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A F R AG O L A - C A I VA N O - C A R D I T O - C A S A L N U O V O - C R I S PA N O - F R AT TA M AG G I O R E - F R A T T A M I N O R E

QUINDICINALE DI ATTUALITÀ POLITICA, ECONOMIA, COSTUME

Anno XX - n. 342 - Sabato 9 novembre 2013

CRONACA DUE GIOVANI AFRAGOLESI MORTI PER UN INCIDENTE

Fondato da Natale Cerbone

PARTITO DEMOCRATICO CARPENTIERI: PIU’ SPAZIO ALL’AREA A NORD DI NAPOLI

RELIGIONE CAMBIO ALLA GUIDA DEL SACRO CUORE DI AFRAGOLA


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Anno XX - numero 342 - Sabato 9 novembre 2013


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L’EDITORIALE ‹‹

Continuiamo a chiedere fatti, ma arrivano solo parole inutili Il dramma della terra dei fuochi sta diventando sempre più un esempio del perché il Sud e l’Italia si trovano nelle condizioni in cui si trovano. Di fronte a un problema grave, gravissimo, qual è quello di un vasto territorio inquinato dai rifiuti industriali e speciali, sta venendo fuori il peggio. In ogni categoria. E sta emergendo, con forza, anche l’inadeguatezza della classe dirigente e politica che dovrebbero risolvere la situazione. Anche nelle ultime due settimane ne abbiamo avuto qualche esempio, a cominciare dalla presunta spaccatura interna al “movimento” che si sarebbe venuta a creare; una spaccatura che vedrebbe contrapporsi due fronti compatti, uno con don Maurizio Patriciello, parroco del parco Verde di Caivano, e uno con Angelo Ferrillo, ideatore e responsabile del sito www.laterradeifuochi.it. Spero che siano solo chiacchiere perché sarebbe davvero brutto dover constatare che, di fronte a una tragedia come quella della Terra dei fuochi, ci si ritrovi a dover fare i conti con una lite dovuta solo ed esclusivamente a piccole ipocrisie e alla voglia di protagonismo di qualcuno. Non voglio credere che ci sia chi vuole sporcare, in questo modo, un movimento come quello nato tra Napoli e Caserta, un movimento formato da cittadini che hanno solo un obiettivo: vivere senza la paura di ammalarsi di malattie serie a causa dei rifiuti interrati e dell’aria resa irrespirabile dai roghi tossici. Nel mio editoriale di qualche settimana fa scrissi che la Terra dei fuochi è ormai diventata una moda e a confermarlo c’è anche quel che è successo con la pubblicità della Pomì. Per chi non ha seguito la vicenda, la ricordo in breve. In pratica la Pomì, una delle società leader nella produzione di passati di pomodoro, ha deciso di comunicare ai suoi consumatori, spaventati dalle notizie che arrivano dalla Terra dei fuochi, che usa solo prodotti della Val Padana. Una scelta imprenditoriale che fa leva sulle paure dei consumatori che temono di ritrovarsi nei piatti i prodotti delle terre inquinate dalla camorra. La pubblicità è stata accolta con polemiche, fortissime, e accuse di voler strumentalizzare una vicenda drammatica come quella dell’inquinamento di un’area così vasta come quella tra Napoli e Caserta. Le motivazioni delle polemiche potrebbero anche essere giuste, anche se la paura di veder finire nei piatti prodotti pericolosi è forte in tutti. Ma i “polemisti di professione” perché non protestano anche contro i tanti centri comerciali e, addirittura, i piccoli fruttivendoli di quartiere che, da giorni ormai, espongono cartelli per far sapere che la frutta e la verdura che vendono sui loro banchi non è prodotta nella Terra dei fuochi? Purtroppo, aver portato alla ribalta nazionale il problema ha anche un rovescio della medaglia: l’affossamento dell’economia basata sull’agricoltura. Ed è un problema grave perché sono migliaia le persone che vivono grazie a questa economia, ancora mol-

to forte in provincia di Napoli e Caserta. Anche per evitare che alla morte e alle malattie delle persone si aggiunga anche la morte delle imprese agricole del territorio con l’aggravarsi del dramma economico e sociale sarebbe necessario che la politica lasci la fase delle chiacchiere e passi a quella dei fatti. Ormai le mozioni, le interrogazioni, le prese di posizione e i comunicati su La terra dei fuochi si sprecano. Non si riesce a tenerne il conto. Peccato che a fare tutto ciò, spesso, sono quelle stesse persone che avrebbero potuto e dovuto fare qualcosa già tempo fa. Almeno, a partire dal 1997, quando il pentito dei casalesi, Carmine Schiavone, descrivendo il piano di smaltimento dei rifiuti messo in piedi dalla camorra e riferendosi a chi abitava nelle terre che hanno inquinato, disse: “Moriranno tutti, nel giro di venti anni”. Quelle parole, terribili, sono rimaste nascoste dal segreto di Sato per anni, ma chi era nelle Istituzioni le conosceva. Perché non ha fatto niente? Almeno non ci prendano in giro, come ha fatto anche il presidente della Repubblica, Napolitano, nelle ore successive all’incontro con don Maurizio dello scorso settembre, quando, nei fatti, faceva capire che era appena venuto a conoscenza della siituazione della Terra dei fuochi. Nei comunicati stampa che seguirono quell’incontro in Prefettura, infatti, tra l’altro diceva: “Ho avuto modo di rendermi conto dei termini di una situazione assai complessa e seria. Non si tratta solo dei problemi da tempo all’ordine del giorno del ciclo di smaltimento dei rifiuti nella città di Napoli e nell’area campana. Occorre anche porre riparo ai guasti di molti anni di prassi illegale – nella quale la camorra l’ha fatta da protagonista – di interramento di rifiuti tossici provenienti dal Nord e dalla stessa regione campana in una vasta zona del napoletano e del casertano”. In pratica scopriva quella mattina lo scempio del territorio provocato dalla gestione criminale dei rifiuti. Eppure era lui il Ministro degli Interni quando, nel 1997, Schiavone spiegava come la camorra avvelenava migliaia di km di terreno e le falde acquifere…

I lavori per la stazione Porta Campania sono fermi da

632 giorni

EDITORE

Editrice Cogito srl QUINDICINALE DI ATTUALITÀ, POLITICA, ECONOMIA E COSTUME Autoriz. del Tribunale di Napoli n. 4513 del 18 Marzo 1994

fondato da Natale Cerbone è realizzato da

grafica & stampa Anno XX - numero 341 - Sabato 26 ottobre 2013

di Mario e Carlo Cerbone Direttore Antonio Iazzetta Vice direttore Antonio Trillicoso

Collaboratori Angelica Argentiere, Giovanna Casoria, Francesco Celardo, Valerio Cerbone, Carmen Celardo, Antonio Ciaramella, Maria Giacco, Cinzia Lanzano, Claudia Perrotta, Milena Marchese, Stefano Andreone, Francesco Russo, Antonio Boccellino,Teresa Turino, Marina Esposito, Lina Cristofaro, Veronica Iengo, Antonio Bova, Linda Scuotto, e Martino Uzzauto.

Segreteria di redazione: Michela Miele Fotoreporter: Nando Porzio - Frattamaggiore Redazione: Via S. Antonio da Padova, 9 Cardito (Na) - Tel. /Fax 081.8354357 e-mail: redazione.cogito@libero.it Stampa: Editrice Cerbone srl e-mail: info@editricecerbone.it tel. 081.8354357 Cogito • 3


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›› PRIMO PIANO

Continua la lotta dei movimenti contro i roghi tossici e i rifiuti interrati

SABATO 16 NOVEMBRE DI NUOVO IN PIAZZA Le dichiarazioni del camorrista Schiavone aumentano le paure di chi vive nella Terra dei fuochi. E intanto si rincorrono voci di spaccature nel movimento rmai non si può più temporeggiare. Con la rimozione del segreto di Stato sugli interrogatori di Francesco Schiavone, cugino del boss Sandokan e tra i protagonisti dello scellerato traffico di rifiuti messo in piedi dalla camorra, è chiaro la Terra dei Fuochi è Terra dei Veleni. Dal Basso Lazio ai piedi del Vesuvio sono stati sotterrati fusti di scorie radioattive a iosa tanto che nessun comune ne è immune, anche se quelli più colpiti sono quelli con grossi spazi liberi, tipo Casal di Principe, Castelvolturno e Villa Literno nell'Agro Aversano e Orta di Atella, Succivo, Marcianise e Caivano nella striscia di terreno che divide la provincia di Caserta e quella di Napoli.

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di Antonio Trillicoso Sversamenti senza sosta (e senza ritegno) che, a partire dai primi anni '90, hanno invaso ogni angolo (o quasi) di questo vasto territorio. Con il duplice effetto inquinare i terreni e produrre morte facendo salire l'indice della diffusione delle malattie tumorali e altre patologie, ma producendo guadagni miliardari alla camorra e alle altre organizzazioni malavitose della zona che gestivano i traffici e l'interramento. Tutto con la palese complicità di amministratori e dirigenti a diversi livelli istituzionali. La conoscenza pubblica di parte degli interrogatori (alcuni ancora sotto il segreto di Stato, altri secondo quanto sostiene lo stesso Schiavone, spariti dai fascicoli) ha confermato quanto coraggiosi cronisti e alcuni giornali hanno sempre so-

stenuto e denunciato, anche grazie ai rapporti di LegAmbiente, la prima associazione che ha acceso i riflettori sul fenomeno. Il pentito Schiavone ha fornito un quadro dettagliato della situazione dell'avvelenamento dei terreni che rende ancora più grave i 'silenzi' di chi sapeva e non ha detto o ha tenuto nascosto, a cominciare dagli amministratori locali, salendo sempre più di grado fino ai parlamentari. “Tutti sapevano tutto o in parte ma hanno lasciato che le popolazioni sì ammalassero - dice uno dei componenti del Coordinamento di protesta - e venissero colpite in modo drammatico con effetti anche dal punto di vista sociale”. Terreni avvelenati degli interramenti. In

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PRIMO PIANO ‹‹ alcuni casi, interi camion carichi di scorie, residui di produzioni realizzati nelle fabbriche del Nord Italia finivano sotto terra. Scorie che rispetto ai roghi tossici che ancora (anche se in misura meno accentuata) avvengono in queste zone tra Caserta e Napoli sono molto più pericolose. Schiavone parla di un sistema molto preciso e scientifico che si era creato tra aziende del Nord, camorra e istituzioni locali. Si deve dire che molti, forse la stessa camorra, dicono alcuni esperti del fenomeno criminale delle ecomafie, non erano a conoscenza della gravità dei veleni che facevano sversare nei loro terreni, abbagliati solo dal facile profitto. “Ma lo Stato sapeva - afferma Massimo Scalia, ex presidente della commissione rifiuti proprio tra il 1997 e il 2001 a un quotidiano – almeno da quando Schiavone riempie pagine e pagine di verbali con le sue precise rivelazioni”. Scalia sottolinea che “il potere giudiziario, a seguito delle rivelazione di Schiavone, è andato avanti tanto che ha arrestato e condannato tante persone e da queste inchieste è partito il processo Spartacus. Il problema vero è perché non si sono bonificate quelle zone. Toccava agli organi nazionali e territoriali predisporre quello che serviva per fare le bonifiche, capire ciò che era successo alla falda acquifera e tutte le iniziative per

ripristinare la salubrità di quei suoli”. Accuse queste che stanno avendo i primi effetti. Nei giorni scorsi, in seguito alla raccolta le procure di Napoli, Santa Maria Capua Vetere e Nola hanno indagato una ventina di Sindaci della provincia di Napoli e Caserta per omissione di atti di ufficio. In pratica non avrebbero fatto nulla per impedire il disastro ambientale nei loro paesi. Ma anche sul fronte politico si sta muovendo qualcosa. Intanto, nei giorni scorsi i deputati di Sinistra e Libertà hanno presentanti una mozione sulla 'Terra dei Fuochi' in cui chiedono un impegno serio e straordinario per le bonifiche, per la messa in sicurezza del territorio e per il rilancio dell'agricoltura e l'introduzione del registro regionale dei tumori. Una mozione simile è stata presentata anche dal Centro Democratico in cui si chiede al governo di impegnarsi a reperire e quantificare le risorse necessarie anche con modifiche alla Legge di stabilità per risolvere concretamente l'emergenza. Riguardo al Governo, invece, il ministro dell'ambiente, Orlando, ha confermato quanto aveva promesso prima dell'estate: far varare un decreto anti roghi che sarà presentato per la metà di novembre. Secondo le indicazioni dovrebbe essere adottata la 'tolleranza zero' con provvedimenti che prevedono da due a cinque anni per chi viene sorpreso ad appiccare incendi, mentre salirebbe a sei anni la pena per le persone colpevoli di sotterrare illegalmente rifiuti speciali. Le associazioni e i vari comitati di protesta, però, sono poco soddisfatti di tali decisioni. E poi vorrebbero che venisse riconosciuto il rapporto diretto tra avvelenamento dei territori e insorgenza dei tumori che in certe aree della terra dei fuochi raggiunge percentuali di gran lunga superiori a quelle del resto d’Italia. “Perché – dicono esperti del settore sanitario vicini ai comita-

ti di protesta - è inaccettabile collegare l'insorgenza di malattie tumorali con uno stile di vita errato dei campani come sostengono al Ministero della Sanità”. E intanto mentre si prepara un'ennesima manifestazione popolare per il 16 novembre a Napoli promossa dai comitati attorno a don Maurizio Patriciello, s’è creata una polemica a distanza tra quest'ultimo e il rappresentante del movimento 'Terra dei fuochi' che lo scorso 26 ottobre ha organizzato un'analoga manifestazione a Napoli, conclusasi in piazza del Plebiscito, con la partecipazione di oltre cinquantamila persone. La mancata partecipazione del sacerdote di Caivano (impegnato in una manifestazione in un comune del Casertano) hascatenato una polemica a suon di accuse e rivendicazioni su giornali e social network. Una situazione che va a svantaggio del movimento popolare che si è creato in questi anni e che è riuscito a coinvolgere migliaia di persone sul problema dell'inquinamento dei terreni e dei roghi tossici, con l'interessamento dei mass media e delle istituzioni parlamentari.

Un protocollo per verificare la bontà dei prodotti agricoli caivanesi stato finalmente approvato un protocollo d’intesa per la sicurezza alimentare nel Comune di Caivano. L’obiettivo è quello di garantire la salubrità delle produzioni agricole nei territori a Nord di Napoli. Il protocollo, per ora, è stato sottoscritto dalla Regione Campania, dai Comuni di Caivano e di Casal di Principe, dall'Istituto superiore di Sanità, dall'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, dal Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura e dal Centro interdipartimentale ricerca ambiente della Federico II. Come si legge nel documento il settore agroalimentare costituisce uno dei comparti trainanti dell’economia della Regione Campania, anche sotto il profilo occupazionale: “La sicurezza alimentare costituisce un obiettivo strategico della politica agricola comunitaria. Il rinvenimento attraverso le recenti indagini della magistratura nel territorio del comune di Caivano di siti di smaltimento illegale dei rifiuti e di fenomeni di inquinamento dei pozzi a uso agricolo ha generato una situazione di incertezza che mette a rischio la continuazione delle attività agricole di pregio praticate nel territorio comunale da 186 aziende con una superficie agricola utilizzata di 685 ettari. In tale contesto si pone dunque l’esigenza di siglare un accordo istituzionale che possa garantire il monitoraggio dello stato di

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inquinamento dei suoli agricoli presenti sul territorio caivanese. E’ necessario accertare l’effettivo livello di rischio per le produzioni agricole e la salute umana, definire gli interventi puntuali di bonifica dei siti di smaltimento illegale dei rifiuti, anche mediante la costituzione di aree cuscinetto forestali e no-food; recuperare i suoli agricoli inquinati mediante le tecniche messe a punto nel progetto ECOREMED, definire pratiche agronomiche complementari che possano garantire la sanità e la sicurezza delle produzioni agricole”. Il costo del programma è stimato intorno ai 600.000 euro e la copertura finanziaria per lo svolgimento delle attività previste dal progetto è garantita dalle risorse stanziate dalla Regione Campania, nell’ambito del Patto per la Terra dei Fuochi, pari a 5 milioni di euro. “Con l'approvazione da parte della Giunta regionale dello schema di protocollo di intesa per la realizzazione della caratterizzazione delle produzioni agricole nei territori in cui sono stati rinvenuti rifiuti pericolosi, interrati illegalmente negli anni addietro, compiamo un passo in avanti per garantire la sicurezza alimentare dei prodotti dell'area che va da Napoli Nord a Caserta” hanno spiegato a Il Mattino Daniela Nugnes e Giovanni Romano, assessori regionali all'Agricoltura e all'Ambiente della Regione Campania. Linda Scuotto Cogito • 5


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›› PRIMO PIANO

Tregua tra don Patriciello e Ferrillo Incontro a Caivano tra il parroco e l’ideatore del sito www.laterradeifuochi.it

Angelo Ferrillo

Agriturismo B&B Consoli Crispino ’Agriturismo B&B Consoli Crispino, via Circumvallazione 11, Francolise, è l’ambiente familiare, accogliente e rilassante adatto per un’uscita tra amici o in famiglia. Posto su una collina in provincia di Caserta, si presenta come una costruzione in perfetta armonia con il paesaggio che non è stato stravolto ma rispettato in ogni sua parte. L’azienda a conduzione familiare e “capitanata” dall’ex comandante Alitalia, Rocco Crispino, di Frattamaggiore, offre grazie alla ricerca degli antichi sapori della terra menù completi di antipasti con i salumi ricavati dall’allevamento della tenuta; nei primi piatti si mischiano delizie di pasta e verdura; i secondi a base di carne, con sughi e salse assolutamente nuovi, come l’arista di maiale all’arancia; e infine tagliata di frutta di stagione. Il vino è prodotto dalla casa, attraverso la coltivazione delle vigne sullo stesso territorio.

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don Maurizio Patriciello

'occasione di una pace tra due dei protagonisti del movimento contro i roghi tossici e gli sversamenti illegali si è avuta alla riunione organizzativa al Teatro Caivano Arte, dove lunedì scorso si sono ritrovati tutti i movimenti e i comitati che stanno organizzando la grande mobilitazione del 16 novembre a Napoli. Ma una vera e propria stretta di mano per fugare tutti gli attriti e le esagerazioni mediatiche in merito a questa 'divisione' all'interno dei movimenti della 'terra dei fuochi' non c'è stata. Restano quindi i dubbi nati dopo l’assenza di don Patriciello alla manifestazione organizzata da Angelo Ferrillo, ideatore del sito www.laterradeifuochi.it, lo scorso 26 ottobre a Napoli. I due protagonisti pur lottando entrambi contro l’inquinamento delle nostre zone si sono ritrovati sempre su fronti opposti. Secondo molti siamo di fronte a una divergenza rinfocolata da giornali e televisioni e da chi vuole che il 'popolo della terra dei fuochi' sia diviso. Per indebolirlo. A confermarlo anche don Maurizio stesso che, nel suo intervento in teatro davanti ai tanti rappresentanti di comitati e movimenti, ha esortato tutti all'unità. Ribadendo che le divisioni sono create dai mass media. Infatti per l'occasione della manifestazione del 16 novembre ha invitato sia la comunità mussulmana che quella ebraica per coinvolgerle in una lotta che deve essere unitaria. Inoltre ha sottolineato che, alla manifestazione del 16 novembre, gli unici simboli che non saranno accettati saranno quelli dei partiti per evitare strumentalizzazioni. Gli ha fatto eco Ferrillo che ha sottolineato al nostro giornale che non vuole creare spaccature e che era venuto alla riunione organizzativa di Caivano in segno di apertura. Non gli interessava parlare di comitati e movimento ma di popolo che lotta per la difesa della propria terra. Poco prima della conclusione della riunione c'è stato anche un incontro tra don Patriciello e Ferrillo e anche uno scambio di battute. Antonio Trillicoso

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IL REGISTRO DEI TUMORI. COS’È E A COSA SERVE I movimenti lo chiedono e il Consiglio regionale l’aveva istituito, ma è stato bocciato perché costava troppo

di Vincenzo Santoro i parla spesso, nei discorsi di chi combatte contro i roghi tossici cause ma anche di attuare un efficiente campagna di prevenzione e i rifiuti interrati, di Registro dei tumori. Ma di cosa si tratta? con controlli di massa e screening continui. Quindi in base ai riUn Registro tumori è un servizio adibito alla raccolta, l'archivia- sultati si possono aumentare le forze economiche in un campo e zione, l'analisi e l'interpretazione dei dati sulle persone affette da combattere meglio una specifica patologia. In Campania il primo registro tumori è stato istituito nel 1995 tumore. Un registro tumori di popolazione raccoglie informazioni complete su tutti i nuovi casi che insorgono in una popolazione de- e ha riportato dati fino al 2001. In questi anni il registro ha funfinita (di solito, un'area geografica come una città, una Regione oppu- zionato anche se i dati sono stati assorbiti dal registro nazionale re uno Stato) con obiettivi di sanità pubblica ed epidemiologia. Ta- restando un pò nell’ombra a livello locale. Fino al 2001 i tumori li informazioni sono archiviate in modo permanente e sicuro e suc- che si sono visti molto più frequenti in Campania rispetto al recessivamente analizzate statisticamente e in modo anonimo per sto d’Italia sono il tumore del polmone e del fegato. Entrambi sono chiaramente correlati a cause ambientali e correlati il territoprodurre periodici rapporti e/o pubblicazioni scientifiche. In Europa esistono oltre 190 Registri tumori. Alcuni stati hanno rio. Dal 2001 in poi il registro ha smesso di registrare dati. E’ staregistri nazionali (Paesi scandinavi, Irlanda, Olanda ecc.), mentre al- ta costituita una commissione che avrebbe dovuto gestire il regitri stati dispongono di registri regionali (Svizzera, Italia, Francia). stro tumori in cui appariva una sola figura medica e la restante parte era costituita da uomini coinvolti In Svizzera sono attualmente attivi 12 Repoliticamente. In questi anni vi fu un gistri Tumori generali di popolazione che radicale cambio di rotta secondo cui il registrano tutti i casi di tumore insorti neltumore più frequente in Campania era la popolazione residente nel rispettivo quello che coinvolgeva la zona di comCantone al momento della diagnosi, quapetenza otorinica, cioè naso e gola. lunque sia il luogo di diagnosi o di cura. Questi dati sono stati in contrasto con Un registro tumori efficiente ha il quello che si vedeva realmente negli compito di tenere il più possibile aggiorospedali dove questo tumore non era di nate statistiche sulla diffusione dei tumori. Il suo scopo è quello di identificare e catalogare al meglio: i certo il più frequente. Come risultato gran parte delle risorse econuovi casi di tumore, le persone che attualmente convivono con nomiche sono state centrare su questo campo. Il 10 luglio 2012 è stato nuovamente approvato all' unanimipatologie tumorali, il numero di morti a causa di tumori, e le differenze tra le varie zone d’Europa sulla frequenza di determinati tà dai Consiglieri regionali il nuovo registro tumori. Dopo pochi tumori. Tutto ciò ha un peso economico notevole ed è in grado mesi, nel settembre 2012, è stato fermato il progetto perché ridi influenzare in maniera diretta i finanziamenti del sistema sani- sulta essere fuori dai piani delle spese della sanità della regione tario nazionale con lo scopo di concentrare gli sforzi economici Campania. Il tetto è stato superato dopo che sono stati istituiti nuovi uffici e nuove figure lavorative. Ora c’è da chiedersi se è stasu determinati campi della medicina più coinvolti. In Italia il registro tumori di Varese funziona fin dal 1974 e circa to un errore in buona fede o c’è qualcuno che non vuole smuoogni due anni vengono riportati su una rivista internazionale tutti i ri- vere la situazione per paura delle conseguenze. Ad oggi il registro è ancora fermo in Campania. Enormi quantità sultati e quindi applicate le giuste correzioni all’indirizzamento dei fidi denaro sono sprecate ogni giorno e centinaia di persone rischiano nanziamenti ed alle possibili cause di questi tumori. Il vantaggio di sapere quale sia il tumore piu frequente in un sempre più la vita non trovando il sistema sanitario pronto a ricevere determinato territorio permette non solo di tentare di scovare le il giusto numero di tumori.

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›› CRONACA

Due giovani afragolesi morti a San Pietro a Patierno

Una fiaccolata per ricordare Centinaia di persone in strada in memoria di Carlo e Pasquale. I funerali nelle Salicelle di Maria Giacco stati gli amici che si sono presentati con scooter e motocicli, accelerando e suonando, per mantenere acceso il ricordo della passione per le moto che li accomunava. Molti gli applausi che si sono succeduti nel cammino, non solo da chi ha partecipato alla fiaccolata, ma anche dalle persone che dal loro balcone aspettavano di veder passare la folla per salutare quei ragazzi che non conoscevano, ma che potevano essere figli, fratelli, nipoti. In tanti sono arrivati con magliette e fasce con la foto che ritaeva i due, un modo per averli sempre vicino. Il Rione Salicelle, una seconda casa per loro, è stato tappezzato da striscioni di addio, di saluti, di parole forse mai dette, ma che tutti hanno voluto manifestare per dare omaggio a questi giovani ragazzi andati via troppo presto. Il giorno dopo sono stati celebrati i funerali, proprio nella Chiesa delle Salicelle. Una catena umana ha accolto le bianche bare, un silenzio spettrale interrotto solo dagli applausi. I tanti olore e rabbia ad Afragola per la morte di due giovanis- amici hanno trasportato a spalla fin dentro la Chiesa le spoglie simi. A provocare la morte di Carlo Castellacci (23 an- delle due giovani vittime. Tante le lacrime e la commozione dei ni) e Pasquale Piazza (24 anni) nellanotte tra il 25 e il parenti, che si sono chiusi nel loro dolore. 26 ottobre scorso un violento incidente. Poco prima della mezCarlo e Pasquale sono due giovani che si aggiungono purzanotte i due centauri sono stati visti sfrecciare in via nuovo troppo alla lista dei tanti ragazzi che sono morti a causa di un Tempio, nel quartiere di San Pietro a Patierno, da due agenti di incidente stradale, infatti negli ultimi 10 mesi sono stati 34 i deuna volante; poco dopo l'urto frontale con un’auto guidata da cessi. Si spera che queste ultime due morti siano un campanello un trentaseienne residente a Calvizzano. Subito la corsa al pron- d'allarme per i giovani affinchè comincino ad essere più pruto soccorso dell'ospedale Cardarelli in prognosi riservata, ma denti, facendo sì che queste tragedie non accadano più. Carlo e Pasquale non ce l'hanno fatta, i decessi vengono registrati alle tre e alle quattro del mattino. Lo scontro è avvenuto in una curva, hanno accertato gli specialisti dell'infortunistica stradale, dove la visibilità è ridotta. Il motorino, un Honda Sh 300, sarebbe stato sequestrato nei giorni precedenti all’incidente, e secondo gli accertamenti della municipale alla guida c'era Carlo Castellacci. I due sono deceduti in camera operatoria, ma le loro condizioni sono apparse da subito gravissime. Nulla si è potuto fare per salvargli la vita. La diagnosi dei medici è stata chiara e con poche speranze: Carlo aveva una grave emorragia femorale, Pasquale aveva una lussazione alla spalla e una lesione alla vescica con una embolia polmonare. In molti si sono mobilitati per ricordare questi due ragazzi, e martedì 29 è stata organizzata, da amici e parenti, una fiaccolata in loro memoria che è partita dal quartiere San Marco, dove abitava Carlo, e si è fermata in via Calabria, dove abitava Pasquale, per arrivare poi nel Rione Salicelle, zona di ritrovo con gli amici di entrambi. Una folla di gente ha partecipato per salutarli e molti sono

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CRONACA ‹‹

Protesta dei residenti nell’area della Saggese ad Afragola

“Siamo Ostaggi dei Rifiuti” Nonostante le pulizie straordinarie, nel giro di pochi giorni si riformano le discariche seguito delle numerose segnalazioni che ci sono pervenute per la difficile situazione in cui riversa il quartiere Saggese di Afragola per la presenza di rifiuti abusivamente riversati in quelle zone (con particolare attenzione per via Murillo Fatigati e via Ferrarese), ci siamo rivolti alla responsabile del Comitato Saggese, Anna Giustino, per avere un quadro più chiaro della situazione. Il problema è stato posto all’attenzione della precedente Amministrazione comunale già nel 2011 quando la signora Giustino facendosi portavoce dei residenti ha inviato una richiesta di aiuto in cui veniva esposta tale problematica e tutte le conseguenze ad essa connesse, affinchè si potessero prendere nuove iniziative e misure più restrittive per migliorare la situazione. Anche Cogito diede spazio alla protesta anche grazie alle segnalazioni di tanti cittadini, tra cui Giuseppe Barretta, uno dei residenti che contattò il giornale. Ma di fatto non è stato raggiunto alcun risultato fino a quando c’ è stato un primo miglioramento nel corso dell’estate grazie agli interventi di bonifica generale in tutte le zone periferiche del territorio afragolese (dunque non solo il quartiere Saggese, ma anche la zona Cantariello, via Cinquevie, via Arenile, più altre zone minori) promos-

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di Giovanna Anna Casoria si dalla nuova Amministrazione comunale. Nel giro di qualche settimana, però, i cumuli di rifiuti si sono riformati e ora la situazione è nuovamente difficile per i residenti e per gli automobilisti che transitano in quelle zone. Abbiamo riportato le proteste dei residenti a Salvatore Iavarone, assessore all ambiente e igiene urbana, che ci ha risposto illustrandoci il nuovo programma di rigenerazione del territorio e i risultati finora raggiunti: c’è stata infatti tra fine ottobre e inizio novembre una seconda operazione di pulizia, dopo quella dei mesi estivi, nella zona Cantariello, in prossimità del cimitero, via Arena e via Cinquevie dove a causa di mancanza di controlli si erano nuovamente formate mini discariche di rifiuti solidi urbani. Si è dovuto a questo punto aggiungere alla campagna di pulizia maggiori controlli da parte della polizia municipale, della protezione civile e guardia ambientale. Per quanto riguarda il problema dei roghi tossici, spesso diretta conseguenza dello sversamento selvaggio dei rifiuti, ci sono due importanti notizie: la prima è che secondo la prefettura i roghi tossici sono diminuiti dal 98 del 2012 al 36 del 2013; la seconda riguarda la partecipazione ad un bando di 250.000 euro per l’ istallazio-

ne di 14 nuove telecamere che vanno ad aggiungersi alle 70 già esistenti e che a breve dovrebbero essere rimesse in funzione. Nel frattempo è partita una sperimentazione che prevede l’ uso di droni, particolari aerei, che effettueranno continue operazioni di monitoraggio attraverso foto e video sulle zone maggiormente a rischio. Tuttavia le operazioni di pulizia e l’aumento di controlli promossi possono essere veramente efficaci e raggiungere risultati duraturi anche e soprattutto grazie al contributo dei cittadini. A tal proposito potrebbe essere utile promuovere campagne per sensibilizzarli ad aver rispetto del loro territorio, educandoli alla raccolta differenziata e invitandoli a collaborare denunciando chi per negligenza continua a non aver rispetto della propria terra.

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›› POLITICA

Cambio al vertice del Pd provinciale. Eletto Venanzio Carpentieri

“Più attenzione all’area a Nord di Napoli” E a Frattamaggiore il partito si rafforza e sceglie di affidarsi al sindaco, Francesco Russo di Angelica Argentiere

iorni di cambiamenti per il Pd in provincia di Napoli. Nei giorni scorsi, infatti, in molte città del napoletano sono stati eletti i nuovi vertici cittadini. Molta attesa a Frattamaggiore, dove, alla fine l’ha spuntata il sindaco della città, France-

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Francesco Russo

sco Russo, eletto all’unanimità. Il primo cittadino è finito però in una polemica legata alla sua presunta incompatibilità nel ricoprire le due cariche, quella di Segretario cittadino e Sindaco. Ne abbiamo parlato con il diretto interessato che ci ha replicato: “Sono polemiche vuote. Avere tutte queste attenzioni sulla mia persona mi lusinga ma partono da chi ha mal digerito la mia nomina e chi mal digerisce la forza del Pd a Frattamaggiore e del fatto che un buon amministratore riesce a farsi valere. Una polemica altamente pilotata, il cui fine è un altro. L’incompatibilità nasce nel momento in cui si ricopre la carica di Sindaco in un comune che supera i 50.000 abitanti, come è successo all’amico Enzo

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Cuomo, sindaco di Portici. Nel mio caso non è così, così come non lo è per Venanzio Carpentieri, sindaco di Melito, eletto segretario provinciale del partito democratico”. A più riprese, anche con dichiarazioni rese al nostro giornale, Russo si è de-

no fiero di ricoprire questa carica e per quanto sia stato l’unico a candidarsi, è stata una soddisfazione esser stato votato e non acclamato grazie ai circa 400 voti per la mia persona”. Sul ritorno al Pd dei Consiglieri comunali che avevano lasciato il partito nel

Venanzio Carpentieri: nuovo segretario provinciale del Pd

finito il rifondatore del Partito Democratico insieme agli ex DS. “Sempre meglio la carica da rifondatore che non rottamatore” ironizza il Sindaco. “Già al mio primo mandato, la Margherita vinse con dieci Consiglieri comunali così come accaduto nel secondo mandato per il Partito democratico. Il largo consenso dei voti dei cittadini è stato il risultato di un lavoro ben fatto che mi ha portato ora ad assumere la guida del Pd un partito che dovrà essere protagonista alle Europee del 2014 e alle Regionali del 2015”. Poi Russo sottolinea: “Molte persone ritengono la mia carica a segretario cittadino come un declassamento, come qualcosa di riduttivo, io non la vedo così, anzi so-

quale erano stati eletti nel 2010, Russo ha detto che “è stato un grande risultato far ritornare i consiglieri Enzo Ruggiero, Marco Antonio Del Prete, Daniele Barbato, Sergio Pratticò e Aniello Di Marzo nella squadra che ritorna a un numero di 8 componenti, riconfermandosi come il partito più forte e numeroso in Consiglio. Per quanto riguarda il futuro del Pd, mi ritengo un militante e al servizio dei miei superiori, facendo parte della squadra guidata da Matteo Renzi. Nasce l’esigenza di una rete di bravi e giovani amministratori perché già nella nostra area a Nord di Napoli la fisicità tra politica e cittadino è forte come dimostrano anche i secondi mandati ricchi di consensi che di questi tempi per la politica è mer-

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POLITICA ‹‹ ce rara”. In effetti, dati alla mano,il Pd nell’area a Nord di Napoli rappresenta una forza politica capillare su tutto il territorio, basti pensare ai Sindaci di Afragola, Crispano, Casavatore, Grumo tanto per citarne alcuni ma spesso “dimenticati” dalla segreteria provinciale. Proprio di questo abbiamo parlato con il neoeletto segretario provinciale del Pd, Venanzio Carpentieri, attuale sindaco di Melito, con il 65% dei consensi rispetto all’insperato 35% del segretario uscente Gino Cimmino. Il neo segretario sembra avere le idee chiare e l’intenzione di cambiare pagina rispetto al passato, qunado il partiro ha mortificato le esigenze di rappresentatività della provincia a Nord di Napoli. “L’attenzione per quest’area c’è sicuramente ma in linea di massima per tutti i territori” ha detto aggiungendo: “La valorizzazione di validi amministratori e validi militanti della società civile vuole essere uno dei tratti peculiari del mio segretariato. Ma è certo e si deve sottolineare come ci sia un radicamento forte del partito in quest’area con risultati elettorali positivi o molto positivi in alcuni casi. Di certo sarà un segretariato incentrato maggiormente tra centro e periferia con l’idea di riproporre un coordinamento d’area per una valorizzazione delle esperienze”. Sulla nomina di Carpentieri, già si sono scatenate delle polemiche per dei silenzi considerati ambigui in materia di anticamorra. Proprio quando il Pd sceglieva di eleggere Rosy Bindi a Presidente della Commissione Antimafia e non la giornalista anticamorra e senatrice del Pd, Rosaria Capacchione, costretta a vivere sotto scorta. “Sulla vicenda nazionale, certo è che si è mostrata una forte spaccatura sull’elezione di Rosy Bindi, considerando che per la nomina del Presidente di una così importante Commissione non si è riusciti a convergere in una candidatura definita e unitaria. Ma senza nulla togliere al mio presidente Bindi, nonostante l’approccio non sia stato dei migliori. Il Pd in questi termini è impegnato e lo sarà sempre più. Per quanto riguarda le vicende personali trovo del tutto inappropriato giustificarmi quando i fatti parlano per me, come i fatti concreti che già come Sindaco di Melito ho attuato, a partire dallo sportello antiracket e antiusura, trasparenza delle gare d’appalto, eventi dal sapore più squisitamente culturale con convegni di educazione alla legalità. Servono le marce, le fiaccolate ma non solo quelle e tutte queste polemiche nei miei confronti hanno un chiaro sapore strumentale”. Anno XX - numero 342 - Sabato 9 novembre 2013

Anche Antonio Bassolino alla Festa dei Giovani Democratici ad Afragola gli organizzatori della festa Snellaoddisfatti organizzata dai Giovani Democratici pineta comunale di Afragola dal 17 al 20 Ottobre. I Giovani Democratici sono un gruppo di giovani, nati nel 2008 dopo le elezioni comunali, che hanno scelto di impegnarsi in politica per dar voce alle idee che accomunano molti di loro. I Giovani Democratici sono nati all'interno del Partito democratico, ma con un' idea diversa di fare politica. E, infatti, non sono mancati alcuni momenti di tensione tra i due gruppi politici, ma pare che con il nuovo segretario del Pd, Concetta De Stefano, le cose siano migliorate. “Attraverso varie attività in questi 5 anni siamo cresciuti molto, e l' elezione in Consiglio comunale di Giovanni Tuberosa è stata per noi una vittoria che sicuramente rappresenta un segnale di cambiamento nella società” afferma Francesco Zanfardino, segretario dei Giovani Democratici. La festa che ha preso il nome di "Festa dell'Unità" è nata proprio da un pensiero diverso di fare politica, un modo di vedere il mondo attraverso i principi della socialità, della connessione e della partecipazione. "Mancava da molti anni un evento così, organizzato da un partito; la politica afragolese finora ha coinvolto la popolazione solo nel periodo elettorale, ma noi vogliamo che la gente viva ogni giorno l'esperienza politica" dice Zanfardino. Voglia quindi di stimolare le persone a partecipare e di cancellare l'abitudine di un rapporto occasionale con la politica. Il nome "Festa dell'Unità" è stato usato per omaggiare i cittadini, per creare un punto d' incontro, un'unione per tante realtà, che magari non si rispecchiano in questo partito ma che partecipano alla cosa pubblica. La pineta comunale è stata scelta ad hoc per questo evento, per far sì che diventasse il punto di riferimento della rinascita socio-culturale di Afragola. “L'evento è stato organizzato da tutti i militanti del partito , non sono stati usati fondi pubblici ma ci siamo autofinanziati da soli e attraverso gli sponsor" dice Zanfardino; "abbiamo scelto di invitare artisti emergenti e non del nostro territorio come Sabba e gli Incensurabili, Aldolà Chivalà, ed è andato in scena anche uno spettacolo teatrale diretto da Agnese Laurenza". Molti anche gli incontri tra cui l'intervista al sindaco Tuccillo e l'assemblea con le associazioni cittadine; ha partecipato anche il segretario nazionale dei Giovani democratici, Michele Grimaldi, Antonio Marciano, Consigliere

Antonio Bassolino e Francesco Zanfardino

regionale del Pd, e l’ex sindaco di Napoli e presidente della Regione, Antonio Bassolino, per la presentazione del libro "Le dolomiti di Napoli”. Una festa organizzata anche per l'autofinanziamento del partito, che i Giovani Democratici hanno pensato di ottenere attraverso una lotteria e gli stand che vendevano panini e bibite. "Un guadagno non c'è stato, ma sicuramente lo scopo non era la speculazione, ma anzi, quello di creare un evento culturale che ci ha dato il coraggio di andare sempre più avanti e di pensare ad altri eventi migliori di questo" dice Zanfardino. Molti sono i progetti futuri e Tuberosa ne ha accennati alcuni: “Sicuramente stiamo lavorando per far attuare i 100 punti programmatici con i quali ci siamo presentati alle elezioni e che ci hanno fatto vincere; per quanto riguarda l'ambiente, stiamo lavorando con Libera alla creazione di un regolamento per la gestione dei terreni confiscati alla camorra, testo che presenteremo al Consiglio Comunale; inoltre ci stiamo mobilitando per organizzare degli incontri con la popolazione e stiamo lavorando per lo sviluppo dei centri commerciali naturali, una battaglia durata 3 anni per lo sviluppo commerciale di Afagola". Altra cosa importante di cui Tuberosa ha parlato, è la creazione di una casa per le associazioni, un luogo che posso essere un punto di incontro. Sono molti i punti che il Consigiere e il gruppo dei Giovani democratici stanno tentando di portare avanti, ma la cosa più importante per loro è la volontà di attuare il programma coinvolgendo i cittadini, la voglia di fabbricare idee dal basso e non imposizioni dall'alto. "E' vero che la politica deve dare l'indirizzo" ha detto Zanfardino, "ma per concretizzare quali sono i problemi reali abbiamo bisogno di conoscere il pensiero della gente". Con questa nuova Smministrazione i Giovani Democratici stanno cercando di avvicinarsi sempre più alla città, anche al costo di sembrare disorganizzati. Maria Giacco Cogito • 11


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›› CRONACA

A Frattamaggiore, botta e risposta tra Cantiere giovani e Amministrazione

CHE FUTURO PER IL CSP ROSSINI? Ancora non è chiaro chi dovrà completare la messa in sicurezza e gestire gli impianti sportivi di Angelica Argentiere

Ad Afragola è polemica per il campo da rugby

La conferenza di presentazione di Benessere in quartiere ei giorni scorsi, nella struttura sportiva CSP Rossini di via Rossini a Frattamaggiore, la Parrocchia San Rocco, Cantiere Giovani, Igea Sport e l’associazione ACSP Rossini hanno presentato il Progetto educativo "Benessere in Quartiere". All’incontro hanno presenziato il sindaco di Frattamaggiore Francesco Russo, l'assessore allo sport, Alba Mazzara, e l’assessore alle politiche sociali, Pasquale Saviano. Così come si legge dal comunicato stampa: “Il Centro sportivo polivalente (C.S.P.) di via Rossini può assumere una funzione strategica per favorire la diffusione di una cultura della civile convivenza, del benessere, della solidarietà e della cooperazione nella comunità locale. La struttura comunale, concessa in comodato d’uso alla Parrocchia San Rocco, è stata ricostruita di recente dopo la sua vandalizzazione. L’impegno della Parrocchia, insieme alla rete associativa, al momento è stato quello di evitare che venga nuovamente distrutta. Grazie a questo progetto si promuoveranno finalmente attività di aggregazione e opportunità di inclusione sociale. L’ultimo e più significativo passo per garantire un progetto stabile e lo sviluppo della struttura è quella della messa in sicurezza della struttura per le attività sportive. Si tratta dell’istallazione di una rete divisoria, tra gli spalti e i campi sportivi, necessaria a evitare rischi ed infortuni”. Anche se proprio sulla messa in sicurezza del centro sembra che il Comune faccia dei passi indietro. Per la struttura comunale sono stati spesi 300.000 euro, e il Sindaco decise di dare il centro in gestione a Don Armando (parroco della Chiesa di San Rocco, nda) come luogo associativo per le attività dei giovani di via Rossini e non solo in quanto territorio della suddetta parrocchia. Scelta nobilissima, se non fosse per il fatto che il centro sarebbe stato completamente dimenticato dall’Amministrazione, anzi spesso oggetto di qualche opposizione. Per il centro sono stati stanziati 40.000 euro dal C.E.I. dai fondi dell’8per1000 della chiesa cattolica che saranno investiti in attrezzature, strumenti che serviranno ad attuare le attività aggregative, laboratoriali e di socializzazione per bambini e ragazzi del quartiere, un corso di skateboard, uno di ballo e ginnastica dolce, la palla a volo e il basket e le attività di recupero scolastico. In una nostra chiacchierata con Pasqualino Costanzo del Cantiere Giovani ha dichiarato: “Abbiamo chiesto al comune di attivarsi e c'è stato da parte dell'amministrazione una mezza presa d'impegno. La situazione è complessa e ci sono ancora vari nodi da sciogliere tipo: se faranno e quando faranno i lavori per le attività sportive, se rivedono la convenzione allungando la durata, se intendono scaricare la manutenzione straordinaria della struttura pubblica alla parrocchia.” Ha aggiunto: “Si confonde la dimensione pubblica e non profit con quella profit e l'amministrazione non ha le idee chiare sulla bontà dell'iniziativa intrapresa e sull'opportunità che le realtà associative possono rappresentare”. Infatti ci ha spiegato che i fondi C.E.I servono per il rilancio di alcune attività dove la rendicontazione prevede un implemento sui fondi stanziati, in parole povere dei 40 mila stanziati, se ne devono rendicontare 70 mila altrimenti si rischia il fallimento del progetto stesso e di restituire i soldi presi. Come si può fare tutto questo? Cercando di sfruttare anche il centro sportivo per attività lucrative come l’affitto dei campetti ma senza la messa in sicurezza di questi ultimi è praticamente impossibile. Per gli stessi il comune stilò un preventivo di 20mila euro giustifi-

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Continua la lotta del Rugby Afragola per avere il tanto sognato campo. A pochi giorni dalla riunione del 4 ottobre in cui erano state date ampie rassicurazioni sull’effettiva realizzazione, il Presidente del Rugby Afragola, Vittorio Mazzone, ha presentato una lettera al Comune di Afragola indirizzata al sindaco, Domenico Tuccillo, e all'assessore allo sport, Salvatore Iavarone. Oggetto della lettera è la richiesta di un incontro urgente per definire il più presto possibile ciò che è stato promesso nella riunione: la realizzazione del campo da Rugby. La nuova Amministrazione è a conoscenza che, grazie a un intenso confronto con la precedente Amministrazione comunale, all'interno del piano di risanamento urbano del Rione Salicelle, era stata prevista la realizzazione dell'impianto, ma a quanto pare non sarà così. Proprio l'assessore Iavarone ha fatto sapere che l'attuale Amministrazione sta rivedendo in parte il piano ed è orientata a spostare l'impianto in quanto l'area dove doveva nascere la struttura è già stata destinata per la creazione di una villa comunale. Questo forse è il problema che blocca l'inizio dei lavori. Sono molti i ragazzi del Rione Salicelle che giocano a Rugby, e dispiace all'associazione di non poter avere la struttura proprio dove si trova la maggioranza degli atleti, a differenza di quanto riportato su alcuni giornali locali dove si afferma invece che l'associazione sportiva non vuole la struttura nelle Salicelle. “Il Rione sarebbe stato il luogo ideale, soprattutto per non far spostare i tanti ragazzi che non hanno mezzi a disposizione, ma se non è possibile non importa, basta che il campo venga realizzato” precisa il presidente Mazzone. Nella lettera, già protocollata, si chiede al Sindaco e all'Assessore di sapere al più presto dove sarà ubicato il campo, quali saranno i tempi necessari per la sua realizzazione e quali fondi verranno utilizzati, dato che non verranno utilizzati quelli stanziati per il progetto PRU. Mazzone, inoltre, ha ribadito che “la Federazione Italiana Rugby è disposta ad assicurare al Comune di Afragola un congruo contributo per la realizzazione di un impianto sportivo dedicato al gioco del Rugby”. Un contributo che dovrebbe sollecitare l'Amministrazione ad affrettare i tempi. Mazzone, anche per mettere a tacere le polemiche nate intorno al campo di rugby, vuole che vengano date delle risposte formali, che vengano ufficializzate con una conferenza stampa. “Noi siamo rispettosi dell'Amministrazione della nostra città", dice Mazzone "non abbiamo l'intenzione di fare la guerra a nessuno, vogliamo solo delle risposte certe, in modo da placare anche le dicerie”. Da un colloquio informale tra il presidente Mazzone e il Sindaco, è emerso che l'incontro ci sarà, ma ancora nulla di formale. Il Rugby Afragola assicura però, che finchè non ci saranno risposte continueranno a pressare per avere un riscontro ai problemi sollevati. Maria Giacco Anno XX - numero 342 - Sabato 9 novembre 2013


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CRONACA ‹‹ candosi che il comune non poteva spendere questa cifra esosa, ma altre ditte, tra cui quelle che hanno curato i lavori del campo della frattese hanno richiesto 7.000 euro per la messa in sicurezza, senza considerare le spese che gravano sulla parrocchia, e sull’impegno dell’associazione Amici del Csp, formato da una parte dei genitori dei ragazzi di via Rossini che si impegnano alla manutenzione del centro a titolo gratuito affinchè i loro figli non perdano questa possibilità di aggregazione in uno dei quartieri più a rischio della città, dando una grande dimostrazione di società civile. Costanzo conclude: “Non abbiamo ancora capito se il Comune ci crede oppure no nel progetto, per i continui tira e molla e per le risposte evasive con una revisione della convenzione quinquennale, ma spesso ostacolando anche chi vuole investire nel progetto perché alcuni amministratori sono contro, perdendo ancora una volta la possibilità che sia un bene pubblico a sostenere la cittadinanza che ha pienamente dimostrato di volere fortemente il progetto”. Ma qual è la posizione dell’Amministrazione sulla questione? Ne abbiamo parlato con l'assessore alle politiche sociali Pasquale Saviano: “Non credo ci sia un'opposizione da parte dell'Amministrazione, anzi lo stesso sindaco Francesco Russo alla presentazione del progetto invitó noi assessori presenti a non trascurare questo impegno perché teneva molto alla struttura e a ció che puó significare. Siamo contenti di come Don Armando Broccoletti, il Cantiere nella persona di Pasqualino Costanzo, da sempre sensibile alle questioni sociali, mantengano la struttura, ma per la messa in sicurezza della struttura devo parlarne con l'ufficio tecnico per vedere il da farsi". Con l’assessore Saviano abbiamo anche ripreso la provocazione di Costanzo ("Per Natale riusciamo a organizzate una partita con Lorenzo Insigne nel quartiere dov'é cresciuto?") e la risposta dell'assessore Saviano é stata: "Me lo auguro, dobbiamo vedere con i tecnici".

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E al Centro sociale anziani c’è chi si scopre cantante tante le storie che si scoprono Snelono Centro sociale anziani di Frattamaggiore. Questa volta, abbiamo incontrato Vincenzo Perotta, un pensionato, infermiere di pronto soccorso all’ospedale di Frattamaggiore dal 1974 al 2003 che ha trovato nel canto e nella musica la sua voglia di continuare a vivere dopo la dolorosa perdita della moglie. Ci ha dichiarato: “Ho scoperto la mia passione grazie al maestro Nicola Grieco della corale del Centro. Un bel giorno però ho deciso di fare una cosa da solo, riscuotendo un grande successo e la voce si era diffusa tra tutti gli amici e i parenti, tanto che mi decisi lo scorso 23 maggio di fare un concerto da solo per cui non finirò mai di ringraziare il presidente del centro, Gennaro Marchese, con tutto il direttivo, per avermi messo a disposizione il centro, poi per gli impianti e gli strumenti ho provveduto io personalmente alle spese”. Perotta ha poi aggiunto: “Tanto è stato il successo di quella sera che in tanti mi hanno chiesto una replica e così lo scorso 7 ottobre mi sono esibito un’altra volta. Ringrazio i miei amici Pietro De Francesco e Pasquale Capasso che, insieme con la mia famiglia, mi hanno spinto in questa strada che mi ha fatto rinascere, quando mi esibisco al centro sociale anziani, io mi sento al San Carlo e ricevere anche attestati di merito mi riempie il cuore di gioia”. Tanta l’emozione sul volto del signor Vincenzo quando ci ha raccontato della sua passione. E alla domanda: “Qual è il suo cavallo di battaglia?” ci ha risposto: “Addio mio Bella Napoli e Tu ca nu chiagn”Angelica Argentiere

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›› CRONACA

Scontro politico per l’abbattimento di un palazzo a Cardito

Pisano Si Dimette Da Consigliere Polemiche contro la maggioranza che non avrebbe seguito la vicenda con attenzione. Il sindaco Cirillo si difende: Abbiamo fatto tutto il possibile per evitare l’abbattimento di Claudia Perrotta

on c’è pace per Cirillo. E' un susseguirsi di polemiche contro l'Amministrazione comunale di Cardito che, per l’opposizione, ancora una volta, si è dimostrata assente di fronte a un problema che ha scosso la cittadinanza. Proviamo a ricostruire quel che è successo. Un’ordinanza firmata dal magistrato Ricciardi ha infatti stabilito l'abbattimento di uno stabile in via Fermi dopo un lungo percorso, iniziato nel 2002, durato dunque ben 11 anni. Ebbene, l'incubo di chi viveva in quella casa è diventato realtà nei giorni scorsi. Le ruspe, in pochi attimi, hanno spazzato via tutto nonostante ci fosse un’altra ordinanza che aveva stabilito che era necessario abbattere soltanto i 20 - 30 metri cubi in eccedenza dell'edificio. Quella casa si poteva salvare, anche perché è stata oggetto di una concessione edilizia in sanatoria. E invece così non è stato. La palazzina è stata completamente spazzata via. A nulla è valso il grido di dolore, la disperazione dei proprietari. Le uniche forze politiche ad interessarsi alla questione sono sta-

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te quelle dell'opposizione. La maggioranza sembra non essersi per niente interessata. Lo dimostrano le assenze nel giorno dell'abbattimento. A esprimere il suo rammarico è anche l’ex sindaco, Peppe Barra, per cui “è una vera tragedia. Si è trattato di un accanimento giudiziario che sinceramente non capisco e non giustifico. So solo che la sentenza penale ha vinto su quella amministrativa. Eppure bastava demolire solo la parte in eccedenza. Inoltre, oltre al danno anche la beffa visto che la proprietaria, la signora Erminia Auriemma sarà obbligata a versare 95.000 euro per rimanere proprietaria del suolo e per avere la facoltà, un domani, di poter ricostruire ciò che hanno distrutto”. Come fa spesso, Barra ha affidato a Facebook la sua rabbia. Sul social network ha espresso tutta la sua rabbia, dichiarando che se fosse stato lui il Sindaco si sarebbe fatto arrestare pur di opporsi all'abbattimento. Si vergogna di quello che è successo e di come ha reagito la maggioranza e non usa mezzi termini: “Mi fa tutto molto schifo. In una società in piena crisi non si può dar vita ad un terremo-

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POLITICA ‹‹ to artificiale. Dobbiamo dare una casa dove vivere alla gente non portargliela via”. Raggiunto telefonicamente dalla nostra redazione ha aggiunto: ”Pensi che la figlia della signora Auriemma è una compagna di scuola di mia nipote. E' una ragazza provata che ha confidato alla sua amica di vivere quest'abbattimento quasi come una sorte di liberazione, dopo aver vissuto per anni nell'incertezza, tra lacrime e dolori”. A protestare contro l’abbattimento anche l'avvocato Franco Pisano, leader dell'opposizione. Sin dal giorno della sentenza che si pronunciava a favore dell'abbattimento, ha iniziato a dimostrare tutta la sua rabbia per una sentenza, a suo parere, non limpida. E dopo l’abbattimento, con una dichiarazione pubblica su facebook, ha annunciato le sue dimissioni. La riportiamo integralmente: “In più occasioni ho ricordato al Sindaco e alla maggioranza di affrontare seriamente la questione abbattimenti e anche nell'ultimo Consiglio comunale gli proposi di ridurre drasticamente le somme per finanziare gli abbattimenti, spostandole sul capitolo delle infrastrutture pubbliche che, ad oggi, è pari a zero; di sollecitare un coordinamento con la Procura nella scelta dei manufatti da demolire. Ovviamente, con una maggioranza allo sbaraglio, aiutata da una parte della minoranza che non ha esitato a fare il salto della quaglia, il tentativo del Sindaco di intervenire all'ultimo giorno, per evitare la demolizione della casa di Auriemma, non poteva produrre alcunchè. Così, come a luglio scorso, portammo noi delle minoranze in Consiglio comunale, questo governo fallimentare, per prendere atto della legge regionale che, in un certo qualmodo, evita le demolizioni delle case per uso proprio. Ma nonostante ciò, si presero i meriti di approvare una delibera inutile, anzichè procedere concretamente come precisai nel mio intervento in Consiglio e infatti il caso di questi giorni ne è la prova. Mi batterò insieme al mio partito per una soluzione giusta in favore di coloro che non hanno una soluzione abitativa per la loro famiglia, diversa da quella abusiva. Per il prossimo Consiglio chiederemo di esporre la questione della demolizione della signora Auriemma al Ministro di Grazia e Giustizia per verificare eventuali illegittimità sulla scelta del fabbricato e sulle modalità di esecuzione (perchè la seria preoccupazione che, di fronte alle irregolarità, il Comune potrebbe essere responsabile dei danni patiti dalla famiglia Auriemma); di congelare i circa 500.000 euro stanziati per gli abbattimenti in attesa di un coordinamento tra Comune e Procura sulla scelta dei manufatti da abbattere. Sulla questione delle mie dimissioni: mi sono chiesto cosa potevo fare per quella famiglia distrutta che a tutt'oggi è ancora in possesso di un permesso per costruire, come confermato dal Tar Campania e domani, per assurdo, potrebbe

chiedere al Comune di procedere alla ricostruzione del fabbricato demolito . Ebbene, di fronte alla latitanza della politica e al silenzio dei media, ho pensato che le mie dimissioni fossero l'unica soluzione per accendere i riflettori sulla questione e garantire i giusti controlli sulla regolarità dell'abbattimento. Per quanto concerne il mio ruolo politico, ho talmente di quella esperienza che non ho bisogno dello scanno per controllare l'attività amministrativa. Ricordo che mi sono dimesso da Consigliere comunale e non da Parlamentare. E poi un pò di aria fresca in questo Consiglio Comunale bisogna pur garantirla cosa che sta facendo solo il centrodestra con i due giovani consiglieri Giuseppe Mirone e Pasquale Cimmino”. Il commento del primo cittadino Giuseppe Cirillo riguardo all’abbattimento è stato molto articolato e ha tentato di spiegare quel che è successo: “E’ stata una giornata molto triste perché dei cittadini, anche sbagliando, hanno costruito abusivamente un immobile che, comunque, era un immobile di necessità con un solo appartamento, e i proprietari sono delle bravissime persone, dei lavoratori. Questo della demolizione è un problema che viene da lontano, dal 2002 quando la Procura della Repubblica ha disposto l’abbattimento di questo fabbricato costruito nel 1999. Nel 2008 è stato chiesto un titolo autorizzativo al Comune perché la rabbia è che si trova su un suolo edificatorio ma ricadendo nell’area B1 non gli davano il titolo autorizzativo. Successivamente, sono riusciti ad avere il permesso di costruire in sanatoria. La signora Auriemma, infatti, è titolare di un accertamento di conformità rilasciato dal Comune di Cardito nel 2008. Successivamente l’ufficio tecnico le ha mandato un avvio del procedimento di ritiro di questo permesso di costruire e un’ordinanza di demolizione e di acquisizione. La signora e altri cittadini hanno fatto ricorso al Tar e nel 2010 una sentenza gli ha dato ragione. Quindi l’immobile non poteva essere acquisito dal patrimonio comunale in virtù di una sentenza amministrativa e il Tar stabilisce che, per avere la conformità, bisognava modificare la concessione con dei provvedimenti di demolizione parziale di questo fabbricato che non poteva più essere acquisito dal Comune in quanto la sentenza è divenuta esecutiva e non più appellabile. Posso dire che sono distrutto. Ho fatto tutto quello che potevo per salvare la casa dei nostri concittadini. Il resto sono polemiche pretestuose”. Intanto, l’abbattimento di via Fermi, sembra essere solo il primo di una lunga serie prevista dalla Procura, per contrastare l’abusivismo che da anni, attanaglia i nostri territori. Vedremo cosa succederà nei prossimi giorni e nelle prossime settimane.

E ad Afragola spunta una sbarra in mezzo alla strada A volte l’immaginazione supera la realtà. Altre volte invece la soluzione migliore è quella di far da soli, come il proverbio insegna. E forse sarà stata proprio questa l’idea di chi ha pensato di mettere una sbarra nel pieno di una carreggiata. E’ successo ad Afragola, nei pressi di un bar molto affollato a ridosso de I pini. Gli automobilisti e i clienti del bar avranno notato nei giorni scorsi qualcosa di insolito che delimitava un’area di sosta. In gergo tecnico si chiama “dissuasore” e proprio come dice la parola dovrebbe dissuadere e quindi porre fine a

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soste selvagge o soste che vìolano in qualche modo la proprietà privata. Il problema è che secondo le prime indiscrezioni, il dissuasore installato sul suolo pubblico nel tratto di stratta che dovrebbe essere del demanio, non è a norma. Perché mettendo da parte per un attimo le misure spropositate del dissuasore, che si avvicina più ad una sbarra che ad un dissuasore, la legge dice che “bisogna richiedere l’autorizzazione al Comune di residenza” e soprattutto “non deve costituire intralcio alla viabilità”. Il dissuasore in questione invece pre-

vede in maniera autonoma e gestita dai residenti dell’abitazione, l’entrata e l’uscita nonché la gestione in piena e manuale autonomia dell’apertura e della chiusura di questa enorme sbarra metallica di colore rosso. Comprendiamo le difficoltà nel parcheggio in quella zona e soprattutto dell’aggravarsi delle condizioni di sosta, spesso selvagge ai danni dei residenti, ma risolvere il problema cosi oltre ad essere illegale e a costituire un danno alla collettività, non produrrà alcuna soluzione. Forse tamponerà solo il problema, per qualche tempo. Martino Uzzauto Cogito • 15


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›› CRONACA

Si avvia a soluzione il caso del liceo Braucci di Caivano

ARRIVA LA DISINFESTAZIONE Le proteste degli studenti hanno ottenuto il risultato che si chiedeva da settimane otò, Aurelio Fierro, Sergio Bruni e tanti altri “mostri sacri della cultura napoletana e italiana, hanno avuto a che fare con Frattamaggiore. Avete letto bene, Frattamaggiore. Vi chiederete cosa ha a che fare questa città con quei tre nomi; tanto, tantissimo, perché è il luogo di nascita di “uno dei grandi poeti che non è stato ancora ricordato” per usare le parole di Aurelio Fierro. Stiamo parlando di Aniello Franzese, più conosciuto come Nello Franzese, autore di poesie e canzoni scritte con e per i grandi interpreti della canzone classica napoletana. Il maresciallo della Guardia di finanza, Aniello Franzese, nacque a Frattamaggiore il 22 aprile del 1924. Autodidatta, Nello comincia subito a collaborare con i più illustri nomi della nostra tradizione musicale, Aurelio Fierro, Sergio Bruni, Roberto Murolo e questo già la dice lunga sul suo estro, sul suo genio, sul suo essere poeta, ancora tante le collaborazioni e le richieste per testi musicali, possiamo citare, tra gli altri, Mario Merola, Nunzio Gallo, Luciano Rondinella, Maria Paris e tantissimi ancora. Stimato e ricercato nell’ambiente artistico gli fanno la “corte” autori, compositori e direttori d’orchestra; e, a scrivere canzoni con lui ci sono anche Totò, Gino Campese, Giovanni Astuti, E. A. Mario, Libero Bovio, Edoardo Nicolardi e tanti altri. Uomo riservato, allo stesso tempo prolifico autore, per anni il suo nome e la sua figura sono stati messi in ombra dal tempo ed è per questo che abbiamo deciso di ricordarlo.

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di Linda Scuotto Tanti sono stati i premi vinti, nella sua, seppur breve ma grande e significativa carriera; Maschera d’argento (premio di rilievo nazionale), Piedigrotta, Piedigrot-

tissima, Il Musichiere e altri ancora. Il destino ha voluto che nel lontano 4 luglio 1982, pochi giorni prima che gli undici di Bearzot entrassero nella storia del calcio e l’Italia festeggiasse il suo terzo titolo mondiale, Frattamaggiore perse uno dei suoi figli più rappresentativi del panorama artistico culturale. Nel 1997 Liliana De Curtis, figlia di Totò, per mero caso

ritrova uno spartito inedito “Me diciste ‘na sera” del 1952, musicata dallo stesso Totò, mentre l’autore del testo era proprio Nello Franzese. Di questa notizia se ne occupò anche Il Mattino e La Repubblica oltre ai TG nazionali, con gli interventi di Vincenzo Mollica e Paolo Limiti, cosicchè Mariangela D’Abbraccio la incise nello stesso anno (Il cuore di Totò – cd- sony music entertainment SpA distribution). Sempre con il Principe della risata, Franzese scrive “Comme a nu carcerato”, per Sergio Bruni “Serenata e Piscatore” e “Chiesetta nella valle”, per Aurelio Fierro compone “Maestra elementare”, a Mario Merola firma i testi di “Te chiammave Maria” e “A Bandiera”, per Luciano Rondinella scrive “ ‘O milurdino ” (cantata anche dallo stesso Merola), “Miracolo d’ammore” per Nunzio Gallo, “Bambulella” per Maria Paris, e tante altre. Tutto ciò dimostra che, per troppi anni, il nome e il lavoro di Nello Franzese sono finiti nel dimenticatoio, è giunto il momento che ai molti venga data l’occasione per conoscere, scoprire il patrimonio lasciatoci da questo grande poeta, magari con qualche iniziativa, con un premio in sua memoria; insomma, il suo paese natale dovrebbe onorare chi ha dato lustro alla sua città, non rinnegando mai le sue radici, portando la sua amata Frattamaggiore sempre nel cuore. Un ringraziamento particole va al professor Vincenzo Franzese, figlio di Nello Franzese, per il materiale e le testimonianze fornitemi, senza le quali questo articolo non sarebbe stato possibile.

Festa dell’accoglienza alla don Milani di Caivano i è conclusa con successo la festa dell’accoglienza, organizzata gio- nitori e presentato la presidentessa del Consiglio di Istituto, Catevedì 31 ottobre dall’istituto Don Milani per i bambini che que- rina Crispino, che, nel suo discorso di benvenuto, ha raccontato Sst’anno frequentano il loro primo anno di scuola nell’istituto caiva- al pubblico l’origine di una festa, quella di Halloween, da cui l’enese. L’evento, che ogni anno interessa genitori, alunni e docenti della scuola dell’infanzia, si è svolto nell’auditorium della sede centrale dell’istituto e ha ospitato circa 300 persone. “Quest’anno si è pensato di valorizzare non solo le competenze acquisite dai bambini di cinque anni, sono stati infatti preparati canti e filastrocche di benvenuto per gli studenti più piccoli, ma si è cercato di creare un’atmosfera ludica e spensierata, un momento di incontro tra genitori e docenti che fosse all’insegna del divertimento. Abbiamo voluto condividere un piccolo pezzo del lungo percorso scolastico che questi bambini andranno a svolgere, se vogliono, nel nostro istituto comprensivo” spiega l’insegnante Rosa Ludeno. Il dirigente scolastico, la professoressa Teresa Ummarino, ha accolto con gioia i ge16 • Cogito

vento ha preso il tema. “E’ un caso che la festa abbia avuto luogo proprio il giorno di Halloween, ma siamo felici che i bambini abbiano risposto positivamente” ci spiega la docente. Uno stuolo di piccole streghette e dolci fantasmini ha animato la festa. Fondamentale per l’intrattenimento dei più piccoli il mago Oreste, il carrettino dello zucchero filato e tanta musica allegra. “Credo che questa festa abbia dato modo a noi genitori di conoscere non solo l’ambiente in cui i nostri figli cresceranno imparando, ma anche il ‘duro’ lavoro degli insegnanti che hanno reso possibile tutto questo” ci ha detto uno dei genitori presenti. Linda Scuotto Anno XX - numero 342 - Sabato 9 novembre 2013

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›› CRONACA

Continuano i sequestri di forni dove si cuoce pane illegalmente

NON MANGIATE QUEL PANE! Un altro blitz dei Carabinieri ha portato a nuovi sequestri e nuove denunce resce sempre di più il fenomeno dei forni abusivi e delle vendite illegali di pane porta a porta e negli uffici pubblici e privati. Un mercato in continua crescita nonostante i tanti blitz e i tanti sequestri che si sono avuti negli ultimi anni. Il motivo è, ovviamente, economico: l'acquirente risparmia rispetto al prezzo di un normale pezzo di pane e il venditore ci guadagna. Peccato, però, che, spesso, pagare meno significa acquistare un prodotto poco sicuro se non addirittura pericoloso per la salute. A produrre il pane abusivamente, stando a quanto detto dalle forze dell’ordine, non ci si trova solo di fronte al singolo che comincia a produrre pane per crearsi un reddito. A coordinare questo tipo di attività, infatti, sarebbe la camorra, la quale

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di Rossella Valentino ha ben capito che vil mercato del cibo è decisamente fruttifero. La produzione del pane ha le sue regole soprattutto per quanto concerne le condizioni igienico sanitarie. Se queste non vengono rispettate, la produzione risulta illegale. Essendo i forni abusivi privi di alcun controllo, le probabilità che vengano utilizzate sostanze tossiche sono piuttosto alte. Ultimamente, infatti, si è scoperto che in alcuni forni il pane veniva cotto insieme a legna verniciata, chiodi e altre sostanze nocive. Il pane abusivo viene venduto in furgoncini, mercati e banchetti improvvisati, ma anche in uffici pubblici e privati, in supermercati e salumerie ai danni di clienti spesso ignari di acquistare un prodotto realizzato senza rispettare le più elementari norme igienico sanitarie. Ad Arzano, un forno abusivo è stato chiuso per ben due volte: il proprietario, dopo la prima chiusura, aveva pensato di rimuovere i sigilli e riprendere la sua attività. La cosa, però, non è sfuggita ai Carabinieri che sono intervenuti prontamente in via Annunziata, nel cuore del centro storico, sequestrando centoventi chilogrammi di pane già cotto e altri chili di impasto. La situazione si è presentata critica: i carabinieri hanno trovato pedane di legno impregnate di vernice e altre sostan-

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ze nocive pronte per essere messe nel fuoco e bruciate per lapreparazione del pane. Il blitz dei carabinieri ha portato al sequestro di oltre tre tonnellate di pane, a una cinquantina di persone denunciate, a multe per un totale di 40 mila euro e ad una serie di altri forni sequestrati. Le zone interessate dall’ultimo blitz sono Frattamaggiore, Arzano, Pomigliano d’Arco, Sant’Anastasia, Acerra, Brusciano, Castello di Cisterna, Giugliano in Campania, Villaricca, Sant’Antimo, Somma Vesuviana e Torre Annunziata. Nella Sanità, noto quartiere di Napoli, è stato – tra le altre cose – sequestrato un deposito, in condizioni igieniche pessime, dove il pane veniva conservato prima di essere imbustato e quindi consegnato anche ad alcuni ristoranti della zona.

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CRONACA ‹‹

In sei vivono nella piazza antistante il Comune

SIT IN DEGLI LSU A CASALNUOVO L’opposizione ha chiesto un Consiglio comunale straordinario, la maggioranza invita a non strumentalizzare di Marina Greco si sono organizzati per restare lì sotto, riste, desolata e sofferente è la protenotte e giorno, fino a quando l’Amminista dei sei LSU di Casalnuovo di Nastrazione comunale non troverà anche poli che, da giorni, stanziano, dorper loro una sistemazione definitiva. mono e vivono fuori l’edificio del Munici“Non sono problemi che possiamo risolpio in attesa di essere stabilizzati come i lovere noi, noi possiamo a vogliamo lavorare, ro 314 colleghi. abbiamo il diritto di ricevere assistenza co“Senza lavoro, senza stabilità, senza supme l’hanno ricevuto tutti gli altri, è scaduporto” così si sentono questi sei padri di to il contratto di appalto con la ditta…noi famiglia, ex LSU che hanno vissuto una storia dai toni grigi e tristi e che li vede oggi disoccupati e senza tu- che colpa che abbiamo?” ripetono. Intanto è stata protocollata daltele. Richiedono certezze in merito al loro futuro occupazionale. l'opposizione una richiesta di convocazione per un Consiglio coStabilizzati nel 2003, quando era Sindaco lo stesso primo cittadino munale straordinario incentrato sulla questione. “La loro problematica deve essere discussa pubblicamente” – dichiara il di oggi, Antonio Peluso, hanno lavorato per tre anni con una ditta esterna che aveva l’appalto con il Comune per la manutenzione stra- consigliere d'opposizione Carmine Mozzillo (Udc) – “Se esiste ancora dale. Scaduto l’appalto con la ditta assegnataria dei lavori, si sono un'unica possibilità per restituire dignità e lavoro a questi operai vale la trovati senza lavoro. All’epoca della scadenza del contratto con la pena di tentare. Io e i miei colleghi consiglieri abbiamo protocollato la riditta il Comune era commissariato e il Commissario prefettizio si chiesta di un Consiglio comunale straordinario per rendere partecipi tutti occupò della faccenda proponendo la riallocazione dei sei lavorato- i cittadini della loro condizione. L'impegno della politica deve essere conri con contratti “a chiamata”, come loro ci raccontano. “A progetto, creto: le famiglie di questi lavoratori mortificati hanno il diritto di sapere con queste nuove forme contrattuali non stabili” ci dicono dal loro ac- come mai i loro mariti sono usciti dal bacino, mentre tutti gli altri LSU sono stati stabilizzati in questi anni”. campamento. I passaggi di cantiere, che solitamente pongono fine a queste proRieletto il sindaco Peluso, sono passati tre anni e, dopo aver ricevuto l’indennità di disoccupazione per otto mesi, questi ex LSU non blematiche, in questo caso non sono stati risolutivi. L’Amministrazione comunale chiede di “evitare strumentalizzazioni hanno ricevuto alcuna riallocazione, sono rimasti senza lavoro, disoccupati. I loro colleghi che hanno seguito un percorso diverso sono sta- riguardo una storia gravosa e lunga. Questi lavoratori furono stabilizzati ti tutti riallocati, loro no. Loro sono senza lavoro, senza stipendio, sen- nel 2003 dalle ditte di manuntenzione, poi i commissari nelle nuove gare spacchettarano le manutenzioni e le ditte che subentarono proposero alza nessuno che li aiuti, da tre anni ormai. “Questa è una nostra iniziativa, non sappiamo più cosa fare” – af- tre forme contrattuali, non volendoli assumere con il contratto a tempo inferma uno dei sei ex lavoratori – “i nostri colleghi hanno ricevuto la determinato che avevano in precedenza, una storia lunghissima. La viriallocazione, lavorano, noi no. Chiediamo un lavoro stabile, che ci cenda è complicata ed occorre portare proposte concrete, non solo indire un consenta di portare avanti la famiglia, chiediamo di ricevere lo stesso consiglio comunale monotematico in cui di proposte non se ne sono avute. L’amministrazione ha fatto molto per loro e continuerà, per quanto possitrattamento che hanno ricevuto gli altri nostri colleghi”. Convinti di non poter fare altrimenti, questi padri di famiglia bile, a cercare soluzioni appropriate”.

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›› RELIGIONE

Nello storico rione afragolese Padre Raffaele succede a Padre Luigi

Cambio alla guida del Sacro Cuore Tra le prime iniziative un pellegrinaggio a piedi fino alla tomba di San Gaetano Errico di Antonio Boccellino

agli inizi di ottobre è Padre Raffaele Baia il nuovo Rettore del Santuario del Sacro Cuore di Afragola. Classe 1956, afragolese di origini, il religioso è stato già nel passato alla guida del centenario istituto che fu costruito nel cuore della città dal 1903; ha preso il posto di Padre Luigi Arena, che ha presieduto per sei anni, e ora è stato chiamato al timone della parrocchia di San Paolo Apostolo di Tor Tre Ponti in provincia di Latina. Entrambe le nomine sono state disposte da Padre Luigi Toscano, attuale Superiore Generale dell’Istituto religioso fondato da San Gaetano Errico. Si apre un nuovo capitolo per il luogo sacro tanto caro agli afragolesi che, pur non essendo parrocchia, attira tanti fedeli di diversi quartieri della città: in migliaia, ad esempio, si concentrano per la solennità e la peregrinatio cittadina della statua del Sacro Cuore che si ripete nella prima settimana di giugno e, da qualche anno, anche in occasione della festa di San Gaetano Errico: l’apostolo del confessionale, “ ‘o Superiore” tanto amato dai napoletani, in particolare del quartiere di Secondigliano, che la Chiesa ricorda il 29 ottobre. Una ricorrenza che padre Raffaele

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Padre Raffaele Baia

non si è certo lasciato sfuggire, ricordando l’evento, già a partire da venerdì 25 ottobre, sia con momenti di spiritualità, come l'incontro di preghiera animato dai giovani del Gruppo Emmaus, che con manifestazioni ludiche, come lo spettacolo teatrale "E belle e buon ce truvaime in Paradiso"; programmato anche un pellegrinaggio, a piedi, sino alla tomba del Santo a Secondigliano, e per finire con la peregrinatio con la statua del Santo, avvenuta nella serata di martedì 29 ottobre, per le vie del quartiere antistanti il Santua-

rio, dopo una solenne celebrazione eucaristica da lui stesso presieduta. Alla festa di San Gaetano Errico era presente anche il sindaco, Domenico Tuccillo, e alcuni consiglieri comunali, tra cui Vincenzo Concas e Antonio Pannone. Da segnalare anche la solenne eucarestia officiata da Padre Toscano, Superiore generale della Congregazione, nella serata di venerdì 1 novembre, a conclusione dei festeggiamenti e in occasione della festività di Ognissanti. “Abbiamo preparato la kermesse - ha dichiarato Padre Raffaele - con la preghiera e in collaborazione dei giovani e dei tanti devoti del Santuario. Quello che ho trovato qui è un bel gruppo di zelatori dei Sacri Cuori che non si stanca di animare le tante attività: a partiren dalla Mensa dei Poveri, dove tutte le sere serviamo 50-60 pasti agli ospiti; al gruppo Caritas, che ci consente di assistere circa 200 famiglie; all'afflato presente nel gruppo Emmaus, e alla dinamica azione evangelizzatrice dei fedeli con il teatro, con l’aiuto ai ragazzi in difficoltà con gli studi e tante altre iniziative” “Ma il nostro impegno pastorale - ha concluso il religioso - non è solo quello di fornire mera assistenza materiale, tendiamo piuttosto all’esercizio delle virtù;

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RELIGIONE ‹‹ cerchiamo, in altre parole, sulle orme dello spirito missionario del nostro fondatore, di andare incontro alle esigenze spirituali delle persone, visitando le loro case, ascoltandoli, e, soprattutto, facendo sentire ad ognuno la necessità di portare Cristo nel cuore. Anche con gli extracomunitari, oltre a offrire un pasto caldo, abbiamo avviato uno sportello di ascolto una volta a settimana per i loro bisogni”. Una bella sfida attende padre Raffaele in uno dei contesti più difficili e degradati della città, tanto che il suo precedessore affidò a Cogito una lettera aperta per denunciare le difficili condizioni sociali in cui si trovava a operare, nell’indifferenza delle Istituzioni. Ma il missionario, già impegnato anche a coordinare, con tanto amore e competenza, insieme a padre Biagio Liccardo il periodico bimestrale “L’Araldo dei Sacri Cuori” (che rappresenta insieme ai siti internet http://www.msscc.it/ e http://www.sacrocuoreafragola.it/, la voce della congregazione religiosa), ad Afragola è in buona compagnia: sia con gli altri religiosi che collaborano con lui, padre Luca e padre Giorgio Rivieccio, e poi al suo fianco non mancano mai i tanti volontari che gli sono accanto quotidianamente.

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Afragola ha ospitato il quadro della Madonna di Pompei “La missione mariana che ho voluto zioni religiose, celebrate dal decano, con indire è per far ‘risvegliare’ la Fede per i don Massimo Vellutino, da don Luigi vicini e per i lontani per ritornare a Cri- Medusa, tutte culminate con veglie di sto. In questa parrocchia nella quale la fe- preghiera animate dai giovani della code è sempre esistita è necessario aumentare munità parrocchiale. la preghiera e l’evangelizzazione”. Significativi anche i momenti finali Sono le parole con cui il parroco di della sacra peregrinatio in programma: Santa Maria d’Ajello, don Gennaro Ca- come la Santa Messa officiata, nella sepasso, ha presentato la visita della Sacra rata di sabato 26 ottobre, da Padre Rafimmagine della Madonfaele Baia, neo rettore na di Pompei ad Afragodei Sacri Cuori di la. Un evento organizzaAfragola; e soprattutto in collaborazione con to, l’evento conclusil’Amministrazione covo, nella mattinata di munale e la Pro loco. domenica 27 ottobre, Ricco il programma durante il quale Mondell’avvenimento religiosignor Antonio Di so: vari momenti di preDonna, già Vescovo ghiera e di spiritualità – Ausiliare di Napoli dalla visita agli ammalati, eletto ora alla guida alle catechesi alla recita della Diocesi di Acerdel Santo Rosario, oltre ra, ha concluso la settialle celebrazioni eucarimana mariana con una stiche- tutti all’insegna Messa di ringraziaDon Rino Capasso della devozione alla Santa mento: campane a festa Vergine e finalizzati all’evangelizzazione per l’occasione e volo di colombi per sadella comunità. lutare, con una raccolta processione, la Le giornate di permanenza della Sa- partenza della Sacra Immagine. cra Immagine (l’unica riproduzione pelUna toccante manifestazione di fede, legrina del quadro originale, ndr) hanno in sintesi, che ha sorpreso gli stessi reavuto inizio, mercoledì 23 ottobre, in sponsabili della “Missione Mariana”, a occasione dell’VIII anniversario di sa- partire da don Andrea Fontanella, il cocerdozio di don Rino, con una festa di ordinatore dell’iniziativa itinerante, che accoglienza per l’arrivo tenutasi presso dal 1950 propaga il culto al Santo Rosala cappella di San Michele Arcangelo a rio. E che conferma, ancora una volta via De Gasperi. A seguire, dopo una dopo quella del 2009 tenutasi in occafiaccolata, c’è stata l’intronizzazione del- sione del 50° anno di anniversario di sal’Immagine presso il mediovale com- cerdozio di don Giorgio Montefusco, plesso monumentale di Santa Maria, cui precedente parroco di Santa Maria, e ha fatto seguito una solenne celebrazio- quello del 2011 alla parrocchia di San ne eucaristica, presieduta da Monsignor Marco all’Olmo, guidata da don PeppiTommaso Caputo, l’attuale Arcivescovo no Delle Cave, l’intensa devozione madi Pompei, cresciuto proprio nella par- riana presente in città. Non a caso tre sarocchia di S. Maria. cerdoti della Diocesi di Napoli, quali Nel corso della settimana, poi, si so- don Giuseppe Esposito, don Gennaro no avvicendate varie scolaresche cittadi- Celardo, monsignor Pasquale Mocerine per la benedizione degli alunni, in- no, sono tutti afragolesi. sieme a catechesi a tema, e diverse funAntonio Boccellino

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›› NOTIZIE FLASH

FRATTAMAGGIORE Al via un corso di autodifesa per le donne Forum dei Giovani, Frattamaggiore, ha organizIsalzato il progetto Don’t touch me!, un corso di difepersonale e di Kick Boxing rivolto alle donne di età compresa tra i 16 e i 29 anni. Il primo incontro si terrà martedì 12 novembre alle 20 quando gli avvocati dell’associazione Per Noi Donne, Francesca Del Prete, civilista, e Sabrina Capasso, penalista, daranno ai presenti la possibilità di capire e sapere come intervenire giuridicamente in caso di aggressione. A questo primo incontro ne seguiranno altri sette, della durata di circa un’ora cadauno, ogni martedì alle 20 a partire dal 19 novembre. Nel corso degli incontri, il maestro di Kick Boxing Giuseppe Cavassi spiegherà e insegnerà alle partecipanti le regole e i giusti movimenti per una buona autodifesa. L’intero progetto avrà come teatro la sede del centro Il Cantiere nel VI vicolo Durante a Frattamaggiore; la partecipazione è gratuita, fino a esaurimento posti. Questi i contatti per chi volesse iscriversi: facebook.com/forumdeigiovanidifrattamaggiore; for u m d e i g i ov a n i f r a t t a m a g g i o r e @ y a h o o. i t ; 346.0198711 e 340.2261163. Diverse le finalità del progetto che vanno dal promuovere e pubblicizzare la difesa personale, al permettere alle donne di informarsi sui movimenti giuridici che possono compiere in caso di aggressione. Il femminicidio e l’aggressione alle donne sono avvenimenti molteplici e sembra che di anno in anno aumentino sempre di più nonostante le pene e l’attenzione politico-sociale su un tema così caldo e importante. Gli organizzatori Angelica Argentiere, Dominga Damiano e Alberto D’Errico sottolineano che “tutti i professionisti che hanno aderito all'iniziativa ne sono stati entusiasti sia per l’importanza del tema trattato, sia perché questo possa essere il primo di una lunga serie di progetti per e con il territorio” . Care donne, non vi resta altro che iscrivervi, iscrivervi e iscrivervi! Marina Esposito

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‘A livella del parcheggiatore abusivo

Forum dei Giovani, Frattamaggiore, ha organizzato il progetto Don’t touch me!, un di difesa personale e di Kick Boxing rivolto alle donne di età compresa tra i 16 Ielcorso i 29 anni. Il primo incontro si terrà martedì 12 novembre alle 20 quando gli avvocati dell’associazione Per Noi Donne, Francesca Del Prete, civilista, e Sabrina Capasso, penalista, daranno ai presenti la possibilità di capire e sapere come intervenire giuridicamente in caso di aggressione. A questo primo incontro ne seguiranno altri sette, della durata di circa un’ora cadauno, ogni martedì alle 20 a partire dal 19 novembre. Nel corso degli incontri, il maestro di Kick Boxing Giuseppe Cavassi spiegherà e insegnerà alle partecipanti le regole e i giusti movimenti per una buona autodifesa. L’intero progetto avrà come teatro la sede del centro Il Cantiere nel VI vicolo Durante a Frattamaggiore; la partecipazione è gratuita, fino a esaurimento posti. Questi i contatti per chi volesse iscriversi: facebook.com/forumdeigiovanidifrattamaggiore; forumdeigiovanifrattamaggiore@yahoo.it; 346.0198711 e 340.2261163. Diverse le finalità del progetto che vanno dal promuovere e pubblicizzare la difesa personale, al permettere alle donne di informarsi sui movimenti giuridici che possono compiere in caso di aggressione. Il femminicidio e l’aggressione alle donne sono avvenimenti molteplici e sembra che di anno in anno aumentino sempre di più nonostante le pene e l’attenzione politico-sociale su un tema così caldo e importante. Gli organizzatori Angelica Argentiere, Dominga Damiano e Alberto D’Errico sottolineano che “tutti i professionisti che hanno aderito all'iniziativa ne sono stati entusiasti sia per l’importanza del tema trattato, sia perché questo possa essere il primo di una lunga serie di progetti per e con il territorio” . Care donne, non vi resta altro che iscrivervi, iscrivervi e iscrivervi! Marina Esposito

Anno XX - numero 342 - Sabato 9 novembre 2013


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NOTIZIE FLASH ‹‹

CAIVANO / Per l’autismo arriva il progetto “Aquilone” arantire aiuto, assistenza, salvaguardia, trattamenti, servizi e quanto necessario ai bambini che soffrono di autismo. Ecco G gli obiettivi di “Aquilone”, progetto psico educativo realizzato dalla Cooperativa sociale Medea, presieduta da Vincenzo Angelino, in collaborazione con il Comune di Caivano e le scuole del territorio. Giovedì 17 ottobre il progetto “Aquilone” è stato presentato nella biblioteca comunale di Caivano, in presenza dell’assessore alla Pubblica Istruzione, Jlusca Schizzo, del corpo docente della scuola comunale Matilde Serao e di alcuni collaboratori dell’Istituto comprensivo Milani. Referenti del progetto la psicologa e psicoterapeuta della famiglia, Emanuela Chiariello, la sociologa e mediatrice familiare, Speranza Ponticelli, e l’assistente del servizio sociale Emilia De Lucia. “Questo progetto nasce dalla necessità di rispondere ad alcuni bisogni emersi dal territorio” ci spiega la dottoressa Chiariello, esperta di disagio giovanile, problematiche individuali, di coppia e familiari. Gli obiettivi generali sono chiari e concreti: accogliere in modo competente e non giudicante, garantire un contesto di vita stabile, organizzato e affettuoso, tollerante ma allo stesso tempo stimolante. Le attività del progetto prevedono: sportello ascolto socio-psicologico, rivolto agli adolescenti ed adulti con disturbo dello sviluppo; ippo-terapia (equitazione), che, oltre a garantire benefici motori, permette di ottenere miglioramenti nelle capacità relazionali; arte-terapia, che promuove lo sviluppo del bambino sul piano cognitivo e insieme affettivo-relazionale; Teatro, che permette ai ragazzi di entrare in relazione con il proprio corpo, con gli altri e lo spazio.

Un progetto importante, che offre sostegno tangibile alle famiglie coinvolte nella disabilità, per favorire un percorso di crescita del bambino autistico che, in molti casi, potrà condurlo a livelli elevati di autonomia e indipendenza. Un gruppo di giovani esperte, animati da grande sensibilità e professionalità ha reso possibile la realizzazione di un progetto valido e pregevole. Si spera che in molti accolgano il loro invito. Per informazioni e adesioni, rivolgersi a Medea – Cooperativa sociale: Via San Gregorio n° 4 - 80020 Crispano NA chiedendo della dottoressa Emilia De Lucia ai numeri 0818306098 – 3898723537 – e.delucia@medea-coop.it. Linda Scuotto

Tanti auguri a...Tanti auguri a...

Compleanno centenario

Cento anni e non sentirli. A raggiungere le cento candeline, lo scorso 1 novembre, è stata la signora Raffaela Ceraso, nata a Napoli nel 1913, ma residente ad Afragola dal dopoguerra. A farle gli auguri i nipoti e le famiglie Talotti e Cangiano.

Laurea

Anniversario di matrimonio

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Congratulazioni a Gioacchino Giacco che il 24 ottobre si è laureato in Scienze Politiche all'Università degli Studi di Napoli Federico II. I migliori auguri per un futuro ricco di successi e soddisfazioni. Ti auguriamo che la vita possa donarti tutte le gioie che meriti. Con affetto, il papà, Augusto, la mamma, Antonia, la sorella.

Auguri di buon 50° anniversario di nozze al Cavaliere Augusto e Geppina Tuberosa. A due genitori fantastici che ci hanno insegnato cosa significa la parola famiglia unita da Angela e Liana.

Auguri di bianco Questo giorno è importante per te,e speciale per noi, che ti vogliamo bene e festeggiamo con gioia il tuo 60°compleanno! Tanti auguri da tutta la tua famiglia ed in particolare da tuo marito Raffaele Boemio

Per i tuoi auguri. invia una mail a redazione.cogito@libero.it Anno XX - numero 342 - Sabato 9 novembre 2013

Cogito • 23 Cogito torna sabato 23 novemvbre’13


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