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MAGAZINE D’OPINIONE SUL MONDO DEL TURISMO

Communication Agency Int. srl Anno XIX - N. 7-8/2013 Sped. in A.P. 45% Art. 2 Comma 20 Lett. B Legge 23/12/96 N. 662 - Filiale di Milano Prezzo di copertina E 2,00

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I COSTI NASCOSTI DEL TRAVEL STRESS LE NUOVE SFIDE DEL MERCATO DEI VIAGGI IN ITALIA IL VALORE ANTICRISI DELLA “BLU ECONOMY”

LEFAY RESORT & SPA LAGO DI GARDA Una sofisticata accoglienza green

SPECIALE TOSCANA Al via il Piano Italia

Milena Mineo M.I.L

PERCHÉ L’INCENTIVE È L’EVENTO DEL FUTURO

NUOVA APERTURA Palazzo di Varignana Resort & Spa

FORMAZIONE Chi ha paura del feedback cattivo?


CHI PRIMA A ARRIV ARRIVA… A VA A… RISP ARMIA IL 20 % RISPARMIA 20% Prima prenoti, più risparmi! Scegli Hilton Worldwide con la sua gamma di 250 splendide location in 30 paesi in Europa, Medio Oriente e Africa. TTutte offrono strutture ineguagliabili e un team di esperti al tuo servizio. Inoltre, se prenoti ora per il 2014, riceverai un magnifico sconto del 20% sul totale delle tue spese in hotel. In alternativa, se preferisci prenotare ora per il 2013, riceverai un ottimo sconto del 10%.

Selezione di hotel Italiani partecipanti ɪ ɪ ɪ ɪ ɪ ɪ ɪ ɪ ɪ ɪ

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Firenze: Florence ence Metr Metropole, Firenze: Hilton Flor opole, Hilton Gar Garden den Inn Flor Florence ence Novoli Milano: Hilton Milan, Double DoubleTree Tree by Hilton Milan Venezia: Venice enice Venezia: Hilton Molino Stucky V Sorrento: Sorrento: Hilton Sorr Sorrento ento P Palace alace Roma: R oma: Rome Rome Cavalieri, W Waldorf aldorf Astoria Hotels & R Resorts, esorts, Hilton Rome Rome Airport, Hilton Gar Garden den Inn R Rome ome Airport, Hilton Gar Garden den Inn R Rome ome Claridge Lecce: DoubleTree DoubleTree by Hilton Acaya Golf Resort Resort – Lecce Lecce Lecce:

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(C) 2013 Hilton Worldwide Offerta soggetta a disponibilità presso gli hotel partecipanti. Possono applicarsi restrizioni di date. L’offerta è disponibile per gli eventi di almeno 25 partecipanti, prenotati tra il 1° giugno 2013 e il 31 agosto 2013, e che si svolgeranno entro il 31 dicembre 2014. L’offerta è valida solo per le nuove prenotazioni. Al momento della prenotazione, fai riferimento all’offerta “Chi prima arriva…”, affinché i vantaggi e gli sconti qui delineati vengano applicati al contratto di vendita, che regolerà tutti i termini della medesima.


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Barcel贸 Hotels & Resorts - Roma

BTC 2013 - Firenze

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Cantina Sociale Santadi - Santadi (Ca)

Direttore: Raffaele Cani

www.cantinadisantadi.it

pag. 9

Cegalin Group - Milano, Roma, Vicenza

Direttore Commerciale: Pierantonio Pegoraro

www.cegalingroup.com

pag. 79

Crowne Plaza Stabiae Sorrento Coast Castellammare di Stabia (Na)

Direttore Commerciale: Antonino Russo

tel. 081 3946700 www.crowneplazasorrento.com

pag. 121

Grand Hotel de la Minerve - Roma

General Manager: Ezio Sacrini

tel. 06 695201 www.grandhoteldelaminerve.com pag. 7

Hhonors Hilton Worldwide

Ufficio Vendite Italia:

tel. 02 69833000 ISO.Italy@hilton.com

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tel. 055 215761 www.hotelcentralefirenze.it

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tel. 045 6471210 www.cortevalier.com

pag. 133

tel. 0365 290588 www.savoypalace.it

pag. 129

Hotel Centrale - Firenze

Hotel Corte Valier - Lazise (Vr)

Hotel Savoy Palace - Gardone Riviera (Bs)

Direttore: Roberto Norcini

General Manager: Marco Baffoni

Titolare: Silvia Dalla Bona

India Tourism Milan - Milano

Direttore: Gobind C. Bhuyan

www.indiatourismmilan.com

pag. 12

Nero Hotel Group

Amministratore delegato: Gianluca Giglio

www.nerohotels.com

pag. 103-135

Nuovo Trasporto Viaggiatori - Roma

Resp. Marketing e Servizi N.T.V: Gianluca Pinto

italotreno.it/aziende

pag. 3

Pedersoli - Assago (Mi)

Titolare: Martino Pedersoli

tel. 02 48844854 www.pedersoli.com

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tel. 06 444841 radissonblu.com/eshotel-rome

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tel. 02 20531 www.selpress.com

pag. 10

Radisson Blu es. Hotel - Roma

Selpress - Milano

4

7-8 2013

www.mastermeeting.it

Direttore Generale: Gianluca Capone


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sommario

4 11

Indice inserzionisti Gli argomenti del mese

HOTEL&FINANZA

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Notizie su valori, espansioni, management alberghiero

Milena Mineo. Perché l’incentive è l’evento del futuro

L’INCHIESTA

26

66 72 76 80

Il valore della “blu economy” Il futuro della Travel Industry in Italia Jean Faivre. Hilton Worldwide avanti tutta Mice Summit a Berlino per Mövenpick

EDUCATIONAL TOUR

82

A Rimini business fa rima con wellness

Al via il Piano Italia Firenze. Un patrimonio diffuso

SELECTED BY MM

46 48 50 52 54 56 58 60

Villa La Massa

I costi nascosti del travel stress

SPECIALE TOSCANA

30 38

Terme di Saturnia Spa & Golf Resort

SCENARI DEL TURISMO

COVER STORY

22

62 64

SUITE EXPERIENCE

86 88

Suite Marcellus. Palazzo Victoria Suite Presidenziale. Principi di Piemonte

AC Hotels by Marriott Cosmopolitan Hotels Group Hilton Worldwide

SPA EXPERIENCE

90

I-Spa. Grand Hotel Imperiale Resort & SPA

Hotel Bernini Palace Palazzo Borghese Palazzo Coppini Palazzo Magnani Feroni The St. Regis Florence e The Westin Excelsior

NUOVE APERTURE

92

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7-8 2013

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Palazzo di Varignana Resort & Spa


GRAND HOTEL DE LA MINERVE, UN GIOIELLO INCASTONATO NEL CUORE DI ROMA. Il Grand Hotel de la Minerve, cinque stelle lusso, è ospitato in un magnifico palazzo seicentesco, nel centro storico di Roma di fronte al Pantheon ed a pochi passi da Piazza Navona, Fontana di Trevi e Piazza di Spagna. L’Hotel, completamente rinnovato per meglio soddisfare le sofisticate e moderne esigenze della clientela, ha conservato nelle sue linee nobili ed eleganti l’atmosfera di una “casa” aristocratica. 135 lussuose camere tra Classic, Superior, Deuxe, Grand Deluxe, Junior Suites e Suites. Location ideale anche per realizzare i vostri importanti incontri di lavoro, briefing, cene e pranzi aziendali. Dispone di un'ampia e raffinata sala in grado di accogliere fino a 120 persone in un'unica soluzione ed altre 4 salette per piccoli meeting da 10 fino a 25 persone. Il ristorante “Minerva Roof Garden” aperto tutto l’anno per pranzi e cene, è un vero fiore all’occhiello di gourmandise e seduce i propri ospiti con una vista mozzafiato su Roma. Grand Hotel de la Minerve, l’accoglienza di un lusso senza tempo.

Piazza della Minerva, 69 00186 Roma Tel. 06 695201 - Fax 06 6794165 Email: info@grandhoteldelaminerve.com www.grandhoteldelaminerve.com


SOMMARIO

SAI L’ULTIMA?

128

Notizie dal mondo dei viaggi e dell’ospitalità

AERONEWS

136

Notizie dal mondo Emirates

MI PIACE IL SUGGERIMENTO DEL MESE

94

Lefay Resort & SPA Lago di Garda

RISORSA UOMO

98

La dipendenza da Internet

138

Laura Giugiaro

LE LOCATION DI MM

140 142

Nova Yardinia

144

Terme di Sirmione

Hotel Parchi del Garda

UNA METAFORA PER CRESCERE

100

Il più grande spettacolo del mondo

IL PARERE DEL LEGALE

101

Soggiornando tra borghi toscani

LA PAROLA AL FORMATORE

102

Chi ha paura del feedback cattivo. Parte I

FINANCE CONFIDENTIAL

104

Le grandi truffe nel mondo della finanza

SERVIZI

146

Janos Grapow. L’anima di un hotel in uno scatto

PSICOLOGIA

106

Tradimento e traditori

LE VIE DELL’INCENTIVE

148 LA PAROLA ALLE AZIENDE

TREND

108

154

Quando lo sport si gioca in azienda

Bruxelles: tutto è surreale

Libertà di web!

LE NUOVE FRONTIERE DEL MARKETING

INSIDE THE CHARACTER

116 122

Perché aprire un blog aziendale

160

M.J. Heron

Come trasformare il packaging in un business vincente

161

Libri

8

7-8 2013

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ph. ales&ales


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GLI ARGOMENTI DEL MESE

7-8 2013

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11


Guarda le candele che galleggiano

The ghats of Varanasi. To know more, log on to www.incredibleindia.org - info@indiatourismmilan.com

Guarda galleggiare la speranza

Trova quello che cerchi


GLI ARGOMENTI DEL MESE

I costi nascosti del travel stress

Toscana avanti tutta!

Perdere il bagaglio una volta arrivati a destinazione o non riuscire a collegarsi a internet dalla propria camera d’hotel: sono solo due esempi di disservizio che possono capitare quando si viaggia e che pesano particolarmente in caso di trasferta di lavoro. Ma tanti altri possono essere i fattori stressanti durante un business travel, fattori che incidono oltre che sulla qualità del soggiorno, anche sulla produttività. CWT Solutions Group ne ha individuati 33 tra i più frequenti, facendo emergere la necessità da parte delle aziende di adottare una travel policy che, sempre più, ne tenga conto.

Dopo un 2012 un po’ così, la Toscana è pronta al grande rilancio, con l’obiettivo di tornare ai valori record del 2011: 44 milioni di presenze in un anno, di cui 22 milioni (il 48%) di italiani. Al via è un progetto di sviluppo triennale del valore di 2 milioni di euro, una vera e propria attività di product placement che ha tra i protagonisti principali i territori. Interessanti prospettive si aprono specie per il Mice con nuove promettenti destinazioni come Chianciano, Livorno e Pisa, in quest’ultima sta sorgendo un grande polo e sono in corso investimenti anche in vista del nuovo Convention Bureau. Nel servizio, le ultime iniziative sul territorio e, in particolare, su Firenze.

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Il futuro della Travel Industry in Italia

Chi ha paura del feedback cattivo?

Come sarà il futuro della Travel Industry? Alla domanda hanno provato a rispondere i ricercatori della IDC, attraverso un’inchiesta che ha coinvolto 110 aziende del settore. Dall’indagine emerge un mercato in continua trasformazione, con le nicchie in continua crescita e sempre più influenzato dalle nuove abitudini dei consumatori, tra cui il “fai da te”, che alcuni temono possa soppiantare in un futuro assai prossimo le agenzie di viaggio, grazie anche alle nuove opportunità sul web e alle numerose App dedicate.

Manager più assertivi che non hanno paura né di dire quello che pensano né di sentirsi dire quello che pensano gli altri di lui. È l’identikit del manager che le aziende sognano di avere in azienda, una persona, insomma, in grado di gestire in maniera equilibrata il rapporto con gli altri e con se stesso. Il guaio è che nelle aziende questa risorsa umana sembra scarseggiare, per una cultura del feedback, che, se all’estero è ben accetta e valorizzata nel suo intento positivo, anche quando il feedback è negativo, in Italia è spesso mal digerita, per paura di offendere o urtare l’altrui sensibilità. Da noi insomma prevalgono l’iperbole, il meta messaggio sottile, la comunicazione induttiva, che però non sempre pagano...

Perché aprire un blog aziendale

Bruxelles: tutto è surreale

Un blog aziendale ben scritto, curato, che comunica costantemente e stimola il dialogo, la condivisione di contenuti, e persino le critiche positive, è in grado di attirare nuovi contatti e di fidelizzarli oltre il limite della “moda” di pochi mesi, e di conquistare clienti entusiasti, che parlano bene dei prodotti e dell’azienda, li consigliano agli amici, se ne fanno loro stessi promotori. Insomma: il blog fa bene all’azienda, purché rispetti certe regole e non venga considerato alla stregua di un sito internet. Sito e Blog sono infatti due strumenti diversi, che non possono sostituirsi l’uno all’altro, ma che, se ben integrati, possono potenziare enormemente il valore comunicativo e commerciale di un’azienda.

Capitale europea tra le più interessanti per il suo patrimonio Art Nouveau, la città di Bruxelles, ha molto in comune con il suo cittadino più celebre, René Magritte, a cominciare dallo spirito irriverente, ravvisabile anche nel suo monumento simbolo il Manneken Pis, che, da seicento anni, sembra farsi beffe dei visitatori, facendo pipì a due passi dalla Grand Place. Con Magritte la città condivide anche l’atmosfera magica e quel senso di inatteso e divertente – qui sono nati anche Tintin, i Puffi, Lucky Luke e Spirou – che si cela dietro ogni angolo. Ecco gli itinerari da non perdere per gustare appieno l’anima di questa giocosa ma, non per questo, meno “preziosa” città.

7-8 2013

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Via Andrea Mantegna, 130 00147 Roma Ufficio Commerciale: 06.98952719 aran.events@barcelo.com

Via Riccardo Forster, 24 00143 Roma Ufficio Commerciale: 06.98952719 aran.events@barcelo.com

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Lungomare Duca degli Abruzzi, 72 Nuovo Porto Turistico 00121 Lido di Ostia (Roma) Ufficio Commerciale: 06.98952719 aran.events@barcelo.com


Notizie su valori, espansioni, management alberghiero

PERFORMANCE, RICAVI E VALORI

COS’È SUCCESSO NELL’ULTIMO DECENNIO HOTEL TRANSACTION

PICCOLO È MEGLIO E CONVIENE SCENARI

RIBELLARSI ALLA DITTATURA DELLE OTA

LE TRAPPOLE DEL MARKETING TURISTICO

BOCCATA D’OSSIGENO PER GLI HOTEL NELLE CITTÀ D’ARTE

IN SERVIZI PIÙ RICHIESTI IN ALBERGO

I soldi sono una cosa seria, nessuno vuole spenderne o investirne senza la certezza di un ritorno, pur piccolo. Prendendo spunto dal “guru” Larry Mogelonsky, ecco gli errori assolutamente da evitare.

Occupazione in aumento per le destinazioni d’arte e cultura italiane che beneficiano dei vantaggi del mix tra turismo d’affari e leisure e dell’incoming internazionale, anche se i prezzi medi in contrazione penalizzano la redditività delle imprese.

Secondo un sondaggio TripAdvisor, colazione e wi-fi compresi nel prezzo sono i servizi più apprezzati dai viaggiatori, con una percentuale del 76%, contro il 72% di chi ha scelto il parcheggio gratuito e il 42% di chi ha optato per la piscina.


Editoriale di Aureliano Bonini*

Performance, ricavi e valori degli hotel italiani dell’ultimo decennio, dal 2003 al 2012 ual è il senso dell’andamento del mercato alberghiero italiano negli ultimi dieci anni? I valori immobiliari degli alberghi sono scesi, evidenziando lo scoppio della classica “bolla” che ha trascinato in basso l’edilizia (case e uffici), ma per quanto riguarda la remuneratività della gestione, stando ai dati di fonte imprenditoriale, non dovrebbero esserci stati i crolli che hanno caratterizzato il lato finanziario. Elaborando i dati dell’Italian Hotel Monitor di Trademark Italia, che dal 2000 analizza il mercato alberghiero italiano, emerge infatti che nell’ultimo decennio (2003-2012) ci sono stati a. un miglioramento della performance dell’occupazione camere; b. una leggera riduzione dei prezzi; c. un aumento dei costi di gestione;

Q

scale hanno superato addirittura il 68% (68,5% nel 2006) di Room Occupancy e quelli midscale hanno superato quota 65%. La discesa iniziata nel 2008, ha toccato il suo punto più basso nel 2009 per poi stabilizzarsi (tra il 62% e il 64%) fino al 2012. Nel 2013 è tornata a farsi vedere la crisi, con una leggera contrazione della domanda e un pesante oligopolio delle OTA. Quanto al Ricavo Medio (Iva e breakfast compresi), i 4 stelle sono passati da 113,12 euro del 2003 ai 111,98 euro del 2012 mentre i 3 stelle hanno perso quasi 10 euro di ricavo medio camera, scendendo dai quasi 67 del 2003 ai 60,86 dello scorso anno.

Analizzando il trend della Room Occupancy durante lo stesso periodo (2003-2012) emerge che • dal 2003 al 2012 si è mantenuta al di sopra della soglia del 60% • gli alberghi di segmento upscale (4 stelle e 4 stelle S) sono passati dal 63,1% al 63,4%; • gli alberghi di classe midscale (3 stelle) hanno fatto ancora meglio, salendo del 60,0% al 62,1%.

Come si può vedere dal grafico, c’è stata una seria caduta dell’indice R.O. dal 2007 al 2009 e poi una lenta, parziale ripresa all’inizio del nuovo decennio. I valori alberghieri “esplosi” dal 2003 al 2007 hanno cominciato a scendere, prima per l’arrivo sul mercato di migliaia di nuove camere (circa 650 nuovi alberghi per 42mila nuove camere) spuntate come funghi in prossimità di quartieri fieristici, aeroporti e centri commerciali, poi per la contrazione del Margine Operativo Lordo, sceso, secondo gli intervistati di circa un terzo, dal 32-35% al 22-25%. Fino al 2007 in diverse città gli alberghi di classe up-

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A buon intenditor poche parole: l’approccio in chiave di RevPAR (vedi tabella sopra) sembra superfluo per dimostrare che la remuneratività gestionale è peggiorata per l’aumento che in questi anni c’è stato di: • costo del lavoro (vedi CCNL) che a breve sarà nuovamente aggiornato, ma essendo spesso comprimibile non ha pesato troppo sul risultato economico; • raccolta rifiuti, costo non comprimibile (mediamente la RSU è cresciuta di quasi il 40%); • costi energetici (gas, acqua, elettricità mediamente cresciuti del 28%). L’inflazione secondo i maggiori istituti di ricerca dal 2003 a fine 2012, nel periodo di massima recessione è aumentata del 4,1% per poi frenare fino a toccare il +1,8%. Non vorrei invece che a qualcuno sfuggisse che

Valutare, acquistare e vendere un hotel Master Meeting offre ai suoi lettori un nuovo servizio gratuito di consulenza e assistenza rivolto a chi desidera valutare, acquistare o vendere il suo albergo. Contattate la redazione di Master Meeting (tel. 02862327) e sarete richiamati il più rapidamente possibile dai nostri consulenti.


la dominante presenza delle OTA incide tantissimo sui ricavi alberghieri. Le commissioni delle Online Travel Agency (OTA) mediamente sottraggono agli alberghi italiani 1/4 o 1/5 del prezzo camera che transita attraverso i loro canali. Durante tutto l’arco del decennio però, a fronte di performance declinanti, gli alberghi hanno fatto poco o nulla per aggiornarsi. Si è allargato il gap tra aspettative della domanda e qualità dell’offerta che, spesso, è “polverosa” se non obsoleta. “Riqualificare senza svenarsi” è lo slogan che i proprietari dovrebbero utilizzare nel 2014. Investire nel revamping delle unità camere (almeno 10.000 euro cadauna)

può significare cambiare il destino del proprio albergo, togliere le macchie e “riposizionarlo”... aumentando prezzi e ricavi. Quando c’è crisi la tendenza è stare fermi, ma stando fermi, come si può vedere dai numeri, si perde giro d’affari ma soprattutto appeal e valore.

*Aureliano Bonini è esperto di organizzazione alberghiera e hotel management, ha insegnato alle facoltà di Economia dell’Università di Perugia, di Rimini e alla Luiss di Roma. Dal 2007 è Lecturer di European Food&Beverage alla Hotel School della Cornell University di Ithaca, N.Y. (USA). Trademark Italia opera nel settore dal 1982 con un portafoglio attuale di 250 alberghi.

HOTEL TRANSACTION

Piccolo è meglio e conviene Cresce l’interesse degli investitori per le realtà immobiliari di piccola grandezza, come i boutique hotel, più flessibili e in grado di offrire soluzioni ad elevato richiamo emozionale iccolo è bello si diceva una volta. Poi è scattata la corsa alle grandi operazioni, in grado di reggere il confronto con la globalizzazione. Ora il piccolo sta tornando in cima all’interesse degli investitori. Forse perché in tempi di crisi generalizzata, e di cui non si vede né la fine e né tantomeno una plausibile e auspicabilmente indolore via d’uscita, le realtà di piccola dimensione in fondo reagiscono meglio alle difficoltà, hanno meno vincoli, sono più flessibili e fanno tanto charme. Così è scattata la corsa alle operazioni su realtà minori che, nel caso del business turistico, si traducono nella caccia a piccoli complessi immobiliari in grado però di offrire soluzioni ad elevato richiamo emozionale. Hotel come boutique, allora. Le dimensioni non contano, quanto la location, l’atmosfera e soprattutto il vissuto del cliente. E gli investitori puntano molto su questo tipo di opportunità. Una condizione sor-

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prendente, in tempi di credit crunch ossia di restringimento dei cordoni della borsa da parte degli istituti di credito. Ma il piccolo piace e si presuma che il business sia altamente proficuo. Certo, in proporzione il valore del rendimento dello spazio è certamente alto, così come è meno impegnativo collocare l’offerta sul mercato. Decisiva la location. Poche camere vista Vaticano a Roma valgono come una miniera d’oro, così come qualche balconcino di charme sugli angoli più romantici della Città eterna. E che dire degli scorci di Venezia o delle prospettive di Firenze? E Napoli, Capri, la Costiera Amalfitana o Palermo? In Puglia, dopo la corsa alle mega-masserie, ora si punta su realtà minori nei centri storici e si riscoprono le atmosfere tinte di bianco. Cominciano così a nascere i primi network di piccoli hotel, che hanno nel web la propria piattaforma commerciale, ma non solo. Il passaparola la fa da padrone. E le ban-

che si sono accorte di queste opportunità. Stringono sui fidi alle imprese industriali, ma stanno sostenendo ristrutturazioni di borghi minori dell’Italia felice, case di campagna con paesaggio doc, poche camere ma di grande impatto basta che tolgano il fiato e ogni dubbio a chi vi capita per un soggiorno. E così gli investimenti volano. Anche nella Grande Milano che attende l’Expo del 2015 e la gran massa di visitatori ipotizzata per un evento che comunque sarà in tono minore rispetto alle promesse della prima ora, al risparmio sì ma sul turismo si scommette da sempre. E così una discreta fetta della città degli affari e della moda sta riscoprendo una crescente e profonda vocazione ricettiva. E gli stranieri stanno a guardare? Si dirà. No, stanno facendo la loro parte, ma in questo caso più che investitori istituzionali ci sono molte iniziative private, tanti che provano a fare in Italia quello che desiderano di più in un Paese che è sinonimo di viaggio da sempre. Sul mercato oggi ci sono numerose strutture alberghiere e le cessioni vanno a rilento. Il mercato delle piccole e piccolissime proprietà turistiche da investimento è invece vivo e testimonia l’avanzare di un nuovo modello di offerta, radicato nel territorio. Annarita Maggi 7-8 2013

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SCENARI

I più comuni errori nel marketing turistico soldi sono una cosa seria e sono sempre di meno, per cui nessuno vuole spenderne o investirne senza qualche certezza di ritorno, pur piccolo, dell’investimento. Prendendo spunto dal “guru” Larry Mogelonsky, ecco gli errori assolutamente da evitare: 1. Misurare tutto. Non è possibile, non lo è perché non esiste qualcuno in grado di valutare con precisione i risultati di ogni azione di marketing. Ci sono così tante variabili in gioco che la capacità di studiare i dettagli di ogni elemento è una specie di anomalia scientifica. Più che pensare a interpretare i dati, allenate il vostro team a dare sempre il meglio e a tenere ben in mente gli obiettivi di breve e medio. 2. Far dipendere il proprio business dalle vendite flash. I programmi di vendita flash sono seducenti: promettono infatti di portare fieno in cascina anche se ad un prezzo molto basso. Pensate per un momento prima di lanciarvi nell’avventura: il consumatore vuole uno sconto del 50%, l’intermediario vuole una commissione del 15-20%, dov’è il vostro guadagno? Non c’è! I clienti dei flash deal non cercano te, cercano sconti e occasioni, poco importa chi li offre. Non vale la pena sprecare tempo con le pratiche che sanno di “disperazione”. 3. Pensare che i clienti OTA possano essere convertiti alla prenotazione diretta. È un pio desiderio. Chiunque stia cercando un albergo attraverso un’OTA è interessato unicamente al prezzo e alla posizione. Se sceglie il vostro albergo avete una possibilità su un mille di farlo diventare un vostro cliente la prossima volta... neanche se il soggiorno è stato indimenticabile. Uscito dell’albergo tornerà alla sua consolidata abitudine di cercare alberghi attraverso le OTA, mettendo sempre al primo posto il prezzo e al secondo la posizione. 4. Allungare di un altro anno la vita del vostro vecchio sito. Avete speso dei soldi per costruire il vostro sito web quattro o cinque anni fa? Purtroppo da allora

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il mondo è cambiato e il vostro sito non è in linea con i tempi. Il dinamismo della tecnologia digitale di oggi è tale che in 3-4 anni un sito diventa vecchio e con esso anche l’albergo. I siti di oggi devono rispondere alle esigenze dei consumatori contemporanei, essere consultabili via mobile e tablet, avere motori di prenotazione semplici e rapidi, essere integrati con i social media e fornire informazioni precise. Pensare smartphone non è ancora necessario. E invece bisogna farlo adesso! Non si può più rimandare perché le probabilità che il vostro sito sia visto attraverso uno smartphone sono circa una su tre e continuano a crescere. Non potete più attendere fino al 2014 se volete tutelare il vostro business. È fondamentale avere un sito web per cellulari. Trascurare i matrimoni. I matrimoni sono un eccellente business, generatori di entrate e a prova di recessione. È fondamentale creare la giusta combinazione per il vostro mercato locale. Pensare che qualche guru possa generare un incredibile SEO per il vostro sito e spingervi al top di Google. Il SEO (Search Engine Optimization) è un lavoro duro, non c’è magia. Servono solidi contenuti. Questo significa continui aggiornamenti attraverso blog, social media, etc. per costruire una comunità e avere testimonial efficaci. Dare al revenue manager anche a responsabilità del marketing. Il revenue manager è un protagonista fondamentale del vostro business. Assicura l’equilibrio tra rendimento e occupazione, controlla il set competitivo, ma guai dargli compiti di marketing! Il marketing non è questione di oggi o di questa settimana, il marketing è la visione del futuro della vostra azienda, del vostro marchio e della vostra posizione per una crescita a lungo termine. Evitate di coinvolgere il revenue manager nel marketing. Per essere marketing oriented occorrono vision, creatività, coraggio e una dose di “pazzia”.

Ribellarsi alla dittatura delle OTA a maggior parte degli albergatori affida ormai la propria esistenza commerciale alle OTA (agenzie di viaggio on-line). Hanno archiviato il marketing tradizionale e il contatto diretto con gli ospiti. Gli alberghi indipendenti pensano di riuscire a distinguersi per il prezzo, basso ovviamente, e sopravvivono grazie alle prenotazioni online. È in atto una specie di

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dittatura delle OTA con le quali però il rapporto è di amore-odio. Perché la dittatura per i meno fortunati significa una commissione per ciascuna prenotazione che si avvicina al 30%. Possiamo facilmente ricordare che prima del marketing 2.0 la commissione delle agenzie di viaggio sulle prenotazioni era del 10%. Si può dire basta a una dittatura? Come si fa a

interromperla? Come ci si libera di questa diffusa tossicodipendenza? Si teme che le OTA siano in espansione e lo sono. Stando ferme sono diventate venditori/venditrici brillanti e potenti. Conquistano la clientela con la televisione, la influenzano con offerte generose, dinamiche e conveniente sottraendola al nostro portafoglio. Pubblicità televisiva? Un singolo


albergatore non potrebbe mai fare comunicazione via radio e televisione (come fa Trivago). Le OTA invece possono e si spacciano per “gentili intermediari a costo zero”, rastrellano viaggiatori ignari di quello che accade veramente. Se i turisti si rendessero conto che telefonando direttamente i gestori d’albergo li farebbero spendere la stessa cifra per qualcosa di meglio non sarebbero comunque felici. Le telefonate, le prenotazioni dirette sono una cosa vecchia, desueta, fuori moda. Andando in rete e facendo booking on line si studiano alternative, punteggi, recensioni ... Così si sceglie l’albergo migliore. Ma in realtà quello che si ottiene prenotando attraverso le OTA è sempre peggiore di quello che si potrebbe ottenere parlando direttamente con un receptionist. Perché allora le OTA si espandono, crescono e dettano le regole del mercato? Le OTA sono state una sorta di “cavallo di Troia” per gli albergatori. Con queste, pensavano di liberarsi dall’assedio dei consulenti, dai costi del marketing, dai tour operators e dalle agenzie viaggi. Sono cascati in trappola, anche i più diffidenti. Anche quelli che hanno sempre “disprezzato” i tour operator, si sono consegnati al fascino dell’innovazione e si sono resi disponibili a consegnare una parte del loro inventario camere alle Online Travel Agencies. E così attorno alla metà del decennio scorso iniziò la grande festa delle OTA. Quel “cavallo” sembrava perfetto per riempire i vuoti e i punti morti del calendario. La gratitudine degli albergatori verso le OTA crebbe, i prezzi iniziarono la discesa, le camere messe a disposizione aumentarono e gli albergatori non si accorsero nemmeno che, piano piano, i clienti dimenticavano il nome e il brand del loro albergo, sostituito nell’immaginario collettivo da Booking.com, Expedia, Trivago, etc.. Senza colpo ferire un settore dell’economia turistica si lasciò sfilare da sotto il naso la propria clientela, sempre più affezionata alle OTA e immemore di tutto quello che l’albergo aveva fatto per fidelizzarli e farli stare bene. Come dice Larry Mogelonsky, che

lancia l’idea della ribellione e usa la metafora del cavallo, l’antica Troia fu distrutta perché non si rese conto che in quel cavallo di legno c’era un esercito ostile. Oggi nel cavallo di Troia si nascondono i revenue manager. Sono loro che mettono a disposizione delle OTA, ogni giorno, il patrimonio di alloggio, ovvero il cibo che nutre le OTA. Sono i revenue manager ad accelerare il successo delle Online Travel Agency e ad accentuare la tossicodipendenza della quasi totalità degli albergatori. La droga fa questo effetto: sembra fare bene alla salute, gradualmente il tossico ne raddoppia la dose mentre il suo fisico inizia a indebolirsi. Oggi un albergo arriva ad impegnare il 70-80% dell’inventario camere suddividendole tra più OTA, le quali lavorano per sottrarre all’albergo le prenotazioni dirette generate attraverso i normali canali di marketing. Sintesi: l’albergo perde avviamento, reputazione, notorietà e clientela prodotta negli anni. Non è tutta colpa delle OTA se la clientela è sotto ipnosi e non prenota più in maniera diretta. A Milano e in altre piazze d’Italia sono numerosi gli albergatori che hanno percepito la minaccia. Sono terrorizzati dal futuro, dai ricatti, stanno studiando alternative, vorrebbero ribellarsi, ma la dittatura delle OTA è più forte e si esprime con gli aumenti delle commissioni. Ci si può mettere di traverso? Si. Nulla infatti obbliga l’albergo a dare una certa disponibilità di camere, la disponibilità è facoltativa. Immaginiamo allora che a Milano, per una settimana, gli alberghi decidano da non dare alcuna “disponibilità”. Otterrebbero una settimana di esposizione gratuita sul circuito delle OTA. Imporrebbero una settimana di dieta ai revenue manager e una settimana di prenotazioni possibili solo attraverso le fonti dirette (sito web, e-mail, telefono diretto, passanti, così via). Sarebbe come misurare la pressione a un moribondo. Come minimo gli albergatori otterrebbero alcuni risultati: 1. scoprirebbero che il loro albergo senza Booking.com, Expedia e

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compagni è spacciato, che non vale per le cose che ha fatto, che fa, né per quello che investe per offrire una superiore qualità; capirebbero che essere un banale “OTA Hotel” anche se sta nei primi dieci in classifica, non aiuta la gestione, la remuneratività e il capitale investito; comincerebbero a ragionare su un cambio di nome per pulire l’hotel dalle recensioni negative; farebbero progetti sul taglio dei servizi, sulla chiusura del ristorante, etc. etc.; potrebbero decidere di fare a meno del revenue manager e delle OTA per tornare a vivere di reputazione e di buona ospitalità, che poi è quello che già dovrebbero fare.

Qualcuno ritiene possibile che un’intera città, per una settimana intera, dica basta? È possibile pensare a una settimana durante la quale gli alberghi e le catene diano disponibilità zero alle OTA? Esattamente come i tossici non dicono basta alla droga, allo stesso modo gli albergatori non ci riuscirebbero. Diverso sarebbe se gli alberghi volessero disintossicarsi, dare un colpo d’ala e dimostrare che valgono per quello che sono fuori dal web. Una fase di dolorosa disintossicazione arriverebbe dove deve arrivare. La sfida è dimostrare che l’industria dell’ospitalità per una settimana può vivere senza OTA. Anche se non sarebbe un gran risultato qualcuno lassù capirebbe che la clientela non sempre è tonta, che l’ospitalità esiste indipendentemente dalle OTA, che il mercato turistico l’hanno costruito gli albergatori e le destinazioni. Ma quanti capirebbero che la dittatura delle OTA abbassa la qualità degli alberghi e dell’ospitalità di un’intera destinazione? Il black out allora dovrebbe venire da qualcuno più in alto. La ribellione pacifica – diciamo di Milano – potrebbe essere un segnale per le Online Travel Agency. Potrebbero ridurre le loro esagerate commissioni e accontentarsi del 10%, come facevano le agenzie viaggi prima dell’avvento della dittatura. O fregarsene, come stanno facendo! 7-8 2013

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Boccata di ossigeno per gli alberghi italiani grazie all’arte e alla cultura talian Hotel Monitor – osservatorio della performance alberghiera nei 45 maggiori capoluoghi di provincia italiani in termini di movimento alberghiero, elaborato mensilmente da Trademark Italia – rileva un aumento dell’occupazione per le destinazioni d’arte e cultura italiane che beneficiano dei vantaggi del mix tra turismo d’affari e leisure ma soprattutto di quote importanti di clientela internazionale, anche se i prezzi medi in contrazione penalizzano la redditività delle imprese. Anche nel report della scorsa primavera, si evidenzia il dato positivo di una tenuta alla crisi, per la maggior parte degli alberghi (indipendenti e di catena) situati nei capoluoghi italiani. La performance migliore è quella di Firenze, che si colloca al vertice della graduatoria sia in termini di occupazione camere (90,7%) che per prezzo medio (145,52 euro a

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camera). Dietro Firenze, con tassi superiori all’80% si posizionano Roma (84,7%) e Siena (80,5%), seguite da altre 12 città con un’occupazione camere superiore al 70%. Gli effetti positivi riguardano le maggiori destinazioni d’arte e cultura italiane. Dichiarano aumenti anche Torino, Genova, Como, Bolzano, Venezia, Padova, Trieste, Bologna, Ravenna, San Marino, Firenze, Roma, Catania e Sassari. A livello di alberghi Upscale (4 stelle) l’indice medio di R.O. (occupazione camere) si colloca al 75,2% (+1,9 punti rispetto al 2012). Il prezzo medio è di 108,08 euro (–3,0%). Per quanto riguarda la classe Midscale (3 stelle), occupazione camere in flessione di –0,6 punti sul 2012, mentre i prezzi registrano una riduzione del –2,8% e si mantengono mediamente inferiori (di circa il 40%) rispetto quelli dei 4 stelle.

Breaking news In vendita il Grand Hotel Principe di Piemonte Il 32% del Grand Hotel Principe di Piemonte, uno degli alberghi simbolo di Viareggio e della Versilia, è in vendita. La cessione è relativa alle quote di partecipazione della società immobiliare Millenaria Srl che, insieme a Finedil e Edilsviluppo, controlla il capitale dello storico hotel. Millenaria Srl è una società fondata da un gruppo di imprenditori e aziende toscane (Egiziano Maestrelli, Sammontana Finanziaria, Sani Frigo, Il Forte, Fgm Srl e Italtrade). Tra i motivi della cessione delle quote il fatto che Millenaria sia in concordato preventivo e proprio con le banche che hanno accettato il concordato è stata decisa la vendita. Ancora nessuna indicazione è, invece, trapelata relativamente al prezzo di vendita dell’albergo, che dispone di 108 camere, un centro congressi, un suggestivo centro benessere con piscina e roof garden sul tetto.

L’Hôtel Palais di Biarritz entra in Orient Express Hotel storico di Biarritz – Napoleone ne fece la sua residenza privata lanciando la destinazione come

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meta di villeggiatura d’élite – l’Hotel Palais è entrato come affiliato nel programma esclusivo di OrientExpress Associate Hotels. In stile Belle Epoque con una lussuosa Spa (ben cinque piani!) e un ristorante stellato, diretto dallo chef Jean-Marie Gautier, l’hotel ha tutte le credenziali per rientrare nel porfolio del network di lusso: «l’affiliazione di strutture di pregio come l’Hotel Palais ci consente di ampliare la nostra offerta di nuove esperienze di viaggio», afferma David Williams, chief marketing officer Orient-Express. Gli alberghi partner accedono al programma solo su invito e possono avvalersi dei canali vendita e di marketing del Network, preservando però la propria identità e brand reputation.

no, al momento, Wharton (che sarebbe disposto a rilevare il 70% del capitale della società che gestisce l’hotel per un valore di 56 milioni di dollari), il colosso cinese Hna (che di recente ha rilevato il 20% della stessa NH Hoteles) e la controllata spagnola NH Hoteles, in partnership con la statunitense Hospitality Properties Trust. Della vendita si occupa l’advisor Jones Lang LaSalle, «Nel frattempo», fa sapere il cfo di NH Hoteles, Roberto Chollet Ibarra, «finché non si sarà formalizzata una delle ipotesi di cessione, la capogruppo spagnola continuerà a fornire il supporto finanziario per consentire a NH Italia di adempiere alle obbligazioni e di mantenere la continuità aziendale».

In vendita il Madison di N.Y.

Marsala: in vendita hotel 5 stelle

Lo storico Jolly Madison Towers di New York, capolavoro Art Déco di proprietà del gruppo NH Italia di Andrea Montanari, cerca un compratore disposto a spendere almeno 80 milioni di dollari. Cifra che aiuterebbe a risanare il debito accumulato nel 2012 dalla controllata italiana (si parla di oltre 70 milioni di dollari). In lizza figura-

Sul litorale marsalese, a due passi dal lungomare e dal porto turistico è in vendita il nuovissimo hotel New Palace, struttura cinque stelle di 6.500 mq circa, risalente alla metà dell’800. L’albergo, frutto di una accurata ristrutturazione, dispone di 50 camere dotate di tutti i comfort, piscina, un grande giardino


con alberi secolari e piscina, sale riunioni e meeting, ampio parcheggio. Prezzo di vendita E 7.500.000. Un’offerta interessante per gli albergatori del territorio!

Wi-fi e colazione compresi nel prezzo Sono wi-fi e colazione compresi nel prezzo i servizi maggiormente richiesti dai viaggiatori che hanno risposto al sondaggio TripBarometer di TripAdvisor. Il 76% dei rispondenti ha indicato nel wi-fi il servizio più importante, contro il 72% di chi ha scelto il parcheggio gratuito e il 42% di chi ha optato per la piscina. Analizzando solo le risposte dei viaggiatori italiani emerge invece che al primo posto tra i servizi più ricercati in hotel c’è la colazione gratuita, un must per il 96% degli intervistati. Quando i servizi sono “gentilmente offerti dalla

direzione dell’albergo” piacciono molto!

Alberghi francesi all’attacco delle OTA L’UMIH, il più grande sindacato francese degli albergatori, ha lanciato un attacco alle principali OTA (Booking, Expedia ed HRS) sostenendo che hanno rotto le normali regole della concorrenza francesi ed europee, costringendo gli alberghi a dare a loro le tariffe più basse e quindi impedendo agli alberghi di offrire tariffe scontate anche sui siti web propri degli alberghi. Pur riconoscendo l’importanza delle OTA, soprattutto per gli alberghi più piccoli e indipendenti, l’UMIH sostiene che “i vantaggi offerti da queste piattaforme sono state progressivamente annullati dagli effetti nocivi delle pratiche commerciali che violano le leggi europee e fran-

COMPRAVENDITE E LOCAZIONI DI HOTEL DISPONIBILI SUL MERCATO Categoria

Camere

Location

4 stelle

78

Firenze

4 stelle

105

Bari

4 stelle

162

Firenze

Asset di 4 alberghi a 4 stelle

206

Firenze

Asset di 3 alberghi a 3 e 4 stelle

220

Firenze

4 stelle

70

Treviso

4 stelle

100

Taormina (ME)

4 stelle

107

Lamezia Terme (CT)

4 stelle

50

Bisceglie (BT)

4 stelle

70

Brindisi

4 stelle

85

Martina Franca (TA)

3 stelle

42

Salice Terme (PV)

3 stelle

38

Rimini

3 stelle

53

Bormio

4 stelle

110

Rimini

Le attuali condizioni di mercato La forbice è aperta: da 120.000 euro camera a 440.000 euro camera. L’offerta di alberghi stagionali balneari “da riqualificare” varia da 50.000 a 100.000 euro camera. Recentemente, abbiamo ricevuto: a. l’offerta di locazione “chiavi in mano” di un nuovo albergo a 5 stelle di 140 camere e suite in un’importante località termale italiana (solo gestori referenziati). b. richiesta di locazione per un hotel di charme a 4 stelle in Sicilia. Chi fosse interessato e volesse approfondire in modo riservato queste opportunità, può contattare Daniela: daniela.raffaldi@communicationagency.it

cesi sulla concorrenza”. Quando gli alberghi vendono direttamente ai consumatori sono liberi di stabilire i propri prezzi di vendita, ma gli alberghi che firmano i contratti con queste OTA con “clausole non negoziabili” sono obbligati ad offrire gli stessi prezzi e stessa qualità delle camere. Ciò però equivale ad un “blocco dei prezzi” che è altamente anti-competitivo e non solo secondo il sindacato francese... Così l’albergatore non è più padrone in casa sua! L’attacco francese arriva mesi dopo che la Commissione Svizzera sulla concorrenza ha avviato un’indagine sulle tre principali agenzie di prenotazione online e dopo le ripetute proteste verificatesi in Germania e negli Stati Uniti.

Catena Italiana vende 19 hotel di lusso su un portale cinese «Primario gruppo alberghiero su perizia di principale banca vende in blocco o separati 19 hotel-resort di lusso appena ristrutturati in principali città italiane». Questo l’annuncio apparso recentemente su www.vendereaicinesi.it (sito realizzato dalla società piemontese Mito che propone immobili di lusso a potenziali acquirenti di Pechino) e citato in un articolo a luglio da MF-Milano Finanzia. Nell’annuncio si leggerebbe anche la richiesta di 699,22 milioni di euro. Massimo riserbo sul portale cinese circa l’identità della catena, anche se è stata resa nota l’ubicazione dei suoi alberghi e resort: Benevento, Bergamo, Biella, Bologna, Brescia, Catania, Firenze, Lodi, Milano, Modena, Napoli, e poi Roma, Siracusa, Venezia e Versilia. Secondo Milano Finanza gli indizi porterebbero a Una Hotels&Resort, catena con difficoltà finanziarie che non stanno però intaccando la normale attività degli hotel, in questo momento, più che mai propositivi e accattivanti nel lanciare pacchetti e offerte interessanti. Ufficialmente il mandato per la vendita è stato dato lo scorso aprile a Colombo e Associati, e secondo diverse fonti, tra i potenziali investitori non ci sarebbero solo i cinesi ma anche fondi europei e statunitensi interessati in particolare a rilevare catene italiane in situazioni debitorie. 7-8 2013

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COVER STORY

Perché l’incentive è l’evento del futuro Un lavoro duro ma entusiasmante che ripaga, innova e crea occupazione. È cosi che Milena Mineo, imprenditrice milanese specializzata in comunicazione ed eventi aziendali di alta gamma, definisce il viaggio motivazionale. Un nuovo modo di fare esperienza multidisciplinare “fuori casa” che apre la mente e stimola la creatività. Ecco sei destinazioni dove vivere un incentive M.I.L a tutto tondo

✒Giulia Broggi

Milena Mineo (seconda da sinistra) con il suo giovane e dinamico staff

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Esotiche spiagge di sabbia candida orlate da acque cristalline. Templi millenari che emergono dalla foresta pluviale con il loro carico inestimabile di arte e storia. Grattacieli “infiniti” che non sono solo opere avveniristiche di ingegneria e design, ma anche espressione di desiderio di conquista, di libertà e di voglia di arrivare là dove nessuno immagina sia possibile. E ancora, antichi borghi con giardini fioriti e ville preziose incastonati nella roccia, a picco sul mare dove il tempo pare si sia fermato e la vita scorre lenta, scandita da tradizioni e antichi rituali... Sono tutti scenari incantevoli che appartengono all’immaginario collettivo dell’incentive ideale, ma che diventano qualcosa di diverso, qualcosa di veramente speciale, se vissuti nel modo in cui li propone l’agenzia M.I.L (Marketing, Incentive, Leisure) di Milena Mineo. «Gli incentive che organizziamo sono veri e propri viag-

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gi motivazionali», spiega l’imprenditrice milanese «esperienze di scoperta, conoscenza e incontro che permettono, a chi vi partecipa, non solo di vedere posti meravigliosi, ma anche e soprattutto di entrare nel tessuto produttivo e creativo del luogo. È solo calandosi in modo proattivo e multidisciplinare in una destinazione e nel suo mood che ci si può arricchire prima di tutto dal punto di vista umano, e poi da quello professionale. L’incentive diventa allora occasione di confronto con espressioni culturali e artistiche diverse e con nuovi modelli di business, magari emergenti, capaci di allargare gli orizzonti mentali e stimolare la creatività». Una cosa è sicura, chi partecipa a un incentive M.I.L torna a casa rinvigorito, con nuovi spunti e la sensazione che tutto sia andato esattamente come doveva andare, fluidamente. Gli inglesi direbbero “to be in the flow”, “essere nel flusso”, quella esperienza ottimale, in cui vi è un totale coinvolgimento dell’individuo e tutto si incastra alla perfezione. Ciò che invece, forse, non tutti sanno è che, dietro a un viaggio del genere – che senz’altro paga e ripaga chi lo intraprende e chi lo organizza – c’è un lavoro di equipe durissimo. «La nostra è una delle professioni più interessanti, complete e “chirurgiche” nell’ambito della comunicazione odierna», continua la titolare di M.I.L «comunicare attraverso eventi internazionali, mettere insieme persone di tutto il mondo da tutto il mondo, condividere le diverse competenze e saperle gestire in modo armonico, elegante e puntuale, è un lavoro di squadra duro e complicato che richiede grande dedizione, immensa curiosità e, in ultimo ma non per ultimo, velocità nel-


COVER STORY La ricetta Mil della live communication

l’ideazione, nella progettazione e nel problem solving. Ma è anche una professione entusiasmante che continuerà ad esistere, si rinnoverà, diventerà più sostenibile, acquisirà sempre più valore in termini di formazione personale e di attitudine multidisciplinare e offrirà anche nuove e interessanti opportunità di lavoro per i giovani», ci tiene a sottolineare Milena Mineo, appassionata viaggiatrice, anche nel privato, e sempre alla ricerca di nuove idee da condividere con il suo team e i suoi clienti. Ed è proprio appellandoci al suo fiuto di trend seeker nel turismo che le abbiamo chiesto di segnalarci, qui di seguito (senza però svelarci troppo) tre mete italiane e altrettante destinazioni estere da scoprire, o riscoprire, secondo l’approccio motivazionale/multidisciplinare di M.I.L. Ecco le sue proposte.

Ravello Affacciato su un paesaggio da cartolina, di fronte a uno dei golfi più suggestivi del mondo, si staglia Ravello, gioiello del buon vivere italiano. Qui si ritrova l’atmosfera semplice della costiera amalfitana anni ’70, tanto apprezzata dai turisti stranieri, in particolare dagli inglesi e dai francesi che per primi hanno scoperto i piaceri semplici del vivere quotidiano del posto: sedersi al bar, passeggiare slow e

La formula per organizzare un evento motivazionale perfetto è complessa, difficile da definire. Troppe sono, infatti, le variabili in gioco. Tuttavia, per Milena Mineo, esistono 4 condizioni imprescindibili: • educare le persone a diventare cittadini del mondo • avvicinarle alla bellezza • stimolarne l’inserimento nel tessuto sociale del luogo, attraverso incontri mirati • favorirne l’incontro con l’arte, ma anche con la cucina locale, attraverso l’esperienza diretta con professionisti del settore e non attraverso semplici guide

godersi la buona cucina casalinga. Una meta per veri intenditori, dove bellezza, musica e arte la fanno da padroni e un luogo, paradossalmente, interclassista che piace anche proprio per questo. Qui gli eventi trovano più di una cornice ideale, tra alberghi storici e antiche ville immerse in giardini all’italiana con vista sul golfo che, da soli, valgono l’esperienza del viaggio. Imperdibili la cena di gala a Villa Rufolo, nello splendido belvedere, l’intrattenimento musicale o culturale nel nuovo Auditorium Oscar Niemeyer e il tour in barca da Amalfi a Positano con sosta al San Pietro per il pranzo. Da comprare: i sandali Capri, fatti su misura in pochi minuti, le camice bianche di lino italiano e i cappelli. Dopodiché, con questo outfit, il massimo è sedersi al bar nella piazza della Cattedrale di Amalfi ed entrare nel mood, godendosi il dolce far nulla. Vista dall’alto di Ravello. Per una cena di gala indimenticabile Milena Mineo suggerisce Villa Rufolo, un unicum dal punto di vista architettonico e decorativo

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Skyline di Firenze con il Duomo di Santa Maria del Fiore e la cupola del Brunelleschi. In basso, un tratto della pista ciclabile lunga 24 chilometri, che da Ospedaletti arriva a San Lorenzo al Mare. A destra, taxi a New York, città cosmopolita, multietnica e multiculturale dalle molteplici e intriganti sfumature N.Y. è perfetta per un viaggio in cerca di nuove avventure tra locali alla moda, shopping à la page e cocktail in stile Sex and the City

Firenze Tutti la conoscono ma non tutti ne colgono il vero spirito. Ecco perché Firenze è una città da vedere ma soprattutto da frequentare. Conoscerne tutti gli angoli e gli indirizzi di alto artigianato, alloggiare in uno dei suoi numerosi alberghi storici, ammirare la Pietà di Michelangelo nel Museo dell’Opera del Duomo, tutto questo è già di per sé un’esperienza unica. Ma lo è anche arrivare a piedi fino a Palazzo Vecchio e, dopo averlo visitato, prendere un aperitivo nella sala del Cinquecento, per poi incontrarsi alla cena di gala in un palazzo storico e scoprirne i giardini nascosti, cornice ideale per open bar.

La Riviera di Ponente Da Ospedaletti a San Lorenzo al Mare, dove una volta passava la ferrovia, partono oggi 30 km di pista ciclabile – la pista più lunga d’Europa – tra i pini marittimi e spiagge di scogli. Un’occasione per una full immersion eco, e per scoprire i paesini della costa come Arma di Taggia, Cipressa, San Lorenzo, e ammirare un paesaggio co-

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nosciuto, da un’altra prospettiva difficilmente coglibile a bordo di un treno. La pista ciclabile è anche un esempio virtuoso di come gli investimenti pubblici possano migliorare e rivalutare un territorio, in particolare una destinazione turistica.

New York Una città che non ha bisogno di presentazioni e che non ci si stanca mai di visitare. Capitale del mondo, come ama definirsi, stimolante, eccitante, contraddittoria, nevrotica e iperattiva, NY è un mito con cui non è possibile scendere a compromessi, né tanto meno è possibile un confronto. NY, ci piaccia o no, ama il denaro e lo fa vedere, senza falsi pudori. Non passa giorno senza che qui si apra una galleria d’arte, una boutique di lusso o un ristorante alla moda e in ogni istante la megalopoli in perenne movimento, disegna e crea una nuova geografia sociale. Cosmopolita per eccellenza, è la città di tutte le culture e di tutte le etnie, per lo più arrivate dal mare, dove si possono incontrare 200 nazionalità e 80 lingue diffe-


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WHO/WHERE/WHEN/WHAT/WHY. I must del viaggio cool 2013

renti. Questa è la città evento per eccellenza. Tutto si può fare. Eventi al Metropolitan Museum, al MOMA, al Carnegie Hall. Grandi imbarcazioni per big parties in esclusiva con celebrities sull’Hudson. E si possono organizzare anche piccole cose speciali con un low budget.

Baleari Seduttive e trasgressive. Nell’immaginario sono sinonimo di piaceri e divertimento senza freni. Ma alle Baleari non si parla solo di locali e discoteche. Si parla anche di mare, baie sabbiose e bianchissime, acque limpide tra insenature rocciose, e pittoreschi porti al riparo dai venti. Un luogo ideale per chi ama navigare e preferisce la barca all’hotel o alla casa in affitto. E un luogo ideale per gli eventi mondani: qui di certo non mancano gli spunti per personalizzare al massimo un incentive o una presentazione. In particolare, per le aziende, l’isola di Formentera può diventare una grande vetrina da affittare in esclusiva. Provato e approvato.

Cambogia Meraviglie di pietra e fantasia. Villaggi su palafitte e palazzi reali, il grande fiume Mekong, le risaie, i templi buddisti e le montagne sacre. Oggi la Cambogia si pre-

Daft Punk - Get Lucky ft. Pharrell Williams: il tormentone dell’anno Chopard Happy Sport: l’orologio più fashion e chic del momento La borsa viaggio Made by MIL in Formentera: l’amico Lorenzo Jovanotti docet Braccialetti, collane, bijoux: gli accessori più glam Verde smeraldo: il colore della stagione Le due ruote: pedalare per ritrovare la gioia dello stile eco Viaggi e viaggetti. Finché il tuo cuore non è contento: il libro fresco e giovane di Sandro Veronesi La Coca Cola personalizzata: un must trovare la propria e fotografarla

senta così: un’oasi di pace e di armonia. Un Paese dal passato glorioso, scenario di un impero, quello Khmer, tra i più grandi della storia, che oggi torna ad aprire le sue porte e a essere visitabile, dopo gli anni bui e terribili della dittatura. Il turismo è la carta che la Cambogia gioca adesso con successo. La nostra meta preferita è sicuramente Angkor. Le sue maestose rovine di oltre 100 templi – eretti tra il IX e il XIII secolo per celebrare l’ascesa al trono dei regnanti della dinastia Khmer – diventano scenografie di incomparabile suggestione per un evento a forte impatto emozionale. ■

In alto a sin. Formentera con le sue lunghe spiagge, le cale dorate e il mare limpido è l’ideale per chi vuole rilassarsi. L’sola offre divertimenti molto vicini allo stile di vita degli anni ‘70: feste sulla spiaggia, abbigliamento alternativo e piccoli club. Nulla a che vedere con la moda, le discoteche, la confusione di Ibiza. Sotto, Cambogia, il tempio di Angkor Wat. La grande vasca a nord del complesso è il luogo più famoso per ammirare lo spettacolo unico dell’alba

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L’INCHIESTA

I costi nascosti del travel stress Perdita di tempo, inconvenienti e situazioni disagevoli comportano un accumulo eccessivo di tensione, che si traduce, per chi viaggia per lavoro, in una perdita di produttività e, quindi, di denaro. Per i travel manager la nuova sfida è quindi quella di lavorare sul giusto controllo dello stress

✒Aura Marcelli Cancellare completamente lo stress da viaggio di lavoro è una chimera irrealizzabile e, forse, neppure auspicabile. Una piccola componente di tensione spesso attiva e stimola le nostre capacità di adattamento. Ma, di certo, quando lo stress diventa eccessivo, quando le difficoltà pratiche tolgono energie e concentrazione a danno del vero scopo del viaggio, ecco che in questo caso l’impatto dello stress legato alle trasferte danneggia non soltanto il benessere di chi viaggia, ma anche la produttività aziendale. I business traveler in viaggio perdono il bagaglio o non rie-

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scono a collegarsi a Internet dalla propria stanza d’albergo? Disservizi come questi, causati, magari, da tagli indiscriminati alle spese di viaggio determinati dal momento di crisi, incidono sulla loro efficienza per una quota quantificabile, nel caso di un’azienda i cui collaboratori effettuano mediamente 5.000 viaggi l’anno, in circa 3,3 milioni di dollari, un terzo dei quali potrebbe essere risparmiato grazie a una maggior produttività da parte del viaggiatore. Queste sono le evidenze rilevate da una recentissima ricerca condotta da CarlsonWagonlit Travel, per la realiz-


L’INCHIESTA Il viaggio è il momento a più alto rischio di stress, specialmente quando si verificano inconvenienti come ritardi o perdita dei bagagli. Credits: Aeroporto Leonardo Da Vinci Roma

zazione di un tool che misura l’impatto finanziario della mancata produttività derivante dallo stress legato al viaggio. «Abbiamo scoperto che possiamo controllare e agire, in media, sul 32% del tempo e della produttività persi», ha commentato Vincent Lebunetel, head of CWT Solutions Group per Europa, Medio Oriente e Africa. «Identificando quali fattori di stress causano il maggior disagio a un particolare segmento di viaggiatori, possiamo suggerire soluzioni specifiche per migliorare l’esperienza di viaggio e aumentare la produttività. Si possono ad esempio proporre soluzioni di connettività per ciascuna fase del viaggio o raccomandare l’utilizzo di uno specifico vettore basandosi sulle sue performance di puntualità o di perdita dei bagagli».

I 33 fattori stressanti Alle spalle di questa ricerca c’è uno studio precedente, che risale allo scorso ottobre, realizzato sulle principali fonti di stress per i viaggiatori d’affari. Condotto sulla base di interviste a 6mila business traveller provenienti da tutto il mondo, lo studio aveva identificato 33 fattori stressanti, raggruppati in tre grandi categorie: la perdita di tempo, gli imprevisti e i cambiamenti rispetto alla propria routine. Lo stesso studio aveva sottolineato, inoltre,

La scelta della compagnia aerea può essere fondamentale per contenere lo stress: basta orientarsi su quelle che danno maggiore affidabilità e maggiore confort. Credits: Emirates

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L’INCHIESTA Figura 1 Classifica in ordine decrescente dei fattori di stress Fattori di stress

Bagaglio perso o consegnato in ritardo Connessione internet scarsa o inesistente Volare in Economy su tratte medio-lunghe Ritardi Imprevisti Alberghi di basso livello Inconvenienti in hotel Viaggi all’ultimo minuto Cibo di cattiva qualità Viaggiare nel finesettimana Tempi lunghi di viaggio per raggiungere una destinazione Scali aerei Richiesta visti Impossibilità di fare esercizio fisico quotidiano Passare la dogana Parlare una lingua diversa dalla propria Tariffe restrittive Rimborso Contesto geopolitico Lunga permanenza (più di 3 notti) Raggiungere una nuova destinazione Troppe ore di lavoro Jetlag Transfer Controllo immigrazione Volare con una compagnia aerea diversa dal solito Prenotare on-line Portarsi denaro contante Volare in Economy su tratte brevi Noleggiare un’autovettura Rivolgersi a un agente di viaggio Prendere un taxi Paura di volare

Punteggio di totale

79 77 73 72 69 65 64 63 62 61 61 61 55 54 54 53 52 51 51 51 50 49 49 49 47 44 42 41 39 37 37 34 23

Ciascun fattore individuale di stress ha un punteggio massimo pari a 100

le differenze nella percezione dello stress in base all’appartenenza a diverse categorie demografiche. «Ogni viaggiatore è diverso e percepisce lo stress in modo diverso», ci ha spiegato Stefan Fallert, direttore Policy &Compliance di CWT Solution Group. «Uomini e donne, di età diverse, di diverse situazioni familiari, differenti abitudini e frequenza di viaggio. In tutti questi casi sono diversi i fattori di stress che incidono sul viaggiatore e sulla sua produttività. Anche la provenienza è importante. Tra USA ed Europa, ad esempio si riscontrano importanti differenze: gli americani dimostrano un più alto stress durante i viaggi all’estero perché sono meno abituati rispetto agli europei ad uscire dal proprio Paese e perché parlano spesso solo inglese. Chi parla almeno due lingue percepisce un livello di stress molto inferiore. È importante com-

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prendere che non si può trattare ogni viaggiatore allo stesso modo. La Travel Policy deve adattarsi alle necessità di diverse tipologie di viaggiatore, in base relativi indicatori di stress. Questo non implica necessariamente far viaggiare in business class, non è questo il punto. Ci sono molte attività e best practice che non costano molti soldi, basate sulla comunicazione, sull’organizzazione, sulla preparazione degli aspetti pratici del viaggio per permettere al collaboratore di essere informato, di non incorrere in imprevisti e non sentirsi spaesato una volta arrivato a destinazione».

I fattori di disagio nelle trasferte Il nuovo tool sviluppato da CWT, il Travel Stress Index, rappresenta la seconda fase della medesima iniziativa e si basa su un’ampia serie di dati provenienti da nove


L’INCHIESTA

diverse fonti, inclusi 15 milioni di transazioni aeree, i risultati delle survey di CWT sulle cause di stress, informazioni demografiche sui viaggiatori, dati di confronto sulle retribuzioni del personale a livello mondiale, statistiche su ritardi dei voli e bagagli smarriti, e informazioni sui rischi geopolitici.Lo stress percepito per ciascuna trasferta è analizzato segmentando 22 attività, dalla prenotazione al viaggio dalla località di partenza a quella di arrivo, alla permanenza in hotel, alla compilazione della nota spese; ciascuna di queste attività comprende un periodo privo di stress e uno invece stressante e improduttivo. Utilizzando questo tool è possibile valutare i livelli di stress legato ai viaggi di un’azienda, effettuare benchmark rispetto agli standard di settore e aiutare i clienti a evidenziare i costi nascosti del business travel e a migliorare la sicurezza dei dipendenti. Tutto questo naturalmente richiede innanzi tutto la volontà e la capacità da parte dell’azienda di guardare al business travel andando al di là del solo ritorno diretto e dei soli costi di processo. Si tratta, insomma, di una questione di maturità e cultura aziendale. Le imprese internazionali sono pronte e ricettive? Secondo CWT l’attenzione rivolta al viaggiatore e alla sua soddisfazione è crescente, come pure l’interesse all’ottimizzazione dei processi e alla riduzione dei costi nascosti. «Noi siamo i primi nel mercato a parlare

di travel stress e a tradurlo in costi nascosti», commenta ancora Fallert. «Molte imprese stanno già comprendendo l’importanza di ottimizzare i programmi di viaggio per migliorare l’esperienza di viaggio e per risparmiare, anche in questa direzione. Forse quello del controllo dello stress in viaggio non sarà un trend affermato già nei prossimi tre o quattro mesi, ma diventerà sempre più importante nel prossimo futuro». «Creando policy che mettano al centro le persone, le loro preferenze, i bisogni e le reazioni alle diverse fonti di stress, le aziende possono aiutare i viaggiatori a focalizzarsi sullo scopo fondamentale del loro viaggio: fare business», continua Lebunetel.«Bisogna che le aziende considerino il business travel come una modalità strategica per crescere e competere efficacemente sul mercato, riconoscendo al tempo stesso che il viaggio d’affari impatta sull’asset più importante dell’azienda, i suoi collaboratori».

In aeroporto come in albergo è fondamentale riuscire a trovare momenti di relax, per scaricare la tensione del lavoro. Credits: Schipol Amsterdam Airport

Hotel stress free Un viaggio di lavoro può trasformarsi in un incubo di nervosismo e insoddisfazione se l’hotel presso il quale si soggiorna non offre le comodità ormai imprescindibili per i Business Traveler. «Innanzi tutto l’albergo, quale che sia la sua categoria, deve garantire la connessione Internet hispeed nelle stanze. Gratuita o no, è secondario, ma deve esserci», spiega Stefan Fallert. La mancanza o l’inadeguatezza della connessione ad Internet, infatti, è al secondo posto della classifica dei fattori stressanti che più incidono sulla produttività del viaggiatore d’affari. Quanto alla qualità dell’alloggio, ciò che più conta è la personalizzazione del servizio. «Un approccio customizzato e strutturato in base alle necessità personali dell’ospite riduce sicuramente lo stress», continua Fallert. «Uomini e donne, ad esempio, hanno diverse esigenze in termine di accessori e organizzazione della stanza. Altro aspetto molto importante è quello della colazione: deve essere di buona qualità, sana e varia, per garantire al viaggiatore di poter mantenere le proprie abitudini alimentari». Nella maggior parte dei casi si tratta di attenzioni molto semplici da attuare da parte dell’hotel, che non costano molti soldi e riducono lo stress dei viaggiatori. ■ 7-8 2013

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Al via il Piano Italia Due milioni di euro da investire in tre anni con l’obiettivo di rinnovare l’appeal della Toscana nei confronti di un turismo nazionale in calo. La Regione continua comunque ad investire con spunti sempre nuovi e sotto la spinta di un primo trimestre incoraggiante che segna un +7,3% di presenze straniere e un recupero sul fronte nazionale (–4,4% a fronte del –5,5% del 2012). Ed il merito è anche della promozione sul web

✒Tiziana Conte. Foto Archivio Toscana Promozione Toscana terra dei tanti turismi: Mice, termale, enogastronomico, culturale, golfistico, per citare i più noti. Un sistema di offerte che richiama 44 milioni di presenze e 13 milioni d arrivi (dati 2011-2012) risucchiati principalmente dalle città d’arte (soprattutto gli stranieri) e dall’offerta balneare che conta più presenze di connazionali e costituisce un segmento importante in termini di ricaduta economica, grazie alle più gettonate Grosseto e Li-

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vorno con circa 7 milioni ciascuno di pernottamenti l’anno. Il Mice, invece, si attesta intorno ai 3 milioni di presenze, concentrate a Firenze che mantiene la leadership di un segmento che, comunque, apprezza anche Montecatini, con un significativo numero di eventi l’anno, e Chianciano che possiede una buona capacità ricettiva con strutture di buon livello. A snocciolare i dati è Alberto Peruzzini (foto) dirigente Servizio Turismo Toscana


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di presenze nazionali, mentre dall’estero, che costituisce il flusso più importante per questo comparto (sfiora il milione l’anno), la flessione è minima».

Firenze è ottava fra le mete più apprezzate al mondo. Emerge dal “TripAdvisor Travelers’ Choice 2013”

Cortona, meta trendy con ricco calendari di eventi Promozione. Fra le nuove destinazioni che si stanno proponendo al segmento congressuale, Peruzzini ci segnala Livorno, «grazie al recente Convention Bureau e Pisa dove sta sorgendo un grande polo e sono in corso investimenti anche in vista del nuovo Convention Bureau che segnerà una svolta importante». Soffre, invece, il turismo termale «a causa del calo

Fra le mete di tendenza Peruzzini individua Cortona che «negli ultimi due anni si è affermata come destinazione privilegiata dal turismo culturale grazie ad un ricco calendario di eventi e festival». A conferma anche il cartellone estivo con oltre cento appuntamenti: concerti, mostre, incontri letterari, manifestazioni enogastronomiche, grazie alla collaborazione tra pubblico e privato: «fondamentale per la 7-8 2013

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San Gimignano si erge su un’altura annunciata dalle sue celebri torri e un borgo Patrimonio dell’Umanità Unesco

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promozione culturale e turistica della città», precisa il Sindaco Andrea Vignini. Per Cortona investire in cultura e turismo è fondamentale per far crescere l’intero comparto economico. In questi ultimi dieci anni, infatti, «l’aumento dei flussi turistici, specialmente esteri, ha portato ad un incremento delle attività legate al turismo creando occupazione». Fra gli eventi si segnalano il Cortona Mix Festival, che mette assieme grandi Istituzioni culturali nazionali, come la Casa Editrice Feltrinelli e la Fondazione Orchestra della Toscana con la città ed i suoi luoghi creando un mix che già nella prima edizione ha rilanciato l’immagine ed il fascino di Cortona in tutta Italia. Ma c’è pure Cortonantiquaria che alla sua 51ma edizione (24 agosto - 8 settembre) vanta la più longeva storia antiquaria d’Italia e la seconda in Europa e quest’anno aprirà le porte al design ed allo styling lusso con una mostra specifica presso il Centro Convegni S.Agostino. Ritorna ancora più coinvolgente dello scorso anno il Festival del Documentario Sociale “Hai visto Mai?”, dal 20 al 22 settembre al teatro Signorelli diretto dall’attore Luca Zingaretti. Cuore pulsante e stimolante di tutta l’attività culturale di Cortona è comunque il MAEC, il grande museo che propone mostre di respiro internazionale e non smette di sorprendere

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per la sua intensa attività didattica e progettuale.

Trimestre incoraggiante Primo trimestre incoraggiante per il turismo in Toscana che segna un significativo aumento della presenze di stranieri (+7,3%) e un recupero sul fronte nazionale (–4,4% a fronte del –5,5% del 2012). Il merito è anche della promozione sul web, per la quale la regione detiene il primato europeo. «Già il 2012, rispetto alla media nazionale, aveva dato risultati comunque positivi, ma il primo trimestre del 2013 è decisamente incoraggiante», commenta l’Assessore alla Cultura, Commercio e Turismo Cristina Scaletti (foto), anche se, precisa «dobbiamo far crescere la domanda interna e ringraziare in particolare le aziende che hanno puntato


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sulla competitività, riducendo i prezzi». Una regione insomma che resiste alla crisi e che vanta un importante punto di forza nella promozione turistica, quello del web 2.0, «perché il nostro sito, anche grazie al lavoro di Fondazione Sistema

Toscana, è universalmente riconosciuto come il migliore in Europa dal punto di vista degli accessi, dei click, delle informazioni», ci spiega, e «questo ci ha consentito di intercettare quella domanda straniera che spesso si avvale di internet non solo per documentarsi ma anche per scegliere e prenotare la propria vacanza». A non soffrire particolarmente la crisi sono state le città d’arte, la campagna, la collina, location preferite dalla clientela straniera. Il balneare, invece, risente particolarmente del calo di domanda interna. La stagione che viene sarà cruciale proprio per la costa.

L’Isola d’Elba, come le altre località balneari della regione, risente del calo dei turisti. Ma è sulle mete balneari che si concentrano i maggiori investimenti promozionali

Vogliamo tornare ai valori record del 2011 «Auspichiamo che il lavoro fatto dalle imprese del turismo, dalla Regione Toscana 7-8 2013

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A Pisa sta sorgendo un grande polo congressuale. In corso investimenti anche in vista del nuovo Convention Bureau che segnerà una svolta importante

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e dagli enti di promozione, possa aiutarci a migliorare anche il dato relativo al turismo nazionale», fa sapere Scaletti. E gli fa eco Alberto Peruzzini che ricorda, «abbiamo avviato il Piano Italia, un progetto triennale che con un investimento complessivo di 2 milioni di euro ha l’obiettivo di rinnovare l’appeal della Toscana nei confronti di un turismo italiano che nel 2012 ha fatto registrare un calo del 5,5%. Vogliamo tornare ai valori record del 2011, quando si raggiunsero 44 milioni di presenze in un anno, di cui 22 milioni (il 48%) di italiani». Un’attività di promozione massiccia, insomma, che ha tra i protagonisti principali i territori – che hanno segnalato gli eventi più importanti dei prossimi mesi da inserire nel sito – e le imprese che stanno proponendo offerte e pacchetti, in molti casi legati proprio agli

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eventi. La sinergia positiva che si è sviluppata in questi mesi tra Istituzioni, Territori e Privati, «credo sia già un buon risultato che ci permette di misurare la capacità di reazione della Toscana alle difficoltà del turismo italiano. E siamo solo all’inizio: per quest’anno è previsto, infatti, un primo investimento di 500 mila euro. Saranno 700 mila nel 2014 e 800 mila nel 2015». Già 40 pacchetti vacanza sono online per promuovere le coste regionali, al sito www.turismo.intoscana.it. «A differenza di altre iniziative di promozione», prosegue Peruzzini, «il piano che abbiamo elaborato per rilanciare il turismo italiano nella nostra regione non si basa unicamente su una campagna pubblicitaria, ma è una vera e propria operazione di product placement che punta a rinnovare e vivacizzare l’immagine di una Toscana che


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ad oggi è percepita da molti turisti italiani o come poco “frizzante” o troppo cara».

I dati 2012 La sintesi del rapporto Irpet sul turismo in Toscana “La congiuntura 2012” illustra l’analisi dei flussi turistici nazionali e toscani e definisce il 2012 anno nero del turismo italiano. A cedere è il fronte interno, in particolare la domanda dei turisti provenienti dalle altre regioni italiane. Tuttavia il turismo toscano mostra una buona capacità di resistenza alla crisi, sia nel 2012 che in tutto il periodo critico 2007-2012. Tra il 2011 e il 2012 le presenze ufficiali in Toscana sono diminuite del –2,2% (contro il –5,4% italiano). I turisti italiani sono calati del 5,5% (contro il –11,2% nazionale) mentre gli stranieri sono aumentati dell’1,1% (a fronte di un ca-

lo dello 0,7% nazionale). Se fino al 2011 la progressiva diminuzione delle presenze dei toscani era stata compensata dai turisti provenienti da altre regioni, nel 2012 sono proprio alcuni mercati importanti del centro-nord a cedere, in particolare la Lombardia (–5,2%) ed il Lazio (–7,7%). A soffrire sono soprattutto le località caratterizzate dal turismo balneare degli italiani, le provincie di Grosseto e di Livorno. Soffrono anche le località termali e le aree montane caratterizzate dal turismo degli italiani. Le città d’arte registrano un calo contenuto, che può esser letto come una pausa di riflessione dopo due anni consecutivi di vero e proprio boom. Complessivamente la destinazione campagna/collina è quella che perde meno (–0,2%), grazie alla forte presenza degli stranieri (circa il 70% delle presenze). È infatti grazie agli stranieri che il segmento dell’agriturismo resta la sola categoria ricettiva in crescita (+1,5% le presenze).

In alto, Montecatini fra le mete più apprezzate della regione, dal segmento Mice. Qui sopra, le storiche terme di Montecatini

Segnali di ottimismo I primi tre mesi del 2013 vedono i turisti in Toscana aumentare complessivamente 7-8 2013

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dello 0,6%, un dato nel quale si sommano il calo del 4,4% di turisti italiani e l’aumento del 7,3% di quelli stranieri. Un dato particolarmente positivo se confrontato con quello nazionale, dove il saldo complessivo è negativo (–2,4%) ed il calo degli italiani (–4,2%) non ha un contrappeso altrettanto forte nell’aumento degli stranieri (+0,2%). Aumentano i turisti in arrivo dalla Cina (10,6%), dalla Russia (4,8%), dall’India (2,2%). Aumenta anche il mercato scandinavo (+3,9%), mentre diminuisce quello statunitense (–3.1%). I turisti di lingua tedesca, che da soli rappresentano circa il 26% del mercato turistico in Toscana, tornano ad aumentare in maniera significativa (+8%), prenotano con largo anticipo, dimostrano molta attenzione per il rapporto qualità/prezzo e preferiscono vacanze “tematiche” e “short break” nelle città d’arte. I Paesi che hanno dato risultati migliori, sono proprio quelli sui quali si sono concentrati gli specifici progetti di promozione portati avanti da Regione Toscana e Toscana Promozione.

Nuovi spunti Dopo la recente scoperta della straordinaria domus di Vetulonia, l’idea di ripercorrere a piedi l’antica via del ferro ha una notevole valenza culturale e potrebbe diventare uno degli itinerari più suggestivi del turismo slow. «Seguiremo con interesse questo ulteriore progetto che può contribuire a fare degli Etruschi un popolo più conosciuto e a fugare quell’alone di mistero che da sempre li circonda», ci fa sapere l’Assessore alla Cultura, Commercio e Turismo, Scaletti, «la Toscana continua a indagare sulle proprie radici e sono curiosa di sapere se avesse ragione Dionigi di Alicarnasso, sostenitore delle origini toscane di quel popolo, oppure Erodoto che li riteneva nativi della Lidia, cioè di origine anatolica». “La via del ferro. A piedi sulle tracce degli Etruschi” è uno spunto per tour operator che vogliono proporre qualcosa di originale, un trekking che ripercorre l’antico tracciato seguito dagli Etruschi per commerciare i propri prodotti e in particolare il ferro che estraevano dalle miniere dell’Elba. Sono Pisa, Lucca, Casa del Lupo a Capannori, Altopascio e soprattutto l’allora città-stato di Gonfienti a Prato, le principali tappe del percorso seguito

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dall’VIII secolo avanti Cristo, in poi, dai primi abitatori dell’Etruria. Altri spunti originali e slow sono suggeriti sul sito www.turismo.intoscana.it che conta ogni giorno oltre 2,5 milioni di contatti. Per esempio i tour in Vespa che consentono di scoprire i piccoli borghi, strade panoramiche, e di evitare il traffico percorrendo itinerari che si snodano sia lungo la costa (con possibili pernottamenti in albergo) che nell’entroterra (dove sono più diffusi gli agriturismi). Per i vespisti più golosi c’è anche il tour del gusto. Gli itinerari vanno da 1 giorno a 4 giorni. Agli appassionati della bicicletta la regione ha molto da offrire: ogni zona è divisa in aree tematiche e si può scegliere tra percorsi di natura, arte, gastronomia, cultura o panoramici. Tra le proposte: il tour della Maremma, sulle tracce degli Etruschi, le Terre di Siena, i luoghi pucciniani, la zona dei marmi per citare qualche esempio. Rimanendo in tema sportivo il turismo equestre trova qui terreno fertile ci sono le ippovie con 4 itinerari principali (la costiera Via dei caval-


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leggeri, l’ippovia dell’Amiata, quella di S. Jacopo sull’appennino pistoiese e quella delle Terre di Siena). Non mancano “a cavallo nel Medioevo”, tra Casentino e Arezzo e l’ippovia del Mediterraneo. Sono definiti i punti sosta, le strutture ricettive in grado di accogliere anche i cavalli e di dare ogni supporto. Sicuramente più originale è invece il “tour underground”. La regione ha vero e proprio sottosuolo da record che merita di essere scoperto. Lo si può fare andando a trovare i pipistrelli nella grotta del Sassocolato a Castell’Azzara, Grosseto, oppure scendendo sotto le Apuane, nell’abisso “Paolo Roversi” che con i suoi 1.249 metri di dislivello è la grotta più profonda d’Italia. Il Corchia (in Versilia) ha il complesso carsico più esteso d’Italia, con 60 chilometri di gallerie e pozzi. Il suo famoso Antro è una delle tre grotte adatte anche ai meno esperti, grazie a percorsi attrezzati e illuminati. Le altre due sono la Grotta al Vento in Garfagnana e quelle di Equi Terme in Lunigiana. Al pacchetto “Toscana underground” appar-

tengono poi le necropoli etrusche, il labirinto di Porsenna a Chiusi, i Bottini, cioè l’antico acquedotto senese, il parco archeominerario di Montieri (GR) e anche grotte come la Giusti di Monsummano (PT) dove invece è possibile concedersi trattamenti rilassanti e termali. E c’è pure “La via Francigena”. Nel Medioevo, in ottanta giorni di cammino, portava da Canterbury a Roma. Il tratto toscano è segnato e valorizzato tutt’oggi. Inizia ad Aulla per terminare a San Quiri co d’Orcia, passando per Luni, Lucca, Altopascio, la Valdelsa, San Gimignano, Siena e Buonconvento. Ne contraddistinguono il percorso 26 musei e centinaia tra chiese, eremi, tabernacoli, castelli e monumenti. L’offerta slow promossa dalla Regione prevede anche le “Veglie Francigene”, un calendario di iniziative che per tutta l’estate, da giugno a settembre, riguarderà l’intero tratto toscano e farà rivivere la Via attraverso rievocazioni storiche, concerti, cene medievali, spettacoli, cantastorie ed eventi. ■

La campagna toscana non finisce mai di emozionare, famosa anche per i suoi vigneti che producono un vino fra i migliori d’Italia

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SPECIALE TOSCANA FOCUS ON FIRENZE

Un patrimonio (artistico, culturale, enogastronomico)

diffuso

Firenze, culla della cultura e dell’arte italiane, patria del Rinascimento è, insieme a Roma e Venezia, la città più visitata d’Italia non solo dai connazionali, ma da viaggiatori provenienti da tutte le parti del mondo e per tutto l’anno. E non sono

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soltanto i turisti leisure ma anche quelli Mice che apprezzano il capoluogo toscano per la sua buona offerta di spazi congressuali e ricettivi dislocati in punti strategici della città dove tutto è a portata di mano, o meglio di piedi.


SPECIALE TOSCANA Spazi congressuali e ricettivi di livello dislocati in punti strategici. Con un centro storico a portata di mano o meglio di piedi che consente di unire l’attività lavorativa a momenti di svago, cultura e buon cibo, in grado di regalare emozioni memorabili. Firenze ha tutti i numeri per mettere a sistema un turismo Mice d’élite. Ecco le iniziative e i nuovi servizi per vivere la città a tutto tondo e per assaporarne l’“anima” anche prima di partire ✒a cura di CoTi

Tre strutture, che costituiscono il polo fieristico e congressuale, si trovano l’una accanto all’altra e formano un complesso omogeneo, perfettamente integrato nel tessuto della città e adatto ad ospitare manifestazioni di qualsiasi tipo: la Fortez-

za da Basso, principale area espositiva di quasi 100.000 mq. circondata da mura cinquecentesche, il Palazzo dei Congressi, in una storica dimora del XIX secolo (Villa Vittoria), che alterna sale antiche a strutture moderne e funzionali come l’Audito7-8 2013

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SPECIALE TOSCANA

Firenze di notte è una delle città più romantiche al mondo

rium, che può ospitare fino a 1.000 persone, il moderno Palazzo degli Affari, polivalente e flessibile, dislocato su 5 piani e allestito in vari modi per ospitare stand, catering o sfilate. Gli espositori, i congressisti e i visitatori godono della vicinanza del polo al centro storico, potendo unire l’attività lavorativa a un contesto in grado di regalare emozioni uniche. La partecipazione a un congresso o ad un

evento di lavoro consente intervalli capaci di gratificare tutti i sensi: arte, cultura, enogastronomia, natura, eventi. Non mancano possibilità di shopping in negozi e showroom delle firme più prestigiose tra il centro e il Ponte Vecchio, rilucente delle botteghe orafe più famose. E anche nei mercatini all’aperto che animano le vie del centro o i quartieri d’Oltrarno: il Mercato di San Lorenzo che si sviluppa da piazza San Lorenzo a via del-

2013. Tengono i 4 e 5 stelle Nonostante il calo generale dei pernottamenti, e dopo il record storico delle presenze turistiche del 2011, i dati a consuntivo portano Firenze e provincia a 12 milioni di pernottamenti. Nelle strutture ricettive del Comune di Firenze si registra complessivamente un calo dei pernottamenti dell’1,3%, pari a 107 mila unità in meno che porta il risultato complessivo a sfiorare gli 8 milioni di presenze. Sono sempre marzo, giugno, settembre e novembre i mesi dove si registra una lieve variazione positiva rispetto agli stessi mesi del 2011, mentre gli altri mesi registrano cali abbastanza contenuti ad esclusione di aprile e dicembre che registrano valori negativi più alti. Il settore alberghiero del territorio comunale registra complessivamente un calo abbastanza contenuto (1,4%), così come il settore extralberghiero (1,2%). I ri-

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sultati evidenziano un dato positivo negli alberghi a 4 e 5 stelle; calo invece nelle categorie inferiori. Sostanzialmente stabili i flussi degli stranieri (-0,7%) a fronte di un calo superiore al -3% degli italiani: in crescita in particolar modo turisti cinesi, tedeschi, giapponesi e argentini. In lieve calo i flussi provenienti dagli Stati Uniti e dal Brasile, in forte calo i flussi provenienti dalla Francia e dalla Spagna. Nel 2012, invece, il turismo russo sarebbe aumentato del 52% rispetto al 2011, attestandosi come terzo mercato turistico per il capoluogo toscano dopo Cina e Giappone. Lo rende noto Confcommercio Firenze, grazie ai dati registrati dalla società Premier Tax Free. Secondo questi dati, i turisti russi nella città di Firenze nel 2012 hanno rappresentato il 12,2% del totale fatturato, con un incremento considerevole rispetto all’anno precedente. Importante


SPECIALE TOSCANA Il Monumento a Dante Alighieri, in Piazza Santa Croce

l’Ariento, attorno alla Basilica, il Mercato Nuovo che si trova sotto la Loggia del Porcellino del XVI secolo e nelle vicinanze del Ponte Vecchio, il Mercato della Pulce, dove si vendono in prevalenza oggetti d’antiquariato di ottima qualità, in piazza dei Ciompi vicino a piazza Santa Croce in direzione del Duomo. E ancora il Mercato delle Cascine lungo l’Arno, all’interno del Parco delle Cascine, il Mercato Centrale vicino Piazza San Marco, luogo ideale per chi cerca souvenir enogastronomici. Merita sicuramente una visita il Mercato di artigianato nazionale ed etnico, nella Piazza di Santo Spirito. E se, dopo aver trascorso una giornata a seguire conferenze e riunioni di lavoro, si sente il bisogno di sgranchirsi le gambe c’è pure un modo antico e oggi trendy per girare e meglio apprezzare la città: noleggiare una bicicletta. La pianta delle piste ciclabili può essere scaricata dal sito del Comune di Firenze (trasporti e viabilità/piste ciclabili). Per informazioni si può consultare il sito: comune.firenze.it. Le tariffe consentono il noleggio di una bicicletta a 1,50 euro all’ora, a 4 euro per 5 ore. Il noleggio per una intera giornata costa 8 euro.

Meglio a piedi o in bicicletta Con i suoi 85 km di piste ciclabili di cui 19 e mezzo all’interno di parchi e giardini e 13,5 di percorsi lungo l’Arno, Firenze è nel gruppo di testa delle classifiche naziosottolineare come le prime due nazionalità, rispettivamente Cina e Giappone, siano ben al di sotto, come media di spesa, rispetto ai turisti di nazionalità russa. Mentre questi ultimi, pur subendo un calo del 2%, si attestano su una media scontrino di 1033,27 euro, i cinesi si fermano a 985 euro con un -11%. I turisti giapponesi si rivelano la terzultima nazionalità con 592 euro e un calo del 4%. Proprio per questo motivo Confcommercio Firenze, grazie alla sovvenzione di Premier Tax Free e al sostegno di Federalberghi Firenze, nell’ottica di rendere ancora più efficiente l’accoglienza sul territorio, si è impegnata con corsi di galateo di vendita specifico per la clientela russa e si sta muovendo per creare una rete di vendita educata per le varie provenienze dal mondo. I dati di Assaeroporti, nel periodo gennaio – novembre 2012 rivelano 1,740 mln di passeggeri transitati dallo scalo fiorentino (oltre l’80% internazionali, in crescita del +0,7%), con un calo complessivo del 2,1% rispetto allo stesso periodo del 2011. Ancora oggi il prezzo si conferma un elemento determinante per le

scelte dei turisti in questi periodi di difficoltà economica: continua un forte apprezzamento per le offerte speciali e per quelle formule che prevedono sconti o agevolazioni. Anche nel 2013 la destinazione Firenze sconta come tutte le altre la caduta della potenzialità media di spesa che affligge in modo generalizzato tutta l’area euro, anche se forse tiene meglio rispetto a tutte le altre città italiane con l’eccezione di Roma. Il bilancio dei primi mesi del 2013 è negativo, con percentuali che arrivano fino al -5%. Ad oggi le prenotazioni vanno a rilento e anche il last minute non lascia molta speranza di arrivare alle cifre del 2012, soprattutto per il calo delle presenze del mercato interno, preda di un’incertezza politica ed economica che non invita a spendere. Un quadro in linea con le previsioni di Federalberghi Firenze. Al rallentamento del turismo leisure si accompagnano le difficoltà del turismo congressuale, che paga le conseguenze della crisi a disposizione e che si traduce in un calo del numero degli eventi. 7-8 2013

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Palazzo della Signoria, più noto come Palazzo Vecchio, è il simbolo del potere civile della città

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nali ed è anche tra le città più sicure per chi sceglie la bicicletta grazie all’ottimo lavoro dell’amministrazione comunale. Una nuova pista ciclabile lunga un chilometro in via di Villamagna, cinque nuovi chilometri di piste previste nel 2013, molti interventi in corso di “ricucitura” della rete ciclabile, ovvero di collegamento tra vari pezzi di piste esistenti. «Sulla mobilità ciclabile stiamo lavorando moltissimo», sottolinea il sindaco Matteo Renzi, «i mondiali di ciclismo di settembre rappresentano non solo un’occasione per il turismo e lo sport ma anche per cambiare il nostro modo di approcciarci alle due ruote: una città che ha fatto il piano strutturale a volumi zero, che ha pedonalizzato, che ha portato in alcune zone la raccolta differenziata al 78% con i nuovi cassonetti interrati è una città che adesso investe tantissimo sulla mobilità ciclabile consentendo anche di portare la bici sul tram». Per quanto riguarda la “ricucitura” della rete, sono già stati realizzati interventi in via del Sansovino e via Beccafumi (1 km), lungarno Corsini e ponte Santa Trinità, il nuovo attraversamento semaforizzato viale Belfiore, piazza Alberti, via de Sanctis, il collegamento delle due sponde dell’Arno mediante le corsie ciclabili sul Ponte da Verrazzano. I tecnici della Direzione Ambiente, grazie

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ai fondi europei, hanno realizzato un ottimo lavoro nel tratto di pista lungo l’Arno dall’Obihall al Girone, in un contesto di grande bellezza naturalistica e paesaggistica. Le fasi finali della predisposizione del bando per il bike sharing vedrà il dispiego di 750 bici pubbliche su 50 stazioni nell’area Unesco, l’attraversamento ad alta ciclabilità del centro storico, la connessione verso Novoli con la risoluzione del nodo del Ponte di San Donato e la prosecuzione dell’azione di pulizia delle rastrelliere e dell’installazione di nuovi posti bici.

Ecofriendly city Il capoluogo toscano sembra proprio puntare sul turismo ecosostenibile non solo promuovendo la bicicletta ma anche con l’invito a passeggiare. «Firenze The Walking City» è, infatti, il progetto promosso dal Comune non solo per gli abitanti ma anche per i visitatori. Dei 100 chilometri mappati e descritti in tutti gli aspetti (paesaggistici, storico-artistici, culturali, sportivi e tecnici), ben 27 sono stati segnalati con appositi totem. È terminata la collocazione delle 19 stele informative che hanno interessato gli itinerari relativi ai parchi delle Cascine e Argingrosso e ai borghi di Peretola, Brozzi, Mantignano, Ugnano e San Bar-


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tolo a Cintoia. Il sistema di segnalazione consente con facilità e a tutti di seguire il percorso preferito e, nello stesso tempo, di avere un’informazione completa sull’intero progetto relativo ad ogni specifica zona. Positivo anche il risultato della App, che ha registrato più di 4.000 download (effettuati in vari paesi del mondo). Il progetto si arricchisce di nuovi percorsi che interessano alcune delle zone più belle della città e anche più dense di arte e di storia: quelle del Salviatino, San Domenico e via Bolognese, dove fitta è la presenza di luoghi d’arte e ville, molte delle quali attuali sedi dell’Istituto Universitario Europeo.

Firenze: un museo a cielo aperto

Prima meta gourmet nel mondo nella classifica Opodo Stando al sondaggio lanciato dall’agenzia di viaggi online Opodo, per decretare le mete turistiche “al top” nel mondo, Firenze conquista un brillante primo posto per quanto riguarda le mete gastronomiche, davanti alla francese Bordeaux. Segno che la città ha saputo muoversi in modo intelligente come dimostra “Vetrina Toscana”, un progetto di promozione di Regione e Unioncamere Toscana, che privilegia l’uso dei prodotti DOP e IGP e conta tra gli aderenti 752 ristoratori e 268 botteghe alimentari. Il territorio della Provincia di Firenze ne conta circa 100 fra ristoranti trattorie, osterie e bar. Un network di esercizi contrassegnati da un logo che si traduce in produzioni regionali di qualità, filiera corta e piatti della tradizione locale, riscoprendone gli originari legami con il territorio e con la stagionalità delle sue colture, ragione primaria della straordinaria ricchezza della cucina toscana, apprezzata in tutto il mondo. E in aiuto al turista che vuole scoprire i sapori e le tradizioni di questa terra, “Tuscany Food&Wine” è l’App che rappresenta un bell’esempio di collaborazione tra pubblico e privato. Uno strumento che «valorizza il territorio e garantisce positive ricadute economiche grazie ad una vera e propria guida ai sapori e alla cultura della regione, con mappe e indirizzi utili sempre a portata di mano», sottolinea l’assessore regionale al Turismo, Cristina Scaletti. Uno smartphone o un tablet si trasformano così in un vero e proprio navigatore del gusto. «Sono dieci i percorsi

studiati e illustrati nella Toscana più autentica, attraverso le botteghe e i ristoranti di “Vetrina Toscana”, per soddisfare il viaggiatore 2.0 e permettergli di costruire un itinerario su misura, seguendo passioni ed emozioni», precisa Scaletti. L’App è suggestiva per l’uso di fotografie del territorio toscano, e utile perché fornisce informazioni, indirizzi e cartine e localizza tutti i punti di interesse circostanti (ristoranti, negozi, cantine, consorzi, monumenti e luoghi da visitare). Al suo interno sono presenti tutti i prodotti tipici Dop: da degustare, acquistare o da imparare a fare. Se ne descrive la natura, ma anche aspetti legati alla storia, alla tradizione, alle abitudini locali. 70 schede a ognuna delle quali corrispondono uno o più indirizzi: 100 ristoranti, più di 50 negozi e 10 scuole di cucina oltre alla selezione delle top 100 cantine vincitrici del concorso enologico regionale Selezione dei Vini di Toscana. «Dobbiamo percorrere tutte le strade per valorizzare i prodotti agroalimentari della Toscana e rafforzare il marchio “Vetrina Toscana”, afferma l’assessore regionale all’Agricoltura Gianni Salvadori. «Oggi il mondo dialoga grazie ad internet e questa applicazione sfrutta proprio le potenzialità del web per dare un’ulteriore possibilità di visibilità ai nostri prodotti, al nostro territorio e alle nostre opere d’arte. Una possibilità che è giusto e doveroso sfruttare appieno per valorizzare quell’insieme unico che è la Toscana». I ristoranti e i negozi presenti all’interno 7-8 2013

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Ponte Vecchio, lo scorso giugno, è stato affittato dal Comune di Firenze, alla Ferrari, per un evento serale ritenuto dal sindaco Renzi una vetrina per i miliardari di tutto il mondo

della App sono quelli che aderiscono al progetto regionale “Vetrina Toscana”, rivolto a valorizzare il legame tra le imprese di produzione e quelle di commercializzazione, integrando le imprese della rete con l’offerta culturale e artistica del territorio. Proprio questi valori sono quelli che animano anche la App “Tuscany Food&Wine”, sviluppata per il sistema Android e per IOS, e disponibile in italiano e in inglese.

FCB avanti tutta Anche Firenze Convention Bureau investe nella comunicazione e lancia nuovi strumenti online insieme alla Provincia di Firenze: “Around Florence” l’applicazione turistica per conoscere la città di Firenze e il territorio della Provincia è una guida dettagliata e costantemente aggiornata per trovare eventi, scegliere musei, scoprire il territorio. Il tutto in contemporanea con il restyling del sito ed una App “Florence Convention

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Bureau” capace di rendere accessibili, in ogni momento, tutte le informazioni sull’attività congressuale, disponibile sia per il congressista che per gli operatori. Firenze Convention Bureau, organizzazione no-profit che dal 1995 promuove Firenze come sede di eventi e congressi nazionali ed internazionali, negli ultimi anni è riuscita a crescere ed ampliare la propria compagine sociale arrivando a 90 soci privati tra hotel, location ed imprese legate al comparto congressuale. Un’attività molto intensa quella di FCB che, secondo le stime attuali (basate sui congressi fino ad ora vinti), porterà in città tra il 2013 ed il 2018 oltre 50.000 congressisti da tutto il mondo e produrrà un impatto economico di 24 milioni di euro.

Più servizi con Firenze Card Firenze card, la carta speciale che consente l’accesso a 60 musei fiorentini, dagli Uffizi alla Galleria dell’Accademia, da


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In agEnda

Palazzo Vecchio al Bargello, si arricchisce consentendo ai suoi possessori di accedere gratuitamente alla rete wifi della città. È prevista anche una App Firenze card, disponibile per android, Ipad, Iphone e un nuovo servizio di “wired experience”, una sorta di “web app” di contenuti culturali diffusi che seguirà passo passo il turista suggerendogli cosa visitare nella zona. Il costo della card valida tre giorni (72 ore) dal momento dell’attivazione è di 72 euro e consente di entrare in ogni museo per visitare sia le mostre permanenti che quelle temporanee, saltando la coda e senza bisogno di prenotazione. La Firenze card garantisce anche l’utilizzo illimitato dei mezzi di trasporto pubblico (bus e tram), sempre per 72 ore. Aderiscono 60 musei compresi quelli dell’Opera del Duomo e Santa Croce (elenco completo su www.firenzecard.it). Finora sono state 130 mila le card vendute per un totale di circa 800 mila ingressi, con una media di 400 card vendute al giorno. ■

700 anni fa nasceva Giovanni Boccaccio, certaldese, colonna portante della letteratura italiana, in particolare grazie alla prosa del Decameron. Numerose le celebrazioni che per tutto il 2013 si articolano in vari campi e su vari livelli, con eventi e mostre, convegni, con incontri di respiro internazionale. Per celebrare quello che fu un estimatore dei piaceri della tavola alcuni eventi saranno tipicamente enogastronomici: cene medievali, lezioni di cucina medievale e sulle tavole dei ristoranti del borgo di Certaldo preparazioni con la famosa cipolla di Certaldo, di cui Boccaccio parla appunto nel Decameron, con la novella di Frate Cipolla. La Biblioteca Laurenziana di Firenze ospiterà una mostra di manoscritti boccacciani dal titolo Boccaccio autore e copista, dal 12 ottobre 2013 al maggio del prossimo anno. “Pedalando nel Passato. Storie di Uomini e di Mestieri”, fino al 17 novembre 2013 al Museo Galileo, in Piazza De’ Giudici 1. Si articola in due sezioni: nella prima sono esposti antichi bicicli danneggiati durante l’alluvione di Firenze del 1966 e restaurati nel corso dell’ultimo decennio, donati da vari collezionisti. La seconda è dedicata alle “biciclette dei mestieri”: veicoli a due ruote modificati e attrezzati per lo svolgimento di varie attività, che fanno parte della collezione di Marco Paoletti. “Nello splendore mediceo. Papa Leone X e Firenze”, al Museo delle Cappelle Medicee, fino al 6 ottobre 2013: la mostra celebra la figura di Leone X, primo papa di Casa Medici, a cinquecento anni dall’elezione al soglio pontificio. Dall’angolo visuale fiorentino, segue la vita di Giovanni, figlio secondogenito di Lorenzo il Magnifico, dalla nascita a Firenze nel 1475 fino al 9 marzo 1513, quando venne eletto papa, e al suo breve ritorno in patria nel 1515. “Dal Giglio al David. Arte civica a Firenze fra Medioevo e Rinascimento” fino all’8 dicembre 2013 alla Galleria dell’Accademia. La mostra prende in considerazione l’araldica cittadina, la religione civica, i luoghi emblematici della città (Palazzo dei Priori, Palazzo del Podestà, Orsanmichele), le parti politiche dominanti (Angiò, Arti, Guelfi e Ghibellini), offrendo una nuova chiave di lettura di numerose opere d’arte e sottolineando l’importanza delle immagini nella comunicazione e nella propaganda dei gruppi che governavano Firenze prima che l’ascesa dei Medici modificasse profondamente l’assetto politico ed estetico della città. “Il Gran Principe. Ferdinando de’ Medici (1663-1713) collezionista e mecenate” fino al 3 novembre 2013 alla Galleria Degli Uffizi. Nel terzo centenario della morte del Gran Principe una mostra dedicata al personaggio che fu tra i principali collezionisti e mecenati d’arte della famiglia granducale di Toscana. In occasione della mostra, la Soprintendenza per i Beni Architettonici, Paesaggistici, Storici, Artistici ed Etnoantropologici per le provincie di Firenze, Pistoia e Prato ha accolto con favore la richiesta della Direzione Galleria degli Uffizi e del curatore della mostra Riccardo Spinelli di aprire eccezionalmente al pubblico l’anticamera dell’appartamento terreno di Palazzo Pitti capolavoro di Sebastiano Ricci, realizzata su incarico dello stesso Ferdinando de’ Medici nel 1707. Il pregevole vano, al piano terra di Palazzo Pitti e con accesso diretto dal Cortile dell’Ammannati, sarà aperto al pubblico ogni sabato e domenica dalle ore 10.00 alle ore 17.00 fino a domenica 3 novembre prossimo.

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SPECIALE TOSCANA SELECTED BY MM

AC Hotels by Marriott La dinamica catena alberghiera spagnola, presente in Italia con 10 strutture strategicamente posizionate in città chiave per il business, offre percorsi e proposte Mice anche nei più bei centri d’arte e cultura della Toscana

AC Hotels by Marriott Firenze

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Firenze, Pisa e Arezzo: queste le tre città scelte dal Gruppo alberghiero spagnolo AC Hotels by Marriott per offrire anche in Toscana strutture ricettive profondamente inserite nel contesto urbano, ma dall’accoglienza internazionale. Per la catena ospitalità significa offrire, all’interno di ambienti di design, spazi e servizi personalizzati, gestiti da uno staff dedicato e supportati sia da dotazioni tecnologiche high-tech sia da proposte culinarie e amenities, dall’area fitness al bagno turco, di livello superiore. Nel capoluogo l’albergo, quattro stelle accanto al polo fieristico cittadino e in posizione strategica per raggiungere il centro

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storico e commerciale di Firenze, ha di recente rinnovato sia l’arredamento sia l’articolazione degli spazi dedicati ai meeting e agli incontri di lavoro. Alle due sale esistenti è stato infatti aggiunto un terzo spazio da 45 mq, per una capienza complessiva di 250 persone. Di grande impat-


SPECIALE TOSCANA La sala AC, un solo spazio, tante funzioni In tutti gli hotel appartenenti al brand AC Hotels by Marriott l’area dedicata a relax e ristorazione ha subito un profondo ripensamento. Il concept che ha portato alla creazione della Sala AC si basa su un’idea innovativa: la zona bar, il ristorante e gli spazi per lavorare si concentrano e si integrano in un unico ambiente, suddiviso in tre parti, l’Area Business, con poltrone e scrivanie, l’Area Bar, allestita con divanetti e tavoli bassi, e l’Area Ristorante vera e propria. Questa scelta nasce dalla volontà di offrire un luogo più informale, in cui alle rigide distinzioni si sostituiscono spazi più fluidi, che si compenetrano, e in cui il momento del lavoro può anche essere un’occasione più sociale e un incontro di affari si accompagna a un aperitivo. A disposizione una ricca selezione di stampa nazionale, internazionale e riviste specializzate, oltre alla possibilità di usufruire dei servizi del Business Corner con connessione alla rete e postazione pc. to visivo anche la terrazza, che si presta a essere allestita per eventi non convenzionali, mentre, per organizzare pranzi informali, standing buffet o cene di gala, il ristorante offre un menu che utilizza i prodotti più tipici – e rinomati – della gastronomia fiorentina, elaborato dallo chef Francesco Pugi. 118 le camere, tutte caratterizzate da un design minimalista e contemporaneo, ma senza nulla togliere ai comfort necessari a chi viaggia per piacere o per affari. A Pisa, invece, nel quartiere di Cisanello, una delle aree business in crescita della città, l’AC Hotel, di recente costruzione, rappresenta il giusto mix tra la vicinanza a tutte le attrazioni turistiche che la città offre, dal centro storico alla Torre, e la tranquillità di essere appena ai margini dell’area più turistica e affollata. Stile urbano e arredi essenziali sono i tratti distintivi di questa struttura da 107 camere, che ha il suo punto nodale nella grande lobby, spazio aperto 24 ore al giorno e articolato in diversi corner, per lavorare comodamente al pc sfruttando la connessione Wi-Fi, leggere i quotidiani o seguire le news in diretta o ancora rilassarsi con un aperitivo. Due gli ambienti per incontri di lavoro, corsi di formazione o colloqui, le sale Forum e Grand Forum, in grado di accogliere fino a circa 160 persone a tea-

Offerta “One For You” fino al 31 dicembre Fino alla fine dell’anno speciale offerta Mice negli AC Hotels by Marriott italiani: accumulo di doppi punti Marriott Rewards, la formula “One For You” (una camera gratuita ogni 10 paganti) e molti altri benefit. La promozione è valida per un minimo di 10 camere al giorno. E per condividere online l’evento o prenotare la camera direttamente dal proprio pc o tablet, gli AC Hotels creano pagine web personalizzate.

AC Hotels by Marriott Arezzo

tro o di trasformarsi in un ambiente per cocktail e momenti più conviviali. Sulla via principale di accesso alla città, lungo le direttrici che portano sia al centro storico che all’area commerciale e fieristica, l’AC Hotel di Arezzo, 79 camere e due sale meeting da 120 posti totali, ha puntato con decisione sulla qualità dell’offerta culinaria e nel ristorante Lo Zafferano propone il meglio della cucina, e dei vini, della Toscana, per un’immersione totale nella cultura, anche enogastronomica, di una delle regioni più ricche di storia e di caratteri peculiari d’Italia. G.G.

AC Hotels by Marriott Firenze Via Luciano Bausi 5 - 50144 Firenze Tel. 0553120111 - fax 0553120112 acfirenze@ac-hotels.com - it.ac-hotels.com

AC Hotels by Marriott Pisa Via delle Torri 20 - 56124 Pisa Tel. 050 575395 - fax 050 581039 - acpisa@ac-hotels.com

AC Hotels by Marriott Arezzo Via Einstein 4 - 52100 Arezzo Tel. 0575382287 - fax 0575382982 - acarezzo@ac-hotels.com

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Cosmopolitan Hotels Group È una tra le più grandi realtà di gestione alberghiera del territorio pisano e una tra le più importanti della Toscana, con un motto ben preciso: il senso di ospitalità, la cultura del servizio e l’arte di donare serenità e piacere

Il Grand Hotel Continental di Tirrenia è la struttura del gruppo Cosmopolitan Hotels a maggiore vocazione congressuale. L’albergo, un quattro stelle, gode di una splendida posizione affacciata sul mare ed è immerso nel verde della folta pineta circostante. Oltre alle 175 camere nella struttura principale dell’Hotel, luminose e modernamente arredate, sono disponibili anche 50 appartamenti nel vicino “Continental Resort”, che affianca l’Hotel e con questo ha in comune la piscina. Gli appartamenti del Resort sono facilmente raggiungibili attraverso il giardino. «Il senso di ospitalità, la cultura del servizio, l’arte di donare serenità e piacere,

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questa è la nostra raison d’être, il nostro motto», ci spiega il Direttore Commerciale Bruno Campana, «Molte sono le soluzioni pensate per la nostra clientela, da quella leisure a quella business, unica la garanzia di qualità e servizio». L’area congressuale costituisce una delle maggiori attrattive del Grand Hotel Continental di Tirrenia, un polo meeting di riferimento anche per il territorio, che dispone di 6 sale conferenze, di cui 1 sala convegni con una capacità ricettiva di 300 posti, più altre 5 sale minori da 10 a 80/100 persone, oltre ad una vasta area espositiva di 320mq. Un’altra punta di diamante del servizio è la presenza costante del responsabile dei congressi e, se richiesto, di un tecnico specializzato che assiste tutte le fasi delle manifestazioni, dall’allestimento iniziale fino al termine dei lavori. «Un aspetto fondamentale della nostra offerta è una proposta gastronomica eccellente e variegata», continua


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Bruno Campana, «Abbiamo scelto di investire molto nella ristorazione e la consideriamo parte integrante del progetto dell’evento congressuale. Nei nostri menù è possibile trovare prodotti tipici e materie prime locali». L’albergo è vicinissimo all’Aeroporto di Pisa e dista solo poche centinaia di metri dal Cosmopolitan Golf & Country Club, 18 buche esteso su 70 ettari, di proprietà del Gruppo, e da un campo di calcio regolamentare a meno di 1 km di distanza.

Dal mare alla città d’arte di Pisa Sempre parte del Cosmopolitan Hotels Group, il Grand Hotel Bonanno è a pochi passi da Piazza dei Miracoli e dal centro storico di Pisa; offre 84 camere e 6 junior suite e prende il nome dal grande architetto che iniziò la costruzione della Torre pendente, a tutt’oggi simbolo dell’antico splendore di Pisa. Elegante e funzionale, è la soluzione ideale per un soggiorno business o leisure nel centro della città. Gode di una posizione strategica, non in ZTL, dista solo 3km dall’Aeroporto e dall’autostrada, ed è a 50m dalla stazione ferroviaria di San Rossore. Adatto per incentives e riunioni di medie dimensioni, la Sala dei Profeti accoglie fino a 85 persone ed è attrezzata con i più avanzati supporti tecnologici.

te, la SPA offre bellezza e benessere con la sua piscina dei cristalli, la piscina emozionale, il percorso benessere, la sauna, il bagno turco, il frigidarium e la sala relax. Infine, si può scegliere la montagna anche per meeting ed eventi – il Resort dispone infatti di un’area meeting di 60 posti – un’alternativa vincente che unisce lavoro, sport e relax, aggiungendo divertimento e benessere ai tradizionali servizi business. C.C.

Dalla città d’arte alla montagna Vera chicca in alta quota, il Val di Luce Spa Resort. Posizionato nel cuore del comprensorio sciistico dell’Abetone, sul versante dell’Appennino pistoiese, il Resort è immerso completamente nella natura. Con le sue 35 camere e 45 suite, il Val di Luce Spa si propone come luogo ideale per trascorrere una vacanza dedicata a se stessi in un contesto raffinato e dotato di tutti i comfort, portando avanti con successo un nuovo concetto di ospitalità alberghiera all’insegna del relax. Immersa in un’area incontaminata, con cime innevate d’inverno e verdi sentieri d’esta-

Cosmopolitan Hotels Group www.cosmopolitangroup.it - www.grandhotelcontinental.it www.grandhotelbonanno.it - www.valdilucesparesort.it

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Hilton Worldwide a Firenze Due le strutture alberghiere Hilton di riferimento in città, il Florence Metropole e il Garden Inn Florence Novoli, punti di partenza ideali per scoprire i tesori della Toscana Firenze è un vero e proprio museo a cielo aperto che offre una pluralità di attrazioni per gli amanti dell’arte, dell’architettura, della storia o più semplicemente del bello, con un ventaglio di offerte uniche sia per il turista leisure che per quello business. In più, la città rappresenta anche il punto di partenza ideale per un affascinante

tour – paesaggistico, certo, ma anche eno-gastronomico – alla scoperta della Toscana, terra dalle molteplici sfaccettature. Un connubio ideale di fattori che non è sfuggito a Hilton Worldwide: proprio a Firenze il Gruppo vanta due strutture situate in posizioni strategiche che propongono un ventaglio di servizi al top.

Hilton Florence Metropole La struttura congressuale dell’Hilton Florence Metropole, parte di Hilton Hotels & Resorts, il brand principale di Hilton Worldwide costantemente orientato all’innovazione, è situata a soli 4 km dal centro storico, in una posizione strategica ideale per viaggi di piacere e d’affari. Ogni ora è collegata al centro della città e alla stazione ferroviaria di Santa Maria Novella grazie a un servizio navetta gratuito, che consente di raggiungere facilmente il centro

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di Firenze. Hilton Florence Metropole dispone di 212 camere tutte dotate di connessione internet ad alta velocità, con un design ricercato e un arredamento moderno, con spazi per tutte le esigenze. Le Guest Room sono camere spaziose (25 mq) e luminose, con pavimento in parquet, decori in stile contemporaneo e un confortevole bagno in marmo; le camere Deluxe, ognuna da 25 mq, offrono uno splendido panorama sul paesaggio circostante, grazie alla posizione angolare; le camere Executive offrono il massimo del comfort e del servizio, e gli ospiti potranno rilassarsi ammirando la vista che si gode dalle ampie vetrate, mentre gustano gli snack e le bibite offerte dall’Executive Lounge; infine, le 4 Junior Suites offrono 50 mq di decori moderni, un’area living separata e Tv LCD. La struttura alberghiera dispone di una sala meeting al piano terra e di una al primo piano. Il centro congressi al piano terra, illuminato da luce natura-


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le, ha pareti divisorie alte quasi 4 metri, che permettono di suddividere lo spazio di 500 mq in 3 sottosale, ognuna dotata di ingresso indipendente. Il centro congressi ha un accesso diretto all’ampio parcheggio esterno ed è location ideale per mostre, esposizioni di prodotti e lanci di automobili. La sala meeting del primo piano, anch’essa di 500 mq, molto flessibile, può essere divisa in 7 sottosale di diversa dimensione e dotate di luce naturale. Questo spazio, con pareti di oltre 5 metri, offre una tecnologia all’avanguardia e tutti i servizi necessari a garantire il successo degli eventi. Grande attenzione anche alla gastronomia con il ristorante dell’Hotel “Luci della città”, dove è possibile gustare i piatti dell’autentica cucina tradizionale toscana: dalla ribollita alla pappa al pomodoro, dai tortelli mugellani ai gustosi pici, fino alla regina incontrastata, la famosa bistecca alla fiorentina.

Hilton Garden Inn Florence Novoli Situato a pochi minuti dal centro storico, Hilton Garden Inn Florence Novoli si trova in una posizione strategica rispetto all’aeroporto Vespucci e alle principali uscite autostradali, all’interno di un parco nella nuova area business-residenziale nella zona nord di Firenze. Hilton Garden Inn è il marchio pluripremiato di Hilton Worldwide, che intende assicurare a chi viaggia per lavoro tutti i servizi a tariffe competitive. Dispone di 119 camere con vista panoramica e di 2 suites. L’arredamento delle camere, in un caldo stile contemporaneo con pavimento in parquet e letto con Garden Sleep System, vanta anche elementi di design prestigioso come Mirra®, la sedia ergonomica disegnata da Hermann Miller. Le camere sono tutte dotate di accesso gratuito a internet ad alta velocità e possibilità di stampare dalla ca-

mera direttamente presso il Business Centre dell’hotel aperto 24 ore su 24. La sala meeting San Donato da 156 mq può ospitare fino a 150 delegati a seconda dell’allestimento scelto. La sala è dotata di luce naturale ed è equipaggiata con sofisticate attrezzature tecnologiche. Sempre a seconda delle esigenze, è possibile suddividere lo spazio in due sottosale da 60 posti ciascuna. Per piccoli eventi, Hilton Garden Inn Florence Novoli dispone anche di una boardroom con luce naturale di 24mq, ideale per meeting fino a 18 delegati. Infine “City”, il ristorante dell’hotel, offre agli ospiti le tipiche specialità della cucina locale toscana. Il menu del ristorante prevede anche piatti di carattere internazionale. C.C.

Hilton Florence Metropole Via del Cavallaccio 36 - 50142 Firenze Tel. 05578711 - www.florencemetropole.hilton.com Email: florencemetropole_reservations@hilton.com

Hilton Garden Inn Florence Novoli Via Sandro Pertini 2/9 - 50127 Firenze Tel. 05642401- www.florencenovoli.stayhgi.com Email: flrnv-salesadm@hilton.com

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Hotel Bernini Palace Edificio rinascimentale, tra Piazza della Signoria e la Galleria degli Uffizi, questo lussuoso palazzo nel cuore di Firenze ha appena inaugurato La Chiostrina, proposta gastronomica di livello nella quiete di un chiostro

Nel centro di Firenze, dove ogni angolo racconta un pezzo di storia della civiltà più evoluta e brillante del Rinascimento, l’Hotel Bernini Palace amplia la propria offerta, abbinando all’ospitalità e a un servizio certificato, anche una nuova proposta gastronomica per i palati più esigenti. Il ristorante La Chiostrina, inaugurato di recente, si trova nel centro nevralgico del complesso, all’interno del chiostro cinquecentesco che garantisce silenzio e quiete. Aperto alla clientela esterna, è una location progettata anche per ospitare pranzi di lavoro e cene di gala all’insegna della cucina tradizionale e delle più interessanti suggestioni dal mondo, con un

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menu che si rinnova ogni mese seguendo il ritmo delle stagioni. Nuovo punto di ritrovo in città, offre un particolare effetto scenografico grazie ai colori e alla luce che filtra attraverso il portico. L’attenzione nei confronti della qualità e varietà del cibo, sempre basata sulla ricerca dei prodotti più genuini si vede sin dalla mattina. Per un buongiorno davvero speciale la colazione, che comprende un ricco buffet con angolo biologico e naturale, viene servita nella storica Sala del Parlamento. Sotto il soffitto affrescato, infatti, si ritrovavano a metà Ottocento i membri del neonato Senato del Regno, quando la città era Capitale d’Italia. La sa-


SPECIALE TOSCANA Servizio certificato per proposte esclusive «Non sono solo l’antichità dell’edificio o l’eleganza degli arredi», sottolinea il direttore Davide Foschi, «a caratterizzare l’Hotel Bernini Palace, quanto la precisa scelta di offrire un servizio d’eccellenza. Per questo vantiamo in hotel della presenza di due Concierge de Les Clefs D’Or, associazione internazionale che riunisce i migliori professionisti dell’accoglienza al mondo, in grado di rispondere, e anticipare, tutte le esigenze degli ospiti. Il nostro staff, attento a ogni aspetto e dettaglio che possa garantire un soggiorno piacevole e senza pensieri, sa anche indirizzare i clienti verso le opportunità e le occasioni più interessanti che offrono Firenze e la Toscana. Questo significa sia organizzare visite ai musei e ai monumenti più noti della città, sia permettere di scoprire location chiuse al grande pubblico, come il Corridoio Vasariano, il passaggio segreto dei Medici da cui è possibile vedere Firenze da una prospettiva insolita e poco nota, sia, infine, offrire servizi esclusivi che si avvalgono di professionisti come personal shopper, sarto, calzolaio, per un’assistenza a 360 gradi».

la, grazie ai suoi caratteri storici, all’eleganza delle decorazioni e alla generosa metratura, si trasforma anche in un esclusivo spazio meeting da 110 posti, mentre un secondo ambiente più piccolo, la sala Corsini, può accogliere fino a 45 persone.

Toscana: una terra dalle mille suggestioni L’antico palazzo nobiliare, una volta dimora della famiglia Peruzzi, potentissimi finanzieri dell’Europa cinquecentesca, ha conservato anche dopo l’opera di rinnovamento e di trasformazione l’originaria impronta profondamente legata al territorio. Un intero piano dell’edificio, ribattezzato Executive Tuscan Floor, si richiama esplicitamente all’architettura e agli arredi tipici della Firenze rinascimentale con soffitti dalle travi a vista, tessuti preziosi e arazzi. Qui tutte le camere, Suite o Deluxe, guardano ai vicoli e ai cortili più caratteristici della città, per un’immersione totale nell’atmosfera locale. Questo stretto connubio si ritrova anche nelle proposte che accompagnano meeting e incontri di lavoro, con la possibilità di andare alla

scoperta delle città che hanno fatto la storia della Toscana come Siena, Lucca e San Gimignano oppure delle tradizioni eno-gastronomiche del territorio. Tra le attività più richieste infatti c’è il wine tasting, con visita e degustazione presso le cantine dei piccoli produttori locali disseminati tra le colline del Chianti. Conoscere le tradizioni può anche diventare l’occasione per un team building originale: i maestri di cucina Toscana seguiranno gli ospiti in cooking class dedicate alla preparazione dei piatti tipici più rinomati e gustosi, all’interno di location suggestive e ricche di storia come i Castelli che costellano la regione. G.G.

Hotel Bernini Palace Piazza San Firenze, 29 (Piazza della Signoria) - 50122 Firenze Tel. 055288621 - fax 055268272 info.hotelbernini@duetorrihotels.com - hotelbernini.duetorrihotels.com

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Palazzo Borghese A due passi da Piazza del Duomo, una cornice di assoluto prestigio per congressi ed eventi esclusivi. Dove la Storia si respira in ogni angolo, combinandosi alla più alta arte dell’accoglienza

Sentirsi parte della storia di Firenze in un contesto di rara bellezza. È questa la sensazione – o sarebbe meglio dire il privilegio – che attende chiunque scelga Palazzo Borghese come cornice del proprio evento. Ci troviamo in via Ghibellina, nel cuore antico del capoluogo fiorentino, a due passi da Piazza del Duomo e della Signoria, in un edificio tra i più eccelsi ed imponenti esempi di architettura neoclassica della città: la dimora occupa un intero isolato, tra via delle Seggiole e via de’ Giraldi fino a via Pandolfini ed è uno scrigno di tesori d’arte e di sfarzo, profuso com’è di stucchi, statue marmoree, dipinti e mobili d’epoca. Per viverne appieno l’atmosfera, occorre conoscerne l’anima che alberga nelle origini. Qui, già nel Medioevo, si trovavano le case private delle famiglie più nobili, dimore poi acquistate e unificate nel 1437 in un unico palazzo dalla famiglia Salviati. Nel 1632 l’edifico venne aggiornato secondo i gusti dell’epoca, subendo nel corso dei secoli successivi una serie di im-

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portanti ampliamenti e ammodernamenti. Alla fine del Settecento, con l’estinzione della famiglia Salviati, il palazzo passò ai Borghese (il cui stemma campeggia sulla facciata) i quali affidarono all’architetto Gaetano Baccani un imponente progetto di ristrutturazione in chiave neoclassica. Inaugurato nel 31 gennaio 1822, il Palazzo si distinse subito per gli interni sfarzosi, impreziositi dalle opere dei più grandi pittori del tempo. Oggi appartiene ai Tognini Bonelli che ne abitano solo una parte, lasciando il resto dell’edificio (sottoposto a restyling conservativo nel 1994) a disposizione per ricevimenti ed eventi esclusivi. Non appena si varca la soglia si resta totalmente rapiti dalla bellezza degli interni e dal maestoso scalone d’onore che conduce al piano nobile dove si trova la Sala più prestigiosa, quella degli Specchi, ex camera da letto di Paolina Bonaparte. La sala deve il suo nome alle dieci specchiere in oro zecchino incorniciate da stucchi dorati e telamoni con candelabri che ne moltiplicano le prospettive e riflettono i bagliori dell’enorme lampadario centrale a 150 fiamme in legno dorato e cristalli di Boemia. Da que-

sta, passando attraverso i salotti Rosso, Celeste, Giallo e di Passo, si arriva al Salone delle Feste, il vero cuore del palazzo: 200 metri quadrati di affreschi, stucchi, nicchie, statue, colonne e tendaggi. Agli organizzatori di eventi, la dimora dà la possibilità di accogliere fino a 300 persone in un unico ambiente. Sempre per quanto riguarda la capienza, quella massima della Sala degli Specchi è di 100 ospiti, quella dei salotti è di 50 e, per le manifestazioni più importanti, è possibile affittare l’intera struttura per un totale di 550 posti placé. Ampia e di qualità anche la scelta ristorativa che va dalla cucina locale a quella internazionale e che comprende menu speciali per vegetariani, vegani e intolleranti. Volendo, si possono organizzare anche cene in stile rinascimentale con camerieri vestiti in costume d’epoca, accompagnati da musicisti e ballerini. P.T. Palazzo Borghese Via Ghibellina 110 - 50122 Firenze Tel. 0552396293 - fax 0552382042 www.palazzoborghese.it info@palazzoborghese.it


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Completamente ristrutturato e rinnovato, l’Hotel è situato nel cuore di Firenze, ad un passo dal Duomo e dai principali monumenti della città. A pochi metri dalla Stazione Centrale di Santa Maria Novella, dalla Fortezza da Basso (sede delle più importanti manifestazioni fieristiche) e dal Palazzo Dei Congressi. La sua ubicazione all’interno del prestigioso Palazzo Malaspina poi Palazzo de’ Conti, fa da cornice ad una struttura finemente ed accuratamente arredata, dove si respira un’atmosfera emozionale del passato, riconducibile alla bellezza e al gusto delle antiche dimore. Accogliamo i nostri clienti in un contesto familiare dando loro la possibilità di comunicare in inglese, francese, tedesco e spagnolo. Disponiamo di una singolare sala degli affreschi e di una accogliente e caratteristica sala bar dove i nostri ospiti possono piacevolmente trascorrere momenti di relax godendo dei diversi servizi loro offerti. La Direzione e lo Staff dell’Hotel Centrale fanno della “soddisfazione del Cliente” il loro primario e costante impegno. Via dei Conti 3 50123 Firenze Tel. 0039 055 215761 Fax 0039 055 215216 info@hotelcentralefirenze.it www.hotelcentralefirenze.it


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Palazzo Coppini Nasce una nuova struttura nel cuore di Firenze, un luogo di incontro, scambio e studio per sostenere un turismo che sia sviluppo culturale e apertura internazionale, nel nome della tolleranza e del dialogo

Un antico palazzo di origine cinquecentesca, tra i gioielli della Firenze più autentica, rivive oggi grazie all’opera di restauro, non solo architettonico, voluta dalla Fondazione Romualdo Del Bianco® - Life Beyond Tourism®. Il progetto restituisce sì alla città un edificio storico di grande interesse e prestigio, Palazzo Coppini, ma, soprattutto, offre al territorio e al pubblico un nuovo centro studi e un polo di incontri internazionali. L’obiettivo primario della Fondazione è infatti quello di sostenere un turismo lontano dai luoghi comuni, che sia innanzitutto in grado di connettere e avvicinare le culture al di là delle differenze, valorizzando al tempo stesso il patrimonio italiano e fiorentino in

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una prospettiva internazionale. A guidarla la consapevolezza che il vero significato dell’ospitalità, e di conseguenza dell’attività alberghiera, sia favorire la conoscenza e il dialogo al di là di ogni barriera. Palazzo Coppini, nell’antica via del Giglio, sede storica della Fondazione, nonostante l’idea originaria di trasformarlo in un albergo, è quindi diventato un altro luogo in cui culture diverse possono entrare in contatto, insieme all’Auditorium al Duomo, edificio di cui la Fondazione ha promosso la ristrutturazione già nel 2006 e messo a disposizione della città dandogli una destinazione di pubblica utilità. Questa scelta controcorrente si inserisce in un percorso che Life Beyond Tourism®, fin dalla sua nascita, ha sempre sostenuto con forza: l’accoglienza non è semplicemente un fattore in grado di generare business, ma soprattutto uno strumento per rafforzare il dialogo interculturale, partendo dal patrimonio locale che si mette in relazione e scambio con gli altri, aprendosi al mondo. All’interno del Palazzo Coppini sono state ricavate sette sale per riunioni e convegni, oltre a spazi espositivi e di accoglienza, per un totale di 150 posti, che, facendo parte del Centro Congressi al Duomo, costituito in prevalenza da questa nuova acquisizione e dall’Auditorium da 500, porta così a 700 la capienza totale. Tutto questo si trova a due ore e mezza di treno dalle maggiori città italiane e altrettante di aereo da quelle europee. Il restauro conservativo degli elementi architettonici di pregio presenti nella struttura non ha comunque trascurato l’esigenza di fornire tutte le soluzioni tecnologiche necessarie per meeting, convegni, eventi collaterali,


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workshop, masterclass e incontri riservati all’interno di eventi scientifici e culturali più ampi. Non solo la connessione wireless è presente in tutti gli ambienti, ma ogni sala mette a disposizione schermi Led 60” e 70” e soluzioni di illuminazione che si integrano armonicamente nella storicità dell’edificio. Ciascuno spazio è intitolato a uno degli esperti che hanno contribuito a far crescere la rete della Fondazione, oggi presente in oltre cinquecento tra istituzioni e università, in 77 Paesi distribuiti nei cinque continenti. Il Palazzo, inoltre, è anche sede di una collezione di pregio, sia di oggetti artigianali e opere d’arte, donati da tutti coloro che negli anni hanno preso parte alle attività della Fondazione, sia di una ricchissima biblioteca di oltre 6 mila volumi, in diverse lingue e alfabeti, a testimoniare l’unità della famiglia umana pur nella varietà dei modi di espressione.

Da Firenze al mondo La volontà di tradurre in pratica l’orientamento verso un turismo che non sia consumo di un prodotto, ma percorso di conoscenza dei territori, delle persone e delle culture, è il carattere predominante

anche delle altre strutture-progetto pilota di Life Beyond Tourism®. Oltre a Palazzo Coppini e all’Auditorium al Duomo, sempre nel centro storico di Firenze si aprono infatti altri due luoghi: l’Hotel Laurus al Duomo, 50 camere, tutte affacciate sugli scorci più suggestivi della città, che si può ammirare da tre diversi punti di vista, la storica Via Cerretani, le Cappelle Medicee e i tetti fiorentini, mentre la Cupola del Brunelleschi si apre di fronte alla terrazza, e l’Hotel Pitti Palace al Ponte Vecchio, 90 soluzioni residenziali accanto al ponte più famoso del capoluogo toscano, vicino a Palazzo Pitti e al Corridoio Vasariano. Con la Sala Rosa per meeting fino a 45 persone, quest’ultimo completa la vasta offerta di spazi business del Centro Congressi al Duomo. G.G.

Palazzo Coppini Via del Giglio 10 - 50123 Firenze Tel. 055288642 - fax 055268308 - info@palazzocoppini.org www.palazzocoppini.org - www.centrocongressialduomo.com

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Palazzo Magnani Feroni Storia, lusso ed esclusività si mettono a disposizione dell’organizzazione di eventi negli spazi rinascimentali di una residenza che ha scritto la storia di Firenze

Dimora storica che da oltre cinquecento anni è al centro della vita nobiliare di Firenze, Palazzo Magnani Feroni è una delle residenze più antiche del centrale quartiere di San Frediano, ma soprattutto è un ambiente unico che permette ai suoi ospiti di vivere un’autentica esperienza fiorentina, avendo a disposizione tutte le moderne tecnologie necessarie al turista di lusso di oggi, sia business che leisure. Risalente al 1500, il Palazzo ancora oggi regala testimonianze della sua importanza nella storia della città, e del suo valore artistico. La classe di questa elegante dimora rinascimentale, che si nota non appena superato l’ingresso, trova la massima espressione nei lussuosi ambienti comuni arredati con candelabri, statue, quadri e affreschi, e soprattutto nelle dodici sontuose suite. Ognuna ha dimensioni dai 70 ai 120 metri quadri, quasi tutte con soffitti alti 6 metri, ed è suddivisa

tra soggiorno e camera: in tutte gli arredi che comprendono tessuti con filati in oro e arazzi provenienti dalla galleria antiquaria della famiglia Feroni sono completati da tv sat a schermo piatto e collegamento wi fi gratuito. Senza dimenticare che, tra i servizi, Palazzo Magnani Feroni mette a disposizione degli ospiti anche la sala biliardo, la palestra, l’internet point gratuito, coffee & tea bar gratuiti su tutti i piani, il bar serale del Palazzo e la splendida Terrazza Panoramica. Quest’ultima, riservata solo agli ospiti che alloggiano nella residenza, è un vero fiore all’occhiello del Palazzo, poiché la sua vista a 360 gradi si estende sui principali monumenti di Firenze fino a raggiungere le verdi colline che circondano la città. Salirvi al tramonto, sorseggiando un bicchiere di buon vino toscano, godendo del sole che cala sulla città illuminandola con calde tonalità dorate, è un’espe-

rienza inimitabile che riporta indietro nel tempo. E proprio grazie alla sua atmosfera raffinata e sofisticata, la storica residenza fiorentina è la location perfetta nella quale organizzare un meeting, una conferenza o un evento all’insegna dell’esclusività. A chi cerca un ambiente davvero speciale, Palazzo Magnani Feroni mette a disposizione la splendida Fresco Hall, la spaziosa ed elegante sala meeting della struttura. Appena restaurata e dotata di accesso indipendente, la sala racchiude ben 4 ambienti, con una capienza dalle 70 alle 90 persone, inclusa la splendida Sala da Ballo, spazio caratterizzato dalla sontuosità dei decori, con il soffitto affrescato e i pavimenti in cotto fiorentino originale. Non manca poi un servizio di assistenza all’avanguardia grazie alla cortesia e alla preparazione dello staff del Palazzo, perfettamente in grado di affiancare il meeting planner nell’organizzazione, l’allestimento e la gestione di ogni evento. d.d. Palazzo Magnani Feroni Borgo San Frediano 5 50124 Firenze Tel. 055.2399544 www.florencepalace.it info@florencepalace.it

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LA FIERA DEGLI EVENTI


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The St. Regis Florence e The Westin Excelsior Strutture lussuose dall’ospitalità impeccabile, dove gustare il meglio della tradizione gastronomica toscana in un’atmosfera senza tempo

Con un blend tra classica raffinatezza e lusso contemporaneo, il brand St. Regis è da sempre fedele al mito di far vivere esperienze eccezionali presso 30 hotel e resort situati nei luoghi più esclusivi al mondo. Creato da John Jacob Astor IV, con l’apertura del primo St. Regis Hotel a New York oltre un secolo fa, il brand di Hotellerie St. Regis è noto nel mondo per la propria cifra stilistica legata al lusso esclusivo, alla raffinata eleganza e al servizio altamente personalizzato, tutti elementi che si ritrovano nel The St. Regis Florence. Situato nel centro della città, il Grand Hotel di Firenze è stato da sempre meta ambita da esperti viaggiatori sin dal XIX secolo. A pochi passi dai luoghi stori-

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ci, offre un’immersione ineguagliabile nella culla del Rinascimento. The St. Regis Florence è anche sinonimo di ambienti raffinati e servizio impeccabile. Dispone di 81 camere elegantemente arredate e 19 suites, inclusa la spettacolare designer suite di Bottega Veneta. Come fiore all’occhiello, The St. Regis Florence ha anche quello che può essere considerato uno dei più spettacolari ristoranti e lounge bar della città. In questa filosofia si inserisce una nuova proposta gastronomica, il “Winter Garden by Caino”. Nato dalla collaborazione tra The St. Regis Florence e la Chef pluristellata Valeria Piccini, titolare insieme al marito Maurizio Menichetti della cucina a 2 stelle del Ristorante “Da Caino” di Montemerano (GR), il The St. Regis Florence intende valorizzare e portare alla ribalta la grande cucina del territorio toscano a cura della Chef maremmana, nota ed amata per la sua “limpidezza” creativa e per la sua coinvolgente personalità. «Siamo orgogliosi di poter dare spazio ad una delle più sensibili interpreti della cucina del territorio della nostra regione», dichiara Valentino Bertolini, General


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Manager The St. Regis Florence, «perché pensiamo che Valeria riesca, grazie al suo radicato “essere toscana” a valorizzare in modo unico gli ingredienti tipici della tradizione, dando vita a piatti di grande vivacità e raffinatezza”. Tra i piatti signature del Ristorante “Winter Garden by Caino” svettano il “Trittico di trippe e lampredotto”, l’“Agnello con crema di peperoni, menta e millefoglie di melanzane” o il “Piccione arrosto con ciliege, mandorle, barbabietole e rapanelli”, la “Torsione di cioccolato con sorbetto al finocchietto ed alla nocciola”, accanto ad una strabiliante “Emulsione di arancio all’olio extravergine, gelato al latte caprino e falso pepe del Perù”. Al The Westin Excelsior Firenze riapre invece, con il Bar e il Ristorante “SE•STO on Arno”, la leggendaria terrazza dello storico hotel, da sempre simbolo dell’ospitalità internazionale, da cui si gode la vista più spettacolare ed esclusiva, con un affaccio mozzafiato sull’Arno e sull’intera città. “SE•STO on Arno” è un “glass box”, struttura avveniristica realizzata con vetrate continue, che lasciano entrare la luce naturale ed enfatizzano l’invidiabile posizione, con una vista a 360° su tutta la città di Firenze, l’Arno e le colline che ne fanno da cornice. Lungo l’area esterna della terrazza, uno specchio d’acqua unisce e lega idealmente SE•STO on Arno con lo scorrere del fiume, regalando una magica atmosfera. Per il pranzo o la cena il menù ideato da Entiana Osmenzeza, giovane e dinamica Chef di origini albanesi cresciuta in Italia sotto l’ala di Gualtiero Marchesi, Alain Ducasse e Fulvio Pierangelini, offre piatti della tradizione gastronomica mediterranea utilizzando esclusivamente prodotti freschi e di stagione, accompagnati da una nuova carta dei vini che propone la miglior sele-

zione delle grandi etichette italiane ed internazionali. Insieme al The St. Regis Florence, il The Westin Excelsior Firenze può essere considerato senz’altro il più prestigioso della città. Le sue splendide 155 camere e 16 suites, dove hanno alloggiato negli anni illustri personaggi, sono tutte dotate di grande comfort, fornite di foyer separato con pavimentazione in marmo arricchita da inserti in pietra dura a formare disegni in stile, e tutte dotate di Heavenly Bed e Heavenly Bath. C.C.

The St. Regis Florence Piazza Ognissanti 1 - 50123 Firenze Tel. 05527161 - www.stregisflorence.com

Westin Excelsior P.zza Ognissanti 3 - 50123 Firenze Tel. 05527151 - fax 055210278 - www.westin.com/excelsiorflorence

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Terme di Saturnia Spa & Golf Resort Your Natural Reset: il lusso di una rigenerazione integralmente naturale in un Resort termale unico al mondo, un ambiente esclusivo e prestigioso all’insegna del piacere multisensoriale

La ricchezza intrinseca delle Terme di Saturnia è custodita nel rapporto intimo con l’ambiente circostante e nella presenza di una fonte termale dalle caratteristiche eccezionali. Conoscere Terme di Saturnia Spa & Golf Resort significa scoprire un lusso che non si può comprare, né imitare né riprodurre altrove. Il lusso di una rigenerazione che nasce dall’acqua sorgiva e raggiunge, attraverso un programma di attività articolato, la totalità psicofisica della persona. Da 3000 anni, ininterrottamente, l’acqua termale di Saturnia sgorga all’interno di un cratere naturale alla temperatura costante di 37°C, identica a quella del liquido amniotico. Furono i romani a coniare l’acronimo Spa (Salus Per Aquam) e a trasformare le Terme in luo-

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ghi di salute, ma anche di piacere e di benessere, di vita sociale e di incontri. Da allora, le Terme di Saturnia hanno attraversato i secoli, mantenendo il loro fascino grazie a questa preziosa fonte termale – ricca di sostanze uniche e benefiche – e creando un nuovo concetto di benessere. Your Natural Reset inizia con la magica sensazione di entrare in contatto con lo spirito del luogo. Il Resort, infatti, sorge in uno dei luoghi più suggestivi dell’intera penisola, la Maremma toscana, e proprio tra queste colline si snoda il percorso dell’acqua, dalle pendici del Monte Amiata fino alle micro fessure della roccia che sfocia nella grande piscina. L’elegante edificio dell’albergo, affiliato al prestigioso circuito The Leading Hotels of the World,


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si affaccia proprio sulla vasca della piscina sorgente in un’atmosfera ricca di suggestioni, dove spesso una nebbiolina impalpabile evoca i riti ancestrali della balneazione sacra e del lavacro. Le 140 camere, curatissime in ogni dettaglio, sono in perfetto stile Terme di Saturnia, tutte pensate secondo la “filosofia dell’habitat”, in armonia con il contesto naturale e architettonico del luogo. I colori sono naturali e riposanti, parquet, marmo e travertino, e armonizzano la linearità dello stile contemporaneo con la tradizione toscana. Terme di Saturnia Spa & Golf Resort è senz’altro la location ideale per una vacanza o per un semplice week-end rigenerante, ma anche una destinazione incentive unica e di grande impatto, tutto in un’atmosfera magica.

La migliore Spa termale del mondo Cuore pulsante del Resort è la SPA, innovativa e all’avanguardia, premiata nel 2011 come “Migliore Spa Termale al mondo” dai lettori di Condé Nast Traveller, ma anche come “Best International Natural & Thermae Spa” (The Spa Traveller Awards 2011, Readers’ Choice) e caratterizzata dall’appartenenza al circuito Leading Spas of the World: un mix di successo fra eleganza, comfort, relax ed expertise medica, al servizio del benessere totale. Gli ospiti ricevono consulenze personalizzate da un’équipe specializzata e possono scegliere fra trattamenti rigeneranti, massaggi, trattamenti estetici, consulenze dietologiche e cure termali. In più quest’anno, Terme di Saturnia Spa & Golf Resort, aggiunge un nuovo e importante tassello al suo esclusivo modello di rigenerazione psico-fisica naturale Your Natural Reset con il lancio di un innovativo programma di reset nutrizionale personalizzato, frutto di un accordo di collaborazione con la dottoressa Daniela Morandi, fra i più autorevoli esperti internazionali in tema di nutrizione. Nel contesto ideale di serenità, concentrazione e relax offerto da Terme di Saturnia, Daniela Mo-

randi, seguirà personalmente gli ospiti che aderiscono al programma Your Nutritional Reset, portandoli gradualmente a fare propri e a sperimentare nell’arco di una settimana i concetti più all’avanguardia per un corretto rapporto con il cibo, acquisendo così la capacità di continuare nel tempo, anche autonomamente, il cammino iniziato a Saturnia.

Quando business fa rima con wellness Inoltre, l’idea innovativa e vincente di una Spa per ottimizzare i risultati come momento di aggregazione – capace di rinnovare team spirit o nuove leadership – è diventato un elemento di potenziamento per eventi meeting, capace di rendere anche un soggiorno di lavoro un’occasione originale di team building e corporate bonding. Le virtù dell’acqua termale e un approccio al benessere olistico davvero distintivo sono un reale valore aggiunto per la riuscita di ogni tipo di mission, con attività post congress e programmi relax remise en forme tagliati su misura. Cristina Chiarotti

Terme di Saturnia Spa & Golf Resort Via delle Terme 1 - 58014 Saturnia (Grosseto) Tel. 0564600111 - fax 0564601266 info@termedisaturnia.it - www.termedisaturnia.it

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Villa La Massa - Villa d’Este Hotels Nel cuore della campagna toscana e a un quarto d’ora dal cuore di Firenze, la storica residenza medicea offre un’ospitalità raffinata e occasioni uniche per riscoprire l’arte di vivere della nobiltà fiorentina, la natura e l’arte del territorio

Costruita nel sedicesimo secolo come residenza di campagna di una famiglia aristocratica fiorentina, Villa La Massa è rimasta per altri quattro secoli residenza privata di vacanza di illustri aristocratici europei. Nel 1948 la proprietà però viene trasformata in un hotel di lusso e quindi nel 1998 la struttura viene acquisita dal Gruppo Villa d’Este che riesce ad aggiungere al fascino del luogo e della residenza l’ospitalità di alta classe che lo contraddistingue. Adagiata sulle rive dell’Arno nella pace della campagna toscana, ma distante solo 6 chilometri dal centro storico di Firenze, Villa La Massa è circondata da 9 ettari di parco: un piccolo paradiso fatto di ulivi, vigne e cipressi affacciati sul fiume. Un contesto unico, nel quale hanno soggiornato personaggi della storia del Novecento, da Clark Gable a Winston Churchill, e che oggi accoglie gli ospiti in 37 camere, per lo più Junior Suite e Suite, distribuite nei tre edifici dai toni giallo pallido e rosa-terra: la Villa Nobile, il Vecchio Mulino e il più recente Villino. Soggiornare a Villa La Massa, in un’atmosfera di lussuosa bellezza, fatta di letti a baldacchino, boiserie, soffitti affrescati, bagni in marmo pregiato e jacuzzi, vuol così dire potersi godere il calore di una residenza privata di origine nobiliare.

Lusso che conquista All’interno del Villino, il più piccolo delle tre costruzioni, e dunque luogo ideale per ospitare con riservatezza piccoli gruppi,

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si trovano la Presidential Suite e la nuova Parco Suite. La prima è composta da una Suite Exclusive, l’Arno Suite, di 80 metri quadri e da una Junior Suite di 50 metri quadri, oltre ad avere un giardino di 270 metri quadri affacciato sull’Arno. La seconda è composta da una Camera Doppia Deluxe di 30 metri quadri e da una Suite Exclusive di 60 metri quadri e racchiude uno spazio nel quale i sensi dell’ospite sono invasi dalla campagna e dal parco di ulivi. Membro di Leading Hotels of The World, Villa La Massa mette poi a disposizione dei suoi ospiti servizi esclusivi, come la piscina esterna riscaldata, il tennis club gratuito, l’utilizzo di biciclette, il trasferimento in navetta gratuita per Ponte Vecchio a Firenze e ritorno e il trasporto


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in limousine. Del resort fa parte anche il ristorante Il Verrocchio: situato nella cornice affascinante e storica del Vecchio Mulino, è circondato da imponenti vetrate che permettono agli ospiti di godere della vista sull’Arno in ogni stagione, mentre in estate i pasti sono serviti sulla terrazza a filo d’acqua. Sempre si gusta la cucina dello chef Andrea Quagliarella, che l’ha pensata per armonizzare la tradizione italiana con gli elementi tipici di quella Toscana, aggiungendo un pizzico delle sue origini pugliesi. E lo stesso chef, su richiesta, organizza momenti di raccolta di verdure e erbe aromatiche nell’orto e lezioni di cucina tipica. Ancora per gli ospiti non manca la possibilità di godere degustazioni di vini con visita alla cantina del 1400. E poco distante, nel parco, si può ammirare la Cappella di Villa La Massa, nella quale eventualmente decidere di sposarsi. Come hanno fatto David Bowie e Iman.

Tra giardini e musei Da sottolineare poi la possibilità che Villa La Massa dà a piccoli gruppi di massimo 15 persone, ovvero quella di godere di programmi organizzati ad hoc per vivere, durante alcuni giorni di permanenza nella sofisticata residenza, esperienze uniche legate all’arte e alla storia del territorio. Come “Ville e Giardini della Toscana” (seconda edizione 2013 dal 9 al 15 settembre), programma che sotto la guida di un giovane francese esperto in storia dei giardini, permette agli ospiti di visitare residenze di interesse eccezionale del territorio, normalmente chiuse al pubblico, e

di incontrare i proprietari per ascoltare, dalla loro voce, la storia delle proprietà. O come “Armonie del Rinascimento Fiorentino”, (seconda edizione 2013 dal 21 al 26 ottobre) che, grazie alla sapiente guida di uno storico dell’arte fiorentino, porta a scoprire il patrimonio culturale unico del capoluogo toscano e dei suoi dintorni. E ancora la Villa può organizzare per gli ospiti visite, con degustazione di vini, alle più famose cantine del Chianti, escursioni guidate alle vicine città d’arte come Siena e Lucca, e speciali soggiorni di 3 giorni, in collaborazione con la Fondazione Palazzo Strozzi di Firenze, per visitare le grandi mostre organizzate nello storico edificio. Altra particolarità, la presenza nella tenuta di un magnifico Giardino di Iris: progettato dalla paesaggista Maria Chiara Pozzana, si visita per scoprirne il fascino naturale unico che ha ispirato l’Officina di Santa Maria Novella nella creazione di un profumo d’ambiente per Villa La Massa sulle tonalità dell’iris. Infine, magari al ritorno da una delle giornate di intense esperienze regalate dai programmi esclusivi creati da Villa La Massa, la residenza si mostra come luogo perfetto di relax. Ad esempio, accogliendo gli ospiti per l’aperitivo o il dopo cena nell’elegante Bar Mediceo, caratterizzato da affreschi della metà dell’Ottocento e luogo ideale per sentirsi nuovamente “a casa”. Gli ospiti potranno anche dedicarsi alla cura del corpo approfittando del Fitness Center, situato nella Villa Nobile, e – su richiesta – rilassarsi con massaggi o trattamenti di bellezza “al Chianti”, con uva rossa e olio di vinaccioli. D.D. Villa La Massa Via della Massa 24 - 50012 Candeli, Firenze Tel. 055.62611 - www.villalamassa.com

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SCENARI DEL TURISMO

Il valore

della “blu economy” Da sempre legato all’Italia per storia e tradizioni, il mare oggi torna ad essere nodo centrale da un punto di vista economico e a presentarsi come fattore trainante per il comparto turistico. Ma non solo

✒Dante Daverio Mare come fonte di ricchezza anche nel turismo: lo dicono i numeri Unioncamere e le percentuali di crescita dei passeggeri sulle navi da crociera

Un elemento che caratterizza da sempre la nostra penisola e il nostro modo di vivere, poichè gli italiani sono da sempre un paese di navigatori. È il mare, che si sta trasformando da elemento paesaggistico tanto amato da chi fa le vacanze nel nostro Paese, stranieri come italiani, in elemento sempre più strategico dal punto di vista economico e sociale. Diceva lo scrittore e filosofo indiano Rabindranath Tagore che “Non si può attraversare il mare semplicemente stando fermi e fissando le onde”. Ecco, oggi per l’economia italiana il mare deve sempre di più diventare un elemento attivo, da utilizzare, anche se non solo in senso metaforico come suggerito dal poeta. Oggi è invece una priorità sfruttarlo come una risorsa per il paese, anche e soprattutto dal punto di vista del turismo. Leisure o business che sia.

Nel 2011, le filiere legate all’economia del mare hanno contribuito per un importo pari a 41,2 miliardi di euro al valore aggiunto prodotto nel Paese

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Il valore economico dell’offerta mare Nel 2011, ad esempio, le filiere legate all’economia del mare hanno contribuito al valore aggiunto prodotto in Italia per un importo pari a 41,2 miliardi di euro con un incidenza del 2,9% sul totale della capacità di produrre ricchezza. In chiave turistica, l’implementazione dell’attività imprenditoriale legata alla risorsa “mare” è sostenuta anche da un’offerta ricettiva di un certo peso sul territorio nazionale: manca ancora però l’idea di una strategia globale che permetta di sfruttare questo grande potenziale anche oltre la stagionalità estiva. È necessario oggi invece valorizzare al massimo l’economia del mare per far crescere una filiera che ha potenzialità inesplorate. Recentemente ha preso una forte posizione in questo senso anche Unioncamere, che ha pensato di promuovere lo scorso aprile a Gaeta nell’ambito della VI edizione dello Yacht Med Festival il convegno “gli Stati Generali delle Camere di Commercio sull’Economia del Mare”. Tra gli obiettivi di questa iniziativa si segnala proprio quello di esplicitare l’importanza del valore del-


SCENARI DEL TURISMO

l’economia del mare, aumentando il suo peso a livello istituzionale attraverso una collaborazione attuata in maniera sistemica proprio con l’ausilio della rete camerale italiana. Anche perché della “blu economy” fanno parte una pluralità di tematiche che hanno tutte interesse a definire linee strategiche di sviluppo comune di questo asset produttivo in modo che possa rappresentare per l’Italia una realtà importante. Certo si tratta di un’operazione che richiede diversi sforzi. Primo fra tutti, l’interazione tra fattori socio-economici e ambientali e l’idea che un’economia del mare innovativa nasca dall’integrazione degli aspetti ambientali nelle altre politiche, quelle legate all’energia, ai trasporti, alla pesca, all’industria, alla ricerca e all’innovazione, all’occupazione e alle politiche sociali, oltre che al turismo stesso.

La ricchezza anticrisi del comparto “blu” A fronte allora di questa prima edizione degli “Stati Generali delle Camere di Commercio sull’Economia del Mare”, sono state individuate alcune tematiche giudicate prioritarie dalle Camere di Com-

mercio, come trasporto e turismo, e sulle quali sviluppare linee di azione, interventi, progetti, sia autonomamente sia in collaborazione con altri soggetti pubblici e privati, nei singoli territori e tra territori diversi. In particolare le iniziative che il sistema camerale si propone di intraprendere incroceranno cinque temi strategici: competitività delle filiere, formazione delle competenze, internazionalizzazione, semplificazione e sistemi di monitoraggio a sostegno di policy dedicate. Tutto per centrare alcuni ambiziosi obiettivi: evidenziare il valore reale dell’economia del mare; promuoverne il riconoscimento a livello istituzionale e promuovere il ruolo delle Camere di Commercio per il suo sviluppo; mettere a sistema i progetti e le risorse della rete camerale italiana e implementare una policy di sistema; orientare l’economia del mare verso uno sviluppo economico, sociale e ambientale che sia sostenibile e integrato. E a sostegno di questa vision innovativa, durante il meeting è stato presentato il 2° Rapporto sull’Economia del Mare, realizzato da Unioncamere con il contributo tecnico di CamCom-Universitas Mercatorum. È uno

Lungo le coste italiane sono innumerevoli i luoghi, come la bella Trani, nei quali gli introiti dell’accoglienza sono decisivi per l’economia locale

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SCENARI DEL TURISMO Tab. 1 - Valore aggiunto e occupati dell’economia del mare, per settore (2011) Valore aggiunto Settori

Occupati

v.a. (milioni di euro)

Comp. %

v.a. (migliaia di unità)

Comp. %

Servizi di alloggio e ristorazione

12.779,60

31,0

286,7

36,0

Ricerca, regolamentazione e tutela ambientale

7.420,80

18,0

118,6

14,9

Filiera della cantieristica

6.579,10

15,9

135,4

17,0

Movimentazione di merci e passeggeri via mare

6.404,50

15,5

91,9

11,5

Filiera ittica

3.098,80

7,5

95,2

11,9

Attività sportive e ricreative

2.518,10

6,1

61,5

7,7

Industria delle estrazioni marine

2.460,20

6,0

7,9

1,0

TOTALE ECONOMIA DEL MARE

41.261,1

100,0

797,2

100,0

Incidenza % economia del mare su tot. economia

2,9

3,2

Fonte: Unioncamere-CamCom

studio che fotografa il contributo del comparto “blu” della nostra economia alla produzione di ricchezza e occupazione e dal quale si scopre che per ogni euro di valore aggiunto prodotto direttamente, il mare ne attiva quasi altri due nel resto dell’economia. Nonostante la crisi, infatti, nel periodo 2009-2011 l’economia del mare ha dato segni importanti di tenuta, sia sotto il profilo occupazionale sia sotto quello imprenditoriale. Sul fronte del lavoro, il comparto si è addirittura mosso in controtendenza rispetto al complesso dell’economia: a fronte della perdita totale nel periodo di 97mila posti di lavoro (–0,4%), l’economia del mare ha fatto segnare un incremento stimato di 11mila unità (+1,4%), con un notevole impulso derivante dalle attività di ricerca ma in misura minore anche dall’attività turistica. Sul fronte delle imprese, invece, nel triennio 2010-2012 il tessuto imprenditoriale (costituito da circa 210mila imprese) è aumentato di quasi 7mila unità, ad un ritmo quindi del 3,4%, decisamente superiore allo 0,1% osservato per il totale dell’economia economia.

Il valore aggiunto del mare Il contributo al valore aggiunto prodotto nel nostro paese dalle filiere riconducibili all’economia del mare, ammontava quindi nel 2011 a 41,2 miliardi di euro con una

Sul fronte del lavoro, il comparto “blu” si è mosso in controtendenza rispetto al complesso dell’economia: a fronte di una perdita di 97mila posti di lavoro, l’economia del mare ha fatto segnare un incremento di 11mila unità (+1,4%)

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incidenza sul totale della capacità di produrre ricchezza del 2,9%: quasi il doppio di quanto prodotto dal comparto del tessile, abbigliamento e pelli (21 miliardi) o delle telecomunicazioni (22 miliardi), e quasi il triplo di quello del legno, carta ed editoria (poco meno di 15 miliardi). La quota più significativa (il 45% del totale, corrispondente a poco meno di 19 miliardi), si deve ai settori più tradizionali: prima di tutti quelli della cantieristica e dei trasporti di merci e persone (con un’incidenza tra il 15 e il 16% ciascuno, attorno ai 6,5 miliardi), seguiti da quelli della filiera ittica e dell’industria estrattiva marina (intorno al 6-7% ciascuno, pari a 2,5-3 miliardi). È pari addirittura a circa un terzo (oltre 15 miliardi di euro), la quota legata alle attività legate al turismo, quella cioè che si ottiene sommando le attività di alloggio e ristorazione a quelle sportive e ricreative. Stiamo parlando insomma del fatto che il turismo realizza il 37% del valore aggiunto creato dal comparto. Un dato davvero interessante e unico e che fa capire quanto siano comunque ancora enormi e da sviluppare le potenzialità del settore. Visto primo tra tutti il fatto, banale fin che si vuole, che l’Italia anche geograficamente ha sempre fondato la sua attività sulla lunga linea costiera della penisola (7.600 chilometri circa, isole comprese) (tabella 1). E ancora, dal punto di vista occupazionale, i quasi 800mila lavoratori impiegati nell’economia del mare rappresentano il 3,2% dell’occupazione complessiva del Paese, superiore di 200mila unità a quella dell’intero settore formato dalla chimica, farmaceutica, gomma, materie plastiche e minerali non metalliferi (600mila occupati; 2,4% del totale economia), e 160mila in più rispetto a quella dei servizi finanziari


SCENARI DEL TURISMO

e assicurativi (circa 640mila unità, pari al 2,6% degli occupati totali). All’interno dell’economia del mare, gli occupati si distribuiscono tra i settori in modo del tutto simile al valore aggiunto, con una forte incidenza delle attività ricettive e della ristorazione, visto che in esse è impiegata poco più di un terzo dell’occupazione complessiva del comparto (36%, pari a quasi 287mila lavoratori, una parte consistente dei quali a carattere stagionale).

La struttura imprenditoriale Alla fine del 2012, sulla base dei dati del Registro delle imprese delle Camere di commercio, il perimetro della blu economy racchiudeva quasi 211mila aziende (pari al 3,5% del totale nazionale). In termini assoluti, il numero maggiore di imprese che ruotano intorno all’economia del mare si concentra nel comparto del turismo, (96.547 attività, il 45,8% del totale) come somma dei servizi di alloggio e ristorazione (67.178) e delle attività sportive e ricreative (29.369). Al secondo posto segue la filiera ittica (41.633 aziende, il 19,7% del comparto), seguita da quella della cantieristica (32.130, pari al 15,2% dell’economia “blu”) (tabella 2). Ma non basta mostrare le peculiarità della blu economy dicono a Unioncamere: è necessario anche sottolineare la capacità di attivazione che essa ha sul resto dell’economia. Il cosiddetto “moltiplicatore” del mare. La blu economy infatti, non esaurisce i suoi effetti nelle attività che rientrano direttamente nel perimetro dei settori che la definiscono. Tra le sue ca-

Il tessuto imprenditoriale legato al mare, costituito da 210mila imprese ha segnato un incremento di quasi 7mila unità, ad un ritmo di crescita del 3,4% ratteristiche c’è infatti quella di essere in grado di attivare indirettamente, a monte e a valle della filiera, ulteriori effetti sul sistema economico, a conferma della sua importanza strategica soprattutto in chiave di rilancio del Paese. Basti pensare che per ogni euro prodotto da questo settore se ne attivano altri 1,9 nel resto dell’economia. In valori assoluti questo significa che, con riferimento al 2011, ai 41,3 miliardi di valore aggiunto prodotti dalle attività direttamente legate al mare nel 2011 hanno fatto riscontro altri 77 miliardi di euro attivati sul resto dell’economia. Come dire che, nel periodo preso a riferimento, l’intera filiera ha generato 118 miliardi di euro di valore aggiunto, pari all’8,4% dell’economia complessiva.

Traino per il Paese «L’economia del mare», ci ha spiegato il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello, «è come un “cuore blu” che pulsa al fondo del sistema produttivo del Paese. Si tratta infatti di una risorsa strategica straordinaria che in questi anni di crisi ha continuato a battere anche a ritmi più veloci rispetto al resto dell’economia. Abbiamo perciò il dovere di assecondare e alimentare questo battito per sostenere i territori e aiutare l’Italia a ritrovare il percorso della crescita. Il sistema camerale, con gli stati generali dedicati all’economia del mare, ha raccolto una sfida importante sulla quale si impegna ad affiancare il

Ferruccio Dardanello, presidente di Unioncamere

Tab. 2 - Imprese dell’economia del mare per settore (2012) Settori

Totale imprese economia del mare Valori assoluti

Compos. %

Servizi di alloggio e ristorazione

67.178

31,9

Filiera ittica

41.633

19,7

Filiera della cantieristica

32.130

15,2

Attività sportive e ricreative

29.369

13,9

Movimentazione di merci e passeggeri via mare

17.862

8,5

Attività di ricerca, regolamentazione e tutela ambientale

6.307

3,0

Industria delle estrazioni marine

729

0,3

Altre attività marine

15.660

7,4

TOTALE ECONOMIA DEL MARE

210.867

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Incidenza % economia del mare su totale imprese

3,5

Fonte: elaborazioni CamCom su dati Unioncamere-InfoCamere

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SCENARI DEL TURISMO

Il settore crocieristico e dei traghetti del quale fanno parti realtà importanti come GNV e Royal Caribbean prevede un futuro in crescita

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mondo delle imprese e delle associazioni e a lavorare con le altre istituzioni per rafforzare un pezzo del tessuto economico nazionale che è fondamentale per l’innovazione e la sostenibilità del nostro modello di sviluppo». E le indicazioni positive legate al turismo del mare non arrivano solo dagli analisti di Unioncamere. Positive infatti sono anche le previsioni del giro d’affari del mercato crocieristico per il 2013. Lo dicono i dati statistici e gli esperti, ma lo mostrano anche le tante innovative iniziative che le compagnie hanno intrapreso per invogliare i passeggeri a salire a bordo. È un anno in crescita quello che è arrivato a metà strada secondo i

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responsabili commerciali delle principali compagnie di navigazione che si affacciano sul mercato turistico italiano. I motivi? Sono statistici innanzitutto. Come dimostrano i dati dell’annuale rapporto “Italian Cruise Watch”, divulgati lo scorso ottobre, secondo i quali la movimentazione complessiva di passeggeri (imbarchi, sbarchi, transiti), per i porti di Venezia, Napoli, Genova, Civitavecchia, Livorno, Messina e Ravenna (ovvero i principali scali delle navi da crociera che toccano le coste tricolori) sarà superiore del 4,5% rispetto al 2012. Sempre la stessa ricerca aveva raccontato come, in termini assoluti, nel 2012 i passeggeri totali movimentati nei porti italiani fossero stati 11.026.692 (dato preso ad ottobre e non a fine anno, quindi con un fattore di crescita implicito) e che i porti con la maggiore movimentazione di passeggeri fossero Venezia, Civitavecchia e Napoli.

Prospettive di crescita Oltre ai dati statistici però, non mancano però opinioni ragionate degli addetti ai lavori. Primo tra tutti quel Francesco di Cesare, che è il presidente di Risposte


SCENARI DEL TURISMO Per l’Italia tutta, anche nei suoi punti più “estremi” come Santa Maria di Leuca, l’economia del mare deve essere un traino

Turismo, ente organizzatore dell’Italian Cruise Watch. «Per il 2013, la soglia degli 11 milioni di passeggeri raggiunta l’anno scorso, è certo che sarà raggiunta. Non solo, è prevedibile che un importante aumento riguarderà anche i terminal passeggeri, che passeranno dai 19 utilizzati nel non troppo lontano anno 2000, ai 43 previsti nel 2013. Con una crescita di quattro unità rispetto ai 39 del 2012. Certo, le priorità che il settore dovrà affrontare saranno su più fronti: dalla capacità di evoluzione della portualità all’ambiente, passando per l’attenzione alle politiche di prezzo e alla distribuzione dei margini nella filiera e alla valutazione del potenziale di domanda». Sempre a proposito di mercato crocieristico, Gianni Rotondo, direttore generale Royal Caribbean, ci spiega come «oggi il bilancio del settore è positivo. Il ritorno alla normalità post-Concordia e la qualità sono i motori per la crescita del settore. Così non ci stupisce che il 2013 stia andando bene come ci attendevamo: stiamo registrando un incremento dei prezzi, le vendite stanno tornando normali, grazie alla ricerca della qualità soprattutto da parte dei clienti. L’Italia resta sempre un paese strategico per Royal Caribbean e per chi si occupa di crociere: le numerose città d’arte, gli itinerari coinvolgenti e le spiag-

ge magnifiche del sud Italia sono un forte richiamo per i crocieristi che vogliono trascorrere una vacanza alla scoperta del patrimonio culturale locale senza però rinunciare a divertimento e relax». E dopo un 2012 da dimenticare, anche il settore dei traghetti riparte con tanta voglia di fare: le idee e le capacità manageriali e produttive, oltre che commerciali non mancano, anche se si spera però che una ripartenza nei consumi turistici faccia da traino anche ai viaggi in nave. Ci spiega comunque perché pensa positivo, infine anche il direttore generale di Grandi Navi Veloci Ariodante Valeri: «La situazione non si può definire del tutto rosea, certo, e andiamo avanti tra chiaroscuri. Ma per fortuna sono più chiari che scuri. Sono insomma positivo perché mercati italiani importanti, come ad esempio quello della Sicilia, sono in buona crescita. È un trend partito nel 2012 e ci aspettiamo possa continuare così non solo quest’anno ma anche nei prossimi. Certo resta la nota dolente della Sardegna, una situazione che non riguarda solo noi ovviamente. Tutto il traffico turistico verso l’isola è infatti in brusco calo da un paio di anni a questa parte. Il problema anzi è ovviamente strutturale perché è il calo delle presenze in Sardegna ad essere costante da tempo». ■

Gianni Rotondo, direttore generale Royal Caribbean

Ariodante Valeri, direttore generale di Grandi Navi Veloci

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SCENARI DEL TURISMO

Il futuro della Travel Industry

in Italia

Tecnologia mobile, multicanalità e valorizzazione del patrimonio turistico locale. Il mercato dei viaggi corre su questi binari

✒testo e foto di Barbara Ainis Quando oggi si parla di futuro si pensa a come e cosa fare per crescere, senza dubbio, ma anche e soprattutto per sopravvivere alla crisi e al cambiamento in atto. La sopravvivenza, delle specie, come delle imprese, si gioca sulla capacità di adattamento alle mutate condizioni di vita e sviluppo, e in questa implacabile e impietosa stagione diventa essenziale essere in grado di osservare e comprendere cosa chiede il mercato, per rispondere in maniera adeguata. Come sarà il futuro della Travel Industry? Ce lo chiediamo tutti, e se lo sono chiesti anche i ricercatori della IDC, gruppo leader a livello mondiale nell’ambito della ricerca di mercato nei settori dell’ICT, che per Amadeus hanno condotto una web-survey, dal titolo “Il Futuro della Travel Industry”, a cui hanno preso parte 110 aziende del settore turistico e dei servizi. La ricerca ha evidenziato un mercato in continua trasformazione, sempre più influenzato da nuovi approcci, da parte dei consumatori, in tutte le fasi di ricerca, acquisto e consumo dei viaggi.

Il “fai da te” sostituirà le agenzie di viaggio? Tutti gli attori coinvolti nell’industria del turismo sono a una svolta. Agenzie di viaggio, Tour operator e singoli operatori. Non si può più pensare secondo schemi e procedure che appartengono al passato, bisogna, al contrario, sapersi proporre al mercato con modelli di distribuzione diversificati, multicanale, per andare incontro, senza farsi male, ad un inevitabile processo di disintermediazione e all’adozione di strumenti online e offline capaci di catturare l’attenzione e le esigenze del turista ovunque si trovi. Al centro di que-

Social, local e mobile. Sono queste le nuove abitudini dei viaggiatori con le quali il mercato di oggi si deve confrontare

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sto cambiamento, le agenzie di viaggio. Secondo la ricerca promossa da Amadeus, se vogliono sopravvivere dovranno dimostrarsi capaci di essere multicanale (per il 57% degli intervistati), diversificando l’offerta tra classico punto vendita, in-


SCENARI DEL TURISMO

ternet e social. La tendenza a sostituire alle agenzie di viaggio il “fai da te” sarà in una certa misura inevitabile (secondo il 26% dei rispondenti), come conseguenza delle soluzioni internet e delle App mobile dedicate. Solo il 17% degli intervistati si è detto certo che sopravvivranno comunque per il ruolo consulenziale insostituibile degli agenti di viaggio.

La forza della nicchia Non meno coinvolti dal cambiamento sono i Tour Operator, chiamati in causa in tutto il processo di evoluzione della Tra-

Fattore abilitante della Travel Industry è la tecnologia, orientata all’adozione di strumenti e infrastrutture IT capaci di fornire servizi turistici avanzati vel Industry a fianco degli altri attori. La tendenza prevista in questo caso è più articolata: il 41% degli intervistati da IDC si aspetta una maggiore diffusione di quelli locali, ovvero quelli che saranno anche in grado di garantire maggiori e più mirate fonti di informazione e di ispirazione, con offerte relative al territorio nel quale operano. La tendenza global si indirizza, dunque, al local e alla lunga coda delle nicchie. Le offerte dovranno sempre più

Dall’indagine emerge chiara la tendenza alla valorizzazione delle nicchie di mercato. Enogastronomia, sport o natura possono diventare le vere leve per il successo di tour operator e altri attori del settore

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SCENARI DEL TURISMO

Più tecnologie per la mobilità

APPLE CREDITS

Cambia il mercato, cambiano le esigenze dei viaggiatori e cambiano pure le loro abitudini di viaggio. In continuo movimento necessitano di informazioni in tempo reale, di strumenti per la condivisione delle esperienze, di esplorazione della destinazione. Per la promozione del patrimonio e dell’offerta del territorio risulta dunque necessario (così ha risposto il 78% degli intervistati della web survey) integrare l’esperienza di navigazione web con tecnologie per la mobilità. Sono ormai una minoranza (22%) coloro che ritengono sufficiente offrire sul portale turistico della località le informazioni necessarie per pianificare il viaggio, contando poi sull’offline per la prenotazione. Dalla ricerca di Amadeus-IDC emerge con chiarezza come sia proprio la tecnologia il vero fattore abilitante della Travel Industry. Tutti gli operatori, meglio ancora se in forma coordinata, dovranno condividere un approccio maggiormente orientato all’adozione di strumenti e infrastrutture IT capaci di fornire servizi turistici avanzati. Ne è convinto il 91% degli intervistati, che sostiene, infatti, l’esistenza di un gap tra l’utente, sempre più tecnologicamente evoluto, e la tecnologia stessa che gli operatori hanno adottato. «È proprio sull’innovazione che si giocherà nei prossimi anni la sfida più importante della Travel Industry», commenta Tommaso Vincenzetti, direttore marke-

spesso essere dedicate a prodotti di nicchia, capaci di incontrare gli interessi particolari dei singoli viaggiatori, con proposte uniche e distintive.

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SCENARI DEL TURISMO

ting di Amadeus Italia, «e sulla capacità degli operatori di generare un reale valore aggiunto per i consumatori, rivalutando e sottolineando così la loro offerta turistica. Credo che il futuro possa riservare importanti trasformazioni a questo settore, in parte già avviate oggi; per questo in Amadeus siamo focalizzati allo sviluppo di tecnologie innovative che diventino fattori abilitanti per la crescita della Travel Industry e che contribuiscano a sviluppare l’esperienza di preparazione, acquisto e condivisione del viaggio da parte degli utenti».

SoLoMo la nuova frontiera del marketing L’utenza Internet in Italia, sia fissa che mobile, è in continua crescita e la componente Social è oramai forte e imprescindibile. Si parla ormai di 28,6 milioni di utenti Internet (fonte: Audiweb – febbraio 2013), il 50% dei quali si collegano tutti i giorni. La navigazione avviene sempre più spesso da dispositivi mobili: internet da smartphone è cresciuto del 13% nell’ultimo anno, mentre la navigazione da tablet ha rilevato un aumento del 12%. Stanno di conseguenza nascendo nuovi strumenti e approcci di Digital Marketing che ampliano le opportunità e la capacità di dialogare con l’utente da parte delle aziende, anche e soprattutto del settore turistico. In questo senso si parla di SoLoMo, ossia di attività dirette a stimolare l’interesse e l’interazione dei potenziali clienti tramite approcci Social, Local e Mobile. Una recente ricerca condotta da Duepuntozero DOXA sulle PMI italiane

ha voluto fotografare il mondo delle piccole e medie imprese dal punto di vista del loro utilizzo e della loro attivazione di servizi e strumenti di Web Marketing focalizzati sulle attività di SoLoMo. Quel che ne è emerso indica un interesse alto, ma ancora molte difficoltà nella comprensione per mancanza di strumenti adeguati. Il 73% delle aziende interpellate ha già attivato un profilo su Google Maps, mentre il 12% intende farlo in futuro; il 57% delle PMI ha un sito web ottimizzato per le ricerche su Google, mentre solo il 27% lo ha ottimizzato per il cellulare (il 34% intende farlo). Il 35% delle imprese interpellate ha attivato un profilo su Facebook Places, mentre altre attività, quali mobile site, profili Tripadvisor, Twitter ed e-mail marketing sono state implementate solo da percentuali modeste di PMI. Il quadro che emerge dalla ricerca di Duepuntozero DOXA indica una separazione ancora rilevante tra utenza e imprese, dove l’utenza Internet ha già in gran parte adottato le nuove logiche di partecipazione proposte dalle piattaforme Web 2.0, spingendosi all’esplorazione di nuove modalità di partecipazione, mentre le PMI hanno solo iniziato questo percorso di utilizzo di strumenti volti a dare una maggiore visibilità con informazioni locali consultabili anche in mobilità. Il 40% delle PMI online ha attivato iniziative SoLoMo, con predominanza di aspetti di geolocalizzazione. Il livello di soddisfazione è abbastanza buono, ma emerge una difficoltà a monitorare l’efficacia delle iniziative, derivante, tra l’altro, dall’inadeguatezza nell’identificazione di KPI (indicatori chiave di prestazione) e di strumenti di valutazione. In ogni modo è evidente l’apertura anche delle nostre PMI alle iniziative SoLoMo, quanto meno come intenzione cauta per il prossimo futuro. ■

Le soluzioni mobile sono il futuro del marketing turistico, insieme con la valorizzazione degli aspetti social e del territorio

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SCENARI DEL TURISMO

Hilton Worldwide, avanti tutta Il gruppo internazionale preme sull’acceleratore del lusso, con l’obiettivo di raggiungere 46 strutture luxury brand entro il prossimo anno. Prosegue il piano di espansione in Cina, Russia, Medio Oriente, Africa, ed Europa

✒Ti.Co. Hilton festeggia cinquant’anni e la domanda sorge spontanea. Ma quanto sono cambiate le aspettative dei clienti in questi anni? «Molto, perché si viaggia di più e il cliente è più istruito, quindi più esigente. Ed è partendo da questa premessa che Hilton Worldwide offre il massimo della qualità declinata in diversi marchi che spaziano da lussuosi hotel e resort a strutture di fascia media», spiega Jean Faivre, vice president Western & Southern Europe (nella foto in basso), precisando che i nuovi progetti di sviluppo puntano molto sul lusso: «contiamo di aprire 16 nuovi alberghi nei prossimi anni con il brand Waldorf Astoria Hotels & Resorts che è passato dalle 5 strutture del 2007 alle attuali 23, di cui una in Italia: il Rome Cavalieri Hilton. Lo storico hotel romano nel 2008 è stato il primo in Europa, a far parte dell’esclusivo brand con cui il Gruppo Hilton riunisce gli alberghi che garantiscono un servizio di alto livello incluso un concierge a disposizione per ciascun ospi-

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te. Soltanto a gennaio del 2013 ha aperto i battenti il secondo Waldorf Astoria in Europa, quello di Berlino, all’interno del nuovo grattacielo spettacolare “Zoofenster”, progettato dal famoso architetto tedesco Christoph Mäckler». Strutture, le Waldorf Astoria, che hanno un’eleganza senza tempo e una storia da raccontare. Non a caso, infatti, sono spesso edifici antichi come quello ultracentenario di Edimburgo che ospita il Caledonian, e sorge nel centro storico, o i prossimi Waldorf Astoria Hotels & Resorts annunciati da Faivre, «apriremo a Gerusalemme a fine anno e ad Amsterdam (93 stanze dislocate in sette case sul Canale) a marzo 2014». E se questo brand ben si addice ad una clientela di mezza età, che predilige un contatto vis-àvis con il personale, l’altro, il Conrad Hotels & Resorts, è il marchio del lusso per il quale la Catena ha sviluppato una serie di servizi che meglio si prestano ad una clientela più propensa all’utilizzo delle nuove tecnologie – come per esempio la


SCENARI DEL TURISMO

mobile app che permette di personalizzare il proprio soggiorno in ognuna delle 20 strutture Conrad –. «L’applicazione, in numerose lingue, consente di prenotare servizi ad hoc tramite iPad e iPhone», dice Faivre, «non a caso i clienti del Conrad seguono quello che è il nostro slogan: il lusso di essere se stessi». E anche per Conrad sono previste 16 nuove aperture nei prossimi anni, «a cominciare da settembre prossimo a Dubai», precisa Faivre, «perché la nostra principale strategia è nello sviluppo. Vogliamo continuare a crescere nelle destinazioni più belle e a migliorare la qualità continuando a puntare sul lusso, per il quale abbiamo avuto una crescita veloce con 46 strutture luxury brand nel mondo entro il prossimo anno».

Hilton punta sull’Italia Dal 2007, da quando Blackstone acquistò la catena Hilton, è stata portata avanti una politica di sviluppo e investimento più internazionale, quindi sui mercati turistici al di fuori degli Stati Uniti. Oggi Hilton Worldwide è presenti in 90 paesi con quattromila alberghi multibrand e l’80% delle stanze attualmente in costruzione è fuori dagli Usa. Dal 2007, il numero delle camere è cresciuto del 33% con 1100 nuovi alberghi. I luoghi chiave di investimento per Hilton Worldwide, che nei prossimi tre anni aprirà 1000 nuovi

hotels, sono Cina, Russia, Medio Oriente e Africa, ma è in Europa, dove ha la più grande pipeline di hotel, che Hilton Worldwide continuerà a svilupparsi, perché, come ci fa sapere Faivre, «c’è interesse anche da parte di investitori e proprietari di strutture private, quindi è una scelta che paga» ed è I’Italia il paese europeo dove si sta investendo maggiormente: «oltre alle attuali 19 strutture», dichiara Faivre, «ne abbiamo 6 in corso di costruzione tra cui Hilton Garden Inn a Pistoia che aprirà alla fine del 2014 e il Double Tree by Hilton Resort a Siena, nel 2015». Sempre in Europa, altri importante mercati dove si concentrano i nostri investimenti sono la Turchia e la Romania. Una strategia quello dello sviluppo, che contribuisce a creare posti di lavoro: un fattore importante per alcuni paesi come l’Italia, che con il 40,5% di giovani disoccupati è al quarto posto in Europa, dopo Grecia, Spagna e Portogallo. «Creiamo posti di lavoro e aiutiamo anche coloro che non hanno un’istruzione con corsi di formazione online, di vari livelli, grazie alla nostra università. Per i direttori generali, invece, abbiamo convenzioni con università di prestigio, internazionali, che rilasciano master. Il nostro obiettivo è far crescere i membri del nostro team per garantire gli stessi elevati standard di servizio in tutti i nostri alberghi».

La facciata del The Caledonian Hilton Edinburgh in Princess Street

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SCENARI DEL TURISMO

La Presidential Suite del Waldorf Astoria Berlin. In basso, decorazioni per festeggiare i 50 anni del Rome Cavalieri Waldorf Astoria Hotels & Resorts di Roma

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Strategie anticrisi Nuovi hotels, formazione e lusso. Sono queste le strategie messe in campo da Hilton Worldwide per continuare a crescere anche in un momento di difficile congiuntura economica come quello che sta riguardano diversi paesi in cui il Gruppo è presente. Il tutto, senza dimenticare l’importanza del web e i programmi di fidelizzazione come Hilton HHonors, che lo scorso anno ha celebrato i suoi 25 anni e ha superato la cifra record di 34 milioni di membri, con oltre quattro milioni conquistati solo nel 2012. «Vogliamo puntare an-

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cora di più sui servizi e sulla formazione rafforzando lo spirito di squadra, ma anche investire maggiormente sul web», ricorda Jean Faivre, precisando che «dall’Italia una persona su tre prenota online le nostre camere». Inoltre, «stiamo sviluppando nuove politiche di incentivazione come per esempio quella per il Mice, che prevede sconti del 20% per chi prenota in anticipo, o quella del programma di fidelizzazione Hilton HHonors che con la campagna The Great Getaway, lanciata in tutta Europa, offre la possibilità di risparmiare fino al 40% sul costo dell’hotel. ■


STAY IN A SERVICE EXPERIENCE

NON BASTA RIORDINARE LA STANZA, BISOGNA OFFRIRE AI PROPRI CLIENTI L’ESPERIENZA DELLA PRIMA VOLTA. Quello che tradizionalmente viene rappresentato come semplice servizio di pulizie è in realtà un ambito altamente strategico, uno dei principali “post sensibili” su cui l’utenza misura il valore dell’accoglienza e su cui spesso una struttura ricettiva si gioca la propria reputazione. La crescita delle dotazioni tecnologiche e i nuovi strumenti di approccio e servizio, ci permettono oggi di parlare, non più di pulizie, ma di vero restoring: il processo mediante il quale l’ambiente è riportato alla sua condizione originaria. Servire una struttura alberghiera significa offrire alla clientela dell’hotel la possibilità di vivere un’esperienza unica nelle camere e nei locali, come se vi si accedesse per la prima volta. Il servizio di restoring ricrea nei vostri ospiti la sensazione di essere accolti in un ambiente nuovo. Non basta garantire una buona accoglienza, il mercato ci chiede oggi di offrire un’esperienza di soggiorno memorabile, per questo Cegalin ha rivoluzionato l’idea di riordino stanza, trasformandola in uno strumento fondamentale per la reputazione del vostro hotel.

Cegalin - Milano Roma Vicenza - cegalingroup.com


SCENARI DEL TURISMO

Mice Summit per Mövenpick Hotels & Resorts a Berlino Mövenpick festeggia i suoi primi 40 anni con un importante Mice Summit di livello internazionale, tutto nella splendida atmosfera del Mövenpick Hotel Berlin

✒Cristina Chiarotti tori Commerciali di alcuni dei più prestigiosi alberghi quattro e cinque stelle del Gruppo hanno partecipato all’evento. Il gruppo dei buyers italiani è stato organizzato e seguito da Pasquale Priore, International Accounts Director Italy.

Il Mövenpick Hotel Berlin

Jean Gabriel Pérès, President & CEO

Francis Bertrand, Vice President International Sales

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Organizzato in collaborazione con Airberlin e Conference & Touring, quest’anno Mövenpick Hotels & Resorts ha voluto festeggiare i suoi 40 anni con un evento unico nel suo genere e di respiro internazionale, il primo Mice Summit specificatamente studiato per offrire ai buyers più competitivi un quadro completo dell’offerta esclusiva Movenpick, ma non solo. «Questo Summit Mice», afferma il Vice President International Sales, Francis Bertrand, «è stato pensato come una grande opportunità sia commerciale che umana, per far incontrare in un clima conviviale e al di fuori del ritmo quotidiano, partner di altri Paesi con cui confrontarsi sulle nuove dinamiche del turismo. In questi tempi di continui cambiamenti e sfide economiche, crediamo che un evento come questo possa rafforzare i rapporti commerciali e aiutare a costruire un clima di fiducia negli operatori di settore». Il Summit, due giorni in formula workshop, ha visto dialogare quasi 100 Top Mice Agency provenienti dai principali paesi europei, come Gran Bretagna, Francia, Svizzera, Belgio, Spagna, Germania e Italia, ma anche dai paesi fortemente emergenti, come la Russia. Ben 20 Diret-

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L’evento si è svolto nella splendida cornice del Mövenpick Hotel Berlin della città tedesca, recentemente ristrutturato e restituito al suo fascino. «Dalla sua apertura nel 2004», conferma il General Manager dell’Hotel, Frank Hörl, «il Mövenpick Hotel Berlin è riuscito a raggiungere una posizione di premiership in termini di qualità e di reputazione. Nel febbraio 2013 abbiamo terminato un ampio programma di ristrutturazione delle nostre aree comuni, la reception e la hall, dove tutto è stato completamente ridisegnato. Nuovi spazi anche per la nuova Lobby Bar adiacente al Ristorante Hofzwei, per il centro fitness, oggi all’avan-


SCENARI DEL TURISMO

guardia, e per due sale riunioni supplementari che hanno portato lo spazio meeting totale fino a 1.100mq». Costruito nel 1914 da Siemens, di fronte alla sua prima fabbrica, l’Hotel ne era la sede di rappresentanza. Nel 2004, l’edificio è divenuto proprietà del Gruppo Mövenpick che ha deciso di conservare elementi del suo passato industriale aggiungendo un tocco di modernità. I designer Pia Maria Schmid e Karsten Schmidt-Hoensdorf hanno lavorato in questo senso. Ad esempio, materiali nobili e lussuosi come il noce europeo sono stati associati a elementi di design, per ricordare un ambiente tipicamente industriale. Il tocco di

modernità è anche culturale: per esempio, nessun rumore si solleva da una “sala del silenzio” che rappresenta l’unica zona fumatori dell’hotel, nel rispetto dei principi del feng shui. Infine, per completare questo stile unico, uno dei piani dell’hotel contiene oggetti appartenenti alla vecchia stazione situata nei pressi dell’hotel.

Che cos’è Mövenpick Mövenpick è un gruppo svizzero di aziende con presenza globale. La sua competenza principale risiede nel settore dell’ospitalità, con particolare attenzione alla gastronomia, alberghi, vino e prodotti di alta qualità di marca. Mövenpick è strutturata come una holding, dove operano in modo indipendente quattro unità di business: Mövenpick Hotels & Resorts, Marche internazionali e ristoranti Mövenpick, Mövenpick Vino e Mövenpick Fine Foods. Mövenpick è presente in Europa, Medio Oriente, Africa, Asia e Nord America. Mövenpick Hotels & Resorts attualmente gestisce più di 80 hotels in 26 paesi, principalmente Hotels & Resort 4 e 5 stelle. Oggi la catena alberghiera serve 5,8 milioni di persone ogni anno. ■

Pasquale Priore, International Accounts Director Italy

John Griffin, Senior Vice President Bran & Marketing

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EDUCATIONAL TOUR

A Rimini business fa rima con wellness Polo congressuale di prim’ordine, Rimini diventa portavoce di un nuovo stile di vita alternativo al turismo costiero che trae forza dal ricco patrimonio del territorio e fa della città una wellness destination con un’offerta post congressuale di eccellenza. A farne esperienza diretta, un gruppo di buyers milanesi invitate all’Educational Tour organizzato, lo scorso giugno, dal Convention Bureau della Riviera di Rimini (CBRR) e dal Palacongressi di Rimini, in collaborazione con Master Meeting

✒Sandra Sisinni

Il Ponte di Tiberio. Nella via parallela si diramano i pittoreschi vicoli di Borgo San Giuliano da percorrere a piedi o in bicicletta

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Rimini è fra le prime destinazioni turistiche d’Italia: il mare, le spiagge, la grande tradizione di ospitalità, l’ampia offerta alberghiera e i servizi la rendono una meta ambita. Ma è riduttivo pensare a Rimini esclusivamente in termini di località balneare. Stiamo parlando infatti di una delle prime dieci destinazioni congressuali del Paese, di una città dalle mille risorse, a misura d’uomo, e del suo benessere diffuso, in grado di garantire un’offerta alternativa di prima categoria in fase post congressuale grazie alla capacità dei suoi abitanti di mettere a sistema un patrimonio di grande valore sotto il profilo storico, culturale, artistico ed enogastronomico. È quanto ha potuto appurare, lo scorso giugno, un gruppo di donne buyers milanesi durante l’Educational Tour di due

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giorni organizzato dal CBRR e dal Palacongressi di Rimini, in collaborazione con Master Meeting. Obiettivo dell’iniziativa quello di far conoscere la nuova immagine della città – quale wellness destination – e il suo entroterra attraverso un ricco programma: piacevoli passeggiate a piedi e in bicicletta in mezzo al verde, percorsi Spa in albergo, risveglio muscolare in spiaggia con personal trainer, pomeriggi al mare, shopping tour, visite guidate al centro storico di Rimini, al centro congressi, a Santarcangelo di Romagna, al design e futuristico Nomi Club progettato dall’archistar Ron Arad all’interno dell’hotel Duomo, assaggi di vini, oli e ottimo cibo presso il ristorante sul mare Molo 22, l’innovativo spazio degustazione “Palato” del Palacongressi, la tipica e tra-


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ma anche l’espressione di un progetto che vuole fare della Romagna il primo distretto internazionale di competenze nel benessere e nella qualità della vita delle persone, partendo dalla valorizzazione del patrimonio umano, sociale, storico, artistico, naturale ed enogastronomico del territorio romagnolo. Tappa successiva il Palacongressi di Rimini, inaugurato a ottobre 2011. La struttura eco-sostenibile è inserita all’interno del “Raggio Verde”: un progetto di riqualificazione della vegetazione urbana arti-

Le partecipanti al famtrip hanno fatto sosta anche al Duomo Malatestiano, la chiesa maggiore di Rimini, dove è custodita la prima versione del Crocefisso di Giotto. Sotto, tutte in sella per il centro storico di Rimini, in bicicletta si sono potuti visitare i principali monumenti della città e la Domus del Chirurgo, il sito archeologico il cui nome deriva dall’importante strumentario chirurgico rinvenuto

dizionale Osteria della San Giovesa e l’imperdibile terrazza dello storico Grand Hotel di Rimini. Punto di partenza di ogni escursione e dell’ospitalità è stato l’Hotel Le Méridien di Rimini, splendida struttura alberghiera e congressuale a quattro stelle con uno staff particolarmente ospitale e attento, dotata di 110 camere e suites, 9 sale meeting, due ristoranti, garage privato e dell’esclusivo Centro Benessere Savoia Wellness.

Le tappe dell’Educational Tour Il tour è iniziato con la visita alla sede dell’azienda leader nei settori del fitness e del benessere, il Technogym Village, ubicato in un’area denominata Wellness Valley: un luogo di ispirazione, vita e lavoro 7-8 2013

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EDUCATIONAL TOUR CONVENTION BUREAU DELLA RIVIERA DI RIMINI Convention Bureau della Riviera di Rimini, società del Gruppo Rimini Fiera che opera nella meeting industry dal 1994, rappresenta l’industria congressuale della provincia di Rimini promuovendo il territorio in ambito nazionale e internazionale. Gestisce le attività del Palacongressi di Rimini e commercializza gli spazi del Quartiere Fieristico per gli eventi a carattere congressuale. Sotto il coordinamento di CBRR è nato, circa cinque anni fa, un Comitato Organizzativo Locale (COL) permanente che riunisce Comune, Provincia, Camera di Commercio, Rimini Fiera, la Società di gestione dell’aeroporto e i comuni di Riccione, Bellaria e Cattolica. Grazie a questa particolare struttura, i clienti trovano in Convention Bureau un interlocutore unico sul territorio, evitando dispersioni di risorse fra le varie realtà istituzionali.

Uno scorcio di Santarcangelo, meravigliosa cittadina dell’entroterra, che si snoda in un percorso di salite e discese da percorrere a piedi. In basso, Lo show cooking dello chef Giuliano Canzian allo spazio enogastronomico Palato sul tema “Il risotto di pesce”

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colato in un sistema di parchi pedonali e ciclabili che unisce il centro storico con la marina. Con 11.000 mq. di aree espositive, 39 sale meeting per qualsiasi dimensione e tipologia di eventi (in quei giorni ad esempio era in svolgimento “Cheer Up”, il campionato europeo di Cheerleading 2013 con 3.000 partecipanti e atleti),

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una capienza complessiva di 9.000 posti modulabili, il Palacongressi non è solo la struttura Mice più grande e versatile d’Italia ma rappresenta uno dei progetti più importanti nell’integrazione delle varie realtà del territorio con l’intera filiera congressuale. Ogni sala dell’impianto è un invito alla scoperta della città, perché porta il nome di un riferimento storico o urbanistico di Rimini. Lo stesso complesso avveniristico non è una realtà avulsa dal territorio: nel progettare la “conchiglia”, l’elemento che caratterizza la parte esterna dell’edificio, l’architetto Volkwin Marg dello Studio GMP di Amburgo si è ispirato all’anfiteatro romano e alla tradizione portuale di Rimini. Nel Palacongressi, all’interno della ricca offerta della ristorazione, è a disposizione dei congressisti e dei visitatori lo spazio enogastronomico Palato dove, attraverso presentazioni, degustazioni di oli e vini, corsi, eventi e show cooking vengono enfatizzate le eccellenze tipiche locali. Il territorio viene promosso grazie a una selezione di piccoli produttori locali di grandissima qualità che fanno parte del Consorzio Strade dei Vini e dei Sapori dei Colli di Rimini, delle Terre di San Marino e dell’Emilia Romagna. Nell’entroterra, a pochi chilometri da Rimini, si trova Santarcangelo di Romagna, un’incantevole cittadina di origine romana che conserva intatto un borgo medie-


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vale dove, nelle antiche botteghe artigianali, è possibile trovare la tipica tela romagnola stirata con il mangano (un pesantissimo e mastodontico strumento a pietra) e stampata con la tinta a ruggine. L’ultimo giorno è stato dedicato alla visita in bicicletta del suggestivo centro storico di Rimini. Colonizzata dagli Etruschi e fondata dai Romani nel 268 a.C., Rimini è diventata un polo di arte e cultura sotto la signoria dei Malatesta verso la fine del XIII secolo. Nel cuore di Rimini è possibile ammirare le testimonianze, i siti archeologici, le vestigia e i borghi che permeano la vita attuale di questa splendida città del wellness tutta da scoprire.

Avanade. Un commento fra tutti descrive alla perfezione lo spirito e l’intento del tour: è quello di Marina Barut di Carglass. «L’esperienza riminese è stata una piacevole sorpresa. Ho scoperto che Rimini non è solo una Riviera super organizzata ma è sede di importanti siti che la collocano in posizione di eccellenza nella storia del nostro Paese. Il suo entroterra nasconde borghi deliziosi dove sopravvivono tradizioni e mestieri che rendono la qualità della vita una ricchezza unica, ma anche strutture tecnologicamente avanzate che producono benefit a tutto il paese Italia. La convivenza della tradizione con l’architettura d’avanguardia che origina strutture eccezionali è un connubio vincente che ci inorgoglisce tutti. Mi auguro vivamente di organizzare qualche bell’evento in questa generosa terra». ■

La spettacolare ruota panoramica allestita nella darsena di Rimini. A sin. in alto: l’avveniristico Palacongressi, inserito nel cuore del “Raggio Verde”, la costruzione, conosciuta come la “conchiglia” ha al suo centro una gigantesca perla in granito che ruota su un velo d’acqua. Sotto, a sin. l’interno del Palacongressi, la struttura Mice più grande e versatile d’Italia, progettata dall’architetto Volkwin Marg di Amburgo. Sotto, foto ricordo davanti all’ingresso del Technogym Village per la travel blogger Cristina Badone e per Gemma Fiorentino, responsabile Marketing & Comunicazione di Avanade

I commenti all’Educational Tour Le ospiti del tour, buyers di importanti multinazionali con sede a Milano, hanno particolarmente apprezzato la vasta gamma di opportunità alternative che Rimini e l’entroterra sono in grado di offrire agli organizzatori di eventi. L’ottima accoglienza, la gradevole compagnia e gli interessanti appuntamenti in programma hanno creato un clima amichevole e conviviale che ha reso «le giornate piacevolissime», ha aggiunto Gemma Fiorentino di

Per info: Coralie Delaubert Marketing Executive Convention Bureau della Riviera di Rimini delaubert@riminiconvention.it 7-8 2013

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scelta perchĂŠ Un grande affresco quattrocentesco e preziosi dettagli storici convivono con arredi e dotazioni tecnologiche moderne in un ambiente da 250 mq nel cuore della Verona piĂš autentica

Suite Marcellus 86

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SUITE EXPERIENCE

curiosità Tanti ambienti in uno solo: questo il tratto distintivo della Suite Marcellus che si può trasformare in sei diverse soluzioni altrettanto raffinate, da una fino a tre stanze da letto: la Suite Affresco, la Suite Melodia, la Suite Borsari, la Suite Della Scala, la Suite Dei Signori e la Suite Placido.

Inaugurata a giugno di quest’anno, la Suite Marcellus di Palazzo Victoria è un vero e proprio gioiello all’interno di una struttura architettonica in cui convivono resti dell’epoca romana, affreschi classici e rievocazioni dell’antica arte veneta. Di chiara ispirazione storica a partire dal nome latino, i suoi ampi spazi sono stati studiati per far risaltare gli elementi originali dell’edificio in cui si trova, facendoli convivere con la modernità degli arredi di design e delle dotazioni tecnologiche. Ogni dettaglio della Suite Marcellus è stato quindi progettato per diventare parte integrante delle caratteristiche storiche dell’hotel, offrendo allo stesso tempo il meglio della hotellerie di lusso italiana. Nei suoi 250 metri quadri si alternano le aree per il relax e la convivialità ad ambienti più raccolti per il riposo. L’ampio soggiorno, molto luminoso grazie al doppio affaccio sui cortili interni, mescola suggestioni rinascimentali, come il soffitto con travi a vista e le pareti affrescate, con comodità moderne, dai divani di design al televisore al plasma. Attorno ad esso si aprono quattro camere da letto, ciascuna dotata di una sala da bagno riservata in marmo italiano, e un hammam. La suite può anche trasformarsi in un’elegante meeting room d’eccezione o ospitare cene di lavoro nella sala da pranzo con angolo cottura. Servizio personalizzato ed estrema cura dei dettagli caratterizzano questa proposta luxury: all’arrivo welcome drink con champagne, tutti i giorni frutta fresca in camera e un quotidiano a disposizione, per un soggiorno in grado di soddisfare ogni esigenza. p.t.

Note sulla location La nuova piazza veronese si chiama Palazzo Victoria, storico edificio firmato Salviatino Collection acquisito da MPg Hotels, società operante nello sviluppo di hotel di prestigio con Presidente Marcello Pigozzo, che si affaccia su Corso di Porta Borsari, cuore pulsante dello shopping e della buona cucina in città. La profonda opera di rinnovamento ne ha comunque conservato la multiforme storicità e oggi le rovine romane e i resti di epoca medioevale si fondono con un’anima schiettamente contemporanea. Simbolo del rinnovamento è il ristorante Borsari 36, che propone un nuovo modo di intendere e vivere l’esperienza culinaria, stravolgendo il tradizionale rapporto formale e distaccato tra cucina e cliente. Al centro dell’attenzione la Show Kitchen: i tavoli disposti attorno alla cucina a vista creano un open space che diventa intimo, in cui ciascuno è ospite d’eccezione dello chef Carmine Calò. palazzo Victoria Via Adua 8 - 37121 Verona Tel. 045590566 www.palazzovictoria.com info@palazzovictoria.com

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scelta perché centoquaranta metri quadrati e una vista mozzafiato sulla città: è la magnifica suite presidenziale del primo cinque stelle inaugurato da atahotels nel cuore pulsante di torino dopo un totale restyling dell’albergo

Suite Presidenziale PRINCIPI DI PIEMONTE

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SUITE EXPERIENCE

curiosità La top suite dell’hotel – inaugurato in occasione delle Olimpiadi Invernali del 2006 con una festa a base di ostriche e champagne – ha fatto da cornice a film e sketch pubblicitari ospitando registi e attori di fama internazionale, capi di stato, delegazioni straniere e presidenti di squadre sportive. Oggi è molto richiesta dalle multinazionali anche per riunioni al vertice ed esclusive colazioni di lavoro.

811, questo è il numero della suite situata all’ottavo piano del Principi di Piemonte - gioiello storico dell’hotellerie torinese, nonché icona della Torino che conta, ristrutturato coniugando lussuoso interior design e tecnologia avanzata a una architettura anni ’30. Unica nel suo genere in tutta la struttura per grandezza (140 metri quadrati), e per dotazioni, la suite è formata da due ampie camere matrimoniali, divise da un grande ed elegante salotto con piccola biblioteca e zona pranzo dove troneggia un mobile bar sempre ben rifornito di pregiate selezioni di vini, distillati e liquori. Ci sono due bagni separati, super accessoriati (si può scegliere tra più accappatoi con diverse profumazioni) dotati di esclusive amenities, di cui uno, quello padronale, oltre alla doccia, offre una vasca idromassaggio per 2 persone, un’ampia cabina armadio con ante richiudibili, una zona trucco e un secondo guardaroba per gli ospiti. La felice dislocazione all’ultimo piano del 5 stelle consente di godere di una magnifica vista sulla città e i suoi monumenti: basta aprire una delle vetrate per toccare quasi con mano la Mole Antonelliana! l.s.B.

Il plus La suite 811 offre un servizio vallet dedicato: dal momento dell’arrivo alla partenza, gli ospiti riceveranno un trattamento di benvenuto personalizzato con attenzioni esclusive che vanno dalla speciale couverture serale alla colazione servita in camera.

Note sulla location Situato di fronte alla famosa via Roma, centro della vita mondana e imprenditoriale della città, l’albergo propone 99 camere e suite di varie tipologie splendidamente arredate e confortevoli con pareti insonorizzate, un rinomato ristorante e bar con de hors, business centre, 7 sale riunioni, tutte con luce naturale, tra cui una plenaria di 200 posti, 3 sale con altezza al soffitto di 6 metri e sala banchetti per 350 persone. L’hotel ha preservato intatto lo stile anni ’30 coi preziosi marmi, imponenti lampadari di Murano, delicati mosaici e particolari artistici firmati Venini del Salone delle Feste, fulcro di sfarzosi eventi torinesi sin dalla prima apertura dell’hotel. Completa l’offerta un centro benessere di 500 metri quadrati con piscina. principi di piemonte Via Piero Gobetti 15 - 10123 Torino Tel. 01155151 - www.atahotels.it

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Spa experience

Grand Hotel Imperiale Resort & SPA

I-SPA Centro Benessere Il Centro Benessere, esprime tutta l’autenticità e la semplicità del luogo: la pietra di Moltrasio, l’acqua e i colori sono un continuum con il paesaggio circostante. Il respiro si riappropria del corpo, i muscoli rilasciano le tensioni, la mente si calma ed il “Qi”, l’energia vitale, riprende a circolare armoniosamente

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SPECIALE SPA EXPERIENCE

Innovativo per natura il Grand Hotel Imperiale si presenta con il plus di una nuova sezione dedicata al benessere: un tempio di remise en forme, di concezione olistica, in cui ritrovare la propria autenticità e rinnovare l’energia vitale, grazie ad un ampio ventaglio di opzioni. Una zona fitness con macchinari Technogym precede l’area umida in cui si trovano la Sala dei Sogni, la Stanza del Sale (dove è possibile rilassarsi avvolti dalla luce diffusa di una parete di sale), la sauna finlandese, il bagno turco, la cascata di ghiaccio, un percorso con docce emozionali ed infine una piscina con cascata d’acqua e idromassaggio. Tutto questo affacciato su uno spazio esterno in cui leggere fontane accompagnano piacevolmente nel percorso di benessere. Alla zona umida si affianca l’area massaggi, dove si può scegliere tra differenti rituali per il corpo.

Grand Hotel Imperiale Resort & SPA Via Regina Vecchia 24/26 - 22010 Moltrasio (CO) Tel. 031346690 - fax 031346120 spa@imperialemoltrasio.it - www.imperialemoltrasio.it

Focus 1

I-VIP La Dolce SPA Per Due SPA privata per due persone con vista lago, area relax e cabina multifunzionale. L’esperienza particolare di questa cabina coinvolge l’ospite in un piacevole gioco di benessere. La nuvola di vapore aromatizzata con eucalipto ammorbidisce e rigenera la pelle, ne apre i pori pulendola in profondità da scorie metaboliche di ristagno, libera le vie respiratorie, tonifica e dona rilassamento psicofisico. I 4 percorsi proposti, Purify, Relax, Tonic, Excite della durata di 20’, sono personalizzati con propri suoni e colori che accompagnano l’ospite verso il proprio desiderato. Il culmine viene raggiunto con il trattamento Massaggi & Champagne dove i sensi sono ancor più deliziati dall’intensa profumazione dell’olio di rosa, utilizzato per il massaggio, e dalle gustose fragole al cioccolato fino ad essere inebriati dalle bollicine dello champagne.

Focus 2

I-Special Lomi-Lomi Il massaggio, eseguito da operatrici esperte, diventa un’esperienza di riequilibrio energetico. Oltre a favorire un rilassamento profondo, apporta un significativo miglioramento a piccoli disturbi psico-fisici e l’opportunità di un contatto più intenso con se stessi. Tra le proposte spicca il rituale Lomi Lomi: un massaggio sacro tramandato da antichi maestri guaritori delle Hawaii, i Kahuna, che comporta il rilascio delle emozioni e il perdono, al fine di portare tutti gli aspetti del sé in equilibrio. Viene eseguito con un unguento e una frizione che si estende su tutto il corpo, simulando il movimento dell’oceano attraverso i movimenti ritmici ed armoniosi di avambracci e mani. 7-8 2013

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NUOVE APERTURE

Palazzo di Varignana Resort & Spa A settembre si inaugura una nuova proposta di pace e benessere nel cuore delle lussureggianti colline bolognesi, in cui un insieme di complessi si immerge nella natura circostante senza soluzione di continuità

Storica villa settecentesca, Resort con SPA, business hotel e location per eventi sulle colline vicino a Bologna: Palazzo di Varignana, che sarà inaugurato a settembre, ha molte anime e nei diversi complessi che compongono il borgo convivono soluzioni per il benessere, il relax e il business. Cuore pulsante della nuova proposta ricettiva sarà Villa Bentivoglio, antica dimora nobiliare del Settecento resti-

tuita al suo antico splendore grazie a un opera di restauro che ne ha saputo mantenere inalterati caratteri e atmosfere. Attorno a essa diversi complessi che ospitano 90 camere, un Centro Benessere e un ristorante informale, immersi nel verde di un parco secolare e affacciati sull’antica città romana di Claterna, che ancora oggi conserva i resti di quell’epoca. Vera e propria oasi di pace, Palazzo di Varignana si inserisce armonicamente nell’ambiente circostante: un’ideale continuità tra interno ed esterno caratterizza tutte le soluzioni residenziali grazie ad ampie vetrate, terrazze e patii. Questo concept

Intervista con il Direttore Vittorio Morelli Una scommessa, quella di ristrutturare e ampliare un complesso sulle colline bolognesi, che nasce da un specifica volontà: «dare un futuro sostenibile e di prestigio a un antico palazzo del 1705, all’interno di un borgo, quello di Varignana, che ha tanta storia alle spalle, e che vogliamo restituire al mondo in tutto il suo splendore». «Un soggiorno nel nostro Resort», continua, «rimarrà impresso ai nostri ospiti per l’ospitalità e l’accoglienza emiliana, un tratto ormai conosciuto a livello internazionale, e per la serenità infusa dal fatto di essere immersi nella suggestione delle nostre colline, il tutto unito alla professionalità discreta del nostro staff».

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NUOVE APERTURE

ha guidato anche la scelta di favorire l’uso di colori caldi e materiali naturali nella realizzazione degli spazi. Inoltre, tre degli edifici, Il Fienile, Il Borgo e Il Poggio, che ospitano una sessantina di camere, sono collegati direttamente da gallerie sotterranee che agevolano il percorso tra i tre complessi e li mettono in comunicazione con la hall e la VarSana SPA, il centro benessere del Resort. La SPA proporrà percorsi completi per ritrovare l’equilibrio psicofisico, che si snoderanno tra la zona umida con sauna, hammam e bagno a vapore, le docce emozionali e la cascata di ghiaccio, offrendo anche due vasche, una relax con sottofondo musicale e una all’aperto, oltre a palestra e area tisaneria. All’insegna del benessere anche la cucina, un viaggio alla scoperta dei sapori della tradizione gastronomica emiliana, accompagnati da una selezioni di vini locali in tre diverse location. Il menu del Pool & lounge bar offrirà piatti semplici e sani, grazie a cui riscoprire il gusto degli ingredienti genuini e ritrovare il piacere della convivialità in un ambiente incastonato nel verde del parco, con pareti a tutto vetro che guardano alla piscina e ai giochi d’acqua del solarium. Tra le proposte culinarie anche il ristorante gourmet Il Palazzo: ricercato nel design, in perfetta armonia con il contesto storico della Villa, fonde la cultura dell’entroterra bolognese con la ricerca di piatti innovativi e contemporanei, accompagnati da una selezione di vini del territorio e da etichette di prestigio nazionale e internazionale. Le sue cinque salette eleganti e riservate possono accogliere fino a 50 persone, mentre un ambiente privé con 30 posti sa-

rà riservato per occasioni speciali. Infine, per feste, ricevimenti ed eventi è a disposizione lo Spazio Belvedere, ampia location polifunzionale che grazie alle due sale triangolari modulabili contiene fino a 345 persone, con la possibilità di sfruttare le aree esterne. Il Belvedere è anche centro meeting, i cui spazi sono articolabili in differenti soluzioni adatte ad ogni tipologia di incontro. Illuminate dalle grandi vetrate che offrono una suggestiva vista sulla vallata, le sale sono attrezzate con sistemi audio-video in Full HD e strumenti per videoconferenze e sono connesse alla rete in Wi-Fi. Al centro la sala plenaria da 300 mq: qui la storia e la tecnologia di ultimissima generazione si fondono all’interno di un contesto naturalistico unico, grazie alle pareti oscurabili che regalano una vista emozionante. G.B.R.

Palazzo di Varignana Resort & Spa Via Ca’ Masino 611A - 40024 Varignana (Bologna) Tel. 05119938300 - fax 05119938380 www.palazzodivarignana.it - events@palazzodivarignana.it

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IL SUGGERIMENTO DEL MESE

Lefay Resort & SPA Lago di Garda

Un’accoglienza green e sofisticata che punta sul benessere per rendere unica l’esperienza di soggiorno. Anche a chi vi arriva per un meeting d’élite nelle nuovissime sale ✒Davide Deponti Sopra, la piscina Infinity. In basso, dettaglio del ristorante La Grande Limonaia

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A Gargnano, nel cuore della Riviera dei Limoni, sulla sponda lombarda del Lago di Garda, si trova il primo resort della Collezione Lefay. Allungato tra le colline e le terrazze naturali, impreziosite da ulivi e boschi, che fanno da cornice unica al Garda, il Lefay Resort & SPA è una struttura cinque stelle lusso che si estende su un parco naturale di 11 ettari e che propone ai suoi ospiti un’innovativa filosofia

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di benessere globale che dà grande importanza al rispetto della natura. L’intero resort è infatti stato realizzato nell’ottica dell’ecosostenibilità, grazie a tecnologie all’avanguardia e all’utilizzo di energie alternative rinnovabili. Tanto che, a riconoscimento di questa filosofia totally green, nel 2011 il Lefay Resort & SPA Lago di Garda ha firmato un accordo volontario col Ministero dell’Ambiente per la promozione di progetti comuni nella gestione delle emissioni di CO2. Insomma un vero e proprio eco resort di lusso, nel quale il benessere della persona non può e non vuole prescindere dal benessere ambientale. Ecco quindi che materiali naturali e progettazione secondo i dettami della bio architettura hanno permesso di realizzare una struttura che si integra perfettamente nello splendido paesaggio del Parco Naturale dell’Alto Garda. Senza dimenticare che il progetto architettonico stesso si ispira alle limonaie, le antiche costruzioni tipiche di una terra unica che è il luogo più a nord d’Europa dove crescono le piante di limoni. E in un luogo così speciale e vicino alla natura non può che es-


IL SUGGERIMENTO DEL MESE

li declina in un’accoglienza esclusiva, nel rispetto assoluto della privacy.

Suggestiva immagine notturna del resort e della bella piscina

Benessere che conquista

sere il benessere un altro dei punti cardine della filosofia Lefay. Il resort è una vera Destination SPA che pone gli spazi wellness al centro e nel cuore della propria struttura. È intorno alla Lefay SPA, un elegante tempio del benessere di oltre 3mila metri quadrati, infatti, che si allungano i corpi laterali del resort, quelli che ospitano le camere, tutte vista lago, divise in quattro tipologie: 41 Prestige Junior Suite, 43 Deluxe Junior Suite, 4 Family Suite e 4 Exclusive Suite. Lo scorso aprile è poi stata inaugurata anche una Royal Pool & SPA Suite (350 mq) che si affaccia anch’essa, come tutte le camere del resort, direttamente sul lago, e che unisce tutti i benefit di un soggiorno al Lefay ma

Nel Lefay Resort & SPA Lago di Garda quindi il benessere è parte integrante della struttura e della filosofia che l’ha generata: lo si assapora nel meraviglioso parco privato e nella magica atmosfera naturale che circonda ogni cosa. Soprattutto però lo si vive nella SPA che, suddivisa in tre aree principali – “Acqua e Fuoco”, “Natura e Fitness” e “Nel silenzio e tra le stelle: trilogia nell’aria” –, dona agli ospiti la possibilità di rigenerarsi in ogni momento della giornata in base alle proprie necessità. Ecco allora che l’area “Acqua e Fuoco” comprende la zona delle saune – cinque e con diversi gradi di umidità – e quella delle piscine, che unisce la vasca salina interna ed esterna riscaldata, la vasca sportiva da 25 metri riscaldata, l’idromassaggio Fonte Roccolino, il lago salino “La Luna nel Lago” alle aree di relax con vista lago, alla Grotta Turchese e all’area Sunset Relax. Negli spazi “Natura e Fit-

Giardino Energetico e Terapeutico “La Fenice Rossa”

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L’elegante Deluxe Junior Suite

ness” gli ospiti del resort trovano una grande palestra (aperta 24 ore) con attrezzature Technogym e una sala ginnastica predisposta per corsi di fitness. Le ampie parti naturali esterne dell’area “Nel silenzio e tra le stelle: trilogia nell’aria” infine racchiudono i percorsi dedicati al benessere e al recupero energetico. Ne fa parte un itinerario running lungo due chilometri che attraversa cinque giardini terapeutici, realizzati secondo il Lefay SPA Method, un metodo benessere unico ed esclusivo, il cui obiettivo è quello di portare gli ospiti al completo riequilibrio e al ringiovanimento di corpo, anima e spirito, attraverso il recupero dell’energia vitale che deriva dai principi della medicina cinese classica.

Meeting d’élite

La Private Spa della Royal Pool & Spa Suite. A destra, la sala Goethe

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E questo percorso running, come il percorso vita con otto stazioni per esercizi all’area aperta e ancora come quello di meditazione articolato in 5 giardini terapeutici, ma soprattutto la vasta offerta di trattamenti benessere che propone la SPA sono attività perfette anche per i momenti di post congress. Sì, perché il Lefay Resort & SPA Lago di Garda ospita nella sua struttura ecosostenibile e immersa nella natura

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della Riviera dei Limoni anche una nuovissima area meeting, inaugurata proprio nel marzo di quest’anno. Posizionata in una zona riservata ma di facile accesso, sia dall’interno che dall’esterno del resort, l’area ospita due sale riunioni di diversa grandezza: sono la Sala Goethe di 90 metri quadrati, che offre la massima capienza di 80 posti nell’allestimento a platea, e la Sala Lawrence di 50 metri quadrati. Entrambe possono essere configurate in diverse modalità – come ad esempio gli allestimenti U-shape e con banchi di lavoro –, e sono anche dotate di attrezzature tecnologiche all’avanguardia, come video proiettore e internet wi fi, e di luce naturale, grazie alle ampie vetrate affacciate direttamente sul Garda. Della zona meeting poi fanno parte un’area foyer, perfetta per organizzare il servizio di accoglienza dei delegati come pure i momenti di coffee break. Arredata con poltrone Smania e circondata da ampie vetrate oscurabili è poi la Sala Caminetto: luogo ideale per ospitare incontri di alto livello o piccole presentazioni (fino a 10 ospiti) in un'atmosfera raccolta e informale. Grazie alla sua filosofia e alla presenza di queste strutture per il turismo d’affari allora, il Lefay Resort & SPA Lago di Garda si propone come cornice perfetta per meeting aziendali di alto livello o per incontri di lavoro e di team building. I quali, dopo i momenti istituzionali, hanno a disposizione tutta la cura per il corpo e per lo spirito della grande area SPA, i percorsi walk interni e non solo. Per le attività di post congress infatti lo Staff del Resort è in grado di organizzare attività sportive tra gli spazi naturali delle verdissime colline e dei boschi del Parco Naturale dell’Alto


IL SUGGERIMENTO DEL MESE

Garda che circondano il resort. Camminate in montagna, percorsi in bicicletta, lezioni di cucina organizzate in divertenti e coinvolgenti cooking classes, uscite in barca, degustazioni di vini in cantine locali e regate sul lago.

Filosofia a tutto tondo Senza dimenticare che al Lefay Resort & SPA Lago di Garda anche la cucina fa parte dell’offerta di benessere per chi vi soggiorna, sia per turismo leisure che business. “Persino il cibo può nutrire l’anima”: parte da questo presupposto la filosofia Lefay Vital Gourmet e così tutta l’offerta gastronomica della struttura, in questo Resort infatti il benessere passa anche dalla tavola dove la freschezza dei prodotti del territorio si unisce alla creatività dello chef. Sia nel raffinato ristorante La Grande Limonaia che nella suggestiva Trattoria La Vigna è possibile godere di una cucina che si basa sulla ricerca di materie prime di qualità, utilizzate nel rispetto della loro stagionalità. Così si scopre una particolare attenzione agli aspetti salutari del cibo che punta sui classici elementi della dieta mediterranea, come l’olio extravergine d’oliva. Anch’esso coltivato e prodotto sulle sponde del Garda proprio dalle aziende agricole Lefay Resorts. Gli ospiti quindi hanno a disposizione una cucina più gourmand ne La Grande Limonaia, mentre trovano un’offerta più legata alle ricette regionali italiane nella Trattoria La Vigna. Oppure possono optare per il menu detossinante ipocalorico “La Leggerezza nell’Essere”, creato in esclusiva per il resort e capace di equilibrare in modo piacevole e gustoso l’ap-

porto calorico, senza rinunciare alla genuinità della buona cucina made in Italy. «Vogliamo progredire nella nostra offerta di alto livello», ci confida il Managing Director di Lefay Resorts Alcide Leali Jr., «proponendo un’ospitalità che superi il concetto di stagionalità. Grazie alla SPA e alla nuova area meeting vogliamo essere dodici mesi a disposizione degli ospiti e proporre loro la nostra innovativa via verso il benessere globale dell’individuo. In questo ci aiuta il clima gradevole, unico e stabile dell’area gardesana, una vera oasi dell’Italia settentrionale». E aiuta il successo di Lefay Resorts, aggiungiamo noi, la filosofia di accoglienza di lusso che non dimentica l’importanza del contatto con la natura e della sostenibilità, creata proprio dalla famiglia Leali quando ha deciso di investire la propria lunga esperienza nel settore turistico nel progetto Lefay Resorts. ■

Dall’alto particolare della sala Caminetto e della sala Lawrence

Lefay Resort & SPA Lago di Garda Via Feltrinelli 118 - 25084 Gargnano (Brescia) Tel. 0365241800 - www.lefayresorts.com reservation@lefayresorts.com - meeting@lefayresorts.com 7-8 2013

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a cura di Alessandro Lazzaroni

RISORSA UOMO

ale.lazza@libero.it in collaborazione con Silvia Testi silviatesti@hotmail.com

La dipendenza

da Internet Nella rete della rete Internet ci ha cambiato il lavoro e la vita in generale, ed è senz’altro una delle più importanti innovazioni degli ultimi decenni. Purtroppo anche questa novità ha un lato oscuro: come tante delle cose con cui abbiamo a che fare (dall’alcol al cibo) anche verso internet si può sviluppare una dipendenza. Ovviamente gli americani l’hanno classificata e etichettata: Internet Addiction Disorder. Si parla di dipendenza perché i sintomi richiamano quelli prodotti dalla dipendenza da sostanze psicoattive. Ogni dipendenza implica dei meccanismi: la tolleranza (per cui si è costretti ad aumentare le dosi di una sostanza per ottenere lo stesso effetto), l’astinenza (con comparsa di sintomi specifici in seguito alla riduzione o sospensione di una particolare sostanza) e il “craving” o smania che porta a un

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fortissimo e irresistibile desiderio di assumere una sostanza, che, se non soddisfatto, causa sofferenza psichica e a volte fisica, con fissazioni del pensiero, malessere, alterazione del senso della fame e della sete, irritabilità, ansia, insonnia, depressione.

Quando preoccuparsi? Potremmo dire che la nostra stessa società è ormai dipendente da Internet per molte attività e ciò si ripercuote su di noi sia nel lavoro che nella vita quotidiana. A livello più soggettivo, sarà capitato a molti di provare una leggera ansia nel trovarsi in un posto senza possibilità di connettersi o di trovarsi a consultare la propria e-mail troppo frequentemente. I campanelli d’allarme dovrebbero scattare però quando si manifestano segnali più


RISORSA UOMO

marcati. Per esempio, se ci si accorge di aver bisogno di trascorrere sempre più tempo online per trarne una qualche soddisfazione e, conseguentemente, si trascurano altre attività (ad es. sportive o relazionali). Ancora, un sintomo di dipendenza è, come per le droghe, l’astinenza vissuta con ansia, pensieri ossessivi (su ciò che succede online senza di noi!), agitazione psicomotoria. Può succedere così che l’accesso alla rete si prolunghi più di quello che avevamo preventivato e diventi sempre più frequente. Alcuni contenuti di Internet poi possono facilitare questa dipendenza che non si lega a qualcosa di semplicemente tecnologico, ma si nutre di mondi virtuali spesso compensatori, come può essere nel caso della dipendenza da siti pornografici, da giochi di realtà virtuale o anche dai semplici social network. Giochi apparentemente innocui come Farmville hanno conquistato migliaia di navigatori e sembrano costruiti apposta per favorire la dipendenza, richiedendo continue connessioni dell’utente per avanzare nel gioco (un po’ come il Tamagotchi dell’era predigitale).

La dipendenza cyber-relazionale Alcune persone arrivano ad investire emotivamente più in relazioni virtuali, che in reali rapporti amicali e familiari. I Social Network hanno favorito lo sviluppo di queste forme di amico-dipendenza, fatta di bulimia nell’avere sempre più amici (magari mai incontrati di persona), di ricerca di soddisfazione nel ricevere quanti più mi piace, e, anche se questo sembra almeno apparentemente meno grave, dell’ansia di dover condividere per forza quello che si sente, si pensa o si vede (quasi che altrimenti la nostra esperienza non esistesse o valesse meno). Tutta questa ricchezza di possibili ganci che Internet offre aumentano il rischio di sperimentare un’ansia da disconnessione, perché non poter accedere al web può essere vissuto (a seconda delle attività che si fanno più spesso) come mancato contatto con amici, perdita del senso di controllo sulle proprie attività online, assenza di riconoscimento e rispecchiamento negli altri. In definitiva, non potersi connettere sfocia in un mal vissuto senso di solitudine. Essendo il cellulare ormai uno strumento che consente di svolgere molte delle attività online che si fanno al computer, la dipendenza e l’ansia da disconnessione si trasferiscono anche allo smartphone. Allargando un po’ il discorso al di là di Internet, potremmo dire che i piani illimitati/flat che ormai offrono tutti gli operatori mobili amplificano le possibilità di restare sempre in contatto con qualcuno (di reale, fortunatamente), quasi che l’isolamento sia un male assoluto sempre e comunque Le terapie utilizzate per affrontare la dipendenza da Internet sono analoghe a quelle che affrontano le altre forme di dipendenza. Spesso fanno ricorso al gruppo che, come per alcolisti o giocatori anonimi, consente di confrontarsi con persone “simili” condividendo i propri problemi e di stimolandosi reciprocamente nei propri compiti e obiettivi. Inoltre, nel caso della dipendenza da Internet, il gruppo face-toface ha il valore aggiunto di riportare il paziente alla realtà, fisica ed emotiva, delle relazioni con gli altri. ■ 7-8 2013

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UNA METAFORA PER CRESCERE

a cura di Leonardo Frontani edu@leonardofrontani.com

Il più grande

spettacolo del mondo

Come ho fatto a non pensarci prima! Le storie del circo sono metafora dell’esistenza, viaggio dell’immaginazione, ma anche un prodigioso esempio di come potrebbe funzionare un’azienda resiliente alle difficoltà contingenti. Da bambini abbiamo il battesimo di questa immersione nel più grande spettacolo del mondo che ci rende attoniti a cominciare dalla tenda, enorme, possente, solida, ma nello stesso tempo nomade, capace di spostarsi in cerca del proprio pubblico, quando quello della zona si rivolge già ad altre emozioni. E così ci stupiamo nel riconoscere che quegli uomini e donne con molte arti, sono capaci di far funzionare con fluidità uno spettacolo complesso ed affascinante che sembra sempre troppo grande per le possibilità di persone comuni. La cassiera ci appare annoiata e poi la ritroviamo a fare da partner al lan-

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ciatore di pugnali; il pagliaccio triste, ci sembra fin troppo alto e possente e così non ci stupisce rivederlo a testa in giù al trapezio e quel simpaticone del direttore di pista, in una sorta di tenuta militare retrò, assomiglia moltissimo al domatore di leoni. Nel circo una trentina di persone, tra artisti, familiari ed assistenti, sono in grado di produrre per 60 o forse più, spogliandosi dei costumi luccicanti per indossare gli abiti della manutenzione, pulire, riparare, trasportare, accudire agli animali e promuovere lo spettacolo. Organizzazione perfetta, gestione del tempo con la massima valorizzazione delle risorse umane e non. E poi c’è l’incessante ricerca del miglioramento del singolo numero senza la quale non ci sarebbe la totale concentrazione necessaria nella performance. Si deve trovare anche il tempo per insegnare alle

nuove leve i mestieri del circo, per non rischiare di rimanere senza artisti, quando per alcuni sarà troppo impegnativo. Dicono che si respiri malinconia, e forse è dovuto a ciò che il cinema ha voluto cogliere da sempre nella vita nomade del circo: vagare senza radici alla ricerca del consenso, sulla strada, fuori dal tempo. Se riusciamo a distogliere l’attenzione dagli aspetti romantici di questo grande spettacolo, forse riusciamo a coglierne i valori inossidabile: la tenda è grande è forte e solida, ma si sposta in un battibaleno. Non vorremmo che anche la nostra azienda fosse capace di tale flessibilità? Anche noi sul mercato nomadi ad inseguire il nostro pubblico consumatore di ciò che offriamo. Il circo come l’azienda, funziona quando una famiglia solida, con valori condivisibili, catalizza intorno a se talenti diversi, provenienti da paesi diversi e portatori di competenze esclusive, ma soprattutto capaci di esercitare la più grande umiltà, nell’accettare la rotazione dei ruoli ed in questa le mansioni più diverse. Tutti sanno fare un po’ di tutto nel circo e non sarebbe bello che fosse così anche in azienda? Questo meccanismo complesso si fonda sulla cultura del lavoro, quello instancabile, ma anche sull’idea che alla fine l’applauso viene diviso in parti uguali tra tutti i personaggi di questa storia affascinante. Il circo è vivo ed innovatore e non si ferma mai a crogiolarsi sui propri successi. Nel circo si sperimentano sempre nuove idee d’intrattenimento per vendere un prodotto sempre nuovo e strategicamente ripetibile all’infinito. Le persone al circo tornano, perché sanno che troveranno qualcosa che non hanno mai visto prima e questo garantisce la vita di questo servizio del buon umore a cui in fondo nessuno vuole rinunciare. ■


IL PARERE DEL LEGALE

a cura dell’avvocato Roberta Borghini

Soggiornando tra borghi toscani

Scriveva Hermann Hesse che “Per scoprire il senso più profondo di un luogo, è necessario dormire in una casa di quel luogo, non in un hotel internazionale” (On Voyage). Questa frase potrebbe diventare lo slogan di quel modello di accoglienza chiamato Albergo Diffuso, che è nato in Carnia nel lontano 1982, con l’obiettivo di recuperare turisticamente case e borghi ristrutturati a seguito del terremoto degli anni ’70. L’albergo diffuso è un’offerta di ospitalità che conta numerosi adepti fra i turisti slow che desiderano entrare nei borghi e utilizzarli come luogo di vacanza, incontrando le persone del posto e immergendosi nel territorio per comprenderne l’identità culturale e storica. Come s’intuisce facilmente, si tratta di una filosofia dell’accoglienza che ben si adatta alla specifica ospitalità italiana, calda e relazionale, e che trova in Toscana, terra del buon vivere, un humus ideale per valorizzare unicità artistiche ed enogastronomiche. I leggendari borghi toscani – anche quelli cosiddetti minori – possono quindi approfittare di questa opportunità senza perdere la propria anima, la propria vita quotidiana, ma integrandola con quella dei propri ospiti. L’esperienza della Via Francigena parla da sé. L’albergo diffuso è di fatto un albergo che vende un territorio, oltre ai propri servizi: da qui l’esigenza di una normativa ad hoc, che combini in un delicato mix le tutele dei tu-

risti (è difficile pensare a deroghe rispetto alle norme igienico sanitarie) e le esigenze di piccole realtà spesso inserite in un ambiente antico (qui si mettono a disposizione case e non camere). Purtroppo non tutte le regioni hanno emanato una disciplina apposita – la prima legge del 1998 è della regione Sardegna –: la Toscana manca all’appello, ma ancora per poco. Nel 2008, ha risposto alle richieste di chiarimenti sollevate da alcuni comuni con la deliberazione di giunta n. 637 del 4 agosto, che ha ricondotto la figura dell’albergo diffuso alla normativa regionale in materia di strutture turistico ricettive (legge regionale 23

marzo 2000, n. 42), sostanzialmente riconoscendo tale tipologia di ospitalità e ne ha anche prefigurato alcune ipotesi. Però tutto ciò non basta ed infatti il 21 gennaio 2013 il Consiglio Regionale toscano è nuovamente intervenuto con una proposta di legge (“Istituzione e disposizioni normative dell’attività ricettiva di albergo diffuso”) che ha il preciso fine di dare corpo ad una nuova tipologia di turismo, rivitalizzando i borghi storici, senza aggiungere nuove costruzioni, ma mettendo in comune quello che è già disponibile. La proposta di legge – proprio in questi giorni illustrata in commissione sviluppo economico e presto oggetto di consultazioni – si compone di 5 articoli di ordine generale che dovranno essere ”arricchiti” da un regolamento attuativo volto a indicare “i requisiti gestionali, le specifiche per la localizzazione, i periodi di apertura, l’offerta di servizi minimi e la fornitura di dotazioni, impianti e attrezzature nelle unità abitative e negli spazi comuni dell’albergo diffuso” ■

La proposta di legge della regione Toscana del 21 gennaio 2013 prevede: Art. 2 – Definizione di struttura ricettiva di albergo diffuso – 1. È definito albergo diffuso una struttura ricettiva, aperta al pubblico, a gestione unitaria, situata in un centro storico o in un borgo rurale o in altra zona vivibile di pregio storico, artistico, architettonico o ambientale, caratterizzata da uno stabile principale, nel quale sono centralizzati i servizi comuni e da componenti dislocate in edifici diversi vicini tra loro che vanno a costituire le diverse unità abitative. Art. 3 – Requisiti fondamentali dell’attività ricettiva di albergo diffuso e procedure di regolamentazione – 6. La capacità ricettiva minima dell’albergo diffuso deve essere 30 posti letto complessivi. 7. La distanza delle unità abitative dall’edificio nel quale sono ubicati i servizi principali (tra i quali ufficio ricevimento ed accoglienza, sale ad uso comune e spazio vendita per i prodotti tipici locali), non può superare i 3 chilometri. 11. Le unità abitative e l’edificio nel quale sono ubicati i servizi principali dell’albergo diffuso, previo assenso del Comune, potranno mantenere la stessa destinazione d’uso. Se volete rivolgere qualche domanda all’avvocato Roberta Borghini potete scrivere a: avv.borghini@alice.it 7-8 2013

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LA PAROLA AL FORMATORE

a cura di Paolo Mazzaglia di Otherwise srl pmz@otherwise.it

Chi ha paura

del feedback “cattivo” Parte 1

Nelle aziende ogni tanto se ne parla “I nostri manager devono essere più assertivi”, “ci vuole più chiarezza”, “dobbiamo sviluppare la cultura del feedback”. Tra l’altro questa necessità a volte genera situazioni paradossali. Ho assistito a questo dialogo tra un manager e un formatore chiamato ad aiutarlo a risolvere un problema con una sua persona. “È troppo molle con i suoi collaboratori, non osa mai dire niente, gli altri se ne approfittano. Dovete insegnargli a dare feedback”, aveva detto perentorio il manager. Il coach, facendo il suo lavoro, aveva chiesto: “come ha reagito quando gli avete fatto osservare questa sua lacuna?”. E la risposta era stata: “no no, non gli abbiamo detto niente, è molto sensibile e potrebbe offendersi”. Ecco, questi sono gli italiani alla presa con lo spinoso tema del feedback. Diciamocelo, noi questa capacità di andare diritti al punto e dire esattamente quello che pensiamo, soprattutto se in qualche modo “negativo” proprio non la abbiamo nel dna. Non è così dappertutto. In certi paesi europei dire ad un altro (amico, collega, collaboratore, addirittura capo) quello che si pensa in modo schietto e diretto è normale. In certi ambiti quasi sacro. Giusto per citare un caso ricordo un feed-

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back datomi da un collega olandese durante il mio periodo di formazione all’interno di una multinazionale di cultura fortemente nordeuropea. Sapevo che avrei dovuto ascoltare, e sapevo che mi avrebbe fatto male. Il feedback è arrivato e sì, ha fatto male. Avevo deciso a priori che avrei accettato la situazione facendo buon viso a cattivo gioco e nonostante sentissi la faccia avvampare dal caldo e le gambe tremare, nonostante fosche visioni di vendetta mi passassero davanti, ero anche riuscito a controllarmi e a dire, la voce strozzata, “ok”. Non era finita però. Il collega continuava a fissarmi con occhi di ghiaccio. Silenzio. Dopo alcuni interminabili secondi ha proseguito chiedendo “Scusa, credi che il mio feedback sia stato importante?”. Annuii. “E allora un ringraziamento sarebbe la cosa più opportuna, no? Quanto è importante dare un riscontro a chi ti aiuta segnalandoti le tue aree di miglioramento?”. Ecco, mi avevano dato feedback e subito dopo un altro feedback su come avevo accolto il

primo feedback. Insomma ci sono evidentemente culture e predisposizioni diverse relativamente alla comunicazione. Noi italiani siamo più orientati verso l’iperbole, il meta messaggio sottile, la comunicazione induttiva. Ma in qualche modo intuiamo a livello personale o aziendale che essere più assertivi in generale potrebbe aiutarci. Come mai? Perché forse sappiamo che il non detto in qualche modo “fermenta” dentro di noi creando tensioni personali e interpersonali e accumulo di tossine che prima o poi esplodono in momenti di rabbia. Oppure sfociano in comportamenti altamente scorretti. Mi hanno raccontato questa storia: in un’azienda era stata assunta una nuova ragazza che aveva un problema di ipertraspirazione insomma, “puzzava un po’”. Probabilmente un bel “po’” visto che nessuno voleva stare vicino a lei, neanche il tempo di un caffè e soprattutto a pranzo. Isolata completamente e senza sapere il perché dopo alcuni mesi ha fatto causa all’azienda per mobbing. E poi se ne è andata. Magari bastava farle notare il problema. Al di là di questo caso estremo una comunicazione chiara, sincera e diretta è fondamentale per un buon lavoro di squadra e indispensabile se gestiamo collaboratori. Tra l’altro comunicazione chiara, diretta e sincera non riguarda solo il “feedback” inteso come area di miglioramento ma anche il “feedback positivo”. Sarà sorprendente ma abbiamo gli stessi problemi comunicazionali. Come fare allora a innescare in modo utile e non traumatico questa modalità di comunicazione? Ne parleremo prossimamente. ■

La verità è tanto più difficile da sentire quanto più a Anne Frank lungo la si è taciuta.


㄰ 㤵 㜵

㄰ 㤵 㜵


FINANCE CONFIDENTIAL

a cura di Andrea G. Moscatelli mag2063@yahoo.it

Le grandi truffe

nel mondo della finanza Investire i propri risparmi non è mai stata un’attività semplice per il risparmiatore comune, che ha, quale desiderio, di ricevere il massimo rendimento dalla somma di denaro che possiede ed averlo indietro se lo richiede. Negli ultimi decenni si sono verificate numerose truffe milionarie a danno dei risparmiatori, principalmente raggirati dalla promessa di interessi strabilianti ma anche per una gestione fraudolenta delle somme versate da parte degli operatori. Gli organismi europei e nazionali preposti a regolamentare gli strumenti di investimento e l’attività degli operatori di mercato, negli ultimi anni hanno messo mano alla penna varando una serie di nuove normative restrittive che qualcuno ha definito uno “tzunami” per gli effetti che produrranno sugli addetti al settore. A luglio entrerà in vigore la UCITS IV, entro il 2014 entrerà in vigore la UCITS V, poi ci sono le modifiche della MIFID II e quindi la Alternative Investment Fund Managers Directive: molteplici sono i cambiamenti per le società di gestione e gli intermediari sia riguardo le norme che regolano le stesse società, i loro managers, ma anche relative ai prodotti, all’informativa dovuta ai risparmiatori ed infine alle banche depositarie dove concretamente dovrebbero trovare fisicità i versamenti/investimenti. Uno tzunami forse tardivo visto che non ha impedito ad alcuni investitori di accusare il Primo Ministro del Lussemburgo ma anche la Commissione di Sorveglianza Europea di non aver vigilato correttamente riguardo alla gestione di alcuni prodotti di una società belga che hanno visto segnare perdite superiori al 25% in pochi mesi. Alla replica scontata da parte dei soggetti coinvolti, ossia che le perdite potevano anche verificarsi in considerazione della tipologia dei prodotti sottoscritti, gli investitori arrabbiati sembrano non starci e promettono battaglia. Gli operatori del settore dal canto loro segnalano come questa ondata di variazioni comporteranno costi aggiuntivi di adeguamento dei prodotti esistenti nonché investimenti importanti per il futuro, evidenziando il rischio che non tutti saranno

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in grado di attuarli e quindi non scartano l’ipotesi di essere costretti a chiudere l’attività o a riunirsi in strutture sempre più grandi o semplicemente all’aumento del costo dei servizi offerti, quindi comunque a discapito del cliente. Ma quali sono le frodi che si tenta di arginare? Scorrendo i casi più eclatanti, escludendo il promotore finanziario o il bancario che scappa con il malloppo per giocarselo alle slot machine, si può notare come ai finanzieri non manchi la fantasia. La frode più nota è ovviamente quella che ha visto coinvolto Bernard Madoff che per oltre venti anni, realizzando un capolavoro di inganno sul cosiddetto schema Ponzi (italo americano nato nel 1882 e primo truffatore nel genere), è riuscito a truffare migliaia di risparmiatori per oltre 50 miliardi di dollari. Prometteva interessi elevati sulle somme depositate, li liquidava con gli ultimi versamenti raccolti, ma alla fine il meccanismo si è inceppato evidenziando la voragine. Per questa performance Madoff ha avuto una condanna a 150 anni ed è stato inserito nello scorso mese di maggio nel museo del crimine di Washington ove pare siano presenti anche una decina di oggetti personali. Altra frode miliardaria quella di Sir Allen Stanford (cavalierato assegnato da un’isola caraibica) che dichiarava di investire i risparmi in obbligazioni a basso rischio ed invece all’insaputa dei suoi risparmiatori si inerpicava in operazioni di finanza creativa riuscendo a perdere 7 miliardi di dollari circa e quindi ricevendo una condanna a 100 anni di carcere. Similmente a Sir Allen, Russell Wasendorf con l’intento di mascherare i propri cattivi risultati, aveva deciso di falsificare i documenti della banca da consegnare ai clienti. Operazione nel tempo così stressante da portarlo ad uno svenimento nella sua auto in pieno giorno con una pipa sospetta nel porta oggetti e qualche traccia compromettente che ha portato a svelare la truffa ammontante a circa 240 milioni di dollari: per lui 50 anni di carcere. Thomas Petters dal canto suo era riuscito a farsi consegnare risparmi da investire in acquisto di materiale tecnologico da esse-


FINANCE CONFIDENTIAL

re quindi rivenduto, mentre in realtà con il denaro si costruiva un piccolo impero di società che investivano in immobili e club; anche per lui 50 anni di carcere per una truffa da 4 miliardi di dollari circa Marvin Cooper 32enne di Honolulu invece aveva iniziato a stampare “Billion Coupon” che erano dei certificati che promettevano dei rendimenti impossibili (15-25% mensili), emessi dalla propria società hawaiana e venduti prevalentemente ad associazioni di sordomuti e non vedenti sia statunitensi che giapponesi. Non si sa se la tipologia di clientela fosse voluta, in quanto il processo è tuttora in corso per stabilire dove siano finiti i circa 4 milioni di dollari, esclusi i 2,5 milioni di cui si ha traccia ossia le spese personali incluse le lezioni di volo. Anche la Cina sembrerebbe che abbia iniziato ad avere problemi a riguardo: lo schema Ponzi per loro è una novità e le truffe si moltiplicano, con la differenza che in alcuni casi i risparmiatori truffati non si rivolgono al tribunale con una class action, ma prendono d’assalto le auto della polizia ed i commissariati responsabili a loro dire di aver lasciato in circolazione questi criminali. Sempre in Cina è curiosa la truffa denominata “schema di Giada” con la quale una distinta signora di Shangai sedicente proprietaria di un giacimento di giada, vendeva monili per 3.000 euro ciascuno alle facoltose signore per garantirle l’appartenenza al suo esclu-

sivo club e che pare abbia raccolto circa 2 milioni di dollari. Se negli Stati Uniti in tema di delitti finanziari non scherzano comminando pene severe, immaginiamoci cosa può accadere in Cina per i delitti capitalistici di questo genere: eppure sembra che il rischio non freni la spregiudicatezza dei truffatori, neppure nel Paese che applica sistematicamente la pena di morte. In ultima analisi è importante imporre regole severe, limitare la fantasia e la contaminazione di prodotti dubbi, cercando di salvaguardare i risparmiatori e rendere sempre più consapevoli gli intermediari delle responsabilità e dei rischi legati alla gestione del denaro altrui, tuttavia quando ci si trova davanti a fenomeni che sono durati anni, se non decenni, è lecito ritenere che qualcosa nei controlli di sostanza non abbia funzionato più che nella forma. La Storia insegna che dove circola tanto denaro pare sia inevitabile che qualcuno tenti la grande truffa o che il mondo della finanza possa risultare permeabile a qualche gestore spregiudicato che possa fare danni, così come è inevitabile che, tra le migliaia di operatori, qualcuno perda la testa e scappi con la cassa, tuttavia se un BOT rende il 3% annuo ed il Sig. Sempronio Nedo offre il 25% al mese, e gli si affida i suoi risparmi, sarà anche in buona fede ma chi ci crede è decisamente un po’ fesso. ■ 7-8 2013

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a cura del dottor Marco Bellato psy.bellato@gmail.com

PSICOLOGIA

Tradimento

e traditori Il significato originale del termine tradimento deriva dal latino tradère, che significa dare, affidare, consegnare; nei Vangeli l’atto del tradire viene indicato come la consegna di Gesù da parte di Giuda ai soldati, atto dal quale nasce la connotazione odierna del termine. Più in generale signi-

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fica venir meno alla parola data, rivelare qualcosa inopportunamente, infrangere un patto. Il tradimento deve per forza essere definito in una dimensione relazionale, perché presuppone necessariamente il rapporto con l’altro; anche tradire se stessi rientra in questa prospettiva perché implica relazioni e interazioni. Il soggetto tradito si trova a dover fronteggiare la dimensione del vuoto, cioè della perdita di qualcosa o qualcuno, che spesso si accompagna a vissuti di smarrimento e senso di inutilità della propria esistenza; è chiaro quindi che perché si possa parlare di tradimento devono essere presenti aspettative emotive di lealtà ed investimenti affettivi basati sulla fiducia. Quello che viene sempre tradito è la relazione, con la decisione di uscire da essa (quasi sempre inaspettata da parte di chi la subisce) da parte di uno dei soggetti; spesso sono presenti elementi collusivi inconsci tra i partner, che possono addirittura spingere l’altro a tradire pur rimanendone apparentemente sconvolti ad evento avvenuto. Il tradimento subito è estremamente destabilizzante perché mette in crisi la fiducia interpersonale e quella in se stessi; esso infatti rende chi lo subisce improvvisamente conscio della propria debolezza e dipendenza nei confronti dell’altro. La dipendenza evoca a sua volta vissuti di abbandono inteso come perdita dell’immagine di se stessi da soli, cioè: “Esisto solo in funzione di... Mi riconosco solo se...”. Abbiamo detto che il tradimento provoca autosvalutazione e depressione; ci si sente sminuiti, abbandonati e spesso addirittura colpevoli; la persona tradita sperimenta tre stati emotivi in rapida successione: rabbia, vendetta, perdita dell’autosti-


PSICOLOGIA

ma. La rabbia spesso può determinare la rottura definitiva della relazione, il desiderio di vendetta può alleviare in parte lo smacco subito ma non permette di elaborare l’accaduto, infine la perdita dell’autostima produce depressione e senso di inutilità. Nella coppia il tradimento è il capolinea della dinamica relazionale; cioè è un evento che avviene nella coppia ma è soprattutto della coppia; molti tradimenti sembrano compiuti ad hoc per essere scoperti: telefonini pieni di informazioni lasciati in bella vista, orecchini in bella vista sul sedile dell’auto, scontrini, ricevute, mail, regali. In questo senso il tradimento si manifesta come un inconscio e sadico richiamo dell’attenzione, come una provocazione bella e buona; chi tradisce vuole che l’altro scopra il suo gesto, che protesti, si arrabbi, urli, si dichiari ferito e spiazzato. Rilevante è il tradimento di uno o entrambi i coniugi in prossimità della fine della funzione genitoriale, quando i figli se ne vanno, quando la coppia padre-madre ritorna ad essere lui-lei; non tutte le coppie hanno la capacità di elaborare questo passaggio, tornare ad essere due innamorati che stanno bene insieme, senza nessuno che ruota loro intorno. Molte coppie inconsciamente trattengono i figli per prevenire questa difficoltà, condizione altamente pericolosa per la salute psicologica dei figli stessi e per la loro capacità di affermazione nel mondo come adulti. Il tradimento nella coppia può essere un tentativo, seppur maldestro, di ristabilire un equilibrio, di recuperare la situazione; non sarà il migliore dei tentativi ma di sicuro non è il peggiore. Spesso nella coppia chi tradisce si assume la responsabilità di rompere gli schemi, di ribellarsi alla monotonia, di aprire una breccia nell’ordine costituito. Se esso viene letto ed interpretato correttamente può essere un segnale prezioso da portare in terapia e può costituire un elemento di maggiore solidità del rapporto, di più intensa e sincera comunicazione, aprire addirittura nuovi canali della sessualità tra i partner.

Il caso Ho conosciuto Sara e Gianni nel novembre 2011; la loro unica figlia Monica aveva appena traslocato a Padova per iniziare l’Università, mamma e papà l’avevano

premurosamente accompagnata nel nuovo appartamento per aiutarla a sistemarsi e conoscere le tre nuove inquiline. Nonostante la figlia ora vivesse a non più di 50 km di distanza, Sara si sentiva improvvisamente inutile e irrequieta; sapeva di aver dedicato molte delle sue energie all’accudimento della figlia ed ora sembrava non avere più un ruolo, la bambina di qualche anno prima era ormai divenuta donna. Gianni continuava col proprio lavoro di artigiano, era sempre stato fuori casa da mattina a sera, dal lunedì al venerdì, per lui le cose non erano poi così diverse. Pur sensibile alla crisi della moglie tanto da venire successivamente in terapia, non aveva ritenuto di dover variare di una virgola il suo stile di vita, i suoi ritmi, le sue abitudini. Qualche mese dopo venne fuori (durante una seduta) che Sara l’aveva tradito, era successo 3 volte come lei ripeteva spesso, quasi come se questo numero avesse per lei un qualche significato. Aveva conosciuto un uomo gentile e premuroso al supermercato, la faceva sentire bella e interessante, così molto semplicemente era accaduto; il sesso era importante ma ancor più importanti erano le coccole e i sorrisi, le carezze e il calore di un abbraccio. Sara successivamente, schiacciata dai sensi di colpa, aveva interrotto questa relazione richiudendosi in un mutismo dalle connotazioni altamente depressive (da cui poi era partita la ricerca di uno psicologo). Chiaramente con questo tradimento, costosissimo dal punto di vista morale e psichico, Sara si prende sulle spalle la responsabilità di mettere tutto in discussione, di rompere l’equilibrio e far scoppiare la crisi come detto nelle righe precedenti; ma è proprio da questo atto, apparentemente escludente e “contro” il marito che nascerà in seguito una nuova possibilità di crescita nella relazione. ■ Per maggiori informazioni Dott. Marco Bellato, Psicologo – laureato a Padova in psicologia clinica e di comunità – vive e lavora a Bolzano. Specialista nella diagnosi e trattamento delle new Addictions (gioco d’azzardo patologico - shopping compulsivo - dipendenza da lavoro - dipendenza da internet - disturbi della sessualità). Studio Professionale: Via Grappoli 50 - 39100 Bolzano (www.liberatidalgioco.org) e-mail: psy.bellato@gmail.com

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LA PAROLA ALLE AZIENDE

Quando

lo sport

si gioca in azienda Sport come metafora della vita organizzativa. Dottrina aziendale al servizio dello sport. Due mondi, sport e azienda, in sinergia tra loro. Un binomio perfetto, direbbe qualcuno. Sicuramente vincente. Parola di Julio Velasco, il piĂš grande (ex) allenatore di volley (azzurro) e di Marisa Muzio, psicologa dello sport, ricercatrice, autrice di libri. E delle aziende, naturalmente, che puntano ad avere formazioni vincenti ✒Cristina Piccinotti

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LA PAROLA ALLE AZIENDE «le tecniche sportive sono molto efficaci per la gestione consapevole della tensione in azienda: un atleta si gioca mesi di sforzi in pochi secondi, impegno che richiede una capacità di autocontrollo notevole in grado di fare la differenza»

atleti, come per i manager che competono nel mercato globale, un campo pieno di trappole non annunciate e di colpi che arrivano senza preavviso.

Sport versus azienda

Si comincia dai tanti termini mutuati dal mondo sportivo ed entrati a far parte del gergo aziendale per comprendere le dimensioni del fenomeno. Parole come coaching, team, gioco di squadra. Concetti come la resilienza – in psicologia la capacità di un individuo di affrontare le avversità della vita e di uscirne rinforzato –, o il burn out – letteralmente “bruciarsi”, cioè la tendenza di alcune persone a farsi logorare dallo stress fino a perdere la motivazione e l’affezione per quel che fanno. Perché in ambito aziendale, come nello sport, oltre alla motivazione – che è insieme spinta emotiva di base e gratificazione economica –, bisogna soprattutto sapersi rialzare dopo un colpo. Qui entra in gioco la preparazione mentale (e le applicazioni legate alla disciplina detta del mental training), un obiettivo fondamentale per gli

I punti di contatto tra sport e azienda vanno oltre il linguaggio. Le connessioni tra i due mondi pongono da una parte l’azienda con i suoi dipendenti, metaforicamente gli atleti, che solo allenandosi con tenacia, individualmente o in gruppo, possono raggiungere risultati sempre migliori sia per se stessi che per la loro azienda; dall’altra, lo sport, che è disciplina, rigore, costanza, sacrificio e rispetto delle regole. E, in quanto tale, irrompe nel mondo aziendale con un carico di valori positivi presi a modello dai manager per allenare le loro “squadre di lavoro” e portarle al successo. Proprio come fa un coach con il suo team di giocatori. Se per un verso, quindi, lo sport è al servizio dell’azienda e rappresenta un modello positivo da cui trarre ispirazione – ne sono un esempio i tanti atleti ed ex-atleti chiamati a raccontare la propria esperienza a di team di lavoro per trasferire quella passione, motivazione ed esperienza che li ha portati a vincere –; dall’altro le aziende sempre più spesso sperimentano nel proprio ambiente alcuni protocolli di allenamento per realizzare modelli di leadership vincenti. La resistenza allo stress, ad esempio, è una capacità che serve a chi opera in azienda. E le tecniche sviluppate dagli sportivi sono molto efficaci per la gestione consapevole della tensione: un atleta si gioca mesi, a volte anni di sforzi in una manciata di secondi, e ciò richiede una capacità di autocontrollo notevole che, una volta modellizzata e giustamente utilizzata anche nel mondo del lavoro, può garantire un vantaggio competitivo notevole nell’agone del mercato globale. L’altra area in cui le esperienze sportive aiutano chi lavora in azienda è il gioco di squadra: l’abilità di cementare un gruppo che condivida con gli altri membri del team gioie e dolori, vittorie e sconfitte, così 7-8 2013

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LA PAROLA ALLE AZIENDE Quando l’azienda Serve allo SPort come di orientarlo verso il raggiungimento di un obiettivo comune è una capacità vincente, che può fare la differenza nell’arena competitiva.

la psicologia dello sport in azienda

Molti manager si affidano oggi alle società di formazione per sviluppare l’intelligenza emotiva e le capacità di leadership in grado di favorire il coinvolgimento del gruppo di lavoro

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Ma considerato che le partite vere si giocano in campo, fa da sé che estenuanti lezioni teoriche di disciplina sportiva non siano sufficienti ad “allenare” i propri dipendenti e farli diventare una formazione vincente. In risposta alle più bizzarre attività di team-building – che vanno dagli interventi teatrali in azienda, ai corsi di cucina rivolti ai manager, fino alla trasformazione, per un giorno, del team di lavoro in una band di jazzisti –, molte società di formazione del personale e incentivazione organizzano per le aziende attività all’insegna dello sport. «Per vincere, in qualunque ambito, servono engagement ed eccellenza delle risorse umane che, tradotto, significa: a fare la differenza sono una leadership autorevole e gruppi di lavoro allineati e intrinsecamente motivati». Così Marisa Muzio, atleta della Nazionale di nuoto, psicologa dello sport e delle organizzazioni, insegnante universi-

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Succede, poi, che anche il mondo dello sport in alcuni casi possa beneficiare del know-how sviluppato in azienda. Il passaggio di conoscenza dall’uno all’altro ambito prende corpo nel successo che certe tecniche di marketing e logiche organizzative aziendali hanno dimostrato di avere anche in campo sportivo: gli atleti, in particolar modo i campioni, sono “prodottizzabili” e, in quanto tali, godono delle stesse logiche e dinamiche che sottendono alle teorie del marketing di prodotto. È quindi normale che per la gestione della loro immagine, oltre che per il collocamento nel giusto segmento, anche gli sportivi si affidino agli uomini di marketing (che li “spremono” per ricavarne il massimo profitto).

taria, autrice di molti libri di formazione. Ideatrice, nel 1996 con Sandro Gamba, del primo Master italiano in Psicologia dello Sport, è stata nominata “Psicologa dell’anno 2008”, è project leader di Flow For Excellence – business unit della società di consulenza e formazione manageriale Giano Management –, e, oggi, titolare di una società di consulenza e formazione (www.marisamuzio.it).


LA PAROLA ALLE AZIENDE «Nello sport e in azienda le costanti sono le stesse: complessità dell’ambiente e target sempre più alti. Per vincere, in entrambi gli ambiti servono engagement ed eccellenza delle risorse umane»

Formazione aziendale e sport. Cosa unisce questi due mondi? «Nello sport come in azienda le costanti sono le stesse: complessità dell’ambiente e target sempre più alti da raggiungere. È a partire dalla ricerca di nuovi modelli d’intervento che la psicologia del lavoro ha incontrato lo sport, avvicinandosi, in particolare, allo sport dei campioni. Tras-

lando le esperienze dello sport di alto livello alla realtà aziendale, s’è visto che i risultati erano sorprendenti. Da qui, ho dato vita, tra le altre, ad attività come lo Sport Outdoor Training® e il Coaching by Action®, due metodologie in cui la formazione in aula si integra – e completa – con quella sportivo-esperienziale». Formazione in aula – con il supporto 7-8 2013

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LA PAROLA ALLE AZIENDE

Football americano, basket e rugby sono gli sport di squadra che vincono in azienda

di allenatori, ex-allenatori, atleti chiamati come testimonial – e attività sportiva in campo. Applicazioni diverse dello sport al mondo organizzativo. In termini di risultati, qual è la più vincente? «Le aziende non si accontentano più di eventi a forte impatto emozionale. Chiedono di condividere conoscenze ed esperienze uniche. Ma non c’è una ricetta uguale per tutti: alla base delle traslazioni che effettivamente si realizzano in termini di apprendimento, c’è la corretta analisi dei bisogni iniziali dell’azienda, a cui deve far seguito la proposta di attività specificatamente cucite sui bisogni stessi dell’azienda. E, naturalmente, la professionalità dei testimonial chiamati ad intervenire». Con chi collaborate e quali i messaggi che i testimonial trasferiscono alle classi aziendali? «In passato la domanda era prevalente-

«Oggi, la domanda è maggiormente orientata a discipline individuali, in cui il successo del singolo si lega alle sue capacità di leadership e allo sviluppo di quell’intelligenza emotiva che, in seguito, dovrà favorire il coinvolgimento del (Marisa Muzio) gruppo»

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mente rivolta ad allenatori di fama internazionale. I temi ricorrenti vertevano sulla chimica dello spogliatoio: come rendere vincente un gruppo? Come trasformarlo da gruppo a squadra? Oggi, la domanda è maggiormente orientata a discipline individuali, in cui il successo del singolo si lega alle sue capacità di leadership e allo sviluppo di quell’intelligenza emotiva che, in seguito, dovrà favorire il coinvolgimento dell’intero gruppo. Lavoriamo molto sul messaggio che alla base di una prestazione eccellente ci sono i concetti di leadership, vision, lettura positiva del cambiamento, spirito di sacrificio, resilienza, allineamento degli obiettivi, team working, motivazione, flou». Quali attività sportive vanno per la maggiore in azienda? «Tra gli sport di squadra, il football americano (che siamo stati i primi al mondo ad utilizzare per fare formazione in azienda), il basket e il rugby. Tra gli sport individuali, la scherma, il golf, l’apnea, la vela e il free-climbing, che promuovono lo spirito di squadra e l’efficacia collettiva». E quando i dipendenti non sono atletici? «Non è richiesto che i partecipanti siano atleti o in forma perfetta: tutte le attività sono pensate e costruite perché chiunque vi possa partecipare».


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Cos’è lo Sport Outdoor Training®? «È una metodologia formativa complessa in cui l’attività sportiva si integra con momenti didattici basati su lezioni frontali, video-analysis, role play, case-study e mental training. L’esperienza sportiva, proposta in sinergia da campioni e consulenti aziendali, porta i partecipanti oltre la zona di comfort. Ne derivano l’aumento di motivazione, self efficacy e comportamenti cooperativi, accompagnati da elevato livello di apprendimento». E il Coaching by Action®? «Di coaching in azienda si è iniziato a parlare negli anni Ottanta. Rispetto agli approcci tradizionali, il Coaching by Action® integra le sedute di coaching con una o due sessioni di pratica sportiva (golf, apnea, scherma, reining, disciplina equestre). Dalla sinergia tra l’esperienza sportiva e il coaching – secondo il modello cognitivo comportamentale – derivano l’empowerment di soft skills, una maggiore consapevolezza e la successiva padronanza dei punti di forza e delle criticità su cui intervenire sia a livello individuale che nel contesto organizzativo».

Parola di allenatore Allenatore della nazionale italiana di pallavolo dal 1989 al 1996, Julio Velasco ha scelto l’Iran, oggi, per proseguire nella sua leggendaria carriera che l’ha portato a vincere praticamente tutto e a rivoluzionare la storia del volley in Italia: due mondiali, tre campionati europei, cinque World League e una Coppa del Mondo. Ma cosa c’entra Velasco con gli imprenditori? Lo contattiamo dall’altra parte del mondo e glielo chiediamo nel corso di una breve telefonata (o per meglio dire fino a quando il collegamento regge). Prima di rispondere alle nostre domande, fa una premessa: «Mi guardo bene dal consigliare alle aziende cosa fare: solo una conoscenza specifica di tutti i problemi e dell’ambiente aziendale conduce alla soluzione dei problemi. Solo i manager attenti e appassionati detengono questi strumenti conoscitivi. Per cui affido a loro la responsabilità principale di pensare al modo giusto di condurre il proprio team al successo. Come un bravo allenatore deve fare con la sua squadra». Quali caratteristiche deve avere un leader per essere tale? «Sia esso allenatore o manager d’azienda,

«Un buon leader deve essere innanzitutto se stesso, non deve parlare per schemi preconfezionati, ma agire in base alla situazione e deve coltivare il senso di appartenenza e affettività, senza però cadere nell’eccesso di (Julio Velasco) confidenza». deve innanzi tutto essere se stesso. Se si propone per quello che non è, alla lunga non funziona. Deve essere autorevole, non deve parlare per schemi preconfezionati, ma agire in base alla situazione e alla conoscenza che ha di essa. Deve essere giusto e capace di tenere il filo di tutto. Un leader, inoltre, è l’elemento primario di motivazione della sua squadra: lui osserva, controlla, chiede, pretende, ma deve anche essere disponibile in qualsiasi circostanza. Per questo non deve essere un duro, sempre: c’è chi lo è (e Velasco lo è abbastanza con la squadra, ndr), e chi no. Infine, un leader deve coltivare il senso di appartenenza e affettività, senza però cadere nell’eccesso di confidenza». In generale, cosa conta di più per vincere? «So per esperienza che nello sport contano tante cose, ma alla fine in ogni ambito vale la regola generale: per ottenere un risultato non basta fare le cose bene, bisogna farle meglio degli altri». Cosa deve fare un bravo allenatore per la sua squadra? «Mi permetta di soprassedere (lo sento ridere, in maniera pacata, ndr)… mi servirebbero dieci pagine per spiegarglielo». In campo come in azienda, valgono le stesse regole? «Ci sono delle somiglianze, ma anche molte differenze tra questi due mondi. Sicuramente un buon gioco di squadra e l’affiatamento del team, combinati ad un allenatore - o manager - capace, sono due costanti fondamentali per raggiungere il successo in entrambi gli ambiti». Cosa deve fare una giovane risorsa per diventare, domani, una figura strategica nel suo ambito professionale? «Pensando ad un allenatore, ciò che non può fare a meno di fare nella vita se vuole crescere professionalmente è studiare, fare pratica, lavorare sodo e mantenere la mente aperta alle novità. Deve, inoltre, imparare cosa significa il concetto di responsabilità, e concedersi di sbagliare per poi imparare. La stessa cosa vale in ambito azienda e in tanti altri della vita quotidiana». 7-8 2013

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LA PAROLA ALLE AZIENDE

In ogni ambito, per vincere, non basta fare le cose bene, bisogna farle meglio degli altri (Julio Velasco)

Si può avere una mentalità vincente in una situazione mondiale economica e lavorativa negativa come quella attuale? «Certamente, basta guardare alle cose positive, combattere quelle negative e trovare soluzioni sviluppando la propria creatività». “Il Libro della Giungla” è tra i suoi romanzi preferiti. Cosa la affascina di più? «E un libro divertente, un po’ fantastico, ma allo stesso tempo capace di indagare in maniera profonda la condizione umana». Leader, allenatore, capo branco... quale accezione la descrive meglio? «Allenatore». Dopo l’Iran tornerà in Italia? «Staremo a vedere».

la formazione che fa vincere l’azienda Utilizzare lo sport a livello formativo serve in azienda come alternativa alla classica formazione in aula. Consente, inoltre,

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di lavorare sia su prestazioni individuali che su prestazioni di squadra, e di monitorare i risultati in modo costante. Per questo, sempre più aziende incentivano la partecipazione dei loro dipendenti ad eventi sportivi ad alto tasso di coinvolgimento. Succede così che, uniti da un obiettivo comune ed extra-lavorativo, essi sviluppino un affiatamento superiore al normale rapporto che si instaura dietro la scrivania. E spesso, alla buona causa di stimolare un senso di affezione per la realtà aziendale e di coesione di gruppo, gli eventi sportivi uniscono scopi ancora più alti e nobili: è il caso, ad esempio, della Milano City Marathon, una manifestazione che da tredici anni (il prossimo aprile si svolgerà la quattordicesima edizione), lega perfettamente sport e beneficienza, offrendo nel 2013 agli iscritti (singoli maratoneti e squadre della staffetta) la possibilità di donare una parte della loro quota ad una delle 140 organizzazioni benefiche affiliate. Con l’obiettivo, raggiunto in pieno quest’anno, di superare la cifra di 600mila euro raccolta nel 2012. «Nella realtà di Arese, cittadina che accoglie la sede di SC Johnson Italy, uno dei valori aggiunti sono gli ampi spazi verdi», dice Roberto Leopardi, general manager di SC Johnson Italy, che spiega «è stato quindi quasi normale per i nostri dipendenti amanti del running cominciare a correre la mattina prima di iniziare la giornata in ufficio, al termine o nella pausa pranzo. Il passa parola, poi, ha fatto crescere a livello esponenziale il numero di partecipanti e tra gli appassionati ha cominciato a circolare l’idea di “squadra”». Da tre anni SC Johnson Italy partecipa alla Milano City Marathon e sono 10 le squadre che si sono iscritte all’ultima edizione del 2013. «Per la natura di “family company” delle nostra azienda», prosegue Leopardi, «è fondamentale per noi coniugare sviluppo ed attenzione alla sostenibilità nelle sue accezioni ambientale e sociale. In azienda diamo grande importanza all’interazione con il territorio, realizzando un circolo virtuoso tra popolazione locale, dipendenti e consumatori. Siamo sponsor di altre due corse podistiche che si svolgono ad Arese e prossimamente parteciperemo ad un torneo di calcetto e di ping pong con i ragazzi di Comunità Nuova, un’associazione che lavora nell’ambito del


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disagio e delle dipendenze. E poi, finita l’estate, si ricomincia a correre!». Quali risultati un’attività collettiva come questa produce sui vostri dipendenti? «Questo tipo di attività produce effetti positivi sia sui runners che sui supporters (familiari e non), aiutando a sviluppare il senso di gruppo e di appartenenza. Inoltre, questo tipo di iniziativa è la concretizzazione di quello che è sempre stato un nostro desiderio: la sostenibilità, che noi definiamo “bottom-up”, in quanto sono i dipendenti che ci propongono progetti ed idee e l’azienda mette a disposizione risorse per la realizzazione di questi desideri a sfondo sociale». Quale era il clima tra i partecipanti durante la preparazione alla gara? «I runners si organizzavano le pause-nonpranzo in funzione della preparazione atletica. Studiavano i percorsi, considerando le condizioni atmosferiche, la distanza, lo stato di salute dei compagni di squadra. I più esperti davano consigli e mettevano a disposizione la propria storia podistica». E prima della Maratona? Il giorno della maratona i più giovani erano intimoriti e, nonostante le rassicura-

zioni, temevano di fare brutte figure con i colleghi. Ma all’arrivo tutti i timori pre-gara erano stati fugati dalla soddisfazione di avercela fatta e lo spirito comune emerso è stato fare gruppo, non primeggiare. Buonumore e spirito del team erano alle stelle. Il motto è stato: fare del bene stando bene con se stessi e gli altri». SC Johnson organizza altre attività sportive per i propri dipendenti? «SC Johnson Italy non è solo running. In sede abbiamo un campo da tennis, un tavolo da ping pong, due calcio balilla. Un plus offerto ai nostri dipendenti è la possibilità per loro di fare la doccia e cambiarsi negli spogliatoi aziendali». Quanto conta il ritorno d’immagine per un’azienda che partecipa a questo tipo di eventi? «Non partecipiamo a queste attività per accrescere la nostra visibilità, ma perché crediamo nell’idea di promuovere l’eccellenza nel luogo di lavoro e sviluppare un impegno a lungo termine nei confronti dell’ambiente e delle comunità che sentiamo vicine. Se poi, come alla Milano City Marathon, le nostre magliette hanno spiccato per colore, intensità e numero... ne siamo sicuramente orgogliosi». ■

Uno dei dieci team corse SC Johnson Italy che, lo scorso aprile, ha partecipato alla XIII edizione della Milano City Marathon

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LE NUOVE FRONTIERE DEL MARKETING

Perché aprire

un blog aziendale Analisi dei pregi (molti) e difetti (pochi) di un buon blog aziendale. Magari il vostro? ✒Sara Paleari Aprire un blog aziendale è uno dei primi consigli su cui si trovano in unanime accordo gli opinionisti che si occupano di marketing sul web e della sua integrazione con la piccola e media impresa: social media manager, consulenti SEO, pr e marketing advisors, agenzie e esperti di comunicazione, tutti concordano nel consigliare, come parte integrante della strategia di comunicazione di un’azienda, l’apertura di un blog aziendale secondo le regole e i modi della comunicazione web 2.0. Un blog aziendale ben scritto, curato, che comunica costantemente e stimola il dialogo, la condivisione di contenuti, e persino le critiche positive, è in grado di attirare nuovi contatti e di fidelizzarli oltre il limite della “moda” di pochi mesi, e conquistare clienti entusiasti, che parlano bene dei prodotti e dell’azienda, li consigliano agli amici, se ne fanno loro stessi promotori. Insomma: il blog fa bene all’azienda.

Blog: origini del fenomeno È forse per questo che si parla di un fenomeno di massa, che attira ormai milioni di lettori e commentatori abituali, costituendo una vera e propria community virtuale di condivisione delle notizie e dei contenuti più variegati. Se infatti si dividono equamente fra il pubblico ambosessi le preferenze verso i blog di informazione e para-informazione (contenitori di news e cronaca sullo stile di veri e propri TG online che funzionano 24 ore su 24 non stop), d’altra parte è anche curioso notare come i comportamenti di lettura dei blog si uniformino agli schemi classici di interazione e di attribuzione degli interessi a seconda del genere

Il blog non può sostituire il sito aziendale e viceversa, il sito non riesce a raggiungere le stesse performance di un buon blog aziendale

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di appartenenza: i blog e le blogger più famose fra il pubblico femminile risultano infatti quelli che parlano di ricette, moda e make up, mentre per i maschietti l’offerta di blog si aggira ancora attorno ai vecchi cliché di “donne e motori”. La componente femminile è molto forte, sui blog, forse perché questo mezzo più di molti altri si avvicina e accomuna molto sulla pratica sociale che è stata per millenni l’unico modo di fare esperienza del mondo “al di fuori delle quattro mura di casa”, ovvero la “chiacchiera da piazza”, o “da mercato”. E se da un lato il blog si può assimilare al proprio antenato illustre – il forum di discussione – dall’altro la sua forza sta nella componente più marcatamente informativa che di conversazione, che permette al blog di diventare strumento di elezione per la comunicazione di una azienda che vuole promuovere i propri prodotti e servizi. Senza però troppo esagerare.

Blog e Product Placement Infatti, la componente principale del momento di successo che stanno vivendo i blog (aziendali e non) negli ultimi anni, è il contenuto, oltre che la sua forma: e un buon contenuto non può prescindere dalle poche e semplici regole di scrittura che, fra l’altro, impongono di non esagerare con il product placement, poiché lo stesso pubblico che si può fare promotore di un prodotto, può allo stesso momento raggiungere un livello di saturazione da informazioni (e insistenza) che può provocare l’effetto opposto... e farglielo odiare. Anche la pubblicità del prodotto dunque assume toni più smussati, viene “mimetizzata”, anche se dichiarata, e vira verso il contenuto e l’utilità (del prodotto stesso e del contenuto). Inoltre, non va dimenticato che presentare il proprio prodotto o servizio su un blog e chiedere al proprio pubblico “cosa


LE NUOVE FRONTIERE DEL MARKETING

ne pensa” è un’ottima (e gratuita!) occasione per testarne comodamente in house l’efficacia direttamente sul target ideale: saranno le persone effettivamente interessate ad approdare sul blog, a provare il prodotto o servizio, e la loro opinione, i consigli e le critiche possono essere una risorsa inestimabile da cui attingere per mantenere il livello di prestazione del servizio in grado di soddisfare la propria clientela di riferimento.

Quello che un buon blog aziendale deve fare Questo è dunque ciò che un buon blog dovrebbe fare: • Individuare il proprio cliente finale ideale, e costruire i propri contenuti su di lui • Parlare di uno o più prodotti, ma senza mai dimenticare l’utilità che ne può derivare, non tanto all’azienda, quanto al cliente finale • Parlare anche di altri prodotti, per favorire il confronto e il dialogo, persino la critica (purché positiva) • Stimolare il lettore all’azione, al commento, alla condivisione, ed a continuare la propria esperienza all’intero del blog (rimandarlo ad altri articoli e approfondimenti, creare una rete di conversazioni attorno all’oggetto) o verso altre fonti autorevoli • Fare di oggettività, trasparenza e onestà il proprio vessillo Forse l’ultimo punto suona troppo buonista o utopistico, ma non bisogna dimenticare che non c’è peggiore danno di immagine di quando si viene “pizzicati” a fare qualcosa di scorretto: recuperare terreno a quel punto diventa un salasso di energie e investimenti in grado di dare il colpo di grazia anche alla reputazione della migliore azienda. Per contro, questo è quanto un buon blog non dovrebbe fare: • Parlare ossessivamente e ripetutamente dei propri prodotti • Parlare male dei concorrenti o ignorarne l’esistenza (anche loro possono essere un’ottima fonte gratuita di indicazioni su cosa fare... o non fare) • Trattare il lettore come se fosse uno sciocco credulone, che beve passivamente i contenuti che gli si somministrano, e tentare di ingannarlo dissimu-

Un blog aziendale ben scritto, che comunica costantemente, stimola il dialogo e persino le critiche positive, è in grado di attirare e fidelizzare contatti oltre il limite della “moda” lando esageratamente le proprie intenzioni (la vendita) o le proprie mancanze • Negare al lettore il diritto di dire la propria: vedere presi in considerazione la propria esperienza ed i propri commenti fa sentire importanti, e si è più disponibili a condividere contenuti per cui si sente di aver dato un contributo • Riproporre gli stessi contenuti del sito aziendale senza variarli, approfondirli, o migliorarli Il blog aziendale, infatti non è il sito internet di un’azienda. Può esserne integrato all’interno, o può risiedere su una piattaforma esterna che lo ospita (i vari Wordpress, Blogger, Google), ma non può sostituire completamente il sito aziendale. Non ne ha la stessa efficacia, così come viceversa il sito aziendale non riesce a raggiungere le stesse performance di un buon blog aziendale.

Blog e sito aziendale: che differenza c’è? Concetti che sembrano scontati e invece non lo sono: il blog aziendale è solo una delle componenti della strategia di comunicazione aziendale, di cui fanno parte in parallelo anche il sito aziendale, le pagine sui social, le pubblicità su carta e sugli altri mezzi di comunicazione, il reparto vendite, e via dicendo. Forse la metafora del parallelo non rende bene l’idea quanto la metafora della rete, dove ogni nodo è correlato all’altro e i collegamenti sono a più punti. O forse è bene pensare ad una tavola imbandita con numerose prelibatezze, e dove per ciascuna portata esiste la posata corrispondente: l’intero banchetto (la strategia aziendale completa) può essere gustato interamente solamente affidandosi a tutto l’armamentario di posateria disponibile. Rinunciare anche ad una sola, piccola posata (la forchetta del dolce) significa rinunciare al dolce, appunto. 7-8 2013

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Riassumendo, il blog rispetto a un sito è: • più interattivo, non statico • tutto contenuto, idee, opinioni, chiacchiera virtuale, illustrativo, colloquiale • amichevole: viene percepito come un mezzo “caldo” di comunicazione • un servizio di messaggeria istantanea e di contatto diretto con i propri lettori • notifica ai lettori l’inserimento di un nuovo contenuto, stimolandoli a visitare con frequenza le proprie pagine • se aggiornato frequentemente, garantisce un migliore posizionamento sui motori di ricerca e maggiore visibilità • potenzialmente virale • comunica istantaneamente con altri strumenti web: permette di condividere sulle pagine social i contenuti, amplificando il ricircolo virtuoso del contenuto • a costo zero: aprire e mantenere un blog non richiede la presenza di un webmaster, fee di hosting o spese di manutenzione

Numerosi i pregi ma... quali i difetti? L’unica “pecca” in questo elenco di virtù e potenzialità, sembra dunque essere l’investimento, cognitivo e di risorse, necessario per valutare, aprire e soprattutto mantenere nel tempo un blog aziendale. E non si parla di investimenti monetari, bensì dell’onere psicologico di dover fornire un contenuto di qualità con costanza nel tempo, per “nutrire” l’affamato (di conoscenza) blog aziendale. Il tutto a fronte di una lenta, lentissima, quasi sconfortante (ma costante) crescita, che comincerà a fruttare risultati concreti solo dopo il festeggiamento del primo compleanno del blog. Tale investimento in termini di risorse, interne o esterne, da formare o cui affidare il progetto, sarà infallibilmente e ampiamente ripagato, tuttavia, una volta che il sistema comincerà a funzionare a pieno regime. In termini di ritorno di immagine, di crescita della reputation aziendale sia fisica che online, in termini di ranking e visibilità sui motori di ricerca (che sempre più privilegeranno il contenuto e la strategia di linking), e di conseguenza in termini di numero – e ancor più di qualità – di link e contatti portati al sito aziendale. Contatti consapevoli, altamente fidelizza-

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ti, con un comportamento di navigazione on site esemplare: approfondiscono, seguono i collegamenti fra gli argomenti e gli articoli, esplorano, stimolano la discussione, si lasciano raccontare le novità dell’azienda e ne sono realmente interessati.

Blog interno o blog esterno? Questo il dilemma Appurato dunque quali sono le aspettative realistiche di successo di un blog aziendale e le tempistiche entro cui aspettarsi un minimo di ritorno dell’investimento (che è già virtualmente quasi pari a zero), resta un solo dubbio da sciogliere: è meglio scegliere un blog esterno o dedicare un’area all’interno del sito aziendale? Ebbene, come in tutte le cose, la risposta non è mai univoca e dipende da un insieme molto eterogeneo di fattori, che vanno dal tipo di investimento che si desidera fare, dal tipo di prodotto o servizio che si vuole “vendere” (il prodotto è “bloggabile?” – ovvero appetitoso –, di interesse comune, innovativo?), dal tipo di rapporto che si vuole creare fra sito e blog (distanza o quasi-identità?), dagli obiettivi della strategia di comunicazione che si desidera mettere in atto (diversificare o partire da zero?), dal momento nel ciclo della vita che l’azienda o il prodotto stanno vivendo, dalle statistiche raccolte e da quelle che si vorrebbero migliorare (link building? Traffico verso il sito? Community building? Ricerca nuovi clienti?), e persino dal “sentimento” del momento (sono sicuro di voler integrare un blog nel mio sito o il sito mi piace così come è e voglio solo fare un “esperimento”?). Se però la risposta all’ultima domanda è “voglio fare un esperimento”, il consiglio sin da subito è: astenersi perditempo. Il blog aziendale è una faccenda seria, anche se parla in maniera divertente e amichevole: è business, ed è meglio non dimenticarlo. Qualora invece siano chiare le risposte alle altre domande, si è pronti per valutare i pro e i contro nella scelta di un blog interno al sito aziendale oppure ospitato su piattaforma esterna.

Blog su sito aziendale Scelta adatta a chi pensa seriamente di fare un investimento su un blog a tutto


LE NUOVE FRONTIERE DEL MARKETING anche se parla in maniera divertente e amichevole il blog aziendale è un business, non un esperimento. Astenersi dunque perditempo vantaggio del sito aziendale, dei prodotti e servizi ivi presentati, della credibilità e della reputation del marchio aziendale, e a chi cerca un modo per “rivitalizzare” o dare una nuova immagine più dinamica e coinvolgente della propria azienda, marchio, prodotto o servizio. I pro: • Il traffico generato: l’integrazione nel sito permette di sfruttare al 100% la presenza del blog per attirare traffico sul sito. • Stile e argomenti: essendo integrato nel sito ne condivide lo stile e l’apparenza, rende più immediato il riconoscimento nel lettore. Approfondisce contenuti e utilizza un linguaggio e delle tempistiche di aggiornamento differenti, ovvero in tempo reale rispetto agli altri contenuti su sito che invece sono statici. • Immagine: fornire contenuti di qualità, dinamici e condivisibili permette di migliorare l’immagine generica del sito, dell’azienda e del brand per cui “parla” il blog. • Condivisione, commenti, interazione: dinamicizza la conversazione sulla piattaforma, si rende disponibile a interazioni più frequenti e dirette. Il tono del blog, che deve essere più colloquiale e amichevole - richiede un copy differente rispetto ai contenuti di vendita del resto del sito: la giustapposizione di stili diversi contribuisce a rendere un’immagine positiva del blog (che ammorbidisce la linea di comunicazione pubblicitaria “standard”) e del sito in generale (capace di ospitare più punti di vista e più “voci”). Ne risulta una percezione positiva di “vicinanza” e di “comprensione verso l’utente finale” che si sente importante, preso in considerazione e interpellato dall’azienda. • SEO: beneficia del posizionamento Seo e dell’autorità del sito in cui è inserito. Può contribuire ad ampliare il posizionamento su keyword differenti ma correlate al core business del sito aziendale. I contro: • Interconnessione: a pagamento, dipende dall’attività di costruzione pagina dell’agenzia/webmaster che ha in carico la gestione del sito internet. • Stile e argomenti: la differenza di tono fra la parte blog e la parte istituzionale può sembrare un contrasto.

• Condivisione, commenti, interazione: non permette di “mascherare” commenti o impedire la conversazione. I flussi di comunicazione devono essere quanto più trasparenti possibili (fatta salva la necessità di pre-approvare ogni commento per evitare spam e hackeraggio, e purché lo step approvazione non vada a togliere immediatezza alla conversazione – ci vuole tempismo nel rispondere ai propri commentatori). • SEO: andare ad ampliare troppo gli argomenti di cui si parla può risultare dannoso ai fini del posizionamento e della riconoscibilità agli occhi dei motori di ricerca, soprattutto in questo frangente in cui ancora non è ben chiaro il ruolo dei nuovi algoritmi di sorveglianza Penguin e Panda, o se nel futuro continuerà ad essere il contenuto il primo driver di posizionamento, oppure le attività di linking. Nota bene: un blog integrato nel sito aziendale... è per sempre. O quasi.

Blog su piattaforma esterna: Adatto a chi pensa di ampliare in maniera eterogenea il proprio pubblico e variare la propria conversazione dirigendosi verso argomenti alieni rispetto alla sfera di interazione ordinaria del sito aziendale, a chi si vuole occupare “di tutto un po’”, a chi vorrebbe “mantenere le distanze” fra il sito e il blog pur mantenendo la riconoscibilità del brand su entrambe, a chi si affaccia sul mercato con un nuovo servizio, prodotto o azienda e cerca un modo “easy” di fare comunicazione alternativa. Al contrario che nel caso precedentemente descritto, un blog esterno può essere chiuso in qualsiasi momento senza troppo danno di ritorno sull’immagine del sito internet (a parte la perdita quasi totale dei contatti già generati che difficilmente seguiranno lo spostamento verso un’altra piattaforma che non dia gli stessi servizi del blog). I pro: • Traffico generato e visibilità SEO: il blog che si basa su una piattaforma esterna come Wordpress, ne beneficia in visibilità – soprattutto SEO – ma se ne generano statistiche separate. Diventa un nuovo canale di origine e destinazione di traffico. E paradossalmente, 7-8 2013

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LE NUOVE FRONTIERE DEL MARKETING

I numeri del fenomeno Comportamenti e trend dell’utilizzo dei blog in azienda sono stati analizzati nello studio “Utilizzo del blog aziendale in Italia” (a cura di A.Beltrami per Pmi Tecnologie - www.blogaziendali.com e www.pmi.it), che fotografa lo stato dell’arte del Corporate Blogging nel periodo agosto- dicembre 2012, prendendo in esame un campione di 207 fra aziende a professionisti attivi in Italia nel B2B e B2C. I dati sull’utilizzo: • l’86% del campione utilizza il blog aziendale o è propenso a estenderne l’uso del blog aziendale anche a fronte di anche con un incremento di investimenti dedicati. • Il 46% ha scelto di integrare il blog dentro il proprio sito aziendale: a fronte di un costo contenuti, influisce positivamente sulla visibilità e sulla percezione del lettore. • Il 34% ha scelto una piattaforma gratuita per implementarlo, mentre il 20% un dominio proprietario ma diverso dal proprio sito. La motivazione: • il 61% degli intervistati adduce il generico “sfruttare ogni possibilità offerta da internet” come motivazione principale dell’apertura del blog aziendale, mentre utilizzare il blog per Lead Generation o per alimentare il passaparola (PR) sono obiettivi specifici che solo il 20% degli intervistati ha indicato. I dati sul pubblico utenti: • nel 56% dei casi, il destinatario dei contenuti del blog aziendale è il consumatore finale, mentre nel 17% dei casi l’azienda si rivolge tanto ad un pubblico B2C quanto B2B. Solo nel 17% dei casi il blog aziendale si rivolge esclusivamente ad un target business. I dati sulla frequenza di pubblicazione: • il 17% delle imprese pubblica contenuti 1 volta al mese o meno, con risultante grave danno di immagine; il 45% delle imprese invece pubblica 1-3 post al mese, il 14% riesce a produrre 1 contenuto a settimana e il 24% anche di più. Per quanto riguarda il numero di ore impiegate nel mantenimento del blog, quantificazione di ore-uomo impiegate per mantenere il blog consente di calcolarne il ROI. Il 73% degli intervistati dedica meno di 3h al mese a fronte di un 18% che arriva alle 3h e di un 9% che vi spende fino a 1h a settimana. Criticità e pratiche di gestione: • la maggiore criticità nella gestione risulta la produzione dei contenuti (38%), seguita dalle strategie di promozione (30%) e dall’impegno per la moderazione (16%). Solo il 15% delle imprese intervistate, però, delega l’attività a community manager professionisti.

può arrivare a generare più traffico (più costante e con favolosi tempi di permanenza che superano le decine di minuti) rispetto al sito aziendale. • Stile e argomenti: lo stile è completamente customizzabile, ma più semplice e immediato, essenziale, rispetto allo stile di un qualsiasi sito aziendale che abbia un certo grado di articolazione.

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Presenta contenuti accattivanti, un look dinamico e piacevole, invoglia alla lettura “leggera” e spensierata. Permette di presentare prodotti o servizi aziendali in maniera lievemente più dissimulata che all’interno del sito aziendale: anche se il cliente finale comprende che si tratta di una strategia di posizionamento prodotti, l’audience è in questo caso più “accomodante” e tollerante. • Condivisione, commenti, interazione: si rende disponibile a interazioni più frequenti e dirette, ma che si svolgono su un canale a parte rispetto a quanto avviene sul sito aziendale o sulle pagine social dell’azienda, che vengono utilizzate come altoparlanti per la diffusione in contemporanea dei contenuti pubblicati (un’ottima vetrina a loro volta non solo per i contenuti statici del sito ma per quelli dinamici del blog). Rimane la percezione positiva di “vicinanza” e di “comprensione verso l’utente finale”. • Interconnessione: facilmente interconnesso tramite link e bottoni follow con tutti i social network, e tramite link o banner con il sito aziendale. La soluzione di integrare su sito aziendale una finestra che riporti in tempo reale il flusso di comunicazione dal blog (ultimi articoli, tweet, etc.) è un’ottima soluzione di compromesso, ma richiede un investimento in termini di programmazione web. I contro: • Visibilità e SEO: la visibilità dipende in gran parte dalla piattaforma ospitante, che proporrà a suo esclusivo e insindacabile giudizio il blog agli altri utenti blogger e al pubblico in generale (pagine con la selezione blogger del giorno, della settimana o del mese, trend di discussione, blogger più famosi, pagine con più follower, etc.) • Stile e argomenti: lo stile è completamente customizzabile ma, a meno di non servirsi della stessa piattaforma ospitante/agenzia grafica, lo stile del blog non sarà mai identico a quello del sito. Lo scollamento di percezione va scelto come strategia, non subìto come compromesso. • Immagine: quasi completamente avulso dal sito aziendale, può parlare per lui, ma NON è il sito aziendale. ■


LE NUOVE FRONTIERE DEL MARKETING

Come trasformare il packaging in un business vincente Da elemento per conservare il prodotto ad attore mass-mediale. La confezione diventa oggetto design, tanto da coinvolgere anche grandi stilisti dell’alta moda. Perché tutto ormai necessita di una confezione adeguata e accattivante: bevande, cibo, abbigliamento. E il design, per pura strategia di vendita, gioca con i colori, le forme, le icone

✒a cura di Tiziana Conte

Coca Cola light limited edition, packaging allegro e colorato creato dallo stilista Marc Jacobs e ispirato alle donne icone degli anni Ottanta, Novanta e Duemila

Tutto ha bisogno di una confezione adeguata: bevande, cibo, abbigliamento e il design gioca con i colori, le forme, le icone che tutti conosciamo, per pura strategia di vendita. È talmente importante per un prodotto, avere un packaging di design, che ogni anno si organizzano contest sul tema che svelano nuovi giovani talenti. E anche i grandi della moda si dilettano in questo senso. Come è successo per Coca Cola che ha coinvolto otto famosi stilisti del made in Italy per “vestire” il nuovo packaging delle bottiglie: Versace, Missoni, Moschino, Etro, Marni, Ferretti, Fendi, Bluemarine. E dopo Karl La-

«Il packaging ha un potente effetto sui vari aspetti del processo di acquisto: aiuta nella decisione, promuove il consumo, il riacquisto, dà informazioni sull’utilizzo, la qualità e la compatibilità ambientale»

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gerfeld e Jean Paul Gauthier, Diet Coke ha chiamato l’audace e trasgressivo Marc Jacobs, che ha realizzato un limited edition packaging per i 30 anni dell’azienda, allegro e colorato ispirato alle donne “capricciose e femminili”, icone degli anni Ottanta, Novanta e Duemila. Lo storico Pastificio Maffei di Barletta si è invece affidato allo stilista dell’haute couture Marco Coretti, che gli ha realizzato un packaging design dove un cestino di vimini evoca le origini dell’azienda pugliese e ne raccoglie tutta la tradizione, mentre un fiocco rosso, metafora dell’eleganza, la rinnova proiettandola in una visione d’elite. Sebbene il nuovo packaging sia stato introdotto soltanto da poche settimane, l’azienda fa sapere che sta registrando un significativo aumento degli ordini.

Efficace mezzo di comunicazione Stando ad una ricerca condotta da Pro Carton, Associazione Europea dei Produttori di Cartone e Cartoncino, sulle potenzialità del packaging, l’imballaggio sempre più si configura un vero e proprio strumento di marketing e un canale pubblicitario. E i numeri parlano chiaro: dallo studio, che ha coinvolto più di 2mila persone per confrontare l’efficacia comunicativa di 23 diversi mezzi di comunicazione, è emerso che il packaging contribuisce moltissimo a comunicare i messaggi del brand. Il 63% degli intervistati ha dichiarato che “ prima di acquistare un prodotto per la prima volta, legge sempre quanto riportato sulla confezione”. Il packaging ha un potente effetto sui vari aspetti del processo di acquisto: aiuta nella decisione, promuove il consumo, il


LE NUOVE FRONTIERE DEL MARKETING «Costi, biocompatibilità, iconografia ed ecommerce: sono questi gli aspetti prioritari sui quali verte oggi il business dell’imballaggio» riacquisto, fornisce informazioni sulla qualità e consigli per l’uso, ed è imbattibile quando si tratta di sottolinearne la compatibilità ambientale. Insomma, «fa parte della pianificazione commerciale e della definizione del budget di marketing esattamente come tutti gli altri mezzi di comunicazione», sottolinea Roland Rex, presidente di Pro Carton, «è uno dei più efficaci mezzi di comunicazione». Secondo l’indagine sarebbero i giovani i consumatori più attenti al packaging, importante anche nel caso degli acquisti on line. E in molti “leggono” con i propri smartphone i codici QR (quick response) presenti sulle confezioni, collegandosi così al sito del prodotto, dove trovano ulteriori informazioni.

Multifunzionale ed eco-friendly I rifiuti derivanti dal packaging rappresentano una percentuale compresa tra il 25% e il 30% del totale di quelli solidi urbani. Per ridimensionare il problema, oltre all’aumento di confezioni biodegradabili, o riutilizzabili si è cercato di sensibilizzare anche il consumatore. Qualche esempio? Heineken ha ripensato le proprie bottiglie in modo che potessero trasformarsi in un economico materiale da costruzione dandogli una forma più squadrata. E c’è il

packaging che costituisce il prodotto stesso, come nel caso D:light: disegnato dal giovane scozzese Tim Edgeler, funge da contenitore per il bulbo della lampadina, da copri lume e da cestino una volta esaurita la lampadina. Puro eco-design sottolinea come i materiali utilizzati siano tutti eco-compatibili e che, nell’ideare D:light, oltre al fattore pratico (la realizzazione di un prodotto che è la confezione di se stesso), è stato fondamentale anche l’intento di porre l’acquirente di fronte al problema dello smaltimento. Per restare in tema di multifunzionalità nel rispetto dell’ambiente, Steve Haslip ha disegnato HangerPak: un packaging che si trasforma in un accessorio che può essere usato con il contenuto: una gruccia in cartone per appendere abiti.

La quarta dimensione del packaging Nel momento in cui si è affermata la grande distribuzione il packaging è diventato sempre più importante perché fra i tanti prodotti sullo scaffale bisognava distinguersi con una confezione accattivante. «Partendo da questa premessa nel 1994 ci inventammo la bottiglia blu

Il pack Grancereale concepito da FuturBrand come una narrazione delle tappe che hanno portato il germoglio a trasformarsi in prodotto

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LE NUOVE FRONTIERE DEL MARKETING

La Music Edition di Ricola che ha vinto il Package Design al London International Awards nella categoria Pharmaceuticals

per l’acqua minerale Rocchetta e il riscontro nelle vendite fu immediato». A raccontarcelo è Fabio Majocchi (foto in basso), esperto di marketing e titolare di Mar-te società di marketing strategico. Ma già negli anni Novanta, oltre alla fase dell’impatto visivo si lavorava sull’aspetto pratico, sulla manegevolità: «Come per il tappo del dentifricio a pressione

AdvAnCE E iL METodo dELLE 6 doMAndE Da 15 anni il core business di Advance è nel packaging design. «Tanti anni di lavoro ci hanno insegnato che non esiste il packaging perfetto, bello o brutto ma che l’obiettivo finale di un packaging è vendere. E per vendere, una confezione deve essere efficace». Ma per verificarne empiricamente l’efficacia, Angelo Faravelli suggerisce il metodo delle “6 domande”: «Un insieme di nozioni che abbiamo imparato in questi anni pieni di sfide e che sono valide per tutte le confezioni che troviamo sugli scaffali della moderna distribuzione». Quindi ci dobbiamo chiedere : 1 Il nostro packaging è attrattivo? 2 Ha una sua personalità? 3 È comodo? 4 Dà le giuste Informazioni? 5 Protegge adeguatamente il suo contenuto? 6 È sostenibile? «Tutti noi abbiamo come obiettivo finale l’economicità della gestione aziendale e cioè, il profitto», precisa Faravelli, «nessuno, quindi, antepone la sostenibilità alla sopravvivenza dell’azienda». D’altra parte però aggiunge, «l’attenzione all’ambiente è sempre più in grado di dare valore alla marca e quindi ai prodotti». E conclude: «in un mondo che si va spostando verso un consumo consapevole, un approccio meno invasivo nei confronti della natura diventa un’opportunità di business anche per chi progetta o utilizza il packaging. Quindi, in sintesi, ok ad un packaging “pragmaticamente sostenibile”.

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che brevettò Farmitalia e fu molto apprezzato dal consumatore», ci ricorda, «oggi, quando si pensa ad un packaging non si possono tralasciare questi importanti aspetti: costi, biocompatibilità, iconografia ed e-commerce». Inoltre, «se prima il packaging comunicava in modo monodirezionale ora, grazie al QR Code interagisce con il consumatore consentendo la tracciabilità del prodotto». Recenti indagini hanno dimostrato che il 28% della popolazione italiana possiede uno smartphone e si calcola che nel 2014 gli smartphone supereranno i desktop. Quindi il QR Code sarà sempre più utiliz-


LE NUOVE FRONTIERE DEL MARKETING «Se prima il packaging comunicava in modo monodirezionale ora, grazie al QR Code interagisce con il consumatore consentendo la tracciabilità del prodotto» Il nuovo packaging del Pastificio Maffei di Barletta disegnato da Marco Coretti (nella foto a destra)

zato. Un particolare non trascurabile soprattutto quando si parla di food packaging. Il consumatore di oggi, infatti, se da una parte è attratto dalla scatola, dall’altro è più attento anche a quello che mangia, agli ingredienti. Con l’avvento di un consumo più consapevole le confezioni diventeranno un mezzo sempre più importante attraverso cui fornire un numero di informazioni crescente. «In Advance siamo da tempo attivi nell’elaborazione di QR packaging», spiega il titolare dell’azienda di Crema, Angelo Faravelli. «Il pack si apre sempre più alla dimensione digitale, grazie ad un codice QR linkato a contenuti esclusivi studiati ad hoc, consultabili con qualsiasi smartphone dotato di un QR reader». Così, per Advance, l’etichetta, di un vino con la “quarta dimensione” diventa in grado di veicolare tante informazioni sul prodotto, approfondendone le caratteristiche: i metodi di coltivazione, di vendemmia e di vinificazione. Il QR packaging è efficace per

qualsiasi tipo di prodotto, a patto «che si basi su una solida strategia, un’efficace creatività ed una corretta implementazione tecnica», avverte. «La nostra azienda è in grado di seguire direttamente tutti e tre gli aspetti alla base di un progetto di successo».

Le tre parole chiave seondo FutureBrand “De-packaging”, “Modern Tales” e “Made in”. Sono queste le tre parole chiave del packaging design vincente adottate da Chiara Sozzi Pomati, deputy executive director head of consumer di FutureBrand, uno dei più importanti network internazionali di consulenti e designer di marca.

Scatola da scarpe Converse, biodegradabile al 100% creata da un’agenzia di Monaco

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Il packaging D:light, disegnato da Tim Edgeler contiene il bulbo della lampada, un coprilume e un contenitore per buttare la lampadina una volta esaurita

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«Il “de-packaging” è l’esigenza sempre più diffusa di eliminare le sovrastrutture che hanno caratterizzato molte confezioni di prodotto in questi ultimi anni, in favore di packaging più essenziali, leggeri, trasparenti e capaci di auto-spiegarsi», ci fa sapere. In questo processo, gioca un ruolo importante la ricerca di nuovi materiali e soluzioni di confezionamento «che abbiano un minor impatto ambientale, ma sappiano anche esprimere qualità, naturalità e armonia». Il prodotto torna, quindi, centrale; ma lo fa in modo nuovo e più responsabile. Un esempio? La linea pure bio, di prodotti certificati biologici per detergere e nutrire delicatamente la pelle dei bambini. Lanciata da Chicco è stata

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creata da FutureBrand che ha tradotto la tenerezza del tocco della mamma che accudisce il proprio bambino, nelle forme morbide e sinuose dei flaconi, mentre la comunicazione della biologicità dei prodotti è stata affidato ai colori delicati, alla grafica pulita accompagnata da illustrazioni che parlano il linguaggio fresco e spontaneo della natura e del binomio mamma-bambino. I pack dei prodotti pure bio hanno ricevuto la certificazione FSC (Forest Stewardship Council), che garantisce che il prodotto è realizzato con materiale proveniente da foreste gestite correttamente dal punto di vista ambientale, sociale ed economico, mentre i tappi sono in legno anziché in plastica. Un’at-


LE NUOVE FRONTIERE DEL MARKETING

zione legata alla globalizzazione». È così che nascono i brand che offrono l’opportunità di un’esperienza non standard, più personale, più memorabile. questi concetti sono stati applicati nel lavoro svolto per esempio, per Grancereale: «Lo abbiamo portato da sub-brand di Mulino Bianco a brand indipendente, presentando ai consumatori una linea dall’immagine coerente con il territorio di marca e con un linguaggio visivo molto personale». Il pack è concepito come una narrazione ininterrotta delle tappe che hanno portato il germoglio a trasformarsi in prodotto, fragrante e naturale, come appare sul fronte delle confezioni. Con Grancereale FutureBrand si è aggiudicata l’argento ai Pentawards 2012 il concorso internazionale che ogni anno premia i migliori progetti di packaging provenienti da tutto il mondo. ■

tenzione in più verso l’ambiente. Il concetto di “Modern Tales”, invece, «risponde al bisogno espresso dai consumatori di conoscere più a fondo la storia di un prodotto», non soltanto le sue informazioni di base, ma anche l’idea che l’ha ispirato, il processo che lo ha fatto nascere, la sua qualità effettiva e i principi etici a cui si attiene. È la storia, il suo lato razionale e quello emozionale, che contribuisce a rendere unica una proposta. E poi c’è il concetto di “Made In” che, secondo Sozzi Pomati, «aumenta la percezione di premiumness di un prodotto, perché lo mette in contatto diretto con un ambito geografico, una cultura specifica e codici locali che lo sottraggono all’indifferenzia-

Con Grancereale, FutureBrand si è aggiudicata l’argento ai Pentawards 2012

«Il packaging sostenibile è oggi un’opportunità di business sia per chi lo progetta che per chi lo utilizza» 7-8 2013

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SAI L’ULTIMA? N O T I Z I E DA L M O N D O D E I V I AG G I E D E L L’ O S P I TA L I T À

Nuove acquisizioni, giri di poltrona, offerte ed eventi sono visibili in tutto il loro splendore nell’area archeologica dell’Hotel. Gli ospiti possono raggiungere la SPA, di 300 metri quadrati, con un vero e proprio percorso emozionale nell’antica Roma e godere di questi magnifici resti visibili anche attraverso pannelli di cristallo. E dall’area archeologica le emozioni continuano all’ultimo piano, sulla Terrazza Sant’Andrea, dove godere della vista sui tetti di Roma e della bella cupola dell’adia-

Buon compleanno Rome Cavalieri Il Rome Cavalieri, Waldorf Astoria Hotels & Resorts ha festeggiato lo scorso giugno 50 anni di storia con un evento straordinario in stile Dolce Vita, svoltosi nel favoloso parco mediterraneo dell’Hotel. Inaugurato nel giugno del 1963 ed entrato a far parte del brand Waldorf Astoria Hotels & Resorts nel 2008, il Rome Cavalieri è un’icona dell’hôtellerie di lusso con servizi eccellenti, tra cui il True Waldorf Service. Per il compleanno, lo Chef dell’Hotel, il pluristellato Heinz Beck, ha studiato un menù gourmet ad hoc e non è mancato neppure l’intrattenimento con le spettacolari performance della Squadra italiana Olimpionica di Nuoto Sincronizzato. Molti i personaggi famosi del mondo dello spettacolo e del cinema che hanno preso parte all’esclusivo evento, tra cui Martina Colombari, Sandy Muller, Max Tortora, gli attori Valentina Corti e Federico Costantini, Andrea Gherpelli, Teo Mammucari, Antonella Clerici, Mara Venier, Elena Sofia Ricci, Stefano Mainetti, Claudio Ranieri, Tony Renis e Al Bano Carrisi che ha regalato agli ospiti una straordinaria performance di alcuni dei suoi più grandi successi. Durante la serata è stato mostrato un video in cui Conrad Hilton inaugurava l’Hotel nel 1963 insieme a Lyndon B. Johnson mentre, al tramonto, le luci del parco si sono accese creando un’atmosfera estremamente suggestiva. Un fantastico spettacolo pirotecnico ha concluso la serata. Ospiti d’onore Christopher J. Nassetta, Presidente e CEO di Hilton Worldwide e John T.A. Vanderslice, Global Head of Luxury Brands, che sono stati accolti dal General Manager dell’Hotel Serge Ethuin.

Boutique hotel nel cuore millenario di Roma Situato a Piazza del Paradiso, il quattro stelle superior Hotel Lunetta si trova in posizione privilegiata: a due passi da Campo Dè Fiori, Piazza Navona, Piazza Argentina e Trastevere e poco distante dal Pantheon. Immerso nella storia millenaria della città, questo boutique hotel – che già nel 1368 ospitava un albergo – deve il suo nome allo

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stemma della mezza luna visibile sulla facciata. Giuseppe Cornetto Bourlot, attuale proprietario, acquistò l’edificio nel 2009 e spinto dalla passione per l’arte, iniziò una radicale ristrutturazione valorizzando le peculiarità dell’antico stabile fondato sulle rovine del teatro di Pompeo (55 a.C.). Durati fino al 2012, i lavori hanno riportato alla luce le antiche mura del Teatro che, dopo un certosino restauro,

cente chiesa Sant’Andrea della Valle. Tutto questo e l’attenzione al cliente, fanno del Hotel Lunetta, di sole 30 camere, un luogo esclusivo e privilegiato in cui soggiornare, dove l’antico sposa il moderno design in un felice connubio. A dirigere l’hotel è Luca Rombi, da 27 anni professionista dell’hôtellerie con importanti esperienze maturate in ambito di compagnie nazionali ed internazionali, in Italia ed all’estero, quali: Set Hotels, Bagaglino Hotels, CIGA Hotels, Radisson SaS, Hotel Pierre Milano, Delphina Hotels & Resorts e Travel Charme Hotels AG. Il general manager è stato incaricato della riapertura dell’hotel, nel 2011, al termine dei lavori di ristrutturazione che lo hanno trasformato in un boutique hotel di 4 stelle superiore.

Cucina d’autore pugliese all’InterContinental De La Ville Da questa estate, l’esclusivo albergo capitolino ha una nuovo chef, il trentasettenne pugliese Gianni Di Rutigliano Il suo è un curriculum di tutto rispetto. Di Rutigliano si è, infatti, formato sotto la guida di grandi nomi della ristorazione quali Alfonso Iaccarino e Umberto Vez-


SAI L’ULTIMA? Move to Meet Move Hotel, elegante albergo design di Mogliano Veneto diretto da Antonio Barbieri, riserva tariffe assolutamente speciali a chi prenota il proprio evento da settembre a marzo 2014: Il Full Day viene infatti proposto a 200 euro (più Iva) mentre l’ Half Day a 155 euro (più Iva). Nel pacchetto sono inclusi: • Sala Meeting con luce naturale • Videoproiettore • Collegamento WIFI • Assistenza tecnica per avvio lavori presso uno dei nostri Bar • Parcheggio La promozione è valida per un massimo di 30 persone, dal lunedì al venerdì incluso e non è sovrapponibile né applicabile per eventi già confermati. Per chi desidera anche pernottare, c’è l’Offerta Meeting con Pernottamento che a partire da 125 euro (Iva inclusa), comprende, oltre a tutti i servizi sopra elencati, anche il pernottamento in camera doppia uso singola, piccola colazione, welcome coffee, light lunch, coffee break pomeridiano. L’offerta è valida per un minimo di 10 camere prenotate e per un massimo di 25 camere e 50 persone, tutti i giorni della settimana e non è sovrapponibile ne applicabile per eventi già confermati. Infine, per i partecipanti al meeting non residenti la tariffa complessiva del pacchetto è di 39 euro (Iva inclusa) per persona e comprensiva di welcome coffee, light lunch, coffee break pomeridiano. Per usufruire della convenzione è necessario fare riferimento a: MOVE TO MEET Promozione Speciale MICE. Tel. 0415977408 www.movehotel.it; Mariangela Pipoli - Event Manager - congress@movehotel.it - Marco Venuti - sales Manager - marco.venuti@movehotel.it.

zoli e, prima di approdare all’InterContinental De La Ville, è stato chef del ristorante Tazio dell’Hotel Exedra e Villa Miani e di altri importanti hotel di lusso, tra cui anche il Majestic e l’Aldrovandi Palace. La sua cucina trae ispirazione da quella tradizionale pugliese, a base di sapori genuini, dove a farla da padrone sono le olive, i capperi, i pomodori, le verdure di stagione e il pesce. Ed è proprio alla grande cucina pugliese che è stato dedicato l’evento inaugurale della stagione estiva proposto lo scorso luglio al ristorante La Terrazza degli Imperatori, al sesto piano del cinque stelle lusso di Via Sistina. Realizzato in collaborazione con il Pastifico Maffei di Barletta, l’evento “Puglia a Tavola”, ha proposto con grande successo lo show cooking di Di Rutigliano, a base di stuzzicanti ricette tradizionali pugliesi rivisitate.

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All’Hotel Miramonti di Cogne il meeting a settembre conviene Meeting di lavoro, eventi, corsi di formazione in montagna? L’Hotel Miramonti di Cogne, albergo di charme nel borgo di Cogne, circondato dal panorama montano di incomparabile bellezza del Gran Paradiso, è una location perfetta e anche conveniente. Per le aziende, infatti, il quattro stelle ha studiato

una speciale offerta meeting, valida per tutto il mese di settembre, al costo di 126 euro a persona comprensivo di un pernottamento in camera doppia, prima colazione a buffet, lunch e cena al Ristorante Coeur de Bois (bevande incluse), 2 coffee break, utilizzo della sala meeting con attrezzatura tecnica di base, accesso gratuito alla Dren-Zone del Centro Benessere, wi-fi gratuito e posto in garage. Dopo un anno di lavori e un investimento di oltre due milioni di euro per il totale rifacimento di tutte le camere e per la realizzazione delle 3 nuove suite, l’hotel si presenta oggi anche con un centro benessere più grande e spazi comuni dal look estremamente accattivante: un mix indovinato di classicità e comfort moderno, con qualche tocco di stravaganza. Aperto tutto l’anno, mette a disposizione dei congressisti un moderno centro congressi con una sala Teatro – che può ospitare sino a 90 persone a platea – versatile ed elegante, dal soffitto a volta, con comode poltrone, e dotata delle più moderne attrezzature tecnologiche. Mentre per cene tipiche con vista sul ghiacciaio del Gran Paradiso, c’è il Ristorante dell’Hotel, “Coeur de Bois” a cura del giovane chef Executive, Cristian Lovison, specializzato nella migliore cucina valdostana. Infine, per il post congress, non c’è che l’imbarazzo della scelta tra passeggiate in montagna, ciaspolate, lezioni di sci, free climbing, parapendio, trekking e gite a cavallo. Info: Tel. 016574.030 - www.miramonticogne.com.

Nuovo cinque stelle a Cesenatico Situato di fronte al porto canale di Cesenatico, il nuovo cinque stelle della Select Hotels Collection, il Grand hotel Leonardo Da Vinci, ha tutte le credenziali per diventare la location di riferimento per i turisti esigenti e gli happening più esclusivi. Elegantissimo, l’hotel sorge, in riva al mare, a due passi dal centro, sui resti della vecchia colonia Vero-


SAI L’ULTIMA?

nese, una struttura costruita nel 1928 dall’architetto Magrini con destinazione albergo, chiamato “Caimmi”, trasformato poi, nel 1936 in colonia per bambini del comune di Verona. Quattro le tipologie di camere disponibili (executive, deluxe, junior suite e suite), tutte con rifiniture di pregio, soffitti lavorati a mano, insonorizzate e dotate delle tecnologie più moderne. Tra le suite spicca quella Versace, disegnata dalla casa di moda e le suite situate nella deliziosa torretta cinquecentesca a forma ottagonale. A disposizione anche una spiaggia privata con bar, un centro benessere (Dolce Vita), di oltre 600 metri quadrati e una Private Spa. Per il prossimo anno saranno fruibili la totalità delle camere, la grande piscina esterna a forma di fiore, con un’isola al centro, ponticelli e giochi d’acqua, una parte della quale sarà riservata ai bambini, tre campi da tennis, il parco giochi per i piccoli ospiti e il centro congressi, in un edificio attiguo all’hotel, in grado di accogliere fino a 900 persone. La grande spiaggia privata ed i servizi offerti completano l’offerta del prestigioso cinque stelle. Info: leonardodavinci@selecthotels.it.

Villa d’Este: “Best Luxury Hotel Worldwide” Lo scorso 26 giugno il direttore generale di Villa d’Este Hotels, Danilo Zucchetti ha annunciato con orgoglio la nomina di “Best Luxury Hotel Worldwide”assegnata all’esclusiva Villa di Cernobbio, sul lago di Como, da Luxury Travel Advisor, pubblicazione rivolta ai consulenti di viaggio di lusso, il cui board, costituito da un gruppo selezionato e prescelto di consulenti di viaggio, seleziona ogni anno i finalisti delle diverse categorie del mondo turistico di alto livello. Danilo Zucchetti ha così commentato: «il premio ci lusinga e ringrazio tutti per questo importante riconoscimento del nostro impegno quotidiano a soddisfare e superare le aspettative degli ospiti».

I Love Barbecue al Visconti Palace Hotel Il must di questo scampolo d’estate è il barbecue sulla terrazza panoramica “Roof 7” del Visconti Palace Hotel, elegante quattro stelle nel centro storico di Roma che fino ad ottobre, a partire dalle 19 fino alle 23, invita a rilassarsi open air a fine giornata e ad assaporare ottimi piatti di carne scelta, pesce appena pescato e verdure fresche alla brace, in una calda atmosfera conviviale. E il lunedì e il giovedì l’atmosfera è allietata anche dalle note jazz&blues e bossanova della musica dal vivo del Maestro Rosario Fugà. Si può scegliere à la carte oppure la formula “I love BBQ” Menu, che comprende uno spiedino di panzanella ed una scelta fra 2 spiedini di carne, o petto di pollo con tartare di pomodori e olive, salsicce di suino tipo Luganica, filetto di salmone norvegese, filetto di tonno pinna gialla o trancio di pesce spada del Mediterraneo, a 29 euro a persona con brocca d’acqua o a 32 euro a persona con calice di vino e brocca d’acqua. Le carni sono accompagnate da patate novelle saltate al timo o patate al cartoccio, mentre i pesci sono serviti con ortaggi di stagione grigliati; con entrambi sono proposte salsa BBQ e salsa bernese. À la carte si possono ordinare bistecche di manzo, tagliata con rucola, scaglie di grana e aceto balsamico, filetto di manzo, grigliata di carne o grigliata di pesce. È disponibile anche un Menù Bambini a 19 euro che propone un hamburger di manzo o petto di pollo panato alla milanese con patate novelle saltate e bibita analcolica a piacere. A fine pasto gelati e dessert di alta pasticceria per concludere la serata nel modo più dolce. È gradita la prenotazione: Visconti Palace Hotel tel. 06/3684.

Castrocaro Terme rinnova il suo impegno a favore del sociale Si è rinnovato anche quest’anno l’appuntamento benefico organizzato dalla ONG Children for Peace a Marbella in Spagna a cui ha partecipato anche Lucia Magnani, Amministratore Delegato di Salsubium Spa società di gestione delle Terme di Castrocaro, in qualità di membro del Comitato d’Onore della stessa organizzazione. La serata

denominata Soul & Stars ha visto la partecipazione di numerosi vip del mondo dello spettacolo e della moda che hanno realizzato a un’asta di beneficienza finalizzata a raccogliere fondi per combattere la fame nel mondo. «È un evento molto importante a cui desidero essere presente per testimoniare l’attenzione verso i temi sociali dell’organizzazione no profit Children for Peace», sottolinea Lucia Magnani. «Si tratta sicuramente di un 7-8 2013

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SAI L’ULTIMA?

contesto eccezionale e, per le Terme di Castrocaro, anche di una vetrina importante in cui potersi relazionare con persone potenzialmente interessate a soggiornare presso la nostra struttura e a godere di servizi dedicati, come l’innovativo programma “Long Life Formula”».

Nuovi riconoscimenti per Chia Laguna Resort Dopo il certificato di eccellenza assegnato nel 2012 all’Hotel Village, TripAdvisor assegna anche al cinque stelle Hotel Laguna il certificato d’eccellenza 2013. L’Hotel ha raggiunto un punteggio complessivo superiore a 4 (4 su 5) con un numero di recensioni di 91. Sempre dal web arriva il secondo attestato di qualità: l’HolidayCheck Quality Selection 2013 assegnato al Chia Laguna Resort dal portale HolidayCheck.com. Info www.chialagunaresort.com.

Nuovo Best Western HL Hotel a Milano New entry per il gruppo Best Western. Si tratta del quattro stelle Best Western HL Hotel. Hotel dal design contemporaneo, in posizione strategica: a 2 km dal Polo Fieristico di Rho-Fiera-Milano e a 500 metri dall’uscita della tangenziale Rho-Fiera. L’hotel offre 65 camere dotate dei più moderni confort inclusa la connessione wifi. Per meeting e riunioni di lavoro è a disposizione una luminosa sala in grado di accogliere fino a 25 persone. Completano l’offerta il panoramico Terrace Bar, all’ottavo piano, un centro benessere con piscina e sauna e una attrezzata zona fitness. Info: www.bestwestern.it.

New entry per Dorchester Collection Irene Hoek è la nuova head of global development di Dorchester Collection. Dopo la laurea in Business Administration presso la Georgia State University, e un MBI presso la Wharton School, University of Pennsylvania, Hoek ha rico-

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perto ruoli di primo piano, è stata direttore sviluppo in Europa, Africa e Medio Oriente per Starwood Hotels & Resorts e senior associate presso BNY Capital Markets, nel ramo fusioni ed acquisizioni. In precedenza, è stata vice presidente per lo sviluppo presso IHG ad Atlanta, dove si occupava dello sviluppo residenziale del brand e vice presidente per lo sviluppo nel Nord America, occupandosi per conto di Starwood della crescita del brand St Regis. Info: www.dorchestercollection.com.

Best Western Italia. Il primo a disporre delle “Mappe di Interni” di Google Gli utenti di Google che cercano gli hotel Best Western sulle mappe, potranno navigare all’interno delle planimetrie dettagliate degli edifici, come fossero strade. Con Mappe di Interni si amplia lo spettro di funzionalità che Google mette a disposizione del mondo alberghiero. Dopo Google Business Photos, lanciato di recente, Mappe di Interni fornisce agli utenti business e leisure un’ ulteriore opzione per identificare il proprio hotel ideale. In questa prima fase sono nove gli hotel Best Western italiani a disporre di questa opzione. Info: www.bestwestern.it

Novotel e il concierge virtuale Il Virtual Concierge, è il nuovo servizio lanciato da Novotel. I clienti, attraverso uno schermo situato nella hall dell’albergo, possono navigare e approfondire informazioni relative al gruppo e all’hotel. Il concierge virtuale fornisce inoltre informazioni sui punti di interesse situati in prossimità dell’hotel (ristoranti, musei, ecc.), notizie pratiche come le previsioni meteo e gli orari dei voli e altri servizi innovativi come l’invio di cartoline postali virtuali. Un’applicazione per Android e Apple sarà disponibile gratuitamente a partire da settembre e permetterà ai clienti di disporre dei contenuti del Virtual Concierge uti-

lizzando i propri apparecchi. In questa prima fase di sviluppo il marchio Novotel sta implementando il servizio presso 100 strutture. Seguirà una seconda fase con l’estensione del Virtual Concierge a tutti gli hotel del network. Ciascuno degli alberghi interessati può personalizzare i contenuti adattandoli alle caratteristiche e alla zona in cui si trova.

Nuovo Hotel BEST WESTERN a Roma Fiumicino Nuovo hotel business oriented firmato BEST WESTERN nella Capitale. Si tratta del 4 stelle curato dall’Architetto Francesco Guida, il BEST WESTERN Hotel Rome Airport, situato nelle immediate vicinanze dell’aeroporto e del polo commerciale Leonardo da Vinci di Fiumicino. L’hotel offre 91 camere confortevolmente arredate e dotate di wifi. A disposizione dei congressisti ci sono poi 4 sale meeting dotate delle più moderne tecnologie, tra cui la più ampia può ospitare fino a 120 persone e il Ristorante Concorde con piatti della migliore cucina italiana e regionale. Completano l’offerta il Centro Wellness, attrezzato con macchine di ultima generazione, il servizio shuttle e un parcheggio privato. Info: www.bestwestern.it.

Ciotole, cuccia e veterinario di zona: l’hotel diventa Pet Friendly È stata decisamente “un’estate bestiale” quella di Best Western Italia. In collaborazione con ENPA, la catena ha lanciato infatti il progetto “Hotel Pet Friendly” dedicato a tutti coloro che desiderano concedersi un soggiorno esclusivo in hotel con gli amici a quattro zampe. Viaggiare con il proprio animale negli hotel BW in Italia diventa davvero facile grazie alle camere con servizi e dotazioni dedicate: una ciotola per l’acqua e una per la pappa, una brandina per ogni cane e una cuccetta per ogni gatto, sacchetti igienici per cani o lettiera


SAI L’ULTIMA?

Atahotels e The Style Outlets Viaggiare, fare shopping e risparmiare con sabbia in camera. E in zona c’è anche un veterinario reperibile 24 ore su 24. Gli hotel Pet Friendly in Italia sono al momento più di 30, da nord a sud, dislocati in città come Firenze, Bologna, Verona, Roma. Il servizio è stato sviluppato in collaborazione con Enpa, Ente Nazionale Protezione Animali. L’elenco degli hotel che hanno aderito al programma è online: www.bestwestern.it/hotels/pet-friendly oppure sul sito di ENPA www.vacanzebestiali.org.

Signum Virtutis per Pullman Timi Ama Sardegna Il Pullman Timi Ama Sardegna è l’unica struttura in Sardegna e una delle poche in Italia ad aver ricevuto, lo scorso luglio, il prestigioso sigillo “Signum Virtutis” nella catego-

ria Hotel & Resort ai Seven Star Global Luxury Awards 2013. Il riconoscimento premia le eccellenze nell’ospitalità di lusso del mondo.

“Bari sotterranea” un viaggio nella città sotto la città Appuntamento ormai irrinunciabile dell’estate pugliese Bari sotterranea, iniziativa promossa da Puglia open Day, fino a settembre permetterà di far scoprire a turisti e cittadini il cuore più antico e suggestivo della città, grazie a itinerari guidati gratuiti tra le aree archeologiche racchiuse sotto il Castello Normanno-Svevo e la Cattedrale dell’Odegitria per concludersi a Palazzo Simi. L’itinerario consente ai visitatori di andare indietro sino all’età romana e tardo antica, cui appartengono i resti della chiesa paleocristiana con il suo mosaico figurato

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I visitatori dei The Style Outlets di Vicolungo (Novara) e Castel Guelfo (Bologna) potranno ottenere una riduzione del 10% sulla tariffa flex dei soggiorni nelle strutture Atahotels. La dinamica è molto semplice: basterà ritirare il coupon presso gli info point dei due centri e, utilizzando lo speciale codice Ataspecial, sarà possibile prenotare la propria vacanza direttamente sul sito www.atahotels.it. Parallelamente i clienti Atahotels potranno sperimentare una giornata di shopping vantaggioso: ritirando infatti il coupon presso la reception dell’hotel dove hanno soggiornato, potranno ricevere negli info point dei centri Vicolungo The Style Outlets e Castel Guelfo The Style Outlets la tourist card che darà diritto a ulteriori sconti dal 5% al 10% nei negozi che aderiscono all’iniziativa. La partnership è consultabile sui siti www.atahotels.it, http://vicolungo.thestyleoutlets.it/ e http://castel-guelfo.thestyleoutlets.it/.

di grande bellezza; si disvela poi la Bari bizantina, con i ricchi decori delle sue tante chiese e i sorprendenti scorci urbani in cui rivive la brulicante cittadina di mille anni fa. Sorprendenti resti monumentali consentono infine di ripercorrere la presa della città nel 1071 ad opera dei conquistatori Normanni, ai quali si deve la fondazione del primo nucleo del castello e la completa distruzione della città, cui seguì la definitiva rimodulazione dell’assetto urbano, nella fisionomia ancora riconoscibile nel cuore medioevale del centro storico. Le visite guidate partiranno dal castello Normanno Svevo alle 20,30 nei giorni 7, 14, 21, 28, settembre con prenotazione obbligatoria. Info: www.barisotterranea.it.

Cercasi campioni al Verdura Golf Iniziativa a tutto sport per il Verdura Golf & Spa Resort che, la scorsa estate – in collaborazione con Juventus Football Club – ha lanciato il programma Summer Training Session: gli allenatori di uno dei club più prestigiosi della serie A hanno tenuto in hotel una serie di master class per dare la possibilità, ai futuri Gigi Buffon, di migliorare le proprie abilità calcistiche. I giovani goleador fra i 5 e i 16 anni ospiti del resort Rocco Forte Hotels hanno potuto prendere parte ad allenamenti quotidiani di due ore e mezza con alcuni dei migliori allenatori del mondo, istruiti e specializzati presso la Juventus University.

Hilton Worldwide festeggia l’hotel numero 4.000 Hilton Worldwide ha annunciato l’apertura dell’hotel numero 4.000, l’Hilton Shijiazhuang nella provincia di Hebei in Cina. Focalizzato su un’espansione a livello globale e con un portfolio di brand leader nell’industria dell’ospitalità, Hilton Worldwide è il Gruppo che registra dal 2007 la crescita più consistente, con oltre 1.100 hotel e un aumento di camere del 33%. Decisamente ottimistiche le previsioni, che parlano di circa 1.000 aperture e oltre 176.000 camere nei prossimi anni. Dall’inizio del 2013, Hilton ha inaugurato a livello mondiale più di 100 hotel e ne aprirà altri 110 entro fine anno. Il raggiungimento del 4millesimo hotel è sottolineato con soddisfazione da Christopher J. Nassetta, presidente e CEO Hilton Worldwide, che aggiunge «Il 2013 si sta rivelando un anno eccezionale per il nostro Gruppo che, con questo nuovo traguardo, si attesta ai vertici dell’industria dell’ospitalità mondiale. I nostri brand continuano a crescere e a rinnovarsi, per offrire ai nostri ospiti esperienze uniche e indimenticabili». ■


AERONEWS

Notizie dal mondo Emirates www.emirates.com

Emirates Skycargo trionfa ai “Quality Award Italy 2012” Emirates SkyCargo Italia, la divisione merci di Emirates, ha ulteriormente rafforzato la sua posizione come leader mondiale nell’ambito del trasporto aereo vincendo due prestigiosi riconoscimenti nel corso dei Quality Award Italy 2012: superando la concorrenza di altri importanti Compagnie come Qatar Airways Cargo, AirAsia Cargo, Etihad Cargo and Lufthansa Cargo, Emirates SkyCargo si è aggiudicata i premi per la sezione Customer Satisfaction e per quella All Services. I premi vengono assegnati dall’ANAMA (l’Associazione Spedizionieri Aerei della IATA) alle compagnie aeree, per la qualità e l’eccellenza del servizio offerto al cliente. All’evento, che si è tenuto lo scorso giugno alla Triennale di Milano, hanno partecipato oltre 400 aziende leader nel settore dell’Aircargo, rappresentanti delle compagnie aeree e ospiti. «Sono orgoglioso di avere ricevuto questi premi e di rappresentare il team italiano di Emirates Skycargo», spiega Danilo Bonfanti, Cargo Manager di Emirates SkyCargo Italia. «Questo è il risultato di un eccellente lavoro di squadra, e ci tengo a ringraziare ogni membro del team per la dedizione e la passione messa in ogni giorno di lavoro, facendo crescere la reputazione di Emirates SkyCargo e rendendo possibile la vincita di questi premi; premi ancora più importanti se pensiamo al contesto commerciale del 2012». I riconoscimenti arrivano in un anno molto positivo per SkyCargo: la capacità totale di Emirates SkyCargo, infatti, è incrementata a livello globale del 16% raggiungendo un traguardo memorabile di 2,1 miliardi di tonnellate trasportate in un mercato del trasporto merci in contrazione, evidenziando una crescita dei ri-

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cavi in controtendenza. Quest’anno, la resa del trasporto merci per tonnellata è diminuita del 6%. Con un contributo pari al 15% sul totale del fatturato trasporti, Emirates SkyCargo continua a svolgere un ruolo fondamentale nelle operazioni di espansione della società. Alla fine dell’anno fiscale, la flotta di Emirates SkyCargo conta un totale di 10 velivoli, 8 in operating lease e 2 in wet lease. Emirates offre attualmente 49 voli a settimana da 3 aeroporti italiani, Roma Fiumicino, Milano Malpensa e Venezia e dal 1° ottobre di quest’anno si appresta a lanciare il primo volo trans-oceanico diretto da Milano Malpensa a New York. www.emirates.com.

Fabio Lazzerini nuovo Manager Emirates Italia La Compagnia aerea di Dubai conferma la nomina di Fabio Lazzerini come nuovo Manager per l’Italia. 49 anni, una laurea in Economia e Commercio presso l’Università Bocconi di Milano, Fabio Lazzerini porta con sé un vasto bagaglio di esperienza, essendo stato, dal 2006, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Amadeus Italia, con la responsabilità anche di Amadeus Mobile Solutions nell’Ovest Europa. Lazzerini inizia la sua carriera come Direttore Vendite per Autodesk – leader di mercato nei software di progettazione – e Amministratore Delegato e Direttore Generale di Neopost Italia. Successivamente assume l’incarico di Direttore della Divisione Workstation di Digital Equipment Italia. Nel suo cv spicca anche la vicepresidenza di Federviaggio (di cui è stato co fondatore) e, dal 2009, la vicepresidenza di Assisntel (Associazione Nazionale delle Imprese ICT). È inoltre professore titolare del Corso di Tourism Management all’Università LUISS Guido Carli e responsabile del Corso di “struttura e attori della filiera del turismo” all’Università IULM.


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Laura GiuGiaro Pignola del dettaglio, ma non troppo Frequent traveller esigente, la figlia del designer Giorgetto ha l’occhio allenato a cogliere il più piccolo particolare, anche quello tecnico, ma, alla fine, ciò che la conquista è la qualità del servizio. “Sentirsi come a casa” è la sua definizione di lusso in hotel

✒Giorgio Vizioli Imprenditrice creativa e dinamica, capace di raccogliere l’eredità professionale paterna e di aprirsi al tempo stesso a nuove iniziative, Laura Giugiaro ha trascorso molto tempo in giro per il mondo, maturando un’esperienza non comune nella conoscenza dell’hôtellerie internazionale. Laura Giugiaro è però anche moglie e madre, e non manca, nelle sue valutazioni, di tenere conto delle esigenze di un nucleo famigliare alla ricerca di svago e di riposo. «Per deformazione professionale (il mio know how come organizzatrice di eventi mi segue ovunque) sono sempre molto attenta ai dettagli, anche a quelli tecnici e poi mi piace, “calarmi” nella realtà del luogo, sia quando viaggio per lavoro sia quando mi trovo in vacanza con la mia famiglia». Il primo criterio di scelta di un albergo? «La posizione. Se è un hotel di città, deve essere in centro, preferibilmente di design, e comunque deve essere comodo da raggiungere. In generale mi fido dei consigli degli amici che mi conoscono bene e sanno

cosa mi piace. Consulto poco Internet, lo faccio prevalentemente quando deve organizzare un viaggio di lavoro e ho poco tempo». Gli hotel dove si è trovata meglio? «All’estero, l’Hotel New Otani di Tokyo, dove l’ospitalità giapponese raggiunge livelli di ineguagliabile perfezione, mentre, in Italia, l’Hotel Adler di Ortisei, in Alto Adige, una vera chicca».

In alto, a sin. La designer Laura Giugiaro. A sin., skyline di Tokyo. Qui sopra, il laghetto alpino della Spa dell’Adler Dolomiti Spa & Sport Resort di Ortisei in Alto Adige

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La hall con magnifica vista sulle Dolomiti dell’Hotel Adler

Gli hotel che l’hanno delusa? «L’Hotel Tombolo di Castagneto Carducci, sul litorale toscano in provincia di Livorno, che in passato era ottimo e che invece, in tempi più recenti, ho trovato un po’ decaduto: non si mangia più tanto bene e soprattutto vi

sono limitazioni di orario per la talassoterapia e per fare il bagno con i bambini, cose che rendono meno agevole un soggiorno che si vorrebbe poter vivere all’insegna della libertà e del relax». La prima cosa che guarda entrando in albergo? «L’ampiezza delle stanze e la pulizia. E poi la qualità del servizio, le piccole attenzioni che si ricevono dal momento dell’arrivo al check out. Una volta, mi trovavo all’Hôtel Plaza Athénée di Parigi con la mia famiglia e il mio bambino non stette bene: fummo assistiti con così tanta attenzione (venne perfino un bravissimo pediatra, convenzionato con l’albergo, a visitarlo) che mi sembrò di essere a casa». E l’ultima? «Il tempo di consegna delle valige in camera». Il lusso in un dettaglio? «Riuscire a far sentire realmente l’ospite a casa propria». Il ristorante d’albergo dove ha mangiato meglio? «Il New Otani di Tokyo e l’Adler di Ortisei, in quest’ultimo la grande gastronomia si combina squisitamente con la cucina casalinga. Sempre a Ortisei, mi sono trovata molto bene al Cavallino Bianco, dove curano con grande attenzione anche i menu per i bambini». Quanto influisce nella scelta la presenza di una bella spa? «Per me moltissimo». Il viaggio che consiglierebbe ai lettori di Master Meeting? «In Giappone, paese che amo per il contrasto tra modernità e tradizione e per la sua grande civiltà. In Italia, invece, consiglio il borgo e le colline di Montecarlo, nei dintorni di Lucca». ■ 7-8 2013

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Nova Yardinia Ecco perché il complesso alberghiero di Castellaneta Marina è il più grande Convention & Spa Resort d’ Italia

Esterno del cinque stelle Kalidria Thalasso Spa Resort. In basso, Alborea, al confine con la riserva della Stornara. Offre 124 lodge suite ed è la soluzione perfetta per famiglie senza bambini

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È noto come il turismo sia una voce rilevante nel bilancio del nostro Paese. Recenti studi economici hanno calcolato che vale circa il 10% del Pil e dell’occupazione nazionale, tanto da essere definito il “petrolio d’ Italia”, ebbene, facendo nostra questa efficace traslazione, possiamo dire senza tema di essere smentiti che nel paradiso della costa ionica, in Puglia, esiste uno dei più grandi “giacimenti” d’Italia. Naturalmente non di “oro nero” ma “ di oro verde-azzurro”: verde come i profumati pini di Aleppo che le circondano, azzurro come l’incontaminato mare che le lambiscono: parliamo delle quattro strutture alberghiere (due a 5 stelle e due a 4 stelle) di Nova Yardinia, magnifico complesso a Castellaneta Marina, in provincia di Taranto. Quattro differenti prodotti ricettivi pronti a integrarsi perfettamente per creare la dinamica unica e vincente nell’industria degli eventi. «Nuova Yardinia», ha sottolineato il Managing Director del Complesso, Vincenzo Gentile, durante un recente educational per la stampa, «con i suoi cinquecento collaboratori di alta specializzazione, l’indotto che determina nel territorio, la raffinata ospitalità che richiama ospiti da tutto il mondo, contribuisce concretamente al rilancio della economia nazionale». Uno dei principi basilari della gestione alberghiera di Nova Yardinia è l’attenzione alle esigenze specifiche dell’ospite così da garantirgli un soggiorno self-contained veramente “ricercato”. Il confort dell’ospite è per tutti i collaboratori di Nova

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Yardinia un principio inderogabile e per ogni struttura sono stati studiati “punti di forza” che rispondono a questa filosofia. Comune a tutte le strutture di Nova Yardinia sono: – l’alto livello della ristorazione, affidata a chef di grande maestria e spesso a base di prodotti biologici a km 0 con menù ad hoc per persone con esigenze speciali, come i celiaci o i vegetariani; – la sicurezza in mare: sono state predisposte reti contro alghe e meduse. Ogni spiaggia è perfettamente attrezzata e dispone di personale di assistenza; – l’intrattenimento e l’animazione di alta qualità con artisti ed educatori professionisti; – moderni e attrezzati spazi per eventi: ogni hotel è dotato di tecnologie di ultima generazione che fanno di Nova Yardinia il più grande Convention & Spa Resort d’ Italia Ora diamo uno sguardo alle singole strutture alberghiere: Il Kalidria Thalasso SPA Resort: è un Grand Hotel a 5 stelle con 110 confortevoli camere di diversa tipologia, con la più grande (3.500 mq) thalasso spa d’Italia in cui lavora un personale altamente specializzato. Cinque chilometri di spiag-


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gia riservata collegata da una navetta che consente un immediato e gioioso appuntamento con il mare e lunghe e salutari passeggiate sulla battigia; l’ospite, però, grazie alle piscine interne ed esterne con acqua di mare riscaldata, ha la possibilità di incontrare il mare senza muoversi dall’albergo. Alborea: 124 Eco Lodge Suites immerse in più di 18 ettari di macchia mediterranea, con tutti i confort più ricercati, piscina con acqua di mare, 7 sale meeting polifunzionali, due campi da tennis illuminati, 5 chilometri di spiaggia riservata. Alborea posta al confine della riserva biogenetica Stornara è la sublimazione di una sensibilità progettuale che coniuga natura, design e confort ed è consigliata per famiglie senza bambini. Calanè, Hotel Village: consigliato a famiglie o giovani coppie con bambini da 0 a 12 anni si avvale della “Formula All Inclusive”, ed è un 4 stelle disposto a anfiteatro intorno a una piscina con acqua di mare. Qui le vacanze da favola sono assicurate. Tutto è infatti studiato per le famiglie. Servizi, programmi di animazione e sport consentono agli ospiti e anche alle mamme un sereno relax. Per i piccoli vi è persino la “biberoneria”, un servizio esclusivamente dedicato alle necessità dei baby (da 0 a 3 anni), dove, oltre alla più accorta attenzione all’alimentazione per l’infanzia, i genitori si possono avvalere della collaborazione di fidate tate. Il Valentino: consigliato alle famiglie con bimbi e ragazzi da 4 ai 6 anni è uno dei più grandi villaggi vacanze d’Italia.

Con i suoi ampi spazi esterni consente grande tranquillità e relax. Due piscine, una di acqua dolce e una salata con idromassaggio e giochi d’acqua, danno la possibilità agli ospiti di fare il bagno senza andare al mare. Ma il mare è a portata di mano, anzi di navetta: un breve tragitto è si è subito su una magnifica spiaggia di sabbia fine che si estende per chilometri tra la macchia mediterranea. I 110 mini appartamenti nella zona storica e i 252 in zona Bagolaro (da due fino a sei posti letto) hanno tutti il terrazzo e l’ angolo cottura. e naturalmente sono dotati di tecnologie e comfort più attuali, tra cui il wifi gratuito. Tre campi da tennis, due da calcetto, un polivalente volley/ basket, tiro con l’arco, possibilità di equitazione e altro ancora soddisfano ogni esigenza sportiva. Un altro punto di forza de Il Valentino è l’assistenza medica con ambulatorio a presidio giornaliero e medico a disposizione 24 ore su 24. Va infine richiamata l’attenzione del lettore sul posizionamento geografico di Nova Yardinia che non solo è inserita in uno dei più bei luoghi naturali che la Puglia e l’Italia possano vantare ma vicina a città e località patrimonio dell’umanità come Ostuni, Matera, Martina Franca, Alberobello. Per queste e tante altre ragioni che si possono conoscere solo soggiornandovi, Nuova Yardinia con il suo managin director Vincenzo Gentile è stata insignita del prestigioso premio Excellent, uno dei più ambiti riconoscimenti di merito del settore turistico

A sin., il villaggio Valentino, ideale per una vacanza tranquilla e rilassante. Qui sopra, Calanè Hotel Village, quattro stelle ad anfiteatro intorno a una piscina di acqua di mare

Monica Foglia

Nova Yardinia Località Principessa S.S. 106 km 466.600 - 74010 Castellaneta Marina (Ta) Tel. 0998204040 - fax 0998204950 www.novayardinia.it - info@novayardinia.it 7-8 2013

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Hotel Parchi del Garda a Lazise Business & Relax: tutto in un’unica location dalla doppia anima che, a pochi anni dall’apertura, si riconferma una scelta d’eccellenza per tutti i suoi ospiti Il borgo e il castello di Lazise, (anticamente Lacisium) hanno ispirato l’architettura e i colori di questo meraviglioso resort quattro stelle, l’Hotel Parchi del Garda, che sorge in una posizione molto favorevole rispetto alle autostrade (A4 e A22), alla ferrovia (a Peschiera) e all’aeroporto di Verona. Il complesso – lo dice il nome stesso – valorizza una caratteristica del territorio, i parchi tematici, ma qui ogni tipo di turismo è accolto al meglio. Nato nel 2010, il resort è stato pensato per tutti: per chi progetta una vacanza con la famiglia; per chi ama il divertimento e l’avventura dei parchi tematici (divertimento e avventura che proseguono anche all’interno dell’hotel, nelle quattro camere tematiche in 4D), per il turismo cul-

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turale ed enogastronomico e per l’intero mice world: eventi, incentive, convegni all’Hotel Parchi del Garda trovano una cornice di grande appeal e una ricca offerta post congress.

Le dotazioni per il Mice Le caratteristiche della struttura – 233 camere, ampi foyer, 2000mq di spazi dedicati agli eventi, incentive, car launch, expo e fiere, 9 sale per 1500 posti a platea, 2 back stage, 3 sale ristorante – permettono di pensare in piccolo e in grande e, soprattutto, di associare, ad eventi infrasettimanali, l’opportunità di anticipi e posticipi di soggiorno, trasformando, così, il viaggio di lavoro in un long weekend di piacere. L’Hotel dedica molta attenzione alle esigenze delle aziende, proponendo tariffe e convenzioni mirate, pensate anche su misura per vacanze individuali e con famiglia. Di certo, le opportunità da cogliere a Lazise non mancano: i parchi tematici, il Lago di Garda, le dolci colline moreniche e i meravigliosi borghi medioevali.

fi free disponibile sia all’interno che all’esterno. Chi lo desidera potrà quindi lavorare anche in giardino o vicino alla piscina in tutta tranquillità restando sempre connesso “col proprio mondo”. Hotel Parchi del Garda: un resort tutto da scoprire... anche on line! L.S.

Un resort social... tutto da seguire Dall’estate on-line il nuovo sito web, con un layout ancora più accattivante e user friendly per scoprire virtualmente tutte le meraviglie del resort e fare community. Chiunque può infatti seguire, sui principali social network, le tante iniziative speciali organizzate dalla struttura: le serate aperitivo a bordo piscina, gli eventi speciali e tutte le novità. Oggi l’hotel offre anche maggiore connettività, grazie al wi

Hotel Parchi del Garda Via Brusà 16 - 37017 Lazise (Verona) Tel. 0456499640 - fax 0456499600 congress@hpdg.it - www.hotelparchidelgarda.it 7-8 2013

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Terme di Sirmione Ospitalità, benessere e Mice all’interno del complesso delle rinomate Terme del Lago di Garda

Le Terme di Sirmione, incastonate in un paesaggio di grande fascino, sulla lingua di terra che si protende nel Lago di Garda, non hanno bisogno di presentazioni: patrimonio italiano amatissimo in patria e all’estero, da più di 120 anni accolgono buona parte del turismo termale del Nord Italia. Oltre che per le cure e per il relax, le Terme si aprono al mondo del Mice offrendo soluzioni e pacchetti “tailor made”, studiati per chi viaggia per business coniugando gli affari con il benessere, il tempo libero e le attività motivazionali.

Tre strutture, un’unica fonte termale Alla fine dell’Ottocento un palombaro –

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oggi diremmo un sub – scoprì nelle profondità del Lago una fonte termale, che, dopo un lungo percorso in cui si arricchisce di tutti gli elementi che la rendono unica, assume proprietà preventive, terapeutiche e rilassanti. Attorno a questa fonte è nata Aquaria - il Centro Benessere Termale all’interno del piccolo borgo di Sirmione, che offre due grandi piscine termali affacciate direttamente sullo specchio d’acqua, idromassaggi, docce aromocromatiche, percorsi vascolari e diversi trattamenti benessere. Da quest’anno sono state inaugurate anche nuove aree benessere: saune, bagni di vapore e spazi relax polisensoriali tra cui la Stanza del Sale, la Sala della Musica e quella del Cielo Stellato. Nel contesto dell’accomodation, Terme di Sirmione offre tre hotel affacciati sul lago: il cinque stelle Grand Hotel Terme, il quattro stelle Hotel Sirmione e Promessi Sposi e il tre stelle Hotel Fonte Boiola.


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TanTi Spazi per un Servizio cuciTo Su miSura Nei tre hotel di Terme di Sirmione sono disponibili 7 sale meeting di diverse dimensioni: spazi polifunzionali, tutti affacciati direttamente sul Lago e con luce naturale, da 10 a 120 posti, per incontri di lavoro, meeting, convention, workshop ed eventi non convenzionali. Uno staff dedicato si occupa non solo della gestione e del coordinamento delle attività congressuali, ma anche della definizione di un programma più ampio per sfruttare al meglio il tempo a disposizione, sia attraverso la proposta di attività leisure, sia curando catering e attività post congress. Inoltre, a pochi passi dal Grand Hotel Terme si trova il PalaCreberg Sirmione: ampia struttura dallo stile contemporaneo e completamente personalizzabile grazie alla flessibilità degli ambienti, con una sala da 500 posti, una saletta più raccolta, utilizzabile anche in contemporanea alla plenaria, e 200 mq di spazi espositivi. Verso l’esterno, con vista direttamente sul Lago, si apre una grande terrazza, per coffee break, colazioni di lavoro e standing buffet. Tutte e tre le strutture hanno sviluppato una precisa vocazione Mice e hanno svariati spazi per incontri, convegni e per il relax: sale meeting di diverse dimensioni, reparti termali e benessere, piscine e parcheggi riservati. Ma anche l’intero centro benessere può trasformarsi in una cornice per eventi, attività post congress, incentive e lanci di prodotto, con oltre 10.000 mq da allestire in modo personalizzato ed esclusivo. E per un soggiorno davvero unico, lo staff dedicato all’offerta business propone emozionanti team building, come la “Mille miglia aziendale”, che si snoda sul reale percorso della storica gara, il “lago dei famosi”, per rafforzare lo spirito di squadra superando una serie di prove, e le “olimpiadi aziendali”, per lavorare sulle attitu-

dini e sulle capacità personali di ogni individuo. Particolari le escursioni in elicottero e in mongolfiera per ammirare il Lago di Garda da un altro punto di vista, così come le cene di gala all’interno di una cornice suggestiva. Tre sono infatti i ristoranti in cui degustare la cucina italiana e internazionale: L’Orangerie, all’interno del Grand Hotel Terme, ricette raffinate e creative in un ambiente elegante con la possibilità di ospitare cene di lavoro allestendo la Sala Castello con schermi per le videoproiezioni e personalizzazione degli spazi, il ristorante Dei Poeti, con terrazza sul lago, e il più informale Quattro Stagioni, cucina mediterranea con vista sul verde del parco. G.G.

Terme di Sirmione Spa Ufficio MICE Tel. 03091682821 - fax 030916192 www.termedisirmione.com - sales@termedisirmione.com 7-8 2013

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SERVIZI

L’anima di un hotel in uno scatto Specializzato nella fotografia di alberghi di charme, Janos Grapow racconta come, dal dettaglio di una camera, sia possibile cogliere l’essenza non solo di un hotel ma anche di una location. A patto di possedere grande tecnica e sensibilità

✒Annarita Maggi

In questa, e, nell’altra pagina, alcuni scatti artistici realizzati da Janos Grapow. Qui sopra, la panoramica terrazza del Grand Hotel Ambasciatori di Sorrento

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Janos Grapow, nato a Città del Capo in Sudafrica il 4 agosto 1961 (stesso giorno e stesso anno di Barak Obama, con il quale, non a caso, condivide opinioni e atteggiamenti, oltre ad essere entrambi mancini) da oltre vent’anni fotografa, per professione, gli alberghi più belli d’Europa, in particolare quelli situati in Italia, mettendone a fuoco le prospettive più suggestive e più insolite. Il Belpaese è infatti nel cuore di Janos, da quando, ancora bambino, vi si trasferì con i genitori (il padre di origine tedesca e la madre afrikaans, entrambi contro l’apartheid), frequentando le scuole tedesche ed inglesi. Da allora il suo amore per l’Italia è cresciuto, influenzando anche la sua professione: «dall’Italia, ho assorbito il way of life, il gusto per la vita e per il bello», rac-

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conta Grapow, «ho imparato che, per suscitare l’emozione di un luogo, a volte basta l’immagine di un bicchiere di vino bianco con la brina sopra, un libro e un appetizer o la foto di una terrazza sul mare. Ma ho mantenuto anche i valori della mia terra d’origine come l’etica, la meticolosità e il desiderio di fare sempre meglio». Qual è il segreto di un scatto d’hotel d’autore? «Nel mio caso, la capacità di immedesimarmi nel punto di vista dell’ospite. Mi piace, per esempio, mettermi nei panni di un ipotetico viaggiatore svedese che, durante una giornata d’inverno buia, fredda e piovosa, si mette a guardare le foto di un bell’albergo italiano, sognando di trascorrervi le prossime vacanze estive».


SERVIZI

Un approccio molto market oriented... «Sicuramente in tanti anni di esperienza ho imparato ad applicare alla fotografia il linguaggio del marketing e ultimamente mi sto specializzando nella pubblicazione delle immagini sul web. Per esempio, per avere un buon ranking su booking.com è necessario fornire tre/quattro foto della camera, incluso il bagno. In questo caso, è essenziale, per esempio, che la foto della camera ritragga una finestra con le tende aperte in modo da far “intravedere” anche la location. Un altro accorgimento, fra i tanti, è quello di evitare le foto verticali, considerato che lo schermo del computer è sempre orizzontale». Come nasce un servizio fotografico, da dove trae l’ispirazione per lo scatto “giusto”? «Il mio intento è quello mediare tra le esigenze comunicative/promozionali di un hotel e le aspettative del potenziale ospite, verso il quale bisogna sempre essere

onesti. Un albergo è un soggetto particolare, si deve riuscire a rendere non solamente un luogo, un arredamento, uno spazio architettonico, ma anche un’emozione, un’identità; in altre parole, la qualità, il calore dell’accoglienza e la professionalità del servizio. Per fare questo, occorre conoscere nei particolari il funzionamento dei vari reparti dell’hotel, il modo di lavorare degli addetti alla reception, della cucina, della sala, dei piani. Bisogna osservarli da vicino, senza intralciarne l’attività, creando delle foto che esprimano l’essenza del loro lavoro». Ho notato che, nelle foto, pone estrema attenzione sia agli ambienti interni che a quelli esterni, creando tra di essi un continuum... «Sì ho iniziato come fotografo di interior

design e l’esperienza mi ha insegnato che bisogna riuscire a mettere in contatto l’interno con l’esterno, soprattutto quando la location è importante nell’esprimere l’anima dell’hotel. Per fare questo ci vogliono grande tecnica e sensibilità. Tutto va reso in una prospettiva tridimensionale, lavorando, per esempio, sull’effetto della luce e su ogni minimo dettaglio, cosa che non lascia spazio né all’improvvisazione né tanto meno all’inesperienza». La crisi ha penalizzato un po’ tutti i settori, hotellerie inclusa. Ha avuto ripercussioni anche sul suo lavoro? «Non direi, l’anno scorso ho fotografato 44 alberghi (di cui 24 nuove acquisizioni) in 16 destinazioni. Anche quest’anno il lavoro, per fortuna, non manca e per me è una grande soddisfazione, il segno che il mio lavoro è apprezzato. In oltre quindici anni ho fotografato più di 150 alberghi in sei Paesi europei, stabilendo solidi legami professionali con alberghi individuali ma anche con grandi gruppi come Accor, Best Western, Hilton, IHG, Preferred, NH, Relais & Chateaux, Small Luxury Hotels, Starwood, Leading, World Hotels». ■

Sopra, raffinato fotogramma del 5 stelle lusso Punta Tragara di Capri. Al centro, il business center del Parc Hotel Billia di Saint Vincent. In basso, uno scorcio del Relais & Châteaux Borgo San Felice a Castelnuovo Berardenga, in provincia di Siena

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Bruxelles:

tutto è surreale Dietro le facciate Art Nouveau e i prestigiosi edifici del suo centro storico, la capitale belga rivela il suo spirito ironico e irriverente ✒Testo e foto di Barbara Ainis Eredità preziosa del suo cittadino più famoso, quel René Magritte che ha fatto del nonsense e del paradosso il tema centrale delle sue opere oniriche, Bruxelles è intrisa di surrealismo in ogni angolo e ogni via del suo affascinante centro storico. Attraversando la magnifica Grand Place, passando di fronte al Palazzo Reale e alla

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Borsa, due itinerari si intersecano per svelare le illusioni e la sagace ironia nascoste tra i vicoli acciottolati. Bombetta e ombrello nero non sono indispensabili, ma chiunque si metta in cammino lungo l’Itinerario Surreale di Bruxelles deve necessariamente prepararsi a incontrare l’inatteso.


LE VIE DELL’INCENTIVE La magnifica ed elegante Grand Place dalla quale prendono avvio gli itinerari alla scoperta della Bruxelles surreale

“Il mondo è così totalmente e meravigliosamente privo di senso che riuscire a essere felici non è fortuna: è arte allo stato puro” (René Magritte) Si pensi che simbolo della città, del quale gli abitanti della capitale vanno profondamente orgogliosi, è il Manneken Pis, un’irriverente statua di un paffuto bambino che fa pipì, che da seicento anni fa sfoggio di sé a poca distanza dalla Grand Place. Protagonista di improbabili leggende e importanti vicende storiche, oggi l’impudente ragazzino di bronzo (una copia seicentesca dell’originale del XV secolo) viene vestito e travestito in ogni occasione di festa (36 volte all’anno), tanto da contare su di un invidiabile guardaroba dal quale non mancano divise militari, tuta da palombaro, costume da monaco ti-

betano e tradizionale vestito da Santa Claus. Con la stessa surreale noncuranza, poco distante dal Manneken Pis, un’altra statua in bronzo si fa gioco di chiunque osi prendere la vita troppo seriamente. Questa volta si tratta del Zinneke, un cane meticcio che, altrettanto irriverente, alza la zampa nel bel mezzo del marciapiede di una via del centro.

La statua del simpatico Zinneke si trova all'incrocio tra rue des Chartreux e rue du vieuxMarché-aux-grains

I sogni non vogliono farvi dormire, al contrario, vogliono svegliare (René Magritte) L’arte secondo Magritte è “realismo magico”, è un’immagine dal significato sconosciuto e audace. Entrare nel bellissimo e recente museo dedicato al grande artista, aperto nel 2009 e ospitato nell’Hotel Althenloh, appartenente ai Musei Reali delle Belle Arti, è un po’ come entrare nei suoi sogni: oltre 200 opere, tra cui oli su tela, gouache, sculture e di oggetti dipinti ma anche manifesti pubblicitari, spartiti 7-8 2013

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A Bruxelles sono nati molti dei più famosi personaggi dei fumetti, ai quali la città rende omaggio anche con grandi murales. In basso: la casa dell’architetto Paul Hankar, una delle più belle magioni Art Nouveau della città

musicali, foto e film realizzati dallo stesso Magritte, compongono la più ricca collezione di opere del maestro del Surrealismo. Le opere esposte, che comprendono alcuni dei più grandi capolavori del pittore, quali i contrasti di luce de “L’Empire des lumiéres”, il profilo rapace delle montagne de “Le Domaine d’Arnheim” e il cielo azzurro ritagliato nel profilo de “L’Oiseau de ciel”, provengono principalmente da lasciti, da acquisti dei Musei reali delle Belle Arti e da prestiti privati. “Com’è la sua sete d’avventura, Capitano?” (Tintin)

La città dove sono nati Tintin, i Puffi, Lucky Luke, Spirou e molti altri non può fare

“La realtà non è mai come la si vede: la verità è (René Magritte) soprattutto immaginazione”

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a meno di invitare i propri ospiti in un altrettanto surreale Itinerario Comics. Gli appassionati del genere potranno visitare il Comic Strip Center e il Marc Sleen Museum, ma anche chi non sfoglia più un giornale a fumetti da decenni rimarrà affascinato ed emozionato di fronte ai personaggi più famosi delle “strisce” che spuntano all’improvviso dietro ogni angolo della città. Camminando per il centro storico, infatti, ci si può imbattere in grandi murales che animano le facciate di anonimi edifici, da Tintin e il fedele cane Milù che corrono giù per una lunga scala, al reporter Ric Hochet che salta dentro una finestra, dando vita a una realtà fantastica. “La bellezza terrificante e commestibile dell’architettura dell’Art Nouveau” (Salvador Dalì)

I migliori negozi di antichità e antiquariato, le più prestigiose gallerie d’arte moderna e contemporanea, le più interessanti vetrine del design del XX secolo si trovano nel quartiere dinamico ed elegante di Sablon, intorno alla bella piazza triangolare di Place du Grand Sablon, dove ogni fine settimana si tiene un allegro e frequentato mercato, mecca degli appassionati di antiquariato provenienti da tutta Europa e in cerca di buone occasioni. Capitale europea tra le più interessanti per il suo patrimonio architettonico stile Art Nouveau, in tutta la città di Bruxelles si trovano oltre 200 pregiati esempi di quello stile che in una manciata di anni, tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, ha rivoluzionato l’idea di forma ed eleganza. Nei municipi di Ixelles e Saint-Gilles, dell’area metropolitana di Bruxelles, si trova la maggiore concentra7-8 2013

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Manneken Pis, irriverente statua simbolo di Bruxelles

zione di case Art Nouveau. Qui arabeschi, fiori e linee curve hanno trasformato la rigidità della pietra e la freddezza del ferro

nell’espressione materica della leggerezza. Attorno ai due romantici stagni di Ixelles sono state costruite un secolo fa, tra le altre, le magnifiche casa Tassel e casa Solvay, la casa dell’architetto Paul Hankar e la casa Ciamberlani, mentre nel vicino Saint-Gilles si trovano l’imperdibile Museo Horta e la casa Hannon, che ospita lo Spazio Fotografico Contretype. ■

Art Nouveau Casa Solvay Avenue Louise 224, Ixelles www.hotelsolvay.be È considerata l’opera più importante dell’architetto Victor Horta ed è nel numero degli edifici Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’UNESCO. La Casa Solvay fu costruita su richiesta dell’industriale inventore del bicarbonato di sodio nel 1894. Sono magnifiche le strutture metalliche interne e le vetrate al piano superiore, non da meno i decori e gli arredi disegnati dallo stesso Horta. Casa Tassel Rue Paul Emile Janson 6, Ixelles È la prima casa realizzata da Horta applicando le sue teorie rivoluzionarie e il nuovo stile. Putrelle in ferro, larghe vetrate e disegno dinamico della pietra costituiscono gli elementi di maggiore innovazione e decretano immediatamente il successo dell’architetto e dell’Art Nouveau. Casa dell’architetto Paul Hankar Rue Defacqz 71, Ixelles Insieme a Victor Horta anche Paul Hankar è un rappresentante di spicco dell’Art Nouveau belga. Costruita nel 1893 questa prima opera importante di costituisce,

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per la novità della sua concezione, una rottura con l’architettura storicistica. Casa Ciamberlani Rue Defacqz 48, Ixelles Nel 1897, con questa casa, Hankar ha voluto ribadire il suo già noto rifiuto delle norme di costruzione tradizionali. Metallo, mattoni e pietre utilizzati per la facciatala rendono assolutamente originale. Museo Horta Rue Américaine 25, Saint-Gilles www.hortamuseum.be La casa che oggi ospita il Museo Horta, costruita tra il 1898 e il 1901, è stata la residenza e lo studio del celebre architetto. Nella sua realizzazione Victor Horta, libero dai vincoli dei committenti, ha potuto dare libero sfogo alla propria geniale inventiva, curando architettura e arredi. La scala principale che costituisce l’asse centrale dell’edificio ne è l’elemento più rappresentativo, insieme con la ricchezza dei motivi decorativi, i progetti, le fotografie e i plastici. Casa Hannon Avenue de la Jonction 1, Saint-Gilles Nel 1902 l’ingegnere Edouard Hannon fece costruire


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Deliziose creazioni, dolci e salate, del ristorante Kwint. Al centro: due esempi dei murales che decorano la città

questa bella residenza in stile Art Nouveau dal suo amico architetto Jules Brunfaut. Gli importanti affreschi del vano scale e del fumoir sono del pittore di Rouen Paul-Emile Baudouin, mentre le prestigiose vetrate, furono realizzate da Evaldre, allievo di Tiffany.

tel presenta eleganti e ampie stanze e suite con Internet wi-fi gratuito. www.nh-hotels.com

Dove Dormire

Comics Café Fumetti e strisce originali decorano questo bar nella Place du Grand Sablon. Gli amanti del genere potranno provare un hamburger Obelix o un sandwich Popeye. www.comicscafe.be

Metropol Hotel Un prestigioso esempio di stile Art Nouveau, questo edificio del 1894 si trova vicino al Théâtre Royal de la Monnaie. La magnifica hall accoglie gli ospiti tra grandi vetrate decorate e pregevoli e originali boiseries. www.metropolehotel.com Hotel Amigo A pochi passi dalla Grand Place si trova l’elegante hotel della catena Rocco Forte Hotels. Qui è offerto agli ospiti il massimo del lusso e del confort, oltre che un eccellente servizio di Bruxelles Consierge per assistere i clienti nella pianificazione della loro visita. www.hotelamigo.com NH Hotel du Grand Sablon Affacciato alla bella Place du Grand Sablon, proprio di fianco alla chiesa di Notre-Dame di Sablon, questo ho-

Bar e Ristoranti

Greenwich Si tratta di un elegante caffè ristorante, ma anche di un bellissimo esempio di edificio in stile Art Nouveau, frequentato un tempo dallo stesso Magritte e da altri artisti surrealisti. www.greenwich-cafe.be Kwint Una vista indimenticabile sulla città, un ambiente elegante e una esclusiva offerta gastronomica. In questo moderno ristorante si trova anche uno spazio di vendita esclusivo di prodotti francesi dei marchi Maison de la Truffe e Kaspia. www.kwintbrussels.com 7-8 2013

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TREND

Libertà di web! Internet è sempre più a portata di dito, anche quando lo si usa per il lavoro. Ecco perché è necessario che le strutture congressuali si adeguino a questa sempre più impellente necessità degli utenti

✒Dante Daverio

Twickenham Experience è uno dei meeting centre inglesi che partecipa alla campagna per il wifi gratuito dell’Abpco

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Sembra che, alla fine, il sorpasso che nessuno, solo qualche anno fa, si sarebbe mai, aspettato sia imminente. Secondo gli studi degli esperti americani di web technology, entro la fine del 2013, oltre il 50% delle email inviate quotidianamente nel mondo, sarà letta su un dispositivo mobile, smartphone o tablet che sia. Proprio alla fine del 2012 infatti la percentuale era già arrivata al 43% e il sorpasso pare proprio dietro l’angolo. Va da sé, quindi, che in un mondo, soprattutto business, nel quale gli scambi di informazioni avvengono sempre di più da postazioni mobili, avere garantito in ogni situazione, lavorativa e non, un accesso gratuito e libero alla connessione web, è diventato e diventerà sempre di più uno dei punti focali di questa ennesima rivoluzione digitale “smart” che ci sta investendo. E proprio ragionando in quest’ottica il primo dato che balza all’occhio è purtroppo quello che vede come l’Italia sia ancora indietro a tutti i livelli con questa apertura informatica che si traduce con impianti di connessione wi fi disponibili a ogni ora del giorno e in ogni luogo pubblico e privato. Eppure gli stessi italiani, nonostante le difficoltà di connessione portatile che si trovano a dover affrontare, sempre di più lavorano con smartphone e tablet, ovvero i principali device tramite i quali è possibile connettersi a internet da ogni dove. Secondo infatti una ricerca commissionata da Trend Micro, azienda americana specializzata nella protezione dei contenuti internet e nelle soluzioni di gestione delle minacce affinché aziende e privati possano scambiarsi informazioni digitali, oggi è già ben il 59% delle imprese italiane a consentire ai propri dipendenti l’utilizzo delle tecnologie mobili personali anche per attività lavorative. Più nello specifico si apprende che gli strumenti più utilizzati dagli intervistati sono prevalentemente laptop (72%), smartphone (58%) e tablet (35%). Per il 69% del campione i dispositi-


TREND La proposta DeLL’esperto

vi sono forniti dall’azienda, mentre per il restante 30% sono “strumenti” scelti e acquistati direttamente dal dipendente. Le aziende italiane coinvolte nell’inchiesta hanno dichiarato poi che attraverso questa “consumerizzazione” della prassi lavorativa si aspettano benefici relativi all’incremento della produttività (48%) e una riduzione dei costi operativi (40%). Dall’altro canto, i lavoratori italiani ritengono che i benefici di questa pratica siano la comodità (55%), la possibilità di lavorare da remoto o da casa per il 43%, e l’utilizzo del medesimo strumento sia per il lavoro che per attività personali (40%). Insomma tutti d’accordo sul fatto che la libertà di web sia oggi una condizione fondamentale per garantire al meglio la produttività e l’interconessione a ogni livello. E poiché il mondo dei convegni e dei seminari ha una parte importante nell’attività business, marketing e comunicativa delle imprese, parrebbe di poter dire, per proprietà transitiva, che anche nel mondo mice questa necessità di collegamento internet, wi fi e disponibile sempre, sia oggi un must.

Gratis o a pagamento? E infatti è cosi, tant’è vero che, sempre più spesso, durante incontri e meeting, si spiega agli addetti ai lavori perché un collegamento wi fi internet gratuito per i delegati di un congresso in una struttura che li ospita sia un plus importantissimo per la scelta della location. Certo resta di attualità il dibattito sui modelli economici da adottare per rendere questo plus sostenibile da parte delle strutture di ospitalità mice. Ed è stato durante la recente fiera sul multimediale e il marketing International Confex di Londra che si è svolto uno degli ultimi dibattiti sulla questione da parte di esperti internazionali del settore: in una delle sessioni di confronto fra i diversi player interessati si è discusso sui modelli economici possibili, considerando, da una parte, i costi delle infrastrutture richieste e la loro sostenibilità e, dall’altra, l’esperienza di fruizione del delegato. Anche perché è proprio in Inghilterra che il tema è molto sentito dagli addetti ai lavori del turismo business e dagli stessi organizzatori di eventi: non è un caso che, alla fine dell’anno scorso, attraverso la loro associazione professiona-

Il manager americano Corbin Ball (foto) è uno dei massimi studiosi mondiali di tecnologie e nuovi media applicati al mondo degli eventi: dall’alto delle sue conoscenze ha declinato quattro regole in base alle quali dovrebbe essere possibile trovare un punto di incontro tra le esigenze degli organizzatori di eventi e quelle dei clienti, per quanto riguarda le connessioni web free. 1. È sempre un’ottima soluzione dotare la propria struttura di collegamenti wi fi gratis a banda bassa (512 kb al secondo). Ovvero con una potenza di connessione sufficiente che permettere agli utenti di vedere ed inviare mail o accedere ai social network ma non di realizzare dirette streaming in HD o download di file molto pesanti. 2. Organizzarsi per poter offrire pacchetti “premium” circa la quantità di banda necessaria, offrendo il servizio base gratis, ma facendo pagare gli ulteriori download e i servizi web aggiuntivi. 3. Un ottimo modo per non far pagare la connessione web al cliente è quello di inserire una sponsorizzazione nell’interfaccia (app per device mobili o software per pc) di accesso alla rete internet della struttura congressuale. 4. Se proprio è necessario stabilire dei costi per il collegamento, i prezzi devono essere accessibili, anche perché, sempre più, i partecipanti a un evento e gli event manager considerano internet come una utility “base”

le Abpco, abbiano avviato la campagna “The Conference Cloud”, grazie alla quale hanno ottenuto che oltre duecento centri congressi e location per eventi della Gran Bretagna (tra i quali i prestigiosi Twickenham Experience e Brighton Centre) fornissero wi-fi gratuito ai delegati, fregiandosi di uno speciale marchio “Free WiFi”. Sempre durante le sessioni di lavoro della International Confex poi è stato il responsabile relazioni esterne di Abpco, Michael Foreman (foto), a discutere con i fornitori di tecnologia e gli organizzatori di eventi delle problematiche legate alla connessione aperta nei luoghi dedicati a meeting e congressi. Il primo dei punti focali emersi dal confronto è quello secondo il quale una connessione wi-fi di qualità è quella che gli utenti di un evento percepiscono essere tale. In pratica bisogna ricordare che diversi pubblici consumano banda e scaricano dati in maniera differente ed è quindi necessario che la larghezza di banda offerta sia basata sulle reali aspettative e modalità di utilizzo dei delegati. Foreman ha poi ricordato come sia possibile mettere a disposizione una connessione gratuita ma sempre ricordando ai delegati che a offrirla è il centro 7-8 2013

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Wi fi gratuito per i delegati? Alla recente fiera di settore International Confex si è dibattuto a lungo sul tema molto sentito dai meeting planner

La rete, un diritto universale Era solo il 1980 – ma ad oggi sembra un’altra epoca – quando il Cern di Ginevra dava vita all’Enquire, un programma informatico a uso interno, finalizzato a coordinare e scambiare le informazioni tra gli scienziati che lavoravano nei laboratori del centro di ricerca svizzero. Dopo tredici anni, nel 1993, il grande salto: la nascita del web, uno spazio di interconnessione elettronico pubblico dove inserire informazioni e contenuti multimediali a disposizione di chiunque. Un’invenzione, ad opera dello scienziato inglese Tim Berners Lee (che all’epoca lavorava al Cern sui sistemi distribuiti real-time per l’acquisizione di dati scientifici e sistemi di controllo) destinata a cambiare la vita di tutti. In soli dieci anni, secondo l’Internet World Stats, il numero di persone online nel mondo è sestuplicato e attualmente tocca 272 milioni nel Nord America, 476 milioni in Europa, 922 milioni in Asia

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e 110 milioni in Africa, mentre sono circa 1000 miliardi le pagine web disponibili e oltre 100 milioni i siti, di cui il 74% è costituito da siti e-commerce. 58 anni, una laurea in fisica al The Queen’s College dell’Università di Oxford, Tim Berners Lee è oggi, a ragione veduta, considerato uno degli uomini più influenti nel mondo, vincitore nel 2004 del Millennium Prize per l’invenzione del World Wide Web, e in quello stesso anno, insignito, dalla Regina Elisabetta, dell’onorificenza Knight Commander of the British Empire. Attualmente Berners Lee insegna al MIT di Boston, e instancabilmente promuove l’accesso libero del web e la riduzione del divario digitale, ovvero la diversa disponibilità/velocità ad accedere alle moderne forme di comunicazione. Per lo scienziato il «Web è uno strumento di costruzione di massa, che consente sviluppi creativi/in-


TREND

Il collegamento web free, secondo gli addetti ai lavori, è un investimento che “paga”

congressi o la sede dell’evento. In questo modo, quindi, l’accesso alla connessione potrebbe essere fatto tramite un’applicazione da scaricare gratuitamente dai delegati e utilizzata dal centro anche come piattaforma da sponsorizzare: è infatti importante che una location per eventi possa avere un ritorno sull’investimento nell’infrastruttura per il wi-fi, pur offrendone la gratuità. Altra possibilità oltre alla sponsorizzazione è quella di far pagare la connessione solo agli utenti più grossi, novativi inimmaginabili». L’importante – avverte – è «non limitare mai la libertà della gente, come molto spesso, invece, fanno alcune aziende, o paesi, in nome del profitto e del controllo sociale». La scorsa primavera, durante un intervento agli Ict Days di Trento, ha dichiarato che «il web può contribuire a rendere più libero il mercato e più partecipativa la democrazia. Quello che bisogna fare è «adeguare e rendere sicuro il suo utilizzo con nuovi protocolli e una nuova governance, per tutelare la privacy degli utenti». Insomma, se utilizzato bene, il web offrirebbe la possibilità di creare una vera e propria società globale organizzata dal basso e non più verticistica. Ma come è la situazione in Italia? Il maggiore problema non riguarda tanto la velocità, quanto il divario di utilizzo – che è anche e innanzitutto un divario culturale - tra chi ne fa un uso quotidiano, anche per fruire di servizi o fare acquisti, e chi invece a stento possiede un pc. Un altro problema riguarda la banda larga, reputata una priorità per l’Europa dal-

l’Agenda Digitale UE, ma che in Italia è ancora poco diffusa: nella classifica Eurostat, l’Italia è al penultimo posto per numero di connessioni sia in banda larga che ultralarga. Addirittura lo scorso anno, a causa della crisi, il numero degli abbonati alla rete fissa è diminuito, di circa di 500 mila unità, non ritenendo questo servizio indispensabile. Un calo che deve essere preso come un monito dalla Pubblica Amministrazione che, forse, eroga servizi on line non all’altezza dei bisogni degli utenti web. Oggi, la sfida per l’Italia è dunque quella di fare percepire sempre di più Internet come uno strumento indispensabile per il cittadino, in grado di migliorarne la qualità della vita, generare crescita economica e nuovi posti di lavoro. Non è un caso infatti che il padre del www, Berners Lee consideri il web un diritto universale e a fargli buona compagnia c’è anche il premio Nobel per la pace cinese Liu Xiaob, che ha addirittura definito Internet un “dono di Dio”. David acito

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Wi fi disponibile sempre? Non è detto: si possono modulare i servizi in base alle necessità come accade in Inghilterra

quelli cioè che utilizzano molta banda e scaricano elevate quantità di dati. Mediamente si tratta del 5% dei delegati. Altra alternativa è che la gratuità del wi fi sia temporale, ad esempio soltanto per la prima ora di connessione. Ma poiché oggi essere collegati alla rete è comunque un’esigenza imprescindibile, non solo ci vuole la connessione wi fi, ma questa deve essere anche affidabile e veloce. Quanto insomma più aggiornati sono i device mobili, tanto più è necessario fare un upgrading del sistema di connessione wi fi. E ne consegue che la velocità dello sviluppo tecnologico rende l’hardware obsoleto nel giro di tre o quattro anni, ma i kit possono essere riutilizzati o spostando la vecchia tecnologia in aree della struttura con meno traffico internet oppure anche rivendendoli a chi non ha bisogno dell’infrastruttura più aggiornata.

Internet per tutti Da Londra e dal mondo anglosassone è, quindi, emersa la consapevolezza dell’importanza del wi-fi libero e gratuito come fattore discriminante nella scelta di una location da parte di un organizzatore congressuale. Certo il rischio è che il meeting planner aziendale entri in conflitto con il manager della location prescelta per ottenere più banda possibile per i propri partecipanti. La cosa migliore sarebbe quella di definire accordi ad hoc sulla base di diversi fattori: il numero di partecipanti che ha necessità reale di una connessione internet; il numero di persone che utilizzeranno internet in modo simultaneo; la tipologia di device in dotazione ai partecipanti; le caratteristiche dell’evento, cioè

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ad esempio se è in programma una sessione in videoconferenza. Ecco il parere importante, di un’esperta di lungo corso del settore, Stefania Agostini (foto a sin:), General Manager del Convention Bureau di Rimini. Che ha recentemente dichiarato: «negli ultimi anni, i servizi più richiesti dei meeting planner sono quelli legati all’information technology. E il motivo è semplice a mio avviso: poiché sono oramai dalla maggior parte delle persone comunemente usati nella vita quotidiana, vengono richiesti anche nella struttura congressuale. Per quanto ci riguarda ad esempio, sia il Palazzo dei Congressi sia il centro storico di Rimini hanno una copertura wi fi. Infatti, per allargare il discorso, siamo convinti che la tecnologia possa fa-


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vorire anche la mobilità per i congressisti. Altra priorità è rendere la destinazione e il centro congressi più facilmente accessibili dai partecipanti di un evento. A tale riguardo il Convention Bureau della Riviera di Rimini mette a disposizione una app per smartphone e tablet che consiglia diversi tipi di percorso (dal più breve al più bello e interessante) per raggiungere il Palazzo dei Congressi dal proprio hotel». Secondo poi Marcella Michelotti, presidente del Convention & Visitors Bureau di San Marino, «oggi è assolutamente necessario migliorare le infrastrutture congressuali. In particolare San Marino, una destinazione assai appetibile, per il suo fascino istituzionale e paesaggistico, pos-

siede una magnifica sede, il Kursaal, ottimamente attrezzata, con un sistema di wi-fi all’avanguardia». Putroppo, nonostante la buona volontà, ci sono alcuni recentissimi dati che rivelano un’Italia ancora a due velocità: secondo l’analisi europea di HRS sul wi fi in hotel, il nostro Paese esce dal confronto con le ossa rotte dal basso della sua penultima posizione in classifica. È solo il 53% degli hotel italiani ad offrire un servizio di connesso libero e gratuito, contro l’85% della Turchia e l’82% della Svezia. Insomma appare chiaro che, in ottica congressuale ma dell’ospitalità soprattutto, aumentare la disponibilità di reti wi fi nelle sedi meeting resta una priorità per il prossimo futuro del mice italiano. ■

Durante gli eventi di ultima generazione, i delegati si scambiano informazioni su laptop, smartphone e pc portatili. Collegarsi al web è vitale

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INSIDE THE CHARACTER

di Red Penugo Liberamente ispirato al questionario di Bernard Pivot rivolto agli artisti della trasmissione “Inside the Actor’s Studio”

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Segni particolari? Stakanovista La parola che ami di più? Chiarezza La parola che ti piace di meno? Invidia La paura più grande? La malattia Il film che non consiglieresti mai? L’esorcista Il libro da tenere sul comodino? Il tormento e l’estasi di Irving Stone Il tuo tallone d’Achille? La sensibilità La prima cosa che guardi in un uomo? Il viso L’uomo ideale? Armand Castelli L’uomo che più ti annoia? Il mio vicino di casa (speriamo non legga l’intervista) Cosa ti deve dire un uomo per conquistarti? Ve lo dico se mi promettete che farete leggere questa intervista soltanto alle donne... Da cosa dipende la tua felicità? Dalla felicità delle persone che amo La cosa che ami di più del tuo lavoro? Leggere che sono riuscita a emozionare qualcuno con il mio romanzo La cosa di cui faresti a meno? Il traffico La persona verso la quale ti senti debitrice per quello che sei oggi? Mia madre Il tuo rifugio? La musica

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Quali sono le tue ricerche più frequenti su Google? Libri, ricette, meteo La tua sveglia? La mia cagnolina Il tuo debole? Il cioccolato Se potessi mettere qualcosa in una macchina del tempo e farla trovare ai tuoi discendenti tra duecento anni, cosa metteresti? Un barattolo di Nutella Il piatto che ti riesce meglio? Risotto ai frutti di mare con scampi al cognac Il lavoro domestico che non ti annoia? Lavori domestici... cosa sono? Un errore che non rifaresti? Fare un mutuo per comprare casa La cosa più stravagante per cui hai speso dei soldi? Un vestito costosissimo che non ho mai indossato L’oggetto più prezioso che possiedi? L’anello di fidanzamento Il vizio che non riesci a toglierti? Mangiarmi le labbra La tua peggiore abitudine? Lasciare le cose in giro La qualità di cui vai più fiera? L’affidabilità L’indumento a cui non puoi rinunciare? I calzettoni di lana d’inverno Il sogno che non hai ancora realizzato? Fare il giro del mondo in 80 giorni Sei invisibile. Qual è la prima cosa che fai? Un giro a Montecitorio Nel tuo frigorifero non può mancare... La Coca Cola Che cosa proprio non ti riesce? Tenere in ordine l’armadio per più di tre giorni Cosa ti annoia di più? Chi si lamenta e non fa nulla per cambiare la propria vita La tua ispirazione? Una passeggiata sul lungomare

Il gesto più romantico che hai fatto? Per fare una sorpresa al mio compagno, dopo una forte nevicata, ho provato a scrivere TI AMO con le ruote dell’auto. Un groviglio illeggibile! Il successo che non ti saresti mai aspettata? Implosion Mai più senza? Penna e block notes Felicità è? Avere accanto le persone che amo Cosa ti emoziona di più? Il senso materno di una femmina di tikopanurio Un regalo che vorresti ricevere? Un biglietto vincente del SuperEnalotto La tua migliore nemica? La tastiera Vacanza in albergo 5 stelle o in sacco a pelo? Purché sia vacanza Una vacanza memorabile... In Val Gardena La tua serata preferita? In famiglia davanti al caminetto Un vizio capitale? La gola Cosa vorresti che Dio ti dicesse una volta arrivata in paradiso? “Ora puoi finalmente fare solo quello che vuoi” E chi vorresti incontrare per primo? Nietzsche

M.J. Heron, 28 anni, scorpione, debutta nella letteratura con Implosion (De Agostini Libri, 9,90 euro), un urban fantasy dark e romantico al tempo stesso, in cui gli eventi si avvicendano al ritmo di un thriller e che tiene inchiodati fino all’ultima pagina. Quando Katherine incontra Armand non sa, che dietro le sembianze del bello e dannato, si cela uno dei più potenti generali dell’antica stirpe dei Kurann e non può neppure immaginare che sarà proprio lui la sua salvezza o la sua rovina. Armand infatti ha un piano crudele e oscuro come le tenebre...


LIBRI a cura di M.M. e C.M.

Autore: Lucy Dillon Titolo: La libreria degli amori inattesi Casa editrice: Garzanti Costo: 17,60 euro Dopo il successo de Il rifugio dei cuori solitari e di Piccoli passi di felicità, Lucy Dillon torna con una nuova storia che unisce due dei più cari amici dell’uomo: i libri e i cani. Michelle rileva una libreria con l’amica Anna, un giorno, mentre è intenta a riordinare alcuni scaffali vede spuntare un buffo musetto. È Tavish, il cane del vecchio libraio. In cerca di un padrone Tavish sceglie proprio Michelle e per quest’ultima la vita prenderà una svolta inattesa. Bellissimo

Autore: Lucia Vastano Titolo: La magnifica felicità imperfetta Casa editrice: Salani Costo: 12,90 euro A sette anni Rakesh è uno dei tanti bambini che vivono per strada a Delhi, e il suo mestiere è il lanciacacca, ovvero, per conto di un lustrascarpe, lancia escrementi sui piedi dei turisti. Ma Rakesh è determinato a riscattarsi dalla miseria, sa leggere e scrivere, e ha per amico un guru, che gli fa da guida con i suoi consigli. Libro toccante carico di umanità, di ironia e di speranza, che invita a riflettere sull’imperfezione. Da leggere

Autore: Jacek Dehnel Titolo: Il quadro nero Casa editrice: Salani Costo: 14,90 euro Tre diverse voci, intrecciate tra loro, quelle di Francisco, Javier e Mariano – padre, figlio e nipote – narrano, in questo romanzo dall’originale impianto narrativo, gli ultimi anni di vita di Francisco Goya, fuggito in esilio a Bordeaux con la sua ultima amante, Leocadia e la figlia di lei, Rosario...

Autore: Rosalba Perrotta Titolo: All’ombra dei fiori di jacaranda Casa editrice: Salani Costo: 12,90 euro La zia Colomba, ricchissima e molto chiacchierata, non sembra la persona giusta per occuparsi della piccola Arabella. Il suo mondo è fatto di opere d’arte, una domestica bisbetica, molta disciplina e poco affetto. Ma la bambina trova nella sua tutrice e nella realtà che la circonda un universo di stimoli culturali e idee libertarie, che lei, come un fiore sotto la pioggia, assorbe e usa per trovare la sua strada. Romanzo leggero ma non superficiale, divertente stile Zia Mame di Patrick Dennis, un po’ onirico e profondamente femminile. Bello anche il vivido ritratto della Sicilia a partire dagli anni Quaranta. Consigliatissimo

Autore: Lynda la Plante Titolo: Traccia fantasma Casa editrice: Garzanti Costo: 18,60 euro Gli amanti del thrilling non possono perdersi la nuova difficile indagine di Anna Travis: Alan Rawlins, trentenne con la testa sulle spalle, è scomparso da settimane. Non c’è nessun indizio, ma l’istinto di Anna le dice che all’uomo è successo qualcosa. Quando vengono scoperte macchie di sangue sulla moquette dell’appartamento di Alan, la detective si convince di essere sulla pista giusta... e per scoprire la verità è disposta a tutto. Mozzafiato Autore: Laura Gallego Titolo: Lì dove cantano gli alberi Casa editrice: Salani Costo: 15,90 euro Viana di Rocagrìs ha solo sedici anni quando il regno di Nortia governato da suo padre viene invaso dai barbari del Nord, capeggiati dal crudele e invincibile re Harak. Il mondo come Viana lo conosce, fatto di banchetti e trepida attesa di sposare il ragazzo che ama, è crollato, ma la giovane e timida principessa trova in sé una forza che mai avrebbe immaginato di avere. Impulsiva ma piena di risorse, astuta e coraggiosa, Viana fugge dal castello e affronta un viaggio irto di pericoli nel Grande Bosco, lì dove cantano gli alberi e dove si cela un mistero che nessuno ha mai osato svelare... Autore: Charles Martin Titolo: Dopo la pioggia Casa editrice: Corbaccio Costo: 17,60 euro Tyler Steele è un un cowboy contemporaneo, un Texas ranger dal cuore generoso e di sani principi, disposto ad aiutare chi è più debole. Quando incontra Samantha Dyson e sua figlia Hope, braccate e bisognose d’aiuto, Tyler non si tira indietro. Offre loro ospitalità nel suo ranch, salvando loro la vita e intrecciando le sue vicende con le loro. Steele ha un passato infelice: ha un figlio amatissimo, Brodie, ma la sua famiglia si è disintegrata quando sua moglie è finita vittima della droga...Bella storia di sentimenti, che intreccia mistero e passione. Perfetta per una lettura rilassante e piacevole

Autore: Elda Lanza Titolo: Il matto affogato Casa editrice: Salani Costo: 15,00 euro Nuova inchiesta ambientata, questa volta, a Napoli per Max Gilardi, che i lettori hanno già avuto modo di conoscere ne Niente lacrime per la Signorina Olga, il fortunato romanzo d’esordio di Elda Lanza, autrice eclettica e sagace che ha messo d’accordo critica e lettori e che lo scrittore toscano Marco Vichi ha definito “un Camilleri in gonnella”. Nella città del sole Gilardi viene coinvolto in due presunti suicidi... Autore: Hester Browne Titolo: Regalami una favola Editore: Garzanti Prezzo: 16,40 euro Una storia che piacerà alle inguaribili romantiche sempre a caccia del vero amore. Gli ingredienti ci sono tutti: un principe bello, bravo e buono, abiti da sogno e qualche piccolo intoppo prima di giungere al lieto fine. Ma, d’altra parte, un romanzo d’amore è soprattutto una fonte di evasione dalla dura realtà. Lasciamoci, dunque, avvolgere da questa favola meravigliosa, dallo stile frizzante e scorrevole che merita senz’altro la lettura Autore: Donato Carrisi Titolo: L’ipotesi del male Casa editrice: Longanesi Costo: 18,60 euro Mila è un’investigatrice specializzata nella ricerca di persone scomparse che, a volte, ricompaiono... come Roger, contabile sparito con un completo grigio chiaro, una camicia a righe e una cravatta verde, che dopo 17 anni, vestito nello stesso modo, torna dal nulla e ammazza un’intera famiglia

7-8 2013

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