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Foto: Johannes Kern

GASTRONOMIA AD ALTO LIVELLO Sorprese in cucina: dal “buon Enrico” all’ “erba della Madonna”, tutto finisce in pentola!

IL MEGLIO DALL’ ARCANA SHOP Un buon pezzo di natura altoatesina da portar via PAGINA 11

BENESSERE DALLA NATURA

PAGINE 6-7

Tra fieno profumato ed antiche tradizioni PAGINE 8-9

il Moosmair

WWW.MOOS MAIR.IT

I L G I OR N A LE DE LLA GIO IA DI VI VERE, DEL BENESSERE E DEL P I AC E RE NATURHOTEL MOOSMAIR | ACERETO 44 | 39032 CAMPO TURES | ALTO ADIGE | ITALIA

2 A EDIZIONE

Tempo, spazio, quiete

Il Naturhotel Moosmair su sentieri silenziosi

Quando l’ospite entra in sintonia con l’ambiente, allora l’atmosfera al Moosmair è delle migliori

N

on ha molta importanza dove si siano svolti gli avvenimenti che andiamo a narrare, ciò che conta è il senso di questa breve storia ed il fatto che se ne conservi ancora oggi memoria. Si racconta che l’abate dell’abbazia di Melk, famoso monastero benedettino che si trova in Bassa Austria, una volta inviò sul versante sud

delle Alpi un fraticello piuttosto grassoccio per l’eccessivo consumo di birra, affinché individuasse da quelle parti un posticino adatto alla costruzione di una nuova roccaforte della fede. Giunto in un luogo che gli sembrava assolutamente adatto e che, secondo lui, sarebbe certamente piaciuto al suo Signore, e magari anche al signor Abate, il fraticello pensò di salire un po’


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Gasthof & Naturhotel Moosmair

Editoriale

in alto sulle montagne, perché è noto che dall’alto tutto si vede meglio. Quanto più in alto saliva tanto più restava meravigliato per lo splendido paesaggio che si apriva ai suoi piedi. Alla fine, tutto sudato, si sedette ed appuntò una breve frase, così bella e significativa che merita di essere qui ricordata: “Signore, coloro che ami falli giungere in questa regione”. Così scrisse e, felice,

il 28 percento da alpeggi e prati, il 17 percento da montagne e ghiacciai, il 7 percento da aree adibite a colture agricole. Non resta quindi molto terreno da urbanizzare e, del 6 percento di superficie abitabile, già un buon 3 percento è stato utilizzato. Dal punto di vista politico l’Alto Adige, dopo la Seconda Guerra Mondiale, è diventato la provincia più a nord d’Italia. Questa cittadinanza im-

intraprese il viaggio di ritorno verso casa, dove avrebbe informato l’abate circa le sue scoperte e avrebbe finalmente potuto tornare ad assaporare un delizioso boccale di birra. Davvero strano che ad Acereto non ci sia un monastero! Probabilmente il frate grassoccio con una chiara idea del bello si fermò in altro luogo. Ma ad Acereto, sull’assolato versante sud delle Alpi della Zillertal, nelle Valli di Tures e Aurina, in alto sopra i tetti di Campo Tures, vicino alla chiesa, si trova un albergo che non sfigura di certo accanto alla casa del Signore. La vista da qui è assolutamente fantastica! L’Alto Adige, per molti versi, è un territorio davvero speciale. Piccolo, raffinato, talvolta spaventosamente semplice ed estremamente tranquillo. La sua superficie (circa 7.400 km2) è sei volte più piccola di quella della Danimarca ed il numero di abitanti (511.000) quasi eguaglia quello di No-

posta ha incontrato la forte resistenza della popolazione locale che considerava la propria terra “regalata” all’Italia dal trattato di Saint-Germain del 1919. A mitigare il rammarico per questa profonda ingiustizia è arrivata l’ampia atutonomia concessa all’Alto Adige con l’Accordo di Parigi ed il successivo statuto del 1972. Così oggi l’Alto Adige è una provincia autonoma all’interno della comunità europea, ancora profondamente legato ad antichissime tradizioni ma nello stesso tempo così innovativo e proiettato verso il futuro che difficilmente si riesce ad immaginare un posto più bello in Europa. Dalle Valli di Tures e Aurina Monaco e Salisburgo distano quasi 3 ore, in 90 minuti si raggiunge Innsbruck, in 3 ore Verona, 2 ore e mezza per il Lago di Garda ed 1 ora per raggiungere il cuore delle Dolomiti. Nella valle più a nord dell’Alto Adige ci sono due magnifici comprensori sciistici e Plan de Corones dista solo 15 km. Davvero molti gli aspetti positivi che rendono alta la qualità della vita per chi abita e frequenta queste splendide valli. E poiché i numeri forniscono sempre prove più tangibili, sia detto anche questo sulle Valli di Tures e Aurina: sono 84 le cime al di sopra dei tremila nella riserva naturale più grande d’Europa, 850 i chilometri di sentieri escursionistici, 178 le malghe gestite e 7 i rifugi alpini. Molti ospiti apprezzano a tal punto la qualità dell’acqua che sgorga da 120 sorgenti da portarla anche a casa in taniche e bottiglie. 35 laghetti alpini riflettono panorami montani di rara bellezza. Sembra davvero un immenso cinema all’aperto. Qualcuno, in un solo inverno, è riuscito a raggiungere con gli sci da alpinis-

Cari amici, cari ospiti, il tempo non aspetta. Come è vera questa frase tramandataci dal buon senso comune e quanto è importante riflettere seriamente, di tanto in tanto, sul suo profondo significato. Altrettanto importante è dedicare un po’ di tempo a se stessi. In questo numero del nostro giornale abbiamo voluto dedicare spazio anche al tema del tempo. Consapevolmente abbiamo realizzato un giornale “lento”. Pagine prive di notizie inquietanti, senza annunci di disastri e senza frenetici titoli del giorno. Nella nostra oasi del benessere si rallenta pian piano e, in un certo senso, anche nel nostro ristorante delle erbe Arcana. Qui abbiamo tempo e ne regaliamo volentieri ai nostri ospiti se lo vogliono. È giunto il momento, il momento di fermarsi per un po’. La capacità di gioire e stare bene ha sempre qualcosa a che fare con il tempo. Le nostre erbe hanno bisogno di tempo prima di essere pronte ed utilizzate ovunque al Moosmair. Anche il fieno di montagna ha bisogno del suo tempo e di un giorno specifico nel quale finalmente può essere portato giù dall’alpeggio ed essere utilizzato. Poi le erbe entrano nelle minestre ed il fieno nel bagno, poi prepariamo grappe e liquori, tè e marmellate. Cuociamo e facciamo bollire. Tutto ha il suo tempo. Novità all'Hotel Moosmair: nella sezione clienti abituali gli amanti del Moosmair hanno la possibilità di raccogliere preziosi punti bonus "Quadrifoglio" che renderanno la vacanza più bella e conveniente. Provate subito su www.moosmair.it/quadrifoglio Auguriamo a tutti i nostri attenti lettori estrema gioia nella lettura e speriamo che possiate trovare qualche buon suggerimento per le belle giornate da trascorrere con noi. Chiedete, abbiamo sempre tempo per voi!

Se questa stanza potesse raccontare, si potrebbero passare intere serate ad ascoltare le sue storie

Cordialmente vostra,

Famiglia Ebenkofler

Acereto 44 | I - 39032 Campo Tures | Alto Adige Tel. +39 0474 678 046 | info@moosmair.it www.moosmair.it

Piccolo, raffinato e talvolta estremamente semplice rinberga, la quarta città più popolosa della Germania. Sorprendentemente però solo il 6 percento della superficie dell’Alto Adige è potenzialmente abitabile. Questo perché il 60 percento del territorio regionale si trova al di sopra dei 1600 metri di altitudine e quindi, secondo la legge, è automaticamente sotto tutela. Come lo sono i sette parchi naturali, il parco nazionale, tutti i boschi, le zone d’acqua e i fiumi. Il 42 percento del territorio altoatesino è costituito da boschi,


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Alto Adige

mo 49 cime. Ci sono 10 piste da slittino, 80 chilometri di piste da fondo e l’unico centro di speleoterapia in Italia. Nelle Valli di Tures e Aurina sono ca. 900 i masi contadini che da secoli mantengono le loro caratteristiche grazie all’ordinamento del “maso chiuso”. Molti di questi sporgono come nidi d’aquila su ripidi pendii, dove anche le galline presumibilmente indossano i ramponi. 10.000 bovini si suddividono nelle stalle dei masi e 15.000 abitanti in 14 accoglienti paesini. Gli abitanti delle Valli di Tures e Aurina sono abbastanza orgogliosi da sostenere che le loro valli di certo sono tra le più belle dell’Alto Adige, se non in assoluto le più belle. Hans Kammerlander, uno dei migliori alpinisti del nostro tempo e, dopo Reinhold Messner, l’altoatesino più conosciuto all’estero, è originario delle Valli di Tures e Aurina e vive ancora oggi ad Acereto, suo paese natale. Lui, che ha scalato dodici dei quattordici ottomila e, per primo, le sette seconde cime più alte della terra, afferma: “Ci sono molte belle montagne al mondo ma io, dopo ogni spedizione, sono sempre molto felice di tornare tra le montagne di casa mia”. Questa suona davvero come una sincera dichiarazione d’amore. Chi dopo il lungo viaggio che lo porta in vacanza raggiunge il paese di Campo Tures e imbocca la strada per salire verso Acereto, dopo un paio di minuti ed un paio di cur-

Ancora con vere chiavi

ve scopre qualcosa che non riuscirà più a dimenticare: al suo sguardo attonito, infatti, si apre una splendida vista sulla valle appena percorsa e, come il fraticello della nostra storia, si accorge che da lassù tutto si riesce a vedere meglio, anche le Dolomiti che spuntano all’orizzonte. Non c’è bisogno di essere devoti per rendersi conto, fin dal primo sguardo, che si tratta di qualcosa di

Profuma di tutto il meglio dell’Alto Adige

Masi contadini in cui anche le galline indossano i ramponi molto speciale… “coloro che ami, falli giungere in questa regione”. Dunque siete arrivati ad Acereto, al Moosmair, un albergo ricco di tradizione la cui storia getta le radici nel XV sec. È un terreno buono quello che nutre queste radici. Un fazzoletto di terra sul quale crescono e prosperano molte cose. Qui, tra queste montagne incantate, nascono e maturano le materie prime con le quali costruiamo il vostro benessere ed il vostro relax. Prodotti genuini di una terra schietta, semplice, silenziosa in cui diventa facile ritrovare se stessi. Così sono le Valli di Tures e Aurina, così è il Moosmair. E allora è proprio il caso di dirlo: al Moosmair non ci si sente certo come a casa... qui ci si sente in vacanza!

Confortevole ed accogliente: così è la vacanza al Moosmair

MITI & LEGGEN D E

Tre fori nel corpo È forse per il paesaggio, per le montagne, per le valli o per l’ambiente, che talvolta appare davvero rude, se in Alto Adige da sempre fioriscono miti e leggende davvero particolari. Ma si deve senz’altro alla gente che abita questi luoghi se così tante storie, cadute dai ripidi pendii della regione, hanno trovato terreno fertile e sono rimaste in vita venendo tramandate di generazione in generazione. La loro origine risale certamente al tempo in cui la scienza non era ancora in grado di fornire una spiegazione per tutto e in cui gli uomini sapevano dare un loro senso ai misteri che li circondavano.

Foto: Walther Lücker

Foto: Hartmann Seeber

Tra queste storie c’è quella del Crocifisso che si trova nella chiesetta di Santo Spirito a Casere, in fondo alla Valle Aurina. Si racconta che un contadino, il miglior tiratore della valle, nell’attraversare il passo per recarsi ad una gara di tiro nel salisburghese, ad un incrocio si fermò vicino ad un crocifisso e, per mettere alla prova le proprie capacità di tiro, gli sparò per ben tre volte centrandolo in pieno. Nella gara il contadino fu vincitore e tornò verso casa con un magnifico toro. Nei pressi dell’incrocio con il crocifisso cui aveva sparato però l’animale si imbizzarrì e lo uccise incornandolo. Altri contadini trovarono l’uomo morto e il toro trionfante su di lui. Il crocifisso con i tre fori fu trasportato nella piccola chiesetta in cui si trova ancora oggi e la storia dell’arrogante e sciagurato contadino continua ad essere raccontata durante le lunghe serate invernali.

Cos’è una camera? L’enciclopedia online Wikipedia lo spiega come sempre in modo secco e chiaro: “Il termine camera sta ad indicare lo spazio di un appartamento o di un edificio residenziale racchiuso tra pareti, pavimento e tetto, grande almeno dieci metri quadrati e dotato di almeno una finestra”. Semplicissimo, oppure no? Arrivare, entrare, ricevere ancora una chiave vera, che entra in una vera serratura, per accedere poi finalmente alla propria camera nel Naturhotel Moosmair ad Acereto: ecco come ha inizio un’esperienza davvero unica. Le fondamenta dell’hotel poggiano su una lunga tradizione, ma la profonda ristrutturazione cui è stato sottoposto in tre fasi costruttive, tra il 2003 ed il 2007, ha permesso di adeguare la struttura agli standard ed alle aspettative di qualità del moderno settore alberghiero alpino. Aprendo la porta si sente tutto il profumo dell’Alto Adige: è il locale legno di larice di mobili e pavimenti. Si dice che il larice renda l’atmosfera più serena; sono credenze locali, semplici, arcaiche. Ma, camminando a piedi nudi sul pavimento in legno fa piacere pensare che il larice è simbolo di rinnovamento, visto che questo albero ogni anno si libera dei propri aghi come una latifoglia. Nell’allestimento e nell’arredamento delle stanze è stata utilizzata anche la pietra. Serpentinite in particolare, prove-

niente da una cava di Vilgraten nel Tirolo Orientale. Si dorme particolarmente bene nelle camere del Moosmair. Forse perché domina la semplicità, perché ci si è limitati all’essenziale eliminando tutto ciò che potrebbe distrarre. “Le nostre cornici sono le finestre”, afferma sorridendo Anneres Ebenkofler, gentile custode della semplicità. “Cima del vento”, “Wasserfallspitz”, “Croda Nera”, “Monte Nevoso”: sono queste le montagne del Gruppo delle Vedrette di Ries che si possono vedere direttamente dalle finestre-cornice. Ed in lontananza “Sasso Putia”, le frastagliate cime del “Puez” e la piatta cima del “Gruppo del Sella”, tutti i grandiosi massicci dolomitici e parte del Patrimonio mondiale dell’umanità dell’UNESCO. Così, semplicemente, si creano quadri in grado di impressionare profondamente. Dal vicino bosco di proprietà proviene anche il cippato utilizzato per il riscaldamento. E di nuovo torna il profumo di legno e di Alto Adige, questa volta di abete rosso e pino mugo. Naturalmente naturale: così è tutta la struttura, così chiaramente sono anche le stanze. Non solo un semplice spazio chiuso, ma una possibilità per spaziare con lo sguardo e con la mente. Vien voglia di metter via lo smartphone ed eliminare la TV per concentrarsi meglio su ciò che c’è dentro e fuori da quelle finestre-cornici. Allora, cos’è una camera?


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Gasthof & Naturhotel Moosmair

C

ome ci insegnano i tibetani, che abitano il tetto del mondo, “chi ha davanti a sé una lunga strada da percorrere, non corre”. La rivista tedesca “Stern“ ha rivelato diversi anni fa qualcosa che tutti percepiamo da tempo: “La sensazione di dover vivere sempre più velocemente ci fa ammalare”. Ma ci vuole tempo prima che il messaggio arrivi. I trend analyst sostengono che ben presto la gente sarà disposta a pagare un sacco di soldi per essere lasciata “in pace”. E, infatti, già oggi molte persone sono contente se, entrando in una boutique, gli viene lasciato il tempo di guardarsi intorno o se, in vacanza, al momento dell’arrivo, non vengono subito travolte con un vorticoso programma di attività. Si avverte quindi un forte desiderio di tranquillità, una tendenza a rilassarsi e decelerare. Le Alpi, con i loro silenziosi territori montani, sono sempre più richieste tra le destinazioni turistiche. La vecchia e tradizionale vacanza in montagna risolleva di nuovo la testa e sfida coraggiosamente i viaggi aerei a basso costo. L’immagine di escursionisti con la camicia a scacchi è ormai sbiadita, la montagna è oggi frequentata da persone che non ci si sarebbe mai aspettati. Giovani e vecchi, grassi e magri, manager e facchini. Tutti a caccia di un po’ di relax. Non c’è bisogno di compiere approfondite ricerche per comprendere questa tendenza. In passato erano il sole e la luna a regolare il ritmo degli uomini, non l’orologio. Chi voleva organizzarsi in modo da avere abbastanza tempo lo faceva iniziando le proprie attività subito dopo l’alba. Oggi il tempo è calcolato al minuto. Corre all’impazzata. E così, all’improvviso, cresce il desiderio di schiacciare con forza il freno. Nel 1979 lo scrittore e psicologo tedesco Jürgen von Scheidt utilizzò, in un libro intitolato “Singles”, l’innovativo concetto di “decelerazione”. Solo quattro anni più tardi Sten Nadolny scrisse il meraviglioso romanzo “La scoperta della lentezza”, in apertura del quale si può leggere: “John Franklin, colui che sarà destinato a diventare uno dei più grandi esploratori artici inglesi, aveva già dieci anni ed era ancora così lento da non riuscire ad afferrare una palla”. Eppure l’umanità continua a correre senza sosta da un posto all’altro, da un appuntamento all’altro. I moderni media non sono riusciti a rallentare il ritmo della vita, anzi! La vendita di tranquillanti, in Germania, aumenta ogni anno del dieci per cento. Nel 1990 il 48 percento delle persone si lamentava per la mancanza di tempo, dieci anni dopo erano il 58 percento e oggi siamo arrivati al 64 percento. Nessuno si sorprende più. I primi cristiani chiamavano il cordoncino con cui contavano le preghiere “compuntum”. Altro non era che un rosario con cui contavano le “Ave Maria” ed i “Padre nostro”. “Computare” significa infatti “calcolare”. Dal termine “computare” gli inventori dell’età moderna hanno preso poi il termine “computer”. Oggi le prestazioni dei microcip raddoppiano ogni 18 mesi. Negli ultimi 35 anni sono state prodotte così tante informazioni come non è accaduto nei precedenti 5000 anni. La frenesia quotidiana è ancora grande

Qui la finestra fa da cornice Camera con vista sul panorama montano del gruppo delle Vedrette di Ries…per una vera vacanza!

È il momento! Il miracolo della decelerazione inizia nella testa. Ma in questo hotel, nascosto come uno scrigno in una valle dell’Alto Adige, trova un luogo ideale in cui concretizzarsi


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Arte di vivere

sebbene la nuova tendenza abbia ormai preso il via. Sempre più persone sono alla ricerca della lentezza. O quanto meno di tempo. Proprio il governo del Giappone, uno dei paesi “più veloci” del mondo, ha dato vita ad un’iniziativa chiamata “Suro raifu” (cioè “slow life”). Le silenziose lezioni degli asiatici sono di gran moda in Europa. “Pescatori

Dal settimo cielo, in una casa piena di calore ed intimità, si atterra dolcemente con il parapendio

e tiratori con l’arco sono i nuovi eroi del dopo lavoro”. Le escursioni nel silenzio della natura sono tornate così “di moda” come non accadeva più da quarant’anni. E il tempo, dicono i trend analyst, “è il vero capitale del futuro”. Alla ricerca di un “nuovo” stile di vacanza, nel frattempo, la gente ha le idee più bizzarre e le offerte degli operatori sono sempre più assurde. Eppure può essere molto semplice. Sempre più persone realizzano ad Acereto, nel Naturhotel Moosmair, il sogno della loro infanzia: dormire in un profumato letto di fieno, alla pura aria di montagna, sotto un fantastico cielo stellato. O fare il bagno nel fieno e nelle essenze di erbe montane. Ci si può far massaggiare con olii essenziali estratti da erbe di montagna. Al Moosmair, nel cuore delle montagne altoatesine, la natura entra in casa. Nelle stanze non ci sono quadri, dipinti o fotografie. Ogni stanza ha una cornice che da molto tempo viene chiamata finestra. Da lì si può guardare fuori e scoprire immagini che nessun fotografo o pittore è in grado di catturare. Sono immagini personali, impressioni. Spesso sono necessari anni prima di riuscire a capire, da ospite, la lingua dell’anima parlata in una valle altoatesina. Là dove il sonnellino pomeridiano è ancora ritenuto sacro e perciò i negozi restano chiusi tre ore al pomeriggio. Ma ovunque soffia un meraviglioso aroma di benessere. Dolce far niente. Meraviglioso silenzio. Cibo per l’anima. Balsamo sulle ferite della quotidianità. Tutto è pronto. È il momento! Il momento di fermarsi...

Un sano pisolino non si nega a nessuno: il vecchio boss Max Ebenkofler durante il meritato riposo pomeridiano

Foto: istockphoto

Negli ultimi 35 anni sono state prodotte così tante informazioni come non è accaduto nei precedenti 5000 anni.

"Prima non era meglio, ma certamente era diverso" Tutto è iniziato con quattro ospiti e tre camere “Non voglio dire che prima tutto fosse migliore, ma certamente era molto diverso”, così l’ottantaseienne Max Ebenkofler, che osserva attento i suoi ragazzi Anneres ed Helmuth portare avanti l’attività di famiglia, rievoca il passato. Lo sguardo si perde per un attimo tra i ricordi, per tornare poi vivido ed acuto al presente. “Nel 1961 avevamo quattro clienti e tre camere. La gente restava per quattro settimane e si creava un rapporto familiare”. Tre camere, senza acqua corrente e bagno sul corridoio. La gente a quel tempo portava ancora le pantofole in vacanza. Un paio di anni dopo al Moosmair arrivò un gruppo: quaranta persone in autobus e ancora non c’era una sola camera in più. “Suddividemmo gli ospiti nelle camere private di tutto il paese”, Max Ebenkofler ride mentre racconta. Solo nel 1974 la struttura fu sopraelevata e per la prima volta ci furono quaranta letti a disposizione. I costi del personale erano inferiori e anche tutte le altre

spese di gestione, “difficile da credere però, allora, il guadagno finale era maggiore”. Ma chi erano le persone che al tempo venivano in vacanza ad Acereto, mentre mezza Europa andava in Costa Brava, sulla Riviera o a Jesolo? “Artigiani, operai, famiglie con bambini. Gli accademici andavano ancora in Val Gardena o a Corvara. Poi, all’improvviso, le cose sono cambiate”. Ora ad Acereto arrivano anche medici, architetti, gente della televisione e manager. Ciò che accomuna tutti è la passione per la meravigliosa ed incontaminata natura delle Valli di Tures e Aurina, per la tradizionale atmosfera accogliente nonché per l’indole delle persone che vivono da queste parti. Il Moosmair, anche per seguire la volontà di Max Ebenkofler, conserva il carattere degli alberghi di una volta. “La gente qui da noi cerca ancora e sempre la tranquillità, ma oggi ha sempre meno tempo per riposarsi”. In questo però il passato era certamente migliore.


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Ristorante delle erbe Arcana

non è tutto”. E così tra i piatti principali nel menù dell’Arcana, il primo ristorante delle erbe in Alto Adige, salta fuori un “manzo in villeggiatura”: un pezzo di filetto scottato in padella e messo a riposare fino al momento di essere servito su un letto di fieno in una ciotola di porcellana con coperchio. Solo per questo vale la pena venire. La cucina dell’Alto Adige è considerata oggi la cucina più tradizionale dell’arco alpino. I cuochi altoatesini hanno abbracciato la modernità ma senza perdere di vista le specialità tradizionali. Le hanno solo rivisitate in modo da renderle un po’ meno pesanti. Non sono più così ‘cariche’ come una volta quando dovevano saziare i contadini di montagna dopo le lunghe ore di duro lavoro. L’Alto Adige oggi unisce, in modo estremamente piacevole, la leggera cucina mediterranea italiana, con la sua pasta, il pesce, gli sformati ed i risotti e la sostanziosa cucina altoatesina con i suoi canederli, gli gnocchi

Se tutto ciò è alla base delle cucina altoatesina allora è giunto il momento di prendere coltello e forchetta

La brigata di cucina del Naturhotel Moosmair, evidentemente, si diverte un sacco a cucinare

Cuochi, cucina e cuore

ed i krapfen. Un felice connubio che mette tutti d’accordo e si realizza in modo superbo nel ristorante Arcana e nella cucina del Moosmair. La carne di quel “manzo in villeggiatura” è prodotta nella nostra azienda ad Acereto, qui nelle Valli di Tures e Aurina. “Qui gli animali crescono senza stress e la loro origine è assolutamente ricostruibile“, spiega Helmuth Ebenkofler. E se il cuoco in cucina chiede del “Buon Enrico” o dell’ “Erba della Madonna” nessuno lo guarda male. Il “Buon Enrico”, un tempo considerato lo spinacio dei poveri, è una pianta ricca di vitamina C che cresce poco distante dall’hotel. L’“Erba della Madonna” fritta in grasso bollente ha lo stesso sapore delle patatine fritte. Il “serpillo”, che è il timo selvatico, rende più delicato il sapore della carne e la “sambuchella”, particolarmente efficace contro la gotta, finisce nella zuppa a base di erbe. Il menù al Moosmair e nell’Arcana ha il profumo delle stagioni: le fragole arrivano in tavola solo nella stagione delle fragole e il ritmo della natura regola il corso degli eventi. Non per niente in primavera si raccoglie e si invasa, si cuoce e si mette a seccare. Sono molti i segreti che rendono così speciale la cucina altoatesina. Venire ad Acereto è il modo migliore per penetrarli, per comprendere le tradizioni e la storia di piatti dal sapore unico, nei quali gusto e qualità sono ancora legati alla meravigliosa ed incontaminata natura di questa regione.

L’Alto Adige ha la cucina più tradizionale delle Alpi, tra canederli e pasta

L’

Alto Adige è una terra incredibile. Questo è vero per molti aspetti ed in particolare lo è per l’enogastronomia. In questa piccola regione tra le Alpi il sole e le amorevoli cure dei viticoltori permettono di produrre un vino dal gusto primitivo, vigoroso, rotondo. Ma cosa rende la cucina altoatesina così speciale da essere tanto amata ed apprezzata? Come ha fatto questa terra, quasi nascosta tra le montagne, a raggiungere un così alto livello in ambito gastronomico? Artefici di questo successo sono soprattutto i cuochi e la loro creatività. Il loro desiderio di evocare sulla tavola qualcosa di veramente speciale. Ma questo non basta, deve esserci dell'altro. Qualcosa che ha a che fare con l'anima di questa terra e con la sua storia.

La regionalità riveste da anni un ruolo di primo piano: prodotti locali per una cucina semplice e naturale. Non è solo un motto ma un concetto di base. In qualche modo la cucina altoatesina è oggi sinonimo di tutto ciò che si oppone ad una dilagante globalizzazione dei piaceri gastronomici. Prodotti a chilometri zero e, per quanto possibile, dal produttore direttamente in cucina, senza tanti giri. È questo il grande segreto di Pulcinella. Al Naturhotel Moosmair tutto ciò che si può gustare nel buffet della prima colazione proviene dalle immediate vicinanze e non percorre più di 50 chilometri. “Quando vado a mangiare fuori anch’io desidero sapere da dove arrivano i prodotti utilizzati” dice Helmuth Ebenkofler e la sorella Anneres aggiunge: “Per noi la regionalità significa molto, anche se


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Gastronomia

IN TERVISTA

“Accomodarsi e gustare” Cinque domande all’esperta di erbe Anneres Ebenkofler

Degustazione vini Foto: Tenuta Pfitscher

Le erbe fresche non sono il segreto ma il concetto che sta alla base della cucina dell’Arcana di Anneres Ebenkofler

Moosmair

cosa che sia buono e salutare nello stesso tempo, senza rinunciare però a far vivere una Arcanum significa “segreto”. Ogni pianta speciale esperienza di gusto. nasconde un messaggio segreto da svelare e Come è nata l’idea per l’Arcana? comprendere. Le erbe sono piante dell’anima Non solo noi esseri umani amiamo le cose ed io desidero toccare l’anima della gente buone, ma anche gli animali. Ho osservato le con i nostri piatti. mucche mentre mangiavano con grande piaCome si riesce a far passare il tema della cere le migliori erbe spontanee cresciute sui Natura dalla cucina sulla tavola e all’ospite? prati alpini. Ho studiato queste meraviglioLa lingua della natura si parla attraverso se erbette e ho pensato che potevo provare i sensi: il gusto, l’olfatto, la vista, il tatto. a portarle in cucina per ammaliare i nostri Molto viene trasmesso anche attraverso le ospiti con dei piatti molto speciali. È imporimmagini e le spiegazioni, date nel menù, tante tenere sempre presente che le erbe offidell’effetto terapeutico di ogni pianta. Se cinali sono consolatrici per l’anima. qualcuno desidera sapere di più, sono molto Come sono andati i primi esperimenti? contenta di condividere le mie conoscenze. Un periodo molto bello e creativo nel quale, È importante che un ristorante abbia una con estrema semplicità, siamo riusciti a crepropria filosofia? are cose meravigliose, a tal punto che solo Non so se sia importante avere una filoso- quattro mesi più tardi eravamo già stati nofia. Per noi è importante che l’ospite ritrovi minati per l’Alto Adige Award dell’Economia. anche qui il messaggio che desideriamo tras- Solo quando si lavora in modo così intenso mettere. Nel mondo che ci circonda Madre con la natura si scopre quante piante sponNatura è regina ed il nostro dovere è quel- tanee e commestibili crescono proprio fuori lo di rispettarlo e proteggerlo. La cosa più dalla porta di casa. Non tutti hanno la fortuna emozionante per me resta comunque sempre di vivere in mezzo ad una vera e propria farquella di riuscire a portare nel piatto qual- macia naturale. Cosa si cela dietro l’Arcana, l’unico risto-

rante delle erbe in Alto Adige?

Il “Lagrein Kotznloater” Questo vino robusto con colore dal rosso rubino al melagrana presenta delicate note di violetta ed è ricco di raffinati tannini. Al palato risulta equilibrato e pieno, inizialmente vellutato. L’affinamento in piccole botti di rovere conferisce al Lagrein carattere e pregiate note aromatiche. Questo vino è un compagno ideale da portare in tavola perché si sposa bene con moltissimi piatti. La vinificazione avviene per otto giorni in apposite botti con costante follatura delle vinacce. La fermentazione avviene quindi per cinque giorni in botti d’acciaio a temperatura controllata. L’affinamento ha luogo in piccole botti di rovere per 15 mesi.

Un vino robusto dalla Bassa Atesina

R ICETTA

Formaggio fresco di capra con pesto di dente di leone, semi di girasole & zucchini Ingredienti per il pesto: 100 g di tenere foglie di dente di leone, 90 g di olio di semi di girasole, 30 g di semi di girasole, 1 pizzico di scorza di limone, sale, 40 g di acqua fredda Preparazione del pesto: frullare con il mixer le foglioline lavate di dente di leone con l’olio di semi di girasole, i semi di girasole, la scorza di limone, il sale e l’acqua e conservare in fresco. Ingredienti per il formaggio fresco di capra: 200 g di formaggio fresco di capra, 50 g di

per 4 persone

latticello, 1 pizzico di cerfoglio, timo e maggiorana mischiati con un po’ di pepe bianco macinato fresco. Con due cucchiai formare degli gnocchi. Preparazione del formaggio fresco di capra: lavare due zucchini, tagliare delle fettine sottili e cuocerle brevemente da entrambe i lati in una padella con un po’ di olio di girasoli. Disporli quindi su un piatto con il formaggio fresco di capra, il pesto di dente di leone ed i semi di girasole.

Varietà: Lagrein Zona di provenienza: Montagna / Alto Adige / Bassa Atesina Premi: 2013 Le Guide de l‘Espresso - 15.5 2013 I vini di Veronelli - 3 Stelle 2012 Enogea - 85 2012 Gambero rosso - 2 bicchieri 2012 Luca Maroni 2012 - 89 2012 I vini di Veronelli - 3 Stelle (G.B.) 90 2011 Enogea - 85 2011 I vini di Veronelli - 2 Stelle 2010 Gambero rosso - 2 bicchieri 2009 I vini di Veronelli - 2 Stelle Dove acquistare: Arcana Shop nel Naturhotel Moosmair Acereto 44, I-39032 Campo Tures (BZ) Tel. +39 0474 678 046, info@moosmair.it www.moosmair.it Tenuta Pfitscher, via Dolomiti 17, I-39040 Montagna (BZ) Tel: +39 0471 168 13 17, info@pfitscher.it


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Quasi come un bagno nel giardino celeste. Il fieno al Moosmair viene dai pascoli di proprietà situati a 1900 metri di altitudine

Alle radici di meravigliose tradizioni

Dentro c’è la natura Nel tradizionale mondo dei contadini altoatesini la natura ha sempre avuto un ruolo di primo piano, anche quando si trattava di sfruttarne le forze per la propria salute

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n paio di biologi tedeschi si sono presi la briga di sondare la biodiversità di un prato alpino in Alto Adige verificando quanti tipi diversi di fiori, piante aromatiche ed erbe si potessero contare. Il risultato è stato sorprendente: su una superficie campione di 50 metri quadri hanno individuato fino a 127 varietà di piante. Cinquanta di queste trovano anche applicazione nella medicina

tradizionale alpina. La scoperta è in parte confortante se si pensa alle deprimenti notizie sul cambiamento climatico, sullo stato delle foreste pluviali e sullo scioglimento dei grandi ghiacciai. Ebbene anche i biologi restarono sorpresi alla fine della loro ricerca. Perché quando scesero dai prati alpini per indagare i loro cinquanta metri quadri anche a valle, scoprirono che, lungo strade ed autostrada e anche là dove i prati veniva-

La scala che conduce all’Eden, il giardino del benessere. Chi vi entra, accede in un mondo di pace e tranquillità

no abbondantemente concimati, si potevano contare solo otto tipi diversi di fiori ed erbe. L’integro mondo che si trova lassù, sui prati alpini, viene difeso, salvaguardato e curato come un gioiello prezioso anche dal Naturhotel Moosmair, dove si continua ad attribuire grande valore alle antiche conoscenze ed alle tradizioni tramandate per generazioni e generazioni. Già secoli fa, infatti, i contadini di montagna scoprirono per caso l’effetto benefico e lenitivo che le piante alpine avevano sulla loro schiena malconcia e sulle loro ossa logore. Quando, infatti, dopo le dure giornate di lavoro sugli scoscesi pendii si fermavano a dormire nei fienili sul fieno appena falciato, si accorgevano di come, la mattina dopo, tornavano ad essere pieni di energia e soprattutto liberi dai dolori articolari. Altrove i bagni di fieno possono essere di tendenza ed avere il carattere di evento, ma al Moosmair di Acereto, invece, sono un concetto fondante. Nelle stanze del Naturhotel, all’arrivo, si trova un questionario con sette domande a cui, volendo, si può rispondere. Un modo per conoscere sé stessi e le proprie caratteristiche psicofisiche. Anneres Ebenkofler nel corso degli anni ha studiato come nutrizionista olistica, ha appreso moltissimo sull’erboristeria tradizionale e

Foto: Joachim Chwaszcza/SMG

Gasthof & Naturhotel Moosmair


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Benessere & Natura

nostra casa sono fortemente radicate nella tradizione. Io desidero portare avanti queste tradizioni, perché rappresentano le nostre fondamenta ed il nostro tetto”. Il fieno per i bagni, per esempio, viene da uno di questi meravigliosi prati alpini. Situato a 1900 metri di altitudine, nelle immediate vicinanze della malga del Moosmair. Le erbe, i fiori e le piante aromatiche naturalmente non sono concimate. La falciatura avviene solo quando il prato è in piena fioritura e quindi nel momento in cui massimo è il contenuto di proteine e carboidrati. Deve essere un giorno caldo che segue ad un lungo periodo senza piogge. Il taglio va poi lasciato essiccare e voltato amorevolmente. Solo allora, ed in ottime condizioni, il profumato fieno appena raccolto viene utilizzato per i bagni. E poi c’è ancora la storia del vecchio granaio in cui Anneres ed Helmuth Ebenkofler volevano realizzare la sauna all’aperto. Una volta lì c’era la discoteca del paese, in cui si incontravano, soprattutto il sabato notte, i giovani, i ballerini e gli innamorati. Quando il vecchio boss Max Ebenkofler sentiva troppo rumore o qualcosa che lo infastidiva, senza pensarci due volte, staccava la spina di alimentazione dello stereo. Ora si sente di nuovo il profumo di pino mugo, di ginepro e di cirmolo. Logico in un certo senso: quando tutt'intorno è la Natura a dominare l'uomo non può far altro che lasciarla entrare e, anzi, desiderare che entri nella propria casa, ma soprattutto nel proprio cuore e nella mente.

Immersi nel profumo dei prati Foto: istockphoto

moderna e la medicina tradizionale dei territori alpini. Ciò che più la affascina oggi sono le antiche tradizioni profondamente radicate e tramandate per generazioni. E così, con il questionario, si propone di scoprire a quale tipo ogni persona è riconducibile: sole, luna piena, luna nuova o eclissi solare. “In questo modo è possibile poi stabilire facilmente” spiega lo spirito buono della casa “quali sono il bagno di fieno, il massaggio e il tipo di movimento più adatti nonché quale alimentazione risulti più facilmente digeribile”. Le origini di queste conoscenze risalgono ad un periodo in cui la gente delle regioni alpine non poteva permettersi il medico e cercava i propri medicinali nella natura. Trasportare le esperienze degli antichi nella modernità non è poi così difficile; è necessaria tuttavia un’enorme sensibilità. Al Moosmair ci siamo riusciti spesso. La natura ed il suo potenziale si possono ritrovare praticamente ovunque: nella tipologia costruttiva della struttura, nella cucina alle erbe dell’Arcana, nell’Arcana Shop con tutti i suoi prodotti particolari, nel bar dell’hotel con tutte le caratteristiche persone che lo frequentano e, naturalmente, anche nell’offerta wellness. Al Moosmair non vengono presentati 30 diversi massaggi tra i quali è difficile trovare differenze sia nello svolgimento che negli effetti. “Noi offriamo ora solo 4 diversi tipi di massaggio. Ognuno adatto ad un diverso tipo e per quello specificamente benefico” così spiega Anneres Ebenkofler ed aggiunge “Molte cose nella

In Alto Adige, quando i prati montani fioriscono, è il momento di salire fin lassù e godersi la vita QUA RZITE A R G EN T EA - P I ET R E P R I M O R DI A L I - M ASSAG G I

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Sentire le forze della natura Forse questi sono i 75 minuti più fantastici che si possano vivere in Alto Adige. Quando il potere dei fiori e delle erbe incontra l’energia della pietra, quando la resina di larice e il suono delle pietre primordiali si incontrano, corpo ed anima entrano in armonia. Quarzite argentea dalle montagne della Val di Vizze, essenze di ginepro, per rinforzare il sistema immunitario, lavanda per rilassare e achillea per migliorare il generale stato di salute: una combinazione dall’intenso effetto rinvigorente.

Foto: MatrixCosmetics, istockphoto

Nell’oasi del wellness dell’Hotel Moosmair il profumo di larice ed il suono di musica rilassante conducono in un mondo sconosciuto, in cui si entra in contatto con le forze nascoste dell’universo. Un viaggio entusiasmante al cui ritorno ci si sente completamente rigenerati.

onja lavora presso una grande casa editrice in Germania. Beate viene dalla Svizzera, è sales managerin presso un IT Group che opera a livello mondiale. Si conoscono da molti anni, ogni tanto si incontrano per un fine settimana e una volta l’anno vanno in vacanza insieme, lontano dalle famiglie e dalla stressante quotidianità. La scorsa estate erano al Moosmair di Acereto, già per la terza volta, “perchè è davvero riposante e soprattutto molto tranquillo” dice Beate. La seconda sera del loro soggiorno la trascorrono con Anneres Ebenkofler sorseggiando un bicchiere di ottimo vino rosso altoatesino. Beate e Sonja hanno risposto con attenzione ed interesse alle sette domande di un questionario trovato nella loro stanza. Secondo la “Tipologia Venostana”, che si basa su antiche conoscenze millenarie di scienza della natura, Beate è il tipo ‘luna nuova’ mentre Sonja il tipo ‘luna piena’. Al tavolo non si svolge una consulenza ma uno scambio, un colloquio intimo sul benessere e sui sentimenti. Il pomeriggio successivo, al rientro da una lunga escursione sugli alpeggi tra Acereto e Riva di Tures, Annares propone alle due donne, che desiderano solo immergersi

in acqua, tanta acqua, un bagno Kneipp. Braccia e gambe vengono refrigerate dalla limpida acqua di sorgente che sgorga sopra Acereto, ai piedi delle maestose cime che superano i tremila metri. Un percorso che rivitalizza la circolazione e aiuta l’irrorazione sanguigna. Poi le due scompaiono in un bagno di fieno immergendosi nel seducente profumo dei prati alpini appena falciati. I successivi 55 minuti restano indimenticabili. Sonia, il tipo ‘luna piena’, si gode un rilassante massaggio all’olio di enotera, un’attivazione dei punti di pressione per sciogliere le tensioni, la coppettazione sulla schiena per riacquistare forza ed equilibrio. Ad attenderla c’è poi un bendaggio caldo a base di dente di leone e cardo mariano ed un tè alla menta selvatica. A Beate invece, che è tipo ‘luna nuova’, viene fatto un massaggio all’olio di iperico per rilassare i nervi e lo spirito, un’attivazione dei punti di pressione ed un impacco all’arnica per i piedi, per favorire l’irrorazione sanguigna e ridare tono ai tessuti. Poi, dopo la purificazione dei chakra con caldi cristalli di rocca, la attende un buon tè al dente di leone. Non si sente quasi più nulla, solo sospiri silenziosi… Ancora domande?


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Foto: Hans Kammerlander

Outdoor

Moosmair

Consigli       outdoor Escursioni – Kellerbauerweg A volte è necessario fare lunghi spostamenti, ma da Acereto si raggiunge in un attimo Campo Tures e da là la stazione a valle della funivia di Speikboden. Con la cabinovia e poi con la seggiovia si arriva comodamente fino alla baita Sonnklar da dove si raggiunge una delle più belle alte vie delle Valli di Tures e Aurina. Il percorso è ben segnalato e facile da seguire, non ci sono grandi dislivelli, solo dolci saliscendi appena percettibili. Restando sempre ad un’altitudine di ca. 2300 m si raggiunge Passo Neves ed il Rifugio Porro, un rifugio alpino degno di nota. Lungo il percorso bisognerebbe concedersi il tempo per ammirare la grandiosa vista sulle montagne ed i ghiacciai delle Alpi della Zillertal, del Gruppo di Cima Dura e delle Vedrette di Ries. La discesa avviene per la malga Göge fino a Riobianco e da lì, con l’autobus di linea, si torna a Campo Tures. Tempo di percorrenza: 6-8 ore; Caratteristiche: escursione semplice ma faticosa su sentiero montano ben segnalato ma a volte stretto.

EL CONSIGLI D

MOOSMAIR

Foto: Walther Lücker

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In cammino sul Kellerbauerweg

Incontri sui sentieri di montagna

Alpinismo – Picco dei tre signori (3031 m) Questo tremila infondo è un regalo. Visto che, con un po’ di preparazione fisica ed un po’ di pazienza nell’ascesa, si arriva in cima davvero comodamente e si può godere di una vista assolutamente straordinaria. Dal parcheggio della Malga dei Dossi si va su fino alla malga Kofler. Si prosegue fino ai laghetti Kofler e alla Bärenluegscharte. Da lì, mantenendo la destra, ci si avvicina alla cima e su blocchi di roccia si raggiunge il punto più alto. È possibile tornare indietro sullo stesso percorso oppure deviare ad un certo punto verso destra e scegliere la panoramica discesa verso la malga dei Dossi per tornare poi da là fino al parcheggio. In questo modo si fa un giro meraviglioso. Tempo di percorrenza: 7 ore; Caratteristiche: escursione davvero molto lunga ma gratificante su sentieri ben segnalati, fino alla vetta solo tracce di sentiero e segnavia fatti con totem di pietre per orientarsi. Comunque non difficile da seguire.

Colophon: Editore: Hotel Moosmair KG, Acereto 44, I - 39032 Campo Tures, Italien, info@moosmair.it, www.moosmair.it MwSt.-Nr.: IT02379390210 Testi: Walther Lücker, Redaktionsbüro Südtirol, www.text-foto.eu Grafica: Aline Hoffbauer, querformat design Hamburg, www.querformat-design.com, Fotos (se non diversamente indicato): Tiziano Scaffai, art@tizianoscaffai.it, Traduzione: Alessia di Florio

Summits, cioè le sette seconde cime più alte di tutti i continenti. Ha aperto più di 2500 vie di arrampicata, 60 di VI grado in solitaria e 50 prime ascensioni su grosse pareti. Non importa da quale parte del mondo sia tornato o da quale ‘altura’… per lui le montagne di casa restano sempre le più belle, le migliori, le sue preferite. Le cime, le pareti e le creste della catena principale alpina, delle Alpi della Zillertal, dei Gruppi delle Vedrette di Ries e di Cima Dura e naturalmente delle Dolomiti, che egli spesso ammira al tramonto dalla terrazza di casa sua, hanno per lui un significato assolutamente speciale. “Ho visto molte montagne, massicci davvero splendidi, ma continuo a pensare che le più belle siano le mie montagne, quelle che si trovano proprio fuori dalla porta di casa mia” spiega Kammerlander, che spesso la mattina passa al Moosmair per un caffè veloce o a sera per un bicchiere di vino rosso. Solo così si sente a casa. E se poi si ha fortuna lo si può incontrare sul sentiero per il Picco Palù, una vetta a 3059 metri di altitudine, proprio sopra al Moosmair e alla casa di Kammerlander. Là dove tutto ha avuto inizio. È stata la prima montagna che Kammerlander ha scalato: aveva solo otto anni e seguì di nascosto una coppia di turisti che gli avevano chiesto indicazioni. Salì e salì quel giorno, fino a raggiungere il punto più alto della cresta. In alto non lo attendeva il classico ceffone destinato a chi marina la scuola, ma una gustosa mela. “Quel giorno ho capito quale sarebbe stata la mia strada”. Kammerlander è diventato professionista della montagna, guida alpina, maestro di sci, scalatore estremo. La montagna occupa tutta la sua vita e nonostante tutti i successi, nonostante le prime discese con gli sci dalle cime del Monte Everest e i sette ottomila con Reinhold Messner, nonostante il K2 e la prima ascensione sullo Jasemba in Nepal, nonostante la sofferenza quasi insopportabile per aver perso un compagno, Kammerlander è rimasto sempre lo stesso semplice Hans, una persona cortese, per la quale non c’è quasi niente di meglio che fare il giro delle Tre Cime con un gruppo dei suoi ospiti, salire su Picco Palù o fare una bella escursione sull’alta via tra Acereto e Riva di Tures. Cosa fa allora un turista in una regione montana in cui Hans Kammerlander è oggi tra i personaggi più conosciuti e sorprendenti? Naturalmente fa escursioni e tour alpinistici,pratica l'arrampicata, va per malghe e cime o si ferma a trascorrere piacevoli ore in qualche affascinante rifugio. L’Alto Adige è la terra dell’escursionismo e le Valli Tures e Aurina sono tra le zone escursionistiche più belle dell’Alto Adige. Ma c’è altro? Certo! Nei dintorni di Acereto ci sono molte altre cose da fare: lanciarsi con il parapendio, per esempio, da un punto davvero fantastico a soli dieci minuti dal Moosmair. O praticare Nordic Walking, fare rafting o canyoning, andare in bici, cavalcare, nuotare, arrampicare sui percorsi corda alta. Qualcuno ha contato più di quaranta sport e attività solo per l’estate... non c’è solo da andare in montagna.

Hans Kammerlander, tra Picco Palù e Jasemba

Nella patria di Hans

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osa fa un alpinista estremo quando non è impegnato in una delle sue imprese? Beh, Hans Kammerlander, nato, cresciuto e ancora residente ad Acereto, in alto sopra i tetti di Campo Tures, ha visto molte tra le più affascinatnti montagne del mondo. Ha preparato lo zaino per quaranta spedizioni. Ha asceso dodici dei quattordici ottomila del mondo e, per primo, tutti i Seven Second


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Shop

Alto Adige da portar via Che ne dite? È possibile rinchiudere in bottiglie e vasetti il meglio che la natura, le montagne, i prati e gli alpeggi dell’Alto Adige hanno da offrire, per continuare a far vivere là dentro lo spirito e l’essenza di questa meravigliosa terra. L’Alto Adige, ridotto al massimo, da portare a casa. Un bel ricordo e un piccolo anticipo dell’immensa gioia che ogni volta vi aspetta qui. Nell’Arcana Shop si trovano tantissime cose interessanti provenienti dal giardino delle erbe della natura

Infusi di erbe Quattro elementi Ortica Melissa Fiori di tiglio Verga d’oro

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Grappe e liquori • • • • •

Pino mugo Mentha suaveolens Basilico Primula odorosa Levistico

Mirtillo rosso Falsa ortica Menta selvatica Sambuco Erbe spontanee

TR A DI Z I O N A L E VI TALI TÀ

Gli spiriti delle erbe in cassetta Le piante officinali sono ricche di vitalità e il loro effetto terapeutico è un tesoro donatoci dalla natura. La popolazione contadina dell’area alpina ha una lunga e radicata tradizione nella protezione delle piante officinali e nella conservazione di antiche ricette che le vedono protagoniste e che, come un tesoro di famiglia, vengono tramandate di generazione in generazione. In questa confezione sono stati rinchiusi dieci spiriti delle erbe che aspettano solo di essere liberati da voi.

Marmellate e chutney • • • • •

Fragole con imperatoria Albicocca con pimpinella Mirtilli con pino mugo Aronia Dente di leone

Aceti, olii e sali • • • • •

Timo Nasturzio Germogli di abete rosso Sale alle erbe spontanee Sale ai funghi porcini

Foto: Naturhotel Moosmair

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Sciroppi e limonate


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Foto: istockphoto

Gasthof & Naturhotel Moosmair

Così silenzioso da essere davvero bello Discese nella bianca stagione. Le escursioni con le racchette da neve sono solo una delle molte possibilità.

Sorprendente: questo è l'inverno del Moosmair

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uando nelle Valli di Tures e Aurina arriva l’inverno, quando una soffice coltre di neve ricopre lo splendido paesino montano di Acereto, quando arrivano Natale e Capodanno, quando il signor Inverno domina su tutto l’Alto Adige, allora è il periodo migliore per il Moosmair ad Acereto. Qui, tra le Dolomiti a sud e la catena principale delle Alpi a nord, l’inverno dura fino a Pasqua. Proprio quello che piace ai turisti invernali. La neve e gli eventi sono sempre garantiti, indipendentemente da quando si decide di venire. Il Moosmair, nelle Valli di Tures e Aurina, non è il classico hotel da settimana bianca con divertenti spettacoli per l’apres ski. Offre molto di più: un tranquillo scenario

fuori e la tradizionale atmosfera cordiale all’interno. Un “resort alternativo”, così lo classificherebbe il moderno settore turistico. Diverso in modo sorprendente. E così, mentre giù in valle si discute di lamine affilate e corretta sciolinatura, al Moosmair gli ospiti preferiscono parlare della solitaria escursione con le racchette da neve sulle tracce degli animali selvatici o della slittata serale e del tour scialpinistico del giorno dopo. Si parla con entusiasmo di passeggiate lunghissime su battuti sentieri invernali, di sci di fondo nella vicina Riva di Tures o del desiderio di sperimentare l’arrampicata su ghiaccio su facili pareti con l’aiuto di esperte guide alpine. Naturalmente non può mancare lo sci. Il familiare comprensorio sciistico di Speikboden e il più famoso Plan de Corones, par-

te del grandioso “Dolomiti Superski”, sono in grado di soddisfare le aspettative di tutti. Ci si può anche dirigere verso Riva, dove su due impianti e tre graziose piste si possono

Sulle tracce di sci e slittini comunque trascorrere alcune ore all’insegna del divertimento. Ma si può anche arrivare fino a Klausberg in Valle Aurina per trovare delle piste fantastiche e alcune baite davvero caratteristiche. Così si trascorrono da queste parti le giornate invernali, senza mai dimenticare però relax e tranquillità. E quando fuori cade la

neve, quando tutto è immerso nel silenzio ed i rumori sono attutiti, allora si sta in casa vicino al camino, ad alimentare il fuoco con grossi pezzi di legno profumato. E, di ritorno dalla sauna o dall’oasi wellness, si beve del tè o un buon bicchiere di vino altoatesino, rallegrandosi per l’ottima cena o per la visita al Ristorante delle erbe Arcana. La calma è incredibile e la possibilità di ritirarsi in sé stessi anche. Così è l’inverno al Moosmair di Acereto, in qualche modo unico. Tranquillità ai massimi livelli, verrebbe da dire. Durante passeggiate solitarie o forse anche facendo un giro sulla slitta trainata da cavalli, si riesce ad apprezzare al meglio tutta la bellezza e la magia della stagione fredda.

Contatto: Naturhotel Moosmair, Acereto 44, I - 39032 Campo Tures, Alto Adige, BZ Tel. +39 0474 678 046 info@moosmair.it, www.moosmair.it


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