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Settimanale di informazione sul settore radiotelevisivo dell’Associazione Coordinamento Nazionale Radio Televisioni

Terzo Polo Digitale www.cnrtv.eu

Anno XIII N. 25 del 06/07/2019

QUESTO

NUMERO

- TV: LCN e triopolio, “basta con questo scandaloso…” - DIRITTI TV:respinto ricorso Rai contro Sky,guerra lobby - DIRITTI TV:passi avanti per la creazione del canale Lega - ASCOLTI TV: pubblicati i dati di maggio tv nazionali - RADIO: bene la raccolta pubblicità nazionale a maggio - PUBBLICITA’: uno studio sulle previsioni fino al 2020 - RADIO:rapporto su mercati più ricchi,Italia al 6° posto - TV: caso “Il cerca salute”, diabetologi contro Panzironi - PAY TV: Riparte la guerra tra Vivendi e Mediaset - MEDIA: studio su fruizione news, importanza tv locali - TV: accordo tra emittenti e produttori cinema su finestre - MEDIA:Gruppo Fininvest diminuisce debiti,utili +204mln 3

NUMERAZIONE DEI CANALI SUL TELECOMANDO (LCN)

BASTA CON QUESTO SCANDALOSO SILENZIO! DIECI ANNI DI DISCRIMINAZIONI E DI MANCATO RISPETTO DELLE SENTENZE DELLA GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA Non ne possiamo più. Anni e anni di segnalazioni, di denunce, di articoli a voce alta per rendere noto al mondo che cosa nel settore televisivo era accaduto (di gravità storica senza precedenti) all’indomani del passaggio al digitale terrestre. Non stiamo a ripercorrere questi dieci anni perché ci vorrebbero tutte le otto pagine di questo settimanale. Piuttosto è sufficiente dire che la normativa attinente la numerazione dei canali (LCN), nata dopo un periodo di caos e di conflittualità di attribuzioni (la delibera AGCom N. 366/2010/CONS), fu poi annullata in toto sia dal Tar del Lazio nel 2011 che dal Consiglio di Stato con sentenza definitiva nel 2013. La motivazione fu grave: “normativa discriminatoria” perché mentre per l’emittenza nazionale considerava quale valore-criterio l’audience maturata nel periodo analogico, per l’emittenza locale questo parametro fu scartato incredibilmente. Da allora, nonostante l’ordine di procedere con urgenza a nuova regolamentazione e nonostante ricorsi su ricorsi e ulteriori sentenze di conferma, il Governo non ha ancora adempiuto, ottenendo un solo risultato: potenziamento di quelle realtà editoriali legate ad interessi a discapito degli editori indipendenti i cui danni subiti, ormai, non si calcolano più.

BASTA CON QUESTO SCANDALOSO TRIOPOLIO

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La vicenda LCN su cui c’è forte inerzia da parte delle istituzioni regolamentari, si associa a quella, più in generale, del mercato TV sia come ricavi che come investimenti in pubblicità. Questi dati non lasciano spazio ad alcun commento: l’Italia ha un assetto televisivo assolutamente non pluralista, anti concorrenziale, guidato da un forte ed assestato triopolio (Sky, Mediaset, Rai) seguito da un ristretto numero di ulteriori big players. Anche in questo caso, c’è forte inerzia e latitanza da parte delle istituzioni che hanno favorito la crescita di questo squilibrato assetto senza porre in essere efficienti azioni a tutela della concorrenza e del pluralismo. Non dimentichiamo, infatti, che il nostro Paese è ancora sotto procedura di infrazione comunitaria proprio su questo tema.


DIRITTI TV SPORTIVI DEL CALCIO Non si arresta il fermento vulcanico che c’è nel mercato dei diritti sportivi sul calcio. Ogni anno c’è una lotta interna per cercare di salvaguardare interessi di alto livello tra monopolisti della lobby: Lega Calcio, Sky, Rai, Mediaset e DAZn. Anche su questo fronte le autorità Antitrust intervengono blandamente con sanzioni che sono quasi messe preventivamente a bilancio da questi big che, evidentemente traggono profitti superiori a potenziali multe. Nel frattempo le emittenti locali restano alla porta impossibilitate a competere. Un paradosso assurdo, considerato che le realtà locali sono radicalmente meglio rappresentate proprio dalle radio e tv locali e, nonostante questo, le squadre locali non possono essere parte della programmazione di queste emittenti.

CHAMPIONS LEAGUE IN CHIARO: RESPINTO IL RICORSO RAI CONTRO SKY Il ricorso della Rai è stato, di fatto, respinto dal Tribunale di Milano. La società aveva portato di fronte a un giudice per far valere il suo diritto di rinnovare l'accordo con Sky, legato alla trasmissione in chiaro di alcune partite di Champions League, che il mercoledì sera venivano trasmesse, appunto, sui canali Rai. L'azienda pubblica ha fatto sapere, con una nota stampa, che "il Tribunale di Milano non ha affrontato il merito della questione, limitandosi a rilevare la mancanza dei requisiti per una pronuncia d'urgenza". La Rai ha già annunciato che ricorrerà in appello "per vedere riconosciute le proprie ragioni e assicurare al proprio pubblico la visione delle partite di Champions League per le prossime due stagioni". La natura del contendere nasce dalla possibilità della Rai di rinnovare l'accordo in essere con Sky.

ACCORDO MEDIASET-SKY

Intanto la Champions League in chiaro torna su Mediaset, Canale 5, grazie a “un accordo biennale con Sky”.L'esborso, ci tiene a precisare l'ad di Mediaset, “è notevolmente più basso rispetto alle cifre circolate nelle indiscrezioni di questi giorni”, 50 milioni di euro all'anno. E si limita ad aggiungere che si tratta di una cifra “molto più vicina” ai 40 milioni di euro messi sul piatto dalla Rai, che ha trasmesso la Champions in chiaro nell'ultima stagione: a quanto si apprende, l'assegno staccato da Cologno Monzese oscillerebbe tra i 42 e i 45 milioni di euro.

CAMERA, DL ORDINAMENTO SPORTIVO: FDI CHIEDE AUMENTO SU QUOTA DIRITTI TELEVISIVI SERIE A PER FONDO ANTILUDOPATIA E ANNUNCIA PRESENTAZIONE ODG

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Il decreto Melandri stabilisce che la Serie A debba versare, per il tramite della Federazione, il 10% derivante dalla commercializzazione dei diritti sportivi televisivi alle categorie inferiori. Il tema della ripartizione è stato oggetto di interventi significativi da parte dei Governi nel quinquennio precedente. Sulla questione interviene FDI che chiede, oltre a quanto già previsto dal decreto Melandri, di aumentare al 15% la percentuale da destinare non solo alle categorie inferiori ma anche all’Anac, perché sappiamo essere impegnata contro il fenomeno delle scommesse sportive clandestine, cioè gestite dalla malavita organizzata, e una parte da destinare anche al fondo anti-ludopatia. Ci chiediamo, perché non destinare una ulteriore percentuale al Fondo per i contributi alle tv locali, escluse dal mercato dei diritti tv sportivi?


DIRITTI TV: PASSI AVANTI DI MEDIAPRO SU CANALE DESTINATO ALLA SERIE A LUNEDÌ IL VOTO La guerra nella lobby non ha fine, tempi duri tra monopolisti con Sky in allerta massima. Passi avanti, infatti, nella trattativa fra Lega Serie A e MediaPro, che ha proposto una partnership tecnica per la realizzazione del canale della Lega per il 2021-24, da rivendere ai broadcaster. Il tema è stato discusso nell' assemblea dei club, convocata nuovamente lunedì prossimo alle 14, per una delibera sull'offerta che il colosso multimediale spagnolo-cinese definirà nei prossimi giorni. Secondo quanto filtra dal riserbo che avvolge l'affare, la proposta potrebbe sfiorare 1,3 miliardi di euro a stagione. Il progetto rivoluzionerebbe lo scenario del calcio in tv in Italia, le cifre che circolano pare siano soddisfacenti, ma non manca chi fra i club attende MediaPro al varco con le garanzie, l'ostacolo per cui gli spagnoli, appena prima dell'ingresso cinese nel gruppo, poco più di un anno fa hanno perso i diritti tv del 2018-21, dopo aver messo sul tavolo 1,05 miliardi a stagione. Se l'accordo andasse in porto, la Serie A registrerebbe una sensibile crescita rispetto ai 973 milioni a stagione più bonus incassati da Sky e Dazn, e potrà scalare posizioni nella classifica dei ricavi da diritti nazionali dei campionati europei, passando dal quinto al secondo posto, e scavalcando Liga, Ligue1 e Bundesliga. L'assemblea ha dato il benvenuto ai rappresentanti della Fiorentina, appena acquistata da Rocco Commisso, e alle tre società neo-promosse nel campionato che inizierà nel fine settimana del 24-25 agosto e si chiuderà il 24 maggio 2020. Come da tradizione, il calendario della Serie A prenderà forma negli studi di Sky (lunedì 29 o martedì 30 luglio alle 19). Intanto nel programma del calcio d'estate entra la prima La Liga-Serie A Cup, evento organizzato dalla Relevent Sports che ogni anno vedrà affrontarsi in una doppia sfida una spagnola e una italiana: quest'anno Napoli e Barcellona, andata il 7 agosto a Miami e ritorno 10 al Michigan Stadium di Ann Arbor. Negli Usa, a New York, volerà nei prossimi giorni anche l'ad Luigi De Siervo per incontrare personale e valutare sedi per aprire il primo ufficio all'estero della Lega, composto da tre persone.

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IL NUOVO STANDARD HBBTV DELLA TV DIGITALE TERRESTRE Lo standard HbbTV è la tv del futuro. La nuova tecnologia, chiamata Hybrid Broadcast Broadband TV, cioè la trasmissione tv a banda ibrida, è nata da un’iniziativa industriale nel 2009 con lo scopo di armonizzare le trasmissioni tv dalle varie piattaforme (satellite, digitale terrestre e IP Tv) ed è basata sull’HTML5 del web. La tecnologia nella sua versione 2.0.1 costituisce uno standard aperto e condiviso a livello europeo che sta progressivamente sostituendo il vecchio MHP (Multimedia Home Platform, la piattaforma su cui sono attualmente sviluppati i servizi di interattivita’ televisiva), e si sta diffondendo velocemente in Italia tra i nuovi tv (Smart TV) e i decoder set-top-box in commercio.


PUBBLICATI I DATI DI MAGGIO 2019

L’AUDIENCE DI TUTTE LE TV NAZIONALI A FINE STAGIONE Gli ascolti del mese di maggio di Auditel sono per certi versi un piccolo ‘riassunto’ della stagione televisiva, giunta alle ultime battute ma ancora legata alle scelte effettuate all’inizio o al massimo a metà del percorso che inizia a settembre e fra maggio e giugno ha appunto la sua conclusione. L’audience di tutte le emittenti televisive nazionali italiane nel mese di maggio 2019 sono state pubblicate da un ‘rivoluzionato’ sito Auditel (reduce da ultreiori novità come la “total audience” che comprende i device digitali). Nel prime time (ore 20.30-22.30) prevale anche quest’anno Rai1, con il 18.25, che pure è un pochino meno del 18.91 del maggio 2018. Ma la grande novità è che nelle 24 Ore Rai1 è invece seconda, poiché è superata da Canale 5, a dimostrazione di scelte nel day-time evidentemente non del tutto ‘felici’. In soldoni, nel maggio 2019 Rai1 nelle 24 Ore raccoglie il 16.29, che anche qui è appena meno del 16,51 del 2018, ma Canale 5 la sopravanza con il 16.71, meglio del 16,25 di un anno fa. Quanto al prime time, Canale 5 arriva solo al 15.90, appena sotto il dato del maggio 2018 (16,09%), rimanendo dunque a distanza rispetto a Rai1. Nelle 24 Ore al terzo posto c’è anche stavolta Rai3 con il 6,51 (come un anno fa), subito seguita però da un bel dato di Rai2, con il 6,44. Nel prime time, le posizioni si invertono con Rai 2 al 6.17 (sulle posizioni del 2018) e Rai 3 al 5.47, perdendo qualche colpo sullo scorso anno (era al 5.96). Nonostante questo, stavolta Rai3 riesce a battere La7 in prime time, poiché la rete di Cairo in maggio arriva solo al 5.31 (6.12 un anno fa) e nelle 24 Ore si limita poi al 3.90 (era al 4.62). Nelle posizioni ‘di rincalzo’ ci sono naturalmente Italia 1 con il 4.95 in prime time e il 4.39 nelle 24 Ore e Rete 4 con il 4.40 nel prime time e il 3.94 nelle 24 Ore (entrambe dunque battono La7 nel totale della giornata; Rete 4 va poi indubbiamente meglio del 2018 in prima serata). Tv8 di Sky arriva al 2.30% in prime time e al 2.09 nelle 24 Ore; Nove di Discovery cresce fino all’1.78 in prima serata e nelle 24 Ore arriva all’1.57. Anche nel totale delle reti, Sky con l’8.01 in prime time e il 7.1 nelle 24 Ore batte Discovery, che ha il 6,31 in prime time ma va meglio nelle 24 Ore, con il 6.98. Ma passiamo alle altre reti, per segnalare chi va bene e chi perde colpi, limitandoci d’ora in poi al dato delle 24 Ore, per semplicità. L’emittente più seguita dopo le generaliste nel maggio 2019 è stata, senza discussioni, Real Time di Discovery, che arriva all’1.48, facendo decisamente meglio di un anno fa. Nulla da commentare se non l’ulteriore conferma di un’esistenza spietata di un forte triopolio formato da Rai, Mediaset e Sky che erodono tutti i mercati attinenti la televisione. Sono oramai tanti i dati, i numeri, che accertano questo extrapotere di soggetti monopolisti che non lasciano scampo agli editori indipendenti, sia nazionali che locali.

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BENE RACCOLTA PUBBLICITA’ NAZIONALE A MAGGIO: +10,7% L’Osservatorio FCP-Assoradio ha rilasciato in questi giorni i dati relativi al fatturato pubblicitario nazionale del mese di maggio 2019. Il mezzo Radio registra nei trenta giorni un dato in crescita del 10,7% rispetto al corrispettivo 2018 e un fatturato totale sulla pubblicità nazionale di quasi 40 milioni di euro. “A maggio, tra i mesi più importanti per volume di fatturato, i dati dell’Osservatorio FCP-Assoradio mostrano per il mezzo Radio una crescita a due cifre”, spiega il presidente Fausto Amorese. Esattamente il +10,7% sul 2018, risultato importante che però viene fortemente ridimensionato nel progressivo gennaiomaggio nazionale, che scende al +2,2% date le precedenti performance negative.


PUBBLICITÀ A +0,6% NEL 2019 E +2,1% NEL 2020 LE PREVISIONI DEL CENTRO STUDI UNA TRAINA IL DIGITALE, LA STAMPA PERDE TERRENO Il 2019 sarà un anno interlocutorio che, dopo una rimonta finale, chiuderà in saldo positivo con uno striminzito, ma non depressivo, + 0,6%. A presentare le previsioni sull’andamento del mercato della pubblicità è il Centro Studi Una – l’associazione nata dalla fusione di Assocom e Unicom, una finestra interessante che presentiamo in queste pagine per dare un primo approccio al futuro del mercato. Dopo una chiusura 2018 a +2%, in crescita per il quinto anno consecutivo, alla fine del 2019 il mercato degli investimenti media in Italia segnerà un saldo positivo inferiore alle stime che erano state fatte nei mesi trascorsi. Una fa una valutazione più prudente rispetto a quelle di Upa (+0,8%, che potrebbe aggiornarla in sede di assemblea, nei prossimi giorni) e GroupM (+1%).

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Il mercato dovrebbe chiudere superando quota 7,6 miliardi, con questa distribuzione dei pesi: tra i cosiddetti mezzi classici, tv a 3,7 miliardi (-1,7%, 48,9% di market share), stampa a 731 milioni (-8,4%, 9,6% di market share), radio a 514 milioni circa (+1,9%, 6,7% di market share), esterna a 389 milioni (+0,8% e 5,1% di market share), cinema a 27,6 milioni (+1,5%, 0,4% market share). Sul fronte del digital, display adv a 774 milioni (+1,9%, 10,2 di quota di mercato), video adv a 74 9milioni (+15,9% e 9,8% di quota di mercato), search adv a 714 milioni (+6,6% e 9,4% di quota di mercato). Nel 2020 la tv è destinata a crescere dello 0,8%, la radio del 2,3%, la stampa perderà ancora terreno sia con i quotidiani (-6,2%) che con i magazine (-7%), l’esterna è attesa in progresso dell’1,3%, il cinema dell’1,7%, il digital in segno positivo del 7,1%. - Seguono tabelle riassuntive -


PUBBLICITÀ A +0,6% NEL 2019 E +2,1% NEL 2020 Alcune tabelle riassuntive che mostrano meglio una fotografia del presente e del futuro del mercato

RADIO: RAPPORTO PWC 2019-2023 SU CLASSIFICA MERCATI RADIOFONICI PIU’ RICCHI. ITALIA SESTA

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A livello globale il mercato radiofonico non sembra soccombere all’evoluzione digitale, anzi, la sta efficacemente cavalcando. La radio sta infatti avanzando senza tregua verso i mercati podcast, smartphone, smart speaker (Google Home e Amazon Echo) e connected car. Insomma, i player radiofonici non temono rivali e i ricavi sembrano dimostrarlo. A dirlo è l’ultimo rapporto di PwC Global ntertainment&Med ia Outlook 20192023 “Getting personal: Putting the me in entertainment and media”. Lo studio – giunto alla 20esima edizione – analizza omplessivamente l’evoluzione della spesa nel settore E&M, basandosi sui dati storici degli ultimi 5 anni e sulle previsioni per il quinquennio successivo. L’ultima edizione del 2019 ha raccolto le previsioni al 2023 sull’andamento in 53 Paesi dei 13 principali segmenti (vedi grafico)


ANCORA BUFERA SU “Il CERCA SALUTE” DI PANZIRONI DOPO LA SFILZA DI PROVVEDIMENTI DI ODG, MINISTERO DELLA SALUTE E AGCOM, TUONANO I DIABETOLOGI: “PANZIRONI E' UN PERSONAGGIO PERICOLOSO” Non si ferma più il caso de “Il Cerca salute” ideato da Adriano Panzironi, in onda su emittenti nazionali e locali senza sosta. Dopo i provvedimenti già da noi pubblicati nelle scorse settimane da parte di AGCom, Ordine dei Giornalisti e Ministero della Salute, e soprattutto dopo il mancato rispetto da parte delle tv circa alcune prescrizioni obbligatorie da mandare in onda a titolo di corretta informazione, ora sono i diabetologi a insorgere: "Personaggio pericoloso che rischia di allontanare i pazienti dalle uniche terapie riconosciute dalla scienza". E' cosi' che l'Associazione Medici Diabetologi (AMD) ha definito il giornalista (attualmene sospeso dall’Albo n.d.r.) Adriano Panzironi, le cui attivita' sono state denunciate alle istituzioni da Amd insieme a Fondazione AMD e Diabete Italia Onlus (che riunisce associazioni di pazienti e societa' scientifiche, oltre ad AMD, anche SIEDP, SIMG, OSDI, Diabete Forum, ANIAD e AGD Italia). "Senza alcun titolo che lo autorizzi a pronunciarsi su temi medico-scientifici, Adriano Panzironi - gia' multato da AGCOM, l'Autorita' Garante nelle Comunicazioni, denunciato dall'Ordine dei Medici di Roma e sospeso dall'Ordine dei giornalisti del Lazio - sta continuando a comunicare, attraverso diversi mezzi, i risultati di sue deduzioni, in base alle quali sarebbe possibile vivere molto a lungo (addirittura fino a 120 anni) e persino guarire da numerose patologie, tra cui anche il diabete, semplicemente seguendo alcune regole alimentari, che includono l'assunzione di integratori nutraceutici, ovviamente di sua produzione", denunciano in una nota i diabetologi. "Panzironi e' autore di un libro e di una trasmissione televisiva attraverso i quali promuove e vende la sua linea di integratori alimentari. Dietro dichiarazioni di apparente buon senso, secondo cui una corretta alimentazione e' alla base di un sano stile di vita, a sua volta promessa di longevita', il messaggio che purtroppo sta passando alla popolazione - continua - e' che molte gravi malattie - incluso il diabete di tipo 1 - possano essere guarite con la sola dieta. Il rischio gravissimo che ne consegue e' che i pazienti rinuncino alle terapie e alla medicina convenzionale". Ma i danni non finiscono qui. Anche nel mercato televisivo ci sono gravi ripercussioni poiché gli editori che rispettano le leggi si trovano a concorrere in modo sleale con quelli che, invece, preferiscono inserire in palinsesto questi prodotti. L’intervento, unico ed efficiente, dovrebbe essere l’inibizione dalla messo in onda, soprattutto dopo che le prescrizioni sono state eluse.

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RIPARTE LA GUERRA VIVENDI-MEDIASET IN TRIBUNALE E ALLA CONSOB Si aprono altri fronti nella guerra giudiziaria tra Mediaset e Vivendi: il gruppo francese ha citato Berlusconi in Tribunale a Milano sull'assemblea dello scorso aprile alla quale non è stato accettato e sullo stesso tema ha inviato un esposto alla Consob. Sono passaggi legali 'dovuti' ma se entro fine anno sarà costituita l'holding Mediaset in Olanda, nella quale Berlusconi intende far confluire le attività italiane, spagnole e le partecipazioni, tutto sarà superato. La vera battaglia sta infatti nella partecipazione o meno di Vivendi (che detiene direttamente il 9,6% del capitale Mediaset e attraverso Simon il 19,1%) all'assemblea di inizio settembre che dovrà avviare il processo di internazionalizzazione di Cologno monzese, controllato da Fininvest con oltre il 44%.


LA FRUIZIONE DI NEWS STATI GENERALI EDITORIA, “UNITI PER NUOVO MODELLO DI BUSINESS. CRIMI: “PENSARE A PIATTAFORMA NAZIONALE DI NEWS” Da società di informazione, a società di relazione, a piattaforma. Tutto in una manciata di anni, nell’arco di tempo dal 1999 al 2013. E’ questo il tragitto evolutivo dettato dalle nuove tecnologie che ha cambiato il mondo e costretto informazione e giornalismo a fare i conti con una rivoluzione copernicana. A gettare uno sguardo in questo percorso, per meglio comprendere il fenomeno, e cercare qualche risposta per fronteggiare questo tsunami che sta spazzando oltre che le certezze di molti, anche un intero settore industriale, e’ stato il terzultimo incontro degli Stati generali dell’editoria di cui abbiamo già parlato due settimane fa.

OLTRE IL 54% DELL’ACCESSO ALL’INFORMAZIONE TRAMITE ALGORITMI Il 54,5% dell’accesso all’informazione online nel 2017 (dati AGCom) è avvenuta attraverso fonti di algoritmi, come social, motori di ricerca, aggregatori di notizie e portali, rispetto al 39,4% delle fonti editoriali come siti web di quotidiani, tv e radio e di testate native digitali (vedi tabella). Ma anche che gli stessi news aggregator contano poco (meno della metà) rispetto a siti social e chat. In questo mondo il ruolo del giornalista però non scompare, come ha ben spiegato Riccardo Luna, esperto in comunicazione digitale, perché la sua missione di narrazione della realtà, ma anche di contestualizzazione delle notizie e spiegazione delle cose difficili, si conferma. Semplicemente il suo mondo si arricchisce di nuovi strumenti e competenze diverse. Conquistare credibilità e utilizzare tecnologia devono essere le due parole d’ordine.

L’IMPORTANZA DELL’EMITTENZA LOCALE PER IL PLURALISMO Di queste fonti “algoritmiche” si notano anche i siti web e le app di tv e radio, sia nazionali che locali. In particolare da sottolineare i dati riguardanti proprio le emittenti locali: Tv locali al 7,8% mentre le Radio al 6% addirittura più delle radio nazionali (al 5,3%). Poi ci sono i social network di cui anche le emittenti locali ne fanno utilizzo sempre più in maniera capillare. Ecco perché per garantire sempre più un adeguato pluralismo di mercato è necessario sostenere l’emittenza locale, in modo che tutti gli sviluppi di business possano arrivare a migliorare l’offerta anche su altre piattaforme come quelle digitali.

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DAL CNRT-TPD AUGURI DI BUON RIPOSO ALLA FUNZIONARIA DEL MISE A. MINEO Anna Maria Mineo, funzionaria della DGSCERP del MISE-Com, andrà in pensione l’1 agosto prossimo. Tutti gli editori delle emittenti locali hanno avuto a che fare con lei almeno una volta trovando disponibilità e cortesia, merce rara nella Pubblica Amministrazione. La Mineo ha seguito tutte le più delicate fasi del settore televisivo sin dal 2001, con l’introduzione del digitale terrestre, con specifici incarichi relativi alle operazioni di switch-off. Ha, inoltre, collaborato per le procedure per l’assegnazione dei diritti d’uso delle frequenze agli operatori di rete e delle attribuzioni degli LCN. Dal CNRT-TPD l’augurio di buon riposo.


ACCORDO TRA EMITTENTI TV E PRODUTTORI CINEMA SU QUOTE. APPROVATO DECRETO LEGGE INTESA PROMOSSA DA MIBAC E MISE A seguito del complesso accordo raggiunto tra produttori ed emittenti il Governo ha recentemente introdotto nuove misure di semplificazione e sostegno per il cinema e l’audiovisivo che, secondo le intenzioni degli interessati, “favoriranno uno sviluppo più sostenibile dell’interno sistema”. In sostanza, il 26 giugno scorso è stato approvato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri il decreto legge recante, tra l’altro, misure urgenti di semplificazione e sostegno per il settore cinema e audiovisivo. Le modifiche in materia introdotte dal D. Lgs 204/2017 (c.d. decreto Franceschini) avevano ulteriormente inasprito il sistema di obblighi in capo ai broadcaster, “in alcuni casi eccessivamente rigidi e poco in linea con il mutato contesto del settore audiovisivo”, come recita la relazione illustrativa al decreto. Il nuovo accordo che recepisce l’accordo tra emittenti e produttori intende rilanciare lo sviluppo dell’industria audiovisiva e le relazioni intersettoriali in maniera più sostenibile ed equilibrata per tutto il sistema. Quello che non va è che le emittenti locali hanno limitato accesso alle library di titoli costruite negli anni dai monopolisti come Mediaset e Rai. Senza accesso non vi è un rilancio veramente per tutti.

IN BREVE FREQUENZE IN DTT L’ASSETTO DI MERCATO FORTEMENTE SQUILIBRATO

Ricordiamo che la divisione dei multiplex nazionali in DVB-t tra gli operatori di rete del nostro Paese resta ancora fortemente squilibrata (come recentemente sentenziato dal Consiglio di Stato) tale da non consentire la chiusura della procedura di infrazione da parte della Commissione UE nei confronti dell’Italia. Di seguito l’assetto di mercato per numero di operatori e mux assegnati:    

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IN BREVE ADERISCI ALLA NOSTRA ASSOCIAZIONE Questo momento delicato per le emittenti locali e nazionali indipendenti vede il CNRT-TPD fortemente attivo sul campo allo scopo di tutelarle. Gli editori che lo volessero, possono aderire allo nostra associazione collegandosi al sito: www.cnrtv.eu dove poter scaricare il modulo di adesione. Uniti si vince !

E. Industriale (EI Towers–Mediaset): 5 RaiWay (Rai): 5 Persidera (Telecom-L’Espresso): 5 Premiata Ditta Borghini & Stocchetti di Torino (ReteCapri): 1 Prima Tv: 1 Europa Way: 1 H3G: 1 Cairo Network: 1

MONOPOLISTI… UTILI FININVEST A 204MLN L’anno scorso il gruppo Fininvest (di cui fa parte Mediaset) ha registrato ricavi per 4.429 milioni, in flessione del 4% sul 2017, con un utile netto consolidato di 204 milioni rispetto all’utile di 687 dell’anno precedente, influenzato dalla plusvalenza sul Milan. Escludendo gli avvenimenti di natura non ricorrente, il risultato netto è di 117 milioni, in sensibile miglioramento rispetto agli 80 milioni del 2017. L’indebitamento scende a 878 milioni, in netto calo rispetto ai 1.309 di fine 2017, per un avanzo finanziario pari a 430 milioni. Lo riportano le agenzie citando fonti vicine alla società controllata dalla famiglia Berlusconi.

Comunicazione per i destinatari di “CNRT-Informa”: In base all’art. 13 del Decreto Legislativo N°196 del 2003, i vostri recapiti vengono utilizzati esclusivamente ai fini di questo servizio di informazione e non sono, pertanto, comunicati e/o diffusi a terzi. Nel caso non desideriate ricevere più il “CNRT-Informa”, ed essere cancellati dal suo elenco, inviate un fax al N. 081 837 0421 oppure una e-mail all’indirizzo: news@cnrtv.eu Direttore Responsabile: Manfredi Pagano Reg.Tribunale di Napoli N. 4/07 del 17/01/2007 SEDE: Piazza Municipio, 80 - 80133 NAPOLI

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