Issuu on Google+

ANNO I nr. 3 - Marzo 2012

CACCIA PASSIONE Dedicato a chi ha la passione per la caccia nel sangue

Speciale stanziale:

• Caccia all’orecchiona

Gestione faunistica:

• Selezione e selecontrollore: due aspetti importanti in ambito venatorio

Caccia all’estero:

• La beccaccia in Romania, tecniche e luoghi

Cani da caccia:

• Pointer, il cane da ferma per eccellenza

I segreti della

selvaggina migratoria


Affinity Legno Cal. 12-20

Affinity Black Synt Cal. 12-20

Affinity Camo MAX-4 Cal. 12-20


www.franchi.com Via della Stazione, 50 61029 Urbino (PU), Italy Tel: +39 0722 307 1 Fax: +39 0722 307 370 Facebook: Franchi Sintonia Naturale


caccia passione ANNO I nr. 3 - Marzoo 2012

Dedicato a chi ha la passione per la caccia nel sangue

in copertina

18

Migratoria:

i segreti della selvaggina migratoria Speciale stanziale:

• Caccia all’orecchiona

Gestione faunistica:

• Selezione e selecontrollore: due aspetti importanti in ambito venatorio

Caccia all’estero:

• La beccaccia in Romania, tecniche e luoghi di caccia

Cani da caccia:

• Pointer, il re della ferma

I segreti della

selvaggina migratoria

Affascinante ed antica come l’uomo, l’attitudine alle migrazioni è ancora oggi di una specie notevole di animali. Capo fila sono gli uccelli, che dimostrano una misteriosa capacità di navigazione e orientamento che ancora gli scienziati non si sanno spiegare a pieno.

sommario Anno I Nr. 03

14 Speciale Stanziale:

caccia all’orechhiona

www.cacciapassione.com Pg 14 S peciale stanziale: Caccia all’orecchiona

KALARIS

Pg 18 M  igratoria: I segreti della selvaggina migratoria

26 Caccia al muflone: le tecniche, le armi e le munizioni più idonee

36 Caccia all’estero:

Caccia alla beccaccia in Romania, tecniche e luoghi

CLAUDIA ZEDDA

Pg 26  Caccia al muflone: le tecniche, le armi e le munizioni più idonee DIEGO MASTROBERARDINO Pg 32 G  estione faunistica: caccia di selezione e selecontrollore, due aspetti importanti in ambito venatorio

DIEGO MASTROBERARDINO

Pg 36  Caccia all’estero: Caccia alla beccaccia in Romania, tecniche e luoghi KALARIS

Caccia Passione 2


I segreti della selvaggina migratoria

Pg 70  Ottiche: Artemis 3000 3-9x42 della Meopta, dal 1933 ottiche di grande qualità DIEGO MASTROBERARDINO

Pg 72  Veterinaria: intossicazioni del cane da piante velenose CLAUDIA ZEDDA

Pg 42  Normative: viaggio all’estero con il proprio cane DIEGO MASTROBERARDINO

46 CNI DA CACCIA:

Pointer, cane da ferma per eccellenza

Pg 46 C  ani da caccia: Pointer, cane da ferma per eccellenza

A CURA DELLA REDAZIONE

Pg 60  Fucili da caccia: Semiautomatici, sovrapposti e doppiette, il 2012 di Franchi

A CURA DELLA REDAZIONE

Pg 62  Armi: Pulizia ed ordinaria manutenzione del fucile da caccia

60 Fucili da caccia:

semiautomatici, sovrapposti e doppiette, il 2012 di Franchi

64 Racconti venatori

il mio primo cinghiale ...quasi

CLAUDIA ZEDDA

Pg 64  Racconti venatori: il mio primo cinghiale ...quasi

GIOVANNI DI MAIO Caccia Passione 3


1, 2, 3... semplicemente geniale

IL SISTEMA PERFETTO IN 3 MODULI MODULO 1) La Canna contiene il Vinci Inertia System, il sistema inerziale, unico al mondo, che lavora perfettamente in asse per un equilibrio senza eguali. MODULO 2) La Carcassa sostiene l’esclusivo sistema Free Floating Barrell, in cui la canna è libera, non vincolata, per una precisione balistica straordinaria. MODULO 3) Il Calcio è dotato del Comfortech plus System, il sistema più efficiente di full comfort che riduce al minimo il rinculo, le vibrazioni e l’impennamento dello sparo.

Vinci: Smontabile e rimontabile in un attimo

www.benelli.it

www.benellivinci.it

Vinci: Shotgun of the Year Award 2010


Editoriale PRIMAVERA TEMPO DI FIERE La Caccia è chiusa, a metà marzo finiscono anche gli ultimi scampoli di selezione, è arrivato il momento di sognare, adesso si progetta la prossima stagione venatoria, il viaggio all’estero, l’acquisto del nuovo fucile o del nuovo binocolo, cambiare o rimanere nello stesso ATC, spesso l’erba del vicino è sempre più bella. Per tenerci informati compriamo le riviste di settore, leggiamo le prove e le recensioni, ci consultiamo con gli amici che hanno già acquistato l’oggetto del desiderio e così via. Però se vogliamo toccare con mano le novità del mondo venatorio dobbiamo recarci alle fiere, negli ultimi anni sono aumentate notevolmente di numero, prima c’era solo l’EXA di Brescia, l’esposizione di armi nata per volontà del comparto armiero bresciano, una volta dedicata quasi esclusivamente alle armi adesso è diventato il più importante momento d’incontro del mondo venatorio. Oltre alle case armiere e ai fabbricanti di munizioni, sono subentrate le agenzie di caccia, i cui stand son sempre pieni di appassionati che prenotano un viaggio e di curiosi che sfruttano l’occasione per farsi un’idea del panorama internazionale, gli artisti che espongono le loro opere dedicate alla caccia, le case editrici, sempre presenti per regalare il contatto diretto ai lettori. Durante l’EXA si susseguono sempre importanti dibattiti o conferenze sulle novità riguardanti il comparto armiero e venatorio, gli ultimi due anni sono state presentate le due ricerche del sociologo E. Finzi, presidente di Astra Ricerche, “Gli Italiani e la Caccia” e “I Cacciatori Italiani e la Caccia”, che hanno finalmente dato una visione reale del mondo venatorio e non distorta da ricerche commissionate allo scopo di denigrare la caccia. All’EXA negli anni si sono aggiunte altre importanti manifestazioni, a partire dal Game Fair, dove, oltre alla presenza delle principali case armiere nel villaggio commerciale, per la prima volta si potevano provare le armi su veri e propri campi di tiro, assistere a spettacoli inerenti sempre la vita in campagna. Tre giorni dedicati alla caccia in una specie di festa campestre dove portare anche le famiglie per farle avvicinare alla nostra passione. Sempre più importanza sta conquistando l’Hunting Show di Vicenza, vetrina di una regione dalle profonde radici venatorie. Piene di contenuti le due fiere di “montagna” di Riva del Garda e Longarone. A tutte queste si aggiungono quella miriade di manifestazioni e feste locali che ci ricordano sempre quanto è forte la passione di noi cacciatori, anche fuori dal periodo di caccia, un tarlo che ci perseguita incessantemente e che ci auguriamo continui per sempre. Sfruttiamo questo periodo d’inattività forzata per informarci, acquistare e sognare. A partire dall’EXA, vi aspetto numerosi per confrontarci e ricevere suggerimenti per migliorare questa nuova sfida lanciata da Caccia Passione.

Saverio Patrizi


Salerno: un documento condiviso per modificare il nuovo Testo Unico sulla caccia L’assessore alla Caccia della Provincia di Salerno, Amelia Viterale, auspica un documento condiviso per modificare la legge Regionale sulla attività venatoria. to in Consiglio Regionale”. Continuando ha affermato la Viterale, “Alla riunione hanno partecipato anche gli ATC, le Associazioni venatorie ed il consigliere regionale Giovanni Baldi. In questi giorni gli ATC stanno raccogliendo le osservaL’assessore alla Caccia della Pro- zioni in materia e si accingono a vincia di Salerno, Amelia Vitera- portare il loro contributo per mole, intende promuovere un incon- dificare la una nuova legge venatro tra le Province campane, gli toria Regionale che gli organi legiATC e le Associazioni venatorie slativi preposti dovranno varare”. al fine di stilare un documento condiviso da presentare alla Re- Infine conclude l’assessore Viteragione Campania per una modi- le precisando che “Si tratta di un’ifica alla nuova legge sulla caccia. niziativa importante che vede protagonisti tutti i cacciatori e le loro Proprio l’assessore Viterale ha rappresentanze che chiedono la spiegato, “Ho convocato nei gior- possibilità di emendamenti al Teni scorsi presso gli uffici di Pa- sto unificato della proposta di legge lazzo Sant’Agostino una riunione sulla caccia. Venerdì 30 marzo ad operativa tra gli assessori al ramo Avellino si terrà un tavolo tecnico delle quattro Province campa- in cui si discuterà del documenne per discutere la proposta di to che vede di fronte alla Regione una modifica al Testo unico sulla Campania l’unità del mondo venacaccia che a breve sarà approva- torio con una proposta condivisa”. Caccia Passione 6


News venatorie

Lombardia: velata soddisfazione a Bruxelles Riscontro positivo per la missione lombarda a Bruxelles presso la Commissione Europea volta a chiudere favorevolmente e positivamente la procedura d’infrazione avviata nei confronti della Regione Lombardia. La delegazione della Commissione regionale Agricoltura, parchi e risorse idriche lombarda si è incontrata in mattinata con i rappresentanti dell’Ufficio Giuridico e Contenzioso Andrea Silvestri e Paola Pompermayer presso la sede di Italrap (Rappresentanza permanente d’Italia presso l’Unione europea), mentre nel pomeriggio si è svolto un incontro di lavoro presso la Direzione Generale Ambiente della Commissione europea “Direzione Infrazioni” con il direttore generale Pia Buccella. Durante l’incontro la delegazione lombarda ha esposto in modo convincente le ragioni a sostegno dell’attività venatoria in deroga nella regione a fronte delle posizioni contrarie manifestate spesso in sede europea; i dirigenti competenti della rappresentanza italiana a Bruxelles si sono impegnati ad adoperarsi per chiudere

favorevolmente e positivamente la procedura d’infrazione avviata dalla Commissione europea. Il Vice Presidente del Consiglio regionale, Carlo Saffioti, ed il Presidente della Commissione, Mauro Parolini, hanno affermato sull’esito dell’incontro, “Abbiamo ottenuto dalla Commissione europea attenzione e disponibilità ad approfondire le ragioni della pratica venatoria lombarda e dopo un confronto serrato confidiamo che già dalla prossima stagione venatoria vengano superati definitivamente tutti i problemi posti”. Caccia Passione 7


Valle d’Aosta: direttive per commercializzare i selvatici abbattuti La Regione Autonoma Valle d’Aosta ha definito nuove direttive per la commercializzazione delle carni degli animali abbattuti nella normale attività venatoria.

Nell’ambito del nuovo “Progetto selvaggina cacciabile” al fine di garantire la sicurezza degli alimenti più consumati la Regione Autonoma Valle d’Aosta ha espresso nuove direttive per la procedura di vendita della fauna abbattuta dai cacciatori. Il dirigente dell’’assessorato all’Agricoltura e Foreste, Paolo Oreiller, ha spiegato sul progetto, “Gli animali abbattuti durante la stagione venatoria sono di proprietà Caccia Passione 8

del cacciatore che, tuttavia, ha due opzioni. L’autoconsumo e la commercializzazione. Può cedere, cioè, un capo all’anno di selvaggina di grandi dimensioni (cinghiale, camoscio, cervo e capriolo ndr), ma non solo, a esercizi commerciali o ristoratori, compilando un semplice foglio di accompagnamento in cui sono indicati la data di abbattimento e le caratteristiche dell’animale”. Qualora un cacciatore volesse cedere più di un capo all’anno dovrebbe


News venatorie rivolgersi ad un centro specializzato ed autorizzato per la lavorazione della selvaggina ma spiega in merito Oreiller, “In Valle d’Aosta non ne abbiamo. Le strutture in attività nel vicino Piemonte interessano poco. L’animale deve essere conferito in un tempo minimo e ad una temperatura molto bassa. Condizioni difficili da osservare. La Regione, pertanto, ha deciso di lasciare i capi abbattuti ai cacciatori, stabilendo l’autoconsumo e non la vendita”.

non quella prelevata dai Forestali nella caccia di controllo e selezione finalizzata a limitare l’esubero di determinate specie, in particolare cinghiali, durante i periodi non previsti dal Calendario Venatorio.

Per questa seconda ipotesi, afferma Oreiller concludendo, “Stiamo considerando l’ipotesi di convenzionarci con qualche centro. “Nel caso in cui un cacciatore ceda uno di questi ungulati deve sottoporlo ad una visita veterinaria prevenLe direttive riguardano espressa- tiva per scongiurare la presenza mente la selvaggina abbattuta con della “trichina”, un parassita tipil’esercizio dell’attività venatoria e co dei suini. Lo prevede la legge”.

www.ziemer-tuors.de Impotante agenzia di viaggi Tedesca, organizza in Ungheria caccia di gruppo o individuale. Sarete accompagnati da professionisti della caccia del luogo. Tante prede diverse, alloggi di lusso ed ospitalità ungherese che non conosce l’impossibile. Non perdete tempo, visitate il nostro sito, vi risponderà la mia collega in italiano, perchè noi pensiamo a tutto.

Voi pensate solo a divertirvi R. Helen Szabo - Cell. 3315604037 Caccia Passione 9


Si ripete per il settimo anno l’evento “EXPORIVA Caccia Pesca Ambiente”, un appuntamento imperdibile per gli amanti della pesca mosca e spinning e per tutti gli appassionati di caccia alpina e di selezione.

“EXPORIVA Caccia Pesca Ambiente 2012”, Riva del Garda il 31 Marzo e 1 aprile. EXPORIVA Caccia Pesca Ambiente è divenuta ormai un appuntamento imperdibile per tutti gli amanti delle varie discipline di pesca, soprattutto mosca e spinning, nonché per coloro che sono appassionati di caccia, in particolar modo della caccia alpina e di selezione. All’edizione del 2011 ha partecipato 225 espositori provenienti anche dall’estero che hanno attirato più di 16.000 visitatori nelle due giornate (+ 41% rispetto all’edizione 2010). A EXPORIVA Caccia Pesca Ambiente 2012 sarà possibile trovare i negozi più rappresentativi per tutte le specialità della pesca sportiva e acquistare a prezzi vantaggiosi Caccia Passione 10

le migliori proposte di attrezzatura, abbigliamento e accessori per pesca a mosca, spinning, carpfishing, mare e generica. Saranno montate all’interno dell’EXPORIVA due ampie vasche di lancio, una per la pesca a mosca e l’altra per lo spinning ove si potrà testare le attrezzature ed assistere alle esibizioni di veri maestri del lancio. Per gli appassionati, sabato 31 marzo 2012 si svolgerà il IV° Trofeo Dolomiti Energia nelle specialità trota torrente con esche naturali e esche artificiali da riva entrambe a settore libero. La gara, organizzata da A.P.G.D.Rovereto 96 (info Giulianno Sannicolò cell. 349 6778984


Eventi

g.sannicolo@gmail.com ) si terrà sul Fiume Sarca – Località Dro (TN), seguiranno le premiazioni in fiera alle ore 14.00. Inoltre, nelle due giornate di manifestazione, saranno presenti noti costruttori di artificiali fra cui Massimo Ginanneschi presidente italiano I.F.T.A con numerose dimostrazioni del loro talento. Due grandi vasche di lancio (una mosca e l’altra spinning) permetteranno di assistere ad esibizioni di lanciatori e consentiranno di testare i materiali in vendita. A ExpoRiva Caccia Pesca Ambiente saranno presenti tutte le Associazioni di Pescatori del Trentino, fondamentali per la diffusione della cultura legata alla pesca e le principali riviste di settore; inoltre sarà presente alla fiera il Dipartimento Risorse Forestali e Montane della Provincia Autonoma di Trento e altre realtà legate alla tutela ed al rispetto ambientale ed alla promozione del Territorio. Gli amanti della caccia invece avran-

no la possibilità di trovare tutte le attrezzature, gli accessori ed ogni tipo di prodotto del settore; due padiglioni per le migliori proposte della caccia alpina e di selezione; saranno infatti presenti alla fiera produttori di armi, ottiche, abbigliamento, accessori e agenzie di turismo venatorio. Presenti anche aziende e prodotti provenienti direttamente dall’Europa centrale. Sarà possibile provare i migliori prodotti in commercio in una speciale area test dedicata alle strumentazioni ottiche e mettersi alla prova in uno stand di tiro con carabine ad aria compressa. Novittà dell’edizione 2012è infatti un’area di 500mq. tutta dedicata al SoftAir con giochi, simulazioni e possibilità di acquisto dei prodotti. Nel corso delle due giornate dell’EXPORIVA ci saranno tavole rotonde e dibattiti; un selezionato Comitato Scientifico segue fin dalla 1^ edizione i momenti di approfondimento dedicati a temi importanti legati alla caccia, alla pesca e all’ambiente. Visto il gradimento della scorsa edizione saranno riproposti gli appuntamenti “Mezz’ora con l’esperto”, presentati dal celebre giornalista Bruno Modugno, dove verranno trattati argomenti usi, coCaccia Passione 11


Eventi stumi e dettagli tecnici dell’arte venatoria; verranno organizzati sei appuntamenti, un’occasione unica per avvicinare i più noti protagonisti del mondo venatorio italiano.

di lingua tedesca e in Francia. Per i piccoli visitatori saranno organizzate simpatiche iniziative organizzate dal Gruppo Cacciatrici Trentine e la tradizionale “Festa del Conduttore” con menu tipico e ballo folk tirolese. Novità 2012 sarà la rassegna di corni da caccia: le emozionanti note di questi strumenti musicali tipici dell’attività venatoria echeggeranno per tutta la durata della fiera.

Nella giornata di domenica 1 aprile 2012 si terrà la31a Esposizione Nazionale Canina di Riva del Garda, organizzata dal Gruppo Cinofilo Trentino (delegazione provinciale E.N.C.I.) in un intero padiglione del quartiere fieristico. Domenica All’interno della fiera sarà attrez1^ aprile la 31^ zata un’apposiEsposizione Na- “EXPORIVA Caccia Pesca ta area con banzionale Canina Ambiente 2012”, Riva del carelle-mercato di Riva del Gar- Garda il 31 Marzo e 1 apri- e tipiche casetda organizzata dal le, Quartiere fieristico. te dove gustare Gruppo Cinofilo ed acquistare i prodotti enogastroTrentino delegazione ENCI con la migliori presenza di oltre 400 cani e l’area nomici delle nostre Regioni. “Conosci il tuo cane?” dove raccogliere preziosi consigli su come L’organizzazione dell’evento vi aspeteducare al meglio il vostro cane. ta numerosi a Riva del Garda sabato 31 marzo e domenica 1 aprile 2012 All’EXPORIVA non mancheranno per 2 giorni di festa e divertimento; eventi e spettacoli che comporran- inoltre ricorda che presentando la no un ricco programma tra cui tro- licenza di pesca o il porto d’armi in veranno collocazione, sfilate in abiti corso di validità avrete diritto ad un tradizionali, dimostrazioni di arti- ingresso ridotto a € 6.00 anziché € 10. giani e artisti di oggettistica venatoria; il folklore venatorio sarà rappresentato al meglio con la presenza di Harald Klavinius, disegnatore Per info aggiornate: satirico noto ai cacciatori dei paesi Exporivacacciapescambiente.it Caccia Passione 12


1

Mostra Internazionale Armi Sportive, Security e Outdoor

DAL14 AL 17APRILE TORNA EXA PER UN’ESPERIENZA UNICA E IRRIPETIBILE

N

Prova tutte le armi in fiera!

ità2 v o 201 Exa Outdoor, la fiera in Festa 50.000 mq ALL’APERTO DI PURO DIVERTIMENTO! - TRAP AMERICANO - SPORTING - TIRO A SEGNO - TIRO DINAMICO SPORTIVO - TIRO CON L’ARCO - TIRO AL PIATTELLO LASER - DIMOSTRAZIONI CINOFILE

Non mancare!!!

www.exa.it

Aggiornamenti disponibili all’indirizzo web www.exa.it

In collaborazione con:

Promosso da:

Sede e Organizzatore:

BRIXIA EXPO - FIERA DI BRESCIA S.p.A. infoline 030 3463483/485 - info@exa.it


Speciale stanziale

Caccia all’orecchiona

Astuta e forte, la lepre è selvatico che da sempre anima i sogni dei cacciatori. Per catturarla è necessaria tecnica, esperienza, l’arma giusta e ottima conoscenza del luogo e delle abitudini dell’animale. di Kalaris

Caccia Passione 14


Fauna stanziale Esistono degli animali la cui caccia riempie di soddisfazione il cacciatore, vuoi per l’astuzia del selvatico, vuoi per la difficoltà della tecnica seguita. Un esempio è quello della lepre, la cui cattura carica di emozione e orgoglio il cacciatore, sia che questa avvenga in maniera del tutto fortuita, sia che la cattura sia figlia di una ben organizzata battuta di caccia.

E

sistono numerose tecniche da impiegarsi durante la caccia alla lepre, che potrà essere catturata con l’aiuto di un cane da ferma o addirittura in battuta, eppure la tecnica più utilizzata specialmente in Italia è quella della caccia alla posta, che normalmente viene perfezionata con l’aggiunta di segugi. Il cane non necessariamente è di razza, e più spesso si preferisce impegnare bastardini dato che in alcuni casi si dimostrano più potenti, forti e resistenti. Li si potrà impiegare in coppia o singolarmente, mentre il caso di mute o gruppi è davvero raro. La presenza del segugio, sia esso o meno di razza è comunque fondamentale; da non dimenticare infatti la fisionomia della lepre, dotata di forza, resistenza, pelo particolarmente fitto e ossa dure. Anche se colpito gravemente, il mammifero di norma riesce a percorrere ancora diversi metri prima di morire, mentre nel caso di ferite meno gravi è capace di

percorrere distanze davvero considerevoli, rendendo la cattura difficoltosa, se non impossibile. E’ qui che entra in ballo il fidato amico a quattro zampe che aiuterà nel ritrovamento del selvatico.

Essere accompagnati da un buon segugio renderà la battuta ancora più affascinante e stimolante Caccia Passione 15


Speciale Stanziale: caccia all’orecchiona Sarà comunque bene ricordare che la caccia alla lepre non è attività venatoria adatta a tutti. Non si esagera quando si dice che sia una vera e propria arte, dato che oltre alla necessità di accompagnarsi ad ottimi segugi, per dare caccia alla lepre sarà fondamentale pazienza, esperienza e competenza, ma soprattutto tanta passione. Lo ricordiamo spesso, ma mai quanto in questo caso è vero: il cacciatore dovrà avere un’ottima conoscenza del territorio sul quale si svolge la caccia, dovrà conoscere per bene tutte le abitudini della razza, non dimenticando i punti deboli e le sorprendenti capacità. Il selvatico infatti, specialmente se adulto, si dimostra particolarmente arguto e l’unico modo per catturarlo sarà quello di prevederne le mosse. Solo in questa maniera ci si potrà comportare di conseguenza, facendosi trovare nel posto giusto al momento giusto. Per questo il tipico cacciatore di lepri è un uomo d’esperienza, che conosce a menadito il territorio e si dimostrerà capace di scegliere le giuste poste nelle quali i partecipanti alla battuta dovranno collocarsi. Il cacciatore dovrà inoltre aiutare il proprio segugio a ritroCaccia Passione 16

vare la traccia nel caso in cui venga persa; non si tratta in fondo di una situazione tanto rara soprattutto se si caccia in prossimità di corsi d’acqua o se si segue una lepre adulta. Occasionalmente la lepre potrà essere abbattuta con qualsiasi genere di calibro, eppure il professionista di questa tipologia di caccia preferisce il calibro 12 con una cartuccia piombo 5. Il segreto per effettuare un buon tiro è quello della buona posta, di norma in prossimità di luoghi che obbliga-


Fauna stanziale no la lepre ad uscire allo scoperto. Fondamentale è inoltre l’anticipo, che muterà a seconda della direzione intrapresa dal selvatico. Questo potrà correre di traverso, correre verso il cacciatore, o nella direzione opposta. Negli ultimi due casi il consiglio è quello di puntare alle orecchie dell’animale, mentre nel caso in cui il selvatico giunga lateralmente l’anticipo dovrà essere leggermente superiore. In ogni caso si dovrà tenere il considerazione la velocità dell’animale, e la velocità di tiro del cacciatore. Ecco perché l’esperienza, più che la teoria, diventa davvero fonda-

mentale e riesce a far la differenza. Secondo quanto previsto dal calendario venatori (art. 18 legge, quadro 157/92) la caccia alla lepre comune, al coniglio selvatico, alla lepre sarda, nonché alla minilepre, si apre la terza domenica di settembre e si chiude il 31 dicembre. Ovviamente è da ricordare che ogni Regione, nel rispetto della legge, potrà apportare modifiche al calendario venatorio.

Avere un buon cane da caccia è un elemento importante per qualsiasi tipo di caccia, ma nella caccia alla lepre è vera-

mente necessario.

La lepre europea è un animale originario della steppa e vive principalmente nelle zone di pianura Caccia Passione 17


I segreti della selvaggina

Caccia Passione 18


Migratoria

migratoria Affascinante ed antica come l’uomo, l’attitudine alle migrazioni è ancora oggi di una specie notevole di animali. Capo fila sono gli uccelli, che dimostrano una misteriosa capacità di navigazione e orientamento che ancora gli scienziati non si sanno spiegare a pieno. di Claudia Zedda

Caccia Passione 19


I segreti della selvaggina La Fauna Migratoria è caratterizzata da popolazioni che durante il loro ciclo vitale compiono consistenti spostamenti geografici, spostandosi anche da un continente all’altro. Gli migrazioni di questi animali, sono caratterizzate da specifiche periodicità stagionali legate alle disponibilità alimentari ed riproduttive.

T

endenza istintiva antica come il mondo e come le stagioni, quella delle migrazioni è attitudine tutta animale che ben si adatta al mondo dei volatili, per quanto non di rado si sia potuta associare anche alle comunità umane. La logica di base è sempre la stessa: ci si sposta da un luogo x verso un luogo y per cambiamenti climatici e per la carenza di cibo. Quando parliamo di uccelli però oltre a questi elementi davvero importanti, non si può nemmeno dimenticare il meraviglioso e preciso istinto che li muove aiutandoli nella navigazione e soprattutto nell’orientamento. Per avere dati aggiuntivi su queste capacità innate di tutti gli uccelli sono stati condotti numerosi studi scientifici e ricerche ornitologiche, che grazie all’osservazione e all’inanellamento delle specie oggetto di studi, stanno dando risposte davvero interessanti. In linea di massima si può affermare che probabilmente le migrazioni Caccia Passione 20

di volatili, cominciate fin dalla preistoria, quando non mancavano le alternanze stagionali, siano causate principalmente dalla durata delle giornate e dunque dal fotoperiodismo. Quando, per intenderci, le ore di luce si riducono si verifica biologicamente anche regresso dello svi-


migratoria

luppo di particolari ghiandole degli uccelli che ne determinano l’aggressività e l’intolleranza e che consentono dunque l’aggregazione in gruppi necessaria per la partenza. Medesime condizioni dovrebbero stimolare il viaggio di ritorno e l’abbandono dei luoghi di svernamento,

Migratoria Se il viaggio di andata è comunemente detto post nuziale o di passo, quello di rientro è piuttosto conosciuto come volo di ripasso e prenuziale. In linea di massima, quando si parla di migrazioni da parte di volatili, ci si può riferire ad una migrazione diurna o notturna. zione diurna vennero condotti nei prima anni cinquanta da Gustav Kramer, che posizionando uccelli soggetti a migrazione stagionale, all’interno di ampie gabbie, notò che questi tentavano lo spostamento, durante il periodo migratorio, con riferimento al sole. Durante le giornate nuvolose invece i volatili si spostavano caoticamente, senza una direzione precisa. Alterando la posizione del sole, con un gioco di specchi, Kramer potè notare che gli uccelli seguivano la direzione del sole, seppure manomessa. Gli studi resero chiaro che, pur non osservando direttamente il sole, gli uccelli soggetti a migrazione diurna, si che da corrette informazioni di volo. Ovviamente in condizioni natusi non solo al sole, ma a riferimenti di vario genere: primi fra Kramer scoprì di più! Caccia Passione 21


Gli uccelli sono dotati di un “orologio” e ritmo biologico che li guida, lungo 24 ore che ben si connette alla rotazione solare e naturalmente alla foto periodicità. Ancora oggi purtroppo non abbiamo un’idea precisa e confermata di come gli uccelli riescano ad utilizzare questa bussola solare, che oramai è indubbio possiedano. Resta ancora da scoprire come e perché alcune specie siano in grado di spostarsi agevolmente con la nebbia o magari con le nuvole. Secondo alcuni in questo caso entrerebbe in ballo la navigazione acustica. Altra tipologia di migrazione è quella detta notturna, per altro quella maggiormente praticata dai volatili che pur dimostrandosi attivi di giorno, preferiscono la notte per “viaggiare”. Per quanto esistano pochi studi scientifici che diano spiegazione alla migrazione notturna, le teorie e gli esperimenti certo non mancano. Si suppone ad esempio che molti uccelli preferiscano immagazzinare durante la giornata energia, attraverso il nutrimento, e volare per un intera notte. Secondo altre teorie, esattamente come il sole influenzerebbe i migratori diurni, stesso ruolo avrebbe la luna con quello notturni, eppure la teoria fu molto presto screditata da Drost e da Kramer. Griffin però, sul finire degli anni sessanta dimostrò durante la sua speCaccia Passione 22

rimentazione, che germani reali, marzaiole americane, codoni e oche canadesi trovavano immediatamente la strada giusta solo durante nottate di luna limpida, prive di nubi. Si poterono invece riscontrare situazioni di disorientamento e panico in caso di volatili notturni liberanti in nottate nuvolose. Eppure il dubbio rimane: per orientarsi i migratori notturni usano la luna o le stelle? E non si trova nemmeno spiegazione alla capacità dei migratori notturni, di volare fra le fitte nubi e nebbia senza perdere la direzione. Un aiuto


Migratoria potrebbe arrivare loro dai rumori che percepiscono durante il viaggio, ma si tratta ancora di teorie non dimostrate. Quel che pare chiaro è che durante la migrazione entrano in gioco diverse componenti. Prima di tutto quella istintiva, dato che la migrazione è innata, ereditaria, e comune a tutti gli animali. La migrazione è inoltre familiare dato che di norma i giovani migrano in compagnia di soggetti adulti ed esperti. Inoltre la migrazione avviene per imitazione e grazie alla memoria e all’esperienza. I gruppi più giovani imparano per

imitazione i movimenti familiari, afdi necessità, alla componente ereditaria. La memoria è inoltre un fattore di notevole importanza per la capacità di orientamento degli uccelli migratori. Pare che siano capaci di registrare mentalmente, caratteristiche ambientali e rumori locali, che li aiutino a non perdere la rotta. Basti pensare che il rumore di uno sparo di fucile, determina un innalzamento della quota di volo o

Caccia Passione 23


Scaltro ed imprevedibile, il muflone è uno dei selvatici più robusti e resistenti del nostro paese, per il quale è necessario conoscere alla perfezione le sue abitudini alimentari, il suo comportamento, le modalità di caccia, le armi e le munizioni più idonee per insediarlo. di Diego Mastrobernardino

Caccia al muflone:

le tecniche, le armi e le Caccia Passione 26


Speciale ungulati

munizioni pi첫 idonee Caccia Passione 27


Caccia al muflone: le tecniche, le armi e le munizioni più idonee

Il muflone, il cui nome scientifico è Ovis musimon, è un mammifero artiodattilo della famiglia dei Bovidi. Diffuso sulle isole mediterranee di Sardegna, Corsica, Cipro e Rodi, il muflone non è una specie autoctona di queste aree geografiche, bensì si Caccia Passione 26

pensa sia stato introdotto dall’uomo, poiché non sono stati ritrovati reperti fossili che comprovassero la sua esistenza di nessuna epoca storica. Si tratta di un selvatico molto simile ad una pecora di medie dimensioni, il quale presenta un corpo massiccio


Speciale ungulati e compatto inscritto nel “quadrato”. L’altezza al garrese è di 90 centimetri, con un peso di 50 chili circa e 130 centimetri di lunghezza totale. Il manto è marrone bruno tendente al rossiccio

e come quasi tutti gli ungulati, va in muta due volte l’anno, in primavera e in autunno. Durante il periodo invernale, gli esemplari maschi hanno il collo ornato da una folta e lunga criniera di peli tendenti al nero, la quale è “unita” alla sella dorsale bian-

ca, caratterizzando così gli esemplari “puri” di età superiore ai tre anni. Il muflone viene considerato una preda piuttosto ostica per cacciatori, poiché è un animale molto scaltro ed imprevedibile, essendosi guadagnato un posto di tutto rispetto nella sezione selvaggina nobile. Per questo motivo è una delle prede più ambite anche nei paesi dove è stato introdotto “artificialmente” dall’uomo. Nel nostro paese, il muflone è stato introdotto negli anni sessanta sia sull’arco Alpino, sia sull’Appennino, diffondendosi anche nelle isole di Montecristo, del Giglio e dell’Elba. Allo stato attuale, molte riserve di caccia di tutta Italia contano una discreta presenza di mufloni, sempre regolamentata e controllata dalla caccia o dalle catture. In alcune zone di montagna, è stato riscontrato che il muflone sia entrato in competizione alimentare e territoriale con il camoscio, generando un certo disequilibrio dell’ecosistema, per la cui soluzione è stata praticata la caccia di selezione. Questo selvatico ha dimostrato un ottimo spirito di adattamento, al punto che riesce a vivere tranquillamente anche in alta montagna, dove la sua pelliccia lo protegge dalle basse temperature e la sua tenacia gli consente di sopravvivere anche con la neve e carenza di cibo. Caccia Passione 27


I mufloni tendono a vivere in branco è sempre un maschio dogrossi branchi composti da più di minante, il quale segue a distancinquanta esemplari; non hanno za il branco arrivando sul luogo abitudini notturne ed iniziano il di pastura per ultimo, al fine di loro cammino alla ricerca di cibo controllare che non ci siano peall’alba per poi fermarsi a notte ricoli o ritardatari. Questo comfonda. Durante le ore più calde portamento è da tenere in considella giornata, i mufloni entrano derazione quando si va a caccia di nel bosco alla rimufloni, poiché Originario della Sardegna cerca di un po’ di è il capo branco e della Corsica, in un temfresco, senza però l’esemplare mipo relativamente breve, il allontanarsi tropgliore, quindi muflone è diventato cropo dai loro territooccorre aspettace e delizia di molti cacciari abituali. Molto re il suo arrivo. tori sia italiani che europei curioso è il modo La resistenza ai in cui si muove il branco: sem- colpi di carabina del muflone è pre in fila indiana e spostandosi proverbiale, al punto che alcuni molto lentamente. Alla testa della esemplari particolarmente forti fila c’è generalmente un esempla- riescono a percorrere oltre cinre femmina anziana, ma il capo quanta metri dopo essere staCaccia Passione 28


Speciale ungulati ti colpiti con un calibro medio. venire all’alba o al tramonto, moMentre in Europa è possibile cac- mento della giornata in cui si inciare questo animale già dal pri- crociano più sentieri di transito. mo di agosto, in Italia l’apertura La modalità di caccia alla cerca avviene generalmente il primo in ambiente montano, invece, è di ottobre. Nel periodo inverna- simile alla caccia al camoscio, le, infatti, le femmine hanno tutte ma, a differenza di quest’ultima, partorito i cuccioli, mentre i ma- il muflone risulta più sospettoso schi hanno com- Selvatico robusto, scaltro ed ha una vista pletato la muta. ed imprevedibile si è gua- molto più acuta. La caccia al dagnato un posto d’ono- Se i mufloni si muflone può re nella selvaggina nobile trovano in spazi aperti, per abbatessere praticata in tre modalità: all’aspetto, terli occorre sparare con estrema alla cerca e in girata, quest’ul- precisione a lunga distanza, mentima chiamata anche “guidata”. tre se la cerca si svolge in collina, Iniziamo le descrizioni di que- nell’alto fusto o nella macchia meste modalità partendo dall’ulti- diterranea, il tiro sarà compreso ma. La girata è una battuta molto tra i cento/centocinquanta metri. tranquilla, silenziosa e senza l’ausilio dei cani, la quale si pratica nelle zone dove la vegetazione è molto fitta, come la macchia mediterranea. Esistono due ruoli: il cacciatore ed il battitore. Il primo si deve posizionare in prossimità dei sentieri abitualmente percorsi dal gregge di mufloni, preferibilmente su un’altana o un palco sopraelevato. I battitori, invece, devono spingere con “delicatezza” la mandria verso le poste, ossia ad una andatura che consenta un tiro preciso. La modalità all’aspetto deve avCaccia Passione 29


Iniziamo ora a descrivere le armi ed i calibri più idonei alla caccia al muflone. Secondo molti cacciatori esperti, in alta montagna l’arma migliore è la carabina Bolt Action ad otturatore, provvista di una buona ottica a 6 o ad un massimo di 8 ingrandimenti con reticolo numero 4 ,4A o 8. La carabina di questo tipo consente un veloce secondo colpo, nel caso in cui la preda sia stata centrata in una parte non letale. Oltre alla classica “Bolt”, si possono considerare altrettanto validi anche gli Express e le carabine semiautomatiche. Giudiuzi molto positivi sono stati dati alle Browning Bar, le Remington 7400, le Heckler & Koch e le Voere 2185. Per quanto riguardala scelta del calibro, quest’ultimo dovrebbe partire dal 6,5mm fino all’8mm. Tutta la gamma dei calibri 6,5, dal 6,5 X 55 Sweeden al 6,5 X 68 Shuler è molto valida, impiegando palle da 125-140 grani di media robustezza come le Nosler Partition, le RWS KS e le Hirtenberger ABC. Il 270 Winchester con palle da 130 grani, Barnes-X,Sierra, Caccia Passione 30

Hornady, Speer e Norma Soft Point è risultato altrettanto efficiente. I 7 millimetri, dal 7.08 fino al 7mm Remington Magnum con palle di peso non superiore ai 160 grani, sono particolarmente indicati per capi più grossi e resistenti. Per i calibri 7,62 si possono prendere in considerazione il 308 W. e il 30.06 Spring. con palle da 150 – 165 grani di ottima fattura, come le TIG, Le Speer Grand Slam e le Teilmantel Spitzer. La categoria degli 8 millimetri prevede l’uso dell’8 x 57 JS-JRS. A prescindere dal calibro che si usa, molti cacciatori sono concordi nel preferire una palla che trapassi il muflone, per una maggiore certezza nell’abbattimento. La caccia al muflone è tanto affascinante, quanto ostica in tutte e tre le modalità per predarlo, poiché stiamo parlando di uno dei selvatici più robusti e resistenti del nostro paese. A coloro che desiderano cimentarsi in questo tipo di caccia, consigliamo di affidarsi sempre a cacciatori esperti che conoscano bene sia l’animale che il territorio. In bocca al lupo!!


Affidati a chi ti è fedele

WYOMING GTX®

HUNTER GTX®

HUNTER GTX® Costruito con il miglior Nabuck ingrassato idrorepellente presente sul mercato, Hunter è uno scarpone dalle performance altamente tecniche che trasmette al suo utilizzatore piacere e comfort nel medesimo istante.

WYOMING GTX® Un perfetto mix tra stabilità, leggerezza, tradizione e tecnologia. La

speciale sovra iniezione strutturale WFW sviluppata da CRISPI®, rende Wyoming lo scarpone ideale per camminate confortevoli e senza paragoni.

WWW.CRISPI.IT CRISPI Sport s.r.l. | 31010 Maser (Tv) Italy | Ph. +39 0423 524211 | crispi@crispi.it

follow us on:


Caccia di selezione e selecontrollore:

due aspetti importanti in ambito venatorio

Con la caccia di selezione si riescono a gestire le specie cacciate in relazione al loro numero, attraverso l’utilizzo di un modello tecnico-scientifico che aiuta la conservazione della fauna sul territorio. di Diego Mastroberardino

L

a figura del selecontrollore è il “super-esperto” nel prelievo mirato della selvaggina, il quale mette in pratica la caccia di selezione secondo criteri molto severi. La caccia di selezione viene esercitata in una considerevole porzione di territorio dell’Italia Centro-Settentrionale, e negli ultimi anni ha coinvolto in prima persona un numero crescente di cacciatori.

Caccia Passione 32


Caccia di selezione Questo fenomeno è abbastanza recente ed una buona percentuale di territorio amministrato con tale forma di caccia è il risultato di esperienze maturate in circa quindici anni a partire al 1996. L’aumento dell’adozione della caccia di selezione come fenomeno di controllo della fauna selvatica, rappresenta un vero e proprio cambiamento nella storia recente della caccia italiana, poiché la stagione venatoria rappresenta solo una delle fasi della gestione.

Caccia di selezione

Cos’è la caccia di selezione? Iniziamo con il dire ciò che non è. Non consiste nella caccia ad animali malati o a scarti, poiché questi rientrano nella categoria degli “abbattimenti sanitari”, al fine di scongiurare epidemie tra la fauna selvatica. La caccia di selezione è un sistema di caccia di origine mitteleuropea. Essa si basa sul conteggio dei capi degli animali appartenenti alle specie cacciabili (ovvero censimenti) e sul conseguente piano di abbattimento suddiviso per classi di età (piccoli, adulti, subadulti, femmine). Inizialmente viene stimato il numero di animali da abbattere a seconda dello scopo che si vuole raggiungere: ad esempio ci potrebbe essere la necessità di far aumentare una data

popolazione, oppure farla diminuire o ancora mantenerla stabile. In relazione all’obiettivo da raggiungere si decidono i capi da abbattere. Chi adotta la caccia di selezione terrà sempre bene in mente che lo scopo fondamentale è quello conservare e mantenere inalterata la struttura della popolazione (cuccioli, subadulti, adulti, femmine, maschi). Generalmente si considera controproducente non realizzare almeno al 90% un piano di abbattimento, perché si otterrebbero risultati non previsti, come lasciare una struttura di popolazione squilibrata e non a forma piramidale con i cuccioli (molti) alla base e i vecchi (pochi) all’apice. La caccia di selezione viene adottata, in particolare, per controllare e gestire le popolazioni animali degli ungulati “rossi”: capriolo, daino, cervo, muflone. La caccia di selezione, in sostanza, è uno studio attento e approfondito sulle popolazioni degli animali selvatici, che lo scopo di conservare e rendere equilibrati il numero dei capi in una data area.

Il selecontrollore

Per quanto riguarda il “selecontrollore” si può affermare che si tratta di quel cacciatore il quale, dopo la partecipazione ad uno specifico corso e Caccia Passione 33


superamento dello stesso con relativo esame, coopera con gli Agenti venatori provinciali nelle attività di controllo numerico delle specie cosiddette “invadenti” o squilibrate da l punto di vista demografico. Il termine “selecontrollore” non coincide a livello nazionale tale figura di collaboratore, non essendo citato dalla normativa sia di livello nazionale che regionale sulla caccia: il termine è stato preso in prestito dall’esperienza appenninica nella caccia di selezione agli ungulati ed è ormai entrato a far parte del vocabolario del cacciatore. La sua etimologia si riferisce esplicitamente al concetto della caccia di selezione, nonché a quello del controllo numerico della fauna sancito dall’art. 17 della legge nazionale sulla caccia n. 157/92. Caccia Passione 34

Il selecontrollore ha il compito del prelievo mirato di una determinata specie, il quale può operare tramite speciali licenze durante il periodo di caccia vietata nonché in zone protette protetti. Il selecontrollore è sotto la diretta responsabilità degli Agenti venatori provinciali e deve rispettare un rigoroso protocollo che regolamenta le varie fasi della loro attività: si va dalla modalità di attivazione del selecontrollore, fino al trattamento e destinazione dei capi prelevati. Tale figura è nata in Lombardia nel 2002 in seguito all’emendamento dell’art.41 della legge regionale sulla caccia 26/93, il quale ha aggiunto ai soggetti coadiutori nel controllo numerico della fauna invadente già precedentemente indicati, una nuova figura: quella


Caccia di selezione degli “…. operatori espressamente autorizzati dalle province, selezionati attraverso specifici corsi di preparazione alla gestione faunistica”. Ogni selecontrollore, per collaborare con gli Agenti venatori, deve essere iscritto all’Albo provinciale dei selecontrollori, provenire dalle fila dei cacciatori esperti di ungulato e risiedere perlopiù nei territori limitrofi alla zona che si vuole coprire. C’è da sottolineare che la caccia di selezione viene rivolta particolarmente al mantenimento dell’equilibro delle popolazionideicinghialiinNordItalia.

La caccia di selezione congiunta al selecontrollore, rappresentano un metodo scientifico della conservazione della fauna selvatica, per evitare che una data popolazione di animali cacciabili possa crescere troppo rispetto all’ambiente che li ospita oppure scomparire. Coloro che parlavano di caccia di selezione già molti anni fa, venivano considerati quasi alla stregua degli assassini, quando invece essi avevano già capito l’importanza del mantenimento dell’equilibrio della fauna, considerata la forte (eccessiva) antropizzazione degli ambienti naturali.

Caccia Passione 35


Caccia alla beccaccia in Romania: tecniche e luoghi

Caccia alla Beccaccia: Meravigliosa terra ricca di sorprese e di natura, la Romania negli ultimi anni è stata riscoperta dagli amanti della beccaccia e da chi vive di natura incontaminata e selvatica. di Claudia Zedda Caccia Passione 36


C

he la Romania sia il paradiso dei cacciatori che amano la beccaccia, non è più un segreto per nessuno eppure ancora oggi si fa confusione sui tempi di caccia, ma soprattutto sui luoghi. Chi ad esempio parte per la Romania senza affidarsi ad un’associazione venatoria che lo guidi, non sempre riesce ad azzeccare i momenti della giornata giusta e i luoghi ideali per dar la caccia all’affascinante beccaccia. Risultato? Carnieri vuoti, demotivazione e noia.

Le tecniche

Sarà bene sapere dunque che la beccaccia in primavera (meglio ancora se nel mese di marzo – aprile), si potrà cacciare in Romania alla croule, la sera. Quando parliamo di croule sostanzialmente ci riferiamo ad una caccia d’aspetto, che si tiene durante la fase degli amori. E’ comunque diversa dalla solita posta, che tutti conosciamo bene dato che in primavera gli esemplari maschi, anzi che correre verso il bosco, all’imbrunire si cimentano in un volo acrobatico davvero suggestivo, volando bassi e percorrendo sempre gli stessi tratti in prossimità della femmina in attesa. Stiamo descrivendo sostanzialmente il volo nuziale della beccaccia, affascinante ed emozionante. E’ proprio in questo momento che può

Caccia all’estero svolgersi la croule, la cui attesa dura in generale dai 15 ai 20 minuti. Il nome della tecnica è dato appunto dal verso roco emesso dai maschi in volo una sorta di “Crouh Crouh”. Come è facile immaginare si tratta di una caccia fortemente discussa ma non per questo meno praticata in Romania dai cacciatori rumeni. La gente del luogo, che pratica questa caccia reputata bella e seducente, conferma (a ragione o a torto) che si tratta di una caccia sostenibile in quanto le specie abbattute sarebbero esclusivamente di sesso maschile. La caccia in battuta, detta la goana è considerata invece una caccia antisportiva, dato che il numero delle femmine abbattute è particolarmente alto. Pur non essendo vietata per legge, è di rado praticata. La stagione ideale è sia l’autunno che la primavera, in pianura ma in prossimità di grandi foreste. Partecipano a questa caccia un massimo di 5 cacciatori che si appostano negli spiazzi o nelle radure che attraversano la zona boscosa. Si deve trattare comunque di luoghi dai quali godere di una buona visuale. Appostati i cacciatori (i battitori), altri compagni avanzeranno verso i luoghi di posta, battendo con bastoni i cespugli e spingendo le becCaccia Passione 37


cacce verso i cacciatori in posta. Analizzate le diverse tecniche di caccia, è bene ora scoprire dove La caccia con il cane da ferma è invece i rumeni cacciano la beccaccia, una tecnica praticata da pochi appas- e naturalmente non potremmo sionati cinofili rumeni, amanti della iniziare se non dalla montagna. caccia classica, che si accompagnano a kurzhaar, drahthaar , pointer , set- I luoghi ter e breton. I bracchi italiani e gli spi- Per scovare i luoghi di caccia minoni sono praticamente sconosciuti. gliori è ovviamente necessario coNon di rado il numero delle femmi- noscere le abitudini migratorie di ne catturate durante quest’antica ti- queste specie tanto affascinanti; è pologia di caccia è superiore rispetto importante sapere, ad esempio, che a quello dei maschi che si dimostra- le beccacce arrivano in Romania sul no più leggeri al frullo e eccellenti finire di settembre ed agli inizi di otpedinatori. Per questo la tecnica è tobre, direttamente dalle regioni del stata oggetto di numerosi attacchi. Nord e del Nord Est, attraversando valichi e gole del Maramures e delCaccia Passione 38


Caccia all’estero tratta pur comunque di una caccia difficoltosa e limitativa, ecco perché il prelievo venatorio da parte dei rumeni e dei cacciatori stranieri è davvero relativo in queste condizioni. E’ pur vero che i viaggi venatori organizzati in queste zone, pur lasciando il carniere poco soddisfatto, riempiono animo e mente di meraviglia. Il cacciatore sarà letteralmente immerso nel silenzio più profondo, perso fra foreste di conifere e nebbia, alberi giganteschi e felci profumate, muschio, ruscelli, licheni, gorgoglio di acqua, guglie di monti innevati che regalano l’idea di essere nel cuore di un’insolita cattedrale, tutta votata alla natura.

la Moldova. Sostano in abetaie, o in alcuni casi nelle umide vallate della Transilvania o nei Carpazi Orientali e Centrali, insomma là dove le condizioni di vista sono le migliori, ad un’altezza che va dai 1500 metri in su. I gruppi di beccacce, che si uniscono a quelli rari stanziali, nel mese di ottobre si ingrossano di nuove unità e si attardano specie se le temperature sono stabili e i venti di tramontana e di grecale sono leggeri. Si

Ciò non toglie che raggiungere questi luoghi, spesso lontani da qualsiasi forma di umanizzazione, sia davvero difficoltoso. E’ fondamentale essere accompagnati da una guida, dato che durante le giornate nebbiose perdersi è cosa abbastanza semplice, ed inoltre il rischio di incontrare orsi bruni è reale. E dobbiamo dirlo, si tratta di bestioni pesanti più di 350 kg davvero poco socievoli sia con gli uomini, sia con i cani. I più avventurosi potranno comunque prenotare un posto letto nelle tipiche baite locali, ben attrezzate e riscalCaccia Passione 39


date, pensate per cacciatori e turisti. collinari dei Carpazi. E’ certamente questo il momento tanto atteso dai Meno complessa è la caccia in colli- beccacciai di tutta la Romania che na. Le zone collinari sono abitate dai amano la caccia con il cane da fercacciatori rumeni e provenienti da ma, molto similare a quella praticata ogni angolo del mondo quando l’alta nel bel paese nella zona appenninica. pressione inizia a disgregarsi nell’habitat montano. A questo punto la Le beccacce dalla mattina alla sera beccaccia si mette in movimento per si cimenteranno in affascinanti safuggire dal cattivo tempo, dalle piog- liscendi da boschi di querce, rovere, ge, dal vento e dai temporali, ma so- carpini e faggi che non solo ospitaprattutto dalle correnti provenienti no questi meravigliosi volatili, ma dalla Russia e dalla Siberia. Gli spo- che nel loro sottobosco danno ospistamenti verso Sud sono ancora più talità a porcini della miglior qualirepentini in caso di improvvise nevi- tà. Non di rado i cacciatori uniscocate che porta le beccacce nelle fasce no l’una attività di caccia all’altra di

Caccia Passione 40


Caccia all’estero

raccolta. A rendere la caccia collinare tanto affascinante e il limitato afflusso di cacciatori: di rado se ne potranno incontrare di sconosciuti e per questo la tranquillità del posto potrà essere goduta a pieno.

sud orientali, specie lungo il corso del Danubio e dei suoi affluenti.

E’ particolarmente amata anche la zona del delta del Danubio, la regione di Tulcea e Dobrogea, nonché le isole minori ospitante dal fiume. Chiudiamo questo tour virtua- I cacciatori, ovviamente le potranle in Romania parlando della cac- no raggiungere esclusivamente cia in pianura e nelle isole del Da- in barca o con l’aiuto di zatteroni. nubio. La permanenza collinare infatti non è troppo lunga e pre- L’habitat è tanto confortevole che sto le beccacce si dirigono verso le alcune isole sono state trasformazone pianeggianti dove si alimen- te in vere e proprie riserve natutano, riprendono fiato e si riposa- rali protette, nelle quali la caccia è no prima di intraprendere un bel vietata. Citiamo ad esempio l’isola volo verso il mediterraneo centrale. Piccola (l’insula Mica), un tempo Le soste, come è ovvio immagina- un vero e proprio paradiso venare, sono più o meno durature a se- torio. Si tratta di luoghi che non di conda delle condizioni climatiche: rado i cacciatori, amanti della nale beccacce non fanno altro che tura, visitano orfani del proprio furispondere al proprio istinto mi- cile, per ammirare i meravigliosi gratorio. In questa fase preferisco- voli della beccaccia che ad oggi non no sostare presso boschi umidi e può che essere incontestabilmennelle zone agricole meridionali e te definita patrimonio dell’umanità. Caccia Passione 41


Viaggio all’estero con il proprio Cane Per compiere un viaggio venatorio al di fuori dei confini italiani, è indispensabile procurarsi una serie di documenti indispensabile per oltrepassare la frontiera con il proprio compagno di caccia.

I

n concomitanza con l’apertura gatoria la vaccinazione antirabbidella stagione venatoria in Italia, ca, la quale ha validità di un anno, molti cacciatori sono propensi quest’ultima effettuata da almeno un anche a compiere viaggi di caccia mese prima della partenza e certifiall’estero. Nel preparare un viaggio cata da un Medico Veterinario; indi questo genere, con il proposito di fine, serve il rilascio del passaporto. portarsi dietro il proprio cane con il Se viene a mancare anche solo uno quale si va sempre a caccia, occor- di questi requisiti, l’animale viene re conoscere bene bloccato e non In questo articolo forniremo le procedure che consentito di una serie di informazioni utili consentano il trapassare la fronper fare chiarezza sull’argosporto dell’animale tiera, complimento, invitando comunque il ed il suo ingresso cando non poco lettore ad informarsi ulteriorin paese straniero. il viaggio che si mente presso le strutture adibiA tal proposito, per era preparato. te al rilascio di tali documenti. uscire dai confini In particolare, il italiani e viaggiare in tutto il con- passaporto, scritto e redatto in italiatinente europeo con i propri cani, no ed in inglese, è uguale in tutta la diventa obbligatorio ed indispensa- Comunità Europea e viene rilasciato bile seguire le seguenti procedure: esclusivamente per cani ed altri aniprima di tutto occorre l’iscrizione mali da compagnia. Nel passaporto, all’anagrafe e l’applicazione del mi- oltre agli elementi segnaletici dell’acrochip; in secondo luogo è obbli- nimale come il microchip d’iscriCaccia Passione 42


Normative zione all’anagrafe, fotografia facoltativa, sesso, razza e data di nascita, sono disponibili i dati del proprietario, contenendo allo stesso tempo anche spazi per le attestazioni sanitarie fondamentali per entrare nei paesi extracomunitari. Nel passaporto si possono trascrivere tutte le vaccinazioni, le visite, i trattamenti terapeutici e i risultati degli esami di laboratorio a cui è stato sottoposto il cane, al fine di fornire maggiori informazioni alle autorità competenti ed evitare problemi alla frontiera. Per i viaggi venatori che si effettuano all’interno dell’Unione Europea, ad eccezione del Regno Unito e della Svezia, quest’ultimi paesi nei quali sono previsti requisiti aggiuntivi,

è indispensabile la sola vaccinazione antirabbica protocollata sul passaporto. Per i viaggi nei Paesi extracomunitari possono essere in vigore norme che variano da Stato a Stato. In tutti i casi è consigliabile, prima di partire, informarsi il più possibile sulla documentazione necessaria da produrre presso il consolato o l’ambasciata italiana del Paese nel quale si vuole compiere il viaggio venatorio, poiché il solo passaporto europeo potrebbe non essere sufficiente. Per ottenere il rilascio del passaporto bisogna seguire diverse operazioni che richiedono un certo periodo di tempo. Per questo motivo sarebbe opportuno attivare tali procedure con un sufficiente anticipo, per trovarsi pronti all’atto della partenza.

Caccia Passione 43


Al fine di fornire una panoramica completa di tali procedure, sentiamo il bisogno di elencarle tutte. Per prima cosa occorre che il cane abbia inserito il microchip presso il proprio medico veterinario di fiducia o presso l’ambulatorio veterinario dell’AUSL. Inoltre, occorre l’iscrizione dell’animale all’anagrafe canina presso il Comune di residenza del proprietario, una procedura che può essere eseguita dal veterinario dopo l’applicazione del microchip. Infine, si può ottenere il rilascio del passaporto presso l’ambulatorio veterinario dell’AUSL, solo se l’animale possiede il microchip. Abbiamo accennato alle particolari disposizioni di legge per l’inCaccia Passione 44

gresso degli animali in Irlanda, Svezia, Gran Bretagna e Malta. In questi paesi, l’unico mezzo di riconoscimento accettato per l’introduzione di cani in Irlanda, Svezia, Gran Bretagna o a Malta è il microchip e non il tatuaggio, ed il proprietario deve essere in possesso di un passaporto attestante la vaccinazione antirabbica, l’esecuzione presso un laboratorio riconosciuto dalla Commissione europea di una titolazione degli anticorpi neutralizzanti nei confronti del virus della rabbia attraverso l’esame del sangue, quest’ultima effettuata 30 giorni dopo la vaccinazione e almeno 6 mesi prima del viaggio verso il


Regno Unito e Irlanda e 120 giorni dopo la vaccinazione per l’introduzione in Svezia. Questo esame deve avere esito positivo, cioè deve dimostrare la presenza di un sufficiente livello di anticorpi. Il prelievo di sangue e l’invio del test viene effettuato dal veterinario di fiducia. Il passaporto per cani dura tutta la vita dell’animale e non ne è indispensabile il suo rinnovo. Con questo articolo, ci auguriamo di avere fatto chiarezza sulle procedure e suoi documenti che occorrono per andare a caccia al di fuori dei confini italiani, portando con se il proprio animale. Ci rendiamo

Normative

conto che alcuni cacciatori preferiscono affidarsi al cane con il quale vanno spesso a caccia, senza doversi affidare a cani presi in “affitto” sul posto scelto per il viaggio di caccia. Attraverso l’ambulatorio veterinario di fiducia ed i consolati o ambasciate del paese dove si andrà a caccia, saranno disponibili tutte le informazioni riguardanti non solo le procedure da seguire per il rilascio dei documenti, ma anche le tempistiche per ottenerli. A questo proposito, invitiamo tutti i cacciatori a dedicarsi per tempo a questo aspetto del viaggio, al fine di non andare incontro a problemi alla frontiera.

Caccia Passione 45


Caccia Passione 46


Cani da caccia

Dalla morfologia allo standard di lavoro; dalla storia all’impiego pratico; dalla scelta del cucciolone all’addestramento

Pointer: cane da ferma per eccellenza Caccia Passione 47


Il Pointer: cane da ferma

Il Pointer è un cane dal pelo raso, liscio, di vari colori: bianco, Elegante e nobile nel portamento, è tra i cani da caccia più

C

arattere - Difficilissimo da definire il carattere del pointer: c’è chi, sulla scorta degli autori classici inglesi, sostiene che il pointer è una macchina da caccia e come tale deve essere trattato. Ciò significa un canile confortevole, un cibo appropriato, uscite venatorie frequenti e consistenti, e stop. Ma chi ha avuto pointer sostiene che sebbene la razza possegga un carattere fierissimo, sicchè è facile allo sdegno, all’impermalimento, al rifiuto di compiere un esercizio impostogli in maniera autoritaria e brutale, possiede anche una dolcissima maniera di legarsi al padrone, essendo, perciò, un ausiliare perfetto anche dal punto di vista affettivo. Può essere remissivo il pointer, solo se è convinto di quanto gli si chiede, ma anche per lui la vicinanza dell’uomo, è. tutto sommato, molto importante. Solo che (e npn c’è tema di umanizzarlo troppo) forse questo grande animale ha una tale fierezza da poter sopportare, soffrendo di meno, la distanza dal cacciatore e la segregazione in canile. Esistono di Caccia Passione 48

Il Pointer è una razza canina di dalla sua capacità di puntare la certo dei pointer testoni, anzi ormai da tempo ne nascono in abbondanza, ma non è su certi energumeni che ci si deve basare per descrivere una razza. E quindi un pointer di carattere pur non avendo la remis-


per eccellenza

Cani da caccia

i pointer possono nascere scriteriati), con la maniera di reagire al dressaggio, bamarrone, nero, arancio, fulvo, rosso. stando, in generale, pochissime correzioni per otteneamati dai cacciatori re quanto si vuole faccia. Diffuso in tutto il mondo il pointer probabilmente non è più neppure una razza, perchè tra i cani che si allevano in America, quelli che restano nella Gran Bretagna e nella Scozia, e quelli di Francia, Italia, Danimarca, Norvegia, c’è, molto probabilmente, più differenza di quanto non ci sia comunemente tra altre due razze diverse. Ma il pointer ha il difetto di essere una razza talmente studiata, definita, migliorata, allevata, usata che oramai ha, per chi la sa comprendere, una indiscutibile fisionomia spirituale. Il pointer, anche come carattere, oramai origine britannica che prende il nome più che un cane è un mito.

preda

sività di un gattino, dimostra in realtà meno rigidezza di quanto i suoi occhi rotondi e che guardano in faccia potrebbero far pensare. E la malleabilità la dimostra anche, se è un animale col cervello (perché anche

Difetti funzionali e di carattere Il pericolo nel pointer è costituito dal carattere, che è di norma già abbastanza vicino al limite della rottura, sicchè è molto facile incappare in ipersensibili, difficili da Caccia Passione 49


dressare, o addirittura in timidi, paurosi dello sparo, del selvatico, delle persone. Non che la percentuale di soggetti così tarati sia nel pointer più alta che nelle altre razze, ma è che col pointer questo è uno dei difetti che ricorre più spesso. Altro elemento talvolta carente nel “fermatore” d’oltre Manica è il discernimento, quella dote cioè

resto finissimo per necessità di stile, comanda con talvolta eccessivo rigore le sue facoltà intellettuali. Ancora dal carattere, eccessivamente indomito, è dato un altro ricorrente difetto della razza: l’eccessiva indipendenza da chi la guida, sicchè capita, e qui più spesso, di avere a che fare con cani eccessivamente indipendenti, esiziali

che consente, al cane da ferma, di distinguere le emanazioni derivanti da selvatico presente da quelle, invece, che originano da tracce o piume o fatte o spolverelli. Sicchè capita che il pointer arresti a vuoto, e insista nella inutile segnalazione, proprio perché il suo olfatto, del

per certe cacce specifiche, come ad esempio le beccacce, od anche le stame e le coturnici, se si vuole, animali per i quali se il collegamento non è richiesto in maniera così stretta come per la regina del bosco, sicuramente si sa che non è possibile affrontare colline di stop-

Caccia Passione 50


Cani da caccia pie o versanti montani berciando a squarciagola (e, tra l’al’ro, inutilmente) per tenere nei pressi un cane furibondo. Nello stile, e non nella funzione, è più facile avere oggi pointer carenti, dato che le diverse immissioni hanno diluito le originarie caratteristiche dei primi ceppi francesi o dei vecchi cani italiani. Sicchè non è frequente ve-

una razza, questa, che da questi punti di vista è veramente, ormai, una assoluta garanzia, nei limiti in cui può esserlo una popolazione animale, che ha, ovviamente, pur sempre le sue biologiche varianze. Quando riporta, e lo fa molto più spesso di quanto comunemente si creda, è talvolta restio a farlo dagli sporchi spinosi, ma, se iniziato a

dere strappate serie in guidata, ed il galoppo tende ad essere, più che quest’ultimo può essere meno in stile, ma è più razionale dal punto di vista meccanico. Quello che invece è veramente difficile da trovare è il pointer che non ferma, che ha poco naso o scarsa passione.

questa prestazione in età giusta ed in maniera conveniente, può eccellere solo di quando in quando denotando dente un p0’ duro, e che deriva da una passione eccessiva. A chi si addice - Al vero sportivo, al cacciatore che, pur andando Caccia Passione 51


in campagna per raccogliere un carniere, non ne stabilisce il valore dal peso o dalle teste, ma dal modo con il quale i selvatici che lo compongono sono stati acquisiti dal cane che l’accompagna. Il padre del pointer, l’inglese William Arkwright, che dalla razza scrisse un incomparabile testo, affermava infatti che «noi andiamo a caccia con i nostri cani per divertirci; la loro bella cerca con la testa alta e la coda vivace disperderà come per incanto la nostra fatica su più di un angolo del terreno...» e che di conseguenza «le attitudini così varie ed istantanee di un cane veloce compensano ampiamente qualche dimenticanza casuale ed inevitabile; esse procurano al vero e ardente cacciatore uno spettacolo magnifico, quale non sarebbe offerto mai dalla vista di cento ferme prese da un animale che trotterella in modo ordinario». Ma non è vero che il pointer sia solo spettacolo, in quanto deve ancora nascere una razza che abbia il suo rendimento non solo nei terreni ampi delle stame in collina, o sulle pendici montane a coturnici (ambienti entrambi, dove, specialmente nei primi torridi momenti della stagione di caccia, il suo atletismo e la sua resistenza alla faCaccia Passione 52

tica ed al caldo offrono rendimento assoluti), ma anche dove,come nel bosco a beccacce, o in palude a beccaccini( meglio ancora in marcia o in risaia), non sembra essere a priori a suo agio, il pointer dimostra, con la caccia cacciata e col favore che incontra, di essere, anche lì, un grandissimo cane. Quindi non va a colui che intende avere l’ausiliare sempre a portata di schioppo, e esplorare con quello ogni più piccolo ambiente, per estrarne tutti i possibili selvatici, perchè non si presta, a questo atleta dai mezzi eccezionali, un lavoro da certosino. Il pointer, per essere tale, ha bisogno di spazio, di selva-


Cani da caccia

tico intervallato, anche in ambiente difficile, se si vuole, come ad esempio è quello della beccaccia, e può adattarsi anche, talvolta, ad una emanazione contenuta, come quella ad esempio della quaglia, ma deve avere il modo di applicare al suo lavoro tutta la passione, l’olfatto, l’intelligenza aperta di cui è dotato. Solo allora darà tutto quanto la natura e la selezione dell’uomo, in diversi secoli, ha accumulato in lui. Il pointer, insomma, va capito ed amato, prima di essere “usato”. Dressaggio - Addestrare il pointer significa tener conto delle sue specifiche prerogative di razza, in un senso e nell’altro. Il dressaggio

deve avere come presupposto il fatto che si ha a disposizione una macchina perfetta, capace quindi di svolgere ogni mansione necessaria a caccia, ma che, proprio per questa sua perfezione, presenta non delle debolezze, ma delle necessità, maggiori queste rispetto a quelle delle altre razze, come maggiori sono le qualità del pointer. Un errore comune nell’addestrare il pointer è quello di non condurlo in campagna che ad un anno di età, od anche oltre, e questo, oltre a non sollecitare certe reazioni (ferma ad esempio) a tempo giusto. accumula anche nel cane una avidità repressa, che lo porterà, al momento di iniziare l’addestramento, a sfogare tutto questo potenziale accumulato e ad avere, perciò un individuo assai poco controllabile, e spesso avido solo di galoppare a più non posso. Chi ha da istruire un pointer deve perciò iniziare le esperienze concrete sul selvatico ed in campagna, in compagnia del suo cane, non dopo che questo ha superato i sei mesi. Altra questione importante è di usare, per le necessarie correzioni, dei mezzi che siano misurati alla sensibilità del cane, che è in genere elevata. Interventi troppo forti, che per di più vengano anche non comCaccia Passione 53


presi dal cane, proprio in quanto eccessivi, deprimono eccessivamente l’azione del sensibile animale e ne diminuiscono drasticamente il rendimento, ne frustano l’entusiasmo, ne fanno, insomma, non un collaboratore, ma un succube. Altro errore comune col pointer è pretendere che svolga la sua azione nei pressi, a tiro di schioppo dal cacciatore, quasi che fosse, più che un cane da ferma, uno spaniel. Col pointer, invece, c’è bisogno di spazio, e cioè di iniziativa, c’è bisogno perché renda a caccia, che chi Io usa Io metta in condizioni di evidenziare tutte le sue possibilità di rendimento, senza in alcun modo tarpargli le ali. Quindi a tutti si addice il pointer, tranne forse a chi caccia in località con i selvatico eccessivamente fitto (fagiani, molti fagiani, insomma). È questo l’unico caso in cui la razza è decisamente sconsigliabile, nell’interesse del cacciatore, ma, anche e soprattutto nell’interesse del pointer.

scegliere un cucciolo occorre dare la preferenza a quelli che, pur risultando già tipicizzati (stop evidente, occhio ben piazzato, orecchio sobrio, labbro rotondo, m non eccessivamente pendulo, tartufo già con l’aria di voler guardare in su), non presentano caratteri eccessivi: saranno troppo pesanti. Il cucciolo pointer è uno di quelli non difficili a scegliere, perché la sua caratterizzazione è così forte (basti pensare allo stop) da distinguere immediatamente quelli che la possiedono da quelli invece che ne sono privi. Ma proprio per questo è facile, anche, prendere un cucciolo che da adulto sarà grossolano, per un cane tipico, ritrovandosi poi, a due anni di età, non con un pointer, ma con un boxer dalla coda lunga. Occorre, ovviamente, che sia vivace il cucciolo, come per tutte le razze del resto, ma il cucciolo pointer lo ia in modo particolare, e dia l’impressione, con un pezzo di formaggio, di carne, o cose del genere (gettatogli a portata di fiuLa scelta - Nel caso in cui si debba to, ma disposto in modo da non Caccia Passione 54


Cani da caccia

poter essere scorto) di adoperare di già il naso e di essere sensibile agli stimoli olfattivi. Sono più di quanti non si creda i cuccioli pointer che fermano una quaglia messa sull’erba, anche a due o tre mesi di età, e taluni lo fanno con uno scatto da fare invidia ai migliori adulti. Che non si dia importanza al colore delle macchie ed alla loro disposizione, in omaggio ai caratteri morfologici tipici della razza è molto giusto, ma al pigmento delle mucose ed al colore degli occhi è bene importanza darne, perché questo degli indi e delle mucose chiare è uno di quei difetti che tolgono espressione alla razza, che è una delle cose più belle che c’è. Anche l’ossatura è importante nel

cucciolo, e perciò deve essere sobria, diritta, robusta. Certi scheletrini da gatto non sono da pointer (frequenti nei neri unicolore e in diverse famiglie di bianco arancio) come non lo sono alcune strutture spongiose, con diametri trasversi delle ossa chiaramente eccessivi. Il pointer deve galoppare velocemente e per ore, andando a caccia, ed uno scheletro adatto, pur non essendo mai una condizione sufficiente, talvolta può diventare una condizione necessaria, se supera certi limiti di impostazione. La coda è un altro aspetto di primo giudizio nel cucciolo. «Il pointer lo è dalla testa, ma chi lo conosce davvero gli guarda prima la coda» fu uno dei più sorprendenti dettati di Caccia Passione 55


un grandissimo conoscitore della pancia e scartare quelli che presenrazza. Ed è certissimo, perché una tano un rigonfiamento alla altezza coda distinta, gradatamente as- dell’ombelico o dell’inguine: si tratsottigliantisi, e ben portata, è una ta infatti, quasi sempre, di un’ernia. carta d’identità pressochè infalli- Sul cucciolone pointer occorre, se bile di una sicura distinzione, e di lo si vuole scegliere e non prendeuna selezione seria, competente, re a caso, operare un esame ancora prolungata. Questi caratteri sono più profondo di quello che ci vuoabbastanza evidenti nel cucciolo. le per il cucciolo. E la precedenza Talvolta i cuccioli pointer, come deve essere per il carattere; proprio anche quelli dei cugini setter, del perché nel cucciolone, al contrario resto, hanno delle ernie ombelica- di quanto accade per il cucciolo, il li od inguinali, la cui origine non carattere è già bene evidente. Dunè ancora ben que il cuccioloÈ considerato uno dei cani più chiarita. In alne pointer deve eleganti nella caccia, sia per la tre razze (collie camminare spaferma, che per il galoppo a teda esposizione, valdamente al sta alta per scovare il selvatico cocker spaniel, guinzaglio, tianche in ambienti vasti, grazie bull terrier) il rando se possial fiuto molto sviluppato. difetto dell’erbile, non avere nia ombellicale venne attribuite alcun timore delle persone che gli si alla attività di geni recessivi mul- avvicinano, né dei rumori improvtipli, mentre l’ernia inguinale ven- visi (basta battere le mani), sentiti ne riscontrata in una corrente di i quali deve al massimo sussultasangue di basenji che venne fatta re, per tranquillizzarsi immediatariprodurre a lungo in cattività. Si mente quando si accorge di cosa si tratta di difetti relativamente leg- tratta; ma non deve mai mostrare geri, che spesso il cane è in gra- il benché minimo segno di autendo di sopportare anche da adulto, tica paura, e se lo fa deve essere, e che, se si vuole, possono essere purtroppo, non scelto, anche se eliminati con una operazione che avesse la testa più bella del mondo. qualsiasi veterinario è in grado Un’occhiata agli appiombi non badi fare con rapidità. E comunque sta, ed anche lo sterno (che di quanbene, quando si sceglie un cuc- do in quando si presenta carenato) ciolo pointer, dare un’occhiata alla va considerato con una particolare Caccia Passione 56


Cani da caccia attenzione. Non si può certo pretendere che un pointer di sei mesi sia già in possesso di un torace molto disceso o di un posteriore già fasciato di muscoli compatti, ma uno scheletro armonico, un garrese bene elevato, due scapole con le punte ravvicinate, sono ben rilevabili anche a quell’età, sicché è bene osservare se queste qualità ci sono dato che non si tratta di caratteri estetici, ma di elementi di costruzioni che hanno un riflesso diretto sulla meccanica dell’animale. Opportuna considerazione deve avere il posteriore, le cui angolazioni devono essere piuttosto aperte, ma non troppo, ed il metatarso, in particolare, deve essere ben perpendicolare al terreno, senza sporgersi né in avanti né indietro. Una inclinazione in avanti indica infatti un eccesso di apertura e, di conseguenza, una rilassatezza dei tendini, mentre una posizione inclinata all’indietro indica una mi-

nore possibilità di apertura durante la spinta per il galoppo, e quindi una minore efficienza meccanica. Ai fini della efficienza è anche molto importante la spalla, che nel pointer deve essere lunga, inclinata tra 45° e 55° rispetto alla linea orizzontale, libera nei movimenti e ben dotata di muscoli lunghi e nettamente divisi gli uni dagli altri. Una spalla corta, riduce l’ampiezza della sgambata e quindi l’efficienza del galoppo, mentre una spalla dritta consente una maggiore velocità, ma affatica moltissimo l’animale.

Caccia Passione 57


Semiautomatici, Sovrapposti e Doppiette..

Caccia Passione 58


Il 2012 di FRANCHI

Caccia Passione 59


Semiautomatici, Sovrapposti e Doppiette.. Il 2012 di Franchi Il 2012 di Franchi: La Franchi, non si spaventa davanti alla difficile situazione attuale, anzi si rimbocca le maniche e presenta al mercato una gamma di prodotti completa, moderna ed equa dal punto di vista del prezzo.

L

e caratteristiche irrinunciabili che Franchi pone alla base di ogni suo progetto, oltre alle ormai consolidate Affidabilità e Sicurezza, sono due: la perfetta Ergonomia e la spiccata Essenzialità. Tutti i fucili Franchi sono progettati per essere l’estensione naturale del braccio del cacciatore, come se fossero sempre stati parte integrante della sua persona. Quando andiamo a caccia, noi cacciatori, non siamo spettatori esterni, ma siamo parte del momento, così come i nostri fucili sono parte di noi. Franchi inoltre vuole darti un fucile che contenga tutte quelle caratteristiche che ti permettono di svolgere la tua attività preferita senza intoppi ne preoccupazioni e che ti ripaghino in modo certo del tuo investimento economico. Ma analizziamo più in dettaglio i fucili Franchi che troveremo nelle armerie nel corso del 2012.

ricchita di ben 5 modelli. Infatti all’Affinity cal. 20 in legno, verranno aggiunti il calibro 20 in polimero nero e nella versione Camo. Le stesse configurazioni sono previste per il calibro 12. Quindi in meno di un anno, e cioè a partire da Luglio 2011, la Franchi è SEMIAUTOMATICI: stata in grado di lanciare sul mercato Nel 2012 la gamma Affinity verrà ar- ben 6 nuovi prodotti. I calibro 12 saCaccia Passione 60


Fucili da caccia ranno disponibili a partire da Maggio nelle versioni legno e sintetico nero, mentre a Giugno per la versione camo. Il calibro 20 in legno e in sintetico è già disponibile, mentre il camo sarà disponibile anch’esso a Giugno. Le presentazioni delle novità avverranno nelle principali fiere Italiane ed Europee e in particolare a Vicenza durante L’Hunting Show, a Norimberga durante l’IWA e a Brescia durante l’EXA

te dedicata alla caccia e permette a tutti gli utilizzatore dei suoi fucili di passare giornate indimenticabili a stretto contatto con la natura senza nessun tipo di preoccupazione. Franchi infatti non offre solo un fucile, ma un’esperienza di caccia vera e propria alla ricerca di quei forti valori che fanno dell’arte venatoria un’attività moderna, sana e rispettosa dell’ambiente che ci circonda.

SOVRAPPOSTI: La gamma dei fucili a due canne sovrapposte non verrà modificata rispetto all’offerta del 2011. Verrà mantenuta quindi la produzione dell’ultimo nato, il Falconet One, presentato nel 2011 oltra a quella già ben conosciuta del Falconet, dell’Alcione, del Falconet Pro e delle due versioni più eleganti, il Veloce e il Renaissance offerto con doppia canna intercambiabile in cal. 20 e 28. Tutta la gamma dei Sovrapposti è già disponibile.

Per maggiori informazioni: www.franchi.com Per i tuoi commenti facebook: Franchi Sintonia Naturale

DOPPIETTA: A completamento della gamma, la Franchi continuerà ad offrire al mercato le sue prestigiose doppiette Condor in Calibro 12 e 20. Anche i fucili a doppia canna parallela sono già disponibili. Come si può ben capire, la Franchi offre una gamma interamenCaccia Passione 61


Pulizia e ordinaria manutenzione Operazione necessaria, la pulizia dell’arma richiede pazienza, impegno e costanza. Sottovalutare la manutenzione del proprio fucile è un errore da evitare, visto che potrebbe compromettere l’andamento positivo della battuta di caccia

A

nche la pulitura dell’arma è un arte alla quale è fondamentale dedicare del tempo e impegno, dato che una buona pulizia e manutenzione del fucile pone le basi per una buona e divertente battuta di caccia e cancella il rischio di veder grippare la propria arma proprio nel momento cruciale. Il fucile dovrà essere pulito con l’ausilio di uno scovolo di metallo. Si tratta sostanzialmente di uno spazzolino che ricorda molto da vicino quello impiegato per lavare l’interno delle bottiglie. L’unica differenza è che nel nostro caso lo scovolo sarà di metallo o di lana e attraverso questo verranno non solo pulite, ma anche lubrificate le canne interne del fucile, sia esso dotato di anima liscia o rigata. Se non si dispone di scovolo, sarà comunque possibile pulire l’arma internamente grazie ad una semplicissima bacchetta di legno dotata però, sull’estremità di un piccolo foro; in questo verranno legati piccoli lembi di straccio pregni di olio

Caccia Passione 62

Di norma il cacciatore è chiamato a di inutilizzo prolungato, prima appositamente pensati per la lubrificazione delle armi. Nell’estremità potranno essere fissate anche delle applicazioni di metallo dolce gratta ruggine, utili appunto per depurare la canna da tutte quelle eventuali impurità che potrebbe ospitare, senza essere danneggiata. Dopo lunga inattività però il consiglio da seguire è quello di smontare il fucile in tutti i suoi pezzi principali. Solo in questa maniera l’arma potrà essere pulita a dovere con tanto di soddisfazione da parte del cacciatore. Nel caso di doppietta questa operazione risulta davvero semplice: sarà infatti sufficiente estrarre la sottocanna facendo pressione sul piccolo perno che normalmente si trova nell’estremità anteriore, o nel caso in cui sia presente


Fucili da caccia

del fucile da caccia

pulirlo dopo ogni battuta o in caso di rimettersi in attività. una levetta semplicemente sollevarla. Il fucile in questa maniera verrà aperto e il calcio e le canne separate. Con una buona dose di attenzione e pazienza l’arma dovrà essere pulita e lubrificata sia internamente che esternamente. Questo la proteggerà soprattutto durante le giornate umide e piovose. Da tener bene a mente che esagerare nella lubrificazione, specialmente in quella interna, influirà negativamente nelle gittate future. La virtù come al solito sta nel mezzo. Se siete in dubbio d’aver esagerato in fase di pulitura dell’arma con l’uso di lubrificanti potrete pulire le canne interne con uno straccetto asciutto, facendo ricorso alla famosa bacchetta. La pulizia dei semiautomatici si dimo-

stra leggermente più complicata, dato che l’operazione di smontaggio richiede un livello di attenzione maggiore. In ogni caso il consiglio che diamo è quello di usare sempre lubrificanti professionali, pensati appositamente per la pulizia delle armi. Li si può trovare con una certa facilità presso i negozi specializzati. Per quanto alcuni ancora li consiglino, è meglio evitare l’utilizzo di olio d’oliva, di petrolio o similari. E’ inoltre importante tenere in considerazione il fatto che la pulizia dell’arma è un’operazione che sporca. Sembrerà un controsenso, eppure le cose stanno proprio così e se si vuole evitare di sentire le lamentele altrui, si dovranno prendere delle semplicissime e altrettanto utili precauzioni. Ad esempio si potrà foderare il tavolo di lavoro con doppi giornali, o magari spruzzare l’olio all’interno delle canne tenendole rivolte esattamente verso i giornali e non necessariamente fronte al tappeto o al prezioso divano. Il pezzi del fucile andranno inoltre poggiati su qualcosa di morbido che ovviamente verrà sporcato. Anche questo aspetto è da tenere in considerazione prima di iniziare la manutenzione dell’arma. Pulire periodicamente la propria arma significa non solo mantenerla sempre efficiente, ma soprattutto prolungarne notevolmente la vita. Il segreto? Non rimandare mai a domani quel che si può fare oggi. Caccia Passione 63


Il mio primo cinghiale ‌quasi! di Giovanni Di Maio

Caccia Passione 64


I

Racconti venatori

cani abbaiano in lontanan- caccia; non ci siamo spostati molza, sono ancora molto lontani to, siamo sul Montalbino, praticain effetti e non riesco ancora a mente la montagna dietro casa mia capire se vengono nella mia dire- che da piccolo vedevo come un gizione. Dovrò attendere ancora un gante seduto a proteggere la città. po’ scrutando i cespugli e gli albe- Ho sempre sentito storie di queri intorno a me sperando di per- sti boschi a pochi chilometri da cepire un rumore, un movimento casa mia, mio nonno mi raccone finalmente quella macchia nera tava di una vasca di raccolta delle stagliata nel verde, un cinghiale. acque provenienti da una sorgente Mi sento un po’ nervoso in effetti, che sgorga direttamente dalla piesarà l’emozione visto che è la mia tra che diviene spesso abbeveratoio prima battuta di caccia al cinghiale; per gli animali selvatici che popolano la montagna. per anni ho desiderato partecipare Nel momento in cui la squa- Ora mi ritrovo e finalmente mi è dra si è radunata ed è al com- molto al di sopra capitata l’occasio- pleto, i capocaccia stabili- di quella vasca; ne di far parte di scono gli appostamenti ed i dopo aver paruna squadra di luoghi dove sciogliere i cani. cheggiato le auto nello spiazzo poco caccia al cinghiale. Devo ringraziare Antonio, un ami- più su del vecchio monastero, ora co cacciatore che tante volte mi ave- Santuario, di Santa Maria del Monte va raccontato delle battute di cac- Albino abbiamo cominciato a scarcia a cui aveva partecipato con la pinare su per la montagna seguendo squadra di cui fa parte; la settimana i vecchi sentieri che tagliano il boscorsa Antonio mi ha chiamato per sco che la ricopre per salire sempre invitarmi a partecipare avvisando- più su verso il crinale dove dovrebbe mi che per la battuta di oggi sarebbe essere più facile trovare i cinghiali. mancato uno dei cacciatori e quindi I canai ovviamente sono saliti ancosi sarebbe liberato un posto per me. ra più in alto quasi al crinale della Dopo la levataccia di stamattina alle montagna da dove si scorge l’altro quattro con Antonio ci siamo ra- versante, quello di Tramonti che dedunati, insieme al resto della squa- grada verso il mare, verso la Costiera dra, al bar per la consueta colazio- Amalfitana; deve essere uno spettane e poi via tutti verso la zona di colo straordinario da lassù ma oggi Caccia Passione 65


il mio compito è stare più a valle. Mi sono posizionato alla posta che mi è stata assegnata, sono vicino ad Antonio visto che sono nuovo sia della squadra che di questo tipo di caccia; in questo modo se ho bisogno di aiuto lui può darmi una mano. Per la mia prima giornata al cinghiale devo dire che è capitata proprio una bella giornata, il cielo è terso e l’aria è fresca ma gradevole nonostante siamo a dicembre; forse sarà per la scarpinata fatta per arrivare fino a quassù. Mi giro un po’ intorno per sgranchirmi le gambe poi mi rivolgo verso la cima della montagna in direzione dell’abbaio dei cani che si fanno sempre più vicini; avranno fiutato qualche animale, speriamo che lo spingano dalla mia parte. Sento i cani sempre più vicini e comincio a guardarmi intorno scrutando meglio tra gli alberi; il bosco quassù è composto per la maggioranza da roverelle, lecci, castagni e qualche faggio con i tronchi non molto vicini tra loro lasciando quindi una visuale abbastanza libera per un eventuale tiro. I raggi di sole penetrano tra le cime degli alberi e nell’aria si sente un piacevole profumo di rosmarino selvatico; mi accorgo che il terreno alla base degli alberi è ricoperCaccia Passione 66

to da queste piante anche molto alte in alcune zone meno battute. I cani sono vicinissimi, comincio a innervosirmi. Do un occhiata alla mia carabina Benelli Argo En-

durance calibro 30-06 per controllare che sia carica e funzioni bene; l’avevo presa qualche mese fa sperando di poterla usare presto sul cinghiale e finalmente mi è capitata l’occasione giusta. Di nuovo uno sguardo agli alberi intorno a me, ho avuto l’impressione che qualcosa si muovesse ma forse è stata solo una mia suggestione dovuta alla tensione. Do uno sguardo dalla parte del mio amico Antonio, da qui riesco a scorgerlo grazie al giubbetto arancione ad alta visibilità ma non riesco a capire se ha


Racconti venatori scorto qualcosa. Speriamo che il cinghiale non abbia tutta questa visibilità e si accorga di me solo alla fine. Improvvisamente un rumore tra i cespugli in lontananza. Forse non mi ero sbagliato, qualcosa sembra muoversi davvero. Imbraccio la carabina in posizione di puntamento per sicurezza e comincio a scrutare tra gli alberi. Improvvisamente dai cespu-

gli davanti a me, a circa trenta metri tra un gruppo di castagni, vedo sbucare una grossa macchia nera che trotterella proprio nella mia direzione: è lui, il cinghiale. Per un attimo mi trovo spiazzato, nonostante lo sperassi non avrei mai immaginato che potesse venire da questa parte. Ad un tratto si ferma

a venti metri dinanzi a me, sembra indeciso, forse ha avvertito la mia presenza. Non mi capiterà mai più un occasione simile. Cerco di lasciare da parte l’emozione e posiziono il punto rosso della mia carabina proprio sulla schiena del cinghiale; un bel respiro profondo e tiro il grilletto. Il rumore dello sparo si diffonde per la vallata misto al grido del cinghiale che fugCaccia Passione 67


ge terrorizzato proprio in direzione di Antonio; sono ancora in puntamento, non so se l’ho colpito e provo a fare subito fuoco ancora una volta ma a quanto pare non ho mirato bene e il cinghiale continua a correre fino a che lo perdo di vista tra gli alberi. Mi viene spontaneo gridare al mio amico, “Antò stà arrivann nda’tte!” e pochi secondi dopo sento un altro sparo che sembra provenire proprio dalla posta di Antonio; speriamo che almeno lui l’abbia preso. A quanto pare non mi sbagliavo, sento Antonio che grida “Preso!” facendo capire chiaramente di aver abbattuto il cinghiale, poi da la notizia tramite la radiolina agli altri della squadra che non si sprecano in complimenti e battute. E’ già quasi mezzogiorno e il capocaccia dichiara ufficialmente terminata la battuta. Mi avvicino ad Antonio per complimentarmi con lui, dopo un po’ arrivano anche gli altri a dare una mano per recuperare l’animale abbattuto e portarlo giù alle macchine; è un bell’esemplare da almeno 100 kg. Per essere la mia prima battuta di caccia al cinghiale non posso lamentarmi visto che ho quasi abbattuto un verro da cento chili; dico quasi perché il mio primo colpo non era proprio andato a vuoto Caccia Passione 68

come credevo: esaminando bene la carcassa infatti ho potuto notare che le ferite erano due mentre Antonio ha sparato soltanto un colpo. Per questa volta penso proprio di potermi accontentare quindi recuperiamo alla svelta l’animale poi tutti a pranzo e a festeggiare.


Artemis 3000 3-9x42 della Meopta : dal 1933 ottiche di grande qualità

Il cannocchiale Artemis 3000 3-9x42 è solo uno dei tanti prodotti che la Casa della Repubblica Ceca produce. Quest’ultima, inffati, è attiva non solo nel settore dell ottiche militari e da caccia, ma anche nel campo medico

La Meopta è un industria della Repubblica Ceca con sede a Prerov (vicino Praga) e negli Stati Uniti d’America con sede a Long Island nello Stato di New York. Fondata nel 1933 con il nome di Optikotechna dal Dott. Alois Mazurek e dall’Ing. Alois Beneš, quest’industria si occupava della produzione di lenti per le macchine fotografiche e lenti d’ingrandimento. Dopo la Seconda Guerra Mondiale la Optikotechna venne ribattezzata Meopta. La Meopta durante l’occupazione tedesca nella seconda guerra mondiale, era considerata una delle migliori case produttrici di ottiche da guerra. Per questo motivo la Germania nazista, quando Caccia Passione 70

occupò la Repubblica Cecoslovacca, prese il controllo della gestione e della produzione dell’alllora Optikotechna, al fine di creare ottiche per uso militare. Oggi la Meopta produce sistemi per uso militare, ottiche per uso sportivo e venatorio, proiettori cinematografici digitali e strumenti ottici di precisione per uso medico. Dopo questa necessaria premessa per presentare una relatà come la Meopta, andiamo ad analizzare il cannocchiale Artemis 3000 3-9x42. La collaborazione tra le due sedi della Meopta, ci porta ad affermare che quest’ottica può essere considerata come il meglio dei due mon-


Ottiche di. Infatti, è considerata come il miglior cannocchiale da 30 mm presente sul mercato mondiale di oggi. Il tubo è in lega di alluminio con oculare per la messa a fuoco veloce; vie-

MOA 52 per altezza e derivazione, correzione della diottria +/- 3, un peso di 530 grammi ed un eye relief (ossia la distanza dalla superficie ultima di un oculare a cui l'occhio può essere

ne utilizzato l'azoto purificato per creare l’impermeabilizzazione, l’antiappannamento e per garantire prestazioni antiurto. Il tradizionale campo di applicazione per la caccia nel Nord America dell’ Artemis 3000 3-9x42 , è stato velocemente adottato da cacciatori di tutto il mondo per la sua versatilità e le prestazioni superbe, anche in condizioni estreme. Vediamo le caratteristiche.

posizionato in modo che corrisponda la pupilla di uscita oculare a pupilla di entrata dell'occhio) di 75 mm.

Il rivestimento delle lenti è stato reso più anti-riflettente possibile, al fine di garantire la trasmissione della luce del 87% - 90%. L’ Artemis 3000 3-9x42 rimane preciso durante lo spostamento d'aria e la quadratica ha un passo di 0,7 centimetri / 100m. La ghiera di regolazione è ergonomica, mentre la meccanica interno assicura l'apice della durabilità. Lunga 320 mm, quest’ottica ha tali valori : un campo visivo di di 13.2/4.8,

opta riesce ad utilizzare, grazie anche alla collaborazione che c’è tra le due sedi, le quali, continuamente, si scambiano informazioni sulle nuove tecniche di produzione dei loro prodotti. In conclusione la Meopta è un’azienda la quale, operando in più campi da quello medico a quello militare, è in grado di creare prodotti e, nel nostro caso, ottiche da caccia di ottima qulità ed alte prestazioni.

Il reticolo anteriore o posteriore sul piano focale è a Z, mentre l’ingrandimento è di 3 – 9x. In conclusione si può affermare che l’ Artemis 3000 3-9x42 è un cannocchiale che beneficia della tradizione e della moderna tecnolgia che la Me-

Caccia Passione 71


Intossicazioni del cane da piante velenose

-

S

embrerà pure un problema di poco conto, eppure è più trebbe aspettare e può creare problematiche anche particolarmente gravi. Non è necessario farsi prendere da inutili allarmismi, quanto piuttosto è importante conoscere bene le abitudini del proprio cane e le caratteristiche di tutte quelle piante, da appartamento, selvatiche, spontanee e da giardino, che possono dimostrarsi tossiche e pericolose per il nostro amico a quattro zampe.

al rischio di intossicazioni, è la sua stessa natura. Il cane ancora cucciolo si dimostra particolarmente curioso per tutto quello che non conosce, tanto più se si dimostra succulento e profumato, per dirlo in una parola un che anche il cane maturo, meno curioso e inesperto del cucciolo, sia comunque portato, per que-

spontanea in natura, consumando vegetali di vario genere, è ben comprensibile come il rischio di A rendere il segugio soggetto ingerire foglie, fusticini, bulbi Caccia Passione 72


Veterinaria o magari semi tossici sia reale. e tossiche, e in caso di necessità ingeriscono quel che trovano. Nessuna necessità, come anticipato prima, di farsi prendere da Ovviamente il consiglio è quello insensate paure, dato che sono di consultare immediatamente realmente rare e poco comuni, le il veterinario, qualora l’animale piante ed i vegetali estremamen- presenti sintomi di intossicaziote tossici, in grado di uccidere ne e si abbia il fondato motivo di un cane: primi fra tutti l’olean- credere che abbia ingerito vegedro, e ancora il ricino o il tasso. tali non meglio specificati. ParIn ogni caso il proprietario do- ticolarmente sconsigliato invece vrà mantenere sempre allerta la il rimedio fai da te, dato che in propria attenzione, soprattutto alcuni casi si potrebbe compliper via del fatto che non sem- care piuttosto che risolvere sibra i nostri cari amici a quatto tuazioni ad origine semplice. zampe, siano dotati della capaci- Il veterinario infatti, portando tà di scindere fra piante salutari avanti una semplice terapia sin-

Caccia Passione 73


tomatica, avrà modo di curare sare apatia, febbre e debolezza in brevissimo tempo l’animale. insieme a perdita dell’appetito; Anemone, che potrebbe cauDa ricordare inoltre che pian- sare problemi gastrointestinate potenzialmente tossiche per li e depressioni respiratorie; il nostro amico a quattro zam- Basso capace di causare danni pe, se ne possono incontra- cardiaci e la morte per arresto re ovunque e non solamente cardio circolatorio e respiratorio; in aperta campagna o fra i bo- Calla, pericolosa sia in caso di inschi. Il rischio sarà tangibile gestione che nel caso di contatto. anche in giardino, in ufficio o Causa bruciori, e nausea, dolonel terrazzo della propria casa. ri addominali, vomito e diarrea se ingerita in grandi quantità; Fra le piante da giardino e or- Calta palustre, particolarmennamentali, particolarmente pe- te corrosiva al tocco deterricolose si potrà dimostrare: mina dermatiti da contatto; Arbus Precatorius, i cui semi Ciclamino, tossico interadotati di abrina potrebbero cau- mente, sia nei fiori sia nel Caccia Passione 74


tubero. Provoca problemi gastrointestinali e vomiti; Cycas revoluta, la cui ingestione è capace di provocare intossicazioni anche molto dannose, con gastroenterite emorragica, danni epatici e insufficienza renale; Dafne, particolarmente tossica sia se ingerita, si se toccata dal nostro amico a quattro zampe. E’ capace di causare avvelenamento nel caso in cui vengano ingerite le sue bacche; Edera, velenosa sia nelle sue foglie, sia nelle sue bacche. E’ capace di causare gastroenterite, vomiti e difficoltà respiratorie, addirittura coma e morte;

Veterinaria

Vischio, che chiude la lista delle piante ornamentali e da giardino. Le sue bacche sono altamente tossiche e determinano vomito, disturbi neurologici e nei casi più gravi la morte. Meno pericolose l’Aloe, l’Amarillide, l’Anturio, l’Azalea, la Begonia, il Croton, la Dieffenbachia, il ficus, il Filodendro, il Giglio, il Glicine, l’Iris, la Mimosa giapponese, la Monstera, il Mughetto, l’Oritogalo, il Rododendro, la Stella di Natale, il Solano, lo Spatifillo e il Tulipano. Ovviamente la lista delle piante velenose non si esaurisce qui e meriterà d’essere trattato in altra sede il capitolo relativo alle piante Elleboro, velenosa sia per in- coltivate tossiche e velenose per gestione che per contatto. Pro- i nostri amici a quattro zampe. voca coliche, diarrea, vomito e paralisi o convulsioni; Oleandro, le cui foglie si dimostrano particolarmente velenose. Se ingerite potrebbero provocare la morte per arresto cardiaco. Si tratta per altro di una pianta velenosissima anche per l’uomo; Tasso, velenoso in tutte le sue parti, foglie, semi, corteccia, e legno. Causa, se ingerito, tachicardia, difficoltà respiratoria, agitazione, tremori e paralisi cardiaca nei casi più gravi; Caccia Passione 75


Invia la tua foto

Le migliori immagini verranno pubblicate, a discrezione della redazione, all'interno del Portale, della Rivista o in altre pubblicazioni curate di Caccia Passione. Caccia Passione avrà diritto d’uso e pubblicazione gratuiti dei materiali inviateci spontaneamente. Ogni autore, dichiara di avere i Diritti di Copyright delle foto inviate e dei manoscritti e sarà responsabile personalmente per l'oggetto ritratto nella foto presentata sollevando già da ora la Caccia Passione da qualsiasi responsabilità. In ogni caso il materiale trasmesso non verrà restituito.


La foto del mese

Doppia ferma su starna in Macedonia del nostro amico Elvis

Collabora con Caccia Passione:

Invia le tue Storie..

Caro Amico Cacciatore, se sei amante della fotografia naturalistica e/o venatoria, oppure Ami scrivere e Raccontarci le tue imprese venatorie e vorresti vedere le tue foto o i tuoi Articoli pubblicati su Caccia Passione, puoi inviare i tuoi manoscritti o i tuoi scatti accompagnandoli da una didascalia e dal nominativo dell'autore, all’indirizzo email: redazione@cacciapassione.com


SUL PROSSIMO NUMERO

CACCIA PASSIONE

Anno I – N° 3 – marzo 2012 www.cacciapassione.com Direttore Responsabile Vicedirettore Domenico Mansueto Direttore Marketing Valerio Troili Consulente del Direttore Saverio Patrizi

Collaborazioni Claudia Zedda, Diego Mastroberardino, Giovanni Di Maio A cura della Redazione Pubblicità Cell. 339.3817322 commerciale@cacciapassione.com Archivio Caccia Passione Shutterstock Redazione Via Camillo Golgi, 1 - 20090 - Opera (MI) redazione@cacciapassione.com Cell. 3383243383 Service Provider Made Network srl Via Macanno, 59 - Rimini (RN) Editore Associazione Venatoria Caccia Passione Via Camillo Golgi, 1 - 20090 – Opera (MI) Cell. 3383243383 redazione@cacciapassione.com Registrazione in Tribunale n. 17 del 21/01/2012 ®CACCIA PASSIONE E’ UN MARCHIO REGISTRATO. TUTTI I DIRITTI RISERVATI. VIETATA LA RIPRODUZIONE ANCHE PARZIALE SE NON AUTORIZZATA. MANOSCRITTI E ILLUSTRAZIONI , ANCHE SE NON PUBBLICATI, NON SI RESTITUISCONO.


Per Informazioni o Prenotazione degli Spazi Pubblicitari Contattare: commerciale@cacciapassione.com oppure chiamaci al 339.3817322

www.cacciapassione.com Associazione Venatoria Caccia Passione - Via Camillo Golgi n.1 - 20090 Opera (MI) - Tel 3383243383



Caccia Passione - Marzo 2012