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ISTITUTO COMPRENSIVO ASSISI 3 SCUOLA DELL’INFANZIA VITTORIO TRANCANELLI PETRIGNANO DI ASSISI

Quaderni del Volontariato

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“Ci sono cose che solo i nonni sanno, sono storie più lontane di quelle di quest’anno… Ci sono nonni e nonne che fretta mai non hanno: nonni e nipoti piano nel tempo insieme stanno!” (B. Tognolini)

Quando i nonni raccontano ai nipotini, le loro parole sono sorgente viva di immagini ed emozioni. In quell’istante, la vita intorno rallenta il suo ritmo e chi sta intorno ascolta rapito. I nonni, mentre raccontano, trasmettono il loro spirito intraprendente, la loro intelligenza, la loro esperienza, la loro fiducia nella vita trasformandosi, così, in memoria!

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INTRODUZIONE

Questa raccolta nasce dal desiderio e dal bisogno di valorizzare la figura dei nonni e dare trasparenza al loro ruolo fondamentale all’interno della famiglia e della società. I nonni rappresentano le radici e la trasmissione del ricordo, sono per i piccoli la guida, la saggezza, il modello di vita, supporto all’azione educativa dei genitori. La nascita dei nipoti è per i nonni una tappa altamente significativa: segno concreto che ciò che è iniziato quando hanno dato vita alla loro famiglia può proseguire nel tempo. A dare valore e riconoscimento a questo legame, il Parlamento italiano ha istituito la “Festa dei Nonni” che cade il 2 ottobre e non è pura coincidenza che nello stesso giorno il calendario religioso festeggi gli Angeli Custodi: i nonni sono gli angeli custodi dei nipoti. Ecco che dalla collaborazione con i nonni, bisnonni ed anche trisnonni, dei bambini che frequentano la Scuola dell’Infanzia “Vittorio Trancanelli” di Petrignano, è nata questa raccolta di filastrocche, detti e proverbi, preghiere, racconti… che è una piacevole testimonianza della loro infanzia e della loro vita vissuta. I nonni sono preziosi perché sono un serbatoio di informazioni che ci aiutano a dare un senso di continuità al tempo.

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La loro narrazione è un cammino verso la memoria dove l’infanzia, i luoghi, il mistero delle radici culturali acquistano significato ed eloquenza. È il filo di congiunzione tra il bambino passato e il bambino futuro. È il tappeto nel cui disegno - dove memoria, sogno, paesaggio e tradizione s’incontrano - ognuno leggerà il messaggio a lui destinato in modo completo e perfetto. Ascoltiamoli dunque, e lasciamoli raccontare ai loro nipotini, perché in questo raccontare sono racchiuse la memoria storica e l’identità personale.

“ Tu eri nascosto nel mio cuore come un desiderio, amore mio. Tu eri nelle bambole dei miei giochi infantili… In tutte le mie speranze, in tutto il mio amore, nella mia vita e in quella di mia madre eri tu che vivevi.” (R. Tagore)

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FILASTROCCHE DEI NONNI

NONNI PERFETTI Vorrei dire a tutti voi che i miei nonni son due eroi instancabili e perfetti mi riempiono di affetti. Sono unici e speciali fan curare tutti i mali ma non usano medicine solo baci e carezzine e riempiono il mio cuore con il loro grande amore!

LA FILASROCCA DELLA NONNA Filastrocca della nonna tiene i piedi sotto la gonna sta in poltrona tutto il giorno non va in giro, non va intorno. Se c’è il sole, oppure piove, lei sta in casa e non si muove io che invece vado a scuola non vorrei lasciarla sola con il gatto e lo scaldino senza neanche un nipotino, ma la saluto dalla finestra perché mi aspetta la maestra.

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LA FILASTROCCA DEL NONNO C’è un amico assai speciale con cui gioco niente male; con lui scherzo, parlo, rido e felice a lui m’affido. Se ho compiti da fare o se invece vo a giocare non importa sai perché? Lui è sempre accanto a me! Che sia giorno, notte o sera, alba, inverno o primavera, che sia estate oppure autunno io sto bene con il nonno.

FRITTELLE E FRITTATA Guardo la luna, guardo le stelle, vedo la nonna che fa le frittelle, guardo la tavola apparecchiata vedo la mamma che fa la frittata!

FILASTROCCA Il gattino accanto al fuoco si addormenta a poco a poco nella culla dirimpetto dorme, placido un bimbetto. Fa la nonna un pisolino mentre veglia il nipotino nel silenzio passa un angelo e sorride.

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NONNO E NIPOTINO Passan sul prato, nonno e nipotino. Il nonno è vecchio, il bimbo è piccolino. Il bimbo è biondo, il nonno è tutto bianco; il bimbo è dritto, il nonno curvo e stanco. Passan sul prato dandosi la mano. Il nonno dice: “Presto andrò lontano, molto lontano, e più non tornerò!”. E il bimbo: “Nonno mio, ti scriverò”.

LA NONNA E’ UN ALBERO GRANDE La nonna è come un albero d’argento che la nave ripara e muove il vento. Dice no con la testa e si col cuore, sta presso il fuoco e prega a tutte l’ ore. Quando la mamma sgrida, lei perdona: chi sa perché la nonna è così buona!

LE NONNE Le nonne son tutte diverse: abiti, lingue, colore della pelle, tipi di rughe … ma all’interno, hanno tutte esattamente lo stesso amore.

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I NONNI Ci sono delle cose che solo i nonni sanno, son le storie più lontane di quelle di quest’anno. Ci sono delle coccole che solo i nonni fanno, per loro tutti i giorni sono il tuo compleanno. Ci sono nonni e nonne che fretta mai non hanno: nonni e i nipoti pian nel tempo insieme stanno.

IL LETTERONE Nonno caro, ti vorrei scrivere un letterone lungo sei facciate, ma le parole non le so trovare. Tu metti al tuo orecchio il mio cuoricino, lo senti? Lo senti quanto bene ti voglio? Allora non ti scrivo più e strappo il foglio.

NONNINA CARA Nonnina cara, ti voglio dire una cosa Che, forse, ti piacerà. Stanotte, passandomi accanto Mi ha detto il Bambino Gesù: “Felice è quel bimbo che vive protetto da un Angelo Pio”. Oh nonna! Quel bimbo sono io. Quell’angelo, o nonna, sei tu.

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NINNENINNE-NANNE

NINNA NANNA Ninna nanna, ninna oh! Questo bimbo a chi lo do? Lo darò alla Befana che lo tiene una settimana lo darò all’uomo nero che lo tiene un mese intero lo darò alla sua mamma che gli fa fare tanta nanna ninna nanna, ninna oh!

CANTEC DE LEAGAN (in lingua rumena) Noapte bunà, sumn lin copia dràgàlas fie-ti somnol senin dragul mamei ìngeras. Somn usor scump odor, toatà noaptea cu dor làngà tine voi sta eu te voi legàna NINNA NANNA (traduzione) Buona notte, dormi tranquillo dolce bambino dormi sereno mio caro angelo. Dormi bene prezioso gioiello, tutta la notte con desiderio io starò al tuo fianco 8


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FA’ LA NINNA Fa’ la ninna Fa’ la nanna il bambino della mamma è di mamma e della nonna di Gesù e della Madonna della mamma e della zia di Gesù e di Maria.

NINNA NANNA NINNAMBÒ Ninna nanna ninnambò le campane di San Sibò. San Sibò andava a scuola e portava una coppia d’uova. La maestra le cuoceva e San Sibò se le beveva!

TURULLÙ Turullù le tre formiche Turullù dove son gite Turullù son gite a Gualdo Turullù quando arverranno Turullù sabato sera Turullù che c’è da cena Turullù c’è l’insalata Turullù non è capata Turullù capela tu Turullù non la voglio più!

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NINNAMBÒ Ninnambò, ninnambò dei figli ce n'ha dò un Giovanni un Salvatore un del prete e un del dottore.

STELLA STELLINA Stella, stellina, la notte s’avvicina, la fiamma traballa, la mucca è nella stalla, la mucca e il vitello, la pecora e l’agnello, la chioccia coi pulcini, la mamma coi bambini. Ognuno ha la sua mamma e tutti fan la nanna!

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FILASTROCCHE PER GIOCARE

SEGA MONETA Sega moneta le donne di Gaeta che filano la seta, la seta è di Giovanni che batte le castagne, le batte troppo forte da far tremar le porte. Le porte son d’argento e costan 500; 5 e 50 la mia gallina canta, canta il galletto fa l’uovo per Ginetto. Ginetto è andato via in Francia e in Lombardia E si è perso l’anello del dito mignanello. È andato a ritrovarlo ha trovo un vello d’oro Lo porta a Monsignore, monsignore non ci stava. Ci stavan due fanti che facevan le torte bianche, gli chiesero una mollica gli tirarono una formica gli chiesero un panetto gli tirarono un banchetto. Il banchetto era forato di sotto c’era il prato. Il prato era cupo di sotto c’era il lupo Il lupo era morto di sotto c’era l’orto L’orto era fiorito tutte le vecchie prendon marito.

STACCIA MINACCIA Staccia, minaccia che il babbo è andato a caccia, a caccia del bubù buttalo giù, buttalo giù…

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STACCIA MONACCIA Staccia, monaccia doman farem la ciaccia la ciaccia del bubù sto cittino buttol giù!

SEGA SEGOLA Sega segola il bimbo va alla scuola porta il canestrino con la pappa e col cacino. Arriva un micino, ne mangia un pezzettino, arriva un micione, ne mangia un pezzettone; arriva la maestra, gli fa la festa, e lo butta dalla finestra!

SEGA MONETA Sega moneta le donne di Gaeta che filano la seta. La seta e lo bambagio. C’era un bel Giovanni batteva le castagne. Le batteva troppo forte faceva tremar le porte. Le porte eran d’argento pesavan cinquecento. Cinque e cinquanta la mia gallina canta. Canta gallina fai l’uovo per domattina. Canta cappone fai l’uovo per il padrone!

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SEGA MONETA Sega moneta, le donne di Gaeta che filano la seta, la filan troppo forte che fan tremar le porte. Le porte son d’argento e valgon cinquecento. Cinque, cinquanta, la gallina canta, lasciala cantare, la voglio maritare, la voglio dà a cipolla, cipolla è troppo forte, gli voglio da’ la morte, la morte è troppo scura mi fa venì paura!

L’ANELLIN DELLA COMARE L'anellin della comare lo do a chi mi pare lo darò da chicchessia l'anellino vola via.

GIRO GIRO TONDO Giro, giro tondo casca il mondo casca la terra tutti giù per terra!

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TRENTA QUARANTA Trenta, quaranta la gallina canta, canta sola, sola, non vuole andare a scuola. Gallina bianca e nera ti do la buonasera, ti do la buonanotte, il lupo è dietro le porte, le porte cascan giù e il lupo non c’è più!

PALLINA D’ORO Pallina d’oro, d’oro dorata, dove sei stata? Dalla nonnina. Cosa ti ha dato? Pane e formaggio. Cosa da bere? Acqua di mare. Buttala fuori se no ti fa male

TOPOLINO TOPOLETTO Topolino topoletto è caduto giù dal tetto e si è rotto il culetto... e la mamma gli dà il ciuccetto.

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FILASTROCCHE A CAVALLO

ARRI, ARRI CAVALLINO Arri arri cavallino porta il grano al mulino il mugnaio poverino si è attaccato alle catene la sua moglie fa la cena con il bimbo che si chiama Biribillo. Il suo nonno è andato in Francia, con la spada e con la lancia, con il coltellino in mano, ad ammazzare il capitano. Il capitano non c’era, era andato a Cortona dove si balla, dove si suona ma di mangiare non si ragiona.

CAVALLINO ARRÒ ARRÒ Cavallino arrò arrò, per la biada che ti do, per i ferri che ti metto, per andare a San Francesco, a San Francesco c’è una via che conduce a casa mia, a casa mia c’è un altare con tre monache a pregare, ce n’è una più vecchietta: Santa Barbara Benedetta!

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CAVALLINO ARRÒ ARRÒ Cavallino arrò arrò mangia la biada che ti do ed i ferri che ti metto per andare a San Francesco. San Francesco è sulla via per andare alla Badia. Alla Badia ci sta un frate che prepara le frittate. Le frittate non son cotte mangeremo le ricotte. Le ricotte son salate viva, viva le frittate!

CAVALLINO DI LEGNO Su galoppa cavallo di legno col tuo gran cavaliere sulla groppa su galoppa, se arrivi a quel segno alla corsa ti voglio portar su galoppa, galoppa, galoppa come il vento dobbiamo volar su galoppa cavallo di legno col tuo gran cavalier sulla groppa su galoppa…

ARRI ARRI SOMARINO Arri arri somarino arri arri sul molino il molino sta lassù arri arri porta su.

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CAVALLINO GALOPPA GALOPPA Cavallino galoppa, galoppa, ch’io ben saldo ti sto sulla groppa; col frustino e la briglia per mano cavallin voglio andare lontano. E stasera, poiché non ho sonno , cavallin voglio andare dal nonno, dal nonnino così caro e bello che sa bene che son ghiottoncello ed ha sempre per me un biscottino. Trotta trotta mio bel cavallino. Se avrà il nonno un biscotto per me, cavallin farò a mezzo con te.

FILASTROCCA Cavallino arrò arrò per la biada che ti do per i ferri che ti metto per andare a San Francesco San Francesco c’è una via per andare a casa mia Pater nostro Ave Maria l’Ave Maria la diremo in paradiso ce ne andremo ce ne andremo con la scaletta Santa Croce benedetta.

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IL CAVALLO DEL… Il cavallo del bambino va pianino, va pianino. Il cavallo del vecchietto va zoppetto, va zoppetto. Il cavallo del giovanotto va di trotto, va di trotto. Il caval del mio compare come il vento sa volare. Il caval del cavaliere prima o poi lo fa cadere!

TRUCCI TRUCCI CAVALLUCCI Trucci, trucci cavallucci, chi è che va a cavallo? Il re del Portogallo! Chi lo porta? La cavalla è zoppa. Chi l’ha zoppata? La stanga della porta. Dov’è la porta? L’ha bruciata il fuoco! Dov’è il fuoco? L’acqua l’ha spento! Dov’è l’acqua? L’ha bevuta il bove! Dov’è il bove È andato in campagna… Buttalo giù dalla montagna!

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TROTTA TROTTA CAVALLINO Trotta trotta cavallino, prendi l’asino e va al mulino, va al mulino e va a Loreto, vacci tu che sei più puledro.

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FILASTROCCHE DELL’ASILO DELL ASILO

FILASTROCCA CANTATA ALL’ASILO (cantata al mattino) All'asilo d'infanzia s'impara ad amare di più i genitori, qui si studia, si gioca, si prega e s'impara ad amare il Signor. Vogliam bene alle nostre maestre facciam voto di verde e di fiori Siam piccini ma grandi saremo sempre uniti con Gesù nel cuor! PAM PAM PAM con le manine PUM PUM PUM Battendo il pie’ Ed alzando le manine gridiam tutti evviva Gesù, evviva Gesù! (mezzogiorno) Andiamo a tavola, bambini cari questa è l'ora del desinare la buonissima minestrina, che a tutti piace, andiamo a tavola, in santa pace! O quanti poveri nostri fratelli non hanno il pane per desinar. (sera) Or che il sole è tramontato, caro asilo noi ti lasciamo dalla mamma ritorniamo ma domani saremo qui!!

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GRADINITA (in lingua rumena) Gràdinita de copii plinà e de jucàrii pàpusele, ursuleti calusei si tot ce ureti. Dimineata-n zori de zi vezi multimea de copii venind veseli multumiti pentru lucru pregatiti! L’ASILO (traduzione) L’asilo dei bambini è pieno di giocattoli bambole, orsacchiotti, cavallini e tutto ciò che volete. All’alba, la mattina, il giorno venite a vedere le folle di bambini che vengono allegri e felici pronti per il lavoro!

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FILASTROCCHE DEL TEMPO

LA SETTIMANA Lunedì non te li do Martedì non ce l’avrò Mercoledì è San Clemente Giovedì non te do niente Venerdì vience a qualch’ora Se no Sabato a bon’ora Se Domenica non t’ho pagato Lunedì c’arfacem’ daccapo!

ALLA SCUOLA NON VA MAI? Lunedì a casa restai Martedì mi riposai Mercoledì non ci pensai Giovedì mi ammalai Venerdì mi preparai Sabato ritardai Domenica ci andai Ma chiusa la trovai!

PIOVE Piove, piove, maltempè, a casa d’altri mal ce stè. Se io fossi a casa d’altri, come gli altri a casa mia, pierìa la strada e me n’argirìa. “ Scusate commare se la torta ve coce dal culo, ma io finchè piove nn’arvò de sicuro!” 24


PIOVE PIOVE Piove piove la gatta non si muove si accende la candela la gente dice buonasera.

PIOVE PIOVESINA Piove piovesina la gatta va in cucina va sotto il letto e trova un confetto il confetto è duro suona il tamburo.

QUANDO PIOVE Quando piove lento lento, fa freddo e tira vento, nella casa sta il bambino nel suo nido l’uccellino, presso il fuoco sta il mio gattino, il ranocchio senza l’ombrello sotto il fungo sta bel bello!

MIETITURA Mietete e battete che il tempo l’avete di andare al mulino e fare il panino!

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GIROTONDO Dopo il giorno vien la sera dopo l’inverno vien primavera dalle viti viene il vino viene il fumo dal camino va la mucca con il bue van le ochette a due a due e la vita in fondo, in fondo, è un allegro girotondo!

FILASTROCCA DEI MESI Trenta dì conta Novembre con April, Giugno e Settembre di ventotto ce n’è uno tutti gli altri ne han trentuno!

STORIELLA Balzar dal letto d’inverno è brutto ed è noioso lavarsi tutto andar a scuola imbacuccati col naso rosso e i piè gelati; e pur la mamma non si commuove e dice: “ son queste le prime prove che se bravo le vincerai, forte italiano diventerai”

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LA NEVE Fiocca la neve lenta, lenta, lenta senti una zana dondola pian, piano. Un bimbo piange il picciol dito in bocca canta una nonna il mento sulla mano. La nonna canta intorno a quel lettino di rose e gigli tutto un bel giardino la nonna canta il bimbo s’addormenta fiocca la neve lenta, lenta, lenta!

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LA CICALA E LA FORMICA La cicala in sulla pianta tutta l’estate canta e deride la formica che lavora e si affatica. Ma l’inverno presto viene muore di fame chi cantò, vive a lungo e bene chi d’estate lavorò!

FILASTROCCA DELLA SETTIMANA Picchia e batte il ciabattino lunedì non si lavora martedì mancano i chiodi mercoledì non c’è il cuoio giovedì non c’è più spago venerdì è rotto il deschetto solo sabato un pochetto la domenica ti pare, lui si vuole riposare e se lui vuole scappa’ cerca le scarpe ma non ce l’ha.

MAGGIO Ecco maggio che è venuto son tre dì che l’ho saputo, l’ho saputo su ppe’ ‘l piano dove spiga l’orzo e il grano, dove spiga l’orzarella… ecco maggio fia bella…

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LA CICALA E LA FORMICA Fiocca di fuori, si sente bussare, mamma formica va presto a guardare o che sorpresa signora cicala aprimi presto non sento più un’ala sto per morire mi aiuti un pochino la formicuzza rispose: un po’ di meno dovevi cantare ma nel suo cuore ha una grande pietà la invita a pranzo e un bel dono le fa.

L’UCCELLINO Cip cip l’uccellino, canta lieto nel mattino e col suo cip cip vuol che dica giù dal letto. Son le sette il tempo vola prendi il libro e corri a scuola!

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FILASTROCCHE CON LE PARTI DEL CORPO

LE DITA Questo è il dito mignarello, questo è il dito dell’anello questo è il dito del ditale questo è il dito da mangiare la pulce e il pidocchio, la pulce e il pidocchio!

BELLA MANINA Bella manina dove sei stata dalla nonnina seca t’ha dach, pan e latch, gatch gatch gatch!

LE VOCALI O con il braccino A con la gambina E con l’occhiolino I con il puntino U che guarda in su Sono le 5 sorelline per formare le paroline!

CINQUE DITA ANDARONO AL MARE Cinque dita andarono al mare: il più grasso voleva pescare, il secondo s’è tutto bagnato però il medio l’ ha asciugato l’anulare si è poi tuffato e il più piccolo l’ha salvato. 30


LE DITA Questo è il maialino (pollice) Questo lo ha ucciso (indice) Questo lo ha abbrustolito (medio) Questo lo ha mangiato (anulare) E a questo non gli hanno dato niente! (mignolo)

FILASTROCCA DELLA MANO Questa è la piazza bella, ci passa una gallinella con tanti pulcinelli che fanno pio, pio, pio.

BATTI BATTI LE MANINE Batti, batti le manine che arriva papà. Porterà le caramelle e il bambino le mangerà!

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FILASTROCCA DELLE DITA DELLA MANO Dice il pollice: ho fame Dice l’indice: non c’è pane Dice il medio: come faremo? Dice l’anulare: lo ruberemo Dice il mignolo:nicchia, nicchia, chi ruba s’impicca.

FILASTROCCA DELLE DITA DELLA MANO Piazza bella piazza uscì una lepre pazza. Il pollice l’acchiappò l’indice gli sparò il medio la squoiò l’anulare la cucinò ed il mignolino intanto che aspettava gli altri tutta se la mangiò!

FILASTROCCA DEL VISO Questa è la fronte bella, questo è l’occhio bello, questo è suo fratello, questa è la guancia bella, questa è sua sorella, questa è la bocca mangia cicca, questo è il barbino pizzutino, questo è il nasino che fa din, don, dan.

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OCCHIO BELLO Questo è l’occhio bello Questo è suo fratello Questa è la gotina Questa è la sorellina Questa è la piazzina Questa è la porticina Questa è la campanellina Din don din don dan!

OCCHIO BELLO Questo è l’occhio bello, questo è suo fratello, questa è la chiesina, questo è il campanello. Dlin,dlin,dlin,dlin dlin, dlin, dlin, dlin, dlin, dlin! Oh testina bionda, guancia rubiconda, bocca sorridente, fronte innocente, dlin, dlin, dlin, dlin,dlin Dlin, dlin, dlin, dlin,dlin!

BOCCA MIA BOCCA TUA Bocca mia bocca tua qual è più bella la mia o la tua?

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QUEL CHE POSSIEDE UN BIMBO Due piedi lesti lesti per correre e saltare, due mani sempre in moto per prendere e per fare; la bocca chiacchierina per tutto domandare, due orecchie sempre all’erta intente ad ascoltare; due occhioni spalancati per tutto investigare e un cuoricino buono per molto, molto amare. Le manine laboriose quante cose sanno fare: san mangiare, san lavare e la mamma accarezzare. Sanno battere le manine e poi stanche riposare.

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ZUCCA PELATA Zucca pelata faceva i tortelli e non dette niente ai suoi fratelli. I suoi fratelli fecero la frittata e non dettero niente a Zucca pelata!

ANDREA Andrea, Andrea, Andrea tre pennacchi in testa avea un fumava, un ardea e un chiamava Andrea, Andrea, Andrea!

DINDOLÒ Dindolò che dondolava con la testa camminava, con i piedi si sedeva, dindolò come faceva?

CHECCO RIVOLTA C’era una volta Cecco Rivolta: ruzzolò per le scale si ruppe il collo e non si fece male e all’ultimo scalino si ruppe il mignolino!

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FILASTROCCHE CON GLI ANIMALI

LA CHIOCCIA E I PULCINI La chioccia coi pulcini fa i bravi discorsivi coccodè, coccodè, là un gattaccio certo c’è se voi lo incontrate salutatelo come un re!

ABCD A,bi,ci,di, il gattino mi morì, mi morì di giovedì A, bi, ci, di.

LUCCIOLA LUCCIOLA Lucciola lucciola vien da me ti darò pan de re, ti darò pan da regina lucciola lucciola maggiolina lucciola lucciola vien da me ti darò veste da re e poi manto da regina lucciola lucciola vespertina lucciola lucciola vien da me ti darò letto da re e lenzuola da regina lucciola lucciola cucciolina.

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SEI GALLINE La mia mamma ha sei galline. Vispe e belle e canterine Quando fanno coccodè c’è un bell’uovo anche per me Sei galline e un bel gallo di colore nero e giallo, che sul far della mattina, fa una bella cantatina, con quel canto sveglia presto l’uomo Piero e l’uomo lesto. Chi lavora chi va a scuola ogni mamma resta sola resta sola coi bambini che son troppo piccolini per andarsene anche loro alla scuola o al lavoro.

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FILASTROCCA DEL GATTINO Din , din, din gattino mio tutto il bene lo voglio a te la ciccina la mangio io e l’ossicino lo do a te.

GATTO ROSA C’era un gatto tutto rosa che cercava la sua sposa, la sua sposa non c’è più ed il gatto adesso è blu.

FILASTROCCA DEL TOPOLINO Una volta un topolino ghiottoncello e birichino scoprì incerto un bocconcino di formaggio pecorino lo fiutò e l’assaggiò ed in trappola restò!

TOPOLINO TOPOLETTO Topolino topoletto zumpappà è caduto giù dal letto zumpappà e si è fatto un bel bernocco zumpappà corri corri all’ospedale zumpappà l’ospedale era chiuso zumpappà corri corri in farmacia zumpappà la farmacia era aperta zumpappà e gli han messo una pecetta!

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PENDICCHIO, VENICCHIO E DORMICCHIO Pendicchio pendeva (la ghianda) Dormicchio dormiva (il ghiro) e Venicchio veniva (il lupo) se non era Pendicchio a svegliare Dormicchio arrivava Venicchio che si mangiava Dormicchio.

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LUMACA LUMACHINA Lumaca lumachina esci dalla casina pioveva stamattina lumaca lumachina.

FILASTROCCA DELLA LUMACA Lumaca lumaca caccia le corna sennò t’ammazza nonna. Nonna sta sul tetto che suona l’organetto: l’organetto non le suonava e la nonna s’arrabbiava.

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IEPURASUL SPERIOS (in lingua rumena) Eu sunt mic si sperios toti imi spun ca sunt fricos, ce sa fac nu-i vina mea tremur cand aud ceva. Uite asa dintr-un nimic inima imi bate tic-tic, stiu e spre rusi nea mea credeti ca ma pot schimba? IL TIMIDO CONIGLIO (traduzione) Sono troppo timido tutti mi dicono che ho paura, ma non è colpa mia tremo quando sento qualcosa. Per un niente ho il batticuore tic-tic, lo so per me è una vergogna pensi che io possa cambiare?

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FILASTROCCHE VARIE

C’ERA UNA VOLTA UN RE C’era una volta un re, seduto sul sofà, che disse alla sua serva “raccontami una storia” e la serva incominciò: c’era una volta un re, seduto sul sofà, che disse alla sua serva “raccontami una storia” e la serva incominciò: c’era una volta un re…

CARTICICA (in lingua rumena) Am o carte in culori cu desene si cu flori uite, este si grivei si-un pastor cu sapte miei. Carte plina cu povesti tare draga tu imi esti, eu mereu te-oi rasfoi si-am sa-nvat a te citi. HO UN LIBRO A COLORI (traduzione) Ho un libro a colori con disegni e con fiori ecco, questo libro è un pastore con molte pecore. Libro pieno di storie sei così carino, ho sempre le pecore in rassegna e io ti insegno a leggere.

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DIN DON CAMPANON Din don campanon tre duneti sul balcon: una la lava, una la stira, una la fa i capei de paia, una la i capei de spus reverisco sciur dutur!

CAMPANA Din don campana maron, campana di fra’ l’è mort Duna, Duna Pavia l’è mort Luzia, Luzia Milan l’è an can, an can rabbius l’è mort an tus, an tus nuel stringa, stringa bindel!

DIN DON Din don domani è festa si mangia la minestra La minestra non mi piace si mangia pane e brace la brace è troppo nera si mangia pane e pera la pera è troppo bianca si mangia pane e panca la panca è troppo dura si va a letto addirittura

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OLIVELLA Olivella olivella al mercato se ne va cose buone compra a iosa per il pranzo che farà!

GIGIO GIGETTO Gigio Gigetto che van sopra il tetto, vola Gigino, vola Gigetto torna Gigino, torna Gigetto!

LA PIGRIZIA La pigrizia andò al mercato ed un cavolo comprò. Mezzogiorno era suonato quando a casa ella tornò. Prese l’acqua, accese il fuoco ed intanto a poco a poco anche il sole tramontò!

PIRULIN…PIRULIN… Pirulin, Pirulin piangeva che voleva mezza mela la mamma non l’aveva e Pirulin piangeva. Ma a mezzanotte in punto passava un aeroplano e sotto c’era scritto Pirulin Pirulin statte zitto!!

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CHECCO RIVOLTA Checco rivolta rivoltava i maccheroni, se la fece nei calzoni, la su’ mamma lo picchiò. “Per dispetto ce la rifò!”

CATARIN Catarin vascia vascia, pegli u pana da la cascia, arriv a mosca cavaddin pezzc’ngul Catarin.

ROSCIO MALPELO Roscio malpelo schizza veleno magna ciambotte crepa stanotte!

CICCIRINELLA Ciccirinella c’aveva una mula, tutti i giorni la dava a vettura, un giorno non aveva né briglia né sella, viva viva la mula di Ciccirinella!

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SOLE Sole sole benedetto salta fuori dal sacchetto; dal sacchetto rotto in fondo salta fuori per tutto il mondo.

ESCI SOLE Esci, esci, esci sole Perché tua mamma ti vuole, ti vuole per darti la tetta, la tetta benedetta!

ALLA LARGA ALLA STRETTA Alla larga, alla stretta Pinocchio in bicicletta ha perso la scarpetta ha perso le mutande Pinocchio senza gambe!

CANZONE Io avevo una vecchia balilla, foderata di pelle d’anguilla, vendevo lisciva e sapone, du’ scudi alla volta ne ho fatta un vagone!

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CHI VA A SCUOLA Chi va a scuola E chi lavora Ogni mamma resta sola Resta sola coi bambini Che son troppo piccolini Per andare anche loro alla scuola o al lavoro.

MAMMA MIA MAMMA TUA Mamma mia e mamma tua sono andate a rubbà l’uva. Mamma mia che è più lesta n’ha rubata ‘na canestra. Mamma tua che è più tonta n’ha rubata ‘na bigonza!

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CANZONCINA DEL SOLDATO IN GUERRA Èlla la luna che leva dietro ai monti io la guardo e dico: “ Mia luna! Oh se potessi tornare dal fronte per rivederti, che bella fortuna e di abbracciarti cara m’avrei un’idea, ma io non posso venir: sono in trincea!

FILASTROCCA DEL VINO Vino vinetto potato col ronchetto legato coi salci e pestato coi calci. Ringraziamo Dio che ce l’ha mandato e il padrone che ce l’ha portato.

LA MOGLIE SUL FOCO M’è cascata la moglie sul foco, non so che fa: se la rizzo o se la copro. Ma dato che Dio ha voluto così, damme la pala che l’avrò da coprì.

CASA MIA Casa mia, casa mia per piccina che tu sia, tu mi sembri una badia!

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SILENZIO Silenzio perfetto Il diavolo è in letto Il diavolo è in su Cu-ru-cu-ru-cu Silenzio perfetto mangiamo un confetto Chi fa una parola Va fuori di scuola!

LA BELLA LAVANDERINA La bella lavanderia che lava i fazzoletti per i poveretti della città. Fai un salto, fanne un altro, fai la giravolta, falla un'altra volta, guarda in su guarda in giù dai un bacio a chi vuoi tu!

IL FORNAIO Fornaio, è cotto il pane? Sì, è cotto e bruciato! Chi l’ha bruciato? Un bambino! Il bambino verrà incatenato stretto e legato, come una pecorella che fa bee, bee!

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FILASTROCCA DEL CHICCO DI GRANO Chiccolino dove stai? Sotto terra, non lo sai? E la sotto non fai nulla? Dormo dentro la mia culla. Dormi sempre, ma perché? Voglio crescer come te. E cresciuto che farai? Una spiga metterò e tanti chicchi ti darò!

LA DONNINA CHE SEMINA IL GRANO Quella donnina che semina il grano, si volta la pagina e si vede un villano, si vede un villano che zappa la terra si volta la pagina e si vede la guerra. Si vede la guerra con tanti soldati si volta la pagina e si vedono gli ammalati, si vedono gli ammalati che stanno in corsia si volta la pagina e si vede una scuderia, si vede la scuderia con tanti cavalli si volta la pagina si vedono i galli, si vedono i galli che cantano forte si volta la pagina si vedono le porte, si vedono le porte dove passa la gente si volta la pagina e non si vede più niente!

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AL BELLO AL BELLO Al bello al bello, chi ha il mio anello? L’anellin de la comare, lo voglio dare a chi me pare Lo voglio dare a chi mi sia L’anellin è fuggito via!

GARIBALDI Un uomo ubriaco davanti al monumento di Giuseppe Garibaldi disse: “Peppe sei tu e Peppe sono io, di bronzo sei tu e una sbronza ce l’ho io, scendi giù tu che monto su io.”

LA MARIA INNAMORATA Chicchirichì la moglie è caduta da cavallo, le si è rotta la bambagina tre cordon di seta fina, tre cordon di lavorata la Maria è innamorata, è innamorata ma de chi? Ma de chi? De Francesco signor sì Ma Francesco non la vuole, da la Maria gli crepa il cuore.

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UNO DUE TRE Uno, due, tre, se è Papa non è Re Se è Re non è Papa Se è cucciola non è lumaca Se è lumaca non è cucciola Se è Maria non è Nicola Se è Nicola non è Maria Se è tua non è mia Se è mia non è tua Se son fichi non è uva Se è uva non son fichi Se è Roma non è Parigi Se è Parigi non è Roma Se si presta non si dona Se si dona non si presta Se è uscio non è finestra Se è finestra non è uscio Se è bianco non è rosso Se è rosso non è bianco Se è gallina non è gallo Se è gallo non è gallina Buona sera zia Caterina!

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UNDICI Uno la signora si veste di bruno che di bello non se po’ vestì, due la signora mangia l’uva che il picchiottello non la po’ mangià, tre la signora è più bella di te se non ci credi viella a vedè, quattro la signora gioca col gatto che col cagnolino n’ce po’ giocà, cinque la tua bocca è piena di cimmice non se po’ ritrattà, sei la signora va con lei che con te non ce pole andà, sette la signora co le veste non si può paragonà, otto la signora fa l’ fagotto per partì, nove la signora fa le prove col vestito da sposà, dieci la signora coce le cecere col merluzzo e il baccalà, undici è finita la benzina, chi sta in camera chi in cucina chi nel letto a riposà.

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RAGAZZI CORRETE (in lingua araba)

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RAGAZZI CORRETE (traduzione) Ragazzi correte, correte che la pioggia è arrivata andiamo sotto gli alberi mangiamo i frutti e sentiamo il profumo dei fiori. dormi bimbo quando è pronta la cena se non è pronta la nostra, sarà pronta quella dei nostri vicini di casa. c'è la mamma e c'è il papà loro con me stanno. c'è la mamma e c'e' il papà sempre con me anche quando io dormo. scuola mia bella scuola mia, la scuola mia è il paradiso, dove io cresco diciamo tutti insieme mamma bella la mia scuola.

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FILASTROCCHE PICCINE

LA DONNINA PICCINA PICCIÒ C’era una volta una donnina piccina, piccina, picciò che abitava in una casina piccina, piccina, picciò e aveva una gallina piccina, piccina, picciò che faceva un ovino piccino, piccino,picciò. E la donnina piccina, piccina,picciò fece una frittatina piccina, piccina, picciò. Venne un omone con un barbone e una gran bocca spalancò e la donnina tanto piccina, in un boccone tutta mangiò!

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LA CASINA IN CANADÁ C’era una casina piccolina in Canadà con vasche, pesciolini e tanti fiori di lillà, e tutte le ragazze che passavano di là dicevano: ‘Che bella la casetta in Canadà! Ma un giorno Pinco Panco per dispetto la incendiò e allora senza casa poveretto lui restò. e allora cosa fece? Voi tutti chiederete. Ma questa è la sorpresa che in segreto vi dirò: Lui fece un'altra casa piccolina in Canadà…

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FILASTROCCHE DI NATALE

MADONNINA BELLA Madonnina bella, bella partorisce in cielo e in terra e fa un bel bambino bianco, rosso e ricciolino. La sua mamma fa la pappa, poi lo imbocca e lo rinfascia e lo porta nel giardino e gli coglie un fiorellino. Fiorellino vola via con Giuseppe e con Maria. Maria lavava, Giuseppe stendeva e il suo figlio piangeva. Zitto mio figlio che in braccio ti piglio la zinna ti do viva Maria e chi la creò!

PIOVE COL SOLE Piove col sole, la Madonna coglie i fiori, li coglie per Gesù e domani non piove più.

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PALOMBETTA Palombetta palombetta cosa porti in questo becco? Io ci porto l’olio santo per battezzare Gesù santo Gesù santo è battezzato, tutto il mondo è illuminato illuminata casa mia, Padre nostro l’Ave Maria Ave Maria la dirò, in paradiso ci andrò ci andrò con la scaletta, santa croce benedetta.

POESIA DI NATALE 1954 Bambinello piccolino, ti ho portato un canestrino, scuserai se è piccolino ma gradiscilo com’è. Ci son dentro pastorelle, pinolate, tutte cose rallegrate, tutte cose da bambin. Vuoi il mio cuore? Gesù prendilo, te lo do con amore!

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IL PRESEPIO San Giuseppe vecchierello porta ‘l foco sotto ‘l mantello pe’ scaldare Gesù bello. Gesù bello se scaldava, la Madonna dipanava, dipanava ‘l refe fino pe’ ‘l vestito al su Bambino!

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FILASTROCCA DELLA BEFANA Signora befana Voi siete una dama Voi siete una sposa Regalatemi qualche cosa!

LA BEFANA La Befana vien di notte con le scarpe tutte rotte il vestito alla romana viva, viva la Befana!

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POESIE

RISPETTO Quando incontri un vecchierello tosto levati il cappello se di stracci o di velluto rivestito egli sarà porgi sempre a lui un saluto come fosse un duca o un re riverendo la sua età!

CORTESIA Quando passo davanti alle persone chiedo permesso e fo un inchino e chiedo scusa se per distrazione urto i compagni o altri con il piedino perché di gentilezza essere avari?

PRIMAVERA Ben tornata rondinella con le alette di velluto dal balcone spalancato lietamente ti saluto. Tu rispondi primavera nella dolce terra mia che del mondo è la più bella la più cara che ci sia.

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AUTUNNO Cadono le foglie. Sono stanche hanno visto tanta acqua e tanto sole! Sono arrivate con le prime viole e partono con le prime nevi bianche.

I PALLONCINI Avevo un pallone rosso e blu era la gioia e la delizia mia, si è rotto il filo ed è volato via in su,in su, in su,sempre più su. Sono fortunati in cielo i bimbi buoni, volano tutti lassù quei bei palloni!

LA VIOLETTA Tra l’erbetta timidetta è spuntata una violetta l’ha vista un passerino chiacchierino e le ha detto “sei bella! Più bella di una rosa!” La violetta che è modesta piega la testa e nascosta nel suo cuore manda intorno un grande amore!

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FARFALLINA Farfallina bella bianca vola vola e mai si stanca. Vola qua, vola là, poi si volse verso il sole. Lo guardò, lo fissò, poi pian pian si addormentò.

LA VISPA TERESA La vispa Teresa avea tra l’erbetta a volo sorpresa gentil farfalletta. E tutta giuliva stringendola viva gridava, gridava: “ L’ho presa! L’ho presa!” A lei supplicando l’afflitta gridò: “ Vivendo, volando che male ti fo’? Tu sì mi fai male stringendomi l’ale. Deh lasciami, anch’io son figlia di Dio”. Confusa, pentita, Teresa arrossì, dischiuse le dita e quella fuggì!

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CONTE

SOTTO IL PONTE DI BARACCA Sotto il ponte di Baracca c’è Pierin che fa la cacca, la fa dura, dura, dura, il dottore la misura, la misura trentatré, esci fuori, tocca a te!

SOTTO LA CAPPA Sotto la cappa del camino, c'era un vecchio contadino, che suonava la chitarra, uno due tre sbarra.

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SOTTO IL PONTE DI BARACCA Sotto il ponte di baracca c’è Mimì che fa la cacca la fa dura dura dura il dottore la misura la misura a 33 … 1, 2, 3!

SOTTO IL PONTE Sotto il ponte ci son tre conche: passa il lupo e non le rompe passa la regina ne rompe una dozzina passa un reggimento ne rompe cinquecento passi te, le rompi tutte e tre una, due e tre, a star sotto tocca a te.

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BIM BUM BA Bim bum ba Quattro vecchie sul sofà: una che fila, una che taglia, una che fa i capelli di paglia, una che fa i capelli d’argento per tagliare la testa al vento!

AMBARABÁ CICCÌ COCCÒ Ambarabà ciccì coccò tre civette sul comò che facevano l’amore con la figlia del dottore. Il dottore si ammalò ambarabà ciccì coccò!

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PONTE PONENTE Ponte, ponente ponteppì tappe, tappe ruggiola. Ponte, ponente, ponteppì tappe, tapperì!

PON PON D’ORO Pon pon d’oro la lince la lancia quanti giorni si sta in Francia lile lile mi, lile lile ti, chi sta fora sta fora ti!

PISO PISELLO Piso pisello Colore sì bello Colore sì pino La Santa Martina La bella molinara che sale la scala Scala scalò, penne picciò chi vuole giocare a carte col figlio del re alza la gamba che tocca a te.

PICCUMINO Piccumino, piccumino carica l’asino e va al mulino. Va al mulino e va a Loreto vacci tu che sei più puledro di me

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PASSA PAPERINO Passa paperino con la pipa in bocca guai a chi la tocca l’hai toccata proprio tu paperino non c’è più!!!

PERO MELO Pero, melo, dimmi il vero, non mi dire una bugia quale sarà la cosa mia?

UCCELLIN CHE VIEN DAL MARE Uccellin che vien dal mare quante penne può portare? Può portarne ventitré… una, due, tre, ora tocca a te!

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ONZE DONZE TRENZE Onze donze trenze Quare quarinze Mere merinze Riffe raffe decca.

SETTE QUATTORDICI Sette, quattordici, ventuno, ventotto, m’è caduta la moglie dal letto e ha fatto un bel chioppo, sette, quattordici, ventuno, ventotto!

UN DUE E TRE Un due e tre fante cavallo e re.

UN DUE TRE QUATTRO Uno, due, tre, quattro chi è fori è fori, chi è dentro è dentro; chi è dietro di me batte uno, due, tre.

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PREGHIERE

O MIO BUON GESÙ O Gesù mettimi nelle tue mani e tienimi stretta fino a domani O mio buon Gesù proteggi tutti i miei cari.

A LETTO ME NE VO Io a letto me ne vo, tri bei Angel troverò un a pè e una a cò stela sciura mia signura stela bela mia surela!

PREGHIERA Oh Gesù d’amor acceso, non ti avessi mai offeso, o mio caro buon Gesù, non ti voglio offender più!

ANGIOLETTO DEL SIGNORE Angioletto del Signore che mi guardi a tutte l’ore, Angioletto del buon Dio fa che cresca buono e pio: sui miei passi veglia Tu, Angioletto di Gesù!

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PREGHIERA DEI TRISNONNI A letto, a letto me ne vo, l’anima mia a Dio la do, a San Pietro e a San Paolo che che tien le chiavi del Paradiso per aprir e per serrà tutte l’anime da salvà. Signore salvate la mia e tutte quelle de casa mia!

PREGHIERA DEL BAMBINELLO Bambinello bellin bellino col suo capo ricciolino con gli occhietti pien d’amore Gesù mio ti dono il cuore.

PREGHIERA CORTESE Preghiera cortese, un palmo al mese, una lunga vita che il Signore e la Madonna ti benedica.

DOLCE CUORE DI GESÙ Dolce cuore di Gesù fa che t’ami sempre più. Dolce cuore di Maria siate la salvezza dell’anima mia.

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PREGHIERA DELLA SERA A letto a letto me ne vo l’anima e il corpo a Dio la do, la do a San Giovanni non mi roghi e non m’ inganni né di dì né di notte né sul punto della morte. Signor mio io tre cose ti chiedo: la confessione, la comunione e l’olio sacro Angelo mio stammi d’acanto, angelo santo mio Signore fosti dato per guardatore guardatemi bene e fedelmente che io non pecchi mortalmente né col cuore né con la mente né con i cinque sentimenti né vestito né spogliato né levato né calzato tre dinanzi la morte mia posso di la colpa mia lo dico adesso e per allora se non potessi fare a d’ora.

OH BELLA MADONNINA “Oh bella madonnina ti prego ogni mattina per la mammina mia e il babbo e così sia, ascolta madonnina la voce si avvicina e dice con amore ti amo con tutto il cuore!”

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PREGHIERA DEL PERDONO Padre nostro grande grande vien dal cielo damme damme che mi dia tanta pazienza sian condotti a penitenza penitenza consuprima pover’anima mia meschina. Troveremo lo ‘ntavolato bello scritto e bel trattato. C’è una pietra consacrata ci sto io cuore beato cuore beato dammi aiuto davanti a Dio ce so venuto so venuta a confessarmi di tutti i miei peccati che ne ho detti e che ne ho fatti che dal cielo se ne trovano tanti. Perdonatemi mio Signore che vi ho offeso a tutte le ore tutte le ore da morì non si sa dove devo andare non si sa non si sa certo l’inferno è sempre aperto quanto è brutta quella stanza per entrà ci son le chiavi per uscì non si trovano mai.

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DETTI, PROVERBI E INDOVINELLI

Lu bonu no vali cchiù di lu tintu sì. Il no detto con grazia vale più del sì detto sgarbatamente.

Du’ su’ i putenti, cu avi assà e cu nun avi nenti. Due sono i potenti, chi ha tanto e chi non ha niente.

Quannu lu diavulu t’alliscia voli l’alma. Quando il diavolo ti adula vuole l’anima.

Spenni picca e arricchirai, parla picca e ‘nzirtirai, mancia picca e campirai. Spendi poco e diventerai ricco, parla poco e sarà la scelta migliore, mangia poco e vivrai a lungo.

Quannu la furtuna vota ogni amicu si fa la ritirata. Quando la fortuna volta le spalle tutti gli amici si allontanano.

Cu strigghia lu so’ cavaddru ‘un si chiama garzuni. Chi striglia il proprio cavallo non si chiama garzone.

Diu fa l’abbunnanzia e li ricchi la caristia. Dio fa l'abbondanza e i ricchi la carestia.

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Arvulu chi nun ciuri e nun fa frutti tagghialu di sutta a quattru botti. Albero che non fa fiori né frutti taglialo alla base senza esitazione.

Assai vali e pocu costa a malu parlari bona risposta. Una buona risposta a cattive parole vale molto e costa poco.

La nostra casa n’abbrazza e ni vasa. La nostra casa ci abbraccia e ci bacia.

Chiddu ca ora si schifia veni lu tempo chi si addisia. Quello che adesso si disprezza un giorno sarà desiderato.

Di venere e di marte non si viene e non si parte.

Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi!

Chi si accontenta… gode!

Chi troppo vuole…nulla stringe!

Chi va piano…va sano e lontano! 77


Fra i due litiganti…il terzo gode!

L’appetito… vien mangiando!

La necessità… aguzza l’ingegno!

Larga la strada, stretta la via, dite la vostra che io ho detto la mia!

La quercia n’fa l’uva!

Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare!

Fa quel che il prete dice, no quel che il prete fa!

Gallina che non becca, ha beccato!

Vai a fa’ del bene ai somari!

Il gatto mal usato, quel che ha fatto gli vien pensato!

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Belle o brutte, si sposan tutte!

Per la festa della mamma ogni torta è con la panna!

Moglie e buoi dei paesi tuoi!

Per ogni tonto c’è un sacco pronto!

Lunga infilata, sarta svogliata!

Famiglia numerosa, gente generosa!

L’uccello in gabbia non canta per amor ma canta per rabbia!

Persona trista, nominata e vista!

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Chi fa da sé fa per tre!

Male non fare, paura non avere!

Chi la fa, l’aspetti!

Il silenzio è d’oro, la parola è d’argento.

Un bel tacer non fu mai scritto.

Chi di spada colpisce, di spada perisce!

Chi ben comincia è alla metà dell’opera!

Meglio prevenire che curare!

Fai del bene e scordati, fai del male e ricordati.

La strada buona non fu mai lunga.

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La colpa è una buona ragazza, ma nessuno la vuole.

Le brutte azioni è meglio riceverle che farle.

Un buon affare di bocca assai vale e poco costa.

È meglio l’uovo oggi che la gallina domani.

Troppi galli a cantà non se fece mai giorno.

Come se mangia se lavora.

Nella botte piccola c’è il vin bono.

Campa cavallo che l’erba cresce.

Con l’olio e il sale è bono ogni stivale.

Chi dorme non piglia pesci.

81


Cosa fatta per forza non vale una scorza.

Chi c’ha ‘l pane non c’ha i denti.

Chi troppo vole nulla stringe.

L’erba del vicino è sempre la più verde.

Chi bella vol comparì qualcosa ha da patì!

Quel che ‘nne strozza ‘ngrassa!

La magnamo o la ‘ncartamo?

Chi va con lo zoppo impara a zoppicare!

Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino.

82


Rosso di sera, bel tempo si spera, rosso di mattina, vento e pioggerellina!

Rosso di sera, buon tempo si spera, rosso di mattina, il tempo è in rovina!

Quando piove e tira vento non si esce dal convento!

Se piove o tira vento, cacciatori state dentro!

Quando il Subasio c'ha il cappello (le nuvole) corri a prendere I' ombrello.

Se canta il cucù, l’inverno non c’è più!

Luna bianca tempo bello, luna rossa venticello!

Non tutti i nuvoloni portano acquazzoni!

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Gobba a ponente, luna crescente Gobba a levante, luna calante!

Sopra la neve, fame Sotto la neve, pane!

Tramonto che non pulisce, piove e non fallisce.

La Madonna Candelora non ce nengue e non ce piova, de l’inverno semo fora!

Santa Barbara sta dal foco e guardala, se non la guarderai pentito resterai!

Santa Bibiana 40 giorni e 1 settimana.

Cielo a pecorelle acqua a catinelle!

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Bianca come il latte, soffice come la neve, impastar si deve per maneggiarla bene. (La farina)

Son fatta rotonda, ho puntini e son bella, son rossa e nera, son la … (Coccinella)

Prima acerba e poi matura, sotto la pergola nasce. (L’uva)

Qual è il fiore che tutto il giorno si proietta verso il sole, vi gira intorno e al suo calor il capo reclina? (Il girasole)

Indovina indovinello chi fa l’uovo nel cestello? (La gallina)

Indovina, indovinaglia chi fa l’uovo nella paglia? (La gallina)

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Alto alto il padre, tozza tozza la madre neri neri i fratellini, bianchi bianchi i nipotini. (Il pino, la pigna, i pinoli con il guscio, i pinoli senza guscio)

Pianino e adagino andarono in giardino. Quanti erano? Come si chiamavano? (PIA e NINO, ADA e GINO)

C’è un lenzuolo tutto rattoppato ma non c’è passato nè filo nè ago… che sarà? (Il cielo)

C’ho una scatola di rubini, son grossi e son fini, son tutti di un colore, chi indovina è un gran signore! (I denti)

C’è una fila di fratini, tutti bianchi e piccolini stanno sempre a chiacchierare o a ridere e mangiare. (I denti)

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Sta sui muri ma un santo non è porta il fiasco ma il vino non c’è dipinge i muri ma un pittore non è misericordia, questo cos’è? (La lumaca)

Siam cinque fratellini, tutti svelti e birichini, indovina un po' chi siamo..... (Le dita della mano)

Straficca strafora stragina la coda che cos’è? (L’ago)

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SCIOGLILINGUA

Sopra la panca la capra campa sotto la panca la capra crepa.

Apelle, figlio d’Apollo fece una palla di pelle di pollo. Tutti i pesci vennero a galla per vedere la palla di pelle di pollo fatta da Apelle figlio d’Apollo!

Se il monte mette il cappello vende le capre e compra il mantello, se il monte mette le brache vende il mantello e compra le capre.

Sereno è, seren sarà, se non è sereno si rasserenerà.

Sereno è, sereno sarà, se non sarà sereno, si rasserenerà!

Sopra la panca la capra campa, sotto la panca la capra crepa. 88


Al pozzo di messer Pazzino dei Pazzi c’era una pazza che lavorava le pezze, venne messer Pazzino dei Pazzi prese la pazza e le pezze e le buttò nel pozzo che puzza.

Alza garzon che è dì si è dì voglio magnà vol magnà ‘ncora nn’è dì si nn’è dì voglio dormì!

A Ellera en di’ d’andè A Ellera avrim’ d’andà!

Singhiozzo, singhiozzo la rama del pozzo, la rama del fico tre volte te ‘l dico e il singhiozzo è sparito.

Ti tacum i tac a mi mi tacat i tac a ti? Ma tachete ti i to tac ti che te tachet i tac. Tu attaccami i tacchi. Io attaccarti i tacchi? Ma attaccateli da solo i tuoi tacchi tu che attacchi i tacchi! (traduzione dal dialetto veneto)

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RACCONTI

IL NATALE DI NONNA ANNETTA La nonna raccontava che a Natale passava Babbo Natale la notte del 25 dicembre e a tutti i bimbi portava: un fico secco, un mandarino, una merangola (arancia) e tre noci. Quando Babbo Natale portava un angioletto di zucchero con il loro nome, invece, significava che non passava più, perché erano diventato grandi....

SI MARITAU ROSA (in dialetto siciliano) Si maritau Rosa Vinni la primavera, li mennuli sù 'ciuri lu focu di l'amuri lu cori m'addumò... e ammenzu suli e ciuri abbolunu l'aceddi tutti 'sti cosi beddimi fannu suspirà... Si maritau Rosa Saridda e Pippinedda e iù, ca sugnu bedda mi vogghiù marità... Tanti picciotti beddi passunu di 'sta strada ma nuddu 'na vardata alla me casa dà. Certu 'stu desideriu distruggi la me vita mi vogghiu fari zita mi vogghiu marità... Si maritau Rosa Saridda e Pippinedda e iù, ca sugnu bedda mi vogghiù marità... La dota l'àiu fatta la casa l'àiu macari schetta non vogghiu stari rannuzza sugnu già... La culpa è di me matri mi teni arritirata ma ora la iurnata vaiu di ccà e di ddà... Si maritau Rosa Saridda e Pippinedda e iù, ca sugnu bedda mi vogghiù marità..

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SI È SPOSATA ROSA (traduzione) Si è sposata Rosa E' arrivata la primavera, i mandorli sono in fiore il fuoco dell'amore mi ha acceso il cuore… e tra il sole e i fiori volano gli uccellini tutte queste cose belle mi fanno sospirare… Si è sposata Rosa, Sara e Giuseppina e io, che sono bella, mi voglio sposare (anche io)… Tanti ragazzi belli passano per questa strada ma nessuno uno sguardo volge a questa casa. Certo questo desiderio distrugge la mia vita mi voglio fidanzare e mi voglio sposare… Si è sposata Rosa, Sara e Giuseppina e io, che sono bella, mi voglio sposare (anche io)… La dote ce l’ho pronta e la casa ce l'ho pure zitella non voglio restare perché non sono più giovane… la colpa è di mia madre che mi tiene qui rinchiusa ma adesso di mattina vado di qua e di là… Si è sposata Rosa, Sara e Giuseppina e io, che sono bella, mi voglio sposare (anche io)…

O MIA BELLA MOLINARA O bella molinara, vendi il tuo grano che verrà il pollo che te lo mangerà. Pollo da gra. O mia bella molinara come farà a campà. O bella molinara, vendi il tuo pollo che verrà la volpe che te lo mangerà. Volpe da pollo e polla da gra. O mia bella molinara come farà a campà. O bella molinara, vendi la tua volpe che viene il lupo che te la mangerà. Lupo da volpe, volpe da pollo e pollo da gra. O bella molinara come farà a campà. 91


O mia bella molinara, vendi il tuo lupo che verrà il bosco che te lo imboscherà. Bosco da lupo, lupo da cane, cane da volpe, volpe da pollo e pollo da gra. O mia bella molinara come farà a campà. O bella molinara, vendi il bosco che verrà il fuoco che lo brucerà. Fuoco da bosco, bosco da lupo, lupo da cane, cane da volpe, volpe da pollo e pollo da gra. O mia bella molinara come farà a campà. O bella molinara, vendi il tuo fuoco che verrà l’acqua che te lo spegnerà. Acqua da fuoco, fuoco da macchia, macchia da lupo, lupo da cane, cane da volpe, volpe da pollo e pollo da gra. O mia bella molinara come farà a campà. O mia bella molinara, vendi la tua acqua che verrà il pesce che te la beverà. Acqua da fuoco, fuoco da macchia, macchia da lupo, lupo da cane, cane da volpe, volpe da pollo e pollo da gra. O mia bella molinara come farà a campà. O bella molinara, vendi il tuo pesce che verrà la rete che te lo acchiapperà. Rete da pesce, pesce da acqua, acqua da fuoco, fuoco da macchia, macchia da lupo, lupo da cane, cane da volpe, volpe da pollo e pollo da gra. O mia bella molinara come farà a campà. O bella molinara, vendi la tua rete che verrà il topo che te la roderà. Topo da rete, rete da pesce, pesce da acqua, acqua da fuoco, fuoco da macchia, macchia da lupo, lupo da cane, cane da volpe, volpe da pollo e pollo da gra. O mia bella molinara come farà a campà. O bella molinara, vendi il tuo topo che verrà lo schioppo che te l’ucciderà. 92


Schioppo da topo, topo da rete, rete da pesce, pesce da acqua, acqua da fuoco, fuoco da macchia, macchia da lupo, lupo da cane, cane da volpe, volpe da pollo e pollo da gra. O mia bella molinara come farà a campà. O bella molinara, vendi il tuo schioppo che verrà la ruggine e te lo mangerà. Ruggine da schioppo, schioppo da topo, topo da rete, rete da pesce, pesce da acqua, acqua da fuoco, fuoco da macchia, macchia da lupo, lupo da cane, cane da volpe, volpe da pollo e pollo da gra. O mia bella molinara come farà a campà.

GIOCHI CHE I NONNI FACEVANO DA BAMBINI Quando i nostri nonni erano bambini come noi giocavano… nell'aia di un contadino a tozza muro (presa una pietra come punto di riferimento, si tiravano delle monete contro il muro per farle cadere a terra; si vinceva se, misurando con il palmo della mano la distanza dalla moneta alla pietra, si riusciva a toccarle contemporaneamente)

con le figurine al gioco dei quattro cantoni a banditi e indiani a biglie e a mosca cieca

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IL RAPPORTO CON I NONNI IN MAROCCO

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(traduzione dall’arabo)

Quando parliamo dei nonni nella società marocchina, parliamo di anziani che rappresentano una fonte di saggezza, di esperienza e di rispetto all’interno della società marocchina come in tutto il mondo arabo; in altre parole i nonni nella nostra società rappresentano un vero e importante bagaglio culturale popolare, morale ed affettivo da conservare e trasmettere a quelli che verranno, sono lo specchio del passato che non abbiamo potuto vedere. I nonni nella nostra cultura hanno lo stesso valore dei genitori ed i loro consigli vengono considerati perle di saggezza grazie alla loro esperienza; nonostante la maggioranza dei nonni in Marocco non abbia un grande livello di istruzione, la loro esperienza nella vita è un criterio che dà loro un valore molto importante, cioè sono il punto di riferimento e di fiducia. La relazione fra i nonni ed i nipoti è molto speciale: i primi cercano di trasmettere alle generazioni successive quel senso di prezioso affetto che aiuta a crescere, il legame che unisce i nonni e nipoti nasce da una grande complicità ed intesa e l'investimento che ne deriva qualche volta supera quello esistente tra genitori e figli. I miei nonni sono il profumo del passato, la fonte della tenerezza e dell’ affetto, i miei nonni sono una scuola per imparare la storia, grazie a loro ho imparato tante bellissime cose. I nonni della nostra società sono i simboli della pazienza e della comprensione e questo lo notiamo quando i nonni dimostrano più flessibilità e meno controllo nei confronti dei loro nipoti, dato che i nonni hanno avuto tanta esperienza e successo; grazie al loro tempo libero riescono a dare di più ai nipoti. Vorrei accennare che, attualmente, il legame nipote nonno non è più come una volta, poichè anche da noi con lo sviluppo economico, la modernità e la tecnologia questo legame si sta distruggendo a causa dell'individualismo e del passaggio della società marocchina tradizionale alla società moderna, nella quale il nipote è molto impegnato con playstation o facebook. In conclusione, anche in Marocco il ruolo del nonno nella famiglia sta perdendo quel valore a causa del menefreghismo dei nipoti e della loro occupazione con la tecnologia e molto altro. 95


QUANDO I BAMBINI RACCONTANO I NONNI I NONNI SONO COME IL SOLE Era un pomeriggio di sole, un sole giallo e brillante che illuminava tutto: gli insetti piccoli e grandi, le piante piccole e grandi, i bambini piccoli e i bambini più grandi. Tutti erano così illuminati che si sedettero a conversare all’ombra di un albero che li proteggeva e riparava. “Questo sole così giallo e brillante è come i miei nonni” disse uno di loro, ma gli altri non capivano. “Parlo dei miei nonni ai quali voglio tanto bene. Loro mi abbracciano e mi riscaldano come il sole e stanno con me fino alla sera… come il sole; loro illuminano la giornata, mi aiutano a vedere meglio… come il sole!” “Sì è vero!” dissero gli altri; “Ma i nonni sono anche come il vento” aggiunse un’altra bambina “loro mi soffiano un’aria fresca e invisibile e sono con me anche quando io non li vedo… come il vento; sgombrano il cielo del mio cuore soffiando via, forte forte, le nuvole scure… come il vento!” “Che bello, è vero, i nonni sono come il sole, come il vento… però sono anche come gli alberi” aggiunse un altro bambino “alcuni nonni rimangono quieti come gli alberi, per lasciarci più spazio per muoverci; a volte sono tanti, come gli alberi del bosco, altre volte ce n’è uno solo, come gli alberi del marciapiede.” Che bello ciò che hanno detto questi bambini: è vero i nonni sono come il sole, come il vento, come gli alberi, ma altre voci si alzarono in coro per dire ancora: “I nonni sono anche come l’acqua: trasparenti…” “E come il cielo perché ci circondano di giorno e di notte…” “E come le nuvole perché sono sempre presenti, passando sulle nostre vite…” “E come le caramelle e come gli abbracci, come i compleanni, e…e…e…” 96


CosÏ, quei bambini trascorsero quel pomeriggio di sole caldo e brillante parlando dei nonni che amavano tanto: di coloro che ci sono tutti i giorni come il sole di coloro che esistono, però non si vedono, come il vento di coloro che ci riparano con la loro ombra come gli alberi di coloro la cui mano, stretta nella nostra, ci regala la dolcezza delle caramelle piÚ buone‌ di coloro che portiamo tutti nel cuore come un bellissimo ricordo.

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I BAMBINI DELLA SCUOLA MATERNA DI PETRIGNANO

Ecco i bambini che hanno raccolto dalla memoria dei propri nonni (e, in alcuni casi, di bisnonni e trisnonni!) le meravigliose storie di questo piccolo libricino e che hanno realizzato, sotto la guida delle insegnanti, tutti i bellissimi disegni. SEZIONE A “I GRILLI” Annecchino Roger Savio, Ascani Giovanni, Benincampi Michael, Brunacci Nicholas, Cagliesi Alex, Calzolari Flavio, Ducri Agnese, El Khayari Marwa, Eugeni Lavinia, Fabbri Giorgia, Falaschi Giulia, Farinelli Bartolucci Riccardo, Fioretti Sofia, Fossa Francesco, Iabichino Desiree, Lahlali Rayan, Lamali Zainab, Liguori Michel, Maiarelli Damiano, Ourida Nasim, Petrelli Anna, Russo Gemma, Sargeni Giovanni, Tomassini Filippo. Insegnanti: Bellucci Carla, Bianconi Alida, Gentile Marta, Menichetti Lorenza. SEZIONE B “LE COCCINELLE” Bacchi Chiara, Ballarani Andrea, Bolletta Vittoria, Cappellin Gabriele, Chionchio Francesco, Cosco Luciano, Del Sindaco Giulio, Drao Samia, Fagotti Giovanni, Ghiandoni Edoardo, Gorietti Maria Rachele, Gurau Alessandro, Kutrolli Alex, Meschini Matilde, Mironescu Raul Cristian, Mirti Matteo, Moccaldo Matteo, Nasini Adele, Rossetti Abhiroop, Sirci Antonluca, Tomassini Tommaso, Tontoli Maria Vittoria, Tromba Mattia, Vaime Giada, Vescovi Arianna. Insegnanti: Cesarini Marida, Cruciani Anna. SEZIONE C “I PULCINI” Antonini Thomas, Ascani Lorenzo, Bamarouf Hajar, Bellini Leonardo, Ben Ramy Naufel, Berellini Rebecca, Binucci Beatrice, Cacciatore

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Alessio, Capuano Lavinia, Cicognola Sara, Criscillo Alba Esmeralda, Farinelli Chiara, Fioretti Beatrice, Foderaro Alice, Kraidi Mourad, Lamali Fatima Ezahra, Leopaldi Emanuele, Maiarelli Samuele, Mantovani Alejandro, Penne Cristiano, Spoletini Leonardo, Tomassini Costanza, Toscano Francesco, Vaime Davide, Vanniciuk Mattii. Insegnanti: Carloni Anna Eugenia, Simonelli Manila, Fringuelli Valentina. SEZIONE D “LE FARFALLE” Barili Mirco, Benincampi Ginevra, Bertolini Alberto, Binucci Giampaolo, Boccali Emanuele, Capitani Greta, Casagrande C. Matilde, Chianella Aida, Dushku Ckristian, Elisei Luca, Farinelli Desireè, Gorietti Diletta, Krifa Nicolas, Lamberti Giulio, Mahjoub Khaoula, Morelli Chiara, Musta Leandro, Ourida Amir, Perini Laura, Petrelli Caterina, Radicchi Vittoria, Santevecchi Matteo, Tosti Augusto, Trubbianelli Aurora. Insegnanti: Aristei Anna, Cambiotti Gabriela, Rossi Susanna.

SEZIONE E “GLI SCOIATTOLI” Andreoli Benedetta, Antonelli Sara, Ben Ramy Sofian, Boccali Edoardo, Bossis Christian, Branda Anna, Cera Matilda, Chigri Khadija, Ciaccini Emily, Codignoni Samuele, Cosco Giuseppe, Criscillo Hariel Antonio, Eugeni Marta, Fahmi Nouraddine, Haoufadi Mohamed Ali, Krifa Matteo, Lancetti Gioia, Leopaldi Maria, Listini Lorenzo, Loffredo Mattia, Mancinelli Edoardo, Meschini Veronica, Mottola Carolina, Santucci Riccardo, Sensi Alessio, Trosa Massimo. Insegnanti: Ciavaglia Silvia, Mariotti Angela.

Progettazione, coordinamento e realizzazione: Marida Cesarini Freddii Maggio 2013

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INDICE INTRODUZIONE ............................................................................................. 2 FILASTROCCHE DEI NONNI............................................................................ 4 NINNE NANNE............................................................................................... 8 FILASTROCCHE PER GIOCARE...................................................................... 12 FILASTROCCHE A CAVALLO. ........................................................................ 16 FILASTROCCHE DELL’ASILO ......................................................................... 22 FILASTROCCHE DEL TEMPO. ....................................................................... 24 FILASTROCCHE CON LE PARTI DEL CORPO .................................................. 30 FILASTROCCHE CON GLI ANIMALI ............................................................... 36 FILASTROCCHE VARIE.................................................................................. 42 FILASTROCCHE PICCINE .............................................................................. 56 FILASTROCCHE DI NATALE .......................................................................... 58 POESIE ......................................................................................................... 62 CONTE ......................................................................................................... 66 PREGHIERE .................................................................................................. 72 DETTI, PROVERBI E INDOVINELLI ................................................................ 76 SCIOGLILINGUA ........................................................................................... 88 RACCONTI ................................................................................................... 90 I BAMBINI DELLA SCUOLA MATERNA DI PETRIGNANO .............................. 98

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Questo libro fa parte della collana I QUADERNI DEL VOLONTARIATO 2013, una iniziativa editoriale che si compone di numerose proposte di contenuti da parte di altrettante associazioni di volontariato. Si tratta di una iniziativa a carattere regionale che i due centri di servizio di Perugia e di Terni gestiscono per il proprio bacino associativo di competenza, al fine di favorire il consolidamento dell'impegno strategico sul versante della pubblicistica di settore, anche mediante una ricerca di proposte ed idee coerenti rispetto ai temi di interesse e di competenza del volontariato, valorizzare il patrimonio di esperienze e di informazioni già esistenti nell'ambito del volontariato organizzato attraverso la massima diffusione finalizzata ad una corretta conoscenza di questo mondo e delle sue storie, consolidare la messa in RETE di tali esperienze nelle fasi di ideazione, programmazione, redazione e realizzazione, creando al contempo una filiera virtuosa che dalla proposta di contenuti relativi all'impegno sociale ed alla cittadinanza attiva, arrivi fino alla promozione e diffusione degli stessi, anche all'interno di “territori” strategici come Umbria Libri. Edizione 2013

I nonni raccontano

Quando i nonni raccontano ai nipotini, lo spazio che separa i due mondi svanisce. I due attimi apparentemente distanti, il bambino del passato e il bambino di oggi, magicamente si avvicinano, si congiungono quasi. Poi, repentino, l’incanto svanisce. Il bambino torna ai giochi di sempre. Ma l’istante meraviglioso in cui egli ha bevuto alla fonte della memoria lascerà una traccia indelebile: anche se ancora egli non lo sa, è cresciuto!

Quaderni del Volontariato

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I nonni raccontano  

Raccolta di filastrocche, ninna nanne, poesie, preghiere, detti e proverbi raccontati dai nonni e illustrate dai bambini della scuola dell'i...