Maria Luisa Grimani, poesia visiva.

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MARIA LUISA GRIMANI è un'artista di origini veneziane che vive e lavora a Monza. Dal 1974 al 1977 collabora nello studio di progettazione di A G Fronzoni a Milano. Studia le opere di Kandinsky e Klee con l'obiettivo di approfondire i rapporti tra razionalità e sentimento nell'arte. Nel 1975 inizia la sua attività artistica con una ricerca sul gioco e sulla sua "traduzione" in immagini.. Nel 1976 incontra Bruno Munari alla galleria Sincron di Brescia, il quale pubblica nel suo libro "La scoperta del quadrato" alcune opere dell’artista della serie "partite di scacchi". Nel 1977 collabora al progetto ‚Giocare con l’arte‛ al Castello Sforzesco di Milano diretto da Bruno Munari, dove incontra Beba Restelli e con lei apre un laboratorio didattico a Monza, attività che la impegnerà per oltre dieci anni.

Dal 1977 intraprende un lungo itinerario di lavoro sul rapporto tra parola e immagine, partendo dalla interpretazione semiotica del testo poetico. E' di questo periodo (1979) anche l'autoritratto su versi di T.S.Eliot. Nel 1980 Vando Aldrovandi, direttore della Libreria Einaudi a Milano apprezza le sue opere e le organizza la sua prima antologica. Tra questi lavori spiccano i sei pezzi del bestiario di Apollinaire, realizzati con la tecnica dello stencil, che diventeranno in seguito una cartella serigrafica con parole e segni. Lo stesso anno è al Museo della Valchiavenna con la prima mostra dal titolo ‚Il testo poetico come immagine‛ Dal 1981 allarga la ricerca su immagine e poesia alla musica. Sono di questo periodo le pagine traforate, che vengono presentate alla Galleria Sincron di Brescia insieme alle sculture di Colette Dupriez. L'invenzione legata ai ritmi musicali la spinge ad avviare una serie di opere sul segno gestuale, di ispirazione Zen.


Dal 1982 inizia i "Natali", una ermeneutica visiva del rapporto tra natura, uomo e divinità. Sono versi di Ungaretti, T.S.Eliot, Pasternak, Louis De Gongora, Apollinaire e Rilke. Nello stesso anno si dedica allo studio del colore.

Nel 1985 lavora sul romanzo di Italo Calvino "Se una notte d'inverno un viaggiatore" realizzando dieci tele esposte in un primo tempo alla Villa Reale di Monza nella Mostra Internazionale di Pittura curata da Paolo Biscottini e poi al Palazzo dei Diamanti a Ferrara a "Poesia come pittura" con Fernanda Fedi ed Erminia Verzella. Nel 1988 è nella biblioteca di Palazzo Sormani con Fernanda Fedi con una nuova mostra dal titolo ‚Poesia come pittura‛. Dal 1989 si impegna in un confronto tra il segno come "accidente controllato" (Sabro Hasegawa) e il "disegno pittorico, schizzato di getto, rapido ed improvviso" (Teresio Pignatti) di tradizione veneziana. Nasce così la mostra "Un gesto deciso" presentata nella galleria Il Brandale di Savona. Nel 1990 incontra la coreografa e danzatrice Carolyn Carlson e realizza una serie di lavori ispirati al balletto "The blue lady". Opere che verranno presentate lo stesso anno all'Istituto Italiano di Cultura di Lisbona.

A Lisbona ha modo di approfondire l'opera di Fernando Pessoa e nello stesso anno dipinge due tele nate dalla lettura de "Il marinaio". Nel 1991 crea opere ispirate al romanzo "La vita istruzioni per l'uso" di George Perec ed in particolare 40 piccole tele che compongono un unico pezzo "Il condominio omaggio a Perec." Nel giugno del 1993 presenta a Parigi, al Salone dell'aeronautica di Le Bourget, le sue opere sulla visione della terra dallo spazio, con il titolo " Spazio suono mano suono spazio". Nel settembre del 1994 è a Rovereto con "Il giardino dei segni" nell'ambito del programma del Festival della danza Oriente Occidente. Da settembre a dicembre 1994 chiude il ciclo di mostre organizzate dal Museo Caproni di Trento per celebrare il 25° anniversario dello sbarco sulla luna, presentando tra i suoi lavori anche Mappaluna, tre trittici realizzati con la collaborazione dell'architetto Betty Bianchessi.


Nel settembre e ottobre del 1995 presenta una sua mostra dal titolo "Parola come immagine" alla Galleria Le due Spine di Rovereto, tenendo anche un corso dallo stesso titolo rivolto a insegnanti, grafici appassionati di poesia. Tra le opere esposte emergono i tre pezzi ispirati alle conferenze dal "Silenzio" di John Cage. Nel 1996 partecipa ad una collettiva, nella Galleria d'arte Radice di Lissone, dal titolo "Trascrizione" dove espone in una sala le tappe fondamentali della sua ricerca sulla parola. Nel settembre del 1996 realizza la mostra ‚Dialoghi Visionari‛ con Laura Pitscheider al MART di Rovereto, in occasione del Festival della danza Oriente Occidente. Nel giugno del 1997 espone ‚Nel cerchio de la luna‛ la nuova serie ‚La luna in scatola‛, con la performance dell’attore, autore e regista Tommaso Correale Santacroce e del musicista compositore Lorenzo Gasperoni nella Galleria Fatto ad Arte di Monza.

Nel dicembre 1997 sempre nella Galleria Fatto ad Arte presenta le litografie ‚I Natali‛ e altre poesie. Nel Maggio 1998 è con L. Pitscheider a Pietrasanta nel Chiostro di S. Agostino con i ‚Dialoghi Visionari‛, presentati da Francesca Mellone. Nell’aprile del 1999 è nella Galleria Fatto ad Arte di Monza la sua mostra ‚Il giardino dei segni‛. Sempre nel 1999 è a Rovereto nella Biblioteca Civica per presentare ‚Quadri per una biblioteca‛, quaranta opere tra grafica e pittura. Nel 2000 partecipa alla collettiva itinerante curata da Giuseppe Casiraghi con l’opera ‚Rivelazione‛ dedicata al Giubileo. Nel giugno 2000 è presente alla galleria artRe di Cernusco Lombardone con la mostra ‚Nel cerchio de la luna‛, le nuove opere ‚pizz ‘e luna‛ e il monologo ‚Piccolo viaggio sulla luna‛ di e con Tommaso Correale Santacroce, musica di Lorenzo Gasperoni.

Nel 2001 è presente con i suoi libri d’artista nel salone della manifestazione ‚Lire en Fête‛ di Marsiglia, ospite dell’Atelier VIS-A-VIS e le sue poesie.


Nell’agosto del 2002 è a Ortisei con una ricerca dedicata all’albero, opere realizzate su legno, in particolare la paulownia. Il titolo della mostra è L’Albero e la Montagna ed è presentata con il pittore Giancarlo Nucci.

Dal 2003 al 2005 realizza una trilogia per dare una chiave di lettura delle sue ricerche : nel 2003 ‚Storie di scacchi‛, nel 2004 ‚Il testo poetico come immagine‛ e nel 2005 ‚Il giardino dei segni‛. Nel 2004 è a Roncoferraro (Mn) con le sue poesie visive. Nel 2005 partecipa al 1° Festival Nazionale della Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari con i suoi libri d’artista e in particolare per presentare la sua trilogia. Dal 2005 inizia una nuova sperimentazione con l’uso del personal computer e viene invitata a far parte del gruppo ‚Password‛, poeti e artisti da tutto il mondo che lavorano on line. www.password.or.at , opere che verranno presentate in spazi culturali a Graz, New York, Pechino, Milano, ed altri Nel 2007 presenta a Monza nella Galleria Civica l’antologica 1978/2007 ‚il libro che suona che canta che balla‛ il filo conduttore del suo itinerario artistico.

Dal 2007 intraprende una esperienza nel mondo virtuale di Second Life con il suo avatar Sarima Giha. Nascono così nuove poesie e le sue prime ‚cartoline‛, viaggi virtuali e mentali, descritte nel suo blog personale ‚Il fogliomondo di Sarima‛. Sempre nel 2008 inaugura la sua prima mostra di opere in digitale sperimentando per la prima volta un collegamento in diretta con Second Life alla Libreria Feltrinelli di Monza. Lo stesso anno partecipa alla mostra ‚Tintacce-tintine‛ presso la galleria d’arte Quinto Cortile di Milano con un libro d’artista. Nel 2009 è a Cologno Monzese – Villa Casati per la mostra organizzata dal Comune su ‚Tibet e spiritualità‛ con due opere ‚Il Tibet che vorrei vedere‛ e ‚ Il Tibet che non vorrei vedere‛

E’ con il gruppo Password ospite di Casa Strobele nell’agosto del 2009 a Borgo Valsugana Nel giugno del 2010 partecipa a Malagatelier con la Web Story di Sarima Giha.


L’11 settembre 2010 è presente alla Mostra d’arte e poesia di Vercelli organizzata da Dario Gaito e Paola Caramel con l’opera in digitale ispirata alla poesia di Juan Gelman ‚siempre la poesia‛ Nel 2011 prosegue la sua attività creando alcuni libri d’artista: partecipa alla Biennale del libro d’artista di Napoli con ‚vita liquida dell’avatar Sarima Giha‛ , per Verbamanent di Maddalena Castegnaro con ‚il giardino di Helga‛ in memoria della shoah e al festival del libro e della piccola editoria di Barcellona con ‚dentro e fuori il giardino‛. Giugno/Luglio dello stesso anno partecipa ad ‚Art Project‛ di Viareggio con alcune immagini della serie ‚L’inquietudine di Sarimagiha‛

Linkografia: http://mlgrimani.wordpress.com http://www.password.or.at http://sarimagiha.wordpress.com http://www.marialuisagrimani.it

Video: http://vimeo.com/11331346 (dialoghi visionari) http://issuu.com/diabolus/docs/sarima_giha (a web story) http://issuu.com/diabolus/docs/camera_obscura_sarima_giha/1 (landscapes) http://vimeo.com/15320372 (la mia storia)


Cos'è per me la poesia visiva (prima parte)

E' un pensiero trasversale, un'arte che attraversa tutte le arti. Ha come sfondo lo scibile umano, comprendendo quindi sia la cultura umanistica sia la cultura scientifica. Lavoro negli interstizi di due mondi, che Pascal ha ben definito nei suoi pensieri, tra “l'esprit de géométrie e l'esprit de finesse” (spirito matematico, spirito d'intuizione), mescolando i vari linguaggi, tentando sintesi ardite, azzardando invenzioni. E' un esercizio per il pensiero ed anche un divertimento intellettuale. Chi lo pratica ha il piacere di lavorare sulla cerniera di diverse discipline, compenetrandole, intersecandole, adattandole al proprio sentire. Suoni che diventano segni, parole che diventano immagini, grafemi o fonemi che prendono forma al di là della parola, collages di oggetti e parole, manoscritti, dattiloscritti, forme che si muovono nello spazio/foglio visto non più come supporto per la scrittura ma parte di un racconto visivo. La particolarità della mia poesia è quella di utilizzare testi di poeti, e di essere a mia volta trasversale rispetto alle diverse correnti della ricerca "verbovisuale". Alcuni miei lavori possono far parte della


poesia concreta (parole come immagini), altri della poesia visiva (parole e immagini) in verità sono difficilmente catalogabili. Le mie prime poesie, frutto di studi semiotici sull’ interpretazione del testo poetico, erano legate a visioni di immagini stellari, comete, buchi neri, esplosioni, implosioni. Furono il mio big bang e l’inizio della passione per l’uso della parola come immagine che non ho mai abbandonato. In seguito gli stimoli visivi furono altri, nascevano dalle mie stesse ricerche abbinate al suono, ispirate alla danza, legate al colore, compenetrate dalla natura che mi circonda. Le tecniche usate spaziano da quelle antiche alle più recenti: la scrittura fatta con pennino e inchiostro, il segno a pennello, l'uso del bastoncino di inchiostro solido, il collage, le lettere trasferibili, i vari tipi di stampa, l’uso del personal computer e recentemente la ricerca di una ulteriore nuova tecnica.

maria luisa grimani (dicembre 2002 - rivista 2011)


La stella di Natale, 1985



Serpente, 1981



Natale, 1983



Natale (Ungaretti), 1982



Musica sperimentale,

1985


Conferenza su niente,

1985 (di John Cage in “Silenzio”)


Magma, 1979



La capra del Tibet, 1982



Splosione stellare, 1979



Dromedario, 1981



Delfini, 1981



Contrasto, 1979



Coniglio, 1981



Carpa, 1981



Caído se le ha un clavel (Luís de Góngora)



Autoritratto semiologia della memoria, 1979



Abeti Apollinaire, 1984



Adieu „ G. Apollinaire, 1979




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