GREEN FILM LA PRODUZIONE CAMBIA ROTTA Concepita da Trentino Film Commission, Green Film è una certificazione di sostenibilità ambientale per quelle produzioni che durante le riprese rispettano una serie di buone pratiche. Il disciplinare è divenuto un modello per l’industria cinematografica e audiovisiva europea
® Paolo Di Maira
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ell’affrontare il tema green, che è nella transizione ecologica attualmente nelle agende potitiche di mezzo mondo, Europa in particolare, è opportuno fare una premessa. Un corretto approccio – è l’opinione di autorevoli esperti , ed è utile sottolinearlo per distinguerlo dalla tendenza al cosiddetto “green washing”– deve procedere per sottrazione e non per addizione: occorre cioè togliere, non aggiungere. E’ significativo che la parola “ridurre” sia dominante nelle regole del Green Film, il disciplinare ideato da Trentino Film Commission, che è una certificazione di sostenibilità ambientale rilasciata alle produzioni cinematografiche e televisive che si impegnano a rispettare una serie di pratiche esplicitate nel piano di sostenibilità. Tale piano deve essere redatto dal produttore (con l’aiuto di un green manager) prima dell’inizio delle riprese. I criteri da rispettare riguardano 6 aree tematiche: 1) Risparmio energetico: Assicurare una riduzione efficace dell’impatto ambientale, limitando il più possibile le emissioni inquinanti e lo spreco di risorse energetiche 2) Trasporti e alloggi: ridurre le emissioni inquinanti attraverso un’organizzazione razionale degli spostamenti e una scelta attenta delle strutture ricettive. 3) Ristorazione: garantire un’alimentazione salubre e di qualità nel rispetto dell’ambiente, riducendo il più possibile la produzione di rifiuti e CO2 derivante dal catering. 4) Scelta dei materiali: utilizzo di materiali rispettosi dell’ambiente e riutilizzo efficiente di materiali per ridurne lo spreco.
5) Gestione dei rifiuti: corretta gestione e riciclo dei rifiuti riducendo così l’impatto ambientale della produzione cinematografica. 6) Comunicazione: promozione di buone pratiche legate alla sostenibilità, accrescere sensibilità del pubblico nei confronti della sostenibilità ambientale. Ad ogni pratica di queste 6 aree è assegnato un punteggio. Per ottenere la certificazione è necessario un punteggio minimo di 20 punti. La certificazione viene rilasciata gratuitamente previo report positivo di un organismo di verifica indipendente che deve essere contattato dalla produzione prima dell’inizio delle riprese. Istituito nel 2017 con il nome di T-Green Film, il disciplinare si è evoluto fino a superare, nel 2019, la connotazione territoriale, eliminando, di conseguenza, la T di Trentino. Ciò ne ha permesso l’adozione anche da parte di alcune Film Commission e Fondi in Europa: Wallimage, Mallorca Film Commission, Zefyr Films, Emilia Romagna Film Commission, Trentino Film Commission,Tenerife Film Commission. Ci sono poi altre regioni sia italiane che europee che stanno lavorando all’inserimento del Green Film nei loro Fondi (come Catalunya Film Commission, Film London). Inoltre, Green Film è stato inserito come linee guida di riferimento da associazioni quali Cine Regio (il sottogruppo Green Regio) nel 2019, e nello scorso mese, da Italian Film Commissions. Ha avviato una partnerhip anche con Torino Film Lab e MIA di Roma. Infine, allo scopo di monitorare il Green Film, Trentino Film Commission coordina, in collaborazione con APPA (l’agenzia per la protezione dell’ambiente della Provincia di Trento) e con il supporto del Ministero della Cultura, un progetto di ricerca: Green Film Lab.
ALCUNI LUNGOMETRAGGI CHE HANNO ADOTTATO IL GREEN FILM. IN ALTO, “IL TESTIMONE INVISIBILE”, AL CENTRO “RESINA”, IN BASSO “RIDE”.
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Siamo fieri di rappresentare una pratica italiana in diversi tavoli di lavoro internazionali
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LUCA FERRARO