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DOMENICA 17 MARZO 2019

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ANNO XIX - N° 10 - DOMENICA 17 MARZO 2019

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UNIVERSIADE 2019: CANTIERE APERTO PER I LAVORI AL PALACASORIA


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CARMEN PALUMBO

UNIVERSIADI 2019: CANTIERE APERTO PER I LAVORI AL PALACASORIA Il prossimo 3 luglio, come sappiamo ormai da tempo avranno inizio le Universiadi estive 2019 e la regione Campania ha ottenuto per la città di Napoli, la possibilità di ospitare questo importantissimo evento. L’Universiade o Olimpiade Universitaria, è una manifestazione sportiva rivolta ad atleti universitari provenienti da ogni parte del mondo. Il termine “Universiade” infatti, nasce proprio dalla fusione di Università e Olimpiade, due parole che danno luogo ad un principio chiave per ogni forma di sport: l’universalità. Anche Casoria avrà la sua parte in questa grande manifestazione e nel nostro territorio si terranno gare sportive di vario genere: calcio, pallanuoto,

taekwondo. Le gare si disputeranno nello Stadio San Mauro e nel Palacasoria, dove già da diversi giorni sono iniziati i lavori di ristrutturazione, volti a migliorare anche le condizioni delle strade limitrofe. Nel Palacasoria, si dispu-

teranno secondo lo schema delle Universiadi, le gare di Taekwondo. Per i lavori di ristrutturazione ci siamo rivolti all’Architetto Salvatore Napolitano, dirigente del Settore Lavori Pubblici, che ci ha inviato una scheda riassuntiva riguardo agli interventi

previsti per l’edificio. I lavori di riqualificazione prevedono: Riqualificazione degli ambienti destinati agli spogliatoi; Riconfigurazione degli spazi interni che ospiteranno i media, arbitri, assistenza medica, ecc; Riqualificazione degli impianti idraulici; Riqualificazione dell’impianto elettrico; Realizzazione degli impianti di sicurezza antincendio. Oltre a questi interventi interni alla struttura, già sono iniziati i lavori sulle strade limitrofe ed intorno al palazzetto stesso. Vi terremo aggiornati sullo sviluppo dei lavori e naturalmente sull’evento sportivo, tanto atteso.


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ILARIA RICCARDI

UNIVERSIADI 2019 E I LAVORI ALLO STADIO SAN MAURO È noto ormai da tempo, che si ospiteranno a Casoria le Universiadi 2019, per cui sono stati previsti dei finanziamenti per la ristrutturazione delle strutture interessate, ovvero la piscina comunale, il palazzetto dello sport ed infine lo stadio San Mauro. Tutto ciò, oltre ad essere un’opportunità per lo stesso Comune, è innanzitutto un’occasione per lo sviluppo e la promozione dello sport e di conseguenza per i giovani, che per primi beneficeranno dei valori che questo può trasmettere. Il finanziamento allo stadio San Mauro è stato di 1.150.00,00€ . Si tratta di una somma importante, per lavori che dovranno terminare entro Luglio, mese in cui avranno inizio le competizioni. Il dirigente dei lavori Salvatore Napolitano si è astenuto dal concederci un’intervista al riguardo, ma ha inviato alla redazione una scheda informativa, in cui sono elencati tutti i lavori attualmente in svolgimento.

Lavori di riqualificazione dello stadio San Mauro

Sono in corso i lavori di riqualificazione dell’impianto sportivo per ospitare le gare di calcio nell’ambito delle Universiadi 2019, di seguito una sintetica descrizione delle opere in corso: - Sono state smontate le torri faro esistenti, il progetto prevede la realizzazione di nuove torri faro con un impianto di illuminazione per 1000 lux, necessari per le riprese televisive in alta definizione; (il precedente arrivava a 300 lux); - Sono in corso i lavori di riqualificazione degli spogliatoi, è stata realizzata l’impermeabilizzazione delle parti contro terra, non preesistente; si stanno realizzando gli impianti idraulici ed elettrici; - È in avanzata fase di realizzazione la riqualificazione dell’edificio degradato, ubicato nella zona sud; - Sono in corso i lavori per la realizzazione dell’impianto elettrico generale; - È stato effettuato il diserbo del terreno di gioco, preliminare alle lavorazioni che porteranno alla semina, atteso che il campo è previsto in erba naturale, così come previsto dagli standards internazionali; - Sono in corso le lavorazioni per le zone esterne degli spogliatoi.

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6 RITA GIAQUINTO

Ettore De Lorenzo: l’intenso, involontario viaggio di un appassionato giornalista

Curiosità, passione e umanità sono solo alcuni dei tratti più ricorrenti nella personalità del giornalista napoletano del TGR Campania, Ettore De Lorenzo (in foto durante un’intervista a Giorgio Albertazzi) la cui poliedricità raccontiamo, e con molto piacere, ai nostri lettori. Figlio del compianto Dino De Lorenzo che ci ha lasciato poco più di due mesi fa, e che è stato inviato di punta de IL MATTINO, per il quale ha poi diretto, per più di trent’anni, le pagine economiche, Ettore ha inevitabilmente desiderato, sin da piccolo, vivere esattamente la stessa vita del suo papà: girare il mondo e scrivere. Il sopraggiungere della ribellione tipica di quello strano malessere adolescenziale contro ogni ordine costituito, portò poi Ettore a sfuggire al suo destino e a quella che era una vera e propria vocazione. E allora sono arrivate le fughe e i mille mestieri, dal pasticciere al lavapiatti, dal cameriere all’autista, tutte esperienze che, però, lo hanno aiutato a capire che il suo desiderio più grande era proprio scrivere e raccontare. Una iniziale frattura, quindi, che poi, intorno ai ventiquattro anni si trasforma in consapevolezza delle proprie ambizioni. Dopo i primi articoli scritti a sedici anni, con la recensione di dischi e degli artisti degli anni ’80, arriviamo al 1990, quando De Lorenzo diventa professionista al giornale ROMA. Un’esperienza di due anni che terminò a causa del fallimento del quotidiano ma che segnò l’inizio dei

tre, quattro anni più belli della sua vita professionale e che ci facciamo raccontare, ovviamente, dalle energiche note della sua voce da cronista: “Lo ricordo senza dubbio come il periodo più esaltante e più eccitante della mia carriera. Da freelance, con i pochi soldi che avevo, e macchina fotografica in spalla, sono andato in giro per il mondo ad occuparmi di guerre, andando alla ricerca di storie. Sono stato tra i primi giornalisti italiani ad andare in Sudafrica quando, nel 1994, fu eletto Nelson Mandela; mi sono occupato della disperata fuga dei Balseros da Cuba, della guerra in Somalia riportando, poi, le notizie che raccoglievo sui giornali come L’Unità, La Repubblica, Paese Sera, lo stesso Il Mattino. Ed è proprio in Somalia che ho vissuto una esperienza particolarmente toccante di cui non ho mai avuto né la forza, né il coraggio di scrivere : nel campo-base di un villaggio somalo dove stavo con i medici dell’aeronautica Militare per

fornire viveri ed assistenza medica, mi ritrovai, raggelato, tra la disperazione di una mamma, somala, che continuava a chiedere, insistentemente, al medico di salvare la vita al suo bambino che teneva tra le braccia, e il medico che, urlando, mi chiedeva come dire a quella donna che il figlio era morto. Una storia che mi toccò nel profondo e che non seppi mai maneggiare emotivamente. Ma c’è ancora un’altra grande passione che accompagna la vita e la carriera del nostro giornalista, il Basket: “Gioco da quando avevo cinque anni, una grande passione dal punto di vista sportivo. Circa quindici anni fa, si presentò, anche questa volta in modo del tutto casuale, la possibilità di sostituire un collega nella radiocronaca di una partita. All’epoca, Salvatore Biazzo, che era il capo dello Sport al TGR, ci interpellò per una sostituzione, ed io mi proposi per quella che è poi diventata, oggi, una delle parti più importanti del mio mestiere : Radio1 con cui collaboro, mi manda in giro per tutta Italia ogni domenica. Ritengono professionalmente valido il mio lavoro ed io ne sono entusiasta, perché, ti dico, che il mio sogno è quello di andare a fare un giorno un grande evento come le Olimpiadi che sono state, e sono, uno dei sogni della mia vita”. Dai giovani atleti delle sue radiocronache sportive, ai giovani a cui Ettore De Lorenzo insegna: un’ennesima passio-


DOMENICA 17 MARZO 2019 ne, quella dell’insegnamento e della pedagogia arrivata dopo la nascita dei suoi figli: “Osservandoli, ho capito quanto i giovani fossero indifesi di fronte ad un mondo che cammina con enorme rapidità e che li svuota di tanti valori, come la passione e la curiosità. I cellulari, i social network, i videogiochi annientano i ragazzi, spegnendoli un po’ alla volta: tutto gli viene offerto in maniera semplice, senza stimoli. Oggi in Italia ci sono due milioni di “neets”, cioè quei ragazzi, completamente alienati, che non studiano e non cercano lavoro : un fenomeno pericolosissimo. Dato che, nel nostalgico mondo degli adulti, di quelli che “ai miei tempi…”, non si fa altro che sottolineare la mancanza di volontà dei giovani, credo che bisognerebbe giudicarli di meno ed aiutarli di più, partendo dal fatto che questo mondo, tutto sommato, lo abbiamo costruito e glielo abbiamo consegnato noi e quindi un po’ di responsabilità ce la dovremmo prendere. Con la mia esperienza, ho deciso di dare una mano nella costruzione della personalità dei ragazzi in un momento in cui questi, sia dalle famiglie che dalle scuole, si sentono molto abbandonati”. Non potevamo non farci dare una sua opinione sul giornalismo e su ciò che lui ritiene sia il modo migliore per rap-

7 presentare questa figura: “Il giornalista dovrebbe poter aiutare le persone a farsi un’idea su come gira il mondo, per poter essere cittadini più consapevoli. Oggi è tutto più complicato: il fenomeno dilagante delle “fake news” che nasce, secondo me, da una volontà precisa di snaturare il senso del giornalismo, sta in realtà snaturando anche il senso della democrazia. Internet è stata una rivoluzione selvaggia dal punto di vista dell’informazione, la figura del giornalista è completamente svuotata e andrebbe trovata una soluzione per salvare quello che è uno dei mestieri più belli e più importanti del mondo. Per quel che mi riguarda, vorrei poter arrivare all’ascoltatore con chiarezza. Uno dei grandi difetti dell’informazione è quello di essere poco chiara: o troppo tecnica o troppo generica. In entrambi i casi, si rende ostica la comprensione dei fenomeni e delle cose. Il nostro mestiere dovrebbe esser proprio quello di rendere in maniera semplice notizie complicate, senza mai banalizzare l’argomento. Far parte del servizio pubblico è una sfida, per me, molto grande, è molto gratificante sapere di lavorare per tutti i cittadini. Ed è una responsabilità che, tutti i giorni, sento e che cerco di onorare al meglio”. Terminiamo il nostro piacevole incontro

con il racconto del primo, e fino ad oggi, unico libro che Ettore ha scritto, “Quando avevo vent’anni”, una raccolta di ricordi e riflessioni sulle stragi di Capaci e di Via d’Amelio ed un invito a risvegliare la coscienza critica dei giovanissimi di fronte alla tragica morte dei giudici Falcone e Borsellino. Ma nel cassetto ci sono ben tre libri già iniziati da Ettore De Lorenzo, due dei quali molto vicini alla loro conclusione. Il primo parla di quanto i social network abbiano trasformato le relazioni umane; il secondo è più motivazionale, è sui giovani. “Scrivere per me è aria - ci confessa Ettore - è come respirare, è qualcosa che mi tiene in vita. Come spesso racconto, le parole hanno un po’ salvato la vita a quel giovane che ero, ribelle e refrattario alle istituzioni, anche scolastiche: i libri, la poesia, la letteratura, le parole, in generale, mi hanno tenuto aggrappato alle parti più sane dell’esistenza. Non posso che esortare tutti i giovani ragazzi a divorare i libri perché, come diceva Pasolini, solo così, prima o poi, crescerà dentro di noi quella strana cosa che si chiama cultura”. Il racconto di un viaggio, dunque, quello di Ettore De Lorenzo, che continua con una straordinaria energia e di cui siamo stati, io per prima, anche se per poco, privilegiati ascoltatori.


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MARICA DE MARTINO Alfonso Pirozzi è un giornalista con una carriera alle spalle basata su tanti articoli e tante esperienze che gli hanno permesso di arrivare ai vertici importanti del giornalismo ricoprendo, infine, il ruolo di redattore. Un giornalista estremamente disponibile che ci ha raccontato una parte della sua vita facendoci attraversare tappa per tappa, con grande entusiasmo e nostalgia, la sua storia dalla nascita della sua passione per il giornalismo fino all’impegno preso con la “Casagit”. Ci narra che la sua inclinazione al giornalismo è iniziata quando frequentava la scuola elementare. Il suo maestro era corrispondente del Mattino da Villaricca di nome Iaccarino. Era un uomo che si affaccendava nell’insegnare le cose e s’impegnava al tempo stesso nel suo ruolo come pubblicista. Attraverso la lettura degli articoli del maestro nasceva, in Pirozzi, la sua voglia di raccontare gli eventi. Alle superiori ha iniziato a scrivere per un settimanale cattolico per la curia, tutt’ora in edicola, di cui è ancora pubblicista dal 1985. Successivamente, nel periodo degli studi universitari, ha collaborato con il Mattino ed altre testate fino al 1990 che, con il Roma, ha fatto il praticantato ed è diventato

Alfonso Pirozzi: “Vi racconto la mia passione giornalistica”

giornalista professionista. Durante la sua carriera di particolari ricordi ne ha avuti tanti. Ma tutti gli eventi che lo hanno segnato sono stati quelli di aver scritto gli articoli al Mattino come cronista e al Roma come praticante redattore; pezzi basati in particolar modo sullo scempio ambientale. Racconta che erano tanti i ragazzi impegnati su questo fronte. Dopo è stato un anno all’informazione al Roma e poi 7 anni al quotidiano “La città di Salerno” ed ora è redattore di Ansa Napoli. A fianco all’impegno di cronista, ha affiancato gli organismi di categoria.

C’era un redattore del Mattino, casoriano, il quale è scomparso da qualche anno, il cui nome era Domenico Ferrara. Tale redattore era impegnato in questo organismo di categoria ed era dirigente della “Casagit” e gli ha trasmesso la passione per questi organismi di categoria. Negli anni la sua passione è sbocciata sempre di più e lo ha spinto a candidarsi al consiglio di “Casagit” diventando dirigente fino al 2017, svolgendo anche il ruolo di fiduciario. Nel 2017 si è fermato e poi è stato rieletto, infatti tutt’ora è dirigente.

Ci spiega che questi organismi non tutelano quella che è una determinata casta. Non è una corporazione, ma fa in modo che i giornalisti possono essere più indipendenti e il loro lavoro possa essere svolto con maggiore facilità, quindi è fondamentale avere un organismo di tutela che non è una difesa a prescindere, ma è una difesa a tutto campo dei giornalisti che però, quest’ultimi, devono avere il rispetto della dignità altrui, delle norme deontologiche e raccontare con libertà i fatti che vedono. Inoltre ci esplica che i giornalisti devono fare in modo che attraverso i loro racconti la comunità cresca, altrimenti viene meno la loro funzione. Per Pirozzi non è necessario avere grandi scrittori, ma basta rispettare le regole e scrivere sempre la verità. Ai neo giornalisti consiglia di dire sempre la verità e non si devono lasciare coinvolgere emotivamente, bisogna essere imparziali senza condizionare l’altro con la propria visione. Gli strumenti per svolgere quest’attività sono cambiati. Oggi c’è la tecnologia che aiuta molto di più rispetto al passato ed un consiglio, a cui tiene particolarmente, è basato sul fatto che se si sbaglia bisogna chiedere scusa e correggere i propri errori.

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO Buondì, gentile redazione di Casoriadue. complimenti per il vostro settimanale che va a colmare un vuoto nell’informazione sugli eventi e le problematiche relative alla nostra città. Mi ha colpito moltissimo l’ultimo articolo di Rita Giaquinto del 3 marzo: Paolo Miggiano “il viaggio nella legalità sulla Mehari di Giancarlo Siani. Articolo trattato con sintesi, abile scrittura e sentimento senza trascurare l’essenza dei tragici fatti e delle persone coinvolte, Non é una recensione del libro di Miggiano ma un valido articolo divulgativo scritto veramente bene nella forma e con il cuore. Il modo di scrivere di Rita Giaquinto, che non ho avuto ancora il piacere di conoscere di persona, mi ha

incuriosito e stimolato a leggere alcuni suoi precedenti scritti dagli sfogliabili della vostra rivista. E’ piacevole e coinvolgente quanto sappia trattare ed esporre argomenti culturali di fatti ,luoghi e persone, direttamente o in qualche modo legati alla città di Casoria. Eleganti e raffinati sono gli accostamenti a un trascorso classico senza trascurare lo specchio della realtà attuale. Insomma complimenti a Rita Giaquinto, scrive veramente bene. Colgo l’occasione per augurare a voi tutti un felice e fortunato proseguo. Vincenzo Caso


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ANTONIO BOTTA

A colloquio con la Dirigente scolastica dell’Istituto paritario Velotti, Madre Generale Rosalia Vittozzi

“DAL PROSSIMO ANNO SCOLASTICO IL NOSTRO LICEO SARA’ A “CURVATURA BIOMEDICA”

Dal prossimo anno scolastico, la scuola parificata Velotti arricchirà l’offerta formativa, offrendo agli allievi dei due corsi di liceo classico l’opportunità di potenziare la formazione scientifica. A fornirci questa notizia è la Madre Generale, Dirigente scolastica Rosalia Vittozzi, che ha elaborato il progetto insieme con la professoressa Silvia Sarnataro, laureata in “Biotecnologia medica”: “Il nostro sarà un Liceo a “CURVATURA BIOMEDICA”; il progetto, approvato dal MIUR, consentirà ai nostri studenti di acquisire specifiche competenze nel campo dello studio della biologia biomedica, per accedere con maggiore facilità agli studi universitari di ambito biologico e medico – sanitario”. Saranno sempre assicurate le discipline “classiche”, il Latino e il Greco, ma ridotte di quel tanto necessario per integrare la formazione umanistica con quella scientifica” “Il percorso”, hanno ancora aggiunto la Dirigente Vittozzi e la prof.ssa Sarnataro, “agevolerà il collegamento diretto con l’Università, non costringendo gli studenti e le famiglie a ricorrere alle costose preparazioni necessarie per superare i test di selezione per l’accesso alle facoltà di Medicina e di Professioni sanitarie dislocate sul territorio nazionale”. A tal riguardo, è da rimarcare l’esito di monitoraggi effettuati dal Ministero dell’Università e della Ricerca, da cui è stato accertato che un’alta percentuale di studenti dei Licei “a curvatura biomedica” supera i test di accesso alle facoltà medico – sanitarie a numero chiuso, senza alcun bisogno di una preparazione ulteriore. Grande, dunque, la soddisfazione della Madre Generale e della prof.ssa Sarnataro, che sottolineano anche la funzionalità dell’Istituto Velotti (altro “indicatore” di qualità per l’approvazione del Progetto), più che adeguato alla realizzazione del percorso: esso è dotato, infatti, oltre che di laboratorio musicale, di biblioteche e di LIM, anche di laboratorio informatico, scientifico e

di aula magna videocomandata.E’posto in rilievo dalla madre Generale che, pur intraprendendo un percorso scolastico mirato a favorire la scelta delle facoltà universitarie ad indirizzo medico –sanitario e biologico, l’Istituto Velotti, sorto nel 1884, resta comunque fedele ad una tradizione ultracentenaria garantendo una formazione integrale, che consente l’accesso a qualsiasi corso di laurea, e ponendo massima attenzione all’educazione ai valori etici e sociali ispirati al Vangelo e alla Costituzione, nel solco,dunque, della propria identità ideale e culturale. A conferma di ciò, la Dirigente Vittozzi racconta un’esperienza vissuta di recente dagli studenti con i “francescani scalzi”, che hanno scelto uno stile di vita in cui incarnano radicalmente la povertà predicata e praticata dal Santo di Assisi, fidando nella Provvidenza e concependo la propria esistenza non un bene da possedere, ma un dono da condividere. “I ragazzi” spiega la Dirigente “sono rimasti molto colpiti dalla testimonianza dei francescani, dalla loro ricchezza interiore, poiché sono stati stimolati a leggere dentro se stessi, a interrogare la propria coscienza su ciò che veramente dà senso pieno e felicità all’avventura umana terrena”. L’ultima domanda, in una conversazione svolta in un clima “familiare”, sorbendo una ristoratrice tazza di caffè, riguarda gli altri segmenti scolastici dell’Istituto. “Cominciamo dall’asilo nido”, risponde la Madre “la struttura è collocata nel Parco SIE , in via Cimarosa 24, dentro un palazzetto a due piani, con ascensore. E’ gestito da postulanti e novizie che, con premura materna e

massima attenzione ed efficienza, accolgono bambini dai 5 – 6 mesi ai due anni, i posti letto sono quaranta circa; segue la scuola dell’infanzia con 4 sezioni, che accoglie bambini dai 2 anni e mezzo –tre anni ai cinque anni; la scuola primaria è formata da dieci classi, due, dunque, i corsi completi; anche la scuola secondaria di primo grado ha due corsi completi, infine il liceo è composto da 5 classi. I docenti che vi insegnano sono ottimamente preparati e dotati di grande senso di professionalità: sempre suggerisco loro di trattare gli studenti come figli, mostrando per ciascuno la dovuta attenzione, al fine di assicurare una crescita umana e culturale adeguata. Infatti, è ben percepibile il clima di famiglia che si respira nelle classi. A dimostrazione di ciò, è il fatto che il cinquanta per cento di studenti sono figli di ex alunni che hanno frequentato il nostro Istituto, quindi molto soddisfatti della preparazione ricevuta da noi”. Alla fine, uno sguardo al giardino: “esso”spiega una suora che insegna nella primaria “ è il contesto favorevole per svolgere con i bambini dell’infanzia e della primaria svariate attività scientifiche, di osservazione dei mutamenti stagionali, di semina e cura delle piante, con lo scopo anche di sensibilizzare gli alunni alla tutela della natura. In primavera è bello vedere i piccoli giocare e godere del verde”. Gran successo, Venerdì 8 Marzo, al Teatro Gelsomino di Afragola dei liceali della Velotti per la rappresentazione della commedia greca “Lisistrata” di Aristofane, nell’ambito del progetto “Alternanza scuola – lavoro” .


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VITTORIA CASO

21 marzo GIORNATA MONDIALE DELLA POESIA

La Giornata Mondiale della Poesia fu istituita dall’Unesco nel 1999 perchè “ogni società umana - afferma Giovanni Puglisi, Presidente della C. N. I. UNESCO- guarda all’antichissimo statuto dell’arte poetica come ad un luogo fondante della memoria, base di tutte le altre forme della creatività letteraria ed artistica”.  La poesia, dunque, non è fuori moda, come qualcuno potrebbe pensare; anzi,  “la poesia cova nascosta, silenziosa, come una forza segreta e insurrezionale”, oserei dire con Magrelli. La poesia trae questa forza dalle emozioni; è voce del cuore, canto dell’anima, musica delle passioni; eco dell’interiorità. In quest’odierna caotica disumanizzante e disumanizzata società, è certamente giusto chiedersi: Chi è mai il poeta? Pascoli suggerisce: “Il poeta è colui che esprime la parola che tutti avevano sulle labbra e nessuno avrebbe detto”. Le poesie, infatti, come le parole pascoliane, rivelano una capacità di “vedere” il mondo del tutto particolare, superano il tema dell’incomunicabilità, della crisi del rapporto parole-cose. Nel breve spazio di pochi versi, la natura, l’universo quotidiano, le persone, la realtà tutta, sono colte nel loro cuore grazie alla duttilità della parola, si stagliano come segni dell’esistenza nella sua assoluta purezza, svelando la loro presenza. Il poeta avverte il mistero che pervade l’universo e nel quale l’uomo, smarrito, brancola alla ricerca della luce.  E’ la poesia quella luce, è la poesia che può cogliere le voci arcane del cosmo, l’eco dell’ignoto che si annida nel più profondo del nostro animo. Il poeta, più di chiunque altro, avverte le vibrazioni della natura, risonanti ora più chiare, ora più flebili che arricchiscono di spettacolari accenti la realtà e la trasfigurano. La poesia si concretizza nella parola poetica: filtro tra l’interiorità del poeta e il mondo esterno, la cui grandezza e forza, del resto, consiste proprio nel suscitare nel lettore stati d’animo, pensieri, emozioni, memorie analoghe, che scandiscono momenti particolari della vita. Clarae Musae, il 21 marzo, celebra la Giornata Mondiale della Poesia attraverso PoeticaMente, reading cui parteciperanno tante voci libere del nostro territorio, ore 18 - Salotto letterario D’Anna: vi aspettiamo.


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14 Rossella Verze

Memorabile, incisiva e formativa, molto di più di un convegno o di una conferenza, è stata sicuramente la mattinata dell’11 marzo per gli studenti dell’I.C. 2 Moscati Maglione. In occasione, infatti, di “STOP ALLA VIOLENZA SULLE DONNE”, la prof. ssa Antonella Barreca, dirigente scolastica sensibile e attenta ai bisogni di crescita dei discenti, ha organizzato un momento di riflessione sull’attuale condizione della donna nella società, coinvolgendo la prof.ssa Giulia Campece, in qualità di autrice di “Donne senza volto”; la prof.ssa Vittoria Caso, presidente “Clarae Musae” e referente del progetto “Autori in carne ed ossa”; la dott. ssa Tina Grassini, presidente dell’Associazione “Parla con me”. I racconti del testo della Campece, letti e analizzati dai discenti nella prima fase

ALLA VIOLENZA SULLE DONNE

del progetto, hanno offerto a ragazze e ragazzi la possibilità di spaziare nella storia delle donne e cogliere i progressi da esse compiuti nel corso del tempo, nonché gli ostacoli che ancora oggi impediscono un reale empowerment femminile. L’incontro, saggiamente coordinato dalla prof.ssa Barreca, ha dato la possibilità ai discenti, della secondaria e delle classi quinte della primaria, di confrontarsi, in questa seconda fase, direttamente con l’autrice, che ha soddisfatto tutte le loro curiosità circa la genesi del testo, la veridicità dei personaggi, la mentalità patriarcale, gli stereotipi che hanno condizionato la vita delle sue eroine, gli abusi e le violenze che le donne accettavano così come la segregazione e l’esclusione. Altre domande sono state poste alla prof.ssa Caso che ha chiarito gli obiettivi del

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progetto “Autori in carne ed ossa” e dei suoi “AppuntaMenti col Libro”, il valore della lettura; il libro quale scrigno di valori, di idee, di stimoli alla crescita, di opportunità di conoscenza; le difficoltà che ancora oggi incontrano le donne nel mondo del lavoro; la revisione di cui abbisognano i libri di testo ancora carenti circa le figure femminili che hanno contribuito a fare la storia, pur essendo indispensabili alla costruzione dell’identità femminile. Altrettanto interessanti le

domande poste alla dott.ssa Tina Grassini, che, alla luce della sua nutrita esperienza presso l’Associazione “ Parla con me”, ha spiegato le caratteristiche di un “amore malato”, l’importanza della denuncia, del supporto di specialisti che possono aiutare la donna abusata a prendere coscienza della sua condizione, a difendersi, a riconquistare se stessa; ha sottolineato il bisogno di sostegno, di ascolto, di aiuto che ha l’intera famiglia, quando si verificano abusi; quanto sia distruttiva la violenza psicologica, che,


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a differenza di quella fisica, non lascia segni esteriori ma ferite indelebili sull’anima. L’alternarsi degli interventi, la loro chiarezza e le sintesi di volta in volta operate dalla Dirigente Scolastica hanno reso vivace e interessante

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questo incontro culturale, che ha visto interloquire con i giovani, persone portatrici di esperienze diverse e molteplici, ricche e arricchenti, soprattutto stimolanti. Un percorso, dunque, scandito da più fasi, al compimento

BIOLOGIA DELLA NUTRIZIONE

del quale, a partire dalla lettura, ragazzi e ragazze sicuramente hanno realizzato una maggiore presa di coscienza del sé, soprattutto del sé femminile, dilaniato tra pubblico e privato, tra diritti e doveri, tra espressione e repressione, tra emozioni sincere e false apparenze; così come hanno compreso la necessità del rispetto che deve regnare tra uomini e donne, diversi nel genere ma pari nei diritti. In apertura dell’incontro ha portato il suo saluto e il suo impegno, don Paolo Flagiello, neo parroco della Chiesa di Santa Maria della Stella.

Assieme alla Dirigente Scolastica hanno collaborato alla buona riuscita dell’evento: la vice, prof.ssa Angela Botta; la prof.ssa Valeria Manganaro-referente legalità; la prof. ssa Rosanna Tufano- referente-dipartimento lettere; la prof.ssa Gioconda Polizioresponsabile plesso e il prof. Ferrante, che assieme ai colleghi Imparato e Giordano, ha diretto un magnifico coro di voci bianche in “Quello che le donne non dicono”. Ecco una scuola che interagisce con le forze sane del territorio: ha sicuramente una marcia in più!

a cura della Dott.ssa Flavia Altieri, Biologo Nutrizionista

Junk food. Come i social influenzano i bambini

I giovani influencer sui social media promuovono cibo spazzatura, incoraggiando i bambini a mangiarli. La pubblicità per bambini è da tempo legata a un aumento del rischio di scelte alimentari non salutari da parte dei piccoli e della pressione sui genitori per l’acquisto di alimenti lavorati, pieni di zucchero e calorie. Alcuni studi indicano anche che i bambini possono essere facilmente influenzati a provare cibo spazzatura promosso da celebrità e personaggi dei cartoni animati. Tuttavia, è meno chiaro come le loro abitudini alimentari siano influenzate dagli influencer sui social media. E questo è stato l’obiettivo di un gruppo di ricercatori britannici dell’Università di Liverpool, coordinati da Anna Coates. Il team ha reclutato 176 bambini, di età compresa tra i 9 e gli 11 anni, e ha mostrato loro i profili Instagram di due dei video blogger di YouTube fra i più famosi nella loro fascia d’età. I partecipanti sono stati assegnati a caso

a visualizzare tre tipi di profili Instagram: marketing di cibi sani, promozioni di cibo spazzatura o sponsorizzazioni non legate ai cibi. Dopo la visualizzazione dei profili, i ricercatori hanno servito quattro snack – caramelle gelatinose, cioccolatini, carote e uva – e hanno invitato i bambini a mangiarne quanti volevano per 10 minuti. Nessuno di questi snack corrispondeva a quelli visti su Instagram. In media, i soggetti che avevano visto promuovere cibo spazzatura hanno consumato 448 calorie,

quelli che avevano assistito a pubblicità di cibi sani ne hanno consumate 389 e quelli non avevano visto alcuna pubblicità di cibi 357. Sebbene tutti i partecipanti abbiamo mangiato molte più caramelle rispetto a carote o uva, quelli che avevano visto promozioni di cibo spazzatura hanno consumato più dolci degli altri: una media di 385 calorie rispetto alle 320 di quelli che avevano visto pubblicità di cibi sani e alle 292 di quelli che non avevano assistito a pubblicità di alimenti. “I bambini guardano ai social media per ottenere modelli di un ruolo e hanno probabilità di imitare il comportamento di personaggi presenti sui media che seguono e ammirano”, ha dichiarato l’autrice principale dello studio, Anna Coates. “A differenza degli adulti, i bambini sono più impulsivi e meno motivati a resistere alle pubblicità di cibi perché non sono guidati da obiettivi di salute a lungo termine”.


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ECCE DOMINAE LA DONNA NELL’ARTE

Il 7 marzo, presso la galleria espositiva dello storico Palazzo Lancellotti di Casalnuovo, si è svolto “ECCE DOMINAE”, celebrazione de “La Donna nell’arte”, momento di forte spessore culturale caratterizzato dall’intreccio fra arti diverse. Belle, infatti, ammirate a 360 gradi le opere delle pittrici Silvia Rea, Gabriella Imparato, Iole Monaco, protagoniste della mostra temporanea organizzata nell’ambito delle iniziative della IV Edizione di Calici e Cotone, le quali con tecniche e stili diversi hanno celebrato e rappresentato la donna nelle mille sfaccettature del suo essere. L’evento, in verità, è stato aperto e accompagnato nel suo iter da performances danzanti intense e di sicuro effetto curate dalla scuola Tersicore lab’s art. Il reading di poesia, organizzato dall’ Associazione “L’Artefatta”, è stato condotto dalla sua presidente prof.ssa Carmina Esposito. Vivace e interessante anche il dibattito a più voci che ha preceduto il reading. Ciascun intervento ha puntualizzato gli obiettivi raggiunti dalle donne nel mondo del lavoro e le battaglie di cui esse sono state protagoniste. “Nella lotta alla violenza sulle donne stiamo facendo molto – ha dichiarato il  sindaco Massimo Pelliccia – Il comune di Casalnuovo, infatti, ha creato un centro antiviolenza, un avamposto di

tutela e sicurezza nei confronti delle vittime di abusi e violenza di genere, che offre alle donne una vera e propria rete di servizi”. “L’8 marzo – ha affermato la consigliera P.O. Città Metropolitana Katia Iorio – è per noi non solo un’occasione per riflettere sulle conquiste delle donne nei diversi settori della società ma soprattutto per fare il punto della situazione e considerare quante mete bisogna ancora raggiungere, senza stancarsi di lottare” . E’intervenuta anche Barbara Matera, cui è stato reso omaggio con un’opera pittorica della prof.ssa Esposito, pittrice oltre che poetessa e docente. La Matera si è soffermata sull’impegno della Commissione del parlamento europeo per i diritti della donna e l’uguaglianza di genere, di cui è vicepresidente, nell’eliminare ogni forma di discriminazione fondata sul sesso e realizzare il gender mainstreaming.

Nel dibattito, condotto da Simona Visone, ass. Cultura e P.O., è intervenuta anche la dott.ssa Rita Guicciardino, psicologa del Centro antiviolenza Ambito N 21, soffermandosi sulla necessità di sostegno psicologico sia alle donne abusate, sia ai loro familiari. Ha portato il suo saluto anche l’On. Martusciello. E’seguito, finalmente, il reading, coordinato dalla Prof.ssa Carmina Esposito, in cui ogni poeta ha declamato una propria poesia e una seconda di un autore famoso. Pertanto, assieme ai versi di Giovanni Balzano, Giulia Campece, Vittoria Caso, Carmina Esposito, Gennaro Guaccio, Marianunzia Masullo, Lia Manzi, Rita Pacilio, Silvana Pesola, Michelangelo Riemma, Lina sanniti, Pino Vetromile, Mario Volpe tramite Annamaria Pianese, sono risuonate le voci di Dacia Maraini, Montale, Sanguineti, Totò, Amalia Guglielminetti, M. L. Spaziani. Anche le alunne dell’IIS Siani di Casalnuovo sono state applaudite calorosamente per l’interpretazione intensa di alcuni testi drammatici così come gli attori Biagio Zanfardino e Giacomo Simonelli che hanno proposto rispettivamente “Secondo me la donna” di Gaber e “Sono solo parole” della Cortellesi; ha chiuso tra scroscianti applausi con “Creatura” l’originale performer Maurizio Palumbo. Appuntamento alla terza edizione, quali sorprese ci riserverà?

TERESA D’ANGELO

Boom di tappe, il suo super ritorno allo strip è stato, ben voluto ed acclamato Quest’anno la festa della donna 2019, è stato il suo debutto, il suo ritorno in scena battezzato da tante tappe, in tanti locali Campani. Lo strip-man già conosciuto negli anni passati, Enzo Paudice, per vari motivi aveva accantonato lo strip, però varie richieste artistiche, hanno confermato la tenacia e la caparbietà di un tempo, tornando cosi a diventare il mito napoletano, consigliato anche da un caro amico, il famoso tronista marmoreo, Costantino Vitagliano, al quale Enzo s’ispira tanto. Donne in fibrillazione, per vedere il tanto atteso spogliarello diverso dal solito, perché molto più simpatico e divertente. Il suo ritorno non è stato solitario, ma accompagnato da una figura femminile Teresa D’Angelo, nelle vesti dell’infermiera sexy, che assiste il povero Enzo da performance molto fisicate e calienti . Un nuovo connubio infermiera che da approvazione per ballare al pimpante marinaio. Tanti locali, tante serate già affermate per uno show simpatico dove si esibisce la showgirl con battute ironiche, per poi arrivare al super finale, dove si va ad ammirare lo strip sul ballato, da un fisico macio.


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CARMELA MARIGLIANO

Incontri e musica per ascoltare i ragazzi e parlare con loro

per cambiare e migliorare la qualità della È partito mercoledì 13 marzo 2019 da vita sua e degli altri”. Afragola “Note Positive”, un nuovo “Attraverso il linguaggio universale progetto di Monica Sarnelli, dedicato agli della Musica e della Poesia – continua studenti e realizzato con il coordinamento Monica Sarnelli - ho deciso che avrei generale del prof. Geppino Radin. Si riservato una significativa parte del mio tratta della programmazione di una serie tempo alla costruzione di momenti di di incontri che si terranno in diverse sedi confronto con il pubblico di ogni età su scolastiche di Napoli, Afragola, Casoria, temi e problematiche purtroppo attuali”. San Giovanni a Teduccio, per coinvolgere Nasce così, grazie all’impegno di Geppino i ragazzi in un confronto dialettico su tanti Radin, il progetto “Note Positive” che temi di attualità. Si affronteranno, grazie è iniziato mercoledì 13 marzo, alle alla musica, argomenti come: il contrasto alla violenza e al bullismo, il confronto MONICA SARNELLI: ore 10, presso l’Istituto Comprensivo “Europa Unita” e, a seguire (ore 11.45 costruttivo con i coetanei e con gli adulti, INIZIA DALLE circa) all’Istituto Tecnico Statale “Dalla l’accettazione di sé e la valorizzazione Chiesa” entrambi di Afragola. Giovedì delle proprie capacità e potenzialità. SCUOLE DI 21 marzo (ore 10) ci si sposta all’Istituto Una iniziativa che per Monica Sarnelli è AFRAGOLA Comprensivo “Novaro” di Napoli ; lunedì naturale conseguenza di alcune decisive 25 marzo all’IC Scialoja-Cortese di San svolte impresse al percorso artistico e IL PROGETTO Giovanni a Teduccio e , infine, venerdì 5 professionale che, oltre alla sua attività di “NOTE POSITIVE” aprile all’Istituto Comprensivo Puccini interprete del grande patrimonio musicale di Casoria. di Napoli, contempla adesso un percorso parallelo di impegno solidale e sociale. “Tutto nasce, manco “Ogni incontro – conclude l’artista - inizia con l’ascolto di un a dirlo, da una canzone - sottolinea Monica Sarnelli - “Tu brano musicale e, attraverso l’analisi del testo, si apre ad un sì meglio ‘e me” testo di Bruno Lanza e musica di Sally primo momento di confronto. Il tutto si sviluppa all’insegna Monetti e Federico Spagnoli, con cui attraverso un minitour di una velata leggerezza, con un approccio apparentemente all’insegna della solidarietà, ho recentemente avuto modo ludico per condurre i ragazzi ad una serenità di giudizio e di di partecipare attivamente alle realtà di chi, pur vivendo e espressione che sia fuori dagli schemi dell’ufficialità di una operando in condizioni di disagio e di sofferenza, si adopera vera e propria lezione”.


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ROBERTO CONTE

Da Marzo a Settembre: la lunga corsa per i test d’ingresso con tre tentativi e iscrizioni gratuite Università degli Studi Suor Orsola Benincasa

La grande rivoluzione lanciata in Campania dal Suor Orsola coinvolge le iscrizioni ai corsi di laurea in Economia, Giurisprudenza, Psicologia e Scienze della Comunicazione e registra già un aumento del 20% delle iscrizioni ai test rispetto allo scorso anno. Test d’ingresso universitari già a Marzo. In Campania è ormai un’eccezione consolidata grazie alla ‘rivoluzione’ lanciata dall’Università Suor Orsola Benincasa già nel 2017. Un progetto sperimentale che oggi ha un iter preciso e definito lungo sette mesi. Come un percorso a tappe. Più tappe e più opportunità per chi si appresta alla difficile scelta del proprio percorso universitario che spesso è anche la scelta di quello che sarà il percorso della propria vita futura. Il percorso varato dal Suor Orsola, illustrato alle future matricole nel corso di un Open Week che quest’anno ha superato la soglia di tremila studenti partecipanti, prevede innanzitutto tre sessioni fisse di test d’ingresso (a Marzo, Luglio e Settembre). Quest’anno si parte con la prima sessione dall’11 al 22 marzo per la quale sono già aperte le iscrizioni (info su www.unisob.na.it). Un’opportunità valida per il Corso di laurea triennale in Economia, il primo in Italia specificamente dedicato alla Green Economy, per il corso di laurea triennale in Scienze della Comunicazione, per il corso di laurea triennale in Scienze e tecniche di psicologia cognitiva e per il corso di laurea magistrale in Giurisprudenza, l’unico a numero programmato nel Mezzogiorno nel settore degli studi giuridici. Iscrizioni aperte fino al 21 Marzo e Test d’ingresso gratuiti: già si registra un +20% rispetto al medesimo periodo dello scorso anno Ai test sarà possibile iscriversi anche esclusivamente online (fino al 21 marzo, cioè il giorno antecedente all’ultima giornata di test) selezionando il giorno e l’orario di proprio gradimento per sostenere la prova in Ateneo (ci saranno ben quattro sessioni giornaliere: ore 9, 11, 13 e 15). Alle prove possono partecipare tutti coloro che sono in possesso di un diploma di istruzione secondaria superiore o che lo conseguiranno nell’anno scolastico 2018-19. In tal caso le eventuali

immatricolazioni saranno perfezionate entro il 31 Luglio con la comunicazione di avvenuto conseguimento del titolo. La partecipazione al test d’ingresso è completamente gratuita ed è possibile iscriversi anche a più di un test per poi riservarsi la possibilità di scegliere a quale corso iscriversi. Una serie di opportunità che stanno incontrando una notevole risposta: nel primo mese di apertura delle iscrizioni ai test (partite il 1 Febbraio) la Segreteria Studenti del Suor Orsola ha già registrato un incremento del 20% delle domande di iscrizione ai test rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. “Un risultato che premia una nostra caratteristica precisa - spiega Paola Villani, direttore del Servizio di Orientamento dell’Ateneo - quella di mettere sempre al centro delle nostre scelte le esigenze degli studenti, anche nelle modalità di organizzazione dei test d’ingresso. Con questo nuovo sistema, infatti, gli studenti hanno l’opportunità di iniziare a confrontarsi con la scelta del proprio futuro con ampio anticipo, anche con la possibilità di sbagliare e riprovare il test qualche mese dopo o di provare più opzioni e magari cambiare idea. Tutto per centrare l’obiettivo di concedere ai nostri giovani la possibilità di una scelta sempre più consapevole e di un percorso universitario nel quale le singole inclinazioni di ciascuno saranno

seguite dal primo all’ultimo giorno ed anzi anche con uno specifico servizio di Job Placement post laurea”. Da Luglio ad Ottobre le sessioni estive e autunnali dei Test d’ingresso anche con Scienze della Formazione Primaria e Restauro dei Beni Culturali Per coloro che, infatti, non supereranno o non sosterranno i test d’ingresso nella sessione primaverile ci saranno altre due possibilità: una sessione estiva (8-19 Luglio) alla quale ci si potrà iscrivere già dal 26 Marzo e una sessione autunnale (4-23 Settembre) alla quale ci si potrà iscrivere sempre fino al giorno prima dell’ultima scadenza. Soltanto a settembre, con data nazionale unica che sarà comunicata dal MIUR, ci sarà, invece, il test d’ingresso per l’iscrizione al Corso di Laurea magistrale in Scienze della Formazione Primaria, direttamente abilitante all’insegnamento nella scuola per l’infanzia e nella scuola primaria, per il quale il Suor Orsola è al secondo posto in Italia per numero di posti disponibili (426 posti lo scorso anno). Ultimo appuntamento con i test d’ingresso al Suor Orsola sarà quello dell’8 ottobre per l’accesso al Corso di Laurea magistrale in Conservazione e Restauro dei beni culturali, uno dei pochi in Italia direttamente abilitante all’esercizio della professione del restauratore.

Info Servizio di Orientamento e Tutorato di Ateneo - Tel. 081-2522350 orientamento@unisob.na.it • www.unisob.na.it/iscrizioni  Facebook: www.facebook.com/unisob  • Twitter: @UNISOBNapoli Università degli Studi Suor Orsola Benincasa Ufficio Stampa e Comunicazione: Dott. Roberto Conte Tel. 081-2522347 - Cell. 380-7123104 ufficiostampa@unisob.na.it - www.facebook.com/conterob www.linkedin.com/in/conterob - Twitter: @ConteRob


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Commedia in 3 atti di Eduardo De Filippo Regia di Umberto Saba

SABATO 30 MARZO 2019 - ORE 20,30 DOMENICA 31 MARZO 2019 - ORE 18,30 La Compagnia Teatrale “Gli Appassionati” ringrazia il regista Umberto Saba per la partecipazione straordinaria, in occasione del traguardo raggiunto

50 Anni di carriera

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La Liguria ritorna sotto i riflettori degli amanti della danza. Dal 22 al 24 marzo 2019, all’auditorium Palasport di Varazze, si consumerà la quinta edizione di ExpoDanza International Dance Festival Competition, per la direzione tecnica artistica di Ciro Venosa, affermato coreografo e danzatore, già direttore e coreografo della Gds Balletto di Genova, nonché fondatore del Centro di Alta Formazione Professionale Gds DanceCompanyItalia. Kermesse attesissima, in virtù delle novità riguardanti più fronti: dalla categoria “solista man” alla serata di gala con coreografie impreziosite dal tocco personale degli ideatori, alla consegna di ben tre Premi alla Carriera ad autorevoli personaggi quali Carla Perotti (international dancer and teacher – Fondazione Teatro Nuovo Torino – Italia), Joseph Tmim (international dancer and teacher – choreographer Tolada Dance Company/ Batsheva Dance Company – Tel Aviv – Israel) e Béla Foldi (art director Budapest Dance Theater – teacher moderndance – Budapest – Ungheria). «Saranno premiati per tutto quello che hanno dato e continuano a donare alla danza – dice il direttore artistico Ciro

Venosa – e non solo per un discorso legato strettamente alla formazione, ma altresì per come valorizzano, nel mondo, questa nobile arte». In palio inoltre premi destinati agli allievi ballerini partecipanti, intesi come somme in denaro, prestigiose borse di studio internazionali e riconoscimenti nel Miglior Talento, oltre che nella migliore Coreografia. ExpoDanza si

svolgerà in tre giornate caratterizzate da venticinque masterclass, stage, audizioni, laboratori per under 14 ed over 14 negli stili di danza classica, modern, contemporaneo, musical jazz, hip hop, breakdance e tip tap. Gli ospiti attesi formeranno un cast eccezionale; l’organizzazione, a tal proposito, è stata particolarmente attenta nell’individuarli, così a Varazze vedremo, oltre ai già citati Carla Perotti, Joseph Tmim e Béla Foldi, anche: Alice Valentin, Lorella Formica, Massimo Perugini, Camillo Di Pompo, Jodi Goodman, Amalia Salzano, Antonio Desiderio, Gisella Zilembo, Vincenzo Macario, Michela Carbone, Antonella Castagnino, Giuseppe Bonanno, Luciano Firi, Chiara Borghini, Anna Amelio, Marco De Magnis, Mirko Giordano, Alessandro Pitzalis, Irma Di Paola, b-boy Gatsu, b-boy Smile, b-boy Cillo, Laura Barbera, Vincenzo Vitaglione, Livia Di Donato, Giovanni Ragone, Carolina Traverso. Si evince quindi quanto ampio spazio verrà dato alla formazione e se c’è ancora qualcuno che non si è iscritto ma intende farlo, ne ha la possibilità perché il termine ultimo delle iscrizioni scade il prossimo 19 marzo.


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Per maggiori informazioni consultare il sito www.expodanzaitalia.com. Ad ExpoDanza poi non mancheranno momenti di spettacolo con grandi professionisti, difatti tra gli appuntamenti previsti pure un gala che si preannuncia suggestivo: alle ore 21 di sabato 23 una serata di danza improntata sulla profonda conoscenza dell’individuo, le molteplici sfaccettature della vita, del cuore e della mente. Il programma: Prima internazionale di Alice Valentin, principal dancer Karma Dance Project, Parigi. Io sono la voce – omaggio a Maria Callas – chore Ciro Venosa. Inoltre la denuncia contro la violenza psicofisica su donne e

23 uomini. Io – interprete Chiara Borghini, principal dancer Gds BallettodiGenovaItaly e Ciro Venosa. Gds BallettodiGenova: rivisitazione del capolavoro di Bizet, opera moderna Carmen & Carmen, due anime, una sola donna – Coreografie Ciro Venosa – Regia FF Moleti Stealm – performing dancer/MAS MusicArtShow/Scdp ContemporaryProject Brain – Andare oltre, spingere oltre il limite la propria mente – Coreografie/ Regia Massimo Perugini Human – Gds ContemporaryProject – performing junior dancer – Coreografie/Regia Ciro Venosa.

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Nappi Luca

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Direttore Responsabile: Ferdinando Troise Stampa: PRINTING HOUSE - CASORIA

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