REPORTAGE
di Eleonora Chioda, e.chioda@millionaire.it
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SSSpeaking mile UN SORRISO VI CONQUISTERÀ
(così insegno a parlare in pubblico) Il senso dell’umorismo è l’asta che dà equilibrio ai nostri passi, mentre camminiamo sulla fune della vita. Milano, zona Navigli. Sabato pomeriggio. Dieci professioniste di ambiti diversi, tutte con la sindrome della secchiona, si incontrano in un’agenzia di comunicazione. Tra loro c’è la garante del Tribunale dei minori, la creativa di una grande società di pr, l’ufficio stampa di startup fintech, l’imprenditrice, la business angel. Due giornaliste, tra cui noi di Millionaire. E un uomo, il proprietario dell’agenzia che ci ospita. 98 millionaire
© Laila Pozzo
Lo diceva Mahatma Gandhi. Lo dicono i formatori più illuminati.
Fanno tutte parte di “Sei contemporanea”, startup digitale fondata dalla giornalista Cristina Tagliabue, con l’obiettivo di connettere donne, istituzioni e aziende e favorire i talenti e il dialogo nelle diversità. Oggi sono le allieve di un corso di smile speaking, tenuto dall’attrice comica Alessandra Faiella. «Credo nella comicità come filosofia di vita. Ridere fa bene, fa calare la tensione. Spesso ci prendiamo troppo sul serio e sprechiamo l’opportunità che la vita ci concede di alleggerire anche le situazioni più pesanti». Con alle spalle 20 anni di teatro, Faiella ha lavorato anche con i mostri sacri, da Dario Fo a Franca Rame. A marzo sarà in scena al Teatro Carcano di Milano con ApPuntiG, ha fatto moltissima tv, è scrittrice e formatrice. Insegna ad aziende, gruppi e professionisti come comunicare in modo efficace attraverso l’umorismo. L’idea di codificare il metodo humour training (di cui lo smile speaking fa parte) è nata molti anni fa, quando Alessandra è stata chiamata come attrice comica per “Attive come prima”, un’associazione che vuole migliorare la vita di donne che hanno avuto un cancro al seno. «Lì ho capito che la comicità poteva avere anche un effetto terapeutico ed essere usata per fare formazione. Ho elaborato una tecnica semplice e originale che stimola il lato ironico, latente in ognuno di noi, e finisce per rinforzare la nostra autostima, migliorando le nostre relazioni e il benessere nella vita quotidiana».
PRIMA GIORNATA
L’ironia Smile speaking: due giornate di corso. Tema del primo incontro: l’ironia. Quattro ore di tecnica e pratica, esercizi sul palco, quaderni pieni di appunti, sorrisi, 10 lezioni imparate e aneddoti e citazioni di Freud, Bukowski, Wilde.
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Sospendi la paura del giudizio
Perché parlare in pubblico ci fa paura? Perché temiamo il giudizio degli altri. «La bella notizia: le persone non sono lì per giudicarci, ma per imparare qualcosa di nuovo, per ispirarsi, divertirsi o passare del tempo spensieratamente» ci racconta Alessandra.
➽ Strategia: copia gli americani «Gli speaker americani prima di salire sul palco, osservano il pubblico da dietro le quinte per rendersi conto che tutti sono lì per farsi gli affari propri. C’è chi guarda il telefono, chi l’iPad, chi chiacchiera con il vicino, chi si mette le dita nel naso. Osservando il pubblico, ci alleneremo a sospendere la paura del giudizio. Le persone non sono lì per giudicarci. Magari lo faranno quando arriveranno a casa, ma non ora» commenta Faiella.
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La strategia del distacco Secondo Sigmund Freud, il padre della psicanalisi, quando il paziente supera una nevrosi, ci ride sopra. Basta osservarsi per rendersene conto. «Quando abbiamo superato un disagio (una relazione finita, una vacanza andata male) riusciamo a raccontarlo con ironia. Significa che, se ci distacchiamo da quello che stiamo vivendo e ci guardiamo dall’alto di un drone, vedremo ansie e nevrosi da lontano e il nostro aspetto buffo ci aiuterà ad adottare uno sguardo ironico» spiega Alessandra.
➽ Tecnica di humour training: prendere le distanze per superare lo stress
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Modalità da adottare anche davanti alla paura del pubblico. «La realtà è molto meno angosciante di quello che ci immaginiamo».
In pubblico ci vuole energia Quando parliamo in pubblico dobbiamo divertirci, essere appassionati ed è importante farlo anche quando si parla di argomenti noiosi. «La passione rende vitale chi parla. In pubblico, bisogna avere energia creativa e sorriso. E immaginare di raccontare cose divertenti».
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Elimina la quarta parete La quarta parete è un “muro” immaginario, posto di fronte al palco di un teatro, attraverso il quale il pubblico osserva l’azione che si svolge nel mondo dell’opera rappresentata. «Abbattere la quarta parete significa comunicare con il tuo pubblico, osservarlo, chiamarlo in causa, coinvolgerlo».
➽ La tecnica «Vietato prendersi troppo sul serio o preparare un discorso come se il pubblico non esistesse. Bisogna essere sempre accessibili al pubblico e aperti alle domande».
➽ La frase da tenere a mente «”Non esiste una seconda occasione per fare una buona prima impressione”, mi piace tanto questo aforisma di Oscar Wilde. La tensione rende viso e corpo contratti. Impariamo a osservarci con consapevolezza appena saliamo su un palco. È fondamentale essere aperti, sorridenti e giocare, sempre con misura, con humour».
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Inizia il discorso con un aneddoto e catturerai subito l’attenzione «L’aneddoto per coinvolgere deve essere reale. Tutti gli attori comici traggono materiale dalle esperienze reali. Guarda quello che ti accade con ironia e raccontalo. E osserva sempre la gente» consiglia Alessandra, citando Charles Bukowski che, in Storie di ordinaria follia, racconta: «La gente è il più grande spettacolo del mondo. E non si paga il biglietto».
➽ Sì a iniziare con la frase: “Questa mattina mentre arrivavo qui…”. 100 millionaire
SECONDA GIORNATA
L’autoironia Secondo appuntamento, domenica pomeriggio. A Milano c’è il blocco del traffico. Per agevolare gli spostamenti di tutti, il gruppo cambia location. Alle 3 in punto si comincia. Tema: Autoironia. Oggi si fa pratica. Primo esercizio: raccontare in pubblico qualcosa di divertente. Secondo esercizio: mettere in scena un nostro difetto. Terzo esercizio: preparare uno speech reale che dovremo fare per lavoro.
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Lavora sui punti di debolezza Ognuna di noi racconta di sé, scioglie nodi, si mette a nudo. Ognuna deve uscire dal ruolo professionale per diventare la ragazzina senza il pollice verde che versa acqua bollente sulle piante. Rientra nel ruolo professionale per raccontare la Silicon Valley e un viaggio di lavoro che le ha cambiato la vita (questa sono io). Alessandra ci guarda e ci dà un feedback. «Ricordati sempre le cose positive che sai fare, i tuoi punti di forza, scrivili e ripassali. Ma se aspiri all’autoironia, lavora sui tuoi punti deboli».
➽ La strategia. «Ogni volta che prepari un discorso
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in pubblico, tieni presente che non sei lì solo per dare informazioni, dati o numeri, ma stai facendo anche qualcosa di utile e importante. È un atteggiamento mentale che ti farà cambiare approccio» consiglia Alessandra.
Alza la voce, ma con la pancia
Voce che trema, che si abbassa, emozione che si sente in gola: capita a tutti. «Ci sono corsi e training specifici per imparare usare la voce» spiega Alessandra.
➽ Esercizio. Racconta davanti a tutti
➽ Due suggerimenti:
una tua debolezza: ti aiuterà. Così c’è chi sale sul palco e dice come ho fatto io: “Sono un po’ paranoica e permalosa”. C’è chi in terza persona racconta di avere come amica una professionista pigra, chi una pignola. Aneddoti e storie di vita vissuta. Risultato: tutto il pubblico ride. L’autoironia attrae.
voce alta, a casa, leggendo fiabe, interpretando ruoli, da soli o in compagnia, tanto più la si saprà usare. Leggi libri ad alta voce e cerca di renderli il più interessanti possibile. b) Quando sei sul palco, addominali contratti e via: il diaframma si alza e automaticamente la voce si alza, partendo dal profondo non dalla gola».
Preparati bene per uno speech, ma non imparare a memoria Per fare uno speech in pubblico bisogna prepararsi bene. È come studiare per un esame. Ma mai affidarsi alla memoria. E quando si prepara un discorso bisogna sempre tenere presente di fare un dono. «Dopo anni in cui da comica salivo su un palco per ricevere applausi e consensi, ho fatto clic: quel ”Grazie Alessandra, mi hai fatto pensare” di una spettatrice, mi ha insegnato che ogni volta che parlo a un pubblico sto facendo qualcosa di utile».
a) La voce è un fatto di allenamento: quanto più ci si allena a
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«Sì alle mani in tasca, ma solo se si è disinvolti e mai per tutta la durata dello speech. No alle mani nei capelli. Sì a tenere qualcosa in mano, stempera la tensione: ok a occhiali, appunti (sempre una traccia in mano) o microfono»
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Non muoverti sul posto, denota imbarazzo «Muoversi su un palco in modo disordinato è il tipico atteggiamento che si assume quando si è in imbarazzo. Per chi ci guarda, è molto fastidioso. Meglio stare fermi».
➽ La tecnica. «Vuoi camminare? Puoi farlo in modo cosciente, facendo una passeggiata sul palco, ma con una direzione: mentalmente mi sposto da quella parte per parlare con il pubblico che sta lì». Domenica ore 20. Rientro a casa. Devo lavorare ancora molto per essere una speaker perfetta, ma mi sento leggera, allegra e di buonumore. Lo m humour training ha funzionato. millionaire 101