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DOSSIER consorzio forestale valli stura e orba

Consorzio Forestale Valli Stura e Orba Un esempio di gestione forestale dall’Appennino Ligure

Un’esperienza in crescita

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Pianificazione e certificazione

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di Paolo Derchi e Renata Duberti

di Adriano Stagnaro

Schede sulle principali attività del Consorzio Scheda 1 Interventi su boschi colpiti da galaverna Scheda 2 Ditte boschive del Consorzio Scheda 3 Cabine per stabilimenti balneari Scheda 4 Manutenzione viabilità e territorio rurale Scheda 5 Arredi urbani in castagno Scheda 6 Maturatori per compost

19 20 21 22 24 25

Trovato su Internet

A Sherwood con ROBINWOOD e LADYMARIAN...

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Progetto biomasse a uso energetico

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di Paolo Derchi e Luca Marigo


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C’era una volta un bosco abbandonato... Nelle prossime 16 pagine si racconta una storia, anzi un’”avventura” iniziata 10 anni fa, vissuta nella Comunità Montana Valle Stura e Orba, situata nell’Appennino ligure, e probabilmente sconosciuta a molti. Si tratta della nascita e della crescita di un Consorzio forestale, voluto e sostenuto da politici locali, tecnici e proprietari della zona per superare importanti criticità del territorio e in particolare del settore forestale. Criticità piuttosto comuni a tante altre realtà appenniniche e montane, legate all’abbandono delle tradizionali attività selvicolturali, aggravate dalla diffusione di fitopatie e importanti fenomeni di galaverna che però, in questo caso, non solo non hanno scoraggiato i valligiani, ma sono state il presupposto per investire proprio sul settore forestale, con nuovi strumenti, nuova mentalità, nuove aspettative. Oggi analizzando le principali attività del Consorzio si rimane positivamente impressionati valutando come una realtà piuttosto piccola e senza risorse forestali particolarmente ricche, né dal punto di vista naturale né tradizionale, possa avere dato vita ad una filiera legno così articolata e potenzialmente innovativa, con importanti ricadute sul territorio sia di tipo economico, almeno per le ditte coinvolte, che di tipo ambientale e sociale. Per raccontare questa storia non sarebbe stato efficace solo un articolo, è stato necessario un dossier perché è interessante conoscere i vari passaggi, i numeri, i tempi, i risultati, i possibili sviluppi e rendersi conto che anche nel settore forestale italiano le cose possono cambiare. Niente magie, forse un po’ di coraggio e la capacità di guardarsi intorno e saper sfruttare le opportunità, finanziarie e non, con efficienza e senso pratico. Non vogliamo dire che il Consorzio Valli Stura e Orba è l’unico o il miglior esempio di associazionismo, di organizzazione della filiera legno, di riqualificazione del territorio, di promozione della gestione sostenibile, di divulgazione delle proprie attività. Ci auguriamo infatti che molte siano le esperienze simili in Italia e che ce ne saranno sempre di più! È però un esempio reale, con pregi ma anche difetti, su cui poter riflettere. Tutto quello che viene pubblicato su Sherwood viene valutato dalla Redazione nell’ottica dell’utilità che può avere per il potenziale lettore. Crediamo che presentare un esempio di sinergie così concreto possa essere utile spunto di riflessione a tutti gli attori del settore forestale: dal proprietario boschivo, al tecnico dell’ente locale; dal piccolo imprenditore, al libero professionista; dal decisore politico che gestisce le risorse finanziarie a livello regionale, allo studioso e al ricercatore, fino all’operatore boschivo che può trovare in una struttura di questo tipo un’importante opportunità di lavoro: professionale e rispettosa della dignità umana.

Silvia Bruschini

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Un'esperienza in crescita di Paolo Derchi Renata Duberti

Il Consorzio Forestale Valli Stura e Orba (GE) è stato costituito nel 1998, grazie al decisivo impulso della Comunità Montana che ha individuato in un organismo consortile il soggetto ideale per realizzare una gestione forestale sostenibile e il rilancio della filiera foresta-legno. La situazione del settore forestale nel terri- re a disposizione finanziamenti per interventi torio della Comunità Montana Valli Stura e su boschi privati, colpiti da galaverna, sotto Orba presentava numerose criticità, comuni forma di integrazione alle spese di taglio ed a gran parte dell’ambiente montano appen- esbosco, che non venivano remunerate dallo scarso valore del legname ricavato. ninico ligure. Le tradizionali attività di utilizzazione fore- Una condizione indispensabile per canalizstale erano quasi abbandonate, salvo quelle zare e valorizzare le produzioni ottenute da svolte da piccole ditte e da alcune aziende questi tagli fu individuata nella creazione di agro-forestali. I tagli che venivano realizzati un Consorzio forestale. insistevano sui boschi più facilmente acces- Oggi il Consorzio Forestale Valli Stura e sibili e ben serviti da strade, abbandonando Orba(1) comprende proprietari privati e puball’invecchiamento la maggior parte delle blici (Comuni ed enti morali), frontisti stradali, altre superfici boscate. ditte e cooperative di utilizzazione, artigiani Grandi estensioni di cedui maturi e stra- del legno e gestisce proprietà forestali situamaturi, in prevalenza di castagno, colpite te nei Comuni di Campo Ligure, Masone, da fitopatie (cancro corticale) e frequenti Rossiglione. Di recente l’Assemblea ha votaschianti da galaverna, costituivano un pro- to per estendere la possibilità di adesione al blema gestionale gravissimo, per il rischio di Consorzio anche a proprietari forestali con innesco di fenomeni di dissesto idrogeolo- terreni appartenenti ai Comuni limitrofi. gico, esondazioni (per le quali la Valle Stura presenta un’elevata vulnerabilità), incendi forestali, infestazioni di insetti e di parassiti fungini. La Comunità Montana, con la redazione del Piano di Sviluppo socio-economico, individuò come settore di intervento prioritario e urgente “... un intervento di rivitalizzazione e valorizzazione del settore forestale, per gli aspetti socio-economici, ma in particolare per gli effetti negativi dell’abbandono sugli equilibri idrogeologici...”. Venne attivato un proprio regolamento, che prevedeva di metteArea geografica interessata dal Consorzio Forestale Valli Stura

La nascita del Consorzio

Per raggiungere fin dalla costituzione una dimensione sufficiente per poter operare in modo economicamente e tecnicamente sostenibile, furono inizialmente contattati in via preferenziale i proprietari pubblici ed i grandi proprietari privati, molti dei quali già dotati di pianificazione assestamentale. All’inizio il Consorzio associava 16 privati proprietari di boschi, 4 proprietari tra enti pubblici ed enti morali ed 1 impresa boschiva, per un totale di 21 soci e 346,20 ha di superficie forestale gestita. Attualmente (fine 2007) il Consorzio conta su 92 soci, non tutti proprietari, e 600,27 ha di superficie forestale gestita, di cui 558,40 ha dotati di certificazione per la Gestione Forestale Sostenibile secondo lo schema PEFC (Programme for Endorsement of Forest Certification). Il rapporto tra proprietà pubbliche e private, che alla costituzione era rispettivamente del 34% e del 66%, oggi è passato al 20% contro l’80%, segno del grande interesse dell’iniziativa consortile tra i privati. La dimensione media delle proprietà rimane comunque molto ridotta (circa 10 ettari) ma superiore alle situazioni fondiarie di altre aree della Liguria. Il numero dei soci è salito gradualmente nel corso degli anni, con un rapido incremento a partire dal 2004. Oggi il Consorzio associa: e Orba.

(1) La sede legale si trova a Campo Ligure (GE) presso gli uffici della Comunità Montana Valli Stura e Orba.

Paolo Derchi, Direttore Tecnico Consorzio Forestale Valli Stura e Orba, E-mail info@consorzioforestale.com Renata Duberti, Segretario Generale Comunità Montana Valli Stura e Orba, E-mail segretario.generale@cmvallisturaorba.it

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Box 1 - Alcune tappe importanti

Nel 2004 il Regolamento del Consorzio è stato modificato, introducendo due nuove figure di soci: i soci frontisti ed i soci artigiani del legno. • I soci frontisti sono proprietari di terreni limitrofi a strade agro-forestali, interessati alla loro manutenzione. Essi conferiscono al Consorzio la possibilità di realizzare lavori di miglioramento della viabilità e consolidamento dei dissesti a carico delle scarpate, mettendo a disposizione, come materia prima, il legname ricavabile dai propri boschi adiacenti alle strade di competenza. L’introduzione di questa tipologia di socio ha permesso al Consorzio di realizzare importanti lavori di messa in sicurezza della viabilità forestale e di collegamento con nuclei abitativi rurali, occupandosi dell’ottenimento delle autorizzazioni dai proprietari dei fondi e affrontando i costi di realizzazione delle opere. • I soci artigiani sono titolari di falegnamerie e segherie che hanno aderito al Consorzio forestale, consentendo al medesimo di realizzare un’integrazione verticale tra i protagonisti della filiera-legno e di controllare il flusso di produzione dei materiali trasformati in tutti suoi passaggi tecnici, fino al prodotto confezionato per la vendita: proprietario → selvicoltore → utilizzatore forestale → artigiano → acquirente finale. Nel 2004 tale operazione ha ottenuto il riconoscimento della certificazione della catena di custodia (Coc) con il sistema PEFC.

• 6 proprietari pubblici; • 29 proprietari privati che affidano completamente al Consorzio la gestione dei propri boschi; • 8 proprietari privati di aziende miste agrosilvo-pastorali che curano direttamente le utilizzazioni forestali e si rivolgono al Consorzio per l’assistenza tecnica e la commercializzazione del legname; • 41 soci frontisti stradali (Box 1), • 5 ditte o cooperative di utilizzazione forestale, alle quali vengono affidati i cantieri gestiti dal Consorzio; • 3 soci artigiani (Box 1), ai quali viene conferito il legname da opera e da lavoro per la produzione di manufatti a marchio consortile. La superficie totale affidata al Consorzio e la superficie forestale sottoposta a gestione effettiva, che di essa fa parte, ha mostrato una crescita parallela all’aumento del numero di soci proprietari (Grafico 1).

Attività

svolte

Il funzionamento del Consorzio si basa su tre figure fondamentali: i proprietari che non operano direttamente (ma affidano i terreni alla gestione associata), le ditte associate che operano sui terreni di questi soci, i proprietari che operano direttamente sui propri terreni. Con questo schema vengono realizzate le operazioni selvicolturali, le

sistemazioni idraulico-forestali e la prima trasformazione del legname. Il coordinamento e la gestione delle attività è affidata al Direttore Tecnico che opera su indicazioni del Comitato di Amministrazione e del Presidente. I soci artigiani si occupano della seconda trasformazione del legname, operando come contoterzisti. A vantaggio dei soci e senza oneri a loro carico, il Consorzio svolge le seguenti attività: • redazione e presentazione domande di autorizzazione (urbanistica, paesistica, vincolo idrogeologico) per interventi sui terreni dei soci; • redazione e presentazione domande di contributo e relativi progetti per sistemazione e apertura viabilità , miglioramento boschivo, sistemazione sentieri; • redazione ed attuazione Piani di assestamento e Piani dei tagli per i soci; • sistemazione sentieri e strade, nei limiti delle disponibilità finanziarie, con opere di ingegneria naturalistica; • tagli di utilizzazione e miglioramento, esclusivamente nei terreni dei soci, tramite l’opera delle imprese e cooperative associate al Consorzio; • valorizzazione economica del legname, tramite prima lavorazione (paleria, cippato ...) o lavorazione artigianale presso i soci artigiani.

Utilizzazioni di ceduo galavernato con rilasci di faggio (Foto B runori )

I servizi più apprezzati dai soci riguardano l’assistenza tecnica per la presentazione di domande di contributo e le attività di manutenzione e sistemazione delle infrastrutture stradali. I tagli di utilizzazione, di ricostituzione e di miglioramento consentono di ricavare gli assortimenti necessari per le diverse forniture: cippato per energia, paleria per usi agricoli ed opere di sistemazione, legname da opera e da lavoro. Resta ben inteso che, data la particolare situazione di marginalità in cui versa il settore del lavoro forestale nell’ambiente appenninico, condizione essenziale per la sopravvivenza del Consorzio è la possibilità di integrazione reddituale ottenuta grazie ai finanziamenti pubblici, in particolare comunitari. Oltre alle attività precedenti, da considerarsi ormai consolidate, il Consorzio è attivo quale partner portatore di interessi (dei proprietari e delle ditte), all’interno di progetti di valorizzazione e sviluppo dell’economia forestale dell’Appennino (Box 2) In futuro il Consorzio si ripromette di proseguire, a favore dei soci, servizi di consu-

700

50 45

600

40

n° soci

30

400

25 300

20 15

200

10 Soci proprietari (esclusi frontisti) Superficie forestale gestita

5 0 1998

Partecipazione a Energethica 2006 - Fiera di Genova.

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Superficie (ha)

500

35

1999

2000

2001

2002 2003 Anni

2004

2005

2006

100 0

2007

Grafico 1 - Aumento del numero di soci e della superficie forestale dall'istituzione del Consorzio ad oggi.


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lenza relativi alla sicurezza sul lavoro (ex DL 626/94), alla promozione di attività di turismo “verde” a basso impatto, all’incentivazione alla produzione di energia rinnovabile, alla valorizzazione tecnica ed economica di prodotti locali afferenti al settore forestale.

Iniziative

e risultati

Il miglior biglietto da visita del Consorzio Forestale Valli Stura e Orba è costituito dai lavori eseguiti durante questo primo decennio di vita e dalle conseguenti ricadute positive sulla situazione socioeconomica del comprensorio. In particolare sono stati ottenuti i seguenti risultati: il rilancio della selvicoltura, la promozione della gestione forestale sostenibile, l’alimentazione di una filiera bosco-energia attiva in ambito locale, il miglioramento ambientale e idrogeologico dei versanti boscati degradati, il riattamento e messa in sicurezza delle infrastrutture viabili ad uso agro-silvo-pastorale. Inoltre le iniziative a carattere informativo e promozionale (partecipazione alle edizioni

Box 2 - Il progetto Interreg ROBINWOOD

Il Consorzio Forestale Valli Stura e Orba ha di recente partecipato al sottoprogetto LADYMARIAN (LAnd use DYnamic control MAnagement Rivitalization and Improvement of Appeninic Normal forest) nell’ambito del progetto Interreg ROBINWOOD, promosso dalla Regione Liguria, della durata di 18 mesi, che si concluderà a giugno 2008. Il sottoprogetto è stato promosso dalla Comunità Montana, con C.M. Alta Val Polcevera, C.M. Argentea, C.M. del Giovo, Parco del Beigua, Comune di Genova, Provincia di Genova. Il Consorzio ha operato in particolare alle fasi di valorizzazione del legname da lavoro con la produzione di manufatti innovativi (vedi di seguito le schede). Per approfondimenti www.ladymarian.eu.

2006 e 2007 del Salone dell’energia rinnovabile e sostenibile Energethica, incontri con gli stakeholders per la presentazione delle attività legate alla certificazione forestale) hanno permesso di divulgare i risultati delle attività svolte presso le pubbliche amministrazioni, gli operatori del settore energetico da biomasse e il grande pubblico. L’attività del Consorzio ha contribuito a creare una nuova consapevolezza, nei proprietari forestali e negli Amministratori, sul ruolo importante della manutenzione del territorio montano e forestale, la quale opera in piccola parte a favore del pro-

prietario stesso, e in parte ben maggiore a favore della collettività, ovvero dei fruitori indiretti di questa manutenzione. L’aspetto che in realtà ha maggiormente sorpreso è l’atteggiamento generalmente positivo dei Soci proprietari, nei confronti dell’attività del Consorzio: una risposta essenzialmente fondata sulla "fiducia fino a prova contraria" ma in realtà legata al piacere che qualcuno finalmente si occupi un po’ dei loro boschi , ma soprattutto ... dei boschi dei loro nonni.

Gli anniversari si festeggiano!

Con un po’ di anticipo e in modo un po’ irrituale per Sherwood, che ci ospita e che ringraziamo, approfittiamo per segnalare chi ha suscitato la nascita e la crescita del nostro Consorzio, chi ha pensato che, nella particolare condizione sociale e territoriale, l’esperienza avrebbe potuto attecchire. Antonino Oliveri e Antonio Oliveri, Presidenti della Comunità Montana Valli Stura e Orba, succedutisi in questi anni, con tutti i loro validissimi collaboratori istituzionali e amministrativi che ringraziamo per il sostegno e l’apprezzamento per le attività consortili. Il Presidente del Consorzio Forestale Valli Stura e Orba - Primo Oliveri (n.d.r. il cognome Oliveri è come si vede diffusissimo in Valle, ed appartiene al 41% dei residenti di Campo Ligure!).

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Pianificazione e certificazione di Adriano Stagnaro

Il Consorzio Forestale è dotato di strumenti di pianificazione forestale che garantiscono la sostenibilità ambientale delle attività della filiera bosco-energia e assolvono uno dei criteri fondamentali per l’ottenimento della certificazione di Gestione Forestale Sostenibile: la pianificazione gestionale del 100% dei terreni certificati. Fin dalla sua costituzione, il Consorzio Forestale Valli Stura e Orba ha ritenuto che la gestione dei boschi dei soci in un’ottica di sostenibilità ambientale non potesse prescindere da un’approfondita conoscenza delle dinamiche ecologiche delle formazioni forestali e da una programmazione spazio-temporale degli interventi, tale da non andare a ledere le potenzialità produttive degli ecosistemi. Era necessario dotarsi di idonei strumenti di pianificazione forestale, che fossero, da una parte, strumenti di conoscenza, dall’altra, strumenti operativi.

Pianificazione forestale

Lo strumento di pianificazione forestale per eccellenza è il Piano di assestamento. I primi contatti per la creazione del Consorzio furono quindi avviati preferenzialmente verso i proprietari privati e pubblici che già disponevano di tale strumento. Per i soci privi di pianificazione forestale fu immediatamente prevista la compilazione di un nuovo Piano di assestamento che trattasse le proprietà, spesso disperse su tutta la Valle Stura, come un’azienda unitaria, posta sotto la gestione del Consorzio. I costi per la redazione del nuovo Piano furono coperti al 90% da un finanziamento del Piano di Sviluppo

Rurale della Regione Liguria 2000-2006, misura 9, sottomisura 9.2. Nel 2002 fu dunque approvato il Piano di assestamento di terreni appartenenti alla proprietà silvo-pastorale di alcuni soci del Consorzio Forestale Valli Stura e Orba nei Comuni di Masone, Campo Ligure e Rossiglione (GE) per il decennio 20032012, che andò ad affiancarsi agli altri Piani di assestamento già disponibili.

Piano

dei tagli

Con il passare del tempo e il crescente sviluppo dell’attività consortile, l’ingresso di nuovi soci pose un nuovo problema relativo alla pianificazione forestale. Per poter inclu-

dere in tempi rapidi i terreni dei nuovi soci tra quelli sottoposti alla Gestione Forestale Sostenibile (GFS), in modo da poter estendere anche ad essi la certificazione forestale, era indispensabile disporre di strumenti di pianificazione più elastici, di rapida compilazione e dai costi ridotti rispetto ad un tradizionale piano di assestamento. La Comunità Montana Valli Stura e Orba approvò pertanto uno strumento di pianificazione innovativo per la realtà Ligure, valido esclusivamente per il territorio comprensoriale, chiamato Piano dei Tagli. Il Piano dei Tagli non gode dei benefici di legge concessi ai piani di assestamento, ma costituisce, di fatto, un piano di assestamento semplificato, ovvero, utilizzando la terminologia del nuovo Piano Forestale Regionale Ligure, un “piano di gestione di terzo livello”, finalizzato all’applicazione dei criteri di GFS ed al conseguimento della certificazione forestale Il Piano dei tagli è redatto in forma modulare, cioè è costituito da più Piani elaborati distintamente per ciascun proprietario, ma redatti in modo che la ripresa complessiva non sia mai superiore alle capacità produttive del totale dei terreni.

Elaborazione del Piano dei Tagli Impianto di latifoglie, a gruppi, con shelter, dopo il taglio di utilizzazione su ceduo galavernato.

Il Piano dei Tagli necessita di un accurato rilievo di campagna riguar-

Adriano Stagnaro, STAF Studio Tecnico Agricolo Forestale, responsabile certificazione per il Consorzio Forestale - Genova, E-mail a.stagnaro@stafge.it.

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dante principalmente la perimetrazione cartografica delle tipologie di uso del suolo omogenee, chiamate unità vegetazionali, e la raccolta di informazioni descrittive a esse riferite: tipo di uso del suolo, governo, trattamento, composizione specifica, classe di età presunta, densità, struttura verticale, rinnovazione, fitopatie, interventi forestali proponibili. Contestualmente vengono rilevati i tracciati e le caratteristiche della viabilità e di altre infrastrutture, e vengono localizzate cartograficamente le opere sistematorie, le emergenze ambientali e storicoSituazione architettoniche, delle quali viene fornita una descrizione sintetica La perimetrazione delle unità vegetazionali viene controllata con l’ausilio di ortofotocarte. I dati descrittivi sono raccolti con le stesse codifiche adottate nel SIBE (Informativo Bosco - Energia Valli Stura e Orba), in modo da poter facilmente caricare i dati sul GIS per il monitoraggio.

Parametri dendrometrici Il Piano dei Tagli non prevede necessariamente la realizzazione di rilievi dendroauxometrici mediante aree di saggio. Le unità vegetazionali perimetrate vengono raggruppate in categorie omogenee per governo, trattamento, specie prevalente, densità e classe di età, chiamate tipo di unità vegetazionali ad esempio “ceduo adulto misto a prevalenza di castagno (denso)”. I parametri dendroauxometrici relativi ad ogni tipo di unità vegetazionale (volume, area basimetrica, incremento %, numero piante ad ettaro) sono desunti dalla rielaborazione di tutte le aree di saggio eseguite per i Piani di assestamento già approvati e relativi al territorio comprensoriale. Tali aree di saggio vengono raggruppate per “tipo di unità vegetazionale” e costituiscono la fonte bibliografica da cui sono ricavati i parametri suddetti. I

in un ceduo due stagioni successive al taglio.

parametri possono anche essere ricavati con altri metodi (ad esempio stima a vista, rilievi classici con aree di saggio), purché all’interno di ogni singolo Piano dei Tagli il metodo utilizzato sia sempre il medesimo. I dati di ogni unità vegetazionale vengono poi aggregati per fornire un totale a livello di particella assestamentale. L’Inquadramento ambientale del territorio in cui viene realizzato il Piano (clima, geopedologia, formazioni forestali reali e climax), riportato nella parte generale e introduttiva del Piano dei Tagli, viene interamente desunto dalla bibliografia esistente (Piani di assestamento approvati).

Calcolo della ripresa Il calcolo della ripresa viene eseguito distintamente per ciascun tipo di bosco (Cedui castanili, cedui quercini, cedui di faggio, fustaie di pino etc.) con criterio planimetrico: la superficie massima annualmente soggetta al taglio è data dalla sommatoria dei rapporti tra la superficie boscata di ciascuna tipologia boschiva ed il proprio turno minimo secondo le Prescrizioni di massima e di polizia forestale. Le superfici forestali escluse permanentemente dal taglio per ragioni di

Box 1 - Documenti di cui si è dotato il consorzio per la Certificazione

• Manuale di GFS (diviso in I e II parte): la prima parte indica le modalità di assolvimento dei criteri e degli indicatori di Gestione Forestale Sostenibile; la seconda parte regola la gestione del sistema di controllo • Statistica consortile: é un documento che, elaborando informazioni territoriali riferite ai terreni e all’organizzazione del Consorzio, fornisce i parametri quantitativi/numerici richiesti dagli indicatori del Manuale GFS • Registri: sono costituiti da due categorie di documenti: 1. Registri adibiti alla raccolta di dati ambientali 2. Registri adibiti alla raccolta di documentazione relativa all’applicazione del sistema di controllo della GFS • Manuale della buona tecnica selvicolturale per una Gestione Forestale Sostenibile: é un documento che illustra norme e criteri di esecuzione delle attività selvicolturali per rendere i lavori forestali sostenibili dal punto di vista ambientale ed economico. Viene applicato in tutti i terreni consortili che entrano nel processo di certificazione di GFS.

conservazione naturalistica, protettiva o legislativa non entrano a far parte di questo computo. Dato che l’obiettivo di lungo periodo è arrivare ad un assestamento planimetrico sul turno fisiocratico, ove possibile, in funzione dell’estensione delle proprietà, si cerca di calibrare la ripresa planimetrica annua sommando i rapporti tra la superficie boscata di ciascuna tipologia boschiva ed il proprio turno fisiocratico. Per i tagli di miglioramento si adotta il criterio colturale. La priorità di intervento viene stabilita automaticamente in funzione dell’età del soprassuolo: si procede tagliando per primi i boschi più vecchi e passando via via a quelli più giovani, fino alla normalizzazione delle classi di età. Il Piano dei tagli ha permesso al Consorzio di assolvere, con costi contenuti, il criterio indispensabile per la certificazione di Gestione Forestale Sostenibile consistente nella pianificazione obbligatoria per i boschi certificati.

Certificazione forestale PEFC

La certificazione di Gestione Forestale Sostenibile secondo lo schema PEFC (Programme for Endorsement of Forest Certification) è stata ottenuta dal Consorzio Valli Stura e Orba nel 2006(1). La scelta di fare riferimento a tale strumento è stata motivata dalla volontà di conseguire i seguenti obiettivi: • garantire a soci e terzi che i terreni del Consorzio vengono gestiti secondo criteri di sostenibilità non solo economica, ma anche sociale e ambientale; • realizzare sinergie tra il Consorzio e la Comunità Montana Valli Stura e Orba nella raccolta dati per il monitoraggio ambientale della filiera bosco-energia; • ottimizzare e razionalizzare la gestione tecnica delle risorse forestali consortili; • dotarsi di uno strumento di comunicazione e marketing ambientale; • completare il processo di certificazione già avviato nel 2004 con la catena di custodia PEFC per poter certificare l’intera filiera forestale gestita dal Consorzio. L’ente certificatore che si occupa dei controlli è la CSQA Certificazioni.

(1) Si ringrazia Antonio B runori, che al di là della sua veste ufficiale di Segretario PEFC, ha sostenuto i primi passi del nostro processo di certificazione.

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Marchi su prodotti certificati: Consorzio, PEFC, e LADYMARIAN.

Per conseguire la certificazione forestale, il Consorzio si è dotato di numerosi documenti, in forma cartacea ed informatizzata, che consentono la gestione e il monitoraggio continuo del sistema (Box 1).

Prodotti

Spazio pubblicitario

certificati

La certificazione forestale PEFC ha permesso al Consorzio la produzione e l’immissione sul mercato di semilavorati e manufatti in legno a marchio proprio, costituiti da materiale certificato al 100%; ha consentito di realizzare il primo caso in Italia di cippato a destinazione energetica dotato di certificazione di sostenibilità ambientale con lo schema PEFC; ha contribuito alla valorizzazione dell’immagine consortile tra la popolazione locale, le amministrazioni pubbliche e gli operatori nazionali del settore legno e legno-energia.

Gestione

della

Certificazione

La parte più impegnativa è relativa alla creazione del sistema gestionale per la certificazione della GFS: è infatti necessario sviluppare un sistema di amministrazione/gestione che si possa interfacciare con le varie ditte associate nel rispetto dello standard. I costi per questo adeguamento sono stati coperti da un finanziamento del Fondo Investimenti Regionali (FIR) per un importo di 16.000 euro. Il Consorzio ha potuto agevolmente affrontare questa fase e le successive fasi di gestione, potendo fare riferimento alla propria struttura tecnica formata da un agronomo ed un forestale, rispettivamente direttore tecnico e responsabile della certificazione. Le regole legate all’adozione della gestione certificata, anche se talvolta possono apparire una fonte di appesantimento delle procedure fino ad ora seguite, costituiscono di fatto una occasione di controllo della gestione che ha positivi effetti sia sull’immagine esterna dell’attività, sia sui rapporti tra i Consorziati. In futuro, il Consorzio prevede di estendere la certificazione al consumo energetico necessario per la produzione del cippato lungo tutta la filiera (attraverso la valutazione dei consumi di: motoseghe, trattori, cippatrice, trasporti ...).


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Attività del consorzio - Scheda 1

Interventi su boschi colpiti da galaverna Il Consorzio Forestale Valli Stura e Orba ha iniziato ad intervenire nei cedui di castagno invecchiati e galavernati sin dall’autunno del 1999. Ancora oggi la maggior parte del legname commercializzato dal Consorzio viene prodotto con tagli di utilizzazione e ricostituzione boschiva su questi cedui colpiti da galaverna. In Valle Stura gli episodi di galaverna sono ricorrenti, potendoli registrare anche 2-3 volte in un decennio. Si stima che a metà degli anni '90 i danni sui cedui invecchiati interessassero oltre 1.500 ettari. La maggior parte dei terreni associati al Consorzio sono ubicati nei versanti con esposizione nord (Figura 1) delle valli laterali di sponda destra del torrente Stura (Valle Berlino, Valle Ponzema, Valle Angassino). In queste aree si concentra in prevalenza il danno da galaverna e gelicidio (Foto 1). L’intervento di utilizzazione sul ceduo che ha registrato il ribaltamento delle ceppaie risulta estremamanete oneroso e pericoloso. Il lavoro su ceppaie ribaltate prevede operazioni di taglio in posizioni molto particolari e gli operatori devono procedere con estrema cautela. Gli interventi si sono resi possibili dapprima grazie al contributo diretto della Comunità Montana e quindi dei contributi del Piano di Sviluppo Rurale della Regione Liguria 2000-2006, misura 9, sottomisura 9.6. In condizioni di danno esteso da galaverna ed assenza di viabilità siamo infatti in presenza

di costi più che doppi rispetto al valore del legname ritraibile. Le superfici percorse dal taglio variano ogni stagione silvana e vanno da un minimo di 3,34 ha del 2005-2006 al massimo di 12,64 ha dell’annata 2001-2002. I cantieri sono stati gestiti da singole squadre di 4-5 persone, appartenenti a ditte associate al Consorzio. Nel periodo tra il 2002 ed il 2005, la produzione prevalente è stata di legna da triturazione a uso industriale (Grafico 1), adoperata per la produzione del tannino (dal 63 al 100% del materiale ricavato). A partire dal 2006, con l’entrata in funzione degli impianti a biomassa, la destinazione per tannino è stata completamente soppiantata dalla legna da triturazione a uso energetico, per la produzione di cippato per riscaldamento. Per quanto riguarda gli altri assortimenti, circa il 7% della massa legnosa è costituita da paleria grossa, solitamente adoperata per la realizzazione di opere di ingegneria naturalistica, il legname idoneo per trava-

Figura 1 - Terreni dei soci nel versante nord.

ture rappresenta appena il 2% del totale, l’1% degli assortimenti senza difetti, viene destinato alla riduzione in tavolame e alla successiva essiccazione nella cella abbinata all’impianto di teleriscaldamento a biomasse di Rossiglione.

2.000

Tavolame Legna da triturazione per tannino Paleria grossa Legna da triturazione per energia

volume (m3)

1.500

1.000

500

0 2002

2003

2004

2005

2006

2007

anno

Foto 1 - Tagliate di anni successivi su cedui galavernati in Valle Ponzema.

Grafico 1 - Ripartizione in vari assortimenti del legname ricavato dai tagli di ricostituzione boschiva nei vari anni.

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Attività del consorzio - Scheda 2

Ditte boschive del Consorzio Tra i soci del Consorzio Forestale 5 sono quelli operativi che, in varia misura, sostengono le attività consortili: 3 sono ditte boschive e 2 sono cooperative di lavoro e servizio forestale (Box 1). Una delle ditte è stata associata sin dalla costituzione e attualmente altre due ditte hanno richiesto di poter entrare a far parte del Consorzio. Si tratta di piccole imprese con un numero di addetti variabile da tre a sette, complessivamente il numero di addetti delle ditte associate è di 16 unità. La forma giuridica è variabile: 2 ditte individuali, 1 società in nome collettivo e 2 società cooperative. Per quanto riguarda le professionalità e le specializzazioni, le ditte possono affrontare tutte le operazioni classiche della gestione forestale e delle sistemazioni idraulico forestali. Esistono ovviamente delle specializzazioni riferibili all’attitudine dell’imprenditore o di qualche operatore ovvero ad una diversa dotazione di mezzi e attrezzature.

Operatività

Il Consorzio, affida alla singola ditta, la responsabilità della realizzazione di opere di gestione forestale o di sistemazione, sulla base di un capitolato che formalizza gli impegni. Si cerca in particolare di fare in modo che una singola ditta si occupi, per un periodo di almeno 3 anni, delle sorti di una porzione di territorio in gestione al Consorzio. E’ bene infatti che la sistemazione di un tratto di viabilità o la gestione di un area boschiva vengano sviluppate su un periodo lungo, affrontando unitariamente gli aspetti di realizzazione e manutenzione, compresi i rapporti con i Soci proprietari e con i confinanti non Soci. Dal punto di vista dell’Impresa è opportuno che un investimento (viabilità, macchine, attrezzature) possa essere affrontato programmando un lavoro di durata pluriennale. Il Regolamento interno del Consorzio prevede che anche ditte non consorziate possano operare sui terreni dei soci per conto del Consorzio. E’ una norma accettata per affrontare eventuali emergenze, ma fino ad oggi non è mai stata utilizzata.

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Formazione

e sviluppo

Box 1 - I soci operativi

Il Consorzio, opera a favore delle ditte, segnalando le necessità di formazione alla Comunità Montana, oppure organizzando in proprio i corsi. I titolari e il personale delle ditte hanno seguito corsi di formazione e perfezionamento, inerenti ai temi della sicurezza e prevenzione infortuni sul posto di lavoro (ex DL 626/94), pronto soccorso, antincendio, aggiornamento tecnico, finanziate dalla Regione Liguria con il Programma FSE Ob.3 2000-2006 Il Consorzio ha curato particolarmente l’aggiornamento tecnico degli operatori, tramite la partecipazione dei soci utilizzatori agli incontri teorico-pratici legati all’iniziativa “PSR Misura 3.3 Progetti dimostrativi: tecniche di ingegneria naturalistica applicate alle sistemazioni del territorio agricolo e forestale” a titolarità IRIPA (Foto 1). Inoltre ha organizzato lezioni sull’applicazione pratica dei procedimenti richiesti dalla certificazione per la gestione forestale sostenibile e la catena di custodia secondo lo schema PEFC. IL Consorzio propone progetti comuni per

La dotazione in macchine ed attrezzature delle ditte (trattori forestali, un trasportatore, cippatrice a motore autonomo, furgoni) è stata adeguata nel passato quinquennio usufruendo del finanziamento al 40% previsto dalla misura 9.4 del Piano di Sviluppo Rurale (Foto 2). Per il prossimo periodo di programmazione sono previsti altri rinnovi e valutazioni intorno alla dotazione di una gru a cavo.

Foto 1 - Opere d'ingegneria naturalistica.

Foto 2 - Cantiere cippatura su piazzale.

Elencati nell’ordine temporale di adesione al Consorzio: • Agrifor snc dei F.lli Emanuele; • Soc. Cooperativa Punta Martin a r.l.; • SHERWOOD soc. coop. di produzione lavoro a r.l.; • Ditta Procopio Pasquale Luigi; • Impresa Longo Vito e fratelli snc.

lo sviluppo delle varie attività dalla gestione alla valorizzazione del legname, organizzando di fatto l’applicazione delle misure del Piano di Sviluppo Rurale per le attività delle imprese all’interno dei terreni consortili.

Attrezzature e macchine


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Attività del consorzio - Scheda 3

Cabine per stabilimenti balneari Tra le attività innovative realizzate per aprire nuovi mercati del legno, è stato avviato un progetto per la produzione di cabine per stabilimenti balneari in legno certificato, da commercializzare con il marchio consortile.

Risorse

finanziarie attivate

L’attività è stata sviluppata, nell’ambito del sottoprogetto LADYMARIAN del progetto Interreg ROBINWOOD promosso dalla Regione Liguria.

Soggetti

coinvolti

Questa azione del sottoprogetto tende a creare un'intesa tra le diverse esigenze degli Enti, in questo caso il Comune di Genova, nell'ambito della tutela del paesaggio e del decoro, e dei gestori di territori montani, in questo caso le Comunità Montane partner del progetto e il Consorzio, per una finalità comune: l’impiego di legname certificato di provenienza locale per l’attuazione di una politica di forniture di elementi di qualità per l'arredo urbano il più possibile aderente a criteri di risparmio energetico, ritorno degli utili nella valorizzazione del territorio,

mitigazione delle negatività legate allo smaltimento a fine ciclo. L’idea progettuale è stata dell’Ufficio Estetica Urbana, Decoro e Paesaggio del Comune di Genova, partner del progetto. Nello specifico le ditte di utilizzazione si occupano della selezione del materiale idoneo sul piazzale di lavorazione, mentre presso i soci artigiani del Consorzio(1) avviene la lavorazione del legname ed il perfezionamento della fase progettuale. Ditte di utilizzazione e soci artigiani curano anche l’applicazione della catena di custodia al materiale prodotto, sotto la supervisione della direzione tecnica del Consorzio.

Attività

svolte

Sono stati realizzati tre diversi prototipi di cabine per stabilimenti balneari, attualmente a disposizione dei potenziali acquirenti per le osservazioni finalizzate al miglioramento funzionale.

Cabina in legno di castagno esposta al Museo del Mare - Galata (GE).

Materiale

usato

La materia prima adoperata è costituita da legname da lavoro proveniente dalle formazioni forestali gestite dal Consorzio con i criteri della Gestione Forestale Sostenibile e dotato di certificazione Coc con il sistema PEFC. Il progetto rientra tra quelli attivati per la valorizzazione delle produzioni legnose locali ed utilizza tondame da lavoro e da opera (d min = 15 cm) privo di difetti tecnologici.

Innovazioni

L’impiego del legname di castagno, se da un lato assicura un grande durata, deve considerare il peso degli elementi, ben superiore alle realizzazioni in pino o abete. Questa osservazione indica come l’impiego più idoneo si potrà definire per realizzazioni fisse che non prevedono lo smontaggio stagionale.

Particolari costruttivi delle cabine in legno di castagno.

(1) I soci artigiani del Consorzio che realizzano i manufatti con legno certificato sono tutti di Campo Ligure e sono: Wilson Pesce; PST Falegnameria di Giacomo Pastorino; Falegnameria Enrico Puppo.

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Attività del consorzio - Scheda 4

Manutenzione viabilità e territorio rurale

La gestione della viabilità inizialmente era svolta per consentire il transito in sicurezza dei mezzi per l’esbosco. Da qualche anno si è estesa anche alle strade di collegamento tra i centri abitati principali e le cascine isolate, configurandosi come un intervento migliorativo complessivo del territorio comprensoriale e delle sue infrastrutture. Questa iniziativa ha ottenuto un grande consenso tra la popolazione locale e ha portato alla nascita della figura dei soci frontisti.

Risorse

finanziarie attivate

I finanziamenti utilizzati per la realizzazione delle opere provengono da numerosi canali. Per le strade forestali in senso stretto sono state adoperate le provvidenze del PSR 2000-2006, misure 9.3 (viabilità) e 9.6 (sistemazioni idraulico forestali) e, più recentemente, i finanziamenti del progetto F.I.R. 2003 (Fondo Investimenti Regionali). Per la viabilità di collegamento, i finanziamenti provengono dal PSR 2000-2006, Misura 18, e dalla “Legge per la viabilità minore di particolare interesse” (LR 14/1996). Inoltre, operazioni di manutenzione ordinaria di strade comunali nel Comune di Campo Ligure sono

Foto 1 - Sistemazioni viabilità forestale.

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state finanziate con fondi provenienti dal bilancio comunale.

Soggetti

coinvolti

I cantieri stradali e di sistemazioni idraulicoforestali sono stati condotti dalle ditte associate al Consorzio o con la collaborazione dei soci frontisti. Le ditte hanno acquisito, tramite corsi di formazione attivati dalla Comunità Montana e tramite la ripetuta pratica in queste operazioni, una buona attitudine alla realizzazione e all’adattamento delle opere di sistemazione che impiegano legname e materiali vivi.

Attività

svolte

Gli interventi realizzati consistono nella messa

in sicurezza dei tracciati stradali (Foto 1 e 2), con la sistemazione dei dissesti franosi a carico delle scarpate di monte e di valle, interventi di regimazione delle acque idrometeoriche, riattamento al transito con ripristino o ampliamento della sede rotabile, nel caso di strade abbandonate. Per alcune strade forestali si è provveduto alla realizzazione di limitate varianti di tracciato, per permettere il transito in sicurezza ai trattori da esbosco e ai forwarder. Per le strade di collegamento di maggior traffico è stato realizzato il consolidamento del sedime mediante asfaltatura. E’ stata inoltre sempre assicurata la manutenzione ordinaria e straordinaria delle canalette e dei tombini, sostituendo le strutture irreparabilmente danneggiate.

Foto 2 - Tratto sistemazioni dimostrative.


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Foto 3 - Elementi barriera di sicurezza.

Materiale

usato

Tutta la materia prima per la realizzazione delle opere è stata recuperata in loco, essendo costituita da tondame di castagno (Foto 3) messo a disposizione dai soci frontisti.

Innovazioni

Dal punto di vista tecnico, alcuni anni di attività nel settore delle sistemazioni idraulico forestali, hanno favorito la creazione di nuove tipologie di opere, come risultato dell’adattamento di tecniche già consolidate a particolari condizioni dei luoghi e delle esigenze di

Foto 4 - Palificata filtrante.

accessibilità. In particolare si segnala: una palificata filtrante (Foto 4), che unisce la funzionalità di sostegno del piano viabile alla buona regimazione sottosuperficiale in regime di magra e una canalina alla francese che sostituisce l'aletta in calcestruzzo con un elemento in legname di castagno squadrato (Foto 5). Gli studenti del corso di Laurea Specialistica in Scienze Geologiche dell’Università di Genova, svolgono annualmente su queste opere le loro esercitazioni, nell’ambito dell’insegnamento di “Sistemazioni idraulico-forestali”.

Foto 5 - Sistemazioni di scarpata con francesina con aletta in legno.

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Attività del consorzio - Scheda 5

Arredi urbani in castagno

Per valorizzare il legno di castagno è stata attivata la produzione di manufatti in legno certificato, da utilizzare per l’arredo urbano. L’attività è tesa alla promozione di acquisti verdi da parte delle pubbliche Amministrazioni (GPP Green Public Procurement) che considerino positivamente in sede di offerta, le caratteristiche di sostenibilità dei cicli di produzione.

Risorse

finanziarie attivate

La prima progettazione di alcuni di questi manufatti è stata realizzata nell’ambito di T.R.E.N.O. (Trasformare Risorse Endogene in Nuova Occupazione) attivato sull’azione comunitaria EQUAL dal CIOFS-FP Liguria con l’iniziativa di “valorizzazione del legno di castagno attraverso la messa a punto di nuovi prodotti e la riproposizione di manufatti della tradizione locale, nella filiera forestale delle Valli Stura e Orba”. Successivamente le attività sono state sviluppate autonomamente e quindi affiancate al sottoprogetto LADYMARIAN

Soggetti

coinvolti

Nel progetto sono coinvolti la direzione tecnica del Consorzio, collaboratori esterni per la fase di progettazione(1), le ditte e cooperative di utilizzazione che si occupa-

Foto 1 - Prototipo barriera stradale.

no della selezione del materiale idoneo sul piazzale di lavorazione ed i soci artigiani del Consorzio(2), presso i quali avviene la lavorazione del legname ed il perfezionamento della fase progettuale. Gli artigiani, nella fase di realizzazione di un primo prototipo, contribuiscono in modo determinante alla traduzione della progettazione ovvero alla messa a punto di fasi operative che accolgano la proposta progettuale, le caratteristiche del legno offerto dal Consorzio e le tecnologie a loro disposizione.

ad uso turistico, portavasi etc. I guardrail sono in fase di collaudo per quanto attiene i test strutturali e di crash per poter essere offerti alle Amministrazioni che curano la manutenzione in sicurezza della viabilità minore.

Materiale

usato

I manufatti prodotti appartengono a varie tipologie utilizzate per l’arredo urbano o per l’attrezzatura di percorsi escursionistici: staccionate prefabbricate, guard-rail in legno e metallo (Foto 1), barriere antirumore (Foto 2), moduli costruttivi per muri verdi, palificate prefabbricate (Foto 3), bacheche illustrative

La materia prima adoperata è costituita da legno di castagno proveniente dalle formazioni forestali gestite dal Consorzio con i criteri della Gestione Forestale Sostenibile e dotata di certificazione Coc con il sistema PEFC. Il progetto rientra tra quelli attivati per la valorizzazione delle produzioni legnose locali e utilizza tondame da lavoro e da opera (d min = 15 cm) privo di difetti tecnologici. Per una parte di queste lavorazioni, si impiega una stagionatura rapida nella cella di essiccazione abbinata all’impianto di teleriscaldamento a biomasse di Rossiglione.

Foto 2 - - Lavorazione prototipo barriere fonoassorbenti.

Foto 3 - Il riposo dell’artigiano su palificata prefabbricata di legno squadrato.

Attività

svolte

(1) La progettazione di alcuni manufatti è stata curata da Francesco Saverio Fera , docente di Progettazione Architettonica presso la Facoltà di Architettura “Aldo Rossi” - UNIBO - Sede di Cesena. (2) I soci artigiani del Consorzio che hanno realizzato i prototipi sono tutti di Campo Ligure e sono: Wilson Pesce; PST Falegnameria di Giacomo Pastorino; Falegnameria Enrico Puppo, oltre alla ditta esterna Enrico Sobrero di Rossiglione che ha partecipato al bando del progetto

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Attività del consorzio - Scheda 6

Maturatori per compost Nell’ambito del programma di razionalizzazione della gestione dei rifiuti la Comunità Montana Valli Stura e Orba, tramite un Bando, ha messo a disposizione delle famiglie residenti un lotto di compostiere del volume di circa 400 litri ciascuna. Le compostiere sono sufficienti per smaltire i rifiuti organici domestici prodotti da una famiglia media di 4 persone e i residui vegetali di un piccolo orto e/o giardino

Soggetti

coinvolti

Il Consorzio Forestale Valli Stura e Orba ha quindi progettato un modello originale di maturatori per compost in legno di castagno(1). Gli artigiani(2) lo hanno realizzato utilizzando il legname proveniente dai boschi dei Soci. Le famiglie che hanno risposto al Bando hanno ricevuto una compostiera in comodato gratuito e si sono impegnate a seguire un breve corso per il corretto impiego del maturatore (Foto 1).

Attività

svolte

Il progetto aveva lo scopo di abbattere la quantità di rifiuti organici da conferire a discarica, valorizzare una frazione dei rifiuti domestici e incentivare l’uso anche da parte di privati delle produzioni legnose locali. Le compostiere sono realizzate con elementi modulari che, assemblati tra loro (Figura 1),

consentono la costruzione di una struttura a griglia, utilizzata per il contenimento e la maturazione del compost (Foto 2). Grazie a questa caratteristica è infatti possibile ampliare progressivamente la compostiera in accordo con le quantità da trattare. Le compostiere non vengono trattate con prodotti conservativi. Gli elementi eventualmente rovinati o marciti possono essere sostituiti con singoli elementi di ricambio. A fine vita gli elementi non presenteranno problematiche di smaltimento.

Materiale

usato

La materia prima adoperata è costituita da legno di castagno proveniente dalle formazioni forestali gestite dal Consorzio con i criteri della Gestione Forestale Sostenibile e dotata di certificazione Coc con il sistema PEFC.

Foto 1 - Breve corso per la consegna delle compostiere ai residenti.

Foto 2 - Compostiera durante le fasi di montaggio.

Figura 1 - Schema di montaggio della compostiera.

(1) Si ringrazia Rosario Capponi , agronomo, per il contributo fornito nella fase di progettazione dell’iniziativa. (2) L’ideazione e la realizzazione di vari prototipi di questo manufatto è da riferire in particolare alla attività dell’artigiano Wilson Pesce.

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trovato su internet

di Vittorio Rossi

vittoriorossi@compagniadelleforeste.it

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A Sherwood Robinwood pazione delle realtà locali e lo sviluppo di iniziative concrete nell’ambito

Oltre i partner sono stati coinvolti una serie di Enti Locali per la parteci-

con Robinwood e Ladymarian...

Sembrerà strano che su Sherwood si presentino Robin e Lady Marian, ma non vi spaventate... non voglio raccontare la storia della foresta di Sherwood e dei suoi celebri protagonisti, ma solo quella di due siti web del progetto Interreg III C “Robinwood” che propone lo sviluppo sostenibile attraverso la gestione delle foreste in aree montane e la rivitalizzazione della filiera foresta-legno.

Un progetto (www.robin-wood.it) sviluppato dalla Regione Liguria insieme ad altri quattro partner di stati europei che propone l’applicazione di un approccio innovativo basato sulla gestione forestale sostenibile impostata su pianificazione, ambiente, energia, territorio, economia e occupazione. Nella gestione di Robinwood il filo conduttore è la convinzione che il legname e le foreste possano svolgere un ruolo fondamentale nel supportare e nel mantenere l’economia delle comunità rurali e a tale scopo si propongono una serie di soluzioni e innovazioni per la gestione del territorio. Al fine di garantire anche in futuro la presenza delle persone nelle aree montane sono sviluppate azioni per creare un mercato del legno stabile con produzioni destinate all’edilizia oppure all’industria dei mobili. Le iniziative rivolte a vitalizzare il legname tondo, sono affiancate dallo sviluppo di filiere legno-energia che sostengano un mercato del legno di bassa qualità. Proprio per garantire uno sviluppo sostenibile dei territori montani, con il progetto Robinwood si cercano di attivare nuove opportunità di impiego in ambito forestale o sul tema del “turismo verde”.

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di tre componenti tecniche: Idrogeologia, Gestione forestale ed Energia. In tutte le regioni coinvolte sono stati complessivamente sviluppati oltre 40 sottoprogetti a scala locale, con la creazione di 15 partnership internazionali. Tre di queste sono coordinate da enti liguri. Sulla sezione Sottoprogetti e Download del sito web è possibile reperire gli approfondimenti con la documentazione, le pubblicazioni e i report del progetto ancora in atto.

Ladymarian

è l’acronimo di di LAnd use DYnamic control MAnagement RIvitalization and Improvement of Appeninic Normal forest, uno dei sottoprogetti che ha come capofila la Comunità Montana Valli Stura e Orba (www.ladymarian.eu) Il progetto ha come obiettivo l’approfondimento di aspetti specifici della filiera bosco-energia in ambiente appenninico attraverso undici azioni che spaziano dall’implementazione di un sistema GIS per l’operatività della filiera, allo sviluppo di linee guida per realizzare viabilità forestale, ad azioni per valorizzare la produzione forestale quali la certificazione dei manufatti in legno e lo sviluppo di impianti termici a biomasse. Sul sito per ogni azione sono disponibili documenti di approfondimento sviluppati nel progetto.

Altre iniziative

Tra i sottoprogetti di Robinwood, oltre a LadyMarian, per il settore forestale italiano potrebbero essere molto interessanti i risultati di altre iniziative sviluppate dai partner del progetto. Tra queste segnaliamo Dendrovita (promozione e rivitalizzazione degli impianti arborei lineari per produzione di legname e mantenimento della biodiversità), Altman (analisi di strategie di gestione alternative), Gestione forestale sostenibile e sviluppo dell’industria del legname, Loginwood (studi per l’approvvigionamento di biomassa da residui di lavorazione forestale), Promozione delle biomasse (attraverso la gestione forestale sostenibile), Re-Med (esperienze e casi studio sulla riqualificazione fluviale, il recupero forestale e le frane in aree mediterranee). Al momento su queste attività non sono disponibili approfondimenti, sono però presenti i riferimenti degli enti che li sviluppano a cui è possibile rivolgersi per approfondimenti.


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Progetto biomasse a uso energetico di Paolo Derchi Luca Marigo

È stato avviato un progetto per l’uso energetico delle biomasse al fine di garantire uno sbocco commerciale remunerativo al legno più scadente, che costituisce la maggior parte della massa ricavata dalle operazioni di ricostituzione boschiva realizzate in Valli Stura e Orba, Nel 2001è stato condotto nelle Valli Stura e Orba ed in Alta Val Bormida uno studio propedeutico, finalizzato a verificare la fattibilità tecnica ed economica di realizzare filiere-legno sostenute dalla produzione di biomasse a destinazione energetica. Tale studio ha dato risultati positivi tanto che l’anno seguente, la Comunità Montana Valli Stura e Orba ha avviato il Progetto biomasse ad uso energetico per garantire uno sbocco commerciale remunerativo alla legna ricavata dalle operazioni di ricostituzione boschiva a seguito dei forti danni da galaverna degli anni 1993 e 97 realizzate nella valle.

Obiettivi

L’operazione si prefiggeva molteplici obiettivi: • sostenere economicamente, in maniera indiretta, le attività forestali per stabilizzare il funzionamento della filiera avviata nel 1998 con la costituzione del Consorzio forestale; • incentivare le operazioni di miglioramento e ricostituzione boschiva in condizioni di marginalità, in modo tale da migliorare le prestazioni di difesa idrogeologica dei versanti e ridurre il rischio di dissesti e di collasso dei soprassuoli; • produrre energia da fonti rinnovabili, costituite da cippato di origine forestale; • reinvestire in ambito locale le risorse altrimenti destinate ad alimentare il mercato dei derivati petroliferi

Supporti

finanziari e tecnici

Per la realizzazione del progetto, la Comunità Montana ha usufruito di un finanziamento della Regione Liguria, attivato dal Servizio Energia, cui si sono aggiunti fondi propri, dei Comuni di Campo Ligure e Rossiglione e della Provincia di Genova. La progettazione ed il coordinamento delle attività sono stati curati dal gruppo di ricerca Thermochemical Power Group (TPG) del Dipartimento di Macchine Sistemi Energetici e Trasporti (DIMSET) dell’Università degli Studi di Genova (Facoltà di Ingegneria), con la consulenza dello Studio Tecnico Agricolo Forestale (STAF) sempre di Genova.

lineari per Campo Ligure e circa 1.500 m per Rossiglione) e da nove sottostazioni complessive per la cessione del calore alle diverse utenze servite. La potenza dei due impianti è di 0,7 MW per quello di Campo Ligure (Foto 1) e 1,2 MW per quello di Rossiglione. Per il loro corretto funzionamento hanno bisogno di bruciare complessivamente 1.000 t di cippato a stagione, corrispondenti ad una tagliata di

Impianti di teleriscaldamento Sono stati realizzati due impianti di teleriscaldamento a biomassa legnosa per servire utenze pubbliche nei centri urbani di Campo Ligure e Rossiglione, entrati in funzione nell’inverno 2005-2006. Gli impianti forniscono riscaldamento invernale e acqua calda sanitaria alla Casa Comunale, al palazzetto dello sport, all’Ospedale, agli edifici che ospitano le scuole, ai locali della Croce Rossa. Ogni impianto integrato è costituito da una centrale termica (caldaia a griglia mobile per cippato forestale con sistema di abbattimento emissioni e con alimentazione a coclea), da una rete di teleriscaldamento (800 metri

Foto 1 - Impianto teleriscaldamento Campo Ligure.

Paolo Derchi, Direttore Tecnico Consorzio Forestale Valli Stura e Orba, E-mail info@consorzioforestale.com Luca Marigo, Dipartimento di Macchine, Sistemi Energetici e Trasporti (DIMSET) Università degli Studi di Genova, E-mail luca.marigo@unige.it

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Foto 2 - Movimentazione su piazzale.

utilizzazione di ceduo castanile invecchiato pari circa a 6-8 ha/anno.

Gestione e monitoraggio

Per la gestione degli impianti è stata costituita la società consortile SOBEA s.cons. rl (Stura Orba Bosco Energia Ambiente), a partecipazione pubblica (75%) e privata (25%). Il Consorzio Forestale è il socio privato, individuato a seguito di una gara ad evidenza pubblica. SOBEA ha quindi stipulato con il Consorzio Forestale Valli Stura e Orba un contratto di fornitura, della durata di tre anni, vincolando la provenienza del combustibile (cippato di legno) al materiale ricavato da boschi locali stramaturi e galavernati, escludendo il ricorso a cippato proveniente da scarti di industrie del legno o materiale di risulta di attività agricole. La provenienza del cippato che alimenta le caldaie deve infatti essere di origine forestale per il 90% e derivare in prevalenza percentuale da cedui invecchiati colpiti da avversità meteoriche. Nelle prime due annate il prezzo del cippato consegnato all’impianto era pari a 65,60 €/t , per il corrente anno termico il prezzo è stato adeguato a 70,00 €/t per il cippato fresco e 75,00 €/t per il cippato proveniente da legname tagliato da almeno 12 mesi. All’atto della consegna, viene controfirmato dalle parti un apposito registro che attesta data e quantità della fornitura oltre alla determinazione del contenuto idrico. I pagamenti di SOBEA al Consorzio sono regolati fino al presente anno termico in base al peso del cippato consegnato. È previsto che nei prossimi anni siano caratterizzati anche dalla valutazione del contenuto idrico e quindi alla prestazione energetica. Per il monitoraggio ambientale degli effetti legati allo sviluppo futuro della filiera, la Comunità Montana si è dotata di un

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Foto 3 - Cantiere cippatura su piazzale.

Sistema Informativo Geografico, ribattezzato Sistema Informativo Bosco–Energia Valli Stura e Orba (SIBE). Il monitoraggio del funzionamento delle centrali è affidato al DIMSET, che si è già occupato della progettazione, e viene attuato dal corrente anno termico tramite un sistema di trasmissione dati GSM che restituisce i dati di funzionamento del sistema e consente proiezioni per l’ottimizzazione del funzionamento.

Nuove dotazioni al Consorzio

Per far fronte alla produzione di biomasse legnose richiesta dai contratti di fornitura, il Consorzio Forestale si è dovuto dotare, direttamente o tramite le imprese consociate, di macchinari specializzati idonei. Usufruendo dei contributi del Piano di Sviluppo Rurale della Liguria 2000-2006 sono state acquistate le attrezzature che oggi costituiscono il parco macchine consortile: • gru a cavo tradizionale a slittone, comprensiva di accessori per il funzionamento ed il montaggio della linea (funi, cavalletti, tralicci etc.) (proprietà Consorzio); • forwarder pesante (ditta privata associata al consorzio); • cippatrice, potenza 200 kW (ditta privata associata al consorzio). Le fasi di smistamento degli assortimenti e di cippatura vengono realizzate su un piazzale di stoccaggio (Foto 2), di dimensioni adeguate al volume legnoso in transito nel Comune di Campo Ligure, sul quale sono state in seguito realizzate tre tettoie per l’immagazzinamento temporaneo delle scorte di cippato. Il piazzale dista rispettivamente 2,5 e 7 km dai due impianti. Per garantire all’acquirente la sostenibilità ambientale del cippato, il Consorzio Forestale ha ottenuto nel 2004 la Certificazione per la catena di custodia (Coc) e nel 2006 la Certificazione per la Gestione Forestale Sostenibile (GFS). Entrambe le certificazioni fanno riferimento allo schema PEFC.

Utilizzazioni

La localizzazione e l’estensione dei tagli annui viene stabilita in base alle prescrizioni dei documenti di pianificazione forestale adottati, costituiti da Piani di assestamento tradizionali e dai Piani dei tagli, la cui approvazione è soggetta alla Comunità Montana. I cantieri vengono affidati alle ditte e alle cooperative di lavoro associate al Consorzio, ovvero ai soci proprietari nel caso di disponibilità diretta a svolgere le utilizzazioni, i quali sottoscrivono un capitolato prestazionale, con il quale si impegnano a rispettare i criteri di Gestione Forestale Sostenibile contenuti in un apposito manuale operativo. Nel caso di indisponibilità dei soci, i lavori possono essere affidati anche a ditte esterne al Consorzio, con le medesime modalità contrattuali. I lavori di miglioramento e ricostituzione boschiva usufruiscono nella maggior parte dei casi di contributi e finanziamenti pubblici che coprono i costi in eccesso rispetto al valore del legname ricavato. I lotti di legname vengono trasportati sul piazzale di lavorazione, ove vengono contrassegnati per individuarne la provenienza e la destinazione assortimentale. Per i vari lotti vengono compilati appositi documenti allo scopo di controllare la catena di custodia sottoposta a certificazione. La cippatura del materiale viene realizzata sul piazzale durante la stagione di funzionamento degli impianti (Foto 3). Una certa quantità di cippato pronto viene stoccata per far fronte a emergenze (es. nevicate) o imprevisto aumento del fabbisogno. La fase di cippatura è contemporanea al carico del container: una volta riempito, con un autocarro viene trasportato il combustibile agli impianti e scaricato nel silos sotterraneo dove è situata la camera di alimentazione della caldaia (Foto 4). La ditta associata al Consorzio, che attualmente cura questo servizio, si è dotata di un vaglio che consente la selezione del cippato


Foto 4 - Particolare dello scarico del cippato.

evitando il conferimento accidentale di grosse porzioni di rami, che nel passato hanno creato qualche inconveniente all’alimentazione. La Comunità Montana ha attualmente in corso di costruzione un terzo impianto, da 1,2 MW in Comune di Masone, l’impianto verrà realizzato con una tecnologia di alimentazione diversa dai due già in attività e questo dettaglio consentirà l’impiego di cippato grossolano. Il triennio di funzionamento, che si conclude con il corrente anno termico ha già fornito una prima serie di indicazioni: • il servizio calore a edifici pubblici crea qualche problema di efficienza agli impianti, sia tecnica che economica, relativamente ai periodi di scarsa o nulla domanda di calore (periodi di chiusura di uffici e scuole); • per affrontare questo aspetto, si sta realizzando un nuovo allaccio a condomini privati che garantirà una maggiore continuità dell’erogazione e maggiore efficienza economica a fronte di costi fissi già ammortizzati; • la resa economica e la sanità del bilancio dell���intera gestione, sono garantiti, ma è da segnalare una sofferenza di liquidità, nei primi anni, legata ai tempi lunghi di restituzione dei crediti d’imposta previsti dalla vigente normativa; • questo modello, locale e di filiera corta, riesce a considerare i vari costi indiretti legati alla gestione delle filiere bosco-energia: manutenzione delle infrastrutture, formazione professionale, pianificazione... che non sono compresi nel costo del cippato, ma sono coperti dalle attività consortili in senso lato. La gestione di entrambi gli impianti in questi primi tre anni è risultata molto distante dalle future condizioni di funzionamento a regime; questo è principalmente dovuto al fatto che si è recentemente ultimata la sperimentazione condotta per ottimizzare il know-how conoscitivo relativo al funzionamento ed alla gestione degli impianti e che i due già realizzati (così come il terzo in fase di realizzazione) sono stati dimensionati in fase di progettazione per poter consentire futuri allacci di nuove utenze (pubbliche e private). Inoltre, il monitoraggio delle prime due stagioni ha permesso di evidenziare le principali criticità dei sistemi e del combustibile impiegato al fine di migliorare i rendimenti complessivi (già migliorati di circa il 20-25% ) e di ridurre i costi di gestione.

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Dossier Sherwood n°141