Fare n. 58 - DICEMBRE 2022

Page 1

Dicembre 2020

in questo numero: AGENDA 2030 ONU

In questo numero: SOSTENIBILITÀ

L’attività di Confindustria Emilia per uno sviluppo sostenibile

Presentato il report che fotografa lo stato delle imprese del nostro territorio

PREMIO MASCAGNI 2020

PREMIO MASCAGNI

Trentadue storie di tenacia, impegno e cultura d’impresa PREMIO ESTENSE

Anche quest’anno 32 storie per celebrare la cultura d’impresa PREMIO ESTENSE

Al “quirinalista” Marzio Breda l’Aquila d’Oro 2022

Aquila d’Oro 2020 ex aequo a Pablo Trincia e Concetto Vecchio

Un nuovo tempo

50
Autorizzazione
del Tribunale di Bologna n.6858 del 26.11.1998 Poste Italiane SpA - Spedizione in Abbonamento Postale 70% - Aut. MBPA/CN/BO/0008/2015.
Autorizzazione del Tribunale di Bologna n.6858 del 26.11.1998 Poste Italiane SpA - Spedizione in Abbonamento Postale 70% - Aut. MBPA/CN/BO/0008/2015.
ISSN 2785-3071
FARE 58 DICEMBRE 2022

SOC? NOX, molto meglio.

Quando NOX non c’è, gli hacker attaccano. Forse il detto era un po’ diverso, ma è la realtà.

NOX è la piattaforma di cyber security sviluppata da GTI. Orbita intorno all’infrastruttura IT dell’azienda per difenderla dalle minacce informatiche. Lavora ogni giorno alla raccolta, aggregazione, indicizzazione e all’analisi dei dati di sicurezza. E lo fa 24 ore su 24. Un lavoro accurato, svolto dalla tecnologia e degno di un Security Operation Center.

NOX. The orbiting security station.

fare 1 !

numero 58 dicembre 2022

DIRETTORE RESPONSABILE Raffaella Mazzali

EDITORE

FARE S.r.l.

via San Domenico, 4 - 40124 Bologna tel. 051 6317111 - fax 051 356118

DIREZIONE E REDAZIONE

Confindustria Emilia Area Centro

ART DIRECTOR

Lorella Luccarini - Confindustria Emilia Area Centro

STAMPA

LABANTI e NANNI Industrie Grafiche Srl viale Marconi, 10 40011 Anzola dell’Emilia (BO)

PUBBLICITÀ

FARE S.r.l.

via San Domenico, 4 - 40124 Bologna tel. 051 6317111 - fax 051 356118

PUBBLI’ concessionaria editoriale S.r.l. corso Vittorio Emanuele 113 41100 Modena tel. 059 212194 - fax 059 226627 pubbli@pubbli.it

FOTO

Archivio Confindustria Emilia Area Centro, Francesca Aufiero, Giacomo Maestri, Max Salani

focus di Valter Caiumi 5

vita industriale di Marco Taddei, Laura Ansaloni, Raffaella Mazzali, Marianna Saguatti e Generoso Verrusio

ICT, motore per l’innovazione rubrica a cura di Rete ICT 70

Speciale Premio Mascagni 72

Quello che le imprese dicono di Raffaella Mazzali 75

Premio Mascagni - La parola ai protagonisti 78

Imprese e sostenibilità, un modello per diventare più efficaci e autorevoli di RM

86

Al "quirinalista" Marzio Breda il Premio Estense 2022 di Generoso Verrusio 89

Un aiuto a Fondazione Vita Indipendente per il progetto di cohousing di RM

95

Presidente Valter Caiumi

Direttore Generale Tiziana Ferrari

Sede legale e operativa: via San Domenico, 4 - 40124 Bologna tel. 051 6317111 - fax 051 356118 www.confindustriaemilia.it

Autorizzazione del Tribunale di Bologna n. 6858 del 26.11.1998

Poste Italiane S.p.A. Spedizione in abbonamento Postale 70% Aut. MBPA/CN/BO/0008/2015. Gli articoli presentati possono non rispecchiare le posi zioni di Confindustria Emilia che comunque li ritiene un contributo sul piano dell’informazione e dell’opinione

Associato all’Unione Stampa Periodica Italiana

news emilia di Marco Taddei e Marianna Saguatti 99

fare 3
sommario
7

Cari Colleghi, molti di voi hanno partecipato alla presentazione del Report sulla Sostenibilità, che si è tenuta il 15 novembre, frutto di un lavoro accurato su un tema che, come sapete, ci sta molto a cuore perché diventa sempre più evidente che sarà uno degli elementi critici per la crescita o il declino delle imprese nell’immediato futuro. Ma, se vogliamo diffondere in modo sempre più capillare l’attenzione alla sostenibilità, abbiamo anche bisogno di poterla misurare, in tutti i suoi aspetti. Oggi viviamo di dati comparabili. Questo ci permetterà di lavorare con un benchmark. È in questa ottica che il modello è basato su KPI (Key Performance Indicators) che fungono da riferimento e ispirazione per le nostre società, proprio perché il ‘comparable’ è quello che fornisce la necessaria bussola del dove siamo noi e dove sono gli altri, stimolando riflessioni e azioni.

In un momento in cui il caro energia e un rallentamento dell’economia mondiale sembrano caratterizzare il fine anno, resta centrale ancora il tema delle risorse umane e della loro attrattività.

Bene, i dati ci dicono che il 90% dei ragazzi della generazione Z nel mondo pensa che la risoluzione dei problemi ambientali spetti al mondo produttivo. Giusto o sbagliato che sia, questa è la percezione. Il 64% dei Millenials nel mondo ha dichiarato di voler lavorare preferibilmente per imprese che hanno un’attenzione concreta alla sostenibilità nelle sue diverse declinazioni.

Nella partita dell’attrattività verso le future generazioni non dobbiamo sottovalutare questo trend mondiale. Su questo punto l’Emilia ha un vantaggio competitivo importante grazie alla comunità delle sue imprese che, in modo attivo e concreto, hanno declinato attenzione per il sociale e l’ambiente più che in altri parti d’Europa.

Il report che abbiamo presentato ci restituisce una fotografia della nostra realtà, sul fronte economico, sociale e ambientale: siamo un motore economico che dà valore al lavoro, con oltre il 93% dei dipendenti assunti con contratti a tempo indeterminato, con una media del 45% di donne, che sale al 56% sulle filiere dei servizi. Piu dell’80% dei fornitori è italiano. Il campione analizzato, pari al 50% del totale addetti rappresentati da Confindustria Emilia, ha devoluto nel solo 2021, a un anno dal picco della pandemia, più di 40 milioni di euro al sociale e alla cultura, in modo liberale e in aggiunta ai trattamenti degli accordi di lavoro integrativi. Senza contare le iniziative a titolo personale di colleghi imprenditori che in modo virtuoso hanno dato e danno costantemente attenzione a tutta la collettività.

Dati importanti che ci segnano un buon punto di partenza per crescere ancora. Buon lavoro e con l’occasione vogliamo fare a tutti voi, alle vostre famiglie, ai vostri collaboratori i nostri migliori auguri per le prossime festività.

Valter Caiumi Presidente Confindustria Emilia Area Centro

fare 5 focus
MACRO ONE È IL TUO PARTNER SAP IN EMILIA SAP DIGITALIZZA LA TUA IMPRESA VUOI VINCERE LA SFIDA DELLA DIGITAL INNOVATION? WWW.MACRO-ONE.COM - INFO@MACRO-ONE.COM MACRO-ONE MACROONE SEDI A BOLOGNA, VERONA E BOLZANO PRODUCTION PLANNING & SCHEDULING INDUSTRY 4.0 PRODUCT CONFIGURATOR PRODUCT COSTING WAREHOUSE MANAGEMENT ADV_WWW.FEDERICOVENTURINI.IT

DALL’ESPERIENZA

DI 2HIGH NASCE IL PROGETTO “LIEVE”

Un approccio unico nel suo genere per of frire un sistema integrato di manutenzione delle coperture complesse, con una centra lità di tutti gli aspetti legati alla sicurezza sul lavoro. È l’innovativa offerta di Lieve, un progetto nato dalla sinergia di due realtà del territorio, la bolognese 2High, che si oc cupa di lavori in quota sull’intero involucro edilizio, e Tecnocupole Pancaldi di Castel San Pietro Terme, alle porte di Bologna, che produce e installa sistemi di illumina zione, ventilazione ed evacuazione di fumo

Un momento dell'evento "I Care" dello scorso 26 ottobre

e calore. Il frutto dell’unione del know-how e della comune sensibilità ai temi della si curezza delle due imprese è stato presentato lo scorso 26 ottobre presso la Torre Unipol di via Larga, a Bologna, con una tavola ro tonda dal titolo “I Care – Valore, sicurezza, efficienza dei vostri immobili” organizzata nell’ambito del servizio Associati per Asso ciati di Confindustria Emilia. Grazie al con tributo di relatori di alto profilo, moderati da Francesco Spada di Bologna TV, I Care è stato un proficuo momento di confronto che ha visto analizzare da diverse prospet tive l’importanza delle opere di manuten zione. La mattinata è iniziata con i saluti di apertura di Michela Pancaldi, presidente di Tecnocupole Pancaldi, che, dopo aver

vita industriale

raccontato la genesi del progetto Lieve, si è soffermata sui vantaggi dell’avere un unico interlocutore, confermati anche da Gianlu ca Martora, responsabile del patrimonio e HSE di IGD SiiQ, società italiana del set tore immobiliare retail focalizzato sui centri commerciali, che ha tra l’altro evidenziato il valore aggiunto di un’offerta integrata sia in termini di semplificazione contrattuale e burocratica, che di snellimento dei proces si e riduzione dei rischi connessi. Proprio sulla valutazione dei rischi e sulla proget tazione della sicurezza si è concentrato l’in tervento di Fabiano Bondioli, presidente di Galileo Ingegneria, impresa che si occupa di prestazioni tecniche nei campi della pro gettazione e della consulenza, che dopo una panoramica sulle principali cause di caduta dall’alto ha rappresenta to il panorama normati vo dei lavori in copertu ra auspicando un nuovo approccio: da sicurezza come valore aggiunto al progetto a sicurezza integrata nel progetto. Grazie all’intervento di Angelo Mingozzi, presi dente e socio fondatore dello studio di architet tura Ricerca e Progetto, la discussione si è poi spostata sull’importanza dell’involucro edilizio per la qualità ambientale, l’efficienza ener getica e la manutenibilità. Partendo dalla definizione di metodo come strumento di governo della complessità, Mingozzi ha messo in luce i benefici privati e colletti vi (sociali e ambientali) che derivano dalla progettazione delle manutenzioni, sottoli neando l’importanza della digitalizzazione dei servizi al fine di garantire la conoscenza dello stato di fatto e consentire la definizio ne di obiettivi sulla base di diverse scale di interventi. Il sistema informativo integrato è stato alla base dell’intervento di Alessan dro Miuccio che, in qualità di direttore area Emilia-Romagna di Rekeep, ha individua to nell’integrazione dell’offerta una mag giore governabilità dei flussi e dei processi a vantaggio di tutta la filiera. Infine, dopo

l’analisi congiunta da parte dei relatori di un case history di Lieve presentato dal capo progetto Giovanni Di Marino, la conclu sione è stata affidata al CEO di 2High, Ste fano Guerzoni, che ha confermato la bontà del progetto e l’unicità del suo approccio alla manutenzione e ha auspicato che Lie ve diventi un esempio di collaborazione tra aziende del territorio.

ABK GROUP REALIZZA UN NUOVO TECHNOLOGY HUB A SOLIGNANO

Partnership importanti per continuare sul la strada dell’innovazione e della ricerca, come è nello stile di ABK Group, il grup po ceramico con sede a Finale Emilia, in provincia di Modena, che propone gamme di pavimenti, rivestimenti e grandi lastre. Nonostante la delicata situazione economi ca globale, l’impresa modenese continua a puntare sull’alto di gamma e annuncia nuo vi investimenti pari a 15 milioni di euro per l’installazione di una nuova linea produt tiva di ultima generazione all’interno dello stabilimento di Solignano, già oggi tra i più all’avanguardia di tutto il distretto. Il pro gramma di investimenti segue gli oltre 50 milioni di euro, stanziati da ABK Group nei cinque anni precedenti, che hanno por tato alla creazione di due linee produttive con impianti tecnologicamen te all’avanguardia ed ecosostenibili. ABK Group per la nuova linea ha scelto partner di primo piano: System Ceramics, azienda del Gruppo Coesia, ha fornito la nuova tec nologia Genesis, LB Technology ha messo a disposizione il sistema Easy Colorboost e Sacmi ha installato il nuovo forno FMA295 Maestro da 161,7 metri. “L’upgrade della tecnologia Full Vein 3D permette di pro durre lastre a vena passante con la miscela zione digitale controllata di diverse materie prime colorate, per una maggiore continui tà grafica tra superficie e spessore. Un nuo vo passo in avanti per riprodurre all’interno del ciclo industriale ciò che la natura, nei marmi, ha creato nel corso dei millenni”,

fare 7

commentano da ABK. Genesis è il sistema di decorazione tridimensionale, installato da System Ceramics a monte della pressa Superfast, che genera la grafica 3D all’in terno della lastra ceramica. “La stesura di gitale delle polveri atomizzate colorate nei diversi punti preselezionati della lastra, in aggiunta alla stampa digitale perfettamen te centrata attraverso il sistema di visione adattativa Eye-tron, consente di ottenere prodotti esteticamente sempre più vicini a marmi e pietre naturali. La produzione di lastre in gres porcellanato si trasforma in geo-design, una vera e propria rivolu zione per il settore ceramico”, proseguono dal gruppo modenese. Strategica anche la collaborazione con LB Technology, che ha fornito la nuova linea di colorazione con tecnologia Easy Colorboost, da affiancare alle due linee già funzionanti nello stabi limento. “Easy Colorboost è un sistema consolidato che migliora l’efficienza e con sente molteplici combinazioni di produ zione secondo schemi che sfruttano al me glio spazi e risorse, permettendo un’elevata flessibilità produttiva”, spiegano ancora da ABK. Indispensabile anche l’installazione da parte di Sacmi di un terzo forno com pleto di essiccatoio. “Si tratta del nuovo forno Maestro che, grazie a bruciatori in novativi, regolazioni e controlli avanzati, permette una riduzione dei consumi, oltre che costanza e ripetibilità in ogni condi zione di lavoro e massima versatilità in produzione, grazie ai nuovi allestimenti digitali”, concludono dal gruppo cerami

co modenese. Importanti risultati arriva no anche dal fronte economico: dopo il notevole incremento di fatturato, che nel biennio 2020-2021 è passato da 148 a 213 milioni di euro, continua il percorso di crescita del gruppo. Nel primo semestre del 2022, infatti, è già stata raggiunta quo ta 126 milioni di euro.

AFERETICA, CRESCITA INTERNAZIONALE FATTA DI RICERCA E INNOVAZIONE

Aferetica, PMI innovativa nata nel 2014 come startup all’interno dell’incubato re del Parco scientifico e tecnologico di Mirandola, in provincia di Modena, con ferma e rilancia la sua crescita, grazie in parti colare a PerLife®, il rivoluzionario sistema integra to, per il ricondi zionamento degli organi destinati al trapianto. A circa un anno dal primo tra pianto effettua to con PerLife®, sono infatti oltre 50 i trapianti ef fettuati in Italia

e nel mondo, tra Bari, Bergamo, Milano, Padova, Pisa, Verona, Berlino, Groningen, permettendo di recuperare al trapianto or gani ‘marginali’, che altrimenti sarebbero stati persi, incrementando così la dispo nibilità degli organi e migliorando l’esito del trapianto stesso. Aferetica ha chiuso il 2021 con un fatturato di 6.4 milioni di euro e prevede di più che raddoppiarlo en tro il 2025. Sono ad oggi 20 gli addetti (di cui 10 donne), con una crescita costante e possono calcolarsi in oltre 100 le risorse umane, impegnate nelle imprese di produ zione dei sistemi terapeutici Aferetica. La rete di collaborazioni per l’innovazione, sviluppata da Aferetica, la vede all’opera con strutture di ricerca del territorio emi liano-romagnolo, fra le quali il Tecnopolo Mario Veronesi, e i suoi laboratori di ri cerca collegati all’Università di Modena; l’Università di Bologna, con l’Istituto di Chimica G. Ciamician e Bioingegneria; l’Università di Ferrara, e con il tessuto im prenditoriale del territorio, con aziende quali Dinamica Generale di Poggio Rusco e SIDAM di Mirandola.

“A partire dall’esperienza e dal know-how nella depurazione extracorporea e in dialisi in particolare, propri del territorio, le intu izioni di Aferetica hanno portato l’Aferesi Terapeutica (depurazione/purificazione vista come terapia) alle più svariate ap plicazioni cliniche, in mondi nuovi come quello del Trapianto e in alternativa e/o in integrazione a farmaci costosi e a sistemi invasivi”, spiegano dall’azienda mirandole se. Le nuove frontiere di trapianto, sepsi e

vita industriale

8 fare
MACRO GROUP È STAR PARTNER TEAMSYSTEM LA TRANSIZIONE DIGITALE NON È UN OPTIONAL TeamSystem Enterprise trasforma la tua azienda in Impresa 4.0 con una copertura funzionale completa. INFO 051.6229711 - WWW.MACROGROUP.IT MACROGROUPSPA MACRO-GROUP INFO@MACROGROUP.IT GESTIONE E CONTROLLO RACCOLTA DATI DI FABBRICA PIANIFICAZIONE E SCHEDULAZIONE LOGISTICA DI MAGAZZINO RISORSE UMANE RELAZIONE CON I CLIENTI FATTURAZIONE ELETTRONICA CONSERVAZIONE SOSTITUTIVA CHECK-UP D’IMPRESA ADV_WWW.FEDERICOVENTURINI.IT

Un numero quadruplicato delle risorse interne, che hanno superato la soglia dei 50 dipendenti; una produzione cresciuta del 900%, da 6.000 a 56.000 pezzi; il numero dei clienti raddoppiato. Sono gli importanti traguardi che Andreoli & C. ha raggiunto nei primi quarant’anni della pro pria attività, a coronare un anniversario che per l’azienda di Maranello, in provincia di Mo dena, ha il sapore di un’ulteriore tappa verso l’innovazione.

La storia dell’impresa, che produce e certifica componenti per l’industria automobilistica e altri settori strategici utilizzando tutti i materia li più ricercati che il mercato mette a disposi zione e applicando processi di saldatura e di verifica all’avanguardia, prende avvio nel 1982 quando Dino e Luciano Andreoli fondarono a Maranello, nella famosa Motor Valley, la “Fra telli Andreoli”, specializzata nella costruzione di particolari per camper, automobili e motoci cli. La loro professionalità attirò l’attenzione delle due squadre di F1 presenti in zona e dei vari team minori dell’area emilia no-romagnola. Grazie a queste collaborazioni, i due fratelli ma turarono nel tempo una grande esperienza, che li fece diventare degli specialisti nella realizzazione di componenti delle vetture da competizione. Nel corso degli anni Andreoli & C. ha ampliato il ventaglio del le lavorazioni proposte e implementato nuove tecnologie pro duttive, raggiungendo elevati standard qualitativi e progettuali grazie alla costante crescita di un gruppo di collaboratori che s’identifica perfettamente nei valori di chi ha fondato l’azienda: qualità e affidabilità. “La nostra è una squadra giovane e affia tata, costantemente aggiornata e formata, sempre orientata all’eccellenza, che si distingue per l’altissima qualità della ma nodopera e per la capacità di utilizzare il meglio delle tecnologie e degli strumenti a propria disposizione. Fermarci non fa parte del nostro DNA”, dichiarano con orgoglio da Andreoli & C., che oggi opera in particolare nei settori Formula 1, automotive e ae rospaziale proponendo lavorazioni quali saldature tecnologiche, piegatura tubi, taglio laser, stampaggio lamiere. Forte della propria quarantennale esperienza, l’azienda di Ma ranello è in grado di offrire soluzioni personalizzate, studiate su misura per soddisfare le specifiche esigenze del cliente. “Sap piamo bene che quando si parla di componenti per l’industria automobilistica non servono semplici pezzi, servono soluzioni e che, come i nostri componenti e i nostri servizi, anche le ne cessità del cliente sono in continuo divenire. Così, nel corso degli anni, abbiamo ampliato la nostra potenza di fuoco: dalle tecniche di progettazione alla creazione effettiva dei compo

nenti prototipali, passando per molteplici tipologie di saldatura e lavorazione. Siamo in grado di accompagnare il cliente nella transizione ecologica della mobilità elettrica, così come di ga rantire prezzi di altissima qualità nel rispetto di budget sempre più competitivi”, spiegano ancora dall’impresa. Tra i servizi proposti dall’azienda: la costruzione di prototipi di prodotti su disegno del cliente e la gestione della preserie, ne cessaria per la definitiva convalida del prodotto; l’affiancamen to nella progettazione di nuovi particolari, mettendo a disposi zione tutto il know-how maturato in quarant’anni di esperienza; l’assemblaggio e il montaggio personalizzato; un’ampia gamma di trattamenti superficiali, in collaborazione con numerose im prese partner; il collaudo, sfruttando il meglio della tecnologia e degli strumenti in tutte le lavorazioni; il controllo non distruttivo tramite raggi X grazie a un nuovo sistema di controllo radiosco pico; il laboratorio di analisi di saldatura, in grado di eseguire tutte le prove distruttive e i controlli non distruttivi finalizzati alla qualifica dei procedimenti di saldatura (WPS e WPQR), oltre alla verifica e analisi della ‘bontà’ della saldatura su compo nenti particolarmente critici. “Progettare, produrre e certificare componenti per diversi settori è un’impresa unica. La nostra, da ben 40 anni. Questo straordinario cammino non sarebbe stato possibile senza il supporto dei nostri collaboratori, la fiducia dei nostri clienti, la guida dei nostri maestri”, concludono da Andreoli & C.

vita industriale

10 fare

terapia intensiva e i risultati ottenuti sono stati al centro del workshop ‘From Resear ch to Clinical Evidence’, realizzato a otto bre scorso a Milano, che ha visto un Co mitato Scientifico d’eccezione con esperti quali Massimo Cardillo, direttore Centro Nazionale Trapianti, ISS-Ministero della Salute; Antonio Pesenti, direttore aneste sia e rianimazione IRCCS Policlinico di Milano; Marco Ranieri, direttore aneste sia e terapia intensiva Policlinico Sant’Or sola Malpighi di Bologna; Giuseppe Re muzzi, direttore Istituto Mario Negri di Milano; Mauro Rinaldi, direttore SC di Cardiochirurgia - AOU Città della Salute e della Scienza di Torino. “Il workshop di Milano è stata un’ulteriore tappa signifi cativa, veramente entusiasmante, per la capacità di aggregare e coinvolgere alcuni tra i più accreditati esperti nazionali e in ternazionali. La forza di questa attività di ricerca condotta insieme ci sprona a pro seguire su questa strada, che sta portando a risultati definiti straordinari dai più ri conosciuti esperti del settore”, commenta Mauro Atti, amministratore delegato di Aferetica. “Nell’anno appena trascorso abbiamo visto oltre 50 trapianti effettuati grazie al rivoluzionario sistema PerLife®, che vede l’integrazione del nuovo sorben te espressamente realizzato per Aferetica da CytoSorbents, società statunitense punto di riferimento mondiale nei sistemi salva-vita. Il sistema diventa così un vero e proprio ‘ponte per il trapianto’. Siamo più che mai grati alla comunità scientifica italiana e internazionale, per quanto stia mo realizzando e realizzeremo insieme e più che mai motivati, nell’intensificare e rafforzare la nostra apertura internaziona le”, conclude Atti. Per maggiori informazioni: www.aferetica. com

ANSA TECH EXHAUST SYSTEMS, THE SOUND OF POWER

ANSA TECH è l’azienda di SAG Group specializzata in progettazione e produzio ne di sistemi di scarico completi. Le sue origini risalgono al 1959, quando nacque

Ansa Marmitte, realtà artigiana a gestione familiare specializzata nella produzione e nello sviluppo di impianti di scarico; a partire dagli anni Novanta il percorso di forte espansione conduce Ansa a conso lidare il proprio core business nella for nitura di primo impianto per prestigiosi costruttori quali Ferrari e Lamborghini, divenendo parte di grandi multinaziona li (Sogefi, Arvin, ArvinMeritor) e facen do proprie tecniche di produzione e di gestione innovative. Nel 2015 l’azienda viene acquisita da SAG Group, grazie al quale vive una nuova fase di rilancio come ANSA TECH: un nome rinnovato, ma saldo nelle sue origini, che esprime la volontà da parte della nuova proprietà di rendere ancora più forte una società che da sempre si distingue nel mondo per la qualità e il sound dei suoi scarichi e che continua a essere riconosciuta per le ele vate prestazioni dei prodotti. “Il nuovo percorso è stato inaugurato con il comple to rinnovo sia della sede produttiva sia del centro tecnico, entrambi a Finale Emi lia, grazie ai quali ANSA TECH può ri spondere adeguatamente alle esigenze del cliente, dal disegno dell’impianto di sca rico alla sua realizzazione, offrendo tecno logie innovative e i servizi più appropria ti”, dichiara Walter Zini, CEO di ANSA TECH. Oggi ANSA TECH ha clienti di notevole importanza a livello internazio nale. Tra i più recenti traguardi raggiunti quest’anno c’è quello di essere entrati tra i Fornitori ufficiali Ducati. Si tratta di una qualifica di grande rilievo a cui aderisco

no le aziende che non solo contribuiscono allo sviluppo delle moto, ma che condivi dono anche l’impegno per il successo sia in pista che sul mercato dell’azienda di Borgo Panigale. “ANSA TECH per Du cati produce l’intero impianto di scarico per la Panigale V4, terminali e collettori per la Multistrada V4 ed il gruppo di col lettori per l’Hypermotard 950. È per noi è una grande soddisfazione e siamo molto orgogliosi di questo risultato”, commen tano dall’impresa di Finale Emilia. L’am pia offerta dell’azienda copre numerosi segmenti di business, vantando diverse applicazioni, dalla motocicletta all’auto veicolo, dai veicoli agricoli a quelli indu striali e ricreazionali, fino agli aeromobili. “Sviluppiamo e produciamo impianti di scarico di primo equipaggiamento e after treatment con DOC/DPF/SCR per nor mative Euro 6, interamente in Italia, nel nostro stabilimento. Compiamo interna mente tutte le fasi di produzione, dalla progettazione nel nostro centro ricerche, alla realizzazione del prototipo ora anche con tecnologie di manifattura additi va e stampa in 3D in plastica e metallo, fino all’industrializzazione del processo”, sottolineano ancora da ANSA TECH. L’impresa ha infatti al proprio interno le tecnologie per la realizzazione di sistemi di scarico completi ed effettua ogni la vorazione necessaria, dal taglio laser alla curvatura, dalla sagomatura alla rifilatura con laser 3D, fino alla saldatura e alle va rie fasi di finitura.

vita industriale

12 fare

Tra le attività che generano il maggior nu mero di dati, certamente i cicli produttivi in ambito manifatturiero si collocano ai primi posti. La digitalizzazione sempre più spinta di macchine e impianti, lo sviluppo dell’Internet of Things (IoT), dell’Intelligenza Artificiale (IA), della Re altà Aumentata e delle altre tecnologie le gate a Industry 4.0, ha trasformato la fab brica in un ambiente in grado di produrre considerevoli volumi di informazioni. Da questa consapevolezza è nata a4SENTI NEL, la piattaforma di monitoraggio e analisi di Applied, realtà bolognese nata per guidare le imprese nel loro percorso di digital transformation con i prodotti e servizi tecnologicamente più avanzati. Come sottolineano dall’azienda, racco gliere l’imponente mole di dati generata, infatti, non è sufficiente. È essenziale che questa si traduca in indicazioni strategi che, utili a fornire le linee guida neces sarie per ottimizzare i processi, orientan doli verso la massima efficienza possibile.

“a4SENTINEL è una piattaforma di analitica avanzata, aperta e user-friendly dedicata specificatamente ad assolvere questa funzione. La nostra soluzione, in fatti, non solo è in grado di monitorare in tempo reale (24x7) le condizioni del le macchine collegate, ma raccoglie dati grezzi e li traduce in informazioni di va lore e puntuali che indirizzano gli opera tori nell’ottenere le massime prestazioni, in termini di efficienza ed efficacia, dai sistemi presenti nel plant”, dichiarano da Applied. Consultabile in modalità web, desktop o mobile (attraverso smartpho ne e tablet), a4SENTINEL non si limita a proporre un’analisi sia storica che real time degli eventi in fabbrica, ma mette gli operatori nelle condizioni di indivi duare la fonte di questi eventi, fornendo così statistiche e indicazioni preziose per interventi tempestivi in grado di ottimiz zare il funzionamento delle macchine e, più in generale, della filiera di pro duzione complessiva. “a4SENTINEL, utilizzabile su tutti i tipi di impianti e in grado di dialogare con tutti i sistemi ERP e MES, riceve e analizza dati pro veniente da tutti i PLC; parte del ricco e variegato ventaglio di soluzioni e servizi di Applied, è uno dei tasselli fondamen tali che contribuisce a sostenere il processo di innovazione digitale del settore manifatturiero, consentendo un incre mento della sua capacità competitiva” concludo no dall’azienda bologne se, che con lo sviluppo di questa soluzione con ferma il proprio ruolo di partner specializzato nell’affiancare l’industria nella transizione verso i modelli di Industria 4.0, sia in termini di ottimiz zazione dei processi che sui temi della sicurezza digitale, con l’offerta a4GATE. Applied non si limita infatti ad abi litare la digitalizzazione dei processi aziendali dal punto di vista infrastrut

turale, tecnologico e gestionale, ma af fronta in senso esteso le esigenze delle or ganizzazioni, con un’offerta di soluzioni e servizi legati alla formazione delle risorse umane, al marketing, alla comunicazio ne e all’advertising tramite l’integrazione delle nuove tecnologie digitali di mixed reality, sempre guidata da un approccio data human creative.

ARETÈ & COCCHI TECHNOLOGY PROTAGONISTA DELL’ENERGIA NUCLEARE “PULITA”

Aretè & Cocchi Technology partecipa alla realizzazione dei più grandi reatto ri internazionali per la fusione. Il gruppo bolognese si prepara a scrivere una parte importante del futuro energetico globale, aggiudicandosi due progetti ad altissimo contenuto scientifico e tecnologico per i reattori a fusione, in vista della produzio ne di energia pulita, uno con DTT pres so il centro Ricerche Enea di Frascati, in provincia di Roma, e l’altro con l’Agenzia europea F4E (Fusion for Energy) in Giap pone. E intanto avvia l’installazione dei primi alimentatori a Cadarache, in Francia, che permetteranno di “accendere” ITER, il tokamak più grande al mondo, portando il suo plasma a 150 milioni di gradi Celsius, la temperatura delle stelle. Si tratta di pro getti per 18 milioni di euro totali che vedo no protagoniste due società della divisione Science+ di A&CT: la bolognese Ocem Power Electronics e la svizzera Ampegon. Ocem ha appena firmato un contratto da quasi otto milioni di euro per progettare, produrre e installare i sistemi elettronici (FDU, Fast Discharge Unit) che protegge ranno i magneti principali del nuovo reat tore a fusione DTT, in fase di costruzione presso il Centro Ricerche Enea, dove saran no sperimentate soluzioni d’avanguardia per gestire flussi di calore pari a quelli della superficie solare. Ocem e Ampegon inizie ranno poi a lavorare anche in Giappone per fornire assistenza tecnica e know-how al reattore a fusione di Naka (il tokamak JT-60SA) e all’acceleratore di Rokkasho (LIPAc-IFMIF). Due contratti da cinque milioni di euro complessivi che porteran

vita industriale

fare 13

Trent’anni di attività celebrati lo scorso 18 set tembre omaggiando clienti, fornitori e amici con un evento nel segno della riconoscenza per la fiducia accordata nel corso degli anni e che si è sempre più consolidata. A festeggiarli è l’azienda Bartoli Luca, nata a Sassuolo nel 1984 come 3B di Bartoli Pio, che nel 1992 sotto la guida dell’al lora giovanissimo Luca Bartoli ha assunto la nuova denomina zione trasferendosi a Fiorano Modenese, sempre in provincia di Modena.

Specializzata nella sabbiatura e verniciatura industriale, nel corso degli anni, nell’ottica di crescita professionale e innova zione, ha investito sulla professionalità dei propri collaboratori, inserendo figure competenti per conformarsi sempre più alle ri chieste dei clienti e offrire un servizio sempre più ampio e com petitivo. Tali investimenti riguardano anche gli impianti all’a vanguardia utilizzati per le lavorazioni di carpenteria leggera e pesante, arrivando a movimentare strutture fino a 20 tonnellate e strutturandosi anche per le lavorazioni in cantiere sia civili che industriali.

“Tutto ciò per rimanere sempre attivi e concorrenziali ed essere in grado di adattare la nostra flessibilità a qualsiasi esigenza le gata alla finitura e protezione delle superfici: dalla verniciatura di componenti singoli o in serie per l’industria, ai rivestimenti esterni ed interni per l’edilizia, fino al ripristino di facciate e co perture, un punto distintivo”, afferma il titolare Luca Bartoli Ampliandosi anche in termini di siti produttivi, a tutt’oggi l’azien da può contare su 30 addetti specializzati nei vari ambiti dell’at tività e su una superficie di 7.500 metri quadrati, di cui 4.800 co

no A&CT a seguire in prima persona la gestione e lo sviluppo di strutture cruciali per studiare la dinamica del confinamento magnetico del plasma e per testare materia li capaci di resistere alle altissime sollecita zioni che caratterizzano la fusione. Infine,

perti e adibiti a produzione, tra le sedi di Fiorano e Formigine, ora sede principale dell’azienda.

“Nonostante il momento economico non favorevole”, aggiunge Bartoli, “l’azienda ha in progetto l’acquisizione di un nuovo im mobile per il potenziamento e l’automatizzazione del processo di sabbiatura e verniciatura con relativi innesti di nuove figure professionali”.

“Essere dinamici e duttili, utilizzando le competenze e la for mazione acquisite negli anni, ha reso possibile l’ampliamento dell’offerta della nostra azienda verso svariati settori. Il core business dell’azienda sono i trattamenti an ticorrosivi in linea con la ISO 12944 applicati a vari settori produttivi come impiantistica, macchine utensili, ceramica, oleodinamica, lapideo, logistica, alimentare e in tutti gli ambiti dove sia richiesto un ciclo protettivo certificato e di lunga durata”, continua Bar toli.

Lo standard Europeo EN ISO 12944 è stato introdotto nel 1998, rivisto nel 2007 e aggior nato nel 2018 con alcune modifiche e aggiunte significative. Ora è costituito da nove sezioni che si riferiscono alle vernici e ai rivestimenti per le strutture in acciaio in ambienti atmosferici, immersi e interrati.

“I professionisti del settore utilizzano gli standard dettagliati, inequivocabili e facilmente comprensibili stabiliti nella seconda parte della ISO 12944 per garantire che i rivestimenti che stanno utilizzando o fornendo garantiscano il livello di protezione previ sto contro la corrosione nell’ambiente in cui saranno collocati. Pertanto, quando consigliamo ai nostri clienti un ciclo di prote zione per loro esigenze, sanno esattamente la protezione che otterranno”, sottolinea ancora il titolare dell’impresa modenese. Alla vita aziendale, negli ultimi anni, si è aggiunta la terza ge nerazione, con Roberto e Davide, figli di Luca, che conciliando studi universitari e lavoro affiancano il padre nell’attività, comin ciando ad approcciarsi al mondo della verniciatura partendo dal reparto produttivo dell’azienda per comprendere appieno le sfaccettature dei prodotti e servizi che si propongono ai clienti. “Tutto ciò sta avvenendo per poter continuare l’attività di fami glia e per acquisire quel know-how da utilizzare per nuove tec nologie e innovazioni continuando a garantire la professionalità che è segno di distinzione dell’azienda stessa”, conclude Luca Bartoli.

Ampegon, società di Baden, Svizzera, ac quisita nel 2019 dalla holding industriale di Gino Cocchi, sta iniziando l’ultimo step da quasi cinque milioni di euro (all’interno di un progetto da 15,5 milioni firmato con ITER nove anni fa) che prevede installazio

ne e commissioning a Cadarache degli otto sistemi di alimentazione in alta tensione dei 16 girotroni, potentissimi sistemi per il riscaldamento del plasma. “In un momen to tanto difficile per i mercati e ancor più per il nostro Paese, noi continuiamo a in

vita industriale

14 fare
BARTOLI LUCA CELEBRA 30 ANNI DI INNOVAZIONE

quando tutto diventa artificiale è intelligente investire restando umani

questo per noi è Ai / A zimut i ntelligence

siamo il punto d’incontro tra economia reale, sostenibilità e risparmio gestito Con 17 centri di investimento e distribuzione in tutto il mondo siamo da sempre, con i nostri Consulenti Finanziari e i nostri Gestori, al fianco dei clienti nelle scelte d’investimento e a sostegno delle imprese italiane e non. scopri di più su azimut.it

Messaggio pubblicitario con finalità promozionale. Consulta le informazioni su azimut.it

A zimut i ntelligence

vestire oltre il 10% del nostro fatturato in progetti di innovazione, ricerca e sviluppo che guardano lontano, a un futuro pulito e sostenibile per tutti”, spiega Gino Cocchi, fondatore del gruppo bolognese. “Per un piccolo gruppo industriale come il nostro è motivo di grande soddisfazione e un ringra ziamento va a tutti i miei collaboratori per essersi aggiudicati gare internazionali così importanti in un settore complesso e pio nieristico come quello della fusione, dove sono richieste non solo altissime competen ze e professionalità, ma anche versatilità e flessibilità, fattori sui quali abbiamo battuto i nostri competitor”. Aretè & Cocchi Tech

LA CULTURA DELLA SICUREZZA IN AZIENDA SECONDO CENTRUM

Attiva dal 1993 nel settore della sicurezza in azienda, “che oggi vuol dire sempre di più cybersecurity e nuovi servizi orientati alla sicurezza informatica”, Centrum nasce con questa missione a Carpi, in provincia di Modena. Oggi fattura quasi cinque mi lioni di euro e conta una trentina di oc cupati, a cui vanno aggiunti una decina di collaboratori esterni che lavorano in

condo Guandalini. “La sicurezza dentro un’azienda ha molteplici sfaccettature. Le nostre attività e competenze sono rivolte ai cosiddetti impianti speciali e quindi, a mo’ di elenco, i nostri punti di forza sono su antintrusione, rilevazione di fumi e incendio, Evac e diffusione sonora, vide osorveglianza e video analisi, controllo accessi e rilevazione presenze, domotica e smart home, cybersicurezza, servizi di centrale operativa”. “Abbiamo sviluppato e completato tra il 2021 e 2022, durante la pandemia, due percorsi molto importanti per noi, soprattutto per il nostro futuro. Il primo sulla cybersecurity, grazie al par

nology è un gruppo industriale fondato nel 2010, partito già negli anni Novanta con le prime acquisizioni di marchi storici nel le tecnologie per il packaging, e diventato oggi una piccola multinazionale di tredici aziende industriali che operano in aree di business quali packaging, robot & automa tion, airfield solution e science application. Il gruppo oggi impiega 500 persone in tut to il mondo, di 29 nazionalità diverse; l’età media è inferiore ai 35 anni, il 75% sono ingegneri. Il gruppo ha nove stabilimenti tra Italia, Francia, Stati Uniti, Cina e Svizze ra, sedi tecniche e commerciali in 15 Paesi e vende le proprie soluzioni tecnologiche in oltre 100 mercati in tutto il mondo.

esclusiva per l’azienda. “Siamo una realtà imprenditoriale con 30 anni di esperienza nell’ambito di impianti speciali e sicurez za. L’azienda è stata fondata da mio padre Remo Guandalini, ancora oggi direttore tecnico, nonché socio di maggioranza in sieme a me e ad altri due soci”, sintetizza il direttore commerciale Andrea Guandalini. “Oltre a noi due, la compagine societaria conta su Giacomo Grazioli, che si occupa sempre di vendite, e Giacomo Ferraresi che è il direttore generale. Non lavoriamo all’estero, copriamo invece totalmente il territorio italiano, grazie a una fitta rete di installatori autorizzati”. La sicurezza in azienda, oggi, ha diverse declinazioni se

tner Cyber Kube, attraverso cui potremo garantire ai nostri clienti piena visibilità e controllo sulle minacce informatiche che possono coinvolgerli. Oltre a questo, l’al tra grande novità è la partnership con Al tea, centrale operativa tecnologica e molto avanzata, tramite la quale possiamo colle gare tutti i nostri sistemi installati presso i clienti, garantendo un controllo costante e la gestione degli eventi di allarme, rapi na, incendio. Il tutto con copertura 24 ore su 24, aspetto importantissimo nel campo della sicurezza, oltre al fatto di poter in viare direttamente le forze dell’ordine”. La formazione è un asset intangibile sempre più importante. “Centrum Academy nasce

vita industriale

16 fare
Gino Cocchi, fondatore di Areté & Cocchi Technology La sede di Centrum a Carpi

dalla nostra idea di diffondere la cultu ra della sicurezza sul nostro territorio, in primis al nostro reparto tecnico, a cui ora riserviamo percorsi continui di formazio ne professionale. Alta preparazione, ricer ca e sviluppo continui, percorsi di crescita professionale, aggiornamenti e formazioni continue su nuove normative, pillole e we binar online, questo per noi significa fare Academy”. E le prospettive di crescita per Centrum non si arrestano. “Durante il periodo difficilissimo del Covid il nostro gruppo non si è mai fermato e ha portato avanti importanti sviluppi di processo. Ci aspettiamo una significativa crescita, sia da un punto di vista di fatturato sia di rico noscimento del nostro valore sul mercato. Pensiamo che nel giro di un paio d’anni il mercato evolverà ancora e credo di poter dire che siamo e saremo pronti, grazie so prattutto al nostro staff tecnico, che consi deriamo un’eccellenza di primissimo pia no”, conclude Andrea Guandalini.

MATICMIND ACQUISISCE

IL 51% DI CLOUDTEC: NASCE COSÌ CLOUDMIND

Il gruppo Maticmind di Modena continua ad ampliare le proprie competenze grazie ad acquisizioni strategiche: nel corso del 2022 per ben cinque volte è stata infatti portata a termine un’operazione mirata a sviluppare nuove sinergie. L’ultima della serie è stata l’acquisizione di Cloudtec, re altà sempre modenese, operante nel settore dell’Intelligent Cloud Transformation, che attraverso il suo approccio cloud-first sup porta aziende private e pubblica ammini strazione nel processo di trasformazione di gitale. È una startup innovativa, partner di riferimento di Google Cloud in Italia, che sviluppa soluzioni in ambito cloud collabo ration e applicazioni basate su algoritmi di intelligenza artificiale, oltre che occuparsi di migrazione nel cloud di intere infrastrut ture ICT. Maticmind ha acquisito il 51% di Cloudtec, assumendone così il controllo e rendendola una società per azioni deno minata Cloudmind Spa. In questo modo, Maticmind ha l’opportunità di arricchire il proprio know-how, offrendo nuove soluzio

ni ai suoi oltre mille clienti (fra settore pub blico e privato). Attraverso questo costante arricchimento di competenze e capacità, il gruppo Maticmind continua a rafforzare la propria leadership e sta diventando ora un player di riferimento in Italia anche nel settore del cloud. Questo mercato, nel no stro Paese, cresce in maniera considerevo le: nel 2021 ha fatto registrare un tasso di crescita pari al 22% rispetto al 2020, dato destinato a migliorare nel prossimo futuro grazie alla migrazione in cloud della pub blica amministrazione e agli investimenti previsti dal PNRR. Commentando questa acquisizione del gruppo, il presidente Car mine Saladino ha affermato: “Siamo fieri di essere il system integrator leader dell’I CT italiano e, se siamo arrivati fin qui, è grazie alla passione e all’impegno di tutte le nostre persone. Vogliamo continuare a crescere, aggregando le eccellenze informa tiche italiane e supportando il Paese nella digitalizzazione”. Anche Massimo Bruni, founder di Cloudtec, ha espresso soddisfa zione per l’operazione: “Siamo onorati ed orgogliosi di entrare a far parte del Gruppo Maticmind, che ci ha scelto per rafforzare ulteriormente la propria leadership in am bito Cloud”. Il gruppo Maticmind, pun to di riferimento del settore ICT italiano, conta oggi su circa 1.400 dipendenti, sedi in tutta Italia e ricavi pari a circa 400 mi lioni di euro.

CMS, ASSIEME ALLE “DONNE CHE CE L’HANNO FATTA”

C.M.S. di Marano sul Panaro, storica azienda metalmeccanica del territorio mo denese che da quasi 50 anni esegue lavora zioni meccaniche conto terzi nei settori del food processing e del packaging alimentare e farmaceutico, ha da tempo una filosofia imprenditoriale che mostra grande atten zione per la Responsabilità Sociale d’Im presa e i suoi principi. Per i propri dipen denti, l’azienda mette a disposizione dal 2007 un progetto specifico di welfare de nominato ‘Better Factory Better Life’ che prevede molti benefit e attività a sostegno della comunità e del territorio. Lo scorso ottobre, in occasione del Festival dello Svi luppo Sostenibile, C.M.S. ha organizzato e sostenuto una mostra fotografica collettiva nella suggestiva cornice del Cortile del Lec cio, all’interno del Chiostro di San Paolo a Modena. “Da grande non voglio essere una principessa. Ritratti di donne che ce l’han no fatta”: questo il titolo scelto per l’instal lazione artistica. Elena Salda, alla guida di C.M.S, ha deciso di dedicare l’esposizione al quinto Goal degli SDGS Europei: Gen der Equality. Un importante obiettivo, che mira ad ottenere un riconoscimento del diritto delle donne di aspirare a posizioni lavorative anche in ambiti storicamente presidiati dagli uomini e non soffrire di un trattamento economico e morale differente

vita industriale

fare 17
Massimo Bruni, co-founder e AD di Cloudtec Elena Salda con i genitori, Carla Muratori e Luciano Salda

da quello dei colleghi maschi. La scelta di adottare il goal n. 5 deriva da un’esperien za personale: Elena racconta dei dialoghi con la figlia adolescente, Chiara, dove te stimoniava alla donna in crescita che aveva davanti la possibilità di aspirare al ruolo desiderato senza farsi vincolare dall’essere donna. Così è nato il titolo della mostra che, seguendo questo tema, è stata allestita in un percorso dinamico sviluppatosi lungo tutto il portico del chiosco. “Non c’è stato nessun desiderio di rivalsa in questo pro getto, ma la condivisa necessità di mostra re, soprattutto alle nuove generazioni, che il mondo di oggi non deve avere confini dettati dal genere di appartenenza”, affer ma Elena Salda. L’evento è stato curato da Lorenza Zanni e protagoniste della collet tiva sono state dieci donne ‘eccellenti’ nel proprio ambito. “Natalia Restuccia, Katia Serra, Chiara Giovenzana, Alice Padovani, Francesca Simoni, Cecilia Robustelli, Va lentina Lanzilli, Simona Barbieri, Federica Poletti, Angelica Ferri Personali: donne che si sono affermate in diversi ambiti e che hanno inseguito i loro sogni con passione e fatica dimostrando con l’esempio che l’affermazione personale non deve risentire del genere ed è possibile, oggi sempre più, distinguersi anche in contesti d’elezione maschile”, spiegano le organizzatrici della mostra. La competenza delle testimonial in ambiti estremamente diversi ha reso le foto

un veicolo di un messaggio trasversale per tutte le donne, senza classificazioni legate alle scelte professionali e personali: oggi si può fare, ciò che vuoi essere lo puoi diven tare. Non casuale, inoltre, la scelta di far seguire il progetto solo da fotografe donne di grande esperienza - Elisabetta Baracchi, Serena Campanini e Anita Bonfiglioliche, a loro volta, si sono fatte portavoce del messaggio, riuscendo a cogliere negli scatti delle protagoniste l’essenza della loro pro fessione e della loro femminilità.

monimo brand nasce come ditta individua le nel 1997 quando, dopo avere maturato esperienza in una società di componentisti ca elettronica, in cui svolgeva la mansione di responsabile commerciale per la vendita in Italia e all’estero, Comastri si mette in proprio come agente Irem. “All’inizio trat tavo solo prodotti come componentistica meccanica, rulli e componenti per nastri trasportatori o organi di trasmissione, ma nel tempo ho acquisito nuovi mandati in altri settori manifatturieri industriali come il farmaceutico, l’alimentare, il packaging in generale e soprattutto testing per com ponenti automotive”, ricorda Comastri, che, grazie al significativo sviluppo del bu siness e ai nuovi mandati, nel giro di pochi anni amplia la propria attività e nel 2004 apre il primo ufficio ad Anzola Emilia, in provincia di Bologna, al quale dieci anni dopo fa seguito l’inaugurazione del nuovo spazio a Zola Predosa, dove ancora oggi ha sede la Comastri Davide. L’evoluzione del brand, poi, passa anche dall’utilizzo dei nuovi canali che la rivoluzione digitale ha messo a disposizione. È infatti il 2013 quando viene attivato il sito web Comastri Davide.com, con il conseguente potenzia mento dell’attività e un netto beneficio per i clienti, che in questo modo possono visio nare i prodotti direttamente online. Sulla scia dello sviluppo aziendale, la Comastri

COMASTRI, PRODOTTI E SOLUZIONI PER L’INDUSTRIA

DA OLTRE 20 ANNI

Una esperienza ultraventennale nell’ambito della rappresentanza industriale. La storia di Davide Comastri è quella di un ponte tra fornitori e potenziali utilizzatori di stru menti industriali in vari settori, dal mecca nico, al farmaceutico, all’elettronico. “La fi gura del rappresentante è specializzata nella ricerca e nello sviluppo di intermediazioni per conto di più aziende ed è un valido supporto all’imprenditore industriale; ha il compito di generare interesse tra la clien tela e fare da collegamento tra fornitori e utilizzatori offrendo una consulenza com merciale”, sottolinea Davide Comastri. L’o

vita industriale

18 fare
principessa RITRATTI DI DONNE CHE CE L’HANNO FATTA Cortile del Leccio Via Francesco Selmi, 67 Modena
Davide #NONUNAPRINCIPESSA Seguite la mostra sui canali social di C.M.S. Il nostro HASHTAG Le protagoniste della mostra fotografica

BIOLCHIM COMPIE 50 ANNI: IL VALORE DELL’ESPERIENZA, LA FORZA DELL’INNOVAZIONE

Bio Processing, specializzata nella produzione e commercializ zazione di prodotti fertilizzanti a base di alga Macrocystis. Nel 2016 è entrata a far parte del gruppo l’ungherese Matécsa Kft, produttrice di terricci e substrati a base di torba e player di rilie vo sul mercato magiaro, seguita da ILSA, storica realtà italiana specializzata nella produzione di biostimolanti, concimi organici e organo minerali sia liquidi che solidi, che si integra perfetta mente nel piano di sviluppo e innovazione del gruppo.

Mezzo secolo all’insegna dell’innovazione continua e della ricerca declinata al plurale. A festeggiare i primi cinquant’anni di attivi tà nel 2022 è Biolchim, una delle aziende più dinamiche nel panorama internazionale dei biostimolanti che, nata a Medicina, in provin cia di Bologna, è oggi presente in 80 Paesi nel mondo. Dalla sua fondazione nel 1972, Biolchim produce e commercia lizza fertilizzanti speciali e biostimolanti, prodotti ad alto valore aggiunto che combinano efficacia agronomica e sostenibilità ambientale. L’esperienza maturata in mezzo secolo di attività, le tecnologie proprietarie per la produzione di materie prime stra tegiche e una solida piattaforma di conoscenze e innovazione consentono all’impresa di offrire ai propri clienti un portafoglio completo di prodotti sicuri ed efficaci, pensati per massimizzare la resa di ogni coltura, in qualsiasi parte del mondo. Oltre allo stabilimento di Medicina, all’interno del quale vengono realizzate tutte le fasi del ciclo produttivo fino al confezionamen to finale dei prodotti che vengono poi spediti in tutto il mondo, Biolchim può contare su una consolidata presenza in Europa, Africa, Asia e Sudamerica. In particolare, l’azienda ha proprie fi liali in Brasile, Germania, Polonia, Ungheria, Cina, Nuova Zelanda e Australia e uffici di rappresentanza in Turchia, Libano, India e Russia. Negli altri Paesi, Biolchim opera attraverso partnership commerciali con una rete capillare di distributori e importatori. “La nostra natura internazionale ci porta ad essere un melting pot di culture. Abbiamo rapporti consolidati con clienti e fornitori an che da trent’anni, il nostro turnover è molto basso e diamo grande attenzione a inclusione e diversità. Il nostro è un settore di nicchia e la qualità delle persone fa la differenza: ecco perché abbiamo una prevalenza di personale intercettato dalle università, che poi formiamo internamente”, dichiara l’amministratore delegato Leo nardo Valenti.

A partire dal 2014, tra l’altro, Biolchim è a capo di un gruppo più ampio di aziende. Tra queste, l’italiana CIFO, attiva nella produ zione di fertilizzanti speciali, e la canadese West Coast Marine

“Le società che abbiamo comprato sono anche più sto riche di noi e pioniere nei rispettivi settori, ma alla fine insieme a noi respirano un forte orientamento all’innova zione. Così l’innovazione si consolida, si rafforza, viene so stenuta dall’esperienza e dal forte pragmatismo. Vogliamo consolidare il settore comprando aziende fornitrici e con correnti che poi si integrino al meglio”, osserva Valenti. Una tale spinta all’innovazione continua richiede anche un approccio pionieristico al tema della ricerca, che nel caso di Biolchim è quello della co-creazione, una strate gia di innovazione fondata sulla realizzazione di un valore aziendale condiviso e co-generato da tutti gli attori del mercato. “La nostra rete internazionale di collaborazioni trasfor ma la ricerca scientifica in soluzioni concrete per l’agricoltura sostenibile. In quest’ottica nel 2012 abbiamo lanciato il progetto WIN - Worldwide Innovation Network, una piattaforma di coo perazione scientifica e tecnica, finalizzata all’innovazione di cin que ambiti: l’innovazione di prodotto, quella di processo, quella relativa agli imballi, quella inerente il supporto tecnico agli agri coltori e quella sui modelli organizzativi”, sottolinea Valenti. WIN consente a Biolchim di cooperare con i partner in tutte le fasi dello sviluppo prodotti, dall’ideazione alla commercializza zione, con due distinte finalità: facilitare il trasferimento tecnolo gico grazie alla collaborazione con università, centri di ricerca, spin off e startup innovative; ridurre i tempi di sviluppo e com mercializzazione dei prodotti, grazie a dati agronomici raccolti in prove di campo condotte in tutto il mondo, un vasto bagaglio di conoscenze tecniche di prodotto a disposizione di tutti i par tecipanti al progetto.

“Si tratta di un nuovo modello di ricerca globale, reticolare, vincente. Sviluppare il network significa andare a cercare re ciproche collaborazioni di qualità e specializzazioni anche fuori dal perimetro del nostro settore. Abbiamo lavorato moltissimo, per esempio, con la botanica farmaceutica e viviamo di miglio ramento continuo. L’agricoltore deve poter sempre percepire che proponiamo soluzioni tecniche vincenti, anche perché noi cerchiamo di competere dando il nostro meglio in termini di prodotto e servizio, fornendo soluzioni efficaci ed efficienti per l’agricoltore, caratterizzandoci per una grande esperienza, concretezza e orientamento al lavoro in campagna”, conclude Leonardo Valenti.

vita industriale

fare 19

Davide acquisisce nuove rappresentanze e cresce anche lo staff. Questo porta, l’anno successivo, al trasferimento in un nuovo e più grande ufficio, maggiormente adatto a un’attività in continua crescita. “Il sito web mi ha permesso di sviluppare contatti e au mentare notevolmente gli ordini; nel 2018 i tempi sono quindi diventati maturi per atti vare un e-commerce dedicato alla vendita di strumentazioni di misura e collaudo indu striali. Dopo aver ottenuto la certificazione DT58 per essere riconosciuto da ente terzo accreditato come agente di commercio, ho deciso di iniziare questa nuova avventura insieme a mio figlio maggiore Filippo, cre ando una ditta ad hoc per lo scopo: Coma stri Distribution”, ricorda Davide Comastri. L’attivazione dell’e-commerce offre all’azien da la possibilità di vendere in Italia e in Eu ropa, garantendo un significativo sviluppo del proprio business alla Comastri Davide, che ancora oggi conferma il trend di cre scita: “Da un paio di anni la nostra offerta comprende anche servizi di postvendita per i clienti, di assistenza tecnica e noleggio, in aggiunta a un rinnovato e più funzionale sito web”, conclude Davide Comastri.

CRIT, IL PROGETTO ROSSINI FINANZIATO DALL’UE CON 8 MILIONI DI EURO

L’interazione sicura tra uomo e macchina in ambito industriale ha compiuto un si gnificativo passo in avanti grazie ai risultati del progetto europeo RO.S.S.IN.I. (RObot enhanced SenSing, INtelligence and actua tion to Improve job quality in manufactu ring), sviluppato dal centro di ricerca mo denese CRIT in partnership con università e centri di ricerca italiani, svizzeri, olandesi e tedeschi, ed aziende hi-tech quali Datasen sing del gruppo Datalogic, coordinatore di progetto, e IMA.

Il progetto ha realizzato una piattaforma hardware-software intrinsecamente sicura per la progettazione e l'implementazione di applicazioni di collaborazione tra esseri umani e robot nel manufacturing. Grazie allo sviluppo di soluzioni tecnologiche di varia natura è stato possibile rimuovere le barriere di protezione che separano tipi

camente l’area di movimentazione di un braccio robotico industriale da quelle in cui sono presenti gli operatori, facendo lavorare uomo e robot fianco a fianco: esseri umani e robot hanno interagito per posizionare e fissare il contrappeso di una lavatrice, as semblare le componenti di un pannello di comandi d’ascensore e ricambiare le bobine necessarie al funzionamento di una macchi na per il confezionamento del tè.

In virtù delle sue elevate caratteristiche tec nologiche, il progetto ROSSINI - avviato nell’anno 2019 - è stato selezionato tra i progetti d’eccellenza riconosciuti dall’U nione Europea ed è stato finanziato dal programma quadro Horizon 2020 con un contributo di circa 8 milioni di euro. Oltre a CRIT, che ha assunto il ruolo di respon sabile della comunicazione, valorizzazione dei risultati e gestione tecnica e dei rischi, il progetto ha visto la partecipazione di 13 partner, tra cui UNIMORE (per le attività di gestione tecnica e sviluppo del controllo re), Datasensing (coordinatore di progetto e sviluppo della tecnologia di sensoristica avanzata) e IMA, che ha guidato le attività di sviluppo dei casi applicativi.

“La robotica collaborativa è un nuovo pa radigma dell’automazione avanzata. Come riportato ufficialmente anche dalla Com missione Europea”, spiega Marco Baracchi, direttore generale di CRIT, “i risultati del

progetto ROSSINI contribuiscono allo svi luppo dell’industria europea in ottica 5.0, favorendo una prospettiva focalizzata sui bisogni delle persone. Con le tecnologie svi luppate in ROSSINI, si vuole sfruttare il pa radigma della robotica a 360° per valorizzare appieno il capitale umano, e non deprezzar lo o sostituirlo. Un approccio totalmente in linea con gli obiettivi di sostenibilità delle Nazione Unite, le politiche Europee e i valo ri delle aziende del nostro network”. I risultati del progetto ROSSINI consenti ranno di sviluppare una nuova generazione di applicazioni di robotica collaborativa, che potrà contribuire in modo significativo a supportare la sostenibilità della produzione in ambito industriale. Inoltre, il progetto ROSSINI è stato recentemente citato nel “Policy brief” della Commissione Europea per l’Industria 5.0: un importante artico lo di riferimento per delineare gli sviluppi futuri dell’industria europea, in chiave di sostenibilità, resilienza e attenzione alle per sone.

NUOVA SEDE PER DEEP VISION CONSULTING

Nel 2021 l’anniversario dei 10 anni di at tività e ora l’inaugurazione della nuova sede. Due traguardi importanti per Deep Vision Consulting, e se il primo è passa to in sordina per le restrizioni dovute alla pandemia da Covid-19, il secondo, invece, è stato celebrato in grande stile tra amici, collaboratori, clienti e rappresentanti del mondo accademico. Come nelle migliori tradizioni delle startup della Silicon Valley, l’attività è nata in uno scantinato nel 2011 come attività libero professionale dell’inge gnere Giovanni Gualdi, per poi evolvere in vera attività d’impresa: Deep Vision Con sulting (DVC) si è costituita in società nel 2019 e il suo fatturato, che ha raggiunto nel 2021 i 750 mila euro, è costantemente in crescita. Dopo i primi anni di attività in uno spazio di coworking, DVC si è dunque ora trasferita nella nuova sede di Modena, presso il prestigioso Direzionale Toscanini, in Via Emilia Est. “Qui, il nostro gruppo, formato da una decina tra ingegneri, mate matici e fisici, tutti con un profilo altamen

vita industriale

20 fare
Marco Baracchi, direttore generale di CRIT
Abbiamo grandi novità. Ne parliamo domani con quelli dell’R&D. Siamo riusciti a mettere a punto il progetto. … è l’innovazione che rivoluzionerà il nostro mercato per i prossimi 10 anni. Perfetto, ci saremo anche noi! Sempre al vostro fianco per trasformare le idee in valore. www.brunacci.eu
BREVETTI | MODELLI | DESIGN | MARCHI | COPYRIGHT

te qualificato a partire dalla dirigenza e dal management, svolge un’attività fortemente innovativa, realizzando, su commessa, so luzioni software di intelligenza artificiale e computer vision, con estensioni a tema tiche complementari e altrettanto rilevan ti quali robotica, realtà aumentata, edge computing e simulazioni”, spiega Giovanni Gualdi. I settori applicativi ai quali le solu zioni di Deep Vision sono state applicate con successo sono i più disparati: intelli gent transportation, agritech, fashion, re tail, food industry, industrial automation e numerosi altri. L’eccellenza dei contributi in computer vision è anche testimoniata dalle partnership, tra cui quelle con Avnet e Analog Devices (società statunitensi con 19 e 7 miliardi di fatturato rispettivamen te), le relazioni accademiche, in particolare quelle con Unimore e Università Bocconi, e gli importanti riconoscimenti: “Partico larmente significativo per la nostra azienda il premio ricevuto direttamente dalle mani di Nvidia nel 2019 nell’ambito di una sfi da tra startup italiane per l’innovazione più rilevante in tema di AI”, ricorda Gualdi. Alla base dell’eccellenza tecnica c’è tanta ri cerca e sviluppo (più del 55% delle ore del gruppo è dedicato a temi di R&D) con la consapevolezza che nella visione artificiale sono indispensabili esperienza, aggiorna mento continuo e capacità di cogliere le opportunità in ambiti applicativi ancora

inesplorati. Proprio riguardo a questi temi, tra gli ultimi lavori di DVC ci sono due so luzioni che sono state protagoniste dell’ul tima edizione di Farete 2022 a settembre scorso. Illustra Gualdi: “La prima riguarda ‘Anomaly Detection’, ovvero il software per il rilevamento di difetti e anomalie da te lecamera in ambito di automazione indu striale, affrontato con tecniche di IA allo stato dell’arte; la seconda consiste in una innovazione assolutamente disruptive: si tratta di un dispositivo grande pressappoco come una monetina, equipaggiato di una telecamera, di un calcolatore per l’esecu zione di deep neural networks, di modulo per comunicazione wireless a lungo raggio, e non da ultimo, con un consumo così mo desto da consentire un’autonomia anche di vari anni, se collegato a una piccola batteria esterna”.

DOYLE PREMIATA PER IL PROGETTO MATRIX

Il primo posto come “Progetto AI più di successo” agli Italian Insurtech Awards 2022. Tanto è valso alla startup innovati va modenese Doyle il progetto “Matrix”, premiato dall’Italian Insurtech Association – IIA nel corso della tre giorni dedicata

all’innovazione digitale nell’industria assi curativa che si è svolta lo scorso settembre a Milano. “Per la seconda volta, nella terza edizione del premio, si tratta di un ulteriore riconoscimento del lavoro che stiamo svol gendo e dell’affermazione della direzione verso la quale stiamo andando. L’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale guidata dall’In telligenza Umana accompagnerà le aziende in un nuovo percorso verso la resilienza e la sostenibilità, incrementando la connes sione con i propri stakeholder in maniera più agile e strategica”, commenta il CEO di Doyle, Filippo Furini. Il binomio In telligenza Artificiale e Intelligenza Umana è la matrice che guida la realtà modenese nello sviluppo di servizi per le aziende. La mission di Doyle, infatti, è realizzare stru menti innovativi implementati dall’AI che supportino l’essere umano nelle attività la vorative di tutti i giorni e che permettano alle imprese di ottimizzare i tempi nei pro cessi decisionali, ridurre costi e destinare al meglio le risorse finanziarie. In quest’ottica, Doyle sviluppa team virtuali dotati di In telligenza Artificiale e suddivisi in base alla filiera di appartenenza dell’azienda. I team virtuali vengono guidati da professionisti di settore e permettono di fornire migliaia di dati analizzati, aggregati e classificati, rac colti dal web e dai social in tempo reale. La startup ha infatti sviluppato il metodo Crowdchecking, che applicato ai team vir tuali permette ai responsabili aziendali di ottimizzare i processi decisionali, di com

vita industriale

22 fare
Da sinistra Giovanni Gualdi, titolare di Deep Vision Consulting, e i tre soci Michele Fornaciari, Eugenio Nurrito e Francesco Solera Filippo Furini, CEO di Doyle

ACETAIA GIUSTI INAUGURA

CRESCITA

DUE NUOVE FILIA-

A HONG KONG E

Non si arresta la cre scita internazionale di Acetaia Giusti. La più antica casa produttrice di Aceto Balsamico di Modena, fondata nel 1605 e guidata oggi

Settant’anni di crescita costante in un campo, quello della proget tazione e installazione di impianti elettrici, da sempre fortemente impattato dall’incessante evoluzione delle tecnologie. A spegnere settanta candeline quest’anno è l’azienda bolognese Cotti&Marchi, fondata nel 1952 e oggi operante nel settore dell’industria civile e del terziario, ai quali propone impianti di potenza, antideflagranti e speciali quali antincendio, fonia dati, antiintrusione e controllo, dalla consegna a media tensione alla distribuzione finale a bassa tensio ne.

“Il progresso della tecnologia ha interessato nel tempo anche i tradizionali impianti di riscaldamento, condizionamento e climatiz zazione, così come quelli idrosanitari, i sistemi per il ricambio e il trattamento di aria e acqua, gli impianti di distribuzione gas, quelli antincendio ad acqua (idranti, naspi e sprinkler) e a gas inerti: la componente elettronica ha assunto un ruolo fondamentale nel con trollo e nella gestione di questi impianti, se necessario anche a di stanza”, osservano dall’azienda.

Per questo Cotti&Marchi ha esteso la propria attività anche all’im piantistica meccanica, in ambito civile e industriale, spaziando dagli impianti di raffreddamento e riscaldamento per le macchine e le vasche di processo alle centrali per la produzione, le reti di distribu zione dei fluidi necessari ai vari processi (acqua refrigerata, acqua calda, acqua surriscaldata, vapore per usi tecnolo gici, aria compressa per usi tecnologici e strumen tali), fino alle reti di distribuzione dei gas e dei liquidi.

L’azienda bolognese realizza anche reti di raccolta scarichi, sia civili che industriali, e si occupa dell’in stallazione di impianti di trattamento dei reflui indu striali derivanti dai vari processi, impianti di aspira zione dei fumi e delle polveri derivanti da processi tecnologici industriali e impianti di climatizzazione dell’aria per le macchine e le apparecchiature di processo, uffici, laboratori e locali CED. L’estensione dell’attività al terziario avanzato, in

particolare a edifici direzionali di grandi e piccole dimensioni, con impianti di illuminazione normale e di emergenza, reti cablaggio strutturato e building automation, è negli anni stata resa possibile dal consolidato know-how dell’ufficio tecnico di Cotti&Marchi, pre posto alla progettazione di impianti e alla gestione delle commesse acquisite, e dalle squadre operative nei cantieri, che garantiscono un servizio di manutenzione nel tempo agli impianti ultimati. Più recentemente, Cotti&Marchi ha ampliato il proprio raggio di azione anche specializzandosi nella realizzazione di cabine di tra sformazione trasportabili, anche di grandi dimensioni, sia all’inter no di strutture containerizzate per grandi cantieri sia blindate per l’impiego in galleria anche in versione su slitta o carro gommato, cabine di distribuzione MT, quadri MT protetti e blindati, quadri BT power center, cassette di giunzione MT fino a 36kV, sistemi di illu minazione temporanea e definitiva per gallerie e cantieri in genere. Negli ultimi anni, poi, l’impresa si è specializzata nella realizzazione di shelter customizzati, comprensivi di impianti elettrici, meccanici e speciali, tra cui spiccano la stazione di compressione fluidi e la stazione di stoccaggio energia, tutte rispondenti alle normative eu ropee e internazionali. “Al fine di stare al passo con l’evoluzione energetica e tecnologi ca e di migliorare il comfort ambientale riducendo sensibilmente i consumi energetici, realizziamo anche impianti fotovoltaici civili e industriali, pompe di calore reversibili e non ad uso sia civile che in dustriale e stazioni mobili di ricarica elettrica a uso industriale per la ricarica in contemporanea di più veicoli, sfruttando un unico punto di connessione alla rete. In questa ottica nasce il progetto di realiz zare cabine elettriche containerizzate a zero emissioni grazie all’uti lizzo di materiali eco-compatibili e l’installazione di apparecchiature a basso impatto ambientale”, sottolineano da Cotti&Marchi. L’ambizione di affermarsi ad alti livelli mantenendo standard qua litativi di assoluto valore, poi, ha permesso all’azienda di ottenere e mantenere la certificazione internazionale ISO 9001:2015. “Gra zie ad essa Cotti&Marchi offre qualità della produzione in ogni sua fase, con l’obiettivo di garantire la totale soddisfazione del clien te”, concludono dall’azienda bolognese.

dalla 17esima generazione della famiglia, ha in fatti inau gura to nei mesi scorsi a Hong Kong e in Ger mania altre due filiali com mer ciali estere. Dopo l’aper tura nel 2017 della prima filiale estera in Co rea del Sud, e nel 2019 di quella negli Stati Uni ti, le nuove aper ture con fer ma no sia la sor

vita industriale

fare 23
COTTI&MARCHI, 70 ANNI DI IMPIANTI E COSTRUZIONI ELETTROMECCANICHE ALL’INSEGNA DELLA CONTINUA

prendere il sentiment degli stakeholder, le loro conversazioni e le tendenze dei com petitor in tempo reale, con la possibilità di creare modelli predittivi per iniziative future (marketing, reputazione, nuovi busi ness, sostenibilità, analisi di mercato, ecc.). “Grazie a Matrix, Doyle è anche in grado di accompagnare le aziende in un nuovo per corso verso la sostenibilità, mettendo a loro disposizione strumenti tecnologici e inno vativi”, dichiara Furini. Il nuovo progetto di Doyle, infatti, interviene nella prima fase di impostazione per la rendicontazione dei re port di sostenibilità. “Solitamente, approc ciando il percorso di rendicontazione delle azioni di sostenibilità che compie un’azien da, si inizia con la ‘matrice di materialità’, che identifica le priorità ambientali e sociali, coerentemente con la strategia aziendale, e riporta il posizionamento delle tematiche ri spetto alla rilevanza data sia dagli stakehol der sia dall’azienda stessa, così da evidenzia re l’impatto reputazionale di quest’ultima. Per realizzarla occorrono mesi di lavoro e il responso finale viene generalmente comuni cato dopo almeno un anno”, sottolinea an cora Furini. Matrix trasforma la matrice di materialità da statica a dinamica, in modo che l’azienda possa comprendere in tempo reale l’impatto sugli stakeholder delle azio ni che sta compiendo in ambito ESG. “Gli ESG sono la misura olistica della resilienza aziendale e indicano l’impatto delle impre se sull’ambiente e sulla società, facilitando così l’individuazione di metodi etici per fare investimenti o condurre affari. Con i nostri strumenti analizziamo i dati ESG e misuria mo le prestazioni delle aziende identifican do i rischi nascosti, le potenziali opportuni tà e le tendenze generali dell’ambiente in cui operano”, conclude il CEO di Doyle.

ACETO BALSAMICO DI MODENA

IGP “ORO” DUE VITTORIE NEL 2022 AL TOP NELLA GDO

Un esito particolarmente gradito per l’a zienda modenese Due Vittorie, soprattut to in questo periodo di consumi un po’ in stallo. Secondo i dati IRI di agosto 2022 riguardanti l’ultimo anno, infatti, nel mer cato dell’aceto balsamico, inteso in tutte le sue varianti di prodotto e di formato, la sua bottiglia “Oro” risulta la referenza più venduta nel panel “ipermercati e super mercati” (che comprende 405 ipermercati e 9.185 supermercati), con un incremento di oltre il 10% rispetto allo stesso periodo precedente. “Siamo orgogliosi di questo grande risultato, che è stato raggiunto negli anni con grande impegno, costanza, lavoro e ricerca continua”, spiega Michele Maletti, responsabile commerciale Italia dell’azien da modenese. “La Due Vittorie è una clas sica Pmi italiana che produce eccellenza e grazie a un prodotto davvero unico come l’Oro è riuscito a distinguersi nel mercato, anche avendo di fronte concorrenti molto più grandi. Non posso che ringraziare an che tutti gli italiani che continuano a darci fiducia, dimostrando così di essere attenti e selettivi per quanto riguarda ciò che voglio no avere sulle proprie tavole”. Due Vittorie, che ha sede a Modena, è una delle ultime aziende di medie dimensioni dedicate alla produzione dell’Aceto Balsamico di Mode na Igp ancora di proprietà e a conduzione familiare, dove si usano esclusivamente materie prime italiane. Guidata da Davide, amministratore delegato, e Michele Ma letti, l’impresa nel 2021 ha realizzato un

fatturato che ha superato i 7,3 milioni di euro, oc cupando 14 dipendenti e una trentina di colla boratori, per un tota le di 2,3 milioni di bottiglie prodotte all’anno. La quo ta export è del 30%, realizzata principalmen te in America, Canada, Bel gio, Germania, Regno Unito, Co rea e Giappone. “La bottiglia Oro risulta, quindi, quasi il sim bolo dell’oro nero di Modena. E, infatti, il prodotto Riserva Oro è il balsamico per antonomasia: denso, di alta complessità, privo di coloranti e conservanti, ottenuto secondo procedure tramandate nei secoli”, spiegano dall’azienda. “Viene utilizzato dai migliori chef di tutto il mondo e allo stes so tempo da moltissime famiglie italiane. Trascorre buona parte della propria vita in tini di rovere che favoriscono la cessione dei tannini e l’assunzione delle essenze del legno. Prima dell’imbottigliamento viene sottoposto a rigorose verifiche di labora torio che ne assicurano la conformità alle normative vigenti e l’elevata qualità. La sua corposità zuccherina si associa armoniosa mente al grado di acidità, mentre la densità e il profumo contribuiscono al comple tamento dell’approccio sensoriale che ne risulta estremamente appagante, con un retrogusto di amarena che chiude la degu stazione”, concludono da Due Vittorie.

DUNAPACK® E I NUOVI CUSCINI RIO, IMBALLAGGI AD ARIA IN PLASTICA RICICLATA

“Grazie alla continua ricerca tecnologica, il Gruppo-DUNA, da sempre attento al tema della sostenibilità, può offrire oggi un packaging on demand ad aria realizza to in materiale polimerico riciclato, capace di ridurre al minimo l’impatto ambienta le del processo di imballaggio e garantire massima protezione del prodotto finale e

vita industriale

24 fare

piena salubrità per operatori e utilizzatori finali”. Con queste parole Marta Brozzi, presidente e CEO del Gruppo DUNA, commenta il lancio del film rigenerato RIO, l’ultima novità della gamma Air in Place di DUNAPACK®, la divisione DUNA fondata nel 2004 e specializzata nella produzione di imballaggi riempitivi e protettivi on demand. L’avvio della pro duzione industriale di RIO, realizzato per il 70% da polietilene riciclato pre-consu mo industriale, segna un punto di svol ta per l’intero settore degli imballaggi: “L’alta percentuale di componente rici clata presente nel nuovo cuscino ad aria consente di ridurre al minimo il consumo di materia plastica vergine, assicurando al contempo massima qualità e resistenza del sacchetto”, spiegano dall’azienda. “La scelta di utilizzare materiale plastico ri ciclato pre-consumo industriale, inoltre, garantisce da un lato massimo controllo sull’omogeneità e sulle caratteristiche dei materiali di origine, dall’altro semplifi ca la gestione post-vita dell’imballo, che risulta nuovamente riciclabile come pla stica”, continuano dal Gruppo DUNA. DUNA Corradini opera nel settore della chimica fine dal 1957, dalla costituzio ne della società Gustavo Corradini. Da sempre localizzata a Soliera, in provincia di Modena, DUNA rappresenta l’Hea dquarter del Gruppo DUNA, con sedi negli Stati Uniti e negli Emirati Arabi Uniti, vanta una notevole e diversificata esperienza nell’industria manifatturiera e una forte propensione alla ricerca e all’in novazione di prodotto. La gamma DU NAPACK® comprende tre diverse linee di

packaging on demand: oltre ai cuscini ad aria Air in Place per il riempimento e l’avvol gimento, i sistemi a schiuma poliuretanica Foam in Place per la protezione delle merci più fragili o pesanti e la linea di imballaggi in carta Paper in Place per l’imbottitura ed il bloccaggio. Il recente amplia mento di gamma rappresenta il suo ennesimo passo lungo il cammino della sostenibili tà, che ha preso avvio già nel 2018 con il lancio del nuovo film eco-friendly TEO, un cuscino com postabile e biodegradabile disponibile su molteplici formati, compreso il nuovo cuscino NUVOLA, realizzato in granulo vegetale fermentato e certificato nel 2019 con marchio “OK Compost” da TÜV (UNI EN 13432). Questo percorso vir tuoso è proseguito nel 2021 con l’avvio della fornitura in risme, in sostituzione alle precedenti bobine, per ridurre lo spreco di materiale da imballo. Un im pegno verso l’ambiente che continua oggi con due ulteriori step: oltre all’in troduzione del nuovo film RIO rigenera to, DUNAPACK® ha infatti provveduto all’adozione di nuove serigrafie di stam pa, anticipando di diversi mesi l’entrata in vigore del D.lgs 116/2020 in materia di etichettatura ambientale. “Offrire soluzioni da imballaggio a ridot to impatto ambientale e dare chiare in dicazioni al consumatore circa le corrette modalità di smaltimento rappresentano priorità assolute per il Gruppo DUNA, esigenze imprescindibili per tutelare l’ambiente, le persone e il nostro futuro”, conclude Marta Brozzi.

ECM DESIGNATO ORGANISMO NOTIFICATO PER L’MDR

Ente Certificazione Macchine è organismo notificato n.1282 per il nuovo regolamento europeo per i dispositivi medici (MDR), designato dal Ministero della Salute ita liano, con pubblicazione della notifica sul portale della Commissione Europea NAN DO in data 14 ottobre 2022. “La designa zione è un grande traguardo per ECM. Un ringraziamento particolare va a tutto il nostro staff, che ha lavorato con impegno per portare avanti un complesso iter di ac creditamento, svolgendo parallelamente le attività di certificazione secondo la MDD, senza mai fermarsi, anche nel periodo più difficile della pandemia”, afferma Luca Be donni, amministratore unico dell’azienda di Castello di Serravalle, in provincia di Bologna. Il Regolamento (UE) 2017/745 (MDR), che sostituisce le direttive 93/42/ CEE (MDD) e 90/385/CEE (AIMD) e dal 27 maggio 2024 sarà pienamente applica bile, riguarda tutti i produttori che deside rano immettere i propri dispositivi medici sul mercato dell’Unione Europea a partire dal 26 maggio 2021. L’MDR impone rigo rosi requisiti di conformità, volti ad assicu rare elevati standard di qualità e sicurezza. Tra questi, elementi più severi e precisi re lativamente alla documentazione tecnica e alle valutazioni e indagini cliniche; maggio ri obblighi di sorveglianza e follow-up dopo l’immissione sul mercato; nuove regole di tracciabilità e registrazione dei dispositi vi medici. Dal 2017 Ente Certificazione Macchine è organismo notificato n. 1282 per la Direttiva Dispositivi Medici 93/42/

vita industriale

fare 25

EEC (MDD) e organismo accreditato per la certificazione dei sistemi di gestione per la qualità per lo standard internazionale ISO 13485. L’azienda, da oltre 20 anni par tner di realtà italiane e internazionali nelle attività di certificazione, testing, ispezione e formazione, è inoltre membro attivo del Team-NB, l’associazione europea degli or ganismi notificati per i dispositivi medici, e partecipa ai relativi periodici meeting di coordinamento, istituiti a livello europeo, portando la propria esperienza e competen za in materia regolatoria. “Professionalità, imparzialità e trasparenza sono requisiti ti imprescindibili che rendono ECM un importante player in ambito regolatorio, con una consolidata reputazione a livello internazionale. Grazie alla nostra plurien nale esperienza e al nostro know-how sia mo in grado di offrire un servizio a 360 gradi, proponendoci come partner unico per una pluralità di attività”, continua Be donni. Alla luce dell’attuale numero degli organismi notificati rispetto al numero di certificati che scadranno nel 2024, è fonda mentale per le imprese adeguarsi tempesti vamente ai requisiti del MDR e rivolgersi a un organismo notificato per valutarne la conformità con largo anticipo rispetto alla fine del periodo di transizione. “Siamo pronti e impazienti di iniziare le attività di valutazione della conformità in ottica MDR e invitiamo tutti i produttori a con tattarci quanto prima, al fine di garantire che i dispositivi possano continuare a essere immessi sul mercato ed evitare carenze”, conclude Luca Bedonni.

EDIL COSTRUZIONI MODENESE, LO STILE DI CANTIERE DEI FRATELLI ZAMBONI

Recupero e ristrutturazione, edilizia priva ta, edilizia commerciale, edilizia pubblica, efficientamento energetico e adeguamento sismico: sono queste le anime dell’azienda Edil Costruzioni Modenese. Come molte imprese del territorio emiliano, anche Edil Costruzioni Modenese muove i primi passi verso la fine degli anni ‘70 e nasce formal mente nel 1980, dall’unione delle attività e delle esperienze professionali di tre soci,

tra cui il geometra Luciano Zamboni. A cavallo degli anni ‘80 e ‘90 in azienda subentrano i figli di Luciano Zamboni, Alberto e Andrea, che rappresentano oggi i soci unici dell’azienda. “Edil Costruzioni Mo denese, dunque, è oggi una delle pochissime aziende edili operative sul nostro territorio con una compagine sociale al 100% mo denese, a garanzia di una cultura d’impresa e di intervento pro fondamente emiliana”, spiegano con orgoglio i fratelli Zamboni. Ne gli anni ‘90, pur non interrompendo mai le attività di ristrutturazione e recupero e la costruzione ex-novo per privati e in sediamenti produttivi, Edil Costruzioni Modenese si dedica soprattutto all’edilizia pubblica. “Sono gli anni dei grandi inter venti”, sintetizza Zamboni, “realizziamo scuole, palestre, edifici commerciali e pub blici, l’archivio del Comune di Modena, l’intero complesso scolastico di Albareto”. L’esperienza accumulata in quegli anni nel recupero di edifici storici e di pregio risul terà preziosissima “per affrontare ancora oggi ogni intervento di recupero e ristrut turazione edilizia a prescindere dalla sua dimensione e dalla sua complessità tecni ca”. “Il nostro stile di cantiere è quello della più pura tradizione produttiva e artigiana modenese: noi gestiamo direttamente ogni singolo cantiere, noi scegliamo i materiali, noi controlliamo collaboratori e fornitori, noi rispondiamo di tutto ciò che accade in cantiere”, afferma con soddisfazione Zam boni. “Saremo forse un po’ antichi in que sto, ma siamo orgogliosi di lavorare ancora mettendoci la faccia, con quella passione per le cose fatte bene che ha reso grande e ammirato nel mondo l’intero apparato produttivo modenese ed emiliano”. Per far fronte alle nuove responsabilità e all’in cremento di lavoro, l’azienda acquisisce le Certificazioni SOA OG 1, OG 2 e OG11,

assume e cresce, arrivando a impiegare oltre una ventina di persone. L’esperienza sull’a deguamento sismico accumulata già a par tire dal 2007 si è poi rivelata preziosissima a partire da quel maledetto 20 maggio 2012: in quel momento, infatti, Edil Costru zioni Modenese non ha avuto bisogno di improvvisare o costruirsi una competenza. “Anche in tema di efficientamento energe tico la nostra esperienza viene da lontano e le nostre competenze - in parte dirette, in parte grazie a più che collaudate colla borazioni - spaziano dall’analisi iniziale con termocamere alla progettazione dell’in tervento, dall’installazione di nuovi serra menti alla posa in opera di cappotti interni ed esterni, dall’integrazione di impianti di condizionamento all’installazione di pan nelli solari, fino alla redazione delle certi ficazioni e della documentazione necessaria per ottenere gli sgravi fiscali”, conclude An drea Zamboni. Tra gli ultimi interventi di Edil Costruzioni Modenese c’è il restauro e la valorizzazione del complesso denomi nato Borgo Cà de Cavedoni, che sorgerà nella spettacolare cornice floro-faunistica collinare di Castelvetro, nella provincia di Modena. Si tratta di un intervento che fon de insieme le migliori e più efficienti tecno logie impiantistiche, con le più innovative tecniche architettonica di restauro, conser vazione e valorizzazione.

vita industriale

26 fare

Stampiamo su tutti i tipi di supporti.

Serigrafia e tampografia su PVC, policarbonato, plexiglass, polionda, supporti complessi. Siamo partner affidabili e puntuali, pronti a lasciare un segno di qualità nella vostra azienda.

Serital srl - via E. Fermi 134 - Polo Industriale - 41038 San Felice (MO) - tel. +39 0535 83117 - www.serital.com

hello@saracimarosti.com

DEA, 110 ANNI DI LUSSO E PASSIONE

“Quest’anno a febbraio abbiamo festeggiato i 110 anni della nostra azienda, da molti conosciuta familiarmente come DEA, un esem pio tutto italiano di artigianalità, qualità, maestranze e sostenibili tà. A chi mi domanda cosa siamo o cosa facciamo, generalmente rispondo che trasformiamo la creatività in realtà nell’ambito del visual merchandising, vetrine speciali e astucci di lusso”. Così la presidente di Degli Esposti, Tiziana Preti, racconta l’importante traguardo dell’azienda di Toscanella di Dozza, in provincia di Bo logna.

Oggi l’azienda conta oltre 60 dipendenti e una superficie di circa seimila metri quadrati dedicati alla produzione manifatturiera con un fatturato in crescita costante. Gli obiettivi strategici e finanziari sono spesso alla base di molte scelte dei soci Tiziana Preti, Clau dio Zuffi e Paolo Melchiorri, ma il leitmotiv di ogni visione è far ri saltare l’abilità artistica “delle nostre mani”.

“La fiducia che le maison internazionali ci tributano”, continua Preti, “è un omaggio a una reputazione tutta italiana: l’esistenza di un tessuto di medie, piccole e microimprese artigiane che si pre sta giornalmente a creare il ‘bello’ in ogni sua espressione”.

“Il 2022 è un anno fondamentale, un punto di arrivo ma anche un nuovo inizio, nella consapevolezza che tanto è stato fatto da chi ci ha preceduto e tanto dobbiamo fare noi per continuare questa bellissima storia e portare avanti un’eredità che dura da più di un secolo. Siamo nati sotto il Regno d’Italia nel 1912 e la storia ha for giato la nostra resilienza: due guerre mondiali, la rinascita eco nomica degli anni Cinquanta, l’arrivo della televisione, lo sbarco sulla Luna, la tecnologizzazione dei computer, la guerra fredda e la caduta del muro di Berlino, il trattato di Maastricht e la nascita dell’Unione Europea, la globalizzazione e l’entrata in scena della Cina sul mercato europeo, i Lehman Brothers e la crisi economi ca mondiale, e ultima la pandemia Covid. In tutto questo, il nostro microcosmo si è evoluto seguendo tempi, mode, latitudini e longi tudini, gli oggetti di lusso confezionati dalle mani esperte dei nostri maestri si trovano in ogni angolo del mondo”. Durante le guerre non ci sono oro e argento per i gioielli: DEA fa astucci per posaterie. Corrado, Mike Bongiorno e Mario Riva fanno telequiz: DEA l’astuccio cappuccina per i trofei. Rinascita economica: la classe media italiana comincia ad arricchirsi e l’a

zienda di Toscanella crea astucci per le gioiellerie e li distribuisce tramite agenti di commercio. “Arrivano i computer”, sottolinea ancora Tiziana Preti, “ma alle autostrade digitali preferiamo seguire con lo sguardo le piste di cuciture che si rincorrono, amiamo ricoprire le anime degli astuc ci realizzate dai nostri falegnami esperti, accarezzando chilometri e chilometri di pelli, non ci stanchiamo mai di fare ricerca in ma teriali nuovi. E così via, fino ad arrivare a oggi. Oggi siamo grati ai nostri clienti della filiera moda e del lusso perché le sfide esteti che e tecniche che ci sottopongono hanno permesso di crescere con loro e per loro, nell’idea di una forte sinergia di intenti e di un percorso che ci permetta di tenere il passo ai loro desideri ed esigenze. Noi soci siamo altrettanto riconoscenti alla grande fa miglia DEA, poiché insieme a loro abbiamo vissuto periodi molto belli e abbiamo tenuto duro nei periodi più brutti. Tutti loro, oltre quelli che ci hanno preceduto e che oggi non ci sono più, hanno

contribuito ad assorbire gli urti della storia e della vita, aiutando a costruire l’azienda che siamo”, prosegue la presidente di Degli Esposti.

“Dopo tutto questo ci chiediamo ancora cosa vogliamo fare da grandi: vediamo un futuro più tecnologico e digitale, che si integri alla nostra identità, quella di una eccellenza artigiana nata per far risaltare la bellezza dei prodotti del mondo del lusso. Implemente remo servizi e approvvigionamenti nell’ottica di una sostenibilità di processo e di prodotto. Nel breve periodo ci certificheremo ISO14001 e FSC per garantire ai nostri clienti l’utilizzo rispetto so delle risorse naturali. Guardiamo con ottimismo gli anni che verranno, nella speranza che la professionalità caratterizzante questo tipo di lavorazioni venga sempre premiata da un mercato fluttuante ed incerto come quello attuale”, conclude Tiziana Preti.

vita industriale

fare 29

EMIRATES FESTEGGIA

30 ANNI DI VOLI

IN ITALIA

Con l’attenuarsi degli effetti della pande mia in tutto il mondo, sempre più passeg geri hanno ricominciato a viaggiare. Da vanti a un mercato in ripresa, Emirates si è confermata la più grande compagnia aerea internazionale del mondo: solo quest’esta te, infatti, ha trasportato oltre 10 milioni di passeggeri su quasi 35.000 voli verso 130 destinazioni. Un importante indice di ripresa della compagnia e di fiducia da par te di chi sceglie di viaggiare con Emirates. Con il nuovo anno in arrivo, Emirates ha voluto tracciare una linea di quanto fatto in questi mesi, a partire dalle novità rela tive al nostro Paese. Quest’anno, infatti, la compagnia aerea ha festeggiato i 30 anni di servizio a Roma. Dal primo volo nel 1992, Emirates ha continuato a rafforzare la sua partnership con l’Italia: avviando servizi diretti anche verso Milano, Venezia e Bo logna, consolidando il suo ruolo strategico nell’agevolare gli scambi da e per Dubai e aiutando le aziende del territorio a raggiun gere i mercati più vitali del mondo. In Italia, inoltre, Emirates ha recentemente lanciato anche un’ampia campagna di recruiting per personale di bordo e piloti. Ma il 2022 è stato anche l’anno delle innovazioni che hanno interessato a livello globale la com pagnia aerea la cui rete, attualmente, com prende oltre 130 destinazioni all’interno di sei continenti. “Con l’obiettivo di essere all’avanguardia e migliorare ulteriormente l’esperienza di volo, Emirates ha investito oltre due miliardi di dollari per offrire pro dotti e servizi sempre più premium. Come nuovi menù, arricchiti da scelte di piatti vegani e da filiera sostenibile; champagne e caviale experience, nonché la possibilità di volare scegliendo di guardare film ad alta quota. In particolare, per offrire ai passeg geri un’esperienza cinematografica memo rabile e personalizzata, la compagnia ha in vestito oltre 350 milioni di dollari nella sua flotta di 50 A350 per equipaggiarli con so luzioni di intrattenimento in volo di nuova generazione”, spiegano da Emirates. A que sto si aggiunge che per il personale di bordo è stata avviata una formazione specializzata

sull’hospitality, mentre 120 aeromobili sa ranno oggetto di un ammodernamento de gli interni in tutte le classi. Infine, è prevista l’installazione di posti nella nuova classe di volo Premium Economy, già disponibile in alcune rotte come quelle per New York JFK, San Francisco, Melbourne, Auckland e Singapore. La compagnia aerea ha anche intensificato le operazioni per soddisfare la domanda dei clienti durante il periodo post-pandemia, ripristinando le tratte gior naliere per Londra Stansted, aumentando i voli verso i luoghi di relax come Seychelles, Maldive e Messico e incrementando di ul teriori 30 rotte tra Europa, Asia e Medio Oriente i voli del suo A380. A giugno, in fine, Emirates ha aggiunto alla sua rete Tel Aviv e a settembre ha avviato una partner ship di codeshare con United, offrendo ai propri clienti l’accesso a centinaia di nuove destinazioni.

EUROSETS PRESENTA COLIBRÌ, IL PIÙ LEGGERO DISPOSITIVO SALVAVITA

Si chiama, non a caso, Colibrì ed è il più leggero dispositivo salvavita, in grado di sostituire temporaneamente la funzione cardiaca e polmonare di pazienti adulti, pediatrici, neonatali. A lanciarlo, in occa sione della 36esima edizione del congresso europeo EACTS (European Association for Cardio-Thoracic Surgery) che si è svolta a Milano nell’ottobre scorso, è stata Eurosets, l’azienda con sede a Medolla, in provincia di Modena, punto di riferimento nella

progettazione, produzione e commercia lizzazione di dispositivi medici avanzati. A meno di due anni dal lancio sul mercato di ECMOlife, Colibrì integra ed espande il portafoglio prodotti di Eurosets introdu cendo una tecnologia innovativa, indicata all’uso in diverse applicazioni terapeutiche, tra cui la rianimazione cardiopolmonare extracorporea (E-CPR) in caso di arresto cardiaco, l’ossigenazione extracorporea a membrana (ECMO) e il supporto circola torio meccanico (MCS). “I casi di arresto cardiaco in Europa ogni anno sono circa 400mila, con percentuali di sopravvivenza pari al 5%-10%. Dispositivi per ECMO come Colibrì verranno sempre più impie gati nelle procedure di rianimazione cardio polmonare (RCP) all’interno della ‘catena della sopravvivenza’, realizzando un vero e proprio percorso salvavita per l’arresto car diaco. Si ipotizza che grazie all’impiego di questi dispositivi la percentuale di soprav vivenza possa arrivare al 60%”, spiegano da Eurosets. “Dotato di una pompa centrifuga a levitazione magnetica e di un dispositi vo in grado di ossigenare artificialmente il sangue, Colibrì è il device per supporto cardio-respiratorio più leggero e compatto sul mercato, ideale in tutti gli scenari in cui la trasportabilità intra ed extra-ospedaliera sono determinanti, comprese le operazioni di soccorso più estreme. Le sue dimensioni minime, l’ergonomia ottimale e la possi bilità di essere collocato all’interno di uno speciale zaino indossabile, munito anche di gancio verricellabile, ne permettono infatti il trasporto in modo estremamente agevo le ovunque si trovi il paziente, rendendo così Colibrì il sistema più versatile nel suo

vita industriale

30 fare

ambito applicativo”, evidenziano ancora dall’azienda. Oltre che sui pazienti adulti, il dispositivo, grazie a una pompa centrifuga dedicata, può essere utilizzato su pazienti in età pediatrica o addirittura neonatale. In questi casi, si interviene per problema tiche legate a gravi patologie congenite a carico dell’apparato cardiocircolatorio o cardiorespiratorio. In aggiunta all’estrema trasportabilità e alla capacità di sostituirsi temporaneamente alle funzioni del cuore e del polmone, Colibrì permette un monito raggio avanzato della procedura in corso, ed è fornito di una connessione Wi-Fi che ne consente l’osservazione dei parametri vitali anche da remoto, garantendo così maggiore sicurezza e affidabilità per gli operatori sani tari. Colibrì è attualmente in fase di intro duzione controllata in alcuni centri europei selezionati, al termine della quale seguirà un lancio commerciale aperto a tutto il mer cato europeo e internazionale. “Due anni dopo il successo del lancio di ECMOLife, che ha supportato pazienti critici in più di 40 Paesi nel mondo, il portafoglio di Eu

rosets si amplia con il lancio di Colibrì, un sistema innovativo il cui potenziale potrà rivoluzionare le procedure di rianimazione cardiopolmonare e fornire un importante contributo in termini di aumento della per centuale di sopravvivenza”, afferma Antonio Petralia, CEO e vicepresidente esecutivo e direttore tecnico-scientifico di Eurosets.

FARMA AL FIANCO DEI DIPENDENTI CON LE INIZIATIVE DI WELFARE

FARMA conferma il proprio impegno nella promozione di numerose azioni di welfare aziendale. L’impresa di Medicina, in provincia di Bologna, specializzata nella progettazione e produzione di componenti per l’automotive, anche nel 2022 ha infatti attivato una serie di servizi alla persona per favorire il benessere dei propri collaborato ri e migliorarne la qualità di vita. Tra que sti, l’erogazione del premio welfare di 250 euro in buoni spesa e 100 euro in buoni benzina nel mese di giugno e ulteriori 100 euro in buoni benzina nel mese di ottobre, mentre novembre vedrà l’erogazione a tutti i dipendenti in forza di un premio di ap partenenza di 300 euro. Iniziative, queste, che vanno ad aggiungersi all’assistenza sani taria integrativa che FARMA ha introdotto ben prima che la sua istituzione divenisse un obbligo per le aziende. “Siamo convinti che il benessere dei lavoratori rappresenti uno degli aspetti fondamentali per la cre scita e lo sviluppo di un’impresa; a maggior ragione in un momento storico così diffi cile e impegnativo come quello che stiamo attraversando, la qualità di vita e di lavoro

dovrebbero rappresentare una priorità asso luta per tutte le imprese. FARMA ha deciso di contribuire, in linea con le proprie di sponibilità, offrendo un aiuto quanto più concreto possibile alle proprie persone”, commenta Antonio Dolgetta, amministra tore delegato dell’azienda. Dal 1975 FAR MA progetta e produce tappi, bocchettoni, filtri e relativi accessori per i serbatoi car burante e AdBlue delle migliori marche di trattori, camion, bus e macchine movi mento terra. “Inizialmente il nostro mer cato di riferimento era l’aftermarket ma, grazie alle nostre capacità di innovazione e adattamento alle esigenze dei nostri clienti, oggi nel nostro settore siamo un punto di riferimento per i maggiori primi impianti a livello internazionale”, sottolinea l’ammi nistratore delegato di FARMA. L’impegno dell’impresa bolognese nell’offrire soluzioni tecnologiche all’avanguardia, la capacità di risolvere le più disparate problematiche e la costante attenzione alle nuove normative le hanno nel tempo consentito di sviluppare un’ampia gamma di prodotti e soluzioni pensati per andare in contro alle necessità di numerosi settori quali ad esempio auto motive, serramenti, oleodinamico, medi cale, alimentare ed elettronico. Da sempre molto attenta alla cura del dettaglio e al controllo qualitativo della filiera produtti va, negli anni l’azienda ha investito nella realizzazione di una propria fonderia per lo stampaggio di componenti in zama, di un reparto di stampaggio a iniezione plastica e di un’attrezzeria per la costruzione e la manutenzione degli stampi, che rendono possibile una grande flessibilità nelle perso nalizzazioni. “Comuni denominatori delle divisioni FARMA sono precisione, innova zione, affidabilità ed elevati standard quali tativi”, conclude Antonio Dolgetta.

vita industriale

fare 31
Sopra: Ettore Sansavini e Antonio Petralia al lancio del dispositivo salvavita Colibrì Sopra: una veduta dello stabilimento FARMA

individuare i Campioni Italiani di Supply Chain: dopo una prima fase di qualificazio

DIASTECA, DA 30 ANNI ALL’AVANGUARDIA NEI SISTEMI DI AUTOMAZIONE

Una festa colorata e allegra, il 1° ottobre scorso, ha celebrato i primi 30 anni di vita e aperto il nuovo decennio per Diaste ca, ricco di progetti e ambizioni. L’azienda nasce nel 1992 da un’idea imprenditoriale di Paolo Steffanini, amministratore e titolare, che ha saputo costruire una realtà solida e affermata nel settore dell’automazione e, in particolare, nell’ambito del le piattaforme aree e gru. Inizialmente con sede a San Pos sidonio, Diasteca si è poi trasferita a Mirandola, sempre in provincia di Modena. È specializzata nella progettazione e nella realizzazione di im pianti di automazione elettrici, elettronici e oleodinamici; svi luppo software e hardware custom in grado di soddisfare ogni singolo cliente; produzione, collaudo e installazione impianti bordo macchina.

L’impresa, con gli attuali 47 dipendenti chiuderà il 2022 con un fatturato che arriverà a 10 milioni (erano 4,5 nel 2017 senza oleodinamica) e investe in ricerca ogni anno il 5% del proprio fatturato.

“Sono orgoglioso di avere trasformato, in questi anni, Dia steca da impresa artigianale ad azienda con elevati standard qualitativi con soluzioni tecnologiche e gestionali innovative. Per restare competitivi ed emergere in un mercato globale se lettivo occorre continuamente investire in ricerca e sviluppo coniugando efficienza e flessibilità per la massima soddisfa zione del cliente”, afferma Steffanini. Nel 2018 Diasteca ha acquisito l’azienda di assemblaggio Oleodinamico Rms, con l’obbiettivo di offrire alla clientela un servizio completo che integra elettronica e oleodinamica in particolare nel bordo macchina. Una ulteriore dimostrazione di quanto la sfida per il futuro dell’azienda sia da considerare l’investimento nella continua ricerca di soluzioni tecnologiche ad alto livello, nella digitalizzazione per il controllo da remoto e nella qualificazione di prodotti rientranti nell’industria 4.0. L’attuale offerta al mercato di Diasteca comprende proget tazione e realizzazione di sistemi elettronici personalizzati,

ne, che si è te nuta du ran te l’in tero

di di Trento, Università degli Studi di Siena, Uni versità de gli Stu di di Mo de na e Reg gio

anno accademico 20212022 e che ha preso il nome di Italian League, i team vincitori di ogni tappa sono stati i prota gonisti dell’evento finale organizzato a Modena, lo scorso settembre: le Finals 21-22. Gli Atenei che hanno partecipa to sono stati: Sapienza Università di Roma, Università della Calabria – Cosenza, Università degli Studi di Bergamo, Politecnico di Milano, Politecnico di Torino, Università degli Studi di Napoli Parthenope, Uni versità degli Studi di Par ma, Università degli Stu

sviluppo hardware e software, fornitura di dispositivi loT, in stallazione e collaudo, servizio post-vendita, assemblaggio e vendita di componenti oleodinamici e kit completi elettrici e oleodinamici.

“Servizi quali il controllo dello stato della macchina o di al cune sue parti da remoto e aggiornamento a distanza dei software a bordo macchina sono solo alcuni esempi delle innovazioni messe a disposizione dei clienti grazie ad anni di ricerca e sviluppo. Per questo e per molto altro Diasteca ha visto crescere nel tempo il proprio mercato grazie alla forza del prodotto che sta nel fornire l’alta tecnologia coniugata a una semplice installazione”, riprende Steffanini.

“L’IOT (Internet delle Cose) è la rete di oggetti fisici che di spongono della tecnologia per rilevare e trasmettere infor mazioni sul proprio stato o sull’ambiente esterno. I vantaggi dell’IOT Diasteca connect sono molteplici, a cominciare dalla riduzione dei costi di assistenza tecnica, ma non solo: per mette anche di effettuare check dello stato di funzionamen to, la manutenzione programmata, gli interventi a distanza, così come gli aggiornamenti a distanza dei software a bordo macchina, la geolocalizzazione”, prosegue l’amministratore di Diasteca.

Il dinamismo e la determina zione che contraddistinguono il team Diasteca hanno per messo di affrontare e supe rare anche un evento che ha messo in ginocchio tutta la bassa modenese, il terremo to del 2012. “Dopo questi fatti tragici che ci hanno coinvolto abbiamo saputo rinnovarci, sempre guardando al futuro”, conclude Paolo Steffanini.

Emilia. Durante la competizione gli stu denti coinvolti si sono sfidati al Supply Chain Game, uno strumento simulativo e di formazione, sviluppato da Makeitalia, che ha l’obiettivo di far ricoprire ai suoi giocatori i principali ruoli aziendali che impattano la catena di fornitura e di valu tare le conseguenze delle loro decisioni sulle performance dell’azienda. Uno strumento formativo che, inoltre, sperimenta la capa cità di lavorare in team. La sfida finale ha decretato il team vincitore assoluto della prima edizione del Campionato Nazionale di Supply Chain: il team dell’Università de gli Studi di Bergamo, composto da Lorenzo Cavagna, Andrea Coli e Roberto Fradegra da. “Ringraziamo Makeitalia e i partner per averci dato questa opportunità. È stata per noi un’iniziativa inusuale: in cinque anni di Università non ho mai fatto un’esperienza di questo genere. Un’esperienza che ti por ta dalla teoria alla pratica”, com menta Roberto Fredegrada, uno degli studenti del team vincitore. Sul secondo gradino del podio il team dell’Università degli Studi di Trento, composto da Alessandra Fronza e Angela Tessari, mentre si è aggiudicato il terzo posto il team del Politecnico di Milano, con gli studenti Giorgio Burini e Fran co Chiriacò. L’evento ha, inoltre, dato agli studenti l’opportunità di confrontarsi con le aziende partner dell’iniziativa, attraverso incontri conoscitivi e prove

vita industriale

32 fare

GRUPPO FERVI, NEL TERZO TRIMESTRE 2022 CRESCITA RECORD DI FATTURATO

Forte crescita dei ricavi consolidati del terzo trimestre 2022, che arrivano a 41,7 milio ni di euro, in aumento del 77,3% rispetto al terzo trimestre 2021, anche grazie alla mirata strategia di crescita per linee ester ne perseguita dalla società. Sono i princi pali dati economici del Gruppo modenese Fervi che, oltre all’azienda omonima, con trolla anche Rivit, Ri-flex Abrasives e Vogel Germany, e la cui relazione finanziaria se mestrale, chiusa al 30 giugno 2022, è stata approvata dal Consiglio di Amministrazio ne. Al termine del terzo trimestre 2022, il

Gruppo Fervi, quotato sul mercato Euro next Growth Milan, segna il record storico di ricavi consolidati del periodo. L’incre mento è da attribuire principalmente al consolidamento della società Rivit, acqui sita a settembre 2021. La posizione finan ziaria netta consolidata, negativa (indebita mento) per circa 11,2 milioni di euro, si è incrementata rispetto al dato al 30 giugno 2022 (negativa per 10,4 milioni di euro) per effetto dell’investimento in capitale cir colante necessario a far fronte all’aumento dei volumi di vendita. Nel commentare l’andamento del Gruppo, Roberto Tunioli, presidente e amministratore delegato, ha dichiarato: “Prosegue molto rapidamente e con successo il lavoro di integrazione delle società del Gruppo Fervi presentando una crescita di fatturato record”. In un contesto macroeconomico globale ancora incerto,

caratterizzato dal progressivo accentuarsi di fenomeni inflattivi resi ancora più signifi cativi dall’andamento del tasso di cambio dollaro-euro, il Gruppo si è prontamente attivato per contrastare gli effetti degli au menti dell’energia e delle materie prime (in particolare acciaio e ferro) che ha portato ad una richiesta di aumento dei prezzi da parte dei nostri fornitori. Si rileva anche un significativo incremento dei noli nave dalla Cina che iniziato a dicembre 2020 è pro seguito fino a prima dell’inizio dell’estate 2021 per poi attestarsi sui massimi livelli, invertendo il trend solamente nella parte fi nale del semestre in esame. Sono stati inol tre rivisti e comunicati ai clienti aumenti di listino dei prezzi di vendita necessari a sal vaguardare la marginalità. La complessa e volatile situazione macro economica viene costan temente monitorata dalla Direzione, anche attraver so il CIS (Comitato di Sor veglianza) recentemente costituito a cui partecipa no i dirigenti apicali e re golarmente invitati mem bri del CdA e del Collegio della Capogruppo, al fine di accelerare eventuali pro cessi correttivi qualora se ne ravvisassero le necessità. Anche nel contesto attua le di incertezza, il Gruppo proseguirà la propria strategia di crescita focalizzata, tra l’altro, sul costante impe gno all’espansione dell’offerta di prodotti a catalogo e di supporto ai clienti, sulla massimizzazione della profittabilità, anche attraverso un’attenta politica di controllo dei costi, mantenen do la solidità patri moniale e finanziaria che contraddistingue le aziende del Grup po. Il Gruppo Fervi, composto da Fervi e dalle controllate Rivit, Ri-flex Abrasi

ves e Vogel Germany, è attivo nel settore della fornitura di attrezzature professionali principalmente per l’officina meccanica, l’officina auto, la falegnameria, il cantiere e dei prodotti inclusi nel mercato cosiddetto “MRO” (Maintenance, Repair and Opera tions), ossia fornitura di attrezzature al ser vizio dei professionisti della manutenzione e riparazione. L’operatività del Gruppo co pre poi anche il segmento di mercato “Do it yourself”, o DIY, vale a dire il mercato dei prodotti per il fai-da-te in ambito casa lingo e di bricolage, rivolto a hobbisti e in generale soggetti che utilizzano gli utensili Fervi a fini non professionali.

FIORI MECCANICA OTTIENE

LA CERTIFICAZIONE IATF 16949 PER L’AUTOMOTIVE

Uno standard specifico per l’industria au tomobilistica, che fornisce i requisiti del sistema di gestione della qualità per il mi glioramento continuo, la prevenzione dei difetti e la riduzione delle variazioni e degli sprechi nella catena di fornitura. È la certi ficazione IATF 16949, che aiuta le aziende a migliorare i processi e la qualità del pro dotto; ridurre la necessità di più audit di seconda e terza parte; aumentare la fiducia e garantire la credibilità quando si fa un’of ferta per contratti di sourcing globale. La certificazione è applicabile alle realtà pro duttrici di componenti, assemblaggi e parti destinati all’industria automobilistica, co prendo l’intera catena di fornitura in tutto il mondo. Tra le aziende che possono gode

vita industriale

fare 33
Franca Nannuzzi e Cristian Fiori di Meccanica Fiori

re dei suoi vantaggi c’è anche Fiori Mecca nica, con sede ad Anzola dell’Emilia, alle porte di Bologna, realtà fondata da Aldo Fiori nel 1979 e specializzata nel settore dello stampaggio e della tranciatura di ma teriali a freddo. L’azienda, che nel 1999 ha tra l’altro certificato il proprio sistema qua lità in conformità alla norma UNI EN ISO 9002-1994, mantenendolo in continuo miglioramento e aggiornamento, è confor me alla certificazione IATF 16949: 2016 per la produzione di minuteria metallica in materiale ferroso e non, mediante processi di tranciatura, piegatura, tornitura e assem blaggio su disegno del cliente. In partico lare, oltre allo stampaggio, alla tranciatura e al collaudo di particolari su disegno del cliente e le eventuali successive lavorazio ni, Fiori Meccanica annovera tra le proprie principali attività la tornitura automatica da barra di particolari meccanici, la costru zione di stampi e attrezzature per la realiz zazione di particolari su disegno del cliente, lavorazioni parziali o totali alle macchine utensili e montaggi e assemblaggi di vario genere. Oltre ai normali strumenti di misu ra e controllo, l’azienda impiega una mac china di misura a coordinate (CMM) con software dedicato Part Manager-Win, uno spessimetro elettronico per rivestimenti superficiali amagnetici su base magnetica, un rugosimetro elettronico, un microduro metro elettronico, un microscopio elettro nico, un proiettore di profili, una bilancia elettronica, un software SICOP3 relativo al collaudo accettazione e un software ge stionale. L’attuale parco macchine di Fiori Meccanica è costituito da presse eccentriche a collo di cigno e doppio montante, presse pneumatiche, macchine per assemblaggio dedicate; tornio automatico CNC; saldatrici a proiezione manuali; filettatri ci, alesatrice, ribattitrici, tra pani e buratti (vibrochimica e rotobarile), centro di lavoro, rettifica, tornio parallelo, fre satrice e lapidello (per attività di costruzione e manutenzio ne delle attrezzature). “Siamo dotati di un parco macchine aggiornato, a disposizione di personale esperto, caratteriz zato da una universalità d’uso

che ci consente di avere un flusso produtti vo flessibile per soddisfare più velocemente le richieste del cliente e far fronte a esigenze diversificate. In questo senso, la certifica zione IATF 16949: 2016 rappresenta un importante riconoscimento della nostra professionalità e della nostra competenza”, evidenziano da Fiori Meccanica.

FIVE ENTRA NEL CONSORZIO SBMC

FIVE - Fabbrica Italiana Veicoli Elettrici, gruppo bolognese nato con l’obiettivo di rilocalizzare la produzione di biciclette e ci clomotori elettrici dalla Cina all’Italia che, in pochi anni, è diventato il punto di riferimen to per la mobilità elettrica ed ecologica con i marchi Italwin e Wayel, ha deciso nei mesi scorsi di unirsi al consorzio SBMC (Swap pable Batteries Motorcycle Consortium) come produttore di batterie, per espande re la produzione di batterie non solo per i propri marchi, ma anche per collaborazioni OEM di motocicli. “Siamo molto orgogliosi di far parte del consorzio SBMC. In quattro anni abbiamo prodotto più di 15mila bat terie per le nostre bici elettriche e abbiamo deciso di espandere la nostra attività come produttori di batterie per motocicli elettri ci”, afferma Fabio Giatti, CEO di FIVE. Mentre l’elettrificazione a livello globale per ridurre le emissioni di anidride carbonica sta accelerando, l’industria motociclistica intende espandere l’utilizzo dei motocicli

elettrici. Per finalizzare questa espansione, numerose sfide tra cui l’aumento dell’auto nomia, riduzione dei tempi di ricarica e i costi dei veicoli e delle infrastrutture devono essere ancora superate. Il consorzio SBMC è stato avviato dai principali player mondiali dell’industria motociclistica e dei ciclomoto ri proprio al fine di accelerare la diffusione di tali veicoli elettrici. L’ambizione è quella di promuovere la standardizzazione a livello industriale delle batterie intercambiabili e dei sistemi di scambio batterie, oltre alle in frastrutture per l’uso comune di tali sistemi, garantendo che i motocicli e i ciclomotori possano continuare a giocare un ruolo chia ve nella mobilità futura. Il consorzio SBMC punta a sviluppare delle specifiche tecniche standard dei sistemi di batterie intercambia bili; testare e confermare l’uso comune dei sistemi di batterie; realizzare e promuovere le specifiche comuni del consorzio come stan dard presso organismi di standardizzazione europei e internazionali; estendere a livello globale l’utilizzo delle specifiche comuni del consorzio. Entrando a far parte del consor zio SBMC, FIVE condivide la propria espe rienza come produttore di batterie per bici clette elettriche e potrà entrare nel mercato dei ciclomotori e dei motocicli. “Creare uno standard per le batterie, condiviso dalla mag gior parte dei marchi di motocicli, è l’unico modo per far sì che i clienti si fidino di più dei motocicli elettrici ottenendo una mag giore sicurezza e garanzia di durata dei veico li”, rimarca Fabio Giatti. A metà novembre il gruppo FIVE, che a Bologna possiede uno stabilimento che segue i principi della logica ZEB (Zero Energy Building), ha preso parte a EICMA 2022, la 79esima edizione dell’E sposizione internazionale delle due ruote che si è svolta a Milano Rho-Fiera. Per l’occa sione, ha presentato importanti novità agli appassionati di e-bike. La sezione delle bici elettriche, con i marchi Wayel e Italwin, ha fatto bella mostra di sé attraverso la nuova bici per il delivery leggero E-RIDER, un prodotto progettato e realizzato apposita mente per chi fa le consegne, e la X-PLÖR con la sua batteria a lunga percorrenza e il potente motore FIVE F110. L’esposizione è stata corredata dagli scooter elettrici Wayel e dalla minicar elettrica Eli ZERO Plus, l’e lettrica versatile con la sua autonomia fino a 100 km.

vita industriale

34 fare
Fabio Giatti, CEO di FIVE
conoscere competere crescere Elaborare conoscenza è una scelta strategica per l’industria di successo . PERIZIE PER LE INDUSTRIE, TRASFERIMENTO TECNOLOGICO, ENERGIA, SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE. per la ricerca e la sostenibilità industriale SINERGIE TECNOLOGICHE Srl - Via A. Dal Prato, 82 - 48014 Castel Bolognese (RA) T/F: +39 0546 657002 info@sinergietecnologiche.it | www.sinergietecnologiche.it ✓ CREDITO D’IMPOSTA SULLA RICERCA E INNOVAZIONE ✓ PIANIFICAZIONE E GESTIONE DEI PROGETTI DI RICERCA ✓ CREDITO D’IMPOSTA INVESTIMENTI INDUSTRIA 4.0 ✓ PERIZIE RIVALUTAZIONE BENI STRUMENTALI ✓ CREDITO D’IMPOSTA FORMAZIONE 4.0 INGEGNERI SPECIALIZZATI IN R&S&I ✓ Ing. Dario Carloni | Certificato RAB-4237-IT20 ✓ Ing. Giuseppe Lucisano | Certificato BOB-4236-IT20 ✓ Ing. Paolo Brandolini | Certificato BOB-4217-IT20 www.gommadacancellare.it

DEL MAESTRO

“Voglio raggiungere il maggior numero di persone possibile con il messaggio della musica, della meravigliosa opera”. Queste erano le parole pronunciate dal figlio di un panettiere modenese, cresciuto fino a di ventare il più famoso cantante d’opera del la sua epoca: Luciano Pavarotti. Il Maestro ha usato il suo grande talento per portare l’opera a un pubblico mondiale di milioni di persone: ha infranto barriere e confini, ha trasceso i teatri per arrivare ai grandi spazi aperti, cantando in luoghi mai utiliz zati prima per questo scopo, come le arene sportive e i grandi parchi. Fuori dall’or dinario in molti modi diversi, la sua voce spettacolare, insieme al suo disarmante carisma, ha toccato il cuore di tanti, e la sua generosità non ha avuto limiti. Tutti questi notevoli traguardi collocano Lucia no Pavarotti nell’olimpo degli artisti, ma l’eredità più significativa che ci ha lasciato è racchiusa nell’importanza di promuove re la cultura per far progredire la società in cui viviamo e il dovere di condividere con gli altri passione, conoscenza e talen to. La Fondazione Luciano Pavarotti ispira la propria attività ai valori che il Maestro ha coltivato. “È un ente senza scopo di lu cro, volto a preservare la memoria umana e artistica del Maestro e a promuovere e diffondere, con finalità di divulgazione, istruzione, educazione, formazione e ar ricchimento culturale, la conoscenza del nome, della vita e delle opere del Maestro Luciano Pavarotti e delle opere liriche in generale. La Fondazione nasce anche con lo scopo di aiutare i giovani talenti, che si affacciano al canto lirico, a perfezionarsi e, successivamente, a trovare opportunità per farsi ascoltare e conoscere”, spiegano dalla Fondazione. Per raggiungere questi obiettivi, la Fondazione ha deciso di rea lizzare una sorta di ‘monumento’ perma nente della vita del tenore, trasformando la villa modenese, sua ultima residenza, in un museo. “Il Maestro ne sarebbe stato felice perché, così facendo, il suo imperi turo ricordo affonderà per sempre le radici nella terra modenese, da lui tanto amata”,

spiegano ancora dall’ente modenese. “La villa di Modena è stata costruita secondo gli specifici dettami e desideri del Maestro; questa villa è la dimora che riflette in ogni dettaglio la personalità di colui che l’ha ispirata, che custodisce gli oggetti di cui amava circondarsi, che racchiude i ricordi delle sue giornate spese in compagnia della famiglia, degli amici con cui giocava a car te, degli allievi a cui impartiva lezioni di canto. La visita a questa casa consente di scoprire il grande tenore alla luce più inti ma e calda delle sue stanze, di avvicinarsi garbatamente alla sua memoria ammiran do i suoi oggetti personali, conoscendo le sue abitudini quotidiane, scoprendo l’uomo di casa smessi i panni del grande artista”, rimarcano dalla Fondazione Lu ciano Pavarotti. Gli amanti dell’opera, e non solo, che visitano la casa-museo, han no la possibilità di ammirare i suoi abiti

di scena più famosi, le foto e i video che hanno scandito il suo cammino artistico, gli innumerevoli premi e riconoscimen ti, i cimeli di una carriera lunga più di quarant’anni nei teatri d’opera di tutto il mondo. Per tutti i giovani che si avvicina no al canto lirico il nome di Pavarotti è stato e rimane un punto di riferimento e la sua storia è fonte di ispirazione. Per questa ragione, anche i talenti emergenti dell’o pera sono al centro della ‘missione’ della Fondazione e la Casa Museo rappresenta il luogo d’incontro d’eccellenza, poiché essi hanno l’opportunità di esibirsi nei nume rosi eventi e rassegne che la Fondazione organizza.

FURLOG, SOLUZIONI SU MISURA DI TRASPORTO FERROVIARIO

Un servizio ferroviario con partenza setti manale da Milano per Russia, Bielorussia, Kazakistan, Uzbekistan, Turkmenistan e Mongolia. È quello che offre la società modenese Furlog, operatore di trasporto multimodale specializzato nell’organizza zione di traffico intermodale combinato. Furlog, offrendo servizi door-to-door, ri sponde alla sempre più crescente necessità del cosiddetto one-stop-shopping, ovvero il bisogno di avere in un’unica azienda il pun to di riferimento per la gestione dell’intera catena logistica. “Con centri operativi in Italia, Russia e Cina, Furlog offre alle azien de soluzioni su misura di trasporto ferro viario, traffico combinato gomma/rotaia, trasporto mare/aereo e logistica. Il tutto, con un’attenzione particolare all’Oriente: le tratte ferroviarie connettono infatti tut ti i Paesi europei alla Russia, ai Paesi Csi, alla Cina e al Sud Est asiatico, rendendo il trasporto ferroviario la soluzione ideale per raggiungere anche le mete commerciali più lontane. Per quanto riguarda le esigenze logistiche, Furlog è in grado di supportare le aziende clienti gestendo direttamente la merce in transito nei magazzini e offren do servizi di deposito e di movimentazio ne di container e casse mobili”, spiegano dalla società modenese. Importante punto di forza dell’azienda è l’alto livello dell’as

vita industriale

fare 37

FELMAR, MEZZO SECOLO DI PASSIONE PER LE CUCINE

La costituzione ufficiale di Felmar è del 1972 e avviene grazie all’intraprendenza e al coraggio di due fratelli che decidono di dare corso alla propria avventura imprenditoriale e fondano quella che oggi, con passi piccoli ma decisi, è diventata l’a zienda che da 50 anni è presente su tutto il territorio nazionale come produttrice di cucine e mobili multiuso.

L’azienda, da sempre a solida conduzione famigliare, sviluppa negli anni una moderna area produttiva a Limidi di Soliera, in provincia di Modena, e un ampio show room con lo spazio de dicato ai professionisti dell’arredamento e delle cucine com ponibili.

“Felmar ora può contare su un motore potente e affidabile, il proprio capitale umano”, sottolinea Donatella Pecchini, CEO di Felmar. “La squadra è motivata e tenace, ma soprattutto unita nell’intraprendere un percorso tanto faticoso quanto ricco di soddisfazioni. L’azienda festeggia il suo cinquantesimo anni versario di attività, ma i valori che la muo vono non sono mai cambiati. Molti dipen denti sono cresciuti insieme all’azienda e oggi affiancano all’impegno di sempre una professionalità matura”. Felmar con i suoi prodotti di qualità si avvale dei fornitori migliori presenti sul mercato, per avere un prodotto finito sartoriale di design su misura a partire dalle prime fasce di prezzo. “All’interno dello stabilimento produttivo c’è un per sonale tecnico altamente qualificato per realizzare i progetti e rispondere a ogni tipo di esigenza del cliente. Le tempisti che di consegna sono da sempre veloci e precise. Siamo un’azienda dinamica e ricettiva alle esigenze del mercato fuori dalle ingessature della grande dimensione. Ci rivolgiamo alle figure nel campo dell’ar redamento che desiderano dare un servizio di progettazione al cliente finale, potendo scegliere molteplici finiture, in modo da proporre il ‘proprio’ progetto personale in relazione alla tipolo gia del cliente. Recentemente abbiamo stretto una forte colla borazione con Ceramiche Marazzi e The Top Marazzi per tutto quello che riguarda il top in gres. Crediamo molto in questa par tnership a chilometro zero e riteniamo sia un plus per la nostra affezionata clientela”, prosegue Pecchini.

sistenza, grazie al customer service madre lingua italiano, inglese, cinese e russo e a desk operativi nei Paesi in cui Furlog opera. Completano l’offerta i servizi di assistenza doganale, la messa a disposizione dell’equi pment necessario (come container di varia tipologia), e altri servizi di valore aggiunto

Felmar garantisce anche un servizio di assistenza e ricambio alla cucina, dando possibilità di poterla rinnovare con il solo cambio di alcuni elementi.

“La nostra mission si racchiude in tre parole: qualità, design e servizio. Abbiamo a disposizione il nostro programma grafi co personalizzato, 3cad evolution, per la gestione interna dei preventivi. La professionalità dei nostri addetti si è formata negli anni ed è il frutto di esperienze lavorative avvenute all’interno della famiglia Felmar e costantemente confronta te con i migliori brand italiani del settore”, aggiunge ancora Donatella Pecchini

La filosofia di Felmar è quella di fidelizzare e formare il perso nale interno al fine di una costante crescita aziendale orien tata alla ricerca e al mantenimento del servizio di alto livello “da sempre nostra punta di diamante”. L’azienda è in grado di seguire e supportare il professionista dell’arredamento offrendo un ampio ser vizio di customizzazione garantendo il “proprio” progetto personale. Donatella Pecchini ha scelto per la sua azienda di limitare al massimo l’uso del la plastica nel ciclo di confezionamento. Tutte le cucine sono imballate e spedite al 98% con imballaggi di cartone. Felmar è in attesa da parte di CSQA Certificazioni della conclusione dell’audit di campiona mento per il rilascio della certificazione FSC. “Siamo consapevoli che il tema am bientale sia quantomai attuale e non più rinviabile. Per questo, vogliamo dotarci sempre di più di certificazioni che comprovino la nostra atten zione ai materiali e alle procedure green. Vogliamo contribu ire, nel nostro piccolo, all’obiettivo dell’abbassamento delle emissioni climalteranti del 55% entro il 2030 e di qui procedere all’azzeramento nel 2050. Le scelte di oggi costruiscono l’av venire delle nuove generazioni e per questo mettiamo davanti a tutto la salvaguardia del pianeta, la sua difesa e il rispetto della persona. Ogni azione contribuisce all’obiettivo finale, creando comunità sempre più attente al cambiamento clima tico e alla transizione energetica”, conclude il CEO di Felmar.

come le soluzioni assicurative ‘all inclusive’, per tutelare i clienti dal rischio di danni e furti, e un attento servizio di monitorag gio ‘track & tracing’ delle merci. “In con seguenza alle sanzioni varate nei confronti della Russia, lo scenario relativo ai traspor ti è profondamente cambiato negli ultimi

mesi”, sottolinea l’amministratore delegato di Furlog, Eleonora Buganè Pedretti. “Dap prima l’Ue ha chiuso i suoi porti all’intera flotta mercantile russa di oltre 2.800 navi. Per poi vietare agli operatori del traspor to su strada russi e bielorussi di entrare nell’Ue, anche per le merci in transito, il

vita industriale

38 fare
Donatella Pecchini, CEO di Felmar

che ha causato una forte riduzione dei mezzi disponibili e un aumento vertigino so del costo del trasporto stradale”. In que sto quadro il trasporto ferroviario rimane l’opzione più affidabile e competitiva. “Il nostro servizio parte tutte le settimane da Milano e arriva direttamente a Brest, dove prosegue per Mosca. Da Mosca è possibile rilanciare i singoli container per le princi pali stazioni ferroviarie russe, bielorusse, kazake, uzbeke, del Turkmenistan e mon gole”. Le principali commodity trasportate sono materiali per l’edilizia (la ceramica in primis), mobili e arredo, arredo bagno, ali mentare (sia per uso umano che animale), bevande alcoliche. “Ovviamente, prima di prendere in carico il trasporto è necessa rio controllare attentamente che la merce non sia soggetta a sanzioni, tramite la ve rifica del codice doganale, e che le aziende esportatrici e importatrici e i membri dei loro consigli di amministrazione non sia no collegati a individui o aziende in black list”, conclude l’amministratore delegato Buganè Pedretti.

GMM ENTRA NEL GRUPPO AXEL JOHNSON INTERNATIONAL

Il Gruppo svedese Axel Johnson Interna tional ha finalizzato lo scorso ottobre l’o perazione di acquisizione delle quote di maggioranza di Gmm Group, azienda di Fiorano Modenese, nella provincia di Mo dena, attiva nella distribuzione di compo nenti meccanici per il settore ceramico. Il Gruppo Gmm, fondato nel 1973 da Attilio Milani, costituisce oggi un punto di riferi mento per il settore ceramico nazionale e internazionale. Forte di un’ampia offerta di soluzioni e componenti industriali, l’azien da è cresciuta costantemente negli anni, anche grazie all’ingresso in nuovi settori strategici quali il food & beverage e il bio medicale, sviluppando una presenza impor tante su tutto il territorio emiliano. Grazie all’entusiasmo e alla visione lungimirante del fondatore, nonché della seconda gene razione rappresentata da Silvia e Luca Mila ni, l’azienda fioranese ha intrapreso nel cor so degli anni una strategica diversificazione verticale, entrando nel mondo dei servizi manutentivi specializzati. Nel 2016, infat ti, ha acquisito l’azienda Bbm Industrial Maintenance, che si occupa dei servizi di predictive maintenance e global service ed è pioniera nell’offerta di soluzioni di con dition monitoring nell’industria ceramica. Nello stesso anno ha fondato Gmm Usa, la filiale americana situata a Clarksville, in Tennessee, nel cuore della ceramic val ley statunitense, al fine di offrire i servizi del Gruppo anche oltreoceano. Nel 2020 è infine arrivata l’acquisizione della società E. Malaguti, specializzata nella rigenerazio ne di componenti elettromeccanici, con il

chiaro obiettivo di supportare l’economia circolare industriale. Oggi il Gruppo Gmm conta sul fondamentale supporto di circa 50 collaboratori, ha registrato nel 2021 un fatturato di circa 18 milioni di euro e pre vede per l’anno in corso di superare i 20 milioni. La filosofia industriale del Gruppo Gmm, da sempre focalizzata nella proposta di soluzioni innovative volte all’efficienza produttiva e alla sostenibilità industriale, ha trovato perfetto riscontro nel progetto e nella visione del gruppo svedese. Il Gruppo Gmm è stato assistito nell’operazione da un team guidato, per la parte finance, da Fede rico Bacchiega, partner dello Studio MBL Pro di Modena, mentre per tutti gli aspetti legali dallo studio Colizzi & Associati di Modena, nelle persone di Mario Colizzi e Chiara Bodecchi, i quali hanno contribuito al buon esito dell’operazione lavorando a stretto contatto con la famiglia Milani e il team di Gmm coordinato in ogni sua fase dal Chief Business Officer Aleandro Azza ro. “I due gruppi sono entrambi guidati da forti valori familiari, sono sicuro che Gmm continuerà a crescere e regalare importanti soddisfazioni. Sono particolarmente orgo glioso che Axel Johnson International ab bia scelto di entrare nel mercato italiano acquisendo Gmm, facendolo proprio alle porte del nostro cinquantesimo anniver sario”, sottolinea Attilio Milani, fondatore e attuale presidente del gruppo fioranese. Anche per il CEO in carica Luca Milani, che resterà con una quota rilevante del pac chetto azionario e continuerà a guidare il Gruppo Gmm, sono chiari gli obiettivi fu turi: “Siamo entusiasti di entrare a far parte di Axel Johnson International e del gruppo Power Transmission Solutions. L’entrata in un grande gruppo internazionale ci consen tirà di rafforzare ulteriormente la nostra posizione e di supportare i nostri clienti con un'offerta più ampia di soluzioni e servizi indu striali, permettendoci di poter svi luppare e accelerare i nostri piani di crescita commerciali e interna zionali, in un mercato globale in rapida evoluzione”.

vita industriale

fare 39
Eleonora Buganè Pedretti, amministratore delegato di Furlog Da sinistra: Per Helgesson, CFO PTS Axel Johnson International, Ola Sjolin, MD PTS Axel Johnson International, Luca Milani, CEO Gruppo Gmm, e Attilio Milani, Presidente Gruppo Gmm

JDENTALCARE FESTEGGIA I PRIMI 15 ANNI INAUGURANDO

Il 2022 è stato un anno da ricordare per JDentalCare, azienda modenese che produce e distribuisce impianti dentali in più di 60 paesi nel mondo. Era il 2007 quando i primi dispositivi JDen talCare furono progettati e messi in commercio da un team di giovani ingegneri e medici odontoiatri non ancora trentenni con l’idea di sviluppare e fornire ai dentisti soluzioni implanto logiche avanzate ed al tempo stesso semplici da utilizzare per riabilitare il sorriso dei loro pazienti. L’anno successivo JDentalCare fu premiata con il primo rico noscimento per le nuove imprese al concorso “Intraprendere a Modena”: da quel momento, la crescita dell’azienda non si è mai fermata. Oggi, a distanza di 15 anni, JDentalCare si è af fermata come azienda punto di riferimento del settore, con una rete di distribuzione che copre tutto il territorio nazionale e una presenza sui mercati esteri in continua espansione. La linea guida è sempre quella delle origini: tenere insieme so luzioni avanzate dal punto di vista clinico e la semplicità di uti lizzo. “Ad esempio, il trattamento Maxilla-for-All® che JDental Care propone per i casi di grave atrofia mascellare è in grado di riabilitare il 100% dei casi con il solo utilizzo di impianti dentali opportunamente studiati, potendo sfruttare un flusso di lavoro completamente digitale, dalla pianificazione del trattamento in chirurgia guidata, alla realizzazione della protesi definitiva. Questo trattamento, clinicamente all’avanguardia, è in grado di ridurre in modo significativo l’invasività e i tempi dell’intervento rispetto alle tradizionali tecniche rigenerative e dunque di ab batterne i costi, sia per il medico che per il paziente”, spiegano da JDentalCare.

La significativa crescita degli ultimi anni ha reso necessaria la realizzazione di un nuovo stabilimento produttivo a Modena, che è diventato pienamente operativo nell’estate del 2022. Lo stabilimento realizzato in Via Campana 2 è stato progettato in un’ottica di sostenibilità, utilizzando soluzioni impiantistiche all’avanguardia e a basso impatto ambientale. In particolare, il progetto dell’edificio è stato ispirato da strategie combinate di risparmio energetico e di attenzione al benessere dei fruitori. “Alle soluzioni a elevato isolamento termico è stata affianca ta la produzione di energie rinnovabili attraverso l’impiego di

pannelli fotovoltaici e pannelli solari termici. Il grado di illumi nazione naturale è stato massimizzato attraverso l’utilizzo di ampie pareti vetrate dotate di schermature di protezione che, oltre a fornire elevati livelli di comfort visivo, garantiscono un risparmio energetico nella fase di condizionamento climatico nel periodo estivo”, rimarcano dall’azienda modenese. “All’interno dello stabilimento, oltre all’avanzato laboratorio chimico per il trattamento superficiale degli impianti dentali e la Clean Room Classe ISO 7 dotata di linee di lavaggio e con fezionamento completamente automatiche, è stato ricavato un laboratorio per i test di resistenza meccanica dei sistemi im plantari e i controlli di superficie attraverso un moderno micro scopio a scansione elettronica. Vengono effettuati e registrati i controlli di qualità su tutte le fasi di approvvigionamento e produzione fino al rilascio finale di tutti i prodotti, che avviene oggi all’interno della nuova sede di Modena, e alle spedizioni per i clienti italiani e i distributori esteri”, evidenziano ancora da JDentalCare.

All’ultimo piano dell’edificio, accanto agli uffici direzionali, è stato realizzato il nuovo JDentalCare Training Center, uno spa zio multifunzionale inaugurato a settembre scorso dotato di tre sale corsi, di cui una dotata di banchi attrezzati per prove pratiche “hands-on”, una confortevole area Lounge&Relax e un’area espositiva. Cuore strategico dell’azienda, il nuovo Trai ning Center si pone l’obiettivo di ampliare l’offerta formativa di JDentalCare combinando corsi teorici e training pratici, incon tri formativi in streaming e live surgeries e permetterà di attira re a Modena un sempre crescente numero di medici odontoia tri, anche dall’estero.

Il 2022 è stato, infine, il primo anno in cui si è svolto a Modena, nel mese di giugno presso il Forum Monzani, il JDSymposium, il congresso internazionale che JDentalCare organizza annual mente sulle tematiche avanzate di implantologia dentale. Alla due giorni di conferenze di relatori italiani e stranieri hanno partecipato più di mille dentisti provenienti da circa 40 Paesi. “Un grande successo che testimonia la continua crescita di JDentalCare e premia l’impegno e la professionalità di tutti i suoi collaboratori”, concludono dall’impresa modenese.

vita industriale

40 fare

1962-2022

Da 60 anni sviluppiamo idee e collaboriamo a realizzare successi.

Il vostro successo è il nostro mestiere.

Lavorazioni ad alto contenuto tecnologico consentono a VECA GROUP di produrre componenti meccanici di altissima precisione per il settore motorsport, l’aeronautica, il settore elicotteristico e militare. Dal 1962, il know-how più avanzato per il mercato globale della meccanica d’eccellenza.

TECHNOLOGY FOR PASSION

www.veca.it

Soluzioni per

l’Amministrazione del Personale dedicate alle

Imprese

Dalla fusione di Confindustria Servizi Emilia e Hit Servizi nasce

Hit Servizi Emilia

La nuova società di servizi payroll di Confindustria Emilia Area Centro riparte dalle imprese che oggi si affidano al servizio puntuale e di qualità, ampliando la proposta di outsourcing payroll, amministrazione del personale e soluzioni HCM alle aziende di tutte le dimensioni.

Modena

Via Bellinzona, 27/A, 41124 T. 059 448 311

Bologna

Via Pio La Torre, 2, 40013 Castel Maggiore T. 051 632 7311

Ferrara

Libera il tuo talento HR dal carico amministrativo, affidando il payroll all’esperienza e alla preparazione di Hit Servizi Emilia, scegliendo un SERVIZIO MODULARE e FLESSIBILE a TE dedicato. hitserviziemilia.it

Via Montebello, 33, 44121 T. 0532 241 215

hitserviziemilia.it

GRANAROLO PROTAGONISTA

A SIAL 2022

Granarolo è tornata a partecipare al SIAL Paris, la più grande fiera internazionale dell’agroalimentare, che si è svolta a Parigi dal 15 al 19 ottobre scorsi, per promuovere nel mondo i propri prodotti di eccellenza nel segno dell’innovazione. Granarolo è sta ta protagonista con due stand, uno Grana rolo, in cui sono state presentate le gamme e le novità di prodotti e marchi del proprio portafoglio disponibili per i mercati na zionale e internazionali, e uno dedicato al brand Unconventional, la linea alternative meat, 100% vegetale, protagonista del mer cato in Italia e che ha vinto l’importante ri

processo e packaging) e agricolo-alleva toriale. Molte le novità sia nel comparto del latte, in particolare per quanto riguar da il packaging della nuova bottiglia, che prevede una riduzione del 33% di plastica rispetto alla versione attualmente in com mercio, sia nel mondo dello yogurt, dove protagonisti sono i nuovi vasetti in carta 100% riciclabile certificata PEFC, che Gra narolo sta introducendo su tutta la gamma Yomo, utilizzando materia prima da fore ste gestite in maniera sostenibile e da fonti controllate. Il Gruppo Granarolo compren de due realtà: una cooperativa di produtto ri di latte, Granlatte, che opera nel settore agricolo e raccoglie la materia prima e una società per azioni, Granarolo, che trasforma e commercializza il prodotto finito e conta

HIPERT SVILUPPA IPA2X, IL ROBOT CHE SALVA

I PEDONI

Modena è stata la prima città in cui si è sperimentato IPA2X, un robot che aiuterà i cittadini nell’attraversamento delle strisce pedonali, inviando messaggi alle automo bili e comunicando con i pedoni. Il robot è stato sviluppato dalla startup Hipert, un’azienda spin-off dell’Università di Mo dena e Reggio Emilia, specializzata nella fornitura di sistemi di guida autonoma di nuova generazione per veicoli industriali, autoveicoli e droni. Il 30 settembre scorso, gli studenti di due classi terze delle scuole medie inferiori Marconi di Modena, insie

conoscimento Abillion come miglior ham burger vegano al mondo. L’innovazione di Granarolo è stata anche riconosciuta da una giuria apposita di esperti nell’ambito di ‘SIAL Innovation’, il contest che premia i prodotti più avanzati della loro categoria a livello mondiale, dove sono stati selezionati lo yogurt Bi-comp Oh My Yomo!, Granaro lo Benessere Kefir, lo Stracchino Granarolo Benessere Kefir, la Mozzarella e lo Stracchi no Granarolo Benessere ad alto contenuto di proteine. Ampio spazio è stato dato an che all’impegno del Gruppo in termini di sostenibilità attraverso #bontàresponsabile, il progetto strategico di lungo periodo che, agendo sulla leva dell’innovazione, focalizza l’impegno del Gruppo sui temi della soste nibilità per l’oggi e per il domani in ambito economico, in logica di trasformazione (di

14 siti produttivi dislocati sul territorio na zionale, due siti produttivi in Francia, tre in Brasile, uno in Nuova Zelanda, nel Regno Unito, in Germania e uno negli Stati Uni ti. Il Gruppo Granarolo rappresenta la più importante filiera italiana del latte diretta mente partecipata da produttori associati in forma cooperativa. Riunisce infatti circa 600 allevatori produttori di latte, un’orga nizzazione di raccolta della materia prima alla stalla con 91 mezzi, 580 automezzi per la distribuzione, che movimentano 830 mila tonnellate/anno e servono quotidiana mente circa 50 mila punti vendita presso i quali 20 milioni di famiglie italiane acqui stano prodotti Granarolo. Il Gruppo conta 2.628 dipendenti e nel 2021 ha realizzato un fatturato di 1.280 milioni di euro.

me ai loro docenti, hanno avuto modo di testare il funzionamento del robot presso un attraversamento pedonale che si tro va all’interno del MASA (Modena Auto motive Smart Area). Il MASA è un living Lab che il Comune di Modena e Unimore hanno attrezzato per le sperimentazioni nel campo della Smart Mobility. Agli studenti coinvolti nell’esperimento è stato chiesto di valutare non soltanto la percezione di sicu rezza durante l’attraversamento, ma anche l’interfaccia uomo-macchina, per misurare la facilità di interazione e la comprensione dei messaggi inviati dal robot. I docenti hanno potuto salire a bordo della vettura, fornita da Skoda, dotata di connettività e interfaccia in grado di comunicare con il rover IPA2X. La Polizia Municipale era presente per garantire la sicurezza durante

vita industriale

fare 43

la sperimentazione e per fornire utili fe edback sull’adattabilità del robot nei di versi contesti in cui potrebbe essere chia mato a operare. Successivamente, l’11 ottobre Hipert è stata presente a Milano per testare il robot nuovamente in am biente scolastico e, successivamente, il 14 ottobre gli ingegneri di Hipert hanno po tuto testarlo a Lubiana, in Slovenia, con persone anziane all’interno di un centro commerciale. IPA2X è stato ideato per affrontare il problema dei pericoli stra dali offrendo una soluzione innovativa che diminuisca i rischi per gli utenti della strada e contribuisca a ridurre i casi di in cidentalità nelle nostre città. L’idea nasce nel quadro di un progetto europeo che vede coinvolti il Comune di Modena, il Comune di Milano, il Living Lab di Lu biana, il Politecnico di Monaco di Bavie ra, in Germania, il Politecnico di Praga, in Repubblica Ceca, la Skoda e le startup Hipert e Lifetouch. Il progetto è finan ziato dall’Istituto europeo per l’Innova zione che, con la sua iniziativa Urban Mobility Kic, dal 2019 lavora per inco raggiare cambiamenti positivi negli stili di mobilità urbana, al fine di rendere gli spazi urbani più sani e vivibili. La startup Hipert, oltre allo sviluppo applicativo, si occupa della customizzazione dei sistemi operativi e hypervisor real-time, dell’uti lizzo di modelli di programmazione pa rallela adatti ad architetture embedded eterogenee ad alte prestazioni, della con figurazione dei task in tempo reale sulle architetture di riferimento, del soddisfa cimento dei requisiti di safety e security e della configurazione dei meccanismi di basso livello delle piattaforme har dware utilizzate. Unimore detiene il 5% del capitale dello spin-off, il rimanente 95% è detenuto da Marko Bertogna, amministratore delegato della startup e professore ordinario presso l’Università di Modena e Reggio Emilia. Fondata a metà 2020, la startup Hipert ha da su bito ottenuto importanti risultati, con un fatturato superiore ai 400.000 euro e un utile oltre i 200.000 euro. Il 2021 ha confermato questo andamento, segnan do un ulteriore incremento sul fatturato, portandolo a oltre il milione di euro, per un utile superiore ai 400.000 euro.

SOSTENIBILITÀ E WELFARE AL CENTRO DELL’AZIONE DI ICF&WELKO

Risparmio energetico e sostenibilità sono due dei fulcri alla base dell’impegno di ICF&Welko, società che ha sede a Mara nello, in provincia di Modena, e fin dagli inizi degli anni ’70 opera nel comparto delle macchine e degli impianti per mol tissimi settori, tra cui ceramica, alimentare, chimico e farmaceutico, offrendo soluzio ni chiavi in mano, 100% customizzate, per clienti in tutto il mondo. “Abbiamo numerosi progetti in fase di sviluppo. In primis, l’impiego di energie rinnovabili e

quali l’energia elettrica green è ottenuta da importanti campi fotovoltaici in termini di superficie utilizzate, mentre sul fron te delle presse idrauliche nel 2021 sono state prodotti quasi 500 macchinari dalle soluzioni innovative. In ICF&Welko ogni impianto viene progettato per soddisfare le esigenze del cliente, garantendo prestazioni eccellenti, elevato livello di automazione, grande flessibilità e risparmio energetico, nel pieno rispetto dei più elevati requisiti di sicurezza e di sostenibilità. E Magnani continua: “Da inizio 2021 la nostra realtà si è internazionalizzata ancora di più, essendo l’equity 100% di proprietà della società ci nese Keda Industrial”. La capogruppo Keda è quotata alla Borsa di Shangai e Zurigo e

dell’idrogeno come combustibili alternativi a quelli attualmente in uso. Tema, questo, molto caro a un comparto energivoro come quello della ceramica”, spiega il CEO Ro berto Magnani. L’impresa modenese sta progettando nuovi sistemi di combustione all’interno di macchine quali atomizzatori, essiccatoi e forni che prevedono l’impiego di idrogeno, anziché i tradizionali combu stibili, in modo da abbattere i costi di pro duzione dei propri clienti, senza considera re le emissioni di CO2, che in questo modo sarebbero ridotte a zero, permettendo così ai clienti di ICF&Welko di allinearsi alle direttive europee, che prevedono la pro duzione di ceramica a zero emissioni entro il 2030. Ma il lavoro non si ferma qui: in azienda si stanno studiando soluzioni con macchine completamente elettriche nelle

nel 2021 ha fatturato 1,5 miliardi di euro. ICF&Welko ha chiuso il 2021 con risultati molto soddisfacenti in termini di fattura to, di utile netto (ai massimi storici negli ultimi 15 anni di storia di questa azienda), di EBITDA superiore al 15% e una Posi zione Finanziaria Netta positiva di quasi 11 milioni di euro. L’utile netto ogni anno viene reinvestito nei progetti dell’azienda. Insieme all’innovazione, grande attenzione viene prestata in azienda alle risorse umane, in particolare al benessere dei dipendenti, per i quali vi è l’obiettivo di incrementa re i piani di welfare aziendali. Altro tema centrale è quello della formazione, in cui l’azienda ha sempre creduto molto, inserita in percorsi di carriera strutturati e volti a premiare la meritocrazia.

vita industriale

44 fare

METALCASTELLO, 70 ANNI DA FESTEGGIARE PENSANDO AI GIOVANI

“Metalcastello ha un passato eroico, un presente da record, un fu turo sostenibile. Il segreto del successo di questa azienda sta nei valori che ha impressi nel proprio DNA, trasmessi in questi decen ni a generazioni di donne e uomini orgogliosi di poter esprimere il proprio potenziale sul loro territorio”. È un passaggio del discorso che l’amministratore delegato Stefano Scutigliani ha tenuto in oc casione della festa per i settant’anni di Metalcastello. Un quadro preciso di quello che ha rappresentato e rappresenta per la gente d’Appennino una realtà che nel tempo si è guadagnata un respiro internazionale, restando sempre fedele alle origini e alla sua terra. Ed è forse questa attenzione ai valori forti e radicati che le permette di resistere al tempo con solidità e uno sguardo sempre rivolto al futuro.

Metalcastello, che nel 2021 ha registrato un fatturato di quasi 70 mi lioni e un utile netto di quasi 7 milioni di euro, record storico di tutti i tempi, è nata nel 1952 in una piccola rimessa di Castel di Casio, in provincia di Bologna, grazie alla creatività e al genio imprenditoriale di Mario Pierotti ed Ettore Bettocchi, a cui sono poi succeduti Ga briele, figlio di Mario, e Floriana, figlia di Ettore. Nel tempo questa realtà è cresciuta, assicurando lavoro e affermazione sociale a tre generazioni di nativi e residenti nell’Alto Appennino, fino a diventare un punto di riferimento nella produzione di ingranaggi per trasmis sioni meccaniche, applicati in molteplici attività produttive. L’impre sa conta circa trecento dipendenti e nel 2015 è entrata a far parte di CIE Automotive, gruppo spagnolo industriale specializzato nella fornitura di componenti e sottoassiemi per il mercato automobilisti co, divenendo colonna portante di un polo di fornitura di circa 3,5 miliardi di euro presente non solo sul mercato europeo, ma anche su quello indiano, nord e sud americano e cinese. Tutto questo, appunto, senza mai recidere il legame col territorio e la sua gente. Valorizzandolo, anzi, e progettando per dare ai giovani che vivono nell’Alto Appennino occasioni di lavoro, di vita e di futuro. Lo spiega bene proprio Scutigliani: “Uno dei progetti che ci sta più a cuore lo abbiamo sviluppato insieme all’Agenzia Dire, realtà nazio nale che si occupa di comunicazione. Si chiama ‘Saranno virtuosi’, e tiene conto del fatto che a Porretta Terme esiste il Montessori-Da Vinci, istituto di istruzione superiore, con cui collaboriamo da anni. Una scuola che oltre alle sezioni di liceo scientifico, linguistico, eco nomico-sociale e di scienze umane offre agli studenti un program

ma avanzato di meccanica e meccatronica. Siamo partiti da un tema urgente, la mancanza di maestranze che rischia di mettere in crisi il nostro settore, e abbiamo sviluppato un progetto di orientamento verso l’istituto tecnico”. L’obiettivo del progetto è smontare antichi pregiudizi che etichettano questo tipo di percorsi scolastici come un ripiego, dimostrandone il valore assoluto. “Si tratta di un lavoro delicato e ambizioso, che parte dall’opera di persuasione nelle scuole medie e valorizza la presenza di un istituto tecnico locale in una zona piuttosto delocalizzata rispetto a Bologna. Ne è nata una crescita attentamente programmata, che è scritta nei numeri: in cinque anni, le iscrizioni all’Istituto Tecnico Montesso ri-Da Vinci sono triplicate, come non accadeva da mezzo secolo”, continua Scutigliani.

Una pianta che negli anni si è fortificata e ora cresce rigogliosa: “Abbiamo seminato grazie all’opera di propaganda che ha raggiun to i ragazzi e le famiglie; dalla semina sono nati i germogli, rappre sentati dal numero di iscrizioni-record all’istituto. Dopo gli anni di ap prendimento, sono arrivati i frutti: immediatamente dopo la maturità, una trentina di quegli studenti sono stati assunti da Metalcastello. È un messaggio significativo: la sostenibilità arriva dal ricambio generazionale. Siamo riusciti a trasformare un punto di debolezza, quello della localizzazione decentrata della dorsale appenninica, in un punto di forza che offre alle giovani generazioni l’opportunità di entrare in un mondo del lavoro all’avanguardia e di rimanerci pro gredendo in carriera, senza dover fare le valigie e abbandonare la terra d’origine”. Scutigliani è giustamente orgoglioso del cammino intrapreso con il progetto Saranno virtuosi: “Sto lavorando per estenderlo alla Filiera Macchine di Confindustria Emilia, che da qualche tempo presiedo, per farne un esempio da esportare alle altre. Metalcastello è un’a zienda al passo coi tempi, anzi molto spesso li precorre, ma la chiave della nostra stessa esistenza è la capacità di essere costantemente all’avanguardia anche grazie ai recenti accordi di collaborazione in ricerca e sviluppo con i dipartimenti di Ingegneria delle Università di Bologna e Ferrara. Ne va della nostra esistenza, ma anche di quella di un Appennino che sa inventare e produrre: è la nostra casa e fac ciamo di tutto per abbellirla e migliorarla, decisi a non abbandonarla mai”.

vita industriale

fare 45

DELLE IMPRESE ESPORTATRICI

Per assistere le imprese impegnate a entra re in nuovi mercati per internazionalizzare la propria attività, ICIM Group mette a disposizione lo sportello GMA-Global Market Access, un innovativo e articolato servizio che facilita l’accesso nel mercato globale con servizi di consulenza ad hoc, esecuzione di prove suppletive sui prodotti (quando richiesto), rilascio di attestazioni e certificazioni richieste dalle normative estere. “Le produzioni italiane sono desti nate per l’80% all’esportazione e le impre se italiane che commercializzano merci e prodotti in Europa e nel resto del mon do devono allinearsi a normative, talvolta complesse, di conformità, di trasporto e di sdoganamento che regolamentano l’export verso i diversi mercati”, ricorda Fabrizio Moscariello, amministratore delegato di TIFQ (che a breve cambierà il proprio nome in ICIM Consulting), società di consulenza di ICIM Group, presente an che sul territorio emiliano. “Verificare la conformità di accesso dei prodotti in una determinata nazione evita la sorpresa di costi extra inaspettati. L’attuale contesto internazionale, inoltre, ha confermato la flessibilità del mondo imprenditoriale a rivolgersi a nuovi mercati, mettendo quin di in evidenza la necessità di conoscere gli adempimenti necessari a garantire l’in gresso e la libera circolazione delle merci nei paesi di destino”. Il consolidato back ground tecnico di ICIM Group permette di verificare i requisiti fondamentali dei prodotti e definire i passaggi necessari per il loro corretto accesso in ogni nuovo paese d’esportazione. Molti elementi di confor mità o di certificazione previsti dalle nor mative in vigore all’estero devono essere assolti direttamente da enti e laboratori sul territorio. “Per questo ICIM Group ha at tivato collaborazioni con società accredita te in tutto il mondo, creando un network internazionale di professionisti, enti e la boratori”, spiega ancora Moscariello. La consulenza dello sportello GMA va spes so oltre la singola richiesta e include un risvolto strategico in relazione a ‘standard ottimizzati’, ovvero a verifiche su confor

mità valide e riconosciute in più paesi: un approccio ‘helicopter view’, che incentiva le aziende ad allargare il proprio orizzonte nell’export sapendo, ad esempio, che una conformità chiesta e ottenuta per un pro dotto in una nazione è riconosciuta e va lida anche in altre. Attraverso il percorso GMA le aziende sono, inoltre, stimolate a considerare fin dalla fase di progetta zione e ingegnerizzazione del prodotto i requisiti necessari per poterlo esportare, evitando così di erodere le marginalità a causa di costi di adeguamento, per confor mità e controlli, non valutati in un primo momento: una conformità “by design”, che può tradursi in vantaggio competiti vo. Altrettanto importante nell’export è, infine, il mantenimento dell’assessment regolatorio verificato. Per questo molte imprese commissionano a ICIM Group monitoraggi e controlli con periodicità annuale, che permettono di confermare la conformità per la commercializzazione dei prodotti anche in relazione agli aggiorna menti normativi emanati nei diversi pae si. Tra i mercati esteri verso i quali ICIM Group fornisce servizi GMA: Arabia Sau dita, Emirati Arabi, Paesi del Golfo, Egit to, Nigeria, Unione Eurasiatica, Brasile, Africa e Regno Unito. Specificatamente per il settore dei Medical Device i servizi GMA sono attivi per Arabia Saudita, Bra sile, Canada, Cina, Egitto, Emirati Arabi Uniti, India, Stati Uniti, Turchia e Unione Euroasiatica.

ARCHÈ, UN NUOVO SHOW ROOM PER IL FAGGIO GIARDINI

Dallo scorso gennaio il cambio di sede e parallelamente, nei locali di via Emilia Est a Modena, l’avvio di un nuovo show room con il brand Archè outdoor design. È l’ultima evoluzione, importante, occorsa a Il Faggio Giardini, l’azienda fondata nel 2004 da Fabio Roseo e attiva nella proget tazione e nella manutenzione di giardini e, in generale, di spazi esterni e aree verdi. “Si fa presto a dire giardino, oggigiorno siamo ben lontani dalla vecchia concezione di un’area verde frutto dell’opera di un singo lo giardiniere assistito dai padroni di casa. Oggi si parla, a ragione, di outdoor living, di garden design”, precisa Vanessa Iovene, figura di riferimento del nuovo show room. “Lo si fa, non tanto e non solo per darsi un tono attraverso l’uso dell’inglese, bensì perché ora, dietro un meraviglioso proget to, c’è molto di più”. “Un esperto in out door design è un professionista in grado di ascoltare le esigenze di un cliente, i suoi sogni, le sue idee e di tradurle in realtà”, continua Iovene. “Abbiamo capito dopo anni di esperienza e contatto con i clienti che un occhio esperto ed esterno riesce a re alizzare in modo sostenibile, esteticamente bello e funzionale ciò che spesso un cliente sogna ma non osa creare. La nostra mission è supportare il rapporto uomo-natura e for

vita industriale

46 fare
Fabrizio Moscariello, amministratore delegato di ICIM Consulting

nire soluzioni di architettura per l’esterno armoniose ed eleganti. Si parte sempre da un’analisi attenta delle esigenze del clien te, cerchiamo di capire il suo stile di vita, i suoi valori e poi proponiamo soluzioni che si adattino perfettamente ad esse, si tratti di giardini, parchi o cortili. Facciamo tutto questo con lo scopo di potenziare la rela zione tra spazio interno domestico e spazio esterno. Non dimenticando mai la sosteni bilità dei progetti, il rispetto dell’ambiente nel quale vengono inseriti, con un’attenzio ne assoluta alla filosofia green che non può far altro che animare chi il verde lo realiz za”, prosegue Iovene. Archè è un gruppo giovane e dinamico di architetti, designer, giardinieri, esperti e artigiani del verde. “Uniamo le idee alla praticità, l’immagi nazione alla realizzazione, le conoscenze tecniche all’amore incondizionato per il design e gli spazi aperti. Abbiamo un ap proccio multidisciplinare, fatto di ascolto e confronto con il cliente. Abbiamo realizza to progetti per sedi aziendali, come anche per locali pubblici e abitazioni private. Il nostro approccio non cambia con il mutare del cliente e della destinazione d’uso dell’a rea che andiamo a realizzare. La bellezza, la sostenibilità e la vivibilità di un’area all’aperto sono trasversali a qualunque de stinazione d’uso. Così come ci occupiamo di progetti in spazi di ridotte dimensioni che di grandi progetti in spazi ampi, ov viamente cambia il ventaglio di possibilità progettuali, ma non la possibilità di creare

bellezza”. “Abbiamo una ricca proposta per tutto ciò che serve ad arredare con gusto uno spazio all’aperto, partiamo dalle pergo le e dai pavimentazioni, passando per cuci ne da esterno, complementi d’arredo come tavoli, sedie e vasi, arrivando fino a mini piscine capaci di trasformare un giardino in un luogo di benessere”, conclude Vanessa Iovene. “Collezioni e materiali che possia mo mostrare nel nostro showroom di 350 metri quadrati che si trova a Modena, in via Emilia Est 786-788”.

IIA, AL VIA GLI AUTOBUS ITALIANI A IDROGENO

La società bolognese Industria Italiana Au tobus (IIA) e la portoghese CaetanoBus hanno sottoscritto nell’ottobre scorso un

accordo per avviare la produzione e la com mercializzazione in Italia di autobus urba ni a idrogeno basati sulla tecnologia Fuel Cell Toyota e un sistema H2.City Power Kit messo a punto da CaetanoBus. Grazie a questa intesa, già entro la fine del 2022 IIA sarà in grado di iniziare la vendita di veicoli a idrogeno prodotti a doppio marchio da CaetanoBus con Toyota, mentre dal 2024 IIA avvierà la produzione diretta degli au tobus destinati al mercato italiano e a quelli internazionali equipaggiati col kit H2.City Power sviluppato da CaetanoBus. Entram bi i partner sono impegnati nello sviluppo della mobilità sostenibile e della transizione delle fonti energetiche che costituisce uno degli assi portanti del Pnrr, con particolare riguardo al settore del trasporto pubblico locale. L’azienda italiana, che ha sede a Bo logna e unità produttive nella stessa Bolo gna e a Flumeri, in provincia di Avellino, è il principale produttore italiano di autobus. Industria Italiana Autobus, guidata dal pre sidente e amministratore delegato Antonio Liguori, fa capo a Invitalia, che controlla il 42,76% del capitale, affiancata da Leo nardo, titolare di un’altra importante par tecipazione (28,65%). CaetanoBus, pro duttore di autobus e telai con sede a Vila Nova de Gaia, nel nord del Portogallo, è guidata dal CEO Patricia Vasconcelos. “In dustria Italiana Autobus raccoglie la lunga eredità dell’industria italiana del trasporto collettivo. Una eredità che risale al 1919, che si è sempre caratterizzata per l’atten zione ai bisogni del Paese e all’evoluzione tecnologica. Oggi, come ieri, continuiamo a perseguire gli obiettivi della transizione ecologica”, spiega Liguori. Per CaetanoBus, questa partnership rappresenta un passo importante per entrare in un altro mercato europeo, con una crescita costante nell’adozione di modalità sosteni bili per il traspor to delle persone. “In termini di mobilità, l’Italia è un Paese che ha cercato di adot tare misure volte a decarbonizzare l’economia, con

vita industriale

fare 47

MICROFOUND CELEBRA TRENT’ANNI DI ATTIVITÀ

L’unione bilanciata tra innovazione ed esperienza rap presenta per Microfound, azienda di Bibbiano, in provin cia di Reggio Emilia, la vera chiave del successo. “Con trent’anni di esperienza nel settore della fonderia”, com menta Marco Bigliardi, seconda generazione in azienda e amministratore delegato di Microfound, “gli obiettivi futuri diventano sempre più ambiziosi, supportati da risorse e co noscenze apprese nel tempo. Il mercato ha premiato il lavoro e gli investimenti che abbiamo fatto in questi anni. Siamo un punto di riferimento a livello nazionale e stiamo sviluppando importanti partnership internazionali per crescere ulteriormente. Insomma, Microfound in questi trent’anni si è messa in gioco, anche con sa crificio, e i risultati sono tangibili”. Specializzata nella fusione di precisione a cera persa, in partico lare nel trovare soluzioni innovative per realizzare componenti in microfusione in acciaio e leghe speciali, Microfound è diventata protagonista assoluta in questo settore ed è un partner strategico di importanti aziende per la fornitura di componenti microfusi in acciaio e leghe speciali, oltre che di tutti i servizi collegati: co-pro gettazione, prototipazione, controlli avanzati, finitura, lucidatura e lavorazioni meccaniche.

Serve settori industriali diversi, dove occorrono componenti complessi in un’unica fusione, dunque nella forma definitiva, con un’ampia scelta di leghe metalliche, in piccole o grandi serie che vanno da 1 grammo fino a 25 chili.

La storia dell’impresa inizia nel 1992 dalla passione di Gianni Bi gliardi per i metalli e per la microfusione ed è stata costellata di momenti di crescita e volontà innovativa. Il fondatore prima di aprire l’azienda, era uno dei maggiori fornitori del mercato, grazie alla sua attività di lucidatura e finitura di getti d’acciaio. L’impre sa è tuttora della famiglia Bigliardi e, alla seconda generazione, è guidata da Marco Bigliardi a cui si devono la crescita e l’attuale posizionamento sui mercati internazionali.

In trent’anni, dal primo capannone di 800 metri quadrati, Micro found è arrivata a uno stabilimento di 9.000 ed è ancora in crescita.

Qui lavorano 74 persone, su due stabilimenti, più una commerciale per il prodotto microfuso in outsourcing. “Spediamo più di due mi lioni di particolari in 80 diverse leghe d’acciaio fuse per un totale di 400 tonnellate annue di acciaio. Il fatturato nel 2022 arriverà a 14 milioni di euro”, prosegue Marco Bigliardi. Negli ultimi due anni l’impresa ha investito molto sulla produzione, raddoppiando le li nee di fusione, ristrutturando e ampliando i reparti produttivi e i laboratori. “Abbiamo anche investito in tecnologia e ricerca a supporto della produzione: facciamo inte ramente prototipazione rapida e abbiamo software per la simulazione di colata e il cast e reverse engineering. Oggi, Microfound of fre soluzioni competitive e componenti finiti in acciaio e leghe speciali che rispondono ai più elevati standard di qualità e sicurezza richiesti dal mercato”.

Il piano di sviluppo industriale e di investimento di Microfound pone al centro del suo operato l’uomo e l’ambiente. “Siamo certifi cati ISO 14001 e nei nostri obiettivi vi sono la razionalizzazione dei processi produttivi, la diminuzione dei consumi di energia e delle emissioni in atmosfera, la riduzione della produzione di rifiuti, gra zie a politiche improntate sul riciclo e il riutilizzo delle materie pri me”, ricorda ancora Bigliardi. L’impianto fotovoltaico da 500 Kwp permette di diminuire l’acquisto di energia elettrica e abbassare ulteriormente le emissioni di CO2. Tutta l’illuminazione esterna e quella dei nuovi reparti è a led che, oltre al risparmio energetico, rendono l’ambiente lavorativo più gradevole e sicuro per gli ope ratori.

Un momento particolarmente significativo è stato quello della fe sta dei 30 anni, che il 21 ottobre scorso ha visto la famiglia Bigliardi unita a tutti i dipendenti e i più importanti collaboratori e fornitori che hanno accompagnato l’azienda in questi decenni, “dando un contributo fondamentale”, segnala Bigliardi.

Per i 30 anni, Microfound si è fatta due importanti regali di com pleanno. Il primo è una statua di due metri e mezzo dello scultore Fabrizio Loschi, intitolata “Aladiterra”, raffigurante un angelo che sacrifica una sua ala e la trasforma in aratro per tracciare un solco sulla terra, che sarà posta all’entrata dell’azienda. Il secondo è la sponsorizzazione, per la stagione 2023-24, di una importante squa dra professionistica di ciclismo giovanile, che porterà il nome Mi crofound al Giro d’Italia e nei maggiori tour ciclistici internazionali. "Questa partecipazione consolida ulteriormente il brand Micro found e segna una tappa importante nel percorso che stiamo fa cendo", conclude Bigliardi.

vita industriale

48 fare
OPERAZIONI DOGANALI ELABORAZIONE DATI INTRASTAT CONSULENZE DOGANALI PROCEDURA PRESSO LUOGO APPROVATO DALLA DOGANA ASSEVERAZIONI & LICENZE CONTROVERSIE DOGANALI CONTINGENTI TARIFFARI I.T.V. (Informazione Tariffaria Vincolante) . . . . . . . . SPA IMPASTI CERAMICI INDUSTRIE ALCUNE AZIENDE CHE SI AVVALGONO DELLA NOSTRA PROFESSIONALITÀ I NOSTRI SERVIZI SALUMI
Via del Passatore, 67/7 - 41011 Campogalliano (Mo) - tel. +39 059 527686 - fax +39 059 525040 etecad@etecad.it - www.etecad.it - Albo CAD n° 112 - P.Iva IT 03331170369

particolare attenzione alle città, in linea con le attuali tendenze volte alla sostenibilità ambientale. IIA è il partner ideale perché condividiamo la stessa visione nel contribu ire a costruire una società a emissioni zero attraverso la nostra innovazione congiunta”, aggiunge Patricia Vasconcelos. IIA, titolare dello storico marchio Menarini, è punto di riferimento di mercato in Italia nel settore degli autobus urbani e sviluppa, produce, commercializza e fornisce servizi post-ven dita su un’ampia gamma di veicoli da 8 a 18 metri. CaetanoBus, parte di Toyota Caeta no Portugal e Mitsui & Co, vanta un’offerta consolidata di veicoli per città e aeroporti, frutto della sua capacità tecnica di sviluppa re soluzioni di mobilità uniche e orientate al cliente. CaetanoBus e Toyota hanno raffor zato la loro alleanza strategica nel dicembre 2020, quando Toyota Caetano Portugal è diventata azionista diretto di CaetanoBus, per espandere ulteriormente le soluzioni di mobilità sostenibile. Dal luglio 2021, gli autobus a emissioni zero di Caetano sono co-branded con Toyota.

INJENIA, L’EVP CRISTIANO BOSCATO TRA I 100

TOP MANAGER DI FORBES

Un importante riconoscimento per Inje nia. L’executive vice president dell’azien da bolognese, Cristiano Boscato, è stato infatti incluso dalla redazione italiana di Forbes nell’elenco con cui il business ma gazine internazionale premia manager e imprenditori che si siano distinti per aver guidato le proprie imprese verso traguar di ambiziosi con spirito d’innovazione e attenzione alla sostenibilità. Negli anni, Boscato è stato founder e amministratore di numerose società attive nel campo della tecnologia e dell’innovazione, oggi diven tate realtà di rilievo a livello nazionale. Da quando ricopre il proprio ruolo all’interno della squadra Injenia ha portato l’azienda, dal 2021 parte del gruppo Maggioli, a ot tenere svariati riconoscimenti in ambito innovazione. Tra questi, la recente vittoria, risalente allo scorso settembre, del premio innovazione Digital360 Awards nella ca tegoria Intelligenza Artificiale e Machine

Learning. Grazie ai numerosi progetti nelle principali im prese italiane, Injenia è inol tre diventata il primo Premier Partner in Europa a ottenere tre specializzazioni Google Cloud: Work Transformation Enterprise, Machine Learning, Infrastructure. “Grazie all’ap porto di Boscato, Injenia ha raggiunto importanti traguar di economici, con un incre mento del fatturato di oltre il 30% nell’ultimo anno e un numero di dipendenti quadru plicato nell’ultimo quinquen nio”, sottolineano dall’impresa bolognese, specializzata nella realizzazione di progetti di trasformazione digitale e creazione di sistemi innovativi di work transformation, cloud transformation e data management, sfruttando le potenzialità dell’artificial intelligence e del machine learning. Un percorso, quello di Boscato, che guarda al cambiamento culturale, ancor prima che tecnologico, nel modo di fare business e di lavorare, e che ha portato anche all’i deazione di Interacta, la piattaforma per la gestione naturale dei processi e della conoscenza che in soli due anni si è affer mata sul mercato supportando imprese del calibro di Barilla, Lavazza e SCM. “Sono rimasto positivamente sorpreso ed entu siasta per la menzione tra i 100 manager italiani dell’anno di Forbes. Questo ricono scimento è frutto del duro lavoro di questi anni, teso alla diffusione di un utilizzo della tecnologia che metta al centro le persone, davvero. Un grazie speciale ai compagni di viaggio che mi hanno aiutato nel far sì che le mie idee prendessero forma e con cretezza”, commenta Cristiano Boscato. Unitamente al percorso imprenditoriale, che lo ha visto anche lanciare e portare al successo numerose startup come Enchora, Boscato è direttore didattico della Bologna Business School e autore del libro edito da Franco Angeli “In una notte d'estate ho vi sto il futuro - Cultura, tecnologia e persone per le aziende di domani”, un volume che analizza le reazioni delle organizzazioni del domani verso un mondo in continua evo luzione, dove le persone sono parte fonda mentale della crescita aziendale del futuro.

LA BLOCKCHAIN AL SERVIZIO DEL MAAS CON IQC

L’adozione di strumenti in blockchain rappresenta un must per l’industry 4.0. Portare tutto il suo potenziale nel model lo del Machine as a Service è l’intuizione che guida il nuovo progetto di Schneider Electric e Pomiager, società di sviluppo software del gruppo bolognese IQC, spe cializzato nell’offerta di servizi integrati a supporto del business. Il progetto, pre sentato lo scorso settembre a FARETE, si offre all’interesse di OEM, end user, com parto finanziario, deliver e, più in genera le, di tutte le figure coinvolte nel settore machinery & automation. Il modello del Machine as a Service e il processo di “ser vitizzazione digitale” dei prodotti solleva no la necessità di software che facilitino la raccolta e registrazione dei dati prove nienti dalle macchine e che, soprattutto, ne rendano immediata e affidabile la let tura da parte di tutte le figure coinvolte. Se il modello tradizionale vedeva l’OEM impegnato nella produzione e vendita di una macchina per l’end user, destinato a investire in costi fissi con il rischio di in correre in nuove spese per componenti e manutenzione, nel modello Machine as a Service questo flusso viene radicalmente ridisegnato. “Qui il prodotto viene ripen sato come servizio a beneficio del cliente finale, al quale si assicura l’utilizzo della macchina con determinati valori di effi

vita industriale

fare 51
Cristiano Boscato, executive vice president di Injenia

cienza, prestazione e sostenibilità a fronte del pagamento di un canone periodico. Non esiste quindi il pagamento di un costo fisso per l’acquisto della macchina, bensì una ‘fee’ dipendente dalle prestazioni della macchi na stessa”, spiegano dall’azienda bolognese. Dunque, è ora possibile la registrazione in blockchain dei dati ricavati dalle macchine coinvolte nel processo produttivo, che ven gono registrati e resi leggibili attraverso una web application che permette la creazione di utenze per tutte le figure interessate. “Con il contributo dell’Osservatorio Blockchain del Politecnico di Milano, lo speech a FA RETE è stata anche l’occasione per discutere di stablecoin, la nuova frontiera delle transa zioni economico finanziarie. Le prospettive aperte dalla loro applicazione all’interno di questo nuovo modello di business sono nu merose”, continuano da IQC. La soluzione sviluppata mette la blockchain al servizio di un modello innovativo, aggiungendo affida bilità al modello decentralizzato di gestione dei contratti. “La blockchain è una tecno logia abilitante che negli ultimi anni ha dimostrato grande trasversalità e Pomiager ne è tra i pionieri nell’ambito italiano con soluzioni customizzate che portano questa e le più avanguardistiche tecnologie al servi zio di ogni business. Il progetto di IQC e Pomiager non tralascia l’importanza della rappresentazione all’esterno delle perfor mance di processi, servizi e prodotti con una certificazione dinamica e digitale che dà evi denza in tempo reale dei dati raccolti, anche

sul fronte della sostenibili tà ambientale”, osservano dall’azienda. La linea di cer tificazione PDT© – Perfor mance digital Traceability e la sua declinazione green consentono la tracciabilità e la diffusione digitale del valore di un’azienda, pre servando il valore del dato dalla fonte e attestando in modo credibile, attendibile e certo il comportamento di prodotti, processi e servizi. Questi strumenti comple tano un processo virtuoso di evoluzione digitale in termini di sicurezza, inalte rabilità e immutabilità delle dichiarazioni di performance sostenibilità e della loro rappresentazione al mercato e agli stakeholder.

LA PETRONIANA PRIMA AZIENDA AD ADERIRE

ALLA CARTA ETICA

“Il nostro impegno per l’etica del lavoro è fatto di azioni concrete. Per questo ab biamo scelto di aderire alla ‘Carta della logistica etica’, un’iniziativa promossa dal Comune di Bologna e dalla Città Metro politana di Bologna per tutelare e migliora re le condizioni di lavoro del personale che opera nel settore”. Sono parole nette e non di circostanza quelle che pronuncia Flavio Gua stafierro, amministratore delegato de La Petroniana. La sua azienda, società di pulizia e logistica con 500 dipendenti, con sede a Zola Predosa, alle porte di Bologna, ha firmato infatti un documento che preve de l’impegno per garantire maggiore coordinamento tra gli enti per la sicurez za sul lavoro, il rispetto dei contratti nazionali e

una spinta per i contratti stabili. “Quando tre anni fa abbiamo iniziato a occuparci di logistica abbiamo scelto di costituire una società di capitali, avviando un progetto ispirato da principi e regole che oggi ri troviamo nella Carta della logistica Etica”, aggiunge Guastafierro. “È stata una scelta fatta per garantire sempre i più alti standard di sicurezza, servizi di qualità, contratti che non prevedono il subappalto. Principi e regole che ci guidano nel lavoro di tutti i giorni e ci spingono a fare sempre meglio, per dare forma a un futuro sostenibile per tutti”. La Carta metropolitana per la logi stica etica esprime e individua i principi e i valori a cui il settore della logistica intende attenersi a livello metropolitano bolognese, al fine di rappresentare non solo un’impor tante fonte di reddito e di crescita econo mica, ma anche di benessere della colletti vità, di sviluppo sostenibile del territorio e dell’ambiente. La Petroniana ha aggiunto un ulteriore tassello fondamentale nel pro prio percorso di miglioramento costante nell’etica del lavoro ottenendo, lo scorso 22 giugno, la certificazione ISO 45001:2018 “Sistemi di gestione per la salute e sicurez za sul lavoro – Requisiti e guida per l’uso”, consegnata ufficialmente lo scorso 5 otto bre presso la sede bolognese di Certiquality da Alessandro Pozzi, area manager Centro Nord dell’ente di certificazione, nelle mani di Flavio Guastafierro, Carlo Fancinelli, di rettore operation, e Paride Cinieri, diretto re commerciale de La Petroniana. L’impor tante riconoscimento consente all’azienda di elevare l’attenzione sulle tematiche della

vita industriale

52 fare
Flavio Guastafierro, AD de La Petroniana Daniela Gabellini, CEO di IQC, e Giuseppe Adduce, CEO di Pomiager e Innovation Manager di IQC

sicurezza e offrire un luogo di lavoro sano e sicuro. La norma ISO 45001 ha lo scopo di aiutare le imprese a progettare un sistema di gestione utile a prevenire proattivamen te gli infortuni e le malattie professiona li, garantendo numerosi vantaggi quali il maggiore impegno dei vertici aziendali nel miglioramento delle performance di salute e sicurezza sul lavoro; la capacità di soddi sfare gli obblighi legali e normativi dell’or ganizzazione e un miglioramento dell’im magine e della reputazione aziendali. “Si tratta di elementi determinanti per poter perseguire le sfide del futuro, in linea con le aspettative sempre crescenti dei clienti”, conclude Flavio Guastafierro.

QUATTRO NUOVE AZIENDE SCELGONO LIFE COME PARTNER PER LA COMUNICAZIONE

Negli ultimi mesi Life, società di comu nicazione integrata con sede a Bologna, ha aggiunto nel suo parco clienti alcune importanti realtà nazionali per affiancarle nella realizzazione del percorso strategico e operativo di comunicazione: Chef Express, Tecnoplast, Roboqbo e Gruppo Togni. Life, con un team di oltre 50 professioni sti, è tra le più longeve e storiche società di comunicazione a livello nazionale che ha da sempre l’innovazione tra i propri ambiti di ricerca e sviluppo prioritari, ed è contraddi stinta dal pay off “Independent Thinking” a sottolineare il valore del “pensare indipen dente” della società guidata dal Ceo Alber to Tivoli. L’accordo di Life siglato con Chef Express, realtà che gestisce tutte le attività di ristorazione del Gruppo Cremonini, ri guarda il nuovo progetto di digitalizzazione che, attraverso l’uso integrato dei diver si touchpoint, ha l’obiettivo di rendere la sosta dei viaggiatori più sicura e più van taggiosa, oltre a favorire il miglioramen to delle prestazioni erogate dal personale. “Un progetto molto importante per Life che conferma la nostra expertise nel settore del food retail e che ci ha permesso di af fiancare l’amministratore delegato Cristian Biasoni e il team di Chef Express. È per noi, quindi, motivo di grande orgoglio e di grande motivazione, poter dare il giusto

risalto a un progetto di un brand quale Chef Express, che investe in tool innovativi e strumenti di grande quali tà per una platea così grande di clienti serviti”, commenta Alberto Tivoli, Ceo della so cietà di comunicazione. Una ulteriore partnership è sta ta recentemente siglata con Tecnoplast, azienda punto di riferimento nella produzione di porte e finestre in PVC e alluminio, che ha scelto la società bolognese come nuo vo partner strategico. La stes sa passione per la qualità che accomuna le due realtà e che, grazie a un approccio anali tico e strategico Life vuole ulteriormente indagare per offrire e accrescere il mercato di Tecnoplast, anche grazie ad una nuova immagine. Inol tre, Life affianca Roboqbo, eccellenza italia na nella progettazione e produzione di im pianti per la trasformazione e realizzazione di sistemi di altissima qualità, tra cui Qbo, il sistema all-in-one compatto e brevettato, di trasformazione completo degli ingre dienti e delle materie prime alimentari, esportato in oltre 30 Paesi nel mondo. Life cura la strategia di comunicazione per do tare Roboqbo di un posizionamento chiaro e distinto, attraverso la realizzazione di un piano strategico e operativo di comunica zione, che include una social media strategy e la gestione dei canali Facebook e Insta gram, sempre più importanti per garantire l’interazione dell’azienda con i propri target di riferimento.

Gruppo Togni, inoltre, azienda italiana sul mercato da quasi 70 anni, ha affidato alla società Life la strategia e la comunica zione integrata delle bollicine a marchio Rocca dei Forti, scegliendo la società per presidiare tutte le attività della comunica zione, attraverso un approccio integrato e operativo sui mezzi e canali ad alto impatto distintivo, puntando su entrambi i target B2B e B2C. Life dimostra così la propria competenza e la continuità di prestazio ni offerte al mercato, attraverso le proprie quattro business unit principali – strategi ca, creativa-media-digital, a cui si aggiun

ge la nuova “Life-Health”, unità verticale di medical-communication per il mondo food/nutrizione, pet e human.

MAKEITALIA, CONCLUSA LA PRIMA EDIZIONE DELLA SUPPLY CHAIN CHALLENGE

Un Campionato Nazionale di Supply Chain tra le iniversità italiane: è questa l’inedita iniziativa promossa da Makei talia, azienda modenese che, da 14 anni, ha il suo core business nel Supply Chain Management, ovvero nella gestione e ot timizzazione della catena di fornitura. In particolare, sono stati dieci gli atenei, pro venienti da tutta Italia, coinvolti nella pri ma edizione con oltre 500 studenti parte cipanti. L’obiettivo dell’ambizioso progetto è stato quello di individuare i Campioni Italiani di Supply Chain: dopo una prima fase di qualificazione, che si è tenuta du rante l’intero anno accademico 2021-2022 e che ha preso il nome di Italian League, i team vincitori di ogni tappa sono stati i protagonisti dell’evento finale organizzato a Modena, lo scorso settembre: le Finals 2122. Gli atenei che hanno partecipato sono stati: Sapienza Università di Roma, Uni versità della Calabria – Cosenza, Univer sità degli Studi di Bergamo, Politecnico di

vita industriale

fare 53
Alberto Tivoli, founder and CEO di Life

Milano, Politecnico di Torino, Università degli Studi di Napoli Parthenope, Univer sità degli Studi di Parma, Università degli Studi di Trento, Università degli Studi di Siena, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia. Durante la competizione gli studenti coinvolti si sono sfidati al Supply Chain Game, uno strumento simulativo e di formazione, sviluppato da Makeitalia, che ha l’obiettivo di far ricoprire ai suoi giocatori i principali ruoli aziendali che impattano la catena di fornitura e di valu tare le conseguenze delle loro decisioni sulle performance dell’azienda. Uno strumento formativo che, inoltre, sperimenta la capa cità di lavorare in team. La sfida finale ha decretato il team vincitore assoluto della prima edizione del Campionato Nazionale di Supply Chain: il team dell’Università de gli Studi di Bergamo, composto da Lorenzo Cavagna, Andrea Coli e Roberto Fradegra da. “Ringraziamo Makeitalia e i partner per averci dato questa opportunità. È stata per noi un’iniziativa inusuale: in cinque anni di università non ho mai fatto un’esperien za di questo genere. Un’esperienza che ti porta dalla teoria alla pratica”, commenta Roberto Fredegrada, uno degli studenti del team vincitore. Sul secondo gradino del podio il team dell’Università degli Studi di Trento, composto da Alessandra Fron za e Angela Tessari, mentre si è aggiudica to il terzo posto il team del Politecnico di Milano, con gli studenti Giorgio Burini e Franco Chiriacò. L’evento ha, inoltre, dato

agli studenti l’opportunità di confrontarsi con le aziende partner dell’iniziativa, attra verso incontri conoscitivi e prove pratiche, al fine di entrare ulteriormente in contatto concreto con il mondo aziendale e genera re, così, nuove opportunità professionali per i migliori talenti. “L’idea della Supply Chain Challenge nasce dalla nostra volontà di cercare costantemente i migliori talenti, facendoli emergere attraverso una modalità innovativa e stimolante. La collaborazione con le università italiane, in particolare con i Corsi di Laurea Magistrale in Ingegneria Gestionale, è per noi fondamentale per questo obiettivo: siamo sempre alla ricerca di nuovi talenti che siano pronti a mettersi in gioco e ad applicare le loro conoscenze in ambito Supply Chain”, afferma Matteo Montecchi, responsabile R&D di Makei talia.

MECHINNO POTENZIA

LA DIVISIONE

DI PROTOTYPING

Una divisione recentemente ampliata e va lorizzata grazie all’adozione delle più inno vative soluzioni di Industria 4.0 nel campo dell’additive manufacturing e della prototi pazione. Si chiama “Officine Mechinno” ed è nata in seno all’omonima società con sede a Calderara di Reno, alle porte di Bologna, che, nell’ottica di poter fornire un servizio

di sempre maggiore qualità, ha scelto di in vestire in nuove tecnologie e professionisti altamente qualificati. Mechinno, attiva dal 2006 nella proposta di servizi ad alto valo re aggiunto di progettazione, ingegneria e prototipazione per le realtà manifatturiere, ha infatti potenziato le attività di additive manufacturing attraverso le tecnologie 3D Printing di Stratasys, mettendo a disposi zione il proprio personale specializzato e rafforzando la rete di collaborazione con contoterzisti che, servendosi delle diverse tecniche di lavorazione meccanica in base alla tipologia di prodotto da realizzare, operano nel settore delle macchine utensi li e degli stampi. All’interno delle Officine Mechinno, che occupano una superficie di 600 metri quadrati a pochi metri dall’he adquarter dell’azienda bolognese, vengono oggi realizzati prototipi e pezzi per l’assem blaggio pronti all’uso, su cui è possibile effettuare performance test, verifiche dei requisiti e validazione, prima di passare alla produzione definitiva. “Il nostro obiettivo è quello di poter fornire un servizio completo al cliente, di supportarlo e affiancarlo nelle diverse fasi di sviluppo del prodotto, quindi dal concept, alla progettazione, al design, all’elaborazione del modello 3D, fino alla realizzazione del prototipo e alla relativa produzione”, dichiara Fabio Di Martino, fondatore e CEO di Mechinno. La società bolognese è oggi una realtà composta da 130 professionisti impegnati a fornire ser

vita industriale

54 fare

PIÙSICUREZZA AL TRAGUARDO DEI 10 ANNI

Si dice comunemente “mettere a terra le idee”. Questo è ciò che è successo dieci anni fa quando a Imola, in provincia di Bologna, si è costituita la società PiùSicurezza con l’obiettivo di concretizzare la visione di un luogo in cui poter passare da una formazione erogata solo in aula a un addestramento al lavoro sicuro in scenari reali. I tre ideatori - Mauro Ferri, Stefano Manara e Guido Laffi - ave vano in mente di creare qualcosa che non esisteva in Italia: una struttura molto simile ai luoghi di lavoro e dotata delle attrezzature necessarie affinché i lavoratori potessero esercitarsi a lavorare in sicurezza.

Dopo alcune sperimentazioni trovarono in Marco Gasparri per Unindustria Bologna delegazione imolese (oggi Confindustria Emilia), in Daniele Montroni per il Con.AMI e in Sergio Prati per LegaCoop Imola le persone e gli enti che credettero in un progetto importante e innovativo per il territorio imolese e bolognese. Unin dustria Bologna ritenne poi opportuno fare entrare in società la propria scuola di formazione (FAV). Con tale compagine sociale è partita a settembre 2012 la realizzazione di un Campo Prove per l’addestramento al lavoro sicuro a Imola, in via Pasquala 4k, strut tura unica in Italia. Nel 2018, nel rispetto delle nuove norme per gli enti pubblici, il Con. AMI ha dovuto cedere le quote ed è entrata in società IGEAM, un’importante realtà di consulenza in ambito sicurezza con sede principale a Roma e sedi operative a Ravenna e Milano. Il primo decennale dalla costituzione di PiùSicurezza è stato un

vizi industriali flessibili e personalizzabili e un supporto ingegneristico per lo sviluppo di soluzioni all’avanguardia, basato su un elevato know-how e su tecnologie sempre più avanzate. Grazie alle competenze tra sversali e diversificate delle proprie risorse, infatti, l’azienda è in grado di interpretare le esigenze specifiche del cliente e di for nirgli una soluzione su misura ‘chiavi in

momento importante per fare un ‘punto mappa’ e capire dove si è arrivati e dove si vuole andare. “Nel nostro caso è una soddi sfazione constatare che dai quattro scenari di addestramento che avevamo all’inizio siamo passati oggi a oltre dieci per altrettante tipologie di corsi”, rimarca il direttore generale Andrea Zaratani. “Oggi siamo in grado di erogare tutti i corsi sulla sicurezza sul la voro che necessitano di prove pratiche con attrezzature specifi che e scenari realistici: si va dai corsi per l’uso di carrelli elevatori e piattaforme di lavoro, ai corsi per gru e autogru, ai corsi per i lavori in quota o i lavori in ambienti confinati, ai corsi per la guida sicura su strada e su sterrato, ai corsi per la posa della segnaleti ca stradale, senza dimenticare i corsi più classici come quelli per addetto antincendio, addetto primo soccorso e uso del defibrillato re”, prosegue il direttore generale di PiùSicurezza. “Con circa tremila lavoratori formati ogni anno abbiamo la pos sibilità di testare in modo approfondito i format di addestramento e di migliorarli in modo continuo arricchendo i nostri scenari con nuove attrezzature. Spesso siamo noi a mostrare ai nostri clienti nuovi modi e attrezzature per aumentare la sicurezza sul lavoro”, aggiunge Zaratani. Il direttore e il personale della segreteria hanno skill specifiche in sicurezza sul lavoro. “Questo ci consente di svolgere anche un’azione di supporto e consulenza per i nostri clienti nelle fasi di progettazione e programmazione. La sicurezza ci sta a cuore, perciò consigliamo sempre di scegliere i corsi erogati presso il no stro campo prove, benché siamo in grado anche di erogare i corsi presso la sede dei clienti per rispondere a tutte le esigenze delle aziende. Dopo due anni di pandemia abbiamo ritenuto che fosse il momento di festeggiare questo traguardo insieme ai nostri clienti e stakeholder, così lo scorso 16 settembre abbiamo organizzato una festa che ha unito l’aspetto tecnico, vedere i nostri scenari in azione, con quello ludico di assistere allo spettacolo dell’artista Vito e concludere insieme agli oltre 150 partecipanti con un aperi tivo. Siamo ora pronti per riprendere in mano i nuovi progetti, dopo essere stati costretti a una pausa forzata, e per progettare i pros simi 10 anni di attività, sempre nell’ottica di migliorare le condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro”, conclude il presidente di PiùSicurezza Paolo Parlangeli.

Per informazioni: www.campoprove.it

mano’. Con una presenza consolidata sul mercato italiano, Mechinno si propone in particolare come un importante asset stra tegico per progetti e collaborazioni nell’am bito dell’automotive, del motorsport, dell’industrial machinery e dell’agriculture. “Abbiamo già realizzato svariati progetti basandoci su richieste specifiche. Tra que sti, ad esempio, il prototipo di un banco

da lavoro semiautomatico comprensivo di carrello montaggio cinghie per il gruppo Fabbri, sul quale sono stati montati parti colari prodotti in stampa 3D, e delle carene moto per la Ducati, che abbiamo realizzato sempre con stampa additiva, oltre a pezzi e particolari di vario genere per aziende del settore automotive”, conclude Gianni del Gobbo, technical director di Mechinno.

vita industriale

fare 55

“L’azienda sostenibile. Parità di genere e mobilità aziendale”. Questo il titolo dell’e vento organizzato da Mediamo lo scorso 6 ottobre a Modena nell’ambito del Festival dello Sviluppo Sostenibile. Da ormai cin que anni, infatti, l’agenzia di comunicazio ne modenese contribuisce alla realizzazione delle tappe del festival proposto a livello nazionale da Asvis - Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile che si svolgono sotto la Ghirlandina. “Il Festival dello sviluppo sostenibile è la più grande iniziativa italiana per sensibilizzare cittadini, giovani genera zioni, imprese, associazioni e istituzioni sui temi della sostenibilità economica, sociale e ambientale, che da sempre ci sono cari. Siamo orgogliosi che oggi sia patrimonio anche dell’Associazione aziende modenesi per la responsabilità sociale d’impresa di cui siamo fondatori e tramite la quale miriamo a diffondere la cultura della sostenibilità e dell’innovazione con laboratori, seminari e attività finalizzate allo sviluppo di pro getti di CSR”, dichiarano da Mediamo. Quest’anno, l’agenzia di comunicazione ha affidato al suo spin-off MAS - Mediamo Area Sostenibilità, in collaborazione con Altea Federation, l’organizzazione dell’e vento, che si è articolato in una serie di ap puntamenti e workshop e che grazie all’O GS - Istituto Nazionale di Oceanografia e

di Geofisica Sperimentale ha visto anche il coinvolgimento di alcune scuole medie inferiori del territorio, alle quali è stata pro posta una serie di attività per imparare la sostenibilità attraverso il gioco. La giornata ha visto tra gli ospiti anche Filippo Forni, responsabile dell’area Ricerca, Innovazione e Sostenibilità di Confindustria Emilia, che nel corso del proprio intervento ha posto l’accento sul valore di un assessment orien tato alla sostenibilità per le aziende. “Fare una valutazione del proprio livello di soste nibilità è strategico per le imprese, soprat tutto per quelle più strutturate, ma ormai anche per le pmi; da questa valutazione nascono le azioni da mettere in pratica per una rendicontazione puntuale e per accre scere una adeguata cultura della sostenibili tà. Conoscere e mettere in pratica i criteri ESG (ambientali, sociali, economici e di governance) dovrebbe ormai essere pane quotidiano per qualsiasi imprenditore o manager che guardi al futuro”, evidenziano da Mediamo. MAS ha proprio la funzione di accompagnare le imprese in questo per corso, a partire dall’assessment iniziale per arrivare a tutto l’universo della rendiconta zione (bilanci di sostenibilità in particola

re) e a tematiche più specifiche. In questo senso, nel corso della giornata sono stati proposti workshop su due distinti aspetti: quello della parità di genere, che è ogget to di una vera e propria certificazione che può portare vantaggi per le aziende, e quel lo della mobilità sostenibile, uno dei temi cardine delle politiche comunitarie. La conclusione, di nuovo in plenaria, è stata dedicata a una sintesi della giornata, con un rapido scambio tra gli ospiti presenti - oltre a Filippo Forni anche Milena Savani, An drea Cavallini e Paolo Seghedoni di MAS, Giuditta Alessandrini di Asvis, Rita Blanos di OGS, Marco Magaraggia di Altea Fe deration, Massimo Infunti di Impronta48 - con un focus anche sulla comunicazione con Mediamo e col nuovo podcast di etu cosafai.it. “È stata una giornata molto pro ficua, con la partecipazione di imprenditori e tecnici della sostenibilità, che ha acceso i riflettori su temi che sono sempre più cen trali nella conduzione delle imprese”, con cludono da Mediamo.

Per informazioni: www.areasostenibilita.net

MUMBLE PRESENTA IL PIANO DI CRESCITA 2022/2023

People, Operations e Company. Sono i tre pilastri del piano di crescita 2022-2023 di Mumble, impresa modenese fondata nel 2013 da Mattia Farina, Giacomo Torricelli e Francesco Vellani con l’obiettivo di aiu tare le realtà aziendali a inserirsi nel mon do digitale. Da quasi dieci anni, Mumble sviluppa strumenti digitali tailor-made e easy-to-use pensati per permettere ai brand di evolvere la propria customer experience, distinguersi dai concorrenti, ottimizzare i processi interni. “L’esperienza acquisita ci consente, oggi, di conoscere molto bene gli asset di valore propri di questo campo e di concentrare sforzi e investimenti verso obiettivi chiari e di impatto. Obiettivi che, come ogni anno, si trasformano in un piano di crescita”, spiega Mattia Farina. Le perso ne sono l’elemento essenziale in Mumble, tanto da rappresentare il primo pilastro del la sua strategia. In quest’ottica, l’azienda ha introdotto strumenti e investimenti per at trarre, mantenere e formare continuamente

vita industriale

56 fare

i migliori talenti digitali. Il suo “Well-being program” si articola in una serie di iniziative introdotte per rendere l’ambiente di lavoro piacevole, motivante e divertente, quali un importante piano di welfare, sessioni 1to1 con mental coach, welcome kit, fles sibilità oraria e feriale, progetti stimolanti e internazionali. Inoltre, grazie al “Mumble education program” ogni Mumbler viene accompagnato lungo un preciso percorso di crescita personale e professionale, per rimanere al passo con i tempi e allineato con gli standard tecnologici più innovati vi. In piena controtendenza con l’attuale periodo storico e nella convinzione che il lavoro in team sia in grado di generare idee e soluzioni di maggiore impatto rispetto al lavoro da remoto, poi, Mumble ha scelto di investire in un nuovo ufficio di oltre 400 metri quadrati in cui designer, developer e product manager collaborano ogni giorno. Il secondo pillar, relativo alle Operations, riguarda invece tutte le risorse che l’azien da mette in campo per garantire prodotti digitali affidabili e di alta qualità. “Per otte nere questi risultati investiamo su progetti interni di R&D, sull’ideazione e lo svilup po di prodotti o semi-lavorati proprietari e sull’efficienza e il controllo dei processi di sviluppo”, afferma Torricelli, CTO di Mumble. Prosegue, ad esempio, il per corso di certificazione dei processi e delle procedure che riguardando tutte le divisio ni Mumble, mentre con “TheOtherDevs” l’impresa mira a mettere a disposizione dei developer di tutto il mondo risorse, consi gli e spunti nati da anni di esperienza nel

mondo del co ding. Con il terzo pillar, Company, Mumble guarda alla propria orga nizzazione tutta: “Desideriamo offrire le miglio ri condizioni di lavoro possibi le ai Mumblers e affidabilità e competenze a clienti, partner e stakeholder”, conferma Farina.

Per farlo, sono state avviate iniziative di brand position statement, con la collaborazione di Di scromie Digitali; al fine di consolidare la propria identità di Data driven company, inoltre, Mumble ha scelto di investire in un nuovo CRM utile, tra le altre cose, ad aggregare dati per prendere decisioni con sapevoli. Nella convinzione che per rag giungere grandi obiettivi sia necessario un team motivato e consapevole, inoltre, ha individuato un mental coach per ridefinire vision, mission e valori aziendali attraverso un progetto condiviso con l’intero team. Continua poi l’impegno di Mumble nei confronti del pianeta: grazie alla collabora zione con U2Y, l’azienda mira a compensa re ogni mese la CO2 emessa a causa del re golare svolgimento delle attività lavorative, raggiungendo lo status di Carbon Neutral Company e puntando a diventare B-Corp entro il 2024.

VIRTUAL MERCHANDISING, LA NUOVA PIATTAFORMA DI OP GROUP

L’utilizzo di tecnologie web e 3D compu ter graphics al fine di progettare e realizzare applicazioni grafiche tridimensionali per il web e di utilità per le aziende. È questa ‘Virtual Merchandising’, la nuova piatta forma online studiata da Op Group che permette la condivisione dei progetti azien dali immersivi tipici del Metaverso tramite tecnologia di real-time rendering. “Questo

progetto”, racconta il titolare dell’impresa di Castel Maggiore, in provincia di Bolo gna, Alessandro Puccini, “ha avuto riso nanza presso l’Università di Bologna, tanto che due laureandi in ingegneria informatica verranno a fare i loro tirocini di tesi presso la nostra azienda che procurerà loro l’ar gomento della tesi stessa nell’ambito dello sviluppo della nuova piattaforma”. La col laborazione con l’università ha permesso a Op Group di superare “tutti i problemi tecnici e di realizzare ciò che stavamo pro vando da diversi anni”, continua Puccini. “Siamo di fronte a un sistema professionale di presentazione dei prodotti di ciascuna azienda. Questo sistema può essere applica to a qualsiasi articolo. Gli articoli sono in seriti all’interno di uno spazio che definia mo stanza virtuale o scena. I nostri clienti di solito hanno i prodotti inseriti in nostri espositori. Oppure possono essere utilizza ti espositori da banco, su mobile verticale, a muro o a gondola. Da lì gli articoli, ma anche gli espositori, corner o negozi mono marca, possono essere estratti a uno a uno e possono essere osservati, ruotati e studiati”. Ogni cliente può avere più di una stanza virtuale, ognuna con scenari, esposizione e prodotti diversi. Nel tempo, poi, ogni stan za potrà essere sempre più attrezzata in ter

vita industriale

fare 57
Mattia Farina, CEO di Mumble

I PRIMI 10 ANNI DI PONGOFILMS

di una nuova macchina per il settore ceramico o del packaging”, continuano da Pongofilms.

“In tutti i casi, gran parte del lavoro viene svolto prima di premere il tasto Rec nella videocamera, perché bisogna capire chi è il clien te, da dove viene, dove vuole andare e come vuole raccontarsi. Questo non è cambiato in dieci anni. Le tecnologie con cui farlo sì, ma è il fattore umano a fare la differenza”, evidenziano ancora dalla casa di produzione modenese.

Sono passati dieci anni dalla nascita della casa di pro duzione video modenese Pongofilms e la sua mission è rimasta la stessa: raccontare le imprese, i loro servizi, i loro prodotti, esaltandone la storia e gli obiettivi per il futuro. È cambiato il modo di farlo, sia dal punto di vista tecnologico, sia dal punto di vista digitale, si sono creati nuovi spazi e opportunità per le aziende che vo gliono raccontarsi. “Con l’esplosione dei social media, di cui il video è ad oggi il principale contenuto condiviso, è stato un decennio importante come richiesta di contenuti audiovisivi. Le aziende hanno capito che il video è un modo semplice, efficace e piacevole per promuovere i loro prodotti e servizi. Tutti in fondo hanno bisogno di raccontarsi, perché è inutile sviluppare qualcosa di nuovo se non lo si fa conoscere, se non lo si diffonde, se non lo si racconta. Se non viene visto è come se non fosse mai esistito”, spiegano dall’azienda modenese.

In questi anni, Pongofilms ha realizzato video per settori trasver sali, dall’automazione all’automotive, dalla grande distribuzione al settore bancario. “In alcuni casi mettendo al centro la persona, come può essere per un titolare d’azienda che racconta 40 anni di lavoro e parla orgogliosamente degli inizi difficili prima di diventare leader nel suo settore. Lo stesso video magari è diventato un mini documentario di 10 minuti con un forte storytelling, da cui poi sono stati presi video più brevi per Facebook o Instagram, facendo un crossover tra una forma classica e una più nuova. Altre volte il cliente aveva bisogno di spiegare cose difficili in modo semplice e accattivante, sia che si trattasse di un servizio di consulenza che

mini grafici e di prodotto. L’integrazione di nuovi elementi grafici avverrà per step. Nel la stanza virtuale potranno essere, nel tem po, inserite anche figure di sfondi, uomini e donne che completeranno la scena. “I no stri tecnici ci informano che potremo pen sare all’inserimento di figure vere e parlanti di commerciali o truccatori che accompa

Anche per questo Pongofilms era presente a Farete 2022 nella doppia veste di espositore e fornitore tecnico per la kermesse. Pongofilms è entrata da poco a far par te della rete di Confindustria Emilia, con il preciso obiettivo di conoscere altre realtà e di avere un rife rimento per i problemi e le opportunità delle aziende. “Dopo il duro periodo della pandemia c’era voglia di esserci e di tornare a incontrarsi di persona, insie me a tanti altri professionisti dei nostri territori. Era il primo anno di Pongofilms con uno stand ed è stato sicuramente un battesimo di successo, mentre nel le sale dei workshop di Confindustria Emilia, i nostri collaboratori si occupavano di realizzare il servizio in streaming”, raccontano con soddisfazione da Pongofilms.

Proprio lo streaming è l’ultimo dei servizi proposti dalla società modenese che sta avendo molto successo, grazie alla possibili tà di personalizzarlo per ogni esigenza del cliente: dal semplice evento a una presentazione di prodotti con conduttore e contributi video preregistrati. Il periodo pandemico ne ha aumentato forte mente la richiesta, consolidando l’efficacia tecnica e la gestione e diventando sempre più articolato, senza rinunciare alla struttura snella che ha sempre contraddistinto Pongofilms.

“Il concept dello stand a Farete sono state proprio le tre macro aree in cui opera Pongofilms: produzione video, documentari e streaming. Sono le stesse che si ritrovano sul sito, anch’esso rin novato quest’estate e diventato la base per pensare lo stand. Sul sito è stato messo al centro ancor di più il video, perché per una video agency che si vuole raccontare serve far vedere qualcosa. Pongofilms lo fa da dieci anni e continuerà a farlo, rinnovandosi sempre e costruendo un pezzo alla volta la sua personale storia”, concludono dall’impresa modenese.

Per info: www.pongofilms.it

gnano la presentazione prodotti. Questi poi potranno parlare in tutte le lingue del mondo aumentando con estrema facilità le potenzialità di penetrazione in mercati oggi irraggiungibili. Insieme ai sottotitoli e alle informazioni scritte potranno essere inserite immagini, comunicazioni, grafiche allegate all’argomento”, aggiunge Puccini.

Non si tratta di realtà aumentata, ma di un completo catalogo di prodotti modellati e renderizzati, così da essere estremamente fedeli, maneggiabili dall’utente e con tutta una serie di informazioni a corredo di ogni singolo prodotto o anche di parti di esso. “È previsto poi l’aggiornamento continuo per i nuovi prodotti da inserire. Cosa alla

vita industriale

58 fare

THE NEW CONCEPT OF BUILDING

Impianti ad ALTA TECNOLOGIA e RISPARMIO ENERGETICO www.termoin.it info@termoin.it • Tel. 059 260498 RISCALDAMENTO E CONDIZIONAMENTO IDROTERMOSANITARI ENERGIE RINNOVABILI TRASPORTO ARIA COMPRESSA, GAS E VAPORE TRATTAMENTO ACQUA ESTINZIONE INCENDI • • • • • • COSTRUZIONE E MANUTENZIONE IMPIANTI INDUSTRIALI E CIVILI:

quale siamo peraltro abituati dato che av viene costantemente in tutti i mobili sel f-service per la vendita diretta”, continua il titolare di Op Group. Per i clienti dotati di negozi monomarca il format del nego zio sarà riprodotto integralmente e saran no mostrati i diversi layout a seconda delle dimensioni dei negozi stessi. “Per i nostri clienti per i quali sono già avvenute alcune fasi come studio, modellazione e renderiz zazione degli articoli la procedura risulterà agevolata. Per avere la piena usabilità della piattaforma è necessario un pc con scheda grafica valida. È consigliabile anche usare un browser a base Chrome. Attualmente sconsigliabile Safari, ma stiamo lavorando per superare questi rallentamenti. A breve potranno essere predisposti i link per col legare gli e-commerce con il Virtual Mer chandising”, conclude Alessandro Puccini.

OPOCRIN VINCE IL “BEST MANAGED COMPANIES AWARD”

Nuovo prestigioso riconoscimento per Opocrin, il gruppo farmaceutico modenese attivo nella ricerca, produzione e commer cializzazione di principi attivi farmaceutici e molecole complesse, e specializzato in epa rine e derivati. Lo scorso 4 ottobre, infatti, la società è stata, per la prima volta, pre miata tra le vincitrici della quinta edizione del ‘Best Managed Companies Award’, il riconoscimento per le eccellenze imprendi toriali promosso da Deloitte Private. La ce rimonia di premiazione, giunta quest’anno alla sua quinta edizione, si è svolta a Milano presso Palazzo Mezzanotte, sede di Borsa Italiana-Euronext. Nell’assegnare il premio sono stati valutati sette fattori di successo: “Strategia”, “Competenze e innovazione”, “Impegno e Cultura aziendale”, “Gover nance e misurazione delle performance”, “Sostenibilità”, “Filiera” e “Internazionaliz zazione”. “Questo riconoscimento contri buisce a maturare in noi la consapevolezza che siamo sulla strada giusta”, ha dichiarato, durante la cerimonia di consegna, Federico Saetti, amministratore delegato e vicepre sidente del Gruppo Opocrin. “Congratu lazioni a Opocrin, per questo importante

riconoscimento”, hanno dichiarato Ernesto Lanzillo, partner Deloitte e Deloitte private leader, e Andrea Restelli, partner Deloitte e responsabile BMC per l’Italia, nel conse gnare il premio all’azienda modenese. “An che questa edizione, come quella del 2021, si è svolta in un contesto difficile, contras segnato non solo dal perdurare degli effetti della pandemia, ma anche dall’irruzione di uno scenario di guerra che ha avuto pesanti ripercussioni sulle aziende: dalle interruzio ni della supply chain al caro materie prime, dalla crisi energetica a quella alimentare, con tassi di inflazione arrivati a livelli re cord. Anche in questo contesto sfidante le aziende premiate hanno dimostrato capaci tà di adattamento, hanno innovato e hanno continuato a essere bandiera di eccellenza, dimostrando la forza e il grande potenziale dell’imprenditoria Made in Italy”. Opocrin è nata nel 1964 a Formigine, in provincia di Modena, per opera di Pietro Bianchini, farmacologo riconosciuto e stimato dalla comunità scientifica internazionale; negli anni, da piccolo laboratorio di ricerca, è diventata un punto di riferimento mondia le nella produzione di derivati dell’eparina e uno dei maggiori player nel settore API. L’azienda lavora a stretto contatto con par tner selezionati per lo sviluppo di nuovi prodotti innovativi, grazie alla possibilità di gestire il progetto ad ampio spettro, dalla

fornitura del principio attivo per studi cli nici alla industrializzazione della produzio ne a fini commerciali. Negli ultimi anni, insieme a numerosi partner, ha sviluppato nuovi derivati dall’eparina privi di attività anticoagulante e antitrombotica, che han no aperto a nuove aree terapeutiche. Oggi Opocrin fattura 220 milioni di euro e dà lavoro a quasi quattrocento dipendenti, po tendo contare su una sviluppata rete com merciale grazie alla quale opera in più di 50 Paesi in tutto il mondo.

PROGETTO MELANOMA, LA PREVENZIONE IN AZIENDA FIRMATA DA PELLICONI E ANT

Un programma di prevenzione oncologi ca dedicato a tutti i dipendenti delle sedi di Ozzano dell’Emilia, alle porte di Bolo gna, e di Atessa, in provincia di Chieti: è il “Progetto Melanoma” che vede Fondazione ANT supportare Pelliconi, azienda bolo gnese conosciuta nel mondo per le chiusu re e tappi in metallo, alluminio e plastica nell’industria del food&beverage. Il Pro getto Melanoma ha previsto, nei mesi di ottobre e novembre, l’effettuazione di visite dermatologiche con l’ausilio del video-der matoscopio. “L’idea parte dalla constata

vita industriale

fare 61
Federico Saetti, amministratore delegato e vice presidente del Gruppo Opocrin

zione che si è sempre carenti nelle visite di controllo. Molti tumori della pelle possono essere risolti se diagnosticati per tempo. I melanomi invece, sono meno frequenti, ma certamente più aggressivi”, dichiara Andrea Angotti, Responsabile Ufficio Marketing e Comunicazione di Pelliconi. Per questo l’a zienda ha messo a disposizione dei dottori di ANT i propri ambulatori dove i dipen denti hanno potuto usufruire, per due set timane e su base volontaria, di questo servi zio. È stata anche l’occasione per i medici di dare informazioni e risposte per accrescere la “cultura della prevenzione medica”. L’a desione è stata altissima: oltre il 70% dei dipendenti. Si arricchisce così il program ma di controlli periodici per la salute (dagli esami medici di laboratorio ai vaccini an tinfluenzali) che Pelliconi offre a tutti i di pendenti, sostenendone interamente i costi. Pelliconi ritiene infatti che l’azienda svolga un ruolo primario nelle interazioni sistema tiche tra cultura, istituzioni e territorio. "Il contributo delle aziende si deve rivestire di una progettualità concreta, non più fine a sé stessa e semplicemente finanziaria, ma deve generare un impatto sociale e stimo lare la carica educativa, questo è quello che facciamo in Italia e nel mondo dove si può incoraggiare cultura, sport e ricerca", spiega Marco Checchi, amministratore delegato di Pelliconi. Su un altro fronte, ma con iden tica attenzione alle persone che lavorano in Pelliconi, si inserisce poi “LiberaMEN TE la tua idea”, il progetto di innovazione

condivisa (intrapreneurship) in azienda, re alizzato con il supporto dell’advisory firm Mind the Bridge. L’azienda bolognese si è fermata per due ore, non per malfunzio namento, ma per ascoltare le idee dei di pendenti. Con questa iniziativa, l’azienda intende “stimolare lo scambio di idee inno vative all’interno dell’azienda, incentivando la creatività di ciascuno e supportandone il processo creativo e formativo”, che durerà fino alla fine di luglio 2023: tutti i dipen denti che parteciperanno al programma di intrapreneurship potranno dedicare parte del proprio tempo allo sviluppo di idee im prenditoriali; i progetti selezionati verranno supportati dall’advisory firm nelle diverse fasi; i migliori entreranno nel Venture Stu dio di Mind the Bridge a San Francisco in collaborazione con l’Innovation Antenna di Pelliconi in Silicon Valley. “Questo proget to esprime la chiara volontà dell’azienda di coinvolgere tutti i dipendenti in un percor so di innovazione e di sviluppo dell’approc cio imprenditoriale al lavoro: tutti i progetti beneficeranno del supporto professionale di Mind the Bridge e di un percorso formativo qualora le proprie idee non dovessero risul tare tra quelle selezionate. Tutte le aziende hanno bisogno di fermarsi e ascoltare le idee dei propri dipendenti, coloro che per primi hanno a che fare ogni giorno con prodotti, servizi e processi, per diventare sempre più forti e coese al proprio interno e risultare più competitive sul mercato”, con clude Marco Checchi.

PROSCIUTTIFICIO LEONARDI, INAUGURATA LA NUOVA SALA DEGUSTAZIONE

Una nuova sala per la degustazione: è que sta l’ultima novità in casa Prosciuttificio Leonardi, di Marano sul Panaro, in pro vincia di Modena. Un ambiente creato per offrire a tutti coloro che entrano in azienda con le visite guidate (oltre 2mila presenze l’anno, in costante aumento) di vivere al meglio l’esperienza di conoscere e gustare i diversi prodotti lavorati con passione e abilità. Qui sarà possibile approfondire ciò che offre lo stabilimento dell’impresa che ha due brand: “Leonardi” e “Bontà mo denesi”. A farla da padrone, ovviamente, il prosciutto crudo e la culatta Leonardi, che deriva dalla parte più pregiata della coscia di prosciutto, viene stagionata rigorosa mente nella cotenna e prodotta con le carni migliori delle cosce suine selezionate dall’a zienda. Leonardi ne produce circa trecento mila all’anno, con un fatturato complessivo che nel 2021 è stato di 17 milioni di euro. “Questa nuova area dedicata alla degusta zione fa parte di un progetto più comples sivo che abbiamo portato avanti nel 2022”, ricorda Marco Leonardi, amministratore dell’azienda, “che comprende anche la ri strutturazione della palazzina uffici, che ci consente di migliorare il comfort lavorativo con, oltretutto, un considerevole risparmio energetico”. D’altra parte, oltre 30 anni di

vita industriale

62 fare

esperienza, in una località dove salubrità e bellezza vanno di pari passo, sono alla base di questa attività produttiva nata nel 1988 dal desiderio di Aldo Leonardi, da decen ni esperto nel settore della macellazione e trasformazione delle carni suine, di aprire una società propria. Un’avventura subito condivisa dal figlio Marco. “La prima sede è stata situata nel centro del paese a Marano sul Panaro, in uno stabilimento di quattro piani: l’aria proveniente dal monte Cimo ne e la vicinanza del fiume Panaro, hanno permesso una iniziale capacità produttiva di 1.000/1.500 prosciutti crudi alla setti mana. Nello stesso anno, siamo entrati a far parte del Consorzio del Prosciutto di Modena Dop”, spiega ancora Marco Leo nardi. Nel 2005 l’azienda si trasferisce in via Fondovalle, sempre nella valle percorsa dal fiume Panaro, ampliando e sviluppando su un unico piano il nuovo sito produtti vo, dotandolo di nuove e moderne tecno logie, che consentono di arrivare ad una produzione di 6.000 cosce alla settimana. La famiglia Leonardi, da decenni, ha anche sviluppato una sensibilità green che l’ha portata a fare precise scelte per produrre con il minimo impatto ambientale. Dal 2011 è in funzione un impianto a energia solare che copre una vasta area del tetto del lo stabilimento, in grado di produrre circa il 15% dell’energia necessaria al fabbisogno aziendale, con 115 mila kilowattora annui e una potenza di picco pari a circa 104 ki lowatt. Nel 2013, invece, è stato installato un impianto di depurazione, funzionante

tramite un percorso di natura biologica, per il trattamento delle acque reflue, mentre dal 2017 è stata conferita all’azienda la cer tificazione per la produzione di prosciutto biologico da parte di Valoritalia.

GRUPPO B&T, TRA

I SUCCESSI IN FIERA

E LA CONSEGNA DI BORSE DI STUDIO

Partecipazioni di grande successo a Tecna, Cersaie e Marmomac per il Gruppo B&T, system integrator per l’industria ceramica e del quarzo agglomerato, che ha cavalcato la stagione degli eventi d’autunno tra pre sentazioni in anteprima mondiale e stand affollati da un consistente numero di at tenti operatori professionali. Il Gruppo di Formigine, alle porte di Modena, ha pre senziato alle fiere e “in-house” con dei Fuo risalone, dal bt-SPACE all’Open House organizzato al bt-LAB, per mostrare le sue ultime 20 innovazioni tecnologiche frutto della sua attività di Ricerca & Sviluppo. In particolare il Gruppo ha presentato in anteprima B&T Quartz, tecnologia inno vativa ‘chiavi in mano’ per la formatura di lastre di quarzo agglomerato, finitura e decorazione digitale, rispondendo all’esi genza del mercato di avere un nuovo for nitore affidabile e di consolidata esperien za, in grado di competere su scala globale. È stato inoltre possibile vedere dal vivo la

tecnologia per la ceramica SUPERA®, nata per le grandi lastre e sviluppata nella nuova versione RAPIDA anche per i formati più tradizionalmente ceramici, con elevatissimi livelli di produttività (24.000 mq/gg). “Le fiere e i nostri eventi in-house sono stati per noi una grandissima riconferma. In mol ti temevano un’affluenza minore rispetto a quella degli anni passati. Invece, questi eventi ci hanno regalato molta soddisfa zione e ulteriore consapevolezza. Ci siamo confermati come il system integrator più completo del distretto ceramico italiano oltre che il partner tecnologico dei produt tori ceramici più proiettato verso la transi zione energetica, grazie alle nuove soluzioni energy saving e ai forni hydrogen-based”, commenta Fabio Tarozzi, presidente e CEO del Gruppo B&T. Tanta emozione, poi lo scorso ottobre all’interno dell’Au ditorium Spira Mirabilis di Formigine per l’edizione 2022 della tradizionale consegna delle Borse di Studio Fosco Mariani. L’ini ziativa, promossa dal Gruppo B&T in col laborazione con il Comune di Formigine e la scuola secondaria di primo grado Fiori, ha portato alla premiazione di 121 studenti che lo scorso anno hanno conseguito ottimi risultati scolastici. Le Borse di Studio sono state istituite nel 1989 da Fausto Tarozzi e Emer Barbieri, soci fondatori del Gruppo Barbieri & Tarozzi, oggi Gruppo B&T, di cui Fausto Tarozzi è presidente affiancato nella gestione dell’azienda dai figli Fabio e Marco. I riconoscimenti nel 2013 sono stati intitolati a Fosco Mariani per ricorda

vita industriale

fare 63

re un caro e stimato collega che ha sempre creduto che la scuola e l’apprendimento do vessero essere la priorità. Durante l’evento, il CEO del Gruppo B&T Fabio Tarozzi ha ri marcato in un videomessaggio l’importanza dell’istruzione, soprattutto per chi sviluppa e vende tecnologia nel mondo: “Viviamo di talenti, intelligenza, cervelli, che vanno creati all’interno del territorio in cui viviamo. Noi dobbiamo essere attrattivi e lo vogliamo ri badire ogni anno con questo progetto, a cui teniamo moltissimo”. A seguire, il fondatore Fausto Tarozzi ha ricordato come la presenza dell’Amministrazione comunale formiginese testimoni il fatto che questo evento sia sen tito e gratificante per tutti. “Una trentina di anni fa i premiati erano 30, oggi sono 121. Il modello che vogliamo premiare non è quello del migliore, ma di chi dice: ho fatto bene ma domani voglio fare di più. Non bisogna accontentarsi dello standard ma cercare di dare sempre il massimo”.

TEAMPLAST, PLASTICA DI QUALITÀ, SICURA E RICICLABILE AL 100%

Il 2022 si conferma un anno positivo e soprattutto ricco di novità per Teamplast, realtà ferrarese punto di riferimento nella produzione di imballaggi plastici flessibili e packaging personalizzato per diversi settori industriali. Non solo una rinnovata immagi ne aziendale, più in linea con la nuova gene razione alla guida dell’impresa, ma anche una sempre maggiore attenzione all’analisi delle materie prime utilizzate e al loro smaltimen to. “Per le nostre produzioni trattiamo prin cipalmente il polietilene e il polipropilene, due materiali che vengono spesso demoniz zati per la potenziale pericolosità che rappre sentano se dispersi nell’ambiente. In realtà hanno delle caratteristiche estremamente positive in termini di affidabilità e sicurezza, fondamentali soprattutto per settori come il medicale e l’alimentare, che richiedono un’attenzione particolare e alti standard qua litativi. Noi lavoriamo molto per entrambi e conduciamo approfondite analisi qualitative sull’intero processo produttivo, dalla scelta della materia prima fino al suo controllo finale. Inoltre, rinnoviamo e otteniamo pe

riodicamente le principali certificazioni di idoneità e sicurezza”, dichiara Simone Co stanzelli, titolare e direttore commerciale di Teamplast. La storia dell’azienda affonda le proprie radici oltre 40 anni fa a Bondeno, appena fuori Ferrara, grazie all’idea del fon datore Augusto Costanzelli di produrre sac chi per la spazzatura. La nascita del brand “Teamplast” risale invece al 2011, un anno importante, che vede il passaggio delle redi ni ai figli di Augusto, Cristiano e Simone. L’azienda oggi conta oltre 15 dipendenti e in questi ultimi anni ha visto il perfezionamen to dei tre reparti principali, di estrusione, di saldatura e di stampa, che permettono di re alizzare un prodotto a tutto tondo partendo dalla materia prima. L’offerta di Teamplast include oltre 2.000 articoli, dalle buste di spedizione per e-commerce a quelle destina te al contenimento di prodotti fotosensibili e ogni articolo può essere disegnato su mi sura, a seconda delle esigenze specifiche. Un progetto recente che ha riguardato l’impresa ferrarese è stata la realizzazione di un cami ce per i reparti di terapia intensiva coinvolti nell’emergenza pandemica. Il camice, chia mato “Safety Shield”, è stato commis sionato dall’Ospedale Sant’Orsola di Bologna ed è pensato per fronteggiare la contaminazione di virus e batteri all’interno di specifici reparti. È in po lietilene (PE), in materiale antistatico, antipolvere e antigraffio, per garantire la massima protezione dal contagio. Teamplast è attiva anche sul territo rio: da anni è sponsor ufficiale della Spal, per la quale realizza materiale di merchandising come le shopper e le

bandierine brandizzate. “Per noi il rapporto con il cliente è fondamentale, perché è solo attraverso un’approfondita conoscenza delle sue esigenze che possiamo creare il prodotto di cui ha bisogno. Trattiamo in particolare settori quali il medicale e l’alimentare, in cui la resa del prodotto finito è di vitale im portanza. Pensate, ad esempio, ai sacchi che contengono i farmaci negli ospedali e nelle sale operatorie: se vengono realizzati utiliz zando una materia prima di scarsa qualità, possono far deperire il contenuto e ridurre, se non addirittura annullare, l’effetto del far maco stesso. È molto importante sia cono scere a fondo la materia prima che si utilizza, sia avere un grande senso di responsabilità verso il proprio cliente”, conclude Simone Costanzelli.

THE STUDENT HOTEL SI RINNOVA, NASCE ‘THE SOCIAL HUB’

The Student Hotel ha compiuto un impor tante rinnovo del marchio come The Social Hub, con un nuovo sito web e una nuova identità. The Student Hotel ha rinnovato il suo marchio in The Social Hub per riflettere al meglio il profilo dei suoi clienti e la sua missione, con l’obiettivo di raddoppiare il numero di proprietà entro sette anni. Origi nariamente ideato per aiutare gli studenti a delineare i loro obiettivi e cambiare il mon do, nell’ultimo decennio, il gruppo hotel ha ampliato la sua offerta oltre il semplice allog gio, per diventare un vero e proprio Social Hub nelle sue comunità ospitanti. Offrendo una fantastica gamma di spazi dal design unico per imparare, lavorare, rimanere e gio care, l’azienda ora attira turisti, imprenditori,

vita industriale

64 fare
Simone Costanzelli, titolare e direttore commerciale di Teamplast

SCATOLIFICIO SCHIASSI CELEBRA 70 ANNI E LA STORIA DI TRE GENERAZIONI

Settant’anni di scatole innovative per il packaging, con lo sguar do puntato al tema della sostenibilità. Celebra un anniversario di rilievo Scatolificio Schiassi, che ha scelto di onorare la ricorrenza riunendo tutti i collaboratori per una grande festa, lo scorso set tembre.

“Forse il modo migliore di fare un bilancio di questi primi set tant’anni è guardare con orgoglio al passato, in maniera pragmati ca al presente e con audacia al futuro”, commenta Silvia Magnoni, dal 2004 titolare dell’azienda con sede a Villanova di Castenaso, appena fuori Bologna. E le sue parole racchiudono perfettamen te l’essenza di Scatolificio Schiassi, che ha il sapore antico della storia di famiglia, di generazioni che si susseguono conducendo il nome Schiassi a divenire un brand all’avanguardia, riconosciuto e apprezzato per la costante attenzione ai bisogni del mercato e la capacità di rispondervi in maniera incisiva ed efficace. “Per noi il cartone è una cosa seria: ogni giorno cerchiamo di coniugare la massima performance con la creatività e la personalizzazione”, aggiunge Silvia Magnoni. L’impresa è nata nel 1952, in un’epoca diversa e in un’Italia diversa. Quando il fondatore Giuseppe Schiassi aprì i battenti dell’azien da, produrre imballaggi significava assemblare scatole di legno. Nell’intento di offrire il miglior prodotto sul mercato, queste scatole non potevano essere fatte di un legno qualsiasi e, per procurarsi quello giusto, Giuseppe si spostava spesso dal cuore di Bologna fino in Trentino. Poi è arrivata la rivoluzione del cartone ondulato negli anni ’70 e il passaggio dal legno a un suo derivato, la cellulo sa. “In quel momento storico non era ancora chiaro il legame tra produzione industriale e impatto ambientale. Era comune prestare poca attenzione agli sprechi e si faceva largo uso di poliestere per i riempitivi”, osserva la titolare dell’azienda.

Nel passaggio dalla prima fino all’attuale terza generazione Schiassi, è cresciuta la consapevolezza che si dovesse invertire questo sistema e fare in modo che fossero l’ecologia e l’econo mia sostenibile a suggerire nuove strategie produttive. “Anche se

sembra strano discutere di come innovare una scatola di cartone, in quella scatola possiamo identificare un mondo di dettagli: la provenienza del cartone, le colle e gli inchiostri impiegati, la strut tura del cartone stesso”, sottolinea Magnoni. Oggi i clienti scelgono Scatolificio Schiassi per il packaging prove niente da fonti riciclabili o riciclate, o di cartone certificato Fsc. Ma anche per l’uso di colle a base vegetale e di inchiostri ad acqua per la stampa flexografica; per l’alta personalizzazione di imbal laggi e contenitori; per la capacità di fare un uso creativo della materia prima proponendo soluzioni di cartotecnica su misura; o per il cartone resistente ai lunghi viaggi, ma più leggero e adatto a risparmiare spazio nei magazzini e perché no, anche riutilizzabile. “Sarà controproducente per uno scatolificio ridurre la produzione di scatole? No, se lo scopo finale è offrire un valore aggiunto ai clienti. Così facendo, aiutiamo le aziende a risparmiare sui costi di acquisto e smaltimento del cartone ondulato. È sbagliato pensare che sia la quantità della produzione a fare il successo duraturo di un’impresa; la differenza la fa la qualità, che si ottiene investendo su ricerca e progettazione come noi facciamo tramite il nostro la boratorio SchiassiLab”, dichiara Silvia Magnoni. E i propositi per il futuro di Scatolificio Schiassi sono chiari: da una parte, portare avanti l’impegno a escludere i derivati della plastica dal proprio lavoro. Al tempo stesso, ottenere scatole sempre più intelligenti, che siano in grado, grazie a codici di lettura e micro chip, di fornire i dettagli del percorso e delle condizioni attraver sate; rendere una scatola di cartone un contenitore di preziose informazioni, oltre che di merci. “D’altronde, crescere significa diventare ogni giorno sempre più simili a se stessi. Nel nostro caso, crescere ha voluto dire assecondare un costante desiderio di rinnovarsi, qualità indispensabile per uscire forti da qualunque momento difficile”, conclude con orgoglio Silvia Magnoni.

vita industriale

fare 67

SERITAL, DA 40 ANNI UNA SERIGRAFIA DOVE CONVIVONO TECNOLOGIA E ARTIGIANALITÀ

Ha spento 40 candeline quest’anno Serital, l’azienda di San Feli ce sul Panaro, in provincia di Modena, specializzata in serigrafia industriale, che oggi conta venti collaboratori e un mercato di ri ferimento che spazia in quasi tutti i settori, dal meccanico all’ali mentare, dal biomedicale all’edile, con un fatturato che nel 2021 ha superato i 2 milioni di euro. “L’idea nasce da una goliardata del perio do universitario”, spiega l’amministratore delegato dell’azienda modenese Dario Castellazzi. “Insieme a un ristretto gruppo di amici frequentavamo Architettura a Ve nezia, e provammo a stampare in proprio magliette con il leone di San Marco, sim bolo dell’università. Fu il mio primo picco lo laboratorio artigiano di stampa serigra fica e la prova che da quell’esperienza poteva venirne un lavoro vero. Ho ancora, incorniciata, una di quelle magliette”. L’azienda ha scelto di specializzarsi nella stampa su tutti i supporti escluso il tessu to, e ha investito sulle migliori tecnologie meccaniche e chimiche, selezionando i supporti e gli inchiostri ottimali per ri solvere e ottimizzare tutte le esigenze di stampa, per garantire in tempi rapidi e con estrema flessibilità i risultati che i clienti si aspettano. La mission dell’im presa non si è mai modificata: “Costante innovazione tecnologica a cui uniamo l’entusiasmo per il nostro lavoro, che è rimasto immutato nel tempo”, continua Castellazzi. Serital garantisce produzioni di grandi, medie e piccole dimensioni, e nel tempo, è riuscita a conquistarsi una clientela fi delizzata. “Per rimanere competitivi nelle piccole quantità di produzione, abbiamo realizzato una unit ad alta tecnologia, investendo su macchinari a stampa digi tale”. Attraverso queste evoluzioni, l’azienda è arrivata a operare prevalentemente con sistemi semiautomatici, pur mantenendo l’attività di stampa manuale per le lavorazioni che richiedono pre cisione e accuratezza. Così, nello stesso stabilimento convivono tecnologia e artigianalità, grandi lotti e piccole produzioni su mi sura.

Diversi i settori di riferimento: dal biomedicale al meccanico, dall’automobilistico all’elettronico, per i quali stampa adesivi, componentistica, dispositivi meccanici. Ultimamente l’attività si è

allargata ad altri settori industriali, che necessitano di serigrafia industriale: alimentare, arredo urbano, macchine movimento terra, oleodinamica, automotive.

“A fare realmente la differenza, nella stampa serigrafica, è la chimica degli inchiostri che deve essere ad hoc per ogni tipo di supporto. È quello in cui siamo riusciti a specializzarci, una skill che ci diffe renzia. La nostra clientela è fidelizzata e ci riconosce come fornitori affidabili e puntuali. Le aziende pretendono sia la qualità che la ripetibilità delle no stre stampe. Il mercato di riferimento è quello nazionale, anche se accade che, tramite i clienti, il nostro prodotto finisca anche all’estero. Ad esempio, abbiamo visto alcune nostre realizzazioni all’a eroporto di San Diego”, dice ancora Castellazzi.

Non si può ripercorrere la storia di Serital senza ricordare la drammatica esperienza del terremoto del 2012. “For tunatamente i danni sono stati limitati all’immobile e alle macchine. Col mio socio Carlo Alberto Franciosi, scom parso recentemente, ci siamo rimboc cati le maniche da subito e abbiamo demolito e ricostruito dalle fondamenta il fabbricato, anche grazie al prezioso aiuto di mio figlio ingegnere e docente all’Università di Bologna, che si è preso un anno sabbatico per darci una mano. Ma tutto il personale ci ha aiutato, come pure i fornitori e clienti che ci hanno dato grande solidarietà, oltre alla Ban ca Popolare dell’Emilia Romagna che ci ha sostenuto con un grosso aiuto finan ziario”, ricorda Castellazzi. Insomma, una determinazione e un gio co di squadra che hanno dato buoni frutti. Tanto che Serital è stata invitata anche al Saie di Bologna come esempio di realtà che ha ri costruito l’immobile in soli sei mesi. “E per noi futuro si abbina con sostenibilità. Abbiamo acquistato seimila metri di terreno vicino a noi: qui realizzeremo un nuovo stabilimento e sullo stesso terreno stiamo realizzando un piccolo boschetto di duemila metri quadrati per la compensazione di CO2, oltre a un campo per il fotovoltaico”, conclude Castellazzi

vita industriale

68 fare

viaggiatori e nomadi digitali. Sono tutti attrat ti dalla sua offerta di ospitalità ibrida, dai suoi bar, ristoranti, palestre e negozi, alle sue sale riunioni, luoghi per eventi e spazi premium di co-working. Il rebrand e il riposizionamen to nascono dall’idea di HALAL Studios, gli architetti dietro il concetto di “Porte Aperte”una vivace e colorata campagna informativa di introduzione a 360°, chiamata “Qualun que Sia il Tuo Viaggio, Inizia Qui”. L’obietti vo creativo di “Porte Aperte” è concedere alle persone una sbirciatina nelle diverse stanze del Social Hub, scatenando l’immaginazio ne e ispirandole a iniziare un nuovo viaggio. Utilizzando la fotografia e un video cinemato grafico luminoso che transita fluidamente tra scene di interni ed esterni, il ruolo di The So cial Hub nell’essere al centro delle connessio ni sociali è racchiuso nel lavoro. Il video della campagna di “Qualunque Sia il Tuo Viaggio, Inizia Qui” illustra i viaggi della community del brand e come questi si uniscono attraverso le esperienze al Social Hub - da un viaggio di crescita personale di uno studente, a un viag gio di crescita di affari di un imprenditore che costruisce un business di impatto, ai viaggia tori che incontrano nuove persone. Il video mostra le connessioni in corso ed è un invito a unirsi alla comunità de The Social Hub. Una campagna ampiamente digitale verrà lanciata su YouTube e sulle piattaforme Meta, nonché sul recentissimo TikTok, accanto alla promo zione del display. Il marchio incrementerà, inoltre, gli investimenti in contenuti funzio nali sui social media come parte della cam pagna. La campagna sarà geo-mirata alle città che ospitano The Social Hub tramite YouTu be, Display e Meta. Essa comprenderà anche Google Search, Bing, LinkedIn, affiliati e pa esi geo-mirati. Sarà principalmente destinata a un pubblico che condivide le stesse idee at traverso messaggi dinamici. Jason Steere, ad del Brand and Experience presso The Social Hub, ha dichiarato: “Il rebrand a The Social Hub rappresenta un viaggio di 10 anni e l’e voluzione della nostra comunità. Abbiamo una clientela ibrida di studenti, imprenditori, nomadi digitali, ospiti di viaggio e altro anco ra - e siamo orgogliosi di avere tali spazi sociali che non hanno rivali nella combinazione di utilizzo, flessibilità e senso di comunità, offer ti come esperienza inclusiva a tutti gli ospiti”. The Social Hub ha lavorato con 72&Sunny sulla strategia complessiva di rebrand e ha

collaborato con Studio Dumbar sul nuovo branding e sulla nuova identità visiva, men tre Greenhouse, Hammerfest e Edelman lo hanno supportato rispettivamente su media a pagamento, social media e PR.

TOYOTA MATERIAL HANDLING, IL MARCHIO CESAB AMPLIA LA RETE COMMERCIALE

Alla Darsena del Sale di Cervia, in provincia di Ravenna, si è svolto lo scorso 22 settem bre il primo dealer meeting di Cesab Mate rial Handling Italia, il network distributivo dello storico marchio italiano che oggi conta 23 organizzazioni e fissa obiettivi importan ti: ampliare la capillarità sul territorio nazio nale arrivando a raggiungere le 30 strutture di vendita entro il 2023. Cesab, acronimo di Carrellificio Emiliano Spa Bologna, inizia la sua storia nel 1942, e nel giro di qualche decina di anni diventa una delle più impor tanti aziende produttrici di carrelli elevatori a forche frontali. Più tardi, negli anni ‘70, è punto di riferimento del mercato italiano dei carrelli elettrici, grazie all’introduzione dell’innovativo controllo elettronico. Gli anni ‘90 sono quelli della svolta, i carrelli Cesab abbandonano l’originario colore gial lo e si vestono dell’attuale verde brillante e dalla collaborazione con Pininfarina nasce il leggendario modello Blitz, insignito del premio Compasso d’Oro per il design in dustriale, che rilancia il marchio sul mercato conferendogli maggior prestigio. Nel 2000 il fortunato incontro con il Gruppo Toyota proietta il marchio italiano all’interno del più grande complesso industriale al mon do. Il network sinergico del nuovo gruppo azionista consente una maggior presenza sui mercati più significativi e nel 2009, con la nascita di Cesab Material Handling Europe, canale distributivo esclusivo del marchio, il gruppo nipponico rafforza ulteriormente l’investimento nel marchio e il presidio del vecchio continente. Ed è proprio guardan do alle origini dello storico marchio che si è aperto il meeting di Cervia. Parla di “cuore verde che pulsa”, Leonardo Salcerini, ammi nistratore delegato di Toyota Material Han dling Italia, ripercorrendo tutte le tappe che hanno contribuito alla storia di successo di

Toyota in Italia della quale il marchio Cesab è stato ed è attore protagonista. “ll marchio Cesab è sinonimo di storicità e tradizione e ancora oggi rappresenta sul mercato una valida proposta grazie all’affidabilità e alla qualità dei suoi prodotti e servizi. Nel cor so degli ultimi venti anni è stato un motivo di profondo orgoglio vedere come questo brand abbia saputo rinnovarsi e stare al pas so rispondendo con intelligenza al succedersi dei trend di mercato, facendo di tecnologia, innovazione e design i punti cardine della propria strategia. Per questo motivo, abbia mo deciso di rafforzare la distribuzione dei prodotti a marchio Cesab in modo sempre più energico, attraverso un network di part ner qualificati che si affianca a quello esisten te da anni, raggiungendo così una maggior forza e capacità distributiva sotto il coordi namento centrale di Toyota Material Han dling”, afferma Salcerini. Il progetto di co stituire un canale distributivo dedicato alla gamma di prodotti a marchio Cesab nasce infatti nel 2018 come evoluzione strategica del piano di sviluppo e presidio territoria le della casa mandante. Una storia fatta di passione e professionalità quella della Rete distributiva Cesab, oggi perfettamente inte grata in una organizzazione moderna, che, grazie alla visione e ai principi Toyota, oltre alla gamma dei prodotti è in grado di pro porre al mercato soluzioni di movimenta zione e logistica sostenibili e innovative. Un approccio pragmatico al mercato, sostenuto da una strategia di marketing che utilizza moderni linguaggi, nuovi strumenti e canali comunicativi e riesce a costruire progetti in grado di attrarre e appassionare i clienti, rag giungendone la soddisfazione.

vita industriale

fare 69

Shadow IT: cos’è e come si combatte

Cos’è lo Shadow IT

Si definisce Shadow IT il fenomeno per cui un singolo individuo , grup pi di lavoro , business unit o interi dipartimenti utilizzano sistemi e soluzioni IT senza la condivisione, supervisione e approvazione dei responsabili del servizio IT . Questo fenomeno può portare alla disper sione delle informazioni o all’ apertura di falle di sicurezza derivanti dall’utilizzo di soluzioni informatiche non autorizzate, che non vengono testate e controllate in quanto sconosciute ai responsabili della gestione IT. Risulta ovvio che per il reparto IT, a cui compete il controllo dell’infra struttura aziendale, non è assolutamente possibile mettere in sicurezza qualcosa di cui non è al corrente.

Perché è come avviene lo Shadow IT?

Un’amplificazione del fenomeno si è riscontrata da quando le aziende si sono dovute adeguare all’emergenza pandemica e all’utilizzo dello smart working massivo . Per fronteggiare l’improvvisa ed enorme richiesta di strumenti di lavoro utilizzabili da remoto, le aziende sono dovute ricorrere all’autorizzazione dell’utilizzo del BYOD (Bring Your Own Device), cioè permettere l’utilizzo di dispositivi hardware e software personali per scopi lavorativi Ecco alcuni esempi di Shadow IT.

1. Condivisione e sincronizzazione di dati personali e azien dali fra diversi tipi di dispositivi

La condivisione può avvenire tramite l’utilizzo di dispositivi di memoriz zazione personali, quali smartphone, chiavette USB, hard disk esterni, o tramite l’utilizzo di servizi in cloud per lo scambio e la memorizzazione di dati fuori dal perimetro di controllo aziendale. L’utilizzo di sistemi di me morizzazione non esplicitamente approvati e senza il controllo del servizio IT aziendale può provocare una dispersione del know-how aziendale e introdurre confusione nella gestione dei dati e nel loro recupero , soprattutto a distanza di tempo.

2. Utilizzo di servizi di messagistica privati e/o eterogenei per lo scambio di informazioni e file aziendali fra colleghi e collaboratori

Questa abitudine introduce confusione e una pessima gestione delle informazioni , soprattutto in fase di condivisione fra team che utilizzano sistemi di comunicazione e condivisione non omogenei.

3. Utilizzo di risorse personali da parte di un dipendente per la memorizzazione di informazioni aziendali Questa pratica fa sì che queste informazioni siano irrimediabilmente perdute per l’azienda, soprattutto nel caso di cessazione del rapporto di lavoro. Inoltre, l’utilizzo di strumenti personali per la memorizzazione dei dati non permette la memorizzazione centralizzata dei dati e una gestione coordinata e unificata del backup.

Un dato aziendale memorizzato esclusivamente su un device o servizio personale in caso di guasto o smarrimento del dispositivo risulta definiti vamente perso. Il furto o smarrimento di un device personale contenente una copia di dati personali aziendali, oltre alla perdita definitiva, potrebbe far ricadere l’evento nella fattispecie di violazione di dati personali (c.d. Data Breach).

Per il Regolamento U.E. 679/2016 (GDPR) si configura un Data Breach quando una “ violazione di sicurezza comporta accidentalmente o in modo illecito la distruzione, la perdita, la modifica, la divulgazione non autorizza ta o l'accesso ai dati personali trasmessi, conservati o comunque trattati ” (ex art 4, pt. 12 Reg. U.E. 679/2016).

Sebbene il possibile incidente derivi da un comportamento imprudente, e casomai non autorizzato del dipendente, i dati personali aziendali oggetto della violazione risultano comunque, in prima istanza, sotto la diretta re sponsabilità dell’azienda. Sarà quindi quest’ultima a rispondere al Garante o ai diretti interessati delle mancanze che hanno generato la violazione.

70 fare
ICT, motore per l’innovazione rubrica a cura di ReteICT
È difficile da rilevare. È difficile da misurare. Ma c’è, nascosto nell’ombra dei sistemi IT utilizzati in azienda.

Ulteriori comportamenti che ricadono nella casistica di Shadow IT si rilevano non solo quando viene collegato alla rete aziendale un di spositivo personale, quali smartphone tablet o notebook, ma anche nel caso vengano aggiunti dispositivi di servizio quali s witch, access point e repeater wi-fi.

Tutti questi dispositivi, non passando per il vaglio del reparto IT, po trebbero risultare mal configurati e, data la loro connessione diretta mente alla rete aziendale più interna, aprire falle nel sistema di prote zione del perimetro aziendale permettendo potenzialmente l’accesso non supervisionato ai dati lavorativi.

I dipendenti e collaboratori, per portare a temine i loro compiti di lavo ro, spesso utilizzano software disponibili direttamente nel web (SaaS o PaaS) o scaricati e installati direttamente sul proprio PC lavorativo. Queste azioni effettuare in autonomia e solitamente non concordate con i responsabili IT non permettono di effettuare i dovuti controlli che garantiscano i requisiti minimi di sicurezza e di protezione dei dati aziendali. Nello scenario peggiore il dipendente potrebbe scaricare e utilizzare software non regolarmente licenziati o modificati da terzi in modo da bypassare le protezioni anticopia. Non vi è nessuna garanzia che questi software “piratati”, modificati e non distribuiti dal produt tore, non veicolino direttamente virus o malware.

4. Utilizzo del protocollo OAuth per l’autenticazione a servizi o applicazioni

Il protocollo OAuth permette di utilizzare le credenziali di autenti cazione di un servizio terzo (es. Google G Suite, Microsoft 365, Ap ple, Facebook, etc.) per accedere ai servizi o piattaforme esterne e non direttamente collegate con il servizio di autenticazione. Quando si utilizza questo protocollo di autenticazione vi è uno scam bio di dati fra chi gestisce l’account e il servizio. Se si utilizza un ac count aziendale (ad es. Google G Suite o Microsoft 365) per accedere ad una applicazione esterna al perimetro aziendale potenzialmente potrebbero essere scambiate informazioni che introducono rischi non mappati.

Nella maggioranza dei casi chi utilizza queste soluzioni “fai da te” agisce in buona fede e per scarsa informazione: l’utente cerca scor ciatoie per risolvere problemi che gli impediscono di portare a termine velocemente il lavoro, senza considerare le implicazioni di sicurezza e di gestione efficiente dell’informazione.

Come mitigare lo Shadow IT

I responsabili IT, oltre ad attuare tutte le contromisure tecniche e Best Practice per minimizzare lo Shadow IT, in accordo con la Dire zione aziendale dovrebbero fornire ai dipendenti e ai collaboratori aziendali un regolamento IT dove sia chiaramente indicato quali siano le policy a cui l’utente si deve adeguare.

Nel regolamento deve essere chiaramente indicato quali sono i software aziendali autorizzati per svolgere l’attività lavorati va e quali sono le politiche di sicurezza minime da adottare per garantire un accettabile livello di sicurezza e resilienza dei dati aziendali.

Gli strumenti aziendali devono essere scelti in maniera che:

1. Facilitino lo svolgimento dell’attività lavorativa,

2. Non limitino l’operatività,

3. Non inducano l’utilizzatore a cercare soluzioni alternative,

4. Un fattore chiave per la scelta dei software di produttività individua le sia l’utilizzo su dispositivi eterogenei e in mobilità.

Ma il punto cruciale per combattere il fenomeno dello Shadow IT è quello di incrementare negli utenti la cultura della sicurezza e della buona gestione del dato con corsi di formazione ripetuti ciclicamente. Bisogna incoraggiare gli utenti a sottoporre al reparto IT le proprie proble matiche o le mancanze che hanno i software utilizzati in azienda, invece di cercare soluzioni autonome.

Allo stesso tempo i responsabili del reparto IT debbono essere propensi ad ascoltare le richieste degli utenti per fornire soluzioni attraverso un mi gliore utilizzo dei software già presenti in azienda o, nel caso di mancanze nelle soluzioni già adottate, a valutare le proposte alternative suggerite dagli utenti. Un’efficace collaborazione fra utenti e reparto IT, con il vaglio di nuove soluzioni può essere anche uno stimolo per adottare soluzioni alternative più efficienti. L’atteggiamento del reparto IT deve essere di un ascolto attivo e ricettivo verso le richieste degli utenti. Un atteggiamento di chiusura verso i suggerimenti rischia solo di farsi etichettare come il “ Reparto del NO ”, e alimentare lo Shadow IT, con la pratica del “fai da te”.

Luca Bonora, Data Protection Coordinator

NSI Nier Soluzioni Informatiche – www.nsi.it Immagini di proprietà NSI Nier Soluzioni Informatiche

ReteICT è una associazione di imprese del settore ICT promossa

fare 71

premiomascagni speciale

72 fare

premiomascagni

fare 73
ADV www.sfumature.agency QUALITÀ ED EFFICIENZA PER MIGLIORARE PERFORMANCE E SOSTENIBILITÀ www.colomboconsulting.it PROFITTO Miglioramento Continuo Lean Operational Excellence Consulenza Coaching Formazione Temporary Management Six Sigma Colom bo consulti ng s.a.s. VIA SINISTRA GUERRO, 60/a - 41014 castelvetro di modena (mo) • TEL: +39 334 6591824 - Mail: info@colomboconsulting.it 

premio mascagni

Quello che le imprese dicono

Grande risposta per la cerimonia del Premio Paolo Mascagni, che anche quest’anno ha fatto vivere l’emozione del fare impresa attraverso la voce dei protagonisti

Una sala gremita, quella dell’auditorium intitolato a Marco Biagi nella sede cen trale de il Resto del Carlino a Bologna, per celebrare le imprese, le loro storie, quello che accomuna tante donne e uomini che sul territorio la sciano un segno visibile a tutta la comunità. La conclusione dell’edizione 2022 del Pre mio Paolo Mascagni, istituito 11 anni fa da Confindustria Emilia in collaborazione con il quotidiano nato a Bologna, ancora una volta è un successo: piace il format e piace ritrovar si insieme, anche per scoprire il vincitore di quest’anno.

Ecco spiegata la presenza delle 32 imprese partecipanti: Advenias, Aercel, Benetti Cesa rino, Carrara, Cep Europe, Cosepuri, Danisi Engineering, Due Esse Antincendio, Gescad, Ghimas, Graf Industries, Grafos Steel, Inda co Project, Italmondo, IUNGO, JDentalCa re, Lifetime, Macè, Macro Group, Margotta, Mary Fashion, Motori Bonora, Nanoprom Chemicals, Ncr Biochemical, Nero Tk, Phyto Service, Roboqbo, Silla, Socage, TeaPak, Tec noform e Valvole Italia. E a ottenere il massi mo riconoscimento di questo Mascagni 2022 è l’azienda di Bentivoglio, alle porte di Bolo gna, Roboqbo, specializzata nell’automazione dei processi di trattamento degli alimenti. Ma in prima fila ci sono anche Elena Zacchi roli Mascagni e tutta la famiglia dell’impren ditore scomparso Paolo Mascagni, cui il pre mio è dedicato. Ad aprire la cerimonia sono Valter Caiumi, presidente di Confindustria Emilia, e Agnese Pini, direttrice di Qn-il Re sto Del Carlino–La Nazione-il Giorno, pre sentati dal vicedirettore del Carlino Valerio Baroncini, che ha fatto gli onori di casa. L’iniziativa è stata all’insegna della speranza.

Come ha ricordato Baroncini, dai sondaggi e dalle ricerche emerge come il 40 per cento dei giovani abbia perso la speranza dopo la pandemia e la guerra. Qui gioca un ruolo im portante l’impresa, le nostre imprese cui tocca ridare speranze, così come ripeteva proprio Paolo Mascagni, in una vecchia intervista. Anche la direttrice Pini che ha partecipato in collegamento video, ha voluto sottolineare: “Dopo la pandemia, peraltro non ancora fi nita, nessuno si sarebbe atteso una guerra e la disastrosa crisi energetica. Scenari che hanno complicato questo mondo, figuriamoci quel lo delle imprese. Eppure, il sistema non si ferma e corre. Grazie a storie che sono soprat tutto storie di famiglia. Energie positive che fanno dell’area tra Bologna, Modena e Ferrara uno degli epicentri europei della produzione. E che questo premio dal 2012 celebra in pie no. Un impegno settimanale che in undici

edizioni ha tradotto concretamente, con dati, bilanci, ma soprattutto volti, l’impegno di un uomo come Paolo, testimone appassionato e convinto del ruolo dell’industria nello svi luppo del territorio. E, da sempre, attento ai media e alla comunicazione”.

“Per il nostro giornale, che è il giornale del territorio”, conclude Pini, “raccontare i pro tagonisti delle nostre città e dei paesi è un dovere, oltre che un onore. E in questo senso il Premio Mascagni è una fotografia di un ter ritorio resistente e resiliente, pronto a risolvere i problemi innovando e cambiando i propri processi produttivi, ben prima di quanto faccia il Paese. In questi undici anni il nostro lavoro comune ha coinvolto un totale di 416 aziende. Un patrimonio che non è solo indu striale, è soprattutto umano”.

Il presidente di Confindustria Emilia, Caiu mi, conferma: “Abbiamo iniziato nel 2011,

fare 75

anno molto particolare, nel piano di una gra vissima crisi finanziaria. Il premio è stato cre ato proprio per dare una luce, offrire spazio e visibilità, alla capacità degli imprenditori e alle loro attività. Da allora non ci siamo più fermati. E, da questo esempio, ci siamo lan ciati nello storytelling delle nostre aziende: pubblichiamo ogni anno su Fare oltre 280 articoli e abbiamo realizzato oltre 90 podcast tradotti in 4 lingue. Strumenti diversi ma tut ti per per raccontare chi siamo, chi siete”, dice parlando agli imprenditori.

E Caiumi ricorda ancora: “Arriviamo alla celebrazione di questo undicesimo anno del Premio Paolo Mascagni in un periodo parti colarmente intenso per imprese produttive, famiglie, cittadini. Il valore del nostro pre mio, che ha superato la boa del decennio, ci riporta al pragmatismo delle nostre imprese che hanno messo in luce il loro valore, le aspirazioni, i progetti e la voglia e l’impegno a portarli a termine. Con l’edizione 2022 tocchiamo quota 416 aziende che il Resto del Carlino ha intervistato e ospitato sulle proprie pagine. Una collaborazione preziosa, quella con il principale quotidiano del nostro territorio, perché è un segnale che attraverso l’informazione passano anche i valori che ci rendono interconnessi al tessuto sociale e alla vita di tutti noi”.

“Anche quest’anno, le 32 storie che sono state protagoniste hanno raccontato aziende molto diverse: startup, piccole imprese, grandi grup pi, di tutti i tipi e di tutte le filiere. Ad acco munarle è la consapevolezza di dover vivere sì in un periodo critico, ma al tempo stesso di dover crescere e continuare a innovare, mettendo in campo nuove idee, recuperan do progetti, con cambi di rotta e mutamenti interni o esterni”, conclude il presidente di Confindustria Emilia. “È questa capacità di esserci, di affermarsi, di operare per sé e per chi ci sta intorno che oggi celebriamo: il fare impresa in Emilia”.

È infine intervenuto, ospite di Confindustria Emilia, anche il politologo Vittorio Emanue le Parsi: “Se la ragione sociale è la speranza, per gli imprenditori l’ottimismo è strutturale. La guerra russo-ucraina è imprevedibile, ma si deve continuare a navigare, nonostante il me teo avverso”. Da qui, conclude Parsi, “serve la razionalità. Se perdiamo la libertà, che è la parola magica, perdiamo la speranza. E se c’è la libertà di impresa è perché esiste la libertà”.

76 fare

premio mascagni

La parola ai protagonisti

ADVENIAS

“Operiamo da 10 anni nei softwa re gestionali e piattaforme in cloud dedicati al settore socio sanitario, con cartelle cliniche e sanitarie informatizzate e soluzio ni contabili e amministrative. La pandemia ha aumentato la per cezione del valore della tecnolo gia in contesto medicale, dando più forza alle nostre proposte”.

BENETTI CESARINO

“Mio padre realizzò il sogno di mettersi in proprio negli anni ’60 per realizzare impianti elettrici civili e industriali, con la convin zione che ‘un gruppo di persone che condivide un obiettivo co mune può raggiungere l’impossi bile’. Io ho dato il mio contributo al nostro processo di specializza zione”.

CEP EUROPE

“La nostra azienda nasce dal la mia opportunità di entrare in contatto con la società cinese Cep. Gli ottimi rapporti instaurati hanno portato alla costituzione di Cep Europe di Fanano, che si è specializzata nella distribuzio ne di parti di ricambio nel settore delle macchine movimento ter ra”.

AERCEL

“Da Budrio, con sei aziende e quattordici stabilimenti proprie tari, produciamo gomme e plasti che ad alto tasso di innovazione da trasformare in guarnizioni, materiali isolanti, filtri e materiali da imballaggio per soddisfare le esigenze delle eccellenze emi liano-romagnole dell’automotive, del design, della moda”.

CARRARA

“Nel 1976, dopo 20 anni di espe rienza in Svizzera, mi sono stan cato di essere uno straniero e ho deciso di portare il ‘decoltage’ in Italia. Sono un tornitore di al tri tempi, anche se vesto i panni dell’imprenditore sono nato ope raio e lo sono ancora. Voglio dare ai miei operai rispetto, ascolto e opportunità”.

COSEPURI

“Da 50 anni la nostra coopera tiva è sinonimo di affidabilità a Bologna e nel resto d’Italia. Con tecnologie informatiche all’a vanguardia eroghiamo servizi a un’ampia utenza nelle divisioni operative di auto e bus con con ducente, autolinee e trasporto. E stiamo entrando nel trasporto speciale sanitario/ospedaliero”.

premiomascagni

vita industriale

78 fare
Gino Onofri

DANISI ENGINEERING

“Siamo nati a Torino nel 1995 e il nostro gruppo si occupa del lo sviluppo e dell’applicazione delle più innovative tecnologie legate alla dinamica dell’auto veicolo, agli ausili alla guida e alla sicurezza attiva. Abbiamo voluto impegnarci in progetti sfidanti e questo si è rivelato efficace in questo ambiente”.

GESCAD

“La nostra struttura è nata con l’obiettivo di fare integrazione e consentire di dialogare alle im prese che per vari motivi hanno software diversi. Quindi la no stra è un’offerta dalla A alla Z: vendiamo dispositivi e compo nenti, procediamo alle installa zioni, offriamo software gestio nali. Il tutto in un’ottica 4.0”.

DUE ESSE ANTINCENDIO

“La Due Esse Antincendio di Bentivoglio è entrata nel Gruppo Lupi, per le sue caratteristiche di essere un’anima ‘artigiana’ ancora intatta ma in grande sviluppo e si sta già sposando al meglio con il modello di busi ness di chi punta a entrare, nel prossimo quinquennio, nella top 5 nazionale di settore”.

GHIMAS

“Esistiamo da 75 anni ma dal 2021 siamo entrati nell’orbita della multinazionale Usa Aat, che ci ha portato ad andare ol tre il campo dei biomateriali per la rigenerazione ossea. Le nuo ve parole chiave sono legate al fronte della ‘health innovation’: i nostri medical device sterili sono noti a livello internazionale”.

GRAF INDUSTRIES

“Da un piccolo garage di elet tricisti nel 1979, ora siamo una grande società di servizi che offre manutenzione su impianti industriali e attività di progetta zione, realizzazione e installa zione di automazione per mac chine e impianti industriali, con un particolare focus su elettro nica e informatica”.

INDACO PROJECT

“Sistemi all’avanguardia per i magazzini, per le modalità di ac cesso e comunicazione del per sonale e per lo smaltimento dei rifiuti, distributori ‘smart’ di uten sili e dispositivi di protezione: sono solo alcune delle innova zioni materiali e immateriali che garantiamo da più di vent’anni alle piccole e medie imprese”.

GRAFOS STEEL

“L’azienda nasce come Mekano nel 2001, per iniziativa di Grafos, producendo tastiere industriali in acciaio, tastierini numerici, pannelli di controllo, cornici e supporti in metallo; siamo Gra fos Steel dal 2009. L’elevata qualità e il servizio di personaliz zazione ci hanno portato in po chi anni a una grande crescita”.

ITALMONDO

“La sede operativa di Granarolo Emilia e la piattaforma commer ciale di Castel Maggiore sono centrali per tenere alte le asticel le dell’innovazione, della sosteni bilità e dello sforzo formativo per il nostro gruppo internazionale di logistica e trasporti fondato a Milano nel 1953, guidato ancora dalla stessa famiglia”.

premiomascagni

vita industriale

fare 79
Roberto Gatti Antonio Federico Pozzi Chiesa

IUNGO

“Nasciamo da uno spin-off di In gegneria di Unimore. L’obiettivo è digitalizzare la comunicazione della filiera tra cliente e fornito re, garantendo riduzione nelle consegne, maggiore flessibilità e contrazione dei costi. Ad oggi sono 400 i capi filiera che utiliz zano la nostra piattaforma con oltre 100mila fornitori”.

LIFETIME

“Le nostre specializzazioni hanno portato due anni fa alla creazione della piattaforma Medendi.org, finalizzata ad individuare le altera zioni genetiche la cui espressione e combinazione rende ogni tumo re diverso dagli altri. Garantiamo ai pazienti oncologici l’individua zione del migliore trattamento sanitario”.

MACRO GROUP

“Partiti da software house ‘nel segno di IBM’, siamo diventati integratori di sistemi a tutto ton do, contribuendo allo sviluppo delle tante aziende che ci hanno scelto come partner nell’evolu zione dei processi informatici. Dal 2001 non abbiamo mai smes so di fornire ai clienti soluzioni e servizi ad alto valore aggiunto”.

MARY FASHION

“Dal nostro stabilimento di Fer rara partono per tutto il mondo i prodotti di altissima qualità rea lizzati appositamente per i grandi marchi della moda. Dalla fonda zione negli anni ’80, abbiamo sa puto far crescere ulteriormente questa realtà produttiva portan dola a livelli di eccellenza”.

JDENTALCARE

“Siamo nati nel 2006 come team di clinici e ingegneri per fornire ai dentisti soluzioni implantologi che avanzate e al tempo stesso semplici da utilizzare per la riabi litazione dentale dei loro pazien ti. È l’idea del nostro motto ‘just smile’ e che ci guida nelle scelte e nelle strategie di prodotto”.

MACÈ

“La sfida imprenditoriale nasce con la macedonia di frutta fre sca, per poi allargarsi ad altri prodotti alimentari. Un business di grande qualità con una carat teristica: niente trattamento ter mico, per mantenere ed esalta re gusto e proprietà nutrizionali. È un settore in espansione di cui siamo protagonisti”.

MARGOTTA

“Siamo nati nel 1977 e la nostra attività di consulenza aziendale del territorio è cambiata forte mente nel passaggio dall’ana logico al digitale. Il mestiere in fondo è lo stesso, ma a mutare sono state le richieste dei clien ti, a cui noi abbiamo saputo of frire assistenza, affiancamento e formazione”.

MOTORI BONORA

“L'azienda fu fondata da mio pa dre nel 1945 e io ne sono alla gui da dagli anni ’90. Siamo riusciti non solo a consolidare la nostra posizione di mercato ma a mette re e a segno una decisa crescita. Il merito è naturalmente della forte e motivata squadra e dei partner con cui collaboriamo”.

premiomascagni

vita industriale

80 fare
Giacomo Grandi Tomaso Freddi Emanuela Soffritti e Alessio Bonora Diego Bonora Andrea Tinti

NANOPROM CHEMICALS

“Nel 2011 sono entrato nel mercato dei prodotti chimici per la protezione dei vetri e ho sviluppato un prodotto che vetrifica le superfici a freddo. Con i nostri nanomateriali e vernici leggere lavoriamo al fianco di cantieri navali, azien de aeronautiche, industrie ceramiche, produttori di box docce e trasporti”.

NERO TK

“L’attività nasce da un’idea im prenditoriale del 2006 orientata a creare una struttura investi gativa all’avanguardia e specia lizzata per settori. Il nostro team opera nelle indagini difensive e nella raccolta di informazioni a disposizione di aziende, studi legali, professionisti, compa gnie assicurative e privati”.

ROBOQBO

“Roboqbo si appresta a com piere 20 anni, ma le sue radici risalgono agli anni ’70 con gli strumenti per il taglio delle ver dure destinati al mondo della ristorazione. Con le macchine QBO-Universal Processing Sy stem abbiamo fatto un salto di qualità. E stiamo entrando anche nei settori della farmaceutica e della cosmesi”.

SOCAGE

“Assicuriamo prodotti sempre all'avanguardia con l’ampia gam ma di piattaforme aeree dal desi gn italiano. Da quando l’ho rileva ta nel 2009, numerosi sono stati i traguardi raggiunti, tra questi l'e spansione dei mercati, la produ zione di una carpenteria interna e la conferma della leadership in Italia e in Europa”.

NCR - BIOCHEMICALS

“Il nostro campo è quello della depurazione dell’acqua a valle dei più disparati procedimenti industriali, ma anche rendere questi ultimi più efficienti, rapidi, remunerativi e sostenibili. Pro duciamo una gamma di tipologie e ‘famiglie’ chimiche, in grado di innalzare gli standard della svol ta ecologica in atto”.

PHYTO SERVICE

“Oltre a vendere mezzi tecnici per l’agricoltura e a fare consu lenza, stocchiamo e lavoriamo i cereali: l’accurata selezione del prodotto ci ha permesso di rivolgerci a un mercato di alta qualità, instaurando rapporti con le più importanti realtà dell’indu stria molitoria e mangimistica del territorio nazionale”.

SILLA

“Attivi dal 1956, siamo riusciti, nel corso degli anni, a trasformarci nel profondo, passando da un’at tività legata all’importazione e alla vendita di legname all’offerta dell’intero spettro dei materiali edili da costruzione. Il settore si è evoluto, richiedendo materiali sempre più performanti”.

TEA PAK

“Abbiamo un’esperienza più che trentennale nel settore dei contenitori per tisane. Ma la svolta decisiva è stata nel 2011 quando ci siamo guadagnati la fiducia della multinazionale americana che ha seguito le no stre idee. E in questo ha contri buito il fatto di essere nel cuore della packaging valley”.

premiomascagni

vita industriale

fare 81
Fabio Mattei Andrea Costa

TECNOFORM

“Mio padre ebbe l’intuizione di creare una fabbrica che fosse un laboratorio e anche un avanzato centro di produzione di arredi progettati apposta per questi mezzi. Siamo stati fra i primi in Europa a entrare nel mondo di caravan e yacht, portando gran de innovazione attraverso il desi gn e la ricerca ergonomica”.

VALVOLE ITALIA

“Con sei altri soci siamo nati nel 2015 sfidando un pregiudizio, che il mondo delle valvole oleodina miche fosse ‘saturo’ e non perse guibile. L’obiettivo dichiarato era di allargarci all’estero, con una distribuzione del fatturato unifor me nelle tre macro-aree princi pali dell’economia mondiale. Una strategia vincente”.

Il vincitore

ROBOQBO, LA RIVOLUZIONE IN CUCINA

“Siamo emozionatissimi, questo premio ci dà speranza”, di cono Amedea Visone e Andrea Pizzamiglio, rispettivamente responsabile commerciale Italia e HR manager dell’azienda di Bentivoglio, nel bolognese, che si occupa di automazione dei processi di trattamento degli alimenti, nel ritirare il pre mio per la vittoria dell’edizione 2022 del Premio Mascagni. Roboqbo è un gioiello imprenditoriale creato da Giuseppe Malavasi, amministratore delegato dell’azienda che oggi conta 105 dipendenti e nel 2021 ha fatturato 14 milioni di euro di fatturato, e i cui prodotti aiutano in cucina grandi chef, pa sticcieri, gelatai e cioccolatieri, ma che da tempo si rivolge anche a settori come cosmetica e farmaceutica.

Le sue radici risalgono agli anni ’70, quando il padre di Mala vasi iniziò a vendere un unico modello di cutter con coltello a esse per il taglio delle verdure al mondo della ristorazione. Un ventennio dopo, assieme all’attuale azienda, è nata la prima linea di macchine QBO-Universal Processing System, che ha sancito la fortuna di Roboqbo. Si tratta di un attrezzo capace di trattare decine di prodotti ed effettuare decine di lavorazioni utilizzando pochissimo calore e senza lasciare tracce del suo utilizzo a livello di gusto e proprietà organo lettiche delle materie prime. Insomma, buono per tagliare, cuocere, raffreddare, concentrare, raffinare e lavorare sotto vuoto.

“È veramente un grandissimo onore per noi ritirare questo premio”, spiegano i dirigenti dell’azienda. “È dedicato alle imprese che crescono e noi, in questi anni, di strada ne ab biamo fatta tanta. In più, questo riconoscimento ha anche un valore morale che si traduce nell’invito a non perdere mai la speranza e restare uniti soprattutto nei momenti più difficili che un’azienda possa attraversare”.

premiomascagni

82 fare
SCOPRI TUTTI I NOSTRI SERVIZI SU WWW.HYDROPLANTS.IT

scenari

Imprese e sostenibilità, un modello per diventare più efficaci e autorevoli

Un innovativo modello di valutazione dello stato di sostenibilità delle associate che può diventare uno strumento a livello nazionale: a costruirlo sono stati Confindustria Emilia e Deloitte di RM

Un lungo e accurato lavoro di preparazione da parte di Confindustria Emilia, con l’aiuto di Deloitte, ha portato a un innovativo modello di valutazione dello stato di so stenibilità delle imprese, sotto il profilo del profitto, delle persone, dell’ambiente, che può diventare un punto di riferimento per uniformarne la misurazione a livello nazionale.

Il punto di partenza è stata la fotografia delle imprese del territorio associate a Confindustria Emilia, che riunisce 3.400 imprese di 20 filiere del tessuto produttivo italiano. Entrando in profondità in queste aziende, l’associazione ha creato un mo dello di valutazione dai contorni nuovi, efficace per dare conto della complessità della materia. Rappresentando uno dei più importanti poli manifatturieri in Ita lia, attraverso questa iniziativa Confindu stria Emilia Area Centro intende proporre un linguaggio comune, un modello strut turato di analisi, su cui uniformare le di verse misurazioni sul fronte sostenibilità e comprendere le potenzialità che l’adozio ne di approcci sostenibili possano offrire alle imprese.

Il report che ne è emerso è stato presentato il 15 novembre scorso agli associati e alla stampa nella sede di Confindustria Emilia in Via San Domenico a Bologna nel corso di un evento dal titolo “Presentazione del Report sulla sostenibilità delle imprese del nostro territorio: impatto economico, so ciale e ambientale”.

A fare gli onori di casa Valter Caiumi e Ti ziana Ferrari, presidente e direttore gene rale di Confindustria Emilia, protagonisti

della giornata insieme a Valeria Brambilla, presidente del CdA di Deloitte & Touche, Filippo Forni, responsabile Area Ricerca, Innovazione e Sostenibilità dell’associa zione di via San Domenico, e Davide Ba ruffi, sottosegretario alla Presidenza della Giunta Regione Emilia-Romagna.

Il rapporto si propone, quindi, di fornire una panoramica dell’impatto economico, sociale e ambientale generato dalle impre se associate in ottica di promozione dello sviluppo sostenibile e stimolo per le misu razioni successive.

L’indagine è stata svolta nel corso del 2022 analizzando i dati inerenti il 2021 e ha ri

guardato 93.700 dipendenti delle imprese associate (il 55% del totale), con un cam pione di aziende statisticamente significa tivo (pari a circa 100 aziende, che rappre sentano le 20 filiere che compongono il sistema territoriale).

Nel fotografare la rilevanza e l’attuale dif fusione della sostenibilità, Confindustria Emilia si è posta l’obiettivo di definire alcuni indicatori di misurazione di rife rimento per le imprese per promuovere azioni concrete. Le aziende che hanno partecipato all’indagine sono per il 65% di provenienza del mondo della manifattura e per il 35% dei servizi.

fare 85
Da sinistra Tiziana Ferrari e Valter Caiumi, direttore generale e presidente di Confindustria Emilia Area Centro, Davide Baruffi, sottosegretario alla Presidenza della Giunta Regione Emilia-Romagna, Filippo Forni, responsabile Area Ricerca, Innovazione e Sostenibilità di Confindustria Emilia Area Centro, e Valeria Brambilla, presidente del CdA di Deloitte & Touche

“Oggi sempre più spesso sentiamo parlare di sostenibilità, valore su cui le imprese sono chiamate a definire azioni mirate, e di misurazioni in grado di valutare le trasformazioni necessarie per adeguare i propri modelli di creazione e distribuzione del valore. Avere una maggiore consapevolezza dei propri impatti e identifi care i rischi o le opportunità ad essi legati è il primo passo verso il cambiamento e un passaggio fondamentale per indirizzare il proprio business verso una crescita sostenibile e duratura. Da qui siamo partiti qualche mese fa per mettere insieme un’a nalisi approfondita sulle nostre imprese e tracciare delle linee guida sui parametri che possono essere utilizzati per misurare le azioni messe in campo”, ha dichiarato il presidente Valter Ca iumi.

“Gli obiettivi dell’Agenda 2030 sono obiettivi per tutto il siste ma, riguardano tutti”, ha commentato il sottosegretario alla pre sidenza della giunta regionale emiliana Davide Baruffi. “Come Regione intendiamo concentrare la spesa per i fondi struttura

li nella prima fase del settennato, perché ce n’è bisogno per la transizione. La preoccupazione è di portarci dietro tutti e tutte le filiere”.

Ma quali sono i principali indicatori emersi dalla ricerca? Il re port si focalizza su tre ambiti, l’impatto economico, sociale e ambientale, tre direttrici che possono orientare l’operatività del le imprese verso uno sviluppo sostenibile.

Riguardo al primo, quello economico che di fatto mostra il pro fitto e il valore distribuito sul territorio, l’analisi si sofferma sugli investimenti effettuati dalle imprese: sono oltre 44,5 i milioni di euro che vengono investiti sul territorio, ripartiti in cultura (10%), salute (4%), sport (4%) e soprattutto investimenti so ciali (82%).

Un altro indicatore del valore generato sul territorio è la distribu zione della catena di approvvigionamento delle imprese: emer ge una preponderante percentuale di fornitori italiani (85,7%, contro il 9,4% di fornitori all’interno dell’Unione Europea e il

86 fare

(come per esempio impianti fotovoltaici, impianti di auto-produzione energetica, interventi di efficientamento energetico) portati avanti dalle imprese pesano per quasi 614 milioni di euro. E il 43% delle imprese ha adottato un Sistema di Gestio ne Ambientale certificato secondo la nor ma UNI EN ISO 14001:2015 su almeno un sito produttivo.

Investimenti nel territorio

4,9% extra UE).

Andando al secondo ambito, quello socia le, lo studio riporta alcuni dati interessan ti riguardanti le risorse umane impiegate nelle aziende. Per esempio, in merito alla governance delle aziende, l’analisi indaga la composizione dei consigli di ammi nistrazione delle imprese mettendo in evidenza: una spiccata presenza maschi le (73%); una distribuzione per età che

vede la maggioranza di ultracinquanten ni (66%), seguita dalla fascia 30/50 anni (29%), e una presenza ancora molto con tenuta sulla fascia più giovane (solo il 5% ha meno di 30 anni).

Inoltre, la ricerca, il cui campione è rap presentato dal 44% da dipendenti don ne, mostra uno spaccato sulla diversità di genere e sulla stabilità della forza lavoro dipendente. I numeri, a questo riguardo, sono importanti: il 93% è inquadrato con un contratto a tempo indeterminato (di questi, circa il 43% è rappresentato dal genere femminile); l’81% è occupato full-time (di cui il 34% sono donne). Ma, soprattutto, i numeri segnalano che esiste ancora un divario tra uomini e donne nel la piramide delle qualifiche professionali, in particolare nei ruoli dirigenziali (in cui l’81% è rappresentato dal genere maschi le).

Inoltre, lo studio si sofferma sul tema del la formazione e dello sviluppo del capitale umano, che ricopre un ruolo fondamenta le per lo sviluppo delle competenze e per rafforzare la competitività delle imprese: sono circa 1,3 milioni le ore di formazio ne erogate corrispondenti a più di 14 ore pro-capite. Infine, sul fronte sicurezza nei luoghi di lavoro, la ricerca evidenzia che il 32% delle imprese adotta su almeno un sito produttivo il Sistema di Gestione per la Salute e Sicurezza sul lavoro cer tificato secondo la norma UNI EN ISO 45001:2018.

Veniamo al terzo ambito, quello ambien tale: analizzando i consumi energetici delle imprese che hanno partecipato allo studio, emerge che, complessivamente, il consu mo energetico totale si attesta su 13,3 mi lioni di GJ e solo per il 3% (385.000 GJ) si tratta di energia proveniente da fonti rinnovabili. Gli investimenti ambientali

Fornitori per provenienza

GEOGRAFICA FORNITORI PER PROVENZIENZA GEOGRAFICA FORNITORI PER PROVENZIENZA GEOGRAFICA

“Le attuali sfide che la società globale deve affrontare evidenziano la necessità per il mondo delle imprese di interrogarsi sul valore delle azioni in fatto di sostenibilità. Un sistema di governance aziendale decli nato sulla responsabilità sociale d’impresa, che tenga conto degli impatti ambienta li e sociali sul territorio, rappresenta una strategia per la creazione di valore così come per il rafforzamento della struttura dell’azienda nel lungo periodo. In questo approccio, l’identificazione di parametri di valutazione chiari, uniformi e coerenti è un elemento chiave a supporto dello svi luppo del percorso verso la sostenibilità”, ha concluso Caiumi.

fare 87
20
Filiere coinvolte
27,8
3
45
Circa 93.700 dipendenti 55% del totale delle imprese associate
miliardi di € rappresentati
PROVINCE e
COMUNI I PRINCIPALI NUMERI DEL CAMPIONE DI IMPRESE ASSOCIATE OGGETTO DELL’INDAGINE Circa 93.700
44%
56%
dipendenti delle aziende del campione
di dipendenti donne
di dipendenti uomini
81% 19% Full-time Part-time 34%
I principali numeri del campione di imprese associate oggetto dell’indagine
Tipologia di
93% 7% A tempo indeterminato A tempo determinato 43% Tipologia
Il campione di imprese
impiego
contrattuale
FORNITORI PER PROVENZIENZA

Audi Service Station

Servizio di ritiro e riconsegna vettura senza appuntamento, 24 ore su 24, 7 giorni su 7. In tutta libertà.

Un innovativo servizio di consegna e ritiro della tua vettura senza alcun vincolo d’orario, per usufruire del massimo comfort. Potendo contare, a richiesta, anche su una courtesy car durante il periodo di manutenzione.

L’Audi Service Station è disponibile presso la nostra sede di Via dell’Industria, 36 a Bologna e presso l’aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna.

Via dell’Industria, 36 - Bologna

Via Pola, 13 - Imola (BO)

Via G. Rossa 2/4 - Casalecchio di Reno (BO) audibologna.penskeautomotive.it

cultura

Al “quirinalista” Marzio Breda il Premio Estense 2022

Marzio Breda è il vincitore della 58esima edizione del Premio Estense. Il verdetto è arrivato lo scorso 24 settembre alla quinta votazione, con 23 preferenze, dopo un confronto serrato tra la giuria tecnica pre sieduta da Guido Gentili e quella popolare. Entrambe le giurie, riunitesi al Teatro Comu nale “Claudio Abbado” di Ferrara per con frontarsi sulla quartina finalista (“Capi senza Stato. I presidenti della grande crisi italiana” - Marsilio - di Marzio Breda, “La scuola ci salverà” - Solferino - di Dacia Maraini, “Il campo di battaglia” - La Nave di Teseo - di Maurizio Molinari e “Claretta l’hitleriana” - Longanesi - di Mirella Serri) non hanno avuto dubbi su chi dovesse essere il vincitore. Il presidente Guido Gentili, interpretando il pensiero della giuria tecnica, ha osservato come “questa edizione si è sicuramente con traddistinta per la qualità e l’autorevolezza dei titoli finalisti, quattro punti di vista utili a comprendere e interpretare l’attualità”.

La premiazione è avvenuta nel pomeriggio dello stesso giorno al Teatro Comunale. Ma drina del premio è stata Cesara Buonamici, giunta alla sua diciannovesima conduzione della cerimonia finale. L’evento è stato segui to dal pubblico in sala su invito e in diretta streaming sui canali social del Premio. Il Premio Estense dal 1965 premia l’eccel lenza del giornalismo italiano, alimentando il confronto sui più importanti temi di attua lità e la sensibilità alla responsabilità sociale d’impresa.

Marzio Breda con “Capi senza Stato. I pre sidenti della Grande Crisi italiana” racconta come si è trasformato e come è destinato a mutare ancora il ruolo del presidente del la Repubblica. Quali cambiamenti hanno provocato le crisi istituzionali e le emergenze di questi anni? Grazie a un osservatore pri vilegiato qual è Breda, testimone di oltre un trentennio di vicende e intrighi sul Colle, ci ritroviamo tra le nostre mani una storia del Paese in cinque ritratti di figure che hanno

assunto un ruolo chiave per la vita della no stra democrazia, dal “picconatore” Cossiga all’ultimo presidente ancora in carica, per il suo secondo mandato, Sergio Mattarella. “Sono emozionato”, è stato il commento a caldo del vincitore dell’Aquila d’Oro. “È un riconoscimento che non mi aspettavo e che al contempo rappresenta per me un gran de onore, soprattutto se penso al fatto che la prima edizione del Premio è andata a un direttore con cui ho avuto un rapporto par ticolare e che ho amato tantissimo, Alberto Cavallari”.

“Nel libro ho cercato di dare il senso della metamorfosi che hanno compiuto i capi del lo Stato e di come siano divenuti registi po litici decisivi per risolvere i momenti di crisi di sistema”, ha aggiunto Breda. “Ho avuto la fortuna di costruire un rapporto personale con tutti i presidenti, andando anche oltre il rapporto tra giornalista e la sua fonte. Da Cossiga in poi, i presidenti scoprono l’impor tanza di inaugurare un dialogo con i cittadini e questo spiega anche perché siano più pro pensi al confronto”.

Per Venanzio Postiglione, vicedirettore del

Corriere della Sera e giurato al suo esordio al Premio Estense, Breda e il suo lavoro sono “una garanzia. Sommersi dalle informazioni, oggi più che mai abbiamo bisogno di credibi lità e autorevolezza e Marzio è un giornalista attento e scrupoloso di cui ci si deve fidare”. Il libro di Dacia Maraini “La scuola ci sal verà”, hanno sottolineato i giurati, è invece un libro utilissimo per capire la scuola ita liana, e soprattutto per spazzare via cliché e luoghi comuni. Un messaggio d’amore nei confronti della cultura e delle giovani genera zioni, che l’autrice finalista ci consegna all’in terno di un volume a metà tra prosa giorna listica e letteratura. “La scuola”, ci ricorda la Maraini, “può fare la differenza soprattutto in momenti di crisi”.

Il direttore di Repubblica, Maurizio Mo linari, con “Il campo di battaglia. Perché il Grande Gioco passa per l’Italia”, ci spiega le ragioni storiche e geopolitiche per cui l’Italia, in questa particolare contingenza, si ritrovi a rivestire all’interno della comunità inter nazionale una grande importanza strategica. E del perché, oggi più che mai, rappresenti un ‘campo di battaglia’ e di sfida per tutto

fare 89
di Generoso Verrusio

l’Occidente.

Una rilettura non convenzionale di uno dei simboli del Novecento femminile, suffragata da documenti inediti e da una ricca messe di notizie ricavate da lettere e diari, è infine il libro “Claretta l’hitleriana. Storia della donna che non morì per amore di Mussolini”. Mi rella Serri ci porta indietro nel tempo su uno dei capitoli più controversi della nostra storia recente. “Non una sciocca, non soltanto una delle mantenute di Stato, ma un’abile e astuta calcolatrice”, si premura di chiarire la Serri. “Molte delle biografie che sono state dedicate alla Petacci sottolineano che fu una vittima sull’altare dell’amore. Gli storici che hanno scritto fino a oggi di Clara l’hanno trattata con paraocchi maschili e hanno considerato un’attenuante del suo filonazismo e dei suoi intrighi il suo ruolo femminile: da tempo i movimenti delle donne però combattono l’i dea che il merito femminile possa consistere nel sacrificio in nome di un uomo, tanto più in nome di un dittatore sanguinario. L’im magine e il ricordo di Claretta vittima sacri ficale che arrivano fino a oggi offendono più che mai le donne”.

La giuria presieduta dal presidente della Fon dazione Premio Estense, Gian Luigi Zaina, e composta da sette imprenditori dei territori di Bologna, Ferrara e Modena (Marco Ar letti, Gianna Bigliardi, Nicola Lamacchia, Gianluca Loffredo, Rudi Ricci Mingani, Andrea Panizza e Paolo Saini) ha assegnato a Giovanna Botteri il 38° “Riconoscimento Gianni Granzotto. Uno stile nell’informa zione” con il parere favorevole della giuria tecnica per il contributo importante all’ana lisi del conflitto in Ucraina e dello scenario internazionale.

“Quella della giuria degli imprenditori è stata una decisione unanime”, ha ricordato Gian Luigi Zaina, presidente della Fondazione Premio Estense, a proposito del conferimen to del premio a Giovanna Botteri. “Sin da subito si è pensato di premiare un inviato speciale con esperienze importanti nelle zone teatro di guerra, anche per ringraziare tutti i giornalisti che operano sul campo, in prima linea, leggendo e raccontando gli eventi. Il curriculum di Giovanna Botteri parla da solo, ma quello che ha convinto tutti è anche il suo stile, sobrio, sintetico e immediato, concen trato sulla notizia, perfettamente in linea con le caratteristiche del Riconoscimento Gianni

Granzotto. Quello che mi colpisce personalmente di Giovanna Botteri è il suo sguardo attento e acceso, la conoscenza non solo delle zone del mondo che de scrive, ma anche dell’Italia e degli italiani per i quali è diventata ormai una perso na di fiducia e un punto di riferimento, portando nelle case di tutti informazione e verità”.

Tra i vincitori della Colubri na d’argento, prima di Gio vanna Botteri, ricordiamo giornalisti come Carlo Bo, che con Cavallari si impose nell’edizione inaugurale, e nomi quali Aldo Cazzullo, Paolo Mieli, Ettore Mo, Fernanda Pivano o Piero Angela che lo ha vinto nel 1996. Proprio al grande divulgatore, nel corso della cerimonia di premiazione, è stato dedicato un video. Un tributo, ha ricordato Cesa ra Buonamici, “a un uomo straordinario e grande pro fessionista, che è stato capa ce di trattare con semplicità temi complessi, facendosi amare da tutti”.

La giuria tecnica del Pre mio Estense, presieduta da Guido Gentili, quest’anno era composta da Giacomo Bedeschi, Michele Bram billa, Luigi Contu, Tiziana Ferrario, Paolo Garimberti, Jas Gawronski, Giordano Bruno Guerri, Laura Laurenzi, Agnese Pini e Venanzio Postiglione. La scorsa primavera, gli stessi giurati avevano selezionato i quattro finalisti tra una rosa di 45 titoli candidati.

“Ci piace definire noi stessi come la banca che sa leggere, dunque per quanto ci riguar da, ogni anno, la partecipazione all’Estense è un approdo naturale”, ha rimarcato Monica Lorenzetti, area manager Ferrara di BPER Banca che si è confermato main sponsor dell’evento ferrarese. “C’è similitudine tra BPER Banca e il Premio Estense. Entrambi

nel tempo hanno assunto sempre maggior importanza. Il nostro istituto nasce in Emilia ed è cresciuto considerevolmente, lavorando con uno sguardo rivolto al futuro ma cercan do di restare fedele ai valori che la caratteriz zano da sempre. L’occasione di partecipare a un evento culturale di valore nazionale ormai consolidato come il Premio Estense offre l’opportunità alla nostra banca di continua re a creare valore e restituirlo alla collettività, proseguendo in una precisa e consapevole scelta di responsabilità sociale d’impresa”.

90 fare

sociale

Un aiuto a Fondazione Vita Indipendente per il progetto di cohousing

“S

iamo a un mo mento cruciale”, ricorda Daniele Grassi, imprendi tore e volontario della Fondazione Vita Indipendente (FVI). “Il progetto ‘Andiamo a vivere da sole’ è par tito, l’appartamento in convenzione è stato fornito dal Comune di Modena e sono state individuate le tre ragazze che vi abiteranno, al termine di un percorso di progressiva autono mia pluri-annuale, sempre con il costante rapporto con gli educatori e la supervisio ne di un analista.

Cosa serve? Arredamenti ed elettrodome stici per allestire la casa e contributi per coprire i costi annuali del personale spe cializzato coinvolto”.

È la prima esperienza di cohousing nella città di Modena, che permetterà a tre ra gazze con sindrome di Down di vivere in autonomia, nata dalla co-progettazione con il Comune di Modena, in un percor so coadiuvato dal Centro Servizi Volonta riato Terre Estensi, e portato avanti dalla FVI che, promuovendo azioni comple mentari, ha ottenuto anche il contributo della Fondazione di Modena.

“La missione della Fondazione è quella di prendersi cura del futuro delle perso ne con disabilità, che spesso vedono limitate o ristrette le proprie capacità funzionali e di partecipazione sociale, attivando tutte le risor se e le dinamiche relazionali della comunità come, per esempio, le stesse persone in dif ficoltà, la rete amicale, parentale, la rete dei servizi territoriali e quant’altro possa essere d’aiuto.

La Fondazione, in particolare, si propone di promuovere, orientare, sostenere e sviluppa re progetti di autonomia abitativa a favore di disabili fisici, relazionali e intellettivi. Questo

perché così facendo ci si prende cura del fu turo delle persone disabili e si garantisce loro un aiuto nell’intraprendere e proseguire un percorso di vita autonoma e indipendente dal nucleo famigliare.

“L’obiettivo è dare centralità alle persone con disabilità e ai loro familiari nella scelta e con divisione dei percorsi da attivare”, spiega Eli sabetta Leonardi di Csv Terre Estensi, “inter cettando i bisogni grazie all’ascolto in luoghi inediti, non istituzionalizzati, ma in costante

fatto l’esperienza di vivere in appartamento, per sviluppare abilità sociali e di comunità, o come la “mobilità in autonomia”, formazione di orienteering per favorire l’utilizzo di mezzi pubblici in autonomia.

Mossi i primi passi nel corso del 2007 grazie all’impegno di Uildm, Anffas e degli altri par tner la Fondazione Vita Indipendente si è co stituita ufficialmente nel 2009 con l’obiettivo di realizzare soluzioni abitative dotate di tutti gli strumenti e gli ausili necessari all’autono mia della singola persona disabile, con le sue peculiarità e le sue esigenze, ideando progetti innovativi che contribuiscono a valorizzare ogni capacità residua degli utenti nella gestione della vita quotidia na.

collegamento con l’ente locale e creando spazi dove le persone con disabilità possano trovarsi a casa, potendo contare su una rete di sup porto”.

Nonostante gli ultimi due anni di maggiori difficoltà, per la pandemia che ha rallentato tutti, la Fondazione Vita Indipendente pro segue in questo percorso di aiuto dei giovani con disabilità. Il lavoro in questi anni si è con centrato su alcune specifiche attività, come la “palestra di autonomia”, dei fine settima na in cui giovani adulti con disabilità hanno

“Noi abbiamo individuato aree di con vergenza tra l’azione dei servizi e le ne cessità delle persone con disabilità, in cui sono tuttavia necessari dei riallineamenti affinché il sistema sia più efficiente e ade risca maggiormente ai bisogni”, ricorda il presidente Gaetano Venturelli. Una delle importanti attività della Fon dazione è anche promuovere interventi di sensibilizzazione rivolti alla cittadi nanza, per veicolare un’immagine del mondo della disabilità più positiva, atti va e partecipata, e a organizzare proposte informative anche mirate.

“Siamo grati a chi ci sta aiutando”, ringrazia Daniele Grassi, “abbiamo avuto risposte da molti imprenditori e cittadini, una dimo strazione ancora una volta che c’è sensibilità per questi temi. Ma questi sono progetti di lungo periodo e ogni contributo è ben ac cetto”.

Per maggiori informazioni: Elisabetta Leonardi, fondvitaindipendente@gmail.com; cell. 329 639 7482.

fare 95
È la prima esperienza che accompagnerà alla vita autonoma tre ragazze con sindrome di Down nella città di Modena
di RM

Soluzioni per l’Amministrazione del Personale dedicate alle Imprese

• Servizio payroll e amministrazione del personale in outsourcing: puntualità, qualità, semplicità, ascolto del Cliente.

• Soluzioni software leader del mercato HR, integrate, modulari e personalizzabili per l’amministrazione dell’intero ciclo payroll e per il supporto alla Direzione HR nella gestione delle Risorse Umane.

• Interfacce personalizzate per la consuntivazione dei costi e la previsione/budgeting del lavoro.

• Report, analisi, KPI, executive summary.

• Servizio welfare integrato con il payroll.

• Referente unico per ogni tipologia di richiesta.

• Servizio garantito da controlli certificati.

• Sicurezza del trattamento del dato.

• Innovazione e sviluppo dell’offerta di servizi e soluzioni integrate.

• Servizi full web con app mobile disponibili ovunque in pochi click.

affidando il payroll all’esperienza e alla preparazione di Hit Servizi Emilia,
un SERVIZIO MODULARE e FLESSIBILE
TE
Modena Via Bellinzona, 27/A, 41124 T. 059 448 311 Bologna Via Pio La Torre, 2, 40013 Castel Maggiore T. 051 632 7311 Ferrara Via Montebello, 33, 44121 T. 0532 241 215 hitserviziemilia.it
Libera il tuo talento HR dal carico amministrativo,
scegliendo
a
dedicato.

LE IMPRESE ASSOCIATE

A CONFRONTO SUI TERRITORI

Proseguono gli incontri organizzati da Con findustria Emilia sui territori che mettono gli imprenditori associati a confronto su temi specifici e con focus dedicati. Lo scorso 14 novembre oltre una settantina di imprendi tori dell’area ferrarese hanno partecipato nella sede di via Montebello all’incontro dal tito lo “Traiettorie di sviluppo per il territorio di Ferrara”, mentre il 23 novembre l’auditorium di Via Bellinzona a Modena ha ospitato il se condo evento in presenza dopo la pandemia e l’inaugurazione dello scorso 13 settembre con il sindaco Gian Carlo Muzzarelli nel corso dell’evento “Il modello Emilia si confronta”.

Al centro del pome riggio di lavoro per il territorio ferrarese c’e rano tre temi centra li: le infrastrutture, la logistica e la mobilità. Per approfondire questi argomenti il vicepresi dente di Confindustria Emilia Gian Luigi Zai na ha invitato a parlare agli associati alcuni tra i più importanti rappre sentanti delle istituzio ni locali e regionali tra i quali Daniele Rossi, presidente dell’Autori tà di sistema portuale, che è intervenuto con un focus sul porto regionale, Andrea Maggi, assessore allo sport, lavori pubblici, piano strategico e con delega al Pnrr del Comune di Ferrara, che ha trattato le prospettive di sviluppo di Ferrara nell’ambito del PNRR, e Andrea Corsini, assessore per la mobilità e trasporti, infrastrutture, turismo, commercio della Regione Emilia-Romagna che si è sof fermato sul quadro infrastrutturale e le ope re inserite nella programmazione regionale e nazionale. Ha chiuso i lavori l’intervento del direttore generale di Confindustria Emilia Ti ziana Ferrari.

Sul palco dell’incontro focalizzato sull’area modenese, invece, il presidente di Confindu stria Emilia Valter Caiumi, insieme a Fran

news emilia

co Stefani (Modula e System Ceramics) e a Giuliano Carletti (Grandi Salumifici Italiani e Caseifici Granterre), si sono misurati con le domande della giornalista corrispondente per l’Emilia-Romagna del Sole 24 Ore Ilaria Vesentini e con le sollecitazioni della platea. L’Emilia, è emerso dagli interventi, è un terri torio distintivo. Qui in Emilia c’è la tecnolo gia, ci sono le filiere e soprattutto c’è un mix unico di tradizione, capacità ed eccellenza. Alle nuove tecnologie, è opinione condivisa, occorre affiancare la comune matrice emilia na. L’operosità emiliana è frutto di un saper usare come nessun altro le mani. Testa crea tiva e mani sapienti, nuova linfa agli istituti tecnici e più fiducia nei confronti dei giovani: questa è la ricetta per il futuro del modello emiliano che hanno rilanciato i presenti. Sull’importanza di managerializzare di più le imprese hanno insistito Caiumi, Car letti e Stefani in un secondo giro di tavo lo. L’Emilia, è stata la conclusione, è vincen te perché le sue azien de hanno introiettato l’abilità camaleontica del cambiamento in corsa. Muta lo scena rio? Cambio strategia e mi adatto alle neces sità dettate dalla con tingenza. Il Covid e la guerra stanno, pur con tutte le difficoltà del caso, dimostrando proprio questo. Gli incontri si inseriscono in un percorso di appuntamenti organizzati dall’Associazione che verranno riproposti periodicamente sui territori.

ALBO CIRCULAR, AL VIA IL PROGETTO CHE COLLEGA DOMANDA E OFFERTA

I modelli economici che si basano sulla cir colarità delle merci implicano la condivisio ne, il prestito, il riutilizzo, la riparazione, il

ricondizionamento e il riciclo di materiali e prodotti esistenti, estendendo il ciclo di vita dei prodotti e riducendo il consumo di ma terie prime e risorse, oltre che la produzione di rifiuti. Oggi, di fronte a un forte aumento della domanda di materie prime e alla conti nua scarsità delle risorse, la transizione verso un tale modello economico, produttivo e di consumo circolare rappresenta una grande e concreta opportunità per le imprese.

Per questo Confindustria Emilia Area Centro ha dato avvio al progetto “Albo Circular”, una piattaforma gratuita che si propone di unire domanda e offerta, su scala nazionale. Primo progetto di questo tipo in Italia, l’Albo nasce per porsi al fianco delle aziende nel loro per corso verso la sostenibilità; una piazza aperta e in continuo aggiornamento, pensata a sup porto di tutte le realtà che offrono o stanno cercando soluzioni “circolari” per il proprio business – come, ad esempio fornitori di ser vizi di riciclo, acquirenti di scarti di lavorazio ne e fornitori di materie prime secondarie –, con l’obiettivo di rendere i propri servizi, pro dotti e processi produttivi più sostenibili, sia dal punto di vista economico che ambientale. Albo Circular ospita già al suo interno più di 60 imprese virtuose che offrono prodot ti o servizi in ambito di economia circolare, mettendo particolare cura e attenzione nel ridurre al minimo il loro impatto ambientale. Attraverso questo strumento gratuito, utile e veloce, le imprese potranno consultare tutti gli iscritti alla piattaforma e ricercare fra di essi un potenziale partner utilizzando la mappa navigabile, sfogliando l’elenco delle aziende oppure personalizzando la ricerca attraverso la scelta di tre tipologie di filtri: tipologia di azienda e tipo di scarto/materiale trattato e servizio per l’economia circolare. Sarà dunque possibile individuare fornitori di servizi di riciclo degli scarti di produzione, fornitori di materie prime seconde e indivi duare servizi legati all’economia circolare, nonché pubblicare e consultare annunci per vendere o acquistare materiali e scarti di pro duzione sulla bacheca.

“Nonostante il buon posizionamento dell'Ita lia, c'è ancora molto da fare per promuovere le azioni in grado di diffondere l'economia circolare come modello di produzione e con sumo volto all'uso efficiente delle risorse”, spiega Valter Caiumi, presidente di Confin dustria Emilia Area Centro. “Trasversalmen

fare 99

te, in tutto il Paese, abbiamo moltissime re altà virtuose che hanno adottato pratiche di economia circolare, ma che hanno necessità di conoscere ed entrare in contatto con forni tori in grado di portare avanti questi processi. Per questo abbiamo voluto creare uno spazio come Albo Circular, per favorire la conoscen za e creare sinergie”.

Per iscriversi all’Albo Circular, è possibile in viare la propria candidatura sul sito www.al bocircular.it/aderisci, selezionando le catego rie di rifiuti trattati, prima di venir ricontattati dai funzionari dell’Area Ricerca, Innovazione e Sostenibilità di Confindustria Emilia.

PMI DAY, OLTRE 1.600 STUDENTI ALLA SCOPERTA DELLA CULTURA D'IMPRESA

Anche quest’anno Confindustria Emilia Area Centro ha partecipato alla giornata nazio nale delle Piccole e Medie Imprese, il Pmi Day-Industriamoci, giunto alla sua tredice sima edizione, con un evento che si è svolto nella mattinata di venerdì 18 novembre. L’i niziativa, che ha visto coinvolti oltre 1.600 studenti di 22 scuole e 66 classi collegati direttamente dalle proprie aule delle tre pro vince di Bologna, Ferrara e Modena, è stata trasmessa in diretta streaming dal canale You Tube dell’Associazione ed è stata ospitata dallo stabilimento Twinset di Carpi, dove hanno par tecipato in presenza an che i rappresentanti di tre scuole: l’ITI Coper nico - Carpeggiani di Ferrara, l’Istituto Pro fessionale Industria e Artigianato Vallauri di Carpi e il Liceo Scien tifico Manfredo Fanti di Carpi. Ambasciatori della cultura d’impresa sono stati quest’anno Andrea Pizzardi, presidente della Piccola In dustria di Confindustria Emilia, Alessandro Varisco, amministratore delegato di Twinset e presidente della filiera Moda e Lusso di Confindustria Emilia, Gianluca Sacchetti, CEO di Sacchetti Maglierie, Simonetta Pasi ni, amministratore unico di Unizip, Claudio Stefani, amministratore delegato di Acetaia Giusti, e il Giovane Imprenditore Alessandro

Caldari, di Bonfiglioli Riduttori. A modera re l’incontro la giornalista Alexandra Boeru. Il tema dell’edizione 2022 è stato la bellezza. La bellezza del saper fare italiano, espressio ne delle capacità, dei valori, della cultura che ritroviamo nelle produzioni di beni e servizi delle imprese. La bellezza, come asset, come carattere distintivo e fattore competitivo che nasce dall’attitudine a “fare bene”. Bellezza come cultura della formazione e della ricerca, come qualità delle relazioni che si sviluppano all’interno della comunità aziendale. Bellezza come bene comune da comunicare e condivi dere con l’ecosistema. Bellezza come libertà, giustizia, tolleranza, solidarietà e legalità. Una giornata per conoscere il valore del lavoro, l’importanza e la bellezza di intraprendere, di trasformare un’idea in progetto e un pro getto in un risultato concreto, dell’assumersi responsabilità anche oltre i cancelli dell’azien da, del “fare insieme” per condividere saperi e nuovi traguardi. E proprio la bellezza è il tema centrale del cortometraggio di Confindustria che è stato proiettato in apertura dei lavori. “Anche quest’anno, sfruttare le opportunità del digitale ci ha consentito un ampio coin volgimento dei ragazzi, avvicinando il raccon to del tessuto industriale emiliano a quanti più giovani possibile. L’obiettivo con cui ab biamo approcciato questa giornata è trasferire alle nuove generazioni il valore del lavoro e della cultura d’impre sa e permettere loro di conoscere da vicino la bellezza del territo rio produttivo in cui vivono”, commen ta il presidente della Piccola Industria di Confindustria Emilia, Andrea Pizzardi. In quest’ottica, tra l’altro, gli studenti hanno potuto rivolgere domande a tutti gli intervenuti attraverso un numero Whatsapp apparso in sovraimpressione sugli schermi. L’iniziativa del PMI Day è nata nel 2010 con l’obiettivo di raccontare ai giovani il mondo dell’impresa attraverso un rapporto diretto con chi guida e lavora in questa realtà, offrendo loro l’opportunità di osservare da vi cino la realtà produttiva delle imprese e il loro impegno quotidiano a favore della crescita.

È MANCATO ERMINIO SPALLANZANI

Ha suscitato grande cordoglio nla scompar sa di Erminio “Nino” Spallanzani, morto a 76 anni nella sua casa di Albinea. È stato un imprenditore eclettico in grado di operare con successo in molteplici settori economici, dal campo della siderurgia, tramite i marchi Interac ciai, Stilma e Tubimec, nel settore alimentare, con il marchio Inagra e nel settore immobiliare con importanti inter venti di riqualificazione urbana nel territorio emiliano. Le attività industriali del Gruppo Spallanzani impiegano attualmente oltre 650 dipendenti. Da una sua idea nacque nel 1987 quello che oggi è il Gruppo Banca Privata Le asing. Ha fatto parte per nove anni del consi glio di amministrazione di Bper e prima di Fi neco Group. È stato anche protagonista, dal 1995 al 2014, nell’editoria come proprietario dell’emittente reggiana Teletricolore e dell’ex quotidiano L’Informazione di Reggio.

SCOMPARSO SERGIO DONDI

Viene a mancare un’altra figura importante dell’imprenditoria. È morto all’età di 80 anni Sergio Dondi, uno dei fondatori della Teco press di Dosso (Ferrara). Tante le dimostra zioni di affetto verso questo imprenditore che ha saputo dar vita a un’azienda che oggi ha 170 dipendenti. Il progetto imprenditoriale di Enzo e Sergio Dondi nasce nel 1971 quando realizzano il primo edifi cio industriale nell’attua le proprietà, destinato alla produzione di getti e manufatti in allumi nio colato per impieghi industriali. Da allora l’impresa, oggi ancora nelle mani delle famiglie Dondi e Accorsi, ha sempre avuto una continua espansione, supe rando anche il dramma del sisma del 2012. Ai messaggi di cordoglio si è unito anche il sindaco di Dosso Roberto Lodi.

news emilia

100 fare
Erminio Spallanzani Sergio Dondi Generali Shared Services | Nuovo headquarter | CCIAA Bologna
Issuu converts static files into: digital portfolios, online yearbooks, online catalogs, digital photo albums and more. Sign up and create your flipbook.