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SOLANGE


Marco Tomatis - CInzia ghigliano

LA GRANDE ILLUSIONE


San Pietroburgo. Autunno 1861

Nel Circo dicono da sempre che un’equilibrista non deve innamorarsi.

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Fino a quel giorno.

Che l’amore sposti il centro di gravità.

Memè, mia nonna, non ci aveva mai creduto.

Niente di grave! Non è niente di grave!

Oh! Vasilij…

Coraggio Signori! Un grande applauso per la nostra artista!

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Ecco fatto!

Sei stata fortunata a cavartela con un braccio rotto. Tra un mese danzerai sulla corda meglio di prima.

Sono stato io. Ho desiderato con tutte le mie forze che tu cadessi senza farti molto male.

Volevo averti tutta per me.

Quanto alle conseguenze, il dottore si sbagliava. Quella caduta ne avrebbe avute moltissime. Anche per me che non ero ancora nata.

Perdonami!

Memè fu costretta a interrompere i suoi spettacoli.

Non ne soffrì più di tanto. Anzi, dimenticò tutto.

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Tranne le idee politiche. D’altronde non si sarebbe innamorata del bell’ufficiale se non avesse fatto parte di un gruppo sovversivo.

Obrucev è tornato da Londra, dove ha incontrato Herzen e Ogarev.

Sono state poste le basi di una organizzazione segreta…

Scusate il ritardo.

…che attuerà il programma esposto nel nostro giornale, “Velikorus”.

Fu in quel periodo che strinse amicizia con Anna e Nikolaj, due nani del Circo di Pietroburgo, anche loro del gruppo del bell’ufficiale.

Il nostro popolo ha bisogno di due cose. Terra e Libertà.

Fino a quando…

Fermati!

C’è qualcosa che non va. Non vedo il solito segnale alla finestra.

Fu sicuramente uno dei più bei periodi della vita di Memè.

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Via! Svelte! C’è la polizia!

Vasilij!

Verranno a prendere anche noi!

Il circo parte domani per una tournée in Germania. Troverò un posto anche per voi.

Da quel giorno passarono trentun anni.

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Trentun anni sono lunghi. L’attività di quel piccolo gruppo, uno dei tanti che a quell’epoca pubblicava in Russia programmi incendiari, avrebbe avuto conseguenze che neppure i più fantasiosi tra i suoi aderenti avrebbero potuto immaginare.

Il populismo di “Terra e Libertà” per esempio, e i suoi nobili e ingenui tentativi di ottenere in Russia una parvenza di democrazia. Il terrorismo dei Narodniki e l’assassinio dello zar Alessandro III nel 1881. La feroce repressione che ne era seguita, le impiccagioni, la Siberia, l’esilio per migliaia di donne e uomini.

San Pietroburgo 1892

E ancora, la certezza da parte degli esponenti più accorti del movimento rivoluzionario, come quel Vladimir Ilic Ulianov, non ancora noto come Lenin, che con il terrorismo non si sarebbe arrivati a niente.

Forza, tocca quasi a noi.

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Mentre i rivoluzionari più ingenui continuavano a sperare che tutto sarebbe cambiato con una festa senza inizio né fine.


Pronti.

E ora‌ Uno spettacolo migliore del Buffalo Bill Wild West!

Ahh!

Ahh!

Ohh!

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Ohh!


Solange - LA GRANDE ILLUSIONE