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RAPPORTO BIO BANK

2016 IL BIOLOGICO IN ITALIA SECONDO I CENSIMENTI BIO BANK DALL'ALIMENTAZIONE ALLA COSMESI

Rosa Maria Bertino Achille Mingozzi Emanuele Mingozzi


W gli sponsor

È grazie agli sponsor che la nostra casa editrice indipendente quest’anno ha potuto dedicare più tempo e risorse alla realizzazione di questo Rapporto. Senza ricevere alcun finanziamento pubblico, da oltre vent’anni raccogliamo in modo sistematico informazioni sul bio nella banca dati Bio Bank. Dati che diventano patrimonio comune nel Rapporto Bio Bank, perché liberamente consultabile da parte di operatori, grande distribuzione, associazioni, istituti di ricerca, pubblica amministrazione, università e di tutti coloro che desiderano approfondire i valori del bio.

Fiere & co

Aziende alimenti

certificazione

negozi

Aziende cosmesi & co.


RAPPORTO BIO BANK

2016 IL BIOLOGICO IN ITALIA SECONDO I CENSIMENTI BIO BANK DALL'ALIMENTAZIONE ALLA COSMESI

Rosa Maria Bertino Achille Mingozzi Emanuele Mingozzi


RAPPORTO BIO BANK

2016 autori

BIO BANK soc. coop.

RESPONSABILITÀ

Rosa Maria Bertino Achille Mingozzi Emanuele Mingozzi

Via F. Olivucci, 1 c/o Agci 47122 Forlì (FC) biobank@biobank.it www.biobank.it

Tutte le informazioni e i dati pubblicati sono stati rilevati e riportati con la massima cura. L’Editore declina tuttavia ogni responsabilità per eventuali omissioni o errori contenuti nei testi e nei dati pubblicati o per eventuali errori intervenuti nella loro riproduzione.

BANCA DATI Gloria Giunchi

PROGETTO GRAFICO Emanuele Mingozzi

PUBBLICAZIONE Pubblicato online nel settembre 2016.

DATI BIO BANK I dati sono sempre riferiti al 31 dicembre di ogni anno.

biobank@biobank.it www.biobank.it seguici

© 2016 bio bank I diritti di traduzione, di riproduzione, di memorizzazione elettronica e di adattamento totale o parziale con qualsiasi mezzo sono riservati per tutti i Paesi.


INDICE i

Introduzione

B

la banca dati bio bank

alimenti & co

7 10

14

Cosmesi & Co

40

t

Trend | 2011-2015

16

t

Trend | 2013-2015

42

r

Regioni leader | 2015

19

r

Regioni leader | 2015

43

Aziende con vendita diretta 20

Aziende cosmesi & co

44

Mercatini

22

profumerie & co

46

Gruppi d’acquisto

24

E-commerce cosmesi & co

48

Negozi

26

E-commerce alimenti

28

Agriturismi

30

Ristoranti & Co

32

Mense scolastiche

34

focus supermercati

37

f

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CERTIFICHIAMO IN ARMONIA CON LA NATURA CCPB CERTIFICA PRODOTTI BIOLOGICI ED ECOSOSTENIBILI DEL SETTORE AGROALIMENTARE E NO FOOD

L’agroalimentare biologico

Il biologico non food

I prodotti eco-sostenibili

CCPB ha gli accreditamenti e le autorizzazioni per l’attività di controllo e certificazione dei prodotti biologici, in Europa e nel mondo.

CCPB opera nel settore della cosmesi, nel tessile e nelle aree verdi coltivate con metodo bio, secondo gli standard internazionali Natrue, GOTS, OE, Bio Habitat e i nostri standard privati.

CCPB certifica i prodotti agroalimentari e non, in base a standard nazionali e internazionali quali la produzione integrata, la detergenza, la rintracciabilità di filiera, GLOBALGAP, la certificazione di prodotto e quella di sostenibilità.

Controllo e Certificazione

C C PB srl

Viale Masini, 36 40126 Bologna, Italy

Tel +39 051 6089811 Fax +39 051 254842

ccpb@ccpb.it www.ccpb.it


INTRODUZIONE Moda? Nicchia?

Il biologico non è mai stato una moda. E da tempo non è più una nicchia. Risponde infatti a una esigenza fondamentale di salute e sostenibilità destinata a crescere, come dicono gli studiosi di megatrend. E ormai si trova ovunque: nell’assortimento strutturale dei colossi dell’agroalimentare italiano che diversificano, nelle medie imprese che ampliano la loro scuderia di marchi, nelle aziende artigianali che lo intendono come naturale evoluzione di prodotti di eccellenza, spesso Dop o Igp. Lo abbiamo visto ad Expo e nelle principali fiere dell’agroalimentare. Lo vediamo ogni giorno nei mercati, nei negozi e nei supermercati.

I valori, la forza

Proprio per questo, oggi che il bio lo fanno tutti, la differenza la fanno i valori. Valori ambientali come le produzioni locali, la difesa del territorio e della biodiversità, l’attenzione alla sostenibilità. Emergenti tra etica e ambiente, come la scelta vegetariana o vegana.

I Squisitamente etici e sociali come legalità, giustizia, solidarietà e dignità. Ed è sui valori che puntano le aziende storiche del bio. Perché se il biologico è punto di partenza, e non di arrivo, prima o poi incontra altri valori. Come testimoniano le 14 storie raccolte sull’annuario Tutto Bio 2016 e rilanciate sul portale biobank.it: dalla cooperativa sociale che consegna a domicilio la spesa solidale al panificio che sforna biodiversità, dalle giovani viticoltrici capaci di innovare alla dignità ritrovata imparando un mestiere dietro le sbarre, dalla cooperativa siciliana “pizzo free” a quella calabrese che coltiva arance e legalità. Ed è grazie a queste realtà che la frontiera dell’equosolidale è avanzata dalle piantagioni del sud del mondo fino alle nostre campagne. Per costruire filiere solidali, là dove spesso domina il lavoro nero con le sue filiere “sporche”. Oggi anche le istituzioni riconoscono il biologico come “punta di diamante della nostra agricoltura”. Ma la sua vera forza non è solo colturale, è soprattutto culturale. La più grande affermazione del biologico è nel cambiamento che ha impresso a tutto l’agroalimentare italiano. Il biologico non è più ignorabile perché non è più ignorabile la domanda a cui risponde.

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Cosa cambia

Per la prima volta il Rapporto Bio Bank prende in esame con la stessa metodologia 11 tipologie di attività sulle 23 censite in banca dati: oltre alle consuete otto alimentari (aziende con vendita diretta, mercatini, gruppi d’acquisto, negozi, e-commerce alimenti, ristoranti & co, agriturismi e mense scolastiche), anche tre per la cosmesi (aziende cosmesi & co, profumerie & co, e-commerce cosmesi & co). Ma non è l’unica novità. Vista la spinta generalizzata sull’acceleratore del bio delle principali insegne della grande distribuzione, quest’anno si aggiunge un Focus sui supermercati.

Tutto uguale?

Quando si chiudono i censimenti Bio Bank, guardando i numeri delle attività che a volte restano invariati, o cambiano di poco, si può avere l’ingannevole sensazione che sia tutto uguale. E invece è tutto diverso come dimostra il turnover tra le attività che chiudono e quelle che aprono. Senza contare tutte quelle che aggiornano le proprie informazioni sulla scheda rilevamento annuale Bio Bank. È leggendo in filigrana i dati anno dopo anno, che vediamo delinearsi il futuro. Dietro quei dati ci sono le vite e il lavoro di migliaia di persone. Questo non lo dimentichiamo mai. Anzi. È il senso del nostro lavoro.

Ecco i numeri

I dati si riferiscono a 9.421 attività: 8.882 per l’alimentazione e 539 per la cosmesi. Attraverso l’elaborazione di tutti questi dati vengono realizzate due analisi distinte e complementari. Due analisi da leggere in parallelo, per una visione ponderata e integrata della realtà. Dalla prima, che confronta il numero assoluto di operatori nel periodo indicato, emerge l’andamento e si delineano le tendenze. Per l’alimentazione sono esaminati gli ultimi cinque anni, per la cosmesi gli ultimi tre. Dalla seconda, che fotografa solo l’ultimo anno, ovvero il 2015, prende forma la classifica delle regioni italiane, individuando le prime tre per numero assoluto di attività e per densità di attività ogni milione di abitanti. Si aggiungono infine i dati che caratterizzano ogni tipologia di attività. Come ad esempio i servizi offerti dagli agriturismi nel segno della multifunzionalità, le superfici di vendita e le aggregazioni per i negozi e le profumerie o il tipo di cucina per i ristoranti. Tutte queste informazioni vengono visualizzate nella pagina dei grafici, una per ogni tipologia di attività. Nel commento a lato vengono segnalate le novità emergenti ed un rapido inquadramento per meglio comprendere la genesi di certi fenomeni e la loro evoluzione nel tempo.

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B LA BANCA DATI BIO BANK Coltivare dati

Ma voi cosa fatte esattamente? Questa domanda ci è stata ripetuta moltissime volte e non è semplice rispondere. Perché il lavoro visibile, ovvero le pubblicazioni come l’annuario Tutto Bio, il portale biobank.it e lo stesso Rapporto Bio Bank, si regge sul lavoro invisibile della banca dati. E allora per dire cosa facciamo esattamente, bisogna spiegare cosa significa “coltivare una banca dati”: dalla regia delle informazioni, ovvero quali attività censire (o non censire più), come e quando censirle, dove e con che modalità pubblicare i dati, fino all’operatività quotidiana. Chi pensa che le informazioni cadano in banca dati più o meno come una pera matura cade dall’albero, non ha capito bene come funziona l’aggiornamento di un database.

Viva internet!

Le informazioni bisogna andarle a cercare una ad una e non in un solo luogo. Inoltre referenti, fonti dirette e fonti di controllo cambiano con il passare del tempo e così gli strumenti utilizzati. Agli inizi era tutto un lavoro di telefono, fax e posta. Con l’arrivo di internet le cose sono diventate più rapide. Ma anche più complesse e frammentate. Migliaia di schede di rilevamento che partono via email e altrettante che ritornano con le relative variazioni. Poi controlli sul web e telefonate e altre email ancora fino agli sms. Attività che chiudono, ma soprattutto attività che aprono, reperite attraverso ricerche attive sul campo, virtuali o segnalazioni. La svolta fondamentale è però arrivata con i social. Un mare magnum di informazioni, dalla più futile alla più utile democraticamente mesco-

la banca dati anno dopo anno Tipologie di attività e anno di avvio del censimento. In grassetto quelle analizzate in questo Rapporto.

Negozi Associazioni Aziende alimenti Certificazione alimenti

Mense scolastiche Mercatini Ristoranti & Co

Agriturismi Fiere & Co

1993 10

1995 RAPPORTO BIO BANK 2016

1996

E-commerce alimenti Supermercati Aziende di ristorazione

Gruppi d'acquisto

1998

Aziende equosolidali

2001

2002


late, che riporta giorno per giorno quello che accade anche in migliaia di attività bio. Oggi le attività più piccole non aprono un sito che rappresenta un costo. È sufficiente una pagina Facebook, che è gratuita, alimentandola con le piccole e grandi novità della propria attività. Un via vai incredibile di informazioni da gestire, quindi, che alla fine si assesta su un numero solo: 13.749 attività censite e pubblicate sull’edizione 2016 dell’annuario e sul portale. Intanto il mondo è cambiato di un altro anno.

Un gran numero

ta digitale, dalla prima inserita nel 1993 alla più recente, la numero 62.137, appunto. Ci sono attività censite fin dagli inizi, come aziende, negozi, associazioni ed organismi di controllo, che costituiscono la struttura iniziale e portante del settore. Poi si sono aggiunte mano a mano attività che significative lo diventavano, come le mense scolastiche nel 1996, i gruppi d’acquisto solidale nel 1998, gli e-commerce nel 2001, la vendita diretta nel 2003, la cosmesi nel 2011. Solo per citarne alcune. Nei grafici di queste pagine sono riportate quelle tuttora censite. Tutte pubblicate gratuitamente, se l’attività risponde ai criteri Bio Bank.

Il numero che riassume invece l’intera storia della banca dati Bio Bank è 62.137. Tante sono le attività passate dentro questo archivio, ognuna con il proprio id, ovvero la sua impron-

Aziende con vendita diretta Centrali equosolidali Fattorie didattiche

Aziende cosmesi & Co Certificazione cosmesi & Co

E-commerce cosmesi & Co Profumerie & co

Spesa a domicilio

2003

2004

Fattorie sociali

2011

2013

2015 RAPPORTO BIO BANK 2016

11


pubblicazione delle attività 2016 Evidenziate in grigio le tipologie di attività presenti in questo rapporto.

Tipologia di attività Agriturismi

Pubblicate su Tutto Bio

Pubblicate su biobank.it mappe

Associazioni Aziende alimenti

banche dati

Aziende con vendita diretta Aziende cosmesi & Co

banche dati

Aziende di ristorazione Aziende equosolidali Centrali equosolidali Certificazione alimenti

info

Certificazione cosmesi & Co

info

E-commerce alimenti

banche dati

E-commerce cosmesi & Co

banche dati

Fattorie didattiche Fattorie sociali Fiere & Co

info

Gruppi d'acquisto Mense scolastiche Mercatini

mappe

Negozi Profumerie & co Ristoranti & Co Spesa a domicilio focus

12

Supermercati

RAPPORTO BIO BANK 2016

mappe


le attivitĂ in banca dati 2015

1.250 mense 13 aziende di ristorazione

58 fiere & co

scolastiche

131

associazioni

650

2.878 aziende

28 spesa a domicilio

fattorie didattiche

con vendita diretta

142

e-commerce cosmesi & co 1o certificazione cosmesi & co 8 centrali equosolidali

244

153

profumerie & co aziende cosmesi & co

106

aziende equosolidali

221

64 fattorie sociali

mercatini

877

gruppi d'acquisto

1.395 negozi

16 supermercati

3.229

aziende alimenti 13 certificazione alimenti

INFO

450

ristoranti & co

1.527 agriturismi

286

e-commerce alimenti

VENDITA DIRETTA

FUORI CASA

COSMESI & CO

PUNTI VENDITA

ALIMENTI

INFANZIA

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alimenti & co Tra le otto tipologie di attività monitorate nella sezione Alimenti & Co la vendita diretta (aziende con vendita diretta, mercatini e gruppi d’acquisto) fa la parte del leone con 3.976 attività, una fetta del 45%. Segue il fuori casa (agriturismi e ristoranti) con 1.977 realtà (22%), poi i punti vendita fisici e virtuali (negozi ed e-commerce) con 1.681 attività (19%) e infine, per l’infanzia, le mense scolastiche con 1.350 realtà (14%). In tutto 8.884 attività censite nel 2015, rispetto

alle 8.812 dell’anno precedente, con un saldo positivo modesto dello 0,8%, la punta dell’iceberg. La parte sommersa è formata invece da quasi 400 attività omesse e più di 450 nuove, oltre alle migliaia che hanno variato i loro dati. Un censimento a tappeto, non certo a campione, che tenta di restituire su queste pagine digitali quello che accade nel mondo reale in ogni angolo d’Italia e riguarda il biologico nelle sue molteplici forme e declinazioni.

numero di attività 2015 Dati Bio Bank

2.878 1.395 877 221

AZIENDE CON VENDITA DIRETTA 14

MERCATINI

RAPPORTO BIO BANK 2016

GRUPPI D'ACQUISTO

NEGOZI


8.884 totale attività Alimenti & Co analizzate

VENDITA DIRETTA

MENSE SCOLASTICHE

PUNTI VENDITA

RISTORANTI & CO

FUORI CASA

AGRITURISMI

INFANZIA

E-COMMERCE ALIMENTI

AZIENDE CON VENDITA DIRETTA

1.527

1.250 450

286

E-COMMERCE ALIMENTI

MERCATINI GRUPPI D'ACQUISTO NEGOZI

AGRITURISMI

RISTORANTI & CO

MENSE SCOLASTICHE

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15


TREND 2011-2015 Tutti segni più per le otto attività monitorate nella sezione Alimenti & Co, passate dalle 7.720 del 2011 alle 8.884 del 2015. Ovviamente con le dovute differenze. A fronte di un incremento medio del 15%, si apre infatti una bella forbice. Da un lato spiccano nettamente i siti di e-commerce di alimenti bio, con una crescita considerevole pari al 71% e le attività di ristorazione con materie prime bio, con una crescita analoga del 69%. Dall’altro lato chiudono la classifica i mercatini biologici e della biodiversità (+4%) ed i gruppi d’acquisto solidale (+2%), gli unici che crescono a una sola cifra. Al centro, allineati alla media, un gruppo di attività con tassi di crescita ravvicinati: i negozi specializzati di alimenti bio crescono del 15%, gli spacci per la vendita diretta presso le aziende agricole biologiche del 14%, gli agriturismi aperti da coltivatori bio del 13%, le mense scolastiche che utilizzano materie prime biologiche del 12%. Numeri che, nel loro insieme, rivelano una forte vitalità del biologico. Se infatti la crescita

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t

dell’e-commerce si inserisce a pieno titolo in un trend generale e trasversale, non è così per altre tipologie di attività decisamente in controtendenza. Basta pensare alla crescita di ristoranti e negozi bio in relazione alla crisi che attanaglia commercio e pubblici esercizi da molti anni. Fra tante serrande calate nei centri storici, nelle periferie delle grandi città o nei centri commerciali, fanno così notizia le serrande che si alzano ogni giorno per un biobar, una gelateria 100% bio, un ristorante bio-veg, un negozio specializzato di alimenti bio. Va da sé che, in relazione al più ampio scenario, quelli del bio sono numeri piccoli, ma indicano come sempre una strada, una tendenza. E come tale anche un’ispirazione e uno stimolo per chi, nonostante tutto, vuole scommettere su un’attività in proprio. Oggi più che mai, occorre guardare a ciò che avanza, non a ciò che arretra. E, aggiungiamo, a ciò che è sostenibile nel tempo per sé e per tutto quello che ci circonda.


trend del numero di attività 2011-2015 Dati Bio Bank

2011

+/-

2015

GRUPPI D'ACQUISTO

861

+2%

877

MERCATINI

213

+4%

221

1.116

+12%

1.250

AGRITURISMI

1.349

+13%

1.527

AZIENDE CON VENDITA DIRETTA

2.535

+14%

2.878

1.212

+15%

1.395

RISTORANTI & CO

267

+69%

450

E-COMMERCE ALIMENTI

167

+71%

286

7.720

+15%

8.884

MENSE SCOLASTICHE

NEGOZI

tot

TREND GENERALE ALIMENTI & CO

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Ci sono luoghi in cui si cresce. Naturalmente.

Bologna venerdì 9 lunedì 12 settembre 2016 salone internazionale del biologico e del naturale

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REGIONI LEADER 2015 Questa classifica viene redatta assegnando tre punti alla regione con il numero assoluto più elevato o la più alta densità per ogni tipologia di attività esaminata, due punti alla seconda classificata e un punto alla terza. Emilia-Romagna, Lom­bardia e Toscana si confermano ancora una volta alla guida della classifica delle regioni leader per numero di attività. Prima per punteggio è l’Emilia-Romagna (16 punti), leader per numero di e-commerce, ristoranti, vendita diretta e mercatini. Seconda la

Lombardia (13 punti), leader per mense, gruppi d’acquisto e negozi. Terza la Toscana (9 punti) regina degli agriturismi. La classifica per densità per ogni milione di abitanti vede di nuovo al primo posto il Trentino-Alto Adige (11 punti), leader per gruppi d’acquisto e negozi. Al secondo entrano le Marche (9 punti), che primeggiano per la vendita diretta. Scende al terzo posto, scalzando l’Umbria, la Valle d’Aosta (8 punti) con il primato di e-commerce e mercatini.

2

regioni leader 2015

Per numero

3

n. di attività

r

1 Emilia-Romagna

1

E-commerce alimenti Ristoranti & Co Aziende con vendita diretta Mercatini

Per ogni regione leader sono indicate le tipologie di attività dove la regione si posiziona al primo posto per numero di attività.

2 Lombardia

Mense scolastiche Gruppi d’acquisto Negozi

3 Toscana

regioni leader 2015

Per densità

n. di attività/1 mln di abitanti

Per ogni regione leader sono indicate le tipologie di attività dove la regione si posiziona al primo posto per densità di attività.

3

Agriturismi

1

1 Trentino-Alto Adige

2

Gruppi d’acquisto Negozi

2 Marche

Aziende con vendita diretta

3 Valle d’Aosta

E-commerce alimenti Mercatini

Dati Bio Bank RAPPORTO BIO BANK 2016

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AZIENDE CON VENDITA DIRETTA Parola d'ordine: trasformare! Criteri del censimento ~ Aziende con uno spaccio aperto al pubblico: oltre alle aziende agricole e agli agriturismi, anche laboratori artigiani, aziende di trasformazione e distributori specializzati di alimenti biologici certificati.

Per capire come cambia la vendita diretta in migliaia di aziende agricole biologiche non bastano i dati dei censimenti Bio Bank. Bisogna aiutarsi con altri dati, per esempio quelli del Sinab, che anno dopo anno rileva sul totale degli operatori bio, la quota delle aziende agricole che fanno anche attività di trasformazione. In pratica quelle aziende che salgono lungo la filiera, seguono la trasformazione dei loro prodotti agricoli in proprio o tramite terzi, agganciano la catena del valore per recuperare reddito e marginalità. Dal 2010 al 2014 (mentre scriviamo i dati 2015 non sono ancora stati pubblicati), sono praticamente raddoppiate, passando da 3.128 a 6.104, con una vera e propria crescita esponenziale del 95%. È questa la vera trasformazione - tanto per restare in tema - visibile in tantissime aziende con vendita diretta. L'azienda biologica dove facciamo la spesa è un prototipo perfetto. All’inizio nel piccolo spaccio offriva solo la propria frutta e verdura, poi sono arrivati i prodotti di altre aziende collegate e, per completare l’assortimento, alcuni prodotti acquistati da un grossista bio al Centro Agro Alimentare di Bologna, poi hanno fatto la comparsa i primi vasetti di conserve di frutta e verdura, realizzati a proprio nome da un laboratorio artigianale. Oggi lo spaccio è raddoppiato e alle conserve è dedicato un intero scaffale con un assortimento significativo. Ecco, i numeri e quello che vediamo ogni giorno sono molto più collegati di quanto sembra. Basta osservare. Lo spaccio non può assorbire i picchi produt-

20

RAPPORTO BIO BANK 2016

tivi, la trasformazione è invece perfetta, rende i prodotti disponibili tutto l'anno, anche per i mesi invernali dove la scelta del fresco si riduce inevitabilmente. E le ricette sono tutto un programma, perché valorizzano vecchie varietà e scoprono nuovi abbinamenti. Il vero cambiamento in atto nella vendita diretta non è quindi sotto il sole, ma sopra i fornelli. Ma veniamo ai dati. Le aziende con vendita diretta erano 2.535 nel 2011, sono arrivate a quota 2.878 nel 2015, con un incremento del 14%. Di queste, 1.371 si trovano presso aziende agrituristiche, le restanti 1.507 presso aziende agricole, ma anche piccoli laboratori e grandi aziende che cercano un rapporto diretto con il pubblico. Nel 2015 sono state più di 70 le nuove attività censite, oltre 80 quelle cessate. Negli spacci si acquista prima di tutto frutta e verdura, poi olio e vino. Ma anche succhi e conserve, miele, cereali e farine. Per le sole 1.507 aziende agricole, non per gli agriturismi, è rilevata anche l’attività di trasformazione che riguarda 870 realtà, pari al 58%. L’attività didattica con i ragazzi delle scuole coinvolge invece 631 realtà sul totale di 2.878, con una quota pari al 22%. La vendita diretta è distribuita in tutta Italia, con una prevalenza del nord (43% del totale), il resto equamente diviso fra centro (28%) e sud (29%). Le regioni con il maggior numero di attività sono Emilia-Romagna con 408 spacci, Toscana con 361 e Veneto con 263. Quelle con la più elevata densità di spacci Marche, Umbria e Toscana.


AZIENDE CON VENDITA DIRETTA Dati Bio Bank

trend 2011-2015

2.535

2011

attività

+14%

2015

2.878 attività

Regioni leader 2015 1

3

per numero

per densità

n. attività

3

1 Emilia-R. - 408 2 Toscana - 361 3 Veneto - 263

2

Caratteristiche 2015 48%

con agriturismo

22%

con fattoria didattica

Con agriturismo

Con fattoria didattica

1.371 sul totale di 2.878

631 sul totale di 2.878

n. attività/1 mln abitanti

2 1

1 Marche - 130,3 2 Umbria - 129,6 3 Toscana - 96,2

Prodotti più venduti Categoria e n. di aziende Frutta e/o verdura - 1.332 Olio - 1.192 Vino - 848 Succhi e/o conserve - 726 Miele - 457 Cereali e/o farine - 424

RAPPORTO BIO BANK 2016

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MERCATINI Biologico, fresco, locale, di stagione Criteri del censimento ~ Mercatini specializzati di produttori biologici e mercatini della biodiversità dedicati ad antichi semi, piante, fiori, frutti, sapori e animali dimenticati. Il rilevamento, effettuato verso la fine di ogni anno, comprende tutti i mercatini che hanno programmato l’attività per l’anno successivo, con periodicità che varia da quelli bisettimanali fino a quelli annuali. Conosci il tuo contadino, conosci il tuo cibo. Questo motto, che centra in pieno la filosofia di tutta la vendita diretta, è perfetto anche per i mercatini bio, dove fare la spesa resta sempre un’esperienza piacevole, coinvolgente e soprattutto molto conveniente. Organizzati da associazioni culturali, ambientaliste, di produttori, negozi di alimenti bio, ma anche dagli stessi Comuni, sono appuntamenti festosi nei quali spesso i prodotti agricoli si alleano con quelli artigianali, artistici, con incontri, eventi e giochi per i più piccoli. Per provare un’esperienza unica bisogna andare, almeno una volta nella vita, alla Fierucola di Firenze, nella bellissima piazza della Santissima Annunziata fitta di banchi colorati di produttori agricoli e artigiani. Qui la formula del mercatino ebbe inizio nel lontano 1984. I mercatini non crescono e non calano, semplicemente restano! Da molti anni, pur con il consueto turnover, i numeri restano quasi gli stessi. Erano 213 nel 2011, sono 221 nel 2015, con una crescita di appena il 4%. Guardando i dati 2015, tra i mercatini che hanno programmato la loro attività per il 2016, sono una trentina quelli nuovi che apriranno i battenti, altrettanti quelli che cessano l'attività, per problematiche di vario tipo con i Comuni o legate all’organizzazione. Organizzare, gestire e tenere vivo un mercatino è infatti più complesso di quanto sembri, perché richiede una buona capacità organizzativa, collaborazione e disponibilità da parte delle amministrazioni locali. I mercatini con appuntamenti una o due volte

22

RAPPORTO BIO BANK 2016

la settimana sono il 26%, quelli mensili il 30%, quelli bimestrali e annuali il 44%. Per avere un'idea esatta di ciò che accade nei centri storici e nelle strade di molti comuni italiani, dai più piccoli ai più grandi, bisogna ovviamente moltiplicare il numero assoluto di mercatini per la periodicità di ognuno. Ecco allora che il calendario si punteggia di migliaia di appuntamenti con i produttori. Più alta è la frequenza, più il mercatino è punto di riferimento per fare la spesa settimanale di prodotti biologici freschi, locali e di stagione: frutta e verdura, pane e formaggi, conserve vegetali e miele. Nel censimento sono inclusi anche 22 preziosi mercatini della biodiversità (il 10% del totale), per valorizzare ciò che rischia di scomparire. Che questo lavoro di recupero sia un bene comune oggi è sotto gli occhi di tutti. Basta pensare a quanto è successo con il grano, surclassato dalla riscoperta di mille grani antichi, non manipolati geneticamente, richiesti per le loro caratteristiche di gusto e le eccezionali proprietà nutrizionali. La distribuzione territoriale vede una netta prevalenza del nord con 155 mercatini pari al 70%, seguono il centro con 52 appuntamenti (24%) e il sud con appena 14 mercatini (6%). Le regioni con il maggior numero di mercatini sono l’Emilia-Romagna con 47, la Lombardia con con 42 e il Veneto, a distanza, con 23. Quelle con la più alta densità sono la Valle d’Aosta con 31 mercatini per ogni milione di abitanti, l’Emilia-Romagna con 11, le Marche con 7.


MERCATINI

Dati Bio Bank

trend 2011-2015

213

+4%

2011

attività

Regioni leader 2015 2

1

3

per numero

2015

biodiversità

26%

min. 1/settimana

min. 1/anno

30%

min. 1/mese

22 sul totale di 221

n. attività/1 mln abitanti

3

44%

mercatini della biodiversità

per densità

2

1 Emilia-R. - 47 2 Lombardia - 42 3 Veneto - 23

10%

attività

1

n. attività

Caratteristiche 2015

221

periodicità

1 Valle d'Aosta - 31,2 2 Emilia-R. - 10,6 3 Marche - 7,1

Mesi con più appuntamenti Mese e n. di mercatini Ottobre - 143 Settembre - 141 Maggio - 141 Aprile - 135 Giugno - 127 Novembre - 127 Dicembre - 127

Sul totale di 221: 58 almeno una volta alla settimana 66 almeno una volta al mese 97 almeno una volta all’anno RAPPORTO BIO BANK 2016

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GRUPPI D’ACQUISTO Lievito solidale Criteri del censimento ~ Gruppi d’acquisto solidale formalmente costituiti o informali. Sono formati da persone e famiglie che hanno scelto di fare la spesa insieme in modo consapevole, con un duplice obiettivo: sostenere i produttori biologici e locali, ottenere un significativo risparmio economico.

Cosa succede in quelli che abbiamo ribattezzato “laboratori di futuro”? I gruppi d’acquisto solidale (Gas) hanno da tempo esaurito la loro spinta propulsiva. I dati Bio Bank lo confermano. Ma tappa dopo tappa, continua nel tempo la loro evoluzione positiva. Dopo dieci anni dalla nascita del primo gruppo – quello di Fidenza (Piacenza) fondato nel 1994 – si sono avviate le prime esperienze per allargare l’ambito d’attività dal cibo ai servizi, mettendo in rete anche assicurazioni, telefonia e turismo responsabile. Nel 2006 nasce in Lombardia un progetto emblematico, Spiga&Madia, che collega tuttora 600 famiglie, tre contadini, un mugnaio, cinque fornai. Solo una delle varie esperienze di coproduzione e filiera chiusa, dal campo alla tavola, gestita direttamente dai gruppi d’acquisto. Con la Finanziaria 2008 per i Gas arriva finalmente anche la certezza normativa, chiarendo una volta per tutte che non si tratta di attività commerciali. Sono quindi esenti dall’imposta sul reddito e dal regime Iva. I gruppi d'acquisto sono anche motori di altre economie, attraverso la creazione di vere e proprie Reti di economia solidale (Res), un percorso avviato nel 2012, e dei Distretti di economia solidale (Des). Per approfondire basta navigare sul sito dedicato all’economia solidale o toccare con mano alla fiera del consumo critico Fa’ la Cosa Giusta!. Per affrontare temi cruciali, come quello energetico, sono nati prima i Gaf, gruppi d’acquisto fotovoltaico, poi i gruppi d’acquisto efficienza energetica. I Gas sono anche promotori di au24

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toimprenditorialità verde: attività ispirate dalla rete dei gruppi d’acquisto o nate all’interno di singole realtà. Come ad esempio Officina naturae e La Saponaria per cosmesi e detergenza, Zenzero Candito per i biscotti artigianali o, nel tessile, Fair Coop per le felpe etiche. Per restare nella metafora alimentare, i Gas non sono l’impasto ma il lievito. Sono quindi importantissimi non solo per se stessi, ma perché fanno crescere le realtà locali, biologiche, sostenibili. E restano una insostituibile scuola di consumo critico per le nuove generazioni. Ma veniamo ai dati. I gruppi d’acquisto erano 861 nel 2011, sono 877 nel 2015, con una crescita di appena il 2%. E nel 2015 segnano per la prima volta una flessione rispetto all’anno precedente, perché a fronte di 30 gruppi che hanno cessato l’attività, ne sono nati solo 16. Un censimento al quale sfuggono, vale sempre la pena di ricordarlo, i tantissimi gruppi informali, ognuno con la propria rete di relazioni. Nel totale sono incluse anche una ventina di reti che aggregano più gruppi. La metà esatta dei Gas ha un proprio sito web per scambiarsi rapidamente informazioni. I Gas sono storicamente concentrati al nord con 552 gruppi, pari al 63% del totale, seguito dal centro con il 26% e dal sud con l’11%. La regione dove la realtà dei Gas è più sviluppata è la Lombardia con 221 gruppi, seguita a distanza da Toscana con 102 ed Emilia-Romagna con 94. Quella con la più elevata densità è il Trentino-Alto Adige con 33 gruppi per ogni milione di abitanti, seguito dalla Toscana con 27 e dalle Marche con 24.


GRUPPI D’ACQUISTO Dati Bio Bank

trend 2011-2015

861

2011

attività

+2%

2015

Regioni leader 2015 1

per numero

3

877 attività

1

per densità

n. attività

1 Lombardia - 221 2 Toscana - 102 3 Emilia-R. - 94

2

n. attività/1 mln abitanti

2

3

1 Trentino-A.A. - 33,1 2 Toscana - 27,2 3 Marche - 23,9

Caratteristiche 2015 50%

con sito web

Province con più gruppi Provincia e n. di gruppi Milano - 91 Roma - 60 Torino - 46 Firenze - 42 Bologna - 25

Con sito web 436 sul totale di 877

RAPPORTO BIO BANK 2016

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NEGOZI Insieme "c’est plus facile" Criteri del censimento ~ Negozi specializzati, macellerie, panetterie, erboristerie con un’ampia gamma di alimenti biologici freschi e secchi.

Continua il momento d’oro dei negozi specializzati. Il cambiamento è trainato soprattutto dalle nuove catene. I punti vendita di nuova generazione sono più stuzzicanti e accoglienti, offrono una gamma sempre più ampia e profonda. E sempre più spesso abbinano il bistrot o il ristorante per creare un circolo virtuoso tra momento d'acquisto e consumo. Molto dinamici i francesi di Bio c’ Bon arrivati a sette negozi sulla piazza di Milano, passo deciso per Eurospin-Pozzi con Piacere Terra arrivata a sei negozi in Lombardia. Nuove aperture anche per i negozi Biobottega, passati da 15 a 22 nel corso del 2015. Che la concorrenza faccia bene al mercato è un’evidenza. NaturaSì, prima - e per lunghissimo tempo - unica catena di supermercati bio, ha rinnovato immagine e format dei suoi negozi. Grande l’attenzione al mondo della produzione agricola, tante informazioni per raccontare i valori dell'azienda. Ma soprattutto una presenza più capillare. Sciolto il vincolo dei 250 metri quadrati, si favorisce il passaggio da Cuorebio a NaturaSì, aprendo anche in centri più piccoli. Ecco perché salgono a 190 i negozi diretti e in franchising NaturaSì (erano 130 nel 2014), mentre scendono a 265 i negozi in rete Cuorebio (erano 300 nel 2014). Mentre il supermercato online aperto dal 2014, valorizza tutta la rete con un’interazione sempre più stretta tra reale e virtuale. Ora anche in sinergia con Amazon che consegna in un’ora su Milano.

26

RAPPORTO BIO BANK 2016

Salgono inoltre a quota 300 i punti vendita collegati a Ki Group con il progetto Grandi Marche Bio. E infine continua per la sua strada anche lo storico circuito Un Punto Macrobiotico collegato all’omonima associazione. Intanto, qualcosa si muove anche al Sud. A Catania, un imprenditore della grande distribuzione ha lanciato il format San’ė, che parte dalla Sicilia, con un accento sulle produzioni regionali, incrociando tipico e biologico. Tra il 2011 e il 2015 i negozi sono passati da 1.212 a 1.395 con una crescita del 15%. Sempre elevato il ricambio. Nel corso del 2015 sono state ben oltre un centinaio le nuove aperture e più di 60 le chiusure. Elevata l’incidenza delle varie forme di aggregazione, che coinvolgono il 59% delle attività. Per quanto riguarda le superfici di vendita, sui 923 negozi che le hanno dichiarate, il 37% arriva fino a 70 mq, il 35% è fra 71 e 150 mq, il 28% oltre 150 mq. Una realtà concentrata nel nord, con 875 negozi, pari al 63% del totale, seguito dal centro con il 22% e dal sud con il 15%. La regione dove la realtà dei negozi è più sviluppata resta la Lombardia con 249 attività, seguita dal Piemonte con 163 e dal Veneto con 156. Quella con la più elevata densità di negozi per ogni milione di abitanti è il Trentino-Alto Adige con 57 attività per milione di abitanti, seguito dalla Valle d’Aosta con 47 e dal Friuli-Venezia Giulia con 39 punti vendita.


NEGOZI

Dati Bio Bank

trend 2011-2015

1.212

2011

attività

+15%

Regioni leader 2015 2

3

1

per numero

2015

2

n. attività

37%

fino a 70 mq

1

attività

3

per densità

n. attività/1 mln abitanti

1 Lombardia - 249 2 Piemonte - 163 3 Veneto - 156

Caratteristiche 2015

1.395

1 Trentino-A.A. - 56,8 2 Valle d'Aosta - 46,8 3 Friuli-V.G. - 39,1

59%

negozi aggregati

28%

oltre 150 mq

35%

da 71 a 150 mq

Superfici

Negozi aggregati

Dichiarate da 923 negozi su 1.395 343 negozi fino a 70 mq 324 negozi da 71 a 150 mq 256 negozi oltre 150 mq

820 sul totale di 1.395

aggregazioni Aggregazione e n. di negozi Grandi Marche Bio - 300 Cuorebio - 265 NaturaSì - 190 Un Punto Macrobiotico - 30 Biobottega - 22 Bio c’ Bon - 7 Piacere Terra - 6

RAPPORTO BIO BANK 2016

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E-COMMERCE ALIMENTI Quando reale fa rima con virtuale Criteri del censimento ~ E-commerce con ordine e pagamento online (senza mail di conferma) e consegna in tutta Italia. Sono inclusi e-commerce aperti da aziende bio o negozi specializzati fisici ed e-commerce solo virtuali specializzati bio o con ampio reparto bio oppure con selezioni di alta gamma, biologico compreso. Sulla precedente edizione del Rapporto Bio Bank abbiamo battezzato il 2014 come l’anno chiave dell’e-commerce bio per lo sbarco in rete di due protagonisti del mercato: EcorNaturaSì, con una vetrina virtuale da oltre 5.500 prodotti, e Alce Nero, con il suo negozio monomarca da un centinaio di referenze, sulle oltre 250 del catalogo. Ma i segnali di fermento sulla rete non si fermano. Da luglio 2016 a Milano e dintorni i prodotti dei supermercati NaturaSì, anche i freschi e l’ortofrutta, si possono ordinare direttamente su Amazon con la consegna nel giro di un’ora, grazie al servizio Prime Now. E va da sé che è solo l’inizio di un nuovo capitolo. Mentre da aprile il country manager di Amazon è passato in Esselunga per sviluppare la spesa online con la comoda consegna a domicilio. Chiudiamo il cerchio con alcuni dati tratti dal Report E-Commerce in Italia 2016 di Casaleggio Associati, che stima il fatturato in Italia del commercio virtuale in 28,8 miliardi euro nel 2015, con una crescita del 19% sul 2014. E anche se l’alimentare rappresenta solo l’1,9% della torta, la sua crescita è pari al 77% perché entrano in gioco nuovi protagonisti e si sviluppa la consegna del fresco. Un trend confermato anche dai dati Bio Bank che registrano una crescita del 71% per gli e-commerce di alimenti bio. Erano 167 nel 2011, sono arrivati a 286 nel 2015. È il tasso di crescita più elevato tra le otto tipologie di attivi-

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RAPPORTO BIO BANK 2016

tà monitorate nella sezione alimenti, insieme ai ristoranti che arrivano al 69%. Movimentato anche il turnover 2015 con quasi 50 e-commerce in uscita ed oltre 90 in entrata. Nell'offerta online di alimenti bio le vere protagoniste sono le aziende, con un’interazione sempre più fitta e proficua tra mercato reale e mercato virtuale e una quota del 71% (203 e-commerce). Seguono, praticamente allineati, i negozi esclusivamente virtuali con il 15% (42) e quelli fisici che ampliano il loro raggio d’azione attraverso il web con il 14% (41). Il 47% dei siti propone esclusivamente prodotti bio, il 29% molti prodotti bio e solo il 24% dei siti propone alcuni prodotti bio. Gli e-commerce di alimenti bio censiti da Bio Bank sono consultabili online nella sezione Banche dati su biobank.it. Offrono soprattutto olio, poi succhi e conserve, condimenti, cereali e farine, integratori, bevande, pasta e vino. Poco meno di metà delle società hanno sede al nord, con 133 siti di e-commerce, pari al 47% del totale, seguito dal sud con il 28% e dal centro con il 25%. Le prime tre regioni per numero di e-commerce sono l’Emilia-Romagna con 39 e-commerce, la Toscana con 29, il Veneto con 28. Le prime tre per densità di e-commerce sono la Valle d’Aosta con 16 e-commerce per milione di abitanti, seguito da Trentino-Alto Adige, e Molise, entrambi intorno a 10.


E-COMMERCE ALIMENTI Dati Bio Bank

trend 2011-2015

167

2011

attività

+71%

Regioni leader 2015 3

1

per numero

Caratteristiche 2015 negozi

2015

attività

2

per densità

n. attività

n. attività/1 mln abitanti

1 Emilia-R. - 39 2 Toscana - 29 3 Veneto - 28

2

14%

1

286

71%

aziende

24%

alcuni bio

3

47%

solo bio

15%

e-commerce

29%

molti bio

Tipologia

Prodotti

Sul totale di 286: 203 aziende con e-commerce 42 solo e-commerce 41 negozi con e-commerce

Sul totale di 286: 135 con solo prodotti bio 82 con molti prodotti bio 69 con alcuni prodotti bio

1 Valle d'Aosta - 15,6 2 Trentino-A.A. - 10,4 3 Molise - 9,6

PRODOTTI PIù PRESENTI ONLINE Categoria e n. di e-commerce Olio - 88 Succhi e conserve - 69 Condimenti - 68 Cereali e farine - 51 Integratori - 51 Bevande - 50 Pasta - 49 Vino - 49

RAPPORTO BIO BANK 2016

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AGRITURISMI All'insegna della multifunzionalità Criteri del censimento ~ Aziende agricole biologiche certificate che svolgono anche attività agrituristica attraverso l’offerta di uno o più servizi quali: pernottamento fisso (camere, appartamenti), pernottamento mobile (agricampeggio, sosta camper), ristorazione (bed & breakfast, mezza pensione, pensione completa, ristorante aperto anche ai non ospiti). L’agriturismo è un mondo intero che ruota intorno all’azienda agricola. Un mondo pieno di ispirazioni, come si può ben vedere nelle immagini piene di atmosfera degli agriturismi bio sul portale biobank.it o navigando in lungo e in largo sul territorio, click dopo click. Come una calamita attrae pubblici diversi secondo le attività e le stagioni. Non solo con l’ospitalità classica, attraverso il pernottamento e/o la ristorazione con varie formule e modalità, ma anche con la vendita diretta nello spaccio aziendale, con il ristorante che si apre a tutti e non solo agli ospiti, con le attività didattiche in fattoria che coinvolgono bambini e ragazzi delle scuole. È questa la sfida impegnativa delle aziende agricole che prendono la strada della multifunzionalità. Non è un caso che alcuni segnalano proprio la difficoltà di seguire tutto e quindi optano solo per la vendita diretta. Mentre altri, avendo un circuito di vendita strettamente locale, puntano sulle relazioni interpersonali e sul rapporto di fiducia costruito negli anni, abbandonando la certificazione. Per risparmiare e per semplificare la gestione. Una realtà in crescita nel periodo 2011-2015: gli agriturismi sono infatti passati da 1.349 a 1.527. Ma con una flessione minima del 2% nel corso del 2015. Una trentina le nuove aperture. Una cinquantina quelli che hanno cessato l’attività. Quasi tutti offrono il pernottamento, ovvero

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RAPPORTO BIO BANK 2016

1.423 attività pari al 93% del totale, come gli anni precedenti. La ristorazione viene proposta da 1.210 agriturismi, pari al 79%, contro l’81% rilevato nel 2014. In 742 agriturismi il ristorante è aperto anche ai non ospiti. Di questi 247 utilizzano almeno il 70% di materie prime biologiche. Per gli ospiti si parte dalla formula bed & breakfast, fino alla pensione completa. Sono invece 1.371 quelli con lo spaccio per la vendita diretta. Un’offerta che copre il 90% delle realtà, come nel 2014, confermando la sinergia tra ospitalità e offerta dei prodotti aziendali. E infine sono 464 gli agriturismi con fattoria didattica, che insieme a quelle segnalate presso 186 aziende con vendita diretta, portano al totale di 650 fattorie didattiche rilevate nel 2015. Diffusa la presenza sul web: sono 1.320 le attività che hanno un sito, pari all’86% del totale, per presentare la propria offerta. Una realtà, quella agrituristica, storicamente concentrata nel centro Italia, con 618 attività, pari al 40% del totale, seguito dal nord con il 32% e dal sud con il 28%. La regione con più agriturismi è da sempre la Toscana con 276 attività, seguita dall’Emilia-Romagna con 194 e dalle Marche con 165. Quella con la più elevata densità di agriturismi per ogni milione di abitanti è l’Umbria con 111 attività, seguita dalle Marche con 106 e dalla Toscana con 74.


AGRITURISMI

Dati Bio Bank

trend 2011-2015

1.349

2011

attività

+13%

1.527

2015

attività

Regioni leader 2015 per numero

2

per densità

n. attività

1

3

Caratteristiche 2015 90%

con vendita diretta

Con vendita diretta 1.371 sul totale di 1.527

3

1 Toscana - 276 2 Emilia-R. - 194 3 Marche - 165

49%

con ristorante aperto a tutti

Con ristorante aperto a tutti

n. attività/1 mln abitanti

1

2

1 Umbria - 110,6 2 Marche - 106,4 3 Toscana - 73,5

30%

con fattoria didattica

Con fattoria didattica 464 sul totale di 1.527

742 sul totale di 1.527

RAPPORTO BIO BANK 2016

31


RISTORANTI & CO Vegetariano o vegano? Criteri del censimento ~ Ristoranti, pizzerie, gastronomie, bar, gelaterie e altri locali che somministrano alimenti e bevande, utilizzando almeno il 70% di ingredienti biologici. Sono incluse le aree ristoro dentro i negozi di alimenti bio.

Nei ristoranti bio è da sempre protagonista la cucina vegetariana. Ora emerge quella vegana. E sempre più locali dichiarano la loro vocazione veg, che si esprime con fantasia già a partire dall’insegna: Cento3cento Veg, Dolce Vegan, Veg & Veg, Veg Point, Veganima, Vegetariamo…ci, solo per citarne alcune. La catena Veggy Days, la prima rete in franchising di ristorazione vegana e biologica in Italia è passata dai tre locali del 2014 ai 13 del 2015. Il nuovo volto della pizza bio, gustosa e leggerissima, è interpretato in pieno da Matteo Aloe, fondatore di Berberè, che conta già quattro locali tra Bologna, Firenze e Torino, mentre il quinto è annunciato per ottobre a Milano. Iniziano poi a farsi strada i primi food truck bio, veri e propri ristoranti itineranti, come la pizzeria mobile A Casa di Bio, il vegan food Chiamami Cavallo, il rural street food Piacere, Sasso… Dopo il boom delle gelaterie, i ristoranti continuano a crescere, soprattutto con formule di ristorazione leggera, stuzzicante e veloce. Non a caso, al secondo posto tra le otto tipologie di attività alimentari monitorate, ci sono proprio i ristoranti con un incremento davvero significativo pari al 69%. Sono infatti passati dai 267 del 2011 ai 450 del 2015. Nel 2015 l’incremento è stato dell’11%. Più di 90 le nuove aperture, oltre 45 le chiusure. Un dato in controtendenza che sorprende, vista la desertificazione delle attività commerciali nel settore ristorativo convenzionale, con saldi negativi che proseguono da cinque anni. Il criterio di selezione per il censimento Bio Bank resta la quantità di ingredienti bio utilizza32

RAPPORTO BIO BANK 2016

ti, che deve essere almeno del 70%, qualunque sia la tipologia di attività: ristoranti, pizzerie, gastronomie, bar, gelaterie e altri locali che somministrano alimenti e bevande. Il regolamento europeo sul bio (Reg. CE 834/2007) non norma infatti la ristorazione collettiva, ma lascia campo libero a norme nazionali o private, purché conformi alla normativa comunitaria. Per questo lo scorso marzo il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, in assenza di una legge nazionale, ha dato il via libera alla certificazione volontaria e privata da parte degli organismi di certificazione. Quindi i disciplinari privati, peraltro già operativi da anni, saranno ora preventivamente controllati e approvati dal Ministero. Nei ristoranti prevalgono la cucina vegana, indicata dal 55% dei locali, e quella vegetariana, con il 54%. Seguono la cucina tradizionale (38%), quella attenta ad allergie e intolleranze (24%), la macrobiotica (21%) e infine quella etnica (7%). Naturalmente ogni locale può offrire anche diversi tipi di cucina. Sono attività concentrate nel nord con 300 locali, pari al 67% del totale, seguito dal centro con il 27% e dal sud con il 6%. La regione con il maggior numero di attività è l’Emilia-Romagna che ne conta 100, seguita dalla Lombardia con 94 e, con molto distacco, dal Lazio con 52. L’Emilia-Romagna è anche la regione con la più elevata densità, con 23 ristoranti per ogni milione di abitanti, seguita dalle Marche con 21 e dal Veneto con 10 ristoranti.


RISTORANTI & CO Dati Bio Bank

trend 2011-2015

267 attività

2011

+69%

2015

Regioni leader 2015 2

55%

con cucina vegana

n. attività/1 mln abitanti

2

1 Emilia-R. - 100 2 Lombardia - 94 3 Lazio - 52

Caratteristiche 2015

per densità

1

n. attività

3

attività

3

per numero

1

450

54%

con cucina vegetariana

1 Emilia-R. - 22,5 2 Marche - 21,3 3 Trentino-A.A. - 9,5

38%

con cucina tradizionale

Con cucina vegana

Con cucina vegetariana

Con cucina tradizionale

246 sul totale di 450

245 sul totale di 450

171 sul totale di 450

RAPPORTO BIO BANK 2016

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MENSE SCOLASTICHE Chi ben comincia è a metà dell'opera Criteri del censimento ~ Comuni e scuole private che hanno introdotto alimenti bio nella refezione scolastica: una sola portata bio, alcuni prodotti bio o l’intero menù bio.

Graduale e progressivo: così risulta l’inserimento dei prodotti biologici nelle scuole italiane. Ecco perché, a differenza dei ristoranti, abbiamo scelto di non mettere una soglia per il censimento delle mense scolastiche biologiche, ma di includere anche quelle con una sola portata di alimenti biologici. È una scelta educativa. E anche un investimento sulla salute delle nuove generazioni. Perché nel tempo la qualità ripaga, ma nell’immediato si paga. Quindi non è certo con il criterio del massimo ribasso che si può gestire una mensa scolastica. Lo dimostrano i risultati delle ispezioni fatte dai Nas nelle scuole italiane fra il 2015 e il 2016, rilevando un ampio ventaglio di irregolarità in un quarto delle strutture. E non è certo un caso che, secondo la rete nazionale delle commissioni mensa, la migliore refezione scolastica d’Italia risulti quella di Jesi che serve ogni giorno 1.750 pasti in nidi, materne ed elementari, dove il bando di gara è stato basato sulla qualità e non sul prezzo più basso, dove la commissione mensa funziona e controlla, dove il biologico è stato introdotto dal 2004. Il numero delle mense bio comprende il numero dei Comuni che hanno scelto di introdurre in tutto o in parte alimenti bio nelle scuole pubbliche e il numero delle scuole private che hanno optato per il bio. Le cucine (centralizzate o decentrate) sono molte di più e ancora di più sono i luoghi di refezione dove vengono serviti ogni giorno oltre 1.230.000 pasti, dall’intero menù bio fino a quelli con una sola portata o un solo alimento bio, come ad esempio la frutta. Per le mense scolastiche la crescita è stata del 34

RAPPORTO BIO BANK 2016

12%. Sono infatti passate dalle 1.116 del 2011 alle 1.250 del 2015. E nel corso del 2015 sono rimaste praticamente invariate rispetto all’anno precedente con un turnover modesto a saldo zero. Sono 296 le realtà che utilizzano almeno il 70% di materie prime bio nelle cucine delle scuole, pari al 24% del totale. Per quanto riguarda le modalità di gestione, il 96% delle mense che l’hanno specificata (1.171 sul totale di 1.250) sono in appalto, il restante 4% è diviso equamente tra gestione diretta e gestione mista (diretta e appalto). Tra le aziende di ristorazione quelle con la più elevata incidenza di utilizzo di materie prime biologiche nella ristorazione scolastica sono Camst di Bologna con l’82% e Cir Food di Reggio Emilia con il 68%. Al terzo posto Dussmann Service di Bergamo, Elior Ristorazione e Gemeaz Elior - entrambe di Milano - con il 50%. Il 45% delle mense serve fino a 300 pasti ogni giorno, il 35% da 301 a 1.000 pasti, il 20% oltre 1.000 pasti. I dati sono riferiti alle mense che hanno indicato il numero di pasti, ovvero 1.157 sul totale di 1.250. Le mense bio sono soprattutto al nord, con il 71% del totale, mentre al centro sono circa il 18% ed al sud intorno all’11%. La regione con il maggior numero di realtà è la Lombardia, con 225 mense, seguita dal Veneto con 195 e dall’Emilia-Romagna con 174. Il Friuli-Venezia Giulia è la regione con la più elevata densità, con 71 mense scolastiche per ogni milione di abitanti, seguita dal Trentino-Alto Adige con 65 e dal Veneto con 40.


MENSE SCOLASTICHE Dati Bio Bank

trend 2011-2015

1.116

2011

attività

+12%

Regioni leader 2015 1

3

2

2015

2

per numero n. attività

1 Lombardia - 225 2 Veneto - 195 3 Emilia-R. - 174

Caratteristiche 2015 24%

min. 70% materie prime bio

20%

oltre 1.000 pasti

1.250

3

attività

1

per densità

n. attività/1 mln abitanti

1 Friuli-V.G. - 70,9 2 Trentino-A.A. - 65,3 3 Veneto - 39,6

45%

fino a 300 pasti

1.232.000 pasti Totale pasti giornalieri serviti

Regioni leader n. pasti giornalieri

35%

301-1.000 pasti

Con almeno il 70% di materie prime bio 296 sul totale di 1.250

pasti giornalieri Dichiarati da 1.157 mense su 1.250 521 mense fino a 300 pasti 404 mense da 301-1.000 pasti 232 mense oltre 1.000 pasti

1 Lombardia - 289.000 pasti 2 Lazio - 187.000 pasti 3 Emilia-R. - 148.000 pasti

Regioni leader n. pasti giorn./1 mln abitanti 1 Toscana - 35.000 pasti 2 Emilia-R. - 33.000 pasti 3 Lazio - 32.000 pasti

RAPPORTO BIO BANK 2016

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Tutta l’esperienza di chi lavora nel settore del biologico da decenni a servizio della GD, con la piÚ ampia gamma di prodotti. SEGUICI SU


FOCUS SUPERMERCATI Le marche dei supermercati avanzano sugli scaffali in tutte le declinazioni. Dal primo prezzo alla marca base, dalla qualità superiore alle specialità territoriali e tipiche, dai prodotti a filiera controllata a quelli biologici, dai free from agli alimenti funzionali, dalle linee dedicate ai bambini fino al non food ecologico. Ormai quasi tutte le catene distributive hanno la propria marca dedicata al bio: Auchan (Auchan Bio), Carrefour (Carrefour Bio), Conad (Conad il Biologico), Coop (Vivi Verde Coop), Crai (Crai Bio), Despar (Bio,Logico), Dico (Biodì), Esselunga (Esselunga Bio), Finiper (iNaturale Bio), In's Mercato (Bio), Pam (Bio), Selex (Bio Selex) e Sma (Bio Simply). Nel 2015 tre catene hanno spinto sull’acceleratore con un balzo considerevole di referenze rispetto all’anno precedente: Finiper è passata da 190 a 300, Auchan da 135 a 180 e Crai da 20 a 75 referenze. In occasione di Marca 2016, l’appuntamento fieristico italiano sulla marca del distributore, due catene hanno presentato la loro nuova linea bio: Sigma (Bio) e VéGé Retail (marchio esistente Delizie VéGé, con la specifica biologico). E Conad ha annunciato un ampliamento significativo della sua gamma. Pochi mesi dopo al Cibus un distributore storico del settore ha presentato BeneBio, servizio a 360° per sviluppare con la grande distribuzione soluzioni ad hoc. Sul piatto una gamma di oltre 200 prodotti bio secchi e freschi, tutti i servizi collegati, ma soprattutto una conoscenza imbattibile del settore. La lunga marcia dei prodotti biologici per conquistare gli scaffali dei supermercati è segnata

f

da alcune date fondamentali. La prima è il 1992, quando Coop, con perfetto tempismo, ad appena un anno dall'approvazione del regolamento comunitario sul biologico, avvia le prime sperimentazioni per introdurre frutta e verdura biologica in alcuni supermercati del Veneto. Ancora oggi Coop è l’insegna con la gamma bio a marca privata più ampia: in tutto 440 referenze biologiche. La seconda data è il 1999, quando Esselunga lancia Esselunga Bio, prima linea di una catena distributiva in Italia dedicata al biologico, in pieno scandalo "mucca pazza”. Dal 2000 in poi, sulla scia di Esselunga, parte la corsa alla marca bio. Tra il primo censimento Bio Bank del 2001 e l’ultimo del 2015 l’offerta di prodotti bio con la marca dei supermercati è quasi quadruplicata: da oltre 600 referenze si è passati a quasi 2.300. Una crescita determinata sia dall’ingresso di nuove catene, sia dall’ampliamento e dall’approfondimento delle gamme esistenti. Gli anni con gli incrementi più significativi sono il 2002 con un balzo del 69% rispetto all’anno precedente, il 2003 con una crescita del 25%. Poi, dopo anni altalenanti, i numeri tornano a salire nel 2013 del 31% e nel 2015 del 22%. E continueranno a farlo. Un interesse, quello per il bio, sostenuto dai numeri. Da ormai una decina d’anni i consumi di prodotti biologici crescono a due cifre, in controtendenza con il resto del mercato alimentare. Ed è ormai avvenuto il sorpasso delle vendite bio tra supermercati e negozi specializzati: 873 milioni di euro contro 862, in un mercato domestico che vale complessivamente 2.317 milioni di euro nel 2015, secondo i dati di AssoBio.

RAPPORTO BIO BANK 2016

37


supermercati e marche bio 2015 AUCHAN Auchan Bio CARREFOUR Carrefour Bio CONAD Conad il Biologico COOP Vivi Verde Coop CRAI Crai Bio DESPAR Bio,Logico DICO Biodì ESSELUNGA Esselunga Bio FINIPER iNaturale Bio IN’S MERCATO Bio PAM Bio SELEX Bio Selex SIGMA Bio SMA Bio Simply

marche bio dei supermercati - referenze totali 2001-2015 In evidenza i quattro anni con il più alto incremento di referenze rispetto all’anno precedente.

1.088

1.363

1.411

1.293 1.272 1.206 1.228

644

+69% +25% 2001 38

2002

2003

RAPPORTO BIO BANK 2016

2004

2005

2006

2007

2008


FOCUS SUPERMERCATI Dati Bio Bank

supermercati leader Per ognuno dei tre anni considerati, i primi cinque supermercati con piĂš referenze nella propria marca bio.

2001

2011

2015

292

370

440

190

250

300

50

227

300

43

150

250

31

105

180

esselunga

coop

coop

coop

esselunga

despar

esselunga

carrefour

carrefour

finiper

auchan

conad

carrefour

despar

auchan

2.259 1.742 1.858 1.187

1.243 1.280 1.328

+31% 2009

2010

2011

2012

2013

+22% 2014

2015

RAPPORTO BIO BANK 2016

39


Cosmesi & Co Sul Rapporto Bio Bank 2015 alla cosmesi e detergenza era dedicato il Fuori Rapporto, con una rapida panoramica in un paio di pagine. Da quest’anno gli dedichiamo la nuova sezione Cosmesi & Co, dove Co sta appunto per detergenza per la casa. Tre le tipologie di attività monitorate per la prima volta: le aziende di cosmesi e detergenza che hanno scelto la certificazione volontaria per qualificare le loro produzioni, le profumerie spe-

cializzate e i siti di e-commerce dedicati. In tutto 539 attività censite nel 2015, rispetto alle 459 dell’anno precedente. Il saldo positivo a due cifre, pari al 17%, è determinato dalla differenza fra la settantina di attività cessate e le quasi 150 che hanno aperto i battenti. Un comparto molto vitale, pur in assenza di una certezza normativa in ambito europeo che stenta a profilarsi all’orizzonte, come invece avvenne a suo tempo per l’agroalimentare.

numero di attività 2015 Dati Bio Bank

244 153

AZIENDE COSMESI & CO

40

RAPPORTO BIO BANK 2016

PROFUMERIE & CO

142

E-COMMERCE COSMESI & CO


539 totale attività Cosmesi & Co analizzate

E-COMMERCE COSMESI & CO

AZIENDE Cosmesi & co

PROFUMERIE & C0

RAPPORTO BIO BANK 2016

41


TREND 2013-2015 Tutti segni più anche per le tre attività monitorate nella sezione Cosmesi & Co, passate dalle 334 del 2013 alle 539 del 2015. A fronte di un incremento medio del 61%, spiccano nettamente le profumerie, balzate da 49 a 153, con una crescita a tre cifre pari al 212%. Notevole anche lo sviluppo dei siti di e-commerce dedicati alla cosmesi biologica e naturale, passati da 70 a 142, pari al 103%. Di fronte a tali numeri sembra modesta la pur rispettabile crescita del 13% delle aziende di cosmesi e detergenza.

t

Questi numeri raccontano in realtà due facce della stessa medaglia. Da un lato l’elevato interesse dei consumatori che scelgono di acquistare la cosmesi verde online, dove c’è solo l’imbarazzo della scelta e la comparazione dei prezzi è rapida, oppure di persona, “toccando con mano” e ricevendo tutte le attenzioni e i consigli del caso. Dall’altro una certa prudenza da parte delle aziende a investire nella certificazione volontaria in un settore senza certezze normative.

trend del numero di attività 2013-2015 Dati Bio Bank

tot

42

2013

+/-

2015

AZIENDE COSMESI & CO

215

+13%

244

E-COMMERCE COSMESI & CO

70

+103%

142

PROFUMERIE & CO

49

+212%

153

334

+61%

539

TREND GENERALE COSMESI & CO

RAPPORTO BIO BANK 2016


REGIONI LEADER 2015 Questa classifica viene redatta assegnando tre punti alla regione con il numero assoluto più elevato o la più alta densità per ogni tipologia di attività esaminata, due punti alla seconda classificata ed un punto alla terza. Emilia-Romagna, Lom­bardia e Lazio guidano la classifica delle regioni leader per numero assoluto di attività nel 2015. Prima è l’Emilia-Romagna (7 punti) per numero di e-commerce di cosmesi. Seconda la Lombardia (6 punti) alla pari con l’Emilia-Romagna

regioni leader 2015

Per numero

2

per gli e-commerce e inoltre con il maggior numero di aziende di cosmesi e detergenza. Terzo il Lazio (3 punti) che vince con le profumerie. In testa alla classifica per densità per ogni milione di abitanti troviamo invece le Marche (9 punti) prima in tutte e tre le tipologie di attività. Seguono Emilia-Romagna (4 punti) e pari merito, in terza posizione, Molise e Umbria che entrano tutte in classifica ma senza primati.

1 Emilia-Romagna

1

E-commerce cosmesi & Co

n. di attività

regioni leader 2015

Per densità

n. di attività/1 mln di abitanti

Per ogni regione leader sono indicate le tipologie di attività dove la regione si posiziona al primo posto per densità di attività.

2 Lombardia

3

Per ogni regione leader sono indicate le tipologie di attività dove la regione si posiziona al primo posto per numero di attività.

r

Aziende cosmesi & Co E-commerce cosmesi & Co

3 Lazio

Profumerie & Co

1 Marche

2 3 1

3

Aziende cosmesi & Co Profumerie & Co E-commerce cosmesi & Co

2 Emilia-Romagna 3 Molise

Umbria

Dati Bio Bank RAPPORTO BIO BANK 2016

43


AZIENDE COSMESI & CO Viva la trasparenza! Criteri del censimento ~ Aziende che producono, importano e distribuiscono cosmesi biologica o naturale e/o detergenza ecologica, certificate da un organismo di controllo accreditato.

L’offerta di cosmetici naturali e biologici è ampia e strutturata, con prodotti per viso, corpo, capelli, igiene orale, igiene intima, prodotti antietà, anticellulite, solari, deodoranti, profumi, make-up, intere linee dedicate ai bambini e prodotti per i piccoli animali domestici. Parallelamente alla cosmesi, si sta sviluppando anche la detergenza ecologica, con detersivi per piatti e lavastoviglie, bucato a mano e in lavatrice e prodotti per la pulizia della casa. Al di là dei canali specializzati, l’attenzione per questo mercato cresce nei supermercati (e persino nei discount) che affiancano ai prodotti con le marche delle aziende linee di cosmesi bio con la propria marca. E poi basta guardarsi intorno. I punti vendita Eataly, già molto sensibili al bio negli assortimenti alimentari, diventano ancora più green nel reparto per la cura della persona e la pulizia della casa. L’opzione bio è sempre più visibile sugli scaffali di catene specializzate di bellezza e igiene, come Tigotà o Acqua e Sapone. Così pure nelle parafarmacie, sicuramente più sensibili delle farmacie. E qualche linea bio inizia a fare capolino nelle profumerie convenzionali, le più refrattarie alla cosmesi verde. Nella (lunga) fase di transizione verso una regolamentazione comunitaria, l’adozione della certificazione, privata e volontaria, rilasciata da un organismo di certificazione accreditato, rimane la strategia più opportuna per le aziende che intendono da un lato qualificare la propria produzione e dall’altro fare chiarezza nei confronti del pubblico, che è sempre più attento.

44

RAPPORTO BIO BANK 2016

Molte aziende, si vedeva sia a Cosmoprof sia a Cosmofarma 2016, stanno invece sul confine, pronte a partire con la certificazione al momento giusto. Intanto nelle loro formulazioni iniziano a togliere gli ingredienti sgraditi ai consumatori più sensibili, come ad esempio parabeni, formaldeide, ftalati, SLS e SLES, derivati del petrolio, PEG, siliconi, fino agli ingredienti di origine animale. La notizia è quello che manca tra gli ingredienti di un cosmetico che ancora non è bio, ma diventa sempre più "verde". Questo è già un grandissimo risultato per la cosmesi biologica: aver orientato la direzione di marcia di molta cosmesi convenzionale, che inizia a ragionare per sottrazione. La strada è ancora lunga, ma almeno la marcia è iniziata. Dal 2013 al 2015 le aziende di cosmesi e detergenza sono passate da 215 a 244 con un crescita del 13%. Nel 2015 hanno invece segnato una flessione minima intorno al 2% rispetto all’anno precedente, perché a fronte di quasi 40 aziende che hanno cessato l’attività solo una trentina l’hanno avviata. Le aziende di cosmesi e detergenza bio censite da Bio Bank sono tutte consultabili online nella sezione Banche dati. Una su cinque vende anche online con un proprio sito: in tutto 52 aziende con e-commerce, pari al 21%. Nell’ambito della filiera che può contemplare anche più fasi, 172 sono produttori, 151 distributori e 23 importatori. Nell’ampio assortimento, al primo posto la cosmesi e la detergenza per la persona, indicate rispettivamente da 191 e 113 aziende.


AZIENDE COSMESI & CO Dati Bio Bank

trend 2013-2015

215

2013

attività

+13%

244

2015

attività

Regioni leader 2015 1

2

per numero n. attività

1 Lombardia - 54 2 Emilia-R. - 41 3 Toscana - 31

3

per densità

3

n. attività/1 mln abitanti

2 1

1 Marche - 12,9 2 Umbria - 10,1 3 Emilia-R. - 9,2

Caratteristiche 2015 21%

con e-commerce

172

produttori

151

distributori

23

importatori

con e-commerce

Fasi filiera

52 sul totale di 244

Risposte multiple Sul totale di 244

tipologia di prodotti Categoria e n. di aziende Cosmesi - 191 Detergenza persona - 113 Oli essenziali - 21 Make up - 17 Solari - 17 Profumi - 11 Detergenza casa - 32 Materie prime - 15 Prodotti per animali - 7 Altro - 27

RAPPORTO BIO BANK 2016

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PROFUMERIE & CO La vie en rose Criteri del censimento ~ Profumerie e saponerie specializzate che offrono un’ampia gamma di cosmesi biologica o naturale e detergenza ecologica, prodotti certificati volontariamente da organismi di controllo accreditati.

Le profumerie specializzate nella cosmesi biologica e naturale sono un fenomeno tutto sommato recente. Questi prodotti hanno sempre fatto parte dell’assortimento dei negozi di alimenti bio. Poi hanno trovato la loro vetrina ideale online, con i siti di e-commerce dedicati dove, la gamma poteva esprimersi al meglio in ampiezza e profondità. Le prime bioprofumerie, come molti le chiamano, sono comparse a partire dalla metà degli anni 2000 fino al decollo del 2013, anno del primo censimento Bio Bank. Allora, e sembra preistoria, circolava in internet un lungo elenco dove le profumerie specializzate erano mescolate a negozi bio, erboristerie, centri estetici ed altro ancora. Mettiamo ordine, ci siamo detti, e siamo partiti come sempre chiedendo la collaborazione delle aziende del settore e verificando una a una le informazioni raccolte da varie fonti, fino a censirne 49. Nel 2014 erano più che raddoppiate, passando a 105 con un balzo del 114%, nel 2015 sono arrivate a 153 con un’ulteriore crescita del 46%. Dal 2013 al 2015 sono cresciute quindi del 212%. Un vero e proprio exploit dovuto solo in parte a una messa a punto del censimento. Delle 105 attività che hanno dichiarato l’anno di apertura, il 38% sono quelle aperte fino al 2013, il 36% nel 2014, il 26% nel 2015. Un’attività in espansione, decisamente rosa. Sono soprattutto giovani donne quelle che decidono di trasformare la loro passione per la cosmesi biologica e naturale, coltivata per anni, in

46

RAPPORTO BIO BANK 2016

una vera e propria opportunità di lavoro. I negozi sono piccoli, in alcuni casi gusci di noce. Delle 41 attività che hanno dichiarato la superficie di vendita, il 34% arriva appena a 25 mq, il 49% dispone di una superficie tra i 26 e i 50 mq e solo il 17% supera i 50 mq. Un settore in cui è molto alta la sinergia tra reale e virtuale. Sono infatti quasi una quarantina le profumerie fisiche che vendono anche online. E se nell’alimentare le reti e le aggregazioni sono partite lentamente, per le profumerie sono partite quasi subito. Thymiama, prima catena in franchising di bioprofumerie, partita da Roma nel 2009, ne ha messe in rete più di venti, distribuite in una decina di regioni. Mentre Bella Bio, partita dalla Romagna nel 2010, è passata di mano nel 2015, entrando nell’orbita dell’azienda milanese Hps, con sei profumerie e una nuova insegna: Bella Bio EcoChic. Interessante la distribuzione territoriale con una discreta concentrazione al nord che conta 62 profumerie pari al 40% del totale, seguito a sorpresa dal sud con 50 profumerie pari ad un significativo 33% e infine dal centro con 41 attività, pari al 27%. La regione con più profumerie è il Lazio con 24 attività, seguito dall’Emilia-Romagna con 22 e dalla Campania con 18. Tra le regioni con la più elevata densità, in testa le Marche con poco più di 5 profumerie per ogni milione di abitanti, seguite dall’Emilia-Romagna con poco meno di 5 e dall’Abruzzo con 4,5.


PROFUMERIE & CO Dati Bio Bank

trend 2013-2015

49

2013

attività

+212%

153

2015

attività

Regioni leader 2015 per numero

2 1

3

1 Lazio - 24 2 Emilia-R. - 22 3 Campania - 18

Caratteristiche 2015 26%

nel 2015

2

n. attività

38%

fino al 2013

17%

oltre 50 mq

per densità

n. attività/1 mln abitanti

1

3

1 Marche - 5,2 2 Emilia-R. - 4,9 3 Abruzzo - 4,5

34%

14%

fino a 25 mq

Thymiama

4%

Bella Bio

36%

49%

nel 2014

da 26 a 50 mq

82%

indipendenti

Anno di apertura

Superfici

catene e indipendenti

Dichiarato da 105 attività su 153 40 fino al 2013 38 nel 2014 27 nel 2015

Dichiarate da 41 attività su 153 14 profumerie fino a 25 mq 20 profumerie da 26 a 50 mq 7 profumerie oltre 50 mq

Catena e n. di negozi Thymiama - 21 Bella Bio - 6 Indipendenti - 126

RAPPORTO BIO BANK 2016

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E-COMMERCE COSMESI & CO Profumo di web Criteri del censimento ~ E-commerce aperti da aziende di cosmesi e detergenza, profumerie fisiche e profumerie solo virtuali, per l’acquisto di cosmesi biologica o naturale e detergenza ecologica, con ordine e pagamento online (senza mail di conferma) e consegna in tutta Italia.

La cosmesi bio ha sempre avuto un grande alleato in internet sia per la parte informativa, sia per quella commerciale, attraverso e-commerce dedicati con assortimenti imbattibili. Salute e bellezza rappresentano appena lo 0,2% del fatturato di e-commerce in Italia nel 2015, secondo le stime di Casaleggio Associati. Non ci sono ovviamente dati sull’incidenza del biologico e del naturale all’interno di quello zero virgola. Ma è nostro parere che il bio abbia scelto come canale d’elezione internet, per farsi strada in un mercato saturo di proposte convenzionali, poco attento in una fase iniziale verso il nuovo trend, e dove il greenwashing è uno sport molto seguito. Nella rete sono così partiti forum e blog che offrono consigli pratici, segnalano e commentano nuovi prodotti, indicano tendenze, fanno “cultura”. Nella rete hanno preso vita i negozi virtuali. Solo dopo hanno aperto i battenti i negozi fisici: le profumerie specializzate ed anche qualche saponeria. Un caso emblematico è quello di Saicosatispalmi, il forum creato da Barbara Righini nel 2005, che ha dato vita al negozio virtuale nel 2006 e a seguire al negozio fisico di Pescara nel 2009. Dal 2013 al 2015 gli e-commerce di cosmesi e detergenza sono passati da 70 a 142 con un balzo significativo del 103%. La crescita nel 2015 è stata pari al 37% rispetto all’anno precedente, grazie a un turnover largamente positivo. A fronte di una ventina di

48

RAPPORTO BIO BANK 2016

e-commerce che hanno cessato l’attività, quasi 60 hanno acceso le loro insegne sul web. L’offerta online di cosmesi bio è promossa e ripartita abbastanza equamente tra aziende di cosmesi che aprono il proprio canale virtuale (37%), profumerie fisiche (33%) ed e-commerce puri (30%). Chi apre una profumeria bio spesso fa anche il passo successivo, aprendo poco dopo la sua vetrina virtuale per ampliare il proprio raggio di azione. Il 44% dei siti propone esclusivamente prodotti bio, sempre il 44% molti prodotti bio e solo il 12% alcuni prodotti bio. Segno di un’altissima specializzazione. Gli e-commerce di cosmesi e detergenza bio censiti da Bio Bank e consultabili online su biobank.it offrono in ordine di frequenza: cosmesi, detergenza persona, solari, make-up, oli essenziali, profumi. Seguono detergenza casa, prodotti per animali, materie prime e altro ancora. Il 58% delle società proprietarie di siti di e-commerce di cosmesi e detergenza ha sede al nord, oltre il 23% al centro e il 19% al sud. Le prime tre regioni per numero assoluto di e-commerce sono l’Emilia-Romagna e la Lombardia a pari merito con 28 e-commerce, il Veneto con 15, le Marche e la Toscana, anch'esse a pari merito con 13. Le prime tre per densità di e-commerce sono le Marche con otto e-commerce per milione di abitanti, seguite da Molise ed Emilia-Romagna entrambe a quota sei.


E-COMMERCE COSMESI & CO Dati Bio Bank

trend 2013-2015

70

2013

attività

+103%

142

2015

attività

Regioni leader 2015 1

2

1

per numero

3

n. attività

3

3

1 2 3

Emilia-R. - 28 Lombardia - 28 Veneto - 15 Marche - 13 Toscana - 13

Caratteristiche 2015 30%

e-commerce

37%

aziende

12%

alcuni bio

n. attività/1 mln abitanti

1 2

44%

solo bio

33%

44%

tipologia

prodotti

Sul totale di 142: 52 aziende con e-commerce 47 profumerie con e-commerce 43 solo e-commerce

Sul totale di 142: 63 con solo prodotti bio 62 con molti prodotti bio 17 con alcuni prodotti bio

profumerie & co

per densità

molti bio

1 Marche - 8,4 2 Molise - 6,4 3 Emilia-R. - 6,3

categorie ONLINE Categorie e n. di e-commerce Cosmesi - 135 Detergenza persona - 127 Solari - 91 Make-up - 87 Oli essenziali- 80 Profumi - 73 Detergenza casa - 55 Prodotti per animali - 42 Materie prime - 21 Altro - 28

RAPPORTO BIO BANK 2016

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TUTTO BIO 2016

WWW.BIOBANK.IT

UN VALORE TIRA L’ALTRO

UN LINK TIRA L’ALTRO

n Le storie di chi ha scelto il bio insieme ad altri valori n I dati di oltre 10.800 attività n La vantaggiosa Bio Bank Card per ricevere lo sconto del 10% presso 659 attività convenzionate n L’annuario Tutto Bio 2016 è nei bookshop online e in libreria, 320 pagine, 16 euro

n Le Mappe per vivere il bio fuori casa tra ristoranti, agriturismi e mercatini n Le Banche dati dove cercare aziende, prodotti e siti per la spesa online n Il Blog e le Info per trovare l’informazione giusta n Il portale biobank.it è dinamico, si muove sempre con te

Rapporto Bio Bank 2016  

Il biologico in Italia secondo i censimenti Bio Bank. Dall’alimentazione alla cosmesi. Il trend, le regioni leader 2015, i dati più signific...

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