Innovazione, Management Sanitario e Cultura per la Salute Quaderni per lo sviluppo delle relazioni tra i professionisti e nella comunità
MODELLO ORGANIZZATIVO DEL PERCORSO CHIRURGICO DALLA CHIRURGIA D’URGENZA A QUELLA DI PROSSIMITÀ: IL CENTRO RESCUE SURGERY E LE EQUIPE ITINERANTI
DANIELA DONETTI ANTONELLA PROIETTI a cura di GIANNI VICARIO E SIMONA GIACOMINI Trattazione della Comunità di Pratica numero 5
ANTONIO RIZZOTTO
DANIELA DONETTI ANTONELLA PROIETTI ANTONIO RIZZOTTO
MODELLO ORGANIZZATIVO DEL PERCORSO CHIRURGICO Dalla chirurgia d’urgenza a quella di prossimità: il centro rescue surgery e le equipe itineranti
Trattazione della Comunità di Pratica numero 5
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UNA COLLANA DI QUADERNI DEDICATA AI PROFESSIONISTI DELLA SANITÀ con il patrocinio della ASL di Viterbo Curatori dell’opera Gianni Vicario e Simona Giacomini
DANIELA DONETTI ANTONELLA PROIETTI ANTONIO RIZZOTTO COMUNITÀ DI PRATICA N. 5
ALTRI AUTORI
Pietro Maria Amodio
Ilaria Chioccia
Filippo Bartoccioni
Simona Di Giovanni
Antonio Bovino
Anna Guadagnini
Fabio Cesare Campanile
Bernadette Macchione
Alessandra Cutolo
Francesco Saverio Emmanuele Profiti
Lorenzo Gionfra
Massimo Volpe
Alessandra Giorgi
Marina Zema
Angelo Goglia Lanfranco Martinengo Giorgio Nicolanti Antonio Pellicciotti Roberto Santoro Enrico Zonghi
Si ringrazia per la collaborazione l’Area della Comunicazione e le Direzioni Sanitarie di Presidio Ospedaliero della ASL di Viterbo
Per l’immagine di copertina si ringrazia (Thanks for the cover image) Photo by Cedric Fauntleroy: https://www.pexels.com/photo/set-of-dental-toolson-blue-surface-4269355/
SOMMARIO Premessa vii Introduzione 1 1.
Analisi del contesto
5
2.
Obiettivi
9
3.
Il percorso del paziente chirurgico in elezione
11
3.1 Fase pre-operatoria
11
3.1.2. Pre-ospedalizzazione
13
3.1.3 Inserimento in lista operatoria
16
3.2. Fase intra-operatoria
19
3.3. Fase post-operatoria
19
4.
Il protocollo ERAS
21
5.
Percorso del paziente chirurgico in urgenza
25
6.
Gestione informatizzata del percorso
27
7.
Équipe chirurgiche itineranti ed integrate
29
8.
L’Unità di Programmazione dell’Attività Chirurgica (UPAC)
35
9.
Prevenzione delle infezioni correlate all’assistenza
39
10.
ercorso di Miglioramento: audit e feedback e indicatori P per il monitoraggio
41
Bibliografia e normativa
51 v
Premessa
I
l secondo dei quaderni 2022 è dedicato alla analisi dello sviluppo di una rete chirurgica tra i diversi poli ospedalieri di una Azienda Sanitaria Locale territoriale ed alla presentazione del modello messo a punto dalla ASL di Viterbo. Il tema delle opportunità offerte dalla condivisione di risorse in rete tra diversi ospedali è fra i più rilevanti nel dibattito sull’organizzazione sanitaria degli ultimi anni. Con le reti ospedaliere si intende rispondere a sempre crescenti esigenze di efficienza dei sistemi sanitari ed a veloci cambiamenti sociali e tecnologici che su di essi esercitano un impatto assai rilevante. L’organizzazione dell’attività chirurgica di un sistema sanitario pubblico non può non tener conto delle definite istanze di appropriatezza provenienti dalla società, ma, allo stesso tempo, non deve dimenticare le necessità di tutti i principali attori coinvolti nei processi di tutela della salute: i pazienti in primis, ma anche i loro familiari, gli operatori sanitari e le istituzioni locali. Il modello Hub and Spoke, come è comunemente inteso ed adottato, è in grado di rispondere ad esigenze economiche di efficienza delle organizzazioni sanitarie. Tuttavia, la centralizzazione di attività e tecnologie ad esso connessa rischia di generare problemi di equità di accesso i servizi ospedalieri con possibili disparità di trattamento per i cittadini residenti lontano dai centri di riferimento, nonché per le fasce più anziane della popolazione, che hanno minori capacità di spostamento e maggiori necessità di supporto da parte della famiglia. Proprio la focalizzazione sull’efficienza della organizzazione sanitaria può avere tra le sue conseguenze, quindi, risvolti economici negativi raramente presi in considerazione nel dibattito corrente, come il trasferimento a carico del cittadino di costi indiretti (relativi allo spostamento presso l’Hub e le eventuali necessità assistenziali di natura sociale) e la perdita dell’indotto generato dal volume di attività sanitaria delle strutture periferiche, per le comunità locali. Questi effetti indesiderabili emergono solo se si sposta il punto di vista dell’analisi da quello dell’amministrazione sanitaria ad una prospettiva più ampia di natura societaria. vii
viii
Premessa
Inoltre, ai professionisti dei centri periferici vengono inibite alcune prestazioni professionali indipendentemente dalle loro capacità, con conseguente impatto sulla soddisfazione professionale e addirittura possibili conseguenze curricolari e di carriera. La recente pandemia COVID-19 ha fornito ulteriori spunti di riflessione, rendendo manifeste alcune vulnerabilità del modello Hub and Spoke. In occasione di grandi eventi catastrofici il polo centrale si deve necessariamente far carico dei nuovi ed improvvisi bisogni di salute proprio per la centralizzazione di risorse insita nel modello; questo, però, impedisce l’accesso della popolazione a tutte quelle prestazioni che lì venivano erogate in condizioni ordinarie e, nella nuova situazione, i poli periferici rischiano di non essere più in grado di effettuare una azione vicaria. La Azienda Sanitaria Locale di Viterbo si è posta l’obiettivo di riflettere su questi temi e coinvolgere i suoi professionisti nella riprogettazione della rete chirurgica aziendale, con l’elaborazione di un modello innovativo basato sulla appropriatezza ed efficienza degli interventi, la flessibilità organizzativa, ma anche attento alle esigenze di prossimità ed equità delle cure, nonché alle istanze di valorizzazione professionale dei suoi operatori. Questo quaderno vuole essere un iniziale rendiconto di questa riflessione e dei suoi risvolti pratici nel nuovo modello organizzativo. Le logiche a pendolo descritte nelle sue pagine rispondono a molti dei problemi evidenziati; la creazione di équipe itineranti ed integrate tra i vari presidi ospedalieri sia in senso centripeto che centrifugo consente il rispetto dell’esigenza di prossimità dell’utente, che viene trattato nel luogo più appropriato da coloro che lo hanno inizialmente preso in carico, con riflessi positivi sul rapporto medico paziente. Al tempo stesso il professionista di non deve ridimensionare la propria vocazione professionale, rinunciando ad effettuare prestazioni che, pure, gli sono proprie. Non possiamo tuttavia nasconderci che proprio queste logiche di flessibilità ed integrazione delineano ulteriori aspetti organizzativi, legali, sindacali e contrattuali di notevole rilevanza, il cui sistematico approfondimento deve essere affrontato nel prossimo futuro. Poiché i quaderni vogliono essere uno strumento di condivisione dell’esperienza maturata, continueranno a seguire il percorso che qui è stato tracciato e l’evoluzione di questo processo di miglioramento continuo della qualità della ASL di Viterbo. Fabio Cesare Campanile Coordinatore del Comitato Editoriale ASL Viterbo