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avventura #38

GENNAIO 2020


EDITORE Associazione Culturale Deaphoto REDAZIONE AREA TEMI Paolo Contaldo Responsabile Sabrina Ingrassia Redattrice Giulia Sgherri Photoeditor AREA RECENSIONI Diego Cicionesi Responsabile Sandro Bini Comunicazione Alberto Ianiro Webmaster Paolo Contaldo Grafica Web

PROGETTO GRAFICO Niccolò Vonci IMMAGINE DI COPERTINA Nicola Congia


#38 AVVENTURA

PAOLO CONTALDO Introduzione alle immagini Pg. 5

portfolio FEDERICA ZUCCHINI La Ferita Pg. 6 AGATA KATIA LO COCO Albania Pg. 19 LAURA DOMENICHELLI Alla ricerca di attimi Pg. 33 MONICA BENASSI Cercando Hopper Pg. 45 NICOLA CONGIA Il mio cammino verso Santiago Pg. 57

recensione MARCO MAZZOCCHI Oyster A Cura di Tina Miglietta Pg. 75


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PAOLO CONTALDO

Introduzione alle immagini

L'avventura è Giacomo, le sue scoperte, i suoi incontri. Le immagini di Federica sono poesia, racconto di un' adolescenza limpida. Agata ci ricorda che per viaggiare davvero dobbiamo lasciare qualcosa, fare spazio per accogliere il nuovo. Immagini che sanno d'estate, di movimento, di stupore. Laura ci porta dentro. Con luce e buio, con forza e leggerezza. Sospensione. La sensazione dominante nelle finestre di Monica. Immobile fluire di vita. Si cammina sempre verso se stessi. Scorrono queste parole dopo le tracce lasciate da Nicola. Voglia di partire. Adesso.

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FEDERICA ZUCCHINI La ferita Giacomo è un adolescente, ogni giorno dialoga con l’infinito. La sua ferita è un raggio della notte.


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BIO Federica è nata in pieno inverno. Ama la primavera, quella stagione operosa che spalanca porte e finestre, che dipinge i muri e mette il rossetto sulle labbra. E' madre di tre figli. Si  prende cura di loro con amore, le spine che trafiggono i fianchi non mancano, le piace fare la mamma. E' imprenditrice agricola, produce olio evo e gestisce un piccolo agriturismo. E' fotoamatrice per vocazione, racconta con devota ostinazione la vita, la famiglia, la quotidianità. Ama la natura, camminare sulle montagne, sedersi accanto alle croci e mangiare pane e salsiccia. Ama leggere e immaginare tutte le vite possibili.

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AGATA KATIA LO COCO Albania

Una destinazione: Albania! Solo un biglietto di viaggio A/R da Palermo. Fine giugno, zaino leggero, qualche indumento da lasciare lungo il viaggio. Con me l’essenziale: scarpe comode e un’amica viandante. Rò ha prenotato l’appartamento per la notte in cui arriveremo. Tutto il resto è AVVENTURA! Pensiamo che una volta in loco, l’incontro con le persone potrà regalarci indicazioni valide e autentiche, fuori dai circuiti ufficiali per turisti. Abbiamo messo in conto le sorprese e gli imprevisti, tutte opportunità per ulteriori esperienze, piacevoli e non. L’episodio più bello e avventuroso di tutto il viaggio è quando con un taxi raggiungiamo il piazzale dei pullman di Tirana e da lì a Valona col furgon, un mini bus privato che sopperisce alla mancanza di altri collegamenti. Lassù incontro gente, musica, il caldo estivo, il paesaggio. Siedo con il mio ingombrante zaino accanto a una giovane donna in abito rosso, è Kle, il ricordo gentile dell’Albania. L’incontro che si fa amicizia.

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BIO Fotografa/Filmmaker. Vive tra la Sicilia e Roma. Si laurea in D.A.M.S. (Arte) con una tesi sul di Almodòvar. Completa gli studi di Estetica presso l’Università di Barcellona in Spagna. Ha lavorato per Rai tre nazionale (Agrodolce), film, propri documentari "Di luce, d'ulivi", “Immigrati migranti”, "Riscoprendo l’Isola", spot pubblicitari etc. Docente di cinema e fotografia in progetti nazionali a scuola e workshop privati. Espone in Italia e all’estero dal 2001.

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LAURA DOMENICHELLI Alla ricerca di attimi

Alla ricerca di attimi è il racconto di momenti, di luoghi, di piccole cose, di ricordi che fanno parte della mia vita. Sono andata alla riscoperta d’istanti di passione, di ossigeno che alimentano una fiamma di grandi emozioni. Sono momenti di tristezza, malinconia, ma anche di calore, di tepore che partono dal cuore, scaldano la mente e illuminano l'anima. La mia vita, la mia avventura, è stata ed è misurata da questi sentimenti e attimi.

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BIO Mi chiamo Laura Domenichelli sono nata a Castiglion Fiorentino (AR) il 09/05/1974. Sono diplomata in ragioneria e ho una qualifica di assistente sanitaria. In questi ultimi quattro anni mi sono dedicata e impegnata a ricercare il momento, l'istante, attraverso la fotografia. Fotografare per me, è fermare un momento, cogliere un attimo attraverso il nostro animo, inquadrarlo e scattare. E’ frutto della nostra esperienza e dei nostri sentimenti. La fotografia è un varco tra noi e il linguaggio verbale, è la forza di comunicare un messaggio.


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MONICA BENASSI Cercando Hopper

Hopper l’hanno cercato in molti, raccontando di silenzi, di vita americana, d’incomunicabilità. Io ho raccontato me stessa (e questa è una citazione hopperiana), il mio amore per il silenzio e per la pace della casa rifugio sugli Appennini, per le giornate nelle spiagge semi deserte della Versilia, quando l’unico rumore che arriva è quello del mare. I luoghi ritratti sono i nostri, l’America è sostituita dalla provincia italiana.I volti sono quelli della mia famiglia. Non so se ho trovato Hopper, certo ho trovato le mie scene: immobili, sospese, silenziose, in attesa che qualcuno le osservi, riconoscendo una porzione di mondo dentro a una fotografia.

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BIO Mi avvicino alla fotografia nel 2000 con un corso tenuto da Vittorino Rosati. Nel 2005 la prima personale al museo Cervi di Gattatico (RE). Nel 2013 un’opera è segnalata al Trento film Festival ed esposta nella prestigiosa rassegna. Attuale presidente di bottega Photographica di Boretto, iscritta Fiaf, dipartimento cultura, dal 2014 curo laboratori nelle scuole di vario ordine e grado, inserendo gli esiti fotografici nella manifestazione Fotografia Europea off school di Reggio Emilia, ottenendo un buon consenso. A maggio 2018 ricevo al congresso di Cortona la nomina dal dipartimento cultura di coordinatore artistico. Dicembre 2018-gennaio 2019 esposizione A savdom adman ex macello comunale XXXVI foto festival Montecchio Emilia Luglio 2019 esposizione Mare nero, museo Pier Maria Rossi, Berceto PR-coscienza festival. Maggio 2018-ottobre 2019 partecipazione a tutorial 2 a cura di Laura Manione e Ottavia Castellina.


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NICOLA CONGIA

Il mio cammino verso Santiago

Sono partito senza una particolare motivazione. Soltanto la curiosità e la voglia d’avventura, senza pretese. Intraprendo quello stesso cammino che tanti hanno percorso prima di me, ognuno con le proprie aspettative, ognuno alla ricerca delle proprie risposte. Ogni mattina inizia un nuovo viaggio e ogni sera un ostello mai visto riesce in poche ore a diventare casa. La percezione del tempo assume una connotazione totalmente nuova, dove il presente diventa la cosa più importante. È il centro del mondo e si percepisce dall’atmosfera che si respira, dalle persone che incontri. Quella semplicità costante, quel misto di profondità e leggerezza, quelle sensazioni viscerali e spontanee fanno riaffiorare la nostra vera natura. Perché il cammino non ti cambia, anzi, ti rende quello che sei realmente. Ti scava nel profondo e ti riporta al tuo stato originale, anima pura. Perché meno hai e più sei. E non c’è niente da cercare, niente da capire, soltanto vivere!


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BIO Nicola Congia è nato a San Gavino Monreale nel 1983. Compie i primi passi nel mondo della fotografia da autodidatta e si affina frequentando l’accademia di fotografia “Fine Art” di Cagliari. Attratto dalla street photography e dal reportage continua a formarsi partecipando a diversi workshop che lo spingono alla ricerca di un linguaggio espressivo personale nel quale è centrale e costante l’analisi antropologica. ”Cerco sempre di immergermi totalmente negli ambienti e farne parte, utilizzando il mezzo fotografico per raccontarne l’essenza”.

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recensione

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OYSTER Marco Mazzocchi A cura di Tina Miglietta

“Il mondo è un’ostrica, chiusa nel suo guscio. Ti piace il sapore, ma non ne sopporti l’odore.” Oyster, canzone degli anni ’90 di Jawbreaker, dà il titolo al libro fotografico di Marco Marzocchi. Un libro in cui l’arte della fotografia è strumento di un progetto ben più ampio: ricercare nel passato la propria storia familiare, perdonare, rinascere e chiudere finalmente un cerchio che avvenimenti tragici avevano spezzato. Oyster è un diario visivo che abbraccia un tempo molto lungo, che ha preso vita dopo un lungo lavoro durato una decina di anni: un’accurata selezione di foto di archivio unite ad immagini nuove. Marco Marzocchi, fotografo ferrarese, viene da un passato familiare non semplice: i suoi genitori si erano separati quando lui aveva solo sei anni ed entrambi sono poi morti giovani dopo aver vissuto esperienze di droga, tossicodipendenza e carcere. Quale migliore aiuto della fotografia per mettere in ordine determinati avvenimenti, per cercare di accettare punti interrogativi irrisolti e per venire a patti col proprio passato? Come un’ostrica, tutto racchiuso dentro, con intorno un odore insopportabile. Come un’ouroboros, il serpente attorcigliato su se stesso, che rassomiglia ad un cerchio che si chiude e che è stato scelto come calzante immagine di copertina. 75


Marco racconta che non ha avuto modo di conoscere i suoi genitori in maniera profonda, che non sapeva molte cose di loro e che comporre la loro storia per immagini gli è stato indispensabile per comprendere se stesso. “Ad una certa età”, racconta, “è necessario confrontarsi con i propri genitori, come se fosse un passaggio di testimone, per poter dire: ‘per me voi siete stati questo, per me voi siete questo’, facendo anche i conti con le risposte che non avrò mai” L’idea del progetto è nata durante un workshop a Parigi, anche se l’idea del libro era ancora lontana. E’ solo dopo la vittoria del Gomma Grant nel 2017 che Marco viene contattato dalla casa editrice VOID e da quel momento tutto prende una forma diversa. Forma diversa da quella pensata, un formato ed un impaginato particolare, il solo che potesse rappresentare al meglio la natura del progetto: un ritorno al passato per poi proseguire in avanti in modo più sereno. Ecco così la composizione delle 84 pagine di Oyster in un unico pezzo a leporello della lunghezza di ben dodici metri. Materiale di archivio e foto personali combinate insieme come a formare una lunga fisarmonica con cui Marco offre al pubblico la propria intima storia di sofferenza, perdono e riappacificazione col passato. Oyster è acquistabile sul sito della casa editrice VOID al link www.void.photo , mentre notizie dettagliate sull’autore e sui suoi lavori sono sul suo sito personale www.marcomarzocchi.com . Tutto ciò è stato il tema della trasmissione radiofonica Parole di Luce, andata in onda il 20 novembre scorso, condotta da Sandro Bini e Niccolò Vonci e a cura di Novaradio e Associazione Culturale Deaphoto.


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Marco Marzocchi nasce a Ferrara nel 1974 La sua fotografia è caratterizzata dalla ricerca delle persone, atmosfere e luoghi del passato che vengono mixati con il presente per meglio definirlo e per dare un senso ad esso. La bellezza intrinseca nella semplicità di ogni giorno e nei piccoli dettagli che nascondono gioia, paura, timore: elementi che vengono combinati per dare vita a un poema. Il racconto di una storia estremamente personale e autobiografica, affrontata a volte con urgenza e altre volte con ricerche pazienti. Un continuo lavoro che alterna impulsività a razionalità, sia nello shooting che nell’editing. Ogni cosa è ricondotta a una narrazione che è sia introspettiva che aperta al mondo circostante in una successione di domande e di risposte e poi ancora domande per dare significato alle profonde dinamiche degli avvenimenti del passato, all’amore, alla fotografia stessa. Tra i diversi premi e riconoscimenti, il Gomma Grant nel 2017, il Premio Tabò per Portfolio/ Fotoleggendo 2018, Urbanautica Institute Awards nel 2018 ed Emerging Talents Rome/ Festival di fotografia emergente 2018. I suoi lavori sono stati pubblicati su British Journal of Photography, Phases Magazine, GUP MAgazine, Float Magazine ed altre testate importanti Il suo primo libro “Oyster” è stato pubblicato da VOID nel 2019. Tina Miglietta nasce nel 1966 a Livorno . Ha vissuto in diverse parti d’Italia ed è tornata da poco nella sua città natale . E’ appassionata di fotografia come specchio per le emozioni intime e nascoste e come arte per dare ad esse nuovi colori e forme. Ricerca la naturalezza delle tinte che possano rasserenare e mettere a tacere i rumori della mente

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AVVENTURA - CLIC-HE' #38 GENNAIO 2020  

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