di lavoro, collegando l’apprendimento teorico e la prassi. L’apprendimento avviene sul campo limitando le difficoltà di trasferimento in ambito lavorativo di quanto si è appreso e attraverso la riflessione sulla quotidianità. In questo tipo di formazione il tutor ha un ruolo strategico in quanto elemento - cerniera essenziale per colmare il gap tra il mondo della conoscenza e quello della pratica, tra l’apprendimento teorico e quello clinico. Nella FSC la didattica tutoriale mira ad “accompagnare chi sta vivendo l’esperienza di apprendi-

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mento per fornirgli l’opportunità di attivare e acquisire capacità di auto monitoraggio del percorso, favorendo la riflessione su ciò che funziona o non funziona e perché, sul significato delle scelte, nell’intento di contribuire allo sviluppo della consapevolezza circa i punti di forza e di fiducia delle proprie capacità, nonché allo sviluppo del senso di responsabilità rispetto ai compiti evolutivi” (Scandella, 2004). Ecco allora l’importanza della formazione continua del tutor affinchè possa e sappia gestire con efficacia la relazione tutoriale con chi sta apprendendo, così come è avvenuto col il corso di formazione del 27 settembre 2011.

GIA NODULARE TIROIDEA che si svolgerà il 19 novembre 2011, rivolto ai medici di medicina generale • Un convegno sul TUMORE DELL’OVAIO, si terrà il 16 dicembre 2011. • 2 focus sulla PATOLOGIA MOLECOLARE DEI TUMORI in programma tra novembre e dicembre. • Un corso teorico pratico per personale di assistenza SULLA GESTIONE DEI DRENAGGI TORACICI NEI PAZIENTI AFFETTI DA TUMORE POLMONARE , in programma a fine novembre 2011.

I linguaggi dell’informatica

Innovazione nella clinica e nella ricerca oncologica Ecco i principali appuntamenti orientati a sviluppare le conoscenze e competenze degli operatori e dei ricercatori: • Un Focus sulla patologia dell’apparato digerente rivolto a tutti i farmacisti dell’area vasta pordenonese su aggiornamenti in gastroenterologia si svolgerà il 22 e 29 settembre 2011 presso l’Ordine dei farmacisti. • Il 12 ottobre 2011 si terrà un evento dal titolo: “Contraccettivi e tumori, come ridurre il rischio”? • Un corso teorico pratico di alta formazione di CHIRURGIA RADICALE IN oncologia ginecologica della durata di 4 giorni si terrà dal 24 al 27 ottobre 2011. • Un corso d teorico pratico di COLONSCOPIA VIRTUALE destinato a medici radiologi, è previsto per il 28 ottobre 2011. • Un convegno sulla PATOLO-

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Inglese scientifico

Infine, ripartiranno i corsi di formazione sull’inglese scientifico, una competenza linguistica fondamentale per comunicare nel mondo della scienza. I partecipanti saranno sottoposti ad un test, per valutare le competenze di ingresso, in base al quale verranno costituite 2 classi con un calendario di 2 ore di lezione a settimana. Le lezioni si basano su un metodo interattivo che cura molto la lettura e la scrittura in inglese scientifico, senza trascurare un buon ripasso generale della grammatica inglese.

Conclusioni: Il programma per La formazione continua nell’ambito dell’informatica prosegue al CRO sia per completare l’alfabetizzazione di tutto il personale sull’utilizzo almeno a livello base dei sistemi informativi in uso, sia per sviluppare competenze avanzate inerenti: • la gestione dei sistemi informativi riguardanti pazienti, percorsi di cura e la gestione delle risorse umane; • l’utilizzo delle banche dati biomediche a supporto dei progetti di ricerca e della presa di decisioni cliniche sulla base delle evidenze scientifiche; • - l’utilizzo di programmi per la presentazione dei risultati della ricerca attraverso articoli, posters e altre modalità di diffusione.

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la formazione continua del personale è visualizzabile nel sito del CRO, alla pagina del Centro Attività Formative, organizzato per anno e poi per mese. Per gli eventi che si sono già svolti è spesso possibile reperire, sempre nel sito, il materiale didattico (diapositive, dispense, citazioni bibliografiche ecc), qualora i formatori ne abbiano concesso la pubblicazione. Tutta l’attività è anche sottoposta ad un monitoraggio continuo attraverso processi di valutazione della qualità della didattica, dell’apprendimento e dell’organizzazione. E, in conclusione, dopo questa lunga carrellata di attività formative possiamo proprio dire che haveva ragione Claude Bernard a scrivere “È ciò che pensiamo già di sapere che ci impedisce di imparare cose nuove”…


L’ANGOLO DELLA BIBLIOTECA

Settembre si veste di libri da scrivere e leggere insieme Abbandonate le letture sotto l’ombrellone, la Biblioteca Pazienti, in collaborazione con il Centro per le Attività Formative, la Biblioteca Civica del Comune di Aviano e le Associazioni di volontariato presenti al CRO, propone per gli ultimi sprazzi d’estate, un tuffo nell’ambito delle attività di “umanizzazione” dell’Istituto attraverso l’approccio con i libri: il corso di Lettura ad Alta Voce, il Convegno sulla Medicina Narrativa e la pre-

sentazione a Pordenonelegge.it delle nuove pubblicazioni a marchio CRO. Prima edizione del corso di Lettura ad Alta Voce (LaAV), promossa dalla Biblioteca Pazienti in collaborazione con la Biblioteca Civica di Aviano e le Associazioni di volontariato presenti in Istituto (Angolo, Giulia e Insieme). Nell’ambito delle attività di svago promosse dalla Biblioteca Pazienti, attività complementare

al Punto di accoglienza e informazione oncologica, è presente il progetto “Leggimi... al CRO”: appuntamento mensile che vede pazienti e parenti ritrovarsi nel salone di uno dei piani di degenza per ascoltare le voci narranti e condividere un momento di svago. L’iniziativa è nata grazie alla partecipazione di alcune volontarie ad un primo corso di Nati per Leggere, di qui l’idea di portare la LaAV in Istituto, sia tra gli adul-

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ti, sia tra i bambini, e di garantire continuità e qualità dell’appuntamento. Ogni incontro pomeridiano è accompagnato da un rinfresco e dalla proposta, da parte di due lettrici, di leggere tre/quattro brani che abbiano durata complessiva di circa un’ora. Mese dopo mese, l’attività si è rafforzata e gli ammalati attendono con gioia questo incontro. Ci siamo così trovati davanti alla necessità di dover rafforzare il gruppo di lettori, per garantire una varietà di stili e di lettura e, ambiziosamente, ci siamo posti l’obiettivo di raddoppiare gli appuntamenti mensili. Il corso è articolato in 8 lezioni specifiche sulla LaAV che si svolgono in orario pre-serale nell’arco di un mese, inoltre, si chiede ai partecipanti di seguire almeno 4 lezioni introduttive inerenti l’ambito oncologico (corso organizzato dall’Associazione Insieme per la formazione di volontari operanti al CRO). I docenti, quattro donne professioniste, esperte nella lettura ad alta voce, garantiscono una pluralità di stili, emozioni e idee che consentiranno al partecipante di ottenere una formazione quanto più completa e varia: l’uso della voce, perché e cosa leggere, il ruolo della fiaba, strategie di lettura, ecc... Ne uscirà un lettore completo che abbia voglia di donare agli altri un momento di distensione! Per mantenere viva, invece, la tradizione editoriale della Biblioteca, quest’anno è stata realizzata la nuova raccolta di testimonianze di persone “di passaggio al CRO”: Continueranno a fiorire stagioni: pensieri raccolti in un istituto tumori, illustrati da giovani studenti realizzato in collaborazione con l’Istituto Statale d’Ar-

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te-Liceo Artistico “E. Galvani” di Cordenons e che verrà presentata in occasione di pordenonelegge, il giorno 15 settembre, alle ore 16.30 presso la Biblioteca Civica di Pordenone. In questa vetrina verranno proposte 4 pubblicazioni, realizzate a partire dalle testimonianze e con il coinvolgimento dei pazienti, in particolare di ragazzi dell’Area giovani del CRO. Il focus è sull’importanza dello scrivere per e con i pazienti. Oltre alla sensibilizzazione su temi specifici (es. la donazione del sangue) l’obiettivo è quello di far luce sul “filo rosso” che lega i 4 testi: Continueranno a fiorire stagioni: pensieri raccolti in un istituto tumori, illustrati da giovani studenti; dove sono importanti i contributi di studenti dell’Istituto d’Arte, degli operatori della salute, dei volontari. Radio Trolla; Colora la tua linfa. L’Area Giovani del CRO di Aviano e Diabolik. Zero Negativo. Un colpo speciale, dove protagoniste sono le persone - bambini, giovani, adulti o anziani che siano – che talvolta si ammalano ma che non per questo rinunciano a vivere e a creare (per saperne di più leggere a pag . La malattia, talvolta, riesce a far innescare un dialogo speciale anche fra persone che non si conoscono.

Primo nel suo genere in Italia: il convegno “Leggiamoci con cura. Scrittura e narrazione di sé in medicina” Nell’ambito delle Medical Humanities, discipline che analizzano in che modo le scienze umanistiche possono influenzare l’educazione e la pratica medica, il 16 settembre 2011, presso il Centro di Riferimento Oncologico (CRO) di Aviano, si è tenuto il conve-

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gno “Leggiamoci con cura”. Scrittura e narrazione di sé in medicina. L’evento è stato presentato come il numero zero di quello che vorrebbe diventare un appuntamento annuale inerente alla narrazione in medicina, o meglio, all’importanza del narrare di sé all’interno del processo di cura. Questo appuntamento ha voluto apportare un contributo a un metodo, nuovo e antico allo stesso tempo, che si sta sempre più affermando in medicina: si tratta della Medicina Narrativa o Narrative Based Medicine (NBM), approccio complementare alla Medicina Basata sulle prove di Efficacia (EBM). La Medicina Narrativa acquisisce due tipi di verità: quella della malattia, com’è descritta nei libri di medicina, e quella del malato, che è particolare e soggettiva. Due verità spesso opposte ma che, tuttavia, possono trovare un punto in comune nella narratività, la capacità umana di ascoltare e raccontare. Narrazione e ascolto devono essere bidirezionali: per il medico e gli operatori è importante porre attenzione al racconto del paziente, ascoltando in maniera attiva e soffermandosi anche sul linguaggio non verbale. In campo universitario i futuri medici ven-


gono istruiti a rapportarsi con la malattia, ma non con l’uomo, e questo rappresenta un problema. Il dato narrativo rivela delle informazioni utili e per nulla banali ed è necessario che diventi parte delle procedure standardizzate, personalizzandole. Per il paziente è importante, invece, esprimere il proprio vissuto di malattia ed entrare in un dialogo “alla pari” con chi cura e assiste. Nato dalla collaborazione con i Volontari delle Associazioni presenti al CRO (in primis con l’Associazione ANGOLO), con la Biblioteca Civica di Aviano e nell’ambito del Gruppo Patient Education del CRO, il convegno si focalizza su quel particolare aspetto della Medicina Narrativa che vede i pazienti come autori di narrazioni, racconti, poesie e testimonianze del proprio vissuto, espresse sia nell’ambito del rapporto di cura sia in altri contesti di vita. Il pubblico presente si è avvicinato al cuore della questione partendo dagli interventi di diverse figure professionali: quello del filosofo e dello scrittore professionista, del medico e dell’operatore sanitario, del bibliotecario e del paziente. Attraverso le diverse focalizzazioni si è giunti a definire l’importanza che la narrazione in medicina apporta come ausilio per il lavoro degli operatori sanitari, come arricchimento per il paziente stesso che si racconta, e come sostegno ai pazienti in cura. Relatori d’eccezione sono stati il Direttore Generale del CRO, Dott. Piero Cappelletti e il Direttore Scientifico, Dott. Paolo De Paoli, ma anche oncologi medici, infermieri, formatori, bibliotecari e volontari dell’Istituto. Tra gli esterni abbiamo avuto il piacere di ascoltare glli interventi

della filosofa Linda M. Napolitano Valditara, docente dell’Università di Verona con una pluriennale esperienza presso l’ASS 5 Bassa Friulana per la formazione di personale sanitario e il noto scrittore e formatore Antonio Ferrara. Una sessione è stata interamente dedicata alla presentazione di due libri pubblicati da pazienti: Le mie sette vite di Sergio Audino e Domani è un altro giorno di Maria Grazia Saberogi. Dai loro interventi è emersa la capacità di mettersi a nudo e il coraggio nel raccontare la convivenza con il dolore; saperne scrivere ed esporlo agli altri con profonda generosità e totale assenza reticenze. «Vivetela bene la vostra piccola vita perché è la sola, e quindi immensa, ricchezza di cui disponete. Non dilapidatela, non difendetela con avarizia, non gettatela via oltre l’ostacolo. Vivetela con intensa passione, con speranza e allegria» (Eugenio Scalfari, 2011). La scrittura di sé, in medicina, permette di restituire al paziente la centralità del suo vivere, del suo essere uomo; offre agli operatori, attenti ascoltatori della narrazione, l’opportunità di ave-

re una visione più completa per fronteggiare i bisogni della persona in cura e si apre alla possibilità di far conoscere all’altro un’importante testimonianza di vita. La tradizione ormai decennale del CRO, volta a dar voce a tali testimonianze, si è concretizzata in varie pubblicazioni curate dalla Biblioteca Scientifica, dall’Area Giovani e dal Dipartimento di Oncologia Medica. Ultime, in ordine di tempo, sono il libro Continueranno a fiorire stagioni: pensieri raccolti in un istituto tumori, illustrati da giovani studenti e le tre guide dell’Area Giovani, presentate all’interno del festival pordenonelegge.it, aventi l’obiettivo di raccogliere e diffondere i “messaggi in bottiglia” di quanti – giovani, adulti, anziani, bambini, operatori, volontari, semplici cittadini – sono passati al CRO per motivi di cura. E proprio per dare dignità agli scritti dei pazienti e alle loro narrazioni è nata anche l’idea di istituire, in futuro, un Premio Letterario, dedicato a un nuovo e preciso genere: la “letteratura dei pazienti”. Non tanto allo scopo di creare competizione, quanto aggregazione tra le persone.

Lo staff organizzativo con alcuni relatori. Da sx: M. Mascarin, Linda M. Napolitano Valditara, N. Suter, I. Truccolo, M. Bongiovanni, S. Audino, M.G. Saberogi, C. Cipolat Mis, D. Raspadori. In ginocchio: A. Ferrara.

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RECENSIONI LIBRI DI SVAGO

I libri: gli amici più pazienti Salone Secondo Piano e Area Giovani Terzo Piano Nel Salone del 2° Piano, si può trovare una nuova piccola sezione di letture scelte dedicate ai bambini.

LUGLIO

È possibile leggere le recensioni dei libri nel sito d’Istituto alla voce Bibliobus della Biblioteca per i Pazienti http://www.cro.sanita. fvg.it/biblioteca/bibpaz/txt_set_ bibliobus.htm

AGOSTO

Per cercare i libri di svago presenti in Istituto basta accedere al catalogo SBN (Servizio Bibliotecario Nazionale) dal link http://sol.units. it/SebinaOpac/Opac.

SETTEMBRE

Terzo Piano Area Giovani Il deserto dei tartari Dino Buzzati La frontiera scomparsa Luis Sepùlveda L’ultima lacrima Stefano Benni

La luna di carta Andrea Camilleri L’enigma di gaia Giovanni del Ponte L’uomo che guardava passare i treni Georges Simenon

Chiedi alla polvere John Fante L’amore, il matrimonio, i chili di troppo Jackie Rose Un cadavere di troppo Ellis Peters

Salone Secondo Piano Amata per caso Stefano Zecchi Il potere di una donna Barbara Taylor Bradford La casa delle bambole Ka-tzetnik 135633 Notti africane Kuki Gallmann

Una Preghiera Esaudita Danielle Steel

Rebecca Edoardo Nesi Rebecca è bella, giovane, ossessionata dalla sicurezza dei suoi figli e dalla difesa del suo stato di madre altoborghese, moderatamente contraria al matrimonio del fratello minore, Federico. Nell’arco di poche ore, nell’imminenza della cerimonia, mentre i nervosismi si accavallano e le tensioni familiari sembrano sul punto di esplodere, un’intera generazione e un’intera classe sociale escono allo scoperto, tra champagne, vestiti firmati e rinfreschi sul prato all’inglese, in tutta la loro sconvolgente inconsistenza e povertà.

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Colazione da Tiffany Truman Capote Croce del Sud Patricia Cornwell Eva Luna racconta Isabel Allende La terra è di tutti Ferdinando Camon

Faith Madison è in apparenza una donna fortunata, ma con un marito dedito al lavoro, il suo matrimonio è una prigione dorata. La sua esistenza è segnata anche da un terribile segreto. Chi è la vera Faith? Durante il funerale del patrigno incontra Brad Patterson, un amico d’infanzia trasferitosi da New York a San Francisco, anch’egli intrappolato in un matrimonio infelice. Con lui inizia una fitta corrispondenza via e-mail, che le dona il calore di un’anima affine. Incoraggiata dall’uomo, Faith si iscrive anche all’università...

RECENSIONI LIBRI DI SVAGO

I professori e altri professori Marco Lodoli Il legato romano Guido Cervo Il longobardo Marco Salvador La camera azzurra Rosamunde Pilcher Palomar Italo Calvino Il Signor Palomar rilette su se stesso e sul suo relazionarsi con il mondo, e lo fa sempre con la semplicità apparente che contraddistingue il modo di narrare di Calvino. Palomar è un romanzo che Calvino ha riassunto così: un uomo si mette in marcia per raggiungere, passo a passo, la saggezza. Non è ancora arrivato. Non ci arriva Palomar nè ci arriva Calvino, ma tutti e due scoprono che il mondo può essere visto da un altro punto di vista, e ogni oggetto, anche quello più inutile, ha un suo significato nella vita di ognuno.


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Un film per stare insieme Ogni mercoledì alle ore 15.00, in sala riunioni al 4° piano 6

LETTERS TO JULIET

LUGLIO

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THE TOURIST

Genere: Commedia sentimentale Regia: Gary Winick Anno: 2010 Durata: 1 h e 30’ Cast: Amanda Seyfried, Christopher Egan, Gael García Bernal, Vanessa Redgrave, Franco Nero

Genere: Thriller Regia: Florian Henckel von Donnersmarck Anno: 2010 Durata: 1 h e 30’ Cast: Angelina Jolie, Johnny Depp, Timothy Dalton, Steven Berkoff, Paul Bettany, Rufus Sewell, Raoul Bova, Nino Frassica, Neri Marcorè, Christian De Sica

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CHE BELLA GIORNATA

Genere: Commedia Regia: Gennaro Nunziante Anno: 2011 Durata: 1 h e 20’ Cast: Checco Zalone, Nabiha Akkari, Rocco Papaleo, Tullio Solenghi, Annarita del Piano

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TI PRESENTO UN AMICO

Genere: Commedia Regia: Carlo Vanzina Anno: 2010 Durata: 1 h e 30’ Cast: Raoul Bova, Barbora Bobulova, Martina Stella, Kelly Reilly

Genere: Sentimentale Regia: Paolo Genovese Anno: 2011 Durata: 1 h e 40’ Cast: Ambra Angiolini, Raoul Bova, Ricky Memphis, Luca Bizzarri, Barbora Bobulova, Paolo Kessisoglu, Anita Caprioli, Giulia Michelini, Luisa Ranieri, Alessandro Tiberi, Maurizio Mattioli, Giovanna Ralli

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Genere: Storico Regia: Tom Hooper Anno: 2011 Durata: 2 h e 38’ Cast: Colin Firth, Geoffrey Rush, Helena Bonham Carter

Genere: Fantastico Regia: Rob Letterman Anno: 2010 Durata: 1 h e 30’ Cast: Jack Black, Jason Segel, Emily Blunt, Amanda Peet, Billy Connolly, Chris O’Dowd Liberamente tratto dal romanzo di Jonathan Swift “I viaggi di Gulliver”. Il reporter di viaggio Lemuel Gulliver parte per le Bermuda per un incarico di lavoro. Durante il volo, una tempesta lo scaraventa sull’isola di Lilliput dove si ritroverà gigante tra gli uomini decisamente molto piccoli che la abitano, i quali lo renderanno loro schiavo ma presto finiranno col promuoverlo eroe.

LE AVVENTURE DI SAMMY Genere: Animazione Regia: Ben Stassen Anno: 2010 Durata: 1 h e 25’

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PIACERE SONO UN PO’ INCINTA

Genere: Commedia Regia: Alan Poul Anno: 2010 Durata: 1 h e 40’ Cast: Jennifer Lopez, Eric Christian Olsen, Danneel Harris, Tom Bosley, Alex O’Loughlin, Noureen DeWulf, Anthony Anderson, Melissa McCarthy, Michaela Watkins, Jennifer Elise Cox Dopo anni di ricerca del principe azzurro, Zoe decide che l’attesa sta diventando troppo lunga e, determinata a diventare madre, prende un appuntamento per l’inseminazione artificiale. Proprio quel giorno incontra l’uomo giusto. Una commedia che esplora il corteggiamento, l’amore, il matrimonio e la famiglia “a rovescio”.

SETTEMBRE

I FANTASTICI VIAGGI DI GULLIVER

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IL DISCORSO DEL RE

AGOSTO

IMMATURI

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QUALUNQUEMENTE

Genere: Commedia Regia: Giulio Manfredonia Anno: 2010 Durata: 1 h e 30’ Cast: Antonio Albanese, Sergio Rubini, Lorenza Indovina, Nicola Riganese

UN MARITO DI TROPPO

Genere: Commedia Regia: Griffin Dunne Anno: 2008 Durata: 1 h e 30’ Cast: Uma Turman, Colin Firth, Jeffrey Morgan

Le imminenti elezioni potrebbero avere come esito la nomina a sindaco di Giovanni De Santis, un “pericoloso” paladino dei diritti. Così, Cetto, dopo una lunga e tormentata riflessione in compagnia di simpatiche ragazze non ha dubbi e decide di “salire in politica” per difendere la sua città. La campagna elettorale può cominciare.

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AREA GIOVANI

Sofia si è diplomata in ospedale… Ho vissuto un’esperienza strana: mi sono diplomata in ospedale. Sono Sofia, ho 20 anni e un Linfoma di Hodking da tre anni e mezzo. Se tempo fa mi avessero detto che avrei dovuto dare gli esami di maturità in ospedale, non ci avrei mai creduto. Da dicembre è cominciato l’incubo, ho iniziato a stare sempre male... prima la malattia, poi l’Herpes Zooster e, proprio durante il periodo degli esami, una brutta polmonite che mi ha costretta a un mese di ricovero. In quei giorni ho dovuto fare gli esami di italiano, economia aziendale, terza prova e gli orali. Mai avrei pensato di riuscire ad affrontare tutto questo, anche per lo stato psicologico in cui mi trovavo... non ce la facevo più! La cosa che più temevo era la commissione esterna. 1. prima prova scritta: svolsi tutti gli esami nella mia camera (blu) e non appena la commissione d’esame entrò mi passarono per la testa mille pensieri: “Ce la farò?”, “Sarò in grado di affrontare le prove?”, “Saranno severi?”. Entrati, si presentarono.La prima a presentarsi fu una signora dai capelli lunghi e biondi; la sua voce era dolcissima e le sue parole mi tranquillizzarono e consolarono. La prima prova consisteva in un tema di italiano. La “commissaria” affrontò e mi spiegò tutta la parte burocratica tra cui l’apertura della busta con i titoli dei temi... uno

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11 luglio 2011. Sofia al termine della prova orale, con la commissione d’esame di maturità

più difficile dell’altro. Pensai bene che traccia scegliere: l’italiano è il mio forte. Alla fine scelsi il titolo “L’intelligenza artificiale”. Svolsi la prova utilizzando molto del tempo a mia disposizione e il risultato fu molto buono: 14/15. 2. seconda prova scritta: la seconda prova, economia aziendale, rappresentava la sfida più difficile essendo una materia che odio. Quel giorno stavo malissimo e senza l’aiuto delle insegnanti Alessandra e Senia non ce l’avrei mai fatta. Iniziai la prova, ma poco dopo mi prese una profonda stanchezza che limitò molto la mia attenzione. Non smetterò mai di ringraziare Alessandra e Senia per il sostegno datomi. Il punteggio fu: 14/15. 3. terza prova scritta di cararattere generale: l’ultimo giorno delle prove scritte; mi sentivo meglio. Come d’uso, la “commissaria” aprì la busta con la prova, il mio cuore batteva forte. Svolsi l’esercitazione che, per la verità,

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non trovai particolarmente difficile. Il risultato fu 14/15. 4. Orali: presto arrivò anche il giorno degli orali. La tensione in me era alta. La tesina d’esame era stata preparata grazie all’enorme aiuto della psicologa Francesca e della maestra Paola, si intitolava “Il dolore”. La commissione mi mise a mio agio ed esposi la mia tesina tranquillamente, poi risposi ad alcune domande. Mi divertii molto! Finiti gli esami facemmo delle foto ricordo e mangiammo dei pasticcini... finalmente avevo finito il percorso di studi! La commissione, le mie insegnanti e i dottori erano stati gentilissimi e molto disponbili, non potevo sperare in meglio. Il giorno stesso, finalmente, andai a casa e la sera mi comunicarono che mi ero diplomata con 90/100. Ringrazio tutti coloro che hanno reso possibile questo mio traguardo.


V Torneo di beneficenza “Francesco Tesolin” Sabato 2 luglio 2011, presso gli impianti sportivi parrocchiali di Chions, si è svolta la 5a edizione del torneo di beneficienza dedicato a Francesco Tesolin, scomparso nel 2007, cui gli amici ogni anno dedicano questa manifestazione. Il calcio, sport che Francesco amava e che praticava, è divenuto nuovamente pretesto per trascorrere insieme una giornata all’insegna dell’amicizia e della solidarietà. Il torneo, infatti, contava la partecipazione di dieci squadre, per un pomeriggio di festa e divertimento che ha riunito amici e conoscenti di Francesco. Il programma della giornata prevedeva il raccoglimento e la preghiera in cimitero come momento iniziale, in seguito nel pomeriggio, l’intervento del dottor Maurizio Mascarin, pediatra oncologo in servizio presso il CRO di Aviano, che ha spiegato ai presenti il funzionamento del reparto dedicato agli adolescenti e ai giovani adulti affetti da malattie tumorali, di cui Francesco è stato il primo paziente. Il successo di una giornata, che già per la clemenza del tempo e la numerosa partecipazione poteva considerarsi più che soddisfacente, è stato determinato dal ricavato netto della manifestazione che ha raggiunto la quota di euro 5.544,71. La somma è stata devoluta al GOCNE (Gruppo Oncologico Cooperativo del Nord Est) - Onlus, associazione che attraverso varie iniziative, sostiene l’attività dell’Area Giovani e della Radioterapia Pediatrica. In serata, prima delle premiazio-

Francesco Tesolin tra i suoi amici

ni e della consegna del consueto omaggio a ricordo della giornata, cena, lotteria e musica hanno coinvolto la comunità di Chions. Gli organizzatori ringraziano tutti i partecipanti e tutti coloro che

hanno in qualche modo contribuito alla realizzazione di questa splendida giornata in ricordo di un grande amico. Arrivederci quindi alla 6a edizione del torneo in sua memoria.

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12° Memorial Dario Bobbato Castello di Godego L’ultima domenica del maggio scorso, si è svolto a Castello di Godego (TV) il 12° Memorial Dario Bobbato, il cui ricavato ogni anno viene devoluto all’Area Giovani e alla Radioterapia del CRO di Aviano. Sono state dodici le squadre partecipanti al Memorial che si è giocato dal 21 al 29 maggio presso lo stadio comunale di Castello di Godego. Si trattava delle squadre categoria allievi: Sturm Graz (Austria), Lega Varsavia (Polonia), Atalanta, Udinese, Padova, Cittadella, Godigese, Luparense, Giorgione, Bassano, Montebelluna e Vedelago. I ragazzi dell’Udinese di Johan Walem hanno conquistato il secondo posto, dietro l’Atalanta. Nel gruppo di qualificazione i bianconeri avevano superato il Montebelluna e nel

successivo impegno il Cittadella, pareggiando poi con i polacchi del Legia Varsavia. In finale, contro l’Atalanta, i giovani friulani hanno chiuso i tempi regolamentari sull’1-1, prima di soccombere 6-5 dopo i calci di rigore, con errore decisivo dal dischetto di Hoxha, ironia della sorte, premiato quale miglior giocatore della finale. Ma il Memorial Bobbato, come abbiamo ricordato, non è solo calcio. Esso si propone di offrire supporto ai medici per l’acquisizione di strumenti utili alla ricerca e alle cure specifiche per i mala-

I genitori di Dario consegnano la coppa, per il primo posto, alla squadra dell’Atalanta

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AREA GIOVANI

ti di cancro. Un modo per dare speranza a chi, con tenacia e coraggio, lotta per la vita. Questo torneo, in ricordo di Dario Bobbato, giovane Godigese scomparso prematuramente a causa di un tumore, raccoglie oramai da dodici anni fondi destinati a sostenere le attività dell’Area Giovani e della Radioterapia del CRO di Aviano. Un particolare ringraziamento va alla famiglia Bobbato, al Comitato “Amici di Dario”, alla famiglia Pegoraro, alla cantina Pegoraro, al Comune di Castello di Godego, alla pro-loco e all’US Godigese che si dimostrano sempre attivi in questa grande manifestazione, e a tutte quelle persone che, silenziosamente, aiutano ogni anno gli organizzatori nella realizzazione del torneo.


sostegno al malato

Nei Suoni dei Luoghi: solidarietà e grande musica

Nella piazza del Duomo di Aviano lo scorso 27 giugno è andato in scena il grande jazz: lo strepitoso “Quartetto Scala Nobile” insieme a Paul McCandless (USA) suonatore di strumenti a fiato in legno di fama internazionale e al multivocalista svizzero Bruno Amstad – ospiti del Festival Internazionale Nei Suoni dei Luoghi - hanno dato vita ad una serata magica e piena di grande energia con musica di alta ispirazione. Scala Nobile di Sandro Schneebeli è un

progetto musicale consolidato da tempo e il gruppo formato da Antonello Messina (fisarmonica), Dudu Penz (basso), Stephan Rigert (percussioni) e Samuel Baur (batteria) è sempre alla ricerca di sonorità nuove, riverberi e colori, virtuosismi e genialità che fanno di ogni concerto un appuntamento prezioso. In questa occasione particolare il concerto ha inoltre suggellato l’importante e concreta collaborazione dell’Associazione Progetto Musica, ideatrice e organizzatrice del Festival Nei Suoni dei Luoghi, con il CRO di Aviano ed il Soroptimist di Pordenone: è stata infatti realizzata una raccolta fondi destinati a sostenere l’attività di un gruppo di docenti che offrono ai pazienti ricoverati presso l’Area Giovani dell’Istituto Oncologico la possibilità di proseguire gli studi interrotti a causa della malattia e delle conseguenti lunghe cure. Il pubblico, che ha affollato la piazza per il concerto, ha risposto con molta generosità all’iniziativa

consentendo al Soroptimist di raccogliere quasi mille euro da destinare al CRO di Aviano. Massimo Gabellone, Presidente di Progetto Musica e coordinatore del Festival, ha voluto sottolineare che «l’appuntamento che ha aperto la stagione dei concerti di Nei Suoni dei Luoghi nel Friuli Occidentale è stato la sintesi perfetta della filosofia che anima il Festival: note, conoscenza, internazionalità, rispetto ma, soprattutto, valori. La musica è anche questo». Nel pomeriggio grande riscontro anche per le iniziative collaterali organizzate da Progetto Musica: numerosissime le adesioni alle visite guidate su prenotazione curate dall’architetto Catia Pozielli alla scoperta di Palazzo Menegozzi, la villa settecentesca con giardino all’italiana che si affaccia su piazza Duomo, di proprietà del dott. Bruno Carraro, recentemente sottoposta a interventi di recupero, consolidamento e ristrutturazione.

Le pazienti e gli operatori del Gruppo “La forza del sorriso” del CRO

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Corso di formazione per volontari

Quest’anno l’associazione INSIEME ha programmato un corso di formazione per volontari che si terrà presso il CRO di Aviano nella sala convegni del primo piano ogni lunedì e ogni giovedì dalle ore 20,15 alle ore 21,30, i coordinatori responsabili del corso sono Carlo Goldoni e Laura Pressel. Quasi tutti i docenti fanno parte del personale medico e paramedico del CRO. Ai partecipanti al corso che avranno frequentato almeno 11 lezioni sulle 13 previste verrà rilasciato un attestato di frequenza. Gli aspiranti volontari, alla conclusione del corso, dovranno sostenere un colloquio con la psicologa dell’Associazione per verificare l’idoneità al servizio. Obiettivi del corso: • sensibilizzare alle tematiche relative alla malattia oncologica e all’aids mediante l’informazione; • incoraggiare il volontariato rivolto al malato di tumore e di aids; • formare volontari affinché possano offrire un efficace sostegno al malato e ai suoi familiari in sintonia con il personale sanitario. Il corso è rivolto: • a tutti coloro che desiderano avvicinare o approfondire argomenti e problematiche relative alla malattia oncologica e all’aids; • a gruppi e associazioni di vo-

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lontariato che operano nel settore socio-sanitario; • a tutti coloro che vogliono impegnarsi in un volontariato attivo nell’Associazione INSIEME. Gli argomenti che verranno trattati: • prevenzione e diagnosi in oncologia • le terapie oncologiche e i sintomi correlati • AIDS: conoscere per prevenire • la valutazione del paziente oncologico anziano • il malato in fase terminale, il dolore e il valore delle cure palliative • volontari e operatori sanitari nell’organizzazione sanitaria • la morte, il morire, il lutto • aspetti psicologici della malattia: il malato e la sua famiglia • la relazione empatica (lezione suddivisa in 2 parti) • l’impegno al volontariato • la cura del malato in ospedale • alla fine del corso verrà presentata l’associazione INSIEME


ORGANIZZAZIONI NO-PROFIT

Sono attive al CRO ... le Associazioni di Volontariato e organizzazioni a sostegno della ricerca o a supporto del malato ADMO - ASS. DONATORI MIDOLLO OSSEO

La sua attività è finalizzata a creare una banca dati di donatori volontari; sostenere il Registro Internazionale Donatori Midollo Osseo.   Fax @ 

Udine (sede regionale) Via Carducci, 48 - 3100 Udine 0432-299728 0481-92276 admo-fvg@libero.it www.admo.it

ASS. FEDERICA PER LA VITA

L’Associazione supporta coloro che quotidianamente sono impegnati nella lotta ai tumori. È nata proprio per raccogliere fondi necessari alla ricerca scientifica e per l’aiuto ai malati neoplastici. Sostiene inoltre il progetto condotto dal CRO di Aviano per la produzione di vaccini antitumorali per la terapia dei linfomi.

ASSOCIAZIONE GIULIA

Presso il CRO: offre sostegno e ascolto, nel reparto OMA, ai malati e ai loro familiari; ha attivato un punto di ascolto, in collaborazione con la Divisione Oncologica Medica A-AIDS, rivolto alle persone sieropositive all’interno del CRO; promuove gruppi di auto-mutuo-aiuto; il giovedì pomeriggio dalle 15.30 alle 18.00, nel salone del Secondo piano, svolge due attività: il laboratorio “I colori dell’anima” e “Il salotto di Giulia”; il lunedì pomeriggio collabora con la Biblioteca per i Pazienti (Bibliobus) per svolgere attività “diversionistiche” e dare così “ali ai libri”.  Pordenone (c/o Casa Serena)

Via Revedole, 88 33170 Pordenone  0434-20282 340-2936554 Fax 0434-363508 @ associazionegiulia@email.it  http://digilander.libero.it/solegiulia

ASSOCIAZIONE INSIEME

 Vicolo delle Primule, 1 Trieste  338-7457763 @ federicaler@virgilio.it

AFDS - ASS. FRIULANA DONATORI DI SANGUE  Pordenone (sede provinciale) Viale Marconi, 16 - 33097 Spilimbergo (PN)  0427-51472 e Fax @ info@afdspn.it  www.afdspn.it

La sede provinciale si trova a Spilimbergo ed è aperta il Martedì dalle 16:30 alle 19.30 e il Sabato dalle 9.00 alle 12.00.

 Aviano (sede principale) Via Stretta, 1 33081 Aviano (PN)  334-2519013 @ insieme.cro@libero.it

L’Associazione garantisce giornalmente, dal lunedì al venerdì, presso il CRO, un servizio di accoglienza e orientamento dei pazienti all’ingresso e ai piani (al mattino), sostegno-relazione di aiuto ai pazienti e ai loro familiari in tutti i reparti di degenza (nel pomeriggio 4° piano: lunedì, giovedì - 2° e 3° piano: martedì, mercoledì, venerdì). Fornisce inoltre informazioni logistiche sul territorio e di servizi esterni all’Istituto.

AIL ONLUS - ASS. ITALIANA CONTRO LE LEUCEMIE LINFOMI E MIELOMA

L’impegno dell’AIL è volto a: sensibilizzare l’opinione pubblica alla lotta contro le malattie ematologiche; promuovere e sostenere la ricerca. Dal 2006 la sede di Pramaggiore (VE) collabora a progetti di ricerca scientifici in atto al CRO.

  @

Pramaggiore (sede locale) Piazza Libertà, 48 30020 Pramaggiore (VE) 0421-799996 ail.pramaggiore@libero.it

AIRC - ASS. ITALIANA PER LA RICERCA SUL CANCRO

Raccoglie ed eroga fondi a favore del progresso della ricerca oncologica e diffonde al pubblico una corretta informazione in materia. Trieste (sede regionale) Via del Coroneo, 5 34133 Trieste  040-365663 Fax 040-633730 @ com.friuli.vg@airc.it  www.airc.it

ASSOCIAZIONE LUCAINSIEME PER UN SORRISO

Svolge le seguenti attività: sostegno economico, psicologico e logistico alle famiglie con bambini ammalati di tumore; promuove l’assistenza domiciliare socio-sanitaria rivolta ai piccoli pazienti pediatrici; collabora

ORGANIZZAZIONI NO-PROFIT

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con vari ospedali della regione al fine di potenziarne le strutture

 Udine (sede principale). Via Roma n 3 33010 Magnano in Riviera (UD)  0432-792255 - 0432-793267 Fax 0432-793267 - 0432-792255 @ lolut@libero.it

ANDOS ONLUS - ASS. NAZIONALE DONNE OPERATE AL SENO

Offre consigli di tipo socio sanitario tramite specifico materiale informativo, protesi provvisorie, trattamenti di linfodrenaggio (presso la propria Sede), organizza corsi di ginnastica riabilitativa postoperatoria, di yoga e corsi di ginnastica in acqua. Organizza corsi di formazione per volontarie ed operatrici. Il venerdì (e al bisogno il lunedì) pomeriggio le volontarie sono presenti al CRO a disposizione delle donne operate al seno ricoverate. Vengono organizzati gruppi pomeridiani di ascolto e mutuo aiuto e vengono offerte informazioni utili per poter riprendere una vita normale dopo l’intervento (trattamenti di linfodrenaggio, ginnastiche di riabilitazione, ecc)  Sezione di Pordenone (c/o Centro Sociale Anziani) Via Piave, 54 33170 Pordenone  0434-40729 Fax 0434-40729 @ andos.pordenone@libero.it  www.andosonlusnazionale.it

ANGOLO ONLUS - ASS. NAZIONALE GUARITI O LUNGOVIVENTI ONCOLOGICI

Offre supporto psicologico, promuove attività di formazione, informazione, prevenzione. Pubblica anche un periodico trimestrale dal titolo Angolo News. • RISPONDE LA PSICOLOGA: Lunedì e Venerdì dalle 14.30 alle 16.30. Supporto-ascolto psicologico; informazioni su: centri di cura oncologici a livello nazionale, associazioni di aiuto ai pazienti terminali. • INCONTRA ANGOLO i soci rispon-

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dono: Lunedì-Venerdì dalle 8.00 alle 12.00. Servizio telefonico di ascolto partecipe e condivisione di esperienze relative all’essere malato oncologico, la storia della propria malattia, la guarigione e lo star bene dopo; servizio di incontro/conoscenza dei pazienti ricoverati al CRO e dei loro familiari. Questo servizio è svolto presso la Segreteria di ANGOLO, 2° piano saletta biblioteca di reparto (prima dell’ingresso alla Divisione di Oncologia Medica A). SEGRETERIA: apertura: da Lunedì a Venerdì dalle 9.00 alle 12.30  Veronica 0434-659277 NAVETTA DA E PER VENEZIA:  0434-659277 REPERIBILITÀ VOLONTARI: Marilena 339-8789040  Pordenone (sede nazionale) c/o Centro di Riferimento Oncologico, Via Franco Gallini, 2 - Aviano  www.associazioneangolo.it @ angolo@cro.it  0434-659277 Fax 0434-659531

ANLAIDS ONLUS ASS. NAZIONALE PER LA LOTTA ALL’AIDS  Aviano (sede regionale) c/o Prof. Umberto Tirelli, U.O. di Oncologia Medica A, CRO di Aviano (PN) Via F. Gallini, 2 - 33081 Aviano  0434-659284 Fax 0434-659531 @ anlaids@cro.it  www.anlaids.it

Promuove iniziative volte allo sviluppo della ricerca scientifica nei campi della prevenzione, diagnosi e cura dell’infezione e delle forme morbose ad essa correlate. Sono attivi servizi informativi, di counseling telefonico, di assistenza e consulenza psicologica, legale, sociale e medica.

ASSOCIAZIONE ROSARIO SCARPOLINI (ONLUS)

L’Associazione è nata con lo scopo di dare ospitalità alle famiglie che devono prestare assistenza a un proprio caro durante le terapie oncologiche e si propone di collaborare con le varie Associazioni oncologi-

ORGANIZZAZIONI NO-PROFIT

che. L’Associazione ha messo a disposizione un primo appartamento, composto da due camere con due letti singoli, ampio angolo cottura, sala da pranzo e due bagni, in grado di ospitare contemporaneamente due famiglie. Il “Piano ospitalità Casa” prevede il suo utilizzo, a titolo gratuito, dando priorità ai malati in età pediatrica e/o con minori possibilità economiche.   @ @ 

Roveredo in Piano (sede legale) Via Garibaldi, 23 33080 Roveredo in Piano (PN) 331-5709988 arsonlus.info@virgilio.it info@associazionerosarioscarpolini.org www.associazionerosarioscarpolini.org

ASSOCIAZIONE SOROPTIMIST

 Pordenone Via Oberdan, 17 33170 Pordenone  348-8743636 @ paola.boranga@aliceposta.it  www.soroptimist.it Presidente Pordenone: Mirna Carlet

Che cosè il Soroptimist International? Il Soroptimist di Pordenone, fondato nel 1973, appartiene al Soroptimist International, un’organizzazione dinamica di livello mondiale di donne impegnate in attività professionali e manageriali che promuove l’avanzamento della condizione femminile e i diritti umani. L’associazione promuove azioni e crea opportunità per migliorare la vita delle donne attraverso la rete delle socie, la cooperazione internazionale, il volontariato e l’amicizia e opera per un mondo dove le donne possano realizzare il loro potenziale individuale e collettivo, le loro aspirazioni e avere pari opportunità di creare forti comunità pacifiche I principali canali di informazione curati del Soroptimist sono: La Voce delle Donne, rivista trimestrale di cultura e informazione e “il Notiziario” periodico trimestrale, oltre al sito web: www.soroptimist.it


ASSOCIAZIONE VIA DI NATALE ONLUS

L’Associazione Via di Natale ha realizzato una struttura di accoglienza per i malati di cancro e i loro familiari nei pressi del CRO di Aviano. PIANI DI OSPITALITÀ: Pazienti in terapia ambulatoriale al CRO di Aviano: l’ospitalità è consentita al paziente solo per la durata della terapia; il periodo massimo di permanenza sono 4 settimane. Familiari di pazienti ricoverati: l’ospitalità è concessa a un solo familiare per paziente. Il periodo di permanenza concesso è di 2-3 settimane. HOSPICE: l’ospitalità è riservata ai malati di cancro nella fase di malattia in cui non vi è più indicazione di un trattamento chemio o radioterapico volto alla guarigione o al trattamento della malattia tumorale ma sono indicate solo cure palliative finalizzate ad alleviare la sofferenza e a migliorare la qualità della vita. Hanno priorità di accoglienza a titolo gratuito le persone con minori possibilità economiche. Il ricovero in Hospice garantisce la disponibilità di un’assistenza specializzata.   Fax @ 

Via Franco Gallini, 1 33081 Aviano (PN) 0434-660805 0434-651800 hospvn@tin.it www.viadinatale.org

AVIS - ASS. VOLONTARI ITALIANI SANGUE   Fax @ 

Pordenone (sede regionale) Via Montereale, 24 - 33170 0434-555145 0434-253707 friuliveneziagiulia@avis.it www.avis.it/regioni/friuli_venezia_ giulia

È un’organizzazione costituita tra coloro che donano volontariamente, gratuitamente e anonimamente il proprio sangue. Gli scopi sono: venire incontro alla crescente domanda di sangue; avere donatori pronti e controllati nella tipologia del sangue e nello stato di salute; lottare per eliminare la compravendita del sangue; donare gratuitamente sangue a tutti, senza alcuna discriminazione.

CIFAV

Il Centro di Informazione sul Farmaco per l’Area Vasta promuove attività di divulgazione e informazione a cittadini, pazienti e professionisti sanitari su tutto ciò che attiene l’utilizzo appropriato dei medicinali e terapie farmacologiche. Promuove la conoscenza dei diritti all’assistenza e alle cure, anche in favore di pazienti e cittadini non di lingua italiana o di persone con particolari difficoltà di comprensione. Risponde a quesiti specifici su farmaci e terapie, posti dagli utenti attraverso uno specifico modulo (scaricabile dl sito) o al servizio di posta elettronica.   Fax @ 

C/O Farmacia CRO Aviano Via F. Gallini, 2, 33081 Aviano (PN) 0434-659221 - 0434-659738 0434-659743 info@cifav.it www.cifav.it

Biblioteca per i Pazienti:  0434-659248

FONDAZIONE BIASOTTO

a Fondazione Biasotto collabora attivamente con il CRO di Aviano assicurando il trasporto gratuito dei malati oncologici residenti nella provincia di Pordenone, che si trovano in situazioni economiche e/o familiari di particolare necessità. Organizza conferenze e dibattiti sulla prevenzione dei tumori e l’educazione alla salute e supporta medici e infermieri del CRO con contributi economici destinati a corsi di aggiornamento. Mette a disposizione due propri automezzi e autisti volontari per il trasporto gratuito di ammalati oncologici dal proprio domicilio alle strutture sanitarie provinciali per visite oncologiche e/o terapie.  Via Leonardo Da Vinci, 44 – 33080 Ghirano di Prata di Pordenone (PN)  335-7000760  0434-622141 e Fax @ fondazione.biasotto@virgilio.it  www.fondazionebiasotto.it

INAS - CISL

L’Istituto Nazionale di Assistenza Sociale, è il patronato della Cisl che tutela gratuitamente i cittadini per i

problemi previdenziali, assistenziali e per quanto riguarda l’assicurazione per gli infortuni sul lavoro. Tra i servizi offerti ai cittadini vi è quello legato alla malattia e all’assistenza socio sanitaria che comprende: indennità di malattia; esenzione dal ticket sanitario e richiesta cure balneo-termali; assicurazione infortuni domestici; handicap e permessi per assistenza a familiari; domande per invalidità civile; maternità. Presso il CRO è possibile contattare un rappresentante dell’INAS per chiedere spiegazioni e maggiori informazioni sugli aspetti legali inerenti ai diritti del malato. L’INAS è presente al CRO di Aviano ogni Martedì dalle ore 9.30 alle 13.30 per una consulenza. Via S. Valentino, 30 - 33170 Pordenone  0434-549939 Fax 0434-45085 @ inas_pordenone@cisl.it  www.inas.it 

LILT - LEGA ITALIANA PER LA LOTTA CONTRO I TUMORI

Si occupa della prevenzione della malattia oncologica, il suo impegno si dispiega su tre fronti: la prevenzione primaria (attraverso stili e abitudini di vita), quella secondaria (con la promozione di una cultura della diagnosi precoce) e l’attenzione verso il malato, la sua famiglia, la riabilitazione e il reinserimento sociale. Offre i seguenti servizi: assistenza domiciliare al malato tumorale, trasporto dei malati agli ambulatori; telefono amico per malati, sussidi, conferenze nelle scuole o gruppi e associazioni sull’educazione sanitaria (lotta contro il fumo di tabacco, alcoolismo, cancerogenesi ambientale, educazione alimentare, AIDS, prevenzione ginecologica); corsi per la dissuasione dal fumo di tabacco; corsi di aggiornamento per volontari, manifestazioni e convegni scientifici.

 Pordenone (sede provinciale) Via Martelli, 12 33170 Pordenone  0434-28586 Fax 0434-26805 @ sede.centrale@legatumori.it  www.legatumori.it

ORGANIZZAZIONI NO-PROFIT

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il cinque per mille alla ricerca

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CROnews n.3, Volume 5, anno 2011  

CROnews n.3, Volume 5, anno 2011 Luglio - Settembre

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