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A F R AG O L A - C A I VA N O - C A R D I T O - C A SA L N U OVO - C R I S PA N O - F R AT TA M AG G I O R E - F R A T T A M I N O R E

La testata più antica dell’area a Nord di Napoli QUINDICINALE DI ATTUALITÀ POLITIC A, ECONOMIA, COSTUME

Anno XXI - n. 355 - Sabato 21 giugno 2014

Fondato da Natale Cerbone

CARDITO

AFRAGOLA

CAIVANO

Parla Cirillo, L’ex Sindaco. Ed è scontro con tutti

Ci si mobilita contro l’oppressione del racket

Il sindaco Falco cerca di arrivare al 2015


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›› APPUNTAMENTI

- Afragola. Incontro con il Cardinale Sepe nella parrocchia di Sant’Anna

- Afragola. Una nuova statua di Padre Pio nella parrocchia di Sant’Anna

La comunità di Sant’Anna di Afragola, nei giorni scorsi, si è confrontata con il Cardinale Crescenzio Sepe su una delle istituzioni fondamentali di ogni forma di società. “E come va nella tua famiglia?”, lo slogan del meeting che è stato un momento di riflessione, non teorico e banale, durante il quale i fedeli, guidati dal parroco, don Franco Iazzetta, hanno dato un quadro sulle problematiche che si vivono in parrocchia; e, successivamente, fare domande, chiedere consigli, a tu per tu, su come fronteggiare le tante e diverse insidie che costellano la vita matrimoniale. Quesiti che l’Arcivescovo, con il suo stile colloquiale e allo stesso tempo pregno di alta spi-

Nell’ambito del programma dei festeggiamenti per Sant’Anna, nell’omonima parrocchia di Afragola, è stata benedetta una statua di Padre Pio che ora sarà in Chiesa esposta alla venerazione dei fedeli. La Sacra effige è stata donata alla parrocchia dal Gruppo di Preghiera di Padre Pio, in occasione dei 30 anni dalla fondazione, in memoria della fondatrice Maria Bosnia, terziaria francescana; dopo la cerimonia ha preso il via una solenne concelebrazione Eucaristica presieduta da Padre Marciano Morra del convento dei Cappuccini di Pietrelcina. Grande soddisfazione per quest’inaugurazione da parte di Francesca Tessuto, responsabile del Gruppo di Preghiera, e figlia di Maria Bosnia, dalla quale ha ereditato la fede e la devozione a Padre Pio: “Questa statua non è solo una mera immagine. E’ il coronamento di un sogno di mia madre coltivato dall’inizio dell’istituzione del gruppo di preghiera ad Afragola. Padre Pio ha fatto tante grazie per la mia famiglia e questo dono non è solo di facciata, di passerella. Ma è la riconoscenza ad un Santo di cui sentiamo viva la presenza quotidianamente”. Tessuto ha, poi, spiegato alcuni dettagli tecnici dell’immagine, ad iniziare dalla realizzazione dell’opera, a dimensioni naturali, a cura della ditta Rigione:“Abbiamo accuratamente scelto - ha concluso- un espressione del Santo che lo ritrae, non con quel cruccio e con l’aspetto austero, ma con il volto sorridente e con le braccia aperte, con un espressione accogliente”. Confidando, infine “come in tutto il periodo della realizzazione abbia pregato San Pio, accendendo diverse candele virtuali, sul sito http://mariadeinodi.altervista.org/accendi-una-candela-a-maria-che-sciogliei-nodi.html, per far venire l’opera secondo il desiderio del Santo”. Nel vasto programma degli appuntamenti, sacri e profani, programmati in onore di Sant’Anna, da segnalare anche la mostra di pittura sull’Apocalisse di San Giovanni con 22 tavole litografiche acquerellate di Giorgio De Chirico, artista vissuto in Grecia e specializzato in pittura metafisica; esibizione curata in collaborazione con l’architetto Rosa Chianese e che sarà a disposizione dei fedeli fino al 31luglio. Antonio Boccellino

ritualità, non ha lesinato a rispondere, chiarendo la posizione della Chiesa, dando esempi, incoraggiando e invitando i genitori a non crollare; e tenendo sempre alta l’attenzione dell’uditorio, stemperando, con la sua verve piena di sano umorismo napoletano che lo rende tanto amato, aspetti pastorali più articolati e complessi. “Mi congratulo anzitutto con questo ‘giovane’ parroco - ha detto il porporato rivolgendosi a don Franco - la giovinezza non è questione anagrafica, ma di cuore, di dinamismo, e quella che vedo stasera è una realtà veramente esemplare. Non tanto della quantità, che pure qui non manca, ma anche di qualità che è espressione della Santità della Chiesa che si incarna. A lui le mie felicitazioni perché, sebbene a distanza, vi seguo. Sono molto contento per il tema che avete voluto affrontare. La famiglia è la cifra, è il perno attorno cui gira tutto: la Chiesa, e poi, la società che non può relativizzare. Dio è famiglia perché è relazione; è Padre che si comunica”. Sepe ha, poi, sottolineato l’importanza dell’alterità, della necessità del confronto con gli altri, chiarendo come “Dio si è incarnato in una famiglia, e non è stata una scelta casuale. L’uomo, a prescindere da considerazioni anche religiose, non è chiuso in se stesso. Siamo fatti per relazionarci; e sulla base di questa libertà naturale è Dio che già nella Genesi attesta che ‘ l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà alla sua moglie, e saranno una stessa carne’. Oggi ci troviamo di fronte ad una dei più luciferini tentativi di annullare quello che è costitutivo della nostra natura. Società disumana, con un rapporto fondato come libertinismo”. E, infine, concludendo, ha sottolineato come l’amore sia uno degli antidoti: “una coppia che si vuole bene diventa, e lo dico senza fare predica, una testimonianza di fede per gli altri. E qualcuno può chiedersi se si vogliano bene gli altri perche non possiamo volerci bene pure noi. E questo è l’augurio vogliatevi bene” Soddisfatto don Franco: “Questo confronto rientra nei festeggiamenti in onore di S. Anna; quest’anno, per la prima volta la festa ha una durata più lunga delle altre: si sono avvicendati momenti religiosi, formativi, culturali, di grande preghiera, e che, vista la naturale ricorrenza del 26 luglio, abbiamo deciso di anticipare per farla apprezzare dalla comunità. Quella organizzata stasera con l’Arcivescovo rientrava tra quelli di tipo formativo. Abbiamo sentito l’esigenza di far parlare i nostri parrocchiani sui problemi familiari. Era l’occasione per far ascoltare dal vivo sua Eminenza per capire come vivono le famiglie afragolesi, sulle amarezze che vivono separati e divorziati. Siamo veramente grati agli enormi contributi che il nostro Arcivescovo ci ha donato”. Apprezzamenti, infine, per l’incontro con il Cardinale sono venuti dai catechisti che preparano i giovani ai corsi matrimoniali, i coniugi Girfoglio, che hanno così commentato “Siamo grati a quanto Sua Eminenza Reverendissima ci ha donato stasera con questo suo intervento. Sarà il viatico per un lavoro pastorale più profondo a favore delle famiglie nascenti e di sostegno a quelle in crisi”. Antonio Boccellino 2 • Cogito

- Cardito. Mostra del frattese Gustavo Schiano Frattamaggiore città d’arte e benedettina, che vanta una grande sensibilità per le arti figurative grazie anche ai maestri frattesi che hanno contribuito a porre la loro Frattamaggiore come luogo fucina di talenti protagonisti degli scenari artistici nazionali. E tra gli artisti frattesi, c’è Gustavo Schiano che ha frequentato prima il liceo artistico di Sessa Aurunca e poi l’Accademia delle Belle Arti di Napoli con il professor Vincenzo Ciardo. L’accurato uso della luce nei suoi quadri amplia la visione dello spettatore permettendone una viva partecipazione all’opera. Nelle brochure della recente mostra di Cardito si legge: “Questa mostra di Gustavo Schiano percorre in modo preciso il viaggio della vita di un artista che ha saputo catturare dalla quotidianità, quella che ci scorre visibile sotto gli occhi, taluni aspetti onirici del bello e dell’intimo che ci circonda invisibile”. Esemplificativa la frase di Albert Camus: “Bisogna saltare l’uomo se si vuole salvare l’idea che ci si fa della vita”. Rappresenta infatti la visione dell’uomo che Schiano dà nei suoi dipinti con figure umane che partecipano al grande mistero della Natura. Angelica Argentiere Anno XXI - numero 355 - Sabato 21 giugno 2014


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L’EDITORIALE ‹‹

In vista delle grandi battaglie elettorali del 2015 Anche quest’anno la pausa estiva arriva in un periodo particolarmente caldo per la politica dell’area a Nord di Napoli. E il caldo non è certo dovuto al clima tutt’altro che estivo degli ultimi giorni, quanto invece alle continue fibrillazioni che rendono instabili le Amministrazioni comunali. C’è da aspettarsi che il clima politico torrido di questi giorni, che ha portato anche alla fine dell’esperienza di Cirillo come sindaco di Cardi-

a sedere sulla poltrona di primo cittadino c’era l’ex senatore Nespoli. Mentre la politica si prepara a una lunga, lunghissima campagna elettorale, intanto, i problemi di sempre continuano a rendere difficile la vita di chi vive a Nord di Napoli. Anzi, si aggravano peggiorandone la qualità della vita. Per questo, la speranza è che ci si avvii alle prossime scadenze elettorali con un programma ben chiaro e soprattutto con alleanze che rispecchino una piena e convinta condivisione di progetti per evi-

Nella prossima primavera si andrà al voto per scegliere il Sindaco in cinque comuni. E ci sarà anche il rinnovo del Consiglio regionale e l’elezione del Presidente della Regione to e alle dimissioni del sindaco Falco a Caivano, continui anche nei prossimi mesi, per protrarsi fino alla primavera del 2015, quando si preannunciano grandi “battaglie politiche” visto che si andrà al voto per scegliere il nuovo Presidente della Regione e il Sindaco in cinque dei sette comuni che seguiamo con il nostro giornale: Caivano, Casalnuovo, Cardito, Crispano e Frattamaggiore. Restano fuori solo Frattaminore e Afragola pur se, in quest’ultimo caso, ci potrebbero essere sviluppi inaspettati che potrebbero portare al voto anticipato, anche se Tuccillo è stato eletto solo lo scorso anno. Ma è un’ipotesi lontana, eppure c’è chi ne parla con insistenza e i malumori nella maggioranza di queste ore non contribuiscono a rasserenare il clima. A rendere più fragili gli equilibri potrebbe essere proprio l’appuntamento con le regionali che potrebbe far emergere le contraddizioni di una maggioranza non del tutto omogenea dal punto di vista politico. Contraddizioni che, di tanto in tanto, ritornano e rendono difficile il cammino dell’Amministrazione che s’era posto il compito di dare un cambiamento radicale rispetto agli anni in cui

tare di ritrovarsi nuovamente con maggioranze traballanti che di certo non fanno il bene delle Amministrazioni e dei cittadini. Purtroppo la litigiosità è la caratteristica comune delle Amministrazioni locali della nostra area e anche quelle dove tutto sembra tranquillo, nei fatti, spesso, nascondono contrasti che rallentano l’azione amministrativa e quindi il contributo che gli enti locali dovrebbero dare al miglioramento della qualità della vita dei cittadini. E, spesso, a creare tensioni non sono questioni politiche o battaglie civili degne di questo nome, ma solo piccoli interessi personali o di parte, anche se poi vengono nascosti, in qualche caso, dietro grandi parole o il sostegno a specifiche battaglie. Nel lasciarci prima della pausa estiva, quindi, non possiamo che augurarci un radicale cambio di rotta, ma la spinta deve arrivare anche da noi. Conosciamo bene le persone che si propongono come nostri rappresentanti e, se vogliamo, possiamo scegliere bene. Se vogliamo. Arrivederci a settembre

I lavori per la stazione Porta Campania sono fermi da

850 giorni EDITORE

Editrice Cogito srl di Mario e Carlo Cerbone Direttore Antonio Iazzetta

QUINDICINALE DI ATTUALITÀ, POLITICA, ECONOMIA E COSTUME

Vice direttore Antonio Trillicoso

Autoriz. del Tribunale di Napoli n. 4513 del 18 Marzo 1994

fondato da Natale Cerbone è realizzato da

grafica & stampa

Collaboratori Angelica Argentiere, Giovanna Casoria, Francesco Celardo, Valerio Cerbone, Carmen Celardo, Antonio Ciaramella, Maria Giacco, Cinzia Lanzano, Claudia Perrotta, Milena Marchese, Stefano Andreone, Francesco Russo, Antonio Boccellino,Teresa Turino, Marina Esposito, Lina Cristofaro, Antonio Bova, Linda Scuotto, e Vittorio Santoro.

Anno XXI - numero 355 - Sabato 21 giugno 2014

Segreteria di redazione: Tina Malafronte Fotoreporter: Nando Porzio - Frattamaggiore Redazione: Via S. Antonio da Padova, 9 Cardito (Na) - Tel. /Fax 081.8354357 e-mail: redazione.cogito@libero.it Stampa: Editrice Cerbone srl e-mail: info@editricecerbone.it tel. 081.8354357 Cogito • 3


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›› PRIMO PIANO

Il Coordinamento Comitati Fuochi chiede chiarezza alle Istituzioni

“Vogliamo la verità su quel che succede” Non si riesce a capire perché si è deciso di sospendere le analisi dei terreni a rischio. Era l’unica risposta concreta alle richieste di aiuto lanciate da chi vive in questi territori di Cinzia Lanzano È assurdo! Dopo conferenze stampa in pompa magna per pubblicizzare l’avvio delle mappature dei terreni, leggi spacciate per toccasana e rivelatesi ampiamente inefficaci, ora apprendiamo dalla stampa, a tre giorni dal completamento (previsto per il 7 giugno) e a 10 dalla conclusione della tornata elettorale, il blocco del campionamento dei terreni che era l’unica seria risposta alle istanze di agricoltori onesti, agricoltura sana e consumatori in terra dei fuochi”. Si apre così il comunicato del 5 giugno del CCF (Coordinamento Comitati Fuochi), a seguito della decisione di sospendere i campionamenti dei terreni per esaminarne il livello di contaminazione. La notizia è stata diffusa solo il 4 giugno a mezzo stampa e ha destato incredulità e delusione! La denominazione “Terra dei fuochi” è sempre più sinonimo di incognita: troppe le domande e poche le risposte e ancor meno le soluzioni. Decreti legge e Comitati interministeriali non sembrano far fonte alle criticità sempre maggiori, rilevando uno scarso interesse a livello istituzionale che cozza nettamente con le dichiarazioni fatte dai Ministri di turno, la cui indignazione per ora resta solo una parola al vento! Il Comitato interministeriale, definito dalla legge 6/2014, è composto da Presidente del Consiglio dei Ministri o da un Ministro da lui delegato, Ministri per la

coesione territoriale, dell’interno, delle politiche agricole alimentari e forestali, dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, delle infrastrutture e dei trasporti, della salute, dei beni e le attività culturali, e dal Presidente della regione Campania, e collabora in concerto con il gruppo di lavoro costituito dai seguenti enti: AGEA (Agenzia per le erogazioni in agricoltura); CRA (Consiglio per la ricerca e sperimentazione in agricoltura); ARPA Campania; ISS (Istituto Superiore di Sanità); ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale); Regione Campania; Università di Napoli. Tale schiera di organi istituzionali non è riuscita ad accordarsi su una linea guida e, così, i prelievi dei campioni di terreni sono stati momentaneamente bloccati, nel bel mezzo della procedura, dopo che i siti di quarta categoria erano già stati vagliati. Infatti 51 siti, risultati contaminati a seguito delle indagini condotte tra le province di Napoli e Caserta, sono stati suddivisi in fasce (in ordine crescente di pericolosità: 3, 4 e 5). Queste aree erano oggetto dei rilievi quando sono stati fermati. La comunicazione è avvenuta con una lettera in cui l’ Agenzia per le erogazioni in agricoltura, dichiarava di “voler impartire disposizione affinché venga data immediata esecuzione alla sospensione delle attività sui siti di terza e quinta categoria. Sa-

rà cura dello scrivente comunicare con successiva disposizione il riavvio delle attività medesime”. L’unica giustificazione è stata la presenza di fotogrammetrie che rilevano sospetti di movimentazione della terra. Da queste nascerebbe il timore che vi sia la presenza di materiale radioattivo nei

terreni. Si vocifera addirittura che la malavita abbia sversato scorie nucleari! Un’ipotesi temibile e inquietante, ma che per ora resta soltanto una triste congettura da scongiurare. Lucio Iavarone, portavoce del Coordinamento Comitati Fuochi, ha

Crescono anche le allergie nella Terra dei fuochi Starnuti “seriali”, occhi arrossati e prurito al naso, c’è chi conosce perfettamente questi sintomi, che sembrerebbero i tipici segni della rinite allergiche. È lei che, ogni anno, colpisce quasi il 20% della popolazione. È ancora lei che con l’inizio posticipato di primavera ed estate, da circa un mese, sembra essersi scatenata in maniera “epidemica”. Sono in tanti ad additare i pollini che viaggiano liberi nell’aria come causa. I pollini sono una realtà di fatto, ma vivendo lontani dalle grandi distese di campi, in zone intensamente urbanizzate, come si spiega questo netto aumento dei casi di rinite allergica? E soprattutto, come mai tante persone che non sono soggetti allergici, ne presentano tutta la sintomatologia? Alcuni medici hanno iniziato a parlarne online, una sorta di campagna che non vuole essere allarmista, ma vuole fare luce sulla correlazione tra la crescita notevole di allergie e crisi re4 • Cogito

spiratorie, e l’aria malata che purtroppo inspiriamo! Non è qualunquismo o un continuo appellarsi alla “Terra dei Fuochi” per trovare giustificazioni a qualsiasi problema nasca nelle nostre zone, ma, sfortunatamente, la presenza di sostanze tossiche nell’aria, miste ai pollini, fanno aumentare di gran lunga la sensibilità dei soggetti, perché moltiplicano la capacità di irritare la mucosa nasale. Di conseguenza, c’è un incremento delle prescrizioni di farmaci antistaminici e cortisonici; ciò nonostante, in molti casi non vi è risposta alle classiche terapie, con necessità di dosaggi sempre più massicci ed, in qualche assistito, i farmaci presi in precedenza non risolvono più il problema. Altro dato rilevante è che la maggior parte di questi pazienti, pur presentando asma, non fuma! La correlazione tra le patologie allergiche e l’inquinamento atmosferico è accertato: sono tipiche del

mondo occidentale industrializzato e dipendono dal peggioramento dell’ambiente che ci circonda. I nostri meccanismi di difesa, infatti, sono sempre più danneggiati da ciò che respiriamo secondo un’indagine promossa da Assosalute, l’associazione delle aziende farmaceutiche che operano nel comparto dei farmaci senza obbligo di ricetta. Le cause dell’allergia sono, dunque, esterne e non dipendono da deficit immunitari o da ragioni genetiche, seppure vi siano casi di individui che, per familiarità, sono più sensibili a determinati allergeni. Il principale imputato resta l’inquinamento: è l’aria sempre più sporca a renderci più sensibili ai pollini. Le colonne di fumo che si levano nel cielo anche nel primo mattino e l’odore acre dei roghi tossici che intride l’aria, sono i veri alleati dei problemi respiratori di stagione, e non solo gli ingenui e bistrattati pollini. ci.la. Anno XXI - numero 355 - Sabato 21 giugno 2014


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PRIMO PIANO ‹‹ spiegato la situazione, la posizione del Coordinamento e i controsensi delle autorità: “Il Coordinamento ha assunto una posizione molto critica riguardo la decisione di sospendere i campionamenti! Le reali motivazioni non sono chiare. Si apprende, a mezzo stampa, che proceduralmente si dovrebbe prima procedere, con l’ausilio di macchinari e tecniche più sofisticati (droni, magnetometria e spettrometria), al fine di ottenere rilevazioni particolareggiate in alcune zone, per verificare l’eventuale presenza di agenti radioattivi!Notizia saputa all’alba dell’inizio delle ricerche degli agenti contaminanti eventualmente presenti nei terreni della zona 5. La decisione impensabile è stata quella di sospendere i rilievi iniziati il 12 maggio dal Corpo Forestale dello Stato, dall’ASL e dall’ARPAC che avevano come termine il 7 giugno. Il giorno 28 maggio tutto è stato bloccato. A meno di dieci giorni dalla fine delle operazioni! L’ordinanza è partita dall’AGEA, uno degli enti che fa parte del Comitato Interministeriale, ma il motivo resta ancora un’incognita!Questa decisione ha suscitato due reazioni una di “ ilarità” e l’altra di ira. La prima nasce dal fatto che è stata mostrata una totale disorganizzazione anche a livello Ministeriale, manifestata dal la mancanza di unità a livello decisionale: non c’è coordinamento né sulla procedura, né sui tempi, né sugli obiettivi! Le negligenze sono gravissime, considerando quanto possa essere pericoloso allungare i tempi. Inoltre, bisogna tener conto del danno fatto agli agricoltori: attualmente le attività sono ferme, non si può coltivare e questa ordinanza vale per tutti. Anche per coloro per cui è stato accertato che i terreni

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sono sani e non vi sono segni di contaminazione; il che mette in ginocchio questi lavoratori, il loro raccolto(che probabilmente andrà perduto) e l’intero comparto agricolo. È da aggiungere il dispendio di denaro pubblico, perché dovranno ricominciare gli iter burocratici e le comunicazioni ufficiali, buttando via tempo e denaro. L’ira nasce dal fatto che non conoscendo la verità si potrebbero sospettare prospettive peggiori, ad esempio questo improvviso cambio di rotta potrebbe essere un modo per insabbiare o zittire realtà scomode, affossando l’agricoltura delle nostre città! Per questo il Coordinamento si è mobilitato scrivendo un duro comunicato, che non ha avuto alcuna risposta ufficiale. Paradossale risulta la situazione della Regione Campania, che ovviamente ha assunto una posizione di dissenso, ma essendo parte del Comitato Interministeriale, non ci si spiega come mai non abbia votato contro tale provvedimento proposto dall’AGEA. Sembra tutto il frutto di una grande approssimazione, che non ci si può concedere di fronte ad interessi pubblici quali la salute, la tutela dell’ambiente e la salvaguardia del settore agroalimentare”. Le due conclusioni per il Coordinamento, sono quindi, o la presenza di soggetti altamente disorganizzati e atteggiamenti pericolosamente negligenti; oppure la preordinata volontà di bloccare ed insabbiare tutto il lavoro che si sta svolgendo a discapito del comparto agricolo di questa regione. La richiesta invece è una: Sapere la verità!

Tumori in aumento anche per gli animali “Nell’ultimo anno c’è stato un aumento incredibile di cani ritrovati con gravi forme tumorali. La Terra dei fuochi non solo sta uccidendo migliaia di campani - racconta Francesco Emilio Borrelli dei Verdi - ma sta massacrando tantissimi animali di cui purtroppo nessuno parla o si occupa. In particolare dall'inizio del 2014 c'è stato un aumento del 22% di ritrovamenti di cani e anche gatti con gravi forme tumorali recuperati dalle strade, soprattutto nell'area Nord di Napoli da alcuni gruppi di volontari come il Rifugio di Charly di Acerra”. A confermarlo Rossella La Barbera, responsabile del rifugio, una struttura privata mantenuta dagli stessi volontari che si autotassano; è disperata e ha denunciato che in tanti anni di volontariato non si era mai trovata a soccorrere cani con problematiche così sconfortanti con masse tumorali abominevoli. E' assurdo solo pensare che volontari animalisti non solo si attivano per il benessere di animali abbandonati ma debbano farsi carico addirittura delle spese sanitarie di interventi spesso delicati e costosi pur di tentare di salvare i nostri amici a 4 zampe. In particolare le forme di neoplasie più comuni sono quelle alle mammelle, alle ovaie,all'intestino. I casi più tristi sono quelli dei cani abbandonati dai padroni appena hanno capito che erano malati. Rossella come tanti altri volontari si sente abbandonata dalle Istituzioni e chiede aiuto soprattutto ai Comuni ed alle Asl. Floriana Stile

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›› POLITICA

Parole grosse durante e dopo la conferenza stampa dell’ex sindaco Cirillo

E’ guerra aperta nella politica carditese Il segretario provinciale Carpentieri attacca Raucci e Castaldo. Dura replica dell’ex sindaco Barra di Claudia Perrotta opo le dimissioni, l’ex sindaco di Cardito Giuseppe Cirillo ha deciso di parlare ai cittadini. Giovedì 6 giugno, nel cortile di Palazzo Mastrilli, si è svolta una conferenza stampa aperta alla città a cui erano presenti anche i consiglieri comunali uscenti Rocco Saviano e Pasquale Barra, e i segretari cittadino, provinciale e regionale del Pd, Fabio Orabona, Venanzio Carpentieri e Assunta Tartaglione. Tutti insieme a spiegare i probabili motivi di questa fine prematura e inaspettata. Tanti i riferimenti ai “traditori”, a coloro che, secondo i loro punti di vista, sono stati sprovveduti e incoscienti a lasciare una città nelle mani di un Commissario. Ad aprire le danze ci ha pensato Rocco Saviano spiegando che questa situazione era un boccone troppo grande da mandar giù. Ha sottolineato che quella conferenza stampa avrebbero dovuto organizzarla coloro che hanno commesso l’atto scellerato verso il Sindaco, riferendosi probabilmente a Cardito Libera e a Luigi Crendentino, ma anche a Nunziante Raucci e Francesco Castaldo, i due fedelissimi dell’ex sindaco Barra che, tra l’altro sono stati espulsi dal Pd da cui si erano già sospesi. Per Saviano “erano loro a dover scendere in campo per dare spiegazioni ai cittadini, coloro che non hanno voluto trovare un accordo, che hanno rifiutato il confronto. Hanno agito come Carbonari. Per il futuro, il Partito socialista, che ha sempre cercato un accordo in Consiglio Comunale, si troverà in difficoltà a collaborare con questi soggetti senza senso civico. Da oggi, purtroppo, i cittadini saranno guidati da un Commissario che agirà in modo asettico”. Saviano, inoltre, ricorda che, inizialmente, questo era stato definito “anno del fare”, in cui si dovevano realizzare progetti quali il PUC, provvedimenti per contrastare l’abusivismo edilizio e per evitare l’aumento della Tasi. Ha concluso il suo discorso dicendo: “Il Pd è sempre stato il primo partito di Cardito e noi non abbiamo problemi a collaborare, ma è importante capire da quali elementi è composta la rappresentanza di quel partito qui da noi”. È stata poi la volta di Pasquale Barra dell’Italia dei Valori che è apparso scoraggiato e dispiaciuto, a soli cinque giorni dallo scioglimento del Consiglio Comunale, mettendo in evidenza il suo impegno e tenacia affinchè si evitasse un simile scempio. La definisce “una brutta pagina”, che Cardito si porterà dietro per anni. Durante il suo discorso, ha più volte elogiato Cirillo, dicendo che è una persona che ama risolvere i pro-

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Giuseppe Cirillo blemi ma che sa dire anche tanti “No” a cose indecenti, a proposte assurde. Ha continuato poi facendo riferimento a una minoranza che non ha mai accettato un confronto diretto e a una maggioranza che non ha mai presentato una mozione di sfiducia nei confronti del Sindaco. Fa riferimento ai bambini di Cardito che dal prossimo anno non avranno più né la mensa né il trasporto scolastico. L’abusivismo rimane per ora un enigma ma la cosa certa è che lui, insieme a tutti i presenti, è intenzionato a non far mettere a nessuno le mani sul piano regolatore. È stato poi il turno di Fabio Orabona, segretario cittadino del Pd, il quale ha salutato e ringraziato tutti i politici del Pd presenti, tra i quali il sindaco di Afragola, Domenico Tuccillo, il sindaco Salvatore Sannino di Casavatore, e il consigliere regionale Mario Casillo. Ha affermato che ai cittadini di Cardito non si stava trasmettendo un messaggio luttuoso, un messaggio di terrore ma di speranza, perché loro avrebbero continuato a esserci, a seguire da vicino tutte le questioni importanti. A tal proposito ha dichiarato: “Non vorremmo che il lavoro svolto finora dal Sindaco vada ora a danneggiare le tasche dei più deboli. Per quanto riguarda l’abbattimento degli edifici abusivi è stata una vera beffa poiché era pronta una soluzione. Solo i più ricchi hanno potuto risolvere il problema con il condono. Ma noi lavoreremo, accanto al Commissario, per evitare questo scempio, come anche la perdita di 7 milioni e mezzo di euro, finanziati dalla Comunità europea. Nei fatti nove Consiglieri Comunali hanno scelto che Cardito non dovesse

essere amministrata da una classe politica, una scelta che non è avvenuta davanti a tutti, in sala consiliare, ma in privato, senza che nessuno potesse dire niente. È proprio per questo che Cirillo ha scelto di parlare pubblicamente a tutti”. Alla fine la parola è andata all’ex sindaco Cirillo che, visibilmente commosso, ha subito messo in evidenza la mancanza di motivazioni per lo scioglimento del Consiglio comunale. Ha iniziato con l’elencare tutti i punti positivi e gli obiettivi raggiunti dalla sua Amministrazione come il risanamento della spesa pubblica. A tal proposito ha dichiarato: “Da noi non c’è un business, come sull’acquedotto che si è cercato di privatizzare, cerchiamo di spendere pochissimo, quanto basta, grazie anche ai lavoratori socialmente utili, da noi c’è la cultura del centesimo, i nostri bilanci sono come quelli di una casa normale, non ci indebitiamo. Non avevamo la possibilità di offrire la refezione e il trasporto ai bambini di Cardito eppure lo abbiamo fatto, per offrire un momento educativo, per andare incontro a persone monoreddito e senza reddito, perché nella scuola sono tutti uguali. Dalla nostra Amministrazione sono state aiutate solo le persone che effettivamente ne avevano bisogno, mai i parenti di qualcuno. Durante le manifestazioni di Natale non abbiamo versato un euro, non abbiamo usato i soldi pubblici. Per quanto riguarda le opere pubbliche il comune di Cardito ha un patrimonio di 15 milioni euro di progettazioni di cui 7,5 milioni finanziati. Il PAES, il Patto dei Sindaci è stata una grande vittoria per ricevere fondi importanti per il risparmio energetico. Per quanto riguarda il PUC l’assessore Garofalo ha fatto un grande lavoro ma ha trovato sempre degli scontri in Consiglio comunale. Il PUC è una manovra urbanistica, è di tutti, non si guardano gli interessi di nessuno. Poi ci sono i PON della scuola che ho più volte sollecitato. Per la scuola non ci sono fondi come nel caso della scuola Marconi e Renzi ci ha messo a disposizione 2,8 milioni di euro. Bastava poco per rimanere a fare il sindaco, bastava piegarsi. Io non mi sono piegato. La vera motivazione dello scioglimento del Consiglio Comunale è stato l’odio manovrato dall’esterno, da chi non era seduto in Consiglio. Questo porterà l’aumento dell’aliquota, il taglio dei servizi, il blocco del Puc per i prossimi due anni, con blocco urbanistico e mancanza di occupazione”. Hanno chiuso la conferenza stampa Venanzio Carpentieri, segretario provinciale del Pd, il quale ha sottolineato che due apAnno XXI - numero 355 - Sabato 21 giugno 2014


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POLITICA ‹‹ partenenti del Pd sono stati sbattuti fuori (Francesco Castaldo e Nunziante Raucci) e che un altro componente (Peppe Barra) su facebook con “una prosa volgare e sgrammaticata” ha fatto commenti sullo stesso Carpentieri e su quello che il Partito democratico avrebbe dovuto fare. Assunta Tartaglione, segretario regionale del Pd, invece ha detto che si andrà avanti e non si abbandoneranno i progetti in corso, annunciando che Cirillo non uscirà di scena. A ciò che ha dichiarato Carpentieri ha subito risposto Peppe Barra, utilizzando sempre il social network Facebook: “Il segretario provinciale Carpentieri...o ferraiolo...non ricordo il nome...ha comunicato ai funerali di Cirillo che ...hanno espulso dal Pd Nunzio Raucci (670 voti, il più votato della storia di Cardito) e l'avvocato Francesco Castaldo.....e ha affermato che non conosco bene l'italiano......perchè non si preoccupa di Melito attenzionata da infiltrazioni non paramediche? inoltre....se Ortabona...Mister 27 voti...è il segretario della locale sezione... si vanta di avere ottenuto oltre 4000 voti e di aver superato il 50%...perchè non dice che oltre il 70% di quel 59 è rappresentato da tutti tranne che da Ferrandino e Caputo che loro hanno sostenuto?...bugiardo...bocciato...espellete Raucci e Castaldo...quando lo dirò a Matteo...e a differenza vostra ne ho le facoltà....espellerà voi...ferraiolo ed altri....tra i tanti...anche molti dei sindaci che sono venuti ai funerali..... sono molto incazzato...rispetto ad un segretario provinciale marionetta che avrebbe dovuto...se avesse avuto le palle...in questa campagna elettorale più che preoccuparsi del sindaco di Cardito... invece di fare il padre nobile di tutti i candidati...come è giusto che sia...appiattirsi e fare la marionette come la Tartaglione da una parte in favore di Caputo e lui in favore di Ferrandino....rispetto ad un figura internazionale di spessore e di legalità come Pino Arlacchi...almeno equidistanza...equilibrio...invece no...spietatezza ed arrivismo hanno prevalso...ecco perchè penso che queste elezioni abbiano superato entrambi....perchè alla fine...visti i risultati e viste le analisi...abbiamo vinto noi...gli Arlacchiani.....gli amici di Falcone e Borsellino rispetto al sistema... Carpentieri mi ha definito ''sgrammaticato'', poi sale sullo stesso palco con chi....non azzecca un verbo...l'ho visto visibilmente a disagio ma...fa niente...quelli erano...Ferrandiniani...”. Non si è fatta attendere la replica di chi ha voluto lo scioglimento. Si sono riuniti giovedì 12 giugno in piazza Garibaldi, all’aperto. Sul loro manifesto c’era scritto: “Ora ascoltate la nostra voce”. Nunziante Raucci ha spiegato l’assenza di esponenti di partiti perché “noi non abbiamo bisogno dei tifosi perché siamo sportivi”. A moderare i vari interventi è stato Vincenzo Mormile. Protagonisti assoluti sono stati Nunziante Raucci, Luigi Credendino e Francesco Pisano che hanno gridato a gran voce il fallimento Anno XXI - numero 355 - Sabato 21 giugno 2014

Una donna alla guida del Comune Sarà il vice Prefetto Rosanna Sergio a guidare l’Amministrazione comunale carditese nei prossimi mesi, fino alla primavera del 2015 quando la parola tornerà agli elettori che dovranno decidere il successore di Cirillo. A sceglierla, il prefetto di Napoli, Musolino, dopo le dimissioni della maggior parte dei Consiglieri comunali di Cardito. Laureata in Giurisprudenza, ha 57 anni e, nella sua carriera si è trovata a svolgere già 15 volte la funzione di Commissario Straordinario oltre ad aver ricoperto i ruoli di Coordinatore di Commissioni straordinarie in due Comuni in cui i Consigli comunali erano stati sciolti per il rischio di condizionamento della criminalità organizzata. Tra i suoi incarichi c’è anche quello di Coordinatore del tavolo di contrasto all'abusivismo edilizio e quindi conosce bene le questioni legate agli abbattimenti di cui dovrà occuparsi a Cardito. dell’Amministrazione Cirillo. Nunziante Raucci ha posto un interrogativo alla popolazione: “E’ meglio essere un traditore o un voltagabbana”? A questa domanda ha risposto lui stesso affermando di essere fiero di essere un traditore, perché a suo parere, pur avendo rispettato il mandato elettorale, è stato accusato di essere un traditore del partito democratico. Il suo è stato un vero e proprio attacco all’amministrazione di Cirillo,chiamato ironicamente “il Sindaco dei rinvii, dei sorrisi e degli abbracci”. Pesante il suo intervento anche contro i giornalisti: “Un giornalista può essere fazioso ma la stampa non lo è mai”. Ha concluso il suo discorso dicendo che a differenza di come gli altri speravano, in tasca ha ancora la tessera del Pd e quindi non è stato espulso. Credendino ha attaccato soprattutto Pasquale Barra, invitandolo a studiare, a prendere il suo esempio, rimanendo lontano dalla politica per tanto tempo, impegnato a diventare imprenditore e ingegnere, accusandolo di non essere di Cardito ma di Orta di Atella e di non essersi preoccupato dunque delle sorti dei cittadini carditesi. Pisano ha iniziato il suo discorso sottolineando il fatto che, già dall’inizio, si era prevista la breve durata dell’amministrazione Cirillo, a causa soprattutto della sua coalizione, accusando duramente i 4.000 cittadini che due anni fa hanno scelto di votare il partito democratico, ribadendo che se avessero voluto il vero rinnovamento avrebbero dovuto votare Michele Candida. Dure le parole, riguardo alla demolizione dell’edificio sul suolo B1. Ha affermato che i componenti del Pd sono tutti comunisti all’italiana, sono tutti berlusconiani ma poi si oppongono alla privatizzazione dell’acqua perché come ha detto Cirillo: “L’acqua è pubblica e tale deve rimanere”. “In consiglio comu-

nale non si possono portare i muratori che pongono veti al sindaco, ma gente all’altezza della situazione” ha dichiarato aggiungendo che “alle prossime elezioni non bisogna vincere al primo turno, altrimenti è un fallimento sicuro”. Ha concluso la serata Peppe Barra, accusando subito gli altri partecipanti di aver avuto poco rispetto per essersi dilungati troppo e di avergli lasciato poco tempo a disposizione: “In due anni non hanno fatto nulla per approvare il PUC, per la villa comunale, per gli edifici. Il Pd invece di presenziare al funerale di Cirillo avrebbero dovuto fare altro. Anche chi ha portato il cuscino a Cirillo, seduto con lui sul palco lo ha criticato alle spalle. Cirillo è caduto perché sette, in modo falso fingevano di sostenerlo” sono state le sue dure parole. Ha concluso il suo discorso dicendo: “Noi vsiamo e restiamo nel Pd”.

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Frattamaggiore si prepara alle comunali della primavera del 2015

Una lunga campagna elettorale Circolano i primi nomi dei possibili candidati Sindaco. Nel Pd si pensa alle primarie di Angelica Argentiere più riprese abbiamo detto che un politologo avrebbe messo in discussione la sua figura nell’analizzare la politica frattese. Va riconosciuto il merito a quest’Amministrazione di aver “resistito” nonostante i continui azzeramenti di giunta, i cambi e ricambi di casacca e le “rivoluzioni” politiche nazionali e locali che ci sono stati in questo secondo mandato del sindaco Francesco Russo che, dati alla mano, ha dato più gatte da pelare al primo cittadino rispetto alla prima consiliatura, più stabile e che lo ha portato alla seconda elezione stravincendo al primo turno con il 63% dei consensi contro gli avversari, o meglio l’avversario Michele Granata, capogruppo dell’opposizione, e Luigi Grimaldi, eletto poi Presidente del Consiglio comunale e disponibile, in più occasioni, a sostenere il primo cittadino quando la maggioranza ha cominciato a scricchiolare. A creare le tensioni, soprattutto negli ultimi periodi, anche se il Sindaco si è sempre mostrato tranquillo e sereno riportando tutti i discorsi a un dinamismo insito della politica, è stato proprio il suo partito, il Partito democratico, primo partito per consensi a Frattamaggiore, ma spaccato al suo interno tanto che alcuni Consiglieri hanno accusato Russo di andare avanti da solo. Neanche l’ottimo risultato delle recenti elezioni europee ha riportato serenità in un partito che di dinamismo politico ne ha visto pure troppo, con cambi e rientri continui. Tantomeno l’opposizione ha mantenuto una posizione chiara, spesso ha fatto quasi più da maggioranza della maggioranza stessa, se non per qualche voce sempre contraria fuori dal coro. Con questo scenario, è facile prevedere cosa accadrà nei prossimi mesi, in vista delle comunali della prossima primavera. Molto probabilmente, si assisterà a un’Amministrazione che si trascinerà fino alla prossima primavera con accenni di ‘precampagna elettorali’ così come abbiamo già visto con le questioni del forno crematorio e del trasferimento dell’Asl nella sede del centro anziani che sono stati un “assaggio”. Nel salutare i nostri lettori per la pausa estiva, ci divertiamo a dare i possibili candidati Sindaco per l’anno prossimo, quando appare scontato che si arriverà al ballottaggio e che ci saranno sicuramente più di candidati alla poltrona di primo

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cittadino. Probabile anche la presenza di tante liste civiche che parteciperanno alla competizione con i pochi partiti rimasti sul territorio (Pd, Forza Italia, Udc, Italia dei Valori e M5S). Quanti candidati esprimerà il Pd? Ci saranno le primarie tra Daniele Barbato, Marco Del Prete e Orazio Capasso? E magari parteciperà anche Luigi Grimaldi? Le sue amicizie (con il consigliere regionale Nicola Marrazzo n.d.r.) e i suoi interessamenti alle sorti del Pd alle scorse europee di fine maggio sono indizi che fanno pensare a un suo impegno con il partito di Renzi. E se non fosse, comunque sarà presente ai nastri di partenza; magari con le liste civiche. Nel Pd, tra l’altro, circola anche un altro nome, con insistenza, quello di Antonia Fiorillo, cardiologa e moglie del Sindaco uscente. Ma sono anche altri i nomi che circolano. A cominciare da quelli di Michele Granata e Sirio Giametta per Forza Italia e quello dell’ex assessore Rocco Spena. Negli ultimi giorni, inoltre, si parla con insistenza di una federazione di Centro che punterebbe su Pasquale Del Prete, capogruppo di maggioranza per i Democratici per il progresso, e l’elenco potrebbe continuare. Non dovrebbe mancare un

candidato “giovane” per il Movimento Cinquestelle che alle scorse europee ha conquistato la medaglia d’argento di consensi a Frattamaggiore. La scelta potrebbe cadere su Antonio Della Volpe, figlio dell’ex Sindaco e attuale consigliere comunale di opposizione, Andrea. Da valutare, infine, se il movimentismo degli ultimi anni possa portare a una candidatura unitaria che vada a confrontarsi contro gli schieramenti tradizionali. Intanto, c’è chi ha deciso di partire con largo anticipo. Mercoledì 25 giugno, nel teatro De Rosa, sarà presentato il programma di Progetto Fratta, presieduta da Attilio Manzo, responsabile amministrativo dello studio legale Annunziata-Costanzo. Nel presentare l’iniziativa, Manzo ha detto che Progetto Fratta nasce “dalla volontà di alcuni amici, professionisti, giovani, brillanti...tutte persone per bene, che hanno a cuore la crescita di Frattamaggiore. L'abbiamo concepita come se fosse stata pensata da un genitore che vuole creare uno spiraglio per i suoi figli, impegnarsi significa osservare, valutare e rispondere alle esigenze territoriali, per vivere al meglio il proprio sentirsi cittadino”.

La panchina scomparsa... Una ce n’era ed è stata pure tolta. Parliamo dell’unica panchina del corso Durante per il quale si continua a parlare di pedonalizzazione tra l’opposizione convinta di gran parte dei commercianti della zona. La panchina del corso, in prossimità dell’incrocio con via Vittoria, era storica, oltre che per la sua unicità, anche perché era ormai un punto di riferimento per molti, soprattutto, anziani che quasi se la contendevano. Già avere esigui e scarsi arredi urbani rappresenta una sconfitta per una città che vuole essere un esempio di vivibilità nell’hinterland, quindi non si riesce a capire perché si sia deciso addirittura di togliere anche quell’unica panchina. Anche perché quella rimozione va contro quel che si sta facendo negli ultimi tempi con i tanti cestini per i rifiuti, anche differenziati, messi in giro per la città. Un passo avanti importante che mal si concilia con la rimozione dell’unica panchina del corso.

Non sono mancate le polemiche anche perché in un primo momento non si riusciva a capire chi e perché avesse rimosso la panchina e dall’Amministrazione hanno fatto sapere che, a breve, saranno riposizionate le panchine sul corso che deve diventare vivibile, non solo grazie ai tavolini dei bar che rendono più piacevole la sosta, ma anche offrendo panchine a disposizione di chi vuole sedersi per qualche minuto. Angelica Argentiere Anno XXI - numero 355 - Sabato 21 giugno 2014


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Scontro continuo tra il sindaco e alcuni Consiglieri del suo partito

Non c’è pace nel Pd frattese Russo annuncia la sospensione dei “dissidenti” e loro ne evidenziano l’incompatibilità di Angelica Argentiere a notizia che tiene banco nella politica frattese è la sospensione dei sei Consiglieri del Pd: Sergio Pratticò, Carlo Vitagliano, Orazio Capasso, Daniele Pellino, Enzo Ruggiero e Daniele Barbato. Il Pd a Frattamaggiore, nonostante sia il partito leader indiscusso in città (basti pensare al 50,47% dei consensi alle europee, più del 10% della media nazionale) non riesce a trovare pace tra primo cittadino e Consiglieri comunali. Per cercare di capire la situazione, abbiamo parlato con Sergio Pratticò e il sindaco Francesco Russo. Pratticò ci ha dichiarato: “A suo dire, il Sindaco ci avrebbe sospeso come consiglieri Pd in sei, inviando una nota al Presidente del Consiglio Renzi. Chiaramente non lo può fare, la sospensione dal partito e non dei Consiglieri comunali dal gruppo consiliare avviene in ogni caso dopo che si presenta l’istanza alla Commissione di Vigilanza. Se questa si esprime positivamente allora può avvenire la sospensione ma tutto questo non è successo, motivo per cui, data la condotta illegale del segretario cittadino, Francesco Russo, noi stiamo chiedendo con sempre maggiore insistenza che venga applicato il parere, stavolta espresso dalla Commissione di vigilanza in merito di incompatibilità dello stesso segretario cittadino e che ci dà ragione. Per cui attendiamo a breve o le dimissioni dello stesso o il commissariamento del partito. Altro che sospendere noi!” Il sindaco Russo replica: “Chiederei innanzitutto ai Consiglieri se si riconoscono del Pd. Così come dice il presidente Matteo Renzi: “i partiti non sono taxi” e ricordiamoci che alcuni di loro prima hanno lasciato il Pd per i Democratici per il progresso, poi sono rientrati in squadra. Il signor Pratticò nella fattispecie, ha fatto una cosa gravissima non votando per il bilancio consuntivo e facendo cadere il numero legale dei

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Consiglieri presenti in Consiglio per non parlare del cannibalismo politico con quei manifesti usciti a ridosso delle elezioni europee che nemmeno la più becera delle opposizioni sarebbe in grado di fare. Sarò il primo a dimostrare con la Commissione di Garanzia, la mia compatibilità tra le cariche di Sindaco e segretario cittadino eletto. Se pensiamo già ai risultati elettorali delle scorse

europee dove Frattamaggiore si è distinto per il suo 50,47%, soprattutto grazie al mio personale impegno per Ferrandino, gli elettori hanno fatto ampiamente capire che il Pd viene associato al primo cittadino, quindi che non si rivedano nelle mie scelte, scelte di partito, non è affatto vero. Poi le dissidenze, le minoranze interne fanno parte della politica stessa”.

Il Giudice di pace resta a Frattamaggiore Firmata una convenzione. I Comuni pagheranno le spese necessarie Lo scorso 11 Giugno, presso la sala consiliare del Comune di Frattamaggiore, è stata siglata una convenzione tra i sindaci Francesco Russo di Frattamaggiore, Vincenzo Caso di Frattaminore, Vincenzo Brasiello di Grumo Nevano, Francesco Piemonte di S.Antimo, Carlo Esposito di Crispano e Antimo Silvestre di Casandrino per la permanenza del Giudice di pace nel locali dell’ex pretura di Frattamaggiore in via Padre Mario Vergara sobbarcandosi di tutte le spese. L’autotassamento, previsto dalla legge, consisterà in 0,80 euro annui per abitante. Ne abbiamo parlato con uno dei promotori della convenzione, Francesco Russo, chiedendo soprattutto di spiegare la questione dell’Asl Na2Nord. Infatti nell’ultima riunione del Consiglio comunale (29 aprile) i Consiglieri chiesero un atto di richiesta per destinare gli uffici dell’Asl nella sede di via Vergara, ma non tutti sanno che la risposta, tra l’altro negativa, arrivò dopo 48 ore. Il Sindaco di Frattamaggiore ci ha spiegato: “A detta dell’avvocato Mallardo, delegato del presidente dell’Ordine degli avvocati di Napoli, Caia, che ha seguito la sottoscrizione tra i comuni, la nostra è la pri-

ma convenzione in Campania, se non addirittura in Italia. A qualcuno piace fare la sceneggiata, demagogia, ma dopo la nostra richiesta fatta in Consiglio comunale, i dirigenti dell’Asl dichiararono la non idoneità di quella sede anche se qualche Consigliere dimentica che tutti sono stati a favore del trasferimento degli uffici dirigenziali dell’Asl a Frattamaggiore, riconoscendo il nostro paese come il baricentro preciso dell’asse tra Acerra e Pozzuoli”. Per quanto riguarda la permanenza in città del Giudice di pace, per il sindaco di Frattamaggiore “è stata una grossa vittoria in seguito a un grande lavoro del sottoscritto, già per difendere il Tribunale e adesso per l’autotassamento del Giudice di Pace dalle varie finalità, innanzitutto per rendere Frattamaggiore un centro servizi e poi soprattutto perché era impensabile che anche per sanzioni amministrative che non superassero le 40 euro, gli abitanti di Frattamaggiore e dei comuni limitrofi dovevano recarsi ad Aversa o Napoli per un ricorso e poi soprattutto perché il giudice di pace è un presidio di legalità ed è una delle massime figure per rappresentare la giustizia nelle nostre zone, così come dice anche la dottoressa Clelia Parisi, coordinatrice dei giudici di pace frattesi”. an. ar.

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I risultati delle elezioni europee hanno fatto emergere alcuni problemi politici

Polemiche post elettorali ad Afragola Montefusco lascia A viso aperto ed Espero critica il lavoro del gruppo consiliare del Pd di Francesco Celardo opo le elezioni europee, non sono mancati i colpi di scena nella politica afragolese. Il promo è arrivato da Biagio Montefusco che si è dimesso dalla lista A Viso Aperto con la quale si era candidato lo scorso anno, dichiarandosi indipendente, anche se pare probabile un suo ingresso nel Pd. La decisione di abbandonare la lista con la quale si era presentato alle elezioni è arrivata alla fine di una campagna elettorale che aveva visto Montefusco impegnato a sostenere proprio il partito di Renzi, mentre l’altro consigliere della lista civica, Giustino, ha sostenuto Martusciello di Forza Italia. “Ho lasciato la lista A Viso Aperto perché la ritengo un’esperienza conclusa” ha detto Montefusco non nascondendo la sua vicinanza al Pd. Montefusco parla di polarizzazione della politica e della formazione di un gruppo, insieme ad altri Consiglieri comunali che stanno riflettendo nell’abbandonare le loro liste di provenienza, destinato a collaborare con il Pd o a farne parte. Insomma, l’effetto Renzi, sta producendo, secondo Montefusco, delle riflessioni per approdare in una forza politica che diventerà quasi sicuramente monocolore e che aggregherà altre persone che in un primo momento non avrebbero mai pensato che tutto ciò potesse accadere. Per l’Amministrazione guidata dal sindaco Domenico Tuccillo la nascita di un gruppo del genere porterebbe a un rafforzamento della sua maggioranza visto che, già con l’ingresso del solo Montefusco, i consiglieri appartenenti al Pd diventerebbero sei, andando ad aggiungersi a Vincenzo Concas, Giovanni Boccellino, Gennaro Di Lena e Camillo Manna. A cui va aggiunto anche Giovanni Tuberosa, eletto con i Giovani democratici. Ma non c’è stato neanche il tempo di valutare i vantaggi derivanti dai cambiamenti in vista, che è scoppiata una grana nel

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Pd. A scaldare gli animi una mozione scritta dall’ex segretario locale Gennaro Espero che punta il dito contro la “latitanza di confronto interno al partito” da parte dei suoi membri in merito ad alcune problematiche non ancora seriamente affrontate e discusse. Entrando nello specifico della questione, la mozione parla di “annichilimento della politica” su questioni importanti come il regolamento comunale dell’abusivismo edilizio, la macrostruttura organizzativa della casa comunale, la rimodulazione del programma Piu Europa, il rispetto degli obblighi non mantenute da Ikea sulle opere di compensazione territoriale, il progetto di ampliamento del cimitero, un assessore dimesso e non sostituito, la riscrittura dell’accordo procedimentale legato alla realizzazione della stazione dell’alta velocità, il problema cronico dei rifiuti e l’imminente approvazione del primo bilancio vero dell’Amministrazione comunale Tuccillo. Una vera e propria messa in discussione fatta da Espero nei confronti del gruppo consiliare definito latitante nel confronto interno. Espero si complimenta invece con il primo cittadino Tuccillo definito “iperattivista” in assenza di chi dovrebbe svolgere quel ruolo, ma invece è assente. Il documento ha scatenato una bufera che coinvolge indirettamente anche il primo cittadino Tuccillo. Per il capogruppo Concas “il gruppo è unito a sostegno del Sindaco. Quello che ha scritto Espero è lo scritto di un componente del direttivo e pertanto è vero che il partito dovrebbe dare di più, però è nelle nostre intenzioni rafforzare e migliorare le proposte politiche del Pd per mettere in condizione il

Sindaco di affrontare meglio le questioni anche in vista della prossima campagna elettorale che sarà delicata e difficile”. Alle accuse di latitanza, Concas risponde che “non e vero. Lavoriamo tanto e i verbali delle commissioni sono piene di proposte. E chi non viene al Comune non legge”. Secondo voci di corridoio, pare che il Sindaco non abbia condiviso il documento ritenendo che “sono solo pensieri dell’ex segretario”. Insomma, la resa dei conti nel primo partito della maggioranza è iniziata. Un’altra polemica nella politica afragolese è nata da un articolo di Mosaico, giornale considerato vicino all’Amministrazione comunale, in cui si sottolineava il sostegno al neo parlamentare europeo Nicola Caputo da parte di alcuni Consiglieri ed esponenti politici locali. A protestare è stato soprattutto Ciro Salzano, ex Consigliere comunale: “Niente di più falso, tanto è vero che domenica scorsa non sono andato a votare per motivi miei personali. E poi ritengo che la ricostruzione fatta dal giornale locale sia puramente faziosa, e destituita di ogni fondamento. Per quel che mi riguarda non ho aiutato nessuno. Sto valutando una querela, poiché si sostengono cose non vere, che minano la mia credibilità”.

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Manifestazione anticamorra nella pizzeria Marchitelli di Afragola

No al racket e all’usura Il vice Ministro Bubbico: Lo Stato è e sarà sempre vicino agli imprenditori che denunciano N o al racket e all’usura ad Afragola. A dirlo rappresentanti delle Istituzioni e di Libera nella pizzeria di Salvatore Marchitelli, il piazzaiolo che con le sue denunce fece arrestare undici persone tutte legate al clan degli afragolesi. A discutere dell’importanza della denuncia, moderati da Francesco Celardo, collaboratore di Cogito, Cronache di Napoli e Report, c’erano il senatore Filippo Bubbico, vice ministro dell’Interno, il sindaco di Afragola, Domenico Tuccillo, Luigi Cuomo, presidente nazionale di SoS impresa, Maria Saccardo, responsabile locale di Libera contro le mafie, Franco Malvano, commissario regionale antiracket e anti usura, il procuratore aggiunto Alfonso D’Avino e l’ex senatore Lorenzo Diana, presidente della Rete per la legalità, il prefetto di Napoli, Francesco Musolino, e vari rappresentanti delle forze dell’ordine. “È molto importante l’attenzione che lo Stato sta riconoscendo agli imprenditori e ai commercianti di Afragola che hanno avuto fiducia nella Magistratura e nelle forze dell’ordine” ha dichiarato Luigi Cuomo, “perché “queste attenzioni” incoraggiano altri imprenditori a seguire l’esempio di chi ha già detto no al racket e all’usura e ha denunciato, e questo può far ben sperare che ad Afragola nasca presto una nuova associazione antiracket che aiuti tutti i cittadini onesti a liberarsi dalla camorra e dei suoi soprusi parassitari”. Per Maria Saccardo “la collaborazione tra SOS Impresa e il presidio di Libera ad Afragola è nata relativamente da poco, ma la sintonia è totale e insieme siamo certi che il processo di costituzione di una nuova associazione antiracket può nascere presto e bene anche nella nostra città. Voglio ringraziare la straordinaria competenza ed efficacia che finora è stata espressa dalle forze dell’ordine che hanno certamente favorito quest’iniziativa e la fiducia con la quale molti guardano agli sviluppi che questo incontro potrà avere già a partire dal giorno dopo il 12 giugno”.

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Il vice Ministro dell’Interno, Bubbico, nel suo intervento, ha ritenuto come sia fondamentale denunciare e avere fiducia nello Stato. Lo Stato esiste e daremo una mano a tutti quegli imprenditori che, come Marchitelli, hanno avuto il coraggio di denunciare. I soldi nessuno li perde se denunciano tutto alle forze dell’ordine. Dello stesso avviso anche Luigi Cuomo di SOS impresa che ad Afragola vorrebbe aprire uno sportello antiracket per aiutare quei imprenditori che ancora non hanno denunciato, e dire loro che SOS impresa è a loro fianco per aiutarli a recuperare quello che hanno perduto. Maria Saccardo di Libera continuerà in quella che è la missione di Libera cioè sensibilizzare le istituzioni a fare di più contro le mafie. “Gli imprenditori non saranno mai più soli. Chi denuncia sarà aiutato” questo il liet motive del pomeriggio. Parole che sono poi alla base del lavoro del vice questore aggiunto del commissariato di Afragola, Sergio di Mauro, che ha incontrato alcuni commercianti locali finiti nel mirino della camorra. “Siamo vicino a loro se nel caso ci fossero tentativi estorsivi” ha detto il dirigente del Commissariato. Ovviamente, anche i Carabinieri e la Guardia di finanza sono pronti a fare la loro parte in uno spirito di collaborazione necessario per sconfiggere la camorra.

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Il sindaco di Caivano si è dimesso per tentare di ricucire gli strappi

Alla ricerca di una maggioranza Falco tenta di trovare un’intesa che permetta di arrivare al 2015. Il Pd si tira fuori l Sindaco Antonio Falco si è dimesso. Ancora. Venerdì 30 maggio ha infatti annunciato le proprie dimissioni e protocollato il documento che segue: “Avendo constatato che le forze politiche componenti la maggioranza troppe volte nel corso di quest’anno hanno fatto mancare la loro completa partecipazione ai lavori consiliari che, in aggiunta al comportamento comprensibile ma non giustificato delle minoranze, ha comportato la quasi inerzia del civico consesso, con conseguente stasi nell’azione amministrativa dell’Ente, lo scrivente Sindaco, dott. Antonio Falco, ritiene doveroso aprire un chiaro confronto tra tutte le forze politiche nel tentativo di siglare un rinnovato e serio patto politico che eviti il protrarsi di continue fibrillazioni che, oltre a rasentare a volte il deterioramento dei rapporti, provoca ritardi per il completamento di atti amministrativi necessari ed indispensabili per il benessere della cittadinanza. Con questo obiettivo ritiene altresì doveroso rassegnare le proprie dimissioni dalla carica di Sindaco”. Ha inizio, forse, l’ultimo atto di un lungo periodo di turbolenze politiche. Di certo, però, non è ancora finita. Le dimissioni, al momento, non hanno alcuna validità pratica, le stesse diventeranno irrevocabili trascorso il termine di venti giorni dalla loro presentazione al consiglio. Nell’arco di questo tempo, e fino a giovedì 19 giugno,

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di Linda Scuotto mentre andiamo in stampa, è concessa al Sindaco dimissionario la possibilità di rivedere le proprie posizioni ed eventualmente revocare il suo stato di congedo. Se così non fosse, si procederà allo scioglimento del Consiglio comunale e alla nomina di un Commissario. In molti, però, sono pronti a scommettere che questa mossa sarà utile al Sindaco Falco per prendere tempo e riorganizzare la sua maggioranza, così come già accaduto in passato. A oggi, infatti, il Sindaco in carica non possiede una maggioranza numerica, sono 18 su 30 i Consiglieri che nelle ultime settimane hanno invitato Falco a rinunciare al suo incarico e, dunque, a non revocare le dimissioni annunciate. Ma andiamo con ordine. Il 30 maggio scorso il Sindaco Falco ha annunciato le proprie dimissioni a seguito dell’ennesimo Consiglio comunale andato a vuoto (sono circa sei mesi che il civico consesso non ha luogo per mancanza del numero legale di partecipanti). Così come raccontato dall’ex segretario del Partito democratico di Caivano, Iuri Bervicato, “il sindaco Antonio Falco ha presentato le sue dimissioni improvvisamente, in maniera del tutto autonoma, senza il minimo passaggio di consultazioni con le forze politiche sue alleate, men che meno con il Pd. Non solo, ma nella lettera di dimissioni accusa tutti i partiti politici che lo sostengono, e quindi anche il Pd, di

continue assenze nei Consigli comunali bloccando di fatto la macchina comunale. Falso e offensivo”. Parole dure e il 5 giugno, infatti, il Pd ha ufficializzato l’uscita dalla maggioranza: “Il Pd, a seguito dell'attuale crisi politica (che in realtá non ha nulla di politico) ritiene non più efficace la spinta propulsiva fornita per la risoluzione dei gravosi problemi che attanagliano la città. Tale considerazione é avvalorata dalla mancata realizzazione dei punti programmatici proposti dal Pd, nel documento di rilancio amministrativo del febbraio scorso e sottoscritto dalla intera maggioranza. Pertanto il Pd, ritenendo conclusa la propria esperienza di maggioranza, invita il Sindaco Falco a non ritirare le rassegnate dimissioni”. Immediata la replica di Falco che ha revocato l’incarico all’assessore e vice sindaco Francesco Casaburo. La revoca è arrivata prima che questo potesse consegnare a sua volta le proprie dimissioni. “Io non ho protocollato le mie dimissioni ne venerdì 6 giugno, né lunedì 9 perché io, da persona corretta, avrei voluto che il Sindaco le leggesse prima di protocollarle, per vedere se era d’accorso con il mio pensiero. Lui, di fronte a una tale correttezza mi ha sfiduciato senza avvertirmi. E’ gravissimo”. Oltre a Casaburo, ha perso il posto in giunta anche Giuseppe Scognamiglio. Ora si attendono ulteriori sviluppi, ma la strada dell’accordo per Falco non sembra facile.

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SPORT ‹‹

Si conclude nel migliore dei modi la prima stagione dell’Afragolese 1944

L’Afragolese in Promozione A tifare per i rossoblù c’era anche Vives, centrocampista del Torino cresciuto ad Afragola di Mario Tramo razie alla vittoria per 5-0 contro lo Sporting San Tammaro, l’Afragolese 1944 vince il Girone A di Prima categoria e torna in Promozione. Pochi ad inizio stagione avrebbero creduto in quest’impresa, eppure la squadra, nonostante tante peripezie, non ultima la mancanza di uno stadio adeguato, è riuscita in un vero e proprio miracolo sportivo. Nel match decisivo, migliore in campo è stato il centravanti Auricchio, autore di una tripletta; di Esposito e Credendino le altre marcature per sugellare questa vittoria che riporta i colori rossoblù in una categoria superiore, anche se ben lontana dai fasti vissuti negli anni ‘80 quando sfiorò la promozione in serie C1. La squadra aveva bisogno di una vittoria ed è finita cosi’, terminando la stagione a 57 punti, due punti sopra l’Oratorio Don Guanella. Alla festa promozione ha partecipato anche il giocatore del Torino, Giuseppe Vives, (nella foto a lato), originario di Afragola e rimasto legato ai colori rossoblù. “Sono molto contento, perché questi ragazzi e tutta la città meritano questa gioiaha spiegato-. Mi auguro che la crescita di questa squadra non si fermi qui. Questo deve essere un primo passo per un futuro sempre più roseo: facendo i giusti passi si può

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crescere” ha detto Vives. Iscritti al campionato in ritardo, per la precisione, il 13 Settembre 2013, l’Afragolese ha, quindi, ottenuto un risultato che è andato al di là delle migliori previsioni. Queste le dichiarazioni del capitano della squadra, Antonio Boemio: “Ci troviamo qui a festeggiare una promozione insperata, dopo un’annata complicata fin dall'inizio. Ringrazio con tutto il cuore i tifosi per il supporto che ci hanno dato durante tutto il campionato. Ci sono stati dei diverbi, ma tutto è rientrato per il bene della nostra amata Afragolese. Coloro i quali ci hanno ostacolato dall'inizio invece dovranno ricredersi perchè abbiamo compiuto una vera e propria impresa sportiva. Presto avremo di nuovo a disposizione anche il nostro campo di gioco, il "Moccia", dove il tecnico e i ragazzi potranno continuare a farci vivere grandi giornate. Per questo li voglio ringraziare”. All’entusiasmo dei tifosi si è aggiunta anche l’Amministrazione comunale che ha ringraziato la squadra sul sito dell’Amministrazione e con la partecipazione del sindaco, Tuccillo, alla partita finale della stagione.

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›› EVENTI

Oltre 1.400 persone hanno invaso le strade di Frattamaggiore

Un altro successo per Bici in Città Il maltempo ha rovinato solo in parte il programma messo in piedi dalle associazioni ncora una volta il Comitato ViviAmo la Città ha vinto la sua sfida ed è riuscito nella sua impresa. Sabato 31 maggio e domenica 1 giugno le strade e le piazze di Frattamaggiore sono state invase dai cittadini, grandi e piccoli, dell'area a Nord di Napoli. Per cominciare, sabato 31 maggio i ragazzi delle scuole medie e superiori si sono riuniti in piazza Risorgimento e hanno iniziato una caccia al tesoro, accompagnati anche dagli associati del centro anziani Pezzullo di Via Lupoli, per scoprire la storia della cittadina e valorizzarne i luoghi e i monumenti. Nonostante la pioggia, sono riusciti a completare il puzzle in Piazza e a partecipare ai giochi organizzati dal gruppo scout Frattamaggiore 1. Proprio a causa del maltempo, sabato pomeriggio sono saltati gli appuntamenti nella villa comunale di via Biancardi, quindi anche l'incontro dibattito sulla questione della mobilità sostenibile, lo spettacolo teatrale e i concerti serali organizzati dai ragazzi dei diversi licei di Frattamaggiore. Il regista Michele Dotti ha partecipato lo stesso alla causa, seguendola e ascoltando i volontari del comitato in un incontro-dibattito

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di Marina Esposito avuto nella sede del Cantiere Giovani. Lo stesso ha appoggiato il lavoro, si è complimentato per l'organizzazione, le idee e il sano spirito di cambiamento provato da sempre più persone nelle cittadine dell'area a Nord di Napoli; ha consigliato, poi, di cercare e di dare sempre più visibilità a questo tema così importante in modo da ottenere un reale e necessario cambiamento. Domenica 1 giugno, al contrario, il tempo ha retto benissimo e ha permesso a oltre 1400 persone di partecipare alla pedalata ecologica per la mobilità sostenibile. Il percorso, controllato e regolato dai ragazzi della Protezione civile, in bicicletta anche loro, è stato la meraviglia di un fiume di magliette bianche che divertite, rilassate e sostenitrici della nobile causa della mobilità sostenibile ha coperto ogni angolo di quelle strade destinate al passaggio delle biciclette, dei gruppi di amici, delle famiglie, dei soli, dei piccolissimi

e dei grandissimi. Quest'anno ci sono stati ben 1.287 iscritti effettivi, ma moltissime persone sono arrivate in ritardo per l'iscrizione e molte altre si sono aggiunte durante il percorso, di cui 1.008 di Frattamaggiore; 55 di Frattaminore; 47 di Cardito; 46 da Grumo Nevano; 27 da Orta di Atella; 24 da Crispano e 15 da Sant'Arpino; 13 da Casandrino e 9 da Ar-

zano; 8 da Caivano; 7 da Sant'Antimo; 5 da Casoria; 4 da Aversa; 3 da Cesa; rispettivamente 2 da Casalnuovo, Succivo e Santa Maria a Vico; e 1 componente per ciascuna delle città di Avellino, Bologna,

L’impegno di Agisci per le Smart City Ha fatto tappa anche a Frattamaggiore, in occasione dell’ottava edizione di Bicincittà, il tour “Smart City” di AGISCI (Associazione Geopolitica per l’Integrazione, lo Sviluppo e la Cooperazione Internazionale). Presentata come un’opportunità per molti paesi, la “smart city” è ormai una realtà a livello globale, basti pensare ai numerosi progetti che sono stati ideati e attuati nel mondo. Da qui, il tour promosso dall’Associazione Agisci che, dopo il successo ottenuto a Napoli, Scampia, Maiori, Minori e Somma Vesuviana, è approdato a Frattamaggiore, dove i volontari dell’associazione hanno sottoposto ai cittadini il questionario “Quanto è smart la tua città? E tu quanto sei smart?” . Infatti il test svolto dai cittadini in forma anonima era incentrato sulla conoscenza delle nuove tecnologie che possono

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essere a vantaggio dei territori e di quanto i cittadini siano pronti all’utilizzo di queste ultime per una maggiore vivibilità del luogo in cui abitano. Anche perché in un’epoca digitale, non si può escludere l’utilizzo delle applicazioni sugli smartphone appunto per un incremento dei servizi pubblici e perché no dare anche suggerimenti per come ovviare alle problematiche dei territori con l’uso della tecnologia. Lo stesso termine inglese smart city sta a significare “città intelligente”. Questo nuovo modo di concepire e pensare la città porta ad un insieme di strategie innovative per migliorare le infrastrutture cittadine grazie all’impegno delle nuove tecnologie della comunicazione appunto, della mobilità sostenibile, dell’ambiente in genere anche grazie alle nuove efficienze energetiche tese ad ottimizzare la qualità della vita. “L’appuntamento promosso nell'ambito della manifestazione "Bici in città" domenica 1 giugno ha visto la partecipazione di numerose persone” dichiara Apostolos Paipais, presidente dell’associazione Agisci, che aggiunge: “Siamo molto fieri dei risultati raggiunti fino a oggi, il consenso ricevuto dalla cittadinanza ha superato la più favorevole delle aspettative. Le persone sono molto attente ai bisogni dei propri territori e questo non può che incoraggiare il lavoro e l’impegno dei volontari e dei soci dell’associazione”. Angelica Argentiere Anno XXI - numero 355 - Sabato 21 giugno 2014


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EVENTI ‹‹ Bolzano, Ferrara, Formia, Giugliano, Napoli, Roma, San Nicola la strada e Villaricca. Questi si dividevano tra gli 873 maschi e le 414 femmine, di cui il più giovane aveva 15 mesi e il più anziano 94 anni; anche due cani vestivano la t-shirt Bici in Città e seguivano la scia insieme ai loro padroni. Le fasce di età più presenti erano quelle dei giovanissimi, 232 partecipanti da 0 a 10 anni e 383 dagli 11 ai 20; e quelle degli adulti, 228 persone dai 41 ai 50; 105 dai 51 ai 60; 79 dai 61 ai 70; 34 dai 71 agli 80; 6 dagli 81 ai 94. Sale, per la prima volta in quattro anni, il numero della fascia di età dai 21 ai 30 e dai 31 ai 40 che ha visto partecipare complessivamente 220 persone. La manifestazione, o meglio la madre delle manifestazioni della città di Frattamaggiore, anche in questo maggio così piovoso ha vinto la sua battaglia e ha cercato di sostenere un tema importante che dovrebbe essere immancabile nelle discussioni politico sociali. Eppure l'Amministrazione comunale è stata la grande as-

sente, ha concesso il patrocinio morale ma nessuno dei politici ha partecipato alla manifestazione. Nel momento dei saluti, però, e dopo l'estrazione dei premi l'assessore allo Sport, Virginia Di Caterino, ha salutato i presenti. A questo proposito Marino Landolfo, uno dei promotori, commenta: “E’ drammatico come le Amministrazioni comunali delle città nei dintorni siano così attente e si informino sulle nostre organizzazioni per appoggiare la nostra causa e proporre questo tipo di iniziative anche nei loro comuni e noi che la viviamo e la organizziamo a Frattamaggiore, con 1400 partecipanti, siamo meritevoli solo di un saluto veloce e non previsto”. Lo stesso Landolfo sottolinea “l'Associazione Bici per la Città, ad esempio, ad ottobre ha presentato un progetto per l'installazione delle rastrelliere sul territorio e soprattutto in quelle zone antistanti i luoghi pubblici dove tanti anziani si recano in bicicletta, da allora aspettiamo ancora una risposta che sia diversa dal classico: non abbiamo fondi”. Effettivamente se non si ha dove par-

cheggiare la bicicletta, se non c'è una sicurezza stradale adatta, se si è a rischio e non si è appoggiati dai giusti coordinamenti anche politici, tale manifestazione viene organizzata a senso unico e appoggiata positivamente solo dai cittadini. La manifestazione è gratuita, ecosostenibile, popolare, unificativa, e meravigliosamente colma di sentimenti di cambiamento e spirito di gruppo. Le t-shirt ogni anno cambiano slogan e colore, sono distribuite gratuitamente e la protezione civile si occupava di fornire le bottiglie di acqua ai partecipanti durante il percorso, mentre in piazza, a conclusione della pedalata, sono state 1000 le bottigline date alle persone presenti. Piazza Umberto I è stata invasa, trafficata e piena di biciclette ma è rimasta pulita e intatta grazie allo spirito di civiltà e ai volontari che hanno pulito il posto, differenziando l'immondizia raccolta. Anche durante il serpentone, alcune biciclette erano munite di cestino e raccoglievano i rifiuti che ritrovavano sul percorso.

Anche Cogito e Schiano in piazza per la mobilità sostenibile Tra gli stand presenti in piazza Umberto I, quest’anno, per la prima volta nella storia di Bici in Città, c’era anche quello di Cogito. L’idea di partecipare all’ottava edizione di Bici in Città, lanciata da Antonio Cerbone, figlio di Mario, uno degli editori di Cogito, è stata accolta con favore dalla redazione, da sempre attenta sui temi del rispetto dell’ambiente e della mobilità sostenibile che sono alla base della manifestazione.

In piazza, oltre ad Antonio Cerbone, tra gli altri, c’erano anche il direttore di Cogito, Antonio Iazzetta, e Marina Esposito e Angelica Argentiere, le due collaboratrici del giornale che si occupano di raccontare quel che succede a Frattamaggiore e Frattaminore. La redazione ha voluto così sottolineare e mostrare la sua partecipazione e il suo appoggio al tema della Mobilità sostenibile, Anno XXI - numero 355 - Sabato 21 giugno 2014

ma soprattutto la presenza nella cronaca politico sociale delle città dell’area a Nord di Napoli. È da vent’anni, ormai, che Cogito offre un’informazione super partes, completa e dettagliata della quotidianità proprio delle nostre città. E per essere ancora più vicini ai nostri lettori, abbiamo messo a disposizione una decina di biciclette grazie alla collaborazione con la ditta Schiano. È dal 1923 che l’azienda F.lli Schiano S.r.l., del gruppo Schiano, presieduta da Raffaele Schiano e oggi sotto la direzione dei figli Mario, Consiglia e Antonio, si occupa della produzione di biciclette e della conseguente vendita che fornisce ai suoi acquirenti non solo un prodotto qualitativamente ottimo ma che dà la possibilità di credere in un mezzo che ha una lunga storia e che si propone alla eco sostenibilità, e si oppone all’inquinamento. Sono ormai trascorsi quattro anni dalla I edizione di Bici in Città e i fratelli Schiano si sono sempre preoccupati di essere presenti e partecipi sia perché appoggiano le cause del Comitato ViviAmo la Città, sia perché la loro storia e la loro produzione di biciclette centra perfettamente il tema della Mobilità Sostenibile. In ogni manifestazione hanno personalmente partecipato alla pedalata ecologica, hanno proposto il loro marchio con il gazebo in Piazza Umberto I, e hanno sempre offerto le tre biciclette da mettere in palio per l’estrazione

conclusiva di ogni fine settimana organizzato in onore della bicicletta e della sostenibilità che questo mezzo offre. “Siamo felici di partecipare a un evento che vede partecipi bambini, ragazzi e adulti contemporaneamente, che crede e sottolinea l’importanza di temi, quali la Mobilità Sostenibile, il Bike Sharing, le Piste Ciclabili e la presenza delle Rastrelliere in città, che sosteniamo da anni e in cui crediamo fermamente -spiega Mario Schiano - Certo è che all’ottima riuscita della manifestazione dovrebbero aggiungersi le politiche sociali che potrebbero appoggiare i temi in questione e sottolineare con la loro presenza la possibilità di una riuscita e di un cambiamento a tutto tondo”. ma.es.

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›› NOTIZIE FLASH

Ancora successo per Target Parrucchieri al Caivano Moda Event

CAIVANO - Un altro successo per il “Caivano Moda Event”. A chiudere la kermesse, ideata e organizzata da Michele Trasparente dell’associazione “Vivi la città”, con il patrocinio del comune di Caivano, in collaborazione con l’Associazione Commercianti “Aicast Imprese Italia” e molte altre attività commerciali, giunta alla dodicesima edizione, è stato Gigi Finizio con un concerto che ha richiamato migliaia di persone. Successo anche negli altri giorni della manifestazione che, anche quest’anno, ha avuto come scenario l’area del mercato comunale di Caivano. Tutti i giorni spazio al divertimento di grandi e piccini con spettacoli e dimostrazioni varie. Molto interesse anche

per gli stand di commercianti e artigiani del territorio. E anche quest’anno, tra i più apprezzati c’è stato il team di Target Parrucchieri, capitanato da Giuseppe Falco, che può vantare un curriculum di prestigio grazie alle collaborazioni con diversi personaggi del mondo dello spettacolo e della moda e con alcune trasmissioni televisive della Rai. Un’esperienza che fa la differenza e che ha permesso al gruppo dell’acconciatore caivanese di diventare un punto di riferimento per la moda campana e nazionale, come hanno dimostrato anche nel corso del Caivano Moda Event dove hanno presentato le tendenze della prossima estate.

Legalità e territorio. Il punto di vista di un alunno Lo scorso 21 maggio, nel teatro De Rosa, l’Istituto comprensivo Genoino ha organizzato il convegno dibattito su Legalità e territorio, moderato dalla professoressa Annunziata La Mura. Hanno partecipato al convegno il giudice Vincenzo D’Onofrio, il sociologo Antonio Tulino, il dottor Raffaele Del Giudice, il dottor Antonio Marfella, Don Maurizio Patriciello e Angelica Argentiere dell’associazione Sottoterra

Movimento Antimafie. I ragazzi sono arrivati al De Rosa in marcia partendo dalle sedi della scuola insieme con l’Enrico Fermi e l’Isis Filangieri. Gli studenti indossavano una maglietta con il celebre Urlo di Munch per lo slogan “Mai più urla di dolore” per un dibattito incentrato sulla terra dei fuochi. 16 • Cogito

La manifestazione è stata un motivo d’orgoglio per noi ragazzi ma anche per i docenti che hanno visto la nostra sensibilità per il nostro futuro e per la nostra terra martoriata dalla camorra, dove il vero camorrista è colui che non parla dandola vinta alla criminalità. La camorra teme più un semplice discorso fatto da più persone che condividono un ideale perché sanno che questo può essere “un’arma” potentissima. Il giudice D’Onofrio ha spiegato che uno dei pilastri della camorra non è la violenza ma l’omertà. Un silenzio indotto ma che fa più rumore di una bomba e che ci rendi colpevoli della situazione in cui oggi sopravviviamo, perché non è vivere in un territorio in continua lotta tra malattie mortali e rifiuti tossici. Il vero cancro siamo anche noi quando permettiamo di mandarci allo sbando. Don Maurizio Patriciello, invece, ci ha spiegato quanto amianto c’è nella nostra regione. “Devastanti, mortali, cattivi” gli aggettivi usati da Don Maurizio per definire questi elementi. I ragazzi di Sottoterra hanno letto una lettera delle mamme dei bimbi morti di tumori, dove ci ha colpito molto la frase “Guerrieri messi al mondo per combattere questa guerra”. Al termine del convegno animato da molti striscioni, il sociologo Tulino ha affermato che siamo l’ultimo gruppo al potere che c’è data l’ignoranza dilagante, ma possiamo migliorare per far sì che il giardino di Dio sia coltivato da noi giovani. E continuando così, magari le urla di dolore del dibattito potrebbero trasformarsi in urla di gioia. Pasquale Porzio III E Ist. Genoino - Frattamaggiore Anno XXI - numero 355 - Sabato 21 giugno 2014


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NOTIZIE FLASH ‹‹

Premiati i vincitori del 3° Memorial Grillo Si è concluso, nel pomeriggio di giovedì 5 giugno nell’auditorium della sede succursale, il “III memorial Luigi Grillo”, un mini torneo di calcetto organizzato dalla scuola media “Settebrini-Ciaramella” nell’ambito di un laboratorio ludico-didattico sul gioco del calcio e interamente patrocinato dalla società Grillo Sport. Avviata alcuni mesi fa, su impulso del Consiglio di Istituto della scuola diretta dal professoressa Milena Marchese, l’iniziativa è stata patrocinata moralmente dal Comune riscuotendo un notevole successo: circa 100 gli allievi coinvolti nel progetto che, guidati dal professor Vito Lombardi, insegnante di educazione fisica specializzato nel gioco del calcio, non solo hanno appreso le principali regole di questo sport ma si sono sfidati in una entusiasmante competizione

sportiva, con tanto di classifica, disputando una finale 3-4 posto ed una finalissima. Sono stati gli allievi della III E ad aggiudicarsi il primo posto di questa competizione, sfidando gli alunni della III A-P, alla presenza di tutti gli atleti coinvolti nella kermesse, di tanti genitori e ad alcuni docenti che hanno affollato la palestra esterna della sede di via de Gasperi.

- AFRAGOLA Furti continui. Anche della spesa Non sono solo i furti negli alloggi a preoccupare! Purtroppo nuovi colpi vengono inventati e assestati ogni giorno. Ultimamente sembra sia in voga rubare la spesa appena comprata. La si carica in auto, ci si rimette alla guida e giunti a destinazione c’è l’effetto sorpresa: il cofano vuoto. Talvolta ci consentono di portarla almeno un po’ in giro e, alla prima sosta, ne approfittano per sottrarla! Nuovi ladri che dimostrano,tuttavia, quale sia il livello di disperazione e di ignominia a cui si è giunti. Ci sono, in ogni caso i must, i furti che non passano mai di moda, anzi sono aumentati nell’ultimo periodo: tipico nelle nostre zone è il furto delle auto, spesso accompagnato da un’altra mortificante pratica, il cosiddetto “cavallo di ritorno”. I parcheggi degli ipermercati sono tra le location preferite, non solo per danneggiare auto e rubarne il contenuto, quanto per portar via l’intera macchina. Anche per le strade questa pratica sta diventando frequente, Afragola, ne è un esempio. Qualche volta, le auto vengono smantellate per metterne in circolazione pezzi di ricambio, in modo particolare se sono richiesti dal mercato, però, il più delle volte, la macchina è destinata a tornare al proprietario dopo il pagamento di un riscatto, senza sapere quali siano le condizioni del veicolo. Maggiore è il valore della macchina, maggiore sarà la cifra richiesta. Il cavallo di ritorno è una prassi che di certo umilia e scoraggia il cittadino che crede nella legalità, il quale viene a trovarsi di fronte ad un bivio: vanificare i sacrifici fatti per l’acquisto di un bene o dover pagare la criminalità riavendo indietro ciò che gli spetta di diritto. E tutti sappiamo purtroppo come va a finire; anche perché chi denuncia una richiesta di riscatto per un furto non viene poi tutelato, mettendolo alla mercé dei camorristi. Le autorità competenti, a riguardo, sembrano chiudere gli occhi, eppure sono numerose, la stragrande maggioranza, le denunce per furto di autoveicoli che vengono successivamente ritrovati. Se una semplice persona, tramite le reti di conoscenze ha il potere di scovare gli autori del furto, come mai non ci riesce chi dovrebbe proteggerci e tutelarci? È il gioco dell’omertà in cui tutti sanno, ma nessuno agisce! È lo stesso gioco che coinvolge i “rivenditori” agli angoli dei marciapiedi, no? Scene che non si presentavano così sfrontatamente dagli inizi degli anni ’90. Cinzia Lanzano

- CARDITO Rubato l’elefante del circo

Il momento di gloria degli atleti è stato condiviso, tra gli altri, da Claudio Grillo, figlio del professor Luigi, che ha sponsorizzato l’iniziativa, da Lucio Iavarone, presidente del Consiglio di Istituto, Roberto Russo, della Pro Loco ed altri che, già nella mattinata di sabato 31 maggio, hanno dato agli allievi un ricordo del professore. Tutti unanimi nel considerare questa giornata importante sia per lo sport per la cultura cittadina, e per rievocare la memoria di un mecenate, scomparso qualche anno fa, che ha fatto tanto per la sua città: uno su tutto, l’istituzione del premio “Ruggero il Normanno”. Non sono mancate le emozioni per la giornata. Come quella di Claudio Grillo, che, dopo essersi congratulato con la dirigente ha ringraziato tutti i presenti per l’iniziativa ricordando come il papà sarebbe stato lieto di veder sorridere tanti ragazzi. Apprezzamenti sono venuti anche dalla professoressa Marchese che ha lei stessa portato un ricordo del professor Luigi Grillo e esternato la sua gratitudine al figlio Claudio per aver sponsorizzato l’iniziativa. Ecco i giovani che hanno partecipato alla finale: Squadra vincitrice: (foto casacca verde) III F: Giuseppe Castaldo; Daniele Cozzolino; Matteo Castaldo; Simone Orefice; Federico Serra; Francesco Esposito; Ivan Catroppa; Josafat Oleandro; Michele Coppeta e Antonio Capasso. Squadra Finalista: IIIA-IIIP: Andrea De Luca; Giuseppe Speranza, Antonio Carella; Ferdinando Serra, Giacinto Ianniello, Antonio Cerbone; Alessandro Campisi; Alfonso Paribello; Luigi Tignola. Antonio Boccellino Anno XXI - numero 355 - Sabato 21 giugno 2014

Di episodi eclatanti ne abbiamo raccontati, ma quello che è successo a Cardito pochi giorni fa, ha davvero dell’incredibile, unico e singolare nel suo genere. La location, dove è avvenuta questa bizzarra vicenda è la zona Slai, dai carditesi conosciuta anche come “la Masseria”, precisamente in via Bonavolontà, nello spazio, dove molti anni fa, fu progettata la nuova caserma dei carabinieri; di quel progetto, evidentemente è rimasto solo il disegno e una mera utopia “consegnata” ai cittadini di Cardito, ma passiamo alla cronaca. Nel suddetto spazio, qualche settimana fa, si era insediato il circo Rony Roller, fonte di grande attrattiva anche per le persone dei paesi limitrofi, soprattutto per i più piccoli che, stupiti e affascinati, potevano osservare da vicino animali che si vedono solo nei documentari televisivi, come, leoni, tigri, elefanti e così via. Fino a qui tutto normale, vi starete chiedendo: Cosa c’è di strano, ebbene sì; una notte, pochi giorni prima che il circo terminasse la sua avventura carditese, sarebbe scomparso un elefante tra lo stupore e l’incredulità delle persone che lavorano all’interno del circo stesso. Certamente non una buona pubblicità per Cardito, ma il fatto purtroppo, sarebbe accaduto realmente, fortunatamente con un lieto epilogo, infatti “l’animale” avrebbe fatto rientro qualche ora dopo nella sua “casa adottiva” subendo a sua insaputa il così detto “cavallo di ritorno” o “elefante di ritorno” verrebbe da dire, ovvero la restituzione del bene sottratto mediante pagamento di un riscatto, pratica del tutto illegale, ma nelle nostre zone è qualcosa che appartiene alla routine purtroppo. Avendo approfondito le nostre ricerche per carpire quante più informazioni possibili, abbiamo

saputo che la cifra sborsata dal circo sarebbe stata di circa 1.000 euro, e che si trattava fortunatamente non di un elefante vero, ma di quello da esposizione che i professionisti circensi usano per sponsorizzare nelle zone di approdo il circo stesso. Stefano Andreone Cogito • 17


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›› SCUOLA

Un’occasione per festeggiare i sei anni de Le Mascotte Nei giorni scorsi l’ormai tradizionale saggio di fine anno della scuola frattese ei giorni scorsi, l’istituto scolastico Le Mascotte di Frattamaggiore ha proposto, nel cinema teatro Lendi di Sant’Arpino, l’ormai tradizionale saggio di fine anno a cui hanno partecipato 120 bambini delle materne e 120 bambini delle elementari. Rocco D’Errico, responsabile dell’Istituto, si è dichiarato “soddisfatto” dell’ottima riuscita del saggio, del teatro colmo di spettatori (ce ne vogliono almeno 600 per

di Marina Esposito Genitori, nonni e tutti coloro che hanno assistito agli spettacoli, hanno apprezzato sia “E figle e Napule” dove si raccontava la Napoli dagli anni ’50 ai ’90 con le sue storie, i suoi colori, le sue caratteristiche e la sua unicità che il musical “Grassi è bello”, durante il quale i bambini si sono divertiti a interpretare, cantare, ballare e recitare i vari personaggi che raccontavano la storia di una ragazza che, nonostante il suo corpo “inadatto”, so-

riempire la sala n.d.r.) in entrambe le serate, degli ottimi giudizi e del lavoro svolto da Marilena Cantone, addetta alla danza, ed Enrica De Martino, che si è occupata delle musiche e delle scenografie, complimentadosi e ringraziando loro due e tutti coloro che hanno contribuito al successo delle due serate. L’Istituto ha scelto la data del 26 maggio perché in questo giorno, nel 2008, la scuola apriva i battenti.

gnava di fare la ballerina e di partecipare al programma televisivo più amato dai giovani. Nell’emozione generale, quella dei bambini, che si vedevano protagonisti di uno spettacolo organizzato per loro e che avevano la responsabilità di gestire e occupare un intero palcoscenico, e quella delle loro famiglie che, forse, fino alla fine della rappresentazione, si sono chiesti se quelli là erano proprio i loro piccoli. “Vanno sottolineati la devozione, l’inse-

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gnamento e il duro lavoro, sia dei bambini che si sono concentrati al massimo, sia del corpo docenti che ha dedicato tempo e serietà a un progetto che organizziamo prima di tutto con il cuore” ha detto D’Errico sottolineando che “sono stati rispettati i tempi e a fine rappresentazione i bimbi sono tornati dalle loro famiglie in pochissimi minuti. I bambini hanno avuto il meritatissimo plauso e le due serate hanno avuto la giusta durata”.

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CULTURA ‹‹

Pirandello, un grande che supera i tempi I l gruppo Teatro Studio Caivano Arte torna in scena con “Io, Pirandello”, caleidoscopica rappresentazione allestita e diretta da Antonio Vitale, con accompagnamento musicale dal vivo di Luigi Nigro. A ospitare l’evento, realizzato in collaborazione con LA NUOVA CASA, associazione culturale e di volontariato, diretta da Antonio Giordano e Giuseppe Castiello, la sala polifunzionale Massimo Troisi di Afragola. “Io, Pirandello’ vuole essere un omaggio al drammaturgo siciliano – spiega il regista nonché interprete Antonio Vitale – E’ lo stesso Pirandello a raccontarsi al pubblico e a introdurre lo spettatore nel suo mondo, caratterizzato dalla necessità da parte di alcuni suoi personaggi di mettersi una maschera per dare della realtà e della verità un’immagine distorta”. Insieme agli attori, Caterina Tannoia e Giuseppe Romano, Antonio Vitale mette in scena piccoli frammenti teatrali che raccontano, con tocchi rapidi e attenti, alcuni tra i personaggi principali che hanno reso memorabile l’universo pirandelliano. Dalla servetta fantasiosa, dispettosa e beffarda, sempre al servizio dell’arte, alla vecchia imbellettata, esempio di una realtà contraddittoria, incoerente, priva di senso; senza dimenticare lo iettatore Chiarchiaro, che, incapace di scardinare i più biechi pregiudizi, sceglierà di recitare la parte che la società esige da lui.

di Linda Scuotto Da ‘Così è (se vi pare)’ è invece tratto il monologo della signora Ponza. Nel capire se la donna sia la figlia della signora Frola o la seconda moglie del signor Ponza, ella ammette di non avere alcuna identità certa, giacchè la sua identità non esiste in sé ma solo per per coloro che gliela attribuiscono. La verità, dunque, resta inconoscibile. “Oltre a frammenti di alcune opere Pirandelliane, mi sono soffermato su due atti unici, in particolare L’uomo dal fiore in bocca e Cecè, in cui è evidente come il drammaturgo affronti la vita in maniera diversa” spiega Vitale. ‘L’uomo dal fiore in bocca’ ha come protagonista un uomo gravemente malato, prossimo alla morte; questa sua condizione lo spinge ad aggrapparsi disperatamente alla vita, a quei momenti altrove ritenuti insignificanti se non irritanti. Attraverso un iniziale dialogo, trasformatosi poi in monologo, col ‘pacifico avventore’, il valore dell’esistenza si riscopre nei dettagli senza senso, nelle pieghe degli affetti familiari, nel fluire incessante dei giorni e delle abitudini che ad essi si accompagnano e a cui, solitamente, non attribuiamo “importanza”. In Cecè, invece, il protagonista, allegro truffaldino, raggira non solo il commendator Squatriglia, che per i suoi loschi traffici di appaltatore è venuto a ringraziarlo per un favore ottenuto, ma an-

che Nadia, una giovane e bella fanciulla, che l’attrice Caterina Tannoia ha saputo interpretare con eccezionale carisma e disinvoltura, riuscendo peraltro a strappare più di un sorriso a tutti i presenti in sala. Seduto su una sedia al centro del palco Luigi Nigro, burattinaio e alter ego di Pirandello, che, attraverso la musica, ha fatto sì che i personaggi interagissero tra loro come parte organica di unica opera teatrale. “Questo lavoro, insieme a molti altri, tra cui Raccontando Eduardo, Odissea, Le fantasticherie del signor K, Condannato a morte etc., si inserisce in un nostro importantissimo progetto; quello di diffondere la cultura ma soprattutto l’amore per essa attraverso il teatro” ha concluso Vitale.

Concerto mariano nel Santuario della Madonna di Campiglione Una grande performance del coro di Campiglione e del coro Tutus Tuus di Casolla che, uniti, hanno dato vita a un concerto mariano dal titolo ‘Sotto lo sguardo di Maria’. Nei giorni scorsi i cantori guidati dal maestro Salvatore Lecce e accompagnati dai maestri Domenico Laurenza (alle tastiere), Arturo Nilo e Vincenzo D’Ambrosio (alle chitarre) e Giuseppe De Rosa (al basso), hanno proposto ai fedeli, sempre numerosi del Santuario, una carrellata di canzoni attraversando la storia dal miracolo di Campiglione del 1483 ai nostri giorni. Il concerto, promosso dalla comunità sotto direzione del rettore priore Cosimo Pagliara, ha iniziato con il canto ‘Ave Maria’ per proseguire con ‘Maria Vogliamo Amarti’, poi ‘Maria speranza nostra’, ‘Tu mi hai preso l‘anima’ e ‘Dell’aurora tu sorgi più bella’. Poi il concerto svolto nel santuario, centro propulsore della vita ecclesiale non solo di Caivano ma di tutte le città della zona è proseguito con il canto ‘Ave Regina’ e ‘Stella del mare’ e a seguire ‘Fiore meraviglioso’ e ‘Un’alba di maggio’. Il Anno XXI - numero 355 - Sabato 21 giugno 2014

concerto si è concluso con il canto ‘Mamma’. “La Madonna di Campiglione non è la semplice protettrice – ha sottolineato Padre Cosimo Pagliara – è da tempi memorabili parte integrante e intensa della comunità locale, del so vissuto e le sue emozioni”. Il Santuario, che da poco ha concluso i festeggiamenti in forma esteriore, da alcuni anni sta rivivendo una nuova fase di rinascita non solo spirituale ma anche culturale e sociale. Il Maggio Artistico con decine di artisti (pittori, scultori, fotografi, poeti e scrittori) che arrivano da diverse parti d’Italia ne è un esempio. Ma è anche centro sociale, accogliendo tanti giovani che non hanno luoghi ricreativi a disposizione. Nel Santuario si fa anche attività di doposcuola con insegnanti volontari, un ruolo fondamentale spetta alla Caritas. Poi la parte liturgico-sacramentaria con attività proprie del Santuario, che da oltre cento anni è retto dall’ordine dei Carmelitani. Antonio Trillicoso Cogito • 19


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›› CRONACA

Incontro del Comitato Saggese con il sindaco di Afragola, Tuccillo

“C’è ancora molto da fare” I residenti del quartiere periferico afragolese: Qualche novità c’è, ma aspettiamo altro l primo cittadino Domenico Tuccillo ha incontrato una rappresentanza di cittadini del quartiere Saggese. L’incontro, avvenuto nella sede del Comitato Saggese, ha visto una folta presenza di residenti e una delegazione del Consiglio comunale, tra cui Giovanni Boccellino e Mauro Pecchia. A rappresentare le doglianze, la presidente del sodalizio di residenti, Anna Giustino, insieme al professor Vincenzo De Luca, a Michele Napolitano e tanti altri, da anni impegnati in attività di valorizzazione e miglioramento del quartiere; tra le tante anche quelle legate a bisogni religiosi, come la rea-

di Antonio Boccellino verno cittadino. “Abbiamo la possibilità di vedere realizzate a breve le principali opere di urbanizzazione. - ha detto il consigliere Boccellino - Conosco bene le problematiche del quartiere e so bene che la precedente amministrazione, nonostante i tanti proclami non ha mai prodotto nessun risultato. Basti pensare alle gare d’appalto indette in passato, poi tutte revocate per l’assenza di una seria e valida progettazione. Gli uffici comunali sono a lavoro per l’elaborazione di una seria e sistematica riqualificazione della zona”. A seguire l’intervento di Pecchia che ha sottolineato come uno degli scopi della sua

lizzazione, in sinergia con la parrocchia di San Marco e la Stazione Missionaria “Santa Restituta - Beata Maria Giuseppina di Gesù Crocifisso”, di un oratorio parrocchiale in zona per i tanti bambini e anziani del quartiere. Le domande dei residenti. Molte le insoddisfazioni dei cittadini, ma anche apprezzamenti per l’operato del primo cittadino. “Siamo grati al Sindaco – ha detto Giustino a nome dei residenti - per aver accettato il nostro invito. E dobbiamo subito complimentarci per alcuni miglioramenti che si iniziano ad intravedere, a partire dalla pulizia del quartiere e dall’impegno che sta profondendo per i rifiuti. Tuttavia, abbiamo necessità altrettanto impellenti, come quelle legate alla vivibilità del quartiere, che si traducono nella realizzazione delle opere di urbanizzazione: strade, fogne, metanizzazione. Via Saggese è un’arteria pericolosa e fuori norma che vede sistematicamente incidenti stradali”. I residenti hanno anche lamentato l’assenza di altri fondamentali servizi, quali la metanizzazione e la mancanza di un collegamento di trasporto pubblico con il centro della città e le stazioni ferroviarie e della vesuviana di Casoria e Casalnuovo. Gli hanno fatto eco altri rappresentanti del comitato, a partire dal Vincenzo De Luca e Giuseppe Barretta che hanno evidenziato l’assenza della pubblica illuminazione in molte traverse. A dare prime risposte ai cittadini ci hanno pensato i consiglieri comunali Giovanni Boccellino e Mauro Pecchia che hanno evidenziato il modus operandi dell’attuale go-

candidatura a Consigliere comunale fosse rappresentato dal miglioramento dei quartieri San Marco e Saggese. “Sogno di vedere – ha affermato Pecchia – cittadini di Afragola anche per i nostri quartieri. E’ un impegno che ho preso con me stesso più che elettorale. Ho chiesto al Sindaco disponibilità per occuparmi totalmente di questi zone periferiche. Il progetto di 8 milioni di euro per la riqualificazione della precedente Amministrazione prevedeva solo minimi interventi consistenti essenzialmente nell’abbattimento del muro di cemento armato su via Saggese e la realizzazione di un altro marciapiede. Stiamo, invece, provando con l’elaborazione di progetti che prevedono la riqualificazione sistematica del comparto, partendo dalla rotonda di San Marco sino a quella del bivio con CasalnuovoAcerra e la contestuale realizzazione di opere di urbanizzazione primaria in tutte le traverse insistenti a pettine su via Saggese - via San Marco e via Ferrarese, strade che devono diventare le direttrici di questo quartiere. Stiamo vagliando la possibilità di fare un’unica gara e di procedere per lotti funzionali che ci consentono di realizzare i lavori in maniera più spedita”. Ha concluso la serata il Sindaco che ha spiegato ai residenti gli intendimenti del governo cittadino dando ai residenti un primo resoconto sull’attività dell’amministrazione. “All’inizio del mio mandato – ha detto la fascia tricolore - ho dovuto fronteggiare alcune emergenze, come quella dei rifiuti e quella degli immobili abusivi. Abbiamo messo in campo forze ed energie notevoli: in particolare, per la problematica abitativa, insieme all’assessore

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Alfonso Trotta, e con l’ausilio di un pool di professionisti qualificati, abbiamo approvato, nel dicembre dello scorso anno, un Regolamento che disciplina l’utilizzo e la destinazione degli immobili abusivi che potevano non essere demoliti perché non in contrasto con i principi della legge statale. E siamo stati gli unici ad avere questo fondamentale strumento e, senza timore di smentite, posso dire che Afragola è l’unico comune del circondario ad avere un regolamento. Altri comuni sono venuti a chiederci una copia dello stesso da consultare. Ho dovuto affrontare, poi, la problematiche di alcune centinaia di lavoratori dell’Ipercoop che rischiavano di essere licenziati. Solo ora, ci stiamo accingendo ad approvare il primo bilancio di quest’amministrazione, e come hanno diligentemente spiegato i consiglieri Boccellino e Pecchia stiamo avviando, con il medesimo approccio, l’elaborazione degli interventi di riqualificazione per questo quartiere. Appena completato questo lavoro, ritengo nel mese di settembre, torneremo con i preliminari delle opere e le presenteremo alla cittadinanza per una condivisione”. Per finire, il Sindaco, raccogliendo le numerose istanze dei residenti per le esigenze di mobilità, ha annunciato l’avvio di verifiche con la Compagnia di Trasporti Pubblici per un collegamento di questo quartiere con il resto della città, per mezzo dell’autolinea A 77B in servizio tra Acerra con la stazione FS di Casoria.

Fiori d’Arancio Venerdì’ 30 maggio 2014 è stato quello più bello della vita per i giovani Raffaella Piccolo di Casalnuovo e di Pasquale Palumbo di Giugliano. Con una Solenne celebrazione Eucaristica, svoltasi nella mattinata presso la Parrocchia di Santa Maria dell’Arcora di Casalnuovo, il loro amore è stato definitivamente consacrato dal Signore alla presenza di amici e tanti parenti che hanno assistito a una commovente cerimonia. Pranzo nuziale presso Villa Minieri di Nola dove parenti ed amici hanno festeggiato fino alla serata. Giungano agli sposi gli auguri più eccelsi per una vita insieme ricca di salute, amore, gioia e fecondità, e giungano tante felicitazioni anche ai loro genitori, in particolare al papà e la mamma della sposa, Salvatore Piccolo e Titina Formisano, da parte di Antonio ed Emiliana Boccellino. Anno XXI - numero 355 - Sabato 21 giugno 2014


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SCUOLA ‹‹

L’impegno della Milani per Città della Scienza U

n mese di manifestazioni, rappresentazioni, incontri, mercatini, recite, concerti e presentazioni delle classi e degli alunni dell’Istituto comprensivo ‘Milani’. Il tutto finalizzato a raccogliere fondi per la ricostruzione di ‘Città della Scienza’ a Napoli. Un impegno davvero grande che ha visto coinvolti centinaia di ragazzi e insegnanti dalla scuola dell’infanzia alla secondaria di primo grado, con in testa la dirigente scolastica, Teresa Ummarino, che ha coordinato il tutto per raggiungere un ottimo risultato. Nei giorni scorsi una rappresentanza di tutte le classi con alcuni docenti e la preside Ummarino sono andati a ‘Città della Scienza’ dove hanno incontrato alcuni dirigenti della struttura, semidistrutta da un incendio doloso un anno e mezzo fa, per consegnare un mega assegno con l’indicazione della cifra raccolta in questo anno. Durante l’incontro sono stati presentati anche alcuni dei lavori e dei video realizzati dai ragazzi per sostenere la raccolta. Grande entusiasmo da parte dei responsabili del centro di promozione di cultura scientifica napoletano che hanno elogiato l’attività dei ragazzi e della scuola per come si sono adoperati.

Franco Celiento, della cinematografia con la tutor Titti Maresca, con la visione del cortometraggio ‘Noi per Città della Scienza’ e dei lavori realizzati nel corso di ceramica con il tutor Guarino. Nella stessa giornata, una mostra mercato dei corsi A, B, E, G, H. Il giorno successivo, invece, c’è stata la presentazione del numero unico del ‘giornalino’ dei ragazzi realizzato nell’ambito del Pon coordinato dall’esperto Sara Lo Tufo e da Antonio Trillicoso. Un esempio di scrittura creativa che ha visto impegnati dal mese di marzo, per cinquanta ore, alunni delle classi quinte della primaria della sede centrale del plesso scotta. Un’esercitazione che ha visto i ragazzi apprendere anche le iniziali regole dello scrivere da giornalisti. Il 30 maggio, di mattina, hanno salutato la scuola le classi quinte della primaria del plesso scotta con un concerto di canzoni e declamazione di poesie e con uno spettacolo dal titolo emblematico ‘Ciao scuola’, dove ‘ciao’ non è un addio ma un saluto e un grazie degli alunni ai loro insegnanti per gli anni trascorsi insieme. Il pomeriggio le classi prima, seconda e terza C e la prima e la seconda F della secondaria si sono incontrate con il cantautore ed edu-

Dopo le tante iniziative di Natale, tante altre ne sono seguite. L’8 maggio uno spettacolo ‘Di mamma ce n’è una sola’ della classe II A della primaria della centrale con mostra mercato delle classi terze della centrale e le quarte del plesso Scotta. Il giorno 16 maggio invece la rappresentazione della commedia di Eduardo de Filippo, ‘Filumena Marturano’, della secondaria di primo grado per un progetto Pon in rete con l’Istituto Filangieri di Frattamaggiore. Il 22 maggio l’incontro con il giornalista di TG3 Campania, Ettore De Lorenzo, per la presentazione del suo libro ‘Quando avevo 20 anni’ con le classi prima, seconda e terza C con la seconda E, la prima e la seconda F e la prima G. Nella stessa giornata gli alunni del corso B della secondaria hanno dato vita a una manifestazione musicale. Molto interessante la rappresentazione delle classi quinte della primaria della sede centrale ‘Il baule dei ricordi’. E molto partecipata la Festa dello sport con la partecipazione di centinaia di ragazzi delle diverse classi in rappresentante di diverse discipline sportive. Il 28 maggio nella mattinata si sono esibiti gli alunni della prima A della scuola secondaria con lo spettacolo ‘Territorial….mente’, nel pomeriggio invece manifestazione conclusiva con consegna dei lavori dei corsi Pon degli scacchi con i tutor Palladino e

catore civile, Alfonso De Pietro, che ha presentato il suo ultimo lavoro ‘InCanto civile’. Hanno concluso le manifestazioni gli alunni della scuola dell’infanzia il 5 giugno della seconda sezione (cinque anni) con uno spettacolo intitolata ‘La Pace’ che attraverso canzoni e dialoghi conduceva gli spettatori al rispetto delle regole, della legalità e dell’amore verso gli altri. Gli alunni si sono cimentati in testi anche di un certo spessore riuscendo a far capire con chiarezza che la pace è importante per tutti per avere un mondo migliore. Il 6 giungo invece sempre di pomeriggio quella dell’ottava sezione con una modernissima ‘Biancaneve’ tra canzoni e dialoghi hanno presentato a genitori e parenti la loro versione della favole tra le più note e del panorama letterario per bambini. Costumi particolari e movimenti coreografici per vivere tempi importanti dello stare insieme. In queste due giornate sono stati consegnanti anche i diplomi per la conclusione del progetto di inglese per i bambini di cinque anni ‘Playing with english. Un corso tenuto durante l’anno della professoressa Luisa Pagnano. Un modo divertente per imparar le prime nozioni della lingua anglosassone e presentarsi il prossimo anno scolastico alla primaria con una buona base.

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›› RUBRICHE

La società nello “specchio del diritto”

Rubrica giuridica a cura dell’Avvocato Antonio Bova

(Docente a contratto di Diritto Privato Università di Napoli Federico II) Una rubrica dedicata all’approfondimento di tematiche giuridiche, per fornire risposte alle domande dei cittadini (via mail all’indirizzo studiolegalebova@virgilio.it - e redazione.cogito@libero.it), nella consapevolezza che il diritto non è solo nelle leggi o nelle sentenze, ma anche nel cuore e nella mente di chi le interpreta e applica correttamente.

L’invalidità del matrimonio canonico 1. Il matrimonio canonico Circa la materia matrimoniale, su cui Stato e Chiesa da sempre hanno rivendicato una competenza esclusiva, potrebbe dirsi, come evidenziato da autorevole dottrina, con il supporto della giurisprudenza, che il matrimonio civile si risolve tutto nel suo ambito, e quello canonico nel suo, configurandosi un sistema di giurisdizioni separate. E ciò in ragione del fatto che la ratio fondativa dei due istituti è radicalmente diversa, riflettendosi sulla disciplina giuridica. Basterebbe pensare alla circostanza, e non si tratta proprio di un dettaglio, che il matrimonio canonico è un sacramento: una categoria senz'altro estranea alla sfera di competenze di un ordinamento

laico. Ecco che gli ordini sono distinti, necessariamente distinti; cioè il matrimonio civile è nel suo ordine, nell'ordine del suo essere istituzione civile, con tutto il suo patrimonio di valori etici civilmente intesi, cosa ben diversa dal matrimonio canonico, che è e resta tale nel suo ordine etico, sacramentale e giuridico. Segmenti di collegamento possono esserci tra matrimonio civile e quello canonico, per effetto del collegamento tra i due ordinamenti con lo strumento concordatario. Ne consegue un collegamento tra le due giurisdizioni, il quale non vale, però, come interferenza reciproca, ovvero sconfinamento, dei due ordinamenti in ambiti non propri. Il matrimonio canonico rappresenta una realtà piuttosto complessa, essendo un istituto di carattere pubblico, sacro, sociale e giuridico, che coinvolge aspetti di speciale rilevanza. Oltre che dal diritto divino, che rinviene la sua principale fonte nella Bibbia, esso è retto dal diritto positivo della Chiesa, la cui fonte primaria è rappresentata dal vigente codice di diritto canonico del 1983 e da altre norme. Il matrimonio può essere celebrato da soggetti capaci, innanzi ad un mini22 • Cogito

stro del culto cattolico ed in presenza di due testimoni, nel rispetto della forma prescritta cui sono tenuti tutti i battezzati cattolici. Si perfeziona attraverso un’espressa e scambievole manifestazione di volontà (c.d. «consenso matrimoniale»), tramite la quale un uomo e una donna costituiscono tra loro, con un patto irrevocabile, uno stabile consorzio di vita, improntato a mutua assistenza e solidarietà nell’intima unione delle loro persone ed ordinato alla generazione ed educazione della prole. Tra i battezzati esso è elevato a dignità di sacramento. 2. Invalidità del matrimonio canonico Comunemente si parla di “annullamento di matrimonio”. Si tratta, però, di un’espressione errata, perché la Chiesa non può annullare un matrimonio costituitosi validamente. Eventuali cause che hanno determinato la successiva rovina del coniugio non sono rilevanti al fine della declaratoria di nullità. È corretto, invece, parlare di “nullità di matrimonio”, in quanto lo stesso è dichiarato nullo ab origine a causa di vizi del consenso, ovvero di cause ostative preesistenti o contestuali al momento del consenso. Qualora anche uno solo degli sposi difetti di capacità giuridica e/o naturale al matrimonio, oppure, tramite un atto interiore della sua volontà, rifiuti al momento della manifestazione del suo consenso nuziale le proprietà dello stesso (unità e indissolubilità) e le finalità matrimoniali (bene della prole, bene della fedeltà e bene dei coniugi) o taluna di esse (pur dichiarandone verbalmente l’accettazione innanzi al celebrante), provoca l’invalidità del vincolo comunque celebrato. Parimenti il matrimonio risulterà invalido, qualora sia stato celebrato a seguito di costrizione esterna oppure per errore in ordine a specifiche qualità espressamente volute da taluno degli sposi nella persona dell’altro in previsione nuziale e non riscontrate nella successiva convivenza coniugale. Lo stesso dicasi nel caso in cui non sia stata debitamente rispettata la forma giuridico-canonica della celebrazione. 3. Caso concreto Da un punto di vista giuridico, si presume che il consenso al matrimonio, che gli sposi esprimono durante la celebrazione, sia conforme alla loro volontà interiore, cioè con effettiva accettazione di ogni sua finalità (prole, fedeltà e bene coniugale) e di ogni sua proprietà (unità, indissolubilità e sacramentalità), così come stabilite dalla Chiesa e da questa tradotte in normativa giuridica. Trattasi, tuttavia, di una presunzione semplice, superabile con prova contraria. Qualora talu-

no degli sposi (o entrambi in accordo tra loro), con un proprio atto interiore di volontà, escluda fermamente il matrimonio stesso nella sua globalità ovvero qualche sua finalità e/o proprietà, pur dichiarandone verbalmente l’accettazione innanzi al celebrante, provoca l’invalidità del vincolo matrimoniale posto in essere, poiché indirizza la sua volontà verso un modello di unione coniugale difforme dal diritto. In altre parole, nel consenso simulato si configura una difformità tra la dichiarazione esteriore espressa durante la cerimonia nuziale e l’effettiva volontà interiore. Le fattispecie di “esclusione della prole” descritta nel quesito posto da una nostra lettrice di Frattamaggiore dà luogo ad un consenso simulato e, quindi, giuridicamente non valido. La stessa ricorre nel caso in cui taluno dei nubendi (ovvero entrambi in accordo tra loro) escluda la prole dal costituendo matrimonio, con il proposito di astenersi successivamente dall’intrattenere regolari intimità coniugali, ovvero di limitarle soltanto ai periodi non fertili determinati dai cicli biologici femminili, ovvero di far ricorso a mezzi e/o sistemi anticoncezionali oppure a pratiche onanistiche o abortive. Tale esclusione, configurabile in via perpetua (prole ritenuta un onere superiore alle proprie forze, ovvero di ostacolo alle proprie ambizioni professionali) oppure in via temporanea (ma condizionata ad avvenimenti futuri ed incerti, quali il conseguimento di una certa posizione economica oppure la successiva verifica dell’eventuale felice esito del matrimonio) legittima l’accertamento e la conseguente declaratoria di invalidità del matrimonio, di esclusiva competenza dei Tribunali ecclesiastici. La stessa avrà efficacia retroattiva sin dal giorno della celebrazione. La sentenza resa dai Tribunali ecclesiastici vale per lo Stato italiano solo se è affermativa e se è divenuta esecutiva. Dovrà passare attraverso il controllo della Corte d’Appello statale competente (procedura di delibazione), che dovrà valutare, oltre a quanto appena detto, che siano stati rispettati i principi di difesa delle parti in giudizio e che la sentenza non sia contraria ai principi statuali. La lettrice di Frattamaggiore, quindi, potrà seguire tale percorso rivolgendosi ad un avvocato ecclesiastico iscritto negli appositi albi tenuti dai Tribunali ecclesiastici. BGa - Studio legale Civile, Matrimoniale, Canonico, Lavoro, Tributario Anno XXI - numero 355 - Sabato 21 giugno 2014


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RUBRICHE ‹‹

Il cancro della cervice uterina Il carcinoma della cervice uterina è il secondo tumore più frequente (il primo è il carcinoma della mammella) della popolazione femminile in tutto il mondo, ma è il quarto nel mondo occidentale grazie alla sua elevata suscettibilità a una efficace azione di prevenzione e di diagnosi precoce (la cervice uterina infatti è un organo facilmente accessibile con la visita ginecologica). Gli studi epidemiologici e anatomopatologici hanno dimostrato che la maggior parte dei tumori invasivi della cervice sono preceduti da lesioni intraepiteliali (CIN) che possono persistere come tali anche per lungo tempo e che guariscono in seguito a terapie conservative pertanto è importante identificarle precocemente in corso di visita ginecologica. Ne abbiamo parlato con la dottoressa Carmen Formisano, specialista in ginecologia e ostetricia. Quali sono i fattori di rischio? “E’ stato dimostrato che il cancro della cervice ha un’eziologia virale. E’ infatti causato dall’infezione genitale di un virus a trasmissione sessuale, il virus del papilloma umano (Hpv). A tutt’oggi sono stati identificati più di 120 genotipi di Hpv che infettano l’uomo e, tra questi, 40 sono associati a patologie del tratto anogenitale, sia benigne che maligne. I diversi tipi di Hpv vengono infatti distinti in basso e alto rischio di trasformazione neoplastica. I genotipi a basso rischio sono associati a lesioni benigne come i condilomi anogenitali, mentre quelli ad alto rischio (Hpv 16 e 18) sono associati al cancro cervicale. L’infezione da Hpv è molto frequente nella popolazione: si stima infatti che oltre il 75% delle donne sessualmente attive si infetti nel corso della vita con un virus Hpv, con un picco di prevalenza nelle giovani donne fino a 25 anni di età. La storia naturale dell’infezione è fortemente condizionata dall’equilibrio che si instaura fra ospite e agente infettante. Esistono infatti tre possibilità di evoluzione dell’infezione da Hpv: regressione, persistenza e progressione. La maggior parte (70-90%) delle infezioni da papillomavirus è transitoria, perché il virus viene eliminato dal sistema immunitario prima di sviluppare un effetto patogeno. La persistenza dell’infezione virale è invece la condizione necessaria per l’evoluzione verso il carcinoma. L’acquisizione di un genotipo virale ad alto rischio aumenta la probabilità di infezione persistente. In questo caso, si possono sviluppare lesioni precancerose che possono poi progredire fino al cancro della cervice. La probabilità di progressione delle Anno XXI - numero 355 - Sabato 21 giugno 2014

lesioni è correlata anche ad altri fattori, quali l’elevato numero di partner sessuali, il fumo di sigaretta, l’uso a lungo termine di contraccettivi orali, e la co-infezione con altre infezioni sessualmente trasmesse”. Quali sono i sintomi che possono allarmarci? “Il tumore della cervice, almeno nelle fasi iniziali, è spesso asintomatico. I sintomi, quando sono presenti, possono essere soggetti a differenti interpretazioni, poiché sono comuni a molte malattie dell’apparato genitale e si verificano, talvolta, anche in soggetti sani: Sanguinamenti vaginali anomali (al di fuori dal ciclo mestruale); Perdite vaginali non usuali (per colore e consistenza); Dolore pelvico; Dolore o sanguinamento durante i rapporti sessuali”. Abbiamo forme di screening efficaci? “Si. Infatti, negli ultimi 40 anni l’incidenza dei tumori dell’utero e’ passata da 14 a 10 casi su 100.000 donne con una riduzione del tasso di mortalità del 75%. Il merito di questa riduzione si deve a programmi di prevenzione secondaria (lo screening effettuato con il Pap-test) ma anche a quella primaria(possibile vaccinazione). Il Pap-Test fu ideato oltre 60 anni fa da Georgos Papanicolau e rappresenta tutt’oggi uno dei tests di screening meno invasivo e a basso costo utilizzato nella diagnostica medica”. Quando è consigliato fare questo test? “Il pap-test andrebbe eseguito regolarmente, ogni tre anni, da tutte le donne dopo l'inizio dell'attività sessuale o comunque a partire dai 25 anni di età. L'esame si effettua nel corso di una normale visita ginecologica, durante la quale si applica lo speculum, uno speciale strumento che dilata leggermente l'apertura vaginale in modo da favorire il prelievo. L'operatore inserisce poi delicatamente una speciale spatola e un bastoncino cotonato che servono a praticare il prelievo rispettivamente dal collo dell'utero e dal canale cervicale. Successivamente questo campione verrà inviato in laboratorio, la risposta dell’esame di solito si ha dopo circa 1 settimana. L'unica controindicazione all'esecuzione dell'esame è la presenza di flusso mestruale, per cui sarebbe bene fissare l'appuntamento ad almeno tre giorni dalla fine delle mestruazioni e una settimana prima di quando si prevede possa subentrare il ciclo successivo”. Perché eseguire l'esame quando si sta bene? “Perchè generalmente il tempo che intercorre tra l’infezione da HPV e l’insorgenza delle lesioni precancerose è di circa cinque

anni, mentre la latenza per l’insorgenza del carcinoma cervicale può essere di 10 anni, anche senza dare sintomi. Per questo, la prevenzione del carcinoma è basata su programmi di screening con pap-test periodici, che consentono di identificare le lesioni precancerose e di intervenire prima che evolvano in carcinoma”.

Esistono forme di prevenzione? “Si, limitare il numero dei partner sessuali e cercare di evitare rapporti non protetti con persone a rischio restano due consigli utili per la prevenzione, anche se la strategia vincente in questo senso si basa sui controlli ginecologici regolari e praticare il pap-test. Considerato che non tutte le lesioni precancerose danno origine a un tumore è fuori da ogni dubbio che prevenire la formazione di tali lesioni o diagnosticarle e curarle precocemente permette di ridurre drasticamente e quasi di eliminare l'insorgenza del tumore della cervice nella popolazione. Da qualche anno, inoltre, le donne hanno a disposizione un'altra arma contro il Papilloma virus: un vaccino capace di tenere lontani i due tipi di HPV responsabili della maggior parte dei tumori della cervice (HPV 16 e HPV18). In Italia il vaccino è oggi fornito gratuitamente alle bambine al compimento dei 12 anni. Gli studi effettuati sulla popolazione adulta con una vita sessuale già attiva non hanno mostrato un beneficio nella vaccinazione di questa categoria di persone, in quanto circa sette donne adulte su 10 sono già entrate in contatto con il virus e lo hanno eliminato dal proprio organismo grazie all'azione del sistema immunitario”. Cogito • 23 Cogito torna a Settembre


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