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Giuliana Novelli

Sottovoce

Sottovoce

Il Cesvol svolge le sue attività con risorse del Fondo Speciale per il Volontariato amministrato dal Comitato di Gestione dell’Umbria e alimentato dalle seguenti Fondazioni bancarie: Fondazione Cassa Risparmio Perugia, Fondazione Monte Paschi Siena Fondazione Cassa Risparmio Terni e Narni, Fondazione Cassa Risparmio Spoleto Fondazione Cassa Risparmio Foligno, Fondazione Cassa Risparmio Orvieto Fondazione Cassa Risparmio Città di Castello, Fondazione Cariplo, Compagnia di San Paolo

Giuliana Novelli

A.U.C.C.


Giuliana Novelli

SOTTOVOCE

A.U.C.C.


Cesvol Centro Servizi Volontariato della Provincia di Perugia Via Sandro Penna 104/106 Sant’Andrea delle Fratte 06132 Perugia tel.075/5271976 fax.075/5287998 www.pgcesvol.net cesvol@mclink.it pubblicazioni@pgcesvol.net

Pubblicazione a cura di

Con il patrocinio della Regione Umbria

Progetto grafico e videoimpaginazione Chiara Gagliano


I QUADERNI DEL VOLONTARIATO, UN VIAGGIO ATTRAVERSO UN LIBRO NEL MONDO DEL SOCIALE

Il CESVOL, centro servizi volontariato per la Provincia di Perugia, nell’ambito delle proprie attività istituzionali, ha definito un piano specifico nell’area della pubblicistica del volontariato. L’obiettivo è quello di fornire proposte ed idee coerenti rispetto ai temi di interesse e di competenza del settore, di valorizzare il patrimonio di esperienze e di contenuti già esistenti nell’ambito del volontariato organizzato ed inoltre di favorire e promuovere la circolazione e diffusione di argomenti e questioni che possono ritenersi coerenti rispetto a quelli presenti al centro della riflessione regionale o nazionale sulle tematiche sociali. La collana I quaderni del volontariato presenta una serie di produzioni pubblicistiche selezionate attraverso un invito periodico rivolto alle associazioni, al

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fine di realizzare con il tempo una vera e propria collana editoriale dedicata alle tematiche sociali, ma anche ai contenuti ed alle azioni portate avanti dall’associazionismo provinciale. I Quaderni del volontariato, inoltre, rappresentano un utile supporto per chiunque volesse approfondire i temi inerenti il sociale per motivi di studio ed approfondimento.

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Alla mia famiglia d’origine che cosÏ mi ha formato ed educato ed a quella attuale che mi ha aiutato a maturare.

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Leggere Giuliana è rivivere nostre esperienze emozionali, sentire sensazioni e sentimenti che agevolmente vengono a noi. La poesia, che si presenta ricca nel suo prezioso contenuto ed elegante nella forma, suscita immagini che fanno commuovere e sorridere. L’autrice si rivela a noi come donna che sa comprendere e sentire, che sa vivere il momento per carpire l’importanza di una realtà mai scarsa di messaggi. Sia gli affetti sia la natura hanno per lei qualcosa che va racchiuso in versi con parole giuste, mai inutili. Scrive “...in mille sogni mi perdo...” ma i suoi non sono sogni fine a se stessi, non sono un divagare sterile perchè Giuliana sa da tutto trarre una preziosità da donare e condividere. Dunque leggere è condividere la sua grande capacità di trovare ovunque un magico sentire, dono di una rara sensibilità. Lo scrittore che riesce a “dare” in una piacevole forma di comunicazione, non solo sa realizzare se stesso con un talento invidiabile, ma è tutt’altro che avaro con i suoi simili. Primula Cangi Ciurnelli

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In un’epoca come la nostra, rumorosa, concitata, scandita da continui messaggi pubblicitari e da tante parole ripetute, gonfiate, rese spesso incomprensibili, la poesia sembra inutile e fuori luogo. Essa, che è figlia del silenzio, della meditazione, dell’introspezione, fino a divenire spesso una canzone o una preghiera. Eppure sembra che stia aumentando il numero delle persone che scrivono poesie, forse per far vedere quello che sono in realtà e non quello che appaiono. Forse per uscire dal rumore del mondo moderno e per donare agli altri qualcosa di diverso, che li possa consolare e trasportare per qualche momento in un’oasi di tranquillità dove si possa meditare sui sentimenti e sulla vita in genere. Una di queste persone è Giuliana Novelli, che entra “Sottovoce” nella nostra vita regalandoci prima di tutto una visione di girasoli e di verde che ci rallegra il cuore e poi i suoi versi permeati di dolcezza, di ottimismo, di speranza. “Sorrisi di sole vestiti...” “Alimento d’animo...” “Pace remota e rara quiete...” Leggendo le sue poesie, Giuliana ci appare come una persona che ama tutti e tutto e a tutti e a tutto dedica i suoi versi: ai figli, ai nipoti, al marito, al 8


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paese natio, ai luoghi che ha visitato, alla madre ancora viva in lei, come si sente in questa poesia un po’ canzone: “Tanti anni fa mia madre cantava/cantava in casa mentre puliva/mentre bollivan fagioli e patate/mentre cuciva calze bucate.” I versi del libro di Giuliana scorrono leggeri e comprensibili, non c’è bisogno di interpretarli come spesso succede, fanno pensare senza angustiarti. Del resto ricordiamo che l’autrice è stata e sicuramente si sente ancora una maestra, che non può essere oscura e difficile nello scrivere e nel parlare e non può nemmeno essere vecchia e noiosa.

Maria Luisa Ranieri

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COLIBRĂŒ

Fermati a guardarmi, colibrĂŹ Il tuo suggere rallenta dai calici invitanti. Acerbo nettare nel sottil beccare lascia che il sole illumini e maturi. Assaporami avventura dei tuoi erranti giorni, riflettimi negli occhi misteri di tesori e saziami desiderio di sapere. Portami a danzare, colibrĂŹ.

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LA MIA COLLINA

Non è come l’alta montagna che sovrasta la valle vicina è solo modesta collina di alberi e case vestita. Ma quando m’affaccio al mattino è piena di fascino muovo, allora nel cuore ritrovo freschezza di tempi passati. Di giorno le ville adagiate con pigra, indolente eleganza, i pini con verde baldanza, olivi piegati dal vento. Di notte le stelle nel cielo, i lumi di case abitate, le strade da fari solcate, nel buio la voce del vento. 12


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CosĂŹ questa verde collina, presenza per me confortante, rimane vicina, costante: un fermo momento di pace.

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AMENO PERCORSO

I fiori che vedo appassire un giorno li vidi sbocciare. Il vecchio dal viso solcato , sorretto, guidato per strada, lo vidi che giovane e snello correva, saltava, cantava. Così questo strano tramonto l’ho visto aurora radiosa. Si nasce, si vive, si muore e tutto in un breve cammino. La vita, se dura m’appare, di forza e speranza la vesto sì che fedele mi sia, ameno mi offra il percorso.

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VOLI DORATI A TE! (dedicata a Licia)

Uscita di guscio, bella simile a farfalla di fresca leggerezza ed armonia librati in aria lieta e non fermarti per pensare a me se desiderio d’orizzonti nuovi e d’ampi spazi serbi nel cuore. Rete mia non ci sarà ad imprigionarti che t’impedisca d’intrecciare voli che gioia ti diano d’inebrianti sogni da odori di fragranze ingentiliti. Il tuo volo con sguardo assorto seguirò,

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di rincorrerti ci sarà ad afferrarti tentazione chè tu indiscussa sei creatura mia. Istinto in me reprimerò, tu, libera e lieta, dall’alto il guscio che ti dette vita se vuoi, ricorda e non fermarti a meditar se non per te e per quel che ti dà gioia.

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MARE

Sciabordio di onde, odore di salsedine, spazi di infinità. Assorta nel guardarti, onda che avanti vai e a tornar riprendi. A dondolar con te nelle tue pieghe il mio corpo adagio e in te m’immergo e m’abbandono. Su lidi vergini salpare, forte m’invade desiderio. Laddove mi rapissi, con te senso di libertà saprei appagare.

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ERA MEZZOGIORNO

Battuto di lardo sul tagliere, voci canterine in aria alle finestre, suonava mezzogiorno. Primavera infiorava i davanzali, sorrisi s’affacciavan di soppiatto, serenità di cuori in ogni volto. Alimento d’animo, l’amore, a festeggiare il giorno.

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MEMENTO

L’età m’induce a darti, figlio mio, saggio un consiglio che orgoglio ti darà: raccogli un giorno tua madre se a terra a disgrazia finisce e baciala, accarezzala, le sue ferite sana. Ama bene in egual misura tuo padre anziano abbi cura di lui, tienilo per mano.

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ANNALISA

Eri bambina ieri ed or sei donna presa da pensieri e mille affanni. Dolce mamma, come il nome che ti volli dare, di maternità t’adorni e t’appassioni. Gioiello diamantino da te cure riceve e se ne nutre chi ti è creatura. Io da tenerezza presa e da sorrisi di sole vestiti in mille sogni mi perdo.

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MARCO

Saltavi, piccolino, per baciarmi. Ora i baci mi poni sulla testa e mi commuovi, dolce come sei. Tempo è passato e non sei più biondino, folti ricci ti invadono la testa. La postura quasi da soldato, il passo agile e l’andatura altera contrassegnano l’andar della tua vita. Invecchierò vedendoti ogni giorno giovane e bello e il tempo fermerò ad immaginarti ancora e sempre piccolo bambino.

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LICIA

...e ti penso, t’immagino, mi manchi. Squilla il telefono... vorrei che fossi tu, m’illudo, non sempre è la tua voce. Le ore del tuo giorno occupate da ansie e frenesie, lascino tranquillo spazio al più bel gesto che si possa fare: quello che fa capire cosa si ha nel cuor.

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ALTALENA D’AMORE

Mi commuovo quando sei galante. Ridere mi fanno le tue estrosità. Piango di rabbia quando non m’ascolti. E t’amo e t’odio con intensità. Qualità ti riconosco e grandi doti ma quando mi deludi zigzagando va il grafico d’amore. Altalenanti, irrequieti sentimenti e fuoco e gelo in lotta fra di loro. Questo pure è amore prova a dirlo tu che al par di me patisci o forse più.

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LA FISARMONICA

Galeotta tra noi, la fisarmonica. Arrivasti per caso in compagnia per un saluto presso la mia casa. ... Nevicava! Alto il tappeto bianco ai bordi della strada. Sicuro tu e intrepido, nel nido mio volasti .... a riscaldarti! D’improvviso la fisarmonica, messa in bella mostra, rapì d’incanto il tuo giovane sguardo. Io in un canto, assorta, t’osservavo, tu pacato fissavi lo strumento. Era interesse o forse strategia? La fisarmonica dimenticasti presto, con me appuntamento resta ormai da anni. .... Rivincita ho ripreso su quella fisarmonica che gioia forse t’avrebbe pure dato ma mai sicuramente tanto quanto me. 28


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LA TUA FEDE

Come un grande albero rivolto verso il cielo, cerchi briciole di sole nell’attesa che arrivi la luce della tua speranza.

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COME IL PENSIERO

Potessi correre con le mie gambe come il pensiero fa. Andare, scrutare, tornare, riprender, fermarmi, gioire. Fantasie in bagaglio di curiosità. Realtà sognate e spazi d’infinito.

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MISERIA E DIGNITÀ

Tanti anni fa mia madre cantava, cantava in casa mentre puliva, mentre bollivan fagioli e patate mentre cuciva calze bucate. L’uovo di legno le scivolava, lei con pazienza lo raccattava. Tranquilla e bella, fatta sorriso, canto e cucito poi riprendeva. Tempi e lavori sono cambiati molta agiatezza, sistemi impegnati ma nostalgia di melodie dentro di me forte m’assale. Cosa farei per risentire i dolci canti d’un tempo passato e quella quiete di povera gente che ricca si sentiva senza aver niente. 32


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PICCOLO PAESE

La via, frenetica, divoro per giungere, vogliosa, fino a te. Valli e prati in fiore zigzagando osservo, dall’alto tu mi guardi e mi sei guida ed io t’arrivo con il cuore in gola. M’accogli dolcemente solitario, m’inviti e tutto sei per me. Di pace remota e rara quiete avida mi disseto, tranquilla ti parlo e tu m’ascolti, fretta tra noi non c’è. Con te in connubio e in forte incantamento aria pulita m’ossigena e m’invade. Mi profumi, mi attiri, mi appassioni, m’innamoro della tua semplicità. Bello sei, di scorci e di viuzze in compagnia, l’alba t’illumina, il tramonto t’indora, benessere mi dà il sol vederti, medicina migliore non potrei trovare. 33


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POSITANO

Grappoli di case, tenui di colori pendono dolcemente tese a bagnarsi nell’acque tue salmastre. Dal cielo verso il mare scendi da desiderio spinta di specchiarti e di scoprirti splendida realtà. Chiudo gli occhi come a baciarti per immaginarti ancor più bella ma non resisto, la voglia di guardarti forte mi assale e mi rapisci in estasi portandomi. Dai colori tuoi assassini, folgorata, a te mi abbandono ed il tuo abbraccio aspetto. Il tuo profumo di fragranti essenze s’annuncia ed io con te in sogno mi suggello.

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SPERANZE ACCARTOCCIATE

Sogni di qualità. Attese sorridenti. Macigni all’improvviso. Profondo il baratro. Provvidenziale il sole vestito di speranza, un di, torna a squarciar le nubi e a illuminar l’uscita. Cicatrice pregressa non scompare, ma il trucco giornaliero va a mimetizzarla.

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ALI FESTOSE

Cielo di primavera che spumeggi tra sole e nuvole vaganti non impedire il volo e il cinguettio di chi ti vuol far festa. Regalaci la gioia di guardarti limpido e ridente ad aspettar la vita del creato.

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PRIMAVERA

Aria di primavera che volge verso sera, tramonto di sole, lieve dormir di viole. Profumo di fresco colore di pesco. Notte e attesa del mattino, alba che s’avanza, compagna di un cielo turchino.

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COME MONETE DI FUOCO

Rotolano, i giorni d’estate, come monete infuocate. Stanche le cicale chiassose, divorano forte il silenzio. S’agita insistente l’ape ruotando sopra l’uva, apre un occhio il cane sotto l’ombra del fico. Splende ardente il geranio del suo rosso più vivo, ebbra il sole la foglia un alito cerca di vento. Rumori attutiti nel caldo lungo le vie desolate, persiane socchiuse o serrate contro un sole vorace. Nessuno ha più voglia di niente, se non dell’amena frescura. 39


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CIELO LIVIDO

Cielo livido di novembre, con tutte le luci di sera m’illudo che sia primavera, invece s’accosta dicembre. Cielo livido di novembre. Ritrovi un’effimera gioia se sento la gente cantare, se poi la si vuole fermare, ritorna di nuovo la noia. Ritrovo un’effimera gioia. Cielo livido, freddo pungente, odor di castagne sul fuoco, la vita ritorna nel gioco, un gioco che allieta la mente. Cielo livido, freddo pungente.

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RIETI

Scende l’acqua dalla fonte antica, come perle nate da sorgente. A guardia, l’orologio nella piazza grande. A salire e poi discendere, nastri di strade tra merletti di palazzi antichi. In basso, a pochi passi, l’argento del Velino. In alto, il monte a dominar la valle. Questa è la terra che rimane ancora, celata dentro il cuore e la memoria.

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L’ALBA

Mi piace salutare l’alba scambiando con il suo, il mio sorriso. Luce limpida di cristalli adorna, balsamo per i miei occhi sonnolenti, a consegnarmi gioia lieta s’appresta. Ed io l’accolgo come dono grande che felicità m’arreca all’iniziar del giorno.

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FALSE VERITÀ

False verità allo specchio riflettono menzogne. Occhi di ghiaccio gelano chi ascolta, parole senza senso confondono la testa di chi rincorre verità. Giustizia è d’obbligo su cattiverie umane.

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BIOGRAFIA

Giuliana Novelli reatina di nascita e perugina di adozione, ha svolto il lavoro di insegnante elementare in molte scuole della città. Amata e stimata dai suoi alunni, di tutti conserva un ricordo bellissimo. Madre di tre figli e nonna di due nipotine, Benedetta e Francesca, pone la famiglia al primo posto nella vita, ma trova il tempo per viaggiare e fare volontariato. È Presidente del Comitato Cittadino dell’Associazione Umbra per la Lotta contro il Cancro. Ha ricevuto apprezzamenti e riconoscimenti in vari concorsi nazionali di poesia. È possibile visualizzare i suoi lavori nel sito: www.poetiitaliani.com È questa la sua terza pubblicazione.

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Prefazione di Primula Cangi Ciurnelli Prefazione di Maria Luisa Ranieri Colibrì La mia collina Ameno percorso Voli dorati a te Mare Era Mezzogiorno Memento Annalisa Marco Licia Altalena d’amore La fisarmonica La tua fede Come il pensiero Miseria e dignità Piccolo paese Positano Speranze accartocciate Ali festose Primavera Come monete di fuoco Cielo Livido Rieti L’alba False Verità Biografia

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