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Hófehérke

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Hófehérke

Ho sempre avuto, fin da piccola, una magica attrazione per le favole, soprattutto per quelle dei fratelli Grimm. Di queste ce n’è una che amo in modo particolare. E’ famosissima ed anche se ha versioni leggermente diverse secondo il Paese nel quale viene raccontata, è comunque universale. E' conosciuta ovunque: In tedesco è Schneewittchen, in russo è Белоснежка, in inglese è Snow White, in italiano è Biancaneve… Per me è Hófehérke. Molti sanno ormai quanto fossi affezionata a mia nonna, il cui ricordo di tanto in tanto viene a farmi visita. Credo che se Sheherazade avesse voluto materializzarsi ed incarnarsi in qualcuno, lei sarebbe stata perfetta. Una delle tante cose che mi ha insegnato è che ogni adulto, per tutta la vita, porta dentro di sé le fiabe che ha ascoltato quando era bambino. Fiabe che restano forse in letargo per anni ma che poi, improvvisamente, si fanno strada attraverso l’anima ed escono fuori, così, naturalmente. L’energia che le fa esplodere ha un solo nome: fantasia. E lei di fantasia ne aveva talmente tanta che era capace di farmi sognare ad occhi aperti. Era così che la sera sotto le stelle, nello spazio antistante al casale alla luce del fuoco scoppiettante, restavo felice, insieme agli altri bambini, ad ascoltarla. Quella dei bimbi seduti sul muretto, spettatori di fronte a lei che recita, è un’immagine forte che affiora ogni qual volta penso alla mia infanzia. Con lei la fiaba diventava una rappresentazione teatrale… o almeno questo è per me adesso ciò che ricordo e che filtro con un’adulta nostalgia. Nel raccontarle partecipava davvero alle storie e mimava, sia con le mani che con le espressioni del volto, le emozioni di coloro che ne erano i protagonisti. A volte si entusiasmava a tal punto che pareva veramente un'attrice su quel palcoscenico che aveva come fondale il cielo stellato. Hófehérke era la favola che le riusciva meglio; forse perché anche lei l’amava in modo particolare, adesso lo capisco ed era davvero strabiliante il modo in cui recitava la parte della regina-strega che pone le domande allo specchio oppure quando, travestita da vecchietta, offre la mela avvelenata. In quei momenti particolarmente intensi nel suo sguardo di cristallo balenavano le fiamme ed io mi rannicchiavo e socchiudevo gli occhi per la paura. E forse è stato quel suo modo di recitare percepito con la fantasia di bimba che, fra tutti i personaggi, la regina-strega è quello che ha suscitato in me le più grandi emozioni. Tanto che ancor oggi non riesco a pensare a Hófehérke senza rivedere lo sguardo acceso di mia nonna mentre dà il volto alla vera protagonista della fiaba: la regina.

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Hófehérke by Chiara Di Notte - Issuu