Trentino Industriale aprile-maggio 2023

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Intelligenza

Arti ciale: il futuro è oggi

L’industria trentina a Cannes racconta il sistema trentino dell’innovazione

SPECIALE

Manica: “Coesi per affrontare s de e problemi”

TERRITORI

Lamberti e Paterno: “Piccoli ma rappresentativi”

ASSOCIAZIONE

Bottaro: “La responsabilità di creare il futuro”

RINASCIMENTO
Periodico bimestrale di informazione e cultura | Poste italiane S.p.A. | Sped. in a.p. | D.L. 353/2003 /conv.in L. 27/02/2004 n°46) art.1, comma 1, DCB Trento | Diffusione gratuita | Contiene I.R.
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Gusto Trentino

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sommario 03 rubriche 10 copertina 25 speciale 32 speciale territorio 40 associazione 59 education 61 economia 63 internazionalizzazione editoriale
Il valore aggiunto della creatività il punto
Il “futuro del futuro” della nostra comunità copertina 10 Un Rinascimento digitale con l'intelligenza artificiale 14 Confindustria Trento al Festival dell’IA 17 Next Best action e l’impresa cresce 19 L’intelligenza artificiale in sanità 21 Una leva di modernizzazione 23 Cosman, applichiamo l’AI al Cost Management speciale chimica vetro gomma plastica 25 Coesi per affrontare sfide e problemi 28 Le nuove sfide di Domo Engineering Plastics 30 Il successo di Lavesan speciale territorio 32 Piccoli, ma rappresentativi 35 La corsa di Sata crescita e innovazione 37 L’energia del legno associazione
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La responsabilità di creare il futuro
Al via la XVIII edizione del Festival dell’Economia
Agevolazioni per elettricità e gas
Rendicontare la sostenibilità
I flussi finanziari tra Italia e Ue
L’oro blu del XXI secolo
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nuovo sito per Confindustria Trento
54 Un
Progettare le filiere del domani education
Fondimpresa Trento,
record economia
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un anno da
femminile in Trentino
61 Focus sull’imprenditoria
Preghenella presidente
Polo Edilizia 4.0
del
internazionalizzazione
vicinato strategico
63 Est Europa, un

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RINASCIMENTO DIGITALE Periodico bimestrale di informazione cultura Poste italiane S.p.A. Sped. in a.p. D.L. 353/2003 /conv.in L. 27/02/2004 n°46) art.1, comma 1, DCB Trento Diffusione gratuita Contiene I.R. Intelligenza Arti ciale: il futuro è oggi L’industria trentina a Cannes racconta il sistema trentino dell’innovazione SPECIALE ASSOCIAZIONE Manica: “Coesi per affrontare s de e problemi” Lamberti e Paterno: “Piccoli ma rappresentativi” Bottaro: “La responsabilità di creare il futuro” ANNO 64 N°02 APRILE MAGGIO 2023
TRENTINO
N. 2 Aprile-Maggio 2023

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Il valore aggiunto della creatività

Parlare di Intelligenza Artificiale dopo il lancio di ChatGPT è quanto meno poco originale.

Il tema è sulla bocca di tutti. E anche se l’equazione tra chatbot e AI è impropria, certamente la proposta di OpenAi ha il merito di avere riportato l’attenzione generale su un dibattito che spopolò, nel nostro Paese, ai tempi del Piano nazionale Industria 4.0, e che sembrava avere perso di appeal, superato per imminenza da altre minacce contingenti: quello sulla convivenza tra uomo e macchina.

In questo numero di Trentino Industriale anche noi torniamo a occuparci di Intelligenza Artificiale per due ragioni.

La prima, contingente: qualche settimana fa una delegazione di Confindustria Trento ha accompagnato un gruppo di imprese associate a Cannes, dove il Sistema trentino della ricerca e dell’innovazione ha preso parte attiva nella più grande fiera al mondo dedicata al settore. Al World Artificial Intelligence Cannes Festival le imprese trentine associate hanno dato mostra di come, grazie all’AI, esse operino per aumentare l’efficacia delle organizzazioni, dei servizi, delle imprese, della sanità, in ultima battuta per migliorare la qualità della vita e la vita stessa delle persone.

La seconda, sostanziale: trattare il tema è imprescindibile per chiunque voglia disegnare la migliore versione della Società 5.0 verso la quale ci stiamo approssimando. Proprio in questi mesi Confindustria Trento è al lavoro sulla nostra: quella “Società Trentino 5.0” che è anche il titolo del documento propositivo che consegneremo a fine estate alla Comunità nell’ambito del progetto Duemilatrentino.

Come mettere a frutto le potenzialità offerte dalle tecnologie di frontiera per dare soluzione ai bisogni delle persone e della società, contribuendo a rendere lo sviluppo economico un progresso condiviso, inclusivo e positivo? E come farlo nello specifico sul nostro territorio?

La tecnologia è uno strumento straordinario per ottenere il fine più nobile: salute, benessere, felicità per tutti. Non è il fine: e questa è forse la prima regola che deve tenere presente chiunque, a qualsiasi livello, si trovi a gestirla. Sono molto d’accordo con quanto ha dichiarato proprio a Cannes Luc Julia, che nelle pagine seguenti viene citato anche da Marco Landi: “È l’uomo che guida l’IA, non il contrario. La creatività è propria dell’essere umano, non appartiene alla tecnologia”. Noi potremo aggiungere che di intelligente l’Intelligenza Artificiale non ha proprio nulla se non l’Uomo o la Donna che hanno ideato, progettato, realizzato questi algoritmi e che debbono essere di aiuto nelle scelte, sempre più argute e intelligenti, a cui l’Umanità è chiamata. Con questo spirito abbiamo scelto di dare il nostro contributo alla crescita sostenibile del nostro Trentino, certi che il valore aggiunto della condivisione dei saperi e delle esperienze particolari possa offrire qualcosa di nuovo, decisivo e risolutivo rispetto al livellamento delle risposte standardizzate. Per avere quelle, a quanto pare, basterebbe il riscontro di una chatbot.

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Ognuno lascia la sua impronta nel luogo che sente appartenergli di più

Per ognuno di noi, l’impresa è l’impronta di ciò che siamo in ciò che facciamo. Ma nel DNA dell’industria trentina c’è anche un tratto comune che trasforma l’eccellenza territoriale in un motore per la crescita.

Confindustria Trento dà valore a ciò che sei in ciò che fai.

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H. Murakami

Il “futuro del futuro” della nostra comunità

Alla presentazione della diciottesima, nuova edizione del festival dell’Economia di Trento – “Il Futuro del Futuro” – sono state declinate quelle che fin dal titolo sono state definite “Le sfide di un mondo nuovo”. Cambiamento climatico, transizione energetica, economia dello spazio, parità di genere, economia circolare, inclusione, sostenibilità: sono queste le linee guida del cambiamento che il Festival si propone di approfondire, a fine maggio, grazie al contributo di autorevoli relatori di respiro internazionale, come da buona tradizione della kermesse. I temi della twin transition sono, di fatto, i megatrend intorno ai quali si è concentrata l’attenzione pubblica mondiale, e che il festival vi ponesse l’accento era plausibile e indispensabile. Quello che mi è piaciuto molto, e che mi piace evidenziare qui, è che alla conferenza stampa di presentazione del Festival è stato spiegato anche il perché. Perché preservare le risorse del pianeta? Perché investire nelle nuove tecnologie, nella digitalizzazione, nell’intelligenza artificiale? Perché lavorare per l’equità sociale? Sono stati espressi due buonissimi motivi: l’Umanità e la Pace. È straordinario come, in questa fase storica, vi sia totale convergenza, da parte di tutti gli attori che esercitano variamente la loro influenza sul sistema, sulla necessità di superare gli interessi particolari e mettersi al servizio del bene comune.

Vi è piena sintonia, per fare un esempio che ci tocca da vicinissimo, tra quanto si è detto a Milano e il contributo che speriamo di dare alla nostra comunità nell’ambito del progetto Duemilatrentino, orientato fin dalle prime battute alla centralità dell’individuo e della qualità della vita, e che culmina quest’anno nel lavoro sulla Società Trentino 5.0 che immaginiamo per il nostro territorio. Quest’anno daremo un contributo speciale anche al Festival, con una serie di eventi che toccano il cuore delle “sfide di un mondo nuovo”. Parleremo di cyberguerra, chiedendoci come stanno cambiando gli equilibri mondiali; di intelligenza artificiale come volano per un’economia migliore; di innovazione ad ampio raggio, con focus sulle competenze, la mobilità, e naturalmente sulla sostenibilità.

Non sarebbe stato scontato, anche soltanto pochissimi anni fa, che le imprese fossero in prima linea nel processo di costruzione del “futuro del futuro” di una comunità. Ma in una nuova normalità fatta anche di individualismo e incertezza, crediamo più che mai nel valore della solidarietà, della condivisione e della collaborazione.

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Un Rinascimento digitale con l'intelligenza artificiale

Una delle grandi sfide legate all'evoluzione dell'AI consiste nella costruzione di solidi impianti etici e chiari riferimenti legislativi ispirati ai principi di uguaglianza e rispetto dei diritti umani.

troviamo di fronte a un cambiamento epocale: una trasformazione profonda e sempre più rapida della società per effetto della digitalizzazione e una crescita di interesse per i progressi nei campi di frontiera della ricerca scientifica, con particolare riguardo per gli sviluppi nel campo dell’intelligenza artificiale e robotica. Un’attenzione che possiamo considerare da diversi punti di vista. Quello di Vladimir Putin che dice “Chi domina l’intelligenza artificiale domina il mondo” – e detto da lui fa certamente paura – o di Xi Jinping che vuole fare della Cina la maggiore potenza nell’AI entro il 2030, altrettanto inquietante. Altrimenti possiamo seguire l’esortazione di Papa Francesco, che sostiene che dobbiamo entrare nei territori della scienza e della tecnica,

dobbiamo percorrerli con coraggio e discernimento, tenendo presente la necessità di orientare queste conquiste al servizio dello sviluppo umano, rispettando la dignità di ogni persona e quella di tutto il creato nella consapevolezza che il progresso possa rendere possibile un mondo migliore: essere uniti nel bene comune e non aumentare le diseguaglianze o le discriminazioni nella società. L’essere umano non deve diventare un “oggetto di consumo” dominato dagli algoritmi, che dopo aver risucchiato i suoi dati personali, cercano anche di orientarlo nelle scelte e azioni da compiere, secondo gli interessi di tale o tal altra Big Tech. I rischi di un cattivo uso delle applicazioni di intelligenza artificiale ci sono e non vanno ignorati. Perciò un altro aspetto da considerare è quello espresso dal noto economista e saggista Jacques Attali, già consigliere di presidenti francesi (da Mitterand a Macron) che ha sostenuto in un articolo recente, come editorialista del quotidiano Les Echos: “Molte innovazioni inutili sono state lanciate per permettere ai loro inventori e investitori di guadagnare rapidamente. Ce ne sono altre invece che migliorano davvero la vita della gente, ma che non vedono mai la luce, perché non sono considerate abbastanza profittevoli. Bisognerebbe a volte emanciparsi dalle leggi del mercato”. Se crediamo che sia possibile un nuovo Rinascimento, nel senso di creatività, scoperte, ma anche di valori da affermare nell’attuale società digitale, la via migliore perché possa realizzarsi è di usare bene le enormi potenzialità che ci offre l’IA. Ho sempre pensato che l’intelligenza artificiale non sia solo una tecnologia, o meglio un insieme di tecnologie, ma una sfida per l’umanità. L’IA è entrata ormai nell’età matura: sono passati oltre 70 anni dalla sua concezione teorica, a partire dal

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di MARCO LANDI, Presidente di Institut EuropIA, già Presidente di Apple computer e di Texas Instruments EMEA Marco Landi

celebre saggio di Alan Turing “Computing Machinery and Intelligence”, pubblicato nell’ottobre del 1950, e fra tre anni ci sarà l’anniversario della “fondazione” della ricerca sull’IA, le cui basi sono state gettate al Darmouth College nell’estate del 1956 da un gruppo di computer scientist capitanati da John McCarthy, Claude Shannon, Marvin Minsky. L’idea di utilizzare reti neurali artificiali per imitare diverse funzioni del cervello umano, riproducendo visione, linguaggio naturale, capacità di interpretare i dati per risolvere problemi, è stata rilanciata con successo dalla fine degli anni ‘90 da altri gruppi di ricercatori, tuttora molto attivi, negli Usa, in Canada, anche in Europa. Grazie agli sviluppi dell’ultimo decennio, l’IA ha saputo ancora sorprenderci, come è avvenuto all’inizio di quest’anno con il clamoroso lancio di ChatGPT e le dinamiche che ha innescato.

Una nuova fase si è aperta con l’arrivo dell’IA detta Generativa, che non solo permette un dialogo uomo-macchina diretto e molto più ricco, ma apre anche prospettive di trasformazione del lavoro intellettuale e offre molti nuovi spunti di creazione culturale. Steve Jobs diceva: “Vedo il computer come uno specchio, uno specchio dell’intelligenza. Per questo apre possibilità emozionanti nella nostra vita”. Ora l’IA amplifica infinitamente questo specchio e ci offre nuove possibilità di immaginare, o di scoprire i contenuti che l’intero Web ci ha messo a disposizione, o di provare e vivere esperienze reali nei mondi virtuali. Jobs aveva già previsto: “La rivoluzione elettronica racchiude in sé un nuovo tipo di energia libera, l’energia intellettuale. Se l’automobile ha dato velocità al fisico, il computer la dà al cervello. Perciò i vantaggi che

derivano da una maggiore libertà intellettuale si diffonderanno in molti campi” (citazione da un’intervista di Chiara Sottocorona a Steve Jobs, pubblicata da Panorama il 14 maggio 1984). Dobbiamo ora indagare la portata e l’incidenza reale delle applicazioni di queste tecnologie dell’IA nei vari settori della vita umana. A cominciare dal settore biomedico, con le realizzazioni in ambito chirurgico e riabilitativo, e nei campi dell’assistenza alla persona, dove anche la robotica comincia a giocare un ruolo chiave. Un ricco ventaglio di applicazioni è stato presentato nelle conferenze e negli stand di imprese e start-up al Waicf di Cannes il mese scorso. Yann

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LeCun, considerato uno dei padri del Machine Learning, ha segnalato all’inizio della sua conferenza come “L’IA accelera il progresso delle Scienze fisiche: permette complesse simulazioni dei fluidi o dell’aerodinamica, consente di analizzare il comportamento delle particelle negli esperimenti di fisica, o nell’astrofisica aiuta a classificare le galassie e scoprire exopianeti, mentre nella farmaceutica accelera la scoperta di nuovi medicinali, simulando le combinazioni di proteine, e nella chimica supporta la creazione di nuo-

vi materiali”. Sono progressi che hanno ricadute in moltissimi campi di attività. Ne abbiamo già visto le applicazioni nei settori dell’agricoltura, della produzione industriale, dei trasporti, della gestione dell’energia, dove le applicazioni di IA cominciano ad essere ampiamente adottate. Ma se ne avvale anche il commercio, non solo grazie all’uso di chatbot sempre più raffinati al servizio dei clienti, anche con l’impiego di robot, dotati anche di una certa autonomia, che svolgono mansioni importanti nei magazzini e stanno assumendo un ruolo nel delivery. Non è una novità che negli ultimi anni il progresso dell’intelligenza artificiale e delle sue molteplici applicazioni nei vari campi stia registrando un livello di crescita esponenziale, come evidenziano i dati raccolti da tutte le agenzie mondiali.

L’IA è sicuramente una delle tecnologie abilitanti alla base della quarta rivoluzione industriale. Ma non deve essere solo il business a trarne beneficio. Anche la società, le persone. Perché l’IA rappresenta uno dei vettori fondamentali per indirizzare e accompagnare le grandi transizioni che le società contemporanee stanno affrontando, penso in particolare a quella ecologica e a quella energetica. Per la sua pervasività e per l’intrinseca capacità di mutare i rapporti sociali, il modo di lavorare e di comunicare, l’intelligenza artificiale può avere anche un impatto culturale dirompente. Occorre in quest’ottica più che mai un’adozione “human-centered” come raccomandato dalla Commissione Europea. Non ci sarà un Rinascimento digitale se non avrà l’essere umano e il bene comune al centro.

I cambiamenti sociali indotti dall’IA sono profondamente intrecciati con le logiche di digitalizzazione della società e devono essere seguiti in uno scenario politico e istituzionale, perché presentano da una parte grandi potenzialità per l’evoluzione del life-style, ma dall’altra anche enormi rischi di ingiustizia sociale, di esclusione o marginalizzazione di strati di popolazione meno abbienti, di discriminazioni di genere e di razza, o di sfruttamento nel lavoro precario (vedi la cosiddetta “uberizzazione”). La diffusione dell’IA influisce

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dunque inevitabilmente sulla dimensione politica e nelle sue applicazioni occorre evitare pericolose derive, come la capacità di instaurare un controllo sociale o di applicare dinamiche aberranti di punteggio attribuito ai cittadini secondo i loro comportamenti, come avviene già in Cina o in paesi di tipo dittatoriale.

Una delle grandi sfide legate all’evoluzione dell’intelligenza artificiale consiste proprio nella costruzione di solidi impianti etici e chiari riferimenti legislativi, con regolamenti ispirati al principio universale di uguaglianza e di rispetto dei diritti umani. Un’uguaglianza che in questo settore parte già dalla garanzia di accesso alle tecnologie e della loro fruibilità per tutti, senza distinzione rispetto alla provenienza geografica all’età, al ceto sociale o alle condizioni economiche. È necessaria una riflessione per rinnovare i sistemi di diritto perché possano restare profondamente umano-centrici, accompagnando la rivoluzione tecnologica. E quest’anno ne abbiamo ampiamente discusso al Waicf, nelle tavole rotonde e conferenze dedicate all’Etica dell’IA. La transizione in atto deve necessariamente prevedere un confronto con la logica dei diritti umani facendo proprio l’assunto della centralità della persona e l’obiettivo di aiutare ogni individuo a realizzarsi nel rispetto degli altrui diritti e nella libertà, nel solco tracciato a metà del ‘900 dalla carta delle Nazioni Uniti e dalla Dichiarazione universale dei diritti umani. Ma la necessità di rinnovamento passa anche dal confronto con la cultura, la creatività e i linguaggi dell’arte, dimensioni capaci di dare uno sguardo sul mondo e cercare nuove risposte. Così le abilità dell’IA generativa, che ora si stanno affermando, non devono diventare una sostituzione dell’attività umana, ma piuttosto un utile complemento, un potente strumento di amplificazione delle capacità di indagine. Perché, come ben ricorda Luc Julia, un altro prestigioso esponente della ricerca nel Machine learning, intervenuto al Waicf, “E’ l’uomo che guida l’IA, non il contrario. La creatività è propria dell’essere umano, non appartiene alla tecnologia”. Non c’è dubbio che anche nell’usare questi nuovi strumenti di IA conversazionale si

otterranno le buone risposte se si saprà porre le buone domande.

Il nostro obiettivo è di diffondere un messaggio di apertura per un vero Rinascimento digitale a tutti coloro che si dimostrino disponibili a una sincera collaborazione nella ricerca scientifica e tecnologica, con la visione di un orizzonte comune che regoli il vivere e l’agire, riconoscendo i valori del senso dell’alterità e della reciproca responsabilità. Significa tessere la tela di uno sforzo comune profuso da tante persone, come è stata nel passato la creazione di Internet e del Web, che oggi richiede un’impresa ancora più impegnativa e la necessità di un dialogo aperto, oltre che di una motivazione forte, per sviluppare la prossima era dell’intelligenza artificiale orientata al bene dell’umanità.

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Confindustria Trento al Festival dell’IA

Una delegazione di aziende trentine, accompagnata dall’Associazione e dai partner del sistema trentino dell’innovazione, ha partecipato all’evento internazionale di Cannes.

Landi , il presidente di Institut EuropIA e già presidente di Apple che firma la riflessione che pubblichiamo nelle pagine precedenti, era stato in Trentino lo scorso autunno.

Ospite di Confindustria Trento, davanti a una folla di imprenditori, manager e studenti, aveva raccontato le tappe fondamentali di una vita passata attraverso le frontiere più ambiziose dell’innovazione tecnologica. Prima di lasciare la città, aveva presentato il lavoro svolto dall’Istituto, invitando le imprese vocate all’intelligenza artificiale e i partner del

sistema trentino dell’innovazione a visitare il Festival internazionale dell’Intelligenza Artificiale in programma al principio di febbraio 2023 al Palais des Festival di Cannes, per tre giorni capitale mondiale dell’intelligenza artificiale: un evento unico che ogni anno fa sintesi di tutte le maggiori novità legate all’AI in ambito business e non solo.

Così è stato: accanto a tutte le più importanti aziende al mondo che si occupano di questo tema, anche una delegazione trentina ha preso parte a workshop, incontri B2B e conferenze. Per promuovere il sistema trentino, Confindustria Trento ha inoltre organizzato uno stand dedicato all’interno del quale hanno valorizzato il proprio brand e la propria attività alcune aziende: BlueTensor , Cosman , Dedagroup con la sua verticalizzazione sull’AI Ors , Delta Informatica , Gpi , Hpa . Con loro anche gli enti territoriali di riferimento, ovvero: il Digital Innovation Hub del Trentino-Alto Adige, Fondazione Bruno Kessler e Trentino Sviluppo.

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MARCO La delegazione di Confindustria Trento a Cannes

Più nel dettaglio il WAICF 2023 (World Artificial Intelligence Cannes Festival), oltre ad ospitare quasi 300 aziende specializzate nello sviluppo di tecnologie AI-oriented, ha presentato anche un denso programma di eventi formativi e workshop interattivi che indagano le più svariate applicazioni dell’AI che coinvolgono i settori produttivi: industria e robotica, risorse umane, gaming, sport, hospitality, solo per fare alcuni esempi.

Obiettivo dell’appuntamento: costituire un dialogo orizzontale che metta in comunicazione piccole e grandi realtà, così da generare conoscenza comune e dunque dare il via a strategie di sviluppo vincenti. Hanno visitato il Festival anche il presidente di Confindustria Trento Fausto Manzana e il direttore generale dell’Associazione Roberto Busato , che ha dichiarato: “Abbiamo organizzato questa delegazione in quanto crediamo che l’Intelligenza Artificiale non sia più un tema di settore, ma elemento prioritario su cui pianificare la crescita delle aziende, di qualsiasi settore e dimensione. In -

novative by Nature, lo slogan del nostro spazio espositivo – ha sottolineato – risponde alla convinzione che il Trentino abbia nel suo Dna una naturale propensione a presidiare le frontiere dell’innovazione: è dunque per noi un dovere essere qui”.

La partecipazione di Confindustria Trento al WAICF si inserisce nel percorso che culminerà nell’autunno del 2023 con la presentazione da parte dell’Associazione del position paper “Società Trentino 5.0”: una serie di proposte che concorrono a costruire un’idea di territorio dove sviluppo, sostenibilità e digitalizzazione rientrano in una sola cornice di riferimento.

Foto di gruppo davanti allo stand di Confindustria Udine all'interno del Padiglione Italia

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Sparkasse è la banca in Italia con il più basso livello di rischi creditizi.

Con un indicatore dello 0,10% di sofferenze nette rapportate agli impieghi, siamo al primo posto nella classi ca 2022 stilata da Milano Finanza : un risultato che testimonia la nostra attenzione nella concessione dei nanziamenti senza far mancare il sostegno a favore di famiglie ed imprese. Sparkasse è il primo gruppo bancario territoriale del Nordest.

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molte delle applicazioni di intelligenza artificiale, che un tempo erano solo il frutto della nostra immaginazione, sono diventate soluzioni reali e pienamente utilizzate nelle aziende. Il grado di maturità raggiunto dall’AI consente di rispondere alle nuove sfide del business, anche a quelle emergenti, e conta già molti benefici in termini di ottimizzazione ed efficientamento dell’operatività.

Lo sottolineano anche i risultati dell’Osservatorio Artificial Intelligence 2023 del Politecnico di Milano, sponsorizzato, tra gli altri, da Dedagroup, l’azienda trentina polo di aggregazione delle eccellenze italiane del Software e delle Soluzioni As a Service. Il 2022 è stato caratterizzato da un crescente interesse verso l’intelligenza artificiale: ormai già il 61% delle grandi imprese ha avviato almeno un progetto in questo ambito. Con una crescita del mercato italiano dell’AI del 32% in un solo anno, stiamo entrando a pieno titolo nell’era dell’automazione.

Dalla data analysis alla data intelligence

Per le organizzazioni pubbliche e private la vera sfida, oggi, è rappresentata dalla capacità di orchestrare le informazioni di cui dispongono e di ottenere il più possibile dai dati in loro possesso.

Per crescere e rimanere competitive, devono evitare di essere sopraffatte dai dati e mantenere il pieno controllo dei propri processi e delle proprie decisioni. L’AI in questo ambito può fare molto. Grazie al machine learning e a modelli di analisi avanzata, l’azienda può orientare e anticipare le sue scelte, passando dalla misurazione alla predizione. La data analysis diventa data intelligence, aiutando le imprese ad anti -

cipare il mercato e a compiere la migliore next best action strategica.

Un investimento che parte da lontano

In oltre 40 anni di storia, Dedagroup ha ampliato le sue attività in tutto il territorio nazionale e, più recentemente, all’estero, principalmente in Uk, Stati Uniti e Messico. Mantenendo forte il legame con il territorio di appartenenza e lo sguardo verso la ricerca e le realtà più innovative, ha avviato nel 2016 una partnership con la Fondazione Bruno Kessler, da sempre in prima linea sull’AI, con la creazione del Co Innovation Lab, laboratorio congiunto Dedagroup – Fbk. Principale linea di crescita di un team capace di fare “ponte” tra ricerca e sviluppo industriale è la piattaforma open source di integrazione dati e servizi Digital Hub, a disposizione per realizzare soluzioni applicative verticali per clienti e

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Marco Bellinzona, Ceo di ORS OGGI,

partner, utilizzando strumenti di intelligenza artificiale e approcci di scrittura del software potenziati da tecniche di machine learning. La crescita in ambito intelligenza artificiale di Dedagroup è proseguita anche per linee esterne con le recenti acquisizioni, che hanno rafforzato ulteriormente il patrimonio di competenze e risorse del Gruppo, con l’obiettivo di consolidare in maniera significativa il proprio presidio sul mercato italiano. “Nel tempo – spiega Marco Bellinzona , ceo di Ors, società da poco acquisita nel Gruppo – , il Gruppo ha ricercato e valorizzato le competenze verticali per potenziare le realtà storiche in ambito System Integration presenti sui differenti mercati, concretizzando finora più di 200 algoritmi proprietari e 50 applicazioni verticali per imprese, istituti finanziari e pubbliche amministrazioni”.

Potenziare ogni soluzione grazie all’AI L’unione del know how e delle conoscenze acquisite da Dedagroup nei diversi ambiti dell’intelligenza artificiale – dalla gestione dei processi, alla capacità di interagire con testi e oggetti, fino alle tecniche di automazione intelligente – si concretizzano nella Deda Data Platform. Un ecosistema tecnologico e di competenze che permette la completa governance dei dati aziendali provenienti da fonti eterogenee come sistemi gestionali o data lake – archivi di ogni dimensione e formato (testo, foto, video, audio).

“La Data Platform è il nostro approccio verso l’estrazione intelligente delle informazioni dai dati e rappresenta, end-to-end, tutte le strade che conducono alla data intelligence – spiega ancora Bellinzona – . Ci permette di inserire, con una strategia go-to-market molto rapida, componenti di intelligenza artificiale in appli -

cazioni software già esistenti, intervenire con microservizi sull’interrogazione dei dati e sviluppare apps intelligenti capaci di rispondere alle nuove esigenze del business. È possibile dotare di intelligenza qualsiasi flusso dati, che sia alla fonte di un sistema core, nella sua elaborazione o nella costruzione di nuove soluzioni. Un approccio che già stiamo mettendo in pratica in diverse realtà del Gruppo”.

Come accade in ambito finance, dove il riconoscimento del linguaggio e dei testi permette di estrarre informazioni in modo massivo per aiutare i decisori a definire, ad esempio, le migliori strategie per il recupero del credito in base ai dati di contesto, al cliente e allo storico degli insoluti. O nel mondo industriale e del retail, dove la supply chain optimization, grazie all’unione con tecnologie come quella IoT, permette di incrementare l’efficienza e la produttività della filiera. Oppure nelle multiutility, dove l’analisi comportamentale permette di prevedere e analizzare i consumi degli utenti, fornendo informazioni utili per affrontare il mercato del sistema energetico italiano.

“La gestione degli asset finanziari di una banca, l’ottimizzazione della logistica e l’analisi comportamentale per l’efficientamento del comparto utility sono solo alcuni esempi di applicazione dell’AI, che si sta rivelando strategica anche per il reporting Esg: un elemento sempre più centrale e chiave per le aziende di domani –conclude Bellinzona – . Ma i settori e le possibili declinazioni di questo fondamentale upgrade delle soluzioni B2B sono potenzialmente infiniti. Il mercato dell’intelligenza artificiale per le aziende è solo all’inizio di quella che sarà una lunga storia, e Dedagroup è pronta a svolgere un ruolo da protagonista in questo percorso”.

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L’intelligenza artificiale in sanità

L'INTELLIGENZA

artificiale in ambito sanitario ci permetterà di estrarre nuovi significati non solo dai dati clinici e biologici delle persone, ma anche da quelli ambientali, veterinari e sociodemografici, consentendo di predire l’insorgenza di disturbi, indirizzare la presa in carico e supportare il Population Health Management. Sono questi i concetti fondamentali su cui lavora il Gruppo Gpi, che ha fatto parte della delegazione di Confindustria Trento presente al Waicf 2023 World Artificial Intelligence Cannes Festival. A rappresentare Gpi c’era Andrea Buccoliero, project manager del dipartimento Ricerca e Sviluppo, che introduce il tema con una premessa: il Gruppo Gpi supporta i sistemi sanitari nell’importante fase di evoluzione digitale e, avendo nel contempo ben presente l’importanza dei dati, sta puntando alla loro valorizzazione grazie a modelli di Intelligenza Artificiale. Un passo in avanti che ha trovato nell’evento di Cannes un significativo momento di confronto: “È stato un contesto dove proporre soluzioni e sondare il sentiment e la maturità del settore, per avere feedback e instaurare collaborazioni a livello internazionale”, afferma. La Sanità è un ambito in cui, seb-

bene si riconoscano le potenzialità dell’Intelligenza Artificiale, le opportunità di fruizione delle sue applicazioni sono ancora quasi del tutto inespresse. “Per esempio immaginiamo le opportunità offerte dall’early diagnosis – spiega Buccoliero – : i dati ci possono aiutare a riconoscere l’insorgere di una patologia nelle fasi iniziali della sua comparsa, consentendo di anticipare la presa in carico e attuare con più ampia efficacia piani di intervento, assistenza e cura.”

Un altro ambito di applicazione molto importante è la possibilità di implementare l’approccio “One Health” per valutare la salute delle persone: è il concetto della sorveglianza epidemiologica aumentata. “La salute dell’essere umano dipende sicuramente dalle sue caratteristiche genetiche, ma anche dall’ambiente in cui vive, dall’inquinamento, dall’alimentazione, dagli stili di vita, dalla

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Verso la medicina proattiva e d’iniziativa. Buccoliero, project manager del dipartimento R&S del Gruppo Gpi: “Dai dati emergono nuovi significati e capacità predittiva”.

veterinaria – riprende Buccoliero – . Questi argomenti sono ampiamente sdoganati dalla letteratura scientifica, ma in concreto ci sono pochissimi progetti che studiano congiuntamente più di due diversi domini alla volta. Noi crediamo nell’analisi ed integrazione di conoscenze afferenti ad ogni variabile dell’esposoma umano”. Cos’è l’esposoma?

Il Ministero della Salute lo definisce come “la totalità delle esposizioni ambientali (non genetiche) a cui un individuo è esposto a partire dal concepimento in avanti”. Un problema molto complesso, che però è affrontabile grazie all’IA e viene considerato dalla Comunità Europea una linea di ricerca degna di rientrare nel radar dei cosiddetti Ipcei, acronimo per “Importanti Progetti di Interesse Comune Europeo”. In questo solco rientra il progetto di ricerca appena concluso da Gpi assieme a innovative start up del territorio Trentino, per tracciare le correlazioni fra inquinamento e malattie respiratorie: un primo approccio al problema, importante per iniziare ad addentrarsi in un nuovo dominio di ricerca.

“One Health”, la visione integrata della salute, incide anche nell’ambito degli stili di vita. “Ci sono dei momenti in cui gli stili di vita delle persone tendono a cambiare – spiega l’esperto di Gpi – e il loro sopraggiungere può essere colto dai numerosi device con cui ci circondiamo. Questi cambiamenti sono da considerarsi come veri e propri “marcatori” e possono predire evoluzioni e peggioramenti dello stato di salute. Aumenta la stanchezza? Il peso? Forse sta per sopraggiungere una nuova malattia o l’acutizzarsi di una già diagnosticata. E grazie ai nuovi apparati tecnologici possiamo operare per fornire alla persona, in modo puntuale, una spinta gentile, “nudge” in gergo di psicologia comportamentale, che sia in grado di fornire uno stimolo verso comportamenti sani, in grado di preservare la sua salute”. “Ovviamente – sottolinea Buccoliero – il complessivo trattamento dei dati deve rispondere alle più rigide normative di protezione dei dati personali. In una parola: rispetto puntuale della compliance”. Un ultimo esempio in cui l’Intelligenza Artificiale ha un ruolo crescente in Gpi, è il riconoscimento

dello stato emotivo delle persone dalla loro voce. Un aiuto a tutti i medici, impegnati per esempio in una televisita, per capire se un paziente è in un particolare stato emotivo che possa avere influenza sull’esame del suo stato di salute o sulla sua aderenza terapeutica. “L’Intelligenza Artificiale è utilizzata sia in fase descrittiva, per far emergere nuove relazioni fra variabili, sia in fase predittiva, per predire la tendenza verso il manifestarsi di un fenomeno – riassume Buccoliero – . Quando spiego le potenzialità di questi strumenti agli stakeholders, come è avvenuto a Cannes, l’effetto “wow” è garantito, anche se per ora non possiamo ancora parlare di maturità nei modelli di adozione IA e di conseguenza di maturità del mercato. Ma la linea è tracciata. Consideriamo che la Sanità sta affrontando importanti sfide volte a cambiare paradigma in direzione della medicina proattiva e d’iniziativa, è quindi plausibile che introdurre strumenti di IA nella pratica sanitaria quotidiana sia proprio una di queste sfide da vincere. Gli eventi come quello di Cannes sono importanti, perché creano consapevolezza grazie al confronto con altre realtà. Siamo in una fase di grande crescita, in cui il confronto permette di aumentare le opportunità. Il nostro ruolo è dunque anche quello di portatori di conoscenza, con tutte le implicazioni etiche e sociali che ne derivano. E ciò ha un valore positivo, anche pensando all’esperienza che ha accomunato diverse realtà provenienti dal Trentino, guidate da Confindustria, che così hanno avuto la possibilità di creare relazioni e fare team building”, conclude Buccoliero.

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Una leva di modernizzazione

Negli anni Delta Informatica ha creato un team di R&S, denominato DeltaLab, che ha maturato una serie di competenze ed esperienze che hanno a che fare con diversi campi dell’IA.

Trentino è uno dei territori italiani più attivi nel campo dell'Intelligenza Artificiale grazie principalmente all’attività svolta negli ultimi 40 anni dagli attori della ricerca, a partire da Irst, poi divenuto Fbk con i suoi Centri, ed all’Università degli Studi di Trento, con il Dipartimento di Ingegneria e Scienza dell’Informazione. Nonostante si parli di IA dagli anni '50 e se ne faccia uso in ambito industriale dal 1980, l'evoluzione di questa tecnologia sta avendo nell’ultimo anno una forte accelerazione, portando a chiedersi quale sarà il suo futuro. Ci troviamo infatti di fronte a una fase di trasformazione profonda che richiede competenza e fiducia per essere affrontata nel modo migliore.

Delta Informatica è un'azienda di consulenza aziendale e Information Technology attiva da più di 40 anni in Trentino Alto-Adige e Triveneto. Dalle origini dell'informatica, l'azienda ha seguito l'evoluzione digitale di diverse centinaia di aziende. Tuttavia, il cambiamento che l'IA sta portando al mondo del lavoro è senza dubbio uno dei più significativi e radicali, che vanno interpretati e accompagnati. Una cosa è provare le grandi capacità di ChatGPT, anche a fini professionali come la generazione di contenuti per i social media o per la stesura di report su vari argomenti, altra cosa è capire come portare dentro le aziende, in modo professionale e nel tempo, queste trasformazioni in modo sistematico, in modo che portino valore nel tempo, vengano assimilate dalle organizzazioni e si integrino con i processi ed i sistemi che sono in campo.

L'informatica è stata un mezzo per automatizzare e facilitare il lavoro. Ora siamo a un nuovo cambio di paradigma. La IA sta entrando nel mondo del lavoro in modo importante perché va ad

affiancare ed in parte a sostituire molte attività intellettuali. Non è più solo la robotica che si automatizza nell’ambito industriale, come nell’ambito delle iniziative di Industria 4.0, ma ci sono software avanzati che automatizzano contenuti come l'interpretazione del parlato, la selezione di immagini, la presa di decisioni motivate su base statistica.

L'intelligenza artificiale suscita timore per le sue capacità. Ci sono temi etici anche di impatto sul lavoro che dovranno essere affrontati in modo più chiaro e con garanzie per gli utenti finali per

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IL Pompeo Viganò, amministratore delegato, Delta Informatica

le aziende. Siamo ancora in una fase di entropia e di confusione, ma queste tecnologie consentiranno sempre più di affiancare i ruoli amministrativi nelle aziende per automatizzare ed elevare l'apporto umano. La tecnologia non solo va capita, va anche declinata, e riuscire a comprendere come farlo nel tempo e in modo professionale è cosa che richiede competenza e fiducia, e su questo Delta Informatica ha una storia ed una reputazione che le consentono di essere un partner credibile per le aziende del territorio.

Negli anni Delta Informatica ha creato un team di ricerca e sviluppo, denominato DeltaLab, che ha maturato una serie di competenze ed esperienze che hanno a che fare con diversi campi dell’IA, come la realizzazione di agenti artificiali distribuiti ed intelligenti e l’analisi avanzata dei dati basata su machine learning. Ma oltre alle proprie competenze interne, la società ha da tempo mes-

so in campo un’iniziativa di Open Innovation, denominata OpenDelta, per raggruppare e connettere interessi e capacità dei centri di ricerca e di altre realtà imprenditoriali innovative presenti in Trentino, con l’obiettivo di affrontare in rete le sfide che l’innovazione ha posto, in modo da essere più competitivi e dare un maggiore valore aggiunto.

Tra queste iniziative va citato che Delta Informatica è tra i fondatori del Consorzio Trentino. ai – www.trentino.ai – assieme ad altre aziende come U-Hopper, Thread Solutions e Dimension. Il Consorzio è nato per unire le competenze e l'esperienza di eccellenze locali in ambito big data e Intelligenza Artificiale con l'obiettivo di fornire soluzioni innovative per l'impresa 4.0 e diventare partner tecnologico per aziende e industrie a livello trentino, nazionale e internazionale. L’obiettivo è di fare massa critica ed essere più credibili, avendo a disposizione in un'unica iniziativa tutte le capacità che servono per mettere a disposizione formazione, prodotti, servizi e consulenze che possono soddisfare le necessità di piccole e grandi realtà di diversi settori economici. Abbiamo grandi competenze e una lunga tradizione nella ricerca sulla IA in Trentino che devono essere messe a sistema verso le aziende.

Il futuro dell'IA attraverserà diverse fasi, come sempre succede. Siamo passati da un livello in cui era considerata di nicchia e riservata alla ricerca, ad uno in cui era limitato agli aspetti di automazione industriale e robotica, fino all’attuale fase di allargamento dell’ambito e dell’impatto e ad una crescita rapidissima e di portata più comune, anche grazie al “fenomeno” ChatGPT. Società come Delta Informatica e iniziative come Trentino.ai sono strategiche in questa fase per riuscire ad essere protagonisti di questa rivoluzione e per farne una leva di modernizzazione e di crescita, in primis per le aziende trentine.

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Alessandro Zorer, direttore ricerca e sviluppo Delta Informatica

Cosman, applichiamo l’AI al Cost Management

L’azienda, leader nei servizi digitali, ha creato Shaper, la prima piattaforma italiana di AI in grado di fornire gli strumenti per realizzare miglioramenti organizzativi ed economici misurabili.

AZIENDA

attiva da più di 20 anni nel campo della consulenza in Cost Management, Cosman ha recentemente deciso di veicolare la sua consulenza alle medie e grandi aziende utilizzando l’Intelligenza Artificiale.

Ha così creato Shaper: la prima piattaforma in Italia di Cost Management. Shaper consente di fornire in modo innovativo strumenti, consulenza e servizi per realizzare miglioramenti organizzativi (in termini di semplificazione, precisione, rapidità) e miglioramenti economici misurabili. Concretamente è possibile ottenere due risultati:

1. Modellazione dei profili di costo del cliente su Shaper: ricerca, acquisizione ed integrazione continua nella base dati di costo del dato elementare di costo (es. articolo, spedizione, attività etc…) grazie a tool dedicati di intelligenza artificiale che usano tecniche di Extract, Transform, Load (Etl) dei dati e modalità di Robotic Process Automation (Rpa) per automatizzare processi semplici e ricorrenti.

2. Costruzione di Scenari di miglioramento ricorrenti rispetto ad obiettivi prefissati (es. semplificazione, efficienza, sostenibilità Esg) con supporto al processo decisionale implementativo interno.

Il processo di gestione dei costi proposto da Cosman prevede dunque l'utilizzo di tecniche di Etl per l'estrazione automatica dei dati da qualsiasi tipo di formato file. Tali tecniche sono supervisionate dagli ingegneri esperti del data team di Cosman per garantire l'assoluta qualità dei dati e la loro certificazione. Una volta completata la fase di estrazione dei dati, la data collection viene presentata al cliente sotto forma di dashboard di costo, che semplifica il processo di gestione dei dati garantendo l’affidabilità e l’aggiornamento

degli stessi. Dopo l'estrazione e la sistemazione dei dati, Shaper avvia l'analisi del processo e l'ottimizzazione dei costi, sfruttando il know-how della vasta rete di specialisti a disposizione di Cosman. Questi mettono a disposizione del team di data science di Cosman la loro esperienza e le loro conoscenze nei rispettivi ambiti di competenza. Queste vengono poi utilizzate per sviluppare strumenti di consulenza digitale su misura per il cliente. Il processo di sinergia tra Shaper, gli specialisti e il team di data science di Cosman consente di analizzare dunque grandi quantità di dati in modo accurato, rilevando inefficienze sia puntuali che sistematiche. Grazie a questo approccio, è possibile identificare rapidamente le aree in cui sono necessari interventi di ottimizzazione di processo e di costo, migliorando la gestione delle risorse dell'azienda. La combinazione di esperienza umana e tecnologia avanzata rappresenta infine un'efficace strategia per migliorare l'efficienza e la redditività dell'azienda. Cosman attraverso Shaper fornisce ai propri clienti un servizio completo di analisi di consu-

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lenza sui costi, che si conclude con la generazione di report riepilogativi e ad hoc. Questi report interattivi permettono di esplorare i dati al loro interno, offrendo una visione dettagliata e completa delle informazioni. Grazie all'automazione del processo di generazione dei report, Shaper consente di risparmiare tempo e di avere sempre a disposizione informazioni aggiornate e affidabili. In particolare, i report generati da Shaper includono non solo i dati analizzati e le misure consigliate, ma anche le fonti che certificano la validità del dato stesso. Questa caratteristica garantisce la massima trasparenza e affidabilità dei report, consentendo ai clienti di avere una visione chiara e completa della situazione. Inoltre, le fonti dei dati sono costantemente monitorate e aggiornate, in modo da garantire la massima precisione delle informazioni riportate. Grazie a questa attenzione per la qualità dei dati, i report di Shaper costituiscono uno strumento fondamentale per il monitoraggio delle attività dell'azienda e per la pianificazione delle azioni future.

Oggi nelle imprese l’AI si applica in primis ai processi interni di produzione e di rendicontazione contabile e finanziaria, abbiamo partecipato al Waicf per poter proporre al mercato l’utilizzo dell’AI anche per la gestione e l’ottimizzazione dei processi che generano costi e per verificare quanto il mercato conosca anche questa applicazione dell’AI.

Durante gli incontri Cosman ha trovato interessanti conferme alla sua nuova value proposition centrata sul fornire consulenza e servizi erogati in modalità digitale riassunti nel concetto di Control Tower. Il servizio di Control Tower si basa su un hub informativo che raccoglie e integra dati da varie fonti e poi li distribuisce in un formato coerente e standardizzato secondo regole decisionali dettagliate e condivise. È realizzato da specialisti di settore che fisicamente sono al di fuori dell’azienda cliente ma, grazie alle tecnologie più avanzate, sono in stretto contatto con i riferimenti interni. Un esempio è rappresentato dalla Control Tower Logistica.

La Tower Logistica realizza attività di coordina-

mento con gli operatori logistici in compliance con le procedure interne, attività di coordinamento con i teams di competenza aziendali, attività di allineamento del flusso di magazzino e controllo e quadrature delle scorte con coordinamento con i reparti amministrativi, risoluzione delle anomalie di trasporto, di ritardo, ricerca di vettori per assolvere a consegne urgenti o peculiari.

1. Visione panoramica dei flussi di informazione, di stock e di trasporto

2. Coordinamento della tower con i teams di riferimento interni all’azienda

3. Gestione “degli eventi”: anomalie di trasporto, problem solving per ritardi o scelta di vettori per spedizioni particolari

4. Controllo dei magazzini, segnalazione per quadratura errori ad amministrazione

5. Inserimento nuovi fornitori e contrattazione con i fornitori in essere

6. Misurazione delle performance

In questo modo si riesce a tenere sotto controllo le situazioni e ad intraprendere le azioni giuste per prevenire potenziali problemi. La Control

Tower consente una migliore pianificazione, processo decisionale rapido ed efficace, una gestione proattiva degli eventi, miglioramento delle prestazioni dei partner della supply chain e analisi della supply chain più sofisticate. Tutto questo è possibile grazie all’applicazione dell’AI all’ambito della consulenza.

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Coesi per affrontare sfide e problemi

Manica, apriamo come di consueto questa breve chiacchierata con una panoramica sull’industria trentina dei settori della chimica, del vetro, della gomma e della plastica. La nostra Sezione rappresenta 33 aziende, per un totale di quasi 2.500 dipendenti. Si tratta, nella metà dei casi, di piccole e medie imprese: le associate con più di 100 dipendenti costituiscono il 17% circa del totale. Quasi il 65% delle aziende aderenti a Confindustria Trento è di proprietà locale. I dati economici offrono qualche considerazione interessante, a partire dal fatturato medio per dipendente. Se la media del manifatturiero si aggira intorno ai 336mila euro, nel caso del nostro settore il dato supera i 398mila euro. Vale la pena anche di evidenziare il dato dell’export: nel nostro settore, l’export pesa sul fatturato complessivo per il 44%, mentre la media dell’industria manifatturiera non arriva al 41%. Le esportazioni della Sezione – che rappresentano il 15% delle esportazioni provinciali – sono concentrate per lo più in Europa: in testa alle destinazioni è la Germania, seguita da Austria e Paesi Bassi.

C’è forte coesione tra le imprese della Sezione, che nella relazione garantita dalla dimensione dell’Associazione trovano lo spazio per affrontare temi e problemi comuni.

Conoscersi e condividere esigenze e necessità è il modo migliore per finalizzare l’azione della Sezione, nel contesto più ampio del lavoro dell’Associazione tutta. Per questo prestiamo particolare attenzione nell’organizzazione dei nostri incontri, che sono di fatto riunioni itineranti presso le imprese della sezione o presso spazi integrati: lo scorso autunno ci siamo riuniti in Tumedei Spa, nella primavera 2022 in Eurostandard Spa,

negli ultimi anni in Suanfarma, Zobele, Manica, al Muse, presso gli altoatesini di Rotho-Blaas, a Progetto Manifattura a Rovereto, in Aquafil, in Gaierhof e a Villa Bortolazzi. Il valore aggiunto dell’incontro in presenza è certamente quello di coordinarci meglio per affrontare e risolvere problemi e sfide insieme, non ultimi i risvolti della guerra russo-ucraina e, soprattutto, degli aumenti smoderati dei prezzi di alcune materie prime, gas fra tutti, e dei trasporti e logistica internazionali.

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speciale chimica vetro gomma plastica Intervista a GIULIA MANICA, presidente della Sezione Chimica Vetro Gomma Plastica di Confindustria Trento.
speciale
PRESIDENTE Giulia Manica

E in effetti in seno alla Sezione si affrontano con una certa sistematicità molti temi delicati. Dal 2017 la priorità è stata la gestione del rapporto con le Autorità locali soprattutto relativamente alle normative ambientali. In occasione di vari confronti sia a Palazzo Stella sia con i referenti della provincia e di APPA Trento abbiamo affrontato in particolare la tematica ambientale. Una interlocuzione che ha consentito nel tempo di smussare alcune discrasie rispetto alla gestione della normativa. All’attenzione rimane il tema dei controlli, che – mi preme ribadirlo qui – devono certamente essere fatti, ma senza preconcetti punitivi. L’obiettivo della Sezione rimane quello di continuare a dare una prospettiva d’insieme dell’industria trentina all’autorità locale per essere più incisivi e, se si ravvisano problemi, orientare insieme l’Autorità verso interventi correttivi puntuali.

Di stretta attualità, nonostante l’ennesimo rinvio, anche la partita della Plastic Tax. L’entrata in vigore dell’imposta è stata spostata al 1° gennaio 2024. La misura colpirà i prodotti monouso in plastica come le buste, le vaschette, le bottiglie, i tappi e i materiali plastici utilizzati come protezioni e imballaggi. L’obiettivo della norma vorrebbe essere quello di ridurre i rifiuti e tutelare l’ambiente. Ma a mio avviso – continuo a ripeterlo – non si fanno politiche ecologiche con le tasse… Piuttosto, credo che la nuova norma

dovrebbe incentivare comportamenti virtuosi e riconoscere agevolazioni anche economiche alle aziende che fanno riciclaggio, recupero, riuso e magari riescono a ridurre la quota di plastica negli imballaggi. In Trentino saranno direttamente colpite da questa misura poche aziende produttrici di plastica: parliamo di due imprese, per un totale di trenta dipendenti e 15 milioni di fatturato. Ma indirettamente la misura graverà su tutte le imprese e su tutti i consumatori finali, perché né la chimica né gli altri settori possono ancora fare a meno dei contenitori in plastica, che spesso non hanno succedanei in termini di conservazione o di sicurezza del prodotto.

Ultima ma non ultima, la questione energetica…

… che è tra le priorità dell’attività Associativa, anche grazie al lavoro straordinario di Assoenergia. Qui mi preme soprattutto ricordare l’iniziativa, stimolata dalla nostra Sezione, di mettere gratuitamente a disposizione delle imprese associate la possibilità di monitorare e prevedere l’andamento dei prezzi delle commodities (parliamo di oltre 70 materie prime) grazie ai dati e ai report della piattaforma digitale Appia. Un’opportunità adottata per supportare le strategie di approvvigionamento che si è scelto di rinnovare anche per quest’anno, e che offre agli imprenditori informazioni importanti per orientare le proprie scelte. (sb)

Una nuova sede a sud di Varsavia per Manica Spa

Manica Spa ha aperto in queste settimane la quarta sede in Europa: Manica Polska, controllata per il 60% da Manica Italia.

150 km a Sud di Varsavia, la filiale commerciale ha l’obiettivo di sviluppare i mercati dell’Est Europa, sempre più importanti anche nel settore agricolo.

La Polonia è un grande produttore di mele, patate, barbabietole da zucchero, colza, fragole, prugne, amarene, segale, funghi, ma anche carni soprattutto suine e bovine. Il 49% della superficie del paese è agricola e occupa più del 10% della popolazione.

Si tratta di un mercato fondamentale per un’azienda che produce agrofarmaci e rameici adatti all’uso in agricoltura biologica, prodotti secondo le regole della chimica verde.

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chimica vetro gomma plastica

Al servizio delle imprese

Da oltre 40 anni l'officina Sovecar è a supporto delle imprese che lavorano con mezzi di sollevamento. Facciamo della precisione e dell’attenzione al dettaglio la nostra filosofia. I carrelli che passano per le nostre officine vengono revisionati e ripristinati con la massima professionalità.

Assistenza

Le nuove sfide di DOMO Engineering Plastics

Negli ultimi anni, l’azienda di Arco si è concentrata sulle nuove esigenze della mobilità elettrica, sviluppando materiali in grado di garantire le caratteristiche richieste nei veicoli di nuova generazione.

di ALESSANDRO DE BERTOLINI

SOSTENIBILITÀ,

flessibilità, innovazione e miglioramento continuo: queste le basi di DOMO Engineering Plastics Europe Spa, l’azienda di Arco protagonista sui mercati internazionali nella ricerca e sviluppo, produzione e commercializzazione di polimeri. “Nel nostro stabilimento – spiega Leonardo Comperatore – utilizziamo le basi di poliammide 6 e 66 e, attraverso il processo di compoundazione, produciamo materiali tecnici dalle più svariate caratteristiche”.

I prodotti realizzati ad Arco sono destinati ai mercati di tutto il mondo e vengono impiegati in moltissimi settori differenti. “Riforniamo principalmente l’automotive, il settore elettrico ed elettronico e più in generale il comparto dei beni in-

dustriali di consumo. Il 40% del nostro fatturato è realizzato in Italia, il 20% sul mercato tedesco, il 10% su quello francese, un 20% sul restante mercato europeo un altro 10% fuori dall’Europa”.

Un’azienda che guarda all’estero, DOMO Engineering Plastics, ma con le radici sul territorio. “Presso lo stabilimento di Arco – continua Comperatore – lavorano circa 130 persone tra operai specializzati, ingegneri, tecnici di laboratorio, impiegati amministrativi, customer service, addetti alle vendite e al servizio tecnico con un’età media di 45 anni. Per la parte uffici, il personale proviene prevalentemente da Trentino, Lombardia e Veneto. Per la parte produttiva, si tratta di collaboratori residenti in Trentino, ma di diverse nazionalità. L’inclusione è un aspetto importante nella cultura aziendale. Essendo parte di un Gruppo presente a livello globale, interagiamo molto anche con i colleghi degli altri siti. Questo rende il nostro ambiente di lavoro internazionale”.

DOMO Engineering Plastics è parte di DOMO Chemicals, produttore leader di materiali ingegneristici su base poliammidica di alta qualità. Il Gruppo – 2000 dipendenti e 2 miliardi di ricavi nel 2022, 9 siti produttivi in Italia, Francia, Spagna, Germania, Polonia, Cina, India e Stati Uniti –offre un portfolio completo di prodotti e servizi a base di polimeri che comprende intermedi chimici, resine, tecnopolimeri e fibre ad alte prestazioni. Alcuni dei suoi marchi più noti includono i materiali ingegnerizzati TECHNYL®, i gradi vergini STABAMID® PA66, le resine vergini DOMAMID® PA6, le fibre NYLEO® PA66 e le poliammidi sostenibili TECHNYL® 4EARTH®.

Comperatore guida il sito di Arco dal 2020. Ingegnere dei materiali, ha accumulato oltre 20 anni di esperienza nel compounding, nell’ingegneria

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Leonardo Comperatore

di processo, nella gestione della qualità e nell’industria dei tecnopolimeri. Proprio ad Arco è stato a capo della ricerca e sviluppo per molti anni, occupandosi della gestione delle materie prime e dei fornitori, dello sviluppo e dell’industrializzazione dei prodotti. “Attualmente – precisa – operiamo ad Arco con 11 differenti linee produttive, una capacità di 40mila tonnellate di prodotto all’anno e un fatturato di circa 100 milioni. L’offerta dell’azienda si è concentrata negli ultimi anni sulle nuove esigenze della mobilità elettrica, utilizzando il know how del mercato elettrico ed elettronico per sviluppare materiali in grado di garantire le caratteristiche richieste in termini di sicurezza, autoestinguenza e di leggerezza richiesti nei veicoli di nuova generazione. Le competenze nello sviluppo dei colori rendono DOMO il fornitore ideale anche dei materiali arancioni, richiesti per evidenziare le parti soggette ad alto voltaggio delle auto elettriche, così come per materiali estetici con alte prestazioni meccaniche, richiesti dai segmenti degli utensili elettrici e degli elettrodomestici. L’altro trend a cui DOMO risponde, differenziandosi dalla concorrenza, è la richiesta di materiali a basso impatto ambientale, trasversali a tutti i settori di riferimento”.

La vocazione green è prerogativa del sito: tra le specificità che rendono lo stabilimento di Arco strategico nella compagine della corporate. “Abbiamo essenzialmente due tipi di processi produttivi: il primo che utilizza come materia prima polimeri vergini provenienti dagli altri stabilimenti della DOMO, il secondo che utilizza come materia prima gli scarti di altre industrie (scarti tessili, tappeti, scarti di produzione di film per il packaging flessibile o di airbags), quindi prodotti di riciclo. Quest’ultimo rappresenta circa un terzo

del nostro business”. La quantità di rifiuti che produce lo stabilimento per l’esercizio delle proprie attività è di gran lunga inferiore alla quantità dei rifiuti che l’azienda raccoglie tra i prodotti di scarto per alimentare il proprio business. L’approvvigionamento energetico, inoltre, è ottenuto al 100% da fonti rinnovabili. “Lo studio sul ciclo di vita (Life Cycle Assesment) condotto dall’azienda e certificato dall’associazione EPD – aggiunge Comperatore – conferma che un materiale standard di questi prodotti garantisce una riduzione dell’80% di emissioni di CO2, e rispettivamente del 60% e 47% di energia e di acqua utilizzate nel processo”.

I prodotti che escono dal sito di Arco sono inoltre estremamente duttili e versatili. Nella lavorazione dei polimeri, le linee produttive modulano diverse mescole e additivi al fine di ottenere maggiore o minore flessibilità, durezza, resistenza. Perciò vi è una forte personalizzazione nella risposta alle esigenze della committenza e, per gli stessi motivi, le soluzioni DOMO Engineering Plastics trovano applicazione nei più svariati campi industriali. Per mantenere questi standard di prodotto occorrono continui investimenti in innovazione, ricerca e sviluppo, attenzione al proprio personale e formazione. “Le nostre linee produttive – conclude Leonardo Comperatore – sono in costante rinnovamento per aumentare sia la quantità che la qualità del nostro prodotto. Vanno in questa direzione i nostri principali investimenti, che si concentrano anche sul miglioramento della condizione di lavoro nei nostri ambienti. L’anno scorso abbiamo installato un nuovo impianto per il trattamento dei fumi e abbiamo recentemente approvato l’introduzione di nuovi macchinari per una maggiore automazione dei processi”.

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Il successo di Lavesan

In cinque anni il fatturato è più che raddoppiato. Il segreto? Passione, customizzazione, internazionalizzazione, ma soprattutto la capacità di produrre ciò che gli altri non sanno fare.

DAL

2018 al 2022 Lavesan ha raddoppiato il proprio fatturato passando dai 14 milioni di cinque anni fa agli attuali 31 milioni di euro. I dipendenti e collaboratori diretti oggi superano la sessantina. Sono quasi tutti della zona di Brentonico, dove ha sede l’azienda, fiore all’occhiello dell’industria trentina nel comparto della chimica. Nata e cresciuta a Brentonico, Lavesan si caratterizza

come una risorsa per il territorio e un punto di riferimento per la comunità locale.

Alla base di questo successo ci sono passione, serietà, customizzazione, internazionalizzazione ma anche tanta ricerca e sviluppo e una forte tradizione familiare. Soprattutto, vi è la capacità di produrre quello che gli altri non sanno fare: “Siamo gli unici – spiega Luca Benedetti, ceo dell’azienda – a produrre sia derivati di resine poliestere insature ed epossidiche, sia tessuti in fibra di vetro. Ci proponiamo come un unico e completo fornitore per il cliente che cerca una soluzione globale per il mondo dei compositi”.

In pratica, Lavesan opera attraverso due linee produttive: la pri-

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ma per la realizzazione di resine, la seconda per la realizzazione di fibre di vetro. Le une e le altre vengono poi vendute alle industrie che, assemblando queste due componenti, producono la vetroresina. Si tratta di piccole e medie imprese artigiane così come di grandi player internazionali, veri e propri colossi del mercato. I settori applicativi sono moltissimi, tutti quelli in cui viene impiegata la vetroresina: dal comparto dei trasporti pubblici a quello della nautica, dalla realizzazione di giostre e scenografie per parchi a tema alle piscine per le abitazioni, dall’ambito enologico ai camion frigo al settore silos e contenitori. Nei comparti ferroviario, navale e nautico i prodotti necessari per la realizzazione di pezzi in vetroresina devono essere certificati e altamente performanti. Per questo Lavesan si è dotata di un laboratorio, oggi il cuore pulsante dell’azienda. Non solo perché, grazie a una serie di misurazioni e analisi specifiche, i prodotti vengono testati al fine di ottenere le certificazioni necessarie. Ma anche perché, grazie al laboratorio, Lavesan può rispondere alle richieste di ogni cliente, creando soluzioni di volta in volta differenti e costruite ad hoc. “Con il laboratorio – precisa Luca Benedetti – abbiamo fatto la differenza rispetto ai nostri competitors. Investendo continuamente in ricerca e sviluppo abbiamo ampliato e diversificato la gamma prodotti; migliorato quelli esistenti e soprattutto abbiamo la possibilità di customizzare il prodotto sulla base delle specifiche esigenze produttive e applicative del cliente. Un altro elemento che ci dà un vantaggio competitivo rispetto

alla concorrenza, molto spesso rappresentata da multinazionali, è la nostra flessibilità: riusciamo a gestire grandi e piccoli lotti di prodotto grazie alla nostra struttura organizzativa e gestiamo la parte logistica in modo efficace. Tutti questi elementi ci consentono inoltre di supportare la nostra clientela creando con essa un prezioso rapporto di fiducia”.

L’80% del fatturato di Lavesan è realizzato in Italia, il restante 20% sui mercati esteri, ma questa percentuale è in costante aumento: “Lavoriamo bene in Germania, in Francia, in Inghilterra e nell’Europa dell’Est. Il supporto commerciale e tecnico che offriamo al cliente è molto apprezzato anche all’estero, quindi godiamo di un’ottima reputazione anche oltre i confini nazionali dove continuiamo ad espanderci”.

A Brentonico si trova lo stabilimento produttivo principale, dove hanno sede anche il laboratorio e gli uffici dell’azienda. A eccezione del deposito situato poco distante, nei pressi di Chizzola, Lavesan ha conservato a Brentonico testa e cuore dell’azienda: un’area di circa 30mila metri quadrati con 12mila metri di capannoni.

L’attaccamento al territorio, che contraddistingue l’azienda, si deve anche alla forte tradizione familiare. Luca Benedetti gestisce infatti Lavesan assieme ai suoi fratelli Dimitri e Massimiliano con i fratelli Laura e Luca Corazzin. I loro padri, Ernio Benedetti e Claudio Corazzin, ancora attivo nel team direttivo, avevano fondato la società proprio a Brentonico, molti decenni fa. (adb)

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Piccoli, ma rappresentativi

Intervista a FILIPPO LAMBERTI e TIZIANO PATERNO PURIN , vice delegati del Territorio Bassa Valsugana e Tesino

TRA

le associate di Confindustria Trento sono 24 le aziende della Bassa Valsugana e Tesino. Di che tipologia di attività parliamo?

Quello che spicca maggiormente all’occhio è che, nonostante operiamo in una porzione di territorio molto piccola, siamo molto rappresentativi del sistema imprenditoriale trentino. Nello spazio compreso tra Borgo Valsugana e Grigno esistono imprese dei più svariati settori: della meccanica e meccatronica, della chimica, della filiera alimentare, della moda, del legno, e non di meno i trasporti, la sanità, e le attività estrattive. Nella più grande sintesi riusciamo a coprire quasi tutte le sezioni merceologiche dell’Associazione.

Proprio a fronte di questa trasversalità riuscite comunque a identificare problemi comuni?

Le imprese, guardando al passato recente degli ultimi due anni stanno subendo quelli che potremmo definire degli “shock paradigmatici”. Un esempio? La ormai quasi strutturale difficoltà a trovare personale da assumere, che siano figure più o meno specializzate. Senza contare che, una volta trovate queste competenze, la componente geografica oggi più che mail diventa un fattore impattante. Infatti quello che succede è che proprio per queste difficoltà appena menzionate si va ad attingere in Veneto o in altre zone del Trentino, ma quando queste persone trovano lavoro più vicino a casa noi siamo da capo.

Detto questo, da imprenditori che siamo, stiamo cercando delle soluzioni. Un caso è quello delle collaborazioni con le scuole locali – in particolare con l’Enaip di Borgo Valsugana – , con le quali organizziamo certe tipologie di corsi direttamente all’interno delle aziende. Questo perché, in primo luogo valorizza i percorsi di studio avvicinandoli alle esigenze reali delle imprese, e contemporaneamente dà il via a possibili future assunzioni. Siamo comunque consapevoli che c’è ancora molto da lavorare anche per investire sulle risorse che abbiamo già: investire in misure di welfare e formazione continua non dev’essere un contorno, ma elemento che dona valore alle nostre attività imprenditoriali.

L’altro grande tema è sicuramente l’approvvigionamento energetico. Quale approccio adottare dopo quello che abbiamo vissuto negli ultimi due anni?

Possiamo partire dal punto che la distinzione tra azienda energivora o meno dev’essere interpretata diversamente, ovvero spinti dalla crisi energetica degli ultimi due anni, dove le bollette sono come minimo triplicate e qualcuno si è dovuto pure indebitare, ripensare alle proprie modalità di approvvigionamento ed efficientamento energetico diventa un tema che coinvolge tutti, nessuno escluso. Su questo ci preme sottolineare il lavoro fondamentale di Assoenergia che ad alcuni ha fatto risparmiare in un anno cifre a cinque zeri. Tornando alle soluzioni, ci sono due direttrici su cui insistere per venirne fuori: quella a immediato

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speciale territorio
Filippo Lamberti

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termine ovvero ridurre i consumi all’essenziale ed efficientare il più possibile i processi produttivi. Allo stesso tempo c’è la parte strategica di visione – che per definizione ha bisogno di più tempo – che deve prevedere investimenti in impianti rinnovabili e al riutilizzo intelligente dell’energia eccedente prodotto in qualsiasi punta della catena di produzione. Nel concreto significa che molte aziende già hanno partecipato al bando sul fotovoltaico della Provincia, ma c’è anche chi ha progettato sistemi di riutilizzo del calore dei reparti produttivi per riscaldare gli uffici. Azioni apparentemente semplici, ma che in termini di volumi fanno scendere i consumi anche del 50%.

Insieme a personale ed energia, ultimamente all’appello non manca mai il tema materie prime. Su questo come si posiziona l’industria?

La grande premessa è che bisogna sempre considerare l’esposizione a dinamiche geopolitiche poco controllabili, che non significa solo la guerra in Ucraina, ma anche la grande incognita rispetto alla ripresa economica cinese, la quale potrebbe far fluttuare verso l’alto i prezzi di acciaio e alluminio. Parlando invece del nostro quotidiano il 2023 ci sta dando respiro, confrontato con un 2021 e 2022 caratterizzati da rilevanti incertezze. Dal nostro punto di vista le abilità da avere per gestire questa incognita in questo momento sono due: la prima è saper trovare il giusto bilan-

ciamento tra lo scaricare gli aumenti sui clienti e ridurre le proprie marginalità. La seconda è saper spingersi a migliorare il più possibile l’efficienza dei nostri uffici acquisti e mettere a terra strategie sempre più raffinate di approvvigionamento. Infine, oggi ancor più di ieri, vale la regola che in materie prime di qualità, non sei immune ma sei meno esposto alle fluttuazioni improvvise del mercato.

Siamo arrivati alla canonica domanda conclusiva: che prospettive vedete all’orizzonte per il comparto industriale della Bassa Valsugana e Tesino?

Riprendendo quanto già detto il tema del creare dialogo e circoli virtuosi tra scuola ed aziende non deve essere lasciato alla sola retorica. Siamo convinti che da imprenditori dobbiamo agire insieme per far conoscere le nostre aziende aprendo le porte dei nostri stabilimenti, le eccellenze dell’industria trentina ci sono anche qui. È fondamentale sfatare qualche stereotipo negativo legato al settore manifatturiero, risaltando invece il suo ruolo di scrigno prezioso di tecnologia e competenze di alto profilo.

C’è poi il tema del rapporto con gli istituti di credito: che in altre parole significa ritenere di nuovo strategica la gestione degli investimenti a fronte di un rialzo significativo dei tassi di interesse. Pensiamo soprattutto a chi vuole aprire nuove aziende, o ha intenzione di compiere grandi investimenti, non si dovrebbe commettere l’errore di soffocare queste iniziative nonostante questi fattori congiunturali. L’obiettivo dovrebbe essere sempre quello di preservare lo sviluppo del nostro territorio.

Tornando infine alla sostenibilità le opportunità offerte dalla comunità energetiche sono un treno da non perdere. Questo significa dunque cominciare a ragionare in un’ottica di autoproduzione e di condivisione energetica. Oggi le tecnologie, anche se migliorabili, ci sono, dobbiamo però delineare con precisione chi si occupa di coordinare queste iniziative e lavorare su una legislazione ancora eccessivamente immatura. (fp)

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Tiziano Paterno Purin

La corsa di SATA tra crescita e innovazione

Lo stabilimento trentino della multinazionale con sede in Piemonte continua a crescere. Due i punti di forza: il ruolo strategico nella più ampia compagine della corporate e il legame con il territorio.

UNO no, plant manager del sito trentino di SATA Spa

stabilimento che continua a crescere, quello di SATA in Valsugana. I punti di forza sono due: il ruolo strategico che il sito ricopre nella più ampia compagine della corporate, SATA Spa, e il profondo legame con il territorio, la comunità trentina della Valsugana. Una realtà d’impresa locale e globale al tempo stesso. Un’azienda con le radici sul territorio e lo sguardo sui mercati del mondo, nel quadro multinazionale della capogruppo.

Al timone dello stabilimento c’è Sergio Bollino, manager di lungo corso con una profonda esperienza alle spalle in Italia e all’estero, protagonista della crescita in SATA negli ultimi anni.

“Produciamo componenti per il settore agricolo e per macchine movimento terra – spiega Bolli-

– lavorando a stretto contatto con gli altri stabilimenti del Gruppo, con i quali operiamo in forte sinergia”.

Core del gruppo SATA, un colosso da 1.250 dipendenti con un fatturato di 200 milioni l’anno, è la lavorazione meccanica di precisione di componenti in acciaio, alluminio e ghisa destinati principalmente ai settori dell’automotive, camion (quindi il comparto trasporti), mezzi per agricoltura e movimento terra. Caso di eccellenza tutto italiano, la storia di SATA è legata da sempre alla famiglia Cinotto, giunta oggi alla quarta generazione, che ne detiene ancora la proprietà. Dopo un intero percorso di internazionalizzazione, avviato sul principio degli anni ’90, il gruppo SATA

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è cresciuto molto all’estero, dove è presente oggi sui mercati di quasi tutti i continenti con uno stabilimento in Brasile, uno in Cina, uno in India e uno negli Stati Uniti. A questi, si aggiungono i tre siti italiani: a Valperga in provincia di Torino, dove si trova la sede principale, a Pozzilli in provincia di Isernia e a Castelnuovo in Valsugana. A sottolineare l’espansione del Gruppo, da notare anche l’acquisizione di Salgomma (a Mappano, provincia di Torino), realtà produttrice di articoli tecnici in gomma, e dell’altra consociata ErgoSATA (a Shanghai, in Cina), che realizza componentistica in plastica.

In Trentino, il sito è stato acquistato da SATA nel 2005. “Con le nostre linee produttive – spiega il direttore – produciamo esclusivamente componenti meccaniche di alta precisione per uso agricolo e per macchine movimento terra. Tra i nostri principali clienti, siamo fornitori di Dana e Caterpillar, i principali player del settore. Per questo svolgiamo un ruolo strategico per la corporate e siamo centrali all’interno del Gruppo”.

Da parte sua, la proprietà ha sempre posto grande attenzione al sito. “La famiglia Cinotto – sottolinea Bollino – è molto presente. Sin dagli inizi, da quando è stato acquistato lo stabilimento nel 2005, si sono susseguiti continui investimenti. Il sito è stato rinnovato a 360 gradi. Ma, soprattutto, sono stati completamente rifatti tutti i cicli pro-

duttivi con l’acquisto di nuovi macchinari. Per questo l’azienda ha potuto continuare a crescere”. Realtà fortemente innovativa, SATA punta sulla creazione di valore aggiunto nei processi produttivi con risultati che convincono in primo luogo la sua stessa committenza: recentemente, Michele Cinotto, ceo del gruppo, ha ritirato un premio per l’innovazione, che gli è stato conferito direttamente da Dana, il gigante statunitense da 10 miliardi di fatturato l’anno, a cui lo stabilimento SATA di Castelnuovo fornisce componenti meccaniche di precisione.

A Castelnuovo lavorano un centinaio di dipendenti, perlopiù provenienti dal territorio. “Abbiamo sempre cercato – spiega Bollino – di tenere un legame stretto con le comunità della Valsugana. Quando si parla di SATA, vogliamo che si parli di SATA - Valsugana. Spesso sosteniamo iniziative e attività locali con forme di sponsorizzazione. Quasi tutti i nostri collaboratori sono della zona, soprattutto dei paesi circostanti. I più lontani giungono da Pergine. Ma siamo alla costante ricerca di personale. C’è carenza di manodopera a tutti i livelli. Il giro d’affari continua a crescere e ci troviamo spesso sotto organico”. Segno positivo, per il territorio: ci sono aziende che continuano ad espandersi, ad assumere, a portare nuova linfa vitale nel tessuto imprenditoriale della vallata. (adb)

Le aziende associate del settore agroalimentare protagoniste al Vinitaly

All’ultima edizione di Vinitaly, lo spumante Trentodoc si è riconfermato punta di diamante per l'intero settore agroalimentare. Ugualmente, la kermesse ha visto crescere anche vini e distillati.

“Stiamo vivendo un momento che segna la vera ripresa del settore – ha spiegato il presidente della Sezione

Alimentazione di Confindustria Trento Elio Pisoni -, nel quale soprattutto le bollicine trentine stanno trovando un apprezzamento mai visto prima".

Molte le aziende associate tra gli espositori della fiera: F.lli Pisoni , Ferrari-Gruppo Lunelli , Gaierhof , Vinicola Valdadige , Nosio del Gruppo Mezzacorona, Bertagnolli Distilleria e Distilleria Marzadro .

Anche la premier Giorgia Meloni ha sostato a lungo nel Padiglione trentino, esprimendo la propria attenzione per un settore molto importante, per non dire cruciale, dell'economia italiana. (cc)

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L’energia del legno

Eurolegnami, puntando su qualità e sostenibilità, ha attivato un sistema di recupero, che prevede il riutilizzo dei sottoprodotti di lavorazione come combustibile per la produzione di energia. Debortoli, titolare assieme alla sua famiglia di Eurolegnami Spa, leader in Trentino nella produzione di pallets. A Novaledo, dove ha sede la società, Fabrizio guida un’azienda da oltre 40 dipendenti, capace di gestire l’intera filiera del legno puntando su qualità e sostenibilità. “Tutto comincia con il recupero della materia prima nei boschi – spiega Fabrizio Debortoli – prelevando tronchi solo ed esclusivamente da foreste certificate Pefc, nel pieno rispetto dell’ambiente. I tronchi vengono segati direttamente nella nostra segheria, dove ricaviamo il semilavorato con cui otteniamo, attraverso il reparto di chiodatura e l’assemblaggio, il prodotto finito. A questo punto, prima dell’im-

pallets di alta qualità di ogni misura e caratteristica per tutti i settori dell’industria e per la logistica: le nostre tre linee di produzione, moderne e robotizzate, permettono una grande diversificazione del prodotto, che si concretizza in una vasta gamma di articoli in grado di supportare le richieste di ogni cliente”. Si esprime così Fabrizio

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"PRODUCIAMO

magazzinaggio, i pallets destinati all’esportazione vengono trattati termicamente oppure essiccati”. Tutto avviene presso lo stabilimento di Novaledo, dove l’attenzione è posta al recupero di tutti i sottoprodotti ricavati dalla segagione, fino alle quantità più piccole. Nulla viene buttato. “Abbiamo attivato – fanno sapere dall’azienda – un sistema di recupero, che prevede il riutilizzo dei sottoprodotti di lavorazione come combustibile per la produzione di energia. La segatura derivante dal taglio del legno viene utilizzata per la produzione di pellet e anche la corteccia viene utilizzata per scopi energetici, agricoli e per il giardinaggio”. La materia proviene dal Trentino. “Da alcuni anni – prosegue il titolare – riusciamo a soddisfare il nostro fabbisogno prelevando solo dalle foreste trentine. Dopo la tempesta Vaia ci siamo immediatamente messi in gioco, andando a recuperare legname in 29 Comuni del Trentino. Ci siamo dotati per questo di nuove superfici per lo stoccaggio, in particolare di un ampio piazzale irrigato, dove possiamo bagnare il legno per conservarlo più a lungo. Recentemente, abbiamo deciso di seguire le stesse modalità di recupero del legno con le piante colpite da bostrico. Alcuni anni fa dovevamo acquistare legnami dall’estero, per il momento non è più necessario”.

La posizione strategica, in Valsugana, consente a Eurolegnami un agevole accesso alle vie di comunicazione con molte altre regioni d’Italia. “Lavoriamo soprattutto nel Nord e nel Centro Italia. Il 95% del fatturato è realizzato per il mercato interno, il 5% per l’estero”.

Gli ultimi anni hanno segnato un percorso di crescita costante, dovuto anche al continuo rinnovamento delle strutture. “Nel 2018 abbiamo raddoppiato la nostra area produttiva, acquisendo una nuova unità immobiliare nei pressi dello stabilimento principale. Recentemente ci siamo impegnati nella costruzione di una nuova segheria, che permetterà di aumentare in modo significativo la nostra produttività. La nuova segheria sarà dotata di un impianto di ultima generazione per sfruttare meglio il legno: da un lato, andando a utilizzare il tronco in tutte le sue dimensioni, dall’altro, facendo emergere i profili qualitativi dei legnami che vengono lavorati. Questo ci consente, laddove troviamo un prodotto di qualità, di destinarlo a usi diversi”.

Alla base del business di Fabrizio Debortoli c’è una lunga tradizione familiare. Il padre di Fabrizio, Alberto, si era specializzato nel taglio di legnami nel dopoguerra e aveva avviato un’attività in Valsugana nel 1962. Con la costituzione di Eurolegnami, il passaggio generazionale si verifica nel 1990, quando Fabrizio, dopo aver appreso dal padre la passione per il legno, ha proseguito la tradizione. Fabrizio gestisce oggi l’azienda con la moglie Nadia e i figli Vania e Michele, la terza generazione. (adb)

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ABBIAMO IMMAGINATO UN FUTURO MIGLIORE. LO VOGLIAMO COSTRUIRE INSIEME A TE.

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La responsabilità di creare il futuro

Intervista a ORESTE BOTTARO, vicepresidente di Confindustria Trento con delega alla Transizione Digitale e Innovazione tecnologica.

TRANSIZIONE

digitale e innovazione tecnologica sono già da tempo priorità di Confindustria Trento, ma i grandi cambiamenti macroeconomici degli ultimi anni richiedono un nuovo cambio di passo. Qual è la direzione da intraprendere?

Il punto di partenza buono, il Trentino è certamente un territorio maturo in termini di innovazione, infatti siamo un territorio ricco di eccellenze imprenditoriali che hanno saputo innovare come pochi, insieme ad un ecosistema locale che

ha saputo coinvolgere e far crescere centri di ricerca ed università di prestigio internazionale. Questo quadro però è fondamentale non considerarlo una giustificazione per sentirsi “arrivati”. Ci sono ancora ampi spazi di miglioramento nel rapporto tra imprese e ricerca: nel concreto significa che ad oggi riusciamo a generare conoscenze scientifiche di estrema qualità, ma facciamo molta fatica a trasformarle in prodotti nuovi ed innovativi da offrire al mercato.

Dunque ci sono già le idee, l’obiettivo è metterle a terra con più efficienza… Esattamente. Vanno meglio indirizzati i processi di generazione del valore e su questo Confindustria Trento può essere protagonista, costituendosi quindi come un attivatore di progettualità dove sono gli imprenditori a pensare al miglior progetto di ricerca e sviluppo, per poi trovare una sponda essenziale nei centri di ricerca. Se questo processo funziona al contrario risulta inefficace. Utilizzando una metafora: l’impresa deve essere la scintilla delle idee, poi insieme si capisce come alimentare quel fuoco per trasformare la visione in prodotti concreti.

Nel contesto più generale l’Associazione a settembre presenterà la sua idea di “Società Trentino 5.0”, ossia la somma di transizione digitale e transizione sostenibile. Può spiegarci cosa significa?

Partiamo dalla digitalizzazione. In primis non commettiamo l’errore di pensare che sia materia ad esclusivo interesse dell’industria, qualsiasi tipologia di impresa dovrebbe confrontarsi con la tecnologia, essa è concreta opportunità per sviluppare migliori: idee, processi, dunque prodotti

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associazione
Oreste Bottaro di FEDERICO PESSOT, Comunicazione Istituzionale, Confindustria Trento

e servizi. Guardando all’industria, possiamo ancora esprime ancora molto, anche sul modo di fare le cose. Mi spiego prendendo come esempio il piano industria 4.0: una legge che ha dato incentivi fondamentali per stimolare molte aziende a fare investimenti, ma ad oggi non sappiamo quali siano i suoi veri risultati, non perché non ci siamo, ma perché non sono stati misurati. Quanto le aziende sono più produttive ed efficienti rispetto a prima? Oggi facciamo fatica ad avere dati oggettivi su questo, e se non parti da essi come fai a progettare (bene) il futuro? Parlare di transizione digitale non significa solo trovare la migliore tecnologia, ma anche i modi migliori per fare impresa.

Ed è solo a questo punto che si potrebbe parlare veramente di sostenibilità: come facciamo a ridurre il nostro impatto sull’ambiente se spesso non abbiamo dati dai quali sviluppare tecnologie adeguate per essere veramente sostenibili?

Parlando di digitalizzazione, frequentemente la si associa solo all’efficientamento produttivo, quando invece è un processo più complesso che coinvolge le aziende in modo più ampio. Coretto?

Certamente, partirei dall’evidenza empirica dove coloro che registrano i risultati migliori, anche nelle crisi, sono sempre le aziende che hanno investito di più in innovazione. E non potrebbe essere il contrario, ma purtroppo non tutti gli imprenditori hanno capito a pieno l’importanza strategica di questo. Culturalmente siamo legati ad una manifatturiera di terzismo quindi meno abituata al pensiero sul lungo termine, questo però non deve essere un alibi per non compiere il cambio di prospettiva dove i processi di ricerca e sviluppo sono da considerarsi pilastro fondante delle nostre aziende. Compiere dunque lo sforzo di staccarsi dalle esigenze immediate e togliersi la pretesa della certezza e immediatezza dei risultati: è l’attività più difficile, ma quella che ti fa raggiungere i risultati più soddisfacenti. Nella sintesi più estrema dobbiamo entrare nella mentalità di creare e non inseguire il futuro.

Un altro tema forte di Confindustria Trento è quello della cybersecurity, che si esprime nei vari accordi di sistema siglati negli scorsi mesi. In che modo ci colleghiamo a quanto detto fino ad ora?

Crediamo molto negli accordi sulla cybersecurity firmati insieme all’Università di Trento, alla Fondazione Bruno Kessler, a Trentino Digitale e alla Polizia di Stato, proprio perché convinti che sia un tema prioritario ed urgente intorno al quale generare massa critica. Non casualmente le interlocuzioni sono trasversali, in quanto è urgente creare nuove percezioni del fenomeno con lo sforzo di tutti gli attori del territorio. Per poi, da questa nuova consapevolezza, dotarsi degli strumenti tecnologici più adeguati e dunque, anche in questo caso, essere ulteriore occasione di innovazione.

Avendo anche messo tutti questi elementi al loro posto, rimane la difficoltà a trovare le persone con le competenze adeguate per sviluppare questi processi. Come riusciamo dunque a chiudere il cerchio?

Anche il punto da cui partire è ottimo: il Trentino oggettivamente quando si parla di attrattività possiede una delle carte migliori da giocare ovvero la qualità della vita. Dato questo presupposto è fondamentale investire in un welfare sviluppato e infrastrutture efficienti, e dunque in incentivi che allarghino il concetto di benessere legato al lavoro. Questo vuol dire assumere un ruolo attivo nell’offerta di servizi ai collaboratori attuali e potenziali. Contemporaneamente è necessario aggiungere un ulteriore tassello: oltre a offrire servizi di qualità, dobbiamo convincerci che le “belle teste” sono da ricercare in tutto il mondo, e non solamente nella valle accanto. È difficile sì, ma senza impegno e dedizione difficilmente possiamo ambire ad essere i primi della classe.

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Al via la XVIII edizione del Festival dell’Economia

6 Premi Nobel, 90 relatori del mondo accademico, 40 economisti, 35 relatori internazionali, 40 tra manager e imprenditori, 19 Ministri: In quattro giorni oltre 260 eventi.

le quattro tappe di avvicinamento di ‘Road to Trento’, che hanno portato i temi della manifestazione per la prima volta in una dimensione internazionale passando da Lugano a San Francisco, da Abu Dhabi a Johannesburg (con iniziative seguite in streaming da oltre 32.500 utenti collegati), lo scoiattolo torna a casa per svelare i protagonisti e le novità della XVIII edizione del Festival dell’Economia di Trento, in programma dal 25 al 28 maggio 2023 nell’innovativa e vincente formula che vede per il secondo anno il Gruppo 24 Ore insieme a Trentino Marketing nel ruolo di organizzatori per conto della Provincia Autonoma di Trento e con il contributo del Comune di Trento e dell’Università di Trento. Una quattro giorni imperdibile a cui prenderanno parte 6 Premi Nobel, 19 Ministri, oltre 90 relatori provenienti dal mondo accademico, 40 tra i più importanti economisti internazionali e nazionali, 60 rappresentanti delle più importanti istituzioni europee e nazionali, 35 relatori internazionali, oltre 40 tra manager e imprenditori di alcune delle maggiori imprese italiane e multinazionali. Il tema scelto per il Festival 2023 dal Comitato Scientifico presieduto dal Direttore del Sole 24 Ore

Fabio Tamburini – “Il Futuro del Futuro. Le sfide di un mondo nuovo” – dialoga in perfetta continuità con l’edizione 2022, che ha avuto come titolo “Dopo la pandemia e la guerra. Tra Ordine e Disordine” e in cui sono state analizzate la crisi della globalizzazione e la necessità di rivedere i modelli di sviluppo mondiali. Questo anno, in cui il Festival compie 18 anni di vita, la scelta è di dedicare le quattro giornate a riflettere sul futuro per analizzare le linee guida del cambiamento e le sfide del nuovo mondo di fronte alle guerre e ai cambiamenti della geopolitica, al rischio pandemie, all’emergenza energetica e climatica. A farlo durante i giorni di Trento, dal 25 al 28 maggio, saranno le menti più brillanti della scienza, opinion leader, esperti delle discipline più diverse, in dialogo con le personalità della politica, dell’economia e della società civile, alla ricerca di quella bussola che consentirà di trovare soluzioni adeguate.

La kermesse, dopo il grande successo riscosso nell’edizione 2022 per l’altissima partecipazione di relatori prestigiosi e di pubblico in presenza e in collegamento, si svolgerà con la collaudata formula a firma del Gruppo 24 Ore e del Sistema Trentino: un evento diffuso in tutta la città di Trento capace d’intrecciare bisogni e opportunità di imprese, istituzioni, giovani e famiglie attraverso un palinsesto che, accanto agli appuntamenti tradizionali del Festival, proporrà anche questo anno una nutrita agenda d’iniziative rivolte ad un pubblico ampio e trasversale. Il “FuoriFestival”, la grande novità introdotta nella scorsa edizione con alto gradimento da parte del pubblico più giovane e creativo, proporrà anche nel 2023 una ricca serie di appuntamenti speciali, culturali, didattici, ma anche trasversali e d’intrattenimento con il coinvolgimento di talent, creator e influencer seguiti dai giovani. Nell’ambito del Fuori Festival confermato anche “Economie dei Territori”, la serie di appuntamenti che dà voce alle imprese e istituzioni locali in un format di approfondimento delle realtà territoriali. Così come tornano in versione arricchita gli “Incontri con l’autore” con un ancora più ricco programma di presentazioni di libri in diverse punti della città e le diretteevento di Radio 24 in piazza Cesare Battisti che animeranno le giornate.

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DOPO

In un Festival che indaga il Futuro in prima linea non possono che esserci i giovani, interessati più degli altri a porre fondamenta solide su cui edificare il loro futuro. Per questo l’edizione 2023 propone un fitto programma di 15 eventi a loro dedicati sia all’interno del Festival sia all’interno del FuoriFestival per culminare con il “Festival dei giovani”, tre appuntamenti rivolti in particolare agli studenti delle scuole superiori trentine. Sempre studenti, ma universitari, saranno protagonisti di due eventi dove presenteranno contributi sui temi del Festival.

Un calendario che, insieme alle altre iniziative, compone il quadro di un Palinsesto complessivo

con oltre 260 eventi in quattro giorni, con le iniziative del Festival (37% di presenza femminile), di Economie dei Territori, di Incontri con l’Autore e del Fuori Festival che daranno vita a una manifestazione capace di unire l’anima accademica all’economia reale, con l’obiettivo di creare una accoglienza più inclusiva e partecipata per tutti i target interessati a comprendere gli importanti cambiamenti in atto e quali sono le sfide per il futuro e per tutti coloro che vorranno godere delle diverse e numerose attrazioni artistico culturali che offre la città di Trento. Tornerà in Piazza Duomo la libreria del Festival curata dall’Associazione librai del Trentino.

Gli eventi targati Confindustria Trento

All’interno del programma del Festival dell’Economia, Confindustria Trento è protagonista dell’organizzazione di alcuni importanti appuntamenti.

Di seguito il calendario degli eventi curati dalla nostra Associazione:

È cyberguerra: come stanno cambiando gli equilibri mondiali

Fondazione Caritro

25/05/2023, 9.30 – 10.30

Economia dei territori tra transizione e divari

Corridoio OCSE  25/05/2023, 14.00-16.00

INNOVATION DAYS 2023

Fare Rete per essere competitivi

Itas Forum

26/05/2023, 10.00-15.00

Un’economia migliore grazie all’intelligenza artificiale

Fondazione Caritro  27/05/2023, 17.30 – 18.30

Conversazione Spettacolo con Alessandro Garofalo

(Il Chiodo d’oro. Come si intercettano le tendenze? Conversazione con un trend setter)

Sala Marangonerie, Castello Buonconsiglio

27/05/2023, 20.30

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Agevolazioni per elettricità e gas

Assoenergia è riuscita ad assicurare all imprese addrenti al consorzio risparmi del 30% per l’energia elettrica e del 45% per il gas. Il beneficio è sato di 29 milioni di euro

RISPARMI

del 30% per l’energia elettrica e del 45% per il gas rispetto al prezzo di mercato: è quanto è riuscita ad assicurare Assoenergia alle aziende aderenti al Consorzio presieduto da Mario Dorighelli. I numeri sono stati valorizzati nel corso dell’assemblea del Consorzio, convocata nei giorni scorsi a Palazzo Stella. Accanto al presidente Dorighelli e al direttore generale di Confindustria Trento, Roberto Busato il presidente degli industriali, Fausto Manzana, ha evidenziato le ottime prestazioni del Consorzio, pur nel corso delle violente ed inaspettate escalation dei prezzi delle commodities durante tutto il 2022. “Il delta di 100 euro tra Consorzio e mercato – ha spiegato Manzana – , pari al 30% in meno, ha permesso a consuntivo un risparmio di 22,67 milioni di euro per la sola energia elettrica. Quanto al gas, nell’anno termico 2021-2022, la protezione del prezzo con una quota a prezzo fisso del 50% a 26,5 euro cent/Smc ha permesso di ottenere un prezzo medio di Assoenergia di 77,6 €cent/Smc contro l’1,29 euro del mercato. Si parla in questo caso del 45% in meno, per un risparmio di 6,19 milioni di euro per le aziende. In termini complessivi, per le aziende il beneficio è

stato di circa 29 milioni di euro. Anche il gruppo di acquisto di Confindustria Trento ha potuto in parte beneficiare di questi vantaggi”.

Nel corso dell’Assemblea, i soci hanno anche eletto un nuovo componente del Consiglio di Amministrazione: si tratta di Paolo Felicetti, Pastificio Felicetti Spa, azienda consorziata con elevati consumi di gas naturale.

L’Assemblea ha infine approvato il bilancio consuntivo 2022 e il bilancio di previsione 2023, nel quale è previsto un aumento del budget necessario a potenziare la struttura con una seconda risorsa che verrà impiegata a partire dalla seconda metà dell’anno: una necessità dovuta alla sempre maggiore urgenza di un presidio dei temi del Consorzio, anche a favore di una platea sempre più larga di imprese associate a Confindustria Trento.

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Rendicontare la sostenibilità

La Corporate Sustainability Reporting Directive introduce importanti novità di cui tenere conto per rendicontare e comunicare gli impatti, i rischi e le opportunità legati ai temi Environmental, Social, Governance.

in tema di reporting di sostenibilità con l’entrata in vigore, il 5 gennaio scorso, della nuova direttiva europea relativa alla comunicazione societaria sulla sostenibilità: la Corporate Sustainability Reporting Directive, in sigla Csrd. Si tratta di una sistematizzazione necessaria per avviare il processo di transizione sostenibile per il raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050, posto dall’Unione europea con il Green Deal europeo. In questo contesto è cruciale il ruolo e l’impegno delle aziende nel rendicontare e comunicare gli impatti, i rischi e le opportunità legati ai temi Esg (Environmental, Social, Governance). Di seguito le principali novità introdotte dalla Direttiva.

Nuovo nome della Dichiarazione Non Finanziaria (Dnf)

La Dichiarazione di carattere non finanziario viene sostituita dall’Informativa di sostenibilità.

Estensione dell’ambito di applicazione dell’informativa alla sostenibilità

La Direttiva amplia il raggio di realtà soggette a redigere una rendicontazione non finanziaria: l’ambito di applicazione si estende a tutte le imprese di grandi

dimensioni, indipendentemente dal fatto che siano quotate o meno, con più di 250 dipendenti, fatturato superiore a 40 milioni di euro oppure il cui totale di bilancio annuo superi i 20 milioni di euro; a tutte le Pmi quotate sui mercati europei ad eccezione delle microimprese (con meno di 10 dipendenti e con fatturato o bilancio inferiore a 2 milioni di euro). Per quanto riguarda le tempistiche, la direttiva si applica:

■ dal 1° gennaio 2024 alle imprese già soggette ad obbligo di rendicontazione.

■ dal 1° gennaio 2025 a tutte le grandi imprese attualmente non soggette ad obbligo.

■ dal 1° gennaio 2026 alle Pmi quotate e agli enti creditizi piccoli e non complessi.

European Sustainability Reporting Standards (Esrs) ed estensione dei contenuti

La direttiva introduce l’obbligo di rendicontare secondo gli European Sustainability Reporting Standards (Esrs), in elaborazione da parte dell’Efrag, lo European Financial Reporting Advisory Group e la cui adozione è prevista entro il 30 giugno 2023. Per le Pmi saranno realizzati degli standard specifici in modo da applicare un regime semplificato in base alle dimensioni. Sono ampliati i temi da includere nella rendicontazione, in coerenza con la tassonomia europea degli investimenti sostenibili (Regolamento Ue 2020/852).

La doppia materialità

La Csrd introduce il principio della doppia materialità: le imprese devono comunicare informazioni necessarie alla comprensione del modo in cui le questioni di sostenibilità influiscono internamente ed esternamente all’azienda.

Assurance

La Direttiva prevede che tutte le imprese dovranno soddisfare una certificazione limitata delle informazioni sulla sostenibilità comunicate (limited assurance) al fine di garantirne la coerenza con quanto prescritto. La prospettiva è quella di introdurre,

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CAMBIAMENTI di LAURA RICCI, Linfa Consulting e consulente Assoservizi

in una fase successiva, l’obbligo di chiedere una reasonable assurance più articolata e rilasciata da parte di un soggetto terzo abilitato.

Digitalizzazione

Per favorire la trasparenza e la reperibilità delle informazioni, le imprese soggette alla normativa devono pubblicare il report e la relazione sulla gestione in formato digitale. Sarà quindi creato un database europeo: l’Esap, lo European Single Access Point, una piattaforma che garantisce l’accesso gratuito.

In conclusione, la nuova direttiva europea rappresenta sicuramente un’opportunità per le imprese di integrare nella strategia i temi Esg, riducendo i rischi ad essi correlati, misurando gli impatti generati e le ricadute della sostenibilità internamente ed esternamente all’azienda, incrementando la resilienza e la capacità di innovare facilitando la transizione verso un’economia sostenibile.

Master “Sustainability manager e practitioner”

“Sustainability manager e practitioner” è il titolo del master organizzato da Assoservizi di Confindustria Trento e da Ctm di Assoimprenditori Alto Adige, con l’obiettivo di formare professionisti capaci di sensibilizzare le aziende ai temi della sostenibilità sul territorio provinciale. Il percorso è partito il 20 ottobre scorso e, una volta a settimana per 4 ore, ha visto il susseguirsi di tre moduli: economico-finanziario (24 ore), sociale (20 ore) infine ambientale (16 ore). Ogni partecipante aveva la possibilità di iscriversi anche a un singolo modulo; l’intero Master è stato inoltre pensato in full remote con la possibilità di recuperare in maniera asincrona (per un periodo di tempo limitato) quelle lezioni a cui non era stato possibile assistere.

Il 28 febbraio si è tenuta l’ultima giornata del percorso: per l’occasione, la lezione è stata realizzata in presenza presso l’azienda Rothoblaas di Cortaccia, con un momento conviviale di networking per i 19 partecipanti. Ospiti d’onore, oltre a Peter Lang, socio fondatore di RothoBlaas, che ha aperto l’incontro, anche Mauro Franzoni, presidente di Levico Acque, e Monica Girelli, Csr delegate di Schwabe Pharma Italia.

Visto il grande successo di questa prima edizione, sia per numero di iscritti sia per i tanti riscontri positivi ricevuti, Assoservizi ha messo in cantiere una riedizione del master.

Per informazioni

Assoservizi

Mario Pelanda

m.pelanda@confindustria.tn.it

T 0461 360004

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I flussi finanziari tra Italia e Ue

Grazie alle risorse del Pnrr il nostro Paese per il secondo anno consecutivo ha ricevuto dalla Ue più di quanto ha versato. Ma è davvero una buona notizia?

il secondo anno consecutivo, grazie ai fondi del Pnrr, l’Italia entra a pieno titolo nel club dei partner europei definiti “beneficiari netti” in quanto riceve dall’Unione europea più di quanto versa, al pari di Polonia, Ungheria e Romania.

Germania e Francia, facendo registrare il segno meno, rimangono invece nel novero dei “contributori netti”.

Questo è quanto emerge dalla relazione annuale 2022 della Corte dei Conti, un corposo report che si concentra sui rapporti finanziari Italia-Ue e sull’utilizzo dei fondi europei.

Risulta pertanto che nel 2021 l’Italia ha versato 18,1 miliardi di euro di risorse proprie al bilancio dell’Unione che, sul versante opposto, ha destinato al nostro Paese risorse che ammontano a 26,7 miliardi di euro attraverso la Pac (la politica agricola comune) e i vari fondi strutturali come il Fesr (Sviluppo regionale) e il Fse (Fondo sociale).

È bene però precisare che dei 26,7 miliardi, ben 10,2 sono legati al Pnrr, il fondo straordinario creato per rispondere alla pandemia di Covid-19 e che durerà “soltanto” fino al 2026, permettendo al nostro Paese di avere più margini di investimento per rilanciare lo sviluppo senza peggiorare il debito pubblico.

Il bottino è quindi pari a 8,6 miliardi di euro (l’anno precedente era di 3 miliardi).

I magistrati contabili registrano un aumento di risorse che è più del doppio rispetto al 2020, quando le assegnazioni all’Italia avevano raggiunto la cifra di 11,6 miliardi. Il saldo positivo, dunque, nasce essenzialmente dal Pnrr. Senza quest’ultimo, infatti, il nostro Paese sarebbe ancora un contributore netto, anche se con un margine negativo decisamente ridotto rispetto a quelli registrati negli anni passati: se nel 2020, la bilancia

pendeva a sfavore dell’Italia per 6,6 miliardi, nel 2021 (al netto del Pnrr) tale margine si è ridotto a 1,6 miliardi. Si tratta di una buona notizia? L’Italia è la seconda manifattura d’Europa e uno dei Paesi fondatori dell’Ue. Nella geografia dell’Unione, i contributori netti sono gli Stati più ricchi e quindi più forti politicamente: vale a dire Germania, Francia, Paesi Bassi, Austria, Danimarca, Svezia, Finlandia. Lo status di “beneficiario netto” non è quindi una cosa del tutto positiva, ma la fotografia di un Paese più povero. Si dovrebbe quindi sperare che si tratti di un’eccezione, legata al Pnrr e all’impatto del Covid.   Ma a chi vanno i soldi europei? Come anticipato, ai primi posti ci sono Polonia, Romania e Grecia, seguiti da Spagna, Portogallo e Ungheria. Nel club dei contributori netti troviamo, in ordine, Germania, Francia, Paesi Bassi e Svezia. Se vogliamo, è la rappresentazione grafica dell’Europa a due velocità, che evidenzia sempre di più le disparità di sviluppo fra Regioni e Stati membri che la cosiddetta politica di coesione, grazie ai fondi strutturali, dovrebbe ridurre.

Fonte: elaborazione della Corte dei conti su dati della Commissione europea

Nei versamenti l'importo delle Entrate amministrative non è riportato per Stati Membri, ma solo per totale generale **Con esclusione della "Rubrica 7 - Amministrazione pubblica europea": per

Nella tabella 8 i periodi sono stati aggregati in ragione del QFP di riferimento per il 2014-2020, mentre il periodo 2015 –2021 individua una aggregazione che tiene conto dell’incidenza del NGEU in confronto ai valori del quinquennio antecedente alla sua

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PER
di GIANLUCA FEDRIZZI, Finanza Agevolata, Confindustria Trento RAPPORTI FINANZIARI TRA L’ITALIA E L’UNIONE EUROPEA
Valore assoluto Variaz. % Valore assoluto Variaz. % Valore assoluto Variaz. % Valore assoluto Variaz. % Valore assoluto Variaz. % Valore assoluto Variaz. % Valore assoluto Variaz. % Versamenti* 16.486,7 1,8% 15.714,7 -4,7% 13.840,3 -11,9% 17.032,1 23,1% 16.799,2 -1,4% 18.180,4 8,2% 18.104,1 -0,4% Accrediti totali** 12.079,1 15,7% 11.323,4 -6,3% 9.517,3 -16,0% 10.131,4 6,5% 11.175,0 10,3% 11.661,2 4,4% 26.724,5 129,2% Accrediti** 12.080,1 115,7% 11.324,4 93,7% 9.518,3 84,0% 10.132,4 106,5% 11.176,0 10,3% 11.662,2 4,4% 16.526,5 41,7% Accrediti NextGenerationEu 10.198,0 SALDO NETTO -4.407,6 -4.391,3 -4.323,0 -6.900,7 -5.624,2 -6.519,2 8.620,4 Variazione % del saldo netto -23,4% -0,4% -1,6% 59,6% -18,5% 15,9% -232,2% SALDO NETTO CUMULATO 2015-2021 EU-28 EU 27 2015 2016 2017 2018 2019 2020 2021 -23.545,6
Tabella 7b – Saldo netto tra versamenti e accrediti Italia-UE nel periodo 2015-2021 (con importi NextGenerationEu) (milioni di euro)
l'Italia (219,1 milioni di euro)
*

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L’oro blu del XXI secolo

Il 22 marzo si celebra la Giornata mondiale dell'acqua. L'Associazione ha deciso di dedicare due pagine ad un bene riconosciuto come un diritto umano universale, di cui spesso ci si dimentica del grande valore.

2010 è stato l’anno che ha visto l’Assemblea generale dell’Onu e successivamente il Consiglio dei diritti umani riconoscere l’acqua come un diritto innegabile per l’uomo. Per tradurre in azioni concrete questo proposito, nel 2015, le Nazioni Unite hanno inserito nell’Agenda 2030 ben due obiettivi – numero 6 e 14 – per tutelare la risorsa acqua e per colmare il gap esistente tra i Paesi industrializzati e quelli in via di sviluppo nel garantire a chiunque l’accesso all’acqua potabile. Al 2020, solo 3 persone su 4 in tutto il mondo hanno accesso ad acqua potabile gestita in modo sicuro e a 1 persona su 10 non è garantito neanche il servizio più basico di accesso alla risorsa. Negli ultimi anni, la popolazione che ha accesso alla risorsa è in aumento – leggero – ma, in parallelo, la sua disponibilità parrebbe in diminuzione, tanto che l’Onu sostiene che negli ultimi 300 anni sono andati perduti circa l’85% delle zone umide del pianeta. Diversi segretari delle Nazioni Unite hanno più volte ribadito come le guerre del XXI secolo non scoppieranno più per l’oro nero (petrolio), ma per l’oro blu (acqua) perché è importante ricordare che l’acqua dolce è una risorsa finita (il 2.5% dell’acqua di tutto il pianeta è dolce ma soltanto lo 0.007% è realmente fruibile). Non a caso, ci accorgiamo della sua limitatezza nei periodi di siccità, che con sempre meno aleatorietà e più veemenza colpiscono molti Paesi del globo, tra cui l’Italia. La crisi siccitosa che ha investito lo scorso anno la Penisola risulta essere la peggiore degli ultimi 70 anni, avendo fatto registrare un primo semestre con le temperature più calde mai rilevate (+2.7°C rispetto ai valori consueti) e una drastica riduzione delle precipitazioni (-48% rispetto alla media dello stesso periodo). In questo inizio 2023, il fenomeno siccitoso non sembra es-

sere rientrato, tanto che in pianura Padana mancano all’appello circa 50 giorni di pioggia per ripristinare lo status quo (il diluvio universale della Bibbia durava 40 giorni). Fortunatamente, l’Italia risulta tra i cinque Paesi Ue con maggiori apporti meteorici, secondo dati Istat, con una media annua nel periodo 1991-2020 di 943 mm di pioggia (285 miliardi di mc di acqua), di cui si stima che il 53% sfugge per evapotraspirazione e il restante 47% incrementa le riserve della Nazione. Se la Natura sta diventando sempre meno clemen-

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Figura 1: Statistiche ISTAT 2019-2021 sulle anomalie della precipitazione, in occasione della “giornata mondiale dell’acqua 2022”. Fonte: ISTAT.
IL
di GIANLUIGI SALVAGNO, Economia d'impresa, Confindustria Trento

Figura 2: Statistiche

ISTAT 20192021 sulle reti di distribuzione dell’acqua dei capoluoghi di provincia, in occasione della “giornata mondiale dell’acqua 2022”.

Fonte: ISTAT.

te nei confronti degli impatti antropici e ostacola l’uomo nell’accesso all’acqua, l’uomo, d’altronde, non limita quei comportamenti che non salvaguardano questa preziosa risorsa. Dal report Istat 2023 sull’acqua emerge che nel 2020 vengono per-

si 2,1 litri di acqua per ogni 5 litri immessi nelle reti di distribuzione. Alla vetustà e alla inefficiente ricerca perdite nelle reti, come se non bastasse, va sommata anche una tariffa corrisposta per il bene che è tra le più basse del Vecchio Continente (2.08 €/mc secondo dato Ansa) trasmettendo all’utente finale medio una concezione di una risorsa pressocché illimitata e di scarso valore. Lo spreco di acqua costringe poi a operare misure di razionamento della risorsa, tanto che, nel 2021, il report Istat evidenzia come 15 comuni tra i comuni capoluogo di provincia/città metropolitana sono stati costretti ad applicare delle restrizioni per alcuni periodi dell’anno (valore in aumento rispetto agli 11 comuni nel 2020). A conclusione dell’articolo, proprio perché i primi passi per la riduzione degli sprechi partono dal singolo individuo, è interessante citare i consigli dispensati dalla campagna di sensibilizzazione del Governo italiano per il risparmio idrico (altresì, per chi è interessato, esiste il più completo icosalogo dell’Enea, la cui lista è disponibile sul loro sito web):

• non lasciare scorrere inutilmente acqua dal rubinetto;

• utilizzare lavatrici e lavastoviglie solo a pieno carico;

• ottimizzare l’uso dell’acqua corrente e utilizzare, ove possibile, acqua riciclata;

• verificare che non ci siano perdite negli impianti.

Da acqua salata ad acqua potabile

Soprattutto nei Paesi in cui la disponibilità di acqua è scarsa, come nelle aree del Medio Oriente, da decenni è pratica diffusa di attingere acqua marina trasformandola in acqua potabile. Si parte da normalissima acqua salmastra (meno sale c’è e più il processo risulta economico), si eliminano i corpi estranei e grossolani e tramite osmosi inversa, forzando con l’ausilio di compressori il passaggio del liquido attraverso una membrana semimpermeabile, si ottiene acqua desalinizzata, a cui successivamente andranno aggiunti i minerali per renderla perfettamente potabile. Il processo non è ancora a buon mercato, motivo per cui viene utilizzato solo in quei Paesi dove c’è un’alta disponibilità economica. Una nota a margine, che meriterebbe un approfondimento, riguarda la salamoia di scarto del processo, che ha una concentrazione di sale elevatissima e risulta tossica se rilasciata tal quale nel mare.

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IL FUTURO DEL FUTURO.

Le sfide di un mondo nuovo

Un nuovo sito per Confindustria Trento

Un progetto nato dall’impegno quotidiano nel voler accompagnare le aziende nella loro crescita, anche attraverso strumenti personalizzati di informazione tecnica.

IL

2 marzo 2023 è stato il giorno in cui il sito di Confindustria Trento ha cambiato veste: nella grafica – in linea con l’immagine coordinata dell’Associazione – e soprattutto nelle funzionalità con una nuova area riservata dover poter personalizzare la propria comunicazione con l’Associazione.

Una scelta e un progetto nato dall’impegno quotidiano nel voler accompagnare le aziende nella loro crescita, anche attraverso strumenti che mettono a disposizione informazioni qualificate per valorizzare il loro potenziale. Tra i suoi elementi fondanti una nuova area riservata, in linea con tutte le esigenze della digitalizzazione, all’interno della quale è possibili attingere con tempestività a informazioni tecniche per la migliore gestione d’impresa. Contenuti, questi, esclusivi e riservati a tutti gli imprenditori e collaboratori delle aziende associate.

Ma quali sono le principali novità?

Già da qualche settimana ogni utente può scegliere di ricevere comunicazioni specifiche suddivise in 15 canali tematici differenti che coinvolgono trasversalmente tutti gli ambiti del management

dell’azienda. Questo significa sia uno spazio sul web per consultare queste informazioni, ma anche alla mattina una email riepilogativa di tutte le novità del giorno precedente. Insieme a queste novità, coerentemente con i servizi offerti da Confindustria Trento, vengono proposti tre nuovi canali: Finanza d’Impresa: per un confronto efficace con il mondo del credito; Comunicazione e Marketing: per le convezioni e le occasioni di visibilità offerte dall’Associazione; Territorio, Infrastrutture e mobilità: per le novità sulla mobilità e la pianificazione urbanistica.

Guardando invece alla navigazione dei contenuti pubblici, l’architettura delle informazioni a disposizione è stata riprogettata per valorizzare al meglio i tre pilastri di Confindustria Trento:

■ Le pagine dedicate ai servizi: un ventaglio di 14 aree di intervento grazie alle quali l’Associazione fornisce consulenze personalizzate per la migliore gestione d’impresa. Dove, allo stesso tempo, semplifica l’accesso alle migliori competenze presenti sia a livello territoriale che nazionale.

■ Le pagine dedicate alla rappresentanza: grazie alle pagine

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dedicate alla governance adesso è possibile visualizzare in maniera più veloce ed efficace le persone che guidano l’Associazione nella rappresentanza verso gli stakeholder esterni di interessi e bisogni comuni all’industria trentina.

■ Le pagine dedicate al networking: con due spazi riservati agli eventi – assemblee interne e appuntamenti aperti a tutti – così da mettere in luce tutte le opportunità dove conoscere, non solo le 500 associate a Confindustria Trento, ma anche tutto il network che l’Associazione è in grado di attivare.

Insieme a questa nuova organizzazione dei contenuti sono stati anche meglio concettualizzati i servizi legati all’informazione:

■ Il Centro Studi: dove trovare i resoconti con gli indicatori strutturali e congiunturali dell’economia locale, nazionale e internazionale.

■ La rassegna stampa quotidiana: composta da tutti gli articoli di interesse provenienti dagli organi di stampa locali e nazionali. Il tutto direttamente consultabile da web.

■ Il Trentino Industriale: con un archivio dove leggere tutte le edizioni dello storico bimestrale di Confindustria Trento.

■ Il Podcast settimanale: dove iscriversi al “diVenerdì sera” il podcast che racconta settima-

nalmente tutte le maggiori novità provenienti dall’Associazione.

Gli elementi nuovi si concretizzano anche in contenuti già presenti da prima, ma diventati meglio raggiungibili. È l’esempio della “Vetrina delle Imprese”, un vero e proprio raccoglitore delle aziende associate suddivise per territori e sezioni merceologiche. Anche questo un modo per far risaltare la diversità e la trasversalità del comparto industriale trentino. E, perché no, un modo veloce dove cominciare a trovare con facilità il partner giusto per il tuo prossimo progetto. Con questo spirito non poteva infine mancare un luogo destinato alle 46 convenzioni riservate alle associate e ai loro collaboratori suddivise in 10 categorie di prodotti.

Tante dunque le novità proposte, nel solco di quello che ambisce a diventare un rinnovato spazio di connessione per stimolare la nascita di progettualità sempre nuove. Cosa manca?

Scopri da te tutto questo: scannerizza il qr code e buona navigazione!

Tutti i canali del nuovo notiziario tecnico

Il notiziario tecnico è un servizio offerto da Confindustria Trento per informare tempestivamente le aziende riguardo a tutte le novità con informazioni qualificate che coinvolgono la gestione d’impresa.

Questi tutti i 15 canali tematici messi a disposizione:

• Agevolazioni e incentivi alle imprese

• Ambiente e Sostenibilità

• Appalti

• Comunicazione e Marketing

• Diritto d’Impresa

• Energia e Fonti Rinnovabili

• Finanza d’impresa

• Fisco e Tributi

• Formazione ed Education

• Innovazione e digitalizzazione

Sei un collaboratore di un’azienda associata e vuoi iscriverti?

• Lavoro e Welfare

• Mercati esteri e dogane

• Salute e sicurezza sul lavoro

• Territorio, Infrastrutture e mobilità

• Trasporti e Logistica

Vai al link: https://www.confindustria.tn.it/it/iscrizione-al-notiziario-tecnico/ e richiedi l’attivazione del tuo account.

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Progettare le filiere del domani

La New Space Economy offre benefici concreti sfruttando i dati satellitari nelle attività agricole, in meteorologia, nella pesca, ma anche nelle assicurazioni, nella finanza, nell’energia e nella sanità.

pensiamo allo spazio e all’economia che ci ruota attorno, non possiamo che pensare a organizzazioni governative come Nasa e Esa, e più di recente alle grandi multinazionali come Space X e Virgin Galactic. Nel 2021 il settore aerospaziale è arrivato a valere 370 miliardi di dollari e si stima proseguirà la sua corsa con una crescita del +74% entro il 2030, anno in cui dovrebbe raggiungere i 642 miliardi di dollari (Figura 1). Se andiamo a spacchettare i contributi troviamo un settore globale composto da 130 agenzie governative, 150 centri di ricerca e sviluppo e più di 10mila aziende.

La nostra analisi volge proprio sulle circa 10mila imprese che per competenza lavorano nel campo aerospaziale. La filiera che si crea attorno a questo settore permette a migliaia di piccole e medie imprese, anche italiane, di beneficiare dell’indotto. Principalmente il ritorno è stato (e continua ad essere, almeno nel breve termine) quello dello spin-off aerospaziale, quel processo per cui molte delle tecnologie prodotte per l’impiego extra-atmosferico trovano rapidamente un utilizzo anche in comparti economici e attività pratiche più tradizionali. In tal senso le aziende che sviluppano

tecnologie di questo livello riescono ad elevare i propri standard qualitativi e produttivi, entrando in settori industriali nuovi e a più alto valore aggiunto.

Non si tratta quindi di un viaggio nel futuro in cui andremo a vivere sulla Luna o sfrutteremo i minerali marziani. La Space economy è qualcosa di molto più concreto e attuale, in grado di offrire benefici “terrestri” sfruttando i dati satellitari nelle attività agricole, in meteorologia, nella pesca, ma anche nelle assicurazioni, nella finanza, nell’energia e nella sanità. Le tecnologie spaziali possono inoltre contribuire agli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda Onu 2030 come ad esempio aiutando a sviluppare l’internet satellitare che potrebbe creare opportunità di sviluppo inclusivo ed eliminare il divario digitale fra aree ad alta e bassa connettività.

Vista la competenza di numerose aziende trentine nei comparti che per competenza possono intrecciarsi con l’economia dello spazio, è stato organizzato un evento da parte dell’Associazione a Palazzo Stella, dove davanti a più di 40 aziende sono state esposte le opportunità offerte dai fondi del Pnrr nell’ambito della Space Economy. Si stima infatti che saranno messi a disposizione 2,3 miliardi, di cui 1,5 miliardi dalla Rrf europea e 800 milioni da fondo complementare. L’appuntamento è stato organizzato da Confindustria Trento con Università di Trento e Fondazione Bruno Kessler, in collaborazione con Thales Alenia Space Italy, società leader in Europa nel settore dell’aerospace. Alcune aziende trentine collaborano già in questa particolare filiera produttiva. Alfredo Maglione, Ceo di Optoi, parla così della propria esperienza: “Le tecnologie aerospaziali non devono essere concepite come dispositivi lontani dalla quotidianità delle nostre imprese ma al contrario, grazie ai loro elevati standard di progettazione e affidabilità, offrono nei fatti soluzioni innovative per il miglioramento dei processi e dei prodotti legati all’industria.” L’economia spaziale spinge la digitalizzazione, creando l’infrastruttura necessaria all’innovazione digitale in molti ambiti e contribuendo a ridurre il digital divide attraverso l’Internet satellitare, innova i modelli di business, attirando un numero crescente di startup capaci di raccogliere 4,8 miliardi di dollari

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QUANDO di DANIELE BERTI, Area Innovazione, Confindustria Trento

di finanziamenti a livello internazionale nel solo 2020. Consente, inoltre, di offrire nuovi servizi innovativi, con sperimentazioni in diversi settori tradizionali come sanità, agricoltura, utility, assicurazioni, logistica e trasporti, e in altri di frontiera, come lo space mining e il turismo spaziale. La Space economy inoltre funge da aggregatore, spingendo a collaborare, in vario modo e a vario titolo, i territori, gli stati, le imprese, i centri di ricerca e le università. L’Italia, insieme a Francia e Germania, è uno dei Paesi più sviluppati in questo ambito, a livello europeo e mondiale. E quello aerospaziale è un settore anti-ciclico, che non co-

nosce crisi, in grado di dare un contributo molto importante alla ricerca e innovazione del nostro Paese

L’unione fra le tecnologie spaziali e digitali produrrà trasformazioni radicali a livello industriale, innovando processi, prodotti e servizi, modelli di business, e portando alla nascita di nuove imprese e all’ingresso di nuovi attori tradizionalmente non legati all’industria dello spazio. Le imprese che riusciranno a coglierne le opportunità aumenteranno la propria competitività sui mercati globali e saranno più capaci di rispondere ai bisogni futuri della società.

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Fonte: EUROCONSULT

Fondimpresa Trento, un anno da record

L’esercizio 2022 è il migliore di sempre con 407 piani presentati e ben 7.281 lavoratori coinvolti. Lunelli: “I numeri testimoniano il grande lavoro dell’Articolazione e la consapevolezza del valore delle competenze”.

convegno organizzato nel novembre 2022 per il quindicesimo anniversario di Fondimpresa Trento, sono stati presentati i numeri complessivi che, anno per anno dalla costituzione dell’Articolazione Territoriale, ne hanno decretato il successo. Non fa eccezione il 2022. Nel corso della annuale Assemblea di approvazione del bilancio, il presidente Marcello Lunelli ha riportato numeri record.

L’esercizio 2022 è stato infatti caratterizzato da un risultato tanto positivo da essere il migliore di sempre con 407 piani presentati e ben 7.281 lavoratori coinvolti. La spesa finanziata sul Conto Formazione è stata di 2.815.788 euro, su un preventivo di 4.640.170 euro, di cui 1.699.678 euro di risorse proprie delle aziende, prevalentemente corrispondenti al costo del lavoro del personale coinvolto nelle azioni formative.

“I numeri sono importanti – afferma Marcello Lunelli – perché testimoniano il grande lavoro che l’Articolazione svolge, ma sono contemporaneamente evidenza di quanto, grazie a Fondimpresa, sia aumentata nel contesto trentino la consapevolezza del valore delle competenze”.

Le competenze dei lavoratori e dei datori di lavoro rappresentano, d’altra parte, un patrimonio

fondamentale per la crescita e lo sviluppo dell’economia e non solo.

Il valore delle competenze per lo sviluppo è molto elevato e si estende dalla crescita personale e professionale alla promozione dell’innovazione, dello sviluppo economico e sociale. Le competenze possono favorire la capacità di adattamento e la resilienza delle organizzazioni, oltre ad affrontare le sfide sociali e promuovere il benessere delle comunità.

“Per noi – aggiunge Lunelli – l’idea di fondo vincente è da sempre quella di strutturare opportunità formative garantite da una gestione bilaterale tra parti datoriali e sindacali, grazie alle quali si è in grado di valorizzare allo stesso tempo il ruolo delle imprese, dei lavoratori e dei loro rappresentanti”.

Fondimpresa Trento dimostra sempre di più di essere sul territorio il “luogo” che facilita e presidia il raggiungimento di tali obiettivi nel citato modello, disegnato dalle Parti Socie, ovvero dai rappresentanti dei datori di lavoro e dei lavoratori, Confindustria Trento, Cgil, Cisl e Uil del Trentino. Competenze e bilateralità, nei fondi interprofessionali sono elementi chiave per garantire la qualità dei servizi offerti e l’adeguatezza delle competenze dei lavoratori alle esigenze e alle sfide del mercato del lavoro. La collaborazione tra le parti interessate è fondamentale per una gestione efficace e una risposta tempestiva a tali sfide.

TRENTINOINDUSTRIALE.COM | FEB-MAR 2023 59 education
NEL
407 Piani presentati • 386 Piani ordinari • 21 Piani con Avvisi 2.940.492 Euro Finanziamenti richiesti al netto del costo del lavoro a carico azienda 7.281 Lavoratori coinvolti 106.136 Ore di formazione previste
ANNO 2022

Parola d’ordine: SICUREZZA

dispositivi di sicurezza dotati di sensori intelligenti che, installati sul mezzo, permettono di rilevare potenziali ostacoli/operatori all’interno di un raggio di prossimità predefinito, di sistemi di fleet management e analisi dei big data che comunicano, raccolgono dati e avviano, all’occorrenza, alert o azioni correttive automatizzate e di carrelli a guida autonoma che movimentano e stoccano la merce evitando automaticamente qualsiasi collisione.

Il gruppo Piazzalunga, di cui fa parte Cemiat, ha iniziato a collaborare con enti pubblici per la stesura di un manuale dedicato alla sicurezza degli operatori sull’utilizzo dei carrelli elevatori. Un’iniziativa nata non solo per sensibilizzare le aziende sul corretto uso di questi macchinari (e di conseguenza per

migliorare le misure di sicurezza all’interno di un’azienda) ma anche per invertire una tendenza divenuta purtroppo sempre più abituale negli ultimi anni ovvero la crescita del numero di incidenti a bordo dei carrelli elevatori.

I sistemi di sicurezza a supporto dell’operatore, del resto, rappresentano da sempre una priorità per il gruppo Piazzalunga Cemiat. Non è un caso, dunque, se l’azienda con sede in provincia di Trento, abbia sempre più integrato all’interno del proprio portafoglio aziendale anche una gamma di dispositivi altamente tecnologici pensati per aumentare la sicurezza nell’ambiente di lavoro riducendo i fattori scatenanti gli incidenti tipici che coinvolgono i mezzi di movimentazione. Parliamo di

“Oggi - ci hanno raccontato Luana Piazzalunga e Giuseppe Castagneto, CEO e Co-CEO del gruppo Piazzalunga Cemiatesistono dispositivi ottico/acustici in grado di segnalare la presenza o la prossimità di un carrello elevatore, il rischio di potenziali collisioni/ avvicinamento ad un ostacolo o capaci di limitare performance/ funzionalità in determinate aree o condizioni d’utilizzo. Soluzioni molto all’avanguardia impreziosite dalla tecnologia Toyota, la prima azienda del settore ad integrare la tecnologia telematica nei carrelli da magazzino elettrici come dotazione di serie. Il sistema UWB Anticollision così come il sistema I_Site, per esempio, consentono di migliorare in modo significativo la sicurezza sul posto di lavoro”.

60 informazione pubblicitaria TRENTINOINDUSTRIALE.COM | DIC 2022-GEN 2023
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Focus sull’imprenditoria femminile in Trentino

A Palazzo Roccabruna un incontro per fare il punto sulle imprese gestite da donne e per conoscere gli strumenti a supporto del loro sviluppo

è tenuto presso Palazzo Roccabruna a Trento l’incontro, organizzato dal Comitato per la promozione dell’imprenditoria femminile, volto a tracciare il quadro sulle imprese gestite da donne e illustrare le iniziative in corso e i prossimi eventi a sostegno dello sviluppo dell’imprenditoria femminile. Dopo il saluto introduttivo, portato da Luca Trentinaglia, vicesegretario generale della Camera di Commercio di Trento, Claudia Gasperetti, coordinatrice del Comitato per la promozione dell’imprenditoria femminile, ha aperto i lavori soffermandosi sulle finalità del Comitato. “Da oltre dieci anni, il Comitato per la promozione dell’imprenditoria femminile – ha spiegato Gasperetti – svolge funzioni di ordine consultivo-propositivo e punta a rimuovere gli ostacoli pratici e culturali alla creazione e allo sviluppo delle imprese gestite da donne”. Uno scenario, quello dell’imprenditoria femminile in provincia di Trento, sempre più solido e strutturato, come è emerso dal quadro tracciato da Martina Andreoli dell’Ufficio studi e ricerche della Camera di Commercio. “Alla fine dell’anno scorso – ha spiegato Andreoli – le iniziative economiche guidate da donne erano 9.417, pari al 18,5%

del totale delle attività economiche locali. Dalla recente indagine statistica è inoltre emerso un interessante dato riguardante la struttura giuridica delle imprese femminili trentine. Alla fine del 2022, infatti, è stato registrato un sensibile aumento delle società di capitale, che hanno raggiunto quota 17,3%, con un incremento pari al 2,7% (+42 imprese) rispetto all’anno precedente”. L’incontro è proseguito con l’intervento di Annalisa Zeni di Accademia d’Impresa (l’Azienda speciale della Camera di Commercio che si occupa di formazione) che ha esposto “le numerose iniziative dedicate alle imprenditrici che intendono approfondire le competenze e ricevere il supporto necessario per sviluppare al meglio o consolidare il proprio progetto imprenditoriale” e con Stefania Terlizzi, dirigente dell’Agenzia del Lavoro, che ha dettagliato le misure a sostegno delle lavoratrici autonome e delle libere professioniste. Raffaella Di Iorio del GECT “Euregio Tirolo-Alto Adige- Trentino” ha illustrato il progetto “Sviluppo territoriale: dimensione donna”. Un’iniziativa che consiste in “un percorso formativo rivolto alle neo-imprenditrici con l’obiettivo di sostenere le partecipanti nell’elaborazione di piani strategici o business plan”. A chiudere i lavori Rosaria Benedetti, delegata regionale dell’Associazione “Le Donne del Vino”, che ha spiegato come scopo principale del sodalizio sia quello di promuovere la “formazione e la valorizzazione del ruolo dell’imprenditrice nel settore vitivinicolo ed enoturistico”.

Da destra, Claudia Gasperetti, Coordinatrice del Comitato per la promozione dell’imprenditoria femminile e Luca Trentinaglia, vicesegretario generale della Camera di Commercio di Trento (Foto Daniele Mosna)

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SI
economia

Preghenella presidente del Polo Edilizia 4.0

“Stiamo costruendo insieme una nuova cultura dell’abitare, supportata da una tecnologia sempre più orientata alla sostenibilità e al ben-vivere”.

L'ASSEMBLEA

dei Soci del Polo Edilizia 4.0 ha eletto il suo nuovo presidente: si tratta di Germano Preghenella, già nel Consiglio Direttivo dell’Associazione in rappresentanza della Cooperazione Trentina. Preghenella raccoglie il testimone di Andrea Basso, presidente del Polo dall’anno della sua Fondazione, giunto alla fine del suo mandato. L’elezione è avvenuta in occasione dell’Assemblea annuale del Polo, ospitata a Palazzo Stella. I soci hanno inoltre confermato i componenti del Consiglio Direttivo e del Comitato Scientifico. “Avremo davanti un biennio molto intenso come quello che ci ha preceduto – ha dichiarato il nuovo presidente del Polo Germano Preghenella – nel segno della continuità e dell’innovazione. Stiamo costruendo insieme una nuova cultura dell’abitare, supportata da una tecnologia sempre più orientata alla sostenibilità e al ben-vivere”.

Siedono nel Consiglio Direttivo: Andrea Basso, Ance; Carlotta Cocco, Green Building Council; Fabio Ferrario, Ordine degli Ingegneri di Trento; Marco Giglioli, Habitech; Alfredo Maglione, Confindustria Trento: Aldo Montibeller, Associazione Artigiani Trentino; Marcello Periotto, Collegio Geometri: Marco Piccolroaz, Ordine degli Architetti; Andrea Polastri, Consiglio Nazionale delle Ricerche; Germano Preghenella, Cooperazione Trentina; Stefano Tasin, Ordine Periti Industriali.

Il Comitato Scientifico risulta invece così composto: Rossano Albatici, Unitn – Dicam; Luigi Crema, Fbk; Roberto Lollini, Eurac Research; Carmen Marcher, Idm Südtirol; Stefano Menapace, Ordine degli Ingegneri di Trento; Martino Negri, Ibe Cnr; Paola Penna, Fraunhofer Italia; Maurizio Piazza, Unitn – Dicam; Laura Pighi,

Habitech; Sara Verones, Aprie.

La gestione operativa del Polo è affidata a Francesco Gasperi, direttore generale di Habitech, e Andrea Fronk, innovation manager del Distretto.

La parte pubblica dell’Assemblea è stata l’occasione per condividere i nuovi sviluppi e presentare le nuove progettualità dell’Associazione, nata per spingere il Trentino verso una vera “Edilizia 4.0”. Nell’immediato futuro – si è detto – l’attività del Polo si concentrerà in particolare su tre macroazioni. Nello specifico: promuovere lo strumento dell’Assessment Edilizia 4.0, volto a misurare il livello di maturità digitale di professionisti, imprese e aziende e a finalizzare percorsi individuali di miglioramento; sviluppare il “Cantiere digitale”, dunque strumenti tecnologici per la digitalizzazione del cantiere in partnership con Spreentech Ventures e gli altri player di mercato; realizzare iniziative di formazione e divulgazione su argomenti specifici inerenti l’edilizia 4.0.

La presenza degli attori istituzionali – per la Provincia l’assessore allo sviluppo economico, ricerca e lavoro della Pat Achille Spinelli – è stata inoltre cornice per un ampio dialogo sulle sfide e sulle priorità dell’economia e della società, a partire da digitalizzazione e sostenibilità. Il vicepresidente nazionale di Ance Massimo Deldossi, ha portato un punto di vista di respiro nazionale sugli scenari e sulle tendenze che riguarderanno il settore delle costruzioni. Laura Pedron, dirigente generale del Dipartimento sviluppo economico, ricerca e lavoro della Pat, ha spiegato come la filiera trentina dovrà evolversi per rimanere al passo con le richieste del Pnrr e del mercato locale. Infine, Luca Lucchese, direttore generale di Spreentech Ventures, ha presentato le iniziative in corso di Spreentech, il progetto realizzato dal Polo nel 2022.

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Est Europa, un vicinato strategico

Un incontro a Palazzo Stella, tra le imprese trentine e altoatesine con le Rappresentanze Internazionali di Confindustria Est Europa, ha dettagliato le opportunità di business con un’area rilevante per l’economia italiana.

Rappresentanze Internazionali di Confindustria Est Europa hanno incontrato a Palazzo Stella una sessantina di aziende del Trentino-Alto Adige in occasione del seminario “Doing business in Est Europa”.

Organizzata da Confindustria Est Europa, Confindustria Trento e Assoimprenditori Alto Adige, in collaborazione con Unicredit, Sace, Trentino Export e Idm, l’iniziativa “Doing business in Est Europa” è stata l’occasione per presentare alle imprese del territorio la missione di Confindustria Est Europa, il supporto offerto dal network in un percorso di crescita verso i mercati di vicinato strategico dell’area, nonché le opportunità di business nei Paesi che pesano maggiormente per

l’export regionale (Romania, Slovenia, Bulgaria, Ungheria, Albania, Polonia, Serbia e Macedonia del Nord).

Hanno aperto i lavori Roberto Busato, direttore generale di Confindustria Trento e Harald Oberrauch, vicepresidente per l’internazionalizzazione di Assoimprenditori Alto Adige. “Le imprese regionali che operano con l’estero sono circa 3.500 – ha evidenziato Busato –. Significa che ogni cento imprese della nostra regione, appena tre fanno affari con l’estero. Possiamo migliorare ancora molto, puntando sulla capacità di conquistare nuovi mercati da parte delle nostre imprese. Dare loro sostegno spetta a noi associazioni di categoria e ai nostri partner: Idm Alto Adige e

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LE internazionalizzazione
di NICOLÒ ANDREINI, Internazionalizzazione, Confindustria Trento

Trentino Export, Sace, gli istituti di credito. Fare squadra sarà fondamentale”. “L’anno che si è appena concluso è stato da record per l’export della nostra regione – ha detto Oberrauch –. Il valore delle vendite all’estero da parte delle imprese di Trento e Bolzano supererà gli 11 miliardi di euro, in forte crescita rispetto al passato. Possiamo fare però ancora meglio: il valore dell’export del Trentino-Alto Adige è pari a meno del 25 per cento del Pil regionale. Territori vicini come Veneto o Tirolo sono attorno al 40 per cento. In questo senso i Paesi dell’Est europeo rappresentano sicuramente dei mercati interessanti”.

Maria Luisa Meroni, presidente di Confindustria Est Europa, nell’evidenziare quanto l’area dell’Europa centro-orientale rappresenti un vicinato strategico di grande rilevanza per l’economia italiana, ha dunque parlato del ruolo di Confindustria Est Europa e delle Rappresentanze Internazionali del network nel contribuire a favorire i legami economici tra l’Italia e i Paesi di riferimento, nonché nel rafforzare la presenza delle imprese italiane attraverso un concreto supporto per cogliere specifiche opportunità di business.

Dopo di lei sono dunque intervenuti i rappresentanti delle Confindustrie di cinque paesi: Giulio Bertola, presidente di Confindustria Romania, Giovanni Martinelli, vicepresidente di Confin-

dustria Bulgaria, Franco Coglot, direttore Generale di Confindustria Slovenia, Janina Mathiasz, direttore Generale di Confindustria Ungheria e Michele Sorgente, Rappresentante di Confindustria Albania. In collegamento da remoto anche i rappresentanti di Polonia, Serbia e Macedonia del Nord. Alessandro Paoli, head of International Center di UniCredit Group, ha presentato gli strumenti del Gruppo UniCredit a supporto delle imprese nel processo di espansione del loro business all’estero. Marco Martincich, regional director Nord Est di Sace e Ilaria Parisi, che di Sace è business network, hanno illustrato gli strumenti Sace per la competitività delle imprese all’estero. Si è parlato infine di sviluppo del business delle imprese del Trentino-Alto Adige in Est Europa, con gli interventi di Barbara Fedrizzi, presidente di Trentino Export, e di Francesca Fiori, senior consultant International di Idm: le due società territoriali che si occupano di internazionalizzazione.

Nell’ultima parte dell’appuntamento, le imprese hanno avuto la possibilità di confrontarsi singolarmente con le Rappresentanze Internazionali e i referenti del Gruppo UniCredit e di Sace al fine di condividere le loro esigenze specifiche, per un totale di novanta incontri.

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