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CROnews Direttore responsabile Dr. Paolo De Paoli

in questo numero

trimestrale 2010 - V. 4 (1) gennaio 2010

L’ANGOLO DELLA BIBLIOTECA

notizie dell’ultima ora Terza edizione del Brainstorming su “Leucemia Linfatica Cronica e dintorni”: un nuovo format per i convegni del futuro?

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Seminario del Prof. Gianluca Gaidano

Stand by me in ospedale: libri e non 27 solo. Esperienze a confronto

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URP E ARTE COME SUPPORTO TERAPEUTICO

“Educazione alla salute” e Scuola 26

Inaugurazione del 1° piano della nuova ala di ampliamento del CRO

Pierpaolo Mittica fotografo Odontoiatra e fotoreporter freelance, è nato a Pordenone il 6 agosto del 1971. Risiede a Spilimbergo. Nel 1990 consegue il diploma in conservazione, tecnica e storia della fotografia indetto dal CRAF. Segue i corsi di storia della fotografia di Italo Zannier, tecniche di ripresa con Gabriele Basilico, Paolo Gioli, Olivo Barbieri, il corso di stampa in bianco e nero con Roberto Salbitani. Dal 1995 Studia storia della fotografia, tecniche di stampa, di ripresa e composizione fotografica, studio del soggetto e preparazione di un reportage con Alfredo Fasan, Giuliano Borghesan, Charles-Henri Favrod, Naomi Rosenblum e Walter Rosenblum, allievo di Lewis Hine e Paul Strand, suo padre spirituale della fotografia e grande amico. Ha realizzato reportage sociali in Cina, Vietnam, Cuba, Bosnia-Herzegovina, Kosovo, Serbia, Bielorussia, Ucraina, India, Indonesia. Dal 1997 al 1999 realizza un reportage sui Balcani con la pubblicazione di un libro dal titolo “Balcani, dalla Bosnia al Kosovo” (Interattiva), con presentazione di Charles-Henri Favrod e introduzione di Predrag Matvejevic. Dal 2002 al 2007 si reca più volte in Bielorussia e Ucraina per realizzare un progetto sull’eredità lasciata da Chernobyl. Dal 2002 al 2008 ha viaggiato regolarmente in India per realizzare progetti fotografici su diverse problematiche sociali. Nel 2009 realizza un lavoro fotografico sui minatori dello zolfo in Indonesia. Nel 2006 riceve il premio Friuli Venezia Giulia Fotografia. Nel 2009 vince l’EIUC Photography Competition. Dal 2007 le sue foto sono distribuite a livello internazionale dalla Trolley di Londra. Approfondimenti al sito: www.pierpaolomittica.com

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Corso di Chirurgia Radicale Addomino-Pelvica in Oncologia Ginecologica Il CRO ha ottenuto il prestigioso accreditamento all’eccellenza dall’Organizzazione canadese “Accreditation Canada”

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ACCREDITATION CANADA

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VIDEOTECA Un film per stare insieme

Proseguono i lavori di ampliamento 6 dell’ospedale

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associazione sportiva PLAIS Speciale omaggio a Elio Ciol

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sostegno al malato 7

FLASH ON... Un semaforo rosso che induce a una utilissima attenzione

RECENSIONI LIBRI DI SVAGO I libri: gli amici più pazienti

attualità

Accreditamento all’eccellenza: la visita dei valutatori canadesi

Dieci anni di opere d’arte al CRO

Concerto a San Martino al Tagliamento

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Una finestra aperta sul mondo... 35 10

HIGHLIGHTS Dipartimento di Oncologia Molecolare e Ricerca Traslazionale 12 (DOMERT)

ATTIVITÀ FORMATIVA AL CRO

ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO Le Associazioni/Organizzazioni noprofit si raccontano... ISTITUTO NAZIONALE DI ASSISTENZA SOCIALE - INAS 36

ORGANIZZAZIONI NO-PROFIT

Formazione e formatori nell’IRCCS 19 CRO: anno 2009

Sono attivi al CRO

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sostegno alla ricerca

AREA GIOVANI La stanza dell’IO

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C’era una volta...

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Serata a Valdobbiadene...

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Il tuo 5x1000 al CRO SOSTIENI la “ricerca che cura”

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notizie dell’ultima ora Aviano, 4 e 5 Febbraio 2010 Terza edizione del Brainstorming su “Leucemia Linfatica Cronica e dintorni”: un nuovo format per i convegni del futuro? Anche quest’anno, nei giorni 4 e 5 febbraio, ha avuto luogo al CRO, il cosiddetto brainstorming su “leucemia linfatica cronica e dintorni” e siamo già alla terza edizione. Con un “format” un po’ particolare, a metà tra un convegno convenzionale e un incontro di lavoro, la formula del “brainstorming” ha riscosso, fin dalla prima edizione di due anni fa, un successo ed un gradimento da parte dei partecipanti che, per certi aspetti, ha stupito gli stessi organizzatori: la Direzione Scientifica dell’Istituto e il Dott. Valter Gattei, responsabile del Servizio di Onco-Ematologia Clinico-Sperimentale. La ragione forse è da ricercare nella constatazione che, nell’era dell’informatizzazione spinta nella quale viviamo, anche le informazioni scientifiche, persino le più recenti, sono immediatamente disponibili in rete. Le stesse riviste scientifiche sono cambiate e si sono dotate di siti internet nell’ambito dei quali gli articoli scientifici in via di pubblicazione sulla rivista cartacea possono essere letti in anteprima e quasi simultaneamente alle ultime correzioni apposte dagli autori stessi. È chiaro come, con questi presupposti, anche il format dei convegni scientifici debba essere rivisitato e venga privilegiato un contesto “informale” nell’ambito del quale i vari ricercatori e studiosi abbiano realmente la possibilità di confrontarsi e discutere liberamente presentando dati, anche preliminari o inediti, favorendo, in tal modo, collaborazio-



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I partecipanti al Brainstorming 2010 su “Leucemia Linfatica Cronica e dintorni”

ni e interattività “vera” tra diversi gruppi e istituzioni. È quello che è accaduto il 4 e 5 Febbraio scorsi, quando numerosi esperti della leucemia linfatica cronica, riconosciuti a livello nazionale e internazionale, si sono ridati appuntamento al CRO, per fare il punto sulla ricerca clinica e di base di questa malattia neoplastica tipica, ma non solo, dei pazienti in età avanzata e che viene riconosciuta come la forma leucemica più frequente del nostro mondo occidentale. Sono state affrontate a “tutto tondo” tematiche cliniche (protocolli clinici, utilizzo di terapie biologiche, impatto clinico dei più noti fattori prognostici e di fattori prognostici nuovi), di ricerca applicata (studi molecolari avanzati sul “B-cell receptor”, profili di espressione genica e genomica) o di base (“signalling” e attivazione della cellula neoplastica di

leucemia linfatica cronica e suoi rapporti con il microambiente tumorale del linfonodo o del midollo emopoietico), con il fine ultimo di pianificare un’attività clinico-sperimentale sinergica e ottimale per la comprensione dei fenomeni che sono alla base dello sviluppo della malattia. Hanno partecipato all’evento i Professori Francesco Tedesco (Università di Trieste), Giovanni Del Poeta (Università di Tor Vergata di Roma), Gianluca Gaidano (Università del Piemonte Orientale, Novara), Anna Rita Guarini (Università La Sapienza di Roma), Giorgio Zauli (Università di Ferrara), Roberto Marasca (Università di Modena), Marco Montillo (Ospedale Niguarda di Milano) e Dimitar Efremov (ICGEB Monterotondo, Roma). Sono stati, inoltre di grande interesse gli interventi dei Dottori Silvia Deaglio (Università di Torino), Francesco


Bertoni (Istituto Oncologico della Svizzera Italiana, Bellinzona), Francesco Forconi (Università di Siena), Luca Laurenti (Università Cattolica di Roma), Davide Rossi (Università del Piemonte Orientale, Novara), Carla Guarnotta (Università di Palermo) e Paolo Macor (Università di Trieste), così come dei ricercatori del nostro Istituto Mario Mazzucato, Pietro Bulian, Francesca Rossi, Riccardo Bomben, Michele Dal Bo e Antonella Zucchetto. L’interesse per l’incontro è stato anche sottolineato dalla partecipazione di numerosi clinici e laboratoristi sia dell’Istituto che provenienti da altre realtà cliniche regionali.

Seminario del Prof. Gianluca Gaidano A conclusione dell’incontro, nel pomeriggio di venerdì 5 febbraio nella Sala Convegni, il Prof. Gianluca Gaidano, personalità scientifica internazionale nel campo delle sindromi linfoproliferative e uno dei più accaniti sostenitori della “formula brainstorming”, ha passato in rassegna i vari temi trattati durante i due giorni di lavoro in un apprezzatissimo e applauditissimo seminario dal titolo “Implicazioni cliniche dei marcatori molecolari: il modello LLC”. Ciò ha permesso anche ai più giovani ricercatori dell’Istituto e a un pubblico più ampio di venire a

conoscenza delle ultime novità e degli studi in atto sulla leucemia linfatica cronica e suoi “dintorni” direttamente da uno dei protagonisti che ha contribuito e continua a contribuire al progresso scientifico e alle conoscenze su questa malattia.

Aviano, 31 marzo 2010 Inaugurazione del 1° piano della nuova ala di ampliamento del CRO Il 31 marzo 2010, alla presenza del sindaco di Aviano Stefano Del Cont Bernard, è stato inaugurato il primo piano della nuova ala di ampliamento del CRO. Quest’area di circa 1000 metri quadrati, ospiterà tra breve il poliambulatorio multidisciplinare per i pazienti esterni o i pazienti che si rivolgono al CRO per la prima volta o solo per una consulenza. Sono stati predisposti 15 ambu-

latori per visite mediche, chirurgiche, di radioterapia, per la terapia del dolore e per la senologia. Inoltre, in questo piano verranno effettuati, nelle sale predisposte, interventi di piccola chirurgia non invasivi in anestesia locale per i quali non è necessaria la sala operatoria. L’area che ospiterà i poliambulatori è molto spaziosa, luminosa e accogliente grazie sia agli ampi spazi a disposizione e

Il Dr. Del Ben e il sindaco Del Cont Bernard al taglio del nastro

alle ampie vetrate sul verde del parco che all’armonia dei colori scelti per pareti e pavimenti. Spazi, dunque, a misura d’uomo ma anche funzionali e modernamente concepiti e attrezzati, inseriti nel nuovo corpo di ampliamento dell’Istituto che è composto di 4 livelli: il piano terra dove sono collocati l’entrata principale, il centralino e la portineria, l’accettazione, l’Ufficio relazioni con il pubblico, il nuovo bar, ecc.; il primo piano, che abbiamo già descritto, con i poliambulatori, il secondo piano che ospiterà una zona “relax”. Questa zona interamente delimitata da vetrate che danno sullo splendido parco che circonda tutti i lati l’Istituto, potrà essere utilizzata da pazienti, familiari, accompagnatori che qui troveranno un luogo accogliente per leggere, riposarsi o chiacchierare. Nel seminterrato troveranno collocazione i magazzini e altri locali non aperti al pubblico.

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15-18 marzo 2010 - Sala Convegni CRO Aviano Corso di Chirurgia Radicale Addomino-Pelvica in Oncologia Ginecologica. Dal 15 al 18 marzo 2010 al Centro di Riferimento Oncologico di Aviano si è tenuto il Corso di Chirurgia radicale nel campo dei tumori femminili, organizzato dal Dr. Giorgio Giorda della Struttura di Ginecologia, diretta dal Dott. Elio Campagnutta in collaborazione con l’Associazione Italiana di Ostetrici e Ginecologi Ospedalieri. Il Corso è stato realizzato da chirurghi specialisti del Dipartimento di Chirurgia Oncologica. Sono stati eseguiti importanti interventi di chirurgia radicale su tumori a partenza dall’utero e dalle ovaie. Da una delle sale operatorie del CRO, mediante teletrasmissione in diretta, le immagini sono state trasferite in tempo reale in sala convegni dove i professionisti ginecologi, provenienti prevalentemente dalle regioni del centrosud Italia ma anche dall’Emilia,

dalla Lombardia, dalle Marche e dall’Umbria hanno potuto seguire passo passo le fasi degli interventi. In tal modo è stata data la possibilità di un insegnamento interattivo, con approfondimenti e spiegazioni delle tecniche chirurgiche, in diretta, tra i partecipanti al Corso e i chirurghi in sala operatoria. Questo primo corso del 2010, che sarà riproposto in autunno dal 25 al 28 ottobre, ha dato l’opportunità ai partecipanti di apprendere le tecniche chirurgiche avanzate, che vengono eseguite al CRO nel campo dei tumori femminili e conoscere l’utilizzo di tecnologie innovative e complesse (quali la chemioterapia intraperitoneale, o la radioterapia intraoperatoria) che, grazie alla collaborazione con i reparti di Oncologia Medica C e Oncologia Radioterapica, permettono alla Ginecologia On-

Immagine dell’intervento in diretta da una Sala Operatoria del CRO durante il Corso per medicichirurghi



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cologica del CRO di essere punto di riferimento a livello nazionale per le neoplasie che colpiscono l’apparato genitale femminile.

Il Dott. Giorgio Giorda commenta le immagini dalla sala operatoria durante il corso.

Il Corso, diretto dal Dott. Elio Campagnutta e dal Dott. Giorgio Giorda, ha visto anche la prestigiosa partecipazione del Dott. Vito Chiantera della Clinica Ginecologica di Berlino, una delle più importanti sedi europee per tecniche laparoscopiche avanzate, che ha portato la sua esperienza e ha reso ancora più interessante il corso che è stato molto apprezzato dai medici partecipanti. Va sottolineato che l’ottima riuscita della teletrasmissione in diretta dalla sala operatoria è stata possibile grazie al costante e appassionato impegno da parte dell’èquipe di tecnici specialisti, coordinati dal Signor Daniele Gargale della Struttura Tecnologie e Investimenti del CRO diretta dall’Ing. Ermes Greatti, ai quali va rivolto un sentito ringraziamento.


Il CRO ha ottenuto il prestigioso accreditamento all’eccellenza dall’Organizzazione canadese “Accreditation Canada” Con lettera del 26 marzo 2010, di cui pubblichiamo un estratto, l’Organizzazione Internazionale “Accreditation Canada” (AC), dopo la visita ispettiva dei suoi valutatori (vedere pagg. 7-9 di questo numero) ha comunicato che il CRO ha superato gli “esami” e ha ottenuto il riconoscimento internazionale di Ospedale di eccellenza nel campo dell’assistenza e cura del malato oncologico, avendo pienamente dimostrato di possedere i livelli qualitativi necessari (riconosciuti a livello internazionale) per poter appartenere agli Istituti di eccellenza nell’ottica del continuo miglioramento. Un risultato importante di cui andare fieri, ottenuto con la collaborazione di tutti, a partire dai componenti dei vari team, da tutti i dipendenti, dai partners, in particolare le Associazioni di Volontariato che hanno contribuito notevolmente al successo da considerare non come un traguardo bensì come la conquista di una delle tante tappe del continuo miglioramento verso l’eccellenza. Il prossimo impegno sarà la visita ispettiva dei valutatori di AC programmata per il 2012. Secondo lo spirito dell’accreditamento verso l’eccellenza, in quella visita ispettiva, l’Istituto dovrà non solo confermare il livello raggiunto attualmente, ma dimostrare di aver ulteriormente migliorato la qualità della propria attività e gli standard assistenziali.

26 marzo, 2010 Dott. Giovanni Del Ben Centro di Riferimento Oncologico - Aviano Via Franco Gallini n. 2 33081 Aviano, Italy Gentile Dott. Del Ben: Il report sulla verifica ispettiva per l’accreditamento, eseguita in data 22-26 febbraio, 2010, è stata completata. La direzione e il personale della sua organizzazione sono stati giudicati in possesso dei requisiti per accedere alla procedura di accreditamento. Il consiglio di amministrazione dell’Accreditation Canada è lieto di comunicarLe che la Sua organizzazione ha ricevuto l’Accreditamento con report. (…omissis ...) Ci congratuliamo ancora una volta. Partecipando alla procedura di accreditamento, la Sua organizzazione ha dimostrato il proprio impegno nel fornire servizi e assistenza di qualità alla comunità. Le raccomandazioni contenute nella relazione sulla verifica ispettiva sono volte a promuovere un impegno costante al miglioramento. La prossima verifica completa della Vostra organizzazione sarà programmata per l’anno 2012. (…omissis ...) Cordiali saluti,

Wendy Nicklin Presidente e Direttore generale

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attualità

Proseguono i lavori di ampliamento dell’Istituto Stato di avanzamento dei lavori già realizzati:

• piano interrato dove verranno collocati i magazzini, e il 1° piano del corpo di ampliamento dell’Istituto dove troveranno collocazione i poliambulatori multidisciplinari dei pazienti esterni; • gli Ambulatori di Prevenzione sono stati temporaneamente spostati nel corpo di collegamento tra il blocco centrale e i pettini (dove verrà successivamente collocato il day hospital); • il ponte coperto di collegamento tra il pettine e il blocco centrale (zona ex ambulatori del 1° piano). Per l’utilizzo è necessario attendere il collaudo.

in corso di realizzazione:

• i lavori di consolidamento sui corpi scala attigui alla Sala Convegni (lato ovest dell’Istituto); • la ristrutturazione degli ambulatori del 1° piano (blocco centrale); • il completamento del piano terra del corpo di ampliamento dell’Istituto (zona est); • ristrutturazione del piano terra (attuale entrata) del corpo centrale



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in questo numero: conclusa la prima fase del percorso

ACCREDITATION CANADA

Accreditamento all’eccellenza: la visita dei valutatori canadesi

Conclusione della autovalutazione Come previsto dal programma di Accreditamento all’Eccellenza il 29 dicembre 2009 i team del CRO hanno concluso l’autovalutazione degli standard e il coordinatore del programma, dr. Raffaele Collazzo, l’ha validata e trasmessa ai responsabili di Accreditation Canada (AC). Da

I valutatori canadesi con alle spalle i Team Leader

questo momento il testo della valutazione è divenuto immodificabile e disponibile per l’analisi dei valutatori. I documenti richiesti a evidenza dell’autovalutazione sono stati inseriti, da operatori del CRO, su un sito web appositamente creato a disposizione dei valutatori. Si è così conclusa la prima fase del programma di accreditamento, iniziato (come indicato nei precedenti numeri di CROnews) alla fine dell’anno 2008 e proseguito per tutto il 2009. Preparazione alla visita dei valutatori Passo successivo: le attività di preparazione alla visita dei valutatori. I contatti tra il coordinatore CRO del programma e i respon-

sabili canadesi sono divenuti, in questo periodo, intensi e frequenti e hanno consentito di stabilire tempi e modalità degli incontri. In una riunione tra il coordinatore, la Direzione Strategica dell’Istituto e i Team Leader dei gruppi sono stati definiti gli ultimi dettagli e aggiustamenti del programma della visita e gli opportuni interventi logistici. Sono stati anche avviati i contatti per la composizione di tre focus group, costituiti rispettivamente da personale dell’Istituto, partner del territorio e assistiti e/o parenti di pazienti del CRO. Questi gruppi dovevano partecipare, analogamente ai team di autovalutazione, ai colloqui con i valutatori. Contemporaneamente sono state intensificate le attività di diffusione delle informazioni sia sullo stato di avanzamento del programma di accreditamento che sulla imminente visita. Un opuscolo informativo aggiornato, con la sintesi del programma e le date della visita è stato inviato a tutti i dipendenti. Un poster con analoghe informazioni è stato affisso nei luoghi più frequentati e strategici dell’Istituto. Il coordinatore del programma e la Direttrice Sanitaria, hanno incontrato i rappresentanti delle associazioni di volontariato che operano al CRO e, in ripetute occasioni, i dipendenti del CRO compresi i

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borsisti, contrattisti e tutti coloro che operano nelle strutture di ricerca. Le informazioni relative al programma e alla visita sono state presentate anche al personale dipendente delle ditte appaltatrici che forniscono servizi al CRO. Il coordinatore ha anche partecipato alla riunione del Comitato di Dipartimento di Medicina di laboratorio e ha incontrato i Direttori delle strutture operative del Dipartimento di Diagnostica per Immagini e di quello della Ricerca e il Direttore della Farmacia, per illustrare le modalità con cui queste strutture erano coinvolte nella visita. Ciascun team di autovalutazione si è riunito con il coordinatore per approfondire il proprio specifico coinvolgimento nel programma della visita. Durante questo periodo di intenso lavoro è stata svolta una ulteriore attività di particolare rilievo: i team del CRO, sulla base dei risultati dell’autovalutazione degli standard, hanno individuato le priorità delle azioni di migliora-

mento e le hanno condivise con la Direzione strategica dell’Istituto. La visita dei valutatori I due valutatori di AC, Felicia Guarna e Rocco Famiglietti, che già avevano preso visione della documentazione inviata, hanno sottoposto il CRO, nei giorni dal 22 al 26 febbraio, a una valutazione accurata e dettagliata. Hanno iniziato, accompagnati dal Team Leader (dott. Michele Spina), con una visita dell’area dell’Oncologia Medica, nel corso della quale hanno anche intervistato tre pazienti ricoverati. Con modalità analoga, sempre accompagnati dai rispettivi Team Leader (dott. Marcello De Cicco e dott. Andrea Veronesi), hanno sottoposto a visita l’area della Chirurgia Oncologica e quella della Senologia. Le attività sono proseguite con gli incontri dei valutatori con i focus group del personale, degli assistiti e dei partner e con i colloqui con i team di supporto: Gestione dell’Ambiente (TL Sergio Moro), Gestione dell’Informazione (TL

Da dx: Giovanni Del Ben, Direttore Generale CRO, Giorgio Simon, Giuseppe Napoli, Renata De Candido, Direttore Sanitario CRO, Paolo De Paoli, Direttore Scientifico CRO, Felicia Guarna e Rocco Famiglietti, valutatori di Accreditation Canada, Raffaele Collazzo, Responsabile AC-CRO.



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dott. Agostino Steffan) e Gestione delle Risorse Umane (dott. Claudio Colussi). Nel corso della visita sono state esaminate nove cartelle cliniche, tre per ciascuna area di assistenza, e quindici fascicoli del personale. La valutazione si è conclusa con la visita alla Farmacia del CRO, ai Laboratori di Ricerca e alle Strutture di Diagnostica per Immagini (Medicina Nucleare e Radioterapia) e con il colloquio finale con il Team della Leadership e Partnership. Nell’ultimo giorno della visita, i valutatori hanno incontrato dapprima la Direzione Strategica del CRO e, successivamente, il personale dell’Istituto in una riunione aperta anche alla comunità interessata. Hanno illustrato i risultati della visita, evidenziando i punti di forza e le aree di miglioramento, esprimendo il plauso per l’impegno mostrato da tutta l’organizzazione verso il miglioramento continuo della qualità. Il prossimo futuro A fine marzo 2010, Accreditation Canada invierà il report finale con il giudizio (accreditamento, accreditamento “condizionato”, non accreditamento) formulato sulla base della documentazione prodotta e della relazione complessiva dei valutatori. La disponibilità e l’impegno con cui tutti hanno partecipato al progetto di accreditamento e alle attività correlate alla visita, come sottolineato dagli stessi valutatori, sono il valore aggiunto di questo programma e rappresentano le basi sulle quali costruire le azioni future, ovvero trasformare i risultati complessivi della valutazione in concreti obiettivi prioritari di miglioramento dei servizi forniti dall’Istituto.


SPERIMENTATI AL CRO GLI STANDARD PER L’ASSISTENZA ONCOLOGICA DI ECCELLENZA Il CRO ha nella propria missione, declinata nell’Atto Aziendale, la promozione di “modelli di miglioramento continuo della qualità che tendono all’eccellenza per implementare le conoscenze, l’utilizzo della tecnologia e l’integrazione dei sistemi sanitari in coerenza con l’evoluzione dei bisogni e delle aspettative dei portatori di interesse”. In particolare le attività di sperimentazione sono parte integrante di tale missione, sono orientate a rendere possibili i progressi nelle conoscenze trasferibili all’assistenza, non solo nel campo della clinica ma anche della gestione e degli aspetti organizzativo-manageriali. Secondo il Piano Annuale 2009 il CRO “persegue, secondo standard d’eccellenza, finalità di ricerca nel campo biomedico e in quello dell’organizzazione dei servizi sanitari, di innovazione di modelli d’assistenza e di trasferimento delle conoscenze, unitamente a prestazioni sanitarie di alto livello”. Alla luce di queste premesse, assume particolare rilievo il Focus Group di confronto tra esponenti di alto livello di Accreditation Canada (AC) e professionisti del CRO impegnati nel programma di accreditamento all’eccellenza, che si è riunito ad Aviano il 20 gennaio scorso. Per l’Ente canadese erano presenti la dott.ssa Paula Greco, responsabile dell’Area ricerca ed innovazione e il dott. Gilles Lanteigne, vicepresidente esecutivo di AC, nonché alcuni referenti italiani del programma canadese. Per il CRO hanno partecipato all’incontro il Direttore Generale, il Direttore Scientifico, il Direttore Sanitario, tutti i Team Leader, il Coordinatore del programma, dr. Collazzo e i suoi due collaboratori. L’incontro era motivato dalla richiesta degli ospiti canadesi di ricevere osservazioni, commen-

ti, integrazioni in riferimento agli standard di assistenza oncologica. Al CRO è stato richiesto, infatti, di sperimentare questi standard - utilizzati per la prima volta in Italia - e verificare la loro applicabilità nel contesto dell’organizzazione sanitaria italiana e specificamente nell’ambito di un Istituto di ricerca e cura di tipo oncologico. Il parere dei professionisti del CRO è ritenuto particolarmente importante, considerate le caratteristiche di alta specializzazione del nostro Istituto, specie dalla dott.ssa Paula Greco che, come responsabile della ricerca di AC, si occupa dell’aggiornamento costante degli standard di autovalutazione sulla base delle nuove acquisizione scientifiche e delle informazioni che riceve dalle organizzazioni che partecipano al programma di accreditamento. La discussione è stata vivace e partecipata, con numerosi interventi da parte di tutti i presenti. I rappresentanti di AC hanno apprezzato i suggerimenti e le osservazioni ricevute, riguardanti sia aspetti generali del programma sia aspetti specificamente rivolti agli standard oncologici, hanno ringraziato il CRO per l’impegno, la disponibilità e la partecipazione

al progetto e hanno assicurato che faranno tesoro delle osservazioni e proposte ricevute. Il dr. Collazzo ha informato gli ospiti sullo stato di avanzamento del progetto OECI (Organisation of European Cancer Institutes) che vede coinvolti gli IRCCS Oncologici italiani, con lo scopo di definire standard condivisi da utilizzare in programmi di valutazione esterna della qualità per gli Istituti stessi. Alle attività del gruppo di lavoro ha partecipato fattivamente il coordinatore stesso, che ha potuto fornire un importante contributo, grazie anche all’esperienza del percorso di accreditamento canadese. Gli esperti canadesi hanno espresso un significativo apprezzamento per il contributo dato dal CRO a tale progetto. I primi risultati di questo impegno, raccolti in una “position paper” condivisa, sono stati recentemente presentati nell’ambito di un workshop tenutosi presso il Ministero della salute (“Accreditamento e profili qualitativi del S.S.N.”, Roma, 14 gennaio 2010).

I componenti del Focus Group e gli ospiti canadesi: dr.ssa Paula Greco (3° da dx) e il dr. Gilles Lanteigne 4° da dx)

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Sorveglianza per le famiglie a rischio di tumore

FLASH ON...

Un semaforo rosso che induce a una utilissima attenzione

Dr.ssa Clelia De Giacomi, Responsabile Sorveglianza clinica dei tumori eredo-familiari della mammella e ovaio

Accade spesso di parlare con persone preoccupate poiché si sentono “predestinate” ad ammalarsi, prima o poi, di cancro, in quanto tra i loro parenti vi è stato qualche caso di tumore. È una preoccupazione ingiustificata poiché, vista la frequenza della patologia tumorale, è quasi inevitabile che qualche caso si sia verificato in famiglia nel corso degli anni. Ciò vale in particolare per il tumore al seno, che è il più frequente nella popolazione femminile (1 caso ogni 10 donne). È facile, quindi, riscontrare famiglie in cui la frequenza di tale malattia è spiegabile con la casualità o con altri fattori come lo stile di vita, piuttosto che con la presenza di una chiara ereditarietà tumorale.

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FLASH ON...

Ma allora, quando sospettare di avere una vera predisposizione familiare per tumori della mammella e ovaio? • Il dubbio deve nascere se vi sono 2-3 parenti di primo e secondo grado (ovvero genitori, sorelle, figlie, nonne e zie) affette da cancro mammario od ovarico, insorto nella stessa linea ereditaria (materna o paterna). Capita spesso, infatti, che il paziente riferisca parecchi casi di tumore, ma diversi fra loro o comunque sparsi qui e lì su entrambe le linee genitoriali. • Altro elemento molto rilevante è l’insorgenza del tumore in età precoce, prima della menopausa, ad esempio due famigliari “stretti” che abbiano sviluppato il tumore prima dei 50 anni, ma anche i casi singoli con esordio in età minore ai 30-35 anni, dovrebbero insospettire. • Attenzione particolare va posta, inoltre, alla bilateralità del cancro mammario o all’incidenza, nella stessa famiglia, di tumore della mammella e ovaio se non addirittura insorti nella stessa donna. • Da segnalare i casi di tumore mammario nell’uomo, non frequenti ma possibili laddove c’è un rischio genetico, che sono appunto da considerare come indicativi di predisposizione genetica. Ma appartenere a queste famiglie significa aver ereditato il cancro? ASSOLUTAMENTE NO! Quello che è possibile ereditare è inve-

ce un “gene mutato” (ovvero un pezzetto di DNA alterato nella sua struttura chimica) che, in pratica, significa avere ereditato uno dei meccanismi di difesa verso i tumori inefficiente, poiché questi geni normalmente servono proprio a un “controllo cellulare”. Si eredita, quindi, solo una probabilità maggiore allo sviluppo di questi tumori, non il tumore in sé. Si deve, infatti, sottolineare che il cancro è proprio come un puzzle, dove occorrono tanti tasselli, tante concause per formarlo; la familiarità costituisce solo una parte di questi tasselli, ma, per quanto importante, da sola non basta. Parimenti, sono parecchi anche i fattori protettivi contro il cancro al seno (es. avere figli, l’allattamento, una vita sana, ecc), ma essi non sono sempre sufficienti per evitarlo. E perché conoscere la reale predisposizione o angosciare i figli ancor prima dell’eventuale malattia? Non si vive meglio senza sapere cosa ci aspetta? Personalmente, credo che, si esegua o no il test genetico, il dubbio di ammalarsi accompagni comunque i componenti di una famiglia colpita da tanti tumori. Sottoponendosi al test genetico sarà possibile, invece, far luce su chi fra i parenti ha effettivamente ereditato quella stessa alterazione, probabilità che è, comunque, solo del 50%. Questo significa tirare un bel so-


spiro di sollievo o, nel caso contrario, conoscere tutto ciò che si può fare per evitare il tumore o per evidenziarlo in fasi molto precoci, il che cambia completamente il risultato delle cure. Ma, qualora ci siano fondati sospetti, quali passi fare? Una persona interessata ad approfondire questa indagine, può rivolgersi al CRO che è attualmente il centro con maggiore esperienza nel settore e i suoi laboratori fanno da riferimento per il Friuli Venezia Giulia, oppure a un numero limitato di altre Istituzioni italiane. Si tratta, infatti, di analisi molto complesse e sofisticate che dovrebbero essere eseguite soltanto in Centri di comprovata esperienza nella ricerca e nella genetica molecolare del cancro. Si inizierà, dapprima, con la valutazione del rischio e il calcolo della probabilità che vi siano alterazioni genetiche nel paziente, quindi la persona potrà fare la consulenza e il test genetico con il prelievo di sangue, previa espressione del consenso informato. Il sangue verrà quindi inviato in Oncologia Sperimentale dove dalle cellule verrà prelevato e studiato il DNA. È importante sottolineare che, in una famiglia ad alto rischio, il primo soggetto ad essere testato deve essere sempre uno dei famigliari che ha avuto un tumore; infatti, solo se si evidenzia una delle mutazioni conosciute si potrà estendere la ricerca anche ai parenti sani di primo grado. L’esito dei test sul primo famigliare è disponibile dopo 6-12 mesi, molto più veloce, invece, l’esito per i parenti, in quanto si conosce già la sede dove cercare l’alterazione del DNA in quella specifica famiglia. Accade spesso, tuttavia, che la risposta del test sia negativa ma non informativa ... che significa? In effetti, allo stato attuale, c’è questo grosso limite; ciò è dovuto al fatto che conosciamo e possiamo evidenziare solo due alterazioni genetiche (BRCA1 e BRCA2), ma ci sono probabilmente anche altre

mutazioni che la ricerca non riesce ancora a “vedere” chiaramente. Quindi, il risultato è da considerare negativo solo per quelle due alterazioni a oggi conosciute, ma non si possono escluderne altre misconosciute (BRCAX): il test è, quindi, non informativo o non conclusivo. In definitiva, in questi casi si è al punto di partenza e tutta la famiglia deve considerarsi a rischio generico ... un po’ come accade per altre malattie con familiarità (infarto, diabete ecc). E se, invece, un familiare testato risulta positivo, cioè presenta una delle mutazioni conosciute? In questo caso si può individuare chi altro della famiglia è realmente predisposto in quanto presenta la mutazione e chi, invece, può sentirsi “libero” da rischi particolari. Se il primo familiare testato risultasse positivo, infatti, i suoi parenti, sottoponendosi successivamente al test, potrebbero scoprire di aver ereditato quella stessa mutazione (50%), oppure risultare negativi; ma in questo caso la negatività è certa, cioè il loro corredo genetico è indenne da quella specifica alterazione familiare. Il loro rischio di ammalarsi è quindi uguale a quello della popolazione generale. Ma quando si sa di essere certamente ad alto rischio, che cosa bisogna fare? Non si può generalizzare troppo, in quanto l’atteggiamento nel singolo caso va modulato in base al tipo di mutazione, all’età, allo stile di vita e, cosa fondamentale, alla struttura della ghiandola mammaria. In linea di massima la sorveglianza per l’alto rischio verte su: A) Prevenzione primaria, cioè tutto ciò che può evitare l’insorgenza del tumore, come: • stile di vita corretto (controllo del peso, attività fisica costante, contraccettivi orali solo dopo i 20 anni); possibile inserimento in studi controllati sull’alimentazione; • farmacoprevenzione: assunzione di farmaci con dimostrata protezione contro il cancro di mammella e ovaio;

• chirurgia profilattica: in casi ben selezionati e comunque solo con una forte motivazione della paziente, si possono asportare le ghiandole mammarie (mastectomia bilaterale di riduzione del rischio) con contemporanea chirurgia plastica ricostruttiva. Una volta terminato il desiderio di prole, è altrettanto indicata l’asportazione delle tube e delle ovaie (annessiectomia bilaterale). B) Prevenzione secondaria, cioè tutto ciò che evidenzia precocemente il tumore: • inserimento in protocolli di sorveglianza che oltre alla Mammografia ed Ecografia mammaria prevedono un completamento importante con la Risonanza Magnetica (RMN) mammaria; • anticipazione diagnostica, iniziando la sorveglianza nelle donne mutate già a 25 anni (con Ecografia e RMN) e comunque 10 anni prima del caso di tumore più precocemente insorto in quella famiglia. La Mammografia deve invece iniziare solo dai 35 anni; • visite ginecologiche annuali/semestrali (a seconda della mutazione e dell’età) con Ecografia transvaginale e controllo di marker (Ca-125) nel sangue; • poiché vi è un lieve aumento di rischio anche per altri tumori, nei soggetti mutati per BRCA1-2 è consigliabile anticipare il controllo colonscopico (o almeno la ricerca del sangue occulto fecale), oltre a quello prostatico per i maschi mutati. Per concludere, penso che essere ad alto rischio è proprio come avere un semaforo rosso sempre acceso che ti avverte di un possibile, probabile pericolo. Bisogna comunque attraversare la strada, ma, rallentando e guardando bene …. si rischia molto meno di chi sfreccia con il verde non pensando mai al rischio imprevedibile presente comunque per tutti!

Per informazioni più dettagliate:  0434 659033

@ cdegiacomi@cro.it

FLASH ON...

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... i Dipartimenti del CRO...

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Dipartimento di Oncologia Molecolare e Ricerca Traslazionale (DOMERT)

Dr. Diego Serraino, Direttore del Dipartimento di Oncologia Molecolare e Ricerca Traslazionale

Il Centro di Riferimento Oncologico di Aviano (oramai conosciuto come CRO) è un IRCCS (Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico) dedicato esclusivamente alle malattie neoplastiche, che fa parte della rete degli Istituti Nazionali Tumori di cui l’Italia si è dotata negli ultimi decenni. Il carattere scientifico a cui si fa riferimento nella definizione di IRCCS è l’aspetto qualitativo che caratterizza l’attività del CRO, sia rispetto alle Aziende Ospedaliere di rilevanza regionale che alle Facoltà Universitarie di Medicina e Chirurgia. In particolare, dalle ricerche biomediche condotte al CRO, traggono un diretto vantaggio non solo le persone affette da malattie neoplastiche, che ven-

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gono seguite dal CRO, ma anche tutta la popolazione generale del Nord Est Italia che può usufruire dei programmi di prevenzione e screening. Il DOMERT rappresenta la struttura organizzativa chiamata a svolgere il delicato compito di collegamento tra la ricerca oncologica internazionale e i bisogni della popolazione locale - in inglese “think global, act local”, cioè applicare localmente le conoscenze prodotte nel mondo intero. Un obiettivo non facile, di grande responsabilità etica oltre che professionale, affrontato da un centinaio di persone tra ricercatori e personale tecnico. Cerchiamo, in questa rassegna, di spiegare come, nei primi decenni del ventunesimo secolo, il DOMERT affronti le sfide della ricerca oncologica indirizzata al paziente (cioè, la ricerca di “trasferimento” diretto del progresso scientifico dal laboratorio al letto del malato) e con quali risorse lo faccia. Le sfide. Innanzitutto, è obbligatorio stare al passo con il progredire delle conoscenze: non si può contribuire all’innovazione scientifica se non si conoscono i risultati degli altri ricercatori che affrontano, in vari Paesi del mondo, le medesime problematiche. Questo vuol dire innanzitutto curiosità, voglia di imparare a qualunque età, ma, anche, accesso a tutti i moderni strumenti di comunicazione e diffusione delle conoscenze. Fonte essenziale di scambio e di sapere sono le

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riviste scientifiche internazionali nelle quali i ricercatori riportano i risultati dei loro studi perché siano oggetto di condivisione e discussione nella comunità medico scientifica mondiale (“think global”, appunto). È quello il luogo del progredire, il luogo in cui ci si misura e ci si supera e dove il progresso stesso si alimenta. Da questo punto di vista, la biblioteca scientifica del CRO offre un servizio efficiente ed esemplare, mettendo i ricercatori del nostro Dipartimento nelle migliori condizioni possibili. I congressi internazionali e nazionali, le collaborazioni con i più importanti centri di ricerca oncologica nazionali ed esteri, la partecipazione a gruppi collaborativi, i seminari e workshop sono, poi, ulteriori e preziosi strumenti di conoscenza. Strumenti preziosi e molto costosi. Molti tra i ricercatori del DOMERT sono attivamente coinvolti in queste attività, ma un’auspicabile maggior partecipazione è limitata da budget modesti. La seconda sfida, la più difficile, è rappresentata dal contributo che il DOMERT è in grado di offrire alla produzione di nuove evidenze scientifiche. Man mano che si progredisce nelle conoscenze, restano da affrontare i problemi di più difficile soluzione, quelli che richiedono, oltre al talento, grandi risorse economiche. Da una parte, l’orgoglio di far parte della ristretta cerchia di Istituti che hanno contribuito,


a livello internazionale, a far luce su importanti aspetti della cancerogenesi (si pensi, ad esempio, agli studi multidisciplinari sui tumori legati a infezioni virali che hanno visto il nostro Dipartimento all’avanguardia) e l’ambizione di continuare su quella strada. Dall’altra, le risorse oggi disponibili sono scarse in relazione alla complessità dei problemi e la competizione per accedere a tali fondi è molto forte. I ricercatori del nostro Dipartimento sono in grado di vincere alcune di queste competizioni, ma la diminuzione dei finanziamenti pubblici rappresenta un serio ostacolo allo sviluppo e alla programmazione di ricerche di lunga durata (3 o più anni). Come vedremo in dettaglio più avanti, le ricerche condotte presso il DOMERT del CRO spaziano dalle popolazioni (studi epidemiologici), alle famiglie (counselling genetico), alle molecole – l’oncologia molecolare a cui si fa riferimento nel nome stesso del nostro dipartimento. Tuttavia, nell’era dell’oncologia molecolare, un periodo caratterizzato da sofisticate e costose ricerche sui marcatori bio-molecolari di malattia che rispondono alle esigenze della terapia personalizzata, il reperimento di adeguate risorse ed il loro uso efficiente rappresentano una sfida nella sfida. La terza sfida è quella che guarda al futuro, ai giovani ricercatori. L’età media dei ricercatori assunti a tempo indeterminato presso il nostro Dipartimento è ormai superiore ai 45 anni. Sebbene diffuso, questo fenomeno dell’invecchiamento dei ricercatori è più preoccupante in una struttura geograficamente periferica come il CRO di Aviano. Da noi, la potenziale capacità di attrazione di giovani di talento da formare nel campo della ricerca oncologica è ostacolata dai blocchi delle assunzioni, dal ritardo nel versamento dei fondi ministeriali e da difficoltà burocratiche nell’uso dei fondi di ricerca erogati da privati. Più del 40% del personale laureato del DOMERT è costituito da personale precario, giovani che, a vario titolo e condizione,

contribuiscono alla crescita del dipartimento avendone in cambio una formazione specialistica che nella maggioranza dei casi potranno mettere a frutto solo in altri Istituti italiani o all’estero. Consapevoli di questa seria criticità, la Direzione Scientifica e il DOMERT continuano a promuovere iniziative tendenti a favorire l’attrazione di giovani e a diffonderne i contenuti tramite le riviste scientifiche internazionali e Internet. Dal punto di vista organizzativo, il DOMERT è costituito da 4 Strutture Operative Complesse (SOC), l’Oncologia Sperimentale 1, l’Oncologia Sperimentale 2, la Farmacologia Sperimentale e Clinica e la struttura di Epidemiologia e Biostatistica (aggregata funzionalmente al Dipartimento nel settembre 2009).

SOC DI ONCOLOGIA SPERIMENTALE 1 (OS1)

Dr.ssa Roberta Maestro, Direttore SOC OS1

La SOC di Oncologia Sperimentale 1 (OS1) è diretta, dal 2005, dalla Dr.ssa Roberta Maestro. Questa SOC fu fondata nel 1982 dal Dr. Mauro Boiocchi e da questa Unità si sono poi gemmate, nel tempo, la SOC di Farmacologia Sperimentale e Clinica e la SOS di Bioimmunoterapia dei tumori. Il principale ambito di ricerca della SOC OS1, riguarda lo studio della genetica molecolare dei tumori.

La Struttura si occupa, in particolare, di chiarire i meccanismi molecolari alla base dello sviluppo e progressione delle neoplasie (cioè, cosa succede in una cellula che va incontro a trasformazione neoplastica) al fine di promuovere nuove metodologie diagnostiche e terapie personalizzate, basate sulle caratteristiche proprie del tumore e del paziente. Una cellula tumorale si differenzia dalla cellula normale per il suo comportamento anarchico all’interno dell’organismo, non svolgendo più le funzioni alle quali sarebbe deputata e interferendo con le funzioni delle altre cellule. Questo meccanismo, che rende pericolosa la malattia neoplastica, consiste in una serie di alterazioni a carico del DNA cellulare, in particolare a carico di quei tratti di DNA, detti geni, che sono responsabili del controllo delle diverse fasi vitali di una cellula (proliferazione, specializzazione, invecchiamento e morte cellulare). Tali alterazioni possono essere acquisite per esposizione a vari agenti cancerogeni esterni (ad esempio fumo di sigaretta, asbesto, radiazioni), sebbene esse possano essere già presenti nel nostro organismo fin dalla nascita (avendole ereditate dai genitori) o venir acquisite dalle cellule come conseguenza di errori spontanei insorti casualmente – evento tanto più probabile quanto più a lungo si vive. Qualunque sia la causa di queste alterazioni, è importante identificare quelle pericolose per la vita e quei tratti di DNA (cioè, i geni) che, se alterati, possono favorire la trasformazione di una cellula sana in una cellula tumorale. Come diceva il famoso generale cinese Sun Tzu (V-VI secolo a.c.) “Conosci il tuo nemico come conosci te stesso. Se farai così, anche in mezzo a cento battaglie non ti troverai mai in pericolo.” Lo scopo degli studi della Struttura di OS1 è proprio quello di conoscere la cellula tumorale e possibilmente individuarne i punti di debolezza, i talloni d’Achille, per

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L’équipe di ricercatori della Struttuta Operativa Complessa di Oncologia Sperimentale 1

sviluppare strategie terapeutiche di attacco, sempre più precise ed efficaci. Come perseguiamo obiettivi?

questi

Attraverso vari approcci. Innanzitutto conduciamo studi di biologia molecolare che ci permettono di individuare i geni responsabili del cancro, in altre parole i tratti “alterati” del DNA della cellula responsabili del loro comportamento anarchico. Tramite l’utilizzo di cellule isolate dai tumori, la manipolazione e il clonaggio del DNA, la Struttura OS 1 ha identificato diversi nuovi geni le cui alterazioni favoriscono l’acquisizione di caratteristiche tumorali da parte delle cellule. A questi studi (detti “in vitro”) si affiancano studi “traslazionali”, che hanno lo scopo di chiarire se, nei tumori chirurgicamente rimossi dai pazienti, questi geni sono effettivamente alterati e se queste eventuali alterazioni siano importanti per le caratteristiche di aggressività del tumore stesso. Tra i vari geni identificati negli ultimi anni vi sono i geni chiamati Twist, presenti in eccesso in alcuni tumori, che conferiscono alla neoplasia caratteristiche di

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particolare aggressività. Tramite lo studio dei geni Twist, l’oncologo viene aiutato a decidere se un trattamento standard può essere curativo oppure se, date le indicazioni di maggior aggressività del tumore, siano necessari trattamenti più impegnativi. Un chiaro esempio, questo, di ricerca traslazionale. Altri studi sono volti a chiarire se alcune particolari alterazioni presenti nei tumori possono indirizzare il paziente verso un tipo di terapia tradizionale o, piuttosto, verso terapie di tipo molecolare mirato. Esistono, infatti, delle particolari terapie dette “Terapie molecolari mirate” o “Target therapy” specificamente indirizzate a colpire il prodotto del gene alterato. È ovvio che il farmaco potrà esercitare la sua azione terapeutica solo nei tumori in cui vi sia la specifica alterazione. Il trasferimento dei risultati dei nostri studi in campo clinico, può quindi aiutare l’oncologo a chiarire se, per determinati tipi di tumore, esistano i presupposti per l’impiego di questi farmaci. Infine, come accennato in precedenza, esistono situazioni in cui le alterazioni che contribuiscono allo sviluppo del cancro sono

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già presenti nel paziente perchè ereditate dai genitori. Questi soggetti, con particolari geni (ad esempio APC, BRCA1, BRCA2) costitutivamente alterati, hanno un rischio maggiore di sviluppare alcuni tipi di tumore rispetto ai soggetti privi di tali alterazioni. Inoltre, essi appartengono spesso a famiglie in cui un tumore è particolarmente frequente nei consanguinei e solitamente insorge in età precoce. Le ricerche condotte dalla SOC di OS 1 vogliono quindi contribuire ad accrescere le conoscenze sul DNA di questi soggetti e individuare, eventualmente, l’alterazione che determina l’aumento di rischio di cancro. In tal modo, è possibile trasferire all’oncologo clinico e al malato (come si diceva in precedenza, dal laboratorio al letto) informazioni immediatamente utilizzabili per la gestione del trattamento. Per informazioni più dettagliate sulle attività cliniche della Struttura:  0434 659435

@ os1@cro.it


SOC DI ONCOLOGIA SPERIMENTALE 2 (OS2)

Prof. Alfonso Colombatti, Direttore della SOC di Oncologia Sperimentale 2

La SOC di Oncologia Sperimentale 2 (OS2) è diretta dal prof. Alfonso Colombatti dal 1982, cioè da quando è iniziata la progettazione delle attività scientifiche che si sarebbero successivamente svolte al CRO (ancor prima, quindi, dell’inaugurazione dell’Istituto avvenuta nel 1984). In tutti questi anni di attività la SOC OS2 ha sviluppato, oltre alla ricerca di base, anche filoni importanti per la diagnostica e la terapia. Nel 1987 è stata attivata l’Unità Leucemie, divenuta, poi, la struttura

autonoma “Oncoematologia Clinico Sperimentale”, e, nel 1990, il gruppo di Immunologia del melanoma divenuto anch’esso autonomo come “Nucleo di Ricerca Sperimentale Clinica in Immunlogia”. Per rendere più agevole la lettura e facilitare la comprensione delle varie attività attualmente in corso sarà necessario operare alcune semplificazioni. In fondo, quanto verrà illustrato deve servire principalmente ad avvicinare un pubblico di non esperti ma interessato a quanto la ricerca oncologica può fare. La missione della SOC OS2 è chiarire i fenomeni di invasione dei tessuti delle cellule tumorali che portano alle metastasi. Noi utilizziamo svariati modelli di cellule tumorali umane cresciute in vitro e ci serviamo di topi geneticamente modificati, cioè alterati con tecniche di ingegneria genetica, per renderli suscettibili allo sviluppo di tumori. In questi studi si applicano tecnologie diversificate, a seconda che gli esperimenti riguardino modelli di cellule in vitro o modelli di tumorigenesi in vivo. I nostri studi sono finalizzati, da un lato alla comprensione dei meccanismi che portano alla formazione e disseminazione tu-

morale, dall’altro allo sviluppo di prodotti diagnostico-prognostici e terapeutici innovativi. In quest’ottica, le nostre ricerche sono a forte connotazione multidisciplinare e traslazionale (come si diceva in precedenza, partono dal laboratorio per arrivare al letto del malato). Il microambiente - il principale oggetto dei nostri studi - è costituito da una complessa miscela di sostanze proteiche e glucidiche fondamentali per l’organizzazione dei tessuti, la sopravvivenza e la motilità cellulare. Il microambiente, oltre a fungere da contenitore, invia e riceve molteplici segnali alle cellule e ne condiziona il comportamento sia nei tessuti normali che in quelli tumorali. Le proteine che regolano il ciclo cellulare, cioè la moltiplicazione delle cellule tumorali, giocano un ruolo importante nello sviluppo dei tumori poiché sono coinvolte anche nel controllo della motilità cellulare. Infatti, molti studi eseguiti anche con l’uso di pseudo-tessuti tridimensionali in vitro sono rivolti a comprendere come alcune molecole note regolatrici del ciclo (p27, stathmin) interagendo tra loro condizionano il ciclo e la capacità invasiva delle cellule tumorali.

L’équipe di ricercatori della Struttura Operativa Complessa di Oncologia Sperimentale 2 con il Direttore prof. Alfonso Colombatti sulla destra

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Le interazioni tra microambiente e cellule tumorali costituiscono un argomento di studio anche per comprendere quali fattori solubili, in esso presenti, siano più importanti per la proliferazione nel linfoma di Hodgkin e come, interferendo con il loro meccanismo, si possa rallentare la crescita di queste cellule tumorali. Una serie di studi riguardano, in particolare, alcune molecole del microambiente (le EMILINE) coinvolte in molteplici funzioni cellulari. Utilizzando topi geneticamente modificati, i nostri studi hanno dimostrato che EMILIN1, oltre a regolare la pressione sanguigna, costituisce una molecola determinante per il funzionamento dei vasi linfatici, cioè quei vasi attraverso cui “viaggiano” molti tipi di cellule tumorali per arrivare fino ai linfonodi dove danno luogo alle prime stazioni delle metastasi. EMILIN2, invece, è coinvolta sia nella formazione di vasi sanguigni che nell’eliminazione di cellule tumorali che esprimono, sulla loro superficie, recettori specifici. Infine, MMRN2, un membro della famiglia presente solo sulle cellule endoteliali che rivestono i vasi sanguigni, inibisce la formazione di nuovi vasi e pertanto riduce

di molto la crescita tumorale nei topi. Concludendo e riassumendo, lo scopo delle nostre ricerche è da un lato, comprendere con quali meccanismi le cellule tumorali si muovono nei tessuti, nella linfa e nei vasi sanguigni e, dall’altro identificare molecole (anticorpi, farmaci, modalità innovative) utili alla loro identificazione e a eliminarle più efficacemente. Per informazioni più dettagliate sulle attività cliniche della Struttura:  0434 659301

@ acolombatti@cro.it

SOC DI FARMACOLOGIA SPERIMENTALE E CLINICA La ricerca in Farmacologia rappresenta uno dei principali interessi dell’Istituto. Inizialmente inclusa nelle attività della SOC di Oncologia Sperimentale 1 come ricerca pre-clinica, è poi diventata area di ricerca applicata al paziente (appunto la “ricerca traslazionale”) per giungere, nel 2006, al riconoscimento di area

con autonomia di ricerca. Le aree principali di ricerca sono: a) studi sulla farmacoresistenza e farmacosensibilità delle cellule neoplastiche; b) studi sulla farmacocinetica e sulle interazioni farmacocinetiche tra i farmaci antiblastici e i farmaci antiretrovirali impiegati nei pazienti con AIDS; c) studi clinici di fase I e II per lo sviluppo di nuovi farmaci, o nuove modalità di somministrazione di farmaci tradizionali; d) studi di farmacogenetica e farmacogenomica dei farmaci antiblastici. Quest’ultimo aspetto, estremamente caratterizzante l’attività odierna della SOC, intende ottimizzare l’uso della terapia farmacologica in base alle caratteristiche del patrimonio genetico dei pazienti. L’attività di ricerca multidisciplinare viene sviluppata in ambito preclinico e clinico, con il coinvolgimento di altre Strutture del CRO, di Istituti Oncologici del Triveneto, di Organismi Nazionali e Internazionali e di importanti industrie multinazionali del farmaco. La SOC si avvale di piattaforme di analisi genetica (sequenziatore e GeneScan,

L’équipe di ricercatori della Struttura Operativa Complessa di Farmacologia Sperimentale e Clinica. Ultimo a destra, il Direttore dott. Giuseppe Toffoli.

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DHPLC, Pyrosequencing, Real Time PCR) e di piattaforme tecnologiche di analisi biochimiche, farmacocinetiche e per l’espressione proteica. È parte integrante della Core Facility di bionalitica del CBM (Centro di eccellenza in Biomedicina Molecolare regionale con sede a Trieste). La “core facility” dispone di moderne strumentazioni analitiche, quali la spettrometria di massa ESI e MALDI-TOF. La SOC partecipa attivamente al Gruppo Studi Clinici del CRO dove promuove, in particolare, la sperimentazione clinica per gli studi di fase I e svolge attività di progettazione e supporto biomolecolare, farmacocinetico e farmacogenetico. Quest’ultimo aspetto, la farmacogenetica, riguarda lo studio dei geni del paziente implicati nella risposta ai farmaci: esso rappresenta un’importante strategia per personalizzare la terapia antitumorale, così da somministrare a ciascun paziente il farmaco giusto al giusto dosaggio. È noto che i farmaci antitumorali possano avere livelli di attività e di tossicità molto differenti, ma le strategie attuali su cui viene basata la scelta del farmaco e il relativo dosaggio non sempre offrono risultati soddisfacenti perchè la variabilità nella risposta ai farmaci antitumorali può dipendere da specifici geni individuali. Lo studio degli effetti e la caratterizzazione di queste varianti genetiche (polimorfismi) può risultare, quindi, di fondamentale importanza per individuare i soggetti che potranno giovarsi dell’effetto antitumorale del trattamento, per la scelta del farmaco e per l’ottimizzazione del dosaggio. Come esempio di ricerca traslazionale, vale la pena citare i risultati di uno studio condotto presso la SOC FSC in collaborazione con l’Università di Chicago (USA) e con importanti istituzioni oncologiche italiane. Attraverso questa ricerca sono state identificate le varianti genetiche responsabili della tossicità e della risposta

all’Irinotecano, un farmaco antitumorale comunemente impiegato nella cura di alcune patologie neoplastiche quali il tumore del colon. Potranno così essere individuati i pazienti in grado di trarre il massimo vantaggio dalla terapia e quelli, invece, a cui il trattamento non è potenzialmente utile. Basterà fare un semplice prelievo di sangue, o usare la sola saliva per aver i risultati del test. Questa attività di ricerca ha attirato l’attenzione di una industria di biotecnologie che, in collaborazione con alcuni ricercatori della SOC di Farmacologia, produrrà kit diagnostici per i test di farmacogenetica. Riconoscimenti per questa attività di ricerca sono arrivati dalla comunità scientifica internazionale e il direttore della SOC FSC è stato nominato membro del “Irinotecan Consortium”, un gruppo di 7 ricercatori internazionali a cui sarà richiesto da parte di organismi regolatori come la Food and Drug Administration degli Stati Uniti, di definire le strategie per l’applicazione degli studi sulla farmacogenetica dell’Irinotecano nella pratica clinica. Per informazioni più dettagliate sulle attività cliniche della Struttura:  0434 659590

@ gtoffoli@cro.it

SOC DI EPIDEMIOLOGIA E BIOSTATISTICA La SOC Epidemiologia e Biostatistica è operativa sino dalla inaugurazione del CRO di Aviano nel 1984 e è stata diretta fino al 2000 dalla dott.ssa Silvia Franceschi (oggi a capo di un importante gruppo di ricercatori presso l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul cancro di Lione). Le attività odierne della struttura di Epidemiologia e Biostatistica spaziano dalla registrazione dei tumori alle ricerche sul ruolo dei

principali fattori di rischio per l’insorgenza del cancro, alla valutazione degli esiti degli screening oncologici. Ai fini della sanità pubblica, usa sofisticate tecnologie statistiche e informatiche per descrivere la distribuzione dei tumori in Friuli Venezia Giulia (la registrazione dei tumori, attività condotta in stretta collaborazione con la Direzione Centrale della Sanità regionale) e per identificare gruppi di popolazione a rischio elevato di cancro - gli studi di epidemiologia analitica, condotti in collaborazione con vari centri di ricerca italiani e stranieri. Queste attività vengono condotte da un gruppo di ricercatori di varia estrazione (un medico, due biologi, e quattro laureati in statistica) e da personale tecnico altamente specializzato. Vediamo in sintesi alcune di queste attività. Il Friuli Venezia Giulia è una delle regioni italiane con il più alto numero di tumori e, per questo motivo, tutta la popolazione è monitorata per verificare l’impatto dei tumori sulla salute. La registrazione dei tumori in Friuli Venezia Giulia è iniziata, su base regionale, nel 1995 a integrazione del registro tumori di Trieste attivo sin dagli anni ’80. Nel 2009 è stato prodotto un volume riassuntivo per illustrare i principali risultati della registrazione sistematica delle diagnosi di tumori maligni in Friuli Venezia Giulia, dall’inizio dell’attività su base regionale nel 1995 fino al 2005 (“I Tumori in Friuli Venezia Giulia: dati di incidenza, sopravvivenza e prevalenza, 1995-2005” che può essere richiesto alla SOC Epidemiologia e Biostatistica tramite telefono (0434/659354) o e-mail (epidemiology@cro.it). In Friuli Venezia Giulia ci sono, in media, 10.000 nuove diagnosi di tumore all’anno, pari a 794 nuovi casi annui/100.000 uomini e 603 nuovi casi/100.000 donne. Negli uomini, le sedi più frequenti di tumore sono risultate la prostata (23.3% di tutti i tumori), il colon-retto (13.7%) e il polmone (13.3%) seguite da vescica, stomaco, fegato e rene e tumori

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L’équipe di ricercatori della SOC di Epidemiologia e Biostatistica

ematologici (575 diagnosi, di cui 279 linfomi non-Hodgkin e 159 leucemie). Il carcinoma della mammella è il tumore più frequente nelle donne (31.0% di tutte le nuove diagnosi), seguito dai tumori del colon-retto (12.9%), polmone (6.4%), utero (5.5% complessivamente), stomaco, pancreas, melanomi cutanei, tumori delle vie aerodigestive superiori ed ematologici (545 nuove diagnosi, 266 linfomi nonHodgkin e 145 leucemie). Nel periodo 1995 e il 2005, tra i risultati più interessanti vanno segnalati, nei maschi, il netto aumento del carcinoma della prostata (+5.9% per anno), dovuto essenzialmente alla diffusione delle pratiche di screening spontaneo e la costante diminuzione dei tassi di incidenza di tumore del polmone (-1.5% per anno) attribuibile in larga misura alla diminuzione del fumo di sigarette. Nelle donne, invece, abbiamo registrato un graduale aumento dei tassi di incidenza per cancro della mammella (+1.4% per anno) e un lieve aumento del cancro del polmone, soprattutto nelle donne al di sotto dei 65 anni di età. Risultati incoraggianti sono emersi anche

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dalla analisi dei dati di sopravvivenza, con aumenti nella quota di persone sopravvissute almeno 5 anni, passata dal 37,3% al 44,0% negli uomini e dal 48,4% al 51,6% nelle donne. Dal 1984 ad oggi, la SOC Epidemiologia e Biostatistica ha studiato gli stili di vita di circa 20.000 persone con o senza malattia neoplastica per identificare, anche nella popolazione del Nord Est Italia, quei comportamenti modificabili che possono aiutare a prevenire le malattie neoplastiche. Tra questi fattori, le nostre ricerche hanno confermato il ruolo importante del fumo di sigarette, responsabile di circa un terzo di tutti i tumori (il rischio di ammalarsi di cancro è decine di volte più alto nei fumatori che nei non fumatori), di una dieta sbilanciata verso l’eccesso di calorie e di consumo di cibi ad alto contenuto di zuccheri, di grassi animali e povere di frutta e verdura. Tutte queste informazioni sono state sintetizzate in un opuscolo destinato alla popolazione generale “I Tumori in Friuli Venezia Giulia: Conoscere per Prevenire”, scritto in modo semplice e diretto per fornire informazioni chiare che

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possano permettere ai lettori di incrementare la consapevolezza sui temi della salute e sull’importanza, per la salute individuale, di scelte salutari. Questo opuscolo può essere richiesto direttamente alla SOC Epidemiologia e Biostatistica tramite telefono (0434/659354) o e-mail (epidemiology@cro.it). Se molto può essere fatto da ciascuno di noi per prevenire i tumori, altrettanto è possibile fare per la diagnosi precoce. In Friuli Venezia Giulia sono attivi i programmi di screening per i tumori femminili (mammella e cervice) e i tumori del colon retto. L’opuscolo “I Tumori in Friuli Venezia Giulia: Conoscere per Prevenire” offre informazioni utili anche su questo importante aspetto, poiché i migliori risultati dalla terapia antitumorale si ottengono soprattutto grazie alla diagnosi tempestiva. Per informazioni più dettagliate sulle attività cliniche della Struttura:  0434 659354

epidemiology@cro.it


“A volte quando considero quali straordinarie conseguenze derivano da piccole cose… sono tentato di pensare… che non esistano piccole cose”

ATTIVITÀ FORMATIVA AL CRO

Formazione e formatori nell’IRCCS CRO: anno 2009 Come abbiamo più volte ricordato nei numeri precedenti, il ruolo degli IRCCS si esplica attraverso tre concetti chiave: ricerca, assistenza, formazione. Risulta pertanto estremamente importante investire in quelle professionalità che concorrono al raggiungimento degli obiettivi prefissati. In particolare per quanto riguarda la formazione, la trasmissione del sapere e l’acquisizione delle competenze di lavoro avvengono attraverso una formazione che integra la didattica d’aula, la didattica tutoriale e la formazione a distanza. Nel 2009 tutte e tre le tipologie formative sono state utilizzate per lo sviluppo delle competenze degli operatori, soprattutto quelle “distintive” per un IRCCS oncologico. DIDATTICA D’AULA Il 2009 è stato un anno ricchissimo per la formazione residenziale. Sono stati, infatti, realizzati più di 80 eventi tra convegni, seminari, corsi di aggiornamento, la maggior parte accreditati secondo il programma di Educazione Continua in Medicina previsto dal Ministero della Salute dal 2002 ad oggi. Molti di questi eventi consistevano in convegni inseriti nel programma dei festeggiamenti per il 25° anniversario del CRO. Per realizzare il piano formativo sono stati incaricati numerosi docenti, in parte provenienti da altre aziende ed enti; tuttavia la parte più consistente riguarda professionisti del CRO che svolgono anche un ruolo di formatore. Gli operatori del CRO che nel 2009 hanno svolto attività di docenza a

corsi residenziali sono stati 106 cioè il 14,3% di tutto il personale che opera in Istituto. La maggior parte di essi ha frequentato, negli ultimi anni, corsi per formatori, per lo più organizzati dall’Ente, dimostrando dunque di voler aggiornare costantemente le proprie competenze didattiche. DIDATTICA TUTORIALE Nel 2009 al CRO la figura del tutor ha svolto un ruolo molto importante in 3 ambiti: A) a livello clinico: il tutor clinico per l’addestramento degli studenti universitari in tirocinio o dei neoassunti. Al CRO sono attivi attualmente 119 operatori nel ruolo di tutor clinico; B) a livello di formazione permanente: il tutor della Formazione sul Campo (FSC); C) a livello di formazione/orientamento di studenti di scuole medie superiori: con le parole di Scandella (2004) diciamo che la tutorship “accompagna chi sta vivendo l’esperienza di apprendimento per fornirgli opportunità di attivare e acquisire capacità di auto monitoraggio del percorso, favorendo la riflessione su ciò che funziona o non funziona e perché, sul significato delle scelte, nell’intento di contribuire allo sviluppo della consapevolezza circa i punti di forza e di fiducia delle proprie capacità, nonché allo sviluppo del senso di responsabilità rispetto ai compiti evolutivi”. A. Il tutor clinico Il tutor è elemento-cerniera, essen-

ziale per avvicinare il mondo della conoscenza e quello della pratica, l’apprendimento teorico e quello clinico. L’università è per definizione il mondo della conoscenza, della cultura, del sapere, ma nello stesso tempo abbiamo bisogno di formare professionisti che sappiano applicare tale sapere nei contesti lavorativi, che abbiano cioè una competenza clinica in grado di dare risposte concrete e personalizzate alle domande di salute dei cittadini. B. Il tutor della Formazione sul campo (FSC). La didattica tutoriale si rivolge anche a professionisti, siano essi neo assunti o operatori con competenza che necessita di ulteriori sviluppi. Il sistema ECM (Educazione Continua in Medicina) prevede la possibilità di realizzare iniziative di Formazione sul campo, per le quali è necessario avere dei tutor a guida dei processi educativi e formativi che possono avvenire attraverso: • eventi di FSC “addestramento di personale neo assunto, neo acquisito o neo trasferito”: il tutor attraverso l’affiancamento, l’esecuzione di attività con supervisione, le esercitazioni o le simulazioni, guida l’operatore nell’acquisizione delle competenze attese; • eventi FSC “gruppi di miglioramento e ricerca”: in questo caso il tutor guida i colleghi, professionisti meno esperti di lui in quel particolare ambito di attività, nello sviluppo di competenze che portano a realizzare per esempio percorsi di miglio-

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ramento della qualità, revisione di processi e comportamenti di lavoro, revisione di linee guida basate su evidenze scientifiche, conduzione di disegni di ricerca. Nel 2009 sono stati realizzati 32 progetti “FSC addestramento”, 18 progetti “FSC miglioramento” e 4 progetti “FSC ricerca” per i quali è stato richiesto il contributo di 113 operatori nel ruolo di tutor di Formazione sul Campo (FSC). Parte di questi operatori sono anche tutor clinici. C. Il tutor per la formazione/orientamento di studenti di scuole medie superiori. In questo caso, il tutor individuato dal direttore di struttura o dal referente/ coordinatore del gruppo professionale si impegna a: • seguire gli studenti delle scuole medie superiori per l’approfondimento di discipline che sono state affrontate in classe a livello teorico. Materie come la chimica, la biologia, l’anatomia, la fisiologia ecc, possono essere studiate e approfondite con il tutor nelle sedi di tirocinio (laboratori diagnostici e di ricerca ...) e allo studente possono essere offerte occasioni per osservare l’applicazione pratica dei concetti studiati; • orientare gli studenti rispetto alle scelte professionali future, in modo che gli stessi possano compiere delle scelte consapevoli se desiderano proseguire gli studi a livello universitario. Al CRO gli studenti incontrano

in prima persona i nostri operatori, medici, biologi, chimici, fisici, psicologi, farmacisti, infermieri, tecnici di laboratorio, tecnici di radiologia, biotecnologi e possono con loro scambiare informazioni ed esperienze e avere un panorama sui possibili inserimenti lavorativi. Nel 2009 al CRO 40 tutor hanno svolto la loro attività a favore degli studenti delle scuole medie superiori. In tutte e tre le tipologie di insegnamento, il tutor deve utilizzare di preferenza il metodo di apprendimento attraverso i problemi e le situazioni concrete. Egli, dunque, deve facilitare l’apprendimento educando alla auto-riflessività sul proprio processo di apprendimento e su tutto ciò che accade nell’esperienza concreta, attivando il pensiero, la riflessione, il collegamento passato–presente –futuro, il collegamento causa–effetto, ecc. Infatti, come dice Richard Saul Wurman “Le persone ricordano il 10% di quello che sentono, il 75% di quello che vedono, il 90% di quello che fanno”. Per poter svolgere questo importantissimo ruolo di docente e di tutor il professionista deve acquisire e allenare nel tempo le competenze tipiche che riguardano queste aree: competenze di tipo cognitivo, competenze di tipo relazionale/comunicativo, competenze di tipo organizzativo, competenze di gestione degli apprendimenti di altri, competenze di

Discenti durante uno dei Corsi teorico-pratici interattivi di apprendimento organizzati al CRO

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gestione del proprio apprendimento, competenze etico-deontologiche. FORMAZIONE A DISTANZA Le Aziende Sanitarie del FVG non sono ancora autorizzate a progettare e realizzare in proprio progetti di Formazione A Distanza (FAD) con accreditamento ECM. Pertanto per ora possiamo: • segnalare agli operatori eventi formativi organizzati da altre agenzie formative affinché gli stessi svolgano i corsi in proprio; • segnalare agli operatori eventi formativi organizzati da altre agenzie con le quali stabiliamo degli accordi e seguire gli operatori che svolgono i corsi presso le strutture formative del CRO. Nel 2009 è stata fatta una sperimentazione di cui al punto B. È stato infatti realizzato un evento FAD presso il Servizio Formazione dal 20 gennaio al 27 febbraio 2009 per dipendenti del ruolo amministrativo sulle tematiche relative al Codice sulla Privacy (Dlgs 196/03). Al corso si sono iscritti 61 operatori, 40 di essi (pari al 69%) lo hanno concluso superando le prove previste. Riprendendo la frase del sottotitolo di questo articolo “A volte quando considero quali straordinarie conseguenze derivano da piccole cose … sono tentato di pensare … che non esistano piccole cose”, si può affermare che il lavoro dei nostri docenti e tutor a volte sembra piccola cosa, ma in realtà è in grado di mettere in moto processi di motivazione e di cambiamento molto potenti sia per le persone che sono in apprendimento, sia per coloro che si impegnano per l’apprendimento di altri. Si viene a creare, così, un circolo virtuoso di cui tanti possono beneficiare, per primo il cittadino che accede ai servizi di assistenza e cura che il CRO offre. Le persone, infatti, hanno diritto di ricevere prestazioni che rispondano ai principi di efficienza, efficacia, equità, empatia, e tali prestazioni possono essere garantite solo con l’elevata competenza e umanità dei professionisti che operano nei sistemi sanitari.


Inaugurata il 22 dicembre 2009 ...

AREA GIOVANI

La stanza dell’IO Il 22 dicembre 2009 è stata inaugurata presso l’Area Giovani del CRO la Stanza dell’IO, stanza che è stata realizzata grazie al generoso contributo dell’AIL (Associazione Italiana contro le Leucemie - linfomi e mieloma) di Pordenone il cui impegno è stato importante sia in termini di realizzazione vera e propria della stanza che in termini finanziari. Erano presenti all’inaugurazione il Direttore Generale Dr. Giovanni Del Ben, il Presidente dell’AIL Aristide Colombera insieme ad altri soci, il Sindaco di Pordenone Sergio Bolzonello, l’Architetto Lara Zuccon che ha progettato gli spazi e gli arredi, Ugo Furlan che ha realizzato il disegno della porta, la mamma di Tania, la ragazza a cui si ispira il cigno raffigurato sulla porta, e il personale dell’Area Giovani. Questa stanza va a completare il reparto di degenza, offrendo ai ragazzi

La porta della stanza dell’IO

Scorcio della stanza dell’IO

un ulteriore spazio in cui poter dare libero sfogo alla propria personalità. L’idea è nata dall’esigenza di avere un luogo polifunzionale allo stesso tempo intimo, tranquillo, familiare, riservato, colorato, dove poter svolgere varie attività quali i colloqui con i ragazzi, gli esami audiometrici per i bambini (solitamente eseguiti presso l’ospedale di Pordenone); le lezioni con le insegnanti del Progetto Spazio-scuola ma anche uno spazio a misura di bambino per tutte le attività ludiche, uno spazio di socializzazione e svago che fosse propriamente riservato ai piccoli/grandi utenti dell’Area Giovani. Allo scopo, il Comune di Pordenone ha donato un televisore 50 pollici, grazie alla somma raccolta con la messa all’asta di una scultura di

Harry Bertoia; l’Associazione Rose Blu di Anita ha donato un computer che permetterà ai ragazzi di navigare in internet e di collegarsi con le rispettive scuole, utilizzando il maxischermo; gli alunni della scuola elementare di San Michele di Sacile hanno donato una WII completa di joystick e 4 giochi, acquistata con il ricavato della vendita di un libro di storie da loro stessi realizzato. Le associazioni benefiche, principali finanziatrici di progetti di umanizzazione negli ospedali, traggono molta spinta e credibilità se i loro “investimenti” vengono resi pubblici. Per questo è giusto far sapere che è grazie a loro se siamo riusciti a raggiungere questo nuovo obiettivo. Il Presidente dell’AIL di Pordenone attendeva da diversi anni di poter

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finanziare, con i fondi raccolti nel nostro territorio, un progetto per l’Area Giovani. Aver contribuito alla realizzazione di questa stanza è quindi, per lui, motivo di grande orgoglio. “Il progetto - dice l’Architetto Lara Zuccon - è una proposta di arredo per l’area ricreativa nel reparto dell’Area Giovani. L’allestimento è stato concepito come una naturale appendice delle quattro stanze, individuate ciascuna da un colore diverso: giallo, arancio, azzurro e verde. Il tema del colore, quindi, guida la composizione realizzata con una serie di elementi modulari caratterizzati da tutte le cromie precedentemente utilizzate. Successivamente, si concretizza l’idea che rende riconoscibile il pensiero all’origine della denominata “stanza dell’IO”, prevedendo l’utilizzo di un linguaggio codificato, quale la scrittura, per tradurre ciò che dovrebbe rappresentare tale ambiente: un luogo dove poter ritrovare se stessi e rispondere così al bisogno primordiale di manifestazione della propria identità. L’analisi delle superfici della stanza e di un’ottimale distribuzione spaziale dell’arredo portano all’adozione di una griglia modulare in parete, su cui impostare la scritta IO. Tale base, rende

Il gruppo dell’AIL di Pordenone con il Presidente Aristide Colombera, l’Architetto Lara Zuccon, Ugo Furlan, il Sindaco di Pordenone Sergio Bolzonello, alcuni genitori dei ragazzi ed il personale del CRO di Aviano che opera all’interno dell’Area Giovani del CRO

semplice la suddivisione in aree funzionali, a seconda della tipologia di utenza (principalmente giovani ma anche bambini; operatori e non) e dell’utilizzo che ne conseguirà. Il passo successivo è stato la scelta dei materiali da impiegare, legno e plastica, che ben rappresentano il contraddittorio linguistico tradizione e innovazione, sempre presente nel linguaggio architettonico, ma anche una caratteristica del contrasto generazionale.

Da sx: Aristide Colombera, il Sindaco Bolzonello, Giovanni Del Ben e Mauro G. Trovò

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Il legno si configura come la parte nobile del progetto, il punto di partenza; le scocche delle scatole, quindi, sono tutte del medesimo materiale; variano solo gli spessori, a seconda dell’alternanza pieno-vuoto. Una cornice traslucida in plastica, aperta sul lato contiguo alla parete finestrata, racchiude l’IO, pieno ed opaco, in legno dalla superficie liscia; come sfondo, un piano a specchio per dilatare lo spazio oltre il muro. Non trascurabile la cura dei particolari che contribuiscono alla perfetta leggibilità degli elementi grafici. Sono presenti tagli a 45° nei pannelli, per la completa chiusura delle scatole; borchie inserite sui frontali in plastica, per accentuarne la luminosità e spostare l’attenzione lungo i bordi; ancora borchie sulla boiserie, per evidenziarne il disegno. Grande attenzione è stata posta alla progettazione illuminotecnica, indispensabile nell’ambito dello studio cromatico e nella valorizzazione di piccoli ambienti come questo. Lo studio della luce, in relazione ai materiali utilizzati, ha influito notevolmente sulla disposizione dei colori: i toni più caldi e luminosi, posti in gradazione, dal-


l’arancio al giallo, vengono usati per la cornice con i frontali in plastica; i toni più freddi e scuri, dal verde al blu, per le lettere dell’IO. La parte più alta dell’intera composizione si conclude con una pannellatura composita, semitrasparente ed incolore, retroilluminata con luci a led a colori RGB, lungo tutto il pannello, e, in alternativa, a neon, con deflettore orientato verso il soffitto.

Un altro punto luce fondamentale si trova sulla parete opposta, contigua alla parete finestrata: luci a neon su tutta la lunghezza e incassate in una cornice bianca, immediatamente sotto al soffitto, creano un fascio luminoso che dalla superficie orizzontale fluisce morbidamente lungo quella verticale, dando così la sensazione di essere inglobati nella luce. Per concludere, si può affermare che

il progetto della stanza dell’IO risulta essere anche dinamico e mutevole: pensiamo ad esempio alla lavagna che, ribaltata, diventa tavolo studiogioco; alla scatola che, ruotata, si rivela una base computer; allo sgabello che si estrae da un modulo a parete; alle ante che scivolano nella sagoma delle scatole; all’assenza di maniglie su tutte le ante e i cassetti, che consentono l’apertura up-

C’era una volta... Vi raccontiamo qui l’undicesima storia (questa volta autobiografica) degli alunni della scuola elementare di San Michele di Sacile … Questi piccoli, con l’aiuto degli insegnanti, sono stati, infatti, autori di dieci storie scritte, illustrate e raccolte in un libro intitolato “Ti regalo una storia”, ora in ristampa.

Il lavoro è stato avviato nell’anno scolastico 2008-2009 nell’ambito del progetto “Crescere leggendo”, che caratterizza l’attività didattica della scuola elementare “G. Marconi” di San Michele. Si compone di dieci racconti, uno per classe, circa, che hanno come protagonisti animali buffi, draghi, streghe e mostri che

minacciano la città, fiabe raccontate come solo i più piccoli sanno fare. Con il ricavato della vendita di questi libri - andati praticamente a ruba - è stato istituito da alcuni genitori un “Fondo C.R.O.” con il quale i bambini della scuola elementare di San Michele acquistano, ogni volta che viene espressa loro un’esigen-

Daniela Capone (al centro) con gli alunni della Scuola elementare di San Michele-Sacile.

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Il corpo insegnante della Scuola elementare di San Michele-Sacile che ha realizzato il progetto. Al centro Daniela Capone - educatrice dell’Area Giovani del CRO

za, materiale per i bambini e i ragazzi del Reparto di Radioterapia Pediatrica e dell’Area Giovani del C.R.O. di Aviano. Il primo incontro tra bambini, genitori e Personale del nostro Istituto è avvenuto direttamente in ospedale, in occasione delle feste natalizie, quando un gruppo di genitori ha consegnato al Dr. Mascarin e ai suoi collaboratori una serie di regali per i bambini e i ragazzi ricoverati, tra cui una splendida WII completa di joystick e quattro giochi. Un’altra “consegna” è avvenuta invece sabato 20 febbraio 2010 presso l’auditorium della scuola elementare di San Michele. In quell’occasione i bambini hanno presentato uno spettacolo sul tema centrale il “Tempo che scappa ...” al termine del quale sono stati consegnati, alla dr.ssa Capone, educatrice presso il C.R.O.,

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alcuni strumenti musicali. È stato un incontro molto sentito nel quale l’educatrice si è intrattenuta con i bambini spiegando loro il suo ruolo nel Reparto pediatrico del C.R.O. e descrivendo le attività che vengono svolte per e con i bambini/ragazzi. Daniela Capone ha, poi, ringraziato gli alunni della scuola di San Michele sia per lo spettacolo organizzato che per il materiale musicale consegnato … anche da parte dei bambini/ragazzi e degli operatori del C.R.O., nonché della musicoterapeuta che li userà con i piccoli pazienti. Quest’iniziativa, come hanno spiegato i genitori coinvolti nel progetto, è stata ideata per insegnare ai bambini che insieme si può fare qualcosa per chi sta peggio. Per far meglio comprendere ai bambini il senso del “dare” e il significa-

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to reale della parola “solidarietà” è stato scelto di utilizzare modi diretti e diversi di consegna dei “doni”: un modo più articolato quale l’evento quì descritto che ha coinvolto tutta la scuola o la semplice consegna della somma di denaro raccolta tramite una piccola rappresentanza di genitori/insegnanti. Il prossimo appuntamento in programma è previsto nella primavera inoltrata. Si tratterà di un terzo incontro presso il C.R.O., per la consegna da parte degli alunni della scuola elementare di materiale didattico per i “laboratori del fare e del creare”. Per l’occasione sarebbe bello poter ripetere per i bambini/ragazzi dell’Area Giovani lo spettacolo tenutosi il giorno 20 a Sacile.


Serata a Valdobbiadene... Cari lettori, mi chiamo Annalisa, ho 16 anni, e vi racconto com’è andato il viaggio a Valdobbiadene il 16 ottobre 2009 con il dr Maurizio Mascarin, la psicologa Katia Bianchet, Veronica, Francesca e io. Questo incontro era stato organizzato da Bruno e da suo padre, che ci tenevano molto a far conoscere alle persone del loro paese l’Area Giovani del CRO di Aviano e l’importanza di stare accanto a chi soffre in modo tale che la malattia non diventi un ostacolo tra le persone. Inoltre, volevamo presentare il libro “Non chiedermi come sto, ma dimmi cosa c’è fuori” allo scopo di portare la nostra esperienza ai giovani. Partenza prevista alle 18.00 dal parcheggio della fiera di Pordenone e arrivo stimato, salvo intoppi, a Valdobbiadene 19:30 circa, in pratica 1 ora e mezza di viaggio. Durante il tragitto mi sono divertita moltissimo. Infatti il “caro dottore” che io e voi conosciamo come un medico serio e preciso, al volante si trasforma in un autista scatenato e, temendo di arrivare tardi (e non conoscendo bene la strada) non vi dico

cos’ha combinato !!! L’evento si è tenuto in una villa antica e per cominciare ha parlato un assessore, poi Maurizio ha spiegato in modo magistrale perché è nata l’Area Giovani (infatti proprio i giovani colpiti da malattie oncologiche non avevano un reparto tutto loro ma erano costretti a stare o con i bambini o con gli adulti), inoltre ha spiegato come stanno i ragazzi durante il periodo delle terapie, come reagiscono ai divieti, come vivono i cambiamenti nel loro corpo (ad es. la caduta dei capelli, le smagliature...), il rapporto con gli amici (perché pochi sono i Veri amici che ti restano accanto), fino ad arrivare al nostro bisogno più grande: quello di essere normali. E quindi anche la normalità non viene vista negativamente ma come un grande dono. Poi ho parlato io perché le mie parole compongono il titolo di questo libro. Infatti quando le mie amiche mi chiamavano nel periodo in cui ero costretta a rimanere in isolamento, e mi chiedevano quasi ogni giorno come stavo … non volevo dire loro che stavo male perché questo ci avrebbe solo rattristato di più. Perciò io dicevo questa

Maurizio Mascarin, Katia Bianchet, il vicesindaco del Comune di Valdobbiadene ed i ragazzi dell’Area Giovani del CRO

frase “Non chiedermi come sto, ma dimmi cosa c’è fuori” che un giorno Maurizio sentì e scrisse in un foglio, per poi usarla come titolo di questo magnifico libro. E io sono molto fiera di aver dato il mio contribuito, anche se in piccola parte. Dopo di me, ha parlato Katia che ha riferito le esperienze di alcuni ragazzi (nelle quali mi sono identificata molto). Da queste “lettere” si capisce come i ragazzi si comportano di fronte ai cambiamenti del loro corpo (non si guardano allo specchio, tengono la luce chiusa), la difficoltà a volte nel credere ai medici e a quel percorso così difficile e pieno di rischi (come quella ragazza che, a causa delle terapie, rischiava la sterilità ed aveva una grande paura), fino ad arrivare all’importanza degli amici, che è fondamentale poiché la malattia non deve essere un muro tra chi sta male e gli altri. Infine Bruno, Francesca e Veronica hanno portato le loro testimonianze. Bruno ha detto che quando si era ammalato molti gli dicevano che non doveva preoccuparsi ma viverla come un gioco, ma lui stesso si è accorto che nella vita niente è un gioco e che ci vuole molto più coraggio a vivere che a morire. Poi ha parlato Francesca, che si è ammalata da poco, e ha detto che la sua preoccupazione più grande è non far soffrire troppo i suoi genitori; e infine, concludendo la serata, ha parlato Veronica che ha detto che la vita è il sommo bene, bisogna accettarla com’è e lottare per tenersela ben stretta; che alla fine bisogna amare tutti i suoi aspetti, dalla giornata di sole alla giornata di pioggia. Devo dire che, nonostante sia sempre terrorizzata di parlare in pubblico, sono molto felice di partecipare a queste serate perché mi offrono l’opportunità di lanciare un messaggio di speranza ai ragazzi e alle persone in generale e per questo sono grata a Maurizio sia perchè le organizza, sia perché mi chiama. Mi dispiace solo la scarsa partecipazione di giovani anche perché il messaggio che noi portiamo è, come ho già detto, soprattutto per loro.

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L’ANGOLO DELLA BIBLIOTECA Biblioteca Scientifica è situata al piano terra ed è aperta dal Lunedì al Venerdì dalle ore 9.00 alle ore 17.00  0434 659248  0434 659468 @ infobib@cro.it

È attivo ormai da otto anni il sodalizio tra la Scuola Media Statale del Centro Storico di Pordenone, la Gastroenterologia e la Biblioteca per i Pazienti del nostro Istituto. I ragazzi di alcune classi, infatti, seguiti dalla impareggiabile prof.ssa Franca Majolino (docente e coordinatrice del progetto) hanno nel tempo prodotto alcuni elaborati di “Educazione alla Salute”. L’ultimo prodotto che gli alunni della 2a G hanno curato, nell’anno scolastico 2008-09, è un prezioso ricettario, contenente 11 ricette originali ideate dai ragazzi con l’aiuto dei genitori. Le pietanze descritte sono realizzate utilizzando i prodotti tipici del Friuli Venezia Giulia. Per ogni proposta gastronomica i ragazzi, oltre alle utili indicazioni relative agli ingredienti e alla preparazione, hanno calcolato anche il valore calorico e persino suggerito le modalità per bruciare la calorie assunte. Non mancano i piatti per le persone intolleranti al glutine. Il lavoro, assieme a una presentazione in PowerPoint sul processo produttivo del Montasio e alcuni articoli pubblicati sul Messaggero, ha partecipato e vinto il concorso “Le Agrolimpiadi della Salute” bandito dalla Coldiretti nazionale. Ma già in precedenza altre classi della Scuola Media avevano prodotto libretti utili come ad esempio: “Noi e il cibo: atteggiamenti, comportamenti e scelte consapevoli per una sana alimentazione” nel 2002; nel 2006

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Collaborazione “storica” tra la Prof. Majolino, gli alunni della Scuola Media del Centro Storico di Pordenone e il CRO

Educazione alla salute e Scuola Tale materiale è disponibile anche in formato digitale in una apposita banca dati. Inizialmente si chiamava “Azalea: biblioteca digitale in oncologia per malati, familiari e cittadini” (attiva dal 2003 al 2006). Ora è in fase di realizzazione Cignoweb.it wwww. cignoweb.it, una banca dati-portale di risorse informative per i pazienti (sul modello di Azalea). Tra gli obiettivi primari di questa nuova banca dati vi è la recensione del materiale inserito, sottoposto a valutazione di qualità e adeguatezza per gli aspetti formali, di stile comunicativo e relativi al contenuto, un iter che si compie per ogni documento. Gli autori del libro “Antichi sapori friulani per giovani cuochi”

sono stati realizzati: “Yogurt Fantasy, consigli speciali per le merende dei ragazzi” e “Spot: idee in fumo”, premiato al concorso “Mangia bene, cresci meglio” nell’anno scolastico 2007 “L’acchiappasalute” e il DVD corrispondente prodotti dalla classe 2a G, per citarne alcuni. Tutto il materiale donatoci dalla scuola è disponibile presso il servizio di informazione della Biblioteca per i Pazienti e verrà inserito nel portale Cignoweb in via di realizzazione. Nata nel 1998 per soddisfare il desiderio degli utenti del CRO di avere ulteriori informazioni sulla malattia oncologica in un contesto ospedaliero la Biblioteca per i Pazienti raccoglie materiale di informazione oncologica valutato e recensito.

L’ANGOLO DELLA BIBLIOTECA

Alcuni piatti realizzati e commentati dai ragazzi della Scuola descritti nel libretto


Stand by me in ospedale: libri e non solo. Esperienze a confronto Il 28 novembre 2009 si è tenuto al CRO il Convegno “Stand by me in ospedale: libri e non solo. Esperienze a confronto”. L’evento, nell’ambito degli eventi per il 25° anniversario dell’Istituto e della manifestazione nazionale “Pianeta libro”, è stato organizzato in collaborazione con la biblioteca civica del Comune di Aviano e la sezione regionale dell’Associazione Italiana Biblioteche e ha suscitato molto interesse non solo tra il pubblico presente ma anche a distanza. Ricordiamo gli interventi: • se siete pazienti, leggiamo qualcosa. Il progetto “Cure leggère... Lèggere cura!” (Simone Cocchi, Operatore Biblioteca Medica Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia); • carta, MP3, dvd: con più cultura siamo più sani… (Elisa Boffa, Bibliotecaria “Biblioteca Città di Arezzo”); • libri, film, arte e musica: iniziative a più voci, consolidate e in nuce, attive al CRO in collaborazione con il Volontariato, il Coro, il PLAIS e la Biblioteca Civica di Aviano. Presentazione a più voci con musica; • guardare, vedere, leggere, capire, sentire: il ruolo della lettura nello sviluppo cognitivo ed emotivo del bambino e dell’adolescente - Giorgio Tamburlini, pediatra, consulente OMS, membro NPL; • voce ai giovani pazienti, domande e sfide (Maurizio Mascarin, pediatra oncologo, Radioterapia pediatrica, Area Giovani CRO). Le presentazioni sono accessibili attraverso l’archivio della “letteratura Grigia”

(www.cro.sanita.fvg.it/asp/isis/lg.htm). Il convegno è stato un momento di confronto fra iniziative in atto in Italia nell’area delle attività diversionali a favore dei pazienti e l’occasione per il lancio di iniziative nel settore qui al CRO. In particolare, oltre alle tradizionali attività di promozione della lettura, sono state presentate le seguenti iniziative: “Leggimi al CRO”: attività di Lettura ad alta voce organizzata dalla Biblioteca Pazienti in collaborazione con Biblioteca Civica e associazioni Insieme e Giulia. L’iniziativa è ormai avviata da tempo e prevede una lettura ad alta voce al mese nel salone del secondo piano e una mattinata dedicata ai bambini che fanno radioterapia e che aspettano nella sala Willy. Progetto “Audiolibri”: la Biblioteca per i Pazienti, in collaborazione con le associazioni di volontariato attive al CRO - Insieme, Giulia e Angoloprendendo spunto dalle precedenti esperienze di lettura ad alta voce, vuole offrire la possibilità ai pazienti che lo desiderano di far seguire alla lettura di un libro, l’ascolto di libri parlati fruibili attraverso Mp3. A questo proposito la Biblioteca per i Pazienti, grazie alla collaborazione dell’Associazione Insieme, si è abbonata al Servizio Audiolibri fornito dal Centro Internazionale del Libro Parlato di Feltre (CILP), acquisendo così l’opportunità di usufruire di un numero considerevole di libri parlati. Progetto “Il gioco piuttosto che i sedativi” che ha evidenziato l’esigenza di accompagnare l’inserimento e l’adattamento all’ospedale dei bambini in cura presso la radioterapia. Alcune situazioni di gioco, infatti, possono essere appositamente

Leggimi al CRO: Francesca e Laura leggono “Novecento” di Baricco nel Salone del Secondo piano

strutturate per semplificare il processo di conoscenza delle procedure radioterapiche, permettendo così di affrontare anticipatamente diffidenze e paure connesse a realtà sconosciute e di accostarsi con maggiore facilità al personale sanitario. Gli obiettivi posti sono stati: ridurre la necessità della sedazione nei bambini con meno di dieci anni sottoposti a radioterapia; rendere gioco e racconto strumenti attraverso cui l’ospedalizzazione si fa meno spiacevole e de-personalizzante. Le procedure applicate al CRO sono le seguenti: accompagnare ogni bambino al trattamento radioterapico spiegando il percorso terapeutico con giochi e fiabe scritte appositamente e osservando in tempo reale un altro bambino in cura; creare il calendario dei giorni di terapia, che definisce come un conto alla rovescia il raggiungimento del traguardo, cioè l’ultimo giorno di trattamento reso significativo dal conferimento di un premio e di un attestato di merito; attuare attività diversionali durante le pratiche medico-infermieristiche volte a rendere le stesse più divertenti e i bambini più collaborativi. In conclusione: per noi al CRO ridurre, per quanto possibile, i disagi dello stare in ospedale è un impegno costante che va di pari passo con lo sforzo dei clinici di garantire i migliori trattamenti sanitari e dei ricercatori di mettere la ricerca a disposizione della cura. Progetto di “Musica per i Pazienti”, in collaborazione con il coro del CRO “CROmatiche armonie”, a favore dei pazienti in Day hospital, Area Giovani, Alte Dosi (a questa iniziativa sarà dedicato uno spazio adeguato nel prossimo CROnews).

L’educatrice Daniela in un momento di svago con Claudia

L’ANGOLO DELLA BIBLIOTECA

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URP E ARTE COME SUPPORTO TERAPEUTICO

ogni mese l’atrio dell’Istituto ospita nuove esposizioni di artisti locali e nazionali

Dieci anni di opere d’arte al CRO Sabrina Alessandrino

(28 dicembre 2009 – 27 gennaio 2010) Sabrina Alessandrino, monfalconese di nascita, inizia dopo il Liceo Artistico, grazie all’amore e alla passione per l’arte, un percorso personale alla ricerca di un proprio linguaggio espressivo. È del 1998 l’incontro con l’artista Silvano Spessot che le offre la prima occasione di una personale. Da quel momento è un susseguirsi di eventi: rassegne collettive, tra cui nel 2000 Etruriarte, mostra mercato internazionale e mostre personali nella Galleria Arte Tiepolo a Udine nel 2003 e alla Galleria Scoletta di San Zaccaria a Venezia. Nel 2000 conosce il noto critico udinese Vito Sutto che le offre la possibilità di essere visibile in più occasioni nella trasmissione “Il segno del colore” in onda su Telefriuli. Tra le esperienze più recenti le personali alla Galleria La Bottega di Gorizia, alla Galleria Rettori Tribbio a Trieste e una collettiva alla Galleria Artesegno di Udine. Attualmente è iscritta all’Accademia di Belle Arti di Venezia.

numerose mostre collettive, varie extempore e alcune personali. Inizia a lavorare molto giovane come falegname, poi per una grossa industria metal-meccanica per oltre trent’anni, come tecnico specializzato. Nel 1990, fonda con altre persone, il Circolo Culturale di Corva, dove ancora oggi promuove diverse attività artistiche e ricreative con grande impegno e passione. Sempre pronto a provare e a sperimentare nuove e antiche tecniche artistiche, sempre con grande entusiasmo e instancabile tenacia.

“Cammini” Mostra fotografica dei poeti del Concorso Internazionale di Poesia Castello di Duino

a cura di Gabriella Valera Gruber e Ottavio Gruber dell’Associazione Poesia e Solidarietà (27 gennaio - 27 febbraio )

Luigi Finotto

(27 febbraio - 27 marzo) Luigi Finotto, nasce a Pordenone il 30 agosto 1942, vive e opera a Corva di Azzano Decimo. Da sempre appassionato di disegno, pittura e arte, partecipa nel tempo a

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Deserte o pullulanti di vita, parte integrante del contesto urbano o quasi disegnate in ampi paesaggi fra colli e pianure a ricordare percorsi secolari di civiltà, le strade sono un luogo della nostra esistenza, la metafora di ogni nostro cammino. Vivono del nostro sguardo o della sua assenza, del nostro andare e venire, del nostro incontrarci. È così che ogni

cammino interiore a sua volta si fa strada o viaggio o incontro mentre la solitudine che ci accompagna riesce anche a farsi sogno… La mostra “Cammini” esibisce le foto inviate dai giovani poeti che hanno partecipato, da ben 90 paesi del mondo, al Concorso Internazionale di Poesia Castello di Duino V Edizione, il cui tema era “Strade”. È stata organizzata prima a Trieste, con la collaborazione del Comune di Trieste-Assessorato alla Cultura e a Montereale Valcellina, con la collaborazione del Comune di Montereale - Assessorato alla Cultura e ora, in forma ridotta, al CRO di Aviano. Le foto non state inviate dagli autori insieme alle poesie con cui hanno partecipato al concorso e non vi è quindi un rapporto diretto foto/poesia stabilito dagli autori stessi; i curatori della mostra, tuttavia, hanno scelto (arbitrariamente) alcuni versi per commentare le immagini. Questa mostra, dunque, è il risultato di un molteplice “incontro” fra diverse prospettive, idee, pensieri: quelli dei giovani poeti, sconosciuti l’uno all’altro eppure accomunati dalla suggestione di un tema di riferimento; quelli dei curatori che hanno interpretato le immagini e i versi in modo creativo. Ne risulta un percorso complesso che si snoda attraverso diverse sezioni e che invita l’osservatore/lettore a un ulteriore coinvolgimento interpretativo.

URP E ARTE COME SUPPORTO TERAPEUTICO


Salone Secondo Piano Area Giovani Terzo Piano Salone Quarto Piano

RECENSIONI LIBRI DI SVAGO

I libri: gli amici più pazienti Nel Salone del 4° Piano, è allestita la recente sezione, dedicata all’arte, alla storia e alle pubblicazioni relative al territorio regionale. I libri qui collocati sono adatti a diverse fasce di età.

È possibile leggere le recensioni dei libri nel sito d’Istituto alla voce Bibliobus della Biblioteca per i Pazienti http://www.cro.sanita.fvg.it/biblioteca/ bibpaz/txt_set_bibliobus.htm

Per cercare i libri di svago presenti in Istituto basta accedere al catalogo SBN (Servizio Bibliotecario Nazionale) dal link http://sol.units. it/SebinaOpac/Opac.

Terzo Piano Area Giovani

GENNAIO Il volo del nibbio. Leonardo Da Vinci e il suo mondo Enzo Petrini (BP-BR 703 PET) Il volo del nibbio è l’affascinante romanzo di una vita, nel senso che la vita di Leonardo da Vinci fu essa stessa un romanzo. Da più di quattro secoli la sua figura un po’ misteriosa appassiona e fa discutere, la sua complessa personalità si presta a più di una interpretazione, ma non lascia mai indifferenti. Questo libro ripercorre, in perfetta aderenza con la tradizione e il documento storico, sullo sfondo delle vicende e tra i personaggi di un’epoca lontana e travagliata, la storia di quell’uomo incomparabile, con la sua arte senza tramonto, le sue molteplici intuizioni, i suoi geniali studi di scienza e di tecnica.

FEBBRAIO Anima mini tour. In giro per i nostri anni ‘70 Fabio Fazio (BP-BR 390 FAZ)

MARZO Filtri, pozioni, veleni e incantesimi nel teatro di Shakespeare Lucia Crovella (BP-BR 822 CRO)

In giro per situazioni, personaggi, trasmissioni, canzoni, libri e film degli anni ’70, questo piccolo “dizionario” raccoglie alcune parole chiave per comprendere quel decennio. Giocando con le parole, senza la pretesa di essere esaustivo, rievoca suoni, colori, immagini, simboli e passioni di un’epoca. Un libro divertente e suggestivo che, grazie anche alle tabelle e agli esercizi abbinati ad alcuni lemmi, si presta a essere letto in compagnia.

Lui è innamorato e passa buona parte del suo tempo a farsi bello, mentre Il libro propone un approccio trasversale al teatro di Shakespeare attraverso il filone magico: filtri, pozioni, veleni e incantesimi sono i temi conduttori grazie ai quali vengono presentati alcuni passi di quattro celebri opere del grande drammaturgo inglese; in particolare i filtri sono i leitmotiv del Sogno di una notte di mezz’estate, la pozione è l’elemento fondamentale di Romeo e Giulietta, il veleno quello di Amleto e l’incantesimo, infine, l’argomento-guida del Macbeth.

La notte dei desideri Michael Ende (BP-BR 833 END)

Memorie di un asino Comtesse de Segur (BP-BR 843 DES)

Harry Potter e i doni della morte J.K. Rowling (BP-BR 823 ROW)

Ragazzi dell’Oklahoma Gianni Padoan (BP-BR 853 PAD)

Racconti indiani Jaime de Angulo (BP-BR 813 DEA)

L’oro dei faraoni Nadia Vittori (BP-BR 853 VIT)

RECENSIONI LIBRI DI SVAGO

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Salone Secondo Piano

GENNAIO Catwoman Lynn Abbey, Robert Asprin (BP-BB 813 ASP)

FEBBRAIO La ragazza del secolo scorso Rossana Rossanda (BP-BB 324 ROS)

MARZO Socrate Luciano De Crescenzo (BP-BB 183 DEC)

“Questo non è un libro di storia. È quel che mi rimanda la memoria quando colgo lo sguardo dubbioso di chi mi è attorno: perché sei stata comunista? perché dici di esserlo? che intendi? senza un partito, senza cariche, accanto a un giornale che non è più tuo? è una illusione cui ti aggrappi, per ostinazione, per ossificazione? La vicenda del comunismo e dei comunisti del Novecento è finita così malamente che è impossibile non porsela. Che è stato essere un comunista in Italia dal 1943? Comunista come membro di un partito, non solo come un momento di coscienza interiore con il quale si può sempre cavarsela: “In questo o in quello non c’entro”. Comincio dall’interrogare me. Senza consultare né libri né documenti ma non senza dubbi.”

C’è chi si innamora di Sophia Loren, chi di Marx, e chi per tutta la vita porta fiori sulla tomba di Rodolfo Valentino. Io ho capito che il grande amore della mia vita è Socrate. In questo libro ho raccolto quanto su di lui ho scritto in “Storia della filosofia greca”, “Oi dialogoi” e “I miti dell’amore”. Con queste parole Luciano De Crescenzo rende omaggio al padre nobile del pensiero occidentale, ritraendolo dal vivo ai tempi suoi e riproponendone la saggezza ai tempi nostri. Regalandoci un altro piccolo capolavoro di saggezza e leggibilità.

L’altra parte del mondo Colleen McCullough (BP-BB 823 MCC)

Codice a zero Ken Follett (BP-BB 823 FOL)

Buio Dacia Maraini (BP-BB 853 MAR)

Missione Eagle Clive Cussler (BP-BB 813 CUS)

Il mio paese inventato Isabel Allende (BP-BB 863 ALL)

I segreti del sacro papiro del sommo Urz Lello Arena (BP-BB 857 ARE)

Nè con te, nè senza di te Paola Calvetti (BP-BB 853 CAL)

Una storia semplice Leonardo Sciascia (BP-BB 853 SCI)

I sommersi e i salvati Primo Levi (BP-BB 853 LEV)

Tao Te Ching. Il libro della via e della vita (BP-BB 299 TAO)

Frankenstein Mary Shelley (BP-BB 823 SHE)

Il vichingo Tim Severin (BP-BB 823 SEV)

Quello che ha saputo, quello che ha visto nella casa di Eddie Lobb spinge Catwoman sulla via della vendetta. Ma Catwoman non sa che Eddie è legato a doppio filo con la Mafia e che Batman sta servendosi di lui per arrivare al capo dell’organizzazione. Così accade che nel buio delle notti di Gotham City i due più misteriosi e spericolati personaggi della città si trovino faccia a faccia. Forse nemici. Forse complici. Doppia avventura, doppia emozione.

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RECENSIONI LIBRI DI SVAGO


Salone Quarto Piano

GENNAIO

Società e cultura del ‘500 nel Friuli Occidentale a cura di Paolo Goi (BP-FVG 945 SOC)

Come vento selvaggio Sveva Casati Modignani (BP-4 853 CAS)

MARZO

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Memorie di una Geisha Arthur Golden (BP-4 813 GOL) Circondate da un’aura di mistero, le geishe hanno sempre esercitato sugli occidentali un’attrazione quasi irresistibile. Ma chi sono in realtà queste donne? A tutte le domande che queste figure leggendarie suscitano, Arthur Golden ha risposto con un romanzo, profondamente documentato, che conserva tutta l’immediatezza e l’emozione di una storia vera. Che cosa significa essere una geisha lo apprendiamo così dalla voce di Sayuri che ci racconta la sua storia: l’infanzia, il rapimento, l’addestramento, la disciplina e tutte le vicende che, sullo sfondo del Giappone del ‘900, l’hanno condotta a diventare la geisha più famosa e ricercata.

Vittima di un tremendo incidente d’auto, Mistral Vernati, il grande campione di Formula Uno, giace in coma in un letto d’ospedale. Fuori dalla stanza in cui Mistral sta lottando sospeso tra la vita e la morte si accalca una piccola folla di individui spinti ciascuno da motivazioni diverse, non tutte confessabili: Maria, il primo e unico amore; la madre, che non è mai riuscita a capirlo fino in fondo; Chantal, l’avida moglie che, anche nel momento più drammatico, pensa solo a rovinarlo; i figli Manuel e Fiamma.

Il libro è il catalogo dell’omonima mostra voluta dall’Amministrazione Provinciale di Pordenone nell’ ’84. La mostra Società e Cultura del Cinquecento nel Friuli Occidentale proponeva al grande pubblico, in maniera originale e nuova, gli aspetti fondamentali della vita sociale e culturale dell’epoca attraverso le testimonianze più significative in possesso. Con la mostra si cercò di dare una visione complessiva del territorio, la società, l’economia, la vita religiosa e la cultura del Friuli nel Cinquecento.

Eventi e manifestazioni in Friuli Venezia Giulia (2009-2010) Pro Loco FVG (BP-FVG 790 EVE)

Vaniglia e cioccolato Sveva Casati Modignani (BP-4 853 CAS)

Angeli e demoni Dan Brown (BP-4 813 BRO)

La fine è il mio inizio Tiziano Terzani (BP-4 853 TER)

L’uomo che sussurrava ai cavalli Nicholas Evans (BP-4 823 EVA)

Proverbi Friulani raccolti dalla viva voce del popolo Valentino Ostermann (BP-FVG 398 OST)

Come cercare i libri di svago presenti in Istituto http://sol.units.it/SebinaOpac/Opac Salone Secondo Piano

Terzo Piano Area Giovani

Salone Quarto Piano

Inserire nella stringa “tutti i campi” la sigla: “BP-BB” cioè: Biblioteca per i Pazienti Bibliobus

Inserire nella stringa “tutti i campi” la sigla: “BP-BR” cioè: Biblioteca per i Pazienti Biblioteca Ragazzi

Inserire nella stringa “tutti i campi” la sigla: “BP-4” e “BP-FVG” cioè: Biblioteca per i Pazienti - Quarto Piano e Sezione Friuli Venezia Giulia

RECENSIONI LIBRI DI SVAGO

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ogni mercoledì alle ore 15.00, in sala riunioni al 4° piano, aspettiamo pazienti e familiari

VIDEOTECA

Un film per stare insieme Sono trascorsi diversi anni da quando al CRO è stata proposta l’idea della “Videoteca per i Pazienti”: anni in cui pazienti e familiari hanno dimostrato di gradire questa particolare iniziativa che prevede la proiezione settimanale di un film che ha già conquistato il grande pubblico, anni in cui l’obiettivo dello Star Bene in Ospedale sembra essere stato raggiunto agendo sul tempo, modificando cioè la qualità di quello trascorso all’interno della struttura.

È con queste consapevolezze che, a tutt’oggi, le attenzioni vengono spese nell’individuazione di proiezioni accattivanti, che possano ottenere un buon numero di consensi. L’iniziativa, da sempre promossa dalla Direzione Sanitaria, ha oramai conquistato molti sostenitori, tra i quali oggi si annovera anche il Consorzio Farmacisti Riuniti di Pordenone, organizzazione che ha di recente provveduto ad attrezzare la sala con moderne apparecchiature, volte a

GENNAIO

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MAMMA MIA

IL DUBBIO

Genere: Commedia musicale Regia: Phyllida Lloyd Anno: 2008 Durata: 1 h e 50’ Cast: Amanda Seyfried, Christine Baranski, Colin Firth, Dominic Cooper, Julie Walters, Meryl Streep, Pierce Brosnan, Stellan Skarsgård

Genere: Drammatico Regia: John Patrick Shanley Anno: 2008 Durata: 1 h e 45’ Cast: Amy Adams, Meryl Streep, Philip Seymour Hoffman, Viola Davis

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SPIDERWICK Le Cronache

Genere: Fantastico Regia: Mark Waters Anno: 2008 Durata: 2 h e 35’ Cast: David Strathairn, Freddie Highmore, Joan Plowright, Mary-Louise Parker, Nick Nolte, Sarah Bolger

Genere: Commedia Regia: Gary Winick Anno: 2009 Durata: 1 h e 40’ Cast: Anne Hathaway, Bryan Greenberg, Candice Bergen, Chris Pratt, Kate Hudson

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EX

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Genere: Commedia Regia: Fausto Brizzi Anno: 2009 Durata: 2 h Cast: Claudio Bisio, Nancy Brilli, Cristiana Capotondi, Cécile Cassel, Fabio De Luigi

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ITALIANS

QUESTO PICCOLO GRANDE AMORE

Genere: Sentimentale Regia: Riccardo Donna Anno: 2009 Durata: 2 h Cast: Daniela Giordano, Emanuele Bosi, Mariella Valentini, Mary Petruolo

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I LOVE SHOPPING

Genere: Commedia sentimentale Regia: P.J. Hogan Anno: 2008 Durata: 1 h 45’ Cast: Hugh Dancy, Isla Fisher, Joan Cusack, John Goodman, Krysten Ritter, Leslie Bibb, Nick Cornish

MARZO

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CROSSING OVER

Genere: Drammatico Regia: Wayne Kramer Anno: 2009 Durata: 1 h e 50’ Cast: Alice Braga, Ashley Judd, Cliff Curtis, Harrison Ford, Jim Sturgess, Ray Liotta, Summer Bishil

MARZO

Genere: Commedia Regia: Giovanni Veronesi Anno: 2009 Durata: 2 h Cast: Carlo Verdone, Dario Bandiera, Ksenia Rappoport, Remo Girone, Riccardo Scamarcio, Sergio Castellitto

VIDEOTECA

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FEBBRAIO

LA MIA MIGLIORE NEMICA

migliorare la qualità delle proiezioni e l’insonorizzazione del locale. I DVD sono da sempre forniti dalla Videoteca Maxvideo Megastore di Vittorio Veneto (TV). Per agevolare la scelta dei film da proiettare, ogni suggerimento è ben accetto e può venir condiviso direttamente con il personale che si occupa della Videoteca oppure inviando una e-mail all’indirizzo psicologia@cro.it

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DIVERSO DA CHI?

Genere: Commedia Regia: Umberto Carteni Anno: 2009 Durata: 1 h e 40’ Cast: Antonio Catania, Claudia Gerini, Filippo Nigro, Francesco Pannofino, Luca Argentero

TRE DONNE AL VERDE

Genere: Commedia Regia: Callie Khouri Anno: 2008 Durata: 1 h e 45’ Cast: Diane Keaton, Katie Holmes, Queen Latifah

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GIÙ AL NORD

Genere: Commedia Regia: Dany Boon Anno: 2008 Durata: 1 h e 45’ Cast: Anne Marivin, Dany Boon, Kad Merad, Zoé Félix


associazione sportiva PLAIS 18 marzo 2010 serata indimenticabile al CRO ...

Speciale omaggio a Elio Ciol

Il maestro della fotografia Elio Ciol (foto di repertorio)

Il Centro di Riferimento Oncologico di Aviano, con il patrocinio del Comune di Aviano e del circolo ricreativo interno “Plais”, ha ospitato giovedì 18 marzo 2010 le foto del maestro della fotografia di fama internazionale, Elio Ciol. Elio Ciol, 80 anni e da sempre residente a Casarsa, ha descritto, attraverso la sua opera fotografica di una vita intera e con inimitabile bellezza, il territorio del Friuli Venezia Giulia. Le sue fotografie dei gelsi, delle vigne del Collio, delle montagne, delle spiagge e delle città del Friuli Venezia Giulia hanno fatto il giro del mondo e sono custodite in importanti musei, collezioni pubbliche e private di vari Paesi. Il CRO ha voluto rendere omaggio al grande fotografo casarsese e dare la possibilità ai dipendenti, ai ricoverati e al più vasto pubblico di ammirare le sue immagini e di scoprire gli aspetti non sempre conosciuti del territorio del Friuli Venezia Giulia. Le bellezze nascoste, i dettagli preziosi che faticano a catturare l’attenzione dei passanti frettolosi, il passato scolpito nelle chiese e nei muri di cinta da secoli e secoli, gli angoli di natura che testimoniano della bellezza che ci circonda ma che spesso non si riescono a isolare e a comprendere perché mescolati al disor-

dine creato dall’uomo ... tutto questo, in due ore che sono volate in un silenzio interrotto solo dalle esclamazioni di meraviglia e stupore, è stato offerto attraverso il supporto di Stefano Ciol, figlio di Elio, e la preziosa lettura del paesaggio fatta da Aldo Colonnello, del Circolo Culturale Menocchio di Montereale Valcellina. Insieme alla bellezza delle foto di Ciol, è stata anche la lettura, intervallata da aneddoti e ricordi, del maestro Colonnello a incantare le numerose persone che hanno riempito la sala convegni del CRO. Per il CRO non è stata una novità aprirsi al mondo dell’arte, un piccolo spazio espositivo ricavato nell’atrio dell’Istituto ospita regolarmente le opere di artisti locali per offrire ai pazienti, ai visitatori e agli stessi dipendenti una piccola dimensione spirituale che può dare sollievo alle molte persone che frequentano l’Istituto in momenti di vita particolarmente difficili. Tuttavia, l’opportunità di conoscere da vicino le fotografie di Elio

Ciol è stata unica per la qualità e la dimensione internazionale dell’artista di Casarsa, ed è stata fortemente voluta in particolare dai molti appassionati di fotografia che lavorano al CRO. La vicinanza, infatti, tra la scoperta delle bellezze del territorio del Friuli, le molte letture della sua storia, fatte tramite le fotografie del maestro, e il lavoro svolto al CRO è maggiore di quanto possa sembrare. Il CRO è una realtà sanitaria del Friuli Venezia Giulia fortemente radicata nel territorio, la cui missione è contribuire ad accrescere lo stato di salute degli abitanti della regione. Ecco allora che l’amore per il proprio territorio può prendere strade diverse, e due di queste si sono incontrate il 18 marzo al CRO: da una parte chi si prende cura della salute dei cittadini, dall’altra chi, scoprendone e divulgandone le bellezze, aiuta a conoscere il territorio, ad apprezzarlo e a considerarlo un bene comune da difendere e da valorizzare come la propria salute.

Da sinistra: Stefano Ciol, Aldo Colonnello e Diego Serraino promotore della serata

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sostegno al malato

13 dicembre 2009 Concerto a San Martino al Tagliamento Il 13 Dicembre 2009 si è svolto, presso la Cantina Pitars, un concerto dal titolo “L’attesa e la luce” a cui hanno partecipato il Coro Cromatiche Armonie (composto da personale del CRO), i Cantori della Stella di Claut e il Trio Ars Pura di San Martino. Il concerto è stato curato per la parte artistica da Eugenio Borsatti, medico del CRO di Aviano, figura ideale per fare da trait d’union fra organizzatori e concertisti. All’evento è intervenuto il dr. Maurizio Mascarin, oncologo pediatra del CRO, responsabile dell’Area Giovani, che ha spiegato le ragioni che hanno portato alla realizzazione di un reparto creato a misura di bambino/adolescente. Durante la serata, quale segno di apprezzamento del folto pubblico intervenuto, è stata raccolta una somma da destinare alle attività dell’Area Giovani. La scorsa settimana Marinella Rosa-

rin, Presidente “PRO San Martin al Tiliment”, Mauro Pittaro e Valentino Florean della Cantina PITARS sempre di San Martino al Tagliamento, si sono recati al CRO di Aviano per visitare l’Area Giovani e consegnare l’importo raccolto durante il concerto. Per loro la visita è stata una sorpresa. «Questo non è un ospedale», hanno affermato i tre visitatori dopo aver visto il reparto interamente dedicato agli adolescenti malati di tumore, che hanno contribuito a realizzare. Il dr. Mascarin ha descritto i motivi ispiratori e gli indirizzi operativi che hanno portato alla realizzazione del progetto, partito nel gennaio 2007 con non poche difficoltà in quanto presupponeva una stretta collaborazione fra reparti diversi, unendo le competenze dell’oncologia pediatrica e quelle della oncologia dell’adulto. «L’intento» - dice Mascarin - «era raccogliere in un unico luogo i pa-

ll concerto del Coro CROmatiche armonie” nel Salone della cantina Pitars di S. Martino al Tagliamento

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zienti, dai 13 ai 24 anni, che fino ad allora venivano, a seconda delle patologie, distribuiti nei vari reparti del Centro (oncologia, radioterapia, chirurgia) e far sì che non fossero loro, ma i medici, a doversi spostare. I diversi specialisti avrebbero lavorato insieme per garantire ai ragazzi un percorso comune, dalla diagnosi alla cura fino al ritorno alla vita normale. Un’esperienza che si spera possa fare da apripista ad altre analoghe. Perché questi pazienti sono diversi dagli altri. L’adolescenza è un’età difficile che si complica con la malattia. Si pensi all’attenzione riservata all’estetica del corpo, al senso di privacy, all’esigenza di venir informati su ciò che stanno vivendo, alle paure legate alla sessualità. Volevamo garantire una qualità di vita ottimale, sia dentro che fuori dall’ospedale. E i ragazzi lo hanno capito, mettendosi in gioco come abbiamo fatto noi dottori».


Una finestra aperta sul mondo...

Nel mese di febbraio l’Associazione Giulia, ha realizzato un grande murales nel corridoio del reparto di Oncologia Medica, su invito del CRO. Il murales è stato realizzato non tanto con la semplice finalità di decorare una parete provvisoria quanto piuttosto con la volontà di “aprire una finestra su un mondo di colori e gioia”, dove ognuno potesse entrare liberamente. La fase progettuale è stata piuttosto breve e incentrata soprattutto sulla finalità del lavoro, tenendo presente il luogo che l’avrebbe ospitato. Si è voluto dare al murales un aspetto solare e gioioso ma, allo stesso tempo, la carica necessaria a renderlo un “serbatoio di vita e positività”, al quale poter attingere. Tra i volontari dell’Associazione Giulia c’è stato un intenso scambio di idee per la scelta del progetto definitivo a cui ha fatto seguito l’esecuzione del dipinto, caratterizzata da una frenetica attività che ha visto all’opera a seconda dei giorni un team di sei-otto “pittori” guidato dalla mano esperta di Marcella. Qual è stato per noi l’aspetto più interessante e coinvolgente di tre set-

timane di lavoro? Beh, sicuramente il veder mutare l’idea iniziale che si nutriva magicamente del passaggio di tutti, diventando un’esplosione di energia e di colori, una versione “più ricca” del disegno originale. Molte persone, infatti, hanno collaborato con noi condividendo una situazione giocosa e di fervida creatività, di cui abbiamo beneficiato un po’ tutti e che ha tessuto la delicata trama di un’atmosfera ricca di suggestioni. La partecipazione si è sentita attraverso suggerimenti, apprezzamenti, emozioni esternate da chi incuriosito si soffermava a osservare il dipinto che man mano prendeva forma. Sicuramente il momento più bello è stato quando una giovane donna, ricoverata al terzo piano, si è unita a noi e ha cominciato a dipingere. Erano sei mesi che non prendeva in mano un pennello, lei che lo faceva per lavoro. Vedere il trasporto con il quale è stata seguita l’esecuzione del murales e l’effetto “terapeutico” che questa immersione nei colori ha suscitato un po’ in tutti ci ha veramente emozionati e ha sottolineato il valore della condivisione.

Nel murales si possono riconoscere quattro momenti che, da sinistra verso destra, mostrano: la notte, il giorno, un cielo limpido sopra un prato fiorito e, al di fuori della cornice, tre uccellini gioiosi che volano via oltre la dimensione reale. Le tre composizioni all’interno della cornice, benchè diverse, trovano nel verde della vegetazione il loro filo conduttore; é un verde di tonalità diverse ma che ha un forte potere rasserenante: allontanare pensieri tristi e paure. Ma non solo. La vegetazione, rappresentata volutamente più vicina al mondo della fantasia che a quello della realtà, ci conduce in una dimensione di sogno ed estraniazione, carica delle emozioni vissute da noi in quei giorni, in quella straordinaria esperienza di condivisione che ci ha accomunati, sintonizzandoci sul sentire dell’“altro”. Questo murales è una vera esplosione di colori: rosso, giallo, arancione, azzurro, rosa, lilla….., è un veicolo di sentimenti e sensazioni, è un pozzo colmo di linfa vitale, è il volano per riscoprire il bambino che c’è in ognuno di noi.

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ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO

le Associazioni e le organizzazioni no-profit si raccontano ...

ISTITUTO NAZIONALE DI ASSISTENZA SOCIALE - INAS

  @ 

Sede di Pordenone. Via San Valentino, 30 33170 Pordenone Resp. Silvio Fregonese 0434-549939 Fax 0434-45085 inaspordenone@cisl.it. www.inas.it

Chi siamo L’Istituto Nazionale di Assistenza Sociale (INAS) è il patronato della Cisl da 60 anni. Agli inizi della nostra storia, ci chiamavano gli “avvocati dei poveri”, per il nostro impegno nel garantire la tutela gratuita a chi non poteva permettersi di difendere i propri diritti a pagamento. Assistere, tutelare, offrire consulenza a tutti i cittadini, dentro e fuori dal luogo di lavoro è da sempre il nostro modo per declinare i valori di solidarietà sociale su cui si fonda il sindacato di cui facciamo parte. Abbiamo cominciato aiutando le vittime di infortuni sul lavoro e malattie professionali, prendendo le loro difese per garantire un risarcimento equo al lavoratore e ai suoi familiari, anche grazie al prezioso apporto dei medici e dei legali convenzionati con noi. La dottrina identifica nella legge 17 marzo 1898 n. 80 la pietra miliare dell’intervento dello Stato. Con la legge 350/1898 fu istituita la Cassa nazionale per la vecchiaia e l’invali-

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dità degli operai, il progenitore dell’Inps. Con il passare del tempo la tutela si allargò ai nuovi soggetti fino al 1919 (legge 603/1919) quando anche i datori di lavoro furono associati al finanziamento. Tenere i rapporti con gli enti previdenziali curando le pratiche per ottenere prestazioni per l’invalidità civile, agevolazioni per le donne lavoratrici, accesso ai benefici previsti in caso di disoccupazione, sono solo alcune delle nostre attività tradizionali. A questo si aggiungeva il nostro impegno per sostenere gli italiani all’estero, supportando anche i consolati, per garantire agli emigranti la conoscenza ed il rispetto dei propri diritti anche fuori dall’Italia. Oggi la platea dei nostri utenti si è ampliata, ma lo spirito che anima la nostra attività non è cambiato: la difesa e la promozione gratuite dei diritti sociali, in particolare dei diritti

Gli operatori del patronato INAS di Pordenone

ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO

alla salute, all’assistenza, alla previdenza dai quali dipende in larga misura la qualità del lavoro e della vita, rappresentano gli obiettivi primari del nostro operato. In questa ottica, i nostri compiti non sono limitati alla tutela individuale dei cittadini, ma si estendono ad un’intensa attività di studio, proposta e discussione con le istituzioni, in merito alla normativa previdenziale. Con la sentenza n. 42/2000 della Corte Costituzionale si dichiara l’inamissibilità del referendum popolare per l’abolizione del riconoscimento giuridico degli Istituti di Patronato. Nella sentenza la Corte colloca gli Istituti di Patronato al di là dell’ambito di attività riconducibili esclusivamente all’autonomia dei lavoratori, e li inserisce in quello della cura degli interessi generali, giustificandone così il sistema pubblico del loro fi-


nanziamento (richiamo all’art. 38 della Costituzione). Come interlocutori tra il cittadino e la pubblica amministrazione, ci impegnamo a fondo per consentire a tutti di essere informati, di sapersi orientare tra norme e iter burocratici spesso complicati e per far ottenere le prestazioni a cui si ha diritto. Grazie al nostro rapporto diretto con le istituzioni e gli enti previdenziali, i nostri operatori sanno assistere con professionalità, sanno ascoltare e consigliare chi si rivolge a loro. Lavoratori, pensionati, giovani e migranti possono quindi rivolgersi al patronato per ottenere chiarimenti sia sulle novità legislative che li riguardano sul fronte della tutela degli interessi sociali, sia per ottenere assistenza, tutela e consulenza nel richiedere prestazioni socio-previdenziali. Siamo costantemente impegnati ad aggiornare le nostre competenze, per rispondere con perizia alle domande che ci vengono rivolte e assistere con maggior efficacia gli utenti nelle pratiche relative ai campi previdenziali più disparati. Il cambiamento del mercato del lavoro ci impone una sfida per le nuove tutele. Orientare i giovani sulla previdenza complementare, aiutare gli immigrati nel rinnovo dei permessi di soggiorno, favorire la diffusione di una vera cultura della sicurezza per prevenire gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, informare i cittadini – come prevede il nostro ruolo per il segretariato sociale – in merito ai servizi socio-assistenziali presenti sul territorio: questi sono solo alcuni dei nuovi compiti che stiamo sostenendo, con l’impegno e la professionalità di sempre, per poter garantire a tutti i nostri utenti una tutela globale che pone al centro la persona e i suoi bisogni, assistendola nell’intero percorso di vita, dalla ricerca di un impiego, passando per il lavoro, per arrivare alla pensione. Per questo motivo, ogni anno, milioni di persone frequentano la nostra rete di uffici ben radicata sul territorio in Italia e all’estero. I nostri operatori in Italia sono circa 1.200. A questi si aggiungono più di 500 consulenti medico-legali. Le nostre sedi sono sparse su tutto il territorio nazionale: 20 quelle regio-

nali, 108 quelle territoriali, 650 quelle zonali. Forte anche la nostra presenza all’estero, con 80 uffici in cui lavorano più di 130 operatori, in favore dei connazionali per quanto riguarda, ad esempio, le pratiche di cittadinanza, il rinnovo dei passaporti, le informazioni su fisco, assistenza e sanità. Siamo presenti in Europa in tutti i maggiori paesi di emigrazione italiana. L’INAS al CRO e nel territorio. Il Patronato, oltre a essere presente in tutto il territorio Provinciale con uffici aperti tutta la settimana nei principali Comuni, con una capillarità che lo porta ad essere il primo Patronato in Provincia, è anche attivo, dal 1998, presso il Centro di Riferimento Oncologico di Aviano con il quale è stata siglata una regolare convenzione. Da ormai 12 anni l’INAS è impegnata a garantire la presenza al CRO di un operatore qualificato tutti i martedì dalle ore 9.30 alle 13.00, al 3° piano, per fornire assistenza e dare consulenza agli ammalati ed ai loro parenti. Ad oggi, sono state oltre 2.500 le

e assiste l’utente nella compilazione dei moduli e provvede all’inoltro delle domande agli Istituti Previdenziali in maniera gratuita e professionale ponendo al centro la tutela della persona nella sua dimensione esistenziale e biologica. Questo tipo di assistenza è molto apprezzato da coloro che ne possono usufruire sia per la sua utilità sia per la comodità di averlo all’interno dell’Istituto dove le giornate sembrano interminabili e dove i familiari possono, senza doversi allontanare dal parente ricoverato, informarsi e risolvere alcuni problemi. L’INAS e il futuro L’INAS è un Ente che guarda al futuro, si riorganizza e si rinnova per essere in grado di rispondere alle nuove esigenze degli utenti, ai bisogni emergenti valorizzando le grandi risorse di professionalità e capacità relazionali dei propri operatori. L’INAS intende proporre una attività di tutela che riconosce il bisogno di fornire non solo servizi o certificare stati di bisogno, ma anche di costruire legami sociali, là dove questi vengano minacciati o negati da chi vede la società come un insieme indistinto di individualità e interessi particolari.

Sedi INAS nel territorio SEDE DI SACILE: e-mail sacile@inas.it resp.le GIOLO Fausto - e-mail f.giolo@inas.it Vicolo Mario Dal Fabbro. 6 - t el. e fax 0434 72234 SEDE DI SAN VITO AL TAGLIAMENTO: e-mail sanvitotagliam@inas.it resp.le PICCOLO Marina - e-mail m.piccolo@inas.it Via Altan, 48/50 - t el. 0434 80097 fax 0434 875077 Silvio Fregonese, responsabile INAS- Pordenone, gestisce il servizio presso il CRO.

persone che hanno usufruito di questo servizio al CRO. In momenti così critici della propria vita, il malato oncologico, ma anche la sua famiglia, si trovano in difficoltà e spesso non si sanno orientare nell’intricato labirinto di leggi, diritti, obblighi ecc. È, dunque, molto rassicurante per loro poter parlare con una persona competente che li possa sollevare almeno dal peso delle pratiche burocratiche. L’operatore informa, consiglia

SEDE DI MANIAGO: e-mail maniago@inas.it resp.le DEL BIANCO Patrizia e-mail p.delbianco@inas.it Via Umberto I, 83 tel. 0427 71580 fax 0427 731251 SEDE DI SPILIMBERGO: e-mail spilimbergo@inas.it resp.le DE MARCO Luisa - e-mail l.demarco@inas.it Via Duca D’Aosta, 5 tel. e fax. 0427 2968 SEDE DI PRATA DI PORDENONE: e-mail pratapordenone@inas.it resp.le BAZZO Fernanda e-mail f.bazzo@inas.it Via Roma,126 tel. 0434 621131

ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO

CROnews

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ORGANIZZAZIONI NO-PROFIT

ADMO - ASS. DONATORI MIDOLLO OSSEO

... le altre Associazioni di Volontariato e organizzazioni a sostegno della ricerca o a supporto del malato

Sono attivi al CRO

La sua attività è finalizzata a creare una banca dati di donatori volontari; sostenere il Registro Internazionale Donatori Midollo Osseo.

familiari; ha attivato un punto di ascolto, in collaborazione con la Divisione Oncologica Medica A-AIDS, rivolto alle persone sieropositive all’interno del CRO; promuove gruppi di auto-mutuo-aiuto; il giovedì pomeriggio dalle 15.30 alle 18.00, nel salone del Secondo piano, svolge due attività: il laboratorio “I colori dell’anima” e “Il salotto di Giulia”; il lunedì pomeriggio collabora con la Biblioteca per i Pazienti (Bibliobus) per svolgere attività “diversionistiche” e dare così “ali ai libri”.

ASS. FEDERICA PER LA VITA

ASSOCIAZIONE INSIEME

  Fax @ 

Udine (sede regionale) Via Carducci, 48 - 3100 Udine 0432-299728 0481-92276 admo-fvg@libero.it www.admo.it

 Vicolo delle Primule, 1 Trieste  338-7457763 @ federicaler@virgilio.it L’Associazione supporta coloro che quotidianamente sono impegnati nella lotta ai tumori. È nata proprio per raccogliere fondi necessari alla ricerca scientifica e per l’aiuto ai malati neoplastici. Sostiene inoltre il progetto condotto dal CRO di Aviano per la produzione di vaccini antitumorali per la terapia dei linfomi.

AFDS - ASS. FRIULANA DONATORI DI SANGUE  Pordenone (sede provinciale) Viale Marconi, 16 - 33097 Spilimbergo (PN)  0427-51472 Fax 0427-51472 @ info@afdspn.it  www.afdspn.it La sede provinciale si trova a Spilimbergo ed è aperta il Martedì dalle 16:30 alle 19.30 e il Sabato dalle 9.00 alle 12.00.

ASSOCIAZIONE GIULIA  Pordenone (c/o Casa Serena)

Via Revedole, 88 33170 Pordenone  0434-20282 340-2936554 Fax 0434-363508 @ associazionegiulia@email.it  http://digilander.libero.it/solegiulia Presso il CRO: offre sostegno e ascolto, nel reparto OMA, ai malati e ai loro

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CROnews

 Aviano (sede principale) Via Stretta, 1 - 33081 Aviano (PN)  334-2519013 @ insieme.cro@libero.it L’Associazione garantisce giornalmente, dal lunedì al venerdì, presso il CRO, un servizio di accoglienza e orientamento dei pazienti all’ingresso e ai piani (al mattino), sostegno-relazione di aiuto ai pazienti e ai loro familiari in tutti i reparti di degenza (nel pomeriggio 4° piano: lunedì, giovedì - 2° e 3° piano: martedì, mercoledì, venerdì). Fornisce inoltre informazioni logistiche sul territorio e di servizi esterni all’Istituto.

AIL ONLUS - ASS. ITALIANA CONTRO LE LEUCEMIE LINFOMI E MIELOMA

  @

Pramaggiore (sede locale) Piazza Libertà, 48 30020 Pramaggiore (VE) 0421-799996 ail.pramaggiore@libero.it

L’impegno dell’AIL è volto a: sensibilizzare l’opinione pubblica alla lotta contro le malattie ematologiche; promuovere e sostenere la ricerca. Dal 2006 la sede di Pramaggiore (VE) collabora a progetti di ricerca scientifici in atto al CRO.

AIRC - ASS. ITALIANA PER LA RICERCA SUL CANCRO Raccoglie ed eroga fondi a favore del progresso della ricerca oncologica e diffonde al pubblico una corretta informa-

ORGANIZZAZIONI NO-PROFIT

zione in materia.  Trieste (sede regionale) Via del Coroneo, 5 34133 Trieste  040-365663 Fax 040-633730 @ com.friuli.vg@airc.it  www.airc.it

ASSOCIAZIONE LUCAINSIEME PER UN SORRISO  Udine (sede principale). Via Roma n 3 33010 Magnano in Riviera (UD)  0432-792255 - 0432-793267 Fax 0432-793267 - 0432-792255 @ lolut@libero.it Svolge le seguenti attività: sostegno economico, psicologico e logistico alle famiglie con bambini ammalati di tumore; promuove l’assistenza domiciliare sociosanitaria rivolta ai piccoli pazienti pediatrici; collabora con vari ospedali della regione al fine di potenziarne le strutture

ASSOCIAZIONE ROSARIO SCARPOLINI - ONLUS

 Roveredo in Piano (sede legale) Via Garibaldi, 23 33080 Roveredo in Piano (PN)  331-5709988 @ arsonlus.info@virgilio.it info@associazionerosarioscarpolini.org L’Associazione offre ospitalità, “a titolo gratuito”, in appartamenti arredati, alle famiglie che devono assistere i propri cari durante le cure presso il CRO, con priorità per i malati in età pediatrica. Questo per permettere ai familiari di concentrarsi esclusivamente sul conforto e l’aiuto all’assistito. L’Associazione si avvale della collaborazione di coloro che vogliano dedicare il proprio tempo ad attenuare i momenti tristi della vita dei malati oncologici e dei loro familiari.

ANDOS ONLUS ASS. NAZIONALE DONNE OPERATE AL SENO

Offre consigli di tipo socio sanitario trami-


te specifico materiale informativo, protesi provvisorie, trattamenti di linfodrenaggio (presso la propria Sede), organizza corsi di ginnastica riabilitativa postoperatoria, di yoga e corsi di ginnastica in acqua. Organizza corsi di formazione per volontarie ed operatrici. Il venerdì (e al bisogno il lunedì) pomeriggio le volontarie sono presenti al CRO a disposizione delle donne operate al seno ricoverate. Vengono organizzati gruppi pomeridiani di ascolto e mutuo aiuto e vengono offerte informazioni utili per poter riprendere una vita normale dopo l’intervento (trattamenti di linfodrenaggio, ginnastiche di riabilitazione, ecc)  Sezione di Pordenone (c/o Centro Sociale Anziani) Via Piave, 54 33170 Pordenone  0434-40729 Fax 0434-40729 @ andos.pordenone@libero.it  www.andosonlusnazionale.it

ANGOLO ONLUS - ASS. NAZIONALE GUARITI O LUNGOVIVENTI ONCOLOGICI SEGRETERIA: orario di apertura: Lunedì e Martedì dalle 8.00 alle 12.00 NAVETTA DA E PER VENEZIA:  0434-659277 - 339-8789040 REPERIBILITÀ VOLONTARI: Marilena 339-8789040 Manuela 333-3001947 Lucio 328-7392799 Alvise 348-4166203  Pordenone (sede nazionale) c/o Centro di Riferimento Oncologico, Via Franco Gallini, 2 - Aviano  www.associazioneangolo.it @ angolo@cro.it  0434-659277 Fax 0434-659531 Offre supporto psicologico, promuove attività di formazione, informazione, prevenzione. Pubblica anche un periodico trimestrale dal titolo Angolo News. • RISPONDE LA PSICOLOGA: Lunedì e Venerdì dalle 14.30 alle 16.30 Supporto-ascolto psicologico; informazioni su: centri di cura oncologici a livello nazionale, associazioni di aiuto ai pazienti terminali. • INCONTRA ANGOLO i soci rispondono: Lunedì-Venerdì dalle 8.00 alle 12.00 Servizio telefonico di ascolto partecipe e condivisione di esperienze relative all’essere malato oncologico, la storia della propria malattia, la guarigione e lo star bene dopo; servizio di incontro/conoscenza dei pazienti ricoverati al CRO e dei loro familiari. Questo servizio è svolto presso la Segreteria di ANGOLO, 2° piano saletta biblioteca di reparto (prima dell’ingresso alla Divisione di Oncologia

Medica A).

ANLAIDS ONLUS ASS. NAZIONALE PER LA LOTTA ALL’AIDS  Aviano (sede regionale) c/o Prof. Umberto Tirelli, U.O. di Oncologia Medica A, CRO di Aviano (PN) Via F. Gallini, 2 - 33081 Aviano  0434-659284 Fax 0434-659531 @ anlaids@cro.it  www.anlaids.it Promuove iniziative volte allo sviluppo della ricerca scientifica nei campi della prevenzione, diagnosi e cura dell’infezione e delle forme morbose ad essa correlate. Sono attivi servizi informativi, di counseling telefonico, di assistenza e consulenza psicologica, legale, sociale e medica.

ASSOCIAZIONE VIA DI NATALE ONLUS   Fax @ 

Via Franco Gallini, 1 33081 Aviano (PN) 0434-660805 0434-651800 hospvn@tin.it www.viadinatale.org

L’Associazione Via di Natale ha realizzato una struttura di accoglienza per i malati di cancro e i loro familiari nei pressi del CRO di Aviano. PIANI DI OSPITALITÀ: Pazienti in terapia ambulatoriale al CRO di Aviano: l’ospitalità è consentita al paziente solo per la durata della terapia; il periodo massimo di permanenza sono 4 settimane. Familiari di pazienti ricoverati: l’ospitalità è concessa a un solo familiare per paziente. Il periodo di permanenza concesso è di 2-3 settimane. HOSPICE: l’ospitalità è riservata ai malati di cancro nella fase di malattia in cui non vi è più indicazione di un trattamento chemio o radioterapico volto alla guarigione o al trattamento della malattia tumorale ma sono indicate solo cure palliative finalizzate ad alleviare la sofferenza e a migliorare la qualità della vita. Hanno priorità di accoglienza a titolo gratuito le persone con minori possibilità economiche. Il ricovero in Hospice garantisce la disponibilità di un’assistenza specializzata.

AVIS - ASS. VOLONTARI ITALIANI SANGUE

  Fax @ 

Pordenone (sede regionale) Via Montereale, 24 - 33170 0434-555145 0434-253707 friuliveneziagiulia@avis.it www.avis.it/regioni/friuli_venezia_ giulia

È un’organizzazione costituita tra coloro che donano volontariamente, gratuita-

mente e anonimamente il proprio sangue. Gli scopi sono: venire incontro alla crescente domanda di sangue; avere donatori pronti e controllati nella tipologia del sangue e nello stato di salute; lottare per eliminare la compravendita del sangue; donare gratuitamente sangue a tutti, senza alcuna discriminazione.

FONDAZIONE BIASOTTO  Ghirano di Prata di Pordenone Via Leonardo Da Vinci, 44 – 33080 Ghirano di Prata di Pordenone (PN)  335-7000760 0434-622141 335-8133671 Fax 0434-622141 @ fondazione.biasotto@virgilio.it  www.fondazionebiasotto.it La Fondazione Biasotto collabora attivamente con il CRO di Aviano assicurando il trasporto gratuito dei malati oncologici residenti nella provincia di Pordenone, che si trovano in situazioni economiche e/o familiari di particolare necessità. Organizza conferenze e dibattiti sulla prevenzione dei tumori e l’educazione alla salute e supporta medici e infermieri del CRO con contributi economici destinati a corsi di aggiornamento. Mette a disposizione due propri automezzi e autisti volontari per il trasporto gratuito di ammalati oncologici dal proprio domicilio alle strutture sanitarie provinciali per visite oncologiche e/o terapie.

LILT - LEGA ITALIANA PER LA LOTTA CONTRO I TUMORI  Pordenone (sede provinciale) Via Martelli, 12 33170 Pordenone  0434-28586 Fax 0434-26805 @ sede.centrale@legatumori.it  www.legatumori.it Si occupa della prevenzione della malattia oncologica, il suo impegno si dispiega su tre fronti: la prevenzione primaria (attraverso stili e abitudini di vita), quella secondaria (con la promozione di una cultura della diagnosi precoce) e l’attenzione verso il malato, la sua famiglia, la riabilitazione e il reinserimento sociale. Offre i seguenti servizi: assistenza domiciliare al malato tumorale, trasporto dei malati agli ambulatori; telefono amico per malati, sussidi, conferenze nelle scuole o gruppi e associazioni sull’educazione sanitaria (lotta contro il fumo di tabacco, alcoolismo, cancerogenesi ambientale, educazione alimentare, AIDS, prevenzione ginecologica); corsi per la dissuasione dal fumo di tabacco; corsi di aggiornamento per volontari, manifestazioni e convegni scientifici.

ORGANIZZAZIONI NO-PROFIT

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sostegno alla ricerca

Il tuo 5x1000 al CRO SOSTIENI la “ricerca che cura” Anche quest’anno puoi contribuire a sostenere la ricerca contro i tumori destinando il 5x1000 al CRO di Aviano. La Legge Finanziaria ha infatti riproposto anche per il 2010 la possibilità per i contribuenti di destinare una quota a finalità di interesse sociale. Con un semplice gesto, che non ti costa nulla, puoi esercitare il tuo diritto di decidere.

Come fare? Firma nella casella “Finanziamento per la ricerca sanitaria” Scrivi il codice fiscale del CRO negli appositi spazi

Codice Fiscale CRO

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CRONews Gennaio-Marzo 2010