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RASSEGNA STAMPA

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46 Cultura bresciana

BRESCIAOGGI

Giovedì 14 Giugno 2012

INLIBRERIA. PubblicatoperVololibero edizioni,il lavoro diFabrizioGalvagni hapresoavvio alliceo FermidiSalò

Dantedialoga con ilprog-rock Ildocente ha raccoltobrani internazionalicheprendono spuntodal Sommo poeta oche citano partedella suaopera Claudio Andrizzi Che rapporto c'è fra il testo fondante della letteratura italiana e la musica moderna? E' possibile immaginare un Dante Alighieri in chiave rock? Davvero la Divina Commedia, testo fra i più odiati dagli studenti di tutti i tempi, ha saputo diventare, lontano dai banchi del liceo, una fonte di ispirazione per una serie di dischi da leggere oltre che da ascoltare? Sono le domande cui cerca di porre risposta l'ultimo libro di uno studioso bresciano, un professore con il pallino di Dante ma anche con un'attenzione malcelata verso una delle più atipiche correnti stilistiche della musica del '900 come il rock progressivo. «Dante- L'armonia delle sfere» (Vololibero edizioni, 192 pagine più cd, 19,90 euro) è un volume quantomeno atipico nel suo veleggiare tra «la Commedia, il rock progressivo e altri percorsi»: in uscita a luglio, contiene anche un cd antologico con una serie di brani eseguiti da band rappresentative della scena prog mondiale del momento, provenienti non solo dall'Italia ma anche dagli Usa, dall'Argentina, dalla Finlandia e persino dalla Russia. Una compilation curata Mar-

co Bernard (Colussus Project) e Matthias Scheller (Ams), due autorità internazionali nella storia di questo genere, che fa da colonna sonora all' excursus che il libro prova a tracciare sulle infiltrazioni che la Commedia ha saputo esercitare sulla musica rock, dimostrando così in qualche modo la sua eterna attualità. «L'Armonia delle sfere» è un libro nato tra l'altro proprio da un'esperienza scolastica: Fabrizio Galvagni, classe 1956, è infatti professore di Italiano e Latino al Liceo Enrico Fermi di Salò. Ed è proprio con gli studenti di alcune classi della scuola gardesana che ha preso avvio questo esperimento, il cui scopo era per l'appunto quello di offrire ai ragazzi una dimostrazione sul campo della contemporaneità di Dante. COSA DI CUI anche le recenti esperienze televisive di enorme successo condotte da Roberto Benigni su Raiuno già avevano dato in fondo piena dimostrazione. Certo, nel caso del professore bresciano, che tra l'altro ha già al suo attivo numerose pubblicazioni nell'ambito della storia e della cultura locale («Col fuoco e col saccheggio sottomessa», 1997, «Tutto iniziò

LaSettimana dell’Arte

Aieta, Ken Damy conquista ilPalazzoDucale IN CITTÀ Alla Pieve di Urago Mella inaugurata, sabato 16 giugno alle ore 18, la mostra antologica «Martino Dolci, 1912 - 2012 Un Secolo». L'evento, che commemora il centenario della nascita del pittore bresciano, è stato preceduto, lunedì scorso, dalla presentazione dell'attività «Centenario», a cura del Presidente della Fondazione Dolci, dottor Antonio Maggi, e dall'intervento critico del professor Luciano Anelli, durante l'ufficializzazione dell'apertura del nuovo «Museo Martino Dolci», nella Sede di via Raffaello, 165 a Brescia (Cascina Aurora). La mostra sarà arricchita da una nuova monografia sull'artista. Brescia, Urago Mella (via della Chiesa, 136), fino al 8 luglio Con il titolo "Vertigine", Felice Martinelli inaugura martedì 19 giugno alle ore 21 la mo-

«Danteela Divina Commedia»,ancheilrockne hatrovatoispirazione

DaTheTrip aiNewTrolls daiGiroStrano aiMetamorfosi leband coinvolte

una sera d'ottobre», 1998, «Noi siamo i Tre Re», 2005) il percorso si presentava sicuramente più difficile, anche perché il prog storico è in fondo a sua volta già materia d'archeologia musicale per molti adolescenti di oggi: eppure il tentativo ha prodotto comunque materiale sufficiente per arrivare a questo trattato in cui vengono ripercorse le numerose esperienze di sintesi tra Dante

e il rock, prendendo a bordo sia chi al tema ha dedicato semplici canzoni sia chi si è allargato ad intere partiture. Da The Trip ai New Trolls, dai Giro Strano ai Metamorfosi, questo è soprattutto un libro per accostarsi da una nuova, affascinante angolatura, ad uno dei capitoli insieme più vivaci, fertili e creativi mai prodotti dalla storia del rock italiano. •

Al Palazzo Ducale di Aieta, a Cosenza, si inaugura, sabato 16 giugno alle ore 19, la mostra antologica dell'artista bresciano Ken Damy dal titolo «Tra pittura e fotografia 1966-2011». La mostra, nel ripercorrere le tappe dell'artista, si presenta come una riflessione estetica sull'arte visiva, con opere di grafica pubblicitaria, incisione, fotografia, pittura e installazione, visitabili nel grande spazio del Palazzo Ducale e in altri spazi cittadini. L'esposizione rimarrà aper-

SARNICO. Domanial centro culturaleSebinia

Filmatie fotografie AndreaLanzi,ilgustokitsch Silvano Marini del«persecutoredelleimmagini» raccontailsuo lago Glioggettiproducono derisionedella corrottasocietà contemporanea Mario Monti, con la giacca color carta da zucchero, pallido incarnato e bianchi capelli, non è kitsch, ma lo diventa se riprodotto sottoforma di bambolotto con le gambe mozzate; papa Ratzinger lo diventa egualmente se trasformato in scultura a dimensioni ridotte, mentre incede a stento sopra delle saponette dorate, che sembrano lingotti d'oro. Il gusto kitsch, che accomuna tutte le sculture oggettuali di Andrea Lanzi, dichiara immediatamente la vistosa volgarità e la banalità dell'oggetto artistico e acclama la sua bieca imitazione e falsità rappresentativa. Come accade in ogni oggetto artistico kitsch, anche l'opera di Lanzi chiede di essere presa seriamente, non come pattumiera o effettivo oggetto di cattivo gusto, ma come proposta ricercata di immagini acquisite dalla cultura di massa, sculture oggettuali che mostrano e producono derisione verso quel legame che intercorre tra la società contemporanea, corrotta, inautentica e consumistica, e le forme pseudo-politiche, religiose e culturali che essa genera. La coscienza di vivere dentro una macchina consumistica

di persuasione collettiva, a cui è difficile sottrarsi, porta l'artista ad indagare sul rapporto di dipendenza psicologica dagli oggetti, per poi fornire al fruitore ulteriori souvenir del desiderio presunto e mancato, al pari della scultura oggettuale di Hitler, percorso da sanguisughe, o dei sanguinolenti cuor di Gesù, iniettati da contaminate siringhe. L'artista, da sempre interessato a suscitare reazioni di indignazione, blasfemia e sarcasmo che sfociano persino nell' assurdo, lancia al proprio pubblico una pressante comunicazione, nella speranza di ottenere un'approvazione estetica certa. Pertanto, il concetto di kitsch non riguarda più soltanto l'oggetto, ma interessa anche la persona che lo ammira e lo apprezza come espressione anarcoide di atteggiamenti etici, morali e politici, antitetici al sistema che li ha generati. Lanzi, nel fornire al pubblico nuovi oggetti o merce sempre oscillante tra sentimentalismi sdolcinati e istinti di morte, percorsi da compiacimenti sado-masochistici propri del kitsch migliore, entra in concorrenza con l'industria dell'arte religiosa, mai percorsa da crisi economiche in quanto diffusa su vaste masse di fruitori, in-

MartinoDolci.«Autoritratto» stra personale con opere scultoree recenti. A seguire, performing sound di Gianni Alberti alto sax. Presentazione critica di Giuseppe Fusari. Museo Diocesano Brescia (via Gasparo da Salò, 13), fino al 31 luglio

FUORI PROVINCIA

MOSTRA. AllaGalleriaMarchina invia Violinodi Sopraesposte leopere delloscultore

Giampietro Guiotto

di Giampietro Guiotto

AndreaLanzi inmostraalla Galleria Marchina

L’artista èinteressato asuscitare reazioni diindignazione esarcasmo

differentemente manipolabili per la loro cultura. La sua arte, infine, confluisce nella degenerazione del gusto, che vede nell'oggetto da adorare il sostituto di verità, l'incarnazione di godimento assoluto del falso. Andrea Lanzi: «Il Persecutore delle immagini»; Brescia, Galleria Marchina (via Violino di Sopra); fino al 27giugno.

Operedallafinedeglianni ’50 aigiorni nostri con immagini inedite Oltre 53 anni dedicati alla fotografia e agli scatti del Sebino. È questa la vera passione di Silvano Marini, noto fotografo e anche regista di Sarnico che domani alle ore 21 presso il Centro Culturale Sebinia ripresenterà tre dei suoi primi film realizzati oltre cinquant'anni fa. Vere e proprie testimonianze preziose di come era la vita a Sarnico, a Paratico e sul Sebino in generale negli anni '60. Dopo essere stati chiusi in un cassetto per oltre 50 anni il fotografo Marini ha deciso di trasferire i suoi lavori su dvd per renderli visibili anche in futuro, con un occhio di riguardo soprattutto alle nuove generazioni. Venerdì quindi verranno proiettati «Una visita al castello» (il film girato a Paratico nel 1958 e 1959 che affianca immagini di una gita scolastica al castello con store di fantasia legate all'edificio storico) e «Messaggio», il filmato girato nel 1960 che aveva sempre come tema il castello di Paratico. Ma sarà sul filmato «Poesia e lavoro del lago d'Iseo» che si concentrerà l'attenzione di tutti gli appassionati e curiosi: il film infatti, girato nel 1962,

IlCastello di Paratico rappresenta una delle poche testimonianze esistenti del lavoro sul Sebino e in particolare nei cantieri nautici. Immagini inedite delle prime barche e dei primi motoscafi costruiti dalla Riva (e non solo) saranno proiettate all'interno di questo filmato che, proprio grazie alle riprese nautiche, sta riscuotendo grande successo anche oltre confine. Silvano Marini esporrà inoltre numerosi pannelli con scatti e fotografie di scena con le centinaia di persone della zona che, negli anni '60 avevano partecipato alle riprese del film: chissà che qualcuno non si possa riconoscere. •

ta fino al 8 ottobre. Si è inaugurata ieri alla Galleria Zamenhof di Milano la mostra «Antologica 1973 - 2012» dell'artista bresciano Edoardo Stramacchia. L'esposizione, curata da Virgilio Patarini, comprende opere che vanno dalle prime esperienze del 1973, attraverso gli incontri con la poesia visiva e il gruppo «Trea», fino agli ultimi lavori d'ispirazione pop. Milano, Galleria Zamenhof (via Zamenhof, 11), fino al 24 giugno

CIVILTÀBRESCIANA

LaCampania longobarda raccontata daMollica Un viaggio nella Campania altomedievale longobarda è proposto dal volume «Il Protoromanico Capuano nella Campania Longobardorum», di Pino Mollica, uscito con la sigla editoriale Erma e stampato da Apollonio. L'opera sarà presentata oggi alle ore 15,30 alla Fondazione Civiltà Bresciana (Saloncino «Piazza») in Vicolo San Giuseppe 5. L'incontro sarà aperto da monsignor Antonio Fappani, presidente della Fondazione; unitamente all' autore parteciperà Monica Cassetti e coordinerà Angelo Baronio. LO STUDIO della Campania altomedievale longobarda, attraverso tesori architettonici e artistici ignoti o ignorati, rappresenta una straordinaria occasione culturale proprio nell' anno del riconoscimento Unesco dei siti longobardi che vanno da Cividale del Friuli a Brescia, a Benevento, a Monte S. Angelo nel Gargano. Si tratta di un grande patrimonio dell'umanità e il volume di Pino Mollica ripercorre un itinerario che s'intreccia con la riscoperta delle radici, soffocate, o distorte, dell'identità culturale italiana, proprio nel 150˚ dell'Unità d'Italia. La ricerca intende, dunque, valorizzare un periodo storico e culturale obliterato e rimosso nella travagliata formazione nazionale. • A. M.


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Rassegna stampa, libri, letteratura, editoria, ebook.

L’armonia delle sfere. Dante alla prova del rock A cura di 100newslibri.it [ 1 giugno 2012 ] Pubblicato in: In libreria, Libri, Saggistica

Esce per Vololibero il libro di Fabrizio Galvagni, Dante e l’armonia delle sfere. La Commedia, il rock progressivo e altri percorsi. La prefazione è di Riccardo Storti Che sofferenza ma anche che passione nello studiare sui banchi di scuola il Sommo Poeta e la sua Divina Commedia. Pochi sono coloro che, finiti gli studi, l’hanno ripresa con un approccio alla lettura diverso, apprezzandone poi sfumature e forza. Tra questi ci sono dei folli musicisti che dalla Divina Commedia Hanno tratto ispirazione musicando il testo del Sommo o anche solo sfruttandone la forza onirica, la vocazione poetica e la forza fantastica che emanano quei versi. Così attratti da uno dei testi (forse IL testo) fondante della letteratura di tutti i tempi molti musicisti si sono impegnati con il loro stile nel rileggere e/o ispirarsi a Dante (un Dante rock). Parecchi artisti Rock, Rap ma soprattutto Progressive Rock in Italia e nel Mondo hanno scritto semplici canzoni o intere partiture in questo senso. Dante e l’armonia delle sfere analizza il rapporto tra il Sommo Poeta e mostra come diversi stili musicali, anche lontani tra loro, si siano legati alla Divina Commedia. The Trip, New Trolls, i Giro Strano, Metamorfosi e Colussus Project e altri gruppi sono protagonisti di questo avvincente itinerario dantesco. E ancora: Dante e la Kosmische Musik, l’heavy metal, lo sperimentalismo polifonico, il jazz, il rap e la musica colta contemporanea L’analisi non è solo a parole perché in aggiunta al libro c’è un CD con 10 tracce, 10 esempi


pratici di come la musica si sia interessata, fatta coinvolgere, affascinare ed ispirare dalla scrittura della Divina Commedia. Il libro è nato da un’esperienza scolastica, il cui scopo era appunto quello di mostrare agli studenti di alcune classi del Liceo “Enrico Fermi” di Salò (dove Galvagni insegna) quanto Dante ci sia contemporaneo: fino al punto che anche un movimento musicale qual è stato il rock progressivo, che tra l’altro per gli adolescenti di oggi sa già di archeologia musicale, ne ha avvertito la presenza. Fabrizio Galvagni (1956) è professore di Italiano e Latino presso il Liceo “Enrico Fermi” di Salò (Bs). Si occupa prevalentemente di storia e di cultura locale; ha al suo attivo numerose pubblicazioni tra le quali Piö ‘n là (1994), Col fuoco e col saccheggio sottomessa (1997), Tutto iniziò una sera d’ottobre (1998), Noi siamo i Tre Re: una possibile identità (2005). Riccardo Storti. Fondatore del Centro Studi per il Progressive Italiano (CSPI) di Genova per il CSPI ha curato alcuni fascicoli monografici. Scrive sulla Guida di Rock Progressivo diretta da Gaetano Menna (Supereva). Tags: Vololibero

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ARCHIVIO il Tirreno dal 1997 +

Insolite connessioni Dante Alighieri e l’armonia delle sfer

15 agosto 2012 — pagina 43 sezione: Pontedera Immaginate di frequentare la terza liceo e proprio non vi va di studiare la Divina Commedia. Immaginate però di avere un prof evidenziarvi tutte le connessioni tra il Sommo Poeta e il rock. Sulle prime pensate vi voglia prendere in giro, salvo poi ricreder progressive abbia ben presente l'opera dantesca. Da quelle lezioni nasce "Dante e l'armonia delle sfere" di Fabrizio Galvagni libro che è una guida sia all'ascolto che alla lettura. Nel cd allegato, brani di Metamorfosi, Nova Era, Court, Cap, Little Tragedi Jinetes Negros e Raimundo Rodulfo.


: Poesia

& Musica

La poesia di Dante si trasforma in rock L’opera del sommo poeta, soprattutto la Divina Commedia, hanno profondamente influenzato anche in campo musicale, dal prog, alla canzone d’autore, al jazz, al rap, al musical di Gaetano Menna

«N

on sono un’anima ma sono un uomo come voi, camminerò finché sarà luce oltre la notte, finché vita c’è». L’overture del musical “Divina Commedia”, diretto da Antonio Spaziano sottolinea che Dante non è morto, ma vive in un’altra dimensione e noi siamo uguali a lui, uomini mortali e peccatori che si affacciano su questa terra finché ci viene permesso, liberi di scegliere tra bene e male. Questo è solo l’ultimo esempio che dimostra quanto Dante abbia influenzato anche il rock. A ricordarcelo è arrivato in libreria un interessante volume Dante e 34 : Leggere TuttI n.75 Marzo 2013

l’armonia delle sfere (Volo libero, 192 pp, 19,90 euro) scritto da Fabrizio Galvagni. È scritto con la passione del musicista e la precisione del professore che pone in risalto quanto e come la musica rock, ma non solo quella, si sia ispirata a Dante e all’eterna contemporaneità della sua Commedia. The Trip, New Trolls, Giro Strano, Metamorfosi e tanti altri gruppi protagonisti di avvincenti itinerari danteschi. E ancora: Dante e la Kosmische Musik, l’heavy metal, lo sperimentalismo polifonico, il jazz, il rap e la musica colta. Allegato al libro un CD che è un’interessante antologia di brani eseguiti da band rappresentative della

scena progressive mondiale del momento. Una compilation - curata da Marco Bernard che si occupa di rock progressive in Finlandia (Colussus Project) e Matthias Scheller (AMS) – che spazia tra Inferno, Purgatorio e Paradiso. È più conosciuta l’influenza di Dante sul rock progressive, meno si sapeva sul rapporto tra il Poeta e la canzone d’autore. Fabrizio De André cita Dante ne “Il ballo mascherato” (Storia di un impiegato 1973). Due anni dopo Antonello Venditti in “Compagno di scuola” (Lilly 1975) canta con vis polemica: «E la Divina Commedia sempre più commedia al punto che ancora oggi io non so se Dante era un uomo libero, un fallito o un servo di partito». Dello stesso anno è anche la canzone “Alighieri” (Ipertensione, 1975) di Roberto Vecchioni. Il riferimento a Dante è tutto nella parte finale e rimanda ai canti XV, XVI e XVII del Paradiso. E Jovanotti in “Serenata Rap” (Lorenzo 1994) cita a modo suo Dante: «Amor che a nullo amato amar perdona, porco cane». Nel disco di Angelo Branduardi dedicato a San Francesco (L’infinitamente piccolo, 2000) nella quinta traccia musica i versi del canto XI del Paradiso (quelli dedicati da Dante appunto alla figura di San Francesco). De Gregori dedica il brano “Vai in Africa Celestino” (Pezzi, 2004) a Celestino V che «per viltade fece il gran rifiuto» (Inferno, canto III). Gianna Nannini dedica il suo concept album “Pia come la canto io” (2007) al personaggio di Pia dè Tolomei (Purgatorio, canto V). Francesco Guccini in “Addio” (Stagioni, 2000) ricorda, con una nota autobiografica, quanto il Poeta fosse vivo e presente nella cultura contadina: «Io, figlio d’una casalinga e di un impiegato, cresciuto fra i saggi ignoranti di montagna che sapevano Dante a memoria».


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