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A f r Ag o l A - C A i vA n o - C A r d i t o - C A s A l n u o v o - C r i s pA n o - f r At tA m Ag g i o r e - f r A t t A m i n o r e

QUINDICINALE DI ATTUALITà POLITICA, ECONOMIA, COSTUME

Anno XX - n. 341 - Sabato 26 ottobre 2013

CRISI DEL COMMERCIO Parla Giglio direttore regionale Confesercenti

Fondato da Natale Cerbone

CAMORRA Il Tribunale ha scelto Antonio Moccia

CULTURA Riscopriamo il paroliere di Totò


›› DISTRIBUZIONE

2 • Cogito

Anno XX - numero 341 - Sabato 26 ottobre 2013


L’EDITORIALE ‹‹

Chiediamo fatti, diciamo basta alle passerelle Alla fine ci siamo risparmiati almeno la “visita” di Angelino Alfano e di Nunzia De Girolamo. Il vice presidente del Consiglio e il Ministro dell’agricoltura dovevano allungare la lista dei nomi dei politici che sono venuti a Caivano e nei comuni vicini a “visitare” la Terra dei fuochi, ma, per ora, hanno rinunciato. Ci siamo risparmiati le solite parole di circostanza, le solite facce commosse, le solite promesse, i soliti impegni solenni...Insomma il solito baraccone, con tanto di fotografi e telecamere a seguito. Non ci sono notizie ufficiali sulla decisione di rinviare il viaggio, ma è probabile che abbiano inciso anche le contestazioni che hanno accolto il “delfino” di Berlusconi ad Agrigento in occasione dei funerali “ritardati” per le vittime della tragedia di Lampedusa. Magari, i due esponenti del partito del cavaliere hanno pensato che anche qui, in questa terra avvelenata dai rifiuti, qualcuno avrebbe potuto contestarli perché questi sopralluoghi fini a se stessi cominciano a stancare chi, quando le auto blu vanno via, continua a dover fare i conti con l’inquinamento e la paura di ammalarsi di tumore. Ormai fare un giro a Caivano, tra i campi avvelenati è diventata una moda a cui nessuno si sottrae, una chiacchierata con don Maurizio Patriciello non se la risparmia nessuno. Ma, concretamente, cosa si è fatto da quando il parroco del Parco Verde ha deciso di sposare la battaglia dei movimenti civici portando all’attenzione nazionale il dramma ambientale che viviamo nei comuni tra Napoli e Caserta, facendone una ragione di vita? Niente. Niente di niente. Al momento solo parole, promesse. E, intanto, come dimostrano gli arresti dei giorni scorsi, continuano i roghi. E si continua anche a gettare di tutto e di più nelle periferie, a ridosso dei campi coltivati. E, come al solito, a gettare rifiuti pericolosi nelle campagne sono delinquenti organizzati, ma anche singoli cittadini, imbecilli, che si liberano di quel che non serve più buttandolo nelle campagne, quando un po’ tutti i Comuni ormai mettono a disposizione un servizio di raccolta gratuito e a domicilio. Ma, si sa, quando uno è imbecille è imbecille e nulla gli farà cambiare idea. Di fronte a tutto ciò, a un pericoloso intreccio criminale che mette insieme l’inciviltà, la camorra e imprenditori senza scrupoli, non si può continuare con la strada delle passerelle. Ormai il problema è noto, è inutile venire qui, per farsi scattare qualche fo-

to e fare qualche dichiarazione in tv. Ora servono fatti concreti. In Parlamento, così come, concretamente, si affrontano temi cari a lorsignori (indulto, finanziamenti ai partiti, sconti per le società che gestiscono le slot machine...) si affronti il tema della Terra dei fuochi. A chiedere interventi concreti, però, devono essere anche i movimenti e quanti sono impegnati in questa difficile battaglia per la salute di tutti noi. Non si accettino più le passerelle, si chiedano fatti concreti e non solo chiacchiere. E’ importante prendere coscienza che nulla è stato fatto, nonostante le tante chiacchiere.

L’immagine di copertina è stata disegnata da Giuseppe Ricciardi, nato a Napoli nel 1974. E’ uno dei più talentuosi cartoonist di stampo realistico della già nutrita scuola fumettistica partenopea. Entrato a far parte da diversi anni della scuderia targata Sergio Bonelli Editore, per il quale disegna la serie di culto “Brendon”, Ricciardi ha deciso di sperimentare il suo tratto su un format diverso da quello del classico quaderno in b/n italiano. Adottando lo pseudonimo di Iko, sta quindi illustrando, col suo stile minuzioso e altamente realistico, una saga sospesa tra l’heroic fantasy e la fantascienza intitolata “Ténèbres” e pubblicata in Francia, in una serie di tomi cartonati di grande formato e a colori, dalla casa editrice Soleil. Sceneggiato dal francese Christophe Bec, il ciclo di “Ténèbres” ha riscosso un lusinghiero successo oltralpe dove ha conquistato il Prix Espoir al prestigioso Festival de la Bande Dessinèe di Chambè-Aix. Questo ha determinato anche l’ampliamento della storia che, sviluppata inizialmente in una trilogia, già vede in cantiere un quarto volume.

I lavori per la stazione Porta Campania sono fermi da

618 giorni

EDITORE

Editrice Cogito srl QUINDICINALE DI ATTUALITÀ, POLITICA, ECONOMIA E COSTUME Autoriz. del Tribunale di Napoli n. 4513 del 18 Marzo 1994

fondato da Natale Cerbone è realizzato da

grafica & stampa Anno XX - numero 341 - Sabato 26 ottobre 2013

di Mario e Carlo Cerbone Direttore Antonio Iazzetta Vice direttore Antonio Trillicoso

Collaboratori Angelica Argentiere, Giovanna Casoria, Francesco Celardo, Valerio Cerbone, Carmen Celardo, Antonio Ciaramella, Maria Giacco, Cinzia Lanzano, Claudia Perrotta, Milena Marchese, Stefano Andreone, Francesco Russo, Antonio Boccellino,Teresa Turino, Marina Esposito, Lina Cristofaro, Veronica Iengo, Antonio Bova, Linda Scuotto, e Martino Uzzauto.

Segreteria di redazione: Michela Miele Fotoreporter: Nando Porzio - Frattamaggiore Redazione: Via S. Antonio da Padova, 9 Cardito (Na) - Tel. /Fax 081.8354357 e-mail: redazione.cogito@libero.it Stampa: Editrice Cerbone srl e-mail: info@editricecerbone.it tel. 081.8354357 Cogito • 3


›› PRIMO PIANO

Si moltiplicano le iniziative di protesta nella Terra dei fuochi

Mobilitazione continua Oggi, sabato 26, è prevista una manifestazione a Piazza Dante. Rinviato il sopralluogo del vice Presidente del Consiglio, Alfano e del Ministro De Girolamo a Napoli di Antonio Trillicoso

na legge speciale o un decreto d'urgenza è al vaglio del Parlamento perché la Terra dei Fuochi non è più un problema locale, anzi ha superato anche i confini nazionali. Questo è quanto è venuto fuori dalla visita della Commissione Ambiente del Senato nella vasta zona della Terra dei Fuochi. Una urgenza che è stata confermata dal senatore Giuseppe Marieniello, presidente della Commissione parlamentare Ambiente: “Il provvedimento sarà uno dei primi argomenti ad essere affrontati immediatamente dopo la legge di stabilità. Non so se si tratterà di una legge speciale interamente dedicata alla questione - sottolinea il senatore Marieniello – o più in generale dedicata alla questione inquinamento e bonifiche. Quello che sappiamo è che oggi, qui, abbiamo il dovere di immaginare un percorso”. La visita si è conclusa con un incontro al Comune di Caivano alla presenza di molti Sindaci della pro-

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PRIMO PIANO ‹‹ vincia di Caserta e Napoli. Un incontro che ha visto anche la presenza di padre Maurizio Patriciello che ancora una volta ha sottolineato “l'urgenza di fare presto perché la gente muore. Qui si tratta della vita nostra e dei nostri figli”. A sostegno delle parole del prete del Parco Verde di Caivano ci sono le parole del professor Antonio Giordano, uno scienziato di fama internazionale che sostiene il nesso causale tra tumori e inquinamento ambientale come pure Antonio Marfella, primario dell'Istituto nazionale per i tumori Pascale di Napoli. E’ necessaria una mappatura e la bonifica dei siti contaminati, non di-

menticando l'inasprimento delle sanzioni per reati ambientali. Chiarezza la chiedono anche gli agricoltori di questo vasto territorio che si sono riuniti a Trentola la settimana scorsa con l'assessore all'agricoltura della regione Campania e quello della provincia di Caserta perché sono già decine le aziende che in quest’ultimo anno e mezzo hanno dovuto chiudere per mancanza di commesse. Tutto questo grande movimento se da una parte ha evidenziato un problema che per anni era rimasto nascosto, dall'altro ha creato una crisi profonda nel settore dello smercio dei prodotti campani. Prodotti che

Caivano: L’audizione della Commissione Ambiente del Senato

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non hanno più mercato appunto e non vendono (vedi box a pagina 6). In molti hanno accusato della crisi delle aziende agricole un eccessivo allarmismo di cui sarebbe protagonista anche don Maurizio Patriciello. Un'accusa che il prete di Caivano respinge con forza dicendo che “è un modo per nascondersi dietro di noi. La verità è che in giro ci sono troppi negazionisti. Lo sono per interessi personali. Per coprire qualche compagno di merenda. Per non affrontare situazioni incresciose. Per continuare a giocare all'insopportabile giochetto dello scaricabarile”. Intanto su un quotidiano napoletano l'urbanista Aldo Loris Rossi, afferma: “Quello che sta accadendo in Campania è una tragedia. Ma per quanto preoccupante c'è un dato positivo. Come tutte le tragedie ha una precisa data di nascita. Al di là della confusione mediatica e dei falsi scoop dei pentiti, quelli dei rifiuti tossici li hanno fatti arrivare per soldi e ora per soldi vorrebbero mettere le mani sulle bonifiche, c'è da dire che il problema dell'inquina-

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›› PRIMO PIANO

In alcuni negozi si precisa: in vendita solo prodotti non campani l dramma dei roghi tossici e dei rifiuti interrati è noto da tempo a molti di coloro che vivono nell’area a Nord di Napoli, ma solo ultimamente è passato in primo piano e ha suscitato scalpore ed indignazione generali. I roghi tossici e lo scarico illegale di rifiuti fanno sì che tutto, nelle zone interessate, sia contaminato; dall'aria alle falde acquifere, dalla frutta alla verdura. Molti di questi prodotti, tra l'altro, vengono acquistati da grandi multinazionali e quindi distribuiti non solo in Campania, ma in tutta Italia. Il motivo è essenzialmente economico: i prezzi sono decisamente più bassi rispetto a quelli degli altri agricoltori. E’ chiaro che non tutte le produzioni dell’area a Nord di Napoli sono inquinate, ma è difficile capire quali prodotti sono buoni e quali potenzialmente pericolosi per la salute. Per questo molti negozi della zona, tra cui uno dei supermercati più frequentati della zona, hanno deciso di correre ai ripari per evitare che vi sia un calo preoccupante nelle vendite. Nel supermercato in questione, infatti, in prossimità del reparto frutta, verdura e ortaggi, è stato esposto un cartello con su scritto ''Prodotti non campani certificati''. Sembrerebbe, quindi, che questi prodotti provengano da zone come il Lazio, la Sicilia o addirittura la Spagna. Una tale dicitura sembra rassicurare solo in parte i compratori. Alcuni acquistano senza indugio, parzialmente tranquillizzati dalla provenienza dei prodotti, altri invece continuano ad essere scettici. E c’è anche chi contesta la scelta perché rischia di mettere in ginocchio le attività della zona. La paura, però, si diffonde sempre di più e non a caso, anche l'esportazione dei prodotti campani all'estero, tra cui la mozzarella di bufala, è in netto calo. Rossella Valentino

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6 • Cogito

mento è delimitabile. Dati alla mano, occorre fare la differenza tra 150mila ettari di territorio altamente produttivo, sano, e una parte minima inquinata: è compresa tra il 5 e il 10 per cento del totale dell'area contaminata, un migliaio di ettari da delimitare subito e bonificare. Non è lo sforzo immane che tutti dicono, rientra piuttosto nell'ordinaria amministrazione”. C'è necessità quindi dimettersi attorno a un tavolo e trovare le strategie più giuste e tranquillizzare il popolo che non riesce più a capire cosa deve fare e in che direzione si deve muovere. E' quanto emerso dalla due-giorni promossa dalla Famiglia Francescana di Campania e Molise che si è scolta nel Santuario di San Salvatore a Orta di Atella dove si sono alternati esperti, politici, giornalisti e scrittori tra cui Alex Zanotelli, don Patriciello, l'assistente nazionale Gi. Fra GiovanBattista Buonomano e altri esponenti della comunità francescana che hanno appunto cercato di fare il punto sulla situazione. Intanto ieri (venerdi 25) sempre a Orta, ma nel palazzetto dello sport c'è stata al presentazione dell'ultimo libro di Pino Aprile (autore del best seller Terroni), 'IL Sud Puzza', con Eugenio Bennato e Mimmo Cavallo. “Il Sud Puzza - dice Pino Aprile - in senso reale, nella Terra dei Fuochi non è puzza sua, ma che viene da fuori”. Ha collaborato Linda Scuotto

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PRIMO PIANO ‹‹

Ad Afragola, in attesa di quella definitiva, ci si “arrangia”

L’isola ecologica “itinerante” Il progetto dell’amministrazione comunaletende a ridurre le discariche abusive nelle periferie” di Carmen Celardo ontinua il progetto dell’isola ecologica itinerante ad chiesta la massima partecipazione pubblica: del mondo delle Afragola. Dal primo agosto l’Amministrazione comu- associazioni, del volontariato, dei nuclei di aggregazione come nale sta portando avanti un progetto dell’assessore al- le scuole, le parrocchie e le società sportive. Sarà possibile, atl’ambiente, Salvatore Iavarone, per sensibilizzare il popolo traverso questa strategia sinergica, trasmettere in maniera caafragolese a smaltire rifiuti ingombranti (lavatrici, cucine, frigo- pillare il messaggio e la filosofia che sono alla base di una corriferi, televisori, poltrone, divani, letti, reti da letto, scaffali, sche- retta raccolta differenziata. Questi i prossimi appuntamento: via Arena, angolo via Cindari, mobili, scrivanie, tavoli, librerie, tavolini, letti, comodini, ecc.) nel rispetto delle leggi e dell’ambiente, in attesa di allesti- quevie (26 ottobre), via Salvator Rosa (2 novembre ), via Sagre una vera isola ecologica. Dopo il successo dei primi appun- gese rotonda TAV (9 novembre), rione Salicelle, nello spazio tamenti, dal 5 ottobre, per undici sabati consecutivi, fino al 14 antistante la scuola Europa Unita (16 novembre), area antidicembre dalle 9 alle 12, i cittadini afragolesi potranno recarsi, stante stadio Moccia (23 novembre), piazza Municipio (30 nopresentando un documento di riconoscimento, in alcune aree vembre), piazza Castello (7 dicembre), via Cimitero e prolunappositamente adibite per lo smaltimento di questi rifiuti “par- gamento via Oberdan (14 dicembre). ticolari”. Queste zone, site in diversi punti di Afragola, sono gestite da operatori ecologici che hanno il compito di dare tutte le informazioni necessarie ai cittadini per fare la raccolta differenziata nel migliore dei modi. I centri di raccolta itineranti si affiancano ai tradizionali servizi di nettezza urbana della città e sono controllati e diretti dagli attivisti della campagna contro la corruzione “Riparte il futuro ad Afragola” che andranno a valutare il corretto funzionamento dell’operazione e la risposta della popolazione. L’obiettivo di questa iniziativa, già attiva in altre città della provincia di Napoli, è quello di riqualificare il territorio che, risulta essere sempre più invaso da discariche abusive di rifiuti ingombranti. Con questa nuova iniziativa, l’Amministrazione comunale ha voluto dare il via a una forte campagna di informazione e sensibilizzazione al fine di incrementare la raccolta differenziata ed “educare” la popolazione a svolgerla correttamente. Per avviare un ottima campagna informativa è stata ri-

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›› L’INTERVISTA

Parla Pasquale Giglio, direttore regionale della Confesercenti

“Il commercio è al collasso” “La crisi, ormai, non risparmia neanche i grandi centri commerciali” di Antonio Iazzetta

hiunque può vedere che tante samerciale vicino all’Ikea ad Afragola... racinesche, anche nelle strade “In Campania non c’è alcun equiliprincipali delle città a Nord di brio tra il reale contesto economico/redNapoli stanno chiudendo definitivadituale dei cittadini e la massiccia premente. A dimostrazione della gravità senza della grande distribuzione orgadella crisi del commercio. Ne abbiamo nizzata. Era inevitabile che senza una parlato con Pasquale Giglio, direttore effettiva e realistica programmazione anregionale della Confesercenti. che quelle strutture fossero seriamente “Purtroppo nella nostra zona, la crisi ha colpite dalla crisi. Il miraggio dell’occuradici lontane ed è legata alla liberalizzapazione nella grande distribuzione ha ofzione del commercio e all’invasione della fuscato la mente e gli occhi degli ammigrande distribuzione organizzata. Se si nistratori. Oggi, a conti fatti, con i liguardano i dati relativi alla provincia di velli bassissimi di occupazione part-time Napoli, nel secondo semestre del 2013 ci nella grande distribuzione organizzata, sono 509 imprese in meno rispetto al 2° possiamo affermare che le scelte esasperatrimestre 2012, in pratica, ogni giorno 3 te di procedere agli insediamenti della imprese cessano la loro attività”. grande distribuzione ha nociuto seriaQuale è la città che sta soffrendo mente alla nostra economia e danneggiamaggiormente? E quali sono i settori to importanti colture agricole. Risulta maggiormente colpiti? pertanto incredibile pensare che ancora “Non vi sono Comuni che soffrono di si voglia costruire ed insediare grandi meno o resistono meglio. Così come tutto strutture commerciali in Campania e il comparto del commercio, nessuno escluaddirittura ad Afragola. Occorre che la so, è in crisi anche per i tanti balzelli e impolitica regionale rifletta su quanto sta poste comunali che si vanno ad aggiungere accadendo e vieti qualsiasi rilascio di Pasquale Giglio, 56 anni, è il direttore alle imposte regionali e nazionali; una sinuovi insediamenti soprattutto a chi sta tuazione difficile nella quale si è poi ag- regionale della Confesercenti ed è stato vice chiudendo in altre zone”. giunta la contrazione dei consumi da parte Sindaco e Consigliere comunale ad Afragola Lei ha vissuto, da protagonista deldei cittadini che negli ultimi anni è stata la politica cittadina, gli anni della cosuperiore al 30%”. struzione dell'IperCoop. Cos'è andato male? Perché si è sulA essere colpiti dalla crisi, non sono i piccoli negozi, ma an- l'orlo della chiusura? che i franchising di marche nazionali e internazionali. Quali i “Un fattore importante che sta causando il fallimento dell’Ipermotivi della crisi? coop di Afragola è la carenza del management aziendale. Avrebbe “Il commercio soffre anche per l’enorme difficoltà dell’accesso al potuto valorizzare le tante piccole eccellenze del nostro territorio, credito, vivendo spessissimo problemi di solvibilità anche per pochi ma la poca professionalità del management ha causato danni al migliaia di euro necessari per fronteggiare piccoli investimenti tessuto economico dell’azienda e al territorio circostante. Detto commerciali. Inoltre non vi è alcuna tutela per le attività com- questo, personalmente, credo che occorra mettere in campo tutte le merciali in generale e in particolare per le giovani imprenditrici azioni politiche e sindacali come fortemente sta cercando di fare il che lavorano soprattutto nel campo del franchising. Occorrono Sindaco Tuccillo affinché sia data certezza del lavoro ai dipendendunque interventi regionali e la legge di stabilità così come pre- ti dell’Ipercoop, ricordando alla “grande cooperazione” che il loro sentata è insufficiente per affrontare la difficile situazione del Pae- insediamento ha causato il fallimento di piccole e micro aziende se perché la pressione fiscale rimane elevata e l’intervento sul cuneo commerciali, facendo venir meno il reddito a tante famiglie. Oggi fiscale è poco incisivo”. non è possibile ripercorrere la stessa strada facendo perdere l’occuNonostante la crisi, però, si parla di un nuovo centro commer- pazione ed il salario, a tante famiglie. Poi andando indietro con i ciale a Caivano, e ancora circola la voce di un altro centro com- ricordi e la nostalgia penso che mai sarebbe accaduto che il mon-

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L’INTERVISTA ‹‹ do coopertaivo nato su impulso del mondo operaio e delle forze di de coinvolti oltre 40.000 commercianti”. sinistra e in particolare del partito comunista,agevolato con imUn aiuto contro la crisi potrebbe arrivare dai centri comportanti leggi sulla fiscalità perche operanti in cooperativa, avreb- merciali naturali? be potuto dismettere un importante insediamento e licenziare tan“Certo e la nascita e lo sviluppo dei centri commerciali naturali ti lavoratori, moltissimi dei quali giovani”. sono vitali per il consolidamento delle attività commerciali e dei serAd aggravare la crisi del settore anche le estorsioni che, per vizi nel centro delle città ed in particolare come servizi indispensail Commissario di Afragola, Di Mauro, sono in continua cre- bile alla ormai numerosa presenza di cittadini anziani nelle città e scita, anche in un periodo così difficile. Le risulta? la vivibilità delle stesse. I commercianti ed artigiani costituiti in cen“Purtroppo sì. Sul tema della legalità, ho avuto modo di parte- tri commerciali naturali possono, se organizzati in “rete”, ridurre i cipare a tanti incontri con gli operatori che lamentavano il man- costi per i propri servizi e utenze, programmare e pubblicizzare la cato anonimato di chi denuncia e soprattutto il rivedersi dopo po- loro attività di vendita e dei servizi, divenire un punto di riferico tempo il delinquente denunciato sulla soglia del proprio nego- mento importante per le amministrazioni comunali, programmanzio. Questo in molti casi è vero ma è altrettanto vero che gli im- do e realizzando eventi e manifestazioni con il coinvolgimento delle prenditori che hanno avuto il coraggio di denunciare dettagliata- attività economiche e della distribuzione del territorio. E ci sono anmente il proprio taglieggiatore hanno ricevuto la piena protezione che finanziamenti regionali che ne favoriscono la nascita”. dalla magistratura e dalle forze dell’ordine. Concordo quindi che Qual è la posizione di Confesercenti verso la pedonalizzaoccorre radicare e sviluppare nella nostra zona associazioni anti- zione e le ztl? racket efficienti ed efficaci in sintonia con le associazioni di cate“La posizione su ZTL e aree pedonali ovviamente spetta alle Asgoria, dando coraggio e fiducia a chi denuncia e soprattutto non sociazioni territoriali della Confesercenti. Personalmente penso che lasciarlo da solo. Le Amministrazioni comunali possono aiutare e la pedonalizzazione e la ZTL di un‘area senza aver affrontato la favorire chi denunproblematica dei cia il racket. Il Coparcheggi e della mo“Servono azioni forti per aiutare i commercianti, mune di Napoli, per bilità delle persone esempio, ha approschiacciati da tasse, locali e nazionali, estorsioni e usura” può solo arrecare seri vato una delibera danni alle imprese”. antiracket sperimentale ed unica nel suo genere che intende favoC'è un impegno delle Amministrazioni locali per aiutare i rire chi denuncia di essere oggetto o di avere subito estorsione a con- commercianti a superare la crisi? dizioni che questo decida di denunciare e costituirsi parte civile nel “Le Amministrazioni comunali possono seriamente aiutare il procedimento penale. Ma, oltre al racket, esiste ad Afragola e in Commercio diminuendo tributi ed imposte, per esempio sull’occututti i comuni vicini l’odioso e ripugnante reato dell’usura. E an- pazione suolo per i pubblici esercizi riducendo il canone per gli che qui non ci sono denunce anche se gli usurai spesso sono cono- operatori su aree pubbliche e annullare la Tassa sulle insegne delle sciuti e riconosciuti. A sostenergli inoltre ora è proprio la camorra. vetrine erogando servizi a domanda individuali innovativi e conGli usurai, lasciati liberi di operare con i loro altissimi tassi di in- creti. Detto ciò è importante che i Comuni comunichino in materesse hanno contribuito a mettere sul lastrico imprenditori e cit- niera semplice con gli imprenditori commerciali, valorizzando le tadini, causando anche seri problemi alla psiche della persona. Oc- imprese , promuovendo eventi, rendendo accessibile e viva la citcorre mobilitarsi ed organizzarsi con veri e propri presidi e spor- tà. La presenza e la luce di tanti negozi rende più viva la città. telli antiusura. Il Comune di Afragola, e quelli circostanti insie- Una politica di tasse a danno dell’impresa del commercio causeme alle associazioni possono e devono istituire uno sportello per ri- rebbe indubbiamente la morte delle attività commerciali e del redcevere informazioni anonime e denuncie per combattere e dito delle famiglie, e verrebbero meno una luce accesa di sera in debellare la vergognosa piaga dell’usura che solo in Campania ve- una città sempre meno viva e sempre meno vivibile”.

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›› POLITICA

Due cambi di gestione a Caivano

Giro di valzer per i rifiuti caivanesi Il Tribunale di Nola aveva messo fuori gioco la ditta, poi l’ha reintegrata di Linda Scuotto

a gestione dei rifiuti a Caivano è passata di mano per qualche ora nei giorni scorsi. Giusto il tempo di avviare una polemica politica. Venerdì 11 ottobre, alle 12.30, è stato notificato al Comune di Caivano l’ordine del Tribunale di Nola di sospendere ogni rapporto con la ditta “Alba Paciello”. L’azienda, che gestiva il servizio di raccolta rifiuti in diversi comuni del casertano e del napoletano tra cui Caivano, Palma Campania, Volla, Teano, Vitula-

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Iuri Bervicato, segretario PD di Caivano

A Cardito tutto fermo in attesa del congresso del Pd Nulla ancora di nuovo è emerso da quando è stato approvato il bilancio in modo "chiaro" e "limpido" dalla maggioranza, così come aveva dichiarato il sindaco Giuseppe Cirillo, il quale, aveva annunciato una verifica politica di maggioranza successiva alle dimissioni degli assessori, per stabilirne e comprovarne la validità d'opera o per metterne in discussione idee e iniziative. Raggiunto telefonicamente dalla nostra redazione, ha dichiarato che le decisioni e le verifiche sono state rimandate a data ancora da destinarsi poichè per il 26 e il 27 ottobre è previsto un congresso per l'elezione del segretatio e del coordinamento del circolo Pd di Cardito presso la sala convegni Palazzo Mastrilli in piazza Garibaldi. Nella direzione nazionale del partito è stato sancito il regolamento secondo cui tutti i comuni con più di 20000 abitanti e con 5 delegati provinciali debbano eleggere un segretatio politico. Un congresso che si annuncia infuocato anche perché dovrebbe sancire l’ingresso ufficiale dell’ex sindaco, Barra, nel Pd, il partito del Sindaco in carica. Un ingresso che non potrà non avere conseguenze anche in Consiglio comunale e in Giunta. E, infatti, già si vocifera di un cambio radicale nella squadra degli assessori con l’ingresso, tra gli altri, di un fedelissimo di Barra, Nunziante Raucci, il più votato tra i Consiglieri. Amareggiato per la situazione è Francesco Pisano dell'opposizione che ha dichiarato: “Venuto meno Giangrande è saltato il disegno politico. Ora c'è una parte della maggioranza come De Simone, Credendino e Saviano che non vogliono la discontinuità, mentre una parte la vuole contro Garofalo per tutelare gli interessi elettorali. Se il Sindaco non riuscirà a rilanciare la Giunta, questa sarà l'ultima Giunta amministrata da Cirillo che non ha prodotto nulla di concreto dopodichè si andrà nuovamente al voto". Claudia Perrotta

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POLITICA ‹‹ zio e Grazzanise aveva subito il divieto di esercitare attività imprenditoriale in qualsiasi forma, con interdizione temporanea da qualsiasi attività ad essa relativa. La notifica nasceva da un’inchiesta della Procura della Repubblica di Napoli, a carico dei titolari Roviello e Paciello, per reati di falso ideologico relativi a una gara d’appalto per i servizi di raccolta e smaltimento rifiuti nel comune di San Gennaro Vesuviano, nel maggio 2011. Per il Comune di Caivano un danno non da poco, se si considera che la “Alba Paciello” gestiva sul territorio la raccolta di rifiuti e l’espurgo fogne e caditoie. “Il pensiero di tutti è stato: questo é un paese dannato. Quando gli uffici comunali sono già praticamente chiusi, un servizio che viene bloccato proprio quando si deve raccogliere l'umido del venerdì sera, con il rischio di farlo rimanere a terra per l'intero fine settimana e la sola possibilitá per intervenire solo dal lunedì successivo. Ma dopo l'attimo di smarrimento tutti si sono messi all'opera per trovare una immediata soluzione”. Così scrive il portavoce del Partito Democratico, Iuri Bervicato, sui social network, all’indomani della gravosa interdizione. Difatti, l’intervento immediato dell’Amministrazione comunale ha evitato che le strade fossero invase da cumuli di rifiuti maleodoranti. Il sindaco Antonio Falco, dopo aver

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allertato l’assessore preposto e i dirigenti responsabili ha formalizzato il riappalto alla ditta Buttol, classificatasi seconda nella ristretta gara d’appalto dei mesi scorsi. Il provvidenziale passaggio di cantieri ha permesso così di tamponare l’emergenza che, gravosa, si prospettava alla notifica della sospensiva. Il segretario del Pd ringraziava quanti hanno favorito il buon esito dell’operazione: “la segreteria generale con tutti i suoi elementi, dal Segretario generale, Ferrante, ai messi comunali, gli addetti del cantiere di Caivano che hanno dato una disponibilitá totale con grande supporto e

collaborazione alla ditta subentrante, i direttori tecnici della ditta uscente e della ditta entrante, a quest'ultimo va fatto uno speciale elogio perchè è riuscito ad organizzare un cantiere dopo solo tre ore dalla telefonata del comune di Caivano (alle 19,00 i primi camion giá erano arrivati a Caivano), gli addetti dell'isola ecologica, i sindacati provinciali, il responsabile dell'ufficio Ambiente, Celiento, e tutti quelli che abbiamo interpellato per avere le consulenze amministrative e legali solo per amicizia, visto che la Prefettura di Napoli dal Sindaco interpellata non ha dato alcuno contributo”. Qualche disagio dovuto al cambio di gestione appariva inevitabile. Si sperava, però, che la ditta subentrante facesse ogni sforzo perché la cittadinanza non dovesse subire ulteriori disagi. Dopo qualche giorno, però, arriva dal Tribunale di Nola un’altra notifica: la revoca del provvedimento di sospensiva emesso nei confronti della ditta Alba Paciello perchè il fatto non sussiste. Immediatamente, il cantiere è tornato alla ditta Alba Paciello con i dovuti ringraziamenti alla Bulton. E Bervicato è tornato sulla questione dicendo: “Nonostante un evidentissimo abbaglio dei magistrati che ha interrotto il servizio di raccolta e spazzamento della spazzatura su 10 comuni servita dalla Alba Paciello, solo il Comune di Caivano è riuscito a gestire questa crisi nel migliore dei modi per il servizio e per i lavoratori”.

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›› POLITICA

Cardito ha ricordato il primo anniversario della morte

In ricordo di Lino Romano Centinaia di persone hanno partecipato alla Messa celebrata nella Chiesa di San Biagio di Stefano Andreone

’ passato un anno esatto da quella maledetta notte del 15 ottobre 2012, una notte come tante per molti di noi, ma non per Lino Romano che non poteva sapere, non poteva immaginare che l’alba successiva per lui non sarebbe arrivata. I suoi sogni, i suoi progetti, il suo futuro, la sua vita di giovane trentenne terminava lì, spezzata dalla barbarie e dall’efferatezza della camorra. Lino, un ragazzo normalissimo, di buona famiglia, pulito, cresciuto con valori e principi sani, che lavorava, da poco passato a tempo indeterminato; dalle nostre parti questa è una fortuna e lui lo sapeva, il primo passo per costruirsi una famiglia è il “posto fisso”, e allora via con i progetti, il matrimonio e tanti altri sogni che tutti i giovani della sua età sono obbligati a fare, che devono fare, desiderare e costruirsi un futuro, si spera migliore. Già, ma il destino si sa, non guarda in faccia nessuno, non chiede, non aspetta, non esita, compie la sua opera e non si interroga sul risultato del suo operato, così in quella tragica notte di un anno fa, le mani sanguinolenti della camorra che rispondono al nome di Salvatore Baldassarre, esecutore materiale dell’omicidio, consegnano alla cronaca nera di questa terra l’ennesimo delitto, assurdo e inconcepibile, privo di raziocinio; Lino viene trucidato sotto casa della fidanzata a Marianella con quattordici colpi per uno scambio di persona, così ha voluto il destino, che si trovasse purtroppo nel posto sbagliato al momento sbagliato. E la comunità di Cardito a distanza di un anno non ha dimenticato l’amato Lino, lo ha ricordato con una funzione religiosa nella chiesa di

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San Biagio, dove si tennero i funerali, a celebrarla è stato, come allora, il Vescovo di Aversa, Angelo Spinillo, supportato dal parroco, Mazzella, presenti oltre ai familiari di Lino e alla sua fidanzata, Rosanna Ferrigno, anche il sindaco di Cardito, Giuseppe Cirillo, il Comandante della Polizia municipale e alte cariche dell’Arma dei Carabinieri. Durante l’omelia, in una Chiesa gremita di gente, il Vescovo ha ribadito altisonante il ricordo di Lino, ancora vivido nel cuore di chi lo ha conosciuto e amato, ma le parole e la speranza non possono bastare per consolare papà Giuseppe e mamma Rita, i genitori di Lino, ancora affranti e distrutti dal dolore, soffrono, piangono, soprattutto dentro, lacrime che acuiscono nell’anima e che struggono il cuore, i cuori di due genitori e di una sorella ormai logorati da un dolore che mai più troverà pace. All’uscita della Chiesa, poco dopo la fine della messa, una folla di amici, conoscenti e non, con in mano palloncini bianchi e uno solo azzurro, ha liberato questi ultimi al cielo facendo partire un fragoroso applauso, il tutto mentre si attendeva l’uscita dei coniugi Romano. Tante le iniziative in memoria di Lino promosse a Cardito nell’ultimo anno, dall’intitolazione con il suo nome dei campi del Parco Taglia di Cardito, al Memorial sportivo tenutosi qualche mese fa nello stadio comunale e altre ancora saranno proposte nei prossimi giorni; questo per non dimenticare Lino, per far si che tragedie del genere non si ripetano più…Anche perché ”non muore chi vive nel cuore di chi resta”…Ciao Lino!

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Anno XX - numero 341 - Sabato 26 ottobre 2013


CRONACA ‹‹

Smontate le accuse degli inquirenti

ASSOLTO ANTONIO MOCCIA E’ stata respinta la richiesta di una condanna per associazione mafiosa di Giovanna Casoria

’ stato prosciolto dall’accusa di associazione mafiosa Antonio Moccia, indicato dalla Procura antimafia come il presunto boss dell’ omonimo clan camorristico attivo nella zona di Afragola. C’è stato quindi un vero e proprio rovesciamento della tesi accusatoria dato che, con grande clamore, alla fine di un procedimento giudiziario durato anni, lo scorso 9 ottobre è stata emanata, dalla sesta sezione del Tribunale di Napoli, la sentenza che ha riconosciuto la sua innocenza. I giudici hanno infatti respinto la richiesta di condanna a 20 anni di reclusione proposta dal pm e accolto le richieste che sono state avanzate dai difensori dell’ imputato, gli avvocati Saverio Senese e Libero Mancuso, quest’ ultimo da sempre pronto a peronare le cause della famiglia Moccia. La sentenza si è conclusa con la formula “perché il fatto non sussiste” ponendosi cosi in linea con quanto Antonio Moccia ormai denuncia da anni, ossia l’esistenza di inconcepibili attacchi da parte di pentiti, forze dell’ordine e magistratura. Il processo ora continuerà con l’appello che sarà richiesto dall’accusa, intanto, però, l’imputato è stato posto in stato di libertà in quanto sono state respinte le richieste di emissione di misure cautelari da parte del gip e del Riesame.

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Anno XX - numero 341 - Sabato 26 ottobre 2013

Il clan Moccia, una lunga storia criminale a storia della famiglia Moccia è legata a quella L della camorra napoletana. Il cosìddetto clan Moccia è considerato uno dei più antichi e potenti clan camorristici operante nella provincia di Napoli, con ramificazioni anche nel casertano e nel basso Lazio. E’ stato protagonista di una lunga faida con il clan Magliulo, il gruppo dominante ad Afragola negli anni ’70. Come riportava un articolo de La Repubblica del 1991, “la faida tra i Moccia e i Magliulo degli anni '80 trasformò Afragola in un Far West. Sparatorie, lupare bianche, una serie durissima di intimidazioni”. Il clan prende il nome da Gennaro Moccia, ucciso nell'aprile 1976 probabilmente da un gruppo di sicari mandati dai rivali del clan Giuliano. Da quel momento, la moglie Anna Mazza, conosciuta come la “vedova Moccia”, prese le redini del clan ramificandolo su tutto il territorio. È stata la prima donna a subire poi una condanna per associazione mafiosa. Secondo le ultime inchieste, il clan Moccia ha una gestione capillare e totale del territorio a Nord di Napoli. L’assoluzione di Antonio Moccia, però, rappresenta un duro colpo per le indagini degli inquirenti. BAR ROMANO CORSO UMBERTO BAR EDICOLA TRICOLORE

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›› ECONOMIA

La vertenza Ipercoop di Afragola continua al Ministero per lo sviluppo economico

UNA NUOVA SPERANZA Non sono ancora partite le lettere di licenziamento per i 250 dipendenti di Cinzia Lanzano a partita dell’IperCoop di Afragola non è ancora finita. pania; il 13 settembre, di fatti, le cooperative Adriatica ed Gli ultimi mesi sono diventati un vero e proprio terreno Estense non si sono presentate all’incontro per ascoltare la di scontro tra l’UniCoop Tirreno, decisa a chiudere, e i controproposta dei sindacati, facendo saltare la trattativa. Al250 dipendenti, pronti a lottare. In zona Cesarini, però, è ar- l’origine di questa assenza c’è il rifiuto dei sindacati di accetrivata un’azione che ha sospeso il risultato di questo incontro. tare la proposta delle Coop emiliane del luglio scorso. Le conInfatti l’assessore regionale al lavoro, Severino Nappi, che sta dizioni proposte erano considerate vessatorie dai rappresenseguendo con impegno la questione, è riuscito a portarla “ai tanti dei lavoratori: arretramento di un livello per tutti i dipiani alti”: con la collaborazione del Sottosegretario allo svi- pendenti full-time, riduzione netta dei salari, tagli di circa 100 luppo economico, Claudio De Vincenti, è stato fissato un in- posti di lavoro e drastica diminuzione dell’orario lavorativo. A contro per ieri, venerdì 25 ottobre, tra i rappresentanti di Uni- Lami si sono rivolti gli stessi dipendenti dell’Ipercoop di AfraCoop tirreno, proprietario dell’Ipercoop afragolese, le Coop gola, un centinaio di lavoratori ha scritto un’accorata lettera in emiliane e i sindacati, tutti convocati al tavolo del Ministero cui si dichiarava disposto a tagliare il proprio salario pur di salper una vertenza nazionale; l’obiettivo è la ricerca di un nuo- vare il posto di lavoro. Sacrificando, quindi, parte di uno stivo accordo. Sempre dall’assessore viene un altro passo in avan- pendio che non è superiore alla media. ti verso le Cooperative, per salvare i dipendenti: tre anni di “Noi lavoratori, in virtù del nostro senso di appartenenza ai stanziamenti dei fondi europei destinati alle aziende in crisi valori cooperativi, nel sollecitare l’adesione dei colleghi degli altri del Mezzogiorno per coprire le differenze sui salari fino alla fi- punti vendita, chiediamo alle rappresentanze sindacali di riaprine del 2016. La Coop non si pronuncia sull’offerta, allonta- re il tavolo di trattativa con le Coop emiliane affinché si trovi un nando un nuovo spiraglio. A fine settembre si diceva che Mar- accordo tra le parti e che i sacrifici chiesti ai lavoratori siano temco Lami, presidente di UniCoop Livornese, avrebbe inviato le poranei, in previsione di programmi di sviluppo del marchio Colettere di licenziamento dopo la prima settimana di Ottobre, op in Campania” si legge nella lettera. affinchè avessero ancora un po’ di tempo per la riapertura di I valori della cooperazione tanto sponsorizzati sono ricorun eventuale tavolo di trattative di salvataggio dell’ipermerca- dati dai dipendenti, ma la Coop stessa sembra tradirli. E into di via Marziasepe. La buona notizia è che tali lettere non tanto, sui social network monta il malcontento per l’attività sono state inviate al momento. Il Presidente Lami, avrà tem- svolta dai sindacati nella vicenda e altri due colpi sono stati aspo fino agli inizi del nuovo anno per tale invio, nel rispetto sestati alle entrate della cooperativa livornese con le serrate, delle scadenze dei termini imposti dalla legge che considera- per sciopero bianco, delle due domeniche (13 e 20 ottobre) in no come data iniziale il 13 settembre scorso. Un giorno nega- cui l’ipermercato è rimasto chiuso dalle 12:30 alle 21:00, protivamente rilevante nelle recenti vicende della Coop in Cam- prio uno dei momenti di maggiore affluenza di clienti.

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14 • Cogito

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CRONACA ‹‹

Un nuovo progetto per l’edificio che ospitava la scuola Mozzillo di Afragola

Un hospice nel complesso di S.Antonio E’ tramontata definitivamente l’idea di creare una casa albergo per i pellegrini di Carmen Celardo

Non avere paura del rinnovamento delle strutture. Nella vita cristiana, anche nella vita della Chiesa, ci sono strutture antiche, strutture caduche: è necessario rinnovarle!”. Questo è l'invito rivolto da Papa Francesco durante la messa a Santa Marta, l'ultima prima della pausa estiva, dove incitava la ristrutturazione e la riqualificazione delle strutture ecclesiali abbandonate o mal messe. Il suo messaggio vuole stimolare sempre più la Chiesa a rinnovarsi secondo i luoghi, i tempi e le persone toccando indirettamente il tema della riforma, punto centrale del suo Pontificato. Le realtà parrocchiali dovrebbero prendere in esame queste parole e valutare i possibili “lavori” da apportare alle strutture per la valorizzazione del culto evangelico. Uno straordinario esempio, che rispecchia a pieno, le parole del Pontefice è sicuramente la Basilica Pontificia di Sant’Antonio di Afragola; numerosi sono stati i lavori di ristrutturazione e riqualificazione del santuario ancor prima che divenisse Basilica. Si deve a Padre Eduardo Parlato, che per diversi anni è stato parroco del santuario di Sant’Antonio, la ristrutturazione di alcune zone del convento. Padre Eduardo, oggi direttore dei beni culturali alla curia di Napoli, si è impegnato attivamente nei lavori del convento, riqualificando un ala del complesso che si presentava davvero in condizioni pietose. Ad essa è stata sostituita una struttura moderna e molto curata che comprende: la sala delle Offerte, il chiostro adiacente alla Chiesa che funge da luogo di accoglienza ai fedeli, la sala Padre Ludovico, dove vengono tenuti convegni e incontri e la sala della Medaglia Miracolosa. Anche all’interno della Chiesa sono state apportate delle modifiche all’altare e impiantato un nuovo organo alla destra di esso. Questi per sommi capi i lavori più importanti svolti all’interno della Basilica citati in modo breve e sintetico perché la questione che ci preme affrontare è quella riguardante l’edificio, ancor oggi abbandonato che, precedentemente ha ospitato la scuola media statale Mozzillo, sotto la dirigenza della preside Anna Forte. Ancor prima, questo complesso era un col-

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legio serafico, luogo di formazione per i fratini che iniziavano il loro cammino verso il sacerdozio e successivamente dato in concessione ai frati. Oggi parte di questa struttura, precisamente il pian terreno e parte del primo piano, sono agibili e sfruttati dai vari gruppi parrocchiali che operano nella Basilica.

hanno valorizzato ancora di più la Basilica, resta sempre una parte dell’edificio, precisamente un’ala del primo piano e il tutto il secondo piano che affaccia su Viale Sant’Antonio, abbandonata e mal messa. Per il recupero dello stabile, inizialmente fu sottoscritto, da parte dei frati minori, un progetto che mirava al-

La struttura da recuperare in viale Sant’Antonio

Una parte del pian terreno è costituito dalle sale dell’oratorio parrocchiale e del catechismo, ritinteggiate, ristrutturate e rese accoglienti; un’altra parte, invece, destinata alle attività della Caritas e il guardaroba di Sant’Elisabetta che forniscono alimenti e vestiario alle persone bisognose. Vi è inoltre un teatro, tutt’oggi funzionante e utilizzato da diverse compagnie teatrali per la realizzazione di commedie e spettacoli di vario genere. Circa sei mesi fa sono stati svolti alcuni lavori che hanno interessato il cortile sito all’interno del convento; l’attuale parroco, Padre Luigi Campoli, con il sostegno di alcuni benefattori, ha completamente ristrutturato lo spazio apportando modifiche al campo da calcio e di palla a volo; è stata introdotta una piccola piazzola con gazebi e panchine, un piccolo campo da bocce e una tendo struttura che ospita la mensa dei poveri. Nonostante questi lavori, che

la costruzione di una sorta di “Casa del pellegrino”. Tale struttura doveva fungere da luogo di accoglienza non solo per i fedeli che giungevano ad Afragola per adorare il Santo, ma l’intento era quello di far divenire tale hotel un luogo di cultura dove poter ospitare persone illustri, intrattenere convegni, una cattedra antoniana, insomma niente che si distaccasse dallo spirito religioso. Il progetto inizialmente approvato fu poi rivalutato e per carenza di fondi non è mai andato in porto. Da qualche anno, il progetto è stato messo in discussione, modificato e affidato a un associazione privata. Oggi il piano di ristrutturazione prevede la costruzione di un ”Hospice, luogo di accoglienza per i malati terminali” ma sembra che ci vorrà ancora del tempo affinchè possano iniziare lavori. La motivazione è la medesima, non vi sono fondi sufficienti che permettano di dare il via all’iniziativa. Cogito • 15


›› CRONACA

Riscopriamo un frattese, autore di successi della canzone napoletana

Franzese, il paroliere di Totò Ha scritto per i grandi della musica partenopea tra cui Bruni Fierro e Murolo di Stefano Andreone

otò, Aurelio Fierro, Sergio Bruni e tanti altri “mostri sacri della cultura napoletana e italiana, hanno avuto a che fare con Frattamaggiore. Avete letto bene, Frattamaggiore. Vi chiederete cosa ha a che fare questa città con quei tre nomi; tanto, tantissimo, perché è il luogo di nascita di “uno dei grandi poeti che non è stato ancora ricordato” per usare le parole di Aurelio Fierro. Stiamo parlando di Aniello Franzese, più conosciuto come Nello Franzese, autore di poesie e canzoni scritte con e per i grandi interpreti della canzone classica napoletana. Il maresciallo della Guardia di finanza, Aniello Franzese, nacque a Frattamaggiore il 22 aprile del 1924. Autodidatta, Nello comincia subito a collaborare con i più illustri nomi della nostra tradizione musicale, Aurelio Fierro, Sergio Bruni, Roberto Murolo e questo già la dice lunga sul suo estro,

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IL RICORDO DI CHI HA CANTATO LE SUE CANZONI olti i ricordi di Franzese lasciati da chi ha scritto canzoni con M lui. Eccone alcune. “Nello Franzese era una persona veramente dabbene. Molto garbata e istruita. Del nostro incontro artistico, ricordo con nostalgia Chiesetta nella valle, una canzone che portai al successo ad inizio degli anni Cinquanta”. (Sergio Bruni) “A parlare di tuo padre mi commuovo un po’ perché era una persona veramente perbene ed era un caro amico…Mi ripeteva spesso, quando ci incontravamo, che aveva piacere a parlare con me, perchè mi reputava una persona colta e garbata…Mi commuovo a ricordarlo anche perché era un vero poeta, più che un semplice paroliere…Ed è andato via troppo presto…Ma voi figli dovete onorarne la memoria: raccogliete tutti i suoi lavori e fatene un libro…Ma un libro serio, non una cosa qualunque. Deve essere un’opera degna del suo nome: ricca e senza risparmi sull’edizione. Quando sarete pronti, chiamami e io stesso te ne farò la prefazione!” (Aurelio Fierro a colloquio con Vincenzo Franzese, figlio di Nello) “Era molto allegro e gioviale…Prendevamo sempre il caffé insieme e scherzavamo sul fatto che lui, integerrimo maresciallo della Guardia di Finanza, mi avrebbe fatto comunque le ‘multe’, se necessario, nonostante la nostra amicizia. Mi avevano presentato al ‘Maestro’

Aurelio Fierro con Vincenzo Franzese, figlio di Nello

per fargli scrivere delle buone ‘canzoni’ per me. (Mario Merola) Pietro Gargano, editorialista de Il Mattino, ha pubblicato una biografia su Nello Franzese nella “Nuova enciclopedia illustrata della canzone napoletana” riconoscendogli un ruolo importante si per l’appassionata ed erudita recensione che per lo spazio dedicatogli, pari a quello di autori molto più conosciuti. Stefano Andreone

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CRONACA ‹‹ sul suo genio, sul suo essere poeta, ancora tante le collaborazioni e le richieste per testi musicali, possiamo citare, tra gli altri, Mario Merola, Nunzio Gallo, Luciano Rondinella, Maria Paris e tantissimi ancora. Stimato e ricercato nell’ambiente artistico gli fanno la “corte” autori, compositori e direttori d’orchestra; e, a scrivere canzoni con lui ci sono anche Totò, Gino Campese, Giovanni Astuti, E. A. Mario, Libero Bovio, Edoardo Nicolardi e tanti altri. Uomo riservato, allo stesso tempo prolifico autore, per anni il suo nome e la sua figura sono stati messi in ombra dal tempo ed è per questo che abbiamo deciso di ricordarlo. Tanti sono stati i premi vinti, nella sua, seppur breve ma grande e significativa carriera; Maschera d’argento (premio di rilievo nazionale), Piedigrotta, Piedigrottissima, Il Musichiere e altri ancora. Il destino ha voluto che nel lontano 4 luglio 1982, pochi giorni prima che gli undici di Bearzot entrassero nella storia del calcio e l’Italia festeggiasse il suo terzo titolo mondiale, Frattamaggiore perse uno dei suoi

figli più rappresentativi del panorama artistico culturale. Nel 1997 Liliana De Curtis, figlia di Totò, per mero caso ritrova uno spartito inedito “Me diciste ‘na sera” del 1952, musicata dallo stesso Totò, mentre l’autore del testo era proprio Nello Franzese. Di questa notizia se ne occupò anche Il Mattino e La Repubblica oltre ai TG nazionali, con gli interventi di Vincenzo Mollica e Paolo Limiti, cosicchè Mariangela D’Abbraccio la incise nello stesso anno (Il cuore di Totò – cd- sony music entertainment SpA distribution). Sempre con il Principe della risata, Franzese scrive “Comme a nu carcerato”, per Sergio Bruni “Serenata e Piscatore” e “Chiesetta nella valle”, per Aurelio Fierro compone “Maestra elementare”, a Mario Merola firma i testi di “Te chiammave Maria” e “A Bandiera”, per Luciano Rondinella scrive “ ‘O milurdino ” (cantata anche dallo stesso Merola), “Miraco-

lo d’ammore” per Nunzio Gallo, “Bambulella” per Maria Paris, e tante altre. Tutto ciò dimostra che, per troppi anni, il nome e il lavoro di Nello Franzese sono finiti nel dimenticatoio, è giunto il momento che ai molti venga data l’occasione per conoscere, scoprire il patrimonio lasciatoci da questo grande poeta, magari con qualche iniziativa, con un premio in sua memoria; insomma, il suo paese natale dovrebbe onorare chi ha dato lustro alla sua città, non rinnegando mai le sue radici, portando la sua amata Frattamaggiore sempre nel cuore. Un ringraziamento particole va al professor Vincenzo Franzese, figlio di Nello Franzese, per il materiale e le testimonianze fornitemi, senza le quali questo artico-

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Cogito • 17


›› CRONACA

Cronaca di un viaggio nella Vesuviana da Casalnuovo a Napoli

La giornata del pendolare Se arriva il treno, spesso è pericoloso oltre a essere affollato e sporco di Marina Greco

a giornata tipo di un pendolare che da Casalnuovo prende la Circumvesuviana? Un inferno, un delirio, uno stress quotidiano che dura da molti mesi, troppi. “Uno schifo” afferma qualche pendolare, “una vergogna”, grida qualcun altro…le parole sembrano ormai finite, come la pazienza! “Passa il treno dell’ora x?”, “È in ritardo?”, “Speriamo

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che passi”, “Speriamo di riuscire a salire”, queste le uniche frasi che riempiono i silenzi dei minuti di attesa alla banchina delle stazioni della circumvesuviana. Lo sconforto. Ogni giorno è una scommessa, non si sa se gli orari saranno rispettati, se i treni passeranno, se si riuscirà a salire sul treno tra la folla. Nessun imprevisto è escluso, nessun disservizio ormai stupisce…”tutto passa” diceva Eraclito, ma questo inferno vesuviana sembra non passare mai, questa lenta, progressiva deriva di un servizio un tempo eccellente, oggi emblema del peggior “servizio” mai erogato alla cittadinanza. La percentuale di persone che non oblitera i biglietti è del 90%, ormai. “E perché dovrei pagare un servizio del genere”, “se io oblitero e poi il treno non passa chi mi rimborsa?”, “signorina, devo pagare più di due euro e sperare di riuscire a salire su un treno e viaggiare schiacciato tra la folla?”…. queste sono le risposte che si raccolgono, chiacchierando con le persone in attesa che il treno arrivi…e nessuna parola di questo articolo completerebbe meglio il quadro, già colorato dei colori grigi, come l’umore degli utenti di un “treno della speranza”, metaforicamente parlando. Per dovere di cronaca, se prendi il treno alla stazione di “La Pigna” (questo implica che tu non sia disabile o non abbia neppure subito un infortunio perché l’ascensore è rotto e seppur fosse funzionante non è accessibile perché protetta da sbarre di ferro chiuse a chiave), la biglietteria è chiusa, non presidiata da nessun addetto, puzza di muschio, sporca spesso di pipì che nei giorni di pioggia si mischia all’acqua piovana e scorre per le scale…come un ruscello..si a Napoli abbiamo il mare, a Casalnuovo l’immissario di un fiume! Il biglietto? L’obliteratrice funziona, ma il biglietto qui non puoi comprarlo, non c’è bi18 • Cogito

gliettaio eh vabbè…ma neppure una macchinetta automatica, figuriamoci! Allora ti rechi dagli esercenti in zona, tabaccaio, cartolibrerie, nessuno, nel raggio di un percorso percorribile a piedi è provvisto di biglietti… Poniamo che tu abbia un biglietto e che tu non sia disabile, obliteri e sali, aspetti il treno…Arriva, finalmente, il treno, con il suo, ormai quasi cronico, ritardo…successivo a un treno che non è partito, la gente si accalca, si ammassa, spinge…giovani, anziani, studenti, impiegati, professionisti, si accalcano, spingono, urlano “un po’ più avanti”, “fatevi più dentro”, “entrate nei corridoi che non riusciamo a salire”, corridoi zeppi di persone, ammassate, abbracciate, spinte, “azzeccate”….le porte non si chiudono, il treno fischia, le persone gridano…respirare è una fortuna tra la gente, sudare è ovvio…il treno fischia di nuovo, qualcuno scende tra parolacce e crisi isteriche, resta “a piedi”, le porte si chiudono, si parte...per rivivere la stessa scena ad ogni fermata successiva. Coraggio. Questo è lo standard. Alcune volte questo standard è arricchito da optional non richiesti, inclusi nel biglietto (per chi lo oblitera)…Quale potrebbero essere gli optional in un servizio già così? Su, sforzatevi di pensare….non ci arrivate? Eh va bene, vi aiutiamo noi! Avete mai viaggiato su un treno con il vetro della porta rotto? Si, si, avete letto bene, un vetro rotto! E al posto del vetro??? Nulla! O meglio, qualcuno intento a controllare che nessuno compia gesti scellerati. L’impossibile diventa possibile. Questo è accaduto ad un treno che non sarebbe dovuto partire così, che serve la tratta Napoli-Baiano e che era zeppo di persone, in un orario di punta. La manutenzione? I controlli? La sicurezza, i servizi? Di cosa stiamo parlando? Colpa di chi? Colpa dei vandali che lo hanno rotto, avendo cura di togliere anche la guarnizione, perché un servizio o si fa bene o non si fa, per carità! Colpa di chi doveva visionare che il treno fosse a norma prima di partire? Colpa di chi? Il treno è passato, e questo basta alle persone…a questo siamo arrivati. A questo. Perché è proprio vero che “l’abitudine rende sopportabili anche le cose peggiori”… e i cittadini sono quasi assuefatti, sconfortati, rassegnati… “campa cavallo, che l’erba cresce”…e il disser…ops servizio continua. E se segnali che c’è un vetro rotto e non si può circolare così, le persone ti dicono di non fare confusione che “se fermano il treno come facciamo”? Mica ne fanno partire un altro “usabile”? No, ma non per cattiva volontà, ma perché “ci sono pochi treni usabili”. Se chiedi spiegazioni all’impiegato della vesuviana intento a controllare che nessuno usi quel buco nella porta per compiere gesti discutibili, ti risponde che “la manutenzione è poca e i treni sono questi, purtroppo”. Utenti rassegnati ad un servizio pessimo, impiegati affranti, a lavorare come meglio possono, sperando che l’azienda abbia i soldi per pagare gli stipendi… gente che non oblitera il biglietto, gente che paga un abbonamento, controllori che vengono malmenati, stazioni letteralmente abbandonate...cosa ci aspetta? A questo punto, “Che Dio ce la mandi buona”... Anno XX - numero 341 - Sabato 26 ottobre 2013


CRONACA ‹‹

Abbiamo incontrato don Nicola, parroco di San Filippo Neri di Frattamaggiore

UN ORATORIO APERTO ALLA CITTÀ Inaugurato da un mese è già un punto di riferimento di giovani e adulti di Angelica Argentiere

o scorso 20 Settembre è stato inaugurato l’oratorio San Filippo Neri dell’omonima chiesa di Frattamaggiore in seguito a un lavoro e ad una tenacia ventennale del parroco, monsignor Nicola Giallaurito. Alla cerimonia di inaugurazione era presente anche il Cardinale di Napoli, Crescenzio Sepe, che ha detto alla comunità: “E’ un risultato grande quest’oratorio, di tutti i comuni della diocesi aversana questo è uno dei pochi che accoglie non solo la comunità parrocchiale ma offre la possibilità di un luogo di aggregazione giovanile”. Anche nella nostra chiacchierata don Nicola si mostrava molto soddisfatto e contento delle parole del Cardinale perché aveva centrato gli obiettivi e le ragioni d’essere dell’oratorio ossia essere un centro polivalente che offre delle attività non solo per i fedeli della parrocchia ma soprattutto per la cittadinanza tutta. Infatti nell’oratorio si svolgono innumerevoli attività e laboratori. Tante le iniziative programmate nell’oratorio come ci dice don Nicola: “L’attività primaria è la catechesi, ma primaria non vuol dire esclusiva, abbiamo all’interno della nostra struttura un corso biblico dell’Università teologica della Facoltà Meridionale per studiare la teologia anche da un punto di visto scientifico, uno sportello di consulenza e ascolto psicologico per disagi di

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coppia, schiavitù da droghe e ultimamente per dipendenze da gioco, uno sportello per le malattie oncologiche sia per chi lo vive personalmente che per i familiari che condividono questo dramma, una scuola d’informatica per tutti i ragazzi che non possono permettersi di comprare un computer e recupero scolastico per chi non può andare al doposcuola e in più abbiamo un centro di distribuzione di 150 pacchi mensili della Caritas, corso di chitarra per ragazzi e un corso di pittura per disabili tenuti da Carmela Simeone e un’elegante cappella per una sosta spirituale”. L’oratorio è sorto grazie al defunto signor Sossio Formale che donò, nel lontano 1954, il palazzo sito all’angolo di via Cavour, via Regina Margherita e via Tripoli. Il palazzo subì il deterioramento nel corso del tempo con ulteriori danneggiamenti del terremoto del 1980. Dopo avversità di vario genere a partire dal 1995, solo nel 2005 la costruzione dell’oratorio era stata considerata beneficiaria del contributo dei fondi dell’8 per mille. Don Nicola sottolinea “25 anni ma per una giusta causa”. Ora però il Monsignore lo dice forte è chiaro: “Abbiamo lottato tanto per averlo ma la sfida più grande è mantenerlo e faccio un appello al contributo di universitari, ragazzi, insegnanti in pensione, animatori e personale pedagogico a partecipare alle attività per gestire i vari gruppi e con i contributi di chi crede nell’oratorio come ad esempio i bambini del catechismo che donano un euro al mese per il mantenimento di uno spazio che sanno che è per loro, magari potenziandolo anche di strutture da gioco”. Anno XX - numero 341 - Sabato 26 ottobre 2013

Frattamaggiore / Appello del Comitato L’orizzonte per il Centro sociale anziani l presidente del Comitato di quartiere OrizIredazione zonte, Crescenzo Giordano, ha inviato alla di Cogito la sua lettera aperta al sindaco di Frattamaggiore, Francesco Russo, in merito alla struttura del centro sociale anziani di via Lupoli. Giordano nella sua lettera scrive: “Il centro sociale Pezzullo di Frattamaggiore dà la possibilità di vivere le ore della giornata a persone anziane e a persone diversamente abili con un servizio di accoglienza più umile e sicuro, dove i soci possono convivere tra loro, in un luogo di incontro per eccellenza. Presiedono i servizi un comitato di gestione formato da componenti eletti dai soci del centro che dovrebbe condividere la necessità per un’esperienza educativa, una fraternità e una libertà di pensiero per mandare avanti bene un’attività sociale. Questo è il nostro centro anziani di Frattamaggiore”. Tra le richieste di Giordano sottolineiamo: “Ampliare la capacità di posti a sedere nelle salette da gioco in sale più grandi per la crescita sociale e ambientale tra i soci; dare la possibilità ai soci con difficoltà motorie di accedere ai piani superiori (sala lettura) con l’uso dell’ascensore, o in alternativa creare una saletta al piano terra per la lettura di qualche quotidiano (solo ed esclusivamente per i soci diversamente abili); offrire la possibilità ai cittadini di Frattamaggiore diversamente abili di frequentare il centro sociale senza obbligo di iscrizione e pagamento della quota annuale; l’installazione di una cassetta chiusa, dove i soci possono esprimere le loro opinioni e i loro suggerimenti per il buon andamento del centro e di una bacheca per gli annunci tra i soci”. In più aggiunge: “Dare la possibilità ai soci di ascoltare una volta la settimana la Messa nella Chiesetta del centro; antiscivoli lungo tutto il porticato del cortile (considerate le continue scivolate di questo inverno) e l’orario continuato”. Giordano, infine, conclude: ”Solo così si può sperare di vivere in un luogo che sia lo specchio delle nostre aspirazioni e dei nostri sogni”. Angelica Argentiere Cogito • 19


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Afragola / Arrestati due nomadi che incendiavano rifiuti i risiamo, nella Terra dei Fuochi, c’è ancora chi accende i roghi tossici. L’altro giorno, un’alta colonna di denso fumo nero, che si alzava nella zona tra Afragola e Casoria, nei pressi del “campo rom” ha fatto scattare l’allarme. I carabinieri sono intervenuti e hanno arrestato Lubiuka Javanovic, 57 anni, residente nel campo nomadi di via San Salvatore, mentre alimentava con plastica, vecchi copertoni e materiale di scarto un enorme incendio nel quale venivano bruciati componenti di elettrodomestici, batterie di auto e anche sacchetti dei rifiuti urbani, per circa dieci quintali di materiale altamente tossico. Con lui anche una donna. I carabinieri del nucleo radiomobile della compagnia di Casoria, diretta dal capitano Pierangelo Iannicca, hanno fatto intervenire due squadre dei vigili del fuoco che hanno dovuto impiegare diverse ore per spegnere l’incendio e fermare la combustione tossica. La donna è stata rinchiusa in una camera di sicurezza in attesa di essere processata per direttissima. Martino Uzzauto

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CAIVANO / AGGREDITI DUE POLIZIOTTI n’operazione quasi di routine per due poliziotti della squadra mobile. DuranU te un controllo del territorio, nei fortini della camorra e dello spaccio di droga, si imbattono in due spacciatori. Durante un breve inseguimento ai due malviventi nel parco verde di Caivano, i due agenti vengono circondati da alcune donne, che fiancheggiavano i due spacciatori. In poco tempo le donne hanno richiamato l’attenzione di altre donne e di altri residenti all’interno delle abitazioni adiacenti e hanno circondato i poliziotti e gridando con rabbia parole come: “Jatevenne, questa è zona nostra”, hanno minacciato di morte e hanno inferito con calci e pugni contro i due agenti in borghese. Questa azione da parte delle donne e delle famiglie vicine ai due spacciatori ha consentito a uno dei pusher di scappare a bordo di un maxi scooter, mentre il suo complice, dopo aver gettato via decine di dosi di droga, ha guidato la folla inferocita, scatenando una violenta colluttazione con uno dei poliziotti che, per evitare di rimanere nelle mani della folla e rischiare forse anche la vita, ha mollato la presa e di conseguenza questo ha permesso allo spacciatore di sparire, scappando. Ma in poche ore gli agenti del Commissariato di Afragola, hanno organizzato un blitz nel cuore della notte. Tutti i poliziotti del commissariato, coordinati del vice questore Sergio Di Mauro, hanno assediato a loro volta tutto il quartiere che è stato controllato centimetro per centimetro. Poco prima dell’alba, sono stati individuati i due spacciatori, Antonio Natale, 41 anni, e Terenzio Del Gaudio, 34 anni, denunciati a piede libero per spaccio, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, mentre Antonio Farraiuolo, 22 anni, fratello del boss Francesco Farraiuolo, detto “ ‘o niro niro”, identificato quale conducente dello scooter, è stato denunciato per favoreggiamento. Martino Uzzauto

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NOTIZIE FLASH ‹‹

Successo per la vendita dell’Aism volontari dell’Associazione italiana Sclerosi Multipla (AISM) si sono riuniti lo Imalattia, scorso 12 e 13 ottobre per raccogliere i fondi necessari alla lotta contro questa per la ricerca scientifica che, nonostante le difficoltà economiche e i tagli alla sanità, continua. Riuniti in oltre tremila piazze e centri commerciali italiani, questi ragazzi hanno contribuito alla vendita delle mele. L’Associazione ha l’obiettivo di indirizzare i fondi alla ricerca scientifica ma anche quello di aiutare, con il servizio civile e l’assistenza ai malati, tutte le persone che hanno bisogno di un aiuto e che, o da sole o in uno stadio ormai avanzato della disabilità, non riescono a condurre un “semplice” stile di vita. I ragazzi sono scesi in piazza Umberto I, a Frattamaggiore, davanti la Chiesa di Campiglione, a Caivano, nel centro Ipercoop di Afragola e in piazza Municipio, a Casalnuovo, per raccogliere gli importantissimi fondi. Ci spiega la Presidente della sezione AISM di Napoli, Rosa Ciaravolo, che “nonostante il tempo avverso di sabato mattina, siamo riusciti a vendere grazie all’altruismo e alla sensibilità del popolo napoletano e delle province dell’area a Nord di Napoli, moltissime mele. I volontari di Frattamaggiore, hanno venduto, in Piazza Umberto I, 9 cartoni ossia 99 sacchetti di mele per la cifra di 800 euro; Caivano solo la domenica mattina ne ha venduti 3, 270 euro; Casalnuovo 1, 90 euro; e infine l’Ipercoop, 10, quindi 800 euro. Sono state moltissime anche le offerte, che gli acquirenti lasciavano ai ragazzi senza prendere il sacchetto. Certo è che i tempi sono duri e la crisi economica continua a ricadere sulle tasche degli italiani ma fortunatamente il popolo napoletano non abbandona chi ha bisogno di un aiuto e combatte con chi è affetto da questa terribile patologia per un mondo libero dalla sclerosi multipla”. A Caivano, in particolare, molti hanno dimostrato una grande voglia di solidarietà e concretezza. Oltre trenta persone hanno contribuito con affetto a sostenere e promuovere la ricerca scientifica. È stato essenziale per la riuscita dell’iniziativa il coinvolgimento della comunità religiosa del Santuario della Madonna di Campiglione; Il Priore Cosimo Pagliara e Padre Ionas ne hanno infatti reso possibile il successo, dimostrando sensibilità e interesse tangibile. Al termine della funzione religiosa hanno informato i fedeli circa l’importanza di sostenere un’associazione che si impegna da anni nell’affermare i diritti delle persone con sclerosi multipla, migliorandone in tal modo la qualità della vita. Hanno espresso in modo chiaro e sincero il loro sostegno alla manifestazione per combattere una malattia che interessa soprattutto giovani e donne. Ci spiega Padre Cosimo Pagliara “nonostante la crisi non bisogna mai temere di essere generosi”. (foto Arcangelo Caputo) Marina Esposito e Linda Scuotto

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Frattamaggiore / Passeggiata ecologica

omenica 13 ottobre, la professoressa Mariagrazia Del Prete si è D organizzata con altri colleghi e i loro alunni per promuovere ancora la mobilità sostenibile con una lunga passeggiata ecologica attraverso le strade frattesi. L’appuntamento, alle 10 in Piazza Umberto I, Frattamaggiore, è stato rispettato da circa un centinaio di ragazzi che prima sono arrivati in piazza in bicicletta e poi hanno cominciato la lunga passeggiata. Erano tutti giovanissimi accompagnati dai loro professori e dal dottor Luigi Costanzo; avevano tutti dei cartelli gialli o rossi appesi al collo che recavano gli slogan: Aria più pulita; Meno inquinamento. Marina Esposito

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›› RUBRICHE

La società nello “specchio del diritto” Rubrica giuridica a cura dell’Avvocato Antonio Bova (Docente a contratto di Diritto Privato Università di Napoli Federico II) Una rubrica dedicata all’approfondimento di tematiche giuridiche, per fornire risposte alle domande dei cittadini (via mail all’indirizzo studiolegalebova@virgilio.it - e redazione.cogito@libero.it), nella consapevolezza che il diritto non è solo nelle leggi o nelle sentenze, ma anche nel cuore e nella mente di chi le interpreta e applica correttamente.

L’errore sulle qualità personali del coniuge 1. L’errore in generale il codice civile del 1942, in un'ottica di salvaguardia dell'istituzione matrimoniale, non dava rilevanza alcuna all'errore sulle qualità personali, se non quando si fosse risolto in un errore sull'identità; esso, prevedeva, altresì, un brevissimo termine di decadenza per impugnare il negozio, un mese, decorrente dal venir meno della violenza o dalla scoperta dell'errore. in una prospettiva di valorizzazione del consenso degli sposi la riforma del 1975 ha ampliato la rilevanza, ai fini dell'invalidità matrimoniale, dei relativi vizi, prevedendo quattro diverse cause di annullabilità del matrimonio: la violenza morale, il timore di eccezionale gravità, l'errore sull'identità o su una qualità personale dell'altro coniuge. È stato osservato che una tale scelta del legislatore è da imputare ad un criterio di opportunità, che, da un lato, mira alla conservazione del vincolo matrimoniale, dall'altro, alla valorizzazione dell'autonomia e della spontaneità del consenso. Diversa è la disciplina dettata dal diritto canonico, in cui è data rilevanza assoluta all'interesse degli sposi, il cui consenso non si sia espresso in modo libero e consapevole, o sia stato, comunque, viziato. Errore sulle qualità personali dell'altro coniuge non ogni errore sulle qualità personali dell'altro coniuge è causa di annullamento del matrimonio, ma solo quello che ricade su di una delle circostanza tassativamente delineate dal legislatore. l'articolo 122 del codice civile contiene, dunque, limiti al principio generale della rilevanza del consenso, ma tali limiti non esprimono un principio di ordine pubblico. l'errore sulle qualità personali deve essere, altresì, essenziale, vale a dire determinante per il consenso dell'altro coniuge, tale per cui in sua assenza, questi, non avrebbe contratto matrimonio. Sul punto, si registrano posizioni discordanti: parte della dottrina ritiene sufficiente che l'attore, il coniuge caduto in errore, dia prova in giudizio dell'ignoranza della malattia o di altra circostanza, ma non già anche dell'elemento soggettivo, di carattere negativo, e cioè che, tenuto conto delle proprie condizioni, non avrebbe dato il suo consenso, se avesse conosciuto la qualità taciuta. tale elemento, infatti, dovrebbe essere valutato dal giudice in termini puramente oggettivi, sulla base di parametri di normalità, tenuto conto dell'attitudine della qualità personale nascosta ad influire sullo svolgimento di una vita coniugale normale. in una prospettiva diversa, altra dottrina richiede, invece, la prova anche dell'elemento negativo: il coniuge dovrebbe dimostrare che, vista la sua personalità, l'educazione, la cultura non avrebbe prestato il consenso alle nozze, se non fosse caduto in errore. naturalmente, quello del giudice sarà un giudizio probabilistico, condotto sulla base di elementi gravi, precisi e concordanti, che gli consentiranno di formulare una presunzione semplice, circa il fatto che se l'attore avesse conosciuto la qualità personale taciuta dall'altro coniuge, non si sarebbe sposato. la giurisprudenza sembra aderire al primo orientamento, quando, a proposito di azione di annullamento ex articolo 122, 3° comma, n. 1, del codice civile stabilisce che il coniuge attore è tenuto a provare unicamente l'esistenza della malattia e la mancata conoscenza della stessa prima della celebrazione del matrimonio; che la valutazione del carattere determinante dell'errore è rimessa al giudice, il quale dovrà tener conto dell'incidenza della malattia su di una normale vita coniugale. incombe, quindi, sull'altro coniuge, la prova contraria della preventiva sua conoscenza. Malattie, anomalie, deviazioni sessuali: quesiti e casi concreti in risposta ai quesiti posti dalla signora Liliana, lettrice di Frattaminore, si osserva quanto segue. l'esistenza di una malattia fisica o psichica o di un'anomalia o deviazione sessuale, tali da impedire il normale svolgimento della vita coniugale, costituiscono il primo caso di errore essenziale. ai fini dell'invalidità del matrimonio, occorre che la patologia fosse preesi22 • Cogito

stente al matrimonio, risultando irrilevante la circostanza che si sia manifestata soltanto in seguito. Essa, inoltre, deve essere ignorata dall'altro coniuge o non sufficientemente conosciuta prima delle nozze ed influire negativamente sulla vita coniugale. Quest'ultimo elemento andrà accertato, caso per caso, tanto con riferimento all'incidenza che la patologia può avere sulla vita di coppia, quanto in base alle condizioni dell'altro coniuge, alla sua personale concezione della sessualità, della procreazione, del matrimonio, tenuto conto delle sue origini, della sua cultura, della sua. naturalmente, dovrà essere accertato che il coniuge non avrebbe prestato il suo consenso se avesse conosciuto la situazione. nondimeno, la malattia, se sopravvenuta, potrà rilevare ai fini dello scioglimento del matrimonio, qualora renda il rapporto improseguibile. in realtà, il fatto costitutivo dell'annullabilità del matrimonio non è la malattia in sé, ma l'ignoranza del coniuge, che deve riguardare non tanto la diagnosi tecnica della malattia, ma, piuttosto, i sintomi mediamente valutabili e l'incidenza sulla vita coniugale (C. 3508/1994; T. Benevento 7.1.2008). la malattia deve essersi manifestata anteriormente alle nozze, almeno allo stato di sintomi o episodi prodromici (C. 12423/2001). Essa, altresì, deve costituire un impedimento oggettivo e non superabile allo svolgimento della vita coniugale (C. 3407/2013). l'accertamento della malattia deve essere compiuto tramite consulenza tecnica e, dal rifiuto di sottoporvisi, possono desumersi argomenti di prova. nella casistica giurisprudenziale, è stata riconosciuta efficacia invalidante all'errore su malattie considerate pericolose per i componenti della famiglia, come la psicosi dissociativa (Tribunale Napoli 9.5.1986), la sieropositività al virus hiv (Tribunale Belluno 9.3.1993), la tossicodipendenza (Tribunale Milano 28.5.1993), l'inidoneità al normale svolgimento della vita coniugale causata da transessualismo (Tribunale Bari 1.10.1993) od omosessualità (C. 7020/1983). Quanto all'impotenza, che oggi rileva solo in quanto materia di errore, non essendo più causa autonoma di annullamento del matrimonio, se coeundi ed irreversibile, costituisce di per sé un impedimento al compiuto svolgimento della vita coniugale e la sua ignoranza è determinante per il consenso dell'altro coniuge, «potendo presumersi, in via generale, che il consenso non sarebbe stato prestato se la predetta condizione fosse stata conosciuta dall'altro coniuge al momento del matrimonio» (Tribunale Padova 7.1.1995). anche l'impotenza generandi, se ignorata all'epoca del matrimonio e determinante per il consenso, è causa di nullità del negozio (Tribunale Cremona 17.2.1994). non sempre, però, la giurisprudenza si è dimostrata di questo parere, in quanto, altre volte, ha statuito che, al più, l'impotenza generandi può rilevare come causa di addebito della separazione, qualora irreversibile e celata all'altro coniuge (Tribunale Terni 1.9.1994). in ogni caso, dopo la riforma del diritto di famiglia, non può essere delibata la sentenza di nullità ecclesiastica per impotentia generandi, se non sia stato accertato un errore di uno dei coniugi sulla capacità procreativa dell'altro (C. 8851/1987). nel caso si sia ricorso a tecniche di procreazione assistita per far fronte all'impotenza a generare, quando il coniuge abbia dato il suo consenso all'inseminazione eterologa, è inammissibile, poi, il disconoscimento del figlio: l'ha statuito la corte costituzionale (Corte Costituzionale 26.9.1998, n. 347; ma anche C. 2315/1999), ponendosi in contrasto con la precedente giurisprudenza di merito (A. Brescia 14.6.1995; T. Cremona 17.2.1994). nello stesso senso, al riguardo, dispone oggi l'articolo 9, 1° comma della legge 40/2004. Sul punto, la dottrina, quanto all'impotenza coeundi, osserva che se celata all'altro coniuge, essa rileva di per sé, come impedimento al compiuto svolgimento della vita coniugale; quanto a quella generandi, invece, non manca di rilevare che la possibilità di procreazione non è elemento fondamentale del matrimonio civile e che, dunque, difficilmente si potrebbe sostenere che essa impedisce lo svolgimento della vita coniugale. Anno XX - numero 341 - Sabato 26 ottobre 2013


NOTIZIE FLASH ‹‹

Importanti annunci in occasione di una manifestazione del Rugby Afragola

Una rivoluzione in vista per lo sport afragolese? Programmata la ristrutturazione delle strutture esistenti e la costruzione di un campo per il rugby di Maria Giacco

Serata importante quella del 4 Ottobre scorso per il Rugby Afragola. Il Presidente dell'associazione, Vittorio Mazzone, in occasione della promozione del nuovo opuscolo che inaugura l'apertura della stagione sportiva 2013/2014, ha invitato il neo assessore allo sport, Salvatore Iavarone, e il rappresentante del comitato regionale campano della federazione Rugby, Leonardo Cerino. Molti i temi affrontati, ma procediamo per ordine. Ad aprire la serata è stato lo stesso Mazzone che, con parole molto chiare, ha detto: “E' necessario che la nuova Amministrazione si ponga il problema di come fare in modo che migliaia di ragazzi siano messi in condizione di fare attività sportiva”. Infatti Mazzone non ha parlato solo di Rugby, ma si è riferito alla situazione generale che le associazioni sportive da qualche anno a questa parte stanno vivendo. Poche infatti sono le strutture a disposizione, e la chiusura del campo Moccia di Afragola (chiuso ormai da quasi 4 anni) non li aiuta di certo. Dei pochi impianti, quello più conteso è il campo C, adiacente allo stadio Moccia, dove le associazioni sportive fanno a gara per ottenere quelle poche ore per allenare i propri atleti. "Quel campo è da rimettere in buono stato, è vergognoso far allenare dei ragazzi su un terreno senza erba dove è facile farsi male" afferma Mazzone.

Afragola conta più di 70.000 abitanti ma sono troppo poche le strutture sportive. "Servono nuovi impianti in modo che i ragazzi siano invogliati a fare sport, e in questo modo ne potremo togliere molti dalla strada" dice il Presidente Mazzone. Forte è quindi la richiesta all'amministrazione comunale affinché sia fatto in tempi rapidi un progetto che possa dare finalmente ai tanti atleti un vero e proprio campo da rugby, soprattutto per poter giocare le partite di campionato, senza dover andare a pagare altre strutture fuori Afragola. Rassicuranti le parole di Salvatore Iavarone che ha portato subito buone notizie: “Ciò che abbiamo incominciato a fare è una fotografia di tutte le associazioni sportive presenti nel territorio, capire quante sono e quanti tesserati hanno, per essere in grado di capire quali sono le esigenze”. Sarà fatto, infatti, un opuscolo da distribuire nelle scuole in modo da far conoscere le associazioni presenti e di aumentare così il numero degli iscritti di ogni associazione. Inoltre molte palestre scolastiche sono state aperte nelle ore pomeridiane per ospitare le associazioni, anche se al momento non tutti i giorni sono coperti. Per quanto riguarda gli impianti comunali, al palazzetto sono terminati i lavori e già in molti lo stanno usando. Iavarone ha poi detto che “durante l'estate sono stati fatti i lavori nei campi A e B del-

lo stadio; è stato recuperato il campo in erba, la pista di atletica e l'impianto idrico; sono stati fatti i lavori per la tribuna e aggiustati i servizi igienici”. Per quanto riguarda il campo A, i lavori sono ancora in corso e, grazie a fondi che rischiavano di essere persi, dovrebbero partire anche i lavori per la sistemazione del campo C entro la prossima estate. L’assessore ha poi annunciato anche la realizzazione di un nuovo campo da rugby che dovrebbe nascere nelle Salicelle grazie a un fondo regionale che ammonta a 512 mila euro.

Tanti auguri a...Tanti auguri a... Nascita Martedì 18 settembre è nato Andrea. I nonni augurano ai genitori, Monica e Giuseppe, i più sinceri auguri. Al piccolo Andrea di crescere forte per poter affrontare ciò che la vita gli riserva e di trovare la giusta strada per diventare un uomo onesto degno della famiglia. I nonni Andrea e Assunta De Simone

Nozze di diamante

Per i tuoi auguri. invia una mail a redazione.cogito@libero.it Anno XX - numero 341 - Sabato 26 ottobre 2013

Co g 9 ito no to ve rna m s br ab e’ a 13 to

Venerdì 4 ottobre 2013, Giulia Ciaramella e Vincenzo Cerbone hanno festeggiato le Nozze di diamante, 60 anni vissuti insieme con amore e rispetto reciproco. Che il Signore conceda loro altri lunghi anni di vita serena, circondati dall' affetto delle figlie, generi e nipoti. Auguri!

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