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l nuovo, nuovissimo diffusore della Chario di Merate consegnatoci per una prova in anteprima assoluta appartiene alla serie Millennium. Si chiama Sonnet ed è classificabile come un due vie dalla classica geometria rovesciata caratteristica del costruttore. Il woofer da 170 millimetri è posto sopra un inusuale tweeter dotato di una cupola da ben 32 millimetri in morbida seta trattata. Negli ultimi test sui diffusori Chario abbiamo fatto notare spesso come per un verso o per l'altro le originalità costruttive siano comunque e sempre finalizzate alla prestazione in sala di ascolto, anche a costo di esibire andamenti non proprio lineari secondo i canoni limitati delle poche misure che in genere si assumono come esaustive. Non a caso il costruttore di Merate negli anni ha pian piano sgretolato molte delle certezze assunte quando l'esperienza di ascolto rappresentava un corollario marginale alla produzione di misure assolutamente perfette. Già venti anni fa in Chario si spostava verso sinistra il riferimento della frequenza di centro banda, facendo assomigliare l'andamento della risposta alle curve di eguale sensazione sonora. Nel tempo sono venute poi le teorie originali sulla disposizione degli altoparlanti sul pannello frontale, i filtri a pendenza acustica elevata, le modalità di accordo originali e la frequenza di incrocio del tweeter molto bassa, attuata una quindicina di anni fa con i migliori trasduttori in commercio modificati nell'equipaggio mobile proprio per aumentare la tenuta in gamma media. Al giorno d'oggi i tweeter dalla frequenza di incrocio incredibile sono stati ampiamente collaudati e realizzati "quasi" in casa, attingendo alle capacità produttive dei migliori costruttori nazionali, ma non rinunciando alla ricerca ed allo sviluppo in proprio. E da questa continua e difficile evoluzione che, serie dopo serie, il costruttore si è sviluppato, facendo crescere le proprie realizzazioni, che giungono con una certa facilità ai livelli dei migliori costruttori al mondo, tanto che varie tendenze progettuali attuali utilizzate ai massimi livelli hanno visto le prime implementazioni proprio nei laboratori di ricerca del duo italiano Murace/Vicenzetto. Anche questo diffusore non fa eccezione, dimostrando ulteriormente che non sempre evoluzione e prezzo finale di vendita debbano andare necessariamente a braccetto.

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La costruzione I trasduttori impiegati in questo modello ricalcano molto da vicino quelli impiegati nella S Series, ossia nella Serendipity e nel nuovo ed originale canale Centrale Solitaire. Il midwoofer da 170 millimetri è dotato della nuova membrana in Rohacell, un sandwich estremamente leggero e rigido, utilizzato quando queste invidiabili qualità sono elementi determinanti per la prestazione finale. La particolare forma della membrana e la sua costituzione sono determinanti per la riuscita della ricetta del progettista. Come vedremo infatti alla risposta del woofer viene richiesta una costanza granitica anche nelle rilevazioni fuori asse, costanza di prestazioni Costrutto re e distributoreper l'Italia: Charios.a.s.,ViaBergamo 44, 23807Merate(LC).Tel.0399275370 - www.chario.com-chario@chario.it che soltanto un pistone effettivamente unico e solidale nel movimento è capace di garantire. Il complesso magnetico è Prezzo:Euro3199,00 realizzato in modo da consentire la massima estrazione di aria calda dalle vicinanze della bobina mobile ed al di là CARATTERISTICHE DICHIARATE DALCOSTRUTTORE dell'originalità del disegno si è riusciti ad ottenere una buoTipo:bassrefiexdastando Geometria del condottodi accordo:semiena linearità quando la bobina mobile si sposta notevolmente sponenziale. Estensione in bassafrequenza: 55Hza-3 dB.Frequenza dicrossover: 1180HzLKR4 confaserelativa costante (45°).Configura- rispetto alla posizione di riposo. Anche nel disegno dei parametri più "intimi" dell'altoparlante, Chario ha proposto zione:dueviein geometria invertita.Potenza consigliata:120wattrms innovazioni abbastanza sottili e poco visibili ma comunque su4 ohm.Sensibilità:90dBcon2,83Vad1 metro.Impedenza: 4 ohm estremamente efficaci nella risposta ai segnali musicali, pas(minimo3,2ohm in :t36°di fase).Woofer:170mmin Rohacell. Tweeter: cupoladi 32mmin Si/versol!.Dimensioni(LxAxP):235x445x340 sando una decina di anni fa ai supporti isolanti e consemm.Peso:14kg guentemente a fattori di merito meccanici estremamente

CHARIO

ACADEMYSONNET

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elevati. Il tweeter è realizzato con una bobina mobile da ben 32 millimetri, poco più piccola di quella del woofer, che è da 38 millimetri. A differenza di quest'ultima è però realizzata in alluminio per poter tenere potenze elevate anche nell'intorno dei 1000 Hz. La cupola di grande diametro è morbida, una dizione usata giusto per differenziarla dalle cupole metalliche ma comunque attentamente calibrata nelle caratteristiche meccaniche che ne definiscono il comportamento fino all'estremo alto della banda udibile. Una volta rimossi gli altoparlanti possiamo accedere all'interno del box, caratterizzato da una costruzione eccellente, affinata negli anni dall'esperienza degli ebanisti di casa Chario. Il condotto di accordo è posizionato sulla parete posteriore, e tanto per cambiare non è tondo ma presenta due superfici parallele e le altre due a sviluppo esponenziale, sia all'interno che all'esterno, giusto per evitare turbolenze dell'aria che vi transita ad alta velocità. La geometria dell'interno del box è comunque ottimizzata per evitare colorazioni e risonanze difficili da smaltire, colorazioni che immancabilmente finiscono per alterare pesantemente la velocità di smaltimento e l'articolazione in gamma media e mediobassa. La Waterfall effettuata per verifica mostra in Figura 1 come da 300 Hz fino all' estremo alto di misura si riesce a smaltire quasi

Il condottoposterioreè realizzatoconun disegno esponenziale dellepareti interneper minimizzare il rumoredovutoall'eccessivavelocitàdell'aria. I quattro morsettidell'ingressodi nuovodisegno permettonoil doppiocablaggioesi sonorivelati ali' altezzadi ogni tipo di connessione.

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Il crossover,

la scena

e la fase.

Lo schema del filtro crossover 100hm Lo schema del filtro crossover della Sonnet appare in Figura 1, dalla quale possiamo verificare come tutto sommato si tratti di uno schema abbastanza tradizionale, certamente quasi di routine per il progetti22uF MKT 2 uFMKT sta della Chario, che in passato ci ha abituato a celle certamente più complesse ed articolate. Se fermassimo l'analisi 10 ohm alla descrizione delle due celle 420uH potremmo affermare che ci troviamo di fronte ad un p'assa-alto del secondo ordine elettrico preceduto da un attenuatore selettivo e da un p'assa-basso dello stesso ordine 1 mH che precede una cella notch, cella che a giudicare dai valori in gioco potrebbe benissimo controllare il secondo picco di risonanza caratteristico del boss reAex. Tutto molto facile, quasi scontato. Bene, descri47uF vendo in questo modo il filtro crossover della Sonnet avremmo commesso, probabilmente, uno dei più grossi errori, quello di fermarsi ad analizzare le reti di filtro dando uno sguardo allo schema elettrico, magari fornito dallo stesso costruttore. Tre induttanze, quattro condensatori e due resistenze et voilà, il gioco è fatto. Ep'pure a ben vedere c'è dell'altro, ci deve essere per forza, visto che lo resa in ambiente è quella che è e che il disegno della scena è, per così dire, regolabile. La prima cosa che posso fare è quella di misurare lo risposta dei singoli componenti, ipotizzando una frequenza di incrocio molto bassa: ci vuole un certo coraggio intatti a sistemare un condensatore da 22 microfarad in serie ad un tweeter e pensare così di attuare una filtratura "sicura" per l'integrità del trasduttore. La risposta di wooter e tweeter è stata effettuata con lo complicità del doppio cablaggio semplicemente rimuovendo i ponticelli. Già dal grafico di Figura 2 possiamo notare come in effetti l'incrocio sia attuato a 1200 Hz con un andamento delle due risposte da manuale. Alla freguenza di crossover infatti siamo ai -6 dB caratteristici dei FiltriLinkwitza cui Mario Marcello Murace ci ha abituato. Partendo dall'ottica di una frequenza di incrocio molto bassa ecco che il quadretto semplice semplice inizia a mutare di aspetto complicandosi. Sì, perché come era facile p'revedere si tratta di un incrocio acustico del quarto ordine che proprio nei 1200 Hz mostra la sua differenza dal semplice taglio elettrico. Le pendenze ci sono, giustificate almeno per la via alta dal fatto che la risposta del filtro si somma alla risposta propria del trasduttore, che in gamma media inizia a tendere asintoticamente verso un'attenuazione naturale al ritmo di 12 decibel per ottava. Dodici più dodici fa ventiquattro, semp'lice. Sulla cella del filtro possiamo vedere come in effetti il condensatore da 2,2 microfarad in parallelo alla resistenza da ben IO ohm tende a limitare alle alte frequenze lo decisa attenuazione del resistore. Sulla cella del woofer possiamo notare come in effetti la cella RLCnon si preoccupi di compensare il secondo picco, o almeno non soltanto. In effetti due conti mostrano che il fattore di merito molto basso viene utilizzato sia per addolcire la curva che per adattare la risposta al target desiderato dal progettista. La disponibilità delle risposte dei due trasduttori mi porta quasi istintivamente a verificare la fase e con questa l'andamento relativo delle due fasi. Bene, come possiamo notare le fasi acustiche tratteggiate sono separate tra loro poco più di sessanta gradi. Se ciò può in qualche modo descrivere il comp'ortamento degli altoparlanti nella rilevazione in asse e sul piano verticale in virtù del lobo di emissione che si forma alla frequenza di incrocio, dall'altro p.0co può nella descrizione della scena acustica. Una verifica molto più laboriosa ha portato alla luce la vera chicca nascosta in questo filtro crossover: la fase relativa tra i due altoparlanti resta praticamente costante all'aumentare dell'angolo di misura, anche se le pendenze del loro andamento aumentano quando si giunge ad angoli maggiori di 45 gradi. Accade così che le prime riAessioni dovute alle pareti laterali, responsabili in parte della ricostruzione scenica~ presentano una relazione tra i due trasduttori praticamente identica a quella percepita sUll'asse, anche se l'emissione diretta viene avvertita come prioritaria per ettetto Haas. Variando di poco la rotazione dei diffusori verso il punto di ascolto si riesce quindi ad allargare in qualche modo il quadrante frontale mantenendo grazie alla costanza della fase relativa una buona coerenza timbrica, unita ad una buona delocalizzazione delle sorgenti separate woofer/tweeter. Un crossover semplice, insomma! G.P. Mo'arazzo

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. HARIO.' MILLENNIUMI Sistema di altoparlanti

S"ONNE:r

CHARIO Sonnet

- matricola n.

Ad un metro di distanza con 2,83 precisissimi volt rms il diffusore della Casadi Merate ci propone una sensibilità media di 89,6 decibel, un dato praticamente in linea con quello dichiarato dal costrutto-

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CARATTERISTICHE RILEVATE Sensibilità:

89,6 dB

I re,pur con le modalitàdi computoleg-

GPM 1112006"000

germente differenti. Come possiamo vedere dal grafico l'andamentodella risposta si allinea allo standard della Chario, ! ~ con gli estremi di banda in leggera evi10 denza rispetto alla gamma media, che brilla per regolarità ed assenzadi esitazioni degne di nota. la frequenza di taglio molto bassa ha come sottoprodotto , , : anche una risposta temporale estrema..1 .1 mente appuntita e veloce nel decadimen1 kHz 2 1. 32Hz 63 125 250 500 to, con tutta la dinamica del test smorzata in meno di un millisecondo. In ambiente la Sonnet mostra una certa enfasi .e'l MARCA:CHARIO 130 della gamma mediobassa,dovuta probabilmente alla distanzadalla parete posteriore, che in sede di ascolto verrà variata, ma con l'intervallo da 300 a 20.000 Hz perfettamentein linea,sia nella rilevazione in asseche in quellafuori asse.Dal punto di vista del carico percepito dall'amplificatore possiamo verificare un andamento abbastanzaregolare del modulo, con la frequenzadi accordo prossi90 ma ai 45 Hzed un andamentoin gamma mediaallineato su valori elevati.la masso sima condizione di carico va allora cer1 kHz 2 cata tra le pieghe della fase in gamma bassa, tra i due picchi caratteristici del reflex, e qui è stata puntualmente trovaGPM 1t/2008 ta, a 38,3 Hz, per un valore del carico di 2,5 ohm circa. AI banco delle misure dinamiche possiamo vedere come la distorsione armonica sia molto bassa anche al di sotto dellafrequenzadi accordo e come la seconda armonica sia attestata, in gamma media, al di sotto dei -50 decibel. la terza armonica in gamma bassa non supera mai l'uno per cento, un valore raggiunto soltanto a cavallo dei 300 Hz, mentre la quinta nello stesso .L intervallo si solleva dal fondo del grafico .. con un andamento simile alla prima componente dispari. la compressione dinamica appare completamenteassente sia a bassache ad alta frequenza.la curva della Mil inizia con una salita abbastanzacostante,fino a raggiungerein gamma media la massima potenzadisponibile, potenzache viene mantenutadal coriaceotweeter "chariano" fino alla massima frequenzadi misura. la MOl raggiungei 100 decibelappenadopo i 50 Hz,e supera i 110 decibel all'ottava successiva. In gamma media il woofer raggiunge i 120 decibel ed il tweeter non è da meno, con i 2000 Hz e l'estremo altissimo che raggiungonoe superanoquesto livello. G.P. Materazzo 100

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Modello: Sonnet

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1) Risposta in frequenza a 2,83 VII m 2) Risposta in ambiente: Vin=2,83 V rumore rosa 3) Distorsione di 2a, 3a, 4a, Sa armonica ed alterazione dinamica a 90 dB spl 4) Modulo ed argomento dell'impedenza 5) Mil -livello massimo di ingresso (per distorsione di intermodulazione totale non superiore al 5%) 6) MOl -livello massimo di uscita (per distorsione di intermodulazione totale non superiore al 5%) 7) Risposta nel tempo

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Cf-L.6.R1O SONNET

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Il datocheemergedalleduemisuredi TND evidenziaunacaratteristicadeglialtoparlanti Charioverificataaltre volte:il sostanzialemantenimentodei valori misurati al livello inferiore anchequandola pressionepassada90a 100decibel.Comepossiamovederedai grafici in gamma bassaabbiamovalori mediamenteelevaticomunquecostantiall'aumentaredellafrequenza. Aumentandoil livello del segnaleemesso di diecidecibelpossiamonotarecomela distorsioneda mascheramento subisca un incremento moltocontenuto. Oltrei 1500Hz la curva decade velocemente, fino a raggiungeresia a 90 chea 100decibelvalori prossimiai -50 decibel.

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Il tweeterè realizzatocon una bobinadi dimensioni elevate,ben 32 millimetri, edunacupola di seta trattata dal caratteristico colore argenteo.

L'ASCOLTO

di Marco Cicogna

È natauna stella. Un astro nuovo appare nel firmamento della grande riproduzione sonora, una stella di nuova formazione e non una "nova" che seppur luminosa segna, più che una nascita, l'effimero splendoredei momentifinali di esistenza.Mi si passi l'immagine astronomica, per nulla fuori misura in relazionea quanto ho potuto provare in questi giorni per il tramite di un "semplice" due vie. Il virgolettato è d'obbligo quandosi ha a che fare con una realizzazionedi Mario Murace, il solo progettista a me noto ad avere un'idea dell'evento musicale nel senso più completo del termine. Dalle origini musicali della sorgentediscografica,sino alle interazioni del diffusore con l'ambiented'ascolto e il sistema percettivo, sono argomenti che ben conosce. Diciamolo a chiare lettere. Mentre tanti audiofili discorrono del suono dei cavi (di alimentazione,se del caso), alla Chario si studia sin dalla struttura del driver il modo di realizzarea costo umano una macchinasonora capacedi dar corpo all'emozionesonora.A ciascuno il suo si dirà, ovvero ogni appassionatosembraavere una ricetta personalein quantoad impostazionesonora del proprio impianto. In quasi venti anni di cronache ne ho ascoltate di tutti i colori; ho visto appassionatiandare in visibilio di fronte ad impianti gracchianti (lo dico in senso letterale). Chi siamo noi per entrare nel merito di tanti vezzi che in un modo o nell'altro hanno fatto la loro parte nella storia dell'alta fedeltà? Per fortuna non dobbiamo convincere nessuno. Questaè la forza di questapubblicazionee dei suoi redattori, che in un quarto di secolo ha affrontatotemi musicali e tecnologici (per non dire delle migliaia e migliaia di dischi recensiti, caso più unico che raro nel settore). Desiderosoltanto dire che a me e a tanti amici e appassionatiche hanno la venturadi avere una qualche esperienzadel mondo musicale, il sound Chario ha pienamente convinto nel lungo periodo; un apprezzamentocondiviso nell'ascolto di migliaia di diverse registrazioni; un risultato davvero lusinghiero. Oggi il nuovo corso conserva i tratti migliori della tradizione più consolidata, ma c'è una freschezzainedita e u'natrasparenzanella resa del tessuto sonoro che era sconosciuta ai modelli del passato.Proprio queste Sonneta due vie, il primo passo nella serie ammiraglia (e in questal'unico sistema da supporto), la dicono lunga sulla maturazione del design progettuale presentato da Chario nel nuovo millennio. Certeprestazioni potremmoaspettarceleda un top di gammadel calibro delle Serendipity, ma tale coerenzain questedimensioni, sia detto chiaramente,è un risultato per certi versi ancora più sorprendente.Tecnicamentevi rimandoall'esamedel nostro GPM e per completezzanon posso che consigliarvi anche l'attenta(ri)lettura della prova delle Serendipity,un modello innovativo che non ha bisogno di strombazzareil tema ricorrentedel design all'italiana. Le Sonnet hanno suonatocon il nuovo integrato di AM Audio e hanno anche gradito la strapotenzadel finale "digitale" di Jeff Rowland.In altro ambientesi sono cimentatecon il PA-50, integrato in classe "A" di AM Audio. Variando l'ordine degli addendi, il risultato non cambia. L'impostazione sonora è quella più evoluta che l'azienda lombarda ci ha fatto conoscereattraverso un modello di riferimento assoluto come la nuova top di gamma,grandetra i grandi. Correttezzadella gammamediacon le diversefonti

strumentali,pienagenerositàdel registromedio-basso,acutorifinito senza quegli eccessi che può realizzaresolo chi strizza l'occhio all'audiofilo gonzo che non ha mai ascoltato musica vera. Proprio in questi giorni a Romasta suonando la poderosacompaginedel Kirov (oggi Teatro Marijnsky), orchestradiretta da Gergiev che propone la Settima di Shostakovich. Basta sentire l'avvio sulla sezionedei contrabbassidi fatto raddoppiataper rendersiconto di quanto la musica abbia bisogno di spessore,consistenza,immediatezza.Questesono le sensazioniche offre una sorgenteacustica "dal vivo", non importa se trattasi di una formazionesinfonica o di un "semplice" sax che suona solitario nell'angolo di una strada silenziosa. Nella riproduzione attraversoun sistema di altoparlanti (ancheimportanti modelli da molti ben considerati) viene troppo spesso a mancareproprio il senso di presenza,la solida vibrazione che fa percepire l'evento musicale non solo attraversoil senso dell'udito, ma ancheattraversoil

corpo. La percezione"a pelle" è quella che in molti casi fa la differenza,oltre a parametri universalmenteaccettati come l'equilibrio timbrico, la presentazione dimensionaledella scenasonorae la ridotta distorsione. Con questo non voglio confrontare l'emozione del concerto dal vivo con la riproduzione sonora, però la concretezzastrumentale pare aver fatto un passo avanti ancherispetto ad una macchinasonora prestigiosa come la vecchia serie

"Academy" . Qualcheesempiomusicale non sarà inopportuno. Ascoltandouna voce maschile comequella di Fischer-Dieskau(Lieder di Schuber!, Philips) ci si accorge di come la garbata "scorrevolezza"di questalettura possa riprodursi senzaaffanni nell'ambiente domestico. L'impostazione della gammamedia(consideratain lato senso) non potrebbeesserepiù azzeccatanel privare da ogni accennodi nasalità l'espressionemusicale del grande baritono alle presecon il repertorio liederistico. Sono pagineraffinate,piccoli pezzidensi di musica, nei quali il timbro è soltanto l'ossatura; la frase, la dizione, le minime sfumature emotive sono rese in questegrandi esecuzioni, un'interazione perfetta tra frase vocale e supporto pianistico. Quale dimostrazione"hi-fi" potrebbe permettersidi giocare con questo repertorio?Pochi oserebberoaffrontare con disinvoltura pagine "sacre" della storia della musica, ove soltanto chi ha gli attributi giusti (in senso musicale, beninteso) può permettersi di fare bella figura. Trasferitedalla sala d'ascolto della TechniPressalla mia sala da musica, le Sonnet hanno dimostrato di non farsi influenzarepiù di tanto dall'ambiente. Questaè una caratteristicatra le più significative dell'ultima generazionedella serie ammiraglia di Chario, un effetto fortementevoluto dal progettista Mario Murace,che ha speso le migliori energie nell'ottenereun'emissioneper quanto possibile "amichevole" con la maggior parte delle situazioni ambientaii domestiche. Si percepisce in modo efficace la sensazione di "finestra d'ascolto" sull'evento sonoro. Ho utilizzato il software più diverso, più timbricamente e prospetticamentevariegato tra quelli a mia disposizione, con un risultato che appare dare il giusto equilibrio tra precisione e piacevolezza,trasparenzanei dettagli del corpo sonoro e omogeneità generosa dell'insieme. C'è un fuoco particolare che interessanon solo le sorgenti, ma lo stesso segnaled'ambienza presentenell'incisione, una risoluzione ai bassi livelli di segnaleche configura il "respiro" dell'eventosonoro. Ma c'è di più. Se qualcuno non ha ancoraascoltato il rullante della grancassa che Berlioz introduce nella sua rivoluzionaria "Sinfonia Fantastica",provi a giocare con quelle incise dalla Deutsche Grammophon e dirette da Boulez e Minkowsky, o magaricon la storica lezionedi Maazelsu Telarc. Non mi aspettavo di cogliere in questo modo la possanzadi questo passaggio dell'ultimo movimento (dopo le campane, per intenderci), un campo sonoro compatto e generosoall'interno del qualeè dato apprezzareil contributo dei singoli esecutori. La scenaè ampia, differenziata,ben articolata nella sua porzione centrale nonostante la posizione ben dilatata dei diffusori che io preferisco. Il suono è gradevole, corretto, perfino avvolgente anche in una posizione d'ascolto non canonica; collocandosi nel modo giusto si colgono aspetti che avevamo più volte evidenziati in sistemi di ben altro litraggio. L'insieme mantienela garbata piacevolezzache ben conosciamodalla raffinataAcademy2 con strumenti difficili come gli archi. Il violino solista nel concerto di Tchaikovsky(Mutter, Deutsche Grammophon)esibisce un fraseggio nobile, intenso, ben caratterizzato, [I1aipungente,mai affaticante. E incredibile come le Sonnet poss(!no destreggiarsi persino con l'attacco del "Dies Irae" del Requiem di Verdi. E questa una pagina che vede l'intervento drammaticodi timpani e grancassa("con le pelli ben tirate in modo che questo contrattempopossarisultare davveroefficace"), un travolgentecoro-ottoni-percussioni non adattoai deboli di cuore e che qui si offre all'ascolto con le giuste caratteristichesonore. Ci sarebbemolto altro da dire... e forse lo diremo in ulteriori approfondimentisul campo. Restatesintonizzati


Il wooferChariodi ultima generazionehala membranain Rohacell,un materialerigido e leggerissimo.Notareil complesso magnetico realizzatoconmolti magnetiin neodimio.

tutta l'energia in poco più di un millisecondo con una sola coda a cavallo dei 500 Hz, di durata comunque limitata. Il cablaggio interno è di rassicuranti dimensioni, mentre i quattro morsetti per le connessioni sono quelli della "nuova generazione" Chario, versatili e sicuri, molto più dei vecchi morsetti abbastanza critici per l'uso pratico. Conclusioni Ennesima prova di forza della Chario, bene in linea sia con i concetti della visione globale della riproduzione sia delle basi della corretta progettazione dei diffusori, anche di quelli meno complessi, meno elaborati e quindi meno costosi. Il componente che abbiamo provato questo mese verifica ancora un unico solco tracciato dal costruttore sin dal suo esordio, oltre trent'anni fa: costruire diffusori raffinati, eleganti e soprattutto credibili nella resa in ambiente. La piccola Sonnet appare ancora leggermente più sofisticata del modello precedente e c'è da giurare che sarà meno prestante del prossimo progetto, secondo una scuola di ricerca ed applicazione che riesce ad andare oltre la semplice formulazione di fenomeni complessi, ma che viceversa attua soluzioni spesso poco visibili ma comunque estremamente efficaci. Gian Piero Matarazzo

L'ASCOLTO "disordinante"nel disegnodellascena.Coni due Sonnetad ottantacentimetridalla Perquantovisto in sededi analisidel filtro crossoverdovremmoposizionarei diffusori quasi paralleli alla pareteposterioredopo avernescelto per approssimazioni paretelateraletrovo un equilibrio invidiabile e decido che la migliore prestazione successivela distanza.Devoammetteredi averprovato,in prima battutae quasi per scenicaè statatrovata.Spengotutto e vadoaltrove.Tornoin salad'ascoltola mattina successiva,frescoe riposato,pronto a raccontarvila mia particolareimpressione abitudine,a'ruotarei dueChariodirettamenteversoil puntodi ascolto,ottenendocod'ascolto.Musichebarocche,tantopervederequantola timbricasia correttae quanmunqueun buonsensodi profonditàdellascenaed unadimensioneorizzontaleancora accettabile.La successivamessaa punto delladistanzadalla pareteposteriore, to sia articolatoil suonoprodotto.La sensazioneè buona,mentrele membrane,le elettronicheed i padiglioniauricolarisi scaldanovelocemente.Trele trappoleche ho portataa pocopiù di un metro,ha decretatola definitivasceltadellatimbrica,che in in serbo per Mario Marcello:il quartettodi chitarreclassichedalla posizionecerta gammamediobassasi riallineabenecon quellamedia.Pianpianoho provatoa "radma ingannevole,le voci registrateal naturale,senzaalcunartificio di "ambienzaal drizzare"i diffusorie devoammettereche l'effettodi allargamentodella scenanon è venutofuori immediatamente, almenofino a che non ho cambiatobranopassando .computer",ed il disco di Patriarca& Isola,dovele voci e gli strumentidegli "amici alla grandeorchestrafornitamidal solito e losco"spacciatore"di tracceben registra- di MassimilianoCoclite"sonostaticatturaticon grandeintelligenzae fotografatiper te. Il quadronon cambiadrasticamente e non vieneriprodottoil palcodella registra- riscontri di questotipo. Iniziandocon questaautenticaperladel buon Rocco,posso zionea dimensionenaturale.Fossestatocosìavremmoiscrittod'ufficio il buon Manotarecomebassoe trombadefiniscanolo stagetra i duediffusorie comeviceversa il sassofono,la vocedi Massimilianoe le percussionidefiniscanoun ambientelargo rio Marcellonel calendariodelledivinitàa cui votarsiappenaprimadi disegnareun filtro crossover,con tantodi foto vicino al muroe lampadavotivacon la fintafiamma appenapiù dellasalad'ascolto.Il tweeterfa "l'indifferente"quandola trombasalee scendein frequenzacon precisionee decisione,ed anchealzandoil livello "oltrenachesembramuoversi.Perònei passaggicritici, quelli checoinvolgonole variefile di da unadefinizionecorrettae credibiledellatimbriviolini contemporaneamente all'arpaposizionataquasi al centroed ai contrabbassi tura" non debordaassolutamente spostatipiù a destradeglistessiChario,non possofarea menodi notarecometutto ca originale:deveessereveramenteunaroccia!Dall'altrolato dellospettroil bassoe la batteria,cheunavoltatantononvoglionostare"... vicini vicini...", riesconoa calo stagedebordiampiamenteoltre i diffusori,quasia volersiallargareoltre i limiti fisici impostidallesorgenti.Contosulle dita di unasolamanoquantevolte ho potuto ratterizzaresia l'estremoinferioreche la gammamediobassa.L'amalgamaè buono, cosìcomeil sensodi puliziae potenza.Le quattrochitarredescrivonoinveceun amannotareuno stagepiù largodeglistessidiffusoririuscendoad arrivarea malapenaa da un rumoredi fondo ridotto quattro,con unadistinzioneprecisatra dettagliodellagammamedioalta,quasisem- bientetotalmentediverso,più profondo,caratterizzato preconfinatatra le casse,e gammamediobassa,effettivamente più larga.Ladifferen- veramenteall'osso nonostantela relativadistanzadei microfonidi ripresadallecorza nel casodellepiccoleChariosta proprionellalarghezzadi bandadellostage,che de, unicavia pernonaverein fasedi riproduzionequattrochitarregrandicomela paretedi fondo.Sullevoci naturalidecidodefinitivamenteche la timbricaè benprecisa, apparepiù ampiae menodispostaa salti dimensionalivariabili con la frequenzariprodotta.Si trattacomunquedi un effettonon drasticoed innaturale,ma viceversa articolatae naturale,con un buonsensodi spaziotra le varieemissioni.Il passaggio bengestitodallemembranee propostosottoformadi maggiorearia pur nel rispetto a musichemenoimpegnativesanciscela fine del test "attento",e mi permettedi alzadel dettaglio.La scenainsommanon si allargasoltantodietro i duecomponenti,ma re il volumecon la scusadellaverificadellatenutain potenza.Il wooferriesc~solo si mantieneariosaanchenellevicinanzeesterne.Decidoa questopunto di "osare" allora a smuoversiben benee pur senzairrigidirsi nellacoerenzatra mediobassee basseriescea farmi capireche magariè inutile ruotarela manopoladel preoltre "ore aumentandola distanzatra "i due", cosa che accettanodi buon grado fin quasi a tre", perchéla potenzaemessaè moooltomaggioredi quellaconsigliatadal povero svuotarela scenacentrale,che diventapiù etereae menoprecisa,un'azioneche si rendeovviamentepiù evidentese i diffusoristanno,comein questocaso,benparal- Vicenzetto. S.P.M. leli alla paretedi fondo,visto che il camporiverberatoaumentaancorala suaazione

Sonnet AR  

Costruttoreedistributoreperl'Italia:Charios.a.s.,ViaBergamo44, 23807Merate(LC).Tel.0399275370-www.chario.com-chario@chario.it Prezzo:Euro319...

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