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DOMENICA 19 FEBBRAIO 2017

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CASORIA & l’editoriale di Nando Troise

STORIE DI MONNEZZA E DI CROLLI

Il capitolo rifiuti è diventato l’argomento più dibattuto in assoluto. Siti web e social ne hanno fatto da tempo, oggetto di discussione. Tutto questo senza trovare alcuna soluzione. Dieci anni fa furono individuati i colpevoli: Bassolino in primis, poi Impregilo, Fibe, la camorra, le discariche, l’assenza di raccolta differenziata, la mancanza di termovalorizzatori, la poco funzionalità dei Cdr, la inutilità dei Consorzi di Bacino, i Commissari di Governo, il ciclo integrato dei rifiuti, il Ministero dell’Ambiente e gli assessorati regionali, provinciali e comunali all’Ambiente. Sono tanti i colpevoli ma nessuna soluzione. Occorre la ribellione delle coscienze. L’etica, l’educazione civica, il buon vivere comune delle persone dovrebbe portare ad arrabbiarsi davanti a tanto squallido e putrido spettacolo. Invece niente. Altro capitolo: lo Stadio San Mauro. E’ ritornato funzionale dall’8 novembre del 2015 consentendo così al Casoria Calcio di iniziare e portare avanti una cavalcata di successi e di risultati che dovrebbe riportare il calcio casoriano nel Campionato Regionale di Eccellenza. Tutto questo grazie ad un gruppo di giovani

professionisti (Giovanni Palmentieri, Raffaele Nocera, Carlo e Fabio Cristarelli) che hanno fatto delle Idee la loro forza. Lasciamo stare la Regione Campania, la Provincia di Napoli, l’Area Nord di Napoli e soffermiamoci solo su Casoria, la Città che da il nome a questa testata. Le domande vengono spontanee: se la sentirà l’avvocato Pasquale Fuccio, diventato Sindaco di Casoria, a proporre causa per danno esistenziale a favore dei casoriani che a lui hanno concesso la delega al governo della res publica e che vivono, loro malgrado, in una Città precipitata in questi anni agli ultimi posti per qualità della vita? E non solo di monnezza che parliamo, anche se i cumuli di spazzatura che si vedono per le strade di Arpino o per il centro di Casoria sono impressionanti. Veniamo all’Amministrazione Comunale. I cittadini hanno puntato sul Sindaco Fuccio. Questa Amministrazione ha la possibilità, visti i poteri che si ritrova, di dare una svolta a questa Città. E ne sono tante le occasioni. continua a pag.4


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4 SEGUE da pag. 3

Noi, nel nostro piccolo, e nel pieno spirito di collaborazione, non certo schierati né con la maggioranza che ha vinto le elezioni né con i candidati Sindaci che le elezioni amministrative le hanno perse, continuiamo a fare le nostre proposte. Capiamo le preoccupazioni, i problemi di uomini e donne che si trovano ad amministrare un Comune ed una Città commissariata quattro volte negli ultimi dieci anni. E noi, ripeto, continuiamo con le nostre proposte. Sembrerò presuntuoso, o troppo innamorato di questa terra e delle sue ricchezze che, confesso, quando cammino a piedi per via Santa Croce, il mio pensiero va alle vie di Sorrento. E siccome questa strada è sogno di famelici squali del mattone, pronti a buttare giù tutto (in parte è già successo ndr) o a sperare in una bella botta di terremoto con tanti morti o in crolli (come quelli già avvenuti), trovo difficoltà a vedere, a breve, una strada bella, rifatta, con negozi artigiani di qualità. Una strada che porta verso una delle Chiese più belle del Cattolicesimo Italiano. La Chiesa che vanta le opere di Lorenzo e Domenico Vaccaro, di Angelo Mozzillo, De Martino, Solimena e tanti altri. La Basilica Minore di San Mauro Abate. Un’altra proposta riguarda il Museo di Arte Contemporanea. L’idea è stata di un giovane ed affermato artista internazionale, Antonio Manfredi. Il Museo è bellissimo. Ha un grande respiro internazionale. Ci sono opere di autori di 80 nazioni diverse e di importantissimi italiani dell’arte contemporanea (Barisani, Campetelli, Fiore ecc.). Altra proposta: obbligare la municipalizzata alla monnezza Casoria Ambiente di togliere sempre, dico sempre, i cumuli di rifiuti davanti al Municipio, davanti al Distretto 43 dell’Asl e davanti le sedi distaccate del Comune. E’ una questione

di immagine. Un’ altra domanda sorge spontanea: ha mai avuto il Sindaco di Casoria incontri con i parlamentari della zona (Castiello, Sollo, Migliore ecc.) per rivendicare qualche finanziamento speciale? E magari anche una legge ad hoc sui parcheggi? O un vero piano di traffico? Altre proposte: la pedonalizzazione di via Santa Croce, via Cardinale Maglione e via San Mauro? A quando la riqualificazione del centro storico (non i piani di recupero)? E quella di via Santa Croce, di via Cavour, con il suo orribile e decennale crollo al civico 40 e 44? Non sembri esagerato, ma la politica urbanistica dagli anni 70 in poi è una macchia nera. Uomini appartenuti all’ormai famoso movimento “Patto per il Progresso” ancora presenti in Città ed in entrambe le coalizioni, sia quella che sosteneva Santillo che quella che ha sostenuto Fuccio, non hanno voluto capire che la loro politica urbanistica (ed abitativa) avrebbe ed ha portato al degrado ambientale e quindi a quello sociale. Ed in tutti questi anni mai un mea culpa (o un esame di coscienza) ed un atto di pentimento pubblico da parte di chi ha governato la cosa pubblica. La sede del Distretto 43 in via De Gasperi è brutta! E’ un delirio architettonico! Progettata male e costruita ancora peggio. Il progetto che ha fatto nascere la nuova Piazza Cirillo non piace ad un solo cittadino di Casoria. Fuccio, adesso, dovrà risolvere un problema che non ha creato lui, che ha ereditato e che è costato qualche milione di euro ai contribuenti casoriani. Per avere una Piazza così. “La ruota dell’arte contemporanea e della fine dell’epoca industriale” in Largo Duca D’Aosta realizzata da Antonio Manfredi e dagli artisti ospiti internazionali, non è stata mai presentata alla Città. Mai una manifestazione pubblica che la spiegasse, la descrivesse. Mai una manifestazione che spiegasse i giardi-

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netti pubblici dedicati al Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, chiedendo ai figli Nando e Rita di essere presenti. Non sono stati capaci nemmeno in questo. Spero e mi auguro che il nuovo Sindaco lo faccia ed al più presto. Il successo di folla ottenuto nella tre giorni del passato week end sulla via Principe di Piemonte, “l’autostrada dei casoriani”, deve servirgli da incoraggiamento verso queste altre nuove iniziative. Come dimenticare l’arbitraria risistemazione della ottocentesca Via Cavour, la distruzione dello storico convento delle Suore Stigmatine “Anna Lapini”; gli orrendi cantieri edili aperti. Quanti soldi sciupati…. Può un’Amministrazione seria dimenticare tutte queste cose? FALLIMENTO: i tanti scioglimenti dei Consigli Comunali avvenuti negli ultimi dieci anni sono atti politici indirizzati, principalmente, contro un modo preciso di amministrare, in Casoria, sia la politica che la pubblica amministrazione. Un fallimento che ha prodotto in questi anni tantissimi documenti, purtroppo secretati: la relazione dello scioglimento per camorra, centinaia di pagine di relazione dell’indagine amministrativa di Ambrosio prima e di Giordano poi, oltre le interrogazioni parlamentari di Florino, Sodano, Malabarba, Russo Spena. Pasquale Fuccio ha vinto perché ha convinto i suoi elettori di levare protesta contro questo modo di amministrare; Ha costruito la sua coalizione con punto principale la lotta a questo sistema ed anche a quelli trasversali e consociativi. Nei prossimi mesi, il dibattito politico riprenderà piede. Affari, collusioni, accentramento e mercato elettorale sviliscono da cinquanta anni una Casoria che senza più dignità continua a bussare alle porte dei potenti. E’ sempre più evidente il bisogno di forze nuove, di una nuova generazione politica.

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LA REDAZIONE

IL SINDACO PASQUALE FUCCIO E LA GIUNTA MUNICIPALE

Il 13 LUGLIO, in prima mattinata, il Sindaco, l’Avv.to Pasquale Fuccio, procedette a completare la Giunta Municipale che, da allora, lo sta affiancando nella guida della Città, accettando le proposte fattegli dal PD e dalle liste civiche che hanno composto, durante la campagna elettorale, la coalizione diventata, poi, con la vittoria al ballottaggio, maggioranza di governo. Una Giunta Municipale mai presentata alla Città ed alla Stampa. Difficile conoscere le deleghe attribuite ad ognuno di loro ne tantomeno la presentazione del carico di lavoro amministrativo che tocca ad ognuno di loro. Cercherò di darvi un quadro quanto più vicino ai compiti, ai Settori ed agli Assessorati che ognuno di loro sta cercando di guidare. Ecco in dettaglio la composizione della Giunta Municipale: SINDACO, Avv. Pasquale Fuccio. Si è tenuto per se la delega dell’Assessorato all’Urbanistica; Avv. Stella Cassettino: Affari Generali (il Personale pur essendo un servizio di questo Settore è stato affidato a Giulio Russo). Avv. Maria De Rosa: Finanze, Ragioneria, Bilancio, Tributi ed Economato. Dott. Fabio Esposito: Interventi di Polizia sul Territorio, Patrimonio Comunale, Sport, Cultura, Tempo Libero e Turismo religioso. Dott. Antonio Ricciardi: Commercio, Servizi Demografici, Attività Produttive, Frazione Arpino, Contenzioso Tributario. Dott. Giulio Russo: Pubblica Istruzione, Assistenza e Sicurezza Sociale, Personale. Arch. Pietro D’Anna: Ambiente, Ciclo Integrato dei Rifiuti (Ecologia e Nettez-

za Urbana). D.ssa Marianna Riccardi: Vicesindaco: Lavori Pubblici, Inquinamento, Manutenzione Pubblica e Pubblica Illuminazione. Restano, adesso, ancora, purtroppo, alcuni nodi da sciogliere. Il primo ed il più importante è quello dei Dirigenti di Settore: La funzione pubblica parla di discrezionalità dell’amministrazione, e quindi, non si poteva impedire ai dirigenti a termine di fare il ricorso ed in sede di reclamo, fatte una serie di eccezioni, e nonostante troppe questioni alimentate male, aver riconosciuto di tornare al posto di Dirigente di Settore. Il rimanere con soli due dirigenti fu causato dai vincoli di finanza pubblica e dalle scelte discrezionali dell’amministrazione. Una partita che si è giocata su un tavolo strano: alcuni componenti della Giunta Municipale hanno spinto affinché venisse accettato il ricorso dei tre dirigenti a tempo determinato (Salvatore Pallara, Ciro De Rosa ed Errico Colucci) e farli ritornare al loro posto, cioè Segreteria, Ragioneria ed Ambiente. Altri suggerivano, all’epoca, cioè in piena estate, di creare 4 dipartimenti (Amministrativo,

Finanziario, Tecnico e Vigilanza) e diminuire così l’utilizzo dei Dirigenti di Settore. Una situazione davvero ingarbugliata che fu rimandata a settembre, vista la pausa ferragostana. E’ andata a finire così: accettato il ricorso di Colucci, De Rosa e Pallara. A tutt’ora questa è la distribuzione dei Settori. Settore I : Affari generali, Organizzazione e Sistemi: Dirigente ad interim: Salvatore Pallara; Settore II: Ragioneria, Finanze e Sistemi Informativi: Dirigente: Ciro De Rosa; Settore III: Sicurezza e Mobilità: Dirigente: Anna Bellobuono; Settore IV: Servizi ai Cittadini, alle Imprese ed ai Contribuenti: Dirigente: Errico Colucci; Settore V: Servizi diretti alla Persona: Dirigente: Salvatore Pallara; Settore VI: Ambiente e Gestione del Patrimonio Comunale: Dirigente ad interim: Errico Colucci; Settore VII: Lavori Pubblici e Manutenzioni: Dirigente ad interim: Salvatore Napolitano; Settore VIII: Pianificazione e controllo del territorio: Dirigente: Salvatore Napolitano.


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CARMEN PALUMBO

TURISMO RELIGIOSO: LA CHIUSURA E I LAVORI ALLA CAPPELLA DEL CARMINE

Di turismo religioso Casoria potrebbe averne davvero tantissimo, data la presenza di numerose chiese e cappelle che hanno fatto la storia e tracciato le origini della nostra cittadina. Purtroppo anche questa ennesima opportunità di far conoscere il nostro passato viene poco sfruttata e presa in considerazione. Questa settimana in particolare ci occupiamo dell’ antica Cappella del Carmine situata a Piazza Cirillo, che ormai da mesi è chiusa e sottoposta ai lavori di ristrutturazione. La riqualificazione di Piazza Cirillo infatti nel piano stabilito, comprende anche la ristrutturazione della Cappella del Carmine, in particolare l’obiettivo è la demolizione del fronte esterno della chiesa, occupato da costruzioni adibite, ormai da tempo, a locali commerciali. In realtà i lavori di riqualificazione avrebbero dovuto creare un’ area pedonale che fosse fonte di aggregazione proprio intorno alla chiesa, ma per il momento la nuova struttura della Piazza sta creando non pochi problemi di viabilità e la chiesa non è ancora stata riaperta a causa dei lavori molto lunghi. Sicuramente l’idea di creare un’area comunitaria intorno alla Cappella del Carmine sembra positiva, anche perché la Chiesa è sempre stata luogo di ritrovo ed ha avuto un ruolo importantissimo nella storia della nostra città. Andando un pò indietro con il tempo sappiamo che la Cappella del Carmine fu realizzata nel XVII secolo, e più

precisamente nel 1651, è dedicata come dice il nome alla Madonna del Carmine, molta amata dal popolo napoletano e casoriano. La sua struttura si sviluppa su  pianta centrale e la facciata è in stile barocco, mentre il resto dell’edificio, compreso il campanile sono in stile romanico. Fino agli anni ottanta era la chiesa preferita dalle famiglie del centro storico della Città, se ne prendeva cura il Canonico Giovanni Storti insieme a sua sorella, Suor Filomena Storti. Nel 2006 a causa di problemi di staticità la chiesa rimase chiusa per alcuni mesi e fu proprio grazie alla grande devozione dei fedeli, che addirittura scrissero alla Sovrintendenza regionale, che ci fu la riapertura. Purtroppo però già da un po’ di anni la chiesa resta quasi sempre chiusa,

tranne il mercoledì per una liturgia mattutina. Come tante Cappelle di Casoria, questa chiesa è fonte di storia, di passato, di vita per noi cittadini e per anni è rimasta abbandonata a se stessa, oggi finalmente i lavori di ristrutturazione sono stati avviati, ma la domanda che tutti noi ci poniamo: quanto dureranno? Per quanto tempo ancora la Cappella sarà destinata a rimanere chiusa, perdendo la sua principale funzione di comunità e aggregazione. Anche la demolizione del fronte esterno è sicuramente una perdita per una struttura storica, che avrebbe dovuto conservare intatte le sue origini. Una città è fatta soprattutto del suo passato, delle basi che hanno consentito la sua crescita e Casoria dovrebbe puntare proprio su tutto questo per ricostruirsi.

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8 ALessia Manco

Sospeso il progetto per l’accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati a Casoria Il 31 Gennaio scorso è apparso sul sito web del comune di Casoria un comunicato in cui si dava annuncio della sospensione momentanea della “presentazione delle istanze di partecipazione all’Avviso Pubblico per l’individuazione di soggetti del Terzo Settore per la coprogettazione e la gestione di azioni di sistema per l’accoglienza, la tutela e l’integrazione a favore di richiedenti e titolari di protezione internazionale, nonché titolari di permesso umanitario nel quadro del Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati (SPRAR) per il triennio 2017/2019”. La causa di questa sospensione sarebbe lo svolgimento di alcuni approfondimenti, non meglio precisati dall’ufficio comunale. Il Comune di Casoria aveva pubblicato, infatti, un Avviso Pubblico (con scadenza 4 Febbraio) per la selezione di enti idonei all’accoglienza, la tutela e l’integrazione di 84 migranti. E mentre il partito Fratelli d’Italia di Casoria dalla sua pagina Facebook invita al ritiro l’intera classe politica davanti a quella che viene definita “un’ulteriore brutta figura amministrativa”, il presidente della Commissione Controllo del Comune di Casoria e consigliere comunale di opposizione, Pasquale Pugliese, lascia trapelare le vere motivazioni dell’inconveniente. L’Avviso Pubblico presenterebbe, infatti, delle incongruenze rispetto alle Linee Guida ministeriali. Queste incongruenze sarebbero state segnalate all’Ente comunale dai consiglieri co-

munali membri della Commissione. Nello specifico nell’Avviso Pubblico, diramato dal Comune di Casoria, sarebbero presenti requisiti di partecipazione aggiuntivi rispetto a quelli stabiliti dal Ministero dell’Interno, requisiti che risulterebbero in contrasto con le Linee Guida dell’Anac (l’Autorità Nazionale Anticorruzione), di cui alla delibera 32/2016. L’Avviso Pubblico, così come formulato, prevede che le azioni e gli interventi siano finanziati dal Fondo Nazionale per le Politiche ed i Servizi dell’Asilo (FNPSA) - se ed in quanto approvati dal Ministero. In particolare le risorse destinate alle attività progettuali dovrebbero essere stanziate in misura pari al 95% dal Fondo Nazionale per le Politiche ed i Servizi dell’Asilo, istituito presso il Ministero dell’Interno e per il rimanente 5% dall’ente locale/soggetto partner del progetto, sotto forma di co-finanziamento. Anche la questione soglia economica avrebbe, tuttavia, destato dubbi alla Commissione Controllo, che sostiene, infine, la necessità che la gara sia espletata dalla stazione appaltante e non da una commissione nominata dal Comune. Dopo due settimane dalla sospensione del progetto ancora non si hanno novità riguardo questa questione di grande importanza per la cittadinanza. Attendiamo gli sviluppi futuri della vicenda.

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Alessia Diano

Il rifiuto della maggioranza ci lascia senza risposte… tra i rifiuti

Casoria è sporca: sacchetti di plastica, bottiglie vuote, escrementi di cane, cicche di sigarette e rifiuti di vario tipo affollano i nostri marciapiedi. Le segnalazioni che giungono alla nostra redazione in merito al livello del degrado raggiunto a causa della scarsa, e in alcuni casi inesistente, pulizia delle strade e per l’impraticabilità delle stesse, dove è diventato persino pericoloso camminare a piedi senza rischiare di inciampare in chissà cosa, sono sempre più frequenti. Nonostante i 20 milioni di euro all’anno dati alla Società CasoriaAmbiente, il servizio di pulizia delle strade non decolla, anzi soprattutto nelle zone periferiche, vedi via Castagna o via Caruso, la situazione è diventata sempre più critica. E come se non bastasse l’inefficienza del servizio, ad amareggiare e a far infervorare i cittadini casoriani si è aggiunto anche un ingiustificato aumento del ben 20% sulla Tari (Tassa sui rifiuti). I consiglieri comunali all’opposizione Elena Vignati, Sossio Salma

e Petrone, insieme al Presidente della Commissione di Controllo Atti Pasquale Pugliese hanno denunciato il fatto e presentato una richiesta per l’avvio di un’indagine sull’aumento dei costi del servizio di igiene urbana, affidato a CasoriaAmbiente. La proposta è stata però bocciata dalla maggioranza. Questa decisione non ha quindi permesso che fosse fatta chiarezza circa i costi della raccolta rifiuti a Casoria. Circa la presenza della spazzatura sul nostro territorio, per chi non lo ricordasse, siamo ancora tutti in attesa dell’istituzione del famigerato registro delle aree interessate da abbandono e rogo dei rifiuti (Legge Regionale n. 20 del 09/12/2013) di cui ci ha tanto parlato l’Assessore all’Ambiente Arch. Pietro D’Anna lo scorso settembre. Insomma i cittadini casoriani pagano le tasse ma continuano ad essere vittime di un servizio discontinuo ed inefficiente che verrà a costare anche di più, senza nessun motivo valido. Tutto ciò ha dell’incredibile.


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10 COMUNICATO STAMPA

Il karateka Luca Maresca operato a Cattolica

Il campione europeo del kumite si è sottoposto ad un intervento chirurgico alla spalla sotto la supervisione del dottor Porcellini: “Tranquilli, tornerò più forte di prima” In prospettiva Tokio 2020, il karateka Luca Maresca - oro ai Mondiali cadetti del 2009 ed oro agli Europei assoluti di Istanbul nel 2005 - è una delle grandi speranze olimpiche dell’Italia. Ma nel corso dell’ultimo appuntamento di Premier League a Parigi, mentre era in vantaggio ai punti con il campione del mondo inglese Jordan Thomas, ha rimediato una lussazione alla spalla che lo ha costretto al ritiro. Per stabilire l’esatta entità dell’infortunio, il campione napoletano del kumite si è sottoposto ad una visita specialistica dal dottor Giuseppe Porcellini, un luminare per quanto riguarda la spalla, che ha deciso di sottoporlo ad un’operazione chirurgica. L’intervento si è svolto martedì scorso (14 febbraio) all’ospedale di Cattolica. “Il 2017 - spiega Maresca, che oggi è stato dimesso - non rappresenta, in chiave di qualificazione olimpica, un’annata decisiva. Pertanto, abbiamo deciso col dottor Porcellini di risolvere in maniera definitiva questo problema alla spalla. Dopo il fisiologico periodo di rieducazione, conto di risalire sul tatami per il prossimo mese di settembre. E ovviamente, anche grazie alla fondamentale consulenza del dottor Porcellini, non ho dubbi che tornerò più forte di prima”. PAOLA CONSOLETTI

Presentazione del libro “senso di marcia”, edizioni Giapeto

Martedì 21 Febbraio alle ore 18.00, alla libreria Feltrinelli di Piazza dei Martiri, ci sarà la presentazione del libro “Senso di marcia”, edizioni Giapeto, di Leandro Del Gaudio e Catello Maresca, con gli autori saranno presenti: Duccio Giordano, Sandro Ruotolo (giornalista napoletano e nazionale), e l’attrice “Reading” Claudia Ruffo. Questo è un importante appuntamento al quale non bisogna mancare, un momento d’incontro, discussione e confronto su tematiche sulle quali mai deve calare il silenzio. La criminalità organizzata ed i suoi orrori, ma anche il duro lavoro, spesso dimenticato di quotidiani eroi che combattono tutto ciò, nel silenzio dei media e di molti. “Senso di marcia” è anche un “docufilm” del giornalista e videomaker Duccio Giordano, napoletano che si occupa di video inchieste e reportage sul sociale, sceneggiato dal giornalista Leandro Del Gaudio, che si occupa di cronaca nera e giudiziaria, impegnato sul campo come giornalista anti-camorra, e dal giudice Catello Maresca, PM alla procura della Repubblica del Tribunale di Napoli e della DDA di Napoli, in prima linea nella lotta alla camorra. Il libro racconta, il viaggio di un cronista di nera che lascia la

redazione del suo giornale, per andare alla ricerca di testimonianze e risposte nell’Italia delle mafie, dove i criminali si nascondono negli uffici, dietro giacche e cravatte da manager. La storia sottolinea una Napoli che, nonostante le difficoltà, i problemi e, quella sorta di Stato nello Stato, che è il mondo della criminalità organizzata, c’è, esiste, continua a vivere. “Senso di marcia”, ha dato vita anche ad un progetto didattico, sviluppato nelle Scuole di Napoli, coinvolgendo numerosi ragazzi, interessati alle problematiche critiche e “croniche” della città. Il titolo del libro, può essere inteso come un motto, un modo d’intendere la propria vita, il proprio lavoro, come costante impegno ed esempio, come dimostrazione che le cose possono funzionare, nonostante tutto e tutti, e che bisogna combattere, con la nostra quotidianità, da onesti cittadini, attenti, con la forza di non chiudere gli occhi, non dimenticare, ma guardare, ricordare senza mai scoraggiarsi, è un viaggio di eroi alla ricerca della verità. Questo libro è un’opera che ha lo scopo di scuotere, far riflettere, perché è dovere di ciascuno di noi trovare nell’onestà il suo giusto “Senso di marcia”.


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Avv. Diana Santucci Il Comandante della Polizia Municipale di Nola, dott. Luigi Maiello, è stato vittima di un attacco mediatico durante la trasmissione televisiva “Quinta Colonna”, andata in onda in prima serata il 30/01/2017 sulla rete nazionale “Rete  4”, dove si parlava dei ‘furbetti del cartellino’ e del blitz anti-assenteismo che la scorsa settimana ha portato all’emissione di 63 avvisi di conclusione indagini preliminari nei confronti di dipendenti comunali. Durante la diretta televisiva è intervenuto telefonicamente il Comandante dei Vigili di Avellino, Michele Arvonio, il quale, condannando il comportamento dei dipendenti che truffano la pubblica amministrazione, si interrogava sul motivo per il quale il Sindaco di Nola tenesse un Comandante che è stato licenziato dal comune di Cercola ed affermava che, nel rispetto della legalità e della correttezza nella pubblica amministrazione «quando un dipendente viene licenziato dalla pubblica amministrazione non può svolgere un ruolo di dirigente». A quest’attacco del tutto inaspettato, Maiello, nel replicare che non è stato licenziato, ma stabilizzato, si è sentito male, perdendo i sensi. In ordine ai fatti accaduti durante la trasmissione, il Sindico di Cercola ha chiarito con un comunicato stampa la posizione del Comandante Maiello, il quale quando era in carica come dipendente presso il comune di Cercola «non è stato mai licenziato, ma è stato stabilizzato presso il comune di Cercola con un atto di Giunta comunale n. 172 del 2010. Con una nuova determinazione, in esecuzione della delibera Giuntale 58/2014, il contratto è stato risolto. Giova precisare che il comune di Cercola non ha mai prodotto atti per i quali il dott. Luigi Maiello sia stato dichiarato interdetto o sottoposto a misure che escludono la costituzione di un nuovo rapporto di pubblico impie-

Attacco mediatico al Comandante Maiello durante la trasmissione Quinta Colonna. Denunciato il Comandante dei Vigili di Avellino

go con la pubblica amministrazione, nè tantomeno è stato destituito in virtù di un procedimento disciplinare o per scarso rendimento». Dunque la risoluzione del rapporto di lavoro è stata svolta dall’ Amministrazione comunale solo per vizi amministrativi, inerenti alla procedura di stabilizzazione. Dopo aver chiarito il rapporto tra l’ente ed il Comandante Maiello, il Sindaco di Cercola elogia il Comandante per l’attività svolta, sottolineando la sua professionalità, la sua competenza, e soprattutto la sua dedizione al lavoro per affermare il principio di legalità sul nostro territorio partendo dalle semplici attività sino ad operazioni importanti a tutela del nostro territorio in piena collaborazione con l’intero comando di Polizia Municipale. Solidarietà al Comandante Maiello anche da parte del SULPL, Sindacato Unitario Lavoratori Polizia Locale, che tramite un comunicato, ha ufficialmente preso le distanze dalla trasmissione televisiva Quinta Colonna, dove è andato in scena un inopportuno scambio di opinioni e accuse

fra i due Comandanti inerenti a questioni personali. Difatti l’astio da cui è disceso l’acceso diverbio risiede in eventi che in passato hanno visto come protagonisti i due rappresentanti delle Forze dell’Ordine, già a partire dal 2012, quando andò in pensione il Comandante Lanzaro e la scelta del nuovo Comandante tra Maiello e Arvonio, provocò una forte spaccatura nell’esecutivo. L’Amministrazione Biancardi all’epoca scelse Maiello, mentre ad Arvonio fu affidata la guida dei caschi bianchi avellinesi. Inoltre il Comandante Maiello, dopo aver chiarito che non è stato mai licenziato, è riuscito a riferire: «ho fatto delle indagini a Cercola anche contro la criminalità, indagando dei dipendenti assenteisti. Il dottor Arvonio è stato denunciato da me alla Corte dei Conti per attività fatte da lui e quindi ha scelto la trasmissione per togliersi la pietruzzella dalla scarpa. È stato assolto dalla Corte dei Conti, ma togliersi la pietruzzella dalla scarpa così non è una bella cosa, nemmeno per la categoria», per poi svenire in diretta. Su quest’ultimo punto il SULPL ha ritenuto opportuno intervenire affermando che è inaccettabile una linea editoriale che consenta su una rete nazionale un dibattito incontrollato che ha come unico risultato quello di screditare la Polizia Locale. Apprezzando l’operato del Comandante Maiello, il Sindacato sottolinea nel comunicato quanto sia stato inopportuno e fuori luogo l’attacco mediatico ricevuto dal collega Arvonio. Invitando a distogliere lo spettacolo sulle spalle della Polizia Locale, che è sempre al servizio della legalità e della trasparenza, il SULPL confida nell’attività della Magistratura per l’accertamento dei fatti accaduti, poiché il Comandante Maiello ha sporto denuncia querela in data 15/02/2017 nei confronti del Comandante dei Vigili di Avellino.


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Vittorio Marsiglia, storia di un artista poliedrico napoletano Il prefisso “maestro” davanti al nome di Nino Taranto, per Vittorio Marsiglia, poliedrico artista napoletano è sistematico forse più dello 081 per Napoli, il memorabile “Chiamate Napoli 081” di meroliana memoria. Quando dici maestro, Vittorio, intendi che consideri Nino Taranto il tuo maestro? “No. Il maestro mi stimava molto e ha cantato anche mie canzoni,come “La sorella di Sasà” e io ho cantato anche delle macchiette che aveva cantato lui, ma le ho personalizzate, quindi sono due cose diverse” In che senso diverse? “La macchietta ha la particolarità che, oltre ad interpretarla, devi disegnare il personaggio che viene descritto e, quindi, è decisivo come tu senti e riesci a presentare artisticamente il personaggio. E’ qui la diversità, i miei personaggi erano “diversi” da quelli di Nino Taranto perché ne facevamo personalizzazioni diverse ed è il motivo per cui uno non può considerarsi allievo di un altro” Interprete delle macchiette: Nino Taranto, tu e poi chi altro oggi? “Nessun altro per il motivo che ti dicevo prima. Tutti quelli che sento, e ne sono tanti, fanno la mia imitazione; non c’è nessuno che personalizza e così non è macchietta ma una canzone umoristica” Qualcuno però si è allontanato dal clichè di cui parlavamo e le interpreta in modo che direi brechtiano. “Stilizzato io direi, ma in questo caso non sono macchiette né di canzone umoristica ma solo canzoni” L’approccio fa la differenza, chiaramente, ma come

ci si accosta alla macchietta? “Nino Taranto l’ha fatto dopo avere conosciuto Pisano e Cioffi, praticamente da loro ha attinto tutto il suo repertorio, senza quei due non ci sarebbe la macchietta così come la conosciamo, anche se già altri si erano cimentati con questo genere, non possiamo certo dimenticare un grande come Ferdinando Russo”. Tu, invece, come ci arrivi alla macchietta? “Per vie traverse, diciamo così. Nel 1973 mi esibivo in uno spettacolo di cabaret “Isso, essa e ‘o malamente” che durava solo un’ora e, quindi, c’era esigenza di trattenere il pubblico ancora in sala; per questo dopo l’intervallo prendevo la chitarra e cantavo queste macchiette che poi hanno avuto tanto successo” Che cosa è la macchietta? “Una caricatura, una satira di costume, c’è il doppio senso, nasce dalla osservazione di fatti reali. Quello che io rappresento sul palco sono cose che realmente ho visto sui pullman o altrove. Per dirtene una mi è capitato di vedere veramente l’autista del mezzo pubblico che, nel traffico, invece di suonare il clacson batteva la lamiera

della porta con il palmo della mano e l’ho rappresentato in una macchietta” Diciamo che è’ importante il “manico”, cioè l’interprete. “E’ decisivo. La macchietta essenzialmente la “si fa”, è determinante la caricatura, l’esasperazione del personaggio e del fatto predominante”. Come nasce la tua vocazione artistica? “Da piccolino volevo suonare la chitarra ma mia nonna mi comprò invece una fisarmonica, solo dopo arrivò la sospirata chitarra. Iniziai al Collegio “Della Salle” di Benevento esibendomi in spettacoli studenteschi. Poi passai al semiprofessionale con alcuni gruppi come gli Albatros e i Gufi Verdi. Nel 1968 partecipai al Festival con la canzone “Casanova 70” interpretata da Antonio Buonomo e Oreste Lionello; feci, anzi dovevo fare, il bis nel 1971 ma il festival fu annullato e poi non si è più fatto”. Poi fu il cabaret con “Isso, essa e ‘o malamente”, che è ormai un vero e proprio cult nel suo genere:. “Sì, lo spettacolo di Angelo Fusco e Corrado Iannuzzi che mettemmo in scena con i Cabarinieri nel 1973

e poi ho ripreso nel 1993 ed anche ultimamente perchè è uno spettacolo senza tempo: praticamente è il teatro nel teatro che ha le sue origini nell’antico teatro greco. In questo spettacolo la sceneggiata ai suoi personaggi classici, isso, essa e’o malamente si unisce uno spettatore che non “accetta” la situazione descritta ed interviene continuamente a criticare e a suggerire gli atteggiamenti e i comportamenti che i personaggi dovrebbero avere, con tutte le conseguenze umoristiche del caso che costituiscono, appunto, uno spettacolo nello spettacolo” Vita non facile, specialmente negli ultimi tempi per il teatro napoletano. “La difficoltà è il dialetto che non viene compreso, facendo eccezione per Eduardo De Filippo che usava un linguaggio prevalentemente italiano con alcune espressioni o termini dialettali di facile comprensione. Se usi il dialetto puro dopo Roma è difficile che comprendano, se poi prendi il caso mio che faccio un tipo di spettacolo in cui non mancano battute e doppi sensi l’incomprensione è totale” Non solo canzoni però nella tua storia artistica. “Tutt’altro, ho fatto molti film, lavorando con registi del calibro di Nanny Loy, “Cafè Express”, con Luciano De Crescenzo in “Così parlò Bellavista” e anche con Alvaro Vitali, “Paulo Roberto Cotechino” In teatro ho lavorato con Aldo Fabrizi, Aldo e Carlo Giuffrè, Gino Bramieri, Antonio Casagrande, Gino Rivieccio, Giacomo Rizzo e tanti altri”. Poi molta televisione pure. “Veramente tanta,tra cui


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“Domenca in” con Corrado, Mara Venier e Pippo Baudo”; “Grande Hotel” con

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Gigi e Andrea e “Il pranzo è servito” con Corrado con il cui c’è stata un’amicizia

straordinaria di trent’anni”. Un rimpianto che ti porti dentro. “Alla fine degli anni ’70 rifiutai di continuare la mia partecipazione ad una trasmissione di una televisione di proprietà della Rizzoli: c’erano continui viaggi tra la Sicilia e Milano e rinunciai, venni sostituito da Martufello. Dopo poco la televisione fu acquisita da Silvio Berlusconi che confermò tutti i protagonisti della trasmis-

sione ed io persi una buona occasione, fu una scelta sbagliata”. I tuoi impegni attuali. “Mi esibisco al “Salotto di Pulcinella” un locale di Roma, dove mi sono trasferito da circa trent’anni, che mette in scena solo spettacoli napoletani, poi faccio principalmente serate che, nel periodo estivo, si incrementano, e per l’anno prossimo penso di potere tornare a lavorare in teatro da cui manco da due anni”.

EMILIA SENSALE

Il Carnevale a Napoli ha il sapore della lasagna Il Carnevale è una festa che si celebra nei Paesi di tradizione cattolica e l’origine della parola ha una doppia ipotesi che in realtà si ricollega al medesimo significato: deriva dall’espressione latina ‘carnem levare’, in altre parole ‘eliminare la carne’, ma potrebbe derivare direttamente dalla divisione del vocabolo, ‘carne-vale’, dove sempre in latino ‘vale’ è una forma di saluto, dunque ‘carne addio’. La parola indicava il banchetto che alla nascita della tradizione si teneva l’ultimo giorno di Carnevale, vale a dire il martedì grasso, e che preannunciava il periodo di astinenza e digiuno della Quaresima. Caratteristica essenziale dei festeggiamenti di Carnevale è il mascheramento, un folclore che ha un preciso significato simbolico: nel Medioevo indicava la possibilità almeno una volta all’anno per chiunque di trasformarsi nell’esatto opposto o comunque in tutto ciò che desiderava, così il povero si travestiva da re e il bambino indossava, secondo le possibilità della famiglia, in un personaggio delle storie che gli raccontavano. Incerta è l’origine del termine, palese il suo significato: la

maschera indica appunto il gesto del mascherarsi, dell’impersonare qualcun altro o del nascondere il volto e il corpo mostrandosi in maniera differente rispetto a ciò che si è. Per molti è interpretabile come una sorta di protezione, per altri è una semplice abitudine scherzosa del periodo di Carnevale, fatto sta che la maschera trova le sue radici nell’Antica Grecia grazie al teatro e solo dopo ne prende il significato di ‘burla’, traduzione del ‘mascharat’ arabo che è un vocabolo importato nel periodo delle crociate. Comunque sia, ogni regione italiana ha la sua maschera e il personaggio che la interpreta: Pulcinella o per meglio dire Pulecenella, ribelle e irriverente, è squisitamente napoletana anche se molti affermano che sia nata per l’esattezza ad Acerra dove il contadino Puccio d’Aniello nel Seicento si unì, vestito con l’abito bianco e nero che conosciamo oggi, come buffone ad una compagnia di girovaghi di passaggio nel suo paese. Un’altra ipotesi afferma che il nome derivi da ‘pulcino’ poiché la maschera ha il naso adunco. Uno dei piatti caratteristici del Carnevale partenopeo è la lasagna. In verità, la città di Napoli si contende con Bologna le origini di questa bontà: la differenza sostanziale delle due ricette sarebbe l’uso al Nord di besciamella e di ricotta al Sud. Il termine sembra comunque essere nato all’ombra del Vesuvio, nel periodo in cui la pasta era sempre più apprezzata

sulle tavole dei cittadini a il ‘laganon’ indicava una sfoglia sottile ricavata da un impasto a base di farina di grano. Solo col tempo è nata la lasagna come la conosciamo oggi: un pasticcio di pasta e carne, come lo definivano gli antichi, caratterizzato poi dal sugo di pomodoro quando quest’ultimo fu importato dall’America dopo la scoperta del Nuovo Mondo. La lasagna classica napoletana è fatta da più strati di una sottile sfoglia di pasta, nei quali c’è pomodoro, mozzarella, ricotta e le immancabili polpettine. I tempi corrono e anche nella ricetta delle lasagne ci sono state innovazioni, a partire dalla cottura delle stesse: la sfoglia oggi si trova al supermercato già pronta per il forno, basta posizionare i rettangoli completamente crudi nel ruoto che si vuole adoperare e il gioco è fatto. Il vantaggio di questa cottura, che è ottimale in una preparazione con un sugo non troppo denso, è palese rispetto alla classica cottura sui fornelli delle sfoglie prima di sistemarle nella teglia. Gli ingredienti sono diversi, al di là della tradizione carnevalesca: oggi c’è la cosiddetta lasagna bianca, dove è assente il pomodoro e c’è un aumento di latticini e besciamella e panna da cucina, con la presenza di carne trita e funghi oppure di spinaci.


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DOMENICA 19 FEBBRAIO 2017 LETIZIA SERVILLO

15 Psicologa-Psicoterapeuta sistemico relazionale

Crisi e trasformazioni nelle relazioni di coppia: chi deve andare in terapia?

Carissimi lettori, per chiudere in bellezza questa settimana dedicata all’amore, non potevamo non parlare di relazioni di coppia. Oggi, a differenza del passato, la coppia si è sempre più sganciata da obiettivi limitatamente ancorati alla famiglia e alla procreazione, investendo maggiormente su nuove e complesse dimensioni (IO, TU, NOI). Ciò ha portato ad un confronto di personalità e di mentalità, che può costituirsi come spinta all’evoluzione o al contrario allo scontro, o ad entrambi. Nelle fasi iniziali di una relazione, l’innamoramento la fa da padrone e si pongono in evidenza esclusivamente quelle parti “migliori” e più accettabili. Pian piano che la relazione comincia a strutturarsi e la quotidianità ad essere vissuta, incominciano i primi scontri, ci si rende conto dei limiti e di quelle parti meno splendenti dell’altro: alla luce subentra anche l’ombra. È proprio in questo passaggio, che iniziano le prime incomprensioni, le prime delusioni, i primi conflitti che possono scadere in vere e proprie crisi. Molto spesso a dare una mano a queste coppie agonizzate ci sono anche le famiglie d’origine, che, sia sul piano reale che fantasmatico, possono intrudere nella coppia portando ulteriore conflitto. Equilibri che possono essere ulteriormente messi a dura prova anche dalla nascita dei figli, con il conseguente passaggio dalla coppia coniugale a quella genitoriale, che richiede un lavoro di interazione e scambio a più livelli inglobando la complessità dell’esperienza. Essere, dunque, in coppia diventa un viaggio alla ricerca di un equilibrio tra luci e ombre, uguaglianze e differenze,

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bisogno di separazione e di appartenenza, quella giusta distanza e vicinanza emotiva al di là di ogni tentativo di con-fusione con l’altro, di perdita o di ipertrofia del proprio Sé. Quando due persone si costituiscono in coppia, si uniscono due forme di libertà che devono imparare a convivere rispettandosi a vicenda: invece molto spesso diventa o un gara competitiva tra IO o una supremazia di un IO sul TU, oppure una indefinito e confusivo NOI! L’amore nella coppia è “amore” solo se è libero e responsabile. Infatti, la responsabilità nella coppia sta nel riconoscere che qualsiasi conflitto che ci oppone al partner è un conflitto prima di tutto interiore; tale consapevolezza aiuta nella conquista della propria libertà di scegliere e di vivere. L’irresponsabile afferma “sto male per colpa tua”: ci si sente in balìa dell’altro, diminuendo così il proprio potere personale e decisionale, il benessere può

giungere solo se l’altro cambia o lo si fa cambiare. Ma cambiare l’altro è una scelta di comodo, in quanto si delega un cambiamento, che dovrebbe partire da sé: e questo è già di per sé fallimentare! Infatti, la richiesta è spesso quella di risolvere aspetti della vita di coppia ritenuti problematici e dei quali si attribuisce la “colpa” al partner. Molte coppie temono di iniziare un percorso psicoterapeutico, in quanto c’è la demoniaca convinzione che lo psicoterapeuta, a mò di avvocato civilista, porti alla separazione! Invece, nel processo psicoterapeutico con le coppie si lavora per aprire ai due partner possibilità per un nuovo modo di vivere in coppia: passando dall’attribuzione all’altro di tutta la responsabilità del benessere e/o del malessere personale e di coppia, alla possibilità di assumersi la responsabilità della propria esistenza, consapevoli dell’importanza che l’altro ha, ma liberi di scegliere se e come stare in relazione con lui/lei.

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16 SABRINA CIANI Ippocrate diceva: “Il corpo umano è un tempio e come tale va curato e rispettato sempre”! Da questo principio, e forte di questa consapevolezza, il dottore Domenico Campa, chirurgo plastico, opera sulla bellezza. Lo scorrere inesorabile del tempo, i segni che si delineano sul viso, la poca elasticità della pelle, inducono sempre più ad attenuare le insicurezze, a rendere più armonico e gradevole il proprio aspetto, e riportare la nostra immagine in equilibrio. Ricordiamo però che la chirurgia estetica e ancor di più quella plastica, vanno effettuate con moderazione, rispettando tutte le precauzioni, le linee guida, e che ogni eccesso potrebbe rivelarsi superfluo e dannoso. E’ doveroso affidarsi alle mani di un professionista che, sappia ascoltare le reali esigenze del paziente così da esaltarne le sue forme nel pieno rispetto della naturalezza e delle proporzioni. Ci fornirà utili e preziose risposte il dottore Domenico Campa, specialista in chirurgia plastica presso lo studio di via Sergio Abate al Vomero, socio ordinario SICPRE(Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica) e International Member ASPS. Qual’è il suo concetto di estetica? Sicuramente naturalezza, armonia. Oggi il pensiero comune tende a farci imitare

Il ‘ritocco’ naturale L’esteriorità va cautelata con la corretta informazione

i modelli televisivi proposti e ciò ha ampio riscontro nel settore della chirurgia plastica, in cui le richieste dei pazienti hanno spesso mirato a raggiungere risultati predefiniti, uguali per tutti. Oggi non è più così per fortuna. I pazienti hanno compreso sempre più per es, che le labbra

a canotto non sono poi così gradevoli, mammelle troppo prorompenti non si associano sempre ad un bel portamento e cosi via. Qual’è l’età media dei suoi pazienti? La fascia d’età più gettonata? Ormai si può dire che la chirurgia plastica non abbia più un’età . Si rivolgono a noi le ragazze appena compiuti 18 anni per aumentare il seno, le donne che dopo l’allattamento e le gravidanze vogliono migliorarne il tono, gli uomini adulti che vogliono togliere qualche ruga e via discorrendo. Sicuramente la fascia di età più interessata e’ quella che va dai 18 ai 50 anni. Perchè ha scelto di specializzarsi in chirurgia plastica? E’ sempre stato un desiderio forte quello di poter aiutare le persone a vivere più in armonia con se stesse. Quando una donna giovane operata al seno ti scrive che grazie all’intervento ricostruttivo adesso e’ “tornata a guardarsi allo specchio” capisci nella vita che sei sulla via giusta. Qual’è il messaggio informativo che vuole lanciare ai lettori? Naturalezza, armonia, sicurezza ed umanità. Queste credo siano le mete a cui un chirurgo plastico estetico deve tendere per far si che le persone possano sentirsi serene e soddisfatte della loro scelta.


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GIUSEPPE NAPPA

Il Teatro Augusteo di Napoli, daL 7 fino aL 26 febbraio, Gigi e Ross saranno in scena con lo spettacolo musicale “Troppo napoletano”

Dopo il successo cinematografico del film “Troppo napoletano”, il primo lungometraggio prodotto da Alessandro Siani e Cattleya, arriva l’adattamento della pellicola in un’inedita versione teatrale che debutterà venerdì 17 febbraio, in scena fino a domenica 26 febbraio, sul palco del Teatro Augusteo di Napoli. Scritta e diretta da Gianluca Ansanelli, la commedia è impreziosita anche da alcuni brani musicali scritti da Siani e conferma i protagonisti

Luigi Verde un grande autore e scrittore di un libro straordinario che tratta temi sociali davvero importanti. Un libro “Riscattaciccioni” dove si utilizzano tratti di vita vissuta, mescolandola a personaggi inventati e costruiti per esporre la “diversità” in modo approfondito. Un libro che tocca problemi di grande attualità in maniera molto professionale è scritto

del grande schermo Gigi e Ross, con i piccoli Gennaro Guazzo e Giorgia Agata che guideranno un cast rinnovato con tante sorprese, composto da: Luigi Attrice, Alessandro Bolide, Nicoletta D’Addio, Cristiano di Maio, Gennaro Di Biase, Ivan Fedele, Loredana Simioli, Ester Gatta, Ciro Villano, e con la partecipazione straordinaria di Valentina Stella, che canterà le canzoni scritte da Siani e Bruno Lanza. Le scene sono di Roberto Crea; le coreografie di Naike

in modo molto comprensibile a tutti coloro che leggono, pubblicato per il gruppo Albatros. I Riscattaciccioni sono coloro che odiano la presunzione, la prepotenza, il pregiudizio, la discriminazione, la falsità, il finto perbenismo. Vanno in giro per il mondo e di solito vengono additati come “perdenti” perché non riescono né vogliono ad-

Orilio e Giuseppe Farruggio; la realizzazione scene dei F.lli Giustiniani. Le musiche sono scritte da Bosnia e Gallo; le canzoni sono di Alessandro Siani e di Bruno Lanza. Le grafiche sono a cura di Luca Auletta; videografica e disegno luci Francesco Adinolfi. Lo spettacolo è prodotto da Best Live. “Troppo napoletano” è una storia semplice,

una storia d’amore vista con gli occhi di un bambino e che racconta le differenze tra due quartieri di Napoli: il Rione Sanità e Posillipo. Sarà proprio l’amore tra uno scugnizzo e una posillipina a far emergere i contrasti, ma soprattutto le tradizioni, le speranze e i sentimenti che hanno lo stesso sapore per chi è nato a Napoli.

Il Riscattaciccioni “Storie di un ciccione che non ci sta a farsi sfottere”

eguarsi ai canoni proposti dalla società. Vengono considerati “diversi” solo perché il loro corpo, i loro ragionamenti, la loro sessualità o il loro modo di affacciarsi alla vita è fuori dai soliti schemi. In questo libro viene raccontata la storia di uno dei tanti “Riscattaciccioni”, utilizzando tratti di vita vissuta, mescolandola a personaggi inventati.

Un libro assolutamente da leggere da tenere in casa e non considerare appunto queste persone “diverse”, dove si percepisce anche il tema bullismo diventato molto attuale negli ultimi anni. Luigi Verde, uno scrittore che con grande verve narra l’attualità, un’attualità raccontata in modo comprensibile da poter così arrivare a tutti.

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PRESENTATO, A NAPOLI, IL DOSSIER POVERTA’ 2016

Sempre più poveri, di nazionalità italiana, in un’Italia spaccata in due, dove il Mezzogiorno ha il 42,5% degli occupati contro il 63,8% del Centro-Nord e la Campania diventa il fanalino di coda del Sud, con il 39,6%. E’ il ritratto che viene fuori dal dossier 2016 della Caritas, presentato di recente a Napoli. “Si allarga la forbice tra ricchezza e povertà e la Chiesa diventa sempre più supplente alla carenza delle istituzioni che lasciano il Sud ancora più indietro” denuncia il vescovo Antonio Di Donna, delegato Caritas. Di fronte all’aumento del numero di utenti dei Centri di ascolto (che sono passati dagli 11.444 del 2014 ai 12.266 del 2015), c’è un rischio concreto: “La Caritas può smarrire il suo volto autentico e diventare soltanto welfare”. Si è poveri “perché si è disoccupati, immigrati, ma - sostiene Di Donna – si affaccia prepotentemente anche il dramma ambientale che viaggia di pari passo con quello umano”. E, sulla povertà, pesano oltre alla disoccupazione, le crisi familiari quali vedovanza, separazioni e divorzio, il cosiddetto nucleo spezzato - che nel 2015 raggiunge il 23,4%. “Preoccupa”dice l’arcivescovo di Napoli Crescenzio Sepe – “che i poveri provengano da si-

tuazioni disgregate. Come Conferenza episcopale campana abbiamo destinato più risorse a Caritas e migranti: ma non possiamo farcela da soli”. L’Arcivescovo ricorda l’aumento di richiesta di pasti. “Le nostre mense da cinquanta sono passate a cento e con esse le richieste di abbigliamento, vestiario. Alloggio”. Le richieste principali riguardano, infatti, conferma il sociologo Ciro Grassini, presente all’incontro, viveri e vestiario (71,1%), a seguire, sussidi economici per il pagamento di utenze e fitti (22,3%). Presentato anche il rapporto immigrazione 2015 da cui emerge l’aumento del 6,7% degli stranieri residenti in Campania: 200.017.503 persone di cui il 54,3 % donne. I primi paesi di provenienza Romania e Ucraina, che insieme totalizzano il 37% della popolazione. “Per gli immigrati solo politiche distorte – ribadisce il vescovo delegato Antonio De Luca - che non riconoscono il diritto della persona. Necessaria l’accoglienza e un’operazione culturale e politica convinta”. Intanto, un’altra perla d’amore dalla mensa dei poveri “S. Teresa di Calcutta” di Casoria: un ospite anziano, ritroso, timido, impacciato, si reca nel locale del locale di carità; mostra evidente

imbarazzo. Una volontaria comprende il suo disagio e lo accoglie con uno splendente sorriso, invitandolo fraternamente ad accomodarsi; parla al suo cuore pronunciando parole affettuose e compiendo gesti premurosi, che colmano l’animo del signore di grande letizia. Egli si rinfranca e gusta volentieri il pranzo preparato in quella giornata. La volta successiva si ripresenta e alla fine del pranzo si avvicina alla cooperante che lo aveva accolto la volta precedente con grande amore. Non ha nulla nelle mani; lo si vede solo frugare nelle tasche, poi da quella posteriore, ecco la inaspettata sorpresa, trae una rosa e gliela porge per ringraziarla per la sua accoglienza evangelica. Quel fiore, certo, era appassito, ma emanava un profumo inebriante di profonda gioia. Con quel dono meraviglioso, l’anziano signore aveva voluto dire alla volontaria della Mensa che egli era stato teneramente accolto come il Padre celeste accoglie gli ultimi, i derelitti, gli emarginati, “servito” come il Figlio si pone al servizio degli uomini e investito dall’amore dello Spirito Santo. Un’ulteriore conferma che i poveri hanno certamente bisogno di cibo materiale, ma soprattutto di essere voluti bene, di essere apprezzati e riconosciuti nella loro inalienabile dignità di figli di Dio.

il SETTIMANALE E’ consultabile sul sito

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BIOLOGIA DELLA NUTRIZIONE

A cura della Dott.ssa Flavia Altieri, Biologo Nutrizionista

Più frutta e verdura migliorano l’umore

Secondo quanto emerge da uno studio neozelandese, dell’Università di Otago, pubblicato sulla rivista Plos One, la frutta e la verdura, già note per i loro molteplici effetti salutari sul fisico, sarebbero un toccasana anche per l’umore. Aumentarne il consumo, infatti, migliora l’umore, bastano due settimane. Lo studio ha preso in esame 171 persone, di età compresa tra i 18 e i 25 anni, che consumavano poca frutta e verdura. Sono stati divisi in tre gruppi, uno dei quali di controllo, e i ricercatori hanno svolto, in 14 giorni, due tipi di interventi che li hanno visti coinvolti: il primo con dei messaggi di testo che ricordavano, tramite il cellulare, di mangiare più frutta e verdura e con dei voucher prepagati per incentivarne il consumo, il secondo che prevedeva invece la fornitura diretta di due porzioni giornaliere in più di ortaggi e frutta fresca (carote, kiwi, mele e arance). Dai risultati è emerso che tra i partecipanti inseriti in quest’ultimo gruppo, a cui cioè erano state date in maniera diretta frutta a verdura, non solo il consumo di questi alimenti aumentava, ma migliorava anche il benessere psicologico, rilevato tramite test appositi o riportato, in particolare per quanto riguarda vitalità e motivazione. Inoltre, chi era in questo gruppo tendeva a consumare più ortaggi e frutti crudi rispetto agli altri, che avevano ricevuto solo dei promemoria o degli incentivi al consumo, che invece sceglievano più di frequente di cuocerli o mischiarli ad altri ingredienti. La frutta fresca, se consumata in porzioni idonee (400-800 g/die) ed opportunamente contestualizzata in base alla composizione del regime alimentare, rappresenta un pilastro portante dell’alimentazione umana. La frutta fresca apporta innanzitutto grosse quantità d’acqua, facilitando il mantenimento dell’idratazione  anche

nei soggetti che trascurano o non avvertono lo stimolo della sete. Dal punto di vista  energetico, la frutta fresca apporta un quantitativo di calorie piuttosto eterogenee, spazia dalle 16 kcal/100g dell’anguria  alle 72 kcal/100 g dei  mandarini, per lo più fornite dal  fruttosio. Ovviamente, esistono anche frutti freschi particolarmente calorici con una composizione nutrizionale che si discosta dalla media; è il caso del cocco (364 kcal/100g e 35g di grassi), dell’avocado  (231 kcal/100g e 23g di lipidi), delle  castagne  (165 kcal e 25,3g di  amido) ecc.  La quantità di lipidi (salvo eccezioni) è ridotta, ma prevalentemente composta da grassi  insaturi  e  polinsaturi  (anche essenziali), mentre quella proteica risulta di basso  valore biologico  e quantitativamente irrilevante. Al contrario, degno di nota è l’elevato apporto in fibra alimentare solubile, utile al mantenimento dell’integrità intestinale e, della regolarità. L’OMS suggerisce di consumare almeno 5 porzioni di frutta e verdura al giorno, in particolare il consumo di frutta è preferibile lontano dai pasti, come spuntino mattutina o merenda pomeridiana. Per chi non ama tanto la frutta è possibile consumarla sotto forma di frullati con l’aggiunta di latte o di yogurt.

Semi e tuberi esclusi, le verdure invece si accomunano per una serie di caratteristiche chimico-nutrizionali piuttosto definite: l’abbondanza di acqua, la verdura infatti contiene fino al 95% di acqua, essenziale per evitare l’insorgenza della disidratazione corporea  e del malfunzionamento dell’organismo (ipotensione, scarsa prestanza fisicoatletica ecc.), è ricca di fibra alimentare che agisce sulla motilità dell’intestino, sulla purificazione del  colon  ecc... Ha inoltre uno scarso apporto energetico, le calorie della verdura infatti sono apportate soprattutto dai  carboidrati  semplici, ovvero il  fruttosio, è ricca inoltre in vitamine e sali minerali (vitamine A, C, E, K e acido folico). Lo stesso dicasi per i  sali minerali, tra i quali spiccano prevalentemente: il  potassio, il  magnesio, lo  zinco  e il  selenio. Vi è inoltre anche la presenza di altre molecole nutrizionali utili al mantenimento dello stato di salute: nella verdura sono contenute infatti certe molecole  NON essenziali  ma estremamente salutari, che contribuiscono a mantenere bassi i  livelli di colesterolo  e a contrastare lo  stress ossidativo. Tra queste citiamo: i  fitosteroli, le  lecitine  e le  sostanze fenoliche. Ricordo inoltre che la verdura deve essere consumata sia in forma cruda, sia in forma cotta. La prima mantiene totalmente le sue caratteristiche nutrizionali e NON è sottoposta a decurtazioni ossidative, termiche o dispersive; tuttavia, contiene maggiori quantità sia di molecole antinutrizionali, sia di fibre meno digeribili. La forma cotta, invece, permette di consumare porzioni maggiori, seppur meno nutrienti, ma con il vantaggio di introdurre molte più fibre. Si consiglia di consumare almeno 2 porzioni verdure (una a pranzo e una a cena), abbondanti e condite con olio extravergine d’oliva a crudo.

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DOMENICA 19 FEBBRAIO 2017

Mariano Menna

C’è il rimpianto dell’effetto Bernabeu ma i valori in campo fanno la differenza

Al Santiago Bernabéu di Madrid, i Blancos padroni di casa affrontano il  Napoli  di Sarri nell’ambito degli ottavi di finale di Champions League: Zidane schiera il Real Madrid con un 4-3-3 con Sergio Ramos e Varane al centro della difesa e con Carvajal e Marcelo che agiranno sulle corsie laterali; a centrocampo, il tecnico francese si affida al talento cristallino di Modric, che verrà affiancato da Kroos e Casemiro, mentre in attacco – neanche a dirlo – potrà contare su tre campioni del calibro di Cristiano Ronaldo, Benzema e James Rodriguez (che viene preferito a Lucas Vasquez). Il Napoli si presenta a Madrid con un 4-3-3 speculare che punta sulla continuità, riproponendo la difesa titolare e confermando il tridente leggero con Mertens ‘falso nueve’ (per modo di dire, visti gli ottimi risultati in fase realizzativa del belga); l’unico ballottaggio (doppio) in merito al centrocampo si è sciolto a favore di Diawara in cabina di regia e di Zielinski, che andranno ad affiancare capitan Hamsik. La partenza sprint del Real Madrid – piuttosto prevedibile – mette in affanno in più occasioni la difesa partenopea, che non ha la possibilità di alzare il proprio baricentro; in particolare, l’insistita presenza di Marcelo nella propria metà campo costringe gli azzurri ad un particolare lavoro di copertura sulla fascia destra, con Hysaj che va spesso in difficoltà quando l’esterno brasiliano coopera o si sovrappone a Cristiano Ronaldo (o a Rodriguez). In fase di non possesso, Zidane pone Modric in marcatura su Hamsik, ma lo slovacco ha spesso libertà di movimenti nel corso del primo tempo. All’8’, il Napoli si porta a sorpresa in vantaggio con Insigne, che finalizza nel migliore dei modi una splendida ripartenza corale degli azzurri con un tiro a giro dalla lunga distanza che beffa Keylor Navas fuori dai pali. Gli azzurri attuano un pressing alto sul portatore di palla avversario in fase di non possesso, ma in alcune occasioni consentono ugualmente a Modric di premiare gli inserimenti dei propri compagni sfruttando le proprie geometrie. Napoli e Real Madrid si dimostrano spesso imprecise nelle verticalizzazioni, dando il via a pericolose ripartenze da una parte e dall’altra. Al 18’, il Real Madrid riacciuffa il pareggio con Benzema, che viene servito in area di rigore da Carvajal con un cross d’esterno e di testa trafigge Reina: in tale occasione, la posizione di Koulibaly e la marcatura di Albiol non risultano impeccabili. Al 42’, lo stesso Benzema riceve palla da Ro-

naldo in area di rigore e riesce a sfiorare il pallone sull’uscita del portiere, ma – complice una possibile deviazione dello stesso Reina – colpisce soltanto il palo esterno. Nonostante il possesso di palla e dunque l’ottimo inizio di ripresa del Napoli, è il Real Madrid si porta in vantaggio al 48’ con Toni Kroos: il centrocampista tedesco viene servito al limite dell’area da Cristiano Ronaldo – che non era stato contenuto da Koulibaly ed era giunto sul fondo – e batte Reina con una conclusione di destro. La prestazione del difensore senegalese del Napoli non è stata positiva, viste le numerose disattenzioni difensive. Al 54’, i Blancos siglano il 3-1 con  Casemiro, che col destro trova una splendida conclusione al volo dalla distanza che va ad insaccarsi in rete. Al 67’, il Napoli va vicinissimo al goal del 3-2 con Mertens, che viene servito a rimorchio da Callejon, ma non trova lo specchio della porta; va comunque sottolineato come i ritmi del match si siano abbassati rispetto ai primi quarantacinque minuti ed anche il pressing degli azzurri sia calato. Al 70’, Zidane sostituisce Sergio Ramos con Pepe, mentre nel Napoli Allan va a rilevare Zielinski; successivamente, il Real Madrid sostituisce James Rodriguez con Vasquez. Il Real Madrid in attacco non dà punti di riferimento ai partenopei, facendo ruotare in continuazione i tre attaccanti e dunque spostando talvolta sull’esterno lo stesso Benzema. All’81’, Zidane spende l’ultimo cambio a disposizione, sostituendo Benzema con Morata, mentre Sarri manda in campo Milik – che rientra dall’infortunio – al posto di Hamsik per dare maggiore vivacità all’attacco, visto che Mertens – a prescindere dalla ghiotta occasione avuta –non ha mai avuto modo di impensierire Navas. La gara termina sul risultato di 3-1 per i padroni di casa: vanno sottolineati i non pochi errori (spesso banali) compiuti dal Napoli in fase di impostazione, che possono essere dovuti al cosiddetto “effetto Bernabéu”, ma lasciano qualche rimpianto in merito all’approccio alla gara per certi versi ‘timido’ degli azzurri, nonostante vi sia un’altra partita da disputare al San Paolo. Va ovviamente tenuto in considerazione il livello altissimo dell’avversario: in queste circostanze le disattenzioni difensive vanno necessariamente messe in rapporto alla qualità degli avversari, ma gli errori individuali compiuti stasera dagli calciatori del Napoli in certi casi trascendono le capacità e la disposizione tattica del Real Madrid.


DOMENICA 19 FEBBRAIO 2017

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Avv. Diana Santucci

L’impresa di pulizie lava le scale del condominio. In caso di caduta, chi è responsabile?

Con la sentenza 23727/2016 la Cassazione statuisce che “sull’amministratore di condominio grava il dovere di vigilanza e di controllo sui beni comuni e, conseguentemente, la responsabilità personale in merito agli eventuali danni a terzi derivanti dai beni condominiali comuni, come ad esempio le scale del fabbricato in condominio.” La Suprema Corte precisa che il caso fortuito idoneo ad escludere la responsabilità oggettiva ex articolo 2051 c.c. può rinvenirsi anche nella condotta del terzo quando essa, rivelandosi come autonoma, eccezionale, imprevedibile ed inevitabile, risulti dotata di efficacia causale esclusiva nella produzione dell’evento lesivo (sent. 18317/2015). La vicenda da cui trae origine tale pronuncia riguarda una richiesta di risarcimento danni avanzata da un soggetto nei confronti dell’ amministratore di condominio nella sua qualità di custode ex articolo 2051 c.c. ed al condominio ex articolo 2043 c.c., in quanto era scivolato, mentre usciva dalla propria abitazione, sulle scale condominiali a causa del pavimento bagnato, perchè oggetto di pulizia. Il danneggiato adiva il Tribunale di Padova, che rigettava la domanda proposta di risarcimento danni, rilevando che custode era il condominio e non il suo amministratore in proprio, e che, nel resto, difettava la dimostrazione del nesso causale relativamente alla domanda spiegata a titolo aquiliano generale, con conseguenti oneri probatori. A seguito di tale pronuncia, la parte soccombente ricorreva in secondo grado. La Corte di Appello, ritenendo che trovava applicazione la regola generale prevista dall’articolo 2051 c.c.. il cd. “danno cagionato da cose in custodia”, accoglieva il gravame e riformava la sentenza del Giudice di prime cure: previa riqualificazione della domanda, è responsabile ex articolo 2051 c.c. sia l’amministratore che il condominio in quanto custodi di una cosa connaturata dal requisito della pericolosità, anche se innescata da un agente esterno. Inoltre dichiarava inammissibile la domanda di manleva e garanzia, verso l’impresa di pulizie e la compagnia assicuratrice, in quanto non riproposte con appello incidentale ma solo con un

Parte oggi qui sul nostro settimanale di informazione la rubrica “L’Avvocato risponde” a cura dell’avv. Diana Santucci dove affronterà le tematiche più importanti del settore e chiarirà i vostri dubbi.

generico e appunto tardivo richiamo, in sede di precisazione delle conclusioni, a quelle formulate in primo grado. Ai sensi dell’art. 2051 c.c. “ ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia”. Dal dettato normativo si evince il riconoscimento di una generale forma di responsabilità a carico del soggetto che abbia la custodia di cose arrecanti danni a terzi, salvo che venga provata la sussistenza del caso fortuito. Come la giurisprudenza ha unanimemente evidenziato la responsabilità ex art. 2051 cc trova il suo fondamento giuridico non nel principio della responsabilità oggettiva, ma nel dovere di custodire e vigilare che spetta al soggetto che, a qualsiasi titolo, abbia un effettivo e non eccezionale potere fisico sulla cosa, anche impedire che la stessa arrechi danni a terzi. A carico del soggetto titolare di questo potere, sia esso qualificato proprietario, usufruttuario, enfiteuta o conduttore, sussiste una presunzione di colpa, che può essere vinta solo con la prova che l’evento dannoso sia derivato dal caso fortuito. Nel caso di specie, non poteva in alcun modo ritenersi configurata l’esimente del caso fortuito, poiché l’acqua sulle scale ha giocato un ruolo decisivo per la verificazione dell’evento lesivo. In particolare, il Codice Civile e le leggi speciali prevedono specifici “doveri ed obblighi finalizzati ad impedire che il modo di essere dei beni condominiali provochi danni a terzi. In relazione a tali beni l’amministratore, in quanto ha poteri e doveri di controllo e poteri di influire sul loro modo di essere, si trova nella posizione di custode (...). Questi allora deve curare che i beni comuni non arrechino danni agli stessi condomini o a terzi, come del resto riconosciuto dalla giurisprudenza al-

lorchè ha considerato l’amministratore del condominio responsabile dei danni cagionati dalla sua negligenza, dal cattivo uso dei suoi poteri e, in genere, di qualsiasi inadempimento dei suoi obblighi legali o regolamentari” (Cass. sent. 25251/2008). Dunque, alla luce di tale normativa si configura la sussistenza di una generale forma di responsabilità ex art. 2051 c.c. in ordine a tutti i danni che le parti in comune dell’edificio possano arrecare a terzi, salvo il caso fortuito. A seguito della sentenza della Corte di Appello, la quale riqualificava la domanda ex art. 2051 c.c., le parti soccombenti proponevano ricorso per Cassazione. Su quest’ultimo punto gli ermellini hanno affermato che è potere proprio del Giudice dell’Appello riqualificare giuridicamente i fatti costitutivi della pretesa risarcitoria, ritenendo così corretta la qualificazione della domanda, in seconde cure, ex articolo 2051 c.c. Per quanto riguarda la configurabilità del caso fortuito, idoneo ad escludere la responsabilità oggettiva ex articolo 2051 c.c., la Suprema Corte ha confermato l’esclusione di tale esimente in quanto il soggetto onerato non ha provato il ruolo causale dell’acqua sulle scale qualificabile quale imprevedibile, inevitabile ed esclusivo, ossia eccezionalmente assorbente e avulso dal normale utilizzo della cosa in custodia. Sulle altre domande la Corte di Cassazione ha statuito la decadenza ex articolo 359 c.p.c., poiché anche in secondo grado opera la regola generale per cui il tema da decidere viene delineato negli atti introduttivi, al netto delle possibilità di emendamenti laddove previsti come, nell’articolazione della fase istruttoria del primo grado, come ad esempio nell’ipotesi di cui all’articolo 183 c.p.c. Dunque, rilevato che le domande sono state proposte in sede di precisazioni delle conclusioni e non di comparsa di costituzione in appello, ne consegue il rigetto del ricorso. In conclusione viene riconosciuta la responsabilità, in capo all’amministratore di condominio, degli eventuali danni a terzi derivanti dai beni condominiali comuni, in quanto grava su di esso il dovere di vigilanza e di controllo sui beni comuni.


DOMENICA 19 FEBBRAIO 2017

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DOMENICA 19 FEBBRAIO 2017

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Luigi Casolaro Laurea in Economia Aziendale e Management, tesi di Laurea in Revisione Aziendale. Relatore: Prof. Marco Maffei. voto 108/110

Augurissimi

13 febbraio 2017 È nata Greta Iodice Gli Auguri alla mamma Ornella Troise ed al papà Massimo Iodice ed ai nonni Antonio, Linda e Rosa

Augurissimi

25 febbraio 2017 - 50 Anni Insieme Avete percorso una vita insieme, avete riso insieme, pianto insieme, perfino litigato insieme. Se c’è una parola che esprime il vostro matrimonio questa è proprio “insieme”, e la onorate anche dopo cinquanta anni. Un augurio sincero per le vostre Nozze d’oro. Ai coniugi Trojano

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Permutazione’ Ho partorito tanti figli eterei e tu non conosci il loro nome, impalpabili come nivea farina per il pane da mangiare insieme, sogni che il primo quarto di luna ancora sottende e sospira nelle candide notti d’attesa. Ho strappato figure insipienti dai miei ansiosi ricordi, perniciose contrazioni le viscere mi hanno sconvolto, lì dove l’anima sa amare davvero nell’agonia di una mano tesa. Ho partorito montagne e acqua di mare, ciò che del mondo con te vorrei vedere, poi bicchieri di vino e asciugamani, porti e aeroporti, ruote di scorta. Ho partorito nostalgici fiori di zucchero e i loro vagiti sono miele ingombrante nello spazio tra cuore e carne, mentre l’amore mai cambia e ti voglio, padre dei miei giorni di terra fertile, ancora permutando il tuo seme zaffiro in estasi nelle mie corolle aperte. Emilia Sensale

Augurissimi

Il 15 gennaio alle ore 9,30 è nata Sofia Orefice; gli auguri affettuoisi ai genitori Maria Grazia e Pietro ed ai nonni

Autorizzazione del Tribunale di Napoli n. Reg. 5116 del 28/02/2000

Editore CASORIA DUE s.a.s Direttore Responsabile: Ferdinando Troise Stampa: PRINTING HOUSE - CASORIA Tiratura 7000 copie. Distribuzione gratuita. Questo numero è stato chiuso il 16 febbraio 2017

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