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Settimanale Indipendente - Anno III numero 01 - sabato 01 gennaio 2011

Il 2011 sia l’anno del risorgimento partenopeo oggi si beve Sabato 01 gennaio 2011

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EDITORIALE

NELL’ANNO CHE VERRÀ…SCENDA IN CAMPO CHI HA ENERGIE NUOVE PER NAPOLI di Paolo Borzillo

“Caro amico, ti scrivo così mi distraggo un po’”. Questi i primi versi di una famosa canzone di Lucio Dalla che immagina di scrivere ad un amico lontano le novità di un nuovo anno perché “qualcosa ancora qui non va”. Ebbene anche noi, in questo nostro primo editoriale del 2011, vogliamo immaginare di raccontare ad un amico lontano ciò che potrebbe accadere nell’anno che abbiamo davanti perché, dopotutto, anche qui qualcosa ancora non và. La prima cosa che, ahinoi, ci porteremo appresso dal 2010 è la monnezza. La strategia imposta dal Governo nell’ultima riunione del 29 dicembre è sempre la stessa. Togliere l’immondizia dalle strade di Napoli obbligando le altre province ad ingoiarla ed individuare nuove discariche, in previsione soprattutto della saturazione di Chiaiano che dovrebbe avvenire entro l’estate. L’annuncio del nuovo sito, secondo quanto dichiarato dal presidente della Provincia, Gigi Cesaro, dovrebbe avvenire entro la fine di gennaio. Mentre sono in molti a vociferare di un colpo di mano su Cava Vitiello a Terzigno, non si esclude la disponibilità di Afragola, zona Gaudello, per un sito di stoccaggio “provvisorio”. Ancora lontani i tempi di una seria calendarizzazione di impianti per lo smaltimento dei rifiuti differenziati o degli impianti di compostaggio. Unico dato certo la realizzazione di una multipiattaforma sperimentale nel comune di Pomigliano. In sostanza, anche se avremo qualche settimana di relativa tranquillità, basterà ogni nuovo possibile intoppo nell’attività delle discariche o degli Stir per determinare la presenza di rifiuti per le strade. Come adesso. “Ma la televisione ha detto che il nuovo anno porterà una trasformazione”, cantava sempre Lucio Dalla, già la televisione, quella controllata da Silvio Berlusconi. Superato lo scoglio della fiducia il Cavaliere non ha certo superato il pericolo della caduta del suo governo. Anzi è sempre più probabile che in primavera si arrivi a nuove elezioni. A meno che il corteggiamento di Berlusconi all’Udc non porti ad un accordo per la sopravvivenza dell’uomo di Arcore, ipotesi scartata per il momento a chiare lettere da Casini, sarà la Lega a staccare la spina. Con tre o con undici voti, Berlusconi afferma di aver “convinto” altri otto deputati a stare con lui, non si possono certo approvare le riforme e come si sa ci sono da far passare i decreti attuativi del federalismo. Ed ecco dunque che potrebbe diventare proprio quel Umberto Bossi, definito da Berlusconi fino a pochi mesi fa fedele alleato, l’uomo a decretare la fine del berlusconismo. Gia il federalismo. Il disegno di

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legge che determinerà il nuovo fisco federale comporterà, secondo uno studio condotto dal Partito Democratico, un taglio delle risorse fiscali destinate al sud di quasi 500 milioni di euro. Manco a dirlo, la città capoluogo più penalizzata sarà Napoli che è però la città che più beneficia dei trasferimenti statali. Ma al di la delle cifre, in ballo c’è qualcosa di più grosso. Il federalismo, così come pensato dalla Lega, provocherà la legittimazione legale del divario tra il nord ed il sud del paese. Un fenomeno che si ripercuoterà immediatamente anche sulla spaccatura sociale tra le due parti d’Italia con un immediato, preoccupante, peggioramento delle condizioni di vita dei meridionali che vivono al nord. Il fenomeno razzista esiste, in questi anni non si è mai affievolito e con l’approvazione di una legge che certificherà la sudditanza del sud al nord, rischia di assumere contorni difficilmente prevedibili. Tornando alla canzone di Dalla, c’è poco da esser “contento di essere qui in questo momento”. Neppure le famiglie se la passeranno bene nel 2011. Secondo l’Istat, le famiglie con figli saranno più esposte a situazioni di disagio, rispetto al pagamento di spese impreviste, nell’ordine di 750 euro. La situazione di maggiore vulnerabilità delle coppie con almeno tre figli è confermata anche dal fatto che il 31,5% di esse dichiara di arrivare a fine mese con molta difficoltà, il 7,3% di aver avuto insufficienti risorse per le spese alimentari, il 29,2% per le spese di vestiario e il 22% di quelle che vivono in affitto o hanno contratto un mutuo sono state in arretrato con il pagamento delle rate. Insieme alle coppie con almeno tre figli, si troveranno più frequentemente coinvolte in situazioni di difficoltà economica le famiglie con un solo genitore e gli anziani soli. Il pensiero va alle oltre 4.000 famiglie degli operai della Fiat di Pomigliano ai quali sarà proposta la riassunzione nella Newco che dovrebbe guidare la produzione della Panda nei prossimi anni con soli 30 euro di aumento mensile a fronte di orari di lavoro prolungabili fino a 10 ore (quindi addio agli straordinari) ed in genere minori tutele sindacali. In pratica un ricatto del signor Marchionne che in cambio del lavoro chiede agli operai di guadagnare di meno, faticare e non lamentarsi. Una situazione comunque incandescente ed in evoluzione, come confermato dallo sciopero di otto ore proclamato dalla Fiom – che non ha firmato l’accordo del 29 dicembre – per il 28 gennaio prossimo. Da ora e fino a quella data si rinnoveranno i soliti ricatti dei capireparto e dei sindacalisti a non aderire perché

sennò “l’azienda si vendicherà”. Un clima di repressione in cui i nostri metalmeccanici non meritano di vivere, solo perché Marchionne si è messo in testa la scusa che sono scansafatiche per ridurre il costo del lavoro. Ma allora “caro amico cosa si deve inventare per poterci ridere sopra, per continuare a sperare”? Se l’Italia non ride Napoli addirittura piange ed a volte si dispera, ultima nella classifica sulla qualità della vita. Nella nostra città tutti gli standard minimi, conquistati a fatica in quella mitica stagione di inizio anni ’90, sono saltati, compresa la fiducia dei cittadini nella classe politica; ormai completamente delegittimata sia a destra che a sinistra. Per “continuare a sperare”, come nella canzone, qui a Napoli si deve solo scendere in campo. Letteralmente, sul campo di pallone e guardare alla squadra-azienda di Aurelio De Laurentiis che si ritrova quasi in vetta al campionato italiano a lottare con le grandi società del nord dietro le quali ci sono i colossi finanziari. Al di la dei brillanti risultati sportivi, la società di De Laurentiis è un esempio di efficienza, di organizzazione moderna ed efficace. Ci piace, allora, riprendere l’appello che proprio il presidente del Napoli ha lanciato agli imprenditori del territorio. “Napoli merita una sorte migliore di quella che sta vivendo. Ci vuole un grande disegno da realizzare tutti insieme, cioè tutti gli industriali pronti a mettersi in gioco per la città”. Un progetto, nel settore turistico, culturale ed infrastrutturale per cui il patron del Napoli ha fissato anche le quota d’investimento, 300 milioni di euro da mettere subito sul tavolo perché il tempo dell’attesa è finito. “Se la politica vorrà potrà collaborare con noi” ha concluso De Laurentiis. Ed allora anche noi facciamo appello ai Punzo, Lettieri, D’Aponte, Maione, Romeo, Rivelli, Naldi ed ai nomi che a Napoli funzionano perché facciano squadra per dare un segno, non di speranza, ma di sicura affidabilità. “L’anno che sta arrivando tra un anno passerà io mi sto preparando è questa la novità”. Auguri. Settimanale Indipendente - Anno III numero 01


Sabato 01 gennaio 2011

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Il nuovo libro del sindaco: un racconto immaginario tra fantasy ed horror di Zinannute Scanoriu – alunnideltempo@hotmail.it

Non sapevo che il sindaco di Casoria si dilettasse a scrivere brevi racconti nel più puro stile fanta horror, l’ho scoperto ricevendo a casa quel libercolo di appena ventisette pagine che si apre con il faccione da “smile” del primo cittadino con il vestito d’occasione che scrive: «immagino la “nostra Casoria”, penso, prima di tutto, alla sua “rinascita”» e qui io ho subito pensato bene allora si dimette! Tralascio le sviolinate stile Berlusconi di alcune frasi e mi soffermo terrorizzato sulla seguente frase: «Non è mia intenzione fermarmi riusciremo, insieme, a rendere Casoria una città- come è giusto che sia, degna di questo nome» e qui ho ripensato che allora bisogna proprio che si dimetta per raggiungere l’obbiettivo. È solo alle parole finali:« Buon Natale e Felice Anno Nuovo» che ho toccato non solo ferro. Con tutto quello che sta combinando oramai a ridere c’è rimasto solo lui. Voglio complimentarmi soprattutto perché è difficile riportare per iscritto l’orrore della realtà, lo sfacelo della sua amministrazione, il raggiungimento del livello più bassa mai avuto da un’amministrazione comunale di questa città; in alcune pagine, che interessano la cultura, i progetti e alcune sul sociale c’è molto da dire visto che quest’amministrazione ha della cultura lo stesso livello di “conoscenza”, che io ho dell’arabo e del sanscrito. Andiamo subito alla pagina tredici, ci accoglie ancora il suo faccione da “smile” mentre in tenuta casual abbraccia alcune persone in un autobus, la foto é sotto ad un elenco che pubblicizza una serie d’interventi sociali che sono quasi totalmente progetti regionali. Gli altri interventi elencati nella stessa pagina appartengono ai famosi Progetti d’Ambito Territoriale di Riferimento. L’intervento progettuale ha come riferimento

l’intero territorio afferente alla rete del Distretto Scolastico n. 29. Le cedole librarie ad oggi non sono state consegnate, i contributi alle madri nubili neanche, aspetto che mi scrivano tutte quelle famiglie, che hanno avuto accesso a questi contributi e andatevi a leggere come vola alta la fantasia dell’autore nelle altre pagine. Non posso farci niente ma quel faccione da “smile” continua a meravigliarmi per l’acuta, ingegnosa fantasia che ha, corro a pagina quattordici e leggo, che quest’amministrazione: «sta provvedendo al rilascio dei certificati anti – incendio e di

agibilità fondamentali per la sicurezza dei nostri ragazzi ecc..». Gesù, Gesù, Gesù, ma allora sorgono spontanee alcune domande la prima è: le precedenti amministrazioni nella loro follia aprivano le scuole senza i certificati d’agibilità o con certificati appezzottati? Inoltre, quest’amministrazione ha aperto anch’essa le scuole senza gli stessi certificati e quindi ha permesso che le scuole si sgarrupasero definitivamente? I certificati d’agibilità delle scuole sono un dovere delle Istituzioni verso la comunità e non un regalo dell’amministrazione o meglio una carità e qui

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dalla fantascienza siamo passati all’horror. Quello spropositato faccione da “smile” che ogni tanto fa capolino sul libercolo nella sua lungimirante, stabile, corretta amministrazione di questa città ha sbagliato se mi permette solo nel titolo, io a quel libricino stampato con l’assenso della sua maggioranza, costato circa 30mila euro di soldi pubblici, avrei dato un titolo più adatto ad esempio suona bene “La grande illusione”, “Bugie e tradimenti” oppure “L’illusionista o l’autoillusionista”, “Non è vero ma ci credo”, ma non mi sarebbe nemmeno dispiaciuto il titolo dato ad un famoso film “Il grande bluff”. Direttò oggi ti faccio sorridere amaramente lo so, ma tu lo sapevi che quest’amministrazione e cito dal libro di fantascienza del sindaco, a pagina quindici leggo che esistono dei Percorsi di Santità dove egli si fregia della sua partecipazione dopo la Canonizzazione di Giulia Salzano a rendere Casoria un “Polo di cultura e di Santità” (alla conferenza stampa tenutasi nella settimana, che precedeva la salita agli Altari della Salzano, il primo cittadino era l’unica autorità assente, sarei curioso di conoscere i motivi di questa sua assenza), stava forse già preparando il Polo di santità oppure stava preparando questo suo libercolo? È ovvio che il primo vero percorso storico-culturale è stato organizzato dal nostro giornale e da alcuni giovani imprenditori privati locali, che amano la città. Guidato da questo tuo umile cronista il primo gruppo di quarantacinque pellegrini ha camminato tra i vicoli della città, ha visitato le chiese e i pochi monumenti rimasti (dopo il saccheggio urbanistico) o visitabili, sono stati accolti con affetto dagli Istituti religiosi, gli è stata raccontata la storia, la vita e hanno visitato i luoghi dove hanno

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ATTUALITA’ vissuto i Santi e i Beati della nostra terra, senza che nessuna istituzione laica di questo comune abbia alzato un dito per fare qualcosa in favore di questa iniziativa, che continuerà senza bisogno di nessuno di loro. Direttò voglio fare ancora notare a tutti voi, come l’autore del libercolo non conosca la storia di questa città né ciò che Santi e Beati, che qui hanno vissuto e lasciato il loro testamento spirituale e cito a pagina quindici dello stesso libercolo: «Nell’ambito di questa progettualità, lavoreremo affinché le spoglie del Beato Padre Ludovico ritornino nella sua amata Casoria […]». Direttò e qui dovrebbe partire una sonora, grandissima eduardiana pernacchia, perché chiunque ha scritto queste parole ignora il testamento spirituale del Beato padre Ludovico. Egli chiese di essere sepolto e di rimanere a Posillipo, scelse quel luogo perché lo amava al pari di questa città e da persona colta quale egli fu “pausillipon”, era per lui letteralmente ciò che era per i romani «pausa dal dolore», lì si rifugiava nei momenti delle decisioni difficili e amo credere che questo fu il motivo per cui scelse di restare in quel luogo anche dopo la sua morte. Direttò anch’io sto sorridendo, ma di rabbia. Inutile dire che nelle pagine della cultura e politiche giovanili si sono appropriati di convegni e iniziative non prodotte da quest’amministrazione, ma da enti privati e organizzazioni benefiche. Andiamo a pagina venti e ventuno, troviamo alcuni progetti d’intervento e riqualificazione del

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centro storico che comprende la piazza Cirillo e sue adiacenze incluso il bel complesso della chiesetta della Madonna del Carmine, fu presentato sempre dall’amministrazione De Rosa e ripreso dopo la sua caduta dai Commissari con un bando di concorso e oggi si vuol farlo passare spudoratamente per un idea di questa amministrazione? Passiamo alla Torre Direzionale, non è altro che l’ennesimo vecchio progetto, che all’epoca della stessa amministrazione De Rosa fu chiamato di Riqualificazione Area ex Macello. Direttò devo continuare? Sai cosa mi fa paura, mi fa paura il pensiero che quelle cose scritte in quel libercolo lui le creda veramente sue. Direttò, ma quale epoca stiamo vivendo? No perché di epoche brutte ne abbiamo viste tante, ma a questa sempre nello stile fanta horror che nome daresti? Davvero il sindaco crede di farsi bello o di darla a bere a tutti noi scrivendo quelle inutili costose ventisette pagine? Gli consiglio vivamente di mandare qualcuno dei suoi in giro tra la gente ad ascoltare e poi farsi riportare con attenzione di particolari cosa pensa di lui e dei suoi amministratori l’uomo qualunque, credimi smetterebbe di ridere e il suo faccione da eterno “smile” sarebbe più preoccupato. Mi chiedo se in questi sfortunati anni, della sua sfortunata amministrazione, “egli” abbia mai preso per un solo momento coscienza del fatto che se non fosse per chi ha cambiato scanno, per chi ha tradito il

mandato dei propri elettori soltanto per i propri interessi privati, oggi non siederebbe più sulla poltrona di sindaco. Direttò credimi, sono sempre più convinto che a questa città, quest’amministrazione sta facendo un grande favore, gli sta dando una lezione importante, i casoriani stanno imparando che questo è il peggio. I “chiazzieri” bene informati degli umori popolari già accettano scommesse per le prossime elezioni sulla scomparsa definitiva dalla scena politica di moltissimi personaggi di quest’amministrazione. Come il presidente Cossiga consigliò a Prodi di andar per mortadelle e a Berlusconi per tv, così molti di loro verranno rimandati alle loro botteghe e alle loro faccende da bottegai, lasciando però ancora una volta la città sfregiata da scempi urbanistici, da opere mai avviate e da promesse mai mantenute con buona pace di tutti. L’ultimo sorriso amaro, mi viene strappato a pagina venticinque sul presidio Ospedaliero santa Maria della Pietà egli dice che si sta adoperando affinché l’ospedale dei Camilliani sia, a breve pronto soccorso: «vorrei ricordare che la firma apposta sotto il documento è venuta dopo il servizio di Striscia la Notizia e prima ancora scrivono sempre i bene informati dall’aut aut di un consigliere regionale, che fa parte dell’attuale maggioranza e che con un poco di buona volontà potrebbe farci un grande regalo, riconquistando così la stima di molti vecchi amici ed elettori, compresa la mia.

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PARTE SECONDA

UN ANNO CON a cura di Paolo Borzilo

19 gennaio IL BARBARO OMICIDIO DI ANTONIO COPPOLA

L’estate casoriana sarà certamente ricordata per l’omicidio di Antonio Coppola, quarantenne edicolante in via Pietro Nenni, freddato con tre colpi di pistola in pieno volto in una mattina d’agosto. Secondo la ricostruzione data dai testimoni, tra cui la moglie della vittima, Coppola il giorno precedente l’omicidio aveva rimproverato un uomo intento a rubare dell’uva da un terreno di fronte alla sua edicola. Un barbara ed assurda vendetta di un balordo che ha strappato un padre a tre figli piccoli. Un omicidio che ancora oggi è rimasto senza soluzione, nonostante alcuni mesi dopo sia comparsa, dai una vicina telecamera di sicurezza di un’azienda della zona, un fotogramma di colui che potrebbe essere un testimone oculare. Davanti all’edicola poche ore dopo l’omicidio c’è stato qualcuno che ha anche poggiato una rosa: “Ti ricorderemo come una persona disponibile ed affettuosa - si legge nel biglietto - sarai sempre nelle nostre preghiere. I tuoi vicini”.

Settembre NUOVO ANNO SCOLASTICO CON LA S. MAURO E LA CIMILIARCO CHIUSE

Il nuovo anno scolastico si apre con ancora i due importanti edifici scolastici chiusi perché inagibili. La burocrazia e l’inerzia di una amministrazione inefficiente non hanno consentito di utilizzare i mesi estivi per riportare agli alunni il pieno diritto allo studio. Alla riapertura dell’anno scolastico risultavano inagibili anche: la palestra, il teatro ed alcune aule della scuola media BAR TABACCHI

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King. Proprio la scarsa attenzione alla sicurezza degli edifici scolastici è uno dei grandi nei dell’amministrazione guidata dal sindaco Ferrara. Il quale su questo punto, ha collezionato una figuraccia annunciando l’inizio dei lavori alla S. Mauro entro il 15 novembre mentre gli stessi sono iniziati solo il 22 dicembre, per terminare all’inizio del 2012. Ancora in corso invece la gara per i lavori alla Cimiliarco, ad oltre due anni dalla chiusura della scuola stessa.

Settembre SCOPPIA LA PROTESTA CONTRO LA CENTRALE DI BIOMASSE

All’inizio di settembre la grana “biomasse” scoppia in tutta la sua gravità. La grande mobilitazione dei cittadini porta a celebrare, il 9 settembre, un Consiglio Comunale in cui il sindaco e la maggioranza sono costretti ad approvare una delibera d’indirizzo in cui si manifesta la volontà di chiedere alla Regione Campania il riesame dell’autorizzazione emessa per la centrale alla Cittadella. È l’inizio di un lungo braccio di ferro del comitato dei cittadini contro un tentennante sindaco che non vuole ammettere di aver autorizzato lui la centrale. Ciò fino ad un infuocato nuovo Consiglio Comunale del 16 novembre in cui il sindaco ha dovuto accettare di emettere una ordinanza contro l’apertura della centrale. Una posizione ambigua quella di Stefano Ferrara, confermata anche dall’assenza del primo cittadino alla riunione che egli stesso aveva chiesto alla Direzione regionale competente per ridiscutere del decreto di autorizzazione. Una vicenda che certamente avrà nuovi sviluppi nel 2011, specie davanti alla ventilata volontà dell’Arin di iniziare i lavori.

3 ottobre LA LEPORI CONQUISTA LA SERIE A DI CICLOTURISMO

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LALTROLATO cicloturismo, disputata a San Salvo Marina nei pressi di Vasto, ha conquistato uno storico piazzamento che gli consente di approdare alla categoria A del ranking nazionale. Una grande soddisfazione per tutti gli aderenti alla società ma anche una responsabilità, per il presidente Nunzio Cimmino e per i suoi, verso una stagione 2011 che sarà più impegnativa e speriamo ricca di nuovi traguardi.

Ottobre / dicembre RITORNA L’EMERGENZA RIFIUTI

Quella dell’emergenza rifiuti e senz’altro la pagina più triste dell’intero anno 2010. Il “miracolo” del premier Berlusconi e del centrodestra campano è durato solo due anni, il tempo di saturare la discarica Sa.Ri. di Terzigno e l’intera provincia di Napoli ripiomba nell’emergenza rifiuti. La protesta della gente scoppia quando si paventa l’apertura di una nuova discarica, questa volta in pieno Parco Nazionale del Vesuvio. Proteste, scontri, più volte si sfiora l’irreparabile, fino a quando il Governo non è costretto a fare marcia indietro riaprendo vecchi invasi già saturi. È l’inizio della catastrofe, con nuove tonnellate di rifiuti per le strade, a Casoria come a Napoli, soprattutto il capoluogo e nuovamente mortificato da immagini che fanno il giro del mondo. Nuove promesse miracolistiche del premier Berlusconi ma questa volta non gli crede più nessuno. Non parte mai realmente la raccolta differenziata, non si avviano impianti di smaltimento fatti seriamente, all’emergenza non c’è soluzione, almeno non ancora.

17 ottobre GIULIA SALZANO È SANTA

Il 17 ottobre 2010 sarà scritto per sempre come un giorno storico per

la città di Casoria. Suor Giulia Salzano è proclamata Santa da Benedetto XVI nel corso di una solenne cerimonia in piazza S. Pietro. La catechista, la donna che si fece monaca per abbracciare fino alla fine l’insegnamento della dottrina cristiana, è Santa. La città la ricorda in molteplici eventi ma soprattutto nell’abbraccio commosso della gente che almeno nei fulgidi esempi di rettitudine cristiana ritrova una speranza per il vivere quotidiano. La Salzano, infatti, visse in odore di santità ma fu donna, immersa nel territorio e nei suoi problemi. Un esempio anche per la Chiesa attuale. In suo onore anche l’intitolazione della piazza antistante il convento dell’istituto delle Suore Catechiste del Sacro Cuore da lei fondato.

24 ottobre I DISAGI DEI PENDOLARI ALLA STAZIONE DI CASORIA

Il nostro giornale, attraverso i suoi validi collaboratori, denuncia per la prima volta il pessimo stato dei servizi ferroviari alla stazione di Casoria. Nessun investimento sulla sicurezza, infrastrutture abbandonate e ciò che fa incavolare di più i pendolari corse di treni tagliate, in ritardo e sempre affollate. Da dicembre in vigore il nuovo orario, nettamente penalizzate per la linea ferroviaria che storicamente rappresenta il collegamento principe dei giovani universitari della città.

26 ottobre FINISCE NEL SANGUE UNA RAPINA ALL’UNICREDIT DI CASORIA

Due guardie giurate morte e un cliente ferito per una rapina da 120mila euro compiuta alla filiale Unicredit di Casoria. L’assalto al portavalori

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della banca di via Marconi è il più clamoroso episodio di cronaca in uno scenario cittadino di assoluta anarchia nei controlli e nella sicurezza. La mattina del 26 ottobre a cadere sotto i colpi di tre rapinatori è stato Gerardo Citarelli, 43 anni, trovatosi davanti al fuoco dei fucili kalachnikov usati per far irruzione nella banca. L’altra guardia giurata, Pino Lotta di 32 anni morirà pochi giorni dopo a causa delle gravi ferite riportate ad una gamba. Ferito in maniera non grave uno dei clienti che si trovava allo sportello. L’episodio oltre a destare sconcerto in città ha aperto drammaticamente la problematica dei tanti vigilantes privati che rischiano la vita quotidianamente.

6 novembre TOMMASO CASILLO ADERISCE ALL’API DI RUTELLI

coloro che hanno il mandato di gestire e risolvere i problemi inerenti la scuola di Casoria. Il Madrinato S. Placido che ospita, per altre emergenze venutesi a sedimentarsi nel corso degli ultimi anni, parte del V° Circolo Didattico, del I Circolo Didattico e del Liceo Gandhi, è stato sgombrato la mattinata del quattro novembre per problemi strutturali. Un pilastro, al pianterreno dell’edificio C, mostrava dei preoccupanti rigonfiamenti. Un provvedimento dovuto che getta ancora una volta per dieci giorni la platea scolastica nel caos ed evidenzia tutta la pochezza degli amministratori che davanti alle legittime rimostranze dei genitori degli alunni non sanno fare altro che venire fuori con nuove promesse non mantenute.

20 novembre LA DENUNCIA PER UNA CITTÀ SENZA SEMAFORI

Tommaso Casillo popolare leader socialista della città dopo una storia personale e politica costruita nelle file del partito socialista aderisce al movimento Alleanza per l’Italia, fondato da Francesco Rutelli. L’annuncio in una affollata conferenza svoltasi all’hotel Ramada di Napoli. Con Casillo passano all’Api il consigliere provinciale Enzo Carfora e la consigliera comunale Luisa Marro. Per Casillo si tratta di un ritrovato stimolo a fare politica attiva in una veste nuova, come egli stesso dichiarerà in una lunga intervista a Laltrolato, di promotore della crescita di giovani che vogliano impegnarsi per una città più ordinata, sicura, moderna e con un chiaro sviluppo produttivo.

Proseguono le inchieste de Laltrolato sui grandi problemi della città. Sabato 20 novembre è la volta della denuncia sui semafori spenti in città. Solo alcuni anni prima, quando a governare c’era il centrosinistra, erano stati il fiore all’occhiello della città, la prima ad istallare le fotocamere agli impianti semaforici per scovare i trasgressori. Poi l’oblio, il degrado e l’inesorabile spegnimento dei semafori quando, dopo il 2008, a governare al città è stato chiamato il centrodestra. Grande delusione di una generazione che cercava il cambiamento.

6 novembre RIAPRE LA BIBLIOTECA MA È POLEMICA

20 novembre IL BASKET IN CIMA AL CAMPIONATO

Poteva essere un grande evento per la cultura casoriana ed un episodio per lenire il clima di scontro sociale e politico in città. Invece l’inaugurazione dei nuovi locali della biblioteca in via Aldo Moro, per volere di una parte dell’amministrazione diviene nuovo terreno di scontro politico. Il motivo: l’assenza pressoché totale dei libri. Solo poche decine per una biblioteca che invece dovrebbe contarne migliaia. È solo grazie ad un gruppo di cittadini, coalizzatisi mediante facebook, che si riescono a “scovare” circa 1500 libri conservati, per fortuna con cura, dall’Aias di Casoria. Tuttavia resta la pregevole fattezza dei locali che si spera diventino il centro di fermento culturale della città. Anche se per esserlo, bisogna rammentarlo agli amministratori attuali, dovranno essere luogo d’unione e non di divisione.

13 novembre CHIUDE ANCHE IL MADRINATO È EMERGENZA SCUOLE

Piove sul bagnato. Ancora una volta una brutta tegola cade sulla testa di

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La Polisportiva Casaurea, grazie alla vittoria nel derby contro il Nola, sale in vetta alla classifica del girone B della serie D del basket campano. Un primato che i ragazzi di mister Luca Lombardi sapranno consolidare durante il resto del girone d’andata del proprio campionato. Alle viste una probabile promozione che rappresenterà una nota positiva per la città.

27 novembre IL COMANDANTE IMONDI LASCIA LA POLIZIA MUNICIPALE

Bufera sulla Polizia Municipale per le dimissioni del comandante Raffaele Imondi. L’ex generale dei Carabinieri, chiamato dal sindaco Ferrara in persona per risanare le sorti del settore più inviso della macchina amministrativa casoriana, lascia perché vittima

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ATTUALITA’ dell’eccessiva politicizzazione dei vigili urbani. Pesanti i suoi riferimenti a presunti illeciti compiuti per impedire il concorso per ufficiali ed i suoi giudizi sui quadri intermedi in servizio presso il corpo. Un fallimento pesante per Stefano Ferrara.

27 novembre LO SCANDALO DELLE LUMINARIE

È scalpore in città per la decisione del sindaco Stefano Ferrara di spendere circa 96mila euro per le luminarie natalizie. La città è stretta dalla criminalità, padrona è la camorra, le famiglie stentano a sopravvivere, i giovani sono senza lavoro, le strade sono piene di rifiuti ed il sindaco che fa spende migliaia di euro per illuminare la città. Il primo dei disastri amministrativi di questo fine 2010.

11 dicembre PRIME VISITE GUIDATE PER I TURISTI A CASORIA

L’anelito di entusiasmo derivato dalla canonizzazione di madre Giulia Salzano ha portato i suoi benefici in coloro che veramente amano la città e non vanno solo in cerca di vetrina. Grazie all’iniziativa del responsabile delle pagine culturali de Laltrolato, Nunzio Rusciano, un gruppo di sessanta turisti provenienti da diverse zone dalla Campania ha compiuto un percorso guidato tra i luoghi simbolo della città. Successo per l’evento, soddisfazione

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per i turisti ma anche tanta curiosità tra la gente dei vicoli che si è vista, per la prima volta, in casa i turisti.

14 dicembre LA FIDUCIA C’È MA PROSEGUE L’EMPASSE POLITICA DEL PAESE

Il Governo di Silvio Berlusconi ottiene al fiducia in entrambi i rami del Parlamento ma l’Italia ancora non esce dal clima di paralisi politica che la attanaglia dal mese di luglio. Esce sconfitto, ma non domo, il presidente della Camera, Gianfranco Fini che aveva sfidato il cavaliere per la dispotica gestione della politica messa in atto. Troppo risicati i numeri del Governo per non lasciar pensare ad imminenti elezioni nella primavera del 2011.

19 dicembre CELEBRATA LA 9^ EDIZIONE DELLA CASORIA CORRE

Una mattina fredda ed umida non ha impedito ad oltre 700 podisti di animare al nona edizione della Casoria Corre, la popolare corsa di dieci chilometri che si svolge lungo le strade della città. L’evento, promosso dalla Podistica Casoria, ha visto la collaborazione determinante della Protezione Civile cittadina. Ricchi i premi ai vincitori.

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ATTUALITA’

Tempo di bilanci per l’anno trascorso e di buoni propositi per quello che verrà… di Rosa Davide

Anche quest’anno sta finendo ed è ormai tempo di bilanci. Prima di stappare lo spumante e di brindare all’anno che verrà, ognuno di noi è portato a ripercorrere, attraverso un veloce flashback mentale, tutti gli eventi che hanno segnato nel bene e nel male il nostro 2010. Siamo davvero diventati migliori? Siamo riusciti a raggiungere quegli obiettivi che ci eravamo prefissati? Abbiamo intrapreso quel viaggio che progettavamo da sempre? Abbiamo saputo dire sì o no al momento giusto? Impossibile non pensarci e tirare le somme in fretta e furia prima di formulare tanti buoni propositi per il nuovo anno. Questo 2010 si sa non è stato l’anno perfetto, anzi. Una crisi economica dalla quale si stenta a riprendersi, disoccupazione in crescita e sempre più incertezza per il futuro. E andando più nello specifico, considerando quella che è la nostra realtà quotidiana, i problemi sono tutt’altro che pochi : strade in rovina (caratterizzate da buche, crepe e tombini che sporgono); cumuli di immondizia ; raccolta differenziata ancora inefficiente. E con gli esempi si potrebbe continuare ancora a lungo … Molti di questi problemi derivano

NAPOLI CASERTA SALERNO CASORIA Sabato 01 gennaio 2011

probabilmente da quella che è la mancata realizzazione di quelli che erano i ”buoni propositi” dell’anno precedente. Molto spesso infatti, si tende a dimenticare tutto ciò che era scritto nella lista dell’anno prima e a procedere senza avanzare nella realizzazione di obiettivi concreti. Di solito funziona più o meno così: nel periodo delle festività natalizie si prende il fatidico foglio bianco ( o magari, anche se è un po’ più

costoso, si fa stampare un bell’opuscoletto con immagini e foto) e si inizia a scrivere “quest’anno farò …” dopodiché, passati i primi giorni di euforia, si ripone la lista in un cassetto in attesa di riprenderla a dicembre per controllarla, e si riprende la routine quotidiana, per arrivare poi a fine anno e accorgersi di non ricordarsi neppure ciò che si era scritto su quella lista. Il

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motivo principale di tutto ciò è il fatto che non si dedica abbastanza tempo, né durante l’anno né a fine anno, a monitorare e a fare un bilancio “vero” di ciò che si sta facendo. Occorre dunque monitorare costantemente quel che si fa e pianificare costantemente ciò che si vuol fare, per evitare di ritrovarsi ogni anno con la stessa lista di cose non fatte e con la stessa lista di cose da fare. Ci auguriamo per l’anno che verrà di guardare la nostra città con occhi diversi, con occhi di giovani che vogliono costruire il loro futuro qui. Vogliamo una città della legalità, della cultura e della trasparenza amministrativa. Vogliamo che i cittadini siano partecipi alle scelte amministrative, in una cornice di regole chiare, che non lascino spazio agli abusi. Vogliamo una città dei diritti, non dei privilegi. Una città delle pari opportunità, non degli abusi di potere. Per raggiungere questi obiettivi, bisogna rendere la città più vivibile, attraverso un assetto urbanistico nuovo e un sistema di trasporti pubblici efficiente. Vogliamo unire le forze, includere le energie, coinvolgere le persone. Ecco quali sono i nostri buoni propositi per l’anno che verrà.

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REALTA’ POSITIVE

Padre Ludovico Santo subito di Brunella Guadagno

È l’auspicio scaturito da un riuscito convegno tenuto il 17 dicembre scorso nel suggestivo scenario della Basilica Pontificia di San Mauro. Voluto dal Preposito Mauro Zurro, e dal Presidente della Pro-Loco casoriana Gianni Bianco, il convegno nonostante la fredda serata di dicembre - ha visto la partecipazione di oltre 200 persone. A testimonianza dell’affetto che lega i casoriani alla figura del frate santo, che possiamo definire, senza ombra di smentite il San Francesco di Casoria. Ricco e variegato il tavolo dei relatori moderati dal giornalista casoriano Giuseppe Storti. Ecco i nomi: lo storico nonché scrittore e giornalista locale Giuseppe Pesce, Pasquale Longhi medico, appassionato di storia locale e animatore delle attività parrocchiali, Mauro Nemesio Rossi: altro storico, scrittore giornalista, ma soprattutto discendente di una casata nobiliare casoriana che ha attraversato parecchi secoli della gloriosa storia della nostra città. Infine il sacerdote Antonio Paone, che si occupa in particolare delle cause di canonizzazione presso la Curia partenopea in qualità di postulatore. Padre Zurro in apertura ha presentato l’iniziativa che vuole essere solo l’inizio di un cammino da percorrere con l’aiuto di tutti i casoriani, per valorizzare sempre di più la figura di questo nostro concittadino: al secolo Arcangelo Palmentieri, ancor’oggi poco conosciuta e studiata. Quindi nella breve presentazione del

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convegno il giornalista Storti ha inserito idealmente la manifestazione, nel Giubileo della speranza inaugurato pochi giorni prima dal Cardinale Metropolita Sepe: quale motivo di speranza per la città di Napoli scossa da emergenze croniche che ne devastano l’immagine e la qualità della vita. Anche per Casoria - ha concluso Storti - questo convegno può rappresentare l’inizio di un cammino per una nuova primavera della città, soprattutto se i valori guida di padre Ludovico: istruire, educare servire saranno presi ad esempio dell’azione quotidiana di tutti. Veramente interessante è stato l’intervento dello storico Pesce, che ha delineato la figura di Padre Ludovico che oltre ad essere un matematico, ed un fisico era anche un giornalista. Protagonista di mille battaglie finalizzate a trovare finanziamenti per le sue case di accoglienza dei senza voce: gli indigenti dell’epoca. Ben 202 strutture di assistenza furono create grazie all’infaticabile opera del frate Santo. Un’ instancabile

azione di evangelizzazione che arrivo’ fin nell’africa, da quei “moretti” che egli tanto amava. Interessante l’intervento di Rossi, che ha descritto la Casoria dell’800: quella ridente e lussureggiante cittadina in cui era nato Padre Ludovico. Il tutto condito da ricordi e testimonianze tratte dal vasto repertorio della sua storia famiglia casoriana. Quindi l’intervento di Longhi che ha trattato in maniera semplice ma efficace del tema della carità che sgorgava dal cuore e dall’azione di Padre Ludovico. In ultimo l’intervento di Padre Antonio Paone, che ha chiesto a tutti di pregare per Padre Ludovico e di testimoniare il proprio affetto verso una figura veramente importante nell’ambito della Chiesa universale. Padre Ludovico fece il primo miracolo- ha concluso il sacerdote- appena tre giorni dopo la sua morte, il 30 marzo del 1885. Ma la sua beatificazione è avvenuta nel 1993: oltre cento anni dopo ad opera di Giovanni Paolo II. La conclusione del giornalista Storti per i ringraziamenti e per lanciare una proposta: la nascita prossima di un comitato aperto all’intera Città per valorizzare la figura del Frate casoriano, diffondendo le sue opere e la sua straordinaria vita di avventuriero dell’amore. Con una sola speranza nel cuore che accomuna tutti i casoriani: quelli veri, ovvero che Padre Ludovico da Casoria sia Santo subito!

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CULTURA

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SECONDA PARTE

I Re Magi… tra mito e leggenda di Zinannute Scanoriu

Gaspare, Melchiorre e Baldassarre sono i nomi con cui sono conosciuti da tutti i Magi, in Egitto in un monastero copto, alcune antiche immagini rappresentano Melchior (dall’aramaico Melech – signore, re) come il più anziano dei tre, Gaspar (signore di Saba, in greco veniva chiamato Galgalaq) ed infine Baldassarre (Balthazar, il leggendario re Babilonese), ma quali prove abbiamo? Da quale città sono partiti: da Saba, da Sawah città della Persia o come vogliono gli ultimi studi da “Ubar”? Altro elemento magico di questa storia risiede nel numero dei giorni che occorsero ai tre magi per percorrere la distanza che li separava da Betlemme, gli studiosi parlano di “tredici” giorni ed è inutile dirlo anche questo numero ha un preciso significato esoterico, è il numero sacro alla divinità lunare ecco perché è stato trasferito nella leggenda, verrà demonizzato in seguito: il numero in cui c’era Giuda, che tradì Cristo, la Cabala definiva il tredici spirito del male, i cavalieri ed il mito di Camelot, Artù tradito da Mordred, e potrei citare altrettanti miti popolari o credenze in cui questo numero viene ritenuto iettatorio. La domanda finale che ancora dobbiamo porci è che “tredici” giorni non sarebbero bastati a ricoprire la distanza tra l’Iran e la Palestina a dorso di cammello. I numeri assumono nelle leggende e nei miti un’importanza assoluta, che servono ai credenti per dare conferma e valenza di storia ad un mito, mentre altri ne fanno un semplice studio di testi poetici, infine i cultori dell’esoterismo non solo orientale vi leggono un complesso simbolismo magico. Suppongo che questi motivi bastano da soli per giustificare il silenzio intorno alla possibilità che sia esistito un quarto re mago, la leggenda è stata raccontata per anni dal pastore americano Henry L. Van

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Dyke (1852 – 1933) e dal tedesco Edzard Schaper, che si è ispirato ad una leggenda ortodossa russa. Il quarto re mago secondo un’altra leggenda era Taor MaleK, principe di Mangalore, che tenterà di unirsi agli altri Magi e li rincorrerà arrivando sempre troppo tardi fino a perdere l’incontro a Betlemme e andrà vagando fino al venerdì santo, ma di questo ho parlato all’inizio. Abbiamo ancora un altro elemento che accomuna i racconti di un mito o di una leggenda, il modello di scrittura la “steganografia” dal greco gràfein scrittura e stèganos nascosto, una tecnica usata per nascondere messaggi e inviare messaggi tramite l’uso di linguaggi “magici” a cui si poteva accedere solo se si era in

possesso della chiave di lettura, era un modo per scambiarsi conoscenze o tramandare ai soli “iniziati” miti e religioni a volte proibite. Alcuni racconti vogliono che Gesù nasca in una grotta, altri in una stalla, per moltissimi credenti non c’è differenza, entrambi però sono ricoveri per gli animali, la grotta è legata all’utero e ai culti ctonii (dal greco Ctonie – sotterra), Mitra, Minosse e Dioniso nascono nella grotta, tutti questi miti nascono intorno ad un solo “modello narrativo”, il matrimonio fra due divinità che raffigurando usi tradizionali umani, rappresentano la fondazione di un diritto o ordine cosmico. Altro elemento che accomuna molti miti

riguarda la stella: “..dove è nato il re dei Giudei? Perché abbiamo visto la sua stella in Oriente e siamo venuti ad adorarlo..”. Queste sono le parole che i misteriosi Magi ripetono continuamente, gli astri da sempre hanno affascinato gli uomini, la loro luce (il bene) squarcia l’oscurità (il male) eterna espressione della lotta tra luce (conoscenza) oscurità (ignoranza). Nell’antichità era il cielo a parlare, a guidare gli uomini con i suoi segni, i fenomeni celesti venivano interpretati e da loro si traevano auspici. Immaginiamo poi l’apparizione di una cometa (su queste teorie dovremmo dilungarci con Keplero e altri studi) fu avvertita come un “prodigio”, qualcosa di misterioso che annunciava il “tempo nuovo”, la volontà divina, ed è sempre e solo Matteo a mettere in relazione la stella con la nascita di Gesù. Anche oggi si rafforza sempre di più il mito, che la razza umana provenga dalle stelle (e non siamo lontani dalla verità, se davvero una frammento stellare milioni d’anni fa schiantandosi sul nostro pianeta ha portato quell’ultimo elemento, che ha innescato il processo della vita) ora se la stella sia o no un fatto reale non saprei dirlo, ma la stella, la “cometa” è il centro o se vogliamo il punto intorno a cui si è poi tessuta la trama del racconto. Luca, Matteo, Marco e Giovanni danno diverse interpretazioni sul luogo della nascita, mentre i primi due collocano la grotta a Bethlaem i secondi a Nazareth, le due località sono troppo distanti tra loro allora viene fuori Bethelem Haglilit a pochi chilometri da Nazaret, sono così appianate tra gli evangelisti sinottici, divergenze e fonti storiche, poi si scoprirà più tardi, che a Bethelem si adorava AdoneTammuz, divinità arborea legata alla grotta ed al ciclo di morte e resurrezione, che richiama inevitabilmente la vicenda terrena, al mistero di Gesù. Ecco costruito il mito – leggenda, Settimanale Indipendente - Anno III numero 01


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un Dio nato da una Vergine in pieno solstizio d’inverno (il 25 dicembre fu una data di compromesso) e che resuscitando all’equinozio di primavera diventerà senza alcun dubbio l’equivalente di tutte le divinità solari “dies natalis solis invicti - giorno di nascita del Sole Invitto ” e spostando la sua venuta pochi giorni dopo il 21 dicembre non si confonderà con nessun altro. I re Magi restano le figure che continuano ad affascinare gli studiosi di miti, erano davvero Re? Appartenevano davvero ad una classe colta, erano dei saggi, che godevano di una posizione di privilegio oppure appartenevano ad un ceto sociale alto dell’antica Persia? Una tavoletta a caratteri cuneiformi detta di “Sippa” racconta la Storia dei Magi, le ipotesi sono molte, alcuni studiosi li collocano in un ambito sciamanico – sacerdotale dedito al culto del dio iranico Ahura Mazda, altri credono che fossero astronomi – astrologi riconosciuti anche dai greci − makoi o − magoi, ancora − Magousaioi; nel VII secolo erano conosciuti anche con il nome di Magiu o Hashishin e in india Yâtucân, perché non ritornarono in Persia e perché furono seppelliti a Costantinopoli in un’unica tomba resta ancora un mistero. La leggenda vuole che S. Elena (257-330 d.C.), madre dell’Imperatore Costantino, oramai anziana, a quasi ottant’anni, pervasa da un grande ardore religioso intraprendesse un pellegrinaggio nei luoghi Santi della Palestina. Potendo disporre di grandi mezzi e grazie anche alla sua importanza regale, riuscì ad avere i corpi mummificati dei tre Magi in cambio di alcune reliquie di San Tommaso. I corpi dei tre Magi, furono sistemati nella cattedrale di S. Sofia in Costantinopoli, in una grande arca di pietra fatta costruire appositamente. Una tradizione popolare vuole che tali reliquie giungessero a Milano da Costantinopoli, nella loro pesante arca, su un carro trainato da buoi, come dono personale dell’imperatore. (CONTINUA)

Angolo Poetico

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SCUOLA

SCUOLA MEDIA CORTESE IL DESIDERIO DI UNA SCUOLA PIÙ SICURA di Luisa Marro

È una serena mattinata di dicembre quando mi reco alla sms “Nino Cortese” per incontrare il nuovo preside della scuola intento nel suo lavoro quotidiano. e’ una persona molto distinta, elegante nei modi, avulso da certe dinamiche territoriali ma forte e determinato nell’affrontare le problematiche scolastiche che non attengono strettamente solo quelle di tipo didattico-educativo. La conversazione con il dirigente dott. Giovanni Liccardo, ha avuto come tematica principale il rapporto della scuola sul territorio, e cioè come dal 1974, ovvero con l’introduzione dei decreti delegati, sia cambiato l’approccio dei genitori nei confronti della istituzione scolastica. le tematiche affrontate traggono spunto dalla lettera di denuncia delle fatiscenti condizioni dei due plessi della scuola media “Nino Cortese” scritta dai genitori degli alunni in data 7 dicembre 1. DEWEY, PEDAGOGISTA E FILOSOFO AMERICANO, NEL 1916 SCRIVEVA: “LA SCUOLA STESSA DIVENTA UNA FORMA DI VITA SOCIALE, UNA COMUNITA’ IN MINIATURA, UNA COMUNITA’ CHE HA UN’INTERAZIONE CONTINUA CON ALTRE OCCASIONI DI ESPERIENZA ASSOCIATA AL DI FUORI DELLE MURA DELLA SCUOLA”. EVIDENTEMENTE MOLTO PRIMA DEI NOSTRI D.D. DEL 1974 IL PEDAGOGISTA AVEVA COLTO IL VALORE DELLA PARTECIPAZIONE ALLA VITA SCOLASTICA. CHE INTERPRETAZIONE NE DA’ LEI DA PERSONA DI SCUOLA? I genitori devono essere assolutamente coinvolti in questo processo di partecipazione, essi sono una parte importante nell’educazione e nella scuola, il dirigente non è dittatore assoluto che decide per conto suo. Il genitore deve entrare sempre più nella scuola, fino al limite delle proprie competenze. La scuola è una parte della realtà, non è un’isola felice a sé stante; nella scuola non si può utilizzare un linguaggio diverso da quello usato in strada proprio fuori la scuola. Qui alla “Nino Cortese” i genitori stanno acquisendo sempre più consapevolezza che possono partecipare molto attivamente alla vita scolastica, che le loro voci vengono ascoltate; per questo hanno insieme deciso di scrivere la lettera in questione. 2. PRESIDE, LEI SI RITROVA PER IL PRIMO ANNO AL TIMONE DELLA SCUOLA MEDIA “NINO CORTESE. QUALI SONO STATE LE SUE PRIME IMPRESSIONI? Per quanto mi riguarda, da quando ho preso possesso di questa scuola, il 1° settembre, ho immediatamente toccato con mano le gravi carenze strutturali e soprattutto la scarsissima attenzione da parte dall’amministrazione, tranne poche lodevoli eccezioni, perché di azioni concrete non se ne sono fatte. Abbiamo più volte sollecitato degli incontri con gli amministratori locali. In particolare, nella nuova succursale di Via Puccini, consegnata non più di quattro anni fa, ci sono due aule con quattro centimetri di acqua che sono state sigillate. Al momento nella sede succursale ci sono 20 aule di cui due inagibili, e si stanno utilizzando i laboratori per far fronte all’emergenza. 3. LE SUE SOLLECITAZIONI HANNO RICEVUTO RISPOSTA DA PARTE DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE? Ho avuto rassicurazioni che si stanno impegnando, che stanno preoccupandosi di questa struttura ma ad oggi di azioni concrete non se ne sono fatte. Secondo me, la questione nasce anche dalla mancata

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o insufficiente verifica dei requisiti specifici della costruzione all’atto della sua consegna. Forse chi doveva verificare che la Scuola era stata costruita secondo gli standard richiesti non lo ha fatto convenientemente. 4. I CERTIFICATI DI AGIBILITA’ SONO LA CROCE DELLA SCUOLA CASORIANA. MA NEL CONSIGLIO COMUNALE DEL 16 NOVEMBRE U.S DEDICATO ALLE PROBLEMATICHE SCOLASTICHE, L’AMMINISTRAZIONE HA AFFERMATO DI AVER FINALMENTE RISOLTO IL PROBLEMA, AFFERMAZIONE PERALTRO RIBADITA NEL LIBELLO DISTRIBUITO A NATALE. I certificati di agibilità non sono ancora arrivati. Tra l’altro, ho rifiutato la mediazione che è stata chiesta al Prof. Palladino che mi risulta si firmi ancora come Presidente del Distretto Scolastico da 25 anni, un organo che in tutt’Italia, per decreto del Presidente della Repubblica, è stato soppresso più di dieci anni fa. Nulla da eccepire sulla persona, ma sulla questione sicurezza io non posso riconoscere un’istituzione che non esiste. Il Prof. Palladino è stato incaricato a metà settembre scorso di mediare relativamente al tema della sicurezza e di raccogliere documentazioni varie, ma a lui direttamente io non ho mandato nulla; anche perché non mi risulta che il Sindaco abbia mai delegato per iscritto chicchessia a raccogliere questo dossier, né ha mai trasmesso a noi dirigenti una specifica richiesta in merito. 5. COSA LAMENTA IL GENITORE DELLA “NINO CORTESE”? Mancano sedie e banchi, le pareti sono sporche e con muffa, ci sono infiltrazioni di acqua nella sede centrale e in succursale, le aule sono piccole con vetri rotti, l’impianto elettrico è mal funzionante e pericoloso, non c’è manutenzione ordinaria, non c’è nessuna vigilanza all’entrata e all’uscita degli alunni per prevenire i molti atti di bullismo che si verificano, nessun interevento di prevenzione della sosta selvaggia di auto e motocicli nei pressi degli accessi alla scuola, nessun controllo. 6. QUAL E’ IL SOGNO DEL GENITORE DELLA “NINO CORTESE”? Avere una scuola moderna, bene attrezzata, adeguata a quelli che sono gli standard previsti per una società evoluta, una scuola dove il ragazzino viene e trova una sede vera. Una scuola dove si sta bene e si trascorre serenamente il tempo-scuola. Una scuola pubblica, perché tale è la nostra scuola per cui paghiamo le tasse e per cui dobbiamo pretendere dei servizi. Tutto sommato il genitore chiede delle piccole cose, delle cose banalissime che aiutano a vivere in maniera civile. Durante la conversazione con il Preside Liccardo ho rivisitato nella mia mente le altre scuole casoriane. Ho scritto tanti articoli e mi convinco ogni volta che c’è un legame che unisce tutte le scuole del territorio: è il legame della delusione e della rabbia, per i soliti banchi che mancano, per le solite infiltrazioni di acqua,per i soliti cancelli arrugginiti e tetri che ci accompagnano dentro le scuole, per i soliti vetri rotti, per i soliti certificati che mancano, per la solita muffa, per le solite proteste inascoltate dei dirigenti e dei genitori, per le solite promesse mai mantenute, per il solito disinteresse che c’è nei confronti della scuola intesa come edificio e come sede i cultura. Ed io che sono una docente comprendo la delusione, ed io che sono consigliere comunale provo tanta rabbia. Settimanale Indipendente - Anno III numero 01


RIFLESSIONI

IL FEDERALISMO FISCALE: UNA PANACEA O UN PLACEBO? Se ne parla spesso come della soluzione a tutti i problemi. Scopriamo se è vero. di Emanuele Tanzilli

Una parola soltanto, capace di suscitare con la sua altisonanza rigurgiti patriottici e timori reverenziali, una parola dai mille corsi e ricorsi storici, mille significati, mille interpretazioni, una parola che è stata per decenni il cavallo di battaglia dei governi di centro-destra, il leit motiv di ogni propaganda elettorale, la fatidica promessa di un futuro più luminoso e meno indebitato, all’insegna dell’efficienza e della razionalizzazione. Una parola che, agli albori del 2011, è tuttavia ancora solo e soltanto una parola. Come a dire, “Federalismo, questo Carneade”. Eppure, la pluricitata riforma del fiscalismo si presenta, una volta di più, come fulcro e testata d’angolo del programma di governo, sebbene in sostanza all’ordine del giorno in Parlamento siano apparse più spesso le questioni personali del cavaliere che non progetti concreti di attuazione. Nonostante tutto, pare proprio che alla fine anche l’Italia imboccherà la strada già percorsa da Svizzera, Belgio e Germania, diventando uno Stato federale. Ma, al di là di denominazioni vaghe e riassestamenti di là da venire, cosa cambierebbe nel concreto con il federalismo fiscale? Il senatore del PD Marco Stradiotto ha provato a fornire una risposta al quesito, tramite uno studio effettuato utilizzando i dati della Copaff (Commissione Paritetica sul Federalismo Fiscale), che opera per il ministero del Tesoro. I risultati, manco a dirlo, mettono in risalto quella che assumerebbe le forme di una vera e propria stangata per i 92 comuni messi al vaglio. La transizione da un regime di trasferimenti statali ad uno di autonomia impositiva, stando ai dati del 2010, comporterebbe una diminuzione complessiva delle entrate pari a 445 milioni di euro. Non certo bruscolini, ma c’è di più. A risentire maggiormente di questo calo sarebbero principalmente le Sabato 01 gennaio 2011

città del sud, Napoli in testa, con un allarmante -61% pari a 392 milioni di gettito in meno. Ai primi posti della lista, inoltre, L’Aquila (-66%), Messina (-59%) e Potenza (-55%). Discreti benefici giungerebbero, invece, soprattutto a città con una elevata presenza di seconde case, come Olbia, Imperia e Parma, i cui introiti risulterebbero più che raddoppiati. Semplici stime che rendono, ad ogni modo, l’idea di scenari nemmeno tanto futuri, con le relative conseguenze a livello locale. Proviamo ad immaginare, per esempio, quello che potrebbe accadere a Napoli, che attualmente riceve i trasferimenti più alti per singolo cittadino (668 euro a fronte di una media nazionale di 387), in concomitanza con la scomparsa di quasi quattrocento milioni sonanti dalle casse comunali. La situazione la conosciamo tutti: gestioni scellerate degli enti

locali, voragini di bilancio che potrebbero comparire nei titoli di coda di “Profondo Rosso”, filosofia del pressappochismo dilagante. Immaginiamo, quindi, di aggiungere a tutto ciò una diminuzione delle entrate di tale portata. Alternative proponibili, tre: appellarsi a San Gennaro affinché curi miracolosamente i cancri amministrativi eliminando gli sprechi e rendendo sufficiente quello che passa il convento; ammettere l’impossibilità di andare avanti e colare a picco con la nave; aumentare le tasse e/o introdurne di nuove per arginare il disavanzo dirompente. Con uno sforzo di fantasia, non è difficile immaginare quale delle tre opzioni verrà preferita alle altre, a meno di trovare sbrigativamente un modo per trasformare la spazzatura in petrolio. Ironia a parte, è risaputo come ogni riforma sul federalismo debba avere come viatico indiscutibile una sana ed efficiente lotta all’evasione fiscale, perché la correlazione tra autonomia impositiva ed efficacia dei servizi offerti alla cittadinanza possa trovare il giusto equilibrio ed il necessario riscontro con le realtà e le particolarità locali. Invece, l’Italia è il Paese con il più alto tasso di evasione in Europa, e nonostante questo governo si vanti di aver ottenuto i migliori risultati di sempre nel recupero del sommerso (il che, a suon di condoni e scudi fiscali, potrebbe anche essere in qualche maniera folle e distorta rispondente al vero), la situazione debitoria è ancora gravissima ed in crescente peggioramento, e la somministrazione del federalismo come presunta medicina per la cura di ogni male equivarrebbe più o meno ad un’aspirina contro il mal di testa causato da un tumore al cervello. E questa nazione, forse, meriterebbe dei medici meno superficiali. Buon anno a tutti.

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RUBRICA

Nibiru – il pianeta della fine? Zecharia Sitchin è uno scrittore scomparso ad ottobre 2010. E’ stato un grande fautore della “teoria dell’antico astronauta” e ha scritto numerosi testi divulgativi della cosiddetta “archeologia misteriosa”. Sitchin è soprattutto noto per le sue personali interpretazione dei testi degli antichi sumeri, la cui cultura sarebbe opera di una razza aliena detta Nifilim o Annunaki provenienti dal pianeta Nibiru presente nella mitologia babilonese. Ma perché siamo tanti interessati a Nibiru? Secondo diversi autori Nibiru è in arrivo e un corpo celeste delle sue dimensioni produrrà terremoti, eruzioni vulcaniche, inversioni dei poli magnetici, modifiche sostanziali del clima e chi più ne ha più ne metta. Oggi Nibiru spopola su Internet e nei libri che parlano di catastrofismo e anche alcuni programmi televisivi danno una forma di credito a queste particolari teorie sostenendo che il fatidico dicembre 2012 è ormai alle porte. Secondo Sitchin, Nibiru avrebbe un’orbita ellittica molto allungata che lo porterebbe ogni 3600 anni circa nei pressi del nostro pianeta con le conseguenze catastrofiche descritte in precedenza (in verità Sitchin, prima di morire, aveva ricalcolato i passaggi di Nibiru ed aveva concluso che l’ultima visita era avvenuta nel 600 a.C.: un rapido calcolo mostra che stiamo tranquilli per altri 1000 anni!). Tutto questo è sicuramente molto affascinante e di grande presa, ma c’è un grande difetto: non ci sono prove oggettive dell’esistenza di Nibiru e ancora meno dei suoi abitanti (gli Annunaki). Per sua sfortuna Sitchin è stato smentito sia dal punto di vista filologico (infatti negli ultimi anni sono stati compiuti enormi progressi nella

comprensione dei testi sumeri) sia dal punto di vista scientifico perché mancano prove astronomiche e archeologiche degne di tale nome. Un pianeta così grande e così vicino sarebbe sicuramente visibile già ad occhio nudo e i suoi effetti sui pianeti esterni sarebbero già apprezzabili. I sostenitori di Nibiru affermano di averlo fotografato ed esibiscono immagini di punti luminosi nel cielo in prossimità del Sole; peccato che si tratti semplicemente di riflessi interni agli obiettivi (spostando la macchina fotografica si sposta velocemente anche il pianeta!). Qualcun altro ha addirittura ipotizzato che Nibiru si identifichi con Nemesis, una stella bruna o rossastra associata al Sole ipotizzata per spiegare le presunte regolarità delle estinzioni di massa. C’è anche chi accusa gli astronomi di essere al corrente di Nibiru e dei suoi effetti, ma di nascondere la verità per una congiura del silenzio che tenga l’umanità all’oscuro di tutto. Non si capisce però come avrebbero fatto gli scienziati a convincere gli astrofili, persone comuni che scrutano il cielo per passione,

allo stesso silenzio e congiurare così contro il mondo intero. Purtroppo tutte queste credenze sono figlie sia di un sintomo di diffidenza verso la scienza sia di un analfabetismo scientifico, peraltro assurdo visto che il nostro mondo dipende ormai quotidianamente dalla scienza e dalle sue ricadute tecnologiche. C’è una sola cosa da fare: lasciare YouTube e uscire fuori all’aria aperta a guardare le vere stelle. L’astronomia è una delle poche scienze in cui i dilettanti possono contribuire con profitto. Per esempio i nomi delle comete hanno per la maggior parte i nomi di astronomi per hobby. Se siete affascinati dal cosmo provate a puntare un telescopio verso la luna o verso i satelliti di Saturno oppure frequentate gruppi di astrofili, che saranno ben lieti di rispondere ai vostri dubbi. Se proprio vi capita di leggere qualche libro dei catastrofisti fatelo, ma chiedetevi sempre: quali prove scientifiche ci sono nelle loro affermazioni? E provate a rispondere anche a quest’altra domanda: che se ne fanno dei vostri soldi, spesi per i loro libri, se sono convinti che il mondo sta per finire? Qualche problemino. 1) Di due commessi, uno riceve 1000 euro alla fine di ogni mese con l’aumento di 20 euro dopo ogni mese di servizio; un altro riceve 500 euro ogni quindicina con l’aumento di 5 euro ogni quindicina. Chi guadagna di più? 2) “Ho tanti fratelli quante sorelle”. La sorella della persona che ha parlato dichiara: “I miei fratelli sono il doppio delle mie sorelle”. Quanti sono i fratelli e le sorelle? Risposte 1) Il primo guadagna 5 in più ogni mese; 2) 4 fratelli e 3 sorelle

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Settimanale Indipendente - Anno III numero 01


SOCIETA’

ASD WELLNESS ZONE NATALE 2010 DEL MAESTRO MARIO NEL SEGNO DEL “GIOVANOTTO” CICCHELLA ANCORA L’occasione del tradizionale scambio UNA VOLTA SOCIETA’ d’auguri natalizi, per la società Lepori, è stata quest’anno CAMPIONE D’ITALIA 2010 ciclistica l’opportunità di celebrare la carriera di In data 27 novembre al Palasport “San Pietro” di Foligno (Pg) si sono disputate, le Finali Nazionali del 20° Campionato Italiano Cadetti maschile (età compresa tra i 16 e i 17 anni). Alla gara, hanno partecipato 179 Atleti finalisti provenienti da tutta Italia. Dominio assoluto della Società Sportiva A.S.D. Wellness Zone Casoria (Na) che con 31 punti si è classificata al primo posto davanti alla Champion Center ASD Napoli (p.22) , A.S.D. Shirai San Valentino Salerno ( p.20) e Dilettantistica Rembukan Karate Augusta (p.14). L’affiatatissimo gruppo di karate del maestro Mario Cicchella ha sfornato due ori con gli atleti Maresca Luca nei -61 kg (già campione del mondo) e Giovagnoli Fabio nei -50 kg ed un ottimo bronzo di Pupo Davide nei – 55 kg, risultati che hanno permesso allo squadrone casoriano di vincere di nuovo il titolo italiano per società nella classe cadetti. Altri atleti impegnati nella gara distinguendosi con le loro prestazioni sono stati Pinto Luca, Apicella Roberto, Fioravante Luigi, Amore Luigi, Manco Alessia, Valentino Maria Luisa. Tra gli ultimi risultati dell’ ASD Wellness Zone è doveroso sottolineare anche l’argento di Carraturo Emanuele ai Campionati Italiani es/b che si sono svolti a Colleferro il 6 Novembre, ed infine lo splendido oro di Chiacchio Manuela e l’ottimo bronzo di Esposito Marcella nella categoria – 68 kg il 19 dicembre a Colleferro (Roma) alla 21^Finale Nazionale del Campionato Italiano ES/A, medaglie che hanno fatto chiudere in rosa un anno ricco di medaglie e di gloria per il nostro titolatissimo gruppo di karate casoriano. Il maestro Cicchella commenta: “ Sono anni che girando sui tatami di tutta Italia raccogliamo grosse soddisfazioni con i nostri atleti, ragazzi che con umiltà e dedizione si impegnano negli allenamenti che teniamo nella nostra palestra in via A. De Gasperi,11 nei pressi di Piazza S. Paolo, punto d’incontro dove ogni anno insieme a tutto il gruppo aspettiamo giovani leve per stimolarle a fare i primi passi sulla scia solcata già dai nostri campioni, che hanno innescato un vero e proprio ciclo virtuoso, scia che segna un cammino di formazione psico-fisica utile nella crescita di ogni individuo, dal bambino all’adulto”. Sabato 01 gennaio 2011

Aniello Franzese conosciuto dai suoi compagni di squadra con soprannome di “Giovanotto”. Brillante ciclista dilettante, in gioventù Franzese ha conquistato anche la maglia di campione regionale, un successo che nel 2006 è riuscito a rinnovare, sia pure nel diverso contesto del campionato cicloturistico. Al “Giovanotto” la squadra ha voluto donare una targa per celebrarne, oltre ai successi sportivi, anche la brillante personalità e la disponibilità mostrata verso la società. Negli ultimi anni Aniello Franzese è stato infatti segretario organizzativo presso la sede della Lepori in corso Verre.

Buon 2011 Settimanale Indipendente Anno I numero 01 Reg. Trib. Napoli N. del 23/10/2009 - sabato 01 gennaio 2011 Editore Associazione Orizzonti Liberi Direttore Responsabile Paolo Borzillo Redazione Via Pio XII, 80 - 80026 Casoria (NA) - Tel./Fax 0817362661 e-mail: redazione. laltrolato@gmail.com impaginazione e grafica VECAPRINT srl Chiuso in redazione il 29/12/2010 - tiratura 5.000 copie

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