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CIRCO CON ANIMALI LA LOTTA CONTINUA


Roberto Fazzini / Italiana Produzioni Srl insieme alla Fédération Mondiale du Cirque è lieto di annunciare la pubblicazione del nuovo libro per bambini dal titolo

È un volume illustrato a colori di 24 pagine con copertina rigida, ricco di immagini accattivanti del mondo circense accompagnate da un testo esplicativo in inglese, tedesco, italiano, francese, polacco e svedese. Dopo aver acquisito i diritti per le immagini, Roberto Fazzini ha chiesto alla Fédération Mondiale du Cirque di redigere testi basati sul lavoro della Federazione stessa sulla terminologia circense come parte della suo "Preservation Project”. Il libro offre una panoramica della storia del circo moderno, sui tipi di spettacolo connessi, come ad esempio il circo di strada, spiegazioni su moderni circhi itineranti, e informazioni dettagliate riguardanti la terminologia corretta per i vari numeri. Pagine aggiuntive sono dedicate agli animali dello spettacolo, al circo in America, e al circo contemporaneo (circo dei giovani e circo sociale). Ideale come souvenir o come strumento di divulgazione dell’arte circense nelle scuole. Questa nuova pubblicazione è disponibile per circhi, musei del circo, e per chiunque sia interessato alla storia e al futuro di Circo. Una parte dei proventi di ogni libro andranno a beneficio della Fédération Mondiale du Cirque per sostenere il suo importante lavoro di preservazione e promozione delle arti circensi e della cultura.

per informazioni e ordini: roberto@robertofazzini.it - Tel. 059 928934


SOMMARIO

MAGGIO 2017

Olga Zavatta-Beninati-Montemagno e Luiz Olimecha, scomparsi di recente.

OLGA

LUIZ

CIRCO

Ciao

ISSN 1825-5787

androserena@circo.it Web Site: www.circo.it - E-mail: aless io 2017 Nuova serie - Anno XLVIX - N. 5 Maggioni Direttore responsabile Antonio Buccio Monti Redazione Alessandro Serena, Claudia Bolgan, Roberto Fazzini, Alberta Froldi, Collaboratori: Roberta Battistin, Valer , Ruggero Leonardi, Massimo Malagoli, Antonio Giarola, Massimo Locuratolo andra Litta Modignani, Ettore Paladino, Flavio Michi, Francesco Mocellin, Aless Vittoria Vittori, Gilberto Zavatta. Arianna Pianesi, Marco Ternullo, Maria

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CIRCO DI LOTTA di Rocco Maggiore

LE RISPOSTE ALLA FNOVI

Redazione

WCD 2017 IL CIRCO IN UN GIORNO

di Nicola Campostori

RINGLING, LA FINE DELLA STORIA di Francesco Mocellin

NOTIZIE SPARSE di Flavio Michi

L'AVANSPETTACOLO IN ITALIA di Nicola Campostori

ANDREA E DAVIDE CAVEAGNA di Flavio Michi

In copertina, immagini dalla manifestazione del 2 maggio al Pantheon (pag. 4). Foto: Roger Nicotera.

inistrazione Direzione, redazione, pubblicità, amm zi, 10 – 00161 Roma Ente Nazionale Circhi - Via di Villa Patri .it Tel. 328-3921250- redazione@circo 344 del 25.5.1980 Registrazione Tribunale di Livorno n. Pubblicità Inferiore al 45% - Modena Progetto grafico La Cage aux Folles i - Castelfranco Emilia Fotolito e Stampa Italiana Produzion Europa: 45 euro; Mondo: 80 euro. Abbonamento 2017: Italia: 30 euro; Tutti i diritti di proprietà sono riservati.non saranno restituiti. Fotografie e manoscritti non richiesti

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CIRCO DI LOTTA IN PIAZZA E AL SENATO

Lo scorso 2 maggio il mondo del circo è sceso in piazza per manifestare il proprio dissenso nei confronti dell'ormai noto Ddl 2287-bis e per ribadire la ferma difesa dello spettacolo con animali. Al Pantheon e presso il Senato in tantissimi sono intervenuti per auspicare un cambiamento del testo della legge e rilanciare gli obiettivi necessari da perseguire per la salvaguardia ed il rispetto della categoria.

MEGAFONO

di Rocco Maggiore

Qui accanto e nelle prossime pagine, immagini della manifestazione del 2 maggio al Pantheon (Foto: Roger Nicotera e Claudio Monti), Antonio Buccioni con Vittorio Sgarbi, Carlo Giovanardi e Livio Togni durante il convegno al Senato; poi ancora Sgarbi con Alessandro Serena e Maurizio Chiesa (Foto: Claudio Monti); la domatrice (Foto: Domenico Fittipaldi).

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Pur nel silenzio quasi totale della grande (per numeri di copie vendute) stampa, con alcune eccezioni importanti che hanno dato conto di ciò che è avvenuto il 2 maggio nella Capitale – come il Tg5, Il Tempo, l'Agenzia Vista, Panorama e Nazione-Carlino-Giorno (sia il settimanale che i quotidiani diretti da Andrea Cangini si sono occupati del tema all'interno delle rubriche che Vittorio Sgarbi tiene su entrambi) – la manifestazione del circo in piazza del Pantheon e il convegno al Senato hanno lasciato il segno. Chi aveva deciso di gettare in discarica una intera categoria, ovvero una storia secolare fatta di arte, tradizione, identità e cultura, ha dovuto fare i conti con una reazione inattesa, agguerrita e documentata, che ha sbugiardato gli slogan fasulli di chi vorrebbe sottrarre gli animali dai circhi per confinarli nei cosiddetti Centri di recupero. Un inciso: la censura operata dal servizio pubblico televisivo, che col Tg1 aveva invece dato voce all'iniziativa della Lav al Senato, ha provocato una dura lettera di protesta ai vertici della Rai da parte del presidente dell'Ente Nazionale Circhi. “Reputo inaccettabile e massimamente vergognoso che il cosiddetto servizio pubblico affronti il tema dei circhi e degli spettacoli con animali esclusivamente attraverso la lente deformante fornita dalla lobby che i circhi li combatte da decenni” ha scritto fra l'altro Antonio Buccioni, che ha ribadito le ragioni della categoria ed in particolare che la scienza non ha individuato alcuna incompatibilità fra la natura degli animali (nati in cattività) e la loro presenza nei circhi.. Dal convegno che si è svolto nella Sala dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro del Senato è uscito un messaggio chiaro e inequivocabile: “Riportare il tema degli animali nei circhi su di un piano di razionalità, tenendosi lontani da estremismi e criminalizzazioni. Senza gli animali il Circo andrebbe incontro a morte certa”. Tutti d'accordo gli autorevoli relatori che hanno preso la parola: dal senatore Carlo Giovanardi (al quale va la riconoscenza grata di tutto il settore, non solo per l’impegno profuso e l’intelligente regia della giornata odierna, ma per il puntuale sostegno che da anni dedica al circo e per la vera amicizia che


CIRCO maggio 2017 lo lega ai circensi) a quel leone di coraggio e intelligenza che si chiama Vittorio Sgarbi, da Livio Togni al presidente Agis Carlo Fontana, da Maurizio Chiesa alla prof.ssa Maria Antonietta Ruggiero, docente di pedagogia all’Università di Roma Tre. E poi il presidente dell’Ente Nazionale Circhi Antonio Buccioni, il capogruppo alla Camera per Fratelli d'Italia-An Fabio Rampelli, il senatore della Lega Nord Paolo Tosato, Paolo Naccarato del Gal, mons. Pierpaolo Felicolo della Migrantes-Cei, il regista Luca Verdone ed altri. Il convegno si è aperto con una gloriosa e intramontabile pagina di cinema e di circo: la preghiera del clown di Totò, che mantiene intatta tutta la sua commovente attualità e che spiega, meglio di tante parole, l'empatia fra artisti del circo e animali. Secondo Rampelli “i circhi, vanno tutelati e promossi e non mortificati. Si tratta di una forma di cultura popolare cara ai bambini, di un’arte antica cui sono legate tradizioni secolari che si sono evolute nel tempo fino a raggiungere elevati livelli di espressione e creatività. Questo patrimonio, tutto intero, cioè comprensivo della presenza degli animali, deve incontrare un governo neutrale e senza pregiudizi. La dignità e la salute degli animali sono un interesse primario per il circo moderno e l’unica cosa di cui c’è bisogno è una normativa efficace per regolamentare l’uso degli animali. Basta processi sommari e conclusioni affrettate”. Per Fontana, “il dibattito ‘circhi sì circhi no’ è privo di senso. Il Circo senza animali non è Circo, che resta il primo degli spettacoli socializzanti e valoriali”. Sgarbi ha invece sostenuto che “il Circo è un luogo di libertà, di sogno e di ritorno all’infanzia. La politica non ingerisca né tenti di condizionare questo mondo”. Al presidente Agis sono

MEGAFONO state consegnate oltre 20.000 firme raccolte a favore del Circo con animali (ma la raccolta prosegue e ne verranno aggiunte almeno altrettante) con la cortese richiesta di consegnarle alla relatrice del Ddl 2287bis, senatrice Di Giorgi, a nome del vastissimo pubblico che reclama la libera prosecuzione del Circo di tradizione. Il senatore Tosato, che ha portato anche il saluto del vicepresidente del Senato Roberto Calderoli e del capogruppo della Lega al Senato Gian Marco Centinaio, ha definito la norma sull'eliminazione degli animali dai circhi “palesemente assurda, ideologica e strumentale, che porterebbe con sé la responsabilità di uccidere il settore”. La prof.ssa Ruggiero ha smentito i luoghi comuni sulla “valenza diseducativa” degli spettacoli con animali ed ha bollato di antiscientificità molte delle tesi animaliste al riguardo. Argomento ripreso anche dal dr. Chiesa: “La eliminazione degli animali dai circhi non ha alcun fondamento scientifico. Il tema è regolamentare in base ad evidenze scientifiche, tenendo in considerazione che il benessere degli animali può essere misurato e testato. Il legislatore non può permettersi di compiere scelte azzardate che metterebbero a rischio la vita di animali nati in cattività”. Molto applaudito anche l’intervento di Livio Togni, che ha richiamato le famose cinque libertà del benessere animale per sottolineare che nel circo trovano piena applicazione e che ha messo in evidenza come il circo sia un settore che direttamente e per quanto riguarda l’indotto dà lavoro a migliaia di persone ma, soprattutto, è il “padre” di tutte le arti e delle espressioni dello spettacolo (fino alla Tv). Il circo porta festa, socialità e cultura, è una sorta di “pronto soccorso” nelle periferie degradate delle

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MEGAFONO

nostre città. Ed ha messo in guardia: “Se saltano i circhi, i prossimi a farne le spese saranno tutti coloro che svolgono attività, anche molto importanti dal punto di vista economico, con gli animali”. Accorato e molto coinvolgente, l’intervento conclusivo del presidente Buccioni, che ha rilanciato con forza le tre richieste che la categoria pone alle istituzioni: “Il diritto alla piazza”, intesa come aree sulle quali allestire gli chapiteaux, i contributi ministeriali ma entro i limiti della decenza (non lo 0,5-0,6% del Fus, come oggi, per di più nella totale incertezza sull’esito delle domande di contributo), e la regolamentazione sugli animali. Terminato il convegno, relatori e pubblico si sono trasferiti in piazza del Pantheon dove il circo, secondo la sua migliore tradizione, ha dato letteralmente spettacolo ed ha incassato la solidarietà di migliaia di romani e turisti (ovviamente i più gettonati sono stati i selfie con Sgarbi). In un clima di festa, quello che è emerso con chiarezza è che il circo è una comunità di vita e di arte che guarda al futuro e che non ha alcuna intenzione di farsi fare il funerale dalla lobby che lo avversa da decenni. Da questo punto di vista spiragli di luce e speranza si sono manifestati qualche giorno dopo il doppio evento romano. Prima dalla voce del Ministro ai Beni culturali Dario Franceschini che intervistato da Giovanni Minoli su La7 è stato netto: “Il circo è storia, cultura, tradizione”. Poi dalla senatrice Di Giorgi (a Focus su Radio Rai), relatrice del disegno di legge 2287-bis, la quale ha pronunciato parole di valorizzazione del cir-

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CIRCO maggio 2017

co, ha sottolineato l'importanza che i Comuni mettano a disposizione aree pubbliche, ha tratteggiato la tabella di marcia del Ddl (“entro luglio” si dovrebbe avere la nuova legge sullo spettacolo dal vivo) e fornito una indicazione abbastanza chiara su quel che attende il settore: “Si può auspicare una graduale diminuzione dell’uso degli animali nello spettacolo del circo, ma pensare di eliminare completamente questa che è una delle caratteristiche storicamente consolidate nella storia del nostro paese certamente potrebbe creare molte difficoltà. Dobbiamo pensare anche a tanti altri animali che collaborano in molte attività dell’uomo (l’ippica, le corse dei cavalli, e potrei citarne numerose in cui vengono coinvolti gli animali, non sappiamo se con una loro condivisione o meno)”. Assai significativo quel che ha detto sulla importanza di aree adeguate per i circhi: “Io sono fra coloro che vogliono sostenere l’attività dei circhi. C’è anche la necessità di stabilire un nuovo rapporto, più serio, con le città, con i sindaci, che invece spesso si oppongono nel mettere a disposizione quelle aree che la legge prevede. Infatti ci sono degli emendamenti da parte dell’opposizione, che io sono orientata ad accogliere, che prevedono che si debba garantire tutto questo, che ci debbano essere delle aree destinate e quindi, in accordo con l’Anci, che ci debbano essere spazi sicuri e tranquilli per coloro che esercitano questa che io non ho difficoltà a chiamare arte circense e il nostro obiettivo è quello di valorizzarla”. Ha parlato di “animali nati in cattività ed anche molto


CIRCO maggio 2017 rispettati e seguiti all’interno del mondo del circo”, e fornito una rassicurazione conclusiva: “Non uscirà una legge che prevede l’abolizione degli animali dal circo, questo già lo voglio dire con una certa chiarezza, altrimenti ci troveremmo nella situazione – se fossimo drasticamente orientati a eliminare questa forma di arte con animali – di vedere tutte le attività circensi andare verso gli altri paesi europei, dove pur con una sensibilità molto evoluta ci sono esperienze anche molto consolidate di circo con animali. Li manderemmo via dal nostro Paese”. Ai microfoni di Gr Parlamento anche il senatore Tosato e il presidente Enc. “Se venisse approvata la norma così come è scritta, noi decreteremmo la morte dei circhi, i quali da quando esistono rappresentano spettacoli che mettono in evidenza non solo l’abilità di trapezisti, giocolieri, pagliacci, ma anche un legame indissolubile tra uomo e animale, che è una delle

MEGAFONO caratteristiche principali che determinano l’esistenza dei circhi, i quali fra l’altro occupano tanti artisti e lavoratori e se venisse approvata questa norma, io credo che gran parte dei circhi italiani dovrebbero trasferire le proprie attività all’estero, anche con un grave danno in termini di posti di lavoro”, ha chiarito Tosato. Questa invece la riflessioni di Buccioni: “Contestiamo radicalmente la pertinenza del Ddl che prevede l'eliminazione degli animali. Essi sono una parte irrinunciabile del circo classico. Più in generale ci opponiamo al tentativo di instaurazione di una dittatura del pensiero unico che sta cercando di imporsi nel nostro Paese. Nella cultura occidentale il circo classico non può privarsi degli animali, noi rispettiamo il nostro popolo di cittadini paganti che esige tassativamente la presenza degli animali negli spettacoli”. L'impegno di tutto il mondo del circo non è concluso, ma quello dispiegato fin qui pare abbia dato i suoi frutti.

VITTORIO SGARBI: “UN CIRCO SENZA ANIMALI È UNA FOLLIA CULTURALE” Mi chiedono invettive contro gli stupidi, gli idioti, le capre. E sarebbe facile pensando ai luoghi comuni, alle mode che guidano le scelte etiche e legislative. Ogni giorno un’insensatezza. Oggi il Parlamento attribuisce nel ddl 2287-bis la delega al governo per il Codice dello spettacolo che prevede una “revisione delle disposizioni in tema di attività circensi specificatamente finalizzata alla graduale eliminazione degli animali nello svolgimento delle stesse”. A parte l’articolazione del proposito in una grammatica incerta, un circo senza animali è una follia culturale! Il luogo del sogno, della fantasia infantile, del gioco, dell’esotico, dell’Oriente evocato dagli animali. “Cosa significa addomesticare? Vuol dire creare dei legami” scriveva l’autore del Piccolo Principe, Antoine de Saint-Exupéry. “Un circo senza animali è un’eresia” diceva Vittorio Gassman. Ma la chiave è la voga dell’animalismo, che guida un Parlamento di veri animali a legiferare su una materia che dovrebbe essere lasciata alla autodisciplina di chi esprime nel circo arte e creatività. Che senso avrebbe fare leggi sul rapporto tra il cavallo e il cavaliere, o sulle modalità della pesca sportiva con la canna? Il fondatore del Cirque du Soleil si dice contrario a vietare i circhi con animali: “In questo modo si danneggiano molte persone e anche molti animali. Tigri ed elefanti nei circhi sono grandi star, trattati bene e rispettati, mentre fuori sono massacrati per l’avorio o cacciati per sport”. Ecco la cultura, ecco rovesciato il luogo comune che muove i cretini a confezionare inutili leggi. La demenza e l’ignoranza si diffonde, ma anche il suo contrario. L’intelligenza si manifesta ogni giorno quando vengo fermato da persone intelligenti che si congratulano per tutte le “capre” che io distribuisco a gran voce. Addirittura, con spirito autocritico, ne chiedono per sé: “Mi dica: “capra!”, sento domandarmi sempre più spesso. E io, generosamente, accontento. Vittorio Sgarbi (Panorama, 4 maggio 2017: OGNI GIORNO UN’INSENSATEZZA – La mancanza di cultura è anche in tante leggi. Come l’ultima sul circo)

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CIRCO CON GLI ANIMALI LE RISPOSTE A FNOVI

Lo scorso 7 maggio Fnovi, Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani, ha diffuso una presa di posizione contraria alla presenza degli animali nei circhi (che ha fatto esultare la Lav) nella quale sostiene fra l'altro che "gli spettacoli circensi con animali sono quanto di più lontano si possa immaginare dai concetti di convivenza e di possesso responsabile degli animali, concetti dei quali siamo convinti sostenitori e promotori". Non si comprende (anche perché non viene spiegato) in basi a quali evidenze scientifiche Fnovi arrivi a tali conclusioni. Quelle che seguono sono le risposte dell'Ente Nazionale Circhi e di alcuni veterinari che da anni si occupano delle specie presenti nei circhi, sulle quali hanno compiuto anche studi e approfondimenti specifici

ENTE NAZIONALE CIRCHI COMUNICATO STAMPA La nota dell'Associazione di categoria dei circhi italiani Abbiamo letto con sorpresa la nota inviata alla stampa da FNOVI, abbastanza stupiti che un organismo che dovrebbe essere super partes e improntare la propria azione su valutazioni di tipo tecnico-scientifico, abbia preso una posizione (non a caso subito amplificata dalla Lav) funzionale ad una mirata battaglia animalista per introdurre in Italia un divieto assoluto all'impiego di animali nei circhi che, va appena ricordato, in tale forma (della messa al bando di tutti gli animali) ad oggi ha trovato applicazione solo in quattro Paesi d'Europa che non hanno alcuna tradizione legata al circo, nemmeno dal punto di vista dell'ammaestramento (Grecia, Bosnia e Herzegovina, Malta, Cipro) e in altri due nel resto del mondo (Bolivia e Honduras), mentre la stragrande maggioranza dei Governi – in Europa e fuori – ha optato per regolamentazioni e parziali limitazioni. A nostro parere l'ideologia, la politica, gli interessi lobbistici e le mode, dovrebbero stare lontani dalla valutazione di un tema che deve essere affrontato il più possibile in modo scientifico – ma scientifico davvero – ed in base alla effettiva conoscenza della problematica.Tanto più quando si va ad incidere su un intero settore (che ha maturato secoli di esperienza e radicamento), su migliaia di posti di lavoro e sul futuro di animali che, nati in cattività, verrebbero violentemente sottratti a quello che è diventato il loro habitat naturale. Leggiamo, dal comunicato di FNOVI, valutazioni che parlano di circo tradizionale come “anacronistico”, oppure che il circo proporrebbe “una visione distorta del rapporto uomo – animale”. Non ci sembrano concetti scientifici. Ci piacerebbe sapere, fra l'altro, se tale visione distorta interessi, secondo FNOVI, anche altre attività che coinvolgono gli animali impiegati dall'uomo o solo quelli (pochissimi, fra l'altro, circa 1500 in tutto) presenti nei circhi: nello sport, nel cinema, nei palii, negli zoo, negli acquari; oppure le diverse specie esotiche che vivono in angusti spazi ricavati negli appartamenti delle nostre città, o, ancora, gli animali che forniscono un prezioso supporto all'Esercito e alle Forze dell'ordine, per finire con le migliaia di animali domestici rinchiusi nei canili (che non di rado la stampa ha definito “lager”). Ci piacerebbe, infine, sapere da FNOVI se i cosiddetti Centri di accoglienza, nei quali vengono reclusi anche gli animali sottratti ad esempio ai circhi, rispettino invece i bisogni etologici delle specie esotiche, e se FNOVI sia a conoscenza che il Crase di Semproniano è finito alla ribalta delle cronache giudiziarie “per presunti illeciti, appropriazione indebita di svariate decine di pappagalli, ma anche leoni e pitoni affidati in custodia giudiziaria” e per “il mantenimento in cattive condizioni di pitoni, iguane e boa, al punto da causarne la morte”. Vogliamo infine evidenziare, per evitare torti, se non proprio alla scienza (quella vera) quanto meno alla intelligenza, che FNOVI e FVE non sono la Bibbia, e che non si dovrebbe offendere la conoscenza facendo finta che la vita degli animali nei circhi non sia stata studiata e che tali studi non abbiano concluso in maniera opposta di quanto sostengono le due sigle ricordate. Antonio Buccioni, presidente Ente Nazionale Circhi Roma, 17 Maggio 2017

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CIRCO maggio 2017

PIAZZA ITALIA

CIRCHI E ANIMALI: FACCIAMO CHIAREZZA

Il benessere degli animali presenti nei circhi può e deve essere misurato attraverso la valutazione di parametri metabolici e attraverso l’osservazione degli animali, che deve essere eseguita in maniera oggettiva e con i giusti tempi, per lunghi periodi e nei diversi momenti della giornata. La valutazione non può essere falsata da credo o ideologie personali. Chi effettua tali valutazioni deve avere le giuste competenze. In animali che hanno alle spalle 10 generazioni di cattività, la relazione e l’interazione con l’uomo risultano essere, oltre che un arricchimento ambientale, anche un legame affettivo. La separazione da questo legame porta a conseguenze gravissime, come si può vedere in numerosi animali sequestrati ai proprietari in buone condizioni di salute e di benessere e portati nei Centri di recupero, dove subiscono un grave crollo fisico e psicologico. Numerosi sono gli studi compiuti in Italia e nel mondo negli ultimi 30 anni circa. Fra questi, Elizabeth Marshall Thomas, antropologa ed etologa statunitense, considerata fra le autrici più sensibili e attente al mondo degli animali; Marthe Kiley–Worthington, etologo ed esperto di problemi del benessere animale (incaricato alla fine degli anni ’80 proprio dalle associazioni animaliste di condurre uno studio sul campo presso i principali circhi britannici, dopo 3000 ore di osservazione concluse che, in complesso, lo stato di benessere fisico e psicologico degli animali da lui osservati era da considerarsi positivo); prof. Hanner Sagesser (direttore del Parco zoologico di Berna); Thomas Althauss, etologo dell’università di Berna; per arrivare agli studi recenti (in fase di pubblicazione) compiuti dal Dipartimento di Medicina Veterinaria dell'Università di Sassari, che ha effettuato la valutazione metabolica e comportamentale su 3 canguri, 3 pecore, 1 capra, 1 renna, 17 lama, 11 dromedari, 10 leoni, 72 cavalli, 1 bisonte, 2 giraffe, 6 elefanti, 14 bovini, 2 emu, 2 struzzi, 14 tigri, 6 asini e 3 cammelli, presenti in alcuni circhi italiani, evidenziando un buono stato di salute e di benessere di questi animali. È del tutto evidente che se gli animali fossero in uno stato di stress cronico e quindi di malessere, avrebbero come conseguenza una ridotta durata della vita, legata ad un insieme di variazioni metaboliche, una ridotta difesa dalle malattie, un ridotto accrescimento negli animali giovani, un ridotto numero delle nascite. Nei circhi tutto ciò non è stato osservato, anzi il numero degli animali anziani è elevato, così come il numero delle nascite. Spesso tali alterazioni si sono invece notate dopo alcuni sequestri. I grandi felini si riproducono facilmente in circhi e zoo dagli anni ’70, se non prima. Calcoliamo quindi 40-50 anni. Un leone o una tigre femmina iniziano a riprodursi intorno ai 4 anni, per cui possiamo già considerare 10-12 generazioni di nascite in cattività, con una certa selezione che inevitabilmente è stata effettuata scegliendo di accoppiare soggetti più docili e più disponibili al rapporto con l’uomo. Dieci generazioni sono un numero già sufficiente per individuare i primi cambiamenti fisici e comportamentali. Belyaev, scienziato russo, effettuando studi sulla domesticazione delle volpi, stabilì che alla decima generazione nata in cattività il 20% dei soggetti potevano considerarsi domestici. In tempi recenti è stata effettuata la domesticazione di specie quali struzzi, bisonti, cervi, daini e il furetto come animale da compagnia. La domesticazione di cervi e daini iniziò negli anni ’70, e già nel 1994 queste specie potevano considerarsi in via di domesticazione (Mattiello, 1994). Non è l’analogia genetica tra selvatici e domestici che determina le differenze di comportamento, ma il grado di capacità di apprendimento e di adattamento. L’animale domestico per antonomasia, il cane, ha il 98% del suo DNA identico al progenitore selvatico, ovvero il lupo. Nell’allevamento di animali selvatici presso strutture apposite (zoo, parchi faunistici) e ancora di più nel loro addestramento (circhi, altri spettacoli fra cui il cinema) l’obiettivo non è tanto creare una nuova specie domestica, ma far leva sulle capacità di adattamento degli animali. L’adattamento, in senso etologico, è collegato con il concetto di intelligenza, perché permette all’animale di sfruttare al meglio le risorse dell’ambiente in cui si trova. I processi di apprendimento rivestono un ruolo di primaria importanza per l’adattamento degli animali a nuove situazioni (abitudine, imitazione, imprinting, educazione) (Immelmann, 1988).Infatti ci si dovrebbe chiedere a questo proposito perché animali di origine selvatica possono essere, sono stati e sono tuttora comunemente addestrati, mentre animali storicamente domestici non lo sono mai stati, o quantomeno in forma limitatissima. Qualcuno ha mai visto delle

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PIAZZA ITALIA pecore lavorare in un circo? Mucche e maiali sì, ma con performance limitatissime, sicuramente inferiori a quelle di un elefante o una tigre. Alcuni fattori comportamentali tipici di ogni singola specie possono essere considerati favorevoli all’adattamento alla vita con l’uomo, anche ai fini di una eventuale domesticazione (Albright & Arave, 1997): tendenza a vivere in gruppi sociali, con gerarchie e un soggetto leadership; possibilità di assumere imprinting da altre specie; piccoli già sviluppati psicologicamente; breve distanza di fuga dall'uomo; riduzione delle risposte ai cambiamenti ambientali. Con queste premesse, se un animale pur originariamente selvatico, ma attualmente derivato da più generazioni di nascite in cattività, viene posto in un ambiente diverso da quello della sua specie originaria, può adattarsi senza per questo subire automaticamente delle condizioni di stress. Se poi restiamo in un ambito più di categoria e nazionale, da più di dieci anni ormai i veterinari ufficiali del Servizio Sanitario nazionale effettuano regolarmente controlli sulle condizioni di detenzione, e quindi di benessere, degli animali nei circhi. La stragrande maggioranza di tali controlli non evidenzia irregolarità. Per cui è abbastanza paradossale che proprio la FNOVI oggi, con queste dichiarazioni, in pratica sconfessi l’operato dei suoi stessi iscritti. Come rappresentanti del mondo veterinario, e quindi iscritti ai vari Ordini professionali, esprimiamo inol-

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CIRCO maggio 2017 tre il parere per cui la nostra categoria deve affrontare la tematica dell’impiego di animali nei circhi prettamente, se non esclusivamente, in funzione del benessere degli stessi. Non dobbiamo confondere il benessere animale con la reazione psicologica che alcuni spettatori possono avere di fronte allo spettacolo che impiega animali. Una volta che sia garantito il benessere animale, che è comunque misurabile attenendosi a precisi criteri, la valutazione sullo spettacolo spetta al pubblico. Uno spettacolo è anacronistico quando nessuno va più a vederlo, non perché qualcuno decide che sia tale. Dr. Anfossi Yoris, Veterinario Dr. Cavedo Barbara, Veterinario Dr. Chiesa Maurizio, Veterinario, Medico Chirurgo Dr. Cocco Raffaella, Veterinario, esperto in comportamento animale (albo FNOVI), Ricercatore settore Vet 08 (Clinica Medica), professore aggregato di Medicina legale, deontologia e benessere animale e di Patologia comportamentale Dr. Di Maria Salvatore, Veterinario Dr. Fasano Fulvio, Veterinario Dr. Gentile Marco, Veterinario Dr. Laguardia Daniele, Veterinario Dr. Mancini Riccardo, Veterinario Dr. Paladino Ettore, Veterinario ufficiale ATS di Bergamo; coordinatore del gruppo di lavoro per la stesura del Regolamento per l'educazione e l'esibizione di animali nei circhi (2013)


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WCD 2017

IL CIRCO IN UN GIORNO

Come ogni anno, anche nel 2017 la Giornata Mondiale del Circo ha registrato l'adesione di tantissime realtà da tutto il mondo, con diverse iniziative per avvicinare il pubblico ai tendoni e celebrarne l'arte. In Italia il World Circus Day è arrivato in un momento difficile per l'intera categoria, a pochi giorni dalla manifestazione del 2 maggio al Pantheon.

MAPPAMONDO

di Nicola Campostori

Immagini da tutto il mondo per il World Circus Day. In questa pagina, l'evento organizzato aUlaanbaatar (Mongolia); poi gli auguri di SAS Stephanie di Monaco e il logo della Giornata Mondiale del Circo; il Terzo mercatino nazionale del collezionismo circense a Brescia e la master class del Bolshoi State Circus; infine la performance presentata al Medrano e un banchetto del Mercatino bresciano.

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Ogni terzo sabato di aprile è la Giornata Mondiale del Circo. Nel 2017 la celebrazione è giunta alla sua ottava edizione ed ha coinvolto come al solito tantissime realtà circensi in tutto il mondo, dalle grandi compagnie alle piccole associazioni, dai circhi tradizionali agli istituti di circo sociale. Organizzato dalla Fédération Mondiale du Cirque, il World Circus Day ha lo scopo dichiarato di festeggiare assieme e raggiungere nuovi sostenitori “dell'arte della felicità”. Il 15 aprile ogni angolo della Terra ha ospitato eventi dedicati alle arti dello chapiteau. Citiamo solo alcuni esempi a dimostrazione del fatto che nessun continente è rimasto escluso: in Oceania, ad Auckland, (in Nuova Zelanda) la Flip'N'Fly Circus School ha tenuto lezioni aperte a tutti, mentre a Taumarunui si è svolta una competizione di poster a tema, esposti nella galleria d'arte locale. In molte nazioni degli Stati Uniti si sono svolte manifestazioni dedicate alla pista: per questa occorrenza l'ingresso al Museo del Circo di Ringling a Sarasota era gratuito; la troupe Trapeze Las Vegas ha tenuto nell'omonima città lezioni aperte su tutte le discipline aeree. Anche il Sudamerica ha partecipato alla festa: a Córdoba, in Argentina, il Circo Tihany ha offerto


CIRCO maggio 2017

MAPPAMONDO

400 biglietti alle realtà filantropiche e alle ong della zona. In Sudafrica il Brian Boswell's Circus ha invitato gli orfani dell'associazione Give a Child a Family ad una presentazione del loro show accompagnata da truccabimbi e merenda solidale. Anche Sarakasi, trust di circo sociale attiva in Kenya, ha aperto le porte a chiunque volesse conoscere l'organizzazione e scoprire così le discipline dello spettacolo popolare. Proseguendo nel nostro viaggio internazionale andiamo in Asia, dove a farla da padrone, geograficamente e per numero di segnalazioni sul sito www.circusfederation.org, è la Russia (A San Pietroburgo il Bolshoi State Circus ha tenuto master class aperte in collaborazione con diverse scuole); in Mongolia, a Ulaanbaatar, è stato allestito uno spettacolo appositamente pensato per la Giornata Mondiale del Circo affiancato da workshop; in Giappone il Kinoshita Circus ha colto l'occasione per promuovere il circo dal 10 al 20 aprile attraverso l'invito di persone con disabilità, giovani e studenti di spettacolo, ma anche con un flash mob dei propri giocolieri che si sono esibiti in cima al tendone invitando tutti i presenti a scattare foto (sfruttando anche il panorama della città di Yokohama sullo sfondo) e a condividerle sui social network. L'Europa non è stata da meno: dalla patria del circo, l'Inghilterra, alla Germania, passando per Spagna, Portogallo e tanti altri stati il Vecchio Continente ha registrato un grande numero di iniziative. Nella città iberica di Vilanova i la Geltrú l'Escola de Circ Saltimbanqui, oltre ad allestire uno spettacolo, ha anche fatto lettura pubblica di un manifesto di intenti per sostenere il circo in quella città. Segnaliamo anche la visita guidata agli animali del Circo Medrano a Nizza (coordinato dal Docteur Alain Frère) e l'evento organizzato a Göteborg (Svezia) da Cirkus Brazil Jack e Swedish Circus Academy. Come di consueto il nostro Paese ha risposto con entusiasmo alla “chiamata alle armi”: a Brescia si

Cavedo, l’ex artista circense Maurizio Miglioli e l’ideatore del Museo del clown Agide Cervi. Molto attiva anche la Takimiri Productions che a Civitanova Marche ha portato artisti itineranti per le vie della città e spettacoli, allestendo anche una postazione con scuola d'arte circense “per i bimbi di tutte

è svolto, sotto l'egida di Ezio e Paola Torchiani, il Terzo mercatino nazionale del collezionismo circense, cui hanno aderito, oltre a numerosi collezionisti, il CEDAC e l’ANSAC di Verona, la famiglia

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l'età”. A Zumpano, in provincia di Cosenza, il Circo Lidia Togni ha proposto una visita guidata alle proprie strutture e al parco zoologico con incontri con gli artisti, mentre il Club Amici del Circo ha portato il banco libri dedicato al circo di Filippo Riminucci al Palio della rana di Fermignano (Pesaro-Urbino).

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Due momenti di formazione hanno coinvolto il Festival di Latina e la Compagnia de Calza “I Antichi” di Venezia: il primo ha pensato di celebrare la Giornata del Circo con una “lezione” per gli studenti (con gli animali a rappresentare i cinque continenti), la seconda ha preparato una conferenza ed una cena a tema. Fondazione Migrantes, per spiegare la sua adesione al World Circus Day attraverso l'invito rivolto a tutte le parrocchie ad andare a vedere gli spettacoli circensi presenti nelle proprie città, ha usato le parole del suo direttore, Mons. Gian Carlo Perego, che descrive il circo come “un tesoro di cultura e di arte, ma anche


CIRCO maggio 2017 di festa e di incontro, il luogo in cui le differenze trovano una sintonia, dove la famiglia è al centro, dove l’artista dimostra le straordinarie capacità dell’uomo, dove si ritrova una sintonia esemplare e non strumentale tra l’uomo e i diversi animali”. Dimostrando ancora una volta la sua grande attenzione per questa realtà, Mons. Perego prosegue: “Purtroppo in Italia questa Giornata di festa è segnata dalle preoccupazione di molte famiglie circensi che rischiano, per una riforma del mondo dello spettacolo viaggiante, di perdere

MAPPAMONDO le Circhi ha programmato il convegno e la manifestazione di piazza (cui diamo ampio spazio in questo numero della rivista) per sensibilizzare sul Ddl 2287 – bis. Giornata campale di cui si attendono con trepidazione i risultati, dai quali potrebbe dipendere il futuro del settore nella nostra nazione.

risorse e opportunità fondamentali per continuare una tradizione culturale e artistica importante del circo equestre”. Se il 15 aprile è stato il World Circus Day, possiamo dire che la Giornata del Circo Italiano si è svolta il 2 maggio, quando l'Ente Naziona-

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LA FINE DELLA STORIA

Chiude il “Più Grande Spettacolo del Mondo”. Per sempre. Una storia lunga 146 anni si conclude a causa dei costi e delle difficoltà logistiche, terminando così un'epoca del circo internazionale. Il nostro inviato Francesco Mocellin ci racconta l'ultimo show di quello che ancora oggi è considerato il circo per antonomasia in tutto il mondo.

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di Francesco Mocellin

Kenneth Feld con le figlie Nicole e Alana (Foto: Gary Bogdon). A seguire, il preshow al Dunkin’ Donuts Center (Foto: Francesco Mocellin), lo spettacolo Xtreme, David Larible da Ringling (copyright Feld entertainment), la storica firma per la cessione del marchio ai fratelli Feld nel 1967 al Colosseo, un manifesto d'epoca e i celeberrimi elefanti di RBBB.

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Non ce ne vorrà il politologo Francis Fukuyama se abbiamo preso a prestito il titolo del suo famoso libro concepito nel 1992 sull’onda della caduta del muro di Berlino. Ma la chiusura definitiva – annunciata lo scorso gennaio ed attuata puntualmente in maggio - del Ringling Bros. and Barnum & Bailey Circus rappresenta un evento effettivamente epocale che sta influenzando ed influenzerà in modo determinante l’intero panorama mondiale dell’entertainment circense. Nella notte tra il 14 ed il 15 gennaio di quest’anno – a pochi giorni dall’apertura del 41° Festival di Monte Carlo – giungeva in Europa la notizia ufficiale, inaspettata per tutti, addetti ai lavori compresi, che la Feld Entertainment aveva deciso di chiudere in via definitiva entrambe le unit in tour, la Red con lo show Xtreme (prodotto nel 2015) e la Blue con Out of this World che aveva debuttato la scorsa estate a Fresno. La Gold Unit si era già fermata nel 2013. Le ragioni, esposte chiaramente dalla compagnia senza frasi di circostanza, erano tutte di natura economica e logistica. Di fatto, da lì a pochi mesi l’avventura lunga 146 anni del più emblematico circo della storia si sarebbe conclusa per sempre. Un circo il cui immaginario venne mirabilmente rappresentato, tra gli altri, da Cecile B. De Mille nella leggendaria pellicola del 1952 The Greatest Show on Earth di cui molti appassionati ricordano a memoria le scene topiche, disegnate con la giusta dose di retorica ed una sapiente tendenza agiografica. Rammentiamo che “The Greatest Show on Earth” era – e rimarrà – non solo uno


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slogan pubblicitario ma un appellativo brevettato che nessun'altra impresa poteva permettersi di utilizzare dall’epoca di Barnum in poi. Inutile nasconderci quanto scioccante sia stata la notizia perché se ne intuiva immediatamente la portata negativa che si sarebbe riverberata sulle imprese circensi di ogni dove. Nel corso dell’ultima edizione del Festival di Monte Carlo l’argomento è stato naturalmente al centro dell’attenzione e la preoccupazione di tutti gli operatori si è indirizzata oltre che al significato simbolico dell’evento anche alla chiusura di un altro settore di mercato. Infatti, come accennato, fino al 2013 erano ben tre le unit in tour negli USA con l’insegna di Ringling bros. and Barnum & Bailey. Chiunque abbia visto anche una sola volta una delle produzioni di RBBB ha certamente colto che non si tratta (trattava, ormai) di un circo come gli altri ma del circo per definizione. E questo indipendentemente dal livello qualitativo delle diverse edizioni. L’eccezionalità del prodotto emerge dalle modalità’ operative nel

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senso più ampio: il trasporto attraverso gli Stati Uniti è sempre avvenuto con lunghi treni speciali che costituivano anche l’abitazione dello staff tecnico, della manovalanza e di parte degli artisti; le performance si svolgevano all’interno delle grandi arene sportive e da concerto disseminate sul territorio americano (l’ultimo spettacolo “under the big top” si tenne il 16 luglio del 1956 nella località di Heidelberg Raceway, in Pensilvanya); la gestione dell’intera macchina organizzativa era improntata più su quella delle aziende del grande entertainment americano che non sul modello del circo classico europeo e non. Ogni anno una nuova produzione prendeva vita e per due stagioni percorreva l’intera superficie degli States: le unità Red e Blue erano riservate alle grandi arene mentre la Gold – creata nel 2004 – girava quelle cosiddette minori spostandosi esclusivamente su strada. Non va dimenticato che molti Sport Center negli USA superano i ventimila posti di capienza. Quindi Ringling era davvero un circo che si muoveva in un’altra dimensio-


MAPPAMONDO ne rispetto a quella abituale dei nostri standard; grandi dimensioni che hanno significato grandi risultati ma pure crescenti difficoltà culminate nella decisione della chiusura definitiva dopo che nel 2016 si era già rinunciato alla presenza degli elefanti. La storia di questa insegna è nota: il circo fu fondato dai cinque fratelli di origine tedesca Rungeling – cognome poi semplificato in Ringling, appunto – nel 1884 a Baraboo, in Wisconsin. Ma l’origine del marchio risale a 146 anni or sono grazie all’acquisizione del 1907 e alla successiva fusione del 1919 con l’altro colosso dell’epoca, Barnum & Bailey, nato nel 1871 quando Dan Castello e William Cameron Coup persuasero P.T. Barnum a prestare il suo nome ed a sostenere finanziariamente il circo da loro creato. L’impresa così strutturata proseguì il suo cammino riuscendo a sopravvivere anche alla grande depressione del 1929 e del periodo successivo. Il dopoguerra, per contro, portò un inaspettato contraccolpo negativo fino alla cessione del marchio e del materiale da parte di John Ringling North ad Irvin ed Israel Feld nel 1967: la storica firma del contratto avvenne simbolicamente a Roma, al Colosseo. Da allora, la Feld Entertainment con sede in Florida ha mantenuto il

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CIRCO maggio 2017 controllo del marchio rendendo l’impresa un colosso assoluto dell’intrattenimento per famiglie: nel 1969 il circo è stato duplicato con la creazione della seconda unit e nel 1980 Feld co-produsse il musical Barnum a Broadway con protagonisti Jim Dale e Glen Close. Nei cinquant’anni della conduzione Feld oltre un miliardo di spettatori ha assistito agli spettacoli di RBBB. Non serve aggiungere altro. Nomi come quelli di Gunther Gebel-Williams, Flavio Togni, Miguel Vasquez, David Larible, Bello Nock fino ad Alex Lacey – per menzionare solo i più recenti – hanno calcato l’arena di Ringling nel ruolo di front-man. E non possiamo dimenticare i preziosi talent manager come Tim Holst e Vinicio Murillo, conosciuti da tutti, instancabili nel girare ogni angolo della terra alla ricerca dell’attrazione giusta per i grandi spazi delle Sport Hall statunitensi. Dal 2001 la crisi ha cominciato a mordere anche il “più grande spettacolo del mondo”, che ha visto lievitare i costi e diminuire le vendite dei biglietti (che hanno sempre mantenuto prezzi molto popolari per lo standard americano, forse sin troppo rispetto ad altre realtà dell’entertainment); la pressione delle lobby animaliste ha pure contribuito ad offuscare l’immagine del circo com’è accaduto in ogni angolo del mondo


CIRCO maggio 2017 occidentale negli ultimi lustri; ma i Feld hanno scelto di combattere strenuamente le campagne spesso ossessive degli attivisti in sede giudiziale e nel campo del marketing ottenendo anche risultati storici (come il risarcimento milionario nel “caso Tom Rider” avanti la Corte di Washington D.C.). Nonostante ciò la gestione del colosso stava divenendo sempre più gravosa sotto il profilo logistico: basti pensare alle difficoltà pratiche per collocare gli animali nelle arene che non disponevano di spazi esterni sufficienti o addirittura non ne avevano affatto (come nel caso del leggendario Madison Square Garden a Manhattan che da qualche anno era stato cancellato dal calendario della tournée) e alla progressiva difficoltà di ottenere l’affitto di altri celebri luoghi dello sport e dell’intrattenimento statunitense come il Boston Garden che molto difficilmente sarebbe stato ancora concesso al circo. Oppure ai costi di gestione delle attrazioni con gli animali: tra salari degli artisti e del personale, spese di trasporto e mantenimento i soli numeri con animali delle due unit sommate – finché ci sono stati gli elefanti – raggiungevano un aggravio del budget vicino ai sette milioni di dollari a stagione. La famiglia Feld ha voluto restare fedele al modello del “Greatest Show on Earth” sino a che è stato ragionevolmente possibile, senza ridurre dimensioni ed impostazione complessiva. Poi ha preso la dolorosa decisione di fermare la storia di Ringling piuttosto che farlo diventare qualcosa di altro da sé, di troppo lontano dai fasti del passato anche recentissimo. Così si è giunti al comunicato ufficiale del 14 gennaio scorso che ha rattristato gli animi di milioni di americani che avevano vissuto proprio al “Greatest Show on Earth” da bambini una delle loro prime elettrizzanti esperienze di spettacolo dal vivo nella loro vita per poi trasmetterla a figli e nipoti e che ha gelato il cuore di artisti, direttori ed appassionati di tutto il globo. Per gli americani e per gli addetti ai lavori è sempre stato “Ringling” mentre in Italia la gente lo individua meglio richiamando il mito di Barnum. Pare che Kenneth Feld abbia affermato che il momento in cui la decisione è stata comunicata ad artisti, collaboratori e staff sia stata “la peggiore mezz'ora della sua vita”. Dall’annuncio della chiusura le vendite dei biglietti hanno subito un’impennata che ha determinato diversi sold out in ogni angolo d’America, una nota che aggiunge forse ancora più amarezza a quella originaria

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perché dice chiaramente quanto il pubblico statunitense sia legato al mito di Ringling-Barnum. La fine della storia si è consumata in due tappe, rendendo inevitabilmente ancora più triste il rito del passaggio. A Providence – piacevole capoluogo dello Stato del Rhode Island nel New England – il 7 maggio si è celebrato il Farewell Show della Red Unit con la produzione Xtreme. Non è mancato neppure questa volta il rito del “pre-show”, un’altra delle caratteristiche di Ringling (creato proprio da Feld nel 1997), che ha richiamato nell’arena oltre un migliaio di spettatori gioiosamente coinvolti nell’animazione con gli artisti. Poi è iniziato l’ultimo spettacolo delle 19.00, col Dunkin’ Donuts Center gremito: subito dopo l’immancabile esecuzione dell’inno nazionale, Kenneth Feld ha voluto salutare personalmente il pubblico intervenuto e ringraziare simbolicamente tutti gli spettatori americani che in cinquant’anni hanno sostenuto con la loro presenza il Ringling Bros. and Barnum & Bailey Circus sotto la direzione della Feld Entertainment. Lasciando da parte il suo proverbiale autocontrollo, Feld ha tradito la commozione del momento mentre la moglie e le figlie Nicole e Juliette (Alana era assente causa la recentissima maternità) lo accompagnavano nell’arena tenendosi per mano. A quel punto, anche il più distratto tra il pubblico ha compreso l’assoluta unicità del momento che stava vivendo. Poi lo show ha seguito il suo corso quasi ordinario arricchito, comunque, da un pathos particolare. Per dovere di cro-

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naca sono da segnalare l’ottima troupe di funamboli al filo alto guidata da un artista di razza come Mustafa Danguir, i Mongolian Marvels (già visti a Monte Carlo e ben valorizzati nello spettacolo), i comici-animatori della rappresentazione Alex Emelin (vecchia conoscenza del circo russo) e l’energetica Irina, la “Cannon Girl” Gemma Kirby col suo impressionante volo sparata dall’obice e il potente diplay di chiusura con un vorticoso succedersi di salti mortali delle tre troupe impiegate nel fast track, nel wall-trampoline e con le bici bmx. Una menzione a parte per il domatore cileno Tabayara Maluenda, per tutti Taba, che ha condotto gran parte della sua perfomance con le dodici tigri colorate cercando di soffocare la crescente commozione al microfono, invitando il pubblico ad alzarsi mentre presentava prima la figlia che l’ha assistito nel corso degli anni e poi uno ad uno i suoi animali; dopo tredici stagioni di contratto con Ringling ha pure voluto pronunciare uno speciale ringraziamento per “Papà Feld” che aveva permesso ai suoi sogni di avverarsi; poi, terminato il numero, ha salito le scale della tribuna per raggiungere Kenneth e la famiglia Feld abbracciando tutti. Nel finale, agli artisti si sono aggiunti tutto lo staff ed il personale in un rito collettivo di addio che ha toccato anche le anime meno sensibili. Eccellente il contributo di Kristen Michelle Wilson, la prima

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ringmaster al femminile della storia di RBBB su un totale di trentanove (e anche l’ultima, ahinoi), che ha condotto con grinta tutto lo spettacolo imponendo la sua figura deliziosamente possente. La ragazza, laureata alla Florida State University e già attrice in una compagnia teatrale di cui faceva parte anche Jim Ragona (uno dei più celebri ringmaster del passato) ha esibito un ottimo controllo emotivo quando ha tenuto il final speech ringraziando tutti – ma proprio tutti – i componenti della Red Unit. Al momento dell’apice del turbinio delle emozioni, Kristen ha intonato la celebre canzone tradizionale scozzese Auld Lang Syne dedicata ai tempi passati e all’amicizia che resiste mentre il pubblico ondeggiava a file alternate. Poi il sipario della Red Unit si è chiuso per sempre. Due settimane più tardi si è celebrato davvero l’ultimissimo atto di 146 anni di storia, il più intenso. Al Nassau Veterans Memorial Coliseum di Uniondale (Long Island, New York) è andato in scena “the last show ever”, la rappresentazione di chiusura della Blue Unit, Out of this World: una riuscita produzione sul ghiaccio che si è avvalsa del grande Alex Lacey, del nostro Davis Vassallo e dell’energetico Paulo dos Santos nel settore della comicità, della suggestiva attrazione aerea dei Simets in apertura di spettacolo, della forte troupe di cavallerizzi djghiti di Kanat e Ta-


CIRCO maggio 2017 tiana Tchalabaev, del doppio trapezio volante con una notevolissima troupe multinazionale (l’agile Ammed Tuniziani ha realizzato il quadruplo al Barclays Center di Brooklyn lo scorso 3 marzo), dei Torres al globo della morte, di una riedizione dei King Charles col basket al monociclo, della troupe cinese della provincia di Heilongjiang. Diversi artisti facevano già parte della scorsa produzione Blue, Legends. A guidare la serata – trasmessa in streaming su Facebook e sul sito ufficiale del circo – ci ha pensato il carismatico ringmaster Johanatan Lee Iverson, capace di cavalcare con la sua forte personalità l’evento e la potente onda delle emozioni. Ora Ringling ha chiuso i battenti definitivamente. Il circo più famoso del mondo non esiste più ed è verosimile pensare che – ai tempi attuali – anche un brand così radicato nel tessuto sociale degli Stati Uniti venga presto dimenticato, salvo sorprese ad oggi davvero poco ipotizzabili. E allora non ci resta che coltivarne il ricordo e fare tesoro di quanto questo marchio abbia dato al pubblico americano e all’imma-

MAPPAMONDO ginario universale del circo e non solo. Ci mancherà indubbiamente… e molto. Ma il mondo del Circo continua la sua strada, che sicuramente sarà diversa, sicuramente con meno posto per i grandi sogni e le esperienze sensoriali elettrizzanti che solo questo spettacolo sapeva costruire. God bless Ringling Bros. and Barnum & Bailey Circus…God bless“The Greatest Show on Earth”!

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NEWS

CIRCO maggio 2017 Torna il Gardaland Magic Circus! Dopo il grande successo dello scorso anno è tornato Gardaland Magic Circus, l’originale kermesse che porta nel Parco Divertimenti numero 1 in Italia l’affascinante mondo del circo. Dal 13 al 21 maggio allegri clown, impavidi acrobati, bizzarri trampolieri, abili trasformisti e fantasiosi giocolieri hanno trasformato il Parco in un fantastico circo a cielo aperto. Durante il primo giorno di apertura era possibile entrare a Gardaland al prezzo speciale di 15,00 euro presentandosi completamente vestiti a tema con abiti circensi. Ogni mattina, all’apertura del Parco, la celebre mascotte Prezzemolo dava il benvenuto agli ospiti nei panni di un elegantissimo direttore di circo. Di fronte al Teatro della Fantasia un artista ha insegnato ai bambini l’arte della giocoleria; in piazza Valle dei Re Carlo e Ornella del duo Bogino hanno coinvolto i bambini rendendoli protagonisti di un vero e proprio mini-spettacolo; un carro, trainato da un cavallo, si spostava nel Parco invitando gli ospiti a salire a bordo. Momento clou delle giornate era il Gardaland Circus Show: un fantastico spettacolo della durata di 25 minuti presso il Palatenda rendeva omaggio al mondo del circo, avvalendosi della partecipazione di grandi artisti: Riky Piller, presentatore e figura storica dell’American Circus della famiglia Togni, Olesia Shulga (vincitrice dell'oro a Monte Carlo e già in Quidam del Cirque du Soleil) con il suo magico cerchio aereo, l’eccentrico ventriloquo Kevin Huesca, la contorsionista Suellen Sforzi, Shirley Lizzi con un numero di giocoleria classica, l’antipodista Ornella Marana col marito Carlo Bogino, Manuela (della scuderia di Alessio Fochesato) con i suoi simpatici pappagalli. Al termine di ogni giornata, alle 17.40, le vie del Parco erano attraversate da una festosa e colorata parata formata da tutti gli artisti circensi, il corpo di ballo e la Magic Circus Brass Band.

NOTIZIE SPARSE DAL MONDO DEL CIRCO di Flavio Michi

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La grande festa del circo a Sarzana L’arrivo in Cittadella di centinaia di allievi e insegnanti di scuole e corsi di circo da tutta Italia, l’avvio di workshop e laboratori, la “Gran parata”, corteo colorato e festoso di giocolieri, trampolieri e acrobati che sfila, sotto l’occhio vigile e divertito del sindaco Alessio Cavarra, per le vie del centro storico al ritmo delle travolgenti percussioni dei Batebalengo: ha aperto così a Sarzana la dodicesima edizione del Raduno nazionale delle Scuole di Circo e Rassegna di circo contemporaneo, musica, danza, teatro comico e di strada, in programma dal 22 al 30 aprile. A concludere la prima giornata ed aprire la Rassegna, sotto il tendone MagdaClan, l’applauditissimo spettacolo di circo-teatro comico Caffè doppio, della compagnia NaniRossi, fresca di attribuzione del primo premio al Festival Internazionale di teatro di strada Haifa kid festival 2017. Da segnalare anche i giovanissimi allievi delle scuole 100% Circo di Arezzo, Jaqulé di Orbassano e TeatrAzionE di Torino, che sono tornati a emozionare il pubblico con un’esibizione di CircusAbility, progetto mirato allo sviluppo “compensativo” delle abilità che si possiedono per supplire a quelle che mancano. Il Circo Knie a San Gallo sotto la neve Capita spesso che una tournée del Circo Nazionale Svizzero si concluda col freddo, ma quasi mai con la neve. Eppure si parla di fine novembre. Succede, invece, che la neve arrivi all'inizio della tournée, a marzo o ad aprile: quest'anno è accaduto a fine aprile a San Gallo! Uno spettacolo suggestivo per molti, ma non certo per il circo che ha dovuto liberare lo chapiteau dal peso del manto nevoso. In questa città, oltretutto, gli automezzi del circo vengono sistemati in ben sei piazze!


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NEWS

A Roma una grande retrospettiva dedicata a Botero In arrivo al Complesso del Vittoriano - Ala Brasini la prima grande mostra monografica in Italia dedicata all’arte di Fernando Botero. Dal 5 maggio al 27 agosto 2017 saranno esposte, in occasione degli 85 anni da poco compiuti dal pittore, circa cinquanta dei suoi dipinti che ripercorrono oltre cinquanta anni di carriera. Le sue opere, conosciute in tutto il mondo, sono caratterizzate dalla presenza di persone e animali “robusti”, tratto inconfondibile dell’artista, e da una dimensione onirica e fantastica. Il mondo del circo è ampiamente rappresentato con opere dedicate ai musicisti, ai clown, agli equilibristi. La retrospettiva è curata da Rudy Chiappini in stretta collaborazione con l’artista ed è organizzata e prodotta da Gruppo Arthemisia e MondoMostreSkira. Il manifesto del 42° Festival di Montecarlo In occasione dell'ottava Giornata Mondiale del Circo, il 15 aprile, l'organizzazione del Festival Internazionale del Circo di Monte Carlo ha presentato il manifesto della 42° edizione che si terrà dal 18 al 28 gennaio 2018. Progettato da Alain André, alias Petit Gougou, onora il circo e celebra i suoi 250 anni. A Firenze, convegno sul Circo sociale “Circo sociale: un’altra risorsa” è la due giorni organizzata sabato 22 e domenica 23 aprile a Firenze presso l’Impact Hub da AltroCirco, progetto di sviluppo e promozione del Circo Sociale in Italia, in collaborazione con il Cirque du Soleil. Un convegno che dimostra come il circo non serva soltanto a divertire, ma anche ad aiutare gli altri in quanto strumento di inclusione e coesione sociale. L’iniziativa, a ingresso libero, è stata patrocinata dal Comune di Firenze e dalla Fondazione Patrizio Paoletti. Workshop pratici e teorici, tavoli di lavoro e testimonianze dirette di esperti del settore provenienti da tutto il mondo sui progetti di circo sociale più innovativi; sabato 22 aprile si è tenuto anche uno spettacolo degli artisti coinvolti. Tra le esperienze italiane che hanno partecipato al convegno: l’Associazione IParticipate di Firenze, Oxfam e le associazioni Sociolab e Zaches Teatro di Firenze, Circo all’Incirca di Udine, Saltimbanco di Livorno, Ludica Circo di Verona e Cirknos di Lecce. Tra le testimonianze dal mondo, invece: Cirque du Monde, programma di circo sociale del Cirque du Soleil; PEYC – Professionalizing European Youth Circuses, progetto della Commissione Europea per la professionalizzazione dell’insegnamento del circo educativo in Europa; Cabuwazi Grenzkultur e Circus Macht Stark, che lavorano con bambini e ragazzi rifugiati a Berlino; Sirkus Magenta, che ha creato e supporta una scuola di circo nel campo profughi di Zaatari, in Giordania, e utilizza il circo per l’integrazione di richiedenti asilo in Finlandia; Sirkane, scuola di circo sociale in Turchia e Iraq. Ultimo show di Barnum su FB live Il circo Ringling ha trasmesso il suo ultimo spettacolo live su Facebook. Il sipario sul “greatest show on earth” è calato il 21 maggio a Uniondale nello stato di New York. Dopo 146 anni tramonta così un'era in cui hanno sognato generazioni di bambini e adulti incantati dagli spettacoli con elefanti, tigri e gorilla ma anche clown, illusionisti, nani e ballerine. La crisi del circo Ringling (noto come Circo Barnum, dal nome di uno dei suoi fondatori) era nell'aria già da anni; a contribuire al declino, i costi esorbitanti di gestione, il crollo nelle vendite dei biglietti e la guerra da parte degli animalisti che avevano denunciato maltrattamenti sugli animali, ragion per cui qualche mese fa fu mandato in pensione il famoso numero con gli elefanti. La direzione del circo ha fatto sapere che ha deciso di trasmettere live su Facebook (e sul sito web del circo) l'ultimo show per consentire a tutti di essere testimoni della fine di un'epoca.

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PAILLETTES E SORRISI.

L'AVANSPETTACOLO IN ITALIA

In questa intervista Virginia Alessandri racconta la sua avventura nello spettacolo popolare e quella di suo padre Marcello, in arte Marco Leandris. Dalla passione giovanile per il circo alle importanti esperienze cinematografiche, passando dall'avanspettacolo, genere che lo ha reso celebre.

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di Nicola Campostori

A corredo di quest'articolo, alcune foto di Marco Leandris in teatro e vestito da clown, in compagnia delle sue soubrette e dell'immancabile paglierino.

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Nel termine avanspettacolo è già spiegato la peculiarità di questa forma d'intrattenimento: diffuso in Italia tra gli anni Venti e gli anni Cinquanta, esso veniva proposto nelle sale cinematografiche prima della proiezione del film (talvolta, in realtà, fungeva da intermezzo tra un tempo e l'altro oppure come finale di serata con le sole vedette). Doveva dunque essere breve e avvalersi di pochi mezzi, ma è stato la fucina di tanti dei più grandi attori del periodo; Renzo Arbore, in occasione della recente laurea postuma a Totò, ha ricordato che proprio nell'avanspettacolo il Principe della Risata aveva esordito, coniugando alto e basso e raggiungendo così il cuore degli spettatori. Carlo Dapporto fu scoperto grazie alle sue imitazioni di Stanlio e Ollio. Tra gli altri possiamo citare anche Renato Rascel. Ricordando questo tipo di show, Alberto Sordi ha spiegato come esso desse al pubblico una partecipazione che il cinema non potrà mai dargli: “Il cinema è lontano, offre un onirico e sublimante sfogo all'immaginario più ardito, mentre l'avanspettacolo riporta con i piedi per terra. Le luci del palcoscenico non nascondono le facce della sala, e tra il pubblico e la sala c'è lo strizzar d'occhi di chi capisce e s'intende, e tutto riporta alla materialità pesante, dove il fuori è vicino, e a esso, alle sue difficoltà, dopo mezz'ora o tre quarti d'ora di rumore e musica e risa dovranno tutti tornare, gli spettatori come gli attori”. L'avanspettacolo, considerato il “figlio minore” del varietà, consisteva nell'esibizione di comici, ballerini, cantanti, illusionisti e di molti altri artisti dell'arte popolare. Alcuni arrivano a sostenere che proprio per questa sua natura vicina alla gente comune,


CIRCO maggio 2017 durante gli anni del fascismo fu, seppur senza intenzione esplicita, un luogo dove si manifestavano critiche al regime: trattando infatti di temi quotidiani, quali la fame e le disuguaglianze sociali, questo format leggero e spensierato toccava in qualche modo i nervi scoperti della società. Senza dubbio, però, l'obiettivo principale era divertire, facendo magari dimenticare per un attimo le difficoltà di tutti i giorni. Storicamente si colloca la fine della stagione dell'avanspettacolo attorno agli Sessanta, quando ai numeri comici si sostituirono gli spogliarelli, ma ancora adesso è possibile trovare epigoni di questa forma d'intrattenimento dal vivo. Uno degli esempi più importanti è senza dubbio Marco Leandris (al secolo Marcello Alessandri), la cui famiglia ha proseguito a lavorare nel mondo dello spettacolo; raggiunta via mail, sua figlia Virginia ci ha parlato di lei e del padre. Esordisce ricordando i natali del genitore, che “per scampare alla condanna del posto fisso” (suo padre, direttore della Banca Commerciale Italiana, voleva che raccogliesse la sua eredità)“decise di scappare col Circo”. Entrò nella compagnia di Alfredo Colombaioni e fu quell'esperienza a far nascere la sua passione per la comicità, tanto che poi riprese il ruolo di “toni” innumerevoli volte anche a teatro. Virginia sottolinea “il

ARCIPELAGO profondo legame stretto in più di mezzo secolo con il mondo circense e le famiglie d'arte, con le quali si pregiò di collaborare anche quando, titolare di compagnie di rivista ed avanspettacolo, non si faceva mai mancare almeno un paio di attrazioni in ogni sua produzione”. Dopo il periodo sotto tendone Alessandri passa al teatro viaggiante, rafforzando la sua amicizia con Gino Landi (rapporto che li lega tuttora) e scegliendo il nome d'arte di Marco Leandris. Come nelle migliori tradizioni di artisti dello spettacolo popolare, trova in una collega, l'attrice, cantante e soubrette Vittorina Leda, la partner in scena e nella vita. Siamo negli anni Sessanta: i Platters, all'apice del loro successo, decidono di fare tournée in Italia con la loro orchestra-spettacolo, per la quale c'è bisogno di parti recitate e numeri d'attrazione; Marcello diventa guest star dello show. L'eclettismo lo porta a contatto con le forme più disparate di entertainment. Durante la sua gioventù a Napoli fu allievo del grande prestigiatore partenopeo Chabernot: in teatro aggiunse quindi l'illusionismo al suo repertorio arrivando a creare un numero di magia (comica, ovviamente) che ebbe un notevole successo. Anche il cinema si accorge di lui: nel corso del tempo lavorerà, tra gli altri, con Alberto Sordi (in Polvere di stelle), Carlo Vanzina e Giusep-

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CIRCO maggio 2017 pe Tornatore. In tv è al fianco di Mariangela Melato nello sceneggiato Lulù di Sandro Bolchi. “Io stessa” ragiona Virginia “sono nata in teatro, cresciuta in barriera e maturata sul set, che però – le dico in confidenza – non è mai stato molto di mio gradimento. Amavo lo spettacolo, adoravo stare in teatro ma non avevo una passione smodata per la recitazione”. È la regia il suo vero interesse: tra i successi in questo campo cita la messa in scena di Italian Dream al Teatro delle Terme di Caracalla. Sa che alcuni possono trovare la sua tecnica registica “assolutamente non d'avanguardia”, ma commenta: “Per fortuna!”. Fin da piccolissima si sedeva in platea a guardare le prove degli spettacoli dei genitori, cercando d'imparare. “Ho avuto la straordinaria fortuna di poter fare la miglior scuola del mondo, quella dei grandi maestri, dove non c'è retta né iscrizione, dove il mestiere te lo devi “rubare” da coloro che lo sanno fare”. E a scorrere l'elenco di questi insegnanti di eccezione c'è da strabiliare: Gino Landi, Romolo Siena, Vito Molinari, Walter Chiari, Luigi de Filippo, Aldo Giuffrè. Anche per lei, ad un certo punto, è arrivato il fascino dello chapiteau, un “amore smodato ed incosciente, una passione travolgente”, coltivata tutti i giorni ancora adesso che Virginia è una event manager e si occupa della ideazione, realizzazione e direzione artistica di grandi eventi e spettacoli per gala, convention e meeting di multinazionali, dinner show e serate a tema. “Questo mi ha ovviamente permesso di non slacciarmi dal meraviglioso mondo del Circo e dei suoi straordinari artisti, alcuni dei quali sento più come parte della mia famiglia che come semplici amici/colleghi”. Tra gli interpreti storici dell'avanspettacolo la regista mette al primo posto Walter Chiari assieme ai grandi interpreti del teatro napoletano: i fratelli Maggio, Nino Taranto, i De Rege, Trottolino e Fanfulla. Il 6 marzo 2016 è scomparso Aldo Ralli, che Virginia considera l'ultima grande spalla dell'avanspettacolo; in seguito alla sua dipartita Marco Leandris ha deciso di “appendere la paglietta al chiodo” e la figlia ne spiega così le motivazioni: “Risulta difficilissimo per un comico trova-

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CIRCO maggio 2017 re un giovane che conosca le tecniche e le meccaniche (complessissime) per poter spalleggiare. Non è qualcosa che si insegna nelle varie scuole e scuolette di cui è tempestata l'Italia da nord a sud, l'unico modo in cui lo si possa imparare è facendo una gran pratica in scena”. Mentre Virginia si dedica ora ai suoi progetti teatrali e circensi, Marcello sta realizzando un libro sulla storia dell'avanspettacolo ed ogni tanto partecipa a serate e programmi in ricordo del genere che ha portato avanti per tutta la vita. Quale sarebbe, secondo Virginia, la definizione di avanspettacolo? “E' stato un po' il papà del teatro leggero di oggi. Se ci pensiamo bene, in fondo racchiudeva in sé gli estremi del musical, del varietà, della commedia all'italiana; ha dato ispirazione per quei meravigliosi programmi televisivi che oggi non esistono più come Canzonissima, Studio Uno, o Teatro 10 ed è stato copiato – mi passi il termine –anche dai più recenti spettacoli d'intrattenimento americani”. Com'è la situazione attuale? “Non credo ci sia veramente nulla che si avvicini nemmeno lontanamente all'avanspettacolo. Il teatro di oggi è di due specie: di quelli che si fingono intellettuali e cercano di creare spettacoli complessi tentando di renderli quanto più incomprensibili possibile, in modo da poterli spacciare per teatro di nicchia, e di chi si accontenta di fare vere e proprie pecionate, come si dice a Roma, senza avere alcuna idea di come fosse in realtà quel genere di teatro e quali ne fossero i presupposti”. Tra gli artisti odierni che apprezza (pur ribadendo la differenza con ciò che era l'avanspettacolo) figurano Enrico Brignano, per la sua satira sulla quotidianità dell'italiano medio, e Antonello Costa, che balla, canta e recita “ispirandosi moltissimo nelle sue macchiette al genere di comico che ci piace ricordare per sarcasmo, acutezza ed eleganza, difficilissimi da trovare nei moderni cabarettisti”. Sentimental, l'ultima rivista completa prodotta da padre e figlia assieme nel 2004, era un vero e proprio omaggio agli spettacoli di allora: “Venti persone in scena, con oltre dieci cambi di costume. La spalla in quella occasione fu il compianto Giulio Massimini. È stata una meravigliosa esperienza, con la quale ci siamo accorti che il pubblico gradiva ancora, enormemente, quel genere genuino

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e colorato di spettacolo leggero, di sano intrattenimento, di risate semplici, grandi sorrisi, belle gambe ed eleganti attrazioni; di piume, strass, paillettes e lustrini, che non guastano mai. Fare avanspettacolo oggi è, secondo me dare questo al pubblico: la voglia di spegnere il cervello per un'ora o due, dimenticarsi le brutture di questo momento storico, la crisi, le ansie, i patimenti quotidiani e lasciare gli spettatori godere, ad un prezzo popolare, un momento di puro svago, senza alcun impegno. Perché in fondo, come diceva il grande Oscar Wilde, L'Arte è per pochi, ma l'intrattenimento deve essere per tutti. Un concetto assolutamente applicabile quanto attuale, non trova?”.

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ANDREA E DAVIDE CAVEAGNA

DAL SOGNO ALLA REALTÀ di Flavio Michi

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Andrea e Davide Caveagna sono i due giovani figli, di 16 e 19 anni rispettivamente, di Elvis Caveagna e Nicla Huesca. Le loro famiglie hanno dato molti artisti al mondo del circo: i trapezisti Caveagna del Circo Kino, ad esempio, e l'acrobatica degli Huesca. E' giusto ricordarli perchè fanno parte della storia del circo italiano, ma è anche giusto segnalare che i giovani di queste famiglie si stanno facendo onore in Italia e negli altri Paesi europei. E' il caso di Andrea e Davide, che dopo aver frequentato l'Accademia d'Arte Circense di Verona hanno continuato ad allenarsi ogni giorno e possono già vantare un bel contratto di sei mesi col Cirque Bouglione in tournée, oltre a far parte attualmente dello spettacolo del Circus Nock, in Svizzera. Li abbiamo incontrati prima della nuova esperienza in terra elvetica, quando ancora facevano parte dello spettacolo del Cirque Bouglione.

Siete partiti subito forte, dall'Accademia direttamente a un circo come questo. Che ci potete dire di questa esperienza? E' un'esperienza bellissima. Pensare che sei andato via dall'Accademia un anno fa e adesso sei a lavorare da Bouglione è incredibile. Un circo che ha fatto la storia del circo in Francia e in Europa, sia in tournée sia col Cirque d'Hiver di Parigi. A volte nel nostro lavoro ci vuole anche molta fortuna. Noi l'abbiamo avuta e adesso siamo contentissimi di essere qui. Saremo qui fino a marzo, per i primi sei mesi della stagione. Poi sono previsti dei cambiamenti nello spettacolo. Ci troviamo molto bene. C'è una bellissima atmosfera nella compagnia e la famiglia Bouglione è fantastica. È il vostro primo lavoro, vero? All'estero è il primo. In Italia invece abbiamo lavorato a Natale 2015 al Paranormal Circus, a Ca-

CORPI ECCELSI

La trasmissione di tecniche circensi di generazione in generazione continua a funzionare. Come dimostrato dai giovani fratelli Andrea e Davide Caveagna. Appartenenti ad una dinastia che ha dato molto all’acrobatica all’italiana, si stanno facendo onore, grazie anche alla specializzazione all’Accademia d’Arte Circense di Verona, in “case” importanti in tutta Europa, come ad esempio al Cirque d’Hiver Bouglione o nello svizzero Circo Nock.

Nella pagina precedente, in questa e nelle successive, delle immagini dei due fratelli Andrea e Davide Caveagna al Cirque Bouglione con il loro numero di mano a mano.

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CORPI ECCELSI gliari, nella società delle famiglie Medini e Martini. E' stata un'esperienza molto bella e interessante. Bella anche la città e ottimo il pubblico, tra l'altro.

Quali insegnanti avete avuto all'Accademia? Io (Davide) ho iniziato un anno prima di mio fratello che doveva terminare le scuole elementari e che poi ha iniziato le medie l'anno successivo. Ho cominciato a provare il “mano a mano” con mio fratello a partire dal secondo anno a Verona e i nostri insegnanti sono stati Cinzia Marcantoni e Riccardo Macaggi. Siamo stati con loro per quattro anni e ci siamo trovati molto bene. Sono due bravissimi insegnanti. Se oggi siamo qui è grazie soprattutto al lavoro svolto con loro. Sono stati quattro anni molto belli nei quali abbiamo imparato tanto e adesso ce la mettiamo tutta

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CIRCO maggio 2017 per apprendere qualcosa di nuovo. Si vedeva già quando eravate in Accademia che la stoffa c'era, anche un paio di anni fa. Abbiamo sempre affrontato gli allenamenti con tanta voglia di fare, di migliorare giorno per giorno. Il “mano a mano” è stata una vostra scelta perchè avevate già idea di andare in quella direzione, oppure sono stati gli insegnanti a consigliarvi in quel senso? È stata una nostra scelta. Quando ero piccolo mio papà mi ha fatto vedere un video degli Alexis Brothers che ci ha folgorati. Due grandi campioni! Da lì è partita l'intenzione di cimentarsi in questa disciplina. Ci siamo detti: “Siamo due fratelli e allora proviamoci”.

Quanto tempo è passato dall'Accademia ad oggi? Quasi cinque anni. Proviamo ogni giorno, se ne abbiamo la possibilità. In certe città è difficile poterlo fare perchè magari il circo si trova in centro e noi con le carovane siamo ad alcuni chilometri di distanza. Cerchiamo comunque di provare tutti i giorni e di migliorarci. Bisogna fare così. Se vuoi andare a lavorare in certi posti prestigiosi devi cercare di migliorarti ogni giorno. Che miti avete? Inevitabilmente gli Alexis, che lavorano ancora dopo tanti anni di una carriera strepitosa. Speriamo un giorno di poter vederli lavorare dal vivo perché oltre ad essere dei grandi artisti sono due persone fantastiche. Poi Dulce è nostra zia, tra l'altro. Lei e la zia Belinha (Annabella) hanno fatto vedere a tutti di cosa possono essere capaci due donne. Il loro numero era veramente forte. E' sempre la stessa famiglia, i Lorador. Tutti grandi artisti. Marco e Paolo sono al top da tanti anni e se possiamo sognare allora scegliamo di poter diventare bravi come loro ed eguagliare il successo che hanno avuto in tutto il mondo. Avere una “stella cometa” come quella che ci mostra il cammino per noi è molto importante.


CEDAC Un enorme archivio di oltre 20.000 documenti a disposizione di studenti e ricercatori. Con una ricca biblioteca, un’ampia videoteca di artisti attuali e del recente passato, una raccolta di oltre 2.000 programmi di sala, una collezione di articoli e di documenti antichi, fra i quali stampe, lettere ed editti risalenti al diciottesimo secolo. Un’intensa attività di conservazione della memoria e di diffusione della cultura che permette una rivalutazione dell’arte circense e di strada italiana.


20 PER 500

PER SCANDICCI Sosteniamo la Casa di Riposo

L’Ente Nazionale Circhi lancia la campagna “20 per 500” a sostegno dell’attività della Casa di Riposo di Scandicci, istituzione storica che accoglie gli anziani del circo e dello spettacolo viaggiante, ammirata ed invidiata all’Ente Nazionale Circhi e all’Italia da ogni parte d’Europa. Dallo scorso anno, con l’applicazione del nuovo decreto per l’erogazione dei contributi alle attività di spettacolo tratti dal FUS, il sostegno agli anziani della categoria non è stato confermato. Obbiettivo della campagna pubblica denominata “20 per 500 euro per Scandicci” è, appunto, raccogliere da parte di venti complessi di ogni dimensione una erogazione liberale di 500 euro fino al raggiungimento di 10 mila euro da consegnare al direttore della Casa di Riposo. Ma sono ben accetti contributi di qualsiasi entità inferiore o superiore. Contiamo sulla generosità dei circensi e di dover così presto cambiare il nome della nostra campagna.

ALBO D’ORO SOSTENITORI Ecco i primi circhi che hanno aderito in maniera entusiasta American Circus Medrano Piccolo Circo dei Sogni Rony Roller Florilegio di Darix Togni Martini Mamma Mia Circo e dintorni

È possibile inviare il proprio contributo con le seguenti modalità, indicando nella casuale “Pro Scandicci”: BONIFICO BANCARIO

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C/C postale n. 55814610 intestato a Ente Nazionale Circhi

ENC c/o AGIS Via di Villa Patrizi 10 00161 Roma

Circo maggio 2017  

In copertina in questo numero: "Circo con animali, la lotta continua"

Circo maggio 2017  

In copertina in questo numero: "Circo con animali, la lotta continua"

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