Ellen e il leone

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Crockett Johnson

Ellen e il leone i peli di gatto



Ellen e il leone


Titolo originale ELLEN’S LION Copyright © 1959 Crockett Johnson Per l’edizione italiana Copyright © 2022 Camelozampa Prima edizione italiana: gennaio 2022 Tutti i diritti riservati ISBN 9791280014702 www.camelozampa.com Finito di stampare nel mese di dicembre 2021 presso Società Editoriale Grafiche AZ, San Martino Buon Albergo (VR)


Ellen e il leone DODICI RACCONTI DI

Crockett Johnson

Traduzione di Sara Saorin



Conversazioni

e canzoni

Ellen si sedette sul poggiapiedi e osservò pensierosa il leone, steso a terra a pancia in giù. «Ogni volta che noi due facciamo conversazione, parlo sempre io, vero?» gli disse. Il leone rimase in silenzio. «Non ti lascio mai dire una parola» disse Ellen. Il leone non disse una parola. «Il mio problema è che parlo troppo» continuò Ellen. «Immagino di non essere stata molto educata. Ti chiedo scusa». «Oh, non ti preoccupare, Ellen» disse il leone. Ellen balzò in piedi e cominciò a fare i salti di gioia. «Hai parlato!» esclamò. «Hai detto qualcosa!»

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«Non era niente di così importante» disse il leone. «E stai attenta a dove salti». «È per come l’hai detto» commentò Ellen, tornando a sedersi. «Hai una voce profonda, così buffa!» «Trovo che la mia voce assomigli incredibilmente alla tua» disse il leone. «No, suona molto diversa» disse Ellen, tirando in giù gli angoli della bocca e premendo il mento contro il petto per fare la voce ancora più bassa. «Tu parli in questo modo qui». «Io non faccio quella faccia» disse il leone. «Non ne hai bisogno. La tua faccia è sempre così» rispose Ellen. «Probabilmente è per questo che hai la voce che hai». Il leone non rispose. «Non intendevo urtare i tuoi sentimenti» disse Ellen. «Sono solo un animale di pezza, non ho sentimenti, io» disse il leone. E, dopo aver tirato su con il naso, rimase in silenzio.

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«La tua faccia mi piace così com’è» disse Ellen cercando di tirargli su il morale. «E hai anche una bella voce profonda. Cantiamo una canzone». «Quale canzone?» Ellen pensò a un motivetto allegro. «Cantiamo Nella vecchia fattoria». Il leone si mise subito a cantare. «Nella vecchia fattoria…» «Aspetta» disse Ellen. «Cantiamo assieme». «Va bene» disse il leone. «Nella vecchia fattoria…» iniziò a cantare Ellen, ma poi si fermò. «Non stai cantando». «Ia ia ooooh» cantò il leone. «Oooh» cantò Ellen, cercando di recuperare. «Quante bestie ha zio Tobia…» Si accorse che il leone non stava cantando con lei e si fermò di nuovo. «Ia ia ooooh…» cantò il leone. «Non possiamo cantare tutti e due assieme?»

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chiese Ellen. Il leone ci pensò su. «Non credo che potremmo» rispose. «Tu ci riesci?» «Parliamo» disse Ellen. «È più facile». «Va bene» disse il leone. «Pensa a qualcosa di cui potremmo parlare» disse Ellen. «Va bene» disse il leone. Ellen aspettò. Dopo un paio di minuti, guardò il leone. Era steso immobile sul pavimento. «Ha pensato così tanto che si è addormentato» bisbigliò, uscendo dalla stanza dei giochi in punta di piedi.

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