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Informazioni e suggerimenti per famiglie a elevato rischio genetico

La predisposizione ereditaria allo sviluppo di tumori della mammella e dell’ovaio

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Questa guida fornisce un’informazione scientifica generale: soltanto il medico può, in base alla storia clinica e familiare di ogni paziente, dare informazioni e consigli per il singolo caso specifico. Queste pagine hanno lo scopo di fornire informazioni volte a incoraggiare, e non a sostituire, la comunicazione tra medico-paziente e a favorire un dialogo costruttivo, basato sulla fiducia reciproca, coinvolgendo il paziente come parte attiva nel processo decisionale su cure e trattamenti.


La predisposizione ereditaria allo sviluppo di tumori della mammella e dell’ovaio Informazioni e suggerimenti per famiglie a elevato rischio genetico

Centro di Riferimento Oncologico di Aviano 2010


CROinforma. Piccole guide Serie INFORMAZIONI SCIENTIFICHE 2 Prima edizione 2010 © Centro di Riferimento Oncologico di Aviano (CRO Aviano) Collana curata dalla Direzione Scientifica - Biblioteca Responsabile Scientifico Paolo De Paoli (Direttore Scientifico CRO) Coordinamento editoriale e di redazione Ivana Truccolo (Responsabile Biblioteca CRO) Elena Giacomello (Biblioteca CRO) Impaginazione grafica Nancy Michilin (Direzione Scientifica - Biblioteca CRO)

Immagini © Shutterstock

Questo libretto è stato valutato, per chiarezza e comprensibilità, da rappresentanti di pazienti


Indice Obiettivi e destinatari dell’opuscolo .............................................. pag. 7 La familiarità è un fattore di rischio per i tumori della mammella e/o dell’ovaio? ........................................................ pag. 8 Sono note le cause delle forme ereditarie di tumori della mammella e/o dell’ovaio? ..................................... pag. 9 Esistono test genetici per individuare la predisposizione ereditaria allo sviluppo di tumori della mammella e dell’ovaio? .......................................................................................pag. 10 Quali sono le finalità dei test genetici? ........................................pag. 11 In che cosa consiste l’esecuzione di un test genetico? ............pag. 12 Chi è candidato all’esecuzione dei test genetici? ......................pag. 13 Come decidere se sottoporsi o meno ai test genetici? ...........pag. 15 Qual è il significato di un test genetico POSITIVO? .................pag. 16 Qual è il significato di un test genetico NEGATIVO? ..............pag. 18 Qual è la probabilità di trasmettere alla prole l’alterazione genetica? ......................................................................pag. 20 Dovrebbero essere sottoposti al test genetico anche i figli minorenni? ....................................................................pag. 21




Il test genetico potrebbe essere utile anche per i familiari maschi? ......................................................................pag. 22 Quali sono le implicazioni di un test genetico positivo per una donna già affetta da tumore? ...........................pag. 23 Quali sono le attuali possibilità di prevenire o di diagnosticare precocemente l’eventuale insorgenza di un tumore in donne sane portatrici di mutazioni di BRCA1 o BRCA2? ....................................................................... pag 24 Attività di Consulenza Genetica Oncologica e Diagnostica Predittiva disponibile presso il CRO di Aviano ..........................pag. 27 Referenti ............................................................................................. pag. 28 Bibliografia . ........................................................................................ pag. 30

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Obiettivi e destinatari dell’opuscolo Questo testo è stato scritto da oncologi e genetisti del CRO di Aviano per fornire ai pazienti e alle loro famiglie informazioni sui tumori ereditari della mammella e dell’ovaio. L’opuscolo è rivolto anche ai medici che a qualunque titolo abbiano la possibilità di trovarsi di fronte a una donna o a un nucleo familiare che manifesti alto rischio per lo sviluppo del tumore della mammella e/o dell’ovaio. L’approfondimento degli argomenti trattati faciliterà la comprensione del percorso di consulenza oncogenetica e sorveglianza clinica che può essere intrapreso presso questo Centro. Le informazioni contenute in questo opuscolo non intendono sostituire il dialogo con gli specialisti, ma hanno l’obiettivo di aiutare i pazienti e i loro familiari ad affrontare più consapevolmente le scelte inerenti alla propria salute.

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La familiarità è un fattore di rischio per i tumori della mammella e/o dell’ovaio? Il rischio di sviluppare tumori della mammella e/o dell’ovaio è più elevato se altri membri della propria famiglia si sono ammalati di queste neoplasie. Per il tumore della mammella, in particolare, tale rischio aumenta significativamente se le neoplasie occorse nella famiglia si sono sviluppate in età precoce (prima della menopausa) o hanno colpito entrambi i seni. Si ritiene che circa il 5-10% di tutti i casi di tumore della mammella e il 5-15% delle neoplasie dell’ovaio siano a base ereditaria. Tuttavia, dato che il tumore della mammella è relativamente frequente (1 caso su 8-12 donne) è possibile riscontrare famiglie in cui l’elevato numero di tali neoplasie è dovuto al caso o a fattori ambientali e non alla presenza di una chiara predisposizione ereditaria. Pertanto, per definire correttamente il rischio genetico di sviluppare questo tipo di tumori occorre ricostruire accuratamente la storia familiare rivolgendosi a Centri specializzati ove sia disponibile un servizio di Consulenza Genetica Oncologica.

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Sono note le cause delle forme ereditarie di tumori della mammella e/o dell’ovaio? Studi relativamente recenti hanno consentito di identificare due geni (chiamati BRCA1 e BRCA2) la cui alterazione sarebbe responsabile di circa il 50% delle forme ereditarie di tumori della mammella e/o dell’ovaio. Questi geni normalmente controllano la proliferazione cellulare, agendo come un freno sulla moltiplicazione delle cellule (geni oncosoppressori). Essi hanno anche un ruolo nella riparazione di tratti cromosomici danneggiati, assicurando la trasmissione di un patrimonio genetico integro nel corso delle divisioni cellulari. Pertanto, se si ereditano dal padre o dalla madre versioni alterate (mutate) di questi geni, viene perso il normale controllo di freno e di riparo sulla proliferazione cellulare, aumentando in tal modo la probabilità di sviluppare tumori della mammella e/o dell’ovaio. Occorre comunque ricordare che si eredita la suscettibilità allo sviluppo di tumori (e non il tumore in sé), su cui, verosimilmente, si sovrappone l’effetto di altri fattori individuali (assetto ormonale, stile di vita, ecc...) e ambientali. È probabile che oltre a BRCA1 e BRCA2 esistano anche altri geni, non ancora identificati, la cui alterazione può predisporre all’insorgenza di forme ereditarie di tali neoplasie.

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Esistono test genetici per individuare la predisposizione ereditaria allo sviluppo di tumori della mammella e dell’ovaio? I test genetici per l’identificazione di alterazioni di BRCA1 e BRCA2 sono attualmente disponibili presso un numero limitato di Istituzioni italiane, tra cui anche il CRO di Aviano, che sono da tempo attivamente coinvolte in programmi di ricerca sulla genetica molecolare del cancro.

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Quali sono le finalità dei test genetici? La Consulenza Genetica Oncologica e l’esecuzione dei test genetici in famiglie a rischio costituiscono parte integrante dell’attività di prevenzione oncologica. Infatti, mediante questi test è possibile individuare, nell’ambito delle famiglie a rischio genetico, quali sono le persone che hanno ereditato il carattere di elevata predisposizione ad ammalarsi di tumori della mammella e/o dell’ovaio, per ridurre i rischi e attuare le procedure per una corretta prevenzione oncologica.

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In che cosa consiste l’esecuzione di un test genetico? Questi test genetici prevedono lo studio del DNA corrispondente ai geni BRCA1 e BRCA2 a partire da un comune prelievo di sangue periferico. Si tratta di analisi molto complesse e sofisticate che dovrebbero essere eseguite soltanto presso Centri di comprovata esperienza. La complessità di queste indagini è data anche dal fatto che BRCA1 e BRCA2 possono essere inattivati da un numero elevatissimo di diverse possibili mutazioni, sparse lungo tutta la lunghezza di tali geni. Data la delicatezza delle implicazioni relative all’esecuzione dei test genetici, tutti gli operatori sanitari coinvolti nella problematica sono tenuti a trattare sempre con la massima riservatezza e professionalità le informazioni derivanti da tali determinazioni.

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Chi è candidato all’esecuzione dei test genetici? La proposta di eseguire un test genetico per mutazioni di BRCA1 e BRCA2 deve essere formulata da personale qualificato nell’ambito di una Consulenza Genetica Oncologica e soltanto dopo un’accurata ricostruzione della storia familiare. Per visualizzare questa storia viene costruito un albero genealogico che rappresenta graficamente tutti gli individui che compongono più generazioni di una stessa famiglia; in esso vengono indicate le relazioni di parentela e la presenza della malattia. In ogni caso i test dovrebbero essere eseguiti soltanto in famiglie a elevato rischio genetico per tumori della mammella e/o dell’ovaio e sempre a partire da soggetti affetti da tali neoplasie. Attualmente l’esecuzione dei test genetici per mutazioni di BRCA1 e BRCA2 è indicata in famiglie che presentano una delle seguenti caratteristiche: • Almeno due parenti di I° grado con tumore della mammella insorto prima dei 50 anni. • Due o più parenti di I° grado di cui uno con tumore della mammella bilaterale e uno con tumore della mammella insorto prima dei 50 anni. • Due o più parenti di I° grado con tumore della mammella bilaterale insorto a qualsiasi età. • Tre o più parenti di I° grado con tumore della mammella insorto a qualsiasi età. • Due parenti di I° grado, uno con tumore della mammella insorto prima dei 50 anni e l’altro 13

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con tumore dell’ovaio insorto a qualsiasi età. Due parenti di I° grado con tumore dell’ovaio insorto a qualsiasi età. Casi di tumore della mammella maschile. Casi sporadici (senza apparente familiarità) di donne con tumore sia della mammella che dell’ovaio. Casi sporadici (senza apparente familiarità) di donne con tumore della mammella insorto prima dei 36 anni di età.

• • • •

Sono parenti di primo grado genitori, sorelle/ fratelli e figli. Poiché la predisposizione può essere ereditata sia dalla madre, sia dal padre, è necessario considerare anche i parenti di secondo grado qualora sia sospettata una trasmissione per via paterna; nelle famiglie con le caratteristiche sopra indicate può variare dal 10-20% (per esempio nei casi giovanili) al 50% (per esempio nelle famiglie con numerosi casi di tumore). Soltanto in un secondo tempo, dopo l’identificazione della mutazione presente nella famiglia, e previo consenso della paziente portatrice della mutazione, verrà considerata la possibilità di estendere l’analisi genetica ad altri familiari (sia sani che affetti da tumore) che potrebbero aver ereditato il gene alterato.

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Come decidere se sottoporsi o meno ai test genetici? La decisione finale se sottoporsi o meno all’esecuzione dei test genetici è strettamente individuale. Al fine di pervenire a una decisione il più possibile consapevole, nell’ambito della Consulenza Genetica Oncologica verranno fornite tutte le informazioni disponibili sui test genetici e sulle implicazioni derivanti dai risultati di tali analisi. Un aspetto importante della Consulenza è la raccolta del Consenso Informato all’esecuzione del test, che richiede la piena consapevolezza dell’iter intrapreso e garantisce il rispetto della privacy.

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Qual è il significato di un test genetico POSITIVO?

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Se il test genetico è risultato positivo significa che la donna è portatrice di una forma alterata di uno dei geni responsabili della predisposizione ereditaria allo sviluppo di tumori della mammella e/o dell’ovaio. Le conoscenze attuali indicano infatti che i portatori di tali caratteri genetici hanno un rischio di ammalarsi di questi tumori più elevato rispetto alla popolazione generale. Tuttavia il rischio non è mai assoluto, cioè un test positivo non indica che una donna svilupperà sicuramente il tumore. Tale positività deve essere interpretata come un segnale indicativo di una maggiore predisposizione genetica che, di per sé, non è sufficiente per dare origine al tumore, per la formazione del quale sono importanti anche altri fattori, individuali e ambientali. Infatti mutazioni in entrambi i geni si associano a un rischio del 45-65% di sviluppare un tumore della mammella nel corso della vita, mentre le donne che ereditano una mutazione BRCA1 hanno una probabilità superiore (20-40%) rispetto a quelle con mutazione BRCA2 (10-20%) di ammalarsi di tumore dell’ovaio. Da tenere presente inoltre, ai fini della prevenzione, anche un possibile lieve aumento di rischio in entrambi i sessi per altri tumori (per esempio pancreas, cute-melanoma e colon). La positività al test genetico consente quindi di ottenere una migliore consapevolezza sulla propria suscettibilità ereditaria a sviluppare particolari 16


forme di tumore. Ciò è molto importante in quanto permette di partecipare piÚ attivamente alle decisioni inerenti al proprio stato di salute.

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Qual è il significato di un test genetico NEGATIVO? Un test genetico negativo ha le seguenti implicazioni: •

Se si appartiene a una famiglia in cui è già stata identificata una specifica mutazione di BRCA1 o BRCA2 il test negativo indica che non si è ereditata questa alterazione da uno dei due genitori e quindi non si ha un aumentato rischio genetico per tumori della mammella e/o dell’ovaio. È tuttavia importante ricordare che in questi casi la negatività delle analisi genetiche non esclude la possibilità che nel corso della vita si possa comunque sviluppare un tumore della mammella o dell’ovaio. Infatti, una donna non portatrice di mutazioni di BRCA1 o BRCA2 ha lo stesso rischio della popolazione generale di ammalarsi di tali forme di tumore. Un test genetico negativo quindi non esenta dal sottoporsi ai controlli previsti per tutte le donne nell’ambito della prevenzione oncologica.

Se si tratta del primo soggetto di una famiglia a rischio a essere sottoposto al test genetico (di solito una paziente con tumore), la negatività di tale analisi indica che non si è portatori di mutazioni a carico dei geni studiati. Tuttavia, tale risultato negativo non esclude la possibilità di essere comunque portatori di una forma

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di predisposizione ereditaria per tumori della mammella e/o dell’ovaio. Tali pazienti sono correntemente identificati come BRCA-X. È probabile ad esempio che siano presenti alterazioni a carico di altri geni non ancora identificati. Non è comunque possibile escludere in modo assoluto la presenza di mutazioni di BRCA1 o BRCA2 non ancora conosciute e/o non identificabili con le correnti metodiche d’indagine. Alcune volte invece vengono identificate delle mutazioni il cui significato patogenetico non è chiaro e che potrebbero non avere alcuna relazione causale con la malattia. Quindi, nei casi in cui non sia stato possibile identificare con certezza l’alterazione genetica predisponente specifica, si parla di test non informativo, e la famiglia va comunque considerata a potenziale rischio genetico. In tali casi, in base alla storia familiare, verranno indicate le modalità di sorveglianza clinicostrumentale più appropriate per i soggetti asintomatici. Qualora venissero identificati nuovi geni responsabili di tumori della mammella e/o dell’ovaio a base ereditaria, sarà cura dei ricercatori genetisti del CRO estendere l’analisi di laboratorio con l’intento di identificare il fattore di predisposizione presente nella famiglia. indice 19


Qual è la probabilità di trasmettere alla prole l’alterazione genetica? La probabilità che un figlio erediti dalla madre o dal padre una mutazione genetica è del 50%. Se uno dei figli risulta positivo al test genetico non significa che lo siano anche tutti i fratelli e le sorelle. Tutti i figli hanno la stessa probabilità del 50% di ereditare un’alterazione genetica.

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Dovrebbero essere sottoposti al test genetico anche i figli minorenni? Non vi sono attualmente motivazioni che giustifichino l’esecuzione di test genetici per BRCA1 e BRCA2 prima dei 18 anni di etĂ . Ăˆ pertanto opportuno attendere che i figli raggiungano la maggiore etĂ , in modo che siano essi stessi a poter decidere autonomamente e consapevolmente se sottoporsi o meno alle analisi genetiche.

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Il test genetico potrebbe essere utile anche per i familiari maschi? Il maschio potrebbe essere un “portatore sano” di mutazioni di BRCA1 o BRCA2 e, come tale, potrebbe trasmettere tale carattere di predisposizione a una parte dei suoi figli e/o figlie. Tuttavia, anche i soggetti maschi portatori di tali mutazioni (in particolare BRCA2) presentano un lieve incremento del rischio di sviluppare un tumore mammario, rischio di entità minima rispetto a quello delle donne. È inoltre aumentata la probabilità di tumore alla prostata che può comparire anche in età più precoce rispetto alla popolazione generale. È pertanto opportuno che anche i familiari maschi siano adeguatamente informati su tale problematica in modo da poter decidere consapevolmente se sottoporsi o meno al test genetico.

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Quali sono le implicazioni di un test genetico positivo per una donna già affetta da tumore? La positività al test genetico riscontrata in una donna con tumore della mammella o dell’ovaio attualmente non modifica in modo sostanziale le modalità di trattamento della neoplasia. È tuttavia importante ricordare che una donna affetta da tumore della mammella e portatrice di mutazioni di BRCA1 o BRCA2 è a rischio di sviluppare una seconda neoplasia nella stessa mammella o in quella controlaterale o nell’ovaio. È pertanto opportuno tener conto di queste condizioni di rischio nella pianificazione degli schemi di sorveglianza clinica e strumentale da attuare in queste pazienti.

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Quali sono le attuali possibilità di prevenire o di diagnosticare precocemente l’eventuale insorgenza di un tumore in donne sane portatrici di mutazioni di BRCA1 o BRCA2? Dato che i geni BRCA1 e BRCA2 sono stati scoperti in epoca relativamente recente (1994-95), strategie di prevenzione e di sorveglianza sono in continua revisione e miglioramento. Informazioni più precise deriveranno in un prossimo futuro dai risultati di programmi di ricerca specifici. Un possibile riferimento sono le linee guida ufficiali per le famiglie ad alto rischio genetico emanate dalla F.O.N.Ca.M. (Forza Operativa Nazionale sul Carcinoma Mammario) alle quali ha collaborato anche il CRO.

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Il programma di sorveglianza è variabile, poichè deve essere modulato per ogni paziente in base a varie componenti sia genetiche, sia di rischio legato ad altri fattori personali e ambientali. Ovvero è necessario pianificare diversamente nei vari soggetti il tipo di prevenzione e la cadenza degli accertamenti con il possibile inserimento in specifici protocolli sperimentali, tenendo conto dell’età, dei fattori di rischio concomitanti nella storia fisiologica personale (età del menarca, gravidanze, allattamenti, fecondazioni artificiali, assunzione precoce di pillola anticoncezionale, ecc), nonché, fondamentale, della tipologia di ghiandola 24


mammaria della paziente, della sua densità e degli eventuali esiti chirurgici e radioterapici. In linea di massima sono proposte : • Visita senologica ed ecografia mammaria semestrali • Mammografia annuale (generalmente a partire dai 35 anni) • Risonanza Magnetica mammaria annuale in casi selezionati (criteri suggeriti dall’Istituto Superiore di Sanità) • Visita ginecologica con Ecografia trans-vaginale e determinazione CA125 periodiche • Controlli preventivi riferiti ad altri organi (cutanei, urologici, gastro-intestinali) Nelle visite di sorveglianza e prevenzione oncologica vengono inoltre periodicamente discusse le varie opportunità e si selezionano i soggetti idonei alle diverse possibilità di prevenzione primaria, quali inserimento in studi sull’alimentazione e arruolamento in Trial di Farmacoprevenzione. Vengono altresì considerate e valutate, specificatamente per il soggetto in esame, possibilità di chirurgia profilattica quali: • Mastectomia bilaterale di riduzione del rischio con inserimento di protesi: riduce sino al 95% la probabilità di un tumore mammario, ma non la annulla, poiché potrebbe permanere residuo 25

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di tessuto mammario dopo l’intervento. Ovariectomia profilattica: riduce sensibilmente anche il rischio di tumore mammario. Va usualmente considerata dopo aver completato il desiderio di prole.

È bene comunque sottolineare che non conosciamo a tutt’oggi quale sia la reale efficacia di programmi di sorveglianza ravvicinata nel ridurre la morbilità e mortalità per questi tumori in donne a rischio. Al fine di giungere a una decisione libera e consapevole sulle modalità di sorveglianza più opportune, già nell’ambito della Consulenza Genetica Oncologica vengono illustrati i vantaggi e i limiti delle varie opzioni possibili, che saranno poi ulteriormente approfonditi nelle successive visite nell’Ambulatorio di Sorveglianza Clinica. Lo psicologo inoltre può aiutare a comprendere meglio e a elaborare le emozioni collegate alle informazioni derivate dal test genetico e fornire un adeguato supporto in caso di necessità.

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Attività di Consulenza Genetica Oncologica e Diagnostica Predittiva disponibile presso il CRO di Aviano Facendo proprie le raccomandazioni emanate dalla Commissione Oncologica Nazionale, il CRO di Aviano ha costituito un gruppo multidisciplinare di Consulenza Genetica Oncologica e Diagnostica Predittiva con l’intento di: • applicare a scopo diagnostico-predittivo i test genetico-molecolari per l’identificazione di forme di predisposizione ereditaria allo sviluppo di tumori; • identificare ed effettuare idonei programmi di sorveglianza clinica e di prevenzione per i soggetti a rischio genetico per neoplasie di vario tipo, incluse quelle della mammella e dell’ovaio. Ciò con l’obiettivo di giungere a una diagnosi quanto più precoce possibile o di prevenire l’eventuale insorgenza di tumori in questi soggetti. Tale programma viene realizzato nell’ambito di progetti di ricerca dell’Istituto. Grazie alla lunga esperienza maturata su questa problematica sia nel settore assistenziale che della ricerca, il CRO di Aviano rappresenta attualmente il più importante centro di riferimento della Regione Friuli Venezia Giulia. Per quanto concerne i tumori della mammella e dell’ovaio a base ereditaria, il gruppo di Consulenza Genetica Oncologica e Diagnostica Predittiva del CRO di Aviano comprende specialisti che si occupano di tutti gli aspetti di questa complessa problematica. 27

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Riferimenti Coordinatore del programma e Referente per i test genetico-molecolari Dott.ssa Alessandra Viel Oncologia Sperimentale 1 Tel: 0434 659671 - 659674 e-mail: aviel@cro.it

Referente per la Consulenza Genetica Oncologica Dr. Riccardo Dolcetti Bioimmunoterapia dei Tumori Umani Dipartimento di Oncologia Medica Tel: 0434 659660 - 659676 e-mail: rdolcetti@cro.it

Referente per la Sorveglianza Clinica e protocolli sperimentali nelle famiglie ad alto rischio genetico Dott.ssa Clelia de Giacomi Oncologia Clinica Preventiva – Oncologia Medica C Tel: 0434 659033 - 659056 e-mail: cdegiacomi@cro.it

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Referente per il supporto psicologico Dott.ssa Maria Antonietta Annunziata Psicologia Oncologica Tel: 0434 659258 e-mail: annunziata@cro.it

Referente per le indagini radiologiche, risonanza magnetica e tecniche di prelievo Dr.ssa Manuela La Grassa Radiologia Tel: 0434 659387 e-mail: mlagrassa@cro.it

Referente per gli aspetti clinici ginecologici Dr. Emilio Lucia Chirurgia Oncologica Ginecologica Tel: 0434 659084 e-mail: emiliolucia@hotmail.com

Referente per la chirurgia senologica Dr. Samuele Massarut Oncologia Chirurgica Senologica Tel: 0434 659189 e-mail: smassarut@cro.it indice 29


Bibliografia 1. Santarosa M, Dolcetti R, Magri MD, Crivellari D, Tibiletti MG, Gallo A, Tumolo S, Della Puppa L, Furlan D, Boiocchi M,Viel A: BRCA1 and BRCA2 genes: role in the hereditary breast and ovarian cancer in the italian population. Int J Cancer, 83: 5-9 (1999). 2. Aretini P, D’Andrea E, Pasini B,Viel A, Mariani Costantini R, Cortesi L, Agata S, Bisegna R, Boiocchi M, Caligo MA, Chieco-Bianchi L, Cipollini G, Crucianelli R, D’Amico C, Federico M, Ghimenti C, De Giacomi C, De Nicolo A, Della Puppa L, Ferrari S, Ficorella C, Iandolo D, Manoukian S, Marchetti P, Marroni F, Menin C, Montagna M, Ottini L, Pensotti V, Pierotti M, Radice P, Ricevuto E, Santarosa M, Silingardi V, Turchetti D, Bevilacqua G, and Presciuttini S. Different expressivity of BRCA1 and BRCA2: analysis of 179 Italian pedigrees with identified mutation. Breast Cancer Research and Treatment, 81:71-79 (2003). 3. Veronesi A, De Giacomi C, Magri D, Lombardi D, Zanetti M, Scuderi C, Dolcetti R,Viel A, Crivellari D, Bidoli E, Boiocchi M. Familial female breast cancer: characteristics and outcome of BRCA 1-2 positive and negative cases. BMC Cancer 5: 70 (2005) 4. Sardanelli F, Podo F, D’Agnolo G,Verdecchia A, Santaquilani M, Musumeci R, Trecate G, Manoukian S, Morassut S, de Giacomi C, Federico M, Cortesi L, Corcione S, Cirillo S, Marra V; High Breast Cancer Risk Italian Trial, Cilotti A, Di Maggio C, Fausto A, Preda L, Zuiani C, Contegiacomo A, Orlacchio A, Calabrese M, Bonomo L, Di Cesare E, Tonutti M, Panizza P, Del Maschio A. Multicenter comparative multimodality surveillance of women at genetic-familial high risk for breast cancer (HIBCRIT study): interim results. Radiology 242(3):698715 (2007) 5. Miolo G, Canzonieri V, De Giacomi C, Puppa LD, Dolcetti R, Lombardi D, Perin T, Scalone S,Veronesi A,Viel A. Selecting for BRCA1 testing using a combination of homogeneous selection criteria and immunohistochemical characteristics of breast cancers. BMC Cancer. 9:360 (2009)

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6. Morrison PJ, Hodgson SV, Haites NE. Familial Breast and Ovarian Cancer. Genetics, Screening and Management 2002. Cambridge University Press, Cambridge, UK 7. Greco M, Gennaro M, per conto del gruppo di esperti: FORUM Carcinoma eredo familiare della mammella: il parere degli esperti. AttualitĂ  in Senologia 47: 10-17 (2006)

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CROinforma. Piccole guide

Serie LA RICERCA CHE CURA 1

Dalla biologia alla medicina. Perché la ricerca è necessaria per curare i tumori.

Serie INFORMAZIONI SCIENTIFICHE 1

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Registro tumori ereditari del colon retto. Hereditary nonpolyposis colorectal cancer (HNPCC): aspetti clinici. La predisposizione ereditaria allo sviluppo di tumori della mammella e dell’ovaio. Informazioni e suggerimenti per famiglie a elevato rischio genetico.

Serie PERCORSI DI CURA 1

Dopo il cancro: aspetti psicosociali e qualità di vita.

La Chemioterapia ad Alte Dosi con reinfusione di cellule staminali emopoietiche ovvero l’a-b-c-d del Trapianto di Cellule Staminali Autologhe (ASCT) in press prima parte a) Cenni storici e note introduttive. seconda parte b) Raccolta di cellule staminali. terza parte c) Il trapianto. quarta parte d) Dalla dimissione alla gestione ambulatoriale del follow up.

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Serie ISTRUZIONI ALL’USO DI... 1

Guida ai servizi della Biblioteca Scientifica e per i Pazienti del CRO. in press

Serie AREA GIOVANI 1

2

Area Giovani. Brochure informativa. in press

Serie CIFAV INFORMAZIONE SUL FARMACO 1

La mucosite orale (stomatite). Guida pratica per limitare i disturbi del cavo orale (bocca, gola) che si possono manifestare durante la terapia oncologica.

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Conosciamo e utilizziamo bene gli antibiotici.

Radio Trolla. Favola per i bambini in trattamento radiante. in press

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Per sostenere la ricerca scientifica al CRO con il 5 per mille, nella prossima dichiarazione dei redditi PER il contribuente dovrà inserire nello spazio “FINANZIAMENTO DELLA RICERCA SANITARIA” il AL Codice Fiscale del CRO e firmare nel riquadro corrispondente. Le scelte di destinazione dell’otto per mille dell’Irpef e del cinque per mille dell’Irpef sono indipendenti tra loro e possono essere espresse entrambe.

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Questa pubblicazione è stata finanziata grazie alle donazioni del 5 per Mille al CRO destinate alla Ricerca che Cura

Ottobre 2010


CROinforma. Serie INFORMAZIONI SCIENTIFICHE

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