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NOVEMBRE

GRATUITO AI SOCI

ANNO XVI XV

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provincia di Perugia

L’aumento Iva nel 2013 impoverirà le famiglie e taglierà i consumi

COSÌ SI UCCIDONO LE IMPRESE Umbrialife, uno slogan per vendere l’Umbria tutti i benefici di una offerta turistica integrata

Sicurezza nei luoghi di lavoro Formazione gratuita con il For.Te.

Riforma del lavoro (seconda parte)

cosa cambia in materia di licenziamenti Seguici anche su: Seguici anche su:

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Una imposta tira l’altra provincia di perugia

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NOVEMBRE 2012 ANNO XVI Direttore responsabile Lorella Cucchiaroni Comitato di redazione Vasco Gargaglia, Lorella Cucchiaroni, Claudia Migliorati Redazione/Amministrazione Via Settevalli, 320 - 06129 Perugia Tel. 075.506711 - Fax 075.5067177 redazione@confcommercio.pg.it www.confcommercio.pg.it Hanno collaborato N. Censi, L. Cucchiaroni, F. Fiorucci, M. Martini, G. Menichini, C. Migliorati, F. Settequattrini, E. Valentini. Concessionaria per la pubblicità e partner editoriale Sifa srl Via Pievaiola, 45 - 06128 Perugia Tel. e Fax 075.5051028 Progetto grafico/editoriale Fattoria Creativa www.fattoriacreativa.it Stampa Litograf Todi S.r.l. Zona Industriale Ponte Rio Todi Tiratura: 7.500 copie Finito di stampare in Ottobre 2012 Aut. Trib. PG - R.P. n. 11 del 26/02/1997

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l governo aveva promesso rigore ed equità, ma noi continuiamo a vedere solo il rigore. Nemmeno le misure di riduzione dell’Irpef possono essere viste in termini di equità: il minor gettito delle famiglie meno abbienti sarà letteralmente divorato dall’annunciato aumento dell’Iva su tutti i beni che entrano nel carrello della spesa. Il provvedimento del governo non va dunque nella direzione della crescita né dell’equità, e deve essere rivisto: su questo non c’è dubbio. Confcommercio è decisa a tenere duro e il ministro dell’economia Vittorio Grilli, lasciando aperto uno spiraglio, a questo proposito ha detto: “mai dire mai”. La necessità di ridurre la pressione fiscale è stata al centro anche del recente confronto del Consiglio generale di Confcommercio con il Segretario del Partito Democratico, Pier Luigi Bersani, inaugurando così un ciclo di incontri con le forze politiche che sorreggono l’esperienza dell’Esecutivo guidato dal Presidente Monti. La questione fiscale, insomma, è, e continua ad essere, più che centrale. Le famiglie che ogni giorno si sentono sempre più tartassate - e che ogni giorno devono fronteggiare una marea di costi fissi (affitti, utenze, carburanti…) che pesano per ol-

tre il 40% - non ci pensano due volte a tagliare i consumi, rinunciando a volte anche al necessario. Qualcuno - tra i nostri decisori, è ovvio! - si è reso conto che la domanda interna è crollata? L’Ufficio Studi di Confcommercio ha stimato un calo del 3,3%, a consuntivo 2012: uno dei dati peggiori dal dopoguerra in qua. Dalla parte delle imprese la pressione di tasse, imposte e tariffe è ancora peggiore, considerando che è arrivata al livello record del 55%, e che è responsabile, direttamente o indirettamente, anche della chiusura di tante attività che proprio non ce la fanno a sostenerla. In questo scenario, non si capisce davvero come le nostre amministrazioni non si rendano conto che non possono continuare “a spremere” quel limone già abbondantemente spremuto che sono le nostre imprese. Messaggio rivolto anche a quel partito dei sindaci che non trova di meglio, per fare un po’ di cassa, che utilizzare le imprese addirittura come sostituto per quell’imposta di soggiorno che peserebbe come un macigno sul turismo umbro. Giorgio Mencaroni Presidente Confcommercio provincia di Perugia

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IL MEGLIO DEL MESE

Evasore a chi?

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li italiani cominciano ad accorgersi che l’evasione è altrove. Mentre commercianti e pubblici esercenti sono pressati dai controlli e periodicamente sbattuti in prima pagina per lo scontrino del caffè, l’istituto di ricerca Eures rende noti i risultati di una indagine effettuata su un campione di 1.225 persone, alle quali è stato chiesto

dove si annidassero, secondo la propria esperienza nell’ultimo anno, i comportamenti fiscali irregolari. I primi della classifica, secondo il campione, sono gli insegnanti che impartiscono ripetizioni scolastiche, che risultano evasori nell’89% dei casi. Tra gli artigiani, i più inclini all’illegalità sono i giardinieri (67%) e poi falegnami, idraulici, fabbri e murato-

Tasse e tariffe locali, più equità per le imprese del terziario

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l peso esorbitante di tasse e tariffe, insieme alla crisi, sta fiaccando le imprese. Proprio per questo Confcommercio ha chiesto e ottenuto dall’Anci, l’Associazione dei Comuni, l’attivazione di un tavolo permanente di confronto sulle tasse e i tributi locali - in particolare rifiuti e Imu, ma anche tassa di soggiorno, etc. - che si è riunito nei giorni scorsi a Perugia. Sulla base dei dati

che emergeranno dell’Osservatorio sui tributi curato dall’Aur - Agenzia Umbria Ricerche - Confcommercio presenterà precise proposte perequative volte ad ottenere un riequilibrio degli importi di tasse e tariffe, non solo tra territori e territori, ma soprattutto tra categorie e categorie, considerato quanto i settori del terziario sono penalizzati rispetto agli altri.

Percorsi del cashmere

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e il cashmere è una risorsa per l’Umbria, allora la valorizzazione di questo prodotto deve coinvolgere sia chi lo produce sia chi lo commercializza, soprattutto se ciò avviene nei centri storici. è questo il principio affermato da Confcommercio, che ha trovato accoglienza in Consiglio regionale, fino a convincerlo a mettere in sinergia i luoghi di produzione e commercializzazione con la valorizzazione dei centri storici interessati dai percorsi del cashmere. Il Consiglio regionale

ha infatti dato il via libera alla proposta di legge bipartisan “Disciplina dei percorsi del cashmere in Umbria”. L’obiettivo principale è quello di promuovere, attraverso l’istituzione di appositi itinerari, la valorizzazione delle produzioni di cashmere locali, a rilievo artistico, tradizionale o innovativo, in quanto attività di particolare interesse economico e distintivo. Di primaria importanza anche la valorizzazione dei territori interessati dalle produzioni del cashmere e da altre produzioni di filati pregiati.

ri, tutti intorno al 60%. Tra i liberi professionisti, gli avvocati evadono nel 42% dei casi, seguiti da geometri e psicologi (40%), architetti e dietologi (38%), dentisti (34%). è solo in fondo alla classifica che troviamo commercianti e pubblici esercenti, compresi in un range che parte dai bar (17,8%) per arrivare all’abbigliamento (8,3%), ultimo nella graduatoria.

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Per dirla tutta

Testo Unico del commercio, c’è ancora da aspettare

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oveva vedere la luce da anni, e invece per il Testo Unico del commercio c’è ancora da aspettare. La speciale commissione costituita all’interno di Confcommercio ha proseguito in questi mesi nel suo lavoro di confronto e

ha definito alcuni “paletti” entro i quali la normativa dovrebbe muoversi. Entro fine dicembre le osservazioni prodotte saranno portate all’attenzione dell’assessorato regionale al Commercio: dopo questa data, e fino a giugno 2013, infatti, la Regione

procederà quasi esclusivamente ad un lavoro di raccolta delle normative esistenti e di riorganizzazione all’interno del Testo Unico, che dunque, se tutto va bene, non verrà alla luce fino alla seconda metà (inoltrata) dell’anno prossimo.

Regione Umbria, nell’ultimo decennio impennata della spesa

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econdo una analisi dei bilanci regionali condotta dall’Ufficio studi della CGIA di Mestre (che vanno peraltro valutati alla luce della riforma del Titolo V della Costituzione del 2001, in seguito alla quale le Regioni sono divenute competenti in tutte le materie non espressamente riservate allo Stato), per la Regione Umbria, dal

2000 al 2010 la spesa è cresciuta del 148,5%, l’incremento più altro in Italia, passando in valori assoluti da 1.310 a 3.257 milioni di euro. Le tre principali voci di spesa in Umbria sono sanità, trasporti e sviluppo economico, Per la sanità si spendono 1.767 milioni di euro, con una incidenza del 54% sulla spesa complessiva; per quanto riguarda i

trasporti, la spesa complessiva è di 301 milioni di euro, il 9,2% del totale. Infine le risorse destinate allo sviluppo economico: 281 milioni di euro, un significativo 8,6% della spesa complessiva (ben superiore al dato di molte altre regioni): cosa che meriterebbe un plauso, se non fosse che troppo pochi, ancora, arrivano al terziario.

ICT e pmi, un rapporto difficile

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a colpa sarà dell’economia recessiva, ma il dato - sia pure “giustificato” - è comunque molto preoccupante: le piccole e medie imprese hanno drasticamente tagliato i già risicati investimenti in tecnologia informatica ed innovazione. è quanto emerge dal Rapporto 2012 di Assintel, l’associazione nazionale delle imprese ICT di Confcommercio-Imprese per l’Italia, che attraverso una indagine tra un panel di aziende ha rilevato una diminuzione della spesa per Information tecnology del 4,5% nel commercio (peggio ancora l’industria, con un - 5,1%). Ancora più negativo è

il dato delle piccole imprese, in particolare le micro imprese crollano del -16,4% e le piccole imprese del -11,4%: non c’è insomma spazio per investimenti in innovazione nel loro business, che tende ad ottimizzare i costi per una mera sopravvivenza. Inoltre, anche se c’è un’evoluzione lenta ma costante della percezione del ruolo strategico dell’IT nella gestione dell’attività aziendale, cresciuto dal 28% del 2009 al 57% attuale, i budget per l’IT nei prossimi 12 mesi saranno stazionari per il 33% delle aziende utenti (lo erano nel 63% lo scorso anno) e in contrazione nel 42% dei casi (erano solo il

19% nella scorsa edizione). In compenso per gli Italiani la tecnologia è una moda: il + 52,1% nella vendita di tablet lo dimostra ampiamente.

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novembre 2012

PRIMO PIANO Economia

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Aumento dell’Iva, ennesima “batosta” sulle imprese La conseguenza, secondo l’Ufficio Studi, sarà un calo dei consumi nel 2014 tra i 5 e i 7 miliardi

PRIMO PIANO criminalità

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Le mafie crescono con la crisi Le preoccupanti conclusioni della Commissione regionale sulle infiltrazioni mafiose in Umbria

Focus Turismo

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Umbrialife, uno slogan per vendere l’Umbria Giovanna Manzi, consulente strategico dei Consorzi TAC2, spiega i benefici di una offerta integrata

COMUNICAZIONE

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In tempo reale, tutta l’informazione che serve alle imprese

PRIMO PIANO Semplificazione

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Meno burocrazia, anzi No Ridotti gli ostacoli per creare una impresa,

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Affissioni e pubblicità, a perugia in arrivo il vademecum Il Comune accoglie la richiesta ,avanzata da 5 associazioni

Dal Territorio

Dal Territorio

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Spoleto, scontro ConfcommercioComune sulla fiscalità locale

Dal territorio

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Assisi, guerra dura sui varchi

fiere ed eventi

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Città di Castello, il commercio “a misura” di centro storico

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Umbertide, viabilità e sosta da rivedere

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gli appuntamenti di novembre

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ma ancora troppo alto il peso degli adempimenti fiscali

di categoria per stabilire comportamenti chiari

dal territorio

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Una Todi da… film!

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ANNO XVI

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PRIMO PIANO Economia

Aumento dell’Iva, ennesima “batosta” sulle imprese La conseguenza, secondo l’Ufficio Studi, sarà un calo dei consumi nel 2014 tra i 5 e i 7 miliardi nerebbero congiuntamente maggiori risorse per le famiglie pari a 1,5 miliardi di euro circa per l’anno 2013 e minori risorse per le famiglie pari a 2 miliardi di euro per il 2014. Il provvedimento è iniquo rispetto all’attuale situazione in quanto circa 10 milioni di contribuenti incapienti - che cioè già oggi non pagano l’Irpef - non avranno alcun giovamento dalla riduzione delle aliquote, mentre pagheranno prezzi più alti con riduzione del potere d’acquisto. Poiché

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l primo obiettivo della spending review e della legge di stabilità, aveva promesso il Governo, sarebbe stato evitare l’aumento dell’Iva anche per il 2013. La promessa è stata rimangiata: l’incremento dell’Iva è stato previsto, anche se dimezzato da due ad un punto, per cui l’aliquota ordinaria passerà dal 21 al 22% e quella agevolata dal 10 all’11%. Un provvedimento totalmente sbagliato e improvvido, ha denunciato Confcommercio, che va assolutamente rimosso, per gli effetti pesantissimi a carico dei consumi, degli investimenti, delle imprese e dell’occupazione. Il ministro dell’Economia Grilli non ha escluso la possibilità di sterilizzare del tutto l’aumento dell’Iva, ma nel momen-

to in cui scrIviamo non se ne parla ancora. Gli effetti dell’incremento Iva non saranno compensati dalla riduzione delle aliquote Irpef dal 23 al 22% per il primo scaglione (fino a 15.000 euro) e dal 27 al 26% per il secondo scaglione (da 15.001 euro a 28.000 euro), prevista sempre nella legge di stabilità, considerato che gli aumenti Iva incideranno maggiormente proprio sugli scaglioni di reddito più bassi, a partire dai soggetti fiscalmente incapienti. Il Codacons ha stimato che la spesa totale annua media per un nucleo di tre persone sarà di circa 324 euro in più, mentre l’Ufficio studi Confcommercio ha fatto una valutazione degli effetti combinati dell’incremento Iva e della riduzione Irpef, che determi-

La diminuzione delle aliquote non giova ai 10 milioni di contribuenti che già non pagano l’Irpef, ma a chi ha un reddito dai 28 mila euro in su tra questi incapienti ci sono verosimilmente le famiglie in cui vivono i 3,4 milioni di cittadini italiani poveri in senso assoluto (che cioè, secondo l’Istat, non sono in grado di acquistare un paniere minimo di beni e servizi di sussistenza), è certo che l’area della povertà crescerà rapidamente. Insomma, ne deriva che: 1) il provvedimento di riduzione delle aliquote Irpef non giova ai più poveri


PRIMO PIANO economia

e produce gli stessi vantaggi monetari per tutti i contribuenti che hanno un reddito superiore a euro 28.000; anche chi guadagna 100 milioni di euro all’anno avrà minori imposte per 280 euro all’anno a partire dal 2013 (circa 23 euro al mese in più); 2) i 5 miliardi di minori imposte dovute all’Irpef vengono largamente mangiati dall’incremento dell’Iva; su base annua questo incremento vale circa 7 miliardi e quindi per metà anno vale 3,5 miliardi di euro; tuttavia, e veniamo al difetto capitale della manovra, la modificazione di tutti i prezzi dovuta all’incremento dell’Iva, che comporterà un gradino di 8 decimi di punto nel luglio 2013, per un’inflazione che passerà nella media del 2013 dal previsto +1,8% a +2,2%, ridurrà il valore, in termini di potere d’acquisto, di tutti i risparmi attualmente detenuti dalle famiglie. Attraverso questo negativo effetto è verosimile una riduzione dei consumi nel 2013 rispetto allo scenario di base (-0,8%) di un ulteriore decimo di punto (quindi a -0,9%). Ovviamente gli effetti sul 2014 sono ben peggiori e quantificabili complessiva-

I 5 miliardi di minori imposte dovute all’Irpef vengono largamente mangiati dall’incremento dell’Iva mente in 3-4 decimi di punto (quindi da +0,5 a +0,1-0,2%, e questa è una previsione ottimistica). L’inflazione nel 2014 passa dal 2,0% dello scenario di base a 2,4% dello scenario con incremento Iva; 3) l’incremento dell’aliquota agevolata colpisce il turismo e rende uno

dei pochi settori che contribuiscono positivamente alla deficitaria bilancia dei pagamenti ancora meno competitivo. Evidentemente il Governo non

dei consumi correnti dovrebbe collocarsi tra 5 e 7 miliardi di euro rispetto al già depresso scenario di base; 5) ad aliquota più alta, l’Iva incassata

Nel 2013 verosimile una riduzione dei consumi dello 0,9%. Si ridurrà anche il valore dei risparmi

L’incremento dell’aliquota agevolata colpisce particolarmente il settore del turismo

ha considerato che i turisti stranieri non godono della riduzione delle nostre aliquote Irpef, mentre dovranno pagare di più per i prezzi interni che cresceranno perché l’Iva aumenta dal 10% all’11%; 4) tenuto conto dei diversi effetti - al netto di ulteriori riduzioni di reddito disponibile derivanti da provvedimenti specifici - nel 2014 la perdita

dallo Stato rischia di essere comunque minore a causa della ulteriore compressione dei consumi. Si incentiva inoltre ulteriormente l’evasione; 6) queste valutazioni non considerano gli impatti verosimilmente recessivi di altri provvedimenti contenuti nella legge di stabilità, che hanno diretto impatto sul reddito disponibile delle famiglie consumatrici.

Tutti contro In casa Confcommercio tutti contro il preannunciato aumento dell’Iva per il 2013. Fe d e ra l b e rg h i : “ L’ a u m e n t o dell’Iva, oltre a ridurre ulteriormente il giro d’affari del settore, porrà l’Italia turistica ai margini di un mercato che vede nell’esposizione delle tariffe l’unica arma di competitività riconosciuta a livello globale dalla clientela, in una fase di recessione quale l’attuale”. Fipe (Pubblici esercizi): “L’aumento di un punto percentuale dell’Iva a cui sono soggette le attività di somministrazione, che passerà dal 10 all’11%, servirà ad inasprire il contesto di difficoltà in cui operano i pubblici esercizi. Anche nelle attività di ristorazione si registreranno ulteriori contrazioni della domanda. Molti sono i dub-

bi che l’abbassamento Irpef di un punto percentuale dei primi due scaglioni di reddito possa restituire maggiore potere d’acquisto ai cittadini e sostenere in qualche modo i consumi del mercato interno”. Federmoda:“Siamo sorpresi e increduli per la decisione di aumentare l’Iva nonostante le ripetute e rassicuranti dichiarazioni di questi ultimi mesi da parte del Governo. L’effetto di una tal misura sarebbe devastante per il commercio e, in particolare, per il settore moda e abbigliamento, che sta attraversando una crisi senza precedenti. L’ulteriore aumento dell’Iva avrebbe un effetto ancora più negativo sulle scelte di spesa, penalizzando ulteriormente il settore, che negli ultimi 18 mesi ha visto la chiusura di quasi 19mila imprese”.

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PRIMO PIANO criminalità

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Le mafie crescono con la crisi Le preoccupanti conclusioni della Commissione regionale sulle infiltrazioni mafiose in Umbria

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entro la relazione della Commissione sulle infiltrazioni mafiose in Umbria, approvata all’unanimità dal Consiglio regionale, c’è molto più di quello che è stato riportato da quasi tutta la stampa locale. Al termine di quasi due anni di attività - dopo nove audizioni con forze dell’ordine, associazioni di categoria, Camere di Commercio, organizzazioni sindacali, e due incontri con

i Comitati per l’ordine e la sicurezza attivi nelle due Prefetture di Perugia e Terni - la Commissione dice che le

L’Umbria è territorio ambito dalle organizzazioni criminali di stampo mafioso mafie sono tra noi, che l’Umbria è territorio ambito dalle organizzazioni criminali di stampo mafioso, che si

sono già insediate in modo clandestino nel territorio, soprattutto quello perugino, facendo affari nei settori del riciclaggio di denaro sporco, degli appalti e del narcotraffico. La Commissione dice, soprattutto, che le mafie crescono con la crisi e anzi la alimentano: complice un sistema creditizio sempre più avaro, “fanno in modo di portare l’azienda al collasso”. E quando l’imprenditore non ce la fa più a pagare, acquistano


PRIMO PIANO criminalità

“sottovalutazione” del fenomeno. “Non si può parlare di penetrazione mafiosa in Umbria, intesa come controllo e dominio o controllo totale del territorio, con le forme classiche di organizzazioni per cosche e n’drine che non è dato rintracciare in Umbria”; ma esiste una presenza, già segnalata dalla Dia, “di una criminalità che agisce nel contesto di finanziarizzazione dell’economia”, con una netta diversificazione fra criminalità diffusa e criminalità di stampo mafioso. E il fenomeno “può interessare strati sociali elevati, professionalità delle attività forensi, commerciali-

l’azienda riciclando il denaro sporco proveniente dalle loro attività illecite

Esiste una criminalità che agisce nel contesto di finanziarizzazione dell’economia e inquinando così l’economia locale. Il tutto in un clima di pericolosa

sti, notai e soprattutto personale dirigenziale del sistema bancario”. è questo uno dei passi più “pesanti” nella relazione presentata dal presidente della Commissione Paolo Brutti in Consiglio regionale: il riferimento specifico a professionalità che sono ogni giorno a contatto con le imprese, che dovrebbero aiutarle ed assisterle anche nei momenti di maggiore difficoltà e che invece si presterebbero ad essere usate come

canali per infiltrazioni malavitose. Se è vero che la relazione della Commissione pone l’accento su alcuni settori più a rischio - l’edilizia, in primo luogo - è anche vero che

La sottovalutazione del fenomeno espone al rischio di rallentare la formazione di anticorpi sociali deve suonare come una sveglia per tutto il sistema economico umbro e la società nel suo complesso. Il riciclaggio e il reinvestimento, in particolare, è stato definito come “una vera e propria zona grigia”, frutto di connivenze imprescindibili per la mafia, con reati difficili da dimostrare perché in un momento di crisi è più facile coinvolgere aziende in difficoltà, allettate da offerte di denaro; spesso si lega all’usura, come alle attività dei ‘compro oro’ e dei locali notturni”. Da ultimo, Paolo Brutti solleva il problema della “sottovalutazione” del fenomeno infiltrazioni, evidenziando il rischio che questo aspetto, “rallenti la formazione di anticorpi sociali, abbassi la guardia, consentendo spazio e percorsi di infiltrazione compiuti dalle organizzazioni mafiose, senza incontrare resistenze e contrasti; fino a far maturare, nel tessuto sociale, forme di acquiescenza, di convivenza, di supporto e di servizio”. è proprio in ragione di ciò che l’Umbria “corre il rischio di essere un campo fertile in cui infiltrarsi, acquisire patrimoni, attività con forte flusso di cassa, per operare il riciclaggio dei proventi delle attività mafiose condotte in altre parti”.

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Focus Turismo

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Umbrialife,

uno slogan per vendere l’Umbria Giovanna Manzi, consulente strategico dei Consorzi TAC2, spiega i benefici di una offerta integrata

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ella verde Umbria, il concorrente da cui oggi occorre guardarsi non è tanto l’albergo davanti al proprio, ma quello che magari opera nella verde Provenza. Se si capisce questo, allora si è anche pronti a lavorare in

una logica “di catena”, che al turismo umbro, nell’epoca della globalizzazione e di internet, non può che fare un gran bene. Giovanna Manzi, BestTeam Italia, consulente strategico dei Consorzi TAC2 (v. box pag.15), ha le idee chia-

re e il difficile compito di metterle in pratica in un progetto che non ha precedenti in Umbria. è la prima volta, infatti, che grazie al bando TAC2, soggetti privati si coalizzano per dare vita ad una grande azione di promo-commercializzazio-


FOCUS turismo

320 imprese umbre investono nella promo-commercializzazione turistica partecipata Circa 600 mila euro, oltre la metà delle risorse messe a disposizione dal bando regionale TAC2 (Turismo Ambiente Cultura), saranno destinate ad una azione integrata di promo-commercializzazione del brand Umbria. Lo hanno deciso le 320 imprese umbre che, rispondendo alle proposte del bando, hanno dato vita a cinque consorzi tematici, ognuno dei quali valorizza un aspetto specifico dell’offerta turistica regionale: Umbria & Francesco Ways, Umbria & Bike, Umbriaculture, Taste Umbria, Umbria Congressi. Dopo un lungo confronto, le imprese dei cinque consorzi hanno definito obiettivi comuni e una strategia condivisa, con l’obiettivo di non disperdere le forze e le risorse in campo, che invece andranno in

ne turistica partecipata. Ci si augura, naturalmente, che le iniziative delle imprese siano rafforzare da un altrettanto consistente impegno da parte della Regione e che ciò che sarà realizzato durerà nel

L’Umbria deve diventare una meta dove il turista voglia tornare più volte tempo, ben oltre i tre anni previsti dal progetto. “L’esistenza di diversi consorzi tematici, costituiti in base al bando regionale per rappresentare nicchie di mercato diversi - dice Giovanna Manzi - avrebbe potuto far correre il rischio di disperdere prezio-

se energie. In realtà i Consorzi solo apparentemente si rivolgono a diversi clienti, perché il fattore che oggi fa veramente la differenza è l’occasione d’acquisto. Chi oggi è appassionato di bicicletta, e sceglie l’Umbria per percorrerla su due ruote, non è detto che domani non sia più interessato alle proposte dell’enogastronomia. Il consumatore - afferma Giovanna Manzi - è per lo più lo stesso, e si attiva secondo l’occasione di acquisto: si può interessare a diversi segmenti di offerta in momenti diversi. La cosa importante è che l’Umbria diventi una meta dove il turista voglia più volte tornare, per sperimentarne tutte le peculiarità”. Ecco perché tra gli obiettivi dei Consorzi, supportati nella loro strategia

gran parte dirottate verso iniziative di cui dovrebbe beneficiare l’Umbria turistica, ma anche tutta l’economia che a vario titolo dal turismo trae beneficio. Le strategie e gli strumenti web individuati per dare concretezza a questa scelta sono stati presentati nel corso di un incontro pubblico da Giovanna Manzi, BestTeam Italia, consulente strategico dei Consorzi TAC2, e Adriano Venturini, ECTRL Studios, progettista del portale web condiviso. Le imprese che hanno unito le loro forze per rilanciare il turismo umbro appartengono a vari settori: sono attività ricettive (alberghiere ed extralberghiere), della ristorazione, agriturismi, aziende agricole, esercizi commerciali, artigiani, agenzie di viaggio.

Tra gli obiettivi dei Consorzi, far conoscere l’Umbria come destinazione multi-tematica di promo-commercializzazione da Giovanna Manzi, c’è quello di far conoscere l’Umbria come destinazione multi-tematica e creare pacchetti turistici multi-tematici, rendendo le offerte dei singoli Consorzi trasversali, attraverso l’uso della proposizione di vendita unica in termini di comunicazione. Il risultato di questo sforzo si traduce in uno slogan, Umbrialife, che accompagnerà i diversi temi (cultura, religiosità, enogastronomia, sport, congressuale) e che diventerà la firma di un’offerta integrata.

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FOCUS turismo

2020: più opportunità che minacce per il turismo in Umbria

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egli scenari futuri disegnati per il 2020 dall’Organizzazione mondiale del turismo, ci sono più opportunità che minacce per l’Umbria, secondo l’analisi effettuata da Giovanna Manzi. Ne riassumiamo gli aspetti più importanti. Le minacce - La ricerca del low-cost, accentuatasi durante la crisi, non si arresterà, ma diventerà il paradigma classico del viaggiare. Anche quelli di soggiorni e vacanze saranno acquisti estemporanei e dettati dalle necessità (di fuga) del momento. Buona parte del turismo, soprattutto quello di massa, individua nella variabile prezzo la motivazione principale nella scelta del viaggio. Spesso non è la destinazione che invoglia la scelta ma, viceversa, è la situazione economica che impone la meta di una vacanza. - Viaggi sempre più brevi saranno prenotati a ridosso della partenza, rendendo ancora più difficile per il sistema di offerta definire a priori i propri andamenti, se non all’interno di logiche di prodotti differenziati. Le lunghe vacanze estive (soprattutto quelle in agosto) lasceranno sempre più spazio agli short trip, ovvero vacanze di una o due settimane realizzate in più periodi dell’anno, e agli short break, vacanze di pochi giorni effettuate nei mesi primaverili e in autunno. Le opportunità - I mercati maturi (in primis Europa) si troveranno a catalizzare i loro sfor-

zi sulla “Baby-Boomer Generation”, una folta schiera di individui che, pensionati ma ancora giovani nello spirito, inseguiranno l’eterna salute (o l’eterna giovinezza?) in esperienze di viaggio che, alla voglia di avventura, uniranno il crescente bisogno di benessere, garantendo un abbassamento della stagionalità grazie alla disponibilità di tempo libero. - Ricerca di vacanze a tema, durante le quali praticare sport, dedicarsi al proprio benessere e alla propria armonia, rigenerarsi all’interno di territori che verranno sempre più pensati come contenitori interattivi di storia, arte, cultura, tradizioni culturali ed eno-gastronomiche (a km-0) con cui confrontarsi e arricchire il proprio saper-fare. - I racconti di viaggio non saranno solo condivisi e resi disponibili a parole o, meglio ancora, sulla rete, attraverso post, commenti e immagini. Il resoconto del viaggio sarà piuttosto la rielaborazione domestica di un piatto tipico che il turista avrà assaggiato durante la vacanza e del quale gli saranno state raccontate le origini, le curiosità ad esso legate e sarà stato possibile recuperare in loco la ricetta, come pure la degustazione di un vino o la mostra di un manufatto locale, come spunti per conoscere una storia di vita, ascoltata direttamente dall’artigiano. - A tutto beneficio di un turismo sostenibile… la reale adozione di comportamenti “green”. L’ambiente sarà il vero protagonista del futuro. - Le comunità locali assumeranno un ruolo attivo nelle esperienze di va-

canza, non solo in loco, ma - ancor prima - sul web. - La richiesta di informazioni su come spendere le vacanze agli abitanti delle varie destinazioni diventerà un’abitudine consolidata, affermando la necessità di costruirsi una rete di “conoscenti” già prima della partenza, traendo vantaggio da scambi e informazioni preziose per fare esperienza dei territori secondo lo stile “tipico” del luogo (ulteriore sfaccettatura di un turismo sostenibile). Un nuovo modello di consumo troverà nel concetto di esperienza la sua sintesi più esplicativa, richiedendo all’industria dei viaggi e del turismo di investire nell’ascolto della comunità globale che vive sui social network e popola la rete, al fine di ottenere gli input necessari a formulare offerte necessariamente specializzate e differenziate. I dispositivi mobili diventeranno sempre più “parte integrante” di un turista in perenne movimento, tanto reale quanto virtuale, il c.d. ‘on-themove consumer’.

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COMUNICAZIONE

In tempo reale, tutta l’informazione che serve alle imprese

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anti gli strumenti che Confcommercio offre agli imprenditori del commercio, turismo e servizi, per essere informati in tem-

po reale su argomenti di loro specifico interesse, di carattere sindacale e tecnico: es. novità normative, adempimenti, bandi e incentivi, scadenze

fiscali, corsi di formazione, nuove opportunità di business, etc.Tante anche le opportunità di dialogo con l’associazione, attraverso i social media.

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PRIMO PIANO Semplificazione

Meno burocrazia, anzi No Ridotti gli ostacoli per creare una impresa, ma ancora troppo alto il peso degli adempimenti fiscali

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ggi è molto più semplice, e soprattutto molto più breve, il percorso necessario ad avviare una nuova impresa. Ma quando l’impresa è partita cominciano i problemi seri. Perché, se negli ultimi dieci anni il numero di giornate impiegate per avviare un’attività sono passate da 23 a 6, per essere in regola con gli adempimenti fiscali ogni imprenditore deve impiegare 285 ore ogni anno: un po’ meno rispetto alle 340 di dieci anni fa, ma sempre troppe se paragonate ai dati di quasi tutti i paesi europei e dei maggiori paesi nel mondo.

Gli adempimenti fiscali richiedono l’impiego di 285 ore ogni anno Il problema, insomma, risiede negli adempimenti burocratici e fiscali dopo che l’impresa è nata, come evidenziano i dati impietosi della Banca Mondiale, che pongono l’Italia in una delle peggiori posizioni nelle classifiche internazionali (su 25 paesi considerati, l’Italia è al 22mo posto). Secondo l’analisi dell’Ufficio Studi di Confcommercio, che ha elaborato i dati, gli oneri burocratici a carico di imprese e singoli contribuenti per adempiere agli obblighi

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PRIMO PIANO SEMPLIFICAZIONE

fiscali nei confronti della pubblica amministrazione sono sempre più gravosi e complessi. “Il permanere di una burocrazia fiscale impedisce l’armonico sviluppo dell’attività propria delle imprese - creare ricchezza, occupazione e benessere - e colloca il nostro Paese ai primi posti per la complessità burocratica degli adempimenti tributari”, ha sostenuto Confcommercio nel presentare i dati. “Negli ultimi 10 anni molto poco è stato fatto su questo versante, che rimane un elemento di grande fragilità del nostro sistema economico, anche se la stessa Agenzia delle Entrate ha avviato, in collaborazione con le asso-

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Confcommercio: “Semplificazione in tutte le fasi di vita di un’impresa” ciazioni di categoria, una mappatura degli adempimenti con l’obiettivo di semplificarli e di ridurne il relativo costo”. Troppo poco, secondo Confcommercio, che sollecita da tempo interventi di vera semplificazione, in tutte le fasi di vita di un’impresa. La questione dei “costi dell’adempimento” fiscale - sostiene l’organizzazione - è centrale nel rapporto tra cittadini-imprese e pubblica amministrazione e ha impatti immediati e rilevanti sia in termini di lealtà fiscale sia, soprattutto, per la capacità del sistema di trasformare capitale imprenditoriale in reddito e quindi in sviluppo socio-economico. I difetti dell’infrastruttura burocratica e legale al servizio dell’imprenditorialità riducono le opportunità di business, scoraggiano la nascita di nuove imprese, frenano le potenzialità di crescita.

L’innovazione non è solo manIfatturiero Il recente provvedimento, licenziato con decreto legge del Governo, sulle start up innovative colma una grave lacuna tutta italiana, ma deve essere esteso anche alla piccole e medie imprese del terziario, perché possa assolvere pienamente all’obiettivo di far crescere l’economia. Questa la posizione di Confcommercio, che ha giudicato positivamente il tentativo fatto dal Governo di rimettere al centro l’impresa e la sua capacità di creare benessere diffuso, ma chiede di più. “Certe semplificazioni e incentivi fiscali - ha affermato il Direttore

dell’Ufficio Studi Confcommercio Mariano Bella - devono essere estese anche a imprese più tradizionali, in quanto l’innovazione può servire anche alla conservazione di valori, tradizioni e business del nostro made and thought in Italy che per lungo tempo hanno portato ricchezza e crescita all’Italia. A fronte del pericolo di interpretare questo decreto nell’unica direzione dell’industria manifatturiera, è necessario affermare ancora una volta che le startup innovative devono progredire anche nell’ambito del terziario avanzato, la cui produttività deve senz’altro crescere rapidamente, e che l’innovazione va promossa anche nelle PMI, che costituiscono l’asse portante del sistema delle imprese”.


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Dal Territorio

Affissioni e pubblicità, a perugia in arrivo il vademecum Il Comune accoglie la richiesta, avanzata da 5 associazioni di categoria, per stabilire comportamenti chiari

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n vademecum contenente regole di comportamento e modalità operative chiare, così da regolamentare gli elementi di discrezionalità, condiviso tra le parti per evitare malcontenti, polemiche e contestazioni. è questa la richiesta che Confcommercio, Confesercenti, Cna, Confartigianato e Confindustria di Perugia hanno rivolto - ottenendo un pieno assenso - all’assessore allo Sviluppo economico del Comune di Perugia Giuseppe Lomurno e, in rappresentanza del Sindaco, al Capo Gabinetto Luca Conti, per dare una risposta concreta al problema, “trasversale” a tanti settori, delle imposte di pubblicità e pubbliche af-

fissioni nel comune di Perugia e della gestione dell’attività esattoria da parte della concessionaria Dogre. A fronte di diverse lamentele e segnalazioni da parte degli imprenditori su comportamenti della Dogre ritenuti lesivi, e di un anomalo e progressivo aumento sia delle notifiche di accertamento di imposta che degli inviti a comparire a seguito di presunte violazioni delle norme, le associazioni si sono attivate e hanno incontrato i rappresentanti dell’amministrazione comunale, trovandoli pienamente disponibili a definire entro fine anno, attraverso l’istituzione di un tavolo tecnico, uno strumento – appunto il vademecum

- che darebbe a tutte le parti coinvolte certezza dei propri diritti e doveri, in modo da evitare i presunti abusi, gran parte del contenzioso in essere e il diffuso malcontento tra le imprese. Le associazioni, pur riconoscendo la legittimità dell’applicazione dell’imposta nei casi e nei modi previsti dalla legge, hanno censurato le interpretazioni estensive della norma, chiedendo al Comune fin da subito di intervenire presso la Dogre per far cessare comportamenti assolutamente censurabili, soprattutto in fase di avvio dell’iter attraverso le “prove fotografiche”, fatte spesso senza presentarsi e soprattutto senza contestare immediatamente le eventuali violazioni riscontrate. Questi comportamenti - è stato fatto notare - sono estremamente dannosi: creano infatti un crescente senso di insofferenza verso la Dogre e conseguentemente verso il Comune; costringono gli utenti a spostamenti e perdite di tempo per capire ed eventualmente opporsi a quanto contestato, facendo valere una “giusta causa”; inducono le imprese a ridurre progressivamente - anche a causa della crisi economica - gli investimenti in pubblicità. Le associazioni chiedono dunque un cambiamento negli atteggiamenti della Dogre, che sia ispirato ad un maggior equilibrio, rendendo più chiare e trasparenti le relazioni tra concessionaria e contribuente.

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dal territorio

Spoleto, scontro ConfcommercioComune sulla fiscalità locale

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in da marzo scorso la Confcommercio di Spoleto ha marcato stretto il Comune sulla questione delle tasse e tariffe locali, assolutamente vitale per le imprese in un momento di così drammatica crisi economica, chiedendo: di non intervenire sulla fiscalità locale prima di aver razionalizzato le spese pubbliche, che risultavano

essere comprimibili; di riesaminare i criteri fino ad oggi adottati per l’applicazione della Tarsu nei confronti delle strutture ricettive e per le attività commerciali con grandi superfici; di concertare i nuovi criteri di applicazione della TARES, che sostituirà la Tarsu; di differenziare l’aliquota IMU a seconda della destinazione d’uso e dell’utilizzo dell’immobile e di man-

Arrivano i contributi comunali in conto interessi

dai confidi che operano presso le associazioni di categoria. UmbriaConfidi, il confidi Confcommercio, provvederà alla raccolta delle domande presentate dalle imprese per il successivo invio al Comune di Spoleto per l’ottenimento del contributo. Il contributo è finalizzato alla creazione di nuove imprese, ma anche alla valorizzazione e conservazione del tessuto imprenditoriale già esistente. Possono accedere al contributo comunale le imprese artigiane, commerciali, pubblici esercizi e strutture turisticoricettive, operanti nel territorio comunale, che finanziano i propri investimenti mediante l’accesso

Umbria Confidi garantirà assistenza tecnica alle imprese Grazie ad una convenzione sottoscritta con le associazioni d’impresa, tra cui Confcommercio, il Comune di Spoleto erogherà incentivi sotto forma di contributi in conto interessi su finanziamenti per investimenti concessi da Istituti di credito. L’assistenza tecnica è garantita

tenere l’aliquota stessa al minimo stabilito dal Governo (0,76%); di non applicare la tassa di soggiorno. Questa “piattaforma” rivendicativa, in questi mesi, è stata riproposta in diversi momenti, con un riscontro, denuncia l’Associazione, assolutamente negativo: “Il Comune - dichiara il presidente Andrea Tattini - non ha mantenuto la promessa di attivare tavoli di concertazione sui temi della fiscalità con le associazioni di categoria e ha compiuto scelte - come l’applicazione dell’aliquota IMU per la seconda casa, e quindi anche per le attività, nella misura dello 0,9% e l’incremento del 14% nelle entrate alla voce TARSU - che giudichiamo assolutamente inaccettabili. Per molte imprese si rischia il colpo finale. Una responsabilità grave, di cui l’amministrazione si dovrà far carico”. ad un finanziamento bancario di minimo 36 rate, garantito minimo al 50% dai confidi convenzionati. Il contributo comunale sarà liquidato direttamente all’impresa, finanziabile con le seguenti modalità: - 2,5% per le imprese esistenti; - 3,5% per le neo imprese (si considerano neo imprese quelle iscritte al Registro delle Imprese o, se artigiane, all’Albo Imprese Artigiane, da non più di un anno dalla data di presentazione della richiesta di contributo); - 4% per le imprese esistenti e le neo imprese che investono in area PUC2. La convenzione è valida sino al 31 dicembre 2013.


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Dal Territorio

Assisi, guerra dura sui varchi

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è

stato un duro botta-e-risposta quello che ha visto fronteggiarsi la Confcommercio di Assisi e il Comune sulla questione dell’introduzione dei varchi elettronici. L’organizzazione ha da subito espresso, e costantemente ribadito, la propria contrarietà ad un provvedimento considerato assolutamente

inopportuno nell’attuale momento, perché avrebbe l’effetto di allontanare i turisti, di isolare la città e di conseguenza di aggravare una situazione economica già pesantissima per le imprese. Alla ferma intenzione manifestata dal Comune di andare avanti con questa scelta, Confcommercio Assisi ha opposto la richiesta

di una moratoria di due anni: dei varchi elettronici, insomma, si dovrebbe riparlare solo quando, presumibilmente, comincerà a vedersi la luce in fondo al tunnel della crisi. “Vogliamo - ha spiegato l’organizzazione che il traffico venga regolamentato durante l’anno solare, con forte differenziazione tra i periodi di alto e basso flusso turistico. Siamo convinti che tale regolamentazione possa e debba essere fatta senza gli investimenti previsti per i varchi, circa 250 mila euro. Facciamo notare che negli ultimi anni si è già investito tantissimo per il video controllo in tutto il territorio (telecamere all’avanguardia e pannelli elettronici), con risultati che vorremmo discutere dettagliatamente, a cominciare dalla verifica del loro reale funzionamento. La scelta delle priorità per noi è fondamentale: è bene investire in iniziative che attraggano visitatori, piuttosto che in una politica di gestione dei flussi che ci sembra molto lontana dalle esigenze dei cittadini e dei turisti”.

Città di Castello, il commercio “a misura” di centro storico

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l futuro del centro storico di Città di Castello non è certo nei megastore e nelle grandi, nuove superfici in genere, ma nella piena declinazione dei valori di tipicità, qualità e identità rappresentati da negozi e botteghe. Ne è convinto il presidente della Confcommercio locale Mauro Smacchia, che vede nell’avvio del Puc, grazie al quale

arriveranno risorse consistenti sia per interventi pubblici che di privati, lo strumento per rinnovare e ridare smalto a quel tessuto di imprese che storicamente ha contraddistinto e reso unico il centro cittadino. Una via per evitare da un lato lo snaturamento di questo contesto urbano, con attività in “serie” o culturalmente lontane dalla sua vocazione,

dall’altro per adeguarsi comunque alle esigenze di ammodernamento e di nuovo protagonismo. “Il Puc - sottolinea Smacchia - è un’occasione unica per ridisegnare il volto della città e le imprese devono essere pronte a coglierla, per costruirsi una prospettiva che riesca a portarle fuori dalla crisi, anche da noi pesantissima”.


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Dal territorio

Umbertide, viabilità e sosta da rivedere

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’indagine conoscitiva tra gli operatori commerciali del centro storico di Umbertide, realizzata recentemente dalla Confcommercio locale per sondarne il sentiment su temi di forte impatto sulla loro realtà quotidiana, non lascia dubbi: gli imprenditori chiedono in massa che sia profondamente rivista la disciplina della viabilità e della sosta, in particolare per la zona di Piazza Matteotti.

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Per questo la Confcommercio ha chiesto e ottenuto un incontro al Comune, nel quale sono stati affrontati non solo questi temi prioritari, ma in generale tutte le problematiche relative al centro storico, comprese quelle della sicurezza, delle manifestazioni e degli eventi, del suo ruolo nel contesto cittadino. “Facendoci interpreti delle istanze delle imprese - sottolinea la presidente dell’Ascom Patrizia

Caseti - abbiamo chiesto all’amministrazione di avviare un confronto, in cui coinvolgere anche le altre associazioni di categoria ed i rappresentanti dei commercianti del centro storico, in un’ottica di collaborazione costruttiva, per dare risposte esaurienti e soddisfacenti alle legittime aspettative degli operatori economici, il cui malessere richiede interventi straordinari e riflessioni approfondite”.

Una Todi da… film!

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Todi il Natale è arrivato ad … ottobre! Tutto merito della finzione cinematografica. Nella città di Jacopone è stato infatti girato il film di Paolo Genovese “Una famiglia perfetta”, una produzione Medusa Film che sarà nella sale dal 4 gennaio 2013 e che presenta un cast di grande richiamo: tra gli altri, Sergio Castellitto, Claudia Gerini, Carolina Crescenti-

ni, Ilaria Occhini, Francesca Neri. Per esigenze di copione la città è stata addobbata come se fosse Natale: una circostanza che è stata sfruttata - su iniziativa della Confcommercio locale - sotto il profilo turistico per dare un assaggio di Natale “fuori stagione”. Così nel week end dal 5 al 7 ottobre gli alberghi hanno fatto pacchetti speciali, nei ristoranti è stato possibile de-

gustare menù natalizi, nei bar i dolci tipici di Natale e i negozi hanno proposto “prezzi pazzi “per i regali. La Confcommercio si è occupata anche della sistemazione del cast negli alberghi e dell’organizzazione dei pasti; anche la realizzazione degli addobbi natalizi è stata eseguita da due aziende locali: insomma, Todi ha vissuto per qualche giorno davvero come in un… film!


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FIERE ED EVENTI

Gli appuntamenti DI NOVEMBRE 7 - 10 NOVEMBRE • ECOMONDO Fiera internazionale del Recupero di materia ed energia e dello sviluppo sostenibile - Rimini www.ecomondo.com

EXPO REGALO 2012 Quattro grandi fiere per tutta la famiglia

7 - 11 NOVEMBRE • EIMA INTERNATIONAL Esposizione internazionale di macchine per l’agricoltura ed il giardinaggio - Bologna www.eima.it

8 - 11 NOVEMBRE • FIERACAVALLI International horse festival Cavalli, attività ippiche Verona www.fieracavalli.com

15 - 18 NOVEMBRE • EICMA Esposizione internazionale del motociclo Milano www.eicma.it

Centinaia di stand tra cui curiosare e cercare il dono natalizio più adatto. Questo e molto altro è Expo Regalo, la mostra mercato organizzata da Epta - Confcommercio, che nel 2012 dà appuntamento al suo pubblico dall’1 al 9 dicembre, presso l’Umbriafiere di Bastia Umbra. L’evento, a ingresso gratuito,

è strutturato in quattro grandi fiere tematiche: Outlet Expo (grandi firme a prezzi d’occasione), Hybrid Expo (primo salone energia e mobilità sostenibile), Tipicità Expo (artigianato e alimentazione made in Italy), Natale Expo (addobbi e regali per tutta la famiglia). www.expo-regalo.com

A cura di Epta - Fiere ed eventi Si consiglia di contattare l’organizzatore per conferme di tempi e modalità di svolgimento delle manifestazioni

16 - 19 NOVEMBRE • CHIBIMART INVERNO Fashion Accessories and Bijoux Exhibition Milano www.chibimart.it

La sicurezza in albergo 8 novembre, seminario tecnico gratuito Normativa antincendio, legge regionale sulle piscine, rischio legionella… sono alcuni degli argomenti al centro del seminario tecnico in programma il prossimo 8 novembre, organizzato da Federalberghi in collaborazione con Format - Confcommercio, sul tema della sicurezza negli esercizi ricettivi. Nel corso del seminario si parlerà anche del protocollo siglato con l’INAIL per la creazione di buone prassi nel settore alberghiero/ristorativo. A tutti i datori di lavoro regolarmente iscritti al seminario verrà rilasciato un attestato di frequenza valido ai fini dell’aggiornamento obbligatorio previsto per coloro che ricoprono il ruolo di Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (vedi pag. 35, Manuale d’impresa). Maggiori informazioni sul seminario, aperto a tutti gli imprenditori del settore e del tutto gratuito, sul sito www. confcommercio.pg.it.

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Mensile Novembre 2012